scarica - Consumatori

consumatori
edizione reno n°4 maggio 2014
il mensile dei soci coop
STOP AGLI OGM,
È L’ORA DELLE SCELTE
Una strada che all’agricoltura italiana non serve.
Anche Coop chiede a Governo e UE di intervenire
per dare certezze ai consumatori
42
Silla, la storia si ripete
Seconda inaugurazione quattordici anni dopo
per il supermercato montano che è stato ampliato
e rinnovato. Un occhio di riguardo al risparmio
energetico e al comfort della spesa
Ogni istante qualcosa in più
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consumatori
SOMMARIO
coop reno
sommario
Le pagine di
40 Il bilancio 2013
DI PAOLO BEDESCHI
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e su www.consumatori.e-coop.it
42 Silla, la storia si ripete
6 Ogm? A noi non servono
Per l'agricoltura italiana imboccare questa strada sarebbe un errore. Ma governo e UE devono definire un quadro di norme certe
DI MARCO MANZOLI
44 Fanep, l'eccellenza
in pediatria
DI DANIELA DALPOZZO
14 Risparmiare energia in casa
Dal frigo alla lavatrice, dal forno al condizionatore: un po' di consigli per ridurre i consumi, spendere meno e aiutare l'ambiente
20 La voglia di vacanza
48 "Fa la spesa giusta"
tutto l'anno
DI ALICE MUNERATO
51 La sagra della Badessa
DI ALESSANDRA GIOVANNINI
Nonostante la crisi e con i tanti cambiamenti imposti da internet
gli italiani provano a difendere il loro desiderio di viaggiare
Coop Reno Telefono 051.8906011
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4 Lettere a
Consumatori
6 Ogm? A noi
non servono
DI DARIO GUIDI
11 La vignetta
DI ELLEKAPPA
14 Risparmiare energia
DI SILVIA FABBRI
25 Tiroide, conoscere
per prevenire
17 Rifiuti da smaltire
Varietà a tavola
13 Pane perduto
26 L'intimo Coop è nuovo
28 La bicicletta
DI HELMUT FAILONI
DI MARIO TOZZI
23
DI EUGENIO DEL TOMA
che non ti fa sudare
DI CLAUDIO STRANO
D I MASSIMO MONTANARI
30 Fantasie tra risotto
e scaloppine
34 Marche da scoprire
DI GIUSEPPE ORTOLANO
36 VenTo ciclabile
DI M. CIRRI E F. SOLIBELLO
libri e dischi
36 Mostre,
Intervista ad A. Baraldi
DI G. OLDRINI E P. PACODA
Mensile della Cooperazione di Consumatori 40127 Bologna, Viale Aldo Moro,16 Tel. 051.6316911 | Telefax 051.6316908 [email protected]
Reg.Trib. Bologna 3/8/82 n. 5005 Iscrizione Roc 29/8/01 n. 1040 Copia singola euro 0,34 Abbonamento annuo euro 3,10
Direttore responsabile Dario Guidi Redazione Daniele Moltrasio (vicedirettore) Daniela Dalpozzo, Silvia Fabbri, Alberto Martignone, Alessandro Medici,
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Coop Editrice Consumatori 40127 Bologna, Viale Aldo Moro,16 Tel. 051.6316911 | Telefax 051.6316908
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Gianna Brunelli, Mauro Bruzzone, Stefano Dalla Casa, Edwin Ferrari, Alberto Martignone, Alessandro Medici, Daniele Moltrasio.
Consegnato alle poste a partire dal 00/00/2013. Il numero di aprile è stato stampato in 2.120.452 copie
Associato USPI, Unione stampa periodica italiana
Questa rivista è stata stampata su carta 100% ecologica che ha ottenuto il marchio Ecolabel dell’Unione Europea riservato ai prodotti a minor impatto ambientale
consumatori
maggio 2014
4
L’indirizzo per scrivere a questa rubrica è:
redazione Consumatori, Viale aldo Moro, 16, 40127 bologna
fax 051 6316908, oppure, [email protected]
Coop, prodotti senza sfruttamento
Ho visto un servizio Tv sullo sfruttamento dei lavoratori asiatici che producono vestiti
che poi vengono venduti con marchi famosi qui da noi. Coop come si comporta?
Renata veRRi - anzola (bo)
Risponde Claudio Mazzini
responsabile sostenibilità, innovazione e valori di Coop Italia:
Relativamente alle inadempienze sul piano della sicurezza e dell'eticità di alcuni grandi gruppi italiani ed europei rispetto alle lavorazioni in alcuni stabilimenti di
paesi dell’estremo oriente, evidenziate recentemente da
una trasmissione televisiva, possiamo dire che Coop, in
questi difficili contesti, opera da anni applicando criteri
rigorosamente ispirati ai valori cooperativi. Coop è attiva
in estremo oriente attraverso il proprio consorzio di acquisto “Coop Global Sourcing Ltd". CGS ha il compito
di selezionare e di controllare i fornitori e i prodotti, e
di effettuare per conto di Coop, prima della spedizione,
prove di laboratorio e conformità sui prodotti.
Nel processo di acquisto, essendo la responsabilità sociale parte fondamentale delle attività di scelta e controllo dei fornitori, si è definito un codice di comportamento che tutti i fornitori sono tenuti a condividere,
sottoscrivere e rispettare. Inoltre i fornitori sono sottoposti preventivamente a controlli sul rispetto dei diritti
del lavoro e della sicurezza. I controlli vengono effettuati
da Enti di Controllo accreditati, che applicano standard
internazionali. Solo quando il fornitore riceve un giudizio positivo entra nella lista dei fornitori. Solo allora, sul
packaging del prodotto ordinato e successivamente importato viene apposta la dicitura “Il prodotto è realizzato
da aziende impegnate a rispettare i diritti dei minori e
Più Mosto, Più Gusto.
Aceto Balsamico
Fresco e Aromatico
Aceto Balsamico
da uve biologiche
L’Aquila Bronzo identifica
la presenza di almeno
il 35% di mosto d’uva.
L’Aquila Oro identifica la
presenza di almeno
il 55% di mosto d’uva.
ideale per
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PIATTI FREDDI
PIATTI CALDI
Maestri Acetieri da 125 anni.
Aceto Balsamico
Alta Densità
Naturale
L’Aquila Platino identifica
la presenza di almeno
il 65% di mosto d’uva.
ideale per
PIATTI GOURMET
5
dei lavoratori”. Su alcune aree particolarmente critiche
del Far East, come Pakistan e Bangladesh, Coop ha da
tempo intensificato il presidio sulla sicurezza degli impianti, scartando alcune aziende proprio per i mancati
adempimenti che sono stati riscontrati.
Per quanto riguarda i controlli, in primo luogo vengono
verificate la certificazione CE (di conformità europea)
e la presenza del relativo marchio, che attestano la conformità alle direttive comunitarie e che garantiscono ai
consumatori che il prodotto abbia le necessarie caratteristiche di sicurezza d’uso. Ogni singolo articolo viene
poi analizzato e ricontrollato da Coop Global Sourcing,
sia dal punto di vista tecnico (esami e controlli di laboratorio) che documentale. Sui prodotti importati direttamente da Coop viene inoltre effettuato da CGS un
controllo aggiuntivo prima della spedizione. Questo
vale per tutti i prodotti elettrici (piccoli elettrodomestici,
utensileria elettrica, audio, e ornamenti natalizi), per il
giocattolo, per i prodotti destinati a venire a contatto con
alimenti.
I giocattoli in plastica morbida destinati ai bambini di età
inferiore a tre anni vengono analizzati per rilevare l'eventuale presenza di ftalati fin dal 1998, ovvero da quando
Coop ha scelto di eliminare totalmente su tutti i prodotti
per la prima infanzia queste componenti.
A tutto ciò si aggiungono i controlli effettuati direttamente sui prodotti prelevati dai punti vendita al fine di
verificare la conformità completa dei prodotti alle nor-
mative vigenti. Complessivamente, sui prodotti non alimentari di importazione, nel corso del 2013 sono stati 38
i fornitori controllati, 142 le referenze analizzate e oltre
1400 le analisi.
il tè abbinato ai cibi
Il tè, oltre che apprezzato come semplice
bevanda, può essere abbinato a cibi?
Renza baRavelli - MondoVì
Sono presenti sul mercato tantissime tipologie di tè che
possono accompagnare le varie portate del pasto come
l'acqua e il vino: i tè verdi più delicati sono assimilabili
ai vini bianchi e si possono accompagnare al pesce e a
pietanze leggere. I tè fermentati, più speziati e dalle note
calde, si abbinano bene ai piatti saporiti a base di carne
come i vini rossi; infine i tè leggermente acidi accompagnano i piatti grassi equilibrandone il gusto. Le rispondenze fra cibi e varietà di tè possono essere dettate anche
da assonanze aromatiche, come l'abbinamento del tè
all'arancia con i dolci alla crema oppure un tè affumicato
usato per accompagnare formaggi. Infine per risolvere
il dilemma latte o limone: i tè verdi e quelli bianchi non
vogliono nè l'uno nè l'altro mentre il nero ama il latte. Il
limone invece altera il gusto del tè e, secondo le regole,
sarebbe meglio evitarlo...
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6
economia
ogm? a noi
non servono
l'italia e la battaglia
sugli alimenti biotech
Ormai il 12% della superficie arabile del pianeta è destinata agli organismi
geneticamente modificati. Una crescita imponente che però, specie in Europa, vede
la maggioranza dei consumatori contraria. Per un paese che ha una agricoltura di
qualità come l'Italia imboccare quella strada significherebbe una sconfitta
“Sono ormai 18 anni che
nel mondo si coltivano prodotti
Ogm, ovvero gli Organismi geneticamente modificati. Sul totale il
90% è da fatto soia, colza, mais e
insieme a coop
cotone. Da 1 milione e 700 mila
di ettari coltivati nel 1996 si è arrivati ai 175 milioni e 200 mila ettari coltivati nel 2013. Un aumento di 100 volte rispetto al punto
L'anno prossimo si svolgerà a Milano di partenza. Una crescita costante
e impressionante che, nonostanl'Expo 2015, una grande
te gli investimenti miliardari e la
manifestazione che vedrà presenti
quasi tutti i paesi del mondo e che
diffusione in un numero sempre
sarà dedicata al tema "Nutrire il
più alto di paesi (ora siamo a quopianeta". In vista di questo
ta 27), non ha impedito il consoappuntamento davvero
lidarsi di un forte movimento di
straordinario, di cui Coop sarà uno
opinione pubblica che agli Ogm
dei protagonisti (con una propria
è decisamente contrario. Alle prepresenza diretta), come rivista,
abbiamo iniziato a proporvi una
occupazioni iniziali sulla salubrità
serie di articoli che provano ad
di questi prodotti, si sono sommaaffrontare le complesse
te
nel corso del tempo obiezioni
problematiche legate proprio al
concentrate sull’impatto ampiù
tema del cibo e della sua produzione,
sia in chiave mondiale che più locale. bientale, sulla loro difficile coesistenza con le altre coltivazioni e
Questa è la seconda puntata.
di dario guidi
Verso l'Expo 2015
soprattutto su un modello di agricoltura nemica della biodiversità e
tutta incentrata su colture monoprodotto di grandi estensioni e su
investimenti miliardari in mano a
poche multinazionali, che sono le
proprietarie dei brevetti (ovvero
delle sementi).
Eppure i pro-Ogm hanno sempre difeso questi nuovi prodotti
come nuova frontiera della ricerca scientifica e come opportunità
nella lotta alla fame, perché meno
costosi, capaci di resistere a insetti e tolleranti agli erbicidi, oltreché
assolutamente privi di rischi per la
salute umana. Nel rapporto 2013
dell’Isaaa (l’associazione internazionale che sostiene e promuove
il biotech) si evidenzia il risparmio
(in 18 anni), grazie agli Ogm, di
497 mila tonnellate di agrofarmaci e un incremento del valore della
produzione agricola per 116,9 miliardi di dollari.
continua a pagina 8 >
consumatori
maggio 2014
7
Il Tar chiude la porta agli Ogm
La sentenza conferma il blocco delle coltivazioni.
Ma da Governo e UE servono scelte definitive
In Italia non si possono coltivare Ogm. L'attesa
sentenza del Tar del Lazio, contro un agricoltore friulano che aveva aperto la causa, è arrivata,
confermando il divieto fissato dal decreto governativo firmato nel luglio 2013 dai ministri dell'ambiente, dell'agricoltura e della salute. La notizia è
stata ovviamente salutata con grande soddisfazione dalle associazioni ambientaliste come Legambiente, Wwf e Greenpeace, da associazioni
del mondo agricolo come Coldiretti e tanti altri.
La sentenza non è comunque la chiusura definitiva della vicenda. Oltre al già annunciato ricorso
al Consiglio di Stato da parte dell'agricoltore, Slow
Food ha sottolineato come il decreto governativo
imponga il divieto di coltivazione sino al 2014. Col
2015 si riapre una possibile falla.
Per questo sugli Ogm serve una decisione chiara a
livello UE. Il problema è che il mais Mon810 è l’unico prodotto Ogm autorizzato per la coltivazione
proprio dall’Unione Europea. Ed è il vuoto tra autorizzazione europea e divieto italiano che occorre riempire. Teoricamente un paese può vietare
la coltivazione di Ogm, anche se autorizzati dalla
UE, invocando la “clausola di salvaguardia”, che
deve però essere motivata sulla base di elementi
scientificamente fondati legati alla sicurezza. Una
scelta che ambientalisti e principali organizzazioni
agricole (come Coldiretti) invocano da tempo, ma
che non è ancora arrivata.
Ma il punto è che il no agli Ogm si fonda, più che su
evidenti questioni legate alla sicurezza, su una diversa idea di modello di sviluppo agricolo, di tutela delle produzioni esistenti e di mancanza di indicazioni chiare sulla possibile coesistenza. L’Europa,
che da anni rinvia la decisione sull’autorizzazione alla coltivazione di un altro mais (il Pioneer 1507), pur
avendo una maggioranza di Stati contrari agli Ogm
(in questo senso si è espresso anche il parlamento
europeo) non sembra ancora in grado di prendere
una strada definitiva. Un’ipotesi è quella di affidare ad ogni paese la scelta sulla coltivazione o meno
degli Ogm sul proprio territorio, a prescindere dalle
autorizzazioni europee. Una sorta di via di mezzo tra
principi di libera circolazione delle merci ed esigenze di sicurezza e trasparenza. Ma ad oggi non è dato
sapere, nel complicato scacchiere di Bruxelles, come
andrà a finire. Il ministro dell'agricoltura Maurizio
Martina ha spiegato che il governo proseguirà ''con
tenacia la battaglia per dare più autonomia di scelta
ai singoli Stati sul tema Ogm. Questo sarà uno dei
dossier più importanti del semestre italiano di presidenza dell'Ue''.
8
primo piano economia
27 i Paesi in cui si coltivano Ogm 87,6% delle coltivazioni concentrato in 5 paesi
70,1
36
Usa
Brasile
24,4
11 10,8
Argentina India Canada
in milioni di ettari
Coltivazioni Ogm
in Europa
Coltivazioni Ogm
nel mondo negli anni
Giro d'affari mondiale
delle sementi
148 mila ettari
1,7 milioni di ettari
12 miliardi di dollari
di cui
nel 1996
nel 1974
138 mila ettari
175 milioni di ettari
34 miliardi di dollari
in Spagna
nel 2013
nel 2007
Ad oggi però resta il fatto che la
maggioranza dei consumatori europei e italiani (ma anche negli
Usa c’è una sensibilità che sta crescendo in questo senso) sono contrari agli Ogm e vogliono poter
acquistare prodotti privi di queste
sostanze sulla base di una informazione chiara e trasparente. E proprio sul garantire (o meno) questo
diritto si gioca, oggi, uno dei nodi
centrali della battaglia sugli Ogm.
con 24,4 milioni, dall’India con
11 milioni e dal Canada con 10,8
milioni. Sommati fanno 153,3 milioni su 175, cioè l’87,6%, con una
fortissima concentrazione nel continente americano. Ancora dietro
ci sono Cina con 4,2 milioni, il Paraguay con 3,6 e il Sud Africa con
2,9. Prima delle europee è la Spagna con appena 138 mila ettari.
Agricoltura dei monopoli
“È importante sottolineare – spie-
In 5 paesi l'87% degli Ogm ga il professor Gianluca Brunori,
Ma ripartiamo dagli scenari globali. Perché già nel vedere le caratteristiche del fenomeno Ogm si capiscono diverse cose. Intanto dei
175 milioni di ettari coltivati, che
rappresentano circa il 12% della
superficie arabile del pianeta, la
stragrande maggioranza è coltivata
in soli 5 paesi. Ben 70,1 milioni sono negli Usa (cioè il 90% delle colture di quel paese è legato alle biotecnologie), seguiti dal Brasile con
37 milioni di ettari, dall’Argentina
docente di economia agraria all’Università di Pisa – che per ora siamo ancora dentro al mondo degli
Ogm di prima generazione che
sono sostanzialmente 4 prodotti,
soia, colza, mais e cotone, le cui
caratteristiche, tolleranza agli erbicidi e resistenza agli insetti, sono quelle da anni. Da tempo si
parla di Ogm di seconda generazione, che potrebbero riguardare colture come mele e pomodori. Qui bisognerà vedere quando
davvero arriveranno e che caratteristiche avranno. Quel che si può
dire ad oggi è che gli Ogm sono
espressione di un modello agricolo, tipico degli ultimi decenni,
basato sull’estrema semplificazione, cioè su pochi prodotti coltivati
su superfici molto estese, sull’uso
massiccio dei diserbanti e di altre
risorse. Gli Ogm richiedono poi
grandi investimenti e sono legati
alla logica della brevettabilità delle sementi, che sono di proprietà
di poche grandi multinazionali.
A fronte di questo c’è da ricordare
che dalla Fao (l’agenzia delle Nazioni Unite) a diversi governi, cito
da ultimo quello della Gran Bretagna, si è detto che questo modello
di agricoltura va cambiato, a vantaggio di soluzioni più attente alla
sostenibilità e alla varietà delle coltivazioni. Dunque non più colture
intensive ma, secondo lo slogan
lanciato dalla Fao, “save and grow”,
cioè salvare e crescere, pensando
in particolare ai paesi più poveri e
consumatori
maggio 2014
9
col dna di un altro organismo nascono gli ogm
la ricerca scientifica offre l'alternativa dei mas
Gli Ogm sono organismi il cui Dna (l’acido presente
nel nucleo di tutte le cellule) viene modificato
tramite operazioni di ingegneria genetica, con
l’innesto di porzioni di Dna provenienti da un altro
organismo. Lo scopo è creare esseri viventi non
presenti in natura e non ottenibili attraverso gli
incroci che da migliaia di anni caratterizzano
l’agricoltura.
Rispetto alle problematiche legate allo sviluppo
degli Ogm, esistono oggi possibilità alternative
come la Mas (Marked assisted selection), che si
basa sulle tecniche diagnostiche del Dna in campo
biomolecolare. In sostanza, anziché impiantare
Dna di un'altra specie nella cellula, con la Mas si
studia il Dna e si punta sullo sviluppo di una sua
sezione specifica, quella legata alla caratteristica
che si vuole migliorare. In sostanza, come nella
vecchia agricoltura, si valorizza il meglio di ciò che
una pianta o organismo offre, ma con tempi molto
più accelerati. Lo sviluppo di tecniche come la Mas,
se comunque comporterebbe, come gli Ogm,
ingenti investimenti economici e problemi legati
alla proprietà dei brevetti, consentirebbe
comunque di superare il problema della
in via di sviluppo”.
Brunori ricorda poi come le coltivazioni Ogm, al di là delle loro
possibilità teoriche, siano in gran
parte destinate non all’alimentazione umana, ma a quella animale
o alla produzione di biocarburanti.
Si tratta di un aspetto importante
perché è evidente che, la possibilità tecnica che gli Ogm contribuiscano a combattere la fame nel
mondo, è stata del tutto travolta
da un modello che privilegia la miglior resa in termini di guadagno
economico.
Ogm e fame nel mondo
“Gli Ogm non servono a combattere la fame nel mondo. La realtà di questi anni lo conferma in
modo del tutto evidente - spiega
Luca Colombo, studioso e autore del libro “Diritti al cibo" – Gli
Ogm sono commodities e vanno
dove li porta il mercato. Prodotti
che richiedono investimenti miliardari non sono certo orientati a
coesistenza, perché si tratterebbe di far coesistere
piante della stessa famiglia.
È bene sottolineare, rispetto a polemiche che spesso
si ripetono intorno alla questione Ogm, che lo
sviluppo della ricerca scientifica, una ricerca che deve
essere trasparente e indipendente (dunque non solo
quella fatta dalle case produttrici di Ogm), va
sostenuto e incentivato.
L'Ogm si ottiene
trapiantando
una parte del Dna
proveniente
da un organismo
di un'altra specie
combattere la povertà. E del resto
là dove si muore di fame il problema è che mancano acqua, soldi,
mezzi per lavorare, infrastrutture, energia, educazione, o ci sono terreni che si stanno desertificando. Sono queste le barriere da
abbattere”.
Un secondo aspetto complesso
legato al tema Ogm è quello del
rapporto con la tutela della biodiversità. Il modello Ogm prevede la
brevettabilità, per cui il contadino
non acquista sementi, ma la licenza di utilizzo e si impegna a non
riseminare semi eventualmente
avanzati. Ogni volta così si pagano
le royalties a chi è proprietario ovvero a 4-5 grandi aziende che sono
le regine del mercato (Monsanto soprattutto, poi Syngenta, Basf,
Pioneer). In più queste aziende,
dato che studiare e “costruire” un
seme con caratteristiche innovative richiede investimenti stimati
nell’ordine di 1 miliardo di dollari (cui vanno aggiunti oltre 400
milioni per costi di commercializzazione e adempimenti legislativi)
devono rientrare dell’investimento. “È chiaro che un meccanismo
di questo tipo – spiega Brunori –
funziona se poi quell’unico tipo
di seme viene usato su grandissime estensioni, in modo intensivo perché occorre recuperare gli
enormi costi sostenuti. E questa
logica porta a perdere biodiversità, perché le tante specie che esistono oggi, non vanno d’accordo
con questo modello”. Basta pensare alla realtà italiana, ai tipi di prodotti così diversi e rinomati che
sono la forza del nostro sistema
agro-industriale.
