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Corriere della sera

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SABATO 29 NOVEMBRE 2014
In Italia EURO 1,90* (CON “IO DONNA”)
www.corriere.it
Milano, Via Solferino 28 - Tel. 02 62821
Roma, Via Campania 59/C - Tel. 06 688281
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mail: [email protected]
FONDATO NEL 1876
25 Dicembre
Tempi
liberi
Le idee
Domani
La festa raccontata
da Dickens e Disney
Natale, sapete tutto?
«Così Don Winslow
mi ha insegnato
i segreti del noir»
Luca Mastrantonio a pagina 31
Fabio Volo
nel supplemento
Non solo immigrati Colloquio con Berlusconi «Per il Quirinale una soluzione condivisa. Amato ha il profilo giusto»
«Prima il Colle, poi le riforme»
SE CAMERON
GIOCA
SULL’EUROPA Grillo fa mezzo passo indietro: sono stanchino. Un direttorio lo affiancherà
di Antonio Armellini
Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano
Berlusconi vuole entrare nella partita per il futuro inquilino del Colle. E vuole farlo presto:
«Prima il Quirinale, poi le riforme», è la tempistica suggerita a Renzi. Punta a un nome condiviso e indica Amato. Svolta nei 5 Stelle: Grillo si
dice «stanchino» e mette alla guida del movimento un direttorio di 5 parlamentari di fiducia.
● GIANNELLI
● IL PERSONAGGIO
da pagina 2 a pagina 6
«S
ono un po’ stanchino»,
ha scritto sul suo blog citando Forrest Gump. C’è da credergli: come Tom Hanks nel
film di Robert Zemeckis era
partito così, senza una meta
precisa («Quel giorno, non so
proprio perché decisi di andare
a correre un po’») e si era ritrovato con l’illusione di avere in
pugno il Paese. Dove abbia cominciato, Beppe Grillo, a sprecare l’immenso patrimonio che
di colpo si era ritrovato in dote
alle elezioni del 2013 non si sa.
● SETTEGIORNI
di Francesco Verderami
«Niente nomi di partito»
«S
ono partigiano» sorride Berlusconi,
nel senso che è di parte: «E partigianamente penso che prima venga l’elezione del
presidente della Repubblica e poi vengano le
riforme». Renzi è servito, è proprio quello che
non voleva sentirsi dire. continua a pagina 6
«F
u positiva, anche per
l’Italia. Ma 15 anni fa: oggi non ha nessun significato».
Massimo D’Alema boccia il ritorno alla Terza Via di cui nel
1999 fu protagonista con Clinton e Blair. Lo «sforzo di far incontrare i principi del socialismo con una visione di tipo liberale» oggi non serve. «Trovo
incredibile che — dice l’ex premier — per offrire un retroterra teorico nobile al governo
Renzi si faccia un’operazione
anacronistica».
a pagina 9
PIL, RALLENTA IL CALO. 400 MILA POSTI FISSI IN PIÙ
Italia a crescita zero
Nuovo record
dei senza lavoro
I disoccupati sono 3,4 milioni, pari al 13,2%: il
peggior dato dal 1977, quando sono iniziate le
serie Istat. A sorpresa, però, crescono gli occupati: più 122 mila dall’ottobre 2013. E per il governo sono 400 mila i nuovi posti fissi nell’ultimo
trimestre. Nello stesso periodo l’Istat indica però
stagnazione con crescita attesa pari a «zero».
a pagina 11 Di Frischia
Apertura al dialogo con l’Islam
La scelta del Papa in Turchia
di Gian Guido Vecchi
LA BALLATA
DI ADAM HENRY
I
l Papa in Turchia incontra Erdogan ( foto) e chiede
dialogo fra le religioni. Ricorda le violenze patite
in Iraq e Siria «specialmente da cristiani e yazidi» e
avverte: le armi, contro il terrorismo, non bastano.
a pagina 13 - a pagina 29 l’analisi di Alberto Melloni
A MARZO LE PAGELLE DI ROMA E PARIGI
I giudizi flessibili della Ue
irritano Spagna e Irlanda
di Luigi Offeddu
F
rancia e Italia «graziate» dall’Unione Europea. E scatta la rivolta dei piccoli. La Commissione rinvia a marzo la scelta sulle sanzioni a Roma e Parigi. E Atene, Madrid, Lisbona e Dublino
ricordano le cure cavalline subite in questi anni.
a pagina 10
Sono 11 le morti sospette per i vaccini
Possibile il ritiro di altri lotti dell’antinfluenzale. Il primo allarme tre settimane fa
di Margherita De Bac
LA PROCURA: CORRUZIONE
«Il pd Di Stefano
comprò la laurea»
di Fiorenza Sarzanini
9 771120 498008
di Paolo Valentino
continua a pagina 5
Il viaggio L’incontro con Erdogan
IAN McEWAN
41 1 2 9>
«Renzi guarda
al passato
La Terza Via
non serve più»
di Gian Antonio Stella
Buzzi, Dellacasa, Gasperetti
continua a pagina 29
U
EINAUDI
INTERVISTA CON D’ALEMA
IL PATRIMONIO
DILAPIDATO
AP / GREGORIO BORGIA
D
avid Cameron non
vuole convincersi
che, inseguendo
gli estremisti
antieuropei
dell’Ukip sul loro terreno,
rischia di finire in un vicolo
cieco. Le sue dichiarazioni
sull’immigrazione sono state
accolte con scherno da Nigel
Farage — il quale ha in mente
solo la secessione — e non gli
consentiranno di recuperare
granché dei voti perduti alla
sua destra. I conservatori
moderati che in Europa ci
vorrebbero restare, anche se
obtorto collo, potrebbero
reagire negativamente ai suoi
toni urlati e rivolgersi verso la
linea euroscetticamente
ragionevole del Labour di
David Miliband.
Rivendicando il diritto di
limitare il welfare per i
lavoratori dell’Unione
Europea in Gran Bretagna,
Cameron è stato attento a non
attaccare il principio
comunitario della libera
circolazione. Lo ha anzi
ribadito, sia pure in linea
generale, al fine di ricavarsi
una zona grigia per una
trattativa al cui esito ha
subordinato la possibilità che
Londra resti nell’Ue. Non che
nelle cose che ha detto sia
tutto sbagliato: eccessi nel
ricorso a un sistema sociale
generoso come quello inglese
ce ne sono anche altrove, ma i
Trattati esistenti offrono gli
strumenti per contrastarli.
Nel proporre misure
unilaterali egli ha adombrato
un mercato del lavoro in cui ai
cittadini europei verrebbe
riservato un trattamento
differenziato a seconda della
loro provenienza e delle
convenienze politiche
(incurante delle battute sugli
«idraulici polacchi», si è
subito affrettato a rassicurare
la Primo ministro di Varsavia,
Ewa Kopacz, che le nuove
misure non avrebbero
discriminato i suoi cittadini).
ANNO 139 - N. 283
na laurea in Scienze giuridiche pagata 12 mila euro e
comprata con i soldi della Regione Lazio. È la nuova accusa
contro il deputato del Pd Marco
Di Stefano della Procura di Roma, che lo ha indagato per cora pagina 23
ruzione.
CASO DOPING, L’ACCUSA
P
ossibile il ritiro di nuove
partite di vaccino antinfluenzale, mentre salgono a 11
le morti sospette e si moltiplicano le segnalazioni di decessi
avvenuti a 48-72 ore dalla somministrazione di Fluad. Sono
500 mila le dosi ritirate perché
potenzialmente dannose. Le
morti sospette sono state registrate dal sistema di vigilanza
dell’Agenzia nazionale del farmaco. I pazienti sarebbero deceduti dopo la profilassi.
alle pagine 16 e 17
Kostner e le bugie
Ora rischia 4 anni
di Gaia Piccardi
L
a Procura antidoping del
Coni ha chiesto quattro anni e tre mesi di squalifica per la
pattinatrice Carolina Kostner
con l’accusa di omessa denuncia e di aver aiutato il fidanzato
Alex Schwazer a eludere i cona pagina 58 Arzilli
trolli.
Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
2
Primo piano Il Movimento
Il leader crea un direttorio con 5 vice, plebiscito tra gli iscritti al blog
Dissidenti in rivolta, gelo dai parlamentari. Il capogruppo: non ci sto
«Io stanchino». La svolta di Grillo
La vicenda
● Nel 2010 il
M5S elegge 4
consiglieri
regionali tra
Piemonte ed
Emilia, due anni
dopo il primo
sindaco di un
capoluogo:
Pizzarotti a
Parma
● L’ingresso in
Parlamento
alle Politiche
2013: con il
25,6%; ottiene
109 seggi alla
Camera e 54 al
Senato
● Il 30 aprile
2013 è espulso
il senatore
Mastrangeli
● Primavera
2013: una
senatrice viene
cacciata,
lasciano 2
deputati e 3
senatori. È la
prima ondata
di addii. Ne
seguiranno
altre a febbraio
e marzo 2014:
ad aprile sono
19 i fuoriusciti
● Dopo la
campagna
#vinciamonoi,
il risultato delle
Europee
(21,2%) delude
il M5S, quasi
doppiato dal Pd
● Nuove
polemiche,
dopo gli scarsi
risultati delle
Amministrative
2014. Altre
espulsioni. E
ieri Grillo: sono
stanchino.
Nasce il
direttorio a 5
MILANO Una accelerazione nel
mezzo della tempesta, con i
parlamentari e la base però ancora in subbuglio. Una mossa
per uscire più in fretta, più
compatti e più organizzati dal
caos, almeno secondo le intenzioni del leader. Beppe Grillo, il
giorno dopo le espulsioni dei
deputati Massimo Artini e Paola Pinna, con il gruppo parlamentare a un passo dalla scissione, apre ufficialmente la
nuova fase del Movimento. «Il
M5S ha bisogno di una struttura di rappresentanza più ampia
di quella attuale. Questo è un
dato di fatto. Io, il camper e il
blog non bastiamo più. Sono
un po’ stanchino, come direbbe Forrest Gump », scrive il leader. E lancia la sua proposta:
«Pur rimanendo nel ruolo di
garante del M5S ho deciso di
proporre cinque persone, tra le
molte valide, che grazie alle loro diverse storie e competenze
opereranno come riferimento
più ampio del M5S in particolare sul territorio e in Parlamento».
I cinque vice del «direttorio»
— come viene bollato da attivisti ed eletti pentastellati — sono tutti fedelissimi: Alessandro
Di Battista, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia. La scelta apre un polverone tra i parlamentari: «È la
fine dell’uno vale uno», commentano alcuni esponenti. Federico Pizzarotti è anche più lapidario e sarcastico: «Uno vale», twitta. C’è chi promuove
campagne sui social network
contro il supporto ai colleghi.
Un gruppetto di 10 deputati
lancia l’hashtag #BeppeQuestaVoltaNonCiSto. Tra loro Artini, ma anche il capogruppo
alla Camera Andrea Cecconi e
gli ex capigruppo Alessio Villarosa e Giuseppe Brescia. «Non
è detto poi che sia un incarico a
vita», osserva Cecconi. «Se vince il sì diventeremo un partito
— scrive invece su Facebook
Patrizia Terzoni — ed io non
voglio far parte di un partito. Le
sovrastrutture lasciamole al
Pd». Altri due parlamentari,
Daniele Pesco e Dino Alberti,
preannunciano le loro dimissioni in caso di vittoria del sì,
La curiosità
Il dentista di Beppe:
nel mio studio
con Piano e Bersani
che puntualmente arriva.
Per i cinque nuovi «garanti»
è un plebiscito: il 91,7% vota a
favore. Sul blog partecipano 37
mila iscritti, diecimila in più rispetto alla consultazione di
ventiquattr’ore prima su Artini
e Pinna (che ieri via web sono
stati banditi dal parlare a nome
del Movimento, ndr). Grillo
commenta: «Siamo pronti a
costruire il futuro del M5S».
«Grazie a tutti. Sentiamo sinceramente il senso di responsabilità», postano i nuovi «vice».
Poche parole — spiegano fonti
vicine ai pentastellati — per
«evitare strumentalizzazioni e
non dare adito a nuove polemiche». Ma la situazione all’inter-
no dei Cinque Stelle è tutt’altro
che tranquilla.
I mal di pancia crescono.
Sulla Rete qualche militante
polemizza, citando le regole
del «Non-statuto», che prevede
una rappresentanza politica
dei Cinque Stelle «senza la mediazione di organismi direttivi
o rappresentativi». Ma è chiaro
ormai che il Movimento sta
cambiando pelle e che queste
metamorfosi rischiano anche
di lasciare il segno. A Roma
vanno in scena due riunioni distinte: da una parte i dissidenti,
prossimi alla rottura, dall’altra i
deputati, soprattutto ortodossi. Il nuovo direttorio viene accolto dal silenzio: in aula solo
Pizzarotti
Campagna contro
sui social network
Pizzarotti commenta:
uno vale
I numeri
Al voto sul web 37 mila
iscritti, 10 mila in più
rispetto al giorno prima
sul caso espulsioni
una trentina di deputati (su oltre cento totali) danno l’idea
del distacco, dello scollamento
tra i parlamentari e la decisione dei leader. L’ala critica invece si sonda, si pesa, tiene i contatti con Parma, con quella parte del Movimento che si ritiene
delusa (ed esclusa) dalle scelte
di Grillo e Casaleggio.
Artini torna ad attaccare. Ironizza sul collegio dei garanti,
«un altro chiaro esempio di democrazia!». E aggiunge: «Sono
nomi imposti dall’alto, senza la
consultazione dei gruppi parlamentari e dell’assemblea, che
invece doveva potersi esprimere». L’assemblea congiunta, in
realtà, è stata convocata per
martedì: servirà proprio per ratificare le ultime espulsioni,
ma potrebbe anche trasformarsi nell’ultimo atto dei Cinque
Stelle nei modi e nei numeri
che hanno avuto finora in Parlamento.
E. Bu.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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La citazione
Beppe Grillo
come Forrest
Gump, che si
ferma dopo
una corsa
durata anni. Il
fotomontaggio
illustra sul blog
la citazione:
«Sono un po’
stanchino»
Il sondaggio
Tra i cinque
«vice» nominati
ieri potrebbe
emergere il
nuovo leader
del M5S.
Su Corriere.it
potete votare
quello che vi
convince di più
Cosa hanno in comune
Giorgio Albertazzi, Beppe
Grillo, Gino Paoli, Adriano
Celentano? Il dentista: Flavio
Gaggero, 78 anni, genovese. È
stato Albertazzi a stuzzicare la
curiosità raccontando al Fatto
di aver conosciuto Grillo
«nello studio del mio
dentista». «Ah sì — dice il
dottor Gaggero, da Pegli dove
abita — mi ricordo quando si
sono incontrati. Due
personalità fortissime, due
mattatori. Si sono stati subito
simpatici. Albertazzi lo
conosco da almeno 40 anni,
Beppe da meno, saranno 25».
Gaggero racconta che
Albertazzi è andato a trovarlo
un mesetto fa: «Ha preso un
libro di poesie di Oscar Wilde
dalla libreria ha iniziato a
leggerlo, poi l’ha chiuso e ha
continuato a memoria, in
inglese. Ha una testa,
quell’uomo...». Quanto a Grillo
è solo di poche settimane fa la
«spedizione» che ha fatto
insieme con il dentista in un
ricovero per anziani: «Beppe
ha una dolcezza infinita.
Questo è un aspetto che si
conosce poco di lui. Da anni il
giorno di Natale andiamo
insieme in un orfanotrofio, un
ospizio, un reparto lungo
degenti, e Beppe riesce sempre
a far scoppiare la risata.
Quanto alla politica, Beppe
crede profondamente in
quello che dice, sono anni che
mi parla di ecologia». Tutti
pazienti ma, in realtà, amici:
«Io e Renzo Piano da bambini
andavamo a scuola insieme, e
nella classe vicina c’era Gino
Paoli, facevamo gruppo». Così
capita che nello studio di
Gaggero si incontrino anche
Bersani o Piano, o Celentano.
Pure don Gallo era di casa.
Erika Dellacasa
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
3
I profili
● Ecco chi
sono i cinque
incaricati
da Grillo come
coordinatori
del Movimento,
decisione
poi ratificata
dalla Rete
● 1)
Alessandro
Di Battista, 36
anni, romano,
deputato, già
collaboratore
del blog di
Grillo, è stato
cooperatore
in Centro
e Sudamerica
● 2) Luigi Di
Maio, 28 anni,
di Avellino, è
vicepresidente
della Camera.
Quando ha
concluso la
kermesse del
Circo Massimo,
a ottobre, si è
parlato di lui
come leader
del M5S
● 3) Roberto
Fico, 40 anni,
napoletano,
deputato,
è presidente
della
commissione
parlamentare
di Vigilanza Rai
da giugno
2013
● 4) Carla
Ruocco, 41
anni, di Napoli,
deputata, è
stata revisore
contabile per
Ernst & Young.
Alla Camera è
vicepresidente
della
commissione
Finanze
● 5) Carlo
Sibilia, 28 anni,
di Avellino,
deputato. È
segretario della
commissione
Esteri.
Coinvolto
in polemiche
per alcune
affermazioni:
tra cui l’aver
negato che lo
sbarco sulla
Luna fosse mai
avvenuto
1
Il retroscena
di Emanuele Buzzi
2
4
5
Carta bianca ai cinque fedelissimi:
ambasciatori anche con il Pd
Il piano in cantiere da mesi: l’obiettivo di dare al movimento una struttura «più politica»
Una svolta improvvisa,
sì, ma maturata da tempo. Fin
dallo scorso marzo, con i primi apprezzamenti pubblici a
Luigi Di Maio e Alessandro Di
Battista. L’idea del «direttorio» a Cinque Stelle nasce in
primavera, in un momento
difficile per il Movimento — la
campagna elettorale per le Europee alle porte e i problemi di
salute di Gianroberto Casaleggio, oltre a uno scenario politico mutato con il governo Renzi
— e prosegue, si sviluppa nei
mesi. A Roma da tempo si parla della «necessità di una
struttura organizzativa», come
la definisce uno dei fedelissimi. Un domino ramificato —
questo il quadro che viene
esposto da fonti vicine al Movimento — che non dovrebbe
fermarsi al solo direttorio.
La «fase 2.0» dei Cinque
Stelle è e vuole essere «più politica» sin dalla forma. «Più
snelli, più coesi», recita un ortodosso. E nei fatti questo si
traduce anche con una struttura gerarchica più rigida, più simile ai modelli dei partiti, tanto odiati dal popolo pentastellato. Ecco allora i «Cinque vice» (un triumvirato campano
e un duo del Lazio, come a voler spostare anche gli assetti
geografici del Movimento),
MILANO
ma non solo. In questi giorni a
Milano, negli uffici della Casaleggio associati,ci sono stati
contatti e sono transitati alcuni parlamentari ed esponenti
locali (in primis Nicola Morra
e Massimo Bugani), ma anche
— appunto — gli stessi Di Maio e Fico. E nei prossimi giorni
sono attesi altri pentastellati.
Filo conduttore: le Regionali,
sia quelle appena trascorse sia
quelle in programma nel 2015.
I fondatori puntano sul rilancio. Ecco allora i parlamentari come «referenti per il ter-
ritorio» — dice una fonte —:
un modo anche per placare
l'emorragia di liti tra i meet-up
locali e creare un «filo diretto
con quello che accade a Roma». Oltre all’organizzazione,
rispunta l’agenda dei temi. Sono allo studio nuove strategie
per contrastare il ritorno prepotente della Lega al Nord,
senza però snaturare il Movimento. Ma non solo, sarà rivendicato un «maggior pragmatismo» in vista delle prossime elezioni, forse già nella selezione dei candidati.
91,7
la percentuale
dei voti
favorevoli, ieri
sul blog di
Grillo, al nuovo
direttivo del
M5S: 34.050
i sì, su 37.127
votanti in totale
E proprio in questo contesto
entra il nuovo direttorio: i cinque vice saranno, di fatto, gli
ambasciatori dei pentastellati,
i mediatori per i problemi interni (sia della base sia dei parlamentari) e, in seconda battuta (dopo i passaggi del caso
sulla Rete) per eventuali trattative con «metodo 5 Stelle» con
altri partiti, Pd in primis. Saranno, insomma, un cuscinetto nelle scelte e nelle noie che
affliggono i leader. «I ruoli e le
strutture di Camera e Senato
non cambieranno», assicura-
Il sindaco e la compagna critici sulla linea
La fronda di coppia in casa Nogarin
LIVORNO Filippo e Anna non lo dicono,
Il bacio Anna Mainardi con
il compagno Filippo Nogarin
ma quelle espulsioni hanno fatto star
male anche loro. Che mai avevano
criticato le scelte di Beppe Grillo. Non
sono una coppia qualunque Filippo
Nogarin, sindaco pentastellato di
Livorno e la compagna Anna Mainardi,
«tesoriera» dei Cinque Stelle locali e le
dichiarazioni (di lui) e la decisione (di
lei) di unirsi ai cinquanta attivisti che
giovedì sera hanno «assediato» la villa
di Grillo a Marina di Bibbona fanno
discutere. «Sono andata per capire che
NUOVO QUATTRORUOTE
Quattroruote + Dueruote € 6,50 – Solo Quattroruote € 5,00
3
cosa stesse accadendo», fa sapere
Mainardi, ma in molti associano
quell’esserci a qualcosa di più, e
ricordano Anna, professione
commercialista, come un’attivista
razionale, capace di dimostrare le
«spese pazze» elettorali del Pd, cento
volte superiori a quelle del marito. E lui
parla di metodo «inopportuno» e si
chiede «se tutto questo fosse davvero
così necessario».
Marco Gasperetti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
no nel Movimento, spiegando
che «quello del direttorio è un
organismo indipendente».
Grillo e Casaleggio — viene ribadito — «sono e restano patrimonio dei Cinque Stelle, loro continueranno a gestire l’attività». Non è stata ancora rivelata la durata del mandato, che
«potrebbe anche non avere limiti temporali». Ma i programmi del direttorio passeranno per forza dal confrontoscontro con i dissidenti.
Ieri sera la riunione fiume
dell’ala critica — anche qui
una trentina i presenti — si è
conclusa con un nulla di fatto.
Intanto all’orizzonte c’è l’assemblea che dovrebbe ratificare le ultime espulsioni. Lì,
probabilmente, ci sarà la resa
dei conti. Quello che è certo è
che un possibile strappo porterebbe a un distacco di una
parte significativa della base in
alcune regioni. E anche i meetup si stanno dividendo: alla
kermesse organizzata da Federico Pizzarotti a Parma il prossimo 7 dicembre sono attesi
rappresentanti degli attivisti
dei principali capoluoghi, Genova compresa, e in alcune regioni si stanno organizzando
pullman per partecipare all’incontro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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4
Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
5
Primo piano Il Movimento
SEGUE DALLA PRIMA
La carriera
● Beppe Grillo,
66 anni, è nato
e cresciuto a
Genova, nel
quartiere di
San Fruttuoso.
Ha un diploma
in Ragioneria
● Negli anni 70
si esibisce nei
cabaret. Pippo
Baudo lo lancia
in tv come
comico nei
programmi
Secondo voi,
Luna Park e
Fantastico. Ha
condotto 3
volte il Festival
di Sanremo,
partecipando in
altre edizioni
come ospite.
Negli anni 80 è
il boom con le
trasmissioni
Te la do io
l’America e Te lo
do io il Brasile
● Negli anni 90
porta sulle
scene i suoi
recital
incentrati su
tematiche
ambientali e di
denuncia
politica
● Nel 2005
inaugura il suo
blog ed è anche
ispiratore di
liste civiche che
portano il suo
nome, insieme
a Gianroberto
Casaleggio. Tra
le iniziative da
lui lanciate, i
Meetup:
tramite il blog,
promuove la
costituzione di
questi gruppi di
cittadini, con
sede nelle varie
città italiane e
in contatto
tramite
Internet per
organizzare
riunioni
periodiche ed
occuparsi dei
problemi locali
● Nel 2008
Grillo annuncia
sul blog l’avvio
di una fase di
partecipazione
politica diretta
attraverso
«liste civiche a
5 stelle»,
portatrici delle
istanze degli
attivisti e da lui
certificate. Il 4
ottobre 2009
nasce il
Movimento 5
Stelle, di cui
Grillo si
dichiara
«garante»
Forse il giorno in cui apparve sulla spiaggia
davanti alla sua villa con quella specie di scafandro, misterioso e inaccessibile come un’afghana
sotto il burka. Forse quando, avvinazzato dai titoli dei giornali di tutto il mondo, rifiutò per settimane ogni contatto con la «vil razza dannata»
dei giornalisti nostrani compresi quelli corteggiati nei tempi di vacche magre. Forse quando,
scartando a priori ogni accordo, plaudì ai suoi
che rifiutavano perfino di dire buongiorno agli
appestati della vecchia politica o si disinfettavano se per sbaglio avevano allungato la mano a
Rosy Bindi. O piuttosto la sera in cui strillò al
golpe e si precipitò verso Roma invocando onde
oceaniche di «indignados»: «Sarò davanti a
Montecitorio stasera. Dobbiamo essere milioni.
Non lasciatemi solo o con quattro gatti. Qui si fa
la democrazia o si muore!». Dopo di che, avuta
notizia di un’atmosfera tiepidina, pubblicò un
post scriptum immortale: «P.s. Arriverò a Roma
durante la notte e non potrò essere presente in
piazza. Domattina organizzeremo un incontro…». E le barricate contro i golpisti? Uffa…
Certo è che mai ora, dopo aver perso tra abbandoni ed espulsioni 15 senatori e 7 deputati
con la prospettiva di perderne altri ed essere
uscito a pezzi dalle ultime regionali che aveva solennemente annunciato di stravincere («Ci dobbiamo prendere Calabria ed Emilia-Romagna.
Sarà un successo, mai stato così sicuro») Grillo si
ritrova a fare i conti con un dubbio: non avrà perso il biglietto della lotteria? Non sarebbe il primo. Smarrì il suo biglietto vincente Guglielmo
Giannini, dopo aver portato con l’Uomo Qualunque trenta deputati (tantissimi: il quadruplo degli azionisti) all’Assemblea costituente. Lo smarrì Mario Segni, che dopo il referendum pareva
destinato a raccogliere l’eredità della Dc. Lo ha
smarrito Antonio Di Pietro, del quale Romano
Prodi disse «quello si porta dietro i voti come la
lumaca il guscio».
I voti perduti
Il guaio è che lui stesso sembra sempre meno
convinto di esser ineluttabilmente destinato a
vincere. E fa sempre più fatica a spacciare per
vittorie certe batoste. E in ogni caso, ecco il problema principale, sono sempre meno convinti
di vincere quanti avevano visto in lui l’occasione
per ribaltare tutto. Non ripassano, certi autobus.
Una volta andati, ciao. Prendete la Calabria: conquistò 233 mila voti (quasi il 25%), alle politiche
del 2013. Ne ha persi l’altra settimana duecentomila. E quando mai li recupererà più? Con questa strategia, poi! «Non ci sono più parole per
descrivere il lento e inesorabile, ma tutt’altro che
inevitabile, suicidio del Movimento 5 Stelle», ha
scritto ieri Marco Travaglio, che pure non faceva
mistero di averlo votato. «Un suicidio di massa
che ricorda, per dimensioni e follia, quello dei
912 adepti della setta Tempio del Popolo, che nel
1978 obbedirono all’ultimo ordine del guru, il reverendo Jim Jones, e si tolsero la vita tutti insieme nella giungla della Guyana».
Citazione curiosamente appropriata. Basti riprendere un numero di «Sette» del 1995. Il titolo
di un’intervista all’allora comico diceva tutto:
«Quasi quasi mi faccio una setta». Beppe Grillo
non era già più «soltanto» un istrione da teatro.
Girava l’Italia in 60 tappe con lo show «Energia e
informazione», irrompeva all’assemblea della
Stet rinfacciando all’azienda telefonica i numeri
hot a pagamento, attaccava le multinazionali, incitava ad «accelerare la catastrofe economica.
Per l’esplosione del consumismo. Potremmo
comprare cose inesistenti: elettroseghe per il
burro, spazzolini da due chili monouso che dopo esserti lavato una volta li butti in mare per
ammazzare i pesci...». Faceva ridere. E spiegava
che proprio per quello gli andavano dietro: «Per-
LA PARABOLA DI GRILLO
Crisi di un leader
che si era illuso
di poter avere
il Paese in pugno
ché sono un comico. Perché non fabbrico niente. Perché chi parla contro i gas fabbrica le maschere antigas. Invece io, non vendendo né gas
né maschere antigas, sono credibile. Che ci guadagno?». Ed è su questa domanda che è andato a
sbattere. Brutta bestia, il potere. Guadagnato
quello, il bottino più ambito di chi fa politica, è
andato avanti sparandola sempre più grossa.
Nella convinzione che ogni urlo, ogni invettiva,
ogni insulto portasse ancora voti, voti, voti...«Ogni voto un calcio in culo ai parassiti che
hanno distrutto il Paese». «Facendo a modo nostro saremo più poveri per i prossimi 4-5 anni,
ma senza dubbio più felici». «Apriremo il Parlamento come una scatola di tonno». «Il Parlamento potrebbe chiudere domani. È un simulacro, un monumento ai caduti, la tomba maleodorante della Seconda Repubblica». «Bisogna
ripulire l’Italia come fece Ercole con le stalle di
Augia, enormi depositi di letame spazzati via da
due fiumi deviati dall’eroe».
Parole pesanti
Ieri e oggi
Dalla foto grande in alto
in senso orario: Beppe
Grillo a maggio con una
corona di alghe; con Pippo
Baudo nell’86 a Fantastico
7; in piazza Maggiore a
Bologna nel marzo 2010;
a Marina di Bibbona con il
volto completamente
coperto; il 10 ottobre
2012 la traversata a nuoto
dello Stretto di Messina
E via così. Anche sui temi più ustionanti, dove
non è lecito esercitare il battutismo: «La mafia è
emigrata dalla Sicilia, è andata al Nord, qui è rimasta qualche sparatoria, qualche pizzo e qualche picciotto». «Hanno impedito a Riina e Bagarella di andare al Colle per la deposizione di Napolitano per proteggerli: hanno già avuto il 41
bis, un Napolitano bis sarebbe stato troppo».
«La mafia è stata corrotta dalla finanza, prima
aveva una sua condotta morale e non scioglieva i
bambini nell’acido. Non c’è differenza tra un uomo d’affari e un mafioso, fanno entrambi affari:
ma il mafioso si condanna e un uomo d’affari
no». Una cavalcata pazza. Perdendo uno dopo
l’altro amici, simpatizzanti, osservatori incuriositi. Di nemico in nemico. «Adesso Schulz dice
che io sono come Stalin. Ma un tedesco Stalin
dovrebbe ringraziarlo, altrimenti Schulz sarebbe
in Parlamento con una svastica sulla fronte.
Schulz, siamo un venticello, lo senti? Arriva un
tornado, comincia a zavorrarti attaccato alla Merkel perché ti spazzeremo via». «Noi non siamo
in guerra con l’Isis o con la Russia, ma con la
Bce!». «Faremo i conti con i Floris e i Ballarò… Io
non dimentico niente. Siamo gandhiani ma gli
faremo un culo così…».
E poi barriti contro le tasse: «Siete sicuri che
se pagassimo tutti le tasse questo Paese sarebbe
governato meglio? Ruberebbero il doppio».
Contro l’ultimo espulso: «Un pezzo di merda».
Contro Equitalia: «È un rapporto criminogeno
tra Stato e cittadini». Contro l’inceneritore di
Parma: «Chi mangerà il parmigiano e i prosciutti
imbottiti di diossina?» Contro gli immigrati:
«Portano la tubercolosi». Sempre nella convinzione che il «suo» movimento potesse prendere
voti a destra e a sinistra, tra i padani e i terroni,
tra i qualunquisti e i politicizzati al cubo. Un
«partito-tutto» contro tutto e tutti. Finché, di
sconfitta in sconfitta, non si è accorto che qualcosa, nel rapporto col «suo» popolo, si stava incrinando. Che lui stesso stava smarrendo l’arte
superba di saper mischiare insieme la potenza
della denuncia e la leggerezza dei toni. Finché
arrivò il momento che, in una piazza qualsiasi, si
accorse che la solita battuta non tirava più. Capita anche ai clown più ricchi di genio. Ma loro, se
vogliono, possono inventarsi un altro numero.
Gian Antonio Stella
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
6
Primo piano Il centrodestra
SetteGiorni
di Francesco Verderami
«Al Quirinale una figura condivisa
Noi voteremmo uno come Amato»
Colloquio con Berlusconi: prima il Colle, poi le riforme. Draghi? Mi risulta che non sia disponibile
SEGUE DALLA PRIMA
Ma visto che il premier sulla
legge elettorale aveva «modificato il patto in corso d’opera»,
il Cavaliere ha deciso di prendersi la rivincita, e approfittando dell’imminente corsa per il
Colle chiede ora di cambiare il
timing: intanto si stringa l’accordo sul prossimo inquilino
del Quirinale, dopo si chiuderà
l’intesa sull’Italicum e le riforme costituzionali. È chiaro che
non è più la stessa cosa.
Il leader di Forza Italia dà la
sua spiegazione «partigiana»
in un ritaglio di tempo tra la rituale visita settimanale al Milan e un appuntamento «dove
sto arrivando in ritardo». E il
quadro che delinea, a suo giudizio, impone il cambio di programma: «Il Paese vive una situazione preoccupante che
non so quanto venga percepita
fino in fondo. Siamo in un sistema politico che non è democratico, siamo in presenza
di una crisi economica strutturale. E nel bel mezzo di questo
contesto cade l’elezione del
nuovo capo dello Stato. Perciò
credo che si debba mettere subito in sicurezza la massima carica dello Stato».
E va fatto «insieme», ripete
Berlusconi: «D’altronde, con le
Camere per metà delegittimate
da una sentenza della Corte costituzionale e per l’altra metà
non rappresentative del reale
peso delle forze politiche, credo non si possa prescindere da
una scelta condivisa sul presidente della Repubblica, così da
garantire un minimo di equilibrio e — mi permetto di aggiungere — di credibilità istituzionale». Traduzione: se il
prossimo capo dello Stato non
fosse il frutto di una scelta condivisa, sarebbe per il Cavaliere
una figura delegittimata.
Sui motivi che hanno spinto
Napolitano ad annunciare il
suo addio non vuol parlare, «su
certe cose al momento non sono nelle condizioni di parlare.
Un giorno forse...». Piuttosto è
interessato a delineare il profilo della personalità che vorrebbe vedere al soglio laico della
Repubblica: «Una persona che
non sia di parte, che non venga
da una parte sola. Questo è il
mio auspicio». Pochi giorni fa
ha pubblicamente espresso la
sua contrarietà a figure «di partito». Un veto che è sembrato
Le tappe
● A ottobre
Renzi chiede di
modificare la
legge elettorale
nata dal patto
del Nazareno
siglato con
Berlusconi
● Il leader di FI
incontra Renzi
il 12 novembre:
per Berlusconi
il patto regge
ma non accetta
le modifiche
all’Italicum su
sbarramento e
premio di lista
● L’intesa con
Renzi non
piace a tutti in
FI. Ma il leader
ribadisce:
restiamo in
partita sulle
riforme, anche
in vista del voto
per il Colle
abbattersi su esponenti del Pd
come Veltroni e Fassino. «In effetti è così», risponde Berlusconi dopo aver ascoltato quei
nomi. «Ma i nomi non voglio
farli io». Non ce n’è bisogno.
«Io spero che ci venga proposto qualcuno che possa essere
votato anche da noi».
Dunque non ha senso una
domanda su Prodi... «Beh, se
non mi viene fatta...». Perché
se gliela facessero... «Se me la
facessero risponderei che Prodi già mi vuole tanto male, e
quindi vorrei evitare di dire co-
se che potrebbero peggiorare
ancor di più i nostri rapporti.
Se penso al caso De Gregorio...». Il nome evoca la storia
della transumanza del senatore
dipietrista, che dal centrosinistra sarebbe passato al centrodestra in cambio di denaro. Di
Berlusconi. «Una storia solo
politica che per attaccare me è
stata trasformata in un processo». No, non è su Prodi che può
combaciare l’identikit per il
Quirinale del Cavaliere. Mentre
su Amato... «Amato invece
rientra in quel profilo». Per il
A febbraio
Silvio
Berlusconi
nella Loggia
d’onore del
Quirinale dopo
le consultazioni
con il
presidente
Napolitano
lo scorso 15
febbraio
giurista c’è sempre una nomination di Berlusconi ogni qualvolta parte la corsa per il Colle.
Stavolta, però, il Palazzo si
prepara a una competizione
senza rete, il Parlamento sembra la Jugoslavia del dopo Tito,
e il rischio è che — di votazione
in votazione — si incendi il
Parlamento, condannando la
politica alle fiamme della delegittimazione. «Proprio per evitare un simile scenario — secondo l’ex premier — sarà indispensabile trovare un candidato al Quirinale che per storia,
prestigio, personalità ed equilibrio, attiri il voto convinto dei
grandi elettori. Serve un presidente della Repubblica che
rappresenti il popolo italiano.
Serve un presidente della Repubblica di tutti gli italiani».
L’enfasi oratoria del Cavaliere è un peso che sembra gettato
sulle spalle di Renzi, a cui tocca
l’onere di proporre un metodo
che smini il sentiero dalle vendette trasversali consumate all’ombra del voto segreto. Non è
così, perché Berlusconi si riconosce nel ragionamento del
premier, secondo cui «un fallimento sarebbe il fallimento di
tutti»: «Renzi deve dare garanzie sul percorso. E ritengo che
lo farà. Poi però servirà la re-
sponsabilità di tutti». La mano
tesa verso il leader del Pd richiama al Patto del Nazareno,
all’accordo «che noi di Forza
Italia abbiamo stipulato sulle
riforme, in modo da modernizzare il Paese, da dargli un assetto bipolare, con istituzioni capaci di funzionare, con un sistema elettorale che consenta a
un governo di durare per la legislatura. In fondo, è un patto
con noi stessi, visto che queste
riforme il centrodestra le varò
ma vennero abrogate dalla sinistra con un referendum».
Quanto sia rimasto del Patto
originario stretto da Renzi e
Berlusconi non è dato sapere.
Ma se in politica esiste la categoria della fiducia, il Cavaliere
dice «ancora» di riporla verso il
leader del Pd: «Io parto sempre
da un atteggiamento di fiducia
nei confronti dei miei interlocutori. E non ho motivo di non
applicare questo atteggiamento verso il presidente del Consi-
Le garanzie
Il leader di Forza Italia:
«Renzi deve dare
garanzie sul percorso
E ritengo che lo farà»
glio». Ora però attende di conoscere la sua mossa. Ed è fortunato, visto che i Cinquestelle
si sono spaccati e il Pd non potrà trovare per il Colle sponde
nei grillini. «Abbiamo tutti dei
problemi in casa», sospira:
«Leggo anche oggi sulle agenzie di stampa dichiarazioni da
vecchia politica. Politica democristiana». La rasoiata a Fitto,
mentre parla di Quirinale, non
la vuole risparmiare.
Ma evocando le divisioni in
casa propria, Berlusconi ripropone il problema dei numeri
necessari a formare una maggioranza per il Colle. E se la politica non ci riuscisse, sarebbe
Draghi l’ultima risorsa? Perché
l’identikit tracciato dal Cavaliere sembra un indizio che porta
fino a Francoforte. «Mi risulta
che il presidente della Bce abbia fatto sapere di non essere
disponibile». Anche Napolitano, disse di non voler fare il bis,
prima che il Palazzo lo richiamasse a gran voce: «Al momento per Draghi la situazione
è questa».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Lettera al Guardasigilli
Giustizia
Minacce a Orlando
Solidarietà
di politici e toghe
Prescrizione,
testo in Cdm lunedì
Si valuta lo stralcio
Una lettera di minacce è stata
recapitata nella mattinata di
ieri al ministero della Giustizia
all’indirizzo del Guardasigilli
Andrea Orlando. La busta
conteneva polvere sospetta e la
missiva riportava minacce di
morte e slogan inneggianti
all’estrema destra. La polizia
penitenziaria sta svolgendo
indagini sulla vicenda.
Solidarietà al ministro è
arrivata da diversi partiti, dalla
Cgil e dal Consiglio nazionale
forense.
Sarà esaminato lunedì in
Consiglio dei ministri il
disegno di legge del governo
sulla prescrizione. Il testo
potrebbe essere stralciato dal
pacchetto di riforma del
processo penale, per
accelerarne il percorso (si
studia l’ipotesi di agganciarlo
ad altri provvedimenti
pendenti in commissione
Giustizia alla Camera). Già
esaminato il 29 agosto, il testo
sulla prescrizione farà un altro
passaggio in Cdm.
Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
7
Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
8
Primo piano Il governo
«I contestatori la finiranno»
Dietro
le quinte
Il premier blinda il testo del Jobs act al Senato, la fiducia è ormai data per certa
E dalla minoranza Zoggia lancia l’idea di un referendum tra i militanti sul governo
Vendola-Emiliano,
scintille a sinistra:
primarie a rischio
«Non mi faccio chiudere
nei palazzi, vado ad ascoltarle,
come sempre». Poco dopo colazione, mentre escono i dati
sulla disoccupazione, che leggerà in modo diverso dai sindacati, Renzi è in volo verso Catania: è una giornata dedicata
al Sud, lo scrive e rivendica la
scelta. Tra meno di due settimane c’è lo sciopero generale,
lui sceglie di andare a visitare
fabbriche, stabilimenti, operai, prima in Sicilia, poi a Reggio, infine ad Avellino.
Il primo appuntamento è all’azienda 3Sun, del gruppo
Enel Green, poi ci sarà la Condorelli, quindi lo stabilimento
della Working Capitale, gruppo Telecom. La lettura dei dati
sulla disoccupazione, divergente dai sindacati, è rafforza-
ROMA
Si vedranno oggi e forse
tutto rientrerà. Certo non
era mai accaduto che un
voto per le primarie venisse
messo in dubbio il giorno
prima. Succede in Puglia
con il governatore uscente
Nichi Vendola furibondo
con Michele Emiliano, Pd,
in lizza per la successione:
«Il centrosinistra non esiste
più — ha detto — e le
primarie non si fanno». Lo
scontro tra Sel e Pd è tutto
pugliese: Vendola accusa
Emiliano per il patto con
l’Udc, Emiliano risponde
che i voti dei centristi sono
serviti anche a lui. Scintille
che il coordinatore
nazionale di Sel Fratoianni
circoscrive, aggiungendo:
«Certo due anni fa una cosa
del genere con il Pd forse
non sarebbe successa».
(Massimo Rebotti)
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Il consigliere
che vuole il Natale
«obbligatorio»
Giovanni
Donzelli,
capogruppo
in Regione
Toscana di
Fratelli
d’Italia, è
scatenato.
Da quando si è candidato a
governatore non si ferma
un attimo. Ha occupato la
sede delle comunità
montane, ha stilato un
decalogo nel quale si
obbligano gli immigrati a
festeggiare Pasqua e Natale.
Ha ottenuto commissioni
d’inchiesta su Asl e
alluvioni. Donzelli era
riuscito a far arrabbiare
anche Renzi quando era
sindaco di Firenze:
presentò un’interrogazione
per una poltrona (pagata
cara) destinata all’ufficio
del primo cittadino.
(Marco Gasperetti)
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Quel tandem
del renzismo
made in Calabria
Dentro il Pd s’avanza un
nuovo tandem. A
Montecitorio sono sempre
assieme, quando vedi uno
scopri che l’altro sta nel
giro di pochi metri.
Affiatatissimi, li chiamano
«il gatto e la volpe» del
renzismo calabrese. Uno
dei due è già un noto
fedelissimo del premier,
Ernesto Carbone. L’altro è
Ferdinando Aiello, ex
vendoliano. Insieme hanno
gestito il delicato passaggio
di un pezzo di Sel (Gennaro
Migliore e soci) ai
democrat. E, alle ultime
regionali calabresi, con un
candidato semisconosciuto
hanno sbaragliato la
concorrenza interna del
segretario regionale
Ernesto Magorno. Una
coppia in ascesa.
(Tommaso Labate)
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316
i voti con cui la
Camera ha
dato il via libera
al Jobs act
il 25 novembre:
6 no, 5 astenuti
165
i sì al Jobs act
(111 no, 2
astenuti) l‘8
ottobre in
Senato, dove il
testo è tornato
A Belpasso Il premier Matteo Renzi ieri in provincia di Catania durante la visita allo stabilimento
Condorelli: «È una bellissima storia familiare, una storia d’eccellenza ai piedi dell’Etna» (Ansa)
ta dall’ottimismo sulle scadenze dei prossimi giorni: oggi la
fiducia sulla manovra, la prossima settimana quella (ormai
praticamente certa) sul Jobs
act al Senato: una delega al governo che costituisce forse il risultato migliore da quando si
trova a Palazzo Chigi. Spendibile sui mercati internazionali,
attendibile secondo le promesse strette con la Commissione, «un risultato in qualche
modo storico», dice ai suoi, visto che subito dopo si troverà
in mano una delega piena per
riscrivere le norme del mercato del lavoro senza più dover
mediare con il Parlamento.
La visita è ad alcune delle
eccellenza italiane: i pannelli
solari della 3Sun «sono i migliori al mondo perché realizzati con la tecnologia maggiormente avanzata». Ci sono
anche delle contestazioni, ma
il premier sceglie di fermare la
macchina e parlare con gli
operai della Micron, facendo i
complimenti a un distretto
tecnologico «straordinariamente forte». E per quanto riguarda tutti gli altri che contestano, a Roma, «si stancheranno prima loro di noi, noi continueremo a stare in mezzo
alla gente».
Del resto Renzi appare convinto che anche nel Pd alla fine
la fronda interna è destinata a
spegnersi: oggi è atteso il sì
sulla legge di Stabilità, la settimana prossima il Jobs act do-
Nel Mezzogiorno
Lungo il tour dedicato
alle realtà produttive
del Sud anche
qualche protesta
vrebbe passare con la fiducia
ma anche con meno tensioni.
Zanda e Guerini nelle ultime
ore hanno lavorato per fare
rientrare il dissenso, subito
dopo Palazzo Chigi potrà vantare con Bruxelles di aver mantenuto la promessa, poi verrà il
turno della delega fiscale, la
chiusura della partita sulla
P.A., altri risultati che la Commissione attende entro marzo.
Mentre lascia la Sicilia, diretto a Reggio, altro stabilimento, questa volta di Ansaldo
Breda, il messaggio è ancora di
ottimismo: «Bisogna rimboccarsi le maniche, ma riusciremo a cambiare questo Paese, il
meglio deve ancora arrivare».
Questa volta al posto delle contestazioni ci sono anche gli applausi di alcuni operai. Il travaglio interno del Pd viene trattato di sfuggita, con una battuta,
«ero segretario e lo sono ancora», riferimento a coloro che
dicono che non può fare contemporaneamente il premier e
il capo del partito. C’è anche
chi propone (Zoggia) un referendum sul governo fra tutti i
militanti del Pd.
L’ultima tappa è in provincia di Avellino. L’Europea microfusioni aerospaziali (di
Rolls-Royce), conta 450 lavoratori e produce palette per motori aeronautici. A dargli il
benvenuto anche l’ambasciatore britannico. Renzi ripete
ancora: «Vogliono metterci
paura, ma rimetteremo in moto il Paese».
Marco Galluzzo
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Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
9
Primo piano Gli scenari
Novembre ‘99
Novembre ‘14
Da sinistra, l’allora
premier francese
Lionel Jospin, quello
italiano Massimo
D’Alema, il presidente
Usa Bill Clinton, il
premier britannico
Tony Blair e (di spalle)
il presidente brasiliano
Henrique Cardoso e il
presidente della
Commissione Ue
Romano Prodi alla
cena di gala per il
meeting tra capi di
Stato e di governo
progressisti a Firenze
(Olycom)
Il presidente del
Consiglio Matteo
Renzi (di spalle) a
cena mercoledì
scorso a Palazzo
Chigi con Tony Blair. A
destra dell’ex premier
britannico, il ministro
per la Pubblica
amministrazione e la
Semplificazione
Marianna Madia e,
alla sua sinistra, il
ministro per le
Riforme e i Rapporti
con il Parlamento
Maria Elena
Boschi
(Epa)
L’INTERVISTA MASSIMO D’ALEMA
«Renzi lasci la Terza Via
Bisogna riscoprire lo Stato»
La storia
● La Terza Via
fu il tentativo,
portato avanti
dai capi di
Stato e di
governo
progressisti
che alla fine
degli anni 90 si
trovarono a
guidare alcune
tra le maggiori
democrazie
occidentali (da
Clinton negli
Stati Uniti a
Blair in Gran
Bretagna,
Schröder in
Germania e
D’Alema in
Italia), di
conciliare il
capitalismo
liberale, con la
sua fede nei
meriti del libero
mercato, e il
socialismo
democratico,
sostenitore
dell’intervento
dello Stato
nella società e
nell’economia
ROMA Presidente D’Alema, siamo in piena rievocazione della Terza Via. Lei ne è stato uno
degli iniziatori, nel 1999, con il vertice di Firenze. Quale è il suo significato attuale?
«Nessuno. In tempi recenti sono state avanzate critiche anche aspre di quella esperienza:
troppo liberismo, troppe concessioni alla deregulation. Ma cosa fu la Terza Via? All’indomani
della caduta del muro di Berlino, quindi in un
clima di grande mutazione, fu lo sforzo di far incontrare i principi del socialismo con una visione di tipo liberale. Penso ancora oggi che abbia
avuto un impatto positivo, sia pure con effetti
contraddittori che non possono essere nascosti.
Ma è un’esperienza di 15 anni fa. Allora diede i
suoi frutti, anche nel nostro Paese. Fu la sinistra
al governo che, sulla base di quella visione, ridusse drasticamente la presenza statale nell’economia, avviò le grandi privatizzazioni, lanciò le
liberalizzazioni poi continuate nel lavoro di Bersani, riformò le pensioni. Pose fine a una politica
di deficit spending, tanto che noi portammo il
debito pubblico dal 127 al 102% del Pil, realizzando sistematicamente un avanzo primario del 3%
e liberalizzò il mercato del lavoro, per certi
aspetti perfino troppo, visto che si produssero
forme contrattuali che poi sfociarono in una eccessiva precarizzazione. Quindici anni dopo, i
problemi sono completamente diversi. Bill Clinton, non un pericoloso estremista, ha scritto tre
anni fa un libro, Back to work, sostenendo che il
principale limite di quella esperienza fu di aver
sottovalutato il ruolo dello Stato. La Terza Via fu
pensata in una prospettiva ottimistica della globalizzazione, che si è rivelata fallace. L’eccesso di
liberalizzazione ha portato a enormi diseguaglianze sociali, a grave instabilità economica e,
in ultima analisi, alla crisi del 2008».
La Terza Via corresponsabile della crisi del
2008?
«Guardi che la deregulation finanziaria, il “liberi tutti” per banche e speculatori, in America,
la fece Clinton, lui stesso lo ha riconosciuto.
Quello che io trovo incredibile è che, nel tentativo di offrire un retroterra teorico nobile al governo Renzi, oggi si faccia un’operazione anacronistica. Chi ci spiega che la velocità del mondo, le
nuove tecnologie impongono il cambiamento
❞
L’azione pubblica
La crisi di oggi nasce dalla
debolezza della politica
e dell’azione pubblica
Non se ne esce senza
politiche di investimenti,
anche pubblici
La riforma del lavoro
Non credo che con il Jobs
act arriveranno
investimenti a pioggia o
cresceranno i posti di
lavoro. Non è l’articolo 18
l’ostacolo alla ripresa
poi ci propone una piattaforma ideologica della
fine del secolo scorso come la Grande Novità di
oggi. Sul piano culturale è sconcertante. Primo,
la riduzione del ruolo dello Stato era il tema di
vent’anni fa. Secondo lo abbiamo fatto. In qualche caso forse troppo. Terzo, alcuni dei protagonisti riflettono criticamente su quell’esercizio.
Oggi tutto il pensiero economico ruota intorno
ad altri tempi. Ci sono Stiglitz, Piketty, Krugman.
Il Financial Times ha dedicato una pagina intera
al libro della Mazzuccato sulla necessità di riscoprire il ruolo dello Stato come forza propulsiva
dello sviluppo. Quelli che invocano la Terza Via
sembra abbiano saltato le letture degli ultimi 10
anni, ammesso che avessero fatto quelle precedenti».
E qual è invece il dibattito giusto?
«La crisi di oggi ha radici nella debolezza della
politica e dell’azione pubblica, sia a livello europeo sia nazionale. E non si può uscirne senza politiche in grado di promuovere gli investimenti,
anche pubblici. Altro che meno Stato. La crisi ha
evidenziato i limiti dell’approccio liberista e ha
messo la politica di fronte alla responsabilità di
promuovere gli investimenti e ridurre le diseguaglianze. La crisi europea si caratterizza soprattutto come crollo della domanda interna.
Oggi l’Europa è esportatore netto, malgrado l’euro. Ma il problema è il crollo dei consumi europei che deriva da un impoverimento delle classi
medie e del mondo del lavoro».
Lei sta contestando la necessità delle riforme strutturali, che ci chiedono la Commissione, la Banca centrale di Mario Draghi, a cominciare da quella in corso del mercato del lavoro, per dargli più flessibilità?
«Secondo i dati Ocse, non miei, il mercato del
lavoro è più flessibile in Italia che in Germania e
in Francia. In ogni caso, trovo stravagante e incomprensibile che oggi, con i dati economici
peggiori dell’eurozona, sia la riforma elettorale
la priorità di un governo che dice di voler rimanere in carica fino al 2018. Non credo che l’Europa ci chieda questo. Detto ciò, la riforma del
mercato del lavoro contiene molti aspetti positivi, io sono favorevole al contratto unico a tutele
crescenti perché riduce la precarietà del lavoro.
