Scarica allegato - Quanta Village

HCM24 - QVNews pubbl. trimestrale registrazione 267/2004 tribunale Milano Poste Italiane Spa - Sped. A. P. -70% - LO/MI N.1/2011 - Anno X - N°69 - marzo- giugno 2014
QUANTA
VILLAGE
NEWS
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CAMP 2014
Marzo - Giugno
2014
Sei pronto per la festa?
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Quanta
FisioMed
Poliambulatorio
Visite specialistiche
Trattamenti
SPORTIVA NON AGONISTICA
TECAR
SPORTIVA AGONISTICA
LASER
ORTOPEDICA
ULTRASUONI
DIETOLOGICA
IONOFORESI
OSTEOPATICA
ELETTROSTIMOLAZIONE
CARDIOLOGICA
MASSOTERAPIA
FISIATRICA
MASSAGGIO SPORTIVO
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IN QUESTO NUMERO
P E N S I E R I . I N . L I B E R T À
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EDITORIALE
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K
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IN MUSICA
DIVENTA AMICO DE LaVERDI 36
22
Grande successo per Valore ai Talenti
CAMP
ARRIVANO I CAMP
38
Tutto pronto per l’Open Day
SPORT
SALUTE
16
Y
LAVORO
IL TALENTO È D’ORO
10
Toni Cappellari si racconta
MAL DI SCHIENA
26
VILLAGE PEOPLE
18
ERA ORA
20
HOCKEY
CHE BELLI I GEMELLI
FITNESS DAY PER TUTTI
40
Il 30 marzo al Quanta Village
Come prevenirlo e curarlo
Un 2013 da record
PRIMA MATTINA
UN MODESTO CONSIGLIO
C
Il Milano Quanta vince la sua
terza Coppa Italia
Intervista ad Alfredo Greco
AMARCORD
BILANCI
UN ANNO DA RICORDARE
O
L’uomo chiamato Zanzara si
racconta al QVN
CON TUTTE LE NOSTRE ENERGIE 24
TRIBUNA STAMPA
VIENI A “GIOCAVE” CON NOI
H
COPPA SÌ, COPPA NO
CRUCIANI
È finito l’esproprio proletario,
non la burocrazia milanese
Due centimetri di serietà
A
13
E COME DISSE BARTALI...
MILANO, ITALIA
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WEB
28
GUARDA CHE SITO
42
32
AREA BIMBI
EXPO
46
Un modesto consiglio al nuovo Ministro
I due gemelli del Milano Quanta
Impara l’inglese con le ricette internazionali
EVENTI
ARRIVA L’EXPO
CLUB
ANCHE IL CLUB VA IN RETE
AGENDA
I PROSSIMI APPUNTAMENTI
21
34
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3
QVN
e20da15anni
la nostra esperienza
al servizio della vostra azienda...
CONVENTION
Allestiamo in modo personalizzato le aree scelte in esclusiva per il vo-
TORNEI AZIENDALI
Ci occupiamo di tutte le fasi, dall’organizzazione del tabellone all’arbi-
stro evento. Mettiamo a disposizione il miglior staff per accogliere e
servire gli ospiti.
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Gli spazi convention:
• 2 aule formazione da 30 e 40 posti, munite di videoproiettore
traggio, alle premiazioni.
Assicuriamo l’assistenza e la sicurezza necessari, sapendo fornire anche
tutti i confort necessari. Ospitiamo tornei di calcio, basket, beach volley,
nuoto, tennis, hockey, running e le olimpiadi aziendali.
Nel dettaglio:
• 16 campi da tennis di cui uno da 800 posti a sedere
• 3 uffici per colloqui individuali
• Sala convegni da 140 posti, oscurabile, dotata di videoproiettore e impianto audio di ultima generazione
• Aula informatica dotata di videoproiettore
• 5 campi da beach volley/beach tennis
• 2 piscine
• 2 campi da calcio a 7
• campo da calcio a 5
• campo da calcio a 3
• sale fitness
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Village, fornendovi un’assistenza completa.
Varie soluzioni per il team building: cucina, hockey, football americano,
beach volley, calcio, apnea e running sono alcune delle attività propo-
• pista da roller
• pista di running
ste per rendere affiatato e complice lo staff.
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anniversari, cene di gala e di rappresentanza.
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dove poter stare insieme e svolgere gare di sumo, tiro con l’arco, mini
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Quanta Village
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15
anni
EDITORIALE
MILANO, ITALIA
Milano, Italia. Viene presentato il libro fotografico dell’A NSA con le immagini più significative del
2013. Poiché tra gli eventi più straordinari dello scorso anno c’è la vicenda dei due papi, si decide di
scegliere il Museo del Duomo come sede per la presentazione e di affidare al cardinale Scola la lectio
magistralis sull’evento. Inizia il discorso e sotto le volte ad arco del salone anziché calare il silenzio
prosegue indisturbato il chiacchiericcio dei capannelli di invitati che, ben lungi dal sedersi e dal rivolgere lo sguardo – almeno quello! – al padrone di casa, continuano imperturbabili il loro conversare da happy hour. Quando qualcuno tra quelli che avrebbero voluto ascoltare li invita almeno ad
abbassare i toni, non viene nemmeno degnato di risposta. Eppure stava parlando il cardinale della
diocesi più grande del mondo, quello che fino all’ultimo ha conteso al futuro papa Francesco il trono
di Pietro. Milano, Italia.
Milano, Italia. Alle Terme di Milano viene presentata una nuova iniziativa editoriale dedicata al
mondo dell’outdoor, termine di moda con cui oggi si indicano tutte le attività che ormai fanno parte
della vita di ogni famiglia, dalla passeggiata al parco con cane e bambini fino all’arrampicata sulle
Dolomiti. Ci sono centinaia di invitati, tutto il (bel) mondo delle agenzie di pubblicità, degli uffici
stampa, dei media, dello sport.
Ci sono i discorsi dell’editore, ci sono le interviste ai numerosi campioni intervenuti, ci sono persino
collegamenti telefonici con Himalaya e Patagonia dove alcune spedizioni italiane stanno preparando
le loro imprese. Qualcuno ascolta? Macchè: l’importante è non perdere un ‘giro’ al buffet, l’importante è stare appresso al tavolo con le bevande, anche qui non degnando nemmeno di uno sguardo
(l’attenzione sarebbe troppo) chi sta parlando, i padroni di casa. Ad una signora che si rivolge ad un
capannello più rumoroso di altri chiedendo di fare silenzio, viene rivolto un cordiale: “Che c… vuole,
vada più avanti se vuol sentire”. Milano, Italia.
Milano, Italia. Giornata di pioggia, una delle tante fermate della ‘91’. Una giovane mamma
avanza correndo lungo il marciapiedi spingendo il passeggino, in precario equilibrio con ombrello,
borse della spesa. La ‘91’ è la salvezza, in quelle condizioni. Riesce finalmente a raggiungere le porte
che nel frattempo si sono chiuse. Batte il pugno sui vetri, agita l’ombrello, impossibile non sentirla e
vederla. Il tram è sempre fermo causa semaforo rosso ma non apre. Resta irrimediabilmente con le
porte chiuse fino a quando non scatta il verde e riprende tronfio la sua strada lasciando mamma e
bambino sotto il diluvio. Milano, Italia.
Milano, Italia. Stadio Meazza, che qualcuno che evidentemente non si è mai spinto neppure allo
stadio di Lugano continua irrimediabilmente a chiamare ‘ la Scala del calcio’. Da quando le due società milanesi hanno deciso che giornali e televisioni contano meno degli sky box per veline e velone,
spostando i banchi di lavoro dei giornalisti nel bel mezzo dei tifosi sul secondo anello, gli inviati d’Italia e del mondo sono ‘a disposizione’ del tifo più becero, come non accade in nessun’altra parte del
mondo. Succede così che in una partita di coppa un giornalista straniero si veda arrivare tra capo e
collo un cartoncino di tetrapak lanciato da chissà dove. Si dirige sconsolato verso i bagni per ripulirsi
ma trova il cartello ‘Chiuso. Fuori servizio’. Non ce ne sono altri per centinaia di metri, nella Scala
del calcio. Milano, Italia.
Dario Colombo
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PENSIERI IN LIBERTÀ
E COME
DISSE BARTALI...
di UMBERTO QUINTAVALLE
Presidente Quanta
Comunicazione del Comune di Milano che annulla la disposizione
che designava il Quanta Village come Struttura Pubblica.
È FINITO L’ESPROPRIO PROLETARIO, NON LA BUROCRAZIA MILANESE
A
priamo questa rubrica, la prima
del 2014, con una buona notizia
il che – di questi tempi – è già una
grande notizia. Soprattutto se la buona
novella arriva dal Comune di Milano
notoriamente poco propenso – almeno
nei nostri confronti – ad elargire good
news. In soldoni: con delibera del
20/12/2013 il Comune di Milano ha
anticipato il giudizio del TAR al quale
ci eravamo rivolti per opporci a quello
che avevamo ritenuto un vero e proprio “esproprio proletario” del nostro
terreno di Via Assietta, riportandone
la piena proprietà in capo alla Quanta,
con tutti i diritti (e doveri) privatistici
connessi.
Una gran buona notizia che porta però
ad un’amara riflessione: è la quarta
volta negli ultimi cinque anni che dobbiamo ricorrere o minacciare il ricorso
all’Autorità Giudiziaria per vederci
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QVN
riconosciuti diritti apparentemente
elementari ed indiscutibili come quello
della proprietà e dell’ancor più semplice diritto ad esistere.
I nostri lettori, a questo proposito, ben
ricorderanno le nostra urla di dolore
“Il Comune di Milano
ha anticipato il
giudizio del TAR”
(eufemismo), i conseguenti mal di
fegato ed i danni economici patiti per
avere il Comune, circa tre anni fa, autorizzato la chiusura della viabilità in
entrambi i sensi di Via Assietta, senza
preavvisi e con la conseguenza (cosa
ben più grave) di impedire l’arrivo al
Village non solo dei nostri clienti ma
anche del personale lavorante.
Così come ricorderanno la nostra furibonda reazione durante il quinquennio Moratti nel vederci imporre dai
Vigili Comunali l’arresto per quasi
un mese (con che danni economici è
facile immaginare) dei lavori alla nostra
Palazzina uffici, con tutte le autorizzazioni in ordine e gli oneri di urbanizzazione pagati.
Il motivo? Perché di colpo (ed anche
qui senza alcun preavviso) il Comune
pretendeva una dichiarazione scritta
dell’Assessorato allo Sport che al
Quanta Village si praticava sport!
Follie di una burocrazia acefala; il cui
risultato finale però, oltre ai già citati
mal di fegato, sono state le montagne
di denaro che tali idiozie sono stupidamente costate a noi ed al Comune di
Milano ovvero ai cittadini milanesi.
PENSIERI IN LIBERTÀ
QUALCUNO PUÒ SPIEGARE ALLA NOSTRA ASSESSORA ALLO SPORT
CHIARA BISCONTI…
L
eggiamo alla prima pagina dell’inserto Milano-Lombardia della
Gazzetta dello Sport Milano del 13
febbraio un ampio servizio dal titolo
“Chi vuole Porta Vittoria” in cui la
nostra Assessora si lamenta perché
una struttura sportiva di 24 mila mq
in zona Mecenate dove il Comune è
evidentemente disposto ad investire ad
occhio una ventina di milioni di euro
(ma non ci sono ben altre priorità visto
i buchi di Bilancio che abbiamo?) non
trova gestori privati.
Ad abundantiam e rivelando uno spiccato senso del marketing cita testualmente “il periodo non aiuta” e “la
gestione di un tale impianto assicura
un ritorno economico solo dopo qualche anno” che tradotto in soldoni vuole
dire (ovviamente) perdite importanti
almeno per diversi anni.
Sul dopo non è dato sapere, immaginare sì.
Stupisce molto che sia l’Assessora a
stupirsi (scusate il gioco di parole),
come già avvenuto in altri casi da lei
stessa citati, che non ci sia nessun privato così scemo da prendere, magari
onerosamente, un’attività che per anni
perderà denari (tanti) su un terreno ed
un immobile per di più non di sua proprietà.
Non cita in compenso un altro aspetto,
assolutamente sostanziale, ma evidentemente per lei marginale e cioè che
il principale concorrente di questo
imprenditore scemo sarebbe proprio
lei con la sua Milano Sport S.p.A. che
come pomposamente dichiarato dal
suo Presidente dottor Barletta, pratica
per l’utilizzo delle strutture sportive
comunali i prezzi più bassi d’Italia
(facendo a nostro avviso dumping, che
è un illecito) e quindi massacrando
tutti i privati che devono competere
con Milano Sport.
Così come non cita con quali brillantissimi risultati il Comune di Milano
ha dato in gestione qualche anno fa
“ ...e la Chiara la si
deve levà di torno e
prestino anche”
(Assessore Giovanni Terzi) il centro
Iseo, che nessuno voleva e che alla fine
è finito nelle mani di riciclatori della
n’drangheta con tutto quel popò di
incendi, furti, danneggiamenti, chiusure, riaperture e di nuovo chiusure che
ne è derivato.
È inutile poi ricordare per l’ennesima volta quali sono i risultati finali
di questa sua scellerata politica per il
Comune di Milano costretto a ripianare (con pubblico denaro) annualmente le perdite macroscopiche della
sua controllata che in sovrappiù,
stando a quanto leggiamo sui giornali,
da anni offre servizi indegni di una
città come Milano.
Qualcuno può spiegare a lei ed al suo
Direttore Generale di lungo percorso,
dottor Moneta, che non è questa la
strada prima per salvare lo sport a
Milano e poi rilanciarlo?
Qualcuno può ricordare alla nostra
Assessora che da Milano non sono
partiti per le Olimpiadi estive atleti
da medaglia e che in quelle invernali
non ha partecipato neppure un atleta
di Milano?
Più semplicemente qualcuno può
mostrare alla nostra Assessora i nomi
delle Società milanesi premiate come
vincitrici di titoli nazionali nell’ultima
stagione di qualunque livello nella
Champions Night Awards del 17 Febbraio promossa dal CONI Lombardia
in collaborazione con Regione Lombardia, Expo e Provincia e Comune di
Milano?
Glielo anticipo io: nell’ordine l’Hockey Club Milano Quanta per il triplete (ovvero la società che a buoni
conti lei prende a ceffoni ad ogni
occasione), i Rhinos di football americano per aver vinto la Coppa Italia e
la under 16 dei Seamen per aver vinto
il titolo di categoria sempre di football
americano. Non sembra alla nostra
Assessora un siffatto risultato equivalente ad un vero e proprio disastro
agonistico su cui riflettere per cercare
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QVN
QVN
PENSIERI IN LIBERTÀ
qualche soluzione che non releghi stabilmente Milano e le sue tradizioni
sportive agli ultimissimi posti del
ranking nazionale?
