Breakout e medie mobili

DailyFX Strategies
Breakout e medie mobili
Davide Marone, Analyst DailyFX
How to Analyze and Trade Ranges with Price Action (Title)
Breakout e medie mobili
Davide Marone
INTRO
Prima di costruire una qualsiasi strategia di trading è cruciale comprendere un concetto
universale e sempre vero: nessuna strategia funziona sempre. Sulla base dell’analisi tecnica, il
nostro strumento operativo principale, dobbiamo perciò in via preventiva capire il mercato in che
fase si trovi. Questo determinerà il successo della nostra strategia. Partendo dai 4 punti
fondamentali del nostro metodo, è possibile delineare diverse strategie operative, di seguito ne
esporremo una in maniera abbastanza
abbasta
precisa.
L’importanza delle fase di mercato
Fondamentalmente possiamo suddividere le condizioni di mercato in tre macro aree: fasi di
trend, fasi di range, breakout. Appare perciò evidente che se impostiamo una strategia di
trading di range all’interno di una fase di trend il risultato può essere potenzialmente disastroso
per il nostro equity. Questo è sicuramente il punto di partenza nell’implementazione della
nostra strategia, partendo dal presupposto mentale citato in principio. Quanto p
più metteremo in
pratica il nostro trading system nella fase di mercato per il quale esso è stato concepito, tanto
più otterremo risultati gratificanti. La domanda diventa perciò: quale fase di mercato
privilegiare? La risposta non dipende tanto da quale di queste possa essere più profittevole, dal
momento che se correttamente interpretato possiamo estrarre profitti da qualsiasi tipo di
mercato. La questione attiene più propriamente alla propria capacità di lettura del grafico,
naturalmente inclinata verso una
una delle tipologie sopra elencate, ma soprattutto alla componente
caratteriale e alla tenuta psicologica del trader. Queste sono le determinanti della scelta verso
una strategia impostata su una particolare condizione di mercato. E’ ovvio che l’operativit
l’operatività di un
trader non deve limitarsi a una particolare fase: l’abilità del trader è anche quella di adattarsi ad
ogni momento dei prezzi, purché il trading system venga concepito per quelle che sono le
caratteristiche presenti in quel particolare momento.
Il breakout come presupposto di un movimento direzionale
Con questo contributo ci premuriamo di analizzare la fase di mercato corrispondente al
breakout, illustrando una metodologia operativa che ha nella sinergia tra prezzo e medie mobili
il suo presupposto fondante. In particolare noi ci preoccuperemo di individuare e seguire un
movimento di breakout, al fine però di tradare la direzionalità che auspicabilmente ne consegue.
Un breakout non è altro che la violazione da parte del prezzo di un importante livello
live di supporto
o resistenza che genera un movimento forte, veloce e spesso duraturo. Si assiste perciò a una
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rapida accelerazione della quotazione che spesso prelude alla partenza di un trend, situazione
che ci proporremo di andare a sfruttare operativamente.
operativamente. Tanto più il livello violato è significativo
in termini di storicità, tanto più il suo superamento genererà un movimento considerevole in una
direzione. Tradare il breakout vuol dire entrare nel mercato su queste rotture. Il principio che
deve stare alla base di questa tipologia operativa è che nessuno conosce il momento in cui un
supporto o una resistenza vengono rotti. E’ perciò inverosimile avere la pretesa di determinarne
il momento esatto; inoltre, come sappiamo se alla violazione il prezzo cont
continuerà a percorrere la
direzione intrapresa? Beh, non possiamo. Fare trading sui breakout viene perciò spesso
considerata un’operatività non ad alta probabilità di riuscita e nella quale può essere frequente
trovarsi dalla parte sbagliata, ma va detto che da trader abbiamo tanti strumenti per ridurre
questa incertezza oltre che la consapevolezza che se saremo dalla parte giusta il breakout
potrà regalarci un movimento considerevole in termini di pips. E’ per la prima di queste due
considerazioni che, da un lato, non andremo a ricercare il trading classico del break, mentre è
per la seconda che, dall’altro, ricercheremo ingressi a mercato sulla tendenza successiva al
movimento di rottura.
