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Delibera Giunta Comunale n. 19/2014

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Città di Ginosa
C.A.P. 74013 - Ptoyincia di Taranto - cod. |STAT 073007
VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE
N. 19
Del reg.
OGGETTO: L.
Data 30.r.2014
19012012. Approvazione Piano Triennale per
la prevenzione della corruzione e aelfittegatita
2014t2016.
L'a ro DUEMILAQUATTORDICI il giomo trenta mese di gennaio nella Sala Giurta, convocata nelle forme
prescritte, si è riunita la GIUNTA COMUNALE.
Presiede l'adunanza it Sig. Doft. Vito DE PALMA nella sua qualità di SINDACO.
Alla trattazione dell'argomento riportato in ogg€tto risultano presenti o assenti i Sigtrori di seguiao indicati:
Presenti
Vito DE PALMA
Marilisa MONGELLI
Pietro PARISI
Francesco SANTANTONIO
Leonardo GALAI{TE
Mario TOMA
si
Assenti
Si
Sindaco
Vice Sindaco
si
Assessore
Si
Assessore
Assessore
Assessore
si
Si
il Segretario Generale dott.ssa Francesca PERRONE che svolge funzioni di ufficiale verbalizzante
auialendosi della collaborazione del personale degli uflici.
Il Presidente, constatato che l'adunanza è valida per il numero degli intervenuti, dichiara aperta la seduta ed inyita a
deliberare sulla pratica in oggetto indicata.
Partecipa
l8 agosto 2000
n. 267 quali risultano dal documento allegato alla presente deliberazione;
la stessa sufftcientemente motivata e condividendo e facendo proprio senza riserve
rnedesima alla quale integralmente si rimanda anche per quanto riguarda i riferimenti normativi;
Ritenuta
il
contenuto della
Con voti espressi in forma palese per appello nominale, favorevoli all'unanimità:
: ..
''''..::...:...
-..::rrr.
.. ....,
stabilendo che le premesse e gli allegati sono parte
......ìì::......
..
Di approvare la proPosta di seguito fiascritta
.,,..DELIBEnA,..ì:ìì:..
t.,..t.,.
integrante e sostanziale
della deliberazione.
Di dichiarare la
stessa, in relazione all'ugenza di prowedere agli adempimenti conseguenti, con separata unanime
votazione, immediatamente eseguibile, ai sensi dell'art. 134, comma 4, del D.L.gs l8 agosto 2000 n. 267.
Conp./Bozza
OGGETTO: L.L9O|2OL1. Approvazione Piano Triennale per la prevenzione della corruzione e dell'illegalità
20t4l2Ot6.
PREMESSO CHE:
.
La Legge 5 novembre 2012 n. 190 "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione
e dell'illegalità nella pubblica
e
amministrazione" prevede una serie
di
adempimenti
a
carico
dell'Amministrazione, con indicazione dei termini già definiti.
L'art. 1 c. 60 dispone che, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge,
attraverso intese in sede di Conferenza unificata, si definiscono 8li adempimenti, con l'indicazione
dei relativi termini, delle regioni e degli enti locali, nonché degli enti pubblici e dei soggetti di diritto
privato sottoposti al loro controllo, volti alla piena e solleclta attuazione delle disposizioni della
legge, con particolare riguardo:
a) alla definizione, da parte di ciascuna amministrazione, del piano triennale di prevenzione della
corruzione, a partire da quello relativo agli anni 2013-2015, e alla sua trasmissione alla Regione
interessata e al Dipartimento della funzione pubblica;
b) all'adozione, da parte di ciascuna amministrazione, di norme regolamentari relative
all'individuazione deBli incarichi vietati ai dipendenti pubblici;
c) all'adozione, da parte di ciascuna amministrazione, del codice di comportamento di cui
all'articolo 54, comma 5, del decreto le8islativo 30 marzo 2001, n. 165.
. La Legge individua la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle
amministrazioni pubbliche (ClVlT) quale Autorità nazionale anticorruzione, con compiti di vigilanza
e consultivi.
. con Decreto n. 7288 del 13.03.2013. è stato individuato dal Sindaco il Responsabile della
prevenzione della corruzione nella persona del Segretario Generale, Dott.ssa Francesca Perrone,
conformemente a quanto indicato nell'art. 1c.7 della legge;
. ai sensi dell'art. 1c.10 il Responsabile prowede, oltre alla predisposizione del Piano,
a) alla verifica dell'efficace attuazione del piano triennale di prevenzione della corruzione e della sua
idoneità, nonché a proporre la modifica dello stesso quando sono accertate significative violazioni delle
prescrizionl
owero quando intervengono mutamenti
nell'organizzazione
o
nell'attività
dell'amministrazione;
b) alla verifica, d'intesa con il dirigente competente, dell'effettiva rotazione degli incarichi negli uffici
preposti allo svolgimento delle attività nel cui ambito è più elevato il rischio che siano commessi reati di
corruzione;
c) ad individuare il personale da inserire nei programmi di formazione.
ll piano Triennale deve essere redatto secondo le indicazioni contenute nel Piano Nazionale Anticorruzione,
predisposto dal Dipartimento della Funzione Pubblica, secondo le linee di indirizzo adottate dal Comitato
interminlsteriale, e sottoposto all'approvazione della CIVIT In qualità di Autorità nazionale anticorruzione.
ln data 24 luglio 2013 la Conferenza Unificata ha sancito l'intesa di cui all'art. 1, c. 50 e 61 della L. n.
lgOlZOf2 e il piano Nazionale Anticorruzione è stato approvato dalla ClVlT, con deliberazione n.7Z/2O73
dell'11.09.2013.
Nel p.N.A. è stato fissato al 31 gennaio 2014 il termine per l'approvazione dei P.T.P.C. 2O14/2OL6.
con DGM n. 99 del 24.04.2013 il Comune di Ginosa ha approvato il Piano triennale per la prevenzione della
corruzione e dell'illegalità a carattere prowisorio e transitorio, nelle more dell'approvazione del Piano
nazionale da parte della CIVIT e della definizione delle intese con la Conferenza unificata Stato Regioni ed
autonomie locali, giuste anche indicazioni in tal senso dell'ANcl ai comuni del 21.03.2013.
Si prevedeva inoltre che il predetto Piano sarebbe stato inteBrato con ulteriori tre sezioni contenenti il
piano Triennale della Trasparenza e l'integrità; il codice di comportamento dei dipendenti pubbllci; le
disposizioni in materia di inconferibilita'e incompatibilita' degli incarichi di cui al D.Lgs.8 aprile 20L3, n. 39;
Con Decreto Sindacale n. 11012 del 23 aprile 2013 è stato nominato il Responsabile della Trasparenza, nella
persona del Responsabile AA.GG. Dott. Nicola Bonelli;
Con Deliberazione n. 192 del !9.O7.2013,la Giunta Comunale ha approvato le misure di adeguamento delle
procedure interne al D.Lgs. n.39/2013 in materia di inconferibilità ed incompatibilità di incarichi presso le
Pubbliche Amministrazioni;
ll
Codice di Comportamento specifico del Comune di Ginosa, predisposto dal Responsabile della
prevenzione della corruzione, inviato all'UPD ed al NIV il 04 dicembre 2013, in pubblicazione dal 09.12.
2Ot3 al !9.12.2073 sul sito internet del Comune per le necessarie osservazioni degli stakeholders, è stato
approvato dalla Giunta Comunale con DGM n. 326 del L9,L2.2O73.
Dal 29.12.2013 al 10.01.2014 è stato pubblicato sul sito web dell'Amministrazione Comunale apposito
awiso per la presentazione di proposte sul Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione e del
Programma Triennale della Trasparenza da parte degli stakeholders, corredato da modulo prestampato, e
non sono pervenute proposte o osservazloni;
VISTO
il
D.Lgs.
74 mdrzo 2013, n. 33 (G.U. n. 80 del 05.04.2013) recante "Riordino della disciplina
di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazionl da parte delle pubbllche
riguardante gli obblighi
amministrazioni";
VISTO il DPR 62/2013 concernente: "Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, ai sensi dell'articolo
54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come sostituito dall'articolo 1, comma 44, della legge 5
novembre 2012, n.l9O";
ll D.Lgs.8 aprile 2013, n.39 contenente "Disposizioni in materia di inconferibiliia'e incompatibilita'
di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma
dell'articolo 1, commi 49 e.50, della legge 6 novembre 2012, n. 190"
VTSTO
VISTO il parere di regolarità tecnica, ai sensi dell'art. 49, comma 1, del D.Lgs. 267/00, espresso dal
Segretario Generale, quale Responsabile per la prevenzione della corruzione e dato atto che non occorre il
parere di regolarità contabile non comportando la presente deliberazione riflessi diretti
o indiretti
sulla
situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell'Ente,
SI PROPONE
Per le motivazioni di cui in premessa che si intendono integralmente riportate
1.
tabella
tabella
tabella
tabella
tabella
tabella
tabella
tabella
di approvare il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (P.T.P.C.) 2014-2016, predisposto
dal Responsabile per la prevenzione della corruzione, allegato alla presente deliberazione quale
parte integrante e sostanziale, contenente:
1: catalogo dei processi
2: catalogo dei rischi per ogni processo
3: elementi valutazione del rischio
4: valutazione complessiva del rischio
5: valutazione dei rischi per ogni processo
5: valutazione frequenza
7: attuazione misure
8: misure obbligatorie previste dal PNA
allegato A: Programma triennale della trasparenza e dell'integrità
allegato B: Codice di comportamento specifico
allegato C: Codice di comportamento nazionale
allegato D: Misure di adeguamento delle procedure interne al d.lgs. n.39/2OL3
allegato E: Piano della formazione.
2.
di pubblicare il Piano in oggetto permanentemente sul sito web lstituzionale dell'Ente, nell'apposita
sezione predisposta per gli adempimenti anticorruzlone;
3.
di trasmettere copia del Piano in oBgetto ai Responsabile di Settore dell'Ente, ai Componenti del
Nucleo di Valutazione, ai Componenti delle unità di controllo strategico e di gestione;
4.
di trasmettere il Piano, in osservanza del disposto di cui all'articolo 1, comma 8, della legge 190/12,
al Dipartimento della Funzione Pubblica;
5.
di dare mandato all'Ufficio Segreteria di trasmettere copia della deliberazione di approvazione
della presente proposta al Dipartimento della Funzione Pubblica, al Segretario Generale, ai
Responsabile di Settore dell'Ente, ai componenti del Nucleo di Valutazione, ai componenti delle
unità di controllo strategico e di Bestione.
PARERE Dl REGOLARITA" TECNICA: Visto, si
Lì,
esprime parere favorevole.
ll Segretario Generale/Respon$abile della prevenzione della corruzlone
Dott.ssà Frarlcesca Perrone
e dell'illegalita 2014-2016
Piano di prevenzione della corruzione
t
u§u
\rd
Cittq di Ginosa
Provincia di Taran
Ptano TRlgwtrtllr ol PReveruztone
DELLA
CoRRuzlone e oett'lttrcalrÀ
20L4-20L6
(Allegato alla D.G.C.
Redatto dalSegretario Generale/R
P
n.
C Dott ssa Francesca Perrone
del
)
Piano di prevenzione della corruzìone e dell'illegalita 2014-2016
INDICE
PARTE PRIMA
-
PREMESSE
Art. 1 Oggetto del piano
Art. 2 ll Responsabile della prevenzione della corruzione
Art. 3 Procedure di formazione e adozione del piano
PARTE SECONDA . MISURE DI PREVENZIONE
Art. 4 lndividuazione del rischio
Art. 5 Metodolo8ia utilizzata per la valutazione del rischio
Art.5 Mappatura dei procedimenti e valutazione del rischio
Art. 7 Misure di prevenzione/mitigazione/trattamento del rischio
Art. 8 Personale impiegato nei settori a rischio e formazione
Art.9 Misure di prevenzione riguardanti tutto il personale
Art. 10 Whistleblowing
PARTE TERZA . TRASPARENZA ED ACCESSO
Art. 11 La trasparenza
Art. 12 faccesso al sito istituzionale
Art. 13 L'accesso civico
Art. 14 ll proBramma triennale della trasparenza e dell'integrità
Art. 15 La pubblicazione dei dati relativi agli appalti pubblici
Art. 16 La pubblicazione dei dati relativi ai prowedimenti adottati dagli organi
dirigenti/titolari di posizione organizzativa
Art. 17 La pubblicazione dei dati degli organi di indirizzo politico
Art. 18 La pubblicazione dei dati dei titolari di incarichi dirigenziali
Art. 19 La pubblicazione degli enti vigilati o controllati
Art.20 La conservazione ed archiviazione dei dati
PARTE qUARTA
-
di indirizzo politico e
NORME TRANSITORIE E FINALI
Art. 21 lniziative e misure intraprese per la prevenzione della corruzione nell'anno 2013
Art. 22 Entrata in vigore
ALLEGATl
(Parte integrante del Pianol
TABELIA 1: CATATOGO DEI PROCESSI
TABELIA 2: CATATOGO DEI RISCHI PER OGNI PROCESSO
TABELI-A 3: ELEMENTI VALUTAZIONE DEt RISCHIO
TABEU-A 4: VALUTAZIONE €OMPIESSIVA DEt RISCHIO
TABELIA 5: VALUTAZIONE DEI RISCHI PER OGNI PROCESSO
TABELIA 5: VALUTAZIONE FREQUENZA
TABELIA 7: ATTUAZIONE MISURE
TABELIA 8: MISURE OBBIIGATORIE PREVISTE DAt PNA
ALLEGATO A: PROGRAMMA TRIENNALE DETLA TRASPARENZA E DETUINTEGRITA
ALLEGATO B: CODICE DI COMPORTAMENTO SPECIFICO
ALLEGATO C: CODICE Dl COMPORTAMENTO NAZIONAIE
ALIEGATO D: MISURE Dl ADEGUAMENTO DELLE PROCEDURE INTERNE AL D.LGS. N. 39/2013
ALLEGATO E: PIANO DEttA FORMAZIONE
Redatto dal segaetario Generale/R P.c Dott.ssa Francesce Perrone
dai
Piano di prevenzione della corruzione e dell,illegalità 2014-2016
PARTE PRIMA
PREMESSE
Articolo
1
OGGETTO DEL PIANO
I'll
presente Piano triennale è predisposto in attuazione delle disposizioni di
cui alla L. 190 del 6 novembre 2012,
attraverso I'individuazione di misure finalizzate a prevenire la corruzione nell'ambito dell,attività
amministrativa
del Comune di Ginosa, e nel rispetto delle disposizioni contenute nel:
'
o
.
.
Piano Nazionale Anticorruzione (P.N.A.) approvato con Delibera C|VIT n.72 del 17 ottobre 2013;
D.Lgs.
D.
Lgs.
D.P.R.
n.33/2013;
n.39/2Ot3
n.62/2073.
2.ll Piano realizza tale finalità attraverso:
all'individuazione delle attività dell'ente nell'ambito delle quali è piir elevato il rischio di corruzione;
b)la previsione, per le attività individuate ai sensi della lett. a), di meccanismi di formazione, attuazione e
controllo delle decisioni, idonei a prevenire il rischio di corruzione;
c)la previsione di obblighi di comunicazione nei confronti del Responsabile chiamato a vigilare sul
funzionamento del piano;
d)il monitoraggio, in particolare, del rispetto dei termini, previsti dalla legge o dai regolamenti, per la
conclusione dei procedimenti;
e)il monitorag8io dei rapporti tra l'amministrazione comunale e isogBetti che con la stessa stipulano contratti
o che sono interessati a procedimenti di autorizzazione, concessione o erogazione di vantaggi economici di
qualunque Benere, anche verificando eventuali relazioni di parentela o affinltà sussistenti tra titolari, gli
amministratori, isoci e idipendenti deBli stessi soggetti e idiriBenti e idipendenti;
fll'individuazione di specifici obblighi di trasparenza ulteriori rispetto a quelli previsti da disposizioni di legge.
3. Destinatari del piano, owero soggetti chiamati a darvi attuazione, che concorrono alla prevenzione della
corruzione, mediante compiti e funzioni indicati nella legge e nel Piano Nazionale Anticorruzione, sono:
a) l'autorità
di indirizzo politico;
b) il responsabile della prevenzione;
c) ireferenti per la prevenzione;
d) i responsabili di posizione organizzativa per isettori di rispettiva competenza;
e) l'O.l.V. e gli altri organismi di controllo interno;
f) l'Ufficio Procedimenti disciplinari (U.P.D.);
g) tutti i dipendenti dell'amministrazione;
h) i collaboratori a qualsiasi titolo dell'amministrazione.
AÉicolo 2
IT RESPONSABITE
DEttA PREVENZIONE DEILA CORRUZIONE
Responsabile della prevenzione della corruzione (R.P.C.) nel Comune di Ginosa è il Segretario Generale
dell'Ente. A norma dell'articolo L, comma 7, della Legge 6 novembre 2072, n. L9O, il Sindaco può disporre
diversamente, motivandone le ragioni in apposito prowedimento di individuazione del Responsabile della
prevenzione della corruzione.
t.
ll
Redatto dal Segretario Generale/R.P.C. Oott,ssa Francesca Perrone
Piano di prevenzione della corruzione e dell'illegatita 2014-2018
2.ll Responsabile esercita icompiti attribuiti dalla legge e dal presente piano, in particolare:
a) elabora la proposta di Piano triennale di prevenzione della corruzione ed i successivi aggiornamenti da
sottoporre all'organo di indirizzo politico ai fini della successiva approvazione, secondo le procedure di cui al
successivo art.3;
b) verifica l'efficace attuazione del piano e la sua idoneità e ne propone la modifica dello stesso quando sono
accertate significative violazioni delle prescrizioni owero quando intervengono mutamenti rilevanti
nell'organizzazione o nell'attività dell'amministrazione;
c) verifica, d'intesa con ititolari di p.o., l'attuazione del piano di rotazione degli incarichl di cui al successivo art.
6 negli uffici preposti allo svolgimento delle attività nel cui ambito è pitt elevato il rischio che siano commessi
reati di corruzione;
d) definisce le procedure appropriate per selezionare e formare i dipendenti destinati ad operare in settori
individuati quali particolarmente esposti alla corruzione;
e) entro il 15 dicembre di ogni anno pubblica sul sito web istituzionale dell'ente una relazione recante i risultati
dell'attività svolta e la trasmette al Sindaco, al quale riferisce in ordine all'attività espletata, su richiesta di
quest'ultimo o di propria iniziativa.
3.
ll
Responsabile si awale
di una struttura, con funzioni di supporto, alle quali può attribuire responsabilità
procedimentali, ai sensi dell'art.5 della L.R. n. 10/1991 e ss.mm.ii.
4.1'individuazione dei soggetti della struttura di supporto spetta al Responsabile della prevenzione della
corruzione, che la esercita autonomamente, su base fiduciaria, previa verifica della insussistenza di cause di
incompatibilita.
5.ll
Responsabile nomina ogni anno, entro 15 giorni dell'approvazione del piano, per ciascun settore
amministrativo in cui si articola l'organizzazione dell'ente, un referente. I referenti curano la tempestiva'
comunicazione delle informazioni nei confronti del Responsabile, secondo quanto stabilito nel piano
anticorruzione dell'ente. I referenti coincidono, di norma, con iResponsabili delle macro-strutture organizzative in
cui è articolato l'Ente. Nel caso in cui il Responsabile intenda discostarsi da tale indicazione, ne motiva le ragioni
nel prowedimento di individuazione.
Articolo 3
PROCEDURE DI FORMAZIONE E ADOZIONE DEL PIANO
l.Entro il 30 settembre di ogni anno ciascun titolare di P.O., trasmette al Responsabile della prevenzione le
proprie proposte aventi ad oggetto l'individuazione delle attività nelle quali è piir elevato il rischio di corruzione,
indicando, altresì, le concrete misure organizzative da adottare dirette a contrastare il iischio rilevato. Qualora tali
misure comportino degli oneri economici per l'Ente, le proposte dovranno indicare la stima delle risorse
finanziarie occorrenti.
2.Entro il 30 novembre il Responsabile della Prevenzione, anche sulla scorta delle indicazioni raccolte ai sensi del
precedente comma e della consultazlone degli stakeholders prevista dal P.N.A., elabora il Piano di prevenzione
della corruzione, recante l'indicazione delle risorse finanziarie e st!.umentali occorrenti per la relativa attuazione,
e lo trasmette al Sindaco ed alla Giunta.
3. La Giunta approva il Piano triennale entro il 31 gennaio di ciascun anno, salvo diverso altro termine fissato dalla
legge.
4.ll Piano, una volta approvato, viene trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della
Funzione Pubblica e pubblicato in forma permanente sul sito internet istituzionale dell'ente in apposita
sottosezione all'interno di quella denominata "Amministrazione Trasparente".
s.Nella medesima sottosezione del sito viene pubblicata, a cura del Responsabile, entro il 15 dicembre di ciascun
anno la relazione recante irisultati dell'attività svolta.
2
Redatto dal Segretario Generale/R,P.C. Dott.ssa Francesca Perrone
dell'illegalità 2014-2016
Piano di prevenzione della corruzione e
su proposta del Responsabile della prevenzione della
6.ll piano può essere modificato anche in corso d'ianno,
corruzione,allorchésianostateaccertatesignificativeviolazionidelleprescrizionioweroquandointerven8ano
dell'amministrazione'
,il"ranti .rt.m"nti organizzativi o modifiche in ordlne all'attività
PARTE SECONDA
MISURE DI PREVENZIONE
AÉlcolo 4
INDIVIDUAZIONE DEL RISCHIO
1, comma 15, della legSe nl, t9ol2ot7 c^e'
1. Le aree di rischio, obbli8atorie per legge, sono elencate nell,art.
procedimenti di:
sulla base dell'esperienza internazionale e nazionale, si riferiscono ai
a) autorizzazione o concessione;
anche con riferimento alla modalità di
b) scelta del contraente per l'affidamento di lavori, forniture e servizi,
servizi e forniture, di cui al
selezione prescelta ai sensi del codice dei contratti pubblici relativi a lavori,
decreto legislativo 12 aprile 2006, n.153;
erogazione di sowenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, nonché attribuzione di
c) concessione ed
vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati;
all'articolo 24 del
d) concorsi e prove selettive per l'assunzione del personale e progressioni di carriera di cui
citato decreto legislativo n. 150 del 2009.
ll piano Nazionale Anticorruzione, prevede che la fase iniziale del processo di gestione del rischio sia dedicata
alla mappatura dei processi, intendendo come tali, "quell'insieme di attività interrelate che creano valore
trasformando delle risorse (input del processo) in un prodotto (output del processo) destinato ad un soggetto
può
interno o esterno all'amministrazione (utente). ll processo che si svolge nell'ambito di un'amministrazione
piìt
il
di
processo
con
concorso
complesso,
parte
di
un
o fase
esso da solo portare al risultato finale o porsi come
ricomprende
e
procedimento
amministrativo
amministrazioni. ll concetto di processo è più ampio di quello di
2.
anche le procedure di natura privatistica".
3.ll p.N.A., negli allegati 2 e 3, contiene l'elencazione delle aree di rischio comuni e obbligatorie
e
l'esemplifi cazione dei rischi.
Sulla base di detti allegati al P.N.A" nonchè sulla scorta delle proposte formulate dai titolari
di P.O., il
P.T.P.C.
individua:
Area di rischio, che rappresenta la denominazione dell'area di rischio generale cui afferisce il processo ed i rischl
specifici ad esso associati.
processo, che rappresenta una classificazione, a livello macro, delle possibili attivltà di trasformazione di input in
output dell'amministrazione.
Rischio specifico, che definisce la tipologia di rischio che si può incontrare in un determinato Processo.
4.1'analisi è quindi sviluPPata su:
A) Mappatura dei Ptocessi:
1.
B)
Analisi dei processi del pNA ed individuazlone
dl
nuove Aree
di
rischio
e/o
Processi per
l'amministrazione di appartenenza;
ldentificazione e valutazione dei ,ischi:
2.
3.
Analisi dell,applicabilità dei rischi specifici ed individuazione di nuovi rischi specifici associati ai
processi valutati come ma8Siormente rischiosi;
Valutazione dei rischi specifici (in termini di impatto e probabilità) ed individuazione dei rischi specifici
più elevati;
Redatto dal segretario Generale/R.P.c Dott.ssa Francesca Perrone
Piano di prevenzione della corruzione
e
C)
de ,illegalità 2014-2016
ldentificazione delle misure:
ldentificazione delle misure piir
idonee alla prevenzione/mitigazione/trattamento
del rischio.
degli uffìci interessati, delle fasi
ai .,,urrion", dei tempi di rearizzazione
e dei sosseni
4'
t
,:il:lrt#:e
Articolo 5
METODOTOGIA UTTUZZATA PER
IA VATUTAZIONE DET RISCHIO
Relativamente alla metodolosia
utilhzata per la valuta,ion"
nell'allegato 5 del P.N.A., espricitato
nett'attegato
r
d:l],::1,"
;;;;.i"rr")*"
sj fa riferimento agli indirizzi riportati
,, riporta nele tabere 3 e-4 aregate.
ART. 6
MAPPATURA
DET
PROCEDIMENII
li]:}""Hi:"i1?,i?.T:riffi
E
VATUTAZIONE DEI RTSCHIO
ngn",n capo aile pubbriche Amministrazioni lobbrigo
di mappare i processi.
[i,;,T.o"*i'j t"on.,l,i1:1i::3"T
;iff ::ì;' ifi :,: ffi i j:.,:*?,,;"
";,"
Jl
se m p, if icazi o n e
"
Nella Tabella 5 è indicata la "VALUTAZTONE
DEL R|SCH|O", in c:i,:d ogni
rischio specifico, vengono appticati
indici di valutazione di cui al precedente
Bli
art.s e determinata la v;lutazion"
numerico).
"irpi"r.iw
del rischio (dato
lTi:::fl::l'#::::n:::i:1.fii:,.T,ffij!'f"i:i:fl',',,"rrleiprocessiassociatiairischispecirici,
emergono que,i
Àft.7
MISURE
DT
PREVENZIONE/MITIGAZIONE/TRATTAMENTO
Nella Tabella 7 sono riportati
.
o
.
'
.
.
.
idati relativi alla
DEt RISCHIO
,,ATTUAZIONE
Gli uffici maggiormente esposti;
Le misure del p.N.A. applicabili;
Le misure esistenti;
DELLA M|SURA. per i rischi specifici precisamente:
e
Le misure ottimali proposte per la
Sestione del rischio,
con la precisazione se si tratti di misura
obbligatorla o ulteriore e se sia trasversale
Le fasi di attuazione;
o specifica;
ltempi di realizzazione;
lsoggettiresponsabili..
Per i processi inseriti nelle fasce gialla e rossa,
con i medesimi colori indicati nella
tabella 7, sono indicati tempi
ristretti per l'attuazione delle misure ritenute maggiormente
idonee ar trattamento det riscrrio, che saranno
assicurate
nell'anno 2014 e proseBuite negli anni 2015
e 2016.
I relativi dati saranno trasferiti integralmente nel Piano
della performance 2014, opportunamente riquarificati
come obiettivi strategici ed operativi, individuali ed
organizzativi, target ed indicatori, in sede di suo
aggiornamento
per
che,
espressa previsione normativa, awiene con l,approvazione
del pEG.
ulteriori misure saranno analogamente implementate nel piano
della performance per gli anni 2015 e 2016.
ll Piano della Performance 2014-20!6 sarà inoltre inteErato e formulato
in termini di obiettivi strategici ed
operativi' individuali ed organizzativl, target ed indicatori, per
tutte le misure del p.T.p.c. riportate negli articoli
Le
successivi.
Redatto dal Segretario Generale/R.p.C. Dott.ssa Francesca perrone
Piano di prevenzione della corruzione e dell,illegalita 2014-2016
Articolo 8
PERSONATE IMPEGATO NEI SEITORI A RISCHIO E FORMAZIONE
1. secondo quanto indicato nella conferenza unificata del 24 luglio 2014 e nel p.N.A., l,Ente, previa
informativa sindacale, adotta in apposito regolamento icriteri generali obiettivi per assicurare la rotazione
dei dirigenti e dipendenti addetti alle aree a più elevato rischio di corruzione.
ln sede di prima applicazione il regolamento dovrà essere approvato entro il 3l maggio 2014.
2.ll personale impiegato nel settori a rischio deve, ove possibile, essere sottoposto a rotazione periodica,
secondo un intervallo compreso tra tre e cinque anni, salvaguardando comunque I'efficienza e la
funzionalità degli uffici.
tal fine ogni Responsabile di Settore, comunica al Responsabile della prevenzione della corruzione,
entro il 30 settembre di ogni anno, il piano di rotazione relativo al settore di competenza. Ove la rotazione
non fossa possibile, nel medesimo termine ne da comunicazione al R.P.C.. indicandone le motivazioni.
3. A
4' Nel piano devono essere indicati per ciascun dipendente interessato il tempo di permanenza nello
specifico ruolo/funzione considerati a rischio. La maggior durata dell'incarico ricoperto, rappresenta un
criterio di priorità nell'individuazione del personale da sottoporre a rotazione.
5.La scelta del personale da assegnare ai settori individuati a rischio,
prioritariamente ricadere su quello appositamente selezionato e formato.
ai sensi dell'art. 4,
deve
A tal fine, entro il 30 settembre di ogni anno i titolari di P.O. propongono al Responsabile della
Prevenzione della Corruzione i nominativi del personale da inserire nei programmi di formazione da
6.
svolgere nell'anno successivo, ai fini dell'assegnazione nei settori a rischio.
il
il Responsabile della Prevenzione redige I'elenco del personale da inserire
prioritariamente nel programma annuale di formazione e ne da comunicazione ai diretti interessati e ai
titolari di P.O.
