22 Maggio 2014 - Movimento 5 Stelle Fano

-MSGR - 14 PESARO - 1 - 22/05/14-N:
136- N˚ 137
€1,20* ANNO
ITALIA
Pesaro
Sped. Abb. Post. legge 662/85 art.2/19 Roma
Giovedì 22 Maggio 2014 • S. Rita da Cascia
Commenta le notizie su ILMESSAGGERO.IT
IL GIORNALE DEL MATTINO
Cannes
Le ossessioni
di Godard
nella storia
di due amanti
Lo scandalo
Francia, figuraccia
delle ferrovie
troppo larghi
i nuovi treni
Ritiro azzurro
Insulti razzisti
a Balotelli
Lui: solo a Roma
e a Firenze
Ferzetti e Satta a pag. 24 e 25
Pierantozzi a pag. 10
Trani nello Sport
Mercati e politica
Tutti i rischi
di una crescita
planetaria
che non c’è
Oscar Giannino
È
ripartito lo spread, e riparte anche il pessimo gioco
della politica italiana di dividersi sulla sua interpretazione. Ieri, per una frazione
di giornata, il differenziale di
rendimento dei titoli pubblici
decennali sui quelli tedeschi
ha toccato quota 200, rispetto
al corridoio 150-160 sul quale
si era assestato in graduale discesa sino alla settimana scorsa. Poi lunedì un primo violento strappo verso quota 180, e
ieri un altro picco, prima di
tornare poco sotto 180 grazie
anche a un’asta di titoli tedeschi parzialmente fallita (i tedeschi non tengono aste pubbliche variando l'interesse a
piazzamento in corso se la domanda è debole, come noi, ergo se il mercato “non beve” il
bassissimo tasso offerto e i titoli restano invenduti, come è
capitato ieri per 1,2 miliardi) .
Per spiegare il riaccendersi
dello spread, bisogna tenere
presenti tre diversi fattori. Il
primo è l'andamento di medio
periodo dei flussi di capitale
sui mercati internazionali, indotti dalle politiche monetarie
delle maggiori banche centrali. Il secondo è l’evoluzione dei
dati reali delle diverse macroaree mondiali. Il terzo è naturalmente il giudizio sul maggiore o minore rischio di
solvibilità riconosciuto all’Italia, dovuto alla sua stabilità
politica e alla stima che i mercati fanno del suo programma
di riforme. Per essere corretto
e onesto, l’analista economico
che affronti il tema deve spiegare che i primi due elementi
hanno avuto un’importanza
maggiore di quello domestico,
da molti mesi a questa parte.
Continua a pag. 22
Effetto voto, pericolo spread
Mercati in fibrillazione: il differenziale sale a quota 200, poi ripiega. Napolitano: serve fiducia
Renzi: gli elettori ci aiutino, resto anche sotto il 30%. Berlusconi: riforme pure se FI va male
`
`
Da Mosca fornitura da oltre 400 miliardi
ROMA Alla vigilia del voto europeo lo spread ha toccato i 200
punti per poi chiudere a 177.
Un segnale del nervosismo dei
mercati in vista della scadenza elettorale: un test cruciale
per l’avanzata del fronte anti-euro. Renzi chiede aiuto
agli elettori e dice: «Resto al
governo anche sotto il 30%».
Napolitano invita alla calma:
«Serve fiducia». E Berlusconi
assicura: «Riforme anche se
Forza Italia va male».
Amoruso, Canettieri,
Carretta, Conti, Di Branco,
Gentili e Oranges
da pag. 2 a pag. 5
Il M5S
Il governo
Grillo, Casaleggio
e lo strano caso
dei futuri ministri
Redditi online:
per il premier
145 mila euro
Mario Ajello
Diodato Pirone
A
A
Firenze, «nella tana dell’Ebetino» (cioè di Renzi), Beppe Mao insiste
nel profilo che si è dato
ieri, per tutta la giornata.
A pag. 4
Scajola, le accuse sul caso Biagi:
Sacconi lo avvertì delle minacce
La Procura di Bologna indaga su omicidio per omissione
`
Contratto record per il gas
nasce l’asse Russia-Cina
Giulio Sapelli
L’
accordo siglato tra Putin e Xi
Jinping è un evento eccezionale per molteplici ragioni.
La prima è di ordine geostrategico. Tanto la Russia quanto la Cina uniscono le forze per sfuggire al-
la visione neoimperialista degli Stati Uniti che da un lato hanno tentato di isolare la Russia dall’Europa
con il trattato transatlantico di libero scambio che avrebbe creato
un’area commerciale immensa.
Continua a pag. 22
D’Amato a pag. 11
ROMA Nel 2002 Luciano Zocchi,
ex capo della segreteria di Scajola, raccolse al telefono una segnalazione su Marco Biagi.
Qualcuno molto vicino all’allora sottosegretario al Lavoro,
Maurizio Sacconi, si preoccupò
di segnalare quanto era grave il
rischio che stava correndo il giuslavorista bolognese. Zocchi appuntò ogni parola e sottopose la
segnalazione a Scajola che la lesse e la vistò. Nel fascicolo dedicato alla mancata scorta a Marco Biagi la procura di Bologna
ha ipotizzato l’accusa di omicidio per omissione, senza nomi
iscritti al registro degli indagati.
Mangani e Menafra
alle pag. 8 e 9
Colpo alla camorra
Si pente Iovine, boss di Gomorra
l’uomo che trattava con lo Stato
Alle elementari
a cinque anni,
ecco la riforma
L
Per uno sciopero nazionale
dei poligrafici Il Messaggero
domani non uscirà.
Tornerà in edicola sabato.
Resterà aggiornato il sito
ilmessaggero.it
Leandro Del Gaudio
e Marilù Musto
S
i è arreso dopo quattro
anni di carcere duro. Una
scelta storica, destinata
ad aprire una nuova stagione nella lotta alla camorra
dei casalesi. Antonio Iovine
ha deciso di pentirsi.
A pag. 14
PESCI, PRONTI
A RIPARTIRE
Giorgio Israel
a dichiarazione del ministro
Giannini della possibilità di
anticipare l’ingresso dei bambini alle scuole primarie a 5
anni, deve aprire una riflessione.
Continua a pag. 22
Mozzetti a pag. 19
l fotofinish, il presidente del Consiglio Matteo
Renzi ha diffuso ieri via
Internet la sua dichiarazione dei redditi 2013.
A pag. 6
PRODOTTO TASCABILE CHE CONSENTE
DI RIFISSARE DA SOLI PONTI,
CORONE, CAPSULE
E DENTI A PERNO
Buongiorno, Pesci! Linea della
vita segnata sul palmo della
vostra mano da Giove, astro
che insieme a Nettuno governa
i Pesci, adesso in aspetto
fortunato con Luna nel vostro
segno, quindi… ripartiamo! La
vostra missione nella vita è
anche portare bene e dare
forza agli altri, compito che
svolgete con umanità e
abnegazione, ma avete
bisogno di avere accanto
qualcuno che sia sintonizzato
sulla vostra frequenza e sappia
seguire il vostro ritmo. Ma
l’amore c’è, vi aspetta! Auguri.
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L’oroscopo a pag. 31
-MSGR - 20 CITTA - 2 - 22/05/14-N:RCITTA
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Primo Piano
Giovedì 22 Maggio 2014
www.ilmessaggero.it
Renzi, appello
agli elettori:
non sprechiamo
questa occasione
«Sondaggi ottimi, ma anche sotto il 30% non mi dimetto»
Il Colle: le urla politiche non spaventino, al Paese serve fiducia
`
LA GIORNATA
ROMA Lo spread sopra i 200 punti è
una brutta notizia a prescindere.
Ma a tre giorni dal voto, secondo
Matteo Renzi, «significa che i mercati temono un successo di Grillo».
Tutto serve all’Italia, sostiene il
premier «tranne chi urla, insulta e
sale sui tetti. Dobbiamo essere locomotiva in Europa, non zimbello.
Perciò occorrono autorevolezza e
credibilità». Di sicuro, però, lo
spread alle stelle è il segno che
l’eco dei sondaggi riservati - che
danno un testa a testa tra i Cinquestelle e il Pd - sono arrivati anche
Oltreconfine. Giorgio Napolitano
predica calma e rivolge un nuovo
appello agli elettori: le urla della
campagna elettorale non devono
spaventare. All’Italia, aggiunge,
servono serenità e fiducia.
rizza, «bisogna cambiare le cose
che fanno schifo, tirarsi su le maniche e lavorare». E mentre Grillo e
Berlusconi, «due consumati protagonisti dello spettacolo, se le stanno dicendo di tutti i colori, li lascio
fare. Io devo governare e risolvere i
problemi del Paese, loro litigano».
Renzi, a tre giorni dal voto, batte
molto sulla “diversità” dal comico
genovese. «Sto combattendo come
un pazzo, per dire: non credete a
chi vi dice che l’Italia non ha chance. Vi stanno ingannando. Basta insulti e offese. Questo atteggiamento di rissa non lo reggo e non lo raccolgo». Ma c’è anche da motivare il
partito. E in una lettera agli elettori
dem, il segretario lancia un appel-
A Bruxelles
I PALETTI DEL PREMIER
Tra vedere e non vedere, il premier
così fissa alcuni paletti. Con il primo blinda il governo: «Il risultato
non avrà alcuna influenza sull’esecutivo, anche se vincesse come sono sicuro il Pd». Con il secondo abbassa le aspettative, per evitare
brutte delusioni: «Anche se il mio
partito scendesse sotto il 30% non
sarebbe una sconfitta. E io non mi
dimetterei, perché sul governo decide il Parlamento». Con il terzo
paletto lancia un appello agli indecisi, al “popolo dell’astensione”:
«Se non votiamo, la Ue non si occuperà di noi e verranno ignorate le
nostre giuste rivendicazioni. Bisogna dare forza all’Italia».
E’ chiaro che la gara è tra Renzi
e Grillo. Il premier parla di «ring»,
di «derby tra speranza e rabbia».
«Ma per risolvere i problemi», teo-
LETTERA AI MILITANTI
DEM: OGNUNO DI VOI
PORTI UN DELUSO
DEI CINQUESTELLE
SCOMMETTO CHE
I GRILLINI CALERANNO
Martedì Matteo alla cena
dei leader dei Ventotto
Martedì prossimo, due giorni
dopo le elezioni europee,
Matteo Renzi volerà a
Bruxelles per partecipare alla
cena organizzata da Herman
Van Rompuy con i ventotto
capi di stato e di governo
dell’Unione. Una cena
informale che il presidente del
Consiglio Europeo ha
convocato con una lettera nella
quale spiega che non sarà
quella l’occasione per discutere
delle nomine da fare, ma solo di
una prima analisi del voto
europeo. L’appuntamento
conviviale sarà preceduto dalle
riunioni che terranno i gruppi
dei principali partiti europei
che in queste elezioni hanno
presentato propri candidati
per la guida della Commissione
Europea.
lo alla mobilitazione: «Siamo alla
stretta decisiva. I dati delle ultime
ore sono straordinariamente incoraggianti. I sondaggi ottimi, le piazze piene di speranza. Abbiamo bisogno del tuo aiuto, però. Ci salviamo tutti insieme: l’Italia sta provando a ripartire, non buttiamo
via l’occasione». C’è chi gli chiede
se spera di superare il record di
Veltroni che nel 2011 raggiunse il
33%. Ecco la risposta: «I record si
battono in atletica. Io spero in un
buon risultato del Pd, questo farebbe bene all’Italia. Se vince il Pd, vince l’Italia. Sono comunque pronto
a scommettere che M5S calerà».
DEBITI PA SALDATI NEI TERMINI
Nell’appello, Renzi dà anche i compiti a casa. Invita gli elettori democrat a compiere «un atto civico»:
«Convincere un'altra persona»,
magari un «deluso dalle promesse
non mantenute da Grillo o impaurito dai suoi toni». «Chiedo il tuo
voto e di portare con te al seggio un
amico, un collega di lavoro, un conoscente, un condomino». E lancia l’hashtag «#unoxuno».
Segue altra bordata a Grillo:
«L’Italia merita di più dei vaffa. La
gente ha ragione a essere arrabbiata vedendo i politici che mangiano
mangiano e magari sono gli stessi
da vent’anni. Ma quando io mi arrabbio cerco di cambiare. Casaleggio ministro? Sinceramente un po’
mi inquieta, ha detto che tutto ciò
che è rivale è vero... Comunque per
fortuna i ministri per il momento
li scelgo io e abbiamo bisogno di
persone serie».
Il premier racconta poi del taglio delle tasse, dei progetti per attrarre investimenti in Italia. Dice
che «Grillo e Berlusconi sono due
facce della stessa medaglia. Per loro gli 80 euro in più in busta paga
sono una mancia elettorale perché
non sanno come vive la gente che
guadagna meno di 1.500 euro al
mese». Infine una promessa-conferma: «Entro il 21 settembre verranno pagati tutti i debiti della
Pubblica amministrazione alla
aziende».
Alberto Gentili
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Matteo Renzi davanti a palazzo Chigi
L’intervista Joseph Daul
«Se in Italia prevalesse il grillismo
vanificati tutti i sacrifici fatti fin qui»
BRUXELLES Caos, guerra e nuova
crisi della zona euro: secondo il
presidente del Ppe, Jospeh Daul,
sono questi i pericoli maggiori in
caso di successo dei populisti come Beppe Grillo in Italia e Marine Le Pen in Francia.
Domenica notte si annuncia un
trionfo per le forze euro-scettiche. E' un rischio per l'Europa?
«La progressione dei populisti e
degli estremisti è molto preoccupante. In tutte le campagne elettorali che ho condotto nella mia
vita ho sempre combattuto le
estreme di destra e di sinistra. Le
Pen e Grillo sono la stessa cosa:
dei populisti. E il populismo è il
caos e la guerra. Lo dico da cittadino dell'Alsazia, una regione
per la quale si sono combattute
due guerre».
Vede il rischio di una nuova
guerra in Europa?
«Domenica sera all'Europarlamento i partiti democratici
avranno la maggioranza ed è l'essenziale. Ma la progressione degli estremisti è grave. Ciò che mi
preoccupa di più oggi è l'astensionismo, che avvantaggia i populisti anti-europei».
In questi giorni si sono registrate nuove tensioni sui mercati. Se vince Grillo verranno
vanificati i progressi fatti dall'
Italia grazie a austerità e riforme?
«Sicuramente c'è questo pericolo in Italia, come in Grecia e perfino in Francia. Se i mercati cominciano ad aver paura, l'aumento dei tassi di interesse può
diventare catastrofico».
Una nuova crisi della zona euro a causa del rischio di disintegrazione della moneta unica?
«Non sono l'uomo che vuole far
paura prima delle elezioni. Ma
non è escluso. Spero che i mercati lunedì mattina si renderanno
conto che le forze democratiche
continuano a prevalere in Europa».
Con il successo degli euroscettici nelle urne, la grande coalizione per governare l'Europa è
«L’AUMENTO
DEI TASSI
PUÒ
DIVENTARE
CATASTROFICO»
Daul
Presidente Ppe
inevitabile?
«Abbiamo sempre avuto delle
grandi coalizioni al Parlamento
Europeo. Quando non c'è una
maggioranza serve una grande
coalizione. E credo che più i partiti estremisti cresceranno, più
la grande coalizione si rafforzerà per difendere la democrazia».
Il candidato dei popolari per la
presidenza della Commissione
è Jean Claude Juncker. Ma le
voci nei corridoi comunitari dicono che alla fine verrà scelto
un outsider, come la francese
Christine Lagarde...
«Un outsider? No di certo. Sono
un contadino testardo e difenderò il nostro candidato che è stato
sostenuto da tutti i capi di Stato e
di governo del Ppe».
Se i socialisti vincono di un seggio, sosterrete il loro candidato Martin Schulz?
«La questione sarà risolta dentro
l'Europarlamento. Ma, con un
solo seggio di differenza, la discussione rischia di diventare ruvida».
La campagna elettorale del
Ppe ha tralasciato l'Italia: imbarazzo per Berlusconi?
«In Italia ci sono molti partiti di
centrodestra da votare...».
David Carretta
© RIPRODUZIONE RISERVATA
-MSGR - 20 CITTA - 3 - 22/05/14-N:RCITTA
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Primo Piano
Giovedì 22 Maggio 2014
www.ilmessaggero.it
Spread a quota 200, poi frena
pesa l’effetto urne sui mercati
`Volatilità alle stelle per i timori sul voto
`Il differenziale con i Bund chiude a 177
Gli operatori: per ora solo scatti «fisiologici» grazie anche al flop dell’asta tedesca
Lo spread dagli esordi del governo Renzi
IL CASO
«Sto con Napolitano»
Marchionne: demagogia rischio reale
«Sono totalmente d'accordo con
Napolitano: il populismo è un
rischio reale». Così Sergio
Marchionne sul voto europeo.
«Tuttavia - aggiunge - credo che
la classe politica europea, non
solo quella italiana, abbia
responsabilità per non essere
riuscita a dare risposte credibili
agli elettori. Fanno eccezione
solo la Germania e la Spagna».
Ieri il Capo dello Stato è tornato
sull’argomento elezioni dalla
Svizzera dove si trovava in visita
di Stato. «All'Italia serve
serenità», ha detto, non si
abbandoni «la fiducia» perché
«il nostro Paese ha delle
«potenzialità». «Non bisogna
mai lasciarsi impressionare da
manifestazioni di insufficienza
istituzionale e politica».
ROMA Il vento dei populismi spaventa i mercati a pochi giorni dalle
elezioni europee. E si dice che sul
mercato sia arrivata più di una mano italiana a salvare ieri lo spread
Btp/Bund dall’impennata che aveva portato in un colpo solo il differenziale da quota 190 a oltre 200
punti. Vero o no, fatto sta che altrettanto velocemente le distanze
di rendimento tra Italia e Germania si sono di nuovo accorciate fino a chiudere a quota 177,7 punti.
Complice anche l’asta flop sul nuovo Bund a 10 anni che ha depresso
la carta tedesca e fatto scattare l’intervento della Bundesbank. È l’ennesimo segnale del nervosismo dei
mercati in vista della scadenza
elettorale, un test cruciale per
l’avanzata del fronte anti-euro che
potrebbe mettere a rischio i bilanci Ue, dicono gli operatori. Non a
caso, non è solo il rendimento dei
titoli italiani a essere finito sotto
pressione. C’è però un altro ingrediente che mescolato al primo alimenta già da giorni il cocktail di
volatilità e tensioni sui titoli di Stato. Già, perchè i dati sulla frenata
del Pil nel primo trimestre sono arrivati la settimana scorsa davvero
come una doccia fredda sui mercati, proprio mentre si guardava a
uno spiraglio di ripresa. Poi l’ultimo scatto dell’Ocse che fotografa
l’Italia, come l’unico Paese del G7 a
crescita negativa non ha certo risollevato gli umori. Così si spiega
come da una luna di miele con i
Andamento del differenziale col Bund
194
Btp italiani
200
Bonos spagnoli
massimo
toccato ieri
200
177,7
190
Effetto voto
europeo e calo Pil
del primo trimestre
180
170
183
160
150
140
158,8
3 mar
17 mar
31 mar
14 apr
28 apr
12 mag
21 mag
ANSA
mercati durata fino ai primi giorni
di maggio, in cui si parlava di effetto Draghi su uno spread a quota
145, si è passati in soli 12 giorni a un
volo di ben 55 punti se si considera
il picco negativo di ieri.
LA FIDUCIA
È presto però per parlare di allarme, avvertono gli operatori, più
portati a liquidare la volatilità sullo spread tutto sommato «fisiologica» in tempi di elezioni. Senza contare il clima di attesa in vista della
Bce.
Del resto, c’è anche una buona
notizia in questo clima di incertezza: anche a fronte di un differenziale in aumento i rendimenti sono rimasti bassi, con il decennale fotografato ieri a quota 3,198%. Un elemento in più per valutare i movi-
menti in atto potrà arrivare nei
prossimi mesi dalla Banca d’Italia
che tiene sotto controllo la composizione degli acquirenti di titoli di
Stato. Gli ultimi dati disponibili,
contenuti nel supplemento al Bollettino Bankitalia conferma il forte
interesse degli investitori esteri
per i titoli di Stato italiani, al 36,8%
oltreconfine (oltre 648 miliardi). A
dicembre scorso le mani estere sui
titoli italiani arrivavano al 35,7%
dopo che a metà 2011, prima dell’ingresso dell’Italia nella crisi del
debito sovrano, la quota di debito
pubblico italiano in mani estere
superava il 50%. Va detto, però,
che almeno per ora gli esperti di
reddito fisso non mettono in discussione la ritrovata fiducia dei
mercati per i titoli italiani. Per il futuro invece molto dipenderà dal-
l’esito elettorale e dai prossimi segnali che arriveranno dalla Bce.
Nel frattempo ieri si è chiuso
senza problemi il concambio di titoli proposto dal Tesoro per alleggerire le scadenze 2015 e 2017. Ma
il test delle nuove aste è fissato dopo le elezioni, a partire dal 27 maggio.
Roberta Amoruso
© RIPRODUZIONE RISERVATA
IL VERO TEST SARANNO
LE EMISSIONI BTP
DOPO LA TORNATA
ELETTORALE
OCCHI PUNTATI
ANCHE SULLA BCE
In gioco 3,5 miliardi di risparmi sulla spesa per interessi
Dunque, nessun allarme rosso.
Come fa notare anche Luca Cazzulani. L’analista finanziario di
Unicredit spiega che «la situazione va letta alla luce dell’andamento dei titoli di Stato nei mesi precedenti. A inizio anno lo spread
era a quota 200 e si partiva da rendimenti del 4% ed ora, anche dopo le vendite delle ultime ore, siamo intorno a 3,2%. Si tratta di un
calo di 80 centesimi rispetto al da-
Bankitalia
Banche
italiane
22,8%
Assicurazioni
e Fondi
20,3%
Famiglie
italiane
14,5%
a6
5,6%
3,2
%
Est
er
6,8%
LO SCENARIO
Chi possiede i titoli di Stato italiani
o3
ROMA Al ministero del Tesoro
mantengono sangue freddo parlando di «oscillazioni fisiologiche». Ma certo lo spread che galleggia intorno a quota 200 un po’
di apprensione la suscita. L’importante, si fa notare, è che la fibrillazione termini presto. E la ragione è semplice: a inizio aprile
Via XX Settembre, nella nota di
aggiornamento del Def scritto
dall’ex ministro Saccomanni in
autunno, aveva pronosticato in
3,5 miliardi il risparmio della spesa per interessi pagati dallo Stato.
Vale a dire la differenza tra gli 86
miliardi indicati alcuni mesi prima a legislazione vigente e gli
82,5 stimati successivamente. Il
governo aveva indicato quel ri-
sparmio sulla base di un differenziale Btp-Bund di 190 punti base,
con rendimenti sui titoli decennali compresi tra il 3,5 e il 4%. Ebbene, per quanto il nervosismo che
si è diffuso sui mercati in questi
giorni possa infastidire, si tratta
di valori perfettamente in linea
con le stime di Palazzo Chigi.
Itali
GLI EFFETTI
to iniziale: non è poco». L’attenzione del ministero del Tesoro,
così, è rivolta ai prossimi mesi. Su
un totale di 280 miliardi (Bot
esclusi), l’Italia ha già collocato
sul mercato poco più di 150 miliardi di titoli a media-lunga scadenza. Ed è vitale che i 130 che devono ancora andare all’asta siano
venduti a prezzi tali da non appesantire le casse dello Stato. Tanto
più che, sempre sulla nota di aggiornamento al Def, il risparmio
ipotizzato sulla spesa per interessi, dovrebbe salire a 6,7 miliardi
nel 2015. Occorre tra l’altro segnalare che, secondo l’Aiaf (l'associazione italiana degli analisti finanziari), un aumento duraturo di
100 punti del differenziale
Btp-Bund significa un aggravio di
5 miliardi di euro per le casse dello Stato. E in poche settimane lo
spread si è impennato di 50 punti.
E infatti c’è chi non esclude affatto che la situazione possa precipitare. E guarda con apprensione al
voto di domenica. «Il panico sui
mercati – ragiona Giacomo Vaciago – è la conseguenza del ciclone
Grillo». Il docente della Cattolica
di Milano spiega che gli operatori
esteri sono spaventanti dalle parole del leader di M5S e nell’attesa del responso delle urne spostano gli investimenti altrove. «I
giornali stranieri – dice Vaciago –
scrivono che se Grillo vince incendierà il Quirinale e farà processi via web: uno scenario da
guerra civile. Come si può pensare che gli operatori mettano i loro
soldi su un Paese dove si rischia
la rivoluzione»?
Michele Di Branco
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Primo Piano
Giovedì 22 Maggio 2014
www.ilmessaggero.it
M5S, Casaleggio:
io e Grillo ministri
processi popolari
on line dopo il voto
Il guru grillino apre a un incarico di governo, poi frena: decide la rete
Beppe a Firenze attacca Matteo: è morto di paura, comanderemo noi
`
IL PERSONAGGIO
ROMA A Firenze, «nella tana dell’Ebetino» (cioè di Renzi), Beppe
Mao insiste nel profilo che si è dato ieri, per tutta la giornata. Quello
dell’uomo che vuole andare al governo - «Io e Grillo saremo ministri», ha annunciato Casaleggio
ma poi entrambi: «I ministri li sceglie la Rete» - e con le leve del potere in mano processare, da Palazzo
Chigi, luogo d’arrivo della Lunga
Marcia (che è cinese ma Beppe
Mao ha anche parlato giorni fa di
Marcia su Roma), sia i politici sia
gli imprenditori sia i giornalisti.
Ma per primi questi ultimi.
ALLA SBARRA
Un processo popolare. E la platea
fiorentina gode. Una giustizia pentastelluta. E godrà anche la platea
di piazza San Giovanni, domani,
per la chiusura della campagna
elettorale. Cina comunista? Francia giacobina? Beppe Saint-Just?
Ma non era diventato moderato a
Porta a Porta? Non ha detto, l’indomani, davanti a Montecitorio,
«io non voglio fare male a nessuno, sarò tranquillo»?
«Sul banco degli imputati nel
web processo - annuncia Grillo andranno anzitutto i pennivendoli, colpevoli di aver occultato la verità agli italiani nell'ultimo ventennio». Ma la rimpatriata con Vespa
(«Sono andato da lui senza vomitare», ha scherzato ieri Grillo dal
palco di Pescara) non poteva rendere Beppe Mao più accondiscendente verso l’intera categoria? Evidentemente, no. «Voglio vedervi
dietro alle sbarre», ha ironizzato
(?) a Firenze, annunciando tra l’al-
GIORNALISTI, POLITICI
E IMPRENDITORI
NEL MIRINO: «PRONTE
LE CELLE VIRTUALI»
DOMANI IL COMIZIO
A SAN GIOVANNI
tro che «Renzi è già finito». Ed è
dunque una «salma» tra tutte le
«salme» del sistema.
I giornalisti come simbolo di
tutti i mali d’Italia è un classico dei
politici-politici. Quindi, politico-politico Grillo lo è diventato.
