Rassegna Stampa di martedì 18 marzo 2014

Rassegna Stampa di
martedì 18 marzo 2014
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STIPENDI, LA GRANDE INCERTEZZA
STIPENDI, LA GRANDE INCERTEZZA
Int. a M.Nigi: I DIPENDENTI COME ASSET STRATEGICO
Int. a G.Olimpieri: SIDERURGICO ALLA SVOLTA
LETTERE- COSI' UGGETTI E BERTOLI HANNO PRESO IN GIRO I
LODIGIANI
ARTICOLI PRESI DAL WEB
Scuola, Formazione, Università, Ricerca
il Sole 24 Ore
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Corriere della Sera
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La Repubblica - Cronaca di Roma
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il Tempo
Il Secolo XIX
Il Fatto Quotidiano
la Discussione
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TRA I NEO-DIPLOMATI IL 44% INSODDISFATTO DI SCUOLA E
INDIRIZZO
SCUOLA MIGLIORE SE SI VALUTANO ANCHE I PROF
CORSA A INDIVIDUARE I DOCENTI DI RUOLO CHE
PERDONO IL POSTO
SICUREZZA, QUEI SOLDI BALLERINI
IL PIANO RENZI DA SOLO NON BASTA
IL SINDACATO E' PRONTO ALLE SFIDE DEL GOVERNO
LSU, IL PROBLEMA E' SOLO RINVIATO
DECRETO SALVASCATTI ALLE BATTUTE FINALI
MOBILITA', PARTE L'UNIFICAZIONE
CERCASI INSEGNANTE DA UN MILIONE DI $
DIRIGENTI, SOLUZIONI TAMPONE
DISPUTE FILOSOFICHE ALL'ULTIMO COLPO
GITE CON SCONTO IN OSTELLO
LE CONTESTAZIONI DISCIPLINARI DEVONO ESSERE SEMPRE
MOTIVATE
ACCORDO CON IL COMUNE PER LE MATERNE PARITARIE
LA LAUREA? E' MEGLIO AVERE IL POSTO FISSO
SCUOLA, PARTE UN NUOVO SOS PER RECUPERARE
FINANZIAMENTI
Int. a A.Cattoi: IL COMUNE: "PRONTI 30 MILIONI MA CI
BLOCCA IL PATTO DI STABILITA'"
LIBERARE LE UNIVERSITA' DA MEDIOCRI E FAMILIARI
OGNI ANNO 180 BORSE DI STUDIO A STUDENTI ITALIANI E
STRANIERI IL MASTER MEDEA DELLA SCUOLA MATTEI
I PROGETTI DELLA GIANNINI? ARRIVA LA FINANZA
FIAT ASSUME INGEGNERI PER LA RICERCA
LA FINANZA NELL'UNIVERSITA' DEL MINISTRO GIANNINI
EXPO 2015, FIRMATA INTESA PER PARTECIPAZIONE
AGROALIMENTARE ITALIANA
Economia, Lavoro, Previdenza
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ASSOFOND ABBATTE GLI INFORTUNI
L'IMPEGNO NEL NO PROFIT E LA POLITICA DEI SALARI LETTERA
ELOGIO DI MARKEL "COLPITA DA RENZI IL CAMBIAMENTO
E' STRUTTURALE"
MILITARI E FORZE DI POLIZIA, ECCO DOVE CALERA' LA
SCURE
STATALI, 85 MILA ESUBERI IN TRE ANNI
TAGLI ALLA SICUREZZA, LA PAROLA D'ORDINE E'
COORDINAMENTO
UNA SPENDING REVIEW ANCHE PER CAMERA E SENATO
ECCO I TAGLI DI RENZI
MATTEO PROMETTE RIFORME E FA BRECCIA
"CONTRATTI OK, NON C'E' MAGGIORE FLESSIBILITA'"
DONNE IN PENSIONE, L'IPOTESI: SUBITO 42 ANNI DI
ANZIANITA'
PIAGGIO, SALE LA TENSIONE "POLITICI, BASTA PAROLE:
ADESSO VOGLIAMO I FATTI"
SANZIONI A MOSCA DA USA E UE MA OBAMA COLPISCE
PIU' DURO
LONDRA, LE 5 FAMIGLIE PIU' RICCHE VALGONO QUANTO
IL 20% PIU' POVERO
MERKEL A RENZI: RIFORME IMPRESSIONANTI
MATTEO: SPIRAGLIO PER SBLOCCARE GLI INVESTIMENTI
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1
Il Tesoro al lavoro sulla platea. Intanto i sindacati rivendicano il rinnovo del contratto
Stipendi., la grande incertezza
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Quotidiano
Detrazioni a scalare dai 25mila euro lordi. Forse 30mila
DI ALESSANDRA RICCIARDI
U
rmt
avendo chiare scadenZe, risorse e criteri. Una partita,
questa, che già nei prossimi
giornirlovrebbe vedere un
primo step con il recupero
degli scatti di anzianità
su cui l'Aran, l'a~enzia
governativa per la
contrattazione nel
pubblico impiego, dovrà avviare
la trattativa con i
sindacati. Il relativo decreto legge
è infatti in fase di
conversione alla
camera, dove il
sottosegretario
aU'istruzione,
Gabriele Toccafondi, ha dichiarato di voler trovare una
diversa copertura per il futuro: l'attuale, che prevede per
le risorse mancati l'utilizzo del
fondo per l'offerta formativa,
non è più ~~~n~a
percornolle. va
1,3 miliardi
dI euro, nel .
giro di pochi
anni il fon'do del Mof
si è quasi
dimezzato. La
partita
più cospicua, e più delicata
riguarda però il rinnovo delle
retribuzioni base di tutta la
scuola, compresa quella dei
dirigenti. L'unica in grado di
dare concretezza, dicono le sigle sindacàli, a quell'annuncio
di centralità dell'istruzione
nell'agenda di governo che è
diventato lo slogan di Renzi.
La sola edilizia scolastica, pur
fondamentale (anche su questo i sindacati sono conconli),
non basta.
Il ministro dell'istruzione,
Stefania Giannini, ha più
volte avuto modo di dire che
se l'anzianità di servizio, i cosiddetti scatti, deve avere il
Suo riconoscimento nel futuro contratto altrettanto deve
averlo il merito. E che non ha
senso scindere la valutazione
dei prof dal rendimento degli
alùnni. Indicazioni chiare, che
aprono a unastagione certamente impegnativa per il confronto nella scuola.
----© Riproduzione riseroata-llll
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scuola, con il suo milione.di dipendenti, è certamente il settore pubblico
iù interessato al piano
da 10 miliardi di agevolazioni
sui redditi da lavoro. Su cui
però le incertezze abbondano:
al Tesoro stanno ancora definendo la platea e la soglia da
cui far partire la detrazione
che consenta di avere mille
euro netti in più l'anno: fissata a 25 mila euro (lonli) l'anno
dal premier Matteo R.enzi nel
corso della conferenza stampa
della scorsa settimana, potrebbe anche salire a 30 mila, con
la detrazione a scalare inversamente proporzionale al reddito.
Sarebbe questa l'ultima ipotesi
a cui starebbero lavorando tra
palazzo Chigi, Tesoro e ministero dell'istruzione. Un bel
colpo, soprattutto in vista del
voto delle europee. Se così fosse,
nella scuola gli interessati sarebbero ancora di più di Quelli
finora stimati: sotto i 25 mila
euro lordi l'anno, per un netto
mensile di circa 1500 euro, ci
sono tutti gli assistenti tecnici
e amministrativi e la metà dei
docenti fino alla primaria, un
terzo dei docenti delle secondarie. Complessivamente oltre la
metà dei lavoratori ella scuola.
Se la soglia dovesse arrivare
con la riduzione del cuneo fiscale a redditi netti di circa 1700
euro, l'aumento in busta paga
salirebbe: per esempio nella
primaria e infanzia riguarderebbe q\lasi tutti. Ma si tratterebbe di un aumento ridotto
rispetto agli 85 euro mensili di
cui ha parlato Renzi in conferenza stampa. Per mettere a
punto l'intervento ci sono altri
20 giorni di tempo, visto che in
busta paga la nuova detrazione dovrà scattare per il mese
di maggio.
L'annuncio dell'agevolazione sui redditi medio-bassi è
stata salutata con favore da
tutti i sindacati della scuola.
Che però hanno subito messo
le mani avanti: non si tratta di
aumenti che possono far passare nel dimenticatoio il rinnovo del co~tratto. F1~I, Cisl
scuola, Uil scuola, . ' !.tm
e Gilda chiedono infattI.
che il contratto sia rinnovato,
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STIPENDI, LA GRANDE INCERTEZZA
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La scuola, con il suo milione di dipendenti, è certamente il settore pubblico più interessato
al piano da 10 miliardi di agevolazioni sui redditi da lavoro. Su cui però le incertezze
abbondano: al Tesoro (Francoforte:
TX5.F - notizie) stanno ancora definendo la platea
e la soglia da cui far partire la detrazione che consenta di avere mille euro netti in più
l'anno: fissata a 25 mila euro (lordi) l'anno dal premier Matteo Renzi nel corso della
conferenza stampa della scorsa settimana, potrebbe anche salire a 30 mila, con la
detrazione a scalare inversamente proporzionale al reddito.
Sarebbe questa l'ultima
ipotesi a cui starebbero lavorando tra palazzo Chigi, Tesoro e ministero dell'istruzione. Un
bel colpo, soprattutto in vista del voto delle europee. Se così fosse, nella scuola gli
interessati sarebbero ancora di più di quelli finora stimati: sotto i 25 mila euro lordi l'anno,
per un netto mensile di circa 1500 euro, ci sono tutti gli assistenti tecnici e amministrativi e
la metà dei docenti fino alla primaria, un terzo dei docenti delle secondarie.
Complessivamente oltre la metà dei lavoratori ella scuola. Se la soglia dovesse arrivare
con la riduzione del cuneo fiscale a redditi netti di circa 1700 euro, l'aumento in busta paga
salirebbe: per esempio nella primaria e infanzia riguarderebbe quasi tutti. Ma si tratterebbe
di un aumento ridotto rispetto agli 85 euro mensili di cui ha parlato Renzi in conferenza
stampa. Per mettere a punto l'intervento ci sono altri 20 giorni di tempo, visto che in busta
paga la nuova detrazione dovrà scattare per il mese di maggio.
L'annuncio
dell'agevolazione sui redditi medio-bassi è stata salutata con favore da tutti i sindacati
della scuola. Che però hanno subito messo le mani avanti: non si tratta di aumenti che
possono far passare nel dimenticatoio il rinnovo del contratto. Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil
scuola, ~ !ì!i1iImrll e Gilda chiedono infatti che il contratto sia rinnovato, avendo chiare
scadenze, risorse e criteri. Una partita, questa, che già nei prossimi giorni dovrebbe vedere
un primo step con il recupero degli scatti di anzianità su cui l'Aran, l'agenzia governativa
per la contrattazione nel pubblico impiego, dovrà avviare la trattativa con i sindacati. Il
relativo decreto legge è infatti in fase di conversione alla camera, dove il sottosegretario
all'istruzione, Gabriele Toccafondi, ha dichiarato di voler trovare una diversa copertura per
il futuro: l'attuale, che prevede per le risorse mancati l'utilizzo del fondo per l'offerta
formativa, non è più ritenuta percorribile. Da 1,3 miliardi di euro, nel giro di pochi anni il
fondo del Mof si è quasi dimezzato. La partita più cospicua, e più delicata riguarda però il
rinnovo delle retribuzioni base di tutta la scuola, compresa quella dei dirigenti. L'unica in
grado di dare concretezza, dicono le sigle sindacali, a quell'annuncio di centralità
dell'istruzione nell'agenda di governo che è diventato lo slogan di Renzi. La sola edilizia
scolastica, pur fondamentale (anche su questo i sindacati sono concordi), non basta.
Il
ministro dell'istruzione, Stefania Giannini, ha più volte avuto modo di dire che se
l'anzianità di servizio, i cosiddetti scatti, deve avere il suo riconoscimento nel futuro
contratto altrettanto deve averlo il merito. E che non ha senso scindere la valutazione dei
prof dal rendimento degli alunni. Indicazioni chiare, che aprono a una stagione certamente
impegnativa per il confronto nella scuola.
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1
i dipendenti come asset strategico
cidere per un tempo chevad~ oltre
il singolo intervento. Equi oCcorre
lavorare suna formaziolledeiqua.dri intermedi e sugli imprenditori
stessi affinché sviluppino progetti
coerenti con strategie aziendali a
lungo periodo. Insomma, la formazione noÌ). è solo un investiynento.
ma.è una delle m~terie prill1e di
.organizzazion~}sindacui l'azienda necessita
cali, attive nella: geper Produrre. N,el sestione dei fondi, non
condo caso, il cielo di
possonò che sostenere
vita deUa formazÌone
interventi formativi a
' non può esaurirsi al
termine di ogni perfavore dei lavoratori,
soprattutto quando
corso forniativo ..IpiamigliQrano capaci.
ni formativi debbono
tà produttin delle
«coprire" i fabbisogni
aziende, crescitapro-aziendali per alnieno
fesSìoI1.ale e compeunquinquenIlio cosÌ
tenze dei lavoratori.
da incidere sulle poli. Ce n'
la Marco
tièhe dì sviluppo e sul
Paolo
segretario
consolidamento della
generale Ila confe·
produttività.
aut~m()ma "."...
D. tn
.. !tali.ti si è. a
.
. ' . '.
buon punt9 nel proDomanda. S1!l:f.llla.. .'
.
muovere là cultura
li fronti deve agire una buona della formazione?
'.'
politiea disòstegno alla formaR. Le strategie di Forma~~enda
zione?
'.
si stanM riv~landò sempre più viRispo$ta.Principalmentesu èine ai bisogni dell'è imprese. Ma
due fronti: &uUO sviluppo della in Italia resta ancora moltO' {la
capacità di progettazione dei per-fàre. La fòrmazione non va vista
corsi formativi e sulle modalità solo come un diritto/qovere,ma
di gestio~ed:el ciclo di vita della éome u,n'()pportunitàdi crescita e
formazione, Nel prilllo caso, un d>investimento personale sia per il
fondo intervrofessjonale deve indi- datore di lav()r() che laof!re sia per
rizzare le nsorSè.finanziarie versO il lavoratore che l:lì riceve. In tal
progetticapacidì evolversi El di in- senso, chi si forma vince semprel
In Italia i fondiintetprofessiottali ban'no lina funzione strategica neno sviluppo della formaziorl~ continua. Si potrebbe dire che
siano rimasti gli unici strumenti
finanziari coIicretigrazie ai quali
l'imprenditore Può programmare
e attuare pialli ,formativi senza
impeglfare rÌs,oJ;!le proprie. Le
Mlfe
~_I::!!.l'ID!)-~t:'!I.~I,\Z!!::~!22.J--~
Il YW mp{~,rl" '</01 "'~'T"U' l',,,,,,<,,.mn,,, dcii a4~,o,n"mc"l" / "wff<>w,vl" ',cm O'M'"''
,--~hi
si forlna è vincente
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Soltanto
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Nella domanda di mobilità docenti la Ssis non prende punti
Michela – Gentilissimi, per la domanda di trasferimento, è possibile inserire nei titoli generali alla
voce 14 (diplomi di specializzazione conseguiti in corsi post- laurea) o alla 15 (diplomi universitari
conseguiti oltre al titolo di studio attualmente necessario per l’accesso al ruolo di appartenenza) il
diploma di specializzazione S.I.S. (classe di concorso A051)? Non l’ho mai inserito in precedenza.
Essendo soprannumeraria, redigo la domanda di trasferimento da qualche anno. Solo ora una
collega mi ha fatto notare che quello S.I.S. è un titolo valido. Se non fosse valido, potrei sapere
dove è espressamente chiarito
che il titolo in questione non può essere inserito in domanda? Grazie
Lalla - gent.ma Michela, è corretto il modo con cui finora hai compilato la domanda. Nella mobilità
il titolo SSis vale 0 punti.
Da anni le tabelle dei titoli per la mobilità sono invariate e contemplano solo l’attribuzione di 12
punti al concorso ordinario, mentre non valutano il percorso Ssis, nè a livello concorsuale, nè come
specializzazione, nè i corsi riservati con i quali è stato possibile conseguire l’abilitazione nel corso
degli ultimi 10 anni, nè la specializzazione per le attività didattiche di sostegno.
Dunque il Contratto (firmato da CGIL, CISL, UIL, SNALS, GILDA UNAMS) prevede una
differenziazione notevole a livello di punteggio a seconda della graduatoria da cui si è assunti.
