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5a - Liceo scientifico Gobetti Segrè

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LICEO SCIENTIFICO STATALE “ PIERO GOBETTI”
Via Maria Vittoria n. 39/bis – 10123 Torino
Tel. 011/817.41.57
Succursale Via. Giulia di Barolo 33 – 10124 Torino
Tel. 011/817.23.25
Succursale C.so Alberto Picco, 14 – 10131 Torino
Tel. 011/8194533
email: [email protected]
[email protected]
Sito: www.lsgobetti.torino.it
Esame di stato
DOCUMENTO DEL CONSIGLIO DI CLASSE
CLASSE VA
( vecchio ordinamento/bilinguismo: inglese e francese)
Anno scolastico 2013-2014
MATERIA
INSEGNANTE
RELIGIONE
Paola Giani
ITALIANO
Daniela Tedesco
LATINO
Daniela Tedesco
LINGUA STRANIERA
INGLESE
LINGUA STRANIERA
FRANCESE
STORIA
Emma Terrando
Paola
FIRMA
Marrazzi
Alessandro
Zanconato:dall’1/09/13 al
30/09/13.
Davide Caffu’: dall’1/10/13 al
20/10/13.
Roberta Di Canio: 24/10/13 al
16/02/14.
Eleonora Giglione dal
24/02/2014.
1
FILOSOFIA
Alessandro Zanconato:
dall’1/09/13 al 30/09/13.
Davide Caffu:’ dall’1/10/13 al
20/10/13.
Roberta Di Canio dal 24/10/13
al 16/02/14
Eleonora Giglione dal
24/02/2014.
MATEMATICA
Sara Labasin
FISICA
Sara Labasin
SCIENZE
Donatella Cortese
DISEGNO E STORIA DELL’ARTE
Alessandro Perri
EDUCAZIONE FISICA
Fabrizio
Bellone
2
1.
PROFILO DELL’INDIRIZZO – BILINGUISMO.
La classe ha attuato la sperimentazione ( inglese e francese) che coniuga la competenza
comunicativa con la riflessione linguistica e letteraria comparata, in un contesto di educazione
interculturale, mettendo gli allievi in contatto con le civiltà europee.
2.
STORIA DELLA CLASSE
La classe VA ( bilinguismo/vecchio ordinamento), composta da 24 allievi, di cui 8 maschi e 16 femmine,
ha subito diverse modifiche nel corso del quinquennio, in particolare per quanto riguarda il percorso nel
triennio di storia e filosofia, la classe ha cambiato ben 6 docenti. In quarta a seguito del pensionamento
della docente della classe precedente, è stato inserito un altro docente, che è comunque cambiato l’anno
successivo, quest’ultimo, a causa di problemi di salute, è stato assente quasi tutto il corso dell’anno, ne
consegue che si sono alternati tre docenti supplenti durante il c.anno scolastico (Vedere la tabella qui
sotto riportata).
La classe ha evidenziato alcune difficoltà in queste due discipline, dovute anche a metodi di lavoro
differenti dei docenti che si sono alternati in questo ultimo anno del triennio.
Si segnalano anche dei cambiamenti per italiano/latino a partire dalla quarta, poiché il docente che ha
seguito la classe in terza è andato in pensione; ed ancora disegno e storia dell’arte, il docente della materia
è in servizio in questa classe dallo scorso anno.
Anche la docente di scienze è cambiata in questo ultimo anno, a causa del pensionamento del docente che
l’ha preceduta; in ogni caso la nuova docente conosceva già la classe, avendo svolto durante il biennio,
nell’anno scolastico: 2010/2011, dei moduli di scienze in lingua francese (CLIL).
In terza due studenti non sono stati ammessi alla classe successiva ed in quarta sono state inserite due
nuove studentesse, provenienti da due diversi licei scientifici torinesi; una delle due ragazze ha ripetuto il
quarto anno presso il nostro liceo; anche in quinta è stata inserita une nuova studentessa, proveniente da
un liceo scientifico di Genova, la ragazza ha frequentato il quarto anno all’estero, in Russia.
2.1
INSEGNANTI
MATERIA
RELIGIONE
ITALIANO
LATINO
INGLESE
FRANCESE
3a
4a
5a
Paola Giani
Paola Giani
Paola Giani
Raoul Nosi
Daniela Tedesco
Daniela Tedesco
Raoul Nosi
Daniela Tedesco
Daniela Tedesco
Emma Terrando
Emma Terrando
Emma Terrando
Paola Marrazzi
Paola Marrazzi
Paola Marrazzi
3
Alessandro Zanconato:
dall’1/09/13 al
30/09/13.
DavideCaffu’:
dall’1/10/13 al
20/10/13.
Roberta Di Canio:
dal 24/10/13 al
16/02/14.
Eleonora Giglione: dal
24/02/2014
Alessandro Zanconato:
dall’1/09/13 al
30/09/13.
Davide Caffu’:
dall’1/10/13 al
20/10/13.
Roberta di Canio: dal
24/1013 al 16/02/14.
Eleonora Giglione: dal
24/02/2014.
Gabriella Giuliani
Antonio Gullusci
Gabriella Giuliani
Antonio Gullusci
Sara
Labasin
Sara
Labasin
Sara Labasin
Sara
Labasin
Sara
Labasin
Sara Labasin
Angelo
Farruggio
Angelo Farruggio
Donatella Cortese
FILOSOFIA
STORIA
MATEMATICA
FISICA
SCIENZE
DISEGNO E STORIA
DELL’ARTE
EDUCAZIONE FISICA
Giorgio
Casale
Alessandro Perri
Alessandro Perri
Dario
Blasich
Fabrizio
Fabrizio Bellone
Bellone
2.2 STUDENTI
inizio anno
fine anno
Promossi
STUDENTI
da classe
precedente
3a
22
4a
22
5a
24
Ripetenti
1
Senza
sospensione del
giudizio
con
sospensione
del giudizio
22
17
3
23
18
5
TOTALE
Ritirati
Non
promossi
2
24
4
2.3 Pertanto la classe VA risulta formata dai sottoelencati allievi
Battaglini Chiara
Bertola Elena
Borio Elena
Caselli Giulia
Channab Marwan
Dansero Lucia
De Mauro Francesca
Dedic Eldar
Dusio Francesca
Fogliati Alice
Gabutto Stefania
Inguaggiato Pietro
Lovisolo Luca
Mancini Davide
Marchetti di San Martino Amalia
Marzano Martina
Morelli Anna
Piano Stefano
Ponzio Sara
Salerno Gisella
Santoro Simone
Scopece Sara
Tropeano Tommaso
Tuberga Lucia
2.4 RISULTATI DELLO SCRUTINIO FINALE DELLA CLASSE III (esclusi non promossi
e ritirati)
N° STUDENTI
con voto
MATERIA
fra 8 e 10
7
6
RELIGIONE
ITALIANO
LATINO
FRANCESE
INGLESE
FILOSOFIA
STORIA
MATEMATICA
2
1
6
4
10
19
13
5
13
14
12
4
3
8
6
7
1
4
6
FISICA
SCIENZE
DISEGNO E STORIA DELL’ARTE
EDUCAZIONE FISICA
4
7
13
15
8
12
5
3
9
2
3
3
10
con sospensione giudizio
1 ( con voto 6 a settembre) v.c.
1 ( con voto 7 a settembre)
2 ( con voto 6 a settembre) v.c. per
uno studente.
5
2.5 RISULTATI DELLO SCRUTINIO FINALE DELLA CLASSE IV (esclusi non promossi e
ritirati)
N° STUDENTI
con voto
MATERIA
RELIGIONE
ITALIANO
LATINO
FRANCESE
INGLESE
FILOSOFIA
STORIA
MATEMATICA
FISICA
SCIENZE
DISEGNO E STORIA DELL’ARTE
EDUCAZIONE FISICA
fra 8 e 10
7
6
2
7
6
5
6
12
19
5
4
3
7
10
15
9
13
11
8
1
5
14
4
14
9
1
8
5
5
3
3
8
5
16
2
4
con sospensione giudizio
1(con voto 6 a settembre)
5 ( con voto 6 a settembre)
6
2.6 ATTIVITÀ DI RECUPERO NEI CONFRONTI DEGLI ALUNNI CON
SOSPENSIONE DEL GIUDIZIO
MATERIA
matematica
francese
inglese
MATERIA
matematica
inglese
3.
MODALITA’ DI RECUPERO 2011-2012
studio individuale
corso di recupero (in gruppo)
x
x
x
MODALITA’ DI RECUPERO 2012-2013
studio individuale
corso di recupero (in gruppo)
x
x
ATTIVITÀ DIDATTICHE PROGRAMMATE E REALIZZATE CON LA CLASSE
NELL’A.S. 2013/2014
3.1 PARTECIPAZIONE AD ATTIVITÀ CULTURALI.
3.2 Progetto Museo del Gesso: una giornata a Moncucco l’11 aprile 2014 con due ore di
laboratorio
3.3 Olimpiadi del Patrimonio dell’ANISA ( associazione nazionale insegnanti storia dell’arte)
3.4 Torneo del paesaggio ( FAI)
3.5 VISITE E VIAGGI DI ISTRUZIONE/SCAMBI (in Italia e/o all’estero):
Novembre 2013: Museo della Resistenza di Torino-mostra:“ Lo sport ai tempi della guerra”.
Marzo 2014 : viaggio di istruzione in Sicilia.( Progetto “Addio Pizzo”).
Marzo 2014: visita a Milano - percorso di architettura eclettica e neoclassica. Mostra di “ Klint e
l’origine del Mito” Museo del 900.
Marzo 2014: Cern: Conferenza di fisica.
Marzo 2013 Pop Economy- conferenza di economia su banche e profitti.
3.6 TEMPI DEL PERCORSO FORMATIVO
DISCIPLINA
RELIGIONE
ITALIANO
LATINO
LINGUA STRANIERA INGLESE
LINGUA STRANIERA FRANCESE
FILOSOFIA
STORIA
MATEMATICA
FISICA
SCIENZE
DISEGNO E STORIA DELL’ARTE
EDUCAZIONE FISICA
TOTALE
*ORE
Ore previste fino al 15/5/2013
30
120
90
90
90
90
90
90
90
60
60
60
960
Ore effettivamente svolte
fino al 15/5/2013
22
121
75
80
81
82
84
90
88
59
54
52
888
EXTRA PROVENIENTI DALLO SPOSTAMENTO DAL LATINO ALL’ITALIANO (DOCUMENTO DEL DIPARTIMENTO DI MAT. LETT. AUTONOMIA SCOLASTICA)
7
4.
CREDITO SCOLASTICO DELLA CLASSE TERZA (A.S. 2011/12) E DELLA CLASSE
QUARTA (A.S. 2012/13)
ALUNNI
O
N D’ORDINE
BATTAGLINI CHIARA
BERTOLA ELENA
BORIO ELENA
CASELLI GIULIA
CHANNAB MARWAN
DANSERO LUCIA
DE MAURO FRANCESCA
DEDIC ELDAR
DUSIO FRANCESCA
FOGLIATI ALICE
GABUTTO STEFANIA
INGUAGGIATO PIETRO
LOVISOLO LUCA
MANCINI DAVIDE
MARCHETTI AMALIA
MARZANO MARTINA
MORELLI ANNA
PIANO STEFANO
PONZIO SARA
SALERNO GISELLA
SANTORO SIMONE
SCOPECE SARA
TROPEANO TOMMASO
TUBERGA LUCIA
5.
CREDITO SCOLASTICO III ANNO
2011/2012
6
6
5
4
6
6
4
4
7
4
6
6
6
5
6
6
6
4
6
5
5
5
6
6
CREDITO SCOLASTICO IV ANNO 2012/2013
6
7
5
5
6
6
4
5
6
5
7
6
6
4
6
6
5
5
5
5
6
6
6
6
VALUTAZIONE
5.1
CRITERI ADOTTATI DAL COLLEGIO DOCENTI
Premessa voto di profitto
Nella scuola secondaria superiore le indicazioni del DM 122/2009 relative al sistema di
valutazione del profitto degli studenti e studentesse hanno sostanzialmente confermato il sistema
vigente.
La valutazione del profitto è espressa con voto in decimi con individuazione del valore
insufficiente al di sotto del voto di sei decimi.
Il Collegio dei Docenti, sulla base delle norme vigenti, ha deliberato i criteri generali per
l’attribuzione del voto di profitto in decimi.
Le corrispondenze tra voti numerici e livelli raggiunti nei vari descrittori sono sintetizzati nella
seguente griglia di valutazione:
8
5.2
GRIGLIA VALUTAZIONE PROFITTO
Voto
10 – 9
Giudizio
Descrittori – Indicatori
Conoscenza approfondita dei contenuti disciplinari, anche
con capacità notevoli di rielaborazione critica; buona o
completa padronanza della metodologia disciplinare;
ottime capacità di trasferire le conoscenze maturate;
ottima o brillante capacità espositive e sicura padronanza
dei linguaggi specifici.
Sicura conoscenza dei contenuti; buona rielaborazione
delle conoscenze; comprensione e padronanza della
metodologia disciplinare; capacità di operare collegamenti
tra i saperi se guidato; chiarezza espositiva e proprietà
lessicali; utilizzo preciso e adeguato di linguaggi specifici.
Conoscenza di gran parte dei contenuti; discreta
rielaborazione delle conoscenze; buon possesso delle
conoscenze non correlato alla capacità di operare
collegamenti tra le stesse; capacità di risolvere semplici
problemi; adeguata proprietà espressiva e utilizzo dei
linguaggi specifici.
Conoscenza degli elementi basilari del lessico specifico,
padronanza delle conoscenze essenziali, capacità di
riconoscere / risolvere problemi fondamentali, sufficiente
proprietà espositiva.
Conoscenza lacunosa dei contenuti; scarsa capacità di
individuazione /risoluzione di problemi; incerta capacità
espositiva e uso di un linguaggio impreciso.
Conoscenza al più frammentaria dei contenuti; incapacità
di riconoscere semplici questioni; scarsa o nulla capacità
espositiva; assenza di un linguaggio adeguato.
ECCELLENTE
8
BUONO
7
DISCRETO
6
SUFFICIENTE
5
INSUFFICIENTE
3-4
GRAVEMENTE
INSUFFICIENTE
1-2
NULLO
Conoscenze ed abilità nulle o non verificabili per ripetuto
rifiuto del momento valutativo.
5.3
PARAMETRI PER I VOTI DI CONDOTTA
Vedi parametri allegati al P.O.F.
5.4
CRITERI PER L’ATTRIBUZIONE DEL CREDITO
SCOLASTICO/FORMATIVO
•
•
•
•
Risultati conseguiti
Assiduità della frequenza
Motivazione e interesse
Eventuale credito formativo derivato da certificazioni di attività extrascolastiche
(linguistiche, scientifiche, sportive, teatrali, di volontariato, etc.)
Riferimenti normativi fondamentali
CREDITO SCOLASTICO Candidati interni Decreto Ministeriale 16 dicembre 2009, n. 99 TABELLA A
attribuzione credito scolastico in punti
MEDIA DEI VOTI
3° anno
4° anno
5° anno
9
M=6
3-4
3-4
4 -5
6< M ≤7
4 -5
4 -5
5–6
7< M ≤8
5-6
5-6
6-7
8< M ≤9
6-7
6-7
7-8
9 < M ≤ 10
7-8
7-8
8-9
M rappresenta la media dei voti conseguiti in sede di scrutinio finale di ciascun anno scolastico.
Criteri di attribuzione dei punteggi: istruzioni per l’uso
Il Consiglio di classe può incrementare, nei limiti previsti dalla banda di oscillazione di appartenenza, il punteggio
minimo previsto dalla banda in presenza di una o più delle seguenti condizioni:
1. partecipazione con interesse e impegno alle attività didattiche o ad attività integrative dell’Offerta Formativa;
2. presenza di documentate esperienze formative, acquisite al di fuori della scuola di appartenenza (CREDITO
FORMATIVO), e da cui derivano competenze coerenti con le finalità didattiche ed educative previste dal
POF .
5.5
CREDITO FORMATIVO
Riferimenti normativi fondamentali
Criteri di valutazione delle esperienze
Le esperienze, al fine di una valutazione per il credito formativo, devono contribuire a migliorare la preparazione
dell’alunno attraverso l’acquisizione di competenze ritenute coerenti con gli obiettivi del corso di studi seguito in
relazione
all’omogeneità con i contenuti tematici del corso
alle finalità educative della scuola o al loro approfondimento o al loro ampliamento o alla loro concreta attuazione.
Perché l’esperienza sia qualificata deve avere carattere di continuità ed essere realizzata presso enti, associazioni,
istituzioni, società legalmente costituite e riconosciute, che siano titolate a svolgere quella tipologia di attività. Lo
studente deve partecipare all’esperienza con un ruolo attivo e non limitarsi ad assistervi.
10
6.
VERIFICHE SOMMATIVE SVOLTE DURANTE L’ANNO
Materia
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
11.
12.
13.
14.
15.
16.
17.
18.
19.
N° verifiche orali
N° verifiche
scritte
Tipologie di prove
prevalentemente usate
RELIGIONE
3
ITALIANO
5
5
1,3,8, 9,18
LATINO
7
4
1,4,8,18
LINGUA STRANIERA
INGLESE
2/3
4
1/2/8/11/14/18
LINGUA STRANIERA
FRANCESE
4
6
1/6/18/8/9/15/
FILOSOFIA
2
3
11/12
STORIA
2
3
18
MATEMATICA
5
5
1/14/15
FISICA
4
3
1/7/15/18
SCIENZE
2
6
18
DISEGNO E STORIA
DELL’ARTE
3
2
1/7/10/11/12/13/18/19
EDUCAZIONE FISICA
1
6
11/14/15
2/12
Interrogazione
Interrogazione semistrutturata con obiettivi predefiniti
Tema
Traduzione da lingua classica/straniera in italiano
Traduzione in lingua straniera
Dettato
Relazione
Analisi di testi
Saggio breve
Quesiti vero/falso
Quesiti a scelta multipla
Integrazioni/completamenti
Corrispondenze
Problema
Esercizi
Analisi di casi
Progetto
Quesiti a risposta aperta (tipologia B della terza prova)
Altro (specificare)
11
7.
PROVE SCRITTE SECONDO LE TIPOLOGIE PREVISTE PER LA TERZA PROVA
D’ESAME GIÀ EFFETTUATE ENTRO IL 15. 5. 2013.
Materia
(prove effettuate in
singole materie)
A partire
da un testo di
riferimento
Trattazione
sintetica di
argomenti
(Tipologia A)
Quesiti
a risposta
singola
(Tipologia B)
Quesiti
a scelta
multipla
(Tipologia C)
Problemi
a soluzione
rapida
numero
prove
RELIGIONE
ITALIANO
LATINO
LING. STR. INGLESE
LING. STR. FRANCESE
FILOSOFIA
STORIA
MATEMATICA
FISICA
SCIENZE
STORIA DELL’ARTE
EDUCAZIONE FISICA
4 orali
1
5
4
6
1
1
x
x
x
x
x
x
x
1
6
2
x
x
x
x
x
x
11.1 PROVE SCRITTE PREVISTE SECONDO LE TIPOLOGIE PER LA TERZA
PROVA D’ESAME DOPO IL 15.5.2013.
A partire
da un testo di
riferimento
Materia
(prove effettuate in
singole materie)
Trattazione
sintetica di
argomenti
(Tipologia A)
Quesiti
a risposta
singola
(Tipologia B)
Quesiti
a scelta
multipla
(Tipologia C)
Problemi
a soluzione
rapida
numero
prove
RELIGIONE
ITALIANO
LATINO
LING. STR. INGLESE
LING. STR.FRANCESE
FILOSOFIA
STORIA
MATEMATICA
FISICA
SCIENZE
STORIA DELL’ARTE
EDUCAZIONE FISICA
8.
1
x
ATTIVITÀ DIDATTICHE DISCIPLINARI
Si rimanda agli allegati contenenti la relazione finale e il programma analitico di ogni singola
disciplina.
9.
PROFILO DELLA CLASSE
Il coordinamento della classe è stato mantenuto per tutto il triennio dalla stessa docente: professoressa
Paola Marrazzi.
La continuità didattica nel corso del triennio si è verificata solo per alcune discipline: religione,
matematica, fisica e lingue straniere, diversamente per italiano, latino, scienze, storia dell’arte disegno
non è sempre stato possibile preservarla, tenuto conto che alcuni docenti in servizio nella classe a partire
dalla terza, sono andati in pensione l’anno successivo, o quello immediatamente dopo.
E’ da segnalare il cambio continuo di docenti che si è verificato per storia e filosofia ( come da prospetto
allegato al documento/ vedere storia della classe), che ha visto l’alternarsi di ben sei docenti nel triennio,
di cui quattro in questo ultimo anno scolastico.
Questi cambiamenti hanno comportato delle difficoltà per gli studenti, che hanno dovuto adattarsi a
metodi di insegnamento e di lavoro differenti.
PROFITTO
Quattro studentesse hanno trascorso dai tre ai sei mesi all’estero durante il quarto anno: in Canada, in
Australia e in Nuova Zelanda; con la ripresa del percorso scolastico nel nostro liceo, le ragazze hanno
evidenziato delle difficoltà iniziali in alcune discipline, superate ampiamente già all’inizio del corrente
anno scolastico.
Il consiglio di classe ha rilevato durante questo ultimo anno del quinquennio un calo nel rendimento,
dovuto non solo ad uno studio superficiale per alcuni studenti e studentesse, ma anche ad una maggiore
complessità delle richieste, che, in alcuni casi, ha reso piu’ difficoltoso l’apprendimento, in particolare per
le discipline, quali: matematica, fisica, latino, lingue straniere e soprattutto storia e filosofia.
Il c.di classe lamenta inoltre i numerosi ritardi e uscite anticipate rilevati per alcuni studenti della classe,
soprattutto durante il primo trimestre.
Parte delle allieve e degli allievi non ha sempre partecipato al dialogo educativo in classe, evidenziando
talvolta un atteggiamento passivo e di poca partecipazione e concentrazione.
Queste ragazze/i sono poco autonomi e richiedono ancora il supporto di noi docenti durante le
spiegazioni, sotto forma di dettatura di appunti o nel ripetere concetti e idee dei vari argomenti proposti
durante le spiegazioni.
Proprio alcuni di loro, a causa della preparazione un po’ frammentaria e ad una capacità di rielaborazione
non adeguata alle richieste, hanno ottenuto risultati non sempre sufficienti nel corso dell’anno.
Diversamente altri studenti, già in possesso di un’adeguata autonomia nello studio e di buone capacità di
rielaborazione, hanno potenziato la partecipazione costruttiva alle attività didattiche, riuscendo a
raggiungere una preparazione solida e una buona autonomia organizzativa.
Si segnala che questa componente, nel corso del triennio, ha mantenuto una regolarità nello studio e
nell’applicazione, senza pero’ costituire un traino per l’intero gruppo
Il consiglio di classe, nei casi ritenuti opportuni, ha sempre assegnato nelle operazioni di scrutinio finale,
il massimo del punteggio corrispondente alla fascia della media, per la regolarità, la frequenza assidua e,
dove presenti, per i crediti formativi..
In terza ed in quarta una componente significativa della classe ha partecipato alle attività di orientamento
in entrata del Liceo Gobetti, dimostrando una buona capacità di relazione e maturità, nel saper gestire il
contatto con l’utenza.
10.
Simulazioni della Terza prova d’esame (Indicare per esteso le tipologie scelte nell’anno
e le motivazione delle scelte stesse )
Le simulazioni di terza prova della durata di tre ore ( tipologia B) si sono svolte rispettivamente nelle
date del 21 novembre 2013, con la scelta delle discipline: latino/inglese/fisica/ storia dell’arte e del 4
aprile 2014, con le discipline: filosofia, scienze, francese, inglese; gli esiti delle due prove sono stati
differenti.
La simulazione del primo trimestre ha avuto sette valutazioni insufficienti, quest’ ultima del 4 aprile 2014
ha avuto risultati estremamente positivi, senza insufficienze nella valutazione finale delle quattro prove.
Gli studenti sono venuti a conoscenza delle materie prescelte dal consiglio di classe il giorno stesso della
prova.
10.1 PROGRAMMA ANALITICO DI OGNI SINGOLA MATERIA E RELAZIONE FINALE
10.2
TESTI DELLE SIMULAZIONI DI PRIMA, SECONDA E TERZA PROVA
10.3 ESEMPI DI PROVE DISCIPLINARI ASSEGNATE DURANTE L’ANNO
10.4 PROPOSTE DI GRIGLIE DI VALUTAZIONE DELLA PRIMA, SECONDA E TERZA
PROVA
ALLEGATI 10. 1
PROGRAMMI E RELAZIONI
Liceo scientifico statale Piero Gobetti
Torino
Esame di Stato a.s. 2013-14
Religione
Programma svolto
classe 5A
1. Problematiche di etica.
2. Storia del cristianesimo europeo dal XX al XXI secolo e cenni sul magistero sociale della
chiesa.
3. Le donne nel ‘900 e il femminicidio
4. Il concilio vaticano II
5. Esegesi del discorso della montagna (Mt 5-7): la sequela
Sono stati organizzati per la classe due incontri di preorientamento guidati da Fieri nel contesto della
ricerca “Futuro dove”.
Ho accompagnato il gruppo in visita al Museo della Resistenza, della libertà e dei diritti
Libro di testo: Pajer, Filoramo “tante religioni, un solo mondo” ed. SEI
L’insegnante
Paola Giani
Torino, 15 maggio 2014
Gli studenti
LICEO SCIENTIFICO STATALE Gobetti – TORINO
PROGRAMMA DI ITALIANO
ANNO SCOLASTICO 2013-2014
CLASSE: VA
Insegnante: Daniela Tedesco
TESTI in ADOZIONE: Guido Armellini – Adriano Colombo, La Letteratura Italiana, Vol. 5 Primo
Ottocento, Vol. 6 secondo Ottocento, Vol. 7 Primo novecento e Vol, 8 secondo Novecento, Zanichelli
Editore
Dante Alighieri, La Divina Commedia, Paradiso – La Nuova Italia a cura di Natalino Sapegno
La Divina Commedia, Paradiso, Canti: I, II, III, VI, VIII, XI, XII, XV, XVII, XXXIII
LETTERATURA ITALIANA
Volume 4 – Primo Ottocento
Il Romanticismo italiano
. La polemica classici romantici
. Madame De Stael: “Poesia classica e poesia romantica” p. 59; “Sulle traduzioni” p. 63
. Pietro Giordani: “replica di un italiano” p.64
. I Manifesti del Romanticismo italiano
. Il programma del Conciliatore pp. 78-80
. Giovanni Berchet: “Lettera semiseria di Grisostomo” p. 66-68
. Giacomo Leopardi: “discorso di un italiano intorno alla poesia romantica” (fotocopia)
. Alessandro Manzoni – la poetica: “Lettera al marchese Cesare d’Azeglio su romanticismo” pp. 431432; “Contro la mitologia” pp. 433-434; “Che cosa resta al poeta?” pp. 439-440
Giacomo Leopardi
. La vita
. Le opere
Testi:
. La tesi di Leopardi: “L’ufficio del poeta è imitar la natura” (fotocopia)
. Da “Lettere”:
. “Voglio piuttosto essere infelice che piccolo” pp. 535-538
. “Non ho provato alcun piacere in Roma” pp. 539-540
Dallo Zibaldone:
• Natura e ragione - pp. 546-547
• Antichi e moderni - pp. 547-549
• Le speranze che dà all’uomo il cristianesimo – pp. 549-550
• Piacere immaginazione, illusioni, poesia” – pp. 551-552
• La funzione della poesia – pp. 553-554
• Termini e parole – pp. 554-555
• Sensazioni visive e sensazioni uditive – pp. 555-556
• L’infanzia e il ricordo – pp. 556-557
• Entrate in un giardino di piante – pp. 560-561
• La mia filosofia fa rea d’ogni cosa la natura – p. 562
Da I Canti:
• Ultimo canto di Saffo p. 569
•
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L’Infinito p. 572
La sera del dì di festa p. 574-575
A Silvia p. 577-579
Canto notturno di un pastore errante dell’Asia p. 584-588
La quiete dopo la tempesta p. 589-590
Il sabato del villaggio p. 592-593
La ginestra o il fiore del deserto p. 605-613
Da Le Operette Morali:
• Dialogo di un folletto e di uno gnomo pp. 616-619
• Dialogo della Natura e di un Islandese p. 620-625
• Cantico del gallo silvestre p. 630-633
• Dialogo di Plotino e di Porfirio pp. 634-635
• Dialogo di Tristano e di un amico p. 636-639
Gli allievi hanno letto a scelta e autonomamente almeno altre due Operette Morali.
