La Settimana - Beppe Grillo

Volume 9, numero 47
Sommario
23.11.2014
Economia
Editoriale
La caduta nel tempo
La sedia vuota di Napolitano
#latrattativa
Minipost
16.11.2014
La UE vuole più disoccupazione in
Italia #fuoridalleuro
Il Guardian annuncia: ''L'Italia pronta a
tornare alla Lira'' #fuoridalleuro
Informazione
Press obituary 6: Robotic journalism
#pressobituary
Imola: 15 amministratori PD indagati
nell'inchiesta Photored
Minipost
Per un Veneto a 5 Stelle!
La sedia vuota di Napolitano
#latrattativa
Dall'Australia con furore
Mozione M5S in UE: #JunckerDimettiti
Sono ricco, anzi ricchissimo (e non lo
sapevo), Beppe Grillo
Il golpe contro Nogarin e l'acqua
pubblica in Toscana
"Non è bene che l'uomo si ricordi a ogni
istante di essere uomo. GIà è male
concentrare l'attenzione su sè stessi; ma
è peggio ancora concentrarla sulla
specie, con uno zelo da ossessi:
significa attribuire alle miserie arbitrarie
dell'introspezione
un
fondamento
oggettivo e una giustificazione filosofica.
Finché ci si limita a torturare il proprio io,
si può sempre pensare che si ceda a un
capriccio, ma quando tutti gli io
diventano il centro di una rimuginazione
senza fine, indirettamente si ritrovano
generalizzati gli inconvenienti della
propria condizione ed eretto a norma, a
caso universale, il proprio accidente".
E.M. Cioran, da La caduta nel tempo.
La Todini si dimette, ma la Rai l'hanno
distrutta
La Metro C di Roma: l'opera pubblica
più costosa d'Europa
Il M5S taglia gli affitti d'oro della
Camera
MoVimento
Cono Cantelmi per la Calabria 5 Stelle
#CalabriaPuoi
Beppe Grillo arriva a sorpresa a
Bologna
Politica
Non può piovere per sempre
#nonpuòpioverepersempre
Titanic Italia #fuoridalleuro
I sondaggi del #FuffingtonPost
Caso Corona: l'appello della mamma ai
politici italiani
Portate l'onestà al governo dell'Emilia
Romagna
1
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); "Alla fine non ce l'hanno
fatta! Mi hanno assicurato di averci
provato ma forse il traffico causato dallo
sciopero dei mezzi pubblici li ha fermati.
Ci sono mancati davvero.
Giorgio
Napolitano, Luciano Violante e Nicola
Mancino, ho sentito il peso della vostra
assenza, sono certo che avreste avuto
un sacco di belle idee da condividere
sulla lotta alla mafia e, perché no, tante
cose da chiarire in barba a quei gufi che
ce l'hanno con voi ingiustamente, magari
cosa fossero quegli "indicibili accordi" di
cui parlava D'Ambrosio. In compenso,
circa 300 persone in sala e qualche
migliaio in rete hanno saputo qualcosa in
più della storia più nera del nostro
Paese, la trattativa stato-mafia, grazie
all'encomiabile
lavoro
di
Sabina
Guzzanti, il docu-film #LaTrattativa.
Queste migliaia di persone saranno,
d'ora in avanti, consapevoli e vogliose di
raccontare a tutti la vera storia d'Italia,
una storia che purtroppo incide tutt'oggi,
tragicamente, nella vita di ogni italiano.
Un Paese come l'Italia, ai primi posti
europei per corruzione e al 49esimo
posto per libertà di stampa, si salverà
solo con memoria e denuncia. A noi
quindi il compito di continuare a parlare,
informare,
denunciare,
chiedere
chiarimenti e proteggere chi, in questi
anni, sta cercando di portare a galla le
verità celate. Il MoVimento 5 Stelle farà
di tutto per cacciare la mafia dalle
istituzioni (abbiamo tantissime proposte
di legge in merito) e ripristinare la verità,
per questo ci schieriamo al fianco dei
servitori dello stato come il pm Nino Di
Matteo e il pool antimafia di Palermo.
Parlate di mafia, confrontatevi, ricordate
ai vostri amministratori di combatterla
perché, credetemi, la mafia uccide ma
sono silenzio e ignoranza a seppellire la
speranza. La conoscete la teoria della
pallina sul piano inclinato? Ecco...noi
siamo quella pallina e, in fondo al piano
inclinato, c'è un'Italia meravigliosa,
raggiungerla è solo questione di tempo."
Manlio Di Stefano, portavoce M5S
Camera
PS: per chi volesse proiettare il film
nelle scuole o in sale cinematografiche
occorre
scrivere
a
[email protected]
Non può piovere per sempre
#nonpuòpioverepersempre
Politica
16.11.2014
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); Fessura, crepa. voragine.
Tra il Paese reale e quello della
"cosiddetta" politica si sta allargando
sempre più la distanza. L'informazione è
diventata propaganda. Nelle all news
televisive ha ormai assunto una
dimensione comica e surreale come in
un racconto di Ionesco. Mentre il
giornalista in ginocchio di turno intervista
l'ebetino o un qualunque membro del
governo, che sparano le loro mirabolanti
cazzate di giornata per rassicurare il
Paese, sotto l'immagine scorre la striscia
con le notizie di fallimenti di aziende, di
disastri naturali, di immigrazione fuori
controllo, di tagli selvaggi (pudicamente
chiamati lineari) allo Stato sociale.
Sembrano sottotitoli all'incontrario. I
tweet del Paese contro i tweet del
Sistema. Montanelli aveva nella sua
Storia d'Italia ribattezzato i vari periodi
con diversi nomi. Uno, riferito al periodo
1978 - 1993, è stato "L'Italia degli anni di
fango", un titolo quanto mai attuale.
L'Italia sta sprofondando nel fango
mentre questi fanno le "riforme" perché
"ce lo chiede l'Europa". Tra un po'
Genova scivolerà in mare e nessuno
avrà alcuna responsabilità. La colpa sarà
della pioggia. La manutenzione ordinaria
non genera maxi tangenti al contrario
delle Grandi Opere come il Mose o la
Tav, non convengono ai partiti. L'Europa
non chiede all'Italia di intervenire sul
dissesto idrogeologico? Che strano...
L'Europa vorrebbe invece la riduzione
degli
spazi
di
democrazia
con
l'abolizione sostanziale del Senato, una
legge elettorale decisa sulla base degli
interessi dei partiti con la collaborazione
del
noto
"statista"
pregiudicato
Berlusconi, la schiavitù dei lavoratori
attraverso l'abolizione dell'articolo 18?
Ma questa roba, che chiamano "riforme",
come chiamare cioccolato svizzero la
merda, serve a far ripartire l'economia o
mantenere in sella i poteri pro euro?
Davvero l'Europa ci chiede questo? E
chi? La frattura tra il Paese reale e i
ministri che mangiano brioches con riti
che ricordano quelli bizantini e pensano
solo a mantenere la poltrona sotto il culo
è sempre più ampia. Difficile che si
rimargini. Diventerà crepaccio. Tor
Sapienza a fuoco gli sgomberi forzati
delle occupazioni abusivi delle case
popolari a Milano sono solo l'inizio di una
guerra tra poveri. E questo avviene
mentre si tagliano le forze dell'ordine e si
introducono norme che impediscono nei
fatti gli arresti. Ma in che Paese vivono
Renzie e Alfano? In quello delle fate?
Hanno una bomba sotto il culo e morti di
pioggia sulla coscienza e fanno solo
comizi. In Australia fa caldo, lì le stagioni
2
sono rovesciate rispetto all'Italia e ci
sono anche i koala per la first lady di
Rignano Intanto qui si muore affogati
per strada. Ma, come nel film "Il Corvo":
"non può piovere per sempre".
Press obituary 6: Robotic
journalism #pressobituary
Informazione
17.11.2014
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); "Questo sesto post sulla
morte dei giornali sarà inserito nello
studio "Press obituary" di prossima
pubblicazione su questo blog. La fine dei
giornali è una delle cose più prevedibili
del nostro futuro, gli unici che non lo
sanno ancora sono i giornalisti. Si tratta
solo di stabilire la data del decesso che
da Stato a Stato varia tra i 5 e i 10 anni.
Il tema di oggi è il "robotic journalism",
l'utilizzo di programmi di content
management che combinano intelligenza
artificiale, analisi di dati e programmi ad
apprendimento continuo che producono
contenuti non distinguibili da quelli scritti
da un giornalista. Da alcuni anni la
crescita esplosiva dei Big Data ha reso
obbligatoria l'estrazione e la validazione
dei dati da parte di algoritmi e programmi
specializzati, impossibile per un essere
umano per la quantità enorme dei dati
prodotti continuamente. Oggi il 90% dei
dati esistenti è stato creato negli ultimi
due anni. In sostanza i programmi
sostituiranno i giornalisti nella maggior
parte della scrittura di articoli o, nel
migliore dei casi, forniranno loro il
materiale per un'analisi approfondita.
Articoli creati da programmi esistono già
da anni nei settori della finanza, dello
sport e della meteorologia. Quest'anno
l'Associated Press ha deciso di
pubblicare i rapporti di bilancio delle
società, i cosiddetti "quaterly earning
reports", avvalendosi di una società di
robotic journalism, l'Automated Insights,
che consentirà di creare 4.400 rapporti
per gli Stati Uniti invece dei 300 attuali.
