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anno duemilaquattordici - num. quattro - giugno
nelle case degli iscritti da 15 anni
Ciclostilato in proprio via M. Coppino, 2/bis
- CGIL Cuneo - 8 Gli articoli Gli allegati
giovanni lo nigro giuseppe barovero ‐ fondo gomma plastica: ‐ visita del CAEM a Cuneo ‐ riflessioni sull’Europa bilancio anno 2013 giovanni lo nigro daniele stangoni ‐ incontro SAMI 2014 ‐ disoccupazione: un baratro senza fine? 2
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-giovanni lo nigro- .componente c.e. filctem-cgil michelin.
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N
VISITA DEL CAEM A CUNEO
elle giornate del 15, 16 e 17 aprile 2014 il
Comitato Aziendale Europeo Michelin (CAEM) è
venuto in visita al nostro Stabilimento per portare
avanti un ambizioso progetto all’interno dell’intero
Gruppo Michelin Europa (in francese il comitato si chiama
CEEM, Comité Européen de l’Entreprise Michelin). Del
CAEM fanno parte rappresentanti delle aziende e delle
organizzazioni sindacali presenti nei vari paesi europei.
Lo scopo di questo progetto è di effettuare un’analisi
economica e sociale dei vari siti Michelin per dare al
Comitato uno strumento per conoscere il mondo Michelin
nei differenti paesi in cui opera.
Lo studio, affidato ad una società di consulenza privata, è
nato prima di tutto a causa della difficoltà a gestire, a
livello europeo, la questione dei salari.
Nei paesi altamente industrializzati i salari sono infatti
molto più alti che nei nuovi paesi membri dell’Unione
Europea, come ad esempio la Romania. In realtà però è
molto difficile quantificare a quanto ammonta il salario
reale che percepisce il lavoratore nel proprio paese:
bisogna tener conto, a livello locale, del mondo dei
consumi, del potere d’acquisto, delle spese fisse che si
hanno, dei contributi statali. Da qui è nata la necessità di
capire quanto rimane in tasca al dipendente Michelin una
volta analizzato il livello di vita e quindi il costo della vita
nel paese in cui vive.
redazione il giornalino
daniele stangoni
valentina origlia
segreteria rsu filctem-cgil michelin
enrico menardi
valentina origlia
ce filctem-cgil michelin
ezio chiapello
aniello feroce
giovanni lo nigro
adriana riccio
rls filctem-cgil michelin
adriano revello
adriana riccio
sergio viale
scrivici
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redazione il giornalino
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C.E. & RSU
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il patronato inca-cgil in michelin
Il Gruppo Michelin ha finanziato questo studio, finora
primo ed unico caso in Europa, perché ha la volontà di
inserirsi in un mondo globalizzato nel modo più equo possibile mentre da parte sindacale l’esigenza è
quella di definire una ”lingua” comune per comprendersi a livello europeo.
Verrà quindi portata avanti un’analisi del livello e del costo della vita nelle differenti città e paesi che
ospitano uno stabilimento Michelin ed un’analisi delle differenti aspettative sindacali.
L’obiettivo è quello di creare una base di dati per permettere l’azione del Comitato Europeo, per
facilitarne il lavoro. Nello specifico, a Cuneo, sono venuti in visita un rappresentante di parte
sindacale ed un membro della società di consulenza privata. Il consulente, con la supervisione della
parte sindacale, ha analizzato la situazione di Cuneo ed ha effettuato alcune valutazioni visitando il
nostro stabilimento, raccogliendo dati ed effettuando alcune interviste “faccia a faccia”. Queste ultime
si affiancheranno ai questionari, invece molto dettagliati, a cui, già nelle settimane precedenti a
questa visita, hanno risposto alcuni lavoratori.
