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Esecuzione di un “Urban Centre - Auditorium” in Bollate
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RELAZIONE SPECIALISTICA
IMPIANTI MECCANICI
13005 – M – CO – 00 – RT – 0001
1° LOTTO FUNZIONALE
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RELAZIONE SPECIALISTICA IMPIANTI MECCANICI
SOMMARIO
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SCOPO .......................................................................................................................... 3
NORMATIVA DI RIFERIMENTO ................................................................................... 4
DATI TECNICI ...............................................................................................................8
CENTRALE PRODUZIONE FLUIDI............................................................................. 10
RETI DISTRIBUZIONE FLUIDI .................................................................................... 12
IMPIANTO SALA AUDITORIUM .................................................................................. 13
IMPIANTO FOYER ...................................................................................................... 14
IMPIANTO PALCO-CAMERINI .................................................................................... 16
IMPIANTO VENTILCONVETTORI............................................................................... 18
IMPIANTO DI RISCALDAMENTO A RADIATORI .................................................... 19
IMPIANTO IDRICO SANITARIO ............................................................................... 20
IMPIANTO RETI DI SCARICO ................................................................................. 20
IMPIANTO GAS METANO ........................................................................................ 21
IMPIANTO IDRICO ANTINCENDIO ......................................................................... 24
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SCOPO
La presente relazione riguarderà la descrizione degli impianti meccanici da realizzarsi a
servizio dell’edificio di nuova realizzazione nel comune di Bollate nei pressi di via Turati.
L’edificio in oggetto sarà utilizzato come Auditorium / Teatro, sarà composto
essenzialmente da :
- sala auditorium con 394 posti;
- foyer ingresso auditorium / bar / esposizione;
- zona palco e sottopalco con camerini e depositi;
- servizi igienici.
Saranno realizzati i seguenti impianti meccanici:
- Impianto di condizionamento;
- Impianto centrale termica;
- Impianto produzione acqua refrigerata;
- Impianto a ventilconvettori;
- Impianto a radiatori;
- Impianto rinnovo aria camerini;
- Impianto estrazione aria servizi igienici;
- Impianto idrico-sanitario;
- Impianto di adduzione gas metano;
- Impianto idrico antincendio;
- Impianto per produzione acqua calda sanitaria.
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NORMATIVA DI RIFERIMENTO
Norme generali
‰ Regolamento locale d’igiene
‰ R.D. 11/12/1933 n°1775 -Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti
elettrici".
‰ Delib.G.R. 26/01/2001, n°7/3235 - Misurazione delle portate e dei volumi d'acqua
pubblica derivati e modalità di trasmissione dei risultati delle misurazioni all'Autorità
concedente - Applicazione delle sanzioni amministrative (artt. 22 e 54 del decreto
legislativo 11 maggio 1999, n. 152, come modificato e integrato dal decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 258.
Norme sulla sicurezza
o D.P.R. 19 marzo 1956 n°303 : Norme generali per l’igiene sul lavoro;
o DPR 27/4/1955 N.547 G.U. N. 158 del 12/7/55: Norme per la prevenzione degli
infortuni sul lavoro.
o DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008 , n. 81 - Attuazione dell'articolo 1 della
legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei
luoghi di lavoro.
Norme sull’acustica
o Norme UNI 8199 – Rumorosità;
o Zonizzazione acustica del Comune di Milano – Delibera Coniglio Comunale n°29
del 20/07/2009 e leggi correlate;
Norme sul risparmio energetico
o Legge 9/1/91 n.10 Norme per l’attuazione del Piano Energetico nazionale;
o Decreto Presidente Repubblica del 26 agosto 1993 n.412 Regolamento recante
norme per progettazione installazione esercizio e manutenzione degli impianti
termici e successive integrazioni con D.P.R. 551 del 22-12-1999;
o Decreto 27 luglio 2005 – Norma concernente il regolamento d’attuazione della
legge 9 gennaio 1991, n°10 (articolo 4, commi 1 e 2), recante: “Norma per
l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell’energia
di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia”;
o Decreto Legislativo 19 agosto 2005 n°192 – Attuazione della direttiva 2002/91/CE
relativa al rendimento energetico nell’edilizia – Art.11 – Allegato I successive
modifiche D.Lgs. n°311 del 29.12.2005 – Allegato I.
o DEL. GIUNTA REGIONALE, 26 GIUGNO 2007 - VIII/5018 - Determinazioni inerenti
la certificazione energetica degli edifici, in attuazione del d.lgs.192/2005 e degli art.
9 e 25 della l.r. 24/2006.
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o LEGGE REGIONALE, 11 DICEMBRE 2006 - 24 - Norme per la prevenzione e la
riduzione delle emissioni in atmosfera a tutela della salute e dell'ambiente.
o Delibera Regione Lombardia n°5018 del 20/06/07 e successiva revisione n°5773
del 31/10/07 – Disposizioni inerenti all’efficienza energetica in edilizia;
o DEL. GIUNTA REGIONALE, 22 DICEMBRE 2008 - VIII/8745 - Determinazioni in
merito alle disposizioni per l’efficienza energetica in edilizia e per la certificazione
energetica degli edifici.
o UNI TS 11300-Parte 1 - Determinazione del fabbisogno di energia termica
dell’edificio per la climatizzazione estiva ed invernale.
o UNI TS 11300-Parte 2 - Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei
rendimenti per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda
sanitaria.
o UNI TS 11300-Parte 3 - Prestazioni energetiche degli edifici - Parte 3:
Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la
climatizzazione estiva.
o UNI/TS 11300-Parte 4 - Prestazioni energetiche degli edifici: utilizzo di energie
rinnovabili e altri metodi di generazione per la climatizzazione invernale e la
produzione di acqua calda sanitaria.
