i riconoscimento e segnalazione del donatore

I
MODULO I
RICONOSCIMENTO E
SEGNALAZIONE DEL DONATORE
Raccomandazioni sull’argomento
Riconoscimento di potenziali donatori e primo trattamento
Versione 1.0 / maggio 2014
© Copyright Swisstransplant / CNDO
All rights reserved. No parts of the Swiss Donation Pathway or associated materials may be reproduced, transmitted or transcr ibed
without prior written permission from Swisstransplant / CNDO. www.swisstransplant.org
I
CONTENUTI
PAGINA
A
PREFAZIONE
3
B
RIEPILOGO
4
C
RICONOSCIMENTO DI UN POTENZIALE DONATORE
5
1. LUOGO DEL RICONOSCIMENTO E DEL PRIMO TRATTAMENTO
5
2. PERIODO DI ATTESA FINO ALLA MORTE CEREBRALE
5
3. TRATTAMENTI MEDICI PREPARATORI
6
4. CAUSE DELLA MORTE CEREBRALE
6
5. PATHWAY PER LA DONAZIONE DI ORGANI DOPO LA MORTE CEREBRALE
7
6. VALUTAZIONE DELL’IDONEITÀ ALLA DONAZIONE O DELL’ESCLUSIONE DALLA DONAZIONE
9
7. DIAGNOSI DI MORTE CEREBRALE IN UN DONATORE CON MANTENIMENTO DELLE
FUNZIONI CARDIACHE
8. CONTATTO CON I PARENTI DI UN POTENZIALE DONATORE
D
SEGNALAZIONE DI UN POTENZIALE DONATORE
10
11
13
1. LINEA DIRETTA
13
2. TRASFERIMENTO DI UN POTENZIALE DONATORE IN UN ALTRO OSPEDALE
13
3. TRASFERIMENTO DI UN COORDINATORE NELL’OSPEDALE DEL DONATORE PER LA
VALUTAZIONE E PER L’ASSISTENZA ALL’ESPIANTO DI ORGANI E TESSUTI
E
AUTORI
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15
1. GRUPPO DI LAVORO
15
2. GRUPPO DI ESPERTI
15
F
RIFERIMENTI
16
G
CAMBIAMENTI
17
H
APPENDICE
18
2
I
A PREFAZIONE
Le direttive e le raccomandazioni della Swiss Donation Pathway sono state concepite
come programma di qualità, basato su standard nazionali, per il processo di donazione e
sono considerate parte di uno strumento di formazione per le persone coinvolte nel processo di donazione, allo scopo di soddisfare i requisiti della legge federale sui trapianti
entrata in vigore il 1° luglio 2007.
Il programma è stato promosso dalla Fondazione Svizzera per il Dono d’Organi (FSOD).
Che nel 2009 è stato integrato nel programma del Comité National du Don
d’Organes (CNDO).
„Riconoscimento e segnalazione del donatore” è un modulo della Swiss Donation Pathway, che si basa sulla Critical Pathway per la donazione di organi successiva alla morte
cerebrale.
I moduli sono:
I.
II.
III.
IV.
V.
VI.
VII.
VIII.
IX.
X.
Riconoscimento e segnalazione del donatore
Presa a carico del donatore adulto di organi: cure intensive
Presa a carico del donatore adulto di organi: anestesia
Presa a carico del donatore pediatrico
Accompagnamento dei familiari e comunicazione
Espianto di organi e di tessuti
Comunicazione all’interno del team
Coordinamento del processo di donazione
Requisiti standard minimi
L’organizzazione dei trasporti
La Swiss Donation Pathway è un progetto comune della Società Svizzera di Medicina
Intensiva (SGI-SSMI) e di CNDO/Swisstransplant. Le raccomandazioni sono state elaborate da un gruppo di esperti della Società Svizzera di Medicina Intensiva.
Nel presente documento è stata utilizzata solo la forma maschile ai fini di una migliore
leggibilità. La forma femminile è sottintesa.
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I
B RIEPILOGO
Dall’entrata in vigore della legge federale sui trapianti1 il 1° luglio 2007 (art. 56), gli ospedali che dispongono di un reparto di terapia intensiva sono obbligati ad introdurre un
sistema efficiente per il riconoscimento e la segnalazione di potenziali donatori di tessuti
e di organi2 (art. 45–47). La suddetta misura è stata adottata per soddisfare le prescrizioni legali e perché rappresenta un importante elemento per l’ottimizzazione del processo di donazione di organi e tessuti in Svizzera.
Il riconoscimento di pazienti con una grave lesione cerebrale che potrebbe portare alla
morte cerebrale è il primo passo del processo di donazione.