segue a pag 3…
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Il consulente ha poi condiviso con il comitato esecutivo le impressioni raccolte durante i giorni di
visita. Ne è emerso che:
o la Michelin a Cuneo effettua una sua politica sociale con l’ausilio dell’Amap, dell’MSC
(Michelin Sport Club) e con il benefit delle gomme. I benefit però sono molto ridotti
rispetto al passato, quando esistevano ad esempio le colonie estive per i figli dei
dipendenti ed i regali di Natale (la difficoltà a continuare questi servizi è nata dal fatto che
negli anni ’90 in Italia è stata fatta una legge che ha previsto che qualsiasi benefit
superiore ai 270 euro debba essere trattato come retribuzione e tassato in quanto tale).
o I contributi che versa l’Azienda per i propri dipendenti sono molto più alti che negli altri
paesi, così come il costo dell’energia, mentre minore è il ricorso a fonti rinnovabili come
l’energia solare, ad esempio molto utilizzata in Germania.
o In Italia c’è molta meno disponibilità a parlare del proprio salario, quasi fosse un tabù, a
differenza ad esempio di ciò che succede in Spagna ed in altri paesi.
o Il livello di vita dipende totalmente dalla composizione del nucleo famigliare: sono
necessari almeno due stipendi in famiglia per sostenere un tenore di vita dignitoso senza
incorrere in forti rinunce nell’abbigliamento e nelle vacanze.
o Vi è rispetto dell’impresa verso le persone ed allo stesso tempo il coinvolgimento dei
dipendenti nell’impresa attraverso le OR.
o I sacrifici sono stati accettati dai lavoratori negli anni perché vedono una contropartita da
parte dell’Azienda.
o Vi è un forte attaccamento all’impresa ma esiste una forte differenza generazionale tra i
primi operai assunti in Michelin e quelli di oggi. I primi hanno operato un salto dal mondo
dell’agricoltura a quello dell’industria e quindi coloro che oggi sono in pensione hanno un
grande attaccamento all’azienda. Oggi le cose stanno diversamente a causa del problema
del basso potere d’acquisto dei salari, delle prospettive funeste sulla pensione e della
paura delle malattie per un sistema sanitario pubblico che non in prospettiva non da
sicurezze. Questa situazione diminuisce i consumi ed aumenta la propensione al
risparmio.
o Gli stipendi sono percepiti relativamente alti rispetto ad altre imprese del cuneese ma il
reddito famigliare non è sufficiente ad affrontare la vita serenamente.
o In Italia esiste un grande problema di tassazione, soprattutto per la presenza di tasse
molto alte che riguardano tutti i cittadini indipendentemente dal loro reddito (come l’iva
e le accise sulla benzina).
Queste considerazioni sono state fatte “a caldo”.
I questionari raccolti verranno elaborati nei prossimi mesi e, insieme alle visite effettuate negli
stabilimenti presenti nei vari paesi europei, questo studio costituirà un documento che metterà
in rapporto tra loro gli stabilimenti Michelin presenti in Europa in base al contesto, in base cioè
al tenore di vita dei singoli paesi, al potere d’acquisto dei salari e ai servizi sociali, cioè al sistema
statale di Welfare.
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INCONTRO SAMI 2014
M
artedì 13 maggio la SAMI (Società per Azioni Michelin Italiana) si è riunita a Torino per la
consueta Informativa Annuale. Erano presenti le delegazioni dei vari Stabilimenti e i
rappresentanti di Confindustria e delle Organizzazioni Sindacali.
Al termine dell’informativa vera e propria si è svolta la serrata trattativa sull’accordo di 2° Livello, o
Contratto Integrativo, quello in cui è inserito il Premio di Risultato (PDR) di aprile.
Il premio in pratica è scaduto al 31 dicembre 2013. Le difficoltà nel rinnovare il Contratto Nazionale di
Lavoro, firmato l’8 gennaio 2014, hanno fatto slittare oltre la sua scadenza anche il rinnovo del
premio.
La trattativa, che si è conclusa il 23 maggio stesso, ha portato al congelamento dell’accordo 20112013 per tutto il 2014: le condizioni normative saranno le stesse del vecchio accordo ed il Premio di
Risultato pari a quello del 2013, cioè 1972 euro lordi.
