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"arma" dell`educazione dei ragazzi

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Rassegna 6/7 febbraio
Da
Avvenire,
pagina
2
Linkiesta
Sabato 7 febbraio
Violenza fanatista e l'arma dell'educazione. L'impegno dell'Agenzia Nazionale per i Giovani
Nei giorni scorsi - il 6 febbraio - il quotidiano "Avvenire" ha ospitato una mia riflessione sull'attualità
violenta del Mediterraneo. Con lo sguardo dall'angolatura dell'Europa ed utilizzando" dell'arma
dell'educazione per le nuove generazioni. Mi fa piacere condividerla (nella forma completa della
lettera inviata a Marco Tarquinio) anche su questo blog.
Caro
Direttore,
e' un’escalation di violenza quella che in questi giorni riempie d’angoscia le pagine dei nostri
giornali e i cuori di noi spettatori del cosiddetto primo mondo. Da mesi ci troviamo costretti a fare i
conti con il continuo evolversi della comunicazione del terrore, i video dell’orrore di prigionieri
decapitati,
arsi
vivi,
impiccati
per
ripicca.
Immagini che si perfezionano sempre di più. Arrivano a noi montate ad arte, in alta risoluzione,
patinate. Quasi che il video dell’orrore faccia prima a emanciparsi, a evolversi, rispetto a chi ha
deciso di compiere riti efferati e tribali, incivili, in nome dell’integralismo e rifiuta di accettare un
mondo
che
per
sua
natura
cambia,
si
mescola,
cresce
e
si
integra.
I fatti di Parigi, in particolare, hanno spinto le destre europee a cavalcare più che mai la paura del
diverso. Non e' piu' solo fastidio, quello suscitato dalle immagini degli sbarchi dei migranti, si tenta
strumentalmente di trasformare la disperazione del migrante in minaccia concreta, l'esule in
terrorista. Rischi questi a cui si pensa di dare una riposta chiudendo le frontiere, ridiscutendo il
trattato
di
Schengen,
compiendo
irreversibili
passi
indietro.
Qual è oggi il ruolo del nostro continente se non quello di essere ancora una volta faro nella notte
più buia, quella dei diritti civili violati? Qual è il compito dell'Europa se non quello di essere guida e
maestra, come fu Virgilio per Dante, nel condurre il mondo e la gioventu' dall’inferno della violenza
pura al paradiso di un modo più equo, più giusto e che si fondi sui principi di libertà, uguaglianza e
integrazione?
Solo l'opportunita' della coesistenza pacifica può salvarci. Sappiamo tutti che gli attentatori che
hanno colpito il giornale satirico Charlie Hebdo erano francesi. Cio' dimostra che solo sentendosi
integrati, consapevoli cittadini europei, si puo' fuggire il rischio del terrorismo. Solo lavorando per
essere tutti cittadini del Mediterraneo si possono allontanare da noi le divergenze culturali in cui
germinano
gli
integralismi.
E’ proprio per questo motivo che come Agenzia Nazionale dei Giovani, in giorni complessi come
questi, abbiamo deciso di organizzare a Roma due importanti eventi
cooperazione
nell’ambito della
Euromediterranea.
Piu' volte l'attuale Governo ha sottolineato l'importanza centrale della formazione e dell'istruzione
come unico volano per il superamento di pregiudizi e conflitti e come arma fondamentale per la
costruzione di un futuro di pace e coabitazione globale. In questa chiave accogliere formatori e
rappresentati delle Agenzie responsabili dei giovani di Algeria, Giordania, Tunisia, Marocco, Egitto,
Israele, Libano, Palestina, Turchia, Finlandia, Francia, Tunisia ed Austria nella citta' simbolo delle
radici
giudaico
cristiane
e'
un
gesto
importante
e
decisivo.
Crediamo fermamente che l’Italia debba avere un ruolo cardine nella cooperazione dell’area
Euromediterranea al fine di promuoverne una crescita inclusiva, intelligente e sostenibile attraverso
gli strumenti che l’Europa mette a disposizione delle nuove generazioni. Messaggi di odio e
violenza come quelli lanciati dall' Isis e dalla jihad islamica non possono e non devono trovare
terreno fertile nei nostri ragazzi. Quella che abbiamo e' un' occasione preziosa per l’Italia per farsi
promotrice, nel bacino del Mediterraneo, di importanti sfide e per lanciare un messaggio
consapevole di lotta contro ogni intolleranza. Non la sprecheremo.
Giacomo D'Arrigo, direttore dell' Agenzia Nazionale dei Giovani.
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