Resta il fatto che sul piano mondiale la crescita degli Ogm pare
comunque destinata a continuare (anche se magari con ritmi più
lenti). Ma la vera chiave è legata
alla capacità dell’industria biotech
di arrivare a mettere sul mercato una nuova generazione di prodotti Ogm. Una partita nella quale
continua a pagina 10 >
10
primo piano economia
Coop, così garantiamo
prodotti a marchio senza Ogm
Degli impegni che Coop ha messo in campo da anni per
garantire che i propri prodotti a marchio siano senza
Ogm ci siamo già più volte occupati su questa rivista.
“La posizione di Coop non era e non è preconcetta o
faziosa, - come spiega il responsabile sostenibilità
innovazione e valori di Coop Italia, Claudio Mazzini
- ma è frutto di una analisi approfondita che prende atto
di tutti i dati disponibili. Per questo, già da anni,
abbiamo lanciato lo slogan “Conoscenza e prudenza”,
binomio attraverso il quale intendiamo esprimere e
sintetizzare il mandato e la natura di Coop legata all'idea
di responsabilità sociale di impresa. Non un
atteggiamento di rifiuto, ma una richiesta di potenziare
preventivamente la ricerca (soprattutto pubblica e non
autoprodotta da chi vende Ogm) al fine di valutare
accuratamente tutti gli effetti. Nel frattempo, Coop ha
deciso di non impiegare Ogm nella produzione dei propri
prodotti a marchio nonché nell’alimentazione degli
animai destinati a diventare carni fresche di bovino,
avicolo e suino. Analoga garanzia sulle filiere del latte
fresco e microfiltrato, delle uova e molti dei salumi a
nostro marchio”. L’impegno a garantire questi risultati
ha costo complessivo stimabile intorno ai 10 milioni di
euro all’anno. In esso vanno compresi gli interventi per
tenere separate le strutture di lavorazione e impedire le
sono in ballo enormi interessi. “Gli
annunci fatti da colossi come la
Monsanto di rinunciare a ulteriori
investimenti per portare gli Ogm
in Europa – spiega Brunori – vanno presi con cautela. Bisognerà vedere se saranno confermati quando la seconda generazione di Ogm
sarà a disposizione. Certo l’opinione pubblica qui resta contraria e anche negli Usa cresce il movimento di chi chiede la presenza
di Ogm sia specificata obbligatoriamente in etichetta. Sono segni
importanti, ma guai a pensare che
colossi multimiliardari si ritirino in
silenzio”. Come detto dietro a questo dibattito stanno due modelli
diversi di sviluppo futuro dell’agricoltura e di impegno per combattere la fame nel mondo.
Il nodo chiave (di cui abbiamo
parlato anche il mese scorso su
questa rivista) è se cibo e prodotti agricoli sono semplicemente
delle merci da vendere secondo
contaminazioni, l’utilizzo di materie prime garantite (ad
esempio la soia non Ogm, che costa più cara di quella
Ogm), le attività di controllo.
In previsione della sentenza del Tar del Lazio (di cui
parliamo a pagina 7), che ha confermato lo stop alla
coltivazione di Ogm nel nostro paese, il presidente di
Coop Italia, Marco Pedroni, aveva scritto al governo
ribadendo la preoccupazione Coop perchè "la possibilità
di seminare, anche in pochi casi, con OGM potrebbe
provocare una crisi in moltissime filiere agroalimentari,
mettendo in discussione il diritto dei cittadini italiani ad
una libera scelta su quali alimenti consumare. Infatti
immettere in ambiente materiale geneticamente
modificato attraverso una semina è un atto irreversibile
che contamina il patrimonio genetico delle nostre
colture e rischia di colpire duramente quello che oggi è
evidentemente uno degli asset principali della nostra
economia: l’agricoltura e la produzione alimentare".
Se vuoi saperne di più
sull’impegno di Coop
guarda questo video
le convenienze del mercato o se ci coltivano sono la Spagna, il Portosono diritti da tutelare e squilibri gallo, la Repubblica Ceca, la Slo(tra ricchi e poveri) da ridurre.
vacchia e la Romania, per un totale di 148 mila ettari. Gli altri paesi,
Italia ed Europa
tra cui l’Italia, hanno sin qui impeDentro a questo scenario sta la dito la coltivazione di Ogm.
vicenda italiana ed europea. E’ Occorre avere ben chiaro che diquesta la parte di mondo dove vieto di coltivazione è cosa diverl’opinione pubblica è in larga mag- sa dal divieto di commercializgioranza contraria agli Ogm. Non zazione, nel senso che in Europa
li vuole mangiare e non vuole che arrivano comunque abbondanti
si coltivino. Le istituzioni nazio- quantità soprattutto di soia Ogm,
nale e continentali si sono sin qui che in buona parte è utilizzata per
trascinate senza prendere una de- i mangimi animali. Dunque se si
cisione definitiva e chiara, ma nel vuol essere sicuri di non mangiare
contempo, sulla base di un princi- Ogm occorre affidarsi a chi come
pio di precauzione, hanno impedi- Coop (vedi la scheda qui sopra),
to o comunque rallentato lo sbarco garantisce e controlla l’intera filiedegli Ogm nel vecchio continente ra (partendo dai mangimi appun(principio di precuazione confer- to per arrivare agli impianti di lamato anche dalla recente sentenza vorazione), garantendo che tutti i
del Tar di cui parliamo a pagina 7). prodotti col proprio marchio siaPer ora in Europa è autorizzata la no “puliti”.
coltivazione del solo mais Mon- Ma chiarito il nodo coltivazione/
santo 810 e della patata Amflo- commercializzazione, resta il fatra della Basf. I paesi europei che to che anche in Italia sul tema sì o
continua a pagina 13 >
consumatori
maggio 2014
11
la vignetta Di elleKaPPa
"PriOrità a SOStenibiLità e Sicurezza"
De Castro: "Ma serve una visione globale"
"oggi la food security, intesa come la
possibilità di assicurare a ogni
persona l’accesso al cibo necessario
a soddisfare le esigenze alimentari
di base, non è più solo una questione
di distribuzione delle risorse tra
paesi ricchi e poveri, ma oltrepassa
questo confine per diventare un
problema strutturale di portata globale". parola di
paolo de Castro, presidente della commissione
agricoltura del parlamento europeo (e in lizza anche per
il prossimo mandato) a cui abbiamo chiesto in che
scenario generale si inseriscono le diverse vicende
legate al mondo agricolo, tra cui anche quella sugli ogm.
per de Castro "i dati sulla crescita della domanda e
dell’offerta sono inequivocabili: la produzione agricola
non tiene il passo della domanda. l’aumento della
popolazione e quello ancora più marcato dei consumi
stanno facendo crescere a ritmi impressionanti le
richieste alimentari, mentre la disponibilità di terre
agricole e la loro produttività si riducono. l’aumento
della ricchezza pro-capite e, conseguentemente, la
capacità di spesa in alcuni paesi sono cresciute
sensibilmente, determinando non solo un aumento
della domanda di cibo, ma anche una radicale
trasformazione delle diete, divenute più ricche e
variegate. Ci troviamo di fronte ad un cambio di
paradigma: la lunga epoca del cibo abbondante e a
basso costo è terminata per lasciare il posto a un’era di
nuova scarsità".
il cambiamento di scenario - prosegue de Castro -,
"valutato con ritardo nella sua reale portata, sta
mettendo a dura prova le capacità di reazione dei
sistemi economici e politici. vincere la sfida della
sicurezza alimentare richiede azioni urgenti da
intraprendere a livello internazionale ed expo 2015 ci
offrirà un’occasione importantissima di confronto,
grazie alla quale identificare azioni concrete di
intervento sul tema. e cruciale sarà il ruolo che ricerca e
innovazione - in chiave sostenibile - avranno nella
definizione di adeguate politiche da costruire di
concerto a livello globale. la partecipazione dell’europa
all’esposizione punterà proprio su questi elementi.
l’impegno è quello di tracciare una direzione
aggregante nella quale la dimensione sociale,
ambientale ed economica possano contare su una
chiara visione prospettica e su un definito piano di
sostegno e crescita. perché le distanze che creano
differenze e disequilibri possano finalmente essere
annullate, in un’ottica di sostenibilità finalmente
globale".
consumatori
maggio 2014
no alle coltivazioni Ogm occorrerà arrivare a una scelta definitiva.
Questo perché, specie in un paese
come il nostro dove la superficie
media di una azienda agricola e di
appena 5/6 ettari, la coesistenza
tra Ogm e colture tradizionali appare decisamente problematica.
Coesistenza impossibile
Coesistenza significa garanzia che
non ci sia “inquinamento” di un tipo di coltura verso l’altra. Recenti
studi della Fao a livello mondiale,
ma anche i rilievi del Corpo forestale in Friuli, vicino ai campi dove si coltiva il Mais 810, parlano di
decine e decine di casi di contaminazione (10% in Friuli). Contaminazione significa che col passare
del tempo tutto diventa inevitabilmente Ogm.
Garantire separazione tra le colture vuol dire rispetto delle distanze, previsione di margini di sicurezza, controlli rigorosi e presenza
di soggetti che poi garantiscano il
rispetto di queste regole. Tutte cose che una volta definite e codificate avrebbero comunque un costo
che si suppone dovrebbe essere a
carico degli ultimi arrivati, ovvero
i prodotti Ogm, anche in considerazione del fatto che i consumatori
non chiedono proprio di poterseli
ritrovare nel piatto.
Facile intuire la complessità e la
delicatezza della questione. E proprio per questo il tema di definire
le norme di una coesistenza possibile (teoricamente affidato alle Regioni) è esercizio che sino ad ora
non ha portato ad alcun risultato.
“Ma anche alla luce di questo –
conclude Luca Colombo – resta
il fatto che l’Italia, con l’agricoltura di qualità che si ritrova, fatta di
tanti prodotti diversi, di territori,
di marchi Dop e Igp, avrebbe solo
da perdere dal vedersi omologata
in un mondo tutto Ogm. Portare
qui gli Ogm non aggiungerebbe
nulla, ma anzi ci farebbe perdere
tanto”. ●
13
cibo è cultura
di
Massimo Montanari
docente di storia medievale e di storia
dell’alimentazione, Università di bologna
logna
Pane perduto.
O guadagnato
«Il pane di ieri è buono domani», dice un proverbio da cui prende
avvio un libro recente di Enzo Bianchi, dedicato alla cultura del cibo
nella tradizione contadina, alla sapienza con cui la società rurale ha elaborato pratiche intelligenti di recupero e di riuso degli “avanzi”, mai concepiti veramente come tali, ma piuttosto come una sorta di risparmio, come un
bene “messo da parte” per poterlo poi utilizzare in un momento successivo. Di questa cultura – abissalmente lontana dall’abitudine allo spreco,
tipica della società dei consumi – troviamo tracce ovunque nella documentazione storica: nel mondo contadino, ovviamente, ma anche altrove.
Una regola monastica del VI secolo, originaria dell’Italia centro-meridionale, chiamata Regola del Maestro perché scritta in forma di dialogo
fra un anonimo «Magister» e un discepolo che ne ascolta i consigli, contiene (come di consueto) numerose e dettagliate disposizioni di natura alimentare. Fra di esse, una norma riguarda le «micae panis», le briciole
che alla fine di ogni pasto rimangono sulla tavola. I monaci – si raccomanda – le raccolgano con cura, conservandole in un vaso asciutto e pulito.
Ogni settimana, il sabato sera, le mettano in padella con un po’ di uova e
farina e ne facciano una piccola torta da mangiare tutti insieme, rendendo
grazie a Dio prima dell’ultima coppa di bevanda calda che conclude la
giornata.
È il pane di ieri, e dell’altro ieri, e dell’altro ieri ancora, che verrà buono
domani. Basterà accomodarlo con garbo, riutilizzarlo in ricette nuove e
gustose. In questo modo, ciò che poteva sembrare perduto sarà subito
ritrovato e quasi magicamente si trasformerà in guadagno, come un piccolo risparmio affidato al salvadanaio.
Sono stato a Bruxelles qualche settimana fa, e mi è capitato di pranzare in
un ristorante che ha in carta il «pain perdu», pane perduto, come si
chiama in francese: per dire, appunto, il pane del giorno prima, che
secondo una ricetta tradizionale si sbatte in padella con uova, farina,
zucchero e un po’ di burro – qualcosa che, a parte lo zucchero, assomiglia
molto alla torta dei monaci medievali. A fianco di quel nome, vedo la traduzione fiamminga (l’altra lingua nazionale del Belgio): «gewonnen
brood». Qualcosa non mi torna, ma poiché non conosco questa lingua
chiedo aiuto a un collega per decifrare l’espressione: significa, mi dice,
“pane guadagnato”. È stata una scoperta sorprendente: la ricetta,
nelle due lingue, è chiamata con nomi profondamente diversi, anzi opposti – almeno all’apparenza: in realtà sono le due facce della stessa medaglia. Ciò che si perde si può ritrovare, e quando ciò accade è tanto di
guadagnato.
Dimenticavo: il «pain perdu» /«gewonnen brood» era squisito. ●
14
primo piano consumi
Risparmiare energia
Fatelo in casa vostra
Dal frigorifero alla
lavatrice, dal forno
alle lampadine: ecco
i consigli utili per ogni
elettrodomestico.
Poche regole che
vi aiuteranno a ridurre
la vostra bolletta
ed a far bene all'ambiente
di silvia fabbri
Abbassare la bolletta
dell’elettricità a casa propria – una
delle spese, assieme a quelle di riscaldamento, tra le più onerose – è
fattibile e doveroso: per le nostre
tasche e per l’ambiente. L’elettricità che arriva nelle nostre case,
infatti, per la sua gran parte viene
prodotta nelle centrali termoelettriche attraverso la combustione di
combustibili fossili cioè gas naturale, carbone e petrolio. Da energia
rinnovabile, infatti, l’Italia produce
solo il 30% del suo fabbisogno (dati Terna 2013). Che significa? Significa che per produrre elettricità
produciamo anche inquinamento.
E siccome gas naturale, carbone e
petrolio non sono rinnovabili, prima o poi rischieremo di rimanere
a secco. Perciò risparmiare significa far del bene a noi, ai nostri figli,
alle nostre finanze e a quelle del
paese.
Vediamo allora cosa si può e si deve fare. Anche perché – come spiega Pietro Giordano presidente
di Adiconsum – “con alcuni facili
accorgimenti si può risparmiare
in maniera consistente". Abbiamo
preso come riferimento proprio
la guida “Risparmiare energia”, di
una associazione di consumatori come Adiconsum, che ci spiega
– elettrodomestico per elettrodomestico – cosa fare: sono proprio
gli elettrodomestici, infatti, a pesare per l’80% sulla bolletta.
Per risparmiare energia è perciò
importante imparare anzitutto a
riconoscere l’etichetta energetica
degli elettrodomestici, che identifica i prodotti più a basso consumo (A+, A++, A+++) e i nuovi
pittogrammi che danno immediate informazioni al consumatore
sulle caratteristiche dei prodotti.
Vale la pena cambiare elettrodomestici se sono troppo obsoleti e
energivori, un po’ come succede
per le automobili? “Sarebbe auspicabile – risponde il presidente
di Adiconsum, ma la valutazione
dei consumi non è così semplice. Bisognerebbe capire il tempo
e la frequenza di utilizzo durante
consumatori
maggio 2014
l’anno dell’elettrodomestico. Se
viene usato sporadicamente non
è necessario cambiarlo, se invece si
utilizza quotidianamente il discorso cambia e di molto…”.
15
prevede di togliere dal congelatore
il cibo alla sera per il giorno dopo e
posizionarlo in frigo (o al massimo
sul piano di cucina).
Ricordate di sostituire le guarnizioni di gomma, se necessario; e di
Frigo-congelatore
sbrinare il congelatore – nel caso il
Posizionatelo lontano dalle fon- vostro modello non sia autosbriti di calore. E se possibile, lasciate nante - se lo strato di ghiaccio suuno spazio di almeno 10 centime- pera i 5 mm di spessore.
tri tra il retro dell’apparecchio e la
parete. Regolate il termostato su Forno e microonde
una posizione intermedia: tempe- Il forno è tra gli elettrodomestici
rature troppo fredde aumentano i che consuma più energia elettrica,
consumi del 10-15% e sono inutili diversamente dal microonde che
ai fini della conservazione del cibo. consuma la metà del primo e preLasciate spazio tra i cibi e le pareti vede tempi di cottura decisameninterne per consentire la circola- te inferiori. Ovviamente non semzione dell’aria.
pre si può usare il microonde…
Il congelatore, invece, consuma In ogni caso, ricordate che usare
meno quando è pieno. Perciò ac- la funzione “ventilata” consente
quistatene uno adeguato alle vo- una temperatura interna uniforstre esigenze...
me, velocizza la cottura e risparUn corretto scongelamento mia tempo e consumo di energia.
Meglio evitare, poi, il preriscaldamento, o limitarlo il più possibile;
ed è anche consigliabile spegnere
il forno qualche minuto prima della fine della cottura – senza aprirlo
- in modo da sfruttare tutto il calore. Effettuate una corretta pulizia
del forno: eventuali residui di cibo
provocano dispersione di calore.
Lavastoviglie
Attenzione alla capienza: è inutile
acquistare una lavastoviglie grande se in famiglia si è in due o in
tre… Ormai ci sono modelli adatti per tutte le esigenze e avere una
macchina non sovradimensionata vi farà sicuramente risparmiare.
Consigliabili i modelli che possono utilizzare l’acqua calda prodotta dai pannelli solari o da uno scaldacqua a gas, che consentirà un
consistente risparmio sulla bolletta elettrica.
continua a pagina 16 >
Coop, impegnati a ridurre i consumi
Interventi in centinaia di negozi
L'ultimo arrivato è un supermercato realizzato da Coop
Estense, a Carpi, che è la punta più avanzata del
risparmio energetico tra tutti i punti vendita cooperativi:
il suo consumo di energia è inferiore del 16% rispetto
alla media degli altri 23 punti vendita coop della stessa
taglia realizzati tra il 2000 e il 2010. Risultato ottenuto
grazie alla coibentazione dell’involucro edilizio,
all’impianto fotovoltaico, all’installazione di tubi solari
che sfruttano il più possibile la luce naturale, innovativi
impianti di refrigerazione.
Ma se questa è la punta avanzata, Inres (il consorzio
nazionale di progettazione delle strutture di vendita
Coop) è da anni all'opera per cercare di migliorare le
performance di tutti i punti vendita Coop, perché ormai
la vera occasione di risparmio energetico è il
miglioramento dell’esistente. A partire dal 2012 le
cooperative hanno avviato insieme a Inres il “Progetto
energia”, uno specifico programma che ha l’obiettivo
di ridurre i consumi dei punti vendita della rete Coop,
L’obiettivo è coinvolgere entro il 2015 i punti vendita
responsabili del 75% dei consumi di energia per ridurne i
consumi almeno del 10%. Sono già 85 i punti vendita
coinvolti nel biennio 2012-2013 ed altri 96 saranno
interessati nel 2014, per un totale di 181 negozi.
Molto innovativo anche il progetto realizzato da Coop
Adriatica nei suoi 44 negozi: un sistema di monitoraggio
e gestione degli impianti che consente di controllare i
consumi energetici. Grazie a questo strumento, nel 2013
Coop Adriatica ha risparmiato 1,5 milioni di kilowattora,
con l’obiettivo, però, di portare a regime tutti i punti
vendita (e risparmiare 7,2 milioni di kilowattora l’anno. Il
sistema di monitoraggio ha ottenuto recentemente la
certificazione Iso 50001 rilasciata da Bureau Veritas.
Globalmente, nel corso del 2013, le coop hanno
installato lampade a led in 43 punti vendita
arrivando così a coprire con questa tecnologia
l’illuminazione interna di 210 supermercati e iper, 8
parcheggi e 182 insegne esterne. Così facendo il
risparmio energetico stimato è di circa 5 milioni di
kilowattora annui, consentendo di evitare l’immissione
in atmosfera di circa 2.150 tonnellate di CO₂.
Diventano così 307 i punti vendita che verranno
registrati al programma di certificazione Greenlight (il
programma della Comunità Europea ad adesione
volontaria che prevede l’installazione di lampade ad alta
efficienza e sistemi di telecontrollo per accensione e
spegnimento automatica) e 158 impianti
fotovoltaici allacciati e funzionanti, dalla potenza
complessiva di 31.488 kilowatt picco, capaci da soli di
produrre in un giorno d’inverno il quantitativo di energia
elettrica necessaria per illuminare tutta la rete di vendita
Coop per un’ora e 5 minuti. In termini di energia, nel
2013 ne è stata prodotta il 6% in più dell’anno
precedente.
16
Tv, computer e...
lucine di stand-by
Mai lasciare accese le lucine dello
stand-by! È difficile da credere, eppure è così: spegnendole sistematicamente si può risparmiare fino al
30% in meno sul costo della propria
bolletta. Inoltre sia i caricabatteria
che i computer, anche non avendo
stand-by, se restano attaccati alla
rete continuano a consumare. Occorre quindi staccare tutto… ma come?
Una soluzione assai vantaggiosa
è quella di dotarsi di ciabatte con
interruttore: costano intorno ai 6 o
8 euro e consentono di staccare contemporaneamente dalla rete tutti gli
apparecchi ad esse collegate.
Non commettete l’errore di
sciacquare troppo meticolosamente i piatti prima di metterli
in lavastoviglie, sprecando acqua (e tempo): meglio passare
velocemente una spugna umida per rimuovere lo sporco più
grossolano.
È necessario ovviamente usare
solo detersivi specifici senza superare le dosi consigliate e magari
usare la funzione del prelavaggio
– o del risciacquo a freddo – per
completare poi il carico in un secondo momento, con altre stoviglie, a un pasto successivo.
Se è possibile, è preferibile non
usare il programma di asciugatura: è sufficiente aprire lo sportello
e far circolare l’aria, risparmiando
così il 45% dell’energia dell’intero
“pacchetto” di elettricità consumato da una sessione di lavaggio.