Il concorso ordinario viene valutato ai sensi del punto B) della tabella di valutazione dei Titoli
Generali
B) per il superamento di un pubblico concorso ordinario per esami e titoli, per l’accesso al ruolo di
appartenenza (1), al momento della presentazione della domanda, o a ruoli di livello pari o
superiore a quello di appartenenza (10) punti 12
Si valuta solo il concorso relativo al ruolo in cui è assunti a tempo indeterminato.
La mancata valutazione delle altre abilitazioni (Ssis, corso riservato) e della specializzazione di
sostegno è invece indicata alla nota 11bis:
“Si precisa che non rientra fra quelli valutabili il titolo di Specializzazione per l’insegnamento ad
alunni in situazione di disabilità di cui al D.P.R. 970/75, rilasciato anche con l’eventuale riferimento
alla Legge 341/90 – commi 4, 6 e 8. Analogamente non si valutano i titoli rilasciati dalle Scuole di
Specializzazione per l’insegnamento nella scuola secondaria (SISS).
Detti titoli non possono essere, infatti, considerati titoli generali aggiuntivi in quanto validi sia per
l’accesso ai ruoli sia per il passaggio”
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nSole9]{l mmrn
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Scuola. L'indagine AlmaDiploma
Tra i neo-diplomati
i144% insoddisfatto
di scuola e indirizzo
Gianni Trovati
dalla propria scelta universitaria sale al 28 per cento. Morale: l'orientamento che non ha
funzionato dopo le medie sirivela inefficace anche dopo le
superiori, quando il peso della famiglia di provenienza sulla scelta dello studente dovrebbe essere minore.
Non va molto meglio a chi
tenta la strada del lavoro,
com'è evidente visti i tassi di
disoccupazione giovanile registrati nel Paese. A un anno
dal titolo, sono disoccupati 39
diplomati su cento, e questa
quota sale fino ad arrivare al
MILANO.
068391
Delusi e disorientati. Sono gli studenti italiani che
escono dalla scuola superiore secondo l'ultimo rapporto
di AlmaDiploma, la "versione" per la scuola superiore
dell'indagine sulla condizione occupazionale che il consorzio inter-universitario AlmaLaurea conduce da 16 anni
sui laureati.
Appena chiusi i libri dopo
aver superato l'esame di Stato, spiega il rapporto che ha
messo sotto esame 72mila diplomati, il 41 % dei "maturi" si
dichiara pentito della scelta
fatta ascuola, e precisa che po- IN DlfflCOllÀ
tendo tornare indietro cam- Aun anno dal titolo
bierebbe istituto, indirizzo di il tasso di disoccupazione
studi oppure, nellamaggioranè al39 per cento
za dei casi, entrambi.
Quando passa il tempo, e e sale al 50,3 fra chi esce
ci si confronta con la scelta dagli istituti professionali
universitaria oppure con le
difficoltà del mondo del lavoro, la situazione peggiora, e 50,3% se si considerano solo
la quota dei delusi cresce an- gli studenti usciti dagli istituti
cora fino ad attestarsi al 44 professionali. I tassi di disocper cento.
cupazione dei diversi indirizNumeri, questi, che indica- zi si riallineano con il passare
no una scarsissima efficacia del tempo, quando la disoccudelle attività di orientamento, pazione rimane al 19,1% e scene che trovano una conferma de (al 16,7%) solo fra chi ha in
ulteriore quando i neo-diplo- tasca un diploma rilasciato da
mati si affacciano all'universi- un istituto tecnico. Rari, fra
tà. Il tasso di giovani che dopo chi lavora, gli inquadramenti
la maturità continua a studia- stabili (17,5 ogni 100 diplomati
re, prima di tutto, non si schio- occupati), mentre spopolano
da da un 64% che mantiene i contratti flessibili e a termimolto lontana l'Italia dalle me- ne (32%) e quelli di formaziodie europee: fra questi, poi, ne e lavoro (26%). Quasi piatti
1'8% abbandona le aule univer- gli stipendi di chi lavora: a un
sitarie entro il primo anno, e anno dal diploma la retribuun altro 10% cambia nello stes- zione media degli occupati è
so periodo il corso di laurea o di 916 euro netti al mese, sale a
anche l'ateneo. Anche in que- 1.063 euro dopo tre anni e si atsto caso, con il tempo il qua- testa a 1.49 dopo cinque anni.
dro peggiora e a tre anni daJ.!a
gianni. [email protected]
maturità la quota dei delùsi
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COBBIEBE DELLA SEBA
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Scuola migliore se si valutano anche i prof
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di ATTILIO OLIVA
dichiarazioni del nuovo ministro Giannini ce lo
fanno sperare, di lasciarci alle spalle quella allegra «fattoria degli animalli> di orwelliana memoria che è la scuola italiana dove tutti sono
uguali per definizione e di riconoscere e valoriz~are quelli «più ugualli> degli altri?
E ormai dimostrato che i risultati delle scuole possono differire molto tra loro anche se
operano negli stessi ambienti socio-economici.
Ciò significa che l'ambiente non è una condizione rigida che stabilisce preventivamente il
destino di ogni studente: buoni insegnanti riescono a compensare almeno in parte i deficit
che derivano da condizioni famigliari difficili. È
evidente allora che la differenza di qualità fra le
scuole è determinata dagli insegnanti e dalla
dirigenza. Ciò nonostante da molti decenni si
reclutano i presidi-dirigenti (sono 8.000, inamovibili una volta nominati) senza prima verificare sul campo le attitudini alla leadership. E si
reclutano gli insegnanti per lo più con sanatorie di varia natura che privilegiano l'anzianità di
servizio come supplenti senza alcuna valutazione sulla professionalità dimostrata. A noi sembra irresponsabile quella società che non cura
come dovrebbe i suoi educatori e non dà rico-
noscimenti di alcun genere a quelli notoriamente più apprezzati dalla comunità scolastica.
In ogni scuola, invece, questi dovrebbero essere usati come modelli e leader pedagogici per
;putare gli altri a migliorare (specie i più inesperti).
Va sottolineato che lo sviluppo professionale
degli insegnanti è anche conseguenza della capacità della dirigenza di farli crescere in un ambiente di lavoro stimolante, collaborativo e con
forte aspirazione al miglioramento continuo. In
realtà ciò accade raramente e gli insegnanti sono per lo più lasciati soli, veri e propri autodidatti di fronte a una scuola di massa sempre più
difficile da gestire. Tutte le ricerche dimostrano
infatti che gli insegnanti chiedono a gran voce
di aver unfeedback sul loro operato sia da parte
dei superiori che dei pari. Solo a queste condizioni la scuola potrà diventare una «comunità
di apprendimento» per tutti.
Anche per l'Ocse questi sono i problemi.nodali da affrontare perché, come sostiene, «nessun sistema scolastico può essere migliore della qualità dei suoi insegnanti».
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aro direttore, recentemente il Governo ha varato un regolamento (Dpr 80)
per dare luogo, anche nel nostro Paese, a un Sistema nazionale di valutazione per la scuola. Esso prevede che
per il momento debbano essere valutate tre cose: le singole scuole, i loro presidi-dirigenti e,
attraverso i test nazionali dell'Invalsi, gli apprendimenti degli studenti.
Manca qualcosa secondo voi? Dove si parla
degli insegnanti? Da nessuna parte, naturalmente, per la nota opposizione sindacale. Se i
ragazzi sono più o meno motivati ed interessati
all'apprendimento sembra che la responsabilità sia di altri: i dirigenti, gli ispettori, il sistema... Allora perché perder tempo a scoprire se i
singoli insegnanti sanno fare il loro mestiere?
Si dovrebbe però ricordare che sia i presidi-dirigenti delle scuole che gli ispettori del futuro Sistema nazionale di valutazione sono per legge
reclutati tra i docenti. Non sarebbe allora utile
per prima cosa individuare gli insegnanti più
apprezzati dalla comunità scolastica in cui operano e in seconda battuta scegliere fra questi
chi dovrà dirigere le scuole e chi dovrà valutarIe? Non è forse giunto il momento, e le prime
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Defrazwni .. ~""h,re
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2/2
lpi~rl~=~~~~~di~~;i:~::_::;:di:::·:::m::=e:s·::_:;:======~-=:=-==::::=--:::==::=::=~:::;
i sa
in sicurezza degli edifici Spesa prevista 193,883 mln, per n. 741
interventi (n. 669 quelli definiti). Documenti di attuazione per 171,611 mln; 228
finanziaria 2003)
i lavori ultimati per 59,113 mln
I Primo Piano stralcio:
I CIPE n. 102 del 31/12/04 Spesa prevista 295,199 mln
n.876 interventi, rimodulati a 906;
188 lavori ultimati
I
per 51,237 mln
Iscolastici (awiato dalla legge
l
I
259 milioni di euro per un Programma straordinario di 1809 interventi rivolto a otto
regioni del Sud, risultano verificate 940
leggé.24 ,dice:n'lbren
: Delibera CIPE n. 6/del convenzioni per un totale di 130 mln
244
100 mln per nuove edificazioni (di cui i
20/1/2012
60 utilizzati per il terremoto in Emilia- i
Prevede il finanziamento di 989 interventi :
Romagna), restano 40 mln ancora da .
Terzo programma stralcio per un valore di complessivi 111,8 milio- :
impegna~e ..
di cui alla Delibera CIPE 18 ni di euro; 787 interVenti prenotati con i
una
previsione
di
93,568
min.
Disposti
.
dicembre 2008, n. 114. Il DI
8 Decreti di pagamento per complessivi
n.-343 del 3 ottobre 2012
384.000 euro
Attlcòì;;2; .",u-nm,·.. <j
Decreto legge n. 69/2013 Finanziamento straordinario, nell'ambito
degli investimenti immobiliari INAIL desti(art. 18, comma 8)
nati alla messa in sicurezza degli edifici, di
100 milioni di euro per ciascuno degli anni
dal 2014 al 2016: totale 300 mln
068391
Comma 8-ter dell'articolo 18 Impegnati 150 mln nel 2014; awio lavori
31 aprile 2014
della legge 98/13
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Gli ingegneri: prima di spendere, innovare i parametri. Architetti pronti a valutazioni gratis
Il piano Renzi da solo non basta
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Le norme tecniche sulle costruzioni sono troppo vecchie
DI EMANUELA MICUCCI
PriOrità è aggiornare le norme tecniche sulle costru.oni.Così rischiano
di ridurre l'efficacia del piano
di Matteo Renzi». Da soli i
soldi non bastano per la messa in sicurezza delle scuole
secondo Armando Zambrano, presidente del consiglio
nazionale degli ingegneri: per
essere efficace il piano del governo per l'edilizia scolastica
necessita anche di revisione
delle norme tecniche, innovazione di processo e di progetto
e dell'apertura di questi interventi ai giovani professionisti.
Fenno da oltre 4 anni al
Consiglio superiore dei lavori
pubblici, l'aggiornamento delle
norme tecniche nella versione
completa, esaminata a ottobre
2012, contiene - ricordano gli
ingegneri - gli strumenti per
operare, in sicurezza, sugli edifici esistenti con criteri avanzati che, supportati da concrete esperienze di ricerca e sul
campo, possono generare una
economia di scala. «Bisogna
aWiare - prosegue Zambrano - progetti di adeguamento
sismico generale dei singoli
edifici con interventi parziali
di miglioramento sismico. In
« I.j
---©Riproduzwne riseroata___.
Supplemento a cura
di ALESSANDRA RICCIARDI
[email protected]
068391
questo modo il piano Renzi potrebbe riguardare un numero
maggiore di edifici, producendo
una più estesa ridùzione del rischio e favorendo un dosaggio
delle risorse».
Secondo gli ultimi dati
del Miur relativi al 2012, esistono circa 13.700 edifici scolastici in zona 1 e 2, quindi, ad
alto rischio sismico. Solo una
quota minoritaria di scuole è
stata progettata rispettando
la normativa antisismica e ancora più basso è il numero di
quelle che hanno il certificato
di conformità. «1150% degli edifici scolastici è senza certificato
di agibilità statica - aggiunge
Leopoldo Freyrie, presidente del consiglio nazionale degli
architetti -. Noi vogliamo porci
come presidi volontari per fare
schede di valutazione tecnica
gratuita delle condizione degli
edifici scolastici, soprattutto dei
comuni più piccoli e con meno
risorse. Siamo pronti a partire
anche domani". I costruttori dell'Ance
fanno i conti: tra il 2004 e il
2012 sono stati attivati appena 1,2 dei 2,3 miliardi stanziati,
questi ultimi arrivano a quasi
3,5 miliardi se si sommano gli
850 milioni stanziati dal governo Letta e i 300 milioni Inail.
Delle risorse complessive previste, dunque, solo un terzo è stato effettivamente erogato. «Ci
sono 3,7 miliardi già disponibili
in capo a Stato e regioni - precisa il sottosegretario all'istruzione Roberto Reggi - finora
lo Stato ha accentrato le risorse
e le ha distribuite- alle regioni,
a loro volta enti accentratori. TI
soldi sono quindi rimasti bloccati a un livello che non ha interesse a spenderli, mentre chi
ha l'interesse non può farlo». A
giorni sarà costiuito presso la
presidenza del consiglio l'unità
di missione che coordinerà gli
interventi di spesa.
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" " " ' ' ' ' - - - -I.l1i'.ND.\ St:LO~b)..If--~~~
J"ì'pì~~~R~~j";ì;;~ì~";;~n basta
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i~~;~;:~';m'~~~~
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L.
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DI
FRANco BASTIANINI
arantite, almeno fino al termine delle attività didattiche, le pulizie nelle tremilacinquecento istituzioni
colastiche nelle quali, per effetto di convenzioni
Consip stipulate con i dirigenti scolastici, operano le
imprese esterne di pulizia.
Nei giorni scorsi è stato infatti scongiurato il pericolo di una
riduzione, se non addirittura di una interruzione nella fornitura alle scuole dei servizi di pulizia da parte delle imprese
di pulizia che a tale fine utilizzano soprattutto ex lavoratori
socialmente utili, pericolo ventilato non solo delle organizzazioni sindacali Uiltrasporti, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Ubs,
ma anche dalle imprese del settore Anip-Fise/Confindustria,
Legacoop Servizi e FederlavoroiConfcoop. Le une e le altre ne
attribuivano la causa ad una riduzione di venticinque milioni
di euro delle risorse stanziate per l'anno scolastico 2013/2014
per consentire il rinnovo delle convenzioni, riduzione prevista
dall'articolo 58, comma 5 del decreto legge n. 69 del 2013
Ad allontanare il pericolo è dovuto intervenire ancora uI).a volta il Governo che ha inserito nel decreto legge 6
marzo 2014, n. 16 l'articolo 19, contenente appunto disposizioni in materia di servizi di pulizia. Oltre che a prorogare al
31 marzo 2014 il termine del 28 febbraio 2014 fissato dalla
legge 14712013 quale termine entro il quale dovevano essere
stipulate da parte delle istituzioni scolastiche ed educative le
convenzioni Consip per l'acquisto dei servizi di pulizia, l'articolo 19 mette infatti a disposizione, per l'esercizio finanziario
2014, la somma di venti milioni di euro che va ad aggiungersi
a quella di 34.6 milioni di euro già stanziata dall'articolo 1,
comma 748 della predetta legge 14712013.
G
- - 4 : ) RiproduzÌDT12 riseroata___.
.,
068391
Le disposizioni contenute nell'articolo rappresentano certamente una boccata d'ossigeno per un proble-
ma che non riesce ancora a trovare una soluzione definitiva
idonea a garantire il posto di lavoro ai circa undicimila ex
lavoratori socialmente utili attualmente impegnati nelle
scuole e la certezza delle pulizie delle aule delle istituzioni
scolastiche.
Per le istituzioni scolastiche coinvolte non si tratta purtroppo di una soluzione indolore. All'onere dei venti milioni
di euro si provvederà, dispone sempre l'articolo 19, mediante
corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa per il
Fondo per l'arricchimento e l'ampliamento dell'offerta formativa e per gli interventi perequativi, di cui all'articolo 4
della legge 18 dicembre 1997, n. 440. TI ricorso al Fondo anche
per tentare di assicurare le pulizie delle scuole è, seppure
indirettamente, una conferma che sarebbe ormai tempo di
prendere atto che il parziale tentativo di esternalizzare i servizi di pulizia delle scuole, con le modalità con le quali è stato
posto in essere, si è rivelato impraticabile se non addirittura
dannoso sia per gli ex LSU che per le stesse scuole e per il
personale che in esse opera quale dipendente statale.
