LA FOTOGRAFIA È SMART

serie oro
LA FOTOGRAFIA È SMART
OBIETTIVI E SONY QX
CUSTODIE SPECIALI
DISPOSITIVI CREATIVI
LUCE A LED
Editoriale
COLLANA SERIE ORO
Progresso Fotografico ANNO 120
Direttore Responsabile
Paolo Namias
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traduzione, senza autorizzazione.
Registrazione Tribunale Milano
N. 344 del 3/8/1948
ISSN 0033 0868
Associato A.N.E.S.
La facilità e l’immediatezza dello scatto ha sempre caratterizzato la fotografia, ma
tutto dipende dalle attrezzature di cui il fotografo dispone. Danilo Cecchi ha scritto
un interessante libro per Progresso Fotografico, La storia della fotografia dal 1836 al
2000, in cui ha messo in relazione le immagini con le possibilità tecniche degli strumenti disponibili in quel momento storico. Ora dovrebbe fare un aggiornamento.
Due sono le ragioni del successo di questa nuova fotografia; in primo luogo la rapidissima evoluzione delle reti mobili, capaci di sopportare una trasmissione dati impensabile fino a poco tempo fa, e poi l’implementazione dei sistemi operativi sui telefoni, che si sono così trasformati in smartphone, ovvero computer portatili.
Tutto questo non poteva non avere effetto sul tipo di immagini scattate; avere una
fotocamera sempre pronta con sé asseconda la voglia di fotografare e suggerisce un
approccio ripiegato su se stessi, intimista. Nascono anche nuovi termini per sottolineare la differenza del nuovo approccio e così l’autoritratto diventa “selfie”, con quelle
inquadrature deformate dal grandangolare troppo vicino e gli occhi spesso spiritati.
Sì perché quello che conta è scattare, scattare tanto, senza pensarci troppo, tanto poi
le foto che non piacciono si buttano. Anzi magari le si lasciano sul vecchio telefono
perché i modelli cambiano ogni momento e non c’è né tempo né voglia di scaricarle. Né tantomeno di stamparle perché le immagini vengono “consumate” sul monitor del telefono, che infatti diventa sempre più grande e brillante; sulla carta invece
diventa evidente la scarsa qualità dei sensori e degli obiettivi e le immagini perdono fascino.
Ma allora perché dedicare un numero di Progresso Fotografico a questa fotografia?
Perché è il linguaggio dei nostri giorni e non possiamo ignorarlo. E poi tra alcuni fotografi cresce la consapevolezza che il telefono è un nuovo mezzo, che va conosciuto
e usato per le possibilità nuove che offre. Di questo si sono accorti anche i produttori
di App, un mondo estremamente creativo che mette a disposizione soluzioni di livello molto elevato; alle applicazioni abbiamo dedicato un ampio spazio e vi troverete
soluzioni utili anche se fotografate con le classiche fotocamere.
E poi gli accessori, e non mi riferisco alle cover che impazzano, ma agli strumenti al
servizio della creatività di una fotografia e di una cinematografia che può così elevarsi ad un livello professionale; uno dei registi più noti in questo senso è Park Chan-wook, coreano, che ha realizzato Paranmanjang, un corto interamente girato e montato
con iPhone 4, che ha vinto il Golden Bear per la categoria dei corti alla 61^ edizione
del Festival del cinema di Berlino. Vi suggerisco quindi di esplorare le pagine che abbiamo dedicato agli accessori, vi troverete più di una sorpresa.
Con il prossimo numero torneremo alla fotografia più classica, ci occuperemo di Canon; andremo ad esplorare il sistema fotografico, dai corpi macchina al parco obiettivi, ma non trascureremo le tecnologie di stampa, di video, di proiezione. Canon è
una delle aziende che più investe in ricerca ed abbiamo voluto approfondire queste
tecnologie per capire come può evolvere la fotografia.
Paolo Namias
Sommario
A cura di
N. 28
EUGENIO TURSI, FRANCESCO CARLINI
e
MAURIZIO COSTA
MARZO 2014
Introduzione
hh
4
Ripresa
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L’importanza
del sistema
operativo
Strumenti
hh
10
Oltre
gli automatismi:
consigli pratici
38
Un mondo
di accessori utili
Software
hh
64
hh
86
Dalle fotocamere
alle applicazioni
Le più interessanti
applicazioni
per la fotografia
hh
90
Editing
realtime
Interviste ai
fotografi
30 ii
32 ii
34 ii
36 ii
56 ii
Britta
Hershman
Ana
Sampaio
Barros
Souichi
Furusho
Stephane
Arnaud
Renzo
Grande
58 ii
60 ii
62 ii
80 ii
82 ii
84 ii
Jun
Imaizumi
Helen
Breznik
Bob
Weil
Dan
Lum
Daniel
Filipe
Fonseca
Mariko
Klug
Ima Ju/Rimagraphy
Dudelum
92 ii
94 ii
Lisa
Waddell
Carolyn
Mara
Borlenghi
Le prossime uscite
N. 29
Maggio
Speciale Canon
2 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
Vivi La passione
per la fotografia
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Introduzione
L’importanza
del sistema operativo
È molto divertente giungere sul pianeta mobile quando a fare fotografia erano
“solo” le macchine fotografiche. Il motivo
per cui è così divertente risiede nel fatto che l’apparente istintività e semplicità
scompare completamente non appena
ci si avventura in questioni più tecniche.
Per il fotografo mobile lo smartphone (o
il tablet) è tutto: fotocamera, elaboratore,
camera oscura e ufficio stampa (virtuale)! A presiedere a tutte queste funzionalità sta il sistema operativo che governa
il dispositivo mobile; se sul computer fisso di casa avete a che fare con Windows,
con MacOS oppure con Linux, nel mobile gli ambienti operativi che potrete trovarvi in mano sono iOS, Android e Windows Phone.
iOS è il sistema che supporta tutti i dispositivi mobili di Apple, Android è un
sistema operativo sviluppato da Google
ed impiegato su una pletora di modelli di ogni marca e provenienza, mentre
Windows Phone viene oggi impiegato
su un numero minore di modelli, essenzialmente Nokia.
Ebbene, prima ancora delle prestazioni
fotografiche, il primo elemento che oggi
conviene prendere in considerazione al
momento di scegliere il dispositivo mobile è proprio il sistema operativo perché è da questo che dipendono le interazioni locale o remota con le immagini
che scatterete.
È quindi il momento di esaminare i diversi sistemi operativi.
estremamente guidato: potete fare qualunque cosa vogliate e non vi troverete
mai in difficoltà al punto da non sapere
come procedere, o come tornare indietro nelle scelte fatte... purché stiate facendo ciò che Apple ha deciso per voi!
Questo è uno dei motivi per cui ad un
utilizzatore del sistema operativo Linux
viene l’orticaria ad usare un Mac (ma lo
stesso capita per motivi diversi anche
con Windows!).
Le applicazioni a disposizione per iOS rispettano fedelmente le direttive di Apple circa le caratteristiche minime di sviluppo e di usabilità; non solo, anche la
grafica che scorre sui dispositivi Apple è
un elemento particolarmente curato, a
differenza di ciò che si trova su Android
e Windows Phone, che potremmo definire più “liberi”. Il motivo è che Apple rifiuta
ciò che non risponde ai requisiti minimi
di usabilità.
Dal punto di vista della disponibilità di
applicazioni, con un dispositivo Apple
dotato di iOS non avrete che l’imbarazzo della scelta, sia in un regime gratuito
che a pagamento: sono oltre un milione,
e di esse oltre la metà sono gratuite.
L’interfaccia iOS è decisamente semplice
e si basa su icone organizzabili a piacere
unitamente ad una serie di “gesti” divenuti d’uso comune come il tap, il pinch
e quant’altro.
Come debolezze del sistema operativo
di Apple possiamo rilevare che si tratta
di un sistema estremamente chiuso su
se stesso, espandibile solo a discrezione
Apple iOS
del produttore e comunque legato ad
Vale la pena iniziare dal sistema opera- un modo di interagire con il dispositivo
tivo di Apple non tanto perché sia il più prima di tutto teso a limitare i danni che
diffuso (non lo è) quanto perché è stato
l’utente potrebbe fare, piuttosto a
il primo ambiente dedicato al molasciargli libertà di azione.
bile in grado di offrire una siDi contro tutto ciò che ruota atgnificativa esperienza di uso
torno ad un iPhone o un iPad
all’utilizzatore poco esperto
è sempre realizzato al medi informatica e telefonia.
glio. Se poi disponete di alTutto ciò che trovate in un
tri dispositivi “della mela” un
dispositivo Apple è intuitipregio di Apple è da sempre
vo, diretto; è la filosofia che
quello di garantire una granguida lo sviluppo di ogni
de coesione tra tali dispositiprogetto iOS. Questo sivi, dalla condivisione e la reiOS, il sistema operativo
stema operativo, come il
plicazione dei contenuti alla
corrispondente MacOS, è
gestione facilitata degli ardi Apple
4 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
chivi locali. iCloud, ma anche AirDrop, AirPlay e AirPrint consentono di espandere
all’infinito le opportunità di gestione remota dei dispositivi.
Android, il sistema operativo di Google
Google è un protagonista apparso relativamente da poco tempo sullo scenario
dei sistemi operativi. Nato da uno degli
innumerevoli settori in cui opera il primo
dei motori di ricerca, inizialmente Android è stato visto come estensione del
motore di ricerca nel momento in cui si
è capito che la navigazione e la fruizione
del Web costituivano gran parte dell’uso dell’elaboratore fatto da molti utenti. Detto ciò, questo progetto si è rapidamente evoluto verso quello che oggi è
un vero e proprio ambiente operativo. In
questo senso non ci sarebbe da stupir-
Android, il sistema operativo di Google
si se in futuro Android migrasse anche
verso dispositivi “fissi”, ma la realtà è diversa; la distinzione tra mobile e fisso è
destinata a cadere e domani tutto sarà
mobile per cui è lecito immaginare che
non sarà Android ad andare sui computer fissi, ma i computer fissi a diventare
mobili e a supportare Android come oggi fa uno smartphone.
Detto ciò, Android può contare oggi su
un parco applicazioni molto vasto, siamo
quasi ad un milione, di cui circa il 75%
sono gratuite.
C’è pero da dire che il controllo sulle
App di Android non è severo come quello esercitato da Apple per le proprie destinate a iOS e dunque il loro livello qualitativo non è detto che sia così elevato
come le cugine della mela.
L’IMPORTANZA DEL SISTEMA OPERATIVO INTRODUZIONE
In ogni caso, Android è oggi il sistema
operativo per dispositivi mobili più diffuso, anche perché viene installato da
un numero di produttori assai più elevato rispetto a iOS (solo Apple), a partire
da Samsung; inoltre Android offre all’utente una maggiore libertà di intervento
sul proprio dispositivo e di conseguenza
gli sviluppatori hanno qualche grado di
libertà in più, e dal punto di vista della
creatività questo non fa mai male.
Quindi se iOS vi fa sentire “legati”, Android potrebbe essere il sistema operativo che fa per voi; l’altro lato della medaglia è che qualche pasticcio voi, o le applicazioni che usate, potrete combinarlo.
Dal punto di vista del costo dei dispositivi, è nel sistema operativo Android che
troverete i modelli più economici. Questo insomma è un sistema operativo
molto trasversale, di certo interessante.
Lo stile ad icone è molto simile a quello
iOS, ma vi è anche una serie di interfacce
di controllo che lo rendono simile nell’utilizzo ad un classico elaboratore.
Una caratteristica avanzata messa in
campo da Android è legata all’universo
informativo offerto da Google: Android
vi apre le porte di Gmail, di Gmaps, di
Gnews fino a Gdocs, passando per YouTube e quant’altro. Una così vasta ricchezza di dati, ad oggi, solo Google è
in grado di metterla in campo. E di farla fruttare.
Windows Phone
Ammettiamolo, mamma Microsoft ci ha
un po’ cresciuti tutti quanti. C’è poi chi
ha fatto carriera passando a Apple e chi
ha scelto una strada alternativa andando
verso Google. Fatto sta che Windows lo
conosciamo tutti. Windows però è cambiato molto nel passaggio al mobile, al
punto da diventare un sistema operativo
del tutto nuovo e capace, nel suo piccolo, di dettare interessanti regole di usabilità anche nel complicato settore dominato da Apple e Google. La percentuale
di smartphone operanti sotto Windows
Phone è bassissima rispetto ai concor-
Windows Phone e Nokia
renti, essenzialmente il marchio Nokia,
recentemente passata proprio sotto il
controllo di Microsoft, ma in Italia i Nokia hanno sempre riscosso un grande
successo.
Windows Phone è quindi riuscito ad infilarsi tra i suoi concorrenti anche se gli
smartphone che lo utilizzano non sono certo economici e la disponibilità di
App è inferiore; inoltre la libertà concessa all’utente nel forzare i meccanismi del
proprio dispositivo è forse la minore dei
tre... eppure da noi se ne sono venduti
molti! Io stesso ne ho uno in tasca.
Le doti di Windows Phone dipendono
in parte dall’integrazione attuale (e assai maggiore in futuro date le premesse)
con i computer operanti sotto Windows;
anche la X-Box di Microsoft ci mette del
suo condividendo molti titoli e modalità di gioco con i dispositivi operanti sotto Windows Phone. Dei tre sistemi, Windows Phone è il più fedele all’idea originale che il telefono cellulare deve prima
di tutto fare da dispositivo di comunicazione personale. È vero, non avrete in
tasca la succursale del vostro Mac o PC
d’ufficio, ma avrete in tasca un eccellente
telefono. Windows Phone è facile.
Di contro dovrete litigare non poco con
il fatto che solo in ultimo le App più diffuse vengono oggi realizzate per Windows Phone; pertanto se amate confrontarvi con amici e colleghi di differente
religione verrete probabilmente additati come i diversi del gruppo. Ma tenete
duro e vedrete che le soddisfazioni non
mancheranno.
Dal punto di vista dei dispositivi, Nokia è
da sempre attenta al lato fotografico ed
ha reso disponibile alcuni tra i modelli
più promettenti dal punto di vista della
ripresa. Non è poco.
La comunicazione wireless e le ottiche QX
Oggi la comunicazione tra i dispositivi
passa per una lunga serie di protocolli
ed interfacce, tra cui il Bluetooth, il Wi-Fi
e l’NFC. È proprio il Near Field Communication il sistema che Sony ha implementato, oltre che sui propri dispositivi mobili, anche sulle già celebri ottiche
del sistema QX. È un po’ come avere a disposizione un obiettivo intercambiabile
per la propria reflex, solo che attaccato
all’obiettivo ci sono anche un sensore,
una batteria ricaricabile in grado di renderli operativi, una scheda di memoria e
un’interfaccia di comunicazione dedicata all’invio dei dati.
Le nuove ottiche QX di Sony: un “ibrido” che
consente di far dialogare l’ottica a distanza
con lo smartphone: si può inquadrare sullo
schermo del telefono e anche salvare l’immagine sulla scheda di memoria dell’obiettivo.
Questo “ibrido”, vero Frankenstein della fotografia mobile, consente di usare
ad una certa distanza l’ottica dotata di
sensore controllandone l’operato sullo
schermo dello smartphone; in questo
modo si effettuano riprese che, a piacere del fotografo, possono essere salvate
sulla scheda di memoria inserita dell’obiettivo, oppure trasferite in tempo reale
verso il dispositivo di controllo!
Non solo, il modulo QX può scattare anche senza bisogno dello smartphone,
basta collocarlo su un treppiede grazie
all’attacco filettato e premere il pulsante
di scatto integrato.
Ovviamente la compatibilità del sistema
è aperta a qualunque dispositivo mobile in grado di comunicare per mezzo
dell’interfaccia NFC, purché compatibile
con applicazioni terze disponibili sotto
iOS e Android. Direi che è proprio questo approccio di condivisione e modularità che rappresenta il nuovo modo di fare fotografia mobile oggi.
Le risoluzioni in gioco
Sul fronte della risoluzione i produttori di tecnologia mobile si sono fatti in
quattro per trovare soluzioni originali.
Mentre le fotocamere si sono assestate
su un range di risoluzione tra i 16 ed i 30
Megapixel, nel settore mobile si nota una
variabilità molto maggiore.
Pur considerando solamente i modelli in
grado di eseguire immagini di un livello
qualitativo dignitoso, si passa dal sensore da 4 Megapixel di HTC Ultrapixel, tecnologia implementata sul modello One
che punta sull’ampia dimensione del pixel più che sul loro numero.
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 5
INTRODUZIONE L’IMPORTANZA DEL SISTEMA OPERATIVO
HTC One da 4 Megapixel.
Non è una strategia nuova nello scenario dell’imaging digitale; molte reflex di
livello professionale hanno infatti puntato più ad ampliare la superficie del singolo pixel che sull’esasperata corsa alla
risoluzione. In questo modo si riduce il
rumore digitale. Va considerato anche
che il numero di fotoni che colpiscono il
pixel non è infinito! Si parla di alcune decine di fotoni per tempi di scatto nell’ordine del millesimo di secondo. HTC sfrutta anche l’ ormai diffusa tecnologia detta “retro-illuminazione” del sensore che
consiste nel ribaltare la posizione dei circuiti elettronici per liberare spazio all’area sensibile.
Nella maggior parte dei modelli in commercio i sensori hanno una risoluzione
che varia tra i 5 ed i 13 Megapixel, anche
se ci dice poco perché i produttori non
dicono nulla sulla dimensione dei sensori, e quindi del pixel. Inoltre, oggi più di
ieri, la qualità dei modelli di punta inizia
ad essere fortemente condizionata dai
gruppi ottici montati.
Diciamo comunque che una risoluzione di 13 Megapixel, come quella del
Samsung Galaxy S4, offre al fotografo
mobile più di un’opportunità per avere
materiale in abbondanza non solo per
una stampa, ma anche per un ritaglio
dell’immagine e sostituire in questo modo lo zoom digitale.
Infatti la mancanza dello zoom ottico
6 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
iPhone 5 da 8 Megapixel.
sullo smartphone rende assai comune il
ritaglio dell’immagine in fase di editing;
considerando che oggi una risoluzione
di 600 pixel è più che sufficiente per affrontare ogni tipo di condivisione Web, i
4000 pixel di lato lungo del Samsung S4
consentono un fattore di zoom di 6,6x
senza ricampionamento, usando quindi
solo la funzione di crop.
E come ogni ambito tecnologico che si
rispetti, anche gli smartphone hanno i
propri “eccessi”: Nokia ha sorpreso tutti mostrando un telefono dotato di un
sensore da ben 41 Megapixel! Nessuno
lo riteneva possibile eppure l’abbiamo in
mano. È la tecnologia PureView che ha
consentito questo grande balzo in avanti nella progettazione dei sensori d’immagine e adesso Nokia affina il tiro; con
l’abbondanza dei 7728 x 5368 pixel attivi del sensore montato sul modello Lumia 1020 Nokia si concede una moderna gestione dello zoom che va a scegliere quale zona del sensore impiegare, ed
anche in modo fluido durante la realizzazione di filmati proprio grazie alla quantità esagerata di pixel disponibili.
Secondo questo nuovo modo di pensare la ripresa digitale si passa da una valutazione “numerica” della risoluzione
ad una “pratica”, abbandonando quindi
la ricerca di file di dimensioni tali da essere più adatti a una riproduzione murale delle immagini che alla condivisione
i l
Nokia Lumia 1020 da 41 Megapixel.
in Rete. È prevedibile quindi che il futuro vedrà sempre di più sensori di grande
densità di pixel al fine di poter scegliere cosa mostrare e non immagini affilate
come una lama.
Questa direzione di sviluppo dipende
L’IMPORTANZA DEL SISTEMA OPERATIVO INTRODUZIONE
Samsung Galaxy S4 da 13 Megapixel.
anche dal fatto che oggi i produttori
cercano di ridurre quanto più possibile
le parti meccaniche per contenere i costi. Abbiamo visto ad esempio come nelle fotocamere le mirrorless abbiano fatto “saltare” lo specchio reflex; anche il sistema di messa a fuoco a rilevamento di
fase, che sulle reflex richiede un modulo
separato, viene progressivamente affiancato da sistemi ibridi sviluppati direttamente sul sensore.
Negli smartphone la messa a fuoco viene
gestita in modo diretto solo dai modelli
di punta e sempre più spesso mediante
una manciata di posizioni pre-impostate dal dispositivo a seconda dei casi. Per
lo più abbiamo comunque smartphone
che sfruttano l’iperfocale grazie alla piccola dimensione del sensore.
La stessa gestione meccanica del diaframma sta vacillando; la maggior parte degli smartphone dispone di un diaframma fisso abbinato alla gestione
esposimetrica tramite il tempo di scatto
e l’amplificazione Iso.
E poi il flash: quello tradizionale elettronico sta pian piano lasciando spazio ai
compatti pannelli a led, più “risparmiosi”
energeticamente parlando.
Il futuro delle compatte
Il successo degli smartphone ha portato
negli ultimi tre anni ad un tracollo delle vendite delle fotocamere compatte e
per un semplice motivo: se avete in tasca uno smartphone,
è difficile che mettiate nell’altra una fotocamera compatta, sia
per una questione di ingombri che di praticità
perché il primo ha il vantaggio della connessione.
A ben vedere questo comportamento è un po’ viziato dall’abitudine di intendere le compatte come un
succedaneo scadente della reflex; in realtà, provate a
confrontare le prestazioni di
una qualunque compatta, anche di basso livello, con quelle
di uno smartphone di costo triplo o quadruplo e vi accorgerete di come la fotografia di qualità passi ancora per le lenti di una
fotocamera piuttosto che per quelle
del telefono.
Per avvicinare questi due mondi e sfruttare al meglio le prerogative di entrambi i produttori fotografici hanno iniziato
ad implementare sistemi di comunicazione Wi-Fi e NFC i quali in presenza di
una connessione Internet consentono di
“allacciarsi” alla Rete e ai social network
più diffusi.
Onestamente ritengo che questa soluzione sia un modesto ripiego visto che
l’editing sulla compatta è limitato e scomodo; inoltre è troppo complesso inse-
rire commenti o dati, e vi sfido a trovare
nel nostro paese un luogo servito gratuitamente del Wi-Fi nei pressi della location che avete scelto per le riprese.
Più interessante invece è usare la fotocamera in abbinamento allo smartphone
in modo da sfruttare la sua qualità d’immagine insieme alla georeferenziazione
dei file tramite il modulo Gps integrato
nel telefono; inoltre lo smartphone consente di usare applicazioni di editing di
certo più evolute, dopo avere trasferito
i file dalla fotocamera grazie alla connessione senza fili integrata. Ovviamente poi il dispositivo mobile consente la
condivisione degli scatti sulla Rete.
Insomma è possibile usare la fotocamera
compatta come un’ottica dotata di sensore, secondo l’intuizione che ha avuto
Sony quando ha ideato le ottiche QX. Vi
sembra un modo di procedere complesso? Dipende da come vi ponete: se per
voi la fotografia è un semplice appunto
visivo di ciò vi accade attorno è effettivamente così, ma se desiderate realizzare scatti migliori, sia tecnicamente che
come composizione, pur mantenendo
la possibilità di condividerli al volo, una
compatta da due o trecento euro fornisce certamente maggiori opportunità
creative.
Se siete interessati a percorrere questa strada, scegliete una compatta “veloce” nell’eseguire i trasferimenti wireless e fate attenzione alla dimensione
dei file che potrebbe “annoiare” il vostro
smartphone.
La Canon N100 è una compatta concepita per dialogare con gli smartphone: dispone della connettività Wi-Fi e l’accoppiamento è reso ancora più semplice dalla tecnologia NFC che permette
di collegare due dispositivi semplicemente avvicinandoli.
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 7
Le aziende informano
Lexar: alte prestazioni e ampia gamma
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cente, anche gli smartphone hanno cominciato a diventare
davvero molto esigenti in termini di spazio di archiviazione:
sensori da decine di milioni di fotodiodi e registrazione an
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e capienti.
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tramite un tradizionale lettore di schede come il modello
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reso possibile dalla più recente tecnologia di produzione a
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munque una ampia autonomia per archiviare i contenuti
preferiti, dalla musica alle foto, trova la soluzione nelle mi
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Per trarre il massimo vantaggio dalle schede Lexar di ultima generazione,
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computer i dati provenienti da un massimo di quattro schede per volta,
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molto grande.
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il proprio lettore a seconda delle esigenze di lavoro.
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Le macchine che utilizzano il classico formato Compact Flash, o il rinnovato CFast, possono contare su schede dalle prestazioni davvero elevate. La nuova scheda CF Professional 1066x da 256 GB offre una velocità
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Prestazioni da primato quindi per le CompactFlash, che però non possono minimamente avvicinarsi a quelle garantite dal più recente formato
CFast, che con la nuova scheda Lexar Professional 3333x CFast 2.0
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La sempre maggiore diffusione del formato SD anche su fotocamere di livello elevaWR UHQGH LQGLVSHQVDELOL YHORFLWj DIÀGDELOLWj H
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Queste schede di Classe 10 offrono una veORFLWjGLWUDVIHULPHQWRGDWLPLQLPDJDUDQWLWDLQ
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capace quindi di soddisfare le esigenze di foWRJUDÀHYLGHRPDNHUDQFKHTXDQGROHULSUHVH
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robustissime, dalle elevate capacità e ideali per trasportare e
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archivio da tenere sempre in tasca.
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Distribuzione: Nital, Via Vittime di Piazza
Fontana 52 bis, 10024 Moncalieri (To).
infoline 199.124.172 - www.nital.it
Ripresa
Oltre gli automatismi:
consigli pratici
Anche la fotografia mobile, per quanto mobile, rimane fotografia! Ma occorre
considerare le grandi limitazioni che un
apparecchio come lo smartphone, o il tablet, può comportare in termini di prestazioni della ripresa. Insomma, fotografare
in mobilità è certamente istintivo, ma per
nulla facile non appena vogliamo evadere dalla sfera della spontaneità per entrare nel mondo della qualità di immagine.
D’altra parte a fronte delle semplificazioni introdotte dai produttori, il fotografo
cerca il modo di aggirare gli automatismi per aumentare il controllo della ripresa. Insomma il fotografo non vuole la
vita facile. E, come vedrete, di margini di
miglioramento ve ne sono a iosa.
La luce è importante
State fo-to-gra-fan-do, giusto? Dunque
non potete fingere che la luce che colpisce i vostri soggetti, e che da essi viene riflessa, non sia importante. La luce in
fotografia non è solo l’elemento che vi
eviterà di usare il flash incorporato nel
dispositivo, la luce è quell’elemento che
crea l’immagine e le sue sfumature, i pieni ed i vuoti, il contrasto ed il colore. Ed è
sempre la luce che dà tridimensionalità
ad una foto che altrimenti sarebbe ben
differente e piatta.
Spiegare la luce a chi non proviene dal
mondo della fotografia è difficile. A questi possiamo consigliare di sperimentare
come il proprio dispositivo risponda alle differenti sorgenti di luce; per fare un
esempio, nella fotografia convenzionale
un’illuminazione bellissima è il controluce, ma non dato per scontato che il vostro smartphone sia in grado di reggerlo
tanto dal punto di vista ottico, quanto da
quello dell’esposizione.
Altro caso tipico: la luce morbida e direzionale che proviene attraverso le tende
di una finestra, con una reflex permette di
realizzare ritratti ad effetto, ma un dispositivo mobile ha tipicamente una certa
difficoltà nella resa delle alte luci, tanto da
esagerare il contrasto con relativa bruciatura. Quando poi non si aggiungono dominanti di colore (gialle) di vario genere.
Come aggirare tali problemi? La soluzione prima è sperimentate la reazione del
10 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
La luce è importante soprattutto se si ha l’abitudine di guardare in alto: anche lì ogni tanto succedono delle cose, buone per un racconto.
vostro smartphone ai vari tipi di illuminazione in termini di esposizione e leggibilità generale. Cercate di capire la resa del soggetto alle differenti luci (dura,
morbida, controluce, laterale o zenitale)
ed anche come regolare il dispositivo di
ripresa.
Una volta impratichiti, saprete riconoscere la luce e anticipare le situazioni
per ottenere i migliori risultati prima ancora di mettere occhio al mirino... hops..
al display!
Distanze: vicini è meglio
Avrete notato come l’ottica del vostro
smartphone sia quasi sempre una foca-
le fissa e grandangolare, con il minimo
di flessibilità concessa dallo zoom digitale. Insomma, difficilmente ci sarà da
armeggiare con lo zoom e le focali medio lunghe. Certo, esistono gli aggiuntivi ottici, ma quando si fotografa con lo
smartphone bisogna mettersi in testa
che occorre fotografare da vicino. I motivi sono tanti.
Prima di tutto la corta focale rende praticamente impossibile gestire quel poco
di fuori fuoco concesso dai piccoli sensori se non a distanza molto ravvicinata.
In secondo luogo la qualità ottica dei dispositivi non è pari a quella a cui ci hanno
abituato le fotocamere, a cominciare dalla
OLTRE GLI AUTOMATISMI: CONSIGLI PRATICI RIPRESA
la restituzione delle alte luci e nella resa
di ciò che non è perfettamente a fuoco,
o comunque al centro dell’inquadratura.
Insomma, non date per scontato che le
aree ai bordi vengano rese secondo le
vostre aspettative, a meno che non abbiate previsto di occuparvene in editing.
Discorso differente invece per quello che
riguarda il soggetto inquadrato a pieno
fotogramma; in questo caso è vero che
le zone ai bordi risentiranno del medesimo calo qualitativo, ma è anche vero
che un centro leggibile e definito porta
l’osservatore a dare meno peso alle zone
dell’immagine carenti di dettaglio.
Ribadiamo quindi: avvicinatevi, riempite il fotogramma, privilegiate il pieno al
vuoto. In fin dei conti questo tipo di inquadratura è anche quello preferito da
coloro che frequentano i siti Web di foto
condivise e che decidono di visualizzare
le immagini valutando miniature microscopiche.
Il bello degli smartphone è la possibilità di fotografare a distanze davvero ridotte: il sensore è
talmente piccolo che il ketchup è a fuoco anche a f/2,4!
piccolezza delle lenti che rende complesso usare vetri speciali; pertanto la percezione del dettaglio del soggetto dipende
più dall’ingrandimento nell’inquadratura
che dall’effettiva risolvenza dell’ottica.