Volume 5 - Secondo Ottocento
La Scapigliatura
Emilio Praga
Da Penombre:
• Preludio p. 260-26
• Vendetta postuma pp. 264
Arrigo Boito
Dal Libro dei Versi
• Dualismo (fotocopia)
• La lezione di anatomia (fotocopia)
Cletto Arrighi
. La Scapigliatura e il 6 febbraio (fotocopia)
Iginio Ugo Tarchetti
Da Disiecta:
• Memento p.268
Giosuè Carducci
. La vita
. Le opere
Testi:
. Inno a Satana pp. 322-324
Da Le Rime Nuove:
• Congedo pp. 330-332
• Il comune rustico pp. 348-349
Da Odi Barbare:
• Dinanzi alle Terme di Caracalla pp. 350-351
• Nella piazza di San Petronio p. 353
Da Giambi ed Epodi:
• Heu Pudor pp.339-340
Il romanzo dal Naturalismo francese al Verismo italiano
Edmond e Jules De Goncourt
Da Germinie Lacerteux:
• Un manifesto del naturalismo pp. 51-52
Emile Zola
• Prefazione Rougon Maquart “come in fisica la gravità, così l’eredità ha le sue leggi”
(fotocopia)
Da Thérèse Raquin:
• La prefazione: letteratura e scienza (fotocopia)
Da Il romanzo sperimentale:
• Il romanzo sperimentale pp. 71-73
Il Verismo
Giovanni Verga
. La vita
. Le opere
Testi
La poetica:
• Non accusate l’arte pp. 377-378
Da L’amante di Gramigna:
• L’ideale dell’ostrica pp. 379-381
Dalla Lettera a Capuana:
• Un documento umano pp. 382-383
Da I Malavoglia
• La fiumana del progresso pp. 384-385
Da Vita dei campi:
• Rosso Malpelo pp. 397-406
• La lupa pp. 414-416
Dalle Novelle Rusticane:
• Libertà pp. 424-428
Lettura integrale de I Malavoglia
Da Mastro-don Gesualdo:
• Mastro-don Gesualdo ricorda pp. 461-463
• L’asta delle terre comunali pp. 463-466
• Morte di Mastro-don Gesualdo pp. 468-470
Simbolismo - Decadentismo
Poetiche del Simbolismo
Baudelaire
Da I fiori del male:
• L’albatro p. 43
• Corrispondenze p. 58
• La Bellezza p. 64
Da Lo spleen di Parigi:
• Perdita d’aureola p. 45
Verlaine
Da Un tempo e poco fa:
• Languore p. 163
Rimbaud
• Bisogna essere veggente pp. 60-61
Mallarmé
• Il parlare non ha rapporto con la realtà delle cose pp. 62-63
Giovanni Pascoli
. La vita
. Le opere
Da Il fanciullino:
• E’ dentro di noi un fanciullino pp. 499-500
• Un soave freno all’instancabile desiderio pp. 502-504
• Poesia pura e poesia applicata pp. 504-505
• Sembra mancare la lingua pp. 506-507
Da Myricae:
• I Puffini dell’Adriatico (fotocopia)
• I due fuchi (fotocopia)
• Temporale p. 513
• Mare (fotocopia)
• Il lampo p. 514
• X Agosto p. 517
• L’assiuolo p. 519
Da Poemetti:
• La siepe pp. 522-523
•
•
•
•
•
Il libro (fotocopia)
Nella nebbia p. 525
Digitale purpurea pp. 527-529
Il chiù pp. 530-531
Italy pp. 532-534
Da Canti di Castelvecchio:
• Casa mia pp. 536-538
• Nebbia pp. 540-541
• La mia sera pp. 542-543
• Il gelsomino notturno pp. 544-545
• L’uccellino del freddo pp. 551-552
Da Poemi conviviali:
• Alexandros pp. 557-559
• L’ultimo viaggio (fotocopia)
Da Patria e umanità:
• La grande proletaria si è mossa pp. 496-497
Gabriele d’Annunzio
. La vita
. Le opere
Testi:
Da Il piacere:
• La vita come opera d’arte pp. 577-578
• Il verso è tutto pp. 595-596
Da Dedica di trionfo della Morte
• I tesori della lingua p.597
Da Le Vergini delle rocce
• Difendete la bellezza pp. 598 -599
Da Maya:
• La quadriga imperiale pp. 583-584
• L’incontro di Ulisse pp. 632-634
• Le città terribili pp. 636-638
Da Alcyone:
• La sera fiesolana pp. 639-640
• La pioggia nel pineto pp. 642-644
• Meriggio p. 647-648
• Versilia pp. 650-652
• Il vento scrive p. 487
• Le stirpi canore p. 646
• Nella belletta p. 653
• Stabat Nuda Aestas (fotocopia)
Da Poema paradisiaco:
• Consolazione pp. 606-607
Da Notturno:
• Scrivo nell’oscurità pp. 663-665
Volume 6 – Il primo Novecento
Le Avanguardie
Il Futurismo
Filippo Tommaso Marinetti
• Il manifesto del futurismo pp. 57-59
• Manifesto tecnico della letteratura futurista pp. 61-62
Un’ età di sperimentalismi
I crepuscolari
Sergio Corazzini
Da Piccolo libro inutile
• Desolazione di un povero poeta sentimentale p. 219
Guido Gozzano
Da I colloqui
• Le buone cose di pessimo gusto pp. 220-221
• La signorina Felicita pp. 222-224
Marino Moretti
Da Il giardino dei frutti:
• A Cesena
Aldo Palazzeschi
Da Poesie:
• Lasciatemi divertire (Canzonetta) pp. 230-233
Italo Svevo
La vita
Le opere
Da Profilo autobiografico:
• La formazione pp. 484-485
• Una forte travolgente ispirazione pp. 488-489
Da Pagine di Diario:
• Quella ridicola e dannosa cosa pp. 487-488
Da Soggiorno londinese
• Svevo e la psicanalisi pp. 491-492
Da Una vita:
• Il cervello e le ali pp. 494-495
Da Senilità:
• Prove per un addio pp. 497-500
• La metamorfosi di Angiolina pp. 502-503
Lettura integrale dell’opera La Coscienza di Zeno con particolare attenzione a:
• Prefazione dell’opera pp. 506-507
• Il fumo pp. 508-512
• Lo schiaffo pp. 514-518
• La salute di Augusta pp. 520-522
• La vita è sempre mortale. Non sopporta cure pp. 524-526
Luigi Pirandello
. La vita
. Le opere
. La relatività di ogni cosa (da Arte e coscienza d’oggi ) - fotocopia
Da Umorismo:
• Il sentimento del contrario pp. 412-413
• Non è una l’anima individuale pp. 414-415
• La vita e la forma pp. 416-417
Da Novelle per un anno:
• La carriola pp.422-427
• Quando si è capito il giuoco pp. 428-433
• Di sera un geranio pp. 435-437
Da Uno, Nessuno e Centomila:
• Quel caro Gengè pp. 450-451
• La vita non conclude pp. 453-454
Da Sei personaggi in cerca d’autore:
• Siamo qua in cerca d’autore pp. 456-460
• La verità, fino a un certo punto! Pp. 461-466
Da Il Fu Mattia Pascal (lettura integrale del romanzo*) con particolare attenzione a:
• Prima premessa
• Seconda premessa
• Capitolo XII [Lo “strappo del cielo di carta” e la “lanterninosofia” ]
• Capitolo XV
*Alcuni allievi hanno letto in alternativa Uno, nessuno e centomila
Giuseppe Ungaretti
. La vita
. Le opere
Da Intervista radiofonica
• La missione della poesia pp. 546-547
Da l’Allegria:
• Commiato p. 542
• Italia p.543
• In memoria pp. 459-60
• I fiumi pp. 551-552
• Pellegrinaggio pp. 553
• Il porto sepolto (fotocopia)
• Veglia (fotocopia)
• San Martino del Carso (fotocopia)
• Mattina (fotocopia)
• Soldati (fotocopia)
Da Il Sentimento del tempo:
• L’Isola pp.560-561
Da Il dolore:
• Non gridate più (fotocopia)
Umberto Saba
. La vita
. Le opere
Da Il Canzoniere:
• Amai (fotocopia)
• La capra p. 557
• Trieste (fotocopia)
• Città vecchia p. 331
• Il Teatro degli Artigianelli p. 339
• Ulisse (fotocopia)
L’ERMETISMO
Carlo Bo, La Letteratura come vita, pp. 119-120
Salvatore Quasimodo
. La vita
. Le opere
Da Acque e Terre:
• Ed è subito sera (fotocopia)
• Vento a Tindari (fotocopia)
Da Giorno dopo giorno:
• Alle fronde dei salici (fotocopia)
• Milano agosto 1943 (fotocopia)
• Uomo del mio tempo (fotocopia)
Eugenio Montale
. La vita
. Le opere
Da Auto da fé
• Uno sforzo di chiarezza pp. 580-581
Da Confessioni di scrittori
• Una totale disarmonia con la realtà pp. 582-583
Da Ossi di seppia:
• I limoni pp. 592-593
• Non chiederci la parola pp. 586-587
• Spesso il male di vivere ho incontrato p.597
• Cigola la carrucola del pozzo p. 599
• Forse un mattino andando in un’aria di vetro p. 598
Da Le Occasioni:
• La casa dei doganieri p.603
• Non recidere, forbice, quel volto p. 606
• Nuove stanze (fotocopia)
• Ti libero la fronte dai ghiaccioli (fotocopia)
Da La Bufera e altro:
• La primavera hitleriana pp. 614-615
• Piccolo testamento p. 621-622
. Discorso di Montale all’Accademia di Svezia per il conferimento del premio Nobel” .
Torino, 15 maggio 2014
L’insegnante
Daniela Tedesco
Gli allievi
……………………..
LICEO SCIENTIFICO STATALE Gobetti – TORINO
PROGRAMMA DI LATINO
CLASSE VA
INSEGNANTE: Daniela Tedesco
ANNO SCOLASTICO 2013-2014
TESTI in ADOZIONE: Giancarlo Pontiggia – Maria Cristina Grandi, LETTERATURA LATINA Storia e Testi, principato Editore
PROGRAMMA SVOLTO
LA POESIA NELL’ETA’ GIULIO-CLAUDIA
. Poesia e cultura nell’età giulio-claudia
. Le favole di Fedro
. La poesia satirica: Persio
. La poesia epica: Lucano
TESTI
. Fedro: Fabulae I, 1, II, 5, pp.660-661 (in Italiano)
. Prologo Libro I, Epilogo Libro II, Prologo Libro III, Prologo Libro IV, Prologo Libro V
(fotocopia)
. Persio: “Il Prologo delle Satire” (Choliambi) (fotocopia – in italiano), “Malattie del corpo e
malattie dell’animo” (Saturae III, 60-118), “Elogio del maestro Anneo Cornuto” (Saturae V, 1-51),
pp. 662-664 (in italiano) e pp. 665-667 (in italiano e in latino vv. 14-18)
. Lucano: Proemio Pharsalia (vv.1-7) pag. 649 (in latino), “Macabro rito di necromanzia” pp. 669673 (in italiano), “Cesare contempla il campo di Farsalo dopo la strage” pp. 676-679 (in italiano)
SENECA
. La vita e le opere
. Filosofia e potere
. la scoperta dell’interiorità
. Una satira menippea: L’Apokolokyntosis
. Le opere filosofiche – Ogni allievo ha letto in italiano un’opera filosofica
TESTI
. “Elogio di Nerone” (De clementia I,1) pp. 715-717 (in italiano)
. “De brevitate vitae”: I e II (fotocopia – in latino)
. “Il tempo e la morte” (Epistulae ad Lucilium I, 1-5) pp. 719-720 (in latino)
. “Bisogna evitare la folla” (Epistulae ad Lucilium 7) (fotocopia – in latino)
. “La libertà del saggio” (Epistulae ad Lucilium 8, 1-7) pp. 721-722 e fotocopia (in italiano)
. “Vivi sempre come se tutti ti osservassero” ( Epistulae ad Lucilum - fotocopia in italiano)
. “Le relazioni umane” (Epistulae 9, 8-12 – fotocopia in latino)
. “Anche gli schiavi sono uomini” (Epistulae ad Lucilium 47, 1-6: 15-21) pp. 723-724 e fotocopia (in
italiano e in latino testo in fotocopia)
. “Claudio sale in cielo” (Apokolokyntosis 5-7, 1) pp. 725-727 (in italiano)
PETRONIO
. La questione petroniana
. Il Satyricon
. Il problema del genere e i modelli
. Struttura del romanzo e strategie narrative
. Realismo mimetico ed effetti del pluristilismo
TESTI
. Il ritratto di Petronio in Tacito (fotocopia)
. “Cena Trimalchionis: l’ingresso di Trimalchione” (Satyricon 32-36) pp. 742-745 (in italiano)
. “Cena Trimalchionis: il ritratto di Fortunata (Satyricon 37) - (in latino – fotocopia)
. “Cena Trimalchionis”: il lupo mannaro” (Satyricon 62) p. 748 (in latino)
. “Cena Trimalchionis”: conclusione e fuga (Satyricon 75-78) pp. 750-754 (in italiano)
. “La novella della matrona di Efeso” (Satyricon 110, 6-113,2) pp. 755-758 (in italiano)
. “La città rovesciata: Crotone” (Satyricon 116) pp. 759-760 (in italiano)
Ogni allievo ha letto integralmente o il Satyricon di Petronio o L’asino d’oro di Apuleio.
SOCIETA’ E CULTURA NELL’ETA’ DEI FLAVI E DI TRAIANO
. I principi e la cultura
. Quintiliano: la vita e le opere
. L’Institutio oratoria
. Marziale e la poesia epigrammatica
. origini e sviluppi dell’epigramma
. Marziale: vita e opere
. La poetica
. Aspetti della poesia di Marziale
TESTI
QUINTILIANO
Da Institutio oratoria
. “Introduzione all’opera” (fotocopia) in italiano
. “Lo stile corruttore di Seneca” (Institutio oratoria X, 1, 125 – 131) pp. 772-773 (in italiano)
. “Due modelli a confronto: istruzione individuale e collettiva” (in latino) – fotocopia
. “L’insegnamento individualizzato” (in latino) – fotocopia
. “I peggiori vizi derivano spesso dall’ambiente familiare” (in italiano) - fotocopia
MARZIALE
. “La poetica” (Epigrammata 1, 4; IV, 49, VIII, 3, X, 4) pp. 799-801 (in italiano con riferimento ai
termini latini più significativi)
. “Obiettivo primario: piacere al lettore” (Epigrammata, IX, 81 – in fotocopia in latino)
. “Libro o libretto” (Epigrammata , X, 1 – in fotocopia in latino)
. “Spettacoli: un cruento pantomino, ludi venatorii, una naumachia” (Liber de spectaculis 7, 13-24)
pp. 802-803 (in italiano)
. “Quadri di vita romana: lo sfratto di Vacerra” (Epigrammata, XII, 32) pp. 806-807 (in italiano)
LA SATIRA DI GIOVENALE
. Giovenale: la vita e le opere
. La poetica dell’indignatio
. Aspetti della satira di Giovenale
. Lingua e stile
TESTI
. Satira I, (in fotocopia)
. “La ridda infernale nelle strade di Roma” (Saturae III, 232-267) pp. 814- 816 (in italiano)
. “Ritratti di donne” (Saturae VI, 434-473) pp. 816-818 (in italiano)
PLINIO il GIOVANE
. La vita e le opere
. Il Panegirico di Traiano
. L’Epistolario
TESTI
. “Le fonti del Clitumno” (Epistulae VIII, 8) pp. 822-823 (in italiano)
. “Carteggio Plinio.Traiano: la questione dei cristiani” (Epistulae X, 96-97) pp. 824-826 (in italiano)
LA STORIOGRAFIA DI TACITO
. La vita e le opere
. Il Dialogus de oratoribus
. L’Agricola
. Le Historiae e gli Hannales
TESTI
. “L’antica fiamma dell’eloquenza” (Dialogus de oratoribus 36) pp. 841-842 (in italiano)
. “Il proemio dell’Agricola” (Agricola 1-3) pp. 842-844 (in latino 1 in italiano 2 e 3 con richiamo alle
espressioni più significative)
. “Il Proemio delle Historiae” pp. 848-851 (in latino 1,1, in italiano 2, 1 e 3,1)
. “Doppiezza di Tiberio e servilismo dei senatori” (Annales I, 7-12) pp. 855-858 (in italiano)
. “Il matricidio” (Annales XIV, 3-10) pp. 860-863 (in italiano)
L’ETA’ di ADRIANO E DEGLI ANTONINI
APULEIO
. La vita e le opere
. Eloquenza e filosofia
. La Metamorfosi ovvero L’asino d’oro
. Il De Magia
TESTI
. “Prologo dell’opera” (Metamorphoseon I, 1) pp. 897-898 (in italiano)
. “Storia di Telifrone” (Metamorphoseon II, 19-30) pp. 898-903 (in italiano)
. “Metamorfosi di Lucio in asino” ” (Metamorphoseon III, 21-25) pp. 904-907) (in italiano)
. “Amore e Psiche” (Metamorphoseon V, 21-23) pp. 908-911 (in italiano)
. “Apparizione di Iside” (Metamorphoseon XI, I -7) pp. 912-915 (in italiano)
Torino 15 maggio 2014
L’ insegnante
Daniela Tedesco
Gli allievi
A.S. 2013/14
CLASSE 5° A
INGLESE: PROGRAMMA SVOLTO
Testo: Spiazzi, Tavella - Only Connect… New Directions, Edizione Blu, volume 2 - Zanichelli
Romanticism: the Second Generation
John Keats
“La Belle Dame sans Merci” (photocopy)
The Historical Novel
The Victorian Age
Charles Dickens
From Oliver Twist: “Oliver wants some more” (E32)
Oscar Wilde and the Aesthetic ideal
From The Picture of Dorian Grey: “Preface” (photocopy)
“Basil Hallward” (E68)
“Dorian’s hedonism” (lines 38-64, E70)
From The Importance of Being Earnest:
“Mother’s worries” (E78)
Full reading of the short story“The Canterville Ghost”
Edgar Allan Poe: “The Tell-Tale Heart”
The War Poets
“The soldier” by Robert Brooke (F40)
“Suicide in the trenches” by Sigfried Sassoon (F42)
The Modern Age.
Joseph Conrad and the psychological novel
Full reading of the novel Heart of Darkness
“The chain-gang” (lines 1-79, F62)
From Heart of Darkness:
William Butler Yeats and Irish nationalism
“The Lake Isle of Innisfree” (F33)
“Easter 1916” (F34)
James Joyce and the interior monologue.
From Dubliners:
“Eveline” (F89)
From Ulysses:
“The funeral” (F97)
“Inside Bloom’s mouth” (F25)
“Molly’s monologue” (F26)
(From To the Lighthouse by Virginia Woolf: “My dear, stand still” (F104)
George Orwell
From “Animal Farm: “Old Major’s speech” (F112)
Voices from the USA
Ernest Hemingway
From A Farewell to Arms: “We should get the war over” (F130)
The lost generation and the end of the American Dream. Francis Scott Fitzgerald
Full reading of the novel The Great Gatsby
From The Great Gatsby:
“Nick meets Gatsby” (F123)
The Present Age.
Beckett and the theatre of the Absurd.
From Waiting for Godot:
“We’ll come back tomorrow” (G68)
Wole Soyinka
“Telephone Conversation”
Programma di Francese.
Sperimentazione di bilinguismo( francese/inglese)
Vecchio Ordinamento.
Anno scolastico: 2013/2014 Classe: VA.
Docente: Prof.ssa Paola Marrazzi.
METODO: analisi testuale dei testi letterari, individuazione delle principali figure retoriche
(oxymore, enjambement, hyperbole, métaphore, comparaison, méthonymie, allitération, assonance,
gradation, accumulation, anaphore, etc) mise en relief dei campi lessicali, del lessico e delle
strutture grammaticali e sintattiche attraverso l’analisi dei testi.
E’ da evitare la parafrasi (come previsto dalla metodologia francese).
Valutazione e verifiche: durante il corso dell’anno la classe ha effettuato sei prove di verifica, tipo
terza prova con due o tre domande, che vertevano essenzialmente sull’analisi testuale dei
documenti letterari proposti in classe o su problematiche letterarie, da argomentare, con
riferimenti precisi ai testi studiati.
La valutazione è stata espressa in decimi: 60\100 grammatica, sintassi, ortografia, lessico e
esposizione corretta in lingua francese; 40\100 metodo e pertinenza nelle risposte ai quesiti richiesti.
Programma di letteratura.
Dal testo: “FRANÇAIS LITTERATURE ET METHODE” volume II, edizione Zanichelli.
Conoscenza delle seguenti correnti letterarie:
LE ROMANTISME
LE REALISME
LE NATURALISME
LE SYMBOLISME
LE DECADENTISME
L’EXISTENTIALISME
Le XIXème siècle.
Origines des mouvements romantiques en Europe et en France/La bataille romantique/L’arrivée du
Réalisme et du Naturalisme/la fin du Naturalisme/le Parnasse/Le Symbolisme ( les poètes maudits) et le
Décadentisme.
Les focalisations dans le roman français du XIXème siècle.
Etude des auteurs, des problématiques et des textes littéraires.
MADAME de STAEL.”DE l’ALLEMAGNE” 1810. pag 319.
CHATEAUBRIAND “RENE” 1802.( Voir la photocopie).
LAMARTINE “LES MEDITATIONS POETIQUES” “Le Lac” 1820 pag 328
VICTOR HUGO “LES CONTEMPLATIONS” “La mort de Léopoldine” 1847 pag.411
STENDHAL “LE ROUGE ET LE NOIR” ”Une rencontre” 1830 pag 353.
BALZAC “LE PERE GORIOT” “La soif de parvenir” 1835. ( Voir la photocopie)
FLAUBERT “MADAME BOVARY”1857. ”La déception d’Emma”.( photocopie)
ZOLA “GERMINAL” “LA grève des mineurs” 1885 pag 474
HUYSMANS “ A REBOURS”(quelques détails sur le roman.)
LES POETES MAUDITS:
BAUDELAIRE “LES FLEURS DU MAL” “Spleen” 1857.pag 444
BAUDELAIRE” L’albatros” 1857 pag 438.
BAUDELAIE “ Correspondances” 1857 pag 439.
VERLAINE “POEMES SATURNIENS” ”Mon reve familier” 1866 pag.455
VERLAINE “ FETES GALANTES” “ Clair de Lune” 1869 pag 457.
RIMBAUD: “ Les lettres du voyant” 1870 à Paul Demeny et Georges Izambard.
RIMBAUD “MA Bohème” 1870 pag 465.
RIMBAUD “Le dormeur du val” 1870.( voir photocopie)
Le XXème siècle.
La Belle époque, le début du siècle, la période entre les deux guerres, quelques références au nazisme et à
la résistance en France.
Etude des auteurs, des problématiques et des textes littéraires,
MARCEL PROUST “DU COTE DE CHEZ SWANN” “La Madeleine” 1913.pag.544
CAMUS “L’ETRANGER” “Aujourd’hui maman est morte” 1942.pag 632
SIMONE DE BEAUVOIR “Mémoires d’une jeune fille rangée” 1958.pag 689
JEAN PAUL SARTRE ET L’EXISTENTIALISME.
LE THEATRE DE L’ACTUALISATION: JEAN ANUOILH “Antigone” 1944.pag 621.
LE THEATRE DE L’ABSURDE: SAMUEL BACKETT : “ En attendant Godot” 1957 pag 680.
Lecture de la pièce de Jean Anouilh: “Antigone”.
Torino, 15 maggio 2014
L’insegnante
Prof.ssa Paola Marrazzi
I rappresentanti di classe:
…………………………….
LICEO SCIENTIFICO “P. GOBETTI”
DOCENTE: ELEONORA GIGLIONE
CLASSE VA
DISCIPLINA: STORIA
ANNO SCOLASTICO 2013/2014
PROGRAMMA ANALITICO E PRINCIPALI ARGOMENTI
L’età dell’imperialismo:
Concentrazioni e monopoli. La conquista coloniale in Africa e Asia. L’evoluzione del capitalismo
durante la seconda rivoluzione industriale. La società di massa tra ascesa del socialismo e spinte
nazionalistiche. Il mondo cattolico e il proletariato. Dalla belle époque alla guerra mondiale.
Letture.
L’Italia dalla Sinistra storica alla prima guerra mondiale
Destra e Sinistra postunitarie (dispense del docente)
Il governo della Sinistra (p. 536-552)
Il trasformismo. Agricoltura e industria negli anni ’80. Protezionismo ed emigrazione di massa. La
nascita del Partito socialista. La repressione delle rivendicazioni popolari. La politica coloniale. La
crisi di fine secolo.
L’età giolittiana
La strategia politica di Giolitti. La collaborazione politica con i socialisti riformisti. La crescita
industriale. Il sistema giolittiano. La guerra di Libia. La riforma elettorale e il Patto Gentiloni.
Letture e dispense del docente.
La prima guerra mondiale:
Le origini del conflitto. La dinamica militare del conflitto. Letture.
L’Italia dal 1914 al 1918:
Il problema dell’intervento. L’Italia in guerra. Letture.
Il comunismo in Russia
Le conseguenze della prima guerra mondiale. Il leninismo dal comunismo di guerra alla Nep. Lo
stalinismo e la pianificazione economica. Le “purghe”. Letture.
Il fascismo in Italia
Le conseguenze della prima guerra mondiale. Il fascismo da movimento a partito. La fase “legale”
del fascismo e la dittatura. Corporativismo e autarchia. L’imperialismo fascista. L’alleanza con
Hitler e la rottura con le potenze democratiche. Letture.
Il nazionalsocialismo in Germania
Le conseguenze della prima guerra mondiale in Germania. Il nazismo tra populismo sociale e
antisemitismo. La complicità della classe militare e la debolezza della socialdemocrazia. L’ascesa
elettorale del NSDAP e il cancellierato hitleriano. Le leggi razziali e la politica estera (lo “spazio
vitale”). Il fallimento della Conferenza di Monaco e le annessioni naziste. Letture.
La Grande Crisi del 1929 e le democrazie occidentali
I ruggenti anni Venti negli Stati Uniti. L’industria americana negli anni Venti. L’inizio della
Grande Depressione. Dimensioni e significato storico della crisi. Il New Deal. La crisi dello Stato
liberale classico. L’incontro di liberalismo e democrazia. La nuova organizzazione del lavoro.
Letture.
La seconda guerra mondiale
Le origini del conflitto. La dinamica della guerra. Lo sterminio ebraico. Letture
L’Italia nella seconda guerra mondiale:
La non belligeranza. L’intervento. La guerra parallela. Le sconfitte del 1942-43. Il fronte interno:
scioperi del marzo 1943. Lo sbarco in Sicilia degli Alleati. La caduta del fascismo (25 luglio 1943).
L’armistizio dell’8 settembre. La Repubblica Sociale Italiana. La svolta di Salerno. Il problema
dell’insurrezione popolare. La Resistenza nel Nord Italia. Le stragi dell’estate 1944. La fine della
guerra in Italia. Letture.
L’ordine bipolare e l’Italia Repubblicana:
La conferenza di Yalta. La nascita dell’Onu. La dottrina Truman. Il Piano Marshall. Il blocco di
Berlino. La nuova Repubblica Italiana.; la Costituzione. Le elezioni del 1948. Le democrazie
popolari. Il XX Congresso del Pcus. La rivolta ungherese del 1956. La Francia di De Gaulle e
l’Europa del Mercato Comune. La “caccia alle streghe” negli Usa. Il muro di Berlino. La crisi dei
missili a Cuba. La protesta studentesca negli Stati Uniti. Il Sessantotto in Europa.
Sono possibili, per ogni argomento trattato, ulteriori letture e approfondimenti individuali.
Metodologia: lezione frontale; discussione e analisi di un fenomeno storico e/o di un tema
storiografico mediante lettura e commento di fonti scritte e iconografiche, brani di opere
storiografiche rilevanti, articoli di giornale. Discussione di argomenti tratti dall’attualità mediante
confronto e ricerca di analogie e differenze rispetto a eventi e fenomeni del passato; eventuale
visione e discussione di filmati e documentari di argomento storico.
Verifiche: scritte (trattazione sintetica di argomenti in classe e a casa; tema in classe e a casa) e
orali, tendenti a valutare la capacità di orientamento critico dell’alunno. Il numero delle prove non
è inferiore a due per il trimestre e per il pentamestre.
Criteri di valutazione: sono adottati i criteri previsti dal POF.
Letture e approfondimenti concordati con il docente.
MANUALE: DE BERNARDI-GUARRACINO, LA CONOSCENZA STORICA 2-3, MANUALE E
TESTI STORIOGRAFICI, B.MONDADORI.
METODI E STRUMENTI DIDATTICI
STORIA: LEZIONI FRONTALI; SUGGERIMENTI METODOLOGICI PER LO STUDIO
INDIVIDUALE; LETTURA E COMMENTO DI BRANI E DOCUMENTI STORIOGRAFICI
METODI E STRUMENTI DI VERIFICA
STORIA: VERIFICHE SCRITTE E VERIFICHE ORALI, TENDENTI A VALUTARE LA
CAPACITÀ DI
ORIENTAMENTO CRITICO DELL’ALUNNO. IL NUMERO DELLE PROVE NON SARÀ
INFERIORE A DUE PER IL TRIMESTRE, TRE PER IL PENTAMESTRE
5. CRITERI DI VALUTAZIONE
Sono adottati i criteri previsti dal POF d’Istituto.
Torino, 15 maggio 2014
Il Docente
Eleonora Giglione
LICEO SCIENTIFICO “P. GOBETTI”
DOCENTE: ELEONORA GIGLIONE
CLASSE VA
DISCIPLINA: FILOSOFIA
ANNO SCOLASTICO 2013/2014
PROGRAMMA ANALITICO E PRINCIPALI ARGOMENTI
Kant
La Critica della Ragion Pura. Il problema fondamentale. I giudizi sintetici a priori. L’Estetica
trascendentale. L’Analitica: categorie, schemi, principi dell’intelletto. La Dialettica: le tre idee
metafisiche. La nuova concezione della metafisica. Letture. Critica della Ragion Pratica: il
problema fondamentale. L’incondizionatezza e la formalità della legge morale. Autonomia ed
eteronomia della ragion pratica. I postulati della ragion pratica e la “fede morale”. Letture.
Dal kantismo all’idealismo: Fichte
I critici immediati di Kant e il dibattito sulla cosa in sé. Fichte: la Dottrina della Scienza e i suoi tre
principi. La struttura dialettica dell’io. La dottrina morale. La filosofia politica di Fichte (lo Statonazione e la missione civilizzatrice della Germania).
Schelling
L’Assoluto come indifferenza di spirito e natura; le critiche a Fichte. La filosofia della natura: la
struttura finalistica e dialettica del reale. L’idealismo trascendentale.
Hegel
La vita. Gli scritti. I capisaldi del sistema. Idea, natura e spirito. Le partizioni della filosofia. La
dialettica. La critica alle filosofie precedenti (Hegel e Kant; Hegel e i romantici; Hegel e Fichte;
Hegel e Schelling).
La Fenomenologia dello Spirito
Un “romanzo” della coscienza. Coscienza e Autocoscienza (signoria e servitù; stoicismo e
scetticismo; la coscienza infelice).
L’Enciclopedia delle scienze filosofiche
La logica (limitatamente alla definizione della logica hegeliana, alla tripartizione generale essereessenza-concetto, alla dialettica essere-nulla-divenire). La filosofia della natura (tranne le varie
triadi specifiche) La filosofia dello Spirito. Lo spirito soggettivo. Lo spirito oggettivo (il diritto
astratto; la moralità; l’eticità). La filosofia della storia. Lo spirito assoluto (l’arte; la religione;
filosofia e storia della filosofia). Letture.
Schopenhauer
Vita e scritti. Radici culturali del sistema. Il mondo della rappresentazione come “velo di Maya”.
La scoperta della via d’accesso alla cosa in sé. Caratteri e manifestazioni della volontà di vivere. Il
pessimismo. Le vie della liberazione dal dolore (L’arte; l’etica della pietà; l’ascesi). Letture.
Kierkegaard
Vita e scritti. L’esistenza come possibilità e fede. La verità del “singolo”: il rifiuto dell’hegelismo e
l’”infinita differenza qualitativa” fra l’uomo e Dio. Gli stadi dell’esistenza (La vita estetica e la vita
etica; la vita religiosa). L’angoscia. Disperazione e fede. Letture.
La Sinistra hegeliana
Destra e Sinistra hegeliana caratteri generali.
Marx
Vita e opere. Caratteristiche del marxismo. La critica al “misticismo logico” di Hegel. La critica
della civiltà moderna e del liberalismo: emancipazione “politica” e “umana”. L’alienazione.
L’interpretazione della religione in chiave sociale. La concezione materialistica della storia
(dall’ideologia alla scienza; struttura e sovrastruttura; la dialettica della storia; la critica agli
“ideologi” della Sinistra hegeliana). Il Manifesto del partito comunista. Il Capitale (economia e
dialettica; merce, lavoro e plusvalore; tendenze e contraddizioni del capitalismo). La rivoluzione e
la dittatura del proletariato. Le fasi della futura società comunista. Letture.
Nietzsche
Vita e scritti. Filosofia e malattia. 3. Nazificazione e denazificazione. Il periodo giovanile (Tragedia
e filosofia). Il periodo “illuministico” (il metodo genealogico e la filosofia del mattino; la “morte di
Dio” e la fine delle illusioni metafisiche: aforisma 125 Gaia Scienza). Il periodo di Zarathustra (il
superuomo; l’eterno ritorno). 9. L’ultimo Nietzsche (il crepuscolo degli idoli etico-religiosi e la
“trasvalutazione dei valori”; la volontà di potenza). Letture.
La rivoluzione psicoanalitica: Freud
1. Dagli studi sull’isteria alla psicoanalisi. 2. La realtà dell’inconscio e i modi per accedervi. La
scomposizione psicoanalitica della personalità. I sogni. La teoria della sessualità e il complesso
edipico. La religione e la civiltà. Letture.
Gli sviluppi della psicoanalisi: Jung.
Il nuovo concetto di “libido”. L’inconscio collettivo. Gli archetipi dell’umanità.
Lo spiritualismo, Bergson
Vita e scritti. Tempo, durata e libertà. Il rapporto tra spirito e corpo. Lo slancio vitale. Istinto,
intelligena e intuizione. Società, morale e religione.