Per risolvere definitivamente il problema due restano
le alternative possibili: affidare a terzi le pulizie di tutte le
istituzioni scolastiche e ridisegnando nel contempo sia gli
organici dei collaboratori scolastici che il loro mansionario
e relativo trattamento economico; oppure facendo rientrare
negli organici dei collaboratori scolastici gli ex lavoratori socialmente utili e rinunciando definitivamente alle imprese
di pulizia. Sul piano economico l'onere che lo Stato dovrebbe
sopportare per consentire l'una o l'altra delle due soluzioni
sarebbe inizialmente, in teoria, identico. Una ipotesi questa
che si ricava valutando i costi che lo Stato sta sostenendo
attualmente per consentire il rinnovo delle convenzioni.
Trecentomilioni di euro è infatti il costo delle convenzioni
in essere. Gli undicimila ex lavoratori socialmente utili impegnati nelle scuole, se fossero dipendenti statali assunti con
contratto a tempo indeterminato, costerebbero all'erario circa
trecentomilioni di euro annui, tredicesima compresa, ma non
esclusione degli oneri riflessi difficilmente quantificabili. Ovvie
sembrano essere le conclusioni. Sul piano economico allo
Stato converrebbe l'esternalizzazione delle pulizie. Per i
lavoratori e per il migliore funzionamento delle istituzioni
scolastiche converrebbe la seconda alternativa.
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Lsu, il problema
è solo rinviato
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~«·k'3;Jt('li3t'M{·i,i4'tiiil1iI"'!It-~
Decreto Salvascatti
alle battute finali
DI CARLO FORTE
'iter di approvazione del disegno-di legge di
conversione del decreto legge salvascatti (AC
2157) è giunto ormai alle battute finali. Il
13 marzo scorso è terminato l'esame in sede
referente presso la commissione lavoro della camera,
coli l'approvazione di alcuni emendamenti. Che però,
con ogni probabilità, resteranno solo nei verbali della
commissione.
Perché, in caso contrario, il provvedimento dovrebbe
ritornare al senato.
E ciò avrebbe l'effetto di farlo andare incontro a sicura decadenza. Perché l'efficacia del decreto cesserà
il 24 marzo prossimo.
E sempre il 13 marzo è terminato anche l'esame in
sede consultiva con il parere favorevole delle commissioni affari costituzionali (I), bilancio, tesoro. e programmazione (V) e cultura, scienza e istruzione (VII).
La VII commissione, però, ha espresso anche delle
osservazioni nel senso dell'opportunità di consentire
anche ai dirigenti scolastici di non restituire gli aumenti previsti dalla contrattazione integrativa e della
necessità di aumentare i fondi da destinare al miglioramento dell'offerta formativa.
Secondo quanto risulta a ltaliaOggi, l'intenzione del
governo è quella di blindare il testo come licenziato dal
senato, così da andare in aula entro il 24 marzo.
Dopo l'approvazione del provvedimento si procederà
a marce forzate per concludere, a stretto giro di posta,
le trattative per la stipula del contratto che consentirà
anche il recupero dell'utilità del 2012, così da ridurre ad un solo anno il ritardo nella maturazione dei
gradoni.
L
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Trattative al via per utilizzazioni e assegnazioni provvisorie. Non c'è accordo sulla musica
Mobilità, parte l'unificazione
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Aree uniche sul sostegno, meno posti per le supplenze
DI ANTIMO DI GERONIMO
l via la contrattazione
sulla mobilità annuale. L'amministrazione scolastica ha già
aperto le trattative per la stipula del contratto sulle utilizzazioni e le assegnazioni
provvisorie. Che quest'anno
prevede l'unificazione delle
aree del sostegno. E il negoziato è ormai a buon punto.
Restano da rivedere anche le
disposizioni che riguardano
le utilizzazioni nei licei musicali. Che hanno determinato
un proliferare di interpretazioni contrastanti da ufficio
a ufficio. E che solo in parte
derivano dalla complessità
dell'articolo 6-bis, che la è la
clausola negoziale che regola
la questione.
.
A
momento, infatti, il passaggio sul sostegno può essere
chiesto solò con riferimento all'area di appartenenza. Ciò limita fortemente
le probabilità di ottenere il
movimento richiesto. Ma se
la possibilità del passaggio
sarà consentita su qualsiasi
area, a prescindere da quella
di appartenenza, il numero
dei docenti che otterranno
l'utilizzazione sul sostegno è
destinato a salire vertiginosamente. Ciò determinerà una
forte contrazione delle disponibilità di posti per i precari.
Perché, mancando il vincolo
dell'area di appartenenza, gli
interessati avranno molte più
probabilità di ottenere i movimenti richiesti (sulla Dos).
E ciò farà diminuire sensibilmente le disponibilità per
gli incarichi di supplenza. Di
qui il rischio, più che fondato, che molti docenti precari
rimangano senza lavoro. Va
detto subito, però, che l'interpretazione del ministero
non è indenne da elementi di
criticità. Il decreto Carrozza,
infatti, nel disporre in generale l'unificazione delle aree
del sostegno, reca una serie
di disposizioni di dettaglio
che sembrerebbero orientare
l'interprete nel senso dell'applicabilità delle nuove disposizioni solo ai fini del reclutamento. Per giunta, ai soli
concorsi che saranno banditi
dopo l'entrata in vigore della
riforma. Salvo una graduale
applicazione anche alla disciplina delle supplenze da conferire tramite lo scorrimento
delle graduatorie di istituto.
Ed è proprio il mantenimento in vita delle disposizioni
sul reclutamento, tramite lo
scorrimento delle graduatorie
a esaurimento e dei concorsi
ordinari già esistenti, che induce a ritenere che gli organici continueranno ad essere
compilati recando l'indicazione della tipologia di posto.
Uassenza di disposizioni di legge modificative dei
criteri di compilazione degli
organici non fa che confortare la tesi, secondo la quale, i
docenti di ruolo che sono stati
assunti con il vecchio sistema
dovrebbero continuare ad in. segnare su posti dell'area per
la quale sono stati assunti.
In caso contrario si andrebbe in rotta di collisione con
il principio di infungibilità
degli insegnamenti.
--©Riproduzwne riseroata~
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Non di rado, infatti, gli
uffici hanno omesso di
considerare che l'utilizzazione possa essere chiesta solo
dal personale soprannumerario trasferito d'ufficio oppure appartenente a classe
di concorso in esubero. E ciò
ha determinato l'attribuzione di utilizzazioni anche a
docenti che, probabilmente,
non ne avevano diritto. In
ciò contribuendo ad incrementare il contenzioso. Ma la
novità di quest'anno è data
dall'unificazione delle aree
del sostegno. Che nelle intenzioni dell'ex ministro, Maria
Chiara Carrozza, avrebbe dovuto produrre effetti già sui
trasferimenti e sui passaggi.
E che con ogni probabilità
dispiegherà effetti solo ai fini
delle utilizzazioni e delle assegnazioni provvisorie.
Per fare questo, però, bisognerà introdurre nel contrat.to una clausola ad hoc, che
disporrà l'unificazione delle
4 aree (ADOI, AD02; AD03;
AD04) in cui attualmente sono
suddivise le specialità del sostegno delle superiori. Il tutto
in analogia con quanto già avviene nelle scuole secondarie
di I grado. In buona sostanza,
dunque, le parti dovranno
dare attuazione all'articolo
13, del decreto legge n. 104192.
Ma il rischio che si corre, con
l'applicazione della nuova disciplina, è quello di ingenerare
una forte riduzione dei posti di
lavoro per i docenti a tempo
determinato. '
La fase più rischiosa
per i precari è proprio
quella delle utilizzazioni. Al
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Il ministero deLL'istruzione corre ai ripari per epitare il caos amministrativo. E nuovi ricorsi
Dirigenti, soluzioni tampone
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E per i presidi toscani serve un intervento legislativo
DI GIORGIO CANDELORO
~
la
degli istituti della regione.
Per questo spinosissimo
caso l'orientamento del Miur
sembra quello di mantenere ad
ogni costo in servizio i dirigenti
assunti nei due anni scorsi sulla b~ del concorso annullato.
Perché,questo accada è però necessm.j.o un provv~mento legislaq:v\'); di cui peialtro alcune
for~l1tiche si SOno già fatte
carico, ~to che Forza Italia ha
presentato alla Camera slill'argomento un emendamento al
disegno di legge 312014 che proroga gli automatismi stipendiali del personale della scuola.
Per il concorso in Toscana,
comunque, il capo dipartimento del Miur, Luciano
Chiappetta, ha comunicato
ai sindacati di essersi confron-
tato con gli organismi istituzionali di controllo coinvolti negli
adempìmentiCragioneria dello'
Stato, ufficio centrale del bilancio, funzione pubblica) e di
avere riscontrato un'ampia disponibilità all'avvio di una procedura tampone che mantenga
nel ruolo i presidi che rischiano
la perdita del posto. Chiappetta ha poi reso noto che anche
l'Avvocatura dello Stato ha
espresso il proprio parere positivo riguardo all'emanazione al
riguardo di un provvedimento
di legge.
Forse sta per calare definitivamente il sipario su un
insieme di procedure concorsuali che in tutte le regioni
hanno visto valanghe di ricorsi e polemiche a ,non finire.
---©Riproduzume ri.seroata--lll
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fine spunta il compromesso. In Lombardia i neo dirigenti vinciri del concorso, giunto
a conclusione nelle scorse settimane a ben tre anni dal bando,
entreranno in servizio dal 30
giugno prossimo, restando in
cattedra come insegnanti fino
alla fine delle attività didattiche
e conIa garanzia giuridica della
loro presenza in commissione
anche nel corso degli esami di
maturità. Dunque i futuri presidi lombardi non entreranno in
presidenza entro marzo, come
pareva in un primo tempo, ma
neppure a settembre, come richiedevano i sindacati. Ai vincitori è stato però promesso che
la decorrenza giuridica della
loro assunzione sarà retrodatata al lO marzo, data della
loro convocazione per prendere
servizio, poi annullata. Questo
il risultato dell'incontro della
scorsa settimana al Miur tra
le organizzazioni sindacali, i
rappresentanti dei 355 vincitori
e i dirigenti di viale Trastevere
delegati dal ministro Giannini.
Parzialmente avviata a soluzione anche la questione della
Toscana, dove il Consiglio di
Stato ha annullato per vizio di
forma il concorso a vresidi. confermando una precedente sentenza del Tar. Qui 112 dirigenti
già aSsunti rischiano di essere
rimandati a fare gli insegnanti
con effetto immediato, lasciando senza guida quasi un terzo
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Gite con sconto In ostello
Gite scolas..tiche scontate del 50% negli ostelli della
gioventù. E la proposta dell'associazione italiana alberghi
per la gioventù (Aig) che dal J945 promuove il turismo
giovanile attraverso gli ostelli. I gruppi scolastici che
prenoteranno ed effettueranno entro il 30 giungo un
soggiorno presso le strutture di Roma, dove è di prossima
apertura il nuovo ostello, Firenze, Napoli, Milano, Palermo,
Perugia, Genova, Bergamo,
Bologna,Ancona, Cagliari e
Alghero avranno un riduzione del 50% sul costo di
pernottamento e prima
còlazione. «EAig - spiegano taglia i costi per non tagliare
le gite nella convinzione che i
viaggi di istruzione restino
una questione di primaria importanza per la formazione
degli studenti, anche tante scuole li stanno mettendo in
discussione per ragioni economiche».
Così la quota individuale per una gita di 4 notti è di € 33 a
Firenze con caccia la tesoro ed eventuale visita di Siena, a
Milano e all'oasi WWF di Vanzago, a Bergamo con visita al
Parco delle Incisioni Rupestri in Val Brembana; € 30 a
Napoli con escursione alla Solfatara di Pozzuoli; a Palermo
con escursione a Erice e alla riserva dello Zingaro è €28,50,
tanto quanto a Perugia dove visita la Casa del Cioccolato e
per i più piccoli un laboratorio di scovo archeologico e una
giornata alla Città della Domenica; a Genova e all'acquario €33; € 42 a Cagliari e al Nuroghe Arrubiu; a Bologna
€25,50 con trekking cittadino fino al santuario di San
Luca.
Info: ww.aighostels.it
Emanuela Micucci
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I progetti possono essere segnalati all'indirizzo:
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L'ESPERTO RISPONDE/ Una docente chiede come muoversi, i rilievi del preside
Le contestazioni disciplinari
devono essere sempre motivate
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La genericità delle accuse non cònsente una buona difesa
Tale omissìonedéterinì~a, ùtf(ltii,fillegitti. "
mità delpro";vedirnentodisciplinare (si~eda
la sent:enza1/j[}06!J3fn,un caso in cui nella '
oontestaziorte~ stato in.dicatoerl'onearnen~
le#èra /ì1''!laJf1,
fA' Supremq, ~rfu. 6tJ,chfuri,tou pi~rlp~~
. sé che "w",cQntèstaziQp,e dell'àddebito déve
. esprimerSi :neU~#rib.uzione d~ fatti, rilevanti
ePrecìsi,edi uniuòc0SW,ni{ìcat(),alfine qitJ()n;~
sentire allauoratore urlidonea epÌi!T/Il difes,?>~
ar
068391
l
te il giorno ihcui sareliae. $t~tocOmmesso, à
fatto at1debttato; TJuuy:a:n.za ritenu,ta decisifi4
~,dalla,Suprema"iJorte <#' ff;ni dell)illegittimità
ilel provveditnen,to). l:interessata, dunque,pui'J
far ,1J(Jlf!lX?l9fQ.elJ:erfc.itw&Jilaoontestpzione in
Strde tlf contra:dfJ#toiio sklreean40si di per.
sooacM prése}'!:tr:lrùJolUl,(L memoria. Successivamente,. qualora il i$irigente dovesse ritenere di procedere,
, ,potrà esperire
l~ionegiUdì:zt<tl{l, , ' ,t'lasede,pòtràf
t;alere nuovq,'inèn:M ~ generi(:.ifà cqn buone
probabilità di4t!€J:Wte;uh p/,ouveditnentofa·'
ùo.reudle, ' ' " , .,', ' , "
,
, 'AntintQ D:i Geronimo
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16
1
Accordo con il Comune
per le materne paritarie
Dopo mesi di confronto, accordo
raggiunto tra Comune di Milano e
associazioni della scuola paritaria sul
futuro delle materne paritarie non
comunali. Nei prossimi giorni, infatti,
l'assessore all'Educazione Francesco
Cappelli porterà in consiglio una delibera
con la quale si stabilisce che nell'anno
scolastico 2014/15 il Comune stanzierà
2,1 milioni di euro per le derrate
alimentari da distribuire ai bambini delle
materne in base al reddito Isee, ma con il
vincolo di destinare eventuali fondi
rimanenti alle materne paritarie non
comunali in maggiori difficoltà. L'accordo
prevede anche che per ridurre le liste di
attesa presso le materne comunali, il
Comune stanzi 2mila euro (più 837 euro
per le derrate alimentari) per ogni
bambino che opti per un posto nella
paritaria non comunale. Soddisfatte le
associazioni delle scuole cattoliche, che
per mesi hanno denunciato il rischio di
chiusura nel caso venissero meno anche
i fondi comunali. Criteri che potrebbero
trovare cittadinanza nel futuro accordo
che Comune e paritarie dovranno
stipulare per gli anni successivi.
068391
Enrico Lenzi
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I ll.GAZZBTl'INO
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X
1 /2
MARGHERA Parlano i candidati alle prese con le selezioni per lavorare da McOonald's
,
~
«La laurea? E tne!oio
CJ
avere il posto fisso»
l'v'IelodyFusi3ro ..
MESTRE
McDonald's della provincia. Il
contratto proposto è un apprendistato professionalizzante della durata di tre anni che
con molta probabilità si trasformerà in un tempo indeterminato. Quasi un miracolo,
per molti laureati e diplomati
alle prese con contratti di
pochissimi mesi, rinnova bili
solo per un colpo di fortuna.
«Ho una laurea in conservazione dei beni culturali e cerco lavoro da molto tempo racconta Elisa Scandiuzzi, mestrina di 29 anni - Se mi
prendono al McDonald's e finalmente avrò un lavoro fisso
non lo lascerò perché mi interessa solo avere un posto sicuro. E non importa se dovrò
lavorare a Natale e a Capodanno, l'ho sempre fatto e non mi
fa paura». Un altro mestrino,
Francesco Bonaventura, invece non rinuncia ai sogni: «Lavorerò al McDonald's continuando i miei studi in ingegneria civile. Frequenterò i corsi
quando mi sarà possibile ma
almeno avrò un lavoro». «Molti dei candidati sono diplomati
che hanno scelto le scuole
secondarie sbagliate e si sono
pentiti - spiegano i selezionatori Milena e Luca - C'è chi
torna a fare le scuole serali
per inseguire un sogno e chi
invece cambia continuamente
lavoro, alle prese con stage,
contratti di due mesi o stagionali. Alcune storie ci hanno
colpito molto, come quella di
una laureata in archeologia
disposta a rinunciare a quel
percorso pur di avere un posto
fisso».