Le Parti si sono anche impegnate ad iniziare al più presto le trattative per rinnovare l’accordo di 2°
livello. Come detto, la proroga del vecchio accordo scade al 31 dicembre 2014 e le Parti Sindacali
inizieranno i primi incontri tra loro già nel mese di giugno per preparare una piattaforma
rivendicativa.
Tornando all’Informativa vera e propria eccovi alcuni dati.
Il Gruppo Michelin opera in 170 paesi e produce 171 milioni di pneumatici l’anno. Ha 105.000
dipendenti e di questi 62.000 in Europa. È presente in tutto il mondo con obiettivi omogenei:
persegue ovunque la strategia PMR, performance, management, responsabilità.
Le 6 ambizioni del Gruppo per il 2013-2020 sono: performance dei prodotti, industria responsabile,
risultati finanziari, benessere e sviluppo delle persone, implicazione nella vita locale, mobilità
sostenibile. Dal 2012 ad oggi c’è stato un aumento dei volumi delle vendite ma non dei guadagni, in
quanto le vendite si sono ottenute lavorando pesantemente sui prezzi, diminuendoli. Inoltre la
“forza” dell’euro nei confronti del dollaro, e quindi il cambio euro/dollaro, danneggia il risultato finale
delle nostre esportazioni.
Nel mondo, la Michelin ha il 14,0% delle quote di mercato, la Bridgestone il 15,3%, Goodyear il 10,1%.
Tutte e tre continuano a perdere quote di mercato a favore delle industrie più piccole. Le fabbriche
che hanno una quota pari a fino il 2% hanno tutte insieme aumentato la loro quota complessiva del
33% mentre le fabbriche che hanno una quota che va dal 2% al 6 % hanno tutte insieme aumentato la
loro quota complessiva del 31%. Hanckook è particolarmente aggressiva e performante.
La crisi del 2012 in Italia ha questi numeri: rispetto al 2011 TCE -26%, Autocarro -25%,
Genio Civile -22%, Agro -15%, 2 Ruote -20%.
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La previsione per l’Europa e per l’Italia nel periodo 2013-2018 è di una crescita, ottimistica, stimata
tra il 2% ed il 3% rispetto al 2012. Se dessimo valore 100 al mercato del 2011 quello del 2012 avrebbe
valore 74, che è il punto di partenza per calcolare la crescita.
Il mercato in Italia è connotato da una sovraccapacità organizzativa con una conseguente perdita di
produttività. Rispetto agli altri paesi c’è un impatto sfavorevole del mix delle marche e del prezzo. La
crisi italiana ha spinto il consumatore verso pneumatici di seconda e terza fascia ed il prezzo degli
pneumatici è il prezzo minimo previsto in Europa. In più, quando il prezzo supera una certa cifra il
consumatore non compra pneumatici, anche se sono Michelin, perché fuori dal suo budget.
Si è giunti così, durante l’informativa, alla comunicazione da parte di Michelin che alla Direzione
Commerciale di Milano è in atto una riorganizzazione che prevede: un mobilità interna,
l’internalizzazione di un’attività ora appaltata e la mobilità per 34 persone.
Sul fatturato è in atto in Italia una rigida politica dei contenimento dei costi. I risultati del 2013 sono
stati buoni se rapportati al 2012, con una liquidità pari a 26,8 milioni di euro (era di - 42 milioni nel
2012) su un fatturato di un miliardo e 644 milioni di euro (20 milioni in più del 2012). Persiste un
indebitamento netto molto alto (passato dal 204% al 183%) ma non preoccupante perché è maturato
con il Gruppo, ed il Gruppo nel 2013 ha avuto un indebitamento netto di solo il 2%. Il margine
operativo lordo passa dall’1% al 4,1%, gli investimenti da 52,5 milioni a 46,3 milioni, ed il ritorno degli
investimenti (ROCE) è passato dall’1% al 10,2%. Questo ultimo dato è importantissimo. Il ROCE è
infatti un tasso strategico per tutte le imprese del mondo: misura la resa degli investimenti fatti. Fino
al 9% non c’è resa, i soldi girano ma non producono altri soldi: siamo al 10,2%, quindi un dato
positivo, soprattutto rispetto al 2012. Il ROCE mondo del Gruppo è 11,9% e l’obiettivo per l‘Italia è
11%.