La fenomenologia: Husserl
Vita e scritti. L’atteggiamento fenomenologico. L’intenzionalità e l’io. La crisi delle scienze
europee.
L’esistenzialismo: Heidegger
Vita e scritti. Essere ed esistenza. L’essere-nel-mondo. L’esistenza inautentica. L’esistenza
autentica. Il tempo e la storia. Essere e tempo.
Sartre
Vita e scritti. Esistenza e libertà. Dalla “nausea” all’”impegno”. La critica della ragione dialettica.
LICEO SCIENTIFICO STATALE “Piero Gobetti”
Via Maria Vittoria n° 39 Bis Torino
Anno Scolastico 2013 - 2014
Disegno e Storia dell’Arte professor Alessandro Perri
Programmazione consuntiva per la classe 5A
Storia dell'Arte
Libri di Testo:
BONA CASTELLOTTI M.
Storia dell’arte – opere, protagonisti, tecniche
Vol. 4 Dal Seicento all’Impressionismo
Vol 5: Da Cezanne ai giorni nostri
Electa Scuola
Modulo A1: Neoclassicismo in Italia, Francia e
Spagna
PERIODO: trimestre
UNITA’ DIDATTICHE
1. L’architettura Neoclassica: Etienne-Louis Boulée – progetto per il Cenotafio di
Newton Claude-Nicolas Ledoux – progetto per la Casa delle guardie campestri
Giuseppe Valadier – Piazza del Popolo a Roma Giuseppe Piermarini – Teatro alla
Scala a Milano, Villa Reale di Milano Giovanni Antonio Antolini – Foro Bonaparte a
Milano Leopoldo Laperuta – Foro Murat/Foro Ferdinandeo a Napoli
2. La scultura Neoclassica: Antonio Canova – Dedalo e Icaro, Monumento funebre a
Clemente XIV, Monumento funebre a Clemente XIII, Monumento funebre a Maria Cristina
d’Austria, Paolina Borghese, Amore e Psiche
3. La pittura Neoclassica: Jacques Louis David – Il giuramento degli Orazi, La morte
di Marat, Le Sabine, Bonaparte che valica il Gran San Bernardo
Andrea Appiani – Apoteosi di Napoleone
4. Francisco Goya: pittore fuori da ogni tendenza – Caprichos (Il sonno della ragione genera
mostri), La famiglia di Carlo IV, La fucilazione del 3 maggio 1808, Pinturas negras (Il Sabba
delle streghe), La lattaia di Bordeaux
Modulo A2: Romanticismo in
Germania, Francia e Italia
PERIODO: trimestre
UNITA’ DIDATTICHE
1. Caspar David Friedrich – Viandante sul mare di nebbia, Le bianche scogliere di Rügen,
Mare di ghiaccio, Le tre età
2. Thèodore Gericault – Soggetti militari, La zattera della Medusa, Teste di giustiziati, ritratti
di Alienati
3. Eugène Delacroix – Massacro di Scio, La morte di Sardanapalo, La Libertà guida il popolo,
Donne di Algeri
4. Francesco Hayez – I Vespri siciliani, ritratto di Alessandro Manzoni, , Il Bacio, Gli ultimi
momenti del Doge Marin Faliero sulla scala detta del piombo
Modulo A3: Realismo in Francia
PERIODO: trimestre
UNITA’ DIDATTICHE
1. Gustave Courbet – Funerale a Ornans, L’atelier del pittore, Gli spaccapietra
2. Jean-François Millet – Il seminatore, Le spigolatrici, L’Angelus
3. Honoré Daumier - Vagone di terza classe, caricature e stampe
4. Corot – Il ponte di Mantes, La cattedrale di Chartres e la scuola di Barbizon
Modulo A5: L’Impressionismo
PERIODO: trimestre
UNITA’ DIDATTICHE
1. Claude Manet – La colazione sull’erba, Il pifferaio, Olympia, Il balcone, ritratto di Emile
Zola, La gare de St. Lazare, Argenteuil
2. Eduard Monet – Impressione levar del sole, Barche ad Argenteuil, Gare de St. Lazare,
Donne in giardino, La Cattedrale di Rouen, Lo stagno delle ninfee
3. Pierre-Auguste Renoir – Il palco, Il Moulin de la Gallette, Colazione dei canottieri
4. Edgard Degas – La famiglia Bellelli, Ballet, La ballerina nello studio del fotografo,
L’Assenzio, La Tinozza
Modulo A6: Il Postimpressionismo
PERIODO: trimestre /
pentamestre
UNITA’ DIDATTICHE
1. Henri de Toulouse-Lautrec – Addestramento delle nuove arrivate da parte di
Valentin-le-Désossé, le affichès (Jane Avril e Moulin Rouge – La Goulue), Il Salon della
Rue de Moulins, In una saletta privata al Rat Mort
2. Pointillisme (o Neoimpressionismo): George Seurat – Una domenica pomeriggio all’isola
della Grande Jatte, Le modelle, La parade du cinque, Le cirque
Paul Signac – Il pino di Bertaud
3. Paul Gaugin – Paesaggio bretone con alghe, La visione dopo il sermone, Il viale degli
Alyscamps, Ta matete, L’oro dei loro corpi
4. Vincent Van Gogh – I mangiatori di patate, La camera dell’artista ad Arles, Vaso con
girasoli, Notte stellata, Campo di grano con volo di corvi
5. Paul Cézanne – La casa dell’impiccato a Auvers, Natura morta con tenda e brocca a
fiori, I giocatori di carte, Donna con caffettiera, Mont Sainte-Victoire visto da Le Lauves,
Le grandi bagnanti
Modulo A7: Il Simbolismo, Pont Aven e i Nabis
PERIODO: pentamestre
UNITA’ DIDATTICHE
1. Simbolismo: Gustave Moreau – L’apparizione (Salomé)
Odilon Redon – Il Fiore Ciclope (Le origini)
2. Edvard Munch precursore del Novecento – Malinconia, Bambina malata, Il grido, Danza
della vita, Autoritratto tra il letto e l’orologio
3. La confraternita Nabis: Paul Sèrusier – Paesaggio al Bois d’Amour (“Il Talismano”)
Pierre Bonnard – La partita di croquet Maurice Denis – Le muse nel bosco sacro
Modulo A8: I Macchiaioli
PERIODO: pentamestre
UNITA’ DIDATTICHE
1. Giovanni Fattori – In vedetta, Il campo italiano dopo la battaglia di Magenta,
La rotonda Palmieri
2. Silvestro Lega – Un dopopranzo (o Il pergolato), La visita
3. Telemaco Signorini – Pascoli a Castiglioncello
Modulo A9: Il Divisionismo
PERIODO: pentamestre
UNITA’ DIDATTICHE
1. Gaetano Previati – Maternità, I funerali di una vergine
2. Giovanni Segantini – Ave Maria a trasbordo, Le cattive madri, Trittico della Natura: La
Vita, La Natura, La Morte
3. Pelizza da Volpedo – Fiumana, il Quarto Stato
Modulo A10: L’architettura in Europa nella
seconda metà dell’Ottocento
PERIODO: pentamestre
UNITA’ DIDATTICHE
1. L’architettura in Europa e le nuove tecniche costruttive - Joseph Paxton –
Crystal Palace a Londra Gusteve-Alexandre Eiffel – Tour Eiffel a Parigi
3. Eclettismo in architettura: Giuseppe Mengoni – Galleria Vittorio Emanuele II a Milano
Alessandro Antonelli – Mole Antonelliana a Torino
Modulo A11: L’Art Nouveau
PERIODO: pentamestre
UNITA’ DIDATTICHE
1. Decorazione e arredamento d’interni: Victor Horta – Bow-window di Casa Tassel
a Bruxelles
2. Arredo urbano: Hector Guimard - Ingresso del Métro di Parigi
3. Pittura: Gustave Klimt - Giuditta I, Il fregio di Beethoven, Il bacio
4. Architettura in Belgio e Austria: Victor Horta - Maison du Peuple a Bruxelles
Joseph Hoffman – Palazzo Stoclet a Bruxelles
Otto Wagner – Stazione metropolitana di Karlsplatz a Viennna
Joseph Maria Olbrich – Palazzo della Secessione e Palazzo dell’esposizione a Vienna
5. Architettura in Scozia, Italia e Spagna: _Charles Rennie Mackintosh – Scuola
d’Arte di Glasgow
Raimondo D’Aronco – La Rotonda dell’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa di
Torino del 1902
Antonio Gaudì – Casa Milà (“La Pedrera”),Casa Batlló, Sagrada Famiglia a Barcellona
Modulo A12: Le Avanguardie del primo
Novecento
PERIODO: pentamestre
UNITA’ DIDATTICHE
1. L’Espressionismo: Henry Matisse – Donna con cappello,La stanza rossa, La danza,
Nudo rosa, Nudo blu
Ernst Loudwig Kircher – Entrando in mare, Scene di strada
Berlinese
Egon Schiele – L’abbraccio, La famiglia,
autoritratti
2. Il Cubismo: Pablo Picasso – La vita, I saltimbanchi, Les Demoiselles d’Avignon,
ritratto di Ambroise Vollard, nature morte, Guernica
Geoger Braque – Pianoforte e mandola, Piatto di frutta,asso di fiori
Fernand Léger – Nudi nella foresta
3. L’Astrattismo: Vasilij Kandinskij – Coppia a cavallo, Montagna, Primo acquarello
astratto, Improvvisazione 21a, Composizione IV, Composizione VIII,
Macchia rossa II, Viola dominante, Azzurro di cielo Franz Marc –
Cavallo blu
Paul Klee – Kairouan, Figura in giardino, Strada
principale e strade secondarie, Intenzione
4. Avanguardie in Arte e Architettura:
- avanguardie russe: Suprematismo (Malevich), Raggismo, Cubo-Futurismo in arte e
Costruttivismo (Tatlin) in architettura
- De Stijl o Neoplasticismo in Olanda: Piet Mondrian – Albero rosso, Albero argentato,
Composizione ovale con colori chiari, Composizione con rosso, giallo e blu, Broadway
boogie-woogie Theo Van Doesburg – Contro-composizione Thomas Gerrit Rietveld –
Casa Schröder a Utrecht, Poltrona in giallo-blu-rosso
5. Il Futurismo: Umberto Boccioni – La città che sale, Rissa in galleria, Forme uniche
nella continuità dello spazio Giacomo Balla – Dinamismo di un cane
al guinzaglio Antonio Sant’ Elia – La città nuova
Fortunato Depero – il teatro, la moda e l’arredamento
PROGRAMMAZIONE CHE SI PRESUME POTER SVOLGERE
ENTRO LA FINE DELL’ANNO SCOLASTICO
Modulo A12: Le Avanguardie del primo
Novecento
PERIODO: pentamestre
UNITA’ DIDATTICHE
6. La Metafisica: Giorgio De Chirico – Il grande metafisico, Ettore e Andromaca, Le
muse inquietanti
Carlo Carrà – La musa metafica
7. Il Dadaismo: Marcel Duchamp – Ruota di bicicletta, L.H.O.O.Q., Il grande vetro
Man Ray – Rayogramma, Caveau, Le violon d’Ingres
8. Il Surrealismo: Max Ernst – L’Europa dopo il diluvio Juan Mirò – Carnevale di
Arlecchino, Ballerina spagnola René Magritte – Il tradimento delle
immagini (Ceci n’est pas une pipe), Golconde
Salvador Dalì – Persistenza della memoria
9. La Scuola di Parigi: Marc Chagall – La passeggiata, Il cantico dei cantici, Mosè riceve
le tavole della legge Amedeo Modigliani – Testa, Jeanne
Hébuterne in poltrona, Nudo dagli occhi chiusi con collana
Modulo A13: Architettura e Design tra le due
Guerre in Europa e negli Stati
Uniti d’America
PERIODO: pentamestre
UNITA’ DIDATTICHE
1. La Scuola del Bauhaus: design, grafica e scenografia
2. L’Architettura Razionalista: Walter Gropius – Blocchi residenziali, Sede del
Bauhaus a Dessau
Mies van der Rohe – Padiglione per l’esposizione del 1929 a
Barcellona, Casa Tugendhat a Brno
Alvar Aalto – Sanatorio a Paimio, Biblioteca civica di Viipuri
Giuseppe Terragni - Casa del Fascio a Como
3. L’architettura Organica: Frank Lloyd Wright – Robie House, Casa Kaufmann,
Uffici Johnson
4. L’ Esprit nouveau di Le Corbusier: Villa Savoye a Poissy, Unità d’abitazione a
Marsiglia, Cappella di Notre-Dame-du-Haute a Ronchamp
USCITA DIDATTICA
PERIODO: pentamestre
TEMATICHE: Secessione Vienna,
META: Mostra “Klimt: la creazione di un mito”,
Divisionismo, Avanguardie storiche in
Museo del Novecento e percorso architettura
Italia e in Europa, Architettura
neoclassica ed eclettica di Milano (28 marzo
Neoclassica ed Eclettica a Milano
2014)
Tot. 54 h
Tot. 60 h previste
(al 15 maggio 2014)
(fino alla fine dell’anno scolastico)
Il programma di Storia dell’Arte è stato integrato, compatibilmente con le
ore a disposizione, con la produzione di schede di lettura di opere d’arte
(pittura, scultura, architettura, arti decorative) relative al periodo analizzato
nel corso delle lezioni e/o approfondimenti in forma scritto-grafica o
multimediale, utili per la stesura della Tesina da presentare all’Esame di Stato.
Verifiche e valutazione:
la verifica delle conoscenze e competenze di Storia dell’Arte è stata effettuata
attraverso prove orali e scritte: una interrogazione orale e una prova scritta
semistrutturata nel primo Trimestre e tre prove (una scritta semistrutturata e
due orali) nel Pentamestre di cui almeno una scritta semistrutturata. La
conoscenza della disciplina è stata ulteriormente valutata anche attraverso i
quesiti a risposta aperta (tipologia B) inseriti nella prima Simulazione per la
III prova dell’Esame di Stato del giorno 21 novembre 2013.
La valutazione fa riferimento alla scala di corrispondenze tra livelli di
conoscenze/competenze acquisite e voti approvata dal Collegio Docenti e agli
altri documenti sulla valutazione prodotti a livello di Dipartimento. Oltre alla
valutazione sommativa relativa alle singole prove si è tenuto conto, nei criteri
di valutazione, anche della partecipazione attiva in classe e del possesso e uso
appropriato del materiale scolastico.
Recupero e potenziamento:
in relazione al programma di Storia dell’Arte il recupero è stato effettuato in
itinere, senza pausa rispetto alla normale attività curricolare, attraverso la
predisposizione di appositi piani personalizzati. Per quanto riguarda il
potenziamento esso interesserà le eccellenze a cui è stata proposta la
partecipazione a incontri di formazione, visite di studio, partecipazione a gare
o a eventi promossi da Enti pubblici e privati e a Associazioni di Volontariato
che operano nel campo dei beni artistici, architettonici e paesaggistici (es.
Olimpiadi del Patrimonio promosse dall’ANISA e Torneo del Paesaggio
promosso dal FAI – Fondo Ambiente Italiano).
Per gli interventi di recupero/potenziamento è stata inoltre utilizzata la prima
settimana di gennaio appositamente dedicata dalla scuola a questo scopo,
prima dell’effettivo inizio del secondo periodo didattico (pentamestre).
Torino, 15 maggio 2014
I rappresentanti di classe
Prof. Alessandro Perri
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PROGRAMMA CLASSE VA
ESAME DI STATO A.S. 2013-2014
SCIENZE
Docente: Donatella Cortese
CONTENUTI
Modulo 1: Il sistema Terra
Introduzione allo studio della Terra
• le sfere della Terra: litosfera- pedosfera- idrosfera- atmosfera- biosfera
• le fonti di energia della Terra.
Modulo 2: La struttura della Terra solida
I minerali
• struttura cristallina e proprietà fisiche
• polimorfismo ed isomorfismo
• la classificazione dei minerali: silicati – minerali non silicatici.
I materiali litogenetici
• le rocce della crosta terrestre
• il ciclo litogenetico.
Il processo magmatico e le rocce ignee
• il processo magmatico: genesi ed evoluzione dei magmi
• il magma e la sua genesi
• cristallizzazione magmatica e differenziazione
• classificazione delle rocce ignee
I fenomeni vulcanici
• i meccanismi d’ innesco di un’attività vulcanica
• i prodotti dell’ attività vulcanica: attività eruttiva esplosiva ed effusiva
• stili e forme dei prodotti e degli apparati vulcanici
• manifestazioni gassose
• distribuzione geografica dell’ attività vulcanica.
Le rocce sedimentarie
• le proprietà fondamentali delle rocce sedimentarie
• le rocce sedimentarie: terrigene – carbonatiche – evaporiti
• le rocce silicee e altri gruppi minori di rocce sedimentarie.
Il processo metamorfico e le rocce metamorfiche
Petrologia del metamorfismo
• processi metamorfici
• strutture delle rocce metamorfiche
• tipi di metamorfismo: regionale – di contatto – cataclastico.
La Terra deformata
La giacitura e la deformazione del suolo
• le deformazioni delle rocce
• fattori che influenzano le deformazioni delle rocce
• diaclasi e faglie
• pieghe
• falde di ricoprimento.
I fenomeni sismici
• la teoria del rimbalzo elastico e la natura dei terremoti
• i cicli di sismicità
• l’andamento delle onde sismiche
• la valutazione della forza di un terremoto: intensità e magnitudo- effetti di un terremoto
• lettura dei sismogrammi.
Modulo 3: La struttura interna della Terra e la dinamica endogena
La struttura interna della Terra
• studio dell’interno della Terra utilizzando le onde sismiche come metodo di indagine:
modello stratificato
• differenziazione chimica e fisica degli involucri terrestri: nucleo – mantello – crosta
• il calore interno: gradiente geotermico e grado geotermico
• equilibrio gravitazionale della crosta: il principio dell’isostasia
• il magnetismo terrestre e il paleomagnetismo.
Dalla deriva dei continenti all’ espansione dei fondali oceanici
• continenti alla deriva
• la teoria di Wegener e le prove a sostegno
• morfologia del fondo oceanico
• espansione del fondo oceanico: sua ipotesi e caratteristiche
• la struttura della crosta oceanica e delle dorsali
• prove e corollari dell’ espansione oceanica: anomalie magnetiche, flusso di calore, etàprofondità dei sedimenti oceanici, faglie trasformi.
Tettonica delle placche ed orogenesi
• la tettonica delle placche: concetti generali - i margini- i movimenti delle placche
• i tre tipi di margini: continentali passivi – continentali trasformi – continentali attivi ( la
fossa, la zona di subduzione, l’ intervallo arco-fossa, l’ arco magmatico e l’area di retroarco;
punti caldi e pennacchi
• sismicità e vulcanesimo associati al moto delle placche.
L’orogenesi
• il meccanismo orogenetico
• i modelli orogenetici: orogenesi da collisione con la formazione della catena Himalayana orogenesi da attivazione - orogenesi per accrescimento crostale
• aree morfostrutturali dei continenti: i cratoni, gli orogeni, la formazione delle pianure
antistanti e le catene montuose.
Progetto museo del gesso
Discipline: Arte- Scienze
Parte teorica
Struttura molecolare del gesso e sue caratteristiche
Cambiamenti molecolari del gesso: prima e dopo la cottura
Possibilità di utilizzo in campo edilizio ed artistico.
Parte pratica
Visita al Museo del gesso a Moncucco Torinese.
Visita alla fabbrica Fassa Bortolo per la produzione dei pannelli in cartongesso e le verifica in
laboratorio delle loro caratteristiche fisiche: durezza, idrorepellenza e resistenza al fuoco.
Visita alla cava di estrazione del gesso.
Attività di laboratorio di due ore in sede, volta alla fabbricazione di calchi in gesso e alla loro
lavorazione artistica.
Torino, 7 Maggio 2014.
La Docente
I Rappresentanti di classe
LICEO SCIENTIFICO "P. GOBETTI"
A.S. 2013-14
Prof. Labasin Sara
Classe V sez. A
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PROGRAMMA DI MATEMATICA
FUNZIONI E LIMITI
Ripasso: Funzioni e loro proprietà. Dominio e codominio. Zeri, segno e simmetrie
Limiti e Continuità:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Definizione di limite.
Verifica di limite (i 4 casi).
Continuità e discontinuità di una funzione.
Teorema dell'unicità del limite (con dim.); Teorema della permanenza del segno (con dim.);
Teorema del confronto (con dim).
Operazioni sui limiti. Limite della somma algebrica di funzioni (con dim.).
Limite del prodotto di due funzioni (con dim.).
Limite del quoziente di due funzioni (con dim.).
Limite della radice di una funzione.
Limiti delle funzioni razionali.
Limiti delle funzioni composte.
Forme indeterminate.
Limiti notevoli.
Infiniti e loro confronto.
Teorema di esistenza degli zeri.
Teorema di Weierstrass.
Discontinuità delle funzioni: classificazione.
Ricerca degli asintoti: orizzontali, verticali e obliqui
Grafico probabile di una funzione.
DERIVATE E STUDIO DI FUNZIONI
Derivate:
•
Il problema della tangente.
•
•
•
•
Rapporto incrementale.
Derivata. Significato geometrico della derivata.
Punti stazionari. Punti di non derivabilità.
Continuità delle funzioni derivabili (con dim.).
•
•
•
•
•
•
•
Derivate fondamentali.
Teoremi sul calcolo delle derivate. (somma, prodotto, reciproco, quoziente; con dim.)
Derivata di funzione composta.
Derivata della funzione inversa.
Retta tangente in un punto al grafico di una funzione.
Derivate di ordine superiore.
Differenziale di una funzione.
Teoremi del calcolo differenziale
•
•
•
•
Teorema di Rolle (con dim.).
Teorema di Lagrange (con dim.).
Teorema di Cauchy(con dim.)
Teorema di De L’Hopital. (con dim.)
•
•
•
•
•
Massimi e minimi relativi.
Punti di flesso e concavità di una curva.
Ricerca dei massimi e dei minimi relativi.
Ricerca dei punti di flesso.
Problemi di massimo e minimo.
Lo studio delle funzioni
INTEGRALI
Integrali
•
•
•
•
Integrale indefinito. L’integrale indefinito come operatore lineare.
Integrazioni immediate.
Integrazione delle funzioni razionali fratte
Integrazione per sostituzione e per parti.
•
•
•
•
Introduzione al concetto di integrale.
Integrale definito di una funzione continua.
Proprietà degli integrali definiti.
Teorema della media (con dim.).
Torino,
maggio 2014
L'insegnante incaricata
I rappresentanti degli studenti
LICEO SCIENTIFICO "P. GOBETTI"
A.S. 2013-14
Prof. Labasin Sara
Classe V sez. A
______________________________________________________________
ELETTROMAGNETISMO
Elettrostatica: Fenomeni elettrostatici. La legge di Coulomb. Il concetto di campo elettrico. Il vettore
campo elettrico. Le linee di campo. Il flusso del campo elettrico attraverso una superficie piana. Il
teorema di Gauss per il campo elettrico.
Energia potenziale elettrica, potenziale elettrico, differenza di potenziale. Carica, campo, potenziale di
una sfera conduttrice. Capacità elettrica e condensatori. Collegamenti in serie e in parallelo di
condensatori, capacità equivalente.
Corrente continua: Portatori di carica nei solidi, conduttori e isolanti. Intensità di corrente. Circuiti
elettrici e componenti. Leggi di Ohm. Resistenza e resistività. Resistori in serie e in parallelo, resistenza
equivalente. Energia associata ad una corrente. La potenza nei conduttori. Portatori di carica nei solidi
semiconduttori. semiconduttori drogati. Il diodo a giunzione.
Campo Magnetico: Fenomeni magnetici. Intensità del campo magnetico. Le linee del campo
magnetico. Analogie e differenze tra campo magnetico e campo elettrico. Origine del campo
magnetico a livello microscopico. La forza esercitata da un campo magnetico su un filo percorso da
corrente. Applicazioni: il motore elettrico. Il campo magnetico generato da un filo percorso da
corrente. Il campo magnetico generato da una spira percorsa da corrente. Il campo magnetico generato
da un solenoide percorso da corrente. Flusso del campo magnetico. Forza di Lorentz. Il moto di una
carica in un campo magnetico uniforme.
Induzione elettromagnetica: Le correnti indotte: dati sperimentali. Il flusso del campo magnetico
attraverso la superficie del circuito. La legge di Faraday-Newmann e la forza elettromotrice indotta.
La legge di Lenz. Il flusso autoconcatenato e l’autoinduzione. L’induttanza. Calcolo dell’induttanza di
un solenoide. Le correnti autoindotte di chiusura e di apertura. L’alternatore. La f.e.m. alternata. La
corrente alternata. I valori efficaci della f.e.m. e dell’intensità in circuiti a corrente alternata. Il circuito
RLC: impedenza; condizione di risonanza.
Le equazioni di Maxwell e le onde elettromagnetiche. Il campo elettrico indotto. Relazione tra la
circuitazione del campo elettrico indotto e la legge di Faraday-Neumann. L’intuizione di Maxwell: il
termine mancante e la corrente di spostamento. Le equazioni di Maxwell (nel caso generale e nel caso
statico). Conseguenze delle equazioni di Maxwell: il campo elettromagnetico; la propagazione
attraverso onde elettromagnetiche. Lo spettro elettromagnetico.
Libro di testo:
P. Marazzini, M.E. Bergamaschini, L. Mazzoni, Fenomeni e Fisica, Ed. Minerva Scuola
LICEO SCIENTIFICO GOBETTI TORINO
PROGRAMMA SVOLTO 2013/14
EDUCAZIONE FISICA
CLASSE V A
TEST MOTORI:
Definizione di test
Caratteristiche fondamentali
Obiettivi principali
Batteria di test
Trasformazione delle misure grezze in percentili
Confronto dei dati a distanza di tempo
PRESTAZIONE MOTORIA
Fattori della prestazione
Condizionamento motorio
Rapporto capacità/abilità
Capacità condizionali: forza – rapidità – resistenza
Capacità coordinative: apprendimento – controllo – trasformazione
Incremento e verifica della prestazione di resistenza aerobica
Diagnosi, prognosi e controllo della prestazione di resistenza aerobica attraverso il test di
Cooper
Mobilità articolare
Metodi di formazione e di sviluppo
Incremento e verifica della prestazione di mobilità articolare
Diagnosi, prognosi e controllo della prestazione di mobilità articolare attraverso il test di
flessibilità del rachide
METODOLOGIA DELL’ALLENAMENTO
Meccanismo aerobico e suo funzionamento
Meccanismo anaerobico alattacido e suo funzionamento
Meccanismo anaerobico lattacido e suo funzionamento
Concetto di soglia
Soglia aerobica
Soglia anaerobica
La frequenza cardiaca e l’uso del cardiofrequenzimetro
Principali metodologie di lavoro: lavoro continuo – circuit training – lavoro a navetta –
prove ripetute
L’organizzazione del riscaldamento nelle sue fasi caratterizzantI
SPORT E TATTICA: PALLAVOLO
Principali regole del gioco
Differenze tra la pallavolo scolastica e quella evoluta
Falli di posizione
caratteristiche del palleggiatore
caratteristiche dello schiacciatore-ricevitore
caratteristiche del centrale
caratteristiche dell’opposto
caratteristiche del libero
ricezioni con cambio d’ala
TECNICA E SPORT
Atletica Leggera: aspetti storici del salto in alto; tecnica dello scavalcamento ventrale;
tecnica dello scavalcamento dorsale (Fosbury); considerazioni e differenze
Pallamano: dal gioco presportivo al gioco gioco codificato; il tiro in sospensione; la difesa a
zona e la circolazione di palla.
Football Americano: dal semplice lancio-presa al gioco al tocco, con corsa e contrattacco.
Calcio a cinque: aspetti regolamentari e pratica
SPORT E SALUTE
concetto di doping
classi di sostanze proibite
stimolanti e amfetamine
narcotici e morfina
agenti anabolizzanti: steroidi e beta 2 agonisti
diuretici
ormoni peptidici e glicoproteici: ormone della crescita e Epo
classi di sostanze soggette a restrizione d’uso
integratori
testimonianze
visione del reportage di Rai Tre “Un calcio in bocca”, su SLA e doping
incontro con un ricercatore universitario sul tema “bioetica e sport”.
SPORT E STORIA
Lo sport in Europa negli anni ’30: laboratorio attraverso sei differenti storie di atleti del
periodo
Partecipazione alla mostra “Lo sport sotto il fascismo e il nazismo”, presso il Museo Diffuso
della Resistenza di Torino.
Fabrizio BELLONE
RELAZIONI FINALI
Liceo scientifico statale Piero Gobetti
Torino
Esame di Stato a.s. 2013-14
Religione
Relazione
classe 5 A
Il gruppo classe ha partecipato in modo costante e costruttivo allo sviluppo del lavoro
programmato. Notevole interesse hanno suscitato le tematiche oggetto di attenzione
pluridisciplinare. Soddisfacente il livello di competenza raggiunto. La capacità di riflettere,
rielaborare con spirito critico e giudicare con autonomia sono maturate nel corso dei cinque anni in
modo graduale apparendo oggi discrete.
L’insegnante Paola Giani
Torino, 15 maggio 2014
LICEO SCIENTIFICO STATALE “Gobetti” – TORINO
RELAZIONE CLASSE VA
ITALIANO – LATINO
ANNO SCOLASTICO: 2013 -2014
La conoscenza della classe è avvenuta a partire dal secondo anno del triennio. La situazione riscontrata
inizialmente evidenziava diffuse carenze nella preparazione di Latino e scarse conoscenze relative alla
produzione testuale in Italiano. In IV si sono dovute recuperare parti del programma di Latino previste nel
corso del II e III anno di Liceo. E’ stata ripresa quasi interamente la morfologia, sotto forma di ripasso, e
affrontata la sintassi dei casi. La ripresa e l’introduzione di argomenti non svolti nel primo anno del
triennio hanno costituito un motivo di rallentamento nello svolgimento del programma previsto per la IV.
Tuttavia, grazie alla consapevolezza della situazione e all’impegno dimostrato da una certa componente
della classe, la parte di letteratura ed autori prevista per la IV è stata affrontata interamente. Il
raggiungimento di una totale autonomia di fronte al testo latino è stato raggiunto però solo da alcuni
elementi della classe; anche nel corso della V molti allievi hanno mantenuto le difficoltà iniziali ad
orientarsi di fronte ad un testo d’autore, pertanto sanno analizzarlo nelle sue strutture essenziali solo se
guidati.
Migliori sono stati i risultati ottenuti in Italiano, sia per quanto riguarda la produzione scritta, sia nella
riproposta dei contenuti di Letteratura durante le interrogazioni orali. Una componente della classe ha
raggiunto un buon livello nella produzione scritta e sa affrontare con coerenza, senso critico e autonomia
le diverse tipologie di scrittura proposte nella I Prova dell’Esame di Stato. All’interno di questo gruppo si
segnalano alcuni casi di allievi che hanno sempre ottenuto risultati positivi e talvolta eccellenti. Altri
allievi invece non sempre riescono ad elaborare i testi della produzione scritta con interventi autonomi e
personali, possono infatti produrre testi semplici sotto il profilo argomentativo, anche se corretti
complessivamente sotto l’aspetto formale.