7. Entro
30 ottobre
8. La partecipazione
al piano di formazione da parte del personale selezionato rappresenta un'attività
obbligatoria.
9. Entro il 30 novembre di ogni anno il Responsabile della prevenzione della corruzione definisce, sentiti
Dirigenti/fitolari di P.O., il programma annuale della formazione da svolgersi nell'anno successivo.
10.11 Programma
di
Formazione
da
svolgersi nell'anno
in
corso, contenuto nell'allegato,
i
sarà
compiutamente definito a seguito delle somme stanziate nel brlancio di previsione 2Ot4 pet la formazione
specifica ed obbligatoria in materia di anticorruzione.
ll Responsabile della prevenzione può richiedere supporto tecnico ed informativo al Prefetto, anche al
fine di garantire che il piano comunale sia formulato ed adottato nel rispetto delle linee guida contenute
11.
nel Piano nazionale.
Articolo 9
MISURE OI PREVENZIONE RIGUARDANTI TUTTO IL PERSONAIE
l.Ai sensi dell'art. 35-bis del d.lgs. 165/2001, così come introdotto dall'art. 46 della L. 79o/2o72, coloro che
sono stati condannati, anche con sentenza non passata in giudicato, per i reati previsti nel capo I del titolo
ll del libro secondo del codice penale:
Redatto dal Segretario Generale/R.P.C. Dott.ssa F.ancesca Perrone
Piano di prevenzione della corruzione e dell'illegalità 2014-2016
a) non possono fare parte, anche con compiti di segreteria, di commissioni per l'accesso o la selezione a
pubblici impieghi;
b) non possono essere assegnati, anche con funzioni direttive, agli uffici preposti alla gestione delle
risorse finanziarie, all'acquisizione di beni, servizi e forniture, nonché alla concessione o all'erogazione
di sowenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari o attribuzioni di vantag8i economici a soggetti pubblici
e privati;
a) non possono fare parte delle commissioni per la scelta del contraente per I'affidamento di lavori,
forniture e servizi, per la concessione o l'erogazione di sowenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari,
nonché per l'attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere.
1. ll dipendente, sia a tempo indeterminato che a tempo determinato, è tenuto a comunicare - non
appena ne viene a conoscenza - al Responsabile della prevenzione, di essere stato sottoposto a
procedimento di prevenzione owero a procedimento penale per reati di previsti nel capo I del titolo ll del
libro secondo del codice penale.
2. Ai sensi dell'art. 5-bis della L. n. 247/90, cos\ come introdotto dall'art.1, comma 41, della L. 190/2012, il
responsabile del procedimento e ititolari degli uffici competenti ad adottare ipareri, le valutazioni
tecniche, Bli atti endoprocedimentali e il prowedimento finale devono astenersi in caso di conflitto di
interessi, segnalando ogni situazione di conflitto, anche potenziale, ai loro superiori gerarchici. ltitolari di
P.O. formulano la segnalazione riguardante la propria posizione al Segretario Generale ed al Sindaco.
3. Ai sensi dell'art.54-bis del d.lgs. 165/2001, così come introdotto dall'art. 1, comma 51, della L. 79O/2O72,
sensi
fuori dei casi di responsabilità a titolo di calunnia o diffamazione, owero per lo stesso titolo ai
dell'articolo 2043 del codice civile, il dipendente che denuncia all'autorità giudiziaria o alla Corte dei conti,
owero riferisce al proprio superiore gerarchico condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione
del rapporto di lavoro, non può essere sanzionato, licenziato o sottoposto ad una misura discriminatoria,
diretta o indiretta, avente effetti sulle condizioni di lavoro per motivi collegati direttamente o
indirettamente alla denuncia. Nell'ambito del procedimento disciplinare, l'identità del segnalante non può
essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su
accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o
in parte, sulla segnalazione, I'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente
indispensabile per la difesa dell'incolpato. La denuncia è sottratta all'accesso previsto dagli articoli 22 e
seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 24, e successive modificazioni.
tutti i dipendenti in servizio presso il
Comune di Ginosa è sottoposto, con cadenza annuale, un
questionario, ove dovranno essere indicati e attestati ai sensi e per gli effetti di cui al D.P.R. 445/00:
a) irapporti di collaborazione, sia retribuiti che a titolo gratuito, svolti nell'ultimo quinquennio e se
4. A
sussistono ancora rapporti di natura finanziaria o patrimoniale con il soBgetto per il quale la
collaborazione è stata prestata;
b) se e quali attivita professionali o economiche svolgono le persone con loro conviventi, gli ascendenti
e idiscendenti e i parenti e gli affini entro il secondo grado;
c) eventuali relazioni di parentela o affinità fino al secondo Brado, sussistenti tra i titolari, gli
amministratori, isoci e idipendenti dei sog8etti che con I'Ente stipulano contratti o che sono interessati
a procedimenti di autorizzazione, concessione o erogazione di vantaggi economici di qualunque genere,
limitatamente agli ambiti di lavoro di competenza.
ldati acquisiti dai questionari avranno in ogni caso carattere riservato, nel rispetto di quanto previsto in
materia di tutela della privacy. Sara cura del titolare di P.O. dell'Ufficio di appartenenza, adottare, nel caso
in cui si rawisino possibili conflitti d'interessi, le opportune iniziative in sede di assegnazione dei compiti
d'ufficio, ai sensi dell'art. 53, comma 5, del d.l8s. n. 165/2OOL, così come modificato dall'art. 1, comma 42,
della L. 190/2012.
lquestionari compilati dai titolari di P.O. sono trasmessi al Sindaco e al Segretario Generale ai fini delle
valutazioni ai sensi del predetto articolo.
Redatto dal Segretario Generale/R.P.C. Dott.ssa Francesca Perrone
Piano di prevenzione della corruzione e dell,illegalità
2014-2016
5
Restano ferme le disposizioni previste dal D.Lgs. 165/2007
in merito alle incompatibilità dei dipendenti
pubblici, e in particolare l'articolo 53, comma 1
bis, relativo al divieto di conferimento di incarichi di
direzione di strutture organizzative deputate alla gestione
del personale (cioè competenti in materia di
reclutamento, trattamento e sviluppo delle risorsà umane) a
soggetti che rivestano o abbiano rivestito
negli ultimi due anni cariche in partiti politici owero in movimenti
sindacali oppure che abbiano avuto negli
ultimi due anni rapporti continuativi di collaborazione o di consulenza
con le predette organizzazioni.
Ai sensi dell'articolo 53, comma 3-bis, del D.Lgs. 165/2001 è altresì
vietato ai dipendentilomunali ,rolgere
anche a titolo gratuito iseguenti incarichi:
a) Attività di collaborazione e consulenza a favore di soggetti ai quali abbiano, nel biennio
precedente, aggiudicato owero concorso ad aggiudicare, per
conto dell,Ente, appalti di lavori,
forniture o servizi;
a) Attività di collaborazione e consulenza a favore di soggetti con i quali l,Ente ha in corso di
definizione qualsiasi controversia civile, amministrativa o tributaria;
b) Attività di collaborazione e consulenza a favore di soggetti pubblici o privati con i quali l,Ente ha
instaurato o è in procinto di instaurare un rapporto di partenariato.
7. A tutto il personale del Comune, indipendentemente dalla categoria e dal profilo professionale,
si
applica il "codice di comportamento dei dipendenti pubblici,,, ai sensi dell,art. 54 del D.Lgs. n.
l6s/zoot,
come sostituito dall'art.1, comma 44, della L. n. !90/20!2.
8' Costituiscono parte integrante del presente P.T.P.C., il Codice di Comportamento Nazionale, approvato
con D.P.R. n 62/2OL3, allegato alla presente sub C) e il Codice di comportamento specifico del Comune di
Ginosa, approvato con D.G.M. n. 326/2013, allegato sub B), cui tutto il personale dell,Ente è tenuto a
uniformarsi.
9.Ai sensi dell'art. 1, comma 14, secondo periodo, della L. 190/2012, la violazione, da parte dei dipendenti
dell'ente, delle misure di prevenzione previste dal presente piano costituisce illecito disciplinare.
10. Tutti i dipendenti dell'ente, all'atto dell'assunzione e, per quelli in servizio, con cadenza annuale, sono
tenuti a dichiarare, mediante specifica attestazione da trasmettersi al Responsabile della prevenzione, la
conoscenza e presa d'atto del piano di prevenzione della corruzione e dell'illegalità in vigore, pubblicato sul
sito istituzionale dell'ente.
11. Le misure di prevenzione di cui al presente piano costituiscono obiettivi strategici, anche ai fini della
redazione del piano delle performance.
AÉicolo 10
WHISTTEBLOWING
1.1'art. 1, comma 51, della L. 190 del2a/n/2of2 ha introdotto un nuovo articolo (il 54-bis) nel D.Lgs.30
marzo 2001, n. 155, la cui rubrica così recita "Tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti".
Con il termine "whistleblower" (letteralmente, "colui che suona nel fischietto") si identifica infatti il
soggetto che denuncia condotte irregolari, all'interno della propria organizzazione lavorativa, delle quali sia
stato diretto testimone nell'esercizio delle proprie funzioni.
ll PNA ha individuato una precisa azione e misura per la tutela del dipendente che effettua segnalazioni di
illecito e per agevolare le segnalazioni evitando l'esposizione del segnalante alla presenza fisica presso
l'ufficio preposto alla ricezione delle segnalazioni.
2.Nello specifico devono essere previste:
Redatto dalsegretario Generale/R.P.C. Dott.ssa Francesca
Perrone
I
Piano di prevenzione della corruzione e dell'illegalita 2014-2016
forme di tutela dell'anonlmato del whistleblower;
il divieto di discriminazione del whistleblower;
la sottrazione del diritto di accesso alla segnalazione.
Non esiste una lista tassativa di fattispecie integranti ipotesi di reato o irregolarità che possono costituire
l'oggetto del whistleblowing. Funzione primaria della segnalazione è infatti quella di portare all'attenzione
dei soggetti preposti i possibili rischi di illecito o negligenza di cui si è venuti a conoscenza: la segnalazione
è quindi prlma di tutto uno strumento preventlvo.
3.Vengono considerate rilevanti le segnalazioni che riguardano comportamentl, rischi o irregolarità a
danno dell'interesse pubblico. ll whistleblowing non deve pertanto riguardare le lamentele di carattere
personale del segnalante, disciplinate ad altro titolo.
4.5e la segnalazione è sufficientemente qualificata e completa, potrà essere verificata tempestivamente e
con facilità, portando, in caso di effettivo rischio o di materializzazione normativa dell'illecito,
all'awiamento di procedimenti disciplinari e all'adozione delle ulteriori azioni previste dal Piano.
5.Al fine di dare pronta attuazione al dettato normativo, nella specifica area sulla lntranet comunale
denominata "Anticorruzione, Etica e Legalità", sarà attivato un modulo web rispondente alle specifiche di
cui alla premessa. Accedendo a detto modulo, si aprira una pagina web che l'utente dovra compilare per
inoltrare la segnalazione. Tale pagina consente la raccolta delle informazioni necessarie ad awiare ulteriori
indagini interne o ad attivare le competenti autorità esterne, ed in particolare:
descrizione dettagliata della violazione commessa,
persone coinvolte,
eventuali evidenze.
6.Per garantire tempestività di azione ed evitare la fuoriuscita incontrollata di segnalazioni in grado dl
compromettere l'immagine dell'ente, il software inoltrerà automaticamente la segnalazione in forma
anonima al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e al Presidente dell' UPD (Ufficio per i
Procedimenti Disciplinari). Le informazioni in forma cifrata contenenti i riferimenti del whistleblower,
saranno inviata separatamente al Responsabile della Prevenzione della corruzione.
ll sistema (segnalazione e dati cifrati identificativi del seBnalante) garantisce pertanto il trattamento in
forma anonima della segnalazione a tutela del segnalante.
7.1'identità del whistleblower sarà infatti disvelata attraverso la riconciliazione della segnalazione e dei dati
cifrati del segnalante, solo nel caso in cui:
- vi sia il consenso del segnalante;
disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla
tratta dei casi in cui la segnalazione è solo uno degli elementi che hanno fatto emergere
l'illecito, ma la contestazione awiene sulla base di altri fatti da soli sufficienti a far scattare l'apertura del
procedimento disciplinare nei confronti del denunciato);
- la contestazione è fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione e la conoscenza dell'identità è
assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato. Questa circostanza può emergere solo a seguito
dell'audizione dell'incolpato owero dalle memorie difensive che lo stesso produce nel procedimento.
- la contestazione dell'addebito
segnalazione. (Si
Redatto dal Segretario Generale/R.P.C. Dott.ssa Francesca Perrone
Piano di prevenzione della corruzione e dell'illegalità 2014-2015
PARTE TERZA
TRASPARENZA ED ACCESSO
Articolo 11
tA TRASPARENZA
prestazioni concernenti
1. La trasparenza dell'attivita amministrativa, che costituisce livello essenziale delle
idiritti
sociali e civili ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, è assicurata
procedlmenti
mediante la pubblicazione, nel sito web istituzionale dell'Ente, delle informazioni relative ai
nel rispetto
amministrativi, secondo criteri di facile accessibilità, completezza e semplicità di consultazione,
personali'
protezione
dati
dei
e
di
d'ufficio
delle disposizioni in materia di segreto di Stato, di segreto
di tutti i
2. ll Responsabile della Trasparenza garantisce la pubblicazione sul sito istituzionale del Comune
prevedano
dati per iquali le normative in materia, il presente Piano e il Piano Triennale della Trasparenza,
la pubblicàzione. Tale figura è individuata nel Responsabile del settore 4;1.GG' ll Responsabile della
alla
trasparenza garantisce, altresì, la trasmissione delle informazioni, previste dalle normative in materia,
clvlT, all,Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, e agli altri organismi
pubblici eventualmente successivamente definiti lart.7c.27 e32 L' n' 190/12)'
ll Responsabile della trasparenza si raccorda con il Responsabile della prevenzione della corruzione,
prevenzione della
relativamente agli obbliShi di pubblicità e trasparenza previsti dalla normativa sulla
corruzione,
e comprensibili' ldati
3.Le informazioni pubblicate sul sito devono essere accessibili, complete, integre
prowedere
devono essere pubblicati secondo griBlie di facile lettura e confronto. L'Ente deve, comunque,
a dotarsi di tutti isupporti informatici necessari a pubblicare sul proprio sito istituzionale il maggior
numero di informazioni possibile.
Articolo 12
L,ACCESSO AL SITO ISTITUZIONATE
dell'Ente' ll
Chiunque ha diritto di accedere direttamente ed immediatamente al sito istituzionale
più idonee,
ritenute
le
forme
comune si lmpegna a promuovere il sito istituzionale ed a pubblicizzarne, con
per
alle
accedere
le modalità di accesso. E', fatto divieto richiedere autenticazioni ed identificazioni
possono
ed identificazioni
informazioni contenute nel sito istituzionale del comune' Le autenticazioni
per
informatica'
via
essere richieste solo per fornire all'utenza sPecifici servizi,
1.
Per riuso si intende
sul sito istituzionale dell'Ente possono essere riutilizzati da chiunque'
e, più precisamente, l'uso di
l,utilizzazione della stessa per scopi diversi da quelli per le quali è stata creata
2.
ldati pubblicati
giuridiche a fini commerciali o non
documenti in possesso di enti pubblici da parte di persone fisiche o
prodotti'
commerciali diversi dallo scopo iniziale per i quali idocumenti sono stati
AÉicolo 13
rAccEsso clvlco
l.chiunquehadirittodirichiedereidocumenti,datiedinformazionichel,Entehaomessodipubblicare,
nonostantequestasiastataprevistadallanormativaviBentecomeobbligatoria'Larichiestadiaccesso
non essendo prevista la verifica di una
civico non richiede una motivazione e tutti possono avanzarla,
concreto ed attuale)'
situazione legittimante in capo all'istante (un interesse diretto'
Redatto dal Segretario Generòle/R.P C Dott ssa Francetca Perrone
'10
Piano di prevenzione della corruzione e
dell,illegalità 2014_2016
2 L'amministrazione risponde. al
entro 30 giorni, procedendo alla pubblicazione sul
.richiedente
-.."tt"*
sito di
quanto richiesto ln caso di ritardo
o mancata risposta
ipoteri sostitutivi dei soggetti preposti
nell'amministrazione (ai sensi dell,art. 2, comma g
Ui, i- n. ZAVSO|.
3' ll regime dell'accesso civico si applica anche agli
altri documenti e informazioni qualificati come pubblici
da altre norme di legge, fermo restando le
escùsioni previste dalla normativa sull,accesso
ai documenti
amministrativi di cui all,art. 24 della L. n. Z41.lgO.
4
Per 8li atti e documenti per i quali non.è prevista
robbrigatorietà della pubblicazione, l,accesso
si esercita
secondo le modatita ed i limiti previsti dalla L.
n. Zqrlgo e
I;.i.
Articolo 14
It
PROGRAMMA TRIENNATE DELI.A TRASPARENZA
E TINTEGRITA'
1'rl Programma triennare dela trasparenza e rintegrità (p.T.T.r.)
è predisposto dar Responsabire dela
deI" pr"r"nf,on" àeIa corruzione.
Trasparenza unitamente ar Responsabire
2'll
P'T
T'l' è approvato dalla Gimta comunale congiuntamente
al piano Triennale di prevenzione della
Corruzione di cui costituisce specifica sezione.
3ll Programma triennale della trasparenza e l'integrità dovrà essere
aggiornato annualmente, unitamente
al Piano per la prevenzione della corruzione. l'nirministrazione
presenterà il piano della trasparenza e
l'integrità alle associazioni dei consumatori ed utenti presenti
sul territorio provinciale, ai centri di ricerca
ed ad ogni altro osservatore qualificato, nell'ambito
di'un'afposita giornata
della trasparenza, senza oneri.
4 ove possibile, compatibilmente con l'adozione degli altri strumenti programmatori
dell,Ente, nella stessa
giornata, l'Amministrazione presenterà il Piano
e la Relazione sulla performance (di cui all,art. 10, comma
1' lettera a) e b) del D'Lgs' n' 150/2009). Qualora ciò
non sia possibile, la Relazione sulla performance verrà
presentata in altra giornata della trasparenza.
Articolo 15
I.A PUBBTICAZIONE DEI DATI RETATIVI AGLI APPATTI PUBBLICI
l
Per quanto attiene al settore dei contratti pubblici di lavori,
servizi e forniture, al fine di garantire un
maggior controllo sull'imparzialità degli affidamenti, nonché
una maggiore apertura alla concoirenza degli
appalti pubblici, oltre al bando e alla determina di aggiudicazione
Jefinitiva (pubblicati iniegralmente),
dovranno essere pubblicati sul sito web le seguenti ,,infoimazioni,,:
a) la struttura proponente,
b) l'oggetto del bando,
c) l'oggetto dell'eventuale delibera a contrarre,
d) l'importo di aggiudicazione,
e) l'aggiudicatario,
f) l'eventuale base d'asta,
g) la procedura e la modalità di selezione per la scelta del contraente
h) il numero di offerenti che hanno partecipato al procedimento,
i) itempi di completamento dell,opera, servizio o fornitura,
m) l'importo delle somme liquidate,
n) le eventuali modifiche contrattuali,
o) le decisioni di ritiro e il recesso dei contratti.
Redatto dal Setretario Generale/R.p.C. Dott.ssa Francesca perrone
11
Piaho dl prevenzione della corruzione e dell,illegalita
2014_2016
2' con specifico riferimento ai contratti di lavori,
è richiesta la pubblicazione anche del processo verbale
di
consegna, der certificato di urtimazione e der conto
finare dei ravori(artt. 154, 199 e zoo dpt 2o7/zoror.
Le
amministrazioni pubbliche devono altresì pubblicare
la delibera a contrarre nell,ipotesi di procedura
ne8oziata senza previa pubblicazione del bando gara
di
di cui all'art. 57, comma 5, del codice dei contratti
pubblici.
Articolo 16
tA
PUBBTICAZIONE DEt DATI RETATIVI
POTITICO E DAI TITOLARI DI P.O.
AI
PROWEDIMENTI ADOTTATI DAGTI ORGANI DI
INDIRIZZO
1' Per quanto attiene invece la. restante attività dell'Ente,
la pubblicazione dei prowedimenti adottati dagli
organi di indirizzo politico e dai titolari di p.O. segue la
normativa
in vigore.
Articolo 17
tA PUBBTICAZIONE DEI DATI DEGTI ORGANI DI INDIRIZZO
POTITICO
l'Rispetto all'organizzazione dell'Ente, oltre alle informazioni
di base, sul sito devono essere pubblicate
anche alcune informazioni che riguardano icomponenti
degli organi di indirizzo politico. tn particotare,
devono essere pubblicati: l'atto di nomina o al proclamaziàtne,
il curriculum, i compensi cui da diritto
l'assunzione della carica e gli importi di viaggi di servizio
e missioni pagati con fondi pubblici, gli altri
incarichi con oneri a carico della finanza pubblica,
le dichiarazioni relative alla situazione patrimoniale
propria' del coniuge dei parenti sino al secondo grado
con il loro consenso, le spese assunte in proprio per
la propaganda elettorale.
Articolo 18
tA PUBBTICAZIONE OEI DATI DEI TITOLARI DI INCARICHI DIRIGENZIATI
l
ititolari di incarichi dirigenziali e di collaborazione o consulenza devono
essere pubblicati:gli estremi
dell'atto di conferimento dell'incarico, il curriculum vitoe, i dati relativi
ad incarichi esterni in enti di diritto
privato finanziati dalla p.A. o lo svolgimento dell,attivita professionale,
icompensi.
Per
2'Laddove si tratti di incarichi a soBgetti estranei all'Ente, di contratti
di collaborazione o consulenza a
soggetti esterni, la pubblicazione dei dati indicati diviene condizione
di efficacia dell,atto di conferimento
dell'incarico e per la liquidazione dei relativi compensi.
3'ln caso di omessa pubblicazione, il pagamento del corrispettivo determina responsabilità
disciplinare e
contabile.
Artlcolo 19
TA PUBBTICAZIONE DEGTI ENTI VIGITATI O CONTROTLATI
1'Rispetto agli enti pubblici vigilati, agli enti di diritto privato controllati o vigilati
dall,Ente, nonché delle
idati relativi: allà ragione sociale; alla misura
società di diritto privato partecipate devono essere pubblicati
della eventuale partecipazione dell'amministrazione; alla durata dell'impegno; all'onere complessivo
gravante per l'anno sul bilancio dell'amministrazione; al numero dei rappresentanti
dell,amministrazione
negli or8ani di governo; al trattamento economico complessivo a ciascuno di essi spettante;
bilancio degli ultimi
tre
esercizi finanziari; agli incarichi
Redatto dalsegretario Generale/R.p.C. Dott.ssa Francesca
perrone
di
ai risultati di
amministratore dell,Ente conferiti
p
Piano di prevenzione della corruzione
e
dall'amministrazione
de ,illegalita 2014-2015
e ir rerativo trattamento economico
compressivo. rn caso di
. sanzione
l"':tJ:lff.flJJijlfij:
3,.3lli3k
.o*i,,r" a"iiìJi"i
e
oi
omessa
o
incompreta
in favore desri enti indicati
di
",.os",ione
i costi contabirizzati per osni servizio erosato
e i tempi medi di
'(.:i:'i."
if
qi"?TJ,',?
JllT!;;';:l:.['jl]i::ll
pi m ed I a p"e" i
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l'ottenimento di prowedimenti
te m
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i::+l; ; :, _,Xf
".n;HT;ffi
servizi pubblici.
attriuutivi ai vaniaggi?
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Articolo 20
TA CONSERVAZIONE ED ARCHIVIAZIONE
DEr DATI
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2
annie, comunque, segue
ra durata
dierricacia de,,atto
scaduti i termini di pubblicazioni
sono conservati e resi disponibiri
nela sezione der sito di archrvio.
PARTE QUARTA
NORME TRANSITORIE E FINATI
Articolo
2l
INIZIATIVE E MISURE INTRAPRESE
PER I.A PREVENZIONE DETIA
CORRUZIONE NETTANNO 2013
La Lè8ge 5 novembre2oT2n
1.190
"Disposizioni per la prevenzione e la
repressione della corruzione
e de,'iflegarità
Tcaltle
nela pubbrica amministrazione,, pr"r"a"
una se.ie di adempimenti a carico
Amministrazioni pubbriche vorta ad introdurre
dere
,n .,ri"Àrè"n,co di prevenzione dela
corruzione.
contiene però numerosi rinvii €.decreti
p", itir!.131 a,. ,-r-r'" disposizioni per
prescrizioni di immediata
",arr,iri
8ri Enti Locari,
ta definizione degti adempimenti
in sede
Con DPCM 16 Bennaio 2013
;;;J;;";';;hé
:::ilr*"";fil:
i,iir",
interministeriarel
:';'n
;l'jffi::,:"i
quesiti posti da e amministrazioni,
"",;1,""nei quari .i
.r,-'Àd"L ."',ì',ermine der 31 marzo 2013,
entro".,"il:,:"T
l'organo di indirizzo politico dovesse adottare
ir quare
ti"-i*"""1"
di prevenzione dela corruzione, fosse
perentorio o ordinatorio' in attesa
'l
del Piano nazionale
.nìicor.rrion", ha precisato che re amministrazioni
potranno, se ro ritengono, adottare prano
ir
triennare'Ji p,"r"nrion" dela corruzione,
fatte sarve re
successive integrazionl e modifiche per
adeguarlo ,i.oni"r''r,i der piano nazionare
anticorruzione
approvato dala commissione. per. tutto qrinto
come
innanri froro",,",o, ir Responsabire dela prevenzione
della corruzione (di seguito R.p.c.) nominato
.o" ò".r"rl'llaacare n. 7288 der 13 marzo 2013 nera
persona del segretario Generare,
Dott.ssa Frances.; ;";;r", ha ritenuto
necessario, nere more
dell'approvazione del Piano nazionale da parte
della èlV;;;;lL definizione delte intese
con conferenza
unifìcata stato Regioni ed autonomie rocari,
awiare.orriq* t" procedure per ra definizionela dele
prime
misure in materia di prevenzione della corruzione,
giustelnlii inaicazioni in tar senso dell,ANCr ai
comuni
del 21'03'2013' in materia di trasparenza, attività
a rischio corruzione, rispetto termini conclusione
procedimenti, conflitto di interessi, formazione.
dei
con Deriberazione n. gg der 24 apr,e 2013 ra
Giunta comunare ha approvato ir piano Triennare
per ra
prevenzione dela corruzione e defl'ilegarita
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dell'approvazione der piano Nazionare Anticorruzione-e
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Redatto dalsegretario Generale/R.p.C. Oott.ssa
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Piano di prevenzione della corruzione e dell'ìllegalità 2014-2016
ln data 24 luglio 2013 la Conferenza Unificata ha sancito l'intesa di cui all'art. 1, c.50 e 61 della L. n.
790/2072 e il Piano Nazionale Anticorruzione è stato approvato dalla ClVlT, con deliberazione n.7Z/2OL3
dell'11.09.2013. Nel P.N.A. è stato fissato al 31 gennaio 2014 il termine per l'approvazione dei p.T.p.C.
2OL4/2016.
ll
P.N.A. prevede che nel Piano Triennale vengano riportate le iniziative
e le misure intraprese per la
prevenzione nel 2013.
Di seguito sono quindi sinteticamente indicati i dati ed i prowedimenti sull'attuazione delle m isu re
anticorruzione adottati nel corso del 2013 dal Comune di Ginosa.
ll Responsabile della prevenzione della corruzione è stato nominato con Decreto Sindacale n. 7288 del 13
marzo 2013 nella persona del Segretario Generale, Dott.ssa Francesca perrone.
Con Deliberazione n. 99 del 24 aprile 2013 la Giunta Comunale ha approvato il Piano Triennale per la
prevenzione della corruzione e dell'illegalita (di se8uito P.T.P.C.), da integrare e modificare a seguito
dell'approvazione del Piano Nazionale Anticorruzione e della Conferenza Unificata.
Con Prowedimento n. 12731 del 15 maggio 2013 il Responsabile della prevenzione della corruzione ha
nominato i Referenti dell'Ente per ciascun settore amministrativo, coincidenti con il personale apicale di
ciascun settore, incaricato di posizione organizzativa.
Con Deliberazione n. 192 del !9.o7.2073,|a Giunta Comunale ha approvato le misure di adeguamento delle
procedure interne al D.Lgs. n.39/2013 in materia di inconferibilita ed incompatibilità di incarichi presso le
Pubbliche Amministrazioni.