Il piano annuale 2014 per Cuneo è di 11 milioni e 400 mila pneumatici, lo stesso del 2013. Le camere
hanno avuto un forte calo nel 2013 è l’obiettivo del 2014 è un po’ più alto del 2013; inoltre da
quest’anno un commerciale, un addetto alle vendite, si dedica esclusivamente al prodotto camere. Le
mescole sono anche loro in calo perché si tende a non farle circolare più a causa dei costi della
logistica, molto alti per un prodotto semifinito. Le tele hanno anch’esse un obiettivo inferiore al 2013.
Il piano annuale 2014 per Alessandria è di 770 mila pneumatici peso lordo contro i 722 mila del 2013;
per le ricostruzioni si passa dalle 70 mila alle 77 mila del 2014.
Il piano annuale 2014 per Torino è improntato alla flessibilità e ha come riferimento la produzione
2013 che è stata di 28 mila km di tele a fronte di una previsione a inizio anno di 21 mila km.
Infine, per quanto riguarda il peso lordo va detto che questo mercato è in grande difficoltà: 10 anni fa
ha chiuso Poitiers (Francia), nel 2013 Tours (Francia) e nel 2014 sta chiudendo Budapest (Ungheria).
Oggi gli stabilimenti più piccoli in Europa hanno un piano annuale tra i 700 mila e gli 800 mila
pneumatici. Il settore ricostruzione (rechauppage) di Alessandria è inoltre in forte difficoltà per il
problema del reperimento di carcasse Michelin, le uniche che siamo autorizzati a ricostruire,
reperimento reso difficile a causa del numero bassissimo di vendite peso lordo in Italia dal 2012 in
poi. Questa situazione è seguita con attenzione sia dalla SAMI che dalle Organizzazioni Sindacali.
giugno 2014 – [email protected]
barovero [email protected]
Riflessioni sull’Europa
R
eporter senza frontiere pubblica l’indicatore per la libertà dei media, uno
strumento analitico che misura il livello complessivo della libertà di
informazione nel mondo e la performance dei governi mondiali nella loro
completezza per quanto riguarda questa libertà fondamentale. La Classifica della
Libertà di Stampa 2013 pubblicata da Reporter senza frontiere pone l'Italia al 57
posto dietro a paesi che, nel sentire comune, non sono certo esempi di democrazia
come la Namibia (19esima ), Capo Verde (25 esimo ) e il Ghana (30esimo ) o
L’Ungheria (56esima). L’art.21 della Costituzione inizia con questa solenne
proclamazione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero,
con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione”. Di un sistema democratico
questa libertà è la ‘pietra angolare’ come l’ha definita la Corte costituzionale.
La democrazia richiede una partecipazione cosciente dei cittadini e, dunque, il suo
presupposto essenziale è l’informazione, la conoscenza dei fatti e delle situazioni
politiche, la libera circolazione delle idee.
Va da sè che il rapporto libertà di informazione/democrazia è direttamente
proporzionale e, la libertà di informazione è la pietra miliare della democrazia perché
è sulla base delle informazioni che vengono somministrate ai cittadini, che i cittadini
stessi esprimono le preferenze di voto e si formano le opinioni; personalmente
ritengo che se non c'è libertà di informazione non c'è democrazia. Ritengo altrettanto,
sulla base di come siamo posizionati nella classifica di cui prima, e da altri segnali, che
in Italia siamo messi veramente male, sia per quanto concerne la censura derivante da
chi detiene il potere che per il diffusissimo menefreghismo nei confronti della vita
pubblica e dello scarso senso civico dei cittadini italiani. Vi è un libro "Teoria della
illusione finanziaria" di Amilcare Puviani, economista italiano che visse a cavallo tra il
1800 e il 1900 e che negli ultimi anni è tornato in voga in alcuni ambienti universitari
italiani e d'oltreoceano, che spiega come i governi manipolano l'informazione per
creare le illusioni politiche e finanziarie.