Ed è anche un classico della categoria, o della casta del Palazzo, criticare i giornalisti ma frequentarne in gran quantità. Grillo con
Mentana, con Vespa, a Sky. Casaleggio da Lucia Annunziata. Liderini pentastelluti sparsi ormai su
tutti i palinsesti e in compagnia di
tutti i conduttori, da Michele Santoro a Lilli Gruber, da Massimo Giletti a Nicola Porro.
NO ABBRACCIO
Tutti da mettere alla sbarra e Grillo Mao è pentito di aver abbracciato, mentre passeggiavano sulla
spiaggia, l’inviata di Agorà che lo
ha raggiunto nella sua villa al mare? La sfida con Renzi a colpi di
palchi e di piazze - venerdì saranno di più i presenti al comizio del
premier o a Firenze nel numero
Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo
dei fan da comizio avrà vinto Grillo Mao? - è in realtà anche un duello televisivo e grazie alle riprese
dei tiggì e dei canali all news. Ma
la televisione la fanno (anche) i
giornalisti e quando saranno processati chissà come si farà.
Il dibattimento on line funzionerà così: «Ci saranno - avverte
Grillo dal suo blog - le liste, le prove, i testimoni d’accusa. Alla fine,
gli iscritti al M5S potranno votare
per la colpevolezza o per l’innocenza come in un tribunale popolare».
Per i condannati, la sorte è que-
sta. «In Rete - incalza Grillo - sarà
costruito un castello virtuale, con
le celle individuali, ognuna con la
sua targhetta». Ma prima di spalancare le porte del web carcere
per giornalisti, e a seguire per i politici e per gli imprenditori, Grillo
e Casaleggio devono andare al potere («Governeremo noi, e via Renzi!», è il grido nella piazza fiorentina) e il programma è questo: «Entriamo nelle istituzioni. Facciamo
lo Stato. Poi il movimento 5 Stelle,
quando lo Stato sarà formato dai
cittadini, si scioglierà. Non avrà
più senso. Il nostro non è un parti-
L’intervista Simona Bonafè
«Gli insulti li lasciamo ai pentastellati
noi parliamo di lavoro e infrastrutture»
ROMA Per Simona Bonafè ci sono
due piazze ben distinte in questo
rush finale. «Sì, ce n’è una che urla e basta e ce n’è un’altra, la nostra, che invece vuole dare risposte agli italiani». Questa sera, alle 19, la capolista del Pd nel Centro sarà a Roma, in piazza del Popolo, al fianco di Matteo Renzi.
«Dimostreremo che anche noi
riusciamo a riempire le piazze
ma con la speranza di chi in 80
giorni ha già avviato riforme importanti per il nostro Paese».
Bonafè, teme il confronto con
la chiusura di Grillo domani a
piazza San Giovanni?
«No, siamo pronti alla sfida. C’è
molto entusiasmo intorno a noi
e sono sicura che Roma risponderà molto bene all’appello del
premier. Gli elettori ci dicono:
andate avanti senza paura».
A proposito, il comizio di oggi
è stato funestato dalle minacce
del movimento per la casa. Gli
antagonisti hanno detto che la
verranno a cercare.
«Ho difeso il piano-casa del governo Renzi perché dà una rispo-
sta all’emergenza abitativa nel
nostro Paese: mette 500 milioni
per nuovi alloggi e ne stanzia altri 350 per chi è moroso. E’ vero:
nel provvedimento sono previste anche misure contro chi occupa perché è giusto ristabilire
un principio di legalità. Le minacce dei movimenti, sia chiaro,
non mi e ci fermeranno».
Come si convincono i sette milioni di italiani ancora indecisi?
«Parlando di Europa. Non si può
stare dietro a Hitler e alla vivise-
zione di Dudù: gli insulti li lasciamo a Grillo. Nel mio tour in giro
per Lazio, Umbria, Marche e Toscana ho incontrato imprenditori che vogliono la tutela del made
in Italy, fondi per le infrastrutture, prospettive per i giovani, lavoro...».
Dal risultato di queste elezioni
dipendono anche i destini del
governo?
«Domenica si vota per l’Europa,
fondamentale però per la vita degli italiani».
Riuscirà il Pd di Renzi a supe-
LA CAPOLISTA DEM
AL CENTRO OGGI
SUL PALCO DI PIAZZA
DEL POPOLO A ROMA
AL FIANCO DI RENZI:
SI VOTA PER L’EUROPA
to che si sostituisce a un altro».
La piazza di San Giovanni, domani sera, viene ritenuta una tappa decisiva del grillismo verso il
governo. Sul palco, a comiziare, ci
sarà anche Casaleggio. Più qualche candidato alle europee e quattro moschettieri: Alessandro Di
Battista, Luigi Di Maio, Roberto Fico e Paola Taverna. «Renzi se la
sta facendo sotto», è il grido grillino nella Firenze di Matteo. Ma le
elezioni sono un’incognita per tutti.
Mario Ajello
© RIPRODUZIONE RISERVATA
rare il record stabilito da quello di Veltroni?
«Non è un problema di percentuali: il tema è il futuro e la nostra collocazione nella Ue».
Il voto romano la preoccupa?
«Faremo un buon risultato anche qui».
La Capitale però rimane osservata speciale da parte del Governo: teme un effetto Marino?
«Ripeto: si vota per le europee, il
Campidoglio però ha l’opportunità, con il piano di rientro, di
mettersi in carreggiata. Il sindaco non può perdere l’occasione
che il governo gli ha offerto».
Sul palco a piazza del Popolo,
con lei e Renzi, non ci dovrebbero essere né il sindaco Marino né il governatore Zingaretti...
«Questa polemica non mi appassiona: l’importante non è chi starà sopra, ma chi starà sotto, nella
piazza».
Simone Canettieri
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-MSGR - 20 CITTA - 5 - 22/05/14-N:
5
Primo Piano
Giovedì 22 Maggio 2014
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Berlusconi: l’esito elettorale
non influirà sulle riforme
`Il Cavaliere a Porta a porta non chiude `«Il capo 5Stelle è un assassino, è un dato
a ipotesi di larghe intese post-europee di fatto. Niente impeachment per il Colle»
FORZA ITALIA
ROMA Matteo Renzi non ha alcunché da temere: il risultato elettorale non cambierà l’esito delle riforme su cui Pd e Forza Italia
hanno siglato un accordo. Parola di Silvio Berlusconi che ieri sera, ospite di Bruno Vespa a Porta
a Porta, ha confermato come, in
questa tornata elettorale, il nemico da battere non sia Beppe Grillo, il terzo incomodo che minaccia di marginalizzarlo, di farlo
scomparire nella polarizzazione
della sfida con il leader democrat. Così, giusto il tempo di un
“selfie” con il conduttore, da mostrare a inizio trasmissione così
com’era accaduto con Grillo, e
anche ieri l’uomo di Arcore è tornato a snocciolare il rosario di
accuse rivolte al capo del Movimento 5 Stelle.
certe cose di me continuamente,
mi ha chiamato il pregiudicato,
ha detto che era uno scandalo
che Napolitano mi ricevesse e io
sono stato zitto». Finché non ha
toccato l’amato barboncino:
«Quando ha detto che voleva
consegnarmi alla vivisezione
per evitarla a Dudù, io ho tirato
fuori il foglio della sua storia: nel
1988 Grillo fu condannato per triplice omicidio colposo». Non bastasse, «Grillo parla come Hitler
nella campagna del 1933, campa-
Il partito
BEPPE COME HITLER
«Grillo è stato condannato per
triplice omicidio colposo, non è
stato un incidente ma una cosa
che ha voluto lui e questo la dice
sulla sua natura. Grillo ha detto
IL GRILLINO FICO PARLA
DI PATTO SEGRETO
PER SVENDERE RAIWAY
LA REPLICA DI SILVIO
«LO QUERELO
È UN BUFFONE»
Toti: la nomina di Rossi?
Nessuna fibrillazione
«Bondi da tempo chiedeva un
passo indietro». Lo sottolinea a
Repubblica Tv Giovanni Toti,
in merito alla nomina di Maria
Rosaria Rossi ad
amministratore straordinario
del partito. «È giusto che un
amministratore sia una
persona con cui Berlusconi si
raffronta quotidianamente,
Bondi è e resterà in FI, nessuna
fibrillazione».
gna che lo portò al potere, e poi è
andata a finire come sappiamo».
Nella visione di Berlusconi, il leader ligure «specula sulla disperazione», laddove «votare Fi è l'unico modo per sperare che ci sia in
Ue qualcuno che difenda i nostri
interessi», visto che zgli eletti del
M5S non conteranno nulla».
IL PSE
Diverso il discorso sul Pd, i cui
rappresentanti hanno come pecca principale l’appartenenza al
«Pse, minoranza nel Parlamento
europeo». Per l’alleato delle riforme, il Pd di Renzi, il linguaggio di Berlusconi cambia registro. Negando, prima di tutto,
qualsiasi accordo circa «la svendita di Raiway», paventata dal
presidente della Vigilanza Rai
Roberto Fico, grillino naturalmente, contro cui l’ex Cavaliere
ha annunciato una querela. Riferendosi a Renzi, Berlusconi ha
provato a smussare gli spigoli:
«Non è stato carino nei miei confronti, dice che io vado fuori di
testa sugli 80 euro. Io considero
quei soldi, ho provato la povertà
in gioventù e so benissimo che
sono una cosa seria». Ma Renzi
«è andato a prendere le tasse sulla casa, aumentando quelle di
Monti e Letta: non è un sistema
di cui si può essere fieri, dare a
qualcuno togliendo ad altri, si
chiama redistribuzione del reddito e della ricchezza, da sempre
nell’ideologia della sinistra». E,
in ogni caso, «se entro il 31 dicembre non ci saranno le coper-
L’intervista Antonio Tajani
«L’euro il primo problema delle famiglie
bisogna cambiare i poteri della Bce»
ROMA Onorevole Tajani, lei è alla quarta campagna elettorale,
quali difficoltà incontra a parlare di Europa oggi?
«C’è molta disillusione. Non piace
l’Europa dell’austerity e la gente
chiede un cambio e noi dobbiamo
esser bravi ad imporlo».
Lei, è un commissario europeo
uscente, da dove si deve cominciare?
«Il problema numero uno per le famiglie è l’euro, ma la soluzione
non è quella che prospetta Grillo
perché il referendum non si può fa-
re e sarebbe un assurdo uscire dalla Comunità europea. Però si possono modificare i poteri della Bce
che oggi ha poteri solo per governare l’inflazione mentre dovrebbe
poter svalutare l’euro per aiutare
le esportazioni attraverso l’aumento della moneta circolante. Ciò favorirebbe la crescita e la lotta alla
disoccupazione».
Il montante euroscetticismo che
c’è anche in Italia può rappresentare una spinta per cambiare la
politica economica dell’Unione?
«Grillo non aiuta l’Italia a risolvere
i propri problemi perché contribuisce in maniera decisiva a dare
un’immagine negativa del nostro
Paese. Dire che si vogliono processare giornalisti, imprenditori e altre categorie mettendo su tribunali fascisti o staliniani, non aiuta di
certo».
Visto che lei è stato commissario
europeo per cinque anni, non
pensa di avere qualche responsabilità della cattiva immagine che
ha l’Europa?
«A marzo il consiglio europeo ha
approvato la mia proposta sul Ri-
nascimento industriale e dopo tanti anni l’Europa si è dotata di una
nuova politica industriale con 50
miliardi di euro per politiche a sostegno delle imprese con un obiettivo per il 2020 di creare dal manifatturiero un 20% in più di pil. Abbiamo lavorato per sostenere le
piccole e medie imprese attraverso la direttiva europea che frena i
ritardi nei pagamenti. Nel gennaio
del 2013 sono stati considerati fuori dal patto di stabilità i debiti pregressi della pubblica amministrazione».
PARLA IL CAPOLISTA
DI FORZA ITALIA
AL CENTRO
E COMMISSARIO
USCENTE: RIDISCUTERE
IL FISCAL COMPACT
ture, aumenteranno le accise e
quegli 80 euro saranno pagati da
tutti noi».
RIPRESA IMPOSSIBILE
Un quadro che Berlusconi ha
confermato dichiarando che «la
ripresa economica non è possibile in queste condizioni». Ma una
cosa sono le diverse visioni economiche, un’altra i patti sulle riforme, è la lusinga che Berlusconi continua a sussurrare all’orecchio di Renzie e dell’elettorato
moderato: «Se FI andrà male alle
europee farò saltare le riforme
con Matteo Renzi? E' una cosa
assolutamente ininfluente sulle
decisioni che noi prenderemo»,
ha chiarito il leader forzista, ricordando però che la sua «idea
del Senato era quella che avevamo varato nel 2005, adesso di
fronte a ciò che sta venendo fuori io dico: è meglio abolirlo del
tutto, costa un mare di soldi, con
la modifica di Renzi si risparmia
poco, ma la grande macchina rimane così intatta».
Fa e disfa in continuazione,
Berlusconi, in attesa di capire
quale sarà il punto di caduta nel
dopo elezioni (compreso il suo),
senza escludere alcuno scenario: «A quelli futuri ora non penso», ha commentato l’ipotesi di
un risultato elettorale particolarmente favorevole al M5s. Senza,
dunque, chiudere la porta a un
suo ingresso in un governo di larghe intese.
Sonia Oranges
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Secondo lei occorre cambiare i
trattati?
«Certamente quello che regola i
poteri della Bce. Occorre intervenire anche sul fiscal compact dove
serve un’azione forte degli stati
membri e del Parlamento europeo. L’Italia, guida del semestre,
può e deve dare un contributo importante».
Tutti chiedete di cambiare il fiscal compact, ma perchè lo avete
firmato e votato?
«Le cose cambiano. Il fiscal compact non è un dogma di fede».
È possibile, come auspica Renzi,
recuperare quella parte di fondi
europei non spesi?
«Non credo sia possibile recuperare quelli non usati in passato, ma
abbiamo ancora 20 miliardi da utilizzare per il Sud ma mancano i
progetti. Bisogna lavorare meglio
per non continuare a perdere denaro che altri paesi utilizzano sino
all’ultimo euro».
Ma. Con.
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SABATOGRATIS
dal 1990 vendite, affitti e attività commerciali
-MSGR - 20 CITTA - 6 - 22/05/14-N:
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Giovedì 22 Maggio 2014
www.ilmessaggero.it
Redditi, Renzi dichiara
145 mila euro nel 2013
Padoan ne perde 100 mila
Anche il ministro Guidi ci rimette una grossa somma rispetto
alla vecchia denuncia. Retribuzioni stabili per i ministri deputati
`
IL CASO
ROMA Al fotofinish, i termini di legge scadono oggi, il presidente del
Consiglio Matteo Renzi (assieme a
parecchi suoi ministri) ha diffuso
ieri via internet la sua dichiarazione dei redditi 2013 (relativa ai guadagni 2012). Finora molti giornali
avevano indicato il suo reddito da
sindaco di Firenze in 4.300 euro
netti ma in realtà il premier l’anno
scorso ha dichiarato parecchio in
più: 145 mila euro lordi, pari a
90.000 netti e dunque a circa 7.500
netti al mese. Reddito che comprende altre entrate oltre all’emolumento da sindaco e rendite (poche centinaia di euro) da immobili. Che poi sono due: la prima casa
di Pontassieve di 12,5 vani in
comproprietà con la moglie e il
22,5% di un altro fabbricato di 17
vani a Rignano. La moglie di Renzi, Agnese Landini, docente precaria, ha dichiarato 8.162 euro.
Se quest’anno Renzi dovesse dichiarare solo lo stipendio di premier raggiungerebbe un reddito di
circa 114 mila euro lordi. Dunque ma i conti veri si faranno solo l’anno prossimo - è ipotizzabile che da
premier Renzi guadagni qualcosa
in più rispetto alla sola retribuzione di sindaco di Firenze alla quale
però nel 2012 ha aggiunto altre entrate. Ne consegue che quest’anno
Il ministro Padoan
- senza entrate aggiuntive alla sola
retribuzione da premier - potrebbe guadagnare meno dei 145 mila
euro denunciati per il 2012.
I TAGLI
Renzi non è l’unico in questa situazione. Già, perché, contrariamente a quello che comunemente si
pensa, lo stipendio da ministro supera di qualcosa i 5.000 euro netti
mensili. Cifra lontana anche dali
redditi dei superburocrati che possono guadagnare fino ad un massimo di 240 mila euro lordi l’anno.
Accade così che la nomina a mini-
stro dell’Economia per Pier Carlo
Padoan si traduca in una dolorosa
sforbiciata di 100.000 euro lordi
annui rispetto ai suoi emolumenti
come dirigente dell’Ocse, l’organizzazione dei paesi più industrializzati del mondo che ha sede a Parigi.
Ci rimette un sacco di soldi anche
Federica Guidi, ministro dello Sviluppo. Da imprenditrice l’anno
scorso ha denunciato quasi 300
mila euro lordi. Quest’anno scenderà a 114 mila sempre lordi, cui si
somma una diaria per la sua permanenza a Roma di circa 30 mila
euro annui.
La musica non cambia anche per il
ministro dello Sviluppo, l’emiliano
Giuliano Poletti, ex presidente della Lega Coop e attuale ministro del
Lavoro. Grosso modo l’ingresso
nella stanza dei bottoni verrà a costare a Poletti una cinquantina di
migliaia di euro poiché nel 2013 ha
dichiarato 193 mila euro lordi e
quest’anno supererà di poco i 114
mila. Per il resto il governo Renzi
non presenta grandissime sorprese. Il ministro degli Affari Regionali, Maria Carmela Lanzetta ha dichiarato circa 120 mila euro, mentre il ministro Gian Luca Galletti
circa 137 mila. Gli altri, quasi tutti
parlamentari, si collocano fra i 95
e i 110 mila euro.
Diodato Pirone
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I redditi di premier e ministri
Matteo Renzi
Pier Carlo Padoan
(premier)
(ministro dell'Economia)
Nel 2013 ha dichiarato
complessivamente (redditi 2012)
145.000 euro lordi pari a 90.000 netti
(7.500 euro netti mensili). Come
presidente del Consiglio guadagna
circa 4.900 euro netti al mese
(circa 114 mila euro lordi annui)
Sul sito del Tesoro ha denunciato una
retribuzione Ocse di 216.000 euro.
Come ministro guadagna 114.000
euro lordi
Federica Guidi
(ministro dello Sviluppo)
(ministro del Lavoro)
Imprenditrice, nel 2013 ha dichiarato
un reddito che sfiora i 300 mila euro
Come ministro guadagna 114.000
euro lordi, più una diaria per la sua
permanenza a Roma valutabile in
circa 30/35 mila euro annui
Nel 2013, come presidente della Lega
Coop, ha dichiatrato 193.000 euro
lordi. Come ministro guadagna
114.000 euro lordi, più una diaria per
la sua permanenza a Roma valutabile
in circa 30/35 mila euro annui
Gli altri ministri sono parlamentari e,
da parlamentari, hanno già
presentato dichiarazioni che vanno
fra i 90 e i 110 mila euro. Fa eccezione
il ministro dell'Ambiente Gian Luca
Galletti (137 mila)
Giuliano Poletti
Contratti e licenziamenti
Squinzi chiede una svolta
IL DOCUMENTO
ROMA Un mercato del lavoro
«moderno», perché quello italiano è «anacronistico e non aiuta la ripresa dell’occupazione».
È un mercato «bloccato» che penalizza soprattutto i giovani.
Per una svolta reale occorre
«cambiare le regole». Bene le
nuove norme sui contratti a termine, ma non basta. L’obiettivo
deve essere quello di far in modo che il contratto standard di
assunzione sia quella a tempo
indeterminato, ma affinché ciò
accada occorre rimuovere una
serie di vincoli. L’associazione
degli industriali ha le idee ben
chiare sul percorso da compiere. E le ha messe una dietro l’altra in un documento di quindici
pagine che ieri il presidente
Giorgio Squinzi ha consegnato
direttamente al ministro Giuliano Poletti, in vista della discussione che sta per iniziare in Parlamento sul disegno di legge delega (Jobs act).
PIÙ FLESSIBILITÀ
Nel documento Confindustria
chiede di «ripensare con coraggio il modello del contratto a
tempo indeterminato». Torna il
vecchio cavallo di battaglia: meno vincoli in uscita. Nel documento si chiede di limitare le tutele previste dall’art.18 dello Statuto dei lavoratori «per le sole
fattispecie di licenziamenti nulli o discriminatori». Si propone
inoltre di «rendere più flessibili,
anche attraverso la contrattazione collettiva, la definizione
della nozione di equivalenza
delle mansioni» e di «limitare il
divieto alle apparecchiature
che hanno la finalità esclusiva
di controllare a distanza l’attività dei lavoratori». Sull’apprendistato, Confindustria chiede di
«rafforzare» le nuove norme appena approvate con il decreto
Poletti (abbassare l’età minima
per l’apprendistato di alta formazione, tutela solo indennitaria per i licenziamenti intimati
in corso di apprendistato) «con
il fine di avvicinare questo istituto al modello del contratto a
tempo indeterminato a tutele
progressive».
SALARI DI PRODUTTIVITÀ
Tra i nodi cruciali da sciogliere
per sbloccare il mercato del lavoro, c’è la riqualificazione delle politiche attive. Confindustria propone un maggior coordinamento tra i soggetti pubblici e privati che incrociano l’incontro tra domanda e offerta. E
chiede di procedere con la riforma degli ammortizzatori sociali. Infine Confindustria «vuole
affrontare con i sindacati il tema degli assetti della contrattazione, per trasformarne in profondità l’impianto». Obiettivo:
spingere sul salario di produttività e «completare il percorso
della “derogabilità” del ccnl ad
opera della contrattazione collettiva aziendale in un quadro
di regole certe fissate dai ccnl».
Giusy Franzese
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LA CONFINDUSTRIA
VEDE POLETTI:
«MERCATO DEL LAVORO
ANACRONISTICO
BISOGNA CAMBIARE
LE REGOLE»
-MSGR - 20 CITTA - 7 - 22/05/14-N:
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Primo Piano
Giovedì 22 Maggio 2014
www.ilmessaggero.it
Tasi, verso la proroga al 16 ottobre
`Il presidente dell’Anci, Fassino, annuncia l’accordo
con il governo per i Comuni in ritardo sulle aliquote
Intanto continua la corsa dei sindaci per approvare
le delibere: ieri è stata la volta di Napoli e Rimini
`
La Tasi nei capoluoghi di Regione
FISCO
ROMA Il pagamento della Tasi è
sempre più un rebus. Secondo
quanto riferito ieri dal presidente
dell’Anci, Piero Fassino, il governo
sarebbe orientato a fissare al 16 ottobre (e non al 16 settembre come
si era detto finora) la scadenza per
il versamento della tassa sui servizi indivisibili nei comuni che non
sono riusciti a deliberare le aliquote entro il 23 maggio. Il decreto potrebbe essere varato dal Consiglio
dei ministri di oggi.
«L’accordo col ministero dell’Economia è di fissare la proroga
al 16 ottobre, perché il 16 settembre era molto ravvicinato rispetto
alla scadenza del 31 luglio (concessa ai comuni per deliberare le aliquote, ndr) e poi c’è agosto di mezzo» ha spiegato Fassino in un’intervista a Radio 24. La data di ottobre
dovrebbe valere anche per la Tasi
delle prime case, che invece, in base a una norma del ”salva Roma“
era fissata a dicembre.
Intanto il Codacons, una delle
principali associazioni dei consumatori, ha scritto a Renzi e al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, chiedendo di posticipare il
pagamento a dopo l’estate anche
per i cittadini di quei comuni che
hanno già deliberato le aliquote.
Se così non fosse - avvertono - ci saranno valanghe di ricorsi.
L’ipotesi di un posticipo per tutti, però, ha poche chance. I comuni
che non incasseranno la Tasi a giugno, dovranno ricorrere ad anticipi di liquidità da parte dello Stato.
Anticipi sui quali dovranno poi pagare degli interessi. Non a caso in
queste ore molte amministrazioni
comunali (ieri, tra gli altri, anche
Napoli e Rimini) stanno facendo i
salti mortali per approvare le delibere sulle aliquote. La stragrande
maggioranza, comunque, non farà
in tempo.
Intanto dal Nuovo Centro destra, attraverso il presidente del senatori, Maurizio Sacconi, arriva
un avvertimento a Renzi: «Il governo imponga un tetto alle aliquote,
pena la crisi della coalizione. Tasi
e Tares non possono diventare lo
strumento con cui i Comuni fanno
pagare la loro inefficienza a famiglie e piccole imprese».
Gi. Fr.
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Aosta
Torino
Genova
Milano
Trento
Bolzano
Venezia
Trieste
Bologna
Firenze
Scad. 1ª rata
Aliquota (‰)
16 giu
16 giu
16 giu
16 giu
16 giu
16 giu
16 giu
16 ott*
16 ott*
?
0,1-0,2
3,3
3,3
2,5-3,3
1-1,5
0-0,4
3,3
2,5-3,3
3,3
Detrazioni principali
Altre regole
110 euro fino a 700 di rendita; 30 per ogni figlio under 26
decrescenti**
finanziate da 2e case
50 euro su 1ª casa
si paga solo oltre standard
decrescenti**
manca delibera
decrescenti**
manca delibera
Ancona
Perugia
Roma
L'Aquila
Napoli
Potenza
Bari
Cagliari
Catanzaro
Palermo
Scad. 1ª rata
Aliquota (‰)
16 set
16 ott*
16 ott*
16 ott*
16 giu
16 ott*
16 dic
16 giu
16 ott*
16 giu
3,3-0,0
3,3
2,8 o 3,3
2,9
Detrazioni principali
*può essere sostituita con altra data decisa dal Tesoro **al crescere della rendita catastale
ANSA
Intervista Maurizio Lupi
«Incentivi, agevolazioni e meno tasse
un nuovo decreto per le costruzioni»
ROMA Un mix a base di meno tasse,
semplificazioni e incentivi, come
quello già attivato per i mobili,
che ha l’obiettivo di rilanciare il
settore dell’edilizia e il comparto
immobiliare. E’ ben chiara al ministro Maurizio Lupi la cura che
serve per ridare sprint al mattone
e all’indotto. In questa intervista
al Messaggero, il responsabile delle Infrastrutture, delinea le prossime messe e la strategia che il governo intende adottare per spingere la ripresa.
L’altro ieri è stato varato il cosiddetto pacchetto casa che affronta l’emergenza abitativa,
fissa nuove regole, stanzia risorse importanti. Cosa avete in
mente per il futuro?
«La leva fiscale ha dimostrato di
funzionare bene, penso ai bonus
per chi acquista mobili o a quelli
legati alle ristrutturazioni edilizie, e credo che sia fondamentale
proseguire su questa strada in maniera ancora più decisa. Del resto
solo gli incentivi legati alle ristrutturazioni hanno mosso l’anno
scorso qualcosa come 29 miliardi
e portato nelle casse dello Stato 5
miliardi con l’Iva. La strategia che
abbiamo adottato non deve fermarsi».
Ci sarà un terzo decreto dopo
quello varato sulla casa?
«Sì. Ci sarà un decreto del Fare 2
che completerà il quadro. A novembre abbiamo varato il Plafond
casa da 2 miliardi per i mutui attraverso Cassa depositi e prestiti,
che ha dato nuova energia, ieri è
stata affrontata in maniera innovativa l’emergenza abitativa che
crea tante tensioni sociali».