Non le sembra che a Milano la politica dello sport è allo sbando per le
sbagliatissime scelte da lei fatte e che
continua a fare come nel caso del tentativo di rilanciare il Vigorelli come
struttura sportiva polifunzionale con
investimenti folli finalizzati peraltro a
far perdere in futuro montagne di ulteriore pubblico denaro, o come cercare
di rivitalizzare il Pala Lido con programmi di ristrutturazione sbagliati
non di mesi, ma di anni, di cui non si
intravede tuttora né la finalizzazione,
né il reale costo finale che supererà di
qualche 100% il budget originale?
Qualcuno può spiegare alla nostra
Assessora che Milano, città pragmatica che guarda ad Expo 2015 ed al
futuro, non può presentarsi al mondo
senza neppure uno straccio di Palazzetto dello Sport?
O banalmente che a Milano nell’ambito dello sport e delle sue strutture
deve esistere la libera, sana concorrenza tra privati portatori di denari,
tecnologie e progetti senza essere
invece tutti quanti sistematicamente
fagocitati da un Ente pubblico domi-
nante come Milano Sport, da tempo
espressione di una politica vetero
comunista?
Perché non si fa una cultura bilancistica analizzando conti economici
e stati patrimoniali al 31 dicembre
2013 di tutte le società private sportive milanesi domandandosi alla fine
il perché tutte o la stragrande maggioranza sono alla canna del gas?
Bartali avrebbe detto “gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare” aggiungendo con ogni probabilità a proposito
dell’Assessora Bisconti “e la Chiara la
si deve levà di torno e prestino anche”.
L’area espositiva EXPO, che dovrebbe essere riadattata a Cittadella dello Sport dopo la manifestazione.
ANCORA A PROPOSITO DI PALAZZETTI E CITTADELLE DELLO SPORT
Dopo le dichiarazioni tripartisan,
populiste e senza alcuna logica finanziaria ed economica che volevano creare sul terreno di Expo 2015, una volta
finito lo stesso, a suon di centinaia di
milioni di Euro che il Comune non
ha né avrà mai, una sorta di Quanta
Village moltiplicata per dieci o venti,
destinata a perdere le decine di milioni
di Euro l’anno, forse invece ci si sta
avvicinando ad una ipotesi furba, un
progetto straordinario che potrebbe
vedere i privati milanesi legati ai grandi
sport come il calcio, il basket, l’hockey
su ghiaccio ed inline, il volley ecc creare,
come esiste già a Filadelfia, una grande
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QVN
area tra tanto verde dove costruire stadi,
arene, palazzetti ad hoc con relative
aree di parcheggio e servizi integrati,
decentrati, ma ben serviti rispetto a
Milano e baricentrici di capoluoghi
lombardi importanti come appunto
Milano, Varese, Como, Novara ecc.
In questo contesto in cui i privati
dovrebbero intervenire ed il Comune
fare cassa con gli oneri di urbanizzazione e quant’altro potrebbe trovare
spazio anche e finalmente un Palazzetto dello Sport ben integrato e totalmente sinergico con quanto si andrebbe
a costruire lì intorno.
Sarebbe un sogno straordinario, bellis-
simo per Milano al quale potrebbero
concorrere Inter e/o Milan per il calcio, l’Armani o chi altro per il basket,
sicuramente noi per l’arena di hockey
inline, sicuramente dei privati non difficilmente reperibili per il Palazzo del
ghiaccio e quello dello Sport.
Un sogno che se Milano avesse politiche serie per quel che riguarda lo sport
potrebbe diventare una realtà, un’eccellenza europea: noi al progetto pazzesco ci staremmo a provarci sapendo
tra l’altro già come realizzarlo e con
quali risorse finanziarie. Ma qualcuno
ci chiamerà mai?
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TRIBUNA STAMPA
Due centimetri
di serietà
QUELLI CHE MANCANO ALLA PISCINA SAINI
PER OSPITARE GARE UFFICIALI, SIMBOLO DI
UNA MILANO DELLO SPORT CHE PROCURA
SOLO IMBARAZZI
di PAOLO CORIO*
“P
oi c’è la Saini, un bell’impianto,
ma con quella vasca troppo
corta per farci gare ufficiali”. Guardo
stupito l’amico cronometrista che mi
sta raccontando il poco lusinghiero
stato dell’arte delle piscine dell’area milanese e replico: “In che senso,
scusa? La Saini non è quella con la
vasca olimpionica da 50 metri?”
La risposta (certo nota agli appassionati, meno a chi come il sottoscritto
non è un cultore del nuoto agonistico)
risulta davvero sorprendente: vasca
olimpionica sì, ma lunga esattamente
49 metri e 98 centimetri. Ne mancano due, insomma, perché vi possano
essere omologati i tempi: una beffa,
alla quale pare si voglia ora rimediare
con opportuni lavori di adeguamento.
Una beffa - penso - come tante altre
nella storia dell’impiantistica sportiva
milanese, con l’associazione di idee
che porta dritto in zona San Siro, al
Palazzo dello Sport inaugurato nel
1976.
Il “Palazzone” era davvero una struttura futuribile, più in linea - fatte le
debite proporzioni - con la moderna
Dubai che con la Milano dell’epoca.
E infatti, come tutti sanno, era stato
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QVN
realizzato senza tener conto della latitudine, con la copertura che cedette
all’improvviso sotto il peso dell’eccezionale nevicata del 1985. Lasciato
poi marcire per tre anni, venne quindi
abbattuto e l’area su cui sorgeva si
trasformò in un tanto curioso quanto
desolato boschetto metropolitano,
violato poi dalle ruspe per scavarvi una
buca e riversarci i materiali di scavo
provenienti dai cantieri della linea
metropolitana M5.
Altra beffarda associazione di idee:
ecco comparire alla mente quella buca
a lungo ammirata in piazzale Stuparich al posto del glorioso Palalido,
raso al suolo sino alle fondamenta per
essere ricostruito “più bello di prima”
grazie anche e soprattutto all’impegno
economico di Giorgio Armani, divenuto proprietario dell’altrettanto gloriosa Olimpia Milano di basket. Pare
che il cantiere sia ora ripartito e c’è
persino chi parla di inaugurazione il
prossimo ottobre, anche se i due anni
di ritardo già accumulati nei lavori
tutto fanno fuorché invogliare all’ottimismo…
Chiuso nel 2011 anche il PalaSharp
dopo 26 anni di onorata attività
(ancora un’altra beffa, visto che stiamo
parlando di una tenso-struttura di
fatto abusiva, autorizzata pochi mesi
dopo il crollo del Palazzone solo per
dare una casa di fortuna all’allora
trionfante basket milanese), il “gioiello” dell’impiantistica sportiva di
Milano rimane quindi il Forum di
Assago. Che la metropolitana ha raggiunto proprio nel 2011, 21 anni dopo
la sua inaugurazione e quando ormai
le fogne hanno al contrario deciso
di abbandonarlo, vista la fatiscenza e
il conseguente puzzo dei bagni che
lasciano allibito chiunque vi si avventuri (come accaduto anche a quelli
dell’NBA, che non a caso continuano
a puntare più su Barcellona, Madrid e
Londra che sulla metropoli lombarda).
Eccezion fatta per il recupero dell’Arena, a livello di strutture la fotografia
della Milano sportiva continua dunque a essere più che ingiallita. Però
non passa settimana senza che si senta
parlare di nuovi stadi di proprietà e
di futuristici impianti polifunzionali:
ben vengano, ovviamente, a patto però
di metterci quei due centimetri di
buon senso in più. E quei vent’anni di
ritardi in meno.
*Panorama.it
DA OLTRE 160 ANNI UNA STORIA FATTA DI SUCCESSI
Qualità, tradizione e cultura sono la forza di Birra Menabrea. Una birra d´èlite basata sul concetto
di “fatto a mano” e che da oltre 160 anni continua a raccogliere premi internazionali. Riconoscenze
che sono rintracciabili nella qualità delle acque biellesi, nella scelta del luppolo, del ceppo di
lieviti, del malto e sicuramente nell´amore che gli uomini, dal mastro birraio a chi si occupa degli
altri processi di produzione, vi dedicano e vi hanno sempre dedicato.
“MENABREA 150°
ANNIVERSARIO”
IN ONORE DELLA
CELEBRAZIONE
DEI 150 ANNI DELLA
FONDAZIONE
DELLA SOCIETÀ
www.birramenabrea.com
12
QVN
L’INTERVISTA
CLUB
UN UOMO
CHIAMATO
ZANZARA
Il suo programma a Radio24
è il più temuto d’Italia, capace
di far cadere ministri o mettere
in crisi imperi come quello
Barilla. Fedele al motto del suo
conduttore Giuseppe Cruciani:
Mai chiedere scusa.
di DARIO COLOMBO
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QVN
L’INTERVISTA
H
a mandato all’aria la possibile
nomina di Fabrizio Barca a ministro dell’economia nel governo Renzi
con la telefonata di un finto Vendola
che gli ha fatto confessare l’inconfessabile. Ha fatto perdere alla Barilla
milioni di euro in tutto il mondo con
una sola domanda al suo presidente.
Occorre rassegnarsi (o almeno occorre
che si rassegni la concorrenza): ogni
volta che alle 18,30 sulle frequenze
di Radio24 va in onda la sigla de “La
zanzara” bisogna prepararsi a tutto.
Anche che vada in onda una parolaccia
del papa (è successo il 3 marzo).
Perché tra finte telefonate, interviste provocatorie e ospiti impensabili
la realtà è che “La zanzara” ha collezionato e colleziona decine di scoop
grandi e piccoli, mettendo in crisi partiti, governi, aziende, tutto. Giornalismo di prim’ordine, dunque, che a volte
passa in secondo piano o viene – come
dire? – ridimensionato dall’esuberanza
(lui la chiama ‘cazzonismo’) del suo
ideatore, conduttore, difensore, papà:
Giuseppe Cruciani.
Che, sembra quasi incredibile a dirsi,
inizia la sua carriera come giornalista
‘serio’ o ‘normale’, prima a Radio Radicale, poi all’Indipendente, al Tempo, al
settimanale Liberal e al Foglio. Anche
quando passa a Radio24 i primi anni
sono del tutto in linea con la normalità
14
QVN
– verrebbe da dire ‘la serietà’ – dell’emittente di Confindustria: conduce
per due anni ‘Linea24’, un programma
di attualità dal mondo, poi passa alla
conduzione di ‘9 in punto’ e de ‘La
sfida’ ma, insomma, tutte cose che non
lasciano traccia, ascolti buoni sì ma
niente di paragonabile con il delirio de
‘La zanzara’.
Finché, appunto, arriva il terribile
insetto.
Come ci sei arrivato?
“Bah, per istinto, come quasi tutte le cose
che faccio. Fino a quel momento avevo
sempre fatto il mio compitino, bellino,
senza tanta voglia a volte, senza sapere
bene quello che facevo e perché lo facevo.
Finché non mi hanno proposto di costruire un programma nuovo dandomi carta
bianca. E lì mi si è accesa la lampadina,
finalmente potevo provare a sperimentare qualcosa di diverso sentendomi più
sicuro e stimolato, per dirla con un paradosso stradale mi sono sentito meno semaforo e più vigile, potevo gestire il traffico
come volevo io”.
E David Parenzo come arriva? Perché ammetterai che una bella fetta
del successo del programma la devi
anche a lui…
“Anche lì mi sono fidato del mio istinto e
mi è andata bene. Il punto di partenza
era che a differenza di quanto avviene
in tutti i programmi radiofonici che in
genere sono un ‘one man show’ io volevo
una spalla, che fosse un po’ vassallo – è
brutto, lo so… - ma allo stesso tempo
protagonista, in grado di tenere la scena
da solo. All’inizio avevo coinvolto Luca
Telese ma aveva mille impegni, scriveva,
non mi garantiva quella continuità,
anche fisica, che invece volevo. Finché un
bel giorno ad un programma televisivo
non incrocio David e mentre parlava mi
accorgevo che uno così era proprio quello
che cercavo e alla fine gli ho chiesto: verresti alla ‘ Zanzara’? È venuto”.
Qual è il segreto della vostra coppia?
“Mah, forse che siamo talmente diversi…
In realtà il rapporto con il tuo compagno
di programma è più complicato di quello
tra moglie e marito. Durante il giorno
sento più lui delle mie donne, mogli o
fidanzate che siano, e già questo la dice
lunga. Poi io sono single e lui no, lui è
conservatore io sono più libertino, lui
sta a Roma io a Milano, io sono naturalmente portato al cazzonismo più esasperato, mi lascio trascinare dagli ospiti,
dalle polemiche, lui è lì per ricordarmi che
sono in radio e non al bar o in un salotto
con gli amici”.
Squadra che vince non si cambia?
Mai pensato: fuori Parenzo entra…?
L’INTERVISTA
Nella pagina a fianco Cruciani e
Parenzo durante una puntata de
La zanzara. In questa pagina a
sinistra in posa dopo la consegna
dell’Ambrogino d’Oro e in compagnia di Selvaggia Lucarelli.
“Nooo, anzi, mi piacerebbe aggiungere, avere un compagno in più, sarebbe
senz’altro uno stimolo nuovo”.
A proposito di ‘cazzonismo’ esasperato, mai avuto bacchettate dall’alto,
intendo dire dall’editore… In fondo
sei alla radio di Confindustria,
magari un certo linguaggio colorito
potrebbe non piacere a qualcuno dei
salotti buoni…
“Diciamo che in una galassia così articolata come quella di Confindustria ci può
stare che non tutti vedano il programma
allo stesso modo, ci mancherebbe. Però
fino a quando ho la fiducia dell’editore vado avanti per la mia strada. Ma
tutti devono essere consapevoli che più si
alza l’asticella della provocazione, più
si affrontano temi come la sessualità, il
razzismo, l’omofobia più è chiaro che il
linguaggio può diventare sgradevole,
però vorrei anche ricordare che stiamo
facendo un programma unico nel panorama radiofonico nazionale”.
Talmente unico e di successo che mi
risulta che in RAI ti volessero per
fare di te il nuovo Santoro. O sbaglio?
“No, è vero, ad un certo punto più o meno
un anno fa c’erano stati colloqui con la
RAI per fare quello che poi sta facendo
adesso Nicola Porro, più un programma
radiofonico. Ma sarebbe stato un errore
clamoroso da parte di tutti e due. Ho
accettato di parlare con i vertici RAI più
per un errore di vanità che per reale interesse. Sapevo benissimo che se fossi andato
là sarei rimasto imprigionato in logiche
che non mi appartengono e sarei durato
poco. Sto benissimo dove sono”.
