Bilancio 2013 - ISA - Istituto Sviluppo Agroalimentare SpA

Bilancio 2013
Bilancio 2013
ISA - Istituto Sviluppo Agroalimentare S.p.A.
Sede legale in Roma – via Palestro, 64
Capitale Sociale 300.000.000 i.v.
Iscrizione Registro Imprese di Roma c.f. e P.I. 08212421005
Iscrizione R.E.A. n.1081491
Iscr. Elenco Generale degli intermediari finanziari ex art.106 D. Lgs. 385/93 n. 37092
Iscr. Elenco Speciale degli intermediari finanziari ex art. 107 D. Lgs. 385/93 n. 33083.7
Socio Unico Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
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Bilancio 2013
Organi di Amministrazione e Controllo
Consiglio di Amministrazione
(1)
Presidente
prof. avv. Saverio Sticchi Damiani
Vice Presidente
dott. Giampaolo Chirichelli
Amministratore Delegato
dott.ssa Annalisa Vessella
Consigliere
dott. Decio Terrana
Collegio Sindacale
(2)
Presidente
dott. Andrea Bignami
Sindaci Effettivi
avv. Bruno Calzia
dott. Giovanni Luca Cezza
Sindaci Supplenti
prof. Giuseppe Di Giovanni
Società di Revisione
(3)
PricewaterhouseCoopers S.p.A.
(1) Il Consiglio di Amministrazione è stato nominato dall’Assemblea in data 27 luglio 2011 e
rimane in carica sino all’approvazione del Bilancio d’esercizio 2013.
In data 25 ottobre 2012 il dott. Nicola Cecconato ha rassegnato le proprie dimissioni da
Consigliere e Presidente.
In data 30 novembre 2012 – ai sensi dell’art. 2386 del C.C. - il Consiglio di Amministrazione
ha cooptato il Consigliere dimessosi con il prof. avv. Saverio Sticchi Damiani, nominandolo
Presidente nella medesima seduta.
In data 31 gennaio 2013 l’Assemblea ha ratificato la nomina del prof. avv. Saverio Sticchi
Damiani a Consigliere e Presidente del Consiglio di Amministrazione.
(2) Il Collegio Sindacale è stato nominato dall’Assemblea in data 25 maggio 2012 e rimarrà in
carica per i tre esercizi (2012-2013–2014) e fino all’approvazione del Bilancio del terzo
esercizio.
(3) L’Assemblea in data 6 maggio 2011, ai sensi degli artt. 13 e 16 del Decreto Legislativo
39/2010, ha deliberato il conferimento dell’incarico alla Società di Revisione per gli esercizi
2011-2019.
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Bilancio 2013
Indice
Relazione del Consiglio di Amministrazione ............................................ 4
Andamento dell’economia ....................................................................................... 8
Principali norme che riguardano la Società ............................................................... 14
Fatti rilevanti della gestione ................................................................................... 17
Risultato della gestione ......................................................................................... 26
Il controllo dei rischi ............................................................................................. 33
Le attività di ricerca e sviluppo ............................................................................... 38
Evoluzione dell’assetto organizzativo e risorse umane ............................................... 38
Il numero e il valore nominale delle azioni ............................................................... 39
I rapporti verso imprese del gruppo, controllate, controllanti e imprese sottoposte al
controllo di queste ultime ...................................................................................... 39
Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio ed evoluzione prevedibile della
gestione .............................................................................................................. 40
Proposta all’Assemblea .......................................................................................... 41
Schemi di Bilancio ................................................................................. 42
Stato patrimoniale ................................................................................................ 43
Conto economico .................................................................................................. 45
Prospetto della redditività complessiva .................................................................... 46
Prospetto delle variazioni del Patrimonio netto 2013 ................................................. 47
Prospetto delle variazioni del Patrimonio netto 2012 ................................................. 48
Rendiconto finanziario ........................................................................................... 49
Nota integrativa .................................................................................... 51
Premessa ............................................................................................................ 52
Parte A – Politiche contabili .................................................................................... 53
Parte B – Informazioni sullo Stato patrimoniale ........................................................ 85
Parte C – Informazioni sul Conto economico .......................................................... 111
Parte D – Altre informazioni ................................................................................. 124
Relazione del Collegio Sindacale ..........................................................153
Relazione della Società di Revisione .....................................................159
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Relazione del Consiglio di Amministrazione
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Bilancio 2013
Signor Azionista,
l’esercizio chiuso il 31 dicembre 2013, pur in un contesto economico difficile, registra un risultato
lusinghiero e rappresenta il consolidamento della strategia e della missione di ISA con l’impiego di
tutte le proprie risorse per lo sviluppo delle aziende agroalimentari italiane.
Ulteriori risorse stimabili in circa 100 milioni di euro - rinvenienti dai rientri degli investimenti
effettuati -saranno disponibili nel prossimo triennio e consentiranno alla Società di svolgere appieno
il ruolo di supporto per la crescita del settore, con evidenti ricadute per il comparto agricolo.
Nonostante il quadro sociale ed economico di riferimento sia caratterizzato da una scarsa fiducia
delle imprese agroalimentari che hanno tendenzialmente procrastinato gli investimenti, il Consiglio
di Amministrazione ha approvato progetti per un valore complessivo di 30,2 milioni di euro, di cui
15,2 milioni di euro di finanza agevolata ed altrettanti a condizione di mercato (merchant banking).
A tale proposito, è utile ricordare che il regime di aiuto ISA (n. 618/2008) -in scadenza a fine
2013- è stato prorogato dalla Commissione Europea fino al 30 giugno 2014; la Società è pronta a
rendicontare all’Azionista circa l’attività di analisi finalizzata a definire i punti di forza e di debolezza
del presente regime sperimentati nel corso della sua applicazione, al fine di dotarsi di uno
strumento sempre più dinamico e al passo con le esigenze e le potenzialità del settore.
Tra i fatti di rilievo di questo esercizio che meritano un accenno vi sono, a nostro avviso, anche i
risparmi conseguiti nella gestione.
*************
Il quadro economico dell’anno appena concluso è stato caratterizzato da notevoli criticità e da un
clima di perdurante incertezza; tra i dati macroeconomici dell’esercizio di riferimento, emerge che il
2013 si caratterizza per una ripresa modesta che si è manifestata solo nell’ultima parte dell’anno
non sufficiente a contrastare la dinamica recessiva e che mantiene il PIL annuale negativo (-1,8%);
il rapporto tra investimenti e PIL rimane quindi sotto la media storica, il trend dei consumi è ancora
debole e le condizioni del credito rimangono piuttosto tese. Si registrano inoltre la tenuta della
domanda estera e alcuni timidi segnali di ripresa negli investimenti produttivi.
Nel settore agroalimentare si evidenzia il calo delle vendite al dettaglio, pur trattandosi di un
settore che in passato veniva ritenuto anticiclico per eccellenza. Nonostante ciò, il bilancio
dell’agroalimentare italiano rimane performante rispetto ad altri settori, grazie ad una buona
incidenza dei volumi esportati che si attestano su un fatturato di oltre 33 miliardi di euro ed un
aumento rispetto all’anno precedente, in termini di volumi, pari al 7%.
ISA, - con un portafoglio di investimenti concentrato solo sull’agroindustria e forte di un know how
specialistico nella finanza di impresa focalizzata sull’agroalimentare, dalla sua costituzione ha
approvato progetti d’investimento per un valore complessivo di 260 milioni di euro; 82 milioni di
euro riguardano interventi di merchant bank (L. 662/96) e 178 milioni di euro di interventi
agevolati (L. 266/97).
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Bilancio 2013
Nell’intento di fornire una riflessione sull’efficacia dell’intervento di ISA, si forniscono alcuni dati
aggregati: si possono stimare in oltre 500 milioni di euro gli investimenti (per incrementare la
produzione e/o per il miglioramento della logistica e/o per miglioramenti strutturali) che hanno
effettuato le aziende; inoltre, le aziende beneficiarie contribuiscono alla Produzione Lorda Vendibile
di materie prime agricole per un importo pari a 1,1 miliardi di euro e rappresentano un fatturato
aggregato pari a circa 4,4 miliardi di euro. Ne deriva che ISA, con risorse sostanzialmente e
indiscutibilmente limitate (300 milioni di euro), agisce da volano nel sistema Paese in un comparto
come l’agroalimentare che rappresenta uno dei settori più importanti del PIL.
Gli interventi di ISA riguardano pressoché tutti i settori della prima trasformazione del prodotto
agricolo (con una prevalenza per i settori ortofrutticolo e zootecnico) ed hanno avuto come
beneficiari per il 37% il mondo delle cooperative e per il 63% il settore privato.
Si può constatare che complessivamente l’ammontare degli investimenti agevolati è superiore a
quelli di merchant mentre negli anni di crisi si registra una flessione degli interventi agevolati in
quanto le imprese effettuano meno investimenti e sono meno supportate dal sistema bancario. Ciò
si riflette in maniera evidente nell’equilibrato mix di progetti approvati anche nel corso
dell’esercizio, tant’è che ISA, - potendo intervenire sia con l’agevolato sia con operazioni di
merchant -, è riuscita a dimostrare le proprie capacità in termini di flessibilità nel rispondere alle
richieste che provenivano dal mercato e indipendentemente dal ciclo economico.
Si aggiunge, per opportuna informazione, che al 31 dicembre 2013, ammontano a 66 milioni di
euro il totale delle risorse deliberate dal Consiglio di Amministrazione, impegnate e da erogare.
ISA svolge per conto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) i servizi per
la gestione dei Contratti di Filiera fin dal 2006; nel corso del 2013 sono stati erogati 4,2 milioni di
euro, portando ad oltre 70 milioni di euro le erogazioni effettuate a favore dei 176 beneficiari delle
14 filiere.
Il buon risultato ottenuto nello svolgimento dell’attività dei primi due bandi ha fatto si che il Mipaaf
affidasse ad ISA anche la gestione del terzo bando, in cui le risorse principali sono a carico della
Cassa Depositi e Prestiti e del sistema bancario nazionale.
A completamento di quanto disposto dalle Leggi di Stabilità 2012 e 2013, la Società è stata
chiamata a trasferire alle Casse dello Stato l’importo complessivo di euro 98,5 milioni a cui ha fatto
e farà fronte per la gran parte con la distribuzione di riserve da utili e con gli utili che conseguirà
quest’anno (dall’inizio dell’attività, gli utili netti prodotti ammontano complessivamente a circa 100
milioni di euro, dopo imposte e tasse versate allo Stato per oltre 50 milioni di euro).
E’ innegabile che tale trasferimento, disposto dalle Leggi di Stabilità citate, abbia rappresentato per
ISA (o, meglio, per il sistema agroalimentare italiano) una notevole riduzione delle risorse
disponibili per la missione a cui la Società è istituzionalmente preposta e va a sommarsi ad una
ulteriore riduzione di 150 milioni di euro, avvenuta con l’azzeramento del credito verso la
Presidenza del Consiglio (deliberazione CIPE n. 6 del 20 gennaio 2012) di cui è stata data ampia
evidenza nello scorso Bilancio.
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Come accennato all’inizio, un importante risultato conseguito da ISA riguarda la piena realizzazione
dell’opera di razionalizzazione delle spese e dei costi di gestione, sintetizzabile in pochi dati
significativi come l’assenza di collaborazioni esterne attive, la risoluzione di quattro contratti di
lavoro a tempo indeterminato, di cui uno a livello dirigenziale, la definizione di un nuovo
organigramma caratterizzato dalla soppressione dell’Area “Regionalizzazione e Nuovi strumenti
finanziari”, la chiusura delle due sedi periferiche e la riduzione del 25%, rispetto al precedente
esercizio, delle spese operative.
In un’ottica di continuità con quanto appena esposto, nel mese di dicembre 2013, il Consiglio di
Amministrazione ha approvato il budget per l’esercizio 2014, perseguendo, come principali
obiettivi, il consolidamento dei risultati raggiunti in termini di contenimento dei costi ed il
raggiungimento dell’equilibrio economico in continuità con l’esercizio precedente, pur in presenza di
una sensibile riduzione dei ricavi dovuta alla riduzione dei tassi d’interesse sui mercati finanziari.
Il Consiglio di Amministrazione, in prossimità della scadenza del mandato dell’Organismo di
Vigilanza, in precedenza affidato a professionisti esterni, il 28 marzo 2013 ha provveduto a
nominare il nuovo Organismo, nei termini e modi indicati dal Socio nell’Assemblea del 25 maggio
2012, affidando ai componenti del Collegio sindacale le funzioni dell’Organismo di Vigilanza,
facendo coincidere il termine dell’incarico con la scadenza del Collegio Sindacale.
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Il Bilancio chiuso al 31 dicembre 2013 presenta un utile netto di esercizio pari a 3,4 milioni di euro.
In particolare, tra le voci più significative, si registra un margine disponibile pari a 10,7 milioni di
euro e un utile ante imposte di 4,3 milioni di euro.
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Andamento dell’economia
1. Il quadro macroeconomico
Il 2013 si caratterizza per una crescita moderata dell’attività economica mondiale e degli scambi
