“Nasarà” - Diocesi di Brescia

DIOCESI DI BRESCIA
Commissione Giustizia e Pace
Veglia di preghiera per la pace
“Nasarà”
4 settembre 2014 – Santuario B.V.M. delle Grazie - Brescia
Canto iniziale:
Semina la Pace
Senti il cuore della tua città:
batte nella notte intorno a te
sembra una canzone muta che
cerca un’alba di serenità.
Semina la pace e tu vedrai
che la tua speranza rivivrà
spine tra le mani piangerai
ma un mondo nuovo nascerà. (2v)
Sì, nascerà il mondo della pace,
di guerra non si parlerà mai più.
La pace è un dono che la vita ci darà,
un sogno che si avvererà.
Semina la pace e tu vedrai
che la tua speranza rivivrà
spine tra le mani piangerai
ma un mondo nuovo nascerà. (2v)
Un mondo nuovo nascerà.
Inizio
Lett. 2 - Le notizie tragiche si rincorrono da una parte all’altra del
Medio Oriente, dell’Europa e dall’Africa.
Lett. 3 - Le Chiese del VII secolo di Mosul sono svuotate dei loro
cristiani, la splendida Aleppo è ridotta ormai alla fame.
Lett. 4 - Per non parlare dei confini che saltano, a partire dall’Iraq,
aggrediti da un sedicente califfato islamico, che sbandiera come trofeo
le esecuzioni dei correligionari sciiti, dei cittadini zoroastriani, yazidi,
dei cristiani, di ogni persona che non sia lui. Persone massacrate o
rese schiave e vendute.
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Lett. 2 - E la nuova corsa verso il precipizio in Terra Santa, con l’odio che
prende il volto dell’omicidio, fino a Gaza, di nuovo facile e sanguinoso
bersaglio per ogni contraddizione irrisolta.
Lett. 3 - La Siria, dove dal maggio 2011, prosegue un conflitto armato
tra governo e ribelli costato la vita finora a 150.000 persone, con 10
milioni di persone costrette ad abbandonare le proprie case e tre
milioni di profughi rifugiati in altri paesi.
Lett. 4 - La situazione fuori controllo in Afganistan dove proseguono
quotidianamente scontri tra governo e talebani.
Lett. 2 - La situazione incandescente in Ucraina orientale, travolta dai
conflitti tra ribelli separatisti filorussi e forze governative.
Lett. 3 - Che cosa succede? Quali equilibri stanno veramente saltando?
è tutto un mondo che pone il problema radicale: non sono più accettabili le differenze. All’interno delle stesse culture, delle stesse nazioni, delle stesse religioni.
Il mistero del dolore:
L’agonia di Gesù nel Getsemani
Lett. 1 - «Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsemani, e disse ai discepoli: “Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare”.
E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. Disse loro: “La mia anima è triste fino alla morte;
restate qui e vegliate con me”. E, avanzatosi un poco, si prostrò con
la faccia a terra e pregava dicendo: “Padre mio, se è possibile, passi
da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!”»
(Mt 26, 36-39)
Lett. 2 - Una «N» per marchiare, per umiliare, per discriminare, per
derubare legalmente. La impongono – in carattere arabo, lo stesso
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che affianca il titolo che apre questa pagina – i fondamentalisti musulmani sunniti dell’Isis a Mosul, in Iraq. «N» come «nasara», seguace del Nazareno, cioè cristiano. «N» come marchio di vergogna. Ma
vergogna solo e soltanto per coloro che lo usano, che si proclamano
credenti in Dio e si dimostrano feroci portatori e servi di odio, sopraffazione e violenza.
Lett. 3 - Quella «N» la portiamo anche noi perché quella «N» la portiamo nell’anima, nel cuore, sulla pelle, e non come una cicatrice amara
o una bandiera di guerra, ma come l’inizio di una parola di fraternità
e di libertà.
Lett. 4 - Vogliamo che si sappia – e sogniamo che tutto il mondo trovi
la passione e il coraggio necessari per gridarlo – che quella «N» è
stata tracciata anche sulla soglia delle nostre case, sull’uscio davanti
alle nostre chiese e ai luoghi di culto di chi crede diversamente da noi
eppure ci è fratello, sui muri di tutti i civili edifici di città che sogniamo
libere, sicure e accoglienti per ogni cittadino, per ogni ospite, per ogni
profugo.
