Libretto sala - San Francesco

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ASSISI
XXVII
XXIX
CONCERTO DI NATALE
BASILICA SUPERIORE DI SAN FRANCESCO
S A B AT O 1 3 D I C E M B R E 2 0 1 4
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Saluto del Custode
del Sacro Convento di Assisi
Padre Mauro Gambetti
Il concerto verrà trasmesso
da Rai1 il 25 dicembre alle ore 12,30
Eminenze ed eccellenze reverendissime, distinte autorità civili e militari, amici
tutti qui presenti, accogliete il saluto di Frate Francesco: il Signore ti dia pace!
Insieme a lui, esprimo innanzitutto la riconoscenza della fraternità che custodisce
e anima questa Basilica, sacrario del Poverello di Assisi. Un grande grazie agli
organizzatori di questo Concerto e agli sponsor, a coloro che oggi presteranno il
loro talento canoro e musicale, e grazie in particolare al servizio televisivo pubblico nazionale, che ci permette di raggiungere milioni di uomini amati da Dio in
Italia e nel mondo.
Quest’anno, per gli auguri natalizi, la comunità del sacro Convento ha scelto
un’immagine inusuale: l’affresco giottesco della fuga in Egitto della Santa famiglia. Abbiamo scelto questa immagine perché abbiamo pensato che sia molto
attuale ed esprima bene i giorni carichi di angoscia che viviamo in Italia e nel
mondo. Minaccia e fuga: questa l’esperienza di Gesù, Giuseppe e Maria e di tanti
nostri fratelli e sorelle.
Uomini, donne, bambini minacciati dalla violenza dei partner, dei vicini di casa,
dei fondamentalisti; minacciati altresì dalla disonestà di molti, dalla malizia degli
avidi e dei lussuriosi, dalla stupidità dei superbi e degli arroganti… Tutti i buoni
cittadini, poi, minacciati da un male oscuro, che vuole impadronirsi perfino dei
loro sentimenti, pensieri, azioni.
Uomini, donne, bambini in fuga: dai propri paesi, a motivo della persecuzione o
della povertà; dagli ambiti di responsabilità civile, a causa della corruzione di tanti;
dalle proprie abitazioni collocate nei territori rurali, in zone montagnose, in piccoli centri storici, perché la vita diviene vieppiù insostenibile per mancanza di servizi, di possibilità di lavoro… di un futuro. Giovani e adulti in fuga addirittura da se
stessi, per un malessere e una insicurezza che mina nel profondo l’animo e può
condurre alla frammentazione della persona – profondamente a disagio con il proprio corpo, o a gesti estremi, assurdi, incomprensibili, seppur ingiudicabili.
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L’immagine della fuga in Egitto della Santa famiglia è una parola di incoraggiamento per tutti. Gesù è sottratto alla minaccia di Erode. Scende in Egitto, luogo
simbolo di ospitalità e di insicurezza per chi è profugo, emblema della schiavitù e
dell’oppressione dei sistemi faraonici che usano gli uomini per la produzione e la
crescita del proprio potere economico, politico e militare. Il Natale, che in un certo
senso si distende nella fuga in Egitto, ci ricorda che Dio ha raggiunto definitivamente ogni uomo, in ogni luogo, in ogni tempo. Nella minaccia, nella fuga… nasce
Gesù. Da quella terra Dio ha chiamato suo Figlio. Seguirà il suo ritorno a Nazareth
e l’esperienza ordinaria della vita familiare, sociale, lavorativa. Non facile, perché
sotto un regime di stampo faraonico.
Coraggio uomini di buona volontà d’Italia e del mondo! Torniamo ad abitare il territorio, di cui dobbiamo prenderci cura; occupiamo nuovamente tutti gli ambiti di
lavoro, che siamo chiamati a svolgere per amore e non per avidità di guadagno;
riappropriamoci della vita familiare, con le sue intrinseche regole di accoglienza e
valorizzazione della differenza e di fedeltà, con i suoi ritmi naturali di veglia e di
riposo, i suoi tempi di convivialità – ordinari e di festa, i suoi momenti di gioia e
di sacrificio, di aridità e di fecondità; recuperiamo gli spazi di socialità, che non
sono terreno di conquista ma di convivenza e di condivisione rispettose e pacifiche; inseriamoci decisamente in politica e nell’area della giustizia, per farne definitivamente dei posti di servizio e non di potere.
Chi opera in questo modo è benedetto da Dio! Coraggio!
Vivo, sempre “nascente”, Gesù è con noi fino alla fine del mondo. Buon Natale!
Anggun
Valentina Varriale, soprano
Susy Sebastiano, mezzosoprano
Pino Ingrosso, tenore
Mauro Utzeri, basso
Coro di voci bianche “I Piccoli Musici”
Maestro del Coro
Mario Mora
Con la partecipazione straordinaria di
Nicola Piovani
Direttore
Steven Mercurio
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
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FRANz GRUBER (1787-1863)
Stille Nacht
MIChAEL hAyDN (1737-1806)
Laudate pueri Dominum
PëTR IL’Ič čAjkoVSkIj (1840-1893)
Dalla suite “Lo schiaccianoci”
Ouverture miniature
Marche
Danse de la Fée-Dragée
Danse russe - Trépak
johANNES BRAhMS (1833-1897)
Wiegenlied
(orchestrazione di G. Gazzani)
MoDEST MUSoRGSkIj (1839-1881)
Da “Quadri di un’esposizione”
Promenade
(orchestrazione di Mikhail Tushmalov)
TRADIzIoNALE
Adeste Fideles
(orchestrazione di S. Maffioletti)
PhILLIPS BRookS (1835-1893)
O little Town of Bethlehem
(orchestrazione di Steven Mercurio)
(orchestrazione di F. Brazzo)
ERICk BENzI, NIkkI MAThESoN, ANGGUN
(orchestrazione di Steven Mercurio)
Anggun
johN WILLIAMS (1932)
Somewhere in my memory
GIUSEPPE VERDI (1813-1901)
La vergine degli angeli
NICoLA PIoVANI (1946)
Suite da “La vita è bella”
Buongiorno principessa
La fuga
Il carrarmato
NICoLA PIoVANI
Da “Padre Cicogna”
Spara ‘sti botte
Tu scendi dalle stelle
A Rose in the Wind
MoDEST MUSoRGSkIj
Da “Quadri di un’esposizione”
La porta dei Bogatyr di Kiev
(orchestrazione di Mikhail Tushmalov)
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Grazie: è Natale!