La classe, pur dimostrando curiosità e interesse verso gli argomenti affrontati, ha dovuto migliorare
progressivamente il livello di attenzione, la partecipazione costruttiva alle lezioni e l’autonomia nello
studio personale. La tendenza alla dispersione e alla scarsa concentrazione, aspetti più evidenti della sua
fisionomia, hanno in alcuni casi rallentato lo svolgimento dei programmi e delle diverse attività. E’
risultata comunque positiva l’interazione classe-insegnante e stimolante la richiesta da parte di alcuni
allievi di chiarimenti e approfondimenti su questioni collegate alle spiegazioni, anche se non strettamente
letterarie. Le lezioni si sono svolte in un clima sereno e attraverso il confronto e lo scambio di valutazioni
e considerazioni, sollecitate dall’insegnante, ma anche richieste dagli allievi culturalmente più curiosi e
vivaci.
Il programma delle due discipline è stato affrontato sempre a partire dalla lezione frontale, cercando, dove
possibile, di porre i testi come punto di partenza della spiegazione e della presentazione dei diversi autori.
Il programma di Italiano inserito nel comprende il periodo che va dal Romanticismo italiano a Montale;
il programma di Latino comprende una scelta di autori da Seneca ad Apuleio.
L’ultima parte del programma di Letteratura italiana, dal Dopoguerra ai giorni nostri, è stata affrontata
nell’ultima parte dell’anno e non inserita nel programma d’esame. Le letture di diversi autori del
Novecento italiani e stranieri sono state suggerite nel corso dei due anni, come integrazione e supporto di
quanto affrontato in classe. Solo alcuni allievi hanno saputo prendere spunto da tali suggerimenti per
ampliare la loro preparazione, la maggioranza si è limitata ad affrontate lo studio della letteratura sulla
base delle spiegazioni fornite in classe.
Torino, 15 maggio 2014
L’Insegnante
Daniela Tedesco
…………………………………
A.S. 2013/14
INGLESE
SITUAZIONE DELLA CLASSE 5A
La classe è abbastanza numerosa, in quanto è composta da 24 allievi/e (16 allieve e 8 allievi).
Nel corso dei 3 anni scolastici in cui sono stata insegnante nella classe, gli allievi sono abbastanza
maturati sia nell’atteggiamento in classe che nella motivazione.
Nel complesso gli studenti hanno dimostrato capacità mediamente buone e partecipazione saltuaria
alle proposte didattiche, in quanto qualcuno ha partecipato al dialogo educativo con più interesse e
coinvolgimento.
In ogni caso, la classe collabora con gli adulti e con i pari in modo costruttivo. Alcuni hanno
raggiunto una eccellente padronanza della lingua, sia nella produzione scritta che in quella orale,
mentre per alcuni invece i risultati sono stati appena accettabili e permangono ancora alcune
incertezze, in alcuni casi dovute ad uno studio non costante.
Metodologia di insegnamento
L'insegnamento, basato sull’approccio funzionale-comunicativo, è stato strutturato in unità
didattiche su tematiche inerenti la letteratura in lingua inglese ed il suo contesto storico con la
seguente scansione: motivazione degli allievi, presentazione del nuovo materiale (testo letterario),
analisi dello stesso, riflessione, contestualizzazione, produzione, espansione e valutazione.
Le modalità di lavoro hanno previsto sia lezioni frontali che partecipate, attraverso pair work e
group work.
La finalità è stata quella di acquisire un livello crescente di competenza nella comunicazione orale e
scritta attraverso attività che sviluppassero il più possibile, in modo parallelo ed integrato, le abilità
di comprensione e produzione.
Strategie impiegate
• Impiego di diversi approcci multisensoriali per soddisfare gli stili cognitivi diversi degli
studenti (per esempio, apprendimento visivo, uditivo, cinestetico, intelligenze multiple, ecc.)
• Sviluppo dell’atteggiamento di cooperazione tra pari, attraverso lavori a piccoli gruppi o a
coppie
• Schede di potenziamento/sviluppo e rinforzo e presentazioni in powerpoint
•
Drammatizzazioni, anche minime (lettura ad alta voce), per lo sviluppo di tutte le abilità,
per l’espressività e per la capacità di relazione
•
Attenzione alle caratteristiche cognitive, affettive e relazionali di ciascun studente
•
Autovalutazione da parte degli studenti e osservazione, da parte dell’insegnante, di ogni
singolo studente o di un gruppetto alla volta come base di riflessione sistematica e
ripianificazione del lavoro didattico in base ai progressi di ciascuno
Verifiche
Le verifiche svolte durante l'anno hanno avuto come obiettivo quello di valutare l'acquisizione del
materiale linguistico effettivamente presentato in classe. La tipologia delle prove è stata coerente con
quella degli esercizi utilizzati nelle lezioni con qualche variante.
Le prove scritte sono consistite in 2 o 3 risposte a domande aperte (tipologia B) e qualche domanda a
scelta multipla (tipologia C), in preparazione alla terza prova dell’esame di stato.
Sono state stabilite scale di valutazione che hanno considerato sia i contenuti e l'efficacia della
comunicazione, che la correttezza lessicale e grammaticale.
Controlli individuali relativi allo svolgimento dei compiti assegnati sono stati effettuati invece
durante ogni singola lezione, e hanno contribuito in maniera cospicua alla valutazione finale.
Le verifiche (scritte e orali) sono state almeno 3 sia nel trimestre che nel pentamestre e durante le
verifiche è stato possibile utilizzare il dizionario monolingue e bilingue.
Valutazione
La valutazione ha tenuto conto di:
-
le votazioni conseguite nelle singole prove in classe
-
le risultanze dei frequenti controlli casuali svolti relativamente all'esecuzione dei lavori
assegnati e alla partecipazione alle lezioni
-
il grado di impegno dimostrato nell'affrontare il lavoro scolastico
-
l'atteggiamento di partecipazione al dialogo educativo sia nei confronti dell'insegnante che dei
compagni
-
il grado di progresso acquisito rispetto al livello di partenza e alle capacità
-
la frequenza e le risultanze delle attività di sostegno e recupero proposte.
Attività di recupero
Sono state predisposte, quando necessarie, per il consolidamento e il sostegno prima delle verifiche,
e per il recupero, dopo le verifiche.
Risorse
Libri di testo
Sussidi audio e audiovisivi (video e film)
Laboratorio multimediale e computer
Dizionari monolingue e bilingue
Altri sussidi e materiali didattici e materiale autentico
Nel primo trimestre ci si è avvalsi della compresenza del conversatore madrelingua, Nicholas
Woelfel.
L’Insegnante
M. Emma Terrando
Relazione finale classe VA.
Disciplina: francese.
Anno scolastico 2013/2014
Docente: prof.ssa Paola Marrazzi.
Sono coordinatrice di classe dall’inizio del triennio e sono l’unica docente che conosce sudenti e
studentesse dalla classe prima; ne consegue che ho potuto perfezionare al meglio il percorso
formativo della lingua francese, potenziato in seconda da uno stage linguistico di una settimana
presso il Cavilam di Vichy; in questa occasione la classe ha seguito dei corsi di lingua, con
certificazione finale; i ragazzi sono stati ospitati presso selezionate famiglie francesi.
In quarta ho organizzato uno scambio linguistico/culturale in Bretagna, nel Finistère, a Morlaix
con il liceo: Notre Dame du Mur”, i ragazzi sono stai ospitati presso i loro corrispondenti e
viceversa i francesi sono stati ospitati presso le famiglie italiane durante il loro soggiorno a Torino.
Lo scambio, che ha proseguito anche nel c.anno scolastico con la IIIG ESABAC, ha rappresentato
per tutti gli studenti della VA non solo un arricchimento linguistico in L2, moltissimi sono in
contatto ancora oggi con i loro corrispondenti, ma soprattutto un’esperienza unica ed un grande
arricchimento umano.
Nel triennio un gruppo degli studenti della classe ha ottenuto la certificazione straniera del Delf
scolaire B1 e la certificazione straniera del Delf scolaire B2; i corsi, che organizzo ormai da molti
anni per il liceo Gobetti, sono stati tenuti dalla docente di madrelingua francese: prof.ssa Cécile
Dieufils, ex docente presso il “Centre Culturel de Turin”, sostituito oggi dall’”Alliance Française”.
Tutti gli studenti della VA che si sono presentati agli esami hanno ottenuto la certificazione
straniera del Delf B1 e/o del Delf B2 e alcuni di loro posseggono entrambi i diplomi.
Profitto.
Sfortunatamente alcuni studenti non sono ancora completamente autonomi, evidenziano infatti uno
studio scolastico e talvolta frammentario, oltre a delle lacune nella produzione scritta, colmate da
una produzione orale piu’ che sufficiente; diversamante altri, decisamente autonomi e dotati di
buone potenzialità, sono supportati da uno studio continuativo, puntuale e preciso che ha permesso
loro di ottenere nel corso dell’anno, come nel triennio, risultati decisamente positivi e piu’ che
buoni per due di loro.
Durante l’anno scolastico 2012/2013, sono state inserite due nuove studentesse, provenienti da due
diversi licei torinesi.
Durante il corrente anno scolastico è stata inserita una nuova studentessa, proveniente da un liceo
scientifico di Genova.
Torino, 15 maggio 2014
L’insegnante
Paola Marrazzi
Relazione finale
CLASSE 5A
MATERIE: STORIA E FILOSOFIA
Ho avuto modo di conoscere la classe 5A solo a partire dal 24/02/2014, in sostituzione del Prof.
Zanconato. Nonostante la brevità del mio incarico e le ripetute sostituzioni cui la classe è stata
soggetta durante l’a.s. 2013/14, ho potuto verificare complessivamente un buon interesse ed
impegno relativamente ad entrambe le materie. Inoltre, ho rilevato una discreta capacità di
adattamento ai diversi metodi didattici e di valutazione che tali supplenze hanno inevitabilmente
comportato.
Gli allievi si sono dimostrati generalmente motivati e partecipi alle lezioni, interagendo con le
spiegazioni e manifestando capacità critiche e volontà di approfondimento.
Dal punto di vista disciplinare, non si è verificato alcun problema di gestione.
La classe, nel complesso, si è rivelata debitamente matura, autonoma e capace nell’articolazione e
organizzazione delle conoscenze richieste.
Il Docente
LICEO SCIENTIFICO STATALE “P. GOBETTI”
a.s. 2013/2014
Classe: 5^A
Docente: Labasin Sar a
Eleonora Giglione
Materia: MATEMATICA - FISI CA
RELAZIONE
La classe è composta da 24 studenti. Si è inserita quest'anno una studentessa
proveniente da altro liceo, che ha frequentato il quarto anno all'estero.
La programmazione del quinto anno di matematica e di fisica è molto impegnativa a
livello di contenuti. La classe ha lavorato da subito con maggi ore impegno nello studio
della matematica, raggiungendo in medi a risultati migli ori degli scorsi anni. La
preparazione della seconda prova scritta dell'Esame di Stato ha favorito un
atteggiamento pi ù responsabile e più atti vo nell'affrontare le difficoltà, anche se in
alcuni casi permangono. Al termine del primo trimestre erano 6 le persone
insufficienti, di cui 3 hanno recuperato, dopo gli interventi svolti nella prima
settimana del pentamestre e in itinere.
Lo studi o della fisica non è stato puntual e per gran parte della classe nel primo
periodo dell'anno, è migliorato nel secondo, permane una generale difficoltà nella
risoluzione dei probl emi. Alla fine del trimestre erano tre le persone insufficienti che
hanno poi recuperato.
La scelta privilegiata nella conduzione delle lezioni è stata quella di stimol are la
partecipazione degli allievi all’apprendimento, scelta che in questa classe ha sempre
incontrato resistenza. La modalità di lavoro in classe ha visto l'alternarsi di lezioni
interattive, lezioni frontali, esercitazioni, attività in coppie. La possibilità di avere la
LIM in classe ha con sentito l'utilizzo del software Geogebra per la visualizzazi one e
l'analisi dell'andamento delle funzioni, delle derivate, la costruzione di grafici di
funzioni.
Il laboratorio di fisica è stato utilizzato per esperienze su: circuiti elettrici, fenomeni
elettromagnetici, induzione, LED e celle fotovoltaiche.
La classe insieme alle altre quinte della scuola ha partecipato alla conferenza sul CERN
tenuta dalla ricercatrice dell'Università di Torino, dott.ssa Arnaldi.
Si è mantenuto il rapporto positi vo con la classe, impostato sul rispetto reciproco e
sulla chiarezza. Si è data maggi ore libertà e quindi responsabilità nell'impostazione
dello studio personale, che qualcuno ha ben sfruttato, al tri invece non sono riusciti ad
organizzarsi adeguatamente o hanno talvolta sottovalutato l'i mpegno richiesto. Il
dialogo con le famiglie è stato posi tivo, ha contribuito al monitoraggio costante delle
situazi oni che hanno presentato criticità.
Torino, 15 maggio 2014
La docente incaricata
Sara Labasin
RELAZIONE CLASSE VA
ESAME DI STATO A.S. 2013-2014
SCIENZE
Docente: Donatella Cortese
Ho questa classe soltanto da quest’anno, anche se avevo già avuto modo di conoscrli quando, con il
loro precedente insegnante Prof. Farruggio, avevo proposto loro alcuni moduli di Biologia in
Francese “ Pourquoi pas? ! La biologie en Français “ nel corso del terzo anno scolastico ( 20112012 ) e pertanto non ne ho potuto vedere l’ evoluzione in modo continuativo.
La classe è costituita in modo evidente da studenti molto diversi: la caratteristica di base comune è
che sono molto vivaci sia nel comportamento sia nell’ accettare nuovi stimoli ed hanno dimostrato
di apprezzare molto la mia materia. Distesi, collaborativi ed incentivanti i rapporti interpersonali.
Alcuni di loro hanno raggiunto una buona maturità: sono responsabili, collaborativi e sanno come
gestire i loro impegni sui diversi fronti, scolastici, sportivi e di relazione.
Altri non hanno ancora completato il processo di maturazione necessario, tanto da essere ancora
troppo superficiali o poco interessati.
Il rendimento scolastico, che può essere da ottimo a sufficiente é indipendente dal loro
atteggiamento in classe, infatti l’ impegno e lo studio a casa sono adeguati e solo alcuni incontrano
delle difficoltà nell’ adeguarsi alle richieste dell’ insegnante.
La mia materia li ha sempre interessati, l’ hanno studiata con impegno ed hanno sempre raggiunto
risultati discreti. Molto capaci nell’ attività laboratoriale dove hanno sempre assunto un
comportamento consono. Quando è stato richiesta una collaborazione, la maggior parte della classe
si é sempre dimostrata disponibile ed attiva, come è stato recentemente confermato dalla visita a
Moncucco Torinese, sia al Museo, sia in fabbrica dove il loro interesse e la loro curiosità hanno
superato tutte le aspettative, sia nell’ attività di laboratorio a scuola, dove hanno dimostrato ottime
capacità manuali, attività svolte all’ interno del Progetto del Museo del gesso.
Le lezioni sono state svolte frontalmente con l’uso di Powerpoint,video e con l’uso della LIM.
Le famiglie si sono sempre interessate molto all’ andamento didattico disciplinare dei loro figli e i
contatti sono stati regolari nel tempo.
Torino, 2 Maggio 2014.
Anno Scolastico 2013 - 2014
Disegno e Storia dell’Arte professor Alessandro Perri
Donatella Cortese
Relazione finale classe 5A
Situazione in uscita della classe
La classe è composta da 24 allievi di cui 8 maschi e 16 femmine.
Per quanto riguarda le conoscenze di storia dell’arte i diversi livelli (alto, medio, basso)
sono ripartiti in modo omogeneo anche se dall’inizio dell’anno un buon numero di
studenti, in prevalenza ragazze, è passato da un livello basso a un livello medio e tra
questi anche un paio di coloro che erano appena sufficienti nel primo trimestre. Inoltre
nessun alunno è stato valutato in maniera insufficiente nel primo trimestre.
Partecipazione della classe al dialogo educativo
La classe si è comportata in modo corretto: solo episodicamente e nel corso del primo
trimestre, soprattutto durante le interrogazioni, si sono create situazione di confusione
e scarsa attenzione al lavoro. Ciò nonostante. se richiamati, prontamente seguono le
indicazioni del docente. Quasi tutti gli studenti, alcuni dei quali molto dotati dal punto
di vista dell’apprendimento e quasi tutti supportati da un background famigliare
intellettuale, intervengono propositivamente quando stimolati dalle spiegazioni in
classe (integrative degli argomenti trattati in maniera molto sintetica dal libro di testo),
anche se, all’atto della verifica sommativa (orale e scritta), alcuni di loro si trovano in
difficoltà per il fatto che alla loro curiosità per gli argomenti non corrisponde una
scrupolosa attività di studio a casa e di interiorizzazione delle tematiche svolte in
classe.
Impegno e interesse
La classe ha seguito l’attività didattica in modo partecipato e consapevole. In
particolare durante le spiegazioni di storia dell’arte la partecipazione è stata attiva con
un buon di alunni, equamente ripartito tra maschi e femmine, che ha posto domande
dimostrando un certo interesse per i temi trattati. Lo stesso giudizio è valido per le
attività extracurricolari (visita alla mostra di Klimt, Museo del Novecento a Milano) o
curricolari con la presenza di esperti esterni (laboratorio sul gesso e il suo uso in arte).
Finalità e obiettivi didattici
Per quanto riguarda le finalità e gli obiettivi didattici, le modalità di verifica, i criteri di
valutazione e le strategie di recupero e potenziamento si sono attuati quelli definiti
durante le riunioni di Dipartimento del 9 settembre e del 10 ottobre 2013 e si è fatto
riferimento ai documenti analizzati e riformulati in tali sedi.
In particolare si vogliono qui declinare gli strumenti di verifica e i criteri di valutazione
e le strategie di recupero e potenziamento così come adattati al gruppo-classe sopra
delineato.
Verifiche e valutazione:
la verifica delle conoscenze e competenze è stata effettuata attraverso prove orali e
scritte: la verifica delle conoscenze e competenze di Storia dell’Arte è stata effettuata
attraverso prove orali e scritte: una interrogazione orale e una prova scritta
semistrutturata nel primo Trimestre e tre prove (una scritta semistrutturata e due orali)
nel Pentamestre di cui almeno una scritta semistrutturata. La conoscenza della
disciplina è stata ulteriormente valutata anche attraverso i quesiti a risposta aperta
(tipologia B) inseriti nella prima Simulazione per la III prova dell’Esame di Stato del
giorno 21 novembre 2013.
La valutazione fa riferimento alla scala di corrispondenze tra livelli di
conoscenze/competenze acquisite e voti approvata dal Collegio Docenti e agli altri
documenti sulla valutazione prodotti a livello di Dipartimento. Oltre alla valutazione
sommativa relativa alle singole prove si è tenuto conto, nei criteri di valutazione, anche
della partecipazione attiva in classe e del possesso e uso appropriato del materiale
scolastico.
Recupero e potenziamento:
in relazione al programma di Storia dell’Arte il recupero è stato effettuato in itinere,
senza pausa rispetto alla normale attività curricolare, attraverso la predisposizione di
appositi piani personalizzati. Per quanto riguarda il potenziamento esso interesserà le
eccellenze a cui è stata proposta la partecipazione a incontri di formazione, visite di
studio, partecipazione a gare o a eventi promossi da Enti pubblici e privati e a
Associazioni di Volontariato che operano nel campo dei beni artistici, architettonici e
paesaggistici (es. Olimpiadi del Patrimonio promosse dall’ANISA – Ass. Naz. Insegnanti
Storia dell’Arte e Torneo del Paesaggio promosso dal FAI – Fondo Ambiente Italiano).
Per gli interventi di recupero/potenziamento è stata inoltre utilizzata la prima settimana
di gennaio appositamente dedicata dalla scuola a questo scopo, prima dell’effettivo inizio
del secondo periodo didattico (pentamestre).
Torino, 15 maggio 2014
Prof. Alessandro Perri
______________________
MATERIA: EDUCAZIONE FISICA
DOCENTE: Fabrizio BELLONE
1.1 Ore di lezione effettuate nell’a. s. 2013/2014:
n° ore 52 al 15 maggio. previste 60 entro la fine dell’anno scolastico su n° ore 66 annuali da
curricolo
1.2 prospetto sintetico degli obiettivi perseguiti:
CONOSCENZE
1. caratteristiche
tecnico
tattiche,
metodologiche e regolamentari degli sport
praticati;
2. comportamenti efficaci ed adeguati da
adottare in caso di infortunio;
3. aspetti etici, economici, salutistici collegati
al fenomeno sportivo;
4. Metodologia dell’allenamento: relazioni
tra l’attività sportiva e i meccanismi
energetici.
COMPETENZE
1. consapevolezza del percorso per il
miglioramento di capacità e abilità
motorie;
2. applicare operativamente le conoscenze
delle metodiche inerenti il mantenimento
della salute
3. utilizzare in fase di gioco i fondamentali
degli sport praticati ed i comportamenti
appropriati, nei ruoli congeniali alle
proprie attitudini e propensioni;
4. leggere, interpretare, analizzare dati e
misurazioni.
1.3 Metodologie didattiche
La partecipazione alle lezioni è stata regolare ed il comportamento corretto.
La classe ha sempre dimostrato grande interesse e impegno.
Il programma svolto ha rispecchiato la programmazione di inizio anno.
In particolare sono state proposte le seguenti attività :
• Batteria di test motori per la diagnosi e lo sviluppo delle capacità condizionali e della
mobilità articolare;
• Educazione fisica e prevenzione: l'organizzazione del riscaldamento;
• Esercitazioni aerobiche ed anaerobiche con utilizzo di metodologie variate e specifiche;
• Sport e tattica: aspetti tattici dei giochi di squadra, con particolare riferimento alla
disciplina sportiva “pallavolo”;
• Sport e salute: gli aspetti degenerativi del fenomeno sportivo, il doping, bioetica e sport.
Tra le varie attività sportive, sono state praticate, in base alle attrezzature a
disposizione, alla stagione e alle preferenze dei ragazzi :
• Pallavolo
• Atletica
• Calcetto
• Pallamano
Le lezioni hanno avuto luogo nelle palestre dell’Istituto, talvolta nel cortile. Gli aspetti teorici del
movimento, (tecniche, tattica, percorsi didattici, riferimenti pluridisciplinari…ecc. ) sono stati
trattati contestualmente alle esercitazioni pratiche e, come approfondimento, utilizzando p.c. e
lavagna luminosa in classe. Sul piano metodologico si è dato ampio spazio alla fase ludica, per
ottenere una elevata partecipazione e motivazione all’attività motoria.
1.4 Modalità e strumenti utilizzati per la verifica e la valutazione
Impegno, partecipazione attiva, processo di apprendimento motorio hanno avuto un ruolo
privilegiato in sede di valutazione rispetto alle capacità di base.
L’incremento della prestazione e le acquisizioni di abilità sono state monitorate
attraverso test, osservazioni sistematiche e autoconduzioni di parti. I risultati sono
stati ottimi nella quasi totalità dei casi.
Sono state effettuate due verifiche pratiche nel primo quadrimestre; quattro
verifiche pratiche ed una teorica nel secondo quadrimestre.
La materia non è stata oggetto di simulazione comune di Terza Prova d’esame.
Fabrizio Bellone.
ALLEGATI 10.2
TESTI DI SIMULAZIONE DI PRIMA SECONDA E TERZA PROVA
CLASSI V
SIMULAZIONE DELLA PROVA D'ESAME
DI ITALIANO
(Prima prova scritta)
7/05/2014
TIPOLOGIA A –ANALISI DEL TESTO Luigi Pirandello, Una giornata, 1937, in Novelle
per un anno - UNA GIORNATA
Strappato dal sonno, forse per sbaglio, e buttato fuori dal treno in una stazione di passaggio. Di notte; senza
nulla con me.
Non riesco a riavermi dallo sbalordimento. Ma ciò che più mi impressiona è che non mi trovo addosso alcun
segno della violenza patita; non solo, ma che non ne ho neppure un’immagine, neppur l’ombra confusa d’un
ricordo.
Mi trovo a terra, solo, nella tenebra d’una stazione deserta; e non so a chi rivolgermi per sapere che m’è
accaduto, dove sono.
Ho solo intravisto un lanternino cieco, accorso per richiudere lo sportello del treno da cui sono stato espulso.
Il treno è subito ripartito. È subito scomparso nell’interno della stazione quel lanternino, col riverbero
vagellante del suo lume vano. Nello stordimento, non m’è nemmeno passato per il capo di corrergli dietro
per domandare spiegazioni e far reclamo.
Ma reclamo di che?
Con infinito sgomento m’accorgo di non aver più idea d’essermi messo in viaggio su un treno. Non ricordo
più affatto di dove sia partito, dove diretto; e se veramente, partendo, avessi con me qualche cosa. Mi pare
nulla.
Nel vuoto di questa orribile incertezza, subitamente mi prende il terrore di quello spettrale lanternino cieco
che s’è subito ritirato, senza fare alcun caso della mia espulsione dal treno. È dunque forse la cosa più
normale che a questa stazione si scenda così?
Nel bujo, non riesco a discernerne il nome. La città mi è però certamente ignota. Sotto i primi squallidi
barlumi dell’alba, sembra deserta. Nella vasta piazza livida davanti alla stazione c’è un fanale ancora acceso.
Mi ci appresso; mi fermo e, non osando alzar gli occhi, atterrito come sono dall’eco che hanno fatto i miei
passi nel silenzio, mi guardo le mani, me le osservo per un verso e per l’altro, le chiudo, le riapro, mi tasto
con esse, mi cerco addosso, anche per sentire come son fatto, perché non posso più esser certo nemmeno di
questo: ch’io realmente esista e che tutto questo sia vero.
Poco dopo, inoltrandomi fin nel centro della città, vedo che a ogni passo mi farebbero restare dallo stupore,
se uno stupore più forte non mi vincesse nel vedere che tutti gli altri, pur simili a me, ci si muovono in mezzo
senza punto badarci, come se per loro siano le cose più naturali e più solite. Mi sento come trascinare, ma
anche qui senz’avvertire che mi si faccia violenza. Solo che io, dentro di me, ignaro di tutto, sono quasi da
ogni parte ritenuto. Ma considero che, se non so neppur come, né di dove, né perché ci sia venuto, debbo
aver torto io certamente e ragione tutti gli altri che, non solo pare lo sappiano, ma sappiano anche tutto
quello che fanno sicuri di non sbagliare, senza la minima incertezza, così naturalmente persuasi a fare come
fanno, che m’attirerei certo la maraviglia, la riprensione, fors’anche l’indignazione se, o per il loro aspetto o
per qualche loro atto o espressione, mi mettessi a ridere o mi mostrassi stupito. Nel desiderio acutissimo di
scoprire qualche cosa, senza farmene accorgere, debbo di continuo cancellarmi dagli occhi quella certa
permalosità che di sfuggita tante volte nei loro occhi hanno i cani. Il torto è mio, il torto è mio, se non capisco
nulla, se non riesco ancora a raccapezzarmi. Bisogna che mi sforzi a far le viste d’esserne anch’io persuaso e
che m’ingegni di far come gli altri, per quanto mi manchi ogni criterio e ogni pratica nozione, anche di
quelle cose che pajono più comuni e più facili.
Non so da che parte rifarmi, che via prendere, che cosa mettermi a fare.
Possibile però ch’io sia già tanto cresciuto, rimanendo sempre come un bambino e senz’aver fatto mai nulla?
Avrò forse lavorato in sogno, non so come. Ma lavorato ho certo; lavorato sempre, e molto, molto. Pare che
tutti lo sappiano, del resto, perché tanti si voltano a guardarmi e più d’uno anche mi saluta, senza ch’io lo
conosca. Resto dapprima perplesso, se veramente il saluto sia rivolto a me; mi guardo accanto; mi guardo
dietro. Mi avranno salutato per sbaglio? Ma no, salutano proprio me. Combatto, imbarazzato, con una certa
vanità che vorrebbe e pur non riesce a illudersi, e vado innanzi come sospeso, senza potermi liberare da uno
strano impaccio per una cosa – lo riconosco – veramente meschina: non sono sicuro dell’abito che ho
addosso; mi sembra strano che
sia mio; e ora mi nasce il dubbio che salutino quest’abito e non me. E io intanto con me, oltre a
questo, non ho più altro!
Torno a cercarmi addosso. Una sorpresa. Nascosta nella tasca in petto della giacca tasto come una
bustina di cuojo. La cavo fuori, quasi certo che non appartenga a me ma a quest’abito non mio. È
davvero una vecchia bustina di cuojo, gialla scolorita slavata, quasi caduta nell’acqua di un ruscello
o d’un pozzo e ripescata. La apro, o, piuttosto, ne stacco la parte appiccicata, e vi guardo dentro.
Tra poche carte ripiegate, illeggibili per le macchie che l’acqua v’ha fatte diluendo l’inchiostro,
trovo una piccola immagine sacra, ingiallita, di quelle che nelle chiese si regalano ai bambini e,
attaccata ad essa quasi dello stesso formato e anch’essa sbiadita, una fotografia. La spiccico, la
osservo. Oh! È la fotografia di una bellissima giovine, in costume da bagno, quasi nuda, con tanto
vento nei capelli e le braccia levate vivacemente nell’atto di salutare. Ammirandola, pur con una
certa pena, non so, quasi lontana, sento che mi viene da essa l’impressione, se non proprio la
certezza, che il saluto di queste braccia, così vivacemente levate nel vento, sia rivolto a me. Ma per
quanto mi sforzi, non arrivo a riconoscerla. È mai possibile che una donna così bella mi sia potuta
sparire dalla memoria, portata via da tutto quel vento che le scompiglia la testa? Certo, in questa
bustina di cuojo caduta un tempo nell’acqua, quest’immagine, accanto all’immagine sacra, ha il
posto che si dà a una fidanzata.
Torno a cercare nella bustina e, più sconcertato che con piacere, nel dubbio che non m’appartenga,
trovo in un ripostiglio segreto un grosso biglietto di banca, chi sa da quanto tempo lì riposto e
dimenticato, ripiegato in quattro, tutto logoro e qua e là bucherellato sul dorso delle ripiegature già
lise.
Sprovvisto come sono di tutto, potrò darmi ajuto con esso? Non so con qual forza di convinzione,
l’immagine ritratta in quella piccola fotografia m’assicura che il biglietto è mio. Ma c’è da fidarsi
d’una testolina così scompigliata dal vento? Mezzogiorno è già passato; casco dal languore: bisogna
che prenda qualcosa, ed entro in una trattoria.
Con maraviglia, anche qui mi vedo accolto come un ospite di riguardo, molto gradito. Mi si indica
una tavola apparecchiata e si scosta una seggiola per invitarmi a prender posto. Ma io son
trattenuto da uno scrupolo. Fo cenno al padrone e, tirandolo con me in disparte, gli mostro il grosso
biglietto logorato. Stupito, lui lo mira; pietosamente per lo stato in cui è ridotto, lo esamina; poi mi
dice che senza dubbio è di gran valore ma ormai da molto tempo fuori di corso. Però non tema:
presentato alla banca da uno come me, sarà certo accettato e cambiato in altra più spicciola moneta
corrente.
Così dicendo il padrone della trattoria esce con me fuori dell’uscio di strada e m’indica l’edificio
della banca lì presso.
Ci vado, e tutti anche in quella banca si mostrano lieti di farmi questo favore. Quel mio biglietto –
mi dicono – è uno dei pochissimi non rientrati ancora alla banca, la quale da qualche tempo a
questa parte non dà più corso se non a biglietti di piccolissimo taglio. Me ne danno tanti e poi tanti,
che ne resto imbarazzato e quasi oppresso. Ho con me solo quella naufraga bustina di cuojo.