Ma contesto il fatto che la nuova generazione di
occupati non possa accedere alla tutela dell’articolo 18, che invece rimane per i lavoratori già assunti. A partire dai principi stessi enunciati dal
governo, il meccanismo proposto introduce
quindi un elemento che li contraddice, fra l’altro
stabilendo una diseguaglianza dei cittadini di
fronte alla legge, dubbia sotto il profilo costituzionale. Inoltre non credo che, approvato il Jobs
act, arriveranno investimenti a pioggia o cresceranno tumultuosamente i posti di lavoro».
Quali dovrebbero essere le priorità di un
governo di sinistra?
«La riforma dello Stato, delle amministrazioni, compreso il funzionamento della giustizia, la
sicurezza. A livello europeo, la prima riforma dovrebbe essere quella dei mercati finanziari. Cominciamo, per esempio, a stabilire che all’interno dell’eurozona non sia possibile la concorrenza fiscale. Non possiamo scoprire solo ora che il
Lussemburgo è un paradiso fiscale, magari per
indebolire Juncker e con lui la nuova Commissione».
E come la mettiamo con i nostri obblighi,
quelli che ci impongono i Trattati?
«Sono convinto che l’austerità come premessa della crescita sia una ricetta sbagliata».
Ma su questo c’è accordo. Il governo Renzi
si è battuto per cambiare i termini dell’equazione, privilegiando la crescita.
«C’è accordo a parole. Nella sostanza siamo di
fronte solo ad annunci. Dei 300 miliardi del piano di investimenti di Juncker pare ce ne siano
solo 21. I segnali di cambiamento sono estremamente timidi. Siccome non c’è più flessibilità
nella moneta, si continua a premere su misure
di contenimento dei salari. Il punto vero è questo. Ma questa politica è all’origine del crollo del
mercato interno europeo. Tanto è vero che oggi
perfino in Germania si apre un dibattito: gli industriali tedeschi mettono in guardia da un eccessivo contenimento dei salari. All’ultimo G20
lo snodo centrale è stata la polemica tra Obama e
la Merkel sulla politica dell’austerità: è Obama
che ha detto alla cancelliera che l’Europa deve
spendere più nella crescita. È questo il vero ostacolo alla ripresa, non l’articolo 18».
Siamo alla fine della presidenza semestrale
italiana dell’Unione Europea. Che bilancio ne
fa?
«Devo dire che, anche per ragioni oggettive, le
vicende della Commissione, la battaglia sulle
nomine, non mi pare abbia lasciato un segno così indelebile nella storia dell’Unione Europea».
Paolo Valentino
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Salvini esibisce i sondaggi. E mette il nome nel simbolo del partito
DAL NOSTRO INVIATO
«Alla carica». Salvini distribuisce ottimismo, vola alto
nei sondaggi, liquida la possibile avversaria di Zaia in Veneto, Alessandra Moretti («Non
credo avremo grossi problemi») e procede diritto nella
fondazione del «suo» nuovo
partito al centro e sud. Suo perché ormai è ufficiale: porterà il
nome del segretario leghista.
Insomma, la svolta nazionalista è completata, il passaggio
dalla Padania all’Italia è nei fat-
L’agenda
LIONE
● Oggi e
domani a Lione
si terrà il
congresso del
Front national
guidato da
Marine Le Pen.
Tra gli ospiti
anche il
segretario della
Lega Salvini,
alleato in
Europa col Fn
ti. Però, il nuovo soggetto non
potrà diventare un «ricettacolo
di riciclati». Per cui, le pre adesioni saranno valutate.
Salvini cerca anche di disperdere le nubi sulla Liga veneta, ma qui, forse, è meno incisivo: la dualità tra il governatore Zaia e il sindaco di Verona
Tosi non ha ancora trovato un
equilibrio. Il secondo vorrebbe
presentare la lista civica a lui
intestata a sostegno di Zaia. Il
quale non gradisce affatto. Ma
Salvini spazza via ogni obiezione: «Ho parlato con entrambi
per una mia presenza al Consiglio nazionale veneto per iniziare a breve la campagna elettorale che riconfermerà il loro
buon governo». Insomma,
«clima costruttivo». Ma il nodo
andrà sciolto. Il tutto mentre il
leader leghista si prepara al bagno di folla in Francia: questo
pomeriggio sarà a Lione, ospite
del congresso del Front national di Marine Le Pen. La quale
giusto ieri su Le Monde, in un
articolo che definisce Salvini
«il cugino italiano» lo ha elogiato: «È un tipo notevole, ha
grandi qualità politiche. Ha dato l’impulso al momento giusto
per fare del suo partito un movimento nazionale. Ha molto
fiuto». Al consiglio federale di
ieri, Salvini si è presentato con
due sondaggisti che hanno certificato il buon momento: la
Lega continuerebbe a guadagnare lo 0,8% in più ogni mese.
Mentre FI calerebbe dello 0,4%.
In prospettiva, il superamento
sembrerebbe cosa fatta. Ma Tosi, da tempo candidato alle
possibili primarie del centrodestra, non è convinto: «Se
Berlusconi torna ad avere agibilità politica e usa le tv come
Renzi, le primarie le vince lui».
Inoltre, non sembra condividere l’ostilità di Salvini all’Ncd
(anche se il segretario la limita
ad Alfano): «Per vincere servono anche loro». E annota malizioso: «Io gioco più al centro,
sono un perfetto leghista dc».
Il sindaco, infatti, da tempo gira l’Italia col suo movimento
«Ricostruiamo il Paese» in vista delle possibili primarie.
Marco Cremonesi
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+0,8
la percentuale
che guadagna
ogni mese la
Lega secondo
un sondaggio
commissionato
da Salvini
Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
10
Primo piano I conti pubblici
I grandi graziati dall’Ue, rivolta dei piccoli
La Commissione europea decide di rinviare a marzo la decisione sulle sanzioni a Italia e Francia
La Spagna si ribella: basta, non faremo altri sacrifici. Richiamo alla Germania: più investimenti
● La
Commissione
europea ha
deciso ieri
che per Italia e
Francia non
scatteranno
le sanzioni
previste dal
Trattato,
l’esame sullo
stato di
avanzamento
delle riforme è
slittato a marzo
● L’Europa
ha approvato
un piano di
sviluppo che
dovrebbe
mettere in
moto circa 300
miliardi di euro
per aiutare la
crescita nelle
economie
europee
con risorse
pubbliche
e private
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
Quel che sta succedendo adesso nell’Unione Europea, lo si può raccontare con
un’occhiata all’orologio: ore 11
di ieri, la Commissione Europea avverte che la Spagna, l’Italia e altri 5 Paesi «rischiano di
non rispettare i loro impegni
con il Patto di stabilità e crescita della Ue»; ore 13, la Spagna
risponde con il suo ministro
dell’economia Luis De Guindos
che non adotterà nuove misure
di austerità per evitare «il rischio di violazione dei limiti di
deficit per il 2015».
Spiegazione diplomatica,
ma neanche tanto: «Quanto già
previsto nella legge finanziaria
2015, e tenendo conto che siamo un poco più ottimisti di
Bruxelles riguardo alla nostra
crescita economica, sarà più
che sufficiente per raggiungere
l’obiettivo previsto del 4,2% del
Pil». Forse è il massimo che un
governo possa dire apertamente. Ma la traduzione in soldoni
è: noi siamo in regola, è Bruxelles a sbagliarsi sui nostri conti,
in ogni caso non accetteremo
imposizioni da nessuno.
Madrid non resterà probabilmente la sola a protestare,
c’è malumore nel Centro-Sud
dell’Europa. E pure nel Nord,
cioè in Germania. Le decisioni
di ieri della Commissione, sui
BRUXELLES
Retroscena
di Luigi Offeddu
piani di stabilità presentati dai
Paesi dell’Eurozona, rischiano
di scontentare molti.
Perché la verità è che Italia e
Francia hanno già violato il Patto, l’una con il proprio debito
pubblico astrale e il mancato
pareggio di bilancio, l’altra con
un deficit sforacchiato da anni:
eppure, ieri, la stessa Commissione ha spiegato che a causa di
«fattori politici» sono rimandate a marzo con il Belgio, per
un secondo esame, e che fino
ad allora non verrà presa contro di loro alcuna sanzione. Per
l’Italia e per le altre nazioni, ha
detto il commissario agli affari
economici, Pierre Moscovici,
«ogni opzione riferita al Patto
di stabilità è aperta: se queste
saranno usate o no, dipenderà
dai vari Stati». E ancora per
l’Italia, un «piccolo sforzo supplementare» potrebbe essere
richiesto, vale a dire una ridotta
manovra finanziaria, anche se
con Roma resta «un dialogo
costruttivo».
Dunque, viene concessa una
sorta di «grazia» sospesa: Bruxelles menziona «circostanze
eccezionali» (non cicloni o terremoti, si parla della crisi economica di tutta l’Eurozona) che
giustificano le scivolate nei bilanci dei Paesi «rimandati».
Ma Atene, Madrid, Lisbona, e
anche Dublino (che nel frattempo ha risuscitato la propria
Il meccanismo
L’esame
La Commissione europea ha
l’ultima parola sulla legge di
stabilità dei Paesi dell’area euro, di
cui verifica il rispetto dei parametri
del Patto di stabilità e crescita.
In caso non vengano rispettati
la Commissione può chiedere
modifiche e in mancanza aprire
una procedura d’infrazione
Il rischio bocciatura
L’Italia ha evitato la bocciatura
della Legge di Stabilità 2015
presentata a Bruxelles perché
la Commissione ritiene che Roma
abbia «compiuto alcuni progressi
sulla parte strutturale della
raccomandazione sul bilancio,
ma invita le autorità a compiere
ulteriori progressi»
Il piano
Il piano di investimenti presentato
da Jean-Claude Juncker e basato
sulla Bei mobiliterà 315 miliardi
di euro: secondo il presidente
della Commissione Ue, ogni euro
investito ne genererà 15.
Sarà operativo entro giugno 2015
e la scelta dei progetti sarà
affidata a «esperti»
Berlino si mette alla finestra
Nasce l’Europa a due velocità
Juncker sceglie la strada della valutazione flessibile
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
Il Patto di stabilità e
crescita è come un metro,
uguale per tutti gli Stati dell’Eurozona. Il sarto che lo usa,
cioè la Commissione Europea,
prende le sue misure e poi decide: se le maniche sono lunghe, a chiunque appartengano,
taglia o fa tagliare. Se sono corte, ordina che siano allungate.
Ma ieri, per la prima volta, è accaduto che il sarto abbia piegato il metro, trasformandolo in
BRUXELLES
un elastico e tagliandolo o allungandolo al posto delle maniche. Solo a beneficio di alcuni clienti, come Italia e Francia,
Bruxelles ha applicato quella
che può essere definita una «linea flessibilista». L’Eurozona è
stata divisa — nei fatti, non
nelle discussioni teoriche — in
due settori o gironi distinti.
L’unità di misura non è stata
più la stessa per tutti. E forse,
senza che nessuno lo dicesse
apertamente, è stato un giorno
storico, il giorno in cui lo stes-
ILLUSTRAZIONI DI VINCENZO PROGIDA
La vicenda
so Patto ha subito la sua prima,
ufficiosa modifica: cambiamento di una procedura, ma
anche parziale archiviazione di
alcune norme del Fiscal Compact, il rigido patto di bilancio
architettato in gran parte da
Berlino. E Berlino, naturalmente, ha saputo dal primo momento, e ha dato il via libera:
non foss’altro perché nell’Eurozona la Francia è la sua prima
partner commerciale, che Angela Merkel non ha alcun interesse ad affossare.
Per l’Italia, a parte le «circostanze economiche eccezionalmente negative», questa scelta
è stata motivata nel dettaglio
dal commissario agli affari economici, Pierre Moscovici: tre
mesi in più di tempo a Roma,
per «non precipitare decisioni
che avrebbero potute essere
contestate» anche alla luce della «situazione economica attuale» e degli «sforzi messi in
campo per le riforme». La
Commissione è libera di sottolineare fattori politici, più che
contabili, nel farlo non viola
nessuna delle sue regole né va
oltre il suo mandato: ma certo
la novità lascerà un segno. Ieri
a Bruxelles c’era chi si chiedeva
che cosa succederà, per esempio, se fra un anno o due anche
la Slovenia, o la Bulgaria, o qualunque altro Stato, infrangeranno le regole del Patto: «linea flessibilista» anche per loro, o invio immediato della
Trojka (la commissione mista
Ue-Bce-Fmi) secondo gli stessi
criteri già seguiti per la Grecia
o il Portogallo?
Moscovici ha avuto comunque anche altre parole per l’Ita-
La deroga
La deroga all’Italia
dovuta alla situazione
eccezionalmente
negativa dell’economia
economia) fanno qualche paragone e ricordano le ispezioni
della «trojka» in casa propria,
le cure cavalline di austerità
imposte da Bruxelles, i licenziamenti e i prepensionamenti
dettati dalla Ue.
All’estremo opposto, c’è l’altro polo di scontento, quello
della Germania, che per la prima volta becca anch’essa un richiamo ad incrementare i suoi
investimenti pubblici: solo poche ore fa, Angela Merkel chiedeva «un esame severo» dei bilanci, e ora il suo ministro delle
finanze Wolfgang Schauble ripete che «i vincoli di bilancio
europei vanno rispettati», pur
riconoscendo che «bisogna
mostrarsi solidali» con gli alleati che si trovano in una situazione più difficile.
I verdetti emessi dalla Commissione europea possono
riassumersi così: cinque Stati
(Germania, Lussemburgo,
Olanda, Slovacchia e la miracolosa Irlanda) risultano in linea
con il Piano di stabilità; 4 (Estonia, Lettonia, Slovenia e Finlandia) sono «largamente in linea»; e infine 7 (Italia, Francia,
Belgio, Spagna, Malta, Austria,
Portogallo) sono «a rischio di
violazione» del Patto. Appuntamento a marzo, o forse prima.
L. Off.
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lia, un po’ più incoraggianti.
Testualmente: «Le politiche
che stimolano le prospettive di
crescita, tenendo la spesa corrente primaria sotto stretto
controllo aumentando al tempo stesso l’efficienza complessiva della spesa pubblica, così
come le privatizzazioni programmate, dovrebbero contribuire a portare il rapporto debito/Pil sulla strada di una riduzione, in linea con la regola
del debito entro i prossimi anni». Se non altro, una prospettiva c’è. E però si chiude sconsolatamente quando si legge
un passo della relazione sull’Italia firmata dagli esperti della Commissione: il risultato di
bilancio di certe misure annunciate dall’Italia, «è caratterizzato da una marcata incertezza». Esempio: «Le entrate
aggiuntive derivanti dal gioco
d’azzardo».
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Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
PRIMO PIANO
La crisi e il lavoro
Il tasso di disoccupazione
50
41,4%
40
13,2
● Il caso
L’andamento del prodotto interno lordo
La disoccupazione giovanile (15-24 anni)
13,4
42,7%
13,2%
+1% rispetto
a dodici mesi fa
43,3%
0,3
Renzi, Poletti
e quel palinsesto
della fiducia
Dinamica dei prezzi
(variazioni tendenziali %)
4,0
3,0
0,2
30
2,0
20
1,0
10
13,0
0,1
0
ott
2013
set
2014
ott
2014
0
12,6
-0,1
12,4
-0,2
0,5%
0,0
-1,0
12,8
2010
2011
2012
2013
2014
La variazione prevista
del prodotto interno lordo
per il quarto trimestre
è pari a zero
con un intervallo
tra +0,2% e -0,2%
-0,1%
2013
12,2
ott
nov
2014
dic
gen
feb
-0,3
mar
apr mag
giu
lug
ago
set
ott
3°trim
2013
4°trim
2013
1°trim
2014
2°trim
2014
3°trim
2014
4°trim
2014
Fonte: Istat
Corriere della Sera
Pil, l’Istat ora vede crescita zero
Disoccupazione record al 13,2%
«Ma creati 400 mila posti a tempo indeterminato nel terzo trimestre»
Le previsioni per quest’anno: recessione, il 2014 chiuderà in calo dello 0,3%
ROMA Sono 3,4 milioni i cittadi-
ni senza un lavoro, 90 mila in
più rispetto a settembre. L’Istat
rivela una disoccupazione ai
massimi storici dal 1977, pari al
13,2% a ottobre. Tra i giovani in
700 mila under 25 cercano lavoro (il tasso sale al 43,3%). A
sorpresa, però, c’è una sostanziale e progressiva crescita degli occupati: più 122 mila tra ottobre 2013 e lo stesso mese di
quest’anno. Se si paragonano i
dati della disoccupazione nazionale a quelli dell’eurozona,
l’Italia ha il peggior valore dopo
Spagna e Cipro (e tra i giovani
solo in Spagna hanno un dato
più negativo del nostro). L’economia, inoltre, è ancora ferma:
l’Istat indica stagnazione
nell'ultimo trimestre del 2014
con crescita attesa pari a «zero», con un intervallo di confidenza compreso tra più 0,2 e
meno 0,2%. L’anno si dovrebbe
chiudere con un calo dello
0,3%. E se la stima della crescita
«zero» dovesse trascinarsi per
tutto il prossimo anno, il Pil nel
2015 avrà un segno negativo
(meno 0,1% rispetto al 2014).
Ma dal governo arrivano se-
Il caso
I dati
● L’Istat
ha reso noti
ieri i dati
sull’andamento
della
disoccupazione
che si è
attestata al
13,2 per cento
anche se
nell’ultimo
trimestre sono
stati creati
400 mila
posti di lavoro
● Recessione,
nel 2015 l’Istat
stima una
crescita
negativa per
lo 0,1 per cento
anche per il
prossimo anno
gnali positivi: sono 400 mila i
nuovi posti fissi (più 7,1% nel
terzo trimestre dell’anno rispetto allo stesso periodo del
2013) soprattutto nell’industria
e nell’agricoltura, secondo
un’anticipazione del ministero
del Lavoro. Come possono aumentare sia i disoccupati che
gli occupati? L’apparente contraddizione è spiegata dal fatto
che l’incremento del tasso di
disoccupazione va messo in relazione alla crescita di chi cerca
lavoro: infatti gli inattivi calano
di 377 mila unità, per l’Istat,
perché più cittadini provano a
non rimanere con le braccia incrociate.
Continua pure la deflazione:
i prezzi sono scesi dello 0,2% a
novembre rispetto a ottobre
mentre sono saliti dello 0,2%
nei confronti di novembre
2013. Il carrello della spesa (beni più acquistati) ha subito un
rincaro dello 0,5% su base annua e dello 0,1 rispetto a ottobre. Ancora giù (come succede
dall’inizio del 2013) i prezzi alla
produzione dei prodotti industriali che scendono a ottobre
dello 0,4% se paragonati con
quelli di settembre e dell’1,2%
su base annua. Intanto i ministeri del Lavoro e dell’Economia varano un decreto che
stanzia altri 503 milioni per il
finanziamento della cassa integrazione e della mobilità in deroga fino a fine anno. Dall’Irpinia il premier Matteo Renzi
prova a vedere il bicchiere mezzo pieno: «Il tasso di disoccu-
L’inflazione
A novembre
l’inflazione in
aumento dello 0,2%
su base annua
pazione ci preoccupa, ma guardando i numeri il dato di occupati sta crescendo. Da quando
ci siamo noi ci sono più di 100
mila posti di lavoro in più». Poi
aggiunge: «La disoccupazione
è un problema che non ci fa
dormire la notte: chi la nega è
da ricoverare». Critiche roventi
invece da Renato Brunetta (FI):
«L’Istat certifica il disastro lavoro, che, dopo 9 mesi di go-
verno, può ben dirsi il disastro
Renzi». Serena Sorrentino
(Cgil) rincara la dose: «Se non
riparte il lavoro, il Paese non
cresce: serve un piano del lavoro». Più duro Fabio Rampelli
(Fdi-An): «Dopo questo nuovo
fallimento, Renzi si dimetta».
Se il presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi, dice
di non essere sorpreso dai dati
della disoccupazione perché
«basta guardarsi in giro», Maurizio Sacconi (Ncd) ammette:
«Siamo preoccupati: servono
più liquidità e flessibilità». Taglia corto il sottosegretario
Graziano Delrio: «Le chiacchiere stanno a zero: i posti di lavoro aumentano». Da parte sua, il
ministro del Welfare, Giuliano
Poletti, sottolinea: «L’andamento del mercato segue quello altalenante di un’economia
dove i segnali di ripresa debbono ancora fare i conti con una
lunga crisi». E Filippo Taddei
(Pd): «La riforma del Jobs act
ha questo tra i principali obiettivi: favorire l’ingresso nel lavoro stabile».
Francesco Di Frischia
43,3
per cento
è il tasso di
disoccupazione
dei giovani
secondo l’Istat
122
mila
la crescita degli
occupati tra
ottobre 2013 e
ottobre 2014
377
mila il calo
degli inattivi,
cioè quelli che
non hanno
un lavoro e
non lo cercano
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Bonus mamme, il pasticcio dei 600 euro
Si presenta la richiesta ma la cifra (e il limite di reddito) può cambiare
Sarebbero 600 euro netti
al mese per sei mesi. Ma potrebbero diventare meno, se i
soldi non dovessero bastare. O
potrebbero essere esclusi quelli che hanno un reddito superiore ad una certa soglia. Poi si
vedrà, intanto state pronti con
le domande (che però non si
possono ancora presentare e
non si sa nemmeno quali documenti servono). L’avevano
chiamato il «voucher dimenticato», l’assegno per le donne
che, finito il periodo di maternità obbligatoria, decidono di
tornare al lavoro e con quei soldi possono pagare la baby sitter
o l’asilo nido. Dimenticato perché, lanciato in via sperimenta-
ROMA
le nel 2012 dal governo Monti, è
stato utilizzato solo da 3 mila
persone. Un clamoroso flop.
Per questo, giusto un mese fa, il
ministro del Lavoro Giuliano
Poletti aveva annunciato in Parlamento il rilancio della misura, rispondendo ad un’interrogazione di Renate Ghebard, del
Südtiroler Volkspartei: raddoppio della cifra, da 300 a 600 euro netti al mese, ed estensione
ai dipendenti pubblici, prima
esclusi con pericolosa valanga
di ricorsi in avvicinamento. Al
di là delle buone intenzioni,
però, l’operazione, per la quale
ci sono 40 milioni di euro in
due anni, rischia di complicare
le cose ancora di più.
Dal giorno dell’annuncio,
sono stati tanti i cittadini che
hanno chiamato l’Inps per capire come presentare domanda. Nessuna informazione perché, prima di aprire il bando, è
necessario che le parole di Poletti vengano tradotte in un decreto. Il decreto ora è stato firmato ma è ancora in attesa del
visto della Corte dei conti, che
Cos’è
Previsto un incentivo
per pagare la baby
sitter dopo il rientro
a lavoro delle mamme
11
ha 60 giorni per dare il parere.
Fin qui il solito labirinto burocratico che separa gli annunci
dalla vita reale delle persone.
Ma oltre al problema dei tempi
c’è il rebus della sostanza. Dice
il decreto che le domande saranno accolte «secondo l’ordine di presentazione». Chi prima arriva meglio alloggia, senza precedenze legate al reddito
o ad altri criteri. Ma forse no.
Dice l’articolo 3 dello stesso
decreto che «in relazione all’andamento delle domande»,
con un successivo decreto
«può essere indicato un valore
massimo dell’Isee, l’indicatore
delle situazione economica» o,
«anche in via concomitante, ri-
determinata la misura del beneficio». Se le domande saranno tante, cioé, i 600 euro diventeranno meno e qualcuno potrebbe essere escluso. La
certezza del diritto.Il decreto
stabilisce anche che le domande vanno presentate entro il 31
dicembre. Considerato che il
bando ancora non c’è e che difficilmente arriverà prima di 15
giorni, chi vuole partecipare alla gara per il voucher dimenticato dovrà tenersi pronto anche nei giorni di festa. In realtà
la scadenza potrebbe essere
rinviata. Almeno questo.
Lorenzo Salvia
@lorenzosalvia
© RIPRODUZIONE RISERVATA
di Dario Di Vico
N
el lessico quotidiano
dei manager televisivi
viene chiamata
comunemente
“controprogrammazione”. E
funziona grosso modo così:
quando sai che un tuo
concorrente ha messo in
palinsesto in un
determinato giorno e a una
data ora un programma con
forti chance di catalizzare
gli ascolti decidi per tempo
cosa vuoi giocargli contro.
Più riesci ad essere
sorprendente più hai la
possibilità di catturare una
parte del pubblico
potenziale e toglierlo così al
rivale. Ebbene, ieri il
governo ha messo in atto
qualcosa del genere: ben
sapendo che era attesa in
mattinata la pubblicazione
della rilevazione mensile
Istat sull’occupazione e
prevedendo facilmente che i
dati sarebbero stati negativi,
ha dato disposizione al
ministero del Lavoro di
sfornare delle altre
statistiche. Ovviamente di
segno opposto e con una
fenomenologia non
immediatamente
confrontabile con la
tradizionale rilevazione
dell’Istat. Così facendo però
il governo ha trattato
l’istituto di statistica come
un concorrente dotato di un
palinsesto “pericoloso” per
l’audience e quindi da
tenere a bada ricorrendo
alla
controprogrammazione. In
concreto è avvenuto che
mentre l’Istat ha
comunicato che la
disoccupazione nell’ultimo
mese è aumentata di nuovo
toccando il massimo
storico, il ministero del
Lavoro ha fatto sapere agli
italiani che nel terzo
trimestre 2014 sono stati
creati nuovi 400 mila posti
fissi. Il lavoro e gli indicatori
di occupazione sono di
conseguenza diventati
l’ennesimo terreno di
scontro della battaglia della
comunicazione cara a
Matteo Renzi, che le
assegna un ruolo decisivo
per scardinare gli equilibri
di potere. La cosa forse non
deve scandalizzare più di
tanto, la modernizzazione
della politica ha i suoi pregi
e i suoi difetti. Il dubbio,
caso mai, riguarda
l’opportunità di giocare
“contro” l’Istat. Perché una
cosa è battagliare tra partiti
e schieramenti
contrapposti, altro è
imbastire un duello de facto
tra un ministero con forti
responsabilità sociali e
un’authority indipendente
inserita in un organismo
europeo come l’Eurostat.
Speriamo, dunque, che
quello di ieri resti un
episodio isolato, un unicum
e non si abbia in mente di
fare il bis magari quando
sarà reso noto il dato
definitivo del Pil. Se poi
l’esecutivo vuole dimostrare
a tutti i costi la propria
capacità di comunicare, il
pane per mettere alla prova i
suoi denti non manca: si
cimenti nel rivitalizzare
Garanzia Giovani.
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Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
12
Esteri
Nigeria, strage in moschea
Boko Haram fa 120 morti
Diplomazie
di Luigi Ippolito
Partita a scacchi
Mosca-Berlino
per i Balcani
L’emiro locale aveva preso posizione contro i terroristi islamici
Attacchi
D
i Grande Gioco si
parlava
nell’Ottocento a
proposito della partita a
scacchi diplomatica (e
militare) fra l’impero
britannico e quello russo
per la supremazia nell’Asia
centrale. Oggi si può
parlare di un Piccolo Gioco
che vede ancora
protagonista la Russia, ma
questa volta opposta alla
Germania per l’influenza
sui Balcani. Pochi giorni fa
il presidente tedesco
Joachim Gauck è stato in
visita in Slovenia, con
l’obiettivo non dichiarato di
bilanciare il blitz in Serbia
di Vladimir Putin, che a
Belgrado aveva
ostentatamente passato in
rassegna le truppe serbe. I
diplomatici tedeschi non
fanno mistero del fatto che
il viaggio del loro capo di
Stato serva a dimostrare
l’impegno della Germania
nella regione, nel momento
in cui la Russia si sta
affacciando in forze come
una possibile rivale. Già al
G20 in Australia la
Cancelliera Merkel aveva
suonato l’allarme: «Non si
tratta soltanto
dell’Ucraina», aveva
ammonito, «che ne sarà poi
della Serbia e dei Balcani
occidentali?». I tedeschi
temono che il revanscismo
di Putin non si limiti all’ex
Unione Sovietica, ma
prenda di mira altri Stati
politicamente ed
economicamente
vulnerabili, in primo luogo
nella ex Jugoslavia. Qui, se
la Slovenia e la Croazia
fanno già parte del club
europeo, gli altri Paesi
rimangono in lista d’attesa.
E le «attenzioni» del
Cremlino potrebbero
indirizzarsi anche a Stati
membri dell’Unione, che
tuttavia conservano forti
legami storici ed economici
con Mosca, come la
Bulgaria, o a Paesi
dipendenti dal gas russo,
come la Slovacchia e
l’Ungheria. La Serbia in
particolare potrebbe restare
facilmente ammaliata dalle
sirene russe: il
risentimento antioccidentale per le guerre
degli anni Novanta è ancora
forte e Belgrado non ha mai
riconosciuto
l’indipendenza del Kosovo,
sostenuta da Mosca. In più,
la Russia ha sempre visto la
Serbia come una sorella
minore nella famiglia slava:
già nel 1876 Ciaikovskij
componeva la Marcia slava
in onore dei combattenti
serbi. E quelle note
risuonano oggi familiari.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
● Gli attentati
recenti più
sanguinosi dei
Boko Haram.
Lunedì 24
novembre:
a Damasak 50
morti e 3000
persone in
fuga.
Martedì 25:
2 donne
kamikaze a
Maiduguri: 45
morti.
Giovedì a Yola:
40 morti
Hanno colpito durante la
preghiera del venerdì, con la
moschea stipata di fedeli. Due
kamikaze si sono fatti saltare in
aria nel cortile Grande Moschea di Kano, principale città
del nord della Nigeria. E i sopravvissuti che tentavano di
mettersi in salvo correndo fuori dal tempio hanno trovato
una quindicina di miliziani a
crivellarli a colpi di Kalashnikov, mentre un’altra esplosione devastava una strada laterale.
Fumo, macerie, corpi sbrindellati: 120 morti e 270 feriti sono le cifre del tragico bilancio,
purtroppo provvisorio.
Ai fratelli «traditori» del-
l’Islam, i miliziani Boko Haram
hanno riservato una ferocia
«mai vista», secondo alcune testimonianze raccolte dalla
stampa locale. Una brutalità
che ha scatenato la violenza
della folla: quattro attentatatori
sono stati linciati, altri sono
riusciti a darsi alla fuga, ha riferito il capo della polizia locale.
La moschea devastata ieri è
guidata dall’emiro Lamido Sa-
Terrore
Una delle
persone ferite
nell’attacco alla
moschea di Kano
(Reuters)
nusi, la seconda autorità islamica del Paese, che la scorsa
settimana aveva dichiarato
guerra ai Boko Haram, esortando tutto il nord-est della Nigeria, roccaforte del gruppo
estremista, a prendere le armi
contro i terroristi. «Questa
gente quando attacca uccide
tutti, giovani, donne, vecchi e
bambini. Rapisce le ragazze
per renderle schiave — aveva
detto l’emiro — Voi dovete essere forti, dovete capire che dovete difendervi da soli. Non dovete aspettare che siano i soldati a proteggervi».
Un’uscita forte da parte di
Lanusi, già assurto alle cronache internazionali lo scorso anno quando da governatore della Banca centrale nigeriana aveva denunciato un buco da 20
miliardi di dollari nelle casse
dello Stato per proventi petroliferi dirottati altrove, sollevando
uno scandalo politico-finanziario che gli era costato il posto e lo scontro con il presidente Jonathan Goodluck. Con la
«chiamata alle armi» del popolo, la scorsa settimana, Lanusi
si è inimicato anche l’esercito,
ritenuto incapace di proteggere
i civili. Subito dopo l’esplosione, centinaia di persone sono
scese in strada a protestare e
lanciare pietre contro gli agenti, urlando contro di loro.
L’emiro ieri non era a Kano, si
trova in Arabia Saudita. Il suo
appello è arrivato dopo una serie di stragi firmate dai fanatici
del terrore. Il gruppo fondamentalista attivo in Nigeria dal
2009 soltanto quest’anno ha
ucciso oltre 2mila persone e
creato 1 milione di profughi. Ad
agosto ha dichiarato nel nord
est del Paese la nascita di un califfato simile a quello proclamato dall’Isis in Iraq.
Il Paese più popoloso d’Africa (170 milioni di cui 80 milioni
musulmani) e prima economia
del continente è nel caos. E le
elezioni presidenziali previste
a febbraio gettano benzina sul
fuoco: la commissione elettorale ha già ammesso che non
sarà possibile organizzare lo
scrutinio in tre stati del Nord.
Borno, Yobe e Adamawa, sono
di fatto sotto il controllo degli
estremisti islamici.
Alessandra Muglia
[email protected]
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Cisgiordania
Attivista italiano
ferito all’addome
dai militari
israeliani
Un italiano di 30 anni è
rimasto ferito ieri dal fuoco di
soldati israeliani durante una
manifestazione a Kafr
Qaddum, cittadina palestinese
della Cisgiordania. Il giovane è
stato colpito all’addome ma
non è in pericolo di vita.
Trasferito in ospedale ha
dichiarato un nome di
fantasia, Patrick Corsi, «per
non avere problemi». Di
origine lombarda, milita
nell’International Solidarity
movement, gruppo di cui
faceva parte anche Vittorio
Arrigoni, ucciso a Gaza da un
gruppo salafita nel 2011.
Secondo la ricostruzione
ufficiale, i manifestanti hanno
lanciato sassi e pneumatici in
fiamme verso i militari
durante la consueta protesta
del venerdì nel villaggio vicino
a Nablus. Finché i soldati
hanno iniziato a sparare
proiettili di acciaio rivestiti di
gomma. Ferito anche un
palestinese di 18 anni.
Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
ESTERI
13
Il Papa in Turchia:
dialogo fra religioni
contro il terrorismo
L’incontro con Erdogan e con il Gran Mufti
Oggi
● Il Papa vola
a Istanbul. In
agenda la visita
al Patriarca
della Chiesa
ortodossa,
Bartolomeo I
● Previsto
un incontro
con la piccola
comunità
cattolica
● Quindi visita
alla Basilica
di Santa Sofia
e alla Moschea
Blu
● Domenica
incontrerà
i rifugiati siriani
DAL NOSTRO INVIATO
ANKARA - Fu proprio qui, in
Anatolia, che Alessandro Magno arrivò da conquistatore e
nella tradizione recise con la
spada il «nodo gordiano» altrimenti inestricabile. Ma il nodo
del Medio Oriente è molto peggio, Francesco ricorda le «violenze disumane» patite in Iraq
e Siria «specialmente da cristiani e yazidi» e nel primo
giorno di viaggio in Turchia,
«ponte naturale tra due continenti e differenti espressioni
culturali», avverte che le armi,
contro Isis e affini, non possono bastare: «Nel ribadire che
e lecito fermare l’aggressore
ingiusto, sempre pero nel rispetto del diritto internazionale, voglio anche ricordare che
non si può affidare la risoluzione del problema alla sola risposta militare».
Tema planetario: occorre «il
coraggio della pace», un «dialogo creativo», usare «tutti i
mezzi di trattativa», dice Bergoglio, parlando come sempre
in italiano. Ma il Papa che esce
mano nella mano col Gran
Mufti («noi, musulmani e cristiani», gli aveva detto, prima
di concludere: «Il Signore ci
benedica») elenca condizioni
precise nell’incontro non faci-
❞
È lecito
fermare
l’aggressore
ingiusto, ma
la risposta
militare
non basta
❞
I cittadini
musulmani,
ebrei e
cristiani
devono
avere gli
stessi diritti
le con Recep Tayyip Erdogan, a
cominciare dalla «libertà religiosa e di espressione» per tutte le fedi. E insiste sulla «grande responsabilità» della Turchia: «Le sue scelte e il suo
esempio possiedono una speciale valenza e possono essere
di notevole aiuto nel favorire
un incontro di civiltà e nell’individuare vie praticabili di pace». È necessario un «dialogo
interreligioso e interculturale»
per «bandire ogni forma di
fondamentalismo e di terrorismo», scandisce, e contrapporre al fanatismo la «solidarietà di tutti i credenti».
Non ci sono cattolici, per le
strade, il Paese è al 98 per cento musulmano, la sera in nunziatura il pontefice ne incontra
una decina d’una parrocchia
di gesuiti. Da protocollo, ma
significativo, che il primo atto
di Bergoglio sia deporre i fiori
al cenotafio di Atatürk, padre
della Turchia moderna e «laica».
La tomba, pseudo tempio
greco con un viale fiancheggiato da leoni neo-ittiti, è una
costruzione sobria rispetto alla
«Casa bianca» da 600 milioni
che Erdogan inaugura, tra centinaia di agenti e un drone a
svolazzare sull’ingresso, per ricevere il Papa: «Studio ovale»,
Faccia a faccia Papa Francesco con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ieri nella capitale Ankara (Ap)
mille stanze, una moschea da
cinquemila posti. Sullo sfondo, uno Stato «laico» che dà libertà di culto ma non di «proselitismo» ai 53 mila cattolici
privi di riconoscimento giuridico, i timori di una deriva autoritaria e islamista, le ambiguità nella lotta Isis, i massacri
di là dal confine.
Ma anche l’accoglienza dei
profughi elogiata dal Papa, «la
comunità internazionale ha
l’obbligo morale di aiutare la
Turchia». Così Francesco incontra in privato il presidente
turco per oltre mezz’ora e, co-
Violenza
«La violenza che cerca
una giustificazione
religiosa merita la più
forte condanna»
me base per una «pace solida», sillaba in pubblico, accanto ad Erdogan: «È fondamentale che i cittadini musulmani, ebrei e cristiani – tanto
nelle disposizioni di legge,
quanto nella loro effettiva attuazione –, godano dei medesimi diritti e rispettino i medesimi doveri».
Perché «la liberta religiosa
e la libertà d’espressione stimoleranno il fiorire dell’amicizia, diventando un eloquente
segno di pace: Il Medio Oriente, l’Europa, il mondo attendono questa fioritura».
A questo si aggiunge il monito alla Diyanet, il «dipartimento per gli affari religiosi»,
massima autorità islamica: «In
qualità di capi religiosi, abbiamo l’obbligo di denunciare
tutte le violazioni della dignità
e dei diritti umani; la violenza
che cerca una giustificazione
religiosa merita la più forte
condanna».
Francesco non muove un
muscolo, mentre Erdogan mescola la denuncia delle «organizzazioni terroristiche come
lo Stato islamico, Boko Haram
e al-Qaeda» con il «terrorismo
di Stato» del «tiranno» Assad o
di Israele e «l’islamofobia in
Occidente».
Pure il Gran Mufti accusa i
media di fomentare «un nuovo
genere di razzismo» che «come l’antisemitismo» arriverà a
«ungere pagine sporche della
storia». Poi aggiunge: «Coloro
che diffondono violenza e brutalità sono ribelli a Dio». La pace è difficile ma «non possiamo rassegnarci ai conflitti»,
dice Francesco: «Per quanto
tempo dovrà soffrire ancora
Medio Oriente?».
Gian Guido Vecchi
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Il colloquio
La predicatrice di Istanbul:
«Non c’è nulla in comune
fra l’Isis e noi musulmani»
di Farian Sabahi
ISTANBUL «L’Isis non ha niente a
che vedere con l’Islam: terrorismo e religione non possono
condividere nulla. I sufi non
prenderebbero a calci nemmeno un pezzo di legno, per noi è
inconcepibile fare violenza ad
altri esseri umani!».
Sessantatré anni, Cemalnur
Sargut è un’asceta. Magrissima,
vestita di bianco, accoglie i discepoli al piano terra di una pa-
Asceta
Cemalnur Sargut,
63 anni,
predicatrice sufi,
è allieva del
maestro Ken’an
Rifai
lazzina nel quartiere asiatico di
Kadiköy. Allieva del maestro
sufi Ken’an Rifai che negli anni
Venti predicava l’umiltà, è sunnita ma preferisce non soffermarsi sulle differenze settarie.
Attrae folle numerose di turchi
più o meno giovani, interviene
a dibattiti internazionali facendosi portavoce di un Islam al
tempo stesso tradizionale e
aperto alla modernità.
Lei è spesso in televisione,
comunica tramite Facebook e
Twitter: quanto sono importanti i social network?
«Sono gli strumenti che Dio
mi ha dato».
Lei accoglie le discepole
senza pretendere una conversione radicale. Non impone il
velo, che lei stessa indossa
solo per pregare...
«Il Corano invita le donne a
coprire le parti belle senza precisare quali siano. Per me è il
seno, dopotutto pregando congiungiamo le mani sul petto.
Ma non critico la donna che copre i capelli con il foulard pensando che quella sia la strada
verso Dio».
Che cosa pensa dei diritti
delle donne nell’Islam?
«Di fronte a Dio siamo tutti
uguali».
E nel mondo terreno?
«Uomo e donna sono come
un paio di scarpe: diverse e
complementari, hanno necessità l’una dell’altra. Ma non
possono essere uguali».
La poligamia?
«È una scelta sbagliata. Nel
Corano è circostanziata alle
guerre, ed è comunque sconsigliata».
Quale può essere il contributo del sufismo ai problemi
di oggi?
«È la soluzione ai mali del
mondo laddove oggi tanti musulmani si limitano ad applicare la sharia (legge islamica)
senza capire e senza amare
Dio».
Quale ruolo ha la sharia
per i sufi?
«Abbiamo bisogno di disciplina, per svegliarci e pregare,
ma non dobbiamo pregare come animali. In fin dei conti Dio
non ha bisogno delle nostre
preghiere, deve essere un modo per controllare il nostro
ego. Questa è la nostra jihad».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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14
Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
ESTERI
«Taglierò il welfare agli immigrati»
15
Incontro al Corriere
Piano anti-europei di Cameron: benefit ridotti, rimpatrio per i disoccupati
Una mossa per contenere l’Ukip. Ma il premier si è consultato con Merkel
Il «padre» dei Grünen Joschka Fischer
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
David Cameron va ancora all’attacco: taglierò il welfare ai migranti che arrivano
dall’Unione Europea. Propone,
nel caso di riconferma a Downing Street, di congelare per
quattro anni i crediti d’imposta
e gli aiuti sulla casa ai lavoratori
a basso reddito che arrivano
dalla Ue. Ipotizza di rispedire in
patria chi non trova occupazione entro sei mesi. Promette di
rimuovere i contributi per i figli a carico se risiedono fuori
dal Regno Unito. E prefigura il
blocco per i cittadini dei nuovi
paesi aderenti alla Ue se «le loro economie» non convergeranno coi parametri europei.
Le parole sono pesanti e, a prima vista, mettono Cameron di
nuovo in rotta di collisione con
l’Europa.
Ma dietro al discorso che il
leader conservatore ha fatto ieri, tutto centrato sulla necessità
di disincentivare i flussi d’ingresso attraverso la soppressione dei generosi benefici sociali oggi previsti per la manodopera non qualificata (soprat-
LONDRA
tutto dall’Est), c’è una lunga
mediazione sia con la cancelliera Merkel, con la quale Cameron si è consultato fino a
poco prima del suo intervento,
sia con il presidente della Commissione, Juncker.
Ed è stato proprio il pressing
congiunto di Berlino e Bruxelles a mitigare i contenuti della
posizione del premier britannico che infatti ha rinunciato a
porre la questione delle «quote» (il tetto annuale alle immigrazioni), poi a riconoscere la
fondatezza del principio della
«libera circolazione» delle persone nell’area europea (cardine
dei trattati), infine a ribadire
che comunque occorrerà negoziare coi partner dell’Europa,
escludendo atti unilaterali. Così il commento di Juncker è
morbido: «La sua posizione va
Bruxelles
Morbido il commento
di Juncker: «La sua
posizione va ascoltata
senza drammi»
ascoltata senza drammi».
La sortita di Cameron, in sostanza, occorre leggerla in doppia chiave. Per quello che non
dice (ad esempio non cita provvedimenti che sarebbero incompatibili con lo spirito dei
patti europei), allineandosi
con i «consigli» della signora
Merkel ed evitando di isolarsi
in un angolo. E per quello che
dice, con vigore, ma che risponde tanto alla necessità di
lanciare un manifesto elettorale quanto all’esigenza di nascondere il fallimento della sua
promessa del 2010. Allora, correndo per Downing Street e incalzando i laburisti, disse: taglierò il saldo migratorio e lo
conterrò in poche migliaia.
Sfortunatamente per Cameron i dati, che l’Ufficio Nazionale di Statistica ha diffuso proprio alla vigilia del suo discorso, sono una solenne bocciatura di quei vecchi impegni.
Nell’ultimo anno, dal giugno
2013 al giugno 2014, sono stati
registrati 583 mila immigrati
(228 mila sono cittadini Ue) e
323 mila emigrati.
Il bilancio parla di uno squi-
Discorso Il
premier David
Cameron
durante il suo
discorso di ieri
sull’immigrazio
ne presso il
quartier
generare di
«Jbc», azienda
che produce
mezzi agricoli
con sede a
Rocester, nel
Regno Unito
(Getty)
librio di 260 mila unità, con un
più 78 mila (quasi la metà rumeni e bulgari) rispetto ai dodici mesi precedenti. Cinque
anni di coalizione fra conservatori e liberaldemocratici hanno
prodotto un risultato opposto a
ciò che era stato proclamato
con enfasi. La forza lavoro di
provenienza Ue è di 1,7 milioni
su 2,9 milioni complessivi di
lavoratori immigrati. Sono i
numeri che spiegano gli ultimi
strappi di Downing Street.
Il leader tory deve destreggiarsi fra l’arrembante Nigel Farage che lo accusa di avere fatto
sempre «promesse disoneste»,
il mondo del business che lo
invita a «non calpestare il valore europeo della libera circolazione di manodopera» e i partner, Merkel in testa, che lo
spingono a maggiore cautela.
L’intervento di ieri, forte e populista ma non di irrimediabile
rottura, è un gioco d’equilibrio
e d’azzardo insieme. La cui efficacia sarà verificata con il voto
di primavera.
F. Cav.
@fcavalera
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Da dove vengono
i migranti Ue?
Numero di nuovi immigrati
giunti dai Paesi europei
nel Regno Unito nel corso
del 2013
Spagna
33.000
Polonia
Francia
27.000
22.000
16.000*
ITALIA
Romania
15.000
Lituania
12.000
Germania
12.000
Portogallo
8.000
Olanda
8.000
*(Nel 2014 sono 2.000 al mese)
Fonte: International Passenger
Survey/Office for National Statistics
CdS
Gli italiani
di Fabio Cavalera
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
Gli italiani emigrati e
ufficialmente censiti nel Regno Unito sono 260 mila. Ma il
numero raddoppia, almeno,
se si tiene conto della massa
che è al di fuori dei registri Aire, ovvero dei registri degli italiani residenti all’estero.
E il flusso, sempre quello
ufficiale, è in costante crescita: sono 2 mila i connazionali
che ogni mese si trasferiscono
per lavorare a Londra e dintorni. Ovviamente occorre moltiplicare per chissà quanto se
aggiungiamo studenti o ragazzi in cerca di una esperienza e di una occupazione temporanea.
Ebbene: che cosa ha da temere questo popolo tricolore,
grande quanto una metropoli
in definitiva, che vive nel Regno Unito? Le parole pronunciate da David Cameron semLONDRA
E per i ragazzi tricolori in arrivo
il futuro diventa un po’ più incerto
brano prefigurare scenari non
tranquillizzanti. Ma, al di là
delle forzature, la realtà è ben
diversa. E l’ambasciatore Pasquale Terracciano rassicura:
«Non vedo proprio all’orizzonte una situazione di cui
dovremmo preoccuparci».
Invitato al Foreign Office,
assieme ai colleghi europei,
per assistere in diretta al discorso del leader britannico, il
primo rappresentante dell’Italia a Londra spegne ogni possibile cattiva interpretazione. I
motivi sono tanti. Primo perché si tratta di un progetto futuro che va discusso in Europa. Secondo perché, in ogni
caso, «non ci sono implicazioni per i nostri connazionali».
La radiografia dell’immigrazione ufficiale italiana nel
Regno Unito dice che si tratta,
per lo più, di manodopera
qualificata. Dunque di lavoratori che godono di buone re-
Italians
of London
22mila: gli
iscritti del più
grande sito di
italiani a Londra
tribuzioni e che non ricorrono
alle integrazioni sociali del
welfare. Ma il problema potrebbe porsi proprio per i giovani che vengono o per servire
nei bar, nei pub, nei ristoranti,
o in cerca di un impiego umile
e di basso livello qualitativo.
Che ne sarà di loro?
Premesso che il discorso di
Cameron ha, per il momento,
una valenza elettorale e che
occorrerà vedere nel tempo
come (e se) si articolerà nel
concreto, l’intento principale
del premier britannico è quello di disincentivare l’arrivo «di
chi viene all’avventura» senza
una garanzia certa occupazionale e di chi ha la prospettiva
di un salario minimo da sostenere coi sussidi.
In futuro, sulla carta, anche
per questa fascia di immigrazione italiana sottotraccia risulterà meno vantaggioso il
trasferimento nel Regno Uni-
to. Ma non vi sarà alcun impedimento.
I ragazzi che vorranno mettersi alla prova potranno continuare a farlo. Certo, nel loro
bilancio, prima di partire, saranno costretti a tagliare qualche sterlina settimanale di
Flusso costante
Sono 2 mila i
connazionali che ogni
mese si trasferiscono a
Londra e dintorni
sussidio pubblico. Ma parliamo di qualcosa che entrerà in
vigore fra qualche anno. E solo se David Cameron sarà rieletto, se la coalizione di governo troverà un accordo, se con
l’Europa ci sarà una mediazione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le norme
● Ogni Paesi
dell’Unione
prevede per gli
immigrati Ue
una serie di
regole che
permettono di
accedere ai
servizi a sfondo
sociale. Variano
da Stato a
Stato, ma ci
sono regole
stabilite dal
diritto
comunitario
che valgono
per tutti
● I cittadini Ue
possono
rimanere in
uno stato per 3
mesi; se
vogliono stare
più a lungo,
devono avere
un lavoro o
essere
impegnati nella
ricerca di un
lavoro con
concrete
possibilità di
assunzione.
Oppure devono
dimostrare di
avere
abbastanza
soldi per non
pesare sul
servizio
pubblico
● Anche con
un permesso di
soggiorno, i
benefici non
sono
automatici. Il
cittadino di un
Paese Ue deve
superare il test
di «residenza
abituale» ai
sensi del diritto
comunitario,
che comprende
la durata del
soggiorno,
l’eventuale
attività svolta,
una fonte di
reddito, se si
tratta di
studenti, lo
stato di
famiglia e la
situazione
abitativa
● Nel Regno
Unito, quando
un disoccupato
«supera» il test
di residenza
può chiedere
un sussidio fino
a 90 euro a
settimana. Un
lavoratore Ue
che supera il
test può anche
richiedere
l’indennità di
alloggio e
alcuni benefici
fiscali
L’ex premier Enrico Letta
Fischer e Letta:
«L’Europa fallirà
se non fermiamo
i neo-nazionalismi»
MILANO «L’Europa ha una terra
promessa da raggiungere. Non
è lontana, la vediamo. Ma ora
che ci troviamo davanti al
Giordano gli elettori stanno
guardando indietro. Verso il
deserto, verso i nazionalismi.
Bisogna tornare a parlar loro di
quella promessa». Attinge
nientemeno che alla Bibbia
Joschka Fischer, «padre» dei
Grünen ed ex ministro degli
Esteri della Germania, per
raccontare la sfida che attende
la politica filo-europeista,
«finora colpevole di silenzio»,
ed evitare il peggio.
«L’Europa fallirà?». E’ partito
da questa domanda, diretta e
provocatoria, l’incontro
organizzato ieri dalla
Fondazione del Corriere,
introdotto dal presidente
Piergaetano Marchetti e
moderato dall’inviato Paolo
Valentino, che ha messo a
confronto Fischer e l’ex
presidente del Consiglio
italiano Enrico Letta.
«Il lato oscuro di tutti noi è il
nazionalismo. Una minaccia
pericolosa, che Berlino non ha
capito: l’austerità sta
spingendo la crisi dal piano
economico a quello politico»,
sostiene Fischer, che sul tema
ha da poco dato alle stampe il
saggio Scheitert Europa?
(L’Europa fallisce?). E’ una
denuncia delle politiche
imposte da Frau Merkel agli
alleati — «un errore fatale» —
che però non assolve gli altri:
l’Italia, anche, «che è stata a
lungo assente dall’Europa», e
tutti i partiti europeisti, che
«nelle varie elezioni nazionali
sono rimasti in silenzio sui
temi europei, lasciando
parlare i nazionalisti».
E’ una tesi condivisa da Letta
che, dopo aver elogiato il
«coraggio da leone» di Mario
Draghi in un’Eurocrazia dove
«comanda la Germania», ha
sottolineato come «dai
prossimi cinque anni dipende
il futuro dell’Europa, che può
oggettivamente fallire se non
si cambia il mood negativo», e
cioé si riconquista quel 25% di
elettori che in Francia come in
Italia guarda al nazionalismo.
La risposta passa dunque
sicuramente dalla Germania
che, riconosce Fischer, ha «un
grosso problema ad accettare
un ruolo di leadership in
Europa», ma anche dall’Italia
che, ribatte Letta, «ha un ruolo
potentissimo e deve giocarlo».
L’approdo finale dell’Europa,
per il tedesco, non può che
essere l’integrazione politica, o
meglio una Federazione sul
modello svizzero in cui,
almeno nella prima fase, il
ruolo di governo non spetterà
alla Commissione — «chi la
conosce?», dice provocatorio
— ma al Consiglio europeo dei
capi di stato e di governo.