Giotto - Natività di Gesù - Assisi, Basilica Inferiore di San Francesco
Le parole e le melodie delle pastorali, dei canti natalizi, ci invitano a vivere in
semplicità, ma fondati su dei solidi valori, questo tempo di Natale. Il far cenno ripetutamente ai personaggi del presepio: Gesù, Maria, Giuseppe, il bue e l’asinello
è la dimostrazione di questo consiglio: “Il bue e l’asinello – spiegava il Cardinale
Ratzinger – non sono un mero prodotto dell’immaginazione devota, ma essi sono
diventati accompagnatori dell’avvenimento della Natività in virtù della fede della
Chiesa nell’unità fra l’Antico e il Nuovo Testamento. Davanti a Dio tutti gli uomini, giudei e pagani, sarebbero stati come buoi e asini, senza ragione né giudizio.
Ma il Bambino del presepe aprì loro gli occhi in modo che intendessero la voce del
loro maestro, la voce del loro Signore” (Cardinal joseph Ratzinger, Papa emerito).
E allora grazie Natale! grazie perche ci porti ancora una volta una buona notizia;
grazie perché in questi giorni in cui sentiamo parlare soltanto di disprezzo della
vita, delitti, corruzione si è tentati di rassegnarsi dinanzi al male... ma puntualmente giunge a noi l’annuncio del Natale che, con rispetto e delicatezza, ci invita
a credere che il bene esiste, che la pace si può realizzare soltanto se impariamo
l’accoglienza, la solidarietà, solo così potremmo realizzare quel mondo migliore
che tutti desideriamo.
Grazie Natale perché ci ricordi che “La vita è bella!”.
Resta tuttavia sempre difficile commentare canti come Astro del ciel (Stille
nacht), oppure Tu scendi dalle stelle poiché tutti gli anni è presente nella maggioranza dei programmi musicali natalizi, ma più difficile sarebbe parlare del Natale
se non fossimo supportati da queste melodie intramontabili che ci aiutano a comprendere, senza grandi spiegazioni, che il Natale è pace, gioia, serenità.
Modest Petrovič Musorgskij, è un musicista russo del periodo romantico, appartenente al cosiddetto Gruppo dei Cinque, compositori che alla loro musica conferirono un’impronta nazionale, e anche nazionalista, intesa come riscoperta delle
musiche russe tradizionali e del loro impatto sulla cultura nazionale. Pur destinato
a una carriera militare, il suo interesse principale fu la musica, per cui seguì questa passione anche se essa gli procurò una vita di miseria.
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Le sue composizioni esprimono l’inquietudine dell’uomo; affetto da disturbi di
nevrosi e depressione, causati in parte dal vizio del bere, durante un soggiorno in
campagna dal fratello – durato tre anni – si dedicò con fervore ad alcune delle sue
opere più importanti, come Una notte sul Monte Calvo per orchestra, e diverse liriche per canto e pianoforte; ancora nel 1874 musicò alcune poesie del conte Goleniščev-kutuzov, fra cui Canti e danze della morte. Dello stesso periodo è la celebre suite per pianoforte Quadri di un’esposizione, un tentativo di tradurre in
musica alcuni disegni e acquerelli dell’amico artista Viktor Aleksandrovič hartmann (1834-1873) visti ad una mostra. L’opera fu pubblicata postuma e destinata
ad avere una particolare fortuna soprattutto per la ricchezza ritmica e la novità di
timbri, che indurranno Maurice Ravel a scriverne una magistrale orchestrazione.
Adeste fideles, canto natalizio di cui non esistono prove sufficienti per attribuirne
la paternità ad un autore ben preciso. L'unica certezza è che si tratta di una trascrizione effettuata da un tema popolare irlandese nel 1743-1744 per l'uso di un coro
cattolico, a Douai, cittadina nel nord della Francia.
Phillips Brooks è stato un pastore e autore americano episcopale, a lungo il rettore di Trinity Church di Boston e brevemente vescovo di Massachusetts, e in particolare ricordato come paroliere dell’inno Natale, “o Little Town of Bethlehem”.
La Vergine degli angeli è l’inno religioso che chiude il finale dell’atto II de La
forza del destino di Giuseppe Verdi, ambientato nella chiesa della Madonna degli
Angeli presso hornachuelos. Leonora, giunta al monastero, si affida alla Vergine
pregando perché i propri peccati siano perdonati, quindi chiede un colloquio al
padre guardiano a cui rivela la propria identità e il desiderio di espiazione. Il padre, indulgente e comprensivo, l’avverte però che la vita che l’attende è piena di
stenti e cerca di persuaderla per l’ultima volta a ritirarsi in convento invece che in
una misera grotta. Constatando la fiduciosa costanza di Leonora, tuttavia, acconsente al volere di lei e, consegnatole un saio, chiama a raccolta i monaci che, maledicendo chiunque oserà infrangere l’anonimato dell’eremita, si rivolgono in coro alla Madonna; intonato prima dal solo coro maschile, irrobustito dalle voci
soliste del Padre Guardiano e di Melitone e accompagnato dai violoncelli, e infine da Leonora, accompagnata dal suono dell’arpa.
Giotto - L’adorazione dei Magi - Assisi, Basilica Inferiore di San Francesco
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La forza del destino, opera in quattro atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave tratto da Alvaro o La forza del destino di Ángel de Saavedra fu
rappresentata per la prima volta al Teatro Imperiale di San Pietroburgo, oggi conosciuto come Teatro Mariinskij, il 10 novembre 1862.
Nicola Piovani noto autore di colonne sonore, ha lavorato con alcuni dei maggiori registi del cinema italiano, vincendo il premio oscar per le musiche del film La
vita è bella, film del 1997, è stato diretto e interpretato da Roberto Benigni. Il
film ricevette tre oscar: quello alla migliore colonna sonora, quello al miglior
film straniero e quello al miglior attore protagonista.