Inoltre la messa a fuoco è spesso ottimizzata su distanze intermedie: non macro e non all’infinito, ove si ritiene che la
perdita di dettaglio non sia rilevante per
effetto dell’iperfocale, dei sensori di taglia ridotta e di una qualità complessiva che taglierebbe comunque gran parte dell’informazione. Avvicinatevi dunque al vostro soggetto ma attenzione
a non eccedere, poiché alle minime distanze consentite dall’ottica il fuori fuo-
co è pressoché immediato. E nel caso vogliate prospettive ampie puntate sull’editing e sul colore per valorizzare il vostro scatto.
Riempire il fotogramma
Come conseguenza della ridotta qualità del sistema ottico degli smartphone,
non conviene lasciare grandi spazi vuoti nell’inquadratura. A meno che non sia
una scelta voluta.
Quindi cercate di riempire al massimo il
fotogramma ed in particolare quando lo
sfondo è costituito da cieli o sfondi luminosi; infatti uno dei punti deboli dei
sensori degli smartphone è proprio nel-
Tutti fermi
Non sottovalutate la difficoltà di tenere
saldo tra le mani uno smartphone nel
momento in cui lo volete impiegare come fotocamera. Per la loro forma questi
dispositivi sono eccellenti come telefoni e per navigare in internet, ma pessimi
per fotografare.
D’altra parte è ovvio: uno schermo ampio ed un profilo sottile sono adatti per
la fruizione dei contenuti e un facile trasporto, ma sono l’opposto di quanto
necessario per una presa salda; non è
un caso che vediamo fiorire sul mercato una folta schiera di custodie e impugnature ergonomiche in grado di ridare
spessore allo smartphone. Taluni modelli
poi, esplicitamente votati alla fotografia,
includono all’interno della confezione
una sorta di custodia dedicata alla ripresa, sovente corredata di flash integrato e
di pulsante di scatto, oltre che di attacco
filettato per il treppiede.
Torniamo al tema che abbiamo posto:
come evitare di fare foto mosse? Puntate i gomiti! O la schiena contro un muro,
che è lo stesso. E poi imparate a sfruttare gli appoggi di fortuna, dai tavoli alle
recinzioni.
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 11
RIPRESA OLTRE GLI AUTOMATISMI: CONSIGLI PRATICI
Riempi il fotogramma, oppure svuotalo, ma
sappi che in fotografia anche il nulla conta.
Se poi è tempo di Halloween come fai a non
riempire il fotogramma di zucche?
Tutto fermo e tutto a fuoco. Bisogna esserne
consapevoli quando e se si decide di utilizzare il fuoco selettivo per esaltare o diminuire
la forza di un elemento dell’inquadratura: c’è
da dire che però io amo i “diners” e tutto quel
che c’è dentro.
12 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
OLTRE GLI AUTOMATISMI: CONSIGLI PRATICI RIPRESA
“Sperimenta sempre, a costo di sbagliare”.
A condizione che tu sappia da che parte vuoi
andare e soprattutto che abbia un senso. Qui
siamo al Lincoln Center.
La focale spesso molto corta implementata dagli smartphone offre sia vantaggi che aspetti negativi: sicuramente con
una focale corta il rischio di mosso si riduce, ma ovunque vi appoggerete finirete per includere all’interno dell’inquadratura una parte della base di appoggio usata per stabilizzare la ripresa. Sappiate quindi “dialogare” al meglio con
tavoli e ripiani.
E non scordate che una gomma pane in
tasca può servire da eccellente supporto
per reggere uno smartphone in qualunque posizione vogliate, e senza sporcarlo.
Sbagliare per imparare
Con lo smartphone si può tornare a “imparare a fotografare”. Vi voglio raccontare una mia recente scoperta. Visitando
una mostra di immagini realizzate con
uno smartphone da un noto fotografo
di viaggio mi sono reso conto che interpretare questa fotografia secondo i canoni di quella tradizionale porta a risultati che definire biechi è un eufemismo;
sono immagini che, confrontate con i
migliori esempi presenti sulla Rete, sembrano spesso scimmiottamenti fuori luogo delle immagini che invece mostrano
la freschezza di uno stile che deriva dalla
grande novità del dispositivo.
Occorre quindi imparare nuovamente a
fotografare! La fotografia è un’arte che
dipende dallo strumento utilizzato sia
dal punto di vista tecnico che espressivo. Lasciatevi quindi guidare dal vostro
istinto approfittando degli esempi che
trovate abbondanti in Rete. Se poi la vostra strada sarà lo smartphone o il banco
ottico lo capirete presto.
Certo all’inizio non è facile valutare le
proprie immagini per cui seguite l’onda
della condivisione di tutto ciò che producete: da una rapida verifica del numero di commenti, “followers” e “pollici su”
abbinati alle vostre foto capirete subito
se ciò che state facendo incontra o meno il gusto del pubblico del Web. Questo
non per modificare il vostro stile in una
direzione che non sentite, ma ascoltare qualche commento ben argomentato potrebbe farvi riflettere e spingervi a
trovare nuove strade espressive.
Abbiate l’umiltà di confrontarvi con chi è
più seguito e di ammettere i vostri sbagli: vi garantisco che avere più di 100.000
sostenitori non è facile, ma è accade rapidamente non appena prendete la strada giusta. Siate “condivisi” dunque! L’uso
personale va sempre bene, fin dal dagherrotipo, ma oggi è la condivisione la
strada che più si presta a questo modo
di fotografare.
Una considerazione. La semplicità del dispositivo mobile è un pregio che merita
di essere sfruttato: liberandosi della mole
di regolazioni degli strumenti classici ci si
alleggerisce la mente e se non si incollano gli occhi al monitor per la revisione degli scatti si ha più tempo per fotografare.
Sfruttare il bilanciamento del bianco
Tutti i dispositivi mobili ci mettono a disposizione il bilanciamento del bianco,
ed allora perché sembra che questa funzione sia sparita? Il motivo è che l’istintività della ripresa mobile verrebbe negata
da ogni forma di regolazione manuale.
Esistono poi negli smartphone delle impostazioni prefissate che non conserva-
no l’ultima impostazione del bilanciamento del bianco dopo aver disattivato la funzionalità di ripresa fotografica;
in pratica, una volta usciti dalla modalità foto, se vi ritornate troverete il bilanciamento del bianco regolato sull’automatismo. Non tutti gli smartphone sono
soggetti a questo tipo di regolazione, ma
certo molti sì. Fateci attenzione dunque.
Dal punto di vista operativo vi offro due
suggerimenti. Innanzitutto, se ne avete
la possibilità, preferite il pre-set del bilanciamento del bianco per il tipo di luce
presente sulla scena: questo non vuole
dire impazzire a provare ogni tipo di preset, ma semplicemente avere la prontezza, prima di attivare la fotocamera, di
scegliere tra luce la solare, il tungsteno
oppure l’ombra. Questi tre pre-set vi caveranno di impaccio nella maggior parte
delle situazioni. Imparate quindi ad attivarli con rapidità.
Secondo suggerimento: non date per
scontato che in editing possiate recuperare ogni tipo di carenza dal punto di vista cromatico ed esposimetrico; la qualità dei file ottenuti con la maggior parte
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 13
RIPRESA OLTRE GLI AUTOMATISMI: CONSIGLI PRATICI
Il bilanciamento del bianco esiste ed esiste
più che mai la Cina. Se sei inchiodato in un
posto ed hai una sola focale da 24mm l’ordine e la composizione (pagode incluse) sono
fondamentali per far capire di cosa si parla.
degli smartphone non è certo al livello
delle immagini scattate con una reflex.
E non è solo questione di risoluzione o
nitidezza: il colore e la morbidezza nei
passaggi tonali sono importanti in uno
scatto fotografico e stentano ad emergere nella fotografia mobile.
Editing: subito o dopo?
L’editing è un elemento molto importante nel flusso di gestione dell’immagine digitale e non mi riferisco solamente alla fotografia mobile, anzi. La gestione
digitale dello scatto richiede però che il
file esteticamente carente sia il più ricco
possibile di informazione; la cosa curiosa
è che nei dispositivi mobili l’editing delle
foto è quasi connaturato allo scatto proprio perché si fotografa già con lo scopo
di condividere l’immagine. Nella fotografia “tradizionale” questo non è così scontato e gli hard disk sono pieni di immagini
mai aperte se non nella revisione sul monitor della reflex / mirrorless / compatta
digitale. Questo comportamento è davvero curioso: l’editing ha preso piede su dispositivi che sono scarsamente dotati sia
come hardware che software rispetto alle
fotocamere convenzionali.
Chiediamoci: conviene riprendere già in
partenza con un’applicazione capace di
personalizzare al meglio lo scatto, come
si faceva nel “primo digitale” di ispirazione
analogica? Oppure è preferibile lavorare
alla moda dell’ultimo digitale e riprendere in modo neutro e conservativo per poi
demandare alla sessione di editing la realizzazione della versione finale?
Se il vostro scopo è condividere al volo delle situazioni o delle impressioni e
non siete interessati ad una fotografia
più ragionata, troverete facilmente uno
stile predefinito che vi rappresenta al
meglio. Sappiate però che, una volta applicato, è praticamente impossibile “torPreferisco non editare mai la foto subito dopo lo scatto, è peggio dell’abominevole vizio
di guardare le fotografie una volta scattate, si
perde tempo e concentrazione, ed intanto il
mondo gira. D’altronde se si chiama POSTproduzione ci sarà un motivo!
14 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
OLTRE GLI AUTOMATISMI: CONSIGLI PRATICI RIPRESA
Guardate come svetta la bandiera: è la più riconoscibile del mondo tanto da permettervi di
riprenderla anche senza usare lo zoom digitale.
nare indietro” se non pagando un forte
pegno in termini di degrado dell’immagine.
Se invece portate sull’elaboratore le riprese effettuate con il dispositivo mobile, mi chiedo che vantaggio vi dia lavorare con uno smartphone; in questo caso è certamente meglio tenere in tasca
una compatta.
Zoom digitale: meglio evitarlo
Un concetto della fotografia convenzionale che rimane valido anche nel mondo
della fotografia mobile è quello di evitare
di avvalersi in modo sconsiderato dello
zoom digitale. “Ma se lo zoom ottico sullo smartphone non lo abbiamo?” direte
voi. Se non lo avete... fatene a meno!
Lo zoom digitale infatti va a ritagliare
un’area all’interno della superficie del
sensore, per poi ingrandirla tramite interpolazione; nulla vieta di eseguire la
ripresa senza zoom digitale per poi ritagliare con calma l’immagine a computer
e, se necessario, ingrandire nuovamente
l’immagine ricampionandola.
Vantaggi? Di certo la possibilità di valutare a mente fredda differenti fattori di
zoom e diverse inquadrature. In secondo
luogo avrete file più leggeri perché non
interpolati, ma soprattutto non degradati dagli inevitabili artefatti che emergono nel ricampionamento.
Ricordate poi che l’editing di un particolare ingrandito tramite interpolazione rischia di rivelare facilmente l’elaborazione. In ogni caso verificate come si
comporta il vostro smartphone; potrebbe darsi che si limiti ad offrire la visione
ingrandita a monitor dell’immagine ritagliata ma senza eseguire interpolazione;
in questo caso l’unico inconveniente sarebbe nel non poter sperimentare in editing composizioni differenti.
Ultime due considerazioni a riguardo.
Sul mercato esistono convertitori ottici
da accoppiare ai modelli di smartphone
più diffusi e che costituiscono un compromesso tra lo zoom ottico e lo zoom
digitale: è un’ottima alternativa per coloro i quali si sentono limitati dall’assenza dello zoom.
Ed ancora: cercate di imparare a dialoga-
re con lo zoom digitale poiché vi è una
tendenza crescente ad implementare
negli smartphone questa funzionalità
dato il costo sempre minore dei sensori
di elevata risoluzione, mentre la tecnologia ottica è indubbiamente costosa.
Composizione e luce: le regole non
cambiano
Non lasciate che la verve creativa che
sprizza dal vostro dispositivo mobile abbia il sopravvento su quanto di buono i
quasi due secoli di fotografia hanno apportato alla creazione artistica. La composizione e il controllo della luce rimangono alla base della creazione fotografica.
Componete quindi come se vi trovaste
dietro al mirino della vostra reflex, senza cedere alla tentazione di considerare obsoleto e lento questo approccio. Le
prime fotocamere 35mm che apparvero
in mano ai reporter agli inizi del secolo
scorso non disponevano di alcun automatismo: niente autofocus, niente esposimetro, niente avanzamento pellicola.
Osservando le celebri foto che hanno
fatto la storia della fotografia, potreste
affermare che questi autori non sapessero dare vita ad immagini spontanee e
istintive? Certo che no, questi fotografi
sapevano comporre in modo eccellente, mentre gli aspetti tecnici della ripresa
erano per loro naturali. Accade semplicemente che gli automatismi del vostro dispositivo mobile vi mettono nelle stesse
condizioni tecniche di questi fotografi.
Imparate dunque a comporre ed a “vedere” la luce. Agli inizi lo si può fare anche in editing, è un’ottima scuola che vi
insegnerà presto a capire quello che è
bene fare fin dalla ripresa per ritrovarvi
con un minor lavoro da compiere in sede di elaborazione.
Lo schermo del vostro smartphone ha
un grande vantaggio rispetto alla reflex: consente di guardare l’immagine
che state per riprendere quasi come se
osservaste il monitor di un elaboratore
fisso o, per i nostalgici, una stampa fotografica. Questo dovrebbe mettervi nelle condizioni di capire al volo quello che
state facendo e di evitare quindi gli errori più banali.
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 15
RIPRESA OLTRE GLI AUTOMATISMI: CONSIGLI PRATICI
Componi sempre come con la reflex! Come
potrebbe essere altrimenti? E’ sempre il tuo
occhio che lavora.
Pulire sempre le lenti dell’obiettivo
Si solito la reflex o la più discreta mirrorless stanno in una borsa con l’obiettivo
protetto dal tappo; allo stesso modo nelle compatte l’obiettivo rientra nel corpo
macchina o è dotato di palpebra di chiusa automatica. Nulla di tutto questo invece per il dispositivo mobile, se non
in casi particolari; eppure lo smartphone continua ad entrare ed uscire dalle
tasche con una produzione di polvere
inimmaginabile!
Non ultimo, è classico il caso in cui lo si
afferra per estrarlo dalla tasca con i polpastrelli di pollice ed indice che vanno a
finire sulla lente della fotocamera!
Ecco perché è molto importante abituarsi
a tenere pulito il vetrino che protegge la
lente. Non ci vuole molto; nessuno vi chiede di portarvi dietro le salviette in carta di
riso con liquido detergente, come si faceva oltre un decennio fa, vi basterà tenere
in tasca la pezzuola che si usa per pulire
gli occhiali. Ed io uso spesso il fazzoletto.
Pulito però! Ed in stoffa, dato che quelli di
carta, soprattutto se di scarsa qualità, tolgono il grasso delle dita ma lasciano nugoli di pilucchi bianchi. Una prova dello
stato di pulizia della lente della fotocamera potrete farla semplicemente orientandola a 45 gradi rispetto alla fonte di illuminazione: l’infiltrazione di raggi dovrebbe essere abbastanza certa, così come la
comparsa dei granelli di polvere.
Il bello è che lo stile “vintage” tanto apprezzato delle attuali App prevede di
inserire una trama che ricorda proprio
il vecchio negativo sporco e graffiato!
Questo significa che potremmo farci bastare lo sporco presente sulle lenti? Chiaramente la risposta è no.
Iso, risoluzione e parametri
Una premessa: smartphone e tablet soffrono naturalmente dell’assenza delle
Lenti sempre pulite! In verità il buon Alfa Castaldi, con cui da giovane ho lavorato, mi diceva il contrario: più son lerce e meglio è. Danno sapore, ma si riferiva al medio formato ed
all’analogico.
16 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
OLTRE GLI AUTOMATISMI: CONSIGLI PRATICI RIPRESA
Questo scatto è un atto di amore verso la “signora in grigio” dove la fotografia è regina alla pari.
impostazioni operative a cui il fotografo è abituato; in particolare, non poter
evitare l’amplificazione degli Iso appare
un’eresia a coloro che si fanno in quattro per garantire la massima pulizia delle proprie foto. Lo stesso vale per quello
che riguarda la scelta della risoluzione.
Se nel mondo reflex siamo oggi allineati su dimensioni di sensore e risoluzioni ormai collaudate (Aps o Full Frame, da
16 a 24 Megapixel), nel pianeta mobile
tutto è incerto. Lo stesso dicasi per ciò
che compete la regolazione dei parametri di scatto: i classici Contrasto, Nitidezza e Saturazione a cui siamo abituati esistono anche sullo smartphone, ma
la loro applicazione trova un limite nella rapidità di scatto tipica del dispositivo
mobile. Non solo. L’utilizzatore più giovane è probabilmente cresciuto con un differente approccio sia verso la regolazione dei parametri, che nei confronti della manipolazione delle differenti opzioni
creative.
Oggi non si scelgono più parametri singoli, ma si preferisce adottare uno “stile
di ripresa” o una “modalità personale” di
scatto. Infatti l’abbondanza delle regolazioni ha reso frustrante avere a che fare con tutte queste possibilità mentre la
qualità delle tecnologie ha creato quel
margine di sicurezza per cui gli stili possono essere sufficientemente affidabili dal punto di vista tecnico. È un po’ l’evoluzione degli stili colore e dei profili
utente nati sulle fotocamere.
In particolare i parametri estetici di immagine sono stati risucchiati all’interno
di questi stili, mentre la gestione degli
Iso e della risoluzione sono lasciati a coloro che proprio non ne possono fare a
meno.
Ovvero, con uno smartphone non accanitevi su Megapixel e Iso, ma preferite gli
strumenti che vi possono offrire migliori
risultati in termine di resa estetica e facilità di impiego; il risultato di uno scatto
mobile non è valutato per la sua qualità
di origine.
Si conferma quindi come questo approccio suggerisca nuove forme espressive,
non basate sulle specifiche tecniche degli strumenti.
Occhio alle bruciature
Nel digitale le zone sovra-esposte sono
molto difficili da gestire, figuratevi con
gli smartphone che hanno sensori molto piccoli, tempi di elaborazione ridotti
all’osso ed ottiche piccole come la testa
di un chiodo: è già un miracolo che riescano a portare a casa un colore corretto
ed un dettaglio discreto.
Fatto sta che alle alte luci occorre fare
molta attenzione. A volte il display stesso
del dispositivo non aiuta per nulla nella
valutazione dell’immagine e non si può
contare sull’istogramma, a meno di non
cercare applicazioni votate a questo tipo
di gestione.
Occorre quindi imparare a cavarsela ad
occhio e con l’esperienza. La modalità di
esposizione implementata su questi dispositivi a volte è solo quella a priorità
di diaframma, se non addirittura il solo
Program. Mancando spesso un diaframma fisico, lo strumento modula l’esposizione grazie a tempi di scatto e amplificazione Iso, fatta eccezione per i modelli evoluti che al massimo dispongono di
due o tre diaframmi fissi.
Fatto sta che spostando anche solo leggermente lo smartphone durante la
composizione l’anteprima a schermo
modifica sensibilmente l’aspetto dell’immagine per adeguarsi alla lettura esposimetrica, spesso un’ampia media ponderata.
Quello a cui dovete prestare molta attenzione è proprio il comportamento
delle luci quando inclinate leggermente il dispositivo, ovvero dovete percepire il momento in cui le aree più luminose dell’inquadratura si popolano di colore e di dettaglio: è quello il momento migliore per scattare. Non pensate di
poter sfuggire a questo trucchetto: l’occhio umano è assai più capace di valutare una variazione di luminosità piuttosto
che una luminosità assoluta.
Una volta compresa quale sia la migliore
esposizione, dovrete fare in modo di impostarla: questo lo si fa agendo sui meccanismi di staratura esposimetrica. Oppure, in stile fotocamera compatta (se
il vostro smartphone lo supporta), bloccando l’esposizione e la messa a fuoco
su un punto che le soddisfi entrambe.
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 17
RIPRESA OLTRE GLI AUTOMATISMI: CONSIGLI PRATICI
Le alte luci sono un problema che gli automatismi ed il digitale non hanno ancora risolto, per questo nel cinema, grazie a Dio, si usa
ancora la pellicola.
Ci vuole abilità, lo so, ma la fotografia è
sempre stata un compromesso. E se volete qualche agio in più (per editare lo
scatto prima di condividerlo), potete ridurre al minimo contrasto e saturazione, senza sconfinare nel bianconero, per
limitare lo sforamento nelle luci e nelle
ombre. Fatelo però solo se padroneggiate gli strumenti di ritocco e se il vostro
smartphone consente questo modo di
lavorare.
Il ritardo di scatto va gestito
Quello che avete tra le mani non è una
reflex sportiva! Ci mette pochi istanti a
collegarvi con l’altra parte del mondo,
ma frazioni di secondo interminabili nel
catturare il fotogramma dopo che avete
premuto il pulsante di scatto!
Dunque il ritardo di scatto dovete tenerlo in considerazione. Come fare? Prima di
tutto con il buon senso: conviene evitare i generi fotografici a maggiore rischio.
Non potete pretendere di affrontare il
reportage di guerra o una partita di calcio con uno smartphone. O, meglio, potete anche farlo, ma non sarete in grado
di far fronte alle situazioni impreviste.
Di contro potrete affrontare i soggetti e
le azioni prevedibili, a patto di ricorrere
all’esperienza per anticipare l’azione. E
dovrete sapere fin dove è possibile spingersi e dove fermarsi.
Accettate anche l’eventualità di eseguire
numerosi scatti per poter scegliere in sede di revisione quella migliore.
E poi valutate quegli elementi che spesso rendono più interessante lo scatto:
espressioni e gesti dei soggetti, sovrapposizioni di veicoli o pedoni, movimenti
di foglie, di rami oppure di onde che si
frangono sulla riva.
Cercate di acuire la sensibilità visiva che
da sempre rappresenta il segreto dei fotografi.
Se una Leica costa 20 volte il prezzo di uno
smartphone ci sarà pure un motivo! Bisogna
conoscerne i limiti e comportarsi di conseguenza: se quando scatti lui ci deve pensare,
e nel frattempo il mondo non è più quello che
ti eri figurato, ebbene devi saperlo anticipare.
18 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
OLTRE GLI AUTOMATISMI: CONSIGLI PRATICI RIPRESA
Già, il bianconero! Ma dovrete torturarmi per
farmi dire quale App ho usato.
Il bianconero è sempre lui
Anche se quello che tenete in mano è
il frutto tecnologico di un percorso che
solo quindici anni fa non avrebbe trovato posto nemmeno in un libro di fantascienza, avrete certamente notato come
le gallerie online di scatti eseguiti con
lo smartphone siano piene di fotografie che definire retrò è riduttivo. Vintage, bianconero, effetti seppia di ogni
tipo, vignettatura, bordi di negativo e
quant’altro sul Web si sprecano! Quasi che a nobilitare le fotografie eseguite con la nuova tecnologia occorra tutto quello che essa ha reso obsoleto. Insomma, la fotografia vuole rimanere fortemente attaccata alla materia anche se
la tecnologia sembra sempre più negarne l’utilità.
In questo scenario il bianconero fa la
parte del leone. Forse possiamo anche
trovargli una giustificazione pratica: ora
che la fedeltà cromatica, la qualità ottica,
la precisione dei meccanismi (meccanici)
sono messi in gioco da corpi fotografici
dalle dimensioni di un’unghia (il resto è
tutto TouchScreen) il bianconero è come
una via di fuga per non fare i conti con
il confronto schiacciante dei sistemi fotografici veri e propri. Come se spostandoci sul fronte del bianconero avessimo
due vantaggi, e soprattutto il fascino del
regno del contrasto puro che ci fa lasciare alle spalle i problemi della gestione
del colore. Infatti il bianconero semplifica non poco la vita.
E poi il bianconero, in questo tecnica
“vecchia”, legittima l’inserimento all’interno dei fotogrammi quella serie di artefatti e giochetti che oggi sembrano
piacere tanto. In fin dei conti anche questi hanno una loro utilità tecnica: il bordo posticcio del fotogramma su pellicola
chiude i lati dalla foto in cui i bordi sono
stati trascurati. E poi la vignettatura concentra la lettura dell’immagine sul soggetto centrale.
E ancora, l’inserimento di effetti di sfocato e soft-light, simulando diaframmi
aperti e ottiche vintage a rischio di controluce, creano atmosfere oniriche. Per
non dimenticare che le texture sovraimpresse alla foto distolgano l’attenzio-
ne da errori di composizione o da sfondi poco riusciti. Volendo possiamo anche considerare l’accentuazione di contrasto e grana, ricordando come per anni
la stampa in camera oscura si sia servita
di sviluppi energici e di carte ad elevato contrasto proprio per rendere ancora
più grafica la resa del bianconero.
Insomma, anche in digitale, e ancor più
nell’era della condivisione, il bianconero... è sempre lui!
Alla ricerca di inquadrature diverse
Se lo diciamo a chi usa la reflex e lo ribadiamo a chi preferisce il Live View... figuratevi adesso che il dispositivo di scatto
lo si può tenere in punta di dita! E non
dimentichiamo che, tramite wireless, è
possibile scattare con una fotocamera
compatibile mentre controlliamo l’inquadratura in remoto sullo schermo dello smartphone.
Insomma: non ancoratevi a quelle “due”
inquadrature che sapete riconoscere secondo la classica teoria fotografica. Sperimentatene di nuove. Quali? Ogni epoca
fotografica ha i suoi cliché. Prima il tele,
poi il grandangolare, poi le ottiche fisse
ultraluminose, poi l’Hdr (finto!), poi le foto dall’alto con lo smartphone (“selfies” si
chiamano questi autoritratti nei social),
poi il vintage.
Nel video adesso abbiamo il TimeLapse,
che sta già cominciando a stufare, e lo
stile action camera che tutto sommato
incuriosisce ancora. A metà strada tra foto e video troviamo il cinemagraph, che
però è poco comodo da realizzare e forse fine a se stesso.
Nel mezzo di tutto questo, come detto,
vi è ogni tipo di inquadratura: dall’alto,
dal basso, di lato, alla cieca, da dietro... sta
a voi sperimentare, magari prendendo
spunto dagli esempi più freschi che troverete in Rete. L’ottica dello smartphone,
cortissima, aiuta ad avvicinarsi al soggetto tenendolo comunque sempre ben visibile per intero.
Dovrete cambiare un poco la modalità di
pre-visualizzazione della scena a cui siete soliti; introducete senza remore la sovrapposizione di elementi estranei, ma
appartenenti al contesto di scatto: aumenteranno il realismo della ripresa.
Se dovessi indicare il contesto più
adatto per le sessioni di ripresa con lo
smartphone direi quasi certamente la
location urbana, ma anche questo giudizio non è privo di preconcetti; è infatti condizionato dal fatto la maggior parte delle persone che usano tali tecnologie frequentano ambienti urbani. Probabilmente nella foresta amazzonica uno
smartphone ci finisce assai meno che
una reflex!
Comunque sia, quello che importa è non
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 19
RIPRESA OLTRE GLI AUTOMATISMI: CONSIGLI PRATICI
Variate spesso l’inquadratura. Questo era un
lavoro su Miss Padania (il verde lo rivela) ed
ero un po’ stufo di glutei e costumi avvolgenti…
ve potrebbe manifestarsi. Iniziamo ad
accorgerci della sua presenza quando
alziamo gli Iso, nelle scene fortemente
sotto-esposte, per tentare di recuperare
un’esposizione difficile o quando abbiamo a che fare con pixel piccoli che ricevono poca luce, ed è questo il caso dei
dispositivi mobili.
È però la stessa vena creativa intrinseca in questi dispositivi che ci permette
di superare la caccia alle streghe che si
scatena parlando di rumore digitale; l’esperienza insegna come l’assoluta pulizia del fotogramma sia ben poca cosa a
fronte dei contenuti dell’immagine.
Dunque quando avrete la possibilità di
regolare manualmente gli Iso sul vostro
dispositivo fermatevi un secondo a riflettere sul fatto che spesso è preferibile una
maggiore libertà creativa ad una assoluta pulizia dell’immagine, se questa richiede di rinunciare alla leggerezza della
fotografia mobile.
Se proprio temete il rumore, posto che
porsi limiti alla sperimentazione di nuovi
modi per inquadrare con uno strumento profondamente diverso dalle tradizionali fotocamere come è lo smartphone.
Una sorta di seconda vita fotografica.
Il rumore è in agguato
Il rumore è attorno a noi, quello digitale
è dentro i nostri sensori. Può essere che
non lo vediamo, non lo percepiamo, ma
lui c’è sempre. L’immagine fotografica
digitale è costantemente soggetta a tale rumore, anche agli Iso più bassi, e non
lo si nota solamente perché è presente
in minima parte rispetto all’informazione complessiva. Inoltre i sistemi di elaborazione del segnale digitale lavorano
già in fase di trasferimento dei dati dal
sensore al processore per ridurlo laddo-
Quando hai un sensore da 2 mm in cui inserire
l’universo, il rumore, come nella musica, devi
saperlo mettere al posto giusto.
20 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
OLTRE GLI AUTOMATISMI: CONSIGLI PRATICI RIPRESA
Larry King ha scritto un libro dal titolo “quando sei di Brooklyn tutto il resto sembra Tokyo”. Ed allora con un tramonto simile sull’
East River è lecito provarci.
utilizzare algoritmi di riduzione è spesso la soluzione peggiore, scegliete sensori di minore risoluzione e con pixel più
grandi, che per la loro stessa natura offrono un migliore rapporto segnale-rumore.
E poi c’è sempre il trucco di desaturare
l’immagine e passare al bianconero, magari anche tramite stili e filtri di vario genere: quello che più disturba infatti è il
rumore cromatico, anche se non ce ne
rendiamo conto subito.
In ultimo ricordiamo come la gestione
automatica dell’amplificazione Iso sia
l’espediente che molti smartphone utilizzano per la gestione delle priorità e
degli automatismi di scatto per far fronte al limite di una sola apertura di diaframma.
Meglio fotografare di giorno
Certo che, scattando di giorno, vi toglierete un bel po’ di problemi! Al calare del
sole non è semplice fotografare con la
reflex o con la mirrorless, figuratevi con
un dispositivo oggettivamente limitato
come lo smartphone. I limiti vengono
dalle ridotte dimensioni del sensore, e
quindi dal rumore, oltre che dall’ergonomia dello smartphone che impedisce di
impugnarlo saldamente.