Resta da vedere a chi toccherà
il ruolo di Giosuè.
Sara Gandolfi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
16
Cronache
Vaccini, salgono a undici
le morti sospette
«Possibili altri ritiri»
La mappa
Le coperture della vaccinazione antinfluenzale
(stagione 2013-2014, per 100 abitanti)
Trento
Bolzano
Friuli
13,8
Lombardia
16,9 Venezia
7,9
Valle
Giulia
D'Aosta 12,7
11,7
15,7 Veneto
14,7
Le dosi incriminate sono 500 mila. Analisi entro 30 giorni
Piemonte
Emilia R.
17
Umbria
18,5
Liguria
19,4
16,5 Marche
19,5
14,7
● Il ministero
della Salute
fornirà ai
cittadini
risposte e
informazioni
sui vaccini
antinfluenzali
al numero
verde 1500
● Secondo
l’Istituto
Superiore
di Sanità
«interrompere
la campagna
vaccinale
sarebbe
irresponsabile»
Milano
Video anti aborto
La Curia
sospende il prof
Dopo le proteste di alcuni
genitori per un video choc
mostrato agli alunni dal
docente di Religione Cattolica,
il «prof» del liceo Cardano di
Milano potrebbe esser sospeso
dall’insegnamento. G.N., 52
anni, laico, ha mostrato un
filmato contro l’aborto, «L’urlo
del silenzio», già contestato
per «inaccuratezze» da una
commissione di medici trenta
anni fa. Per porre fine alle
polemiche, il responsabile
dell’insegnamento della
Religione Cattolica
dell’Arcidiocesi di Milano, don
Giambattista Rota, ha avviato
la procedura di sospensione
per il venire meno
della necessaria abilità
pedagogica.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Toscana
16,5
Abruzzo
18,1 Molise
Lazio
16,6
16,4
13,8
17,8
Puglia
Campania
Sardegna
Basilicata
14,9
Sicilia
Calabria
15,9
LE VACCINAZIONI NEGLI ULTIMI
QUINDICI ANNI
20
14
10,5
12,6
14,1
15,6
17,5 17,7
19,4 18,6 18,4 19,1 19,6
17,2 17,8
14,9 15,6
8
19
99
-0
0
00
-0
1
20
01
-0
2
20
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-0
3
20
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-0
4
20
04
-0
5
20
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-0
6
20
06
-0
7
20
07
-0
8
20
08
-0
9
20
09
-1
0
20
10
-1
1
20
11
-1
2
20
12
-1
3
20
13
-1
4
I dubbi
cronico di 80 anni. Indagano
quattro Procure, Roma, Siracusa, Prato e Siena, sede dello stabilimento di produzione della
multinazionale svizzera.
La situazione sembra essere
sfuggita di mano, tanto che il
ministero della Salute ha attivato un numero verde, il 1500,
per informazioni. La gente ha
paura. I medici per scrupolo
tendono a riportare all’Aifa
ogni minimo sospetto. E anche
gli amministratori assumono
decisioni drastiche. Come l’assessore alla Salute della Liguria, Claudio Montaldo, che ieri
ha deciso di bloccare la campagna vaccinale nei servizi pubblici.
Le Regioni vanno lungo strade spesso opposte. La Lombardia ha scelto di confermare il
piano di prevenzione antinfluenzale. La Toscana sta per
attivare un numero verde, il Lazio ha accusato l’Agenzia del
farmaco di non aver ricevuto
comunicazioni ufficiali e per
prudenza ha ritirato tutti i lotti
di Fluad, non solo quelli sul
banco degli imputati.
L’istituto superiore di Sanità
20
Un fenomeno atteso. Un
moltiplicarsi di segnalazioni di
morti avvenute a 48-72 ore dalla vaccinazione antinfluenzale
con Fluad, il prodotto di Novartis, due lotti da 500 mila dosi ritirati giovedì perché potenzialmente dannosi. Il sistema di vigilanza dell’Agenzia nazionale
del farmaco, che raccoglie i dati dei medici, ha registrato 11
casi sospetti.
I pazienti sarebbero deceduti dopo aver fatto la profilassi.
Molto anziani, vicini ai 90 anni.
Due a Siracusa, uno a Termoli,
Lecce e Prato. Due a Roma. Nella Capitale la prima vittima è
una donna di 92 anni ricoverata al policlinico Gemelli. La seconda è un uomo di 77 anni. Le
segnalazioni sono state confermate da Luca Pani, direttore di
Aifa: «Ci prepariamo a ricevere
nuove denunce. Però il collegamento tra farmaco e decesso
deve essere provato. Così come
la pericolosità delle fiale. Non
escludiamo il ritiro di altri lotti
a scopo cautelativo». Ci sarebbero altre due storie non chiare. A Genova un 69enne, ex
sportivo, a Parma un malato
ROMA
Fonte: elaborazioni Ministero della Salute
Corriere della Sera
sta analizzando i campioni di
vaccino sospetti e avrà i risultati dei test entro trenta giorni.
Walter Ricciardi, il commissario straordinario, si sbilancia:
«Tendo a credere che non troveremo nulla di anomalo.
Quelle persone sono morte
perché tutte colpite da gravi
patologie». Da Novartis, l’elenco delle Regioni che avevano
ordinato i lotti di Fluad: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Marche,
Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna e Toscana.
M. D. B
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Rino Rappuoli
L’italiano di Novartis
creatore del Fluad
Le ricerche con Venter
ROMA È uno dei maggiori ricercatori al mondo
nel campo dei vaccini. Un personaggio innovatore, con l’aria dello scienziato un po’ svagato,
che ha dato un impulso energico a tutto
il settore. Rino Rappuoli, è anche il responsabile del centro senese di Novartis. Qui,
nell’impianto dell’ex Sclavo, poi diventata
Chiron e infine inglobata dalla multinazionale,
sono state costruite le «armi» difensive
contro il meningococco di tipo C, uno dei più
pericolosi nemici infettivi. Rappuoli ha applicato una strategia di sua invenzione basata sulla
genomica. Una manovra di accerchiamento
chiamata «vaccinologia inversa» messa a punto
con la collaborazione di Craig Venter, l’america-
Immunologo
Ha applicato una strategia di sua
invenzione basata sulla genomica
messa a punto con la collaborazione
dell’americano che mappò il Dna
no che ha decifrato l’intero genoma umano.
L’approccio si fonda sul sequenziamento
del genoma dei virus per individuarne
le parti più deboli. Rappuoli riuscì ad averla
vinta, dopo 20 anni di studio. Il nome
di questo senese di 62 anni è legato anche
all’antinfluenzale Fluad, nell’occhio del ciclone
per i presunti collegamenti con le 11 morti
sospette in Italia. Contiene una sostanza
che aumenta la sua efficacia e che è stata usata
anche quando si trattò di contrastare la pandemia. Venne messa in cantiere la produzione
di un certo numero di dosi che poi furono
inutili perché la grande minaccia risultò
inferiore alle aspettative. Ieri Rappuoli
aveva il morale a terra. Per lui il Fluad
è come un figlio.
M. D. B
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Chi è
● Senese,
classe 1952,
Rino Rappuoli
(nella foto) si è
specializzato
alla Harvard
Medical School
di Boston e alla
Rockefeller
University
di New York
● Ha
pubblicato oltre
400 lavori
scientifici
originali
Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
CRONACHE
17
#
DALL’ALLARME ALLE VERIFICHE
Così si indaga sul nesso tra il farmaco e i decessi
La produzione, i test, la vendita
fino alla prima vittima tre settimane fa
Il primo segnale è arrivato il
7 novembre. Un uomo colpito
da infarto a distanza di un’ora
dall’inoculazione di un vaccino, il Fluad, prodotto da Novartis. Sembrava un episodio isolato e sul momento non gli è
stato dato peso eccessivo, tanto
più che quel signore era anziano e non in buono stato di salute. Poi, a distanza di pochi giorni, altre due comunicazioni di
allerta. Persone tra gli 80 e i 90
anni, in condizioni fragili. Anche loro avevano da poco fatto
la profilassi antinfluenzale, secondo le raccomandazioni del
ministero della Salute.
Ieri le morti sospette attribuite al prodotto Novartis erano
salite a undici. Un sospetto,
un’ipotesi e basta. Ma tanto è
bastato per ordinare l’immediato ritiro delle confezioni,
suddivise in due lotti, un totale
di 500 mila dosi. La campagna
vaccinale per la stagione influenzale 2014-15 è in pieno
svolgimento in tutta Italia con
l’obiettivo, sempre meno verosimile, di raggiungere il 75%
della copertura, vale a dire proteggere dai tre virus responsa-
I benefici
Generalmente tutti gli esperti
sono concordi nell’affermare
che i benefici dei vaccini
antinfluenzali sono superiori
ai rischi che si possono correre
Quando astenersi
Non ci si deve vaccinare se si
è allergici a qualche componente
del vaccino, se si ha meno
di 6 mesi d’età e nel caso ci siano
in corso malattie con febbre alta
I tempi
Il vaccino dovrebbe essere preso
tra metà ottobre e fine dicembre
La protezione scatta dopo due
settimane dalla somministrazione
e dura come minimo un anno
bili dell’epidemia alle porte i
tre quarti della popolazione a
rischio (anziani, personale sanitario, donne al 2° e 3° mese
di gravidanza, bambini e adulti
con patologie gravi). Non si poteva correre il pericolo di mettere a repentaglio altre vite,
sebbene il nesso di casualità tra
decessi e somministrazione
del vaccino sia tutto da dimostrare.
Ma cosa può essere accaduto? In quale momento della lavorazione si è verificato il presunto errore? Lo chiariranno le
analisi dell’Istituto Superiore
di Sanità (Iss) dove esiste un
centro di ricerca e valutazione
immunobiologica che sottoporrà ai test i campioni del medicinale ritirato. Forse già martedì o mercoledì ci saranno le
risposte iniziali sulla tossicità.
È un vero giallo. I vaccini sono sorvegliati speciali da parte
delle autorità regolatorie internazionali proprio perché destinati a decine di milioni di persone. Dunque ci sono sistemi
di controllo rigorosi da quando
le uova di gallina utilizzate per
15
Milioni
Le vaccinazioni
totali in Italia
l’anno scorso
Roma
In clinica per una bronchite, le recidono l’arteria
Donna muore dopo due settimane di coma
Hanno denunciato i responsabili della
clinica San Raffaele di Roma, dove la
loro parente era stata ricoverata per
una bronchite. Il marito e i figli Liliana
R., una donna di 58 anni, vogliono fare
chiarezza sul decesso avvenuto dopo 43
giorni di sofferenze. I medici del San
Camillo, dove la paziente era stata poi
trasferita, hanno constatato che le era
stata recisa l’arteria femorale:
sottoposta a intervento chirurgico, era
stata tenuta in coma farmacologico.
Nella denuncia i medici della clinica
vengono accusati di avere lavorato «con
negligenza, imperizia ed imprudenza».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
mettere in cultura i virus dell’influenza, di solito tre, arrivano in azienda fino a quando i
lotti ne escono diretti ad Asl e
farmacie. Norme di sicurezza e
qualità verificate dall’Iss. Queste partite di Fluad avevano superato tutti gli esami. Walter
Ricciardi, l’attuale commissario dell’Istituto Superiore di Sanità, ritiene improbabile che
qualcosa sia sfuggito durante il
percorso produttivo, specie dopo gli incidenti di due anni fa
quando però i sospetti ricaddero su lotti, sempre di Novartis,
rimasti in magazzino.
Fluad non è un vaccino come
tutti gli altri. È adiuvato, contiene cioè una sostanza che ne
potenzia l’efficacia e dunque ne
aumenta le capacità di immunizzazione. La sostanza si chiama squalene, un derivato del
colesterolo prodotto dal nostro
organismo: «In ogni fiala ce ne
sono quantità infinitesimali —
spiega Donato Greco, epidemiologo, ora all’Istituto internazionale di ricerca e prevenzione di Lione —. Io credo che
il caso si sgonfierà. Ogni anno
in Italia si contano da 6 a 8 mila
morti in eccesso. Persone anziane e già malate che avrebbero finito di vivere pochi mesi
dopo se non si fossero aggravate nella stagione invernale a
causa di infezioni tipiche del
periodo freddo».
Un dato però è certo. La credibilità dei vaccini è stata rimessa in discussione. Un colpo
«mortale» che allontanerà ancora i cittadini da una pratica di
prevenzione risultata fondamentale nell’azione di lotta
contro gravissime malattie infettive.
Margherita De Bac
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il prodotto
● Il Fluad è un
vaccino
antinfluenzale
prodotto dalla
Novartis, in
commercio in
Italia dal 1997
● Rispetto ad
altri vaccini,
contiene un
adiuvante,
vale a dire una
sostanza
di origine
naturale,
il colesterolo,
in grado
di potenziarne
l’efficacia
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Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
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Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
«Vogliamo farci sentire»,
«Basta con le violenze dei rom.
I ragazzi italiani non si arrendono». Ieri mattina verso le otto, nel quartiere romano di
Torrevecchia, circa cinquecento militanti delle organizzazioni di destra CasaPound e Blocco studentesco si sono riuniti
vicino al campo rom di via Cesare Lombroso (200 persone in
tutto), bloccando l’unica strada
di accesso all’area e impedendo, di fatto, ai bambini di andare a scuola.
«Non si sono mossi dai container, erano terrorizzati —
spiega Carla Bartolucci, responsabile della cooperativa
sociale Eureka I che, assieme
all’Arci Solidarietà, opera nel
campo —. Sono anni che lavoriamo sulla scolarizzazione e
da qualche tempo i bambini
vanno a scuola a piedi o accompagnati dai genitori. Episodi
come questi certo non aiutano
l’integrazione». E sulle periferie romane, dopo qualche giorno di tregua, torna l’incubo del
razzismo e dell’intolleranza.
«Un gesto di inaudita violenza e di violazione della Carta
costituzionale» lo ha definito il
capogruppo del Pd in commissione Cultura alla Camera Maria Coscia durante un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno Alfano mentre
per il Campidoglio si tratta di
«un fatto grave e vergognoso»
che però in serata il movimento di estrema destra ha smentito giudicando la ricostruzione
«un’accusa falsa e gratuita». «È
comunque inconcepibile — ha
replicato Fabio Di Martino, di
Blocco studentesco — che le
scuole romane sono fatiscenti
e il sindaco Marino e le istituzioni finanzino i campi rom o i
centri d’accoglienza».
Per il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco
Impagliazzo, Roma deve impegnarsi «in una riflessione più
CRONACHE
21
ROMA
Iniziativa di 12 atenei e Rcs
Via agli incontri
di Universiday
con la fantascienza
CasaPound blocca la strada
e i rom non vanno in classe
Arci, Pd e Comune di Roma: atto grave. La replica: l’accusa è falsa
Lo striscione
La protesta
organizzata
ieri mattina
da Blocco
studentesco
e CasaPound
in via Cesare
Lombroso,
a Roma,
nei pressi del
campo nomadi
(Omniroma)
profonda sulla convivenza perché bisogna lavorare insieme
per creare reti di dialogo e solidarietà che sconfiggano un clima di paura e spaesamento,
aiutino ad abbassare i toni e a
costruire, insieme, una città
più aperta e sicura per tutti».
Secondo una prima ricostruzione, gli esponenti di destra
avrebbero bloccato l’ingresso
di alcuni istituti della zona dove sono iscritti i bambini nomadi, ma la questura di Roma,
che ha identificato molti dei
partecipanti alla manifestazione, non autorizzata, avrebbe
smentito. Nei giorni scorsi al-
cuni esponenti dell’estrema
destra avevano denunciato il
«lancio di pietre da parte di alcuni nomadi contro gli studenti di due istituti della zona, il
Cartesio e il Domizia Lucilla,
che sorgono nei pressi di un
campo». Ieri quindi «il presidio di protesta per rispondere
con forza alle provocazioni di
alcuni esponenti di etnia rom».
Violenze che non sono mai
state denunciate alle forze dell’ordine, smentite dal municipio e dalle dirigenti scolastiche
dei due istituti.
Gli stessi operatori sociali
che lavorano nel campo hanno
però denunciato il progressivo
degrado della struttura di via
Lombroso. «Da qualche anno
molti stranieri e non solo rom
vivono per strada lì fuori — aggiunge Carla Bartolucci — i
container sono distrutti, la
sporcizia è ovunque e gli operatori del Comune non vengono a pulire. Questo campo è
piccolo, si potrebbe tentare la
sperimentazione di un nuovo
modo di favorire l’integrazione. Bisognerebbe mettersi intorno a un tavolo, questo episodio genera solo paura».
Flavia Fiorentino
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Chi sono
● CasaPound è
un movimento
di estrema
desta nato
nell’omonimo
centro sociale
occupato a
Roma dal 2003
● Il leader
Gianluca
Iannone ha
dichiarato di
ispirarsi al
fascismo: «C’è
chi si rifà a
Marx o a Ford,
io voglio avere
la libertà
individuale di
rifarmi a
Mussolini, a
livello filosofico
e politico»
La missione «Rosetta» e il film
Interstellar, l’avventura di
Samantha Cristoforetti nello
spazio e i libri di Asimov. Ieri,
al Politecnico di Milano, si è
parlato di scienza e
fantascienza nel primo talk di
Universiday, il progetto che
(con Rcs) coinvolge gli atenei
di Milano nella divulgazione.
Ospiti, Amalia Ercoli Finzi (che
ha progettato la «trivella» di
Rosetta), l’astronauta Paolo
Nespoli e Antonio Serra, tra i
creatori del fumetto Nathan
Never. L’11/12, per Universiday,
alla Bocconi arriva Spike Lee.
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ItaliaCamp
Innovazione sociale
Nasce a Milano
la rete europea
Si chiude oggi, a Milano,
«Promoting social innovation.
A european perspective». Una
due giorni per condividere le
buone pratiche europee in
ambito di innovazione sociale
e agevolare la costruzione
di una piattaforma
internazionale. È stata
promossa da ItaliaCamp e fa
parte del programma
dell’Agenzia nazionale per i
giovani (Ang) per il semestre
europeo di presidenza italiana.
Ha coinvolto 22 organizzazioni
di 16 Paesi.
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Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
CRONACHE
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I pm: Di Stefano si è comprato la laurea
Consulenza da 12 mila euro al rettore. L’accusa: dossier del deputato pd contro i colleghi di partito
Chi è
● Marco Di
Stefano (sopra)
50 anni,
romano, ex
giocatore di
pallanuoto
nella squadra
della Polizia, è
stato eletto alla
Camera con il
Pd
● Ex assessore
all’Istruzione
(dal 2005) e al
Demanio
(2009-2010)
del Lazio, prima
che nel Pd ha
militato in Ccd,
Udc e Udeur
ROMA Una laurea in Scienze
Giuridiche pagata 12 mila euro
e comprata con i soldi della Regione Lazio. C’è anche questa
nuova accusa contro il deputato del Pd Marco Di Stefano. Il
reato ipotizzato dai magistrati
della procura di Roma coordinati dal procuratore aggiunto
Nello Rossi è la corruzione. Ultima contestazione in un’inchiesta che ipotizza il pagamento di una tangente da quasi due milioni di euro da parte
degli imprenditori Antonio e
Daniele Pulcini per un affare
immobiliare. E riguarda anche
l’omicidio di Alfredo Guagnelli, che di Di Stefano era amico e
collaboratore. Non solo.
Dalle carte dell’inchiesta depositate nei giorni scorsi emerge l’inquietante ipotesi che di
Stefano possa aver ricattato i
politici del Pd dopo aver svolto
attività di dossieraggio nei loro
confronti. Infuriato per il risultato ottenuto alle primarie per
le elezioni politiche nel febbraio 2013 minacciava al telefono
di «scatenare la guerra nucleare», accusava Zingaretti, parlava di «maiali che hanno imbrogliato le primarie». Tanto che i
pubblici ministeri, sollecitando la proroga delle intercetta-
La tentata rapina a Salerno
Portavalori assalito
Grave un passante
L’inchiesta Eni
Un faro dell’Ocse su Renzi
dopo la denuncia di due Ong:
viola le norme anticorruzione
MILANO «Non accettiamo che avvisi di garanzia
più o meno citofonati sui giornali
consentano di cambiare la politica aziendale
in questo Paese», aveva detto il premier
Matteo Renzi dopo la notizia dell’iscrizione
dell’ad Claudio Descalzi e di altri manager Eni
per corruzione internazionale nell’inchiesta
milanese Eni-Nigeria. Ma ora l’Ocse mette
nel mirino le parole di Renzi nell’ipotesi
che abbiano violato la Convenzione
sulla corruzione internazionale che vieta
che le inchieste siano influenzate
«da considerazioni di interesse economico
nazionale». «Rivendico a questo governo
di essere stato il primo a dire a viso aperto
in Parlamento che non accettiamo
che uno strumento a difesa di un indagato,
l’avviso di garanzia, costituisca un vulnus
all’esperienza politica e imprenditoriale
di una persona», aveva dichiarato il 16 settembre Matteo Renzi di fronte alle Camere dopo
che il Corriere della Sera aveva pubblicato
la notizia sull’indagine su presunte tangenti
pagate dall’Eni a politici nigeriani, che avrebbero propiziato l’acquisto per un miliardo e 90
milioni di dollari nell’aprile 2011 della licenza
per l’esplorazione del campo petrolifero Opl245 di Abuja in Nigeria, e sull’iscrizione
tra gli indagati di Descalzi, la prima nomina
pubblica di peso dell’era Renzi. L’Eni
ha sempre rivendicato la correttezza del suo
operato. La dichiarazione del presidente
del consiglio non è passata inosservata a due
organizzazioni non governative impegnate sul
fronte della lotta alla corruzione internazionale,
l’inglese Global Witness e l’italiana Re:common, che hanno mandato una lettera all’Ocse
in cui definiscono le frasi di Renzi una «palese
critica» che contrasta con i principi della Convenzione Ocse, sottoscritta anche dall’Italia,
che all’articolo 5 stabilisce che le inchieste sulla
corruzione internazionale non devono essere
«influenzate da considerazioni di interesse
economico nazionale». Ora è il Gruppo
di lavoro sulla corruzione (Wgb) a interessarsi
del caso, e non solo per l’aspetto legato alle affermazioni di Renzi. Lo conferma
il direttore degli affari legali dell’Ocse,
l’italiano Nicola Bonucci, che a una richiesta
del Corriere della Sera risponde che «alla sua
riunione di ottobre 2015, il Gruppo di lavoro
sulla corruzione ha preso nota della lettera»
delle due Ong. «Il Wgb analizzerà più attentamente il caso in questione, come tutti
gli altri casi di presunta corruzione internazionale, nell’ambito del quarto ciclo di valutazione
delle pratiche e legislazioni dei Paesi parte
della Convenzione», riferendosi all’inchiesta
dei sostituti procuratori Fabio De Pasquale e
Sergio Spadaro.
Giuseppe Guastella
[email protected]
© RIPRODUZIONE RISERVATA
zioni, parlavano di «particolare
condizione di inquietudine
ravvisabile nell’animus di Di
Stefano il quale, ormai relegato
ai margini dell’imminente
competizione elettorale, sta-
La vicenda
● In una
dichiarazione
del 16
settembre
scorso il
premier Matteo
Renzi se l’era
presa con le
procure e di
riflesso i
giornali a
proposito delle
inchieste per
corruzione
internazionale
che riguardano
le aziende
italiane
● In particolare
Renzi aveva
affermato:
«Noi
rispettiamo le
sentenze ma
non
consentiamo a
nessuno scoop
di mettere in
pericolo decine
di migliaia di
posti di
lavoro». Il
riferimento era
a un’inchiesta
per corruzione
che aveva
riguardato l’Eni
Sparatoria tra guardie giurate di scorta a un
portavalori e banditi che provano l’assalto:
16 colpi esplosi e tre passanti feriti, uno
grave, colpito al viso. È successo a Pagani
( foto), nel Salernitano, 24 ore dopo la
tentata rapina sull’Autosole vicino a Lodi.
rebbe raccogliendo, nell’ottica
di inficiare la carriera politica
di alcuni colleghi di partito,
materiale cartaceo per essi
compromettente».
Il parlamentare sarà interrogato martedì mattina. Dovrà
spiegare come mai tra il 2008 e
il 2010, quando era assessore al
Patrimonio della Regione Lazio
abbia fatto in modo che la società controllata «Lazio Service» — anche grazie alla complicità della sua compagna
Claudia Aironi che era direttore
della Logistica e di Tonino
D’Annibale che era il direttore
amministrativo, entrambi indagati — affittasse due immobili dei Pulcini all’esorbitante
cifra di 3 milioni e 725 mila euro giustificandoli con una necessità urgente che in realtà era
falsa. In realtà quel contratto
sarebbe servito ai proprietari
per far salire il valore degli stabili e poi venderli — come effettivamente avvenne — all’Enpam. Dovrà chiarire che cosa davvero accadde tra lui e
Guagnelli — che per quell’affare incassò 300 mila euro — prima che l’uomo sparisse nel
nulla il 9 ottobre 2009. E adesso
dovrà anche giustificare quel
falso titolo di studio.
Sono stati i carabinieri del
reparto operativo di Roma, che
da tempo indagano sulla «rete» di società e imprenditori
tessuta da Di Stefano, ad accertare che il parlamentare ha
comprato gli esami di un’università telematica quando è diventato assessore all’Istruzione
e in circa 4 mesi è riuscito a ottenere la laurea in Scienze Giuridiche. Prezzo totale: 12mila
euro che Di Stefano ha pensato
di addebitare alla Regione affidando al rettore dell’Ateneo
una consulenza con «Sviluppo
Lazio». Il conto è stato così saldato, anche se nel curriculum
della Camera Di Stefano ha come titolo di studio: diploma di
liceo scientifico.
Fiorenza Sarzanini
[email protected]
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Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
CRONACHE
Inchiesta Mose, Milanese scarcerato
Milano
Firme false
alla lista Formigoni:
condannato
il pdl Podestà
La Cassazione annulla la custodia cautelare: decade anche l’accusa di corruzione
L’ex assessore Chisso patteggia trenta mesi più il sequestro di due milioni
DAL NOSTRO INVIATO
Non un corrotto ma un
astuto mediatore di traffici illeciti. Un reato meno grave, insomma. E con questa nuova accusa, «traffico di influenze illecite», la Cassazione ieri ha disposto la scarcerazione di
Marco Milanese, ex onorevole
del Pdl, ex colonnello della Finanza ed ex consigliere economico dell’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
«Dimostrerò la mia innocenza, ho sempre avuto fiducia
nei giudici» ha detto Milanese
all’uscita dal carcere di Santa
Maria Capua Vetere. Era in cella
VENEZIA
L’opera
di Andrea Pasqualetto
I blocchi
In basso, le
paratoie mobili
del sistema
Mose sollevate
ieri. Sotto verrà
realizzata una
pista ciclabile
(Afp Photo)
come lo definiva Mazzacurati,
capace di risolvere l’irrinunciabile questione finanziaria. Ed
era sempre lui l’interlocutore
che il presidente del Cvn volle
incontrare a Milano nel giugno
2010. Appuntamento nella sede meneghina di Palladio finanziaria, la Mediobanca del
Nord Est, alla presenza dell’amministratore delegato Roberto
Meneguzzo. Per l’accusa la
mazzetta sarebbe passata di
mano in quell’occasione.
«Premesso che il mio cliente
nega la tangente, va sottolineato che il titolo di reato era comunque sbagliato — dice soddisfatto l’avvocato Bruno Laro-
Sollevate le paratoie
contro l’acqua alta
DAL NOSTRO INVIATO
VENEZIA Come un moderno gigante del mare, il Mose è emerso ieri dalle acque scure della
laguna mostrando il suo volto
pulito. E quando ha toccato la
massima altezza fermando i
flutti adriatici verso Venezia, se
avesse avuto una voce sarebbe
stato un urlo liberatorio, dopo i
lunghissimi mesi dello scandalo.
Ieri, mentre in tribunale si
celebrava l’ultimo atto della triste vicenda giudiziaria di corruzione legata ai suoi fondi,
dall’altra parte della laguna un
da luglio con l’accusa di aver incassato una tangente di 500
mila euro da Giovanni Mazzacurati, l’ex presidente del Consorzio Venezia Nuova (Cvn),
nell’ambito della vicenda Mose. Mazzacurati confessò di
aver versato i soldi per far approvare una delibera del Cipe
che sbloccava il finanziamento
di 400 milioni di euro a favore
del Mose, cosa che si verificò.
Secondo le procure di Venezia e Milano (quest’ultima subentrata per competenza), l’ex
onorevole avrebbe potuto condizionare la scelta grazie alla
vicinanza a Tremonti. Era lui
«l’uomo con le mani in pasta»,
5,49
Miliardi
La cifra
complessiva
per la
realizzazione
del Mose
centinaio di tecnici e ingegneri
italiani, olandesi, belgi, inglesi
e americani si sono spellati le
mani di fronte alla diga più originale e ambiziosa del mondo
che ha superato il primo test
serio della sua vita.
Una schiera di ventuno paratoie mobili è stata sollevata
chiudendo per la prima volta
una bocca di porto, la più a
Nord, quella che separa Punta
Sabbioni dall’isolotto artificiale dove ha sede il cantiere del
Mose.
Eccola in azione, dunque, la
grande opera che dovrebbe
proteggere la città-museo dalle
alte maree sempre più frequenti ed erosive. Una creatura
tutta italiana, che nasce da
un’idea semplice ma di difficilissima realizzazione. Cioè
questi enormi scatoloni d’acciaio (paratoie) che vengono
riempiti d’acqua e tenuti invisibili sul fondo della laguna, incernierati a ciclopici cassoni in
cemento armato.
All’allerta dell’alta marea
l’acqua viene sostituita con aria
compressa e le paratoie salgono, grazie al principio di Archimede. Sorprendono i numeri:
30 anni di battaglie politiche e
ambientaliste, 5,4 miliardi di
sa, difensore di Milanese —.
Perché la corruzione contestata
per l’arresto prevede il ruolo attivo di un pubblico ufficiale,
mentre lui nell’occasione non
lo era, non avendo potere sul
Cipe. E così ha sofferto ingiustamente 5 mesi di carcere».
Intanto anche l’ultimo protagonista politico ha patteggiato:
Renato Chisso,ex assessore regionale alle Infrastrutture, ha
chiuso la partita giudiziaria
con una pena di 2 anni e 6 mesi
più il sequestro di 2 milioni.
Ma nei suoi conti la Finanza ha
trovato poche briciole.
A. P.
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euro il costo, 78 paratoie, 37
cassoni ancorati sul fondo e alti
come palazzi (fino a 27 metri)
con cunicoli e tunnel abitabili
dove ora, in una sorta di nuova
Atlantide, si vorrebbe far passare una pista ciclabile e pedonale; e ancora: 350 i chilometri
quadrati di specchio d’acqua
interessati, 30 milioni di euro
l’anno il costo della sola manutenzione.
Ieri, quando gli scatoloni
gialli sono spuntati dalle acque
come balene fermando il mare,
gli occhi dell’ingegnere che ha
coordinato i lavori, Hermes Redi, si sono inumiditi: «Provo
una gioia immensa». Accanto a
lui Mauro Fabris, ancora per
poco presidente del Consorzio
Venezia Nuova: «Si è conclusa
la fase dell’emergenza, ora speriamo si parli solo di genio e di
modello italico da esportare
nel mondo». Fine lavori: 2017.
25
La vicenda
● La
Cassazione ha
annullato la
custodia in
carcere di
Marco
Milanese
che era stato
arrestato per
corruzione
nell’ambito
dell’inchiesta
(filone
milanese)
sul Mose
● La suprema
corte ha
riqualificato il
reato di
corruzione in
«traffico di
influenze
illecite»,
disponendo la
scarcerazione
«se non
detenuto per
altra causa»
● Sino a oggi,
l’inchiesta sul
Mose a Venezia
ha registrato
32 patteggiamenti su 51
indagati. Fra
questi, l’ex
governatore
del Veneto
Giancarlo
Galan ha avuto
2 anni e 10
mesi di pena e
dovrà pagare
2,6 milioni allo
Stato. Non è
stato accettato
il patteggiamento per l’ex
sindaco Giorgio
Orsoni che non
è indagato per
corruzione
MILANO «La falsità delle liste»
che consentirono a Roberto
Formigoni di essere rieletto
nel 2010 presidente della
Regione Lombardia è stata
dichiarata dalla giudice
Monica Amicone che, per la
falsità di 900 delle sottostanti
firme disconosciute dai teorici
firmatari, ha condannato a 2
anni e 9 mesi il presidente
della ex Provincia di Milano e
allora coordinatore lombardo
pdl per «falso elettorale» in
violazione della legge speciale
n. 570 del 1960. Sull’oggi
alfaniano Podestà, che dovrà
risarcire 100.000 euro alla
Provincia con 4 ex consiglieri,
si scontrarono il pm Robledo e
il suo capo Bruti Liberati, che
aveva chiesto l’archiviazione
(poi accolta dal gip) del primo
esposto del radicale Lipparini
senza entrare nel merito della
falsità o meno delle firme, ma
per il motivo assorbente che
esse, prive di autentica, di fatto
era come se non fossero
esistite. Ora al Csm Robledo ha
sostenuto che, riaperto il
fascicolo, Bruti cercò di
frenare l’iscrizione di Podestà
preoccupandosi che «creasse
un problema nel Pdl» e
suggerendo che «in una
situazione delicata fosse prima
necessario fare ulteriori
indagini. Infine mi hai
testualmente detto — ha
scritto a Bruti — che
l’iscrizione avrei dovuto farla
“solo quando te lo dico io”. Ti
ho risposto che in 30 anni di
magistratura le iscrizioni le
avevo fatte esclusivamente in
adempimento alla legge», e
tempo dopo in corridoio «mi
hai chiesto: “Quell’iscrizione
non l’hai poi fatta, vero?”. Ti ho
risposto che l’avevo fatta, e mi
hai detto: “Allora non ci siamo
capiti”». Bruti, invece, al Csm
ha replicato che, come capo,
pretese solo che Robledo lo
tenesse informato su processi
delicati, e che per questo gli
contestò di aver invece
«appreso dell’avvenuta
iscrizione di Podestà (...). Hai
proceduto a stretto giro, senza
preavvisarmi e adottare
cautele a tutela della
segretezza». La sentenza prova
la «superficialità della Procura
nella ricerca della verità» a
detta di Podestà, che sul suo
sito nell’e-book «Che Italia è
questa» rilegge «Il processo di
Robledo contro Podestà».
Luigi Ferrarella
[email protected]
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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La nebbia sparisce al Nord, ma compare a Napoli e al Sud
Scarsa visibilità sulle tangenziali e voli cancellati a Capodichino. Il Cnr: in Val Padana è calata del 47%
La nebbia in Val Padana è dimezzata mentre in Campania e
in altre zone costiere del sud
aumenta, mostrandosi sempre
più di frequente. Problemi a
Napoli, sulla tangenziale, e a
Capodichino dove da mercoledì sono stati cancellati oltre 20
voli. E disagi fino a Cagliari,
con ritardi sui voli, specie all’alba. Mentre al Nord il fenomeno
si registra sempre meno. Uno
studio del Cnr pubblicato sulla
rivista internazionale Atmospheric Environment precisa
che negli ultimi vent’anni gli
episodi nebbiosi nella pianura
del Nord sono calati del 47%.
Qualcosa di analogo accade
in California (con un calo del
45%), in una zona simile alla Val
Padana, che continua ad essere
una delle aree più inquinate
d’Europa. «Ipotizziamo due
cause — spiega Sandro Fuzzi
dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr e
responsabile della ricerca —.
La prima che il tutto abbia origine dal riscaldamento globale; la seconda, meno credibile,
L’inquinamento
Negli ultimi decenni
la concentrazione degli
inquinanti nelle gocce
si è ridotta dell’80%
Nebbia Una vista del porto di Napoli con la nebbia (Controluce)
che dipenda dal calo dell’inquinamento».
L’indagine, infatti, ha in parallelo dimostrato che negli ultimi decenni la concentrazione
degli inquinanti nelle goccioline nebbiose si è ridotta dell’80% per un abbassamento
delle emissioni di alcuni gas
come anidride solforosa, ossidi
di azoto, ammoniaca. Di conseguenza è diminuita l’acidità abbassando la minaccia al patrimonio artistico. Ma il danno
per la salute rimane.
«L’aumento della nebbia al
Sud non ha collegamenti con la
diminuzione al Nord — nota
Fuzzi —: la prima ha origini dal
mare che porta maggiori dosi
La ricerca
● Uno studio
dell’Istituto
di scienza
dell’atmosfera
e del clima del
Cnr di Bologna,
ha rivelato che
la nebbia
in Val Padana
è diminuita
del 47%
dai primi anni
Novanta a oggi
di umidità. Quella in Val Padana nasce dall’orografia del territorio che favorisce nella stagione invernale la stagnazione
dell’aria intrappolando gli inquinanti nei bassi strati dell’atmosfera». Ma perché la nebbia
adesso è più frequente al Sud?
«La ragione — spiega Marina
Baldi dell’Istituto di biometeorologia del Cnr — potrebbe essere un aumento della temperatura del Mar Tirreno. Negli
ultimi anni il suo livello medio
resta più elevato sino ad autunno inoltrato, ottobre e novembre, e questo favorisce la nascita della nebbia».
Giovanni Caprara
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26
Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
CRONACHE
27
Germania
Il dramma di Tugce
morta aiutando due ragazze
I genitori hanno deciso di staccare le
macchine che la tenevano in vita nel giorno
del suo 23° compleanno. Ieri a Offenbach
centinaia di persone hanno dato l’addio a
Tugce, studentessa finita in coma vegetativo
per aver salvato due ragazzine minacciate da
dei coetanei in un McDonald’s vicino a
Francoforte (a sinistra la veglia, a fianco la
foto della ragazza). Tugce voleva fermare un
gruppo di giovani che minacciavano due
adolescenti. Nel parcheggio un assalitore le
ha dato un pugno e lei, cadendo, ha sbattuto
la testa a terra. Dopo due settimane di attesa
i medici hanno accertato la morte cerebrale.
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La pagella alle scuole
Nella piattaforma della Fondazione Agnelli oltre 4.000 istituti:
i migliori individuati dal profitto universitario dei loro diplomati
Roma
Dietro al «Tasso»
un liceo di periferia
Lo scientifico
Virgilio è l’unico
liceo romano a
superare la soglia
dei 90 punti.
Pochi decimali lo separano,
nello stesso indirizzo, dal
secondo e terzo classificato:
Mamiani e Righi. Tutti istituti
pubblici: a Roma sono le
scuole statali con una solida
storia alle spalle a
contendersi la vetta. Per il
classico, invece, la migliore
performance è quella del
Tasso, seguito dalla
«sorpresa» del Kant, scuola di
periferia sulla Casilina e dal
Mamiani. Deludono un po’ i
simboli della città: il Visconti
— il liceo della Roma bene in
pieno centro — si piazza al
sesto posto, il Giulio Cesare in
corso Trieste è 14esimo e solo
20esimo il Massimo, l’istituto
dei gesuiti dove si sono
formati manager e politici di
ieri e di oggi (c. de l.)
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Milano
Il «Sacro Cuore»
a sorpresa in vetta
Su Corriere.it
Come trovare
la scuola
migliore? Su
www.corriere.it
/scuola le
mappe e il link
per accedere
a Eduscopio
Ogni anno, di questi tempi,
genitori e ragazzi affrontano
insieme un rito di passaggio
fondamentale: la scelta delle
superiori. Quale scuola può dare a mio figlio migliori opportunità? Per rispondere a questa
domanda la Fondazione Agnelli ha elaborato Eduscopio, una
piattaforma digitale in cui vengono valutati oltre 4 mila istituti in base ai risultati dei rispettivi diplomati al primo anno di
università (voti agli esami e crediti). L’idea è che il rendimento
delle matricole dipenda in
buona parte proprio dalla for-
Il portale
● Eduscopio
raccoglie i dati
di 4 mila scuole
mazione ricevuta a scuola (anche se non va sottovalutato il
ruolo delle famiglie).
Il funzionamento è semplice
(potete provarlo andando su
corriere.it/scuola): basta indicare il tipo di scuola prescelto
(liceo o istituto tecnico) e selezionare il proprio comune di
● Il sito è stato
presentato ieri
da John Elkann,
vicepresidente
della
Fondazione
Agnelli (nella
foto Tam tam)
residenza per ottenere una lista
delle scuole migliori nell’area.
I risultati? A Roma si conferma il primato delle grandi
scuole statali mentre a Milano
primeggiano anche i licei di
ispirazione cattolica; le scuole
blasonate del centro sono sempre più tallonate da quelle di
periferia o della provincia; in
fondo alla lista restano i diplomifici privati. Exploit degli istituti tecnici del Nordest come il
Marie Curie di Pergine Valsugana (Trento) che rivaleggia con i
migliori classici e scientifici
d’Italia. (o.r.) © RIPRODUZIONE RISERVATA
Genova
Il «Mazzini» vince
sulle rivali nobili
Fra i due licei
classici genovesi,
storicamente
rivali, il Colombo
e il D’Oria, prevale
il primo con un indice di 81,02
contro l’80.85 del secondo. Ma
non è questa la sorpresa. I licei
più blasonati sono infatti
superati con indice 85,73 dal
Mazzini, nel quartiere
popolare di Sampierdarena
con il 79% di universitari che
superano il primo anno
mentre il Colombo si ferma al
74 e il D’Oria al 72. Fra gli
scientifici tiene banco il
centrale Cassini ma anche qui
la periferia gioca in rimonta: al
secondo posto il Lanfranconi
in via Ai Cantieri, un indirizzo
che segnala la sua posizione
nel ponente operaio. (e.d.)
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Venezia
I «nuovi» di Mestre
superano la laguna
Mestre batte
Venezia. Ecco la
superiorità dei
licei della
terraferma
rispetto agli istituti storici.
Prendiamo il classico Foscarini
(nell’Albo d’Oro, tra gli altri,
Alfredo Panzini, Pier Maria
Pasinetti, Cesare Musatti,
Franco Basaglia) dove hanno
studiato Renato Brunetta,
Giorgio Orsoni e lo storico
Mario Isnenghi. Qui, l’indice di
qualità è di 76.84, mentre il
Bruno-Franchetti di Mestre
tocca il 79.39. Terzo, il Marco
Polo, frequentato da Massimo
Cacciari. (m.fu.)
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A Milano la
sorpresa è il Sacro
Cuore: l’istituto
cattolico, dal 1984
gestito da
Comunione e Liberazione,
«batte» i licei classici statali,
storici e blasonati,
aggiudicandosi 92.64 punti
nell’indice stilato dalla
Fondazione Agnelli (seguito da
Carducci, Berchet e Parini, con
punteggi tra l’89 e l’84).
L’istituto era ben posizionato
anche nella classifica del 2012
(39esimo su oltre 400). Sul
fronte degli scientifici, si
conferma in vetta il Volta,
primo nel suo indirizzo con
93.05 punti. Talmente
richiesto da aver dovuto
inserire una «prova valutativa»
per scremare gli aspiranti
studenti: le richieste sono 650
per i 250 posti disponibili in
prima. A seguire di nuovo il
Sacro Cuore, poi il Leonardo e
il Carrel, un altro paritario.
(a.d.m.)
Dante Alighieri e
Michelangelo
non sono solo i
due migliori licei
classici di Firenze,
ma anche i perenni sfidanti,
sorta di piccoli Oxford e
Cambridge in riva all’Arno. E
anche nella classifica
Eduscopio non viene smentita
la rivalità. Il Dante Alighieri è
primo (28,65 la media dei voti
al primo anno universitario
degli ex studenti), il
Michelangelo (28,46) segue a
ruota. Al «Dante» hanno
studiato il premier Matteo
Renzi (ottimi voti, anche in
matematica) e il ribelle Piero
Pelù. (m.ga.)
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Firenze
Nella sfida a due
prevale il «Dante»
28
Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
●
Personaggi Non si può mettere assieme il cattolico
Giuseppe Dossetti con il laico Piero Calamandrei, né si
possono accostare il segretario del Pci Enrico Berlinguer
con il presidente americano anticomunista John Kennedy
ANALISI
& COMMENTI
di Stefano Agnoli
Il petrolio va a picco,
la benzina cala a passo di lumaca
Il folle andamento dei prezzi
e i cittadini usati come bancomat
C
i sono domande, nella vita,
destinate a rimanere senza risposte
convincenti. Una di queste potrebbe
essere quella che ci si pone tutte le
volte che il petrolio, come in questi
giorni, cala vertiginosamente: perché se il
barile scende il prezzo della benzina non va
giù? Ancora una volta ci risiamo: «Lo
scandalo della benzina» titolava il Corriere
due anni e mezzo fa, e non pare che da allora
sia cambiato molto. Il cittadino-bancomat
assiste alla solita commedia delle parti, al
gioco di interessi incrociati che vede sul
banco degli imputati i soliti attori, e
rigorosamente nessun colpevole: le
compagnie petrolifere, lo Stato, i gestori, il
sistema di rilevamento dei prezzi dei
prodotti petroliferi. Partiamo da
considerazioni semplici: la benzina italiana
resta ancora la più cara d’Europa, e in
alcune Regioni dove si caricano accise
addizionali si riesce ad andare oltre. Non ci
battono neanche i Paesi Bassi, che pure
impongono (unici a superarci) una
tassazione più elevata: il 64% contro il
nostro 62%. Incredibile quindi: persino con
un maggior carico fiscale gli automobilisti
olandesi pagano la benzina meno di quelli
italiani. Forse perché l’Olanda ha la Shell e
noi no? Pare evidente che nel Nord Europa la
benzina continui ad essere fabbricata e
distribuita in modo più efficiente. Non c’è
insomma solo il Fisco, perché se si escludono
Malta, Bulgaria, Cipro e Danimarca (non ce
ne vogliano) solo in Spagna il prezzo
industriale è più elevato. Un altro bel
primato, non c’è che dire, di cui possono
andare fiere le compagnie, i raffinatori, i
gestori e lo Stato regolatore, incapace di
implementare una vera concorrenza tra
compagnie e tra gestori. Nota finale sui
prezzi all’ingrosso dei carburanti, quelli
rilevati da Platt’s e base per il dettaglio. Il
barile (corretto per l’euro-dollaro) da giugno
è sceso del 33%. I prodotti petroliferi del
20%. Anche lì poco è cambiato.
@stefanoagnoli
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on entro nel merito della polemica del presidente del Consiglio con i sindacati, né intendo
polemizzare con l’identità plurale, la cultura e le radici proposte dallo stesso Matteo Renzi
per un Pd in cui «tutti hanno
cittadinanza». Vorrei piuttosto
discutere «la storia e i valori
della sinistra» che, secondo il
segretario democratico, sarebbero incarnati da un pantheon
che include — sono parole sue
— Enrico Berlinguer e Nelson
Mandela, Giuseppe Dossetti e
Alexander Langer, Giorgio La
Pira e John Kennedy, Piero Calamandrei e Gandhi. Più che
una visione fondata su culture
e tradizioni di pensiero politico
della sinistra occidentale, a me
pare che questo pot-pourri di
busti marmorei sia stato raccolto in qualche mercatino domenicale che contiene di tutto
un po’.
Il pacchetto di mischia renziano, che dovrebbe rispecchiare l’orizzonte politico-culturale del premier, non è riconducibile alla socialdemocrazia continentale del welfare
state o al socialismo liberale, e
neppure al riformismo democratico sperimentato in varie
forme di qua e di là dell’Atlantico. Passando in rassegna
quei busti marmorei si ha l’impressione che la vera preferenza di Renzi sia un mix di sinistra cristiano-integralista e italocomunismo perbenista che,
tuttavia, fino ad oggi non ha
dato grandi prove. L’ambizioso
leader avrebbe fatto meglio a
lasciar alla ricerca storica le
personalità del pantheon piuttosto che sollecitare riflessioni
sul loro significato politicosimbolico.
Enrico Berlinguer è stato
l’ultimo comunista che non ha
mai voluto prendere atto della
catastrofe politica e ideale delle
BEPPE GIACOBBE
N
● Il corsivo del giorno
LE CONTRADDIZIONI
DEL PANTHEON DI RENZI
di Massimo Teodori
democrazie popolari e si è ostinatamente aggrappato al fumoso cattocomunismo di
stampo rodaniano contro la
prospettiva socialista e democratica che nello stesso periodo
si affermava in Europa con Olof
Palme, Willy Brand e François
Mitterrand. Dossetti ha rappresentato il Vaticano illiberale
dell’articolo 7 di Pio XII, ed ha
avversato la laica concezione
dello Stato del cattolico liberale
Alcide De Gasperi. La Pira ha
portato a Firenze una ventata di
populismo e terzomondismo
che è difficile prendere a modello. Calamandrei ha contra-
stato a fondo il dossettismo alla Costituente in un’Italia allora
funestata dal clericalismo.
Gandhi e Mandela rappresentano belle immagini di realtà
esotiche d’altri tempi e altri
luoghi, e Langer fa la figura di
una umanissima statuina in un
presepe che ha bisogno di verde. Infine l’accoppiata di Kennedy con Berlinguer e La Pira è
un nonsense riferito a un presidente americano che operò da
fermo anticomunista a Cuba e
Berlino.
Certo, non va sovrastimato il
significato della trovata renziana, che sembra nascondere più
Pot-pourri
Un mix di sinistra
cristiano-integralista
e italocomunismo,
con un pizzico di verde
Preparazione
Sorge il dubbio che
al premier manchi
la cultura politica per
andare oltre i tweet
un vuoto di idee che non suggerire una visione e un indirizzo adatti a guidare il futuro
d’Italia. È vero che i pantheon
non sono carte programmatiche da esaminare con spirito filologico, ma qualcosa deve pur
significare in termini di propositi l’elencazione di un insieme
di personalità, soprattutto se
l’autore è presidente del Consiglio e leader del maggior partito di sinistra alla testa del nostro Paese.
Non si può ignorare che la
celebrazione di determinate
personalità implica un simbolismo spesso più eloquente di
complessi ragionamenti. Ecco
perché sorge il dubbio che a
Renzi manchi quella cultura
politica che dovrebbe essere
necessaria per andare oltre i
tweet che evocano l’insalata arcobaleno bianca, rossa e verde
in salsa toscana.
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Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
IL PAPA IN TURCHIA
DIALOGO CON L’ISLAM
LA SCELTA DI FRANCESCO
PER SALVARE I CRISTIANI
di Alberto Melloni
Sfide La sola via d’uscita
per fermare le
persecuzioni è la
convivenza tra fedi
diverse. Una Crociata
potrebbe essere dannosa.
Questa consapevolezza
accomuna il capo della
Chiesa cattolica e il
patriarca Bartholomeos
P
apa Francesco è in Turchia per celebrare
insieme al Patriarca ecumenico Bartholomeos la festa di sant’Andrea. È una visita usuale dopo che le relazioni fra la
Chiesa della nuova Roma (Costantinopoli) e della antica Roma sono diventate fraterne,
con la levata delle scomuniche decretata alla fine
del Vaticano II. Ma la Turchia è anche la memoria
di un Islam conquistatore, quello che espugnò
Costantinopoli nel 1453, poco dopo il fallito Concilio di Firenze, al termine del quale i monaci bizantini teorizzavano che fosse meglio essere soggetti al turbante del Sultano che alla tiara del Papa. In Turchia c’è la memoria della diplomazia
cristiana saggia di monsignor Angelo Roncalli,
mandato in quella terra laicizzata a viva forza da
Atatürk, dove, anziché fare il «funerale del passato», aprì una via di amore e, durante la Shoah,
seppe far evadere dalla grande prigione dell’Europa nazifascista migliaia di israeliti in fuga verso la Palestina.
Questo insieme di memorie può sembrare
schiacciato oggi da una gigantesca, densa nube
che oscura l’orizzonte del Levante turco ed europeo. È la nera nube della guerra di religione che
avvolge tre decenni di conflitti nei quali sono
morti milioni di credenti, in gran parte musulmani di diversa denominazione. È la nube dell’orrore dalla quale è uscita la forsennata prepotenza dei tagliagole del sedicente Stato islamico,
che sterminano le vite di cui nessuno si cura e
quelle dei cooperanti e dei giornalisti, la cui decapitazione colpisce l’immaginario con una ferocia ostentata. Assassini di inermi, stupratori di
bambine e di donne. Piccola minoranza dentro
quel mosaico che la nostra ignoranza chiama
«l’Islam», alla quali errori politici e negligenze
teologiche hanno permesso di radicarsi ideologicamente tra le nuove generazioni: ma capace di
contagiare parti distanti del grande corpo dei
musulmani e di accendere il demone della paura.
La nube scura, che si intravede da Ankara, avvolge anche il destino dei cristiani, vittime di
questa lotta senza quartiere e senza pietà. Profughi che fuggono dalle città dove hanno abitato
per secoli, lontani dalle cristianità latina e bizantina. Prede uccise oppure — come i vescovi di
Aleppo o il gesuita Paolo Dall’Oglio — rapite per
poter essere esibite, vive o morte, come argomento che corrobori le tesi di chi pensa che serve
guerra per spegnere la guerra e violenza per
troncare la violenza.
Francesco, il Papa che teorizza il contrario,
non evade la domanda che pone la immensa scurissima nube. Non è un uomo ingenuo né lo sono
i diplomatici — Parolin, Caccia, Filoni, Tauran —
con i quali si confronta. Quando due anni fa fermò con un digiuno il bombardamento di Damasco che avrebbe aggiunto caos nel quadrante siriano, quando giusto dodici mesi or sono cercò
di coinvolgere la Russia in una situazione che
non potrà essere equilibrata dai soli interessi
strategici dell’amministrazione americana, surclassò la superficialità di tanti.