John Towner Williams è un direttore d’orchestra e compositore statunitense, famoso e apprezzato per le numerose colonne sonore cinematografiche, ha lavorato
molto per il regista Steven Spielberg e per Chris Columbus. ha vinto cinque volte
il premio oscar per la miglior colonna sonora. Molto importante è anche il contributo musicale prodotto per la saga di Guerre stellari del 1977; il successo della
colonna sonora, completamente sinfonica, ha ridato grande impulso e slancio al
successivo utilizzo di musica sinfonica (talvolta affidandosi a celebri orchestre)
nei film.
Johann Michael Haydn, compositore austriaco, fratello minore del più famoso
Franz joseph haydn, e come lui esponente del Classicismo. I lavori che generalmente vengono riconosciuti come i più importanti di haydn sono le sue partiture
di musica sacra corale, compreso il Requiem pro defuncto Archiepiscopo Sigismundo, che grande influenza ha avuto sul ben più celebre Requiem di Mozart. È
stato anche un prolifico compositore di musica profana, tra cui quaranta sinfonie,
svariati concerti e musica da camera.
Pëtr Il’ič Čajkovskij. Il suo vasto catalogo delle composizioni spazia attraverso
tutti i generi, includendo sinfonie, opere, balletti, musica sinfonica, musica da camera e musica sacra. Tra le sue composizioni più popolari (non necessariamente
le più apprezzate dalla critica e dal compositore stesso), i tre balletti Il lago dei cigni, La bella addormentata e Lo schiaccianoci.
Culturalmente distante dai compositori russi a lui contemporanei d’ispirazione
nazionalista, passati alla storia come il Gruppo dei Cinque, čajkovskij rivelò nel-
la sua musica uno spirito cosmopolita, studiando tutta la vita la musica dell’Europa occidentale.
Pervase da una sensibilità estenuata e da una naturale eleganza, le sue composizioni presentano tratti talora distintamente russi, sia nella predilezione per il modo minore, sia soprattutto nel profilo delle melodie, talvolta ricavate dalla tradizione popolare o dalla liturgia ortodossa.
Johannes Brahms fu un compositore, pianista e direttore d’orchestra tedesco. Il
critico musicale Eduard hanslick, contemporaneo del compositore, indicò in
Brahms l’antagonista della “musica avveniristica” wagneriana, cioè appartenne a
quel filone romantico (al quale appartenevano anche Liszt e Berlioz) che intendeva trasferire nell’opera musicale i tratti letterari e collocava il fatto musicale all’interno di un programma che, affermando l’emancipazione rispetto al rigido impianto formale classico, ricercava una maggiore libertà espressiva.
La musica di Brahms, orientata a un vivido sinfonismo e segnata dal sistematico
spirito di rivisitazione della struttura compositiva, si accompagna a una tendenza
a prediligere la spontaneità dei tratti della musica popolare viennese e ungherese.
Padre Giuseppe Magrino
Maestro di Cappella
nella Basilica Papale di San Francesco in Assisi
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La nostra umanità, per comprenderci e salvarci
Anche quest’anno il 25 dicembre andrà in onda il Concerto di Natale dalla Basilica
Superiore di San Francesco, sono ventinove anni che i frati accolgono e propongono con gioia questo evento. Voltandoci indietro ci si accorge di quanti sacrifici
siano stati fatti per realizzarli e quanto amore sia stato seminato e diffuso. I dati
dello scorso anno sono significativi e incoraggianti: il Concerto, in onda su
RaiUno in eurovisione ha raggiunto lo share del 26,69% con 3.198.000 ascoltatori, in un continuo crescendo negli anni. oltre alla programmazione di Rai5 e Radio
Rai 3 è stato trasmesso negli Stati Uniti, in Serbia, Argentina, Bolivia, Brasile,
Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Repubblica Dominicana, Ecuador, El Salvador,
Guatemala, Guyana Francese, haiti, honduras, Messico, Nicaragua, Panama,
Paraguay, Perù, Porto Rico, Uruguay e Venezuela mentre molti circuiti radio l’hanno trasmesso. Tutto questo è possibile grazie a coloro che ci sostengono, come gli
sponsor e i vertici Rai, da sempre accanto a questo faro di spiritualità, di arte e di
cultura...
Sono dati, numeri, che rivelano direttamente e indirettamente la sete di valori del
cuore umano. Vorrei “fotografare“ insieme a voi quello che accade il giorno di
Natale: dopo la benedizione Urbi et orbi di papa Francesco, sorella tv bussa alle
nostre case con le note di Assisi. Non è solo musica, non sono solo artisti, non sono solo immagini, ma è un dialogo silenzioso tra quello che questo evento suscita
e quello che il cuore di chi ascolta percepisce: diventare uomini dai grandi ideali,
incarnati nel vivere quotidiano.
La musica è in grado di mettere in luce il comune denominatore del linguaggio
universale che appartiene all’umanità. Essa nella sua essenza diviene incontro con
Dio, illuminazione e lode, proprio come aveva voluto san Francesco che, traendo
la sua linfa da Cristo, dalla musica e dall’armonia, ha fatto scaturire il Cantico
delle Creature.
Per capire come alcuni linguaggi siano fondamentali, come lo è quello della musica, concludo con un episodio legato alla seconda guerra mondiale, ad una delle
pagine più brutte della nostra storia, che mette però in luce l’importanza di un lin-
guaggio universale, il linguaggio dell’umanità ancor prima di quello degli uomini.
joseph Goebbels, l’allora Ministro della Propaganda del Terzo Reich, durante un
convegno sull’editoria, invitò i delegati dei vari paesi a dire una parola di saluto.
Quando venne il turno di un editore svedese, questi salì sul podio e, con voce grave, pronunciò queste parole: “Signore Iddio, devo fare un discorso in tedesco.
Non ho un vocabolario né una grammatica e sono un pover’uomo sperduto nel
genere dei nomi. Non so se l’amicizia è femminile e l’odio maschile, o se l’onore,
la lealtà, la pace sono neutri. Allora, Signore Iddio, riprenditi le parole e lasciaci
la nostra umanità. Forse riusciremo a comprenderci e a salvarci”. Al termine del
discorso Goebbels usci dall’aula indignato perché queste parole esprimevano la
bellezza dell’umanità tutta.