Questo non vuol dire che non si debbano sperimentare i tramonti, ma solo che,
se cercate di ottenere il massimo dal dispositivo mobile che avete tra le mani, è
forse più sensato iniziare di giorno. Questo discorso ha iniziato ad avere senso
solo da poco tempo poiché fino a pochi
anni orsono l’impiego dello smartphone
si limitava alle feste casalinghe o ai ritrovi conviviali, anche se proprio questi sono gli ambiti peggiori per spremerlo al
meglio!
Anche di giorno però occorre prestare
attenzione ad aspetti che possono ridurre la qualità dell’immagine. Ad esempio
avrete da lottare con le infiltrazioni luminose all’interno dell’obiettivo, sempre
poco protetto dato che il paraluce non è
mai previsto ed i vetri di protezione possono finire per accentuare il flare. Non
per niente abbiamo accennato al fatto
che la pulizia delle lenti sia un aspetto
di grande importanza, in particolare nei
controluce.
Si è anche detto che nelle situazioni di
elevata luminosità è sempre in agguato
la bruciatura delle alte luci; occorre quindi prestare attenzione ai cieli ed ad ogni
soggetto molto riflettente. Basta un lastricato in cemento chiaro per produrre
una bruciatura irrecuperabile.
Prestate anche attenzione al fatto che i
dispositivi mobili tendono ad impostare
come standard un contrasto piuttosto
alto: questo permette di ottenere immagini particolarmente brillanti, ma comporta un elevato rischio di perdita di leggibilità nelle luci e nelle ombre. Imparate quindi a conoscere il comportamento
del vostro dispositivo.
Anche la taratura dei moderni schermi
Touch non semplifica la vita; il segnale
digitale della fotografia viene infatti rielaborato prima di giungere allo scoperto sullo schermo (e non solo, tutta l’interfaccia utente subisce la stessa sorte). Se
poi si aumentano nitidezza, saturazione e
contrasto, magari con un pelino di ToneMapping, l’immagine appare più grade-
vole ma sovente è impossibile valutare il
risultato reale di una ripresa. Soluzione?
Tanta pratica e la già accennata tecnica
dell’inclinazione dello schermo per capire quando, di dati, effettivamente non se
ne aggiungono più.
Togliere, togliere, togliere
In fotografia è più facile riempire di cose inutili un fotogramma, che inevitabilmente risulterà appesantito e confuso, piuttosto che realizzare un’immagine
con il minimo indispensabile. Questa sintesi vale anche, e soprattutto, quando si
fotografa con lo smartphone poiché, data la limitata qualità di immagine, occorre portare l’attenzione dell’osservatore
sull’essenziale.
I bordi del fotogramma sono chiaramente a rischio e dunque vi suggerisco
di immaginare queste aree come zone
franche in cui evitare di collocare elementi importanti per il significato della
foto. Semplificare la lettura dell’immagine, soprattutto se l’intenzione è quella
di condividerla alla risoluzione propria
del mondo Web; è una scelta dettata anPROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 21
RIPRESA OLTRE GLI AUTOMATISMI: CONSIGLI PRATICI
È la vita stessa ad insegnarcelo, basta poco per raccontare a condizione che tutto sia al posto giusto. A dire il vero la nuova Stazione Tiburtina e la sua desolazione aiutano.
che dal fatto che il dettaglio fine potrebbe non costituire un elemento capace di
fornire maggiori informazioni.
Il discorso della semplificazione non riguarda solo il numero di soggetti presenti nel fotogramma, ma anche quella
cromatica; in questo senso si hanno anche a disposizione delle ottime risorse
software sempre più evolute.
L’esposizione stessa è un’arma importante per la gestione dei soggetti presenti nell’immagine: schiarire uno sfondo o caricare le ombre del soggetto principale può aiutare a dargli rilievo. Un’arma che negli ultimi tempi è andata ad
arricchire la fotografia mobile è costituita
dai filtri tilt & shift, che simulano l’effetto di basculaggio tipico di ottiche specialistiche delle reflex e dei movimenti
dei banchi ottici. Il filtro piace a molti, e
senza che si rendano conto del motivo!
Piace perché concentra l’attenzione sul
soggetto quando in ripresa il fotografo
non è stato capace di farlo. In fin dei conti, semplificano.
È chiaro che con questi dispositivi non
è disponibile l’arma della profondità di
campo, ma se imparerete a gestire bene
composizione, colore e contrasto vi sarà
possibile sintetizzare anche senza filtri o
focali lunghe.
22 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
La gelateria di Rita sull’Highway 13, con tutte quelle luci che invitavano
a fotografarla, sembrava una casa di pan di zucchero: in questo caso è
stato di grande aiuto il Lumia 1020 con l’ottica dotata di un sistema di
riduzione delle vibrazioni.
Conoscere i propri limiti
(e dello smartphone)
Quelli che sono i limiti dello smartphone
li abbiamo già indicati e non li ripetiamo.
Provate però a fare come segue. Ovviamente dovete avere sempre con voi lo
smartphone sia di giorno che di notte,
ma questo è facile, ed è il motivo per cui
oggi si fotografa molto di più che con reflex o mirrorless.
Cercate di realizzare scatti di vario genere, pochi ma mirati: un ritratto in luce
ambiente, un paesaggio in luce solare,
uno con il cielo nuvoloso, un interno con
soggetti vicini e luce artificiale, e magari
uno scatto ad un soggetto in movimento. Scaricate le immagini su un elaboratore ed osservatene la resa su un monitor di dimensioni più ampie rispetto a
quello dello smartphone.
Credo che avrete delle belle sorprese;
prima di tutto scompariranno quei bei
colori, saturi e contrastati, che sul TouchScreen dello smartphone vi facevano
credere di essere dei fotografi professionisti!
Cercate poi di capire dove cominciano
ad apparire le prime pecche qualitative
dal punto di vista ottico. Leggete bene i
bordi? Nel ritratto distinguete i capelli e
le ciglia? La messa a fuoco vi consente di
individuare il punto di fuoco? Come va
con il bilanciamento del bianco?
Provate a elaborare leggermente gli scatti: i file reggono un aumento del contrasto, o appena toccate i livelli dell’immagine vengono fuori artefatti, zone bruciate o eccessivamente sature?
Fatto il punto della situazione la prima
contromossa è capire cosa “non fare”.
La seconda è capire come intervenire
per migliorare il migliorabile, ma sapendo che con questi dispositivi la priorità
va alla flessibilità di uso, non alla qualità
d’immagine.
Disattivare gli effetti (o no)
Suggerire ad un appassionato di condivisione degli scatti di rinunciare all’apporto estetico di filtri ed effetti di varia
natura penso che sia come chiedere a
chi fotografa con una reflex di rinunciare
all’esposimetro interno per stimare l’esposizione secondo la propria esperienza. Nessuno si sognerebbe di proporre
un tale approccio alla ripresa fotografica.
Dunque, parlando di fotografia mobile,
con un certo livello di personalizzazione
estetica dobbiamo farci i conti. Occorre però valutare quanto conviene concederci e quanto costituisca un miglioramento delle immagini. In generale la
OLTRE GLI AUTOMATISMI: CONSIGLI PRATICI RIPRESA
Una volta il New Yorker mi criticò un lavoro sull’Albania perché “lo avevo abbellito troppo”. Non era vero, l’Albania non era poi così medioevale come la vedevano attraverso la TV. Ma Tina Brown, la photoeditor,
non poteva saperlo.
scelta di uno stile invasivo lascia quantomeno aperto l’interrogativo di come
stimarne l’efficacia sul fotogramma prima di averlo catturato. Invero anche la
tecnologia si è evoluta ed oggi troviamo
perfino sulle reflex professionali degli
stili cromatici che hanno il pregio di uniformare stilisticamente, secondo l’idea
del fotografo, una serie di riprese che altrimenti potrebbero apparire mal assortite. Laddove dunque il fotografo manca
nell’effettuare una scelta stilistica personale possono sopperire i filtri e gli effetti in ripresa.
Ma la grande differenza tra il mondo reflex e quello mobile riguarda però il “dopo lo scatto”. Chi lavora con gli stili colore
su corpi professionali scatta quasi sempre
in formato Raw, che consente di annullare
o modificare le regolazioni estetiche fatte,
oltre che intervenire su aspetti importanti come l’esposizione o il bilanciamento
colore. Un dispositivo mobile invece, non
consente nulla di tutto questo.
Se, dunque, sceglierete di fotografare le
vostre imprese estive in un bel seppia, o
in blu cobalto, queste immagini rimarranno tali per sempre. Fate attenzione
quindi alle impostazioni.
Detto ciò, la scelta di un filtro o un effetto in ripresa ricorda quella altrettan-
A proposito del flash, ricordo che un mio collega, capo dei reporter di
Famiglia Cristiana, diede una vera lavata di testa ad un giovane fotografo in prova che gli riportò delle immagini in cui aveva palesemente usato il flash. E con uno smartphone scordatevi che esista il flash.
to definitiva che caratterizza la fotografia
su pellicola: se scattate con una diapositiva ultrasatura non avrete mai un bianconero stampabile in modo eccellente.
Basta saperlo.
Il flash: meglio evitarlo
Non che il flash a led montato ormai su
tutti gli smartphone sia un mostro di potenza, ma di certo consente di realizzare riprese ravvicinate anche in assenza di
luce. Tuttavia la posizione dei led al fianco dell’ottica non offre grandi possibilità creative, sparando il lampo in faccia
al soggetto; l’uso dell’illuminatore nella
fotografia mobile è quindi limitato, semmai potreste sentirne la necessità quando occorre realizzare del Fill In con soggetti in controluce. Anche in questo caso però l’uso del flash non è facile, tanto
da un punto di vista cromatico quanto
esposimetrico; infatti lavorando nella
maggior parte dei casi con l’esposizione
automatica non è detto che la resa finale vi soddisfi e non è detto che abbiate la
possibilità di modificarla secondo le vostre necessità.
Lo stesso discorso vale anche per il bilanciamento del bianco: non sempre l’automatismo vi consentirà di avere la migliore taratura per la fredda luce dei led, e
non è detto che scegliendo le impostazioni manuali riusciate a fare di meglio.
Inoltre gli schermi dello smartphone sono piccoli per eseguire un ritocco selettivo su differenti zone del fotogramma.
Questo per dire che il flash integrato negli smartphone non è certo il massimo
dal punto di vista qualitativo, senza scordare che un suo utilizzo smodato riduce notevolmente l’autonomia già risicata della batteria. E se proprio occorre
usarlo, vi suggerisco di disporre il vostro
soggetto accanto ad un fondale possibilmente gradevole in modo da poter
leggere l’intero fotogramma; è orrendo
vedere un ritratto galleggiare nel buio
mentre il lampo ne brucia le zone più vicine all’obiettivo.
Occhio alla saturazione
Spesso la saturazione cromatica è considerata un aspetto positivo dell’immagine,
da ricercare addirittura in editing sfruttando le modalità capaci di esaltarla.
La saturazione indica essenzialmente la
pienezza di un colore nei confronti del
grigio; se andate a guardare cosa avviene ad un livello RGB quando ne regolate
la saturazione, il risultato non è altro che
un aumento del contrasto di quel canale.
Di conseguenza, quando si eccede nelPROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 23
RIPRESA OLTRE GLI AUTOMATISMI: CONSIGLI PRATICI
Non sono la persona più adatta a parlare di
saturazione, dato che a tratti ne abuso, ma
con fiera alterigia posso permettermelo!
la saturazione, si finisce per perdere dettaglio nelle luci e nelle ombre, proprio
quello che avviene quando si aumenta
in modo eccessivo il contrasto dell’immagine.
Ciò vuole dire che l’immagine troppo satura apparirà come piatta e priva di dettaglio, senza offrire possibilità di recupero. Inutile dire come questo vada evitato
a tutti i costi, e di certo in editing, a meno
di non voler ottenere un’immagine grafica; ancor più va evitato in ripresa poiché
lo scatto originale non può certo essere
ripetuto a distanza di tempo.
Non crediate che i casi di eccesso di saturazione siano rari, basta un bilanciamento
cromatico errato o un dispositivo non ottimizzato per la ripresa fotografica; il difficile è accorgersene subito, dato che a prima
vista una “piallatura” dell’immagine dovuta alla saturazione può apparire come
un’abbondanza di colore quasi piacevole.
Gli ambiti che presentano i maggiori ri-
Questo è il raccolto di un Dimer, così si chiamano gli homeless che vanno in giro a raccogliere le lattine per poi inserirle nelle macchine che
ti restituiscono un dime (10 cents) per un certo numero di lattine: dare
un senso alle cose che si incontrano vuol dire conoscere.
24 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
Un mio collega ha saggiamente affermato che con gli smartphone siamo tornati ad essere fotoreporter ventiquattrore su ventiquattro, come
una volta, come HCB! E poi una con il gatto al guinzaglio come fai a
perdertela?
OLTRE GLI AUTOMATISMI: CONSIGLI PRATICI RIPRESA
schi di un eccesso di saturazione sono i
soggetti di colore pieno o le situazioni di
illuminazione mista, oltre naturalmente
ai casi in cui la si va ad aumentare volutamente.
Il quotidiano: una continua fonte di
spunti
Approfittate della grande portabilità dei
dispositivi mobili per fotografare la vostra vita quotidiana, che è sempre una
notevole fonte di spunti. Un esempio
banale: per noi occidentali l’immagine
privata di un autore asiatico può rappresentare la narrazione di un contesto
di vita molto differente, e vi garantisco
che per gli asiatici una fotografia scattata dalla finestra di casa vostra può essere altrettanto interessante. Allo stesso
modo le immagini di una trentina d’anni
fa possono avere un loro valore sociale
perché raffigurano momenti di vita quotidiana, veri e propri racconti di altri tempi con tutto il loro carico di spontaneità.
Non è probabilmente questo il vostro intento nel momento in cui fotografate il
gatto sulla tavola imbandita, ma è proprio la routine quotidiana, in quanto vera, ad essere un interessante soggetto
da condividere con persone che hanno
esperienze diverse. Una sorta di Grande
Fratello alla rovescia dove siamo noi l’occhio che riprende noi stessi; il difficile è
capire quali sono gli aspetti da cogliere
nel momento in cui a noi tutto appare
assolutamente normale. Ma questo dipende dalla sensibilità di ciascuno.
Non trascurate quindi questo genere di
riprese, affinando progressivamente il tiro e con un occhio ai riscontri che riceverete dal Web.
Lo scatto discreto
Diciamolo tranquillamente: l’ansia maggiore per chi pratica la street photography è quella che il soggetto si accorga di essere fotografato, magari a sua insaputa; non che ci sia nulla di male, la fotografia documentaria è vecchia di due
secoli e mostra la gente per strada. Vi sono fotografi celebri che hanno fondato
la propria carriera proprio su questo modo di riprendere la realtà.
Oggi però ci è stata riempita la testa con
le questioni della privacy, dei paparazzi
e quant’altro. Bene che vada le persone
riprese vi lanceranno un’occhiataccia, vi
faranno gestacci (che per la fotografia
andrebbe anche bene!). Ci sono anche
casi di reazione isterica con la pretesa di
distruzione della scheda di memoria. In
tali situazioni potete fare finta di nulla e
continuare, potete semplicemente sorridere o chiedere il permesso. Quello che
non potete fare è scappare o abbassare
la reflex come per fare finta di nulla, dato che parrebbe una presa per i fondelli.
Il fotografo dotato di smartphone se
passa per turista rabbonisce anche il più
rissoso dei passanti che non vogliono
essere ripresi; lo smartphone poi si nota
poco, serve ad altro. Non è un caso che
molti scatti di eventi critici o rischiosi siano oggi scattati con un dispositivo mobile. Ma per esperienza personale la finta composizione del messaggio tenendo
lo smartphone a mezzo metro di braccio
davanti a voi non funziona; se ne accorgerebbe chiunque e si irriterebbe anche.
Non vi sto istigando a delinquere, non
è giusto obbligare a farsi riprendere chi
non vuole esserlo, ma va anche detto
che finché il vostro intento non è delittuoso molte scene di isteria non hanno
ragione d’essere. Come sempre vale il
buon senso: siate discreti, non invadenti.
L’effetto mosso con lo smartphone
Alcuni degli scatti più espressivi della
storia del giornalismo, dal reportage alla
street photography, devono la loro riuscita proprio al controllo del mosso. Non
è la regola, ma l’eccezione che la conferma. È vero che si hanno a disposizione
focali cortissime a prova di mosso, Iso
elevatissimi, diaframmi che permettono
di scattare a 1/1000s, eppure vi suggerisco di non escludere il mosso dalle possibilità creative.
Quando poi il vostro mosso si accompagna a quello del soggetto nasce il panning, una delle migliori tecniche per
esprimere l’azione.
Un’altra tecnica che ben si sposa con il
mosso è lo slow-synch, la sincronizzazione lenta di otturatore e flash: consente
di realizzare immagini di grande effetto
in cui il flash congela dei dettagli su uno
sfondo illuminato dalla luce ambiente.
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 25
RIPRESA OLTRE GLI AUTOMATISMI: CONSIGLI PRATICI
Se volete cimentarvi sul mosso l’unica raccomandazione che mi sento di fare è di scattare
solo al tramonto e a raffica.
E se volete evitare il mosso? I mezzi sono molti. Non cito la stabilizzazione ottica,
ancora non significativa sullo smartphone, ma vi sono supporti e accessori di
ogni tipo che consentono di aumentare
la stabilità della ripresa in ogni situazione.
Il discorso è dunque il medesimo che si
può fare per reflex e mirrorless.
Il movimento del soggetto
Non possiamo certo andare in giro a legare il nostro soggetto a pali o muretti! Il
mondo intorno a noi si muove e se l’immagine non è buona la colpa è nostra! E
poi un po’ di dinamismo non guasta mai.
Ma se voleste eliminare questo mosso la
soluzione è ricorrere a tempi di esposizione rapidi, realizzabili sia per mezzo dell’otturatore, sia grazie al lampo di un flash.
Certo che lo smartohone non aiuta. Vale quindi il discorso fatto per il panning
e lo slow-synch. Detto ciò, ridurre i tempi di scatto ogni tanto fa bene. Lo sanno
i fotografi della nuova vena paesaggistica che fotografano su treppiede nel loro
incessante movimento le onde del mare,
le nubi nel cielo o le fronde degli alberi fino a lasciare sul fotogramma tracce
sfumate e oniriche degne della migliore
tradizione fotografica. Lo sanno bene anche i reporter, che da sempre fotografano la folla in movimento.
Quello che occorre è lasciar fluire nel fotogramma il soggetto in movimento tenendo ben fermo tutto il resto. In breve: lasciate che il mosso entri nel vostro
smartphone, ben si sposa con l’idea della
comunicazione in movimento che questi dispositivi portano con sè.
Il ritorno della cornice
Come è tornato l’interesse per le pellicole sono tornare anche le cornici (del
fotogramma) come se stessimo ancora
stampando in camera oscura! Anche la
Il treno in corsa migliora l’effetto e la saturazione non guasta.
26 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
OLTRE GLI AUTOMATISMI: CONSIGLI PRATICI RIPRESA
Evviva! Torna la cornice, tanto demonizzata
dalla modernità. Un gioco di parole: un’immagine si dice “al vivo” quando la cornice manca, anche per una natura morta…
Polaroid è tornata, invero sotto il nome
Impossible Project.
Comunque sia, è un fatto che molte delle immagini in Rete appaiono racchiuse
all’interno di forme grafiche: si va dalla simulazione della celebre pellicola a sviluppo immediato ai bordi consunti dall’acido. Troviamo le cornici scure tipiche delle fotocamere medio formato, così come
le piste di trascinamento della pellicola
35mm, o l’applicazione di texture graffiate e fintamente sporche.
Chiaramente il digitale va oltre e le forme
si sprecano, con cornici mai esistite ma
che consentono di racchiudere l’immagine in modo da evitare la sensazione che
la scena navighi nel nulla di sfondi troppo
cupi, o nell’evanescenza di cieli bruciati.
Anche la vignettatura può essere usata
in funzione di cornice: perde così la connotazione di difetto ottico ed acquista
una funzione creativa.
Vignettatura e cornici di varia foggia sono quindi elementi ricorrenti di questa
nuova tendenza fotografica, una tendenza che paradossalmente si ispira alla fotografia vintage. Tutto è ottenuto in fase
di editing, ma questo stile di personalizzazione dello scatto è talmente diffuso
che molti applicativi consentono di gestirlo contestualmente al caricamento
dei file sui siti social!
Fotografare a tavola
Non voglio elencare qui tutto quello
che potreste fotografare con il vostro
smartphone! Voglio solamente suggerire come affrontare un soggetto tra i più
comuni per ottenere immagini valide
dal punto di vista estetico.
Lo smartphone ha dei punti forza che
meritano di essere sfruttati, come la capacità di riprendere a distanza ravvicinata (curate la messa a fuoco) e la deformazione del grandangolare.
La fotografia di cibo non si improvvisa. E purtroppo, a differenza delle foto, la vita reale
spesso non è altrettanto appetibile, ahimè.
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 27
RIPRESA OLTRE GLI AUTOMATISMI: CONSIGLI PRATICI
Un fiero bengalese nel mezzanino della fermata di Times Square. Sono stato fortunato con la luce, ho solo usato la mano per evitare che altre luci entrassero in macchina: ricordatevi che l’obiettivo è solo un buco su una superficie piatta e va protetto dai riflessi indesiderati.
sto c’è una ricetta: ispiratevi alle comunità in Rete: Flickr, VSCO, Instagram.
Un genere molto praticato in Rete è il ritratto ambientato, ovvero ispirato alla vita
quotidiana, dunque non crediate di essere banali se fotografate le persone che vi
circondano, ma metteteci del vostro inserendo il soggetto in una ripresa tecnicamente corretta, creativa ed originale.
In fotografia la citazione è lecita. Vedrete che scoprirete spunti originali proprio
mentre siete intenti ad emulare uno dei
vostri fotografi preferiti.
Alcuni suggerimenti: la silhouette si presta particolarmente con lo smartphone
per l’elevato contrasto, tanto che sovente è necessario diminuirlo per ridurre il
rumore nelle ombre. E poi sperimentate
la staratura esposimetrica.
Di soggetti ne avete a disposizione milioni, potendo puntare l’obiettivo dello
smartphone sulla gente per strada, oltre che sugli amici. Se saprete metterci
quel “qualcosa in più” che eleva l’immagine da mero souvenir di viaggio a ricerca personale, allora è probabile che il riscontro supererà i confini delle vostre
conoscenze dirette.
Nel “food” il colore ha una certa importanza: cercate di valutare le opportune
variazioni cromatiche o i bilanciamenti del bianco in modo da evitare intonazioni che stonano con il cibo.
Dal punto di vista dell’editing potete
sbizzarrirvi con il contrasto e la sovraesposizione per creare una vostra interpretazione del cibo; anche un po’ di flou
non sta male, così come l’effetto tilt &
shift, che in questo genere fotografico
va ancora di moda.
A dire il vero va di moda anche il fuori fuoco estremo, ma nel mobile va bene lo stesso. E viste le dimensioni dello smartphone non trascurerei la sperimentazione di inquadrature insolite.
Nel controluce attenzione all’esposizione dato che questi strumenti non brilla28 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
no certo per gamma dinamica, ma questo effetto rimane un “cult”.
Ricordate sempre che nella fotografia
di food è molto importante la composizione, dato il peso nell’immagine delle
forme dei piatti e dei bicchieri, e questo
vale sia per le pietanze cucinate da uno
chef internazionale che per il pasto rapido comprato fuori dallo stadio.
Ritratti e persone
Come fare per dare un tocco in più ai
vostri ritratti? Per esempio cercare situazioni non convenzionali per la luce o il
contesto, e per la collocazione del soggetto, per il colore... Non è difficile, lo
smartphone lo abbiamo sempre in tasca.
La ricerca di nuove inquadrature richiede un poco di estro, ma anche per que-
Luoghi e ambienti
Quanto detto per il ritratto ambientato
può valere anche per la fotografia di luoghi e ambienti.
Uno spunto concreto da cui partire può
essere la luce laterale di una finestra,
sempre eccezionale per ambientare una
piccola storia fotografica tra le mura di
casa: è come avere a disposizione un
bank da studio per lo smartphone!
Se siete in difficoltà con la luce artificiale
pensate al bianconero, che fa scomparire
le dominanti di colore: potrete così provate l’ebbrezza di rendere bianchissimo
un muro di casa anche se non è imbiancato di fresco. Cercate di dare leggibilità
a quello che si trova nell’ambiente elevando il contrasto e l’esposizione; che i
muri di casa siano bianchi lo sappiamo
ed una loro lieve bruciatura non infastidirà più di tanto.
Il flash scordatelo: un ambiente chiuso è
troppo ampio per essere illuminato dal
flash dello smartphone. Prevedete piut-
OLTRE GLI AUTOMATISMI: CONSIGLI PRATICI RIPRESA
Niente da eccepire in questo scatto: ottima la scelta del luogo, dove rifugiarsi a bere un tea in
piazza Tahrir durante i giorni della rivoluzione, ma calcolare l’esposizione tra il televisore e la
stanza in fondo è rognoso.
tosto un piccolo treppiede: vi consentirà
di avere pareti e mobili fermi e le persone leggibili, se non si muovono troppo
velocemente.
L’ottica grandangolare vi sarà di aiuto
tanto in interni quanto all’aperto.
In esterni, notate come tra le immagini
più riuscite vi siano quelle che riprendono contesti urbani e architettonici puntando sul taglio grafico dello scatto: in
questo modo è più facile superare la
connaturata carenza di dettaglio degli
scatti fatti con lo smartphone.
Un altro spunto. Se ne avete la possibilità di regolare il bilanciamento del bianco
potete fare molto per valorizzare la vostra ripresa.
Nel paesaggio lo smartphone non è certo lo strumento migliore per fotografare
poiché dettaglio fine e qualità del pixel
non giocano a suo favore. Un po’ di mestiere però viene in soccorso: cercate di
puntare maggiormente sulla luce e cercate di essere originali e creativi; una luce speciale non potrete certo crearla in
editing, se in partenza la situazione non
sarà favorevole. Cercatela.
Infine non cadete nella tentazione di aumentare eccessivamente la nitidezza in
editing: vi assicuro che non appena toccherete quel selettore salteranno fuori
artefatti di ogni tipo!
Marco Vacca
www.marcovacca.com
Le immagini che pubblicate in queste pagine sono di
Marco Vacca. Fotoreporter
dal 1990 ha prodotto storie
su Israele, Iraq, Medio Oriente, Rwanda, Kosovo, Sud Sudan, Darfur, Ciad, Ghana,
Giappone, Dubai. Ha seguito le elezioni presidenziali in
USA nel 2000 e documentato New York dopo l’attentato
alle Twin Towers. Di notevole
interesse il reportage sui flussi migratori clandestini dalle frontiere orientali verso la
UE e quello sul disastro ambientale causato dal naufragio della petroliera Prestige
sulle coste della Galizia. Il suo
lavoro sulla carestia nel Sudan meridionale è stato premiato al World Press Photo
1999. Nel suo libro “Body in
Italy” si è poi divertito a rac-
Una vita da reporter
contare la passione degli italiani per il fitness, e ne è scaturita una mostra. Tra le altre
mostre vi è “Refugees”,esposta
ai musei del Vittoriano a Roma e a Milano da Forma, per
poi approdare in diverse città
d’Italia; è un lavoro sulla condizione delle popolazioni del
Darfur che ha dato vita anche ad un libro. Si è cimentato anche con la multimedia-
lità per raccontare la piaga
dell’Aids negli slum di Nairobi. Attualmente Marco Vacca
si sta occupando della situazione nell’area mediorientale/africana; una selezione dei
suoi lavori ha partecipato al
New York Photo Festival nella multiproiezione Under the
Bridge: Projections of a Revolution, curata da Elisabeth
Biondi ed Enrico Bossan.
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 29
intervista a
Britta Hershman
www.brittahershman.com
www.twitter.com/Brittography
www.facebook.com/BrittaHershmanPhotography
Nokia 5000, iPhone 4, iPhone 5, ma scatto anche in pellicola! Amo molto la fotografia analogica, comprese le tecniche
alternative.
Scatto con tutto, dalla Polaroid alle fotocamere a pellicola di plastica, fino al foro stenopeico, e mi piace sperimentare
i metodi di stampa non tradizionali. La
maggior parte delle mie stampe alternative sono cianotipie blu e stampe Van
Dyke; preferisco il formato quadrato da
10cm di lato (4 pollici) su carta da disegno.
Per le mie immagini traggo ispirazione dall’estetica dei soggetti, un’estetica
senza tempo e quasi tutto il mio lavoro
è in bianconero; amo la nebbia, la pioggia, la storia, le rovine, i fiori e gli alberi. Al
centro della mia ricerca vi sono i soggetti naturali e i luoghi storici; adoro i fotografi pittorialisti della fine del IX secolo e
dei primi anni del XX secolo, in particolare Leonard Misonne.
Scattare con lo smartphone mi piace
poiché è facile creare foto quadrate, il
mio formato preferito. Mi piace anche
l’editing al volo tramite varie applicazioni che mi permettono di dare rapidamente alle foto una patina storica, o un
aspetto onirico.
Ho sperimentato anche applicazioni che,
con impostazioni casuali, producono effetti a sorpresa, soprattutto Hipstamatic.
La fotografia digitale a volte è per me
troppo prevedibile e in questo modo
aggiungo l’emozione dell’imprevedibilità. Diverse delle mie migliori immagini
le ho scattate con Hipstamatic, ma senza
nessun editing.
Hipstamatic è la mia App preferita, ma
faccio uso anche di altre applicazioni come Plastica, Classic Toy, Snapseed, Plastic
Bullet, SlowShutter e ScratchCam. Di solito per modificare una foto uso solo una
o due applicazioni.
Del mio iPhone sono soddisfattissima
(per ora), ma mi sono divertita anche
con il Nokia 5000 che produce un notevole rumore ma le immagini, una volta convertite in bianconero, ricordano la
grana della pellicola o una carta ruvida.
E’ la prova che anche un vecchio telefono può avere il suo fascino!