Con atto n. 22418 del 05 settembre 2013 il R.P.C. ha nominato icomponenti della struttura con funzioni di
supporto al Responsabile della prevenzione della corruzione, ai sensi dell'art.2 del P.T.P.C. 2O!3/2O:-5,
approvato con DGM n. 99/2013.
ln tema di formazione, il R.P.C. ha partecipato al Progetto Pilota "lnterventi mirati al contrasto della
corruzione nella Pubblica amministrazione Centrale e Locale" realizzato da FormezPA e finanziato dal
Dipartimento della Funzione Pubblica, nei mesi di maggio, giugno e luglio 2013, con approfondimento dei
contenuti della L. 190/20L2, della mappatura dei processi, della valutazione dei rischi, della cultura della
integrità e della trasparenza. Nell'ambito di detto proBetto il R.P.C. ha partecipato alla organizzazione del
seminario territoriale, svoltosi a Bari il 06 novembre 2013 a cura del Formez, avente ad oggetto "La
disciplina anticorruzione: la strategia nazionale di prevenzione e gli strumenti di trasparenza", richiedendo
la partecipazione dei Referenti dell'Ente e del personale dagli stessi indicato, quale formazione obbligatoria
in tema di anticorruzione. Al predetto seminario hanno partecipato n.4 dipendenti, oltre il R.P.C. ed il
Sindaco. ll R.P.C. ha inoltre awiato in sede la specifica formazione dei funzionari nominati con funzioni di
supporto, con inoltro anche di testi, pubblicazione e modelli aBgiornati, nonché delle innovazioni
normative in materia di prevenzione della corruzione e della illegalita.
ll Codice di comportamento, approvato con DPR n. 62/2013 è stato pubblicato sul sito internet e trasmesso
in data 07.05.2013, a tutti i dipendenti, ivi compresi i componenti dello Staff del Sindaco, con la direttiva,
per tutti, di attenersi al completo rispetto delle prescrizioni ivi contenute e a conformare la propria
condotta a principi di buon andamento e imparzialità dell'azione amministrativa e, per iResponsablli di
Settore, di viBilare sull'applicazione del predetto Codice di comportamento.
ll codice di comportamento specifico del Comune di Ginosa, predisposto dal Responsabile della
prevenzione della corruzione, inviato all'UPD ed al NIV il 04 dicembre 2013, in pubblicazione dal 09.12.
2Ol3 al 79.72.20!3 sul sito internet del Comune per le necessarie osservazioni degli stakeholder, è stato
approvato dalla Giunta Comunale con DGM n.326 del L9.12.2Ot3.
Sono stati adempiuti gli obblighi di trasmissione dello stesso ai dipendenti e ai collaboratori dell'Ente, di
pubblicazione dul sito internet e di trasmissione del relativo link alla CIVIT/ANAc.
ln tema di conflitto di interessi dei dipendenti, il R.P.C., a seBuito di comunicazione di un Responsabile di
Settore di una situazione di incompatibilità, ha assegnato il procedimento ad altro Responsabile di Settore
che ne ha curato l'istruttoria ed adotterà il prowedimento fìnale.
Con Decreto Sindacale n. 11012 del 23 aprile 2013 è stato nominato il Responsabile della Trasparenza,
nella persona del Responsabile M.GG. Dott. Nicola Bonelli: il Piano Triennale, tutti idati relativi al Piano ed
idocumenti contenenti atti di divulgazione obbligatoria sono in Bran parte pubblicati sul sito istituzionale
Redatto dal Segretario Generale/R.P.C. Dott.ssa Francesca Perrone
14
Piano di prevenzione della corruzione e
dell,illegalità 2014_2016
:;lrtilJ,firj.r,one,
in formato aperto, secondo i criteri di facite
accessibitita, comptetezza e sempticità di
con Dcc n' 41 del 13
05'2013 il consiglio comunale ha approvato ir Regolamento
per la pubblicità e la
trasparenza dello stato patrimoniale dei titolari
di cariche pubbliche elettive ed irelativi dati sono
stati
regola.rmente pubbricati nera specifica sezione
der"'Ammiiiitrazione rrasparente,,.
sono inoltre pubblicati, nella apposita sezione, i
aati previsiiìatt'art.
p.T.p.c. relativi alle società
*', comune di Ginosa e precisamente ra Faimacia comunare,17ir del
crp, r,Ecorturist eJ it cal tuogtri
::i'Hi:*"
sono altresì pubblicati, in apposta sezione del
sito istituzionale, le informazioni relative all,accesso
clvico,
nonché i modelli per la richiesta di accesso civico pe.l,
e
.i.t i".t" di attivazione del potere sostitutivo.
sono state inoltre assolte nei termini previsti le
fòrmalità di comunicazione alla clvlr da parte del
Nlv,
come richiesto dalla Delibera clvff n.77/20!3,
in merito all'assolvimento dell,obbligo oipr.iulticazrone
ai
specifiche cate8orie di dati.
rL R'P.C. ha redatto ra rerazione di cui a 'art.
1c. 14 defla L.Lgo/20!2e de[,art.2 der p.T.c.p., pubbricata
sur
sito. internet istituzionare, in apposita softosezione
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Sindaco.
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"eiministra2ione Trasparente,, e trasmessa
ar
Articolo 22
ENTRATA IN VIGORE
1'll presente Piano entra in viSore a seguito della esecutività
della relativa delibera di approvazione da
parte della Giunta Comunale.
Redatto dal Segretario Generale/R.p.C. Dott.ssa Francesca perrone
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(ALLEGATO A del Piano Triennale Prevenzione Corruzione)
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Città di Ginosa
Provincia di Taranto
PROGRAMMA TRIENNALE PER LA
TRASPARENZA E L'INTEGRITA 2014.2016
Premessa
presente Programma triennale per la trasparenza e l'integrità (di seguito per brevità definito
semplicemente "programma") ha la finalita di garantire da parte della Città di Ginosa la piena
attuazione del principio di trasparenza, di cui al d.lgs. n. 33/2013.
Il
programma è redatto in conf'ormità alle Linee guida per la predisposizione del Programma
triennale per la trasparenza e f integrita adottate con Deliberazione n. 105/2010 e successiva
Deliberazione n.212012 dalla CIVIT (ora ANAC - Autorita nazionale anticomrzione) e alla bozza
di "linee guida per I'aggiornamento del Programma triennale per la trasparenza e integtità 2073'
2015" adottata dalla stessa Civit in data 29 maggio 2013 nonché alle linee guida indicate nella
deliberazione n. 50/2013 della stessa Civit.
Il
La Città di Ginosa adotta detto progranìma, nell'ambito della propria autonomia orgarlizzativa, a\
fine anche di dare organicità ai dati pubblicati o da pubblicare sul proprio sito istituzionale. con
riferimento soprattutto alla sezione denominata "Amministrazione traspalente", sulla base di precisi
obblighi normativi, in parte previsti dal D.Lgs. n. 3312013, in parte da altre norme di legge o
regolamento.
redazione del programma è stata curata dal Responsabile per [a Trasparenza in collaborazione
con il Segretario Generale in qualita di Responsabile per la prevenzione della corruzione.
La
La ffasparenza, intesa come accessibilita totale alle informazioni pubbliche, per le quali non
limiti previsti datia legge, è in particolare garantita dalla Città di Ginosa attraverso
la pubblicazione sul proprio sito istituzionale, delle informazioni relative ad ogni aspetto
deliorgatizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all'utilizzo delle risorse per
il persÉguimento delle Ìunzioni istituzionali, dei risultati dell'attivita di misurazione e valutazione
r"àttr augti organi competenti, nonché eventuali altre informazioni comunque fnalizzate allo scopo
di favoriri forme diffuse di controllo nel rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità.
esistano specifrci
Il pieno rispetto degli obblighi di trasparenza, oltfe che costituhe livello essenziale delle prestazioni
,upp.".enta un valido stnunento di difhrsione e affermazione della cultura delle regole
".àgut",
nonché di prevenzione e di lotta a fenomeni comrttivi.
I1 programma definisce le misure, i modi e le iniziative per l'adempimento degli obblighi di
pubblicazione previsti dalla normativa vigente, ivi comprese le misure otgarizzative volte ad
assicurare la regolarita e la tempestività dei flussi informativi facenti capo ai Responsabili di Area e
ai responsabili dei procedimenti da essi eventualmente individuati.
Le misure del Programma triennale sono coordinate con le misure e gli interventi previsti dal Pialo
di prevenzione della comrzione, del quale il programma costihrisce una sezione.
Gli obiettivi ivi contenuti sono, altresì, formulati in collegamento con
e operativa
[a programmazione strategica
dell'ente, definita nel Piano delle Performance e nel Piano Esecutivo di Gestione.
PaÉe
ArL
I-
I - Introduzione
Cenni su organizzazìone
e
fanzioni dellAmminìstrazione
Le furzioni fondamentali del Comune sono quelle definite dall'art. 13 del D.Lgs.
n.
267/2000 e dal DL n.9512012.
Il
Comune di Ginosa, secondo quanto stabilito con DGC n.0112013, è strutturato in sette
Settori di seguito riportati:
- Area Affari Generali
2o Settore - Area Demografico - Elettorale - Cultura 3o Setùore - Area Vigilanza
4" Settore - Area Economico Finanziaria
5' Settore - Area Servizi Sociali
6' Settore - Area Lavori Pubblici e Ambiente
7o Settore - Area Urbarristica
1o Settore
Pubblica Istruzione
Presso la fiazione di Marina di Ginosa opera la delegazione comunale con competenze
in
materia di anagrafe e stato civile.
PaÉe
II - Procedimento di elaborazione e adozione del Programma
ArL 2 - Obiettivi
e
collegamenti con ahri strumentì di programmazione
presente proglamma è stato elaborato tenendo conto degli obiettivi in materia di trasparenza
indicati dall'Amministrazione comunale sia nel Piano triennale per la prevenzione della comrzione
e dell'illegalita approvato con DGC n. 99 del 24.04.2013 che del Piano delle Performance 2Ol32015 approvato con DGC n. 117 del 07.05.2013 ed in via definitiva con DGC t.324 del19.11.2013
unitamente all'approvazione del PEG 2013.
In particolare la DGC n. 324 del 19.12.2013 prevede tra le aree strategiche degli obiettivi da
,"uiirr*. quella denominata "L'Amministrazione che comtmica", con il preciso scopo di rafforzare
la trasparenza e le comunicazioni verso e con la cittadnarna.
Nell'ambito di tale area strategica sono stati previsti i seguenti obiettivi da realizzxe nell'anno
2013:
l) Migliorare la comunicazione istituzionale con la diffusione più puntuale delle iniziative e delle
attivita di ogni settore, con il continuo aggiomamento del sito istituzionale da parte dei diversi
Il
settori;
2) Promuovere I'immagine, la trasparenza e la partecipazione, attraverso il processo di prosecuzione
nel percorso verso la modemizzazione, attraverso la pubblicazione dei dati sul sito istituzionale;
3) Migliorare la comunicazione istituzionale: al riguardo è stata prevista la raccolta dei regolamenti
in formato digitale per la pubblicazione sul sito istituzionale e la raccolta delle deliberazioni di
e Consiglio Comunale 2012 in formato digitale a disposizione di Amministratori e
consiglieri comunali.
4) Pubblicazione sul sito istituzionale per ciascun prowedimento ad istanza di parte di competenza
dell'Area Urbanistic4 dell'elenco degli atti e dei documenti che l'interessato ha l'onere di produrre
a corredo dell'istanza
Particolari misure in materia di trasparenza ed accesso sono state previste dal Piano triennale per la
prevenzione della comrzione e dell'illegalit4 in particolare nella parte terza e nelle schede ad esso
allegate, che hanno previsto alcrui obblighi di pubblicazione ulteriori rispetto a quelli previsti dalla
vigente normativ4 nelle attivita individuate dallo stesso Piano come attivita a rischio; in particolare
si prevedono f istituzione del registro dei lavori eseguiti in somma urgenza, del registro degli
affidamenti diretti ex artt. 56 e 725 del d.Igs. n. 16312006,1a pubblicazione sul sito delle transazioni,
accordi bonari e arbitrati di cui agli articoli 239,240 e 241 Cel d.lgs. n. 163/2006, della scheda delle
opere pubbliche, dell'elenco dei beni immobili di proprieta comunale concessi in uso a terzi,
dell'elenco dei beni confrscati e dell'elenco dei contributi concessi.
Giunta
Particolare rilievo assume la figura del Responsabile per la trasparenza che il Sindaco, con proprio
decreto, ha individuato nel Dott. Nicola Bonelli, Responsabile dell'Area Affari Generali.
Le firnzioni di competerza del Responsabile per la trasparenza sono indicate nell'art. 43 del d.lgs. n.
3312013 al quale si rinvia.
Fondamentale è poi il ruolo dei titolari di posizione otgarizzaliva posti alla guida degli altri settori
indicati nel precedente articolo 1, titolari che vengono nominati con decreto del Sindaco all'inizio di
ogni esercizio fi nanziario.
I predetti titolari di posizione orgatizzativaprovtedono ai seguenti adempimenti:
1) adempiono agli obblighi di pubblicazione di cui all'allegato "A" del presente
Programma;
2) garantiscono il tempestivo e regolare flusso delle informazioni da pubblicare ai fini del
rispetto dei termini stabiliti dalla legge;
3) garantiscono l'integrita il costante aggiornamento, la completezz4 la tempestivita e la
comprensibilita delle informazioni pubblicate;
4) individuano, entro 5 giomi dall'approvazione del presente Progtamma, all'intemo del
proprio Settore, il Referente per la trasparenza che collaborerà all'esercizio delle suddette
fixzioni. La relativa desigrrazione deve essere prontamente comunicata al Responsabile
per la Trasparenza ed al Segretario Generale.
I1 Referente per
la trasparenz4 individuato dal responsabile di Area, svolge le seguenti funzioni:
a) collabora con il Responsabile di Area nel monitorare stabilmente la corretta attuazione degli
obblighi di pubblicazione e aggiomamento sul sito web dei dati e delle informazioni di competenza
della Direzione;
b) collabora con il proprio Responsabile di Area per garantire la continuita e tempestivita dei flussi
informativi dalla Direzione di appartenenza ad eventuali altri Dirigenti responsabili della
pubblicazione di dati e informazioni sul sito web;
c) collabora con il Responsabile della trasparenza nella definizione delle azioni necessarie per
I'attuazione del Programma della trasparenza e per il miglioramento della qualita della sezione
"Amministrazione trasparente" ;
d) cura Ia capillare diffusione, presso i colleghi della propria Area, di tutte le conoscenze necessarie
(norme di legge, Programma della trasparenza, disposizione attuative) per una cotetta attuazione
delle norme in materia di trasparenza.
Il Responsabile Informatico comunale, Dott. Vito Filippo Falcone, è responsabile del rispetto, nella
sezione "Amministrazione trasparente", dei requisiti di facile accessibilità, semplicita di
consultazione, riutilizzabilita e apertura dei dati e del formato e, più in generale, della infrastruthra
informatica a supporto di tale sezione del sito web.
L'Organismo Indipendente di valutazione (OIV) svolge, nel rispetto del presente Programma, le
firnzioni indicate nell'axt.44 del d.lgs. 33/2013.
La rcdazione e I'aggiomamento del Programma awengono garantendo la previa partecipazione dei
c.d. "stakeholder".
In particolare si dà atto che in data 19 dicembre 2013 è stato pubblicato sul sito istituzionale del
Comrure di Ginosa nella sezione "Albo Pretorio on line" nonché tra le news in evidenza, un awiso
pubblico avente ad oggetto "Procedura aperta per l'adozione del Piano Triennale di Prevenzione
della Comrzione (P.T.P.C.) e del Programma Triennale per la trasparenza", con il quale si è inteso
avviare il percorso partecipativo previsto dal Piano Nazionale Anticom:zione e dal D.lgs. 33/2013,
concemente la pubblicita, trasparenza e diffirsione di informazioni da parte della P.A.
TaIe percorso è stato aperto alle orgari.zazioni sindacali rappresentative presenti all'intemo
dell'Ente, alle associazioni rappresentate nel Consiglio nazionale dei consumatori e agli utenti che
operano nel settore, nonché alle associazioni o altre forme di orgafizzazioni rappresentative di
particolari interessi e dei soggetti che operano nel settore e che fruiscono delle attivita e dei servizi
prestati dall'Amministrazione, nonché a tutti i cittadini interessati ad offrire il proprio contributo
alla redazione dei Piani sopra citati.
A tutti i soggetti indicati nel precedente periodo è stata data la possibilita di presentare proposte ed
osservazioni entro Ia data del l0 gennaio 2014 proprio in vista dell'adozione dei due Piani.
Si da atto che non sono pervenute né proposte né osservazioni.
Ove dovessero pewenire successivamente, esse verarìno valutate, se pertinenti, in sede di
aggiomamento dei due Piani.
AÉ.
3
- Iniziative di comunicazione
della trasparenza.
L'Amministrazione comunale presenterà il Programma alle associazioni dei consumatori ed utenti
presenti sul territorio provinciale, ai centri di ricerca e ad ogni altro osservatore qualificato,
nell'ambito di un'apposita giomata della trasparenz4 da svolgersi senza oneri per l'Ente.
La giomata della trasparenza è uno strumento di coinvolgimento degli stakeholder per la
valoizzaziote della trasparenza, nonché per la promozicne di buone pratiche inerenti la cultura
delf integrità.
La giomata viene orgarrizzata in maniera da favoùe la massima paÉecipazione degli stakeholder e
prevedere adeguati spazi per dibattiti, per i[ conftonto tra gli stakeholder. Al termine sarà possibile
la somministrazione ai panecipanti di un'apposita scheda al fine di raccogliere indicazioni e
suggerimenti, scheda che i paÉecipanti potanno riconsegnare indirizzandola al Responsabile per la
trasparenza.
Rilevante in materia di trasparenza è anche l'istituzione dell'Albo Pretorio on Line attuata dal
Comune di Ginosa in esecuzione delle previsioni della legge n.69/2009-
Il Comune di Ginosa è inoltre dotato del servizio di posta elethonica cenificata
e
il
suo indirizzo di
PEC generale è pubblicizzato sulla homepage del sito.
Tutte le aree sono state dotate di PEC, anch'esse indicate sul sito, al fine di favorire principi di
economicità e celerita delle comunicazioni e la demateializzaÀone e la semplificazione dei
procedimenti.
Si sottolinea anche l'attivazione rlall'anno 2012 del servizio di diretta streaming delle sedute del
Consiglio Comunale utile a consentire non solo una diretta conoscenza delle attività svolte
dall'organo di indirizzo politico dell'Ente ma anche la crescita di una cultura della partecipazione
da parte dei cittadini.
AÉ.
4
-
Processo di attuazione e monitoraggio del Programma.
I dati da pubblicare sono quelli indicati nell'allegato "A" del Programma dove vengono individuati
gli uffrci competenti in ordine a ciascuna pubblicazione.
Per aggiomamento tempestivo, in mancanza di diverse previsioni legislative o regolamentari, si
intende la pubblicazione del dato entro 30 giomi dalla sua disponibilita da parte dell'ufficio
comp€tente per materia.
I dati dovranno essere pubblicati rispettando le modaliti i termini
ed i tempi previsti dal D.Lgs.
33/2013.
In considetazione dei dubbi manifestati da più parti in merito agli incarichi estemi da inserire rra
quelli di collaborazione e consulenza previsti dall'art. 15 del d.lgs. 3312013, al fine di favorire la
massima trasparenza, si ritiene opporhrno stabilire che, con decorrenza da quelli affidati a partire
dall'entrata in vigore del presente prograrnma, dowanno essere pubblicati anche gli incarichi legali
nonchè gli incarichi tecnici e di supporto al RUP assegnati sulla base del D.lgs. 163/2006.
I Responsabili di Area devono avere cura che i dati pubblicati siano completi ed accurati e, nel caso
in cui si tratti di documenti, essi siano pubblicati in modo esatto e senza omissioni, ad eccezione dei
casi in cui tali documenti contengano dati personali la diffirsione dei quali è vietata o non opportuna
anche in applicazione del principio di pertinenza e non eccedenza dei dati stessi.
Il contenuto dei dati pubblicati deve essere esplicitato in modo chiaro ed evidente.
Al fine di favorire l'attììàzione del Programma e di chiarire le competenze proprie di ciasctur
ufhcio, il Responsabile per la Trasparenza, subito dopo l'approvazione del programma, trasmette
apposita circolare esplicativa a tutti i Responsabili di Area.
Il Responsabile della trasparenza efÈttua il monitoraggio completo della sezione "Amministrazione
trasparente" del sito web con cadenza armuale; a tale scopo, entro 10 dicembre di ogni anno ogni
Responsabile di Area trasmette al Responsabile della trasparenza una relazione sulla situazione
delle pubblicazioni obbligatorie di propria competenza, evidenziando eventuali criticita e
formulando eventuali proposte migliorative. Entro il 3l dicembre di ogni anno il Responsabile della
trasparenza produce una relazione complessiva che viene pubblicata sul sito web dell'ente e
trasmessa all'O.I.V. Nella relazione il Responsabile per la trasparenza evidenzia lo stato di
attuazione del Programma. L'O.I.V. vigila sulla redazione del monitoraggio annuale e sui relativi
contenuti.
Y
#
Città di Ginosa
Provincia di Taranto
ALLEGATO A
lnformazioni da pubblicare nella sezione 'Amministrazione trasparente "sul sito del Comune di
Ginosa
Sotto sezione livello
Sotto aezione
1
livelli2
Disposizioni generali
Disposizioni generali
Programma per ia
Trasparenza e
I'lntegrità
Attestazion i OIV o
strutura analoga
Riferimonto
normativo
AÉ. 10, c. 8,
lett. a), d.lgs.
33t2013
Art. '14, c. 4,
lett. 9) d.lgs.
150/2009
Denominazione del
sinoolo obblioo
Programma per la
Trasparenza e
l'lntegdtà
Contenuti
Attestazioni OIV o
struttura analoga
Atiestazioni dell'OlV
o di altra srtuttuE
dell'obblioo
Programma triennale
per la trasparenza e
I'integrità e
aggiornamenti
annuali
Ufficio
competente
Responsabile per
la kasparenza
Responsabile per
la trasparenza
analoga
Annuale e tn
relazione alle
delibere CIVIT
nell'assolvimento
Disposizioni generali
Atti generali
Art. 12, c.
1
d.lgs.
33/2013
Disposizioni generali
Atti generali
Art. 12, c.
1
d.lgs.
33/2013
Riferimenti nolmativi
su organizzazione e
attivita
Atti amministrativi
generali
degli obblighidi
Dubblicazione
Riferimenti normativi
con i relativi link alle
norme dj leggislatali
pubblicate sulla
banca dati
"Normattiva" che
regolano I'istituzione,
l'organizzazione e
l'attiviia delle
pubbliche
amministrazioni.
Oirettive, circolari,
programmi e le
istruzloni smanate
dal Comune di
Ginosa e ogni atto
che dispone in
generale sulle
funzioni, sugli
obiettivi, sui
Ufficio
lnfomatizzazione
Ufricio che redige
l'atto
[email protected], owero
nei quali si
determina
I'interpretazione di
norme giuridiche cho
riguardano o dettano
disposizioniper
l'applicazione di
esse
Disposizioni gEnerali
Atti generali
Atl. 12, c. 2,
d.lgs.
33t2013
Statuti e leggi
regionali
Estremi e testi
ufiiciali aggiornati
degli Statuti e delle
norme regionali che
regolano le funzioni,
l'organizzazione e lo
svolgimento delle
attivita di
competenza del
Comune di Ginosa
Ufficio
informatizzaz ione
empestNo
Disposizioni generali
Atti generali
Art. 55, c. 2.
d.lgs.
165t2001
Disposizioni gene.ali
p€r cittadini e
impr€se
Codice disciplinare e
codice di
compo(amento
3/t d.lgs.
33/2013
D,P.C.M,
08111t2013
cittadini e imprese
Codice disciplinare
applicabile al
peGonale degli Enti
Locali
Codice di
comoortemento
Ufiicio Personele
generali indicati
nell'aÉ. 34 d.lgs.
la trasparenza
previa
comunic€zione
da parte
33/20r3
dell'ufficio
competente sulla
materia oggetto
del regolamento o
Organ izzaz ione
lett. a) d.lgs.
Organizzszione
amministrativo
33,/2013
organi di indirizzo
Art. '14, c.
politico ammin istrativo
lett. b) d.lgs.
33/2013
Organizzazione
polìtico amministrativo
1,
proclamazione
atlo di nomina o
proclamazione del
Sindaco e diogni
componente della
Giunta e del
Consiglio comunale
con I'indicazione
della durata
dell'incarico o del
Cuniculum
Ufiicio Segreteria
Ufficio Segreteria
Sindaco e dei
componenti di
Giunta e Consiglio
Art. 14, c. 1,
compensi connes§i
lett. c) d.lgs.
33/2013
elle
c€ ce
Ufficio Segreteria
qualsiasi natura
connessi
all'assunzione della
carica nonché
importiper viaggie
missioni autorizzate
dall'Ente
Organizzazione
Organidi indirizzo
politico amministrativo
Altrè ceriche
lett. d) d.lgs.
3312013
Ufiicio Segreteria
all'assunzione di
altre cariche presso
enti pubblici e privati
ed i relativi compensi
a qualsiasititolo
Orgenvzezione
Organizzazione
Organidi indirizzo
politico -
Art. 14, c. 1,
amministrativo
33nO13
diindirizzo
Altri incerichi
lett. e) d.lgs.
Art. 14, c. 1,
Stato patrimoniale
Uffcio Segreteria
concErnente diritti
realisu beni immobili
e mobili iscritti in
pubblici registri,
titolarità di imprese,
azìoni, quote di
paÉ6cipazione a
societa, esèrcizio di
lett. D d.lgs.
amministrativo
LJfiicio 569reteria
eventuali incarichi
con one a carico
della finanza
pubblica e
l'indicazione dei
33n013
AÉ. 1, c. 'i, n.
5, l. n.
44111992
funzionidi
Organizzszione
Organi di indirizzo
politic. amministrativo
Stato patrimoniale
lett. f) d.lgs.
33t2013
Art. l, c. 1, n.
5, l. n.
Smministratore o
sindaco di società
Copia dell'ultima
dichiarazione sui
redditid6lle persone
fisiche
Stato patrimoniale
Organ izzazione
politico amministrativo
Art. 1, c.'1,
5, l. n.
441t1992
Ufiicio Segreteria
[email protected] le
lett. f) d.lgs.
33/2013
n.
Ufficio Segreteria
spese sostenute e le
obbliga2ioni assunte
per la propaEanda
elettorale owero
dichiarazione di
esseBi awalsidi
materielie dim€zzi
messi a disposizione
dal partito o dalla
formazione politica
della cui lista il
soggetto ha tatto
Darte
Organizzazione
'14,
Organidi indirizzo
Alt.
politico amministrativo
leti. D d.lgs.
c.
Stato patrimoniale
1,
Attesiazione
Ufflcio Segreteria
conceanente le
variazioni della
situazion6
patrimoniale
inte enute nell'anno
Precedente e copia
3320'r3
Art. 1, c. 1, n.
5,Ln.
441t1942
dElla dichiarazione
dei redditi
Organizzazione
Organidi indirizzo
politico amministrativo
Art. 14, c. '1,
lett. 0 d.lgs.
Stato patrimoniale
33n013
Art.
'1,
c. 1, n.
5,Ln.
441t1942
O€an izzazione
Organidi indirizzo
politico amministrativo
Atl. 47, c.
d.lgs.
33/2013
Sanzione per
mancata
comunicazione dei
1
dati
Organ izzazione
Organ izzazione
Articolazione degli
uffici
AÉ. 13, c.
Telefono e posta
elettronica
Ad. 13, c.
Teletono e posta
elettronica
1,
lett. d) d.lgs.
33t2o',t3
Art. 15, c.
Consulenti e
cEllaboratori
Organigramma
1,
lett. b) e c)
d.lgs.
33/2013
I
e
Consulenti
2 d.lgs.
33/2013
Dichiarazione
concgrnente le
variaz ioni della
situazione
patrimoniale
inteNenute dopo
l'ultima attestazione
Prowed imenti
Ufficio Segreteria
Ufiicio Segreteria
sanzioni per la
mancata o
incompleta
comunic€zione dei
dati previsti dall'aÉ.
14 dèld.los. 33/2013
Macrostruttu ra e
microstruttura con le
riso6e umane
assegnate a ciascun
uffdo ed I nomi d6i
titolari di posizione
oroanizzativa
El€nco complete dei
numeri di telefono, di
fax e delle caselle di
posta elettronica
ordinaria e certific€te
cui il citadino possa
rivolgersi per
qualsiasi richiesta
inerente I compiti
istituzionali
Estrsmi degli atti di
conferimento di
Ufiicio Personale
Ufficio URP
Ufiicio che affida
I'incarico
incarichidi
consulenza, completi
del cuniculum,
compenso, durata e
raoioni dèll'incadco
Consulentie
Art. 15, c. 1 e
callaboratori
2 d.lgs.
33/2013
Personale
lncarichi
Art. 15, c.
amministÉtividi
d.lgs.
33/2013
vertics
Collaboratori
Estrgmidegli attidi
Ljftcio che affida
conferimento di
l'incarico
inc€richidi
1
T.
applicatividi
lncarichi
amministrativi di
collaborazion6,
completi dol
curdculum,
comp€nso, durata e
raoioni dell'incarica
Segretario Generale:
a) estrBmi dell'atto di
verticg
coniedmento
dell'incarico;
b) cuniculum vitae;
c) dati relativi allo
svolgimento di
incarichi e la titolarita
di cariche in enti di
diritto privato o
finanziatidslla
pubblica
amministrazione e lo
svolgimento di
attività professionali;
d) icompensi,
comunque
denominati, relativi
el reooorto di lavoro.
Ufficio Personale
emPestivo
T
con specific€
evidenza delle
componenti variabili
o legate alla
valutazione dei
ri§rltrli
Pelsonale
Oirigenti
Art. 15, c.
Ufficio Personale
Dirigenti
1
Tempestivo
dirigenziali a
qualsiasi titolo
conferiti:
a) estremi dell'8tto di
conferimento
dell'inc€rico:
b) curriculum vitae;
c) dati relativi allo
svolgimento di
incarichi e la titolarita
di cariche in entidi
diritto privato o
finanziati dalla
pubblica
amministrazione e lo
svolgimento di
attività professionali;
d.lgs.