Dove non hai problemi a fare una
finta telefonata a Barca e a fargli perdere il posto di ministro…
“Ti confesso una cosa: quando mi hanno
dato la rassegna stampa con la vagonata
di articoli usciti su quella telefonata non
l’ho nemmeno aperta. Non posso permettermi il lusso, andando in onda tutti
i giorni, di fermarmi a guardare queste
cose. Però quando qualcuno se le dimentica, allora glielo ricordo”.
Beh, in effetti dimenticare uno scoop
mondiale come quello che ha coinvolto il povero Barilla è un po’ difficile.
“Appunto. Pensa che qualche giorno fa
mentre stavo parlando con un giornalista
canadese ad un certo punto mi ha detto:
Ehi, ma tu sei quello che ha fatto scoppiare
il casino di Barilla? Capito? Quando
mai è capitato che un programma italiano avesse questi riscontri? Il fatto è che
adesso tutti hanno paura a venire da noi,
hanno sempre il timore dell’imboscata o
comunque della domanda provocatoria.
Ma chissenefrega: se venissero tutti senza
problemi sarebbe preoccupante. Così
almeno ci si aprono praterie enormi per
dar sfogo alla nostra fantasia”.
A proposito di fantasia: dai confessa,
ce n’è voluta per darti l’Ambrogino
d’Oro!
“In effetti all’inizio ho pensato anch’io che
fosse uno scherzo, un po’ come quelli che
facciamo noi. Poi però ho capito com’era
nata la cosa. Tutto era partito dall’idea di
darlo a Barilla, quando lui ha rinunciato
qualche amico nostro in consiglio comunale ha suggerito di darlo a noi, e così è
stato. Ma voglio pensare che non sia stato
dato tanto al programma quanto alla mia
milanesità, in fondo sono a Milano da 15
anni”.
Mai chiesto scusa?
“Ma scherzi? Sarebbe come ammettere di
non essere stato me stesso, di essermi messo
una maschera. Io sono così nel programma
come nella vita, con i miei tic, le mie perversioni, i miei odi e i miei amori. Chiedere scusa mai”.
Ma una finta telefonata di Draghi
che fa un cazziatone al tuo collega
Barisoni la farai mai?
“Mi hai dato un’idea”.
15
QVN
AMARCORD
Sei alto vieni a
“giocave” con noi...
TONI CAPPELLARI RACCONTA
DELL’INCONTRO CHE HA DATO IL VIA
ALLA SUA GRANDE PASSIONE
di TONI CAPPELLARI
Riccardo Sales
16
QVN
D
omenica 2 febbraio, autostrada
Milano-Venezia.
Ritornavo a Milano dopo la conquista
della Coppa Italia di Hockey in line
(ben 6 competizioni vinte con HCM)
contro Monleale. Una vittoria sudata,
dopo un week end di partite importanti, ed anche se era la sesta Coppa Italia
della mia carriera, tra basket e hockey
in line, ero ugualmente contento. A
vincere non ci si abitua mai.
che avevano messo per la prima volta
i pattini sulla pista di via Assietta e allenamento dopo allenamento, sacrificio
dopo sacrificio, erano arrivati in prima
squadra e si godevano il primo trionfo.
L’essenza vera dello sport, almeno di
quel modo di vedere lo sport trasmesso dal presidente Quintavalle ai grandi
campioni come ai ragazzini che varcano per la prima volta il cancello del
Quanta Village.
L’unica nota stonata veniva dal trovarmi solo: avrei preferito festeggiare
davanti ad una bottiglia di grappa con
Rigoni e con i suoi racconti inverosimili o con coach Varotto che nonostante
non sia proprio di primo pelo ha sempre l’entusiasmo di un ragazzino.
E proprio dai ragazzini veniva la nota
più importante della Coppa appena
conquistata, quella che mi riempiva
maggiormente il cuore di gioia e di entusiasmo, come ai tempi in cui si vinceva con Peterson avendo in campo i
Gallinari, i Boselli, gli Anchisi, ovvero
i ragazzi cresciuti nel vivaio dell’Olimpia.
Perché anche nella finale appena vinta
contro Monleale in campo, a recitare
da protagonisti, c’erano tanti ragazzi
A tutto questo ripensavo, macinando
i chilometri verso Milano, e a poco a
poco alle immagini del Village si sostituivano quelle del Centro Schuster di
Lambrate, una delle grandi fucine dello
sport milanese che proprio quest’anno
festeggia i 60 anni di vita. Fucina di
sport ma soprattutto di valori, trasmessi – anche qui – da un personaggio inimitabile – padre Morell - che avrebbe
visto crescere sui campi di quella che
allora era periferia milanese tanti futuri
protagonisti dello sport italiano.
E mi ritornò alla mente un sabato di
settembre di tantissimi anni fa, quando mi aggiravo sconsolato per i viali
del Centro incapace di avviarmi verso
la fermata della ‘F’ che avrebbe dovuto
riportarmi a casa. Ero disperato: avevo
fatto perdere la mia squadra di calcio
subendo un gol ridicolo e non sapevo
darmi pace, quando vengo avvicinato
da un ragazzone alto 2 metri che mi
chiede: “Di che anno sei? Visto che sei
alto pevché non vieni a giocave nella
nostrva squadva di basket? Mavtedì
alle 18 c’è il pvimo allenamento”.
Feci solo in tempo a chiedergli dove
avrei dovuto trovarmi: in quel momento, pur di scontare la vergogna del gol
subito, sarei stato disposto anche ad arruolarmi nella Legione Straniera.
Iniziava una nuova vita.
Il nome della figura misteriosa con erre
moscia? Riccardo Sales, che sarebbe poi
diventato uno dei più celebri allenatori del basket italiano, avrebbe allenato
la nazionale assieme a Sandro Gamba,
sarebbe entrato nella Hall of Fame.
Fu lui, assieme ai fratelli Viganò, ad insegnarmi non solo il basket ma soprattutto a come comportarsi in campo e
fuori, insomma i valori dello sport.
Fu lui che mi spinse a scegliere lo sport
come percorso di vita.
Lo chiamavano il Barone.
17
QVN
BILANCI
UN ANNO
DA RICORDARE
Tempo di bilanci per il Gruppo Quanta,
che ha chiuso anche il 2013 con una
crescita significativa e con la prospettiva
di un 2014 altrettanto positivo
di ILLO QUINTAVALLE
C
on qualche giorno di anticipo
rispetto al solito è stata ultimata la redazione dei bilanci delle sette società del Gruppo Quanta ed il
relativo Bilancio Consolidato 2013
che chiude con un fatturato record di
poco superiore ad € 156 milioni in
vistosissima crescita del 34% rispetto al dato 2012.
La crescita è stata del 32% in Italia
che ci ha consentito di tornare, dopo
diversi anni, tra le prime 10 società
del settore per fatturati e del 48%
all’estero, con risultati notevoli soprattutto in Romania.
Record anche di EBITDA che nel
consolidato ha superato seppur di
poco gli €10 milioni.
Gli investimenti in beni materiali,
immateriali e nella ricerca hanno
superato gli € 1,5 milioni, dato elevatissimo per una società di servizi.
In particolare il dato degli investimenti relativo al Quanta Village,
facilmente verificabile da chi lo
frequenta, ha superato gli € 800
mila ed ha riguardato fondamen-
18
QVN
talmente, ma non unicamente, la 2014: LE PREVISIONI SONO
creazione di una nuova area Club,
il rifacimento integrale dei relativi FAVOREVOLI
spogliatoi femminili e maschili, la Fatti i dovuti scongiuri anche il 2014
costruzione di tre nuovi campi in dovrebbe essere un ottimo anno per
terra rossa sintetica di nuova ge- il nostro Gruppo la cui crescita di
nerazione con relativa copertura fatturato non dovrebbe essere inpressostatica, l’acquisto di tribu- feriore di un ulteriore 12-15% rinette per 500 posti a sedere nel- spetto al 2013, cosa che nel settore
la struttura dove gioca la nostra mondiale lavoristico e delle risorse
umane dovrebbe
squadra di hockey
permetterci di eninline (che per intrare nelle prime
ciso si è confermata
“Crescita del 34%
100 società, cosa
per il secondo anno
rispetto al 2012”
non banale per una
di seguito CampioFamily Company
ne italiano assoluto)
che si confronta
e l’acquisto di una
nuova copertura pressostatica per con numerose multinazionali quotate in borsa del calibro di Manpower,
due campi da tennis contigui.
Soddisfazioni non marginali anche Adecco, Randstad, ecc.
negli aspetti finanziari con forti Gli investimenti saranno ancora nomiglioramenti nelle poste mag- tevoli e pesanti, largamente superiori
giormente caratterizzanti ivi in- a quelli del 2013 e riguarderanno il
cluso un forte abbattimento dell’e- rifacimento totale con forte interattività social dei nostri siti e il rinnosposizione bancaria.
Anno straordinario il 2013 dunque vamento del nostro sistema ERP a
per noi, considerando anche il mo- livello corporate, mentre al Quanta
mento molto difficile del sistema Village sorgeranno una nuova bellissima pressostruttura invernale per la
Italia.
BILANCI
Dicembre 2013, Convention di fine anno. Il Vicepresidente Illo Quintavalle premia i dipendenti che hanno compiuto 10 anni in Quanta
nostra piscina, tre nuove coperture
per i campi da tennis e l’avvio dei
lavori di quello che è uno dei nostri
tre grandi sogni ancora da realizzare. Nel prossimo numero, Comune
di Milano permettendo per via di
aspetti burocratici di rara complicazione, spero di potervi raccontare
nel dettaglio il primo di questi tre
sogni, bellissimo (se realizzato).
GLI SCENARI GLOBALI
L’espansione dell’attività economica globale prosegue, ma risente di
una perdita di slancio delle economie
emergenti. Le previsioni di crescita
sono state riviste al ribasso dagli organismi internazionali, anche se negli
ultimi mesi sembra essersi arrestato
il rallentamento dell’economia cinese. Nell’area dell’euro il PIL è tornato a crescere nel secondo semestre di
quest’anno, dopo anni di cali consecutivi. Gli indicatori congiunturali più
recenti prefigurano una prosecuzione
della ripresa, a ritmi moderati, nella
prima parte del 2014. I segnali sono
però ancora incerti.
Negli ultimi mesi, anche in virtù del
miglioramento del ciclo economico
europeo, sono emersi per l’economia
italiana alcuni segnali qualitativi positivi. Il giudizio delle imprese sulle
condizioni per investire è migliorato, tornando su valori prossimi a
quelli precedenti la crisi dell’estate
del 2011, sia nell’industria sia nei
servizi. Si profila la possibilità di
un’inversione di tendenza dell’attività economica, con un PIL in crescita
per il 2014 (seppur marginalmente)
cui la ripresa degli investimenti fornirebbe un contributo significativo.
La caduta dell’occupazione si è attenuata con la fine del 2013. Un tasso
di disoccupazione superiore al 12%
(ma in miglioramento rispetto al
2013) dovrebbe essere tutt’altro che
utopistico per l’anno in corso.
Il miglioramento di questo dato sarà
fortemente influenzato dalle decisioni che il nuovo Governo saprà
intraprendere. Se dovesse passare la
proposta Ichino sulla flessibilità, appoggiata a parole da Renzi, vedremo
un peggioramento dei dati occupa-
zionali di breve ma miglioramenti
nel lungo potenzialmente vistosi. La
scelta del governo tra politiche di
breve e lungo sarà determinante per
una migliore valutazione delle politiche occupazionali.
In definitiva è essenziale non disperdere le opportunità offerte dal
miglioramento del quadro congiunturale dell’area dell’Euro e dai primi
segnali di stabilizzazione in Italia.
Le politiche di sostegno alla liquidità delle imprese stanno avendo
effetti favorevoli, e anche al Village
lo stiamo osservando con grande interesse. L’impegno a promuovere la
crescita nell’ambito di un disegno
riformatore coerente e sistematico
e il rispetto scrupoloso degli obiettivi di bilancio rimangono elementi cruciali per sciogliere i nodi che
soffocano la capacità competitiva
dell’economia italiana. Osserviamo
gli sviluppi con profondo interesse
perché ben sappiamo che una crescita del nostro Gruppo per forza di
cose si dovrà confrontare con scenari
macroeconomici.
19
QVN
PRIMA MATTINA
Modesto consiglio
per il nuovo
Ministro del lavoro
di ENZO MATTINA
Giuliano Poletti, il nuovo Ministro del Lavoro
I
l progetto Valore ai Talenti promosso da Quanta nell’autunno scorso
comincia a dare i suoi frutti: dei 65
giovani selezionati tra i neo diplomati
degli ITI di Campania, Puglia, Lazio e
Piemonte, impegnati in un primo breve corso di orientamento e determinati
a proseguire il percorso di primo accesso al lavoro, 4 allievi campani tra i 19 e
i 22 anni di età sono già occupati con
contratti di somministrazione della
durata di sei mesi, mentre 61 saranno
avviati a corsi di qualificazione professionale di 180/200 ore, promossi da
Quanta con risorse proprie a valere sul
fondo bilaterale Formatemp, nei campi
dei materiali compositi, della disegnazione tridimensionale, delle strutture
e manutenzioni aeronautiche, delle
macchine a controllo numerico.
Ecco una buona pratica che dovrebbe
essere presa ad esempio dal Ministero
del lavoro nell’attuazione del programma comunitario Garanzia giovani.
In altri Paesi è già partito, in Italia non
si sa se e quando sarà attivato, perché
tutto è stato delegato alle Regioni e
ciascuna di esse, con la sola eccezione
della Lombardia, sta inventando un
suo modello attuativo, in cui il dato comune è rappresentato dal proposito di
rianimare i Centri per l’impiego (CPI)
con l’adozione di procedure burocratiche bizantine.
Convengo che non è possibile rinunciare a strutture pubbliche territoriali
dedicate al mercato del lavoro, ma i
20
QVN
loro compiti debbono essere circoscritti a qualificati. La certificazione
dello stato di disoccupazione/occupazione, la predisposizione di analisi
sulla condizione dei disoccupati, il riconoscimento di sussidi, l’accertamento dell’impegno alla ricerca del lavoro,
le rilevazioni sul lavoro autonomo oggi
del tutto ignorato, l’informazione sui
canali di accesso al lavoro ecc. sono
tutte incombenze che potrebbero saturare degnamente i CPI.