Usare regolarmente il sale anticalcare, pulire spesso il filtro e gli
ugelli degli spruzzatori.
primo piano consumi
30% di risparmio
sulla propria bolletta
spegnendo
sistematicamente
le lucine dello stand-by
Per scollegare
i vostri impianti
usate ciabatte
con l'interruttore
Lavatrice
Anche per quanto riguarda la lavatrice è possibile bypassare il riscaldamento dell’acqua attraverso
elettricità: esistono modelli in grado di attingerla da scaldacqua a gas
o dai pannelli solari.
Per non sprecare energia lavando,
evitate il più possibile il prelavaggio: non è necessario e aumenta
di 1/3 il consumo di energia. Meglio controllare la quantità di detersivo necessaria in base alla durezza dell’acqua e allo sporco della
biancheria, senza superare le dosi
consigliate.
Non superate i 60° di temperatura
di lavaggio, ricorrendo al programma a 90° solo in caso di bucato
estremamente sporco. Fare funzionare la macchina solo a pieno
carico, anche se il vostro apparecchio prevede l’impostazione mezzo carico (che però non dimezza i
consumi).
Attenzione alla manutenzione: il
filtro e le vaschette vanno pulite
spesso e con cura; ricordate inoltre di usare prodotti decalcificanti a ogni lavaggio. Tenete aperto
lo sportello tra un lavaggio e l’altro per evitare ristagni d'acqua. o
muffe.
Ferro da stiro
Sembrerà strano, ma pur essendo
molto piccolo è uno degli elettrodomestici più energivori, come
tutti quelli che utilizzano resistenze per scaldare. Per risparmiare sul
suo utilizzo occorre anzitutto stendere il bucato cercando di lisciare
bene le pieghe. Magliette e camicie, ad esempio, vanno stese sulle
loro grucce… Con questi piccoli
accorgimenti si ridurrà il tempo
passato a stirare e anche il consumo energetico. Inoltre, stirando
tutto in un’unica sessione, si risparmia l’energia che il ferro utilizza per arrivare alla temperatura
desiderata.
Scaldabagno
Anche questo è uno degli apparecchi casalinghi maggiormente responsabile del consumo. Per
risparmiare è meglio acquistare
uno scaldabagno di dimensioni adeguate alle proprie necessità. Posizionate lo scaldabagno, se
consumatori
maggio 2014
possibile, in una zona isolata e protetta, lontano dalle pareti più fredde, e vicino ai luoghi di utilizzo, per
evitare dispersione di calore attraverso i tubi. Regolare il termostato
a 40° gradi d’estate e 60° d’inverno.
Occorre poi fare manutenzione
ogni tre, quattro anni per eliminare calcio e incrostazioni.
Condizionatore
È uno degli elettrodomestici più
energivori e va usato con molta parsimonia solo quando necessario.
Per risparmiare, in fase di installazione, fatelo posizionare in una
zona d’ombra, lontano da elementi che ostacolino il flusso dell’aria.
Meglio impostare la temperatura
in modo che la differenza tra interno e esterno non superi i 6 gradi.
Usate sempre la funzione di deumidificazione, che consente senza diminuire la temperatura di ridurre la percezione dell’afa. Non
posizionate mai oggetti davanti
all’unità interna del condizionatore. Controllate i filtri. Isolate l’ambiente climatizzato chiudendo
porte e finestre. La manutenzione
va fatta ogni 2 o 3 anni, per il controllo del refrigerante e l’eventuale
sostituzione dei filtri.
illuminazione
Sembra banale ma - vedrete - non
lo sarà: sfruttate il più possibile la
luce naturale anche, se è il caso,
spostando la scrivania o la poltrona che abitualmente utilizzate per
leggere, più vicino alla finestra.
Aprite sempre le tende (o addirittura toglierle del tutto, in inverno,
salvo problemi di privacy). Tinteggiare le pareti di colore chiaro può
aiutare a dare più luminosità alle
stanze. Sostituite le lampadine a
incandescenza con quelle a basso consumo: durano dieci volte di
più e consumano 1/5 in meno aiutando così ad alleggerire la bolletta
della luce. Ovviamente bisogna ricordarsi di spegnere sempre la luce
quando si esce da una stanza.
17
un pianeta da difendere
di
Mario Tozzi
primo ricercatore Cnr - Igag
e conduttore televisivo
Rifiuti da smaltire
Tocca a noi risolvere il problema
Il fatto che molti lettori propongano fantasiose risoluzioni definitive del problema dei rifiuti la dice lunga su quanto la tematica profondamente incida sulle nostre vite quotidiane. Ma perché dico fantasiose? Perché due fra le più gettonate sono decisamente irrealizzabili, e immaginabili
solo in un mondo futuro fatto di trasporti spaziali che sembra ancora lontano. C’è chi propone di mettere tutti i rifiuti in satelliti sparati poi nello
spazio. Questa ipotesi si scontra con il fatto che probabilmente non si ha
un’idea neppure vaga delle quantità di rifiuti che l’uomo moderno produce:
solo in un paese come il nostro, circa 32 milioni di tonnellate all’anno. Fate
un po’ i conti e valutate voi se e come sia possibile imbarcare una quantità
simile di immondizia su un cargo spaziale e quanto carburante e spazio ci
vorrebbero. E non abbiamo qui citato i rifiuti speciali, tossici e nocivi o
quelli radioattivi, che tutti assieme, sempre nel nostro paese soltanto, sono
almeno quattro volte quelli solidi urbani. Il tipo di rifiuto conta: chi ci assicura che l’astronave non si danneggi e precipiti di nuovo sulla Terra, provocando una specie di pioggia tossica generalizzata?
Altri propongono di gettare i rifiuti nei crateri dei vulcani,
ignorando, in questo caso, le regole della geologia. I vulcani non sono pozzi
senza fondo, arrivano a qualche decina di km di profondità, dove riposano
le camere magmatiche. Quale forza dovrebbe spingere contenitori immensi di pattume fino nelle viscere della Terra? E quanta energia ci vorrebbe?
Poi, anche qui, un problema di qualità: i rifiuti speciali, una volta a contatto
con il magma, volatilizzerebbero i loro veleni portandoli in circolo nell’atmosfera esattamente come avviene naturalmente per i gas vulcanici. Per
non parlare della possibilità di un’eruzione che restituisca, arrostiti, i rifiuti
all’esterno, come a dire i primi casi di fiumi di lava tossici o di nubi ardenti
al veleno.
No, evidentemente la strada per trattare i rifiuti è tutta terrena, di ridurli
all’origine: ne produciamo troppi e spesso sono fatti di materiali che i cicli
naturali non riescono a riassorbire o di elementi nocivi. In secondo luogo, li
ricicliamo ancora poco e male: dovremmo concentrare tutti i nostri sforzi
nel non gettare nulla in discarica e nemmeno negli inceneritori. Ogni rifiuto
è una materia prima o seconda e come tale dovrebbe essere trattato, permettendo un recupero di materiali, che così dureranno più a lungo, usando
meno energia e inquinando meno. Lo si può fare in molti modi, dal porta a
porta al cassonetto, purché lo si faccia in fretta e per bene. Altra storia poi
quella dei rifiuti speciali: qui ci vogliono tecnologie non invasive in
sicurezza e soprattutto una riconversione delle attività industriali in senso
ecologico: non solo si deve produrre inquinando meno, ma lo si deve fare
lasciando meno residui possibili, questa è la vera sfida del mondo della
produzione. ●
20
primo piano società
La voglia di vacanza
che resiste (e cambia)
Budget più poveri, durate che si accorciano: ma il 45% degli italiani non rinuncia
a qualche giorno di vacanza. Un settore che sta cambiando profondamente, per
colpa della crisi ma anche perché Internet è un canale di relazione fondamentale.
Anche se le agenzie di viaggio rivestono ancora un ruolo di primo piano
di dario guidi
Quanti italiani andranno
in vacanza nel 2014? Bella domanda, che molte famiglie si stanno
probabilmente ponendo in queste
settimane che precedono l’estate.
Una domanda non tanto perché
si sia curiosi di sapere cosa faranno
gli altri, ma più che altro rivolta a sé
stessi, per capire se nel budget familiare si riesce a ricavare una fetta
più o meno consistente di risorse
per passare almeno qualche giorno lontani da pensieri e preoccupazioni, stesi sotto un ombrellone
o a passeggiare tra i boschi.
Per il turismo degli italiani sono
anni difficili. Nel primo semestre
2013, (i dati più aggiornati arrivano lì) il calo sull’anno precedente è stato del 12,2%. Una bella
botta che si infila dietro a una serie di cifre altalenanti, strettamente legate alla crisi economica e alla
percezione dello stato di salute del
paese.
La crisi e le vacanze
Basti pensare che nel 2011 sono andati in vacanza 26 milioni e 944 mila italiani, con un calo
del 16% sul 2010. Nel 2012, pensando che le cose fossero in via di
miglioramento, il numero di vacanzieri è risalto a 31 milioni e 688
mila (più 17,6% sul 2011). Poi nel
2013 nuovo calo nell’ordine di un
12,2% in meno con un numero di
vacanzieri su base annua stimabile sui 28 milioni. Secondo alcune
proiezioni nel 2014 ci dovrebbe
essere una tenuta del mercato, senza ulteriori segni meno.
Secondo una indagine campionaria fatta da Eurisko, se nel 2007
la percentuale di italiani che sono andati in vacanza era pari al
48,8% sul totale della popolazione sopra i 14 anni, nel 2013 questa
volare low cost
Il boom di ryan air e c., Ma occhio ai dettagli
Il fenomeno delle compagnie aree low cost sta
sicuramente orientando imponenti flussi turistici. In
ogni città italiana da cui si sia reso disponibile un
volo a basso costo verso una qualche città europea
(da Parigi a Londra, da Barcellona a Berlino) tante
persone hanno deciso di concedersi un week end alla
ricerca dei costi contenuti. Basti dire che Ryan Air,
con 23 milioni di passeggeri trasportati nel 2013 ha
quasi raggiunto Alitalia (che è a quota 23 milioni e
990 mila) come primo operatore nel nostro paese.
Dietro sta un'altra low cost come Easy Jet con 12
milioni e mezzo di passeggeri.
Il volare low cost offre mediamente una buona
convenienza (anche se tra i prezzi "in vetrina" e quelli
reali c'è spesso una notevole differenza). Occorre poi
prestare grande attenzione a prescrizioni e dettagli
(limiti di peso e spazio per il bagaglio, check in on
line, orari, assicurazioni) perché non osservare
qualche regola può costare decisamente caro.
Va ricordato che l’Antitrust ha comminato due
sanzioni per l’importo complessivo di 1.050.000 euro
a Ryanair (850.000) e EasyJet (200.000) per la
mancata trasparenza nelle vendite delle polizze
assicurative abbinate all’acquisto dei biglietti e per
gli ostacoli posti all’esercizio del diritto di rimborso
da parte dei consumatori.
consumatori
maggio 2014
21
Occasioni e offerte
per i soci Coop
Il mondo Coop è presente nel
mondo del turismo attraverso
realtà importanti come
Robintur (www.robintur.it),
Planetario (www.planetarioviaggi.it) e Viaggia con noi
(www.viaggiaconnoi.it) che
hanno una rete di agenzie
presenti in diverse regioni e
propongono un vasta gamma
di offerte in molti casi con
sconti riservati proprio ai
soci Coop.
percentuale era scesa al 44,9%. Il
trend negativo è chiaro anche perché l’altra tendenza evidente è che
le vacanze si accorciano progressivamente nella loro durata (siamo a
5 giorni medi per quelle in Italia e
a 7 giorni per quelle all’estero).
Resta però il fatto che le vacanze,
nonostante i duri colpi della crisi ed anche se ridotte e accorciate, vengono difese il più possibile
come parte fondamentale di una
qualità della vita conquistata ed
a cui non si vuol rinunciare. Anzi, sempre più la vacanza è abbinata a una idea di benessere e del
prendersi cura di sé stessi. Del resto (dati Eurisko) il 60% dei vacanzieri italiani, senza cali tra 2007 e
2013, non intende rinunciare alla
qualità di ciò che acquista.
Viaggiare con la rete
Se la fotografia che abbiamo descritto sin qui è prevalentemente
condizionata dalla crisi economica, c’è da dire che nel rapporto tra
noi e le vacanze sono intervenute
tante altre novità che, negli anni
recenti, stanno modificando radicalmente l’approccio a questo
tema. Queste novità si chiamano
Internet, si chiamano compagnie
aeree low cost, si chiamano social
network, si chiamano Olta (cioè
On line travel agencies). Al di là
delle sigle basta evocare qualche
nome per capire di chi stiamo parlando, da Ryan Air per i soli voli
a Booking.com, Expedia e altri
nelle prenotazioni di viaggi e alberghi. Nel 2013, secondo Unioncamere, il 32,6% delle vacanze è
stato prenotato via internet. La
rete, con la sua immediatezza,
con la possibilità di semplificare
i passaggi e di promettere convenienza (anche se non sempre è
continua a pagina 22 >
tutto il mondo in un clic
prenotazioni on line, albergatori polemici
Volete passare un weekend in un qualsiasi paese del
mondo? Col web in pochi attimi potete trovare prezzi,
disponibilità e recensioni di altri turisti. Servono tempo,
magari la conoscenza dell'inglese. Non serve più, invece,
neppure il computer, basta un tablet o uno smartphone e
il gioco è fatto (nel 2013 ben 20 milioni di persone hanno
prenotato così). Siti come Booking.com (leader assoluto
col 72,9% del settore), Expedia (col 17,7%) e altri sono
cresciuti in modo rapidissimo fino però a entrare in
aperto conflitto con gli operatori alberghieri che, dopo
aver visto in questi siti un importante strumento di
promozione, ora protestano per le condizioni che
vengono loro imposte (commissioni troppo elevate,
limiti sui prezzi da praticare fuori dai portali, ecc.). Una
guerra che in diversi casi (e paesi) è già finita in
tribunale. Non a caso negli Usa gli albergatori stessi
stanno organizzando portali Web che offrano servizi di
prenotazione al turista, sfuggendo alle condizioni
attuali. In più le agenzie garantiscono, in molti casi, di
poter offrire alberghi a prezzi concorrenziali con quelli
dei portali Web, attraverso i pacchetti prenotati
stagionalmente. Regola prima per i viaggiatori in cerca di
risparmio è di navigare con attenzione e pazienza,
leggendo clausole e dettagli, non sempre chiari ed
evidenti. Anche Robintur offre la possibilità di prenotare
la propria vacanza online dal sito www.robintur.it.
22
primo piano società
Le destinazioni preferite
In Italia al top Sicilia e Puglia. All'estero bene Spagna e Grecia
Quali sono le mete favorite delle vacanze degli
italiani? Un 64,8% dei vacanzieri nostrani punta sul
mare. Guardando al 2014 le tendenze indicano tra le
mete preferite Puglia, Sicilia (che valgono ciascuna
poco più del 10% delle vacanze totali), seguite da
Toscana (8,8%), Emilia Romagna (8,3%) e Calabria
(7,4%). Penalizzata la Sardegna che paga in
particolare il problema del costo dei collegamenti.
Sulle mete estere preferite, bene la Spagna (16,6%) e
la Grecia (11%). Sempre bene le capitali come Parigi e
Londra, mentre crolla l’Egitto (-50%), che paga
l’instabilità politica. Tra le mete più lontane molto
bene gli Stati Uniti e ritorna in voga Cuba che offre
splendido mare a prezzi più abbordabili delle celebri
e sempre apprezzate Maldive.
16,6%
In Italia
All'estero
64,8%
Egitto
Spagna
Mare
10%
10%
8,8%
Sicilia
Puglia
Toscana
8,3%
Grecia
7,4%
Emilia Calabria
Romagna
Robintur, società di cui sono proprietarie Coop Adriatica e Coop
Estense e che opera nel campo del
turismo attraverso una rete di 90
agenzie di proprietà, con un fatturato superiore ai 160 milioni di euro – Il fenomeno del Web e delle
compagnie low cost ha modificato
il mercato, in parte riuscendo ad
avvicinare al turismo persone nuove e diverse. Ma tutto questo non
ha certo cancellato il ruolo delle
agenzie che, oltre al servizio, anche
sul piano della convenienza sono
ben attrrezzate a reggere la sfida.
Per altro, prenotare un solo volo
aereo può essere semplice, ma incastrare voli tra compagnie diverse o prenotare alberghi in più città
presenta, magari se non si sa l’inglese, problemi che possono rivelarsi ostici. Comunque con queste
novità dobbiamo convivere, dobbiamo trasformarli in una opportunità anche per noi. Ad esempio
Io prenoto in agenzia
le compagnie low cost hanno fatto
“La rivoluzione è in atto, anzi in saltare l’idea che volare fosse una
larga parte c’è già stata – spiega cosa da ricchi, avvicinando persoMarco Ricchetti, presidente di ne nuove al viaggio”.
così), è diventata uno strumento
fondamentale per diventare vacanzieri, o anche solo per raccogliere informazioni prima di fare
le proprie scelte.
Del resto la rete, condiziona comunque le nostre opinioni. Un sito come Trip Advisor, che raccolgono le recensioni degli utenti su
ristoranti e alberghi, ha 40 milioni
di accessi mensili; ma basta pensare anche solo ai Blog specializzati o alle foto ed ai racconti della
vacanza postati su Facebook (magari in diretta) da un qualche amico. Come spiega il docente dello
Iulm, Gianluigi Degoli, viviamo in
una realtà in cui spesso “sono le informazioni a cercare noi e non più
il contrario”.
Una indagine Doxa ha stimato
che il 62% dei turisti usa comunque Internet per informarsi e scegliere la propria vacanza.
11%
-50%
Ricchetti, oltre all’esperienza diretta derivante dall’attività di Robintur, cita una indagine Eurisko
secondo la quale la quota di chi
si rivolge alle agenzie viaggio ed
ai tour operator, dal 2007 al 2013,
cioè negli anni più duri della crisi, è calata appena di un 1% sul
totale della popolazione, passando da 4,8 milioni di persone a 4,5
milioni.
“Quel che vediamo direttamente nelle nostre agenzie è che, da
ormai una decina d’anni stanno
calando le vendite di pacchetti
turistici tutto compreso, mentre
aumenta la richiesta di viaggi personalizzati. Nei viaggi costruiti su
misura, che ormai valgono il 3540% del totale, siamo tornati ai
volumi pre-crisi. Mentre sui pacchetti organizzati c'è ancora il segno meno. E qui sta il motivo della
crisi di molti dei grandi tour operator che sono legati a un catalogo
predefinito”.
Dunque, anche se magari si sono già informati sulla rete, davvero in tanti vanno in agenzia. In
consumatori
maggio 2014
cerca di servizi in più, soprattutto se il viaggio è articolato e su
più tappe. Non a caso negli Stati
Uniti, dove l’impatto di Internet
è arrivato ben prima che da noi,
il 2013 ha segnato una crescita dei viaggi venduti in agenzia,
dove evidentemente il cliente va
a cercare una consulenza personalizzata (che dunque occorre
avere la professionalità di saper
offrire).
a caccia di offerte
“Noi – prosegue Ricchetti – nei
primi mesi del 2014 abbiamo dati molto positivi rispeto all’anno
precedente, anche se è il vero termometro della situazione lo si avrà
con l’andamento del mercato estivo che parte in queste settimane.
Sicuramente la crisi, assieme ai
cambiamenti di cui abbiamo parlato, spinge le persone e le famiglie
a essere più attente alle offerte. Noi
stiamo sperimentando con grande successo sconti che il consumatore può utilizzare sulla vacanza che sceglie lui. Abbiamo fatto
una promozione di questo tipo
sulle crociere MSc e abbiamo fatto
partire oltre 3.600 persone, con un
successo davvero impressionante
rispetto al 2012”.
Dunque tanti cambiamenti in atto. Senza dimenticare che, ovviamente, nelle pieghe della crisi,
ci sono fasce di popolazione che
hanno ancora reddito da spendere. Solo così si può spiegare il fatto che nel 2013, dentro a un trend
di forte calo del numero di italiani
in vacanza, il numero di vacanze è
cresciuto (+1,2%) e, soprattutto, è
cresciuta di ben il 14,6% la quota
di chi ha fatto viaggi all’estero e
rappresenta il 27% circa del totale
delle vacanze.
Ultima cifra per chiudere, il costo
medio di una vacanza in Italia, nel
2013, è stato di 450 euro, quello di
una vacanza all’estero 1.050 euro.
Totale della spesa su base annua
circa 48 miliardi di euro.
23
alfabeto alimentare
di
Eugenio del Toma
presidente onorario dell’associazione
italiana di dietetica e nutrizione clinica
Varietà a tavola
Prima di tutto è questa la regola
L’attenzione degli adulti per l’alimentazione è concentrata soprattutto sulle “calorie”, per molti anche sull’igiene e i possibili inquinanti, per altri
però è solo una questione di gusto e di tempo disponibile con netto predominio
del fast food sullo slow food.
Al riguardo, solo una minoranza di consumatori sa che una delle dieci “Linee
Guida per una sana alimentazione italiana”, redatte dalle Società scientifiche
del settore sotto l’egida del Ministero della Salute, si intitola: “Varia spesso le tue
scelte a tavola”. La monotonia dei soliti piatti, ripresentati senza varianti, con
poca o nessuna attenzione alla stagionalità e alle produzioni locali, non soltanto stanca i consumatori ma non trova neppure il consenso dei nutrizionisti.
L’uomo è un perfetto onnivoro e la natura nel dotarlo di un apparato
digerente capace di grande adattamento ha previsto che proprio dalla varietà e
dall’alternanza delle sue scelte alimentari provenisse la completezza dei
nutrienti protettivi di cui ha bisogno (un vasto mosaico di minerali, vitamine,
antiossidanti, probiotici, fibre alimentari, ecc.). Ecco perché variare, anche nelle
mense scolastiche, aziendali o comunque nelle tante ramificazioni della ristorazione collettiva! Saranno poi le preferenze “consapevoli” e coerenti dei consumatori a stimolare un’offerta industriale di miglior livello, compresa anche la
professionalità del personale.
Bisogna rivalorizzare le varietà stagionali e preferibilmente locali per
variare e arricchire di elementi plastici e non solo di teoriche “calorie” quei
menù ostinatamente ripetitivi che caratterizzano tuttora la parte meno evoluta
della ristorazione collettiva. Per far questo occorre, però, la collaborazione attiva dei consumatori. Non si possono ignorare i progressi degli ultimi decenni
nelle conoscenze basilari dell’alimentazione riducendo tutto a un computo
ragionieristico delle calorie o alla presentazione quasi pittorica di piatti ben
allestiti esteticamente.