Ma mi esortano a non confondermi. C’è rimedio a tutto. Posso lasciare quel mio danaro in deposito
alla banca, in conto corrente. Fingo d’aver compreso; mi metto in tasca qualcuno di quei biglietti e
un libretto che mi dànno in sostituzione di tutti gli altri che lascio, e ritorno alla trattoria. Non vi
trovo cibi per il mio gusto; temo di non poterli digerire. Ma già si dev’esser sparsa la voce ch’io, se
non proprio ricco, non sono certo più povero; e infatti, uscendo dalla trattoria, trovo una
automobile che m’aspetta e un autista che si leva con una mano il berretto e apre con l’altra lo
sportello per farmi entrare. Io non so dove mi porti. Ma com’ho un’automobile, si vede che, senza
saperlo, avrò anche una casa. Ma sì, una bellissima casa, antica, dove certo tanti prima di me hanno
abitato e tanti dopo di me abiteranno. Sono proprio miei tutti questi mobili? Mi ci sento estraneo,
come un intruso. Come questa mattina all’alba la città, ora anche questa casa mi sembra deserta;
ho di nuovo paura dell’eco che i miei passi faranno, movendomi in tanto silenzio. D’inverno, fa sera
prestissimo; ho freddo e mi sento stanco. Mi faccio coraggio; mi muovo; apro a caso uno degli usci;
resto stupito di trovar la camera illuminata, la camera da letto, e, sul letto, lei, quella giovine del
ritratto, viva, ancora con le due braccia nude vivacemente levate, ma questa volta per invitarmi ad
accorrere a lei e per accogliermi tra esse, festante.
È un sogno?
Certo, come in un sogno, lei su quel letto, dopo la notte, la mattina all’alba, non c’è più. Nessuna
traccia di lei. E il letto, che fu così caldo nella notte, è ora, a toccarlo, gelato, come una tomba. E c’è
in tutta la casa quell’odore che cova nei luoghi che hanno preso la polvere, dove la vita è appassita
da tempo, e quel senso d’uggiosa stanchezza che per sostenersi ha bisogno di ben regolate e utili
abitudini. Io ne ho avuto sempre orrore. Voglio fuggire. Non è possibile che questa sia la mia casa.
Questo è un incubo. Certo ho sognato uno dei sogni più assurdi. Quasi per averne la prova, vado a
guardarmi a uno specchio appeso alla parete dirimpetto, e subito ho l’impressione d’annegare,
atterrito, in uno smarrimento senza fine. Da quale remota lontananza i miei occhi, quelli che mi par
d’avere avuti da bambino, guardano ora, sbarrati dal terrore, senza potersene persuadere, questo
viso di vecchio? Io, già vecchio? Così subito? E com’è possibile?
Sento picchiare all’uscio. Ho un sussulto. M’annunziano che sono arrivati i miei figli.
I miei figli?
Mi pare spaventoso che da me siano potuti nascere figli. Ma quando? Li avrò avuti jeri. Jeri ero
ancora giovane. È giusto che ora, da vecchio, li conosca.
Entrano, reggendo per mano bambini, nati da loro. Subito accorrono a sorreggermi;
amorosamente mi rimproverano d’essermi levato di letto; premurosamente mi mettono a sedere,
perché l’affanno mi cessi. Io, l’affanno? Ma sì, loro lo sanno bene che non posso più stare in piedi e
che sto molto molto male.
Seduto, li guardo, li ascolto; e mi sembra che mi stiano facendo in sogno uno scherzo.
Già finita la mia vita?
E mentre sto a osservarli, così tutti curvi attorno a me, maliziosamente, quasi non dovessi
accorgermene, vedo spuntare nelle loro teste, proprio sotto i miei occhi, e crescere, crescere non
pochi, non pochi capelli bianchi.
– Vedete, se non è uno scherzo? Già anche voi, i capelli bianchi.
E guardate, guardate quelli che or ora sono entrati da quell’uscio bambini: ecco, è bastato che si
siano appressati alla mia poltrona: si son fatti grandi; e una, quella, è già una giovinetta che si vuol
far largo per essere ammirata. Se il padre non la trattiene, mi si butta a sedere sulle ginocchia e mi
cinge il collo con un braccio, posandomi sul petto la testina.
Mi vien l’impeto di balzare in piedi. Ma debbo riconoscere che veramente non posso più farlo. E
con gli stessi occhi che avevano poc’anzi quei bambini, ora già così cresciuti, rimango a guardare
finché posso, con tanta tanta compassione, ormai dietro a questi nuovi, i miei vecchi figliuoli.
1. Comprensione del testo
Si descriva il genere letterario, la struttura del comportamento e la raccolta a cui appartiene
Si riassuna e si spieghi il contenuto del testo (max 15 righe)
2. Analisi del testo
i) Si indichino e si spieghino i punti nodali del percorso compiuto dal personaggio
ii) Si spieghi il significato dell’evento iniziale”essere buttato fuori dal treno in una stazione
di passaggio”
iii) Si individuino i opassi significativi per la questione dell’identità e la si spieghi
nell’ambito della poetica di Pirandello
iv) Si spieghino quali altri aspetti della poetica pirandelliana sono presenti nel testo
v) Si spieghino le parole vagellante, riprensione, languore
vi) Di cosa parla la metafora il “lanternino cieco”
vii) Si indichi e si spieghi una figura retorica a scelta
3. Interpretazione complessiva approfondimenti
Si presenti L’autore nel contesto culturale di appartenenza e si illustrino la poetica e gli esiti
artistici. Come è presente il metodo dell’umorismo in questo testo? Si spieghino i caratteri
della novellistica pirandelliana e i legami con le altre opere dell’autore
TIPOLOGIA
- REDAZIONE DI UN SAGGIO
BREVE OBARTICOLO DI GIORNALE
CONSEGNE
Sviluppa l’argomento scelto in forma di "saggio breve" o di“ articolo di giornale” utilizzando
i documenti e i dati che lo corredano
Se scegli la forma del "saggio breve", interpreta e confronta i documenti e i dati forniti e su
questa base svolgi, argomentandola, la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue
conoscenze ed esperienze di studio. Da' al saggio un titolo coerente con la tua trattazione e
ipotizzane una destinazione editoriale(rivista specialistica, fascicolo scolastico di ricerca e
documentazione, rassegna di argomento culturale, altro). Se lo ritieni, organizza la trattazione
suddividendola in paragrafi cui potrai dare eventualmente uno specifico titolo.
Se scegli la forma dell' "articolo di giornale" individua nei documenti e nei dati forniti uno o
più elementi che ti sembrano rilevanti e costruisci su di essi il tuo “pezzo”. Da’ all’articolo un
titolo appropriato e indica il tipo di giornale sul quale ne ipotizzi la pubblicazione (quotidiano,
rivista divulgativa, giornale scolastico, altro). Per attualizzare l’argomento, puoi riferirti a
circostanze immaginarie o reali (mostre, anniversari, convegni o eventi di rilievo).
Per entrambe le forme di scrittura non superare le quattro o cinque colonne di metà di foglio
protocollo.
AMBITO ARTISTICO LETTERARIO
ARGOMENTO: L’esperienza della città e della modernità nell’immaginario artistico-letterario (stimoli,
inquietudini e reazioni)
1. “L’Impressionismo è l’arte urbana per eccellenza, e non solo perché scopre la città e alla
città riporta, dalla campagna, la pittura di paesaggio, ma anche perché vede il mondo con gli
occhi del cittadino e reagisce alle impressioni dall’esterno con l’ipertensione nervosa
dell’uomo educato alla tecnica moderna. E’ lo stile urbano perché ritrae la mutevolezza, il
ritmo nervoso, le impressioni subitanee, una nuova acuita sensibilità, una nuova eccitabilità
nervosa e, accanto all’arte gotica e al Romanticismo, rappresenta una fra le più importanti
svolte della storia dell’arte occidentale. “
( A. Hauser, Storia sociale dell’arte, Einaudi, Torino)
Lo studioso Arnold Hauser, storico e critico dell’arte inglese,
Impressionismo, vita urbana e dinamismo della civiltà moderna.
mostra il rapporto fra
2. Riferimenti iconografici (vedi allegati)
A)
B)
A) Claude Monet, La stazione Saint-Lazare (1877) – La rappresentazione di una stazione
ferroviaria in quanto soggetto non poetico suscitò scandalo, ma fu un segno della scelta di
privilegiare le impressioni reali della vita quotidiana non solo della natura, ma anche della
dimensione cittadina.
B) Auguste Renoir, Il mulino della “Galette” (1876) – Un tema della vita cittadina che affascina
i pittori impressionisti è la folla; qui la folla è rappresentata mentre danza e dà la sensazione
vertiginosa del movimento, del rapido mutamento delle sensazioni visive.
3. “Quando maggiore è la parte dello choc nelle singole impressioni; quanto più la coscienza
deve essere continuamente all’erta nell’interesse della difesa dagli stimoli; quanto maggiore
è il successo con cui essa opera; e tanto meno esse penetrano nell’esperienza, tanto più
corrispondono al concetto di esperienza vissuta. La funzione peculiare della difesa dagli
chocs si può forse scorgere, in definitiva, nel compito di assegnare all’evento, a spese
dell’integrità del suo contenuto, un esatto posto temporale nella coscienza. Sarebbe questo il
risultato ultimo e maggiore della riflessioni. Essa farebbe dell’evento un’esperienza vissuta.
In caso di mancato funzionamento della riflessione, si determinerebbe lo spavento, lieto oper lo più - sgradevole, che sancisce secondo Freud, il fallimento della difesa contro gli choc.
Questo elemento è stato fissato da Baudelaire in un’immagine cruda. Egli parla di un duello
in cui l’artista, prima di soccombere, grida di spavento. Questo duello è il processo stesso
della creazione. Baudelaire ha quindi l’esperienza dello choc al centro del suo lavoro
artistico. […]
(W. Benjamin, Angelus Novus, Saggi e Frammenti, Einaudi, Torino)
Walter Benjamin, pensatore tedesco vicino alla scuola sociologica di Francoforte, morto suicida nel
1940, distinse il concetto di esperienza dal concetto di ‘esperienza vissuta’. L’esperienza vissuta
permette di rielaborare razionalmente, attraverso la riflessione, gli choc della vita, così da
impedirne la penetrazione nel profondo e da difendere la coscienza dal loro assalto. La semplice
esperienza è invece quella subita direttamente dallo choc, senza alcuna mediazione. E’ quest’ultimo
il caso di Baudelaire, che nella vita cittadine subisce incessantemente l’esperienza degli chocs
prodotti dagli urti della folla, dalle luci, dalle novità dei prodotti e dalle situazioni più diverse
presenti nella metropoli moderna.
4. “ - Come, Voi qui, mio caro? In un bordello voi, il bevitor di quintessenza, voi, il mangiator
d’ambrosia! Veramente c’è di che stupirsi!
“ - Mio caro, sapete quanto temo i cavalli e le carrozze. Poco fa nell’attraversare il
boulevard, in gran fretta, mentre saltellavo nel fango tra quel caos dove la morte giunge al
galoppo da tutte le parti tutt’ in una volta, la mia aureola è scivolata, a causa d’un brusco
movimento, giù dal capo nel macadam. Non ebbi coraggio di raccattarla, e mi parve meno
spiacevole perder le insegne, che non farmi rompere le ossa. E poi, ho pensato, non tutto il
male viene per nuocere. Ora posso passeggiare in incognito, commettere bassezze, buttarmi
alla crapula come un semplice mortale. Eccomi qua, proprio simile a voi, come vedete!"
“ - Per lo meno dovreste mettere un avviso per chi trova quest’aureola…”
“- D’altronde la dignità mi annoia, e inoltre penso con gioia che qualche poetastro la
prenderà e se la porrà impudentemente.”
(C. Baudelaire, Poemetto in prosa, La perdita dell’aureola, da Poesie e Prose)
5. “D’attorno a me urlava la strada assordante. Alta sottile, in lutto stretto, maestosa nel suo
dolore, una donna passò, sollevando con la mano superba il festone e l’orlo della gonna; era
così agile e nobile, con la sua gamba statuaria…Io bevevo, teso come un folle, nel suo occhio,
cielo livido in cui nasce l’uragano, la dolcezza che incanta e il piacere che uccide. Un
lampo…poi la notte! – O fugace bellezza, il cui sguardo mi ha ridato improvvisamente la
luce, non ti rivedrò che nell’eternità? […]
(A. Baudelaire, A una passante, in Fiori del male, Einaudi)
La folla cittadina, verso cui il poeta prova attrazione e ostilità, è diventata il luogo privilegiato della
visione e osservazione poetica; la donna viene sottratta dentro un flusso caotico e incessante e
l’incontro fugace finisce per rappresentare quell’esperienza dello choc a cui la realtà cittadina
assoggetta l’artista.
6. “Carissimo Luigi, verrai finalmente? Non credere che sia egoismo d’amico il mio desiderio
d’averti qui, o almeno che non sia soltanto ciò. Tu hai bisogno di vivere alla grand’aria,
come me, e per noi altri infermieri di mente e nervi* la grand’aria è la vita di una grande
città, le continue emozioni, il movimento, le lotte con sé e con gli altri, se vuoi pure così.
Tutto quello che senti ribollire dentro di te irromperà improvviso, vigoroso, fecondo appena
sarai in mezzo ai combattenti di tutte le passioni e di tutti i partiti. Costà tu ti atrofizzi. Vedi
che per essere nella capitale bacologica* seta io me la cavo per ben… Io immagino te, venuto
improvvisamente dalla quiete della tranquilla Sicilia, te artista, poeta, matto,
impressionabile, nervoso come me, a sentirti penetrare da tutta questa febbre violenta di
una vita in tutte le sue più ardenti manifestazioni, l’amore, l’arte, la soddisfazione del cuore,
le misteriose ebbrezze del lavoro, pioverti da tutte le parti, dall’attività degli altri, dalla
pubblicità qualche volta clamorosa, pettegola, irosa, dagli occhi delle belle donne, dai facili
amori, o dalle attrattive pudiche …”
(Giovanni Verga, Lettera a Capuana, da Lettere, Le Monnier)
Milano si presenta a verga, che vi va ad abitare nel 1873, come l’immagine stessa della
frenesia della modernità e, nello stesso tempo, come spinta e prospettiva indispensabile al
lavoro artistico che solo in una grande metropoli può trovare alimento e giustificazione.
*esperti nella conoscenza dell’uomo; * capitale dei bachi da seta – Milano era il centro
dell’industria tessile della seta.
7. a. “[…] Il nonno poi aveva certi singolari argomenti per confortarsi e per confortare gli
altri: - Del resto volete che vel dica? Un po’ di soldato gli farà bene a quel ragazzo; ché il suo
paio di braccia gli piaceva meglio di portarsele a spasso la domenica, anziché servirsene a
buscarsi il pane. Oppure: - Quando avrà provato il pane salato che si mangia altrove, non si
lagnerà più della minestra di casa sua.
Finalmente arrivò da Napoli la prima lettera di ‘Ntoni, che mise in rivoluzione tutto il
vicinato. Diceva che le donne, in quelle parti là, scopavano le strade con le gonnelle di seta, e
che sul molo c’era il teatro di pulcinella, e si vendevano le pizze, a due centesimi, di quelle
che mangiano i signori, e senza soldi non ci si poteva stare, e non era come a Trezza, dove se
non si andava all’osteria della Santuzza non si sapeva come spendere un baiocco.
-Mandiamogli dei soldi per comprarsi le pizze, al goloso! Brontolava padron ’Ntoni; già lui
non ci ha colpa, è fatto così; è fatto come i merluzzi, che abboccherebbero un chiodo
arrugginito. […]
7.b. “[…] Padron ‘Ntoni spalancò tanto d’occhi, e andava ruminando quelle parole, come
per poterle mandar giù. – Ricchi! Diceva, ricchi1 e che faremo quando saremo ricchi?
‘Ntoni si grattò il capo e si mise a cercare anche lui che cosa avrebbe fatto.
- Faremo quel che fanno gli altri… Non faremo nulla, non faremo!...Andremo a stare in
città, a non far nulla, e a mangiare pasta e carne tutti i giorni.
-
Va, va a starci tu in città. Per me io voglio morire dove son nato; - e pensando alla casa
dove era nato, e che non era più sua si lasciò cadere la testa sul petto. […]”
(Giovanni Verga, I Malavoglia, Capitoli I e XI)
ARTICOLO DI GIORNALE DI AMBITO SOCIO ECONOMICO
DOCUMENTO 1
Al giorno d'oggi si definisce economia verde (in inglese green economy), o più propriamente economia
ecologica, un modello teorico di sviluppo economico che prende origine da una analisi econometrica del
sistema economico dove oltre ai benefici (aumento del Prodotto Interno Lordo) di un certo regime di
produzione si prende in considerazione anche l'impatto ambientale cioè i potenziali danni ambientali
prodotti dall'intero ciclo di trasformazione delle materie prime a partire dalla loro estrazione, passando
per il loro trasporto e trasformazione in energia e prodotti finiti fino ai possibili danni ambientali che
produce la loro definitiva eliminazione o smaltimento. Tali danni spesso si ripercuotono, in un
meccanismo tipico di retroazione negativa, sul PIL stesso diminuendolo a causa della riduzione di resa di
attività economiche che traggono vantaggio da una buona qualità dell'ambiente come agricoltura, pesca,
turismo, salute pubblica, soccorsi e ricostruzione in disastri naturali.
Questa analisi propone come soluzione misure economiche, legislative, tecnologiche e di educazione
pubblica in grado di ridurre il consumo d'energia, di rifiuti, di risorse naturali (acqua, cibo, combustibili,
metalli, ecc.) e i danni ambientali promuovendo al contempo un modello di sviluppo sostenibile
attraverso l'aumento dell'efficienza energetica e di produzione che produca a sua volta una diminuzione
della dipendenza dall'estero, l'abbattimento delle emissioni di gas serra, la riduzione dell'inquinamento
locale e globale, compreso quello elettromagnetico, fino all'istituzione di una vera e propria economia
sostenibile a scala globale e duratura servendosi prevalentemente di risorse rinnovabili (come le
biomasse, l'energia eolica, l'energia solare, l'energia idraulica) e procedendo al più profondo riciclaggio di
ogni tipo di scarto domestico o industriale evitando il più possibile sprechi di risorse. Si tratta dunque di
un modello fortemente ottimizzato dell'attuale economia di mercato almeno nei suoi intenti originari.
(da Wikipedia, s.v. Economia verde)
DOCUMENTO 2
Ecco come eco-convertire un’azienda. Parola di green manager
Complici la crisi e la crescente domanda di prodotti verdi, aumentano le figure dei professionisti che
aiutano le imprese a passare alla produzione sostenibile e a ottenere certificazioni ambientali. Come
racconta a Sky.it uno di loro, Paride Raspadori
[..] Paride Raspadori, 52 anni di cui 21 passati a lavorare come pubblicitario, ha deciso di
diventare green manager nel 2088. “Mi sono licenziato dal’agenzia in cui ero direttore creativo
e ha cominciato a studiare da autodidatta – allora non c’erano corsi o master – per capire come
indirizzare un’impresa verso una produzione più sostenibile”. Di solito il green manager
comincia dalle piccole cose:”Il primo obiettivo è il contenimento dei danni dell’ambientw, la
riduzione degli sprechi e dei costi. Per esempio, si convince, o si obbliga, a seconda dei casi, i
dipendenti di un’azienda a usare meno carta, meno inchiostro, a stampare su entrambi i lati del
foglio o a non stampare del tutto”. Insomma, prima si sponsorizzano le buone pratiche per
risparmiare. Poi , si pensa a un progetto più ampio: “In alcuni casi aiuto a ottenere le
certificazioni ambientali, che oggi sono un costo per un imprenditore, ma in futuro diventano
un investimento. […]
(I.Fantigrossi, da tg24.sky.it/tg24/eco_style/2011/04/28/green_manager_storia_paride_raspadori.html
DOCUMENTO 3
Roma - Dopo soli sei mesi dalla fine degli studi l'80% di studenti con una laurea in materia
ambientale trova un'occupazione, di alto profilo e in buona misura coerente con la formazione
realizzata. E' quanto emerge dalla ricerca condotta dall’Isfol (Progetto Ambiente) relativa alle
ricadute
sul
versante
dell’occupazione
della
formazione
ambientale.
Circa il 58% degli occupati ha raggiunto l’obiettivo di far coincidere il proprio percorso di studi con
le aspirazioni professionali e il lavoro svolto. Il 68% degli occupati ha trovato una collocazione
rispondente al livello formativo acquisito: il 31% circa ha un lavoro nell’ambito delle professioni
intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione, il 31,7% svolge professioni di tipo tecnico ed il
5,2%
è
collocato
nelle
posizioni
di
legislatore,
dirigente,
imprenditore.
A dare maggiori garanzie di successo per quanto concerne la collocazione lavorativa sono i master
ambientali di II livello con l’85% di occupati, seguono i master privati con l’83%.
Cresce, inoltre, l’offerta formativa legata all'ambiente: sono più di 2mila i corsi attivati e ci sono oltre
50mila persone in formazione all'anno. I Green Jobs valorizzano il lavoro femminile: cresce infatti la
percentuale della componente femminile impiegata nel settore ‘verde’, che dal 12,7% del 1993 passa al
25,5% del 2008. Migliora anche la posizione occupata: il 57,8% delle donne contro il 35,3% degli
uomini ricopre posizioni di livello medio-alto di tipo impiegatizio
DOCUMENTO 4
Nel nostro paese esistono aziende che usano i fanghi e scarti di lavorazione delle concerie per
produrre fertilizzanti organici impiegati in agricoltura.
Altr utilizzano plastiche miste, di per sé materiale difficile da recuperare, le lavano e le rafforzano
grazie a sistemi innovativi, dopo di che si trasformano in materiali di ampio utilizzo sociale, quali,
ad esempio, le panchine.
Nel mercato enogastronomico vengono ampiamente utilizzati sacchetti e stoviglie monouso
biodegradabili e soggetti a compostaggio in conformità con le norme europee. Si tratat di prodotto
che nascono da risorse rinnovabili di origine agricola; grazie al loro uso diminuiscono le emissioni
di gas a effetto serra, si riducono il consumo di energia e di risorse non rinnovabili e le materie
prime di origine agricola tornano alla terra attraverso processi di biodegradazione o di
compostaggio senza il rilascio di sostanze inquinanti.
Si diffondono sempre più le imprese edilizie che hanno come obiettivo la sostenibilità ambientale
degli edifici. Ciò viene realizzato attraverso la rinuncia o fonti energetiche esterne: gli immobili
costruiti devono essere autosufficienti nella produzione di energia pulita attraverso pannelli solari,
impianti fotovoltaici e turbine eoliche. Essi inoltre , non devono produrre emissioni nocive e devono
risultare riciclabili, nel senso che i materiali utilizzati per la loro costruzione devono essere
separabili tra loro, riciclabili e riutilizzabili per costruzioni successive.
(M.R. Cattani, Una finestra sul mondo, classe terza, Paravia, Milano-Torino 2012)
DOCUMENTO 5
DOCUMENTO 6
Environment Park nasce nel 1996 per iniziativa della Regione Piemonte, della Provincia di Torino, del
Comune di Torino e dell’Unione Europea e rappresenta un’esperienza originale nel panorama dei
Parchi Scientifici e Tecnologici in Europa per aver saputo coniugare innovazione tecnologica ed
ecoefficienza.
In un territorio dove sono presenti importanti centri di produzione di conoscenza e un tessuto
industriale caratterizzato da molteplici piccole e medie imprese, il ruolo di Environment Park è
stimolare e raccogliere la domanda di innovazione promuovendo iniziative progettuali che
coinvolgono il mondo accademico piemontese, centri di ricerca, parchi tecnologici e poli di
innovazione.
Environment Park è articolato in due Business Unit, rispettivamente dedicate alla gestione
immobiliare del complesso e all’attività di ricerca e innovazione.
La Business Unit dedicata alla ricerca si è storicamente sviluppata intorno al concetto di ecoefficienza, con un approccio tipicamente trasversale alla tematica ambientale.
Se è vero che da tale approccio si sono generate attività anche estremamente settorializzate,
l’esperienza ha portato con il tempo a selezionare quattro ambiti operativi:
- Bioedilizia: dedicato all’attività di supporto alla progettazione a privati e istituzioni nell’ambito
dell’architettura eco-compatibile;
- Progetti Ambientali Integrati: rivolto ad imprese e istituzioni per offrire soluzioni innovative ed
eco-efficienti basate su trasferimento tecnologico, analisi ambientali e territoriali, strumenti
innovativi di gestione ambientale;
- Energia: finalizzato a offrire un servizio di assistenza a imprese ed a enti pubblici nel campo
delle tecnologie energetiche attraverso attività di ricerca di soluzioni gestionali, tecnologiche ed
impiantistiche-innovative, studi di fattibilità tecnico-economica e test sui prodotti.
Dell’Osservatorio Energia fanno parte HySyLab, centro di eccellenza e supporto alle imprese sulle
tecnologie dell’idrogeno e Bioenergy Lab, laboratorio di ricerca sui sistemi di produzione di
idrogeno da biomasse;
- Plasma: orientato alla ricerca e al trasferimento tecnologico nell’ambito del trattamento delle
superfici con nano-tecnologie eco-efficienti basate sul plasma. L’attività è svolta nel laboratorio
Clean NT Lab, dotato di tre impianti per processi al plasma
La Business Unit dedicata alla gestione immobiliare (property management) è accompagnata da
servizi di carattere tecnologico e logistico:
- Facilities come assistenza alle imprese fin dalla fase di insediamento
- Allacciamento alle infrastrutture di telecomunicazione
- Condizionamento e riscaldamento con energie rinnovabili
- Manutenzione delle aree verdi
- Affitto del Centro Congressi di Environment Park per conferenze, seminari ed esposizioni
TIPOLOGIA B - AMBITO STORICO-POLITICO
La Resistenza italiana: significati ideologici e morali
DOCUMENTI
“Il primo significato di libertà che assume la scelta resistenziale è implicito nel suo essere un atto di
disobbedienza. Non si trattava tanto di disobbedienza a un governo legale, perché proprio chi
detenesse la legalità era in discussione, quanto di disobbedienza a chi aveva la forza di farsi
obbedire. Era cioè una rivolta contro il potere dell’uomo sull’uomo, una riaffermazione del
principio che il potere non deve averla vinta sulla virtù […]. La scelta dei fascisti per la Repubblica
sociale […] non fu avvolta da questa luce della disobbedienza critica. «L’ho fatto perché mi è stato
comandato» sarà, come è noto, il principale argomento di difesa dei fascisti e dei nazisti nei processi
loro intentati dopo la guerra”.
Claudio PAVONE, “La scelta”, in Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità della Resistenza,
Bollati Boringhieri, Torino, 1991.
“Con argomenti che a volte sono paralleli e a volte si elidono reciprocamente, a sinistra e a destra si
sostiene la tesi che la Resistenza non ha raggiunto i suoi obiettivi, dunque ha sostanzialmente fallito.
Questo atteggiamento discende da una banalizzazione del dato di fatto semplice e forte che grazie
alla Resistenza armata (oltre che agli Alleati) si sono poste in Italia le basi di una democrazia che
gode di un consenso minimo che si è rivelato, nonostante tutto, consistente nella sua tenuta. Esso ha
consentito una competizione politica in cui interessi e identità si confrontano e si scontrano in modo
regolato, culminante nella consultazione popolare tramite voto e altre forme di partecipazione. Non
è certamente la democrazia ideale ma è una democrazia reale.
Sappiamo che per molti resistenti questo risultato è troppo modesto, sproporzionato alle loro
aspettative rivoluzionarie e al loro stesso impegno soggettivo. In particolare, gli antifascisti di area
azionista, comunista e socialista per lungo tempo non si sono rassegnati all'idea che la Resistenza
abbia prodotto soltanto l'instaurazione della democrazia parlamentare - «borghese» aggiungevano
molti per essere espliciti o «formale» per essere più eleganti sul piano concettuale”.
Gian Enrico RUSCONI, Resistenza e postfascismo, Il Mulino, Bologna, 1995.
Giugno 1944-43 partigiani catturati durante il grande rastrellamento nel Verbano-Ossola fucilati
dai tedeschi a Fondotoce. Nel cartello: "Sono questi i liberatori d'Italia oppure sono i banditi?"
“Possa il mio grido di "Viva l'Italia libera" sovrastare e smorzare il crepítio dei moschetti che mi
daranno la morte; per il bene e per l'avvenire della nostra Patria e della nostra Bandiera, per le
quali muoio felice! “
(Franco Balbis, anni 32 - uffìciale in Servizio Permanente Effettivo – nato a Torino. All’indomani dell’8 settembre 1943
entra nel movimento clandestino di Torino – è designato a far parte del 1° Comitato militare regionale piemontese con
compiti organizzativi e di collegamento. Arrestato il 31/III/1944 da elementi della Federazione dei Fasci repubblicani di
Torino – processato nei giorni 2-3 aprile [“processo di Torino”], insieme ai membri del Cmrp, dal tribunale per la
difesa dello Stato – fucilato il 5/IV/1944 al Poligono nazionale del Martinetto in Torino da plotone di militi GNR)
Lettere di condannati a morte della resistenza italiana, http://www.resistenzaitaliana.it/, portale
ANPI)
"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate sulle
montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono
impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani col
pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione."
Pietro Calamandrei, Discorso agli studenti milanesi (1955)
“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può
non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita.
Perciò odio gli indifferenti. (…) L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera
potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può
contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta
che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa
degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare,
lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e
l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e
la massa ignora, perché non se ne preoccupa. (…) Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della
mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena
sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è
intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i
pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli
indifferenti”.
A. Gramsci, Gli Indifferenti , "Il Grido del Popolo", n. 655, 11 febbraio I9I7 pubblicato su Un
numero unico dei giovani, e il sommario de "La Città futura".
Processato nel 1947 per crimini di Guerra (Fosse Ardeatine, Marzabotto e altre orrende stragi di
innocenti), Albert Kesselring, comandante in capo delle forze armate di occupazione tedesche in Italia,
fu condannato a morte. La condanna fu commutata nel carcere a vita. Ma già nel 1952, in
considerazione delle sue "gravissime" condizioni di salute, egli fu messo in libertà. Tornato in patria
fu accolto come un eroe e un trionfatore dai circoli neonazisti bavaresi, di cui per altri 8 anni fu attivo
sostenitore. Pochi giorni dopo il suo rientro a casa Kesselring ebbe l'impudenza di dichiarare
pubblicamente che non aveva proprio nulla da rimproverarsi, ma che - anzi - gli italiani dovevano
essergli grati per il suo comportamento durante i 18 mesi di occupazione, tanto che avrebbero fatto
bene a erigergli... un monumento. A tale affermazione rispose Piero Calamandrei, con una famosa
epigrafe, dettata per una lapide "ad ignominia", collocata nell'atrio del Palazzo Comunale di Cuneo in
segno di imperitura protesta per l'avvenuta scarcerazione del criminale nazista. L’epigrafe afferma:
Lo avrai
camerata Kesselring
Ma soltanto col silenzio dei torturati
più duro d'ogni macigno
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo
sterminio
non colla terra
dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi.