30 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
Certo sarebbe bello avere un maggiore
controllo manuale del tempo di scatto,
del diaframma e dell’esposizione in genere, mentre invece devo sperare che lo
smartphone decida di esporre l’immagine come piace a me. Ho un portfolio
online su 500px e occasionalmente posto le foto su Twitter o sulla mia pagina
Facebook; ho qualche centinaio di “followers” su Twiter e di “mi piace” sulla pagina di Facebook Brittography.
Quando mi è possibile partecipo a mostre collettive in gallerie o riviste on-line.
iiPhotoshop Lightroom 5.0, iPhone 4 Hipstamatic.
BRITTA HERSHMAN INTERVISTA A
iiDati di scatto: 1/120s a f/2,8 ISO 80.
iiDati di scatto: 1/1150s a f/2,8 ISO 80.
Photoshop Lightroom 5.0. iPhone 4 Hipstamatic.
Photoshop Lightroom 5.0. iPhone 4 Hipstamatic.
iiDati di scatto: 1/15s a f/2,8 ISO 125.
iiDati di scatto: 1/560s a f/2,8 ISO 80. Photoshop Lightroom 5.0. iPhone 4
Photoshop Lightroom 5.0. iPhone 4 Hipstamatic.
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 31
intervista a
Ana Sampaio Barros
www.instagram.com/anasbarros
Gli aspetti che apprezzo maggiormente
nella fotografia con lo smartphone sono
la leggerezza e la velocità: sono strumenti quasi “impercettibili” per gli altri. Ho
provato a fotografare per strada con una
reflex ma è complicato, la gente si imbarazza quando si vede inquadrata, mentre
l’iPhone rende tutto più semplice e molto più discreto. Ho praticato la fotografia
tradizionale quando studiavo, ma questo nuovo modo di fotografare (iphoneografia) mi ha veramente coinvolto!
Lavoro come architetto e quindi l’architettura e la luce sono i miei soggetti preferiti, ma la mia fotografia è vicina alla
street photography. Come fonte di ispirazione, nel Web si possono trovare tanti artisti fantastici; eppure ritengo più interessanti le immagini delle persone che
non sanno molto di fotografia ed hanno
imparato scattando ed ispirandosi alla
comunità mobile; tra questi posso citare
@ejota_seventyeight o @ernandaputra.
Quelli che più apprezzo sono comunque @moneal, @thiswildidea, @chrisozer, @colerise, @dankhole.
Normalmente pubblico le mie immagini su Instagram e le condivido su Tumblr
e su Facebook; attualmente ho 266.000
followers su Instagram.
Le mie applicazioni preferite sono VscoCam e Snapseep.
iiDati di scatto: 1/500s a f/2,4 ISO 50. App VscoCam. iPhone 5
32 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
ANA SAMPAIO BARROS INTERVISTA A
iiDati di scatto: 1/160s a f/2,4 ISO 50. Software QuickTime 7.7.1. iPhone 5
iiDati di scatto: 1/4525s a f/2,4 ISO 50. App VscoCam. iPhone 5
iiDati di scatto: 1/2860s a f/2,4 ISO 50. Software QuickTime 7.7.1. iPhone 5
iiDati di scatto: 1/2860s a f/2,4 ISO 50. App VscoCam. iPhone 5
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 33
intervista a
Souichi Furusho
www.twitter.com/sfurusho
www.flickr.com/photos/sfurusho
www.instagram.com/sfurusho
www.eyeem.com/u/sfurusho
Il mio stile si ispira alla massima libertà e
semplicità e nasce dalla volontà di perseguire una mia visione studiando il soggetto sotto diverse angolazioni.
Mi piace la fotografia in bianconero, anche se la mia estrazione non deriva dalla fotografia analogica: la mia passione è
nata con l’iPhone e con le comunità di
Flickr e Facebook.
Lo smartphone mi offre il grande vantaggio di scattare e elaborate le immagini direttamente sul telefono tramite le
App. Da quando le uso ho scoperto strumenti stilistici nuovi che mi permettono di “pulire la mia immaginazione” e di
dar vita ogni volta un nuovo lavoro: tutto
questo è per me fonte di grande eccitazione. E tutto questo utilizzando solo un
dispositivo chiamato “cellulare”, scusate
se è poco!
Le App che uso maggiormente sono Laminar, PhotoFX, PhotoClip, Filterstorm,
Blur FX, Hipstamatic, e Hipstamatic; devo dire cha hanno sempre soddisfatto le
mie esigenze.
Per l’elaborazione delle immagini sto
usando solo Laminar; è di certo la mia
preferita poiché dà forma alla mia immaginazione.
Photo FX è un’App efficace nel modificare il tono di colore di una foto, mentre Hipstamatic è molto divertente per
il modo in cui si ottengono i vari effetti,
che tra l’altro non si trovano in altre applicazioni.
Il mio lavoro è pubblicato su vari social
media, come Flickr, Facebook, Eyeem, e
Instagram, e non ho un sito Web o un
blog specifico. Ogni mio nuovo lavoro lo
pubblico per primo su Flickr.
iiPhotoshop CS3
34 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
SOUICHI FURUSHO INTERVISTA A
iiPhotoshop CS3
iiPhotoshop CS3
iiPhotoshop CS3
iiPhotoshop CS3
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 35
intervista a
Stephane Arnaud
www.instagram.com/frommywindows
Sono quello che di solito chiamano street
photographer: i miei soggetti sono le scene di strada, le persone, i frammenti di vita quotidiana che si svolgono di fronte a
me e che io osservo “dalla mia finestra”. La
scoperta di Robert Franck è stata per me
una rivelazione, ma sono sempre stato
sensibile alla fotografia documentaria ed
è il motivo per cui mi chiedo cosa le mie
foto racconteranno del loro tempo se mai
saranno viste tra 50 anni. Ho una vecchia
reflex Nikon D90, che uso ancora di tanto
in tanto con un 28 o un 35 millimetri, ma
oggi ritengo che sia lo smartphone il mio
strumento perfetto per la street photography; mi sento di poterlo paragonare
alle Leica nei primi anni Trenta: è piccolo,
leggero, semplice da usare.
Attualmente uso un iPhone 5, ma ho
scattato a lungo con un iPhone 4 e lo
uso ancora poiché insieme ad alcune
pellicole o lenti della mia App preferita,
Hipstamatic, riesco ottenere risultati che
iPhone 5 non riesce a darmi.
Tra i vantaggi della fotografia con lo
smartphone vi certamente l’istintività
dello scatto: con la fotocamera integrata (nativa) dell’iPhone ho la possibilità di
accedere direttamente con un doppio
clic sul pulsante principale, anche quando lo smartphone è spento.
Inoltre, quando si riprende con Hipstamatic o con la fotocamera integrata, il
pulsante volume + può essere utilizzato
come pulsante di scatto; in questo modo è possibile passare quasi inosservato
durante le riprese. Infine con l’App ProCamera vi è la possibilità di separare il controllo di messa a fuoco e di esposizione.
Scatto la maggior parte delle mie foto
con Hipstamatic o con ProCamera. Per l’editing, se necessario, uso quasi esclusivamente Snapseed per le luci ed i contrasti;
raramente ritaglio le mie foto. A volte, ma
lo faccio sempre meno, aggiungo delle
texture utilizzando Cameramatic poiché
la texture supera, in alcuni casi, la mancanza nell’iPhone di una reale gestione
della profondità di campo. Per le immagini mobili non uso mai Photoshop.
Pubblico le mie fotografie esclusivamente su Instagram: @frommywindows e ho
quasi 2000 “followers”.
36 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
iiApp Snapseed 1.5.2.
STEPHANE ARNAUD INTERVISTA A
iiApp Snapseed 1.5.2.
iiApp Snapseed 1.5.2.
iiDati di scatto: 1/3000 a f/2,8 ISO 80.
iiDati di scatto: 1/17s a f/2,4 ISO 400.
App Objectif John S, Film AO BW. iPhone 4 Hipstamatic.
App Objectif John S, Film BlacKeys SuperGrain. iPhone 5 Hipstamatic.
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 37
Strumenti
Un mondo
di accessori utili
Sony QX: “obiettivi” addizionali
Obiettivi speciali, lenti addizionali,
Smartshot, Lens-Style.. chiamateli come
volete, ma sempre di Sony QX si parla.
Cosa sono?
Sono ottiche da montare sul dorso dello
smartphone. Anzi, a dire il vero non sono solo ottiche, sono vere e proprie fotocamere dotate di sensore: Il Sony QX10
monta un sensore da 1/2.3” Exmor R BSI
CMOS con risoluzione di 18.2 Mpxl. Lo
zoom è un 10x (equivalente ad un 25250mm nel formato 35mm) f/3.3-5.9.
Lo Zeiss QX100 ha sensore da 1.0”
Exmor R BSI da 20.2 Mpxl, processore Bionz e zoom ottico 3.6x (equivalente ad un 28-100mm nel formato 35mm)
f/1.8-4.7.
Come funzionano? Semplice, comunicano con lo smartphone tramite NFC e
Wi-Fi se NFC manca. Una volta scaricata
l’applicazione PlayMemories Mobile sul
proprio dispositivo, basterà far toccare
tra loro obiettivo e smartphone, o anche
solo avvicinarli, perché questi comincino
a comunicare.
Idea gagliarda! Anche perché ormai si è
sempre alla ricerca dello scatto da condividere su social network (Facebook,
Twitter o Instagram) e lo scatto in questione, non può essere brutto o pixelato… E gli obiettivi QX hanno prestazioni certamente superiori a quelle degli
smartphone tanto che si possono considerare come fotocamere compatte e
con queste vanno confrontate.
L’idea, come abbiamo detto è decisamente innovativa, ma come in tutte le
SONY
Sony DSC-QX10 € 200
Sony DSC-QX100 € 449
www.sony.it
38 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
novità vi sono dei punti deboli che andranno migliorati; nel caso degli obiettivi QX il limite è costituito dall’applicazione PlayMemories Mobile che, pur funzionale e veloce con le compatte, con i QX
diventa lenta perché deve far fronte alla
mancanza dello schermo LCD su QX.
Il trasferimento dell’immagine, e quindi
l’utilizzo dello smartphone come interfaccia esterna e come schermo remoto, è
lento: almeno un minuto per l’accoppiamento (e quindi perché PlayMemories acceda alla QX) e poi l’immagine va a scatti.
Se quindi pensate che con un QX potete guadagnare in rapidità di scatto, siete
sulla via sbagliata: mentre una compatta
si accende e diventa operativa in poco
più di un secondo, i QX richiedono più
di un minuto.
Inoltre le impostazioni possibili sono un
po’ pochine: due modalità automatiche
e il programma P. Troviamo poi il bilanciamento del bianco e l’autoscatto, ma
non abbiamo trovato la modalità HDR,
la regolazione degli ISO, le scene e il formato Raw. Insomma i QX rivelano il poco
tempo dedicato allo sviluppo dell’applicazione, ma è prevedibile che Sony la farà crescere visto l’interesse suscitato dal
prodotto.
Tra gli aspetti positivi c’è da rilevare il
trasferimento delle foto: è veloce e automatico, ma può essere anche manuale,
andando a selezionare ogni singola foto
che vogliamo spostare; attenzione però
che i QX trasferiscono il file in bassa risoluzione. D’altra parte per condividere le
immagini su qualsiasi sito web conviene
che i file abbiamo un peso ridotto.
Il trasferimento dei file a 18 o 20 Mpxl
comporta più tempo, quasi un minuto,
ma non conviene; e poi, una volta fatto
l’accoppiamento, la scheda Micro SD del
QX diventa praticamente inutile, perché
verrà usata automaticamente la Micro
SD dello smartphone.
Tecnicamente i QX sono delle “fotocamere” complete. Sul barilotto c’è tutto: pulsante di scatto, zoom, connessione Micro
USB, comparto batteria, slot per scheda
Micro SD e filettatura per il treppiede.
Perché questi accorgimenti se i QX vanno accoppiati ad un telefono? Perché in
realtà si possono usare anche separatamente. Una volta accoppiati al telefono, possono “vivere” autonomamente: si
può tenere il telefono in una mano e il
QX nell’altra, oppure montare l’ottica su
un treppiede.
Detto questo, la qualità dell’immagine è
da compatta di buon livello e le potenzialità sono grandi; aspettiamo solo un
miglioramento significativo dell’applicazione Play Memories Mobile.
Nel frattempo è anche possibile usare l’obiettivo QX come una fotocamera
usando come monitor la nostra esperienza di fotografi.
UN MONDO DI ACCESSORI UTILI STRUMENTI
Aggiornamento firmware per QX
I moduli QX10 e QX100 sono delle fotocamere a tutti gli effetti e quindi sono soggetti ad aggiornamento. L’upgrade del firmware si effettua scaricando il
software dal sito www.sony.it e in questo modo è possibile estendere le prestazioni dei due dispositivi. Per il modello
QX100 le nuove possibilità riguardano la
possibilità di scattare a Priorità di Tempi
(incrementi di 1/3 EV da 30” a 1/2000s),
l’estensione della gamma ISO, in modalità P, A e S al range ISO160 - ISO12800 e la
ripresa video Full HD (1920 x 1080 a 30p)
registrando file MP4. Sulla QX10 abbiamo ora la possibilità di impostare gli ISO,
scattando in Program, nel range ampliato da ISO100 a ISO3200, oltre a poter realizzare video MP4 nello standard 1920 x
1080 30p. Anche la connettività dei due
moduli viene aggiornata ed ora è possibile fotografare e passare all’anteprima
senza interrompere la connessione Wi-Fi.
Gioia per i fanatici della connettività senza fili: il tempo di attivazione della connessione è stato dimezzato.
Kogeto Dot
Foto a 360° senza girare su sé stessi? Sì, è
possibile. Come? Con Dot. Qui entriamo
nel campo di quegli oggetti che si comprano per curiosità, salvo poi rimanere
stupiti dal risultato.. almeno in termini di
divertimento.
Il concetto è quello del movimento dei
fari segnalatori che si possono vedere
sulle scogliere con la differenza che sotto non abbiamo un pilone in cemento,
bensì uno smartphone. Ed il Dot non è
un faro ma una fotocamera che si posiziona su iPhone4/4s tramite una staffa e che va ad “abbracciare” il telefono e
KOGETO
Kogeto Dot 5s/5/4s € 49
Kogeto Dot 4 € 39
www.kogeto.com
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 39
STRUMENTI UN MONDO DI ACCESSORI UTILI
si fissa con una clip, a scatto. Una volta
agganciata, bisognerà fidarsi della macchina e smettere di fare filmati in modo
canonico: lo smartphone va appoggiato
su una superficie piana, ma se avete una
mano ferma potete reggerlo sul palmo, e
quindi far partire la registrazione.
Questa forse è l’unica fase scomoda, l’unica pecca di questo divertente dispositivo: una volta che il telefono è appoggiato infatti, il difficile è andare ad azionare il pulsante di ripresa che si trova
sullo schermo (che in quel momento è
appoggiato su una superficie). Ma si può
perdonare questa “svista”, anche per il
prezzo del prodotto. Per renderne più
facile l’utilizzo Kogeto ha pensato ad un
treppiede e ad un monopiede collegabili alla staffa di Dot, ma sono venduti a
parte.
Il video a 360° non è una “panoramica”,
bensì un video interattivo: mentre l’immagine scorre sarà infatti possibile navigarla con il mouse ed avere così una
visuale di quello che succede tutto intorno, anche di quello che è impossibile
vedere perché ci mancano gli occhi sulla nuca.
I video verranno automaticamente caricati sul sito Kogeto, implementato per la
visione a 360° e da lì saranno poi condivisibili sui vari social network, o per mail
tramite l’applicazione Looker, scaricabile
gratuitamente da App Store: con questa
App si potrà far partire la registrazione
e successivamente editarla, anche se le
funzioni (per ora) sono un po’ scarne e
si limitano a tagliare e ruotare il video, e successivamente condividerlo.
Il caricamento è rapido, il
render richiede circa un minuto e il
video è pronto per
qualsiasi utilizzo.
Idea che piace, creativa!
Olloclip 4-in-1
Olloclip non ha quasi bisogno di presentazioni, ne abbiamo parlato più volte per
la comodità di questi obiettivi e del loro
quasi imbattibile rapporto qualità-prezzo. Olloclip è un modulo fotografico studiato per iPhone e iPod Touch per assecondare la voglia di scattare in mobilità.
Dedicata all’iPhone è la staffa di montaggio: questa staffa si innesta con un
click sull’angolo destro del “melafonino”
e sorregge tutti gli obiettivi, chiaramente
studiati per iPhone.
La pecca è che, essendo studiata al millimetro, se avete una pellicola protettiva
dello schermo abbastanza spessa (quelle antigraffio che si trovano in qualsiasi
negozio), il montaggio sarà difficile.. se
non impossibile, e sarete costretti a togliere la pellicola.
A parte questo lieve inconveniente, Olloclip è stato migliorato: rispetto al modello precedente che era un 3-in-1, il nuovo
modello è un 4-in-1, avendo aggiunto un
obiettivo macro.
Olloclip utilizza vetro ottico con un rivestimento multistrato per minimizzare i riflessi ed è interamente in alluminio
anodizzato, a parte la staffa che è rigorosamente in plastica; insomma un mix
che garantisce leggerezza e precisione.
Le ottiche, come detto, sono quattro: un
obiettivo fisheye, un grandangolo e due
macro. Il fisheye, particolarmente usato nella fotografia d’azione, ha un angolo di campo di 180°. Il grandangolo, a
detta della casa, raddoppia la copertura
del normale obiettivo iPhone e, se non è
propriamente il doppio, poco ci manca.
Fino a qui tutto bene, se però andiamo a esaminare gli scatti non possiamo
non notare che la distorsione aumenta
via via che ci si avvicina ai bordi dell’immagine, sia con il grandangolo, sia con
il fisheye. La soluzione è offerta dall’App
ufficiale Olloclip che permette l’editing
dello scatto e quindi anche la correzione
della distorsione.
E i macro? Dove sono?
Aprendo la confezione infatti si notano
subito la staffa e i due obiettivi.. quindi?
Le lenti macro sono incastonate nella
staffa di supporto: alle due estremità troviamo due obiettivi, un macro 10x e un
altro macro 15x. Il macro 10x è lo stesso
delle versioni precedenti, mentre la novità di questo 4-in-1 è l’obiettivo che ingrandisce il soggetto fino a 15 volte!
Ricapitolando quindi, con la sola staffa
si scatta con effetto macro (10x o 15x),
mentre le ottiche fisheye e grandangolo si montano sulla staffa, sopra il macro
10x o il macro15x.
Il tutto è piccolissimo, sta in un palmo di
mano, o comodamente in tasca!
OLLOCLIP
Olloclip € 69.99
www.olloclip.com/www.hinnovation.it
40 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
UN MONDO DI ACCESSORI UTILI STRUMENTI
Schneider iPro Lens
C’è Olloclip.. ma c’è anche iPro Lens di
Schneider. La differenza? Solo il prezzo
direte voi, e invece no, o per lo meno,
non solo quello.
Proseguiamo il nostro viaggio tra gli
obiettivi per smartphone soffermandoci su Schneider, azienda nota per le ottiche professionali. Stiamo parlando quindi di un marchio che interviene con “cognizione di causa”, a differenza degli altri
che, nella maggior parte dei casi, hanno
ben poca esperienza di fotografia e sono stati attirati principalmente dal proporre qualcosa per i prodotti Apple. Detto questo, iPro Lens, e questa è un’altra significativa differenza rispetto al-
le altre case, è disponibile oltre che per
iPhone 4/4s/5/5s e iPad Mini, anche per
Samsung GSIII/GS4.
Una volta inserito lo smartphone nella
custodia di plastica rigida (bella, sul dorso ha un disegno che ricorda le lamelle dell’otturatore) basterà montare gli
obiettivi per cominciare a scattare: sono disponibili un grandangolo, un super
grandangolo, un fisheye, un teleobiettivo 2x e un macro 2.5x.
Le ottiche hanno tutte un attacco a baionetta che è molto comodo per evitare
i problemi del classico “metti-togli”; sono
tutte in alluminio anodizzato e hanno un
rivestimento antiriflesso Multicoating. Già
da questo particolare si apprezza l’espe-
rienza di Schneider rispetto alla concorrenza; se non bastasse, Schneider fornisce
anche le caratteristiche delle lenti, cosa
che quasi nessun altro fa. Il grandangolo
e il super grandangolo hanno 4 elementi suddivisi in 3 gruppi per iPhone, 3 elementi per SG4 e iPad Mini; il fisheye 3 elementi; il teleobiettivo 3 elementi.
Partendo dal presupposto che la focale
dell’iPhone e del Samsung GS4 sono simili (equivalgono rispettivamente a 30mm e
31mm nel formato 35mm) con gli aggiuntivi ottici Schneider le focali diventano:
„ Con il fisheye: 12mm
„ Con il grandangolo: 19,9mm
„ Con il super grandangolo: 14mm
„ Con il tele 2x: 60mm
Le immagini che ne escono sono senza
vignettatura e molto morbide, sono immagini piacevoli.
Gli obiettivi sono riposti in un contenitore tubolare di plastica, comodo da portare con sé, che all’occorrenza si trasforma in una piccola e pratica impugnatura,
utile per le immagini in movimento o i
filmati, dato che si fissa ai lati della custodia grazie all’attacco filettato. Ha anche
un attacco per treppiede.
Il giudizio complessivo quindi è davvero molto positivo e l’unica pecca è forse
il prezzo se paragonato alla concorrenza, ma sono comunque prezzi contenuti.
SCHNEIDER
iProLens Trio 5/5s € 280,00
iProLens Trio 4/4s € 280,00
iProLens Trio S4 € 280,00
iProLens Clip per iPad Mini € 33,00
iPro Fisheye lens € 115,00
iPro Super Wide lens € 95,00
iPro Wide Angle lens € 109,00
iPro 2x Tele lens € 125,00
iPro Macro lens € 54,00
Trio Kit for iPhone 5/5S € 280,00
Galaxy S4 Starter Kit € 74,00
iPhone Case € 39,00
iPad Mini Case € 33,00
Galaxy S4 Case € 39,00
iPro Master Trio Kit 4/4S € 280,00
iPro Classic Duo Kit 4/4S € 249,00
www.iprolens.com/www.photofuture.it
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 41
STRUMENTI UN MONDO DI ACCESSORI UTILI
Optrix XD5
Per descrivere i prodotti Optrix XD5 potremmo dire che consentono di “trasformare il proprio smartphone una action
cam e di maltrattarla come si vuole”. Nella confezione troviamo la custodia sulla quale vengono montate le ottiche, un
grandangolo con copertura di 170°, e un
supporto filettato che permette di usare
anche il treppiedi.
Una volta montato il tutto, iPhone 5s si
trasforma in una vera e propria action
cam in grado di eseguire riprese in ogni
situazione, sia sott’acqua che scendendo da una montagna … in mountain bike, sia chiaro. Le dimensioni rimangono
quelle dello smartphone.
La custodia è molto leggera e resistentissima, anzi, a detta della casa è realizzata
da una ditta americana che produce computer portatili “rugged” per l’esercito. Non
sappiamo se sia vero, ma con Optrix XD5
l’iPhone può cadere da un’altezza di 9 metri senza farsi nulla ed immergersi ad una
profondità di circa 10 metri senza danni.
Le chiusure ermetiche sigillano la custo-
dia attorno al telefono per cui si potrebbe pensare che sia impossibile modificare le impostazioni o semplicemente
guardare la galleria fotografica quando
lo smartphone è “in house”… e invece
no, perché la parte frontale della custodia
ha una speciale pellicola che ne permette l’utilizzo tramite pressione (pressione,
non sfioramento), anche sott’acqua!
L’obiettivo standard fornito con la custodia è un grandangolo con copertura di
170° (quella dell’obiettivo dell’iPhone è di
circa 72°), ma sono disponibili anche altre ottiche che rendono possibili riprese
in azione, per esempio dopo averlo montato sul manubrio di una mountain bike
o sul cruscotto di un’auto. Infine, quando
si parla di smartphone, si pensa subito alle applicazioni connesse; anche Optrix ne
ha una, anzi, due. La prima, gratuita, non
è altro che un “mega pulsante” di scatto
che vorrebbe rendere più facile l’utilizzo in determinate situazioni; la seconda,
a pagamento, consente di trasformare il
telefono in una sorta di GPS, con informazioni relative alla velocità e alla telemetria.
OPTRIX
Optrix XD5 $ 130
www.optrix.com
42 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
UN MONDO DI ACCESSORI UTILI STRUMENTI
Manfrotto Klyp +
Da Bassano del Grappa arriva una interessante novità. Siamo abituati ad associare Manfrotto alla fotografia professionale, ma il mondo del mobile sta contagiando un po’ tutti; ecco quindi che Manfrotto propone Klyp+, un accessorio per
iPhone 5/5s che succede a Klyp, un accessorio presentato un anno fa e che
comprendeva una custodia e un flash
a 24 Led. Con il nuovo prodotto il passo avanti è notevole e porta Manfrotto a
cimentarsi con il mondo delle lenti addizionali. Vediamolo.
Il kit (ma le varie parti che lo compongono sono acquistabili anche singolarmente) è composto da una custodia di
gomma protettiva che funziona anche
da supporto, un flash a 3 luci Led e una
serie di tre ottiche aggiuntive. La custodia è semplice, ma è anche l’anima del
tutto poiché è necessaria per montare i
vari accessori; è in policarbonato rivestito di gomma ai bordi, sia per proteggere il telefono dalle cadute, sia soprattutto
per agganciare più facilmente Led e ottiche. È presente anche un piccolo sup-
porto, un “piedino” filettato che, agganciato alla custodia, permette di sorreggere il telefono montandolo su treppiede.
L’illuminatore a Led è molto interessante, sia per le ridotte dimensioni, sia per la
potenza. Nella vecchia versione di Klyp,
l’illuminatore era più ingombrante e pesante, ma essendo composto da ben 24
luci la resa era notevole; in questa nuova configurazione le luci sono solo 3 ma
garantiscono un fascio di luce adeguato
anche se direzionale. Per la tecnologia a
luce continua dei Led e la sua potenza
l’illuminatore Klyp + è certamente superiore a qualunque flash in dotazione agli
smartphone, ed anche la fedeltà cromatica è buona.
L’illuminatore dispone di due slitte: quella laterale consente l’aggancio alla custodia, mentre la seconda, alla base, consente di agganciare un piccolo elemento dotato di filettatura per il montaggio
su treppiede. È una soluzione pratica per
chi volesse posizionare il flash tenendolo
staccato dal telefono.
L’aspetto più interessante di Klyp+ sono
però le ottiche. Sono tre per le più comu-
ni esigenze di ripresa: un grandangolo
semplicemente definito Landscape, un
Portrait 1.5x e l’immancabile fisheye. Gli
obiettivi sono corredati da tappo di protezione e si montano sulla cover tramite la filettatura, quindi si avvitano. A differenza di altre lenti addizionali, queste
sono davvero molto compatte, ma per
montarle serve la custodia.
MANFROTTO
Klyp+ Custodia € 30
Klyp+ Custodia + Led + Pixi € 99
Klyp+ Custodia + Obiettivi + Pixi € 99
Luce Led € 69
3 Obiettivi € 69
www.manfrotto.it
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 43
STRUMENTI UN MONDO DI ACCESSORI UTILI
mCam Starter Kit
Qui siamo alla custodia “definitiva”! Sì,
perché quello della Action Life Media è
un prodotto completo: mCam è sia una
custodia che un supporto per un’infinità di accessori come ottiche, treppiedi e
microfoni.
Il funzionamento è semplice: dapprima
di inserisce lo smartphone in una custodia di gomma e successivamente dentro quella di alluminio mCam. La custodia di gomma ripara il telefono dai possibili graffi del “metti-togli-metti-togli”
che se avessimo un mCam faremmo di
continuo.
Il tutto diventa però abbastanza pesante, e questo all’inizio un po’ scoraggia, ma
la sorpresa è che, una volta capito il potenziale di questo accrocchio, se ne scoprono la potenzialità dato che ALM produce una vasta gamma di accessori pensati esclusivamente per questa custodia,
prodotti che mettono lo smartphone in
grado di fare concorrenza ad una fotocamera, e in ogni caso di fare ottimi scatti
di “mobile photography”.
La custodia, come detto, è in alluminio
ed ha sia l’attacco filettato per il treppiede che un alloggiamento nella parte su
suuperiore per un flash.
Nella confezione c’è un obiettivo, un
37mm ComboLens che funziona sia
come grandangolo che come macro,
a seconda di come lo si posiziona.
MCAM
mCam Starter Kit $ 100
(case, 37mm, tripod) (Samsung ed
Apple)
37mm Fisheye $ 70
37mm Telephoto $ 35
37mm Wide Angle/Macro $ 35
Nikon Adapter Ring $ 25
Encinema SLR Adapter $ 220
Rode reporter Mic $ 125
Rode Videomic Pro $ 229
Rode SmartLav Mic $ 60
180° External Mic $ 30
Mini Cart $ 70
Action Cart $ 160
www.actionlifemedia.com
44 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
Fino a qui però non sembra consentire più di altre custodie, se non fosse
che ALM produce una serie di accessori strettamente collegati: microfoni, adattatori audio e video, carrelli, montature
e obiettivi. Sembra pensata per chi lavora con i video e la fotografia in maniera
evoluta.
In campo ottiche, innanzitutto, oltre al
37mm Wide/Macro incluso, ce ne sono
altre due: un tele con ingrandimento 2x
e un fisheye.
Forte poi della partnership con RØDE,
ALM offre degli adattatori e delle slitte
che permettono di connettere all’uscita audio dello smartphone dei microfoni professionali esterni: un cavo per connettere allo smartphone il Mic Reporter
(un “gelato” con una maglia che lo protegge dai rumori esterni e una schiuma che lo protegge dal vento); una slitta
progettata per il VideoMic Pro, il più noto e tecnico Boom di RØDE (studiato per
registrare il suono frontale eliminando i
rumori provenienti da dietro e dai lati).
Di suo ALM produce un piccolo microfono direzionale comodo per le situazioni di tutti i giorni. Compatibile con gli
smartphone è anche lo Sm
SSmartLav,
di RØDE:
sempre d
piccolo
miun picc
c
crofono
crofon
no a clip
per interviste.
in
nt
Per
Pe
e quan-
to riguarda i carrelli
ne troviamo di due tipi, differenti solo nelle dimensioni: chassis in alluminio e ruote in poliuretano, resistenti e leggeri, sono
pensati per fare foto
in sequenza o girare video di movimento.