Qualsiasi paziente che si trova in uno stato di coma profondo (GCS≤8) e per il quale si
sospetta un danno cerebrale irreversibile, deve essere considerato un potenziale donatore. Il riconoscimento attivo di pazienti di tal genere non deve influire in alcun modo sul
trattamento che deve invece essere salvaguardato.
L’introduzione di un sistema efficiente per il riconoscimento di potenziali donatori
presuppone informazioni aggiornate per gli attori principali della struttura ospedaliera,
un’organizzazione attiva 24 ore su 24 e un sistema per il controllo della qualità.
Per sostenere l’applicazione della legge, il Comité National pour le Don d’Organes
(CNDO) ha deciso di pubblicare le presenti raccomandazioni, che dovrebbero facilitare il
riconoscimento di potenziali donatori di organi e tessuti all’interno degli ospedali.
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I
C RICONOSCIMENTO DI UN POTENZIALE
DONATORE
11 LUOGO DEL RICONOSCIMENTO E DEL PRIMO
TRATTAMENTO
Il riconoscimento di paziente con danni cerebrali irreversibili che possono portare alla
morte avviene nell’unità presso cui è ricoverato (soprattutto pronto soccorso, medicina
interna, neurologia, neurochirurgia, pediatria ecc.).
Suddetti pazienti devono essere considerati e valutati come possibili donatori e trasferiti di conseguenza nel reparto di terapia intensiva. Il trattamento medico intensivo è
indispensabile per permettere la donazione di organi e tessuti e venire a conoscenza
della volontà del defunto (o dei suoi parenti).
Tutti i medici coinvolti nelle unità sopracitate devono essere messi a conoscenza di
un’eventuale donazione di organi da parte di pazienti con danno cerebrale irreversibile
che potrebbe portare alla morte. I medici hanno il dovere di riconoscere questo tipo di
paziente e di richiederne il trasferimento nel reparto di terapia intensiva.
I criteri principali per il riconoscimento di un paziente, che in seguito a morte cerebrale
potrebbe essere considerato un potenziale donatore, sono:
 Coma profondo (GCS≤8) e sospetto danno cerebrale irreversibile
 Assenza di uno o più riflessi dei nervi cerebrali:
 Midriasi fissa bilaterale
 Assenza di riflessi cervico-oculari e vestibulo-oculari
 Assenza di riflessi corneali
 Assenza di riflessi tussigeni e di deglutizione
 Assenza di reazioni cerebrali a stimoli dolorifici
 Assenza di respirazione spontanea
 Prognosi infausta
 Assenza di totale controindicazioni assolute per la donazione
L’età avanzata non è un fattore pregiudicante. La donazione degli organi è ammessa
anche per i bambini con più di 28 giorni di vita (rispettivamente 44 settimane di età postmestruale).
2
PERIODO DI ATTESA FINO ALLA MORTE CEREBRALE
Nel caso di un paziente con un danno cerebrale particolarmente grave, giudicato irreversibile, che si trovi in uno stato di coma profondo e non risponda ai trattamenti terapeutici,
si può attendere fino a 2 giorni prima di dichiarare la morte cerebrale nel contesto di una
donazione di organi. In base alla direttive dell’Accademia Svizzera delle Scienze Mediche (ASSM), nel contesto di un trapianto di organi, le misure per il mantenimento degli
organi possono essere praticate prima della constatazione della morte per una durata
massima di 2 giorni e dopo la constatazione della morte cerebrale possono essere continuate per un periodo massimo di 72 ore. Scaduto tale termine il paziente è escluso
dalla donazione.
5
I
3
TRATTAMENTI MEDICI PREPARATORI
Ai pazienti con una prognosi infausta non deve essere garantita la conservazione o il
ripristino delle funzioni vitali ma il diritto ad una “morte dignitosa”. In questa situazione
sono ammesse misure mediche preparatorie nel rispetto delle disposizioni della legge
sui trapianti.
Se possibile, si dovrebbe conoscere in anticipo la volontà del paziente. La presunta volontà del paziente sulla donazione degli organi può essere discussa con il rappresentante legale o i parenti non appena viene confermata la prognosi infausta e il trattamento
medico è convertito in terapia palliativa e, nel caso della donazione di organi, in terapia
per il mantenimento degli organi. I colloqui sulla sospensione dei trattamenti medici, la
comunicazione della morte cerebrale e le domande sulla donazione di organi devono
avvenire in separata sede. La comunicazione della presunta volontà del paziente, le
informazioni sulla donazione di organi e le misure mediche preparatorie possono aver
luogo prima dell’accertamento della morte cerebrale ma indipendentemente da questa e
dopo aver fornito informazioni sulla sospensione dei trattamenti medici (direttive
dell’ASSM). Se il colloquio su un’eventuale donazione di organi è avvenuto con largo
anticipo, il rischio di un rifiuto è più elevato rispetto a un colloquio successivo.