FORTI SCONTI FISCALI
PER LE CASE INVENDUTE
E PER IL MERCATO
DELLE PERMUTE
SFORBICIATA
ALLA BUROCRAZIA
Altre regole
decrescenti**
manca delibera
manca delibera
manca delibera
per fasce deboli
manca delibera
regolamento a luglio
sotto o sopra i 1.250 euro di rendita catastale
manca delibera
si paga solo 1ª casa
Non senza qualche protesta di
piazza?
«Qualcosa è cambiato. Per la prima volta non sono stati prorogati
gli sfratti, ma è partito un pacchetto di misure che dà sostegno agli
affittuari (il Fondo per la
morosità incolpevole) e a chi è in
difficoltà. Stanzia 568 milioni per
l’edilizia popolare e favorisce chi
vuole riscattare un alloggio Iacp.
Ci sono quindi 100 milioni per
l’housing sociale. A favore dei proprietari, per incentivarli a mette-
re sul mercato gli alloggi sfitti, ci
sarà poi la cedolare secca che
scende dal 15 al 10% per i contratti
a canone concordato. Uno sconto
fiscale che avrà grande successo».
Parliamo delle prossime mosse.
«Vado per punti. Forti agevolazioni fiscali per le case invendute. E
incentivi per il mercato delle permute. Due azioni in grado di rivitalizzare le compravendite. Per
sbloccare il mercato immobiliare
serve una scossa e un quadro
complessivo di certezze. Sui due
fronti abbiamo dato risposte concrete. Ma è necessario aumentare
anche l’indice di fiducia che, come noto, concorre a riattivare investimenti e acquisti. Il segnale
che viene dal fronte dei mutui in
ripresa è positivo. Servono poi le
semplificazioni per agevolare chi
costruisce».
Tutto finirà nel decreto?
«Credo di sì. Stiamo lavorando
con il ministero dell’Economia e
con lo Sviluppo Economico».
Il caos sulla Tasi non aiuta?
«Sulla Tasi dico che vigileremo
con molta attenzione perché gli
aumenti delle aliquote siano effet-
tivamente funzionali alle detrazioni per le famiglie con figli a carico. Aggiungo che l’Imu sulle seconde case che vengono date in affitto a canone concordato deve essere del 4 per mille. E’ una proposta che porterò avanti con l’Economia e all’interno del governo».
La contestazione più forte al suo
piano casa è alla norma che prevede niente luce, gas e acqua a
chi occupa abusivamente.
«La norma ribadisce un principio
ovvio: la proprietà, sia pubblica
che privata, va rispettata da tutti.
Sembra banale, ma è la prima volta che un decreto fissa i paletti:
niente acqua, luce e gas, niente residenza e impossibilità di partecipare ai bandi per le case popolari
per cinque anni. Chi occupa una
casa la sottrae a chi ne ha il diritto, la toglie ad altri».
Parliamo del rent to buy. L’Ance
chiede che questa soluzione sia
estesa anche ai privati.
«Probabilmente inseriremo la
norma nel prossimo provvedimento, allo scopo di favorire l’acquisto da parte di chi è già in affitto».
Ci sono problemi con l’Economia?
«No. Tutti nell’esecutivo sono consapevoli che rilanciare questo settore è strategico, l’edilizia è il primo settore che può dare forte impulso al Pil e all’occupazione. Il
governo sta facendo e farà la sua
parte, ha impegnato risorse e fissato nuove regole. Andremo avanti».
Umberto Mancini
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-MSGR - 20 CITTA - 8 - 22/05/14-N:RCITTA
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Primo Piano
Giovedì 22 Maggio 2014
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Delitto Biagi, si indaga
sulla scorta revocata:
omicidio per omissione
L’ipotesi: chi sapeva delle minacce non fece il proprio dovere
Il docente ucciso nel 2002 dalle Br, al setaccio l’archivio di Scajola
`
L’INCHIESTA
ROMA E’ un’accusa pesante quella
ipotizzata dalla procura di Bologna che ha aperto un fascicolo
sulla mancata scorta al giuslavorista Marco Biagi, ucciso dalle Br
il 19 marzo 2002: omicidio per
omissione, al momento senza nomi iscritti sul registro degli indagati. Chi sapeva delle minacce a
Biagi non fece quello che era in
suo potere per mettere al riparo
il giuslavorista dai rischi che correva. E tra i nomi sotto osservazione c’è ovviamente quello di
Scajola. Che all’epoca liquidò il
giuslavorista appena assassinato
come un «rompicoglioni» e stando ai nuovi documenti avrebbe
ricevuto diverse segnalazioni sui
rischi che il docente correva
quando girava senza protezioni.
LE LETTERE
Anche con questa impostazione,
il pm Antonello Gustapane sa benissimo che non si andrà troppo
lontano. Sono trascorsi 12 anni
dal delitto Biagi: per l’abuso d’ufficio o il falso la prescrizione è già
scattata. Per l’omicidio per omessa vigilanza, invece, potrebbe arrivare nei prossimi mesi. Per ora
l’indagine va avanti. Dopo l’audizione dell’ex segretario di Scajola, Luciano Zocchi, e della moglie
dell’ex sottosegretario Sacconi,
Enrica Giorgetti, si tornano a verificare lettere e documenti. Molti sono stati ”archiviati” da Zocchi. Altri sembravano finiti nel
dimenticatoio. Ad esempio, la vicenda di sei lettere che il professor Biagi aveva scritto chiedendo
aiuto e raccontando di quanto si
sentisse in pericolo. Le missive
erano indirizzate a Pierferdinando Casini, al ministro Maroni, a
Sacconi, al prefetto di Bologna e
al direttore di Confindustria, Stefano Parisi. All’epoca sul caso ci
fu un giallo mai del tutto chiarito:
gli inquirenti avevano acquisito
tre lettere, scritte dal professore
e indirizzate a Maroni, al prefetto
di Bologna e a Casini. Le prime
due erano agli atti dell’inchiesta,
consegnate dalla Prefettura,
un’altra era nel computer di Biagi. Ma, mesi dopo, a giugno, finirono sui giornali altre tre missive, sempre del professore, ma
ignote all’inchiesta. Quella, dal
IL REATO È A RISCHIO
PRESCRIZIONE
NEI PROSSIMI MESI
COSÌ COME GIÀ
AVVENUTO PER FALSO
E ABUSO D’UFFICIO
tono familiare, scritta a Casini
raccontava già la sua angoscia:
«La Digos di varie città mi ha preso in consegna contro il rischio di
possibili attacchi terroristici. Ti
lascio immaginare come possa
vivere tranquillamente la mia famiglia. Sono molto preoccupato
perché i miei avversari (Cofferati
in primo luogo) criminalizzano
la mia figura. Per ragioni che
ignoro, a Roma da dieci giorni è
stata revocata la scorta-tutela e
tutte le volte che vengo nella capitale sono molto allarmato».
IL MINISTRO MARONI
Nel 2003, al momento di chiedere l’archiviazione per la mancata
scorta, i pm ricostruirono anche
l’esistenza di un’ultima segnalazione, scritta ma mai partita, dal
gabinetto del ministro del Lavoro Roberto Maroni. «Venne predisposta una lettera a firma del
ministro Maroni - scrivevano i
magistrati - nella quale si individuano le persone esposte a rischi
in ragione della loro attività, con
il ministro del Lavoro. Esse erano tre: il sottosegretario Sacconi,
l’avvocato Sassi e il professor Biagi. Si ribadisce: erano soltanto
tre». La risposta del ministero in
cui lavorava Biagi, «non partì
mai». La lettera è registrata in un
computer del ministero alle 20.15
del 19 marzo, cinque minuti dopo
L’ARRESTO Claudio Scajola mentre l’8 maggio scorso viene portato fuori dagli uffici della Dia
l’omicidio. Un particolare talmente curedele che i magistrati
concludono con un commento:
«Troppo poco, troppo tardi».
D’ASCOLA RINUNCIA
Ieri, intanto, il senatore del Nuovo Centrodestra Nico D'Ascola
ha deciso di rinunciare alla difesa di Claudio Scajola, incarico ricevuto solo pochi giorni fa ed abbandonato per la polemica, «falsa e strumentale», sul presunto
conflitto di interessi tra essere il
difensore dell'ex ministro e, contestualmente, il relatore del ddl
sui reati dei pubblici ufficiali contro la Pa il voto di scambio e le false comunicazioni sociali.
Cri. Man.
Sa. Men.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L'omicidio Biagi
19 marzo 2002 - BOLOGNA
Marco Biagi, docente di diritto e consulente
dell'allora ministro del Welfare Roberto Maroni,
viene ucciso con due colpi di pistola alla nuca
davanti al portone di casa a Bologna.
Le Br-Pcc rivendicano l'attentato
LE CONDANNE
SENTENZA DEFINITIVA
Nadia Desdemona Lioce
Marco Mezzasalma
Roberto Morandi
Diana Blefari Melazzi*
Simone Boccaccini
Cinzia Banelli
Ergastolo
Ergastolo
Ergastolo
Ergastolo
21 anni
10 anni e 5 mesi
*si è impiccata in cella il 31 ott 2009
6 dic 2006
8 dic 2007
8 dic 2007
27 ott 2009
8 dic 2007
12 mar 2008
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-MSGR - 20 CITTA - 9 - 22/05/14-N:RCITTA
9
Primo Piano
Giovedì 22 Maggio 2014
www.ilmessaggero.it
Scajola, le accuse del segretario
«Sacconi lo avvertì del pericolo»
`Luciano Zocchi prese la telefonata
`«Chiesi al cardinal Tarcisio Bertone
che avrebbe potuto salvare il professore come sarebbe stato meglio comportarmi»
IL CASO
«Pronta a chiarire»
Lady Matacena, domani l’interrogatorio
E’ atteso per domani,
l’interrogatorio di Chiara
Rizzo. La donna, aveva detto
più volte di essere intenzionata
a costituirsi per chiarire la sua
posizione. I pm hanno anche
posticipato il loro viaggio in
Liguria per andare a spulciare
nelle carte sequestrate nella
villa di Scajola per sentire cosa
la donna ha da dire.
L’interrogatorio si concentrerà
in particolare sui rapporti con
l’ex ministro Claudio Scajola e
sull’interesse che quest'ultimo
mostrava per le sorti del
marito, condannato a 5 anni
per concorso esterno in
associazione mafiosa e
attualmente latitante a Dubai.
Informalmente, la donna ha già
detto di poter dare chiarimenti
anche sui rapporti economici
tra Matacena e l’ex ministro.
Intanto anche i difensori di
Scajola hanno presentato
ricorso al Tribunale del
riesame contro l'ordinanza di
custodiacautelare, così come
avevano fatto i difensori degli
indagati. L'udienza è stata
fissata per il 29 maggio.
ROMA È il 13 marzo del 2002 quando Luciano Zocchi, ex capo della
segreteria di Claudio Scajola, raccoglie al telefono dell’ufficio una
segnalazione che se ascoltata, forse avrebbe potuto salvare la vita a
Marco Biagi. Qualcuno molto vicino all’allora sottosegretario al Lavoro, Maurizio Sacconi, si preoccupa di segnalare quanto sia grave il rischio che il giuslavorista bolognese sta correndo, e perché sia
veramente necessaria la presenza
di una scorta. Zocchi appunta
ogni parola, la sottopone a Scajola
che la legge e la vista. Esattamente sei giorni dopo un commando
delle Br ucciderà il professore sotto casa. E lo stesso ministro, dopo
l’omicidio, dirà di non aver mai
saputo quanto grave fosse la situazione.
Di quei giorni drammatici ha piena memoria lo stesso Zocchi. «Il
15 marzo del 2002, durante una
riunione in ufficio - dice ora - si è
parlato delle segnalazioni arrivate dai servizi segreti. Dopo D’Antona, ancora una volta nel mirino,
c’erano i fedelissimi del ministro
del Lavoro. Biagi era tra questi.
Perché Scajola non fece niente in
suo favore? Io non ho mai detto
che se ne è disinteressato. Do per
scontato che il ministro abbia fatto il suo lavoro. C’era una filiera
che andava rispettata. Ci penserà
la magistratura a chiarire cosa
successe realmente e dove ci fu
l’intoppo. Bisogna comprendere
anche gli errori degli altri».
LE LETTERE
Il nome di Luciano Zocchi ritorna
nell’inchiesta sull’eredità Gerini e
sull’Opera dei salesiani, ed è durante una perquisizione nella sua
abitazione che la Guardia di finanza recupera materiale di provenienza del Viminale. In un verbale pieno di omissis, l’ex segretario
racconta al procuratore Giuseppe
Pignatone e al sostituto Paola Filippi come mai custodisse tutti
quei documenti. Tra questi una
parte importante riguarda la
mancata scorta a Biagi, della quale, pare, che in quei giorni si interessassero in tantissimi. Sempre
sei giorni prima, infatti, l’ex sottosegretario Sacconi prepara una
UCCISO Il professor Marco Biagi
lettera da inviare a Scajola, nella
quale torna a insistere sulla questione, sostenuto dal ministro del
Welfare Roberto Maroni. La missiva, però, non partirà mai e arriverà invece la telefonata al numero di Zocchi. Nello stesso momento, all’ufficio del ministro sarà inviata anche un’altra segnalazione
da parte dall’allora direttore generale di Confindustria, Stefano Parisi. Insomma, sembra che il pericolo che sta correndo Marco Biagi
stia a cuore a mezza Italia.
IL RUOLO DEL CARDINALE
Ora Zocchi, che di quei giorni conosce ogni particolare, mette a
verbale quanto anche lui spinse
per sollecitare l’attenzione di
Scajola. Tanto da andare parlarne
persino con l’allora segretario di
Stato Vaticano Tarcisio Bertone.
«Mi rivolsi a lui come a un padre
spirituale in modo molto sommario - spiega - non andai nei dettagli
e lui mi disse di agire secondo coscienza. Ho studiato dai salesiani
per dodici anni, lui era rettore, mi
ha aiutato anche in altre vicende.
Su Biagi mi ha suggerito: “lascia
stare non metterti nei guai, chiuso, basta. E mi ha detto così, amen
stop. Quella mattina sono entrato
dalla porta Sant’Anna, mi ha
aspettato un uomo della gendarmeria e mi ha condotto dal cardinale a bordo di una smart blu».
Durante l’interrogatorio, che si è
svolto quasi un anno fa, il procuratore gli chiede come mai custodisse tutti quei documenti, perché
ci fossero dei video e delle regi-
strazioni. E lui: «Per mia sicurezza sono stato consigliato di registrare...quindi io ho detto se mi
succede qualcosa, si può scivolare
per terra e finire male. Qualcheduno può tirare fuori queste cose
e approfondire l'argomento, così
almeno mio fratello». Oggi conferma: «qualche segnale di preoccupazione, nel corso del tempo, l'ho
avuto, troppe cose non chiare. Allora ho pensato che fosse bene registrate quello che un domani
avrebbe potuto dimostrare il mio
buon operare». Zocchi si meraviglia ancora adesso del fatto che
quando l’ex ministro diede l’incarico al prefetto Sorge di fare una
relazione sulla mancata scorta,
«io non sia mai stato sentito. Su
quella vicenda avrei potuto parlare. Sarebbe molto importante andare a vedere questa benedetta relazione Sorge...io sarei curioso di
sapere se il mio nome c'è. Perché,
avrei potuto parlare di queste cose e, quindi, mi è stato impedito di
farlo. E, di lì, ho capito che queste
carte sono importanti».
Cristiana Mangani
Sara Menafra
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IN UN APPUNTO
IL PERCHÉ FOSSE
NECESSARIA LA SCORTA
IL MINISTRO VISTÒ
E DOPO SEI GIORNI CI FU
L’AGGUATO DELLE BR
-MSGR - 20 CITTA - 19 - 22/05/14-N:RCITTA
Letteratura
La storia
del giovane
che scatenò
la Grande guerra
Itinerari
Alla scoperta
delle dimore
storiche
in Italia
Cannes
Hazanavicius
con “The Search”
racconta le atrocità
in Cecenia
Smith a pag. 23
Nunberg a pag. 21
Satta a pag. 24
Palazzo
Moriggia
a Milano
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Rivoluzione nel sistema scolastico: materne accorciate a due anni, si andrà alle elementari a cinque in modo da poter arrivare
all’Università a 17 come nel resto d’Europa. É una proposta del ministro dell’Istruzione Giannini: «Fondamentale
dare questa possibilità ai genitori. Non aveva senso utilizzare come strumento di accelerazione solo il taglio delle superiori»
A scuola un anno prima
IL PIANO
L’
orizzonte è l’Europa e il
suo sistema scolastico.
Meglio: il suo sistema di
formazione scolastica
per l’accesso al mondo
del lavoro. Così dopo
aver annunciato la rivoluzione
per l’accesso ai corsi di laurea
in Medicina e chirurgia, e la relativa cancellazione dei test
d’ingresso a partire dall’anno
accademico 2015/2016, il ministro dell’Istruzione, Stefania
Giannini, non si accontenta e
punta ora lo sguardo alla scuola. Per il momento è solo una
proposta, pronunciata ad alta
voce ai microfoni di una radio,
ma sembra destinata ad alzare
un polverone, soprattutto tra i
sindacati. L’obiettivo che ha in
mente la responsabile del dicastero di viale Trastevere è quello di ridurre di un anno l’inserimento dei bambini al mondo
scolastico, con la possibilità,
dunque, dell’iscrizione alle elementari già a partire dai cinque
anni e a tre anni l’ingresso per i
bambini alla scuola d’infanzia.
I NUMERI
Attualmente le iscrizioni per la
scuola d’infanzia, relative al
prossimo anno, sono un milione 30mila, mentre quelle per le
scuole elementari si attestano
su 2 milioni 583mila. La proposta del ministro consentirebbe,
di fatto, di far recuperare agli
studenti del tempo utile e farli
iscrivere all’università già a 17
anni. Questo per avvicinarsi,
quanto più possibile, al sistema
europeo nel quale, gli studenti,
iniziando prima la scuola, riescono poi a essere maggiormente competitivi sul mercato del
lavoro. C’è del resto anche da dire che il nuovo progetto porterebbe alla scomparsa di tutte
quelle iscrizioni – che ogni anno superano le migliaia di unità
– nella cosiddetta primina, la
classe che permette poi l’iscrizione diretta alla seconda elementare. Accantonata, invece,
da parte della Giannini, l’idea di
ridurre a quattro anni il corso
di studio per gli istituti superiori. Un progetto elaborato dai
suoi predecessori Profumo e
Carrozza e al momento al vaglio solo in sei realtà scolastiche.
LA RIMODULAZIONE
«Utilizzare come strumento di
accelerazione soltanto il taglio
CONTRARI I SINDACATI
CISL: «L’ISTRUZIONE
NON È UN MOBILE»
FLC CGIL: «SONO
VECCHI PROGETTI»
FAVOREVOLE L’ANIEF
di un anno delle superiori, senza rimodulare il resto non mi
sembra la strada giusta», aveva
spiegato la Giannini solo qualche giorno fa. «Ho l’impressione che ci sia un’ottima scuola
primaria, licei e scuole superiori con punte di eccellenza, ma la
scuola inferiore dovrebbe essere rivisitata». Perché «lo strumento migliore non è una scuola superiore di soli quattro anni
– ha concluso la ministra – ma
la possibilità di mandare i figli a
scuola un anno prima come accade già in altri paesi».
I PRECEDENTI
Secondo
Anticipo dell’obbligo,
dunque, sul quale già
la riforma
molti prima dell’attuascompare
le responsabile dell’Istruzione avevano lala primina
vorato. Dall’ex premier
Enrico Letta fino all’allora
ministro Luigi Berlinguer
che, più di quindici anni fa, elaborò la medesima proposta, trovandosi, tuttavia, di fronte il
muro dei sindacati, delle associazioni degli insegnanti e perfino dei Comuni. All’epoca la proposta fu ritirata e sostituita con
la presentazione dell’accorpamento delle scuole elementari e
medie e la riduzione di un anno.
Niente da fare, anche quest’ipotesi naufragò. Così come quella
dell’ex ministro Letizia Moratti
che, dopo aver visto arenarsi la
premialità di un anno per la frequenza completa della scuola
d’infanzia, ripiegò sul diritto,
per le famiglie, di anticipare
l’obbligo scolastico. Tuttavia,
l’attuale numero uno di viale
Trastevere sembra intenziona- sono, in milioni, gli
ta ad andare avanti, pur solle- iscritti alle elementari
vando le rimostranze dei sindaper il prossimo anno
cati.
2,5
LE REAZIONI
Dure le reazioni della Cisl scuola che, per voce del segretario,
Francesco Scrima, accusa la ministra di «confondere il mondo
scolastico con i mobili dell’Ikea». «Stupisce – ha commentato Scrima – come si possa considerare la scuola alla stregua
di un armadio che è possibile
semplicemente spostare un pò
più in qua o un po’ più in là». «I
percorsi di studio vanno costruiti avendo come essenziale riferimento le diverse tappe dell’età evolutiva – ha concluso il
segretario – e per questo, ogni
ipotesi di riforma deve tenerne
debitamente conto». Ancor più
dura la reazione della Flc-Cgil
che accusa la Giannini «di rispolverare vecchi progetti dell’ex ministro Gelmini, concedendosi il lusso di aprire una così importante discussione solo
sugli organi di stampa». D’accordo, invece, con il progetto,
l’Anief secondo cui «Bisogna
adeguarsi ai tempi che cambiano».
Camilla Mozzetti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
1
milione e 30 mila i bambini
segnati alle materne
per l’anno 2014/2015
Il caso
Doppio menu a mensa
bufera sul sindaco M5S
Fabio Fucci ha un solo
difensore, ma molto in alto. Il
ministro dell’Istruzionea
Giannini non boccia la decisione
del sindaco M5S di Pomezia di
menù differenziati in base al
prezzo nelle mense scolastiche,
che ha scatenato un putiferio.
«Non conosco bene il caso - dice
Giannini - ma sono per
l’autonomia scolastica e non mi
sembra una situazione di
discriminazione». L’esponente
grillino, 35 anni, eletto un anno
fa, sostiene che la polemica è
«elettorale» e orchestrata dal
Pd, per un bando comunale
approvato a dicembre scorso
«all’unanimità». Il Comune
aiuterà chi vuole anche il dolce a
mensa per i propri figli e non ce
la fa a pagarlo, assicura. Intorno
a Fucci però si scatena un fuoco
di sbarramento. Con i
rappresentanti del Pd in prima
linea. Il presidente della
Regione Lazio, Zingaretti,
parla di «scelta ignobile». Il
presidente dell’Anci Fassino
ritiene il doppio menù
«umiliante». Duro anche il
presidente
dell'associazione presidi
romani,
Rusconi.
-MSGR - 14 PESARO - 33 - 22/05/14-N:
Pesaro
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Pesaro
ANCONA
Macerata
Fermo
Ascoli P.
Giovedì 22
Maggio 2014
METEO
REDAZIONE: Via Marsala, 15 T 0721/370934-24-26 F 0721/370931
Giorno & Notte
La Mezzanotte
bianca
farà volare
i bambini
La cerimonia
Al Moletto
issata
la nuova
Bandiera blu
Nella notte
Di Palma a pag. 47
A pag.40
A pag. 39
Imbrattata dai vandali
la sede elettorale di Ncd
Sulla vetrina dei locali di via Gramsci sono apparsi simboli anarchici
e frasi contro Alfano, il partito ha deciso di non cancellarle. Indaga la Digos
Muore in bici sotto il camion
L’incidente nella tarda mattinata in via Giolitti, vittima Giuseppina Antonelli di 70 anni
`La pensionata è stata agganciata dall’autocarro ripartito allo scatto del verde al semaforo
`
E’ morta in bici travolta da un camion al semaforo di via Giolitti. Un
destino tragico quello di Giuseppina Antonelli, 70 anni, che si è compiuto ieri a poche centinaia di metri da casa. E ora fra i residenti e
commercianti c'è chi protesta per
la sosta selvaggia sui lati della strada che riduce lo spazio a disposizione dei mezzi in transito. «I controlli ci sono, ma valuteremo se intervenire in maniera più pesante
per il rispetto delle regole» dice il
comandante Giannni Galdenzi. È
accaduto nella tarda mattinata, intorno alle 12,30, lungo via Giolitti,
all'incrocio con via Lanza.
Delbianco a pag. 40
Ex Amga
veleni anche
in politica
«Il presidente di una
commissione d’inchiesta
non deve tenere rapporti
con le parti in causa».
Bettini, coordinatore di
Forza Italia critica
l’azione di Valter Eusebi.
A pag. 37
Il vicepresidente della Regione e assessore alla Salute
annuncia un ricorso contro la magistratura pesarese
«Ho dato mandato all'Azienda
ospedaliera Spedali Civili di Brescia e all'avvocatura regionale di
verificare ogni possibilità al fine
di contestare l'ordinanza del Tribunale di Pesaro in tutte le sedi
possibili, ivi incluse le giurisdizioni superiori». Lo ha detto il vice presidente e assessore alla Salute della Regione Lombardia,
Mario Mantovani, in merito al
provvedimento emesso il 13 maggio scorso dal Tribunale di Pesaro (intervenuto in seguito al caso
del piccolo Federico) che ha ordinato di autorizzare il presidente
del consiglio direttivo dell'Ordi-
MANTOVANI
CONTESTA L’ULTIMO
PROVVEDIMENTO
ASSUNTO
SULLA VICENDA
DEL PICCOLO FEDERICO
Il Tribunale
ne dei medici di Brescia ad accedere presso gli Spedali Civili di
Brescia, in sostituzione del rappresentante legale dell'ente ospedaliero, al fine di individuare, fra
il personale medico specialistico
dipendente dell'azienda stessa o
avvalendosi della collaborazione di supporti esterni, medici
che possano provvedere ad eseguire le cure legate al cosiddetto
trattamento Stamina.
«Già nelle scorse settimane spiega l'assessore - avevo provveduto ad interpellare il Capo dello
Stato quale Presidente del Consiglio superiore della Magistratura al fine di sensibilizzare le autorità competenti sulla difficile
situazione in corso, con una parte della autorità giudiziaria tesa
ad approfondire eventuali difformità rispetto alla validità scientifica del cosiddetto metodo Stamina e al percorso che ne aveva
portato l'applicazione presso gli
Spedali Civici di Brescia e con altri tribunali invece impegnati ad
imporre la somministrazione di
tali terapie, con specifiche ordinanze emesse nei confronti della struttura lombarda». «Ora siamo costretti ad assistere a questa ulteriore incongruenza che
risulta inaccettabile e davvero
poco comprensibile sia alla luce
delle scelte assunte da parte della magistratura sia rispetto all'
autonomia ed alla responsabilità delle nostre strutture lombarde e di tutti gli operatori che da
sempre vi lavorano con competenza e che noi intendiamo difendere e tutelare. Per questo conclude l'assessore - provvederò nelle prossime ore ad interpellare nuovamente il Capo dello
Stato».