Sul versante dell’incontro tra domanda
e offerta di lavoro non si può, invece,
che prendere atto della loro storica e
irrecuperabile inadeguatezza, attestata, oltre tutto, dalla Corte di giustizia
europea già nel lontano 1997. Confermata oggi da pochi dati inoppugnabili:
nel 2013 i CPI hanno messo al lavoro
35.000 persone a fronte di 470.000
avviate dalle Agenzie per il lavoro
(APL); il costo di questi uffici pubblici
è di ben 464 milioni di Euro all’anno
a copertura degli stipendi di 10.000
addetti. A conti fatti ogni operatore
di CPI mette al lavoro 4 disoccupati,
con un costo per l’erario di ben 13.000
euro ciascuno, mentre ogni operatore
di APL ne mette ben 47 senza alcun
costo per le casse pubbliche.
Al cospetto di questi dati sembra chiaro che per realizzare il cambio di passo
che il presidente Renzi auspica, basterebbe che il nuovo Ministro del lavoro, prima ancora di impegnarsi nella
settima riforma del lavoro in 16 anni,
focalizzasse la sua attenzione sulla Garanzia giovani, avocando a sé la materia, ripristinando l’art. 13 del DLGS
276/2003, abrogato dalla Fornero, che
consente il sottinquadramento di due
livelli per i neoassunti senza esperienze, e assicurando alle aziende o alle
Agenzie per il lavoro, che documentino
di aver erogato una buona formazione
d’ingresso seguita da un’assunzione, un
premio di valore crescente a partire da
rapporti di sei mesi fino a quelli a tempo indeterminato.
Prima che la Fornero facesse danni, la
gestione dell’art. 13 era stata affidata a
Italia Lavoro, Agenzia strumentale del
Ministero del lavoro, che aveva predisposto procedure e format per governare agilmente la fase applicativa; nel
giro di non più di un’ora quel sistema
gestionale potrebbe essere riattivato, integrato con i sostegni premiali
previsti dal programma comunitario
e in non più di una decina di giorni
ai giovani si offrirebbe una credibile
opportunità di accesso al lavoro con
contratti veri, tutelati legalmente e sindacalmente, anziché con i precarissimi
stage e tirocini.
Se non si assume una decisione del
genere, i 1500 milioni di Euro della
Garanzia giovani saranno sprecati in
improbabili interventi per tenere in
piedi uffici inefficienti e in pratiche di
assistenzialismo clientelare”.
EVENTI
ARRIVA L’EXPO
QUANTA SI PREPARA
Novità alla Divisione Eventi del Village in vista della grande kermesse del 2015
Mi presento
A
rriva l’EXPO ed anche al Quanta
Village – destinato a diventare uno dei punti di riferimento per
tutti gli operatori che convergeranno
su Milano nel 2015 – sono iniziate
le grandi manovre per affrontare al
meglio l’evento destinato a lasciare
un segno nella storia di Milano e del
nostro Paese.
Primo segnale della strategia e dell’impegno che al Quanta intendono porre
per garantire alla clientela dell’EXPO
un’accoglienza di altissimo livello è
stata la nomina di Silvia Ghisio, già
responsabile della Divisione Eventi
del Village a coordinatrice del Progetto
EXPO, con l’evidente intento di mettere a frutto la sua lunga esperienza in
quest’ambito anche in quello che sarà
l’ambito dell’EXPO.
In contemporanea al suo posto è arrivata Emanuela Carena, manager con
esperienze in aziende di primissimo
piano a livello internazionale, a cui è
stata affidata la Divisione Eventi del
Quanta Village.
“Una prospettiva stimolante” ha dichiarato la nuova manager “soprattutto per
gli innumerevoli strumenti che il Village
può offrire e per la qualità delle strutture
e dello staff a disposizione della clientela”.
“Sono sicura” ha concluso Emanuela
Carena “che con questi presupposti e
lavorando a stretto contatto con Silvia
Ghisio potremo costruire progetti e iniziative in grado di rendere ancor più
appetibile l’offerta già straordinaria del
Village”.
Da qualche mese sono la Responsabile Commerciale Eventi del Quanta
Village, porto con me una consolidata
esperienza manageriale all’interno di
contesti multinazionali.
Dopo gli studi ed alcune esperienze
lavorative, sono entrata in Canon Italia assumendo nel tempo posizioni di
maggiore responsabilità.
Ho infatti ricoperto il ruolo di Product
Manager, per poi passare ad occuparmi
di sviluppo commerciale come Market
Development Manager ed infine Trade
Marketing Manager.
Nel ruolo di Trade Marketing Manager,
oltre alla preparazione dei piani di
sales&marketing ed altre mansioni,
ho seguito la pianificazione e la gestione di tutti gli eventi trade B2B e B2C,
fiere, seminari, incentive, congressi,
roadshow in ambito nazionale ed internazionale.
21
QVN
LAVORO
IL TALENTO È D’ORO
MA NON È TUTTO
Grande successo del progetto ‘ Valore ai Talenti’ che
sta coinvolgendo oltre 100 ragazzi di tutta Italia
di GIACOMO BALDASSARI
S
i dice che il talento è d’oro ma specialmente in ambito lavorativo è
importante ma non è tutto. Il talento
puro, se non viene coltivato e sviluppato adeguatamente, non è di grande
aiuto. Chi ha avuto l’onore e l’onere di
affacciarsi al mondo del lavoro negli ultimi anni sa bene che il talento a poco
serve se non viene attrezzato, accresciuto e indirizzato verso un obiettivo.
Infatti i neo-diplomati o neo-laureati
(anche i più meritevoli), oltre al famoso
“pezzo di carta” non hanno in mano un
granché. Per avviarsi al lavoro, fin dai
tempi più antichi, i giovani hanno sempre avuto bisogno di un “anziano”, una
figura esperta che trasmettesse quel patrimonio di conoscenze ed esperienze
22
QVN
senza il quale non si possono aprire le
porte del mondo del lavoro. Proprio per
guidare le nuove leve dall’orientamento
alla prima esperienza lavorativa, è nato
lo scorso maggio l’innovativo progetto
Valore ai Talenti, figlio di un’intuizione di Enzo Mattina (vicepresidente
Quanta). Entrando nel dettaglio, con
questo progetto il Gruppo Quanta si è
impegnato ad “adottare” oltre 100 neodiplomati e diplomandi degli Istituti
Tecnici Industriali italiani. La selezione dei ragazzi più idonei e meritevoli
(appunto, dei talenti) è avvenuta attraverso seminari residenziali, organizzati
in diverse regioni. I selezionati sono
stati poi formati, consigliati e assistiti
dai consulenti Quanta, che li hanno af-
fiancati sino all’ingresso nel mondo del
lavoro con regolari assunzioni, contratti
di somministrazione temporanea all’inizio e ottime possibilità di rinnovo a
tempo indeterminato.
Partito non a caso nel Meridione, dove
la disoccupazione giovanile fa registrare i livelli più preoccupanti (oltre il 51%
nel semestre precedente, secondo dati
ISTAT), Valore ai Talenti ha già coinvolto i giovani di Campania, Puglia,
Lazio, Lombardia e Piemonte. Proprio
il Sud ha regalato le prime soddisfazioni. Al momento 65 ragazzi, quasi tutti
meridionali, stanno percorrendo gli
step formativi previsti dal meccanismo
di Valore ai Talenti (corsi di qualificazione professionali di 180-200 ore nei
LAVORO
dalla Puglia
VINCENZO
Obiettivo la laurea
in ingegneria
materiali compositi, disegno tridimensionale, strutture aeronautiche e
macchine a controllo numerico). Nel
frattempo, altri 4 giovani campani tra
i 19 e i 22 anni hanno già ricevuto
il “battesimo del fuoco” e lavorano da
pochi giorni in prestigiose aziende
del comparto aerospaziale e navale
con contratti semestrali.
“Per realizzare il cambio di passo che
il presidente Renzi auspica” - spiega
Mattina - “basterebbe che il nuovo Ministro del lavoro avocasse a sé la materia e ripristinasse l’art. 13 del DLGS
276/2003, abrogato dalla Fornero, che
consente il sottinquadramento di due livelli per i neoassunti senza esperienze,
e assicurasse alle aziende o alle Agenzie
per il lavoro, che documentino di aver
erogato una buona formazione d’ingresso seguita da un’assunzione”.
Il nostro giornale ha seguito il cammino di Valore ai Talenti sin dall’inizio e adesso saranno gli stessi protagonisti del progetto a raccontare la
loro esperienza. Di seguito due testimonianze dei ragazzi che hanno trovato lavoro alla fine del loro percorso
formativo.
Diciannove anni di San Vito dei Normanni (Puglia), diplomato
presso l’ITIS Giorgi di Brindisi, è uno dei primi “talenti” valorizzati
dall’impegno del Gruppo Quanta. Dopo aver frequentato un corso
finanziato dalla società milanese, Vincenzo ha recentemente formalizzato una collaborazione con un noto produttore di componentistica per l’industria aerospaziale. All’interno dell’azienda, il
giovane pugliese presta servizio come operaio metalmeccanico,
imparando il mestiere da giovanissimo per crescere umanamente e professionalmente. Ritiene di essere un “risparmiatore”
e assicura che le somme guadagnate gli serviranno per pagare
gli studi universitari. Oltre all’impiego, infatti, il conseguimento
della laurea in Ingegneria rientra fra i suoi obiettivi.
dalla Campania
ANDREA
Imparare un mestiere
vale più di ogni paga
Uscito tra i primi dal percorso formativo di Valore ai Talenti, il
19enne di Monte di Procida (Campania), diplomato a pieni voti lo
scorso luglio dall’ITIS Righi (Napoli), testimonia una realtà sociolavorativa toccante. Orfano di un genitore vittima del terrorismo,
Andrea ha alternato, dall’età di 14 anni, gli studi con saltuari
“lavoretti necessari per andare avanti”. La prima vera esperienza
da lavoratore, iniziata da pochi giorni nel sito produttivo di una
nota azienda del comparto aero-navale, è arrivata tramite il progetto giovanile del Gruppo Quanta. “Ringrazio i promotori di Valore ai Talenti” afferma Andrea “perché mi hanno consentito di
diventare autonomo e di imparare al tempo stesso un mestiere
che vale più di ogni paga. Al giorno d’oggi, finché c’è occupazione c’è speranza”.
2233
QVN
Q
VN
LAVORO
CON TUTTE LE NOSTRE
ENERGIE
Intervista ad Alfredo Greco, responsabile
della Divisione Energie del Gruppo Quanta
di GIACOMO BALDASSARI
Nel riquadro Alfredo Greco,
Responsabile Divisione Energie.
N
onostante la crisi, il settore
dell’energia mantiene tutt’ora
un’importante valenza strategica per
la competitività della nostra economia.
Abbiamo chiesto ad Alfredo Greco,
Responsabile della Divisione “Quanta
Energie” di spiegarci come il settore possa dare linfa vitale al mercato
dell’occupazione.
Dottor Greco, la crescita del settore energetico quali riflessi avrà sul
mondo del lavoro?
“Si tratta di un mercato molto ampio
che comprende sia gli attori della catena
produttiva, dall’estrazione della materia
prima alla trasformazione, dalla trasmissione alla distribuzione del prodotto
finito, sia gli operatori economici che agiscono in modo trasversale, basti pensare
all’engineering o all’impiantistica industriale. Per questo il settore offre oggi
interessanti prospettive occupazionali
per un ampio ventaglio di figure, a cui è
24
QVN
richiesta elevata specializzazione”.
Come nasce l’interesse del Gruppo
Quanta per questo settore?
“L’interesse del Gruppo per il mercato
energetico nasce dalle numerose esperienze che abbiamo maturato, negli anni,
al fianco di gruppi industriali del settore
e presso le principali raffinerie in Italia.
Il nostro approccio specialistico, con cui
interpretiamo i bisogni dei clienti un termini di skills e profili professionali, ci ha
spinto a costituire una Divisione ad hoc,
per ampliare l’offerta dei nostri servizi
rivolti ai players dei settori oil&gas, biomasse, fotovoltaico ed eolico”.
Servizi mirati per un settore che
chiede competenze specifiche a tutti
i livelli.
“Certamente. La Divisione è dotata di
un team di professionisti specializzati,
in grado di interpretare le esigenze dei
nostri clienti, assistendoli dalle fasi di
ricerca e selezione del personale, alla delicata consulenza circa le tematiche giuslavoristiche sia in Italia che all’estero”.
Quali sono i profili attualmente più
richiesti dalla clientela?
“Gli ingegneri vanno per la maggiore,
anche perché possono essere impiegati
sia nel settore oli&gas (meccanici ed
elettrostrumentali) che nelle biomasse e
nell’impiantistica operativa. Nel settore
gas-petrolifero è anche richiesta la manodopera specializzata di capicantiere,
tubisti e saldatori. Sui versanti delle
biomasse e dell’impiantistica, invece,
c’è rispettivamente grande domanda di
Logistic-Energy manager e di elettricisti. Nel mondo dell’energia fotovoltaica
è forte la ricerca di project manager,
manutentori dei campi fotovoltaici e
installatori dei pannelli”
SALUTE
IL MAL DI SCHIENA
QUESTO CONOSCIUTO
Come prevenire e curare uno dei più diffusi disturbi moderni,
che arriva a colpire quasi l’80% della popolazione.
di GIACOMO COLOMBARI*
L
a lombalgia, meglio conosciuta
come “mal di schiena”, è un disturbo piuttosto comune. Si calcola che
colpisca infatti circa il 40% della popolazione mondiale adulta (addirittura
le stime arrivano all’80% nei Paesi sviluppati) e chi, ad esempio, svolge professioni che espongono le articolazioni
del rachide lombare a maggior usura
(come gli autisti).
Può essere classificata a seconda della
durata o della causa del dolore: si definisce infatti nel primo caso acuta se il
dolore dura meno di 6 settimane, subcronica se dura dalle 6 alle 12 settimane o cronica se dura più di 12; nel secondo caso invece, si parla di lombalgia
meccanica o non meccanica.
Al di là di fattori aggravanti come l’obesità, la gravidanza o ernie, la lombalgia non è una malattia specifica, ma si
ritiene essere il risultato di problemi
muscolo-scheletrici non gravi, come
distorsioni o stiramenti muscolari.
Dal punto di vista fisiopatologico, il
dolore che si avverte è il modo in cui il
corpo segnala alla mente che qualcosa,
in atto o potenzialmente, non va.
Può sembrare assurdo, dato che avviene praticamente alla velocità della luce,
ma il modo in cui si avverte il dolore si
divide in due fasi: una detta “percettiva”, che è quella più prettamente fisica - ad esempio, raccogliamo qualcosa
che ci è caduto in terra e nel rialzarci
la nostra schiena si tende bruscamente
26
QVN
- ed un’altra detta “esperienziale”, che
è il come ci sentiamo a livello psichico
quando la tensione nociva cui abbiamo
sottoposto i nostri muscoli trasmette la
sensazione di dolore al nostro cervello.
Il dolore è un sintomo vitale, essenziale
per la nostra sopravvivenza, perché in
sostanza è il nostro sistema difensivo.