Padre Enzo Fortunato
Direttore Sala Stampa Basilica di San Francesco
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Anggun
Giotto - Il Presepe di Greccio - Assisi, Basilica Superiore di San Francesco
Nata a jakarta (Indonesia), ha iniziato ad esibirsi all’età di sette anni. ha pubblicato da allora numerosi album che sono diventati rapidamente best sellers. Alcuni
dei suoi successi fanno parte delle 100 Canzoni indonesiane più famose di tutti i
tempi, stabilite dal Rolling Stone Magazine. È stata definita ‘Lady Rock’ da pubblico e critica ed è diventata una delle stelle indonesiane più importanti dai primi
anni ’90 ad oggi.
Anggun lascia l’Indonesia nel 1994 per seguire la carriera internazionale. Dopo
due anni di viaggi a Londra e Parigi, incontra il produttore francese Erick Benzi
(Celine Dion) e firma un contratto con la Sony Music Entertainment. Pubblica il
suo primo album internazionale ‘Snow on the Sahara’ (1997) in 33 paesi di tutto
il mondo; questo album contiene la hit “Snow on the Sahara” che raggiunge la
numero uno in diversi paesi. Il singolo raggiunge anche la Top 20 nella classifica
di Billboard heatseekers e la Top 15 nelle classifiche USA Club, rendendo Anggun la prima artista asiatica ad ottenere tali risultati in America.
Il suo album di debutto internazionale raggiunge il disco di platino in Francia, un
doppio disco di platino in Italia, il disco d’oro in Svizzera. È la prima volta che
un’artista asiatica ottiene un tale successo di vendite all’estero, al di fuori del continente asiatico. Dopo il suo primo successo internazionale, Anggun pubblica cinque album in studio in lingua inglese e francese (guadagnando la certificazione
del disco d’oro e di platino in molti paesi europei), e la colonna sonora per il film
danese “open hearts” (2002), che viene nominato per la miglior colonna sonora
ai Film Awards danesi. In quello stesso anno collabora con una serie di artisti internazionali, tra cui julio Iglesias, Peter Gabriel, Pras Michel dei Fugees. Apre i
Music Awards italiani insieme a Piero Pelù, con il brano ‘Amore Imaginato’, una
hit n. 1 in Italia.
Nel 2006, esegue il tema di apertura della colonna sonora del film ‘The Transporter II’ (con jason Statham), film che entra direttamente al primo posto al box-office Usa. ha ricevuto numerosi riconoscimenti per i suoi successi, tra cui il prestigioso “Chevalier des Arts et Lettres” dal ministro francese della Cultura ed è stata
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anche nominata ai Music Awards in Francia! Per congratularsi con il suo straordinario successo all’estero, Anggun ha ricevuto il premio onorario IMA (Indonesian
Music Award) davanti al suo pubblico asiatico.
A parte la sua carriera musicale, Anggun è stata coinvolta in numerose opere ambientali e umanitarie. È stata nominata ambasciatrice internazionale delle Nazioni
Unite per due volte, prima per l’Anno internazionale del microcredito nel 2005 e
poi per l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura nel 2009. ha avuto
il privilegio di incontrare e discutere di tali questioni umanitarie con l’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton e con il segretario generale dell’oNU Ban-ki
Moon.
Recentemente, è stata in copertina della rivista più venduta in Francia ‘Tele 7
jours’ con il leggendario stilista francese jean-Paul Gaultier ed è entrata direttamente al n. 3 nelle classifiche di vendita degli album in Francia, con un concept
album intitolato ‘Thérèse Vivre d’Amour’ che è stato certificato con il disco di
platino in 2 settimane! Finora, si è giustamente guadagnata il titolo indiscusso
della artista asiatica più venduta al di fuori dell’Asia. Lei è l’unica ad essere riuscita a portare in classifica tanti successi e album nelle classifiche musicali fuori
dall’Asia! Questo risultato è stato riconosciuto un paio di settimane fa a Monaco,
ricevendo il “World’s Best-Selling indonesian Artist Award” al prestigioso World
Music Awards. Anggun si è esibita alla cerimonia insieme a superstar internazionali come Mariah Carey e Ricky Martin.
Valentina Varriale
Diplomatasi brillantemente al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, Valentina Varriale, classe 1981, ha cominciato molto giovane la carriera solistica e
nel 2001 ha partecipato a due produzioni dell’Autunno Musicale del Teatro di S.
Carlo di Napoli.
Ha interpretato il ruolo del Messo nell’opera “Statira, Principessa di Persia” di F.
Cavalli nel primo allestimento della Pietà de’ Turchini sotto la direzione del M°
A. Florio (incisione Opus 111 - Naive).
Ha collaborato inoltre con Rinaldo Alessandrini durante la rassegna concertistica
ad Ambronay.
Nel 2004 ha vinto la prima edizione del Concorso Internazionale di musica barocca “Francesco Provenzale” e nello stesso anno ha cantato il ruolo di Armindo nella “Partenope” di Haendel sotto la direzione di A. Florio presentata al Festival di
Beaune e a La Citè de la Musique a Parigi.
Nell’agosto del 2005 ha collaborato con i Sonatori della Gioiosa Marca eseguendo lo “Stabat Mater” di Pergolesi, riproposto, sotto la direzione del M° O. Dantone, per il Pergolesi - Spontini Festival nel settembre 2006.
Ha eseguito “La Betulia liberata” di Mozart con la Cappella Pietà de Turchini
presentata ai festival di Beaune e di Santiago de Compostela .
È stata Barbarina nelle “Nozze di Figaro” di Mozart rapppresentata al Teatro degli Champs-Elysées; Rosilda nella “Ottavia restituita al trono” di Scarlatti; Zeza
nello “Alidoro” di Leonardo Leo rappresentato al Teatro Valli di Reggio Emilia e
al Mercadante di Napoli; Albina nella “Salustia” di Pergolesi presentata al festival di Montpellier in coproduzione con il Pergolesi-Spontini festival e Armindo
nella “Partenope” di Haendel rappresentata a Ferrara e Modena riscuotendo successo di pubblico e critica.