Papa Francesco sa che c’è chi sfida su questo
ambito la sua decisione di essere voce inerme degli inermi, musulmani e cristiani, soprattutto
cristiani. Perché chi dice la più ovvia delle cose
— cioè che non si possono ignorare le innumerevoli vittime cristiane della guerra, derubate di
tutto — finisce fatalmente per chiedere che chi
ha la forza militare di farlo liquidi gli assassini.
Con una guerra, insomma: o se mai con una
«crociatina». Chi non li ama sostiene che salverebbe i cristiani, chi li ama sa bene che un’altra
guerra lascerebbe proprio ai fedeli un conto da
Fratellanza
In un mondo dilaniato dal demone
della divisione e dell’odio, l’unica
soluzione possibile è la più alta:
affermare l’unità del genere umano
pagare sempre più salato.
Il Papa va inerme a dire che quello che salverà i
cristiani è solo la pace: la pace di tutti, dei musulmani e dei cristiani. Una pace che ha bisogno di
politiche per far rientrare in scena attori esclusi
(il decimo rapporto Nomisma su «Nomos e Chaos» lo spiega in dettaglio), e ha bisogno della fede dei credenti. Francesco ha detto che l’aggressore ha il diritto (proprio così: il diritto) di essere
fermato prima che la sua bestialità idolatra lo
perda: ma non ha fornito soluzioni facili dietro le
quali una politica senza idee si possa nascondere. E ha chiamato a pregare per questo viaggio
nel quale la comunione delle Chiese non costituisce un altro tema (non fu il dilemma del concilio
di Firenze?), ma parte del problema.
Perché in un mondo dilaniato dal demone della divisione e dell’odio, l’unica soluzione possibile è la più alta: affermare l’unità del genere umano. Farlo richiede una autenticità profonda che
Francesco ha, che ha anche Bartholomeos. Gli altri la facciano vedere, se sanno cos’è.
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29
●C
LA MIOPIA DI UNA RIFORMA
CHE SVILISCE LE BIBLIOTECHE
COMMENTI
DAL MONDO
Quei problemi
di «salute»
della democrazia
democrazia non sta
●
❞ «La
tanto bene». Da un lato
la crisi economica attanaglia
l’Occidente e dall’altro la
crescita di Paesi, come la
Cina, dove il modello non è
quello democratico. L’analisi
di Natalio Botana, su La
Naciòn di Buenos Aires,
mette in guardia dai rischi di
una carenza di
rappresentanza che si
manifesta anche in una
voglia di separatismo, come
in Scozia e Catalogna.
E l’Argentina non può
pensare di assistere
all’involuzione del processo
democratico che rischia di
trovarla pesantemente
esposta.
on la riforma del ministero dei Beni e delle Attività culturali il
processo di liquidazione del patrimonio
archivistico e librario affidato
alle cure dello Stato giunge al
suo esito estremo: le biblioteche storiche (e gli archivi) sono in gran parte private del
ruolo dirigenziale, la loro direzione affidata a impiegati senza preparazione specialistica e
vengono ridotte al rango di uffici periferici del ministero, variamente accorpate ad altri uffici, secondo le Regioni.
Le biblioteche di Roma e Firenze sotto la direzione delle
rispettive Biblioteche nazionali, altre ricondotte in un
non ben identificato «polo
museale»: la Braidense di Milano è assorbita nell’annunciata Grande Brera, l’Estense
di Modena accorpata alla Galleria.
Si dimentica che per dirigere biblioteche cariche di storia
con vastissimi patrimoni librari — come la Braidense, la
Laurenziana, l’Angelica e la
Casanatense, l’Estense — si
debbono avere alti livelli di
specializzazione in storia del
libro, della cultura, con ottima
conoscenza delle lingue clas-
dall’esperienza
●
❞ Parte
personale di madre,
Kate Riley, sul Seattle
Times, per riflettere sul tema
dell’autismo. E ringraziare
per la «lezione d’amore»
che le arriva da suo figlio
autistico. «Ho imparato da
lui a guardare il mondo
senza stereotipi, a non dare
giudizi, ma a vedere solo
essere umani uguali a me,
persone da incontrare e con
le quali fare amicizia». Un
commento, quello di Kate
Riley, che si dipana
attraverso il racconto di una
giornata con suo figlio,
vissuta dietro i suoi occhi. E
per dare un vero senso alla
Giornata del
ringraziamento.
a cura di Carlo Baroni
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QUEL CHE CAMERON NON DICE
GIOCANDO SULL’ EUROPA
SEGUE DALLA PRIMA
Thanksgiving day
Lezione d’amore
dal figlio autistico
siche e moderne. La Laurenziana, cuore dell’Umanesimo
europeo, non può essere affidata a un bravo burocrate ministeriale.
Invece, mentre per un manipolo di venti musei, elevati di
rango, si prevede giustamente
un concorso internazionale
per la scelta del direttore, per
le biblioteche statali ogni selezione concorsuale, ogni preparazione professionale appare superflua: ovviamente i riformatori del ministero non
sanno cosa sia una biblioteca,
ignorano che senza le nostre
biblioteche e gli archivi sarebbe impossibile capire le opere
esposte nei più prestigiosi
musei.
Ma tant’è: le biblioteche e gli
archivi non staccano biglietti
d’ingresso a pagamento, quindi non appartengono al «sistema cultura» intesa dal ministero come strumento di introiti per lo Stato.
Nella prospettiva ragionieristica e aziendalistica ministeriale costituiscono una spesa inutile. Anzi un peso: viene
in mente Gioachino Belli, «li
libbri nun so’ robba da cristiani».
Tullio Gregory
L’
Unione Europea è sì
mercato, servizi e
moneta ma è soprattutto una costruzione complessa, volta alla creazione di una
entità politicamente integrata.
La difficoltà di darsi un governo dell’economia, e non solo
della moneta, messa in luce
dalla crisi dell’euro, ha mostrato che senza un salto di qualità
in senso sovranazionale — sia
pure con le necessarie flessibilità e adattamenti — l’Unione
Europea rischia di scivolare in
una progressiva irrilevanza. È
un tornante particolarmente
delicato e toccare un pilastro
fondamentale come quello
della libera circolazione delle
persone potrebbe avviare una
serie di reazioni a catena da cui
l’intero impianto comunitario
potrebbe risultare compromesso.
La Gran Bretagna non è parte dell’euro, non condivide gli
obiettivi di integrazione politica e guarda all’Unione Europea
come a uno strumento di razionalizzazione economica,
più simile a una zona di libero
scambio che a una entità tendenzialmente sovranazionale.
È giunto il momento di chiedere a Cameron se questa posizione sia compatibile con le
sfide che si pongono: se in altre parole sia disposto a collaborare ad un progetto comune, o se ritenga di doversene ritrarre perché non appare più
coerente con le sue priorità.
L’uscita della Gran Bretagna
dall’Ue sarebbe un problema
per tutti, ma se dovesse accadere per un tema gonfiato da
calcoli elettorali avventurosi, il
danno sarebbe ancor maggiore. I dati richiamati da Martin
Wolf sul Financial Times confermano che l’immigrazione
dal resto dell’Unione Europea
non rappresenta un costo per
l’economia del Paese, mentre
la quota di lavoratori comunitari occupati rilevata nell’ultimo censimento è risultata più
alta di quella dei britannici:
80% contro 69%. Se poi Cameron dovesse davvero decidere
di fare dell’Inghilterra la Singapore del XXI secolo, ne soffriremmo tutti. Ma più di tutti
ne soffrirebbe Londra.
Antonio Armellini
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30
Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
31
Tempiliberi
Benessere
Viaggi
Moda
Food
Design
Bambini
Tecnologia
.a[Z[
<^Q\MSM`[
/[_`[_[
Natale. Sapete tutto?
Una festa laica
Il sole pagano
dell’Avvento
N
atale, per essere una festa religiosa, è molto
laica. Sincretica, aperta
e flessibile, a partire
dalla data. Le fonti sono oscillanti riguardo il giorno della
nascita di Gesù; certo è che la
scelta del 25 dicembre venne
incontro ai tanti cittadini romani che nel tardo Impero si
convertivano al cristianesimo.
L’innesto avvenne su elementi
della tradizione pagana, come i
Saturnali, feste rurali legate a
Saturno, con scambi di doni;
mentre il 25 dicembre era il
giorno del «Sol invictus», il dio
Sole, legato a Mitra, uno dei
tanti culti orientali. L’uso «natalizio» del 25 si diffonde a partire dal IV secolo. Dopo Cristo.
Una data legata a Saturno,
un colore ispirato a un santo
e anche qualche «modernità»:
ecco un piccolo manuale
sulla ricorrenza più importante
di Luca Mastrantonio
secolo in Anatolia (oggi Turchia). Negli Usa arriva via mare,
da Amsterdam (il nome in
olandese è Sinterklaas). La figura, corpulenta, è modellata
sulla poesia A visit from Saint
Nicholas (1823), attribuita al
newyorkese Clement C. Moore.
A imporre il rosso sul verde elfico nord-europeo è la Coca cola, che canonizza l’icona. Barba
da marxista, spirito capitalista.
euro, pare ci sia la possibilità di
una risposta di Babbo Natale.
Per qualche euro in più, nella
bella antologia natalizia di Einaudi, Il regalo più bello ( 17),
c’è quella umoristica scritta da
Mark Twain. Dal Palazzo di San
Nicola, sulla Luna.
nel 1947, disegna in versione
papero per Paperino e il Natale
sul Monte Orso. È fan fiction,
re-invenzione di una storia da
parte di un fan.
Charles Dickens
Frank Capra
Quelle letterine
e zio Paperone (con risposta)
ra i libri profani, il testo
per sette euro
sacro è Canto di Natale
Rosso «carità»
(1843) di Charles DicNel 1965 l’Ufo
Natale si vuol comunikens. Gli dobbiamo il
tra poesia
care. Nel 2000 in Italia,
film stupendo La vita è meraavvistato
ci fu il boom di sms: 70
vigliosa (1946) di Frank Capra;
e marketing
milioni di auguri. Alle
e zio Paperone, l’avaro dal cuoda Gemini 6
re d’oro, figlio dello spirito del Poste di Rovaniemi, in Lappo-
T
P
erché il rosso è il colore
sociale del Natale? Così
è il mantello, rosso color carità, di San Nicola,
vescovo di Mira, vissuto nel IV
Natale presente, passato e futuro in versione Disney: in inglese si chiama Uncle Scrooge, da
Ebenezer Scrooge, il personaggio di Dickens che Carl Barks,
messaggio del 16 dicembre
1965 di Wally Schirra al centro
di controllo: «Houston, abbiamo avvistato un oggetto volante in orbita intorno alla Terra,
che sembra essere in procinto
di rientrare...». Poi Wally rivela
la natura scherzosa del falso avvistamento Ufo suonando, con
una armonica, Jingle Belles.
Canzone sullo scampanellare
di una slitta, scritta originariamente da James Pierpont
(1857) per il Giorno del Ringraziamento. Tra le più cantate a
Natale, la prima a esser cantata
nello spazio. Da umani.
A
nia, dove i finlandesi hanno
stabilito via Santa Claus (c’è anche una live cam), sono arrivati
15 milioni di lettere da 198 Paesi, dal 1985 a oggi. Pagando 7,9
G
emini 6 è stata la prima
navicella spaziale ad
attraccarne un’altra,
Gemini 7. Questo il
Milioni di droni
per rottamare
slitta e renne
P
rima o poi i droni prenderanno il posto della
slitta con le renne.
Amazon e Ups puntano
sui robot fattorini-volanti. La
società italiana Italdron, per il
2014, ha realizzato un video in
cui Babbo Natale consegna i regali con un drone. Quanti droni
servirebbero per consegnare
tutti i regali? Per la rivista americana Kernel, 80 milioni. Uno
scenario da Blade Runner di
Philip Dick, per cui vien naturale chiedersi: ma i droni sognano renne elettriche?
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Pp
32
Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
TEMPI LIBERI
Verso il Natale
La moda per lei e lui
Pensierino
I guanti lunghi
oppure tagliati
modello blogger
l guanto è l’oggetto che fa la differenza nell’eleganza, ragionava Laura
Lusuardi di Max Mara. I nuovi guanti sono lunghi sul braccio ora riproposti
anche in lana con perline, perfetti per rendere speciale un look dopo il
tramonto. Per un dono più easy si può optare sul guantino tagliato,
lanciato dalle blogger che vogliono avere le dita sempre pronte per i loro
touch screen. Sul sito di Sermoneta se ne trovano di tutti i prezzi (questi
azzurri costano 55 euro). Piccola avvertenza: i guanti non sono un dono per
le giovani, sottolineava sempre Lusuardi. «Magari vi diranno anche che sono
belli, ma poi li scorderanno in un cassetto». E se proprio vi va di rischiare,
fatelo sorprendendole con un paio dal gusto punk.
I
Prepagato
Sostenibile
La forma è tutto
Dall’uovo
al diamante
Tutta la maglia
da mettere in testa
E l’«orsetto»
egalare un cappotto
a Natale? Sì, se il
capo più classico
dell’inverno viene
inteso come un messaggio
di calore e protezione da far
arrivare alla persona che lo
riceverà. Il cappotto deve essere
ovviamente accompagnato da
un biglietto personalizzato
perché i doni generici,
consumistici, hanno esaurito la
loro era. Ma il capospalla non è
un dono facile. Deve interpretare
lo stile della persona a cui è
indirizzato. Colorato come questi
di Benetton (da 99.95 a 139
euro) è giovane e trasmette
gioia, a patto, però, che la
figlia/sorella/fidanzata sia di
natura ottimista. Se il dono utile
ha un costo impegnativo è
concesso acquistarlo in jointventure con genitori e amici,
prevedendo una partecipazione
equa. Propone cappotti di
Mohair rossi e quindi
beneauguranti, anche Max & Co.
— a forma diamante (a uovo,
anche rosa baby, 399 euro) o
doppiopetto a vestaglia chiuso
da cintura in pelle in lana Mohair
o con cintura (599). Per chi
proprio non se la sente di
rischiare sulla scelta, da H&M si
può regalare la gift card, la carta
prepagata di qualsiasi importo.
a maglia è calda avvolgente
ed è sempre un dono
gradito da trovare sotto
l’albero. Calda e morbida
trasmette subito un messaggio
di tenerezza. L’accessorio
dell’inverno è la cuffia, bellissima
nei colori naturali. Non c’è più
tempo per auto-produrla (a
meno di essere espertissime) e
quindi non resta che andare a
caccia per tempo delle occasioni
in cashmere sui siti e-commerce
e negli outlet. Di gran tendenza e
donanti quelli morbidi (mai
troppo aderenti) nei toni naturali
(attenzione alle misure, troppo
spesso sottovalutate). Sono
color antracite quelli di N. 21
(150 euro, con perle applicate),
Diane Von Furstemberg (con le
stelle, 55 euro ) e Dolce &
Gabbana (195 euro): su
thecorner.com. È in lana beige
con i campanellini come i
cappelli degli elfi quello di High.
In alternativa si può optare per le
fasce per capelli in lana colorata
di Missoni (115/120 euro). A
proposito di maglia, sarà
certamente apprezzata la giacca
orsetto grigia o nera con
paillettes in alpaca di Falconeri
(297 euro), da indossare subito
nelle notti di festa. La griffe
italiana incontra la tradizione
millenaria del Perù e fa realizzare
una capsule di capi morbidi dalle
artigiane della Familias de
Artisanas Maria Auxiliadora,
cooperativa che permette alle
ragazze più povere di lavorare a
casa, conciliando il tricot con la
cura dei figli, della casa e della
terra. In alternativa, sempre
Made in Perù, c’è il collo intreccio
(69 euro) in Alpaca e Mohair.
Mohairr.
Eh sì, la sciarpa classica
a è un
n
po’ superata. La più nuova
ova
a si
si
mimetizza con le maglie.
ie. O
decora come una colletto.
tto.
Di gran tendenza il collo
o
in pelliccia, a patto che
non ferisca mai la
sensibilità animalista
del destinatario.
R
Costoso
I colori giusti, granato, militare o caramel
utto lo vogliono, perché rappresenta il viaggio. Lo zaino è
l’accessorio unisex che mette d’accordo uomini e donne,
ragazzi e adulti. Prada riedita il suo classico che fece storia
negli anni Novanta. Oggi c’è anche la versione più lussuosa in
pelle di vitello nell’originale color granato, militare e caramel (1.430).
Lo zaino è l’accessorio più nuovo che spopolerà nella primavera
estate assicurano i produttori. Bellissimi quelli da uomo anche in
versione multitasking (le bretelle scompaiono e diventa borsa, sacca,
e pure cartella). Quella dei maschi per gli zaini è una vera passione.
Perché, spiegano i pellettieri, asseconda il desiderio di infilare le cose
dall’alto.
T
L
Un abito o un pezzo di stile
Cuffia o felpe funzionano
Il criterio per scegliere? Sapere che si regala anche una parte di sé
S
Buono
Mono orecchino
e l’orologio
che aiuta la ricerca
l gioiello è il dono femminile
per eccellenza. Il
monorecchino asimmetrico in
resina d’ispirazione tribale di
Dior si conferma uno degli
oggetti del desiderio del 2014: la
perla piccola poggia sul lobo
anteriore e quello più grande
spunta dalla parte posteriore.
L’originale costa 280 euro
(www.dior.com) ma con lo
stesso concetto si trovano
ovunque, dalle bancarelle alla
bigiotteria più sofisticata (a
partire da 5 euro). Sono venduti
in coppia e l’avvertimento è di
regalarne sempre solo uno, pena
sembrare antichi/e. Da Pandora
i doni più gettonati sono gli
anellini (da 39 euro). E torna in
auge anche l’ orologio, un
segnatempo da cui far partire la
misurazione di una svolta delle
nostre giornate. Per chi vuole
unire dono e solidarietà, Rosato
lancia l’iniziativa Pink is Good,
dedicato alla ricerca e alla
prevenzione per sconfiggere il
tumore al seno. Per tutto il mese
di dicembre devolverà parte del
ricavato alla Fondazione
Umberto Veronesi.
I
econdo il filosofo Marcel Mauss il dono è uno
dei modi più comuni e
universali per creare relazioni umane. «Quando si fa
un regalo non si offre soltanto
un oggetto — ricorda Mauss —
ma si regala anche qualcosa di
sé. Ecco perché è giusto attivarsi per tempo, assaporando l’attimo in cui si viene colpiti da
un oggetto che subito ci ricorda la persona a cui lo vogliamo
donare. Perché scegliere un
dono di moda in questo Natale
complicato?
Perché un abito o un accessorio
azzeccati possono essere un re-
galo molto meno voluttuario e
di altri generi. I pezzi scelti qui
dalla Redazione Moda del Corriere della Sera sono tutti (o
quasi) di uso quotidiano. A
partire dal cappotto da donare,
però, solo a qualcuno a noi
molto vicino, indagando con
discrezione per carpirne i gusti. Perché si tratta di un regalo
importante.
Le ragazze amanti dei piercing
si divertono a regalarsi gioiellini originali, come il monorecchino con la doppia perla che
sembra un errore perché quella
grande sta dietro.
Meglio evitare di regalare un
paio di guanti alle teen ager, a
meno che non siano particolari, come quelli con le dita tagliate perfette per lasciare i polpastrelli liberi di sfiorare il touch screen.
In compenso, un paio di guanti
lunghi come quelli delle dive
sottolineano subito l’eleganza
di chi li riceve. Per trasmettere
il calore, l’affetto, la tenerezza,
nulla di meglio di una maglia,
meglio se solidale. In questo
inverno l’accessorio di tendenza femminile è la cuffia: il consiglio è di misura, optando per
un modello comodo e da colori
naturali, donanti. Ma anche
una maglia insolita, come una
cappa orsetto un po’ lurex, sarà
gradita.
Per l’uomo, a seconda del prezzo, e partendo dall’alto si va dai
giacconi che mescolano materiali diversi (lana e montone,
cashmere e seta) alle felpe con
cappuccio («hoodie»), agli
shorts per chi ama correre (sono tanti i materiali tecnici: difendono da acqua e freddo, sono catarifrangenti). E per chi
vuole portare un po’ di eleganza sul cuore? Un bel fazzoletto
da taschino.
M. T. V.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Cult
La sneaker «multiforme». Anche da sera
ella classifica del capo d’elezione
del 2014, la sneaker si aggiudica
certamente il primo posto. È
l’oggetto che ha conquistato tutti
e che meglio rappresenta questa era
salutista. Non c’è griffe che non stia
investendo sulla scarpa da ginnastica
diventata un vero oggetto di culto.
Soprattutto dopo che Karl Lagerfeld sulle
passerelle di Chanel le ha messe ai piedi
delle sue modelle in lussuosissimi abiti
couture. Un dono di gran tendenza,
dunque, che si offre a mille suggestioni. Il
marchio americano Asics celebra le
vacanze con tre edizioni speciali ispirate
al lamé (da 110/125 euro). Il design della
prima Gel Saga (dalla tecnologia Gel) è
un omaggio a Babbo Natale e alla sua
N
divisa, con la parte superiore rossa
(camoscio sintetico ed ecopelle), la suola
bianca e le strisce nere che rimandano
alla cintura nera di Santa Claus. Costano
130 euro le Nike 90 euro le Converse alte
camouflage su net-a-porter.com. Ma
impacchettare sotto l’albero ci sono
anche quelle in tweed e tartan nei toni
del rosso, basse o alte alla caviglia. In
commercio c’è anche la versione in
tweed rosso. Tutte ricamate a fiorellini e
quindi romanticissime quelle che René
Caovilla propone per la primavera.
Ambitissime quelle di Dior nere con i fiori
indossate con la gonna fluttuante al
polpaccio color grigio perla (Dior.com).
Un look sciccosissimo da copiare per le
feste.
Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
TEMPI LIBERI
Buono
l mondo immaginario dei bambini è al centro del
progetto benefico di Marni: Consuelo Castiglioni
torna a sostenere l’infanzia con una nuova
edizione, natalizia, del progetto «My own world»
(foto a sinistra). T-shirt e spille che propongono la
creatività di bambini provenienti da tutto il mondo
— da Bogotá a Finale Emilia, da Nairobi a Tokyo.
Il ricavato delle vendite (esclusivamente nelle
boutique Marni) sarà devoluto alle scuole e
associazioni che hanno partecipato al progetto.
I
T-shirt e spille
che difendono
gli oceani
Costoso
Cult
Come «mixare» i materiali preziosi
Quando anche
il taschino racconta
storie
l peacoat? Un classico
co
maschile. Il montone?
Bello,
e? Be
ello
o,
ma «difficile». Dolce
e&
Gabbana hanno creato
ato
to
o
un peacoat in panno dii
lana con il collo di
montone: fit over con
martingala, tripla
tasca con pattina,
collo e paramontura
in montone (2450
euro, nella foto a
fianco). Gucci invece rivede
vede
ede
d ill
de
cappotto doppiopetto, tra lana e
pelle, così: feltro di lana nero,
revers a lancia doppiato con
pelle sfrangiata, fodera in seta,
tasche frontali con pattina e
bottoni in corno (2800 euro). E
da Corneliani il giaccone grigio
«mixa» cachemire, lana e seta,
con fodera in tessuto tecnico
(950 euro)
I
Carol Lim e Humberto Leon di Kenzo hanno
firmato un’edizione limitata della maglia Tiger in
«Blu Blue Marine» per contribuire alla difesa degli
ecosistemi di Georgia del Sud, Isole Sandwich
Meridionali e Antartico.
E alla Rinascente, il 13 e 14 dicembre, i clienti
potranno all’atto dell’acquisto fare una donazione
a Fondazione Pangea Onlus e Rinascente per ogni
euro donato ne aggiungerà uno per l’associazione
che aiuta le donne vittime di abusi
i sono quelli di
cotone/seta,
morbidissimi, di Brunello
Cucinelli, double face con
fantasia galles e fiori (120 euro
l’uno). Oppure quelli con animali
selvaggi, fiori astratti, brani di
poesie e liriche di canzoni,
uomini-acrobati in equilibrio sul
filo (come quelli di Massimo Alba
nella foto qui sotto:
tto: la scatola
scatola da
da
sei fazzoletti costa
sta
219 euro ). Perché,
hé,
anche con un semplice
mplice
e
fazzoletto da taschino,
schino,
o,,
appoggiato sul
cuore, un uomo
può raccontare
una storia.
C
Prepagato
Le calze Fair Isle,
classico scozzese
«aggiornato»
negozi Gap e Banana Republic
offrono ai clienti «gift card»,
tradizionale sistema reso
popolare dagli americani che
permette in modo assai
pragmatico di non regalare un
articolo ma un buono «caricato»
con una certa cifra che permette
al destinatario di acquistare ciò
che preferisce. Gap propone per
esempio una bella versione dei
classici calzettoni «Fair Isle», la
lavorazione scozzese che si
addice perfettamente al clima
natalizio. Quelle della foto a
sinistra ( 60% cotone, 38%
poliestere e 2% Elastan, con
punta e tallone rinforzati)
costano 11,95 euro al paio.
Banana Republic invece offre a
14 euro al paio i classicissimi
calzettoni a scacchi «argyle» —
grigio ferro o color salsa di
mirtilli rossi, quella delle festività
natalizie americane (36% nylon,
28% rayon, 18% poliestere,
15% cashmere, 3% elastan).
I
Pensierino
I pantaloncini «tecnici» anti-freddo
ddo
o
ethos del corridore lo rende immune ai
fenomeni metereologici, e anzi la pioggia o
il freddo rappresentano spesso una
motivazione in più. Gli shorts da corsa sono
il capo che un «runner» riceve sempre con piacere:
magari la scelta della scarpa è soggetta a varie
specifiche tecniche difficili da azzeccare per chi fa il
regalo, ma lo short è sempre ben accetto. I prezzi
sono generalmente umani: nella foto qui sotto, lo
short da uomo, della collezione Puma modello
«Pure NightCat» è caratterizzato dalla tecnologia
altamente riflettente «visiCELL» e dagli inserti 3M
per garantire la massima visibilità in condizioni di
poca luce (40 euro). Innovativa (e più cara) la
collaborazione tra Nike e il designer
Jun Takahashi che ha
prodotto la linea Gyakusou:
i classici short blu navy con
il marchio (tre tasche con
zip e pouch posteriore)
costano 90 euro. Ma la
nuova collezione «Nike x
Undercover Gyakusou
Holiday 2014» ha
lanciato l’idea del capo
unico, i «Men’s Utility
Long Tights»,
combinazione di
shorts e tights che
elimina il fastidio di
dover indossare
due strati per
correre
(nike.com/nikelab)
L’
33
Sostenibile
La felpa (di Pharrell Williams) che ricicla la plastica
elpa con cappuccio, cioè «hoodie», capo
amatissimo dai giovani, pratico e di chiara
ispirazione «street». Con un bonus di
sostenibilità se si parla di quelli della nuova
collezione «Raw For The Oceans» curata da G-Star
Raw da Pharrell Williams in collaborazione con
Bionic Yarn e Parley for the Oceans. Tessuti creati
dal riciclo dei rifiuti plastici presenti negli oceani; la
linea invernale di G-Star Raw, che si concentra sul
denim scuro, con capi che comprendono un’ampia
gamma di finiture, che vanno dal classico raw
denim, alle moderne versioni semi-opaco o lucido
F
raffinato. Le due felpe qui sopra —
con cappuccio e grande stampa
grafica in feltro sul davanti, il
polipone «testimonial» del
progetto, in blu e in nero — sono
fatte per il 72% di cotone e per il
28% in Bionic Yarn (99,90 euro).
Pharrell ha realizzato una versione della sua
canzone «Happy» dedicata a questa capsule il cui
motto è «Happy Life. Happy Human Beings. Happy
Oceans», «Vita felice, esseri umani felici, oceani
felici».
34
Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
TEMPI LIBERI
Verso il Natale
Moda per lei e lui/giovani
Costoso
ra i bracciali, quello dei desideri è
l’ultimo neonato in casa Tiffany, il
«T». Dai 940 euro quello basico in
argento a duemila e rotti quello in
oro bianco e diamantini.
Ma attenti a non contarci troppo: c’è una
lista d’attesa lunghissima. Le alternative
non mancano, naturalmente, però i
bracciali sono più trendy (e graditi) degli
anelli.
F
Braccialetti,
il prezioso «T»
e tutti gli altri
Cult
Prepagato
Lo stivaletto che fa il sandalo
o stivaletto-sandalo, con le fibbie e che
lascia scoperta la caviglia è la scarpa cool
del momento fra le ragazze. Vagamente
punk o rock o heavy metal o biker. Il tacco,
solitamente, grosso e di cinque centimetri.
Nella foto un modello di Zara a 39.95 (con una
carta prepagata risolto anche problema del
numero), ma è possibile spendere meno
(anche cercando on line) e anche di più, molto
di più. Il colore più gradito,perché nelle alzature,
se non sono sneakers, i giovani non osano, è il
nero nella certezza che va con tutto e per tutto:
sotto un leggings sportivo o la gonnella corta
ed elegante. L’altra scarpa «giusta» da mettere
sotto l’albero: la stringata maschile. Una
Church’s (dalle 270 euro) ma anche sotto i 50
euro se ne trovano. Sneakears, naturalmente
gradite, le introvabili Stan Smith,
h, da 95
euro. Ricordarsi che quando si regala
un paio di scarpe bisogna farsi dare
una monetina.
L
Sostenibile
E’ pelliccia vera, però riciclata e rimontata
un regalo d’affetto oltreché di riciclo. La vecchia pelliccia
(della mamma o della nonna) smontata e rimontata sul KWay. Costo dell’operazione: quello della giacca a vento
basica più la fattura del tutto (taglio e cucito), dai 400 euro
in su e un paio di settimane per la consegna. Detto questo: il
giubbotto è il capospalla che piace alle ragazze in questo momento.
Lo scorso Natale era il parka, tre quarti, con cappuccio rifinito di
pelliccia, quest’anno è il bomber: corto e (se non è riciclata come
sopra) foderato di pelliccia rigorosamente ecologica. Colore verde
militare ma anche grigio. Sono gradite anche le felpe double con
all’interno ancora il peluche. Possono partire anche dai 20 euro.
E’
Anni Sessanta,
Un pezzo unico
serve a tutto
abito piace alle ragazze
perché risolve: un pezzo
unico che non ha bisogno
di sopra e sotto e, specie
in questi periodi di feste e
festine, aiuta. Cortissimo,
naturalmente, leggermente
svasato che è la nuova linea.
Vagamente anni sessanta. Mai
aderente: insomma, il classico
tubino è un po’ datato, almeno a
questo giro.
Non ci sono limiti né in basso né
in alto sul prezzo. Qui un modello
«festaiolo» in pizzo garzato di
Twin Set Simona Barbieri a 191
euro, ma nei mercati e nel fast
fashion, con un po’ di gusto, si
possono trovare per qualsiasi
tasca. Reggono ancora le
gonnelle svasate, ma sono state
il regalo cool dello scorso Natale,
quindi attenzione, a meno che la
ragazza non sia cresciuta
troppo. Il colore è più gradito del
nero quest’anno: il rosso
significa già capodanno,
comunque, meglio stare su tinte
più sfruttabile come il bordeaux
per esempio, gradazione cool
(anche lei) della stagione. Finita
la moda dei leggings sotto il
vestito, quindi o calze o niente.
Così se il budget lo consente,
sono graditi i collant in abbinata:
essendo la gonna così corta
hanno il loro peso.
L’
Vestiti corti, borse piccole
Ragazzi, vince il tecnico
Il trucco: annotarsi le richieste e «interrogare» gli amici
I
Pensierino
Perché il tempo
rimanga colorato
L’orologio-Mika
strano il rapporto dei
ragazzi con il tempo e
dunque con l’orologio.
E’ facile che non lo
indossino
neppure, almeno
indo
sino
sino a sedici/diciassette
anni.
ann Poi inevitabilmente
sono
costretti a fare i conti
s
con
c uscite e rientri. I
cellulari, a dire la
verità, hanno
contribuito a fare
perdere l’abitudine di
indossare «per forza»
l’orologio. Però tant’è
può succedere che ne
abbiano davvero
bisogno
perché
b
nessuno ha più pensato a
regalarglielo. Per tradizione con
uno Swatch è difficile sbagliare:
nella foto il modello appena
uscito disegnato da un idolo dei
teen, il cantante pop Mika.
Prezzo doppio: 130 euro quello
ad edizione limitata (999 pezzi)
e confezione ricercata e 55 euro
quello più basico.
E’
l problema non è tanto cosa
regalare al figlio/figlia adolescente, quanto scegliere
dalla lista (infinta) che tutti
i giorni gli under venti sciorinano rientrando a casa. Che sia
la ricarica del telefono/Ipad
che hanno consumato quindici
giorni prima della fine de mese
(a proposito, anche una bella
ricarica potrebbe essere il regalo giusto) o la t-shirt vista e che
«costa-poco-dai-mamma» o la
felpa o il jeans o il cappello che
hanno perso per l’ennesima
volta, o il portafoglio, o la messenger «che è più comoda dello zaino». C’è sempre una scusa
per chiedere. Il segreto è annotare i «graditi» e per un paio di
settimane tenere duro. Una cosa va detta: l’età non è ancora
quella del superfluo e quindi è
facile che il dono utile sia più
gradito del superfluo.
Attenzione anche ai cambiamenti. La nipote che sino a ieri
amava tanto il pigiama con
Hello Kitty magari è cresciuta e
anzichè infagottarsi nel tutone
sogna un paio di leggings o di
pantaloni jazz. Non è comunque difficile indagare, osservare, capire. Un regalo ha bisogno del suo tempo, la fretta
non aiuta. Idem nel meccani-
smo fra giovani.Tu, amica, sai
quello che desideri, e quasi
sempre è quello che vuole la
tua compagna di banco. Mentre fra maschi, il rito dello
scambiarsi i regali Natale con
tanto di baci e gridolini e
«tvb», non si usa: un problema
in meno. Ma fra lei e lui sì.
Quindi, il consiglio, è rivolgersi
agli amici/amiche a parti invertite per carpire i desiderata.
Orecchiando in quel mondo
di tante richieste e belle speranze quindi le ragazze, nonché giovani donne, adorano gli
abiti corti; i bomber/parka/
giubbotti; i tronchetti; le borse
piccole; i bijoux (il bracciale
dopo l’anello dello scorso Natale).
E se modelli, colore e taglia
sono un problema: una bella
carta prepagata (le propongono ormai ovunque e sono comode anche per gli acquisti on
line) e passa la paura. Per i ragazzi, nonché giovani uomini,
il digitale la fa da padrone ma
felpe e cuffie di lana, giubbotti
e jeans sono regali «sicuri», se
poi tecnicamente avanzati (antipioggia, antivento, anti chissà-che-cosa) meglio ancora.
Pa. Po.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Buono
Le shopper o il portafoglio-tracolla
ra i regali «buoni» capita che siano le borse ad esserlo più di
tanti altri. Spesso le shopping bag di tela perché sostengono
questa o quella causa, diventandone un piccolo manifesto
itinerante. Alle ragazze piacciono e molto. Ci portano i libri o le
usano per andare a fare sport. Divertenti e, nel caso, «buone» le
creazioni «Gatti Galeotti», griffe dietro la quale ci sono le detenute
della Sartoria San Vittore: shopper a partire da 15 euro. Fra l’altro una
diversa dall’altra. Grandi ma anche piccole, pochette, che è il nuovo
formato, giusto la capienza per un cellulare: qui accanto nella foto
una serie da 25 a 30 euro.
Le ragazze le indossano molto volentieri a tracolla , specie per la
discoteca. Le irraggiungibili, a parecchi zero, sono le griffate da
Chanel a Stella McCartney e Celine o Prada o Louis Vuitton. Ma
ovunque ci sono alternative ad effetto ma a prezzi più giovani. Nei
magazzini del fast fashion ne arrivano in continuazione a rotazione.
Di pelle ma anche eco pelle. Piacciono con le borchie o matelassè La
catena a decoro. C’è anche il portafoglio-porta cellulare che si
trasforma per l’occasione in tracolla, lanciato qualche mese fa, da
Dolce e Gabbana e già diventato un must have, in due versioni più o
meno mignon.
T
Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
TEMPI LIBERI
Cult
ncredibile ma vero, l’anello è il regalo cult fra i
diciottenni/ventenni (maschi). Anche perchè
spesso ne portano più di uno e neppure troppo
discreti. Con le iniziali (retaggio dello chevalier)
ma anche con teschi o stemmi o simboli fatti ad
hoc. Qui nella foto un «classico» di Nove25, griffe
super cool di gioielli d’argento, partita da Milano e
arrivata anche a Roma proprio ieri sera con
l’inaugurazione di un negozio: 110 euro, ma ci
sono anche modelli più o meno cari. Per
I
Anelli-simbolici
Da personalizzare
con le iniziali
Pensierino
personalizzarli è quasi già tardi. Da segnalare
l’anello da pollice! E come suggerimento, il
consiglio è piuttosto una misura in meno perchè
allargare un anello è più semplice che stringerlo.
Nomi e iniziali continuano ad essere fra i più
apprezzati dai ragazzi. Non solo per fedi e fedine.
Vanno molto anche i bracciali (i Nomination per
esempio, sono ritornati) d’argento e d’oro, ma pure
di cuoio scuro e nella versione a «polsino», quindi
un po’ più alti e rock.
Sostenibile
Rosso fuoco
e magari di pile:
tendenza rap
a cuffia è il regalo
pensierino che sarà più
apprezzato perché per
molti ragazzi sono
diventate come la coperta di
Linus: mai senza. Spesso i
professori si lamentano del fatto
che non se le tolgono neppure in
classe. Retaggio, anche in città,
di cultura rap e moda da
snowbordista. Qui un più allegro
berretto di Napapijri (35 euro)
rosso fuoco di lana. Ma le
versioni di pile o doppiate pile
sono più che gradite: alla
Decathlon ne esistono parecchi
a partire da 4 euro e 50 con
offerte
varie.
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v
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e. IIdeali
de per i regali fra
compagni
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n
35
Con il telone del camion
l riciclo è la nuova e infinita frontiera della
moda sostenibile. Abiti che diventano altri
abiti. Ma anche materiali che sino a ieri erano
altro che oggi sono una maglia, una collana,
una borsa. Ecco per esempio le messanger di
Freitag, a partire da 140 euro. La storia bella è
quella di una azienda svizzera che qualche anno
fa si è messa a fare accessori (borse e zaini e
portafogli) riciclando i teloni dei camion.
Colorate e stampate sono sempre pezzi uno
diverso dall’altro per via dei tagli sulla tela.
L’universo maschile giovane ama le
messenger che sono le borse da postino,
tornate alla grande, per i libri ma anche per
lo sport. Comode per moto e bici, ma anche
per andare in giro a piedi. Molto resistenti, fra
l’altro, a pioggia e pesi.
I
L
Prepagato
Un piumino (anche) da
a tasca
a Gap ma non solo. Un po’ ovunque
vunque con
una carta prepagata, alla fine,
e, si risolvono
non pochi problemi di taglia e colore e gusti
ed utilità. Per esempio con 50
0 euro non è
così impossibile riuscire a pensare dii poter
regalare uno di quei piumini leggerissimi
ssimi che si
appallottolano e possono stare in una
na tasca e
borsa e all’occorrenza essere indossati
ati sopra
o sotto qualsiasi cosa. Concetto complicato?
mplicato?
No, semplicemente una funzione d’uso
uso
entrata nel costume. Per esempio ai ragazzi
piace indossarli con il giubbetto di jeans
ans che
altrimenti d’inverno non potrebbero
indossare perché troppo leggero, mentre
entre
invece raddoppiando con il piumino sì. Qui
un modello leggerissimo di Seventy,, da 154
euro.
D
Buono
Regalare un sogno
ad altri under 20
pieni di desideri
erchè non una donazione
«a nome di» fra i regali
buoni? Scontato? No, non
a Natale, dove ci sono
nastri e carta e un po’ meno
cuore. Magari per aiutare
qualcuno che ha la stessa età o
la stessa passione: uno sport, un
cantante, un hobby, un sogno.
Make a Wish
(www.makeawish.it),
l’associazione che si occupa di
esaudire i desideri di bambini e
adolescenti ammalati, per
esempio, ha, nel mese di
dicembre aperto la
sottoscrizione speciale per
Natale di cento euro. Le storie e i
desideri sono tanti: per esempio
c’è Pasquale che vuole andare a
trovare Santa Klaus (sarebbe il
sogno più urgente) e c’è Nicolò
che sogna una
carrozzina per giocare
ad hockey. E sotto
l’albero potrebbero
quindi esserci già
anche le fotografie dei
desideri realizzati e una
lettera che racconti il
giorno speciale vissuto
dai piccoli protagonisti.
P
Costoso
I jeans? Scurissimi e anti pioggia
e deve essere jeans, sia, ma scuro, scurissimo. Primo lavaggio
come lo chiamano in gergo. Un po’ rigido, per questo. Ma è
questo il denim di tendenza da regalare e che sicuramente
molti under 20 non hanno ancora nel guardaroba fra gli
slavati e laserati degli ultimi anni. E fra le Roll’s Royce del jeans Diesel
lancia per Natale addirittura il Rainbloch fatti con una tela denim
capace di «fermare la pioggia». Il cinque tasche ma anche il giubbino:
più di 400 euro solo per il primo. E’ il regalo costoso, anche per il
genere, ma indiscutibilmente originale per via del fatto che l’inverno
in moto o scooter potrebbe finalmente essere meno bagnato! Nel
caso la cifra fosse troppo per un jeans adolescenziale, stando fermi
sui lavaggi scuri che fanno sempre un po’ più elegante per la gioia del
parentado, c’è solo l’imbarazzo della scelta, in prezzi e forme. Su
quest’ultime qualche aggiornamento: finita l’era dell’over size, mai
(per fortuna) sorta quella dello skinny per l’uomo, il jeans è tornato
ad essere «in taglia»: giusto, insomma. Vita bassa, ma non troppo.
C’è una versione “felpata” che comincia a farsi strada: è tessuto felpa
che sembra jeans. Molto comodo e confortevole. Ci stanno
lavorando da parecchi anni un po’ tutti e si può indossare come una
tuta da jogging.
S
36
Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
TEMPI LIBERI
Buono
Verso Natale
Cofanetti e saponi
Il burro di karitè
del Burkina Faso
Guida al benessere
quo e solidale. L’Occitane dal 1989 è impegnata a
sostenere le lavoratrici del Burkina Faso impegnate nella
produzione di burro di karitè che l’azienda francese
utilizza per la produzione di diverse linee. Acquistando
questo sapone delicato (2 euro) tutto il ricavato va a Ong Orbis
impegnata nella cura e prevenzione della salute oculare in Paesi
in via di sviluppo. Lierac, invece, sostiene la ricerca della
Fondazione Veronesi. Per il Natale sono stati realizzati cofanetti
della linea uomo con prodotti per la beauty routine tra cui la
rasatura ma anche idratanti e rivitalizzanti (da 21 euro).
E
Sostenibile
Cult
Pensierino
Una doccia di energia
Per allenarsi
Una borsa
molto speciale
Un po’ marinaio
o sofisticato
Ecco due idee
n Liguria, tra gli
ulivi secolari
viene formulata
a
Linea
Mediterranea che
si prende cura del
benessere
co
or
orpo
or
quotidiano di viso e corpo.
Per chi ha bisogno di una
pausa energizzante c’è il
Bagno Doccia al Pino
Marittimo, che è privo di
parabeni e di sostanze
coloranti (5,50 euro).
Sostenibilità è la filosofia di
Aveda che utilizza energia
rinnovabile e pack riciclabili
oltre che ingredienti naturali
e a basso impatto. Per lui c’è
una linea completa per viso,
corpo e capelli, anche in
versione natalizia come il
Set Hair Care (45,50 euro)
I
hi è attento al proprio
fisico non si perde gli
ultimi attrezzi per
an
n
l’allenamento. Bulgarian
Bags sono delle «borse»
realizzate in pelle ed imbottite
con lana e sabbia in modo da
avere esattamente il peso
voluto. Consente un
allenamento efficace dei muscoli
della parte superiore e inferiore
del corpo (250 euro).Technogym
presenta Wellness Bag che
racchiude piccoli attrezzi da
portare con sé, in viaggio come
in vacanza, per poter avere
sempre a disposizione, in ogni
occasione, il set per allenarsi
(295 euro
www.technogym.com)
C
Prepagato
Costoso
Un viaggio nella Spa
Così si (ri) diventa belli
Il kit per super raffinati
affinata composizione proposta
da Acqua di Parma. Setole di tasso
per il pennello realizzato a mano
con legno wengè e rasoio hi-tech
Deluxe Stand (480 euro). Per gli esigenti,
il nuovo Ambretta Peruviana della
collezione essenze Ermenegildo Zegna:
cultura sartoriale e ingredienti ricercati
(200 euro in boutique e selezionate
profumerie)
R
na pausa wellness è la proposta
Boscolo Gift con cofanetti che
racchiudono un voucher da
utilizzare in oltre 100 Spa
selezionate (da 69 euro
ww.boscologift.com). Recuperare dopo gli
stravizi natalizi? Il Kit Isonutrietica del
centro Mességuè è il programma dietetico
semplice da seguire e dotato degli strumenti per
ritrovare la taglia perfetta (95 euro in farmacia).
U
GUARDIAMO OLTRE
PERCHÉ QUALCOSA
C’È SEMPRE.
BETTER STARTS NOW
RADIOCONTROLLATO
PRECISIONE ASSOLUTA
SISTEMA ECO-DRIVE
ENERGIA INESAURIBILE
SUPERTITANIUM
IL PIÙ LEGGERO, IL PIÙ RESISTENTE
L’orologio riceve, con trasmissione via onde
radio, il segnale generato da un orologio
atomico: la sua precisione ha una tolleranza
di 1 sec. ogni 10 milioni di anni.
Basta una minima esposizione alla luce
naturale o artificiale per accumulare
una grande quantità di energia e garantire
il funzionamento dell’orologio, senza pila.
Molto più dell’acciaio e del normale titanio,
sia per leggerezza che per resistenza
alla corrosione e all’usura: il Super Titanio
viene utilizzato anche nell’industria aerospaziale.
l marinaio è salito di grado, è
diventato capitano. Le Male
iconica fragranza di Jean Paul
Gaultier conserva le sue note
ma cambia abito e si presenta
con le strisce dorate (82,78
euro). Pratica le Travel -bag
firmate Collistar-Piquadro che
racchiudono l’occorrente per la
beauty routine per lui attento ed
esigente (da 31 euro) disponibile
con tre proposte legate al tipo di
pelle. Per un lui sofisticato la
fragranza Cuir Cannage di Privé
Dior, bouquet sfaccettato con la
dolcezza floreale e densità del
cuoio (da 210 euro)
I
Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
TEMPI LIBERI
Sostenibile
ccordo Arancio è l’elegante beauty box
L’Erbolario ispirata a tre frutti di questo
colore: mandarino, arancia amara e
alchechengi, dalle proprietà antiossidanti,
elasticizzanti e tonificanti. Gli attivi si ritrovano nei
trattamenti dell’intera linea per viso e corpo e le
confezioni regalo si possono personalizzare
scegliendo tra i vari prodotti (67,57 euro la
composizione in foto). Lusso ecologico anche con
«La Source Mugler». Un’innovativa e particolare
fonte per ricaricare il proprio flacone vuoto sul
punto vendita con le fragranze Angel o Alien. Un
gesto che alla maison definiscono «estremamente
chic» ma nello stesso tempo permette di far
risparmiare dal 30 al 40 per cento il consumatore
oltre a ridurre l’impatto ambientale legato al
packaging. Si è calcolato che negli ultimi due anni,
con le ricariche di queste due fragranze, sono stati
risparmiati a livello mondiale oltre 2.300.000, una
cifra importante (da 30 euro ogni ricarica)
A
Lusso ecologico
Perché investire
sulle «ricariche»
37
La crema sì, ma su misura
Operazione beauty case
La regola per puntare sui prodotti cosmetici: siate originali
M
usa dallo stile ricercato. Diva dal fascino
retrò, Marion Cotillard, premio Oscar
per «La vie en rose», è un’icona
di moda e di bellezza. La rivista
statunitense People l’ha indicata come una delle donne più
imitate del pianeta per le sue
scelte di eleganza mai banali,
per la forte personalità e per
l’allure sofisticata che le regala
un fascino intramontabile. Ma
l’attrice francese è considerata
anche vicina alle donne comuni, per caratteristiche fisiche e
modo di vivere. Le sue scelte
beauty? Audaci ed eleganti. Come i capelli raccolti alla maniera vintage, i rossetti color borgogna e gli eyeliner dal sapore
Cinquanta. Spesso è al naturale, quasi dismessa, come nel-
l’ultimo film «Due giorni, una
notte», in questi giorni al cinema, nel quale interpreta il ruolo di un’operaia licenziata che
lotta per riavere il suo posto di
lavoro.
E qual è l’oggetto più misterioso per un uomo? Il beauty
case. «Cela i più reconditi segreti», raccontava lo stilista
francese Yves Saint Laurent.
Chissà cosa «nasconde» quello
di Javier Bardem. L’attore spagnolo (marito di Penélope
Cruz), bellezza vissuta e segnata dal tempo, ha dimostrato la
sua voglia di uscire dagli schemi anche nella scelta di prodotti per la cura del corpo. Ha rivelato della sua crema all’olio di
argan estratto appena colto in
Marocco nei mesi di giugno e
di luglio e in febbraio soltanto
in alcune zone del Paese. Sembra ormai lontano il tempo dell’unico trattamento beauty per
gli uomini: rasatura veloce e
sbrigativa che terminava con
un getto d’acqua fredda sulla
faccia. Ora sanno come prendersi cura di se stessi... e si vede! Ma di cosa hanno bisogno?
Di un risveglio energico (un tonico per «attivare» la pelle e
chiudere i pori dell’epidermide), di fare il pieno di vitamine
(con prodotti rivitalizzanti) e
dei loro riti (dalla colonia personalizzata al rasoio da barba
cult) da vivere ogni giorno con
calma e tranquillità.
Per indicarvi dei regali «belli»
ci siamo ispirate a una donna e
a un uomo dai gusti ricercati,
che esprimono la loro personalità anche acquistando prodotti
di bellezza o scegliendo un
trattamento. Vi proponiamo di
donare sì una crema, ma che
sia «fatta su misura», realizzata
soltanto dopo uno studio accurato della pelle. Di acquistare
degli articoli che facciano del
bene anche agli altri (sono diverse le aziende cosmetiche
che devolvono parte del loro ricavato in beneficenza) e che siano attenti al tema dell’ecosostenibilità (dagli ingredienti
green alla lavorazione solidale).
Infine, vi suggeriamo di osare
con la scelta di un profumo
(anche molto caro) o di avere
fantasia regalando un piccolo
pensiero, sempre utile e di gusto.
Rossella Burattino
Giancarla Ghisi
Costoso
Un flacone coperto di cristalli
ensando a un cielo stellato. Flowerbomb, fragranza di
Viktor&Rolf, si mette in abito da sera con 2900 cristalli neri
firmati Swarovski. Un flacone prezioso racchiuso in una
scatola in pelle (2.500 euro, solo tre pezzi in esclusiva da
Mazzolari a Milano). Anche Giorgio Armani si affida alla luce dei
cristalli per Rose d’Arabie Éclat de Pierres, il nuovo Privé
caratterizzato dalla rosa damascena (450 euro in edizione limitata di
soli 3500 pezzi). Da tenere sempre a portata di mano, Vaporisateur
de Sac Jour d’Hermès, un piccolo gioiello ricaricabile (154 euro)
P
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Pensierino
Cult
Un mini robot
oppure il set
manicure
Otto sieri per ogni pelle
aylor made, il trattamento si fa
personalizzato. È la nuova frontiera della
skincare Ioma, che letto al contrario è
proprio «à moi», o meglio per me, e
propone Ma Crème. La combinazione di bellezza si
ottiene dopo un’approfondita analisi della pelle,
con strumenti brevettati che si trovano nelle
profumerie. Dopo il test viene creata al momento
una crema giorno/notte. Alla base attiva si
aggiungono, nella quantità indicata dalla diagnosi,
i vari sieri. Sono 8 e rispondono alle varie
problematiche della pelle: disidratazione, rossori o
macchie cutanee. Si possono ottenere oltre 40
mila formule (160 euro da Marionnaud).
Presentato come «made to measure» il nuovo
trattamento H. Rubinstein Re-plasty Prescription
realizzato in collaborazione con Laclinic-Montreux,
valuta tre parametri clinici
(compattezza, texture e tono) e
permette di formulare un attivo
combinato a un siero universale
per ottenere la concentrazione
personale consigliata (600 euro)
T
a fare a casa.
Un beauty
robot che aiuta
a contrastare i
segni del tempo,
Philips VisaCare (foto) è una
microdermoabrasione non
invasiva per esfoliare,
massaggiare le pelle e
rimuovere le cellule morte
stimolando il naturale processo
di rinnovamento cellulare.
Pratico, funziona a due intensità
d’esfoliazione: per pelli normali e
per pelli sensibili. «Sulla
spazzolina -spiegano- sono
presenti più di 100.000
particelle fisse che permettono
di controllare la rimozione delle
cellule morte» (249,99 euro).
Sembra uno smalto Alessandro
Striplac, ma è un gel semipermanente che si può applicare
a casa. Facile, si asciuga in 60
secondi con una lampada led
ma ha il vantaggio che si può
eliminare con un semplice gesto
peel-off (99 starter kit con set
manicure, base, smalto,
lampada led in esclusiva negli
store Sephora). Un regalo
firmato. Jo Malone nelle sue
boutique offre un servizio di
serigrafia gratuito. Tutti i
prodotti del brand si possono
personalizzare con iniziali o brevi
frasi, il servizio è in tutti i negozi
(info 02-80502719).