In futuro come in Highlander il numero di
giornalisti diminuirà, ma crescerà la
qualità dei superstiti. Già oggi i lettori on
line cercano gli opinionisti di cui si fidano
direttamente sui loro Facebook che
spesso fanno numeri superiori alla
testata on line che li ospita. Un futuro
con meno giornalisti, ma credibili e
senza testate e ed editori. I giornali non
gli
serviranno
più."
Gianroberto
Casaleggio Post precedenti: - Press
obituary/1 Pubblicità - Press obituary/2
Estinzione - Press obituary/3 Iceberg
Italia - Press obituary/4: Pure Player
2013 - Press obituary/5: I gruppi editoriali
Per un Veneto a 5 Stelle!
Dall'Australia con furore
Minipost
17.11.2014
Minipost
17.11.2014
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); "Siamo pronti. Abbiamo la
più grande opportunità della nostra vita:
"Pulire il Veneto" dai 15 anni di Galan e
dalle
tangenti
del
MOSE,
dall’immobilismo di Zaia e dal desiderio
di poltrone della Moretti. Vogliamo
chiudere i "Project Financing" che sono
debiti sulle spalle dei nostri figli,
vogliamo dire basta alla cementificazione
delle nostre campagne e alla corruzione
nella
Regione
Veneto,
vogliamo
respirare aria pura, aiutare le nostre
piccole e medie imprese e i nostri
giovani che, con la ricerca e
l’innovazione, saranno gli imprenditori
del domani. Abbiamo la lista dei
candidati consiglieri alle prossime
elezioni regionali del Veneto e tra questi
si sono candidati a Presidente: Erika
Baldin, Silvana Belladelli, Jacopo Berti,
Antonio Candiello, Valente Chieregato,
Enrico Chiuso, Claudio Olivetti, Manuela
Provenzano, Simone Scarabel e Rinaldo
Verardo.
Nelle prossime settimane
organizzeremo sette graticole nelle sette
province e poi voteremo sul sistema
operativo del M5S il candidato
Presidente del MoVimento 5 Stelle alla
Regione Veneto. Noi siamo pronti." I
candidati consiglieri alla Regione Veneto
del MoVimento 5 Stelle
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); "La Rai manda in Australia
5 inviati per seguire Matteo Renzi (e
consorte) al G20 in Australia, l'ennesimo
spreco di denaro pubblico, ennesima
presa in giro. In questi mesi stiamo
seguendo in commissione di Vigilanza la
riforma dell'informazione della RAI, una
questione delicata per la democrazia del
paese. Che Rai avremo? Come
cambierà la lottizzazione? Nessuno lo sa
e gli stessi direttori di testata auditi in
commissione, fingono di brancolare nel
buio, timorosi fino all'ultimo di perdere la
loro poltrona. Il progetto di Gubitosi
sarebbe quello di avere solo due mega
redazioni che forniscono servizi per tutte
le testate dei Tg, facendo risparmiare la
Rai e quindi i cittadini. L'occasione per
fare risparmio poteva partire subito
inviando al massimo due giornalisti in
Australia e invece no. Come farsi
scappare l'occasione di leccargli i piedi
dall'altra parte del mondo? Guai perdere
l'occasione di comunicare agli Italiani da
tutte le reti Rai, le importantissime
dichiarazioni del nostro Presidente del
Consiglio tipo "l'austerità non fa bene
all'economia del paese" o vedere i politici
e consorti abbracciarsi dei Koala?
Immagini irrinunciabili e viste su Rai1,
Rai2, Rai3, Rainews24. E' questa la
spending review di Gubitosi? Dopo tutti
questi anni di servilismo serve un vero
cambiamento. Se il futuro resta quello di
Gubitosi, della Maggioni e dei loro amici
allora tanto varrà non avere neanche più
un servizio pubblico d'informazione
radiotelevisivo."
Alberto
Airola,
capogruppo M5S Senato
3
Il Guardian annuncia:
''L'Italia pronta a tornare alla
Lira'' #fuoridalleuro
Economia
18.11.2014
enorme debito nel settore pubblico. Non
si possono commettere errori, un ritorno
alla lira sarà doloroso. Eppure sembra
che gli elettori siano disposti a
contemplare questa possibilità per
fermare la deriva dell'economia italiana."
Titanic Italia #fuoridalleuro
Politica
18.11.2014
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); A.E.Pritchard sul Telegraph
rilancia le parole di Fassina secondo cui
il Titanic Europa sta naufragando e
bisogna uscire dall’euro se la politica non
cambia rotta, e le motiva con forza:
l’Italia è sprofondata nella crisi peggiore
dall’unità d’Italia, intrappolata in una
dinamica maligna del debito senza via
d’uscita, le politiche sono sbagliate e gli
elettori hanno sopportato stoicamente
sinora solo perché contavano su una
ripresa
che
non
arriverà.
da
vocidallestero.it
di
Ambrose
Evans-Pritchard
Un ex ministro italiano avverte che il
“Titanic Europa” sta naufragando, e
chiede uno scioglimento “ordinato”
dell’euro, a meno di un cambiamento di
rotta radicale. La zona euro ha evitato
una tripla recessione, ma rimane
bloccata in una profonda crisi strutturale,
con troppo poco slancio per creare posti
di lavoro o per fermare un aumento
inesorabile del rapporto debito/Pil. Nel
terzo trimestre l’area dell’euro ha visto
una crescita dello 0,2%, ma l’economia
in Italia è in contrazione ancora una volta
e lo è ormai da più di tre anni. Stefano
Fassina, l’ex viceministro delle finanze
italiano, ha dichiarato che senza un
cambiamento di rotta radicale il “Titanic
Europa” si sta dirigendo verso il
naufragio. Ha avvertito che le politiche di
contrazione
stanno
distruggendo
l’economia italiana e ha invitato i leader
del Paese a “battere i pugni sul tavolo”.
Ha detto che dovrebbero minacciare uno
“scioglimento ordinato” dell’euro, a meno
di forti cambiamenti nelle politiche
economiche. I suoi commenti hanno
sollevato molto clamore a Roma, in
quanto egli è un personaggio rispettato
nel Partito Democratico di Matteo Renzi.
La Francia ha rimbalzato dello 0,3%, ma
il balzo è dovuto ad un aumento delle
scorte e a un picco dello 0.8pc nella
spesa
pubblica,
soprattutto
per
l’assistenza
sanitaria.
Il
trimestre
precedente era stato rivisto al ribasso, a
meno 0,1%. “E’ una falsa promessa” ha
detto Marc Ostwald di Monument
Securities.
“Fondamentalmente
la
Francia sta malissimo. Come qualcuno
possa festeggiare questo rimbalzo come
una storia di ripresa va al di là della mia
capacità di comprensione.” “Una lettura
attenta dei dettagli fa riflettere. Tutti i
motori della crescita sono quasi spenti”
ha detto Denis Ferrand, direttore
dell’istituto
di
ricerca
francese
Coe-Rexecode. Michel Sapin, ministro
delle Finanze francese, ha detto che
l’economia rimane “troppo debole” per
incidere sulla disoccupazione. Il piccolo
rimbalzo della Francia in materia di
occupazione si è già fermato. Nel terzo
trimestre l’economia ha perso 34.000
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); La notizia del mattino da
TzeTze
Negli ultimi giorni si parla molto
all'estero della proposta del MoVimento
5 Stelle di un referendum popolare per
uscire dall'Euro. Secondo quanto scritto
ieri dal Guardian, questa è l'unica via
d'uscita per l'economia italiana. Di
seguito
la
traduzione
dell'articolo
pubblicato dal quotidiano inglese:
"L'Italia si prepara ad imboccare l'uscita.
Anche se l'ipotesi di uscire dall'Euro può
sembrare fantasiosa per uno dei membri
fondatori, c'è una crescente sensazione
che fra non più di 2 anni da oggi, Roma
sarà nuovamente amministrata dalla
propria moneta. I dati della scorsa
settimana hanno fotografato un Paese in
profonda crisi. Con un PIL inferiore del
10% rispetto a prima della crisi
finanziaria, l'Italia è bloccata da una
profonda depressione. Tutti gli sforzi per
rilanciare l'economia hanno fallito, tale è
la natura sclerotica delle norme fiscali,
del mercato del lavoro e delle sue
regole. Tutto questo ha impedito il
progresso verso un'economia più
efficace libera da sussidi e benefici
tradizionali. C'è stato un tempo in cui la
classe media italiana non voleva sentir
parlare di un'uscita dell'euro. Grazie
all'Euro hanno mantenuto i loro risparmi
e tutte le altre attività, in particolare le
loro proprietà, hanno goduto di un valore
sicuro con la moneta unica. L'uscita
dell'Euro avrebbe portato ad un'enorme
calo della ricchezza. Questa paura
sembra essere evaporata oggi. Il
MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo si è
schierato a favore dell'uscita dall'Euro. Il
comico
diventato
politico
sta
promuovendo un referendum per
uscirne. Più in generale, le mancate
promesse di crescita hanno fatto
mancare sostegno di Bruxelles e della
Banca centrale europea all'Italia. Gli
italiani hanno aspettato tre anni che il
capo della Bce Mario Draghi iniziasse a
stampare moneta coma la Banca
d'Inghilterra e la Federal Reserve. Draghi
parla all'infinito di immettere liquidità
nelle economie in difficoltà della zona
euro, per poi tirarsi indietro. La settimana
scorsa è successo di nuovo. Ma anche
quando una spinta di Draghi viene
messa in pratica, è improbabile che sia
efficace. Gli italiani stessi lo sanno.
