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04b.Viollet-le-Duc_Opere

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UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI CAGLIARI
FACOLTA’ DI ARCHITETTURA
Corso di Laurea in Scienze dell’Architettura_L17
Corso di Teoria e Storia del Restauro
Il restauro nel XIX secolo
E.E.VIOLLET-LE-DUC
Il restauro dalla teoria alla prassi
prof. arch. Caterina Giannattasio
1. Chiesa della Madeleine a Vèzelay
2. Cattedrale di Notre-Dame a Parigi
3. Basilica di Saint-Sernin a Tolosa
4. Fortificazioni di Carcassone
5. Castello di Pierrefonds
1. Chiesa della Madeleine a Vèzelay
1840-1859_Chiesa della Madeleine a Vèzelay
L’intervento di restauro della Madeleine di Vèzelay riveste un notevole valore:
 Diede avvio alla lunga stagione europea del restauro stilistico;
 Costituisce il monumento simbolo dell’assunzione, da parte di uno stato
europeo, di un’azione di tutela modernamente concepita e insieme di una
politica di interventi pianificata;
 La chiesa è stata una delle prime insigni fabbriche medioevali francesi su cui
si era appuntata l’attenzione della Commissione dei Monumenti Storici;
 Un vivo motivo di interesse fu l’affidamento d’incarico al giovane E. E.
Viollet-le-Duc, appena ventiseienne, una scelta coraggiosa presa da
Mèrimèe.
La vicenda
1840-1859_Chiesa della Madeleine a Vèzelay
La chiesa della Madeleine, a Vèzelay, in
Borgogna:

Di fondazione romanica, con opere
di completamento di carattere
gotico;

Una delle chiese di pellegrinaggio,
con le caratteristiche cappelle
radiali gotiche;

La facciata, di impianto romanico,
presenta due torri, di cui una gran
parte crollata.
Vèzelay, veduta panoramica della Madeleine
1840-1859_Chiesa della Madeleine a Vèzelay

1830: La chiesa, devastata da ripetuti assedi e
trasformata, durante la Rivoluzione, in
maneggio e scuderia, è prossima alla
completa rovina.

1834: Ricerca finanziamenti per l’intervento di
restauro;

1835-1838: Il ministro degli interni, concede i
finanziamenti necessari;

13 Febbraio 1840: Conferimento incarico a
E.E. Viollet-le-Duc;

3 Marzo 1840: Inizio incarico del giovane
architetto;
•
Aprile 1840: Invio da parte di VLD del primo
rapporto al ministro. Si chiede di procedere al
puntellamento di parti a rischio di crollo;
VLD, Chiesa della Madeleine, prospetto
principale, prima del restauro.
1840-1859_Chiesa della Madeleine a Vèzelay

Maggio 1840: Dopo
approvazione e realizzazione di
interventi di puntellamento,
VLD invia a Parigi il progetto
generale. L’amministrazione
centrale approva il progetto
generale e autorizza VLD a
procedere;

Giugno 1840: Inizio lavori di
restauro;

1859: VLD lascia il cantiere,
restano da eseguire solo le
opere di completamento.
VLD, La Madeleine, Sezione trasversale, prima del
restauro.
1840-1859_Chiesa della Madeleine a Vèzelay
A condizionare la durata del cantiere sono
principalmente tre elementi:

Le condizioni atmosferiche;

I ritmi dell’approvvigionamento;

I problemi posti dalle imprese appaltatrici.
Tuttavia, solo due problemi ostacolano gli
interventi:

Controversia con il parroco;

Il crollo della volta centrale della navata
maggiore.
La Madeleine, facciata nel suo stato attuale.
Il restauro
1840-1859_Chiesa della Madeleine a Vèzelay
Il processo conoscitivo
VLD avvia il processo conoscitivo di questa architettura attraverso una serie di schizzi,
che rappresentano la Madeleine nel suo complesso e nei suoi particolari.
VLD, La Madeleine, vista esterna , appunti per il rilievo.
VLD, La Madeleine, veduta esterna con
indicazione dei materiali e delle misure.
1840-1859_Chiesa della Madeleine a Vèzelay
Schizzi dei particolari decorativi
Necessari:
 Per comprendere la fattura,
le proporzioni, i materiali
costitutivi;