Norme progettazione impianti
o Norme UNI n. 6514/1969: corpi scaldanti alimentati ad acqua calda. Prova termica;
o Norme UNI-CIG di cui alla Legge 6/12/71 n°1083;
o D.M. 1/12/1975: norme di sicurezza per apparecchi contenenti liquidi caldi sotto
pressione;
o Norma UNI n°5364/1976 – Impianti di riscaldamento ad acqua calda – Regole per
la presentazione dell’offerta e per il collaudo.
o Norme UNI n. 7357/1976: impianti di riscaldamento ad acqua calda. Regole per il
calcolo del fabbisogno termico;
o Norme UNI 8065/89 - Trattamento acqua negli impianti termici;
o Norma UNI 9182/2008 – Impianti di alimentazione e distribuzione d’acqua fredda e
calda - Criteri di progettazione, collaudo e gestione.
‰ Norma UNI 8082/2008 – Impianti di alimentazione e distribuzione dell’acqua fredda e
calda. Criteri di progettazione, installazione, collaudo.
‰ Norma UNI EN 806-1 - Specifiche relative agli impianti all’interno di edifici per il
convogliamento di acque destinate al consumo umano- Parte 1: Generalità.
- Parte 2: Progettazione.
- Parte 3: Dimensionamento delle tubazioni - Metodo semplificato
- Parte 4: Installazione
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o Norma UNI 12056-1 del giugno 2001 – Sistemi d scarico a gravità all’interno degli
edifici;
o Decreto Ministeriale del 22/01/2008 n°37 – Ministero dello sviluppo economico –
Regolamento concernente l’attuazione dell’articolo 11-quaterdecies. Comma 13,
lettera a) della legge n°248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni
in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici.
o Norma UNI-CTI 9615 – Dicembre 1990 – Calcolo delle dimensioni interne dei
camini - Definizioni, procedimenti di calcolo fondamentali.
o Norma UNI EN 13384-1:2002 Camini - Metodi di calcolo termico e fluido dinamico Parte 1: Camini asserviti ad un solo apparecchio
o Norma UNI-CIG 7129/2008 – Impianti a gas per uso domestico alimentati a gas di
rete di distribuzione – Progettazione, installazione e manutenzione.
o Norma UNI-CIG 10641/1997 – Canne fumarie collettive e camini a tiraggio naturale
per apparecchi a gas di tipo C con ventilatore nel circuito di combustione –
Progettazione e Verifica;
o Norma UNI-TS 11147/2008 – Impianti a gas per uso domestico – Impianti di
adduzione gas per usi domestici e similari alimentati da rete di distribuzione, da
bombole, e serbatoi fissi di GPL, realizzati con sistemi di giunzione a raccordi a
pressare per tubi metallici – Progettazione, installazione e manutenzione;
o UNI/TS 11340:2009 Impianti a gas per uso domestico e similari - Impianti di
adduzione gas realizzati con sistemi di tubi semirigidi corrugati di acciaio
inossidabile rivestito (CSST) e loro componenti - Progettazione, installazione,
collaudo e manutenzione;
o Norma UNI-TS 11343/2009 – Impianti a gas per uso domestico – Impianti di
adduzione gas per usi domestici e similari alimentati da rete di distribuzione, da
bombole, e serbatoi fissi di GPL, realizzati con sistemi di tubazioni multistrato
metallo plastici – Progettazione, installazione e manutenzione;
Norme antincendio
o D.M. 31/03/03 – Requisiti di reazione al fuoco dei materiali costituenti le condotte di
distribuzione e ripresa dell’aria degli impianti di condizionamento e ventilazione;
o D.M. 30/11/83 – Termini, definizioni generali e simboli grafici di prevenzione
incendi;
o D.M. 24/11/84 – Norme di sicurezza antincendio per il trasporto, la distribuzione,
l’accumulo e l’utilizzazione del gas naturale con densità non superiore a 0,8;
o D.M. 26/06/84 – Classificazione di reazione al fuoco ed omologazione dei materiali
ai fini della prevenzione incendi;
o DECRETO 15 Settembre 2005 - Approvazione della regola tecnica di prevenzione
incendi per i vani degli impianti di sollevamento ubicati nelle attività soggette ai
controlli di prevenzione incendi.D. Lgs. 9 aprile 2008 n°81 : Attuazione dell'art. 1
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della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza
nei luoghi di lavoro;
D.Min. Int. 10 Marzo 1998 : Criteri generali di sicurezza antincendio e per la
gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro;
D.M. 4 Maggio 1998
: Disposizione relative alla modalità di presentazione ed
al contenuto delle domande per l’avvio dei procedimenti di prevenzione incnedi,
nonché all’uniformità dei connessi servizi resi dai Comandi Provinciali dei Vigii del
Fuoco;
D.Lgs. 14.08.1996 n°493 : Attuazione della Direttiva 92/58/CEE concernente le
prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro;
DECRETO MINISTERIALE 19 AGOSTO 1996 – Approvazione della regola tecnica
di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di
intrattenimento e di pubblico spettacolo;
D.M. 09.03.2007 : Prestazioni di resistenza al fuoco delle costruzioni nelle attività
soggette al controllo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Norma UNI EN 13384: Idranti a colonna soprasuolo;
Norma UNI 10779/07 : Impianti di estinzione incendi – Reti di idranti –
Progettazione, installazione ed esercizio;
Norma UNI EN 671-2/1996 : Sistemi fissi di estinzione incendi – Sistemi
equipaggiati con tubazioni – Idranti a muro con tubazioni flessibili;
Norma UNI EN 671-3/01 : Sistemi fissi di estinzione incendi – Sistemi equipaggiati
con tubazioni – Manutenzione dei naspi antincendio con tubazioni semirigide ed
idranti a muro con tubazioni flessibili;
Norma UNI EN 12729:2003 : Dispositivi per la prevenzione dell'inquinamento da
riflusso dell'acqua potabile - Disconnettori controllabili con zona a pressione ridotta Famiglia B - Tipo A;
Decreto del Presidente della Repubblica 1 Agosto 2011 n°151 – Regolamento
recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione
degli incendi, a norma dell’articolo 49, comma 4-quater, del decreto legge 31
maggio 2010 n°78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n°122.