Nel libro, il Puviani, sosteneva che i governanti, attraverso l’attività finanziaria
pubblica, destinano una notevole parte delle risorse finanziarie dello Stato a vantaggio
della classe dominante (che esercita il maggior potere) a insaputa delle classi popolari
o dei cittadini, i quali vengono illusi con artifici ed inganni, in modo da provocare (ai
cittadini) erronee valutazioni delle finalità delle scelte politiche e di conseguenza i
cittadini permetteranno ai governanti di mantenere il potere. Di per sè non è una
notizia, ma nel libro, da economista l'autore, analizza e mette sotto la lente di
ingrandimento il bilancio dello stato dimostrando la sua tesi.
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I governi, per poter attuare questo loro proposito, si avvalgono degli strumenti di
informazione, per creare una rappresentazione erronea nella nostra mente del loro
operato.
Questa lunga premessa per comprendere come negli ultimi decenni i governanti, a
proposito dell'Europa, agendo sull'informazione presentandoci solo alcuni, pochi
vantaggi dell'unione e della moneta unica, occultandoci invece tutti gli aspetti che
avvantaggiano unicamente le grandi multinazionali portando i popoli al disastro
economico, siano comunque riusciti a mantenere il consenso.
Cos'è che stanno facendo in Europa e che cercano di occultare? Innumerevoli sono le
azioni che fanno ai nostri danni, cercherò di evidenziare quella che ritengo la più
grave cioè l'attacco all'impianto democratico degli Stati europei: poche cose nuociono
agli affari come i diritti che stanno alla base di ogni democrazia, i diritti sindacali,
diritti alla salute, all'istruzione, orari di lavoro dignitosi, ecc...
Per i potentati economici, avere un'area grande come l'Europa frammentata, è un
problema: facciamo l'esempio degli OGM, che nessuno vuole, occorre una legislazione
favorevole. Nel caso di stati frammentati, occorre mettere in atto azioni di pressione
su ogni singolo governo (corrompere), nel caso dell'unione Europea, basta agire a
livello centrale che poi i singoli stati sono obbligati a recepire le direttive: molto più
semplice.
Per facilitare il lavoro alle lobby, il potere legislativo è stato sottratto al parlamento,
unico organo eletto, facendolo, di fatto diventare prerogativa dei Commissari, in
quanto unici proponenti le direttive e i regolamenti che vengono poi approvati dal
consiglio dei Ministri, lasciando al Parlamento la sola funzione di ratifica.
I commissari, vengono nominati dai governi degli stati facenti parte dell'unione che li
scelgono in base alle competenze: apparentemente nulla di male, nella realtà chi
propone i regolamenti e le direttive alle quali gli stati dovranno adeguarsi sono i
banchieri e i rappresentanti delle più potenti lobby, secondo voi legifereranno a
favore della popolazione tutta o a favore di chi rappresentano?
Chi ha stabilito ciò: i governanti dei singoli stati attraverso i trattati, praticamente ci
hanno venduti alle lobby. Non ce ne siamo accorti?
Rileggere il testo del documento ritrovato e sequestrato nel 1982 alla figlia di Licio
Gelli, gran maestro della loggia P2, è illuminante per comprendere come operano: "il
piano tende a rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che
la Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla
stampa, ai sindacati, ai cittadini elettori". Consiglio a tutti di andare a leggerla, su
internet é facile da trovare!
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daniele stangoni - . rsu filctem michelin
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Disoccupazione: un baratro senza fine?
N
el primo trimestre dell'anno il tasso di disoccupazione generale ha toccato
il picco storico del 13,6% e quello relativo ai ragazzi dai 15 ai 24 anni è
salito al livello record del 46%. Al Sud il numero dei senza lavoro sul totale
della popolazione attiva è ben più alto: rispettivamente 21,7% per la popolazione
generale e 60,9% per i giovani.