Come diceva Christian Barnaard, medico sudafricano famoso per aver eseguito il primo trapianto cardiaco della
storia, è il grido d’allarme della natura:
non è utile solo a chi lo prova per capire che qualcosa non va, ma anche a chi
deve studiare il problema per identificarlo, cioè il medico.
una pregressa storia di cancro o di debolezza muscolare significativa, può far
sospettare un grave problema di fondo
e viene classificato come una lombalgia
richiedente urgente attenzione.
La diagnosi
È proprio dal tipo di dolore provato,
infatti, che parte l’analisi che porterà
alla diagnosi.
1. Una lombalgia che comporta dolore diffuso che non cambia in risposta a
particolari movimenti ed è localizzato
nella parte bassa della schiena, senza
che si irradi al di là dei glutei, è classificato come non specifico: la classificazione più comune.
2. Un dolore che si irradia lungo l’arto
sotto il ginocchio, se è esclusivamente
su di un lato è indice di ernia del disco,
se invece è bilaterale e cambia di intensità in base a determinate posizioni può
essere indicato come stenosi spinale.
3. Un dolore accompagnato dalla presenza di red flag come traumi, febbre,
Cronica e sub-cronica – il trattamento
elettivo è quello fisiokinesiterapico.
Il trattamento
Escludendo i punti 2 e 3, specifici e
meno diffusi, una volta accertata la natura della lombalgia (acuta o cronica),
si procederà nei seguenti modi:
Acuta – il trattamento sarà soprattutto
sintomatico: risposo e terapia medica
(miorilassanti, antinfiammatori, antidolorifici)
Il mal di schiena è un disturbo comunissimo, prima o poi tutti noi ci troviamo ad affrontarlo nel corso della vita.
Un lavoro sedentario, una gravidanza,
uno sforzo muscolare imprevisto o una
seduta di attività fisica senza riscaldamento possono facilmente scatenare
questo problema.
Un buon modo di prevenire l’insorgere
della lombalgia è praticare attività fisica - ovviamente preceduta da un adeguato riscaldamento e seguita da una
sessione di stretching, che allunga la
muscolatura - rinforzando specialmente i muscoli addominali (che aiutano
a mantenere una postura corretta) e
Appuntamento con il benessere
Sabato 5 Aprile - Quanta Village
SALUTE
Sport e Alimentazione
Convegno a cura di Quanta Fisiomed
quelli dorso-lombari.
Partendo dalle “basi” dunque, anche riabituare gradualmente il proprio corpo al
mattino al momento della sveglia costituisce un buon modo per evitare il mal
di schiena. Dobbiamo infatti ricordare
che di notte i nostri muscoli si “raffreddano”, e rimetterli in moto bruscamente
quando ci risvegliamo, sebbene banale, è
una delle cause più comuni del mal di
schiena.
Importantissimo è anche mantenere un
ideale peso corporeo, cioè evitare sovrappeso, obesità ma anche un peso inferiore
a quello consigliato.
Meno facile è ridurre lo stress, altra causa scatenante della lombalgia: quando ci
troviamo sotto pressione, infatti, tendiamo ad irrigidirci e ad assumere posizioni
scorrette; in questo ambito può aiutarci il
primo consiglio che vi ho dato, cioè l’attività sportiva, che sollecita il rilascio di
endorfine e quindi ha una doppia azione
benefica di prevenzione.
Una volta però che il mal di schiena ha
fatto la sua comparsa, conviverci non è
semplice. Dopo che la diagnosi è stata
effettuata dal medico competente, potrà
sorprendervi ma il trattamento di questo
disturbo è molto simile, dal punto di vista fisico, a quello che vi ho consigliato
per prevenirlo: difatti prevede esercizi di
allungamento della colonna vertebrale,
esercizi di rafforzamento della muscoli
addominali e dei muscoli estensori della
schiena per sostenere la postura, esercizi di mobilizzazione della colonna e del
tratto lombare e così via.
Dato che un vecchio adagio recita “prevenire è meglio che curare”... il mio ultimo consiglio non può che essere di cercare di seguire quelli elencati qui sopra, e
addio mal di schiena.
*Fisioterapista Fisiomed
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QVN
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QVN
VILLAGE PEOPLE
VILLAGE PEOPLE
ERA ORA
Chiara Marinovich, tra le primissime socie
del nuovo Club Quanta, racconta del suo
entusiasmo per la ‘scoperta’ del Village
di DARIO COLOMBO
E
finalmente arrivò il Club Quanta.
Potrebbe iniziare così il racconto
di Chiara Marinovich, freschissima socia del club, dove è approdata agli inizi
di quest’anno assieme al marito Andrea
Greco Naccarato dopo una vita passata
tra le mura del Tennis Club Milano.
Potrebbe iniziare con ‘finalmente’ ma
anche con ‘se ne sentiva il bisogno’ il
che, detto da una sportiva appassionata che ha conosciuto i club di mezzo
mondo, suona ancor meglio come attestato di merito per il progetto che sta
già raccogliendo grande credito tra gli
sportivi milanesi.
“Dopo 35 anni come socia del Tennis Club
Milano ai quali vanno aggiunti i 45 di
mio marito” racconta Chiara Marinovich “eravamo ormai giunti alla conclusione che quello con il TCM fosse un
amore ormai finito. Non c’era più lo stile,
lo smalto, l’organizzazione di un tempo.
Non c’erano le strutture che ci si aspetta da
un club moderno né tantomeno l’intenzione di realizzarle”.
“Come a volte succede nella vita” continua la signora Marinovich “accade che
proprio in quei giorni Umberto Quintavalle, da tempo amico di famiglia, ci
parla del progetto del nuovo club, delle
iniziative che sta realizzando al Quanta
Village, dei programmi futuri. La curiosità è tanta, l’entusiasmo che ci trasmette
pure, e alla fine veniamo contagiati dal
‘morbo Quintavalle’ e scopriamo tra le
mura del Village esattamente quello che
cercavamo da tempo e che il TCM non
offriva più”.
Ovvero?
“Attrezzature di primissimo livello, professionalità, cortesia, grande disponibilità.
Insomma, quello che Umberto Quintavalle ci aveva promesso era esattamente
quello che abbiamo trovato”.
In concreto?
“Diciamo che si può entrare alle 10 di
mattina e uscire alle 10 di sera senza
essersi mai annoiati. Che è esattamente
quello che facciamo noi in certi week end,
con la sensazione – una volta rientrati
a casa – di aver passato una giornata in
campagna, lontani anni luce da Milano.
Non è poco, no?.
“Se poi vogliamo entrare nei particolari”
continua con fervore Chiara Marinovich “ci sono campi da tennis illuminati
e riscaldati alla perfezione, un percorso vita fantastico, una piscina coperta,
trainer disponibilissimi, due ristoranti,
insomma tutto quello che può servire anche a chi non è un grande appassionato di
tennis ma ha altri interessi”.
E a proposito di ‘altri interessi’, la
nuova socia del Club Quanta sottolinea come essere soci del Quanta
significa anche – com’è successo a lei
– poter partecipare a convegni nell’accogliente auditorium del Village, oppure usufruire dei servizi di Fisiomed
(“un vero e proprio centro benessere”) o
non avere quello che a Milano è sempre un insuperabile problema, quello
dei parcheggi.
E adesso i gemellaggi con altri club
in giro per il mondo, primo fra tutti
quello con il Toronto Lawn Tennis
Club.
“Fantastico! Lo dico con cognizione di
causa avendo frequentato e girato i club
di mezzo mondo. Perchè questi gemellaggi sono prima di tutto un fatto di cultura,
e non solo nel caso di quelli come Toronto
che hanno una storia lunga 130 anni. È
cultura anche conoscere i club più giovani
e moderni anzi, proprio da questi possono venire indicazioni e idee che possono
aiutare a crescere”.
Eppure qualcuno dice: per diventare un grande club occorrono i campioni…
“Guardi: negare che avere una squadra
con qualche campione serva, soprattutto sul piano promozionale, sarebbe una
grossa bugia. Il Tennis Club Milano, il
Parioli, l’Aniene sono cresciuti e prosperati nel tempo anche grazie ai Gardini,
ai Panatta, insomma un ruolo ce l’hanno avuto. Ma non serve avere i grandi
campioni se poi non hai le persone giuste
per gestirli… Molto più importante avere i servizi che funzionano, proprio come
al Quanta”.
Sembra uno spot…
“Macché, anzi no,sa cosa le dico? Ecco il
vero spot: Quanta Village,da zero a 100
anni, l’ideale per tutti”.
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QVN
HOCKEY
COPPA SÌ
COPPA NO
Il Milano Quanta conquista la seconda Coppa Italia
consecutiva nelle Final Eight disputate a Padova.
Salta invece la European Cup, uno dei grandi obiettivi della
stagione rossoblu che ha costretto alla rinuncia di coach Varotto
N
el numero di dicembre del QVN,
parlando di hockey avevamo titolato “Partenza da campioni”.
Oggi a distanza di tre mesi dalla conquista di quel trofeo, siamo a raccontare di un’altra grande vittoria nella
seconda competizione per importanza
della stagione, la Coppa Italia.
Rispetto all’anno precedente nel quale
si era arrivati a giocare la finale dopo
due fasi eliminatorie, quest’anno la formula prevista è stata quella delle Final
Eight, format sicuramente spettacolare
che se ben organizzato garantisce, oltre
all’aspetto tecnico, anche una buona visibilità mediatica.
In questo caso invece, la decisione è
stata quella di giocare tutte le gare in
soli due giorni obbligando le semifinaliste e poi le finaliste a giocare complessivamente tre partite nel giro 36
ore penalizzando così lo spettacolo dal
punto di vista tecnico.
Prova di ciò è il risultato della finale
che, al di là della reale differenza tecnica tra le due finaliste, è stata sicuramente condizionata dalla tenuta fisica
del Monleale che con pochi effettivi a
disposizione rispetto alle tre linee complete del Milano ha ceduto di schianto
già a metà del primo tempo.
Ma passiamo alla cronaca di queste finali che hanno visto Milano esordire
30
QVN
il sabato pomeriggio nei quarti contro
il Novi, battuto agevolmente per 9 a
0 cercando tra l’altro di non utilizzare
troppe energie che si sapeva sarebbero state molto importanti la domenica
nella quale si sarebbe giocata la semi finale e poi l’eventuale finale. Nella partita contro il Novi, Milano ha potuto
schierare tutti gli effettivi compresi i
quattro giovani under 20 che, oltre ad
avere giocato bene, si sono presi anche
la soddisfazione di segnare tre goal con
Luca Ronco, Simone Sironi e Emanuele Ferrari.
La domenica mattina si è giocata la
semifinale contro i padroni di casa del
Padova in quella che molti vedevano
come una sorta di finale anticipata.
La posta in palio era alta per entrambe:
Milano voleva confermare il successo
dell’anno precedente; Padova tentare di fermare la corazzata milanese e
vincere un trofeo che manca ai patavini
dal 2006.
La partita è da subito bella e spettacolare con entrambe le squadre determinate a non cedere nemmeno un centimetro di pista all’avversario. Milano
sembra più aggressivo e si porta più
spesso dalle parti di Antinori creando
diverse occasioni che vengono in parte neutralizzate dal goalie dei Ghosts
e in parte divorate letteralmente dagli
avanti rosso blu. Anche Padova tenta
qualche sortita offensiva senza però
preoccupare più di tanto Mai. Poco
dopo la metà del primo tempo si sblocca il risultato con Zagni che batte Antinori da distanza ravvicinata imitato
dopo quattro minuti da Comencini
che in inferiorità numerica si inventa
un gran goal che permette a Milano di
chiudere il primo tempo con il doppio
vantaggio.
Nel secondo tempo i rossoblu sembrano diversi da quelli del primo periodo
e un segnale arriva quando dopo tre
minuti di gioco concedono a Padova
di accorciare le distanze su una distrazione difensiva che poteva essere evitata. La squadra si scuote e si ributta in
avanti cercando di allungare ancora ma
spreca molto sotto porta e come sempre accade, quando si sbagliano troppe
occasioni si finisce con il pagarle. Infatti a due minuti dalla fine Padova trova
il pareggio ancora una volta su una distrazione difensiva che manda le squadre all’over time. Minuti da cuori forti
quelli giocati durante l’extra time; Milano ha una buona occasione ma trova
Antinori pronto e negare il gol e sul
ribaltamento di fronte l’occasione capita ai padroni di casa che a loro volta
trovano un Mai in versione The Wall.
Ma dopo poco meno di tre minuti, Mi-
Foto Marco Carron (flickr.com/photos/marco68)
Nel secondo tempo, Milano chiude la
partita giocando i primi dieci minuti
a buon ritmo e segnando altri tre gol,
doppietta di Tomasello e secondo goal
della serata anche per Zagni che portano a cinque i gol di vantaggio rosso blu.
A poco serve il secondo goal di Bartheldy a due minuti dalla fine di una
partita dominata dai Milanesi.
Al suono della sirena di fine partita,
può così iniziare la festa, prima in campo e poi proseguita negli spogliatoi per
la conquista della seconda Coppa Italia
consecutiva.
Da segnalare che, oltre al trofeo, Milano ha portato a casa anche due personal award: quello per Tomasello quale
migliore attaccante e quello per Rigoni
come miglior difensore.
Insomma, meglio di così non poteva
andare.
Non così buone invece le notizie su
quello che poteva essere uno dei grandi
obiettivi della stagione rossoblu, ovvero la European Cup che si sarebbe
dovuta disputare dal 21 al 23 marzo
a Valladolid. Sabato 22 febbraio, dunque ad un mese dall’evento, è arrivata
la cattiva notizia che la manifestazione
veniva cancellata in quanto non si era
raggiunto il numero minimo di sei partecipanti per dare un senso ad una seria
HOCKEY
lano trova il golden gol con Rigoni che
batte Antinori con un gran tiro regalando così la finale ai rossoblu.
Poche ore per recuperare, alimentarsi
e riposare un pochino che è subito ora
di finalissima. Avversario è il Monleale
che ha battuto in semi finale il Cittadella 2 a 0.
Milano per la riconferma e Monleale
per la storia: questi potrebbero essere
gli obiettivi definibili di questa finale.
Milano parte subito forte facendo capire agli avversari che non ha nessuna
intenzione di “staccare” la coccarda tricolore dalle maglie e dopo soli quattro
minuti passa in vantaggio con Rigoni
in power play. Sempre in superiorità
numerica, dopo due minuti, arriva il
raddoppio a firma di Zagni. Sul doppio
vantaggio si intuisce quale direzione
potrebbe prendere la partita e la conferma arriva al nono minuto con il terzo goal siglato da Banchero.