33/2013
d) icompensi,
comunque
denominati. relativi
al rapporto di lavoro,
@n specific€
evidenza delle
componenti variabili
o legate alla
valutazione dei
Peraonale
Dirigenti
Art. 20, c.
'1
e
2 d.lgs.
39120't 3
inconfuribilita ed
incompatibilità
Dichiarazione sulla
insussistenza di
ljlficio Personale
situazionidi
incompatibilità ed
inconferibil a dicui
,l .l ldq
Personale
d.lgs.
PeÉonale
Ufficio Personale
dirigenziali
dirigenziali, integrato
dai relativi titoli e
cunicula, atribuite a
peEone, anche
e§teme al Comune
di Ginosa,
individuate
discrezionalmente
dall'organo di
indirizzo politico
senza procedure
pubbliche di
Posizioni
organizzative
Curricula deititolari
33t2013
Personale
3C/2O 13
Elgnco posizioni
Dirigenti
PosÉioni
Art. 10, c.8,
organizzative
lett. D) d.lgS.
33/20't 3
Dotazione
organica
Art. 16, c. 'l
d.lgs.
Conto annuale del
personale
33t2013
ufficio Personale
diposizione
òrdznizzeliue
lJffìcio Personale
tempestivo
tlffcio Pèrsonale
T
personale con
I'indicazione delle
relative spese
sosienute,
nell'ambito del quale
sOnO rappresentati i
dati relativi alla
dotazione organica e
al peGonale
effettivamente in
seNizio, con
l'indicazione della
distribuzione tra le
diverse qualifiche e
arEe Professionali,
con particolare
riguardo al
peÉonale assegnato
agli ufiici di diretta
collaborazione con
gli organidi indirizzo
P€rsonale
P6r3onale a
Art. 16 c. 2
Costo oeEonale a
Viene elaborata una
tempo
Personale
determinato
d.lgs.
33/2013
Personale non a
Art. 17 c.
tempo
d.lgs.
indeterminato
33t2013
tempo indeterminato
'l
Costo personalE non
a tempo detominato
tabella indic€nte il
costo annuale
sostenuto per il
personale a tempo
indètèlminato.
Vengono pubblicati i
dati annuali per i
dipendenti non a
t€mpo indeterminato
con I'indicazione
delle diverse
tipologie di rapporto,
della distribuzione
tra le diverse
qualifiche e aree
profèssionali, con
psrticolare riguardo
Ufficio Personale
alpersonale
asssgnato agli uffici
P€Isonale
PeBonale non a
tempo
Atl. 17 c.2
Costo personale non
d.lgs.
a tempo
indeterminato
33t2013
indeterminato
di diretta
collaborazione can
gliorgani di indirizzo
politico. La
pubblicazione
camprende l'elenco
dei titolari dei
contratti a tempo
determineto.
Costo sostenuto
ogni trimestre per il
peÉonale non a
Ufficio Personale
tempo indelerminato
articolato per aree
proiessionali con
particolare riguardo
al personale
assegnato agli uffici
didirettia
Personale
fassidi assenza
Art. 16 c. 3
Tassi di assenza
d.lgs.
33/2013
Personale
Personale
lncarichi conferiti
e autorzati ai
dipendenti
Art. 18 d.lgs.
Contrattazione
collettiva
Art. 2'l c.
338013
1
d.lgs.
lncarichi dipendenti
@munali
Contrattazione
collettiva
3312013
Personale
Contrattazione
integrativa
A.t.21 c.2
Contratti integrativi
d.lgs.
33t2013
Personale
otv
Art. 10 c. 8
olv
lett. c) d.lgs.
Artlg cl
Bandidiconcorso
d.lgs.
33r/2013
i diconcorso
Arl. 19 c. 2
Ufficio Personale
Ufficio Personale
@ncorso
lndipondente di
valutezione
Bandi diconcorso
per il reclutamento, a
qualsiasi titolo, di
pgrsonalg presso il
comune di Ginosa3n@ aggiornato
emPestivo
Ufficio Personale
ufficio Personale
Ullicio Personale
@mponenti
dell'Organismo
33nO13
Bandi di concorso
collaborazione con
gli organidi indirizo
oolitico.
Oati relativi ai tassi
di assenza del
personale distinti Per
Area di
eDDarténènze
Viene pubblicato
l'slenco degli
incarichi canferiti o
autorizzati a
ciascuno dei
dipendenti comunali,
con I'indicaz ione
della durata e del
compgnso di ogni
sinqolo incarico
Riterimenti necessari
(ad esempio link) per
la consultazione dei
CCNL del compafto
Reoioni- Enti Locali
Pubblicaziono dei
contratti integrativi
stipulati unitamente
alla relazione
tecnico-finanziaria
certificata dal
Collegio dei Revisori
dei Conti
Curicula e
compgnsi dei
Ufiicio Porsonale
io Personale
Tempestiva
d.lgs.
bandi di concorso in
corso e di quelli
espletati nel corso
dell'ultimo triennio
con I'indic€zione, per
ciascuno diessi, del
numero dei
dipendenti assuntie
delle spese
33n013
effettuate
Performanca
Perfomance
Sistema di
misurazione e
valutaz ione della
Performance
Par.
Piano delia
Performance
Art.
1
delib.
CIVIT n.
10É.t2010
Perfomance
I
'10 c.
lett. b) d.lgs.
33t2013
Pertomance
Relazione della
Performanc€
Sistema di
misurazione e
valutazione della
Art. 10 c.
I
lett. b) d.lgs.
Piano della
PeÉomance e Piano
eseculivo digestione
Relazione della
Perfomance
33t2013
Sistema di
misurazione e
valutazione della
Performance (aÉ. 7
d. los. 150/2009)
Piano della
p0rformance
previsto dall'alt. 10
deld.lgs. 150/2009 e
PEG previsto
dall'art. 169 d.lgs.
2672OOO
Relaz ione della
Ufflcio Personale
Ufricio Personale
Piano della
Performance
LJfficio Ragioneria
PEG
Uffcio Personale
psrformance
prevista dall'8lt. 10
deld.hs. 150/2009
Perfomance
Documento
d6ll'OlV di
validazione della
Relazione sulla
Pat.2.1.
delib. CIVIT
n.612012
Documento dell'OlV
divalidszion€ dElla
Relazione sulla
Perfomance
Pedomance
PeÉomance
Performance
Ammontare
Art. 20 c. 'l
Ammontare
complèssivo dei
premi
lett. a) d.lgs.
33/2013
complessivo dei
premi
Dati relativi ai
premi
An.20 c.2
Dati relative ai premi
d.lgs.
Documento dell'OlV
di validazione della
Relazione sulla
Performance (art.
'14, c. 4, lett. c) d.lgs.
150/2009)
Dati relative
all'ammontare
complessivo dei
premicollegati alla
performance
stanziati e
I'ammontare dei
premi efrettivamente
eroqati
'l) dati relativi
all'entità del premio
Ufficio Personale
Ufficio Personale
Uffìcio Personale
Annuale
mediamente
conseguibile dal
personale
dirigenziale e non
dirigenzialei
2) Oati relativi alla
distribuzione del
33t2013
trattamento
accessorio, in forma
aggregata per
categoria, indicando
quante unhà di
personale si sono
posÈionate nelle
diverse fasce di
velutazione;
3) Dati relativi al
grado di
difbrenziazione
nell'utilizzo della
premiaÌta sia per
Perfomence
Benessere
organizzativo
Art. 20 c. 3
d.lgs.
B€nEgsere
organizzativo
i
dirigentl che per i
diDendenti
Dati relativi ai
risultati delle indagini
Ufficio Personale
sulbenesseÉ
33t2013
o.oanizzativo
Enti controllati
Enti pubblici
Àft.22 c.
vigilati
lett. a) e c. 3
d.lgs.
33/2013
1
Enti pubblici vigilati
Elenco degli enti
pubblici, comunque
denominati, istituiti,
vigileti o finanziati
delComune di
Ginosa owero pea I
quail ilComune di
Ginosa abbia il
potere di nomina
degli amministratori
dell'ente, con
Ufticio
competente per
materia o sulla
base del PEG
Annuale
funzioni attribuite e
delle attività svolte in
iavore
dell'amministrazione
o delle attivita di
sorvizio pubblico
affidate. Per
ciascuno diquesti
Entivanno indicati
anche i dati riportati
nell'art. 22 c. 2 del
d.lgs.33/20'i3. E'
inserilo anche il link
al sto istituzionale
Enticontrollati
Società padecipate
paÉecipato
lett. b) e c. 3
d.lgs.
di cui il Comune di
Ginosa detiene
quote di partezione
anche minoritaria
indicandone l'entità,
con l'indicazione
d6lle tunzioni
attribuite e delle
attività svolte in
33t2013
competente per
materia o sulla
base del PEG
favore
dell'amministrazione
o delle attivna di
servizio pubblico
affidate. . Per
ciascuno di queste
socigtà vanno
indicati anche i dati
riportati nell'art. 22 c.
2
deld.lgs.33/2013.
E' inserito anche il
link al sito
isùtuzionale delle
Ehti controlleti
privato controllati
Entidi dirrtto Privato
lett. c) e c. 3
d.lgs.
controllati
33n013
diritto privato,
comunque
dgnominati, in
controllo del
Comune di Ginosa,,
con l'indicazione
delle fu zioni
attribuite e delle
attivita svolte in
competente per
materia o sulla
base del PEG
favore
dell'amministrazion6
o delle attivita di
servizio pubblico
afiidate. . Per
ciascuno di questi
Éntivanno indicati
anche i dati ripoiati
nell'ad. 22 c. 2 del
d.lgs. 33/2013. E'
inserito anche il link
el sito istituzionale
Enti controllati
Rappresentazione
grefics
Rappresentazione
lett. d) d.lgs.
grafic€
3U2013
Attiv a e
Dati aggregati
Àft.24 c.
procedimènti
ettiviia
d.lgs.
amministrativa
33t2013
Tipologie di
procedimento
Art. 35 c.
Attiv a e
procedimenti
d.lgs.
aaDo13
1
1
Oati aggregati attività
amministrativa
Proc6d imenti
amministrativi
raPPresentazioni
grafiche che
evidènzino I rapporti
tra il Comune di
Ginosa e gli enti
pubblici vigilati, le
società _artecipate e
gli entididiritto
lnfomatizzazione
sulla base delle
ammini§kativa, in
fonna aggregata, per
settori di sttivita e
per tipologia di
a seguiio di
comunic€zione
da parte delle
Areè intèressate
Dati relativi ai
proced imenti
Tutte le Aree
notizie ricevute
dall'ufficio
competente per
materia o sulla
base del PEG
umcio segretefia
rmminislrativi di
competenza del
Comune di Ginosa,
indicando p€r
ciascuna tipologia le
iniomazioni previste
dalla lgttera a alla
lettera n) dell'ad. 35
c. 1 del d.lgs.
Attivita e
procèdimenti
Attività e
procedim6nti
Prowedimenti
Monitoraggio
tempi
proc€d imentali
A,rl..24
c.2
d.lgs.
Monitoraggio tempi
procedimentali
33/20't3
Dichiarazioni
sostitutive e
acquisizione
d'ufflcio dei dati
Art. 35 c. 3
Prowedimenti
Ad. 23 d.lgs.
Prowedimenti organi
organi indirizzopolitico
3A2013
indirizzo-politico
d.lgs.
3372013
Dichiarazioni
sostitutivE e
acquisizione d'ufiicio
dei dati
33nO13
Risultatidel
monitoraggio
periodico
[email protected] il
rispetto dei tempi
Droc€dimentali
Dati previsti dall'art.
35 comma 3 del
futte le aree
Tutte le aree
d.lgs.33/2013 in
materia di controllo
delle dichiarazioni
sostitutive ed
acquisizione d'ufiicio
dèi dati
Elenco semestrale di
tutte le deliberazioni
di Consiglio e Giunta
comunale in materia
di:
a) autorizzazioni 6
concgssioni:
b) scElta del
contraente per
I'afiidamento di
lavori, servizi e
fomiture:
c) concorsi e prove
selettive per
l'assunzione di
peEonale e
progressionidi
caniera;
Ogni uffcio
responsabile del
procedimento,
una volta
pubblicata la
delib€razione,
trasmetle alla
società che
gestisc€
l'aggiomamento
del sito una
scheda
contenente tutte
le infomazioni
previste nell'ad.
23 deld.lgs.
33/2013
d) accordi stipulati
dalComune di
Ginosa con soggetti
privati o altre
amministrazioni
pubbliche.
L'elenco deve
@mprcndere per
ognuno dei
prowedim6nti in
esao dcompresi,
oltre ad i suoi
estremi, il contenuto,
la eventuale spesa
prevista e gli estremi
relativi ai principali
documenti contenuti
nEl
Prowedimenti
Prowed imenti
Ad. 23 d.lgs.
Prowedimenti
dirigenti
33/20'13
dirigenti
fascicolo rslativo
al Drocedimento.
Elsnco semestrale di
tutti i prowedimenti
adottati dai
responsabili di Area
in materia di:
a) autorizzazioni e
concessionii
b) scolta del
contraente per
I'afidamento di
lavori, seNizi e
forniture:
c) @ncorsi e prove
selettive per
I'assunzione di
peBonale e
progressionidi
caniera;
d) accordi stipulati
dal Comune di
Ginosa con soggetti
grivati o altre
Ogniutticio
responsabile del
procedimento,
una voha
pubblicata la
determinazione o
adottato il
prowedimento
flnale del
procedimento,
trasmette alla
societa che
gostiscè
l'aggiomamento
del sito una
scheda
contenente tutte
le infomazioni
previste nell'art.
23 deld.lgs.
3312013
amministrazioni
pubbliche.
L'elenco deve
comprendere per
ognuno doi
prowedimentiin
esso ricompresi,
oltre ad i suoi
estremi, ilcontenuto,
la eventuale spesa
prevists e gliestremi
relativi ai principali
documenti contenuti
nEl fascicolo relativo
alDrocedimento.
Controllisulle
Art. 25 d.lgs.
imDrese
Bandi di gara e
contratti
3312013
Art. 37 c. 1 e
2 d.lgs.
33DO13
Sow€nzioni,
Criteri e modalità
contributi, sussidi,
vantaggi economici
Art. 26 c.
d.lgs.
Controlli sulle
imprese
Bandi di gara e
contratti
Atti generali
1
Dati previsti dall'art.
25 deld.los. 33/20'13
Awisi di
preiniormazione e
sui risultati delle
procedure di gara.
Bandi, awisied
inviti.
L9 deteminazione a
contrarre nell'ipoiesi
di procedura
negoziata senza
previa pubblicazione
di un bando di gara.
Tabella ex art. 1, c.
32. t.190t2012
Regolamenti o atti di
carattere generale
Ufiicio
Commercio
futte le aree
La labella ex
ar1. 1
c.321.
190/2012 entro
il 3'l gennaio di
ognianno.
Tutte le Aree
@n iqualisono
33t2013
determinati i criteri e
le modal a per la
conc€ssione do
contributi, sussidi,
ausili o vantaggi
[email protected] a peGone
ed ènti pubblici e
Drivati
Sowenzioni,
Atti di
Art. 26 6. 2 e
contributi. sussidi,
vantsggi economici
concessione
27 d.lgs.
33/2013
Atti di concessione
Attidi
Art.
contributi, sussidi,
vantaggi economici
[email protected]
't 't
1
Tutte le Aree
sowenzioni,
(NB: è fatto divieto di
diffusione didatida
cui sia po6sibile
ricavare infomazioni
relative allo stato di
salute e alla
situazione didisagio
[email protected]
degli interessati,
Sowenzioni,
Tabella concessioni
DPR
come previsto
dall'ad. 26, c.4, del
d.los. 33/2013)
AÉo dei beneficiari
812000
contributi, sussidi ed
ausili finanziari alle
imprcse e comunque
divantaggi
economici di
qualunque genere a
Persone ed enti
pubblici e privati di
importo superiore a
mille euro o che
superino tale somma
nel coIso dell'anno.
Albo dei soggetti, ivi
@mprese Ie peEone
fisiche, cui sono stati
erogati in ogni
esercizio finanziario
contributi,
sowenzioni, crediti,
Ufficio Ragioneria
previa
comunicazione
degliuffici
interessati
sussidie beneficidi
Bilanci
Bilanci
Beni immobili e
gestione patrimonio
Beni immobili e
Bilancio
pGventivo e
consuntivo
Piano degli
indicatori e
risultati attesi di
bilancio
Patrimonio
immobiliare
Art. 29 c.
1
Bilancio di previsione
d.lgs.
e rendiconto della
3312013
gestione
Ufficio Ragioneria
gesiione, in forma
Atl. 29 c.2
d.lgs.
33/2013
Piano degli indicatori
e risult€ti attesi di
bilancio
AÉ. 30 d.lgs.
Patrimonio
immobiliare
33t2013
,ri.
natura economica a
carico dei rlspettivi
bilanci
Oati relativi al
bilancio diprevisione
e al rendiconto della
0s-
Canor
sintetica, aggregata
E Semplificate
Piano d€Eli indicatori
e risultati attesidi
bilancio
Dati identificativi
relativi agli immobili
oossoduti
zione
cazone
Ufficio Ragioneria
T
Ufficio Patrimonio
Costante
interessati
c
gestione patrimonio
locazione o afFrtto
sull'Amministrazione
Servizi erogati
3312013
o affitto
alsingolo
o di affitto versati o
oenceDiti
33t2013
sull'Amministrazione
agli atti cui si
riferiscono, non
percepiti iomulati
dagli organidi
controllo intemo e
dalCollegio dei
Revisori dei Conti.
Rilievi, anche
percepiti ,ormulati
cana deiservizie
Art. 32 c. I
carta dei sgrvrzi e
cana dei servrzi o
standard di
qualita
d.lgs.
33/2013
standard diqualità
documento
contabilizzati
Atl. 32 c.2
lett. a) d.lgs.
contratto
Ufficio interessato
dai rilievi
Ufficio Urp
contenente gli
standard di qualità
.lei s.rviTi nl'hhli.i
Servizi erogati
contabilizzati
33n013
dsi sgrvizi erogati
utte le Aree con
il coordinamento
evidenziando quelli
dell'Utficio
efiettivamente
Ragioneria
sostenulie quelli
S€rvizi orogatr
Tempimedidi
4n.32 c.2
erogazione dei
lett. b) d.lgs.
33/2013
erogazione dei
lndicatore di
tempestività dei
pagamenti
Art. 33 d.lgs.
33nO13
lndicatore di
tempestivita dei
pagamenti
IBAN e pagamenti
Art. 36 d.lgs.
infomatici
33/20 t 3
IBAN e pagamenti
informatici
sarvizi
Pagamenti
dell'Amministrazione
Amministrazione
servizi
imputati al personale
p€r ogni servizio
erogato ed il relativo
andamento
Tempi medi di
erogazione dei
servizi (per ogni
servizio erogato) agli
utgnti con riferimento
all'esercizio
finanziario
Tempi medi di
pagamento relativi
agli acquistidi beni,
seNizi e fornilure
Tutte le Aree con
ilcoordinamento
dell'Uffìcio
Ragioneria
Uffìcio Ragioneria
Ragioneria
conto conènte
postale dove i
soggetti versanti
possono efiettuare
pagamenti.
Tempestivo
i
Eventualicodici
identificativi da
indicare nei
AÉ. 3a d.Es.
Opere pubbliche
Opere pubbliche
n6ll'ai. 38 c.
33n013
1 d.lgs.
Ufficio Lavori
Pubblici
Tempestivo
33/2013 con
particolare riguardo
ai documenti di
programmazione
anche pluriennale
delle ope.e
aÉ. 3a c. 2
Opere pubbliche
Opere pubbliche
lnformazioni relative
d.lgs.
ailempi, costi uniiari
33t2013
e indicatori di
Ufficio Lavori
Pubblici
realizzazione delle
opEre pubbliche
..m6|ètete
Piani territoriali
Piani teniloriali
Art. 39 c.
schema di
govemo del territorio
Urbanistic€
prowedimgnto prima
prima che sia poÉato
all'approvazione, la
delibera diadozione
o approvazione ed i
relativi all€gati
tecnici e le loro
govemo del tenitorio
Pianidi
Art. 39 c.
coordinamento
d.lgs.
33/2013
ufiicio
1
coodinamento
coordinamento con
schema di
prowedimento prima
prima che sia Po(ato
all'approvazione, la
Urbanistica
Tempestivo
schema di
governo del territorio
Urbanistica
prowedimento prima
prima che sia Portato
all'approvazione, la
delibera di adozione
o approvszione ed i
relativi allegati
tecnici e le loro
varianti
govemo del territorio
generali e di
attuazione, con
schema di
d.lgs.
33/2013
Ufficio
Urbanistica
prowedimento prima
prima che sia Portato
all'approvazione, la
delibera diadozione
o approvazione ed i
relativi allegati
tecnici e le loro
empestivo
pubblica o privata in
variante allo
strumento
uòanistico g€nerale
nonché che
govemo del territorio
Urbanistica
comportino
premialità
edificatorie a fronte
dell'impegno dei
priv8ti alla
rceliz.azion,e di
opere di
uòanizzazione extra
oneri o della
cessione di aree o
volumetrie per
tinalità di pubblico
cuiall'articolo 2,
comma 1, leten a)
deld.lgs. 195/2005
di emergenza
di emergenza
tingibilieurgentiein
generale
prowedimentidi
ca€tt6re
straordinario in caso
di calamità naturale
o dì altrE emergenze
con la pubblicazione
dei prowedimenti e
dati indicatinell'art.
42, c. '1, lett. a), b) e
prcvenzione e
rEpressione della
coruzione
prevenzione e
repressione della
corruzione ed
eventuali
aggiornamenti
Civile o altro
Ufficio
responsabile del
procedimento
Altri c.ntenuti
Altri contenuti
lett. e),
Regolamento
per la
prevenzione
della
corruzione
Ad. 1, c.3, l.
19012012
Art. 1E, c.5,
d.lgs.
39/2013
Altri contenuti
Art. 5 d.lgs.
Responsabile per la
prevenzione della
coruzione
Art. 63, c.. 3quater, d.lgs.
per la prevenzione
della @rruzione
Atti di adeguamento
a prowedimenti
Atti adottati in
CIVIT
prowedimenti della
CIVIT in materia di
vigilanza e controllo
dell'anticorruzione
Atti di accertamento
delle violazioni
Atti di acceÉamento
delle violazionidelle
disposizioni dicui al.
D.los. n. 39/2013
Modalità per
[email protected] civico
3312013
Altri contenuti
del Responsabile
Servizi in rete
ottemperan:le a
l'esercizio
dell'accesso civico
Prowedimenti
adotiati ai sensi
ognr anno
Responsabile
della prevenzione
della corruzione
Ufficio Segreteria
Responsabile per
la trasparenza
empestivo
Ufficio
lnfomatizzazione
dell'art. 63, cc. 3-bis
e 3-ter, d.lgs.
8212005
[email protected]
Altri contenuti
Art. 52, c.
1
Oati
d.lgs.
82t2005
Altri aontenuti
Art. 52, c.
d.lgs.
1
Regolamento utilizzo
dati
9212005
Altri contenuti- Dati
ulteriori
Ar1. 4, c.3,
Datiulieriori
d.lgs.
33t2013
Ad. 'i, c.9,
lètt. 0, L
190t2012
(NB: nel caso di
pubblicazione didati
non previsti da
norme di legge si
deve procedure alla
anomizzazione dei
dsti personali
eventualmente
presgnti, in virtue di
quanto disposto
dall'art. 4, c.3, del
d.los. 33/2013
Elenco dei dati.
metadati e banche
dati in possesso del
Comune di Ginosa
Regolamento per
I'accesso telematico
ai dati, metadati e
banche dati in
possesso del
Comune di Ginosa
Dati, infomazionie
documenti ulteriori
che il Comune di
Ginosa non ha
l'obbligo di
pubblicare ai sensi
della nomativa
vigente e che non
sono riconducibili
alle sotlosezioni
indicste
Tutte le Aree
Tutte le Aree
LJfficìo
competente per
materia
Tempestivo
( Aue<aro
B)
Città
di Ginosa
pra,incid
C.A.p. Z40l
i
di [email protected],lo
_
_
cod TSTAT O7ihùz
VERBALE DI DELIBERAZIONE DELI.,A GIT\NTA COMUNALE
N.325
Del reg.
Data 19.122013
Apprcvrdotré dcl coAtc ai conportenento tpccmc6ia34,
comrr
5, det d. lg& 3l,
Drrzo 20OI, tr. 165-
comutrrli,
.
norDr dcll'arl
L'anno DUEMu,.aTREDrcr il giorno dicLrrovc mese di dicembrc nella srlr chlta,
convocata nelle forme
prEscriue, §i è riunita la GIUNTA COMUNALE,
Presicde I'adunnnzq il Sig. DotL Vito DE PALMA nella sua quatità di SIÀID CO.
Alh tr'tttzbtrG dcll'rtgomctrao riportrto ln oggetto rirultatro pre.e[ti o r.3€trd i slglrori dl lcguito
iDdbrai:
Vito DE PALMA
Marilise MONGELLI
Pietno PARISI
Frencesco SANTAIITOMO
Leonardo GALANTE
MerioTOMA
Asscnti
st
§ii
Sindrco
Vice Sindeco
sl
Agsessore
§t
Argessore
sl
Agsossore
st
Assessore
PstTiea if Segretario G€o€rale dott*rr Freocecca PERRoNE che svolge firazioni di ufficiale verbalizznrc
awalcndosi della coll8boEzione del p€rsonale degli uffici.
Il Presidente, coostatato chc l'adunanz- è valida-pcr il numero dcgli int€rvenuti, dichiara aperta la seduta ed
invita a
dolib€rare sulla pratica
i!
oggetto iDdicata
yj.:l:.f^"H!
l8
in oggctto e visti i
agosto 2000 n. {-*libcraziore
267 quali risultaoo dal docroerO
parà
esprcssi ei scnsi c p"i gli erdtti ai
prcsente deliùeralone;
alcg*o
itt
*i
"tt,"n.
Ritcnuta la §tcssa sufncientqml€ motivats e coadividenò e facendo proprio seaza riserve
medesimc alia quale intcgralmcut€ si ri^anda anche per qùanto riguarda i riftiimenti normativi;
il
19 det D. Lgs
contenuto della
Con voti esprcssi in fomra palcsc per apprell,o nominalc, Èvorcvoli alt'unanimitÀ
Di spprovarc la proposts di
della dcliberazione.
c sostanziale
Di dichiqare la
stesBs, in rclazionc all'urgenza di prowcder€ agti adonpimcnti cons€guenti, con separata uDatrime
votlziotre, imriediEtamentc escguibtle, ai sersi dcll'art. I 34, conma 4, dcl D.Lgs I g agoito ZOOO n. 26i.
Cd,p./ÙMa
Mod-21V0O2
ISTRUTTORIA SETTORE ECONOMICO FINANZIARIO UFFICIO PERSONALE
Ottetto: AperDvadone del codlce dl comport5mento speclfico dci dipendèfitl Gomunall, a norma d€ll'aÉ.
54, co6ma 5, del d.lEs. 30 marro 2oo," n. 165.
TA §IU'{TA COMUiIAIE
VISTO l'art. t4, comma 5, del d.l8s. 30 meno 2001 n. 165, il quale prevede l'obbliSo per ciascuna
pubblica ammlnlstrazione dl definlre, con procedura aperta alla partecipazlone e previo parere obbllgatorio
del proprio organismo indipendente di valutazione, un proprio codlce di comportamento che integri e
specifichi il codlce di comportamento dei dipendentl delle pubbliche ammlnlstrazlonl deflnlto dal Governo;
VTSTO il "Retolamento recante codlce di comportamento dei dlpendentl pubblici, a norma
dell'artkolo 54 del decreto letislativo 30 marzo 2001, n. 165" approvato con decreto del Presidente della
Repubbli6 16 aprile 2013, n. 62, pubbllcato sulla G.U. n, 129 del4 SiuBno 2013;
VISTA la delibera n. 75 del 24 ottobre 2013 con cui la ClvlT-ANAC ha definito le linee
tuida in
materia di codici dl comportamento delle pubbliche amministrazioni (art' A, comma 5, d.lgs. 165/2m1),
costituenti un primo documento che consente alle ammlnistrazioni di procedere all'adozione dei Sintoli
codlcl di comportamento, da adottarsl, ove posslblle, entro il 31 dicembre 2013;
che nelle predette linee guida sono individuati; l'amblto sogtettivo di applicazione delle
gulda,
nel quale rientrarìo tutte le pubbliche amministrazionl dl cui all'art. 1, comma 2, del
stesse linee
d.lts. [email protected]; le competenze e la procedura per l'adozlone dei singoli codicl di comportamento; isoSSetti
deputatl al controllo sull'attuazione e sul rispetto dei codicl; dl effetti oonsétuentl alla vlolazione degli
obblithi contenuti nel codice di comportimento; la struttu6 dei codlce di comportamento; e, p€r quanto
riguarda la formulazione dei singoll obbllghl sono indicatl quali regole dél codice di comportamento
tenerale dèvono trovare una Speclffca dedlnazione nel codice di comportamento specifico ed,
eìrentualmente, uheriori regole rispetto a quelle previste nel Piano triennale della cotruzione;
ATTESO
DATO ATTO che ll codice di comportamento nazionale o generale ed il codice di comportamento
specmco dl clascuna pubblica ammlnlstrazlone oostituiscono, in conformha a quanto previsto dalla legge 6
no\rembre 2012, n. 190 e nel Piano Nazlonale AnticDrruzlone approvato dalla CIVIT con delib€ralone n.