Per riconoscere l’ambiente
culturale di riferimento;
 Per distinguere le varie fasi
di costruzione.
Quindi:
Atto indispensabile per
ripercorrere e comprendere la
vicenda storica della chiesa.
VLD, La Madeleine, particolare di alcuni capitelli interni.
1840-1859_Chiesa della Madeleine a Vèzelay
Schizzi degli elementi strutturali
Indispensabili:

Per comprenderne il
funzionamento di ogni singola
parte, e il ruolo che questo
svolge nell’ambito dell’intero
organismo.
L’analisi conoscitiva condotta
consente a VLD di comprendere la
gravità della situazione e quindi la
necessità di dover intervenire con
urgenza per arrestare i processi di
degrado in atto, o almeno quelli
che possono determinare crolli.
VLD, La Madeleine, pianta zona absidale con indicazione
dello stato di conservazione di alcuni elementi.
1840-1859_Chiesa della Madeleine a Vèzelay
Il rilievo dello stato di fatto è documentato da:

Le grandi tavole acquerellate rappresentazione del
rilievo in termini chiari, efficaci e comprensibili;

Disegni tecnici, rigidi e schematici, a supporto
dell’attività del cantiere.
VLD, La Madeleine, sezione
trasversale, con studio
intervento delle volte e della
copertura.
VLD, La Madeleine, pianta con
indicazione delle impalcature
per la centinatura.
1840-1859_Chiesa della Madeleine a Vèzelay
Elaborati delle ipotesi progettuali,
accurati e distinguibili tre fasi:
1. Lo studio della soluzione
progettuale;
2. L’illustrazione della soluzione
progettuale adottata;
3. La descrizione per il cantiere
delle modalità con le quali
realizzare la scelta compiuta.
VLD, La Madeleine, pianta, prospetti e sezioni a varie quote
del contrafforte ad angolo della torre a facciata con
indicazione della tessitura muraria e degli interventi.
1840-1859_Chiesa della Madeleine a Vèzelay
Per ogni elemento analizzato, VLD:
• studia la soluzione più calzante;
• descrive minutamente le operazioni da
compiere.
VLD, La Madeleine, dettagli della muratura della navata in
prossimità di alcune finestre.
VLD, La Madeleine, prospetti e
sezioni di un contrafforte con
indicazione della tessitura muraria e
degli interventi.
1840-1859_Chiesa della Madeleine a Vèzelay
L’intervento di restauro
Organizzazione andamento dei lavori e la loro successione temporale:
1.
Arrestare i fenomeni di dissesto e i processi di degrado in atto;
2. Opere di consolidamento;
3. Eliminazione delle situazioni, fonte e causa di danni;
4. Infine, si affrontano i temi legati alla leggibilità del monumento.
L’intervento di restauro condotto da VLD:

Non mira al ripristino dell’unità stilistica;

Tende a restituire alla chiesa, le capacità statiche e di durata nel tempo.
1840-1859_Chiesa della Madeleine a Vèzelay
Dal punto di vista statico
La chiesa presenta una serie di lesioni, causate da:

contrafforti insufficienti nella vasta navata
centrale;

volte mal eseguite, indebolite e dunque poco
solide, facilmente deformabili;

catene inefficaci;

altri problemi derivavano da difetto di
costruzione del coro e del nartece.
VLD, La Madeleine, facciata principale,
particolare con indicazione degli
elementi coperti da un contrafforte
realizzato nel restauro.
1840-1859_Chiesa della Madeleine a Vèzelay
Si prevede quindi di:

Ricostruire gli archi rampanti della navata;