In una situazione ideale, il paziente si pronuncia in precedenza sulla donazione di organi
e sui trattamenti per il mantenimento degli stessi (ad esempio tramite la tessera del donatore). Se ciò non fosse possibile, i parenti che dovranno acconsentire alla donazione
degli organi e ai trattamenti per il mantenimento degli organi devono chiarire la volontà
presunta del paziente.
I parenti devono tenere conto della presunta volontà del paziente che prevale sulla propria. Ai sensi della legge sui trapianti sono considerati parenti le seguenti persone, elencate in ordine di importanza:
1. il coniuge o convivente
2. figli, genitori o fratelli
3. nonni e zii
4. altri parenti prossimi.
L’espianto di organi e di tessuti è vietato se i parenti non si dichiarano a favore. Quanto
appena specificato vale anche in mancanza del rappresentante autorizzato dal paziente
o se la persona autorizzata alla rappresentanza non può essere contattata tempestivamente.
Per supportare i parenti in questa difficile scelta, è necessario che vengano fornite loro
informazioni esaustive e chiare su tutte le fasi del processo di donazione, incluse le informazioni sui trattamenti per il mantenimento degli organi e sulla loro importanza per la
riuscita del trapianto. Se dal colloquio si evince che il paziente probabilmente non avrebbe acconsentito ai trattamenti per il mantenimento degli organi, si deve rinunciare ai
trattamenti anche se i parenti concordano sulla donazione.
In caso di morte per cause innaturali, le autorità giuridiche devono essere informate in
base alla procedura cantonale vigente per ottenere il permesso all’espianto di organi.
4
CAUSE DELLA MORTE CEREBRALE
Le seguenti patologie possono determinare la morte cerebrale e la donazioni di organi
(incidenza in ordine decrescente):
 Colpo apoplettico (a questo gruppo appartengono l’emorragia intracranica e l’attacco
6
ischemico)
I
 Trauma craniocerebrale
 Anossia cerebrale (in caso di arresto cardiocircolatorio, annegamento, impiccagione,
morte infantile improvvisa ecc.)
 Altre patologie cerebrali (tumore cerebrale primitivo, meningoencefalite)
La morte cerebrale può subentrare anche a causa dell’insorgenza di un effetto massa
e/o di un edema cerebrale che possono compromettere irreversibilmente tutte le funzioni cerebrali, incluse quelle del tronco encefalico (erniazione), in seguito alla mancata irrorazione sanguigna del cervello.
5
PATHWAY PER LA DONAZIONE DI ORGANI DOPO LA MORTE CEREBRALE
La donazione di organi è possibile se tutte le funzioni del cervello incluse quelle del tronco cerebrale sono totalmente e irreversibilmente compromesse a causa di un danno
cerebrale primario e se è stata diagnosticata la morte cerebrale. Vale la regola del donatore morto: un paziente può diventare donatore solo dopo la morte e l’espianto di organi
non deve essere la causa della morte del paziente.
Il metodo per la diagnosi della morte cerebrale deve rispettare rigorosamente le direttive
dell’ASSM. Dal 2011 la diagnosi di morte cerebrale può essere effettuata mediante un
esame clinico (eccetto per i bambini al di sotto dei 12 mesi) eseguito da due medici qualificati. Uno dei due medici non deve essere coinvolto nel trattamento clinico del paziente
(per gli adulti i medici saranno specialisti in neurologia o medicina intensiva, per i bambini specialisti in medicina intensiva o neuropediatria). La diagnosi di morte cerebrale può
avvenire solo a determinate condizioni (ad esempio la valutazione clinica non può essere effettuata a causa di un trauma facciale con eziologia non chiara) mediante diagnostica per immagini che accerti l’interruzione dell’irrorazione sanguigna del cervello.
Possibile donatore:
Trattasi di un paziente intubato, non sedato e in stato di coma profondo (GCS≤8), che
presenta una lesione o una patologia primaria al cervello.
Donatore potenziale:
Trattasi di paziente intubato che presenta probabilmente i criteri clinici necessari per
effettuare la diagnosi di morte cerebrale.
Donatore qualificato:
Trattasi di paziente che dal punto di vista medico può essere preso in considerazione
per la donazione di organi e di cui è stata diagnosticata la morte cerebrale in base alla
direttive dell’ASSM.
Donatore effettivo:
Trattasi di un donatore qualificato che ha acconsentito alla donazione di organi e a cui è
stata praticata almeno un’incisione chirurgica per effettuare l’espianto di organi o a cui è
stato prelevato almeno un organo per l’espianto.