Hanno bisogno di una svalutazione della
moneta. E' l'unica via di salvezza. I
giapponesi lo hanno fatto. Questo può
essere un buon modello di riferimento, a
differenza di quanto stanno facendo gli
altri Paesi più importanti creando un
4
posti di lavoro. Non sarà facile invertire
questa tendenza perché Parigi si è
impegnata a far passare € 50 miliardi di
ulteriori tagli fiscali in tre anni per
raggiungere gli obiettivi di disavanzo
dell’UE. Maxime Alimi di Axa ha detto
che il debito pubblico della Francia
potrebbe raggiungere il 100pc del PIL
entro il 2017, avvertendo che la pazienza
degli investitori potrebbe non durare. Ha
detto che nella prossima recessione i
rendimenti dei titoli potrebbero salire “in
modo brusco, non-lineare”. L’Europa è
sospesa in un limbo. I dati non sono
abbastanza deboli per forzare un
cambiamento radicale nella politica
dell’UEM, come un blitz di ‘New Deal’
degli
investimenti
o
un
pieno
allentamento quantitativo da parte della
Banca Centrale Europea. Il rischio è che
il blocco della moneta unica vada alla
deriva per un altro anno, in condizioni di
deflazione, senza alcun catalizzatore che
possa innescare una vera ripresa. Il
Segretario al Tesoro deli Stati Uniti,
Jacob Lew, questa settimana ha
avvertito che l’Europa si trova di fronte a
un “decennio perduto”, a meno che i
paesi in surplus come la Germania non
facciano di più per stimolare la domanda.
“La zona euro è l’epicentro di una
trappola della liquidità Keynesiana
globale” ha detto Lena Komileva di G +
Economics. “Per i mercati, il precedente
consenso a una ripresa guidata dalla
periferia è già crollato.” La Germania se
l’è appena cavata senza cadere in una
recessione tecnica, con una crescita
dello 0,1% dopo una contrazione dello
0,1% nel trimestre precedente. Sta
chiaramente soffrendo le conseguenze
della crisi russa e dell’indebolimento
della domanda in Cina, Brasile e in gran
parte dei mercati emergenti. Jörg
Krämer,
chief
economist
di
Commerzbank (Xetra: CBK100 – news),
ha detto che c’era stata una ripresa degli
investimenti da parte delle imprese
tedesche dopo che la crisi dell’UEM si
era placata a metà 2012. Ma ora si
stanno fermando, e la “soft patch” (fase
di debole ripresa, ndt) sta volgendo al
termine. “Ci aspettiamo una ripresa della
crescita tedesca il prossimo anno. Il
deprezzamento dell’euro contro il dollaro
alzerà PIL di almeno uno 0.5pc nel corso
dei prossimi quattro trimestri. Inoltre, la
politica monetaria è molto allentata per le
condizioni dell’economia tedesca“ ha
detto. Qualsiasi ripresa tedesca avrà un
effetto a doppio taglio. Aumenterà
leggermente la domanda intra-UEM, ma
genererà una resistenza ancora più forte
di Berlino verso lo stimolo fiscale o
l’acquisto di titoli di Stato della BCE.
L’effetto netto potrebbe essere negativo
per le zone del sud Europa, ancora
intrappolate nella deflazione da debito.
L’Italia è oggi il Paese in più profonda
difficoltà, bloccato in un sistema di cambi
fissi con una valuta sopravvalutata di
almeno il 25%. La produzione si è ridotta
di quasi il 10% dal suo picco, tornando ai
livelli del 1999. La produzione industriale
è sotto del 24%. La disoccupazione
giovanile ufficiale è al 42,9%, ma l’Italia
ha anche il più alto livello di disoccupati
non registrati nella zona euro, secondo
la Commissione europea. E’ una crisi più
profonda della Grande Depressione, e
quasi certamente è il peggior episodio in
tempo di pace dal momento della
creazione dello Stato italiano nel 1859.
Una “svalutazione interna” che recuperi
la competitività è quasi impossibile in
condizioni di deflazione, in quanto ciò
aggraverebbe la dinamica del debito. Il
rapporto debito/Pil in Italia sta già
aumentando ad un tasso del 5%del PIL
all’anno nonostante un avanzo di
bilancio primario del 2,5%. Lo stock del
debito aumenta sulla base di un PIL
nominale in contrazione, una dinamica
maligna
nota
come
“effetto
denominatore”. Uno studio del think-tank
Bruegel di Bruxelles ha concluso che
l’Italia deve aumentare il suo avanzo
primario dell’1.4pc del PIL per ogni punto
percentuale di calo del tasso di inflazione
solo per tenere il passo, un compito
quasi impossibile. “I dati dell’area
dell’euro sono terribili” ha detto Simon
Tilford dal Centre for European Reform.
“E’ un segno di quanto vadano male le
cose che i leader europei si attacchino
ad ogni barlume di speranza per
giustificare delle politiche alle quali si
aggrappano ancora tenacemente. Ma il
fatto è che la produzione è ancora
indietro di diversi punti percentuali
rispetto al 2008, ed enormemente più
indietro di dove dovrebbe essere. Inoltre,
probabilmente abbiamo già superato il
picco del ciclo” ha detto. “Gli elettori in
Italia e Spagna fino ad ora sono stati
stoici, ma basandosi sulla convinzione
che le cose sarebbero andate meglio.
C’è una falsa compiacenza che non
tiene conto di quel che accadrà se
questa depressione va avanti anno dopo
anno” ha detto.
traduzione da
vocidallestero.it
5
Mozione M5S in UE:
#JunckerDimettiti
Minipost
18.11.2014
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); "Il Parlamento europeo ha
tre funzioni principali: - discute e approva
le normative europee insieme al
Consiglio - controlla le altre istituzioni
dell'UE, in particolare la Commissione,
per
accertarsi
che
agiscano
democraticamente - discute e adotta il
bilancio dell'UE insieme al Consiglio. Il
22 ottobre 2014 il Parlamento ha
approvato la squadra della Commissione
europea guidata da Jean Claude
Juncker. I portavoce 5 stelle ritengono
Juncker e le persone da lui scelte per
guidare l'Unione impresentabili. Per
questo
hanno
votato
contro
la
Commissione. Non appena insediata, la
Commissione Juncker è stata investita
dallo scandalo LuxLeaks: per 20 anni
multinazionali di tutto il mondo hanno
stretto
accordi
segreti
con
il
Lussemburgo per spostare miliardi di
euro nelle sue casseforti pagando una
tassa minima ed esonerando così i loro
bilanci da confronto con il fisco dei
Paese in cui operano e investono. Per
18 anni il Primo ministro del
Lussemburgo è stato Jean Claude
Juncker, oggi a capo della Commissione.
Questi fatti dimostrano che Juncker nella
sua vita politica ha sempre agito in nome
della sua appartenenza nazionale. Ha
fatto arricchire il proprio Paese alle
spalle degli altri partner europei, in
spregio all'Unione e allo spirito
comunitario
che
lui
spera
di
rappresentare. Per questo motivo i
portavoce 5 stelle hanno deciso di
utilizzare uno dei più potenti poteri di
controllo democratico a disposizione del
Parlamento: la mozione di censura per
chiedere
le
dimissioni
della
Commissione. La settimana prossima a
Strasburgo il Parlamento voterà la nostra
mozione di sfiducia, sostenuta da oltre
un decimo di tutti gli eurodeputati.
L'Europa che i cittadini vogliono è
fondata
sulla
solidarietà,
la
cooperazione, la trasparenza e la
legalità. Ed è per questa Europa che noi
ci battiamo ogni giorno. In alto i cuori!" I
portavoce M5S in UE
I sondaggi del
#FuffingtonPost
Politica
19.11.2014
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); });
In barba alle leggi e
disposizioni che vietano la diffusione di
sondaggi nei 15 giorni precedenti le
elezioni, l'Huffington Post (legato in Italia
a L'Espresso di De Benedetti) diffonde
un fantomatico e falso sondaggio del PD
sulla regione Emilia Romagna. Non
contento in maniera falsificatoria e
strumentale parla di "crollo" del
Movimento 5 Stelle quando se i risultati
fossero quelli, sarebbero in linea con il
trend delle Europee di maggio 2014 in
Emilia Romagna e perfettamente
allineati con gli esiti elettorali delle
amministrative dello stesso giorno ad
esempio nei Comuni capoluogo di
Modena, Reggio Emilia, Cesena. Da
sempre infatti il Movimento 5 Stelle alle
elezioni amministrative (regionali e
comunali) raccoglie meno che in quelle
nazionali ( politiche ed europee).
Qualche esempio. Nel febbraio 2013
nello stesso giorno in Lazio e Lombardia
il
M5S
alle
regionali
raccolse
rispettivamente il 16,6% e il 14,33%
contro il 25,9% e il 19,5% delle politiche.
Lo scorso maggio nello stesso giorno, in
Abruzzo alle regionali il M5S fu votato
dal 21,3% degli elettori contro il 29,7%
che lo scelsero per le europee. Non è
credibile il dato del Pd (che tutti i
sondaggi danno in netto calo e con
alleati praticamente inesistenti in Emilia
Romagna come altrove) e quello di
Forza Italia che in questa regione
risulterebbe ancora in doppia cifra
quando non si nota un solo elettore ai
suoi comizi come dimostra la foto della
piazza di Imola confrontata con una
medesima iniziativa del Movimento 5
Stelle. Sembra di rivivere in grande stile
la mossa dello scorso aprile, quando il
Pd diffuse su Reggio Emilia un
sondaggio simile, dove il M5S veniva
sottostimato al 12% e Forza Italia
sovrastimata al 16-17%. Alla fine il M5S
raggiunse il 17% in città e la coalizione
con Forza Italia il 13% e il 7% di lista. E'
chiaro il tentativo di invogliare gli elettori
delusi ad astenersi oppure di scegliere
qualsiasi formazione politica che non sia
il Movimento 5 Stelle, unica scelta di
vero cambiamento che non presenta
candidati indagati e condannati. Il
centrosinistra a guida Pd ne ha 5 per
peculato, il centrodestra a guida Lega ne
ha 7 (6 per peculato e 1 per corruzione).