068391
Diplomati, laureati e con in
tasca un master universitario.
Lavorare al Mc Donald's fa
gola a tutti, così tanto che per
l'apertura del ristorante di
Marghera, in programma per
aprile, sono arrivate 800 candidature.
«1115% sono persone laureate, il 65% diplomate e il 3%
hanno un master. I candidati
sono quasi tutti italiani residenti a Venezia o dintorni. Ed
è anche una nostra politica
quella di privilegiare persone
che abitano in un raggio di 5
km da Marghera» spiega Stefano Dedola, direttore delle risorse umane di McDonald's
Italia, ieri a Mestre per la
seconda fase del McItalia Job
Tour veneziano.
Tra le centinaia di candidati
che hanno compilato il modulo e risposto al test online,
cento sono stati selezionati e
convocati in piazzetta Coin
per la seconda parte delle
selezioni e i colloqui individuali. Tra loro anche Davide Reffo, 26 anni di Mira, con una
laurea in lettere a pieni voti a
Ca' Foscari e il sogno di diventare insegnante. «Purtroppo
però ho appena finito gli studi
e mi serve urgentemente un
lavoro - racconta - Ambisco ad
insegnare però vista la situazione ho deciso di propormi
per questo colloquio. Se an-
drà bene inizierò a lavorare
al McDonald's e continuerò a
cercare lavoro nell'ambito in
cui ho studiato, ma nell'attesa non posso pensare di restare a casa disoccupato».
Anche per lui, come per
tanti altri, lavorare di sera, di
domenica e nei festivi non
sarebbe un problema. Anche
se, come spiegano i selezionatori, non tutti la pensano allo
stesso modo e quasi il 20% dei
candidati, nel modulo online,
non ha dato la disponibilità al
lavoro nei giorni di festa.
«Sarebbe uno sforzo per me
sottomettermi a questo regime di lavoro - confessa Andrea Farina, ragioniera di 25
anni - però non c'è alternativa
e devo rassegnarmi. lo ho
lavorato per 5 anni in un
ufficio acquisti ma ora in questa posizione non riesco più a
trovare qualcuno disposto ad
assumermi». I selezionatori di
McDonald's, tutti direttori di
ristoranti, hanno ricevuto i
cento ragazzi nei tre gazebo
allestiti in piazza e a breve
assegneranno i posti di lavoro,
che per il ristorante di Marghera saranno una trentina,
tra crew, hostess e steward.
Il ristorante, affidato da
McDonald's a William De Salvador (che in provincia ha già
sei punti vendita e 210 dipendenti) aprirà a metà aprile
all'interno del nuovo centro
commerciale Nave de Vero. I
trenta fortunati però saranno
operativi già dal 26 marzo,
quando inizieranno una fase
di formazione negli altri
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la Repubblica
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1
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L'assessore Catioi: "Abbiamo presentato al premier le prime 5emergenze"
TI Comune: "Pronti 30 milioni
ma ci blocca il patto di stabilità"
DANIELE AUTIERI
UL fronte dell'edilizia scolastica, il link fra il premier Renzi e il sindaco Marino è Alessandra Cattoi, l'assessore alla
Scuola del Campidoglio che sta
mettendo a punto la strategia per
utilizzare i fondi messi a disposizione dal governo.
Assessore, quanti fondi avete a
disposizione?
«Il presidente del Consiglio per
ora ha chiesto a ogni comune d'Italia di indicare un edificio scolastico
da ristrutturare. Noi, che siamo la
Capitale, ci siamo permessi di indicarne cinque, dando la priorità alla
scuola di Selva Candida, dove i soldi erano stati già stanziati prima che
i lavori fossero bloccati per il ritrovamento di alcuni reperti storici».
Questo è tutto?
«No. Ilnodo è l'annuncio diRenzidivolersvincolare dal patto di stabilità gli interventi sull' edilizia scolastica. In questo caso il Comune
avrebbe a disposizione 30 milioni
nelle sue casse, senza dover chiedere soldi a nessuno. A questi si aggiungerebbero i fondi dalla Regione Lazio: il presidenteZingarettiha
stanziato per tutto il territorio regionale60milioni.IlComunediRoma, visto il peso della città, ne ha
chiesti 32».
La Regione ha
pronti altri 60
milioni, la metà dei
quali per la capitale
Alessandra Cattoi
Molti interventi sono
poco impegnativi:
non superano
i 200mila euro
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068391
S
Cosa si può fare con questi fondi?
«A parte i cinque interventi prioritari, abbiamo individuato 30
emergenze sulle quali è necessario
intervenire al più presto. N on tutte
le scuole cadono a pezzi. In molti
casi bastano piccoli lavori con un
costo medio diciamo di 200mila
euro, per mettere in sicurezza gli
edifici dove crescono i nostri figli.
Noi siamo già pronti perintervenire; abbiamo i progetti e in molti casi anche i bandi già assegnati. Mancano solo i fondi per far partire i lavori. Ogni scuola ha bisogno di un
intervento diverso: quelle del centro mancano di servizi moderni come le aule di informatica, i laboratori o le palestre. Quelle di periferia
sono più moderne ma non sono a
norma su molte voci».
Per quanto riguarda invece le
materne e gli asili nido?
«Qui i problemi sono altri. Le
strutture ci sono, ma le maestre sono poche e si creano liste di attesa
lunghissime. Purtroppo, è impossibile assumere nuovo personale.
Quello che abbiamo potuto fare,
per il biennio 2014-15, è stato prevedere 400 nuovi posti per bambini
negli asili nido e 400 nelle materne
all'interno delle strutture esistenti».
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ENI
Ogni anno 180 borse di studio
a studenti italiani e stranieri
Il Master Medea della Scuola Mattei
sto tema, sia per i' interdisciplinarietà sia per la provenienza
della maggior parte degli studenti dall'estero (più di 110 le
nazionalitàdeglioltre2.800studentiformati, di cui il 55% stranieri).
Il numero più significativo di
borse di studio sono assegnate
perlafrequenzadimasterepercorsi formativi su tematiche di
interesse «oil &gas» in partnership con università prestigiose
in Italia e all' estero (come Politecnico di Torino, Politecnico
di Milano, Bologna, Pisa,
Oxford University e Mit). Sono
borse di studio assegnate a seguitodirigoroseselezioniastudenti italiani e stranieri, realizzate a seguito di bandi pubblici. Seppurnumericamentecontenute, assumono un significato particolare le 5 borse di studio che sono annualmente a
giovani studenti africani neli' ambito di un accordo in essere con Oxford University.
GPav
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• Sono circa 180le borse di studio assegnate mediamente da
Eni ogni anno a studenti italiani e stranieri. Si tratta di un impegno rilevante che traduce in
pratica il valore che Eni annette al merito. È un impegno che
trova origine storica nella volontà di Enrico Mattei, che già
nei primi anni di vita di Eni investì in maniera significativa sulla formazione e sul merito . Mediamentecirca50diqueste borse di studio sono assegnate per
la partecipazione alMaster Medea della Scuola Mattei. Quest'ultima viene costituita nel
1957 da Mattei stesso conilnome di Scuola di Studi Superiore
sugli Idrocarburi ed è la prima
businessschoolitalianadedicata anche a stranieri. La scuola,
rinominata Scuola Mattei nel
1962, è oggi parte integrante di
Eni Corporate University ed
esprime il forte interesse di Eni
nei confronti della formazione, insieme a una notevole originalità nell' approcciare que-
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I progetti della Giannini? Aniva la Finanza
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Blitz della Gdf all'Università per stranieri di Perugia dove è stata Rettore
Caccia a documenti e conti sui soldi gestiti dal ministro dell'Istruzione
Augusto Parboni
[email protected]
• Mezzo milione di euro. Un
progetto pagato mamai avviato. Un Ministro in carica.
Un'indagine contabile. E daieri ad aggiungersi a questa lista
anche la Guardia di Finanza.
Ma di che si tratta? Dei soldi
che il ministro dell'Istruzione,
dell'Università e della Ricerca,
Stefania Giannini, ha gestito
quando era Rettore dell'università per gli stranieri di Perugia. Di un procedimento avviato della Corte dei conti perverificare se ci sia stato o meno un
danno erariale da 500 mila euro commesso proprio dal capo
del dicastero. E ora, a dover dare una risposta proprio su questo aspetto, da ieri è scesa in
campo la Guardia di Finanza.
Gli investigatori del Nucleo di
polizia tributaria, infatti, si sono presentati 24 ore fa all'università umbra per acquisire
una serie di documentazione
che fa riferimento proprio
all'attività svolta dalI' ex Rettoreper quanto riguardai proget-
ti finiti al centro dell'indagine
dei
magistrati
contabili
dell'Umbria. Un'istruttoria
che è stata avviata in seguito al
lavoro del presidente del collegio dei revisori dei conti
dell'Ateneo, Antonio Buccarellil, che ha depositato ai colleghi un esposto di 15 pagine,
nel quale ha ricostruito tutto il
percorso dei progetti che sono
stati deliberati nel 2008 dal
Consiglio di amministrazione
dell'università quando a capo
dell'università c'era appunto
Stefania Giannini.
Le Fiamme Gialle, dunque,
si sono presentati nell' Ateneo
per prelevate tutte le carte che
si riferiscono ai mancati introiti su locazioni immobiliari, pari a 500 mila euro.
Il ministro, dopo l'inchiesta
de Il Tempo, affermò che la denuncia, che risale a novembre
scorso, non aveva «avviato alcun procedimento da parte
della Corte dei contÌ». Ieri, invece, la Finanza si è presentata
all'università proprio surichiesta del magistrato contabile
che sta mandando avanti l'attività istruttoria. Al centro della
quale, c'è proprio l'iniziativa
presane12008, per promuovere attività culturali, strettamente «connesse alla specificia finalità formativa che l'Ateneo persegue, che avessero risonanza e rilievo internazionale e culminanti nella creazione della" Scuola internazionale di cucina italiana", nonché
quello di disporne di una stru tturaricettiva - anche peril personale e gli studenti strumentale alle attività istituzionali
della stessa università (convegni, incontri con altre Istituzioni pubbliche, private, nazionali e intemazioni, e congressi»>,
si legge nel documento che il
presidente del collegio dei revisori ha depositato quattro mesifa. Il tutto, in base a quanto è
stato scritto nella denuncia di
Buccarelli, pari a un danno erariale di 525 mila euro, perché il
denaro avrebbe portato
«all'inutilità dell'iniziativa e al
mancato raggiungimento degli obiettivi proposti al Consiglio di amministrazione e da
questo autorizzati con le delibere dell'aprile, del giugno e
del luglio 2008».
N on solo. Secondo la denuncia' c'era «1' obbligo peril Circolo del Gusto di praticare sconti
pari o superiori al 10% nei riguardi del personale e degli
studenti dell'università, non
avendo l'inadempimento contrattuale consentito che alcuna attività di ristorazione e vendita si svolgesse concretamente, esso va parametrato con il
bacino di utenza che avrebbe
usufruito di detti sconti. Si tratta di almeno 5mila persone
per le quali anche a voler ipotizzare tre soli accessi all'anno
ai servizi di ristorazione e un
beneficio di 0,50 centesimi ad
occasione, l'università avrebbe garantito uno sconto complessivo di 5000 euro». E infine: «Con valutazione estremamente prudenziale può ritenersi che l'Ateneo abbia ricevuto un danno di 33 mila euro
all'anno (e quindi di circa 140
mila euro complessivi rispetto
a tutto il periodo interessato
dalla nefasta iniziativa»>, che
complessivamente avrebbe
portato a un presunto danno
di 525 mila euro.
4
Corte dei çonti
È stata avviata
dopo un esposto
2008
Anno
I fatti sotto
esame
risalgono
aquando
era rettore
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depositato a novembre
Ministro
Stefania
Giannini
è l'attuale
capo del
dicastero
dell'Istruzione
dell'Università
e della
Ricerca
Mesi
A novembre
scorso è stata
presentata la
denuncia ai
magistrati
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-ILILL'TlE~M!
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Foglio
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_
II
Data
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Stefania
Giannini
Lucchese,è
nata nel
1960, Dal
1999è
professore
ordinario di
Glottologia e
linguistica, dal
primo ottobre
2004 all'aprile
2013 è stata
rettore
dell'università
pergli
stranieri di
Perugia
L'anticipazione de Il Tempo
068391
La pagina del23 febbraio di quest'anno nella
quale abbiamo dato per primi la notizia
dell' inchiesta che riguardava la neo ministra
dell' istruzione Stefania Giannini
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IL SECOLO XIX
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CENTO NEO LAUREATI
INGEGNERI
PER LA RICERCA
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••• SOSTENERE i giovani
universitari che si avvicinano al settore dell'auto per
trovare le eccellenze da inserire nel mondo dellavoro. È l'obiettivo di Fiat che
nel 2013 ha assunto un centinaio di ingegneri nel settore Ricerca e Sviluppo Veicoli, Motori e Cambi, altri
quaranta nei primi mesi di
quest'anno. Fiat ha ospitato ieri a Orbassano (Torino), cento giovani dei team
italiani che parteciperanno
a Formula Sae Italy, sfida
tra studenti universitari che
devono progettare, costruire e promuovere un prototipo di auto da corsa che
verrà poi testato e valutato
da una giuria di esperti.
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"Spese inutili":
blitz della Finanza
nell'universi tà
della ministra
Dopo il dossier della Corte dei conti
sui 525 mila euro contestati, la GdF
nell'ateneo di cui la Giannini è stata
rettore fino al 2013
Ferrucci • pago 6
Stefania Giannini, ex rettore a Perugia D/m
......
LA FI ZA NELCUNlVERSITA
DEL MINISTRO GIANNINI
LE FIAMME GIALLE A CACCIA DI DOCUMENTI NELL'ATENEO DEGLI STRANIERI
DI PERUGIA. INDAGINE DELLA CORTE DEI CONTI SULL'EX RETTORE PER 525 MILA EURO
Ferrucci
inviato a Perugia
re otto e mezzo di ieri
mattina, la campanella
suona in anticipo all'Università per Stranieri di Perugia. Al portone c'è la
Guardia di finanza, drin drin "siamo qui per acquisire i documenti
rispetto all'indagine della Corte
dei conti sulla gestione dell'ex
Rettore Stefania Giannini", attuale ministro dell'Istruzione. Ore 19
di ieri sera, le Fiamme Gialle non
sono ancora uscite dall'ateneo
umbro, sono in sede per cercare,
spulciare, fotocopiare, domandare, "interrogare" i protagonisti
della vicenda, "ma non possiamo
parlare - rispondono con tono
preoccupato e stupito dalla direzione -. Cosa? Sì, non sappiamo
ancora per quanto andranno
avanti". Perché la faccenda è lunga, costosa e vale 525.000 euro
pubblici.
PARADOSSO: al centro della storia non ci sono nomine, magari
nuove cattedre, auto blu, o altro
connesso all'ancestrale potere nostrano; al contrario il tutto nasce
dalla più classica delle passioni italiche, una scuola di cucina, un ristorante per docenti e studenti e
O
Ritaglio
Maria Chiara Carrozza
stampa
ad
un centro di attività ricreative.
Progetti passati per la gestione di
un locale da 78 mila euro più Iva
l'anno, senza contare le bollette di
luce, acqua e spazzatura.
A suo tempo, e siamo nel 2008, la
Giannini ne parlava come della
meraviglia assoluta, la nuova frontiera, il made in Italy ricreato in
casa; quindi accordi e strette di
mano con l'élite locale, a partire
dall'allora presidente di regione
Maria Rita Lorenzetti (ai domiciliari nel 2013 per pochi giorni a
causa di un'inchiesta sul passante
del Tav fiorentino), e la conseguente tacitazione di contrasti interni, malumori da parte di coloro
che osavano tacciarla di propaganda a scopi personali. Di carrierismo. Niente da fare, avanti a
prescindere.
Eppure i problemi compaiono
immediatamente: il subconduttore non paga, iniziano le cause, le
accuse, le urla, scenate dentro la
presidenza tra la stessa Giannini e
il locatario. Poi silenzi, nuove telefonate, inevitabili bollette da pagare. Imbarazzi "non siamo abituati a certe scene" spiega uno dei
presenti durante le liti. Saracinesche abbassate, poi rialzate, uffici
dell'Ateneo portati dentro al ristorante, ma solo per pochi mesi.