La vera chicca in campo obiettivi è però
Encinema SLR Adapter.
È un adattatore che permette di collegare al proprio smartphone le ottiche Canon a fuoco manuale, ma anche quelle
Nikon tramite un anello.
Chiaramente lo smartphone è un prodotto elettronico mentre l’obiettivo è
meccanico: come conciliare le due cose?
Bisogna scaricare la App Filmic Pro o la
App Almost DSLR (disponibili solo su
App Store, quindi solo per iOS).
Nel menu impostazioni delle App si seleziona la funzione “35mm-Flip”, che consente di ruotare l’immagine nel verso in
cui vogliamo scattare e di visualizzarla
su telefono; una volta fatto questo bisognerà, sempre tramite la App, mettere a
fuoco il soggetto e scattare.
Per eseguire la messa a fuoco occorre prima focheggiare automaticamente con il telefono, poi manualmente con
l’obiettivo.. infine si scatta.
Sembra complesso, in realtà.. lo è!
UN MONDO DI ACCESSORI UTILI STRUMENTI
Kick
Il Kick di RiftLabs è una luce a Led inserita in un case, forse la soluzione più completa in questo ambito; l’illuminatore ha
un alloggiamento posteriore per iPhone
5, ma può essere usato con tutti i dispositivi Android e non solo con l’iPhone; la
differenza è che un Galaxy, un Xperia o
un HTC non riescono ad inserirsi nell’alloggiamento posteriore e quindi illuminatore e smartphone andranno tenuti
separati. Il Kick è dotato di 40 luci a Led
disposte sul fronte con una slitta sul retro, appunto per inserirvi l’iPhone 5; sul
lato vi sono il pulsante di accensione,
quello del wireless che connette Kick e
smartphone e una porta micro USB per
la ricarica; nella parte superiore troviamo invece i pulsanti che regolano l’intensità della luce. A prima vista sembra
che questo sia tutto.. e invece no, grazie
all’App Kick Light (Android e iOS) si apre
un mondo di possibilità diverse. Innanzitutto la scelta del colore della luce: all’apertura della App sullo smartphone basterà toccare con il dito il colore voluto
per far sì che la luce acquisti quella tonalità. Inoltre possiamo regolare a piacere l’intensità, da un minimo di 0 ad un
massimo di 100. Le possibilità non sono finite: vi sono impostazioni predefinite che possono essere utili agli utenti meno esperti, come “lume di candela”,
“tungsteno” o “incandescenza”, “neon” o
“fluorescenza”, “luce solare” o “daylight” e
“ombra”. Per i più esperti c’è la possibilità
di regolare i valori RGB.
Un’ulteriore sezione di comando è data
dagli effetti, a partire dall’icona FX: con
“Rainbow”, arcobaleno, il Kick comincerà a emettere l’intera gamma cromatica, con “Lightning” sparerà il classico colpo di flash, con “Sine” si avrà un effetto “a
sinusoide”, ovvero il colore aumenterà e
diminuirà;“Explosion” è un’altra modalità
per sparare il colpo di flash, mentre con
“Strobe” si ottiene l’effetto di luci stroboscopiche. Tutte queste funzioni sono regolabili sia come colore, che come durata e intensità.
Se tutto questo non bastasse e non si riuscisse a trovare il colore voluto o il giusto mix di luci, un’icona in basso a destra
verrà in nostro soccorso: permette di accedere alla classica galleria di immagini
del telefono e, aprendola, si potrà scegliere un colore puntando il dito direttamente sulla foto e comunicarlo a Kick.
Holga Lens Filter Kit
La fotocamera Holga la conosciamo bene, è una macchina fotografica in
plastica per pellicola che ha
trovato una vasta schiera di appassionati
in tutto il mondo.
Ma dov’è la correlazione con il mondo
mobile? L’anello di collegamento è il Lens Filter Kit.
Questo kit è una specie di
cover per lo smartphone
(iPhone 4/4s/5 o Samsung
GS2) che crea una serie di effetti di sapore analogico. Come? Con dei filtri e delle lenti
posti su una grande rotella sul
guscio che ricorda quella dei vecchi
telefoni.
Una volta inserito il telefono nella custodia, la rotella si posizionerà davanti alla fotocamera e ruotandola si possono
cambiare i filtri colorati e le lenti davanti all’obiettivo: un filtro giallo, uno blu e
uno rosso, ma anche una lente che sdoppia il soggetto, una che lo triplica ed una
che lo quadruplica, ed anche una lente
macro 60mm per foto ravvicinate fino a
6cm dal soggetto.
C’è anche un “buco vuoto” che permette
di scattare senza alcun filtro.
In poche parole, il Lens Filter Kit permette di scattare foto con effetti creativi senza bisogno di applicazioni.
HOLGA
KICK
Kick $ 179
www.riftlabs.com
Holga Lens Filter Kit 4/4s $ 27
Holga Lens Filter Kit 5 $ 29
Holga Lens Filter Kit S3/S4 $ 33
www.holgadirect.com
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 45
STRUMENTI UN MONDO DI ACCESSORI UTILI
Fotografia d’azione con la eYecam
eYecam è una buona alternativa alla famosa GoPro, senza contare che il prezzo
è quasi la metà, si parte da una base di
circa 260 euro.
Il sensore della fotocamera è un CMOS
da 8 Mpxl stabilizzato, raffica da 10 fps e
ripresa video in Full HD 1080p fino a 60
fps; l’obiettivo ha una luminosità f/2.8 ed
un angolo di campo di 175°, con zoom
digitale 10x.
Caratteristiche notevoli se pensiamo che
la fotocamera è davvero minuscola, misura meno della metà del palmo di una
mano. Questo nuovo modello poi ha una
particolarità rispetto al precedente: l’accelerometro, che non misura solo la velocità, bensì fa partire automaticamente la ripresa quando si inizia a muoversi.
Idea notevole, anche perché con la eYecam posizionata su un casco, andare a
cercare il pulsante di avvio alla cieca è
decisamente proibitivo! Invece in questo modo, basterà “partire”!
Oltre che piccola e leggera, la eYecam è
comoda e funzionale grazie ad una serie
di supporti in dotazione che la rendono
subito utilizzabile, dal supporto piatto a
quello curvo da casco.
Grazie al wireless la eYecam può essere
comandata in remoto dallo smartophone, tramite la eYecam App che consente di vedere quanto la fotocamera sta inquadrando: si fa partire la registrazione o
semplicemente si scatta una foto. Tramite l’applicazione si possono trasferire i file
nella memoria dello smartphone e modificare le impostazioni della videocamera.
In alternativa si può usare lo schermo della eYecam TFT Sport (acquistabile a parte)
che permette di eseguire tutte le operazioni che avremmo fatto tramite la App .
Quello che invece troviamo in dotazione
è una custodia che rende la eYecam una
fotocamera subacquea fino a 60 metri
di profondità. Anche qui c’è una novità:
la custodia è dotata di pulsanti che per-
EYECAM
eYecam Sport
www.polyphoto.it
46 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
mettono di controllare la eYecam durante l’immersione.
Dati tecnici: 14 diverse combinazioni frame rate / qualità d’immagine, scelta del
metodo di lettura esposimetrica tra spot,
a matrice e media, 4 modalità di selezione del campo inquadrato (grandangolare / normale / medio tele / tele), ritardo programmato dell’inizio della ripresa,
possibilità di ruotare i video di 180°, possibilità di scattare immagini senza interrompere la ripresa video.
Sul frontale della eYecam troviamo 4
pulsanti e 3 Led: accensione / spegni-
mento, accelerometro, esposizione a matrice / spot, accensione / spegnimento
del Wi-Fi. Nella parte superiore troviamo
il pulsante di scatto ed un piccolo pannello che indica la quantità di foto scattate o la durata del video; sul lato vi sono
la presa per la ricarica e una porta HDMI
per rivedere sullo schermo del televisore
o del PC le prodezze fatte.
Quanto può durare il divertimento? Circa 3 ore e mezza, dato che la batteria è
stata migliorata ed ora è una 1500mAh.
Direi che è abbastanza per un pomeriggio di sport!
UN MONDO DI ACCESSORI UTILI STRUMENTI
GoPro Hero3+
È più piccola, più leggera e più “definita””
della precedente. Il corpo è anche meno “plasticoso”, un connubio di plastica
e metallo che lo rende resistente e leggero, adatto al maltrattamento. Una novità è la possibilità di ripresa video in
formato 4K a 15 fps, una risoluzione pari
a quattro volte il Full HD che sta diventando un’ossessione anche se francamente eccessiva per le comuni esigenze; ed infatti la GoPro Hero3+ supporta
anche formati più leggeri, da 2.7 K a 30
fps, 1440p a 48 fps, 1080p a 60 fps, 960p
a 100 fps, 720p a 120 fps, fino ad arrivare
al formato WGA a 240 fps.
Vi è poi il nuovo formato di ripresa grandangolare Super View che allarga il campo inquadrato rispetto alla modalità predefinita, ma il frame rate diminuisce.
Il frame rate diminuisce anche a seconda dell’ambiente di ripresa in modalità
Auto Low Light, che regola automaticamente la frequenza dei fotogrammi in
base alle condizioni di luce. Infine vi è la
modalità Time Lapse, con la possibilità di
impostare intervalli di scatto di 0.5-1-25-10-30-60 secondi.
Il sensore d’immagine ha una risoluzione di 12 Mpxl e l’obiettivo è un f/2.8 che
garantisce minore distorsione e meno
flare rispetto al modello precedente; una
funzione regola la risoluzione a seconda
del campo inquadrato e per questo GoPro dichiara un aumento del 33% della
nitidezza: 12 Mpxl a campo ultralargo
(4000x3000), 7 Mpxl a campo largo-medio (3000x2250), 5 Mpxl a campo medio
(2560x1920).
Da segnalare poi la maggior durata della batteria (30%) e un nuovo microfono dalle prestazioni potenziate e con riduzione del rumore del vento; il Wi-Fi è
quattro volte più veloce ed è in grado di
controllare fino a 50 Hero3+ utilizzando
il telecomando Wi-Fi Remote (in dotazione).
Infine, anche l’App GoPro (Android e
iOS) è quattro volte più veloce e consente sia di rivedere le proprie immagini e
i filmati su dispositivi, sia di condividerli sui social network più noti (Facebook,
Instagram, Twitter), oltre che controllare
a distanza le impostazioni della Hero3+.
Il prezzo: 449 euro.
GOPRO
GoPro Hero3+ € 449
www.gopro.com
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 47
STRUMENTI UN MONDO DI ACCESSORI UTILI
Joby GripTight Mount
Spesso ci si trova in situazioni in cui sarebbe molto comodo avere un piccolo
treppiedi, ma è anche vero che il treppiedi non si aggancia direttamente allo smartphone; di supporti ce ne sono
parecchi, ma quelli visti finora hanno la
possibilità di montare anche ottiche e
questi gusci sono spesso ingombranti.
La soluzione arriva da Joby con il GripTight Mount, un supporto portatile, piccolo quanto un portachiavi, che è la base
di aggancio di tutti i treppiedi
della linea di Joby.
È lungo circa 6cm con
alle estremità due piedini retrattili: da chiuso è piatto e può stare in tasca, quando è
aperto può sorreggere lo
smartphone agganciandosi alla sua scocca. Sulla
confezione vi è l’immagine di un iPhone, ma è utilizzabile con la maggior par- te degli
smartphone in commercio ad esclusione dei Phablet (gli smartphone con uno
schermo da tablet) con schermo da 6”:
dispone infatti di molle per abbracciare
il telefono e un rivestimento in gomma
che evita i graffi. La presa è salda, ma il
gioco dell’apri-e-chiudi pare non abbia
una vita infinita. Quando abbiamo fatto
l’esempio del portachiavi non era a caso: essendo studiato per accompagnarci
ovunque, si può notare di fianco alla filettatura per il treppiede un foro per un
anello portachiavi.
Il treppiede creato per essere accoppiato con il GripTight è il Micro Stand; come
dice il nome, è un minuscolo treppiede
che si aggancia alla filettatura posta su
uno dei piedini del GripTight e che alza lo smartphone di circa 1cm dal piano
d’appoggio e che può basculare fino ad
un massimo di 36° e ruotare su se stes-
JOBY
Joby GripTight Mount
www.nital.it
48 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
so di 360°. Quando è
chiuso il Micro Stand
può rimanere agganciato al GripTight Mount ed essere riposto in tasca; insomma è studiato
per essere sempre con noi e può risolvere varie situazioni, dalla ripresa di foto e
video a livello del terreno alle conversazioni su Skype o per leggere un e-book
o delle news.
I modelli di Micro Stand sono due, progettati sia per smartphone che per fotocamere compatte, e si differenziano per
il peso che possono sorreggere: 250 e
800 grammi.
In tema di supporti non possiamo però
dimenticare il famoso Gorillapod, treppiede sempre utile e pratico per la particolare conformazione delle gambe che
si adattano a qualsiasi superficie e si agganciano a qualunque sporgenza: infatti
le gambe, in policarbonato e plastica, sono snodate e si possono usare come tentacoli che si avvolgono intorno ad un palo o ad un ramo.. il tutto per permettervi
di fare uno scatto “diverso”.
Visto che la nostra esigenza è di sorreggere uno smartphone, si può avvitare il
GripTight su una piccola slitta, che è parte
della testa del Gorillapod, e quindi posizionarlo sul treppiede; una piccola ghiera
sotto la testa permette di bloccare il tutto,
UN MONDO DI ACCESSORI UTILI STRUMENTI
eliminando il rischio che si possa sganciare facendo cadere lo smartphone. È una
soluzione molto comoda: lungo 17cm
con un peso di 67 grammi, può sorreggere uno smartphone o una fotocamera
compatta dal peso di 350 grammi. E ricordiamoci che c’è anche il Gorillapod nella
versione per reflex che può sorreggere il
peso di fotocamere fino a 3 kg.
iStabilizer
Qui siamo in presenza di carrelli che ricordano quelli utilizzati nelle produzioni cinematografiche, i famosi Dolly: sono
però molto più piccoli.
iStabilizer è un po’ il Gorillapod dei carrelli. A parte la canonica conformazione del
carrello infatti, il “braccio” di iStabilizer è
snodato e posizionabile in vari modi.
Inoltre ha la possibilità di muovere le
ruote anteriori e posteriori in maniera
indipendente: si sceglie l’angolatura di
virata, si fissa una vite per mantenerla e..
tac, il gioco è fatto!
Chiaramente pensato per riprendere filmati in movimento, il carrello è universale, nel senso che è compatibile con
una serie di strumenti di ripresa: non solo smartphone quindi, ma anche
fotocamere compatte e action
cam. Anche le reflex sono montabili sul Dolly, ma la stabilità
sarà da verificare.
Il braccetto snodabile è filettato e può essere utilizzato con
una reflex, mentre per montare uno smartphone, una action cam o una compatta è
necessario munirsi di un
adattatore apposito, venduto
dalla casa.
ISTABILIZER
iStabilizer Dolly $ 60
iStabilizer Mount $ 20
iStabilizer Mount XL $ 20
www.istabilizer.com
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 49
STRUMENTI UN MONDO DI ACCESSORI UTILI
MobiSlyder
Interessante è anche il MobiSlyder della
Glidetrack: non è un vero e proprio carrello, è più un supporto a scorrimento,
dove a scorrere è lo smartphone e non
il supporto.
Detto questo, il MobiSlyder è uno strumento essenziale: un’asta di metallo con
dei piedi alle estremità per stabilizzarlo
quando è appoggiato, e una “rotaia” sulla quale scorre lo smartphone.
Molto semplice.
È poco costoso e nella confezione vi sono diversi tipi di accrocchi per montare
diversi dispositivi; infatti MobiSlyder è
utilizzabile con numerosi strumenti, dallo smartphone alle fotocamere compatte, alle action cam.. insomma con tutti i
dispositivi che permettono una ripresa
video!
MOBISLYDER
Mobislyder $45
www.mobislyder.com
50 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
UN MONDO DI ACCESSORI UTILI STRUMENTI
Hama Laeta Twin
Nonostante le numerose possibilità di
connessione, sia wireless che via cavo,
non sempre si ha a portata di mano un
computer per fare il download delle immagini contenute nello smartphone.
E qui che interviene Hama Laeta che si
presenta come una comune chiavetta
USB disponibile con capacità di 8, 16 o
32 GB. La particolarità sta nel fatto che la
chiavetta ha due uscite, una USB e l’altra
Micro USB, e in questo modo
è possibile connetterla tanto ai
dispositivi con ingressi USB, come
i computer, che ai
micro USB, come gli
smartphone e i tablet.
In questo modo si
può caricare o scaricare qualunque tipo di file da un computer a uno
smartphone e viceversa,
senza passare dal Web, connessione che per file piuttosto pesanti può risultare lenta e costosa. Si possono evitare anche i classici cavetti di
collegamento e gli spostamenti della
scheda di memoria.
Volendo quindi è possibile fare facilmente il backup su Hama Laeta sia della memoria interna del telefono che della scheda Micro SDHC presente all’interno dello smartphone, senza bisogno del
computer. Il produttore consiglia di non
usare le due connessioni simultaneamente e per un corretto funzionamento
suggerisce di utilizzare il formato FAT32
del file system.
Parrot AR.Drone 2.0
Nato come un gioco, in realtà AR.Drone
2.0 ha avuto un successo crescente perché è piccolo, leggero, economico se
rapportato ai droni a 4 motori; ma soprattutto è divertente!
Struttura in fibra di carbonio molto leggera (380 grammi “nudo” e 420 grammi
con la copertura anti-urto per interni) e
rivestimenti idrorepellenti per i sensori
a ultrasuoni utilizzati per la misurazione
dell’altitudine.
I motori sono quattro da 14.5 W con alberi delle eliche in acciaio temperato e
ingranaggi a bassa rumorosità; processore ARM Cortex A8 da 1 GHz 32 bit, WiFi, giroscopio a 3 assi, accelerometro a 3
assi, magnetometro a 3 assi, sensore di
pressione, sensore a ultrasuoni per la misurazione dell’altitudine dal suolo e telecamera QVGA verticale 60 fps per la
misurazione della velocità. Sul fronte è
montata una telecamera che registra filmati HD 720p a 30 fps, con un obiettivo
grandangolare che copre 92° e la possibilità di scattare foto in formato Jpeg.
Della fotocamera non si sa molto di più
in quanto Parrot la considera un “segreto
professionale” (?).
Per comandare il Drone non si usa un
classico radiocomando, bensì
il nostro smartphone, o il tablet, e
tutto è gestito dalla App
AR.FreeFlight,
disponibile
sia per
An-
PARROT
HAMA LAETA TWIN
www.m-trading.it
Parrot AR.Drone2.0 Power Edition € 351
Parrot AR.Drone2.0 Elite Edition € 304
www.parrot.com
PROGRESSO FOTOGRAFICO
FO
OTOGRA
RAFICO SERIE ORO O 51
STRUMENTI UN MONDO DI ACCESSORI UTILI
droid che per iOS: dai più semplici comandi direzionali, agli esercizi di stile
(come i capovolgimenti in volo e le piroette), alla registrazione di filmati allo
scatto di fotografie, fino all’editing.
Oltre al canonico menu che comprende
i pulsanti di registrazione e scatto, velocità ed altitudine, abbiamo una modalità davvero interessante, il Director Mode. Qualora le impostazione selezionate
prima del volo non siano soddisfacenti
quando si rivede il filmato, non sarà necessario rifare tutto ma si potrà regolare in post-produzione l’esposizione, la saturazione e
il bilanciamen-
52 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
to del bianco; inoltre, si potranno stabilizzare i video andando a selezionare le
parti del filmato che risultano più mosse
(per esempio a causa del vento).
AR.Drone2.0 dispone di Wi-Fi e può quindi essere collegato ad uno smartphone
per caricare in maniera automatica la registrazione sulla App AR.FreeFlight, dalla
quale poi si potrà fare la condivisione su
YouTube.
Diciamocelo, è uno sfizio da 350 euro,
ma la soddisfazione può essere grande.
UN
U
N MONDO DI ACCESSORI UTILI STRUMENTI
Lomoscanner
Il Lomoscanner è lo strumento più analogico di cui parliamo in questo numero
di Progresso Fotografico. È uno scanner
che permetto di portare le foto scattate in pellicola 35mm sullo smartphone.
Detta così sembra un’impresa, in realtà
il funzionamento è meno complesso di
quanto si potrebbe immaginare.
Il Lomoscanner è composto da tre sezioni. In alto vi è un supporto per il telefono
(qualsiasi marca), con alle estremità una
pinza rivestita in gomma per tenere in
posizione lo smartphone senza rovinarlo: la fotocamera è allineata con una fessura per eseguire gli scatti. Nella sostanza,
lo smartphone andrà a fotografare il
negativo per ottenere
e l’immagine
digitale.
La seconda sezione è un distanziatore: variando la distanza
dal piano pellicola consente
la messa a fuoco con
n diversi
smartphone.
La terza sezione è costituita
stituita
dalla base che contiene
ne l’alloggiamento per la pellicollicola con una rotellina perr l’avanzamento; sempre nella base vanno inserite
te
due batterie a stilo AA..
Operativamente oc--
corre inserire la pellicola nel suo alloggiamento e scegliere il fotogramma da
riprodurre; dopodiché si posiziona lo
smartphone facendo in modo che la sua
fotocamera inquadri il fotogramma, reso
visibile dalla luce interna del dispositivo.
Si lancia la App Lomography e si sceglie
il formato di ripresa tra “Regular”, “Lomokino” e “Panoramic” (noi abbiamo usato
la modalità “Regular”). Sulla sinistra dello schermo dello smartphone si notano
due icone: la prima in alto serve ad ingrandire l’immagine nel negativo, la seconda, in basso, serve invece per indicare il risultato finale voluto; infatti oltre alla semplice scansione si può scegliere la
modalità “negativo” (e quindi avremo un
positivo), quella bianconero, l’effetto “Slide” (diapositiva), l’effetto “Xpro” (la pellicola di Lomography) e l’effetto “Reds” (la
pellicola Lomography Redscale, con diverse scale di rosso).
Una volta effettuate queste impostazioni
basterà premere il pulsante di scatto dello smartphone e il gioco è fatto!
LOMOGRAPHY
Lomography Smartphone Scanner € 59
www.lomography.it
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 53
STRUMENTI UN MONDO DI ACCESSORI UTILI
Impossible Instant Lab
Impossible Instant Lab è un piccolo laboratorio portatile con pellicola a sviluppo immediato per trasformare le foto digitali in foto analogiche, su pellicola
Impossible Project. Il risultato è molto vicino a quello che si otteneva scattando
con le Polaroid.
L’Instant Lab è in pratica un sistema per
fotografare lo schermo dell’iPhone, andando ad imprimere l’immagine sulla
pellicola instant. I tempi di sviluppo possono variare dai 20 ai 40 minuti.
Ma andiamo per ordine. Innanzitutto
serve un iPhone, che sia il 4 o il 5 è in-
differente, dato che Instant Lab funziona con entrambi i modelli, ma soprattutto occorre scaricare l’App Impossible
Project da Apple Store. Per il caricamento della pellicola si apre uno sportello
posto sul fronte e la si inserisce, dopodiché si estende il soffietto, che ricorda
quello delle vecchie fotocamere instant.
Si prende lo smartphone e si lancia l’applicazione Impossible Project che per54 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
mette di scegliere lo scatto voluto dalla propria galleria immagini; si appoggia
lo smartphone sul supporto, si estrae la
tendina di otturazione per permette l’esposizione della pellicola e si attende il
lampo del flash; l’esposizione e il tempo di sviluppo sono differenti a seconda
della pellicola scelta. Infine si reinserisce
la tendina e si espelle la foto con il tasto
Eject posto sul frontale dell’Instant Lab.
IMPOSSIBLE
Impossible Instant Lab € 249
www.nital.it
UN MONDO DI ACCESSORI UTILI STRUMENTI
Le schede di memoria
per smartphone
Diversi smartphone offrono la possibilità
di espandere la memoria interna grazie a
schede di memoria nel formato MicroSD.
Come tutte le schede di memoria sono
MARCA
Modello
Capacità
disponibili in diverse capacità e rapidità operativa, espressa dalla Classe, i cui
standard sono definiti dalla SD Association; la classe indica la velocità minima
di scrittura. Di seguito pubblichiamo un
elenco delle più note marche.
Velocità
Lettura/Scrittura
MARCA
Modello
Classe
LEXAR
Velocità
minima di scrittura
2 MB/s
4 MB/s
6 MB/s
10 MB/s
10 MB/s
30 MB/s
Classe 2
Classe 4
Classe 6
Classe 10
Classe UHS 1
Classe UHS 3
Capacità
Velocità
Lettura/Scrittura
Classe
SONY
MicroSDXC UHS-I 633x High Performance
64 GB
95 MB/s
10
SR64UYA
MicroSDHC UHS-I 633x High Performance
32 GB
95 MB/s
10
Standard
64 GB
10
MicroSDHC UHS-I 633x High Performance
16 GB
95 MB/s
10
MicroSDHC UHS-I 600x High Performance
32 GB
90 MB/s
10
SR4A4
4 GB
4
SR8A4
8 GB
MicroSDHC UHS-I 600x High Performance
16 GB
90 MB/s
4
10
SR16A4
16 GB
MicroSDXC UHS-I 300x
64 GB
4
45 MB/s
10
SR32A4
32 GB
MicroSDHC UHS-I 300x
4
32 GB
45 MB/s
10
SR4A4T
4 GB
4
MicroSDHC UHS-I 300x
16 GB
45 MB/s
10
SR8A4T
8 GB
4
MicroSDHC High-speed MOBILE
32 GB
6
SR32A4T
32 GB
4
MicroSDHC High-speed MOBILE
16 GB
6
SAMSUNG
Pro
MicroSDHC High-speed MOBILE
8 GB
6
MicroSDHC MOBILE
16 GB
4
MicroSDXC UHS-I MB-MGCGB
64 GB
70/20 MB/s
MicroSDHC MOBILE
8 GB
4
MicroSDHC UHS-I MB-MGBGB
32 GB
70/20 MB/s
10
MicroSDHC MOBILE
4 GB
4
MicroSDHC UHS-I MB-MGAGB
16 GB
70/20 MB/s
10
SANDISK
MicroSDHC UHS-I MB-MG8GB
8 GB
70/20 MB/s
10
Extreme Pro
Plus
10
SanDisk Extreme Pro MicroSDHC UHS-I
16 GB
95 MB/s
10
MicroSDHC UHS-I MB-MPBGC
32 GB
48 MB/s
10
SanDisk Extreme Pro MicroSDHC UHS-I
8 GB
95 MB/s
10
MicroSDHC UHS-I MB-MPAGC
16 GB
48 MB/s
10
MicroSDHC MB-MPAGA
16 GB
24/21 MB/s
10
24/21 MB/s
10
Extreme Plus
SanDisk Extreme PLUS MicroSDHC/MicroSDXC UHS-I
64 GB
80/50 MB/s
10
MicroSDHC UHS-I MB-MP8GA
8 GB
SanDisk Extreme PLUS MicroSDHC/MicroSDXC UHS-I
32 GB
80/50 MB/s
10
MicroSDHC UHS-I MB-MPBGB
32 GB
6
SanDisk Extreme PLUS MicroSDHC/MicroSDXC UHS-I
16 GB
80/50 MB/s
10
MicroSDHC UHS-I MB-MPAGB
16 GB
6
MicroSDHC UHS-I MB-MP8GB
8 GB
4
Extreme
SanDisk Extreme microSDHC/microSDXC UHS-I
64 GB
45/45 MB/s
10
Standard
SanDisk Extreme microSDHC/microSDXC UHS-I
32 GB
45/45 MB/s
10
MicroSDHC MB-MSBGA
32 GB
24/13 MB/s
10
SanDisk Extreme microSDHC/microSDXC UHS-I
16 GB
45/45 MB/s
10
MicroSDHC MB-MSBGB
32 GB
24 MB/s
6
MicroSDHC MB-MSAGA
16 GB
24/13 MB/s
6
Ultra
SanDisk Ultra microSDXC UHS-I (per dispositivi mobili)
64 GB
30 MB/s
10
MicroSDHC MB-MSAGB
16 GB
24 MB/s
6
SanDisk Ultra microSDXC UHS-I (per videocamere)
64 GB
30 MB/s
10
MicroSDHC MB-MS8GA
8 GB
24/13 MB/s
6
SanDisk Ultra microSDXC UHS-I (per dispositivi mobili)
32 GB
30 MB/s
10
MicroSDHC MB-MS8GB
8 GB
24 MB/s
4
SanDisk Ultra microSDXC UHS-I (per videocamere)
32 GB
30 MB/s
10
MicroSDHC MB-MS4GA
4 GB
24/7 MB/s
4
SanDisk Ultra microSDXC UHS-I (per dispositivi mobili)
16 GB
30 MB/s
10
MicroSDHC MB-MS4GB
4 GB
24 MB/s
4
SanDisk Ultra microSDXC UHS-I (per videocamere)
16 GB
30 MB/s
10
TOSHIBA
SanDisk Ultra microSDXC UHS-I (per dispositivi mobili)
8 GB
30 MB/s
10
TypeHD
32 GB
95/30 MB/s
10
SanDisk Ultra microSDXC UHS-I (per videocamere)
8 GB
30 MB/s
10
TypeHD
16 GB
95/30 MB/s
10
SanDisk Ultra microSDXC UHS-I
4 GB
30 MB/s
6
TypeHD
8 GB
95/30 MB/s
10
Micro
HS Professional
SanDisk microSDHC
32 GB
4
High Speed Professional
64 GB
30 MB/s
10
SanDisk microSDHC
16 GB
4
High Speed Professional
32 GB
30 MB/s
10
SanDisk microSDHC
8 GB
4
High Speed Professional
16 GB
30 MB/s
10
SanDisk microSDHC
4 GB
4
High Speed Professional
8 GB
30 MB/s
10
SanDisk microSD
2 GB
4
HS Standard
SONY
High Speed Standard
32 GB
15/5 MB/s
4
Alta velocità
High Speed Standard
16 GB
15/5 MB/s
4
SR8UYA
8 GB
10
High Speed Standard
8 GB
15/5 MB/s
4
SR16UYA
16 GB
10
High Speed Standard
4 GB
15/5 MB/s
4
SR32UYA
32 GB
10
High Speed Standard
2 GB
15/5 MB/s
4
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 55
intervista a
Renzo Grande
www.instagram.com/aliveinnyc
www.aliveinnyc.com
L’iPhone è la sola fotocamera che ho
con me in ogni istante; ho anche uno
smartphone Samsung, ma non l’ho ancora provato molto negli scatti di street.