L’analisi del prezzo
Per fare ciò naturalmente il primo step da compiere
compiere è l’individuazione corretta di una fase di
congestione del prezzo, una fase cioè più o meno precisamente delimitata da un punto di
supporto e di resistenza, laddove cioè il prezzo si è più volte arrestato perché cambia il rapporto
tra compratori e venditori.
ditori. Nei mercati finanziari i prezzi vengono mossi da offerta (sinonimo di
vendite cioè ribassi) e domanda (sinonimo di acquisti e perciò rialzi); dunque un supporto è un
livello di prezzo al quale la domanda potrebbe essere forte abbastanza per preveni
prevenire un
ulteriore calo e viceversa per la resistenza. In altre parole quando il prezzo va verso un
supporto diventa conveniente per i rialzisti che comprando invertono la tendenza del prezzo.
Discorso speculare per la resistenza ovviamente. La significatività
significatività di un livello è determinato da
quanto sia stato in passato percepito come punto importante. In altre parole sarà tanto più
attendibile quanto più sarà stato toccato ma non violato. Ancora, sarà fondamentale
evidenziare un’area di distribuzione o accumul
accumulazione
azione dei prezzi che corrisponde a una
compressione della volatilità, matematicamente cioè la somma degli scarti tra i prezzi e il
valore medio considerato in un intervallo di tempo. La volatilità ha la caratteristica di essere una
funzione sinusoidale, il che tradotto in parole povere, ha un andamento ciclicamente regolare
tra fasi di compressione e di esplosione. Quest’area dovrà avere la caratteristica di formarsi
dopo una forte direzionalità e di essere temporalmente ritenuta considerevole. E qui è bene
b
compiere un’altra doverosa premessa, visto che altrimenti appare tutto troppo discrezionale e
poco sistematico. Il tempo è naturalmente un concetto relativo, così come lo è quello di trend;
sul medesimo strumento un trader potrebbe leggere un forte tr
trend
end al rialzo analizzando il
grafico giornaliero ed un altro trader invece ritenere che il trend sia ribassista perché il chart di
analisi è quello con candele/barre a 5 minuti. Fatta dunque la doverosa contestualizzazione
temporale, i concetti applicabili a time frame di lungo sono mutuabili su quelli di breve per il
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principio di universalità dell’analisi grafica. Proponendoci di fornire un criterio quantitativo di
definizione della congestione dunque, diremo che riterremo significative le fasi di range quando
qu
la loro ampiezza sarà: su scala di prezzo, uguale od inferiore a 1/3 della escursione media
giornaliera (per operatività intraday o settimanale su base multiday) dello strumento in
questione (se quella dell’EurUsd è di circa 120 pips ci proporremo un valore uguale o inferiore a
40 pips); su scala di tempo, con valori superiori alle 30 candele/barre. L’abilità e l’esperienza del
trader saranno naturalmente fondamentali nella corretta chiave di lettura della situazione
ottimale.
Le medie mobili
Fin quii l’analisi del prezzo. Come entrano in gioco dunque le medie mobili? Le medie mobili non
sono altro che una funzione del prezzo che prende a riferimento una serie storica di prezzi di cui
individua la media che risulta mobile in quanto ogni giorno aggiung
aggiunge
e alla serie il valore più
recente ed elimina dalla lista il più vecchio, in modo che quest’ultima abbia sempre le stesse
dimensioni da permettere così che il processo duri all’infinito. Lo scopo del loro utilizzo è
dunque la riduzione dell’erraticità deli dati storici per smorzare la curva del prezzo e permettere
di individuare meglio la tendenza in atto, che è la funzione che ci proponiamo di esaminare.
Naturalmente nelle fasi laterali questa caratteristica viene meno in quanto i prezzi del periodo
preso in considerazione nel calcolo sono molto simili e graficamente la media si presenta come
intersezione del prezzo a cui fa’ da spezzata, senza per questo essere utile per aiutarci a capire
la direzione né risultare affidabile per i crossover media
media-prezzo e media veloce-media
veloce
lenta.
Questo comportamento della media è perciò una conferma della lateralità della fase del prezzo,
lateralità naturalmente definita da supporto e resistenza precisi. Più la media intersecherà il
prezzo, e più lo faranno le medie di lungo,
lungo, tanto più sarà ampia la fase di congestione. In questo
caso considereremo la media mobile a 21 periodi come media “veloce” e la media a 100 periodi
come media “lenta”; inoltre utilizzeremo la media mobile esponenziale, in quanto da’ maggiore
importanza
a ai dati più recenti senza però eliminare mai del tutto tutti i valori storici del prezzo.