Lett. 2 - Quella «N» è una frazione esigente e splendente di ciò che
Gesù annuncia a chi l’incontra e si lascia toccare e cambiare dalla verità dell’incontro: «Beati voi – sta scritto nel Vangelo di Luca (6,22)
– quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando
e v’insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a
causa del Figlio dell’uomo».
Lett. 3 - Quella «N» vuole essere e, infatti, sembra un sigillo di dominio e di morte, ma può essere convertita nel principio di una frase
antica e nuova: nessuno aggredisca il fratello, nessuno su di lui commetta ingiustizia.
Pausa…
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Preghiera per l’Iraq del patriarca iracheno Louis Raphael Sako
(6 agosto 2014)
Lett. 1 - Signore, la piaga della nostra nazione è profonda e la sofferenza dei cristiani è grande e ci spaventa.
Dunque, Ti chiediamo Signore, di proteggere le nostre vite, di concederci il coraggio e la pazienza di continuare a testimoniare i nostri
valori cristiani con fiducia e speranza: Signore, la pace è fondamento
di ogni vita.
Donaci pace e stabilità per vivere insieme l’uno con l’altro senza paura, angoscia, ma con dignità e gioia.
A Te la lode e la gloria per sempre. Amen.
Canto
Nada te turbe, nada te espante, quien a Dios tiene, nada le falta.
Nada te turbe, nada te espante, solo Dios basta!
II mistero del dolore:
La flagellazione di Gesù
Lett. 1 - «Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora; quindi gli venivano davanti e gli
dicevano: “Salve, re dei Giudei!”. E gli davano schiaffi» (Gv 19,1-3).
Medio Oriente primo acquirente
Lett. 2 - Più che preoccuparsi del “crollo degli ordinativi” occorre perciò focalizzare l’attenzione sui Paesi destinatari degli sistemi militari
“made in Italy”. Tra questi primeggiano i Paesi del Medio Oriente verso i quali sono state autorizzate esportazioni per oltre 709 milioni di
euro ed effettuate consegne per oltre 888 milioni di euro.
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Lett. 3 - Il principale paese acquirente è l’Arabia Saudita (€ 296.399.644)
che oltre ai caccia Eurofighter - una commessa dai contorni quanto
mai torbidi, acquista i relativi missili IRIS-T, ma anche un ampio arsenale di bombe, munizionamento, apparecchi per la direzione del tiro,
veicoli e velivoli militari per oltre 126 milioni di euro.
Lett. 4 - Continuano le forniture di sistemi militari all’Algeria: il leitmotiv
è, evidentemente, armi e sistemi militari in cambio di gas e petrolio.
Lo stesso motivo è alla base delle esportazioni verso gli Emirati Arabi
Uniti che nel 2013 si sono visti autorizzare importazioni di armamenti
italiani per quasi 95 milioni di euro.
Lett. 2 - E nonostante le sommosse che hanno scosso l’Egitto per tutto
il 2013, il ministero degli Esteri ha autorizzato esportazioni di materiali d’armamento per oltre 17 milioni di euro tra cui figurano armi
automatiche, munizioni, bombe e sistemi per la direzione del tiro.
Lett. 3 - Il blocco della vendita di armi è stato chiesto nei giorni scorsi da un ampio cartello di associazioni del mondo pacifista italiano
e delle reti europee nei confronti di Israele a seguito dell’intervento
militare nella Striscia di Gaza: proprio nei primi giorni dei raid aerei su
Gaza, Alenia Aermacchi ha consegnato i primi due velivoli addestratori M-346 che sono parte di una commessa del valore di oltre 800
milioni di euro. (Giorgio Beretta)
Lett. 4 - Rivolgo un forte Appello per la pace, un Appello che nasce
dall’intimo di me stesso! Quanta sofferenza, quanta devastazione,
quanto dolore ha portato e porta l’uso delle armi in quel martoriato
Paese, specialmente tra la popolazione civile e inerme!
Pensiamo: quanti bambini non potranno vedere la luce del futuro!
Con particolare fermezza condanno l’uso delle armi chimiche! Vi dico
che ho ancora fisse nella mente e nel cuore le terribili immagini dei
giorni scorsi! C’è un giudizio di Dio e anche un giudizio della storia
sulle nostre azioni a cui non si può sfuggire! Non è mai l’uso della
violenza che porta alla pace. Guerra chiama guerra, violenza chiama
violenza!