La nutrizione è troppo importante e trasversale a tutte le specialità mediche per
consentire che se ne parli così tanto, come ai nostri giorni, senza insegnarne a
scuola almeno le 10 regole proposte come Linee Guida dai competenti. Ben vengano i cuochi che stanno occupando a tempo pieno i media ma prima avremmo
dovuto predisporre nella scuola un’informazione di base che avesse
almeno insegnato a capire il linguaggio ermetico delle etichette nutrizionali o a
diffidare dei troppi imbonitori dilettanti.
La prevenzione alimentare non può essere imposta ma deve far parte del bagaglio essenziale di notizie proposte dalla scuola. Con i mezzi moderni non occorrono spese insostenibili: basterebbe dotare ogni scuola di un accesso elettronico a un programma informativo, sintetico e fruibile. Purtroppo, se non cresce la
cultura nutrizionale neppure gli sforzi della UE per diffondere notizie vere, invece di pregiudizi o ingiustificati rimpianti del passato, riusciranno a scalfire il
muro di ignoranza che si oppone al sapere nutrizionale. La pandemia in atto di
obesità e diabete impone interventi educazionali e non solo pretestuose
divagazioni che scarichino sui singoli cibi i nostri errori comportamentali. ●
consumatori
maggio 2014
primo piano in breve
malattie della Tiroide,
conoscere per prevenire
“Tiroide problema sociale: dal corpo alla mente" è
questoil tema della Settimana Mondiale della
Tiroide che si terrà su tutto il territorio nazionale dal
19 al 25 maggio 2014 nell’ambito di una campagna di
prevenzione ed informazione sulle malattie tiroidee,
sulle patologie cardiache secondarie a malattie
tiroidee e sulla prevenzione con l'uso di sale iodato. A
promuovere l’evento sono il Comitato delle
Associazioni dei Pazienti Endocrini (Cape), la Società
Italiana di endocrinologia (Sie), l'Associazione medici
endocrinologi (Ame) e l'associazione italiana della
tiroide (Ait), unitamente all'European thyroid
association (Eta). Coop, da sempre impegnata sui
temi della salute e della prevenzione, sostiene
questa iniziativa e, tra il 19 e il 25 maggio, nei 119
corner Coop Salute presenti sul territorio nazionale
sarà disponibile materiale informativo. In Italia una
persona su cinque ha problemi tiroidei. Tra questi
il gozzo colpisce 6 milioni di persone (cioè il 10%
della popolazione).
Scopo della Settimana Mondiale è quello di
contribuire a diffondere, nella popolazione, l’uso
quotidiano del sale iodato come metodo più semplice
e meno caro per la iodoprofilassi. È sufficiente usare,
come condimento dei nostri cibi, 2-3 grammi di sale
iodato al giorno, per avere un apporto giornaliero
adeguato di iodio.
Quanto a Coop, tra le tante iniziative messe in atto
su questo tema, vi sono quelle legate alla
formulazione dei prodotti a proprio marchio. Infatti
già dal 2006, è in assortimento il sale iodato a
marchio Coop; in questo modo quello iodato è
diventato la tipologia di sale più venduta (58,4% nel
2013); dal 2011 il pollo venduto nelle rosticcerie
all’interno degli Ipercoop è insaporito con sale
iodato; nel 2011 sono stati messi in vendita l’arrosto
di tacchino ed il prosciutto cotto Benesì entrambi con
sale iodato ed a partire dallo stesso anno, è stato
progressivamente inserito l’uso del sale iodato nelle
lavorazioni a base di carne avicola, suina e bovina.
Grazie a queste iniziative il consumo di sale iodato in
Coop è quasi di 8.000 tonnellate.
Per info sul tema: www.associazioneitalianatiroide.
org; www.associazionemediciendocrinologi.it; www.
societàitalianaendocrinologia.
25
COnsumatori sul web,
Patrizio roversi vi aspetta
Ribadendo quanto già
anticipato sullo scorso numero,
ricordiamo a tutti che
"Consumatori" ha trovato un
nuovo compagno di viaggio. Si
tratta di Patrizio Roversi,
personaggio televisivo,
conduttore negli anni di tante
trasmissioni (attualmente è
impegnato con "Linea Verde"), ma soprattutto curioso
esploratore di mondi sempre nuovi (non solo in senso
geografico) accompagnato da una indispensabile dose di
ironia. Patrizio cura una rubrica, intitolata "Le impronte
del consumatore", che potrete seguire dal nostro sito
www.consumatori.e-coop.it, e dalla nostra pagina
Facebook (www.facebook.com/
ConsumatoriCoop). Un paio di volte al mese troverete
le sue riflessioni, sempre stimolanti e mai scontate. Uno
dei suoi contributi inizia così: "Houston, abbiamo un
problema! La famosa frase che fu pronunciata in
occasione della Missione Spaziale dell'Apollo 13,
potrebbe essere oggi pronunciata in coro da tutti noi,
soci Coop. Gli Americani allora avevano problemi con la
Luna, noi oggi qui abbiamo problemi con la Terra, anzi,
con la terra-minuscola, cioè con l'agricoltura". Se questo
è l'incipit, la conclusione (argomentata in altri passaggi
che vi invitiamo a scoprire) è la seguente: "Lo slogan “La
Coop sei tu” va bene, ma chi è questo tu? Secondo me
siamo tutti noi, da chi produce a chi consuma: qualcuno
direbbe “consumatori & agricoltori uniti nella lotta!”.
fruttagel, compiere 20 anni
nel segno della qualità
Lo scorso 10 aprile Fruttagel ha compiuto 20 anni. La
società cooperativa con sede ad Alfonsine e con un
secondo stabilimento in provincia di Campobasso, ha
circa 870 addetti e un fatturato, cresciuto
progressivamente negli anni, arrivato oggi a 130
milioni di euro. Fruttagel, dove nascono diversi
prodotti a marchio Coop, produce e commercializza
vegetali surgelati, passata e polpa di pomodoro,
bevande a base frutta e più recentemente latti vegetali
(soia, riso, mandorla, etc.), utilizzando processi semplici
e sani, quali surgelazione e pastorizzazione, per rendere
disponibili tutto l’anno i benefici di frutta e verdura. Un
percorso di crescita, quello di Fruttagel, sostenuto da
investimenti tecnologici importanti che ne fanno
un’azienda all’avanguardia del panorama
agroalimentare del nostro paese.
"Abbiamo messo al centro del nostro lavoro - spiegano il
presidente , Vincenzo Alberti e il direttore generale,
Stanislao Fabbrino - il benessere alimentare e la
sensibilizzazione del consumatore verso una
alimentazione più salutare. L'obiettivo è realizzare
prodotti accessibili e innovativi, spesso biologici, e
soprattutto buoni, per infrangere il pregiudizio che
consumare più frutta e verdura significhi
necessariamente rinunciare alla buona cucina".
consumatori
maggio 2014
26
prodotto coop
Moderno e conveniente
l'intimo è nuovo
più scelta nei modelli e nei colori, certificazione ecologica dei prodotti:
ecco le tante novità che si possono trovare tra slip, canottiere, mutande,
calze e reggiseni a marchio Coop
Due linee di prodotti anziché una sola che
spaziano dal classico al giovanile con molta più attenzione ai colori e alla scelta tra i modelli, boxer da
uomo anche a marchio Solidal, una certificazione di
qualità ecologica (la Oeko tex) sul prodotto. In più
tanta attenzione alla convenienza e alla riduzione del
packaging.
Stiamo parlando dell’intimo a marchio Coop, ovvero di slip, mutande, canottiere, t-shirt, guaine e reggiseni che offrono al pubblico davvero tante novità
che si aggiungono alla consolidata qualità che da sempre Coop propone in questa gamma.
Cominciamo dalla nuova linea (che si aggiunge a
quella più classica), che vuole in primo luogo rivolgersi a un pubblico più giovanile, questo grazie (per
le donne) alle nuove vestibilità (come la brasiliana o
lo slip con taglio al vivo) ed ai colori che spaziano dal
nudo al giallo limone, dal rosa azalea al blu elettrico.
Dunque una scelta ben più ampia e vivace rispetto ai
classici bianco, nero e grigio.
Per i soli uomini c’è poi la novità che tra i modelli di
boxer ce n’è uno a marchio solidal, proveniente
dall’India e realizzato riciclando ritagli e scampoli di
tessuto. Dietro a questo prodotto, che non rinuncia
certo a qualità e comfort, sta un progetto di solidarietà che fa lavorare una fabbrica di donne indiane in
collaborazione con l’Istituto delle suore francescane
di Santa Elisabetta, per cui per ogni capo acquistato,
un contributo finirà a sostenere queste donne e le loro famiglie.
Nell’elenco di novità ce n’è una che riguarda il packaging che (con attenzione all’ambiente che è quanto
tanti soci Coop chiedono) è stato ridotto e limitato alla sola etichetta (fatta eccezione per la confezione da
tre maglie da uomo).
Poi c’è la certificazione oeko tex che riguarda tutto
il mondo dell’intimo Coop. Oeko tex è un marchio
umano-ecologico volontario che garantisce il prodotto non contenga o rilasci sostanze nocive secondo le norme fissate dallo Standard 100. Anche questa
27
(non i modelli). Infine con tre paia di calze si può scegliere tra i diversi tipi disponibili”.
Per completare il pacchetto di offerte legate a questo
settore, ricordiamo anche la calzetteria per uomo e
bambino nei suoi modelli corti, lunghi o sportivi. La
calzetteria da bambino è tutta realizzata con cotone
proveniente da agricoltura biologica a conferma della costante attenzione alla qualità che Coop propone.
Ricordiamo infine le calze sanitarie 70 den e 140 den
con due compressioni differenti: la calza a compressione graduata 70 denari che sviluppa un massaggio
costante che contrasta la stanchezza e dona sollievo,
ed è indicata per attenuare formicolii, gonfiori e fragilità capillari. La calza a compressione graduata 140
denari che svolge un’azione contenitiva e stimola il
flusso venoso ed è indicata come coadiuvante nella
cura delle varici e dei gonfiori.
Ghana, Volta River Outgrowers
Cooperative Society
archivio Fairtrade Italia
attenzione aggiuntiva che Coop propone va incontro
a una sensibilità crescente e parte nella sua applicazione da prodotti di abbigliamento che sono a contatto
diretto con la pelle e le parti intime del corpo.
A completare il quadro, ma certo non perché si tratti di cosa meno importante specie in una fase economica come questa, c’è poi l’argomento della convenienza. “Quello che proponiamo ai nostri soci e
consumatori è una formula flessibile – spiega la responsabile dei prodotti a marchio non alimentari di
Coop Italia, Marilena Cini – Cioè acquistando più
prodotti si ottiene uno sconto. Ad esempio con 3 slip
da donna, non necessariamente uguali, ma scegliendo tra modelli colori e taglie si otterrà un prezzo ridotto, rispetto all’acquisto di 3 articoli singoli comprati in
momenti diversi. Acquistando due boxer o due slip
da uomo si possono selezionare taglie e colori diversi
frutta solidal, Buona ed etica
La frutta esotica è diventata
un’abitudine di consumo quasi
quotidiana: basti ricordare che la
banana è tra i frutti più apprezzati
in tutto il mondo, oppure che,
anche in tempi di crisi, questo è
uno dei pochi comparti che ha
addirittura registrato una buona
crescita in Italia.
Nonostante questo successo,
spesso sappiamo troppo poco sulla
provenienza di questi prodotti. Il
lungo viaggio della frutta esotica
inizia nei paesi dell’area tropicale/
equatoriale di Asia, Africa e America
Latina, dove viene coltivata da
milioni di piccoli agricoltori che sulla
produzione, trasformazione e
vendita di banane ed ananas, ad
esempio, fondano la propria
sussistenza. E nonostante il grande
giro d’affari che c'è nei paesi
occidentali, ai coltivatori all’origine
della filiera non viene corrisposto un
guadagno proporzionato.
I lavoratori, spesso assunti con
contratti di breve termine, sono
costretti a duri ritmi di lavoro senza
un adeguato ritorno economico. In
molti casi le piccole cooperative
hanno uno scarso potere
contrattuale al momento della
vendita. Ma per contrastare questi
problemi un'alternativa c'è, ed è
quella di acquistare frutta
proveniente dalle organizzazioni del
circuito del commercio equo
certificato, frutta che ha una storia
diversa. Per assicurare un guadagno
stabile alle organizzazioni dei
coltivatori Fairtrade garantisce un
prezzo minimo stabile, il Fairtrade
Minimum Price, e assicura un
margine di guadagno aggiuntivo, il
Fairtrade Premium, il cui utilizzo
viene deciso democraticamente per
la realizzazione di progetti di
emancipazione delle comunità
(costruzione di scuole o ambulatori,
formazione dei lavoratori).
La linea Solidal Coop, propone
frutta fresca certificata Fairtrade:
le banane provengono dalle
organizzazioni Apbosmam (Perù),
Bos (Perù), El Prieto (Ecuador), El
Guabo (Ecuador) e gli ananas dalle
coltivazioni di Prudent (Ghana) e
Asoproagroin (Costa Rica). Qui,
grazie al circuito Fairtrade sono
state costruite infrastrutture ed è
stato favorito l’accesso al credito per
l’acquisto di fertilizzanti adatti alla
coltura biologica. Inoltre sono state
siglate delle convenzioni per
agevolare prestiti a bassi tassi per i
lavoratori; è stato istituito un fondo
per la salute, che garantisce agli
associati assicurazioni minime per le
cure sanitarie e uno per l'educazione,
che offre dei buoni per l’acquisto di
materiale scolastico e l'iscrizione alla
scuola superiore o all'università per i
figli dei lavoratori.
Link: http://www.fairtradeitalia.it/
fruttafresca
Scopri il lungo viaggio
delle banane Solidal Coop
Fairtrade qui
28
consumare informati mobilità
la bicicletta
che non ti fa sudare
Cresce del 12% la diffusione della bicicletta elettrica a pedalata assistita,
il segmento più dinamico del settore. assimilata a un velocipede, la e-bike
non richiede un particolare sforzo fisico e può circolare con poche restrizioni
di Claudio stRano
Non rovina l'aria e nemmeno la camicia... Portebbe essere questo uno slogan appropriato per la pedelec (Pedal Electric
Cycle), la bicicletta a pedalata assistita da non confondere con la
bicicletta elettrica "tout court",
che il Codice stradale considera a
tutti gli effetti un ciclomotore con
i relativi obblighi che ne derivano
(vedi primo box).
Muoversi su una "e-bike", al contrario, detta anche "bipa" – l'unica a potersi fregiare tecnicamente del termine "bicicletta" – è un
po' come veleggiare sulla terraferma. Trasmette una sensazione di libertà, azzerando la fatica e il sudore oltre alle emissioni
nocive, compreso in salita. Ecologica e più economica di un comune motorino, la Pedelec eroga
buone velocità con poco sforzo, e
per chi si reca a lavorare ben vestito o tendenzialmente è pigro o
semplicemente non ha più molte
energie da bruciare sui pedali, è
una soluzione ottimale nel traffico cittadino.
Negli ultimi tempi, poi, la pedalata assistita è pure trendy: la conferma viene dalle vendite che sono in crescita del 12% in Italia
(dati di aprile relativi al 2013). Il
segmento si rivela così il più dinamico del settore bici anch'esso vivace (+ 10% nel 2013 in Coop, + 27% nel primo trimestre
di quest'anno limitatamente agli
accessori). L'Ancma, Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e
Accessori che ha pubblicato i dati,
parla di "un fenomeno in espansione soprattutto nelle grandi città", dove la cultura della mobilità sostenibile si sta diffondendo.
In alcuni centri, Modena in testa
(dov'è incentivata), la quota di
mobilità elettrica sul totale si aggira fra il 3% e il 5%. Si potrebbe
dire che la Cina (che possiede il
90% delle 42 milioni di e-bike di
tutto il mondo) è ancora lontana,
ma meno di qualche anno fa.
Vediamo ora come funziona la
Pedelec. Il concetto di base è che
il motore elettrico si accende solamente quando il ciclista pedala fornendogli così l'assistenza.
Ad ogni giro di pedale, o in alLe mani suL portafogLi
tri modelli in rapporto alla forza
muscolare (misurata da un rileva- bicicletta a pedalata assistita di primo prezzo tra i 400 e i 500 euro
tore di sforzo) impressa, un sensore trasmette l'informazione alla
- bicicletta a pedalata assistita di prezzo medio tra i 500 e i 1.000 euro
centralina collegata al motore. Al
- bicicletta a pedalata assistita di fascia alta da 1.000 a varie migliaia di euro momento dell'acquisto, è dun- batteria di ricambio al litio tra i 200 e i 500 euro
que importante scegliere il sistema di rilevazione della pedalata,
- triciclo per adulti mediamente intorno a 500 euro e più
poiché da un movimento "simbolico" della gamba si può passare
I prezzi sono indicativi e soggetti alle variazioni del mercato
consumatori
maggio 2014
a una pedalata energica per chi
vuole mantenersi un minimo in
allenamento.
Poi c'è il motore elettrico. Prodotto da colossi dell'elettronica
di consumo, deve avere per legge una potenza massima di 250
watt (in Svizzera 500 watt) e non
superare i 25 Km orari. Si trova
posizionato sul mozzo anteriore
o posteriore (con qualche limite di manovrabilità) oppure centralmente, sotto la sella, integrato
con la batteria. È opportuno far
raffreddare il motore dopo il suo
utilizzo e prima della ricarica, che,
con le batterie al litio (più performanti di quelle al piombo), può
avvenire allacciandosi per una
notte alla rete elettrica di casa.
La batteria, di norma collocata
nel sottosella o sul portapacchi, va
scelta con attenzione guardando
non solo all'autonomia (al massimo 40 Km, legata a una serie di
fattori tra cui il peso del mezzo),
ma anche alla qualità, alla durata
(4-5 anni in genere) e alle specifiche tecniche: se più indicata per la
pianura, ad esempio, o per la salita.
Le tipologie e i materiali ricalcano quelli delle altre due ruote: in
29
acciaio, alluminio o carbonio; da
corsa, da città o mountain bike; news daLLa strada
ce n'è pure di pieghevoli o con il iL tricicLO Per aDuLti
navigatore satellitare. Coop ha
una serie di proposte convenienti
che presenta nel suo "Speciale vita
all’aperto e bici", in calendario nella prima metà di giugno.
i Limiti di Legge
25 cHiLOMetri Orari
se ha un motore con una potenza
maggiore di 250 watt e supera i 25
km orari, una bicicletta a pedalata
assistita va omologata come
ciclomotore. in altre parole, non è
più una bicicletta. tali limiti sono
stati introdotti dalla direttiva
europea 2002/24/Ce – recepita in
italia con decreto 31 gennaio 2003 –
e tracciano un confine invalicabile
entro cui deve muoversi la pedelec
(art.50 del Codice della strada). la
quale si configura perciò come un
veicolo "sui generis", col motore ma
libero da obblighi di
immatricolazione, targa,
assicurazione, bollo, casco, ecc. il
propulsore elettrico si interrompe
quando la velocità oltrepassa il
limite predefinito o quando il ciclista
smette di pedalare. si attiva, poi,
automaticamente, solo e soltanto in
contemporanea alla pedalata.
tra le tante cose che cambiano c'è
anche il parco circolante dei
velocipedi. accanto alla riscoperta
delle due ruote, assistiamo infatti
alla crescita delle "tre ruote", i tricicli
per adulti. utili per lo shopping in
forza delle capienti ceste posteriori
e/o anteriori, adibiti nella versione
cargo-bike al trasporto di piccoli
oggetti da lavoro, i tricicli per adulti
hanno dalla loro una invidiabile
stabilità apprezzata soprattutto
dalle persone con problemi di
disabilità o deambulazione, ma non
solo. li usano anche i ciclisti "non
nativi" che preferiscono spostarsi in
sicurezza nel traffico urbano specie
con bambini al seguito. esiste pure
la versione elettrica del triciclo a
pedalata assistita. Coop lo ha
inserito a grande richiesta, per la
prima volta quest'anno, nel suo
"speciale bici".
30
cucina
un menu contro la crisi
di Helmut Failoni
Fantasie
tra risotto
e scaloppine
Ecco il menu di Adalberto Migliari chef
della trattoria la Chiocciola in provincia
di Ferrara. Sapori che, per il primo,
vanno dagli aspargi e le canocchie, al
rombo, per il secondo. E come dolce,
pere caramellate, granita e...
frutta e verdura
Per questo mese facciamo
virare il nostro palato nella zona del
ferrarese, una terra ricca di tradizioni
gastronomiche. E affidiamo il nostro
menu alla fantasia, alla professionalità
dello chef Adalberto Migliari. Ecco i
suoi tre suoi piatti.
maggio
LA STAGIONE DI..
Il primo
In questo mese potrete trovare
al loro meglio ancora gli asparagi,
i carciofi, i cavolfiori, le fave,
i finocchi, i piselli, i fagiolini, che
sono ricchi di sali minerali e che
oltre a rinfrescare l’apparato
gastrointestinale, svolgono
un’ottima azione diuretica. Per il
buon contenuto di vitamina A,
proteine e potassio sono
raccomandati fra l’altro nelle
malattie cardiache. In questa
primavera vi consigliamo anche,
come prodotti di stagione, le patate
novelle, i porri, i peperoni,
i ravanelli e gli spinaci. È anche
il mese delle fragole e cominciano
le prime ciliegie.
Ingredienti per 4 persone:
Risotto con asparagi di Altedo e
canocchie mantecato al rosso d’uovo
240 gr riso carnaroli, 60 gr porro, 200
gr asparagi verdi, 400 gr canocchie, 2
tuorli, 1,5 lt brodo di pesce, 60 gr vino
bianco, olio extravergine d’oliva, sale
Procedimento
Pulire le canocchie a crudo tagliandole
lateralmente con le forbici. Con le teste
e le carcasse preparare un brodo
stufando prima la cipolla a julienne,
poi appassire il carapace delle
canocchie e 2 lt di acqua fredda.