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Ennesimi contrasti, infine tutto
"scade". Vince il rosso sul conto come ha raccontato il Tempo il 23
febbraio scorso.
Ma chi dà struttura ai dubbi circolanti nei corridoi sono il presidente del collegio dei Revisori
dei conti dell'Università, Antonio
Buccarelli, insieme a Maria Adele
Paolucci, firmatari della segnalazione alla Corte dei conti. Nel documento parlano di "una spesa
inutilmente erogata dall'Università di 385.613,95 euro. Un danno
erariale certo". Cifra a cui aggiun-
destinatario,
non
068391
di Alessandro
riproducibile.
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Quotidiano
Data
Pagina
Foglio
sto inadempiente rispetto al contratto stipulato". E aggiunge: "Mi
preme ribadire che tutte le decisioni assunte in qualità di Rettore
sono state approvate e votate dal
Consiglio di amministrazione
dello stesso Ateneo in maniera assolutamente trasparente". Della
serie: non è tutta colpa mia.
Dall'Ateneo sorridono per la risposta del ministro, ricordano "il
suo protagonismo, la sua capacità
decisionale. La proliferazione delle lauree ad honorem per richiamare in città personaggi di primo li-
vello e prime pagine sui quotidiani. E contatti con il gotha della
cultura". In un caso, sempre la
Giannini, riuscì a coinvolgere Roberto Benigni e a pagare - come
università - un aereo privato per
Bruxelles al costo di 16.400 euro.
Lei presente, ovvio. In fin dei conti
parliamo di una professoressa ordinaria di Glottologia passata in
pochi anni dal governare un piccolo ateneo a gestire l'intera istruzione italiana. Per arrivare, è necessario volare alto.
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gono altri 140 mila euro per i mancati introiti dell' attività di ristorazione mai partita, quindi aggiungono "responsabilità personali", di
conseguenza attaccano chi ha proposto l'iniziativa, chi l'ha autorizzata, chi ne ha rappresentato gli
interessi. Tradotto: la colpa è della
Giannini, solo della Giannini.
IL MINISTRO dell'Istruzione replica: "L'Ateneo di cui sono stata Rettore per lunghi anni si è attivato da
mesi per recuperare i mancati canoni di affitto non pagati dalla
controparte, dimostratasi per que-
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6
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Twitter: @A_Ferrucci
Secondo i revisori,
le risorse sono state
impiegate "per scopi
inutili e direttamente
imputabili
a chi le gestiva"
068391
Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini D/m
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Maria Chiara Carrozza
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1
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la Repubblica
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L'impegno nel no profit
.~.~~P?~~~~.~.~~~. ~.~~ ..............
Pietro Vittorio Barbieri
Forum Terzo Settore
NELL'ARTICOLO "Quei tre anni di
contrattiatempo",diTitoBoeri, del
14 marzo, c'era un riferimento poco gradevole verso le dinamiche del
mercato lavorativo del terzo settore
che reputiamo superficiale e non
aderente ai dati reali, attestati dall'ultimo censimento Istat. Con
4mIn e 758mila volontari e oltre
680mila dipendenti (regolarmente
assunti), il no profit costituisce la
principale realtà produttiva del
Paese nei settori dell' assistenza sociale e delle attività culturali, sportive e di tempo libero. Non neghiamocheilprecariatoesistaecheisalari siano "più bassi", ma vogliamo
ricordare che da un lato mancano
adeguate politiche di sostegno all'inserimento lavorativo, da un altro che l'ambito di azione delle
realtà di terzo settore, già di per sé
non particolarmente redditizio,
non consente stipendi elevati. E
che soprattutto alla base c'è una
forte motivazione etica.
Proprio
perchè
ritengo
strategico il terzo settore, credo
che non possa permettersi di
lasciare senza tutele i propri
lavoratori. Il suo portavoce
dovrebbe riconoscere che
estremizzano il dualismo del
nostro mercato del lavoro, che
hanno anticipato di almeno
vent'anni. Fin dal 1997 il terzo
settore contava il 60% di
lavoratori
atipici
senza
prendere in considerazione i
finti lavoratori autonomi. Fra
questi ultimi la figura dei "soci
lavoratori" delle cooperative
sociali, dipendenti di fatto, che
assumono su di sè anche i rischi
d'impresa. Oggi più del 50% dei
lavoratori delle cooperative
sociali sono soci lavoratori.
b.)
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(t.
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TUTTI I LIMITI UE
Il NP~TRO PROBLEMA
PERO ElA MANCANZA
DI CRESCITA..
a Berlino. Schaeuble awerte: no a deroghe sul rigore
L'ex sindaco: «Avanti sul Jobs Act, bene la flessibilità tedesca»
re rimasta «molto colpita dal
cambiamento strutturale» prospettatole da Matteo Renzi. Se,
dopo poche settimane dall'insediamento a palazzo Chigi dell'ex
sindaco di Firenze arriva ad ammettere che «il bicchiere è mezzo
pieno~>, vuoI dire che qualcosa sta
cambiando nella considerazione
che a Berlino hanno di noi. Archiviati da tempo i sorrisini beffardi,
i toni rigorosi e le rampogne dirette o indirette, ieri sera Merkel sl~chlamento
e Renzi hanno concluso la mezza lI dI uno? due
giornata cenando gomito a gomi- zero vlrg?la
to nella sede della Cancelleria. del mar~1Oe
Tra un consommè di funghi, un che abbla~o
filetto e una battuta su Mario Go- ancora pnma
mez, si è cementato un patto che del.3%, imputan.alla fine la Cancelliera riassume- do Il nuo~o de~lto
"l'
re bbe cost:' tu falle
rhorme che tI. alla
ti» voce «1Ovestimenservono, riavvia il mercato inter- IL iETTO DEL 3%
no. se~za sforare i vi~coli europei «Noi rispettiamo tutti i limiti, ma
e 10 1OC~SS? una r~pre~a delle il nostro problema è la mancanza
esportazlO111 verso l Itaha senza di crescita» ribatte Renzi - al terscoprirmi troppo sul fronte del ri- mine degli i~contri _galvanizzato
gore.
dal via libera ma ancora impacLE SUDE
ciato nel cerimoniale. «Oggi - conIl summit bilaterale Italia-Germa- tinua - si tratta di rispettare i vinnia, in agenda da mesi, non pote- coli, mantenere il limite del 3 per
va finire meglio per entrambi i cento, fare umi. revisione della
leader che, a poche settimane dal spesa strutturale, non misure
voto europeo, possono tornare una tantum, ma dentro questo
dal proprio elettorato avendo pacchetto dobbiamo aiutare la
mantenuto le promesse fatte. Il domanda interna». Alla sinistra
via libera della Merkel al piano di di Renzi, la Merkel annuisce alle
riduzione dell'Irpef Renzi lo in- parole del presidente del Con sicassa pubblicamente quando in glio italiano di cui apprezza il coconferenza stampa racconta che raggio e la determinazione e in
la Merkel gli ha anche chiesto: sostanza smentisce lo scettici«Hai portato anche le slide?». smo dei giornali conservatori teL'informatissima Merkel sapeva deschi, che ieri mattina annunciaRitaglio
Lavoro e previdenza
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del
vano una bocciatura.
Invece la Merkel racconta che
nel faccia a faccia c'è stato «un
ampio confronto» e che Renzi
«ha illustrato un programma
molto ambizioso. Gli auguro molta fortuna e coraggio» anche perché su alcune riforme, come quella del mercato del lavoro, «noi abbiamo dovuto aspettare due-tre
anni per avere i primi risultati». Il
Jobs Act, conferma il premier italiano, si ispira proprio alla flessibilità tedesca. «La pretesa di creare posti di lavoro attraverso una
legislazione articolata e restrittiva èfallita, dobbiamo cambiare le
regole del gioco», ha scandito
Renzi. «Non c'è quindi la minima
ragione per dubitare» che l'Italia
rispetterà il fiscal compact, ha sostenuto la Cancelliera poco prima che Renzi, da buon fiorentino, augurasse a Germania e Italia
un percorso comune «verso un
. . .10d ustna
. le
nuovo nnasclmento
italiano». D'altra parte, sottolinea
Renzi, «noi,le rifo~me le facciamo
non perche le chl~de Bruxell.es o
Berhno, ma perche servono al nostr~ figli». Bas~ così, ~a Merkel ann~llsce e lo spmge sl.no alle bandI ere per la stretta dI mano: affare fatto.
Ma.Con.
©RIPRODUZIONERISERVATA
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dal nostro inviato
BERLINO Se la Merkel dice di esse-
1 /2
Il CAPO DELl'ESECUTIVO
«RISPETTEREMO
~Summit
già tutto, così come «che le coperture ci sono, come lo sanno tutti
gli italiani perché le abbiamo dette in conferenza stampa», ha sostenuto Renzi rimandando all'illustrazione fatta la scorsa settimana a palazzo Chigi. Un chiaro
modo per dire anche al ministro
Padoan - che poco prima con il
suo omologo Schaeuble ave,;a ~ibadito i~ un nota
l eSIgenza dI non
mollare s~lla strada del ~lgore cJ:le ~i fa c9me
dICO 10: tagh all~ sp~sa e ro-
Foglio
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Elogio di Merkel
«Colpita da Renzi
il cambiamento
è strutturale»
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Il VERTICE
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Militari e forze di polizia, ecco dove calerà la scure
mooerm.
Il CASO
lA PUBBLICA SICUREZZA
ROMA Quarantamila militari in
Dove invece la scure del Governo crea più problemi è nel mondo delle Forze di sicurezza. Con
la spending revie,,:, i carabini~­
ri, che hanno in pianta orgamca 118.000 operatori ma che
possono contare oggi solo su
105.400 unità, sanno che dimagriranno fino a 95.000 nel 2016
(oltre 20.000 carabinieri in meno in due anni); analogamente
la Polizia, su una pianta organica di 110.000 operatori conta
oggi realmente su 95.000 unità
che scenderanno a 87.000 nel
2016 (anche qui, un taglio di oltre 20.000 uomini in due anni).
E la Guardia di Finanza, che ha
in pianta organica 68.100 operatori ma che può contare su
60.500 unità vedrà ridursi gli
effettivi a 56.000. E chissà dove
si andrà a finire, dal momento
che è previsto pure il turn over
nel pensionamento e per due
poliziotti o carabinier! che vanno in congedo ne sara assunto
solo uno. Tenendo presente
che l'età media del personale di
questi tre Corpi di.polizia.è di
47 anni e che alla fme degh anni Ottanta l'età media di poliziotti e carabinieri era di 25 an-
meno da qui al 2024 (si passerà
da 190.000 a 150.000) è uno
choc che è stato già assorbito
dal popolo in divisa. ~a~p,iam~
tutto di loro, fino alI umta: nel
prossimi dieci anni verranno
sforbiciati 133 generali (il 30% ),
391 colonnelli (il 20 %) e via via
a seguire sottufficiali e truppa
fino ad ottenere l'annunciato
dimagrimento di 40.000 unità.
Verrà tagliato di quasi 8.000
unità anche il personale civile
della Difesa: oggi ci sono 27.894
lavoratori, dovranno scendere
a 20.000. A fronte di questo disboscamento sono previste della garanzie: per esempio, riserve di posti nei concorsi pubblici
e misure particolari per favorire il passaggio in altre Amministrazioni, la cosiddetta mobilità. Questo fa sì che il disappunto di coloro che saranno tagliati
sia ammorbidito, attenuato:
nessuno resterà senza lavoro. E
poi la Forza armata si giov~rà
del dimagrimento. Un esercIto
"leggero" e meno elefantiac? è
più facilmente add~str~bIl.~,
trasportabile, allertabll~: e pll.~
adatto alle esigenze del tempI ni.
Scendendo nel dettaglio, questa riduzione di risorse significa per la Polizia già oggi avere
duemila agenti in meno a Roma mille a Milano, Napoli e Paler~o, e via diminuendo. Non è
come per le Forze armate, dove
snellimento fa rima con maggiore destrezza: qui l'equa~io­
ne è meno risorse meno SICUrezza. Si pensi al taglio del 44
per cento dei fondi destinati all'acquisto di benzina per le volanti!
Ha spiegato il capo della Polizia, Alessandro Pansa; «Ogni
tanto qualcuno mi chiede di aumentare i livelli dei controlli in
alcune città. Voglio essere chiaro: oggi non siamo in grado di
accrescere la sicurezza in nessuna parte del territorio. Non è
pensa bile che noi possiamo offrire lo stesso servizio di sicurezza al cittadino che offrivamo qualche anno fa, con 15 mila poliziotti, 15 mila carabinieri
e migliaia di finanzieri in meno». E Gianni Tonelli, presidente del Sap, indica una via d'uscita: «La strada maestra è quella
di ridurre il numero dei Corpi
di Polizia, che oggi sono sette,
cinque nazionali e due locali».
Carlo Mercuri
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Quotidiano
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NELL'ESERCITO
SI PASSERA
,
DA 190 MILA UNITA
ASOLE 150 MILA
NEL GIRO
DI DIECI ANNI
Statali, 85 mila esuberi in tre anni
068391
Giro di vite in vista
per le forze di polizia
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Statali, in tre anni
saranno tagliati
85mila dipendenti
"'Stretta nella spending review di Cottarelli
le donne in pensione un anno più tardi
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ROMA Stretta nella spending review. La macchina statale dovrà dimagrire e questo comporterà un consistènte numero di esuberi nel pubblico impiego. Nel piano si afferma
che una «stima preliminare» è
di «almeno 85mila unità al
2016». Previsto anche l'innalzamento da 41 a 42 anni dell'età contributiva per le donne
per maturare i requisiti della
pensione di anzianità.
Bassi e Mercuri a pago 5
Statali, 85 mila esuberi in tre anni
~La mappa del personale in eccesso nel piano Cottarelli
~Rispuntano le pensioni, donne al lavoro un anno in più
Mobilità, esoneri dal servizio e incentivi per gestire le uscite Reversibilità e accompagnamento per fasce di reddito
ROMA La cura che il commissario
per i tagli alla spesa Carlo Cottarelli ha preparato per Matteo Renzi, e che il premier ha intenzione
di utilizzare per finanziare la riduzione delle tasse, sarà lacrime e
sangue. Soprattutto per i dipendenti pubblici. La macchina statale dovrà dimagrire e questo comporterà un consistente numero di
esuberi nel pubblico impiego. Di
quante persone si tratta Cottarelli
lo indica alla sessantaquattresima delle settantadue slides che
compongono il suo piano. Cottarelli spiega che «gli esuberi dipendono da piani specifici di riforma» ma il commissario non nasconde che una «stima preliminare» è di <;almeno 85 mila unità al
2016» per un costo complessivo di
tre miliardi di euro. Il tema è delicato. Tanto che nel documento la
questione viene indicata tra le
«criticità» del piano di spending
review. L'ex direttore del Fondo
Monetario non nasconde nemmeno che il «problema è da studiare
ulteriormente», ma mette comunque sul tappeto alcune proposte
per affrontarlo. A partire dai «prepensionamenti» con l'eliminazione delle posizioni. Il problema è
che i risparmi con questo meccanismo sarebbero limitati. Altra soluzione potrebbe essere rispolverare gli «esoneri dal servizio», un
istituto indtrodotto nel 2008 ma
eliminato nel 2011 e che in pratica
. prevedeva di lasciare a casa i lavoratori con metà stipendio ma garantendogli una contribuzione
piena ai fini pensionistici. Terza
soluzione proposta da Cottarelli è
Ritaglio
Lavoro e previdenza
quella del «collocamento in disponibilità» del personale in esubero
con un taglio della retribuzione.
Infine ci sono altre due strade indicate dal commissario: gli incentivi all'uscita dal settore pubblico
con finanziamenti una tantum e il
rafforzamento della mobilità obbligatoria.
GLI ALTRI TAGLI
Gli 85 mila esuberi nel pubblico
impiego non saranno l'unica cura
dimagrante chiesta al settore. Anche i dirigenti dovranno fare la loro parte. I loro stipendi saranno ridotti, soprattutto quelli per le funzioni apicali e per la prima fascia.
Il risparmio atteso da questa voce
è di almeno 500 milioni di euro
annui con l'obiettivo di riportare
la retribuzione media in Italia a livello di quella degli altri Paesi europei. Questo comporterà, spiegano le slides di Cottarelli, «un calo
della retribuzione media dell'8-l2
per cento (a seconda della base coperta, per esempio includendo o
meno i magistrati»>. Fuori dai tagli resterebbe invece il personale
della scuola. Ulteriori risparmi,
aggiunge il commissario, «si potrebbero ottenere da una riduzione del numero dei dirigenti pubblici e dalla relativa normativa».