URBINO
Tullio Pericoli firma la nuova
campagna pubblicitaria della
Carlo Bo. Dopo il successo della
campagna firmata da Gianluigi
Toccafondo, l’università ducale
continua sulla strada tracciata
lo scorso anno e affida la sua
propaganda alla mano sapiente
dell’artista marchigiano. «La
nostra comunicazione – sottolinea il rettore, Stefano Pivato vuole offrire un messaggio innovativo e originale». Una strada
che segna definitivamente il
punto di rottura con le mere regole del marketing e che sta già
riscrivendo la comunicazione
universitaria affidandosi alle
emozioni e alle sensazioni che
l’arte può suscitare più che a
concetti pubblicitari standard.
E allora quello che ne viene fuori è un capolavoro in cui due
grandi artisti contemporanei si
fondono anzi che sostituirsi,
una campagna in divenire «che
costruisce strati come fossero
sedimenti geologici». Dalle figure di Toccafondo, che guardavano verso l’interno di Urbino, ora
arriva lo sguardo esterno di Pericoli. Così dal basso del manifesto arriva l’invito dell’artista
«Guarda lontano!», ad incitare
L’inchiesta
Metodo Stamina
la Lombardia
contro il Tribunale
IL CASO
Promozione
L’università
si affida
a Pericoli
L’ARTISTA
MARCHGIANO
AUTORE
DELLA
CAMPAGNA
PENSATA ANCHE
PER INTERNET
E la sosta selvaggia finisce sotto accusa
Sul luogo dell’incidente, accaduto in via Giolitti all’altezza dell’incrocio semaforico on via Lanza, sono
intervenuti i vigili urbani. Ed è polemica per la sosta selvaggia ai lati della strada (Foto TONI) A pag.40
Il meteorologo
Caldo estivo, notti fresche
Massimiliano Fazzini
Il dominio anticiclonico di matrice africana ha esteso la sua influenza a tutta la penisola. La giornata di ieri ha assunto connotati
estivi, con temperature in aumento, quasi assoluta serenità del cielo e venti deboli variabili, con brezze sotto costa. Nel nostro territorio si sono spesso oltrepassati i
25˚C e solo sulle coste – stante la
notevole azione termoregolatrice
del mare – si è rimasti poco sopra i
20˚C. Viceversa, le notti sono ancora fresche e si è ancora osservata qualche brinata nelle conche intramontane più interne. Nel frat-
tempo “grandi manovre” si osservano nel vicino Atlantico portoghese. La pressione chiusa continua a “figliare” perturbazioni; un
fronte freddo riuscirà dal pomeriggio odierno a scalfire il potente
anticiclone, riuscendo a penetrare
nel bacino mediterraneo generandovi un nuovo centro depressionario secondario. Dunque, a brevissima distanza temporale dal suo
massimo di azione previsto per oggi, l’alta “ammainerà bandiera”, ritirandosi verso sud. Sarà dunque
auspicabile trascorrere qualche
ora all’aperto nella splendida gior-
nata odierna, persino più calda di
quella appena trascorsa. I venti
tenderanno di fatto a ruotare da
scirocco amplificando l’incremento termico. Il mare sarà poco mosso o mosso in serata. Domani il
tempo peggiorerà sin dal mattino
ma precipitazioni deboli o al più
moderate sono attese nel pomeriggio e sino alla tarda serata. Il fronte traslerà rapidamente verso est,
seguito da una linea di instabilità,
foriera di qualche addensamento
nella mattina di sabato, che si preannuncia di seguito bella e mite.
Domenica, giornata soleggiata al
mattino e variabile al pomeriggio.
Le temperature odierne saranno
comprese tra 17 e 29˚C, le minime
della prossima notte oscilleranno
tra 7 e 15˚C.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
lo studente a non fermarsi al
primo orizzonte, ma continuare
nella ricerca. Dal libro con calamaio, da cui escono altri libri,
frutti, piume, che indicano che
il sapere non può essere separato dalle esperienze, si passa a vari paesaggi sempre più stilizzati
andando verso l’alto che compongono vari orizzonti che culminano con «Università di Urbino». L’invito ad alzare lo sguardo e guardare lontano si traduce in un’immagine molto evocativa, formata da più opere d’arte
di Pericoli, che unisce l’idea di
studio ai crinali che rappresentano i vari orizzonti del sapere e
ricordano il paesaggio ducale.
«Questo modo di comunicare
per figure –spiega Giovanni Boccia Artieri, delegato per il rettore alla comunicazione d’Ateneo-, così lontano dalle tradizioni del sapere universitario ci
apre ad una caratteristica fondamentale dello studio: la componente emozionale». Non solo
campagna con manifesti e locandine, ma lo sforzo maggiore
verrà profuso sul web. «La scritta dell’artista “Università di Urbino” fisserà l’orizzonte per vari
ritratti di personaggi che hanno
avuto una storia con Urbino
–continua Boccia Artieri-. L’intento è quello di creare dei “meme” virali».
Andrea Perini
-MSGR - 14 PESARO - 35 - 22/05/14-N:
35
Marche
Giovedì 22 Maggio 2014
www.ilmessaggero.it
Liste d’attesa
i consiglieri
in pressing
sulla Giunta
`Visite ed esami
«Azioni incisive
per ridurre i tempi»
SANITÀ
ANCONA Sanità, Consiglio regionale
in pressing su Giunta e servizio Salute per la riduzione delle liste di
attesa e della mobilità passiva. In
un documento la commissione Salute intende impegnare la Regione
e di manager sanitari ad intervenire con azioni incisive per ridurre
le liste d'attesa sia per quanto riguarda la diagnostica che l'interventistica che le visite ambulatoriali, i temi più sensibili per i cittadini. Il testo è ora al vaglio del consiglieri per ulteriori integrazioni
con l'obiettivo di arrivare all'approvazione in commissione la
prossima settimana prima del passaggio definitivo in aula. Il problema è già all'attenzione di Palazzo
Raffaello che si è impegnato a raggiungere entro il 2015 la riduzione
dei tempi di accesso tanto alle prestazioni cliniche quanto a quello
diagnostiche, sottoscrivendo il
protocollo programmatico con i
sindacati confederali di febbraio.
Ma il contesto resta da emergenza. Secondo i dati riportati alla
giunta regionale nell'ultima delibera di gennaio, rispetto alle visite
il dato più allarmante è quello di
endocrinologia, con un tempo di
attesa media di 125 giorni. Sono
87, invece, i giorni di attesa per
una visita oculistica, 76 per una
cardiologica, 69 oncologica. Garantite le visite urgenti e rispettati
i tempi di quelle definite brevi, per
le quali il massimo consentito sono 10 giorni di attesa. Altro capitolo gli esami strumentali. Le situazioni più fuori controllo la mammografia, quasi 10 mesi l'attesa
media, su uno standard fissato a livello nazionale di due mesi, derogati a tre dalla Regione Marche.
Segue l'ecografia mammaria 283
giorni e poi la risonanza magnetica al cervello e tronco encefalitico
che sfora di 78 giorni il limite massimo ammesso di 90 e ancora due
mesi di sforamento per quella alla
colonna vertebrale. Al quadro si
aggiungono gli oltre 33,7 milioni
che le Marche pagano alle altre regioni per i suoi cittadini che preferiscono farsi curare altrove, la così
detta mobilità passiva. Si parla di
29.366 marchigiani che hanno
preferito curarsi fuori regione,
contro i 24.931 non marchigiani
che hanno scelto il servizio sanitario delle Marche. Le criticità evidenziate sono soprattutto ortopedia, con migrazioni verso l'Emilia
Romagna, ed oncologia, meta prescelta la Lombardia.
Agnese Carnevali
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Donini, Idv: «L’obiettivo
è trasmettere i valori»
EUROPEE
Esami sanitari, in Regione si punta a ridurre i tempi d’attesa
Fioretti, Uil
«Troppi i fondi evasi al Fisco»
`Ogni 100 euro versati al fisco,
altri 34 vengono evasi.
Praticamente circa il 25 % della
base imponibile viene sottratta
all’erario. E’ l’istantanea
scattata dalla Uil nelle Marche,
in occasione della campagna di
lotta all’evasione fiscale,
organizzata su tutto il
territorio nazionale anche per
mezzo di una petizione tra i
cittadini. «Il primo dato da
sottolineare – fa notare il
segretario generale Uil Marche
Graziano Fioretti – è che i dati
sulle dichiarazioni 2013,
relativi ai redditi del 2012,
confermano ancora una volta
la grande iniquità del sistema
fiscale, caratterizzato
dall’asimmetria tra i
contribuenti soggetti al
sostituto d’imposta, quindi i
lavoratori dipendenti,
pensionati ed assimilati, e
quelli non soggetti a tale
obbligo. I primi, infatti,
contribuiscono al reddito Irpef
per l’86,7%». La Uil ha lanciato
una campagna nazionale «per
chiedere a Governo e
Parlamento l’adozione di
cinque provvedimenti in
materia fiscale».
ANCONA Diritti delle donne, università ed istruzione, tradizioni culturali. Sono gli aspetti che legano a
doppio filo le Marche e l'Europa,
«perché molto hanno da dare le
prime alla seconda, ma molto può
anche ricevere la regione dalla
Ue». Parola di Ninel Donini, candidata Idv marchigiana: 66 anni,
psicologa di Cagli e una lunga carriera politica e amministrativa,
tra Provincia di Pesaro Urbino e
Regione.
Donini, dopo gli enti locali ora
l'Europa, perché?
«Credo che l'Europa debba attingere anche ai valori di cui le Marche sono portatrici: la centralità
della persona, tradizioni culturali, agricoltura, lavoro, solidarietà».
Che Europa ha in mente?
«Un'Europa amica che, proprio
come fanno gli amici, corre in tuo
aiuto quando sei in difficoltà e
non fa, invece, di tutto per peggiorare le tue condizioni di vita. Quello che è successo in Grecia non
può più accadere. L'Europa ha tra
i suoi principi quello della giustizia sociale, ma poi all'atto pratico
non è stata coerente con esso. E
senza giustizia sociale la pace è
fragile».
Cosa può significare l'Europa
per le Marche?
«La nostra regione ha, ad esempio, molte università. L'Europa
potrebbe garantire un titolo di
studio di laurea che abbia la stessa valenza per tutti i Paesi europei. Ancora, può significare un reale rispetto dei diritti delle donne,
acquisiti ma mai scontati. Penso
alla legge 194, garantita dall'Europa, ma che di fatto nelle Marche,
come in molte altre parti d'Italia,
viene applicata con difficoltà. E
poi la valorizzazione delle nostre
tradizioni culturali. Nel mondo ci
considerano spesso regione laboriosa ma poco colta, invece abbiamo un patrimonio culturale e artistico grandissimo. Ma l'Europa
può trovare nuova forza dalle
Marche».
Come?
«Penso ancora all'istruzione e all'
educazione. Penso ancora una
volta agli Atenei, ma anche alla figura di Maria Montessori con la
sua idea di centralità del bambino
e dell'identità dello studente. Teorie e principi che possono e devono essere fatti propri dall'Europa».
Che partita si gioca domenica?
«Fondamentale. Il 26 maggio sapremo com'è composto il nuovo
europarlamento e non sarà indifferente se ci saranno partiti che
nulla hanno a che vedere con l'Europa o quelli come l'Idv impegnati
a costruire un'Europa migliore».
A.Car.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
«L’EUROPA
POTREBBE
SIGNIFICARE
UN REALE RISPETTO
DEI DIRITTI
DELLE DONNE»
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Marche Cult
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Sotto sotto
`Dal Lisippo
ai Bronzi di Cartoceto
Scoperte e disfide
C
i sono vicende, come quella
dell’ “Atleta”, attribuito a Lisippo, pescato nell’Adriatico, o del gruppo equestre
bronzeo rinvenuto in un terreno
di contrada S.Lucia di Calamello
presso Cartoceto, che riescono a
mettere insieme in forme emblematiche quasi tutti i significati,
positivi e negativi, coperti dall’area del vocabolo “sotto”: il nascondiglio, la bugia, il sospetto,
la copertura, il ricovero, l’omissione, la tesorizzazione di un bene, la parte celata, la sottrazione
alla vista, l’alterità inedita, la profondità, la distanza abissale, l’imprevisto, la faccia negata, l’isolamento, la sorpresa, l’inatteso.
E l’inatteso più sorprendente è
dato dal fatto che ciò che dal “sotto” emerge finalmente visibile in
superficie, nel “sopra”, porta, oltre alla festa e alla gioia per un
bene recuperato, spesso anche
un carico negativo di rivalità,
conflitti, pratiche illegali, del tutto inaspettati. Nel giugno del
1946 durante il lavoro agricolo,
Pietro e Giueppe Peruzzini, casualmente, si imbatterono nel
dorato monumento equestre e la
notizia fu fatta pervenire, tramite Monsignor Giovanni Venarucci, allora ispettore onorario di
Fossombrone, alla Soprintendenza alle Antichità delle Marche. I bronzi così recuperati furono poi trasferiti al Museo Nazionale di Ancona. Dopo vari restauri il gruppo ebbe il suo momento di notorietà per l’esposizione a varie mostre – la più nota, con la maggior risonanza mediatica, quella del 1987 al Museo
Archeologico di Firenze – l’ultima delle quali nello stesso 1987 a
Pergola che diede il via ad una
contesa interminabile fra la cittadina del pesarese e il Museo Nazionale di Ancona. Alterne vicende, tutte fortemente condizionate dal peso ingombrante della politica, videro il raggiungimento
di accordi consensuali tra le parti in causa, quasi sempre temporanei per le accensioni di campanilismi e orgogli civici, spesso in-
LA FELICITÀ
PER IL RECUPERO
HA LASCIATO SPAZIO
A RIVALITÀ
CONFLITTI
E CONTENZIOSI
Giovedì 22 Maggio 2014
www.ilmessaggero.it
differenti alle sorti del bene storico–artistico da tutelare.
Nell’estate del 1964 invece, nelle reti di un peschereccio fanese,
il “Ferruccio Ferri”, a 43 miglia a
levante al largo del Monte Conero, a 27 miglia della costa croata
in un punto di mare conosciuto
come “Scogli di Pedaso”, restò
impigliato un bronzo di straordinaria bellezza raffigurante a
grandezza naturale un atleta che
da vincitore si mette in capo una
corona di olivo selvatico. La statua realizzata con la tecnica della fusione a cera persa mancava
del piedistallo e dei piedi probabilmente staccatisi dal corpo per
lo strappo violento della rete.
Raccolto in casa dell’armatrice
Valentina Maggi fu poi occultata
nel terreno di un campo di cavolo, ceduta in seguito per 3 milioni e mezzo di lire a un antiquario
di Gubbio, Pietro Barbetti. Da
Gubbio finita dopo una serie di
passaggi poco chiari nel mercato
internazionale, fu infine acquistata dalla Direttrice del Getty
Museum di Malibu, Marion
True. Contesa attualmente fra
stato italiano e Getty Museum,
l’opera probabilmente finì in fondo all’Adriatico durante un trasporto dalla Grecia al porto di
Ancona. Dopo tanti secoli di sepoltura in fondo agli abissi, la
statua è stata restituita alla sua
bellezza originaria. A restare ancora sotto, in tutti e due gli episodi, è la legalità.
An.Luc.
Se ciò
che appare
non è
la verità
N
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Segni
Il ripensamento
di Tiziano
Antonio Luccarini
.
l lavoro del radiologo Ugo
Salvolini sul restauro della
celebre pala ”Gozzi” della
Pinacoteca di Ancona, ha
confermato che l’indagine
radiografica dei dipinti
consente di arricchire la
conoscenza delle opere d’arte
di importanti informazioni,
date, realizzazioni, compresi
eventuali danni e
“pentimenti”.
Continua a pag. 43
I
Viaggio
nei sotterranei
della vita
Il Lisippo, conteso da Fano al Getty Museum
on credo sbaglieremmo di
molto se, proprio come Aristotele e Platone, intendessimo la realtà come puro “fenomeno”, ovvero ciò che appare
ai nostri sensi ma che non necessariamente corrisponde a una
verità oggettiva. Sotto questa apparenza, direbbe allora in tempi
più recenti Kant, si cela il “noumeno”, ovvero il mondo come esso è, la “cosa in sé”, indipendentemente dalla nostra esperienza
o percezione, che peraltro, secondo il filosofo tedesco, non
può mai arrivare a comprendere. Come dire: ciò che è pensato è
differente da ciò che appare, e il
noumeno è appunto l’essenza
pensabile ma inconoscibile della
realtà; in questo senso, costituisce anche il limite stesso della conoscenza umana. Evidentemente, se ciò che si nasconde sotto la
realtà è qualcosa di inconoscibile per l’uomo, non pretendiamo
certo di scoprirlo qui, in queste
poche pagine, in questo inserto.
Abbiamo però provato quanto
meno a ricercare, dietro il velo
della superficie, quanto si nasconde sotto, e che in fondo costituisce l’essenza stessa della
nostra cultura, o quanto meno la
sua origine. Lo vediamo nell’arte, nell’archeologia, nella letteratura e perfino nella cucina. E il
problema dell’origine, per avvicinarci al pensiero più recente, è
divenuto con Michel Foucault,
attraverso l’archeologia del sapere e la sua genealogia di derivazione nietzscheana, un momento daccapo rilevante per la cultura della seconda metà del Novecento. Ed è stato proprio il lungo
discorso darwiniano sul venire e
trasformarsi alla vita del vivente
a entrare in crisi. Questi ultimi
anni in cui ne va della contestazione di questo modello e dell’apparire sulla scena del sapere della cosiddetta particella di Dio, il
bosone di Higgs, la riflessione su
come è iniziata la vita si spinge fino a sperimentare la nascita dell’universo un istante prima del
cosiddetto Big Bang. Questo per
quanto riguarda l’universo. Be’,
sotto sotto, in fondo, anche le
Marche. Sotto sotto, anche noi.
V. Co.
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-MSGR - 14 PESARO - 45 - 22/05/14-N:
45
Fano
IL CENTROSINISTRA
CHIEDE AI COMPETITOR
UN ACCORDO SU ASET
PARCO URBANO, SCOGLIERE
TEATRO ROMANO, OSPEDALE
E SPENDING REVIEW
Giovedì 22 Maggio 2014
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Fax: 0721 370931
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Seri lancia il «patto fra candidati» su sei questioni aperte Nozze gay, il Comune
prende tempo
LA PROPOSTA
Un patto fra candidati su sei importanti questioni aperte è la
proposta con cui Massimo Seri,
della coalizione Fare Città, affronta i giorni conclusivi prima
del voto per le Comunali, domenica prossima. È un appello ed è
ciò che si definirebbe un accordo fra gentiluomini, un gentlemen's agreement in inglese:
ognuno si impegnerebbe a rispettarlo e di conseguenza i fanesi sarebbero più sicuri dei risultati, qualunque sia il futuro
sindaco, il vincitore delle imminenti elezioni. La proposta è sta-
ta presentata ieri nella sede dello stesso centrosinistra, a Fano
in corso Matteotti. «Confido di
essere io - ha detto Seri - colui
che rispetterà i sei impegni a cominciare dal teatro romano. Bisogna andare avanti con gli scavi, perché è indispensabile riportare alla luce un reperto che darebbe lustro internazionale alla
nostra città. È urgente, poi, progettare le nuove scogliere dalla
foce del fiume Metauro al porto.
Questo lavoro deve essere concluso entro l'anno, altrimenti si
perderanno tre milioni di fondi
Fas. Un colpo di acceleratore anche a favore del parco urbano,
acquisendo l'area demaniale nel
campo d'aviazione». Questa è la
prima metà degli impegni condivisi che Seri ha proposto agli altri candidati sindaco, durante
un incontro cui hanno partecipato alcuni esponenti della coalizione: Paolo Caporelli, Gianluca Cespuglio, Tatiana Falcioni e
Samuele Mascarin. L'altra metà
dell'appello comprende la difesa
del Santa Croce: «La nuova struttura non è all'ordine del giorno,
quindi la priorità è fare in modo
che l'ospedale di Fano mantenga i reparti fondamentali nel
percorso di integrazione con Pesaro. Per quanto riguarda il futuro di Aset, ribadisco che dovrà
restare pubblica e autonoma.
Tutti i candidati si impegnino a
evitare che alla discarica arrivino altri rifiuti da fuori, come nel
recente caso delle 6.000 tonnellate dall'Abruzzo, se non sono
indicazioni governative a stabilire il contrario. Ritengo infine,
avendo una competenza specifica in controllo di gestione, che si
possano eliminare ancora alcune spese superflue nel bilancio
comunale. Questo è il mio atto
d'amore per Fano, che chiedo
agli altri candidati di condividere, fatte salve le diverse visioni e
le diverse scelte su altre parti dei
rispettivi programmi».
O.S.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
CONFERENZA
INFORMATICA
E SOCIETA’
Il professor Domenico
Consoli, docente di
informatica dell’ Itc Battisti,
terrà due conferenze su
«Informatica e Società»,
presso la Sala di
Rappresentanza della
Fondazione Cassa di
Risparmio di Fano, oggi alle 17
su «L’informatica pervasiva
nell’era della società digitale»
e giovedì 29 maggio alle 17 su
«La tecnologia e il web nel
turismo e
nell’enogastronomia».
CONVEGNO
FARE CHIAREZZA
SUGLI EX OPG
Il sindaco Stefano Aguzzi
Il sindaco ringrazia tutti
ma si toglie qualche spina
`Nel mirino finisce
il centrosinistra
con Ricci e la Provincia
IL CONGEDO
«Grazie a tutti». Per Stefano
Aguzzi, il sindaco uscente di Fano, è arrivato il momento dei saluti. Domenica prossima, al
massimo l'8 giugno in caso di
ballottaggio, saprà chi è il suo
successore dopo dieci anni ininterrotti alla guida della città.
«Grazie ai dipendenti e grazie
agli amministratori che hanno
condiviso il percorso, anche a
chi è passato dall'altra parte».
La manciata di sale conclusiva,
tanto per evitare che l'ultimo discorso da sindaco scivolasse
verso un sapore nostalgico, ha
fatto cadere qualche granello
su Massimo Seri, assessore provinciale uscente e candidato
sindaco del centrosinistra. «Da
lui - ha detto Aguzzi - non accetto lezioni di alcun tipo. Qualche
giorno addietro ha definito gravissima la nostra decisione di
non approvare il bilancio entro
la fine del mandato, quando circa 1.600 Comuni sugli oltre
8.000 in Italia sono nelle nostre
stesse condizioni. Anche la Provincia, però, non ha approvato
il proprio bilancio. E sapete perché? Avrebbe dovuto ammettere il default (insolvenza per chi
legge) e tutti i componenti della
giunta, Seri e il presidente Matteo Ricci compresi, non sarebbero stati candidabili». L'attacco è arrivato poco dopo nella sede del centrosinistra fanese, in
corso Matteotti, e Seri ha risposto definendo «fantasiosa, infondata», l'ipotesi di Aguzzi:
«Non scherziamo, il default
non c'è». I conti del Comune, definiti in ordine, sono un motivo
di vanto per il sindaco uscente,
che lunedì scorso si è tolto dal
costato la spina di Aset Holding.«Quasi a sorpresa - ha spiegato Aguzzi - è stato approvato
il bilancio 2013 con il suo utile
di circa un milione e 100.000 euro. Una parte consistente, pari a
700.000 euro, passerà al bilan-
IL PRIMO CITTADINO
SODDISFATTO:
LASCIA UN COMUNE
CON I CONTI IN ORDINE
E PER ASET HOLDING
UN BILANCIO IN ATTIVO
cio 2014 del Comune per mantenere i servizi fondamentali. La
stessa operazione era già stata
fatta con Aset spa e sottolinea la
differenza con Marche Multiservizi, dove il privato Hera porta i dividendi in Emilia Romagna, invece di investirli sul territorio». La scelta di evitare la fusione con l'azienda pesarese è
un altro motivo di vanto per le
giunte Aguzzi, assieme alla «capacità di dialogare con la Fondazione Carifano, per portare i
corsi universitari in pieno centro storico, e con la Fondazione
Montanari per realizzare la mediateca multimediale Memo,
un servizio inedito e bellissimo,
nell'edificio dell'ex Luigi Rossi». Resta «il cruccio per la sanità, perché l'integrazione non
sta funzionando», ma la decisione di aderire a Marche Nord è
considerata «comunque positiva». «Condivisibile» anche il
progetto dell'ospedale unico.
Aguzzi assicura di congedarsi
dalla sua carica «con l'assoluta
serenità di chi ha dato il proprio
meglio alla città. Non tutto è stato fatto bene, non sono così presuntuoso, ma rivendico con forza uno stile amministrativo che
ha rimosso ogni barriera tra i
fanesi e il loro Municipio».
Osvaldo Scatassi
Fare chiarezza sul percorso di
superamento degli ex Opg
(Ospedali psichiatrici
giudiziari) attraverso
l’istituzione delle Rems
(Residenza per l’Esecuzione
della Misura di Sicurezza
sanitaria), con particolare
riferimento a quella che
sorgerà a Fossombrone. Con
questo obiettivo le
associazioni Libera.mente
onlus, Un mondo a Quadretti
e Fattoria della Legalità, con il
partenariato dell’Ats n. 7 e la
collaborazione del CSV
Marche, organizzano il
convegno intitolato “Cura,
prevenzione e riabilitazione
di pazienti in misure di
sicurezza. La partecipazione
del contesto sociale” in
programma stasera alle ore 21
presso la sala del Centenario
del Chiostro di Sant'Agostino
a Fossombrone.
FOSSO SEJORE
ATTRAVERSAMENTO
PEDONALE
L'Anas comunica che, a
partire da questa mattina alle
7 saranno avviati i lavori per
`I dubbi degli uffici
di Stato civile
sulla registrazione
La richiesta di Fausto ed Elwin è
di nuovo sul tavolo del sindaco
Stefano Aguzzi, che sta valutando se un provvedimento a favore dei coniugi omosessuali "abbia un valore concreto o se possa essere smentito nel giro di poco tempo". Pare di capire che gli
uffici dello Stato civile abbiano
espresso forti perplessità sulla
richiesta di registrare a Fano il
matrimonio gay, contratto sei
anni fa in Olanda da Fausto
Schermi, dirigente comunale in
pensione, ed Elwin Van Dijk,
educatore scolastico. Il risultato
della vicenda è uno stallo di fatto, cadenzato dall'attuale "vorrei ma non posso" del sindaco
uscente. La questione è rimbalzata ieri mattina anche nella sede elettorale di Fare Città, coalizione di centrosinistra. Il candidato sindaco Massimo Seri si è
riservato di approfondirne i contenuti con gli altri partiti, mentre Samuele Mascarin di Sinistra Unita ha confermato il proprio invito a trascrivere l'atto internazionale del matrimonio
gay contratto in Olanda: "Il rispetto dei diritti civili è un'acquisizione comune tra i partiti del
centrosinistra. Fa parte della no-
Fausto ed Elwin
insieme
I sindacati sollecitano
controlli per la King
NAUTICA
Cresce l’allarme per la sorte
dei lavoratori della King di Bellocchi, l’azienda produttrice
di accessori per la nautica con
40 operai impiegati, per cui i
sindacati temono il trasferimento della sede insieme al
personale. Così la Cisl di Fano,
unitamente alla Fim Cisl, rafforzano la denuncia già lanciata nei giorni scorsi. «La ditta spiegano i sindacati - che attualmente opera nella zona industriale di Fano ha paventato
il trasferimento del sito produttivo a Viterbo, nel Lazio,
con gravi pressioni sui lavoratori. Attualmente dalla verifi-
ca effettuate alla Camera di
Commercio risulta nominato
un nuovo amministratore delegato». Non solo, ma i sindacati hanno segnalato anche
una serie di operazioni di passaggi amministrativi e fiscali
da azienda ad azienda su cui
vorrebbero fare chiarezza. «Di
questa situazione - proseguono nella nota - sono state debitamente informati gli organi
ispettivi quali l’Ispettorato del
Lavoro sua gli organi preposti
al controllo. In questo momento di crisi - concludono le organizzazioni di Cisl e Fim Cisl riteniamo non eludibile verificare la regolarità delle imprese per il rispetto delle norme e
delle leggi».