D
Prepagato
Buono
Scegliete voi il massaggio. O il laser
Un trattamento «per» bambini
ffetto filler senza l’utilizzo
di aghi o tossina
botulinica. È’ la proposta
Dibi Milano con Fill
Perfection, trattamento antietà per viso, collo e décolleté
eseguito in istituto. A seconda
delle esigenze del cliente si può
scegliere la durata della seduta,
da un minimo di 60 minuti, e il
protocollo più indicato. Al
massaggio manuale vengono
abbinate tecnologie come laser
estetico e radiofrequenza
E
bipolare per un’azione a 360
gradi. «Il primo — spiegano —
serve per una
fotobiostimolazione delle cellule
e per favorire l’ossigenazione dei
tessuti con effetto rigenerante,
mentre, la radiofrequenza
bipolare contrasta i segni
dell’invecchiamento favorendo
la formazione di collagene. La
pelle appare subito più
rimpolpata e i tratti del viso più
distesi (da 105 euro per info sui
trattamenti www.dibimilano.it)
cquistando un prodotto Caudalie (l’azienda
è membro dell’associazione «1% for the
Planet») si contribuisce alla salvaguardia
del pianeta: l’1% del fatturato va ad
associazioni ambientaliste. Una shopping bag, con
tre trattamenti Clarins (foto), garantisce dieci pasti
ai bambini vittima della malnutrizione, l’azienda
francese sostiene Feed Projects associazione che
raccoglie i fondi per il programma alimentare
mondiali delle Nazioni Unite (39 euro negli store
Coin e La Rinascente). Deborah Milano con DD
Daily Dream Foundation (16,90 euro) è a fianco di
Pink is Good, progetto della Fondazione Umberto
Veronesi per combattere il tumore al seno.
A
38
Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
TEMPI LIBERI
Verso Natale
Pensierino
Design per la casa
Sostenibile
La via tedesca al riciclo delle notizie
na pila di quotidiani e riviste tra un cuscino
e una base in betulla, due cinture a bloccarli
ed ecco rinascere a nuova vita i giornali che
di solito buttiamo. Ci ha pensato il collettivo
tedesco Njustudio, quattro designer, età tra i 35 e i
40 anni, ovvero l’ultima generazione (forse) su cui
la stampa esercita ancora una suggestione. Uno
sgabello-portariviste che diventa omaggio alla
creatività da riciclo ma anche al piacere della
lettura su carta. Hockenheimer, design Njustudio,
in vendita a 141 euro su www.lovethesign.com
U
na bottega nascosta in mezzo a un bosco del
Trentino e una giovane artigiana, Giorgia Brunelli,
che lavora la porcellana. Coppette e ciotole dal
bordo smerlato, tazze, piattini bianchi dai profili rossi
oppure cosparsi da una leggera decorazione a puntini: ogni
pezzo è leggermente diverso dall’altro come succede
quando la lavorazione è del tutto fatta a mano. Ne basta
uno per «fare Natale», raccontare una storia da fiaba e far
sentire speciale chi lo riceverà. Collezione di porcellane Fil
Rouge di Giovelab, un pezzo a partire da 12 euro.
U
Le porcellane
artigianali
nel bosco trentino
La riscoperta del saper fare
Così gli oggetti raccontano una storia
Dai materiali naturali alla cultura del bello: i regali in cui ritrovarsi
D
i anno in anno è sempre più difficile sapere
quale oggetto per la
casa regalare a Natale.
Un pezzo utile? Lo compriamo
da soli. Per quelli inutili non
c’è più spazio: nelle stanze ma
nemmeno nella nostra attitudine mentale rimodellata dai
tempi. Rimane il fatto che un
dono in questa occasione ha
un significato più profondo, è
il piacere di un gesto, un gioco
a due in grado di creare un’in-
timità, confermare una relazione d’affetto (o la sua rottura, se decidiamo che il dono
non c’è). Oltre qualsiasi valore
stabilito da un prezzo.
Per questo motivo, scegliendo quale oggetto potesse essere rappresentativo di alcune
categorie stabilite, ci siamo lasciati guidare dalle suggestioni, dai piccoli grandi temi che
stanno modificando a poco a
poco i nostri stili di vita: la riscoperta del saper fare, la ri-
flessione sulla nostra storia, la
rivalutazione dei materiali basici non artefatti, la poetica
della «grande bellezza».
Ma dopo aver inserito ogni
oggetto in una categoria data,
ci siamo accorti che, a prescindere dal costo, ciascuno di essi
era quasi intercambiabile con
qualsiasi altro. Eccetto uno
che quei temi li comprendeva
tutti e che è diventato un simbolo, il regalo cult del Natale
2014. E il design? Anche in un
dono è sempre meno una questione di stile e funzione, ma
sempre più una scelta del cuore. Con un pizzico di leggerezza.
Resta l’atto finale, abbinare
l’idea alla persona. Qui entrano in gioco le storie: sono loro
che intrecciano la persona all’oggetto rendendolo suo, anzi
«solo per te». Ed è quello che
conta.
Silvia Nani
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Buono
Se il best seller diventa unico
n’elegante sedia in ferro, tessuti con il
fascino dell’imperfetto. Un arredo
classico rivive con un rivestimento
speciale, stampato a mano da ragazzi e
ragazze down. Il progetto nasce dalla
collaborazione tra Cantori — azienda
marchigiana di matrice artigianale, diventata
industria rimanendo a conduzione familiare — e
la Fondazione Più di un Sogno Onlus, che con il
marchio Valemour si occupa dell’inserimento
nella società delle persone con sindrome di
Down e disabilità intellettiva. Ecco che 100
esemplari di una sedia best seller del marchio
diventano altrettanti pezzi unici grazie al
rivestimento in tessuto stampato a rullo su telai
serigrafici con una particolare tecnica messa a
punto dal designer Sergio Luparia: i vari
passaggi e la pressione, più
leggera o più decisa, esercitata
dalle mani dei ragazzi rende
ciascuno designer e autore del
proprio motivo e come tale
percepisce un compenso. Le
cento sedie Miss di Cantori, in
ferro pieno curvato e rifinito a
mano, con seduta in
tessuto a motivo piedde-poule, triangoli
oppure a «paglia di
Vienna» in due
colori (sabbia e noce
oppure grigio e
piombo), sono una
serie limitata in vendita
a 377 euro l’una.
U
Su Living, in regalo il 2 dicembre
Evviva, la tavola delle feste
può essere anche casual
Parola dei guru del décor
Con il supporto Circle Click System
puoi fissare il tuo tablet al sedile dell’auto in tutta sicurezza!
Circle Click System è l’innovativo sistema studiato da Meliconi per
permetterti di utilizzare il tuo tablet ovunque: in casa, in auto, in ufficio.
La gamma comprende sistemi di fissaggio a parete fissi e orientabili, il
supporto da auto, da tavolo e l’anello per la presa sicura.
n n i e a n n i d i
appostamenti cercando
la tovaglia giusta, e poi
scopri che così non si fa.
Mai abbattersi, però. È
comunque un bel regalo di
Natale questa dritta-smentita
confidata dai due guru della
decorazione, Emiliano Salci e
Britt Moran, protagonisti a
pagina 50 del nuovo numero del
mensile Living, in regalo con il
Corriere della Sera il prossimo 2
dicembre. Dagli interni della loro
stupenda casa milanese, con
vista sul parco settecentesco di
Palazzo Cicogna Mozzoni, i due
affittuari (eh sì, anche i decoratori
spesso non sono proprietari)
raccontano che, se il tavolo è
importante, sarebbe un delitto
A
coprirlo con una tovaglia. «Molto
meglio vestirlo con una texture».
Tutto qui? Passando ai piatti e
alle posate, le mamme precisine
potrebbero sobbalzare. Sempre
secondo Britt-Emiliano: «Non
fissiamoci sul coordinato a
tavola, basta che gli oggetti
abbiano un valore affettivo».
Sospiro di sollievo: da qualche
parte della casa abbiamo tutti
una vecchia zuppiera della nonna
di ispirazione Art Déco.
Non si vive di sola tavola delle
feste. In casa Salci-Moran, ecco
una poltrona di Gio Ponti. È
spelacchiata, roba che Babbo
Natale si sarà riposato più di una
volta tra un regalo e l’altro, prima
di ammirare la tavola arredata
nel tinello, illuminata da un
Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
TEMPI LIBERI
Prepagato
Un dono d’arte?
4000 scelte
con un voucher
39
hi pensa che sia impossibile regalare un’opera
d’arte, se non spendendo una cifra
considerevole e rischiando di sbagliare, dovrà
ricredersi. Basta farlo con un voucher attingendo
tra 4000 edizioni artistiche — dalla stampa fotografica
in serie limitata al dipinto — del catalogo di Lumas,
galleria con sedi in tutto il mondo (e da poco anche a
Milano) che propone arte a prezzi accessibili. Il buono,
con un prezzo a partire da 39 euro, si acquista in negozio
oppure sul sito www.lumas.com.
C
Cult
L’essenza del made in Italy con 5 trottole d’autore
n corpo arrotondato, un puntale
che lo tiene in equilibrio, la presa
a stelo. Anelli, cerchi concentrici,
strati e colori a contrasto.
Cinque trottole che, in cinque forme
differenti, combinano sedici essenze di
legno diverse. Negli ingredienti di
questo piccolo gioco d’infanzia (e non
solo) è racchiuso il senso del design
made in Italy, oggi. C’è il piacere per la
materia, quella più autentica, che ha
dato inizio alla storia del mobile. La
bravura del saper fare, racchiusa nella
lavorazione tornita a mano, e la
U
Costoso
La poltrona di Albini celebra il metrò di Milano
inquant’anni fa esatti nasceva la linea 1 della metropolitana
milanese. Allora l’architetto Franco Albini fu incaricato
di curare l’arredo delle stazioni, mentre a Bob Noorda,
grafico dirompente e lui stesso architetto e designer, fu
chiesto di idearne la segnaletica. Un lavoro a quattro mani che
diede un’immagine forte e coordinata a un simbolo della nuova
Milano anni Sessanta proiettata nel futuro. I cartelloni rossi
autoesplicativi, i pavimenti in gomma nera a bolli, gli orologi
fuoriscala, il corrimano rosso anch’esso: una coerenza di progetto
nei minimi dettagli che quell’anno valse ad Albini e Noorda un
Compasso d’Oro. Dal 1964 a oggi a Milano è cambiato molto ma la
«metro 1» è rimasta uguale come allora. Per celebrarla,
il tubolare rosso del corrimano diventa la struttura portante della
poltrona Tre Pezzi disegnata da Franco Albini e Franca Helg nel
1959, rivisitazione «alleggerita» di una bergère: a quei tempi
innovativa, oggi un classico che così celebra un’architettura senza
età. Poltrona Tre Pezzi Metropolitana di Cassina, collezione
I Maestri, sviluppata da un disegno di Franco Albini del 1959,
prezzo da 2.670 euro.
C
Stili Living in edicola da martedì 2 e una tavola allestita per il pranzo di Natale
paralume di stoffa. È l’immagine
della copertina di Living, che
racchiude il tema dominate di
questo numero: la tavola delle
feste, un po’ sofisticata, casual o
di design. Come le case
raccontate. Scopriamo allora che
in Engadina ce n’è una con soffitti
a cassettoni e boiserie anni Venti
o che a Palm Springs, si può
smontare e rimontare un pezzo
di storia dell’architettura (quella
di Richard Neutra).
Ah, l’America! Chi la conosce
bene è la trend setter Ambra
Medda («mi raccomando: per
Natale una tovaglia a tinta
unita»), mentre dalle parti di
Auckland, a casa di Katie
Lockhart la fanno da padrone il
barbecue e la verdura nell’orto.
Paese che vai, tavola delle feste
che trovi. A proposito, il gioco
continua su www.living.corriere.it
Peppe Aquaro
© RIPRODUZIONE RISERVATA
bellezza, raccontata da una forma
semplice e armoniosa. C’è la tradizione,
di un’impresa italiana arrivata a
festeggiare i suoi 90 anni. E poi c’è il
gioco, ovvero quel divertimento lieve,
colto e un filo ironico che crea il guizzo
nello stile italiano. Un oggetto da
regalarsi per tornare bambini e
riportarci alla memoria il gusto più
autentico delle cose. Le Trottole, design
Piero Lissoni per Porro, sono in vendita
presso il negozio Porro Durinquindici di
Milano dal 10 dicembre. Prezzo a partire
da 57 euro l’una.
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Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
Verso il Natale
Idee per i bambini
TEMPI LIBERI
Pensierino
Nerf, la pistola
che diverte
tutta la famiglia
iace ai piccoli e diverte i genitori. Nerf, la pistola giocattolo di Hasbro, è
un gioco da condividere in famiglia. Del tutto innocui, i proiettili Nerf
sono morbidi, realizzati in una speciale schiuma gommosa e si
attaccano ai vestiti grazie ad una ventosa o al feltro. Prima di sbarcare in
Europa ed in Italia, le pistole Nerf hanno spopolato negli Stati Uniti, come
testimoniano i tantissimi video che gli appassionati hanno caricato su Youtube.
Amatissima sia dai maschi che dalle femmine, è una versione invernale delle
pistole ad acqua usate in spiaggia. Su Amazon se ne trovano di scontate: il
modello Nerf N-Strike Retaliator Elite da 49,99 euro viene venduto a 24,90,
con confezione regalo e spedizione comprese nel prezzo (www.amazon.it).
P
Pianeti per lei, cucina per lui
Giocattoli, liberi tutti
L’esperimento: dimenticate le barriere di genere
M
Sostenibile
Tra le stelle del cielo. O con i piedi «per terra»
razie a Samantha Cristoforetti ora non sono più solo i
bambini a sognare di fare l’astronauta, ma anche le
femminucce. Si chiama «I Do My Planetarium» di
Imaginarium, il proiettore (foto) che permette di vedere
migliaia di costellazioni riflesse nella cameretta (da 8 anni, 24,95
euro). Per i bimbi con i piedi per terra c’è «La scienza nella serra» di
Clementoni (da 8 anni, 22,90 euro): una vera serra trasparente con
sistema di irrigazione, areazione , tanti semi e dischi di terreno.
G
acchinine per i maschietti e bambole
per le femminucce.
Molti genitori fanno
una netta distinzione di genere
a proposito di giochi?
«In questa differenziazione
hanno un ruolo importante
l’educazione e i condizionamenti – spiega Milena Fiori,
psicoterapeuta —, che spesso
inducono le bambine a esprimere nel gioco la dolcezza e la
sensibilità, mentre si tende ad
insegnare ai bambini ad essere
forti e audaci. Ma se un maschio chiedesse una cucina con
tanto di pentole e fornelli? E se
una femmina preferisse un pla-
netario? «A tutti i bambini piace giocare sperimentando ruoli
sia maschili che femminili, come ad esempio quello del cavaliere e della principessa – continua la psicoterapeuta -. Hanno bisogno di ascoltare tutti i
loro impulsi».
Così, un regalo culto per lui e
per lei diventa una cucina giocattolo (di Ikea, di Miele, di
Imaginarium) con utensili,
prodotti alimentari e carrello
della spesa e per un dono dall’appeal verde si spazia da un
planetario (per insegnare ad
amare il pianeta) a una serra
fatta in casa (La scienza nella
serra, Clementoni, prezzo
22,90 euro). L’effetto Samantha
Cristoforetti, prima donna italiana nello Spazio, fa sognare le
stelle alle bambine, che nella
lettera a Babbo Natale metteranno il Planetario per vedere
le costellazioni lontane. Per i
«nativi digitali», la vera sorpresa sotto l’albero, sarà Paquito
Mix, il primo phablet con la
tecnologia di uno smartphone.
Tutto sotto l’occhio vigile di
mamma e papà: un sistema
«parental control» permetterà
di sintonizzare il dispositivo in
base all’età dei bambini.
Rossella Burattino
Michela Proietti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Prepagato
Buono
Il corso di danza
e la scultura in 3D
ispirata ai loro disegni
Il morbido KicoNico
con il pigiama rosso
e la Pigotta Unicef
ofanetti regalo di
«Piccole sorprese»
dedicati ai bambini da 0
a 10 anni. Si può
scegliere tra diverse attività:
laboratori artistici, creativi,
musicali, di architettura, danza,
musical, cucina, pasticceria,
gelateria; percorsi culturali e
mostre con attività didattiche,
concerti sinfonici e spettacoli
teatrali. Fattorie didattiche,
parchi a tema, campus, attività
sportive e naturalistiche (in
vendita sul sito
www.piccolesorprese.com
costano dai 35 a 200 euro). Per
incoraggiare gli artisti si può
invece trasformare un loro
disegno in una scultura a colori:
sul sito www.miniartista.it (da
110
i colori e le forme
1 euro)
e
sono
sono quelli del disegno
originale,
ma con la
origin
or
modellazione
3D si
m
mod
aggiungono
i volumi e
a
ag
agg
quando
serve qualche
q
qu
accorgimento
per
a
rendere la statuina
stabile.
n concomitanza con il Natale,
Imaginarium mette in vendita
KicoNico Red, il pupazzo
simbolo della catena spagnola
di giocattoli, vestito di rosso (a
sinistra), morbido compagno di
dormite per bambini e bambine
di tutte le età: regalandolo o
acquistandolo al prezzo di 19,95
euro, 5 euro andranno a
sostenere le attività della
Cooperativa Sociale L’Albero
della Vita, che opera per
difendere i diritti di bambini,
ragazzi e famiglie che vivono
condizioni di disagio e
marginalità. Inoltre all’interno
dei Concept Store di Via Dante a
Milano e della Galleria Alberto
Sordi a Roma sarà organizzata
una raccolta di giocattoli –
venduti con uno sconto del 50%
- che andranno alle aule
ricreative della «Comunità di
Accoglienza per Minori ZeroSei»
della Cooperativa Sociale
L’Albero della Vita di Milano. Tra i
regali solidali c’è l’immancabile
Pigotta Unicef: in oltre 600
piazze d’Italia, per tutto il mese
di dicembre, con una donazione
minima di 20 euro, sarà
possibile acquistare la bambola
di pezza caratteristica della
tradizione milanese del
dopoguerra
(www.pigotta.unicef.it). In
questo modo si aiuta l’Unicef a
sostenere i programmi salvavita
dell’Africa centrale e occidentale.
C
Costoso
La «Smartina»
e il phablet
per imparare
I
are gli adulti è il gioco preferito di ogni
bambino, soprattutto se si tratta di guidare la
macchina come il papà o di navigare con
l’iPad della mamma. Per esaudire i loro sogni
in grande Mondial Toys ha ricreato una city-car da
parcheggiare sotto l’albero: 6V Smart Azzurra è
una macchina elettrica con telecomando in
vendita a 113 euro (www.mondialtoys.com) e si
può ordinare anche attraverso Amazon. Nel prezzo
è compresa la batteria, il telecomando parentale, la
cintura di sicurezza e l’attacco per collegare l’MP3.
Per gli amanti dei modelli più «sportivi» c’è anche
la berlina cabrio, sempre Mondial Toys, in vendita
a 227 euro su Ebay; i piccoli sognatori (da 3-6
anni, 159 euro) possono invece mettersi al
volante dell’auto a pedali rossa di Artaburg, con
carrozzeria in acciaio, muso e fanali cromati,
cerchioni in acciaio e ruote in gomma distribuita da
La Città del Sole (www.cittadelsole.it).
Per i «nativi digitali» ecco uno dei regali più nuovi
F
41
Cult
Ai fornelli come
i grandi chef
Spesa di stoffa
arrivo degli chef in
tivù ha convinto
anche i maschietti a
mettersi ai fornelli. La
cucina Dukting di Ikea (sotto)
incoraggia il gioco di ruolo e
aiuta i bambini a sviluppare
le abilità sociali imitando gli
adulti e inventandosi delle
attività. Cresce insieme al
bambino grazie alle gambe
regolabili a tre altezze
diverse. È dotata di piastre
con LED che si accendono e
spengono (funziona a
batterie). A completarla, il
forno a microonde e i ganci
portautensili, coordinabili con
la mini-cucina in
compensato di betulla (99,
90 euro). Giocare con cucine
e supermercato è una delle
attività più divertenti per
imitare la vita adulta: da
Imaginarium la Bancarella
con cibo giocattolo (29.95
euro) è in legno, si porta in
valigetta ed è facile da
montare. Ha una tenda, cibi,
contenitori, utensili, fuoco e
griglia (cestello friggitrice, 20
patatine fritte, paletta, 2
porzioni di pizza, 1 salciccia,
ketchup, senape, 4 cartoni di
pizza). Gli aspiranti chef
possono scegliere anche un
oggetto di design, come la
Theo Klein 9090, cucina
giocattolo «Petit Gourmet» di
Miele, con effetti sonori e
diversi accessori (prezzo 60
euro). Oppure, quella firmata
Smoby e Tefal (41 euro).
Anche la spesa è importante
p
quando si cucina: ecco
cco
allora il kit di verdure
re o di
frutta in stoffa Duktig
tig di
Ikea (14 pezzi, euro 9,50)
o il tagliere di pizza di
Hape International da
ricevere in un solo
giorno ordinandolo
su Amazon (11,97
euro spedizione
inclusa).
L’
del Natale: Paquito mix è il primo phablet per
bambini, dai 6 anni, che unisce nello stesso device
le caratteristiche di un tablet e le potenzialità di
uno smartphone. Dotato di un grande display da 6
pollici che consente ai bambini di giocare, imparare
e navigare in Internet in sicurezza, ha anche un
sistema di parental control attraverso il quale i
genitori possono settare il Paquito Mix secondo tre
diversi livelli di sicurezza, adatti alle età dei
bambini (in vendita in tutti i negozi Imaginarium e
su www.imaginarium.it a 149 euro). In alternativa
si può puntare su un più tradizionale VTech
Hasbro Storio, con molte attività educative
incorporate come storie animate, giochi,
disegno, esercizi di lettura: tra i tablet per
bambini è l’unico con tastiera fisica (da 3 a 8 anni,
119,99 euro). Per i più piccoli c’è Lisciani Giochi Mio
Tab: pensato per bimbi della scuola materna
contiene diverse app con attività pre-scolari (da 36 anni. 129,99 euro).
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Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
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Economia
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La Lente
di Francesca Basso
Edison in campo
per le centrali
e i clienti
di E.On Italia
E
dison ha presentato
un’offerta non
vincolante per tutti gli
asset di E.on Italia ad
eccezione del comparto
rinnovabili: impianti
idroelettrici, termoelettrici,
circa 900 mila clienti
elettricità e gas oltre alle
partecipazioni nel Gnl
offshore di Olt e nel
gasdotto Tap. Il dossier
«Chicago», come era stato
battezzato dal gruppo
tedesco, entra nel vivo. Il
gruppo di Foro Buonaparte
non commenta ma è da
mesi che è noto l’interesse
dei francesi di Edf per il
ramo italiano del gruppo
tedesco, che garantisce 2
miliardi di ricavi. Lunedì
era scaduto il termine per la
presentazione delle offerte
vincolanti per i singoli asset
e non era stata un successo.
L’Enel non ha partecipato,
A2A non ha mostrato
interesse «vincolante» per
idroelettrico e clientela, alla
quale invece punta Hera. Il
fondo F2i si è fatto avanti
per solare ed eolico.
Difficile raggiungere con lo
«spezzatino» i 3 miliardi di
euro come nelle intenzioni
del colosso tedesco. Nel
frattempo a Parigi c’è stato
il cambio al vertice, JeanBernard Lévy ha preso il
posto di Henri Proglio. Il
tempo dell’avvicendamento
ed Edf è tornata alla carica:
un’offerta mista cash-azioni
per gli asset italiani di E.on
escluse le rinnovabili,
quindi fusione con Edison
e quotazione. I tedeschi
riuscirebbero così a
sbarazzarsi anche degli
asset meno appetibili come
le centrali a carbone e a gas,
Edison saprebbe come
bruciare il gas dei contratti
take or pay, in questo
momento di calo generale
della domanda.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
finanziari francese ha prolungato al primo
dicembre il periodo delle offerte per il
gruppo. I cinesi potrebbero lanciare una
controfferta dopo che Bonomi a inizio
mese ha presentato una nuova offerta a
23 euro per azione. Ieri il titolo alla Borsa
di Parigi ha chiuso invariato a quota 23,7.
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Elkann: diverse opzioni sul tavolo. L’amministratore delegato Felisa resta
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Il numero uno mondiale dei villaggi di
vacanza ha chiuso l’esercizio fiscale
2013-14 con un rosso di 9 milioni di euro.
Sul gruppo stanno battagliando a colpi di
opa i cinesi di Ardian-Fosun e la Global
Resorts di Andrea Bonomi (salito
recentemente al 18,9%). Lunedì sarà un
giorno cruciale: l’Autorità per i mercati
Ferrari si prepara a Wall Street
Spunta l’ipotesi voto multiplo
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I conti
Club Med, rosso da 9 milioni. Attesa per la mossa di Fosun
La vicenda
● Fiat Chrysler
Automobiles
scorporerà
la Ferrari e
distribuirà
gratis i relativi
titoli ai propri
azionisti,
portando in
parallelo il 10%
a Wall Street
● La casa
di Maranello
dovrebbe
trasferire alle
casse della
holding un
assegno di
circa 2,25
miliardi di euro
● L’operazione
di scorporo e
la quotazione
del Cavallino
sono in agenda
per il 2015,
nel periodo
compreso tra
il secondo e il
terzo trimestre
dell’anno
● Sul tavolo c’è
anche l’ipotesi
di introdurre
la cosiddetta
loyalty share,
che premia i
soci «fedeli»
nel tempo con
il meccanismo
del voto
multiplo
MILANO «A oggi ci sono tante di-
verse ipotesi. Questa è una delle tante». Minimizza, John
Elkann: «È tutto ancora prematuro». Conferma però che sì,
sul tavolo dello scorporo e successiva quotazione Ferrari c’è
anche la loyalty share: quell’«azione fedeltà», già introdotta in Fiat Chrysler Automobiles con il trasferimento della
sede legale ad Amsterdam, che
premia i soci fedeli nel tempo
con il meccanismo del voto
multiplo.
Il presidente Fca è a Milano,
a presentare il portale Eduscopio lanciato dalla Fondazione
Agnelli (di cui è vicepresidente) per offrire servizi agli studenti delle scuole medie. Le
domande sui temi aziendali
più caldi sono però prevedibili.
E se vanno da Exor a Rcs, con lo
spazio per un omaggio al presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano («Ha dato grandissima stabilità al nostro Paese in
questi anni complicati, mi auguro che chi gli succederà sia
Il presidente Fca
«In Rcs Mediagroup
Jovane sta lavorando
bene, non c’è ragione
di cambiare
chi lavora bene»
all’altezza»), altrettanto prevedibilmente a tener banco è il
futuro di Maranello. Si comincia dall’ennesima rassicurazione sui vertici societari: con Sergio Marchionne presidente e
Amedeo Felisa amministratore
delegato «il vertice è molto
chiaro, non c’è in programma
un cambio del ceo». Si continua con il bond che Ferrari dovrebbe emettere per finanziare,
in parte, il maxiassegno da 2,25
miliardi destinato a Fca: poiché
tutte le operazioni legate allo
sbarco della «Rossa» a Wall
Street sono in calendario per il
2015, anche in questo caso
Così a Piazza Affari
Ieri
10,03 euro per azione
(-0,40%)
10.108
10.081
10.053
10.025
9.998
9.97
10.00
11.00
15.00
16.00
17.00
d’Arco
qualsiasi ipotesi «è prematura». Si arriva, infine, alla questione clou. Una delle ragioni
— forse la più importante —
per cui era stata scelta Amsterdam come sede legale di Fiat
Chrysler è il particolare meccanismo di voto multiplo. Vale
per tutti gli «azionisti fedeli»,
naturalmente, ma a Exor consente di blindare il controllo
portando al 46% il peso assem-
Un miliardo alle confessioni
La delibera Corte dei conti
«8 per mille da rinegoziare»
«È opportuna una rinegoziazione» del
sostegno che arriva con l’8 per mille alle
confessioni religiose. Lo dice la Corte dei
conti in una delibera appena pubblicata. Un
sistema quello dell’ 8 per mille che assorbe 1
miliardo l’anno e che non risulta
«trasparente» e rispettoso «dei principi di
proporzionalità, volontarietà e uguaglianza».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Martedì vertice al Mise
Ast Terni, gli esuberi ridotti a 39
La «quadra» – per dirla in
sindacalese – potrebbe arrivare
al fotofinish grazie agli incentivi corrisposti a chi andrà in
mobilità volontaria. Presto per
dire se non ci sarà alcun esubero coatto, ipotesi che Maurizio
Landini, segretario dei metalmeccanici Fiom, ha bollato
come irricevibile qualche giorno fa. Ma certo la politica dei
«piccoli passi in avanti» produce al termine della giornata di
ieri un sussulto di ottimismo
per Acciai Speciali Terni, tale
da far intravedere la possibilità
di una ricomposizione definitiva della vertenza martedì prossimo nell’incontro al ministero
dello Sviluppo economico.
La controllata della multina-
13.00
zionale ThyssenKrupp ha comunicato ieri che il numero dei
licenziamenti si sarebbe ridotto a 39 (dai 51 ipotizzati finora).
Considerando che a ottobre –
quando il tavolo era saltato facendo presagire il peggio –
l’azienda non si muoveva dai
533 licenziamenti, si può affermare che la mediazione governativa ha sortito gli effetti sperati. Le frizioni (e i nodi) tutta-
L’azienda
Preoccupazione
per l’impossibilità
della movimentazione
merci fuori dai cancelli
via restano. Acciai Speciali rileva come sia ancora «chiusa
l’area a caldo dei forni e l’impossibilità della movimentazione merci sia in ingresso sia
in uscita verso i clienti, neutralizzando l’operatività industriale». Il timore è che la committenza possa rivolgersi altrove
(al gruppo Arvedi che ha appena rilevato lo stabilimento Ferriera di Servola a Trieste?),
mentre ballano ancora tre milioni di euro tra la proposta sindacale e l’offerta aziendale sul
tema dell’integrativo per i prossimi quattro anni. Risorse per i
turni festivi, notturni e premi
di produttività.
Fabio Savelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
bleare del proprio 30%. Ovvio
chiedersi se, dopo lo scorporo
con distribuzione gratuita di titoli Ferrari ai soci Fca e quotazione del 10%, lo stesso schema
non sia in agenda per Maranello. In teoria anche lì la maggioranza relativa è robusta. Ma
non è blindata. La holding di
casa Agnelli avrà circa il 24%.
Con il 10% dell’alleato Piero Ferrari arriva al 34%. E non è sufficiente a mettere al riparo il
«gioiello rosso» da possibili
scalate. La loyalty share sarebbe l’evidente soluzione. Però:
spostare in Olanda anche la sede dell’italianissimo Cavallino
rampante, simbolo per eccellenza del nostro made in? Molto, molto più complicato. E infatti: «È solo una delle tante
ipotesi» ripete il presidente di
Fiat Chrysler e di Exor, escludendo tra l’altro che la holding
intenda costruire attorno a Maranello un polo del lusso. «Il
nostro piano — aggiunge — è
dare alla Ferrari ulteriori possibilità di svilupparsi al meglio».
Altrettanto netto, Elkann lo è
sul tema Rcs Mediagroup, editore del «Corriere della Sera»
di cui Fca è il primo azionista
con il 16,7%. Punto primo, la ribadita fiducia all’amministratore delegato Pietro Scott Jovane: «Sta lavorando bene e non
c’è ragione di cambiare chi lavora bene. Rispetto a una società che era fallita, dai dati del
terzo trimestre si vedono un
progresso notevole e una società con un futuro davanti». Punto secondo, le scelte per la direzione dopo l’accordo sull’uscita
di Ferruccio de Bortoli con l’assemblea di aprile. Sono possibili variazioni? gli chiedono.
Rinvio al comunicato che annunciò l’intesa: «Era molto
chiaro e ha determinato sia i
tempi sia il processo». Frasi al-
Della Valle
«Il presidente di Fca
non ha incarichi
operativi in Rcs
per parlare
di gestione»
le quali ha replicato poco dopo
con una nota l’imprenditore
della Tod’s Diego Della Valle,
secondo socio di Rcs con il
7,3%: «Non capisco a che titolo
parli Elkann, non avendo lui incarichi operativi nella gestione
di Rcs. Qualcuno dovrebbe ricordargli che Rcs è una società
quotata, ha un consiglio che la
gestisce e che deve rispondere
al mercato e a moltissimi azionisti, alcuni dei quali rilevanti,
che non mi risulta tra l’altro abbiano mai delegato Elkann a
parlare per loro conto».
Raffaella Polato
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
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FALLIMENTO N. 75/2014 “GALDESSA S.R.L. CON SOCIO UNICO IN LIQUIDAZIONE”
GIUDICE DELEGATO
DOTT. GIACOMO LUCENTE
CURATORE
DOTT.SSA MICHELA BONINI
RACCOLTA MANIFESTAZIONI DI INTERESSE PER LA GESTIONE STRAGIUDIZIALE/PRELEGALE DEI CREDITI VANTATI DALLA PROCEDURA
La sottoscritta Dott.ssa MICHELA BONINI in qualità di curatore del fallimento n. 75/2014 della Società “Galdessa S.r.l. con unico socio in liquidazione” con sede
in Lucca (LU) loc. Acquacalda, Via delle Ville, 895 - Partiva IVA e Codice Fiscale 01983780469
PREMESSO
- che La Società “Galdessa S.r.l. con unico socio in liquidazione” svolgeva l’attività di acquisizione prosoluto di crediti incagliati, in sofferenza e comunque di difficoltosa riscossione vantati da Enti pubblici e privati, società commerciali, industriali, finanziarie, bancarie e di servizi, nei confronti della propria clientela,
dell’Erario ovvero di qualsiasi altro soggetto debitore;
- che con sentenza n. 78/2014 resa in data 27/05/2014 e depositata in cancelleria in data 07/06/2014 il Tribunale di Lucca dichiarava il fallimento della Società
“Galdessa S.r.l. con unico socio in liquidazione” e nominava quale Giudice Delegato il Dott. Giacomo Lucente e quale Curatore la scrivente;
- che la Società fallita è titolare di crediti al consumo c.d. N.P.L. (non performing loans) per un totale complessivo di Euro 97.514.456,00 (novantasettemilionicinquecentoquattordiciquattrocento cinquantasei virgola zero zero) relativi a n. 18.711 (diciottomilasettecentoundici) posizioni;
- che in data 22/09/2014 il curatore ha predisposto il programma di liquidazione ai sensi dell’art. 104ter L.F. e che lo stesso è stato approvato in data 23/09/2014;
- che in data 20/11/2014 il curatore in ordine ai crediti vantati dalla procedura, ha presentato istanza per un supplemento al programma di liquidazione ai sensi
dell’art. 104ter comma 5 L.F. prevedendo in prima istanza la gestione attraverso il “mandato all’incasso” e successivamente la cessione pro-soluto, la quale è
stata autorizzata in data 22/11/2014;
- in data 26/09/2014 il curatore ha ricevuto un piano operativo per la gestione dei crediti sopra indicati;
TUTTO CIO’ PREMESSO
il sottoscritto curatore
INVITA
i soggetti interessati a presentare manifestazioni di interesse alle condizioni di seguito indicate.
ANAS S.p.A.
Compartimento della viabilità
per l’Abruzzo
AVVISO DI APPALTO AGGIUDICATO
(artt. 122 del D.Lgs. 163/2006 e smi)
L’ANAS SPA - Compartimento della Viabilità per l’Abruzzo Via dei Piccolomini, 5 L’AQUILA,
rende noto che con disposizione Prot. CAQ-0023514-I dell’ 11/08/2014 (divenuta efficace con
Prot. CAQ-0031566-I del 30/10/2014) è stata aggiudicata la Procedura Aperta Gara d’Appalto
AQLAV026-14. CIG [582281421F] - MOS WEB AQSEGOR141 - CUP F36G14000190001
inerente il lavoro triennale di manutenzione ordinaria della segnaletica orizzontale lungo le
strade statali di competenza del Centro di Manutenzione n. 1 dell’ANAS SpA Compartimento
della Viabilità per l’Abruzzo per l’esercizio 2014/2017. Importo complessivo posto a base
di gara € 887.000,00 - IVA esclusa, di cui € 26.610,00 per oneri della sicurezza. Categoria
prevalente: OS 10 Classifica III. Offerte ricevute: n. 82. Offerta più alta -27,251%. Offerta più
bassa -40,779%. Aggiudicatario: DIAMOND SRL con sede in Via Roma n. 8 - 10123 Chieri
(TO)- c.f./p.iva 09526311007 con il ribasso offerto del 39,488% e quindi con l’importo netto di
€ 547.249,20 di cui € 520.639,20 per lavori ed € 26.610,00 per oneri di sicurezza. Estremi di
pubblicazione dell’esito di gara: GURI n° 137 del 28/11/2014, siti internet: www.stradeanas.it,
www.serviziocontrattipubblici.it e www.regione.abruzzo.it/osservatorioAppalti.
Il Dirigente Area Amministrativa
Dott. Alessandro Tana
VIA DEI PICCOLOMINI, 5 - 67100 L’AQUILA
Tel. 0862-305101 - Fax 0862-305260 • sito internet www.stradeanas.it
ESU di VERONA
Via dell’Artigliere, 9 - 37129 Verona
Esito di gara
Denominazione, indirizzi e punti di contatto:
ESU di Verona - Via dell’Artigliere n, 9 37129 Verona - tel. 045/8052843 Fax
045/8052840 www.esu.vr.it, email: [email protected] Oggetto dell’Appalto: procedura aperta per la fornitura e
posa in opera di arredi ed elettrodomestici
per la nuova residenza dell’ESU di Verona.
criterio di aggiudicazione: Offerta economicamente più vantaggiosa. Importo di aggiudicazione: € 427.500,00 oltre IVA, di cui
€ 2.125,00 IVA esclusa per oneri della sicurezza propri, oltre agli oneri di sicurezza non
soggetti a ribasso calcolati in complessivi
€ 1.500,00 IVA esclusa. Ditte partecipanti:
n. 6. Nome ed indirizzo dell’aggiudicatario:
Laezza S.p.a. - Sede Legale in Piazza dei
Martiri 30, 80121 Napoli. Aggiudicazione:
Decreto del Direttore n. 129 del 10.06.2014.
Data di spedizione alla GUUE 27.10.2014.
Il direttore
Dott. Gabriele Verza
CREDITI OGGETTO DI MANIFESTAZIONI DI INTERESSE
crediti al consumo c.d. Non Performing Loans per un ammontare complessivo di Euro 97.514.456,00 (novantasettemilionicinquecentoquattordiciquattrocentocinquantasei virgola zero zero) acquistati in aste dai maggiori Istituti bancari e finanziari italiani e vantati nei confronti di soggetti privati e aziende,
relativi agli anni 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, costituiti da n. 18.711 posizioni.
COMUNE DI MARSALA
AVVISO DI GARA
Ai sensi dell’art. 220 e ss del D. Lgs n. 163/2006 e s.m.i., è
indetta una procedura aperta per l’appalto relativo alla fornitura di tubazioni in acciaio inox AISI 304/304L per la realizzazione di condotte fognarie domestiche ed industriali di
collegamento tra gli impianti di Castelfranco di Sotto e Santa
Croce sull’Arno come specificato nel bando, nel disciplinare
di gara, nel capitolato speciale d’appalto e relativi allegati.
C.I.G. 5987711F6A. L’importo indicativo della fornitura è pari
a € 1.570.000,00 (euro unmilionecinquecentosettantamila)
al netto dell’IVA. Periodo fornitura: una tantum, 240 giorni
naturali e consecutivi dalla data di sottoscrizione del contratto. Aggiudicazione con il criterio del prezzo più basso. Le
richieste di partecipazione, corredate da quanto stabilito dal
bando di gara e dal relativo disciplinare devono pervenire, in
lingua italiana, entro le ore 13.00 del giorno 15.1.2015 presso
Consorzio Depuratore di Santa Croce sull’Arno spa P. IVA e
C.F. 00652790502, Santa Croce sull’Arno, C.A.P. 56029, Provincia di Pisa (PI) Sede legale in via Del Bosco, n. 275, Tel.
0571/297416, Fax 0571/297788 e-mail: [email protected] Il bando, il disciplinare di gara, il capitolato speciale d’appalto e relativi allegati possono essere visionati
direttamente sul profilo committente www.depuratoreaquarno.it. Informazioni e chiarimenti sulla procedura
d’appalto potranno essere richiesti a Consorzio Depuratore
di Santa Croce sull’Arno spa P. IVA e C.F. 00652790502,
Santa Croce sull’Arno, C.A.P. 56029, Provincia di Pisa (PI)
Sede legale in via Del Bosco, n. 275, Tel. 0571/297416,
Fax 0571/297788 e-mail: [email protected]
Il Responsabile del Procedimento
(Dr. Ing. Nicola Andreanini)
Settore Lavori Pubblici
RISULTANZA DI GARA
A PROCEDURA APERTA
Si rende noto che dal 01/08/2014 al
11/08/2014 è stata esperita la procedura
aperta per l’appalto dei lavori “Programma Operativo Nazionale FESR’
Sicurezza per lo sviluppo’ - Obiettivo
Convergenza 2007/2013-Asse II-Obiettivo Operativo 2.5: migliorare la gestione
dei beni confiscati alla criminalità organizzata - Progetto per la ristrutturazione
e rifunzionalizzazione di beni confiscati
alla criminalità organizzata: C/da Berbarello-Marsala” per l’importo a B.A. di
€ 517.962,40 comprendente gli oneri
per la sicurezza e l’incidenza della manodopera. Ditte partecipanti n. 66. Ditte
escluse n. 13. Ditta Aggiudicataria:
FARC S.r.l. (plico n. 30) da Alcamo(TP),
che ha offerto il ribasso del 34,5087%.
IL DIRIGENTE DEL SETTORE LL.PP.
Ing.Gianfranco D’Orazio
AZIENDA OSPEDALIERA S. CAMILLO FORLANINI
P.zza Carlo Forlanini, 1 00151 ROMA
ESTRATTO AVVISO DI GARA ESPERITA
Questa Azienda con deliberazione n. 641 del 12/11/2014 ha aggiudicato la gara a procedura aperta per la fornitura di dispositivi per somministrazione, prelievo e
raccolta per le esigenze dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini per il fabbisogno di 24 mesi alle ditte, per lotto aggiudicato, per importo c/iva e per numero
Cig come di seguito indicato: BENEFIS SRL lotto 1 € 95.648,00 - 574266443F, lotto 7 € 1.586,00 - 5742770BB6; DAVI MEDICA S.R.L. lotto 2 € 3.806,40 - 57426844C0,
lotto 3 € 4.758,00 - 5742704541; SP. MED. S.R.L. lotto 4 € 1.708,00 - 5742726768, lotto 5 € 2.186,24 - 57427413CA; COPAG S.P.A. lotto 6 € 119.364,80 - 57427592A5;
FITOCHINA ITALIA S.R.L. lotto 8 € 7.102,84 - 57428047C6. L’avviso di aggiudicazione è stato inviato alla GUCE il 21/11/14 e pubblicato sui siti www.regione.lazio.it
www.serviziocontrattipubblici.it www.scamilloforlanini.rm.it/bandi, da ciascuno dei quali può essere tratta ogni ulteriore informazione utile. Il Responsabile del procedimento: Dott. Paolo Farfusola.
IL DIRETTORE GENERALE - Dott. Antonio D’URSO
Per la pubblicità legale e finanziaria rivolgersi a:
Via Rizzoli, 8 - 20132 Milano
Tel. 02 2584 6665 - Fax 02 2588 6114
Via Campania, 59 C - 00187 Roma
Tel. 06 6882 8650 - Fax 06 6882 8682
Vico II San Nicola alla Dogana, 9
80133 Napoli
Tel. 081 49 777 11 - Fax 081 49 777 12
C.so Vittorio Emanuele II, 60
70122 Bari
Tel. 080 5760 111 - Fax 080 5760 126
RCS MediaGroup S.p.A.
Via Rizzoli, 8 - 20132 Milano
COMUNE DI NAPOLI
AVVISO DI RIAPERTURA TERMINI DI GARA - CIG 5631571766
Si avvisa che in data 25/11/2014 è stato inviato alla GUUE l’avviso di riapertura termini di
gara “Appalto quinquennale gestione, fornitura, installazione e manutenzione impianti termici di edifici scolastici e varie dipendenze comunali - Lotto II - zona centro-nord di Napoli”,
a seguito modifica di una tabella del CSA, pubblicata sul sito www.comune.napoli.it. Nuova scadenza presentazione offerte ore 12.00 del 05/01/2015; apertura gara ore 10.00 del 07/01/2015.
Resta invariato quant’altro riguarda bando, CSA ed allegati.
Il Dirigente SACUAG Area Gare Forniture e Servizi - avv. Rossana Lizzi
DATA ROOM
I soggetti interessati alla presentazione di una manifestazione di interesse per la gestione stragiudiziale e prelegale dei crediti vantati dalla procedura possono
inviare richiesta all’indirizzo PEC della procedura: [email protected] entro e non oltre il giorno 10/12/2014 alle ore 12,00. Il curatore, previa accettazione
di quanto previsto al punto “patto di riservatezza” da parte dei potenziali offerenti, invierà a questi ultimi la documentazione e le informazioni necessarie per
formulare una due diligence di valutazione del portafoglio.
PATTO DI RISERVATEZZA
Gli interessati che riceveranno dal curatore la documentazione richiesta ai fini della presentazione di un’offerta sottoscriveranno un patto di riservatezza con la procedura.
Per ritenersi efficaci e ammissibili, le offerte dovranno rispettare le seguenti condizioni:
OGGETTO: ATTIVITA’ RICHIESTA, PROVVIGIONE E DURATA
MODALITA’ DI SVOLGIMENTO DEL SERVICING STRAGIUDIZIALE E PRELEGALE
Gli offerenti dovranno gestire per conto del curatore il recupero stragiudiziale e prelegale dei crediti che la Società “Galdessa S.r.l. con socio unico in liquidazione”
vanta nei confronti di privati ed aziende.
L’offerente si impegna a fornire al curatore i seguenti servizi minimi:
- reperimento del materiale cartaceo e/o su supporto elettronico presso il luogo indicato dal curatore;
- eventuale trasferimento degli archivi cartacei e/o su supporto elettronico senza costi aggiuntivi per il curatore;
- verifica delle posizioni dei vari debitori segnalando eventuali situazioni di immediata inesigibilità che dovrà essere adeguatamente documentata. Più precisamente,
si richiede:
• che per le posizioni con partita IVA venga effettuato, ove necessario, uno screening volto a verificare lo stato di vigenza delle società debitrici e la presenza di
eventuali protesti a loro carico;
• che per le persone fisiche venga effettuata una verifica tramite codice fiscale per rilevare eventuali protesti;
• che per le società debitrici in procedura concorsuale venga valutata l’opportunità di proseguire l’azione di recupero con la procedura.
- stampa e spedizione almeno di un primo sollecito epistolare con il quale si intima al debitore il pagamento della somma dovuta (indicando in modo dettagliato
tutte le voci dell’importo) e tutte le istruzioni necessarie per effettuare il pagamento;
- recupero del credito tramite “phone collection” dove l’operatore incaricato della pratica provvederà ad effettuare solleciti telefonici di pagamento (anche via fax
e/o e-mail), tentando di risolvere eventuali contestazioni. Nel caso di infruttuosa attività telefonica il gestore dovrà recarsi all’indirizzo (ove disponibile e verificato)
del debitore al fine di ottenere il pagamento di quanto insoluto;
- gestione prelegale tramite invio della raccomandata A/R di diffida di messa in mora, seguita dal monitoraggio telefonico effettuato da personale qualificato dell’ufficio legale;
- aggiornamento trimestrale e relazione finale delle posizioni da restituire inderogabilmente entro i 15 (quindici) giorni successivi alla scadenza del contratto.
La Società offerente avrà la facoltà di trattare in autonomia accordi transattivi con i debitori concedendo loro pagamenti a saldo e stralcio del proprio debito per
importi non superiori al 20% (venti per cento) del totale della pratica e piani di rientro inferiori ai 3 anni.
PROVVIGIONE MASSIMA PER LA GESTIONE STRAGIUDIZIALE/PRELEGALE ED EVENTUALI ULTERIORI COSTI
La provvigione massima riconosciuta dalla procedura per l’attività di servicing stragiudiziale e prelegale sarà pari al 24% (ventiquattro per cento) dell’importo effettivamente incassato. Nessun altro ed ulteriore importo verrà corrisposto dalla procedura.
LUOGO DI ESECUZIONE DEL SERVIZIO
L’offerente si impegna ad effettuare i servizi di cui sopra presso le proprie sedi operative.
DURATA DEL CONTRATTO
Il contratto avrà la durata di 18 (diciotto) mesi con decorrenza dalla sottoscrizione dello stesso e sarà prorogabile su richiesta della società affidataria ad insindacabile
giudizio degli organi della procedura per ulteriori 12 (dodici) mesi,. Qualora tale prosecuzione dovesse concretizzarsi, rimarrà invariata la percentuale relativa alle
provvigioni previste per il servizio di gestione stragiudiziale e prelegale.
CONDIZIONI E TERMINI DELL’OFFERTA
CONDIZIONI DI AMMISSIBILITA’
Gli interessati dovranno comunicare la ragione sociale della società che presenta l’offerta per la gestione stragiudiziale/prelegale dei crediti vantati dalla procura
allegando:
- Iscrizione al Registro imprese tenuto dalla C.C.I.A.A. o ad analogo registro professionale di Stato aderente all’U.E. da cui risulti la forma giuridica;
- Autorizzazione ex art. 106 D.Lgs. 385/1993 Ministero del Tesoro/Banca d’Italia;
- Copia del documento di identità e del codice fiscale del rappresentate legale.
TERMINE PERENTORIO
Gli offerenti dovranno comunicare alla pec della procedura [email protected] la propria manifestazione di interesse entro e non oltre il giorno
12/12/2014 alle ore 12,00.
ACCETTAZIONE DELL’OFFERTA
La curatela, previa autorizzazione degli organi della procedura, valuterà le offerte pervenute e sottoscriverà il contratto predisposto dalla curatela entro e non oltre
15 (quindici) giorni dall’accettazione dell’offerta.
Il presente avviso è finalizzato esclusivamente a ricevere manifestazioni di interesse per favorire la partecipazione di un maggior numero di operatori economici.
Fornaci di Barga, 24 Novembre 2014
IL CURATORE - DOTT.SSA MICHELA BONINI
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI BARI
ALDO MORO
ESITO DI GARA
Ente aggiudicante: Università degli Studi di
Bari Aldo Moro - D.A.G.T.P.S - Area Appalti
Pubblici di Servizi e Forniture - P.zza Umberto
I, 1 - Bari, Tel. 080.5714142. Tipologia e oggetto di gara: Procedura aperta per la fornitura triennale in abbonamento di periodici e
servizi accessori per cinque Biblioteche Centrali; Data di aggiudicazione: 06/08/2014 lotti
aggiudicati 4: lotto n. 1 CIG. 5670078861,
lotto n. 3 CIG. 5670140B8A, lotto n. 4 CIG.
56701514A0 lotto n. 5 CIG. 567016502F. Non
aggiudicato lotto n. 2 CIG. 2 5670105EA7. Risultati integrali disponibili sul sito internet:
www.uniba.it - sezione bandi e gare. Inviato
alla GUUE in data 11/11/2014.
Bari, 27/11/2014
Il Direttore Generale
avv.to Gaetano PRUDENTE
FONDAZIONE FASC
VIA T.GULLI 39
C.F. 80078850155 - C.I.G. 569723530D
AVVISO DI APPALTO AGGIUDICATO
ESITO DELLA GARA
AFFIDAMENTO IN GESTIONE
DI PARTE DEL PATRIMONIO MOBILIARE
Si comunica che, a seguito della procedura
aperta C.I.G. 569723530D il Consiglio di Amministrazione della Fondazione ha deliberato di
confermare la graduatoria finale provvisoria predisposta dalla Commissione Giudicatrice nella
seduta pubblica del 29 agosto 2014. Il C.d.A.,
conseguentemente, ha deliberato, in data 2 settembre 2014, l’aggiudicazione definitiva della
gara come segue: 1) Allianz Global Investors Europe GmbH; 2) Eurizon Capital SGR S.p.A.; 3)
Pioneer Investment Management SGRPA. Esito
pubblicato il GUCE 13/11/2014 - ID: 2014150690. Esito pubblicato in GURI numero 135
sulla serie Gazzetta Ufficiale V Serie Speciale Contratti Pubblici il 24.11.2014.
COMUNE DI BARONISSI - Provincia di Salerno
BANDO DI GARA
I.1) COMUNE DI BARONISSI - Piazza della
Repubblica n. 1 - Baronissi (SA) CAP 84081 Italia. Settore Gestione Patrimonio e Ambiente.
All’attenzione di: Arch. Alfonso Landi e-mail:
[email protected] Tel. +39
089 828212 - 828223 Fax +39 089 828252 828259 www.comune.baronissi.sa.it; informazioni, documentazione: punti sopra indicati. Offerte: Ufficio Protocollo del Comune. II.1.1
Denominazione: procedura aperta per la fornitura
di energia elettrica per tutte le utenze del Comune
di Baronissi periodo dal 01.06.2015 al 31.05.2016
CIG 600022022F II.1.2 FORNITURA - Luogo: Baronissi (SA) - cod. NUTS ITF35. II.1.6 CPV:
09310000 - II.1.7 AAP: NO II.1.8 lotti: NO - II.1.9
NO. II.2.1 quantitativo: circa 1960 MWh annui valore stimato IVA esclusa: 499.000.100 Moneta:
EUR. II.2.2 opzioni: SI facoltà di prorogare il contratto fino ad un massimo di sei mesi II.2.3 rinnovi: NO II.3 durata: 12 mesi III.1.1 Cauzioni e
garanzie: Cauzione provvisoria: art. 33 Capitolato
- definitiva: art. 17 Capitolato - Assicurazioni: art.