Nuove regole, spiega infine il documento, «potrebbero includere
il superamento della distinzione
in fasce della dirigenza, il ruolo
unico della dirigenza e l'abolizione degli incarichi». Quella sul
pubblico impiego non è l'unica
stretta «dolorosa» indicata da Cottarelli. Un capitolo importante è
dedicato alle pensioni.
Renzi ha spiegato che il contributo temporaneo di solidarietà per
gli assegni superiori ai 2.500 euro
lordi indicato dal commissario alla spending review non sarà nel
menù dei tagli. Questo, stando ai
conti di Cottarelli, farà venir meno 1,4 miliardi di euro di risparmi
nel 2014. Ma sul tema previdenza
ci sono anche altre misure in cantiere. Come per esempio l'innalzamento da 41 a 42 anni dell'età contributiva per le donne per maturare i requisiti per la pensione, in
modo da parificarla a quella degli
uomini. Il risparmio atteso da
questa misura è di 200 milioni di
euro quèst'anno e di un miliardo a
regime. Altra stretta in arrivo è
quella per le pensioni di accompagnamento. La proposta è di introdurre un tetto massimo al reddito
per poterne usufruire. Questo tetto è individuato da Cottarelli in 30
mila euro individuali e 45 mila euro in caso di reddito familiare. Le
altre misure sulle pensioni riguardano una stretta sulle pensioni di
guerra (ancora si spendono 1,5 miliardi di euro per questa voce) e
sulle pensioni di reversibilità, per
le quali dovrebbero essere introdotte delle fasce di reddito. Infine
il piano Cottarelli prevede anche
una maggiore stretta a partire dal
2015 sulla deindicizzazione delle
pensioni, quella appena «reindicizzate» dal governo Letta (totalmente fino a 3 volte il minimo e
poi in misura decrescente).
Andrea Bassi
PER I DIRIGENTI
PUBBLICI STIPENDIO
RIDOTTO
TRA l'B% EIl 12%
RISPARMI
PER 500 MILIONI
TRA lE IPOTESI
IN CAMPO ANCHE
UN NUOVO STOP
All'INDICIZZAZIONE
DEGLI ASSEGNI
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Tagli alla sicurezza, la parola d'ordine è coordinamento
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Quotidiano
CLAUDIA FUSANI
@claudiafusani
er creare un vero risparmio, utile
alle casse ma non dannoso per i
cittadini, nel comparto sicurezza
c'è una sola strada: evitare duplicazioni
di servizi anche a livello territoriale e
puntare sulle centrali operative uniche,
come del resto ci chiede l'Europa da anni». La fonte del governo non è autorizzata a rivelare i dettagli del dossier di
Carlo Cottarelli sulla revisione della spesa pubblica nello specifico del comparto
sicurezza. Si parla di 800 milioni nel
2015 e di ulteriori un miliardo e 700 milioni di risparmi nel 2015. Circola un
dossier di sintesi, una quarantina di pagine che è stato consegnato ai membri
del governo venerdì pomeriggio. Ma è il
dettaglio che conta. Le parole d'ordine
sono due: «Sinergie e coordinamento».
Tutti i ministeri sono stati convocati
dal sottosegretario Graziano Delrio. Ad
ognuno è stato assegnato un compito a
casa, «un obiettivo di taglio». Chi fallisce va a casa. Dei 32 miliardi di tagli in
tre anni, una fetta importante è assorbita dal comparto Difesa e da quello Sicurezza.
Sul primo ha parlato nei giorni scorsi
il ministro Roberta Pinotti che da sottosegretario aveva già fatto un ottimo lavoro di revisione dei costi: 385 caserme
e presidi militari dismessi; 40 mila militari in meno (da 190 a 150 mila tra Esercito, Marina e Aeronautica) entro il
2024; diecimila in meno (da 30 a 20 mila) le unità del personale civile. Una bella sforbiciata al conto dei caccia F35.
Un po> meno preciso, per ora, il mini-
sonale: «570 milioni sono risparmiati
grazie al blocco del turn over e al fatto
che oggi in polizia ci sono 95 mila unità
nei ruoli ordinari più 8 mila nei ruoli tecnici. A questi si aggiungono 50 milioni
di risparmi alle voce logistica e quattro
milioni per il taglio delle specialità». Di
questo passo, nel 2016 in polizia ci saranno 87 mila unità (contro 110 mila) e
nell> Arma 95 mila (contro 118 mila previsti).
Ma la spending review della sicurezza non può essere solo tagli di personale
già in corso da anni e che invece dovrà
per forza di cose essere rimpolpato e
svecchiato (l>età media oggi è 42-45 anni).
Resta solo la strada di un maggiore
coordinamento visto che sette forze di
polizia (polizia, carabinieri, finanza, forestale, penitenziari a e, a livello locale,
vigili urbani e polizia provinciale)sono
un lusso, che spesso si traduce in disservizio, che nessuna democrazia occidentale si può permettere. E qui arriviamo
al cuore segreto della relazione Cottarelli conservata in cassaforte a palazzo Chigi dal guardiano Delrio.
I sindacati di polizia hanno individuato ricette diverse. Per Tonelli, presidente del Sap, la strada «può essere solo
quella della riduzione dei vari corpi riducendo specialità e doppioni». Il Silp indica chiaramente la strada «dell>unificazione tra polizia e carabineri». La fonte
del governo si accontenta di «diverse
competenze territoriali». Come in Francia. La polizia nei centri urbani, i carabinieri nelle periferie e nel territorio coordinate da una centrale unica operativa.
068391
P
stro dell>Interno Angelino Alfano che incontrerà i sindacati delle polizie il 25
marzo.
Sul tavolo del Dipartimento della
Pubblica sicurezza ci sono tagli nel biennio 2014-2015 per un miliardo e 300 mila euro. Come già anticipato da L>Unità
due settimane fa, è previsto un taglio di
263 presidi di polizia tra cui undici commissariati e molte cosiddette «specialità», Polfer, Postale, polizia a cavallo. AI
netto del fatto che il personale sarà riconvertito in altri uffici e servizi, si dovrebbe arrivare ad un risparmio di circa
600 milioni in base a risparmi per gli
affitti e la logistica. L>Arma dei carabinieri, che in quanto forza armata può
attingere a due capitoli di spesa (Pubblica sicurezza e Difesa) mette sul tavolo il
taglio di 7 compagnie integrato dal declassamento di altri uffici in tenenza e
dall'accorpamento di altri presidi in
compagnie. Manca ancora una bella fetta di tagli. Per questo biennio e per il
2016.
I sindacati di polizia e i Cocer dei carabinieri sono preoccupati. Per ora almeno non sono stati invitati al tavolo della
spending review. «Tre settimane fa il capo della polizia Alessandro Pansa ci ha
convocato annunciando che nel 2014 sarà awiato un piano di razionalizzazione
dei presidi» spiega Daniele Tissone, segretario della Silp-Cgil. Quel giorno fu
mostrato l'elenco dei tagli dei presidi
della polizia di stato. Una sorta di prendere o lasciare. Per Tissone il taglio vero, e quindi il risparmio, riguarda il per-
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rUnità
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Marina
Sereni
Vice presidente Camera
e presidente Comitato affari
del personale
SE, COME SEMBRA E COME SPERO, QUESTA DIVENTERÀ
LA LEGISLATURA DELLE RIFORME, QUELLA ATTRAVERSOCUI DARE AL NOSTRO PAESE un sistema politico e istituzionale più efficiente, più vicino ai cittadini, meno burocratico e meno costoso, allora è indispensabile che anche le «macchine» di Camera e Senato siano chiamate a
contribuire sensibilmente.
I presidenti Boldrini e Grasso hanno, sin dall'awio
del loro mandato, messo a fuoco questo obiettivo, e i
rispettivi Uffici di presidenza hanno fin qui delineato
un percorso di contenimento dei costi che tocca dai trattamenti di deputati e senatori agli affitti e alle gare d'appalto, dall'organizzazione dei lavori e delle sedi, al personale. Di questo ultimo aspetto, insieme alla vice presidente del Senato, Valeria Fedeli, mi devo occupare personalmente. Le decisioni già assunte - l'approvazione
delle curve stipendiali per i nuovi assunti, mediamente
il 20% più basse di quelle precedenti, il taglio alle indennità di funzione, la sospensione dell'adeguamento automatico degli stipendi fino al 2015 - non hanno trovato il
consenso dei sindacati. Vorrei sgombrare il campo da
ogni fraintendimento: non c'è nessuna volontà punitiva nei confronti dei dipendenti delle nostre Amministrazioni. Sappiamo che nel Parlamento lavorano professionalità ottime, preparate, motivate, leali. Ciò che
ci spinge a mettere in discussione alcuni istituti giuridici ed economici del personale della Camera (e del Senato) è la consapevolezza di dover in ogni ambito della
spesa pubblica produrre una rivoluzione: spendere meno, lavorare meglio, eliminare privilegi diffusi, premiare semmai le qualità individuali.
Il tempo è ora, non si può più rinviare. La crisi economica e sociale ha allargato la forbice delle diseguaglianze anche nel sistema pubblico. Proprio chi vuole difendere l'autonomia normativa e organizzativa degli organi costituzionali dovrebbe vedere l'urgenza di scelte coraggiose per ridurre i costi delle nostre strutture e riorganizzare il lavoro guardando alle nuove sfide (più trasparenza, più decisione, più partecipazione, più globalizzazione, solo per rimanere agli slogan) che le istituzioni democratiche debbono affrontare.
Camera e Senato hanno deciso così di procedere insieme, attivando da domani un confronto comune con
le organizzazioni sindacali che dovrà portare ad una
forte armonizzazione delle politiche del personale fino
ad ipotizzare un «ruolo unico del Parlamento». Cosa c'è
di straordinario in questo? Niente e molto, direi. Niente, perché in un momento in cui si sta discutendo finalmente di superare il bicameralismo perfetto eliminare
duplicazioni anche sul piano degli uffici è un'operazione di buon senso. Molto, perché nel passato più o meno
recente non è stato affatto frequente che i due rami del
Parlamento collaborassero sul piano organizzativo e
delle riforme interne.
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Una spending review
anche per Camera e Senato
Partiamo da una fotografia dell' esistente che mostra
- sia sul piano degli istituti giuridici che su quello dei
trattamenti economici dei dipendenti - punti in comune e differenze. Dobbiamo porci un duplice obiettivo:
da un lato, armonizzare, integrare; dall'altro, riformare, risparmiare. Indubbiamente alcuni punti per noi sono prioritari, per le ripercussioni che hanno sui bilanci
e per il significato politico che rivestono. Tra questi la
necessità di «raffreddare» le retribuzioni nella parte finale della carriera. Nel momento in cui il Governo - e il
commissario Cottarelli - pone il tema di ridefinire i compensi massimi dei manager pubblici non vedo come si
possa rinunciare a mettere in atto una misura che ottenga anche per il Parlamento un risultato analogo.
Al tempo stesso aprire questo confronto più ampio
significa offrire alle stesse organizzazioni sindacali la
possibilità di contribuire a ridi segnare il ruolo e le modalità organizzative del lavoro del Parlamento nel pieno di una stagione di riforme costituzionali e istituzionali molto profonda.
Qualche giorno fa, parlando di questo processo che
intendiamo awiare, un sindacalista mi ha posto la seguente domanda: «Ma avete già deciso tutto?» «No - ho
risposto - Ma sia chiaro che vogliamo decidere. Non da
soli, possibilmente. Ma non vogliamo perderci in un
porto delle nebbie inconcludente e confuso». Apriamo
dunque questo confronto ma con l'obiettivo di giungere in tempi ragionevoli a decisioni concrete, che dimostrino la volontà di Camera e Senato di contribuire alla
più vasta operazione di «spending review» di cui il nostro Paese ha bisogno per ripartire.
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l'analisi
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SALASSO PER I TRAVET
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In esubero 85mila statali e niente assunzioni
Misure dure per finanziare il piano degli 80 euro al mese. Sforbiciate alle «partecipate»
Fabrizio dell'Orefice
[email protected]
l'anno. Ariguardo, secondo Cottarelli, «esistono dubbi sulla efficacia di
queste spese e risparmi, almeno nei
prossimi due anni; si possono ottenere» fissando delle priorità. Dunque,
l'idea di tagliare cento milioni per
quest'anno e altrettanti per il prossimo.
Sarà più difficile anche lavorare
con le società partecipate di Regioni
e Comuni. Per queste, Cottarelli propone di sforbiciare il numero dei consiglieri di amministrazione, limitare i
compensi degli organi di gestione, valorizzare gli elementi di competenza
e indipendenza nella scelta degli amministratori. Poi suggerisce una cura
di dimagrimento a basedellariduzione delle società stesse, con «il rafforzamento e l'applicazione delle norme sul divieto e la creazione e detenzione di partecipate locali, con tetti al
numero di partecipate rispetto alla
popolazione» e <<lluove misure che
agevolino la liquidazione o la dismissionedi società». Ali 'orizzonte si profilano restrizioni delle assunzioni e
della spesa di personale nelle società
inhouse.
Gli ultimi suggerimenti sono mescolati assieme, in una specie di fritto
misto. Cottarelli ci tiene a sottolineare che «trale misure dei gruppi dilavoro ministeriali il contributo relativamente più elevato, rispetto al proprio
bilancio, P stato dato dal ministero
degli Esteri (inclusa la revisione
dell'indennità di servizio all'estero),
dal ministero delle InfrastrU1lure e
dei Trasporti (inclusa la riforma
Aci-Motorizzazione civile) e dal Ministero dell'Economia (incluso l'efficientamento dell'Agenzia delle Entrate»>.
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• Non è tempo da sonni sereni per i
dipendenti statali. Motivi di turbamento sono rintracciabili nei programmi del commissario allarevisione della spesa, Carlo Cottarelli, ilquale prevede nei loro confronti misure
piU1losto dure, per quanto dall'applicabilità tuttora da dimostrare.
L' «uomo dei tagli» elenca «esuberi
del personale e mobilità dei dipendenti pubblici». E così procede: «Gli
esuberi dipendono da piani specifici
di riforma, ma la stima preliminare è
di 85.000 unità al 2016». L'uscita di
scena di questi statali comporterebbe circa tre miliardi di risparmi. E ancora: «Capienza da blocco turnover,
circa 90.000». Il turnover è la rotazione pensionati-nuovi assunti: il rapporto dovrebbe essere l a l. Attualmente, è in vigore un blocco per l'BO
per cento: ogni dieci pensionati, due
nuovi assunti. Quello che si propone
è il blocco completo. Infatti, subito
dopo Cottarelli avvisa: "Ma ci sono
importanti problemi di allocazione
del personale (per esempio, nessun
esubero ma molti pensionamenti nella scuola). Inoltre, il blocco del turnover causa l'aumento dell'età media,
anche se l'''invecchiamento'' è stato
finora molto diverso tra i settori}). Se
non fai assunzioni, dunque, l'età media degli statali si alza, con effetti, per
esempio, sulla qualità dei servizi erogati (Cottarelli non lo esplicita, ma lo
lascia intendere).
11 commissario alla spesa, in forma
sempre piùsintelicain linguaggio slide, spiega (di segui lo la versione integnùe delle affermazioni): "Problema
da studiare ulteriormente, con proposte entro giugno 2014; da considerare: implementazione più graduale di
certe riforme, prepensionamenti
con eliminazione di posizioni (ma il
risparmio sarebbe più limitato
nell' immediato e rischio di effetti imitazione nel privato), esoneri dal servizio (istituto introdotto nel 200B ma
abrogato nel 2(11), collocamento in
disponibilità del personale in esubero con riduzione della retribuzione,
incentivi all'uscita dal settore pu bblico con finanziamenti una tantum, riduzione dei servizi esternalizzati, rafforzamento della mobilità obbligatoria per facilitare il riassorbimento
all'interno dellaPa».
Sono tagli che vanno a sommarsi a
quelli che già previsti per i dirigenti,
per un totale di circa 500 milioni accantonati. Per i vertici delle amministrazi o ni son o previs ti cali d eli e retribuzioni dali '8 al12 per cento.
Altri risparmi sono inoltre indicati
sul fronte dei lavoratori che hanno
rapporti dire~ti con la pubblÌC<uuuministrazione. E il caso delle consulenze e dei cococo (collaboratoricoordinati e continuativi) che, spiega il commissario, gravano sulle casse dello
Stato per un miliardo. In riferimento
a questa voce, si propongono tagli lineari, peraltro già avviati, e «limiti
per tipo di amministrazione tra spesa
per consulenze (e separatamente per
cococo) e redditi da lavoro dipendente, procedure più strette per affidamento a incarichi esterni per evitare
favoritismi, consulenze gratuite per i
dipendenti pubblici».