I piemontesi accusano il colpo e Milano vuole approfittarne premendo
ancora sull’acceleratore e riuscendo a
portare a quattro le reti al minuto quattordici con Belcastro.
L’ampio vantaggio fa un po’ calare la
tensione ai Milanesi che vengono puniti dal gol di Crivellari a meno di un
minuto dalla fine del primo parziale
fissando così lo score sul 4 a 1.
competizione.
Il rammarico è grande in quanto era un
appuntamento molto atteso e nel quale
Milano avrebbe potuto quanto meno
ben figurare. Da segnalare la pessima
gestione della vicenda da parte dell’organo preposto, la CERILH, e dei suoi
componenti incapaci di fare dapprima
scelte appropriate (leggasi sede delle
finali assegnata ad una città senza collegamenti aerei diretti) e poi di tenere
una costante e opportuna comunicazione con i partecipanti che avrebbe
permesso quanto meno di prendere decisioni in tempi utili e non di aspettare
gli ultimi venti giorni, con evidente e
inevitabile pessima figura per tutto il
movimento, sia a livello nazionale che
internazionale.
Una delle conseguenze di questo fatto,
sicuramente la più significativa, è stata
quella di rinunciare alla collaborazione
con l’allenatore Roberto Varotto, cosa
peraltro già definita ad inizio stagione,
in quanto è venuto meno il motivo per
il quale era stato ingaggiato.
Varotto chiudeva così la sua parentesi
al Quanta con una Coppa Italia, una
Super Coppa e il primo posto imbattuto in regular season con quattro giornate di anticipo grazie a una striscia
straordinaria di 18 vittorie e 1 pareggio.
31
QVN
HOCKEY
CHE BELLI I GEMELLI
Faccia a faccia con i gemelli
Sironi, una delle novità più
belle dell’HC Milano Quanta
2014 che si raccontano a cuore
aperto per i lettori di QVN
di ANDREA CAPPELLARI
I gemelli Sironi con la loro tifosa numero 1, mamma Carla.
S
anno resistere a domande di matematica e arte, ma non si sottraggono
a quesiti su pressing e su come insaccare
il disco in rete. Soprattutto, fanno ridere
in maniera irresistibile, la loro simpatica
aria scanzonata è travolgente. Simone
e Cristian Sironi , classe 1995, gemelli
del gol nelle giovanili dell’HC Milano
Quanta e oramai approdati in pianta
stabile in prima squadra da quando coach Varotto li ha fatti esordire il 25 gennaio scorso contro il Novi Ligure, sono
il futuro più roseo che cresce sotto il sole
del Quanta Village. E così li abbiamo
messi di fronte, anzi uno accanto all’altro, per sottoporli al fuoco dell’intervista
doppia. Tanti sorrisi, risposte sballate
agli infidi quiz, ma una determinazione
che li accomuna: continuare a migliorare in campo sperando un giorno di diventare titolari inamovibili del team più
forte d’Italia.
Benvenuti sulle nostre pagine ragazzi e
grazie per aver accettato di rispondere
alle nostre domande. Iniziamo subito
con le domande.
Allora provate a spiegarci come furono i vostri primi passi in questo sport?
E chi vi avvicinò all’hockey in line?
“È iniziato tutto per entrambi all’età di
10 anni quando il datore di lavoro di no-
32
QVN
stra madre ci ha proposto di provare per
una squadra di hockey in line della nostra
zona” racconta Simone. “Praticavamo
in contemporanea anche nuoto agonistico”
continua Cristian “ma nonostante delle
evidenti difficoltà iniziali poiché non sapevamo pattinare è nato un amore a prima
vista per questo sport che è cresciuto pian
piano fino a diventare l’attività ludica che
ci occupa la maggior parte del nostro tempo.” Infatti i Sironi attualmente si alle-
nano sia con la giovanile dove Simone è
il capitano sia con la prima squadra dove
hanno già ottenuto il loro primo trofeo
in carriera vincendo la Coppa Italia a
Padova.
Cosa è per te l’hockey in line in tre parole?
Cristian: “Sacrificio, libertà per il gioco e
spirito di squadra”.
Simone: “Passione, insegnamento per la
vita e fatica”
In che ruolo giochi?
Cristian: “Gioco in difesa ma ho la mentalità di un attaccante”.
Simone: “Difensore”
Che obbiettivi vuoi raggiungere con
l’Hockey Milano?
Cristian: “Con la serie A stiamo giocando
un campionato da record quindi mi auguro
di allungare a tre la striscia di scudetti consecutivi mantenendo l’imbattibilità”
Simone: “È l’ultimo anno di giovanili
quindi prima di tutto mi piacerebbe vincere il campionato nazionale e poi diventare
una presenza costante in prima squadra
continuando ad avere nuove opportunità
di scendere in campo”
In che modo lo sport ti ha aiutato nella
tua crescita personale?
Cristian: “Sicuramente a non mollare mai,
ho scoperto questo meraviglioso sport tardi
rispetto ai miei compagni di squadra ma
grazie alla mia tenacia e forza di volontà
sono riuscito a raggiungere parecchi obiettivi che mi ero prefissato”
Simone: “Giocando in uno sport di squadra sei sempre a contatto con altre persone
quindi l’hockey mi ha insegnato il rispetto
nei confronti di compagni ed avversari e
di comportarsi sempre in maniera leale in
campo”
Quale fu il tuo idolo sportivo nell’in-
Simone: “La potenza nel tiro”
Cosa studi?
Cristian: ”Istituto Tecnico”
Simone: “Istituto Tecnico”
Che mestiere ti piacerebbe fare?
Cristian: “Aprire un bar”
Simone: “Elettricista”
Quali sport vi appassionano oltre al
hockey in line?
Cristian: “Calcio e football americano”.
Simone: “Pallavolo”.
C’è qualcosa che porti sempre con te o
qualche gesto scaramantico prima di
una gara?
Cristian: “Metto sempre prima il pattino
sinistro quando devo entrare in campo”
Simone: “Sembrerò un po’ matto ma mi
piace parlare con il mio bastone”.
Chi è la donna dello spettacolo più
bella e perché?
Cristian: “Megan Fox”
Simone: “Monica Bellucci”
Citazione preferita?
Cristian: “La vera forza non sta nel cadere
ma nel rialzarsi”
Simone: “Quello che fa male, fa cresce”
Come ti piace trascorrere il tuo tempo
libero?
Cristian: “Frequentando i miei amici ed
ascoltando musica rap”
Simone: “Mi piace andare al cinema con
gli amici e stare con la mia fidanzata”
Film preferito:
Cristian: “Glory Road”
HOCKEY
fanzia? Ed ora?
Cristian e Simone hanno le stesse identiche su chi inspirarsi: “Scegliamo Alessandro Del Piero perché è un modello di
professionista dentro e fuori campo”.
Qual è la cosa che ti piace di più del
hockey in line?
Cristian: “L’atmosfera che si respira in spogliatoio è magica ed è sempre un momento
di crescita dove si può apprendere e condividere qualcosa di nuovo”.
Simone: “Sono un agonista quindi amo la
competitività confrontarmi con gente più
forte e più esperta di me per capire il mio
livello e se mi sto migliorando”
Cosa consigli ai bambini che iniziano
a giocare ad hockey in line?
Cristian: “L’hockey in line è uno sport complesso perché prima bisogna ad imparare
sui pattini e successivamente devi relazionarti con il disco quindi il mio consiglio è
non fermarsi di fronte alle prime difficoltà
perché questo sport ti può dare tante soddisfazioni”
Simone: “Se ti piace uno sport bisogna
continuare a praticarlo perché ti regala la
possibilità di conoscere persone nuove e nello stesso tempo di divertirti”
Qual è il peggior difetto dell’altro?
Cristian: “Come giocatore deve migliorare nella tecnica di tiro invece come persona
non è sempre del tutto sincero in alcune situazioni”
Simone: “È distratto, qualche volta non
torna in difesa mentre fuori dal campo dovrebbe avere maggior fiducia in se stesso”
Qual è la miglior virtù dell’altro?
Cristian: “Nelle giovanili ricopre il ruolo
di capitano quindi possiede un grande spirito di squadra fuori dal campo invece è
una persona affidabile su cui puoi contare
in ogni momento”
Simone: “È un giocatore altruista che si sa
sacrificare per i propri compagni mentre
come persona è molto simpatica”
In che cosa devi migliorare?
Cristian: “Talvolta in fase difensiva mi
dimentico dove è il mio marcatore”
Simone: “Nell’impostazione del gioco”
Cosa invidi all’altro?
Cristian: “Possesso del disco”
Simone: “Salvate il soldato Ryan”
Serie preferita:
Cristian: “Big Bang Theory”
Simone: “Nessuna”
Utilizzi tanto internet e i social network?
Cristian: “Mi piace utilizzare Facebook”
Simone: “Non sono un amante di internet”
Viaggio ideale:
Cristian: “Los Angeles”
Simone: “Miami”
Piatto preferito:
Cristian: “Pizza con il salame”
Simone: “Pasta con il ragù”
Fidanzata o amici:
Cristian: “Sono single quindi amici”
Simone: “Sono fidanzato quindi scelgo la
mia ragazza se no si arrabbia”
Quali sono i tuoi piani futuri? Dove
vuoi arrivare?
Cristian: “Voglio ritagliarmi un posto fisso
in Serie A e spero di farlo qui a Milano”.
Simone: “Ora che sono riuscito ad esordire in Serie A mi piacerebbe rimanerci. Se
non avessi la possibilità di giocare minuti importanti a Milano non disdegnerei
un’esperienza in un’altra squadra per poi
un giorno tentare di tornare a giocare per
il Quanta”.
Sogno nel cassetto?
Cristian: “Andare a cena con Megan Fox”.
Simone: “Girare il mondo”
Che cosa rappresenta per te giocare
nel HCM Quanta?
Cristian: “È una grande opportunità giocare per questa gloriosa società che sta vincendo tanto in Italia e che ambisce a farlo
anche in Europa quindi voglio cercare di
dare sempre il massimo per far parte di
questo progetto”.
Simone: “Tra giovanili e prima squadra
mi confronto sempre con compagni competitivi e che mi invogliano a migliorarmi e
diventare ogni giorno che passa un giocatore più forte”
Grazie ragazzi, ci avete fatto divertire
e in bocca al lupo! Forza HC Milano
Quanta! Fino alla fine!
33
QVN
CLUB
ANCHE IL CLUB VA IN RETE
Siglato l’accordo di gemellaggio tra il neonato Club Quanta il Toronto Lawn
Tennis Club ed il Pescariu Sports & Spa di Bucarest, primi di una serie di accordi
che stanno per essere firmati in Italia e nel mondo
In alto l’ingresso del Toronto Lawn Tennis Club. Qui sopra una foto di gruppo dei soci dello stesso Tennis Club.
A segure due immagini del Pescariu Sports & Spa di Bucarest, nostri partners internazionali.
L
a cancellata verde dell’ingresso ricorda i più esclusivi club inglesi,
a cominciare dal leggendario All England Lawn Tennis Club, altrimenti
noto come Wimbledon.
In realtà, con i suoi 130 anni di storia,
il Toronto Lawn Tennis Club non ha
proprio niente da invidiare ai cugini
d’oltremanica, non solo per la scenografia dei suoi campi, delle palazzine e
dei viali alberati, quanto per l’atmosfera
british che si respira in ogni angolo del
club.
Situato nell’esclusivo quartiere di Rosedale, in piena down ton di Toronto, con
i suoi 18 campi da tennis (4 in Clay), i
campi da squash, la piscina ed il cen-
34
QVN
tro benessere, è un vero e proprio centro d’eccellenza anche per gli standard
sportivi della metropoli canadese.
E dunque assume ancor più valore e
significato l’accordo di gemellaggio
siglato nelle scorse settimane con il
Quanta Club, cui ha fatto seguito quello con l’esclusivo Pescariu Sport & Spa
di Bucarest, primi di un serie di analoghe iniziative che i dirigenti del Quanta
stanno finalizzando con altri 30 Club in
Italia e nel mondo.
Cosa significa?
Significa che d’ora in poi i membri dei
tre club potranno frequentare liberamente i rispettivi circoli utilizzando
completamente o in parte tutte le strut-
ture disponibili. Un grande vantaggio,
soprattutto per coloro che per ragioni
di lavoro si trovano a viaggiare spesso
in ogni angolo del mondo e dunque
a desiderare di poter frequentare una
struttura che consenta loro di praticare
lo sport preferito senza eccessive difficoltà.
Soprattutto una grande opportunità, in
vista di EXPO 2015, quando migliaia
di operatori e visitatori da ogni angolo
del mondo si ritroveranno a Milano e
dunque potranno contare – come nel
caso dei soci canadesi del Toronto Club
e di quelli rumeni del Pescariu– sulle
strutture del Village.
CLUB
In punta di penna...
MILANO QUIZ
il MISTER
Finalmente buone notizie per
l’occupazione. Pare che l’Assessorato allo Sport del Comune di
L’OCCHIO
SUL VILLAGE
Milano stia provvedendo a nuo-
È entrato in funzione il drone che permetterà
di riprendere dall’alto tutti gli eventi sportivi
e aziendali
mai straripanti dalle bacheche
A
a lui, e della Supercoppa, riacci-
bbiamo imparato a conoscerli dai
film di fantascienza e dai reportage dei grandi inviati di guerra, ennesimi prodigi della tecnologia come
nemmeno la fantasia di Jules Verne
avrebbe saputo immaginare.
Adesso sono diventati strumenti
non proprio alla portata di tutti ma
comunque in grado di entrare nella
vita quotidiana con le applicazioni più
disparate, dal meteo alla fotografia.
E proprio pensando alla fotografia
e alle riprese video anche il Quanta
Village, da sempre attento alle novità
tecnologiche, ha deciso di dotarsi di
un AR Drone 2.0, apparecchio della
famiglia dei droni leggeri che d’ora in
avanti sarà in grado di fornire a tutti
i frequentatori del Village immagini
inedite e spettacolari di ogni evento
sportivo o aziendale.
Risultato?
La possibilità di rivedere le proprie
performance da una prospettiva assolutamente inedita e spettacolare, di
condividere le riprese con i propri
amici o colleghi e addirittura di metterle subito in rete tramite l’interfaccia
di guida.
“Essendo costantemente alla ricerca
di novità e applicazioni che ci aiutino a migliorare i nostri servizi” ha
dichiarato Riki Tessari, direttore del
Quanta Village “non ci siamo lasciati
scappare l’idea del drone anticipando
un po’ tutti su questo fronte. Un servizio divertente e curioso che siamo
certi non mancherà di piacere a tutti i
frequentatori del Village”.
ve assunzioni, settore contabilità trionfi cittadini. Sempre più
difficile, infatti, stare dietro al
conteggio di scudetti e coppe or-
meneghine. Così, capita che, dopo
essersi scordati dello scudetto dell’HC Milano Quanta, accidenti
denti a lui, abbiano triplicato il
buco con la recente Coppa Italia.