Si invitano i giornalisti dell'Huffington
Post ad un breve corso di analisi di flussi
elettorali comparati. Nel frattempo verrà
presentata denuncia contro la testata
Huffington Post e chiunque diffonderà
tale sondaggio falso e non pubblicato sul
sito
Sondaggipoliticoelettorali
come
prescrive la legge.
Sono ricco, anzi ricchissimo
(e non lo sapevo), Beppe
Grillo
Minipost
19.11.2014
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); Mia moglie dopo aver letto
l'articolo del Corriere sul mio reddito
vuole lasciarmi. Lei con un poveraccio
che si atteggia a ricco benestante non ci
vuole più stare, come la mettiamo con il
futuro dei nostri figli? Lo confesso, mi
sono spacciato per un comico di
successo nazionale, ma ho un reddito di
147.000 euro lordi e, dopo quarant'anni
di onorata carriera, è la chiara fotografia
di un fallimento. Rispetto all'articolo, la
mia situazione patrimoniale è ancora
peggiore.
Ho
infatti
venduto
l'appartamento in Svizzera perché non ci
stavo più con le spese. Certo, le 10
azioni della Banca Popolare Etica sono
soddisfazioni. Sono azionista di una
banca anch'io. Vorrei fare però una
domanda a Ferruccio De Bortoli, lui
quanto guadagna? E i suoi azionisti?
"Un reddito annuo lordo di 147 mila euro
e proprietà in Italia, Francia e Svizzera: è
quanto dichiara il leader M5s Beppe
Grillo nella dichiarazione dei redditi
relativa al 2013, secondo quanto risulta
dalla situazione patrimoniale dichiarata
al Parlamento e pubblicata sul relativo
sito dell’anagrafe patrimoniale che
pubblicizza anche i dati dei tesorieri e
dirigenti di partito. Azionista in tre società
Tra le proprietà immobiliari del leader
M5s risulta la villa di Bibbona, un
appartamento a Rimini, uno a Megeve e
uno a Lugano, tutti con i relativi annessi.
È inoltre intestata a lui una Mercedes
Classe A del 2002 e motorino Suzuki del
2001. Grillo risulta anche azionista di tre
società: con 10 azioni partecipa alla
Banca Popolare etica ed ha una quota
del 98% nella società Bellavista, di cui
risulta anche amministratore, e una del
99%
nella
Gestimar,
entrambe
genovesi." dal Corriere della Sera
6
Caso Corona: l'appello della
mamma ai politici italiani
Politica
19.11.2014
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); In Italia chi sbaglia non
paga. Certezza della pena? Una
chimera. Crollano ponti, case, quartieri
interi sono spazzati via come è successo
a Olbia un anno fa, decine di morti, ma
nessuno è mai responsabile. Tangenti
come per il MOSE e l’EXPO, ma i
colpevoli non spuntano mai fuori. I
processi durano anni, decenni e spesso
finiscono in prescrizione. Con lo
svuotacarceri, un indulto mascherato,
6.000 pregiudicati sono stati messi in
libera circolazione nel giro di 8 mesi. I
reati nel 2013 sono aumentati del 2,6%, i
borseggi del 12%, i furti del 6%, le truffe
del 20%. E allora perché parlare di
Fabrizio Corona? Quello di Corona è un
caso particolare. Corona ha sbagliato e
sta pagando: deve farsi 14 anni di
reclusione per una estorsione aggravata,
di cui 5 per il “caso Trezeguet”, la stessa
pena di un omicidio in giudizio
abbreviato. Lo sproposito è evidente.
Abbiamo incontrato la mamma di
Corona, Gabriella, che attraverso il Blog
vuole lanciare un appello: Fabrizio
Corona è malato, ma non può essere
curato a dovere finché non potrà
accedere ad una pena alternativa, per la
quale è necessaria la grazia di
Napolitano sui 2 anni e mezzo residui del
“caso Trezeguet”. Riportiamo il suo
appello. Abbiamo intervistato Gabriella
Corona, la mamma di Fabrizio Corona e
l'Avvocato Ivano Chiesa per i dettagli
giuridici. Avvocato Ivano Chiesa: Come
si fa a dare 14 anni di reclusione a una
roba come quella di Corona? È uno
sproposito pazzesco, ci sono casi che
sono sotto gli occhi di tutti dove insomma
uno immediatamente il paragone lo fa!
LaCosa: Gabriela è la mamma di
Fabrizio Corona, che oggi si trova
attualmente? Gabriella Corona: Allora
attualmente Fabrizio si trova nel carcere
di Opera, un carcere cosiddetto di
massima sicurezza, quello che io voglio
denunciare è il fatto che nei confronti di
Fabrizio si è consumata una vera
ingiustizia. LaCosa: Facciamo un passo
indietro
e
raccontiamo
molto
sinteticamente un po’ i passaggi della
vicenda… Gabriella Corona: Fabrizio è
stato condannato per il caso Trezeguet
per una estorsione aggravata con una
pena di 5 anni, che contiene il cosiddetto
4 Bis per cui lui non può accedere a
nessun beneficio. LaCosa: L’Avvocato
Ivano Chiesa è l’Avvocato difensore di
Corona, un altro aggravamento della
Pena per Fabrizio Corona? Avvocato
Ivano Chiesa: Sembra di sì, ma non è
così,
in
realtà
è
soltanto
un
provvedimento di cumulo che è stato
emesso dalla Procura della Repubblica
di Lanciano, che tra l’altro è
incompetente, perché è competente
quella di Milano, hanno rifatto i calcoli e
la pena è aumentata di un anno e mezzo
circa, basta cioè, 14 anni e due mesi non
bastano?! Dobbiamo dargli ancora un
anno e mezzo in più?!
LaCosa:
Vogliamo raccontare con la voce
dell’Avvocato quale è la situazione
attuale di Corona?
Avvocato Ivano
Chiesa: La somma complessiva delle
pene è 14 anni e due, che detto da me
che faccio il penalista da trenta anni
suona a me stesso una roba distonica,
perché bisogna iniziare a pensare che
14 anni è una pena per l’omicidio in
giudizio abbreviato, l’abbreviato è un
terzo in meno della pena, la pena di
omicidio è ventuno, meno un terzo fa 14,
quindi Corona è riuscito a accumulare
una pena da omicidio abbreviato. 14
anni e due, che siamo riusciti a fare
ridurre
a
nove
attraverso
un
provvedimento di continuazione, che è lo
strumento tecnico con cui vari reati
vengono riuniti uno con l’altro, perché c’è
un fil rouge che li unisce. La situazione
detentiva di Corona è legata quindi a
questi nove anni in questo momento di
cui 5 sono dati dalla sentenza di Torino
del caso Trezeguet, questi 5 anni
generano un problema molto molto
grave, perché? Perché sono relativi a un
reato cosiddetto ostativo, ostativo deriva
da ostacolo, cioè ostacola qualche cosa
e quindi l’accesso ai benefici alternativi,
cioè tutti, dal permesso premio alla
liberazione condizionale all’affidamento
in prova non sono permessi, su tu hai un
reato ostativo. Perché è un reato
ostativo? Perché è una estorsione
aggravata, che è credo il quarto o quinto
reato per gravità del nostro intero
sistema penale, più grave di tutti è
l’omicidio, poi c’è la associazione a
delinquere di stampo mafioso, la
associazione a delinquere per lo spaccio
di stupefacenti, l’estorsione aggravata, la
rapina aggravata, insomma, sono reati
gravi. Finiscono dentro a un cesto, che è
quello del 4 Bis, dell’ordinamento
penitenziario, che è stato scritto proprio
pensando ai casi più gravi e a questi
soggetti, che cadono dentro a questo
cesto non vengono dati i benefici
detentivi
o
per
accedervi
è
estremamente difficile. Di conseguenza
si creano due binari, il binario della
carcerazione per i cattivi e quella per i
normali. Corona, pazzescamente, come
ritengo di poter dire dopo trenta anni di
carriera,
avendo
fatto
processi
dall’omicidio in giù, è dentro il cesto dei
cattivi, perché ha avuto estorsione
aggravata. Perché è una estorsione
aggravata? Perché lui ha venduto le
famose fotografie a Trezeguet.. LaCosa:
Che tra l’altro la mamma di Corona ci ha
inviato, le abbiamo visto e noi stessi ci
siamo stupiti..
Gabriella Corona:
Fabrizio è stato giudicato nello stesso
modo per avere venduto due fotografie,
assolutamente innocue e aveva anche
fatto un contratto con il cosiddetto
estorto che era Trezeguet, con un
pagamento e con una ricevuta fiscale,
quindi ditemi voi se questa è una
estorsione aggravata di tipo mafioso. Io
credo che sia una ingiustizia enorme...