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Con tutta la mia forza, chiedo alle parti in conflitto di ascoltare la voce
della propria coscienza, di non chiudersi nei propri interessi, ma di
guardare all’altro come ad un fratello e di intraprendere con coraggio
e con decisione la via dell’incontro e del negoziato, superando la cieca
contrapposizione. Con altrettanta forza esorto anche la Comunità Internazionale a fare ogni sforzo per promuovere, senza ulteriore indugio, iniziative chiare per la pace in quella Nazione, basate sul dialogo e
sul negoziato, per il bene dell’intera popolazione siriana. (Francesco,
1 settembre 2013)
Lett. 2 - “Sempre rimane il dubbio se questa guerra di qua o di là è
davvero una guerra o è una guerra commerciale per vendere queste
armi, o è per incrementarne il commercio illegale?”. “No al commercio e alla proliferazione delle armi. Preghiamo perché cessi subito la
violenza e la devastazione in Siria e si lavori con rinnovato impegno
per una giusta soluzione del conflitto fratricida”. (Francesco 7 settembre 2013)
Lett. 3 - “Purtroppo si interviene per riparare ad una situazione che
forse si poteva prevenire, ma è bene quando si riesce a togliere almeno le armi dalle mani di questa gente che non ha scrupoli”. Lo dice
mons. Giorgio Lingua, nunzio a Baghdad, in una intervista alla Radiovaticana a proposito dei raid americani e interventi umanitari in Iraq.
“Il problema principale è quello delle armi – aggiunge – mi domando
come fanno ad avere certe armi così sofisticate questi gruppi
terroristici. Non sono produttori di armi, quindi da qualche parte
devono pur arrivare. Credo che, innanzitutto, sia un fallimento
dell’intelligence – questo è il punto principale – bisogna fermare, o
controllare meglio questo aspetto, altrimenti non si finirà mai”. (10
agosto 2014)
Tutti – Gridiamo e preghiamo per le vittime della guerra per ognuno
di loro. Non sono numeri, ma nomi e membri di una famiglia. Sono
madri, padri, figli e figlie. Sono fratelli e sorelle, figli di Dio, creati a
Sua immagine e somiglianza. Preghiamo affinché il diritto alla vita di
ognuno sia rispettato e difeso.
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Preghiamo per chi lavora per la pace, per quanti si adoperano per
alleviare il dolore e asciugare le lacrime del popolo di Siria e Iraq,
affinché continuino nella loro opera, nonostante le minacce e l’indifferenza internazionale. Tra i tanti un ricordo particolare va a padre
Paolo Dall’Oglio, Domenico Quirico (ora liberato), Greta e Vanessa.
Canone:
Bonum est confidere in Domino, bonum sperare in Domino.
(gruppo di Taizè)
Il mistero del dolore:
Il viaggio al Calvario di Gesù carico della croce
Lett. 1 - «Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di
Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce. Condussero dunque Gesù al luogo del Golgota, che significa luogo del cranio» (Mc 15, 21-22)
Lett. 2 - 1° marzo 2004
“Uno ad uno, sei blocchi di cemento alti otto metri vengono posati in
un largo solco da un’altissima gru. Sono i primi sei blocchi del muro.
Da oggi, primo marzo 2004, Betlemme può chiamarsi “ufficialmente”
una prigione. Ecco il primo pezzo di muro… ce lo troviamo davanti
quasi all’improvviso, orribile. Il suo grigiore sta davanti a noi, abnorme, inumano: ci taglia fuori completamente dalla vita di normali, liberi esseri umani. L’hanno iniziato a pochi passi dal nostro ospedale.
Davanti al muro regna il silenzio, anch’esso divenuto grigio e pesante.
Sono pochi gli abitanti di Betlemme che si recano a vedere la triste
novità di questi giorni, e per un po’ la giudichiamo quasi indifferenza,
ma essi il muro non lo vogliono neppur vedere, non ne vogliono neppur sentir parlare, nauseati fino in fondo di una vita priva di dignità,
vissuta pagando per tanta violenza”. (dalla “Lettera da Betlemme –
marzo delle Suore del Carytas Baby Hospital)
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Lett. 3 - 1° marzo 2012
“Non possiamo più rimanere spettatori! Dobbiamo proteggere i nostri
popoli per la loro sopravvivenza e le loro aspirazioni. Noi siamo con il
nostro popolo con tutte le nostre forze, perché le sue sofferenze e le
sue speranze sono le nostre”. Con questa forza si è levata la notte di
natale la voce del Patriarca Fouad Twal. Da Betlemme voleva raggiungere tutto il mondo questo appello “perché i nostri bambini ci supplicano: lasciateci crescere normalmente giocando nei nostri villaggi e
sulla nostra terra”. Ma Betlemme è soffocata dal muro di separazione
e -aggiunge ancora il Patriarca- “la via per raggiungere Betlemme vogliamo che rimanga libera, senza ostacoli, come per i magi e i pastori”.