72l2o1r3,,imporlanti misure per la prevenzione ed il contrasto elfenomeno della corruzione;
predisposto la
DATO ATTO che il Segretario Genèrale/Responsabile della prevenzlone della corruzione ha
bozza
di codice di
comportamento, awiando
le
procedure indlcate nelle citate linee-guida, come
rapprÉsentato nella relazione lllustrativa allegata.
di tuttl I sogtetti interessatl ed in
presenti
all'interno dell'amministrazione, le
paÉicolare. dell€ ortanizzazioni slndacall ritppresentative
nel settore,
àssoclazioni rappresentate nel consiglio nazlomle dei consumatorl e degli utenti che operano
che
sogSettl
e
dei
intelessi
le associazioni o altre forme di organlzzazioni rappresentatlve di Panlcolari
la
amminlstrazione,
prestatl
speciflca
dalla
operano nel settore e che frulscono delle attivita e dei sen izi
per
l'ufflcio
i
sentito
bozza del codice di comportamento specifico, redatta dal setretario Generale,
al
questo
dal
a9fizl2o71
comune
procedimenti disclplinari, è stata pubbllcata nel stto istitullone di
presentare
!gll2l2o7g, unitamente al Gorrelato awiso pubblico diretto ad lnvitare I sottetti interessati a
predetta
di
codice;
bozza
eniro il termine de I LglLZlZO1.f proposte ed osservazionl ln merlto alla
DATO ATTO che, al fine di favorlr€ la plù ampia partecipazione
modifica ed inte8razione ed osservazioni;
che entro il predetto tefmine non sono pervenute proPoste di
vlsTAlapropostadeflnltivadelGodicedicomportamentosPeclficodeidipendenticomunali;
\,lsToilverbaledise.lutadel16.12.2013delNucleodivalutazlone,dalqualesievinceilparere
specilìco con le
favorevole riguardo alla conform a dell'eseminanda proposta di codlce di comportamento
n
tlne€ gulda dettate dalla CIVIT-A AC con la dellberazione '75l$f3ì
CONSIDERATA la necessita che qu€sta Amministrazione adotti il codice di comportamento
spèclflco, strumento che ha peraltro un notevole rilievo nell'ambito del complesso delle iniriative per la
pre,rrenzione della corruzione, entro il 31 12.2013 come indicato nelle predette Linee.Guida;
VALUTATA la rÉcessita che il codice non si limiti a riproporr€ i principl dettati dal codice di
comportamento gen€rirle, ma lo stesso lntegrl e speciflchl le dlsposl2ioni d€llo stesso DPR n. 62/2013 in
funzione delle peculiarita di questa Amministrazionei
CONSIDERATO che ll codice dl comportamento, costituendo anch'esso una delle mlsure per la
prevenzione della corruzione e dell'illegalità, deve essere raccordato con il Piano triennale per la
prevenzione della corruzione, di cui sara un elemento essenziale, e che, quindi, sarà ortanicamente
inserlto nel Pianto traennale p€r la prevenlione d€lla corruzlone da apprcvarsi entro il prossimo 31 Eennaio
20l4t
ln sede dl aggiornamento annuale del piano triennale per la prevenzlone della
corruzione deve necessariamente essere veriflcato il concr€to andemento della applicazione delle norme
RICORDATO che
per la prevenzione della corrurione ivi compreso, quindl, anche il codlce dl comportamento specifico;
VISIO il d.lgs. 18 agosto [email protected], n. 267 ed, in particol3re, gli articoli48 e 134, comma 4;
VISIO ll parere favoreyole di retolarita tecnica, espresso a norma dell'art. 49 del d.lgs. n. [email protected],
del dirigente del senore [email protected]@-Flnanzla.lo/Personale, dando atto che la presente proposta di
deliberazione non determinando oneri né incldendo sulle entrate, rrcn necessita del parere di regolarita
contablle;
DEUIEiA
Per le motivaz'roni di cui in premessa che si intèndono integralmente riportate
norma dell'art.54, oomma 5, del d.lg.30 mazo 2m1, n. 155, il codlce di
comportamento specmco del dipendentl comunall, costituito da n. 17 articoli, alleBato al presente
prowedlmento p€r farne parte integrante e sostanziale;
dl dare atto che il predetto @dice sara organlcamente insèrito nel Piam triennale per la prevenzlone
della corruzlone da approvarsl entro ll prossimo 31 gennaìo 2014, di cul costltulsc€ elemento
1) di approvare, a
2)
essenziale;
personale di trasmettere la presente a tutti i dipendenti e ai Responsabili di
Settorei questa ultlmi prowederanno ad adottare iprowedimenti di competenza prevlstl dal codlce, lvl
compresa la sua trasmlssione al tltolarl dl contratto di consulenza o collaborazione, a qualslasi titolo,
anche professionall, ai titolari di incarhhi di diretta collaborazione del verticl politici
dell'Amministrazione nonché ai collaboratori a qualsiasi titolo, anche professionele, di imprese fornitrici
di servizl in favore dell' Amministrazione;
incarlcare il Responsabile dei s€tvizl lnformatici di pubbllcare in forma permanerìte il codice allegato sul
3) di incaricare l'Uffclo
4)
sito istituzionale del Comune di Ginosa e trasmettere all'Autorità Anticorruzlone
escluslvamente il link alla paglna pubblicata;
S) dl dlchiarare
immedlatamente eségulbile
la
(CIVIC-ANAC)
presente delib€razione, giusta apposita votazione
effettuata allo scoPo.
aaaaoaaraaaaaaaaaaaoaaaaaaaaaaaananaaaartaaaaaa.aaaaaaaaaaaaaaaaLraaaaaaaaaaaaaaaaaaaoa
PARERI OBBLI6AT0RI
Ai sensi dell'art. 49 del D,L.gs 18 aSosto 2(x)On. 267
REGoLARITA' TEcNlcA: visto si esprime parene favorevole
Segalaio Genemle
Respoasabile pruvenzione dclla conuzione
gr e I ar i o. gene ro I e @ c om tne. g i no s a. t o. i,
Te1.099t290218
P.zzg Marconi - C.A.P. 74013
Cod. Fisc.: t0007530738 - P.I 00852030733
se
CITTA'dG//NOSA
Prcvìncìa di Tarunto
REIAZIOTIE II.IUSTRATIVA PROCEDTMETIITO APPROVAZ]OTIE GOD{GE DI OOMFORTAMENTO
SPECIFICO DEL COMUIIE DI 6!N()SA
Con la delibera n. 75 del 24 ottobre 2013 la CIVIT-ANAC ha d€finito le lin€e guida in materia di codici di
comportamento delle pubbliche amministrazioni (art. t4, comma s, d.lgs. 165/200l), costituenti un primo
doormento che consente alle ammlnlstrazioni di procedere all,adozione dei singoli codicidi
comportamento, da adottarsi, o\re possibile, éntro il 3l dlcembie 2013.
Nelle Predette linee guida sono individuati: l'ambito sogettivo di applicazione delle stesse linee guida, nel
quale rlentrano tutte le pubbliche amministrazioni di cui all'art. L comma 2, del d.lgs. L6Sl2OOl; le
competenze e la procedura per l'adozione dei singoli codlci di compoÉamento; i sogEetti deputati al
€ontrollo sull'attuazbne e sul rispetto dei codlci; gli effetti conseguenti alla violazlone degll obbllghl
contenuti nel oodice dl compoatamento; la struttura del codlce di comportamento; e, per quanto riguarda
la formulazione dei singoli obblighi sono indicati quali regole delcodice di comportamento generale devono
troyare una specifica declinazione nel codice di comportamento specifico ed, eventualmente, ulteriori
regole rispetto a quelle prevlste nel Plano triennale della corruzione.
ll codlce di comportarnento nazionale o generale ed il codice dl comportamento specifico di clascuna
pubblica amministrazione mstituis€ono, in conformità a quanto previsto dalla letge 6 novembre 2012, n.
190 e nel Piano Nazlonale Anticorruzione approvato dalla CIVIT con dellberazione n- 72120!3, impoÉanti
misure per la prevenrione ed il contrasto alfenomeno della corruzione;
ll
Sott6critto Segfetarlo Generale/Responsabile della prevenzione della corruzione ha predisposto la bozza
di codice di comportamento, awlando le procedure indicate nelle citate linee-guida, come segue:
ln data O4 dicembre 2013 è stata inviata al PreCdente Ufficio Procedimenti Dlscipllnari, al Presidenté del
Nucleo lnterno di valutazione e, p.c. al sindaco, la bozza dl codice di comportamento del comune di
Ginosa, ai fini della pre\rentiva valutazione da parte dell'u.P.D,, Per eventuali inteBrazioni è,/o suSSerimenti
e al NIV per il parere obblitatorio dl compétenza.
tn data 09.12.2013 il Presidente dell'UPD ha comunicato che da parte del
predetto Ufficio non vi sono
osservarlonl o sutgerlmentl da apportare alla bor:a di codlce presentata.
La bozza del codice di comportamento specifico è stata qulndi pubblicata nel slto istituzione del Comun€
clnosa
al correlato awiso pubblico diretto ad lnvhare i soggetti
del ,9/12/2013 proposte ed osservarioni in merlto alla predetta
dalugll2l2af! al Lgl,:zlzc.fi3, unitamente
interessati a presentare entro il temine
bozza dl codice.
Alla scadenra d€l Eedetto termine non sono peruenute proposte di rnodifica ed integrazione ed
osseNazioni da parte dedl stakeholder.
ln data 16.12.2013 il Nucleo di Valutazione ha espre5so parere favorevole rituardo alla conformità della
bor:a di codice di comportamento specifico, in rappoÉo con le llnee guida dettate dalla CIVIT-ANAC con la
dellberazione n, 7512013.
(Amminlstrazione può dunque procedere all'approvarione delcodlce di comportamento specifico,
strumento che ha peraltro un notevole rilievo nell'ambito d€l complesso delle iniziative p€r la prevenzione
della corruzione, entro il 31 12.2ot:l cDme indicato nèlle predette tinee-Guida, costituendo anch'esso una
d€lle misure per la preyenzione della corruzione e dell'illegalita.
deve essere raccordato con ll Plano triennale per la prevenzione della corruz'lone, di cui sara un
elemento estenziale, e sarà organicamente inserlto nel Pianto triennale per la prevenzione della
corrurlone da approvarsi entro il prossimo 3l gennaio 2014 ed, in sede di aggiomamento annuale del
Lo stesso
piano triennale per la prewnzione della corruzione, dovra e essere verificato il concreto andamento della
applicalione delle norme per la prevenzione della corruzione ivi compreso, quindi, anche il codice di
comportamento specifi co.
Ginosa, 19 dicembre 2013
ll S€gretario Gen€rale/
Responsabile della Prevenzione dèlla corruzione
Dott-ssa Francesca Perrone
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P.ravinciE dl T,aranto
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CODICE DI COMPORTAMENTO P,EI DIPENDENTI
DEL COMUNE DI
6INO§A
{art. 54 D.Lgs. n. 165/2OAt)
(allegato alla DGM n-....."de1......)
Predispo§to dat s€Brétario GenéralelFespOnsabile della Prevènztone della Conuzione
Dott-ssa F anaesca Perrone
CODICE DI COMPORTAMENTO DEI DIPENDENTI
DEt COMUNE DI GIiIOSA
(ort.54 D.Lgs. n. [email protected])
INDICE
Quadro normativo di rifurimento
Art. 1 - Disposizioni di carattere generale
Art. 2 - Ambito di applicazionè
Art. 3 - Principi genèrall
Art.4 - Regali, compensi e altre utilita.
Art.
Art.
AÉ.
Art.
5
6
7
8
- Partecipazione ad associazioni e ortanizzazioni
- Comunicazion€ degli interessi finanriari è conflitti d'interesse
- Obbligo di astensione
- Prevenzione della corruzione
Art.9 - Trasparenza
e tracciabilita
Art. 10 - Comportamento nei rapporti privati
Art 11- Comportamento in servizio
ArL 12 - Rapporti con il pubbltco
ArL 13 - Disposizioni particolari per i Responsabili di Settore
Art 14 - Contratti ed altrl atti netozlall
Art. 15 - Vlgilanza, monitoraggio e attlvlta formative
Art. 16 - Responsabilita conseguente alla violazlone dei doveri del codice
Art. 17 - Oisposlzionl per personale appartenente a particolari tlpoloSie professionali
quadro no;mBtluo dl rllerlmento
ll presente codice di comportamento è adottato ai sensi delle norme di seguito richiamater
- Articolo 54 del decreto legislativo n. 165 del 2001, recante " Norme generoli sull'otdindmento del lowro
olle diÉndenze delle omministtozioni pubhliche", come sostituito dall'articolo 1, cornma 44, della legge 6
novembre 20ù1, n. 19O. dìe prevede I'emanazione dl un Codice di comportamento dei dipendenti delle
pubblicfie ammlnlstrazlonl al fìne dl assicurare la qualfta dei servlzl, la prevenzione dei fenomeni di
corruzione, il rispetto dei doveri costituzionali di diligenza, lealta, impanlalita e servieio esclusivo alla cura
dell'interesse pubbllco;
- D.P.R. 16 aprlle 2013, n. 62 Regolamento rècefi!.e'Cdice di comportomento dei dipendenti pubblicl, a
norma dell'articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2m1, n. 165.
- lntesa tra 6overno, Regloni ed Entl Locall pér l'attuazione dell'articolo 1, commi 60 e 61, della lette 6
novembre 2013, n.190, siSlata in data 24 lugllo 2013.
- Piano NazlonaE Andcorruzione, approvato con delib€ra CNfi n.7212OL3.
- Line€ guida in materia di codici di comportamento delle pubbliche amministrazionl (art.54, comma 5,
d.l8§. n.165/20O1), approvate con delibera C|VIT n. 7512013.
An. 1- Dlsp6Llonl di crratterc tsnerale
t, ll presente codice dl compoÉamento, di segulto denominato "Codlce", integra, ai sensi dell'articolo 54,
comma 5, d€l decreto legislativo 30 mazo 2q)1, n. 165, idoveri mlnlmi di diligenza, lealta lmparriallta e
buona condotta tia individuati nel Codlce di comportamento emanato con Decreto del Presidente della
Repubbltca 16 apr e 2013, n. 62 (di segulto DPR n.62l2o13) ché ldlpendentl del Comune di Ginosa sono
tenutl ad osservare.
1. tl codice e'pubblicato sul slto intemet lstltuzionale, e viene comunicato a tutti i dipendenti e ai
collaboratori esterni al momento della k ro assunzlone o all'awio della attivita dl collaborazione. I
dlpendeml sottoscrlvono all'atto dell'assunzione apposita dlchlarazione di presa d'atto'
3. ll Codice è strumento integratlvo del Plano triennale per la prevenzione della corruzione, adottato
annualmente dall'Amministrazione, che prevede modalità dl verifica perlodlca del livello di attuazione del
codice e le sanzioni applicate per violazioni delle sue regole, e tiene conto dell'esito del monitoretgio ai fini
del suo atgiormmento.
4. Le vlolazioni del codice producono effetti disciplinari, secondo le specifiche del codice stesso e in
Boerenza con lé disposizioni delle norme e dei contratti vlgentl in materia.
Art. 2 - Amuto d apglhazione
1. ll Eesente codk€ si applica ai dipendenti del Comune di Ginosa con rapporto dl lavoro subordinato
a
tempo indeterminato e determinato.
2. Gli obblighl di condotta previsti dal presente codlce, in quanto compatibili, sono estesi a tutti
i
collaboratori o consulenti esterni, con qualsiasitipolotia di contratto o incarico e a qualsiasi tltolo, ai titolari
di incarichi negli ufflci di diretta collaborazione delle autorita politiche, nonché nel confronti del
collaboratori a qualsiasi titolo di imprese fomltrlci dl beni o servizi e ch€ realizzano opere in favore
dell'amministrazione.
3. Nedi atti di incarico o nei contratti di acqulsl2loni delle collaborazioni, delle consulenze, nei capitolatl
d'appalto di forniture, servizi o lavori, devono essere inserlte apposite disposizioni o clausole di risoluzione
o decad€nza del rapporto in caso dl vlolazlone degll obbliShi derivanti dal presente codice, oltre che del
DPR n. 6212013.
4. Ciascun settore conserva le dichiarazloni dl presa datto delle dispos'zioni del Codlce genèrale nonché del
codice dicomponamento del Comune dl 6inosa, da paÉe del collaboratori estemi, per imntrolli perlodici
da parte del Segretario Generale.
AÉ3-Prlndplicner.ll
1. tl dlpendente osserva la Costltudone, prestando se,vlzio con dlsclplina ed onor€ e conformando la
propria condotta ai principi di buon andamento e imparzialta dell'azione ammlnlstratlva. ll dlp€ndente
svolte I propri compiti nel dspétto della legge, perseguendo l'lnter€sse pubbllco senza abusare della
posizione o dei poterl dl cul e' tltolare.
2. ll dipendente rispètta ahresì lprlnclpi di integrlta, correttezza, buona fede, propoalonalita, obiettività,
trasparènza, equita e ragionevolezza e atisce in posizione dl lndlpendenza e lmparzialita, astenendosi in
caso dl conflttto dl interessi.
3- ll dip€ndente non usa a fini privati le informazloni di cui dlspon€ per raglonl dl ufflcio, evlta situazioni e
compoÉamentl che possano ostacolare ll corrÉ$o ademplmento dei compiti o nuocere agll Interessl o
all,immaglne della pubblica ammlnistnazione. Prcrogatlve e poteri pubbllcl sono es€rcitati unicamente per
l€ flnalita di interesse generale per le quall sono statl conferitl'
4. ll dipendent€ esercite i propri compitl orlentando l'azlone ammlnistratlva alla massima economicità,
efficienza ed efficacla. La gestione di risorse pubbllche al flni dello svolgimento delle attività amministrative
deve seguire una loSica di contenlmento dei costi, che non Pregiudkhl la qualita dei risultati.
5. Nel iapporti con idestinatari detl'azione amministrativa, il dipendente assicura la plena parita di
tmttamento a parta di condizionl, asten€ndosl, ahresl, de azlonl arbitrarie che abbiano effetti negativi sui
destinatari dell'azione amministratlva o che comportino discriminazionl basate su sesso, nazionalità, oritine
politiche, appaÉenenza a
etnica, caratterlstiche genetiche, linSua, religione o cEdo, convinzioni personali o
altri
una minoranza nazionale, disabilità, condizlonl sociali o dl salute, eta e orientamento sessuale o su
diversifattori.
pubbliche
6. ll dlpendenté dimostra la masslma disponlbllfta e Gollaborarlone nei rapporti con le altre
ln qualsiasi forma
ammlnistrarioni, asslcurando lo scamblo e la trasmlsslon€ delle lnformazioni e dei dati
anche tehmatica, nel rispetto della normatlve vlgente'
Art. 4 - Rq.ll, comFqtc e thre udlltà.
o altre utllta'
1. 1l dipenJente mn chlede, ne'sollecita, per sé o per altri, regali
salvo quelli d'uso di modico valore
utilita'
per
altre
o
per
ahrl,
iegali
sé o
2. ll dipendente non .ccetta,
e nell'ambito d€lle consuetudini
di
cortesia
relazioni
normali
delle
nell'amtito
.ff.ttrir occasaonalmente
costituisca reato, il dlpendente
lntemazlonali. ln ogni caso, indipendentemente dalla circostanza che il fatto
valore
a tltolo dl corrispettivo per
non chiede, per sé o per altri, regall o altre utllita, neanche di modico
possano trarre benefici da
che
compiere o per aver compluto un aÈo del proprlo ufficlo da sogBettl
decisioni o attivita inerenti all'ufficio, ne'da sogtetti nei cui confronti ero sta per essere chiamato a
svokere o a esetcitare attivita o potesta proprle dell'uffìcio ricopeÉo.
3. ll dipendente non ascetta, per sé o per alM, da un proprio subordinato, direttamente o indirettamente,
salvo quelli d'uso di modico valore. ll dipendente non offre, direttamente o
iBdirettamente, regali o altre utilita a un proprio sovraordinato, salvo quelli d'uso di modico valore.
4. I regali e le alùe utllità comunque rlcevutl fuori dai casl consenthi dal presente articolo, a cura dello
stesso dipendente cul siano pervenutl, sono immedlatamente messi a disposizione dell'Amministrazione
per la restiturione.
5. Qualora la restituzione non risulti possibile il Responsablle della Prèvenzione della Corruzione valutera,
lnsieme al Sindaco, sè prowedere alla loro vendita o alla devoluzione ad associazioni di volontariato o
regall
o altre utilità,
beneficcnza.
6. Al fini del presente ardcolo, per regall o altre utilita di modico valore si intendono quelle di valore non
superlore a 150 euro, anche sotto forma dl soonto. ll valore si calcola con riferimento ai regali o altre utilita
ricevuto nel corso dl un anno solare, che qualora rlpetuti venanno cumulati al fin€ della determinarione del
valore massimo consentito.
7. ll dipendente non accetÉ incarichi di collaborazlone, di qualsiasi natura e forma giuridica, anche a titolo
gÌatuito, da sog8etti terzl, persone fislche o giuridiche, che abbiano, o abbiano avuto nel biennio
precedente un interess€ economico in decisioni o attività inerenti all'ufficio di appartenenza, con
particolare riferlmento ai seguenti casi:
e) affidamento di appalto di fornitura, servirio o lavori;
b) affldamcnto dl concesslone dl servlzi o di lavorl;
c) concesslon€ ed erogazione dl sorvenzioni, contributi, sussidi, ausill finanziari, nonché attribuzione di
vantatti ecommici di qualunque genere;
d) rllascio di autorizzazioni o concessioni.
8. ll dlvhto di cui al comma precedente si applica anche se il dipendente non sia stato responsabile del
procedlmento amministratlvo o non abbia assunto ll prowedimento finale.
9. Al ftne dl preservare ll prestigio è I'impar.lalfta dell'amministrazione, i Responsabili di settore vlgilano
sulla corretta applicazione del presente articolo. ll Sefetario Generale vlgila sul rlspetto delle disposizioni
del presente articolo da Parte del personale apicale.
5 - Partcclpatlone ad asseldlonl e otiianirratlonl
1 , Nel rispetto della disclplina vlgente del diritto diassociallone, il dlpendente comunlca entro e non oltre il
31 gennaio ZO14 la proprla adesione o appartenenza ad associazionl od organizzazioni, a presclndere dal
Art
loro carattere riseruato o meno, icui amblti di interessi possano interferlre con lo svolSimento dell'attivlta
politici
dell,ufficio al quale ildlpendente è assegnato. ll presente cDmma non slapplica all'adeslone a partiti
lnformazioni
"sensibili".
riferiti
a
ambiti
o a sindacati o ad assoclazlonl relitiose o legate ad altri
2. Srccesslvamente alla rilevazione di cui al comma precedente, la dichiarazione dl appartenenza ad
di
assocla:ioni e organizzazloni (da trasmetterè unicamente nel caso si verifichi l'interferenza tra l'ambito
dipendente
a
ciascun
è
in
capo
dell'ufflcio),
arlone dell'associazione e quello di svolSimento delle attivita
o mobllità
senza ulteriore sollecltazione da parte dell'Amministrazione, eccetto icasi di nuova assunzlone
dichiarazlone.
tale
rlchiedere
deve
settore
interna ln intresso nell'ufficio Per il quale il Responsablle dl
servizi o su8li
3. ll dipende;te mn costringe ne fa ln alcun modo presslone sul I colleBhi o sugli utenti dei
e
per
ad
assoclazioni
aderirè
professionale
stakeholders con iquall venSa in contatto durante l'attlvfta
ptomettendo
o
vantaggl
stesse,
delle
carattere
organizzazloni dl alcun tipo, lndipendentemente dal
prospettando svantaggi dl carrieÉ.
Art
i.
5 - GomunlcattonG degll lntÉlEssl finelrzlerl e
colrfilttl d'lnte'essé
di trasparenza previsti da leggi o reSolamentl, il dipendente, all'atto
ìnforma per iscritto ll responsabile dl settore dl tutti i rapporti, diretti o
Fermi rastando gli obblighl
Jeti"ssegn"rion. attlufflcio,
retribuiti che lo stesso abbia o abbia
indlretù, di collaborazione con soggetti privati in qualunque modo
avuto negll ultlml tre anni, precisando:
i;
il coniuge o il convivente abbiano
irlma pe6ona, o suoi parènti o affinl etrtro ll s€condo trado'
di collaborazione;
predetti
raPporti
i
ha
avuto
Gon
Gui
.ipp"*innanzlari con ll sqgetto
se ln
.n"oì
b) se tali rapporti siano intercorsi o intercorrano oon sogtetti ch€ abbiano interessi in attività o decisioni
inerentl all'uftlcio, limitatamente alle pratlche a lui affidate.
Z. ll dlpendente sl asflene dal prendere declsloni o svolgere attivita inerenti alle sue mansioni in situazioni
parenti, di
di conflitto, anche potenziale, di interessi con lnteressi personali, del coniuge, di conviventi, di
patrimoniali,
qualsiasi
non
natura,
anche
può
di
riguardare interessi
affini entm il secondo grado. ll conflltto
come quelli derivanti dall'intento di voler assecondare pressioni polltlche, sindacall o dei superiori
gerarchici.
Art. , - ObòlEo dl astemlone
1. ll dlpendente si astlene dal partecipare all'adozione di decisioni o ad attiviÈ che Possano coinvolgere
interessi propri, owero dl suol parentl, affini entro il secondo grado, del coniuSe o di conviventi, oppure di
persone con le quali abbla rapporti di frequentazione abituale, owero, dl soSSetti od oGanlzzazloni con cui
Lgll o ll conluge abbla causa pendenle o grave lnlmicizia o rapporti dl credito o debito si8nificativi, owero di
soggetti od organlz:azioni dl cui sia tutore, curatore, procuratore o agente, owero di enti, associazioni
anche non riconosciute, comltati, societa o stabilimentl di cui sia amministratore o gerente o dirigente. ll
dipendente si astiene in ogni altro ceso in cuiesistano gravi rationi di convenienza'
2. ll dipendcnte, che si trovi nella situazione di dorersi estenere dal partecipare all'adozione di decisioni o
ad attivita, comunica tale sltuazlone al responsablle del settore dl appartenenza che decide se far
Il diPendente dai procedlmenti in questione.
3. ll responsablle di settore da atto dell'awenuta astenslonè del dipendente che ne riporta le motivazionl e
la inserisce nella documentazione agli atti del procedimento.
4. Del casi di astensione è data comunlcazlone tempestlva al Segretario Generale che ne conserva l'archlvlo,
andre ai fini dell'eventuale valutazione circa la necèsslta dl proporre uno spostamento dell'lnteressato a
seconda della frequenza di tali circostanze.
effettlvamente astenere
Art, 8 - Prcrrcnzioné d€lla corruzlona
1. ll dlpendente rispetta le misure necessarie alla prevenzione degli illeciti nell'amministrazione. ln
partlcolare, il diperdente rlspetta le pres€rizioni contenute nel piano triennalè p€r la prevenzlone della
iorruzione, presta la sua collaborazione al Sctretario Generale nelle sue funzioni di responsabile della
restanò I'obbllgo di denuncia all'autorita Siudizlaria, segnala
gerarchico
sltuazloni di illecito nell'amministrazione di cui sia venuto a
eventuall
àl proprio superiore
proprio
suPcriore
trlò awenire in forma scritta o verbale, o attraverso
comscenza. La segnalazion€ al
aPpositamente
automatica
Predispostl'
sistemi informatlvl di setnalazione
processo di raccolta delle
2. ll piano triennale dl pierrcnzione della corruzione prevede forganlzzazione del
per ricevere le
modelli
e
riservati
e
Pnedlsponendo
segnalazionl prevede;do canali differenziati
dando priorita a
lnÉrmazlonl utili ad individuare Bli autori della condotta lllecita e le circostanza del fatto,
ricevère
le segnalazloni'
a
competente
e
l'ufflcio
il
tra
segnalante
sistemi volti ad evitare il confrontà diretto
persone
formalmente
le
accesso
hanno
cul
a
3. E, appositamente lndividuato l'ufflcio seSnalazioni,
prevenzione della corruzlone è, fermo
indlviduate dal Segretario Generale.
denuncia' rimaoe
4. ll nome del dtpendente che segnala l'illecito, in qualunque modo sia awenuta la
venga dimostrato
non
che
a
meno
denuncia,
alla
secretato e non è consentito apdi;re ll dlritto di ac€€sso
La decisione
dell'lncolpato'
per
difesa
la
che la rivelazione dell,identità sla assolut mente indispensabile
6enerale'
als€gretario
rimessa
è
denunciante
dlp€ndente
,"titi* att" *ttr"zione dèll'anonimato del
5.Ladlffusioneimprop]iadeidaticollegaÙall'adenuncladlillecltoèpasslbiledisanzlonediscipllnare.
nz. e tncciabllta
Prevlsti in capo alle pubbliche
1. ll dipendente assicura I'adeÀpimènto degli obblighl di trasParenza
prestando la massima collaborazione
ammlnistrazioni secondo le disposizionl normative viBenti,
all.obbll8o di pubblic.zionè sul slto
sottoposti
datl
nell,elaborazione, reperimento e tragnissione dei
Aft.
9
-TrsPat
lstitLtzionale.
nel protramma triennale della trasparenza
). ìii,p."o"na. rispetta diligentemente le previsioni contenute
e le informazioni necessarie alla realizzazione del
e integrfta adottato dall,ente, à-l*" ia cottauorazione
" contenute'
programma e delle 3zioni ln esso
3. [a tracciabilita dei processl decislonall adottati dai dlpendenti è giarantita dall'elaborazione, adozione e
reglstrazione degli atti amministrativi attGverso supportl informatlci documentali e di procèsso capaci di
gesùre e monitorare l'iter dei procedimenti, che consentano in otnl caso la replicabilita.