Ha lavorato inoltre con Jordi Savall, con cui ha realizzato “L’Orfeo” e il “Vespro
della Beata Vergine” di C. Monteverdi e con Peter Kopp, esibendosi in numerosi
festival europei (tra cui Edimburgo, Salisburgo e Dresda) e Nazionali (Festival di
Jesi, Festival Monteverdi di Cremona, Stagione dell’Associazione Alessandro
Scarlatti di Napoli, MITO, tra gli altri).
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Collabora stabilmente con I Turchini diretti dal M° A. Florio.
Nel 2007 ha conseguito con lode la laurea di II livello in Musica Vocale da Camera presso il Conservatorio San Pietro a Majella .
È vincitrice di diversi concorsi lirici, tra cui si annovera il Primo Premio al “Benvenuto Franci” di Pienza (2010), il Primo Premio al “Vincenzo Bellini” di Caltanissetta (2011), il Primo Premio all’unanimità della giuria del “Puccini International Competition” (2012) di Torre del Lago, Premio Internazionale Santa Chiara –
Sez. Musica Sacra (2014).
Ha all’attivo diverse incisioni discografiche per la Eloquentia, Glossa, Naive,
Stradivarius, Brillant Classic e Berlin Classic.
Particolarmente interessata al repertorio vocale del Sei-Settecento ha seguito masterclass in canto barocco del soprano Roberta Invernizzi e masterclass in canto
lirico con Mirella Freni, che l’ha scelta per partecipare come allieva alla sua accademia di alto perfezionamento, con Lella Cuberli e June Anderson. Studia attualmente sotto la guida del soprano Maria Ercolano.
Recenti sono la partecipazione al Cartagena Music Festival, che l’ha vista protagonista in diverse performance sotto la direzione del M° R. Alessandrini e l’apertura della stagione sinfonica del teatro Petruzzelli di Bari con il Magnificat di
Bach sotto la bacchetta del M° D. Rustioni e la partecipazione allo spettacolo
“Padre Cicogna” per lo stesso Petruzzelli sotto la guida del M° Nicola Piovani.
Susy Sebastiano
Nata a Napoli, si esibisce in vari recital di musica napoletana e si perfeziona con
Antonio Sinagra dedicandosi anche al Teatro Musicale Contemporaneo. Debutta e
crea “ Femmene pe’ nu mutivo antico”, canta nell’opera-concerto “Sona Sona”,
per la regia di Bruno Garofalo e le musiche di Antonio Sinagra, al cospetto di
Carlo Azeglio Ciampi in Villa Campolieto di Ercolano. Entra poi a far parte, come voce solista, del Nuovo Gruppo Musicale di Giovanni Mauriello e nel “Lyricon Ensamble”di Nunzio Areni. Collabora con artisti come Carmelo Columbro,
Renato Piemontese, Susanna Pescetti, Antonello Paliotti, Mauro Squillante dell’
Associazione Mandolinistica Napoletana, Mauro Di Domenico, Solis String
Quartet. Nel 2004 si esibisce in “Suggestioni Sonore” con Peppe Vessicchio e la
sua orchestra. Al “Leuciana Festival” partecipa allo spettacolo teatrale “ho visto
un Re” con l’orchestra Sinfonica Collegium Philarmonicum e il Coro Ensamble
Vocale di Napoli. Prende parte ai progetti discografici “Rosa Napoletano 2”, “Rosa Napoletano 3” e alla Produzione “Tam Tam” di Renato Salvetti. Nel 2008 debutta in “Novecento Napoletano” di Lello Scarano e Bruno Garofalo diretta da
Tonino Esposito e nel 2009 al Teatro Quirino Roma. Al Teatro San Ferdinando di
Napoli canta per la ricorrenza dei 25 anni dalla scomparsa di Eduardo De Filippo
nella prima esecuzione assoluta di “Padre Cicogna”, racconto sinfonico per quattro voci, voce recitante ed orchestra - versi di Eduardo De Filippo e musiche di
Nicola Piovani - con l’orchestra del Teatro San Carlo di Napoli diretta da Piovani. Lo spettacolo è ripreso da varie istituzioni tra cui il Teatro Carlo Felice di Genova e il Teatro Antico di Taormina, la Stagione Sinfonica d’Estate con l’orchestra Sinfonica Tito Schipa di Lecce, il Teatro Greco di Lecce, il Teatro dal Verme
di Milano e il Teatro Petruzzelli di Bari (registrato dalla Rai e messo in onda su
Rai1). L’esecuzione di Bari è stata messa in onda per il ciclo “L’Eredità di Eduardo” di Rai Cultura su Rai5. Susy Sebastiano ha cantato in Mondovisione nel concerto “Cantata delle parole chiare. Voci dal teatro di Eduardo in Senato’’, per il
30° Anniversario della scomparsa di Eduardo De Filippo, presso il Senato della
Repubblica.
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Pino Ingrosso
Salentino doc nel 1980 debutta a Napoli come voce solista nello spettacolo “opera” (testi M.Mete - musiche di E. Bennato). Collabora come voce solista per 11 anni con Eugenio Bennato in Italia e all’estero
e poi con Beppe Barra, con il M.o Roberto De Simone.
Nel 1993 l’incontro con Vincenzo Cerami e Nicola Piovani e la partecipazione
come tenore a molte produzioni di successo come “Canti di scena”, “Concerto fotogramma”, “La cantata dei cent’anni” con Gigi Proietti, “L’isola della luce” al
fianco di Noa, “Semo o nun Semo” spettacolo per il quale è stato insignito, presso il Campidoglio a Roma del “Premio Simpatia” oscar capitolino 34° Edizione,
ideato da Vittorio De Sica, Aldo Palazzeschi e Domenico Pertica e del Premio
“Arte e Cultura Ettore Petrolini”.
Nel maggio 2002 il debutto al Teatro Flaiano a Roma dello spettacolo “Canzoni
all’Ingrosso (Refrain dell’altro secolo)” prodotto dalla Compagnia della Luna e
dal Teatro Mancinelli di orvieto con la consulenza musicale di Nicola Piovani.