Lo smartphone ha molti limiti, ne sono
consapevole, e per questo la mia sperimentazione è continua, così come la ricerca di soluzioni; quelli che sento come principali limiti sono la stabilità della fotocamera, le impostazioni per la ripresa in luce scarsa, l’affidabilità dello
scatto a raffica.
La mia fotografia è dedicata alla cattura
di momenti e di situazioni delle persone per strada: mi fa sentire vivo. Cerco
ispirazione nei libri fotografici, nei lavori
pubblicati in Instagram e nelle altre arti in generale, ma la migliore ispirazione nasce proprio per strada: rimanendo
in disparte, osservo lo scorrere della vita
davanti a me, senza interromperla. Poi
tiro fuori lo smartphone a scatto.
Fotografo con l’iPhone ogni giorno e
questo è per me un modo per allenare
l’occhio e rimanere concentrato su ciò
mi interessa comunicare per immagini;
ho però anche una fotocamera a telemetro che mi porto dietro durante i fine
settimana e i viaggi.
Ciò che apprezzo particolarmente della fotografia mobile è di certo la libertà di scattare con il pulsante del volume
che mi consente di scambiare le mani in
ogni istante in modo da non perdere
nessun attimo; e poi la possibilità realizzare anche dei video, con i quali ho dato vita ad un nuovo hashtag Instagram:
#alivEmotionSeries
Apprezzo anche la modalità Aereo che
utilizzo per risparmiare la batteria e starmene fuori dalla mischia dei social.
Molto interessanti sono le applicazioni;
ne sono uscite molte ed il mio flusso di
lavoro cambia in base a ciò che voglio
realizzare e condividere.
56 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
Uno dei miei preferiti è Snapseed >
Filterstorm > VscoCam o Afterlight >
Snapseed e per finire Squaready.
La maggior parte delle foto le posto nella mia galleria Instagram e sul mio sito
Web personale, dove posso organizzarle
in base a temi specifici; sul web ho quasi 500.000 “mi piace”, quasi 20.000 “followers”, oltre a 32.000 commenti (fonte:
statigram).
RENZO GRANDE INTERVISTA A
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 57
intervista a
Jun Imaizumi
(Ima Ju / Rimagraphy)
Traggo la mia ispirazione dalla musica rock e dal jazz, oltre che dalla popart e dall’arte moderna in genere; i soggetti che preferisco e che definiscono il
mio stile sono quelli che popolano il mio
quotidiano. Amo anche i paesaggi che
mutano giorno per giorno.
Per fotografare uso unicamente un iPhone 5 e pubblico i miei scatti su Instagram
nella maggior parte dei casi, e qualche
volta su Facebook; sul Web le mie fotografie hanno ciascuna circa 400/700 “mi
piace” ed ho 17.000 followers fissi. Per
quello che mi riguarda il nome dell’artista non è assolutamente importante,
quello che conta è solo l’opera.
Non ho mai usato le attrezzature analogiche, non vengo dalla fotografia tradizionale, in ogni caso mi piacciono anche le reflex digitali; fotografo secondo
la mia sensibilità e l’intuizione.
Della fotografia mobile apprezzo in particolare l’immediatezza della ripresa in
ogni situazione e l’abbondanza di stili di
ripresa che permettono di catturare una
scena in molti modi diversi; mi piace anche la facilità con cui si può editare una
fotografia con le App.
Quelle che uso maggiormente sono
Snapseed per la regolazione di luminosità e contrasto, Squaready per il ritaglio
nel formato quadrato, Snapseed per le
regolazioni finali e PS Express per la rifinitura della foto, ovvero per ridurre il rumore e migliorare la nitidezza.
Utilizzo anche altre applicazioni intermedie per inserire particolari effetti, ma
è un mio segreto!
www.instagram.com/ima_ju
www.pinterest.com/rimagraphy/
iiPhotoshop Express 2.7.2
58 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
JUN IMAIZUMI (IMA JU / RIMAGRAPHY) INTERVISTA A
iiPhotoshop Express 2.7.2
iiSnapseed 1.6.1
iiSnapseed 1.5.2
iiDati di scatto: 1/20s a f/2,4 ISO 80.
Photoshop Express 3.0.2. Focale 4,12mm. iPhone 5
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 59
intervista a
Helen Breznik
www.instagram.com/helenbreznik
www.fabulens.com/
www.eyeem.com/u/HelenBreznik
In passato ho scattato su pellicola e
stampato in bianconero in camera oscura; questo mi ha permesso di sperimentare diverse tecniche di viraggio ed effetti pittorici mediante la stesa dello sviluppo sulla carta invece che l’immersione
della stampa nella bacinella. Ho passato
anni anche a fotografare con le pellicole
Polaroid SX-70 e questo è il motivo per
cui ho iniziato ad usare l’iPhone... volevo trovare applicazioni che simulassero
quello stile fotografico.
Da quando ho iniziato ad usare lo
smartphone (circa 3 anni fa) tutto l’editing lo faccio con le applicazioni, spesso
due o tre differenti per ogni immagine.
Una delle mie preferite è Juxtaposer che
mi permette di unire insieme più immagini ottenendo risultati molto creativi.
Snapseed è eccellente per gli interventi fini sulle immagini: mi piace poter selezionare piccole aree di immagine per
poi schiarirle o scurirle. Anche Mextures
è interessante quando occorre aggiungere delle texture, creare effetti di luce o
introdurre un look vintage.
Amo molto l’autoritratto e cerco di realizzare immagini capaci di esprimere
emozioni e stati d’animo intensi; traggo
ispirazione da fotografi come Francesca
Woodman, Cindy Sherman e Paolo Roversi.
Dello smartphone mi piace poter osservare l’ immagine sullo schermo invece
che attraverso il mirino, percepisco meglio quella che sarà l’immagine finale,
ma soprattutto mi piacciono le applicazioni che offrono l’anteprima dell’effetto
o della correzione impostati mentre sto
riprendendo. Questo può essere molto
utile con funzioni del tipo caduta di luce,
e posso comporre l’immagine in modo
che la riduzione dell’esposizione non interferisca con il soggetto principale.
Ritengo anche assai più naturale il ritocco o qualsiasi intervento manuale TouchScreen; di certo preferisco questo tipo
60 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
di controllo rispetto al mouse o alle tavolette grafiche.
Tra gli aspetti degli attuali smartphone
che mi piacerebbe venissero migliorati vi è certamente la qualità d’immagine
quando si scatta in scarsa luce, ed anche
quella dello schermo, insieme a dimensioni maggiori.
Pubblico la maggior parte delle immagini scattate con il mio smartphone su Instagram, EyeEm e www.iphoneart.com,
oltre che sul mio sito web personale
www.fabulens.com.
iiApp Percolator 2.0.0, Percolator.
HELEN BREZNIK INTERVISTA A
iiJane Lens + Uchitel 20 Film, Hipstamatic.
iiApp Snapseed 1.5.0
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 61
intervista a
Bob Weil
www.flickr.com/photos/[email protected]
www.iphoneart.com/users/4431/galleries
www.iphoneographycentral.com
Della fotografia con lo smartphone mi
piace la possibilità di regolare la messa
a fuoco e l’esposizione in aree differenti
dell’inquadratura e la possibilità di effettuare una raffica; a questo scopo utilizzo ProCamera, un sostituto dell’App fotografica nativa dell’iPhone.
Ho studiato belle arti e amo molto leggere; mi piacciono le arti visive in genere
e la cinematografia, ma anche la musica
classica. Negli ultimi anni delle scuole superiori, Bergman e Fellini sono stati per
me delle autentiche rivelazioni; più recentemente ho scoperto i film di Tarkovsky e di Wenders che mi hanno lasciato
senza fiato.
La pittura ha avuto una grande influenza nei miei lavori di taglio concettuale e surreale; dei fotografi mi piacciono soprattutto Cartier-Bresson, Kertesz,
Walker Evans, Robert Frank, Brassai, Salgado e Rodchenko.
Amo molto la letteratura classica ed una
delle citazioni che preferisco sul modo
di vedere il mondo creativamente, e l’arte in generale, è di Marcel Proust: “Il vero
viaggio della scoperta non consiste nello scoprire nuovi paesaggi, ma nell’avere
occhi nuovi.”
Questa idea è stata poi espressa anche da
Matt Hardy: “La bellezza può essere scoperta in ogni soggetto; ciò che distingue
un semplice scatto da una Fotografia è
saper vedere e comporre la bellezza.”
E’ poi importante saper osservare il proprio lavoro in modo critico e capire cosa
vale la pena di mostrare, e cosa no. In un
certo senso è anche più importante del
talento e della capacità di dar forma alla
nostra visione.
Oggi uso l’iPhone 4s per la ripresa ed un
62 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
iPad per editare gli scatti, ma in passato utilizzavo una reflex digitale e, in gioventù, fotografavo in diapositiva, anche
la Kodachrome, e su negativo.
Mi piacerebbe se i dispositivi mobili potessero disporre di una reale gestione
della profondità di campo e dello sfocato per lo sfondo; un altro limite che sento è nella sensibilità in luce scarsa.
Alcune volte utilizzo ProCamera, l’applicazione sostitutiva della fotocamera nativa dell’iPhone, ed un paio di App per il
ritocco; più spesso comunque seguo un
intenso flusso di lavoro tramite applicazioni molto differenti tra loro.
Pubblico le mie immagini su Flickr e su
iPhoneArt.com. Ho anche un blog (il
mio sito Web personale) e insieme al
mio socio pubblico dei tutorial sull’uso
dell’iPhone per spiegare come realizzare
buone immagini.
Ho pubblicato un libro con una nota casa editrice fotografica in Germania e Inghilterra nel settembre del 2013 (The Art
iPhone Photography Creating): 12 mie
fotografie sono state esposte al iWorld/
MacWorld 2013 di San Francisco ed ho
partecipato a numerose esposizioni ed
eventi negli Stati Uniti. Nel 2013 ho vinto il premio iPhone Photographer of the
Year in occasione del sesto concorso annuale iPhone Photography Awards.
BOB WEIL INTERVISTA A
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 63
Software
Le più interessanti
applicazioni per la fotografia
Il termine App è entrato nell’uso comune, ma esattamente cosa significa? Una
App è a tutti gli effetti un software che
per la sua struttura informatica è molto
simile a una generica applicazione per
computer, ma è caratterizzata da una
semplificazione che elimina il superfluo
APPLICAZIONI
PER FOTOGRAFI
Deep focus
Un’App dedicata ai fotografi più esigenti è sicuramente Deep Focus, una vera miniera di informazioni per sfruttare
al massimo la profondità di campo dei
nostri obiettivi. Basata su un accurato
calcolo di circoli di confusione, obiettivi, diaframmi, distanze di messa a fuoco, Deep Focus ci fornisce rapidamente
le corrette informazioni per ottenere il
massimo in ogni situazione.
L’App è, fortunatamente, semplice nel
per essere leggera, essenziale e veloce.
Le App per il mondo mobile si installano sul proprio smartphone o sul tablet
e rendono disponibili strumenti utili o
dei servizi. Le App infatti vanno ad ampliare le capacità native del dispositivo
presenti all’interno del sistema operati-
vo; è quindi un modo per personalizzare
il proprio dispositivo.
In queste pagine abbiamo selezionato
tra le infinite applicazioni presenti in Rete quelle che riteniamo più interessanti
per la fotografia e le esaminiamo suddivise per il tipo di contributo offerto.
design; fornisce rapidamente le informazioni, comprende anche quelle relative ai diversi fattori di crop delle diverse fotocamere; il database copre le realtà
quotidiane partendo dalle dimensioni ridotte delle compatte (con quelle odiose
dimensione in frazioni di pollice) passando per i vari APS e Quattro Terzi e arrivando addirittura al medio formato classico. I risultati ci forniscono informazioni relative alla profondità di campo reale
in base ad una data dimensione del sensore, la lunghezza focale, il diaframma in
uso e la distanza di messa a fuoco.
Per il fotografo di still life, architettura e
macro sono informazioni preziosissime
poiché gli obiettivi non riportano più sul
barilotto come un tempo le indicazioni
della profondità di campo. Le funzioni di
calcolo della App comprendono anche
una sezione per il calcolo delle distanze
di copertura dei flash dotati di numero
guida, non per quelli da studio, quindi.
sole e una tabella riassuntiva delle informazioni di sole e luna attuali. Nella versione a pagamento si aggiungono le informazioni lunari e una sezione di realtà
aumentata nella quale è sufficiente inquadrare un ambiente e in sovrimpressione appariranno i percorsi del sole e
della luna, con tanto di posizione e relativo orario, una mano santa specialmente per chi lavora con i TimeLapse. La parte della bussola mostra con un semplice
schema 3D l’elevazione del sole ad una
certa data (sia quella attuale, che una a
scelta del fotografo). Tramite un cursore
possiamo vedere come si proietteranno
le ombre durante il corso della giornata.
SCHEDA
Piattaforma: iOS
iTunes: https: //itunes.apple.com/app/
id541379957
Prezzo: gratis
Deep Focus calcola la profondità di campo
per ogni fotocamera, obiettivo, diaframma
e distanza di messa a fuoco. Fornisce
inoltre la distanza iperfocale per ogni
combinazione di ottica-reflex.
64 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
Sun Surveyor
I fotografi che lavorano in esterni hanno
spesso la necessità di conoscere la posizione del sole in certe località e in dati
momenti dell’anno. Sun Surveyor fornisce le preziose indicazioni grazie ai dati provenienti dal sensore GPS dello
smartphone e dalla bussola integrata.
L’App ha due modalità principali: la bussola con riferimenti alla posizione del
Sun Surveyor. Le informazioni sia attuali
che di qualunque periodo dell’anno
relative alla posizione del sole e della luna
nell’arco della giornata. Oltre al periodo
l’utente può scegliere anche il luogo.
LE PIÙ INTERESSANTI APPLICAZIONI PER LA FOTOGRAFIA SOFTWARE
tamente nella parte scura della camera
oscura, un’App davvero completa!
SCHEDA
Piattaforma: Android, iOS
Google Play: https://play.google.com/store/apps/
details?id=com.digitaltruth.mdc
iTunes: https://itunes.apple.com/us/app/massivedev-chart-timer/id402405770?mt=8
Prezzo: $6,99
Sun Surveyor. La sezione di realtà
aumentata permette di inquadrare una
scena e vedere la posizione del sole e
della luna direttamente nella scena.
La tabella riassuntiva comprende l’ora
di alba e tramonto del sole e della luna,
nonché la fascia oraria per l’Ora Blu e la
Golden Hour (ora d’oro), momenti di luce molto particolare rispettivamente dopo il tramonto e prima dell’alba.
Massive Dev Chart Timer. Una volta scelta
la combinazione di pellicola e chimica
l’App assiste il fotografo nello sviluppo,
fornendo i tempi per ogni prodotto
chimico e segnalando quando agitare
la tank. La grafica può anche diventare
rossa per lavorare al buio.
SCHEDA
Piattaforma: iOS, Android
Google Play: https://play.google.com/store/apps/
details?id=com.ratana.sunsurveyor&hl=en,
iTunes: https://itunes.apple.com/us/app/sunsurveyor/id525176875?mt=8
Prezzo: $7,9/6,99
Massive Dev Chart Timer
In un mondo tutto digitale in cui la pellicola resiste ancora grazie a pochi appassionati, esiste una fantastica App che
aiuta i virtuosi della camera oscura: Massive Dev Chart Timer.
L’App si appoggia al sito http://www.
digitaltruth.com/devchart.php per recuperare le informazioni utili per lo sviluppo delle pellicole bianconero: quantità, diluizioni, tempi e di una moltitudine di combinazioni. L’App poi funziona
da timer con indicazioni precise quando è necessario agitare la tank, procedere con la chimica successiva fino alla fine
dello sviluppo. Dispone di una modalità a schermo rosso per chi lavora diret-
Massive Dev Chart Timer. L’elenco delle
pellicole e dei relativi chimici di sviluppo
è lunghissimo. È compreso anche uno
strumento di calcolo per la diluizione
corretta dei chimici.
Luxi
Luxi è una brillante intuizione per i fotografi professionisti, ideale per quelle situazioni in cui un esposimetro manuale potrebbe essere molto utile, ma che
sfortunatamente non è a portata di mano.
L’App basa il suo funzionamento su di
un piccolo accessorio venduto a parte,
che altro non è se non una piccola cupola di plastica traslucida da posizionare
sulla fotocamera di un iPhone. In questo
modo la fotocamera si trasformerà in un
buon esposimetro a luce incidente, previa una piccola regolazione con un esposimetro tradizionale.
L’App è gratuita e molti di noi si possono
armare con plastiche traslucide, fogli di
carta Frost o velina per creare il proprio
diffusore in modo artigianale.
SCHEDA
Piattaforma: iOS
iTunes: https://itunes.apple.com/us/app/luxi/
id670342309?mt=8
Prezzo: gratis, accessorio per iPhone $29,95
DSLR Controller
È una notevole Applicazione per il mondo Android con la quale controllare le
reflex Canon. Le potenzialità sono molte: LiveView, gestione remota, intervalloPROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 65
SOFTWARE LE PIÙ INTERESSANTI APPLICAZIONI PER LA FOTOGRAFIA
metro, Stack Focus, bracketing tanto per
citarne alcune.
Per un corretto funzionamento sono necessarie almeno due condizioni: disporre di una porta USB femmina tradizionale (oppure di un cavo di tipo USB-Host)
mentre la seconda condizione, da verificare accuratamente prima dell’acquisto,
è che il nostro smartphone e il sistema
operativo prevedano il collegamento di
tipo Host con altri dispositivi. A conti fatti solo gli smartphone di fascia alta dispongono di questo supporto.
Una volta avviata l’App è proprio co-
me avere la nostra Canon Eos trasferita
sullo smartphone, con una buona reattività generale sia per quanto riguarda
l’aggiornamento della visione LiveView
(15 fotogrammi al secondo) che nella
gestione del fuoco: un tocco e la messa a fuoco si attiva da sola dove premuto. Molto comoda la funzione per il Time
Lapse, a patto di voler lasciare reflex e telefono da soli per un po’....
Se ritenete comode le reflex dotate di display orientabile allora DSLR Controller
diventerà indispensabile: poter controllare la reflex anche quando è in posizio-
Luxi. Un comodo esposimetro che
sfrutta la fotocamera dell’iPhone. Senza
accessorio funziona come esposimetro a
luce riflessa.
DSLR Controller. Situazione di ripresa tipica: le funzioni di un normale software di
gestione remota per PC replicate su uno smartphone Android. La funzione LiveView
permette, tra le varie cose, di mettere a fuoco toccando le parti della scena interessate.
Luxi. Grazie alla cupolina acquistabile
separatamente l’App diventa un comodo
esposimetro a luce incidente, calibrabile
per misurazioni più accurate.
DSLR Controller. Anche la fase di revisione comprende una buona anteprima del file Raw.
66 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
LE PIÙ INTERESSANTI APPLICAZIONI PER LA FOTOGRAFIA SOFTWARE
ni scomode è davvero pratico, specialmente con quelle fotocamere che non
dispongono di un collegamento Wi-Fi e
che si possono controllare solo via USB.
Il costo, poco più di 7 euro, è pienamente
giustificato e lo sviluppatore prevede il rimborso nel caso l’App non funzioni correttamente sul nostro specifico smartphone.
SCHEDA
Piattaforma: Android
Google Play: https://play.google.com/store/apps/
details?id=eu.chainfire.dslrcontroller&hl=en
Prezzo: € 7,13
645 Pro
L’approccio di 645 Pro Mk II è orientato
ad una fotografia di certo nostalgica e
dal sapore analogico, ma con un occhio
rivolto alla qualità piuttosto che agli effetti tipici di Instagram e compagni.
L’App vanta una buona simulazione delle vecchie pellicole, specialmente per
quanto riguarda il contrasto, la saturazione e la resa tonale. Il sapore nostalgico è
inoltre dato dai vari formati di ripresa (da
cui il nome dell’App) come il mitico 6x7,
il quadrato e addirittura il 6x17!
La seconda versione si arricchisce rispetto alla prima di una serie di filtri davvero fotografici: ambra e azzurri, digradanti e ND.
645 Pro Mk II ha una disposizione dei comandi che simula molto da vicino una
fotocamera Canon Eos: ghiere, pulsanti e
icone. Nella versione precedente l’aspetto invece era piuttosto di una telemetro
di pelle nera. Nel display, tra le varie informazioni, troviamo anche le coordinate GPS aggiornate in tempo reale. L’App
vanta il blocco della messa a fuoco e della lettura esposimetrica, opzioni utili per
il fotografo evoluto.
Una opzione che aveva portato alla ribalta 645 Pro è la possibilità di salvare le
immagini in formato Tiff che, a detta del
645 Pro
La seconda versione
di questa promettente
App mantiene la
scrittura in formato
Tiff unita ad una serie
di filtri che ricordano
le gloriose pellicole
del passato.
produttore, viene prodotto partendo dal
file Raw nativo dell’iPhone. Al momento
Apple non permette l’accesso al file Raw
nativo, ma poter disporre di un file Tiff
senza le compressioni tipiche del Jpeg è
comunque un notevole passo avanti.
SCHEDA
Piattaforma: iOS
iTunes: https://itunes.apple.com/it/app/645-promk-ii/id518235205?mt=8
Prezzo: € 3,59
Digital Negative
Digital Negative è un’App fotografica
che permette il salvataggio delle immagini in formato Dng, il Raw proposto da
Adobe. I file ottenuti sono “quasi” un file Raw, dato che per via delle limitazioni
imposte da Apple non è purtroppo quello originale nato durante lo scatto.
In un confronto tra un normale Jpeg e il
file Dng è risultato che Digital Negative
produce un file Dng con un buon margine di manovra nell’esposizione e nella temperatura colore; possiamo gestire
il recupero delle alte luci e delle ombre
con risultati sicuramente superiori ad
una elaborazione eseguita sul file Jpeg.
645 Pro
Le opzioni di
ritaglio si
ricollegano a
formati fotografici
legati al medio
formato.
Digital Negative. La prerogativa di questa
App è il salvataggio in formato Dng che,
sebbene in questo caso non sia un file
Raw al 100%, offre possibilità di sviluppo
a posteriori di qualità maggiore rispetto
ad un classico Jpeg.
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 67
SOFTWARE LE PIÙ INTERESSANTI APPLICAZIONI PER LA FOTOGRAFIA
ne. Gli sviluppatori non solo hanno reso possibile usare il telefono come scatto remoto, ma hanno arricchito l’App di
molteplici funzioni per far scattare la fotocamera in base a numerosi parametri:
posizione GPS (quando in movimento,
uno scatto ogni x metri), in base al numero di volti (rilevati dalla fotocamera
del dispositivo), in base al suono, al mo-
Digital Negative. La fase di editing
contiene una serie di strumenti standard.
Il resto dell’App comprende un buon set
di opzioni per la ripresa come la gestione separata del bilanciamento del bianco, del fuoco e dell’esposizione, con relativi blocchi.
In fase di revisione immagini possiamo
intervenire con uno sviluppo personalizzato dei file Dng e Tiff / Jpeg, grazie all’editor interno; le opzioni sono molto simili a quelle di un Raw converter tradizionale: temperatura colore, recupero delle
alte luci, gamma, vividezza, riduzione del
rumore e altre ancora.
La condivisione, oltre a Facebook e Twitter, comprende anche Dropbox; quest’ultima opzione è comoda per esportare i
file Dng poiché questi non sono salvati
nella libreria tradizionale, ma in quella
dedicata del programma.
SCHEDA
Piattaforma: Android, iOS
Google Play: https://play.google.com/store/apps/
details?id=com.triggertrap&hl=en
iTunes: https://itunes.apple.com/it/app/triggertrap/
id517679831?mt=8
Prezzo: gratis
Triggertrap. Le numerose possibilità di
questa App per far scattare in remoto una
reflex.
SCHEDA
Piattaforma: iOS
iTunes: https://itunes.apple.com/it/app/digitalnegative/id611671020?mt=8
prezzo: € 2,69
Triggertrap
L’unione delle potenzialità di uno
smartphone con la nostra reflex porta a
diverse soluzioni interessanti e tra queste è da segnalare senza ombra di dubbio TriggerTrap, fantastica App per far
scattare la fotocamera dallo smartpho68 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
vimento, Time Lapse normali e a velocità
variabile, Bulb Ramping Time Lapse (per
alba e tramonto), HDR combinato con Time Lapse, Star Trail (le scie lasciate dalle stelle), HDR, gestione remota via Wi-Fi.
Il sistema funziona grazie ad un cavo
venduto a parte che permette il corretto funzionamento elettrico tra il telefono
e la fotocamera; il connettore si attacca
alla presa cuffie del telefono ed è composto da due sezioni: la prima per convertire il segnale audio di gestione in un
contatto elettrico tradizionale, e di una
seconda parte, assai semplice, con il connettore corretto per la nostra fotocamera. È inutile provare a fare collegamenti
casalinghi: non funzionano, è veramente necessario acquistare il cavo dedicato, detto Dongle, per il corretto funzionamento. Un investimento che, nelle mani
di un fotografo creativo, può essere molto produttivo.
Triggertrap. Un esempio delle raffinate
impostazioni di gestione remota: un
Time Lapse con accelerazione del tempo
programmabile.
L’EDITING
CLASSICO
Filterstorm
Per un editor classico su smartphone
possiamo rivolgerci a Filterstorm Neue;
la sua ispirazione tradizionale è utile
quando dobbiamo regolare un’immagine usando gli strumenti classici e le tecniche tipiche di programmi come Photoshop (versione desktop). Con una grafica piacevolmente minimalista, abbiamo
a disposizione gli strumenti più comuni disposti in un brillante menu verticale; l’elenco è ben nutrito: conversione in
bianconero con gestione dei tre canali RGB, sfocatura, luminosità e contrasto,
timbro clone, curve, luminanza, tonalità,
livelli (intesi come Level), saturazione, recupero ombre e luci, maschera di contrasto, riduzione del disturbo, temperatura
colore, casella di testo (con una ricca collezione di font decenti), mappa toni, sovrapposizione di altre immagini.
Abbiamo poi strumenti per la gestione
del ritaglio e delle inclinazioni e una piccola collezione di effetti. Il bello è che
LE PIÙ INTERESSANTI APPLICAZIONI PER LA FOTOGRAFIA SOFTWARE
ogni regolazione ha la propria maschera
di livello, quindi possiamo applicarla localmente invece che su tutta l’immagine. Non vi basta ancora? Ogni regolazione ha i metodi di fusione dei livelli come
sovrapposizione, schermo, moltiplica, dividi e così via.
E se vi siete persi nella miriade di regolazioni potete sempre usare il menu ”Storico” per vedere i passaggi fatti, un’opzione epica su smartphone.
Se abbiamo salvato file Raw nel nostro
dispositivo possiamo lavorarli attivando
l’opzione di elaborazione DCRaw, i tempi
saranno più lenti, ma avremo un’opportunità senza pari in punta di dita.
Per gli amanti dei metadati c’è una
ghiotta sezione dove inserire tutte le informazioni IPTC.
L’esportazione delle immagini finite
comprende tutte quelle offerte dal sistema operativo e dalle App installate sul
nostro dispositivo.
È un’App che ha un prezzo più elevato
della media, poco meno di 4 euro, ma
che non prevede acquisti successivi per
espansioni. La quantità di funzioni è impressionante e la loro semplicità un invito ad usarlo come un (vero) Photoshop
tascabile.
SCHEDA
plicità l’App permette di arrivare facilmente ad un buon risultato, magari non
così eclatante come con le altre App, ma
di sicuro degno di una pubblicazione su
di un social network.
PS Express segue la filosofia “In App Purchase” cioè l’acquisto di funzioni accessorie direttamente dall’App in uso. L’utente quindi può aggiungere a piacere filtri come la riduzione del rumore o
nuove cornici con le quali arricchire le
immagini.
L’App è connessa ai principali social network, incluso il servizio Adobe Revel, col
quale possiamo sincronizzare i nostri dispositivi mobili e computer e ritrovare le
stesse immagini, un cloud, insomma.
SCHEDA
Piattaforma: Android, iOS + Windows phone
Google Play: https://play.google.com/store/apps/
details?id=com.adobe.psmobile&hl=en
iTunes: https://itunes.apple.com/en/app/adobephotoshop-express/id331975235?mt=8
Prezzo: gratis
Piattaforma: iOS
iTunes: https://itunes.apple.com/it/app/filterstormneue/id728479183?mt=8
Prezzo: € 3,59
Filterstorm. Un’App che può
tranquillamente competere con Photoshop
Touch e vincere: offre regolazioni
tradizionali, funziona su tutti i dispositivi
e, non per ultimo, è bella.
Photoshop Express
Adobe fornisce diverse App per il mobile. La più semplice e immediata è Photoshop Express. Si tratta di una App composta da diversi strumenti per correggere e ottimizzare le immagini scattate.
Gli strumenti sono quelli basilari per una
normale correzione delle immagini: regolazioni generali per l’esposizione, ritaglio, colore e un discreto numero di cornici da applicare alle foto. Nella sua sem-
VSCO Cam
L’App VSCO Cam fa parte di un mondo
che comprende un sito web, un social
network e anche una serie di preset per
Lightroom per scattare immagini con atmosfere modificate.
Siamo sempre sulla falsa riga di Instagram, ma con un approccio più sofisticato. VSCO Cam è difatti un’App che abbandona la sensazione tattile di una vecchia fotocamera e sposa le nuove linee
stilistiche di iOS 7: aspetto grafico minimalista, essenziale.
Sono disponibili diversi sviluppi delle im-
Photoshop Express.
La struttura degli strumenti
è assolutamente in linea
con le altre App: filtri,
ritaglio, regolazioni, occhi
rossi e cornici.
Le regolazioni avvengono
tramite cursori su una
discreta quantità di
parametri.
Filterstorm. Maschere di livello per ogni
effetto con una grafica esemplare: ogni
funzione si capisce al volo.