C’è invece chi, anche nell’ultima occasione, ha elegantemente
espresso puntuali e credibili felicitazioni. Quiz volante : felicitazioni chi? Assessorato allo
Sport Regione Lombardia dell’olimpionico Antonio Rossi. Rossi
chi? Uno di Lecco. Ti pareva. La
classe non è acqua, neppure per
un canoista.
35
QVN
IN MUSICA
DIVENTA AMICO
DE LaVERDI
U
n nuovo modo di investire in cultura: come un’attività commerciale
può finanziare un’attività culturale. Una
ricetta tutt’altro che scontata, almeno
in Italia, dove questa formula – a differenza dei Paesi anglosassoni – è stata
sempre percepita con fastidio e perfino
imbarazzo. Bene, l’italico tabù è stato di
fatto e di diritto infranto e messo in soffitta – si spera definitivamente - grazie a
una inedita iniziativa della Fondazione
Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico
di Milano Giuseppe Verdi – meglio
conosciuta come laVerdi – chiamata
Diventa Amico de laVerdi. Uno slogan
pieno di contenuti, che si sintetizza nella possibilità di sottoscrivere le azioni
dell’Immobiliare Rione San Gottardo
Spa, proprietaria dell’Auditorium sito in
largo Mahler, sui Navigli, dove ha sede
l’orchestra milanese.
L’Auditorium di Milano è stato realizzato su progetto de laVerdi senza contributi pubblici ed è di sua proprietà:
caso unico in Italia. laVerdi ha infatti
acquistato il 100% delle azioni della
Immobiliare Rione San Gottardo Spa -
36
QVN
Per la prima volta viene infranto
il tabù per il quale in Italia
un’attività commerciale non poteva
sostenere la cultura
proprietaria dell’immobile dalla costruzione nel 1937 - grazie al finanziamento
di Intesa.
laVerdi, con l’assistenza della Partners
(prof. Angelo Provasoli e prof. Massimiliano Nova) e del prof. Piergaetano
Marchetti, ha predisposto i documenti
finalizzati a presentare alla Consob il
progetto per la cessione al pubblico delle azioni. L’obiettivo, infatti, è che l’Auditorium di Milano diventi proprietà di
tutti coloro per i quali il progetto artistico, culturale e sociale de laVerdi è importante, non solo a Milano, ma in tutta
la Lombardia.
La Consob, dopo uno studio approfondito sulla materia - del tutto inedita nel
panorama culturale italiano - ha quindi
definito le modalità per l’applicazione
concreta del progetto, oggi diventato
esecutivo.
Con l’iniziativa Diventa Amico de laVerdi la Fondazione si rivolge a privati
cittadini, aziende, enti pubblici; in sostanza a tutti coloro che ritengono che
la cultura e la musica siano un valore e
un bene indispensabile per la crescita
civile e sociale della comunità e delle
nuove generazioni.
Il Certificato di Amico de laVerdi è un
pacchetto che dà diritto innanzitutto al
possesso di quote azionarie dell’Immobiliare Rione San Gottardo Spa (taglio
minimo Euro 900,00, pari a 150 azioni
del valore di 6 Euro ciascuna). Le azioni
sono trasmissibili e cedibili a terzi secondo le norme statutarie, con la possibilità per il detentore di partecipare,
in qualità di socio, alle assemblee della
Società immobiliare. Inoltre, il detentore potrà immediatamente godere di
una serie di benefit, a cominciare dalla disponibilità di biglietti omaggio ai
concerti delle stagioni de laVerdi: una
sorta di “dividendo” concreto, immediatamente riscontrabile. “Naturalmente, il 51% delle azioni dovrà restare di
proprietà de laVerdi – spiega il direttore
generale Luigi Corbani - in quanto Diventa Amico de laVerdi non è un’operazione commerciale a fini speculativi
bensì un’iniziativa progettata e costruita
per sostenere le attività culturali della
Fondazione”.
IN MUSICA
GRAZIE
MAESTRO
Lo scorso 20 gennaio è scomparso a
Bologna il Maestro Claudio Abbado. Milanese, classe 1933, è stato un
punto di riferimento inestimabile per
la musica e per la cultura della città e
del mondo intero e grande sostenitore, oltre vent’anni fa, del progetto che
ha portato alla nascita dell’Orchestra
Verdi: un’orchestra di giovani e fatta
per i giovani. laVerdi lo ha ricordato
dedicandogli un concerto all’Auditorium di Milano, a fine gennaio, con
l’esecuzione della seconda Sinfonia
di Mahler, sotto la guida del Maestro
americano John Axelrod.
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CAMP
ARRIVANO I CAMP
Tutto pronto per la grande festa dell’Open Day, dove si aprirà ufficialmente
la stagione dei camp estivi 2014, sempre più all’insegna del family friendly
di PIETRO GALEOTO
13
aprile 2014, segnate sul calendario questa data: è l’appuntamento che segna l’arrivo della bella
stagione con una festa che apre le
porte del Village a tutte le famiglie
milanesi. Un giorno all’insegna dello
sport e del divertimento.
Si parte dalle 9,30 presso il building
dove sarà allestito l’info point e la
segreteria per le pre-iscrizioni ai camp
estivi. Chi si iscrive in quella giornata riceverà uno sconto del 10% sulle
quote di partecipazione ai camp. Lo
sconto per i partecipanti all’Open Day
non sarà l’unica agevolazione riservata alle famiglie. Infatti quest’anno
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QVN
il Quanta Village porterà avanti la
sua politica family friendly e manterrà
invariate le quote di partecipazione
dello scorso anno per tutte le attività
sportive.
Sì, proprio così: stesse quote della stagione 2013 e agevolazioni per chi ha
più di un bambino.
Per celebrare il 15° anno di camp, il
Quanta Village sceglie di stare dalla
parte delle famiglie milanesi e offre
agli iscritti un’offerta sempre più ricca.
Il calendario dei camp di quest’anno
si è arricchito di attività sempre più
coinvolgenti. Infatti, al gemellaggio
con la scuola calcio dell’Arsenal, si
unirà da quest’anno il corso specialistico di basket tenuto dagli insegnati
della storica GEAS. La pluripremiata
squadra milanese porterà al Village
tutta la sua esperienza organizzando
delle settimane interamente dedicate
al basket. Un’occasione imperdibile
per chi vuole muovere i primi passi in
questo sport o mantenersi in allenamento anche durante il periodo estivo.
Ma torniamo alla festa. Dopo aver
visitato il nostro info point ed essersi
informati su tutte le attività estive, i
piccoli campioni potranno cimentarsi
nei tanti sport a disposizione per tutta
la giornata.
Nel dettaglio
CAMP
Tre proposte per un’estate unica…
Nelle foto le immagine dell’edizione dell’Open day dello scorso anno
Per non perdersi nei 62.000 mq del
Village, presso il building saranno a
disposizione di tutti il programma e
la cartina con indicazione dei campi
dedicati alle varie attività. E poi c’è
solo l’imbarazzo della scelta: dal tiro
con l’arco al tennis, dalle lezioni di
calcio al pattinaggio…
Nell’area bimbi all’ombra dei pini sarà
messo a disposizione dei più piccoli
materiale per disegnare e colorare. Di
tanto in tanto spunteranno le sagome
dei personaggi che allieteranno per
tutta la stagione i piccoli campioni: la
sirenetta con i suoi amici p
pesciolini,
custode della piscina per bambini;
Nonna Agata e le sue ricette e tante
altre sorprese tutte da scoprire.
Ci saranno poi gli stand dove è possibile prenotare la propria festa di
compleanno o la festa per la prima
comunione e conoscere tutte le nostre
proposte per le feste dei più piccoli.
Non mancheranno giochi, quiz e
indovinelli…e premi per tutti!
Avete segnato tutto? Questo è quello
che possiamo raccontarvi per ora. Il
resto lo scoprirete il 13 aprile.
I consigli dell’OMS
Secondo le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, al fine di migliorare le condizioni cardiorespiratorie, scheletriche e muscolari dei bambini e ragazzi di età compresa tra i 5 e i
17 anni e i loro indicatori di salute metabolici e cardiovascolari:
•
Occorre accumulare almeno 60 minuti di attività fisica al giorno, di intensità da
moderata a elevata.
•
Se si supera l’ora giornaliera di esercizio fisico, l’organismo ne trarrà vantaggi in
termini di benessere e salute.
•
La maggior parte dell’esercizio fisico è bene sia di tipo aerobico (quello che aumenta
cioè la richiesta di ossigeno da parte dell’organismo) e che attività di elevata intensità siano praticate almeno 3 volte a settimana, incluse quelle che rafforzano muscoli
e ossa (che possono essere svolte nell’ambito di giochi come corsa e salto).
Quantaland - Camp Multisport
Lo sport si fa gioco in compagnia di
amici “fantastici” che scandiranno il
passare delle giornate. 62.000 mq di
verde e spazi attrezzati per i più piccoli. Tennis, piscina, pattinaggio, calcio,
beach volley, danza, tiro con l’arco,
basket, uniho- ckey, rugby, baseball
sono le principali attività con le quali
i bambini prenderanno dimesti- chezza, seguiti dagli istruttori. Laboratori
mirati allo sviluppo del coordinamento
e della cre- atività, atti a favorire la
socializ- zazione e lo spirito di gruppo.
I bambini sono divisi in gruppi a seconda dell’età: Infant (2-3 anni); Baby
(4-5 anni). Dai 6 ai 16 anni un’offerta
più incentrata sullo sport con la suddivisione in 3 gruppi: Mini (6-7 anni);
Little (8/10 anni); Junior (11/16 anni)
Gli istruttori guideranno i bambini alla
scoperta delle loro abilità, in tutta sicurezza, negli ampi spazi dedicati a
loro. Danza e psicomotricità, giochi di
socializzazione, pittura e cinema saranno le attività per gli Infant, mentre
per i Baby sono previsti anche sport
a rotazione: piscina, calcetto, tennis,
rugby, beach volley, baseball e basket.
Academy - Camp Specialistici
Forti delle esperienze didattiche invernali, 6 percorsi intensivi specialistici.
• Tennis (6-16 anni)
• Beach Volley (8-16 anni)
• Subacquea (dagli 8 anni)
• Nuoto (6-14 anni)
• Calcio (6-17 anni)
• Basket (da 6 a 13 anni)
I corsi prevedono un numero chiuso e
un attestato di partecipazione finale.
Tutti i camp Academy sono divisi per
età e livello di preparazione.
English Camp (Dai 4 ai 7 anni)
Il programma English Camp nasce per
offrire ai bambini un approccio divertente all’inglese nell’età in cui assorbono i primi suoni in maniera naturale
come se si trattasse della loro prima
lingua. Il nostro docente madrelingua
accompagnerà i bambini durante tutto
il corso delle attività ludiche e sportive, parlando loro esclusivamente in
lingua inglese. Ogni settimana i giochi,
le canzoni e le attività saranno strutturate su un tema diverso in modo
da poter agevolare l’inserimento dei
bambini nelle attività in qualsiasi settimana.
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SPORT
FITNESS DAY PER TUTTI
Dall’ Hatha Yoga al Pilates allo Zumba: appuntamento
immancabile quello del 30 marzo al Village
di MARCO CATTELAN
I
l prossimo 30 marzo il Quanta Village ospiterà la festa del fitness, occasione ideale per scoprire alcuni dei corsi
fitness solitamente in programma e per
divertirsi in compagnia.
La ricca giornata di appuntamenti si
aprirà alle 9 del mattino con gli accreditamenti e si aprirà ufficialmente alle
10 con i primi corsi. Prima di svelarvi
le caratteristiche delle singole attività,
però, è importante dirvi che le “tipologie” saranno principalmente quattro,
suddivise per aree di attività: dolce,
media, intensa e acquatica.
Alla prima categoria appartengono
l’Hatha Yoga e il Pilates, attività che si
svolgeranno nella Sala 1.
Praticato ogni mercoledì sera al Village, l’Hatha Yoga trova le sue origini
in oriente. Propone un particolare
percorso di esercizi durante i quali si
apprendono gli asana (le posture del
corpo con cui avvicinarsi alla giusta
respirazione), il Pranayama (l’insieme
delle tecniche di respirazione necessarie
ad accumulare ed utilizzare la propria
energia) e la Meditazione.
Insieme a MariaElena D’Agostino sarà
possibile provare il pilates, il sistema
sviluppato all’inizio del 1900 da Joseph
Pilates. Alla base di questi esercizi c’è
la volontà di controllare l’azione dei
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muscoli durante l’attività. Focalizzato
soprattutto sui muscoli posturali, il
Pilates porta a rinforzare i muscoli del
tronco e gli addominali, tonificano il
corpo e portano ad una maggiore fluidità dei movimenti in generale.
Dalle 10 alle 18 (con pausa dalle 13 alle
14) si alterneranno sulla Pista le attività
legate alla tonificazione: Fluid Tone &
Stretch (con l’istruttrice Paola Antoniotti), Un quarto di giro (seguendo le
indicazioni di Ilenia Lattanzio), Zumba
(con Alessandro Nesta), Fat Killer (con
Alessia Garbujo), Piloxing (con l’istruttore Stefano Devetris) e Power Tone
con Riccardo Azzini.
Fluid Tone & Stretch si focalizza su
esercizi legati allo stretching e al tono
muscolare; Un quarto di giro richiama
il movimento delle lancette, proponendo quattro tipologie di esercizi
tonificanti da eseguire in modo alternato; Zumba, invece, ha come obiettivo
di coinvolgere i partecipanti facendogli
eseguire delle coreografie studiate per
svolgere un’attività cardio-vascolare
intensa, tonificando in particolar modo
gambe e glutei.
Fat Killer è un’attività aerobica “pensata”
per lavorare sulla massa grassa del corpo;
Piloxing mescola elementi del pilates,
della boxe e della danza, mentre Power
Tone propone esercizi pensati per tonificare il corpo in tutte le sue parti.
In piscina sarà possibile seguire Acqua
Swash Tour, Kombat water, Acqua Circuit e Acqua Dance, corsi che s’ispirano
a quelli legati alla tonificazione ma che
prevedono l’esecuzione in acqua. Si
tratta di esercizi basati sull’acquagym,
ma dall’attività più intensa. Questi gli
istruttori che vi seguiranno in piscina:
Letizia Lenci e Ilaria Lattanzio per
Acqua Swash Tour, Paola Antoniotti
per Kombat Water, Letizia Lenci per
Acqua Circuit e Luca Bertant per l’ora
di Acqua Dance.