22 Capitolato III.1.2 Finanziamento: mezzi ordinari di bilancio - Pagamenti ex articolo 12 Capitolato III.2.1 Iscrizione alla camera di Commercio e
iscrizione nei registri dell’AEEG III.2.2 referenze
bancarie rilasciate da almeno 2 istituti di credito
o intermediari autorizzati III.2.3 almeno tre forniture, in corso di esecuzione o eseguito negli ultimi
36 mesi di 1.500,00 euro IV.1.1 Procedura:
aperta. IV.2.1 criteri di aggiudicazione: prezzo più
basso IV.3.3 Termine accesso documenti:
15.01.2015 IV.3.4 Termine ricevimento offerte:
23.01.2015 ora: 12.00 IV.3.7) vincolo offerta
giorni: 180 IV.3.8) apertura offerte: 27.01.2015
Ora: 09:30 c/o: sede Municipale - Sala Consiliare
4° piano - Persone ammesse: 2 legali rappresentanti delle imprese o soggetti muniti di apposita
delega scritta VI.3 Informazioni complementari:
Responsabile del procedimento arch. Alfonso
Landi tel. +39 089 828212 Responsabile dell’esecuzione del contratto Arch. Alfonso Landi tel. +39
089 828212 All. A III offerte da inviare a: Ufficio
protocollo GUEU del presente avviso: 07.11.2014.
Baronissi, lì 20 novembre 2014
IL RESPONSABILE SETTORE
Arch. Alfonso Landi
CITTA’ DI GIUGLIANO IN CAMPANIA
Provincia di Napoli
AVVISO ESITO DI GARA ESPLETATA
1. Stazione Appaltante: Comune di Giugliano in Campania/NA - Settore Edilizia e Lavori Pubblici; indirizzo: Corso
Campano n. 200 - cap. 80014 Giugliano in Campania/NA; telefono: 0818956209/268; fax 0813301543; internet:
www.comune.giugliano.na.it - E-mail [email protected] 2. Oggetto dell’appalto:
manutenzione della rete idrica e fognaria a servizio dell’intero territorio comunale; CIG 4701644F5A- 3. Tipo di
procedura: aperta art. 3 comma 37 e art. 55 comma 3 del D. Lgs. 163/06. 4. Criterio di aggiudicazione: offerta
economicamente più vantaggiosa. 5. Ditte concorrenti: 1) Consorzio Stabile INFRATECH; 2) ATI Costituenda AN.
FO. Costruzioni srl; 3) ATI SEPRIM sas - AUTOESPURGO ECO 2000; 4) Consorzio Stabile RTF COSTRUZIONE; 5)
Soc. Coop. FRADEL Costruzioni. 6. Ditta esclusa: Consorzio Stabile RTF COSTRUZIONE. 7. Ditta aggiudicataria:
Soc. Coop. FRADEL COSTRUZIONI, con sede in Quarto. 8. Valore a cui è stato aggiudicato l’appalto:
€ 1.817.830,05 per i lavori, a seguito del ribasso offerto del 29,80 %, ed € 160.498,50 per gli oneri della sicurezza.
9. Importo a base di gara: € 2.750.000,00 al netto d’IVA, di cui € 2.589.501,50 soggetti a ribasso d’asta;
€ 160.498,50 oneri per la sicurezza. 9. Data di aggiudicazione dell’appalto: determina dirigenziale del Settore
EE. e LL. PP. n. 797 del 06/08/2014. Giugliano, 21/11/2014
SETTORE EDILIZIA E LAVORI PUBBLICI
IL DIRIGENTE - Ing. Domenico D’Alterio
TRIBUNALE DI MILANO
CONCORDATO PREVENTIVO 126/14. Il
Tribunale di Milano con decreto in data
13.11.14 ha dichiarato aperta la procedura
di concordato preventivo dell’impresa:
SOLAR GREEN TECHNOLOGY SRL IN
LIQ.NE con sede in Milano Via Santa Maria
Della Porta 9. Il Tribunale ha delegato alla
procedura il G.D. Dott. Filippo D’Aquino; ha
nominato commissario giudiziale la Dott.ssa
Maddalena Dal Moro; ha fissato la data del
28.1.15 alle ore 12.50 per l’adunanza dei
creditori presso l’aula delle adunanze a ciò
destinata del Palazzo di Giustizia di Milano.
M0016433
AVVISO GARA ESPERITA
Si informa che la gara esperita mediante
Procedura aperta in modalità telematica
per la fornitura del servizio di allestimento,
personalizzazione, confezione e consegna
di stampati tipografici; IV.1.1) Procedura:
aperta, di cui al bando pubblicato sulla
G.U.U.E. del 18/06/2014 - Serie n. 2014/S
115-203649 e sulla G.U.R.I. n. 68 del
18/06/2014 è stata aggiudicata per il Lotto
2 - SERVIZI GRAFICI SRL per un importo
di Euro 1.753.360,00 oltre IVA.
Amministratore Delegato
Stefano Santini
Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
ECONOMIA
45
Lunedì il board
Iren, Massimiliano Bianco nuovo ceo
Meridiana
Indagati i manager della compagnia aerea
Il centro commerciale
A Rockefeller la Galleria Borromea di Milano
Come da copione. I rumors sono stati confermati e Massimiliano
Bianco, ex direttore generale dell’Acquedotto Pugliese, è stato
designato all’unanimità amministratore delegato di Iren dal
«comitato del sindacato», composto dai sindaci di Genova Marco
Doria, di Torino Piero Fassino e di Reggio Emilia Luca Vecchi. Lunedì il
board coopterà Bianco quale nuovo consigliere e lo nominerà
amministratore delegato.
Non c’è pace per Meridiana, la compagnia aerea in crisi da anni con
una lista di esuberi che riguarda 1.634 dipendenti. Ieri sono arrivate
le perquisizioni della Guardia di finanza nelle sedi della compagnia di
Olbia, Roma e Somma Lombardo (Varese). Iscritti nel registro degli
indagati il presidente della holding Marco Rigotti e gli ex
amministratori delegati di Meridiana Fly Massimo Chieli, Giuseppe
Gentile e Roberto Scaramella, fresco di dimissioni.
Rockefeller group ha acquistato per 81,6 milioni di euro il centro
commerciale Galleria Borromea vicino a Milano. Un tempo braccio
immobiliare della celebre famiglia americana, da 15 anni il
Rockefeller group è di proprietà della giapponese Mitsubishi Estate.
A vendere lo shopping center da 27 mila metri quadri è stata la
compagine formata da Promocentro Italia, Coop Lombardia e Cmb
Costruzioni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il caso
di Mario Gerevini
e Simona Ravizza
© RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA
I misteri della Maugeri
Ecco le carte sui conti
Nel 2013 previsto un margine di 36,3 milioni, ora il concordato
Cos’è
● Maugeri
è il colosso
italiano della
riabilitazione,
21 istituti in
tutt’Italia,
3.400
lavoratori, 305
milioni di
fatturato al 29
novembre
2013. A un
anno da allora
la Fondazione
Maugeri si
ritrova con 305
milioni di euro
di debiti e
ritardi nel
pagamento
dei dipendenti
«Il consiglio prende atto dei
dati ed esprime il proprio compiacimento». Il 29 novembre
2013 l’allora direttore generale,
Enrico Paggi, illustrava ai vertici della Fondazione Maugeri i
conti. Per il colosso italiano
della riabilitazione, 21 istituti
in tutt’Italia, 3.400 lavoratori,
305 milioni di fatturato, era
tutto ok, nessun allarme, anzi.
È trascorso solo un anno da
quella riunione: e adesso la
Fondazione Maugeri è schiacciata da 305 milioni di debiti, ci
sono ritardi negli stipendi ai lavoratori, gran parte dei fornitori non vede soldi da mesi e sono stati chiesti (e ottenuti) dal
tribunale di Pavia quattro mesi
per trovare un accordo con i
creditori.
Ma uno stato di crisi così evidente non si può manifestare
dall’oggi al domani. Il Corriere
ricostruisce con documenti
inediti che cosa (non) è successo a partire da quel 29 novembre 2013. Il cda — in gran parte
espressione dell’Associazione
sostenitori e promotori della
Fondazione di cui oltre alla famiglia Maugeri non è noto chi
ne faccia parte — delibera di
avviare un’azione di responsabilità contro l’ex direttore amministrativo Costantino Passerino e l’ex presidente Umberto
Maugeri, finiti agli arresti nella
primavera 2012 nell’inchiesta
per fondi neri che ha travolto la
sanità lombarda. C’è una gran
voglia di archiviare le pagine
buie delle indagini. L’ora della
verità è quella dei conti economici. Enrico Paggi, l’allora direttore generale, rassicura:
l’esercizio 2013 chiuderà con
un margine (ebitda) positivo
per 36,3 milioni e un utile netto
di 3 milioni. E anche il budget
2014 è già pronto e tutto sommato positivo. Il consiglio lo
approva. Eppure i vertici della
Maugeri sanno che si portano
dietro i 90 milioni di perdita
del 2011, i 16 milioni da versare
alla Procura per il patteggiamento e decine di milioni di
debito in scadenza. Da oltre un
A Catania
Telecom Italia incassa
il giudizio positivo di S&P
Renzi visita Tim#Wcap
A Catania
Il premier
Matteo Renzi
e il presidente
di Telecom
Italia, Giuseppe
Recchi
(a sinistra)
Standard & Poor’s rivede il
giudizio su Telecom Italia migliorando le prospettive per il
gruppo telefonico da negative a
stabili. L’agenzia americana ha
invece mantenuto invariato il
rating sul debito a lungo e breve termine, rispettivamente a
«BB+» e «B». La revisione dell’outlook, ha spiegato S&P, è legato al «solido» livello di liquidità generata dal gruppo telefonico mantenendo sotto controllo la leva finanziaria. Leva
che è tuttavia destinata a salire
nel 2015, ricordano gli analisti
dell'agenzia, a causa dei pesanti investimenti previsti in Brasile. Standard & Poor’s sottolinea
inoltre l’ambiente competitivo
e lo scenario economico difficile che Telecom si trova ad affrontare, ma con la pressione
sui prezzi in diminuzione,
margini operativi ancora alti e
un’accelerazione nelle implementazioni della tecnologia
nel fisso e nel mobile, con i
quali dovrebbe riuscire a bilanciare le difficili prospettive di
mercato.
La revisione dell’outlook
rappresenta un passaggio importante per l’azienda presie-
duta da Giuseppe Recchi. Il
quale ieri a Catania ha fatto gli
onori di casa con il premier
Matteo Renzi, che nel corso
della visita in Sicilia ha visitato
Tim#Wcap, l’acceleratore di
start-up realizzato da Telecom,
accompagnato dal sindaco Enzo Bianco. «Acceleratore di imprese a Catania. Un luogo dove i
sogni possono diventare progetti. E posti di lavoro. Anche
questo è Sud» ha twittato il
premier. «Tim#Wcap — ha
spiegato Recchi — è nata per
sostenere in modo concreto
l’innovazione nel nostro Paese.
Siamo stati i primi a comprendere la necessità di sostenere i
giovani e le loro idee».
Nel polo di Catania, Telecom
ha esaminato 7 mila idee e incubato o accelerato 220 startup, finanziate con 4,5 milioni
di euro. «Ci siamo confrontati
con migliaia di talenti made in
Italy — ha detto Recchi —,
convinti che questo sia il compito di una grande azienda di
sistema nazionale come Telecom Italia, perché senza innovazione non c’è crescita».
Federico De Rosa
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La Fondazione in numeri
305
3.400
milioni
i ricavi*
dipendenti
305
milioni
i debiti
totali*
Con
le banche
148
90 milioni
21
centri
in tutt’Italia
16 milioni
la perdita
il costo
per le svalutazioni
del patteggiamento
del 2011
con la Procura
che la Fondazione
si trascina
*Bilancio 2013
Con fornitori
84 milioni
50 milioni
i debiti scaduti
con i fornitori
d’Arco
anno sono stati anche bucati
gli accordi contrattuali con Intesa SanPaolo.
Tre settimane dopo il direttore generale Paggi si dimette.
«Rispetto al terremoto dell’aprile 2012 questo non è che
una piccola scossa» rassicura il
presidente Aldo Maugeri.
«Non c’è alcun problema». Nei
mesi successivi prende forma il
bilancio 2013. Per ogni euro di
fatturato (305 milioni) c’è esattamente un euro di debito (305
milioni). Il conto economico
chiude con 15 milioni di rosso.
A giugno — senza nuovi fatti
straordinari intervenuti — la
cassa è azzerata. Sono disponibili solo 0,5 euro per ogni euro
di debito a breve in scadenza. A
luglio muore il presidente Aldo
Maugeri, colpito da infarto a 68
anni. La situazione precipita.
Viene chiamato Gualtiero
Brugger, 70 anni, un bocconiano esperto di ristrutturazioni.
Il 10 ottobre è nominato presidente con 230 mila euro annui
lordi di retribuzione. Le riunioni si susseguono. Vengono cercati investitori esterni, mentre
ai 3.400 lavoratori è prospettato un taglio di stipendio da 18
milioni l’anno (su cui sono ancora in corso trattative sindacali). E il 31 ottobre viene chiesta
la protezione del Tribunale fallimentare. Brugger ottiene un
concordato con riserva. Lo fa
presentando un documento
che elenca le ragioni della crisi.
«Non è stata causata da uno
squilibrio economico» afferma, tant’è che il margine operativo (ebitda) è positivo per 30
milioni. La causa principale è
nei «fattori straordinari». E
cioè, soprattutto, nelle vicende
giudiziarie che hanno portato a
90 milioni di svalutazioni nel
bilancio 2012 e agli oneri del
patteggiamento. Esattamente
quanto il cda sapeva già da
quella riunione di un anno fa,
in cui approvò «con compiacimento» la relazione sui conti.
Ora i i fornitori rischiano di
perdere gran parte dei soldi e i
lavoratori non sanno se a dicembre avranno lo stipendio.
Nel frattempo la fondazione
senza scopo di lucro Maugeri
ha pagato 540 mila euro di
compensi agli amministratori,
alcuni dei quali presenti in cda
da molti anni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
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20,008
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5,379
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6,863
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5,381
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Invictus Global Bond Fd
Invictus Macro Fd
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7,334
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7,085
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10,437
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6,521
8,991
9,155
6,628
14,326
13,626
17,592
7,650
10,184
30,982
27,024
7,340
6,968
7,086
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12,081
10,506
10,506
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6,540
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10,182
31,034
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5,145
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5,934
5,489
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5,282
5,027
5,027
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5,352
5,352
5,087
5,455
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3,782
3,676
4,758
5,577
5,573
4,990
5,414
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5,074
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6,038
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5,206
5,254
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4,843
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5,178
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5,386
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5,028
5,028
5,330
5,272
AZ F. CGM Opport Corp Bd
AZ F. CGM Opport European
AZ F. CGM Opport Global
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AZ F. Dividend Premium ACC
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AZ F. Formula 1 Absolute DIS
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AZ F. Global Sukuk DIS
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AZ F. Hybrid Bonds DIS
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AZ F. Int. Bd Targ. Giugno 2016 DIS
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AZ F. Opportunities
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AZ F. Qtrend
AZ F. Renminbi Opport
AZ F. Reserve Short Term
AZ F. Short Term Gl High Yield ACC
AZ F. Short Term Gl High Yield DIS
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AZ F. Solidity DIS
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5,712
5,709
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5,297
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5,051
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3,378
5,035
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7,135
6,455
5,396
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5,345
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6,236
5,722
6,192
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5,170
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6,240
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BOND-B
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KIS - Italia P
KIS - Italia X
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KIS - Multi-Str. UCITS D
KIS - Multi-Str. UCITS P
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Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
ECONOMIA/MERCATI FINANZIARI
● Piazza Affari
47
Sussurri & Grida
Cavalli al tavolo con le banche per rinegoziare il debito
di Giacomo Ferrari
Brilla Telecom Italia Media
Ancora giù Saipem e Tenaris
I
titoli petroliferi frenano le Borse europee,
che chiudono intorno alla parità in attesa
degli appuntamenti di Bce e Bank of
England della prossima settimana. A Piazza
Affari, dove il Ftse-Mib ha ceduto lo 0,42%,
non è bastato il recupero del lusso a
bilanciare i cali di Saipem (-5,42%), Tenaris
(-4,32%) ed Eni (-2,72%), cui si aggiunge il
nuovo ribasso di Cnh Industrial (-2,93%).
Bene invece Yoox (+3,55%), Tod’s (+3,13%) e
Moncler (+1,62%). Fra i titoli in rialzo anche
Telecom Italia (+1,63%) e Finmeccanica
(+1,43%) dopo il contratto Atr da un miliardo
di dollari e la conferma del «buy» da parte di
Equita Sim. Fuori dal paniere delle blue
chips, improvviso balzo per Telecom Italia
Media (+17%) e D’Amico (+5,58%).
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Allianz e la cedola
di Natale
(d. pol.) Il cantiere verrà aperto tra breve. Da una
parte la Roberto Cavalli, capofila del business
della moda, e dall’altra la platea di creditori. Tutti impegnati a studiare il modo per rimodulare
circa 100 milioni di debiti. Un po’ perché la scadenza non è lontana, un po’ perché l’ebitda stimato a fine dicembre sarà più basso dei quasi 23
milioni registrati nel 2013. L’azienda quindi faticherà per un periodo a mantenere gli impegni:
deve ristrutturare il business, investire in negozi,
rivedere le licenze penalizzate dalle difficoltà
delle aziende con cui ha stretto contratti di produzione. La Cavalli ha bisogno di fiato. Da qui
l’apertura dei primi contatti con le banche per
rinviare le scadenze di rimborso di circa 60 milioni. Altri 35 rappresentano infatti il credito
vantato dallo designer verso la sua stessa società,
originato anni fa dalla cessione del marchio che
porta il suo nome e di Just Cavalli. La Roberto Cavalli paga lo stilista in rate annuali e ora ha qualche difficoltà a mantenere il ritmo delle scadenze. Soprattutto se vuole continuare a investire
nel rilancio. Da qui l’ipotesi che l’imprenditore
riveda le condizioni del suo credito.
(m. ger.) Il gruppo tedesco Allianz (nella foto il presidente di
Allianz Italia Carlo Salvatori) fa
cassa in Italia. Un regalo di Natale da 117 milioni proveniente da due controllate. I consigli di amministrazione di Allianz Subalpina Holding e Lloyd Adriatico Holding hanno infatti deciso di staccare un dividendo straordinario rispettivamente di 36 e 81 milioni. Per il
18 dicembre, a Torino per Subalpina e a Trieste
per Lloyd, sono convocate le assemblee con la
«proposta di distribuzione di utili rinviati a nuovo». La ratio dell’operazione è liberare questo capitale, dopo gli ottimi risultati, e portarlo nella
holding tedesca. Anche se in realtà c’è un passaggio in Olanda perché azionista diretto delle
due italiane è Allianz Europe bv. Subalpina e
Lloyd sono di fatto due finanziarie che detengono quote in Allianz spa, alla quale nel 2007 conferirono l’attività assicurativa. Entrambe hanno
una storia in Piazza Affari e infatti un paio di
centinaia di azionisti resistono ancora nono-
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,Âk‰Å±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®,./¯ æ`ÐÐ|
,Âk“×b@ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®,.¯ æ`Õ¤Ê
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.kÎk‰Î±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®1¯ æ`z™¤
.‰Å@[email protected]Ν±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®."¯ æ`¤¤É
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[email protected]Å K ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®/¯ Ê`ɤz
[email protected]Š˜X K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®/.¯ z`™ææ
[email protected] ׬±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®/¯ ¤æ`ɤæ
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/@Â@Å ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®/./¯ æ`ppæ
/@α±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®/1¯
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dei volantini digitali
(f. sav.) L’idea originaria è quella di aver trasformato in digitale i volantini promozionali dei supermercati. Pochi clic e in tempo reale si capisce
dove comprare a sconto. Ieri Dove Conviene,
azienda partecipata dal fondo Principia II, ha
raccolto 5,2 milioni con i venture capital 360 Capital Partners (che ha investito anche in Venere e
Yoox) e Merifin Capital. Risorse fresche per sostenere l’espansione internazionale dell’azienda.
Rinnovato anche il board della società con l’ingresso di Pietro De Nardis e Alessandro Damiano a comporre il consiglio con i fondatori Alessandro Palmieri e Stefano Portu.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Xk@±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
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kbkÅ K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®¯ ¤`¤ÐÕ
kxxk K ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®¯ Õ`|Éæ
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“N‰k˜Î†kʼnű±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®1¯ æ`|¤™
“¬‰x˜ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®!,¯ z`æ¤æ
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˜Å@b /ÎÅ K ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®/1/¯ p`|Éæ
Âk˜@ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®.¯
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Î[email protected]Ή@ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®1¯ Õæ`Õpæ
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×ΝÅÎÂ@b@ 1ˆ!‰±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®1¯ ¤æ`ÐÊæ
×ΝÅÎÂ@bk !k±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®31!¯ ¤z`æpæ
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/¬[email protected]ÂÅ K ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
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@˜X@ ,¬± “‰‰@ .±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®,¯ z`Éææ
@˜X@ ,¬± /˜b‰±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®,/$¯ Ð`Õæp
@˜X ,¬@Âk ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®,¯ ¤¤`æ™æ
@˜X ,¬@Âk Þ¤æ ±±±±±±±±±±±±±±±®9,¤æ¯
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@ʼnX˜kα±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®"¯ Õ`ÉÕÕ
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‰ÎkX† K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®¯ ¤pÊ`Êææ
X@ @‰~k±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
.¯ æ`æÊp
X@ @‰~k  ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
..¯ ¤`ÐÐÐ
X@ ‰˜˜@Î K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®¯ æ`|ÐÐ
X@ ˜Îk“N‰‰@Âk ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®!¯ Ð`z¤æ
X@ ,¬±ÎÂ׉@ k @䉝 K±±±±±±±±±±±±±±±®,¯ æ`|pÐ
X@ ,¬±[email protected] ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®,!¯ æ`zpp
X@ ,¬±/¬kΝ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®/,$¯
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X@ ,x‰ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®,.$¯ æ`Ð|Ð
X kʼnˆÂ[email protected]ä@±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®¯ Õ`Ð|æ
X kʼnˆÂ[email protected]ä@ ˜X ±±±±±±±±±±±±±±±®.¯ Õ`ՙæ
X [email protected]Î@˜bk ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®/"1¯ É`Õææ
X /@Âbk~˜@ ˜X ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®/.,¯ ¤æ`|ææ
kk [email protected] K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®1¯ æ`|™z
k~†k‰±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®¯ æ`||z
k˜‰ /Î@N‰‰ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®"/¯ æ`zÊæ
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[email protected]@[email protected] K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
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˜±kÂÂ@Âkʼn±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®¯ Õ|`Épæ
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Â~Åkʼn@ ˜X±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®$.¯ æ`pzÐ
Âk“N K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®.¯ ÕÉ`əæ
‰ÅX†‰ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®.¯ æ`æ™z
Âטk ×X‰˜k‰ K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
¯ ¤p`Éææ
×ää‰ 3˜‰Xk“ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®>3¯ ¤Õ`æÐæ
×ää‰ 3˜‰Xk“ ˜X ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®>3.¯ É`¤|z
@b Î K ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
¯ Ð`™Êæ
@‰Â ““± K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
¯ z`|pz
@kxx‰ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
¯ ¤`Ðpz
@Î@~‰Â˜k±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
1¯ Õ`æææ
@Î@~‰Â˜k b±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
¯ æ`™™æ
@“¬@‰±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
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@¬k ‰Ýk ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®,¯ Õ`ÐÐæ
@ÂÂ@±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
..¯ Õ`æzÊ
@Î͐‰X@ Å ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
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1
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k“NÂk K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
!¯ ¤æ`™Êæ
k“k˜Î‰Â K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
!¯ |`™™p
k˜Î± @ÎÎk 1Â‰˜ K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
1¯ Õ`pæp
kÂ@“± .‰XX†kÎΉ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®.
¯ æ`Õ|Ê
kÂÝkb±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
.8¯ |`Õzæ
±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
¯ æ`æ|Ð
±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
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‰XXk@±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
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‰Â±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
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@ÅÅ b‰ÎÂ‰±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
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" ˜b×ÅÎÂ[email protected]±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
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x‰bk±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
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~k“k /kα±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
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Âkb± ÂÎ[email protected] ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
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Âkb± [email protected]Îk‰˜kÅk±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
8¯ æ`ə™
ÂkŬ‰±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
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Ŭ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
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Á“‰X K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®/¯ æ`|Ðz
Á“‰X ¤Ê Þ@ K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®9/¤Ê¯ æ`æÉÉ
@b@ K ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®¯ Õ`ʤp
@[email protected] K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®!"¯ ¤`Õp¤
@˜‰k‰ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®"¯ ¤™`ÉÊæ
@˜‰k‰ ˜X ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®".¯ ¤Ð`™ææ
@Î@~‰X K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®¯ p`™Éz
kÁ˜~†‰ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®¯ ¤z`™Õæ
k@ @¬‰Î@ K ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®¯ ¤`ÊÕp
kX‰“@±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
¯ ¤`Éæz
‰@ŝ‰˜ K ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®¯ ÐÐ`æææ
‰~‰Î@ ŠK ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®¯ Ð`Õææ
[email protected] ׬ K ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®!¯ Õ`|™Õ
!1 K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®1¯ |Õ`Éææ
±$±1±
stante il delisting. Ora anche loro incassano il dividendo straordinario. Per alcuni è un regalo di
qualche migliaia di euro ma c’è la misteriosa società Toralina che porta a casa, a Madeira, quasi
600 mila euro.
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Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
48
Cultura
& Spettacoli
Su «la Lettura»
Fabio Volo
e Don Winslow
faccia a faccia
Fabio Volo incontra Don
Winslow. E Don Winslow,
maestro del noir, «vuota il
sacco». «La Lettura», domani in
edicola con il «Corriere», ospita
una lunga conversazione tra i
due scrittori. Temi: la droga, i
bambini spariti e il futuro degli
Usa. Tra gli altri argomenti del
supplemento: Aldo Grasso
presenta la social tv (Twitter e
Facebook cambiano il modo di
guardare e fare la tv); il saggista
William Gumede racconta il
Mandela tradito a un anno dalla
morte; Bret Easton Ellis
recensisce Stoner, capolavoro
rivalutato di John Williams;
Paolo Giordano dialoga con
Fabiola Gianotti del Cern.
Medioevo
La quarta spedizione partì contro gli infedeli e portò alla conquista di Bisanzio,
come narra l’opera di Niceta Coniata edita da Fondazione Valla-Mondadori
di Pietro Citati
Il volume
P
er i crociati che raggiunsero Costantinopoli, in occasione della quarta crociata, tutto
quello che accadde per mare e per terra fu
uno spettacolo straordinario e coloratissimo. La galera su cui partì il doge di Venezia, racconta Robert de Clari (Le Crociate, a cura di Gioia
Zanganelli, Meridiani Mondadori), era tutta vermiglia, coperta da una tenda di sciàmito vermiglio: quattro trombe e molti timpani suonavano a
festa. I signori, i chierici e i laici, umili e potenti,
mostrarono un tale entusiasmo «che non si vide e
non si udì l’eguale, né mai fu vista una simile flotta». I preti cantarono il Veni Creator Spiritus; e
piansero per l’emozione e la gioia. Duecento
trombe, in argento e bronzo, squillarono alla partenza insieme a timpani, tamburi e altri strumenti. Sembrava che il mare fosse un vasto brulichio,
infiammato di gioia. «Era a vedersi la più bella cosa — dice Robert de Clari — che non fosse dal
principio del mondo».
Quando le navi arrivarono a Costantinopoli, furono ornate e guarnite in modo sontuosissimo.
Appena gli abitanti di Costantinopoli scorsero
quella flotta così splendidamente equipaggiata, la
guardarono ammirati, salendo sulle mura e sui
tetti delle case; mentre quelli della flotta osservarono la grandezza della città tanto estesa in larghezza quanto in lunghezza, quelle alte mura e
quelle torri possenti, quei ricchi palazzi e le ricchissime chiese, e provarono un intenso stupore.
***
Il terzo volume della Grandezza e catastrofe di
Bisanzio di Niceta Coniata (Narrazione cronologica, testo critico di Jan-Louis van Dieten, traduzione di Anna e Filippo Maria Pontani, commento di
Anna Pontani, Fondazione Valla-Mondadori, pagine LXXX-650, 30) ci racconta la quarta crociata
con lo sguardo della classe dirigente bizantina.
Niceta Coniata nacque, intorno al 1150, a Coni, in
Asia Minore, da una famiglia di piccola nobiltà locale. Andò a Costantinopoli da bambino, per prepararsi alla carriera amministrativa. Rivestì la carica di segretario imperiale, di oratore di corte, di
governatore di Filippopoli, di giudice superiore,
di capo degli uffici centrali. Durante la quarta crociata, fu il primo ministro dell’imperatore di Bisanzio. La Narrazione cronologica è uno dei più
grandi libri di storia che siano mai stati scritti: ricchissimo di patos, di tragedia, di immaginazione
metaforica, di furibondo grottesco.
Niceta Coniata amava appassionatamente e disperatamente Costantinopoli, l’impero, la cristianità bizantina. «O impero romano — scriveva —,
realtà celeberrima, dignità invidiata e venerata da
tutti i popoli, che gente violenta hai dovuto soffrire! Che bruti si sono rivoltati contro di te! Che
amanti sono impazziti per te!… Ah quali nefandezze! Quali cose hai dovuto vedere!...». «O città,
città, pupilla di tutte le città, fama mondiale, spet-
Eugène Delacroix (1798-1863), «L’entrata dei Crociati a Costantinopoli» (1840, olio su tela, particolare), Parigi, Louvre
Costantinopoli brucia
I crociati accesero fuochi
in diversi punti della città
saccheggiata nel 1204
tacolo oltremondano, nutrice della Chiesa, guida
della fede, custode dell’ortodossia, dimora di ogni
bellezza… Chi tra gli uomini ha tanta copia di lacrime e di lamenti da poter degnamente piangere
e salutare con le lacrime tutto questo?». Adorava
le chiese, i palazzi, gli altari, gli ori, le gemme e le
reliquie delle chiese, e tutti i luoghi attorno a Costantinopoli: dove spirava sempre una mite e vivificante brezza da settentrione, delfini saltavano
piacevolmente sulle onde, da ogni parte sorridevano le dolcezze dei bagni, e le orecchie si ricreavano «col magico verso» degli usignoli.
Nella seconda metà del XII secolo, Niceta Coniata scorgeva con i suoi occhi acuti e tragici —
solo l’acume della vista permette di raccontare la
storia — la decadenza dell’impero allargarsi, diffondersi e diventare catastrofe. I bizantini avevano
perduto l’esperienza politica e guerriera del passato: avevano distrutto gli elementi sani della società, l’aristocrazia militare e provinciale: le famiglie
regali erano state sterminate o allontanate dal po-
Prospettive
Il punto di vista è quello
della classe dirigente
bizantina che vede la
fine del proprio mondo
Provvidenza
Anche gli eventi più
tragici sembravano
una punizione solo
temporanea di Dio
tere; e la corte era in mano alla burocrazia degli
eunuchi. «L’impero dei romani era ridotto a nient’altro che a crapula e ad ebbrezza», commentava
Niceta Coniata. «Il peggio vince sempre, soprattutto presso i costantinopolitani». Non credo che
il suo sguardo fosse oggettivo, tanto era dominato
dal furore. I suoi ritratti imperiali sono terribili,
più terribili di quelli che aveva tracciato due secoli
prima Michele Psello: egli non scorgeva negli imperatori che avidità, avarizia, prodigalità, dissipazione, licenza, arroganza, sfrontatezza, stoltezza,
malattie dei corpi troppo nutriti. Non c’era via di
scampo: dove Niceta guardava era male: erano avidi ed empi i banchieri, i commercianti, gli artigiani, il popolo che si rivoltava continuamente, distruggendo i palazzi nobiliari e le chiese e rovinando gli imperatori.
Come tutti gli scrittori e i politici bizantini, Niceta Coniata aveva una profonda passione teologica: discuteva, nella Narrazione cronologica, la presenza di Cristo nelle specie del pane e del vino; ma
non tollerava che le cose sacre fossero portate alla
luce e discusse nei trivi, come se fossero cose di
poco conto. Non sopportava nemmeno la diffusione della cultura magica e astrologica, e tanto
meno che gli imperatori e le imperatrici invocassero le stelle e scrutassero le costellazioni prima di
prendere una qualsiasi decisione o semplicemente «muovere un passo».
Da un lato, Niceta Coniata pensava che il caso
fosse presente in modo intensissimo in ogni evento: tutto era caso, il passato, il presente e il futuro;
● Il terzo
volume
dell’opera di
Niceta Coniata
Grandezza e
catastrofe di
Bisanzio
(Mondadori Fondazione
Valla, pagine
LXXX-650, 30) racconta la
presa di
Costantinopoli,
nel 1204, da
parte dei
crociati
provenienti
dall’Europa
occidentale
● La vicenda
risale alla
quarta crociata,
che era stata
indetta da papa
Innocenzo III
nel 1198 con
l’intento di
riconquistare
Gerusalemme,
che era tornata
in mano ai
musulmani
● Ben presto,
però, i crociati
deviarono e si
diressero a
Costantinopoli,
dove prima
riportarono sul
trono
l’imperatore
Alessio IV
(1203) e poi
abbatterono lo
stesso Impero
bizantino
(1204), dando
vita all’Impero
latino d’Oriente
Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
Riconoscimenti
Impegno civile:
Stajano vince
il premio Volponi
di Ida Bozzi
CULTURA
L’omaggio alla carriera di un grande autore,
Corrado Stajano (nella foto), accanto ai premi
assegnati quest’anno, caratterizza l’XI edizione del
premio Paolo Volponi – Letteratura e impegno
civile 2014: il riconoscimento, che sarà assegnato
stasera al Teatro delle Alpi di Porto Sant’Elpidio
(provincia di Fermo, ore 21), andrà a Giorgio Falco
per la La gemella H (Einaudi Stile libero), a
Francesco Pecoraro per La vita in tempo di pace
(Ponte alle Grazie) e a Luca Rastello per I buoni
Segna
libro
non possiamo mai prevedere ciò che accadrà, perché il futuro non affonda nel passato. Dall’altro lato, egli era un cristiano: i libri e le dottrine sacre gli
avevano insegnato che la Provvidenza domina gli
eventi, li guida e li trasforma a suo modo. «Dio
mostra che è lui il padrone delle ore e dei tempi, e
che è lui a dirigere o a impedire il passo dei mortali». La giustizia divina osserva attentamente le
azioni degli uomini e li premia e li punisce.
Ma l’azione di Dio è oscura. Non riusciamo a capire cosa Egli ci voglia dire o ci suggerisca. La
Provvidenza può essere doppia o molteplice; e
propone lo stesso uomo come «esempio di altezza sovrumana» o di infinita umiliazione. Nel caso
della distruzione di Costantinopoli, ora sembra
che Niceta Coniata vi scorga soltanto l’opera di un
caso o di un fato maligno, ora sembra che tutto ciò
che accade dal 1202 al 1207 sia foggiato dalle nascoste mani di Dio, che voleva mandare un segno
agli amati ma peccaminosi abitanti di Costantinopoli. I bizantini dovevano cogliere questo segno,
comprendendo che la distruzione della città era
stata una punizione provvisoria, perché Dio «si
astiene dall’eccesso». Così a volte Niceta Coniata si
libera dal suo pessimismo e cerca luci che lascino
intravedere il ritorno dei bizantini a Costantinopoli.
***
Il giudizio di Niceta Coniata sui crociati non potrebbe essere più negativo, sebbene a tratti — per
lampi — egli senta in loro qualcosa di robusto e di
nobile. Sono iracondi: «Hanno gli orecchi rossi
dal riverbero del fuoco dell’ira»; e sempre pronti a
prendere in mano la spada e a ferire, uccidere, distruggere, senza ascoltare mai la ragione. Sono
dissennati: ignorano completamente quella sottile diplomazia, alla quale i bizantini ricorrevano
per avere rapporti con tutti i popoli e le persone.
Sono vanitosi. Sono incapaci di amare il bello:
«Nessuna delle Grazie e delle Muse trova ricetto
presso di loro», dice Niceta Coniata. Pretendono
di liberare il sepolcro di Cristo: mentre «inseguendo la vendetta del Santo Sepolcro, infuriano
apertamente contro Cristo e, con la croce, perpetuano le distruzioni della croce che recano sul
dorso». Molto più intelligenti sono i musulmani,
e specialmente il loro capo, il Saladino: con loro i
bizantini intrattengono da secoli un rapporto discreto.
Costantinopoli era piena di statue greche, che
Costantino I e i suoi successori avevano portato
dalla Grecia. Piuttosto che un’interpretazione cristiana, i bizantini davano loro un’interpretazione
magico-profetica: per esempio la statua stendeva
il braccio destro verso la Luna e il Sole, affinché
smettessero di procedere verso la città. Niceta Coniata descrive con squisita eleganza la statua di
Atena Promachos eretta da Fidia ad Atene, all’esterno del Partenone, e quella di Elena. Atena
era una gigantesca statua bronzea, che portava
sul petto l’immagine della Gorgone. «A tal punto
— diceva Coniata — il bronzo si trasformava docile ad imitare ogni singola parte, che le labbra
davano l’impressione, che, a voler aspettare, si sarebbe udita una voce soave. Il capo tutto morbido
si piegava nei punti in cui doveva, e, pur essendo
ben lungi dalla vita, aveva preso della sua fioritura, come se fosse vivo, e faceva fluire negli occhi
ogni desiderio. I capelli che scendevano dalla
fronte erano una delizia per gli occhi, in quanto
non erano interamente contenuti dall’elmo, ma
lasciavano intravedere qualche ricciolo. Aveva il
capo lievemente inclinato verso sud, e lo sguardo
degli occhi che si volgeva in eguale direzione».
Per questa ragione, la folla di Costantinopoli sostenne che l’Atena di Fidia volesse invitare gli invasori crociati ad assalire la città; e la distrusse furiosamente.
Alla fine Niceta Coniata contemplò, rabbrividendo, l’incendio che distrusse la sua amatissima
città d’oro, di diamante e di perle. I crociati si collocarono in molti luoghi di Costantinopoli, distanti gli uni dagli altri, e appiccarono il fuoco alle
case. Il fuoco si levò più alto di ogni immaginazione per tutta quella notte, per il giorno seguente e
fino alla sera del giorno successivo, consumando
ogni cosa. L’incendio si disperdeva in vari luoghi,
interrompeva la sua continuità e poi di nuovo si richiudeva su sé stesso, come un gorgo di fuoco.
Rovinavano portici, splendidi ornamenti di piazze
erano abbattuti, possenti colonne ardevano in
pezzi come legna da ardere. L’incendio era inusitato, superiore ad ogni facoltà di racconto: lo spettacolo era ineffabile, com’è ineffabile tutta la storia, che Niceta Coniata ci racconta con tanto ardore e dolore.
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(Chiarelettere), mentre per l’opera prima figurano
ex aequo Luisa Brancaccio e Stefano Valenti. Ma il
riconoscimento a un «caso esemplare di etica della
scrittura», dice la motivazione, va con il premio alla
carriera «Lettere ed arti 2014» allo scrittore
Corrado Stajano, firma del «Corriere della Sera»:
nell’edizione dedicata a due intellettuali come lo
stesso Volponi e Pier Paolo Pasolini, si rende
omaggio al «suo sguardo sui problemi e sui
frangenti più cruciali della cosiddetta
49
“autobiografia italiana”». Capace di consegnare
alla memoria figure di vittime, come l’anarchico
Serentini (Il sovversivo, Einaudi, 1975), e di eroi
civili, come Giorgio Ambrosoli (Un eroe borghese,
Einaudi, 1991), con lo stesso sguardo civile che è
cifra dei suoi libri più recenti, i ricordi de La stanza
dei fantasmi (Garzanti, 2013) e gli italiani piccoli e
grandi, ma accomunati dall’impegno — siano frati
o rivoluzionari — di Destini (Archinto, 2014).
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Personaggi Al Gemeentemuseum dell’Aia una mostra dedicata al pittore statunitense
Rothko incontra Mondrian:
prove per un dialogo riuscito
di Sebastiano Grasso
N
Sono quasi
passati dieci anni
dallo tsunami del
26 dicembre
2004. Sonali
Deraniyagala era
in Sri Lanka con
tutta la famiglia: il
marito, due figli,
gli anziani
genitori. Impiegò
del tempo a
comprendere
l’evento
inspiegabile che
stava accadendo,
ma quando si
svegliò dolorante,
sbattuta dalle
acque, non aveva
più nessuno. Il suo
memoir (Onda,
trad. di Chiara
Brovelli, Neri
Pozza, pp. 205, 17) è un percorso
attraverso un
dolore con cui non
si scende a patti.
Ma dal quale, col
tempo, si può
uscire, piegati, ma
vivi.
Maria Venegas
scrive un memoir
romanzato per
capire la cultura
della violenza (La
figlia del
fuorilegge, trad. di
Manuela Faimali,
Bollati Boringhieri,
pp. 371, 18).
Maria, messicana
naturalizzata
americana, odia il
padre —
attaccabrighe,
alcolista e
assassino — che
l’ha abbandonata
lasciandole in
eredità il monito di
non scappare mai
davanti a
un’aggressione.
Ma, dopo anni,
sceglierà di
andare a trovarlo
in un Messico che
continua a esibire
la brutalità come
fosse una
faccenda
identitaria.
a cura di
Cinzia
Fiori
on è la mostra RothkoMondrian, ma è come
se lo fosse. Meno male
che non li fanno parlare come, ormai, d’abitudine,
specialmente quando nei musei si cercano confronti fra
esposizioni temporanee e opere fisse.
Al Gemeentemuseum dell’Aia si cerca solo di far cogliere
allo spettatore eventuali influenze e/o accostamenti di
poetica.
Mark (1903-1970) e Piet
(1872-1944) hanno vissuto contemporaneamente un periodo
di circa quarant’anni ed entrambi credevano che l’arte
astratta fosse in grado di creare
emozioni. Rothko ne era così
profondamente convinto da
voler coinvolgere il visitatore:
«Chi, vedendo i miei quadri,
dovesse piangere, rivivrebbe la
mia stessa esperienza religiosa
di quando li ho dipinti», diceva. Preceduto, in questo, da
Mondrian ma, prima ancora,
da Vassily Kandinsky(18661944) che, nel 1911, aveva pubblicato Lo spirituale nell’arte.
La rassegna olandese (aperta sino al 1° marzo 2015) parte
dal 1935. Sembra di essere a teatro. Particolari della metropolitana (persone colte mentre
scendono le scale o leggono il
giornale, in attesa dei vagoni),
interni, architetture con statue, coppie che passeggiano,
elementi decorativi classici.
«Penso ai miei dipinti come a
opere teatrali: le forme che appaiono sono gli attori sul palcoscenico — scrive Rothko —.
Nascono dall’esigenza di trovare un gruppo di interpreti in
grado di muoversi sulla scena
senza imbarazzo e di compiere
Opere
Sopra:
Mark Rothko
(1903-1970)
«Autoritratto»
(1936).
A sinistra:
«Subway»
(1939,
particolare)
gesti teatrali senza vergogna.
Tutto ha inizio come in un’avventura sconosciuta».
L’inventiva attraversa tre lustri, prima di approdare definitivamente ai grandi dipinti
astratti. Figurativo, fauve, talvolta persino surrealista (non
manca qualche sorpresa: un
paio di lavori richiamano il
«surrealismo mediterraneo»
di Alberto Savinio). Lentamente, a metà degli anni Quaranta,
figure umane e oggetti diventano sempre più stilizzati, cominciano a scomporsi, entrano
in un’atmosfera nebbiosa, evanescente, sino a perdersi del
tutto in quadrati e rettangoli su
Ispirazioni
Entrambi erano
convinti che l’astratto
fosse in grado
di creare emozioni
fondo quadrato o rettangolare.
Senso dell’avventura, s’è detto. Forse è proprio questo a
suggerire a Rothko di esporre
non solo in gallerie e musei,
ma anche in ristoranti, grandi
magazzini e chiese. Come nella
composizione del dipinto,
Mark diventa regista degli allestimenti: li cura in ogni dettaglio. I dipinti non possono vivere isolati, dice, per potersi ridestare e sviluppare hanno bisogno dello sguardo di
osservatori sensibili.
Americano di origine russa,
Rothko (Marcus Rothkowitz),
nasce in Lettonia. Famiglia di
ebrei, la sua. Che emigra negli
Stati Uniti quando l’artista ha
dieci anni. Fa in tempo, però, a
vedere le crudeltà della repressione razziale. Il bambino viene colpito al naso dalla frusta
di un cosacco e gli rimarrà una
cicatrice per sempre.
Nella sua mente rimarranno
immagini terribili che — se-
condo alcuni psicoanalisti —
sublimerà proprio nei rettangoli dove, man mano, i contorni nebbiosi si stemperano in
sfumature sempre più sottili,
mentre le forme paiono riemergere o scomparire in un
gioco di astrazione.
Campiture multicolori, ripetute sino all’ossessione. Rosso
sangue e rosso tenue mischiato
col giallo. Blu notte e bianco
impastato con l’arancione o
con l’azzurro cupo. Verde cupo
e ocra contorniato di grigio.
Ogni colore, un’emozione.
D’un tratto, verso gli anni Sessanta, i colori mutano, diventano sempre più cupi. Alla fine,
nero su nero: il dramma.
L’apostolo dell’angolo retto,
come lo ha definito Michel Butor, non ce la fa più. Nello studio newyorchese sulla 69^
Strada, si taglia le vene. Era il 25
febbraio del 1970.
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Al Quirinale con Napolitano le lezioni di Piano ed Eco agli studenti
Arte e cultura hanno forgiato l’Europa
di Paolo Conti
«A
bbiamo voluto anche un
po’ dimostrare che l’Europa non è un soggetto
criptico per esperti o per specialisti
di linguaggio tecnico giuridico, o
tecnico economico, ma è materia di
enorme interesse comune, ne abbiamo avuto la conferma». Il presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano
lascia il salone dei Corazzieri del Quirinale dove ha seguito, con centotrenta liceali (classici, scientifici, artistici da Roma, Catania e provincia
di Monza-Brianza), l’ultimo appuntamento dei tre dedicati all’Europa
dei diritti. La conclusione è L’Europa
della cultura con due relatori che
rappresentano l’Italia nel mondo:
Umberto Eco e Renzo Piano.
Napolitano avverte i ragazzi che
«la tematica delle politiche economiche e sociali dell’Europa è dominante, sono temi controversi che
hanno finito per assorbire totalmente l’attenzione spesso attraverso distorsioni e drammatizzazioni ogni
L’incontro
Dall’alto,
Giorgio
Napolitano,
Renzo Piano e
Umberto Eco
oltre limite». L’Europa, sembra voler
dire il capo dello Stato, è ben altro.
Lo spiega il ministro per i Beni e le attività culturali Dario Franceschini:
«Sarebbe stato inimmaginabile, per i
vostri bisnonni che si sono combattuti in Europa nella Prima guerra
mondiale, immaginare una realtà come l’attuale. Voi giovani siete avanti,
in questo percorso, forse grazie anche ai frutti di esperienze come Erasmus. Parafrasando Massimo D’Azeglio, verrebbe da dire che fatti gli europei, ora bisogna fare l’Europa, che
certo non è solo economia, per questo è essenziale riscoprire l’identità
comune attraverso la cultura».
Umberto Eco ricorda subito ai ragazzi, cifre alla mano («nove milioni
di morti europei nella Prima guerra
mondiale, quarantuno nella Seconda, per sedici secoli una storia fatta
di massacri ininterrotti»), quanto siano fortunati ad essere nati in questi
settant’anni di pace. Eco riannoda
tutto, partendo da Platone e Aristotele per ricordare che l’Europa già c’era
«quando Copernico e Paracelso studiavano all’università di Bologna,
San Tommaso insegnava a Parigi,
Shakespeare si ispirava ai novellieri
italiani. Quando ascoltate la musica,
non vi chiedete a quale nazionalità
appartengano Mozart, Ravel, Verdi,
sapete che è musica comunque europea».
Renzo Piano parla del suo lavoro,
citando molte opere, ma per arrivare
al concetto tutto europeo di edificio
pubblico: «Scuole, ospedali, musei...
sono luoghi ideati per contenere cultura diffusa, per la condivisione dei
valori, per il dialogo. Metodo che
porta alla tolleranza, alla comprensione».
Particolarmente interessante il
suo appello per il futuro delle periferie «dotate di una loro bellezza spesso non evidente, sono il luogo del
domani, la vera fabbrica dei desideri.
Bisogna smettere di ampliare le città
per esplosione, bisogna ricorrere all’implosione, costruendo sul già costruito». I ragazzi, in assoluto silenzio, seguono con un interesse che
davvero stupisce. L’intelligenza è
uno strumento didattico infallibile.
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50
Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
SPETTACOLI
Dirette
Bonjour finesse. La tv non è sempre stata un posto
per educande, ma negli ultimi giorni il tasso di
eleganza nei palinsesti è scivolato in zone che
fanno rivalutare il garbo di Tomás Milián. Michele
Santoro (foto) non è Audrey Hepburn, ma ha
comunque stupito vederlo aprire Announo, su La7,
dicendo: «Siii, siii, incazziamoci tutti. Fanc... i
partiti». Parola ripetuta da lì in poi tipo mantra per,
nell’ordine: i politici, Berlusconi, Monti, Fini e Casini,
i movimenti, Beppe Grillo e Renzi. Un messaggio
Dito medio o insulti
con Morgan e Santoro
in onda il «no limits»
51
non esattamente velato. Con parolacce non
sfuggite per sbaglio, ma scientificamente scritte
da uno dei più noti giornalisti che, così, ha alzato il
livello della volgarità accettata (e accettabile) in tv.
A dargli una mano, sempre l’altra sera, Morgan: a X
Factor ha prima ribadito come la tv lo faccia «ca...».
E, casomai qualcuno non avesse inteso, si è alzato
a favore di pubblico (e di telecamera), proponendo
un giro a 360 gradi delle sue dita medie. Un saluto
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di gran classe. (c. maf.)
Fenomeno
Viaggio nel
programma
di Canale 5 che
batte le stelle
di «Ballando»
● Il commento
La tv di pancia
e quella volgarità
che si trasforma
in audience
di Aldo Grasso
V
«E
d elli avea del cul
fatto trombetta».
Il suono è quello
di Barbariccia, il
diavolo di cui Dante parla nel
canto XXI dell’Inferno. Dal canto XXI al XXI secolo la scena
passa a Mr Metano: mantello e
tuta verde, la «M» sul petto, un
po’ di borotalco per la resa visiva dello scoppio, la torta con le
candeline pronte da spegnere.
E lui — che nel settore è un fenomeno — le spegne così,
mentre tutt’intorno parte il più
classico dei «tanti auguri a te».
Poi per dimostrare che l’abilità
non è frutto del caso, il petomane accompagna il Bel Danubio Blu a ritmo.
Benvenuti a Tú sí que vales,
l’intrattenimento del sabato sera di Canale 5, che ormai da un
mese si attesta intorno al 25%
di share (oltre 5 milioni di spettatori) e batte la concorrenza di
Ballando con le stelle (Rai1). A
beneficio degli altri 55 milioni
di italiani (neonati compresi)
che non sanno di che cosa si
tratti, il programma prevede
l’esibizione di una batteria di
concorrenti che si presentano
davanti a una giuria per dimostrare il proprio talento in diverse discipline (ballo, canto,
magia, acrobazia, contorsionismo, imitazione). Il verdetto
per accedere alla finale (in onda stasera) è nelle mani dei tre
giudici (Maria De Filippi, Rudy
Zerbi e Gerry Scotti) e di una
giuria popolare che esprime il
proprio voto attraverso dei telecomandi (a guidarla c’è Mara
Venier).
Ma in mezzo a gente davvero
brava, ad altra contenta solo di
apparire nello stile della corrida da strapaese, si insinuano
esibizioni di dubbio gusto. Perché in queste settimane non si
è visto solo Paul Oldfield, vero
nome di Mr Metano, una star
anche su YouTube dove la sua
esibizione a Britain’s Got Talent è stata cliccata 33 milioni
La vittoria del trash
Le imprese folli dei concorrenti di «Tú sí que vales»
De Filippi: «È un format, nessuna deriva italiana»
La finale
● «Tú sí que
vales» è il
programma del
sabato sera
di Canale 5
(oggi l’ultima
puntata)
● È basato
sul format
di origine
spagnola
andato in onda
dal 2008
al 2013 su
Telecinco
di volte. In Inghilterra devono
essere particolari, se da lì è arrivata anche la supertatuata Sara
Mills, che muove il seno a ritmo di musica (uno delle sue
performance ha avuto 32 milioni di visualizzazioni). Se un
sabato si è pensato di aver raggiunto il minimo storico con il
percussionista di sederi, è bastata una settimana per ricredersi e ammirare il sollevatore
di pesi (70 chili) con i genitali.