internazionali, negli Stati Uniti si registra un rafforzamento dell’economia e prosegue il trend di
crescita delle economie emergenti.
Secondo il Fondo Monetario Internazionale, il rischio maggiore che minaccia il percorso di
rafforzamento della crescita globale viene dall’Europa ed è rappresentato dalla deflazione.
Per quanto riguarda l’Italia, secondo i dati definitivi resi noti dall’ISTAT, il 2013 è stato un anno di
pesante recessione con il PIL annuo fissato al -1,8%; ciò sta ad indicare una ripresa più lenta
rispetto a quanto indicato nei documenti programmatici.
Solo nel quarto trimestre dell’anno appena trascorso infatti l’attività produttiva ha ritrovato il segno
positivo, con una crescita dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, interrompendo quindi una
lunga tendenza negativa cominciata nella seconda metà del 2011 e caratterizzata tra luglio e
settembre del 2013 da un diagramma del PIL piatto.
Il risultato dell’ultimo trimestre è la sintesi di un andamento positivo del Valore Aggiunto nel
settore dell’agricoltura e dell’industria, ma nullo nel settore dei servizi; ad ogni modo lo stesso
dato, se confrontato con i risultati del quarto trimestre 2012, mostra una flessione tendenziale
dello 0,8%.Tutto ciò fa supporre che la crescita economica del Paese sia ancora da costruire e
l’effetto di trascinamento sul 2014 sia pari a zero, con ripercussioni inevitabili sulla tenuta dei saldi
di finanza pubblica e sul clima di fiducia delle imprese.
A livello globale, le stime del FMI si attestano su un’accelerazione della crescita del 3,7% nel 2014,
3,9% nel 2015 (mentre registrano un 3% con riferimento al 2013), per l’Eurozona la crescita si
attesta all’1% nel 2014 e all’1,4% nel 2015, sebbene in questo quadro la stima per l’Italia è vista al
ribasso poiché l’aumento del PIL, che la Banca d’Italia attesta allo 0,7%, viene limato allo 0,6% per
poi restituire il decimo di punto nel 2015, con una previsione di aumento del PIL dell’1,1%. Come
anzidetto, poiché solo nel terzo trimestre del 2013 il PIL ha interrotto la propria caduta, sostenuto
dalle esportazioni e dalla variazione delle scorte, gli indici di fiducia delle imprese sono migliorati
solo a dicembre 2013, collocandosi sui livelli osservati all’inizio del 2011.
Il nostro Paese è dunque in ritardo nella ripresa, come testimoniano anche i dati dell’ABI sulle
sofferenze bancarie (150 miliardi a novembre 2013) e sulla raccolta (con un calo dell’1,8%),
sebbene le condizioni finanziarie sui mercati finanziari europei ed italiani siano diventate più
favorevoli grazie alle prospettive di ripresa, alla politica monetaria accomodante ed ai progressi
nella governance dell’area Euro.
Il credito alle imprese non ha ancora beneficiato del miglioramento delle condizioni sui mercati
finanziari, i prestiti risentono della bassa domanda per investimenti e, dal lato dell’offerta,
dell’elevato rischio di credito e della pressione della recessione sui bilanci delle banche.
Si evidenzia che i tassi di interesse a lungo termine sui titoli di Stato italiani sono diminuiti e lo
spread, rispetto al rendimento del Bund decennale, è sceso sotto i 200 punti base.
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Bilancio 2013
Di conseguenza nell’area Euro, nonostante le buone performance di Germania e Francia, la ripresa
risulta modesta e fragile; in particolare per l’Italia si segnala una moderata ripresa nel biennio
2014-2015 (in accelerazione nel 2015) con il PIL in netta crescita, dopo la riduzione dell’1,8% del
2013. Ne deriva che i rischi per la crescita sono orientati al ribasso; inoltre le cause di una crescita
ritardata sono strettamente correlate al perdurare di condizioni restrittive di accesso al credito e ad
ulteriori differimenti dei pagamenti dei debiti delle pubbliche amministrazioni.
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2. Il settore agroalimentare
I dati che possono riassumere il 2013 non sono rassicuranti, poiché, come certificato dall’ISTAT nel
IV trimestre 2013, l’industria cede il 3,8%, i servizi lo 0,9%, l’edilizia è in caduta (-0,7%); in
compenso, il PIL del comparto agricolo ha fatto registrare un aumento dell’1,8% su base annua e
dello 0,8% sul trimestre precedente.
Il Valore aggiunto del comparto agricolo cresce di 70 milioni di euro (pari allo 0,8% sul trimestre
precedente e allo 0,3% su base annua) e ritorna a salire dopo due anni di calo, dimostrando a
pieno titolo le potenzialità ed il ruolo centrale del settore nel sistema economico nazionale, si tratta
infatti dell’unica crescita tendenziale positiva.
Lo scenario tuttavia in una prospettiva di lungo periodo, diventa in chiaroscuro poiché, ad esempio,
dal 2005 al 2013, il settore agricolo ha perso Valore aggiunto per 1,9 miliardi di euro.
Tabella 1 - Valore aggiunto ai prezzi base (milioni di euro)
Anno
Agricoltura,
silvicoltura e
pesca
2011
2012
2013
var %
2013/2012
28.105
26.909
26.979
+0,3%
Fonte: Elaborazione CsConfagricoltura su dati ISTAT
Come dimostrano i dati di AgrOsserva – l’Osservatorio di ISMEA e Unioncamere sulla congiuntura
dell’agroalimentare italiano, il bilancio complessivo del 2013 per l’agricoltura e l’industria
alimentare ritrae un settore sotto forte tensione a causa del protrarsi della crisi, l’agricoltura è
sacrificata nella catena del valore della filiera poiché ha visto ridurre progressivamente i propri utili
a vantaggio della distribuzione: su 100 euro di spesa in prodotti agricoli freschi, solo 1,8 euro, al
netto di salari e ammortamenti, rimangono nelle tasche dei produttori; ancora più squilibrata la
situazione nel caso dei prodotti trasformati, dove i passaggi che intercorrono tra l’azienda agricola
e il consumatore risultano più numerosi e pertanto più compressa è la quota del valore trattenuta a
monte della filiera. In quest’ultimo caso, sempre su 100 euro di spesa sostenuta dal consumatore,
all’azienda agricola rimane un utile netto di 40 centesimi di euro, mentre 2,3 euro vanno a
remunerare la fase industriale e quasi 11 euro quella del commercio.
E’ evidente che la presenza di vincoli strutturali, di inefficienze nel sistema logistico, insieme agli
accresciuti costi energetici, nonché agli eventi atmosferici avversi, determinano la lievitazione dei
costi di produzione e di distribuzione, a discapito quasi sempre del reddito dei produttori, che
rappresentano la parte contrattualmente più debole della catena; a ciò si aggiunge un calo dei
consumi interni del 4% in valore e la chiusura di trentatremila imprese agricole pari al 4,4%.
Tiene meglio l’industria alimentare, con una crescita dell’1,5% del numero di aziende, pari a 802.
Nonostante la crisi economica abbia modificato le abitudini dei consumi, incidendo profondamente
persino in un settore anticiclico come l’alimentare, il settore food, con un fatturato complessivo che
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si attesta a quota 133 miliardi di euro, resta, anche nel 2013, uno dei più performanti
dell’economia italiana.
La produzione dell’industria alimentare, delle bevande e del tabacco ha registrato, nell’ultimo
trimestre dell’anno, un incremento del 2,5% su base congiunturale, e del 2,9% su base
tendenziale, mostrando una performance migliore rispetto al settore manifatturiero nel suo
complesso, la cui evoluzione positiva risulta decisamente più debole.
L’anno trascorso si caratterizza per due diverse dinamiche: i primi 9 mesi dell’anno sono stati i
peggiori dal 2007 quanto a produzione (-1%), fatturato e consumi (-4%), mentre i segnali di
crescita dell’ultimo trimestre, con la tenuta dell’export e dei livelli occupazionali, hanno permesso di
chiudere un consuntivo accettabile e prospettare, con cautela, timidi segnali di ripresa.
I dati più significativi si evidenziano sul fronte della produzione con una perdita dell’1% nel 2013,
poco superiore rispetto al 2012 (-0,9%) ma complessivamente elevata (-3,6%,) rispetto al 2007,
ultimo anno pre-crisi. Per quanto riguarda le vendite, queste sono diminuite del 4% a valore
(costante) e del 2,1% a volume : per i prodotti della tavola si tratta del ribasso annuo più forte dal
2009. Gli unici a guadagnare nell'anno 'nero' del commercio al dettaglio sono i discount alimentari,
che nel 2013 registrano un aumento dell'1,6% nel valore delle vendite, a fronte di una flessione
dell'1,% per l'intero comparto della grande distribuzione (-1,9% gli ipermercati e -1,3% i
supermercati); la borsa della spesa è quindi sempre più leggera e di minore qualità; la crisi inoltre
colpisce più duramente i piccoli negozi, come le botteghe e gli altri punti vendita di vicinato (con
una contrazione del 2,9% ) e restituisce l'immagine di un Paese alle prese con un'ulteriore perdita
del potere d'acquisto, costretto a ricorrere a modelli di consumo low cost.
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Bilancio 2013
Nel quadro delineato emerge chiaramente che la recessione si riflette nella dinamica dei consumi e
fa registrare per la grande distribuzione un tasso di sviluppo del proprio giro d’affari superiore a
quello dell’industria, la marca privata in Italia è presente nel 91% delle categorie del largo
consumo ed ha raggiunto nel 2013 un fatturato di 9,7 miliardi di euro aggiudicandosi, a valore, una
quota del 18,9%; ciò vuol dire che delle circa 8.000 imprese agroalimentari italiane, 1.200 sono
co-packer e nel 77% dei casi si tratta di Pmi, con 72 mila dipendenti ed un fatturato di 7,2 miliardi
di euro, realizzato con la marca del distributore. La crescita della private label è quindi effetto di
un’evoluzione del consumatore, divenuto più accorto e competente, capace di pesare, nella sua
scelta, convenienza, risparmio, qualità e sicurezza.
Il settore agroalimentare non si sottrae alla dinamica dell’economia nazionale la cui espansione è
tutta trainata dalla domanda estera, responsabile per 0,3 punti percentuali sull’intero 2013, contro
lo 0,1 degli investimenti. Il 2013 si contraddistingue quindi per il record storico del valore delle
esportazioni di prodotti agroalimentari che raggiunge una quota del 20% della produzione e si
attesta sui 33 miliardi di euro, con una crescita del 4,7%. Tra i destinatari dei prodotti
agroalimentari italiani ci sono il Nord Africa e i Paesi Arabi ( soprattutto Emirati Arabi Uniti e Arabia
Saudita), Germania Francia e Regno Unito (con aumenti tra il 3 e il 6%), Stati Uniti (terzo mercato
per gradimento del cibo italiano) mentre si registra una flessione in Giappone e Cina.
A fronte dell’andamento nel complesso negativo del mercato interno, l’export è sempre più un
canale necessario per la crescita; la domanda estera, in particolare da parte dei Paesi emergenti,
ma anche il mantenimento delle quote di export nei Paesi UE, pari a 2/3 della quota di export
totale, è al momento l’unica forza trainante, seppure con alcune incertezze in prospettiva, legate
alla contraffazione, all’evolversi del fenomeno dell’Italian sounding e al contenzioso dei “semafori”
in Gran Bretagna. In termini di competitività, si tratta di un danno enorme, poiché la contraffazione
fa perdere al sistema Paese 60 miliardi di euro ed oltre 300.000 posti di lavoro; sicuramente i
recenti accordi bilaterali con Canada e Stati Uniti (quest’ultimo in via di definizione) segnano un
passo in avanti nella lotta alla pirateria, la UE inoltre consente, con la tutela ex officio, di
intervenire e di reprimere le frodi anche su denuncia dei cittadini, ma su questo fronte occorre
rafforzare regole internazionali comuni. Per quanto riguarda l’utilizzo delle etichette “a semaforo”,
autorizzato dal ministero della Salute del Regno Unito, si tratta di uno strumento che può fornire
informazioni approssimative e fuorvianti sulle caratteristiche e le peculiarità dei prodotti
agroalimentari italiani, con conseguenze dannose per prodotti come formaggi, salumi e per le
eccellenze alimentari, come i prodotti a denominazione di origine. Il Governo italiano ha quindi
espresso la propria contrarietà nelle opportuni sede europee, cercando di coinvolgere in questa
scelta anche gli altri Paesi della UE.
E’ necessario sottolineare che l'andamento positivo dell’agroalimentare sui mercati esteri, benché
rappresenti una leva competitiva determinante, compensa solo parzialmente il calo dei consumi
interni delle famiglie (-4%); nel 2013 il “paniere della spesa” si è ridotto con riferimento agli
acquisti di pesce fresco (-20%), pasta (-9%), latte (-8%), olio di oliva extravergine (- 6%),
ortofrutta (- 3%) e carne (-2%).
Le imprese italiane devono pertanto puntare di più e in modi nuovi sui mercati esteri, questo è vero
sia per quelle che già hanno una presenza all’estero e devono ampliare i bacini di riferimento, sia
per quelle orientate al mercato interno che necessitano di nuove leve per l’aumento del fatturato,
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come, ad esempio, i prodotti di nicchia che, nel mercato nazionale, sono penalizzati dai modelli di
consumo low cost. L’accesso ai mercati esteri è una leva talmente importante per il sistema da
richiedere incisive politiche commerciali, tese ad eliminare gli ostacoli esistenti come la scarsa
patrimonializzazione, la frammentazione del tessuto imprenditoriale e ad esaltare i punti di forza
legati al concetto di “made in Italy”.
Se la domanda estera per il momento sta compensando la contrazione dei consumi interni è anche
vero che la spinta delle esportazioni, dal 2010 ad oggi, ha subito una progressiva decelerazione,
passando da una crescita a due cifre nel 2010 (+12,8%) all’attuale incremento del 4,7%. Altro
dato che necessita di una dovuta attenzione è la performance non particolarmente brillante di
alcuni settori di punta del made in Italy, che nell’insieme sono avanzati a ritmo leggermente
inferiore rispetto al totale dell’agroalimentare, ponendo l’esigenza di un rafforzamento del
posizionamento del prodotto di qualità italiano all’estero e di maggiore tutela contro la concorrenza
sleale, la contraffazione ed il fenomeno dell’Italian sounding.
Il prodotto più esportato si conferma il vino che segna il record storico delle vendite e per la prima
volta raggiunge un fatturato attorno ai 5 miliardi di euro, seguito dai prodotti base della dieta
mediterranea: l'ortofrutta fresca (4,5 miliardi di euro) cresce del 6%, l'olio segna un +10%, con un