Gli ultimi tour elettorali
fra FdI, Pd, Psi e Udc
L’AGENDA
la realizzazione di un
attraversamento pedonale
sulla strada statale 16
Adriatica, in località Fosso
Sejore. Per consentire
l’esecuzione sarà
provvisoriamente istituito il
senso unico alternato della
circolazione regolato da
semaforo. Il completamento è
previsto èer il 10 giugno.
stra cultura laica e progressista
che ci portò già nel 1998 a istituire il registro comunale delle
unioni civili. Uno tra i firmatari
dell'iniziativa, lo dico per inciso,
era proprio Seri. Mi auguro
quindi di festeggiare anche nel
Comune di Fano il matrimonio
tra Fausto ed Elwin". La loro richiesta ha trovato l'entusiastico
sostegno di un festoso e colorato
corteo che sabato scorso ha attraversato il centro storico di Fano. Visti dal Comune, però, i percorsi sono meno lineari, con
quella lettera del sindaco (l'invito a registrare l'atto) che sembra
essere piovuta sugli uffici a loro
insaputa e che potrebbe essere
interpretata come l'inizio del
giochetto al rimpallo. Così, per
lo meno, pare pensarla anche
Arcigay Agorà.
Un deputato della destra, Massimo Corsaro, ha fatto visita a Fano
per sostenere Davide Delvecchio,
candidato sindaco della coalizione Insieme per Fano. L'altro ieri
Corsaro è intervenuto a un'iniziativa organizzata da Fratelli d'Italia - An nella sede elettorale della
coalizione Insieme per Fano, in
piazza Marconi. «La situazione a
Fano è sintomatica di quanto accade a livello nazionale: una sorta di malattia nel centrodestra, in
cui alcune forze giocano a minare l'area politica dall'interno e il
loro fine è far vincere gli avversari», ha detto Corsaro, affiancato
dal coordinatore regionale di
FdI-An, Carlo Ciccioli, e dal capo-
lista Francesco Cavalieri. Nel pomeriggio è stata invece la volta di
Lorenzo Guerini, vice segretario
nazionale del Pd. All'incontro, in
piazza Amiani, hanno inoltre partecipato il segretario regionale
del partito, Francesco Comi, il segretario comunale Stefano Marchegiani e il candidato sindaco
del centrosinistra Massimo Seri.
In contemporanea, ma alla coop
Tre Ponti, la visita dell'assessore
regionale Maura Malaspina
(Udc) per un confronto con le associazioni del settore agricolo e
sempre per sostenere la candidatura di Delvecchio. Nella stessa
giornata erano attesi alla Spiaggia dei Fiori l'onorevole Marco Di
Lello e la responsabile dei Giovani socialisti Claudia Bastianelli,
entrambi Psi.
-MSGR - 14 PESARO - 46 - 22/05/14-N:
46
Giovedì 22 Maggio 2014
www.ilmessaggero.it
Fano
Delvecchio e l’eredità
D’Anna punta sulla sanità
di Aguzzi: «Mi sono
«No al nuovo ospedale
candidato per vincere» Salviamo il Santa Croce»
L’assessore ai Servizi sociali è alla testa della coalizione `Guida la lista civica che porta il suo nome e ostenta fiducia
di centrodestra che ha amministrato per 10 anni la città «Grandi partiti in difficoltà, andremo al ballottaggio»
`
VERSO IL VOTO/1
Davide Delvecchio raccoglie un'
eredità impegnativa, il decennio
di Aguzzi e di una maggioranza
allora più coesa, che per due volte è riuscita nell'impresa di conquistare una roccaforte del centrosinistra come Fano. I partiti
sono rimasti più o meno gli stessi, anche se il numero di liste
(ora cinque) è ridotto rispetto al
2009, ma si sono allontanati alcuni tra i principali protagonisti
dei successi precedenti. Soprattutto è cambiato il tessuto sociale di Fano con le sue esigenze,
oggi figlie per la maggior parte
della crisi economica. «Ripartiamo da zero con un nuovo progetto e la sua base è il tema del lavoro, delle imprese e del contributo che il Comune può dare alla ripresa», afferma Delvecchio. Il
candidato sindaco di Insieme
per Fano, coalizione composta
da Forza Italia, Fratelli d'Italia An, lista civica La tua Fano, Pensionati e Udc, sostiene che agendo sui risparmi derivanti dalla
fusione delle due Aset si possa
«creare un fondo triennale di 3
milioni, per favorire ripresa economica e lavoro». Un altro fondo di 500.000 euro, questa volta
di garanzia, faciliterebbe l'accesso al credito delle piccole e medie imprese. Si prevede, inoltre,
che si possa «sia incentivare il
commercio del centro storico e
delle piccole realtà, riducendo i
tributi locali, sia potenziare i
prodotti a chilometro zero, le
tipicità locali e i marchi di zona.
Pochi parlano di queste cose,
forse perché non riescono ad avvertire i veri problemi della città, mentre io ne discuto da tempo, forse perché sono responsabile dei Servizi sociali e tocco
con mano quanta sofferenza
provochi la crisi». Delvecchio ha
47 anni, è imprenditore nel settore dell'artigianato con la passione per lo sport: oltre al calcio,
wind surf e snowboard. Sposato
con Lorena, ha due figli: Maria
Vittoria di 12 anni e Gian Marco
di 7.
«Il fatto di essere imprenditore
nella mia città - prosegue - mi
permette di conoscere le esigenze reali del tessuto economico, a
differenza dei miei avversari che
sono politici di professione. L'altro valore aggiunto che offro al-
«MAGGIORANZA LACERATA?
LA RAGIONE STA NELLE MIRE
PERSONALISTICHE
DI QUALCUNO CHE COSÌ
FAVORISCE I 5 STELLE
E IL CENTROSINISTRA»
«RIPARTIAMO DA ZERO
CON UN NUOVO PROGETTO
CHE HA DI BASE IL LAVORO
E IL CONTRIBUTO
CHE IL COMUNE PUÒ
DARE ALLA RIPRESA»
la coalizione e ai fanesi è l'esperienza maturata ai Servizi sociali. L'assessorato più duro in assoluto, perché ogni giorno ti mette
a confronto con i tanti problemi
di anziani soli, disabili e famiglie in difficoltà». Il rovescio della medaglia: difetti? «Ne abbiamo tutti, sarebbe sciocco se affermassi che non ne ho». Servono nuovi progetti, dunque, perché la città è diversa rispetto a
dieci anni fa, e «servono persone
che sappiano garantirli. Detto
questo, sapremo fare tesoro del
lavoro sviluppato dalle due giunte Aguzzi». Nella fase declinante
del secondo mandato, però, la
maggioranza si è lacerata e fratturata in più parti. «La ragione assicura Delvecchio - è da ricercare solo nelle mire personalistiche di qualcuno. Pur di affermarle, si è dimostrato disposto a
far perdere il centrodestra e a favorire il centrosinistra o i grillini. Chi vota Mirco Carloni o
Giancarlo D'Anna, vota di fatto
per i principali avversari, sottraendo forza a noi, che siamo gli
unici con possibilità di successo.
Sia chiaro che alle elezioni Comunali non si fa testimonianza.
O si vince e si amministra, e io
mi sono candidato con questo
obiettivo, altrimenti non l'avrei
fatto, o si perde e non si amministra. La speranza è di vincere al
primo turno, il risultato minimo
è il ballottaggio. In caso contrario non ci saranno alleanze dell'
ultimo secondo, non sono nel
mio modo di fare».
Osvaldo Scatassi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
VERSO IL VOTO/2
Se dipendesse da lui, quindi se i
fanesi lo eleggessero sindaco, la
prima cosa da fare sarebbe un
grande corteo ad Ancona, sotto
le finestre della Regione. «Rivendicherei - esordisce Giancarlo
D'Anna, candidato sindaco dell'
omonima lista civica - il diritto di
uscire dall'azienda ospedaliera
Marche Nord. La battaglia per la
sopravvivenza del Santa Croce,
che mi ha contraddistinto in questi anni, non è solo una questione, pur importantissima, di sanità accessibile ed efficace. Coinvolge, infatti, anche aspetti occupazionali ed economici indiretti:
ogni ospedale muove un indotto
considerevole».
D'Anna ha 60 anni, è sposato
con Claudia, ha due figli. Di una
delle sue tre passioni, i viaggi (le
altre due sono foto e cani), ha fatto la sua professione: operatore
turistico affascinato dall'Oriente. Dopo due mandati consecutivi come consigliere regionale
d'opposizione, nel 2011 ha lasciato il Pdl in contrasto con la linea
sulla sanità, D'Anna ha deciso di
candidarsi come sindaco alla
guida di una lista civica composta da esordienti in politica. Anche in questo caso la scelta è frutto di uno strappo. È stato con il
sindaco uscente Stefano Aguzzi
e con chi, a Fano, ha attuato «una
campagna di eliminazioni politiche sistematiche». «Penso di andare al ballottaggio - afferma
D'Anna - ed è il risultato che voglio conquistare. A quel punto la
partita sarebbe ancora più aperta di quanto lo sia adesso. Al di là
dei sondaggi, spesso propagati
ad arte per condizionare gli elettori, nessuno può mettere nero
su bianco per la propria vittoria.
È molto alta la percentuale degli
indecisi e di chi non ama confessare il proprio voto, per questa
ragione dico che la porta del Comune è ancora aperta quasi per
tutti».
Se il bersaglio del ballottaggio
non dovesse essere centrato, la lista D'Anna «lascerà libera scelta
ai propri elettori, pur con un discrimine netto: nessun appoggio
a chi si dichiara favorevole all'
ospedale unico. Del resto noi abbiamo già scelto di non accorparci ad altre forze politiche e l'abbiamo fatto per non prendere in
«NON SI PARLA SOLO
DI SALUTE
UN NOSOCOMIO
CREA UN INDOTTO
OCCUPAZIONALE
CHE VA DIFESO»
«HO RIFIUTATO ALLEANZE
CON CHI SPINGEVA
PER QUEL PROGETTO
E COL SINDACO HO ROTTO
PER LA SUA CAMPAGNA
DI EPURAZIONI POLITICHE»
giro i cittadini: se la proposta è di
qualità, e riteniamo che la nostra
lo sia, basta una sola lista. Non
temo avversari, semmai sono i
grandi partiti a dover temere.
Per loro prevedo grandi difficoltà a trovare consensi».
D'Anna ritiene di portare alla
lista civica un patrimonio di
esperienza e di «coerenza che i
fanesi mi hanno sempre riconosciuto nelle battaglie su sanità,
elettrosmog, amianto. Ho precorso i tempi e purtroppo certa
politica se n'è disinteressata, salvo poi accamparsi a paladina della lotta contro gli stessi problemi
che ha contribuito a creare, come appunto nel caso del Santa
Croce». Oggi D'Anna interverrà
sull'ex ferrovia durante il convegno intitolato Fano primo binario, alle 18 nella Fish House del
porto turistico Marina dei Cesari. «La città e la vallata del Metauro - conclude - hanno da tempo esigenza di una rete moderna
e sostenibile di trasporto pubblico, indispensabile per lo sviluppo e per il turismo. L'inquinamento atmosferico da traffico
danneggia la salute, deteriora
l'ambiente e aumenta i costi economico-sociali. A ciò si uniscono
le difficoltà quotidiane di spostamento di lavoratori, studenti,
persone anziane e dei più deboli
come portatori di handicap e disoccupati. Servono quindi nuove
risposte, riaprendo e ammodernando la ferrovia Fano-Urbino,
che diventerebbe uno strumento
efficace, sicuro e sostenibile».
O.S.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
A Pergola il centrosinistra cerca la grande rivincita
VERSO IL VOTO/3
Nella vallata del Cesano gli occhi
sono puntati tutti su Pergola. Il
Comune, che il centrosinistra ha
perso nel 2009 in seguito alla caduta dell’allora sindaco Borri e al
conseguente commissariamento,
viene da 5 anni di amministrazione di centrodestra. E ora l’uscente Francesco Baldelli tenta il bis a
capo della lista “Pergola nel Cuore”. Dall’altra parte il Pd sostiene
la civica “Pergola Unita” che, dopo aver trovato l’accordo con l’avvocato Rosella Renzini Rossi (alle
scorse elezioni si presentò con
una sua lista, ndr) e aver fatto le
primarie per la selezione degli
aspiranti consiglieri, ha candidato l’ex vicepresidente della Provincia Graziano Ilari. Il Movimento 5 Stelle, comunque presente in
paese, ha deciso di non partecipare alla competizione elettorale.
Insomma la sfida tra Baldelli e Ilari si annuncia piuttosto incandescente. E, in tal senso, non sono
mancati i colpi proibiti. Nei giorni scorsi i candidati del centrosinistra hanno sottoscritto una querela nei confronti della civica
“Pergola nel Cuore” rea, secondo
loro, di aver distribuito materiale
propagandistico
diffamatorio.
«Noi crediamo – si legge nel programma di Pergola Unita – che
sia giunto il momento di raccogliere le forze e tutti insieme operare per la ripresa di Pergola. Uniti saremo capaci di far rifiorire a
Pergola l’industria, il commercio,
l’artigianato e l’agricoltura e, al
contempo, di consolidare e valorizzare le nostre ricchezze: dai
Bronzi al centro storico, dalle frazioni all’ospedale fino alla scuola,
Domenica al voto
ILARI CONTRO
IL SINDACO
USCENTE BALDELLI
A SAN COSTANZO
LA SFIDA È TRA
PEDINELLI E STEFANELLI
restituiremo alla nostra cittadina
la sua identità storica e culturale». «Pergola, dopo 5 anni di giunta Baldelli, è una città che ha saputo riallacciare i rapporti con le
altre istituzioni e le associazioni
di categoria – si legge nel programma di Pergola nel Cuore Pergola è finalmente divenuta
meta turistica conosciuta sia a livello nazionale che internazionale e, grazie ai rapporti istituzionali che l’amministrazione ha saputo creare, è riuscita ad attingere a
finanziamenti regionali, nazionali ed europei».
Al voto anche San Lorenzo in
Campo (oltre 3.500 abitanti) dove
Antonio Di Francesco ha terminato il suo secondo mandato ed
allora il centrosinistra appoggia
il vicesindaco uscente Valeria
Bartocci della civica “Progetto Comune” mentre la minoranza pre-
senta l’attuale consigliere Davide
Dellonti. Il Pd, dopo il passo indietro del sindaco uscente, candida
un membro della giunta anche a
Serra Sant’Abbondio: Ludovico
Caverni. Dovrà vedersela con Enrico Ciaruffoli della lista “Insieme
per Cambiare” e con Paolo Vecchione di “Azione Civica”. A Frontone invece il primo cittadino
Francesco Passetti si ricandida
contro l’avversario della lista
“Per Frontone Uniti” Giorgio Giuliacci. Infine a Fratterosa candidato unico: l’uscente Alessandro
Avaltroni del centrosinistra che
perciò dovrà vedersela solo con
l’ostacolo quorum.
Tra la vallata del Cesano e quella
del Metauro si possono incontrare altri Comuni che il 25 maggio
andranno al voto: San Costanzo
(oltre 4.800 abitanti) e Monte Porzio (2.800). A San Costanzo il sin-
daco uscente Margherita Pedinelli, fresca di nomina nell’assemblea nazionale del Partito Democratico, tenta il bis con la lista di
centrosinistra “Uniti per San Costanzo”. Contro di lei il candidato,
nonché consigliere comunale di
minoranza, Michele Stefanelli
della civica vicina al centrodestra
“La tua voce per cambiare”. Terzo incomodo, e primo aspirante
sindaco penta stellato nella storia
del Comune, il candidato del Movimento 5 Stelle Gianluca Gabanini. A Monte Porzio infine il sindaco uscente Attilio Patrignani non
si ripresenterà. Al suo posto il
centrosinistra candida l’assessore al Bilancio Giovanni Breccia
che dovrà vedersela con il candidato di “Unione Bene Comune”
Giuliano Carboni.
Luca Fabbri
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19
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014
••
LAVORI A FOSSO SEJORE SI ANDRA’ AVANTI A SENSO UNICO
L’ANAS ha comunicato che, a partire dalle ore 7 di questa mattina,
saranno avviati i lavori per la realizzazione di un attraversamento
pedonale sulla strada statale 16 «Adriatica», in località Fosso Sejore
(km 244,300), nel comune di Fano. Per consentire l’esecuzione delle
lavorazioni sarà provvisoriamente istituito il senso unico alternato
della circolazione regolato da semaforo, limitatamente alla durata
degli interventi e secondo l’avanzamento dei lavori.
Il completamento è previsto entro le ore 20 di martedì 10 giugno.
IL PROCESSO DAVANTI UNA AVVOCATESSA DI 56 ANNI E L’EX MARITO, UN COMMERCIALISTA. FINALE A SORPRESA DEI GIUDICI
«Ho subito violenze per 24 anni», ma non le credono
Immagine del celebre film la Guerra dei Roses
POSSONO esserci molti modi per separarsi dopo 24 anni di matrimonio,
ma quello scelto da un’avvocatessa di
Fano di 56 anni che non intendeva
più avere nulla a che fare col marito
di professione commercialista di 60
anni, è stato a dir poco eclatante. Lo
ha denunciato e trascinato sotto processo accusandolo di averla violentata
per per tutta la durata del matrimonio, ossia 24 anni. Non solo. Lo ha pure accusato di maltrattamenti, lesioni, minacce, ingiurie. Insomma, un
campionario di reati da far rinchiudere il protagonista in carcere per almeno quindici anni. Ma il processo, che
si è concluso ieri, ha riservato una sorpresa.
DI FRONTE al pm Silvia Cecchi
che aveva chiesto oltre tre anni di car-
cere per l’imputato, la difesa (avvocato Francesco Coli) ha ribattutto alle
lunghe e varie contestazioni della
pubblica accusa e della parte civile negando qualunque violenza ed affer-
TUTTO RIBALTATO
La donna ora rischia di essere
indagata per il reato di calunnia
Gli atti trasmessi alla procura
mando che mai aveva solo pensato di
violentare la moglie, ed escludendo
anche le minacce, lesioni e tutto il resto. La donna, nella sua denuncia,
aveva dichiarato che per sgusciare dalle grinfie del marito, doveva abbandonare il letto coniugale e rifugiarsi in
una altra stanza. Insomma, un inferno. Eppure in un primo momento
(nel 2009) era stato avviato l’atto di separazione senza patemi d’animo. Ma
successivamente, è cominciata la raffica di denunce penali, fino ad arrivare
al processo. Con la sentenza di ieri
che per la parte civile e pm è stata sicuramente inaspettata: l’imputato è stato assolto con formula piena perché il
fatto non sussiste.
I GIUDICI non si sono fermati lì:
hanno disposto che gli atti del processo vengano trasmessi alla procura per
indagare la donna per il reato di calunnia e di falsa testimonianza, visto
che l’ex moglie dell’imputato ha giurato di aver subìto quelle violenze.
Che per i giudici evidentemente sono
tutte inventate.
ro.da.
Sessanta dipendenti rischiano il posto di lavoro
Sindacati preoccupati per la King di Bellocchi. «Forse il 30 maggio chiude tutto»
GRILLINI RETROSCENA
No di Casaleggio
all’alleanza
con Bene Comune
UN RETROSCENA. Quelli del centrosinistra e del
centrodestra ormai li conosce tutta la città. Ma nessuno ha mai saputo il dietro le
quinte dei grillini locali.
Stando a quello che scrive
Massimiliano Baldarelli,
uscito dai 5 Stelle per approdare alla coalizione di Carloni, Casaleggio «aveva posto
il veto, veto tenuto nascosto
agli altri attivisti da Omiccioli e dal suo cerchio magico per oltre un mese e solo
quando non se ne poteva fare a meno, ha dovuto dire
come stavano le cose». Non
solo nel memoriale di Baldarelli si legge anche: «Che gli
attivisti di Bene Comune
hanno litigato parecchio prima di decidere di farsi inglobare». Dice anche Baldarelli che Omiccioli prima di
passare a 5 Stelle votava Bene Comune e che dentro al
movimento, alla fine, a guidare la politica sono De
Marchi e Benini. Il finale è
questo: «Almeno 10 dei candidati messi in lista da
Omiccioli non sono affatto
grillini».
SESSANTA famiglie a rischio. I
sindacati sono preoccupati per la
situazione nel settore della metalmeccanica, artigiana ma soprattutto industriale. «Ad oggi le aziende che vanno bene si contano sulle
dita di una mano — denuncia
Mauro Masci della Fim Cisl —, anzi... 5 dita son troppe. Tutte utilizzano gli ammortizzatori sociali, la
solidarietà. Ma siamo preoccupati
soprattutto per un’azienda: la
King di Bellocchi», industria che
si occupa delle lavorazioni in acciaio inox per le imbarcazioni. Alcune settimane fa davanti allo stabilimento di via Einaudi che ospitava
l’ex Art-Inox (è cambiato il nome
ma l’insegna è ancora quella) si era
posizionato un signore con un
tamburo attaccato al collo: voleva
attirare l’attenzione dei passanti
L’AZIENDA
Lavora acciaio inox per la
nautica. La ragione sociale
ora sarebbe a Viterbo
«perché da tanti anni ha il Tfr da
riscuotere dall’azienda — racconta Masci —. Per non finire sui giornali quella volta l’azienda ha fatto
un accordo, anche se non è ancora
stato rispettato». Ora la situazione
si è aggravata. «In questa azienda
ci sono una sessantina di dipendenti che lavorano più del dovuto
nella speranza di non perdere il posto — prosegue il sindacalista mo-
strando la denuncia fatta dalla
Fiom-Cgil e dalla Fim all’ispettorato provinciale del lavoro —.
Hanno dovuto lavorare il 25 aprile
e il 1˚ maggio dato che il 30 maggio l’azienda chiude e si trasferisce
a Viterbo.
La sede della ditta di Belocchi che è a rischio chiusura
1.856 FUORI DAL LAVORO
Ecco come morde la crisi
SESSANTADUE imprese in meno, pari ad un -1,0%. La perdita di aziende a Fano è più ridotta rispetto a quella registrata
a livello provinciale. Con riferimento alle attività, a calare nel
comune sono soprattutto le imprese di costruzioni (-5,5%); le
manifatture (-4,8%); le imprese dell’agricoltura (-3,45%). Manifatture e costruzioni calano a ritmo più forte che in provincia, mentre crescono le attività del terziario (commercio, trasporto, turismo, attività finanziarie e assicurative). Nel primo
trimestre il comune ha perso altre 25 imprese. Ma è il dato
sull’occupazione a preoccupare. Per l’area di Fano il saldo negativo (posizioni lavorative alle dipendenze dato dalla differenza tra ingressi e uscite) è - 1.856 e peggiora del 19,3%, mentre la media regionale si attesta sul 16%
LA “PROMESSA” è infatti che
chi fa il bravo e lavora va a Viterbo
e gli altri no». E poi «c’è un esposto fatto dalle organizzazioni sindacali alla Guardia di Finanza 4
mesi fa di cui ad oggi non sappiamo ancora l’esito. In sintesi si dice
che in quell’azienda ci sono movimenti poco chiari, di chiusure e
riaperture; è stato nominato un
amministratore delegato che viene da Roma; e c’è un sistema di
scatole cinesi dove nell’arco di 5 o
6 mesi è stata cambiata la sede
aziendale più volte... da ultima a
Viterbo. I lavoratori sono indietro
di retribuzioni, li stanno pagando
da un anno ad acconti di mezzo
mese, per tenerli lì col fiato sospeso». Ad oggi Masci dice di avere
«la certezza che il 30 maggio chiuderanno l’azienda e la riapriranno
a Viterbo sotto altro nome: verranno portate di là non si sa quante
persone, a che titolo, con quale stipendio». Certezza che viene dal fatto che «l’altro giorno abbiamo
chiesto di fare una assemblea per
il 12, ce l’hanno spostata al 30 maggio. Quindi siamo andati a farla
fuori dallo stabilimento attirando
l’attenzione dei passanti. La tensione là dentro non è poca. I lavoratori hanno paura di eventuali ritorsioni».
Tiziana Petrelli
••
20 FANO
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014
I commercianti cinesi avanzano: altri due negozi
Uno al Pincio ed un altro al Duomo. Mezzotero: «Stiamo perdendo tratti distintivi»
COMMERCIO LA RISPOSTA DI MIRCO CARLONI
«Meno tasse per chi apre»
LA CITTÀ CAMBIA volto. Nel
settore del commercio all’interno
del centro storico: continua
l’avanzata dei negozi cinesi, ormai una decina. Altri due punti
vendita, infatti, si sono aggiunti
proprio di recente, in due «location» particolarmente accattivanti: un negozio all’angolo della
piazza Clemente VIII, di fianco alla cattedrale di Fano, prima occupato da una banca, e un secondo
al Pincio, in una delle zone maggiormente visitate da fanesi e turisti. Un’area, quella del centro, fino a dieci anni fa di esclusivo dominio dei commercianti locali.
«Bisogna prendere atto — dice
Francesco Mezzotero, direttore
della Confcommercio — che il
volto del commercio fanese è cambiato, profondamente cambiato.
Fino a qualche tempo fa si veniva
a far compere a Fano da tutto l’entroterra e perfino da Pesaro perché in città si trovavano negozi di
qualità e commercianti di fiducia,
esercizi gestiti da fanesi che facevano della cortesia e dell’attenzione un marchio di vendita. Oggi
tutto è cambiato, la gestione diretta del proprietario è sostituita dal
personale dipendente addestrato
uniformemente in tutta Italia alla
stessa maniera, la disponibilità e
la premura è sostituita da tecniche di vendita più anonime e massificate».
I NEGOZI di cinesi sono solo un
aspetto di questa trasformazione.
Che ognuno è libero di valutare
positivamente o negativamente.
CONFCOMMERCIO
«Il lato positivo? Almeno
sono spariti i cartelli
affittasi dal centro»
«I commercianti cinesi — aggiunge Mezzotero — almeno ci coprono la bruttura dei negozi vuoti e
dei cartelli affittasi lungo le vie
del commercio del centro e poi sono precisi, puntuali e rispettosi di
ogni regola. Non sono loro il problema. La questione è molto più
generale. Non si può dire, come
asserito dall’assessore al commercio Santorelli che il saldo tra chiusure e nuove aperture di negozi,
alla fine, è pari. Sarà anche pari,
ma se al posto dei negozi storici fanesi aprono sale giochi e i marchi
commerciali della grande distribuzione significherà pure qualcosa. Che stiamo perdendo quel tratto distintivo che ci aveva caratterizzato fino a qualche tempo fa».