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 69
SOFTWARE LE PIÙ INTERESSANTI APPLICAZIONI PER LA FOTOGRAFIA
VSCO Cam. La grafica è minimalista in
linea con lo stile di iOS 7.
magini riprese per dare alla ripresa normale un sapore più ricercato. Le impostazioni di sviluppo sono identificate da
combinazioni di lettere e numeri, per
esempio B5, LV1... Oltre all’App troviamo
anche il sito di supporto, con una disposizione già vista con successo in Pinterest e 500px: grandi icone quadrate delle proprie foto con scorrimento verticale.
Il mondo di VSCO si presenta con video
di presentazione davvero accattivanti, dal
sapore contemporaneo e con basi musicali coinvolgenti.
Sul sito troveremo altri due strumenti legati al mondo VSCO: un’utility per configurare le scorciatoie da tastiera per
Lightroom e una serie di preset per i più
importanti programmi di editing (Photoshop, Lightroom, Aperture e Adobe Camera Raw). Il costo è esorbitante: 119 dollari per una collezione di impostazioni di
Lightroom, per simulare in pratica sui nostri file Raw gli effetti che l’App applica alle foto scattate col nostro smartphone.
Snapseed
Snapseed è un potente editor di immagini per iOS e Android. È l’unica App degna di nota a supportare lo sviluppo dei
file Raw, una notevole opportunità per i
fotografi e per tutti gli appassionati che
non si accontentano dei risultati forniti
dai file Jpeg; ovviamente per file Raw si
intende quelli importati nel dispositivo,
non quelli prodotti dalla fotocamera interna; è una realtà che è comunque plausibile grazie al Camera Connection Kit
che permette il download dei file Jpeg e
Raw dalla fotocamera.
Snapseed nasce dalla software house
Nik Software, nota produttrice di programmi e plug-in di successo come Silver Efex e della tecnologia U-Point.
All’interno di Snapseed troveremo gli
strumenti utili per correggere e migliorare le nostre immagini. Sicuramente di
Snapseed si apprezza la facilità di gestione dei comandi: niente cursori ma tanto spazio alle dita e ai gesti. Di Snapseed
piace molto l’applicazione del filtro Chiarezza/Clarity, qui chiamato Struttura, dove la resa dell’immagine è piacevole senza la comparsa di fastidiosi aloni o macchie anomale nell’incarnato; insomma
senza il rischio di sembrare ultra-ottantenni a trent’anni. La gestione in punta
di dita di alcune regolazioni è notevole, grazie proprio alla tecnologia U-Point
che automaticamente riconosce i limiti nelle aree di intervento. Per esempio
70 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
se vogliamo schiarire o scurire un cielo
basterà toccare il blu e il programma sarà in grado di riconoscere da solo fino a
dove si estende quella tinta, senza la necessità di creare selezioni. Con pochi altri tocchi potremo modificare quell’area
a piacimento. È una delle poche App che
sfrutta appieno il mondo Touch.
SCHEDA
Piattaforma: Android, iOS
Google Play: https://play.google.com/store/apps/
details?id=com.niksoftware.snapseed&hl=en
iTunes: https://itunes.apple.com/EN/app/snapseed/
id439438619?mt=8
Prezzo: gratis
SCHEDA
Piattaforma: Android, iOS
Google Play: https://play.google.com/store/
apps/details?id=com.vsco.cam&referrer=utm_
source%3Dcorporate%26utm_medium%3Dcorpweb
iTunes: https://itunes.apple.com/us/app/vsco-cam/
id588013838?mt=8
Prezzo: gratis
Snapseed. Le opzioni di lavorazione sono
raccolte per temi. Ogni regolazione gioca
sul movimento delle dita: in verticale per
selezionare il metodo e in orizzontale per
applicarlo in progressione.
Snapseed. Un editor con una marcia in
più: il controllo locale delle immagini,
senza necessità di scontorni grazie al
riconoscimento automatico dei bordi.
Aviary
Aviary è un editor avanzato di immagini
per iOS e Android. È dotato di un buon
numero di regolazioni base, ma il suo
pregio è nell’acquisto a posteriori (In
App Purchase) di filtri ed effetti. Per una
buona dotazione generale, nonostante il
costo di € 1,79 a singolo pacchetto extra,
si finisce per pagare quest’App “gratuita”
attorno ai 40 euro. È vero comunque che
i pacchetti a pagamento sono di buona
qualità, raramente pacchiani. La qualità e
la ricercatezza dei filtri aggiuntivi è decisamente superiore alle altre App presen-
LE PIÙ INTERESSANTI APPLICAZIONI PER LA FOTOGRAFIA SOFTWARE
Aviary. Panoramica
delle funzioni
di editing. Le
potenzialità di
Aviary si possono
integrare in altre App
e siti web personali
grazie all’SDK reso
disponibile dagli
sviluppatori.
ti sul mercato, ma prima di lanciarsi in un
forsennato acquisto di pacchetti extra è
meglio controllare quelli che realmente
ci interessano.
SCHEDA
Piattaforma: Android, iOS, Windows Phone
Google Play: https://play.google.com/store/apps/
details?id=com.aviary.android.feather
iTunes: https://itunes.apple.com/it/app/photoeditor-by-aviary/id527445936?mt=8
Windows Phone: http://www.windowsphone.com/
it-ch/store/app/photo-editor-by-aviary/a0bf7dd821c5-4e45-ac7c-941912c4dfd5
Prezzo: gratis
network; quindi oltre a scattare possiamo ricercare amici e hashtag, osservare
le attività delle persone che seguiamo e
gestire il nostro profilo.
Instagram, tra le altre cose, ha portato
alla ribalta il concetto di hashtag, normalmente riservato allo stretto mondo
informatico; si tratta di etichette virtuali, metadati, che permettono la catalogazione e la ricerca delle immagini da parte degli utenti.
La sezione fotografica si compone del
modulo di scatto classico e quello di
editing; quest’ultimo offre quattro sezioni: ritaglio, cornici, vignettatura e regolazione esposizione che seguono lo
EDITING
RAPIDO
Instagram
Instagram ha portato ai massimi livelli il
mondo della fotografia Lo-Fi, quella basata su atmosfere evocative grazie a filtri che degradano “ad arte” le immagini
riprese con gli smartphone.
Oltre al social network di Instagram sono nate altre realtà che le gravitano attorno, come il social network Instagrammers, anche in versione italiana.
La scelta di un filtro rispetto ad un altro
è questione di gusto personale; spesso
gli Instagrammers, cioè gli assidui utilizzatori di questa App, sposano in toto un
effetto rispetto a tutti gli altri, producendo gallerie visibili sia sul social network
stesso, che in altri come Facebook.
L’App incorpora sia la sezione della fotocamera che la parte relativa al social
Instagram. L’App fotografica acquistata da
Facebook per una cifra astronomica. Qui
la sezione dedicata lato social.
Instagram. I filtri ormai diventati un
classico e punto di riferimento per la
concorrenza.
stile dell’effetto che andremo ad applicare. La fase successiva serve per inserire le informazioni di ripresa, il luogo e le
persone taggate, nonché la condivisione
su altri social network come Facebook,
Twitter, Flickr, Tumblr o Foursquare. Senza dimenticare gli hashtag.
SCHEDA
Piattaforma: Android, iOS, Windows Phone
Google Play: https://play.google.com/store/apps/
details?id=com.instagram.android
iTunes: https://itunes.apple.com/it/app/instagram/
id389801252?mt=8
Windows Phone: http://www.windowsphone.com/
en-us/store/app/instagram-beta/3222a126-7f204273-ab4a-161120b21aea
Prezzo: gratis
Hipstamatic
Hipstamatic è stata una delle prime
App Lo-Fi di successo nel mondo degli
smartphone. Oggi la troviamo in due
versioni, quella classica e quella aggiornata alle linee guida di iOS 7, chiamata
Oggl.
La versione classica si basa sul concetto
di miscelare pellicole e obiettivi virtuali per creare immagini dal forte sapore
vintage. L’App contiene una serie base di
effetti e permette inoltre di espandere il
proprio corredo con acquisti successivi.
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 71
SOFTWARE LE PIÙ INTERESSANTI APPLICAZIONI PER LA FOTOGRAFIA
La versione
moderna di
Hipstamatic si
chiama OGGL,
dove il lato social
è molto più forte
e la nuova grafica
minimalista di iOS
7 è molto forte.
La sensazione è di lavorare con una macchina economica vintage, grazie alla grafica che simula attrezzature d’altri tempi.
La condivisione supporta i più diffusi
social network: Facebook, Twitter, Flickr,
Tumblr nonché il servizio di stampa delle foto direttamente dall’App.
La versione più recente ha un aspetto
molto distante da quella classica: aspetto minimalista con un grande spazio lasciato al lato social Oggl, tramite il quale
possiamo metterci in contatto con altri
appassionati di Oggl, commentare le foto e provare le combinazioni di pellicolelenti usate da altri. Oggl dispone di cinque preset di base, accuratamente scelti
in base alle situazioni tipiche degli scatti
occasionali: paesaggio, ritratto, vita notturna , tramonti e cibo.
Nella fase di review possiamo variare le
immagini combinando diverse accoppiate di pellicole (variazioni di contrasto,
luminosità e tinta) con diversi obiettivi
(con modifiche su vignettatura e sfocatura radiale). Oggl prevede l’accesso alla
community attraverso un abbonamento mensile o annuale come già visto in
altre realtà cloud; come bonus abbiamo
l’accesso a tutta la collezione di pellicole
e obiettivi Hipstamatic e alle loro nuove
release mensili.
SCHEDA
HIPSTAMATIC OGGL
Piattaforma: iOS, Windows Phone
iTunes: https://itunes.apple.com/it/app/ogglamazing-place-to-discover/id640339204?mt=8
Windows Phone: http://www.windowsphone.com/
en-us/store/app/hipstamatic-oggl/7e4e9622-6f644594-a921-72ff0930e572
Prezzo: gratis
HIPSTAMATIC CLASSIC
Piattaforma: iOS
iTunes: https://itunes.apple.com/it/app/hipstamatic/
id342115564?mt=8
Prezzo: gratis
Hipstamatic. L’inconfondibile App dal
sapore vintage, in cui gli effetti sono divisi
tra obiettivi e pellicole.
72 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
Pixlr-o-matic. Una grafica molto ”tattile”
per una generosa collezione di effetti
retrò.
Pixlr-o-matic
Pixlr-o-matic è una piccola App di editing vintage molto ricca di effetti; si può
iniziare a lavorare senza la necessità immediata di eseguire acquisti successivi
per ampliare la nostra collezione di filtri. Sono presenti comunque pacchetti di variazioni aggiuntive al costo di 89
Pixlr-o-matic. Comoda la funzione di
composizione casuale degli effetti.
Le opzioni di condivisione sono quelle
previste dal sistema operativo.
centesimi l’uno; possiamo visualizzare
un’anteprima dei filtri applicati su una
delle nostre immagini prima dell’acquisto in modo da scegliere con sicurezza
cosa aggiungere.
Le procedure di modifica sono molto
semplici, intuitive per chiunque: si scatta
una foto o se ne carica una dalla libreria.
LE PIÙ INTERESSANTI APPLICAZIONI PER LA FOTOGRAFIA SOFTWARE
L’applicazione delle modifiche avviene
scegliendo gli effetti divisi in tre categorie: filtri, sovrapposizioni, cornici.
Visto che ogni categoria ha almeno una
ventina di preset, le combinazioni possibili sono davvero tante. Per sfruttare al
meglio questa situazione abbiamo un
pulsante “random” che sceglie casualmente le combinazioni dalle tre categorie.
La condivisione è limitata ai social network previsti dal sistema operativo, di
norma quindi Facebook e Twitter, oltre
al salvataggio delle foto elaborate nella
libreria e l’invio per email.
SCHEDA
Piattaforma: iOS, Windows Phone
iTunes: https://itunes.apple.com/it/app/photosynth/
id430065256?mt=8
Windows Phone: http://www.windowsphone.com/
en-us/store/app/photosynth/ef860a79-5f68-4ed6aa21-c038d1a55517
Prezzo: gratis
SCHEDA
Piattaforma: Android, iOS
Google Play: https://play.google.com/store/apps/
details?id=pixlr.OMatic
iTunes: https://itunes.apple.com/it/app/pixlr-omatic/id450263811?mt=8
Prezzo: gratis
Photosynth. La produzione di immagini
panoramiche come parte di un vasto
servizio gratuito offerto da Microsoft.
PER LA FOTOGRAFIA
PANORAMICA
Photosynth
Tra le varie App per la generazione di
immagini panoramiche vale la pena evidenziare Photosynth, mirabile parto di
Microsoft per il mondo mobile. Disponibile per iOS e Windows Phone permette la creazione semplificata di panoramiche sferiche.
Il sito di supporto valorizza l’esperienza
utente fornendo un piccolo social network di condivisione, aperto comunque
verso gli altri social network come Twitter e Facebook.
Rispetto all’App ufficiale di iOS, Photosynth offre la possibilità di riprendere
sia la parte alta che bassa di una scena,
creando di fatto un’esperienza molto più
accattivante che la semplice panoramica
cilindrica.
La qualità generale delle immagini è
buona ed inoltre il programma fa un
buon lavoro per fondere le parti sovrapposte.
Come per ogni altro programma del genere è importante ricordare che è la fotocamera a dover ruotare su stessa e
non il fotografo.
La fase della ripresa è gestita attraverso
il giroscopio interno, in modo che il programma possa riconoscere la rotazione
360 Panorama
Si tratta di una delle App più classiche
per la realizzazione di panoramiche a
360° sferiche.
Dispone di due modalità, classica e avanzata, la prima per panoramiche con un
certo effetto pittorico e la seconda per
quelle più accurate. La ripresa delle singole immagini si appoggia al giroscopio per facilitare la sovrapposizione delle immagini e per non dimenticare qualche angolo della scena.
360 Panorama prevede due visioni
dell’immagine panoramica: sferica o stereografica.
La prima è la consueta visione interattiva, con la quale l’utente può navigare
nell’ambiente trascinando il dito sul display, oppure girando il telefono; la seconda è più conosciuta come visione
“pianetino”, piacevole ed inusuale.
La qualità delle panoramiche è discre-
Photosynth. La creazione delle immagini
panoramiche si basa sul giroscopio
interno del dispositivo.
del dispositivo e agevolare la ripresa.
Il sito di Photosynth sta mostrando in
questo periodo un nuovo modo di usare
le immagini tradizionali, creando incredibili “percorsi” tridimensionali partendo
da semplici scatti.
Nonostante si tratti di percorsi virtuali legati alla sola sequenza di ripresa, l’effetto
è molto intrigante.
360 Panorama. La fase di ripresa
sfrutta il giroscopio per facilitare la
sovrapposizione degli scatti
conosciuta come vista a “pianetino”.
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 73
SOFTWARE LE PIÙ INTERESSANTI APPLICAZIONI PER LA FOTOGRAFIA
a se stante, sta nel fatto che moltissime
altre App possono inserire commenti allegando immagini. Saranno poi i “followers”, chi segue il nostro profilo, a giudicare e commentare.
Fotograficamente Twitter dispone del
360 Panorama. La funzione Stereographic
propone una visione della panoramica
conosciuta come vista a “pianetino”.
ta e migliora una volta eseguito l’upload sul sito di 360 Panorama dove le immagini sono raffinate e adattate al meglio. La condivisione su Facebook produce un post con l’immagine direttamente
navigabile sia su computer fisso che su
smartphone.
Un bel 10 e lode quindi ai programmatori per essere riusciti a fornire una buona esperienza utente senza far scaricare
App aggiuntive.
Twitter. La sezione fotocamera dell’App di
Twitter si appoggia a quella del sistema
operativo, a favore della rapidità di ripresa.
SCHEDA
Piattaforma: Android, iOS
lGoogle Play: https://play.google.com/store/apps/
details?id=com.occipital.panorama&hl=en
liTunes: https://itunes.apple.com/it/app/360panorama/id377342622?mt=8
Prezzo: € 0,89
74 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
SCHEDA
Piattaforma: Android, iOS, Windows Phone
Google Play: https://play.google.com/store/apps/
details?id=com.twitter.android
iTunes: https://itunes.apple.com/it/app/twitter/
id333903271?mt=8
Windows Phone: http://www.windowsphone.com/
en-us/store/app/twitter/0b792c7c-14dc-df11a844-00237de2db9e
Prezzo: gratis
Facebook
Facebook, che assieme a Twitter occupa
un posto d’onore all’interno dei sistemi
operativi mobili, dispone di una sezione dedicata all’acquisizione di immagini
all’interno della propria App.
Questa sezione sfrutta sicuramente la
tecnologia di Instagram, che Facebook ha acquistato. La sezione fotografica,
analogamente a quanto visto con Twitter, dispone di un set di funzioni base
per dare un po’ di vivacità alle immagini scattate.
La condivisione, ovviamente, è solo su
Facebook con il vantaggio di poter taggare amici, luoghi, umore, scegliere gli
album; opzioni che le altre applicazioni
non possono offrire.
Il potenziamento della parte fotografica ha permesso di “trattenere” gli utenti di Facebook all’interno dell’App stessa,
senza dover passare ad altre App per postare immagini dal sapore più speziato.
SCHEDA
Piattaforma: Android, iOS, Windows Phone
Google Play: https://play.google.com/store/apps/
details?id=com.facebook.katana
iTunes: https://itunes.apple.com/it/app/facebook/
id284882215?mt=8
Windows Phone: http://www.windowsphone.com/
en-us/store/app/facebook/f2250ef0-eb3d-4e3ead37-be42e0055786
Prezzo: gratis
SOCIAL
SHARING
Twitter
Il social network prevede di allegare foto,
video, link, conversazioni nei propri commenti. Twitter è una parte fondamentale nella vita di milioni di persone, tanto
da far parte, assieme a Facebook, delle
funzionalità stesse del sistema operativo
degli smartphone.
Il valore di Twitter, non solo come App
set “standard” di strumenti: filtri vintage,
autoregolazione, crop, dunque una dotazione in linea con un uso rapido dell’App.
Twitter. Appena dopo lo scatto possiamo
intervenire per quanto riguarda i filtri
creativi, la correzione automatica e il ritaglio.
LE PIÙ INTERESSANTI APPLICAZIONI PER LA FOTOGRAFIA SOFTWARE
Facebook. L’acquisizione di Instagram
ha portato a Facebook una sezione
fotografica di qualità.
Facebook. La ripresa direttamente
dall’App permette di inserire tutta una
serie di informazioni vitali per i post del
social network.
Flickr. L’App comprende filtri creativi in
stile vintage, applicabili dopo lo scatto
durante la fase di editing.
Flickr
L’App di Flickr porta su smartphone l’esperienza del social network.
La sezione fotografica rispecchia il trend
generale: scatto, modifica creativa, upload.
La parte delle modifiche incorpora una
serie di filtri vintage, un’autoregolazione, strumenti per il ritaglio e il raddrizzamento e una sezione avanzata per la
regolazione dell’esposizione (finalmente
con un istogramma come si deve!).
La fase successiva richiede l’inserimento
di tutti i metadati, chiamateli anche tag
se volete, per una corretta pubblicazione
sul social network.
Flickr dispone di 1 terabyte (!) di spazio
per ogni utente, una grande tentazione per caricare quante più foto possibile; grazie alle avanzate impostazioni di
privacy possiamo utilizzare il social network come archivio personale, decidendo di volta in volta quale livello di visibilità debba avere ogni foto del nostro
archivio.
L’App prevede inoltre la condivisione
verso altri social network come Facebook, Twitter e Tumblr.
SCHEDA
Piattaforma: Android, iOS, Windows Phone
Google Play: https://play.google.com/store/apps/
details?id=com.yahoo.mobile.client.android.flickr
Flickr. Per chi vuole un piccolo controllo
tecnico sulle immagini esiste una sezione
con strumenti classici di regolazione.
iTunes: https://itunes.apple.com/it/app/flickr/
id328407587
Windows Phone: http://www.windowsphone.com/
it-it/store/app/flickr/2e49fb07-592b-e011-854c00237de2db9e?type=phoneapp&id=2e49fb07592b-e011-854c-00237de2db9e
Prezzo: gratis
GRAFICA
E COMPOSIZIONE
Insta-collage
Insta-collage è una piacevole App di
composizione immagini, corredata di
una generosa libreria di composizioni,
filtri, effetti e accessori anche nella versione gratuita.
Ovviamente la versione a pagamento
comprende qualcosa in più: composizioni più fantasiose, filtri più vari, insomma
quel qualcosa di più che farà la differenza nel produrre piacevoli composizioni.
Insta-Collage è di certo un’App che non
annoia, grazie alla sua varietà di proposte.
Come per ogni altra App abbiamo un laPROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 75
SOFTWARE LE PIÙ INTERESSANTI APPLICAZIONI PER LA FOTOGRAFIA
to dedicato ai social network: Facebook,
Instagram, Twitter, Flickr.
SCHEDA
Piattaforma: Android, iOS
Google Play: https://play.google.com/store/apps/
details?id=com.photos.instacollage.pro&hl=en
iTunes: https://itunes.apple.com/it/app/
instacollage-pro-pic-frame/id530957474?mt=8
Prezzo: gratis
Insta-collage. Le griglie di composizione
sono più di 200, e ce ne sono per tutti i
gusti: dal geometrico al fantasioso.
Diptic
È un’App a pagamento che incorpora un
grande set di lay-out e opzioni; ovviamente non manca la parte dello Store
per aumentare ulteriormente le potenzialità di questa ricca App. Vi sono centinaia di grafiche, da quelle puramente
geometriche fino a quelle più fantasiose.
È comoda, oltre il prevedibile, la funzione di caricamento casuale delle immagini all’interno della composizione.
Le molteplici sezioni di editing permettono di controllare la natura e la posizione dei bordi tra le immagini, il colore, la
texture, nonché l’inserimento di un testo
con ombreggiature, colore e font personalizzabili a piacere.
Diptic. La personalizzazione delle
composizioni è elevata, tanto da
comprendere tra le molteplici opzioni
anche la stessa gestione delle righe di
divisione.
La condivisione permette, tra le consuete opzioni, l’invio di una cartolina postale
e l’invio dell’immagine ad altre App presenti sul dispositivo.
SCHEDA
Piattaforma: Android, iOS, Windows Phone
Google Play: https://play.google.com/store/apps/
details?id=com.peaksystems.diptic&hl=en
iTunes: https://itunes.apple.com/it/app/diptic/
id377989827?mt=8
Windows Phone: http://www.windowsphone.com/
en-us/store/app/diptic/034ac129-7e0d-4d918ab2-00cbe754f295
Prezzo: € 0,89, gratis per Windows Phone
Insta-collage. Ogni immagine della
composizione ha i suoi controlli personali:
cornici, effetti, testi, adesivi.
Diptic. Famosa App di composizione
immagine, nonché sponsor di concorsi
fotografici, dispone di un elevato numero
di composizioni, espandibili ulteriormente
attraverso il loro store.
76 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
Over
È un editor che si concentra su due campi: testo e grafica. I font inclusi e quelli proposti come acquisti separati sono
molto accattivanti; la gestione è quanto
di più rapido e semplice si possa reperire: font e colore in prima battuta (con un
color picker che facilita la scelta cromatica ed evita le banalità) e dimensione con
riposizionamento via gesture.
La grafica aggiuntiva di base è carina ma
limitata; tramite la registrazione di un ac-
LE PIÙ INTERESSANTI APPLICAZIONI PER LA FOTOGRAFIA SOFTWARE
la nostra faccia. L’App infatti usa un sistema di riconoscimento biometrico per
identificare il nostro volto e usarlo come
chiave per aprire la cassaforte; nel caso
volessimo aumentare il livello di sicurezza possiamo attivare la modalità “Live” la
quale richiede di chiudere gli occhi ripetutamente, nel caso qualcuno tentasse di usare una fotografia per tentare di
sbloccare il sistema.
Sono previsti altri metodi di blocco, come la composizione di un disegno e una
serie di domande di sicurezza nel caso i
metodi di sblocco non funzionassero a
dovere.
A prova della sicurezza del sistema è prevista una soluzione “machiavellica” per
proteggere ulteriormente i nostri dati:
dopo un certo numero di tentativi falliti
l’App può procedere a cancellare il contenuto protetto. Ovviamente è meglio
avere un back-up altrove dei nostri dati.
Over. Un’App di composizione raffinata
sia nei font proposti, che negli elementi
grafici da aggiungere alle nostre foto.
count possiamo avere, a pagamento per
ogni pacchetto, molti set di immagini
con cui popolare le nostre immagini.
La qualità globale è elevata e merita una
segnalazione un brillante stratagemma
per sfruttare al massimo l’App: un link al
profilo Instagram di Over stessa dove sono mostrate le composizioni migliori degli utenti, una ricca fonte di suggerimenti per creare immagini e stupire gli amici.
SCHEDA
FaceCrypt Vault. Il proprio viso come
password per un archivio protetto. È
possibile configurare l’App per aggirare
i tentativi di ingresso illecito tramite una
fotografia.
SCHEDA
Piattaforma: iOS
iTunes: https://itunes.apple.com/it/app/over/
id535811906?mt=8
Prezzo: € 1,79
LA PROTEZIONE
DEI DATI
FaceCrypt Vault
I nostri dispositivi contengono sempre
di più informazioni riservate: foto, video
e, a quanto pare, anche informazioni
bancarie in chiaro come PIN e credenziali di accesso. Un furto o un uso malintenzionato da parte di estranei può rivelarsi
disastroso quando queste informazioni
delicate sono compromesse.
Un metodo per mettere al sicuro le nostre informazioni più private è quello
proposto da FaceCrypt Vault, una sorta
FaceCrypt Vault. L’organizzazione della
cassaforte è divisa per temi: password,
carte di credito e credenziali, documento,
foto/video, note.
di cassaforte destinata a contenere foto,
video, note, documenti e altri dati sensibili; il metodo di protezione è notevole:
Piattaforma: iOS
iTunes: https://itunes.apple.com/it/app/facesryptfree-password-keeper/id727593178?mt=8
3178?mt 8
Prezzo: gratis
Foto-segrete-kyms-free
Un metodo pratico per nascondere le
nostre informazioni è quello di camuffarle dietro ad un’App, magari banale: Fotosegrete-kyms-free lo fa grazie all’espediente di una calcolatrice, di certo una
delle App più basilari (e quindi non oggetto di curiosità) sul nostro smartphone.
Il trucco sta nell’inserire un numero a nostra scelta per sbloccare la facciata di copertura e accedere ai dati nascosti. L’App
permette l’accesso a numerosi fonti per
creare i nostri archivi segreti; si parte dai
contenuti all’interno del nostro telefono
(fotocamera o libreria foto) e si prosegue
con le foto su Facebook, nostre o dei nostri amici; le strade per inserire i contenuti continuano con il collegamento ad
iTunes o via Wi-Fi con un PC grazie ad un
browser o un software Ftp.
Possiamo inoltre aggiungere contenuti
dal web tramite il piccolo web browser
integrato nell’App; di questa ultima opzione si apprezza la possibilità di far apparire il nostro iOS device come un computer con diversi browser (Explorer, Firefox, Safari) utili per quei siti che forniscoPROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 77
SOFTWARE LE PIÙ INTERESSANTI APPLICAZIONI PER LA FOTOGRAFIA
no contenuti differenti in base al tipo di
dispositivo che si connette.
che con la gestione multi-touch diventano molto facili da posizionare. L’App
comprende nove filtri, tendenti quasi
tutti al giallino, per aumentare l’effetto
atmosfera nella foto finale. Un piccolo
pannello racchiude alcuni comandi basilari per modificare l’esposizione e la vignettatura. La condivisione prevede solo
quelle attive di default sul nostro telefono, manca quindi Instagram. Durante la
ripresa con la fotocamera interna possiamo attivare il formato quadrato e la griglia, nonché i filtri colorati.
SCHEDA
Piattaforma: iOS
iTunes: https://itunes.apple.com/it/app/fotosegrete-kyms-free-crea/id471303390?mt=8
Prezzo: gratis
Foto-segrete-kymsfree. L’innocua grafica
di una calcolatrice
nasconde una
cassaforte. Basta
impostare un
numero di sicurezza
e premere il tasto
uguale per aprire.
SCHEDA
Piattaforma: iOS
iTunes: https://itunes.apple.com/it/app/
tiltshiftgen2/id706765970?mt=88
Prezzo: € 0,89
Tiltshiftgen2. L’applicazione della
sfocatura segue le tradizionali modalità
delle ottiche Tilt-Shift; la gestione è
attraverso il tocco, facile e rapida.
Fisheye
L’ottica degli smartphone è quasi sempre fissa e possiamo variare il campo inquadrato solo grazie allo zoom digitale
o ad aggiuntivi ottici; questi ultimi, oltre
ai loro pregi, hanno un paio di difetti: costano e spesso obbligano a rimuovere la
nostra, amatissima, cover.
Un approccio differente è quello proposto da Fisheye, App che simula la prospettiva (confusa spesso col termine distorsione) tipica delle ottiche Fisheye. Il
trucco si basa solo su di una deformazione geometrica dell’immagine normale, ma l’effetto può essere soddisfacente.
Di certo non arriveremo mai ai 180° di
angolo di campo sulla diagonale, ma la
sensazione è comunque gradevole.
L’App, come consueto, integra una serie
di filtri base con i quali creare atmosfere direttamente in fase di ripresa, e un’al-
Foto-segrete-kyms-free. L’archivio segreto
è diviso in piccole sezioni che possono
contenere foto, video, note. L’App è ben
strutturata per l’ingresso dei dati da
nascondere: via iTunes, Ftp, Wi-Fi, web.
LE DEFORMAZIONI
Tiltshiftgen2
Le atmosfere tipiche delle ottiche TiltShift sono facilmente replicabili via software; una delle App più facili e complete è senza dubbio TiltShiftGen2 di recente aggiornata alle linee guida di iOS7.
78 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
Tiltshiftgen2. La sezione degli effetti è la
parte più debole: i filtri sono bruttini e
tutti tendenti ad un giallo poco piacevole.
L’App è mirabilmente realizzata: facile,
intuitiva e completa. Possiamo scattare e applicare gli effetti, oppure reperire
dalla libreria le immagini da modificare.
Le modalità di trasformazione prevedono la sfocatura tonda, ellittica e lineare,
Fisheye. L’App è di facile utilizzo e i filtri
creativi integrati, sia standard che a
pagamento, sono di buona qualità.