Lett. 4 - GAZA
Sono triste, sono frustrato,
stanco a morte di essere inutile.
Non c’è niente di giusto, nessuno reagisce
ma noi restiamo qui anche se tu non ci vedi.
Gaza!
Non sono stanco, sono completamente esausto
questa volta ho quasi perso la ragione
se stasera torni a casa possiamo toglierci di torno
e andare da qualche parte dove possiamo tornare esseri umani...
Sono triste, sono frustrato,
frustrato a morte di essere inutile.
Non c’è niente di giusto, nessuno reagisce
ma noi restiamo qui anche se tu non ci vedi.
Gaza!
Io non voglio la pace, voglio riavere la mia vita
è casa nostra, è la nostra terra e tutti quelli che mi mancano
non c’è nulla di difficile, nulla di complicato
tutto quello che era nostro, quei pazzi ce l’hanno confiscato
Sono triste, sono frustrato,
nero a morte di essere inutile.
Non c’è niente di giusto, nessuno reagisce
ma noi restiamo qui anche se tu non ci vedi.
Gaza! (Lycka Till)
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Lett. 2 - Il mio essere ebreo mi fa sentire dalla parte degli oppressi.
E in questa vicenda gli oppressi sono i palestinesi: non parliamo di
terre contese, ma di terre occupate. Ho imparato dai profeti di Israele
che bisogna essere al fianco dell’oppresso. L’ebraismo è una cosa, lo
stato di Israele un’altra. Finché i mediatori saranno gli Stati Uniti non
c’è soluzione: non è un mediatore neutrale, sta dalla parte di Israele.
Vedo un avvenire terrificante: purtroppo sarà una catastrofe anche
per Israele, perché opprimendo gli altri perdi anche la tua anima. E
diventi un aguzzino. (Moni Ovadia)
Lett. 3 - “La soluzione di due Stati diventi realtà e non rimanga un
sogno”. “Gerusalemme - ha aggiunto - significa ‘città della pace’ Ma
purtroppo questa città è ancora tormentata dalle conseguenze di lunghi conflitti. Si moltiplichino perciò gli sforzi e le energie allo scopo
di giungere ad una composizione giusta e duratura dei conflitti che
hanno causato tante sofferenze. Bisogna intraprendere sempre con
coraggio e senza stancarsi la via del dialogo, della riconciliazione e
della pace. Non ce n’è un’altra. Pertanto rinnovo l’appello che da questo luogo rivolse Benedetto XVI: sia universalmente riconosciuto che
lo Stato d’Israele ha il diritto di esistere e di godere pace e sicurezza
entro confini internazionalmente riconosciuti. Sia ugualmente riconosciuto che il Popolo palestinese ha il diritto ad una patria sovrana, a
vivere con dignità e a viaggiare liberamente”. (Tel Aviv - Israele, Francesco, 25 maggio)
Canto:
PACE SIA PACE A VOI
Pace sia, pace a voi: la tua pace sarà
sulla terra com’è nei cieli.
Pace sia, pace a voi: la tua pace sarà
gioia nei nostri occhi, nei cuori.
Pace sia, pace a voi: la tua pace sarà
luce limpida nei pensieri.
Pace sia, pace a voi: la tua pace sarà
una casa per tutti.
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Pace a voi: sia il tuo dono visibile.
Pace a voi: la tua eredità.
Pace a voi: come un canto all’unisono
che sale dalle nostre città.
Pace sia, pace a voi…
Pace a voi: sia un’impronta nei secoli.
Pace a voi: segno d’unità.
Pace a voi: sia l’abbraccio tra i popoli,
la tua promessa all’umanità.
Pace sia, pace a voi…
Pace - e - e - e.