Autore degli spettacoli teatrali/musicali:
– “Serenate sincere”, con il quale ha varcato i confini nazionali e che lo ha portato
in mini tour, organizzato dal Teatro Pubblico Pugliese, nei Castelli della Puglia;
– “CantoRacconto - spettacolo di Natale” spettacolo a tema con testi a cura di
Antonella Sciocchetti;
– “Raccontiamoci le favole” liberamente tratto dalle favole e dalle filastrocche di
Gianni Rodari, spettacolo utilizzato anche per attività di workshop nelle scuole elementari, medie e superiori; l’iniziativa è stata promossa dalla Regione Puglia in
collaborazione con l’Associazione Culturale Musicale “Nany Music”. – “ogni parola e’ musica” ideato per una mini tournée nei musei della Capitale;
– “A Mimmo, omaggio a Domenico Modugno”.
Tenore nello spettacolo con Luca De Filippo dell’opera inedita di Eduardo “Padre
Cicogna” che, a dicembre 2013, dal Teatro Petruzzelli di Bari, è stato trasmesso su
Rai1 e il 31 ottobre 2014, in occasione del trentennale dalla scomparsa di Eduardo,
dall’Aula del Senato è stato trasmesso in diretta su Rai3, Rai5 e in Mondovisione.
Autore e compositore di musiche per la Rai, Mediaset, teatro, fiction.
ospite in numerose trasmissioni televisive e radiofoniche tra cui “Viva Radio24”
con Fiorello.
Nel 1997 prende parte come cantante e attore al film di Antonio Albanese “Uomo
d’acqua dolce”; nel 1999 partecipa al film di Luigi Magni “La Carbonara”; ha
collaborato con Pino Donaggio alla colonna sonora del film “Tra due mondi” come autore dei testi; partecipa come cantante e attore al film di V. Cerami e G. Albanese “A-A-A-Achille” con Sergio Rubini e Paolo Bonacelli, film vincitore al
Festival del Cinema di Giffoni nel 2004. ha prestato la sua voce alla colonna sonora del film “FortApasc “ di Marco Risi.
“Premio Safiter ed. 2014” Concorso Internazionale dei Cortometraggi, per il corto
“Viaggiare dentro” di Anna Rita Pinto e Gino Capone del quale Pino Ingrosso è
autore della Colonna Sonora.
L’11 Febbraio 2009 è stato presentato il suo primo libro di pensieri dal titolo “Un
pensiero al giorno” ed è in preparazione anche il suo secondo.
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Mauro Utzeri
Coro “I Piccoli Musici”
Nato a Roma, diplomato al Conservatorio di S. Cecilia con la Professoressa Berg,
perfezionandosi col Maestro Federighi e la Professoressa Chiara Migliari. ha
debuttato nel 1991 al Cantiere di Montepulciano, nella “Nina pazza per amore” di
Paisiello, e come vincitore del Concorso Toti dal Monte, a Treviso come
Guglielmo nel “Così fan tutte” sotto la direzione di Peter Maag.
Successivamente è risultato vincitore del “William Walton Foundation Award”
nell’ambito del quale ha interpretato il ruolo di Dandini nella Cenerentola di
Rossini; Del Concorso “Francisco Vinas” quale miglior artista mozartiano.
ha interpretato i ruoli del Conte e di Figaro ne “Le Nozze di Figaro”, Guglielmo
nel “Così fan tutte”, Don Giovanni, Leporello e Masetto nel “Don Giovanni”, di
Mozart, Malatesta nel “Don Pasquale”, Belcore in “Elisir d’amore” di Donizetti,
Mephisto nel “Faust” di Gounod, Falke nel “Pipistrello” di j.Strauss, Dandini nella
“Cenerentola”, Bartolo e Figaro nel “Barbiere di Siviglia” di Rossini, Betto e
Marco nel “Gianni Schicchi” e Sacrestano nella “Tosca”, Marcello e Shaunard
nella “Bohème” di Puccini, nei principali teatri italiani quali La Scala, il Regio di
Torino, il Comunale di Genova, il San Carlo di Napoli, il Costanzi di Roma ed in
altri Teatri Italiani ed Europei.
Svolge attività concertistica eseguendo il “Requiem” di Faurè, il “Requiem” di
Brahms, il “Messiah” di haendel, la “Passione secondo Giovanni” di Bach, le
“Petite Messe” di Rossini ed altre partiture.
È stato ospite del Rossini opera Festival interpretando Taddeo ne “L’Italiana in
Algeri”, Filiberto nel “Signor Bruschino”, Chausser nel “Guillaume Tell”,
Riccardo nella “Matilde di Shabran”, ed altri ruoli in spettacoli nell’ambito della
produzione artistica del Festival pesarese.
ha svolto la sua attività collaborando con molti registi e direttori di prestigio, tra
cui Roberto De Simone, Pierluigi Pizzi, Luis Alva, Pier’Alli, jannis Coccos,
Antonio Calende, Carlos Saura, Dario Fo, Maurizio Scaparro, Ferruccio Soleri,
Trisha Brown, Luis Pasqual, Fabio Sparvoli, Cristina Comencini, Salvatore
Accardo, jeffrey Tate, Peter Maag, jordi Savall, Gianluigi Gelmetti, Nicola
Piovani ed altri.
Il Coro “I Piccoli Musici” di Casazza (Bergamo), diretto fin dalla fondazione da
Mario Mora, si è costituito nel 1986 quale espressione della Scuola di Musica
omonima. Nella sua intensa attività artistica il Coro è stato invitato a tenere concerti nell’ambito dei più importanti festival corali nazionali ed internazionali.
ha partecipato a prestigiosi concorsi internazionali classificandosi sempre al primo posto.
ha partecipato a concerti trasmessi da Rai, Mediaset, Tv e Radio Svizzera.
Nel 2007, nel 2008 e nel 2010 ha eseguito con l’orchestra Sinfonica Nazionale
della Rai il “Concerto di Natale” trasmesso in Eurovisione dalla Basilica di Assisi.
ha preso parte agli allestimenti di numerose opere delle quali ricordiamo: Carmen,
La bohème, Turandot, Hansel e Gretel, Mefistofele, Rappresentatione di Anima et
di Corpo, Carmina Burana, la Sinfonia N. 3 di Mahler, Il Piccolo Spazzacamino,
Costruiamo una città, L’Arca di Noè, Suor Angelica, Il Piccolo Cantore, Brundibar, Passione secondo Matteo, L’enfant e les sortileges, War Requiem, Elias.