Donatore utilizzato:
Trattasi di un donatore effettivo dal quale è stato prelevato e utilizzato almeno un organo.
7
ASPETTI ORGANIZZATIVI
I
Definizione dei ruoli e delle responsabilità del personale medico che assiste il potenziale
donatore:
Ruolo del medico
 Riconosce il potenziale donatore.
 Ricovera il potenziale donatore nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale.
 Dispone i trattamenti medici per il mantenimento degli organi in base alle raccomanda-
zioni della Swiss Donation Pathway.
 Informa i parenti sulla gravità della condizione clinica del paziente e sull’imminente
sospensione dei trattamenti terapeutici.
 Si assicura che i parenti comprendano la gravità e l’irreversibilità della situazione clini-
ca.
 Mette a conoscenza i parenti della presunta volontà del paziente informandoli sulla
possibilità di donare gli organi e sui trattamenti medici preparatori (a seconda della situazione, il colloquio può avere luogo prima dell’accertamento della morte cerebrale ma
indipendentemente dall’informazione sulla sospensione dei trattamenti terapeutici).
 Chiarisce l’idoneità medica alla donazione.
 Effettua la diagnosi di morte cerebrale in base alle direttive dell’ASSM.
 Informa i parenti della morte del paziente; se non è già avvenuto in precedenza, pone
la domanda sulla donazione degli organi in un colloquio separato.
 In base alla situazione, il colloquio con i parenti/la raccolta del consenso può avvenire
anche prima della diagnosi di morte cerebrale.
 Documenta la diagnosi di morte cerebrale e il consenso alla donazione degli organi.
 In caso di morte innaturale informa le autorità giuridiche competenti per l’espianto di
organi in base alla procedura cantonale (in caso di rifiuto contattare Swisstransplant).
Segnala il donatore qualificato così come previsto dall’organizzazione dell’ospedale o
al network di donazione (cfr. capitolo D):
 Presso il coordinatore dell’espianto e del trapianto;
 Presso Swisstransplant.
 Informa, assiste e supporta la famiglia durante l’intero processo di donazione degli
organi.
 Dopo l’espianto di organi cura gli interessi del defunto e quindi della salma così come
previsto per tutti i deceduti nel reparto di terapia intensiva (esposizione del feretro, formalità ecc.).
Ruolo del personale di assistenza ospedaliera
 Rispetta le direttive sui trattamenti medici per il mantenimento degli organi.
 Avverte il medico competente in caso di instabilità clinica.
 Partecipa a tutti i colloqui con i parenti e, se è necessario, avverte questi ultimi della
gravità della situazione clinica del paziente e della sospensione dei trattamenti terapeutici, comunica la presunta volontà del pazienti e riceve il consenso alla donazione.
 Informa, assiste e supporta la famiglia durante l’intero processo di donazione.
 Dopo l’espianto di organi cura gli interessi del defunto e quindi della salma così come
previsto per tutti i deceduti nel reparto di terapia intensiva (esposizione del feretro, formalità ecc.).
Ruolo del coordinatore dell’espianto e del trapianto
(in base all’organizzazione dei diversi network le mansioni sotto elencate possono essere svolte anche da un coordinatore della donazione locale o dall’equipe di medici e assistenti del reparto di terapia intensiva)
 Risponde alle domande del personale di assistenza ospedaliera.
 Supervisiona il processo del donatore qualificato.
 Trasmette i dati a Swisstransplant (criteri di idoneità alla donazione).
 Informa l’equipe di medici e il personale sulle varie fasi del processo.
 Supporta la famiglia.
8
I
VALUTAZIONE DELL’IDONEITÀ ALLA DONAZIONE O
6
DELL’ESCLUSIONE DALLA DONAZIONE
Si consiglia di prendere in considerazione tutti i pazienti di cui è stata dichiarata la morte
cerebrale, indipendentemente dall’età, e di segnalarli a Swisstransplant e al coordinatore
dell’espianto e del trapianto per poterne valutare l’idoneità medica alla donazione di
organi e tessuti. A Swisstransplant, il servizio nazionale di attribuzione incaricato
dall’UFSP, spetta decide se il donatore è idoneo o meno all‘espianto di organi. Swisstransplant, il servizio nazionale di attribuzione incaricato dall’UFSP, decide in via definitiva se un paziente è idoneo o meno alla donazione di organi e tessuti.
CONTROINDICAZIONI ASSOLUTE ALLA DONAZIONE DI ORGANI
 Grave infezione sistemica non controllabile o infezione di origine sconosciuta
 Infezione con virus della rabbia
 Tubercolosi attiva
 Malattia da prioni
 Patologia degenerativa del sistema nervoso centrale di origine sconosciuta
 Tumore, indipendentemente dal luogo di infestazione, eccetto:
Tumore primario del sistema nervoso centrale non in metastasi
Carcinoma primario basocellulare della pelle
 Cancro della cervice uterina
 Tumore maligno senza recidiva dopo cinque anni
 Neonati con meno di 28 giorni rispettivamente nel periodo post-mestruale inferiore a 44
settimane.