Il mistero del dolore:
Gesù è crocifisso e muore in croce
Lett. 1 - «Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e
i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: “Padre,
perdonali, perché non sanno quello che fanno”... Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle
tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù,
gridando a gran voce, disse: “Padre, nelle tue mani consegno il mio
spirito”. Detto questo spirò» (Lc 23, 33-46)
Lett. 2 - Gesù è sceso sulla terra tormentata dalla sete. Con la sua
croce, piantata sul Calvario come una trivella, ha scavato un pozzo
d’acqua freschissima. Una volta risorto, ha consegnato questo pozzo
agli uomini dicendo: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace”.
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Ora tocca a noi attingere l’acqua della pace per dissetare la terra. A
noi il compito di farla venire in superficie, di canalizzarla, di proteggerla dagli inquinamenti, di farla giungere a tutti.
La pace, dunque, è dono. Anzi, è “perdono”. Un dono “per”. Un dono
moltiplicato. Un dono di Dio che, quando giunge al destinatario, deve
portare anche il “condono” del fratello. (Servo di Dio Tonino Bello)
Lett. 3 – Papa Francesco: «Chi sono i martiri? Sono cristiani impegnati
per Cristo, discepoli che hanno imparato bene il significato delle parole “amare sino alla fine” che ha portato Gesù sulla croce. Non esiste
amore parziale o in porzioni. L’amore è totale e, quando si ama, si ama
fino alla fine. Sulla croce, Gesù ha sentito il peso della morte, il peso
del peccato, però si affidò completamente al Padre e ha perdonato.
Quasi non pronunciò parole, ma consegnò la sua vita. Cristo è il primo
nell’amore e i martiri lo hanno imitato nell’amare fino alla fine.
Appena pronunciate queste parole, Cristo è stato il primo a dare la
sua vita, così i martiri lo hanno imitato nell’amare fino alla fine.
Dicono i Santi Padri: “Imitiamo i martiri!”. Dobbiamo sempre morire un
po’ per uscire da noi stessi, dal nostro egoismo, dal nostro benessere,
dalla nostra pigrizia, dai nostri dolori e di aprirci a Dio, per aiutare gli
altri, soprattutto i più bisognosi.
Imploriamo l’intercessione dei martiri per essere cristiani concreti,
cristiani in opere e non solo in parole, per non essere cristiani mediocri, verniciati di cristianesimo senza sostanza. I martiri non sono
verniciati di cristianesimo, sono cristiani fino alla fine; chiediamo il
loro aiuto per rendere solida la fede, anche se ci sono delle difficoltà
ed essere fermento di speranza e architetti di fratellanza e solidarietà.
Vi chiedo di pregare per me. Che Gesù vi benedica e la Vergine Santa
si prenda cura di voi». (Francesco, 13 ottobre 2013)
INTERVENTO DI DON RENATO SACCO
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Lett. 1 - Fratelli e sorelle, non distogliamo lo sguardo dalla nostra terra, in cui Maria, madre ebrea, nomade nel deserto, ha vissuto con
amore e fedeltà.
Chiediamo a lei, Regina della pace, di intercedere perché, nei paesi
devastati da varie forme di conflitti e dove i cristiani sono perseguitati
a causa della loro fede, la forza dello Spirito di Dio riporti alla ragione
chi è irriducibile, faccia cadere le armi dalle mani dei violenti e ridoni
fiducia a chi è tentato di cedere allo sconforto.
Preghiamo, dicendo:
Santa Maria, intercedi per noi!
Lett. 2 - Per le nazioni dove da troppo tempo la vita è resa impossibile
dai conflitti armati e dall’odio che li alimenta, perché il rifiuto della
violenza e l’avvio di una coesistenza giusta e fraterna aprano a un futuro migliore, preghiamo. Rit.
Lett. 3 - Per le vittime di ogni guerra, per i rifugiati, gli oppressi e,
soprattutto, per i cristiani perseguitati a causa della fede, perché sia
riconosciuto il loro diritto alla libertà e onorata la dignità di ogni figlio
di Dio, preghiamo. Rit.
Lett. 4 - Signore, ti prego in questo tempo difficile per la nostra Ucraina. Impedisci il bagno di sangue, mandaci la tua pace. Non ce lo meritiamo, ma tu sei misericordioso. Queste sono le preghiere di tutto il
popolo. Aiutaci! Amen. (Vitaly). Rit.