Correggere l’inclinazione del tetto e le finestre riportandole ai livelli originari.
VLD, La Madeleine, prospetti di un contrafforte e
di un arco rampante con indicazione della
tessitura muraria e degli interventi.
La Madeleine, vista dalla navata centrale nel
suo stato attuale.
1840-1859_Chiesa della Madeleine a Vèzelay
La torre risulta staticamente
compromessa, quasi prossima al crollo.
VLD prevede di:
 Risanare la muratura, con la
sostituzioni delle parti usurate con
materiale più idoneo, costruisce la sua
copertura con un tetto a padiglione
come copertura.
La Madeleine, vista dalla torre nel suo stato attuale.
Conclusioni
1840-1859_Chiesa della Madeleine a Vèzelay

Nonostante questo restauro, sia per VLD la sua prima opera, egli riesce nel suo lavoro a
contemperare al meglio tutte le esigenze che condizionano il percorso che ha delineato e
scelto di eseguire. Sono poche le occasioni in cui è costretto a operare delle vere
varianti rispetto al programma.

VLD, essenziale nelle descrizioni, fornisce un quadro chiaro e una visione organica della
chiesa e insieme dei problemi che rappresenta. Si comprende che uno degli obiettivi di
VLD è quello di manifestare la propria capacità per confermare la fiducia che
l’amministrazione centrale aveva riposto in lui, e fornisce una risposta al clima di ostilità
che ha trovato a Vèzelay.

L’intervento alla chiesa della Madeleine a Vèzelay manifesta ancora un carattere di
grande prudenza di rispetto per gli aspetti conservativi del restauro, le stratificazioni
storiche, i valori archeologici e documentari.

L’architetto per lui, «deve agire come un chirurgo accorto ed esperto, che tocca un
organo solo dopo aver acquisito una completa conoscenza della sua funzione ed aver
previsto le conseguenze immediate o future dell’operazione. Se agisce affidandosi al
caso è meglio che si astenga. È meglio lasciar morire un malato piuttosto che
ucciderlo.»
2. Cattedrale di Notre-Dame a Parigi
1844-1860_Cattedrale di Notre-Dame a Parigi
Se il restauro della Madeleine fu considerato una rivelazione, quello di NotreDame di Parigi, consacra la fama del giovane VLD e del metodo che egli
incarna.
Qui, le sue convinzioni sul restauro mutano. Si passa :
→ Da un atteggiamento più prudente e conservativo ;
→ Ad uno caratterizzato dalla volontà di reintegrare e ripristinare il monumento
sul quale interviene per restituirgli il suo aspetto originario.
La vicenda
1844-1860_Cattedrale di Notre-Dame a Parigi
Notre-Dame a Parigi:
 Santuario dell’intera nazione per secoli;
 Ha sofferto molto durante gli ultimi decenni.
La generazione del XIX secolo, spinta da
motivazioni religiose, storiche ed anche poeticoletterarie, cerca di riscattarsi, mettendo alla prova
la propria capacità di rimediare alle precedenti
barbarie.

1842: Bando per il concorso del suo restauro,
il progetto vincitore è quello presentato da
Viollet-le-Duc, in collaborazione con Jean
Baptiste Lassus;

1843: Presentazione del progetto: Intervento
prevede di eliminare il male, prodotto
dall’uomo o dalla natura, alla radice, da
attuarsi con un largo impiego di pietra, di
tecniche e di materiali antichi, sostituendo
integralmente le parti ammalorate o
danneggiate.
Parigi, facciata di Notre-Dame da una
stampa del ‘700.
Il restauro
1844-1860_Cattedrale di Notre-Dame a Parigi
Considerazioni generali
I due restauratori proclamano di essersi imposti le
regole più rigorose:
•
Una religiosa discrezione;
•
La completa abnegazione di ogni opinione
personale.
Regole motivate dal fatto che:

Non trattandosi di fare arte, ma di sottomettersi
all’arte di un’epoca che non c’è più,
restringendosi la loro funzione al solo riprodurre
ciò che appare difettoso dal punto di vista
artistico e da quello costruttivo.
VLD, Rilievo della sezione trasversale di
Notre-Dame di Parigi
1844-1860_Cattedrale di Notre-Dame a Parigi
L’ intervento di restauro
La natura composita e stratificata di Notre-Dame
solleva continui problemi che l’architetto affronta e
risolve di volta in volta, con un attento studio.
Le guglie

Contrari: Al completamento delle due torri. Le
guglie, mai state realizzate, se venissero
ricostruite, si otterrebbe monumento di notevole
bellezza, ma non sarebbe più Notre-Dame.

Favorevoli: Alla ricostruzione della guglia di
crociera, andata distrutta nel 1792, a causa di un
incendio, comunque documentata in un disegno
di Garneray. Qui la ricostruzione è lecita poiché,
già esistita e fondata su documentazione.
VLD, progetto della sacrestia e dell’arcivescovado di Notre-Dame di
Parigi e veduta dell’abside
VLD, progetto di
completamento di
Notre-Dame con Parigi
con innalzamento delle
cuspidi campanarie
1844-1860_Cattedrale di Notre-Dame a Parigi
Successivamente:
 Lassus divenne contrario alla ricostruzione della
guglia centrale.
Per VLD, la guglia:
 era un segno
fondamentale nella
compagine della fabbrica.
Nel 1859:
→ Ricostruzione guglia:
 In ghisa;
 Non secondo i disegni
esistenti;
 Aggiunta di statue in
rame.
VLD, Progetto della flèche
centrale.
Statua di VLD, sulla guglia di
Notre-Dame.
1844-1860_Cattedrale di Notre-Dame a Parigi
Le sculture
In assenza di vestigie antiche, si procede:
• per trasposizione di elementi similari;
• la ricostruzione esemplata su vecchi disegno.
Notre-Dame, Parigi, particolare della galleria dei Re.
La ricostruzione delle sculture
del portale centrale, mutilato da
Jacques-Germain Soufflot nel
1771, è stata fatta su esempio
di vecchi disegni.
1844-1860_Cattedrale di Notre-Dame a Parigi
Le finestre sui prospetti

Ritrovate nel 1854, le tracce di una
finestra a rosa, con funzione
d’aerazione, si decide di ristabilire il
tipo di aperture originali nelle due
campate della chiesa, presso l’incrocio
col transetto.

Restituisce anche le rose d’aerazione
sul transetto senza riscontri precisi ma
in base a considerazioni stilistiche, in
analogia con altri monumenti.

Per le finestre delle tribune del coro,
viene scelta una doppia soluzione:
1. Nel coro, le antiche rose lucifere al
posto delle successive;
2. Lungo la navata finestre di stile più
moderno.
Notre-Dame di Parigi, vista interna dopo
l’intervento di restauro
1844-1860_Cattedrale di Notre-Dame a Parigi
La copertura
I tetti a doppia pendenza delle
navate laterali vengono sostituiti
con terrazze per agevolare lo
smaltimento delle acque.
Le parti esterne
•
•
Consolida senza modificare
l’insieme;
Nel restauro dei pinnacoli dei
contrafforti, VLD sostituisce le
forme magre e stirate del XV
secolo, con moduli più larghi e
possenti ispirati al XVI secolo.
VLD-Lassus, prospetto fianco meridionale, Notre-Dame di
Parigi.
1844-1860_Cattedrale di Notre-Dame a Parigi
Le parti interne
Gli interventi più consistenti sono però
all’interno della chiesa:
• Demolisce una parte dell’ornato
settecentesco del coro;
• Progetta di restituire alcune campate
all’altezza del XII secolo;
• Restituisce le pitture murali, per
rimpiazzare le tavole dipinte perdute.
VLD, Dettagli del progetto per l’ingresso al coro
di Notre-Dame di Parigi
VLD, Progetto per la cappella di St. Charles,
Notre-Dame di Parigi.
Conclusioni
1844-1860_Cattedrale di Notre-Dame a Parigi

Si percepisce la fierezza e responsabilità di operare su uno dei monumenti più
rappresentativi della Francia.