In caso di dubbi contattare Swisstransplant 079 203 39 09
CONTROINDICAZIONI PER LA DONAZIONE DI ORGANI
 HIV (in base allo stato del ricevente)
 Epatite C (in base allo stato del ricevente)
 Epatite B con HBsAg (in base allo stato del ricevente)
 Anemia aplastica, agranulocitosi, emofilia
In determinate condizioni la donazione è possibile!
Contattare Swisstransplant: 079 203 39 09
SITUAZIONI PARTICOLARI
Emorragia cerebrale
Se il donatore presenta un’emorragia cerebrale, deve essere appurata la causa
dell’emorragia, soprattutto se si sospetta un tumore; in questo caso devono essere
escluse le metastasi (diagnosi differenziale: tumore cerebrale primario).
Stato precanceroso
Se è stato evidenziato uno stato precanceroso, è importante conoscere la diagnosi istologica, la stadiazione, il piano terapeutico e i trattamenti successivi.
Non rappresenta invece una controindicazione per la donazione di organi un tumore
maligno curato e senza recidive da cinque anni. Quanto appena specificato vale anche
per il carcinoma basocellulare della pelle e per il cancro della cervice uterina.
Swisstransplant valuterà individualmente le situazioni appena descritte tenendo conto, a
seconda del tipo di tumore, del rischio di metastasi tardive. Durante l’espianto si individua il tumore mediante biopsia dei linfonodi, ultrasuonoterapia perioperatoria degli organi espiantati e a volte con l’autopsia totale prima del trapianto.
9
Aspetti pratici della valutazione di un donatore
I
Quando si valuta l’idoneità alla donazione è necessario individuare eventuali patologie
che comprometterebbero la donazione. In particolare 4 sono le patologie da individuare,
connesse al rischio di contagio della malattia da prioni, del virus dell’HIV, del virus
dell’epatite B o del virus dell’epatite C. Sono inoltre necessari:
 Anamnesi medica e sociale considerando i parenti del paziente, il medico curante
ecc.:
 Patologia attuale
 Infezione sistemica non controllata
 Meningite virale
 Patologia neurodegenerativa
 Utilizzo di ormoni ipofisari di origine umana (GH), trapianto meninge
 Somministrazione di fattori della coagulazione
 Tumore
 Malattia sistemica (malattia autoimmune, collagenasi)
 Esposizione costante a sostanze tossiche
 Pressione arteriosa elevata, diabete, affezione polmonare ostruttiva ecc.
 Farmaci, tabacco, alcol
 Comportamenti a rischio (droghe, comportamenti sessuali a rischio, piercing ecc.)
 Sintomi generali: stanchezza, febbre, perdita di peso, sudorazione spontanea, nausea ed emesi, diarrea continua
 Esame obiettivo
 Esame del sangue
7
DIAGNOSI DI MORTE CEREBRALE IN UN DONATORE CON
MANTENIMENTO DELLE FUNZIONI CARDIACHE
In base alla legge sui trapianti una persona può essere definita morta quando le funzioni
del cervello e del tronco cerebrale sono irreversibilmente compromesse.
La diagnosi di morte cerebrale deve essere effettuata considerando le direttive
dell’Accademia Svizzera delle Scienze Mediche.
Se la morte può essere ricondotta ad un danno primario del cervello, la diagnosi di morte
cerebrale può essere effettuata mediante un solo esame clinico (eccetto nei bambini al
di sotto dei 12 mesi). L’esame verrà effettuato da due medici qualificati a condizione che
uno dei due non sia direttamente coinvolto nel trattamento clinico del paziente (per gli
adulti si sceglieranno esperti in neurologia o di medicina intensiva, per i bambini medici
specializzati in medicina intensiva pediatrica o neuropediatria).
L’esame clinico per la diagnosi di morte cerebrale prevede le seguenti condizioni e fasi:
Condizioni:
 Coma con cause note e danni strutturali documentati da procedure mediche basate
sull’imaging medicale
 Temperatura corporea ≥ 35°C
 Assenza di shock scompensato
 Assenza di tracce residue di sedativi o sostanze tossiche
 Esclusione di disturbi del metabolismo
Nel caso in cui queste condizioni non fossero soddisfatte, si dovrà procedere ad un
esame tecnico aggiuntivo per documentare la cessazione della perfusione cerebrale.