Prescrizioni e raccomandazioni del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco,
prescrizioni e regolamenti degli Enti locali;
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DATI TECNICI
Condizioni termoigrometriche esterne:
inverno
estate
Condizioni termoigrometriche interne:
Sala auditorium - foyer
inverno
estate
Te
- 5°C BS
+ 32°C BS
u.r.
80%
55%
Te
+20°C BS
+26 °C BS
u.r.
50%
50%
locali servizi igienici - camerini
inverno
estate
n.c.
Tolleranze:
temperatura
umidità relativa
: +/- 1°C
: +/- 10%
Temperature fluidi caldi:
acqua calda circuito UTA
acqua calda circuito ventilconvettori
acqua calda circuiti radiatori
acqua calda circuito sanitario
: 70-60°C
: 75-65°C
: 75-65°C
: stoccaggio 50°C - all’utenza 45°C
Temperature fluidi freddi:
acqua refrigerata circuito UTA
acqua refrigerata circuito ventilconvettori
: 7-12°C
: 7-12°C
Ricambi minimi aria esterna
sala auditorium
servizi igienici
: 20 mc/h persona
: 6 vol/amb/ora
Energia elettrica:
forza motrice
ausiliari
: 220/380V-3F50Hz
: 24V per regolazione
+20°C BS
Livelli sonori:
per tutti gli ambienti con impianti in funzione (escluso le centrali)
n.c.
n.c.
: 45 dB(A)
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Velocità dell’acqua nelle tubazioni:
collettori
diramazioni
Impianto idrico antincendio
Idrante UNI 45
o Portata
o Pressione residua
o Contemporaneità
mq.
: max.1,5 mt/sec
: max.0,5 mt/sec.
: 120 l/min
: 2 bar
: 2 idranti sino a 5.000
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DESCRIZIONE IMPIANTI
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CENTRALE PRODUZIONE FLUIDI
L’edificio sarà dotato di impianto centralizzato per il riscaldamento invernale ed il
raffrescamento estivo; la produzione di acqua calda sanitaria verrà effettuata tramite
produttori autonomi del tipo in pompa di calore installati nei blocchi servizi igienici.
Le apparecchiature necessarie saranno installare in idoneo locale tecnico realizzato a
quota +8.86, con accesso direttamente dall’esterno attraverso la scala adibita ad uscita di
sicurezza.
La parte terminale del locale tecnico, divisa fisicamente dal rimanente locale tecnico, sarà
realizzata in modo da ospitare i generatori di calore in conformità al D.M. 12/04/96 in
materia di sicurezza antincendio.
Le unità di trattamento aria per il trattamento dei locali principali saranno del tipo Rooftop,
con produzione autonoma in pompa di calore (vedi capitolo 4,3, 4,4 e 4,5).
La produzione di fluido vettore termico caldo necessario sarà garantita da generatori a gas
metano, installati in cascata, di primaria marca del tipo a condensazione.
Il sistema di generazione sarà del tipo modulante ad alto rendimento e bassa emissione di
Nox, composto da n°2 generatori murali, per una potenza totale complessiva pari a 100
kW.
Il suddetto sistema di generatori in cascata, sarà completo di circolatori primari e tutte le
apparecchiature di sicurezza ISPESL e regolazione per il corretto funzionamento.
Il fluido vettore freddo necessario a coprire il fabbisogno sarà prodotto invece da gruppo
frigorifero del tipo condensato ad aria; quest’ultimo sarà installato nel locale tecnico
sopraccitato, realizzato a quota +8.86.
Il fluido vettore termico o frigorifero (a seconda della stagione) prodotto, confluirà in
serbatoio inerziale dal quale verrà prelevato dai singoli circuiti di distribuzione secondari ,
e precisamente:
1^ collettore caldo/freddo:
- circuito ventilconvettori auditorium;
- circuito ventilconvettori sala riunioni;
2^ collettore caldo:
- circuito radiatori auditorium;.
- circuito radiatori interrato;
Tutte le partenze saranno dotate di elettropompe centrifughe del tipo elettroniche o a tre
velocità, valvole di ritegno, giunti antivibranti, saracinesche, termometri e manometri,
sonde di regolazione e quant’altro necessario.