Bollire per 20 minuti, lasciare riposare
15 minuti e filtrare. Nettare gli asparagi
e tagliarli a rondelle spesse. Affettare il
porro a julienne. In casseruola stufare
il porro con un filo d’olio d’oliva e un
pizzico di sale, unire il riso e tostarlo.
Sfumare con il vino bianco e far
evaporare l’alcol. Bagnare con il brodo
caldo, unire gli asparagi a rondelle. A
cottura quasi ultimata aggiungere la
polpa delle canocchie tagliata a pezzi.
A fine cottura regolare di sale e
tenendolo molto “all’onda” mantecare
con i tuorli d’uovo. Servire subito ben
caldo con un filo d’olio a crudo.
Il secondo
Scaloppina di rombo chiodato al
Pignoletto e pepe verde
Ingredienti per 4 persone:
1 rombo da 1 kg, ½ lt Pignoletto, ½ lt
brodo pesce, 200 gr patate a cubetti
(peso netto), 1 cipolla bianca, 100 gr
panna liquida, 100 gr latte, pepe
verde
Procedimento
Sfilettare il rombo; i filetti li
conserviamo in frigorifero, le parature
o i ritagli li conserviamo per la salsa e
la lisca e la testa la usiamo per un
brodo veloce che servirà sempre per
la salsa. Brodo: a freddo mettiamo ½
cipolla, acqua, lisca e testa, pepe in
consumatori
maggio 2014
31
grani e niente sale a cuocere per mezzora a fiamma dolce.
Per la salsa: in una casseruola con un filo d’olio
imbiondiamo la ½ cipolla tritata, uniamo i ritagli del
rombo, il pignoletto, il brodo, le patate, il latte e la panna
tutto assieme a freddo. Raggiunta l’ebollizione facciamo
cuocere il tutto per 30 minuti circa. Regoliamo di sale e
frulliamo con un frullatore ad immersione e filtriamo.
Tagliamo i filetti a scaloppine, li passiamo nel pepe verde,
poi nella farina ed infine in padella a cuocere con un filo
d’olio e una noce di burro portandoli a cottura (alcuni
minuti). Sistemiamo le scaloppe nei piatti e nappiamo con
la salsa ben calda.
Il dolce
Cremoso di pera caramellata e parmigiano reggiano con
granita al limone
Ingredienti per 4 persone:
250 gr panna liquida, 1 uovo, 40 gr cioccolato bianco, 120
gr pera decana matura, 35 gr zucchero semolato, 40 gr
parmigiano grattugiato. Granita al limone: 200 gr acqua,
60 gr zucchero, 40 gr succo di limone
Procedimento
Caramellare lo zucchero, unire immediatamente la pera a
pezzi con la buccia, decuocere un attimo il caramello e
unire la panna, poi il cioccolato bianco, a seguire il
parmigiano ed infine l’uovo. Frullare il tutto e filtrare.
Colare in stampini con il fondo precedentemente
caramellato e cuocere a bagno-maria in forno a 110° per 45
minuti. Per la granita miscelare i 3 ingredienti e ghiacciarli
in surgelatore rompendo a intervalli regolari il ghiaccio
man mano che si forma, ottenendo una granita
grossolana. Dopo aver raffreddato una notte in frigorifero
i cremosi, sformarli incidendo i bordi dallo stampino con
un coltello, in una fondina accompagnando con la
gratinata per rinfrescare il tutto.
Un menu contro la crisi
Trattoria & Locanda La Chiocciola
Via Runco 94/f, 44015
Quartiere di Portomaggiore (FE)
Chef: Adalberto Migliari (Athos)
Il primo
Risotto con asparagi di Altedo e canocchie mantecato
al rosso d’uovo (costo per 4 persone 16 euro)
Il secondo
Scaloppina di rombo chiodato al Pignoletto e pepe
verde (costo per 4 persone, 22 euro)
Il dolce
Cremoso di pera caramellata e parmigiano reggiano
con granita al limone (costo per 4 persone 6 euro)
La pecora
altamurana
Sin dai tempi antichi il territorio murgiano
(siamo in provincia di Bari) era ricco di greggi ovine e caprine allevati con il metodo del pascolo brado a causa della estrema rocciosità dei luoghi e della
scarsa fertilità del suolo. La pecora Altamurana, conosciuta anche con il nome di pecora moscia, razza
autoctona molto rustica, si è adattata a questi ambienti nel corso dei secoli. Si ritiene derivi dalla razza asiatica o siriana ed è riconoscibile grazie al vello
bianco e alla testa allungata; l’Altamurana è una pecora di taglia media a triplice attitudine (latte, lana,
carne) molto utilizzata in passato per le produzioni
casearie mentre, negli ultimi decenni, è stata selezionata prevalentemente per la carne, in particolare
per realizzare incroci con razze più produttive, come
la comisana e la leccese. L’Altamurana è particolarmente resistente alle punture di zecche e quindi non
si ammala di piroplasmosi, una malattia che porta in
breve tempo alla morte le pecore colpite.
Il declino dell’uso della lana ovina per la produzione di materassi, l’abigeato, la mancanza di manodopera disposta a svolgere il duro lavoro di pastore, il
passaggio a forme di agricoltura a maggior reddito, hanno determinato nell’ultimo cinquantennio il
declino dell’allevamento ovi-caprino sulla Murgia.
In particolar modo la scomparsa della razza Altamurana è stata determinata dalla minore dimensione
degli agnelli alla nascita e dalla minore velocità di
crescita rispetto alle altre razze pugliesi. Negli anni
'80 dello scorso secolo nel territorio murgiano erano presenti circa 190.000 capi di Altamurana mentre,
dalle ultime stime risalenti al 2000, risultano allevati circa 400 capi, di cui solo 170 iscritti al libro genealogico, e quindi di pura razza Altamurana.
Il Presidio Slow Food coinvolge un allevatore che custodisce buona parte dei capi rimasti in un’antica
masseria del Seicento posta all’interno del Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Lo scopo del Presidio è promuovere sul territorio pugliese nuovi allevamenti e
nuove linee genetiche, per iniziare un percorso di recupero della razza destinata, se non si interviene, a
scomparire nel giro di pochi anni. Il progetto di recupero e valorizzazione della razza Altamurana ha l’obiettivo di stimolare gli allevatori ad allevare capi di
Altamurana. Responsabile del Presidio: Michele Polignieri, tel. 329 5645195 , [email protected]
Convenzioni Parchi
Parchi a tema
MIRABILANDIA
Ravenna
Tel. 0544.561156
www.mirabilandia.it
È il parco divertimenti più grande
d’Italia, situato vicino
alla Riviera romagnola.
Per i Soci Coop:
Ingresso intero: sconto 2,5 €
Per i bambini di altezza inferiore ai 100 cm l’ingresso è
gratuito.
Lo sconto è esteso a un accompagnatore pagante biglietto di
ingresso individuale intero.
CARRISILAND RESORT
Cellino S.Marco (Br)
Tel. 349.2914792 - www.carrisiland.it
Parco naturalistico, tematico, acquatico e dei divertimenti.
Per i Soci Coop:
Primavera dal 06/04 al 13/06/2014:
area boschiva e area divertimenti
ingresso adulto e bambino sconto 2 €.
Estate dal 14/06 al 14/09/2014:
area boschiva, area divertimenti e acquapark
ingresso adulti e bambino sconto 3 €.
Le agevolazioni sono estese al nucleo familiare del socio.
Presentare i documenti di identità.
ITALIA IN MINIATURA
Viserba di Rimini (RN)
Tel. 0541.736736 - www.italiainminiatura.com
Il parco divertimenti che propone la riproduzione in scala
di numerosi monumenti italiani ed europei.
Per i Soci Coop:
Ingresso intero: adulti 19 € anziché 22 €.
Lo sconto è esteso ad un accompagnatore adulto.
Ingresso ridotto: 15 € anziché 16 €.
Lo sconto di è esteso ad un accompagnatore bambino
fino a 11 anni o adulto oltre i 65 anni.
Ingresso gratuito per bambini sino a 100 cm di altezza.
Ogni biglietto vale due giorni e consente di rientrare
gratuitamente al parco un secondo giorno a scelta nel
2014.
Per usufruire della promozione è necessario far
personalizzare il biglietto con la propria foto prima
dell'uscita e conservarlo per il successivo rientro.
MINITALIA LEOLANDIA
Capriate S.Gervasio (BG)
Tel. 02.9090169 - www.leolandia.it
Il parco divertimenti per tutta la famiglia vi aspetta con un
mix di avventura, spettacolo e divertimento! Ben 38
attrazioni per grandi e piccini, tante novità e la splendida
Minitalia con la riproduzione dei monumenti più belli del
nostro Paese.
Sul sito il calendario di apertura del parco e la possibilità di
acquistare i biglietti di ingresso risparmiando fino al 40%.
Per i Soci Coop:
Uno sconto ancora maggiore digitando il codice sconto 52
Le agevolazioni non sono cumulabili con altre iniziative in
corso.
IL PARCO DELLA PREISTORIA
Via Ponte Vecchio 21 – 26027 Rivolta D’Adda (CR)
Tel. 0363.78184 - 0363.370250 - Fax 0363.370290
www.parcodellapreistoria.it
Situato sul fiume Adda, a soli 25 km da Milano, il parco è
immerso in un’area naturale.
Lungo il suo itinerario si incontrano 50 ricostruzioni, a
grandezza naturale, di 31 specie preistoriche: artropodi,
pesci, anfibi, rettili arcaici, dinosauri, pterosauri, plesiosauri,
mammiferi e uomini primitivi, oltre a un percorso botanico,
un museo paleontologico, animali in semilibertà, aree
attrezzate per pic-nic, parchi giochi, un labirinto e il sempre
richiestissimo trenino.
Il parco è aperto da metà febbraio a metà novembre con
orario 9:00 –18:0 da lunedì a venerdì e 9:00-19:00 sabato
domenica.
Per i Soci Coop:
Ingresso intero: sconto 2 euro
L’agevolazione è estesa ad un accompagnatore
OLTREMARE
Riccione (RN)
Tel. 0541.4271 - www.oltremare.it
Un mondo nel quale la natura diventa occasione di scoperta,
educazione e divertimento.
La laguna dei delfini più grande e bella d’Europa è il cuore
pulsante attorno al quale Acqua, Aria, Terra, Fuoco ed
Energia raccontano la vita in modo emozionante.
Per i Soci Coop:
Ingresso intero: 22 € anziché 24 €
ingresso valido due giorni in stagione
Lo sconto è esteso ad un accompagnatore adulto e
non è cumulabile con altre promozioni in corso.
Parchi avventura
INDIANA PARK
Castellana Grotte (BA)
Tel. 349 5352523 – 327 6912727
castellana.indianapark.it
Tranquillità e natura, sport e
movimento, avventura e forti emozioni
Per i Soci Coop:
sconto 2 € sulle tariffe percorsi per bambini, ragazzi e
adulti.
L’agevolazione è estesa ai componenti il nucleo familiare,
previa esibizione dei documenti di identità.
ACROPARK
Rio Centa (TN) Tel. 389.9622966
prossimo al lago di Caldonazzo
Roana (VI) Tel. 346.3991144
Informazioni più dettagliate sulle convenzioni e su tutti i vantaggi riservati ai soci le trovi sul sito www.e-coop.it.
Ricorda di portare sempre con te la Carta Socio Coop.
presso il Laghetto di Roana.
www.acropark.it
Due parchi avventura tra le Dolomiti con percorsi
acrobatici per tutti in totale sicurezza
Per i Soci Coop:
sconto 20% sulle tariffe percorsi (consultabili sul sito
ufficiale).
L'agevolazione è estesa ad un accompagnatore e non è
cumulabile con altre iniziative in corso.
CENTRO RAFTING EXTREME WAVES VAL DI SOLE
Via del Comun - Commezzadura (TN)
Tel. 0463.970808 - 335.7080539 - www.extremewaves.it
Centro immerso nel verde, di fronte al massiccio del Brenta,
dove è possibile praticare Rafting, Tarzaning, Canyoning,
Ropes Course, Parco Avventura, River Bridge e Mountain Bike.
Per i Soci Coop:
Bambini fino a 12 anni sconto 20% sulle singole attività.
Adulti sconto 15% per le singole attività e Settimane
Multisport.
Sconto 15% su noleggio di mountain bike.
Le agevolazioni sono estese ad un accompagnatore oppure
due familiari del socio e non sono cumulabili con altre
iniziative in corso.
BREG ADVENTURE PARK VAL DI BREGUZZO
Località Chiesetta Alpina - Breguzzo (TN)
Tel.333.884.8918 - Infoline 0465.323090
www.bregadventurepark.it
Situato alle porte del Parco Naturale Adamello Brenta, è il
Parco Avventura più grande del Trentino con oltre 100
entusiasmanti attività suddivise in 8 percorsi. Offre
emozioni e grande divertimento per tutta la famiglia grazie
allo speciale sistema di sicurezza 100%. Unico parco
certificato Family in Trentino BREG Canyoning rio
roldone
Per i Soci Coop:
Sconto 20% sui prezzi a listino.
L'agevolazione è estesa ad un accompagnatore e non verrà
applicata ai prezzi riservati alla BREG Family Card.
CIMONE ADVENTURE PARK
Sestola (MO)
Tel. 0536.62968 - cell.339.6523405
www.adventureparkcimone.it
Acrobatic Park, tirole, slittovia, snowbooting, seggiovia,
tappeti elastici, mini quad.
Per i Soci Coop:
Listino scontato sulle diverse specialità.
Le agevolazioni sono estese al nucleo familiare del socio.
IL GIARDINO SOSPESO
Località Il Giardino - Riparbella (PI)
Tel. 335 7726322 - 335 7726323
www.ilgiardinosospeso.it
Percorsi acrobatici sugli alberi per adulti e bambini, a pochi
chilometri dal mare. La struttura spesso utilizzata per
attività di Team Building, offre una disciplina completa che
coinvolge il corpo e la mente. I percorsi, per bambini e adulti,
si dividono in base alla statura:
3 percorsi per bambini dai 110 cm ai 140 cm di altezza;
3 percorsi per adulti sopra i 140 cm di altezza.
Per i Soci Coop:
Percorsi per bambini: 10 € anziché 12 €
Percorsi per adulti: 13 € anziché 15 €
Le agevolazioni sono estese al nucleo familiare del socio,
fino a un massimo di 4 persone.
Campo estivo:
Diurno 110 € anziché 140
Residenziale 390 € anziché 450
Ulteriore sconto di 20 € per i fratelli o per chi si iscrive a due
settimane.
Acquari
ACQUARIO DI CATTOLICA
Cattolica (RN)
Tel. 0541.8371
www.acquariodicattolica.it
Il mondo degli squali e di migliaia
di pesci da tutti i mari del pianeta
nel più grande Acquario dell'Adriatico.
Per i Soci Coop:
Ingresso 17 € anziché 19 €
Lo sconto è esteso ad un accompagnatore adulto e non è
cumulabile con altre promozioni in corso.
ACQUARIO DI GENOVA
Genova - Area Porto Antico
Tel. 010.2345678 - www.acquariodigenova.it
Acquario, Biosfera, Bigo, Galata Museo del Mare, Città dei
Bambini.
È il più grande acquario d'Italia e secondo in Europa; un
percorso in mezzo a vasche che ospitano delfini, squali,
foche, tartarughe e moltissimi altri pesci e ricostruiscono gli
ambienti originali delle singole specie, con evidenti finalità
didattiche.
Per i Soci Coop:
Sconto di 1,5 € su biglietto di ingresso.
Lo sconto è esteso al nucleo familiare fino a un massimo di 4
persone.
Sconto 10% per acquisti al gift shop.
ACQUARIO DI LIVORNO
Livorno - Piazzale Mascagni, 1
Tel. 0586 269.111 - www.acquariodilivorno.it L'acquario, con 20 vasche principalmente dedicate al
Mediterraneo, 150 specie e un totale di circa 1200 animali,
propone un percorso di visita integrato unico sul territorio
nazionale che coniuga cultura, emozione, divertimento ed
educazione.
Per i Soci Coop:
Sconto di 1 € su biglietto di ingresso.
Lo sconto è esteso al nucleo familiare fino a un massimo
di 4 persone e non è cumulabile con altre promozioni in corso.
34
vivere bene viaggi
di Giuseppe Ortolano
Marche, mille motivi
per scoprire questa terra
Dal mare di tante località della riviera ai parchi naturali, dai borghi medievali
sulle colline alle città piene d'arte e di storia. Idee per un turista curioso
INFO UTILI
Per informazioni e materiale
turistico sulla Marche contattare il
numero verde 800222111 o visitare il
sito www.turismo.marche.it, dal
quale è possibile scaricare
numerose brochure dedicate alle
bellezze della regione. Quattro APP,
scaricabili gratuitamente da
Google play e AppStore guidano il
visitatore alla scoperta del mare,
della natura, delle città d'arte con i
loro musei e del Made in Marche
(enogastronomia e shopping di
qualità). Aggiornamenti in tempo
reale su www.facebook.com/
marche.tourism
Eccovi sei buoni motivi per
visitare le Marche. Il mare tanto per
iniziare. La regione vanta ben 180 km
di costa, 9 porti turistici e 26 località
che si affacciano sul Mar Adriatico,
con spiagge e coste alte a picco sul
mare. Su 18 comuni costieri
sventolano le Bandiere blu
(marchio internazionale di qualità
dell’ambiente e dei servizi turistici),
mentre sull'Adriatico si affacciano
due aree naturali protette: il Parco
del Conero e il Parco del Monte San
Bartolo. Tra le località marine più
interessanti Pesaro, con i suoi 7
chilometri di spiaggia ampia e
sabbiosa - in parte a mare libero, in
parte protetta da scogliere particolarmente adatta a famiglie e
bambini, la lunga pista ciclabile e il
bel centro storico.
Lunghe spiagge sabbiose anche a
Senigallia, apprezzata per il suo
elegante centro storico e la celebre
Rotonda sul Mare, e a Cupra
Marittima, nella verde Riviera delle
Palme. Sabbia e ghiaia sul litorale di
Marotta, il centro balneare del
suggestivo borgo storico di
Mondolfo, e a Pedaso, nota per la
trasparenza dell’acqua, ricca di flora
e fauna marina, che la rende adatta
alle immersioni e agli sport
subacquei. Chi non teme una costa
più scoscesa, con ripide pareti
intervallate da calette spesso
raggiungibili solo per piccoli sentieri
o via mare, può invece scegliere le
località della Riviera del
Conero, tra le quali brillano Sirolo,
con la caratteristica spiaggia delle
Due Sorelle, e Numana.
Ci sono poi le Marche delle dolci
colline, dei piccoli borghi e dei
castelli. Luoghi incantati, come il
centro medievale di
Montelupone ancora circondato
dalle mura; Sarnano, situato nel
cuore dei Monti Sibillini; Offida,
famosa per i suoi delicati merletti al
tombolo, e l'affascinante dedalo del
Castello di Moresco. Da non mancare
consumatori
maggio 2014
35
Una regione tra vini, prelibatezze e...
Le Marche sanno prendere il turista per
la gola. Infatti vantano 15 vini a
marchio DOC e 5 vini DOCG - tra i quali
il Verdicchio, il Rosso Conero, il
Rosso Piceno - 6 prodotti agroalimentari DOP (fra cui l’Oliva
ascolana e il Prosciutto di
Carpegna) e 4 IGP (fra cui il
Ciauscolo, rinomato salame
spalmabile), oltre a 66 ristoranti e
trattorie segnalate dalle Guide
Michelin, Gambero rosso, L’Espresso.
Tante le strade del vino che
attraversano i vigneti sulle colline che
dolcemente degradano
dall’Appennino sino al mare.
Più insoliti gli shopping tour tra i
rinomati outlet della moda e
dell'abbigliamento, tra i quali marchi
celebri in tutto il mondo, come Tod’s,
Hogan, Loriblu, Nero Giardini, Cesare
Paciotti, Fornarina, Fabi, Manas, Vic
Matiè, OXS, Janet & Janet e Giorgio Grati.
Ma lo shopping nelle Marche non è solo
legato alle grandi griffe e include
anche le lavorazioni artigianali di
antica tradizione. Come la lavorazione
della pelle (scarpe, borse, cinture,
accessori, ecc.), la carta di Fabriano
(dove ha sede il Museo della Carta e
Filigrana), le terrecotte nelle zone di
Fermo e di Macerata, la maiolica di
Urbino, Urbania, Pesaro ed Ascoli
Piceno, mentre la lavorazione del ferro
battuto e del rame è diffusa in tutta la
regione.
una visita alla Rocca di
Gradara, una delle strutture
medioevali meglio conservate
d’Italia, e a Carpegna, immersa nel
verde dei faggeti del monte
omonimo.
Viene poi la natura, con 2 parchi
nazionali (Monti Sibillini, Gran
Sasso e Monti della Laga), 4 parchi
regionali (Monte Conero, Sasso
Simone e Simoncello, Monte San
Bartolo, Gola della Rossa e di
Frasassi) e 6 riserve naturali
(Abbadia di Fiastra, Montagna di
Torricchio, Ripa Bianca, Sentina, Gola
del Furlo, Monte San Vicino e Monte
Canfaito). Splendide le famose
Grotte di Frasassi dove, con
una passeggiata di circa un'ora, si
possono ammirare piccoli laghi,
stalattiti, gigantesche stalagmiti e il
maestoso Abisso Ancona.
Affascinante la Gola del Furlo,
scavata dal torrente Candigliano.
Città d'arte, musei, ville e teatri
storici fanno delle Marche una meta
adatta anche a chi predilige il
turismo culturale. C'è solo
l'imbarazzo della scelta. Dal
travertino delle vestigia romaniche e
gotiche di Ascoli Piceno, ai
palazzi storici di Macerata, ai
portici cinquecenteschi di Fermo,
al palazzo ducale di Urbino, le
città d'arte delle Marche offrono
suggestioni uniche.
Ma piacevoli sorprese regalano
anche Osimo e Camerano, con
le loro città sotterranee; la piccola
Pergola con il museo dedicato ai
Bronzi Dorati, l'unico gruppo di
bronzo dorato giunto dall'età
romana ai nostri giorni, e San
Severino, dall'insolita piazza ellittica.