Fasi dell’esame clinico (i sette segni clinici):
 Coma (GCS = 3), la cui causa è nota
 Midriasi fissa bilaterale (pupille non reagenti alla luce)
 Assenza di riflessi cervico-oculari e vestibulo-oculari
 Assenza di riflessi cornali
 Assenza di reazioni cerebrali a stimoli dolorifici
10
I
 Assenza di riflessi tussigeni e di deglutizione
 Assenza di respirazione spontanea
Esami tecnici aggiuntivi
Se l’eziologia del disturbo cerebrale non fosse chiara o non fosse possibile l’esame clinico per accertare le condizioni delle funzioni dei nervi cerebrali, la diagnosi di morte cerebrale deve essere portata a termine con esami tecnici aggiuntivi. Scopo di questi esami
è confermare l’assenza di perfusione cerebrale alle seguenti condizioni:
1. Pressione sanguigna media ≥ 60 mm Hg negli adulti e nei bambini, almeno 45 mm
nei lattanti.
2. Esame effettuato da specialisti qualificati.
L’esame scelto dipende dall’immediata disponibilità dei medici specialisti e dall’impiego
in una particolare situazione clinica, e dovrà essere effettuato seguendo quest’ordine:
 Ultrasuonoterapia transcranica
 Tomografia assiale computerizzata
 Tomografia a risonanza magnetica
 Angiografia digitale a sottrazione
Per l’esecuzione di questa procedura medica e la documentazione dell’esame per accertare la morte cerebrale, si prega di fare riferimento:
 al documento messo a disposizione del vostro network di donatori e reperibile nel
vostro ospedale;
 al documento “Direttive medico-etiche per accertare la morte in relazione ai trapianti di
organi” messo a disposizione dall’ASSM.
MOMENTO DEL DECESSO
Adulti
Se la morte cerebrale viene accertata da un solo esame clinico = momento in cui si
conclude l’esame clinico.
Se la morte cerebrale viene accertata da un esame clinico aggiuntivo = momento in cui
si conclude l’esame clinico aggiuntivo.
Lattanti fino a 12 mesi che hanno superato la fase neonatale
Se la morte cerebrale viene accertata da due esami clinici = momento in cui si conclude
il secondo esame clinico.
Se la morte cerebrale viene accertata da un esame clinico aggiuntivo = momento in cui
si conclude l’esame clinico aggiuntivo.
8
CONTATTO CON I PARENTI DI UN POTENZIALE
DONATORE
Con i parenti di un paziente con una grave lesione cerebrale è necessario stabilire un
contatto regolare e costante che deve essere impostato nel modo seguente:
1. Se è stata accertata la gravità della situazione, i parenti, mediante un colloquio, devono essere informati che la prognosi è infausta e il trattamento medico inutile e che
dovrebbe essere presa in considerazione la sospensione dei trattamenti terapeutici.
In questa fase non si considera un’eventuale donazione di organi o di tessuti poiché i
colloqui sulla conversione della terapia in trattamento palliativo e quindi sui trattamenti medici per il mantenimento degli organi e le informazioni sulla donazione degli organi devono avvenire in separata sede.
2. L’accertamento della volontà potenziale del paziente, le informazioni sulla donazione
degli organi e sui trattamenti medici preparatori possono avere luogo prima
dell’accertamento della morte cerebrale ma indipendentemente dal colloquio sulla
11
I
conversione dei trattamenti terapeutici. Ai parenti deve essere concesso il tempo necessario per accettarsi dell’irreversibilità della situazione clinica e per dare inizio al
processo di lutto, prima di riflettere sulla possibilità di donare gli organi.
3. La donazione di organi viene presa in considerazione solo dopo che i parenti sono
stati autorizzati a vedere i pazienti. Si deve stabilire se il paziente possiede la tessera
del donatore e si provvederà inoltre a rendere nota la presunta volontà del defunto
che prevale su quella dei parenti. Ai parenti si concede la possibilità di discutere la
questione con calma prima di prendere una decisione.
4. Il medico coinvolto deve fornire ai pazienti informazioni complete ed esaustive sulle
fasi del processo di donazione, incluse le informazioni sui trattamenti per il mantenimento degli organi e sulla loro importanza per la riuscita del trapianto. I colloqui devono essere effettuati dallo stesso medico in presenza del personale che assiste il
paziente.
5. La diagnosi di morte cerebrale deve essere comunicata ai pazienti contemporaneamente al momento della morte. Il medico deve accertarsi che i parenti abbiano compreso che il paziente è morto lasciandogli il tempo necessario per congedarsi dal defunto.
6. Una volta accertata la presunta volontà del paziente e fornite le informazioni sulla
donazione degli organi e i trattamenti medici preparatori, l’autorizzazione all’espianto
deve essere protocollata.