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA
Tipologia B – Saggio breve o Articolo di giornale
ARGOMENTO: SCIENZA NATURA UMANITÀ
Documenti
1. E’ storia ormai a tutti nota che Fermi e i suoi collaboratori ottennero senza accorgersene la
fissione (allora scissione) del nucleo di uranio nel 1934. Ne ebbe il sospetto Ida Noddack: ma né
Fermi né altri fisici presero sul serio le sue affermazioni se non quattro anni dopo, alla fine del
1939. Poteva averle benissimo prese sul serio Ettore Majorana, aver visto quello che i fisici
dell’Istituto romano non riuscivano a vedere. E tanto più che Segrè parla di “cecità”. La “ragione
della nostra cecità non è chiara nemmeno oggi”, dice. Ed è forse disposto aconsiderarla come
provvidenziale, se quella loro cecità impedì a Hitler e Mussolini di avere l’atomica.
Non altrettanto – ed è sempre così per le cose provvidenziali – sarebbero disposti a considerarla
gli abitanti di Hiroshima e Nagasaki.
L. Sciascia, La scomparsa di Majorana, Einaudi, Torino, 1975
2. E quando, con l’andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non
sarà che un progressivo allontanamento dall’umanità. Tra voi e l’umanità si scaverà un abisso
così grande, che ad ogni vostro eureka risponderà un grido di dolore universale.
B. Brecht, Vita di Galileo, trad. it., Einaudi, Torino,
1963
3. Per dolorosa esperienza abbiamo imparato che il pensiero razionale non è sufficiente a
risolvere i problemi della nostra vita sociale. La sottile ricerca e l’attento lavoro scientifico hanno
spesso avuto delle conseguenze per l’umanità, poiché hanno, sì, prodotto, da un lato, le invenzioni
che hanno liberato l’uomo dalla fatica fisica estenuante, rendendone la vita più facile e più ricca;
ma, dall’altra parte, hanno introdotto una grave inquietudine nella sua vita, lo hanno reso schiavo
del suo mondo tecnologico e, cosa più catastrofica ancora, hanno creato i mezzi per la sua stessa
distruzione in massa. In verità, una tragedia spaventosa!
A. Einstein, Pensierideglianni difficili, trad. it. Boringhieri, Milano, 1965
4. Robb Non vorrà negarlo professore. (Oppenheimer ride). Ha fatto la bomba atomica in un
lasso di tempo straordinariamente breve, l’ha sperimentata e alla fine l’ha laqnciata in Giappone:
è così?
Oppenheimer No.
Robb No?
Oppenheimer Il lancio della bomba atomica su Hiroshima è dipeso da una decisione politica, non
mia.
Robb Ma lei ha appoggiato ono, il lancio della bomba sul Giappone?
Oppenheimer Cosa intende per «appoggiare»?
Robb Ha aiutato a scegliere gli obiettivi, non è vero?
Oppenheimer Ho fatto il mio lavoro. Abbiamo ricevuto una lista dei possibili obiettivi…[…] Noi
abbiamo fatto in qualità di tecnici ciò che ci veniva chiesto. Ma non per questo siamo stati noi a
decidere di lanciare la bomba.
Robb Lei sapeva naturalmente che il lancio della bomba atomica sull’obbiettivo scelto da lei
avrebbe ucciso migliaia di civili.
Oppenheimer Non tanti quanti sono stati in realtà.
Robb Quanti morti ci sono stati?
Oppenheimer Settantamila.
Robb In seguito a questo fatto, ha avvertito degli scrupoli di natura morale?
Oppenheimer Terribili.
Robb Degli scrupoli terribili?
Oppenheimer Non conosco nessuno che non abbia avuto dei terribili scrupoli morali dopo il lancio
della bomba.
Robb Questo non le pare un poco schizofrenico?
H. Kipphardt, Sul casodi J. Robert Oppenheimer, trad. it., Einaudi, Torino, 1964
5. La questione non è se qualcuno debba dire ai ricercatori che cosa fare o che cosa non fare,
ma chi impone tali limiti e impartisce le direttive e secondo quali criteri. Per la maggioranza degli
scienziati, i cui istituti di ricerca vengono direttamente o indirettamente finanziati con fondi
pubblici, i controllori sono i governi, i quali, per quanto rispettino sinceramente i valori della
libera ricerca, non aderiscono certo agli stessi criteri ispiratori di un Planck o di un Rutherford o
di un Einstein.
E. J. Hobsbawm, Il secolo breve, trad. it., BUR, Milano, 2000
6. Marino Chiunque abbia esperienza di malati che conducono un’esistenza dipendente in tutto
da risorse esterne e senza speranza di ripresa, sa bene che la tecnologia utilizzata è spesso fuori
dall’ordinario. Nel momento in cui un essere umano perde la capacità di alimentarsi da solo, la
tecnologia gli viene in supporto con un tubicino inserito attraverso le narici, oppure
chirurgicamenete nello stomaco, per fornire all’organismo le sostanze chimiche sostitutive del
nutrimento. Il tutto avviene sotto controllo medico, per cui appare del tutto evidente che stiamo
parlando di terapie e, in quanto tali, debbano essere nella disponibilità dell’individuo il quale può
decidere se accettarle o rifiutarle. Su questo specifico aspetto le gerarchie della Chiesa cattolica
appaiono irremovibili: alimentazione e idratazione non sono nella disponibilità dell’individuo che
non può indicare di rifiutarle nel suo testamento biologico. Perché questo atteggiamento?
Martini La legge si basa sul principio di indisponibilità della vita, che non è da considerarsi privo
di eccezioni. Partendo da questo punto si potrebbe immaginare di ripensare la legge per renderla
più aderente alle reali necessità degli ammalati. Ma si deve anche tenere conto delle ragioni dei
molti che dubitano sulla possibilità di provvedere a tutti i casi reali che si incontrano nel momento
della malattia mediante le regole precise che si scrivono in una legge. In alcuni casi la sofferenza
può essere davvero insopportabile. Qui è necessaria la terapia del dolore e molta comprensione
per chi, entrato in una esistenza estrema, se ne voglia liberare.
C. M. Martini-I. Marino, Credere e conoscere, Einaudi, Torino, 2012
TIPOLOGIA C - TEMA STORICO
I due volti del Novecento.
Da un lato esso è secolo di grandi conquiste civili, economiche, sociali, scientifiche, tecniche;
dall’altro è secolo di grandi tragedie storiche.
Rifletti su tale ambivalenza del ventesimo secolo, illustrandone i fatti più significativi.
TIPOLOGIA D - TEMA di ordine generale
L’artista nella società moderna, tra ideale romantico del genio creatore che non deve essere
costretto da nessuna legge e la logica di mercato. Chi deve o può essere l’artista di oggi? Un
rivoluzionario, un giullare di corte, un cacciatore del bello al di fuori della storia o cos’altro ? In
base alle tue personali riflessioni, letture, ascolti e visioni di opere filmiche, pitture, installazioni etc.
LICEO SCIENTIFICO GOBETTI - SEGRE’ DI TORINO
ANNO SCOLASTICO 2013-2014
SIMULAZIONE DELLA SECONDA PROVA DELL’ESAME DI STATO
22 MAGGIO 2014
Risolvere uno dei due seguenti problemi e 5 dei 10 quesiti in cui si articola il questionario
PROBLEMA N°1
La semicirconferenza di diametro AB , rappresentata nella figura, ha raggio x , mentre la semicircon-ferenza di
AB , ha raggio 1 (si supponga x > 1 ). La retta (r ) è tangente ad entrambe le
semicirconferenze e interseca la retta AB in D . E’ richiesto quanto segue:
diametro BC , adiacente ad
a) si verifichi che la misura del segmento
AD è rappresentata dalla funzione y = f ( x) =
b) si determini in corrispondenza di quale valore di x la misura del segmento
c)
2x 2
;
x −1
AD è minima;
tracciare il grafico della funzione f(x), indipendentemente dalle limitazioni geometriche, mettendo in evidenza il
tratto relativo al problema;
d) discutere al variare del parametro k il “numero” delle soluzioni dell’equazione kx - k = 2x ;
e) si determini l’area della porzione di piano delimitata dalla curva f ( x ) , dall’asse x e dalle rette
2
x=me
x = 2m , dove m è l’ascissa del punto di minimo della funzione f ( x) .
PROBLEMA N°2
Siano assegnate una semicirconferenza di centro
O e diametro AB = 2r e una retta (t ) perpendicolare alla retta
A e B nel punto D tale che OD = 2r . Si consideri un punto
M sulla semicirconferenza e da tale punto si conduca la perpendicolare MC alla retta (t ) e si congiunga il punto
M con i punti A e B . Si richiede quanto segue:
passante per
2 x l’ampiezza dell’angolo BOˆ M e si esprimano in funzione di tale angolo le due seguenti
funzioni:
f ( x) = AM + MC
g ( x) = MC − BM
Determinare per quale valore dell’angolo x tali funzioni assumono rispettivamente il valore massimo e il valore
a) Si indichi con
minimo.
b) Dopo aver verificato che le equazioni delle predette funzioni sono rispettivamente:
(
)
(
)
f ( x) = r 3 + 2 cos x − 2 cos 2 x
e
g ( x) = r 3 − 2 senx − 2 cos 2 x
si studi l’andamento della funzione g (x ) , a prescindere dalle limitazioni geometriche del problema (dopo aver posto r = 1 ) e se ne tracci il grafico nel piano cartesiano.
c) Calcolare le coordinate cartesiane dei punti di intersezione P e Q fra le funzioni f (x ) e g (x ) . Determinare
l’equazione cartesiana della retta tangente alla funzione g ( x ) nel punto di intersezione P situato nel secondo
quadrante e calcolare quindi l’ampiezza dell’angolo che la suddetta retta tangente forma con il semiasse positivo
delle x .
d) Calcolare infine la misura della superficie della porzione di piano delimitata dalla finzione g ( x ) e dall’asse x
nell’intervallo
 π
I = 0;  .
 2
LICEO SCIENTIFICO STATALE Gobetti – TORINO
Simulazione Terza Prova – LATINO – CLASSE V A – Torino, 21 novembre 2013
TOT:……………/15
Cognome:……………………………………………..; Nome:…………………………………………
1. Il motivo della schiavitù in Seneca da spunto di osservazione sociale a riflessione sui
comportamenti umani (rispondi richiamando termini e contenuti dell’epistola 47):
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………………………………………………………………………………………………………
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2. A partire dalle indicazione presenti nel prologo del Libro I delle Fabulae,
caratteristiche principali dell’opera di Fedro:
presenta le
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3. Seneca evidenzia la difficoltà che anche il saggio può incontrare nel mantenere equilibrio e
stabilità; indicando i termini più significativi (che dovrai tradurre), metti in risalto il messaggio
contenuto nell’epistula:
1.Quid tibi vitandum praecipue existimesm quaeris? turbam. Nondum illi tuto committeris. Ego certe confitebor
imbecillitatem meam: numquam mores quos extuli refero; aliquid ex eo quod composui turbatur, aliquid ex iis
quae fugavi redit. Quod aegris evenit quos longa imbecillitas usque eo affecit ut nusquam sine offensa proferantur,
hoc accidit nobis quorum animi ex longo morbo reficiuntur. 2. Inimica est multorum conversatio: nemo non
aliquod nobis vitium aut commendat aut imprimit aut nescientibus allinit. Utique quo maior est populus cui
miscemur, hoc periculi plus est. Nihil vero tam damnosum bonis moribus quam in aliquo spectaculo desidere; tunc
enim per voluptatem facilius vitia subrepunt. […] (Seneca, Epistula 7)
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21 NOVEMBRE 2013
LICEO SCIENTIFICO “P.GOBETTI”
TORINO_a.s._2013_14
SIMULAZIONE TERZA PROVA (tipologia B)
CLASSE 5 A
DOMANDE DI STORIA DELL’ARTE
Rispondi alle seguenti 3 domande a riposta aperta utilizzando le righe indicate.
Ciascuna
risposta vale fino a un max di 15 punti distibuiti secondo la griglia allegata. Il punteggio finale è
dato dalla media dei punteggi relativi alle 3 risposte . La sufficienza è raggiunta con un punteggio
totale pari a 10.
Dopo aver dato una breve ma esaustiva definizione di Romanticismo, analizza alcune
opere di un artista o più artisti tua scelta mettendo in evidenza i caratteri peculiari della sua
produzione (temi ricorrenti, tecnica,…) in relazione alla particolare corrente nazionale a
cui l’autore appartiene.
[15 punti]
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CRITERI DI VALUTAZIONE (Indicatori)
Conoscenza dei contenuti, completezza nello sviluppo
della trattazione richiesta
Capacità espressiva, di sintesi e uso del linguaggio
specifico
PUNT. MAX
7
5
PUNT. CONS.
Contestualizzazione e uso di citazioni e/o riferimenti
3
PUNTEGGIO TOTALE
Analizza l’opera sotto riprodotta, citando l‘autore, il titolo, il periodo (se la conosci
anche la data), il tema, la tecnica e il supporto utilizzati e la corrente artistica a cui
appartiene l’opera. Completa la descrizione con l’ analisi stilistica e dei contenuti
dell’opera stessa.
[15
punti]
Autore_________________________________________
Titolo__________________________________________
Tecnica________________________________________
Supporto_______________________________________
Data (o periodo) _____________________________
Collocazione attuale______________________________
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CRITERI DI VALUTAZIONE (Indicatori)
PUNT. MAX
Conoscenza dei contenuti, completezza nello sviluppo
della trattazione richiesta
Capacità espressiva, di sintesi e uso del linguaggio
PUNT. CONS.
7
5
specifico
Contestualizzazione e uso di citazioni e/o riferimenti
3
PUNTEGGIO TOTALE
Cosa si intende per Vedutismo? Analizza brevemente questa corrente pittorica
partendo dal confronto delle due opere sotto riprodotte individuandone i caratteri
peculiari e distintivi di ciascun autore.
Individua inoltre anche l‘autore, il titolo, la tecnica, il supporto, il periodo (se la conosci
anche la data).
[15 punti]
Autore__________________________
Titolo___________________________
Tecnica_________________________
Supporto________________________
Data (o periodo) ________________
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____________________________
CRITERI DI VALUTAZIONE (Indicatori)
PUNT. MAX
Conoscenza dei contenuti, completezza nello sviluppo
della trattazione richiesta
Capacità espressiva, di sintesi e uso del linguaggio
PUNT. CONS.
7
5
specifico
Confronto tra due opere all’interno di un certo stile o una
certa poetica
3
PUNTEGGIO TOTALE
Cognome : ………………………………………………………………….
Nome: .……………………………………………………………………….
Classe: ……………………….… Data:……...………………..…………..
TABELLA RIASSUNTIVA VOTAZIONE
QUESITI
Trattazione su una corrente artistica
PUNT. MAX
15
PUNT. CONS.
15
Analisi dell’opera
Relazionare un’opera a un certo stile e a una certa
15
poetica
MEDIA – PUNTEGGIO FINALE
NB: la media è arrotondata per eccesso se > 0.6, per difetto se ≤ 0.5
COGNOME e Nome .............................................................
A
21 novembre 2013
V
SIMULAZIONE TERZA PROVA: FISICA
Tipologia B
1) Definisci le grandezze fisiche energia potenziale elettrica e potenziale elettrico,
specificando le unità di misura nel Sistema Internazionale.
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2) Enuncia le leggi di Ohm, specificando le unità di misura di tutte le grandezze
fisiche coinvolte.
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3) Sulla targhetta di un tostapane è scritto: 220V, 500W. Si ricavi:
a) la resistenza del tostapane;
b) l'energia dissipata in calore in mezz'ora di funzionamento (in kWh).
Spiegare i passaggi risolutivi.
Si ricordi che 1kWh = 3,6⋅⋅106 J
Prova Scritta di Inglese (tipologia B) novembre 2013 Candidato/a ………………
Present the setting in time and place and the role of nature in the ballad “La Belle Dame sans
Merci” by John Keats. (10 lines)
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What historical aspects of the time come out in the novel Oliver Twist by Charles Dickens? (10
lines)
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Explain the role of the writer in the Victorian Age with reference to the novels read in class. (10
lines) USE THE OTHER SIDE OF THIS SHEET OF PAPER
SIMULAZIONE TERZA PROVA INGLESE (tipologia B) – classe 5A
Nome: ……………………………………………………..
Data: April 2014
Answer the following questions in no more than 10 lines each.
1.Explain how World War I was dealt with by the War Poets read in class, with
reference to their works.
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2.Compare Joyce’s Ulysses to the Victorian novels read in class as regards:
settings in time and place, narrative technique and point(s) of view, subject
matter, characters and language.
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3.Joyce adopted different ways of writing. Present his peculiarities according to
his works analysed in class.
Simulazione terza prova. (francese)
Torino, 4/04/2014
Nome……………………………………………..Cognome………………………………………
Classe VA ( sperimentazione bilinguismo)
Répondez aux questions suivantes.
Spleen: un état de malaise qui envahit la deuxième moitié du XIX ème siècle: analysez-le tout en
vous appuyant sur des références culturelles. ( 4/10)
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Analysez la structure des “ Fleurs du Mal “de Baudelaire. ( 2/10)
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Pourquoi Marcel Proust est considéré le philosophe du souvenir?Argumentez votre réponse tout en
vous appuyant sur le texte. ( 4/10)
Mais à l'instant même où la gorgée mêlée des miettes du gâteau toucha mon palais, je tressaillis,
attentif à ce qui se passait d'extraordinaire en moi. Un plaisir délicieux m'avait envahi, isolé, sans la
notion de sa cause. II m'avait aussitôt rendu les vicissitudes de la vie indifférentes, ses désastres
inoffensifs, sa brièveté illusoire, de la même façon qu'opère l'amour, en me remplissant d'une
essence précieuse : ou plutôt cette essence n'était pas en moi, elle était moi. J'avais cessé de me
sentir médiocre, contingent, mortel. D'où avait pu me venir cette puissante joie ? Je sentais qu'elle
était liée au goût du thé et du gâteau, mais qu'elle le dépassait infiniment, ne devait pas être de
même nature. D'où venait-elle ? Que signifiait-elle ? Où l'appréhender ? Je bois une seconde gorgée
où je ne trouve rien de plus que dans la première, une troisième qui m'apporte un peu moins que la
seconde. II est temps que je m'arrête, la vertu du breuvage semble diminuer. Il est clair que la vérité
que je cherche n'est pas en lui, mais en moi. [...] Je pose la tasse et me tourne vers mon esprit. C'est
à lui de trouver la vérité. Mais comment ? Grave incertitude, toutes les fois que l'esprit se sent
dépassé par lui-même ; quand lui, le chercheur, est tout ensemble le pays obscur où il doit chercher
et où tout son bagage ne lui sera de rien. Chercher ? pas seulement : créer. II est en face de quelque
chose qui n'est pas encore et que seul il peut réaliser, puis faire entrer dans sa lumière. Et je
recommence à me demander quel pouvait être cet état inconnu, qui n'apportait aucune preuve
logique, mais l'évidence, de sa félicité, dans sa lumière.
Marcel Proust “DU COTE DE CHEZ SWANN”
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Simulazione di Terza Prova: FILOSOFIA
CLASSE 5A
Cognome e Nome …………………………………………
Data……………………..
1. Esponi sinteticamente la “Legge dei tre stadi” di Comte
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2. L’“eterno ritorno” e la sua connessione al concetto di oltreuomo in Nietzsche
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3. Le “istanze” o “luoghi” della psiche nel sistema di Freud
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MATERIA: SCIENZE
DOCENTE: DONATELLA CORTESE
COGNOME E NOME:
DATA: 04 APRILE 2014
CLASSE: 5 A
SIMULAZIONE DI TERZA PROVA
SCIENZE DELLA TERRA
VALUTAZIONE
Conoscenza del contenuto specifico
Sintesi ed organizzazione dell’elaborato
Uso del linguaggio disciplinare
R1
R2
R3
Voto: ………….. /15
1) Descrivi gli involucri terrestri, evidenziandone le caratteristiche di stato fisico e i materiali
presenti.
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2) Spiega sinteticamente quali prove portarono Wegener ad ipotizzare la deriva dei continenti.
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3) Quale significato puoi dare alla definizione ” la luce misura le distanze” e conosci altre
possibilità di misurare le distanze nell’ universo?
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10.3.ESEMPI DI PROVE DISCIPLINARI ASSEGNATE DURANTE L’ANNO.
LICEO SCIENTIFICO STATALE P. Gobetti – TORINO
COMPITO IN CLASSE DI ITALIANO – CLASSE VA – Torino, 21 marzo 2014
Riporta sul foglio il numero corrispondente alla traccia scelta
TIPOLOGIA A - ANALISI DEL TESTO
Dante Alighieri, Paradiso, canto XI, versi 43-63 e 73-87: nel cielo del Sole Dante incontra san
Tommaso d’Aquino, che gli narra la vita di san Francesco e ne esalta l’opera.
43
44
45
46
47
48
«Intra Tupino e l’acqua che discende
del colle eletto dal beato Ubaldo
fertile costa d’alto monte pende,
onde Perugia sente freddo e caldo
da Porta Sole; e di rietro le piange
per grave giogo Nocera con Gualdo.
49
Di questa costa, là dov’ella frange
50 più sua rattezza, nacque al mondo un sole,
51 come fa questo talvolta di Gange.
52
Però chi d’esso loco fa parole,
53 non dica Ascesi, ché direbbe corto,
54
55
56
57
58
59
60
ma Orïente, se proprio dir vuole.
Non era ancor molto lontan da l’orto,
ch’el cominciò a far sentir la terra
de la sua gran virtute ogni conforto;
ché per tal donna, giovinetto, in guerra
del padre corse, a cui, come a la morte,
la porta del piacer nessun diserra;
61 e dinanzi a la sua spirital corte
62 et coram patre le si fece unito;
Intra Tupino …Nocera con Gualdo:
ampia descrizione del territorio, tra i
fiumi Topino e Chiascio, il monte
Subasio (scelto come luogo di
eremitaggio dal beato Ubaldo), Perugia,
Nocera e Gualdo, al centro del quale
sorge Assisi, città natale di san
Francesco
un sole, / come fa questo talvolta di
Gange: nacque un essere umano pieno
di luce e calore, come talvolta ci appare
il vero sole appena sorto in Oriente
(dalle parti del fiume Gange)
Però: perciò
Ascesi: forma locale antica del nome di
Assisi
l’orto: la nascita (dal latino ortus)
la terra: al mondo
per tal donna…a cui,…la porta del
piacer nessun diserra: venne in lite con
suo padre a causa di una donna alla
quale, come alla morte, nessuno apre
volentieri la porta
spirital corte et coram patre: davanti
alla corte ecclesiastica (il vescovo e il
clero) e in presenza del padre
63 poscia di dì in dì l’amò più forte.
73
Ma perch’io non proceda troppo chiuso
74
75
76
77
78
Francesco e Povertà per questi amanti
Prendi oramai nel mio parlar diffuso.
La lor concordia e i lor lieti sembianti,
amore e maraviglia e dolce sguardo
facìeno esser cagion di pensier santi;
facìeno esser cagion di pensier santi:
79
tanto che ’l venerabile Bernardo
80 si scalzò prima, e dietro a tanta pace
81 corse e, correndo, li parve esser tardo.
82
Oh ignota ricchezza! Oh ben ferace!
83 Scalzasi Egidio, scalzasi Silvestro
84 dietro a lo sposo, sì la sposa piace.
85
Indi sen va quel padre e quel maestro
86 con la sua donna e con quella famiglia
87 che già legava l’umile capestro»
facevano nascere santi pensieri in altre
persone
venerabile
Bernardo:
Bernardo
d’Assisi, primo seguace di san
Francesco, e quindi primo a vestire
come lui, che, imitando gli Apostoli,
camminava scalzo
Egidio … Silvestro: anche loro di Assisi
e tra i primi seguaci del santo
Indi sen va: allude agli incontri con i
pontefici per ottenerne l’approvazione,
e alle future predicazioni di Francesco
e dei seguaci in Italia e fuori
che già legava l’umile capestro: già si
cingeva con il rozzo cordone sulla
tonaca, tipico dell’Ordine francescano
Nel quarto cielo, quello del Sole, Dante, guidato sempre da Beatrice, ha incontrato una corona di
dodici «fulgori», che sono le anime di altrettanti celebri sostenitori della fede religiosa. Uno di
questi, san Tommaso d’Aquino, gli descrive in particolare le figure di san Francesco di Assisi,
fondatore dell’Ordine dei Francescani, e san Domenico di Guzman, fondatore dell’Ordine dei
Domenicani: l’uno e l’altro Ordine di fondamentale importanza nella storia della Chiesa a partire
dal secolo XIII. La figura del primo viene presentata, nel discorso di san Tommaso, attraverso una
distesa descrizione realistica dei suoi luoghi di origine e una precisa ricostruzione della sua vicenda
biografica: giovanetto e figlio di un mercante, rifiutò l’agiatezza della famiglia e pubblicamente,
davanti al vescovo della sua città, si spogliò di tutti i beni e dei vestiti per fare voto di povertà e in
questo modo subito attrasse a sé altri giovani. Era nato così l’Ordine dei frati francescani,
riconosciuto poi dall’autorità papale.
1.
Comprensione
del
testo
Individua nei versi riportati le tre parti della ricostruzione dell’evento: l’ambiente geografico, la
scena iniziale della dedizione di Francesco alla vita religiosa, l’effetto di trascinamento sugli altri.
Fai una parafrasi distinta delle tre parti, in non più di 20 righe complessive.
2.
Analisi
del
testo
2.1. Anche senza dare una precisa spiegazione della descrizione topografica dei versi 43-51, rileva
nell’insieme e commenta, per il suo effetto di plasticità e di realismo paesaggistico, la frequenza dei
nomi
di
luogo
e
dei
termini
geografici
e
climatici.
2.2. Per Perugia si nomina, al v. 47, la Porta Sole, così detta perché rivolta a Levante, da dove
entrava in città sia il freddo (proveniente dalle vicine montagne nevose d’inverno), sia il caldo (al
sorgere del sole). Il sole richiama il vero Oriente geografico (specificato mediante il nome del
grande fiume indiano, il Gange) e diventa anche simbolo per indicare la figura del santo, che
«nacque al mondo» proprio come un sole. Commenta questo passaggio da una scena di ambiente
naturale
all’immissione
di
elementi
simbolici.
2.3. Interpreta letteralmente l’espressione dei versi 49-50 «questa costa, là dov’ella frange / più sua
rattezza»,
con
la
quale
si
indica
la
posizione
topografica
di
Assisi.
2.4. Dante usa la forma locale antica del nome di Assisi, cioè «Ascesi». In questo modo, può ricavare
dal nome un significato allegorico, derivato da un verbo e da un sostantivo che si adattano
chiaramente ai valori della vita del santo: quale verbo e quale sostantivo?
2.5. Nei versi da 58 fino alla fine la scelta della povertà come ideale di vita viene illustrata
ripetutamente
con
una
terminologia
particolare:
individuala
e
commentala.
2.6. L’ardore ascetico genera anche foga e concitazione di movimenti. In quali versi e con quali
termini Dante descrive questo effetto, generato nei seguaci dall’esempio di Francesco? Bada anche
al
ritmo
di
alcuni
versi
e
alla
presenza
di
esclamazioni.
3.
Interpretazione
complessiva
e
approfondimenti
Nella ricostruzione della vicenda di san Francesco, Dante ha condensato un ampio capitolo di storia
religiosa del nostro Medioevo. Né va dimenticato che il poeta ha messo questa ricostruzione in
parallelo a quella dell’opera di san Domenico, altro campione di quella storia, e che tutto l’episodio
è affidato alle parole di san Tommaso, massimo teologo dell’epoca. Attraverso queste veloci scene
ideate dalla sua fantasia, Dante evoca importanti questioni di assetto che andava assumendo al suo
tempo la struttura della Chiesa, bisognosa di organismi controllati da regole.
Richiamandoti anche, se lo ritieni, ad illustrazioni figurative del santo, che ricordi, esprimi le tue
considerazioni sull’importanza degli ordini religiosi, francescano e domenicano, nella storia della
Chiesa e nella diffusione del messaggio evangelico nel mondo.
TIPOLOGIA B - REDAZIONE DI UN “SAGGIO BREVE” O DI UN “ARTICOLO DI GIORNALE”
(puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti)
CONSEGNE
Sviluppa l’argomento scelto o in forma di “saggio breve” o di “articolo di giornale”, utilizzando i documenti e i dati che lo corredano.
Se scegli la forma del “saggio breve”, interpreta e confronta i documenti e i dati forniti e su questa base svolgi, argomentandola, la tua
trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio.
Da’ al saggio un titolo coerente con la tua trattazione e ipotizzane una destinazione editoriale (rivista specialistica, fascicolo scolastico di
ricerca e documentazione, rassegna di argomento culturale, altro).
Se lo ritieni, organizza la trattazione suddividendola in paragrafi cui potrai dare eventualmente uno specifico titolo.
Se scegli la forma dell’ “articolo di giornale”, individua nei documenti e nei dati forniti uno o più elementi che ti sembrano rilevanti e
costruisci su di essi il tuo ‘pezzo’.
Da’ all’articolo un titolo appropriato ed indica il tipo di giornale sul quale ne ipotizzi la pubblicazione (quotidiano, rivista divulgativa,
giornale scolastico, altro).
Per attualizzare l’argomento, puoi riferirti a circostanze immaginarie o reali (mostre, anniversari, convegni o eventi di rilievo).
Per entrambe le forme di scrittura non superare le quattro o cinque colonne di metà di foglio protocollo.
TIPOLOGIA B. AMBITO ARTISTICO LETTERARIO n.1
Argomento - Il taedium vitae, la noia, l’ennui, la malattia dell’insoddisfazione: temi di riflessione e
motivi di ispirazione letteraria
DOCUMENTI
1. Come quei pusillanimi che navigando soffrono il mal di mare e credono di poter stare meglio
se da una scialuppa passeranno su un vascello, e poi da questo su una trireme, ma non
ottengono nessun risultato e portano sempre con sé la loro bile e la loro pusillanimità, così
cambiare modo di vivere non toglie all’anima le cause che l’affliggono e la turbano.
Inesperienza delle cose, irriflessione, il non potere o il non sapere fare buon uso dei beni di
cui disponiamo: ecco i difetti che tempestano ricchi e poveri, che tormentano sposati e celibi.
Per causa loro si sfugge la vita pubblica, ma poi non si sopporta l’inattività; si cerca di farsi
strada a corte, ma una volta arrivati, subito se ne prova fastidio: “Essere incontentabile è il
malato per la sua infermità.” (Euripide, Oreste, v.232) […] Le persone inesperte e
dissennate riguardo alla vita, come i malati che non riescono a sopportare né il caldo né il
freddo, si lasciano esaltare dalla buona sorte, abbattere dall’avversa e turbare da entrambe,
o piuttosto da se stesse in entrambe, e anche in rapporto a quelli che sono considerati beni.
(Plutarco, Trattato sulla serenità dell’animo, 50-120 d.C – Letterato, filosofo e storico noto
soprattutto per le Vite parallele)
2. Se gli uomini potessero, così come appare evidente che essi sentono di avere
Nel loro animo una pena che li schiaccia con il suo peso,
anche conoscere le cause perché ciò avvenga e perché
una così gran mole, per così dire, di affanni persista immutata nel cuore,
non trascorrerebbero così la vita, come ora per lo più li vediamo
non sapere che cosa ciascuno voglia per sé, e sempre cercare
di mutare luogo nell’illusione di trovare sollievo.
Spesso dai sontuosi palazzi esce fuori all’aperto
Colui al quale è venuto a noia lo stare in casa, ma subito vi rientra
Come chi si è accorto che fuori non sta per niente meglio.
Precipitosamente, corre alla villa, sferzando i puledri,
come se dovesse portare soccorso alla casa in fiamme,
non appena ha varcato la soglia della villa, subito sbadiglia
o inerte si rifugia nel sonno e cerca l’oblio,
oppure in fretta e furia si dirige in città per rivederla per l’ennesima volta.