Le reti disporranno di adeguati vasi di espansione, un gruppo di carico completo di
disconnettere e filtro.
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L’impianto disporrà di un idoneo sistema di regolazione in grado di gestire tutte le
apparecchiature collegate; l’alimentazione elettrica del sistema, i materiali necessari e gli
allacciamenti, saranno di competenza dell’installatore elettrico.
La suddetta regolazione, dotata di sonda esterna, gestirà in modo climatico al fine di
ottimizzarne le temperature di funzionamento; le partenze delle pompe saranno gestiti
direttamente dalle centraline di regolazione delle UTA o da orologi programmatori (circuito
radiatori e ventilconvettori).
L’acqua fredda sanitaria proveniente dalla rete comunale, immediatamente all’ingresso del
locale tecnico sarà opportunamente filtrata e trattata allo scopo di ottenere una miglior
qualità chimico-fisica dell’acqua stessa, al fine di preservare anche le nuove
apparecchiature installate.
L’acqua fredda filtrata sarà inviata al reintegro delle utenze tecnologiche ed alle utenze
acqua fredda potabile.
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RETI DISTRIBUZIONE FLUIDI
Le reti di distribuzione fluidi dal locale tecnico sino alle apparecchi terminali correranno
staffate nel controsoffitto e/o sottotraccia a pavimento.
Le distribuzione a vista esterne saranno realizzate con tubazioni dalle seguenti
caratteristiche :
- le tubazioni acqua calda ad uso riscaldamento/raffrescamento saranno realizzate con
tubazioni in acciaio nero verniciato con doppia mano di antiruggiune; rivestimento
isolante delle tubazioni correnti all'interno, realizzato con guaina in elastomero espanso
sp. 32mm, a cellule chiuse con finitura in lamierino d’alluminio 6/10;
- le tubazioni per acqua calda, saranno realizzate con tubazioni in acciaio zincato;
isolate con rivestimento isolante delle tubazioni correnti all'interno, realizzato con
guaina in elastomero espanso sp. 32mm, a cellule chiuse con finitura in alluminio;
- le tubazioni per acqua fredda saranno realizzate con tubazioni in acciaio zincato;
isolate con rivestimento isolante delle tubazioni correnti all'interno, realizzato con
guaina in elastomero espanso sp. 32mm, a cellule chiuse con finitura in alluminio;
Le distribuzioni correnti in cavedio tecnico e/o sottotraccia a pavimento dovrà essere
realizzata con tubazioni dalle seguenti caratteristiche :
- le tubazioni acqua calda ad uso riscaldamento e raffrescamento saranno realizzate con
tubazioni in acciaio nero verniciato con doppia mano di antiruggine; con rivestimento
isolante mediante tubo in elastomero espanso flessibile a cellule chiuse sp. 32 mm,
con giunzioni incollate.
- le tubazioni per acqua calda e ricircolo, saranno realizzate con tubazioni in acciaio
zincato, isolate con rivestimento isolante composto da guaine isolanti a cellule chiuse,
tipo Armaflex, spessore 13 mm.
- le tubazioni per acqua fredda interna al complesso, saranno realizzate con tubazioni in
acciaio zincato, isolate con rivestimento isolante composto da guaine isolanti a cellule
chiuse, tipo Armaflex, spessore 13 mm.
La rete acqua fredda esterna all’edificio corrente interrata sarà realizzata con tubazioni in
polietilene ad alta densità SDR17 PN8, conformi alle norme UNI EN 12201 e UNI EN ISO
15494. Tutte le tubazioni interrate saranno posate su un letto di sabbia lavata, di spessore
minimo 100 mm, e ricoperta, per altri 100 mm di sabbia dello stesso tipo; l’interramento
della tubazione, misurato fra la generatrice superiore del tubo ed il livello esterno del
terreno, sarà di almeno 600 mm. A circa 300 mm. sopra la tubazioni in polietilene saranno
posti dei nastri di segnalazione. Una volta raggiunta la colonna montante le tubazioni
proseguiranno con le stesse tubazioni precedentemente descritte e porteranno i fluidi ai
vari piani ed alle rispettive cassette conta calorie di alloggio.
Sulle reti di distribuzione saranno installate idonei valvole di sfogo aria nei punti alti
dell’impianto sia di riscaldamento che idrico-sanitario per evitare la formazione di bolle
d’aria e saranno inoltre installati dispositivi anti colpo d’ariete sulla sommità delle colonne
idriche.
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IMPIANTO SALA AUDITORIUM
Il trattamento termo-igrometrico della sala auditorium sarà realizzato mediante impianto a
tutt’aria con unità di trattamento aria del tipo rooftop con recuperatore e batterie ad
espansione diretta.
L’UTA rooftop disporrà al proprio interno di un generatore di calore ad espansione diretta
in pompa di calore in grado di alimentare la propria batteria di trattamento aria.
L’unità di trattamento aria sarà posizionata nel locale tecnico a quota +8.86, l’aria esterna
e quella di espulsione sarà direttamente convogliata/raccolta in modo da non
cortocircuitare le espulsioni di qualsiasi altro impianto.
L’aria di mandata sarà inviata alla sala mediante canalizzazioni in lamiera zincata correnti
sopra la copertura sino all’ingresso della sala auditorium, dove scenderanno attraverso i
cavedi tecnici previsti negli elaborati grafici.
Le canalizzazioni, raggiunto il controsoffitto della zona foyer, alimenteranno il plenum in
pressione realizzato nel vano tecnico presente sotto le poltrone del locale.