4. E' dovere del dipendente di utilizzare e mantenere agtiornati i dati e i documenti inseriti nei programmi
informaticl dl gestlone dell€ infonnalioni e dei procedimenti.
Art. 10 - Comport manto ncl rlPDord ptlv.tl
1. Nei rapporti privati, comprese le relazioni extralavorative mn pubblirJ ufficiali nell'esercizio delle loro
funzloni, il dtp€ndente non sfrutta, né menziona la poslzione che ricopre nell'amministrazlone per ottenere
utllita che non tli spettino e non assume nessun altro comportamento che possa nuocere all'immagine
dell'ammlnistrazione.
2. ln particolare, nel rapportl privati con altri enti pubblki, comprese le relazloni extralavorative con
pubblici ufficiali nell'csercizio delle loro funzioni, ll dipendente:
- non promette facllita2ioni per pratiche dufficio in cambio di una agevolazione per le Proprie;
- non chiede dl parl.re con i superiori terarchici dell'impiegato o funzionario che segue la questione privata
del dipendente, Facendo leva sulla proPria posizione 8érarchica all'lnterno del Comune;
non diffonde lnformazioni e non fa commenti, nel rispetto e nei limiti della libefta di espressione,
volutamente attl a ledere l'immagine o l'onorabilita dl colleghl, dl superiorl Serarchici, di amministratoti, o
delfente ln Senerale.
3. Nei rapporti cDn altri enti o sotgetti privati, anche nell'embito di raPporti professionali e di confronto
-
informale con colleghi, il dipendentc:
- non anticipa, al fine di awantagiare alcuno, i oontenuti speclflci di procedimenti di gara, dl concorso, o di
altri procedlmentl che prevedano una selezione pubblica comParatlva aifini dell'ottenimento di contrafti di
lavorc, di prestazione dl servlzl o dl fomitura, dl facllitazionl, e benefici ln generale;
- non difionde i rlsulhti di procedlmenti, prima che siano conclusi, che possano interessare il soggetto con
cui si è in contatto ln quel nromento o di soSSettltèrzi.
Art. 11 - CompoÉ.mento ln sc ldo
giustificato
1. I dipende;te svolge l'atti{ta che gli viene asEcgnata nei termlnl e nei modi previstl, salvo
dl
il
comPimento
moflvo, non ritarda ne'adotta comportamenti tali da far ricader€ su altrl dipendenti
viSilare
e
a
e
attivita o l,adorione di decisioni dl propria spettanzr. ll resPonsabile di settore è tenulo
rllevare casi di squilibrio nella ripartizione del carichl di lavoro, dovute alla neglitenza dei dipendenti.
2. ll dipendente non abbandona il proprio posto di lavoro anche Per periodi brevi, fatte salve rationi
o aree in
imprescindlblll, qualora il proprio allontanamento Provochl l'assenza completa di custodia di ufficl
qucl momento acoèssiblll da parte detli utentl.
ti dipenaente è comunque tenuto ad informare I propri responsabili della necessita di abbandono
temporaneo del Posto di lat oro.
ed
3. ll dipendente, dopo avere timbrato in entrata e durente l'attività lavorativa, salvo casi motivati
parchegglo,
al
l'auto
autorizzitti, non lascia l'ediflcio in cui presta servlzio (es.: per bere il caffè, sistemare
acquistere ll pranzo, cambiare ildisco orario).
automatici per
i. iflfp.nO"it", aopo avere timbrato in entrata, non si reca immediatamente al distributoriquotidiana'
lavorativa
proprla
attlvlta
corBumare la colazione o comunque rifoclllarsi prima di iniziare la
;pausa sigaretta' devon. essere molto contenute nel corso
per
la
lav.ratlìre
dell,attpna
S, Le lnterr,zioni
aeii gto.nata tavorativa, e non devono dare luogo a chlassosi ass€mbramenti'
e della strumentazione in dotazione e li utilizza
à. fi Oip"na"nt" t cura degll spazi dedicati e dàl materiale
"
delle spese, anche enertetlche, e all'uso
con modalta ìmprontate al buon mantenimento e alla riduzione
esclusivamente pubblico dellè rlsorse'
consumo disponibile (carta, penne, buste'
7. ll dip€ndente non utlllzza p"iì."Cf personali il materiale di
ecc), sé non in misura estremamente rldotta e per motivi impr€scindiblli'
per malattia o altre cause autorlzzate dal contratto,
i. it iipenocnte asslcura, in caso àl assenza dal setviziopre\renflva
- comunicazione ai propri responsabili, in
Éggi" ,.gorar"mi, la tempestiva - e dove posstblle
tempicongruiagarantlreirrcgotarefunzionamentodegliufficiedeiservizi,secondoledisposizioni
@ntenute nel reSolamenti dell'ente.
9. E'a carlco del rèsponsabile del settore di appartenenza la verifìca dell'osservanza delle regole in materia
dl utilizzo dei permessi di astenslone dal lavoro nonché del corretto utlll2zo del sistem; informatico di
certtflcazione delle presenza (badge di timbEtura).
Arù ,,2 - R.pportl cot ll pubbllco
1. ll dipendente nei rapportl con il pubbllco consente ll proprlo riconoscimento attraverso I'esposlzione in
modo visibile del cartellino identificativo fornlto dall'amministrazione, o con ahro suppoÉo identificativo
messo a disposlzione (targa sulla scrivania o sulla porta, se nello specifico ufficio è collocato un unico
dlpendente), salvo diverse disposizioni di s€rvizio, anche ln conslderazlone della sicurezza dei dlpendenti.
2. lldipendente si ri\rolge agli utenti con coÉesla ed opera con spirito di servizio, correttezza e disponibilità
e, nel rispondcre alla oorrispondenza, a chiamate telefonldre e ai messaggi di posta elettronica, ofera nella
maniera più completa e accurdta possibile, e nella massima tempestivita.
3. ll dipendente udll.za I mezzl plÌr veloci ed lmmedlati per le risposte alle istanze degli utenti dei servizl è
dei cittadlnl in generale, avendo cura dl mantenere nello stile di comunlcazione proprietà e cortesia, e di
salvaguardare l'immagine dell'amminlstrazione comunale. ln ogni caso, ad una richiesta pervenuta tramite
posta elèttronica si deve rlspondere utilizzando lo stesso mezzo, sempre garantendo esaustlvha della
risposta e riportando tutti gll elementi necesseri all'identificazione del responsablle del procedimento.
4. ll dlpendente, qualora non sia @mpetente per posizione rivestita o per materia, indirizza l,interessato al
funzlonerio o ufficio competente della medesima amministrazione, facilitandone il raggiungimento da parte
dell'utente, anche contattando p€rsonalmente in via preliminare l'ufficio competente e assicurandosi
che le lnformazioni fornite siano effettivamente sufflcienti per raggluntere (fisicamente o
telematicàmente) l'uffi cio richiesto.
5. ll diPendente, fatte selve le norme sul segreto d'ufflcio, fornisce le spiegazioni che gli siano richieste in
ordlne al comportamento proprio e dl altri dipendenti dell'ufficio dei quali ha la responsabilita o it
coordinamento, evltando tuttavia di esprimere di fronte agli utenti dudizi negativi di natura personale sui
proprl collaboratori, o ass€gnando agli stessl l'intera responsabllita di un ipotetico o accertato disservizio,
riservandosl eventuali setnalazioni sensibili dal punto di vista disciplinare da considerare ln altra sede.
6. Nelle operazloni da $rolSersi e nella trattazlone delle pratiche il dipendente rispetta, salvo dìverse
esltenze di s€rvlzlo o dlverso ordine di priorità stabilito dall'amminlstrazione, I'ordine cronologico di arrivo
delle istanze (anche se non protocollate) e non rmuta prestazioni a cui sia tenuto con motivazionl
generiche,
7. A fronte di richieste non strettament€ rientrentl nei propri compiti dufficio ll dlpéndente, prima di
rlfiutare la prestazlone .khiesta, al ffne di agevolare di utenti del servizi ed evltare una molteplicita di
accessi, verirrca se abbia comunque la possibilita - dal punto di vista organizzativo e della gestlone
dell'ufflcio/servizlo - dl farsi carlco della rlchlesta, o indivldua l'ufficio a cui inoltrare l'istanza e indirizzare
f inte ressato.
8. ll dipendente rispetta gli appuntamenti con iclttadlni e risponde senza ritardo ai loro reclami
diretÈmente o tramite il s€rvizio U.R.P. - Comunica2loni. Devono comunque essere rispettati iterminl del
procedlmento secondo le speciflche disposi{oni dl legge, e secondo quanto indicato nel documento di
riepiloto del procedlmentl amministratlvl, pubbllcato sul sito internet dell'Ente.
9. Salìro il dirltto di esprimere valutazloni e dltfondere informazioni a tutela dei dirlttl sindacali, il
dipendente si astiene da dichiarazioni pubbllche offensive nei confronti dell'amministrazione, dei propri
colleghi e dei rcsponsabili.
10. ll dipendente dre svolge la sua attivita lavorativa in un settore che fornisce servlzi al pubblico,
indlpendentemente dalla propria posizione gerarchlca nella struttura, cura il risp€tto degli stendard di
qualita e di quantita flssati dall'amministrazione e dai iesponsabili, anche nelle apposite carte dei servizi11. ll dlpendente opera al fine di asslcurare la continufta del se.vizio, informando tempestivamente I
responsabili di situezioni che potrebb€ro non consentirne il normale svolSimento. ln caso dl servlzl fornitl
da molteplici enti erogatorl ll dipend€nte opera al flne, dl consentlre agll utenti la scelta tra i diversi
fornendo loro lnformazioni sulle modallta di prestallone del servizio.
12. ll dipendente non assume lmpegnl né anticlpa l'esito dl decisionl o azioni proprie o altrui inerenti
l'ufftcio, al di fuori dei casi oonsentiti. Fomlsce informazionl e notlzle reladve ad atti od operazionl
amministrative, in corso o conclusi, nelle ipotesi prevlste dalle disposlzioni di lette e re8olamentarl in
materla di accesso, informando sempre
di interessati della posslbilita di awalersi del Servizio U.R.p. Comunlcazione o del sito internet istiturionale.
13. Rllascla (anche attraveBo trasmlssione telematica di file) copie ed estrattl di atti o documenti secondo
la sua competenza, con le modalita stablllte dalle norme in materia di accesso e dai rètolamenti.
14. ll dipendente osserva il setreto d'ufflclo e la normativa in matefia di tutela e trattamento dei dati
Personali è, qualora sia rlchiesto oralmente di fornire informazionl, attl, documenti non accessiblli tutelaù
dal segreto d'ufficio o dalle dlsposizioni in meteria di dati personali, lnforma ll richiedente dei motivi che
ostano all'eccoglimento della richiesta. Qualora non sh competente a prowedere ln merito alla richiesta
cura, sulla base dalle disposltloni intern€, che la stessa venta inoltrata all'ufflclo competente della
mèdesima ammlnistl?zione.
15. ll dipendente rilascia dichiarazionl pubblich€ o altre forme di esternazione in qualita di rappresentante
dell'amministrazione solo se espressamente autorizzato,
13 - Olapoiltlonl p.rùcolad p6r I n.3ponrablll dl S.ttoE.
1. Ferma restando I'applicazlone delle altre disposlzloni del Codice, le norme del presente artlcolo si
applicano al Responsabili di Settore - titolarl dl poslzione orBanizzatlva, ivi compresi i titolari di incarico ai
Art.
sensi dell'articolo 110 del decreto legislativo 18 agosto 2m0, n. 267.
2. ll
in base all'atto di conferimento
obiettivi assetnati e adotti un comportamento organizzativo adeguato p€t
Responsabile svolge con diligenra le funzionl ad esso spettantl
doll'lncarico, pers€gue
tli
l'assolvimento dell'inearlco.
3. ll Responsabile, prlma dl assumere lè sue funzioni, comunica al Segretario Generale, le situazloni
che possarrc porlo in conflitto dl interessl con la funzlone pubblica che s,/olBe e dichlara se ha parenti e
affinl entro il secondo grado, coniuge o convlvente che es€rcltano attivfta politiché, professionali o
economiche che li pongano ln contatti frequentl con I'ufflcio che dovra dlrlgerè o che siano coinvohi nelle
decisioni o nelle attivita inerenti all'ufflcio.
OBnl anno dal conferimento dell'incarico è dovuto un aggiornamento della comunicazlone che possano
porre ll Responsabile in poslzione di conflitto di interessi
4. ll Responsabile assume atteggiamenti leall e trasparentl e adotta un comportamento esemplare e
lmparzlale nei Epporti con collethl, icollaboratori, gli amministratori e destinataÌi dell'azione
i
ammlnistrativa. cura, altrèsì. che
le
i
risors€ assegnate
al suo ufficlo slano utilizzate per
finalita
esc:luslvamente istituzionali e, ln nes-sun caso, pèr esitenze personali.
5, ll Résponsrblle cura, compatlbllmente con le rlsorse disponibili, il benessere orgenlzzativo nella struttura
a cui e' preposto, farorendo l'instaurarsidl rapportl cordhlie rispettosl tra i collaboratorl, assume inizlatlìre
e
del personale,
personali.
all'inclusione e alla valorizza2lone delle differenze di genere, di eta e di condizioni
6. ll Responsablle ass€tna l'istruttoria delle pratlche sulla base di un'equa ripartizlone del carlco di lavoro,
finalizedte alla circolazione delle lnformazioni, alla formazione
all'aggiornamento
tenendo conto delle capacita, delle attitudinl e della professionalita del peBonale a sua dlsposizione. ll
dirigente affida
dl lncarichl
ln base alla professionallta e, per quanto possit{le, secondo criteri di rotazione.
Responsabile s\rolge la valutazione del pesonale assegnato alla struttura cui e' preposto Gon
imparzialna e rispettando le indicazioni ed i templ Prescritti.
8. ll Responsabile intraprende con tempesduta le inlzlatlve necessarle ove venga a conoscenza di un
illecito, attiva e conclude, se competente, il procedlmento disciplinare, owero segnala tempestivamente
7.
ll
I'illecito all'autorna dlsclplinare, prestando ove ridriesta la proprla collaborazione e prowede ad inoltrare
tempestiva denuncla all'autornà dudizlaria penale o segnalazione alla corte dei conti per le rlspettive
compstenze. Nel caso ln cui riceva segnalezlone di un illeclto da parte di un dipendente, adotta ogni cautela
di le8te afiinché sla tutelato ll segnehnte e non sia indebltamente rilevafa la sua ldentita nel procedimento
disclplinare, ai sensi dell'artlcolo +bls del decreto legislatlrc n. 155 dél 2m1'
9. ll Responsabile, nel limitl dellè sue possibilita, evita che rrctlzie non rispondentl al vero quanto
all'organizzazione, all'attivita e ai dipendenti pubbllcl possano dlffondersi. Favorisce la diffuslone della
cong;en a di buone prassl e buoni esempl al fine dl rafforzare
dell'ammlnlstrazlone.
il
senso
di fiducia nei confronti
10. ll Responsabile è tenuto a vigilare sul rispetto delle regole in materia di incompatibilita da parte dei
propri dipendènti o sul cumulo di impieBhi o incarichi extra istituziomli, ln tal caso è tenuto ad applicare le
dlsposizioni disclpllnari vitenti.
Art, ta - Conùatti cd ehrl alti nqodell
1. Nella condusione di accordi e negozi e nella stipulazione di contrattl per conto dell'amministrazione,
nonché nella fas€ di esecuzlone degli stessi, il Responsabile non ricorre a médiazione di terzi, ne'
corrisponde o promette ad alcuno utilta a tltolo di intermediazlone, ne' per facilitare o aver facilitato la
concluslone o l'esecuzionè del contratto.
2. ll Responsabile non conclude, per conto dell'ammlnlstra2ione, contratti di appalto, fornitura, s€rvizio,
finanziamento o assicurazione con imprese con le quali abbia stipulato contratti a tholo privato o ricevuto
ahre utll[a nel biennio precedente, ad eccezione di quelli conclusi ai sensi dell'articolo 1342 del codice
clvile. Nel c.so in cul I'ammlnlstrazlone concluda contrirttl dl appalto, fornitura, servizio, finanziemento o
assicurazione, con imprese con le quall ll dlpendente abbia concluso contratti a tltolo priyato o ricevuto
alùe utilita nél biennio preoedente, questl si astiene dal partecipare all'adozione delle decisioni ed alle
attività rclati\,e all'esecuzione del contratto, redigendo verbale scritto di tale astension€ da conservare agli
atti dell'ufficb.
3. ll Responsabile che conclude accordi o netozl owero stlpula contratti a titolo privato, ad eccezlone di
quèlll conclusi ai sensi d€ll'articolo 1342 del codice civile, con persone flsiche o giuridiche private con le
quali abbia concluso, nel biennlo precedente, oontrirtti di appalto, fornltura, seruizio, finanziamento ed
assicurazione, per conto dell'ammlnistrazione, ne intorma p€r iscritto il S€tretarlo Generale.
4. ll dipendente che riceva, da persone flslche o giuridiche partecipanti a procedure negoziali nelle qualì sia
parte I'ammlnistrazione, rimostrcnze orali o ssitte sull'operato dell'ufficio o su quello del propri
collaboratorL ne iniorma immedlatamente, di retola per iscritto, il proprio superiore gerarchlco o
funzlonale.
Arù 15 - vllllanre, mot torat8lo e attlyna formathrc
1. Ai sènsl dell'articolo 54, comma 6, del decreto letlslativo 30 mano 2001, n. 165, vigllano sull'applicazione
del pres€nte Codlce e dei codici di comportamento adottati dalle slngole ammlnlstrazioni, i responsablli dl
clascuna struttura, le strutture di controllo interno e l'ufficio procedimenti disciplinari.
Z. Le attlvfta svolte ai sensi del presente articolo dall'ufflclo procedimentl dlsclpllnari si conformano alle
previsloni contenute nel piano dl prevenzione della corruzlone adottato ai sensi dell'articolo 1, comma 2,
della léEEe 6 novembre 2012, n. 190.
Uufflclo procedlmenti discipllnarl, ohr€ alle funzioni discipllnari dl cui all'artlcolo 55-bis e setuenti del
decreto letislativo n. 165 del 2001, cura I'aggiornamento del codice di comportamento
dell'amministrazione, l'esame delle segnalazioni di vlolazione dei codlci dl compoÉamento, la raccoha delle
condotte illeclte accertate e sanrlonate, asslcunando le taranzie di cul all'artlcolo 54-bis del decreto
le8islatlrro n. 165 del 2001. ll responsabile della prevenzione della corruzione cura la diftusione della
conoocénza del Codice, il monitoragtio annuale sulla sua attuazione, ai sensi dell'articolo 54, comma 7, del
decreto leglslatlvo n. 165 del 2OOL la pubblicazione sul slto istituzlonale e la comunlcazlone all'Autorlta
nazlonale antioorruzlone, dl cul all'erticolo 1, comma 2, della legte 5 novembre 2012, n. 190, dei risultati
del monitoregglo. A fini dello svolgimento delle attlvita previste dal presente aÉicolo, l'ufflcio Procedlmantl
disciplinari opera in raccordo oon il responsabile della prevenrlone dl cui all'articolo 1, comma 7, della legge
#n del 2012.
3. Al fini dell'attivazione del procedlmento disciplinare per violazlone del presente
n.
Codice, l'ufficio
parere
secondo
facoltativo
procedlmenti disciplinari può chledere all'Autorfta naronale anticorruzione
del
2ol2'
quanto stablllto dall'articolo 1, comma 2, lettera dl, della legEe n' 19o
che
4. al personate dipendente sono rivolte attlvita formative ln materia dl trasparenza e integrlta,
comportamento,
del
codice
di
corsentano ai dipendentl di conseguire una plena conoscenla dei contenuti
annuale e sistematico sulle misurc e sulle disposizioni applicabili in tali ambilinontt e ,n
"ggioinamento
Art.
16
-
Rs.pdlcabllttà cmscCucite alla vlol.don. dal dov'd dcl
codk'
1. La violazione degli obblighi previsti dal presente codioe integra comportamenti contrari ai doveri
presente codice,
d,ufiicio. Ferme restando le iPotesi in cui la vlolazione delle disposizioni cont€nute nel
nonché dei do/erl e degli obblighl prevlstl dal plano di prewnzione della corruzione, da' luogo anche a
responsabilita penale, civile, ammlnlstrativa o contablle del pubbllco dip€ndente, essa e' fonte di
principi dl
responsabilita dlsciplinare acceÉata all'esito del procedimento discipllnare, nel rlsPetto dei
gradualha e proporzionalita delle sanzioni.
a"th determlmzione deltipo e dell'enfta della san lon€ discipllnare concretamente applicabile, la
violazione e,valutata in o8ni slngolo caso con riguardo alla gravita del comportamènto e all'entita del
pregiudlzio, anche morale, derivatone al decoro o al prestiSio dell'amministrazione di appartenenza. Le
Z. At flnt
quelle
s€n;ionl applicabilt sono quelle previste dalla legge, dai retolamenti e dai contratti collettivi, incluse
gravita,
dl
espulsive che possono ess€re applicate escluslvamente nei casi, da valutare in relazlone alla
del
regalo
o
modklta
delvalore
qualora
la
non
concorrano
cui
agli
articoll
disposizioni
di
delle
4
vlolazione
di
un'attivita
di
un
atto
o
questl
il
compimento
con
ultlmi
dl
I'lmmediata
corrèla2ìone
e
utilta
altre
delle
tipici dell,ufficio, 5, comma 2, 14 comma 2, primo periodo, valutata al sensi del primo periodo. [a
disposizionc di cui al s€condo perlodo si applica altresì nei casi di recidiva néEli illeciti di cui agli articoli 4,
comma 6. 5, @mma 2, esclusi i conflltti meramente potenziali, e 13, comma 9, primo perlodo. I contratti
colletuvl possono prevedere ulterlori criteri di individuarlone delle sanzloni appllcabili in relazione alle
tipoloSie di viola one del presente codlce.
3- Resta ferma la comminazione del licenziamento senza preawiso per i casi gia prevlstl dalla legge, dal
negolamenti e dai contrattl collettivi.
4. Restano fermi glt ulteriorl obbli€hi e le conseguenti lpotesi di responsabllita disciplinare dei pubblici
dipendenti previsti da norme di leg8e, di regolamento o dal contratti collettlvl.
Art. 17 - DlsDoctslonl pcr Dérronah aPparteneEte a prrtlcolad tlpoloEh profc.Elomll
Sl rlnvla alle disposizioni contenute nel Piano triennale di prevenzione della corruzione per la definlzione dei
compoÉamentl attesi da perte del personale assegnato alle aree ad elevato risdlio di corruzione nonché
appartenente a specifiche tlpologle professionali'
Di quado sopra è stato Ìedatto il presente v€rbale che, previa lettunq viènr soaoscriÈto c.or'le segue:
rL PRE§II)ENT"E,
f.to f,lotl Vifo De Prhna
IL
SEGRETARIO
f.fo Do(r,sa Fraocesca Perrone
r +r,
e srata arfissa all'Albo rrqtorio cartac€o e pubblicata all'Albo $etorio on Iine in data
?,f§r§
tf' Der
i$tlferaziorc
-1
-, è slata comunic ta in elenco ai Capigruppo consiliari con
-rrstaryi
Dea r<
15 -- ^^-^^-.1.,.., €d
' -"*-,r ^-.
nqlfprui,
t
n-
ffiY§'
a.r -2 §ÉÀtffi
GEN
d'us§cutivi
L&-preriale.delibèraaio{e si compone lin qui di
ammini$rati!o.
Dalla Sede Muricipale,
af_G.
faecl0rÈ éd à copis
éolforme
a
,originale
da servire per uso
D *2 6[rr:0J*
'.{f
'o,\
IL RE§POI{§ABILE DEL SERVIZIO
Dorl. Nicola-Boneli
ut)a
&_,
&;;"{
I[ sotroscrins, vistì gli aai d'ufficio,.
A.TTE§TA.
Ai ssrsi dcl T.U.E,L. Né 267 del I8lO8llO0O
'
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qHÉ li
Presonte
(hlibenzisneì
::"?f;il'#'5"ffEff
- è sr*a pubbticata
ff;
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alt'Albo pretorio on line ii,
' CIIE la pressnte detiberazi,one
ft
'
r§Éry *3'j::jY',
d", . -
è rtivcnuta csecuriva
il
3jÉN
!01{
al n.
giwoo-!-f[f,§-,!$]l---
ferche dichiarata imm€diqtamerte essguibite Art l34,cornma 4,T.U.E,L.N?67 del 18.082000
lldecorsil0giomida[adstadiB&blisazione.all'AltoPrqrÒrtoorlineAn.32.cÒroma5,teggÉn.692009
Dalla Sede Municipale, Li
nitaìe.. &ON{:I:LI
IL NESPON§A.BII,E DEL SERI.IZIO
Don. Nicola Bomlli
( r+*e<e-to 6 ;
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 zptile 2013, n. 62
Regolamento recante codice di comporEamento dei dipendenti
a norma delL'articolo 54 del decreEo legisLaElvo 30 marzo
165.
pubblici,
200r, n'
(13G00104)
(GU n.129 del 4-6-2013)
vigente al: 4-6-2OL3
]I,
PRESIDENTE DEI,I,.A REPI]BBLICA
vlsto lrarticolo 87, qui.nEo conma. del1a Costituzione;
visto 1'arf,icolo 17, comma 1, delIa legge 23 agosto 1998, n' 400;
Visto iI decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante 'rNorme
generali su11 'ordinamento de1 lavoro a]le dipendenzè del1e
amministrazioni pubbLicherr,
Visto, in particolare, L'artsicolo 54 del decreto ]egislativo n 165
del 2001, come sostituiÈo daLl'artsicolo 1, comma 44, deI1a legge 6
novembre 2O!2, n- 190, che plevede Ì'emanazione di url Codice di
conportamenEo dei dipendenti delle pubbllchè amminisErazioni a1 fine
dì àgeicurare la qualita' dej' servìzi, la prevenzione dei fenomenl di
corruzione, i1 rispèÈto déi doverj' costituzionali di dìligenza,
Lealla', irnparzialita' e servìzio esclusivo alfa cura delf interesse
pubblico;
visco il decreto dè1 Ministro per 1a funzione pubblica 28 novenìbre
2ooo, ,ecanEe "codice dj. comportamento dei dipèndenti de1le pubbllche
amministsrazioni". pubblicaEo ne1la Gazzetta Ufficiale n_ 84 de1 10
aprile 2 001;
vista f intesa intervenuta in sede di colrferenza unificat'a di clri
all'arbicolo I de1 decreto legislativo 28 agosto a997, n' 281, ne11a
seduta del 7 febbraio 2013,
Udito i] parere dè1 Consiglio dl Stato, esPre6éo da1Ia Sezione
consultiva per g11 atti normatiwi nellrA.dunanza deI 21 febbraio 2013;
Ritenuco di non potser accogliére le sèguenti osservazioni contenute
ne1 ciÈaEo parere de1 Consiglio di stato con 1e quali si chiede: dì
estendere. all'alticolo 2, l'ambito soggettsivo di apPlicazione del
presente codice a tutti I pubblici diPendenti, ln con6iderazlone del
fatto che 1'articolo 54 de1 decrèto legiÉlativo n 165 deI 2001, come
modificato da11'articolo 1, comma 44, de11a legge n 190 dè1 2012'
trova applicazione soltanto ai pubbllci dlPendenti i1 cui rapporEo di
lavoro e' regolato con trat tualment e ; di prevedere, allrarticolo 5' 1a
valutazione, da parte dellrammini6Erazione, della compatibiliEa'
del1'adesione o de11 ' aPparEenenza de1 dipendente ad associazioni o ad
otganizzazi-oni, in quanto, assolto lrobbligo di comÙnicazione da
pait" dat dipendente, lrammj.nistrazione non appare legittj'mata' in
iria prewenti.ra e genelale, a sindacare 1a scelta associativa; di
6' comma r'
este-ndere I'obbligo di informazione di cui' all'articolo
def
ai rapporti di coilaborazione non retribuiti, ìn considerazione
ì
solo
far
emergere
queIla
di
e'
norma
deÌIa
Ia
finalita'
fatto_ àfre
rapportì intratstenutsi da1 diPendenEe cofl soggetti esterni chel-5'abbiano
comma
risvofti di caratèere economico; di èliminare, all'a'Eicolo
funzioni dei
i, il p"ssaggio, agli uffici di disciplina, anche delleprevlsti
dal'la
àti.i, it quanto uffici non Piu'
comj.taii o ,iti"i
vigenEe normativa,
ii.t. t" deliberazione deÌ consiglio dei MinisEri, adotcata ne11a
riunione de11 ' 8 marzo 2013;
Su11a proposta deI Ministro per Ia pubblica alPmini stlaz lone e 1a
6empli ficazione;
Emana
i1 seguente regolamenEo:
Art.
1
Disposizioni di carattele generale
l-. 11 preeente codice di
comportame
Eo, di seguito
denominato
',Codice,'. definiscè, ai fini de11'arÈicolo 54 del decreto Legislativo
30 marzo 2001. n. 1-65, i doveri minimi di diligenza, Ìealtar,
imparzialita' e buona condotta che i pubblici dipendenEi sono tenutj.
ad osservale.