valore complessivo che raggiunge 1,3 miliardi di euro; aumenta considerevolmente anche la pasta
che rappresenta una voce importante del made in Italy sulle tavole straniere con 2,2 miliardi di
euro(+4%).
Nell’ambito del settore vinicolo, è interessante la dinamica degli spumanti, la cui produzione nel
2013 è cresciuta del 9% raggiungendo i 434 milioni di bottiglie, con un valore all'origine di 735
mila euro. Al contempo il consumo nazionale regredisce per il terzo anno consecutivo, con -8,1
milioni di bottiglie (il 6,2%), il mercato si presenta discontinuo, non ancora maturo, molto legato
alla regionalità, con un eccessivo distacco fra produttore e consumatore. Ne deriva che la
complessa difficoltà' della domanda impone più elasticità di metodi d'offerta; al contrario l'export
aumenta dell'11,5% in volumi e del 16% in valore rispetto al 2012, a significare la crescita di
appeal del binomio bollicine-Italia nel mondo.
Ad incidere positivamente sui giudizi degli operatori sono stati la buona tenuta degli ordini trainati
dalla domanda estera ed il deconsolidamento delle scorte; peggiorano invece le attese produttive di
breve periodo anche per fattori stagionali legati al consueto rallentamento delle attività dopo le
festività di fine anno.
A livello settoriale, i risultati mostrano una situazione piuttosto diversificata: pochi segmenti si
distinguono per una performance positiva (olio di oliva, molitoria e dolciaria), altri presentano un
miglioramento della fiducia, ma un indice ancora negativo (pane, acque minerali e bevande
analcoliche, carni rosse).Quasi la metà dei settori, oltre a mostrare un indice negativo, accusa un
peggioramento della fiducia rispetto al trimestre precedente (lattiero-caseari, elaborati di carne,
prima lavorazione delle carni bianche, ittico, pasta, mangimistica, vini, gelati).
Su base trimestrale, cala la fiducia delle imprese del Nord Ovest e di quelle del Centro, mentre
migliora nel Nord Est e nel Mezzogiorno. In generale le imprese dell'industria alimentare nazionale
sono riuscite comunque ad incrementare, nel 2013, il fatturato rispetto all'anno precedente,
migliorando anche sul piano competitivo.
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Principali norme che riguardano la Società
Di seguito si riportano le principali norme che riguardano l’attività di ISA.
1. Costituzione e risorse
Art. 10-ter D.L. 14 marzo 2005, n. 35 convertito con L. 80/2005 “Disposizioni urgenti nell'ambito
del piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale” con cui si disciplinano le attività
ed il funzionamento di ISA.
Art. 10-ter D.L. 30 settembre 2005, n. 203 “Misure di contrasto all'evasione fiscale e disposizioni
urgenti in materia tributaria e finanziaria” con cui si regolano le modalità di trasferimento
patrimoniali da Sviluppo Italia S.p.A. ad ISA.
2. Interventi agevolati
Legge 19 dicembre 1983, n. 700 “Norme per il risanamento, la ristrutturazione e lo sviluppo del
settore bieticolo–saccarifero”.
Legge 30 luglio 1990, n. 209 “Nuove norme per la ristrutturazione e lo sviluppo del settore
bieticolo-saccarifero”.
Legge 7 agosto 1997, n. 266 “Interventi urgenti per l'economia”.
Delibera CIPE 4 agosto 2000, n. 90/2000 “Delibera quadro su criteri e modalità degli interventi, ex
RIBS S.p.A., di Sviluppo Italia S.p.A., Legge 7 agosto 1997, n. 266, art. 23”.
Decisione della Commissione Europea 28 febbraio 2001 ad oggetto “Aiuti di Stato/Italia (Aiuto n.
559/2000 prorogato sino al 31 dicembre 2008) Regime di Aiuti Sviluppo Italia (ex RIBS): Aiuti di
Stato relativi ad investimenti per la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli,
zootecnici e silvicoli (Delibera CIPE 90/2000)”.
Delibera CIPE 2 agosto 2002, n. 58 “Modifica della Delibera CIPE 4 agosto 2000, n. 90, recante
Delibera quadro su criteri e modalità degli interventi, ex RIBS S.p.A., di Sviluppo Italia S.p.A. Legge 7 agosto 1997, n. 266, art. 23”.
Decisione della Commissione Europea 17 giugno 2009 ad oggetto “Aiuti di Stato N 618/2008 –Italia
- Regime di Aiuto ISA S.p.A.”, per gli investimenti alle aziende operanti nel settore della
trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli che sostituisce il Regime di Aiuto recante
il n. 559/2000 e resterà in vigore fino al 31 dicembre 2013.
La Commissione Europea con Decisione C (2013) 9321 finale del 18 dicembre 2013 ha prorogato al
30 giugno 2014 il Regime di aiuto ISA – SA.27128 (N 618/2008) - in scadenza a fine 2013.
14
Bilancio 2013
Delibera CIPE n. 65/2009 concernente criteri e modalità di intervento di ISA che modifica le
precedenti Delibere CIPE n. 90/2000 e n. 58/2002 e costituisce la base giuridica dell’Aiuto di Stato
n. 618/2008.
Dal combinato disposto del Regime di Aiuto n. 618/2008 e della Delibera CIPE n. 65/2009 si
ricavano le prescrizioni per l’intervento agevolato di ISA, nei settori della trasformazione e
commercializzazione dei prodotti agricoli, zootecnici e silvicoli. L’intervento di ISA tiene conto della
redditività dell’impresa, del rispetto dei requisiti minimi in materia di ambiente, igiene e benessere
degli animali, della congruità economico-finanziaria degli investimenti, dell’impatto occupazionale e
benefici per i produttori agricoli derivanti dalla realizzazione degli investimenti e dallo svolgimento
dell’attività produttiva.
Il Mipaaf verifica la compatibilità di ciascun intervento agevolato con la normativa di riferimento
(Delibera CIPE n. 65/2009 e Regime di Aiuto n. 618/2008). Le risorse finanziarie sono concesse da
ISA per la realizzazione di investimenti, sotto forma di partecipazione di minoranza e di prestito a
tasso agevolato.
3. Interventi a condizioni di mercato
Legge 23 dicembre 1996, n. 662 “Misure di razionalizzazione della finanza pubblica”.
ISA, sulla base di quanto disposto da questa legge, può acquisire delle partecipazioni di minoranza
ed erogare finanziamenti a società operanti nel settore della trasformazione e commercializzazione
dei prodotti agricoli, a condizioni compatibili con i principi di economia di mercato.
La Commissione Europea concede il nulla osta agli interventi di mercato previa verifica della
compatibilità con i propri principi.
4. Supporto alla Pubblica Amministrazione
A) Contratti di Filiera
Art. 66 Legge 27 dicembre 2002, n. 289 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e
pluriennale dello Stato (Legge Finanziaria 2003)”.
D.M. 1 agosto 2003 “Criteri, modalità e procedure per l'attuazione dei Contratti di Filiera”.
In applicazione della Legge 289/2002, il Mipaaf, al fine di favorire l’integrazione di filiera del
sistema agricolo e agroalimentare ed il rafforzamento dei distretti agroalimentari nelle aree
sottoutilizzate, ha promosso i Contratti di Filiera.
Con D.M. del 5 giugno 2006, il Mipaaf ha affidato ad ISA la gestione per l’attuazione dei Contratti di
Filiera.
Con D.M. 542 del 19 dicembre 2012, il Mipaaf, ai sensi dell'articolo 63 del Decreto-Legge 24
gennaio 2012 n. 1, convertito con modificazioni dalla Legge 24 marzo 2012 n. 27, ha determinato
15
Bilancio 2013
le modalità di erogazione dei rientri di capitale e interessi dei mutui erogati per conto del Ministero
delle politiche agricole alimentari e forestali dall'Istituto Sviluppo Agroalimentare (ISA) S.p.A., per i
finanziamenti agevolati dei Contratti di Filiera e di distretto di cui all'art. 1 della Legge 3 febbraio
2011, n. 4.
Successivamente il Mipaaf ha emanato la Circolare n. 558 del 20 dicembre 2012 recante le
caratteristiche, le modalità e le forme per la presentazione delle domande di accesso ai Contratti di
Filiera e di Distretto.
B) Buonitalia S.p.A.
Art. 10 D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito con Legge n. 80/2005 “Disposizioni urgenti
nell'ambito del piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale”.
L’articolo 10-ter c.3, del D.L. 203/2005 convertito con L. 248/2005 (“Decreto Competitività”), ha
attribuito a Buonitalia la realizzazione di un programma per un migliore accesso ai mercati
internazionali dei prodotti agroalimentari italiani, ponendo a carico delle risorse di ISA l’onere per la
realizzazione, pari a 50 milioni di euro.
5. Disciplina intermediari finanziari
Con l’entrata in vigore delle disposizioni del D.Lgs. n. 141/2010 (“Attuazione della Direttiva
2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, nonché modifiche del Titolo V del Testo
Unico Bancario (TUB) in merito alla disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario, degli
agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi”), la disciplina dei soggetti operanti nel settore
finanziario di cui al Titolo V del TUB è stata riformata ed uniformata.
In particolare, il Decreto ha eliminato la precedente differenza tra soggetti iscritti nell’elenco
generale e speciale di cui agli artt. 106 e 107 del TUB, prevedendosi ora nella nuova versione
dell’art. 106 del TUB un unico Albo degli intermediari autorizzati all’attività di concessione di
finanziamenti, sotto qualsiasi forma, nei confronti del pubblico, per la cui iscrizione sono richiesti
determinati
requisiti
organizzativi
e
patrimoniali
nonché
di
onorabilità,
professionalità
e
indipendenza, indicati dall’art. 107 del TUB.
L’art. 10 del D.Lgs. n. 141/2010 definisce le disposizioni transitorie applicabili e, in particolare,
stabilisce che gli intermediari finanziari che, alla data di entrata in vigore del decreto legislativo,
risultano iscritti nell’elenco generale di cui all’art. 106, nell’elenco speciale di cui all’art. 107 o nella
sezione di cui all’art. 155, comma 4 del TUB, nonché le società fiduciarie possono continuare ad
operare per un periodo di 12 mesi successivi al completamento degli adempimenti indicati al
comma 3 dello stesso art. 10 (l’adozione di disposizioni attuative e la costituzione degli Organismi
previsti dal decreto). Sino alla scadenza di tale periodo, la Banca d’Italia continua a tenere l’elenco
generale, l’elenco speciale e la sezione separata.
Alla data di predisposizione del presente Bilancio ISA continua ad essere iscritta nell’elenco speciale
di cui all’articolo 107 del TUB.
Entro tre mesi dall’entrata in vigore delle disposizioni attuative, ISA sarà tenuta a presentare alla
Banca d’Italia un’istanza di autorizzazione ai fini dell’iscrizione al nuovo Albo di cui all’emendato
art. 106 del TUB.
16
Bilancio 2013
Fatti rilevanti della gestione
1. Il contesto
Per l’economia italiana il 2013 viene archiviato come un altro anno di forte difficoltà. Il PIL annuo si
è attestato al -1,8%, le condizioni del credito alle imprese e famiglie sono ancora tese e continuano
a rappresentare un freno alla ripresa (-8% su base annua la rilevazione a novembre di Banca
d’Italia), la disoccupazione ha continuato a crescere, raggiungendo il 12,9% a gennaio 2014 (+ 1,1
punti in un anno), la contrazione della spesa per i consumi finali (fonte Coldiretti) è crollata del 7%
dall’inizio della crisi nel 2008 con un taglio di 57,8 miliardi di euro. In particolare, se nei primi anni
della crisi gli italiani hanno rinunciato soprattutto ad acquistare beni non essenziali, come
abbigliamento e calzature, nel 2013 sono stati ridotti in maniera sensibile anche gli acquisti
alimentari, con un crollo record del 3,1% della spesa alimentare rispetto all’anno precedente.
In prospettiva vi sono però segnali di miglioramento, il PIL, sostenuto dalle esportazioni e dalla
variazione delle scorte, ha interrotto la propria caduta nel terzo trimestre del 2013, segnando nel
quarto trimestre 2013, un ritorno al segno positivo (+0,1%).
Seppure il quadro economico descritto rimane ancora molto critico, il settore agroalimentare
registra alcuni elementi positivi. Infatti è proprio l’agroalimentare a sostenere le esportazioni con
un aumento dei volumi.
In tale contesto ISA ha operato finanziando gli investimenti produttivi e patrimonializzando le
aziende agroalimentari fornendo, così, un supporto concreto a piani industriali sfidanti e volti
all’internazionalizzazione di quelle aziende impegnate nell’export
Tra l’altro, si è notato, che tra gli effetti positivi per le aziende in partnership con ISA vi è una
maggiore fiducia degli istituti di credito nel supportare le stesse in quanto nei progetti condivisi da
ISA vi è evidenza e certezza dello sviluppo complessivo del settore in cui si interviene.
2. Gestione del portafoglio
Al 31 dicembre 2013 il portafoglio di ISA, dopo l’estinzione in corso d’anno di 3 finanziamenti, è
composto da 40 interventi, di cui 22 solo finanziamenti, 12 finanziamenti a società tutt’ora
partecipate e 6 solo partecipazioni, di cui 4 acquisiti nell’ambito di operazioni a condizioni di
mercato.
Nel corso del 2013 ISA ha infatti erogato 23 milioni di euro di cui circa 19 per finanziamenti
agevolati finalizzati alla realizzazione di investimenti volti all’innovazione di processo e di prodotto
ed in parte acquisendo quote di capitale di aziende che hanno sviluppato processi di
razionalizzazione di propri piani commerciali ed, al contempo, migliori politiche di remunerazione
dei prezzi a favore degli agricoltori.
I restanti 4, 2 milioni di euro sono stati erogati a favore delle filiere produttive italiane nell’ambito
del programma “Contratti di Filiera” gestito da ISA per conto del Mipaaf.
17
Bilancio 2013
Il Consiglio di Amministrazione di ISA ha incrementato il portafoglio delle società, approvando nel
corso del 2013 nuove operazioni per 30,2 milioni di euro.
I 40 investimenti in portafoglio, sia a titolo di partecipazione al capitale sociale sia a titolo di
finanziamento agevolato, ammontano a circa 343 milioni di euro (su detti interventi, risultano già
rimborsati circa 116 milioni di euro, pari al 34%).
Le erogazioni effettuate nel 2013 ammontano a circa 18,8 milioni di euro di cui 12,8 milioni di euro
relativi ad operazioni di finanza agevolata (L. 266/97) e 6,0 milioni di euro per la sottoscrizione di
un aumento di capitale sociale a condizione di mercato (L. 662/96).
Complessivamente, i rientri di quote capitali sono pari a circa 24,4 milioni di euro e sono relativi a
finanziamenti a suo tempo erogati.
Nell’esercizio sono state dismesse due partecipazioni, acquisite dai soci di maggioranza, per circa
30 mila euro, determinando per una di esse una plusvalenza di 360 euro.
Con riferimento alla distribuzione geografica dei 40 investimenti in portafoglio, le erogazioni sono
distribuite in 14 regioni, una in più rispetto al 2012 (Umbria):