In aprile la disoccupazione ha mostrato timidi segni di riduzione. Il tasso si è
fermato al 12,6%, invariato rispetto al mese precedente, ma il numero di
disoccupati è diminuito dello 0,4% (-14 mila) su marzo, attestandosi a 3,2 milioni.
Magrissima consolazione.
I valori di aprile sono, per quasi tutti gli indicatori, lievemente migliori rispetto a
quelli registrati nel primo trimestre del 2014. L’istituto di statistica ha precisato
che i dati mensili e quelli trimestrali non sono direttamente confrontabili, perché
per i primi vengono utilizzate cifre destagionalizzate mentre quelli sul trimestre
sono “grezzi”, cioè fotografano la situazione così com’è, senza aggiustamenti dovuti
alla stagionalità. Le cifre quindi variano, anche se la sostanza non cambia granché:
per la disoccupazione siamo sempre nei paraggi dei massimi storici.
Angoscianti, poi, i numeri relativi al Mezzogiorno, dove nel primo trimestre il tasso
di disoccupazione generale è volato al 21,7% (+1,6%) e tra i giovani (15-24 anni)
ha raggiunto addirittura il 60,9%. Sono 347mila i ragazzi in cerca di lavoro nel Sud,
pari al 14,5% della popolazione in questa fascia d’età. Si pensi che al Nord il tasso
generale si ferma al 9,5%(+0,3% nel primo trimestre 2014 rispetto allo stesso
periodo del 2013), meno della metà che nel Sud. Ad aprile ha continuato a
scendere il numero degli occupati a tempo pieno (-1,4%, pari a -255mila unità
rispetto al primo trimestre 2013). In più di sei casi su dieci, si tratta di dipendenti a
tempo indeterminato. Gli occupati a tempo parziale continuano invece ad
aumentare (+1,1%, pari a +44mila unità), ma la crescita riguarda esclusivamente il
part-time involontario: si tratta cioè di persone che vorrebbero lavorare full-time
ma non ne hanno la possibilità.
Nel complesso, nei 18 paesi dell’Eurozona anche la disoccupazione registra un
lieve calo. Lo riporta l’Eurostat secondo cui lo corso aprile il tasso dei senza lavoro
è sceso all’11,7%, rispetto all’11,8% di marzo e al 12% di aprile 2013. Se si estende
il dato a tutti i 28 paesi dell’Unione europea, la quota dei disoccupati è passata dal
10,5 di marzo al 10,4% di aprile. Fra gli Stati membri i tassi di disoccupazione più
elevati sono stati registrati in Grecia (26,5%) e Spagna (25,1%), mentre i più
contenuti in Austria (4,9%) e Germania (5,2%).
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-antonino guarino- rsu michelin
componente assemblea nazionale fondo gomma plastica
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Dati forniti dal
Fondo Gomma Plastica
FondoGommaPlasticaBilancioanno2013
Fatti rilevanti della gestione 1. Elezioni per il rinnovo dell’Assemblea del Fondo a cui ha fatto seguito l’elezione del nuovo Consiglio di Amministrazione nel luglio successivo; 2. Comunicazione con gli iscritti:  Revisione del sito Internet con semplificazione dei percorsi di accesso ai contenuti;  Invio on line della comunicazione periodica annuale;  Implementazione nuove modalità di comunicazione con gli associati (sms e mail); 3.
A seguito di una specifica previsione normativa della Commissione di Vigilanza (Covip) volta a superare l’utilizzo esclusivo e meccanicistico del rating nella scelta degli investimenti obbligazionari, il fondo ha modificato le convenzioni di gestione, articolando un sistema di valutazione e di rendicontazione, in capo al gestore, che non comporta la dismissione automatica dei titoli obbligazionari presenti in portafoglio, nel caso di abbassamento del rating; 4.