Per l’oNU ha cantato a Ginevra alla presenza dei rappresentanti di 186 Nazioni
in occasione del 10° Anniversario della Convenzione sui diritti dei fanciulli e a
Milano alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel marzo 2011, nel 150° dell’Unità d’Italia.
Numerose incisioni, edite da diverse etichette: Fondazione “Guido d’Arezzo”, Federazione Cori del Trentino, Europa Cantat, Sony, Larus, Decca.
ha inciso opere di Mendelssohn e Britten e una raccolta di Canti e Melodie Internazionali, dal titolo “Around the world” (Edizioni Carrara), i Vespri di Natale di
Willaert e una raccolta di canti natalizi (Stradivarius), giudicato dalla rivista francese “Repertoire” il miglior disco di Natale dell’anno 2000, una raccolta di canti
per bambini “Giro, Giro Canto 3” (Feniarco). Ultimo in ordine di tempo il CD
“Nativitas”, A Christmas Festival.
Nel 2008 gli è stato conferito dalla Fondazione “Guido d’Arezzo” il Premio Internazionale alla carriera “Guidoneum Award”.
Il Coro “I Piccoli Musici” è Ambasciatore Culturale dell’Europa per la Federazione dei Cori dell’Unione.
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Mario Mora
Nicola Piovani
Mario Mora ha studiato pianoforte, organo e musica corale. È fondatore (dal
1986) e direttore artistico della Scuola di Musica, del Coro di voci bianche, del
Coro giovanile e dell’Ensemble vocale femminile “I Piccoli Musici” con il quale
svolge un’intensa attività artistica con concerti, incisioni, collaborando con teatri,
orchestre e direttori quali Riccardo Chailly, Romano Gandolfi, helmuth Rilling,
Gabriel Garrido, Rudolf Barshai, Claus Peter Flor, jeffrey Tate, Wayne Marshall,
Steven Mercurio, Peter Schreier, Ennio Morricone.
ha tenuto corsi, convegni ed atelier nazionali e internazionali sulla vocalità infantile rivolti a cori di bambini, direttori e insegnanti.
È stato premiato quale miglior direttore al 29° Concorso Nazionale Corale di Vittorio Veneto, al 5° Concorso Corale Internazionale di Riva del Garda, al 26°e 28°
Concorso Corale Nazionale di Quartiano, al 4° Concorso Corale Internazionale di
Malcesine sul Garda.
È membro di giuria e commissioni in Concorsi nazionali e internazionali. È inoltre docente in qualità di Maestro e Direttore del Coro di Voci Bianche della Scuola Diocesana di Musica S. Cecilia di Brescia.
Nel 2001 è stato nominato da Papa Giovanni Paolo II “Cavaliere dell’ordine di
San Silvestro Papa” per l’attività educativa e musicale svolta in favore dei ragazzi.
La Fondazione “Guido d’Arezzo” gli ha conferito il Premio Internazionale alla
carriera “Guidoneum Award 2008”.
Nicola Piovani è nato nel 1946 a Roma, dove ha sempre vissuto e lavorato. Di
mestiere fa il Musicista: pianista e arrangiatore, direttore d’orchestra, compositore
di musica per il cinema e il teatro, di canzoni e canzonette, creatore di musica da
camera e sinfonica, da musical. Fra i maestri che lo hanno avviato alla composizione, il greco Manos hadjidakis.
Gran parte dell’attività di Nicola Piovani è dedicata al cinema e al teatro, fra i
quali si divide con passione: i primi tempi il cinema occupava lo spazio principale
del suo lavoro, scrivendo con registi come: Bellocchio, Tornatore i Taviani,
Moretti, Loy, Agosti, Benigni, Bigas Luna, jos Stelling, Irvin, Bodrov, Lioret, Gàbor, e altri, ma con gli anni si è preso sempre di più il lusso – come lo definisce
lui – di dedicarsi alla musica teatrale, al punto che lo spettacolo dal vivo impegna
ormai la maggior parte del suo tempo scrivendo musiche di scena per Cecchi,
Scaparro, Gassman, Luca De Filippo, Luigi Magni.
Alla fine degli anni ottanta, inizia il sodalizio artistico con Vincenzo Cerami. Insieme all’attore Lello Arena, fondano la Compagnia della Luna, con l’intento di
dare vita a un genere che in quel momento non trova spazio sulle scene italiane,
un teatro dove musica e parola abbiano ambedue ampio spazio e interagiscano sul
piano espressivo.
ha scritto musiche per più di 150 film e oltre un centinaio di spettacoli teatrali.
Riguardo alle recenti produzioni, ricordiamo il suo primo disco di canzoni del
2013,“Cantabile” con le voci dei cantanti amici De Gregori, Servillo, Giorgia,
Grigolo, Ferreri, Mannoia, Proietti, Benigni, jovanotti, Noa, Morandi, Benigni, e
con la partecipazione dei Solisti della Scala di Milano; un cd inconsueto, salutato
con gioia dalla critica e dal pubblico.
Nel 2014 esce il suo primo libro – e forse l’ultimo, dice Piovani – “La musica è
pericolosa”, appunti autobiografici dove la musica diventa un pretesto per parlare della vita, e dove la vita si lascia agganciare proprio in quei momenti in cui
un’aria, una combinazione di suoni, il fragore di una banda o l’audacia di una orchestra hanno saputo toccarci il cuore e dirci qualcosa di più su questa rocambo-
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lesca avventura di essere musicalmente al mondo: una “vita cantabile”. Nel giugno 2014 è stata eseguita dall’orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino
una sua nuova composizione dal titolo Sarajevo.
Fra vari premi e titoli, ricordiamo che Nicola Piovani nel 2000 ha vinto il premio
oscar per la miglior partitura drammatica per il film La vita è bella, e nel 2008 è
stato nominato Chevalier dans l’ordre des Arts et des Lettres dal ministro francese della Cultura, onorificenza conferita alle personalità che si sono distinte in
campo internazionale in campo artistico.