nel Nord, le erogazioni effettuate ammontano complessivamente a 230,1 milioni di euro (24
interventi) pari al 67,0% del totale erogato, di cui il 57,0% è concentrato nelle due regioni
notoriamente più strutturate per l’attività agroalimentare su base industriale (Emilia Romagna
con il 35,3% e 13 interventi e Veneto con il 21,7% e 6 interventi),

al Centro, le erogazioni ammontano a 19,4 milioni di euro (5,7% e 5 interventi),

nel Sud ed Isole, le erogazioni ammontano 93,7 milioni di euro (27,3% e 11 interventi). In
particolare la Puglia risulta, dopo Emilia Romagna e Veneto, la terza regione per importanza di
somme erogate (51,9 milioni di euro pari al 15,1% e 5 interventi).
Il grafico seguente riassume la distribuzione geografica degli investimenti ponderati per
l’ammontare:
18
Bilancio 2013
L’ammontare medio di ciascun investimento, sempre come somma di partecipazione e/o di
finanziamento agevolato per erogato lordo, risulta pari a circa 8,6 milioni di euro.
Per quanto riguarda i comparti di intervento, gli investimenti già effettuati risultano, per circa il
91% (sempre in termini di ammontare totale), destinati ad aziende operanti nei comparti
ortofrutticolo (44,8%, in incremento di 2,7 punti percentuali rispetto al 2012), zootecnico (30,5%,
in riduzione di 2,6 punti percentuali rispetto al 2012), lattiero-caseario (10,5%, in incremento di
0,9 punti percentuali rispetto al 2012) e vitivinicolo (5,0%, in incremento di 0,6 punti percentuali
rispetto al 2012), come illustrato nel grafico che segue.
3. Nuovi investimenti
ISA, nel corso del 2013, ha proseguito le attività di scouting attraverso la partecipazione a incontri
pubblici e a meeting con associazioni di categoria.
Durante i diversi incontri che si sono svolti presso la sede di ISA, la società ha fornito informazioni
ed assistenza progettuale agli operatori del settore interessati a definire nuove ipotesi di
investimento.
Grazie all’avvio dell’attività di mailing rivolta ai referenti delle aziende target si sono incrementati i
contatti con gli imprenditori e attraverso una apposita casella di posta elettronica sono state fornite
le informazioni di base in risposta ai quesiti ricorrenti sull’operatività della società.
Questa attività ha ottenuto riscontri positivi, tanto è che per 20 idee progettuali presentate si è
avviato l’iter di esame del potenziale investimento. Solo a seguito di questa verifica si è proceduto
con l’istruttoria tecnico-creditizia che è finalizzata alla verifica del merito di credito e del metodo
progettuale.
19
Bilancio 2013
Nell’arco del 2013, cinque istruttorie tecnico-creditizie sono andate a buon fine con la conseguente
approvazione da parte del C.d.A. di cinque progetti d’investimento, per un ammontare complessivo
degli impegni finanziari, pari a 30,2 milioni di euro, distribuiti nei settori vitivinicolo, zootecnico,
ortofrutticolo ed oleario; i 5 investimenti approvati riguardano 4 operazioni di finanza agevolata ed
1 strutturata a condizioni di mercato e sottoposta, tramite il Mipaaf, al nulla osta a procedere da
parte della Commissione Europea.
Nel dettaglio i progetti approvati riguardano:
1. TERRE D’OLTREPO’
Il finanziamento di circa 2 milioni di euro concesso a Terre d’Oltrepò permetterà l’ampliamento
di alcuni reparti della produzione vitivinicola all’interno di un investimento ammissibile di circa 4
milioni di euro.
L’intervento di ISA a favore della cooperativa agevolerà l’innovazione tecnologica di alcuni
reparti della produzione con conseguente incremento della capacità produttiva, finalizzata alla
realizzazione del piano commerciale ed un aumento delle remunerazioni e del numero di soci
conferenti.
Gli investimenti effettuati, una volta a regime, consentiranno un incremento della Produzione
Lorda Vendibile (PLV) di 10 milioni di euro passando da 25 milioni di euro a circa 35 milioni di
euro (+40%). Inoltre, l’occupazione verrà incrementata del 6%.
2. FAZI
Il mutuo di ISA concesso alla Fazi S.p.A., di oltre 2 milioni di euro, consentirà l’acquisizione di
assets produttivi per la lavorazione delle carni suine, nonché lo sviluppo di azioni immateriali
inserite nei piani commerciali e di marketing.
Il business plan della Fazi sarà in grado di promuovere sui mercati le produzioni realizzate
interamente in Italia, apportando un significativo beneficio alla produzione zootecnica
nazionale, infatti, realizzati gli investimenti, la società potrà trasformare oltre 13 milioni di euro
di acquisti di materia prima raggiungendo un fatturato aggregato di oltre 22 milioni di euro.
20
Bilancio 2013
3. JEIO BELSTAR
Con il finanziamento di ISA di oltre 7 milioni di euro, la Jeio Belstar del gruppo Bisol, acquisirà
un nuovo stabilimento per la produzione del prosecco e realizzerà una ottimizzazione della
logistica interna, tramite un innovativo magazzino automatizzato.
Il piano commerciale approvato consentirà un importante occupazione incrementale (+50%) ed
un significativo beneficio agricolo riservato all’acquisto di uve nazionali prodotte nei territori
inseriti nel disciplinare dei vini DOC e DOCG con conseguente incremento della PLV di oltre il
50% (da circa 5,5 milioni di euro attuali a oltre 8 milioni di euro a regime).
4. OLIO DANTE
Con la capitalizzazione della newco “OLIO DANTE” da parte di ISA per 15 milioni di euro, che si
sommano ad altri 15 milioni di euro dati dall’apporto di altri soggetti privati, verrà realizzato un
piano industriale che prevede investimenti programmati per oltre 30 milioni di euro, di questi la
metà sono destinati al completamento degli investimenti industriali e l’altra parte ad un piano
commerciale teso prevalentemente ai mercati internazionali.
Al consistente impatto occupazionale (89 occupati medi annuali) seguirà un significativo
incremento degli acquisti di materia prima di provenienza nazionale (oltre il +60% dei volumi
rispetto a quanto acquistato dal Gruppo nel 2013) .
5. GRANFRUTTA ZANI
Il finanziamento concesso a Granfrutta Zani per circa 4 milioni di euro nel settore della
lavorazione dell’ortofrutta, prevede la realizzazione di un investimento materiale per la più
efficiente conservazione dei prodotti stoccati, soprattutto finalizzato ai prodotti con più alto
valore aggiunto.
Oltre ad un evidente miglioramento della remunerazione dei soci produttori, l’investimento
comporta un incremento consistente della PLV (+26%) superando così i 58 milioni di euro
rispetto agli attuali 46 milioni di euro, con conseguente beneficio per i produttori ortofrutticoli
nazionali.
21
Bilancio 2013
4. Contratti di Filiera
I “Contratti di Filiera” sono lo strumento di intervento principale dello Stato italiano a favore delle
filiere agroalimentari, consentito dalla Unione Europea con Regime d’Aiuto n. 379/2008 per il quale
Mipaaf concede agevolazioni sotto forma di contributo in conto capitale e/o finanziamento
agevolato per la realizzazione di azioni materiali e immateriali. Lo scopo fondamentale è quello di
favorire l’integrazione del sistema agricolo e quello della trasformazione e commercializzazione,
tramite un accordo di filiera teso a distribuire in maniera più equa il valore aggiunto prodotto
all’interno della filiera.
Per realizzare tale intervento, sin dalla sua prima introduzione, il Mipaaf si è avvalso di ISA quale
soggetto attuatore. ISA pertanto è divenuta il soggetto istituzionale che agisce per conto del Mipaaf
in un programma che prevedeva investimenti complessivi per 246 milioni di euro, cui si aggiungono
ulteriori 250 milioni di euro di investimenti per il III bando.
Nel 2013 le filiere agroalimentari inserite nel programma dei Contratti del I e II bando hanno
ricevuto da ISA 4,2 milioni di euro per l’avvenuta realizzazione di programmi di investimento
materiale e di azioni immateriali volte ad una ottimizzazione della capacità produttiva e una
migliore distribuzione della ricchezza al loro interno.
Con 1,5 milioni di euro di contributi in conto capitale e 2,7 milioni di euro di finanziamenti
agevolati, concessi in nome e per conto del Mipaaf, nel corso del 2013, il programma complessivo
ha superato i 70 milioni di euro di erogazioni, coinvolgendo complessivamente 176 beneficiari nelle
14 filiere costituite.
Contratto di filiera
Numero
Beneficiari
Contributo in
conto capitale
Finanziamento
Agevolato
Territori Divini
63
12.878.083
1.765.224
14.643.307
SIGRAD
13
6.659.516
660.853
7.320.369
COZAC
4
932.528
-
Totale
Agevolazioni
932.528
CCBI
9
1.175.007
551.252
1.726.259
CAVIRO
4
1.552.342
871.340
2.423.682
Florconsorzi
4
1.856.103
370.327
2.226.430
CISA
5
1.855.751
-
1.855.751
-
1.505.872
ATSFP
4
1.505.872
Vigne Cantine
38
3.582.750
465.305
4.048.055
Alta Qualità
4
4.374.730
2.406.862
6.781.592
Campoverde
1
4.157.955
1.241.495
5.399.450
Totale
149
40.530.637
8.332.657
48.863.294
UNAPROL
7
799.613
5.071.571
5.871.185
Granaio Italiano
12
679.944
2.348.883
3.028.827
CO. AGR. ENERGY
8
1.492.518
11.390.537
12.883.055
Totale
27
2.972.076
18.810.992
21.783.067
TOTALE COMPLESSIVO
176
43.502.712
27.143.649
70.646.361
22
Bilancio 2013
La conclusione dei progetti del I e II bando è prevista nel corso del 2014 e quindi, ISA, sarà
chiamata a completare le erogazioni nel corso del 2015 e del 2016.