Le considerazioni iniziali, caratterizzate da prudenza e discrezione, furono tradite nella
fase di cantiere.

Durante l’intervento di restauro di Notre-Dame, si presentano delle operazioni audaci, ma
tuttavia supportate da ragionamenti e da discussioni ben articolate.

Questa esperienza porta E.E. Viollet-le-Duc a definire il principio fondamentale di unità
stilistica, ossia la necessità di soluzioni caso per caso accettando il completamento per
analogia. Afferma l’esistenza di una gerarchia di valori che determinano le priorità nel
restauro.
3. Basilica di Saint-Sernin a Tolosa
1847_Basilica di Saint-Sernin a Tolosa
• L’esperienza di Saint-Sernin è stata giudicata da
positivamente, ma non procura a VLD la stima dei posteri.
Viollet-le-Duc
• Già nel 1874, la società francese d’archeologia condanna l’intervento
considerandolo uno dei restauri meno riusciti ed quello dove si sente molto
la poca cura che mise VLD a conformarsi alle esigenze ed alle abitudini
dell’estetica locale.
• La critica posteriore è ancora più aspra, tanto che nel 1979 si decide di derestaurare Saint-Sernin, eliminando il lavoro del restauratore.
• In questo intervento, la ricerca di unità stilistica spinge VLD a sopprimere le
stratificazioni.
• Certamente VLD è colui che, dopo gli architetti costruttori e prima degli
autori del restauro moderno, lascia sull’edificio l’impronta più forte.
La vicenda
1847_Basilica di Saint-Sernin a Tolosa

La basilica di Saint-Sernin, di fondazione
paleocristiana, ha subito nei secoli notevoli
trasformazioni;

Durante i moti rivoluzionari, iniziati nel 1789, la
completa espoliazione del santuario né fa
offuscare l’importanza, e le risorse economiche
né limitano i lavori di manutenzione e
ricostruzione;

A partire dall’Ottocento, accresce l’importanza
di Saint-Sernin;

Nel 1838, Saint-Sernin è classificato monumento
storico e perciò la sua conservazione passa a
carico dello Stato;

Nel 1844 è redatta la prima bozza di progetto per
ripristinare l’abside;
•
Nel 1845, l’incarico di ripristinare l’abbazia è
affidato da Mèrimèe, a Viollet-le-Duc.
Veduta dell’abside e del campanile,
prima dei restauri del Novecento.
Il restauro
1847_Basilica di Saint-Sernin a Tolosa
L’intervento di restauro
Obiettivo:
 NO: riprodurre in fac-simile tutto ciò
che si trova in un monumento, o
sostituire semplicemente le forme
posteriori a quelle che esistevano
precedentemente;
 MA: ristabilire l’edificio nello stile che
gli appartiene, non solo come
apparenza, ma anche come struttura.
Recato a Tolosa, VLD osserva e ritiene
la fabbrica:
• mediocre dal punto di vista esteriore;
•
strutturalmente in buone condizioni.
Veduta generale dell’area della basilica, stato
attuale.
1847_Basilica di Saint-Sernin a Tolosa

Nel 1845, Viollet-le-Duc, con il suo
collaboratore Esquiè, architetto
tolosano, inizia il lavoro di rilievo
della chiesa.

Lo stato dei luoghi e le possibili
sistemazioni
sono
già
state
avanzate da altri tecnici nel 1831.