In tal modo ciascuno fugge se stesso, ma a quel se stesso cui naturalmente, come avviene,
non è possibile fuggire, rimane attaccato con maggior rancore e lo odia,
poiché non riesce a comprendere, malato, le cause della sua malattia.
Se ciascuno potesse vederla con chiarezza, lasciata ormai ogni altra cosa,
mirerebbe, prima di tutto, a conoscere le cause delle cose,
perché è in discussione la condizione dell’eternità, non di una sola ora,
condizione nella quale gli uomini devono di necessità permanere tutto il tempo,
qualunque sia quello che resta dopo la morte.
(Lucrezio, De rerum natura, Libro III, vv. 1053-1075)
3. […] In questa stessa situazione aggiungi quelli che a furia di mutare la loro condizione di
vita, alla fine, sopraggiunti alla vecchiaia – che è sempre pigra di fronte alle novità – non
hanno più neppure il conforto della noia, che li portava, appunto, a cambiare
continuamente il loro stato, come fanno coloro che non riuscendo a dormire si girano e si
rigirano passando da una posizione all’altra, fino a che non crollano, vinti più che dal
sonno dalla stanchezza. Aggiungi ancora quelli che sono poco volubili, non perché in loro
ci sia una certa dose di costanza ma solo per indolenza, per cui, pur volendo vivere
diversamente, continuano a mantenersi in quello stato semplicemente perché così si sono
trovati a vivere all’inizio. Come vedi, le varietà del male sono innumerevoli, ma tutte
portano allo stesso risultato: l’insoddisfazione (sibi displicere). La quale nasce
dall’incostanza o instabilità dell’animo, da desideri imprecisi o che hanno scarsa
possibilità di realizzarsi, per cui o non si ha il coraggio di osare o non si riesce a realizzare
ciò che si vuole, col risultato che ci si immerge tutti nella speranza; ciò che accade
necessariamente a coloro che sono sempre in bilico e che sono perciò continuamente
instabili o oscillanti. Cercano in ogni modo di raggiungere l’oggetto dei loro desideri e
insegnano a se stessi cose disoneste e difficili e si costringono (ad esse), poi, quando vedono
che il loro sforzo non viene ricompensato, si vergognano per l’inutile disonore, né soffrono
di aver voluto cose riprovevoli, ma di averle volute inutilmente. […] La situazione si fa
ancora più drammatica quando, disgustati dalla vita pubblica, ci si rifugia nel privato e
nella meditazione. […] Da qui la noia, lo scontento, quell’irrequieto e ininterrotto volgersi
qua e là, senza trovare un appiglio a cui aggrapparsi, la deprimente insofferenza per
quello stato di inattività. […]
(Seneca, De tranquillitate animi, Cap. III)
4. O greggia mia che posi, oh te beata,
che la miseria tua, credo, non sai!
Quanta invidia ti porto!
Non sol perché d’affanno
Quasi libera vai;
Ch’ ogni stento, ogni danno,
ogni estremo timor subito scordi;
ma più perché giammai tedio non provi.
Quando tu siedi all’ombra, sovra l’erbe,
tu se’ queta e contenta;
e gran parte dell’anno
senza noia consumi in quello stato,
ed io pur seggo svra l’erbe, all’ombra,
e un fastidio m’ingombra
la mente, ed uno spron quasi mi punge
sì che, sedendo, più che mai son lunge
da trovar pace o loco.
E pur nulla non bramo,
e non ho fino qui cagion di pianto.
Quel che tu goda o quanto,
non so già dir; ma fortunata sei.
Ed io godo ancor poco,
o greggia mia, né di ciò sol mi lagno.
Se tu parlar sapessi, io chiederei:
“Dimmi: perché giacendo
A bell’agio, ozioso,
s’appaga ogni animale;
ma s’io giaccio in riposo, il tedio assale?
(G. Leopardi, Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, vv. 105-132)
5. La noia è in qualche modo il più sublime dei sentimenti umani. Non che io creda che
dall’esame di tale sentimento nascano quelle conseguenze che molti filosofi hanno stimato di
raccorne (19, ma nondimeno il non potere essere soddisfatto da alcuna cosa terrena, né, per così
dire, dalla terra intera; considerare l’ampiezza inestimabile dello spazio, il numero e la mole
meravigliosa dei mondi, e trovare che tutto è poco e piccino alla capacità dell’animo proprio;
immaginarsi il numero dei mondi infinito, e l’universo infinito, e sentire che l’animo e il
desiderio nostro sarebbe ancora più grande che si fatto universo; e sempre accusare le cose
d’insufficienza e di nullità, e patire mancamento e voto, e però noia, pare a me il maggiore segno
di nobiltà che si vegga della natura umana. Perciò la noia è poco nota agli uomini di nessun
momento (2) e pochissimo o nulla agli altri animali. 1. “raccorne”: raccogliere. Leopardi allude ai filosofi
di formazione religiosa, i quali, constatando uno scarto tra le aspirazioni umane alla felicitò e la loro effettiva
realizzazione, ne hanno dedotto uno slancio spiritualistico. Il modello è, con molta probabilità, Blaise Pascal; 2. “di
nessun momento”: di nessun valore, di nessuna importanza
(G. Leopardi, Zibaldone dei pensieri, LXVIII)
6. Ma in mezzo agli sciacalli, alle pantere, alle linci
Alle scimmie, agli scorpioni, agli avvoltoi, ai serpenti,
ai mostri guaiolanti, grufolanti, striscianti
del nostro infame serraglio dei vizi,
uno è ancora più brutto, più cattivo, più immondo!
Senza troppo agitarsi né gridare,
vorrebbe della terra non lasciar che rovine
e sbadigliando inghiottirebbe il mondo:
è la Noia – Occhio greve d’un pianto involontario,
fuma la pipa, sogna impiccagioni…
lo conosci, lettore, quel mostro delicato
-
Ipocrita lettore, - mio simile, - fratello!
(C. Baudelaire, Al lettore – I fiori del male, vv. 29-40
7. Noia
Anche questa notte passerà
Questa solitudine in giro
Titubante ombra dei fili tranviari
Sull’umido asfalto
Guardo le teste dei brumisti (1)
Nel mezzo sonno
(1) “brumisti”: vetturini di piazza, è termine lombardo che deriva
dall’inglese brougham, un tipo di carrozza
tentennare
(G. Ungaretti, Noia da Allegria)
8. Penso che, a questo punto, sarà forse opportuno che io spenda qualche parola sulla noia, un
sentimento di cui mi accadrà di parlare spesso in queste pagine. Dunque, per quanto io mi
spinga indietro negli anni con la memoria, ricordo di aver sempre sofferto della noia. Ma
bisogna intendersi su questa parola. Per molti la noia è il contrario del divertimento; e
divertimento è distrazione, dimenticanza. Per me, invece, la noia non è il contrario del
divertimento: potrei dire, anzi, addirittura, che per certi aspetti essa rassomiglia al
divertimento in quanto, appunto, provoca distrazione e dimenticanza, sia pure di un genere
molto particolare. La noia, per me, è propriamente una specie di insufficienza o
inadeguatezza o scarsità della realtà. Per adoperare una metafora, la realtà, quando mi
annoio, mi ha sempre fatto l’effetto sconcertante che fa una coperta troppo corta, ad un
dormiente, in una notte d’inverno: la tira sui piedi e ha freddo al petto, la tira sul petto e ha
freddo ai piedi; e così non riesce mai a prendere sonno veramente oppure, altro paragone,
la mia noia rassomiglia all’interruzione frequente e misteriosa della corrente elettrica in
una casa: un momento tutto è chiaro ed evidente, qui sono le poltrone, lì i divani, più in là
gli armadi, le consolle, i quadri, i tendaggi, i tappeti, le finestre, le porte; un momento dopo
non c’è più che buio e vuoto. Oppure, terzo paragone, la mia noia potrebbe essere definita
una malattia degli oggetti, consistente in un avvizzimento o perdita di vitalità quasi
repentina; come a vedere in pochi secondi, per trasformazioni successive e rapidissime, un
fiore passare dal boccio all’appassimento e alla polvere.
(A. Moravia, La noia, 1960)
TIPOLOGIA B – AMBITO ARTISTICO LETTERARIO n. 2
ARGOMENTO: L’aspirazione alla libertà nella tradizione e nell’immaginario artistico-letterario.
DOCUMENTI
Dolce consorte, le rispose Ettorre, Or ti piaccia gradir la sua venuta:
ciò tutto che dicesti a me pur anco libertà va cercando, ch'è sì cara,
ange il pensier; ma de' Troiani io come sa chi per lei vita rifiuta.
temo
Tu 'l sai, che non ti fu per lei
fortemente lo spregio, e dell'altere amara
Troiane donne, se guerrier codardo
mi tenessi in disparte, e della pugna
evitassi i cimenti. Ah nol consente,
no, questo cor. Da lungo tempo
appresi
in Utica la morte, ove lasciasti
la vesta ch'al gran dì sarà sì chiara.
ad esser forte, ed a volar tra' primi
negli acerbi conflitti alla tutela
della paterna gloria e della mia.
Giorno verrà, presago il cor mel
dice,
verrà giorno che il sacro iliaco muro
e Priamo e tutta la sua gente cada.
Ma né de' Teucri il rio dolor, né
quello
d'Ecuba stessa, né del padre antico,
né de' fratei, che molti e valorosi
sotto il ferro nemico nella polve
cadran distesi, non mi accora, o
donna,
sì di questi il dolor, quanto il crudele
tuo
destino,
[…]
Ma pria morto la terra mi ricopra,
ch'io di te schiava i lai pietosi
intenda.
"1. -[…] E se, come io dissi, era
necessario, volendo vedere la virtù
di Moisè, che il populo d'Isdrael
fussi stiavo in Egitto, et a conoscere
la grandezza dello animo di Ciro,
ch'e' Persi fussino oppressati da'
Medi e la eccellenzia di Teseo, che li
Ateniensi fussino dispersi; così al
presente, volendo conoscere la virtù
d'uno spirito italiano, era necessario
che la Italia si riducessi nel termine
che ell'è di presente, e che la fussi
più stiava che li Ebrei, più serva
ch'e' Persi, più dispersa che li
Ateniensi, sanza capo, sanza ordine;
battuta, spogliata, lacera, corsa, et
avessi sopportato d'ogni sorte ruina.
2. -[…] In modo che, rimasa sanza
vita, espetta qual possa esser quello
che sani le sue ferite, e ponga fine a'
sacchi di Lombardia, alle taglie del
Reame e di Toscana, e la guarisca di
quelle sue piaghe già per lungo
tempo infistolite. Vedesi come la
prega Dio, che le mandi qualcuno
che la redima da queste crudeltà et
insolenzie barbare. Vedesi ancora
tutta pronta e disposta a seguire una
bandiera, pur che ci sia uno che la
pigli."
OMERO, Iliade, libro VI
DANTE ALIGHIERI, Purgatorio, I,
vv. 70-75
N. MACHIAVELLI, Il Principe,
Capitolo XXVI, 1532
ogni gente sia libera,
della
spada
l'iniqua
O stranieri, nel proprio retaggio
torna Italia, e il suo suolo riprende;
o stranieri, strappate le tende
da una terra che madre non v'è.
Non vedete che tutta si scote
dal Cenisio alla balza di Scilla?
Non sentite che infida vacilla
sotto il peso de' barbari piè?
e pèra
ragion.
Se la terra ove oppressi gemeste
preme i corpi de' vostri oppressori,
se la faccia d'estranei signori
tanto amara vi parve in quei dì;
chi v'ha detto che sterile, eterno
sarìa il lutto dell'itale genti?
Chi v'ha detto che ai nostri lamenti
sarìa sordo quel Dio che v'udì?
O stranieri! Sui vostri stendardi
sta l'obbrobrio di un giuro tradito; A. MANZONI, Marzo 1821, vv. 41un giudizio da voi proferito 64, 1848
v'accompagna a l'iniqua tenzon;
voi che a stormo gridaste in quei
giorni:
Dio rigetta la forza straniera;
«Sciorinarono dal campanile un fazzoletto a tre colori, suonarono le campane a stormo, e
cominciarono a gridare in piazza: - Viva la libertà! –
Come il mare in tempesta. La folla spumeggiava e ondeggiava davanti al casino dei galantuomini,
davanti al Municipio, sugli scalini della chiesa: un mare di berrette bianche; le scuri e le falci che
luccicavano. Poi irruppe in una stradicciuola.
-A te prima, barone! che hai fatto nerbare la gente dai tuoi campieri! – Innanzi a tutti gli altri una
strega, coi vecchi capelli irti sul capo, armata soltanto delle unghie. – A te, prete del diavolo! che ci
hai succhiato l’anima! – A te, ricco epulone, che non puoi scappare nemmeno, tanto sei grasso del
sangue del povero! – A te, sbirro! che hai fatto la giustizia solo per chi non aveva niente! A te,
guardaboschi! che hai venduto la tua carne e la carne del prossimo per due tarì al giorno! –
E il sangue che fumava ed ubbriacava. Le falci, le mani, i cenci, i sassi, tutto rosso di sangue! – Ai
galantuomini! Ai cappelli! Ammazza! Ammazza! Addosso ai cappelli – […]
E come l’ombra s’impiccioliva lentamente sul sagrato, la folla si ammassava tutta in un canto. Fra
due casucce della piazza, in fondo ad una stradicciola che scendeva a precipizio, si vedevano i campi
giallastri nella pianura, i boschi cupi sui fianchi dell’Etna. Ora dovevano spartirsi quei boschi e
quei campi. Ciascuno fra sé calcolava colle dita quello che gli sarebbe toccato di sua parte, e
guardava in cagnesco il vicino. – Libertà voleva dire che doveva essercene per tutti!».
G. VERGA, La Libertà, da “Novelle rusticane”, 1883
Su
i
quaderni
di
scolaro E come potevamo noi cantare
Su i miei banchi e gli alberi con il piede straniero sopra il cuore,
Su la sabbia su la neve fra i morti abbandonati nelle piazze,
Scrivo
il
tuo
nome sull'erba dura di ghiaccio, al
lamento
Su ogni pagina che ho letto d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero
Su ogni pagina che è bianca della madre che andava incontro al
Sasso sangue carta o cenere figlio
Scrivo
il
tuo
nome crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
Su
le
immagini
dorate anche le nostre cetre erano appese,
Su
le
armi
dei
guerrieri oscillavano lievi al triste vento
Su
la
corona
dei
re
Scrivo
il
tuo
nome
[…] S. QUASIMODO, da Giorno dopo
giorno, 1947
E
in
virtù
d'una
parola
Ricomincio
la
mia
vita
Sono
nato
per
conoscerti
Per
chiamarti
Libertà
P. ELUARD, Liberté, 1942, trad. F.
Fortini
«Sono felice di unirmi a voi in questa che passerà alla storia come la più grande dimostrazione per
la libertà nella storia del nostro paese. Cento anni fa un grande americano, alla cui ombra ci
leviamo oggi, firmò il Proclama sull’Emancipazione. Questo fondamentale decreto venne come un
grande faro di speranza per milioni di schiavi negri che erano stati bruciati sul fuoco dell’avida
ingiustizia. Venne come un’alba radiosa a porre termine alla lunga notte della cattività. […]
Cerchiamo di non soddisfare la nostra sete di libertà bevendo alla coppa dell’odio e del
risentimento. Dovremo per sempre condurre la nostra lotta al piano alto della dignità e della
disciplina. Non dovremo permettere che la nostra protesta creativa degeneri in violenza fisica.
Dovremo continuamente elevarci alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica con la forza
dell’anima.
Questa meravigliosa nuova militanza che ha interessato la comunità negra non dovrà condurci a
una mancanza di fiducia in tutta la comunità bianca, perché molti dei nostri fratelli bianchi, come
prova la loro presenza qui oggi, sono giunti a capire che il loro destino è legato col nostro destino, e
sono giunti a capire che la loro libertà è inestricabilmente legata alla nostra libertà».
Martin Luther KING, da I have a dream, 1965
È una delle opere più note dell'artista. La libertà che
guida il popolo nasce in relazione ai moti
rivoluzionari del luglio 1830, che rovesciarono il
regno di Carlo X in soli tre giorni.
La tela è dominata dall'impeto travolgente del
popolo che avanza e che nessuna forza reazionaria
potrà arrestare. È, questo, un quadro nel quale è
rappresentata con chiarezza l'ideologia liberale dei
giovani
romantici.
E. DELACROIX La libertà che guida il popolo. 28
luglio 1830 (olio su tela, Parigi, Louvre)
TIPOLOGIA B – AMBITO SOCIO-ECONOMICO
2. AMBITO SOCIO - ECONOMICO
ARGOMENTO: Alle basi della convivenza civile e dell’esercizio del potere: giustizia, diritto, legalità.
DOCUMENTI
«…l’uomo solo, tra gli animali, ha la parola:…la parola è fatta per esprimere ciò che è giovevole e ciò
che è nocivo e, di conseguenza, il giusto e l’ingiusto: questo è, infatti, proprio dell’uomo rispetto agli
altri animali, di avere, egli solo, la percezione del bene e del male, del giusto e dell’ingiusto e degli altri
valori: il possesso comune di questi costituisce la famiglia e lo stato…quand’è perfetto, l’uomo è la
migliore delle creature, così pure, quando si stacca dalla legge e dalla giustizia, è la peggiore di
tutte…Ora la giustizia è elemento dello stato; infatti il diritto è il principio ordinatore della comunità
statale
e
la
giustizia
è
determinazione
di
ciò
che
è
giusto.»
ARISTOTELE,
Politica,
I,
Cap.1,2
«Osservate che la parola diritto non è contraddittoria alla parola forza, ma la prima è piuttosto una
modificazione della seconda, cioè la modificazione più utile al maggior numero. E per giustizia io non
intendo altro che il vincolo necessario per tenere uniti gl’interessi particolari, che senz’esso si
scioglierebbono nell’antico stato d’insociabilità; tutte le pene che oltrepassano la necessità di conservare
questo vincolo sono ingiuste di lor natura. Bisogna guardarsi di non attaccare a questa parola giustizia
l’idea di qualche cosa di reale, come di una forza fisica, o di un essere esistente; ella è una semplice
maniera di concepire degli uomini, maniera che influisce infinitamente sulla felicità di ciascuno;
nemmeno intendo quell’altra sorta di giustizia che è emanata da Dio e che ha i suoi immediati rapporti
colle
pene
e
ricompense
della
vita
avvenire.»
C.
BECCARIA,
Dei
delitti
e
delle
pene,
Cap.
II,
1764
«Chi richiede una definizione della giustizia cerca di solito un concetto normativo, ossia un criterio che
sia utile a distinguere il giusto dall’ingiusto. Per definire un tale concetto è possibile innanzi tutto
riallacciarsi alle opinioni correnti. Questo modo di procedere…si trova però dinanzi a una difficoltà: le
opinioni su ciò che è giusto o ingiusto divergono ampiamente…limitandosi ai giudizi di giustizia ben
ponderati, si osserva che sul piano dei fondamenti, sul piano dei principi della giustizia, si danno palesi
divergenze di opinione. “A ognuno secondo le sue prestazioni”, afferma il liberalismo economico; “a
ognuno secondo i suoi diritti legali”, si dice nello stato di diritto; “a ognuno secondo i suoi meriti”, si
dice in molte aristocrazie; e il socialismo esige che si dia “a ognuno secondo i suoi bisogni”.»
O.
HÖFFE,
Giustizia
politica,
Bologna,
1995
«La domanda che ora dobbiamo porci è: ci sono principi chiari in base ai quali possiamo stabilire una
distribuzione idealmente giusta dei diritti e dei privilegi, degli oneri e dei dolori, da assegnare agli esseri
umani in quanto tali? C’è una posizione ampiamente diffusa secondo cui per rendere giusta una società
si devono concedere certi diritti naturali a tutti i membri della comunità, e il diritto positivo deve come
minimo incorporare e proteggere questi diritti, indipendentemente da quali altre regole esso possa poi
contenere. Ma è difficile individuare nel senso comune il consenso sull’elenco preciso di questi diritti
naturali, e ancor meno chiari sono quei principi da cui è possibile dedurli in modo sistematico.»
H.
SIDGWICK,
I
Metodi
dell’etica,
Milano,
1995
«La giustizia è la prima virtù delle istituzioni sociali, così come la verità lo è dei sistemi di pensiero. Una
teoria, per quanto semplice ed elegante, deve essere abbandonata o modificata se non è vera. Allo stesso
modo, leggi e istituzioni, non importa quanto efficienti e ben congegnate, devono essere riformate o
abolite se sono ingiuste. Ogni persona possiede un’inviolabilità fondata sulla giustizia su cui neppure il
benessere della società nel suo complesso può prevalere. Per questa ragione la giustizia nega che la
perdita della libertà per qualcuno possa essere giustificata da maggiori benefici goduti da altri…Di
conseguenza, in una società giusta sono date per scontate eguali libertà di cittadinanza; i diritti garantiti
dalla giustizia non possono essere oggetto né della contrattazione politica, né del calcolo degli interessi
sociali…un’ingiustizia è tollerabile solo quando è necessaria per evitarne una ancora maggiore. Poiché
la verità e la giustizia sono le virtù principali delle attività umane, esse non possono essere soggette a
compromessi.»
J.
RAWLS,
Una
teoria
della
giustizia,
Milano,
1982
«Che l’idea di giustizia non si esaurisca nel fatto storico o positivo, ci è dimostrato dal suo perpetuo
rinascere nella coscienza come esigenza assoluta…Senza cotesta vocazione e attività inesausta della
coscienza, neppure si spiegherebbe la vita storica del diritto; poiché appunto da quella attitudine
originaria ed insopprimibile dipende il plasmarsi e riplasmarsi continuo dei rapporti sociali e delle
regole che li dominano…Chi viola leggermente le leggi scuote le basi stesse della vita civile, e vulnera le
condizioni dalle quali dipende la rispettabilità della sua persona. Ma il culto della giustizia non consiste
solo nell’osservanza della legalità, né vuole esser confuso con essa. Non coll’adagiarci supinamente
nell’ordine stabilito, né coll’attendere inerti che la giustizia cada dall’alto, noi rispondiamo veramente
alla vocazione della nostra coscienza giuridica. Questa vocazione c’impone una partecipazione attiva e
indefessa all’eterno dramma, che ha per teatro la storia, e per tema il contrasto tra il bene e il male, tra
il diritto e il torto. Noi non dobbiamo solo obbedire alle leggi, ma anche vivificarle e cooperare al loro
rinnovamento…Chi dice giustizia, dice subordinazione ad una gerarchia di valori; e nulla è più contrario
a un tale principio che l’arbitraria rimozione dei limiti che separano il lecito dall’illecito, il merito dal
demerito…Solo la giustizia risplende, guida sicura, sul vario tumulto delle passioni…Senza di essa, né la
vita
sarebbe
possibile,
né,
se
anche
fosse,
meriterebbe
di
essere
vissuta.»
G.
DEL
VECCHIO,
La
Giustizia,
Roma,
1959
«B...In una qualsiasi società, e dunque anche in una società democratica, la funzione fondamentale del
diritto è quella di stabilire le regole dell’uso della forza. Le regole dell’uso della forza vuol dire: chi deve
esercitare l’uso della forza (non chiunque, ma solo coloro che sono autorizzati ad esercitarla); come (con
un giudizio regolato); quando (non in un qualsiasi momento, ma quando sono state completate le
procedure definite dalla legge); quanto (non puoi punire un furtarello nello stesso modo in cui punisci un
omicidio). In uno Stato di diritto una delle grandi funzioni delle leggi è quella di stabilire come deve
essere
usato
il
monopolio
della
forza
legittima
che
lo
Stato
detiene.»
N. BOBBIO e M. VIROLI, Dialogo intorno alla Repubblica, Roma – Bari, 2001
TIPOLOGIA B – AMBITO STORICO-POLITICO
Argomento: La realtà della guerra e l’esigenza della pace
DOCUMENTI
1. Le più alte civiltà dell’antichità, la greca e la romana, furono guerrafondaie.
Mentre nei “secoli bui” del Medioevo, considerato unanimemente un
periodo di decadenza culturale e sociale, la guerra tocca forse, per intensità,
estensione e frequenza, il punto più basso della sua storia. E riprende invece
tutta la sua forza con l’avvento della rivoluzione scientifica,
dell’industrialismo, del progresso. […] forse le radici più robuste di questa
sorprendente coincidenza fra civiltà e guerra si trovano, almeno in epoca
moderna, […] nella estrema difficoltà che, in una società come l’attuale,
regolamentata e dominata dalla forma Stato, l’individuo trova nello
scaricare la propria aggressività.
L’aggressività non coincide col fenomeno guerra, ma piuttosto col più largo
bisogno di conflitto. Se infatti la guerra è soprattutto un fenomeno culturale,
l’aggressività è una pulsione naturale dell’uomo (che in quanto si organizzi
può trovare sbocco anche nella guerra)
[…] Un’altra attrattiva psicologica della guerra è di costituire un tempo
d’attesa, un tempo sospeso, la cui fine non dipende da noi, al quale ci si
consegna totalmente e che ci libera d’ogni responsabilità personale. […] La
guerra realizza quella che per l’uomo è una delle condizioni psicologiche più
favorevoli: avendo qualcosa da aspettare sentiamo meno tedio della vita o,
come è per molti, la sua dolorosa inutilità. […] Proiettati con tutte le nostre
fibre verso la fine della guerra, cui demandiamo, naturalmente, la
realizzazione della nostra felicità, non abbiamo tempo di pensare ad altro.
E’ del resto una delle caratteristiche della guerra quella di ridurre la realtà
all’essenziale. A cominciare dai sentimenti. Ci si disperde meno in guerra.
Sia nel senso che i sentimenti vengono naturalmente depurati di quelle
sovrastrutture che in tempo di pace li inquinano, li immiseriscono e ne
limitano l’espressione[…] sia nel senso che l’uomo si concentra
emotivamente solo su ciò che davvero gli interessa, eliminando tutto ciò che
non lo riguarda. […] La guerra tira fuori tutto il bene e tutto il male che c’è
in noi. Coraggio, paura, risolutezza, debolezza, orgoglio, meschineria,
ferocia, pietà e tutti gli altri moti dell’animo si presentano qui allo stato puro
senza possibilità di mediazioni e bluff. […] Essa, involontariamente fin che si
vuole […], conferisce un enorme valore alla vita. E’ uno dei tanti paradossi
della guerra. Ma è un paradosso solo apparente. E’ la morte che dà valore
alla vita.
(M. Fini, Elogio della guerra, Milano 1989)
2. La teoria della guerra come male necessario è stata certamente la più
diffusa in tutte le filosofie della storia che in qualche modo hanno meditato
sul signifiato della guerra per la civiltà umana. Ed è strettamente connessa
alle teorie del progresso, secondo le quali in diversa misura e sotto diversi
aspetti, il progresso dell’umanità passa o è passato anche attraverso la
guerra. La connessione tra concezione della guerra come male necessario e
teorie del progresso ha assunto principalmente questa triplice forma: la
guerra è necessaria la progresso morale dell’umanità, nel senso che sviluppa
energie che in tempo di pace non hanno la possibilità di manifestarsi, e
induce gli uomini all’esercizio di virtù sublimi, quali il coraggio eroico, il
sacrificio di sé per un’idea, l’amor di patria, senza le quali nessun gruppo
sociale sarebbe in grado di sopravvivere; la guerra è necessaria al progresso
sociale dell’umanità, perché rende possibile l’unificazione di genti diverse in
comunità sempre più vaste e pertanto serve al fine ultimo della storia, che è
l’unificazione del genere umano, la guerra è necessaria al progresso tecnico
perché l’intelligenza creatrice dell’uomo risponde con maggiore vigore e con
più sorprendenti risultati alle sfide che il contrasto con la natura e con gli
altri animali di volta in volta le pongono, e la guerra è certamente una delle
massime sfide che un gruppo sociale deve affrontare per la propria
sopravvivenza.
L’altra faccia della concezione della guerra come male necessario è la
concezione della pace come bene insufficiente. Considerare la pace come
bene insufficiente vuol dire che la pace non è in grado da sola di assicurare
una vita sociale perfetta, in cui gli uomini siano felici e prosperi. La pace è
considerata di solito come una condizione, soltanto come una delle
condizioni, per la realizzazione di altri valori, di solito considerati superiori,
come sono la giustizia, la libertà, il benessere. Si può dite della pace […] che
essa evita il massimo dei mali (la morte violenta), ma non persegue il
massimo dei beni. Il bene che la pace tutela è il bene della vita. Ma la vita è il
massimo dei beni? A parte il fatto che non esiste in assoluto il massimo dei
beni, la vita viene continuamente messa a confronto con altri beni, come la
libertà, l’onore personale e di gruppo, il benessere della collettività ecc., e nel
confronto non sempre ha la meglio. Là dove nel confronto un altro bene,
come la libertà, viene considerato superiore alla vita […], la pace non è più
un valore supremo, e non può trasformarsi in alcune circostanze addirittura
in un disvalore. Tutti coloro che hanno considerato la guerra causa del
progresso hanno considerato la pace come causa, se non del regresso, del
non progresso […]
(N. Bobbio, L’idea della pace e il pacifismo, in Il problema della guerre e le vie
della pace, Bologna 1979)
3. Ci è pure doloroso constatare come nelle comunità politiche
economicamente più sviluppate si siano creati e si continuino a creare
armamenti giganteschi; come a tale scopo venga assorbita una percentuale
altissima di energie spirituali e di risorse economiche; gli stessi cittadini di
quelle Comunità politiche siano sottoposti a sacrifici non lievi; mentre altre
Comunità politiche vengano, di conseguenza, private di collaborazioni
indispensabili al loro sviluppo economico e al loro progresso sociale.
Gli armamenti, come è noto, si sogliono giustificare adducendo il motivo che
se una pace oggi è possibile, non può essere che una pace fondata
sull’equilibrio delle forze. Quindi se una comunità politica si arma, le altre
Comunità politiche devono tenere il passo ed armarsi esse pure. E se una
Comunità politica produce armi atomiche, le altre devono pure produrre
armi atomiche di potenza distruttiva pari. In conseguenza gli esseri umani
vivono sotto l’incubo di un uragano che potrebbe scatenarsi ad ogni istante
con una travolgenza inimmaginabile. […] inoltre va pure tenuto presente
che se anche una guerra a fondo, grazie all’efficacia deterrente delle stesse
armi, non avrà luogo, è giustificato il timore che il fatto della sola
continuazione degli esperimenti nucleari a scopi bellici possa avere
conseguenze fatali per la vita sulla terra. Per cui giustizia, saggezza ed
umanità domandano che venga arrestata la corsa agli armamenti; si
riducano simultaneamente e reciprocamente gli armamenti già esistenti; si
mettano al bando le armi nucleari; e si pervenga finalmente al disarmo
integrato da controlli efficaci. Non si deve permettere – proclama Pio XII –
che la sciagura di una guerra mondiale con le sue rovine economiche e le sue
aberrazioni e perturbazioni morali si rovesci per la terza volta sull’umanità.
(Giovanni XXIII, Pacem in terris, enciclica dell’11 aprile 1963)
5. Una cosa è certa. Se la folle corsa agli armamenti continua, dovrà
necessariamente concludersi in un massacro quale non s’è mai visto nella
storia. Se ci sarà un vincitore, la vittoria vera sarà una morte vivente per
la nazione che riuscirà vittoriosa. Non c’è scampo alla rovina incombente
se non attraverso la incondizionata accettazione del metodo non violento
con tutte le sue mirabili implicazioni.