Le associazioni di categoria, tra
cui la Confcommercio, avevano
proposto un tavolo e una serie di
proposte per affrontare in modo
globale il tema del commercio al
dettaglio nel centro storico fanese
e nei centri di periferia, proposte
anche dirompenti e innovative. Il
bello è che gran parte di queste sono finite nei programmi elettorali, «lo sconto sull’Imu per i proprietari di negozi con l’obiettivo
di far calare gli affitti — sentenzia
Mezzotero — ce lo siamo ritrovato pari pari sul programma elettorale di Davide Del Vecchio, come
se fino ad oggi i nostri amministratori non si fossero accorti che
il commercio fanese, anzi, dei fanesi stava morendo».
ELIMINARE le imposte
sui rifiuti, sul suolo pubblico e sull’insegna a chi apre
nuove attività e a chi assume. La proposta è del candidato sindaco della coalizione «La Cosa Giusta per Fano», Mirco Carloni. Una
promessa elettorale a tre
giorni dal voto? «No è l’impegno chi mi assumo per
aiutare le nuove imprese
che creano occupazione —
dice Carloni — eliminando
per un anno le imposte di
competenza comunale». Per Carloni l’obiettivo principale è «favorire la ripresa economica della città» che passa anche attraverso la
detassazione. «In questi giorni nei contatti avuti con le persone —
dice il candidato sindaco — ho constato il forte disagio per la burocrazia da parte di coloro che intendono aprire nuove attività e che
offrono opportunità di lavoro». E così sono nascono le due proposte lanciate da Carloni: «La prima è che il sindaco, gli assessori e i
dirigenti che vorranno collaborare con me, quando sarò sindaco,
dovranno mettere il numero del cellulare di servizio a disposizione dei cittadini ed essere disponibili ad incontrare e ad ascoltare le
persone, le imprese, le famiglie e le associazioni, sempre. Senza
filtri e senza file e senza far passare mesi e mesi inutilmente per
poi magari far girare a vuoto la gente negli uffici». La seconda proposta è quella di detassare le nuove imprese. «In che modo? Nelle
competenze del comune, che sono: la tassa sui rifiuti, l’imposta
per l’occupazione di suolo pubblico e l’imposta per l’insegna pubblicitaria. Queste tre imposte — assicura Carloni — io le voglio
eliminare per tutte le nuove imprese che per un anno assumono
nuovo personale, in modo da incentivare chi ha voglia di partire,
chi ha voglia di fare una start up e aprire nuove attività, e soprattutto dare la possibilità a chi intraprende questo percorso di risparmiare il più possibile. Se risparmio qualche migliaio di euro sulle
imposte comunali magari posso dare qualche posto di lavoro in
più».
an. mar.
FANO 21
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014
••
L’AVVENTURA ANDREA LETIZI, 29 ANNI, DECISO A FARE LA CARRIERA D’ATTORE. LO SBARCO A NEW YORK
Dal camping Mare Blu ai teatri di Broadway
UN FANESE alla conquista di
New York. Si chiama Andrea Letizi, ha 29 anni e, dopo il diploma
all’Olivetti, ha gestito per un decennio il camping di famiglia Mare Blu assieme ai genitori. Poi di
punto in bianco si è risvegliata in
lui la passione per il palcoscenico,
assaporata a 17 anni grazie ad una
esperienza scolastica. E così è partito alla volta di Broadway per tentare. «Non è facile riuscire in questo campo se non si hanno tutte le
carte in regola ed un agente che ti
cerchi le audizioni — racconta
—. Ma secondo me se uno ci crede il modo lo trova: ci sono i siti
internet dove prendere contatti...
poi piano piano si fanno audizioni ed esperienza». E così sta tentando di fare da un anno? «Agli
inizi la lingua è stata un problema, perché si pensa sempre di saperlo l’inglese... poi lì non è lo
stesso. Mi sono dato da fare, ho
cercato di conoscere persone, atto-
IL SINDACO AGUZZI
MASSIMO SERI
«Non accetto lezioni
sul bilancio da Seri.
Loro sono in default»
«Vogliamo recuperare
la centralità di Fano
Poi via con il parco»
NON POTEVA mancare la
«zampata del leone» prima di
lasciare il ruolo di primo
cittadino dopo dieci anni al
governo della città: il sindaco
uscente Stefano Aguzzi,
capolista della lista civica La
Tua Fano che sostiene il
candidato sindaco Davide
Delvecchio, fino all’ultimo
giorno non risparmia i suoi
avversari politici. «Non accetto
— afferma — lezioni sul
bilancio da Seri (candidato
sindaco del centro sinistra ndr)
che, in quanto assessore
provinciale, non ha approvato,
insieme al presidente Matteo
Ricci e ai suoi colleghi
assessori, il bilancio dell’ente
perché sarebbe andato in
default. Se fosse accaduto né
Ricci, né Seri, né Minardi, né
Rossi si sarebbero potuti
candidare a queste elezioni».
Ieri per il sindaco Aguzzi, che
ha anticipato a mercoledì la
consueta conferenza stampa
settimanale, è stato il momento
dei saluti, dei bilanci e dei
ringraziamenti ai collaboratori,
ai dipendenti e dirigenti del
Comune, al direttore generale e
a tutti i consiglieri anche quelli
d’opposizione. In pochi minuti,
Aguzzi ha ripercorso le tappe
salienti dei suoi 10 anni di
impegno al governo della città:
nei servizi sociali, nella
pubblica istruzione con
l’assunzione di 22 maestre, nel
turismo con l’incentivazione
dell’iniziativa privata, il
trasferimento dell’università dal
Codma al San Michele, la
mediateca Montanari,
l’autonomia delle due Aset e
l’aver inaugurato un nuovo
modo di far politica più vicino ai
cittadini. Nel futuro di Aguzzi?
La politica certamente, ma
anche l’azienda agricola di
famiglia avviata con uno dei
figli che sembra dare già ottimi
risultati.
An. Mar.
«La Provincia non è in default» assicura il candidato sindaco della
coalizione di centro sinistra «Fare
Città», Massimo Seri, in risposta
alle accuse del sindaco Aguzzi. Per
poi aggiungere: «Questi chiarimenti chiedeteli al presidente Ricci e all’assessore al Bilancio, io
non sono né l’uno né l’altro». Il
candidato del centro sinistra liquida così un argomento scomodo, soprattutto in campagna elettorale, e
si concentra sulla Fano del 2024
elencando alcune priorità su cui
chiede l’impegno di tutti i candidati sindaci: impegno a continuare
gli scavi nell’area del teatro romano; utilizzo entro l’anno dei 23 milioni di euro di fondi euro per la
salvaguardia della costa; accelerazione per il Parco cittadino; attenzione sul Santa Croce dopo accantonamento del progetto dell’ospedale unico; Aset totalmente pubblica e autonoma; miglioramento
della macchina organizzativa per
l’eliminazione degli sprechi; non
porre ostacoli alle nuove attività
imprenditoriali per favorire l’occupazione. Seri lancia anche l’idea
del Giorno del Ringraziamento
(senza tacchino) dedicato a tutte le
associazioni che con il loro impegno contribuiscono alla crescita
della città. «Fano deve recuperare
— conclude Seri circondato dagli
alleati — il suo ruolo politico di capofila delle vallate del Metauro e
del Cesano». Non si sbilancia, invece, sulla richiesta di Fausto Schermi e Elwin Van Dijck di trascrivere le loro nozze celebrate nel 2008,
in Olanda, nel registro dello stato
civile del Comune, limitandosi a
dire: «Avrei fatto come il sindaco
Aguzzi». A togliere il candidato
sindaco dall’imbarazzo, ci pensa il
candidato di Sinistra Unita, Samuele Mascarin, che esprime una
posizione chiara: «Mi sembra naturale che il matrimonio vada registrato, non credo che su questo ci
siano problemi all’interno della coalizione. Anzi spero che presto si
possa festeggiare, di nuovo, il matrimonio tra Fausto ed Elwin dentro il Comune di Fano».
an. mar.
LA PASSIONE
Ha iniziato nel 2002
al teatro della Fortuna
con un recita scolastica
ri che mi hanno aiutato e la lingua è migliorata. Così sono riuscito a trovare qualche ruolo, in due
cortometraggi per la New York
Film Academy come protagonista, qualche comparsata e un bel
ruolo in una serie web (Plan B)
che uscirà a luglio. Mi hanno già
chiesto di girare anche la seconda
stagione... quindi spero di partire
il prima possibile. Pensavo giugno ma è slittato a luglio». Vive
un po’ da pendolare ora? «La settimana prossima andrò a Roma per
seguire un corso con attori italiani professionisti e poi vediamo come evolve». Spera di diventare fa-
moso? «Ho iniziato a recitare nel
2002 in uno spettacolo al teatro
della Fortuna. Era un Contest della scuola. Io ero il protagonista, la
regia era di Geoffrey Di Bartolomeo. Poi abbiamo replicato nei teatri della provincia. Dopo quella
esperienza mi sono fermato, ho seguito qualche corso e nel 2013 grazie ad una mia amica che vive a
New York...» ha conosciuto una
regista-insegnante con cui «ho fatto un paio di workshop e alla fine
mi ha detto “se credi di voler fare
davvero l’attore devi venire a
New York”. Sono partito»
Tiziana Petrelli
ECCOLO
Andrea Letizi
••
22 FANO E VAL CESANO
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014
SANITA’ SAVERIO DE BLASI PONE UNA SERIE DI DOMANDE AL DIRETTORE GENERALE
Il comitato per il Santa Croce insiste:
«Verrà declassato a poliambulatorio»
«LA VERITÀ sul Santa Croce?
Sarà declassato a poliambulatorio». La denuncia è di Saverio De
Blasi, candidato della lista D’Anna Sindaco, e da anni in prima linea, con il comitato a Difesa del
Santa Croce, sui temi della sanità.
«Nonostante ogni giorno Aldo
Ricci continui a mistificare la realtà di fatto la drammatica realtà
dell’imminente declassamento
del nostro ospedale a poliambulatorio con lungo degenza annessa
si avvicina a passi da gigante». De
Blasi animato riporta la decisione
dellazienda Marche Nord del 30
dicembre 2013 che «sancisce defi-
LE CARTE
L’esponente, candidato
con Giancarlo D’Anna,
porta una serie di delibere»
nitivamente che il Santa Croce sarà adibito a Polo medico. Di conseguenza le chirurgie maggiori (la
chirurgia generale e lortopedia),
di fondamentale importanza per
il corretto funzionamento di un
ospedale rimarranno solo per gli
interventi minori in day-hospital.
Questo significa che gli interventi che potranno essere eseguiti a
Fano saranno tutti quelli che non
prevedono giorni di ricovero, ad
esempio (per chirurgia generale):
emorroidi, ragadi, asportazioni
piccole cisti, etc; (per lortopedia):
ricomposizione piccole fratture.
FANO IN TESTA
5 STELLE VIGILI
«La municipale
tornerà centrale»
«Riorganizziamo
tutto il servizio»
«CON NOI il comando di
Polizia Municipale tornerà
ad essere il punto di riferimento cittadino». Così Mattia Tarsi, capolista di «Fano
in Testa», lista che sostiene
Mirco Carloni, interviene
dopo l’allarme lanciato dagli agenti di polizia municipale sulle difficoltà in cui si
trovano ad operare. «E’
emerso — dice Tarsi — che
il personale della Municipale stia svolgendo la propria
attività in condizioni quanto mai critiche compromettendo allo stesso tempo ed
in egual misura la sicurezza
dei cittadini e la sicurezza
stessa del personale. Mancano automezzi, sistemi di difesa personale, formazione
e aggiornamento del personale. Sul piano organizzativo non c’è stata la revisione
degli
istituti
della
reperibilità e turnazioni festive. Il comando non può
essere utilizzato solo ed
esclusivamente come macchina da soldi, non è quella
la sua funzione».
ALL’APPELLO lanciato
dal corpo dei vigili urbani
risponde il candidato sindaco di Fano 5 Stelle, Hadar
Omiccioli con un invito alla collaborazione. «La prima cosa che farò da sindaco
— dice Omiccioli — sarà di
incontrare tutti i dipendenti comunali (tra cui i vigili)
per spiegare la nuova modalità di conduzione del gruppo dei dipendenti: mettere
le persone giuste al posto
giusto. Ciò significa valorizzare le professionalità di
ognuno e farle fruttare nel
giusto ambito amministrativo. In questo modo i dipendenti saranno più motivati
e si abbatteranno le spese
per le consulenze esterne.
Nel caso specifico del corpo
dei vigili, questo verrà applicato in maniera capillare e
organica. Chiaramente si deve venire incontro alle richieste di dotazioni strumentali e della giusta retribuzione. Attraverso una
riorganizzazione e una collaborazione tra le forze locali
e nazionali della pubblica sicurezza si dovrà affrontare
il
problema
microcriminalità»
Pertanto il Pronto soccorso diventerà solo una presa in giro dato
che non sarà possibile intervenire
su quasi nessun codice di vera
emergenza.
ANCHE la terapia intensiva cardiologica sarà eliminata entro il
31 dicembre di quest’anno». De
Blasi invita «il distruttore
dell’ospedale a prendersi le proprie responsabilità e a rivelare ai
cittadini cosa ha scritto e deciso
negli atti già approvati dellazienda ospedaliera Marche Nord». De
Blasi pone a Ricci, invitandolo a
rispondere, una serie di interrogativi: la determina del 31 dicembre
2013 prevede la concentrazione
delle specialità mediche all’ospedale di Fano ed allora perché in
pediatria non è stato nominato
un nuovo primario ma è stata accorpata prontamente a Pesaro
con previsione (non ancora smentita dai fatti) di chiusura a breve?
E perché visto che in provincia
era già prevista una Unità di diagnosi e cura del tumore della
mammella all’Ospedale di Fano
(breast unit), a valenza provinciale, sono stati spesi soldi pubblici
per trasferire un altro chirurgo
all’ospedale di Urbino che dovrebbe esercitare la stesso attività? Perché nessuno si adopera affinché il
dottori Miconi non abbandoni
Fano visto che qui è prevista la
maggiore attività di chirurgia senologica? Non siamo tutti d’accordo nel sostenere che la qualità dei
i luoghi di cura la fanno i professionisti e non i muri?».
La Bcc di Pergola chiude il 2013 in utile
Bruschi: «Lo ritengo un risultato eccezionale»
Il presidente aggiunge: «Banca d’Italia ha trovato i conti in ordine»
RINNOVO delle cariche sociali
nel segno della continuità alla
Bcc di Pergola. L’assemblea dei
soci ha rinnovato la fiducia per il
prossimo triennio al presidente
Dario Bruschi e alla sua lista di
amministratori espressione del
consiglio uscente denominata
«Continuare a costruire insieme
il futuro». «Sono molto soddisfatto — evidenzia Bruschi —, non
tanto per il riconoscimento alla
mia persona, quanto per l’enorme
attestato di stima e fiducia nei
confronti del cda uscente e del
suo operato di questi ultimi tre anni. I soci hanno apprezzato le politiche amministrative che la nostra Banca ha operato in questi 36
mesi di terribile congiuntura economica… Siamo riusciti a contenere gli effetti della crisi, riducendo volutamente gli utili per trasferirli a beneficio dei clienti e dei soci e contestualmente rafforzando
il patrimonio.
NEL 2013 — aggiunge — abbiamo chiuso il bilancio con un utile
di circa 1milione e 400mila euro;
lontano dagli oltre 3milioni e
800mila che si conseguivano nel
periodo pre-crisi, ma che io ritengo comunque eccezionale, tenuto
conto che nello stesso 2013 sia il
sistema bancario italiano complessivamente considerato, sia il sistema nazionale e regionale del credito cooperativo nel suo insieme,
hanno chiuso per la prima volta
in perdita. Mi preme sottolineare
che la Bcc di Pergola al termine
dell’ispezione di Banca d’Italia
svolta nel 2013 ha ricevuto un giudizio favorevole. Nel futuro non
mancheranno programmazione,
efficientazione e dispiego di risorse per i soci e il territorio, pur
mantenendo
imprescindibili
equilibri economici e patrimoniali».
s.fr.
Dario Bruschi, confermato presidente della Bcc di Pergola
Oretta Ciancamerla,
capolista di Prima Fano di
Daniele Sanchioni
FANO ELEZIONI
Ciancamerla:
«Da noi proposte
concrete»
NON UN programma generico, ma progetti specifici e
realizzabili. La lista civica
Prima Fano — candidato
sindaco Daniele Sanchioni
— prende le distanze dagli
avversari puntando su singoli temi: l’occupazione giovanile; l’impegno degli anziani nella cura degli spazi
pubblici; la casa delle associazioni e della solidarietà
all’ex mattatoio; la casa di
cura per bambini malati cronici, inguaribili, all’ex ospedaletto. «Tutte le coalizioni
e i candidati — sottolienea
la capolista Oretta Ciancamerla — indicano tra le
priorità il lavoro, senza però
specificare cosa intendono
fare. Noi abbiamo una proposta concreta, già realizzata in altre regioni: dare in
uso gratuito, a giovani disoccupati, i terreni agricoli di
proprietà dell’Amministrazione. Con circa 800 ettari
di terreni si potrebbero creare un centinaio di imprese
agricole. Incambio si chiederebbe ai nuovi imprenditori di devolvere parte dei
prodotti alle mense delle
scuole e alla Caritas. Tutto
dovrà essere realizzato attraverso gare pubbliche e in accordo con le associazioni di
categoria,
indispensabili
per la formazione». Dai giovani agli anziani con il progetto «Dai una mano alla città» per la cura e la manutenzione del verde pubblico,
degli alvei dei fiumi e dei
fossi. «In cambio — spiega
Ciancamerla — gli anziani
avrebbero dei bonus fiscali
sulle bollette. Un altro punto interessante del nostro
programma — continua —
riguarda le associazioni di
volontariato: vogliamo creare la casa del volontariato e
della solidarietà. Invece di
vendere l’ex mattatoio, come deciso dall’Amministrazione Aguzzi, noi pensiamo
di recuperarlo e metterlo a
disposizione delle tante associazioni». Un altro punto
qualificante del programma
di Prima Fano è «il recupero dell’ex ospedaletto per realizzare una casa di cura per
bambini con malattie croniche inguaribili».
Anna Marchetti
PESARO SPORT
7
“
«Ridolfi e Torelli pronti per la B»
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014 il Resto del Carlino
VIS PESARO
•••
LA «MISSION AZIENDALE»
NOI CREDIAMO NEI GIOVANI DELLA D,
VEDI PALMIERI E MARANI. QUELLI
DELLA VIS LI STIAMO SEGUENDO DA TEMPO
POMPILIO SPIEGA LA TRATTATIVA
L’ex Fano (ora al Carpi): «Da parte nostra c’è interesse per entrambi, dobbiamo solo trovare l’intesa»
· Pesaro
GIUSEPPE Pompilio, ex direttore
sportivo del Fano, oggi responsabile area scouting del Carpi (Serie
B), braccio operativo del diesse
Giuntoli, a che punto è la trattativa per portare Giacomo Ridolfi e
Alberto Torelli in Emilia?
«Mi sono incontrato nei giorni
scorsi con Leonardi: da parte nostra c’è interesse per entrambi, ora
dobbiamo trovare un’intesa. Il Carpi segue Ridolfi e Torelli fin dalla
scorsa stagione ma, da neopromossi in Serie B, avevamo altre priorità. Ma quando il Carpi ha raggiunto la salvezza ci siamo rifatti sotto.
Con il direttore vissino c’è una stima reciproca, in lui ho trovato una
persona di spessore, che di calcio
ne può insegnare a tanti e giustamente vuole tutelare il lavoro di
valorizzazione fatto dalla Vis ma,
là dove può agevolare la carriera di
questi ragazzi, lo farà».
«Un mese fa abbiamo ingaggiato
Palmieri dalla Recanatese, lo scorso anno Marani della Maceratese.
La mission aziendale è credere nei
giovani della D. Molti giocatori
dell’attuale Carpi arrivano dalla D
e oggi hanno mercato in A. Ridolfi e Torelli li ho seguiti più volte:
credo che insieme a Palmieri e Marani siano i quattro elementi pià interessanti della D. Due sono già
nostri, speriamo di continuare».
«Potenzialmente sì, ne sono convinto. Se li acquistiamo faranno il
ritiro, giocheranno amichevoli e il
tecnico poi farà delle valutazioni
sulla loro condizione psico-fisica.
La mia speranza è che possano fare subito 40 presenze a testa in B».
«C’è la più assoluta serenità. Noi
abbiamo fatto una proposta e ricevuto la controproposta. Intorno ai
primi di giugno ci rimetteremo a
tavolino»
«I parametri sono una base di partenza “giuridica” ma nella trattativa si ragiona in maniera indipendente, con altre cifre».
Lei risiede tuttora a Fano, insegna all’Università degli studi di Urbino, ha lavorato tanti
anni per l’Alma Juventus Fano. Ha un occhio attento per il
nostro girone.
«Per cultura personale io rispetto
le regole. Prima tratto con la società, poi nella seconda fase discuto
con i giocatori o con chi li assiste».
Quali potrebbero essere le
difficoltà: economiche o di altro tipo?
Ridolfi (classe ‘94) si può liberare a parametro, su Torelli
(‘95) decide la Vis.
In questa trattativa potrebbero rientrare dei giovani under del Carpi buoni per la
Vis?
VERDI SPERANZE Giacomo Ridolfi (’94) e Alberto Torelli (’95),
probabilmente in tandem dalla D alla B
«Una chiacchierata è stata fatta.
Potrebbe concretizzarsi una agevolazione del genere. Ma non c’è ancora nulla di preciso: la Vis, però,
sa che abbiano giovani di qualità».
Ginestra in vetta al pagellone
Fano Il portiere vince la classifica di fine anno davanti a Nodari e Antonioni
· Fano
L’ASSE centrale (portiere, difensore, regista, attaccante), che fa l’ossatura di
una squadra, è garanzia di risultati e nel
Fano la regola è stata rispettata a vedere
le pagelle dei singoli a fine stagione.
L’obiettivo salvezza raggiunto anche
con un certo anticipo diventa adesso la
base su cui costruire il futuro. Ecco allora che le pagelle individuali dei giocatori servono quale orientamento al fine anche di una eventuale riconferma per la
prossima stagione.
Dicevamo dell’asse centrale: non è un
caso che ai primi posti del rendimento
complessivo ci siano i «senatori», che
hanno composto l’ossatura della squadra, garantendo qualità di prestazioni.
Vincitore di questa speciale classifica,
infatti, troviamo il portiere Ginestra (foto) con 6,34 in 27 gare, frutto di un 6,38
all’andata (12) e di un 6,30 al ritorno
(15). Questa ulteriore divisione ci dà modo di verificare come il rendimento di
quei giocatori di maggior spicco classificatisi ai primi posti abbia avuto, in prevalenza, un andamento identico e negativo tra la prima e la seconda parte della
stagione, che deve ugualmente far riflettere. Non è il caso del secondo classificato, Alex Nodari, protagonista di uno
Asse centrale
Ai primi posti per rendimento
ci sono i «senatori». Nodari artefice
di un otttimo finale di stagione
strepitoso finale di stagione, segnato dal
gol nel derby contro la Vis Pesaro. Nodari ha chiuso con 6,24 di media in 28
gare, frutto di un 6,21 (17) all’inizio e di
un 6,28 (11) nel ritorno.
Con Di Campli, che assiste Torelli e Ridolfi, ha parlato?
Domanda e offerta
«Il parametro? Ragioniamo
su altre cifre. Ma con Leonardi
c’è stima reciproca»
STESSA media voto anche per Enrico
Antonioni: 6,24 nelle 27 partite in totale disputate, suddivise in 15 dell’andata
con una media di 6,40 e 12 del ritorno
con una media più bassa di 6,04. E’ calato alla distanza anche Stefano Stefanelli
che ha chiuso con 6,10 in 26 partite, però con un ottimo 6,28 nell’andata (16) e
un insufficiente 5,80 nel ritorno (10).
Identica situazione per l’esperto interno
Francesco Lunardini che aveva impressionato al suo arrivo a Fano: 6,09 in totale (27) con un 6,28 all’andata (14) e un
5,89 nel ritorno (13) e per l’attaccante
Luigi Cicino che ha chiuso con 6,07 in
21 gare, divise tra il 6,35 dell’andata (10)
e il più modesto 5,82 del ritorno (11).
Ma ci sono anche quelli che hanno chiuso in crescita e sono in particolare i giovanissimi. A parte la «garanzia» di Alessandro Santini 6,08 (6,00 in 2 gare e 6,09
in 11 gare) e di Andrea Torta 5,92 (5,91
in 16 gare e 5,92 in 12), le note più positive sono venute da Alessandro Marconi
con un ottimo 6,10 frutto di un bel girone di ritorno (6,23), Lorenzo Fatica con
6,07 (6,17 nelle ultime 12 gare), Mattia
Sassaroli con 6,00, Jonathan Cesaroni,
Gianluca Clemente e Vittorio Favo con
5,91, tutta gente che merita senz’altro la
riconferma.
Silvano Clappis
Ma Ridolfi e Torelli sono già
pronti le Serie B?
Da diesse del Fano a responsabile area scouting in B: un
bel salto.
«A Fano ho lasciato il cuore ma a
Carpi ho trovato una famiglia di
professionisti con un maestro che
è il diesse Giuntoli. Mi sto togliendo grandi soddisfazioni: il Carpi è
una società solida ma soprattutto
lavora su un progetto preciso. E
questo fa la differenza».
GIOVANISSIMI. Altri due giovani
pesaresi, Alessandro Righi e Diego Ricciotti, centrocampisti classe
2000 dei Giovanissimi vissini neocampioni regionali, possono sognare: giocheranno in prestito
con la Sampdoria al 29˚ Memorial
Martinelli a Cascina dal 23 al 25
maggio.
Gianluca Murgia
Schierati 30 giocatori
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
Ginestra
Nodari
Antonioni
Stefanelli
Marconi
Lunardini
Santini
Cicino
Fatica
Sassaroli
Torta
Cesaroni
Clemente
Favo
Righi
Bracci
Shiba
6,34
6,24
6,24
6,10
6,10
6,09
6,08
6,07
6,07
6,00
5,92
5,91
5,91
5,91
5,90
5,82
5,74
(27)
(28)
(27)
(26)
(10)
(27)
(13)
(21)
(16)
(24)
(28)
(27)
(21)
(16)
(10)
(16)
(15)
Con meno di 10 presenze
Fabbri
6,33
(3)
Vitali
6,17
(3)
Marcantognini
6,00
(1)
Battisti
6,00
(1)
Coppari
5,84
(6)
Tonelli
5,75
(4)
Pistelli
5,75
(2)
Forabosco
5,50
(2)
Carloni
—
—
Svincolati nel mercato autunnale
Provenzano
6,00
(8)
Muratori
5,91
(11)
Zanetti
5,83
(3)
Angelelli
5,00
(19)
Tra parentesi le presenze con voto
Concessionaria
di pubblicità
esclusiva
per il Corriere Adriatico
Concessionaria
di pubblicità
esclusiva
per il Corriere Adriatico
VIA BERTI, 20 – 60126 ANCONA
TEL. 071.214981 - FAX 071.205549
Dal 1860 il quotidiano delle Marche
VIA BERTI, 20 – 60126 ANCONA
TEL. 071.214981 - FAX 071.205549
PosteitalianeSped.inA. P.- D.L.353/2003
conv.L.46/2004,art. 1,c.1,DCB-AN-“Taxe Perçu”
y(7HB5J0*QOTORO( +[!"!\!$!$
Anno 154 N˚ 139
Giovedì 22 Maggio 2014
€ 1.20
PESARO e FANO
CorriereAdriatico +dorso nazionaledelMessaggero a€1.20
(RegioneMarche)
www.corriereadriatico.it
“Le Marche, la migliore Italia”
μ Aumentano i turisti
A Frasassi
nelle Grotte
Intervista con Matteo Renzi. Parla di Europa e di come vuole cambiare il Paese dei record
HA DETTO
Ancona
In una campagna elettorale
dai toni incandescenti e sballottato come una palla da
ping pong su e giù per l’Italia,
Matteo Renzi, il Premier, risponde al Corriere Adriatico
e lancia un assist alle Marche.