In considerazione dell’esigenza di far proseguire le attività di accompagnamento nella realizzazione
degli interventi delle filiere e nella gestione tecnico – amministrativa del programma, il Mipaaf ha,
con proprio decreto, approvato la proroga della convenzione in essere con ISA al 31 dicembre 2016
(D.M. n. 23879 del 23 luglio 2013).
A fronte dei risultati raggiunti nella gestione del programma precedente ISA, è stata chiamata dal
Mipaaf a svolgere per suo conto le attività previste nel III bando dei Contratti di Filiera, attivato ai
sensi dell’art. 63 del D.L. 24 gennaio 2012 n. 1.
I “nuovi Contratti di Filiera” prevedono il coinvolgimento di ISA per quanto concerne gli
investimenti immateriali, mentre le agevolazioni riguardanti gli investimenti materiali verranno
erogate a valere su fondi FRI, gestiti dalla Cassa Depositi e Prestiti, mediante banche
concessionarie autorizzate dalla stessa.
ISA, inoltre, è autorizzata ad anticipare per un importo massimo 15 di milioni di euro le risorse
finalizzate al finanziamento dei Contratti di Filiera, reperite tramite l’utilizzo dei rientri di capitale ed
interessi dei mutui erogati da ISA per conto del Mipaaf nel corso dei precedenti programmi.
Al fine di consentire ad ISA di svolgere il proprio ruolo di assistenza nella realizzazione dei “nuovi
Contratti di Filiera”, il Mipaaf ha determinato le modalità di intervento di ISA, statuendo che, con
apposita convenzione, sarà stabilità l’articolazione delle attività (D.M. 542 del 19 dicembre 2012).
Nelle more della sottoscrizione della suddetta convenzione, il Mipaaf ha già richiesto (nota 28590
del 19 luglio 2013) ad ISA di attivarsi nella prima fase di assistenza affidando ad essa le funzioni
di:
1.
accertamento relativo alla ricevibilità delle domande di accesso ai Contratti di Filiera;
2.
verifica delle disponibilità finanziarie ISA derivanti dai rientri di capitale e interessi relativi ai
mutui erogati a valere sui primi 2 bandi dei Contratti di Filiera;
3.
assistenza al Mipaaf nei rapporti con le Banche e gli altri Enti coinvolti nel programma.
Relativamente al punto 2, il Consiglio di Amministrazione di ISA, in data 28 novembre 2013, ha
confermato la propria disponibilità ad effettuare le anticipazioni che verranno richieste, nei limiti di
quanto previsto dalla normativa.
23
Bilancio 2013
Altri fatti di rilievo
Nel corso del 2013, a seguito di una politica di revisione e contenimento del costo del personale,
sono stati risolti 4 contratti di lavoro dipendente a tempo indeterminato, con conseguente
redistribuzione dei carichi di lavoro sul personale in essere.
In particolare, è stata soppressa l’Area Regionalizzazione e Nuovi Strumenti Finanziari, riducendo di
una unità il numero delle posizioni dirigenziali. Tale misura ha contribuito alla diminuzione del costo
complessivo del personale.
ISA, al 31 dicembre 2013, non ha in essere alcun contratto di collaborazione a progetto
(co.co.pro.) e nessun contratto di consulenza a favore di persone fisiche. La riduzione di costi di
tale voce è stata sostanzialmente azzerata passando dai 255 mila euro del 2012 ai 25 mila euro del
corrente anno.
Nel primo semestre, ISA ha chiuso gli uffici periferici di Milano e Venezia, risolvendo i contratti in
essere ed ottenendo un risparmio su base annua di 27 mila euro complessivi, oltre gli altri costi di
funzionamento. Inoltre, la rinegoziazione del canone di locazione della unica sede di Via Palestro in
Roma ha consentito un risparmio per l’anno 2013 di circa 70 mila euro e complessivamente una
riduzione di altri 190 mila euro circa per il biennio successivo.
I costi operativi in generale, a seguito delle politiche di riduzione attuate nel corso dell’esercizio,
sono diminuiti di 486 mila euro, ossia del -25,4% rispetto al 2012.
Durante l’anno, si è provveduto ad un assessment delle attività di controllo di secondo livello con
conseguente implementazione dei flussi informativi tra le varie funzioni interessate. In particolare
tali attività, tese al miglioramento dei presidi funzionali hanno riguardato l’antiriciclaggio e la lotta
al finanziamento del terrorismo, la Compliance e il Risk Management.
La funzione antiriciclaggio è stata dotata di un innovativo strumento informatico per le verifica delle
persone politicamente esposte. Il Consiglio di Amministrazione nel mese di novembre 2013 ha
approvato le nuove Policy antiriciclaggio ed il relativo Regolamento della funzione.
Per quanto attiene il presidio del Risk Management ad aprile 2013 è stato approvato il relativo
Regolamento.
Nel corso dell’anno sono state aggiornate le procedure organizzative in essere, per renderle più
funzionali ed adeguate ai mutamenti normativi ed alle esigenze operative della Società derivanti dal
processo
riorganizzativo
portato
a
termine.
In
particolare,
in
ossequio
alle
indicazioni
dell’Organismo di Vigilanza, redatte nella relazione annuale per l’anno precedente, nel corso del
2013, sono state adottate le procedure inerenti la gestione della liquidità ed il protocollo sull’utilizzo
dei sistemi informatici ed il relativo disciplinare tecnico condiviso con la RSA aziendale.
24
Bilancio 2013
Nel secondo semestre del 2013, ISA ha avviato una revisione delle attività di tutela e messa in
sicurezza dei dati personali, cosi detta Privacy, all’esito della quale si è definito un piano di azioni di
miglioramento che verranno realizzate nel primo semestre del 2014.
*
*
*
25
Bilancio 2013
Risultato della gestione
Dati economici e patrimoniali
I dati di sintesi, opportunamente raggruppati, sono di seguito riportati.
1. Conto economico
L’andamento della gestione del 2013 è sintetizzato nel Conto economico riclassificato riportato nella
seguente tabella, i cui valori sono espressi in migliaia di euro.
Si segnala che dal 1 gennaio 2013 sono entrate in vigore le modifiche al principio IAS 19 – Benefici
per i dipendenti -, così come descritto successivamente nella Nota Integrativa del presente Bilancio
alla parte A – Politiche Contabili.
Ciò ha reso necessario, per uniformità di confronto, una riclassifica del conto economico 2012 per
73 migliaia di euro relativa alle perdite attuariali rilevate nel passato esercizio, pari ad 100 migliaia
di euro, al netto dell’effetto fiscale, pari a 27 migliaia di euro, valori dei quali si dà evidenza sotto.
26
Bilancio 2013
Commento alle principali voci di Conto economico:
L’andamento economico del 2013 presenta un margine disponibile pari a 10,7 milioni di euro, a cui
sono contrapposti costi di gestione ed ammortamenti per 6,4 milioni di euro.
Ciò ha generato un utile ante imposte pari a 4,3 milioni di euro ed un utile netto di 3,4 milioni di
euro, dopo aver accantonato imposte per 0,9 milioni di euro.
Il margine disponibile è determinato dai margini dei singoli settori di attività e, in particolare:
 il margine di tesoreria, pari a 4.970 migliaia di euro, rappresenta il risultato dei proventi di
tesoreria maturati al 31 dicembre 2013 sull’impiego della liquidità disponibile che, al netto degli
oneri di gestione, ammonta a 5.232 migliaia di euro, da cui sono dedotti gli interessi passivi per
euro 262 migliaia di euro riferiti per 142 migliaia di euro al rapporto di conto di corrispondenza
in essere tra ISA e Buonitalia, sul quale maturano interessi convenzionali riconosciuti alla stessa
e, per la restante parte, agli interessi maturati sulla liquidità gestita, per conto del Mipaaf, per
sostenere le erogazioni sui Contratti di Filiera; il minor margine di tesoreria rispetto al
precedente esercizio è essenzialmente dovuto dalla riduzione di liquidità, necessaria per far
fronte, a gennaio 2013, al versamento di 25,4 milioni di euro alle casse dello Stato.
 il margine della gestione delle società in portafoglio, pari a 5.678 migliaia di euro, in
incremento rispetto al precedente esercizio, rappresenta il risultato netto delle attività di core
business di ISA. In particolare è riferito, per 3.413 migliaia di euro agli interessi maturati sui
finanziamenti erogati, per 2.434 migliaia di euro ai proventi assimilati ed interessi relativi alle
partecipate Conserve Italia S.C.A., GIV S.p.A. e Amalattea S.p.A., per i cui dettagli si rimanda
alla Nota integrativa e per 31 migliaia di euro quale saldo netto positivo tra riprese e rettifiche di
valore sulle valutazioni specifiche di posizioni creditizie; a dedurre, per 200 migliaia di euro, agli
interessi
passivi
derivanti
dalla
valutazione
dei
crediti
secondo
il
metodo
del
costo
ammortizzato.
 il risultato netto del contributo Mipaaf, risulta essere pari zero nel 2013 rispetto ai 19.504
migliaia di euro del precedente esercizio, in quanto il contributo dello Stato agli oneri finanziari
per il mutuo contratto è terminato nell’esercizio 2012.
 i ricavi dell’attività di servizi verso Mipaaf e altri sono pari a 26 migliaia di euro, in
diminuzione rispetto al precedente esercizio, e si riferiscono all’addebito dei costi di istruttoria ai
beneficiari dei progetti approvati relativamente agli interventi agevolati di cui alla L. n. 266/97.
 Costo del personale ed altri costi operativi ammontano complessivamente a 6.354 migliaia
di euro, in sensibile riduzione rispetto all’esercizio precedente di 1.031 migliaia di euro
(-14,0%).
27
Bilancio 2013