Per gli amanti del fitness, infine, non
poteva mancare lo Spinning. Un’ora
intensiva durante la quale pedalare
seguendo il ritmo della musica e le
indicazioni di Davide Piccolotto, il
nostro istruttore che ogni lunedì e giovedì svolge il proprio corso dalle 19.
Per partecipare è necessario iscriversi
inviando una mail a [email protected], indicando i corsi scelti. Per
i Soci del Quanta Village la quota di
partecipazione alla festa è di 10 euro
(per chi s’iscrive entro il 16 marzo) o
15 euro (per chi s’iscrive dal 17); per
gli esterni la quota è di 15 euro (per
chi acquista la prevendita entro il 16
marzo) o 20 euro.
QUANTA CREW
NEL SEGNO DELL’ HIP-HOP
SPORT
CAMPIONI D’INVERNO
...SULLA SABBIA
Il Quanta Crew è formato da un gruppo di
ragazzi che ballano Hip-Hop al Quanta Village, allenandosi per partecipare a concorsi
e spettacoli, valorizzando il bagaglio tecnico
ed espressivo legato a questo tipo di disciplina.
Sotto la guida del coreografo Marco De Magnis, i ragazzi del Quanta Crew si muovono
seguendo ritmi tribali e sudamericani, r&b,
dubstep; s’ispirano allo stile Hip-Hop di Los
Angeles con contaminazioni popping, locking e house cramping, creando coreografie
originali di grande impatto e coinvolgimento.
Il Quanta Village per il secondo anno consecutivo
sede della finalissima maschile della Mikasa Winter
Cup, il grande torneo di beach volley
di MARCO CATTELAN
S
empre più Quanta Village per gli
appassionati di beach volley, e non
solo a livello cittadino.
Per il secondo anno di fila, infatti, il
Quanta Village è tra le sedi del Mikasa
Winter Cup, torneo che sta riscuotendo sempre più successo grazie al
numero crescente di regioni coinvolte
che hanno reso questa manifestazione
tra le più importanti a livello nazionale. Il Quanta Village ospiterà le
ultime due tappe della seconda edizione e, per il secondo anno, anche la
finalissima della categoria maschile.
Gli appuntamenti sono per 23 marzo
(ultima tappa maschile e finalissima) e
per il 13 aprile, ultima tappa del girone
femminile.
Ma le novità non finiscono qui. Con
l’obiettivo di rendere il torneo da
“interregionale” a “nazionale”, il Village si appresta ad essere uno dei più
importanti centri di beach volley in
tutta Italia. I suoi cinque campi uti-
lizzabili tutto l’anno con continuità,
l’intensa attività agonistica a tutti i
livelli ed i corsi per ragazzi e adulti ne
fanno ormai il centro di riferimento
per questa disciplina. Tutto questo
trova conferma nella possibile candidatura del Village ad ospitare nel 2014
una tappa del Campionato Nazionale
Handbook, il circuito giovanile della
FIPAV (la Federazione Italiana Pallavolo) nonché, nel 2015, una tappa del
Campionato Nazionale della massima
serie.
Tra le loro partecipazioni segnaliamo l’HipHop Don’t Stop, oltre a spettacoli in tutta la
Lombardia. Nel 2014 hanno già vinto il concorso di Lodi nella categoria Hip Hop over,
mentre nel 2013 hanno partecipato al concorso internazionale California Dance Academy. Nel 2012 si sono classificati al 1° posto
al concorso Show one.
Lo staff del Quanta Crew:
Marco Cascella
Simone Cristofalo
Elena Mennunni
Giuseppe Messina
Yonas Moffa
Marco Papagni
Noemi Sannino
Il tutto senza dimenticare la Scuola di
Beach Volley che con oltre 100 iscritti
e innumerevoli corsi di differente
livello tecnico è uno dei principali
motori di promozione del beach, grazie anche alla collaborazione con altri
centri come il Marconi e il Pala1. Di
tutto questo ne sono ulteriore prova gli
ottimi piazzamenti dei ragazzi del Village durante gli ultimi tornei Under.
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WEB
GUARDA CHE SITO
Eccolo qui! Il nuovo sito del Quanta Village: più news, più social, più touch...
di PIETRO GALEOTO
Menù istituzionale
Curiosità:
lo sapevi che la “Storia” del Quanta
Village è strettamente legata al
“lavoro”?
Come raggiungerci nel modo più
veloce? L’area “Dove siamo” ti darà
tutte le risposte.
Quanti campi da tennis trovi nella
struttura? Tutti i dettagli ne “La
Struttura”
Slideshow
Le copertine animate che raccontano le nostre iniziative e
le nostre promozioni, i tornei
e tutti gli appuntamenti con il
Village.
Al Quanta Village puoi
“organizzare il tuo evento, assistere al campionato di Hockey
in line, diventare un campione”:
tutte le testimonianze del
nostro staff.
Il Club
In quest’area, la grande novità
del 2014.
Il nuovo Club per gli appassionati di tennis, tante opportunità
e agevolazioni per tutti coloro
che sottoscriveranno l’abbonamento Club Gold. Scopri tutti
i dettagli con un clic!
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quantavillag
Menù target
Le tre anime del Village:
WEB
Social
Dalla home è possibile collegarsi ai nostri
Social e tutti i contenuti del sito sono condivisibili su decine di social...
• Sport, dove troverai tutte le
informazioni riguardanti la
nostra offerta sportiva, i corsi
e le squadre agonistiche.
• Business, l’area riservata alle
aziende.
• Tempo libero, l’offerta del Village legata al divertimento e
alla ristorazione...
Menù rapido
A portata di clic “Prenotazione
campi”, iscrizione alla “Newsletter” e “Tutti i Corsi” del
Village.
NEWS
Aggiornamenti quotidiani sulle
nostre attività.
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L’ultimo numero del nostro
House Organ scaricabile e l’archivio dei precedenti.
Quanta Fisiomed
L’area riservata al nostro
poliambulatorio di fisioterapia
e medicina sportiva.
e.com
RESPONSIVE
WEB DESIGN
Il nuovo sito è
studiato per essere
fruito da qualsiasi
dispositivo.
Prova subito a
connetterti dal tuo
smartphone.
Footer
Statuto, regolamento, privacy, le nostre convenzioni e i partner che ci
accompagnano in questa splendida avventura.
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DICONO DI NOI
Alcuni ritagli dalla stampa
nazionale riguardanti il
Gruppo Quanta, un’intervista
al nostro Vicepresidente
Enzo Mattina, altri articoli
sulle Divisioni Sistema Moda
e Agricoltura.
A destra due ritagli tratti dal
Corriere della Sera e dal settimanale ViviMilano, si citano
i corsi che si svolgono al
Quanta Village e si parla del
nostro Tennis Club.
Alacuni dei tanti articoli
apparsi sulla stampa riguardanti la Coppa Italia vinta da
HC Milano Quanta lo scorso
Febbraio.
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AREA BIMBI
GIOCA CON L’EXPO
E IMPARA L’INGLESE!
Tante Nazioni e tante ricette, tutte in inglese!
È la volta di Zoe, spagnola che ci insegnerà a cucinare il Gazpacho
di GIULIA GORGOGLIONE
Hi Children, I’m Zoe from beautiful Sevilla in
Spain.
There are many world famous recipes from Spain,
like Paella or Tortillas…but I have a recipe for
you that’s very healthy and will give you plenty
of vitamin C!
All you need to get started is a blender and
some super-tasty, juicy tomatoes. It is traditionally served as a cold vegetable soup.
¡QUE APROVECHE!
Ingredients
1 red onion, chopped
2 garlic cloves, finely chopped
1 red pepper, deseeded and chopped
4 ripe tomatoes, chopped
1 slice of white bread
500ml passata
Olive oil
Wine vinegar
1 tsp Tabasco
1 tsp sugar
Basil leaves
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AREA BIMBI
VOCABOLI
Blender = frullatore
Onion = Cipolla
Chopped = a pezzetti
Garlic = aglio
Clove = spicchio
Pepper = peperone
Seed = semi
Deseeded = senza semi
Ripe = maturo
Slice = fetta
Basil = basilico
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AGENDA
I PROSSIMI APPUNTAMENTI
TENNIS
Aprile
La domenica mattina iniziano
le competizioni a squadre di serie C maschile e C femminile
dove giocano i nostri migliori
atleti.
Iniziano anche le competizioni
di serie D maschile e femminile, la domenica mattina, riservate ai nostri soci e la squadra
di over 45 maschile.
Inoltre si svolgeranno anche le
gare a squadre giovanili infrasettimanali.
15 Aprile
Trasferta al Country Club di
Montecarlo per seguire il torneo Rolex Masters
18-25 Maggio:
campionati regionali under 12 maschili
e femminili validi per qualificazioni ai campionati italiani
7-27 Aprile
TORNEO BNL pre-qualificazioni per la Lombardia dei
campionati internazionali d’ Italia
PISCINA
23 Marzo
Bolle sotto l’acqua, per bambini
e ragazzi, l’appuntamento per
conoscere lo sport subacqueo
e ottenere il primo brevetto
25 Marzo
Gare di fine anno della Scuola
Nuoto
Giugno
apertura estiva della piscina
BEACH VOLLEY
23 marzo
Ultima tappa maschile
Mikasa Winter Cup e finalissima
nel pomeriggio
13 aprile
Ultima tappa femminile Mikasa
Winter Cup
13 aprile
CAMP in FESTA!
Porte Aperte… vieni a conoscere i camp multisport Quantaland,
gli specialistici Academy e gli English Camp!
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5 aprile
SPORT E ALIMENTAZIONE
Convegno Quanta Fisiomed
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AGENDA
FESTA DEL FITNESS
30 MARZO
Una grande festa per tutti gli appassionati del fitness.
4 differenti aree di attività, dalla ginnastica dolce fino a
quella più tonificante.
Lezioni di Zumba, Spinning, Piloxing, Yoga e tante attività per tenerti in forma!
Dalle 9 alle 18 i nostri gli istruttori del Quanta Village
ti aspettano... consulta il programma dal sito!
VENERDÌ AL VILLAGE
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28 Marzo, 4 Aprile
GIROPASTA
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Pasta in tutte le salse, bibita o birra, acqua,
caffé e limoncello
€ 15,00
11 Aprile, 2 Maggio
SPANISH DINNER
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CORSI
AL BRITISH
INSTITUTES
British Institutes
Sede di Milano-Affori
(Quanta Village)
Via Assietta, 19 -20161 Milano
02.54065454
[email protected]
Paella valenciana, sangria, acqua e caffé
€ 18,00
9 Maggio, 23 Maggio
BBQ DINNER
Girocarne alla griglia e verdure, patatine, 1/4 vino
della casa obirra o bibita, acqua e caffè
€ 25,00
LA LOCATION PER I TUOI EVENTI
Per festeggiare la prima comunione, organizzare un elegante pranzo di Pasqua
con parenti e amici o festeggiare il proprio compleanno sarà un piacere.
Per te uno staff capace di rispondere a tutte le tue esigenze e una location
davvero speciale: ampi spazi verdi, area bimbi, allestimenti personalizzabili,
menù su misura... tutto per rendere unici i tuoi eventi!
Contatta la nostra Responsabile scrivendo a [email protected]
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QVN
C
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T
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TENNIS
Manuela Zoni
STUDIO MEDICO
Enrico Pozzi
339 1147069
[email protected]
tel. 02 39565590
02 39565589
fax. 0283387812
[email protected]
CALCIO
BEACH VOLLEY
PATTINAGGIO
HOCKEY
Marco Uda
02 83387564
[email protected]
[email protected]
PISCINA
CORSI DIVING
AGONISMO NUOTO
Marco Uda
02 6621611
[email protected]
AREA FITNESS
BALLO
Marco Uda
02 6621611
[email protected]
RUNNING
Reception
02 6621611
[email protected]
USCITE DIDATTICHE
Marco Uda
02 83387564
[email protected]
CAMP
Reception
02 6621611
[email protected]
PUBBLICITÀ E
SPONSORIZZAZIONI
Antonio Cappellari
02 83387427
[email protected]
EVENTI AZIENDALI
CONGRESSUALI
E P R I VAT I
Emanuela Carena
02 83387231
[email protected]
RISTORANTE
PIZZERIA
APERTURA DA LUN A SAB
12,30 - 14,30 e 19,30 - 23,00
DOMENICA 12,30 - 14,30
02 66200285
[email protected]
Q U A N TA A G E N Z I A
PER IL LAVORO
09,00-18,00
02 8330191
[email protected]
C O R S I Q U A N TA
RISORSE UMANE
09,00-18,00
02 54065439
[email protected]
CORSI BRITISH
INSTITUTES
09,00-18,00
Giulia Gorgoglione
2012
I
69
marzo- giugno
2014
DIRETTORE RESPONSABILE
Dario Colombo
[email protected]
ORARI DI
APERTURA
DEL CENTRO
SEGRETERIA
Monica Lagomanzini
[email protected]
DA LUNEDÌ A SABATO
08,00-24,00
DOMENICA
08,00-20,00
CHIUSURA NELLE
GIORNATE DI FESTIVITÀ
NAZIONALE
H A N N O C O L L A B O R AT O
Illo Quintavalle,
Vincenzo Mattina,
Riki Tessari,Toni Cappellari,
Giacomo Baldassari,
Andrea Cappellari,
Pietro Galeoto
Giulia Gorgoglione,
Marco Cattelan.
ORARI DI
APERTURA
RECEPTION
PROGETTO GRAFICO
DA LUNEDÌ A VENERDÌ
10,00-20,00
Creature Milano 19
Matteo Guerra
SABATO
09,00-18,00
DOMENICA
10,00-13,00
02 6621611
[email protected]
Prenotazioni dei Campi
da Tennis, Calcetto,
Beach Volley
tramite servizio
[email protected]
www.quantavillage.com
ART DIRECTOR
Pietro Galeoto
CHIUSO IN REDAZIONE
il 5 marzo 2014
LA TIRATURA DI QUESTO NUMERO
13.500 copie
S TA M PA
02 54065438
[email protected]
QVN - QUANTA VILLAGE NEWS
EDITORE: HCM
Via Assietta 19 - 20161 Milano
02 6621611
[email protected]
Pubblicazione trimestrale
registrata presso
il Tribunale di Milano
N° 267 del 13 Aprile 2004
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Quanta Sistema Moda nasce dalla pluriennale esperienza
maturata nel mercato della moda e del design.
Un’esperienza che ha già “collezionato” clienti di prestigio,
marchi internazionali e che oggi si è strutturata per offrire
al meglio tutte le proprie potenzialità.
Sistema Moda fa parte del Gruppo Quanta, una delle realtà
più vitali e competitive nel panorama dei servizi legati alle
risorse umane, con sedi in Italia e all’estero.
quanta.com