Dice: “Vorrei prendervi come
esempio”. Perché qui c’è qualità e quantità. Renzi ne parla
mentre lancia messaggi nuovi in tema di fisco e riforma
del Governo, semplificazione
della pubblica amministrazione e dichiarazione dei redditi
perfino con un sms. Cercando di essere concreto per riportare al voto gli indecisi.
“Le Marche - insiste - ci dicono che la buona amministrazione non solo è possibile ma
è essenziale”.
Traini Alle pagine 2 e 3
μ Pensionata di
IL TURISMO
SULLE RIFORME
CITTA’
VERSO IL VOTO
Fanno paura
a chi gioca
al disfattismo
OGGI
PESARO
A pagina 5
SUL FUTURO
Lavoriamo
perché vinca
la speranza
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi
70 anni stava procedendo in bicicletta quando il mezzo pesante l’ha agganciata. L’incidente in via Giolitti
Donna muore sotto le ruote di un autocarro
Pesaro
Il corpo senza vita della donna, coperto da un lenzuolo bianco
Una scena agghiacciante
quella che si sono ritrovati davanti automobilisti e passanti
che ieri mattina poco dopo le
12.30, affollavano via Giolitti.
Un incidente dalla dinamica
terribile dove a perdere la vita è stata una donna di 70 anni, Giuseppina Antonelli, originaria di Colbordolo ma residente a Pesaro in una palazzina di via Fratti, dove viveva
con i suoi due figli. Ancora
una vittima della strada, ancora un ciclista che perde la
vita. Uno scontro laterale fra
l'anziana signora, da poco
uscita di casa in sella alla sua
bici, e un automezzo che procedeva nella stessa direzione.
Francesconi In cronaca di Pesaro
μ I sindacati: “Assistenza a rischio”
μ Famiglia Taussi, 150 anni di attività
Area vasta, per le ferie
tagliati posti letto
e accorpati i reparti
Tra record e crisi
strada ancora in salita
per il commercio fanese
In cronaca di Pesaro
In cronaca di Fano
μ “Sarà
uno show molto divertente”
Genga
I numeri alle Grotte di Frasassi raccontano di un mese
di maggio da record con 22
mila presenze e un aumento del 34% rispetto allo scorso anno. Numeri che riportati nella media annuale
danno un valore di crescita
del 10%. E le moltissime
prenotazioni previste per fine mese consolidano il dato. Non c’è dubbio: un risultato in controtendenza con
tutte le cifre nazionali di
profonda crisi che premia
la gestione dell’attuale amministrazione del Consorzio Frasassi e che conferma
il ruolo di quel patrimonio
naturalistico come principale strumento per lo sviluppo economico del territorio. Un dettaglio che s’è rivelato decisivo: a fare la differenza nel mese di maggio
è stato il notevole incremento del turismo scolastico.
Quadri A pagina 7
TEMPI MODERNI
Dipendenza
digitale
S
Gene Gnocchi sarà protagonista Jesi
La strana coppia
Gene e Alice a Jesi
Jesi
“Ci sarà da divertirsi”, assicura Gene Gnocchi che anticipa
alcune battute dello show che parlerà di sport e non solo.
Sul palco domani a Jesi sarà con Alice Bellagamba.
Gioacchini In Cultura e Spettacoli
PAOLA MARIANO
martphone e tablet
non sono più una «cosa
da grandi», non più apparecchi prestati ogni tanto
da mamma e papà, ma sono
in tasca e zainetti di bambini
e ragazzi che li usano per essere sempre connessi: uno
studio europeo rivela infatti
che quasi un bambino su 2
(46% di quelli di 9-16 anni)
possiede uno smartphone, il
41% lo usa quotidianamente
per navigare su internet,
uno su cinque (il 20%) possiede addirittura un tablet e
il 23% di questi lo usa per
stare online ogni giorno. Sono alcuni dei dati emersi dal
progetto europeo “The Net
Children Go Mobile” che saranno presentati alla 64/ma
conferenza annuale della International...
Continua a pagina 17
μ Con Protezione civile, Croce Rossa e Forestale
μ De
Esercitazione a Pergola
Protagonisti gli studenti
Il Fano ormai ha deciso
Punterà su Alessandrini
LE PROVE
Pergola
Pergola e protezione civile:
un binomio sempre più forte. La città dei Bronzi dorati
ha ospitato l'appuntamento
conclusivo della sesta edizione del progetto "Scuola
multimediale di protezione
civile", promosse dal Dipartimento della Protezione civile. Il parco del campus
scolastico è stato il palcoscenico di numerose e spettacolari esercitazioni. Gli alunni
delle classi quarte e quinte
della scuola elementare, insieme alle forze dell'ordine,
la protezione civile, i vigili
del fuoco e la Croce Rossa
sono stati protagonisti di diverse prove: dallo spegnimento di un incendio al soccorso di feriti in un incidente stradale.
In cronaca di Fano/Valcesano
Angelis deluso per la mancata riconferma
SPORT
Fano
Anche se manca ancora
l’ufficialità sembra ormai certo che l’Alma Juventus Fano
affiderà la panchina a Marco
Alessandrini. in questo senso
c’è da registrare la delusione
di De Angelis, che pure aveva
fatto un ottimo lavoro portando la squadra in salvo.
Barbadoro Nell’inserto
Mister Gianluca De Angelis
2 Giovedì 22 Maggio 2014
MARCHE
Online
www.corriereadriatico.it
Matteo Renzi a tutto campo alla vigilia del voto per le Europee
Marche simbolo
della nuova Italia
INTERVISTA
AL PREMIER
PAOLO TRAINI
Ancona
In una campagna elettorale dai
toni spesso incandescenti e sballottato come una palla da ping
pong su e giù per l’Italia, Matteo
Renzi, il Premier, risponde al
Corriere Adriatico e lancia un
assist alle Marche. Dice: “Vorrei
prendervi come esempio”. Non
c’è che dire un bel complimento. Perché qui c’è qualità e quantità. Renzi ne parla mentre lancia messaggi nuovi in tema di fisco e riforma del Governo, semplificazione della pubblica amministrazione e dichiarazione
dei redditi perfino con un sms.
Cercando di essere rassicurante
e concreto per riportare al voto
gli indecisi e conquistare ogni
giorno, ogni ora, ogni momento
chi sta dall’altra parte ma potrebbe sempre ripensarci e contribuire a mettere in fila tutti gli
altri.
Tangentopoli due. Scajola
arrestato. Dell’Utri condannato. Che succede in Italia? E' la
·
le stesse scene come se il tempo fosse trascorso inutilmente?
Ventidue anni fa io ero uno
studente di 17 anni che assisteva
alla fine di un’era e si interrogava sul futuro suo e dell’Italia. Ci
sono molte differenze tra quel
periodo e ciò che sta emergendo in questi giorni. La mia responsabilità oggi è di dare risposte, rapide ed efficaci, perché
non ci siano più spazi per chi
vuole lucrare illecitamente.
Continuo a ripeterlo: semplificazione e trasparenza sono le parole chiave. Regole, permessi,
autorizzazioni che si moltiplicano confusamente sono il miglior
terreno per chi vuole approfittarne. Procedure più semplici
possono essere anche più sicure. E poi tutti i cittadini devono
avere la possibilità di verificare
ogni centesimo speso. Sta qui la
mia ossessione per la riforma
della pubblica amministrazione
che abbiamo proposto da subito
ai lavoratori e che sta avendo
una grande risposta.
Europee, aumentano indecisi e astenuti. Un terzo degli
elettori non voterà e uno su
dieci è ancora incerto. E' lo
scenario tracciato da Nando
“La nostra nazione è fatta Pagnoncelli qualche giorno fa
prima di tutto da persone sul Corriere della Sera. Perché
oneste che ogni secondo lei c’è un così scarso
attorno a queste elegiorno la rendono forte” interesse
zioni?
conferma che, come lei spesso ripete, non siamo un paese
normale?
Non ci sto a dipingere il nostro
Paese come la patria del malaffare dove tutti sono uguali. L’Italia è fatta prima di tutto da persone oneste che ogni giorno la
rendono forte. Non a caso uno
dei miei primi atti da Presidente
del consiglio è stata la nomina di
Raffaele Cantone a presidente
dell’Autorità per l’anticorruzione che il Parlamento ha votato
all’unanimità. Chi sbaglia va fermato e deve pagare. Compito
del Governo è quello di difendere e aiutare chi si impegna onestamente perché lo Stato è più
forte dei ladri. Noi lo stiamo facendo. Cantone sarà all’Expo
con poteri reali per contribuire
a farlo diventare la concreta dimostrazione al mondo che l'Italia non solo può essere un paese
normale ma vuole essere all’avanguardia. A dispetto di chi
dice che va buttato via tutto, e
mette a rischio i posti di lavoro,
il Governo non molla e l'Italia
vincerà la scommessa.
Dopo vent’anni si aspettava
di rivedere, proprio a Milano,
Il premier
Matteo Renzi
che alla vigilia
delle Europee
lancia
messaggi
nuovi
in tema
di fisco
e riforma
del Governo
Molti intendono le europee
come elezioni di secondaria importanza. Invece il 25 maggio si
deciderà un pezzo importante
della nostra vita quotidiana. Per
questo è decisivo partecipare alla scelta di chi ci rappresenterà.
Servono persone capaci e competenti. So perfettamente che i
cittadini sono delusi da una politica che per vent’anni non ha dato le risposte necessarie. Promesse miracolose, risposte poche e sbagliate. I politici sono
apparsi concentrati solo ad au-
mentare i propri privilegi. La
politica deve partire da se stessa
per ritrovare l’autorevolezza di
proporre ai cittadini il cambiamento dell’Italia. Noi abbiamo
cominciato. Con l’abolizione
delle Province più di 3.000 politici non ci saranno più. I nuovi
senatori non avranno indennità
e ci saranno 315 parlamentari in
meno. Nella riforma del Titolo
V è previsto che i consiglieri regionali non potranno guadagnare più del sindaco del Comune
capoluogo e non si potranno più
usare i soldi per comprare qualunque cosa a spese di tutti. Solo
così si può riconquistare la fiducia dei cittadini. Noi stiamo lavorando perché vinca la speranza
sulla rabbia e sono sicuro che alle Europee questo accadrà.
Il suo Governo ha messo il
turbo ma il percorso delle riforme è continuamente frenato da polemiche, rinvii, colpi di
scena. Teme la palude? Come
pensa di aggirarla ed evitarla?
La palude c’è, è trasversale e
va combattuta. Ma la palude è
Giovedì 22 Maggio 2014
3
MARCHE
Online
www.corriereadriatico.it
Questi sono gli 80 euro degli
uomini e delle donne che
hanno subito di più la crisi
anche chi urla, inveisce, offende
sperando di raccogliere qualche
voto in più ma quando è chiamato a contribuire a fare le riforme
dice sempre e solo no. Le riforme che abbiamo messo in campo, proponendole a tutti, vogliono cambiare radicalmente il modo di funzionare delle nostre
istituzioni per renderle sobrie,
efficienti ed efficaci. Questo fa
paura a chi ha pascolato per decenni nell’immobilismo. E fa paura a chi gioca al disfattismo.
Ma cambia solo chi si assume il
compito di governare, non chi
urla, chi propone, non chi insulta.
Gli 80 euro promessi alla fine stanno arrivando. Quindi le
famose coperture c’erano...
Perché tante polemiche allora? Come se lo spiega?
Qui è la differenza che le dicevo prima. Dopo promesse non
mantenute per 20 anni, noi
manteniamo quello che abbiamo promesso in due mesi. Non
capisco le polemiche e non mi
interessano neanche. Mi inte-
ressa che per la prima volta vengono restituiti i soldi ai cittadini.
Questi non sono gli 80 euro di
Renzi, questi sono gli 80 euro di
Antonio, di Carla, di Lucia, di
Luca. Sono degli uomini e delle
donne in carne e ossa che hanno
subito di più la crisi. Noi non ab-
“Il 25 maggio si deciderà un
pezzo importante della nostra
vita quotidiana. Per questo è
decisivo partecipare”
biamo fatto altro che restituirglieli. Tutto il resto sono solo
chiacchiere di chi, milionario,
può dire che gli 80 euro non li
vuole.
Ultimamente lei ha avuto
uno scontro anche duro con la
Cgil. Crede che i sindacati continuino a svolgere la funzione
per la quale sono nati?
Quando dico che la musica è
cambiata chi si offende o ha la
coda di paglia o non ha capito.
La situazione in cui si trova l’Italia non può più aspettare i riti
delle vecchie liturgie. Se la concertazione è la via per non decidere, io non ci sto. Il Governo
ascolta tutti ma poi decide perché questo è il suo compito.
Dovrebbero anche loro riformarsi e come?
I sindacati sono associazioni
autonome con loro regole e statuti, sapranno da soli come autoriformarsi. Io penso che se l’Italia deve essere più competitiva e
più limpida e trasparente questo riguarda anche i sindacati e
il loro funzionamento.
L’Europa ha molto insistito
sul tema del rigore in questi
anni e in Italia è stato percepito più come un freno che come un motivo di riscossa. Come pensa si possa invertire la
tendenza?
L’Europa che abbiamo conosciuto in questi anni di crisi non
ha funzionato. La sola austerità
ha dimostrato di produrre risultati contrari agli obiettivi. E ha
lasciato spazio a un sentimento
anti europeo che viene cavalcato strumentalmente da movimenti e partiti populisti e demagogici. Rispettando le regole
che ci sono, e l’Italia lo sta facendo, adesso si deve puntare tutto
sulla crescita. Dobbiamo interrogarci se regole stabilite 20 anni fa sono ancora valide per le
sfide di oggi e se non sia arrivato
il momento di cambiarle. Il 26
maggio l’Europa dovrà cambiare. E' inutile inseguire chi anche
in questo caso semina paura.
L’Europa non è il nemico, è parte della soluzione, se saprà essere diversa.
Semestre di presidenza italiana in Europa, quali le scommesse da vincere o priorita-
rie?
Un nuovo rinascimento europeo, questo sarà l’obiettivo della
presidenza italiana. Nuove politiche energetiche e ambientali,
Agenda digitale europea, lotta
serrata alla disoccupazione, sulla quale l’insieme delle norme
molto innovative che abbiamo
varato in Italia possono essere
d'esempio per altri Paesi. Il 25
maggio i cittadini hanno l’occasione concreta per mandare un
messaggio chiaro di cambiamento. La presidenza italiana,
forte di questo messaggio, saprà
interpretarlo al meglio per fare
dell’Europa la nostra casa comune, più accogliente di quanto
è stata in questi anni. Per questo
vogliamo cambiarla.
Le Marche: un po’ Nord e un
po’ Sud. Una discreta economia, gente laboriosa, criminalità sotto controllo. Un consiglio del Premier per crescere
ancora. Su scala nazionale e in
Europa?
Le Marche ci dicono che la
buona amministrazione non solo è possibile ma è essenziale
per la qualità della vita dei cittadini. Non avete bisogno di consigli, vorrei prendere le Marche
come simbolo italiano. Un mare
e coste di prima qualità, splendide colline conosciute in tutto il
mondo grazie anche a Tullio Pericoli, una storia culturale unica, una imprenditoria diffusa e
creativa, con punte di eccellenza straordinarie. Tutto ciò su cui
l’Italia deve puntare per tornare
ad essere protagonista sulla scena mondiale, credendo in se
stessa e avendo fiducia nelle sue
capacità.
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Il Presidente “Mi auguro che si guardi al Paese con fiducia. Le urla politiche non spaventino”
L’appello al voto di Napolitano
IL MONITO
Il voto europeo degli italiani
FABRIZIO FINZI
·
Roma
QUANDO
“Insufficienze istituzionali e politiche” danneggiano l’Italia,
spaventano i mercati e lasciano
tra il perplesso e il preoccupato
gli interlocutori esteri. Per cui
bisogna dare il giusto peso alle
urla da stadio che stanno connotando questa campagna elettorale, agli eccessi verbali che diventano insulti. Con un occhio
allo spread che aveva da poco
superato quota 200, Giorgio Napolitano ieri mattina dalla Svizzera ha voluto lanciare un doppio messaggio: il primo interno
per cercare di far ragionare la
parte più sguaiata di questa incandescente campagna elettorale; il secondo è tutto teso a far
capire all’estero che l’Italia resta solida e merita “fiducia”.
Già, “fiducia e serenità” sono
state le parole chiave del presidente della Repubblica che a
quattro giorni dal voto ha speso
più volte a Lugano, ultima tappa di una sua visita in Svizzera.
E proprio nella parte “italiana”
della Confederazione elvetica,
quella più sensibile alle vicende
del Belpaese, che il capo dello
Stato ha colto lo sgomento dei
nostri vicini nel registrare il crescendo rossiniano dello scontro
politico.
Non cita mai Beppe Grillo,
25 maggio 2014
VOTANTI
47,3
Elettori iscritti in Italia
26,4
mln
51,0
24,6
mln
Sezioni elettorali
3,7 milioni
Donne
milioni
Uomini
61.588
Elettori iscritti all'estero
dalle 7.00 alle 23.00
COME SI VOTA
Il voto va espresso tracciando
un segno sul simbolo del partito
prescelto. Si possono esprimere
fino a tre preferenze
(di cui una di genere diverso)
scrivendo nome e cognome
o solo cognome del candidato
SEGGI ITALIANI
AL PARLAMENTO
EUROPEO PER
CIRCOSCRIZIONE
20
14
Nord Est
Nord ovest
14
17
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
come del resto gli altri protagonisti in scena, il Presidente, fedele alla linea scelta di “non entrare nel merito” delle scelte dei
partiti.
Ma Napolitano non può non
registrare come agli attacchi
personali, a richieste ben lontane dai dettati costituzionali, oggi si affianchino spinte ben più
“Bisogna andare alle urne per
permettere all’Italia di essere
più assertiva in un’Europa
che ha molto da cambiare”
pericolose provenienti dal mondo dell’economia e della finanza
internazionale che forse inizia a
credere alla caduta dell’ennesimo governo italiano in pochi
mesi. “Mi auguro che si guardi
all’Italia con fiducia; non bisogna mai lasciarsi impressionare
da manifestazioni di insufficienza istituzionale e politica”, ha
spiegato Napolitano dall’Università italiana di Lugano.
All’Italia serve quindi che si
“mantenga la fiducia” perché le
sue “potenzialità” sono intatte.
E serve anche che dall’estero
mantengano la fiducia sull’Ita-
Totale
73
Centro
Sud
8
Isole
ANSA
lia facendo la tara ai toni troppo
alti di questo rush finale verso il
voto. “Mai lasciarsi impressionare da manifestazioni di insufficienza istituzionale e politica”,
ha detto il presidente, probabilmente scosso dalla durezza delle accuse sciorinate negli ultimi
giorni. Accuse piovute abbon-
danti anche sul Colle più alto.
Di un voto europeo si tratta e
il presidente non ha mai mancato di spiegarlo in questi tre giorni passati in Svizzera.
Al punto di rilanciare anche
ieri un “appello al voto”, perché
nessuno - neanche i più giovani devono dimenticare o sottovalu-
tare gli “straordinari progressi”
permessi dall’Unione europea
all’intero Continente. Anzi, bisogna andare tutti a votare per
permettere all’Italia di essere
più “assertiva” in un’Europa
che certamente, anch’ella, ha
molto da cambiare.
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IV Giovedì 22 Maggio 2014
FANO
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Fano Stampa, violata la par condicio
Numero inviato alle famiglie: tutti i candidati hanno infranto il divieto di fare politica 45 giorni prima del voto
IL CASO
CHE SCOTTA
SILVIA FALCIONI
Fano
Il congedo della giunta affidato
alle pagine di "Fano Stampa",
l'organo di comunicazione ufficiale dell'amministrazione comunale. Peccato però che la
pubblicazione, arrivata negli ultimissimi giorni nelle case dei
fanesi, sia in palese violazione
della normativa che regola la
par condicio. Dettaglio sicuramente non trascurabile dato
che mancano 48 ore alla chiusura della campagna elettorale. Tutto inizia con l'arrivo del
giornale, regolarmente registrato al Tribunale, nelle case
di tutta la città, il cui contenuto
vuole essere "un'edizione speciale" al quale affidare la chiusura dell'era Aguzzi. E' proprio
il primo cittadino che affida la
spiegazione al suo editoriale:
"Questo è l'ultimo numero in
qualità di sindaco(...) Abbiamo
deciso di redigere un numero
completamente fotografico: un
modo per ricordarvi ciò che è
stato fatto in questi 10 anni di
governo. Ogni assessore ha cercato di raccontare attraverso le
immagini il proprio percorso, il
proprio impegno, la sua attività, l'importanza di aver raggiunto, ognuno nel settore di
propria competenza, gli obiettivi prefissati".
Ed è in queste parole che
viene confermata la violazione.
Secondo la legge 28 del 22 febbraio 2000 nota come "par
condicio", l'articolo 9, che regola la comunicazione istituzionale e gli obblighi di informazione, al comma 1 recita: "Dalla data di convocazione dei comizi
elettorali e fino alla chiusura
delle operazioni di voto è fatto
divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività
di comunicazione", cioè in parole semplici sindaco, assessori
e consiglieri non possono parlare nella loro veste istituzionale
già da 45 giorni prima del voto,
perché questo favorirebbe la loro posizione di candidati alle
elezioni. Le uniche eccezioni
ammesse, sempre secondo la
legislatura, sono le comunicazioni effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni, due requisiti non
soddisfatti dall'informativa lanciata su Fano Stampa. La forma impersonale infatti viene a
Spazi ecumenici
Dopo le polemiche
c’è anche Fanesi
LA VIOLAZIONE
Fano
L’organo di comunicazione ufficiale della giunta è arrivato in tutte le famiglie di Fano
cadere nel momento in cui vengono pubblicate le fotografie
che ritraggono i vari esponenti
di giunta, mentre non esiste la
caratteristica
di
indispensabilità nel riportare
le opere fatte in dieci anni. In
conclusione il numero di maggio/giugno del giornale risulta
una conclamata violazione alla
legge sulla par condicio ed arriva a pochi giorni di distanza
dalle elezioni. Altro elemento
che non passa inosservato è la
preponderanza della presenza
di Davide Delvecchio, unico
candidato sindaco tra gli amministratori coinvolti che hanno
la facoltà di controllare la pubblicazione. Una svista o un preciso intento di fare campagna
elettorale? Impossibile dire che
gli amministratori non conoscessero la normativa, che come ogni legge nazionale deve
essere fatta propria dai Comuni e Fano l'ha recepita il 20 novembre 2013, con modifica del
26 marzo 2014, attraverso il
"regolamento comunale per la
disciplina della propaganda
elettorale". Nel testo, all'artico-
lo 11 si legge: "A partire dal 45˚
giorno e sino alla chiusura della
campagna
elettorale
[...]risultano vietate le attività
di comunicazione istituzionale
per tutte le amministrazioni
pubbliche". La cosa è ancor più
grave se si pensa alla vicinanza
della scadenza elettorale ed all'
efficacia delle immagini che entrano in tutte le case. Sempre
secondo la legislatura, il compito di intervenire in questa situazione spetta all'autorità per le
garanzie nelle comunicazioni.
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Nessuno schieramento si salva
dalla violazione della legge sulla
par condicio. Nel Fano Stampa
infatti, oltre alle immagini dei
vari esponenti di Giunta che
sostengono le candidature di
Delvecchio e Carloni, nella
sezione "Voci dal Consiglio"
compaiono consiglieri e
capigruppo consiliari: per i
grillini il candidato sindaco
Hadar Omiccioli, Samuele
Mascarin, Oretta Ciancamerla e
Lucia Montesi per l'opposizione,
per la maggioranza Giacomo
Mattioli, Marco Cicerchia,
Andrea Montalbini e Dante
Polidoro. La cosa curiosa è che
solo la scorsa settimana a
sollevare la questione era stato
proprio il consigliere del Pd
Cristian Fanesi secondo il quale
la pubblicazione "conteneva un
elenco propagandistico delle
attività svolte da ogni
assessorato". Anche Fanesi
però appare con tanto di
intervento e foto sul giornale.
Dieci anni da sindaco, le soddisfazioni di Stefano Aguzzi e un grande rimpianto: su Marche Nord ho sbagliato a fidarmi della Regione
“Lascio la guida della città con i conti in ordine”
IL BILANCIO
MASSIMO FOGHETTI
Fano
Giunta agli sgoccioli l'attività di
giunta presieduta dal sindaco
Stefano Aguzzi, che, terminato il
suo decennale non è più rieleggibile, se non come consigliere comunale, il primo cittadino ha
esposto ieri un sintetico consuntivo del suo operato. Ereditato il
Comune nel 2004 dalla giunta
Carnaroli e rieletto con una
grande affermazione personale
nel 2009 è stato il 22˚ sindaco di
Fano dalla Liberazione ad oggi,
il secondo, dopo il suo predecessore ad essere il destinatario di
due mandati. Se il nuovo sindaco
sarà eletto domenica prossima,
dal giorno dopo Aguzzi si ritirerà in campagna per aiutare il figlio a condurre un'azienda agraria, ma non abbandonerà la politica, dato che si impegnerà sempre all'interno della lista civica
La Tua Fano e se sarà eletto, sarà presente in consiglio comunale; se interverrà il ballottaggio,
resterà in carica fino all'8 giugno
prossimo. "La mia soddisfazione
- ha detto - è quella di lasciare
l'Amministrazione Comunale
con i conti in ordine e un tesoretto di 16 milioni di euro, frutto dei
precedenti avanzi di esercizio;
questo, dopo aver sempre rispettato il patto di stabilità e aver garantito tutti i servizi di tipo sociale ed educativo. In quest'ultimo
settore abbiamo assunto a tempo indeterminato 22 maestre, in
tre anni, nelle scuole dell'infanzia, al fine di dare continuità didattica ai bambini. In ordine sono anche i conti delle due aziende partecipate dal Comune,
l'Aset Spa e l'Aset Holding. La
prima ha chiuso il suo bilancio
con un utile netto di 1.150.000
euro, da cui la giunta ha deciso di
prelevare 700.000 euro per inserire nel proprio bilancio; la seconda, che ha deliberato lunedì
scorso, con un avanzo di
1.200.000 euro, per concorrere
al bilancio comunale con una cifra di pari importo. Grazie a questi contributi, la nuova giunta
non dovrebbe effettuare nessun
aumento della Tasi, (ex Imu)
quando approverà il bilancio, in
pratica già predisposto. Aspetto
peculiare della giunta Aguzzi è
stato l'incoraggiamento alle nuove attività e agli esercizi del centro storico. A questo proposito è
stata facilitata la concessione degli spazi pubblici, l'ampliamento
degli orari, l'organizzazione di
iniziative e manifestazioni e, per
quanto riguarda la zona a mare,
sono stati redatti tre piani spiagge, con la possibilità di incrementare le iniziative di animazione durante la stagione turistica. "Due realizzazioni - ha aggiunto Aguzzi - portate a buon fine con l'aiuto di terzi, mi hanno
fatto particolarmente piacere:
l'insediamento dell'Università a
palazzo san Michele, operato in
collaborazione con la Fondazione Carifano e l'apertura della
Mediateca Montanari, derivata
dalla ristrutturazione dell'ex Luigi Rossi grazie alla omonima società di navigazione. Tra tante
soddisfazioni, un cruccio: quello
di essersi fidato della realizzazione dell'ospedale unico da parte
della Regione. Pur ritenendo ancora inevitabile l'inserimento
del Santa Croce nell'azienda
ospedaliera Marche Nord, al fine di evitare la chiusura del nosocomio decretata dal decreto Balduzzi, Aguzzi considera il progetto di Mezzolani fallito e questo impone una strenua difesa
dell'ospedale fanese.