Parola alla difesa. Maria De
Filippi, si scade nel trash, non
trova? «Non è una deriva della
tv italiana. Sono format internazionali che vanno in onda in
tutto il mondo e sono fatti così:
prevedono concorrenti tra i più
svariati al mondo e nella varietà c’è anche questo. Per esempio il petomane è reduce da
Britain’s Got Talent, ad America’s Got Talent si è esibita una
donna che spacca le angurie
con il seno. In questi format si
sono visti una donna molto in
carne che fa lo streap-tease e rimane in topless, un gatto gigante di peluche che fa la cacca
sul palco, uno che si fa tirare gli
sturalavandini addosso. Non
c’è nessuna versione al mondo
dove non ci siano dentro queste performance». Non è una
questione di audience: «In un
Giudici
I giudici di «Tú
sí que vales»:
Rudy Zerbi (45
anni), Maria
De Filippi (53)
e Gerry Scotti
(58). Mara
Venier (64, foto
grande) guida
invece la giuria
popolare
programma di tre ore parliamo
di esibizioni che durano due
minuti. L’ascolto e il successo
della trasmissione non derivano da questi “numeri”. E poi bisogna anche tener conto che ce
n’è solo uno a puntata, e i giudici sono lì apposta per non
farli andare in finale».
Perché Tú sí que vales ha così tanto successo? «Penso che
come in tutti i talent la differenza la faccia la giuria, sono i
giurati che fanno il programma. Mara Venier è entrata in
corsa e ha dato un bel contributo; Gerry è lo “zio Gerry”, ha
sempre una parola buona per
tutti; Rudy invece ha quasi
sempre un no per tutti». Un
classico, il poliziotto buono e
quello cattivo. E lei? «Io medio
tra i due».
Renato Franco
a di moda la tv di
pancia: coattaggini,
pecionate, dito
medio alzato verso il
pubblico, incazzature al
posto di editoriali, gesti
scurrili, fraseggi e
borborigmi
incomprensibili, insomma
la rappresentazione del
«ventre molle» del Paese.
La tv di pancia è sempre
esistita; fin dalle origini c’è
stato qualcuno bravo a
giocare sui registri bassi
della corporalità.
Si è acuita maggiormente
quando il «ventre molle»
ha preso la parola, quando i
dilettanti allo sbaraglio
(tenuti a freno dal cinismo
indulgente di Corrado)
hanno creduto di avere un
talento da far fruttare,
quando l’audience
profonda ha preteso di fare
sociologia. La tv di pancia
ha due risvolti principali,
l’analfabetismo artistico e il
piagnisteo mediatico,
grazie ai quali la disputa da
bar degli indignati o dei
prevedibili viene elevata a
canone. La tv di pancia, per
non essere da meno della
rete, si offre come «luogo
democratico per
eccellenza» al quale
chiunque può essere
chiamato per dare voce alla
proprie opinioni.
La tv di pancia si
manifesta sia come
intrattenimento (i «mostri»
da fiera) che come talk e si
mostra sotto specie di
arena, di gabbia, di quinta
colonna. La tv di pancia si
agita, si scalda, intercetta
umori per esaltare in modo
demagogico e velleitario la
gente comune come la sola
depositaria di valori
positivi.
Un tocco di volgarità
rende popolare qualsiasi
trasmissione.
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MAIN SPONSOR
DICEMBRE 2014
GENNAIO 2015
CONCERTI • LUDOVICO EINAUDI • FIORELLA MANNOIA • RENZO ARBORE • GIOVANNI ALLEVI • ROMA GOSPEL FESTIVAL
BIENNALE TEATRO RAGAZZI • CIRCO EL GRITO • CINEMA RAGAZZI • PISTA DI GHIACCIO • ATTIVITÀ PER BAMBINI
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Biglietteria e prevendita telefonica: tel. 89.29.82 (servizio a pagamento)
52
Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
Corsa per l’Oscar
Dolan e «Mommy»:
ho vissuto da sempre
in un mondo di donne
Ieri e oggi
● Risale al ‘68
«Odissea»,
lo storico
sceneggiato
Rai con Bekim
Fehmiu e Irene
Papas (Ulisse e
Penelope,
foto). Ogni
puntata era
introdotta
da Ungaretti
● Va in onda
su Rai1
da domani
«Il ritorno di
Ulisse».
Quattro
puntate con
protagonista
Alessio Boni
SPETTACOLI
Xavier Dolan (foto), l’enfant prodige del cinema canadese — 25 anni,
già cinque film da regista e sceneggiatore alle spalle e altrettanti da
attore —, ha presentato ieri a Roma Mommy (nelle sale dal 4
dicembre), premio della giuria a Cannes, in corsa per il miglior film
straniero agli Oscar. Provocatorio e geniale, sempre sopra le righe e
attraverso i generi come tutti i suoi film, Mommy (interpretato da
Anne Dorval) «racconta la storia di un figlio e di una madre che si
amano troppo» ha spiegato il regista. Che ha aggiunto: «Sono stato
cresciuto da mia nonna perché mia madre lavorava. Per gran parte
della mia vita mi sono ritrovato a osservare le donne».
A «Tv Talk»
Vespa: «Sogno di fare la spalla di Fiorello»
«Il venerdì sera guardo sempre Crozza e il mio sogno è fare la spalla
comica a Fiorello, ma come se n’è andato Baldini, Fiorello ne ha
trovata subito un’altra». Lo ha detto Bruno Vespa nell’intervista a «Tv
Talk», che andrà in onda oggi alle 15 su Rai3. Il giornalista si è
soffermato anche sul tema della crisi dei talk show e ha spiegato la
decisione di aver ridimensionato la politica a «Porta a porta»: «Ho
ridotto la politica in tv perché c’è un’overdose di informazione politica
e poi il pubblico si è stancato».
Boni rilegge Omero:
Ulisse l’antieroe
è un reduce turbato
Classici
Alessio Boni (48
anni) e Caterina
Murino (37)
in una scena
della miniserie
«Il ritorno
di Ulisse»
La fiction
racconta gli
ultimi dodici libri
dell’«Odissea»,
quando
Ulisse ritorna
nella sua isola
Al via domani su Rai1 la serie sull’Odissea
ROMA Non è l’Ulisse eroico,
l’astuto guerriero che espugna
Troia, riesce a ingannare Polifemo, a sopravvivere alle Sirene...«Il ritorno di Ulisse», miniserie in quattro puntate su
Raiuno da domani in prima serata, è
quello di un
reduce che,
con l’anima
devastata dalla guerra e
dalle avversità, ritorna
nella sua Itaca. «Potrebbe essere un soldato scampato al Vietnam — dice Alessio Boni, protagonista della fiction —. Un
uomo che, con le sue ferite interiori, gli orrori che si è lasciato alle spalle, non è più capace
di inserirsi nella normalità».
Una coproduzione internazionale di Rai Fiction con Arte
● La recensione
«Rusalka» è da applausi
e rilancia l’Opera di Roma
France e Moviheart diretta da
Stéphane Giusti, a quasi cinquant’anni dal celebre sceneggiato televisivo con Bekim Fehmiu e Irene Papas. Nel ruolo di
Penepole, stavolta, Caterina
Murino, Telemaco è Niels Schneider.
«Noi raccontiamo la seconda parte dell’Odissea — continua Boni — gli ultimi dodici libri dove Ulisse ritorna nella sua
isola e, tra mille tensioni e angosciosi ricordi, tenta di riappropriarsi della sua vita affettiva. È una lettura molto moderna, non quella del mitico eroe
senza macchia e senza paura,
ma di uomo in profonda crisi
psicologica. Un guerriero che è
stato capace di trucidare uomini, donne, bambini, che è riuscito in esaltanti prodezze ma
che, quando torna a casa, si
spoglia dell’armatura e viene
assalito dai dubbi, avvitandosi
❞
È il ritorno
a Itaca
di un uomo
che si
chiude in se
stesso,
in profonda
crisi
psicologica
Omero
è in grado
di parlarci
ancora
adesso
di problemi
che ci
riguardano
da vicino
53
su se stesso. Sarà in grado di fare ancora l’amore con la moglie? Di aprire un dialogo con il
figlio che aveva lasciato bambino? Di ottenere rispetto dai
suoi sudditi? Questo Ulisse è un
uomo traumatizzato, vendicativo, che si chiude in se stesso e
non socializza più... È spiazzante rispetto all’epopea, alla
retorica del mito».
Una lettura che esalta proprio la modernità di un classico come il poema omerico: «In
ciò sta la grandezza di un’opera
come l’Odissea, perché è in
grado di parlarci ancora adesso
di problemi che ci riguardano
da vicino: Ulisse come l’uomo
di oggi che, a causa della crisi
epocale che stiamo attraversando, è diffidente, sospettoso
nei confronti del prossimo,
isolato nel suo mondo di piccoli egoismi».
Gli sceneggiatori francesi si
sono presi, tuttavia, qualche licenza poetica: l’ingresso di
personaggi nuovi come la
Personaggi
Nel ‘68 lo sceneggiato
con Fehmiu e Irene
Papas, oggi Penelope
è Caterina Murino
schiava Clea, il ritorno di Nausicaa che sposa Telemaco e poi
muore per mano di Menelao, e
il finale non è un happy end: «È
un azzardo — ammette Boni —
mi sono detto forse è troppo,
però mi è piaciuto molto e non
posso rivelarlo. Forse per questo saremo criticati dai puristi,
ma non mi preoccupa».
Nemmeno i confronti con il
precedente Ulisse? «Dopo che
Laurence Olivier ha interpretato Amleto non è che si è detto
basta, non lo può più interpretare nessuno. Perché allora
non un nuovo Ulisse?».
Emilia Costantini
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Il bilancio del direttore musicale
Barenboim saluta la Scala
«Porterò con me un peso,
avrei voluto dare di più»
di Paolo Isotta
MILANO «Sono stati nove anni meravigliosi. Mi
L’
Opera di Roma vince una scommessa
nella quale era data per perdente. Si
doveva sostituire qualcosa all’Aida
inaugurale diretta da Riccardo Muti; e non ci
sarà più un ritorno di Muti sul podio romano
che non gli è stato chiesto da nessuno di
quelli che dovevano. È stata prescelta la
Rusalka, la penultima Opera di Antonin
Dvorak: e l’ allestimento è stupendo.
Dvorak è un buon compositore ma non è
eccelso. Qui lo Spirito detta attraverso di lui:
l’Opera dedicata a una leggenda archetipica
(un essere semidivino che per amore di un
umano cangia di stato) scaturisce siccome
partitura di gran sapore wagneriano con
melodie rapinose, armonie sì sapienti da
esser, a volte, malate a fini espressivi,
un’orchestrazione rutilante da poter essere
affiancata a quella dell’Eugenio Oneghin di
Ciaikovski: non a caso la più bella Polonaise
teatrale, dopo quella di Piotr, si trova qui. Un
giovane direttore, Eivind Gullberg Jensen, la
guida con sapienza e gusto squisito, onde
merita gli applausi alla fine tributatigli
dall’orchestra. Ho letto la sua biografia di
direttore completo che, per la musica
italiana, ha toccato Puccini: per Verdi,
l’autore più difficile, è presto. Se l’Opera
realizzasse il mio sogno di allestire Capriccio
di Richard Strauss lo vedrei volentieri sul
podio. La compagnia è ottima ma fulgido mi
pare il tenore Maksim Aksenov. Ecco un
lirico spinto, appartenente a una razza quasi
in estinzione: che bell’Imperatore della
Donna senz’ombra sarebbe! Come fraseggia
bene e come sa cantare piano! Protagonista
sensibile e dalla bella voce è Svetla Vassileva;
mi sono piaciuti assai anche il soprano
Michelle Breedt, il contralto Larissa
Diadkova e il baritono Steven Humes e bene
fanno Igor Gnidii e Eva Liebau. Il coro diretto
da Roberto Gabbiani fa meraviglie e così
pure la coreografia di Denys Ganio. Il regista
e scenografo Denis Krief costruisce dal nulla
uno spettacolo finissimo e fa recitare il coro
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con vera arte.
sono divertito ogni giorno, come ci si può
divertire solo tra latinos. Da argentino qui mi
sento a casa, abbiamo lo stesso senso
dell’umorismo…». Daniel Barenboim saluta la
Scala. I prossimi concerti dedicati a Schubert e
il Fidelio del 7 dicembre, i suoi ultimi impegni.
Nove anni alla guida del teatro passati in un
lampo. Un viaggio iniziato e concluso sotto il
segno di Beethoven. «Lissner era appena
arrivato, mi chiese di dirigere la Nona al
Concerto di Natale. Poi di diventare maestro
scaligero, poi ancora direttore musicale… Titoli
importanti che io, già impegnato alla Staatsoper
di Berlino, non avrei voluto assumere. Per
rispetto alla Scala, che aveva
diritto a un direttore a
tempo pieno. Ho fatto il
massimo, entro i limiti, per
amore di questo teatro. E
ora parto con un peso sulle
spalle, di non avergli dato
tutto quello che avrei
voluto». Il suo legame con la
Scala è profondo quanto
antico. «La mia prima volta
Classe 1942
fu nel ’66 come pianista.
Daniel Barenboim
Avevo 24 anni. Nel ’70
Abbado mi ha invitato a dirigere Bruckner. Un
autore che l’orchestra non aveva mai eseguito.
La prima prova si svolse in totale silenzio.
Pensavo fossero stregati. A rompere l’incanto fu
la prima viola che mi chiese: ma quanto dura?
Da allora molto è cambiato in quest’orchestra».
Merito anche suo, che l’ha cresciuta a
Beethoven e Wagner, Stravinskij e Prokofiev.
Per contratto poteva restare ancora un anno, ma
Lissner se n’è andato prima innescando il
cambio. «Avevo già programmato il 7 dicembre
2015: Oneghin, regia di Wim Wenders». Pereira
gli ha proposto l’apertura del ’16. «Tornerò a
novembre per la Filarmonica ma un’opera non
posso. Per quella data sarò a Berlino con la mia
nuova Accademia per la formazione di musicisti
palestinesi e israeliani. Se la politica non risolve
nulla non resta che sperare nella cultura».
Giuseppina Manin
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Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
54
Eventi
La guida
Cento opere
per raccontare
un’arte italiana
Dal 2 dicembre fino al 22 febbraio 2015, a Palazzo
Pitti di Firenze, presso il Museo degli Argenti, la
mostra I tesori della Fondazione Buccellati. Da
Mario a Gianmaria, 100 anni di storia dell’arte
orafa, curata da Riccardo Gennaioli, frutto della
collaborazione tra la Fondazione Gianmaria
Buccellati e la Soprintendenza Speciale per il
Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico
e per il Polo Museale della città di Firenze. La
mostra presenterà una selezione di oltre cento
opere, tra gioielli, lavori di oreficeria e di argenteria
disegnati da Mario e Gianmaria Buccellati. La
rassegna si apre con un omaggio a Mario, il
capostipite. Catalogo Skira. Orari: dalle 8:15 alle
16:30; chiuso il 1° e l’ultimo lunedì del mese, il 25
dicembre e il 1° gennaio. Ingresso: € 7 e € 3,50.
Il biglietto consente l’ingresso al Museo delle
Porcellane, al Giardino di Boboli, al Museo del
Costume e al Giardino Bardini. Info: tel. 055
294883. Sito web www.polomuseale.firenze.it
L’appuntamento Dal 2 dicembre in mostra a Palazzo Pitti di Firenze, la
collezione del celebre orafo che entra nella Sala degli Argenti dove è conservato
il tesoro della dinastia toscana: un «duello» a distanza di grande artigianato
A CONFRONTO
CON
I
MEDICI
N
di Marco Gasperetti
el grande salone
mediceo, le vetrine a specchio
sembrano culle. In
attesa, ancora per
poco, di accogliere i gioielli e d’iniziare con loro
uno strano gioco di apparenze e
trasparenze, prospettive e geometrie. Siamo alla viglia della
mostra «I tesori della Fondazione Buccellati» (dal 2 dicembre
al 22 febbraio) e il Museo degli
Argenti di Palazzo Pitti, nella
reggia dei Medici, si sta trasformando in una fabbrica incongrua. Così attraente che architetti, tecnici e operai fanno fatica a non distrarsi magari per un
attimo tra le architetture del
Cortile dell’Ammannati, gli affreschi di Giovanni da San Giovanni, e tra le meraviglie delle
altre stanze che accolgono anch’esse tesori preziosi: quelli
medicei.
Ed è qui che si materializza
un sogno di 46 anni fa, quello di
Gianmaria Buccellati, il figlio di
Mario (il Principe degli orafi) ed
erede, dicono i critici, dell’arte
sublime di Benvenuto Cellini.
Nel 1968, davanti ai vasi in pietre dure di Lorenzo il Magnifico
e ai gioielli dell’Elettrice Palatina, Gianmaria fu ispirato (da
ciò che ancora oggi descrive come un imprinting assoluto, il
secondo dopo quello del padre)
a pensare agli «Oggetti preziosi», collezione di vasi, coppe,
scatole, opere di straordinaria
fattura (e museo personale)
non destinate al mercato, ma al
«Bello» per tracciare un legame
indissolubile con l’arte del Rinascimento.
IL SOGNO DI UN MODERNO RINASCIMENTO
NEI GIOIELLI DI GIANMARIA BUCCELLATI
Il padre Mario
Buccellati (18911965, nella foto
sopra) iniziò
l’attività
a 14 anni in una
bottega orafa
milanese,
raggiungendo nel
tempo il successo
mondiale come
brand dell’alta
gioielleria made in
Italy. A destra
i figli Luca,
Federico,
Gianmaria,
Giorgio e Lorenzo.
Nella pagina
accanto, nella foto
grande, la Coppa
della Regina, in
cristallo di rocca,
oro giallo e zaffiri
Opere che nella mostra fiorentina tornano e rinascono.
Come lo Scrigno Mediceo, la
«prima» ad essere forgiata per
questo museo ideale, un decagono dalle specchiature rettangolari e trapezoidali profilate da
una cornice d’oro lavorata a piccole foglie e da formelle decorate con quattro diamanti incastonati in oro rosso e sublimata da
un rosone d’oro bianco con diamanti.
Oppure come la Coppa dell’Amore, dal motivo rococò e
dalle forme femminili, e il Cratere delle Muse, coppa di giada,
oro e argento che ci racconta il
Mito e lo trasfigura interpretandolo e proiettandolo verso il futuro.
Le vetrine specchiate adesso
s’illuminano. I tesori stanno arrivando. Eccoli, più di cento, di
Gianmaria e di Mario a raccontare un secolo di storia. Ci sono
il bracciale in argento ritorto
decorato con cinque lapislazzuli di d’Annunzio e la collana in
oro giallo e rubini che il Vate regalò ad Eleonora Duse. Pochi
passi più avanti ed ecco, sfavil-
lare come caleidoscopi, la Spilla
Lumaca, la Spilla Farfalla, il Colibrì e altri oggetti, plasmati con
materiale prezioso nemesi di
una natura inestimabile. Il gioco di luce delle pietre preziose
sembra dar vita a queste minuscole sculture e il piccolo uccello dalle zampe e dal becco d’oro
è stato immortalato nel momento più straordinario: quello
dell’involontaria impollinazione.
La Gran Dama, più che una
spilla con perle e diamanti dalla
forma di donna, sembra una
trasposizione orafa-scultorea
dei dipinti di Arcimboldo. Il volto è una perla bianca a goccia, il
corpo una grande perla arancione «melo melo», la veste un
intreccio di oro bianco, rosso,
rosa, verde e nero costellata da
1808 diamanti di carati dissimili.
Poi ecco anelli, bracciali, polsini, orecchini a rametto di
quercia, sontuose parure, come
«Così capii che la mia bottega
sfidava la grande bellezza»
F
a davvero impressione sentire Gianmaria
Buccellati, classe 1929 e «un grosso intervento chirurgico appena subito», emozionarsi ancora fino quasi alle lacrime quando parla del suo primo incontro, con i tesori del
Museo degli Argenti. Ma in fondo non c’è da sorprendersi più di tanto considerato che, proprio
da quello stesso incontro, più di quarant’anni fa,
sarebbero scaturiti i sensazionali gioielli «creati
per piacere e per passione, non per vendere», gli
stessi gioielli (o forse sarebbe meglio chiamarli
«tesori») che sono l’anima stessa della Fondazione Buccellati.
«Quando quarant’anni fa ho visto per la prima
volta la collezione del Museo, sono rimasto prima di tutto colpito dalla incredibile bellezza di
quegli oggetti — spiega Gianmaria, emozionandosi per l’ennesima volta, come se fosse un artigiano alle prime armi —. Ma allo stesso tempo
ho capito che dovevo fare ancora di più di quello
che avevo fatto fino ad allora». È così che è ini-
ziata la sfida: «Volevo dimostrare che anch’io sarei stato in grado di realizzare qualcosa che potesse gareggiare, ad esempio, con le gioie animalier dell’Elettrice Palatina». Davanti a quei
preziosi, Buccellati non ha pensato, dunque, a
riprodurli e, magari a venderli, «ma ho voluto
trasformarli in una ispirazione creativa per qualcosa di unico e irrepetibile». E mentre ricorda
quei momenti davanti alle vetrine del Museo
(«un incontro voluto dal destino») tiene a ribadire i concetti che lo hanno guidato fin da allora
nella realizzazione della sua Fondazione: la bellezza e la sfida (con se stesso, ma anche i grandi
gioiellieri del passato, quelli appunto al servizio
dell’Elettrice Palatina).
Per questo, forse, non esiste un pezzo (e non è
Ispirazione e sentimento
«L’emozione più grande è stata
vedere che una coppa o un gioiello
erano stati realizzati esattamente
come li avevo immaginati»
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● 1891 nasce
Mario
Buccellati e
dopo aver fatto
un periodo di
apprendistato
apre nel 1919
la sua rima
gioielleria
milanese in via
Santa
Margherita.
Ora è pronto
per le
commesse
importanti
● 1923 crea
per l’amico
poeta Gabriele
d’Annunzio un
collier di stile
Art Déco
● 1951
Buccellati
sbarca a New
York dove apre
le sue prime
vetrine. Poi nel
‘54 conquista
anche la Fifth
Avenue
● 2000 lo
Smithsonian di
Washington
dedica alla
maison la
mostra
«Buccellati: Art
in Gold, Silver
and Gems »
● 2013
l’ingresso di
Clessidra.
Andrea
Buccellati è
direttore
creativo e
presidente,
Gianmaria è
presidente
onorario
L’erede
Gianmaria Buccellati,
classe 1929, figlio
del fondatore Mario, è oggi
presidente onorario della
Buccellati Holding Italia, nella
quale è confluito anche l’altro
ramo dell’azienda di famiglia,
guidato fino al 2011
dal fratello Lorenzo
Oggetti fatti solo per amore, gli affari erano un’altra cosa
di Stefano Bucci
la famosa serie «Pizzo Venezia»
che, si narra, Gianmaria avrebbe inventato in aereo dopo aver
intravisto il pizzo del reggiseno
di una signora. C’è anche un’ultima nata. «È la Coppa Florentia
che racchiude in sé lo straordinario percorso di Gianmaria»,
spiega Gianfranco Grimaldi, vicepresidente della Fondazione.
Una mostra, inevitabilmente
a tempo, quella dei Buccellati
curata con talento da Riccardo
Gennaioli. Ma non solo. Nel
Museo degli Argenti di Palazzo
Pitti si celebra anche la nascita
di una sala (stabile) con 32 opere concessi in comodato dalla
Fondazione Buccellati e dunque
un museo nel museo. Proprio
come aveva sognato il giovane
Gianmaria quel giorno lontano
del 1968.
Alla pre-inaugurazione dell’evento, il primo dicembre nel
cortile dell’Ammannati, c’è anche la musica d’autore. Con un
concerto del compositore e violoncellista di fama internazionale, Giovanni Sollima.
mgasperetti@corriere.it
La vicenda
mai esistito) che Gianmaria dichiari di amare
più degli altri: «Non può chiedermelo. È una
scelta impossibile, come chiedermi di scegliere
tra i miei figli quello che preferisco». Anche perché tutti sono stati realizzati nello stesso modo,
secondo la medesima procedura: «Vedevo i gioielli, le coppe e gli oggetti dei Medici e mi ispiravo, con timore ma via via anche con sempre
maggiore consapevolezza delle capacità mie e
degli artigiani che collaboravano con me —
spiega — . Poi iniziavo a lavorarci quotidianamente, nel tempo che mi lasciava libera la bottega, senza mai pensare al tempo che mi sarebbero costati, interrompendo il normale lavoro
commerciale».
In quelle vetrine del Museo degli Argenti,
Buccellati ha iniziato il suo cammino, personale
ma anche della sua impresa, verso la «bellezza
assoluta», verso qualcosa che, come più volte
tiene a chiarire, «avesse di per sé un valore estetico e culturale, non soltanto venale». Come ad
esempio la coppa Florentia, in cristallo di rocca
con festoni, un omaggio importante a quella Firenze «che con la sua tradizione e con i suoi artisti eccellenti ha rivestito sin da subito una grandissima importanza nella nascita dell’alto artigianato» di Buccellati.
L’emozione più grande? «Quando capivo che
la sfida era stata vinta, quando alla fine vedevo
una coppa o un gioiello che erano esattamente
come me li ero immaginati, come li avrei voluti». Oggetti come la Coppa medicea che rivestono ancora oggi per Gianmaria Buccellati, e per la
sua famiglia, un significato eccezionale: «Perché
sono riuscito a lasciare agli altri la testimonianza
di una bellezza che riesce a superare i confini del
tempo». Una bellezza, appunto, degna di essere
conservata in un museo.
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Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
EVENTI
In esposizione
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l’«app»
Eventi
Da sinistra, Coppa Boscoreale
Calice (2005); Bracciale sforato
a tulle in argento platinato e
oro giallo con pietre (Mario
Buccellati, 1925); Spilla Gran
Dama, con perla centrale, oro
e brillanti (2003) e, infine, lo
Scrigno Mediceo (1979) in oro
giallo, oro brunito e brillanti
Eventi
55
Informazione,
approfondimenti, gallery
fotografiche e la mappa
degli appuntamenti più
importanti in Italia.
È disponibile sull’App Store
di Apple la nuova
applicazione culturale del
«Corriere della Sera Eventi».
È gratis per 7 giorni.
La strada
I numeri che contavano
di via Tornabuoni
di Wanda Lattes
L’aperitivo era obbligatorio da
Giacosa, in un ambiente non
troppo spazioso, caldo e
gentile. Ma il pranzo, la cena
ogni lungo e raffinato,
dovevano essere organizzati da
Doney: economisti, politici,
scrittori, perfino giornalisti
come Indro Montanelli
venivano qui per scambi di idee
e anche per trattative segrete.
Così Via Tornabuoni rimase per
decenni il cuore fiorentino
dell’eleganza e del buon gusto.
Un cuore poco aperto al
turismo quello che a metà del
secolo scorso dava l’indirizzo
(al numero 71, accanto a Gucci)
alle geniali creazioni di
oreficeria e argenteria di Mario
e Gianmaria Buccellati. Quella
strada in qualche modo
«benedetta» dal dipinto di
Lorenzo Monaco in Santa
Trinita aveva laboratori
artigianali eccezionali. E a
passeggio vedevi solo abiti,
scarpe, pettinature perfette. E
gioielli importanti.
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● Il commento
Le vitamine necessarie
per il genio italiano
di Enrica Roddolo
M
ario Buccellati creò per il Vate
d’Annunzio, splendide gioie Art
Déco e nel 1951 arrivò fra le luci di
New York. Partito dall’Oltrepò pavese era
entrato come apprendista nella gioielleria
milanese Beltrami e Besnati. Dannunziana e
un po’ decadente era anche la Roma
Umbertina sulla quale Sotirio Bulgari aprì le
vetrine del suo primo negozio, era il 1884: gli
amori di Elizabeth Taylor e la storia di Casa
Savoia, si sarebbero intrecciati con i suoi
collier. Un secolo dopo, Pino Rabolini
introdurrà la filosofia del prêt-à-porter nel
gioiello. 1967, nasceva Pomellato: collane
come abiti, da cambiare secondo i mood di
tendenza. Un modello replicato poi da molti,
ansiosi di «agganciare» il business delle
pietre al grande business della moda. Il
viaggio nella storia dell’industria orafa
italiana è avvincente ed è un modello di
riferimento su scala globale.
Poi, con la competizione internazionale e la
corsa della finanza, nuove energie e capitali
sono entrati a «rivitalizzare» storiche
maison. Così Pomellato è entrato nella
galassia Kering, Bulgari ora è il gioiello della
corona di Monsieur Arnault e l’arte di
Buccellati ha trovato nuova linfa con il fondo
Clessidra. Meglio piccoli in un grande
gruppo che indipendenti in un’industria del
lusso sempre più competitiva. Meglio forti
con un socio finanziario che deboli en
solitaire. Il processo è quasi inarrestabile.
Una cosa è certa: meglio se la creatività
italiana può essere declinata al futuro. Le
storie d’archivio, pur affascinanti,
inaridiscono. E se per continuare la
tradizione insegnata nelle scuole orafe, le
risorse di famiglia non bastano, la strada è
quella. E i piccoli? Perché ci sono le maison,
ma pure una miriade di laboratori orafi di
qualità: il distretto di Valenza e quello di
Vicenza, per citare. E ancora una volta,
serve un respiro globale. È quel che, per
esempio, cerca di portare Matteo Marzotto
(Fiera Vicenza). Non solo nuove finanze ma
nuove idee, e visione, contatti globali. Perché
l’obiettivo è sempre quello: regalare a storie
d’impresa affascinanti un futuro vitale.
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L’immaginario
di Giuseppe Scaraffia
«A
ppena mi metto
al lavoro, mi infilo il talismano, terrò al dito
quest’anello per tutte le ore di
lavoro. Lo metto al primo dito
della mano sinistra, con cui
tengo la carta, in modo che il
tuo pensiero mi stringa, sei lì
con me e adesso invece di cercare le parole nell’aria, le chiedo a questo delizioso gioiello»,
si crogiolava Balzac. Incostante
quanto lui, Rilke scriveva:
«Porto l’anello, quello con brillante giallo scuro, ti ricordi? E
la mia mano mi sembra un po’
estranea». All’interno una
scritta: «Indissolubile». Più
pessimista, Mérimée si era fatto incidere un avvertimento:
«Ricordati di diffidare».
Pierre Loti era orgoglioso
dell’anello creato da una giovane amante turca, la futura Aziyadé, con alcuni suoi gioielli.
Dopo la morte dell’amato Radiguet, Cocteau aveva aggiunto al
mignolo la fede di Cartier che
aveva disegnato per siglare la
loro unione: tre anelli di oro
bianco, giallo e rosso, sintesi di
mobilità e di staticità, si uniscono senza fondersi.
C’è chi ama gli anelli di grandi dimensioni. Ogni dito delle
lunghe, tozze mani dalle unghie laccate di Lorrain portava
un vistoso anello. Opali, crisopazi e calcedonie erano imprigionati nell’oro lavoratissimo
di anelli di scarso valore. Wilde
portò a lungo un gigantesco
anello episcopale, un’ametista
incastonata nell’argento, poi
un imponente anello con lo
scarabeo egiziano che sembrava una turchese morta. Ma aveva anche due anelli di smeraldo
ai mignoli. I segni cabalistici
sulle pietre conferivano alla
pietra di sinistra il potere di ge-
Balzac, il Vate e Frank Underwood
Le passioni dei signori dell’anello
nerare ogni forma di gioia e a
quella di destra un analogo potere nel campo della sventura.
A chi gli chiedeva perché non
rinunciasse a quel pericoloso
oggetto replicava: «Per poter
essere felici ci vogliono le disgrazie».
Un anello può essere un dono che ci si fa da soli. Come Gabriele d’Annunzio che con Buccellati aveva instaurato un rapporto d’amicizia. Joyce ne aveva
molti, malgrado di perdesse
s p e s s o . Un o i n ca s to n a va
un’agata, un altro un’ametista
ovale. Che li comprasse o glieli
regalasse la moglie, erano
spesso legati a una data significativa. Anche Max Jacob, mal-
❞
Simboli
Evocano l’eternità e,
quando sono antichi,
sembrano racchiudere
tutto il passato
grado la povertà, amava portare due o tre anelli. Oltre all’anello con i brillanti, de Pisis
ne aveva uno con la corniola,
dove si poteva leggere: «Le berger d’Arcadie». Sulle mani del
disilluso Gary brillavano anelli
di topazio e ametista. Un anello
antico sembra racchiudere in
sé tutto il passato e Giono era
molto affezionato al suo anello
etrusco. Gli anelli evocano
l’eternità, ma non era stato così
per il giovane Montherlant, cui
il padre aveva regalato un anello con inciso all’interno la massima «L’onore prima di tutto».
Quando, dopo averglielo ritirato per una piccola mancanza,
glielo ridiede, il futuro scrittore lo buttò in una fogna.
La miseria costrinse i Bulgakov a vendere le fedi nuziali
create da un celebre gioielliere.
«Non erano gonfi, ma piatti;
sull’interno del mio era inciso
Michail Bulgakov e la data».
Ma non sono solo le cerimonie
tra i due sessi a siglarsi con un
anello. Flaubert ricevette da
Maxime du Camp un anello rinascimentale con un cammeo
Questione di dettagli Gabriele d’Annunzio e Kevin Spacey in «House of Cards»
Nomi
preziosi
Oscar Wilde
Lo scrittore
amava anelli
imponenti.
Ai mignoli
ne portava
invece due
di smeraldo
più piccoli,
contrassegna
ti dai simboli
cabalistici
di gioia e
sventura
Gabriele
d’Annunzio
Il Vate instaurò
una profonda
amicizia
con Mario
Buccellati
a cui
commissionò
oggetti descritti
a voce o perfino
con schizzi
«House
of Cards»
Frank
Underwood,
aspirante alla
Casa Bianca,
batte due volte
il suo anello
sul tavolo nei
momenti clou
della scalata.
Come quando
arriva a far sua
la scrivania
presidenziale
di un satiro e gliene donò uno
con le cifre e il motto dell’amico. Però c’è chi all’antichità e alle frasi preferisce se stesso.
L’egocentrico Pound, si era fatto incidere il proprio ritratto
nel cammeo di un grande anello.
Gli anelli dotati di uno scomparto segreto eccitano la fantasia degli scrittori. Boris Vian ne
aveva uno verde. Breton ne possedeva un altro a forma di cappella, con dentro un minuscolo
altare. Il giovane Malraux, diretto in Cambogia per rubare le
statue dai tempi nascosti nella
giungla, aveva affidato alla moglie un anello che conteneva,
gli avevano detto, del cianuro
per sfuggire a eventuali torture.
Ma nessuno aveva mai provato
quella polvere bianca, forse era
innocuo bicarbonato.
Nel soffocante clima sovietico, Majakovskij riceveva biglietti in cui anonimi «compagni» lo invitavano a rinunciare
al suo anello: «Compagno
Majakovskij, penso che quell’anello non le si confaccia». Al
che lui replicava che proprio
per quel motivo non lo portava
al naso, ma al dito.
Ma un anello può anche essere magico. Balzac credeva alla straordinaria potenza del
suo Bedouck – un anello portafortuna dono di un orientalista, chiamato così dal nome del
fulmineo falcone di un califfo
di Bagdad, inciso in caratteri
arabi. Nella celebre serie «House Of Cards», il protagonista,
Frank Underwood ha un anello, dono del padre, simbolo di
potere e insieme amuleto: basta batterlo ritmicamente per
due volte sul tavolo. E cosa accadrà lo sapremo nella prossima stagione.
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Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
57
●
Risponde Sergio Romano
● Il dubbio
ROMA E LONDRA NEL 1940
LA TRATTATIVA FALLITA
di Piero Ostellino
Dovere di ospitalità
non con gli arroganti
LETTERE
AL CORRIERE
NEL NOSTRO PAESE
Disparità di diritti
Caro Romano, come mai è così
difficile andare contro i
cosiddetti diritti acquisiti nel
passato da alcuni, quando
questi rischiano di
determinare «diritti negati»
futuri per altri?
Mario Taliani
mtali@tin.it [mail
Anche a me sembra che il rispetto dei diritti acquisiti possa
creare problemi di disparità e
diseguaglianza. Forse questa
potrebbe essere materia per
una sentenza della Corte costituzionale.
Sull’esistenza del «carteggio» ChurchillMussolini non è possibile avere dubbi se, per
carteggio, si intende più che un vero e proprio
scambio epistolare (ci fu ma certo non intenso)
una serie di contatti riservati — anche tramite
intermediari — tra Italia e Gran Bretagna tra il
1939 e il 1945. Difficile dubitare ci siano stati
perché lo dimostrano — tra le altre cose —
numerose testimonianze, oltre al fare
spregiudicato di Churchill usato in altre
occasioni in quegli anni. Il «carteggio», almeno
in originale, è stato fatto sparire dai servizi
segreti inglesi, come dimostrano numerosi
riscontri. Che gli storici inglesi non abbiano
trovato nulla non dovrebbe stupire: hanno
spesso negato quello che i loro stessi archivi
rivelano (ad esempio lo specifico interesse
britannico per l’archivio di Mussolini sul Garda
fin dall’autunno 1944); quando non hanno
manomesso documenti (ad esempio Deakin,
come risulta da un recente saggio del professor
Simoncelli), si sono esercitati nell’abituale
sussiego (Mack Smith) o hanno pasticciato,
attribuendosi anche mezze scoperte già fatte da
altri come nel caso di Richard Lamb.
Fabio Andriola
fabio@storiainrete.com
Le lettere firmate con
nome, cognome e
città, vanno inviate a
«Lettere al Corriere»
Corriere della Sera
via Solferino, 28
20121 Milano
Fax: 02-62827579
@
lettere@corriere.it
www.corriere.it
sromano@rcs.it
NEL MERIDIONE
Visita di Renzi
Ho sentito dire al premier
Renzi che «oggi vado al Sud».
Non era più corretto dire che
andava a visitare l’Italia del
Sud indicando quale Regione e
città? Perché, quando va al
Nord, non dice «oggi vado al
Nord»? Questo «andare al
Sud» mi ha fatto sentire un po’
diverso e meno italiano.
Luca Marturano, Gerace (RC)
CONTRO LA CRISI
Diminuire le tasse
I dati confermano per
l’ennesima volta che la
disoccupazione aumenta
perché le imprese chiudono o
delocalizzano. È ormai
evidente che le politiche finora
adottate vanno per la strada
sbagliata. Per far ripartire la
crescita serve soltanto il
coraggio di detassare e
diminuire il peso fiscale.
Antonia De Tomas
Pordenone
IN CALO COSTANTE
Rendimenti dei Bot
All’apertura delle
contrattazioni di venerdì,
con lo spread a 133.8, il
rendimento lordo teorico dei
Btp a 10 anni è sceso al 2%. I
Bot a 6-12 mesi rendono meno
La tua
opinione su
sonar.corriere.it
La Ue chiede la
separazione
dei motori di
ricerca web
come Google
da altri servizi
commerciali.
Siete
d’accordo?
Caro Andriola,
o che lei ha fatto ricerche su questi temi e
che le sue osservazioni, quindi, meritano
attenzione. Ma lei sa che la caccia al carteggio non ha dato sinora i risultati desiderati e che in molti dei casi da lei elencati esistono ipotesi o, tutt’al più, prove circostanziali.
Per quanto mi concerne, sono scettico perché la
teoria del carteggio mi sembra cara soprattutto a
chi vuole denunciare l’ambiguità britannica e
spezzare una lancia per la diplomazia di Mussolini nella fase che precedette l’intervento dell’Italia nella Seconda guerra mondiale.
S
SUL WEB
Risposte alle
19 di ieri
Se il problema è questo non è necessario fare
ulteriori ricerche. In un libro apparso in Italia nel
2001 (Cinque giorni a Londra, maggio 1940),
John Lukacs, storico americano di origine ungherese, ha scritto che nel momento più cruciale
vi fu fra i due uomini di Stato almeno uno scambio di lettere. L’iniziativa fu di Winston Churchill, Primo ministro dal 10 maggio. Il 16 dello
stesso mese, dopo la rottura del fronte francese,
il nuovo Premier scrisse a Mussolini per chiedergli di non intervenire nel conflitto: «La prego di
credere che non uno spirito di debolezza o di paura mi muove a questo solenne appello, di cui rimarrà traccia negli archivi. Dall’evo più lontano,
sopra ogni altro richiamo, giunge il grido, onde
gli eredi congiunti della civiltà latina e cristiana
non abbiano a schierarsi gli uni contro gli altri in
una lotta mortale». Mussolini rispose: «Se fu per
onorare la vostra firma che il vostro governo dichiarò guerra alla Germania, comprenderete che
lo stesso senso d’onore e di rispetto per gli impegni assunti col Patto italo-germanico guida la
politica attuale e futura dell’Italia di fronte a
qualsiasi eventualità».
La lettera di Churchill a Mussolini non fu il solo tentativo britannico di evitare l’intervento italiano. Nei giorni seguenti il ministro degli Esteri
del Regno Unito, Lord Halifax, ebbe incontri con
l’ambasciatore d’Italia a Londra Giuseppe Bastianini e gli disse che la Gran Bretagna, se l’Italia si
fosse astenuta dall’intervenire, sarebbe stata
pronta a discutere con il governo italiano le richieste territoriali avanzate da Roma negli anni
precedenti. Bastianini fece del suo meglio per
favorire l’operazione, ma il capo del governo italiano lesse il suo rapporto, lo siglò «per presa
lettura» e lo mise agli atti. Era convinto che la
Germania avrebbe vinto la guerra e che l’Italia
avrebbe partecipato alla divisione delle spoglie
soltanto se fosse scesa in campo.
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Sì
63%
37%
No
La domanda
di oggi
Grillo fa un
passo indietro
e nomina
cinque eredi.
Sarà una svolta
positiva per il
Movimento 5
Stelle?
dell’1%, avvicinandosi allo
zero. Di questo passo, in breve
tempo avremo rendimenti
negativi come i bond tedeschi.
Questo è un bene per i conti
pubblici, ma è un male per i
conti privati perché provoca
un’ulteriore diminuzione del
potere d’acquisto dei cittadini,
già falcidiato dalla crisi e dalla
pressione fiscale.
Valentina Micillo, Milano
regionale Mendrisio-Varese
con perfetto tempismo sui
tempi previsti. Il tratto
italiano è in alto mare. Eppure
la società che costruisce la
tratta è la stessa. Qualcosa
non torna: torna solo
l’ennesima figuraccia di fronte
all’Europa e ai nostri (seri)
vicini.
FERROVIE
Ennesima brutta figura
«ADOTTA UN NONNO»
Iniziativa da diffondere
Si è appena inaugurato il
tratto svizzero della ferrovia
Bella l’iniziativa del Comune
di Milano «Adotta un nonno»,
Franco Griffini
tfrancogriffini@libero.it
che prevede la possibilità
per anziani soli e bisognosi,
di consumare pasti gratuiti
nelle mense delle scuole
elementari, assieme ai piccoli
studenti. È un’opportunità per
contrastare la solitudine della
vecchiaia, per unire
generazioni così lontane tra
loro e anche per evitare sprechi
di cibo. Tanti anziani saranno
più felici e molti bimbi
potranno ascoltare storie a
volte davvero straordinarie.
Perché non provarci anche in
altre città?
Michele Massa
P
apa Francesco ha fatto un magnifico
discorso davanti al Parlamento
europeo. Dando pure per scontato che
parlava anche ai rappresentanti di molti
Paesi dell’Europa del Nord di fede
protestante e sensibili alla «centralità e
sacralità della Persona», resta che, proprio
perché magnifico, non si è trattato di un
discorso nelle sue corde. Il Pontefice ha fatto
una sola concessione al proprio
terzomondismo: l’invocazione a non fare del
Mediterraneo un grande cimitero. Ma chi
non farebbe nulla, o troppo poco, per evitare
una tale degenerazione? Non certo l’Italia,
che, se mai, pecca di eccessiva indulgenza
nei confronti dell’immigrazione, compresa
quella clandestina. Sorge così il sospetto che
il Pontefice abbia recitato un testo non suo,
ma scritto da qualcun altro. Dunque, non mi
pare il caso di rilevare che papa Francesco
dice quello che gli passa per la testa ogni
volta che apre bocca. Le contraddizioni nelle
quali incorre — felici contraddizioni, nella
circostanza — sono la cifra del suo
pontificato.
Il discorso al Parlamento europeo è caduto
nel momento in cui, da noi, trovavano spazio
nelle cronache giornalistiche gli insulti di
una giovane immigrata a un poliziotto; un
brutto segno dei sentimenti con i quali certa
immigrazione intenderebbe comportarsi,
con ingiustificata arroganza, una volta
integrata. Che essa stia mettendo in circolo
anche una buona dose di arroganza come se
tutto le fosse dovuto, lo dice, ormai, solo
Matteo Salvini. Ma, nei confronti del
segretario della Lega, il giornalismo
maggiore ha incominciato un’opera di
demolizione per il solo fatto che dice cose di
buon senso che molti pensano. Matteo
Renzi, a sua volta pare stia approntando una
qualche forma di depenalizzazione
dell’abusivismo, sia da parte di certa
immigrazione sia dell’occupazione di case.
Diciamola, allora, tutta. Se, oltre che furbo,
fosse anche intelligente, Renzi sarebbe già
Mussolini. Ne ha adottato — lo commenta il
Giornale — con la postura, anche un certo
linguaggio. Se potesse, ne adotterebbe,
probabilmente, anche i metodi, come ha già
mostrato di voler fare con l’inopportuna
eliminazione del Senato; fatta, d’accordo con
un altro spirito autoritario, Silvio Berlusconi,
palesemente non per ridurre le
complicazioni del bicameralismo perfetto,
ma per eliminare un ostacolo legislativo
all’autoritarismo strisciante del governo. Tira
una brutta aria.
postellino@corriere.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Bologna
Staino
INTERVENTI E REPLICHE
Prezzi del petrolio e della benzina
vorrei spiegare all’autore della lettera «Petrolio e
benzina: qualcosa non quadra» (Corriere di ieri) e
a quanti hanno dubbi come i suoi, che invece
tutto quadra. Il calo del petrolio del 35% da lui
osservato è del prezzo in dollari, ma nello stesso
periodo il dollaro si è apprezzato del 11% contro
l’euro (cambio da 1,40 a 1,24): perciò in euro il
calo è 24%. La benzina rappresenta solo il 30%
del petrolio, quindi il calo a lei imputabile è 30%
del 24%, cioè 7%. La diminuzione del 7% va poi
calcolata solo sul prezzo industriale, che al
massimo è il 40% del prezzo alla pompa,
essendo il rimanente 60% plus
costituito da accise e Iva, che sono fisse. Il 7% del
40% fa il 2,8%: cioè perfettamente in linea con il
3% di cui parla il lettore.
G.B. Merlo, gbmerlo@libero.it
Come si pronuncia Padoan
A proposito della pronuncia di Vladimir (Putin),
(Corriere di ieri), venendo a noi, quale è la
pronuncia del nome del ministro dell’Economia,
Pier Carlo Padoan? Noi veneti diciamo sempre
padoàn, trevisàn ecc. ecc., mentre in tv sento
pronunciare pronunciare Pàdoan, che non sta nè
in cielo nè in terra!
Gian Paolo Danesin, dgp@venetonet.com
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FONDATO NEL 1876
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Pressioni della piazza sui governi
Con riferimento alle pressioni di piazza, un lettore
si pone la domanda: «E un governo non riesce
ad attuare il programma con cui si è presentato
agli elettori, perché viene sottoposto a pressioni,
la responsabilità è tutta del governo?»(Corriere,
17 novembre). La risposta è senza ombra di
dubbio sì. Qualsiasi governo viene da sempre
sottoposto a ogni genere di pressioni e, se si
lascia condizionare, ne risponde di fronte agli
elettori. Spesso, questo in Italia non accade,
perché vige l’abitudine secondo la quale i meriti
sono propri e le colpe sono altrui.
Attilio Lucchini, attiliolucchini@hotmail.it
EDIZIONI TELETRASMESSE: RCS Produzioni Milano S.p.A. 20060 Pessano con Bornago - Via R. Luxemburg - Tel. 02-95.74.35.85 • RCS Produzioni S.p.A. 00169 Roma Via Ciamarra 351/353 - Tel. 06-68.82.8917 • RCS Produzioni Padova S.p.A. 35100 Padova - Corso Stati Uniti 23 - Tel. 049-87.00.073 • Tipografia SEDIT Servizi Editoriali S.r.l.
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La tiratura di venerdì 28 novembre è stata di 455.209 copie
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ISSN 1120-4982 - Certificato ADS n. 7682 del 18-12-2013
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Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
58
Sport
Incidenti
Trasferte vietate
per tre mesi
ai tifosi dell’Atalanta
Costano cari all’Atalanta gli scontri tra gli ultrà
nerazzurri e forze dell’ordine dopo la partita
con la Roma di sabato scorso che hanno
provocato 5 feriti tra poliziotti e carabinieri e 2
tra i tifosi. Cinque ultrà sono in carcere con
l’accusa di devastazione, violenza, lesioni
aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Il
ministro dell’Interno Angelino Alfano ha
firmato un provvedimento che vieta per i
prossimi 3 mesi la trasferta ai sostenitori
nerazzurri, a cominciare da quella di domani a
Empoli. È la prima volta dall’introduzione del dl
sulla violenza negli stadi. I sostenitori atalantini
potranno subire restrizioni anche per le gare al
Comunale. La prefettura di Bergamo avrà il
potere di vietare la vendita dei biglietti a chi non
possiede la tessera del tifoso e — in curva Nord
— sospendere il carnet di biglietti e
abbonamenti rilasciati a chi ha preferito non
sottoscrivere la tessera.
Inchiesta La procura antidoping del Coni chiede 4 anni e tre mesi di squalifica per Carolina
Le accuse: omessa denuncia e tentativo di eludere il controllo dell’ex fidanzato Schwazer
Kostner, scivolone di coppia
La richiesta
La Procura
Antidoping del
Coni ha chiesto
una squalifica
di 4 anni
e 3 mesi
per Carolina
Kostner
per complicità
e omessa
denuncia nella
vicenda di cui
è protagonista
l’ex fidanzato
Alex Schwazer
Staffetta
Richiesta
di squalifica per
Simone Collio,
Maurizio
Checcucci e
Roberto Donati
(nella foto),
con Di Gregorio
euro argento
nella 4x100
Complice e omertosa. La
Procura Antidoping del Coni
non ha dubbi su Carolina Kostner, sono i fatti oggettivi che
emergono dalle 25 pagine dell’atto di deferimento a inchiodare, dopo appena 72 giorni di
indagine, la pattinatrice della
polizia penitenziaria che a Torino 2006 ebbe l’onore di portare il tricolore. Quattro anni e
3 mesi la richiesta dei procuratori Tammaro Maiello e Mario
Vigna a fronte dei reati contestati, la complicità per aver coperto il doping dell’ex fidanzato Alex Schwazer (4 anni: è il
minimo, 20 il massimo) e la
mancata denuncia delle pratiche dopanti del dottor Michele
Ferrari (3 mesi).
Ieri la notizia ci ha messo un
attimo a varcare l’Atlantico e
raggiungere la Kostner proprio
mentre graffiava il ghiaccio
texano del Galleria Dallas sotto
il più grande albero di Natale
indoor degli States, onore che
spetta solo a medaglie olimpiche. Be’, quella conquistata da
Carolina a Sochi non rischia di
saltare, la Procura non ne chie-
Il personaggio
derà formalmente la revoca.
Solo l’iniziativa del presidente
della seconda sezione del Tna,
Luigi Fumagalli, potrebbe sfilargliela dal collo nel processo
le cui date saranno fissate a fine dicembre, dopo le feste. È
già qualcosa per Carolina, ma
non abbastanza per attutire la
sua caduta più rovinosa.
Che è in divenire, siamo solo
alla fase del rinvio a giudizio.
«Carolina è colpita, ritiene la
situazione assurda e vuole andare fino in fondo», ha detto
l’avvocato, Giovanni Fontana.
Ma che potrebbe diventare
concreta proprio a causa dello
sgambetto dell’ex fidanzato, è
dal confronto tra i due verbali
che scaturisce il deferimento.
Venti delle 25 pagine dell’atto
sono proprio le sbobinature
degli interrogatori paralleli da
cui emergono otto circostanze
discordanti, otto racconti diversi degli stessi fatti: le chiavi
della casa di Oberstdorf (Alex
dice che le aveva, Carolina nega); la fantomatica cena con
Michele Didoni, ex tecnico di
Schwazer che ieri è stato deferito (3 mesi) per aver bigiato
l’interrogatorio in Procura del 7
ottobre; la presenza di farmaci
inconsueti nel frigo che Carolina data a febbraio e Alex a luglio; l’auto di Schwazer nel parcheggio («Non sapevo fosse
lì», così ai procuratori la Kostner); e ovviamente la ricostruzione dei controlli a Oberstdorf nel luglio di due anni fa:
il primo, il 13 luglio, Carolina
dice che non era presente mentre Alex sostiene che la fidanzata fosse a letto; il 30 luglio il
secondo, quello dell’inghippo,
lui dice che il Dco (l’ispettore
Coni-Nado) suonò il campanello alle 9 mentre stavano
dormendo e lei dice alle 7, colti
nel pieno della colazione. «La
nostra idea sulla ricostruzione
dei fatti è diversa», ancora Fontana. Invece per la Procura la
Kostner ha aiutato l’ex fidanzato a eludere il controllo, è complice. Contano le parole di
Schwazer, ritenuto credibile
perché reo confesso e già squalificato fino a febbraio 2016. E
pesano pure i verbali dei due
Dco autori dei controlli a Oberstdorf e a Racines, dai loro interrogatori (inviati a Bolzano
per l’inchiesta ordinaria) emergono versioni più un sintonia
con quanto confessato da Alex.