Ci sono poi tagli che riguardano la
formazione dei dipendenti statali,
per la quale si spendono 250 milioni
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SOMME GIÀ IMPEGNATE
Quante mine sul taglio delle tasse
Mancano altri 500 milioni. «Attenzione, i risparmi possono essere usati solo per l'anno prossimo»
• C'è una mina sulla strada
che unisce (o forse divide?)
Matteo Renzi e gli 80 euro nella busta paga di molti italiani.
Ed è una mina contenente parecchio esplosivo. Nel suo rapporto, appena presentato al
governo, il commissario per la
revisione della spesa, Carlo
Cottarelli, avverte: attenzione,non tutti i soldi cheprovengono dai tagli possono essere
utilizzati per abbassare le tasse. N elIo studio, anticipato ieri
da Il Tempo, aggiunge peraltro: «A parità di obiettivi di indebitamento netto rispetto alla legge di stabilità, i risparmi
non sono tutti disponibili per
ridurre la tassazione». VuoI dire, appunto, che la legge fondamentale di finanza pubblica
ha già impegnato alcune somme derivanti dai tagli per l' anno in corso, e lo farà in modo
più pesante per il 2015 e per il
2016.
In particolare, una tabella
"ipoteca" per quest'anno 500
milioni: sono «somm e destinate ad evitare i tagli lineari nella
legge di stabilità e nel decreto
legge che ha eliminato il taglio
delle spese». Si tratta, per la
precisione, dei 488 milioni destinati alle detrazioni familiari.
Proviamo a ricapitolare. Il
premier Renzi ha annunciato
un taglio del cuneo fiscale per
lO miliardi. Mercoledì scorso,
ha detto in conferenza stampa: lO miliardi per lO milioni
di contribuenti significa 1.000
euro all'anno ciascuno.
Cottarelli ha spiegato che
dalla spending review possono arrivare 7 miliardi su base
annua; dunque, se si procede
con i tagli dal prossimo maggio, ce ne saranno solo 3. In verità, tra le righe, il commissario scrive che ce ne sono solo
due e mezzo. Cifra che dovrà
raddoppiare, perché il premier gli sta chiedendo di trovare almeno 5 miliardi per gli ultimi sette mesi de12014. Ma c'è
di più. Sempre Cottarelli, in
una nota a margine in formato
lillipuziano, asserisce: <<Inoltre, il comma 431 della legge di
stabilità com porta che i risparmi della revisione della spesa
possono essere spesi solo
nell'anno successivo in cui si
realIzzano» .
A questo punto, una pesante ipoteca pesa sul bilancio
dell'anno prossimo: 10,4 miliardi sono già impegnati (1,4
per le detrazioni, 3 per clausole di salvaguardia varie e ben 6
sono" sotto stima delle spese a
politiche invariate nella legge
di stabilità, assumendo obiettivo invariato per indebitamento netto nel 2015-16"). Situazione più grave peril2016, perché le somme impegnate sfiorano i 15 miliardi. Con questi
chiari di luna, e se non ci saranno cambiamenti, gli italiani rischiano di dover velocemente
restituire gli 80 euro che forse
si troveranno in tasca a maggio.
F.d.O
Risorse già impegnate
A parità di obiettivi di indebitamento netto rispetto alla Legge di Stabilità, i risparmi non sono tutti disponibili per ridurre la tassazione*
Somme destinate ad evitare i tagli lineari
nella Legge di Stabilità e nel DL
che ha eliminato il taglio delle spese
fiscali
2014 ...
3
-
6
6
0,5
,..,
Clausole salvaguardia (risparmi
della spending review necessari
per evitare un aumento della tassazione)
-
Sottostima delle spese a politiche invariate
nella Legge di Stabilit;) (che è a legislazione
vigente), assumendo obiettivo invariato
indebitamento netto nel 2015-16**
-
1,8
~.
TOTALE
2&
-
* Inoltre il comma 431 del/a
l'Ego Editore
068391
Legge di Stabilità comporta che i risparmi della revisione
delfa spesa possono essere spesi solo nell'anno successivo a quelli ;17 cui si realizzano
** AI netto dì entrate non incfuse nel tendenziale (per esempio, aumento accise per inflazione nel 20 15-16)
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Pag. 47
-ILILL'TlE~M!
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1
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3
Foglio
5
500
MILIARDI
Èla cifra che Renzi ha chiesto
di reperire per il periodo
maggio/dicembre. Dunque, il
commissario alla spesa sta
cercando nuovi tagli
MILIONI
Sarebbero i risparmi derivanti dal
taglio per i dirigenti pubblici con il
tetto a 248mila euro e un
complesso di misure che
porterebbero a nuovi tagli
18-03-2014
2/3
3/3
100
MILIONI
Èla previsione di risparmio dallo
spegnimento dell'illuminazione
pubblica per i12014. Per l'anno
prossimo sono 200 milioni e 300
per il2016
068391
MILIARDI
Il piano Cottarellì prevede risparmi
per sette miliardi su base annua.
Se i tagli partono da maggio, come
annunciato, si possono ottenere
soltanto 3 miliardi
Data
Pagina
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Quotidiano
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~D
.~
Data
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I
Foglio
18-03-2014
5
1 /2
~~t";;A"a
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Matteo promette rifonne e fa breccia
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I IL~'rl'1NO
Quotidiano
Concesso all'ex sindaco un margine di credito più ampio che a Monti e Letta
Marco Conti
BERLINO. «Tanto di cappello al coraggio di Matteo». Le fotocopie delle slide le aveva già in cartellina. CosÌ come le percentuali sulla situazione del
debito pubblico italiano e degli scambi commerciali tra i due paesi. Quando Renzi termina la dettagliata illustrazione delle misure attuate e che
intende adottare, Angela Merkel si lascia andare ad un complimento che
sorprende anche l'interprete. Raccontano quindi che non solo stavolta
non siamo andati a Berlino con «il
cappello in mano», mala stessa Cancelliera se lo sarebbe tolto ammirata
dalla «spettacolare» conferenza
stampa fatta da Renzi a palazzo Chigi
e dalla «determinazione» con la quale gli ha illustrato non solo le riforme
economiche, ma anche quelle istituzionali.
La sintesi che impressiona la Merkel, tornata in forma dopo larielezione,la fa lo stesso presidente del Consiglio durante la cena alla quale partecipano ministri e una pattuglia di imprenditori guidata dal leader di Confindustria Giorgio Squinzi: «Stiamo
provando a fare una rivoluzione pacifica, senza spargimenti di sangue».
«Nei prossimi mesi la politica italiana cambierà volto». Come è suo fare
Renzi va giù duro, elenca cose da fare
e date di calendario. Cita Michelangelo, il David e «la materia in eccesso» che «deve essere levata affinché
la forma prenda vita». Metafora
dell'Italia appesantita da tanta, troppa burocrazia e da altrettanta vecchia politica.
Alla Merkel piace quel parlare fiorentino - anche se non ne comprende il senso - ma dietro quel tono scorge il cuore della cultura italiana e di
quel Rinascimento che Renzi le promette per l'intera Europa. La speranzadi aver trovato se non unDeMedici, un "Blair italiano" in grado di far
dimenticare Berlusconi e lasciare
qualche segno in più di Monti e Letta, spinge la Cancelli era a dare a Renzi quel margine di credito che non
aveva concesso a nessuno. Sulla scelta pesano lo scarso successo delle politicherecessive che Berlino haimposto prima a Monti e poi a Letta. L'avvicinarsi delle elezioni europee e il timore di una possibile vittoria dei partiti euro scettici. La guerra in Crimea
e la necessità che ha Berlino di poter
trattare con Mosca avendo l'Europa
compatta alle spalle. Molteplici sono
i motivi, ma unico è il risultato che
Renzi ieri sera ha riportata a casa insieme alla pattuglia di ministri (Padoan, Mogherini, Pinotti, Lupi, Guidi,
Poletti) che lo hanno accompagnato
nel bilaterale con la Germania.
Berlino non si metterà di traverso
a Bruxelles e ciò che non fu concesso
a Saccomanni, dovrebbe essere permesso a Padoan con l'utilizzo dei 6
miliardi per investimenti.
La guida del semestre di presidenza dell'Unione rendono ancor più favorevole il momento, ma Renzi sa di
aver poco tempo per cogliere l'occasione prima che __
le condizioni favorevoli svaniscano l'apertura
e a Bruxelles e Jobsact
Francoforte si tirino le somme del- e novità
la sua azione e dei su Pa e fisco
nostri conti pub- per Berlino
blici. Le novità e il bicchiere
la spinta che dà
Renzi al suo pro- è «mezzo
gramma di cam- pieno»
biamento' piac- __
ciono alla Merkel
insieme alla ribadita volontà di rispettare i parametri europei. La rapida
ascesa prima alla segreteria del Pd e
poi a palazzo Chigi, il fatto di essere
riuscito a far approvare una nuova
legge elettorale da unramo del Parlamento,il varo del Jobs-act in salsa tedesca e un'altra serie di riforme sul
fisco e la pubblica amministrazione,
hanno convinto la Merkel a concedere «un bicchiere mezzo pieno» perchè, spiega, «l'economia è fatta per il
50% di speranze e di attesa». Un po'
quello che sta accadendo alla borsa
di Milano, che inanella record, e allo
spread che continua a scendere malgrado i rimbrotti della Bce.
La via d'uscita alla stagnazione
proposta ieri da Renzi, piace alla Merkel cosÌ come ha entusiasmato Hollande, ma il percorso resta lungo e le
insidie non mancano. A cominciare
da come si risolverà per Berlino la crisiin Ucraina.
068391
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IL~MA.TTINO
Foglio
Lo sconto sull'lrpef '
Previsioni di crescita
Cifre in euro
Le stime di Fitch per il Pii
Eurozona
Data
Pagina
Italia
18-03-2014
5
2/2
Le simulazioni sull'impatto a scalare del Piano Renzi per i lavoratori dipendenti
REDOITO ANNUO
SCONTO MENSILE
Bracciante ag ricolo
1,5
I
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Quotidiano
! Vigilantes
i
1,2
Commessa
Impiegata studio
professionale privato
Operaio catena
di montaggio a Melfi
0,9
Neo assunto in banca
0,6
Insegnante pubblico
a metà carriera
Vigile del fuoco
0,3
Poliziotto con oltre
10 anni di servizio
Funzionario bancario
0,0
068391
Dirigente privato
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Quotidiano
IL~MA.TTINO
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Pagina
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Foglio
18-03-2014
13
1
«Contratti ok, non c'è
maggiore flessibilità»
«II contratto a termine va bene, è
il più garantista per imprese e
lavoratori. Il vero problema non
è più flessibilità del contratto a
termine, come c'è in tutta
Europa». Così il segretario della
Cisl, Raffaele Bonanni, a
margine di «Roma Incontra»
conferma il giudizio positivo
sulla principale novità del
pacchetto annunciato dal
governo Renzi per il lavoro «C'è
un'omertà insopportabilecontinua - perchè si nega che le
false partite Iva, i Cococo e le
associazioni in partecipazione
sono il vero sfruttamento,
hanno creato dei paria del
lavoro». Su questo punto il
segretario della Cis I aveva già
chiesto al governo di
intervenire.
~
Camusso gela Landini: opinioni non da Cgil
068391
l.i",pILCIL~,peJletu"'blu(be",p~","b,.T<Jt.,"'lld",gtl'lNid(LlnJeml.Jl",,,,,,"Re""
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Quotidiano
Data
IL SECOLO XIX
Pagina
Foglio
DONNE IN PENSIONE,
L'IPOTESI: SUBITO ,
42 ANNI DI ANZIANITA
MICHELE LOMBARDI
ROMA. Salta (forse) il prelievo da 1,4 miliardi di euro sulle pensioni più alte ma,
dall'anno prossimo, si stringeranno i
cordoni degli assegni di invalidità e delle
indennità di accompagnamento, che dovranno garantire un risparmio di due miliardi di euro. Circa 200 milioni si possono risparmiare già
nel 2014 innalzando da 41 a 42 anni
l'anzianità contributiva delle donne,
che vogliono lasciare il lavoro indipendentemente dall'età anagrafica.
PENSIONI E SPENDING
Altri 200 milioni
di euro si possono
mettere da parte
con una sforbiciata
alle pensioni di
guerra.
Il menù della
spending review
trasmesso a palazzo
Chigi dal commissario Carlo Cottarelli rischia di trasformarsi in un percorso di guerra per
il governo, che sarà
costretto a fare lo
slalom tra tagli e interventi poco digeribili a poche settimane dal voto europeo.
Appena una settimana fa, il presidente
del Consiglio Matteo Renzi è stato costretto a un primo colpo di freno sull'ipotesi di mettere le mani in tasca ai pensionati con assegni superiori ai 2 mila 500
euro al mese.
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IL PIANO DI COTTARELLI
18-03-2014
1
1 /2
SEGUE»3
ORANGESePALOMBO»2e3
EW: IL PIANO
PREVEDE TAGLI E NUOVE
Anzianità contributiva,
per le donne ipotesi 42 anni
El'assegno di accompagnamento sarà legato al reddito
Quello sui pensionati sarebbe stato un prelievo "temporaneo" che
avrebbe consentito di conservare
nella casse dell'Inps oltre 3 miliardi in tre anni.
Ma, ora che il governo deve met tere nero su bianco i lO miliardi di
tagli alla spesa necessari a finanziare la riduzione dell'Irpef, tutti i
nodi vengono al pettine. Tanto che
si sussurra di una spendingreview
parallela affidata da Renzi a un
gruppo di economisti di fiducia e al
fedele Graziano Delrio con 1'0biettivo di racimolare i quattrini desti nati al taglio dell'Irpeflimitando al
massimi i danni in vista del voto di
maggio. E questo perché, al netto
dei soliti costi della politica, auto
blue consulenze, la cura anti-sprechi proposta da Cottarelli prende
di mira pensionati, statali, forze
dell'ordine e perfino gli amatissiRitaglio
Lavoro e previdenza
stampa
ad
mi sindaci, che dovranno tagliare 3
miliardi in tre anni alavoce "partecip ate locali", le società per lo più
in profondo rosso che gestiscono
trasporti pubblici, nettezza urbana, energia e via dicendo.
Un lungo elenco di tagli che valgono 7 miliardi nel 2014. Si spiegano quindi i timori di Renzi e Delrio,
che hanno voluto trasferire a palazzo Chigi la cabina di regia della
spending review con l'obiettivo di
evitare, o quantomeno rimandare,
nell'immediato le misure politicamente più indigeribili.
Fra gli interventi indolore per
ridare smalto alla burocrazia ci
sono quelli citati dal premier, come la stretta sull' acquisto di beni
eservizielapubblicazioneonline
degli appalti, che valgono 1 miliardo nel 2014. Poi ci sono consulenze e auto blu che però fanno risparmiare appena 100 milioni nel
2014 e 600 milioni in tre anni. Riuso esclusivo
del
spunta perfino la vecchia idea, ribattezzata "cieli stellati", dell'ex
commissario Enrico Bondi, che
propose di risparmiare abbassando le luci nelle città: nei calcoli di
Cottarelli, la lotta all'''inquinamento luminoso" (proprio così)
fa risparmiare 100 milioni nel
2014 e 600 milioni nel triennio.
Praticamente come auto blu e
consulenze. Complessivamente,
però, le risorse non bastano a coprire le tante msiure che il governo intende varare da qui a fine anno.
I capitoli politicamente più delicati, infatti, sono quelli che riguardano, a vario titolo, le pensioni. Oltre alla sforbiciata riservata
agli assegni di guerra (ci provò anche il governo Monti senza successo), il commissario vorrebbe
dare un'accelerata alla riforma
Fornero innalzando da subito da
41 a 42 anni l'anzianità contribu-
destinatario,
non
068391
dalla prima pagina
riproducibile.
Pag. 52
Quotidiano
IL SECOLO XIX
Data
Pagina
Foglio
vrebbe superare la "prova del reddito" con un risparmio stimato di
lO milioni nel 2015 e 200 milioni
nel 2016. Cifre contenute, tutto
sommato, se si considera che l'accompagnamento costa cifre
enormi, circa 60 miliardi l'anno.