Una volta definito l’alveo teorico di premessa, possiamo andare a definire una strategia che si
basi sulla logica del breakout, ma che si proponga di tradare la direzionalità
direzionalità conseguente grazie
all’utilizzo delle media mobili.
La strategia
Prendiamo perciò l’esempio recente di un grafico a 15 minuti del cross Eur/Aud, il rapporto cioè
tra euro e dollaro australiano. L’aria evidenziata è quella che, secondo le caratt
caratteristiche finora
descritte, è una perfetta area di congestione delimitata precisamente da supporto e resistenza
con le medie che confluiscono tutte sul prezzo. La media di colore rosso è la 21, quella blu
elettrico è quella a 100.(nel grafico c’è anche la media a 200 periodi, quella azzurra, ad ulteriore
elemento avvalorante).
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Ci aspettiamo perciò delle violazioni del supporto o della resistenza. Violazione che
puntualmente avviene in rottura proprio del supporto e in maniera piuttosto precisa,
considerando
ando accademicamente come target di prezzo la proiezione dell’altezza del rettangolo
che definisce la congestione. L’incontro con una confluenza grafica di supporto e resistenza
dinamica di lungo periodo porta però a forti respingimenti del prezzo che dunque
dunq non acquisisce
la direzionalità auspicata (se notate ci troviamo all’interno di un canale ascendente individuato
su un range più ampio). Tuttavia il contesto generale non varia in quanto il prezzo va
nuovamente a intrappolarsi all’interno di un range di pochi pips con le medie che tornano a
interagire con il prezzo e tra di loro. Anzi, ed è questo un caso per certi versi perfino ottimale, la
mancata partenza di un trend dopo la prima rottura avvalora l’ipotesi di una possibile partenza
in senso opposto, quindi rialzista in questo caso. Il primo segnale (punto 1 del grafico
sottostante) è fornito, oltre che da una sequenza continua di minimi e massimi crescenti sul
prezzo, dalla media di breve che dopo inizialmente essersi posta da resistenza dinamica,
incrocia
rocia dal basso prima il prezzo e poi la media a 100 e perfino quella a 200. Questo
rappresenta un primo e decisivo segnale per quella che sarà la nostra interpretazione del
movimento di mercato. Il secondo segnale (punto 2) arriverà chiaramente dal prezz
prezzo stesso
che va a violare la resistenza statica corrispondente al prezzo di 1,5340, fino a poco prima
supporto. Il segnale decisivo è tuttavia fornito dal punto 3 in figura, e cioè dal retest della media
mobile a 21 periodi che ha intanto acquisito direzio
direzionalità
nalità e si è ben posta sotto il prezzo in
seguito alla rottura. Il punto 3 avvalora quindi l’idea della partenza di direzionalità derivante
proprio dal break che, ricordo, non abbiamo tradato come tale. Non stiamo infatti parlando, lo
ribadiamo, di una strategia
rategia di breakout. Una successiva conferma, specifica di questo caso, è
poi il superamento della resistenza a 1,5420, che era la resistenza della congestione.
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A questo punto il grafico è completo e dovremo cercare i punti di ingresso long che saranno
riscontrabili sui successivi retest della media mobile a 21 periodi. Va precisato che il pullback
sulla media non dovrà essere individuato solo a contatti perfetti tra prezzo e media, ma va
inteso in senso più ampio di retest dell’area della media; il prezzo dunque non sempre toccherà
“al pip” la media ma potrà avvicinarsi e non sfiorarla così come talvolta la perforerà. Anche
questo è un particolare che deve essere ponderato dal trader, tenendo come parametro di
riferimento il numero di pip di distanza o perforamento della media, a partire da pochi pips (3-5)
(3
su time frame di breve, a più pips (15-20)
(15 20) su quelli di lungo. Il primo ingresso che ci proporremo
perciò di fare è sul punto 5, sulla mini
mini-flag
flag (figura a bandiera di continuazione) del prezzo e sul
buon test della 21, con il filtro del prezzo di chiusura della candela sul medesimo time frame
sopra la media. Nella fattispecie in area 1,5490. Lo stop loss andrà invece
invece posizionato al di
sotto della media mobile a 100 periodi, che nel frattempo ha iniziato a direzionarsi in senso
bullish e che rappresenta il secondo livello di filtro dell’operazione di acquisto. Perforamenti in
senso ribassista di questa media invaliderebbero
invaliderebbero infatti il movimento rialzista di prezzo. Lo stop
loss al di sotto della media 100 (al di sopra nel caso ribassista) ci permetterà perciò di tollerare
eventuali ampi ritracciamenti che pure dovessero testare la media stessa. Altra funzione
fondamentale
mentale della media 100 è inoltre quella di “guidare” lo stop, in quanto funge da
riferimento per il trailing stop, cioè lo spostamento dello stop loss in favore della direzione del
trade che avverrà appunto seguendo la media (stop loss constantemente sotto
sott la media 100).