Steven Mercurio
Direttore
Per cinque anni Direttore Musicale del Festival di Spoleto e Direttore stabile della
opera Company di Filadelfia, ha diretto più di quarantacinque opere in sei lingue
diverse e in diverse trasmissioni televisive compresa “Christmas in Vienna” con
l’orchestra di Vienna per Sony Classical, a cui hanno partecipato i “Tre Tenori”
nel 1999, e “American Dream – Concerto di Andrea Bocelli alla Statua della Libertà”. Sua la direzione al gala operistico del XX Anniversario della Fondazione
“Tucker” con l’orchestra della Metropolitan opera, e la diretta televisiva sulle reti Rai di Bohème a Cagliari con Bocelli. Celebri le sue esecuzioni a Spoleto del
Requiem di Berlioz, del Prometheus di Scriabin e della Sinfonia n. 2 di Mahler e
una serata dedicata alla musica di Chick Corea e di Mozart con l’orchestra giovanile di Santa Cecilia. Registrazioni recenti includono Il trovatore, Pagliacci e Cavalleria Rusticana per la Decca e Manon Lescaut con il Teatro de la Maestranza
di Siviglia. Tra gli album solistici figurano “Verdi Arias” con Daniela Dessì, “Romanze e Canzoni” e un omaggio a Beniamino Gigli con Fabio Armiliato. La collaborazione con Sony Classics ha prodotto “Christmas in Vienna” con Carreras,
Domingo e Pavarotti e “Many voices”, un album di brani suoi. ha registrato la
cantata “Voices of Light” di Einhorn, il “Concerto di Toronto” di Brouwer con il
chitarrista john Williams, “Storyteller” che comprende composizioni di Marsalis,
Doyle e Meyer, tre concerti violinistici con Mark o’Connor e un cd con Corea,
vincitore del Grammy. ha diretto la prima statunitense di Der Zwerg di zemlinsky per il Festival di Spoleto a Charleston e italiana per l’opera di Roma; per
Spoleto ha messo in scena Goya di Menotti, Il Trittico di Puccini, Wozzeck di
Berg, Die Tote Stadt di korngold, Il naso di Šostakovič e Symphony No. 1 di Corigliano. A Torino ha diretto A Streetcar Named Desire di Previn, a Palermo e a
Roma la prima italiana di Lady in the Dark di Weill, alla Staatsoper di Bonn un
nuovo allestimento di Traviata, alla English National opera di Londra La bohème
e a San Francisco Les Contes d’Hoffman. Tra i suoi brani spiccano For Lost Loved Ones, diretto per la prima volta da Mehta con la New york Philharmonic e
Mercurial Overture, eseguita dalla Filarmonica di oslo diretta dal compositore, in
un concerto televisivo per i vincitori del Nobel. Mercurio crea arrangiamenti per
artisti quali Bocelli, Domingo, Armiliato, Tanner, heppner, Terfel, Giordani, Secret Garden e Sting.
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Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
L’orchestra Sinfonica Nazionale della Rai nacque nel 1994 dall’unificazione delle orchestre dell’ente radiofonico pubblico di Torino, Roma, Milano e Napoli, divenendo una delle compagini più prestigiose d’Italia. I primi concerti furono diretti da Georges Prêtre e Giuseppe Sinopoli, seguiti da jeffrey Tate, Rafael
Frühbeck de Burgos, Eliahu Inbal e Gianandrea Noseda.
Dal novembre 2009 juraj Valčuha è il Direttore principale.
Tra le altre presenze significative sul podio: Carlo Maria Giulini, Wolfgang Sawallisch, Mstislav Rostropovič, Myung-Whun Chung, Riccardo Chailly, Lorin
Maazel, zubin Mehta, yuri Ahronovitch, Marek janowski, Semyon Bychkov,
Dmitrij kitaenko, Aleksandr Lazarev, Valery Gergiev, Gerd Albrecht, yutaka Sado, Mikko Franck, james Conlon, Roberto Abbado e kirill Petrenko.
Grazie alla presenza dei suoi concerti nei palinsesti radiofonici (Radio3) e televisivi (Rai1, Rai3 e Rai5), l’oSN Rai ha contribuito alla diffusione del grande repertorio sinfonico e delle pagine dell’avanguardia storica e contemporanea, con
commissioni e prime esecuzioni che hanno ottenuto riconoscimenti artistici, editoriali e discografici. Esemplare dal 2004 la rassegna di musica contemporanea
Rai NuovaMusica.
L’orchestra tiene a Torino regolari stagioni concertistiche e cicli speciali, ed è
spesso ospite di importanti festival quali MITo SettembreMusica, Biennale di Venezia, Ravenna Festival e Sagra Malatestiana di Rimini. Tra gli impegni istituzionali si annoverano i concerti di Natale ad Assisi trasmessi in mondovisione e le
celebrazioni per la Festa della Repubblica.
Nel 2006 è stata invitata al Festival di Salisburgo e alla Philharmonie di Berlino
per celebrare l’ottantesimo compleanno di hans Werner henze.
Tra i recenti impegni: Abu Dhabi Classics, una tournée in Germania, Austria e
Slovacchia, il debutto in concerto al Festival RadiRo di Bucarest nel 2012 e nel
2013 al Festival Enescu, una tournée in Germania e Svizzera nel novembre 2014.
Importante il debutto, con il suo Direttore principale juraj Valčuha, al Musikverein di Vienna e il ritorno alla Philharmonie di Berlino. L’oSN Rai ha partecipato
ai film-opera Rigoletto a Mantova, con la direzione di Mehta e la regia di Bellocchio, e Cenerentola, una favola in diretta, trasmessi in mondovisione su Rai1.
L’orchestra si occupa, inoltre, delle registrazioni di sigle e colonne sonore dei
programmi televisivi Rai. Dai suoi concerti dal vivo sono spesso ricavati cd e
dvd.
Simone Martini
San Martino creato cavaliere, particolare
Assisi, Basilica Inferiore di San Francesco
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Sacro Convento di San Francesco
Con il patrocinio
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