Le spese per il personale ammontano a 4.924 migliaia di euro e si riducono rispetto
all’esercizio precedente di 544 migliaia di euro (-10,0%) principalmente per la riduzione del
personale, per la risoluzione di tutte le collaborazioni a progetto (co.co.pro.) nonché dalla
contrazione del costo degli organi sociali.
Le spese per il personale sono formate dalle retribuzioni erogate al personale dipendente
della Società - composto al 31 dicembre 2013 da 35 dipendenti - ammontanti a 3.026 mila
euro oltre ad oneri sociali, previdenziali e trattamento di fine rapporto, dal residuale costo di
25 migliaia di euro per l’ultima collaborazione a progetto terminata ad aprile, dai compensi
erogati agli organi di amministrazione e controllo per 334 mila euro e per la restante parte,
pari a 275 mila euro, alle altre spese relative al personale.

Gli altri costi operativi, complessivamente pari a 1.431 migliaia di euro, si riducono
rispetto al 2012 di 486 migliaia di euro pari al -25,4%.
Gli altri costi operativi sono principalmente riferiti al canone di locazione degli uffici (302
migliaia di euro), all’onere di 268 migliaia di euro derivante dalla quota di indetraibilità
dell’IVA (pari al 99% dell’ammontare dell’IVA conto acquisti), a servizi esternalizzati in
quanto economicamente più convenienti rispetto all’ipotetica assunzione di personale
specializzato per svolgere le stesse attività (251 migliaia di euro complessivi per internal
auditing, assistenza fiscale, compliance, vigilanza, assistenza informatica, elaborazione
paghe, servizi di cui alla L. 626/94), alle spese obbligatorie per le attività di controllo (102
migliaia di euro complessivi per la revisione contabile e l’organismo di vigilanza), alle spese
legali e notarili (48 migliaia di euro), a prestazioni specifiche per servizi scaturenti dagli
obblighi relativi all’iscrizione all’elenco speciale, di cui all’art. 107 del TUB (50 migliaia di
euro) ed, infine, alle prestazioni svolte da terzi (108 migliaia di euro) per le attività svolte a
favore dei Contratti di Filiera e per il monitoraggio degli investimenti finanziati da ISA,
queste ultime prestazioni di terzi bilanciate con voci di ricavo per il riaddebito effettuato ai
clienti.

Gli ammortamenti, leggermente inferiori al 2012, ammontano a 52 migliaia di euro.

L’accantonamento netto al fondo rischi e oneri, pari ad un saldo di 23 migliaia di euro, si
riferisce, da una parte, a 324 migliaia di euro relativi al riassorbimento di fondi su specifiche
potenziali passività di natura giurislavoristica sorte nel corso del precedente esercizio e
conclusesi nel 2013, per contro, a nuovi accantonamenti per 301 migliaia di euro effettuati a
fronte di passività probabili per le quali si renderà necessario l’impiego di risorse.

Le imposte relative all’esercizio 2013 sono pari a 884 migliaia di euro e diminuiscono di 6.453
migliaia di euro a seguito della minor base fiscale imponibile rispetto al precedente esercizio.

L’utile netto di esercizio è pertanto pari a 3.407 migliaia di euro, in diminuzione rispetto al
precedente esercizio di 11.909 migliaia di euro.
28
Bilancio 2013
2. Stato patrimoniale
I dati patrimoniali nella tabella che segue, confrontati con quelli dell’anno 2012, sono espressi in
migliaia di euro.
Si informa che, con l’entrata in vigore dal 1 gennaio 2013 delle modifiche al principio IAS 19 –
Benefici per i dipendenti - così come già precedentemente indicato nella parte economica, sono
state apportate riclassifiche dello stato patrimoniale 2012 delle quali si da evidenza qui di seguito.
29
Bilancio 2013
Commento alle principali voci dello Stato patrimoniale
I crediti verso enti creditizi, che ammontano a 130,5 milioni di euro, registrano una diminuzione
pari a 16,0 milioni di euro, principalmente dovuta all’impegno assolto a Gennaio relativo al
trasferimento alle casse dello Stato di 25,4 milioni di euro di cui alla L. 183/2011 e ss.mm., alle
erogazioni degli interventi finanziati (18,8 milioni di euro) ed a favore di Buonitalia (7,6 milioni di
euro), uscite alle quali si è fatto fronte parzialmente con la copertura derivante dagli incassi per
complessivi 29 milioni di euro relativi alle rate in scadenza dei finanziamenti concessi, dall’incasso
di 5 milioni di euro del titolo obbligazionario in portafoglio giunto a scadenza a maggio 2013 e con
la redditività derivante dalla gestione della liquidità.
Gli esborsi finanziari relativi alla gestione operativa hanno trovato totale copertura con parte degli
interessi attivi - maturati ed accreditati sui conti bancari – derivanti dalla gestione della liquidità e
dagli interessi attivi incassati sulle operazioni finanziate.
I crediti verso la clientela, relativamente ai finanziamenti agevolati pari a 158,5 milioni di euro,
si riducono di 12,3 milioni di euro rispetto al precedente esercizio, a seguito dell’incasso di quote
capitali dei finanziamenti in essere pari a 24,2 milioni di euro, oltre a interessi per 0,3 milioni di
euro maturati nel precedente esercizio ed incassati nell’anno, dalla riduzione per riparto di due
crediti in procedura concorsuale per 0,2 milioni di euro, dall’incremento dei fondi svalutazione
crediti per 0,2 milioni di euro e dall’iscrizione dell’onere derivante dalla valutazione dei crediti al
costo ammortizzato per 0,2 milioni di euro; a ciò si contrappongono le nuove erogazioni per 12,7
milioni di euro e gli interessi maturati e non pagati nel corso dell’esercizio per 0,1 milioni di euro.
I crediti per le operazioni a condizioni di mercato verso la clientela ammontano a 49,9 milioni
di euro e si incrementano di 2,4 milioni di euro per il contrapposto effetto derivante, da una parte,
dall’erogazione di 6,0 milioni di euro effettuata a fronte di un nuovo intervento a condizioni di
mercato e dalla maturazione nell’esercizio corrente del rendimento minimo atteso pari a 2,4 milioni
di euro sulle operazioni in essere, dall’altra, dal pagamento nel 2013, da parte dei clienti, del
rendimento su esercizi precedenti pari a 6,0 milioni di euro, di cui 2,6 milioni di euro a titolo di
deposito cauzionale su rendimenti da liquidare a termine operazione.
Gli altri crediti, per complessivi 7,8 milioni di euro, diminuiscono di 0,5 milioni di euro a seguito
dell’incasso al 30 giugno, come programmato, di parte del credito risultante dalla vendita nel 2012
di una partecipazione; tale credito è fruttifero di interessi nella misura convenzionalmente stabilita
al tasso fisso del 3% annuo, oltre l’Euribor a sei mesi rilevato dalla Federazione Bancaria Europea e
verrà completamente estinto entro il 2015 con l’incasso delle residue due rate costanti il 30 giugno
di ogni anno.
La parte restante del credito si riferisce essenzialmente ad un credito, maturato nel 2008, relativo
alla vendita di una partecipazione al socio di maggioranza e sul quale maturano e vengono
incassati interessi di mercato fissati nella misura del 3,125% su base annua.
30
Bilancio 2013
Le attività finanziarie disponibili per la vendita, ammontanti a 5,2 milioni di euro,
sostanzialmente stabili rispetto al precedente esercizio, si sono movimentate in entrata con
l’acquisto di due partecipazioni di minoranza per complessivi 0,03 milioni di euro a cui si è
contrapposto la vendita di altrettante partecipazioni conseguendo una plusvalenza di 360 euro.
Le altre voci dell’Attivo risultano pari a 2,1 milioni di euro, diminuiscono di 4,3 milioni di euro
essenzialmente per l’incasso a maggio del titolo obbligazionario in portafoglio di 5 milioni di euro
giunto a scadenza.
La disponibilità in favore di Buonitalia di 15,0 milioni di euro (Fondo L. 248/2005) - di cui 6,1
milioni non disponibili, in ottemperanza di una specifica comunicazione del Mipaaf – si sono ridotte
di 7,6 milioni di euro a seguito di erogazioni effettuate.
Le altre voci del Passivo, che ammontano a 24,3 milioni di euro, diminuiscono di 1,4 milioni di
euro essenzialmente per la riduzione di 1,1 milioni di euro del fondo imposte correnti, azzeratosi a
fine esercizio, avendo già, con gli anticipi versati in corso d’anno, sopperito all’intero pagamento
delle imposte sul reddito per l’esercizio corrente, a ciò si aggiunge la riduzione del fondo oneri
futuri per 0,5 milioni di euro per la risoluzione nell’anno di due contenziosi con il personale ex
dipendente.
Il Patrimonio netto, pari a 314,7 milioni di euro, si decrementa di 21,7 milioni di euro per
l’effetto contrapposto derivante dai seguenti movimenti:

diminuzione di complessivi 7,0 milioni di euro delle riserve da utili, deliberata dal Socio nella
riunione del 31 gennaio 2013 a parziale modica ed integrazione della decisione assunta nel
assemblea del 25 maggio 2012, per adempiere all’incremento del trasferimento alle casse dello
Stato richiesto ad ISA, come disposto dalla L. 228/2012;

riduzione di complessivi 18,1 milioni di euro, per far fronte, entro gennaio 2014, agli impegni
verso le casse dello Stato di cui alle Leggi n. 183/2011 e ss.mm. e n. 228/2012; la decisione
assunta dal Socio nel corso dell’Assemblea del 7 maggio 2013 è così composta:
 destinazione alle Casse dello Stato dell’utile d’esercizio 2013 pari a 14,5 milioni di euro;
 distribuzione della Riserva da utili esercizi precedenti nella misura di 3,6 milioni di euro;

incremento di 3,4 milioni di euro derivante dall’utile netto dell’esercizio.
Relativamente agli impegni, pari a 73,6 milioni di euro, questi si riferiscono per 65,8 milioni di euro
ad erogazioni che ISA deve ancora effettuare a fronte degli interventi già approvati dal Consiglio di
Amministrazione e per 7,8 milioni di euro dagli impegni derivanti da quanto disposto dalla Legge di
Stabilità 2013 (L. 228 del 24 dicembre 2012).
Con riferimento agli impegni per 65,8 milioni di euro relativi a progetti già approvati, questi si
incrementano di 11,3 milioni di euro rispetto al 2012 a seguito del differenziale che scaturisce tra
l’importo di 30,2 milioni di euro relativo agli interventi approvati nel corso del 2013 e, a dedurre,
dalla somma delle erogazioni effettuate in corso d’anno (pari a 18,8 milioni di euro) oltre al
disimpegno di 0,1 milioni di euro quale residuo di progetti i cui finanziamenti sono stati completati
nel corso del 2013.
31
Bilancio 2013
3. Indicatori
Nella tabella seguente sono rappresentati i principali indicatori, significativi per l’attività svolta da
ISA:
32
Bilancio 2013
Il controllo dei rischi
L’attività caratteristica di ISA, da valutare sotto il profilo dei rischi, consiste principalmente in:

operazioni
a
condizioni
agevolate,
con
assunzione
di
partecipazioni
di
minoranza
e
finanziamenti a medio-lungo termine;

operazioni a condizioni di mercato, con acquisto di partecipazioni e/o finanziamenti a medio-
lungo termine.
Come meglio illustrato nella Nota integrativa, la Società è esposta alle seguenti tipologie di rischio:
1. Rischio del credito
La gestione, la valutazione ed il controllo dei rischi creditizi sono improntati a criteri di sana e
prudente gestione. L’assunzione del rischio è basata sulla conoscenza della realtà imprenditoriale,
patrimoniale e gestionale di ciascuna società finanziata e del quadro economico in cui la stessa
opera. L’iter per gli interventi effettuati da ISA - sia sotto forma di finanziamento a tasso agevolato
che di operazione a condizione di mercato formalizzato in una dettagliata procedura – consta di
un’analisi delle informazioni presenti nel sistema creditizio, sottoposto al vaglio di diversi livelli
operativi e, in caso di esito positivo, all’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione.
Inoltre è previsto un costante monitoraggio del soggetto beneficiario dell’intervento per tutta la
durata dell’operazione, con la segnalazione alla direzione operativa degli eventuali peggioramenti
del profilo di rischio, affinché siano adottate tempestivamente le misure idonee a tutela della
Società. Infine i crediti derivanti da finanziamenti agevolati sono assistiti, di norma, da garanzie
ipotecarie e, ad ulteriore presidio del rischio, vengono posti nel contratto di finanziamento impegni
volti a prevenire il deterioramento del merito del credito.
Il rischio di credito è stato definito da ISA come il rischio di incorrere in perdite dovute al
peggioramento inatteso del merito creditizio di un cliente affidato, anche a seguito di situazioni di
inadempienza contrattuale.
Per la quantificazione del capitale interno attuale sul rischio di credito, ISA utilizza la metodologia
standardizzata semplificata nell’ambito della determinazione dei requisiti patrimoniali prudenziali
(cfr. Circolare Banca d’Italia 216/96 7° agg.).
I criteri e le logiche utilizzate ai fini della determinazione dei requisiti patrimoniali prudenziali
(metodologia standardizzata) vengono adattate - coerentemente con il budget - per la
quantificazione del capitale interno prospettico a fronte del rischio di credito.
33
Bilancio 2013
2. Rischio di controparte
Premesso che ISA può operare, per legge, solo ed esclusivamente con imprese patrimonialmente
ed economicamente sane, il rischio di controparte è stato definito come il rischio che la controparte
di una transazione, avente ad oggetto determinati strumenti finanziari, risulti inadempiente prima
dell’effettivo regolamento della stessa; può, in tal senso, considerarsi come una particolare
fattispecie del rischio di credito.
3. Rischio di mercato
Il rischio di mercato è stato definito come il rischio di variazione sfavorevole del valore di una
posizione in strumenti finanziari, inclusa nel portafoglio di negoziazione ai fini di vigilanza,
principalmente a causa dell'andamento dei tassi di interesse nonché, in via indiretta dei tassi di
cambio, tassi di inflazione, volatilità, corsi azionari, spread creditizi, prezzi delle merci (rischio
generico) e merito creditizio dell’emittente (rischio specifico).
ISA non effettua generalmente investimenti in società quotate, riducendo così sensibilmente questa
tipologia di rischio, anche se, in futuro, non lo si può escludere.
Gli interventi a condizioni di mercato prevedono clausole di uscita dall’investimento garantite con
modalità utilizzate usualmente dagli investitori privati per questo tipo di operazioni.
L’assunzione di partecipazioni, di minoranza e temporalmente limitate, in caso di operazioni
agevolate (come stabilito dalla normativa vigente), sia al momento dell’ingresso, sia all’uscita,
avvengono a patrimonio netto della partecipata e, nel caso di società lucrative, sono sempre
previste clausole di smobilizzo garantite dai soci di maggioranza. Nel caso di società mutualistiche,
il diritto di recesso è stabilito dalla delibera dell’assemblea, che ha riservato la sottoscrizione ad
ISA; in tali delibere può essere previsto un fondo per accantonare le risorse al servizio del recesso.
La Società, infine, non assume esposizioni per rischio di cambio e non presenta rischio di matching
sui tassi, né rischio di liquidità.
4. Rischio operativo
Per rischio operativo si intende il rischio di subire perdite derivanti dall’inadeguatezza o dalla
disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni. Rientrano in
tale tipologia, tra l’altro, le perdite derivanti da frodi, errori umani, interruzioni dell’operatività,
indisponibilità dei sistemi, inadempienze contrattuali, catastrofi naturali. Nel rischio operativo è
compreso il rischio legale, mentre non sono inclusi quelli strategici e di reputazione, quello di non
conformità (c.d. “compliance”) e quelli di riciclaggio e finanziamento al terrorismo.
Il sistema di controllo interno di cui la Società si è dotata, si esplica attraverso le funzioni
dell’Auditing, del Controllo di Gestione, delle strutture di verifica delle attività previste nelle
procedure e, in particolare, nella procedura investimenti.
34
Bilancio 2013
Il presidio dei rischi è garantito, oltre che dalle procedure descritte, dall’integrazione di adeguate
procedure informatiche che salvaguardano l’azienda dal verificarsi di errori tecnici ed umani in tutte
le fasi dell’operatività, evitando conseguenze dannose, sia sotto il profilo economico sia sotto il
profilo di immagine della Società.
Per la quantificazione del capitale interno attuale sul rischio operativo, ISA utilizza l’approccio base
(Basic Indicator Approach, BIA) nell’ambito della determinazione dei requisiti patrimoniali
prudenziali (cfr. Circolare Banca d’Italia 216/96 7° agg.) che è calcolato applicando un unico
coefficiente regolamentare all’indicatore del volume di attività aziendale, individuato nel margine di
intermediazione.
I criteri e le logiche utilizzate ai fini della determinazione dei requisiti patrimoniali prudenziali
relativi al Primo Pilastro sono altresì definiti, coerentemente con la pianificazione pluriennale e il
budget, per la quantificazione del capitale interno prospettico a fronte del rischio operativo.
5. Rischio di concentrazione
Il rischio di concentrazione è stato definito da ISA come il rischio derivante da una concentrazione
delle esposizioni del portafoglio crediti verso controparti, gruppi di controparti del medesimo
settore economico o che esercitano la stessa attività o appartenenti alla medesima area geografica.
ISA, alla data di chiusura del presente Bilancio d’esercizio, avendo una distribuzione frammentata
dei propri crediti, non presenta posizioni di rischio da concentrazione.
6. Rischio di tasso
Considerato che ISA svolge la propria attività con risorse proprie senza ricorrere al mercato per la
raccolta e che i finanziamenti concessi hanno un tasso stabilito da norme imperative, il rischio di
tasso di interesse di ISA può essere definito come il rischio attuale e prospettico di volatilità degli
utili o del capitale derivante da movimenti avversi dei tassi di interesse.
Il capitale interno attuale e prospettico viene stimato sulla base dello scenario di stress dei tassi di
interesse previsto dalla formula regolamentare.
7. Rischio di liquidità
Il rischio di liquidità è stato definito come inadempimento ai propri impegni di pagamento. Il rischio
in analisi è legato all’incapacità di reperire fondi (funding liquidity risk) ovvero alla presenza di limiti
allo smobilizzo delle attività (market liquidity risk).
Per funding liquidity risk si intende il rischio che la Società non sia in grado di far fronte ai propri
impegni di pagamento ed alle proprie obbligazioni in modo efficiente, ossia secondo logiche
coerenti con il profilo di rischio “desiderato” e a condizioni economiche “eque”, per incapacità a
reperire fondi, senza pregiudicare l’attività caratteristica e/o situazione finanziaria.
Il funding liquidity risk è solo potenziale poiché ISA non effettua raccolta di pubblico risparmio o
presso terzi ed opera esclusivamente impegnando la propria liquidità disponibile; pertanto non
potrebbe mai affidare credito in assenza di liquidità (mezzi propri).
35
Bilancio 2013
Per market liquidity risk si intende il rischio che ISA non sia in grado di liquidare un asset se non a
costo di incorrere in perdite in conto capitale a causa della scarsa liquidità del mercato di
riferimento e/o in conseguenza del timing con cui è necessario realizzare l’operazione.
Il market liquidity risk è limitato in quanto il riacquisto delle partecipazioni è garantito dai soci di
maggioranza nelle società di capitale o dal diritto di recesso nelle cooperative.
Per la valutazione e la gestione del Rischio di Liquidità viene utilizzata la metodologia
regolamentare di cui all’allegato N, Sezione XI, Capitolo 5 della Circolare 216 della Banca d’Italia,
7° aggiornamento, basata sulla creazione di una “maturity ladder” (tabella delle scadenze) per la
determinazione degli sbilanci e della Posizione Finanziaria Netta per le diverse fasce temporali,
nonché del time to survive, che indica il numero di mesi di “sopravvivenza” della Società con i
propri mezzi senza ricorso a fonti alternative di reperimento della liquidità.
Per una migliore e trasparente gestione della liquidità è stata adottata apposita procedura.
8. Rischio strategico
Il rischio strategico è stato definito da ISA come il rischio attuale o prospettico di flessione degli
utili o del capitale derivante da cambiamenti del contesto operativo, da decisioni aziendali errate,
da un’attuazione inadeguata di decisioni e da scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo
e di mercato. Esso comprende:

il rischio di business o commerciale (rischio connesso alla volatilità dei volumi e dei margini
anche rispetto alle previsioni di budget generalmente dovuti a modifiche e cambiamenti del
contesto competitivo, del comportamento della clientela o dello sviluppo tecnologico);

il rischio strategico in senso stretto (rischio di forti discontinuità nelle variabili gestionali
derivante da errori nella realizzazione del piano strategico o da inadeguate risposte a variazioni
del contesto competitivo prodotte anche da errate decisioni di investimento);

il rischio normativo (rischio che le variazioni nell’impianto legislativo nazionale e/o sovranazionale possano minacciare la posizione competitiva della Società e la sua capacità di
condurre il business in maniera efficiente).
Al fine di ridurre il più possibile tali sotto tipologie di rischio strategico, ISA ha individuato numerosi
presidi organizzativi e soprattutto procedurali, sostanzialmente adeguati sul rischio in analisi, tant’è
che le strategie operative aziendali sono definite applicando una specifica procedura di budgeting.
Per quanto concerne tale tipologia di rischio, ISA, definiti gli obiettivi di budget/piano strategico in
termini di risultati economici, volumi, patrimonializzazione, effettua un controllo costante dei
risultati a fini gestionali.
9. Rischio reputazionale
Il rischio reputazionale è stato definito come il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o
del capitale derivante da una percezione negativa dell’immagine della Società da parte di clienti,
controparti, azionisti della Società, dipendenti, investitori o Autorità di Vigilanza. Il rischio
36
Bilancio 2013
reputazionale viene considerato un rischio di secondo livello o derivato, in quanto viene generato
da altri fattori di rischio.
I principali fattori di rischio originari sono:

rischi operativi;

rischio di compliance;