Arriviamo dunque al punto 6 in cui si ha un successivo e preciso retest della 21 che riteniamo
ancora valido come segnale di ingresso, rispettando i medesimi requisiti per il primo ingresso al
punto 5; in questo caso, chi fosse già entrat
entrato
o appunto al 5, potrebbe pensare di appesantire la
direzione per sfruttare il trend al massimo della sua espressione. Medesimo ragionamento è da
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implementare al punto 7, mentre il punto 8 ha la particolarità di farci apprezzare un
ritracciamento più significativo
ficativo dei precedenti ed un test della media 21 più profondo e
prolungato. Questo tuttavia non invalida la logica di fondo della strategia, per cui si possono
contemplare nuovi ingressi long con gli stessi requisiti ed eventuali approfondimenti per chi
invece
nvece fosse già in posizione in quanto i supporti statici individuati al punto 7 non sono stati
perforati e ricoprono un’importanza maggiore rispetto alla media in analisi che sembra
perforata, ma è in realtà in test – ricordate il discorso di attenzione all’area
a
e non al test
puntuale della linea rossa). Idem sul punto 9, naturalmente. E’ evidente che più procrastineremo
gli ingressi, più rischieremo di incorrere in scaricamenti del trend o in forti ritracciamenti, per cui
dovremo privilegiare i primi punt
puntii utili (punti 5 e 6). Precisiamo che per la gestione del trade è
bene applicare il fondamentale concetto di Risk/Reward che in questo caso potrà essere ideale
perché andiamo a sfruttare un movimento direzionale e scaturito da un breakout. Il livello in cui
cu
il rapporto rischio/rendimento eguaglierà l’1 a 1, potrà essere considerato propedeutico a
meccanismi di attivazione del trailing stop (stop inizialmente posizionato sotto la media 100
come già detto). A livello 1 a 2, penseremo di liquidare parte della posizione (1/2 o 2/3) e
lasciare correre la restante parte, tenendo presente gli ottimi riferimenti tecnici di prezzo che la
strategia ci fornisce. In caso di appesantimento costante della posizione, relativo ai ripetuti test
della media, è bene mitigare ilil rischio facendo in modo di trovarsi a break-even
break
(stop in pari)
sulla posizione vecchia, rischiando perciò una potenziale perdita solo su quella nuova.
A 1,5830 assistiamo invece ad un brusco freno del trend con la formazione di un bearish
engulfing (punto
punto 10) ed una repentina violazione al ribasso della media a 21 periodi (long black
sul punto 11). Il prezzo tuttavia si mantiene sempre sopra la media a 100 periodi, in modo che
se si fosse ancora in posizione con stop sotto la media, potrebbe pensare di
d detenerla fino a
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conferme di invalidazione. Invalidazione che avviene sul punto 12 con perforamento della media
a 100 periodi e la prosecuzione di una profonda correzione in senso ribassista.
Va ribadito che la logica sottostante la strategia è applicabile su diversi time frame e su più
strumenti, anche fuori dalla cerchia dei cambi valutari.
Conclusione
In conclusione, nel momento in cui assistiamo ad un breakout non andremo ad impostare
un’operatività
peratività veloce e rischiosa, ma ci affideremo ai livelli di supporto o resistenza dinamici
forniti dalle medie mobili esponenziali al fine di avere una probabilità di riuscita maggiore
dell’operazione, che vorrà seguire un movimento direzionale che potrebbe
potrebbe essere l’evoluzione
naturale della rottura avvenuta.
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