La chiesa si presenta liberata da
tutte le costruzioni circostanti e
sorge isolata con gli evidenti segni
di demolizione.
Veduta dell’abside di Saint-Sernin, prima del
restauro di VLD.
1847_Basilica di Saint-Sernin a Tolosa
L’esterno
Si richiedono due importanti interventi:
• La sistemazione dei prospetti;
• La valorizzazione dell’abside.
Ciò avviene attraverso:
• L’asportazione degli intonaci,
• L’apertura delle finestre chiuse;
• La sostituzione delle tegole di copertura
con lastre di pietra.
VLD, progetto dell’abside di Saint-Sernin.
VLD, rilievo stato di fatto del lato sud.
VLD, progetto del lato sud.
1847_Basilica di Saint-Sernin a Tolosa
Fasi dei restauri di Saint-Sernin.
L’interno
All’interno si prevede:



la trasformazione delle cripte;
la necessità di recuperare le
decorazioni;
la valorizzazione dell’abside con
l’inserimento delle vetrate storiche.
La copertura
Si opta al ripristino dell’antica
pendenza dei tetti recuperando i merli
e i doccioni, come in origine, così da
evitare ulteriori guasti alla fabbrica e
future infiltrazioni delle acque piovane.
Prima del restauro del 1850
Progetto di restauro di VLD del 1847
Realizzazione del restauro del 1879
Progetto di restauro di 1979
1847_Basilica di Saint-Sernin a Tolosa
La facciata
Per il ripristino:
 La facciata deve essere inquadrata tra
due torri;

I portali e il rosone completati;

Le cinque monofore strombate
sostituite con tre centrali delimitate da
grossi contrafforti;
Adozione di aperture a tutto sesto.

VLD, rilievo della facciata prima del restauro.
Infine:
 La facciata, non portata a termine, è
costituita da due torri incompiute,
fiancheggiate da pesanti contrafforti
d’angolo e da uno sperone mediano
più leggero;

La torre nord, interrotta nella sua
costruzione prima di quella gemella, fu
completata solo nel 1929.
VLD, proposta d’intervento della facciata.
1847_Basilica di Saint-Sernin a Tolosa
L’intervento di de-restauro
A causa di gravi alterazioni:
•
1969-1993: lavori di “de-restauro”.
La questione è difficile:

Ritornare alla situazione antecedente al restauro di VLD, è impossibile
Alla fine:
 Si adottano una serie di interventi, volti a ripristinare Saint-Sernin, attraverso la
ricostruzione di alcune parti alterate dell’Ottocento, facendo uso di materiali di migliore
attualità, in base a scelte arbitrarie, sono spesso basate su principi di ordine estetico.
1847_Basilica di Saint-Sernin a Tolosa
VLD, rilievo della facciata prima del restauro.
VLD, proposta d’intervento della facciata.
Stato attuale della facciata.
Conclusioni
1847_Basilica di Saint-Sernin a Tolosa

Il restauro incompiuto a Saint-Sernin non ha avuto il carattere durevole.

Approfittando degli errori tecnici compiuti, si è condannato tutto l’intervento dal punto di
vista sia storico, sia estetico che metodologico.

In questo intervento VLD tradisce i principi da lui stesso formulati ne dizionario: “nei
restauri bisogna sempre aver presente una condizione dominante, sostituire cioè ad
ogni parte tolta solo materiali migliori o materiali più energici o più perfetti. Bisogna che
a seguito dell’operazione effettuata l’edificio restaurato abbia per l’avvenire una durata
più lunga di quella già avuta in passato.”
 Errori tecnici:
1. Sostituzione della pietra locale con quella arenaria di Carcassone: la scelta si dimostra
presto inopportuna;
2. Definizione di una nuova pendenza della copertura: risultata scorretta.