Selezione dell’Advisor per la revisione della politica di investimento; La Gestione Finanziaria Nel 2013, la gestione ha prodotto risultati di rilievo, in un contesto di moderata volatilità. Il mantenimento della esposizione ai titoli governativi domestici ha, infatti, permesso di mantenere un profilo di redditività elevata e di beneficiare della rivalutazione conseguente alla riduzione dei tassi ed alla progressiva chiusura dello spread con i titoli tedeschi, cui si è assistito nella seconda parte dell’anno. Tutti i comparti hanno battuto la rivalutazione del Tfr. Il rendimento cumulato del comparto bilanciato da inizio gestione è stato pari al 58,45%, mentre il Tfr, nello stesso periodo, si è rivalutato del 35,39%. Di seguito si riporta il confronto, alla data del 31 Dicembre 2013, tra il rendimento medio annuo composto del fondo (R.M.A.C.) a 3, 5, 10 anni, la rivalutazione del Tfr e l’inflazione
I rendimenti sono al netto di tasse e spese. La rivalutazione del Tfr è al netto delle tasse I rendimenti dei comparti Bilanciato e Dinamico, in cui risiedono l’ 85,6% degli aderenti, sono un multiplo della rivalutazione del Tfr, mentre il garantito ha ottenuto rendimenti in linea col Tfr. Va ricordato che gli iscritti al fondo beneficiano del contributo datoriale e dei vantaggi fiscali sia in fase di contribuzione che in quella di erogazione della prestazione previdenziale. Nonostante le gravissime crisi finanziarie (Attentato alle Torri Gemelle del 2001/2002 ‐ Subprime bond e fallimento Lehman Brother del 2007/2008 ‐ crisi del debito sovrano dei paesi periferici dell’area Euro 2011) Fondogommaplastica ha salvaguardato e incrementato il patrimonio degli aderenti grazie ad una politica di investimento improntata a criteri di prudenza, diversificazione e contenimento del rischio finanziario. Confronto tra Fondogommaplastica, i Fondi Aperti (Banche) ed i PIP (Assicurazioni): linee bilanciate *Fonte: Relazione Annuale Covip 2013 – Medie aritmetiche
I rendimenti di Fondogommaplastica sono stati superiori a quelli dei fondi pensione bancari ed assicurativi su tutti i periodi temporali considerati. Costi a confronto ISC: L’indicatore sintetico dei costi rappresenta il COSTO ANNUO in percentuale, della posizione individuale maturata. E’ stimato facendo riferimento a un aderente‐tipo che versa un contributo annuo di 2.500 euro e ipotizzando un tasso di rendimento annuo del 4% Fonte Covip: a parità di rendimenti finanziari, un ISC più alto dello 0,5% comporta, su un periodo di partecipazione di 35 anni, una riduzione della prestazione finale di circa il 10%, mentre per un ISC più alto dell’1% la riduzione è di circa il 20% Gli aderenti ai fondi pensione di Banche e Assicurazioni non hanno diritto al contributo datoriale ed hanno costi più elevati, che riducono la prestazione finale. La Gestione Previdenziale I contributi incassati complessivamente nel 2013 sono risultati pari a 115.561.575 milioni di euro così ripartiti: L’apporto del Tfr è pari al 68,53% dei contributi complessivamente raccolti. Il 75% degli aderenti versa l’intero Tfr; questo dato, obbligatorio solo per i neo‐occupati dal 29 Aprile 1993, unitamente alla contribuzione volontaria, cresciuta dell’8,2% nell’anno, sono la testimonianza del gradimento e della fiducia degli aderenti verso il fondo. I contributi pervenuti al fondo sono stati correttamente abbinati e attribuiti agli associati. Il fenomeno delle omissioni contributive (contributi dovuti e non versati), è proseguito anche nel 2013. E’ prevista una procedura per la gestione delle omissioni contributive che prevede solleciti all’impresa e in caso di persistenza dell’omissione, segnalazioni agli aderenti affinchè possano attivare le azioni del caso nei confronti dell’impresa. Si ricorda che il fondo non è contitolare del credito, a differenza dell’INPS, e che, pertanto, solo l’aderente può attivarsi nei confronti dell’azienda. Nel 2013 Fondogommaplastica ha ricevuto dal Fondo di Garanzia Inps circa 292.000 Euro che ha assegnato agli associati che ne avevano diritto. Le liquidazioni sono aumentate in numero, complice la grave crisi economica ed importo: * I riscatti sono comprensivi anche di quelli integrativi (parziali + liquidazione della posizione