Staffetta e Didoni
L’indagine «colpisce»
anche la staffetta
azzurra 4X100
di Barcellona e Didoni
Entro febbraio si celebrerà il
processo. Alla sbarra 5 pubblici
ufficiali: oltre alla Kostner e a
Didoni, dovranno comparire
Simone Collio, Maurizio Checcucci e Roberto Donati (per i
quali la Procura ha chiesto in
ordine 27, 24 e 8 mesi di stop),
cioè tre quarti della staffetta
4x100 euro-argento a Barcellona 2010 con record italiano. Di
cui i procuratori hanno chiesto, stavolta sì, la revoca.
Andrea Arzilli
Accusa Carolina Kostner, 27 anni, rischia una squalifica di 4 anni e 3 mesi (Epa)
Donna e campionessa, due anime divise
Una difesa maldestra dettata dall’amore
Il paradosso: è stato l’ultimo interrogatorio di Alex a metterla nei guai
Maledetto il giorno che t’ho
incontrato. Biondo, bello, simpatico, futuro oro olimpico
nella marcia. E scivoloso, Alex
Schwazer, molto più del ghiaccio.
Carolina apprende a Dallas,
in Texas, la notizia da Giovanni
Fontana, l’avvocato dei dopati
(vedi il bobbista Frullani) che
difende, è bene ricordarlo, una
non dopata. «È tutto assurdo –
esala con un filo di voce —. Andrò fino in fondo: voglio dimostrare la mia innocenza e serietà». Le tremano le gambe, ma
scende sulla patinoire. Dallas,
Ginevra, Selva, Bolzano, le
tournée in Giappone e in Svizzera. Il contratto per i galà fino
a febbraio è già firmato. Il futuro è questo, qui e ora: esibirsi
con il rossetto rosso da combattimento e il sorriso sulle
labbra finché ci sarà un promoter che farà richiesta del bronzo
olimpico di Sochi (medaglia
che non rischia di perdere),
dell’oro mondiale di Nizza, del-
la cinque volte campionessa
d’Europa.
E finché una sentenza, a gennaio, non renderà effettiva la
richiesta di maxi-squalifica
della Procura antidoping del
Coni. Vietati i palazzetti, vietata
la frequentazione di altri tesserati della Federghiaccio, a quel
punto. Le norme sportive antidoping sono inflessibili. E il
fatto che Carolina Kostner sia
una dipendente dello Stato
(Fiamme Azzurre) non alleggerisce la sua posizione. Meglio
pattinare oggi, insomma, dopo
aver rinfrescato l’Ave Maria e il
mitico Bolero in Canada dalla
coreografa di fiducia. In questo
navigare a vista, fare program-
Attesa snervante
A gennaio la sentenza.
Nell’attesa, congelato
anche il progetto della
scuola di pattinaggio
mi a lungo termine è impensabile. Persino l’apertura della
scuola di pattinaggio è congelata.
Da ieri l’anima divisa in due
di Carolina contiene sempre
più a fatica due presenze ingombranti: la campionessa di
pattinaggio, indimenticata e
intoccabile; e la donna: prima
innamorata, poi tradita ma fedele, infine maldestra (e mal
consigliata) nel tentativo di
mettersi in salvo dalla barca
che stava affondando, quando
la relazione era già naufragata.
Se nello scenario della fidanzata che mente per amore all’ispettore della Wada, aprendo
la porta della mansarda di
Oberstdorf il 30 luglio 2012
(«Alex non c’è: è a Racines»),
Carolina appare fragile (quante
donne avrebbero denunciato il
loro uomo?), quasi soggiogata
dal fascino di Alex, è davanti alla raffica di bugie che ha tentato di spacciare agli investigatori di Bolzano e ai magistrati del
Coni che tutti gli alibi cadono
miseramente. Fandonie facilmente confutabili, spesso su
elementi del tutto secondari
(se Schwazer avesse le sue
chiavi di casa, se dalla finestra
della mansarda si vedesse il
cortile oppure no, se la mattina
di quel 30 luglio dormissero o
stessero facendo colazione),
un annaspare sentendosi mancare il terreno sotto i piedi che
ha spinto la Procura del Coni,
nell’atto di deferimento, alla
conclusione più stridente, e
per lei dolorosa, rispetto alla
Ciclismo
Tre positività, l’Astana sospende
la squadra B che rischia di inguaiarla
La seconda squadra dell’Astana è stata sospesa da tutte le
competizioni e il suo manager Dmitri Sedoun è stato licenziato
dopo un terzo caso di doping. Lo ha annunciato la Federazione
kazaka. Ai tre dopati della formazione del vivaio, si aggiungono
le positività di Valentin e Maxim Iglinskiy, anche loro kazaki ma
inseriti nella squadra principale, la stessa di Vincenzo Nibali e
Fabio Aru. L’Astana rischia di perdere la licenza World Tour, che
dà diritto alle corse più importanti. E la decisione di sospendere
il team minore sembra una presa di posizione necessaria per
l’immagine della squadra principale, diretta dal kazako
Vinokourov, già squalificato da corridore per pratiche dopanti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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serietà che Carolina si è cucita
addosso in dodici anni di onorata carriera: «Viene indiscutibilmente meno l’attendibilità
della signora Kostner».
Inattendibile, dunque. Più
ingenua che diabolica. Di certo
in errore nel pensare di potersela cavare a buon mercato,
quando la vita è diventata più
infida dell’amato ghiaccio. E
terribilmente esposta, lei e la
sua immagine — nelle agenzie
in inglese, francese e tedesco
con il titolo «doping» che ieri
hanno fatto il giro del mondo
—, al giudizio che ha sempre
temuto.
Colpisce, sei anni dopo il folgorante incontro tra il marciatore di talento e la pattinatrice
con un luminoso avvenire sotto
le lame (aprile 2008, Torino),
che a blindare un quadro accusatorio già molto compromesso (decisiva la testimonianza
dell’ispettore Wada che si recò
a Oberstdorf) sia stato proprio
l’ultimo interrogatorio di
Schwazer alla Procura del Coni,
sei ore e cento domande con la
lingua finalmente sciolta nella
speranza di potersi lavare la coscienza nel mare di Rio 2016.
Quando nasce un amore non
è mai troppo tardi. È quando
muore, accidenti, che ti domandi come hai fatto a essere
così cieca.
Gaia Piccardi
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Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
SPORT
59
Formula 1
Vettel, oggi a Fiorano i primi giri sulla Ferrari
Sci
Oggi discesa e gigante, parte anche il fondo
Basket
Eurolega, Milano beffata a Barcellona
Già a Maranello da ieri, Sebastian Vettel oggi farà il debutto (a porte
chiuse) al volante di una Ferrari: a Fiorano guiderà la F2012 di due
anni fa. Sebastian rimarrà fino a lunedì, giorno del debutto di
Maurizio Arrivabene come team principal. La Toro Rosso, intanto, nel
2015 si affida a due figli d’arte: dopo aver ingaggiato Max
Verstappen, 17 anni, figlio di Jos, ex pilota di F1, ecco la conferma che
Carlos Sainz jr, 20 anni, figlio del grande rallista spagnolo.
CICLISMO Dal 2015 il finale della «Sanremo» torna in via Roma.
La Coppa del mondo di sci è in Nord America: alle 19 (Raisport1 ed
Eurosport), debutto dei velocisti con la discesa di Lake Louise (Can),
l’anno scorso vinta da Paris (manca Ligety, operato a un polso). Le
donne gareggiano ad Aspen (Usa) in gigante: su Raisport1 ed
Eurosport alle 17.45 e alle 20.55. A Kuusamo (Fin) via alla Coppa di
fondo con una sprint a tecnica classica (12, Raisport2): in gara
Pellegrino, Rastelli, Noeckler, De Fabiani, la Vuerich e la Laurent.
SCHERMA A Torino, Grand Prix del fioretto: oggi le finali femminili.
Doppia sconfitta per le italiane impegnate ieri nella 7ª giornata di
Eurolega: a Barcellona l’EA7 Armani Milano priva di Gentile e Moss si
è arresa nei secondi finali 84-80 dopo essere stata avanti di 14
punti, mentre il BancoSardegna Sassari è stato travolto (85-62) a
Istanbul dall’Efes. Campionato: in campo stasera (ore 20.30),
nell’anticipo dell’8ª, Acqua Vitasnella Cantù ed Enel Brindisi.
VOLLEY Superlega, oggi anticipo dell’8ª giornata Copra PiacenzaSir Safety Perugia (RaiSport2, ore 17.30).
L’Italia ricomincia da quattro
Il lento addio della difesa a 3
Il caso
Medici sportivi
in guerra tra loro
Inchieste aperte
squalifiche in vista
Medici sportivi contro medici
sportivi in una lotta senza
precedenti e senza esclusione
di colpi che si sta combattendo
nei palazzi del ciclismo
italiano. Ieri la notizia del
rinvio a giudizio davanti alla
Commissione di disciplina
della Federazione medico
sportiva (Fmsi) di Luigi
Simonetto, responsabile
sanitario della Federciclismo.
Federazione contro
federazione: in mezzo c’è il
lombardo Simonetto, l’unico
medico dello sport nella
Commissione statale di
vigilanza antidoping, il primo
sanitario di vertice
«processato» nella storia della
Fmsi. Il procuratore per lui
avrebbe chiesto 2 anni di
squalifica che — se comminati
— potrebbero sospenderlo da
ogni ruolo istituzionale. La
storia comincia due anni fa, su
un fronte opposto. Simonetto,
nel ruolo di «accusatore»,
segnala alla Procura federale
della sua Federciclismo le
presunte irregolarità di
comportamento di 56 medici
sociali, praticamente un terzo
di quelli attivi: costoro
avrebbero «messo a rischio la
salute degli atleti» omettendo
di inserirne con regolarità i
dati sensibili (parametri
biologici, certificazioni di
idoneità...) nel sistema
informatico e impedendo così
alla federazione di
monitorarli. Per i 56 (tra loro
sanitari notissimi) la Procura
Fci chiese oltre 100 anni
complessivi di squalifica. I
medici si difesero mettendo
duramente sotto accusa il
nuovo sistema informatico
federale, denominato Bck:
software fortemente voluto
dallo stesso Simonetto che, a
loro dire, era inaffidabile e
violava la privacy degli atleti.
La Corte federale Fci — pur
riducendo drasticamente le
pene — li condannò in blocco.
Ma subito dopo il giudizio, a
sorpresa, la Federciclismo
rimosse il software ed eliminò
addirittura la figura del
medico sociale. Interpellata, la
responsabile della software
house ci ha spiegato: «Fu una
vicenda politica delicata,
interna alla federazione. Il
nostro programma funzionava
benissimo». Il software, però,
oggi non è più sul mercato. A
quel punto fu la Procura della
Fmsi a volerci vedere più
chiaro. La Federciclismo ha
rifiutato di concedere agli
omologhi procuratori Fmsi le
carte dell’inchiesta: decine di
migliaia di pagine sono state
nuovamente depositate dagli
indagati. Dopo due mesi di
interrogatori tutti i medici
(tranne otto) sono stati
prosciolti per non aver
commesso il fatto. E la
sorpresa è che l’accusatore
Simonetto si è trasformato in
accusato. I capi di imputazione
sono secretati, ma la pena
richiesta è pesante. Il processo
a metà dicembre. La storia non
finisce qui.
Marco Bonarrigo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ultime a cambiare Inter, Juve e Udinese. «Ma conta la mentalità»
Triennio d’oro
Il 30 novembre
2011, a Napoli,
la Juve di Conte
inaugura
il 3-5-2
che la rende
grande in Italia.
Dal ritorno con
l’Olympiacos
del 4
novembre,
Allegri usa
la linea a 4
Evoluzione
L’Udinese
di Stramaccioni
è passata a 4
dopo gli anni
di Guidolin. Il 35-2 di Mazzarri
è archiviato
sia da Benitez
a Napoli
sia da Mancini
all’Inter
Sono tutti d’accordo: «Non è
il modulo che conta ma la sua
interpretazione. La mentalità
con cui si gioca». Bene, ma nasce prima il modulo o l’atteggiamento? Perché non può essere solo un caso se in A è tornata di moda la difesa a 4, a
scapito di quella a 3, utilizzata
nell’ultima giornata di campionato da 5 squadre su 20. Juventus, Inter e Udinese sono
l’esempio più evidente del
cambiamento. In mezzo c’è stato il triennio della Juve di Conte
che il 30 novembre 2011 a Napoli iniziò a giocare con Bonucci-Barzagli-Chiellini, conquistando tre scudetti di fila, contro avversari che spesso si sono
disposti in maniera speculare,
con 3 difensori: «Che poi diventavano 5 — sottolinea Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione allenatori —. Questo non impedisce che una retroguardia a 4 difenda con 6
uomini, intendiamoci. Ma in
genere con quella che noi tecnici chiamiamo “difesa a 2 cen-
I nuovi moduli
INTER contro il Dnipro
4-3-3
JUVENTUS contro il Malmoe
4-3-1-2
Handanovic
Nagatomo
Ranocchia
Buffon
Juan Jesus
Dodò
Guarin
Medel
Kuzmanovic
Hernanes
Osvaldo
Icardi
trali” ci può essere una maggiore ricerca del gioco. E noi in
Italia abbiamo bisogno di gioco. Perché alla fine anche la Juve, che in Italia con il 3-5-2 era
aggressiva, in Europa finiva per
subire».
Nel forum al Corriere della
Sera di inizio novembre, Antonio Conte aveva risposto proprio a questa obiezione, dopo
aver portato il 3-5-2 in Nazionale: «Sono luoghi comuni. La
risposta è il Bayern: giocano a
Lichtsteiner
Bonucci
Marchisio
Tevez
5
le squadre
che nell’ultima
giornata
di serie A
hanno
schierato
una difesa a tre
Chiellini
Pirlo
Vidal
Padoin
Pogba
Llorente
tre dietro, ma qualcuno può
sostenere che sia votato a difendersi? È un piacere per gli
occhi. I numeri sono aridi, conta la voglia di evolversi».
E quella sembra non mancare. «Con Pereyra, Allegri ha
un’opzione in più per fare le rotazioni a centrocampo e può
permettersi una soluzione
nuova — osserva Daniele Adani, commentatore Sky —. Sono
convinto che il sistema di gioco
sia secondario, rispetto alla sua
interpretazione, ma la Juve passando alla difesa a 4 ha migliorato alcuni aspetti. Sugli esterni per esempio prima andava
più in sofferenza». Adani è un
ex difensore: per la categoria,
giocare a 3 o a 4 fa una bella differenza: «È vero, alcuni sono
più disposti a staccarsi, alla Bonucci. Altri, alla Chiellini, sono
più marcatori. L’ideale del difensore è Barzagli che incarna
le due tipologie».
Ma l’azzurro è fermo ai box
chissà ancora per quanto. Quel
che è certo è che nell’interpretazione di un modulo al posto
di un altro sono i protagonisti a
lasciare il segno: «Perché fare il
3-4-3 con Robben o il 4-3-1-2
con Pirlo che scende verso i
centrali difensivi per impostare l’azione fa una bella differenza — spiega Aldo Serena, voce
di Mediaset —. La nuova Inter,
che ha abbandonato il 3-5-2 di
Mazzarri, ha molto lavoro da
fare: Mancini deve velocizzare
il gioco, soprattutto quello senza palla». Le grandi cambiano,
le altre si adeguano: «Squadre
come l’Empoli di Sarri e il suo
4-3-1-2 — rilancia Ulivieri —
sono un bel segnale. Perché la
piccola squadra se non gioca
retrocede. E le nostre grandi in
Europa negli ultimi anni hanno
fatto la parte delle piccole. Per
questo il sistema a due difensori mi sembra più aperto alla ricerca del gioco. E può migliorare la salute del nostro calcio».
Paolo Tomaselli
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Motonautica
Da Venezia
a Montecarlo
La classica del mare
tornerà nel 2015
In Esclusiva nelle profumerie
Torna una classica della
motonautica d’altura, la
Venezia-Montecarlo. La gara,
interrotta nel 1998, sarà
ripristinata l’anno prossimo
dal 2 al 15 luglio per l’ottava
edizione: ieri presentazione al
Coni, con la partecipazione, tra
gli altri, di Fiorella de Septis,
alla guida del comitato
organizzatore, di Raffaele
Chiulli, presidente mondiale
della motonautica,
dell’ambasciatore Riccardo
Sessa, di Vincenzo Iaconianni,
numero uno della federazione
italiana, del suo omologo
monegasco Gianfranco Rossi,
e di Marco Sala, diesse della
gara. Il presidente del Coni,
Giovanni Malagò (nella foto
con Fiorella de Septis), ha
definito la VeneziaMontecarlo, «una leggenda
che torna». Dopo la parata sul
Canal Grande (1 luglio), i
concorrenti toccheranno
Rimini, Pescara, Brindisi,
Policoro, Catania, Salerno,
Formia, Civitavecchia,
Viareggio per giungere a
Montecarlo. Questo Giro
d’Italia del mare da 1500 miglia
avrà il patrocino di Expo 2015.
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Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
60
"Nemmeno la morte spezzerà quel filo di
seta".
Elena, con immenso dolore, annuncia l’improvvisa scomparsa del marito
Avv. Enzo Marazzi
meraviglioso compagno di una vita.- Grazie a tutti:
medici, amici e parenti che ci sono stati vicini in
questi terribili giorni.- Il funerale sarà celebrato sabato 29 novembre alle ore 14.45 presso la chiesa
del SS. Redentore, via Palestrina, 5/7, Milano.
- Milano, 28 novembre 2014.
Partecipano al lutto:
– Itala e Massimo De Stefano.
– Claudio, Sergio e Rita Pizzi.
– Rubens e Anna.
– Maurizio e Lilli.
Enzo
ci hai appena lasciati e già sentiamo dolorosamente la tua mancanza.- Il ricordo di tanti bei momenti
vissuti insieme allevia un poco il nostro dolore.Ninni Adriana Sabrina e Stefano.
- Milano, 28 novembre 2014.
L’avvocato Luca Faotto e la moglie Mariangela
Antonicelli ricordano con affetto e stima l’
Avv. Enzo Marazzi
autentico riferimento nella vita e nella professione.
- Milano, 28 novembre 2014.
Lo studio legale Faotto-Tricarico esprime il proprio cordoglio per la perdita dell’
Avv. Enzo Marazzi
- Milano, 28 novembre 2014.
Ciao
Enzo
siamo tutti vicini ad Elena in questo terribile momento.- Massimo e tutti i tuoi amici.
- Milano, 28 novembre 2014.
Massimo Costa, Marco Bonanni e tutti gli amici
di Y&R group ti salutano caro
Enzo
e sono vicini ad Elena in questo triste momento.
- Milano, 28 novembre 2014.
Con immenso dolore ci stringiamo attorno ai familiari per la scomparsa di
Enzo Marazzi
Massimo Costa, Danilo Tani, e tutti i colleghi di
WPP Italia. - Milano, 28 novembre 2014.
Tani e Alessandra, profondamente commossi,
sono vicini ad Elena nel suo grande dolore per la
scomparsa di
Enzo
da quaranta anni indimenticabile amico e collega
di ufficio. - Milano, 28 novembre 2014.
Lo studio legale Galeone Marazzi con Gaetano
e Alessandra, Emanuele, Francesco, Mari, Paola,
Anna, Simone, Silvana, Nicoletta e Sabrina annucnia la scomparsa dell’
Avv. Enzo Marazzi
e partecipa commosso al dolore di Elena Marazzi.
- Milano, 28 novembre 2014.
Ciao
Enzo
ci ritroveremo nei cieli e nel mare della Grecia.Sandro Ornella Caterina Riccardo.
- Milano, 28 novembre 2014.
Buon viaggio
Enzo
Silvana e Cesare salutano commossi l’amico fraterno e, con la dolce Elena, ne piangono la precoce
scomparsa. - Milano, 28 novembre 2014.
Giorgio e Silvia Bernocchi partecipano commossi
al dolore della famiglia per la prematura scomparsa dell’
Avv. Enzo Marazzi
Enzo
ti ricorderò per sempre.- Emanuela Acerbi.
- Milano, 28 novembre 2014.
Lo Studio Marazzi & Associati nel dare il triste
annuncio della scomparsa dell’
Avv. Enzo Marazzi
uomo generoso ed eclettico, partecipa commosso
al dolore della moglie Elena.
- Milano, 28 novembre 2014.
La famiglia Bellman partecipa al profondo dolore di Elena, Ernesto e Adriana per la scomparsa di
Enzo
- Milano, 28 novembre 2014.
Giulio ricorda con commozione il suo collega
"acrobata"
Enzo
- Milano, 29 novembre 2014.
Anna Passaro Riva
meraviglioso esempio di forza e gioia di vivere.- I
funerali si terranno in Santa Maria delle Grazie sabato 29 novembre alle ore 14.45.
- Milano, 27 novembre 2014.
Partecipano al lutto:
– Magi Vignati con i figli Antonio e Alberto e le
famiglie.
– Mimi e Guido Guerrasio.
– Marco Camilla e la piccola Emma.
– Gianni Vizziello.
Momi, Mimmi con Barbara, profondamente addolorati, piangono
Anna
- Milano, 28 novembre 2014.
È mancato un amico e il mondo ci sembra più
vuoto.- Un abbraccio
Enzo
Mario Martinelli, Roberto Mangano, Mauro Costa.
- Milano, 29 novembre 2014.
Niccolò Martinelli, Paolo Tessari, Dario Primache
e tutti i collaboratori di Nadler Larimer & Martinelli
si uniscono al dolore della famiglia per la perdita
dell’amico
Avv. Enzo Marazzi
- Milano, 29 novembre 2014.
Ciao
Enzo
è stato bello condividere con te tanti sogni nel cassetto e avventure quotidiane.- Ci mancherai tantissimo.- Un abbraccio ad Elena.- Luciano, Myriam,
Marie, Vittorio. - Milano, 28 novembre 2014.
Il mio fratellone
Avv. Enzo Marazzi
mi ha lasciato nel dolore e nel rimpianto di un mancato ultimo abbraccio.- Ciao amico mio sarai sempre con me.- Sergio, con Teresa, Bibì e Bibò e i
componenti tutti dello Studio Legale Maglio.
- Roma, 28 novembre 2014.
il cui ricordo rimarrà indelebile nei loro cuori e,
commossi e ammirati per il suo grande coraggio,
la forza e la tenacia con cui ha combattuto, sempre
col sorriso sulle labbra, la sua ultima aspra battaglia, si stringono con immenso affetto ad Alberto,
Giovanna e Richard per la perdita della cara moglie e madre. - Milano, 28 novembre 2014.
Giovanna e Umberto profondamente commossi
abbracciano Alberto, Giovanna e Richard per la
prematura scomparsa della cara
Anna
e la ricordano con grandissimo affetto.
- Roma, 28 novembre 2014.
Marco ed Emma, Giorgio ed Alessandra, Francesca e Paolo profondamente addolorati partecipano al dolore di Alberto, Giovanna e Richard per
la scomparsa della amata
zia Anna
che vivrà sempre nei nostri cuori.
- Roma, 28 novembre 2014.
Francesca e Luciano, Simonne e Vittorio con
Francesco, Costanza e le loro famiglie sono vicini
a Giovanna, Pietro, Alberto e Richard nel ricordo
della cara
Anna Riva
- Milano, 28 novembre 2014.
Ciao
Enzo
sapere che eri presente era una sicurezza, vederti
era sempre un piacere e un divertimento: non solo
lavoro ma anche familiarità, calore, entusiasmo e
vivacità.- Ora che non ci sei questo vuoto rimarrà
tale per sempre.- Siamo sicuri che il tuo estro creativo si farà sentire anche in questo tuo viaggio lontano da noi.- Continua a fare grandi opere, "artista!".- Gli amici di JWT, Giacomo, Sergio, Enrico e
Roberta e tutti quelli che ti hanno conosciuto o sentito parlare delle tue gesta sono vicini alla tua famiglia. - Milano, 28 novembre 2014.
Massimo, Antonella e tutti gli amici di Lowe Pirella si stringono alla famiglia per la scomparsa
dell’avvocato
Enzo Marazzi
- Milano, 29 novembre 2014.
Art Directors Club Italiano ricorda con affetto e
stima la competenza dell’Avvocato
Enzo Marazzi
ed è vicino alla famiglia per questa dolorosa perdita. - Milano, 28 novembre 2014.
Al mio maestro
Alberto, Richard, Giovanna con Pietro, annunciano con grande dolore la scomparsa di
Giovanni e Piero Donelli, unitamente alle famiglie, partecipano al dolore della signora Patrizia
per la scomparsa del caro padre
Bruno Picoltrini
al quale erano legati da profondo affetto e riconoscenza. - Legnano, 28 novembre 2014.
Donelli Alexo annuncia la scomparsa del proprio
Presidente
Bruno Picoltrini
che è stato per oltre quindici anni l’anima dello
sviluppo dell’impresa, trasmettendo le sue conoscenze a tutti i collaboratori, che lo ricordano con
riconoscenza, grande affetto e stima per le qualità
personali e professionali.
- Cuggiono, 28 novembre 2014.
Paola con Riccardo, Fabrizia e Francesco con
grande tristezza annuncia la perdita di
Aldo Scaglia
- Milano, 28 novembre 2014.
Cara
Anna
far parte della tua vita è stato un regalo, ricordarti
sarà un dolce pensiero.- Lora.
- Milano, 28 novembre 2014.
Luca, Aide, Ettore, Anna, Angelo, Lucilla addolorati per la scomparsa della cara amica
Anna
ricordano i momenti felici trascorsi insieme e sono
affettuosamente vicini ad Alberto, Giovanna e Richard. - Milano, 28 novembre 2014.
Susy abbraccia commossa Alberto, Giovanna e
Richard ricordando
Anna
amica solare, generosa, coraggiosa.
- Milano, 28 novembre 2014.
Gianfranco, Giovanna e Angelica abbracciano
forte Alberto, Giovanna e Richard ricordando
Anna
- Milano, 28 novembre 2014.
Maddalena e Leonardo Paci con Beatrice e Florian Fischer si stringono con affetto intorno a Giovanna e Richard per la perdita della loro cara mamma
Anna
Mariagrazia, Alice, Alessandro, con Gianfranco,
Donata e Sergio, Alessandra e Gianmario, Cesare
e Mirella sono vicini con affetto ad Alberto e ai figli
nel ricordo della cara
Anna
amica di straordinaria energia, simpatia e forza
d’animo. - Milano, 28 novembre 2014.
Guido e Silvia con Marcella e Andrea si stringono
con affetto ad Alberto, Giovanna e Richard nel ricordo di
Anna
carissima e coraggiosa amica.
- Milano, 28 novembre 2014.
Nicola e Anne Orzalesi con Fabrizio, Claire e Cecilia Cuzzocrea sono vicini a Pietro, Giovanna,
Franceschino e Alberto e Richard nel dolore per la
scomparsa della cara
Anna Riva
- Milano, 27 novembre 2014.
Marco e Sara Blei commossi abbracciano con
grande affetto Giovanna con Pietro, Richard e il loro papà ricordando la loro adorata
Anna Riva
- Milano, 28 novembre 2014.
Partecipano al lutto:
– Lino e Silvia Tedeschi.
– Carlotta Tedeschi.
Sandro e Nicoletta Motta, Eugenio ed Alessandra Canetta, Mariagrazia Codecasa e famiglia, Teresa Quaglino, Daniela Cominoli, Luigi e Minnie
Piva, Raffaele ed Elena Sandroni, Mirella e GianMario Motta, Paola Motta, Dodo e Caterina Gorla,
Romano e Antonella Valera sono vicini ad Alberto
e famiglia per la scomparsa dell’indimenticabile
Anna
- Milano, 28 novembre 2014.
Dolli e Enrico, Ambrogio, Camilla e Guillaume
abbracciano forte Alberto, Giovanna con Pietro, Richard, piangendo la perdita di
Anna
donna straordinaria e amica meravigliosa.- Grazie
Anna, la tua amicizia è stata uno splendido dono
e un privilegio.- Sarai sempre con noi.
- Milano, 28 novembre 2014.
Ciao
Anna
Con affetto Peter, Anita, Deborah, Sharon.
- Milano, 28 novembre 2014.
Addio formidabile
Anna
Paola, Mimma, Ettore.
- Milano, 28 novembre 2014.
La moglie Rosanna Carteri Grosoli, i figli Marina
e Francesco con Jean e Emelia, i nipoti Andrea,
Alexia, Filippo e Tommaso, parenti, amici e collaboratori annunciano, con immenso dolore, la
scomparsa del
Cavaliere di Gran Croce
Franco Grosoli
Le esequie si terranno lunedì 1 dicembre 2014 alle
ore 14.30, chiesa di Saint Charles, 4 avenue de
Saint Charles, Principato di Monaco.
- Principato di Monaco, 27 novembre 2014.
La sorella Marisa, Paola, Ninin, Giovanni e rispettive famiglie ricordano con grande affetto lo
zio Franco
e sono vicini a Rosanna, Marina e Francesco.
- Milano, 28 novembre 2014.
- Milano, 28 novembre 2014.
Enrico e Dede molto tristi per la scomparsa di
Anna
sono vicini con affetto ad Alberto.
- Milano, 28 novembre 2014.
Così difficile
Anna
indimenticabile leonessa, pensarti ora solo come
luce che accompagnerà per sempre il cammino dei
tuoi amati Alberto, Richard, Giovanna e Francesco.- Enrico e Lorenza.
- Milano, 28 novembre 2014.
Franco Grosoli
grazie per la tua amicizia.- Gianni e Magali Ghione
si stringono a Rosanna, Francesco e Marina.
- Monte Carlo, 28 novembre 2014.
Nereo e Giustina Destro con Leopoldo, Samantha e Andrea si stringono con immenso affetto a
Rosanna, Marina e Francesco in questo triste momento per l’improvvisa perdita dell’amico
Franco Grosoli
uomo straordinario, imprenditore lungimirante,
mecenate generoso, resterà nel nostro cuore e
mancherà a tutti noi.
- Padova, 28 novembre 2014.
di
Tomaso e Luisetta Kemeny piangono la dipartita
L’Avvocato Enrico Radice partecipa commosso al
dolore dei familiari tutti per la scomparsa del
Roberto Ciaccio
sommo artista di alta spiritualità.
- Milano, 28 novembre 2014.
Partecipa al lutto:
– Anna Sikos.
Rag. Claudio Zamporri
Presidente della società ISAM SpA, del quale ricorda le grandi qualità umane e le doti di imprenditore. - Milano, 28 novembre 2014.
Il Consiglio di Amministrazione, i dipendenti ed
i collaboratori della società I.S.A.M. SpA, partecipano al dolore della famiglia per la perdita del
Ciao
Roberto
Rag. Claudio Zamporri
la tua solarità, la tua gentilezza d’animo insieme
al ricordo di tanti anni di amicizia rimarranno sempre nei nostri cuori.- Ci stringiamo con grande affetto a Maria Pia con Marco Silvia e Claudio, Massimo con Gabriele.- Fabrizio e Cristina.
- Milano, 28 novembre 2014.
socio fondatore e Direttore Generale dell’azienda.
- Locate Triulzi, 28 novembre 2014.
Matteo Salamon ricorda con affetto e amicizia
l’amico
Emma Zucca ved. Santagostini
Roberto
ed è vicino a tutta la sua famiglia in questo triste
momento. - Milano, 28 novembre 2014.
Abbiamo accompagnato
Roberto
nel suo colore blu, che diventa ora per lui luce del
Padre.- Ti porteremo sempre nel cuore e ci stringiamo affettuosamente a Maria Pia.- Rinaldo e
Paola con Andrea e Chicca.
- Lugano - Milano, 28 novembre 2014.
Ciao
Roberto
Giancarlo, Mariolina, Azzurra, Gabriele, Allegra,
Claudio. - Milano, 28 novembre 2014.
Roberto Ciaccio
Tutta Ledha si stringe intorno a Fulvio, amico e
Presidente per tanti anni, per la perdita della mamma
- Milano, 28 novembre 2014.
"Tarderà molto a nascere, se nasce, un
andaluso così puro, così ricco di avventura.- Io canto la sua eleganza con parole che gemono e ricordo una brezza
triste negli ulivi".
(Federico Garcia Lorca)
Da tre anni Marisa Bulgheroni Valentino è stata
separata, dopo un lungo addio, dal suo inseparabile
Ennio Valentino
straordinario compagno, complice nell’amore, nella libertà, nella scrittura.- Restano lo strazio del distacco e l’infinita dolcezza delle memorie quotidiane. - Milano, 29 novembre 2014.
1992 - 2014
Metallurgica Graffignana SpA ricorda a quanti li
apprezzarono i suoi Presidenti
Carlo Inzaghi
eccezionale figura di artista filosofo e impagabile
amico.- Pia, Umberto, Claudio, Paola, Christian,
Paolo, Paola, Enrico, Fernanda, Gino, Anna, Lisi,
Gloria, Cichi, Emanuela.
- Milano, 28 novembre 2014.
e
Elena Tettamanti si unisce al dolore di Maria Pia,
dei figli e di Massimo per la prematura scomparsa
di
Partecipano al ricordo:
– Alberto e Patrizia Inzaghi.
Roberto Ciaccio
- Milano, 28 novembre 2014.
Pierluigi e Federica con Carlo e Lilia partecipano
profondamente commossi al dolore di Maria Pia,
Silvia, Marco e Claudio per la perdita del caro
Roberto Ciaccio
Giuseppina Sala
- Milano, 29 novembre 2014.
29 novembre 2004 - 29 novembre 2014
Enrica Maria Romano
Anghileri
Sei sempre nei nostri cuori.- Angelo Ada Lele.
- Milano, 29 novembre 2014.
29 novembre 2008 - 29 novembre 2014
Architetto
- Milano, 28 novembre 2014.
Gli amici Beba e Luca, Laura Bosio, Caterina e
Pietro Bellasi si stringono in dolore e amicizia a Mariapia, Marco, Silvia e Claudio ricordando
Giovannantonio Malacrida
Immutato dolore.- Profondo rimpianto.- I tuoi cari.
- Milano, 29 novembre 2014.
Roberto
- Milano, 28 novembre 2014.
RCS MediaGroup S.p.A. - Via Rizzoli,8 - 20132 Milano
Paolo e Alessandra, Marco e Peppa, vicini a Maria Pia, ai ragazzi, al fratello Massimo ricordano un
amico ricco di umanità e sensibile artista
Roberto Ciaccio
- Milano, 28 novembre 2014.
Partecipano al lutto:
– Ottavia e Alessandro.
La famiglia Serighelli con i collaboratori Arte 3
partecipa con profonda commozione al dolore di
Maria Pia e dei figli per la scomparsa di
Roberto Ciaccio
artista e amico indimenticabile.
- Pieve Emanuele, 28 novembre 2014.
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TARIFFE BASE IVA ESCLUSA:
Cristianamente è mancata all’età di 99 anni
Maria Vittoria Truini Scajola
Ne danno il triste annuncio, ricordandone l’insegnamento sempre ricevuto, i figli Alessandro, Maurizio, Maria Teresa e Claudio unitamente ai coniugi, ai nipoti e ai pronipoti.- I funerali avranno luogo
lunedì 1 dicembre alle ore 10.30 nella parrocchia
di Cristo Re. - Imperia, 28 novembre 2014.
Addolorati annunciano la morte di
PER
PAROLA:
A
MODULO:
Corriere della Sera
Necrologie: € 5,00
Adesioni
al lutto: € 10,00
Solo anniversari,
trigesimi e
ringraziamenti: € 300,00
Gazzetta dello Sport
Necrologie: € 1,90
Adesioni
al lutto: € 3,70
Solo anniversari,
trigesimi e
ringraziamenti: € 185,00
Diritto di trasmissione: pagamento anticipato € 1,67
pagamento differito € 5,00
Paola Mondaini
L’accettazione delle adesioni è subordinata
al pagamento con carta di credito
la sorella Laura, i nipoti Federico, Valeria, Stefano,
Riccardo con consorti e figli.- I funerali si terranno
il 29 novembre 2014 alle ore 14.45 nella parrocchia di San Giovanni in Laterano (piazza Bernini,
Milano). - Milano, 28 novembre 2014.
Servizio fatturazione necrologie:
tel. 02 25846632 mercoledì 9/12.30 - giovedì/venerdì 14/17.30
fax 02 25886632 - e-mail: fatturazione.necrologie@rcs.it
Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
Qui Milan
Berlusconi rincuora
la squadra in calo
e spiega a El Shaarawy
come fare gol
SPORT
Pasticcini, consigli, suggerimenti. Silvio
Berlusconi, nel corso della tredicesima
visita stagionale al Milan (che nelle ultime
5 partite ha raggranellato solo 4 punti),
comincia con gli elogi alla squadra: «Non
avete fatto giocare l’Inter e questa mi
sembra già una cosa buona. Kovacic è
stato bloccato, complimenti a Essien.
Molto bello il gol di Ménez, da poco
nuovamente papà. Non è stata una
brutta gara, a poco a poco miglioreremo.
Ho visto lotta, forza e passione:
complimenti». Ma poi (vista la classifica e
il settimo posto) il presidente milanista
chiede progressi: «Domenica dopo
domenica, dobbiamo fare un passetto in
avanti in più». Ha pranzato con Inzaghi e
con i pasticcieri Manico di Sesto San
Giovanni, che gli hanno portato un
tronchetto all’ananas. Dopo aver
manifestato all’allenatore l’idea di giocare
con le due punte, il presidente alla
squadra ha spiegato: «Possiamo giocare
in più modi e con tanti giocatori e incito
l’allenatore a fare i cambi in modo che
nessuno si senta escluso e non smetta di
sacrificarsi per il Milan tenendosi in
forma».Quindi un consiglio tecnico a El
Shaarawy, reduce dall‘errore sotto porta
nel derby: «Ricordati di mettere la testa
61
più bassa quando calci così la palla va più
bassa: il ciuffo riempitelo di cose
pesanti». Con l’Udinese il Milan dovrebbe
tornare al 4-3-3: Ménez è in vantaggio su
Torres e Pazzini (che ha già rifiutato la
corte del Genoa). Galliani ancora spera
nel ritorno a Milanello di Sacchi: «Le porte
per Arrigo sono aperte. Dipende da lui».
Monica Colombo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Serie A
Le sei prodezze consecutive del numero 1 nerazzurro
13ª giornata
Le quote Snai
Oggi
Ore 18
SASSUOLO-VERONA
(Doveri)
Ore 20.45
CHIEVO-LAZIO
(Banti)
Sampdoria-Inter 0-4 Parma-Inter
Genova, 13 aprile 2014:
para il rigore a Maxi Lopez al 18’
p.t. sullo 0-1 e l’Inter dilaga
0-2 Torino-Inter
Parma, 19 aprile 2014. Para
il rigore di Cassano (44’ p.t.) sullo
0-0. Poi i gol di Rolando e Guarin
0-0 Inter-Cagliari
Torino, 31 agosto 2014:
al 20’ p.t. para il tiro dal dischetto
di Larrondo e tiene l’Inter sul pari
1-4 Inter-Verona
28 settembre 2014: para il rigore
a Cossu (43’ p.t. sull’1-3) per fallo
di Vidic su Sau. Poi segnerà Ekdal
2-2
9 novembre 2014: para il rigore
a Toni (5’ s.t.) sul 2-1, ma alla fine
Nico Lopez firmerà il gol del 2-2
Handanovic, l’incontentabile para-rigori
Sei penalty consecutivi neutralizzati (32 in tutto): «Ma non mi piace parlare di questo»
MILANO Parare un rigore è sempre un’impresa, perché il tiro
parte da appena undici metri e
la porta è larga 7,32 metri (8
yards) per 2,44 di altezza (8 piedi). Prendere sei penalty consecutivi significa essere un fuoriclasse. Eppure sono giorni difficili per Samir Handanovic,
che giovedì si è opposto in tutti
i modi ai tiri del Dnipro, spingendo l’Inter ai sedicesimi di
Europa League da prima e con
una giornata di anticipo. Portiere dell’Inter dal luglio 2012
(al posto di Julio Cesar), dopo
aver giocato a Udine (3 partite),
Treviso (3 partite), Lazio (1 partita), Rimini in B (39 gare), di
nuovo Udine (ma da titolare)
per cinque stagioni (176 gare
dal 2007 al 2012), non gradisce
gli elogi, convinto com’è che
portino sfortuna. Perché quello
del portiere è un mestiere ben
retribuito, ma il più criticato in
assoluto. È quasi sempre colpa
del portiere e persino Boskov,
da allenatore della Samp, al gol
del pareggio del Bari (9 febbraio 1992), aveva detto: «Chi ha
sbagliato? Pagliuca?»
Il portiere sloveno, nato nel
1984, in un giorno storicamente speciale (14 luglio, presa della Bastiglia), fugge da qualsiasi
forma di «santificazione», al
contrario di alcuni colleghi e
detesta chi tenta di sottolineare
la sua bravura sui rigori, anche
se i numeri sono impressionati: in 32 casi (coppe comprese),
da quando Samir è in Italia, chi
La storia
Inter-Dnipro 2-1
Dopo aver subito il gol del vantaggio del Dnipro, Handanovic si fa perdonare
parando il rigore di Konoplyanka. E nella ripresa l’Inter in 10 ribalta il risultato
John Elkann
«Arrivabene saprà guidare Vettel»
Arrivabene è «molto competente», conosce sia la F1 sia la Ferrari,
perciò «saprà guidare» in questa nuova fase un pilota come
Vettel. Lo ha detto il presidente di Fca, John Elkann, in merito
all’arrivo di Maurizio Arrivabene in Ferrari nel ruolo di team
principal. Elkann ha ricordato anche quanto il binomio «con un
grande pilota tedesco» e la Ferrari abbia dato risultati importanti
in passato. E sul derby Juve-Toro «speriamo — ha aggiunto
Elkann — di mantenere la tradizione e di vincere...».
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gli stava di fronte non ha segnato. E in campionato ha toccato quota 20: soltanto Pagliuca (24) ha neutralizzato un
maggior numero di penalty. La
serie d’oro di sei rigori presi è
iniziata a Genova contro la
Samp e a Parma nello spazio di
sei giorni fra il 13 e il 19 aprile
2014 ed è proseguita in questa
stagione con Torino (prima
giornata), Cagliari, Verona e
due giorni fa con il Dnipro.
Ogni volta che si accenna all’argomento, Handanovic è tele-
Sentimenti IV, campione solo
Addio a Cochi, portiere e leader di una dinastia
Nato in un’epoca in cui i numeri romani raccontavano storie di famiglie, di legami, di
continuità e accendevano la
fantasia, Lucidio «Cochi» Sentimenti IV è venuto a morire,
ieri a 94 anni, in questa nostra
vita virtuale dove anche l’immaginazione è social. Lo piange la Juve che, invitandolo alla
festa per il nuovo stadio, lo definì «testimone della nostra
storia, leggenda juventina e del
calcio in tutto il mondo»: il suo
ingresso sul terreno commosse
tutti. Il numero romano indicava la stirpe, un prima e/o un
dopo. Cochi era il quarto di cinque Sentimenti calciatori: En-
Chi era
Lucidio
«Cochi»
Sentimenti IV
era nato
a Bomporto
il 1° luglio 1920
Le squadre
Ha giocato
con Modena,
Juventus, Lazio,
Lanerossi
Vicenza,
Cenisia
e Torino
In nazionale
In azzurro
per 9 volte
nio (I), Arnaldo (II) portiere pure lui, Vittorio (III), Primo (V).
Non era altissimo, 170 cm, ma
come il Nuvolari cantato da Lucio Dalla, aveva un fisico potente, esplosivo e, per Brera, era
«di un’astuzia luciferina».
Nato a Bomporto (Modena)
il primo luglio 1920, avviato al
mestiere di ciabattino, secondo la leggenda scrisse alla sua
prima società una lettera offrendosi come calciatore. Ha
indossato le maglie di Modena,
Juve, Lazio (dove giocò con Vittorio e Primo), Vicenza, Cenisia
e, perfino, brevemente del Torino a fine carriera. È stato uno
dei quattro grandi portieri del-
la storia bianconera con Combi, Zoff e Buffon, anche se non
ha vinto nulla. E questo certifica, se ce ne fosse bisogno, il
suo valore. È stato l’archetipo
della solitudine del numero 1.
Cochi l’ha provata più di tutti,
94 anni
Sentimenti IV in
uscita: domani
nel derby
i bianconeri
con il lutto
al braccio
grafico: «Non mi piace parlare
di questo. Dico soltanto che
può succedere quando si vive
di calcio e per il calcio». E chissà come toccherà ferro in queste ore, pensando che domani
sera sarà di nuovo in campo e
per di più contro la Roma.
Giovedì sera, nell’umidità di
San Siro, dopo aver neutralizzato il penalty di Konoplyanka,
Handanovic, alla centesima
partita con l’Inter, aveva evitato
di proclamarsi eroe dei due
mondi: «Parare è il mio lavoro;
comunque se un attaccante tira
bene un rigore, un portiere
non lo prende mai». Pagliuca,
che ha vinto moltissimo con la
Samp (anche lo scudetto del
1991), prima di passare all’Inter
(Coppa Uefa 1998), ha cercato
di spiegare quali sono le qualità che deve avere un portiere
abile sui rigori, lui che ne parò
uno anche nella finale del
Mondiale 1994 (a Marcio Santos): «Studiare i rigoristi è importante, soprattutto ora che è
diventato facile farlo, visto che
si vede tutto in tv. Ma contano
molto istinto e intuito. È fondamentale essere scattanti e reattivi, pronti a tuffarsi dal lato
giusto senza troppo anticipo,
però. Handanovic mi batterà
perché è giovane e ha tanti anni
davanti. I record sono fatti per
essere migliorati e lui è un
grandissimo portiere». Detto
senza che lui lo sappia.
Fabio Monti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
come portiere in generale e, in
particolare, l’11 maggio del 1947
al Comunale di Torino, quando
in Italia-Ungheria (3-2) si è trovato a difendere la porta della
nazionale formata per il resto
da dieci giocatori del Torino.
Era, fino a ieri, il più anziano
azzurro in vita a partecipare a
un Mondiale, quello del 1950 di
cui ricordava, divertito, non
tanto l’esito (pessimo) quanto
il viaggio in nave. Dotato di
grande tecnica, disputò pure
qualche partita da ala destra,
segnando una doppietta. Portiere dai piedi buonissimi, micidiale dal dischetto: cinque reti in 188 partite alla Juve come
rigorista. Gli capitò il 17 maggio del 1942 in Napoli-Modena,
di trafiggere il fratello Arnaldo,
del Napoli. E forse, in quei momenti, attraversando il prato
per battere il rigore, si sentiva
meno solo.
Roberto Perrone
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1
X
2
2,10 3,25 3,60
3,50 3,20 2,15
Domani
Ore 15
CAGLIARI-FIORENTINA 3,10 3,50 2,20
(Calvarese)
CESENA-GENOA
(Russo)
3,20 3,20 2,30
EMPOLI-ATALANTA
(Peruzzo)
2,20 3,10 3,50
MILAN-UDINESE
(Valeri)
1,65 3,75 5,25
PALERMO-PARMA
(Irrati)
Ore 18
JUVENTUS-TORINO
(Orsato)
1,90 3,45 4,00
Ore 20.45
ROMA-INTER
(Mazzoleni)
1,30 5,00 11,00
1,80 3,50 4,50
Lunedì
Ore 21
SAMPDORIA-NAPOLI 3,30 3,20 2,25
(Rocchi)
Fonte: Snai, Dati: Monica Colombo
SASSUOLO
VERONA
4-3-3
4-3-3
47 Consigli
1 Rafael
11 Vrsaljko
26 Gonzalez
28 Cannavaro
4 Marquez
15 Acerbi
18 Moras
31 Peluso
33 Agostini
7 Missiroli
30 Campanharo
4 Magnanelli
77 Thactsidis
19 Taider
10 Hallfredsson
25 Berardi
17 Nico Lopez
99 Floccari
9 Toni
17 N. Sansone
21 Gomez
Arbitro: Doveri di Roma
Tv: ore 18 Sky Calcio 1, Premium Calcio
CHIEVO
LAZIO
4-2-3-1
4-3-3
1 Bizzarri
22 Marchetti
21 Frey
8 Basta
3 Dainelli
3 De Vrij
5 Gamberini
26 Radu
87 Zukanovic
5 Braafheid
8 Radovanovic
16 Parolo
20 Biglia
56 Hetemaj
15 Gonzalez
13 Izco
87 Candreva
23 Birsa
9 Djordjevic
24 Schelotto
6 Mauri
43 Paloschi
Arbitro: Banti di Livorno
Tv: ore 20.45 Sky Sport 1, Sky Calcio 1, Premium Calcio
Classifica
31
28
22
21
20
19
18
18
17
16
JUVENTUS
ROMA
NAPOLI
SAMPDORIA
GENOA
LAZIO
MILAN
UDINESE
INTER
FIORENTINA
Serie B
SASSUOLO
VERONA
PALERMO
EMPOLI
TORINO
CAGLIARI
ATALANTA
CHIEVO
CESENA
PARMA
15
14
14
13
12
11
10
9
8
6
15ª giornata
Ieri
PESCARA-LANCIANO
Oggi, ore 15
CARPI-FROSINONE (Abisso)
CITTADELLA-BRESCIA (Manganiello)
CROTONE-MODENA (Saia)
ENTELLA-AVELLINO (Pezzuto)
LATINA-PRO VERCELLI (La Penna)
LIVORNO-PERUGIA (Baracani)
TERNANA-CATANIA (Candussio)
TRAPANI-SPEZIA (Pairetto)
VARESE-VICENZA (Abbatista)
Domani, ore 12.30
BOLOGNA-BARI (Mariani)
1-1
Classifica
CARPI
FROSINONE
SPEZIA
LIVORNO
AVELLINO
LANCIANO*
BOLOGNA
PERUGIA
TRAPANI
PRO VERCELLI
CATANIA
29
BARI
19
28
MODENA**
18
25
BRESCIA
18
24
VARESE (-1)
17
24
VICENZA
17
24
PESCARA*
17
23
TERNANA
16
22
ENTELLA**
15
22
CROTONE
14
20
CITTADELLA
13
19
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Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
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ebutta oggi un nuovo
magazine dedicato a
salute, medicina, benessere
condotto da Tessa Gelisio
(foto), da anni esperta e
amante della vita sana.
Alimentazione e diete,
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affronterà vari argomenti
con l’aiuto di esperti ma
con un linguaggio chiaro.
Verranno mostrate le novità
dei centri benessere e
terme. Previsti anche i
consigli del prof. Raffaele
Mercuri, Primario di
Dermatologia dell’Ospedale
San Raffaele di Milano.
InForma Dimensione
Benessere - Canale 5, ore 10
Oggi la finale
tra i piccoli cantanti
I
n diretta dall’Antoniano
di Bologna, Veronica
Maya - affiancata da
Gabriele Cirilli e Frankie hinrg, rapper italiano di
successo anche tra i bimbi conduce la finale della gara
canora dei più piccoli.
Zecchino d’Oro
Rai1, ore 17.10
Angela racconta
la Magna Grecia
A
lberto Angela racconta
la civiltà greca
visitando alcuni dei più
importanti siti archeologici
in Italia: Paestum, Siracusa,
Agrigento. Conosceremo la
Magna Grecia che ci ha
lasciato in eredità grandi
saperi: teatro, aritmetica,
politica, medicina, arte.
Ulisse
Rai3, ore 21.30
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880)( (+, $) Corriere della Sera Sabato 29 Novembre 2014
63
Sul web
Forum «Televisioni»: www.corriere.it/grasso
Videorubrica «Televisioni»: www.corriere.tv
A FIL DI RETE di Aldo Grasso
«The Newsroom», la serie sul giornalismo utile (anche) ai giornalisti
Vincitori e vinti
U
na modesta proposta. I giornalisti italiani devono frequentare i corsi di formazione resi obbligatori da una legge che
riforma gli Ordini professionali. Partecipando a corsi ad hoc, organizzati dall’Ordine, o ad altri eventi formativi riconosciuti, il giornalista deve acquisire nell’arco di un triennio 60
crediti formativi, con un minimo di 15 crediti annuali.
Siccome i pochissimi corsi gratuiti sono già tutti
esauriti (suscitando non poche polemiche), ne vorrei consigliare uno: «The Newsroom», la serie firmata da Aaron Sorkin. Negli Usa è già in onda la terza stagione; da noi, su Rai3, è visibile la seconda
PORTA A PORTA
Bruno Vespa
Le diete di Vespa superano
la politica di Telese: per
Rai1 1.409.000 spettatori,
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Luca Telese
La politica di Telese
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(giovedì, 23.15). Com’è noto, la serie racconta il lavoro della redazione giornalistica di un programma
d’informazione: Will McAvoy (Jeff Daniels) è il carismatico anchorman della trasmissione «News Night», affiancato dalla produttrice Mackenzie
McHale (la sua «coscienza professionale») e da una
squadra di giovani giornalisti che affrontano con
grande passione le insidie e le gioie del mestiere.
La missione di Will è quella di trasformare il suo
programma in uno strumento d’informazione a
servizio dell’elettorato e dunque della società americana, senza curarsi troppo degli ascolti.
È vero, «The Newsroom» non è piaciuta molto ai
«veri» giornalisti che hanno intravvisto nella fic-
-6:*
tion un astratto e idealizzato trattato sulla professione, una sorta di lezioncina su come svolgere il
proprio lavoro, sentendosi chiamati in causa soprattutto perché la serie si sofferma spesso su come
gli organi d’informazione non abbiano coperto con
l’adeguata accuratezza e imparzialità vicende importanti e recenti. Ma proprio qui, nel senso di inadeguatezza tra un modello ideale e la vita di tutti
giorni, si possono scovare i crediti formativi.
Per di più «a gratis», su una tv generalista. Dimenticavo: il titolo del corso è il seguente: «Come
garantire un’informazione di qualità, semplicemente facendo bene il proprio lavoro».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Sabato 29 Novembre 2014 Corriere della Sera
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