Avvocato Ivano Chiesa: Allora dico ma
dove è la minaccia? Non c’è, perché non
c’è mai stata nessuna minaccia,
Trezeguet l’ha detto in televisione, io non
sono stato minacciato, ma quella capisco
che sia una novità, per chi l’ha visto ha
lasciato tutti stupiti, ma io no, perché io
avevo già detto gli atti e lui non ha mai
detto di essere stato minacciato, perché
non è vero. Quale è il problema che si è
generato? È stata violata la privacy di
Trezeguet, cioè un uomo che era il
centravanti della nazionale di Calcio
francese e della Juventus, in mezzo alla
strada, con quelle fotografie lì, avrebbe
visto violata la sua privacy. Allora per
carità del cielo io ho visto di tutto nella
mia carriera, ma la privacy si viola se
uno è a casa sua e gli fanno delle
fotografie che non devono fare, non in
mezzo alla strada. Se poi non è un
personaggio
pubblico
magari,
se
addirittura.. il fotografo paparazzo, dite
come volete, cioè quello che quelle
fotografie lì ha fatto è stato condannato,
ha preso se non mi ricordo male, otto
mesi e lui è stato condannato per la
violazione della privacy. Di conseguenza
si legge nelle sentenze l’oggetto, cioè le
fotografie, diventa illecito, perché sono
state prese in violazione della privacy,
venderle non è permesso e quindi
diventa un ingiusto profitto prendere i
soldi e quindi diventa una estorsione, è
chiaro come è l’estorsione? Perché è
aggravata? È aggravata quando si
presentano in 5 e ti danno un sacco di
botte no? È aggravata da che cosa?
Dalla presenza dell’autista, perché c’era
l’autista? Perché non poteva guidare,
perché gli avevano tolto la patente,
quindi aveva l’autista, che è stato lì zitto
e silenzioso e intanto Trezeguet era
accompagnato da due amici, quindi
anche come rapporto di forza erano tre a
due. Allora voi capite come una
situazione del genere porta Corona
dentro
a
una
confezione
che
onestamente non gli appartiene, credo
che lo capiscano tutti, l’hanno capito così
tanto, credo, la gente ormai perché a me
mi fermano per strada e poi ci sono
personaggi del mondo dello spettacolo,
della cultura, che si sono già schierati e
hanno già detto la loro opinione e hanno
tutti chiesto che questa situazione venga
risolta.
LaCosa: Sì, assolutamente,
l’hanno fatto giornalisti, personaggi del
mondo della cultura, dello spettacolo,
dello sport, non si è ancora mosso non
politico.
Avvocato Ivano Chiesa: Io
spero che si muova il mondo politico,
perché quella di Corona è una ingiustizia
sostanziale e evidente. Dobbiamo
deciderci o lasciamo questo ragazzo in
una situazione detentiva sbagliata con il
rischio di dovere scontare anni di carcere
senza poter accedere ai benefici a cui ha
diritto e per cui ci sono già state delle
valutazioni interne al carcere in cui è,
cioè Opera, che hanno già detto per noi
Corona ha finito il percorso qui, può
tranquillamente accedere i riti alternativi,
alle misure alternative, ai benefici di
legge, però c’è l’ostacolo che glielo
blocca e quindi ci toccherà fare una
domanda di grazie. Ho detto ci toccherà.
LaCosa: Infatti la mamma di Corona,
Gabriella, è più volte tornata a ribadire il
fatto che Fabrizio Corona non sta bene.
Gabriella Corona: Avendo lui una
patologia e dei problemi reali ha anche
una certificazione dell’equipe socio
sanitaria del carcere che prevede che lui
debba andare a continuare la sua pena
al di fuori delle mura carcerarie, a una
pena alternativa, bisogna assolutamente
rimuovere questo ostacolo, questo
ostacolo si potrebbe rimuovere se il
Presidente
della
Repubblica
ci
concedesse una grazie parziale, che
riguarda soltanto questi due anni e
mezzo residui di pena dei 5 anni di
7
Trezeguet, e con questo diciamo grazie
parziale Fabrizio potrebbe risolvere il suo
problema e accedere alle pene
alternative, Fabrizio non vuole restare
impunito, vuole pagare quello che ha
fatto...
Avvocato Ivano Chiesa: La
domanda di grazia sul reato ostativo è
perché se la si fa la si fa soltanto
parziale, cioè per quel pezzettino di pena
che manca, lui ha bisogno di avere un
percorso alternativo, lasciamoglielo fare,
tutto qua, non è quello che dice sono
malato e non è vero, non scherziamo,
qui c’è un problema molto serio di
mezzo, che va affrontato nella sede
opportuna, e quello che si chiede è solo
questo. Come si fa a dare 14 anni di
reclusione a una roba come quella di
Corona, è uno sproposito pazzesco, ci
sono casi che sono sotto gli occhi di tutti
dove insomma uno immediatamente il
paragone lo fa, ma è più grave vendere
due fotografie o vendersi un appalto?
Vuole scommettere con me che
qualunque imputato lei possa pensare,
dall’Expo al Mose, nessuno prenderà 5
anni? E hanno dato 5 anni per avere
venduto due foto?! Ci deve essere in
qualche modo una giustizia equa, perché
non la vedo e non la riconosco. LaCosa:
E Fabrizio ci crede alla giustizia oggi?
Gabriella Corona: Io credo che lui alla
fine vorrebbe tanto che si risolvesse il
suo problema, perché si sente... la
parola giusta è disperato, si sente
disperato, perché crede di non meritare
quello che gli è stato dato, ripeto ha
riconosciuto gli errori, però si sente una
vittima del sistema.
La UE vuole più
disoccupazione in Italia
#fuoridalleuro
Economia
20.11.2014
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); Su Insight un articolo di
Dean Baker notevole per la sua onestà
intellettuale: l’autore ammette senza
falsa retorica che la disoccupazione
prolungata
è
un
obiettivo
della
Commissione UE per abbassare i salari
e riportare la competitività, e che la
logica dell’economia imporrebbe al
nostro paese di uscire dall’euro; ma visto
che per motivi politici questa soluzione
non risulta praticabile, cerca di proporre
strade alternative per abbassare i prezzi
che non pesino sempre e solo sui
lavoratori. da vocidallestero.it di Dean
Baker "Non vi può essere dubbio che il
problema
principale
dell’economia
italiana è la mancanza di domanda.
Quando le bolle immobiliari che stavano
guidando la crescita delle economie
della zona euro sono scoppiate nel 2008,
non c’era nulla con cui sostituire questa
fonte di domanda. L’Italia si è unita agli
altri paesi della zona euro e di tutto il
mondo nell’utilizzare degli stimoli fiscali
per stimolare la domanda, ma poi nel
2010 è stata costretta a tornare
all’austerity. La sua economia da allora
sta calando, come previsto dai manuali
di economia keynesiana. Si prevede che
nel 2014 il Pil sarà quasi il 9,0 per cento
in meno rispetto al picco del 2007.
Secondo le proiezioni del FMI, che sono
sempre state troppo ottimistiche, nel
2019 il PIL italiano sarà ancora del 3,5
per cento al di sotto del livello del 2007.
Questo vorrebbe dire dodici anni di
crescita
cumulata
negativa,
una
performance di gran lunga peggiore di
quanto accaduto in qualsiasi grande
paese nella Grande Depressione. La
contrazione dell’economia è stata
disastrosa per i lavoratori italiani. Il tasso
di occupazione dei lavoratori di età tra i
25 e i 54 anni è sceso di quasi sei punti
percentuali. Il tasso di occupazione
giovanile è calato di dieci punti
percentuali, il che si traduce in tassi di
disoccupazione giovanile di quasi il 40
per cento. Naturalmente la sofferenza
dei lavoratori è la strategia. Il piano
studiato per l’Italia dalla Commissione
Europea è che l’Italia riguadagni
competitività con la Germania forzando
verso il basso i salari. Un periodo
prolungato di alta disoccupazione è una
parte essenziale di questo processo. Da
un punto di vista di semplice logica
economica, l’Italia non ha altra scelta
che recuperare competitività, a meno di
un cambiamento di politica da parte della
Commissione UE. L’Italia può indebitarsi
solo nella misura consentita dalla
Commissione, e questo richiede il
rispetto delle politiche di bilancio che
chiede la Commissione.
Dati questi
vincoli, uscire dalla zona euro avrebbe
chiaramente per l’Italia un senso
economico.
Le consentirebbe di
ripristinare rapidamente la competitività
abbassando il valore della propria valuta
rispetto all’euro, tuttavia per motivi politici
questa soluzione non sembra praticabile.
Se l’Italia non può perseguire una
politica macroeconomica ragionevole
all’interno dell’euro, e non può, per motivi
politici, lasciare l’euro, allora non ha
grandi prospettive. Tuttavia, si può fare
del proprio meglio anche in una brutta
situazione. Chiaramente l’intento della
Commissione europea è quello di
imporre il peso dell’aggiustamento sui
lavoratori
italiani.
Ma
la
logica
dell’aggiustamento non richiede che
siano i lavoratori a sopportarne il peso, o
almeno non da soli. L’Italia deve ridurre il
suo livello di prezzi interni rispetto al
livello dei prezzi in Germania. Le autorità
della zona euro vorrebbero vedere i
prezzi abbassarsi in conseguenza
dell’abbassamento dei salari reali, ma
anche la riduzione di altre spese può
aiutare ad abbassare i prezzi in Italia. I
costi più ovvi sarebbero quelli delle
abitazioni. L’Italia non ha avuto lo stesso
tipo di bolla immobiliare degli Stati Uniti o
della Spagna, ma i prezzi delle case
sono aumentati rapidamente in rapporto
ai salari, agli affitti, e a tutti gli altri metri
di misura. Gran parte di questo aumento
è rientrato, ma i prezzi delle case sono
ancora notevolmente più alti rispetto al
reddito di quanto non fossero nella
media degli ultimi quattro decenni. Ciò
suggerisce la possibilità di ulteriori
riduzioni, che potrebbero tradursi in un
notevole risparmio per i lavoratori, sotto
forma di affitti più bassi. Un modo per
fare pressione al ribasso sui prezzi è
quello di tassare le proprietà sfitte. Unità
abitative che rimangano vuote per più di
un certo limite di tempo (ad esempio 3
mesi) potrebbero essere soggette a una
tassazione punitiva. Ciò da un lato
aumenterebbe le entrate in modo
relativamente progressivo e farebbe
pressione
sui
proprietari
perché
affittassero o vendessero le loro case,
riducendo così il prezzo delle abitazioni.