Insomma, la strada dei tagli si
annuncia stretta e tortuosa per
Renzi, che sarà costretto a decidere, entro la metà di aprile, quali
coperture proporre a Bruxelles
per dare creqibilità al suo piano
taglia-Irpef. E vero che, da maggio a settembre, bastano 6,5-7 miliardi, che si possono trovare
"spulciando" le voci con un minore impatto sociale. Ma il ministro
dell'Economia, Pier Carlo Pado-
an, dovrà fornire alle Commissione Ue tagli strutturali da oltre lO
miliardi l'anno per il futuro.E allora sarà difficile, anzi impossibile scartare gli interventi più impopolari, come quelli sugli assegni di invalidità e l'indennità di
accompagnamento. Senza contare il comparto della sanità, che
dovrebbe tagliare oltre 3 miliardi
in tre anni (subito 300 milioni nel
2014). Come? Adottando in teoria la politica dei costi standard,
ma - secondo Cottarelli -anche
una stretta sui ricoveri facili non
guasterebbe.
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tiva delle donne: si tratta, in pratica, del requisito richiesto per andare in pensione a prescindere
dall'etàanagra- _ _ __
fica. Non solo.
Un giro di vite è
previsto
dal
SINDACI
2015perlepenNEL MIRINO
sioni di invaliTre
dità Oa lotta
miliardi
agli abusi doIn meno
vrebbe garantialle
re 300 milioni
partecipate
in due anni) e
per gli assegni
di accompagnamento, che oggi
vengono erogati senza considerare il reddito. Dall'anno prossimo,
in qualche modo, l'indennità do-
18-03-2014
1
2/2
MICHELE LOMBARDI
[email protected]
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La ricetta Oottarelli
beni eservizi
pubblicazione telematica
appalti pubblici
gestione immobili
costi riscossione fiscale
fabbisogni standard comuni
consulenze eauto blu
stipendi dirigenti
corsi di formazione
inquinamento luminoso
altre proposte
TOTALI
0,8
2,3 7,2
0,2
0,2
0,5
0,4
2,0
0,3
0,5
0,2
0,2
0,4
0,5
0,1 0,2
0,5 0,5
0,1 0,1
0,1 0,2
2014 2015 2016
trasferimenti aimprese
prova indennità accompagno
abusi pensioni invalidità
taglio microstanziamenti
partecipate locali
trasferim. trasp. ferroviario
TOTALI
sanità ecosti standard
contributo pensioni temporan.
2014 2015 2016 indicizzazione pensioni
riforma province
0,1 0,3 0,5 allineamento contributo
donne (da 41 a42 anni)
sinergie corpi polizia
0,8 1,7
revisione pensioni guerra
spese enti pubblici
0,1 0,2 0,3
pensioni reversibilità (flussi)
digitalizzazione
1,1 2,5
TOTALI
prefetture, vigili, capitanerie
0,2 0,4
sedi periferiche AC
0,1 0,4
-
1,4
2,2
0,1
0,1
0,2 0,2
0,1 1,0
0,3 0,8
2,0 4,4
-
3,0
0,2
0,2
0,2
2,0
1,5
7,1
0,1 1,8 2,5
0,3 0,8 2,0
1,4 1,0 0,5
0,6 1,5
0,2
0,2
2,2
0,5 1,0
0,3 0,3
0,1
5,0 7,9
TOTALI COMPLESSIVI
0,2 0,3 0,4
0,2 0,4 0,5
0,4 0,7 0,9
Cifre espresse in milioni di euro
GRAFICI
IL SBCOLO XIX
068391
comuni, Regioni, partiti
organi costituzionali
TOTALI
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IL SECOLO XIX
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18-03-2014
17
2/2
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Quotidiano
I1I1I1I1'1 I1IIII1
GIOVEDì 20
L'INCONTRO
IN CONFINDUSTRIA
VENERDì 21
L'ASSEMBLEA
DEI LAVORATORI
AGIORNI
LA MODIFICA
DELLA SOCIETÀ
Nuovo vertice in Confindustria
per approfondire gli aspetti del
piano aziendale legati alle 207
esternalizzazioni nei due stabilimenti di Finale Ligure e Sestri
Ponente. Piaggio entrerà nel
merito, stabilendo dove e con
quali condizioni saranno trasferiti i lavoratori al momento presenti nei due stabilimenti. Della
partita sarà anche la discussione sui 169 operai che resteranno
a Genova, in una newco controllata a1100% da Piaggio.
Gli esiti dell'incontro saranno
discussi in assemblea. Qui si decideranno le misure da adottare
in caso di esito negativo del
vertice di via San Vincenzo. L'intenzione resta quella di non
muoversi finché non saranno
garantiti almeno gli ammortizzatori sociali, per evitare di far
saltare il banco della trattativa
senza tutelare i lavoratori. In caso di rottura, però, non si escludono mobilitazioni. Fino al
blocco dello stabilimento.
I lavoratori restano in attesa degli ammortizzatori sociali, consistenti in una cassa-integrazione di due anni più due. Gli operai sono però rientrati dalla Cig
lo scorso 7 gennaio, dopo mesi
di turni. Per questo, prima della
concessione della nuova cassaintegrazione è necessaria una
modifica nella composizione
dell'azionariato. Si attende a
giorni l'acquisto della quasi totalità delle quote di Piaggio da
parte del socio forte Mubadala.
PROMESSA RIBADirA
DA PALAZZO TURSI
nComune siimpegna
a mantenere le aree
ad uso industriale
ançheper;eyitare
P~.~.~.~l:>:g~.~P~~l!~~~~q~i,. .
LA DELUSIONE
I dipendenti:
«Anche questa volta
non abbiamo sentito
niente di concreto,
tutto come prima»
MARCO DORIA
068391
§indadDdi Géntva
un momento dell'assemblea aperta di ieri alla Piaggio di Sestri
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Pag. 55
COBBIEBE DELLA SEBA
nla
Dal rapporto Oxfam
emerge un divario
sempre crescente
tra super ricchi
e poveri: il 10% della
popolazione controlla
il 45% dei beni
Foglio
18-03-2014
13
2/2
I Grosvenor
IReBben
Il Duca di Westminster,
Gerald, guida una famiglia
con ricchezze e possedimenti
per 7,9 miliardi di sterline
I fratelli Simon E!, David
sono partiti dall'alluminio
nell'ex Urss: oggi hanno un
patrimonio di circa 6,9 miliardi
GliHlnduja
Altra coppia di fratelli,Gopichand
El Srichand: a capo dell'Hinduja
Group fanno affari in 37 Paesi,
patrimonio di oltre 6 miliardi
Terreni, case a Chélsea e Knightsbridge per oltre 4 miliardi di
sterline. Il capo è il conte Charles
(sopra con la moglie Jennifer)
-----
ICadogan
~~-
la . .
dailaplNmlde
Il 20% più povero
è costituito da 12,6
milioni di persone,
con una ricchezza
totale di 28,1
miliardi di sterline
068391
GIIAshIey
Fondatore della catena di abbigliamento sportivo «5ports Direcb>
e patron del Newcastle United,
Mike ha proprietà per 3,3, miliardi
Data
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Primo piano Italia
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LA STAMPA
Data
18-03-2014
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2
Foglio
1
Merkel aRenzi: riforme impressionanti
La cancelliera: il Jobs Act va nella giusta direzione. TI leader Pd: la Germania è il nostro punto di riferimento
TONIA MASTROBUONI
INVIATA A BERLINO
Visibilmente dimagrita lei,
avvolto da un cappotto abbottonato male lui, che gli dava davvero un po' l'aria dell'alunno da mettere dietro la
lavagna. E prima del picchetto d'onore, per sdrammatizzare, Matteo Renzi si è concesso qualche battuta con i
cronisti - «ma siete tutti italiani?» - ed era visibilmente
emozionato, per il primo faccia a faccia con Angela Merkel. Che gli ha concesso un
grande sorriso quando il presidente del Consiglio italiano
le ha regalato la maglietta di
Mario Gomez, il recente acquisto della Fiorentina cQmprato dal Bayem. Ma dopo, in
conferenza stampa, i sorrisi
hanno lasciato il posto a un
atteggiamento più cauto.
Ovvio, l'apertura di credito per un programma di riforme definito dalla cancelliera «impressionante» c'è.
Durante il colloquio con Renzi, ha spiegato, «abbiamo
esaminato tutti gli aspetti
delle riforme e devo dire che
gli auguro molta fortuna e coraggio, è un messaggio di cui
ci ra,llegriamo tutti». Il Jobs
Act, per esempio, «va nella
direzione giusta», ed è vero
anche che «il 50% della crescita dipende da fattori psicologiCi», insomma che è assolutamente importante che
Renzi mostri agli italiani «il
bicchiere mezzo pieno».
Tuttavia, come sa non tanto
Merkel, che di riforme strutturali ne ha fatte ben poche,
quanto il suo predecessore,
Gerhard Schroeder - che con il
fondamentale riordino del
mondo del lavoro e del sussidio
di disoccupazione «Agenda
2010» ha rimesso in piedi la
Germania, ma ha provocato
un'emorragia di voti nel suo
partito, la Spd, dal quale non si
è mai più ripreso - non sono
certo indolori: «In base all'esperienza tedesca le riforme
trovano sempre entusiasmo in
alcune parti ma diffidenza in
altre», ha sottolineato. E proprio «una riforma del mercato
del lavoro ha bisogno di un lungo r~spiro. Noi abbiamo dovuto aspettare due-tre anni per
avere i primi risultati». E negli
ultimi due, tre anni, questo i tedeschi non lo dimenticano mai,
qui a Berlino sono passati ben
tre presidenti del Consiglio
italiani. Insomma, il nodo resta
anche l'orizzonte politico.
Soprattutto, ben vengano le
riforme, se stiniolano anche la
crescita e l'occupazione, ma
tenendo conto che un limite invalicabile c'è: per un Paese che
per primo in Europa ha scritto
il pareggio di bilancio in costituzione, quando neanche esisteva il Fiscal compact, resta il
3 per cento del rapporto tra
deficit e PiI. «So bene che l'italia rispetterà il tetto del 3 per
cento del deficit», ha annuito
la' cancelliera, rispondendo a
una domanda, ma glissando
sull'ipotesi che all'Italia possano essere concessi maggiori
margini di movimento entro
quel limite.
Anche Renzi ha ribadito
l'impegno a rispettare le regole sul bilancio europee, e ha
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Quotidiano
scherzato sul fatto che «la cancelliera mi ha chiesto: "Non hai
portato le slides?"». Il presidente del Consiglio ha sottolineato che «faremo le riforme
perché ce lo chiedono i nostri
figli, non perché ce lo chiedono
i partner europei». Uimpegno
dell'~ecutivo è quello di avviare «non misure una tantum,
ma irreversibili di cambiamento». A partire proprio dal
lavoro, dove il modello duale
può fare da esempio: «Nella
Germania troviamo un punto
di riferimento», ha precisato
Renzi, insistendo sull'importanza di cambiare «le regole
del gioco: la pretesa di creare
posti di lavoro attraverso una
legislazione molto precisa, restrittiva è fallita». Infine, per
due Paesi come la Germania e
l'Italia, ancora con un'enorme
base industriale, si tratta anche di collaborare per favorire
un «rinascimento europeo»
del manifatturiero. Perché è
sempre importante tenere
presente che è difficile imprimere una traiettoria discendente al debito italiano se non
si capisce una cosa fondamentale: «Il nostro problema è la
mancata crescita».
I complimenti al collega
«Fa bene a mostrare
agli italiani il bicchiere
mezzo pieno»
068391
Angela Merkel ha ricevuto ieri il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi
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I
Il retroscena
Matteo: spiraglio
per sbloccare
gli investimenti
Foglio
18-03-2014
1
1 /2
dal nostro inviato
Marco Conti
BERLINO
anto di cappello al coraggio di Matteo». Le fotocopie "del.le slide !e
aveva gla SIstemate m
una cartellina.
T
Ora il premier vede spiragli
per sbloccare gli investimenti
«
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Quotidiano
Continua a pago 3
Italia stiamo provando ad attuare ~ Per Palazzo Chigi si apre un margine
una rivoluzione senza spargere sangue» di credito nuovo: in gioco 6 miliardi
~«In
Ritaglio
Primo piano Italia
stampa
ad
uso esclusivo
del
sa di aver poco tempo per cogliere l'occasione prima che le condizioni favorevoli svaniscano e a
Bruxelles e Francoforte si tirino
le somme della sua azione e dei
nostri conti pubblici. Le novità e
la spinta che dà Renzi al suo programma di cambiamento, _piacciono alla Merkel insieme alla ribadita volontà di rispettare i parametri europei. La rapida ascesa
prima alla segreteria del Pd e poi
a palazzo Chigi, il fatto di essere
riuscito a far approvare una nuova legge elettorale da un ramo del
Parlamento, il varo del Jobs-act
in salsa tedesca e ùn'altrà serie di
riforme sul fisco e la Pubblica amministrazione, hanno convinto la
Merkel a concedere «un bicchiere mezzo pieno» perché, spiega,
«l'eçonomia è fatta per il 50% di
speranze e di attesa». Un po' quello che sta accadendo alla borsa di
Milano, che inanella record, e allo spread che continua a scendere malgrado i rimbrotti della Bce.
La via d'uscita alla stagnazione
proposta ieri da Renzi, piace alla
Merkel così come ha entusiasmato Hollande, ma il percorso resta
lung? e ~e insidie non m.a~cano. P::
commCIare da come SI nsolvera
per Berlino la crisi in Ucraina. .
Marco Conti
©RIPRODUZIONERISERVATA
INFLUISCONO
SULLE APERTURE
DELLA LEADER ALLEATA
L'AWICINARSI
DELLE URNE EUROPEE
ELA GUERRA IN CRIMEA
destinatario,
non
068391
________________ - Metafora dell'Italia appesantita
Il RETROSCENA
da tanta, troppa burocrazia e da
- - - - - - - - - - - - - altrettanta vecchia politica.
Alla Merkel piace quel parlare
segue dalla prima pagina______ fiorentino - anche se non ne comCosì come le percentuali sulla si- prende il se~so - ma dietro quel
tuazione del debito pubblico ita- ~on? scorge ~I cuore ~ella ~ultura
liano e degli scambi commerciali ItalIana ~ dI quel RinasciTento
tra i due Paesi. Quando Renzi ter- che Renzlle promette ~er I mtera
mina la dettagliata illustrazione Europa. La speranza ~I. ave~, trodelle misure attuate e che intende :,a~o s~ no~ ~m De Me~lcI, u~ Blaadottare, Angela Merkel si lascia I~ ItalIano m gr~do dI f~r dlmenandare ad un complimento che tIcare Berl~sc?!U 7lasCl~re qualsorprende anche l'interprete. ch~ segno m pIU dI. MontI e Letta,
Raccontano quindi che non solo spmg.e la Canc71lIer.a a ~are a
stavolta non siamo andati a Berli- Renzi quel margme dI credIto che
no con «il cappello in mano», ma non aveva concesso a nessuno.
la stessa Cancelliera se lo sarebbe Sulla scelta pesano lo scarso suctolto ammirata dalla «spettacola- cesso delle politiche recessive
re» conferenza stampa fatta da che Berlino ha imposto prima a
Renzi a palazzo Chigi e dalla «de- Monti e poi a Letta. L'avvicinarsi
terminazione» con la quale le ha delle elezioni europee e il timore
illustrato non solo le riforme eco- di una possibile vittoria dei partinomiche, ma anche quelle istitu- ti euroscettici. La crisi in Crimea
zionali.
e la necessità che ha Berlino di poter trattare con Mosca avendo
LA CENA
l'Europa compatta alle spalle.
La sintesi che impressiona la Me- Molteplici sono i motivi, ma unirkel, tornata in forma dopo la rie- co è il risultato che Renzi ieri sera
lezione, la fa lo stesso presidente ha riportato a casa insieme alla
del Consiglio durante la cena alla pattuglia di ministri (Padoan, Moquale partecipano ministri e una gherini, Pinotti, Lupi, Guidi, Popattuglia di imprenditori guidata letti).che lo hanno accompagna~o
dal leader di Confindustria Gior- al bIlaterale con la Germama.
gio Squinzi: «Stiamo provando a Berlino non si ~etterà di traverso
fare una rivoluzione pacifica, sen" a Bruxelles e CIO c~e non fu conza spargimenti di sangue». «Nei cesso a Saccomanm, dovrebb7e~prossimi mesi la politica italiana s.ere per',11esso.a. Pa~oan c?n l ut~­
cambierà volto». Come è suo fare IIzzo .dei 6 mIlIardI per mvestIRenzi va giù duro, elenca cose da mentI.
fare e date d! cale~dario. Cita ~i- CONDIZIONI FAVOREVOLI
chelangelo, Il Davld e «la matena.
..
in eccesso» che «deve essere leva- La gUida del semestre dI presldenta affinché la forma prenda vita». za dell'Un!one rende ancor più fa~
vorevole Il momento, ma Renzi
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