La diffusione in ambiente avverrà mediante diffusori posti verticalmente dietro ognuna
delle poltrone, direttamente in comunicazione con il cavedio in pressione sottostante
mediante canalizzazioni in pvc diametro 125 mm.
L’aria di ripresa verrà raccolta mediante canalizzazioni correnti nella parte alta delle pareti
perimetrali della sala, attraverso idonee griglie di ripresa, poste sulla parte inferiore della
canalizzazione stessa.
Le canalizzazioni saranno corredate di serrande di regolazione per il bilanciamento della
portata e serrande tagliafuoco del tipo a fusibile da installarsi in prossimità
dell’attraversamento di pareti delimitanti compartimenti antincendio così come identificati
nella pratica di prevenzione antincendio.
L’unità di trattamento aria sarà equipaggiata con adeguata regolazione elettronica,
installata a bordo macchina, capace di gestire le portate dell’aria in base alle condizioni di
benessere rilevate sull’aria di ripresa (sensore di CO2) ed adeguare la portata dell’aria in
base alla reali condizioni necessarie (inverter).
L’unità disporrà delle necessarie sonde e regolazioni per permettere il funzionamento freecooling, ovvero l’immissione ed estrazione di aria ambiente non trattata (quando le
condizioni esterne lo consentono) per il trattamento termoigrometrico senza consumi.
La regolazione delle condizioni dell’ambiente saranno gestite mediante interfaccia HTML
da un pc posto in locale presidiato all’interno della struttura; la relativa UTA sarà dotata di
cavo ethernet per l’allaccio alla rete informatica locale.
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RELAZIONE SPECIALISTICA IMPIANTI MECCANICI
7
IMPIANTO FOYER
La zona di ingresso, interessato dall’impianto, sarà dotati di impianto di condizionamento
del tipo “misto” con mobiletti ventilconvettori a 2 tubi ed apporto di aria primaria.
Il sistema “misto” comprende: centrale di trattamento aria rooftop con recuperatore e
batteria caldo/freddo, canalizzazioni di distribuzione dell’aria, tubazioni per la circolazione
dell’acqua e unità terminali.
In questo tipo di impianto, l’aria primaria ha il compito di rinnovare l’aria ambiente e
controllarne l’umidità relativa, mentre l’acqua che circola nelle batterie dei ventilconvettori
provvede a fornire l’energia termica necessaria per controllare adeguatamente la
temperatura nei singoli locali.
L’unità di trattamento aria, posizionata nel locale tecnico a quota +8.86, sarà del tipo
rooftop con recuperatore a flussi incrociati e batteria ad espansione diretta per
riscaldamento e raffrescamento, capace di recuperare energia dall’area di espulsione.
L’UTA rooftop disporrà al proprio interno di un generatore di calore ad espansione diretta
in pompa di calore in grado di alimentare la propria batteria di trattamento aria.
L’aria esterna e quella di espulsione verranno convogliate mediante canalizzazioni da
quota +8.86 in posizione da non cortocircuitare qualsiasi aria di espulsione di qualsiasi
altro impianto.
L’aria di mandata verrà inviata in ambiente attraverso canalizzazioni correnti nel
controsoffitto e diffusori circolari; l’aria di espulsione verrà ripresa mediante griglie di
ripresa aria, canalizzate sino a filo pavimento.
I mobiletti ventilconvettori saranno installati a vista a pavimento, così come indicato sui
disegni allegati,.
Essi saranno completi di batteria di riscaldamento-raffrescamento, ventilatore mandata
aria, filtro aria, bacinella raccolta condensa, valvole, detentore e valvoline sfogo aria.
Il controllo delle condizioni ambiente sarà garantito tramite i pannello di comando installati
a bordo macchina di ciascun fancoil, capace di controllare l’on-off dei ventilconvettori, la
temperatura dell’aria, la velocità del ventilatore, la commutazione estate inverno con
change-over locale.
I ventilconvettori dovranno essere dimensionati per garantire la resa termica e frigorifera
effettuata con riferimento alla media velocità.
Ogni ventilconvettore sarà corredato di rete di raccolta condensa realizzata con tubazione
in polipolipropilene ad innesto fino al punto di scarico più vicino.
La regolazione dell’unità di trattamento aria saranno gestite mediante interfaccia HTML da
un pc posto in locale presidiato all’interno della struttura; la relativa UTA sarà dotata di
cavo ethernet per l’allaccio alla rete informatica locale.
Le zone servizi igienici saranno provviste di impianto di estrazione dell’aria, del tipo con
funzionamento continuo.
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RELAZIONE SPECIALISTICA IMPIANTI MECCANICI
L’aria verrà ripresa attraverso valvole di aspirazione installate nel soffitto dei locali da
trattare, convogliata mediante canalizzazioni correnti nel controsoffitto, ed espulsa
mediante torrino installato sulla copertura dell’edificio.
Dove risultano presenti locali bagno ciechi singoli, saranno installati idonei estrattori
canalizzati in modo indipendente, con scarico aria in facciata a quota idonea.
L’aria in uscita dagli estrattori verrà convogliata in zona tale da non cortocircuitare su
nessuna presa di aria esterna degli altri impianti.
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RELAZIONE SPECIALISTICA IMPIANTI MECCANICI
8
IMPIANTO PALCO-CAMERINI
Il trattamento termo-igrometrico della zona palco sarà realizzato mediante impianto a
tutt’aria con unità di trattamento aria del tipo rooftop con batteria ad espansione diretta.