Le scelte del nostro, tuttavia, furono condivise da Mèrimèe e dalle ricerche
archeologiche del restauratore. Si può dire che un monumento d’arte testimonia
dapprima la sensibilità del giudizio dell’epoca che l’ha rivalutato.
Il restauro di architetture militari
Il restauro di architetture militari
 Le fortificazoni di Carcassone (1853-79) ;
 Il castello di Pierrefonds (1858-1879).
In entrambi i casi l’architetto:
 si comporta da esperto rilevatore delle rovine esistenti;
 cerca di non dissimulare elementi appartenenti a momenti diversi;
 ma, nel contempo, si lancia in una vera e propria progettazione di fantasia.
Con queste opere, Viollet-le-Duc fu etichettato «il grande falsificatore».
Sono entrambi esempi in cui applica la teoria e la spinge fino ai suoi esiti
estremi anche in parte assurdi, dalle operazioni più conservative passa
progressivamente ad ampie modificazioni, interpretazioni e rielaborazioni
personali.
4. Fortificazioni di Carcassone
1853-1879_Fortificazioni di Carcassone
La cittadella fortificata di Carcassonne, nel
sud della Francia:

Posta su un’altura che domina da un
lato l’Atlantico e dall’altro il
Mediterraneo, per secoli ha costituito
una posizione difensiva molto
importante.

Occupata già in età preistorica, intorno
alla seconda metà del XIII secolo, il suo
ruolo strategico comincia a perdere di
importanza.
Nella prima metà dell’Ottocento:

la cittadella si trova in uno stato di
decadenza talmente grave da indurre il
governo francese a prendere in
considerazione la sua demolizione.
1853-1879_Fortificazioni di Carcassone

In seguito ai resoconti degli Ispettori
sullo stato di conservazione di
Carcassonne, la Commissione sceglie
avviare un intervento di restauro,
incaricando come restauratore Violletle-Duc.
Il complesso fortificato di Carcassone
risulta delimitato da due cerchie di mura:
•
il perimetro esterno del XIII secolo che
comprende 19 torri;
•
quello interno del III-IV secolo che ne
comprende 34.
La cittadella è in uno stato di rudere, le
mura e le torri presentano gravi dissesti.
Alcune sono anche crollate; nelle mura
esterne le case sono quasi addossate.
VLD, ricostruzione della cittadella di Carcassone:
planimetria del fine ‘300.
1853-1879_Fortificazioni di Carcassone
VLD documenta accuratamente lo stato di
fatto, precisando le diverse epoche così da:
•
•
sottolineare le differenze;
evidenziarne le peculiarità.
L’intervento è mirato a sanare tutti i danni
apportati dal tempo alla costruzione,
cancellando le tracce del deterioramento.
Successivamente, VLD riconduce l’intera città
di Carcassone all’unità di stile:
•
•
•
•
Ripristina i merli,
Reintegra le cortine murarie,
Restaura le torri
Crea, a loro copertura, dei tetti a sezione
molto acuta, verticalismo che ha
nordicizzato Carcassone. E sceglie
l’ardesia, materiale più adatto alla maggiore
inclinazione
VLD, camminamento tra le due cinte murarie.
1853-1879_Fortificazioni di Carcassone
VLD, rilievo dello stato di fatto (in basso), e proposta di restituzione (in alto).
1853-1879_Fortificazioni di Carcassone
VLD, rilievo dello stato di fatto della
porta Narbonaisse.
Carcassone, stato di attuale della
porta Narbonaisse.
1853-1879_Fortificazioni di Carcassone
VLD, disegno del progetto di restauro della
18^ torre della cinta muraria esterna, 1853.
Carcassone, stato di attuale della 18^
torre della cinta muraria esterna.
5. Castello di Pierrefonds
1858-1879_Il castello di Pierrefonds
Il castello di Pierrefonds, nella regione di
Champagne:
•
nel Seicento subisce un grave incendio, tanto
che, nel 1817, viene demolito per ordine di Luigi
XIII;
•
Alla metà dell’Ottocento, il castello appare come
una pittoresca rovina, e viene riprodotta da
numerosi disegnatori del XVIII e XIX secolo;
•
Nel 1848 viene dichiarato monumento nazionale.
•
Dal 1857 VLD, commissionato per il suo
restauro, inizia il suo lavoro.
Pierrefonds, Castello in rovina, dipinto di
De Junquières.
Il restauro prevede:

Di realizzare una dimora piacevole, mediante il
solo adattamento del mastio, lasciando tutte le
altre parti nella condizione di rovina.
VLD, sezione progetto della cappella e
del cortile.
1858-1879_Il castello di Pierrefonds
Successivamente, dal 1861:
•
Il progetto si amplia fino a comprendere il
completamento dell’intera fabbrica.
Nel 1884:
•
Si lavora ancora, ma la decorazione interna non verrà
mai conclusa.
Pierrefonds,
cisterna.
Pierrefonds resterà un castello incompiuto.
In questo intervento, prevale in VLD il
desiderio di:
•
Veder completamente recuperato il
valore espressivo dell’opera;
•
Ristabilire nel suo insieme e nei minimi
particolari la fortezza medievale, che si
concretizza in un vero e proprio modello
di architettura militare.
Pierrefonds, pianta del castello.
veduta
della
1858-1879_Il castello di Pierrefonds
Per produrre l’intero complesso, VLD:
•
integra le numerose brecce,
•
completa le torri della fortificazione
•
ricostruisce fedelmente i due cammini di ronda
sovrapposti che seguono le mura.
Tutto ciò basandosi su documentazione esistente,
integrata da un accurato studio dello stato della
fabbrica.
Tuttavia, quando necessario egli non disdegna
d’introdurre interpretazioni e rielaborazioni personali
con l’invenzione di spazi e motivi decorativi che
spesso tendono all’astrazione.
VLD, Sezione verticale del Castello di
Pierrefonds con la Gran Sala.
1858-1879_Il castello di Pierrefonds
Il caso di Pierrefonds:

in molti casi, scarsi i dati filologici sullo stato
antico:
 l’architetto produce soluzioni totalmente sue

altre volte, gli appunti di studio precedenti il
restauro riflettono più le intenzioni e le
predilezioni del progettista che la situazione
obiettiva,

altre volte, le giustificazioni funzionali adottate
per motivare alcune proposte architettoniche.
VLD, ricostruzione ideale e vista
cavaliera
del
Castello
di
Pierrefonds.
1858-1879_Il castello di Pierrefonds
VLD, riproduzione di cartoni, per le decorazioni del castello di
Pierrefonds.
VLD, sezione torre Castello
Pierrefonds
1858-1879_Il castello di Pierrefonds
Pierrefonds, Prospetto sud-ovest, progetto di secondo la ricomposizione in stile, favorendo
l’introduzione di tecniche e strutture moderne.
1858-1879_Il castello di Pierrefonds
Pierrefonds. Le rovine del castello viste dal lato
settentrionale in una foto del 1855 e da nordovest dopo i restauri.
Bibliografia
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1997 (pp. 101-160).
FIENGO G., Introduzione, in FIENGO G., BELLINI A., DELLA TORRE S., La parabola del restauro
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SETTE M.P., Profilo Storico, in CARBONARA G. (a cura di), Trattato del Restauro Architettonico,
vol.1, Torino, UTET, 1996.
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(a cura di), Restauro dalla teoria alla prassi, Napoli, Electa, 2000, (pp. 103-125).
TAGLIAVENTI I., Viollet-Le-Duc e la cultura architettonica dei revivals, Bologna, Pàtron, 1976.
VASSALLO E., Eugène Emmanuelle Viollet-le-Duc (1814-1879), in CASIELLO S. (a cura di), La
cultura del restauro. Teorie e fondatori, Venezia, Marsilio Editori, 1996 (pp.73- 97).
VASSALLO E., Il progetto di Viollet-le-Duc per il restauro della chiesa della Madaleine di Vèzelay, in
FIENGO G., BELLINI A., DELLA TORRE S., La parabola del restauro stilistico, Milano, Guerini
Editore, 1994 (pp.49-80).
VIOLLET-LE-DUC E. E., L’architettura ragionata, a cura di M. Antonietta Crippa, Milano, Jaca Book,
1981.
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