Poi ci sono le Marche della
spiritualità e della meditazione, fatte
di monasteri, abbazie e
santuari di rara bellezza che
propongono una salutare pausa
dallo stress quotidiano. Tra i più
suggestivi l'Abbazia di S. Vittore alle
Chiuse e l'Eremo di S. Maria Infra
Saxa a Genga, S. Maria della Rocca
ad Offida, l'Abbazia di S. Maria di
Chiaravalle di Fiastra a Tolentino e
l'Abbazia benedettina di San
Firmano, a Montelupone.
Una guida all'Italia delle donne
Ci sono Artemisia Gentileschi, pittrice romana del Seicento, e Cristina Trivulzio di
Belgiojoso, protagonista del Risorgimento. Grazia Deledda, vincitrice del Nobel
per la letteratura nel 1926, e Miuccia Prada, stilista e imprenditrice conosciuta in
tutto il mondo. E poi cortigiane, pedagogiste, scienziate, partigiane, archistar.
L’Italia delle donne (Morellini editore, 17,90 euro) è un agile atlante che ci guida
alla scoperta delle grandi donne del nostre Paese. E lo fa suggerendo luoghi e
itinerari che, da Nord a Sud compongono un’avvincente geografia al femminile
tutta da conoscere.
36
vivere bene cultura e oltre
a cura di Giorgio Oldrini
mostre
Venezia, l'architettura del mondo in mostra alla Biennale
Torna la Biennale di Venezia
con le sue proposte di
altissimo livello. Ben 65 i
Paesi di tutti i continenti
presenti con proprie
installazioni, di cui 11
saranno a Venezia per la
prima volta. Il curatore della Biennale Architettura è
quest’anno l’archistar olandese Rem Koolhaas che ha
introdotto una novità concettuale: non più inviti ad
architetti famosi e a paesi che si esercitano liberamente
attorno ad un tema, ma tre sezioni complementari che
riempiranno i Giardini, l’Arsenale e le Corderie e il
Padiglione centrale con proposte frutto di ricerche
coordinate dallo stesso curatore.
Tre per l’appunto le sezioni della Biennale Architettura
che ha come titolo generale “Fundamentals”. La prima è
“Absorbing Modernity, 1914, 2014”. Si tratta di padiglioni
nazionali di 65 Paesi di tutti i continenti che mettono in
mostra i processi complessi attraverso i quali sembrano
annullarsi le caratteristiche nazionali per arrivare ad un
linguaggio architettonico universale e moderno. Ma si
testimonia allo stesso tempo di quanto complesso sia
questo cammino e di come le caratteristiche tecniche,
tradizionali, culturali proprie di ogni luogo concorrano
alla nascita di un linguaggio universale.
La seconda sezione si intitola “Elements of architecture” e
nel Padiglione centrale della Biennale mette in mostra
come nei diversi tempi i differenti architetti hanno
trattato gli elementi fondamentali della costruzione, che
sono mutati profondamente, che vengono utilizzati in
modi originali, ma che sono sempre indispensabili.
Pavimenti, soffitti, porte, finestre, scale, camini, servizi
igienici, corridoi, balconi a altri acquistano nella loro
indispensabilità una dimensione nuova. La terza sezione,
all’Arsenale, è “Monditalia” e mette in mostra il
contributo dell’Italia all’architettura e al suo processo di
sviluppo. Tra l’altro, come ha ricordato il presidente Paolo
Baratta, la Biennale non è solo architettura, ma anche
teatro, musica, danza, cinema. E qui nel padiglione di
Monditalia saranno numerose le iniziative che uniranno
le varie arti.
A riempire ulteriormente i mesi da giugno a novembre,
Venezia ospiterà una serie importante di incontri,
dibattiti, eventi, molti dei quali si collocano sotto la
denominazione “Week end specials” .
14ª Mostra internazionale di architettura
della Biennale di Venezia
Giardini della Biennale, Arsenale
Dal 7 giugno al 23 novembre
Ingresso: 25 euro, soci Coop 22 euro
Info: Tel. 041-5218711, [email protected], www.labiennale.org
Italiani brava gente
di
Massimo Cirri e Filippo Solibello
conduttori radiofonici
VenTo, ciclabile e possibile
Da Venezia a Torino lungo gli argini del Po
Chiudete gli occhi e pensate alle Grandi Opere: a parte Silvio Berlusconi in tivù da Bruno Vespa, con
la carta d'Italia puntata di rosso, cosa vi viene in mente? Ponti sugli stretti? Trafori ferroviari ad alta velocità
che sbucazzano Alpi e Appennini? Autostrade? Dighe
mobili? Le Grandi Opere sono sempre un elenco di
meraviglie e richiamano alla mente le meraviglie del
mondo: le Piramidi, i Giardini Pensili di Babilonia, il
Colosso di Rodi o la Salerno-Reggio Calabria. Ma pen-
sando alle Grandi Opere tocca pensare anche a qualcos'altro: ai soldi, molti, che servono per costruirle; agli
appalti spesso poco trasparenti; alle infiltrazioni
mafiose sempre troppo probabili; agli eterni ritardi
(perché per allargare la Salerno-Reggio Calabria serve
più tempo che per tirar su la Grande Muraglia?).
Poi costi che lievitano come la pasta da pizza in un
pomeriggio di maggio; poi la distruzione del territorio
e dei paesaggi.
consumatori
maggio 2014
37
libri
Cronache da Chez Maxim's
Tutto ma non la volgarità
Tra dolcezze e angoscia
Cobain raccontato da sé stesso
José Roman era il fattorino da Chez
Maxim’s a Parigi, il tempio della Belle
Epoque, dunque il testimone e spesso
anche il complice di chi frequentava
questo luogo di raffinatezze e di lusso
alla ricerca dei piaceri più diversi, tra
champagne, bellissime e disponibili
cortigiane. Chez Maxim’s aveva una
sua filosofia che veniva applicata con intransigenza. Si
sopportava che tra monarchi e maragià, milionari e
ministri, nobili e magnati si infilasse anche qualche
parassita, sguazzassero spie vere o presunte e cercasse
fortuna un avventuriero, “ma la volgarità però non era
ammessa”. Il buon gusto impediva che da Maxim’s ci
fossero numeri, dunque tutto si basava sulla conoscenza
perfetta e studiata dei clienti da parte del personale.
José Roman racconta, anche grazie ad un editor di
eccezione come Raymond Queneau che ha corretto i testi
originari, questo mondo incantato e decadente, negli
anni in cui l’Europa e il mondo si avviano alla Seconda
guerra mondiale.
Kurt Cobain è stato l’icona rock per
tanti giovani di tutto il mondo. Ora, a
20 anni esatti dalla sua morte,
Mondadori rilancia i Diari che furono
trovati in una cassaforte subito dopo il
suicidio del cantante leader dei
Nirvana. Era il 5 aprile di vent’anni fa
quando Kurt si uccise, ma già un mese
prima a Roma era stato salvato in extremis dopo una
overdose. Il suo percorso e la sua vita, brevissima, sono
stati bruciati nel segno della trasgressione più totale. Un
cammino, anzi una corsa rovinosa, che Kurt ha registrato
in 20 diari nei quali alternava scritti e schizzi, testi di
canzoni notissime e di altre inedite, considerazioni
intime sulla vita e sulla disperazione e critiche al mondo
della musica, ai suoi agenti famelici, nei quali parlava
con affetto dei suoi tantissimi fan che lo consideravano
un eroe e un idolo e rifletteva sul percorso artistico dei
Nirvana.
Un ragazzo a volte dolce, spesso angosciato che ha
segnato generazioni di giovani da ogni parte del
mondo.
José Roman
Chez Maxim’s
Sellerio Editore - 265 pagine, 14 euro
Kurt Cobain
Diari
Mondadori Editore - 288 pagine, 13 euro
Ma forse un'eccezione c'è. Si chiama VENTO e ha tutti i
numeri per essere una Grande Opera: lunghezza 679
chilometri; indotto generato 100 milioni di euro
all'anno; nuovi posti di lavoro 2.000. E poi il primato: la
pista ciclabile più lunga d'Italia ed una delle prime
in Europa. Perché VENTO permetterebbe di andare da
VENezia a TOrino in bicicletta lungo gli argini del Po,
deviazione per Milano ed Expo comprese nel prezzo: 80
milioni di euro. Non sono pochi, soprattutto in questi
tempi di crisi, ma sono anche l'equivalente di quello che
costa costruire due chilometri di autostrada.
E potrebbero venire da fondi europei, ne sono stati
stanziati per 6 miliardi e c’è il rischio che se li prendano i
tedeschi: lassù le piste ciclabili, molte lungo gli argini dei
fiumi, coprono 40.000 chilometri e producono 8 miliardi
di indotto all’anno. L'idea non è di un gruppo di ciclomaniaci intossicati da abuso di sostanze dopanti: viene dal
Politecnico di Milano, un gruppo di studio capitanato da Paolo Pileri, professore di progettazione e pianificazione urbanistica.
Che va in bicicletta e ci tiene “a far partire anche nel
nostro Paese il cicloturismo come fenomeno popolare e
positivo. Con un investimento infrastrutturale leggero
capace di innescare nuove economie basate sulla fruizione del paesaggio, dei beni culturali, della natura e
del buon cibo”. Perché il tracciato di VENTO attraversa
14.000 aziende agricole, si intreccia con 115 stazioni
ferroviarie e diversi approdi di battelli, incrocia 2.000
negozi e 300 attività ricettive.
Facile prevedere che ne nascerebbero altri: a noi piace
l'idea di una rete di Bicigrill, stazioni di servizio per
la mobilità dolce. Il 15% del tracciato, 100 chilometri, è
già ciclabile. Con pochi cambi delle regole di utilizzo di
argini, stradine e sentieri altri 284 chilometri (il 42%) lo
possono diventare alla svelta. Per il 22% del tragitto
occorrono interventi leggeri; per il restante 21% lavori
più impegnativi. Ma si potrebbe fare tutto in due anni
o tre anni.
E allora vale la pena inforcare la bicicletta e accodarsi
al professor Pileri e i suoi che tra il 6 e il 15 giugno pedalano lungo il Po per far conoscere VENTO. E
se Ciclabile non vi piace perché fa poco Grande Opera
chiamatela Eurovelo 8, dorsale ciclistica strategica
europea. Comunque via col VENTO. ●
consumatori
maggio 2014
38
a cura di Pierfrancesco Pacoda
musica da sentire...
il ritorno alle origini di Ben Harper
Il bluesman Ben Harper e sua madre Ellen, insieme in un disco che ci porta nel
cuore arcaico dell’America profonda, dove ancora palpita l’anima del Delta
del Mississippi e dove il gospel risuona con il suo messaggio di felicità e
liberazione. Ellen Harper è una pluristrumentista cresciuta nel negozio di
famiglia, "The Folk Music Center and Museum", ed è in quel luogo affollato di
banjos, armoniche e chitarre che Ben ha conosciuto le radici del suono che
sarebbe diventato il rock’n’roll. Da lì sono passati Ry Cooder e Taj Mahal. Un
disco interamente acustico "Childhood Home", dedicato, come ha detto Ben
Harper, al "posto da cui si proviene e al quale si finisce per tornare".
BEN & ELLEN HaRPER
Childhood Home - Prestige Folklore
Il nostro giudizio: RRRR
Se ti piace ascolta: Taj Mahal, Ry Cooder
Sound of Salento
Nuovo capitolo del
"Future sound of
Salento", che, in vista
dell’estate e
dell’appuntamento
con La Notte della
Taranta, propone l’opera solista di uno
dei suoi migliori esponenti. Antonio
Castrignanò è un virtuoso del
tamburello che reinterpreta la pizzica
conferendole una dimensione urbana,
oggi visceralmente legata a quel
"passato che ritorna", come diceva
Ernesto de Martino.
aNTONiO CaSTRigNaNò
Fomenta - Ponderosa
il nostro giudizio: RRR
Se ti piace ascolta: Mascarimirì,
Canzoniere Grecanico Salentino
Funky jazz degli incognito
L'eleganza di Björk
A 35 anni dal loro
esordio, gli Incognito
ritornano con un
album di funky jazz
che ci fa rivivere
le atmosfere
travolgenti dei giorni dell’acid jazz
inglese. Suoni che tributano un
omaggio alle radici della black music
che, nuovamente, irrompono sulla
pista da ballo. Come sempre nei loro
dischi, tantissime le voci che si
alternano, alcune al loro esordio, come
la 22enne australiana Chiara Hunter.
Non è un cd, ma un
dvd di raffinata
eleganza, nel quale
la cantante pop
d’avanguardia Björk
dialoga con il
divulgatore scientifico Sir David
Attenborough sulle relazioni tra la
musica e la natura e su come ogni
oggetto possa esprimere un suono che
diventa linguaggio della realtà. Con la
voce recitante di Tilda Swinton.
iNCOgNiTO
When Björk Met Attenborough
- Carosello
il nostro giudizio: RRR
Se ti piace ascolta: Royksopp, The Orb
Amplified soul - EarMusic
il nostro giudizio: RRR
Se ti piace ascolta: Gilles Peterson,
Jamie Lidel
BJÖRK wiTH DaViD
aTTENBOROUgH
R da dimenticare - RRsufficiente - RRRbuono - RRRRottimo - RRRRR capolavoro
Coop for words, musica e parole genova, i mestieri della musica
Coop for Words, il contest
organizzato da Coop per cercare
giovani talenti nella scrittura, si è
aperto, dallo scorso anno, anche alle
parole per la musica. Offrendo la
possibilità di comporre un testo su
una partitura scritta da un protagonista del pop d’autore
italiano. La vincitrice dell’edizione 2013, così, ha creato le sue
rime adattandole a una base rock originale composta per
l’occasione da Cristiano Godano, il leader dei Marlene Kuntz.
L’interpretazione della canzone è stata poi affidata a Angela
Baraldi, la rocker bolognese (ora in tour insieme a Massimo
Zamboni in un concerto dedicato alle composizioni dei CCCP
e dei CSI). Per il 2014 Coop for Words ha chiesto a Beatrice
Antolini, sofisticata cantante e multistrumentista, che ha
appena pubblicato il nuovo album "Vivid", di comporre la
musica sulla quale i partecipanti al concorso potranno
scrivere i loro testi. Il brano è in download su www.
coopforwords.it
È dedicata alla musica,
non solo da un punto di
vista creativo, ma anche
della formazione e del
lavoro, "FIM 2014"
dal 16 al 18 maggio alla Fiera del Mare di Genova.
Inaugurazione il 16 con un concerto tributo a Jimi Hendrix. Tra
le tante interessanti attività, prevista la consegna dei FIM
Award ad alcuni tra i più rappresentativi protagonisti del pop
mondiale. Come Bobby Kimball, voce dei Toto che riceverà il
premio come "Legend of Rock. Best voice" e canterà i suoi
successi più celebri domenica 18. Ma il PIM è soprattutto una
occasione per conoscere il lavoro che porta alla registrazione
di dischi diventati capolavori del rock. Sono in programma
seminari con due importanti ingegneri del suono, Eddie
Kramer (che ha registrato con Santana, Beatles e David Bowie)
e Colin Norfield (responsabile suono ai concerti dei Pink
Floyd). Info e programma su www.fimfiera.it. Previsto
uno sconto sul biglietto di ingresso ai soci Coop.
vivere bene cultura e oltre
39
l’intervista
Angela
Baraldi
È una delle protagoniste più vivaci della scena rock
italiana, Angela Baraldi, attrice e cantante che è
stata scelta da Coop for Words per interpretare il
brano composto da Cristiano Godano, che ha vinto
l’edizione 2013 del concorso. La canzone, disponibile
in download gratuito su www.coopforwords.it,
ha segnato l’apertura di questa iniziativa rivolta a
giovani talenti della scrittura, alle rime scritte per la
musica.
Angela, quali dischi consigli, tra i tuoi
ascolti recenti?
Ho una grande passione per Cat Power, una
cantautrice che unisce l’energia del rock più
trascinante, che trova dal vivo la sua dimensione
ideale, con un malinconico sentimentalismo,
spesso oscuro, romantico e sofferente. Lo dimostra
il suo ultimo album, Sun. Poi, ho riascoltato uno
dei capolavori solisti di Brian Eno, Taking Tiger
Mountain. By Strategy. Il compositore inglese
maestro del minimalismo si è dedicato alla canzone
pop con bellissimi risultati. Questo disco è un
capolavoro di decadentismo rock. Consiglio ai
lettori di Consumatori anche Matangi, il nuovo
disco di MIA, una cantante che esprime la creatività
multietnica delle metropoli contemporanee.
E i libri?
Ho appena terminato di leggere La ragione delle
il festival
A Bologna "Rock in Idro"
Rock in Idro apre ufficialmente la stagione dei grandi festival
open air in Italia. Ed è, quello al Parco Nord di Bologna, il più
importante appuntamento dell’estate 2014, con un cast che,
dal 30 maggio al 2 giugno presenterà musicisti
provenienti dalle più disparate aree sonore. Apertura dance il
30 con la superstar del ritmo ipnotico Fatboy Slim,
accompagnato dai due nomi più amati dell’ultimissima
ondata di dj, Dimitri Vegas e Like Mike. Il 31
maggio verrà celebrato il ritorno dei Pogues, la celebre
band irlandese.
L’1 giugno ci saranno gli Iron Maiden, il gruppo che ha
fatto la storia dell’hard rock, mentre il 2 si esibiranno i
Queens of the Stone Age, versante americano del
suono blues più duro, insieme agli inglesi Pixies, che
presenteranno a Bologna il loro nuovo disco. Nel cast anche,
tra i tanti, Black Stone Cherry, Miles Kane e Millencolin.
Per informazioni: www.rockinidro.com.
mani di Emidio Clementi, una raccolta di storie che
hanno al centro la musica. È il mio mondo e Clementi,
che è anche musicista, lo racconta sempre in bilico tra
coinvolgimento e voglia di distacco.
Per il resto, ho letto due classici: Hollywood
Babilonia di Kenneth Anger, un viaggio nelle
distorsioni dello star system del cinema e La Linea
d’Ombra di Joseph Conrad.
Chiudiamo con i film...
Ho ammirato l’abilità di Valeria Golino come regista
in Miele. Sensibile e coinvolgente. Sono finalmente
riuscita a vedere un vecchio film di Brian De Palma,
Hi Mom !, con Robert De Niro, una commedia dagli
improvvisi risvolti "noir". Tra le pellicole nuove, mi ha
affascinato la nuova favola di Wes Anderson Grand
Hotel Budapest, un inno all’amicizia sottolineato da
splendide scenografie di un luogo immaginario che
sembra provenire da un sogno.
40
le pagine di
coop reno
BILANCIO 2013
tra numeri e strategie
Grazie a una gestione oculata, pur nell'anno più nero per i consumi Coop Reno
è riuscita a chiudere un buon bilancio. Ecco come e con quali risultati concreti
DI PAOLO BEDESCHI
presidente del Consiglio
di sorveglianza di Coop Reno
Dal 19 maggio si terranno le assemblee separate dei soci
per esaminare i dati del bilancio
2013 della cooperativa.
Con il sistema di “governance”
duale, che ci siamo dati dal 2008,
spetta al Consiglio di Sorveglianza approvare il bilancio dopo che
i soci avranno deliberato in merito al ristorno, cioè alla parte
dell’utile della gestione caratteristica riconducibile al rapporto tra
la cooperativa e i soci, in proporzione alla spesa annuale fatta dai
medesimi presso i punti vendita
di Coop Reno.
Nel 2013 le vendite totali sono
state di 166.077.800 euro, mentre quelle dei soci di 123.865.888
euro, pari al 74,58% del venduto. Questa cifra è già al netto di
15 milioni circa dei vantaggi riservati ai soci che la cooperativa
ha organizzato in corso d’anno,
sotto forma di sconti, promozioni commerciali riservate ai soci
e collezionamento.
Il valore totale di questi benefici ha superato il 12% dell’importo delle vendite a soci, mentre il totale dei benefici che
abbiamo riconosciuto ai clienti
normali è stato del 5,45% sulle loro spese.
La scelta di privilegiare in misura così consistente i soci deriva dalla consapevolezza che la
crisi che stiamo att raversando
richiede un aiuto straordinario
che la cooperativa deve organizzare e dare. Per questo motivo abbiamo coniato un efficace
motto che recita: “Quando i soci sono in difficoltà, la cooperativa deve esprimersi al meglio”.
L'orientamento sociale
D’altra parte quando la nostra cooperazione nacque oltre
150 anni fa, era proprio questo
lo scopo sociale che si doveva
raggiungere coniugando il solidarismo con la mutualità. In
forma solidale la cooperativa organizza un servizio mettendolo
a disposizione dei consumatori
e attraverso la forma mutualistica ognuno è libero di scegliere e
utilizzare tali servizi.
In più la cooperativa richiamandosi al principio universale della porta aperta, ammette a
soci tutt i coloro che, non svolgendo att ività concorrenziale
con essa, ravvisano la possibilità di trovare risposte ai loro
bisogni.
Questo chiaro orientamento
sociale è stato riconosciuto anche nel corso del 2013 da 6.219
clienti che hanno chiesto e ottenuto di diventare soci della
cooperativa. Questi si aggiungono ai 6.680 nuovi soci del
2012 e ai 4.592 del 2011. Nel
triennio 2011-2013 i soci sono
aumentati del 22,91%, mentre
dall’inizio della crisi, che lo
possiamo far risalire al 2008,
i nuovi soci sono 32.322. Con
questo numero la base sociale è
aumentata del 58,4% rispetto
al 31 dicembre 2007.
consumatori
maggio 2014
Questa massa di nuove adesioni ha determinato per Coop
Reno un incremento di oltre
10 punti percentuali di vendite
a soci e un miglioramento dello scontrino medio della spesa
dei soci che nel 2013 è risultato
superiore di 13,45 euro rispetto
allo scontrino medio del cliente normale.
La consapevolezza della grave
crisi recessiva che avrebbe colpito i nostri consumatori durante l’anno ci aveva indotto ad
affiancare alle scelte a vantaggio dei soci e dei consumatori
in generale, anche una drastica riduzione dei costi al fine di
mantenere la barca in linea di
galleggiamento.
I costi che abbiamo maggiormente aggredito sono stati
quelli energetici e quelli del costo del lavoro. Per i primi siamo
intervenuti con la chiusura dei
banchi refrigerati, la modifica
della illuminazione e la taratura della temperatura dei negozi.