(M.K. Gandhi in No war, a cura di L.Ruggiero, Milano 2003)
TIPOLOGIA B – AMBITO TECNICO-SCIENTIFICO
Argomento: la responsabilità della scienza e della tecnologia
DOCUMENTI
1. Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di
un’autentica vita umana sulla terra. (Hans Jonas, Il principio della responsabilità. Un’etica per
la civiltà tecnologica, Einaudi, Torino 1990 -ed. originale 1979-)
2. Mi piacerebbe (e non mi pare impossibile né assurdo) che in tutte le facoltà scientifiche si
insistesse a oltranza su un punto: ciò che farai quando eserciterai la professione può essere
utile per il genere, o neutro, o nocivo. Non innamorarti di problemi sospetti. Nei limiti che ti
saranno concessi, cerca di conoscere il fine a cui il tuo è diretto. Lo sappiamo, il mondo non è
fatto solo di bianco e di nero e la tua decisione può essere probabilistica e difficile: ma
accetterai di studiare un nuovo medicamento, rifiuterai di formulare un gas nervino. Che tu
sia o non sia un credente, che tu sia o no un “patriota”, se ti è concessa una scelta non
lasciarti sedurre dall’interesse materiale e intellettuale, ma scegli entro il campo che può
rendere meno doloroso e meno pericoloso l’itinerario dei tuoi compagni e dei tuoi posteri.
Non nasconderti dietro l’ipocrisia della scienza neutrale: sei abbastanza dotto da saper
valutare se dall’uovo che stai covando sguscerà una colomba o un cobra o una chimera o
magari nulla.
(Primo Levi, Covare il cobra, 11 settembre 1986, in Opere II, Einaudi, Torino 1997)
3. E’ storia ormai nota che Fermi e i suoi collaboratori ottennero senza accorgersene la fissione
(allora scissione) del nucleo di uranio nel 1934. Ne ebbe il sospetto Ida Noddack. Ma né
fermi né altri fisici presero sul serio le sue affermazioni se non quattro anni dopo, alla fine
del 1938. Poteva benissimo averle prese sul serio Ettore Majorana, aver visto quello che i
fisici dell’Istituto romano non riuscivano a vedere. E tanto più che Segrè parla di 2cecità”.
La ragione della nostra cecità non è chiara nemmeno oggi, dice. Ed è forse disposto a
considerarla come provvidenziale, se quella loro cecità impedì a Hitler e Mussolini di avere
l’atomica. Non altrettanto – ed è sempre così per le cose provvidenziali – sarebbero stati
disposti a considerarla gli abitanti di Hiroshima e Nagasaki.
(Leonardo Sciascia, La scomparsa di Majorana, Einaudi, Torino 1975)
4. La scienza può aiutarci a costruire un futuro desiderabile. Anzi, le conoscenze scientifiche
sono mattoni indispensabili per erigere questo edificio. Ma […] è d’obbligo sciogliere il nodo
decisivo del valore da dare alla conoscenza. Il valore che sembra prevalere oggi è quello,
pragmatico, che alla conoscenza riconosce il mercato. Un valore utilitaristico: dobbiamo
cercare di conoscere quello che ci può tornare immediatamente ed economicamente utile.
[…] Ma, se vogliamo costruire un futuro desiderabile, anche nel campo della scienza
applicata il riconoscimento del valore della conoscenza non può essere delegato al mercato.
Lo ha dimostrato la recente vertenza tra le grandi multinazionali e il governo del Sud Africa
sui farmaci anti-Aids […] il mercato non è in grado di distribuire gli “utili della conoscenza”
all’80% della popolazione mondiale. Per costruire il futuro coi mattoni della scienza occorre
dunque (ri)associare al valore di mercato della conoscenza altri valori: i valori dello sviluppo
umano.
(Pietro Greco, Sua maestà la tecnologia. Chi ha paura della scienza?, “l’unità”, 7 luglio 2001)
5. La ricerca dovrebbe essere libera, non dovrebbe essere guidata da nessuno. In fondo se ci si
pensa bene, da che essa esiste è frutto dell’istanza del singolo piuttosto che risultato
collettivo. Dovrebbe essere libera da vincoli religiosi e soggiogata a un unico precetto:
progredire nelle sue applicazioni in funzione del benessere degli esseri viventi, uomini e
animali. Ecco questa credo che sia la regola e l’etica dello scienziato: la ricerca scientifica
deve accrescere nel mondo la proporzione del bene. Le applicazioni della scienza devono
portare progresso e non regresso, vantaggio e non svantaggio. Certo è anche vero che la
ricerca va per tentativi e di conseguenza non ci si può subito rendere conto dell’eventuale
portata negativa; in tal caso bisognerebbe saper rinunciare.
(Margherita Hack, intervistata da Alessandra Carletti, Roma Tre news, n.3/2007)
TIPOLOGIA D
In questi ultimi decenni il processo della secolarizzazione –cioè di eclissi del sacro – ha subito
un’inversione di tendenza. Le grandi religioni non sembrano rispondere più a effettive
esigenze di sacralità e spiritualità, come attesta il motto “piazze piene, chiese vuote”. Alle
religioni ufficiali si affiancano percorsi spirituali diversi, ricerche individuali volte ad
individuare sempre più risposte sul senso della vita, sulla missione individuale e collettiva,
sul futuro dell’umanità. Quali sono le ragioni di questo processo di ri-sacralizzazione, per
cui la sfera spirituale coesiste con le trasformazioni epocali indotte dalla nostra società
massamediatica e globalizzata?
LICEO SCIENTIFICO STATALE P. Gobetti – Torino
COMPITO in classe di Latino – CLASSE V A – Torino, 9 ottobre 2013
Scegli la proposta A) Traduzione e la proposta B) Analisi, commento e traduzione di un testo noto
PROPOSTA A) TRADUZIONE
Chi non ha mai provato avversità non ha mai fatto esercizio di virtù
Prosperae res et in plebem ac vilia ingenia deveniunt; at calamitates terroresque mortalium sub
iugum mittereproprium magni viri est. Semper vero esse felicem et sine morsu animi transire vitam
ignorare est rerum naturae alteram partem.2. Magnus vir es: sed unde scio, si tibi fortuna non dat
facultatem exhibendae virtutis? Descendisti ad Olympia, sed nemo praeter te: coronam habes,
victoriam non habes; non gratulor tamquam viro forti, sed tamquam consulatum praeturamve
adepto: honore auctus es.3. Idem dicere et bono viro possum, si illi nullam occasionem difficilior
casus dedit in qua [una] vim animi sui ostenderet: 'miserum te iudico, quod numquam fuisti miser.
Transisti sine adversario vitam; nemo sciet quid potueris, ne tu quidem ipse. 'Opus est enim ad
notitiam sui experimento; quid quisque posset nisi temptando non didicit. Itaque quidam ipsi ultro
se cessantibus malis optulerunt et virtuti iturae in obscurum occasionem per quam enitesceret
quaesierunt.
4. Gaudent, inquam, magni viri aliquando rebus adversis, non aliter quam fortes milites bello;
Triumphum ego murmillonem sub Ti. Caesare de raritate munerum audivi querentem: 'quam bella
'inquit 'aetas perit! 'Avida est periculi virtus et quo tendat, non quid passura sit cogitat, quoniam
etiam quod passura est gloriae pars est. Militares viri gloriantur vulneribus, laeti fluentem meliori
casu sanguinem ostentant: idem licet fecerint qui integri revertuntur ex acie, magis spectatur qui
saucius redit. (Seneca De Providentia)
PROPOSTA B) – Testo noto – De Brevitate vitae
1. Maior pars mortalium, Pauline, de naturae malignitate conqueritur, quod in exiguum aeui
gignimur, quod haec tam uelociter, tam rapide dati nobis temporis spatia decurrunt, adeo ut exceptis
admodum paucis ceteros in ipso uitae adparatu uita destituat. nec huic publico, ut opinantur, malo
turba tantum et imprudens uolgus ingemuit. clarorum quoque uirorum hic adfectus querellas
euocauit: 2 inde illa maximi medicorum exclamatio est: uitam breuem esse, longam artem. inde
Aristotelis cum rerum natura exigentis minime conueniens sapienti uiro lis: aetatis illam animalibus
tantum indulsisse, ut quina aut dena secula educerent: homini in tam multa ac magna genito tanto
citeriorem terminum stare. 3 non exiguum temporis habemus, sed multum perdidimus. satis longa
uita et in maximarum rerum consummationem: large data est, si tota bene conlocaretur. sed ubi per
luxum ac neglegentiam diffluit, ubi nullae bonae rei inpenditur, ultima demum necessitate cogente,
quam ire non intelleximus, transisse sentimus. 4 ita est, non accipimus breuem uitam, sed facimus,
nec inopes eius, sed prodigi sumus. sicut amplae et regiae opes ubi ad malum dominum
peruenerunt, momento dissipantur, at quamuis modicae, si bono custodi traditae sunt, usu crescunt:
ita aetas nostra bene disponenti multum patet.
LICEO SCIENTIFICO STATALE P. Gobetti – TORINO
COMPITO in CLASSE DI LATINO – CLASSE VA – Torino 19 marzo 2014
COGNOME:………………………………; NOME:…………………………………………………
TOT:………………./15; VOTO:…………………………
1) L’attenzione al verum nella letteratura latina si presenta attraverso indagini sul reale che
partono da finalità differenti e si realizzano nell’ambito di diversi generi (satira, epigramma,
romanzo); presenta attraverso richiami alle opere le posizioni degli autori da te studiati in
cui è prioritario questo aspetto:
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TOT=
2) Le caratteristiche della satira di Persio e di Giovenale:
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TOT=………………………
3) Presenta le caratteristiche degli Epigrammi di Marziale attraverso richiami ai testi dai quali
emergono: a. gli elementi chiave della sua poetica; b. la sua attenzione al lettore e alla
fruibilità dell’opera:
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LICEO SCIENTIFICO STATALE P.Gobetti - TORINO
COMPITO in CLASSE DI LATINO – CLASSE V A – Torino, 13 novembre 2013
Scegli tra la proposta A (analisi e traduzione di un testo noto) e la proposta (traduzione e
commento)
A – Analisi, commento e traduzione di un testo noto.
Seneca - Epistula 9
Nunc ad propositum revertamur. Sapiens etiam si contentus est se, tamen habere amicum vult, si
nihil aliud, ut exerceat amicitiam, ne tam magna virtus iaceat, non ad hoc quod dicebat Epicurus in
hac ipsa epistula, 'ut habeat qui sibi aegro adsideat, succurrat in vincula coniecto vel inopi', sed ut
habeat aliquem cui ipse aegro adsideat, quem ipse circumventum hostili custodia liberet. Qui se
spectat et propter hoc ad amicitiam venit male cogitat. Quemadmodum coepit, sic desinet: paravit
amicum adversum vincla laturum opem; cum primum crepuerit catena, discedet. Hae sunt amicitiae quas temporarias populus appellat; qui utilitatis causa adsumptus est tamdiu placebit
quamdiu utilis fuerit. Hac re florentes amicorum turba circumsedet, circa eversos solitudo est, et
inde amici fugiunt ubi probantur; hac re ista tot nefaria exempla sunt aliorum metu relinquentium,
aliorum metu prodentium. Necesse est initia inter se et exitus congruant: qui amicus esse coepit
quia expedit [ desinet quia expedit]; placebit aliquod pretium contra amicitiam, si ullum in illa
placet praeter ipsam. 'In quid amicum paras?' Ut habeam pro quo mori possim, ut habeam quem
in exilium sequar, cuius me morti et opponam et inpendam: ista quam tu describis negotiatio est,
non amicitia, quae ad commodum accedit, quae quid consecutura sit spectat. Non dubie habet
aliquid simile amicitiae adfectus amantium; possis dicere illam esse insanam amicitiam. Numquid
ergo quisquam amat lucri causa? numquid ambitionis aut gloriae? Ipse per se amor, omnium
aliarum rerum neglegens, animos in cupiditatem formae non sine spe mutuae caritatis accendit.
Quid ergo? ex honestiore causa coit turpis adfectus? 'Non agitur' inquis 'nunc de hoc, an amicitia
propter se ipsam adpetenda sit.' Immo vero nihil magis probandum est; nam si propter se ipsam
expetenda est, potest ad illam accedere qui se ipso contentus est. 'Quomodo ergo ad illam accedit?'
Quomodo ad rem pulcherrimam, non lucro captus nec varietate fortunae perterritus; detrahit
amicitiae maiestatem suam qui illam parat ad bonos casus.
1. Riassumi il contenuto informativo del testo.
2. Evidenzia i passaggi più importanti dell’argomentazione e evidenzia i termini latini più significativi.
3. “Amicus certus in re incerta cernitur” riporta un frammento di Ennio citato da Cicerone nel De Amicitia;
in base al contenuto del testo dimostra se la medesima sentenza sia sostenuta anche da Seneca (rispondi
richiamando espressioni, frasi e passaggi del testo latino che dovrai riproporre in traduzione).
4. Quale spiegazione apporta Seneca per sostenere il fatto che anche il sapiente debba intraprendere una
relazione di amicizia?
5. Individua, traduci e spiega il periodo in cui Seneca mette in relazione l’amicizia con l’amore.
6. Traduci e spiega da “Hac re ista tot nefaria exempla…” fino a “quia expedit”.
7. Analizza dal punto di vista morfosintattico (complementi, costrutti, subordinate): da “Ut habeam pro quo
mori possim….” Fino a “lucri causa”.
8. Rintraccia tutti i participi e indicane la funzione logica; rintraccia tutte i costrutti perifrastici (attiva e
passiva) presenti nel testo e traducili.
9. Presenta in modo sintetico altri autori latini che hanno affrontato nelle loro opere il tema dell’amicizia.
B – Traduzione e commenta il seguente testo
Seneca - Epistula 24
Moriar: hoc dicis, desinam aegrotare posse, desinam alligari posse, desinam mori posse.[…].
Permitte mihi hoc loco referre versum tuum, si prius admonuero ut te iudices non aliis scripsisse
ista sed etiam tibi. Turpe est aliud loqui, aliud sentire: quanto turpius aliud scribere, aliud sentire!
Memini te illum locum aliquando tractasse, non repente nos in mortem incidere sed minutatim
procedere. Cotidie morimur; cotidie enim demitur aliqua pars vitae, et tunc quoque cum crescimus
vita decrescit. Infantiam amisimus, deinde pueritiam, deinde adulescentiam. Usque ad hesternum
quidquid transit temporis perit; hunc ipsum quem agimus diem cum morte dividimus.
Quemadmodum clepsydram non extremum stilicidium exhaurit sed quidquid ante defluxit, sic
ultima hora qua esse desinimus non sola mortem facit sed sola consummat; tunc ad illam
pervenimus, sed diu venimus. Haec cum descripsisses quo soles ore, semper quidem magnus,
numquam tamen acrior quam ubi veritati commodas verba, dixisti,
mors non una venit, sed quae rapit ultima mors est.
Malo te legas quam epistulam meam; apparebit enim tibi hanc quam timemus mortem extremam
esse, non solam.
Video quo spectes: quaeris quid huic epistulae infulserim, quod dictum alicuius animosum, quod
praeceptum utile. Ex hac ipsa materia quae in manibus fuit mittetur aliquid. Obiurgat Epicurus
non minus eos qui mortem concupiscunt quam eos qui timent, et ait: 'ridiculum est currere ad
mortem taedio vitae, cum genere vitae ut currendum ad mortem esset effeceris'.
Cognome e Nome ...............................................................
25 marzo 2014
5^A
Verifica di Matematica: Studio di Funzione e Teoremi Calcolo Differenziale
Risolvi uno dei seguenti problemi a scelta
x 2 + 2 px + q
, con p, q ∈ R e p ≠ 0
x2 +1
• Mostra che ammette due punti con tangente parallela all'asse x e che il prodotto delle loro
ascisse è -1.
• Determina p e q in modo che la funzione passi per il punto A(1; 2) e abbia derivata prima
uguale a zero nel punto di ascissa 2.
• Studia la funzione che si ottiene con i valori di p e q trovati nel punto precedente (p = 4, q = 5),traccia il suo grafico e discuti l'equazione f ( x ) = k , con k parametro reale.
(per l'individuazione dei punti di flesso, si calcoli la derivata seconda e dalla sua espressione e
dall'andamento della funzione si individui il numero dei flessi).
1. Considera la funzione y =
2. In un piano di riferimento monometrico di assi cartesiani ortogonali (Oxy) sono assegnate le
1+ a sin x
, dove a è un parametro reale.
curve di equazione: y =
cos x
• Dimostrare che si tratta di curve periodiche con periodo 2π , che hanno in comune infiniti
punti dei quali si chiedono le coordinate.
• Tra le curve assegnate determinare quelle che hanno come tangente orizzontale la retta di
3
equazione y =
e dimostrare che sono simmetriche rispetto all'asse y.
2
• Studiare l'andamento di una di esse nell'intervallo − π ≤ x ≤ π , verificando che non
presenta punti di flesso.
3. Considera un punto P su una semicirconferenza di diametro AB = 2 e indica con H la sua
1
proiezione sul diametro. Determina l'angolo PAˆ B = x in modo tale che valga il rapporto
6
AH
.
AP + AB
AH
Studia poi la funzione f ( x ) =
, indipendentemente dalle limitazioni geometriche del
AP + AB
problema.
(per l'individuazione dei punti di flesso, si calcoli la derivata seconda e dalla sua espressione e
dall'andamento della funzione si individui il numero dei flessi).
Risolvi tre quesiti a scelta
1. Si dimostri che la funzione y = x 3 + 8 soddisfa le condizioni del Teorema del valor medio ( o
Teorema di Lagrange) sull'intervallo [-2; 2]. Si determinino i valori medi forniti dal teorem e se ne
illustri il significato geometrico.
(Corso di ordinamento 2007 - Sessione ordinaria - Quesito 5)
2. Si calcoli
lim
x →a
tan x − tan a
x−a
(Corso di ordinamento 2011- Sessione suppletiva - Quesito 9)
3. La funzione f ( x ) = a sin x + b cos x ha un estremo relativo per x =
4π
 2π 
ed è f 
 =1. Si trovino
3
 3 
a e b e si dica qual è il periodo di f(x).
(Corso di ordinamento 2006 - Sessione ordinaria - Quesito 10).
4. Fra le casseruole. di forma cilindrica, aventi la stessa superficie S (quella laterale più il fondo)
qual è quella di volume massimo?
(Corso di ordinamento 2008 - Sessione ordinaria - Quesito 3)
5.
(Corso di ordinamento 2011 - Sessione ordinaria - Quesito 10)
esercizio
punti
verifica
problema 4,5
Q ......... Q ......... Q ..........
1,5
1,5
1,5
tot
9
voto
10
Cognome e Nome .............................................
5^A
21 febbraio 2014
fila A
Verifica di Fisica: campo magnetico e induzione elettromagnetica
1. Descrivi l'interazione tra due fili percorsi da corrente posti a distanza d.
2. Enuncia la legge di Faraday, descrivendo le esperienze laboratoriali relative.
3. Definisci il coefficiente di autoinduzione di un circuito e scrivi la nuova forma in cui può essere
espressa la legge di Faraday dopo la definizione di tale coefficiente.
4. Un solenoide, formato da 50 spire, è lungo 12 cm ed è attraversato da una corrente di 3A.
ϖ
- Rappresenta la situazione con un disegno indicando anche il verso di B
- Calcola il campo magnetico in un punto dell'asse.
- Disegna le linee del campo dentro e fuori del solenoide.
5. Una particella di massa 6,7 ⋅ 10-27 kg e carica 3,2 ⋅ 10-19 C si muove di moto circolare uniforme , alla
frequenza di 1,6 MHz, all'interno di un campo magnetico uniforme B. Quanto vale l'intensità del
campo magnetico B?
6. Una bobina lunga 15 cm è costituita da 800 spire di diametro 10 cm. Si fa variare la corrente che
percorre la bobina e si produce per autoinduzione una tensione di 0,5 V in un centesimo di secondo.
- Di quanto è variata la corrente?
quesito
punteggio
verifica
1
1,5
Sufficienza con 5 punti
2
1,5
3
1,5
4
1,5
5
1,5
6
1,5
tot
9
voto
10
Cognome e Nome …...............................................
15 ottobre 2013
VERIFICA DI FISICA – CARICA ELETTRICA
5^A
fila A
Enuncia la legge di Coulomb e delinea nei passaggi fondamentali la sua genesi.
Quali delle seguenti affermazioni, relative al valore della forza elettrica tra due elettroni
posti rispettivamente in un punto Q e un punto P, sono vere o false? Perché?
È direttamente proporzionale alla somma delle due cariche.
Aumenta se il punto P si avvicina a Q
E’ minore della forza gravitazionale tra i due elettroni
Quadruplica se raddoppia la distanza
a) S1
Attraverso quale delle tre superfici indicate è massimo il flusso del campo elettrico?
b) S2
c) S3 d) E’ uguale per tutte e tre (giustifica la risposta).
S2
+q
S1
-q
-q
+q
S3
a. Quattro cariche uguali positive q1 q2 q3 q4 sono situate ai vertici di un quadrato. Una
carica negativa q5 si trova al centro del quadrato. Cosa puoi dire della forza elettrica che
agisce sulla carica negativa? Perché?
b. Disegna un triangolo rettangolo ABC, rettangolo in B, con il cateto AB doppio del cateto
CB. Sui vertici del triangolo sono poste cariche negative uguali. Disegna, utilizzando
opportune proporzioni, la forza elettrica totale sulla carica in B dalle cariche poste in A e in
C.
Considera un triangolo rettangolo isoscele ABC, rettangolo in C, di cateto 4,0 cm. In A, in B
e in C sono poste tre cariche elettriche uguali, positive in A e in B, negativa in C, ciascuna
da 200 nC. Calcola il valore della forza totale sulla carica in C.
Due cariche positive, una di 0,20 mC e l’altra di 0,40 mC esercitano l’una sull’altra una
forza di 0,80 N quando immerse in alcool (εr = 25). A che distanza si trovano?
Un corpo ha la carica di -1C. Quanti elettroni in eccesso ha? Esso mantiene in equilibrio,
sospeso nel vuoto a 1 m sopra di esso, un secondo corpo che ha la stessa carica elettrica.
Quanto misura la massa del secondo corpo?
Due cariche puntiformi del valore di +1,5 *10-7 C e +3,5 *10-7 C sono poste agli estremi di un
segmento lungo 70 cm. Calcola in quale punto del segmento si annulla il campo elettrico.
ε0=8,85
×10 -12 C2 /(N m2)
Ex
1
2
3
4
5
6
7
8
Tot
voto
punti
1
1
1
1
1
1
1
1
8
10
verifica
sufficienza con 4 punti
Cognome e Nome ...............................................................
5^A
11 febbraio 2014
Verifica di Matematica: Funzioni e Derivate
Studia e rappresenta una delle seguenti funzioni
x 2 − 7 x + 10
A)
B)
y=
6−x
C)
y = x ⋅ ex+2
y = x3 − 3x
y = 2 sin x ⋅ (cos x − 1)
D)
Risolvi tre quesiti a scelta
1) Determina l'equazione della retta tangente alla curva di equazione y =
ascissa x = 2 .
x2 − 2
nel punto di
x
2) Determina l'angolo formato dalle rette tangenti alle curve di equazione y =
xe y=
x
nel
x +1
loro punto di intersezione.
3) Determina i coefficienti a e b in modo tale che il grafico della funzione y = a sin x + b cos x abbia
π

nel punto A  ; 2  tangente parallela alla bisettrice del secondo e quarto quadrante.
4

4) In figura è rappresentata la
funzione y = e x e le due rette
tangenti a essa nei punti B e C.
Determina le equazioni delle
rette tangenti al grafico in B e
in C e le coordinate del punto D.
x3
5) Studiare la continuità e la derivabilità della funzione y = 
sin x
se
se
x<0
in R.
x≥0
6) Verificare che il grafico della funzione y = 3 (x − 1) ha un punto di cuspide.
2
esercizio
punti
verifica
1,25
studio di funzione
1,25
1
sufficienza con 5 punti.
1
Q ......... Q ......... Q ..........
1,5
1,5
1,5
tot
9
voto
10
Devoir en classe VA
Turin, le 15 mai 2014
Nom…………………………………………Prénom…………………………………
Répondez aux questions suivantes.
Faites une comparaison entre l’existentialisme de Sartre et celui de Camus.
Y-a-t-il des caractéristiques communes entre ces deux philosophes? Appuyez-vous sur des
documents littéraires que vous avez lus et analysés.
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_______________________________________________________________
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_______________________________________________________________
Dans l’extrait, tiré des”Mémoires d’une jeune fille rangée”, Simone de Beauvoir nous présente son
conflit avec sa mère dès sa première adolescence ; décrivez et analysez ce moment difficile de sa vie
tout en vous appuyant sur le texte.
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Classe VA ( Francese/ tipologia B)
Turin. Le 27 mars 2014.
Nom…………………………………………………..Prénom……………………………………
Répondez aux questions d’ analyse. ( 5/10 chaque question)
( Grammaire/syntaxe/ production écrite correcte/ méthode)
1) Analysez les différences entre Symbolisme et Décadentisme: appuyez- vous sur des
références littéraires, ( poèmes lus et analysés) tout en argumentant vos affirmations.
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2) A qui appartiennent ces vers? Analysez-les.
.Je m’en allais, les poings dans mes poches crevées;
Mon paletot aussi devenait idéal;
J’allais sous le ciel, Muse, et j’étais ton féal:
Oh là là! Que d’amours splendides j’ai revés!
Mon unique coulotte avait un large trou.
Petit-Poucet reveur, j’égranais dans ma course
Des rimes. Mon auberge était à la Gande- Ourse.
Mes étoiles au ciel avaient un doux frou frou
::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Où, rimant au milieu des ombres fantastiques,
Comme des lyres, je tirais les élastiques
De mes souliers blesses, un pied près de mon coeur!
___________________________________________________
___________________________________________________
___________________________________________________
___________________________________________________
___________________________________________________
___________________________________________________
___________________________________________________
___________________________________________________
___________________________________________________
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___________________________________________________
___________________________________________________
___________________________________________________
___________________________________________________
___________________________________________________
10.4 .PROPOSTE DI GRIGLIE DI VALUTAZIONE DELLA PRIMA, SECONDA E
PROVA.
TERZA
Esame di Stato conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore – a.s. 2013/2014
GRIGLIA PER LA VALUTAZIONE DELLA TERZA PROVA
Candidato: ___________________________________________
Livello
Conoscenza
dell’argomento
Sintesi ed
organizzazione
dell’elaborato
Uso del linguaggio
specifico
Valutazione
Punti
Conosce e comprende in modo
approfondito i contenuti
Ottimo
6
Conosce e comprende in modo
corretto e adeguato i contenuti.
Buono
5
Conosce i contenuti pur con
qualche lacuna e imprecisione.
Conosce solo parzialmente i
contenuti
Conosce e comprende solo in
minima parte i contenuti
richiesti.
Si esprime in modo sicuro,
coerente ed efficace.
Si esprime in modo corretto e
complessivamente coerente.
Si esprime in modo lineare, pur
con qualche imprecisione.
Si esprime con errori formali e
presenta difficoltà a coordinare i
dati in modo coerente.
Usa in modo sicuro ed
appropriato il linguaggio
Pur con qualche imprecisione,
usa in modo complessivamente
corretto il linguaggio
Il linguaggio risulta carente e/o
con qualche errore formale.
Il linguaggio presenta gravi
improprietà terminologiche e
formali.
Sufficiente
4
Insufficiente
3
Gravemente
insufficiente
1/2
Ottimo
5
Buono
4
Sufficiente
3
Insufficiente
1/2
Buono/Ottimo
4
Sufficiente
3
Insufficiente
2
Gravemente
insufficiente
1
Qualora la prova non presentasse alcuna risposta il punteggio complessivo da attribuire è 1
Liceo Scientifico Statale P.Gobetti - Torino
Esame di Stato
Griglia di valutazione con uso di descrittori
Attribuzione del punteggio della prima prova scritta-Italiano
Fascia
Commissione n
Valutazione analitica
Realizzazione linguistica
0 - 5
Correttezza ortografica, morfosintattica e sintattica;
coesione testuale; proprietà lessicale, uso del registro e, dove richiesto, di
linguaggi settoriali adeguati alla forma testuale, al contesto e allo scopo.
Correttezza e adeguatezza alla forma testuale e alla
consegna
0 - 5
Capacità di pianificazione: struttura complessiva, articolazione del testo in
parti; coerente e lineare organizzazione dell’esposizione e delle
argomentazioni; presenza di modalità discorsive appropriate alla forma
testuale e al contenuto ( parafrasi e citazioni nelle prime due tipologie);
complessiva aderenza all’insieme delle consegne date.
Controllo dei contenuti
0 - 5
Ampiezza, padronanza, ricchezza, uso adeguato dei contenuti in funzione
delle diverse tipologie di prove e dell’impiego dei materiali forniti.
Per tutte le tipologie: significatività e problematicità degli elementi
informativi, delle idee e delle interpretazioni.
Tipologia A: comprensione, interpretazione del testo proposto, coerenza
degli elementi di contestualizzazione.
Tipologia B : comprensione dei materiali forniti e loro utilizzo coerente ed
efficace.
Tipologia C e D : coerente esposizione delle conoscenze in proprio
possesso in rapporto al tema dato, complessiva capacità di collocare il
tema assegnato nel relativo contesto culturale.
Punteggio finale
Punteggio
/15
GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLA SECONDA PROVA SCRITTA
CANDIDATO ________________________________________________ CLASSE _________
VOTO _____/15
Problemi
CIITERI PER LA VALUTAZIONE1
(Valore
massimo
attribuibile
75/150 per
ognuno)
1
Quesiti
P.
T.
(Valore massimo attribuibile 75/150 = 15x5)
2
Q1
Q2
Q3
Q4
Q5
Q6
Q7
Q8
Q9
Q1
0
CONOSCENZE
Conoscenza di principi, teorie,
concetti, termini, regole, procedure,
metodi e tecniche
___/
___/ ___/ ___/
CAPACITA’ LOGICHE ED
ARGOMENTATIVE
Organizzazione e utilizzazione di
conoscenze e abilità per analizzare,
scomporre, elaborare. Proprietà di
linguaggio, comunicazione e
commento della soluzione puntuali e
logicamente rigorosi. Scelta di
procedure ottimali e non standard.
___/
___/
___/ ___/ ___/ ___/ ___/ ___/ ___/ ___/ ___/ ___/
CORRETTEZZA E CHIAREZZA
DEGLI SVOLGIMENTI
Correttezza nei calcoli,
nell’applicazione di tecniche e
procedure. Correttezza e precisione
nell’esecuzione delle rappresentazioni
geometriche e dei grafici.
___/
___/
___/ ___/ ___/ ___/ ___/ ___/ ___/ ___/ ___/ ___/
COMPLETEZZA
Problema risolto in tutte le sue parti e
risposte complete ai quesiti affrontati.
___/
___/
___/ ___/ ___/ ___/ ___/ ___/ ___/ ___/ ___/ ___/
___/ ___/ ___/ ___/ ___/ ___/ ___/ ___/
Totali
Tabella di conversione dal punteggio grezzo al voto in quindicesimi
1
Punteggio
0-3
4-10
Voto
1
2
1118
3
1926
4
2734
5
3543
6
4453
7
I pesi delle singole voci sono stabiliti in base al testo della prova
5463
8
6474
9
7585
10
8697
11
98109
12
110123
13
124137
14
138150
15
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