LE PIÙ INTERESSANTI APPLICAZIONI PER LA FOTOGRAFIA SOFTWARE
tra serie a pagamento con filtri, effetti, tipi di lenti. Gli effetti si possono applicare anche a foto già presenti in libreria e
ogni risultato può essere salvato sia localmente che condiviso on-line.
SCHEDA
Piattaforma: iOS
iTunes: https://itunes.apple.com/it/app/fisheyefisheye-camera-old/id569723994?mt=8
4?mt=8
Prezzo: gratis
CONCORSI
ED EVENTI
Mobilephotoawards.com
La fotografia mobile si
è evoluta partendo da
una mera funzione accessoria del telefono
(ante-smartphone) fino a diventare forma
espressiva di massa.
Per dare più risalto a questa forma di creatività che nasce dall’avere sempre con noi
una fotocamera, sono nati diversi concorsi.
Tra questi è famoso mobilephotoawards.
com che dal 2011 ha distribuito qualcosa
come venticinquemila dollari in premi.
Il concorso ha venti categorie e ogni foto può essere inserita al massimo in tre
categorie. Il costo di ogni foto proposta
è di venticinque dollari.
I temi sono: architettura e design, bianconero, digital fine-art e illustrazione, food,
paesaggio, natura, composizioni con Diptic App, macro e dettagli ripresi con OlloClip, people, artisti in azione, foto gior-
Mobilephotoawards.com. Sito dedicato
ai concorsi fotografici realizzati tramite
smartphone.
nalismo, ritratto, l’oscurità, foto di viaggio
attraverso il social network Trover, still life, street photography, mezzi di trasporto,
paesaggi d’acqua, effetti speciali. Il primo
premio è di tremila dollari, il secondo di
cinquecento dollari, esistono poi altri premi di categoria e premi speciali. Il sito mostra alcune delle immagini vincitrici delle
scorse edizioni, ma manca una struttura
più organizzata nel mostrare i lavori.
Ippawards.com
Ippawards è un concorso fotografico per possessori di dispositivi Apple: iPhone, iPad o iPod
con fotocamera. I premi
sono tre iPad Air da 16
GB, sedici lingotti d’oro,
certificati di categoria, menzioni d’onore.
Il sito di riferimento è mirabilmente costruito, piacevole alla vista e ricco di contenuti. La sezione che raccoglie i lavori dal 2008 in poi è una vera miniera di
belle immagini alle quali ispirarsi e perché no, provare un po’ di invidia. Le categorie proposte sono: animali, architettura, bambini, fiori, cibo, paesaggio, stili di
vita, natura, notizie-eventi, persone, stagioni, tramonti, viaggio, alberi e “gli altri”.
Le raccolte di ogni concorso annuale sono disponibili sull’iBookstore al prezzo
simbolico di 49 centesimi.
affiliate, quella italiana è instagramersitalia.it. La community mette in comunicazione tutti gli appassionati italiani di Instagram, favorendo contest ed incontri,
definiti come instameet e instwalk. L’intenzione è di far conoscere di persona,
buona idea, gli utilizzatori di Instagram
e di migliorarne le abilità grazie al confronto e ai concorsi a tema.
Il sito offre una pagina di confronto chiamata Challenge, dove sono proposti vari
temi; per partecipare basta scattare l’immagine a tema e aggiungere uno specifico hashtag, col quale poi le immagini saranno selezionate dalle varie giurie
competenti. I premi sono molto vari, in
base a chi del gruppo ha proposto il contest; in ogni caso, visto il sapore “social”
di tutta l’iniziativa, si percepisce con piacere il sentimento “l’importante è partecipare”.
nationalgeographic.com/nokia
National Geographic
e Nokia hanno proposto un contest internazionale di fotografia di
viaggio. Il concorso è
ormai concluso ma alla pagina www.nationalgeographic.com/nokia/competition.
html sono mostrati i lavori dei vincitori e
degli altri trentacinque partecipanti selezionati per la fase finale.
instagramersitalia.it
Esiste una community
internazionale di appassionati di Instagram, instagramers.com; in ogni
paese si sono sviluppate community nazionali
instagramersitalia.it. L’attivo sito italiano
degli appassionati di Instagram.
Nationalgeographic.com. Stephen
Alvarez alla scoperta dell’America sudoccidentale con uno smartphone Nokia.
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 79
intervista a
Dan Lum (Dudelum)
In passato ho usato una reflex Canon Eos
a pellicola accoppiata all’obiettivo zoom
del kit, ma non è stata una cosa seria; il
mio vero ingresso nella fotografia è stato
quando ho iniziato ad usare la reflex digitale Eos 30D. Oggi le foto che scatto con
lo smartphone le pubblico su Instagram,
mentre per quelle che faccio con fotocamere Micro Quattro Terzi e con reflex Full
Frame preferisco Tumblr: da lì le carico
in push su Twitter, Facebook e Flickr. Ho
27.000 “followers” su Instagram e qualcuno meno su Tumblr, Twitter e Facebook.
Per il mio flusso di lavoro con il mobile
uso una combinazione di Snapseed e varie applicazioni per la gestione dei filtri:
Vsco Cam, Afterlight e Picfx. Tutti gli scatti sono modificati su iPhone o iPad.
Per il mio lavoro in Raw uso invece
Lightroom ed i pre-set di Vsco Film.
Fotografando con lo smartphone apprezzo particolarmente la vasta gamma
di applicazioni che estendono e scatenano la mia visione creativa ma, ancora
più importante, “la migliore fotocamera è quella che è con te”. Anche se a volte lo smartphone è troppo semplificato,
è però così semplice e veloce da usare
che consente di catturare un grande numero di momenti. Insieme ad Instagram,
l’iPhone mi ha fatto riscoprire la passione per la fotografia. Certo mi piacerebbero dei progressi nella tecnologia delle ottiche montate sugli smartphone;
l’iPhone 5s mostra un notevole miglioramento nelle situazioni di scarsa luminosità rispetto all’iPhone 5, che invece è
ottimo per la fotografia in movimento.
Il mio stile di ripresa è influenzato dall’interesse per i viaggi, il design e l’architettura, ma indipendentemente dal soggetto è uno stile di ripresa e di editing molto pulito. Osservo con attenzione quanto viene pubblicato su Instagram, dove
vi sono molti fotografi di talento, mentre
nella fotografia di paesaggio la mia fonte
di ispirazione è Ansel Adams.
80 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
www.instagram.com/dudelum
www.dudelum.tumblr.com
www.twitter.com/dudelum
www.danlum.com
www.facebook.com/DanLumPhotography
DAN LUM (DUDELUM) INTERVISTA A
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 81
intervista a
Daniel Filipe Fonseca
www.danielff.com
www.facebook.com/danielff.photography
www.instagram.com/danielff76
Mi accorgo che per fotografare uso ogni
giorno di più il mio iPhone; ho iniziato
con l’iPhone 4 e poi mi sono spostato
sull’iPhone 5. Attualmente sto iniziando
ad usare il 5s, ma non l’ho ancora provato abbastanza per darne un giudizio oggettivo.
Eppure ho una reflex digitale, la Nikon
D90, e sul mio sito è possibile vederne i
risultati: sono essenzialmente fotografie
di viaggio; alla fotografia digitale sono
passato più di dieci anni fa e non tornerei più alle fotocamere a pellicola.
Il mio stile di ripresa è differente a seconda dello strumento che uso: con l’iPhone
scatto in bianconero ad alto contrasto
ispirandomi a Koci Hernandez, un grande iphoneografo e fotogiornalista, oltre
naturalmente a Sebastião Salgado, uno
dei migliori fotografi in assoluto.
Quando uso la reflex mi dedico essenzialmente alla fotografia di viaggio ed il
mio riferimento è Steve McCurry; cerco i
luoghi, ma anche le persone che in quei
luoghi vivono.
Un altro genere di immagini è quello
dell’elaborazione: un forte editing introduce un’evidente artificialità, ma in questo modo riesco ad andare oltre la fotografia e lo faccio seguendo l’istinto.
Per fotografare generalmente utilizzo
l’App nativa della fotocamera perché è
molto comoda; per elaborare l’immagine
uso prevalentemente “Camera+”. Questa
App mi piace molto perché mi permette
di sovrapporre più filtri e nella nuova versione è ancora più facile da usare.
Per alcune immagini preferisco App differenti, più specifiche per l’elaborazione
che intendo fare: ad esempio, per la profondità di campo uso Bokeh Lens, e per
determinati effetti Distressed Fx, che ritengo particolarmente interessante.
In caso di immagini scattate con l’iPhone, eseguo ogni fase dell’editing e la
condivisione all’interno dell’ smartphone; da questo punto di vista si può dire
che sono un “purista” dell’iphoneografia.
Della fotografia con lo smartphone apprezzo la disponibilità di molte App di
editing, che sono veramente facili da gestire e che mi permettono di ottenere risultati sorprendenti con poche e sempli82 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
ci operazioni, niente a che spartire con la
complicazione di Photoshop!
Molto facile è anche condividere le immagini con gli amici e il mondo intero
tramite una semplice e-mail, o pubblicandole sui social network. Mi piace anche poter abbinare all’immagine le coordinate Gps
Certo i progressi fatti dall’iPhone sono
sorprendenti, tanto che basterebbero
solo pochi miglioramenti: vorrei prestazioni migliori in situazioni di luce scarsa
e uno zoom ottico, ma senza che crescano le dimensioni dell’attuale obiettivo.
Mi rendo conto che è una bella sfida, ma
penso che alla fine ci arriveremo.
Per la pubblicazione sui social network
uso Instagram perché mi permette di
condividere contemporaneamente su
Instagram, Flickr, Twitter e sulla mia pagina fotografica di Facebook; quando ho
un po’ di tempo inserisco le immagini
anche all’interno del mio sito Web; non
ho alcuna azione automatica e dunque
devo provvedere manualmente.
iiDati di scatto: f/2,8 ISO 80.
App Camera+ 3.0.2. iPhone 4
DANIEL FILIPE FONSECA INTERVISTA A
iiDati di scatto: f/2,8 ISO 80. App Camera+ 3.0.2. iPhone 4
iiDati di scatto: f/2,8 ISO 80. App Camera+ 3.0.2. iPhone 4
iiDati di scatto: f/2,8 ISO 80. App Camera+ 3.0.2. iPhone 4
iiDati di scatto: 1/3800s a f/2,8 ISO 80. Photoshop CS5. iPhone 4
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 83
intervista a
Mariko Klug
www.flickr.com/photos/marikoklug
Il mio interesse è per la fotografia di paesaggio, di animali e di natura in generale. Fino a qualche tempo fa usavo una
Canon Eos 500D, ma oggi la mia fotocamera è solo l’iPhone 4, sebbene mi stia
aggiornando all’iPhone 5s; normalmente
posto le mie foto su Flickr dove ho circa
350 “followers”.
Da quando ho aderito alle comunità mobili Flickr e Facebook ho imparato molto. Ritengo che in rete vi siano tanti fotografi di qualità, come Chris Harland (aka
Grangefirth) o Gianluca Ricoveri, solo per
citarne alcuni.
Il maggiore vantaggio della fotografia mobile è che la fotocamera è un telefono e quindi è sempre con me, oltre
che di dimensioni minuscole; in questo
modo riesco ad essere più pronto e non
perdo mai le buona opportunità.
Inoltre tutto il lavoro di editing può essere fatto sul telefono, quindi ovunque
ed in qualunque momento: ci sono innumerevoli applicazioni per l’editing, non
c’è alcun limite per la propria ispirazione.
E possibile liberare la propria creatività!
Di solito uso ProCamera o Hipstamatic
per scattare ed ho circa 100 applicazioni
fotografiche che uso a seconda di quello
che voglio creare; le mie preferite sono
di certo PhotoToaster, Camera+, PixlrExpress+, LensLight, Mextures, TouchRetouch, ImageBlender.
È vero che la fotografia con lo smartphone ha delle limitazioni, ad esempio la
bassa risoluzione e la mancanza di uno
zoom ottico, ma si possono trovare aggiuntivi zoom, macro e grandangolari.
E poi le fotocamere mobili stanno continuamente migliorando sotto tutti gli
aspetti.
84 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
ii Dati di scatto: 1/540 a f/2,8 ISO 80. App PhotoToaster 5.5.1. iPhone 4 Hipstamatic.
MARIKO
K KLUG INTERVISTA A
ii Dati di scatto: 1/480 a f/2,8 ISO 80. App PhotoToaster 5.5.1. iPhone 4.
App PhotoToaster 5.5.1.
App Camera+ 3.0.2, iPhone 4.
ii Dati di scatto: 1/970 a f/2,8 ISO 80. App PhotoToaster 5.5.1.
iPhone 4 Hipstamatic.
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 85
Software
Dalle fotocamere
alle applicazioni
Gli storici marchi che da sempre producono fotocamere e obiettivi si sono chiaramente accorti di come la fotografia si
stia evolvendo e come le nuove tecnologie mobili siano una vera e propria risorsa per una nuova gestione delle immagini. Ecco allora un fiorire di applica-
Nikon Wireless Mobile
Utility
La Mobile Utility costituisce il
centro di controllo delle fotocamere Nikon per comunicare
in Wi-Fi con i dispositivi supportati. È possibile impostare
sulla fotocamera i parametri
di scatto corretti controllando l’inquadratura in Live View
sul dispositivo mobile e quindi scattare. Si possono anche
esaminare le immagini riprese e scaricarle. Con la compatta Coolpix si può controllare in
remoto anche lo zoom ottico.
zioni che permettono di controllare gli
apparecchi di ripresa nelle modalità più
diverse. Le nuove tecnologie permettono anche di impiegare sia le fotocamere
che gli smartphone per geo-localizzare
gli scatti e per caricare le foto in archivi remoti, la cosiddetta “nuvola”. Vediamo
Nikon Image Space
Anche Nikon mette a disposizione dei propri utenti un
servizio di salvataggio remoto degli scatti, si chiama Image Space. Qui è possibile collocare gli scatti preferiti, organizzarli e condividerli, privatamente o pubblicamente,
geo-taggarli con i riferimenti
del luogo di scatto sulla base dei dati Gps salvati al momento dello scatto. Ottima
l’interfaccia utente, così come l’intuitività complessiva
del sistema.
86 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
quindi cosa offrono attualmente gli store digitali più noti; per scaricare le applicazioni sarà sufficiente visitare i consueti riferimenti del mondo Apple (iTunes),
Android (Google Play) e WindowsPhone (store su http://www.windowsphone.com).
Canon CameraWindow
Camera Window è un’utility che consente di scaricare
sullo smartphone le immagini scattate con le fotocamere
compatte di Canon che supportano il trasferimento WiFi. Una volta scaricate le foto
possono chiaramente essere
condivise nei modi preferiti,
oltre ad essere “taggate” con i
riferimenti del luogo di scatto
mediante i dati Gps integrati
all’interno degli Exif originari.
Canon Eos Remote
Eos Remote è l’applicazione
di controllo remoto delle reflex di casa Canon. Consente il controllo e lo scatto della fotocamera impostando i
parametri e la messa a fuoco
tramite il dispositivo mobile.
Eos Remote consente anche
di esaminare le foto salvate
sulle scheda di memoria e di
trasferirle verso smartphone
o tablet. Ottima la gestione
dei programmi di scatto e dei
punti di fuoco.
DALLE FOTOCAMERE ALLE APPLICAZIONI SOFTWARE
Canon Online Photo
Album
Per coloro i quali hanno sottoscritto un account gratuito
presso il Canon Image Gateway questa App costituisce il
ponte di comando. Consente
di caricare immagini nel proprio spazio virtuale, di consultare gli scatti presenti e di organizzarli a piacere. Supportata ovviamente la condivisione
dei contenuti e la loro protezione. Lo spazio personale a
disposizione è attualmente
pari a circa 10 Gigabyte.
Canon Easy-PhotoPrint
L’App nasce essenzialmente come un’utility di stampa
semplificata che si interfaccia con le stampanti Pixma e
Selphy. Oggi poi, con la crescente diffusione dei multifunzione, questa App consente anche di salvare una scansione direttamente sul proprio dispositivo mobile. Tutto
in connessione wireless.
Canon Pixma Printing
Solutions
Per coloro che non si accontentano di ciò che consente
di fare la Canon Easy-PhotoPrint, questa nuova applicazione rende possibile opzioni di stampa avanzate per le
stampanti Pixma. Anche questa applicazione consente la
scansione dei documenti con
i multifunzione e di salvarli
sul dispositivo mobile.
Fujifilm Camera
Application
e Photo Receiver
Queste due semplici ed intuitive applicazioni di Fuji consentono di eseguire il trasferimento e la ricezione delle immagini dalle fotocamere della casa dotate di connessione
Wi-Fi. È disponibile la funzione di geo-tagging per la localizzazione degli scatti.
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 87
SOFTWARE DALLE FOTOCAMERE ALLE APPLICAZIONI
Eye-Fi
Anche le schede Eye-Fi permettono di operare in WiFi con le fotocamere che ne
sono prive; l’applicazione di
controllo consente di gestire la visione dei contenuti, lo
scaricamento e la condivisione. Buona la grafica.
Olympus Image Share
L’applicazione è un po’ il factotum del flusso di lavoro con le
fotocamere Olympus dotate
di Wi-Fi. Consente di scattare
con il supporto del Live View,
organizzare gli scatti, condividerli, editarli sulla base dei noti Art Filter della casa, nonché
di eseguire il geo-tagging.
Tutto in una semplice e compatta App facile da installare
grazie alla configurazione tramite QR-code.
Leica C Image Shuttle
Anche Leica ha realizzato
una applicazione per controllare in remoto, da tablet
o smartphone, lo scatto in Live View e la navigazione delle
immagini scattate. L’interfaccia utente è ottima e supporta anche il flusso bidirezionale degli scatti, tra fotocamera
e dispositivo mobile.
88 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
Sony PlayMemories
Online
PlayMemories Online è la risorsa per il salvataggio in
cloud delle immagini riprese
con strumenti mobili di casa
Sony. Una volta caricati i file
possono essere organizzati e
condivisi fino ad un ingombro di 5 Gigabyte.
Sony PlayMemories
Mobile
PlayMemories Mobile viene
in aiuto nel momento in cui
si vuole scattare con una fotocamera Sony dotata di WiFi: consente lo scatto remoto
da uno smartphone Sony, il
trasferimento delle immagini
ed il controllo dei parametri
di scatto.
DALLE FOTOCAMERE ALLE APPLICAZIONI SOFTWARE
Flucard Download
Questa applicazione va citata
soprattutto per l’accordo tra
Flucard e Pentax; l’App supporta i nuovi modelli Pentax
e le schede Flucard che trasformano la fotocamera in un
dispositivo wireless
e consentono quindi di scaricare i file salvati.
Samsung Remote
Viewfinder
Come recita il nome stesso,
questa App consente di inquadrare e gestire lo scatto
con le fotocamere Samsung
Wi-Fi. È possibile controllare
in remoto tutti i parametri di
scatto come risoluzione, zoom, autoscatto, flash ed altri
ancora. Gli scatti possono essere lasciati sulla scheda della fotocamera, oppure trasferiti al dispositivo mobile.
Samsung Smart Camera
App
Questa App riassume tre
differenti applicazioni di
Samsung: AutoShare, MobileLink e Remote Viewfinder.
In questo caso oltre al controllo remoto l’App permette anche la condivisione e la
gestione degli scatti in postproduzione.
Panasonic Image App
Image App gestisce lo scatto
remoto delle fotocamere Lumix dotate di interfaccia WiFi. La configurazione è immediata con i dispositivi compatibili NFC, una tecnologia che
richiede il semplice avvicinamento dei due dispositivi per
l’impostazione dei parametri
necessari alla comunicazione.
Image App supporta sia la localizzazione che la condivisione delle immagini, come
anche il trasferimento dei file
al dispositivo mobile.
Toshiba FlashAir
È ottimo il supporto che viene garantito alle schede Toshiba Flash Air, dotate di tecnologia Wi-Fi. Permette di
scaricare le immagini scattate
con qualunque fotocamera
che supporta queste schede,
ed anche di pre-visualizzarle prima del download oltre
che di condividerle in Rete. È
di certo un grande passo in
avanti nel rendere Wi-Fi anche le fotocamere che non
integrano questa tecnologia.
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 89
Software
Editing realtime
In queste pagine vediamo alcuni esempi di editing con Instagram realizzati da Silvia Primo. Amo le “cose precise” e le linee pulite. Malgrado questo
ho scoperto come la fotografia, magari in editing con Instagram, mi lasci
libera di trovare una sorta di ordine anche all’interno di situazioni di caos
apparente. Mi piace scoprire come nei miei scatti ordine e caos si inseguano di continuo.
Biblioteca Il Pertini
La sera della notte bianca a
Cinisello Balsamo la biblioteca Il Pertini offre ai visitatori una serie di laboratori
e di eventi coinvolgenti anche per i più piccoli. L’edificio
conserva in parte la sua struttura storica ed in parte è stato rinnovato con una ristrutturazione moderna, completamente illuminata anche
durante le ore notturne. E la
notte crea le condizioni migliori per apprezzare come
l’illuminazione completi l’opera degli architetti. Volevo
catturare anche le ali dell’edificio... peccato che Instagram
ritagli tutto in forma quadrata! Comunque la funzione
Lux ed il filtro Inkwell hanno
dato spessore e contrasto a
luci ed ombre.
Ritaglio dell’immagine
Filtro Inkwell
L’immagine
finale
90 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
L’immagine iniziale
Funzione Lux
Albero destrutturato
Come tutti i Natale, da ormai un decennio realizzo questo “albero di Natale destrutturato” che tengo in casa o sul pianerottolo di fronte alla porta di
ingresso! Gli spazi delle
abitazioni odierne rendono ben poco probabile un
abete secolare! Per realizzare il mio albero uso luci,
palline e un capiente vaso
di vetro un tempo pieno di
dolcetti. Per questo scatto
ho fatto in modo di collocarlo davanti ad una parete grigia in modo che la
texture della luce, scomposta e riflessa dal vetro, mi
facesse da sfondo. In questo mi ha aiutato il filtro
Hefe e la sempre ottima
funzione Lux. La rotazione dello scatto crea dinamismo ed è coerente con
la “destrutturazione” subita dal mio albero di Natale.
L’immagine iniziale
L’immagine
finale
EDITING REALTIME SOFTWARE
Tour Eiffel
La vista dal basso della torre più famosa di
Francia è un “must” per
chiunque visiti Parigi.
Quello che mi ha colpito della torre è sua la
nervatura, che si proietta verso la sommità come una colonna vertebrale: è questa struttura
che ho voluto esaltare,
grazie all’inquadratura
L’immagine iniziale
ed alla tonalità seppia
del filtro Earlybird. Lo
stesso filtro è complice
nell’esaltare le nubi. Ho
poi scelto di limitare la
nitidezza ad una parte dello scatto con l’effetto di Tilt & Shift della
funzione di Instagram.
La cornice che ricorda
la Polaroid completa l’aspetto vintage dell’immagine.
L’immagine finale
Ritaglio dell’immagine
Filtro Farl bird
Tilt & Shift orizzontale
Applicazione della cornice
Ritaglia
Ruota -25 gradi
Filtro Hefe
Funzione Lux.
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 91
intervista a
Lisa Waddell
www.lisawaddell.net
www.flickr.com/photos/lisamjw
www.iphoneart.com/lisawaddell
Quello che mi piace maggiormente dello smartphone è la sua portabilità e la facilità di utilizzo. E poi è sorprendente poter scattare, editare le immagini e pubblicarle tutto con un unico dispositivo!
A mio parere lo smartphone è uno strumento fotografico perfetto.
Indipendentemente dal soggetto che
fotografo, il mio stile è minimalista. Sono fermamente convinta che “meno sia
meglio”! L’immagine deve essere essenziale, non mi piace riempirla di contenuti. E non mi piace nemmeno stravolgerla
con l’editing.
Uso comunque diverse applicazioni e
soprattutto AltPhoto che mi piace per
la varietà dei filtri che offre. Un’altra delle mie App preferite è Lo-Mob. Se invece voglio aggiungere delle trame uso di
solito Alayer o Mextures. Per l’editing in
generale utilizzo Photogene2.
Per l’archivio temporaneo delle foto uso
un’applicazione chiamata PhotoVault,
mentre per la memorizzazione permanente preferisco Flickr.
In passato ho utilizzato fotocamere convenzionali, soprattutto compatte, ma negli ultimi due anni il mio strumento è diventato l’iPhone. Pubblico le mie immagini su Flickr, Mobitog.com, iPhoneArt.
com e su Facebook. Ho anche un mio sito Web www.lisawaddell.net.
92 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
LISA WADDELL
W DDELL INTERVISTA A
WA
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 93
intervista a
Carolyn Mara Borlenghi
Facevo il liceo quando i miei genitori mi
hanno regalato la prima reflex 35mm e
da allora sono sempre stata una “ragazza Canon”. Poi ho frequentato la School
of Visual Arts di New York ed ho usato
per qualche tempo la Mamiya 645, ma
anche la Rollei biottica 6x6 che mi piaceva moltissimo. Gli autori che preferisco
sono Philip-Lorca diCorcia , Elinor Carucci, Francesca Woodman, e Andy Warhol.
Negli ultimi anni, il mio amore per la fotografia si è spostato nella direzione della cosiddetta iPhoneography; l’iPhone è
lo strumento ideale per cogliere l’attimo
e mi piace averlo sempre con me tenendolo nella borsa o nella tasca posteriore
dei pantaloni; e poi è discreto, ma anche
intelligente, semplice e preciso. Mi piace
molto poter toccare lo schermo per mettere a fuoco e scattare, e rimango sempre stupita di fronte alla sua capacità di
esporre correttamente. Mi piace poter
applicare un HDR, se necessario, e modificare subito le mie immagini: è una gratificazione immediata! Anche la nuova
modalità di scatto a raffica del nuovo 5s
è utile per catturare il momento al volo!
Sono sempre stata una fotografa di ritratto e applico questa esperienza anche
alla iPhoneography, dato che l’iPhone mi
permette di cogliere le persone nel momento in cui si sentono a loro agio; gioco
con loro e creo scenari fantasiosi, che a
volte accentuo con costumi o maschere.
L’iPhone è certamente meno invadente
di una fotocamera.
Trovo ispirazione nell’emozione e nella
tensione che nasce tra il fotografo ed il
soggetto; è uno scambio continuo, ogni
intuizione porta ad una mossa del soggetto, che a sua volta porta ad un’altra
fotografia, e questa ad un altro atteggiamento del soggetto. E’ una continua
danza. In questo modo il disagio iniziale
sfuma nel corso della sessione di scatto e
io sono in grado di catturare le sottili sfumature della personalità del soggetto.
94 O SERIE ORO PROGRESSO FOTOGRAFICO
www.instagram.com/carolyn_mara
www.carolyn_mara.vsco.co
www.carolynmaraborlenghi.com
www.theiartistcollective.com
Amo anche l’autoritratto, mi sembra naturale entrare all’interno della scena. A
volte è il desidero di preservare l’attimo,
di ricordare la gioia di un momento particolare. A volte scaturisce dalla richiesta
dei contest online a cui partecipo: basta
solo che mi piaccia il vestito che indosso, o come sono pettinata, o anche il desiderio di indossare una maschera che
amo.
Le sfide online mi piacciono, ad esempio
il contest Photo a day di Fat Mum Slim:
mi costringono a dedicare qualche minuto ogni giorno alla creatività.
Circa un anno fa ho iniziato a postare
foto su Instagram e mi sono innamorata di quella comunità online; mi ha permesso di scoprire amici in tutto il mondo
ed anche di concludere degli affari. Questa comunità mi fornisce stimoli nuovi e
mi spinge ad andare avanti lungo questa strada; ho circa 2700 “followers” e una
media di circa 120 “mi piace” per ogni
immagine.
Pubblico le mie fotografie anche sulla
mia “griglia” di VSCO Grid, ma in questo
caso sono solo ritratti; la App che preferisco in assoluto è infatti VSCO Cam: la
uso per raddrizzare, ritagliare e aggiun-
gere filtri... di certo è qui che trovo i miei
filtri preferiti!
A volte ho comunque bisogno di altre
applicazioni, per esempio quando devo
fare un editing particolare delle mie immagini: in questi casi uso Snapseed per
la funzione di regolazione selettiva che
trovo utile quando ho bisogno di schiarire o scurire solo una parte dell’immagine. Mi piace anche Retouch per rimuovere elementi indesiderati o fuorvianti.
In altri casi uso applicazioni più specialistiche come Fuzel per creare collage o
A Beautiful Mess per aggiungere del testo o icone ad un’immagine. Ho provato
anche applicazioni divertenti come Slow
Shutter, con cui a volte mi piace giocare.
Quando ho cominciato la pubblicazione delle mie immagini sul fotoblog Daily
Photo Conversation, e più tardi su Instagram, i miei amici hanno cominciato
a chiedermi suggerimenti e così è nata l’idea di creare una scuola di iPhoneography online; ne ho parlato con degli amici con cui condividevo la passione per questo genere di fotografia ed
abbiamo deciso di dar vita a The iArtist
Collective. Offriamo diversi corsi in modo da rispondere alle differenti esigenze
di che cerca di affinare le proprie competenze, di imparare qualcosa di nuovo o di
andare oltre le foto ricordo scattate con
l’iPhone per realizzare immagini di qualità. I corsi si svolgono in un forum online in cui le persone possono comunicare, porre domande, caricare immagini e
compiti (!) e ricevere un feedback.
Quando non sono in giro con il mio iPhone, scatto con una Canon Eos 5D Mark III,
oppure occasionalmente con una Holga
o una Polaroid Auto 104 Land Camera,
ma l’iPhone rimane uno strumento incredibile.
L’unico limite che sento è la sua risoluzione: un maggior numero di pixel mi
permetterebbe di stampare le immagini
in dimensioni maggiori.
CAROLYN MARA BORLENGHI INTERVISTA A
iiDati di scatto: 1/40 a f/2,4 ISO 64. App VSCOCam. iPhone 5s.
iiDati di scatto: 1/120 a f/2,4 ISO 50. App VSCOCam. iPhone 5s.
iiDati di scatto: 1/20 a f/2,4 ISO 64. App VSCOCam. iPhone 5s.
PROGRESSO FOTOGRAFICO SERIE ORO O 95
n. 29
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