L’UTA rooftop disporrà al proprio interno di un generatore di calore ad espansione diretta
in pompa di calore in grado di alimentare la propria batteria di trattamento aria.
L’unità di trattamento aria sarà posizionata nel locale tecnico a quota -2.22; l’aria di
mandata sarà inviata alla sala mediante canalizzazioni in lamiera zincata correnti a vista
nel locale deposito sino alla salita nella zona palco superiore; raggiunto la quota +0.00 la
distribuzione avverrà con canalizzazioni correnti a vista sino a raggiungere la zona frontale
del palco a quota +6.00 dal filo palco.
Sul montante verticale sarà installato idoneo silenziatore per mitigare la rumorosità
dell’impianto.
La canalizzazione proseguirà quindi staffata a parete, lungo la veletta della zona placo,
nascosto rispetto alla vista da Auditorium.
La diffusione verso la zona palco avverrà mediante ugelli circolari del tipo ad alta
induzione, posti sul fianco del canale orizzontale e montata su distanziale inclinato a 45°.
L’aria di ripresa verrà raccolta mediante griglia di ripresa posizionate a pavimento della
zona palco, come indicato sugli elaborati grafici.
La canalizzazione di ripresa aria correrà nel vano creato tra la soletta ed il palco rialzato.
Sulla canalizzazione di ripresa aria, al piano interrato, sarà posto uno stacco con serranda
di regolazione collegato alla presa aria esterna, per garantire i corretti ricambi d’aria.
L’unità di trattamento aria avrà montato a bordo adeguata regolazione elettronica capace
di gestire le portate dell’aria in base alle condizioni di set-point rilevate sull’aria di ripresa
ed adeguare la portata dell’aria in base alla reali condizioni necessarie (inverter).
La stessa centralina sarà capace di inviare segnale di attivazione alle pompe di
circolazione dei fluidi necessari ad alimentare le batterie di scambio.
La regolazione delle condizioni dell’ambiente saranno gestite mediante interfaccia HTML
da un pc posto in locale presidiato all’interno della struttura; la relativa UTA sarà dotata di
cavo ethernet per l’allaccio alla rete informatica locale.
La sala prove sarà provvista di impianto di rinnovo dell’aria con unità del tipo con
recuperatore di calore a flussi incrociati.
L’aria esterna di rinnovo verrà prelevata mediante canalizzazione circolare verticale
staffata a vista in facciata dell’edificio.
Detta aria di ripresa, parzialmente utilizzata anche dall’UTA palco, attraverserà l’unità
recuperatore dove riceverà il calore dall’aria di estrazione, e verrà inviata nel locale in
oggetto mediante canalizzazioni isolate correnti a vista a soffitto mediante bocchette di
immissione d’aria.
Analogamente l’aria di estrazione verrà ripresa a pavimento dal locale, attraverso griglie di
ripresa, inviata al recuperatore mediante canalizzazioni isolate correnti a vista a soffitto, ed
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RELAZIONE SPECIALISTICA IMPIANTI MECCANICI
una volta ceduto il calore all’aria esterna verrà espulsa con canalizzazione sfociante a
quota in conformità con il regolamento locale d’igiene.
L’azionamento del sistema di rinnovo avverrà manualmente mediante comando a parete
installato direttamente nel locale tecnico.
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RELAZIONE SPECIALISTICA IMPIANTI MECCANICI
9
IMPIANTO VENTILCONVETTORI
Il fabbisogno energetico dei locali foyer, infermeria, sala riunioni, durante la stagione
invernale ed estiva, verrà garantito attraverso un impianto a ventilconvettori alimentato
dall’impianto centralizzato.
Il fluido necessario sarà derivato dalla rete di distribuzione, la tipologia di impianto sarà del
tipo a 2 tubi con stacchi per ogni singolo terminale.
Le tubazioni, utilizzate per la distribuzione degli impianti, saranno isolate secondo L10 e
DPR 412.
I mobiletti ventilconvettori installati, così come indicato sui disegni allegati, saranno del tipo
a vista a parete.
Essi saranno completi di batteria di riscaldamento-raffrescamento, ventilatore mandata
aria, griglia di ricircolo completa di filtro, bocchetta di mandata aria, bacinella raccolta
condensa.
Ogni mobiletto sarà dotato, oltre che ai componenti precedentemente descritti, anche dei
seguenti accessori:
- valvola e detentore;
- valvoline di sfogo aria;
- gruppo comando a bordo macchina;
Il controllo delle condizioni ambiente sarà garantito tramite pannello di comando installato
a bordo capace di controllare l’on-off dei ventilconvettori, la temperatura dell’aria, la
velocità del ventilatore, la commutazione estate inverno con change-over locale.
Il ventilconvettore dovrà essere dimensionato per garantire la resa termica e frigorifera
effettuata con riferimento alla media velocità.
Ogni ventilconvettore sarà corredato di rete di raccolta condensa realizzata con tubazione
in polipolipropilene ad innesto fino al punto di scarico più vicino.
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10 IMPIANTO DI RISCALDAMENTO A RADIATORI
Il fabbisogno energetico dei locali servizi e magazzino, durante la stagione invernale, verrà
garantito attraverso un impianto a radiatori alimentato dall’impianto centralizzato.