Lett. 2 - “In Nigeria e in Kenya vediamo che ogni giorno c’è distruzione
e ci sono morti. Questa volta non è una questione di Nord contro Sud,
non è una faccenda di musulmani contro cristiani: è una questione
diabolica contro l’umanità. Per questo noi cerchiamo di essere uniti,
Nord e Sud, musulmani e cristiani per tener testa a questo terrorismo
che ci dà tanto, tanto dolore. Signore donaci pace e giustizia” (mons.
Ignatius Kaigama, arcivescovo di Jos). Rit.
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Lett. 1 - O Dio, Padre di tutti gli uomini, rinnova nel tuo Santo Spirito la
faccia della terra e conduci questa tua umanità sulle vie della giustizia
e della pace, perché possa giungere a godere un giorno con Maria
della tua gloria senza fine. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Canto:
Evenu shalom alehem.
Evenu shalom alehem.
Evenu shalom alehem.
Evenu shalom, shalom, shalom alehem.
E sia la pace con noi.
E sia la pace con noi.
E sia la pace con noi.
Evenu shalom, shalom, shalom alehem.
Diciamo pace al mondo.
Cantiamo pace al mondo.
La nostra vita sia gioiosa.
Ed il saluto, pace, giunga fino a voi.
Evenu shalom alehem...
Conclusione
Lett. 4
Come segno della nostra decisione di lottare per la giustizia, che è la
linea spartiacque dei nostri tempi;
come segno della nostra decisione di iniziare dalle ingiustizie locali
per raggiungere e attaccare le ingiustizie mondiali;
come segno della nostra decisione di non fermarci alle parole ed ai
discorsi di riforme, ma di tentare, in maniera pacifica, ma valida, di
cambiare le strutture anche e soprattutto nei paesi ricchi;
come segno della nostra decisione di esigere coerenza dalle religioni,
principalmente dalla nostra religione cristiana;
come segno della nostra decisione di ripudiare gli assurdi che si perpetuano e si aggravano, e le false soluzioni e le false collocazioni dei
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grandi problemi dell’umanità, (…) adottiamo sempre di più, una nuova espressione che sia la nostra nuova bandiera di lotta pacifica, ma
sicura e valida. Stringiamo con tutte e due le mani la bandiera della
Liberazione!
Tutti:
Liberazione dall’egoismo e dalle conseguenze dell’egoismo!
Liberazione dalle strutture di schiavitù!
Liberazione dai razzismi, liberazione dalle guerre!
Liberazione dalla miseria che è la peggiore, la più ipocrita, la più
cruenta di tutte le guerre!
Liberazione dalle mezze soluzioni, dai riformismi, dal puro paternalismo!
Liberazione dalla paura e dalle false prudenze!
Liberazione come quella che fu realizzata da Mosé, e da Dio personalmente condotta. (…)
Liberazione come quella realizzata da Gesù Cristo nella croce affinché
non ci siano superuomini o subuomini, ma semplicemente uomini,
figli dello stesso Padre, affratellati nel Sangue Redentore, condotti
dallo Spirito di Dio.
Firmiamo il nostro patto di lottare pacificamente per la giustizia e per
l’amore (…): Liberazione! Liberazione! Liberazione!”.
(Da “Un patto con i giovani, cittadini del mondo” – Helder Camara)
Mandato
Lett. 1 - “Per questo Dio ha creato il genere umano singolarmente,
per insegnarti che chiunque distrugge una singola anima, la Scrittura
glielo imputa come se lui avesse distrutto un intero mondo; e chiunque salva un’anima, la Scrittura glielo imputa come se lui salvasse un
intero mondo.
E per il bene della pace comune, affinchè nessuno dica al suo prossimo: Mio Padre è più grande del tuo”.
(Mishnà, trattato Sanhedrina 4,5 – anno 200 dopo Cristo da Rabbi
Yehuda Ha-Nasi)
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Canto Finale
Jesus Christ you are my life, alleluja, alleluia
Jesus Christ you are my live, alleluja, alleluia.
Tu sei via, sei verità, Tu sei la nostra vita,
camminando insieme a Te
vivremo in Te per sempre. Rit.
Ci raccogli nell’unità, riuniti nell’amore,
nella gioia dinanzi a Te
cantando la Tua gloria. Rit.
Nella gioia camminerem, portando il Tuo Vangelo,
testimoni di carità,
figli di Dio nel mondo. Rit.