7. In caso contrario l’accertamento della presunta volontà del paziente e le informazioni
sul processo di donazione devono avvenire considerando i punti da 2 a 4 delle fasi
descritte in precedenza; l’autorizzazione all’espianto deve essere protocollata.
8. Se viene dato il consenso all’espianto, i parenti dovranno essere aggiornati e supportati durante il processo di espianto.
9. I parenti devono avere il tempo sufficiente per congedarsi dal defunto. Su richiesta
può essere predisposta l’assistenza spirituale (cfr. capitolo E “Aspetti religiosi”).
L’esposizione del feretro dopo l’espianto di organi deve essere comunque proposta.
Se necessario, si deve offrire assistenza e supporto alla famiglia dopo l’espianto di
organi.
10. I parenti vengono informati degli organi espiantati e trapiantati. Deve essere inoltre
garantito l’anonimato del donatore e del ricevente (art. 59 della legge sui trapianti).
Dopo la procedura di espianto il coordinatore dell’espianto e del trapianto propone di
rimanere in contatto, in caso di necessità.
Si veda anche “Assistenza e informazione dei parenti “ a cura della Swiss Donation Pathway, modulo V.
12
I
D SEGNALAZIONE DI UN POTENZIALE
DONATORE
1
LINEA DIRETTA
Grazie alla linea diretta, i medici degli ospedali partner del network dispongono di un
numero telefonico unico che possono chiamare se si trovano di fronte ad un paziente
con gravi danni cerebrali o ad un potenziale donatore di organi e desiderano supporto e
informazioni sulla donazione di organi.
I referenti della linea diretta, a seconda del network, sono i pediatri di un reparto di terapia intensiva, i coordinatori dell’espianto e del trapianto o i coordinatori di Swisstransplant.
Network di Basilea:
061 265 25 25 (mediante il centralino della clinica universitaria)
Network di Berna:
031 632 83 95
Network DCA:
044 255 22 22
Network di Lucerna:
044 255 22 22 (mediante la linea diretta del network DCA)
Network PLDO:
022 372 34 56
Network di San Gallo: 071 494 11 11 (mediante il centralino dell’ospedale cantonale)
Swisstransplant:
2
079 203 39 09
TRASFERIMENTO DI UN POTENZIALE DONATORE IN UN
ALTRO OSPEDALE
Se, a causa delle condizioni strutturali dell’ospedale, non è possibile effettuare l’espianto
di organi, il medico dispone con il consenso dei parenti il trasferimento del paziente in un
altro ospedale di riferimento. Sono ipotizzabili i seguenti casi:
 I pazienti con gravi danni cerebrali vengono trasferiti in un ospedale di riferimento per
definire la terapia.
 I pazienti con gravi danni cerebrali possono essere trasferiti in un ospedale di riferi-
mento per accertare l’irreversibilità e la gravità della situazione.
 Si consiglia di diagnosticare la morte cerebrale in un ospedale di riferimento o in un
centro autorizzato all’espianto di organi per garantire che l’accertamento della morte
avvenga solo dopo il trasferimento del paziente.
 Se possibile, la diagnosi di morte cerebrale deve essere effettuata prima del trasferimento dal medico responsabile del potenziale donatore. Se invece in questa fase non
è stato presentato e firmato il certificato di morte, il paziente defunto non può essere
trasferito nell’ospedale scelto per l’espianto.
In base alla legge cantonale in vigore, il trasferimento accompagnato da un medico non
è più ammesso dopo l’accertamento della morte, motivo per cui l’accertamento della
morte cerebrale avviene nell’ospedale dell’espianto.
Il medico responsabile del paziente organizza il trasferimento. Per evitare spese aggiuntive per i parenti e gli ospedali, il trasferimento del donatore e il trasporto della salma nel
luogo di provenienza sono a carico di Swisstransplant.
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I
3
TRASFERIMENTO DI UN COORDINATORE NELL’OSPEDALE
DEL DONATORE PER VALUTARE IL DONATORE E PER ASSISTERE ALL’ESPIANTO DI ORGANI E TESSUTI
Gli ospedali scelti per l’espianto possono, per volontà del medico, richiedere in qualsiasi
momento il supporto del coordinatore di donazione proveniente da un altro ospedale o
presente in loco.
Deve essere compilata una checklist/SOAS e devono essere concordate con il coordinatore le procedure successive. Il coordinatore deve raccogliere le informazioni sul donatore e inserirle nel Swiss Organ Allocation System (SOAS) per permettere una valutazione
degli organi. Il coordinatore può essere presente in loco per offrire supporto alla famiglia
del donatore.