residua)
Il 69% delle anticipazioni afferisce alla tipologia “altre esigenze” (30%). I riscatti sono dovuti prevalentemente alla perdita dei requisiti di partecipazione, mentre solo il 12% circa sono dovuti a pensionamento. Fondogommaplastica non eroga alcuna rendita. I trasferimenti verso fondi aperti e PIP sono stati 319 ( di cui 242 in Alleata Previdenza) contro i 91 del 2012. Un fenomeno che deve essere contrastato con maggiore forza attraverso una più capillare informazione nei luoghi di lavoro sui vantaggi dell’adesione a Fondogommaplastica. Il Patrimonio Il risultato netto della gestione finanziaria ammonta a 51,3 milioni di euro. Il saldo attivo della gestione previdenziale (contributi incassati al netto delle prestazioni erogate) è pari a 70,1 milioni di euro. L’ Attivo Netto destinato a Prestazioni (ANDP) è risultato pari a 867,8 milioni di Euro con un incremento di circa 121,4 milioni di Euro, pari al + 16,3%, rispetto al 2012. Il T.E.R. (Total Expenses Ratio) del fondo, che misura le spese effettive sostenute dagli aderenti, è stato pari allo 0,26% del patrimonio ed è suddiviso in 0,139% di costi amministrativi e 0,121% di costi finanziari (Banca Depositaria e Gestori). Evoluzione del T.E.R. a 10 ANNI Gli Aderenti Gli aderenti sono complessivamente 50.324 distribuiti in 1631 aziende associate e ripartiti per l’80,6% nel Bilanciato, il 5% nel Dinamico ed il 14,4% nel Conservativo con garanzia. Il tasso di adesione complessivo del Fondo è pari al 50%. Durante il 2013 hanno aderito al Fondo 1.339 lavoratori, di cui 111 per adesione tacita e sono usciti 2.467 aderenti per riscatto, pensionamento o trasferimento Nel corso del 2013 il saldo è risultato negativo per 1.128 unità, pari al ‐ 2,2%. Gli aderenti con modalità tacita sono 1.345, mentre 1.564 sono quelli che versano il solo Tfr; i cambi di comparto (switch) sono stati 166. Gli iscritti maschi sono circa il 77% contro il 23% di femmine. L’età media degli aderenti nel Bilanciato è di anni 45,5, nel conservativo con garanzia 42,8 e 42,5 nel dinamico. La distribuzione per fasce d’età è la seguente: Si riporta la ripartizione degli aderenti per area geografica: Gli aderenti per oltre ¾ risiedono nelle regioni del Nord e di questi oltre 1/3 in Lombardia. I primi mesi del 2014 1. L’ andamento positivo della gestione è proseguito anche nel 2014, facendo segnare, alla data del 30 Aprile scorso, lo 0,79% nel Conservativo con Garanzia, il 2,3% nel Bilanciato e il 2,43% nel Dinamico contro lo 0,68% del Tfr e lo 0,33% di inflazione; 2. E' stato rinegoziato il contratto con la Banca Depositaria; circostanza che ha consentito, fra l'altro, di neutralizzare il maggiore esborso determinato dall’ applicazione dell'IVA a talune prestazioni della Banca Depositaria; 3. E’ in fase di implementazione un'iniziativa di promozione da realizzati sul territorio, d’intesa con le parti istitutive, con la principale finalità di avvicinare iscritti e potenziali aderenti; ciò sarà perseguito tramite contatti e collaborazioni con le strutture di rappresentanza dei lavoratori e delle aziende; 4. E’ stata avviata la revisione della politica di investimento in funzione della scadenza delle Convenzioni di gestione.