2. Le previgioni de1 prèsenEe codice sono incegrate e specificate
dai codici di comportamento adottati daIIe singofe amministrazioni ai
sen6i dellrarlicolo 54, comma 5, del citato decleto legiglaElwo n.
165 de1 2001.
ArE. 2
Ambito dl aPPlicazione
l. 11 presente codice si applica al dipendeDti deIIe pubbliche
1, comma 2. de1 decreto
amministrazioni di cui all'articolo
legislaÈìvo 30 marzo 2001, n. 165, i1 cui rapporto di levoro el
disciplinato in ba6e all'artico:.o 2, commi 2 e 3. dè1 medesimo
decleto.
2. Fermo lesEando quantso prewisÈo daI1'articolo 54, conma 4, deÌ
decr.eto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, 1e norme cÒntènute neI
presente codice costituiscono prj'ncipi di comportamento per Ie
3 del citato
iestatti cacegorie di personale di cul all'articolo
decreto n. 165 de1 2001, in quanto compaElbili con Le disposlzioni
dei !ispettivi ordinamenti.
3. Le pubbliche amminisÈrazioni dj' cui aIÌ'articolo 1, comma 2, dè1
decreto legislaCivo n. 165 del 2001 èsCendono. per quanto
compatibili, g1i obblighi di condotta previEÈi dal presente codice a
tutti i collaboratorj. o consulent.i, con qualsiasi tipologia di
contraÈEo o j.ncarico e a qualsiasi titolo, ai titolari di organì e di
incarichi negli uffici di direEta collaborazione dè1le autoriÈa'
politiche,
noncher nei confronti dei collabotatori a qualsiasi titolo
-di
i.pr"." fornitrici di beni o §ervizj' e che realizzano opere in
favore de1I'amministrazione. A tale fi-ne, negli atti di incarico o
nel contsratti di acquisizioni delle collaborazioni, del1e consulenze
o dei servizi, 1e amminlstrazioni inseriscono apposice di6posizioni o
clausole di risoluzione o decadenza dèI rapport'o iD caso di
violazione degli obblighi dèrivanti dal PreÉenEe codice'
4. Le di6po;izj.oni del presente codice si applìcano a1le regioni a
statuto spe;ia1e e aIle province autonome di Trento e di Bolzano ne1
rj.spetto àe11e attrlbuzioni derivanti dagli Etatuti speciali e de11e
relàtive norme di aEtuazione, in materia di organìzzazione e
contraEtazione collettiva de1 proprio personale. di quello dei loro
enti funzionalì e di que1lo degli enti locaIi def rispettivo
territorio
Art, 3
Principi generali
con
1. I1 diPendente osserva 1a costsituzione, serveDdo Ia Nazione
principi
di
ai
propria
condotca
1a
conformando
onore
e
ed
disciplina
Il'
buon andamento e inparzialiEa' deLlrazione ammj.nistraElva'
dipendente svolge i propri compitsi ne1 risPeÈEo deIla 1egge,
Ì'interesÉe pubblico senza abusare de1Ia posizione o dèi
poteri di cuj. e' titolare.
2. 11 dipendente rj.spetta aIt.resi, i principi di integrìta, ,
correLEezza, buona fede, proporzionalita', obiebtivita,, trasparenza,
equita' e ragionevolezza e agisce in posizione di indipendenza e
imparziafiCar. astenendoÉi in caso di conflitto dl intelessi.
3. Il dipendente non usa a fini privati le infomazioni di cui
disponè per'ragioni di ufficio, evita siEuazioni è comportamenti che
possano ostacolare ì1 corretto adempimento del compiti o nuocere agli
inEeressi o alf immagj.ne de1la puòb1ica amminl sEraz ione . prerogative
e poteri pubbl.ici sono esercitatl unicameDte per 1e finalita'
dl
intere6Ée generale per le quall sono stati conferiti.
4. ll dipendenCè esercita i propri conpiti orientando l,azione
amministrativa alÌa masslma economicita,, efficienza ed efficacia. La
geÉtione di rìsorse pubbliche ai fini delfo èvoLgimento de1Ie
at.Eivitat amminist.rative deve seguire una logica dj. contenimento dei
coÉta, che non pregiudichi 1a qualita, dei risultaEi.
5. Nei rapporEi con i destinatari dell,azione aftnini6trativa, 11
dipendenEe assicura 1a piena parita, di trattamento a paritaì di
condizioni, astenendosi, altresi', da azioni atbitrarie che abbiaao
effeeEi r!ègativi sui de6tinatari de11,azj.one amministrativa o chè
comportino discriminazioni basate su seÉso, nazionalitat, orìgine
etnica, caraCteristiche genetiche, lingua. religlone o credo,
convinzioni personali o politiche, appartenenza a una miooranza
nazionale, disabilita' , condizioni Bociali o di salute, eCa, e
orlent.anent.o sessuale o su a1tri. diversi fatt.ori.
5. I1 dipendente dimoètra 1a massima digponibilita'
e
collaborazione nei rapporti con Ie altre pubbliche amminisErazioni,
assicurando 10 sca bio e Ia trasmissione dell-e informazioni e dei
dati in qualsiasi forma anche telematica, ne1 rispetto delIa
perseguendo
normativa vigerrte.
Art.
4
Règa1i, compensi e altre utilita'
1. 11 dipendent.e non chiede, ne, sollecita, per se' o per a1tri,
regali o altre utilitar .
2- 11 dipendente non accetta, per se' o per aItri. regali o aLtre
salvo quelli
utilita',
d,uso di nodico valore effettuati
occasionalmente nell'anibito de11e nornali relazioni di corteÉia e
nelLrambito dèlLe consuetsudini j.nternazionali. In ogni caso,
indipendentement.e dal1a circosEanza che i1 fatto costituisca reato,
regali o altre
iI dipendenEe non chiede, per ser o per aItri,
utilita',
neanche di modico valore a titolo
di corrispettivo per
compiere o per aver compiuto un atto de1 propri.o ufficj.o da soggeeEi
inerenti
che possano trarre benefici da decisioni o attivita'
ne' da soggetti nei cui confronEi e' o sta per essele
all'ufficio,
chiamato a Evolgere o a esercitare attiviEa' o potesta' proprie
de11'ufficio ricoperco.
3. I1 dipendente non accetsCa, per se' o Per a1Eri, da un proprio
subordinato, diretÈamente o indirettamente, regali o altre utilita',
6a1vo queIli d'uso di modico vaLore. 11 diPendente non offre,
direttamènCe o indirettamènte, regali o altre utillLa' a un proprio
sovraordinato. éalvo que11i d'uso di modico valore.
4. I regali e 1e altre uEilita' comunqfl.re ricevuti fuori dai caÉi
consenÈiti daf presente articolo, a cura dello stesso dipendente cui
6iano pervenuEi, sono inmediaÈamente messi a disposizìone
deLl'Àmministrazione per 1a restituzione o per eBsere devoluti- a finl
istituzionali.
di
5. A.i fini de1 prèsente articolo, per regali o altre utifitar
modico valore si intendono que11e dl valote non suPeliore, in via
orientativa, a 150 euro, anche sotto forma di §conto. I codici di
comportamenÈo adoEtati da11e singole anministrazioni possono
anche fino a1l'esclusione dellà
prevedere limiÈi inferiori,
possibilica' di riceverli, in relazione affe caracEeristiche
de11'ente e alla tipologia delle mansionl.
6. l1 dj.pendente non accetta incarichi di collaborazione da
soggetti privat.i che abbiano, o abbiano avuto ne1 biennio precedente,
un inLeresse economico signiflcativo in decisioni o atstsiwita'
di appartsenenza.
inerentsi all'ufficio
?. A1 fine di preservare i1 prestigio e lrimparzialita'
6u11a
dell'arnminiEErazione, iÌ re6ponsabile deI1'ufficio vigila
correEEa applicazione deL presenbe arEicolo.
.ÀrL.
5
Partecipazione ad aésociazionì e organizzazioni
1, Ne1 rispetto
delLa dieciplina
vigente
de1 diritto
di
asaociazione, i1 dipendente comunica tempestivamente a1 responsabile
detl'ufficio di apparÈenenza la proprj.a adesione o appartenenza ad
associazioni od orgaoizzazioni, a prescindere daI loro carattéle
riservato o meno, I cui afiòiti di interessi possano interferire con
de1I'ufficio. 11 presente comma non si
10 svolgimento dell,at.tivita'
applica all'adesione a partiti politici o a sindacati.
2. I1 pubblico dipendente non costringe albri dipendènEi ad aderile
ad a6Éociazioni od organizzazionj., ner esercita pressioni a tale
fine, promettendo vantaggi o prospetÈando svantsaggi di carriera.
.Art.
6
degli inceressi finar,z ìari
e conflitti d'inEeresse
Comunicazione
L. Fermi reeEando g1i obblighi di ErasParenza previsti da leggi o
iI dipendènte, all'atto deIl'assegnazione all'ufficio,
i rapporti.
lnforma per iscritto i1 dirigente de1I'ufficio di tutti
di collaborazione con soggetti privati in
direEti o indiretti,
qualunque modo retribuiti che 1o stesso abbia o abbia avutso negli
u1tsimi Ere anni, precisando:
a) se in prima per6ona, o suoi parenti o affini entro i1 secondo
grado. i1 coniuge o i1 convivente abbiano ancora rapporti finanziari
con iI soggetto con cui ha alruto i predetti rapporti di
regoLamenEi,
collaborazione;
b) se tali rapporti siano inEerco!éi o intercorrano con soggetti
che abbiallo interessi in atEivlta' o decisioni inerenti aÌ1'ufficio,
limitatamente a1le pratsiche a Iui affidate.
2. rl dipendente si aétiene dal prendere decisioni o svolgere
attiwita' inerenti alle sue mansioni in ÉiCuazioni di confliEto,
anche potenziale. di interessi con intelessi personali, de1 coniuge,
dì conviventi, di parenti. di affini entro i1 secondo grado ll
conflitto puo' riguardare interessi di qualsiasj- natura, anche non
patrimoniali, cone quelIi derivanti dalf intento di voler assecondare
pre6Éioni poliCj.che, gindacali o dei suPeriori gerarchici '
Art. 7
obbligo di asten§j.one
. 11 dipèndente Éi astiene da1 partecipare all'adozione di
che possano coinvolgere interessi propri'
deci.6ioni. o ad
"tti.riE"' affini entsro i1 secondo grado, del coniuge o
ovvero di suoi Parenei,
di
dì conviventj., òppure di peraone con 1e quali abbia rapportsi con
organizzazioni
od
di
soggeltl
owero,
abituale,
frèquentazione
cui egli o il coniuge abbia causa pendente o grave inimicìzia o
1
owero di soggetsti od
rapporti di credito o debiEo significallvi,
procuratore o agenCe,
curatore,
cui
sia
tutorè,
di
otgantzzazioni
ovwero di enti, as6ociazioni anche non riconosciute. comitati.
societar o sEabilimenti di cui sia amminiEtsratore o gerente o
dirigente. 11 dipendenEe si a§tiene in ogni altro caso i.n clÌi
esistano gravi ragioni dì convèlrienza. Sul1 'asEensione decide i1
reEponsabile de1I'ufficio di appartenenza.
.ÀrL. I
Prevenzlone del1a corruzione
1. I1 dipendente risPetta 1e misure necessarie a1la prevenzione
degli illeciti neI1 | amministrazione. In parEicolare, iI dipendente
rispeÈta 1e prescri2loni contenute nel piano per 1a prevenzione de11a
corruzione, PrèÉta Ia sua collaborazione aI resPon6abile defla
prevenzione deI1a corluzlone e, fermo restando I'obbligo di denuncia
à11'autorita, giudiziaria, segnala a1 proprio Buperiore gerarcÌÌico
oel1'amminisErazione di cui sia
eveneuali èitsuazìoni di illecito
venuto a conoscenza.
A.rE.
9
Trasparenza è Cracciabil lEa'
1. I1 dipendente assicura 1 'adempj.nento degli obblighi dì
trasparenza previèti in capo aIle pubbl'iche amministrazioni secondo
1e
disposizioni
normatj.vè vigenti,
preÉtando
1a
massima
collaborazione neII' elaborazione, reperimetrto e trasmìssione dei dati
Eotsloposti all'obbligo di pubblicazione sul sito istituzionale'
dei processl decisionali adoEtati dai
La tracciabilita'
2.
i caer, garantita afcraverèo un
dipendenti deve essere, in tutti
adàguato supporto documentale, che consenÈa in ogri momento la
repLicabilica'
.
.ArE
Comportamento
.
10
nei rapporEi privati
1. Nei rapportj. priva!i, comprese I'e relazioni extralavÒratsive con
pubblici ufficiali nelÌ'esercizio de11e loro funzioni, i1 dipendente
posizione che ricopre
menziona Ia
non sfruEta, ne'
nell 'ammini.straz ione per ottenere utilita' che non 91i spetEino e non
agaume nessun altro compoLtamerLo che posÉa nuocere alf immagine
de11' ammini6trazione.
A.rt
.
11
ComPortamenEo
in servi zio
1. Fermo restando i1 rlspetto dei termini deI procedimento
amminlstlaEivo, iI dipendente, salvo gìustificaÈo motivo, non rj'tarda
iI
net adotta comporEame;ti tali da far ricadere §u altri dipendenti
o I'adozione di decisioni di proprj a
compimento dj. attj.vita'
spettanza.
2. l1 dipendenÈe utiÌìzza i permeÉsi dì asEensione dal lavoro'
conunque d_enominati,
neI rispetto
deLle condizioni previstse da1la
tegge, aai regolamenti e dai contraEEi coIIetst'iwi'
ii if aip""a."te uÈilizza iI maEeriale o Ìe aEErezzatule dj' cui
alspotr. pe'r ragioni di ufficio e i servlzi Lelematlci è tseÌefonici
,ré1 ti.p.tco dei vincofi poÉti dalr'arnministrazione rl
dipendente utilizza i mezzi di trasportso de1l ' amministràzione a sua
di_sposizione sollanto per 10 svolgimento dei compiti d'ufficio'
àeli'urticio
astenendosi dal trasportare terzi, ée non per motivi d'ufficio'
A.rt.
12
iI Pubblico
si fa riconoscere
L. 11 dipendente in rapporto con i1 pubblico
de1 badge od altro supporto
wisi'bile
modo
in
attt"r"r.o'r'.=posizione
-*"""o
salvo
u disposizione dall'amministrazione'
ia""iiii".ti"o
jn
deÌla
considerazione
anche
."t'i'io,
àirrar". ai.po.izioni di
dài di.pendenti, opera con §piriEo di Éervizio' cotreLLezza a'
alla corrispondenza'
"iaur""r^
.Àii.=i" e dispo;ibilita' e, ne1 rispondere
elettronica' opera ne1la
;;r;;;a" teLef;niche e ai meBÉaggi di postsa
Oualora lron s1a
maniera piu' completa e accuraEa possibile'
indirizza
per
matseria'
o
rivestita
posizione
corEeÈents; per
o ufficio comperente de11a medesima
i,*rio""tlo
i;ì;;;;;;;..-"-;r
aegretso
r1 diPendenÈe, fatte salve 1è norme su1
a*i.ri"c..rio.t".
ordine
in
richiesie
gli
siano
forniÈce 1e spiegazioni che
;ì;;I;i;,
quali
dei
dell'ufficio
dipéndenEi
proprio
.
ài
at cornpo.ta*"nto
da
"ttti
'
operazioni
Nelle
coordinamento'
i1
od
i. ii .""porrt"bilit; '
rispetta'
dipendènte
il
pratiche
netta tratta,ione de1le
;;"i;.t"i-;
ordine di priori't'a'
À"lrÉ air"t"" esigenze di servizio à di"'=o
e non rifiutsa
cronologico
1'ordine
=a"i ii" à"tt'"*àirri"tt.zione,
ll dlpendente
a cui sia tenuto con motivazÌoni generiche
pr"rt""io.ti
ritardo aj'
éenza
risPonde
e
citÈadi'ni
i
con
appuntamenli
Ii"p.ai.-"ff
loro
--i. reclami - il diritto di esprimere walutazioni e diffondere
iur.l"
si astiene
irrià*"riotti a Eutela deì dlritÈi 6j-ndacali' i1 dipendente
confronti
nei
offensive
pubbliche
dichiarazioni
da
RaPPorEi con
de11 ' amnini 6t.raz ione
.
aÈtj'vita' lavorativa in
. Il dipendenÈe chè svolge 1a sua pubblico
cula i1 rispeEto
af
servizi
fornisce
chè
ione
r.rI1,amminieEràz
fiseati
quantica'
di
e
qualita'
ai
J"siì
I1
servizi'
dei
carte
"Eà"a".a
apposite
neIle
anche
ione
slraz
amnini
l
dal '
del
servjzio'
continuiba'
la
aseicura-rÉ
di
fine
op.ta "1
;i;;"d;;;;
di
ag1j. utenti Ia scelta tra i' diverÉi erogatori e
ài-."""""irtè
fornireloroinformazionisullemodalitaIdipleStazionèdelservj.zio
e sui Livelli di qualita'.
ne'--anEicipa 1'esito di
4. I1 dipendente non assume inPegBi
-inàrenti
a1 di fuori
all'ufficio'
altrui
proprie
o
decj.sioni o azioni
ad atti
relative
notizie
e
consenEiti. ràrnisce informazioni
;i-;;;i
ne11è ipotesi
Ò.1 oDerazioni amminist.ratiwé, in corso o conclusi'
tÀ"r ài r"sst e resolanentari in materia di
;:.;[;"';ii"-àì=r."i,
di
possibilita'
accesso, informanalo Éempre g1i iitttt""àti
.de1la
pubblico'
i1
relazioni
per
1e
dèLl'uificil
anchè
.con
""".i"i!r copi.e ed e6ÈraEti di atti o documenEi secondo 1a sua
nif""ai"
di
1e modalita' stsabj'liEe dal1e norme in materla
;;;;.;;;";,'"""
amministrazlone
propria
'
della
àaaà""" a dai regolamenti
e. 1a normativa in
5. r1 dipendenEe o66e!va ir t"it"i" drufficio
e' qual'ola sia
perÉonaIi
dati
àei
a,att"*""tÀ
e
materia di tutela
documenti non
atÈi'
informazlòni'
richiesEo oralmenle ai roinire
in
disposizioni
dalIe
o
accessibili tuEelati atr ttgiài" d'uffi'cio
che
motiwi
dei
ichiedente
if
i"i"t*t
persolrali,
nateria di dati
a
l..t'to de1la richiesta' Oualora non-sia competente
ofiàrro "r r ' "..og-f
-ir, -.erito
base de11e
6u11a
il"r'it"tt
pt"*r.a.t"
""tu' inoltrata allrufficio
"rit- Ia stsessa venga
disposj.zioni inEerne, ene
amministrazione
'
medesima
de11a
càmietente
Art. 13
3
Disposizioni Particolari per i dirigent i
1. Ferma restando 1'aPplicazione delle altre disPosizioni
de1
Codice. 1e norme de1 presente articolo si applicano ai dlrigenti, ivi
compresi j. Èitolari di incarico ai Èen6i dell'arti.colo 19, comma 6,
deI decreto legislat.ivo n. 165 del 2oo1 e dellrarticolo 110 de1
decreto legielatìvo 18 agosto 2000, n. 267, aj. soggetti che svolgono
funzioni equiparate ai dirigenti operanEi negÌi uffici di diretta
collaborazione del1e auEorita' polltiche, noncher ai funzionari
di
reEponèabili dj. posizione organizzativa negli enti privi
dirigenza.
2. 11 dirigente svolge con diligenza Ie funzioni ad es6o spettanll
in base all'atto di confèrimento delf incarico, persegue gli
obiettivi assegnaEi e adotta un comportamento organj'zzaEivo adeguato
per 1'assolvimento delf incari co.
3. 11 dirigente, prima di assumere ]e sue funzioni, comunica
al1'amministrazione 1e partécipazioni azionarie e g1i altri intelessi
finanziari che possano porlo in conflitco di interesÉi con 1a
funzione pubblica che èvoIge e dichiara se ha parentsi e affini entro
iI 6econdo grado, coniuge o convivente che eserciEano attiwita'
politiche, profèɧionali o economiche che I'i pongano in contettsi
irequenti con lrufficio che dovra' dirigere o che siano coinvolti
I1 dirigente
inerenti all'ufficio.
ne11e decisioni o nelle attivita'
fornisce Ie informazioni suI1a propria situazione patrimoniale e Ie
dichiarazioni annuali dei redditi §oggeEti alf imposta sui rèdditi
delle persone fisiche previste da11a 1egge.
4. 11 dirigente assurne atteggiaftenti 1eaIi e trasparènbi e adotta
colleghi,
u.rr comportsameflto esemplare e imparziale nei rapporti con i
i collaborat.ori e i desEinatari deI1'azione amministrativa. r1
dirigente cura, altreÉi', che le lieorse a6segnate a1 suo ufficio
e, in
esclusivamente lstituzionali
siaro utilizzaEe per finalita'
negéun caao, per esigenze personali.
5. fÌ dirigente cura, comPatibilmente con le risorse disponibili,
i1 benessè!e orgarrizzaLivo nella struEEura a cui e' prepoéCo,
favolendo f instaurarsi di rapporti cordiali e rispettosi tra i
collaboratorl, assume ini2iative frnalizzate a1la circolazione de1le
informazioni, a1la formazione e a1l ' aggiornamento de1 personale,
aLf inclusione e a1la valorizzazione de11e differenze di genere. di
eta' e di condj.zioni Pergonali.
6. I1 dirigente assegna f istruttoria de11e pratiche 6u11a base di
del carico di lavoro. tenendo conEo deLle
ìlrl I èqua ripartizione
capacita'. del1e aEtiEudini e della professionalita' del personalej-na
suà disposizione. 11 dlrigence affida g1i lncarichi aggiuntsivi
basè aIla professionalita I e, per quanto possibile, secondo cliteri
dl roCazionè.
?. I1 dirigente svolge Ia valulazione de1 per§onale aésegnato alla
strutEura cui e' prepo§to con imparzìalitar e ri§pettando le
indicazioni ed i Eempi prescritti.
l1 dirigente j.ntraprende con tempestj.viEa' le iniziative
8.
necessarie ove venga a conoscenza di un iIlecito, atstiva e conclude'
owero segnala
se competente, il. procedimento disciplinare,
di6ciPlinare, prestando ovè
EempesEivamenle f illecito all'autorita'
ricÉiesEa la propria collaborazione e prowede ad inoltrare
giudiziaria penale o segnalazione
Èempestiva denr-:rcia all'autorita'
competenze ' NeI caso in cui
per
rispeEEive
Ie
conEi
dei
al1à corte
riceva segnalazione di un illeciEo da parte di un dipendentse, adotta
e non sia
ogni cauté1a di legge affinche' sia tsutelato iI segTlalantep'ocedinento
nel
ldenElta'
sua
1a
rilevat.a
i;debitamente
disciplinare. ai éensi delf'articolo 54_bis deI decreto legislativo
n. 155 del 2001.
evita che
9. 11 dirigente, nei limiti defle sue possibilita"
notizie non rispondenti a1 vero quanÈo all'organizzazione'
e ai dipendentsi pubblici possano diffondeisi- Favorisce
all,attivita'
ta dìffusione de1Ia conoscenza di buone praÉ6i e buoni esemPi aI fine
di raffotzare i1 sènso di. fiducia nei confronti de11'amministrazione'
A.rt. 14
contsratti ed altsri atti negoziali
1.Ne].laconclusj.onedj'accordienegozienella.stj.pulazionedi
nonche' nelÌa fasè di
conrraEti per conEo d.I1 ' u;;l;it't;zionenon' licorre a. mèdiazione di
esecuzione deg1l 6Ee§si, ir àip""àt"t" tttt*o
a titolo di
utilita'
ta
terzi, ne' corrispon'Ie " pt"'"iit
conclusione
1a
faciliEato
o
avet
per
t""iiii"te
int.ermediaz ione , ne'
ol'esecuzionedelcont,aEEorlPresenEecgr.na.nonsiapplicaai
Juia aeciso di ricorrere all' attivi'ta'
I..r"i"'I"i-i;".Àini.tt^'io"t
di intermedìazione profess i'onale ' per conto de11 ' anmini scraz ione '
no"
2. 11 dipendent"
-ai
finanziamento o
servizio'
fornitura'
appalto, "ot'"f'àe'
conlratti a
stipulato
qo"ii
abbia
"oiarliai
asÉicurazione con imprese aon i"
ad
precedente'
biennio
neI
o ricevuto "rtt"-t'Èiiic"'
Èitolo privato
-;"àtt
codice
del
1342
dell'articolo
sensi
i co"cr"si-ai
;";;;";.-à;
one concluda- contratti di
civile. Nef caso in t"i l ';;J;i;'razi
o assicurazione' con
finanziamento
servizio'
]"""iià,- io."ta"t",
cont'ratti a titolo
concluso
ii aip'ià""c' abbia
i#:::;'
sl
nel biennio precedente' questialre
,"i'ilati
h'iar.r-^ ";-i:-n""it
ri
ceurto
.fa."
^"":i-=;.;;";;;;;.--;,.ii-do'io"'
ed
decisioni
delle
:::ì*:
rediqendo verbale
atfivitar relati.ve -ff'estct"io"" deI contraEto'
dellrufficio'
atti
agli
à"
-o negozi
scriÈto di tale astensione
"o"ttr-""t"
owero stj'pula
àccordi
-là-à."eri"rr.
3. 11 dipendent" .o" to"!i'àà
que11i conclusi ai sensi
ai
prir"to,
a
t.itolo
contratEi
dell'articoloL342de:Icodicecivile'conper6oDefisicheo
g6nslusq' ne1 biennio
giuridiche privaEe con 'I--q""fi
"55it
sen'izio' rinanziamenco
fornitura'
apparÉo'
ai
àontratt'i
;;;;;;;a.,
- informa per
j'on"
, p", tot'tà dellramministrazione' ne
ed aés ic\rraz
iscricto iL dirigente deII'ufficio'ai comml 2 e 3 6i tlova il dlrigenEe'
--i.-À"-""ir.
siÉuazioni di cui
aPicale responsabile de1Ìa
quesÈi informa per iscritto ii-aliigttttt
ge6Eione del Personale '
da perEone fisiche o gluridiche
5. 11 dipendente che rlceva'
sia parte
neI1e T:]f
DarÈecipanti a procedure negozial-i
su11 ' operato
scritte
o
orari
rimostranzeii"**i"iJatàrt"".,'
de]'l.ufficioosuquelfodeipropricollaboratorl,neinforma
i1 proprio superiore
imnediatamente, di regora pài i=.iiac".
gèrarchico o funzionale '
.Art. 15
Vigilanza, monitsoraggio e att'iwitar formative
legiGlabivo 30
1. À.i 6ensi de1I'articofo 54' comna 6' del decreEo
Codice e
del
Plesente
etl11'applicazione
vigil_ano
marzo 2001, n. 165,
i
amministrazioni'
singole
tàJtt"ii'atrr'e
dei codici di comportamenEo -;i;;;;"
di
strutsture
1e
struttu;a'
diriqenri re§ponsabili di
ì'rrfici etici e di disciplina'
i;4";;"
sli
"
e rnoniLorasgio prevista da1
";;;;;i;
à; ;i;ii""'"
2. ai fini dell'atLivita'
si awal'gono deI1'Lrfficio
uln*Iii"ti"'ioni
ft
Dresente articolo,
del1'articolo 5s-bis'
sénsi
ai
i"tli"it"
::::ilt;"";-;;J.iprin"'i
2oo1 che svolse'
del
16s
xli;"";ì*";:t--à..i""" a"irtgi"I;ti'"
gia'
"
ewentualment.e
i"i
,..rtf
."jlc"ti-"
a1tre6i,. Ie fLìnzioni
"ti.i
t=5itlàtl;.rrr.a'
dall'ufficio
svolte ai sen6i de] Presente articolo
previsioni
eventuaÌi
a1le
di6cj.plj'nari "i--t""t"i'"i1"
Drocedimenti
daLle
adottati
-"orrtarrrE" nei
corruzione
àeIla
Pj.ani ai ptt""'io"t
5
lessè
2'
comna
1'
a"iì'"ifi'"r"
.de11a
:#i;i;;;";];"i- a."i ,eo.
ol-tsre
="',.i
disciplinari'
o't'iii"i"
Procedimenti
novembre 2o!2,
55-bis e seguenti del
afle funzioni disciplinari ài-t"i ^ii'ttticolo
de1 codice
1'aggiornamenEo
cura
à"r-iooi,
t-65
decreto legislativo n.
dl comporCamento dell,aftininistrazione, 1'esame delÌe segnalazioni di
violazione dei codici di comporEamento, 1a raccolta delle condotte
illecite accertate e ganzionate, assicurando Ìe garanzie di cui
all'articolo 54-bis del decreto legislabivo n. 165 de1 2001. II
responsabile del1a prevenzione della corruzione clrra 1a diffusione
de11a conoscenza dei codici di comportamento neI1 , ammj.nistrazione, i1
moni.toraggio annuale sul1a loro attuazione, ai sensi delI'articolo
54, comma ?, del decreEo legislativo n. 16S de1 2OOt, la
pubblicazione su1 sito isEituzionale e deI1a comunicazione
aflrAuCorita' nazionale anticorruzione, di cui. all ,articolo 1. comma
2, della legge 6 novembte 2Oa2, n. 190, dei ri6ultati
det
monitoraggio. .Ai fini dello svolgimentso delle attivlEa, prewj.ste dal
presente arÈicolo, l,ufficio
procedjmenti disciplinari opera in
raccordo con iI re8ponsabile dell.a prevenziooe di cui allrarEicoÌo 1,
conrna 7, deI1a legge n. 190 de1 2012.