Si consiglia vivamente la presenza di un coordinatore di donazione affinché quest’ultimo
possa preparare il trasferimento del potenziale donatore dal reparto di terapia intensiva
in sala operatoria. La presenza di un coordinatore nella sala operatoria è essenziale per
assicurare il corretto svolgimento dell’espianto di organi e tessuti, la perfetta conservazione al freddo degli organi e la preparazione al trasporto.
I coordinatori di donazione sono reperibili 24 ore su 24 mediante la linea diretta.
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I
E AUTORI
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GRUPPO DI LAVORO
 Dr. Philippe Eckert
 Sig.ra Gwenola Eschenmoser
 Dott.ssa Claudia-Paula Heidegger
 Dott.ssa Corinne Leemann-Refondini
 Sig.ra Diane Moretti
 Sig.ra Caroline Spaight
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GRUPPO DI ESPERTI
Composto dai membri del CNDO:
 Prof. dott. med. Christoph Haberthür (Presidente)
 PD dott. med Markus Béchir
 Petra Bischoff
 Corinne Delalay-Marti
 Dott. med. Philippe Eckert
 PD dott. med. Yvan Gasche
 Eva Ghanfili
 PD dott. med Franz Immer
 Sandra Kugelmeier
 Dott. med. Renato Lenherr
 Dott. med. Roger Lussmann
 Dott. med. Sven Mädler
 Dott. med. Luca Martinolli
 Diane Moretti
 Stefan Regenscheit
 Dott. med. Thomas Riedel
 Dott. med. Kai Tisljar
 Dott. med. Jan Wiegand
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I
F
RIFERIMENTI
Legge federale sul trapianto di organi, tessuti e cellule (Legge sui trapianti), SR 810.2
dell'8 ottobre 2004 (Stato 1° luglio 2007)
Ordinanza concernente il trapianto di organi, tessuti e cellule umani (Ordinanza sui trapianti) del 16 marzo 2007 (Stato 1° gennaio 2013)
Direttive medico-etiche, Accertamento della morte nel contesto del trapianto di organi
(Stato 24 maggio 2011)
Safety, Quality and Ethical matters concerning Procurement, Storage and Transplantation, 2. Ausgabe, 2012
Pratique soignante et pratiques religieuses, Aumôneries des Hôpitaux Universitaires de
Genève, 8. Überarbeitete und korrigierte Ausgabe, Juni 2010
Murphy P. Timely dentification and Referral of Potential Organ Donors. NHS Blood &
Transplant, Midlands Collaborative, November 2012.
Opdam HM, Silvester W. Identifying the potential organ donor: an audit of hospital
deaths. Intensive Care Med (2004) 30:1390–1397.
Aoun S, Ramos E. Expanding the Donor Pool: Effect on Graft Outcome. Transplantation
Proceedings (1999) 31 : 3379–3382.
Lopez-Navidad A, Caballero F. For a rational approach to the critical points of the cadaveric donation process. Transplantation Proceedings (2001), 33: 795-805.
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I
G CAMBIAMENTI
Data
Maggio 2014
Versione
1.0
Cambiamenti
Versione originale
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I
H APPENDICE
ASPETTI RELIGIOSI
Si elencano qui di seguito le posizioni dei principali credo religiosi su argomenti quali
morte cerebrale, donazione di organi e trapianto di organi che devono essere rispettate:
Cattolicesimo
 Donazione degli organi ammessa dal 1956
 Approvazione, rito della sepoltura, corpo umano ≠ solo un essere biologico
Protestantesimo
 Ammette la donazione degli organi
 Rispetto, assistenza, corretta assegnazione degli organi
Ebraismo
 Risurrezione vs. immortalità dell‘anima
 La vita è sacra
 Il corpo del defunto deve rimanere intatto e non può essere utilizzato per trarne van-
taggio
 La vita come bene supremo giustifica la donazione e il trapianto di organi
Ortodossia
 Riserve vs. trapianto: l’uomo è un’unità inscindibile di corpo e anima,
 l’integrità fisica è necessaria per la resurrezione
 Atteggiamento pragmatico: il trapianto ha un effetto positivo sulla vita
Islam
 Dio dà e toglie la vita
 Il rispetto dell’essere vivente viene prima del rispetto di un corpo defunto
 La donazione degli organi è ammessa se sono assicurati rispetto e consenso e gli
organi espiantati non vengono adoperati a fini commerciali
Induismo
 La vita è una strada infinita
 Metamorfosi del corpo
 Grande importanza alla carità: non si oppone alla donazione di organi perché aiuta gli
altri
Buddismo
 Trasmigrazione dello spirito della persona morta (dopo tre giorni),
 rinascita
 Donazione degli organi “accettabile” se si considerano gli aspetti umanitari del tra-
pianto
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