Il fluido caldo sarà derivato dalla rete di distribuzione, la tipologia di impianto sarà del tipo
modulare, con tubazioni in rame pre-isolate dal collettore ad ogni singolo corpo scaldante.
Il collettore sarà posizionato in adeguata cassetta incassata, con sportello.
I radiatori saranno in ghisa ad elementi componibili sospesi, a parete o sotto finestra, a
mezzo di mensole di sostegno.
Le tubazioni, utilizzate per la distribuzione degli impianti, saranno isolate secondo L10 e
DPR 412.
Tutti i corpi scaldanti saranno dotati di comando termostatico capace di attenuare il
riscaldamento ambiente (dovuto ad apporti solari gratuiti e/o carichi interni) al
raggiungimento della temperatura impostata.
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11 IMPIANTO IDRICO SANITARIO
All’interno di ogni singolo blocco servizi igienici, le reti di distribuzione alle utenze sanitarie
saranno realizzate sottotraccia a pavimento utilizzando tubazioni in polipropilene,
complete di raccordi, pezzi speciali, ed isolate con guaine in elastomero espanso a cellule
chiuse, spessore 13 mm per acqua calda e per acqua fredda.
La produzione di acqua calda sanitaria verrà effettuata tramite produttori autonomi del tipo
in pompa di calore installati nei blocchi servizi igienici.
All’ingresso dei servizi igienici saranno installati rubinetti da incasso per intercettazione
acqua calda e fredda.
Gli apparecchi sanitari previsti dovranno essere in vetrochina di prima qualità con
apparecchi sospesi mentre le rubinetterie saranno composti da mix monocomando
cromato.
II dimensionamento delle reti di distribuzione sarà ricavato dalla portata di carico calcolata
in base al numero di apparecchi sanitari installati con il metodo delle unità di carico
previsto dalle norme UNI 9182.
12 IMPIANTO RETI DI SCARICO
Le reti di scarico dei singoli apparecchi sanitari fino alle braghe di piano delle colonne
montanti saranno realizzate con tubazioni in polipropilene ad innesto sottotraccia a
pavimento.
Le acque provenienti dagli scarichi dei servizi igienici saranno convogliate per gravità
all’esterno dell’edificio mediante tubazioni del tipo insonorizzato, rispondenti alle normative
UNI 8451 - Tipo 302 e UNI 8452, complete di curve e braghe.
A completamento del sistema saranno realizzate le necessarie colonne di ventilazione
secondarie che verranno prolungate fino alla copertura ed unite a quelle di ventilazione
primaria.
Alla base di ogni colonna, o comunque nelle immediate vicinanze di essa, sarà prevista
un’ispezione.
Particolare attenzioni servirà porre a ripristinare il grado di reazione al fuoco della strutture
tagliafuoco attraversato, utilizzando idonei collari tagliafuoco.
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13 IMPIANTO GAS METANO
La rete di distribuzione gas metano, dipartirà dal contatore posizionato a cura dell’Azienda
in corrispondenza del confine di proprietà del complesso, fino a servire i generatori nel
locale tecnico.
Immediatamente dopo il contatore gas metano sarà installato un giunto flessibile ed un
valvola manuale di intercettazione generale per ogni rete gas metano.
La rete, per i tratti correnti interrati, sarà realizzata con tubazioni
in polietilene PE ad alta densità idonea per il convogliamento di
gas combustibili secondo Norme UNI ISO 4437 di tipo 316
Classe A e UNI EN 1555 serie S8 con spessore minimo 3 mm.
con saldature di testa per fusione o a mezzo di elementi
riscaldanti.
Le tubazioni interrate saranno posate su un letto di sabbia
lavata, di spessore minimo 100 mm, e ricoperta, per altri 100
mm di sabbia dello stesso tipo; l’interramento della tubazione, misurato fra la generatrice
superiore del tubo ed il livello esterno del terreno, sarà di almeno 600 mm.
A circa 300 mm. sopra la tubazioni in polietilene
saranno posti dei nastri di segnalazione.
Dove non sarà possibile rispettare detta profondità
le tubazioni dovranno essere protette con
tubazioni di acciaio, piastre di calcestruzzo e con
uno strato di mattoni pieni.
In caso di transito sopra un solaio, ove non sarà
possibile garantire almeno 300 mm dal fillo superiore del solaio stesso ed il filo inferiore
della tubazione, dovrà necessariamente essere utilizzata una tubazione metallica
provvisto di adeguato rivestimento protettivo contro la corrosione, realizzato secondo la
UNI ISO 5256, UNI 9099, UNI 10191.
Le giunzioni miste, tubi di polietilene con tubo metallico saranno realizzate mediante
raccordi speciali (giunti di transizione) polietilene-metallo idonei per la saldatura o raccordi
metallici filettati o saldati.
Le tubazioni in uscita dal terreno saranno provviste di adeguato giunto isolante dielettrico.
Per le colonne montanti ed i tratti a vista, saranno utilizzate tubazioni in acciaio zincato
colorate di giallo (RAL 1003) complete di giunzioni, raccordi, staffe e braccioli di sostegno.
Alla base del montante in salita a quota +8.86, ed all’esterno del locale centrale termica, in
posizione visibile, accessibile e ben segnalata, sarà installata valvola di intercettazione
generale.
Nell’attraversamento delle pareti e/o solette, la tubazione non presenterà giunzioni o
saldature e sarà protetta con guaina murata con malta di cemento; nel caso dei muri
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perimetrali esterni, l’intercapedine fra guaina e tubazione deve essere sigillata con
materiali adatti, in corrispondenza della parete interna del locale.