(Come bonus aggiuntivo, le case
vacanza di proprietà estera possono
essere soggette all’imposta.) Tale
imposta è relativamente facile da
implementare poiché il governo ha già i
documenti fiscali sulla proprietà e il suo
valore stimato. Inoltre, anche gli sforzi
per eludere l’imposta hanno l’effetto
desiderato in quanto aumentano il costo
di tenere di una casa sfitta. I benefici
potenziali di una pressione al ribasso sui
prezzi anche modesta sono notevoli. Se
l’abitazione rappresenta il 25 per cento
della spesa per consumi, e una tassa
sulle abitazioni sfitte può ridurre i costi
medi delle case anche di appena il 4 per
cento, questo sarebbe l’equivalente di un
aumento del salario reale di 1,0 punto
percentuale. Naturalmente molti dei
proprietari colpiti da questa imposta non
saranno ricchi, ma l’Italia non ha opzioni
che non comportino un male per le
persone non ricche. E considerati come
categoria, non c’è dubbio che i
proprietari di case sono più ricchi dei
lavoratori. Certamente questo percorso
per la riduzione del livello dei prezzi è
migliore rispetto a forzare un altro punto
percentuale di calo del salario reale.
Un’altra possibilità per un calo dei prezzi
è l’industria farmaceutica. Secondo
8
l’OCSE, nel 2012 l’Italia ha speso € 23,1
miliardi di euro, pari all’1,7 per cento del
PIL, in prodotti farmaceutici e altri
prodotti medici non durevoli. Molto meno
che negli Stati Uniti, dove alle case
farmaceutiche sono concessi monopoli
di brevetto illimitati, ma è probabilmente
ancora più di due volte tanto quello che il
paese pagherebbe se le medicine
fossero disponibili al prezzo di libero
mercato. Ci sono dei limiti su quanto
l’Italia possa spingersi nel deprimere i
prezzi dei medicinali, ma certamente
dovrebbe far pressione su questi limiti.
Anche in questo caso, l’alternativa è una
maggiore pressione al ribasso sui salari
reali. Inoltre, il sistema dei brevetti è un
meccanismo antiquato, inefficiente e
corrotto per finanziare lo sviluppo del
settore. Se l’Italia potesse contribuire a
dare una spinta verso alternative più
efficaci, farebbe al mondo un servizio
enorme. Allo stesso modo, l’Italia spende
miliardi ogni anno in pagamenti per il
software di Microsoft, per i film di
Hollywood, per i videogiochi protetti da
copyright, e per la musica registrata. Ha
degli obblighi derivanti da trattati che
richiedono di rispettare i diritti d’autore,
ma c’è un enorme spazio per una certa
discrezionalità in materia. Ad esempio,
non c’è ragione perché la protezione del
diritto d’autore della Disney su Mickey
Mouse debba essere una priorità in
materia di applicazione della legge più
alta del riscuotere imposte arretrate da
milionari e miliardari che derubano il
popolo italiano. (Questa discrezionalità
verrebbe probabilmente erosa dalle
disposizioni del Trans-Atlantic Trade and
Investment Pact.) Questo elenco indica
alcune delle aree in cui vi sono delle
rendite sostanziali che potrebbero
essere individuate come un modo per
ridurre i prezzi in Italia. Indubbiamente ci
sono molte altre aree. Prendere di mira i
percettori di alti redditi da locazione non
sostituisce
una
buona
politica
macroeconomica, ma questa buona
politica è preclusa dalla troika e dalla
realtà della politica italiana. La questione
diventa quindi il percorso migliore da
seguire dati i vincoli macroeconomici
esistenti. Certamente una politica che
cerchi di compiere la deflazione
prescritta dalle autorità dell’Eurozona
riducendo queste e altre rendite che
affluiscono principalmente alle persone
ad alto reddito è meglio che realizzare la
deflazione attraverso dei tagli salariali ai
lavoratori ordinari. Inoltre, se la
sofferenza in Italia è condivisa da potenti
società come Microsoft e Pfizer, questo
potrebbe aiutare la troika a riconsiderare
la saggezza delle sue politiche."
traduzione da vocidallestero.it
Il golpe contro Nogarin e
l'acqua pubblica in Toscana
Minipost
20.11.2014
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); });
"Tutto come volevasi
dimostrare. La logica di negare al
sindaco di Livorno la Presidenza per
pochi mesi (sarei scaduto ad ottobre) ci
da chiaramente il segnale di quale
genere di direzione si intenda dare
all’Autorità Idrica per il prossimo futuro,
quella di puntare, senza alcun indugio,
alla
privatizzazione
di
tutte
le
municipalizzate, così come indica il
Premier Matteo Renzi, in quanto "ce lo
chiede l’Europa". Un attacco ai beni
comuni senza nessun precedente, quello
che in questi 5 mesi da sindaco ho
riscontrato pure sulla questione della
gestione rifiuti e nei trasporti pubblici.
L’assemblea di AIT ha di fatto ratificato
un golpe bianco, sovvertendo di fatto lo
stesso
Statuto
dell’Autorità
Idrica
Toscana. Questa è la conferma di come
la presenza di un sindaco alieno nella
Toscana piddina susciti nel Partito
Democratico ogni genere di resistenza,
anche le più scomposte. Quello che mi
conforta, di questa esperienza, è il
sostegno che ho ricevuto costantemente
dai Movimenti per l’Acqua Pubblica, che
hanno compreso come questa battaglia
non fosse solamente quella di un
sindaco 5 stelle, ma fosse coerente con
la loro battaglia che è pure la mia da
sempre. Ringrazio per il sostegno tutti
coloro che al di la dell'appartenenza
partitica hanno fatto una oggettiva analisi
con un dibattito politico assembleare. Mi
sento di dover per questo ringraziare
l'assessore del comune di Pistoia e
quello del comune di Firenze per aver
quantomeno tentato di proporre un
dibattito reale. Hanno vinto una battaglia
forse, non certamente una guerra,
perché i cittadini non possono, non
vogliono e non devono vedersi sottrarre
una risorsa essenziale come l’acqua."
Filippo Nogarin, sindaco M5S di Livorno
La Metro C di Roma: l'opera
pubblica più costosa
d'Europa
Minipost
20.11.2014
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); "Dall’esposto alla Corte dei
Conti sino alla trasmissione degli atti al
Presidente dell’ANAC Raffaele Cantone.
Il difficile percorso dei consiglieri
Capitolini pentastellati alla ricerca della
trasparenza non solo sui costi ma anche
sugli atti relativi alla esecuzione dei
lavori dell’opera pubblica più costosa e
più lenta d’Europa. Oltre 10 anni di
complesse e controverse vicende legate
alla esecuzione di un’opera pubblica, la
linea "C" della Metropolitana, di cui
Roma ha estremamente bisogno, da cui
appare chiaro quanto evidenziato dal
difficile lavoro del M5S Roma: il
ravvisarsi di un danno alle risorse
pubbliche, ed un contrasto evidente sia
con le leggi che regolano la contabilità
dello Stato e sia con il comportamento
"del buon padre di famiglia" che si
richiede a chi determina e gestisce
rilevanti opere e progetti finanziati con
risorse pubbliche. Il lavoro fatto dai
consiglieri M5S capitolini, Marcello De
Vito, Daniele Frongia, Virginia Raggi ed
Enrico Stefàno ha portato a porre sotto
la lente d’ingrandimento l’accordo del 9
settembre 2013 che ha ridefinito le
obbligazioni del contraente generale società Metro C - limitandole alla sola
esecuzione dei lavori ed ha anche
previsto il pagamento per i lavori eseguiti
in ciascuna fase funzionale per un totale
di Euro 65.370.495,23; secondo il M5S
di Roma potrebbe far ravvisare un
potenziale danno erariale a danno delle
casse comunali. Verifica della contabilità
delle opere eseguite ed i lavori
effettivamente pagati, 45 varianti di
progetto
approvate
da
Roma
Metropolitane S.r.l. in assenza di un atto
di approvazione del Consiglio Comunale,
compensi di tutte le commissioni ed i
collegi creati per gestire e fronteggiare il
contenzioso, è quanto viene sottoposto
dal M5S Roma ai magistrati contabili ed
al
presidente
dell’ANAC
Raffaele
Cantone.
Il
fallimento
della
amministrazione Marino su un progetto
così importante ha costituito uno dei
presupposti fondamentali che ha portato
il M5S Roma a proporre una mozione di
sfiducia congiunta con le forze di
opposizione." I portavoce M5S in
consiglio comunale a Roma
9
Portate l'onestà al governo
dell'Emilia Romagna
Politica
20.11.2014
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); Domenica 23 novembre
l’Emilia Romagna andrà al voto
anticipato. Qualcuno si è dimenticato il
motivo. Il perché è semplice: il
presidente uscente del Pd, Vasco Errani,
è stato condannato ad un anno per falso
ideologico
per
lo
scandalo“Terre
Emerse” che ha visto il fratello Giovanni
condannato a due anni e mezzo per
truffa ai danni della Regione per un
finanziamento di un milione di euro alla
sua cooperativa.