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Ultimi giorni da sindaco dopo aver guidato per dieci anni la città per Stefano Aguzzi. Sopra
il primo cittadino di Fano insieme alla giunta che lo ha accompagnato nell’ultimo quinquennio
Domenica il primo turno del voto per le Amministrative, l’8 giugno l’eventuale ballottaggio
Per Seri due appuntamenti irrinunciabili a prescindere da chi vincerà la tornata elettorale
“Teatro romano e costa sono i nodi cruciali”
Fano
In vista della fine della campagna elettorale che scadrà domani, il candidato sindaco della coalizione “Fare città” Massimo Seri, ha invitato gli altri
concorrenti al ruolo di primo
cittadino, a qualsiasi forza politica appartengano, a condividere alcuni punti programmatici per il bene della città.
Chiunque vinca, prima di tutto dovrebbe impegnarsi a proseguire gli scavi del teatro romano che potrebbe arricchire
in modo notevole la forza di
attrazione della Fano turistica e consolidare la fama di città vitruviana. La difesa della
costa costituisce un'emergenza anche dal punto di vista amministrativo, perché se non si
realizza subito il progetto si rischia di perdere il finanziamento messo a disposizione
dai fondi europei in scadenza
nel prossimo dicembre. Occorre anche ristabilire i rapporti con il Demanio per l'acquisizione dell'area dell'aeroporto e la realizzazione del
parco pubblico. In tema di sanità, il programma di Massi-
mo Seri accantona il progetto
dell'ospedale unico per concentrarsi sulla difesa del Santa Croce. "Se integrazione con
l'ospedale di Pesaro ci deve essere - ha detto - occorre che i
servizi siano equilibrati".
L'impegno riguarda anche
la difesa dell'autonomia di
Aset. Seri a questo riguardo
ha smentito risolutamente la
voce diffusa dal centro destra
che la sua coalizione vorrebbe
cedere l'azienda a Marche
Multiservizi. Sono inoltre da
eliminare tutte le spese superflue ancora esistenti nel bilan-
cio comunale, tra cui rientra
la riduzione del parco macchine. Ha poi parlato della istituzione dell'Ufficio Europa e
della istituzione della giornata del Ringraziamento per evidenziare l'impegno di tutti coloro che collaborano gratuitamente alla realizzazione di
opere e servizi sociali, del rilancio della Città dei Bambini
e della necessità di recuperare il ruolo politico di terza città delle Marche e di città capofila delle valli del Metauro e
del Cesano.
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Giovedì 22 Maggio 2014
Commercio, un percorso a ostacoli
Centocinquanta anni di attività per la profumeria Taussi: “E’ dura ma cerchiamo di resistere”
sorse pubbliche e nella burocrazia".
Occorre inoltre tener conto che alla fine del 2013 la Fondazione Fano Solidale ha iniziato un nuovo servizio per la
città, installando una fontana
per l'erogazione di acqua ed
acquistando 3.500 tessere
che saranno utilizzate dai nuovi utenti nell'anno in corso,
tutti i circoli anziani hanno ricevuto gratuitamente la tessera.
Tanti progetti, tanta volontà
di crescere ancora, ma poche risorse per farlo. Sta ripartendo la macchina organizzativa in vista dell'edizione 2014 del Festival Internazionale del Brodetto e delle
Zuppe di Pesce, organizzato
dalla Confesercenti ed in
programma dal 12 al 14 settembre al Lido di Fano. "Per
il 2014 - afferma il direttore
Confesercenti Marche Ilva
Sartini- abbiamo in mente
un progetto molto ambizioso che dovrebbe comprendere una spettacolare sfida
ai fornelli tra la squadra italiana composta da chef di altissimo livello come Moreno
Cedroni e Mauro Uliassi e
due delegazioni selezionate
tra i paesi della Macro Regione Adriatica: oltre all'Italia, sono Albania, Bosnia Erzegovina, Croazia, Grecia,
Montenegro, Serbia e Slovenia. Pensiamo ad un grande
convegno per sollecitare il
dibattito sulle possibilità
che l'Expo 2015 offrirà all'
economia del nostro Paese,
e ad un nuovissimo "Fuoribrodetto" che coinvolga la
città e il territorio con eventi
collaterali e momenti culturali e ludici da far vivere a
bambini e curiosi di esperienze nuove". Per realizzare questo progetto però servono risorse adeguate e la
Confesercenti non si lascia
scappare l'occasione di
strappare qualche promessa elettorale a ridosso del 25
maggio. "Abbiamo bisogno
che le Istituzioni siano vicine all'organizzazione e che
ne condividano onori, ma
anche oneri - prosegue Sartini - Negli ultimi anni da parte del Comune c'è stato un
costante disimpegno, tanto
che il supporto entusiasta
dei primi tempi si è gradualmente assottigliato fino a diventare assolutamente esiguo. Avremmo voluto che
l'amministrazione comunale lo vivesse come un suo
evento diretto, da curare, sostenere e promuovere".
L'appello è quindi rivolto ai
sette candidati sindaco, affinchè spendano una parola
d'impegno sentito ed adeguato, che ovviamente dovrà poi essere onorato.
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In un momento ricco di problemi e difficoltà, un traguardo speciale
sta per essere raggiunto dalla famiglia Taussi: 150 anni di attività
risolleva gli animi: la Profumeria Taussi si appresta a festeggiare i 150 anni di attività. Un
traguardo ragguardevole, che
ha coinvolto 5 generazioni ed attività diverse: la storia del negozio di corso Matteotti (all'epoca
Corso Vittorio Emanuele) inizia
nel 1864 come barbieria, che è
stata poi allargata a "bagni caldi" e profumeria, dove si svolgeva anche servizio di acconciatura per signora. Negli anni '40
con la guerra, il negozio viene
bombardato e trasferito a qualche metro di distanza, ma resta
l'intraprendenza della famiglia
Taussi che inizia ad importare
dall'America marche importanti di profumi, con i quali veniva
profumato persino il Teatro della Fortuna. Dal 1993 la gestione
è affidata ai coniugi Rodolfo
Taussi e Luciana Tranquilli, ai
quali spetterà il compito di concludere un'era: "Saremo l'ultima generazione e con noi si
chiuderà un'epoca -dicono - Purtroppo ogni giorno è più difficile, ma noi cerchiamo di resistere e di darci da fare il più possibile per andare avanti". Il 15 giugno sarà una data storica, celebrata nel pomeriggio con una
festa che vedrà vetrine a tema,
una serie di spettacoli tra cui
quello del Trio Carbone e dell'
attore Filippo Tranquilli, una
mostra fotografica e la proiezione di immagini d'epoca. "In un
momento così difficile -conclude Fiorelli- è indispensabile elogiare i commercianti che hanno
il coraggio e la forza di continuare il rapporto con la città".
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Burocrazia più snella e meno imposte
per dare maggiore impulso al settore
LE PROSPETTIVE
Fano
Un appello è inevitabilmente
rivolto alla politica:
"L'auspicio - sottolinea Pier
Stefano Fiorelli - è che i
negozianti vengano
supportati
dall'amministrazione. Ci
auguriamo soprattutto che il
nuovo sindaco abbia a cuore la
sorte del comparto, portando
alcuni correttivi nella
direzione dello snellimento
della burocrazia, nella
riduzione delle imposte
comunali. Purtroppo questa
amministrazione ha compiuto
scelte scriteriate sul tema
della grande distribuzione e
noi saremo sempre pronti a
dare battaglia".
L'associazione di categoria
denuncia anche il rischio che le
nuove imposte, in particolare
la Tasi, finiscano col mettere
in ginocchio il territorio. "Non
solo le famiglie, ma anche le
attività commerciali verranno
colpite da questa nuova tassa
-conclude Fiorelli- e già
sappiamo che in molti faranno
difficoltà a far fronte ai
pagamenti".
Presentato dopo un anno molto ricco di attività e impegni, il bilancio consuntivo della Fondazione Fano Solidale
Libretti di solidarietà oltre quota un milione
LE EROGAZIONI
Fano
Con il raggiungimento del traguardo di un milione di euro
versati sui libretti della solidarietà e di un 1.200.000 euro di
prestiti erogati sulla base di
questi dalla Banca di Credito
Cooperativo di Fano, la Fondazione Fano Solidale ha presentato il bilancio consuntivo
del 2013. Un anno, questo, come ha sottolineato il presiden-
La sfida
tra chef
di prestigio
Fano
Fano
L’analisi di Fiorelli
“Settore fondamentale
del tessuto produttivo
Bisogna tenere duro”
Brodetto e zuppe
IL FESTIVAL
GLI EFFETTI
DELLA CRISI
Alti e bassi per il commercio,
che in questo periodo sta vivendo momenti di profonda crisi,
con qualche debole e passeggero spiraglio di ripresa. Tante sono le attività fanesi colpite dalla
congiuntura economica, che
porta meno vendite e minori fatturati, ma ci sono anche realtà
imprenditoriali capaci di resistere alla crisi. "Nessuna attività
può dirsi completamente al sicuro, né in centro e nemmeno
in periferia - sostiene il presidente di Confesercenti Fano
Pier Stefano Fiorelli - anche le
attività storiche stanno finendo
nelle grinfie della crisi e l'unica
cosa da fare in questo momento
è tenere duro: l'unica salvezza
per la città è che i negozi restino
vivi perché sono parte del tessuto produttivo ed occupazionale
locale". Non sono infatti da sottovalutare i posti di lavoro creati dal settore del commercio, nonostante anche questa realtà abbia da tempo fatto ricorso alla
cassa integrazione ed agli ammortizzatori sociali. In questo
contesto di grande difficoltà, però, arriva una bella notizia che
te Luciano Radici, ricco di attività: il 23 giugno è stato inaugurato il teatro all'aperto
"Emanuele Manuelli" a Tre
Ponti, il 4 novembre i nuovi
impianti di riscaldamento di
Casa Serena, il 10 dello stesso
mese l'ippoterapia al coperto
del Centro Itaca e l’1 dicembre
la prima fontana dell'acqua.
Ha ricevuto consensi unanimi
la proposta per la realizzazione dell'area sportiva a Tre
Ponti che prevede la realizzazione di una piscina, sala per
la musica, spazi a disposizione
delle compagnie teatrali e di
danza e il nuovo palazzetto.
La fattibilità di tale progetti è legata alla collaborazione
tra la prossima amministrazione, la Fondazione bancaria e
le associazioni, che già hanno
Il presidente Radici
“I risultati raggiunti
devono far riflettere
sulla sussidiarietà”
dimostrato di poter realizzare
opere altrettanto importanti
in tempi ragionevolmente brevi.
"Le modalità con le quali si
è giunti a conseguire tali risultati - ha detto Radici - dovrebbe far riflettere tutti sulla opportunità di sostenere e affermare una nuova cultura della
sussidiarietà che sia in grado
di valorizzare le più diverse
esperienze e dare risposte ad
aspettative che spesso trovano ostacolo nella mancanza ri-
Candidati sindaco d’accordo sulla gestione in forma associazionistica ma non sul pagamento
La ripresa dopo 12 mesi di inattività
Carnevale, opinioni diverse sul biglietto
Appuntamenti mensili
con il Moonlight Festival
IL CONFRONTO
Fano
Anche la Carnevalesca ha voluto far sentire la sua voce ai
sette candidati sindaco ai quali ha chiesto risposte sul futuro del carnevale. Non c'è per
esempio identità di vedute
sulla introduzione del biglietto a pagamento sostenuta dal
presidente Luciano Cecchini.
Contrari si sono dichiarati:
Hadar Omiccioli, Massimo
Seri e Luca Rodolfo Paolini
secondo i quali la partecipazione dei visitatori deve rimare gratuita. Per Mirco Carloni
la reintroduzione del biglietto
permetterebbe un più ampio
giro di affari, con maggiori incassi, da reinvestire sulla pro-
V
FANO
Online
www.corriereadriatico.it
mozione, e maggiori opportunità di lavoro. Secondo Delvecchio un capillare tesseramento (chi è socio entrerebbe
ai corsi mascherati in maniera gratuita) e il biglietto, potrebbero essere le soluzioni
per garantire il finanziamento della manifestazione; anche D'Anna non è contrario
all'ingresso a pagamento.
Tutti d'accordo, invece,
sul fatto che il Carnevale debba continuare ad essere gestito in forma associazionistica
ma c'è chi, come Carloni, è
aperto a valutare altre possibilità giuridiche per avere
una struttura ancor più organizzata. Dello stesso avviso
anche Paolini e D'Anna che
non escludono di poter valutare in futuro anche altre ipo-
Il Carnevale fanese
tesi e anche Seri ritiene opportuno un approfondimento sulla questione. Vedi per
esempio la costituzione di
una Fondazione. Per quanto
riguarda l'introduzione di innovazioni, in cinque credono
che il tradizionale corso mascherato debba rimanere sullo stesso percorso ma non
escludono alcune modifiche e
varianti. Omiccioli, ad esempio, vede bene la promozione
di attività collaterali che coinvolgano tutta la città, mentre
Delvecchio, un coinvolgimento più attivo dei quartieri. Per
Carloni e Seri il corso deve
mantenere i suoi tratti caratteristici, ma innovazioni devono essere fatte sulla promozione. D'Anna sottolinea come tradizione e innovazione
non siano incompatibili. Più
"conservatore" invece Luca
Rodolfo Paolini secondo il
quale la tradizione è parte integrante del successo del Carnevale di Fano.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
LA RASSEGNA
Fano
Dopo quasi un anno di inattività
sul territorio, gli organizzatori
del "Moonlight Festival", riprendono le loro attività con un nuovo format di appuntamenti mensili di musica, arte e cultura denominato "Batbox". L'associazione fanese, lo ricordiamo, è
nata nel 2008 e nei due anni seguenti ha portato a Fano in concerto artisti di calibro internazionale. Purtroppo il 2010 è stato l'ultimo anno in cui l'associazione Moonlight Fano ha potuto
operare nella sua città: Nel 2011,
il Comune, ha deciso di ridurre
l'investimento e gli aiuti di tipo
logistico rendendo impossibile
proseguire l'iniziativa e obbligando l'associazione a portare la
sua proposta prima a Rimini e
poi a Bologna. Nonostante ciò,
l'associazione ha proseguito il
suo cammino, e quest'anno ha
deciso di ripartire dalla nostra
città, con il primo di una serie di
eventi. L'appuntamento è alle
ore 19 di sabato prossimo al Fish
House, con la mostra artistica
"Noti in Note" di Samanta Bartolucci, accompagnata da musica
e da aperitivo a buffet; dopo cena l'appuntamento proseguirà
con tanta musica a cura dei ragazzi dell'associazione Moonlight. L'evento sarà ad ingresso
gratuito.
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12 Giovedì 22 Maggio 2014
SPORT
Online
www.corriereadriatico.it
Samb accordo fatto, domani la verità
Moneti: “Abbiamo raggiunto un’intesa con l’imprenditore marchigiano che entrerà in società”
Bresciani e l’acquisto del club rossoblù
CALCIO
SERIE D
“La Civitanovese può
contare sul mio gruppo”
LUCA BASSOTTI
LA TRATTATIVA
San Benedetto
"Abbiamo raggiunto l'accordo,
ma stiamo definendo gli ultimi
dettagli relativi alla Samb e alle
sinergie lavorative che si sono
create tra noi due. Venerdì allestiremo una conferenza stampa e presenteremo il nuovo socio". Sono le dichiarazioni del
presidente della Samb Giovanni Moneti che non ufficializzano ancora del tutto il perfezionamento dell'ingresso nella società rossoblù dell'imprenditore marchigiano interessato a rilevare il 20% delle quote, ma
mancherebbe quindi pochissimo alla completa definizione
dell'operazione. Sinergie lavorative e la Samb vanno a braccetto nella vicenda che riguarda Moneti ed il misterioso personaggio. Quest'ultimo, come è
trapelato da alcune indiscrezioni, deve sborsare, a breve, 100
mila euro come anticipo, che
serviranno a Moneti per chiudere finanziariamente l'attuale
stagione agonistica. Poi, in corso d'opera, l'imprenditore marchigiano, che lavora nel settore
della ristorazione e delle derra-
Civitanova
Il presidente della Samb Giovanni Moneti avrà un socio di minoranza che domani dovrebbe svelare la sua identità
te alimentari, verserà nelle casse del club rossoblù 200 mila
euro per la programmazione
della prossimo campionato. Un
esborso complessivo di 300 mila, per un 20% di quote, che farebbe pensare ad un alto valore
che verrebbe dato da Moneti alla società rossoblù, ma il quantum economico dovrebbe tenere in considerazione anche le sinergie lavorative che si sono instaurate tra i due. Non si può
ancora svelare però l'identità
dell'imprenditore marchigiano. "Non ho avuto l'autorizza-
zione a fare il suo nome - dice
Moneti -. Solo a cose fatte verrà
reso pubblico, e quindi attendiamo la conferenza di venerdì". E
proprio la giornata di domani
potrebbe essere quella in cui
partirà la nuova stagione della
Samb. Oltre alla presentazione
del nuovo assetto societario,
nel quale va inserito anche l'ingresso dell'associazione Noi
Samb con il 10% delle quote, ci
sarà anche il summit con il ds
Alvaro Arcipreti ed il tecnico
Andrea Mosconi. Questi ultimi
due dovranno definire la lista
dei riconfermati ed in base ad
essa si dovrà capire dove sistemare i quattro under che dovranno essere obbligatoriamente impiegati in campo, e quali
potranno essere gli over che andranno a rinforzare l'organico.
Sugli under Arcipreti preferisce pescare tra coloro che hanno già giocato in serie D o in Seconda Divisione, anche se poi
prenderà in considerazione pure i giovani del Modena e della
Fiorentina, le due società con
cui ha delle sinergie.
© RIPRODUZIONERISERVATA
A seguito degli ultimi sviluppi
la cordata di cui si fa garante
Giorgio Bresciani è la favorita
per poter rilevare la Civitanovese. Infatti dopo il nuovo incontro avvenuto martedì mattina a Pescara con il presidente Attilio Di Stefano, il Direttore generale attende di ricevere
la documentazione richiesta riguardante i conti del sodalizio
di Corso Garibaldi. L'intenzione dell'ex giocatore del Torino
è chiara ma prima vuole ricevere le carte complete per verificare che i conti siano in ordine. "Agisco per conto di alcuni
imprenditori che ovviamente
prima di formulare un'offerta
vogliono verificare la situazione contabile - ci ha ribadito ieri
pomeriggio Bresciani mentre
ritornava da Roma - Le due
aziende di cui sto facendo le veci - chiarisce - non sono marchigiane ma nemmeno romane. Posso garantire che da parte nostra c'è massima serietà
per cercare di concludere la
trattativa in maniera positiva.
Lo stesso presidente Di Stefano ha potuto riscontrare nei
fatti la nostra concretezza e la
mia personale determinazione nel volere raggiungere l'accordo. L'auspicio è di riuscirci
in tempi brevi ma non dipende
da noi. Ora è il tempo del fare
non delle parole". L'attuale patron abruzzese ci aveva confermato dopo l'ultimo summit
che in effetti la cordata di Bresciani è in prima fila per l'acquisto della Civitanovese. "E'
quella che ha mostrato un concreto interesse - ha affermato
Di Stefano - nel voler acquisire
il sodalizio. Ho avuto contatti
anche con altre cordate delle
quali stiamo verificando
l'attendibilità ma al momento
sono in stand-by. Con Bresciani ci siamo ripromessi di rivederci nei prossimi giorni. C'è fiducia da ambo le parti". L'ambiente rossoblù spera vivamente che si arrivi presto ad una
soluzione per non rivivere un'
estate calda come quella dello
scorso anno.
a.q.
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Dalla Vigor assieme al nuovo mister potrebbero arrivare Pesaresi e Mistura. Nodari dovrebbe essere confermato così come Fatica
Fano, ecco le pedine giuste per mister Alessandrini
I GRANATA
MASSIMILIANO BARBADORO
Fano
Prima l'allenatore, poi i giocatori. Una volta investito ufficialmente il nuovo tecnico, di
concerto con lui si valuterà la
rosa dell'ultimo campionato e
sulla base delle sue idee si inizierà ad allestire l'Alma
2014-2015. Se davvero la scelta dovesse ricadere su Alessandrini è facile prevedere il
rientro alla base di Enrico Mistura, difensore centrale classe '95 che in prestito alla Vigor Senigallia si è ben distinto
in Eccellenza collezionando
ventuno presenze da titolare.
Mistura rappresenterebbe
una soluzione in più in quota
under, in una stagione nella
quale per regolamento dovranno andare in campo dal
primo minuto un '94, due '95
ed un '96. Ad oggi di pari età il
Fano, tra quelli su cui si è puntato sino ad ora, ha solo Bracci, mentre Cesaroni, Forabosco e Sassaroli sono del '94 e
Battisti, Clemente, Marconi,
Righi e Favo del '96. Un altro
vigorino sulla rotta della Città
della Fortuna potrebbe essere la punta Denis Pesaresi, un
'92 che ha chiuso al secondo
posto tra i bomber con diciannove reti (di cui cinque su rigore) dietro al solo Tozzi Borsoi mostro sacro della Samb.
Difficile invece anticipare le
possibili conferme, ma non si
sbaglia ad ipotizzare un rinno-
·
Una volta investito
ufficialmente il tecnico, di
concerto con lui si valuterà la
rosa dell'ultimo campionato
vamento soprattutto nel parco attaccanti. Come pure ci si
può sbilanciare sulla permanenza all'Alma di Alex Nodari, che ha approfittato delle
tre giornate di squalifica di fine annata per curare scrupolosamente la pubalgia, e del
fanese Lorenzo Fatica, una
delle sorprese dell'ultimo torneo. Il venticinquenne centrocampista, prelevato in Promozione dall'Atletico Alma, dopo qualche mese di ambientamento si è infatti dimostrato
all'altezza della situazione rivelandosi anche prezioso jolly. "Sono abbastanza soddisfatto del mio campionato commenta il gigante granata
con la modestia che lo con-
traddistingue - e in particolare sono stato contento di giocare con continuità nel finale
di stagione. Anche all'inizio
quando entravo per pochi minuti sentivo comunque la fiducia del mister Omiccioli e l'aiuto dei miei compagni più
esperti è stato fondamentale
nel momento in cui mi è stato
chiesto di fare il centrale difensivo. Devo sicuramente
perfezionare certi movimenti, però è un ruolo che mi piace e sono pronto ad allenarmi
per interpretarlo al meglio.
Spero di poter restare e cercare di dare ancora di più per la
squadra della mia città, perché per me è un onore indossare questa maglia e vincere il
derby in una cornice di pubblico come quella di Fano-Vis è
stato esaltante". Fatica è la dimostrazione che anche nelle
categorie minori si possono
trovare giocatori validi per la
D, a patto però che vengano
messi nelle condizioni di esprimersi al meglio. "Sì è importante che ci siano in squadra
dei punti di riferimento - osserva il diretto interessato - come ho avuto la fortuna di avere io al Fano. E penso che anche in Promozione ci siano
tanti giocatori bravi, che con
la possibilità di allenarsi tutti i
giorni e inseriti nel giusto contesto possono tranquillamente starci in questa categoria".
Marco Alessandrini dalla Vigor Senigallia a un passo dal Fano
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De Angelis non l’ha presa bene. Canestrari: “Capirà”
Il TRAINER DELLA SALVEZZA
Fano
Ha voglia di dire la sua Gianluca
De Angelis, ma del divorzio tra
lui e l'Alma parlerà solamente
nei prossimi giorni. Il tecnico di
Pedaso sta infatti ricaricando le
batterie in Slovenia, ospite di un
amico. La sensazione è che non
ci sia rimasto bene per il mancato rinnovo da parte della società
presieduta da Claudio Gabellini
e Stefano Cordella, visto che comunque gli era stato chiesto di
salvare il Fano e De Angelis
quell'obbiettivo l'ha centrato
con due giornate di anticipo. "De
Angelis ci ha dato quello che ci
aspettavamo da lui in quel particolare contesto - spiega il direttore sportivo fanese Roberto Canestrari, fresco di riconferma e su-
L’ex tecnico del Fano Gianluca De Angelis
bito operativo - perché avevamo
bisogno di una scossa per invertire un trend che si era fatto piuttosto pericoloso. Ci serviva un
uomo dal carattere tosto, uno
che rompesse certi schemi e producesse quella svolta che spesso
avviene nel breve periodo quando si cambia un allenatore. Poi
però finito il campionato era normale che facessimo una valutazione più ampia e profonda, all'
interno della quale oltre a lui abbiamo preso in considerazione
altre figure che potessero fare al
caso nostro e abituate a lavorare
coi giovani dato l'obbligo di averne almeno quattro sempre in
campo. E, pur riconoscendogli i
meriti per la salvezza conquistata e ringraziandolo di questo, abbiamo deciso di approfondire altri discorsi". Il candidato più forte per la sua successione resta
Marco Alessandrini, di tredici
anni più anziano e con una lunga
carriera da allenatore alle spalle
spesa perlopiù sui campi di C e
da ultimo in Eccellenza con la Vigor Senigallia per una scelta di
vita. Con lui però si potrà eventualmente mettere nero su bianco solo a fine mese, quando tornerà dalla vacanza in Brasile.
L'impressione è che comunque
per celebrare questo nuovo matrimonio con Alessandrini, che
l'Alma l'ha già guidata sia a livello giovanile che di prima squadra tra il '90 ed il '93, manchino
solo i dettagli. In queste ore sarebbero infatti già cominciati i
primi colloqui con i giocatori della passata stagione, con l'intento
di ripartire con più certezze possibili.
m.b.
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