Per il contenimento del costo
del lavoro abbiamo disdettato
il Contratto integrativo aziendale della area Bologna, adottando un Regolamento che ha
mantenuto il salario aggiuntivo aziendale ed altre migliorie
rispetto al CCNL, ma ha recuperato l’orario di lavoro del medesimo CCNL previsto in 38
ore rispetto alle 35 che risalivano a precedenti accordi, assolutamente incompatibili con il
grave stato di crisi che stiamo
attraversando.
Queste severe misure di contenimento dei costi, secondo
le previsioni, sarebbero state
sufficienti per evitare di chiudere il bilancio della gestione
caratteristica in perdita. Solo a
fine febbraio di quest’anno siamo stati informati che i ricavi
commerciali prodotti dai nostri
consorzi Coop Italia e Centrale
Adriatica avevano dato risultati
41
molto migliori rispetto alle previsioni, e che anche i nostri inventari si erano chiusi positivamente, così come gli altri costi
aziendali erano stati contenuti
meglio del previsto.
Il ristorno "tiene"
Tutto ciò ha portato un risultato della gestione caratteristica migliore per oltre 1 milione di euro, che ci consente,
quindi, di proporre alle assemblee un ristorno, simile a quello dell’anno scorso, dopo avere
accantonato una cifra di circa
346 mila euro da destinare ai
lavoratori per una sorta di salario variabile, che in parte potrebbe compensare il sacrificio
che è stato loro chiesto.
Ormai da anni l’orientamento
di Coop Reno in materia di ristorno è quello di determinare
la cifra massima che le leggi ci
consentono, però coinvolgendo i soci nelle scelte di politiche economiche e sociali che
la cooperativa deve adottare.
Pertanto attraverso il ristorno,
oltre ad un beneficio immediato rappresentato da un buono
sconto, chiediamo di sostenere
progetti di carattere sociale e di
capitalizzare la cooperativa al
fine di sostenerne lo sviluppo.
Con queste premesse il ristorno
2013, che verrà sottoposto alle
assemblee, sarà di 743.196 euro pari allo 0,60% della spesa
dei soci, suddiviso in € 247.732
(0,20%) come buono spesa, €
123.866 (0,10%) per un progetto di carattere ambientale, che
coinvolgerà tutte le comunità
in cui la cooperativa è presente,
e € 371.598 (0,30%) ad aumento delle quote sociali.
Con questa ultima proposta il
capitale sociale di proprietà dei
soci raggiungerà l’importante cifra di 9.134.744 euro che
sommata a quelle delle riserve indivisibili consentirà alla
cooperativa di contare su un
Patrimonio Netto di quasi 45
milioni di euro.
Sviluppo in equilibrio
Attraverso queste risorse accumulate nei 25 anni di vita
di Coop Reno siamo riusciti a
svilupparci in luoghi in cui la
cooperazione non era presente e a consolidare le posizioni
già raggiunte. Solo nel triennio
2011-2013 abbiamo ricostruito i supermercati di Porretta,
Molinella, Minerbio, S.Pietro
in Casale, Castiglione dei Pepoli e Monghidoro, mentre siamo entrati a Riolo Terme, Bagnara di Romagna e Rioveggio,
per un investimento complessivo di oltre 31 milioni di euro. Pur con questi interventi la
situazione patrimoniale della
cooperativa è in equilibrio, ma
richiede sempre attenzione e
precise scelte orientate alla creazione di risorse proprie, comprese quelle di chiedere ai soci
di destinare una parte consistente del ristorno all’aumento
del capitale sociale.
Se i soci approveranno il ristorno nella misura proposta, dopo
avere pagate 1.033.997 euro di
imposte, il bilancio si chiuderà
con un utile molto elevato di
3.162.659 euro, dovuto però
per 2.826.962 euro a componenti straordinarie “una tantum”. Nelle stesse assemblee i
soci dovranno deliberare anche
la ripartizione dell’utile secondo le regole che la legge e lo statuto ci impongono.
Questo ottimo risultato ottenuto nell’anno più difficile
della vita di Coop Reno testimonia che la cooperativa perseguendo una precisa strategia,
ha saputo esprimere una grande capacità gestionale, impostata sulla partecipazione dei
soci e un convinto impegno dei
dipendenti.
42
primo piano coop reno
Il super è stato inaugurato il 22 marzo dopo una importante ristrutturazione
durata otto settimane. Questo punto vendita ha segnato un passo importante nelle
strategie e nello sviluppo di Coop Reno dal 2000 in poi. E si conferma come uno
dei negozi di punta dell'area montana a quattordici anni dalla sua prima apertura
SILLA,
LA
STORIA
SI
RIPETE
Rimesso a nuovo il gioiellino montano
DI MARCO MANZOLI
direttore commerciale di Coop Reno
Il tutto partì con l’unificazione per incorporazione della
Coop tre Valli, cooperativa di piccoli supermercati di vicinato che
non superavano i 300 mq di area
di vendita. Nel1992, anno dell’unificazione, era già in costruzione il supermercato di Castiglione
dei Pepoli che sostituiva il vecchio
punto vendita di 250 mq con il
nuovo di 600 mq che sarebbe stato inaugurato nel luglio del 2002.
Era dunque l’inizio del cambio di
passo per l’area della montagna
di Coop Reno: era ben presente,
oltre al tema del rinnovamento e
ampliamento dei punti vendita,
anche l’incognita di insediarsi
in nuove località. L’occasione si
presentò velocemente a Vergato
dove nel 2004 inaugurammo un
nuovo punto vendita di 400 mq.
Oltre al rinnovamento della rete
esistente, si cercava in tutti i modi lo sviluppo in altre aree, e l’alta
valle del Reno era la zona più interessante per la cooperativa. Si
puntava particolarmente a Porretta, ma la possibilità di costruire un punto vendita si dimostrò
per anni vana. Poi partì da una
grande intuizione del presidente, Paolo Bedeschi, e del compianto Luciano Landi (che allora svolgeva nella cooperativa il
ruolo di consigliere delegato alle
attività sociali), una difficile trattativa che ci portò ad acquisire un
supermercato di 1.000 mq di area
di vendita da un soggetto privato:
sarebbe diventato questo il punto
vendita più grande della cooperativa, situato in una posizione strategica, in località Silla, al crocevia
che porta a Porretta e sulla strada
per Vidiciatico-Lizzano e le piste
sciistiche del Cimone.
Amore a prima vista
La trattativa condotta dalla dirigenza di Coop Reno fu molto veloce e dopo l’acquisizione ufficiale
fu effettuata una ristrutturazione
che diede al punto vendita anche
la nuova immagine di Coop Reno,
poi utilizzata per anni. L’inaugurazione si tenne il 17 giugno 2000
e fu subito “Amore a prima vista”,
parafrasando l’immagine utilizzata per il lancio pubblicitario.
I risultati di vendite e il gradimento dei soci e consumatori furono
immediati e il super di Silla cominciò la sua nuova vita con Coop Reno. È evidente che l’apertura
di Silla, oltre a favorire lo sviluppo
consumatori
maggio 2014
43
Al taglio del nastro i presidenti dei Consigli di gestione e di Sorveglianza di Coop Reno, Mario Cifiello e Paolo Bedeschi, con al centro la
caponegozio di Silla, Giorgia Bartolotti, e il sindaco di Gaggio Montano, Maria Elisabetta Tanari. Sotto, la squadra dei dipendenti
della cooperativa, ne segnò un radicale cambio strategico: non più
piccoli negozi di vicinato, ma formati di dimensione maggiore che
svolgessero non solo il ruolo di
vicinato, ma anche di prossimità,
con un livello di servizio maggiore per i soci/consumatori, e con
l’obiettivo di aumentare le quote
di mercato.
La festa inaugurale
All'inizio del 2014, il supermercato è stato ristrutturato e il 22
marzo 2014 il punto vendita è
stato riaperto con una veste tutta
nuova e un layout completamente rinnovato. Tutte le attrezzature
sono state cambiate, utilizzando
le tecnologie più avanzate per un
maggior risparmio energetico e
comfort per il consumatore mentre nuovi colori e nuova comunicazione danno al punto vendita
una veste sobria ma allo stesso
tempo elegante; grande luminosità e ampi spazi facilitano la spesa e la rendono più piacevole.
I servizi del punto vendita sono
rimasti gli stessi del vecchio negozio, già completo di tutti i settori, con la sola aggiunta del reparto parafarmaco, tre sezioni di
prodotti normalmente venduti in
farmacia ma che a Silla si possono
trovare a un prezzo nettamente
inferiore.
La mattinata dell’inaugurazione parco prospiciente il punto vendiè stata una festa a cui hanno par- ta uno stand gestito dagli alpini ha
tecipato centinaia di persone; nel offerto la colazione e poi polenta
e ragù. Una bellissima giornata!
La storia dunque si ripete. Sila giugno 2000, Silla marzo
2014: 14 anni di successi per Coop Reno.
A questo punto non ci resta che
augurarci altri 14 anni allo stesso livello! Un ringraziamento a
tutti coloro ( personale del punto vendita, rete di vendita, tecnici di sede e non) che hanno reso
possibile, in sole otto settimane
di duro lavoro, questo ottimo risultato finale.
44
primo piano coop reno
FANEP
DI DANIELA DALPOZZO
l'eccellenza in pediatria
I progetti dell'associazione e il sostegno dato da
Coop Reno con “Poltrone letto" ai genitori dei
bambini ricoverati per lunghi periodi in ospedale
l'acquisto di 9 poltrone letto per
consentire un maggiore comfort
ai genitori che accudiscono i loro
bimbi, spesso per lunghi periodi,
al Sant'Orsola di Bologna.
L'ospedale creativo
La Fanep (associazione Famiglie Neurologia Pediatrica) nasce nel 1983 ad opera di un
gruppo di medici, paramedici e
genitori di bimbi ricoverati presso il reparto di neuropsichiatria
infantile del Sant’Orsola di Bologna. Negli anni l'associazione
ha compiuto importanti passi a
sostegno delle patologie neurologiche pediatriche e adolescenziali, con particolare attenzione
ai disturbi del comportamento
alimentare.
Oggi la sua mission non si limita
a un semplice sostegno, ma cerca
di raggiungere e offrire l'eccellenza in pediatria. Eccellenza che
si realizza ad esempio attraverso
il sostegno, la specializzazione e
il continuo aggiornamento del
personale sanitario. Ad oggi la
Fanep sostiene economicamente
un medico neuropsichiatra infantile, 12 psicologi, una dietista e un
tecnico di neurofisiopatologia.
L'eccellenza vuole significare anche spazi di degenza in grado di
dare una giusta dignità al bimbo
e alla famiglia. Nel 2013 Fanep ha
concluso un importante progetto di ristrutturazione del reparto
di Neuropsichiatria Infantile di
Bologna che ha visto impegnati oltre cento volontari e migliaia di sostenitori nella raccolta di
1.800.000 euro. Per completare
questa ristrutturazione sarà proprio Coop Reno a donare dignità ai famigliari dei bimbi tramite
il progetto “Poltrone letto“. Il
progetto devolve 10 mila euro per
L'eccellenza si manifesta anche
nel dare un sostegno concreto e
umano che accompagni il bimbo
e la famiglia nel difficile percorso
dell’ospedalizzazione. “Nell'Ospedale Creativo – spiega Giovanni Bitonti, responsabile del
progetto – il nostro volontario,
figura centrale del progetto, è accanto al piccolo ospite sin dalle
prime ore mediante l’accoglienza.
Ma il sostegno maggiore si attiva
nella fascia pomeridiana, quando
non vengono eseguite visite ed
esami medici di routine. Proprio
in questi momenti, tutti i giorni
della settimana, centinaia di volontari offrono il proprio tempo
per mettere in atto 15 Laboratori
Creativi, Gruppi Clown e Laboratori Multisensoriali per i bambini ricoverati".
Laboratori
multisensoriali
I laboratori durano dai 60 ai
120 minuti e si susseguono durante la settimana impegnando
oltre cento volontari per far sì
che i piccoli pazienti siano sempre impegnati in attività ludiche,
consumatori
maggio 2014
creative e costruttive e che soprattutto non vengano lasciati
mai soli.
Le attività proposte tengono
conto della loro età, della condizione fisica e delle componenti
emotive e psicologiche, ma soprattutto vogliono garantire momenti e spazi di gioco. Ogni settimana da esperti e volontari viene
valorizzata la libertà espressiva
del corpo, attraverso yoga, aromi,
massaggi, pittura, danza, musica,
giochi, passeggiate a cavallo, attività coi cani e tante altre co-terapie. I Laboratori Multisensoriali
contribuiscono alla creazione di
un ambiente favorevole alla cura, educando ed educandoci al
benessere psico-fisico, per garantire l'eccellenza in pediatria
anche ai bambini con gravi disabilità e alle loro famiglie. Ogni
settimana, i Volontari dell’Ospedale Creativo incontrano i sorrisi
di oltre 100 bambini e relativi genitori, con cui condividono momenti di gioia che li allontanano
dal pensiero e, a volte, anche dal
dolore della malattia.
E in corsia, i clown!
Il Gruppo Clown, nato nel
2006, con oltre 40 volontari attivi è attualmente impegnato
nei reparti di pediatria della Clinica Pediatrica G. Gozzadini di
Bologna. In passato sono stati
45
effettuati incontri attraverso le
"Missioni del sorriso“ a favore
di migliaia di bambini in tutto il
mondo: nel 2004 in Mozambico, a Quelimane - Orfanotrofio
Aldeia Da Paz; nel 2005 in Albania, a Mamurras e negli Ospedali
Pediatrici di Tirana e Durazzo (i
primi clown ad entrare in un nosocomio); nel 2009 in Abruzzo,
a l’Aquila durante il tragico sisma
che l'ha colpita; dal 2010 al 2013
in Romania, a Odorheju - Casa
San Giuseppe per bimbi in difficoltà, in cui il gruppo ha supportato la nascita di un gruppo
clown locale; nel 2012 in Emilia Romagna, a Novi e a Medolla durante l’ultimo sisma.
Nell’aprile 2011, il Ministero
delle pari Opportunità ha riconosciuto l’importanza dell'operato della Fanep finanziando
un convegno di due giorni dal
titolo “Cuori Sorrisi e Scienze”
a cui hanno partecipato oltre
200 persone. La formazione è
gratuita per tutti i volontari,
ed è costituita da colloqui conoscitivi e più di 25 ore iniziali di incontri frontali a cui ne
seguono altri in itinere durante l'anno. I volontari sono inoltre impegnati periodicamente
in eventi extraospedalieri sul
territorio al fine di divulgare le
attività svolte in reparto e promuovere le molteplici iniziative dell’associazione.
46
vita di cooperativa coop reno
AISM DI ROVIGO
tra socialità e solidarietà
Un nutrito gruppo di volontari opera a 360 gradi
per assistere i malati di sclerosi multipla e non solo.
Il valore del Centro Diurno e l'aiuto di Coop Reno
DI GILBERTO BIANCHINI
settore sociale di Coop Reno
responsabile progetti scuola
L’Associazione Italiana
Sclerosi Multipla è nata in Italia nel 1968 come associazione
di volontariato senza fini di lucro, per rappresentare i diritti e
le speranze delle persone con
sclerosi multipla.
I principali obiettivi che l’AISM e la sua fondazione FISM
si propongono sono: fornire assistenza sociosanitaria, diffondere una corretta informazione
sulla malattia, sensibilizzare l’opinione pubblica, finanziare e
promuovere la ricerca scientifica sulla malattia stessa.
L’AISM è l’unica associazione
di volontariato che interviene
a 360 gradi sulla sclerosi multipla. Dialoga con le istituzioni per migliorare le politiche di
welfare e affermare i diritti delle
persone colpite da questa malattia alla piena inclusione sociale, alla salute, al lavoro, oltre
ogni discriminazione.
A Rovigo la sezione AISM, da
quando è nata nel 1987, è sempre stata ospitata in edifici di
proprietà della ASL 18 di Rovigo, presso l’Ospedale Umberto Maddalena fino al 2000 e
da questa data in una sala della
Cittadella Sanitaria.
La Sezione di Rovigo, presente
su tutto il territorio polesano,
lavora da sempre per le finalità sopra accennate, avvalendosi
di un buon gruppo di volontari.
In particolare offre consulenza
per vari problemi pratici e burocratici, e fornisce ai colpiti di
sclerosi multipla diversi servizi
come trasporto con due mezzi
attrezzati, attività di riabilitazione motoria domiciliare, attività
motoria in piscina riscaldata e
attrezzata, socializzazione, supporto neurologico, supporto
psicologico.
Una delle attività più apprezzate è senza dubbio il Centro di
Socializzazione Diurno, che per
due giorni alla settimana accoglie portatori di S.M. e anche
di altre patologie invalidanti e
li intrattiene con varie attività
presso la sede, o organizzando
escursioni e visite a città d’arte,
luoghi paesaggisticamente interessanti, musei, mostre e altro.
Attenzione alle donne
Nel 2013 la sezione ha scelto di
dedicare particolare attenzione
alle donne portatrici di S.M.,
essendo le stesse in rapporto di
due a uno rispetto agli uomini,
quindi 270 su 400, tanti sono
i portatori di tale patologia nel
Polesine.
Sono perciò stati attivati, allo scopo, convegni di studio
con dibattito e tavole rotonde,
con l’intervento di specialisti
qualificati.
A questo progetto e all’acquisto di un nuovo mezzo ha già
contribuito in parte Coop Reno con 6.000 euro derivanti dai
punti non utilizzati dai soci, e
la presidente, Gabriella Sottovia, spera che l’altra parte
sia fi nanziata dalla Fondazione
CARIPARO.
Attualmente, pur con grandi
difficoltà economiche, essendo
stati tagliati i finanziamenti del
Centro Servizi di Volontariato, l'AISM di Rovigo continua
l’attività con il Centro Diurno,
istituito nell’ottobre del 1995
presso l’Ospedale Maddalena
dove fin dal 1987 era ubicata la
sezione AISM di Rovigo. La sua
realizzazione è stata resa possibile grazie a un progetto presentato al Ministero degli Affari
Sociali. Progetto nato nella primavera del 1994 da un'indagine
della psicologa dell’associazione tesa a conoscere le esigenze
dei portatori di S.M. e dei loro
familiari.
Da questa indagine sono emerse anche due cose molto importanti: il disagio e il sacrificio dei famigliari, la voglia degli
ammalati di vivere, di uscire, di
consumatori
maggio 2014
riprendere i contatti con il mondo, di non essere dimenticati e
lasciati soli. Da qui la decisione
di istituire un Centro Diurno
che rispondesse alle richieste
degli ammalati, soprattutto di
quelli già in carrozzina, dandosi
le seguenti finalità:
mfar uscire l’ammalato dal
proprio ambito famigliare
mpermettere alla famiglia il recupero di forze e serenità
mfar socializzare le persone
mcreare nuovi legami, interessi e obiettivi per continuare a
vivere
mcostruire percorsi individuali per imparare a semplificare le
attività della routine quotidiana
e mantenere le abilità essenziali
mdare consulenza neurologica
mfornire assistenza psicologica
mfornire informazioni sulle
normative, rete sociale, ausili
e tecnologie che favoriscano la
vita indipendente attraverso il
mantenimento del posto di lavoro e/o la ricerca di un lavoro adeguato alle singole potenzialità anche di reinserimento
sociale
mpromuovere solidarietà, consapevolezza dei diritti, conoscenza dei servizi e aggregazione sociale.
Per realizzare, o almeno per cercare di realizzare quanto più
possibile questi obiettivi, al
47
Centro Diurno è stata data una
struttura organizzativa con operatori e volontari motivati e qualificati che offrisse agli ospiti un
percorso giornaliero completo dove oltre ad essere assistiti,
potessero svolgere attività formative, educative, riabilitative,
lavorative, di svago e di socializzazione. Un luogo, quindi, in cui
l’ospite recuperi una dimensione di vita quanto più piena possibile e in cui venga messo nelle
condizioni di esprimere al meglio le proprie capacità e le proprie potenzialità individuali.
Un'esperienza unica
Il Centro Diurno, oggi come ieri, rappresenta una esperienza
molto sentita e forse unica sul
territorio per l’accoglienza di
adulti con vari gradi di difficoltà, provenienti da zone diverse
dell’intera provincia e non di
soli portatori di S.M. ma anche
affetti da altre malattie neurologiche. Il servizio prevede, infatti,
che nella mattina di ogni martedì e giovedì da settembre a giugno due pulmini, uno per il basso Polesine e uno per il medio,
vadano a prendere presso le loro abitazioni i frequentanti portandoli nella nostra sede presso
la Cittadella Sanitaria dove trovano ad accoglierli gli operatori
e i volontari che organizzano le
ILRICICLONE DI BARICELLA
Uniti per l'ambiente
L’amministrazione comunale e la Coop di Baricella hanno da sempre
condiviso le stesse tematiche rivolte all’ambiente. Perché amarlo e
rispettarlo è un dovere di tutti e un atto di altruismo verso gli altri.
Quando si è pensato, così, di premiare “Il miglior riciclone 2013” mettendo
in palio tre biciclette – un riconoscimento che salvaguardasse l’ambiente
e fosse di esempio agli altri cittadini nella raccolta differenziata – la
Coop che è sensibile a questi valori non ha esitato a regalarne una
quarta di bicicletta. Il 1° marzo i vincitori del "riciclone 2013" sono stati
premiati con le "due ruote" dal sindaco Andrea Bottazzi, dall’assessore
all’ambiente Gloria Bedeschi, dal responsabile Coop Gilberto Bianchini e dai
rappresentanti della sezione soci Coop.
attività possibili.
La presidente della Sezione
AISM di Rovigo confida "nella possibilità di dare continuità
a questi servizi, che si potrà realizzare solo se ci sarà concessa la permanenza logistica nella
sede strutturale della Cittadella
Sanitaria di Rovigo, in quanto
le nostre scarse disponibilità finanziarie non ci permettono la
ricerca di una sede diversa”.