Il giorno dopo la
condanna il Pd lo implorò di non
dimettersi. Renzi telefonò a Errani per
esprimergli "vicinanza" e poi lo accolse a
Palazzo Chigi come il figliol prodigo del
Patto del Nazareno. Nel frattempo la
Regione Emilia-Romagna è stata travolta
dallo scandalo “spese pazze” che vede
coinvolti 41 consiglieri uscenti, accusati
di peculato per la gestione di due milioni
di euro pubblici assegnati ai gruppi
consiliari. C'era chi si faceva rimborsare
la luce di casa spacciandola per la sede
di partito, assistenti, oggi consiglieri
comunali Pd , che acquistavano sex toys
(vibratori) con i soldi assegnati alla
consigliera, chi spendeva 1.200 euro per
un week end a Venezia. A volte
ritornano, senza vergogna. 12 consiglieri
uscenti indagati per peculato e uno sotto
inchiesta per corruzione si presentano
alle elezioni. Sette sono nelle liste che
sostengono il leghista Alan Fabbri e la
coalizione
Lega-Forza
Italia-Fratelli
d’Italia. Sono gli indagati per “spese
pazze” di Forza Italia Bignami, Aimi,
Bartolini, Lombardi, Pollastri e Malaguti.
A loro si aggiunge Salvatore Campanaro
(Fratelli d'Italia) ex carabiniere sotto
indagine per corruzione e altri gravi reati
in un’inchiesta per aver coperto l’ex
pentito di mafia, Giuseppe Galiandro
nelle sue attività imprenditoriali illegali
del Doro Group presso l’aeroporto di
Bologna. Le tradizioni berlusconiane in
materia vanno sempre rispettate. Sono
cinque gli indagati nelle liste di
centrosinistra a sostegno del Pd
Bonaccini. Tutti per peculato: Mumolo,
Mandini, Vecchi del Pd , Riva (Centro
Democratico) e Meo (Verdi-Socialisti).
Di Matteo Riva si ricorda un bel viaggio
a Lampedusa con la segretaria (anche
lei indagata). Viaggio spacciato per
convegno
sull'immigrazione.
Una
candidata indagata è in lista con
UDC-NCD : Silvia Noè, la cognata di
Casini che si faceva rimborsare... cene
di beneficenza. L’unica lista che non
presenta indagati o condannati è il
Movimento 5 Stelle. Chi si candida deve
sempre essere al di sopra di ogni
sospetto, anche in attesa del giudizio
della magistratura. Il Movimento 5 Stelle
è anche l’unica lista che rinuncia ai
rimborsi elettorali, che si taglia lo
stipendio (2.500 netti il resto al fondo per
le piccole imprese) , che ha proposto
l’abolizione dei vitalizi e che rendiconterà
ogni spesa. In un momento di crisi i
primi a dover fare sacrifici sono gli eletti
nelle istituzioni, quelli che i partiti
chiamano
“politici”.
La
candidata
presidente del Movimento 5 Stelle Giulia
Gibertoni durante il dibattito su Sky che
l’ha vista vincente (il 45% dei
telespettatori ha giudicato lei la più
convincente) ha proposto che in via
cautelativa
la
Regione
sospenda
l’erogazione dei trattamenti di fine
mandato(vanno dai 30mila ai 60mila
euro dell’ex capogruppo Pd Monari ) per
tutti i 41 indagati per peculato. Tutti gli
altri candidati hanno inseguito il M5S…
Ma potete credere a chi candida indagati
per peculato? Avete ancora dubbi su chi
votare domenica? Mancano pochi giorni.
Il blog lancia un appello alla
mobilitazione. Facciamo conoscere la
candidata M5S Giulia Gibertoni e i
candidati emiliano-romagnoli. Invita sulla
pagina facebook di Giulia Gibertoni tutti i
tuoi contatti emiliano-romagnoli! E' un
attimo! In alto i cuori, che la forza
dell'onestà sia con noi!
Scarica, stampa e diffondi il volantino
del programma M5S per l'Emilia
Romagna
PS: Il MoVimento 5 stelle rinuncia ai
rimborsi elettorali. Tutte le spese
sostenute la campagna elettorale sono
finanziate con le microdonazioni dei liberi
cittadini. Aiutaci anche tu! Clicca sul
bottone per donare online o utilizza l'iban
IT 21 K 05387 1290 5000002246277 per
donare con un bonifico
GLI APPUNTAMENTI DEL
WEEKEND Giovedì 20 IN TV - Ore
15.10 - Tribuna elettorale su Rai 3
Emilia-Romagna (replica su Rai Radio
Uno alle 16.05) FAENZA - Ore 18.30 c/o
Museo
Internazionale
delle
Ceramiche con Giulia Gibertoni, Roberto
Fico portavoce M5S e Presidente della
Commissione di Vigilanza Rai e
candidati di Ravenna. FORLIMPOPOLI ore 21 - c/o piazza Fratti (interna alla
Rocca) con Roberto Fico, Carlo Sibilia,
Giulia Grillo M5S Camera (collegamento
con Giulia Gibertoni) e candidati di
Forlì-Cesena. PARMA - Ore 21 - Sala
Civica Bizzozero, in via Bizzozero con
Giulia Gibertoni, Alberto Airola, Elisa
Bulgarelli, Michela Montevecchi M5S
Senato e Danilo Toninelli M5S Camera e
i candidati di Parma. Venerdì 21 IN TV Ore 9.30-11 in diretta su La7 CofeeBreak NONANTOLA (MO) - ore
18 - c/o Teatro Troisi con Giulia
Gibertoni e candidati di Modena
FERRARA - ore 18 - Corso Ercole d'Este
1 bar Gallery con Alberto Airola e i
candidati di Ferrara BOLOGNA - ore 21 c/o Circolo Mazzini - via Emilia Levante 6
con Giulia Gibertoni, Luigi Di Maio vice
presidente Camera M5S e i candidati di
Bologna.
Imola: 15 amministratori PD
indagati nell'inchiesta
Photored
Informazione
21.11.2014
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); immagine: il sindaco pd di
Imola, indagato, con Renzie
La notizia del mattino da TzeTze
Sui giornali non v'è traccia della notizia.
Che strano. Potete comunque leggerla
qui. Riportiamo di seguito il comunicato
ufficiale del MoVimento 5 Stelle Imola:
"Il PD non si ferma più. Tutta la giunta
del comune di Imola, il primo cittadino e
alcuni dipendenti del Comune per un
totale di 15 persone sono indagati
nell'inchiesta "Photored", ovvero gli
apparecchi per la rilevazione automatica
delle infrazioni ai semafori. Il giallo al
semaforo durava meno di quanto
doveva, non venivano prodotte le foto, i
dispositivi erano stati affidati non alla
polizia municipale ma illegittimamente ad
Area Blu e infine gli apparecchi non
rispettavano
le
prescrizioni
di
omologazione. Insomma, in classico
PD-style! La Guardia di Finanza di
Bologna ha sequestrato tutti gli
apparecchi e contesta ai nostri
amministratori e al sindaco Manca
Daniele, i reati di abuso d'ufficio e falsità
ideologica commessa dal pubblico
ufficiale
in
atti
pubblici.
Come
MoVimento 5 Stelle Imola proporremo
subito una mozione per chiedere (in
caso di condanna) il risarcimento a tutti
gli automobilisti illegittimamente multati."
M5S Imola
Facciamo conoscere la candidata M5S
Giulia
Gibertoni
e
i
candidati
emiliano-romagnoli. Invita sulla pagina
facebook di Giulia Gibertoni tutti i tuoi
contatti emiliano-romagnoli!
E' un
attimo!
Scarica, stampa e diffondi il
volantino del programma M5S per
l'Emilia Romagna
PS: Il MoVimento 5 stelle rinuncia ai
rimborsi elettorali. Tutte le spese
sostenute la campagna elettorale sono
finanziate con le microdonazioni dei liberi
cittadini. Aiutaci anche tu! Clicca sul
bottone per donare online o utilizza l'iban
IT 21 K 05387 1290 5000002246277 per
donare con un bonifico
GLI APPUNTAMENTI DEL
WEEKEND CON IL M5S IN EMILIA
ROMAGNA Venerdì 21 IN TV - Ore
9.30-11 in diretta su La7 - CofeeBreak
NONANTOLA (MO) - ore 18 - c/o Teatro
Troisi con Giulia Gibertoni e candidati di
Modena FERRARA - ore 18 - Corso
Ercole d'Este 1 bar Gallery con Alberto
Airola e i candidati di Ferrara BOLOGNA
- ore 21 - c/o Circolo Mazzini - via Emilia
Levante 6 con Giulia Gibertoni, Luigi Di
Maio vice presidente Camera M5S e i
candidati di Bologna.
10
Il M5S taglia gli affitti d'oro
della Camera
Minipost
21.11.2014
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); "Trentadue milioni in meno
spesi dai cittadini italiani. Trentadue
milioni in meno in tasca ai soliti
palazzinari. Il MoVimento 5 Stelle c'è e si
vede. Grazie ai portavoce è stato
interrotto un contratto che la Camera dei
Deputati aveva stipulato a partire dal
1998. Destinato a durare, perché non
v'era clausola di recesso. Tutto per la
modica somma di 32 milioni di euro
l'anno , per affittare dei palazzi al centro
di Roma a uso ufficio per i deputati. Ora
questo contratto è stato stracciato
tramite una norma scritta dal portavoce
Riccardo
Fraccaro.