Prima del collegamento al collettore gas metano saranno installati nel seguente ordine:
valvola di intercettazione manuale, giunto antivibrante, manometro con ricciolo
ammortizzatore, filtro stabilizzatore della rete, valvola intercettazione combustibile (VIC)
collegata all'elemento sensibile posto sulla mandata di acqua calda dal generatore,valvola
di intercettazione manuale e giunto antivibrante.
Prima di mettere in servizio l'impianto di distribuzione interno, prima quindi di allacciarlo al
contatore, dovrà essere eseguita la prova di tenuta con le seguenti modalità:
‰ tappare tutti i raccordi di collegamento agli apparecchi e al contatore;
‰ immettere nell'impianto aria o gas inerte alle seguenti pressioni:
- 0,1 bar se composto da sole tubazioni a vista;
- 1 bar se composto da tubazioni interrate;
‰ trascorso il tempo necessario per stabilizzare la pressione (almeno 15 min.) si
effettuerà la prima lettura di pressione;
‰
la seconda lettura andrà effettuata dopo:
- 4 ore se composto da sole tubazioni a vista;
- 24 ore se composto da tubazioni interrate;
‰ alla fine della prova si dovrà verificare l'assenza di cadute di pressione misurate con
manometri ad acqua o apparecchi di equivalente sensibilità.
Lo scarico dei prodotti della combustione sarà effettuato mediante canale da fumo e canna
fumaria di sezione circolare in acciaio inox. AISI 316 L adeguatamente coibentato con lana
minerale di sp.25mm; a corredo dei sistemi di evacuazione fumi saranno installati tutti gli
accessori, pezzi speciali necessari per la realizzazione del lavoro secondo la regola
dell’arte.
La posizione sarà da verificare in modo che sia inserita in una parete esterna.
Il suo dimensionamento sarà effettuato per garantire un funzionamento in depressione del
sistema fumario.
Il condotto sarà realizzato in materiali atti a resistere nel tempo alle sollecitazioni
meccaniche, sono consentiti materiali plastici se conformi alla uni en14471, oppure
materiali rispondenti ai requisiti della uni en 1443 relativamente alla resistenza all'umidità
(W) e alla temperatura (T80).
Il condotto avrà una camera di raccolta degli eventuali materiali solidi e delle condense,
uno sportello d’ispezione ed il modulo per il rilevamento della temperatura e qualità dei
fumi.
In sommità avrà un dispositivo che impedisca la penetrazione di pioggia, neve e corpi
estranei, il comignolo dovrà avere sezione netta non inferiore al doppio della sezione del
condotto.
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Per le distanze del comignolo e le dimensioni verificarle in conformità a quanto riportato
nella UNI7129/08 e regolamento locale d'igiene.
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14 IMPIANTO IDRICO ANTINCENDIO
L’edificio sarà provvisto di impianto idrico antincendio composto da n° 6 idranti UNI 45 e
n°1 attacco autopompa.
La rete idranti sarà atta a garantire, nelle condizioni più sfavorevoli, una portata di 120
l/min ad una pressione di 2 bar, considerando il contemporaneo funzionamento di almeno
2 idranti per un tempo di almeno 60 minuti.
L’esatta posizione degli idranti e dei mezzi di estinzione incendi, riportata sugli elaborati di
progetto, riprodurrà fedelmente le posizioni riportate nel progetto approvato dal comando
provinciale dei Vigili del Fuoco di Milano.
Esternamente, in posizione facilmente raggiungibile, sarà installato un gruppo motopompa
per garantire al pressurizzazione della rete con mezzi VVF esterni.
Le manichette antincendio UNI 45 saranno rispondenti alle normative UNI-EN 671/2
composte da cassetta da parete in lamiera zincata e verniciata dimensioni 60x37x16 cm.,
sportello in lega leggera con vetro a rottura prestabilita, rubinetto idrante in ottone; lancia
idrica in rame con dispositivo che permette le tre regolazione del getto (chiusura, getto
frazionato, getto pieno), manichetta flessibile da 20 m., coppia di raccordi in ottone.
L’alimentazione dell’impianto avverrà direttamente dall’acquedotto comunale.
L’impianto si comporrà di una rete di distribuzione realizzata in acciaio zincato, corrente
staffata a vista, dalla quale si deriveranno gli stacchi per alimentare gli idranti.
Le suddette tubazioni verniciatura ad una mano con smalto sintetico o con resine acriliche
in soluzione acquosa.
Nei punti critici le reti a vista saranno dotati di idoneo isolamento anticondensa costituito
da coppelle in polistirolo sp. 30 mm.- densità 35 Kg/mc con finitura in guscio di pvc
isogenopak o lamierino di alluminio sp. 6/10 mm.
A completamento dell’impianto antincendio, in prossimità degli idranti e dei punti più
accessibili, e comunque nelle posizioni indicate nella pratica antincendio, saranno installati
estintori portatili omologati a polvere di tipo non corrosivo, abrasivo o tossico, 40% minimo
di Map, conformi alla direttiva 97/23/CE Ped DM 25.02.2000, completi di manometro
rimuovibile, valvolina di ritegno a molla incorporata nel corpo valvola, supporti di fissaggio,
con capacità di 6 Kg, classe di fuoco 34A 233BC.
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