L’AISM per favorire la raccolta fondi organizza in provincia
di Rovigo, con l’aiuto di alpini,
AUSER, scout e volontari, le
campagne “Una mela per la vita” e “Fiori in città”. Il 12 e 13
ottobre ha portato in decine di
piazze polesane i banchetti con
le tradizionali mele a sostegno
della ricerca scientifica sulla
sclerosi multipla. Complessivamente sono state circa 40 le postazioni e 30 i Comuni in cui nel
2013 i polesani hanno potuto
incontrare i volontari dell’AISM
e contribuire a progetti di ricerca scientifica con una donazione, ricevendo un sacchetto di
mele, simbolo dell’iniziativa.
Anche Coop Reno è orgogliosa di aver contribuito con la
propria donazione economica
alla realizzazione del progetto “Sostegno, attività e servizi
al paziente affetto da Sclerosi
Multipla”.
48
vita di cooperativa coop reno
Fa' la cosa giusta
tutto l'anno
Dalla fiera di Milano
alle scelte di tutti
i giorni per rendere
la nostra vita più sana
e sostenibile
DI ALICE MUNERATO
Si è svolta a Milano dal
28 al 30 marzo la 11a edizione di
“Fa' la cosa giusta!", fiera del consumo critico e degli stili di vita
sostenibili, che ha ospitato oltre
700 aziende, associazioni e realtà dell'economia sostenibile che
hanno proposto idee, servizi e
prodotti per migliorare la qualità della nostra vita e renderla più
sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico: alimentazione biologica, biodinamica
o a filiera corta, turismo sostenibile, moda etica, auto e scooter
elettrici, prodotti equosolidali.
Trecento gli appuntamenti del
programma culturale, tra cui l'incontro con il ministro del lavoro
Giuliano Poletti, e la tavola rotonda sul ventennale della fondazione dei giornali di strada (cui ha
partecipato il fondatore del britannico The Big Issue, John Bird).
La fiera era suddivisa in 12 aree
tematiche, ognuna delle quali presentava un nuovo stile di
comportamento, al’insegna della sostenibilità. Tra queste la sezione Abitare Green che ha
presentato mobili, oggetti di design e complementi di arredo
realizzati con materiali ecocompatibili, e prodotti green per la
cura e l'alimentazione dei nostri
amici a quattro zampe. Per gli
appassionati di orti e giardini, diversi spazi e incontri dedicati al
giardinaggio e alla coltivazione
di orti urbani e rurali.
Nell’area Critical Fashion, il visitatore poteva trovare proposte
di moda e design per ogni gusto
e tasca, dai cappelli realizzati riutilizzando la juta dei sacchi di
caffè, agli zaini re-charge dotati
di un pannello solare in grado di
ricaricare gadget tecnologici.
Alimentazione
sostenibile
Uno dei temi principali dell'edizione 2014 è stata l'alimentazione sostenibile, declinata nei temi
della lotta agli sprechi alimentari e della riscoperta dei prodotti della tradizione popolare.
Questo è anche stato uno dei temi centrali dello stand di Coop
Lombardia che con i suoi volontari (tutta la fiera è stata resa
possibile grazie a 232 volontari,
coordinati dall'associazione Insieme nelle Terre di mezzo onlus) non solo è stata tra gli sponsor principali della fiera, ma si è
anche proposta con uno stand
per promuovere prodotti locali, iniziative culturali e valoriali
espressione del territorio e delle politiche di Coop sulla sostenibilità (basti pensare alle grandi
campagne di questi anni, contro la deforestazione, a favore
dell’acqua pubblica o sul benessere animale con le galline allevate a terra).
Il gruppo della direzione Soci e
Politiche Sociali di Coop Reno
(nella foto) è stato ospite degli
spazi di Coop Lombardia, occasione di scambio di idee e magari futuri progetti da condividere.
Il progetto di cucina contro gli
sprechi ha proposto laboratori di
cucina con le parti normalmente considerate di scarto degli alimenti, e menu espressamente
pensati per chi soffre di patologie
croniche come il diabete, l'ipertensione, l'obesità e l'ipercolesterolemia.
UNA APP DEDICATA
Per muoversi all’interno della fiera e
dei suoi eventi è stata realizzata una
nuova app utile anche dopo la
chiusura dell'evento. Per chi vuole
continuare a "fare la cosa giusta
tutto l'anno", l’applicazione contiene
ad esempio il calendario della frutta
e verdura di stagione e alcune ricette
per cucinarle, nonché il manuale di
riparazione delle biciclette. "Il futuro
è di chi lo fa” era lo slogan della fiera,
ed è anche la certezza di chi sceglie
una vita più rispettosa nei confronti
dell’uomo e dell’ambiente.
consumatori
maggio 2014
49
educhiamoci ad educare
di
Gabriella Sapori
Femminicidio e prevenzione
Partiamo da lontano, da un episodio di litigio nella coppia
Mi è capitato poche sere fa.
Nell’appartamento di sotto, un’imprecazione maschile improvvisa
e violenta, seguita da un fracasso
di mobili schiantati. Poi qualche
minuto di silenzio inquietante e il
pianto sommesso di una donna.
Ancora imprecazioni rivolte contro di lei e i suoi genitori. Il pianto a
tratti soffocato continua nel silenzio. Poi un’implorazione femminile: “Aiutami… perché non mi aiuti?”. Altra imprecazione maschile e
altri bussi… Il ripetersi dell’implorazione. Poi silenzio assoluto.
Devo dire che mi sono molto preoccupata e, non certo per curiosità, ho teso l’orecchio in attesa di
un possibile sviluppo degli eventi
tale da indurmi a chiamare il 113.
Ma il silenzio è continuato finché
l’uomo è uscito sbattendo la porta. Che fare? È una giovane coppia
e lei è avanti con la gravidanza.
L’ho rivista ieri in ascensore, timida e minuta, e ho provato tenerezza e solidarietà. Vorrei parlarle, ma è sempre precario il limite
tra intrusione e interessamento,
e inoltre l’ho incontrata solo rare
volte all’ingresso di casa; un semplice buongiorno e via. Così ho
pensato che anche una pagina di
Consumatori possa servire a donne come lei. Il dramma del femminicidio è sotto gli occhi di tutti,
ma ne parlerò in altra occasione,
preferendo soffermarmi ora
sui comportamenti a rischio di
una coppia e sulle conseguenze che spesso hanno sui figli.
Tra questi comportamenti, anche
la violenza verbale e offensiva. È
vero che ci sono momenti in cui
perdiamo il controllo ma, se in tali
circostanze l’imprecazione consiste nel disprezzare e offendere
l’altro, occorre riflettere: il disprezzo verso qualcuno è una violenza
perché lede la persona nella sua
sfera affettiva e di autostima. Ed è
grave quanto o più di uno schiaffo
perché ferisce l’essenza profonda,
il sé. Non bisogna sottovalutarla e,
se si ripete, occorre rivolgerci a chi
può aiutarci a capire meglio la qualità del nostro rapporto di coppia.
Se si tollera, il rischio è che ci facciamo l’abitudine. Un tale ha detto
che ci si abitua anche al disamore
e al disprezzo di sé. Oggi ci sono
diversi centri antiviolenza e tutti gli operatori raccomandano di
ricorrervi al primo episodio, anche
del tipo descritto prima. L’aiuto
può essere di vario genere, spesso
rivolto ad entrambi i componenti
della coppia.
Le conseguenze sui figli
E quali conseguenze hanno questi
episodi, spesso ripetuti, sui figli?
È un argomento che il gruppo di
auto-mutuo-aiuto Genitorialità Condivisa ha affrontato anche
con lo psicoterapeuta dott. Cibelli.
I figli, come tutti, nascono con un
loro temperamento che l’educazione, l’ambiente e la società plasmeranno smussandone o accentuandone le peculiarità, fino a
formare un carattere adulto. Come
incideranno sul temperamento di
un bimbo i comportamenti violenti
di una coppia? Poiché nella violenza agita c’è sempre un attore e una
vittima, il bambino con temperamento aggressivo tenderà a svi-
luppare questo aspetto imitando
il genitore violento, mentre il bambino timido e remissivo tenderà a
sviluppare la sua passività e a imitare la vittima. Oppure, lo stesso
bambino evidenzierà alternativamente entrambi i comportamenti.
E questo processo comincia il suo
corso fin dalla gestazione, perché la scienza ha accertato che il
nascituro è a contatto con la realtà
esterna, familiare e non, attraverso la madre. Se poi, una volta nato
e cresciuto, la famiglia, la scuola e
la società non riusciranno a intervenire sulle dinamiche di violenza
che mostrerà, molto probabilmente quel bambino sarà a forte rischio
di divenire bullo e vittima prima,
attore di violenza agita e subita
poi. Nell’ambito educativo occorre,
pertanto, fare prevenzione: a scuola con interventi mirati, in famiglia
imparando a riconoscere la violenza in ogni sua forma per intervenire su di essa con l’aiuto di persone esperte. Anche un gruppo di
mutuo.auto.aiuto genitoriale può
essere molto utile, soprattutto a
smascherare la violenza psicologica travestita da amore. Se vediamo
nei nostri figli comportamenti che
ci preoccupano e se cerchiamo con
l’aiuto di altri di scoprirne le cause e le possibili soluzioni, dovremo
inevitabilmente fare i conti con noi
stessi e con le nostre fragilità, tra
cui la tendenza a subire o ad agire
la violenza. Perché anche noi siamo una risultanza di temperamento, ambiente ed educazione. Non
ci sono colpe, ma la responsabilità
di prenderne atto e di cambiare, sì.
Per noi stessi e per i nostri figli.
consumatori
maggio 2014
51
vivere bene coop reno
A Ozzano (Bo) il 16, 17 e 18 maggio appuntamento
con la 29a edizione della Sagra della Badessa
La sagra
della Badessa
DI ALESSANDRA GIOVANNINI
Nata nel contesto delle
manifestazioni del “Maggio Ozzanese”, la Sagra della Badessa
trae origine da una vicenda accaduta in un convento camaldolese di Settefonti al tempo delle
Crociate e delle lotte tra Guelfi e
Ghibellini. A metà strada fra realtà storica e leggenda, verosimile
al filone epico-cavalleresco questa storia, contrariamente a tante altre che si ispirano allo stesso
filone, per l’epilogo che ha avuto è stata registrata negli atti della Curia bolognese come “fatto
prodigioso”. Una suggestiva atmosfera oleografica, che dal 1985
viene fedelmente rievocata ogni
anno sul finire di maggio, la Sagra della Badessa compie il salto
di qualità nel 1988, anno in cui
viene realizzato per la prima volta il “Palio dell’Oca”. L’origine
del nome “Palio dell’Oca” deriva
da documentazione storica in cui
si racconta che in onore del Cavalier Rolando, tornato vincitore
da Forlì, alla guarnigione di San
Pietro di Ozzano, il popolo organizzò una grande festa con giochi,
musica e balli e che nel contempo
gli venne regalata una stia di oche.
Siamo nel 1990, come ultimo atto
del suo mandato l’assessore Cesare Bianchi assieme all’amico
Adriano Vason getta le basi per
la creazione di un comitato incaricato di promuovere e coordinare le manifestazioni culturali per il
comune di Ozzano dell’Emilia. Si
TRA STORIA E LEGGENDA
concretizza l’idea di Cesare dando vita all’Associazione Culturale
Promozzano. Dal 1991 la Sagra
della Badessa passa quindi sotto
l’egida Promozzano e il successo
va oltre ogni aspettativa. Si rivedono le modalità della sfilata storica, si confezionano i primi costumi, si preparano i primi giochi
e si formano i tre Terzieri, il Blu
che rappresenta il territorio della
collina ozzanese, il Rosso l’antica
via Emilia, il Verde la Bassa. Ora
possiamo definire la Sagra completa di tutti gli ingredienti e annoverarla a una perfetta rievocazione storica che ha le sue origine
nel 1200. Dal 2011, tutte le manifestazioni del territorio Ozzanese
sono gestite dalla Pro Loco.
ECCO IL PROGRAMMA
La rievocazione storica ripercorre la
Quest’anno la sagra viene anticipata il 16-17 e 18 e, diverleggenda della Beata Lucia da Settefonti samente dalle edizioni precedenti che si svolgevano in due
e del cavaliere di ventura Rolando. La
giornate, la 29ª edizione ripropone il venerdì 16 maggio la
fama della bellezza della giovane che
“Cena Medievale”, lasciata qualche anno fa. Nel contesto
aveva preso i voti richiamò il bel cavaliere della serata, cerimoniale di presentazione dei cibi, spettache prese a percorrere a cavallo ogni
colo di giocoleria, teatro di strada, mangiafuoco presentamattina uno stretto sentiero sui calanchi to dalla “Compagnia de l’Ordallegri di Mantova. Durante
per recarsi alla chiesa del convento
le tre giornate viale della Repubblica sarà animata dagli
dove viveva Lucia. Giorno dopo giorno
Artigiani, creatori del proprio ingegno a tema medioevale.
l'amore anche se ricambiato, fu sempre impedito dalla Già dal pomeriggio di sabato spettacoli itineranti, sfilata
devozione alla vita monastica. Separati dalle crociate, storica dei tre terzieri che partendo da tre punti diversi del
al ritorno di Rolando restato a lungo prigioniero in
paese si congiungeranno in piazza Allende formando così
Terra Santa, Lucia era mancata. L'arrivo del cavaliere il corteo medievale che sfilerà fino al campo dei giochi.
sulla sua tomba fece di nuovo sgorgare la fonte che si Domenica animazione del viale dalla tarda mattinata,
era seccata alla sua morte. Ancora oggi, nella chiesa di stand gastronomici aperti a mezzogiorno, dalle ore 16
S. Andrea di Ozzano (dove fu traslato il corpo di Lucia giochi per bambini e non, animati dai giocolieri e i figuranti
il 7 novembre 1573) un paio di antichi ceppi pendono
della Badessa. Serata conclusiva con premiazione
dall'altare. Da quel tempo lontano lo stretto calanco
del Terziere vincitore e assegnazione del “Palio dell’Oca”.
che il giovane era solito percorrere prese il nome di
All’interno dell’accampamento sarà possibile assistere
"Passo della Badessa".
alla vita quotidiana dell’epoca medievale con spiegazione
a temi didattici, presentato dalla “Compagnia d’arme delle
13 Porte” di Bologna.
territori.COOP
V
i piace preparare un buon
sashimi? Adorate i carpacci di pesce fresco? Vi
divertite a giocare con le marinature? Attenzione all’Anisakis, un piccolo parassita
che vive in pesci come merluzzi, alici, tonni e sgombri.
Di norma, non vi è alcun pericolo per la nostra salute perché quasi sempre il pesce che
acquistiamo è stato preventivamente controllato, ma
soprattutto perché è sufficiente consumarlo cotto per
evitare qualsiasi rischio.
Se si decide invece di consumare pesce crudo, occorre congelarlo per almeno 96 ore a -18
gradi in un frigorifero a 3 o più
stelle.
Queste precauzioni sono irrinunciabili se si considerano i rischi per la salute nel caso di ingestione di larve vive: l’Anisakis
può causare dolori addominali,
vomito, astenia o sintomi tali
che possono richiedere cure mediche a volte anche urgenti.
Questa parassitosi concerne
moltissime specie di pesci; le
più colpite sono: aringhe, il pesce sciabola (questa specie per
legge può essere venduta solo
previa eviscerazione, in quanto
Pesce fresco
e “Anisakis”:
le tutele
di Coop per
la sicurezza
Rocco Micocci, responsabile qualità di Coop
Centrale Adriatica, ci parla dei rischi, dei
controlli e dei suggerimenti per un consumo
consapevole del pesce fresco.
può essere parassitato quasi al
100%), alici, naselli, sgombri,
lanzardi, suri, code di rospo. Ma
può infestare anche alcuni cefalopodi, come le seppie, i totani e i calamari.
Le leggi a tutela del consumatore sono fortunatamente molto
rigide: la regolamentazione comunitaria prevede che i control-
li vengano effettuati in primis
dagli operatori del settore alimentare, mentre il servizio veterinario dell’Ausl compie le dovute ispezioni sul pesce.
Oltre a queste verifiche regolamentate dalla legge, Coop
ne aggiunge altre: “I controlli che eseguiamo sono diversi, a partire dalle verifiche sulla
www.territori.coop.it
Connettiti al tuo territorio.
Territori.Coop è anche su
Ogni giorno nuovi articoli, video e foto per
saperne di più sui prodotti di origine raccontata
IL VIDEO
QUATTRO MINUTI PER UN
CONSUMO CONSAPEVOLE
Quali controlli vengono effettuati
sulla filiera del pesce? E quali
precauzioni possiamo adottare
noi consumatori per scongiurare
il rischio Anisakis? Guarda il
video su www.territori.coop.it
freschezza e la presenza di parassiti sul pesce fresco in arrivo”, ci racconta Rocco Micocci,
responsabile Qualità Coop Centrale Adriatica. E continua: “Nel
magazzino verifichiamo l’assenza del parassita non solo sul pesce intero ma, a campione, anche sui filetti di pesce (tramite
la speratura) “. Inoltre, è importante ricordare che l’anisakis
è una specie endemica e presente in tutti i mari, tanto che
la stessa norma evidenzia molto chiaramente che “gli operatori del settore alimentare non
devono immettere sul mercato
per il consumo umano i prodotti
della pesca manifestamente infestati [Re. CE n.853/2004 all.
III Prodotti della pesca. Cap. V
Norme sanitarie per i prodotti
della pesca. Lett. D Parassiti].
L’ultimo controllo è nel punto
vendita, proprio al banco del
pesce, quando viene servito. Le
probabilità di trovare il parassita sono ormai ridotte al minimo
ed è sufficiente utilizzare alcuni accorgimenti per limitare ulteriormente il rischio. L’importante è: consumare il pesce
cotto oppure congelarlo prima di mangiare una preparazione cruda.
DAL CHIOSCO ROMAGNOLO
ALLA CONQUISTA DELL’IGP
IVAN RIGON, DIRETTORE DI FRESCO PIADA,
CI ILLUSTRA LA PROSSIMA SFIDA
Dopo il riconoscimento del marchio Igp ottenuto nel 2012, l’impasto
della piadina romagnola è in attesa di ricevere il conferimento ufficiale
dall’Europa. Ma la nuova sfida sarà quella di esaltare la tradizione a tutto
tondo: “Sappiamo che la semplice certificazione non sempre è garanzia
di reale attenzione e qualità”, spiega il direttore di Fresco Piada, “perciò
dovremo valorizzare la qualità di ingredienti e processi di lavorazione”.
Un obiettivo possibile per l’azienda romagnola che si ispira ancora oggi
alla filosofia del chiosco: l’anima del prodotto sono le 25 persone che se
ne prendono cura in ogni fase con gli stessi gesti di una volta.
PREPARIAMOCI
AI MESI CALDI
CON LE CAROTE
A tu per tu
con questo elisir
di benessere
per tutto il corpo
Fresche e vitali, sono ricche di
minerali, vitamine e meritano
un’attenzione particolare. Le
carote svolgono infatti un’azione
antiossidante e rafforzano il
sistema immunitario, proteggono
le arterie e sono un toccasana
per la pelle. Sono inoltre alleate
del benessere di stomaco
e intestino influenzando la
salute dell’intero organismo. Il
tutto con un apporto di calorie
minimo (41 kcal ogni 100 grammi
di prodotto): ideale anche
per chi sta ancora smaltendo
qualche chilo in più accumulato
durante l’inverno.
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ASSEMBLEE SEPARATE
IL CALENDARIO 2014
Data
Orario
Territorio
Indirizzo
Lunedì 19 maggio
20,30
MOLINELLA
Sala Auditorium, via Mazzini 90
Lunedì 19 maggio
20,30
VADO - LE BRAINE
Sala Delegazione Comunale di Vado
21,00
JOLANDA DI SAVOIA
21,00
BERRA
21,00
BOSCO MESOLA
20,30
VERGATO MARZABOTTO
20,30
S. AGOSTINO
20,30
CASUMARO RENAZZO
20,30
POGGIO RENATICO
Giovedì 22 maggio
20,30
S. GIORGIO DI PIANO
Sala “Coop” sede di Coop Reno
Venerdì 23 maggio
20,30
CASALFIUMANESE
Sala Teatro Comunale, via 2 giugno, 2
Venerdì 23 maggio
20,30
SILLA E PORRETTA T.
Sala Centro Sociale Alta Valle del Reno,
via Don Minzoni, 31 - Porretta
20,30
S. PIETRO IN CASALE
20,30
S. VENANZIO
Sala Oratorio Della Visitazione S. Pietro in Casale
20,30
CASTIGLIONE DEI P.
Sala Consiglio Comunale
20,30
PONTERIVABELLA
20,30
MONTEVEGLIO
20,30
BAGNARA DI R.
20,30
CASTEL GUELFO
20,30
RIOLO TERME
20,30
ALTEDO
20,30
BARICELLA
20,30
MINERBIO
Giovedì 29 maggio
20,30
LOIANO MONGHIDORO
Sala Consigliare di Loiano
Venerdì 30 maggio
20,30
MEDICINA
Sala Auditorium, via Pillio, 1
20,30
S. AGATA BOLOGNESE
20,30
PADULLE
Sala Polivalente Comunale, via Benedetto XIV, 35
- Sant'Agata Bolognese
20,30
OSTERIA GRANDE
20,30
CASTENASO
21,00
STIENTA
21,00
FICAROLO
21,00
FIESSO UMB.
Martedì 20 maggio
Martedì 20 maggio
Mercoledì 21 maggio
Lunedì 26 Maggio
Lunedì 26 maggio
Martedì 27 maggio
Martedì 27 maggio
Giovedì 29 maggio
Venerdì 30 maggio
Mercoledì 4 giugno
Giovedì 5 giugno
Sala Centro Sociale Strada J. Bonaglia, 7 Jolanda di Savoia
Sala Polivalente Centro Sociale “Franco Nanni”,
via Fornaci, 343/H - Vergato
Sala Centro Sociale Ricreativo, via Matteotti, 67 S. Agostino
Sala Teatro Parrocchiale di Calderino
Sala Comunale Polivalente di Bagnara di Romagna
Sala Auditorium, via Minghetti - Altedo
Saletta PD Centro Commerciale - Osteria Grande
Sala Polivalente “4 lamiere”, via Zampine 1254 Stienta
ASSEMBLEA GENERALE DEI DELEGATI: SABATO 28 GIUGNO 2014
ZANHOTEL & MEETING CENTERGROSS - VIA SALICETO 8 - BENTIVOGLIO (BO)