E
non
si
spenderanno più questi 32 milioni di euro
l'anno. I deputati sono stati destinati a
palazzi già di proprietà della Camera,
quindi a costo zero. Certo, staranno un
po' stretti, avranno a disposizione 5-6
metri quadri ciascuno. Epperò, in tempi
in cui da tutte la parti si parla di
"ristrettezze"
anche
i
deputati,
finalmente, sono stati costretti ad
aderire. Chissà perché nessuno ci aveva
mai pensato prima del M5S." M5S
Camera ps: ai dipendenti della "Milano
'90" che protestano perché a rischio
licenziamento diciamo che abbiamo fatto
approvare un ordine del giorno al
bilancio della Camera per non far
perdere loro il lavoro. C'è una proposta
in mano ai questori della Camera.
Cono Cantelmi per la
Calabria 5 Stelle
#CalabriaPuoi
MoVimento
21.11.2014
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); Per governare la Calabria ci
vuole coraggio. Cono Cantelmi, 41 anni,
avvocato di Catanzaro, è il candidato del
Movimento 5 Stelle per la Regione
Calabria per le elezioni regionali del 23
novembre. Oggi ci racconta nel dettaglio
il programma del M5S per la Calabria
che può finalmente cambiare. Quali
sono i punti principali del programma del
M5S in Calabria? Il primo: il reddito di
cittadinanza per aiutare chi non ce la fa,
per tornare a dare speranza ai calabresi
senza lavoro e alle calabresi che
perdono il posto quando aspettano un
figlio, per togliere i ragazzi dal giro della
manovalanza malavitosa. I soldi per il
reddito di cittadinanza dove li prendete?
Attingeremo dal fondo di riserva per i
debiti fuori bilancio, ma soprattutto
faremo una guerra senza quartiere
contro gli sprechi della casta in Regione:
e lì i soldi ci sono eccome! Il secondo
punto del programma? La bonifica del
territorio, perchè oggi in Calabria
abbiamo un territorio martoriato che è
causa di morte e malattie. E più malattie
significano più soldi alla sanità privata,
che non aspetta altro per arricchirsi.
Come si affronta l'emergenza sanità in
Calabria?
Il diritto alla salute è
inviolabile, ma in Calabria la sanità è al
collasso, c'è un sistema marcio che
alimenta il sistema privato a danno della
salute e delle tasche dei calabresi.
Dicono che gli ospedali chiudono perchè
non ci sono soldi, e invece le risorse ci
sono, peccato che vengano distribuite
agli amici dei potenti. Noi puntiamo
invece sulla sanità pubblica e guardiamo
con attenzione alle Case della salute, sul
modello emiliano. E poi c'è l'emergenza
lavoro. Lo ripeto sempre: produciamo
lavoro, non produciamo rifiuti. Che
tradotto
significa:
facciamo
la
differenziata porta a porta, affidiamo il
servizio in house ai Comuni e così
creiamo nuovi posti di lavoro. E basta
con la filosofia del 'lasciar correre':
favoriamo i sindaci virtuosi e colpiamo le
tasche di quelli che si rifiutano di fare la
differenziata.
Da dove comincerà la
lotta agli sprechi?
Dai vitalizi dei
consiglieri regionali. Ho chiesto agli altri
candidati presidenti di sottoscrivere un
impegno etico per ridursi lo stipendio a
2.500 euro e restituire i rimborsi
elettorali, ma fanno finta di non sentire.
Il M5S cosa farà?
Quello che
restituiremo andrà in un fondo per
l'emergenza abitativa perchè in Calabria
c'è chi non ce riesce nemmeno ad avere
un'abitazione
dignitosa.
Come
affronterete la lotta alla mafia?
Innanzitutto serve un cambiamento
culturale: cambiando i piccoli gesti di
ognuno di noi si comincia a combattere il
terreno fertile per la mafia. E poi faremo
le pulci ai bandi pubblici perchè è lì che
si annida il malaffare. In Calabria se non
c'è l'interesse del potente, non si fanno
bandi e chi ne ha veramente bisogno
quei soldi non li vede mai.
I calabresi
come possono tornare ad essere
protagonisti del loro territorio?
Vorremmo un progetto di bilancio
partecipato e dare ai cittadini la
possibilità di decidere come spendere i
soldi che la Regione stanzia. Un
cittadino che partecipa attivamente alla
cosa pubblica ed entra nel fortino della
corruzione, è in grado di generare
trasparenza e consapevolezza. Da qui
nasce passione e coinvolgimento e
quello che ne può venire fuori è uno
tsunami di civiltà! Come sarebbe la
Calabria a 5 Stelle? Una Calabria in cui i
calabresi tornano ad appassionarsi alla
buona politica ed entrano insieme a noi
nel Palazzo per abbattere gli sprechi,
pagare meno tasse e rimettere in circolo
buoni soldi. Ci vuole coraggio, lo so, ma
quello non ci manca. Segnala la pagina
Facebook di Cono Cantelmi a tutti i tuoi
amici calabresi e invitali a iscriversi PS:
Sostieni la campagna elettorale del M5S
in Calabria con una donazione! Ecco
l'IBAN: IT31R0200804406000102727025
11
La Todini si dimette, ma la
Rai l'hanno distrutta
Minipost
22.11.2014
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); "Luisa Todini si è dimessa
dal consiglio di amministrazione della
Rai. Come ho avuto modo di dichiarare
già nei giorni scorsi, affermando che era
ormai tempo di mettere fine al doppio
incarico, al di là delle norme che
possono o meno prevedere delle
incompatibilità tra cariche, ci sono
ragioni di opportunità ed etica che non
possono non essere considerate. La
Todini è stata nominata Presidente di
Poste mentre era ancora in corso il suo
mandato a Viale Mazzini. Non è
possibile che si sommino incarichi su
incarichi, poltrone su poltrone, compensi
su compensi. In Italia è una prassi che
stenta a estinguersi, ma è ora di
cambiare. Bene, quindi, che la Todini
abbia deciso di lasciare il cda della Rai.
Io però non avrei atteso 7 mesi per farlo.
Il cda Rai oggi ha deciso di ricorrere al
Tar contro il mancato versamento di 150
milioni di euro stabilito dal governo Renzi
nel decreto Irpef. Una decisione che
accolgo favorevolmente ma che arriva
nel giorno in cui Rai Way viene
definitivamente quotata in borsa. Questa
vicenda nel suo complesso non può non
far riflettere sul tipo di azione messa in
campo dal governo. Se un servizio
pubblico deve svolgere la propria
funzione ed essere indipendente, non si
può, da un giorno all'altro, procedere a
un taglio di risorse già inserite in bilancio.
Le conseguenze di questo modo di
operare sono davanti agli occhi di tutti.
La Rai è stata costretta di fatto a far
cassa repentinamente e a mettere sul
mercato il suo fiore all'occhiello: la
società che possiede e gestisce la rete di
trasmissione del segnale radiotelevisivo.
Un asset strategico per il nostro Paese
che non sarà più totalmente in mano
pubblica". Roberto Fico
Beppe Grillo arriva a
sorpresa a Bologna
MoVimento
22.11.2014
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); Ieri sera Beppe Grillo a
Bologna ha chiuso la campagna
elettorale del MoVimento 5 Stelle Emilia
Romagna, in vista delle elezioni regionali
di domani. Di seguito (e in video) un
estratto del suo intervento: Oggi si ha
bisogno di un reddito per rimanere nella
società. Allora è il reddito che ti respinge
o ti inserisce, non è il lavoro. Milioni di
persone sono convinte di avere un posto
di lavoro ma in realtà hanno un reddito, e
quindi sei costretto a fare qualsiasi
lavoro, a qualsiasi prezzo, per non
essere espulso dalla società. E questa è
la cosa più antidemocratica che abbiamo
inventato negli ultimi 50 o 100 anni. E
allora tiriamo su generazioni di frustrati.
Io ho 7 figli e studiano per una cosa ma
ne fanno un’altra, accettano qualsiasi
cosa pur di sopravvivere. Bisogna
chiedersi che tipo di società vogliamo.
Vogliamo una società che ti alzi e pensi
al lavoro, vai a dormire e pensi al lavoro,
e vai a lavorare a 100 km da casa tua, a
lavorare sempre più distante? Questa è
la società che vogliono loro. Una società
in cui trovi lavoro lontano da casa, così
che cambi casa ogni due anni. Ma che
società è questa? Io voglio avere un
lavoro che è una parte importante della
mia vita, ma non deve essere tutta la mia
vita. Perché la mia vita deve essere fatta
da altre cose. Voglio leggermi un libro,
giocare con un cane, parlare con la mia
famiglia. Voglio una vita! E allora
vogliamo iniziare a progettarla una vita
diversa? Senza parlare di sindacati, che
sono cose fuori secolo. Bisogna
prendersi il futuro. Ci avete mai pensato
a quanto costava un frigorifero vent’anni
fa e quanto costa oggi? Oggi costa un
terzo di quanto costava vent’anni fa. Un
parrucchiere invece costa il triplo. E
questo sapete cosa vuol dire? Che tutto
il lavoro dell’uomo è tassato, mentre tutto
il lavoro della macchina è in nero, non è
tassato. Se oggi hai dei capitali dove
investi? Nell’automazione, ovviamente.
Quindi non investi in posti di lavoro.
Questa crescita non crea posti di lavoro,
li toglie. Abbiamo passato 100 anni per
liberarci dalla morsa del lavoro con
l’automazione, e oggi ci stiamo
scannando per fare qualsiasi cosa a
qualsiasi prezzo, per il lavoro. Abbiamo
toppato in tutti i sensi. E’ questo che
dobbiamo insegnare ai nostri figli,
bisogna lottare per queste cose. Il lavoro
che scompare non torna più. I negozi
che
chiudono,
purtroppo,
non
riapriranno. Beppe Grillo
12