4. Ai fini dell , attivazione de1 procedirnento discìplinare per
violazione dei codici di comporLamènto, I ,ufficio
procedimentì
disciplinari puo, chiedere all'AuÈorita' nazionale anticorruzione
parere facolcativo secondo quanto stabilit.o da11,articolo 1, comma 2,
lettera d), delLa legge n. 190 de1 2012.
5. 4.1 personale de11e pubbliche ammlni s t. raz j.oni sono rivolte
attivita' formative in materia di tLasparenza e integrita,, che
consentano ai dipendentl di conseguire una piena conoscenza dei
conEenuti dè1 codice di comportamento, nonchet un aggiornamènto
annuale e sistematico sul1e misure e suI1e disposizioni applicablli
in Cali arnbiti.
6. Le Regioni e gli enti IocaIi, definiscono, neÌl.,anibito deI1a
propria aueonomia organizzativa, 1e 1j.nee guida necessarie per
ltaEEuazione dei principi di cui a1 presenCe art.icolo.
7. DallratÈuazione deÌfe dispo6izioni dèl presente arEicolo non
devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico deI1a finanza
pubblica. Ire amministrazioni prowedono agli adempimenti previgti
nell'ahbito de11e risorse umane, finanziarie,
e strumentali
diBponibili a legislazione vigente.
Art. 16
Responsabilitar coneeguente alla vioLazione
dei doveri de1 codice
1. La violazione degli obblighi previ6ti da1 presente Codice
integra comportament.i conlrari ai doverj- d,ufficio. Ferme restando le
ipotesi in cui 1a violazione dellè disposizioni conEenute ne1
preÉenee Codice, nonche' dei doveri è degli obblighi previsEi daI
piano di prevenzionè deLla corruzione, da' luogo anche a
responsabilita'i penale/ clvile, amministratj.va o contabile del
pubblico dipendente, essa e' fonte di responsabilj.tsa' disciplinare
accerlaEa all'esito de1 procedimenEo disciplinare, nel riBpetto dei
principj. di gradualitar e proporzìona1iÈa ' del1e sanzioni.
2. Ai finl della determinazione deÌ tipo e de11'entita' de1Ia
sanzione di6cipÌinare concretamente applicabile, 1a violazlone e'
valutata in ogni singolo ca6o con riglrardo a1la gravita' de1
comportamento èalLrentiear de1 pregiudizio, anche morale. derivatone
al decoro o a1 prestsigio de11'amministrazione di appartenenza, Le
sanzloni applicabilj, sono que11e previstè daLla 1egge, dai
regolamenti e dai conEratCi colletEivj., incluee quelfe espulEiveche
possono essere applj-cate esclusivamenÈe nei casj., da valutare j.n
relazione alla gravlEa', di violazione de11e disposizioni di cui agli
articoli 4, qualora coDcorrano 1a non modlciEa' del valore del regal.o
o delle aLtre utilita' e lrimmediata correlazione di questi uItsimi
tipici dellrufficìo,
con iI compimenEo di un atto o di untattivita'
5, comma 2, 14, comma 2, primo periodo, valutsata ai sensi de1 primo
periodo. La disposizione dj. cui al secondo periodo si appLica
altresi' nei casi di recidiva negli iIÌeciti di cui agli articoli 4,
comma 6, 6, comma 2, escl.usi i conflit.t.i meramentè potenziali, e 13,
collettivi
coruna 9, primo periodo. I contlatti
Possono prevedere
ulteriori criteri di iDdividuazione de11e sanzioni applicablli in
relazione alle t.ipologie di violazione del presente codice.
3. Resta ferma 1a comminazione de1 licenziamento senza pleawiso
per i casi gia' previsti daLla legge, dai regolamenti e dai contratti
collettivi.
4. Restano fermi g1i ulteriori obblighi è Le conseguenti ipoteÉi di
rèsponsabilita ' dièciplinare dei pubblici dipendénti previsti da
norme di legge, di regolamentso o dai contratti collettlvi.
À.rts . 1?
Disposizioni finali e abrogazionì
1. Le amministrazioni danno 1a piu' ampia diffueione aI presente
decreto, pubbLicandolo su1 proprio sito intetneÈ lsEituzionale e
ne11a reÈe inEranet, nonche I trasrhettendolo Eramite e-mai1 a tuEEl 1
propri dlpendenei e ai titolari
di conEraEti di consulenza o
colLaborazione a gualsiasi titolo. anche professionale, ai EiEolari
di organl e di incarichi negli uffici di dj.reEEa collaborazione dei
verEici politici dell'arùniniÉtrazione. nonche' ai coLlaboratorì a
di
qualsiasj. tiÈoIo, anche professionale, di imprese fornitrici
L' ammini Étrazione,
favore
de1l. ' ammini straz ione .
servizi in
contestualnente a1la Éotloscrizione del contratCo di lavoro o, in
conBegna è fa
nÌancanza. all'at,to di conferimenEo dellrincarlco,
sottsoscrivere ai nuovi asslmti, con rapportsi comunque denomi.natsi,
copia deL codicè di comporÈamento.
2. Le amministrazioni danno La piu' ampia dìffusione ai codici di
54, comma
comportanenCo da ciascuna definiti ai sensi dell'arElcolo
5, del citato decreto legislat.ivo n. L65 déI 2001 secondo 1e medesime
modalita' previste daI coffna 1 de1 presente articoLo.
3. 11 dècleco deI Minj.stro per La funzione pubblica in data 28
novenbrè 2OOO recante 'Codice dl comportamento dei dipendenti de11e
pubbliche amminietrazionirr, pubblicat.o ne1la GazzetLa Ufficiale n. 84
del 10 aprile 2001, e' abrogato.
11 preeente decreEo, mu.rlito del sigiLLo dello stabo, sara' inserito
ne11a Raccolta ufficiale degli atti normativi del1a Repubblica
iEaliana. Er fatco obbligo a chiunque speEEi di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma addi', 16 aprile 2013
NA.PO],I TANO
Monti, Prèsldente de1 Consiglio dei
Miniétri
Ministro Per
Patroni Grlffi,
pubblica amministrazione e
semplificazione
Visto, i1 Guardasigilli : severino
RegiBtrato aIla Corte dei conti if 23 maggio
Regìstro n. 4, fogLio n. 3O0
2013
1a
1a
(Aluega:-o b)
ry
w
Città di Ginoso
C.A.P.74013 - Provineia di Taranto - cod. ISTAT
O73OO7
VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIANTACOMUNALE
N.r92
Del Rtg.
Dat8
r9.07r0r3
di sdcgurDctrao dclle procedure irt€rne rl D. I4s"]cs"l!"
di iDcrrlc[i preslo tÈ Pubbllcùe ADELDistrrzionl.
L'anno DIIEMILATREDICI il giomo diciernove del mese di hglio nella sdr ciuotr, convocata nelle
forme prescritte, si è riunita la GIIINTA COMIJNALE.
plssiedp l'srlrrnenzq il Sig. Dott Vito DE PALMA nella sua qualita
di SIÀIDACO.
AIIs tnltrziotrc dell'rrZortrctrto dport&to i! oggstto risultrno prcsetrti o assenti i Slgnori di s€guiao
indlcrti:
Vito
rÉIilr
EEo
PALiMA
Mr )NGELLI
PARI§I
reacerco §A ITAI\ITONIO
LÉon.rdo GA ,AIITE
ltùio
TO r{A
ff
[Ì
[Ì
ffi
I
n
indaco
Vìce Sindaco
Asscssorc
A!1€3lolc
Assesrore
ArsegsoFe
Parteoipa il Segrctario Gencrale dott *sr tr'rucercr PERROIYE che svolge funzioni di uffrciale
verbali.zmt€ awalendosi della colhborazione dcl personale degli uffici.
Il k€sidont€, oonstalato che I'adunanza è valida pnr il numero dcgli intervenuti, dichiara apeÉa la seduta ed
invita a delibcrare sulla pratica in oggetto indicata',È],i!s;',;Ei:ij*'ll+l.iia..'.{lc],',:,&id'!+';-:iW!iii!.i1i1i.:':riì:ì..'li]:''iì.]'..;i..'.,.--..
Vista la proposta di deliberazione in oggeuo e visti i poreri espressi
d€l D.L.gs
ai sensi e p€r gli effetti di cui all'art. 49
18 ago$o 2000 n. 267 quali risultano dal documento allegato alla presente deliberazione;
Ritenute la stessa sufficientement€ motivata e oondividqndo e facendo proprio wnza risewe il contenuto
della medosirnr slla quale int€gaJrnente si rimanda anche per quanto riguarda i riferim€nti normativi;
Con voti espressi in forma palcsc per appello nominalo, favorevoli all'unanimitÀ:
.efq*rrii*'ri.:'*-:' '
J-r'-:
iJ;..:.....';.#lùEài!*h
:-.
,
i.1i
Di spprovarc la proposta di segoito trascritts sabilendo che le premesse e gli allegati sono parte integrant€
e
sostsnziale della delibenzione.
Di dichiarare la stessa, in relazione all'urgenza di prowedere agli adempimenti conseguenti, con sepÀrata
unanime votaziong immedieismente eseguibile, ai sensi dell'art. 134, comma 4, del D.L.gs 18 agosto 2000
o.267.
Cotv/b'aù,b
Md21VN2
ISTRUTTORIA : Segretario Generale
oGGETTO: ApFovazione Mlsurc dl adeguamento delle procedure inteme al D,Es. n. 39/2013 in
materla dl lnconféribillta e di lncompatiulita dl lncarlchl prèsso le Pubbllche Ammlnlstrazioni
a,ii ata aar tt
a aa
t*+a
a+ a a+ * a a
atraat
tt i a *+aa at a a aaia 'taa
aa ++aa
taa
aa * *
*****.t'*'r 'àt*t'}* i rit
Premesso:
che in data 2a.11.2oL2 è entrata in vigore la Lette 05.11.2012, n. 190, pubblic€ta sulla G.u.R'1. n. 265 del
13.11.2012, recante 'Disposizlonl per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'lllegalita nella
pubblica amminlstrazione";
ihe con Decreto n.72E8 del 13.03.2013 è stato indtuiduato dal Sindaco il ResPonsabile della prevenzione
della corruzione nella persona del segretarlo Generale;
per la prevenzione
che il Comune di Ginosa, con DGM n. 99 del 24.04.2013 ha approvato il Piano Triennale
e
dell'illegElita;
della corruzione
che in data 04.05.2013 è entrato in vigore il Decreto Leglslativo 08.04.2013, n. 39, pubblicato sulla G.U.R l.
n.92 del 19.04.2013, recante "Dlsposizioni in materia di inconferibilita e lncompatibilita di incarichi presso
le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubbllco, a norma dell'aÉicolo 1, comml
49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190/;
Rilevato che l'articolo 18 del succitato Decreto dispone che i componenti degli organi che abbiano conferito
incarichl dichiarati nulli non possono per tre mesi conferire incarichi di loro competenza' Le regioni, le
provlnce e lcomunl prowedono entro ùe mesi dall'entrata in vitore del decreto ad adeguare ipropri
ordinamenti, individuando le procedure intèrne e gli organi che in via sostitutiva possono procedere al
conferimento degli incarichi nel periodo di interdizione degli organl titolari. Decorso inutilmente detto
termlne trova applicazione la procedura sostltutlva di cul alfart.S della legge 7i3ll2003;
Ritenuto pertanto necessario pervenire all'adozione di apposite misure di attuazlone del D-18§- n.39/2013,
con particolare riferimento alla disciplina della surrogazione dell'organo che abbia conferlto un incarico
dichiarato nullo;
Dato atto che le predette misure integrano il Piano Trlennale approvato con DGM n. 99/2013;
Visto ll parere di regolarita tecnica, di cuiall'art.49 del D.l{s.n.267lzoff.,esptesso dal S€gretario Generale,
quale Responsabile per la prevenzlone della corruzione, e dato atto che non occorre acqulslre il parere di
regolarita contablle non comportando la presente dellberazione riflessi dlretti ed indlretti sulla situazione
economice'flnanzlaria o sul patrimonlo dell'Ente;
Vista la Legge 06.11 .70.12, n.7gol,
visto il D€creto Letislativo 08.@.2013, n. 39;
Visti ll Décreto Legislativo n. 25Z2Ooo
SI PROPONE
rlportate
Per le motivarionl dl cul ln prèmessa che si intendono intetralmente
l.dlapprovareleallegate"MisurediadeguamentodelleprocedureinternealD't95.n.39/2013in
..toi" dt inconfertbtlttà e di incompatibilita dl lncarlchi presso le Pubbliche Amministrazioni",
dandoattochelestesselntegranoilPianoTriennalediprevenzionedellacorruzioneapprovatocon
DGM n. 99 del 24.04.2013;
2.dareattochellD.Lgs.n.3gl2ol3all,art.15disponecheilResponsablledelpianoanticorruzione
proceda a contestare atli
curi che nell,amminlstrazione ne siano rispettate le disposizioni, che
3.
4.
interessati dell'esistenza o l'insorgere di cause di lnconferibiliè o di incompatibilita nell'assunzione
difunzioni o incarichi e che lnfine s€gnali alle competenti autorita i casi di possibili violazioni;
dl incarlcare l'ufficio di segreteria di pubblicare le presenti misure unitamente al Piano Triennale sul
sito web istituzionale dell'Ente,
nell'apposita sezlone predisposta
per gli
adempimenti
anticorruzione,
di incarlcare l'ufficio di segreteria di tGsmettere copla della presente ai Responsabili di Settore, al
NlV, ai componenti delle unita di controllo strategico e di gest'rone.
ll*{*trraaaaaaaataartarraar*aaaaatt,}aataatl+a*a'raaaaaa
a,l,} +t aa*raar*
*r * * a + r:t'l
a'} *
+*a
PARERI OBBLIGATORI
Ai sensi dell'art.49
del
D.
Es
18 agosto 2000 n.267
REGOIARITT( TECNICA: Visto si esprime parere favorevole.
Lì,
,l\
. oA.
2-or\
ll
S€gretario
prevenzione della
della
Mlsure dl adeguamento delle procedure inteme al D.[s. n. 39/2013 ln mate]ia di
inconferibilità e di lncompatibilha di lncarlchl presso le Pubbliche Amministrazioni
Ilull[a dl lncarichi conturiti (aÉ.17 e aÉ.18)
Gli atti di conferimento di incarichi adottati in violazione delle disposizioni del d:gs.n. 39/2013 ed i relativi
contrattl sono nulli,
Nel caso in cui un organo del Comune dl Glnosa abbia conferito un incarico ln violarione delle disposizioni
dl cui al D.Lts. n. 39/2013, il medesimo affidamento è nullo e l'organo stesso è interdetto al conferimento
dell'incarico p€r tre mesi.
ln tal caso il responsabile del piano anticorruzione, dopo avere accertato la nullita, comunica la circostanza
all'organo conferente e al sottetto incaricato e da awio alla procedura di recupero delle somme
indeblrdmente perceplte nonché alla procedura surrogatorla di seguito indicata'
A cura del responsabile dèl plano antlcorruzlone l'atto di accertamento della violazione delle disposizioni
del Decreto n.39/2013 è pubblicato sul slto dell'Ammlnlstra2lone.
Entro venti glorni dall'accertamento della nullltà dell'incarlco ll Responsabile del piano anticorruzione invita
l'organo suffogante a valutare la necessha di affidare nuovamente l'incarico di cui è stata accertata le
nullita; se l'organo surrotante valuta che susslsta, per disposizione di legge o di regolamento, l'obbligazione
tiuridica di procedere alla nomina, owero se, comunque, ritenga opportuno mantenere l'lncarico, procede
entro quindici giornl ad attivare la procedura di nomlna da concludersi entro i successivi quindici giorni,
salvo norme che lmpongano termini più ampi.
L'or8ano surrogante è cosl individuato:
- il ConsiSlio Comunale, se l'affidamento nullo sia stato operdto dalla Giunta Comunale;
- la Giunta Comunale se l'affidamento nullo sia stato operato dal Consitlio Comunale;
- il vice sindaco s€ l'affidamento nullo sia stato operato dal Sindaco;
- un Responsabile dl settore, indlviduato dal Setretario Generale, se l'affidamento nullo sia stato operato
da altro Responsabile.
Dlchiarazlone sulla lnsussBtenra dl caus€ dl lnconterlbllta o dl lncompadbllna (att. 2o).
prlma di assumere un incarico presso il Comune di Glnosa l'lnteressato è tenuto a presentare una
di€hiarazione sulla insussistenza di una delle cause di inconferibilita o di incompatibilita indicate nel
presentata
Decreto. La dichlarazione sulla insussistenza di una delle cause di incompatibilita deve essere
pubblicate sul sito
anche nel corso dell'incarico con cadenza annuale. Le dichiarazionl sopra indicate sono
web istltuzionale dell'ente.
o di altro organo
ll Responsabile del settoie segreterla, in fase di redazione del decreto di nomina sindacale
atti'
anteriormente
agli
del Comune, ha cura dl assicurarc l'ottemperanza al presente articolo acquisendo
mendacio ex
di
l'attestazione
alla sottoscrizione dell'incarim, la dichiarazione redatta su modulo re€nte
art, 75 del D.P.R. 28.12.20q), n. 445.
procede
otni Responsabile di settore, con riferlmento al disciplinari dincarico dallo stesso sottoscritti,
analogamente.
dell'incarico'
lJacqu=islzione della predetta dichiarazione è condizlone di efficacia
hanno Gonferlto l'incarico procedono
che
isottetti
di
lncarlco,
ln relazlone alla verifica intermedia, in corso
per Bli incarichi dl durata pari o superlore
ad acqulsire la dlchiarazione non oltre il 30 giugno di ogni anno
periodo temporale dl durata, effettiva o
all,eserctzlo flnanztario, owero non oltre ll Jecorso dl meta del
presunta, dell'incarico.
la
medeslmi soggetti assicurano la trasmisslone all'ufffcio di setreteria
web istituzionale da
sito
del
Trasparente"
àioiaraztoni in fposita voce della sezlone "Ammlnlstrazione
ll
effettuarsi entro dieci giomi dalla loro acquislzlone'
per
pubblica2ione delle
Di quanto soga
f.to
è stato redatto
il presente verbale che- previa lettura" viene sottoscritto come segue:
IL PRESIDENTE
IL
doE. Vito De Palma
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SEGRETARIO GENERAIE
dott.ssa Francesca Perrone
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- --- élenco a C+ieruppo con ilia.i;; oot 'pror".
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La presente deliberazione si compone
i6 ggrvirc p€r uss amminisfràtiv6-
Dalla Sede Municipale, 1ì
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qui di n.
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LUE. Z0l3
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sottoscritto, visti gli atti d'uf6ciol
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facciate ed è copia confomre all'originale
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RESPONSABILE DEL SER\'LN O
Dott.Nicoffinelli
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ATTESTA
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1rr€senle deliberazione:
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- è stata pubblicata aIl'AIbo pretorio on tine
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- CHE Ia presente deliberazione è divenuta esecutiva il giomo
1,1,
-
al n.
19 LUG ?015
ff1 perché dichiarala immediatmente eseguibile (arL. 134, comma 4
-
T.U.E.L. n.257 del
Arl
32. comma 5, legge
rt.8.2ooo);
[ ] decorsi 10 giomi dalla data di pubblicaziooe all'Albo hetorio on line
n.69/2009
Dalla Residenza Mudcipab,
li
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO
Dott. Nicola Bonelli
Mù24\2N2
Piano di Formazione allegato al P.T.P.C.
(ATTEGATO El
v
#
Citta di Ginosa
Provincia di Taranto
PIANO ANNUALE DI FORMMIONE PER LA PREVENZIONE
DEL RISCHIO DI CORRUZIONE
20L4
Redatto dal Segretario Generale/R.P.C. Dott.ssa Francesca Perrone
Piano di Formazione allegato al P.T.P.C.
lNDICE
l
Premessa
2 Linee guida
3 I corsi
4ldestinatari della formazione e la selezione dei partecipanti
5 Le modalità di realizzazione della formazione
6 Monitoraggio dei risultati acquisiti
7 La individuazione dei docenti dei corsi
8ll finanziamento del piano
Redatto dal SeBretario Generale/R.P.C. Dott.ssa Francesca Perrone
Piano di Formazione allegato al P.T.P.C.
1. Premessa
ll presente documento, definisce, per l'anno 2014 le procedure per selezionare e formare
Comune di Ginosa che opera in settori particolarmente esposti al rischio di corruzione.
il
personale del
2. Linee guida
La programmazione delle
attività formative è realizzata secondo criteri di:
- massima partecipazione del personale operante nei settori a più elevato rischio di corruzione;
- trasparenza delle procedure di selezione del personale da formare
- pubblicità del materiale didattico, per favorire la piÌr ampia diffusione e informazione sui temi oBgetto
delle attività formative.
Tiene conto dei principi di contenimento della spesa pubblica ed è realizzata attraverso un efficiente utilizzo
delle risorse umane e finanziarie disponibili, garantendo al contempo la qualità delle azioni formative.
3. I corsi
I percorsi formativi, sl svolgono sui seguentitemi:
3.1. I profili generali della Legge n. 190/2012 e il contenuto del Piano Nazionale Anticorruzione.
3.2. Etica pubblica
3.3 Codice di comportamento
3.4 ll profilo delle incompatibilita e del conflitto d'interesse
3.5. Gli illeciti e le sanzioni disciplinari
3.6 La tutela del dipendente pubbllco che segnala illeciti
3.7. Reati dei pubblici ufficiali contro la Pubblica Amministrazione:
- Peculato (art. 314 c.p.)
- Malversazione a danno di privati (art.315 c.p.)
- Peculato mediante profitto dell'errore altrui ( art. 316 c.p.)
- Malversazione a danno dello Stato ( art. 315-bis c.p.)
- lndebita percezione di eroBazioni a danno dello Stato (art. 316-ter c.p.)
- concussione (art. 317 c.p.)
- Corruzione per l'esercizio della funzione (art. 318 c.p.)
- Corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio (art. 319 c.p.)
- lnduzione indebita a dare o promettere utilità (art. 319-quater c.p.)
- Corruzione di persona incaricata di pubblico servizio (art. 320 c.p.)
- lsti8azione alla corruzione (aft.322 c.p.l
- Abuso d'ufficio (art. 323 c.p.)
- Rivelazione ed utilizzazione dei segreti d'ufficio (art. 326 c.p.)
- Rifiuto di atti d'ufficio. omissione (art.328 c.p.)
- Rifiuto o ritardo di obbedienza da un militare o da un agente della forza pubblica (art. 329 c.p')
3.8. ll profilo della trasparenza
3.9. ll Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione.
4. I dèstinatari della formazione e la selezione dei paÉecipanti
1. Le iniziative formative programmate, organizzate e gestite secondo quanto previsto nel presente Piano
sono rivolte a tutti coloro che, a prescindere dal profilo di appartenenza, svolgono le attività a rischio di
corruzione e di illegalità individuate dal Piano di Prevenzione della Corruzione .
2. Le iniziative formative, pertanto, sono destinate:
Redatto dal Segretario Generale/R.P.C. Dott.ssa Francesca Perrone
Piano di Formazione allegato al P.T.P.C.
tutti i Responsabili di Posizione Organizzativa ed ai Responsabili di servizio dei Settori nei quali si
svolgono le attività a rischio di corruzione e di illegalità, individuate nel Piano di prevenzione della
a) A
corruzione;
b) al personale operante negli Uffìci che svolgono le attività a rlschio e di illegalità, individuate nel Piano di
prevenzione della corruzione.
c) al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e ai referenti indicati.
3. La individuazione del personale di cui al punto precedente awiene su indicazione del Responsabile di
Settore, come previsto dal Piano.
Nell'ambito del personale individuato secondo le succitate indicazioni, la selezione dei partecipanti alle
singole iniziative formative awerrà secondo iseguenti criteri:
- rotazione delle unità individuate, in modo da garantire la formazione di tutto il personale operante
nei settori a più elevato rlschio di corruzione;
- omogeneita delle caratteristiche professionali dei partecipanti, in relazione alle attività svolte.
5. Le modalità di realizzazione della formazione
1. Le esigenze formative indicate nel presente Piano saranno soddisfatte:
- mediante percorsi formativl predisposti dal Comune di Ginosa, con professionalità interne, nonché
per il tramite del Formez, Anci, Università o Enti di Formazione specializzati'
- mediante ipercorsi formativi predisposti dalla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, ai
sensi dell'art. 1co. 11 della Legge n. 190/2013.
Comune di Glnosa, con l'obiettivo di diffondere la cultura
prevenzione della corruzione, si distinguono in oercorsi di
quale
di
strumento
dell'etica e della legalità
formazione obbliqatoria di livello aenerale. rivolto a tutti idipendenti: riguarda l'aggiornamento delle
competenze (approccio contenutistico) e le tematiche dell'etica e della legalità (approccio valoriale);
oercorsi di formazione obbliqatoria di livello soecifico, rivolto al responsabile della prevenzione, ai referenti,
ai componenti degli organismi di controllo, ai dirigenti e funzionari addetti alle aree a rischio: riguarda le
politiche, i programmi e ivari strumenti utilizzati per la prevenzione e tematiche settoriali, in relazione al
ruolo svolto da ciascun soggetto nell'amministrazione.
2. I percorsi informativi predisposti dal
La
formazione si svolgera in due sessioni:
1" sessione: gennaio/Biugno 2014
2' sessione: settembre/dicembre 2014.
3. ll Comune di Ginosa pubblicherà, su apposita sezione del sito web, tutto il materiale didattico, al fine di
garantire la massima diffusione e informazione sui temi ogBetto delle attivita formative e consentirne la
fruizione da parte di una platea sempre più ampia di soggetti, estendendo così la sensibilizzazione ai temi
della prevenzione della corruzione.
4. La frequenza ai corsi è obblitatoria e inciderà sulla valutazione della performance del personale e dei
Responsabili di Settore.
6. Monitoraggio dei risultati acquisiti
1. A conclusione di ciascuna delle sessioni di cui al precedente art.5, si procederà al monitoraggio
sistematico dei risultati acquisiti attraverso la somministrazione, ai partecipanti, di appositi questionari sia a
risposta multipla che a risposta sintetica con punteggio finale, che sara attribuito dagli stessi docenti del
corso.
2. Se il punteggio finale dei questionari di ciascun corso è inferiore alla sufficienza incidera
valutazione ai fini della performance del personale e dei Dirigenti.
Redatto dal Segretario Generale/R.P.C. Dott.ssa Francesca Perrone
sulla
Piano di Formazione allegato al P.T.P.C.
7. La individuazione dei docenti dei corsi
ll personale docente impegnato nei corsi può essere individuato:
tra le professionalità interne al Comune, esperte nelle materie da trattare;
tra esperti esterni in possesso di particolari e comprovata esperienza e competenza sui temi di cui
al precedente art. 3, individuate dal Formez, Anci, Università o Enti di Formazlone specializzati e
-
SSPA.
ll Finanziamento del Piano
1. lpercorsi formativi organizzati dal Comune di Ginosa con professionalità interne all'Ente, esperte sui
temi da trattare, non comportano oneri finanziari, in quanto l'onere della formazione rientra nelle funzioni
proprie degli incarichi di vertice e dirigenziall.
2.Considerata l'importanza strategica della formazione quale strumento di prevenzione della corruzione,
evidenziata anche dal Dipartlmento della Funzlone Pubblica nella circolare n. L/2OL3 ed il parere della
Corte dei Conti Emilia Romagna n. 276 del 2O.1L.2OL3, il Comune di Ginosa, in sede di Bilancio di previsione
per l'anno 2014, disporrà gli opportuni stanziamenti di spesa finalizzati a garantire la formazione.
8,
Redatto dal SeBretario Generale/R.P.C. Dott.ssa Francesca Perrone
Di quanto sopra
IL
Ito
è stato
redatto il presente verbale che, previa lettura, viene sottoscritto come segue:
IL
PRESIDENTE
Ito
Dott. Vito De Palma
SEGRETARIO
Doft.ssa Francesca Perrone
La presente deliberazione è stata affissa all'Albo pretorio cartaceo e pubblicata all'Albo pretorio on line in
It#*#._lhr":JtTffi;ì.
La presente deliberazione si compone frn
data
consecutivi ed è stata comunicata in elenco ai capigmppo consiliari con
qri ai
n.lZ't
facciate ed è copia conforme all'originale da servire per uso
amm in i strativo.
li 5 I
Dalla Sede Municipale,
GEN 2014
6-U%
Il sottoscritto, visti gli atti d'ufficio,
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO
Dotr. Nicola-Bonelli
\Alt
^4
i.ffi"i
ATTESTA
Ai sensi del T.U.E.L. No 267 del l8/08/2000
CHE la presente deliberazione:
[.{
Su conforme attestazione deI messo comunale, è stata affissa
consecutividar
5
I
GFN
20ll
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- è stata pubblicata all'Albo pretorio on l1rr";, au,u
-
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la presente deliberazione è divenuta esecuriva it
all'Albo Pretorio per
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giom" 5 0
.t".
15
giomi
al n.
GEN 2014
perché dichiarata immediatamente eseguibile Art 134,comma 4,T.U.E.L.N"267 del 18.08.2000
| decorsi I0 giomi dalla data di pubblicazione all'Albo pretodo on line Art. 32, comma 5, legge n. 6912009
Dalla Sede Municipale,
Li
IL Rf,SPONSABILE DEL Sf,RVIZIO
Dotr. Nicola Bonelli
Aatorc . BONELLI
Mod 21\201
Ì
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