rischio strategico e di business.
Il rischio di compliance è stato ricompreso nell’ambito del rischio reputazionale.
Con riferimento al rischio reputazionale, ISA non determina un capitale interno a presidio dello
stesso ma ha definito ed implementato una serie di policy e strumenti che ne permettano un
adeguato presidio, soprattutto in considerazione della sua natura di impresa in mano pubblica e
quindi del suo dovere di trasparenza.
In particolare, ISA ha definito un processo ritenuto adeguato da un punto di vista di un efficace
presidio del rischio in analisi che prevede:
 un’efficace gestione della comunicazione verso la clientela (esclusivamente corporate);
 l’adozione di un sistema dei controlli adeguato;
 l’adozione di un Regolamento della funzione di conformità;
 la gestione dell’informativa verso terzi (sito internet, ecc.);
 l’adozione di codici di comportamento (codice etico, ecc.);
 la definizione delle Politiche di gestione sul rischio di non conformità.
10. Rischio riciclaggio e Finanziamento del terrorismo
Al fine di analizzare il rischio di riciclaggio, cosi come definito dall’art. 684 C.P., e quello del
finanziamento del terrorismo, definito dall’art. 1 del D.Lgs. 109/07, ISA, nel mese di novembre
2013, ha approvato la Policy per la gestione dei rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo
in attuazione del provvedimento di Banca d’Italia del 10 marzo 2011 recante le disposizioni
attuative in materia di organizzazione, procedure e controlli interni volti a prevenire l’utilizzo degli
intermediari e degli altri soggetti che svolgono attività finanziaria a fini di riciclaggio e di
finanziamento del terrorismo.
Sempre nel 2013, ISA ha adottato il “Regolamento della funzione Antiriciclaggio” con la finalità di
diffondere, ad ogni livello della struttura organizzativa, le regole relative al presidio del rischio di
riciclaggio e finanziamento del terrorismo.
Inoltre, la Funzione si è dotata di un innovativo sistema di verifica delle persone politicamente
esposte (PEP) implementando le attività di lotta al finanziamento del terrorismo e al riciclaggio.
37
Bilancio 2013
Le attività di ricerca e sviluppo
Nel corso del 2013 ISA non ha svolto attività di ricerca e sviluppo.
Evoluzione dell’assetto organizzativo e risorse umane
Nel corso del 2013, ISA, proseguendo le già avviate policy di riduzione dei costi aziendali, ha dato
corso ad una riorganizzazione interna che ha portato alla risoluzione di quattro contratti di lavoro a
tempo determinato e di tutte le collaborazioni a progetto (co.co.pro.).
La riorganizzazione attuata ha permesso di ridistribuire su risorse interne i carichi di lavoro
precedentemente svolti dal personale che ha cessato l’attività.
In tale contesto ISA ha comunque proseguito nel programma di formazione professionale dei propri
dipendenti, organizzando 15 corsi di formazione rivolti principalmente allo sviluppo delle
competenze amministrative, legali, ed al miglioramento delle lingue straniere, oltre che a
programmi formativi e di aggiornamento sulla sicurezza e sull’informatica; complessivamente
l’impegno è valso un investimento complessivo di 17 mila euro rispetto ai 19 mila euro del 2012.
A fine 2013 l’organico di ISA, con le funzioni in esso integrate che operano guidate da condotte
interne codificate da apposite procedure, si attesta a 35 unità come indicato nella sottostante
tabella:
L’organico a fine 2013 si è ridotto di 3 unità rispetto al 2012 per la risoluzione di 4 contratti a
tempo indeterminato, di cui uno riferito ad un dirigente, a cui è seguita un assunzione ex lege
68/99 con contratto a tempo parziale.
L’organico al 31 dicembre 2013 è composto per il 31% da donne; l’età media dei dipendenti è di 46
anni; il grado d’istruzione è rappresentato per il 74% da laureati e per la parte restante da
diplomati.
38
Bilancio 2013
Il numero e il valore nominale delle azioni
Il capitale sociale è costituito da 300.000.000 azioni ordinarie del valore di 1 euro ciascuna,
interamente di proprietà del Mipaaf.
I rapporti verso imprese del gruppo, controllate, controllanti e
imprese sottoposte al controllo di queste ultime
ISA non detiene partecipazioni di maggioranza, né esercita influenza notevole nelle società
partecipate ed è posseduta al 100% dal Mipaaf. La Società, come già detto in altri paragrafi della
presente Relazione, fornisce servizi a supporto dell’attività dell’unico azionista sulla base di
specifiche convenzioni.
ISA, sulla base dell’art. 10-ter c.3 del Decreto Competitività, gestisce il fondo ivi istituito a favore di
Buonitalia S.p.A. in liquidazione, controllata dal Mipaaf, e procede di volta in volta alle erogazioni
come disposto da decreti ministeriali; sulla base di apposita convenzione per servizi sono
riconosciuti a Buonitalia, sul conto di corrispondenza, gli interessi passivi pattuiti.
39
Bilancio 2013
Fatti
di
rilievo
avvenuti
dopo
la
chiusura
dell’esercizio
ed
evoluzione prevedibile della gestione
Il 31 gennaio 2014, ISA, in ottemperanza alla L. 183/2011 e ss. mm. (Legge di Stabilità 2012) ed
alla L. 228/2012 (Legge di Stabilità 2013) ed in attuazione alla delibera assembleare del 7 maggio
2013 ha provveduto a trasferire alle Casse dello Stato l’importo di 18,1 milioni di euro quale terza
tranche di quattro dovute a sostegno dei conti pubblici, portando a 90,7 milioni quanto già
trasferito alle Casse dello Stato.
Il 31 gennaio 2014, con il Collegato agricoltura alla Legge di Stabilità – A.S. 1328, in linea con gli
obiettivi di razionalizzazione della spesa pubblica è stata prevista una delega al Governo per la
riorganizzazione degli enti vigilati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
La riforma degli enti vigilati dal Mipaaf prevede, tra l’altro, che vengano trasferite all’ISMEA le
funzioni di ISA.
L’iter di approvazione del disegno di legge è particolarmente complesso e, allo stato attuale, non è
possibile effettuare alcuna valutazione prospettica circa l’esito e la durata dello stesso, in quanto
non si dispone di informazioni utili al riguardo.
Per quanto detto, non esistono al momento elementi di certezza che possono pregiudicare la
capacità di ISA di proseguire la propria attività in continuità aziendale.
Nel mese di marzo il Consiglio di Amministrazione ha approvato un intervento a condizioni di
mercato per complessivi 10 milioni di euro da realizzarsi mediante la sottoscrizione di un aumento
di capitale sociale nella Carnj cooperativa agricola.
L’apporto di ISA , unitamente ad altri 10 milioni di euro sottoscritti dal gruppo Fileni, è finalizzato a
sostenere l’ottimizzazione dei processi produttivi di macellazione, lavorazione e trasformazione
delle carni avicunicole.
Il Gruppo Fileni è uno dei leader italiani nel settore dei polli e copre l’intera filiera.
L’investimento a regime porterà a significativi benefici al comparto zootecnico italiano in funzione
delle quantità di provenienza nazionale lavorate (+16 mila tonnellate pari al +10%) e di una
maggiore remunerazione ai soci conferenti (+13%), nonché ad un
sensibile incremento
occupazionale previsto in 84 unità.
In considerazione di quanto sopra descritto e delle indicazioni fornite dal Tavolo di coordinamento
Banca d’Italia, CONSOB e ISVAP in materia di applicazioni degli IAS/IFRS con il documento n. 2 del
6 febbraio 2009, si precisa che, ad oggi, non vi è conoscenza di altri eventi significativi che possano
incidere sull’attività caratteristica e sulla continuità aziendale, tali da far prevedere modifiche
nell’evoluzione della gestione.
Da ultimo, si ricorda al Socio che con l’approvazione di questo Bilancio, il Consiglio di
Amministrazione scade e, quindi, dovrà procedere alla nomina del nuovo organo.
40
Bilancio 2013
Proposta all’Assemblea
Signor Azionista,
il Bilancio di esercizio al 31 dicembre 2013, corredato dalla Nota integrativa, dalla Relazione sulla
gestione
e
dalle
Relazioni
del
Collegio
Sindacale
e
della
Società
di
Revisione
PricewaterhouseCoopers, chiude con un utile netto di euro 3.406.691,75, che proponiamo di:
–
destinare a Riserva legale:
euro
–
170.334,59;
distribuire al Socio, in attuazione della normativa vigente e in particolare della L. 228/2012,
art. 1, comma 71, la restante parte pari a:
euro
3.236.357,16.
Al riguardo, il Consiglio di Amministrazione ricorda all’Azionista che ISA, a seguito della Delibera
assembleare del 6 maggio 2011, ha affidato alla PricewaterhouseCoopers il servizio di revisione
legale dei conti annuali per gli anni dal 2011 al 2019.
Sottoponiamo pertanto all’approvazione la seguente Deliberazione:
“L’Assemblea ordinaria degli Azionisti di ISA S.p.A.:
preso atto della Relazione del Collegio Sindacale, preso atto della Relazione di Revisione della
PricewaterhouseCoopers, approva il Bilancio di esercizio al 31 dicembre 2013, corredato dalla Nota
integrativa e dalla Relazione sulla gestione;
accoglie la proposta del Consiglio di Amministrazione di destinare l’utile di esercizio, pari ad euro
3.406.691,75, nel modo seguente:
–
a Riserva legale:
euro
–
170.334,59;
e di distribuire al Socio nel gennaio 2015, in attuazione della normativa vigente e in particolare
della L. 228/2012, art. 1, comma 71, la restante parte pari a:
euro
3.236.357,16.”
Roma, 25 marzo 2014
Il Consiglio di Amministrazione
41
Bilancio 2013
Schemi di Bilancio
42
Bilancio 2013
Stato patrimoniale
ATTIVO
(in euro)
Voci dell'attivo
10
C assa e disponibilità liquide
20
31.12.13
31.12.12
1.537
1.172
Attività finanziarie detenute per la negoziazione
0
0
30
Attività finanziarie valutate al fair value
0
0
40
Attività finanziarie disponibili per la vendita
5.173.313
5.173.313
50
Attività finanziarie detenute sino alla scadenza
0
5.016.834
60
C rediti
346.755.660
373.202.119
70
Derivati di copertura
0
0
80
Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di
copertura generica (+/-)
0
0
90
Partecipazioni
0
0
100
Attività materiali
42.849
90.087
110
Attività immateriali
9.430
29.071
120
Attività fiscali
1.956.870
1.093.827
a) correnti
1.198.193
178.824
b) anticipate
758.677
915.003
di cui alla L. 214/2011
474.332
508.298
0
0
135.677
194.388
130
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione
140
Altre attività
TOTALE ATTIVO
354.075.337
384.800.812
43
Bilancio 2013
PASSIVO
(in euro)
Voci del passivo e del patrimonio netto
31.12.13
31.12.12
10
Debiti
0
0
20
Titoli in circolazione
0
0
30
Passività finanziarie di negoziazione
0
0
40
Passività finanziarie valutate al fair value
0
0
50
Derivati di copertura
0
0
60
Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di
copertura generica (+/-)
0
0
70
Passività fiscali
210.443
1.376.711
a) correnti
0
1.139.464
b) differite
210.443
237.247
0
0
22.784.859
22.552.674
80
Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione
90
Altre passività
100
Trattamento di fine rapporto del personale
906.679
917.981
110
Fondi per rischi e oneri
423.963
901.197
0
0
423.963
901.197
15.003.808
22.588.746
300.000.000
300.000.000
a) quiescenza e obblighi simili
b) altri fondi
115
Fondo L.248/2005 art. 10-ter c.3
120
C apitale
130
Azioni proprie (-)
0
0
140
Strumenti di capitale
0
0
150
Sovraprezzi di emissione
0
0
160
Riserve
11.492.464
21.276.353
170
Riserve da valutazione
-153.571
-128.962
180
Utile (Perdita) d'esercizio
3.406.692
15.316.110
TOTALE PASSIVO E PATRIMONIO NETTO
354.075.337
384.800.811
44
Bilancio 2013
Conto economico
(in euro)
CONTO ECONOMICO
10
Interessi attivi e pro venti assimilati
20
Interessi passivi e o neri assimilati
M a rgine di int e re s s e
30
Co mmissio ni attive
40
Co mmissio ni passive
C o m m is s io ni ne t t e
2013
2012
10.892.950
13.014.229
-261.539
-676.406
10 .6 3 1.4 11
12 .3 3 7 .8 2 3
0
0
-14.356
-8.089
- 14 .3 5 6
- 8 .0 8 9
50
Dividendi e pro venti assimilati
0
20.000
60
Risultato netto dell’ attività di nego ziazio ne
0
0
70
Risultato netto dell’ attività di co pertura
0
0
80
Risultato netto delle attività e delle passività finanziarie valutate al fair value
0
0
90
Utile/perdita da cessio ne o riacquisto di:
360
17.777
a) attività finanziarie
b) passività finanziarie
0
0
10 .6 17 .4 15
12 .3 6 7 .5 11
31.450
-1.078.801
0
0
a) spese per il perso nale
-4.923.760
-5.468.752
b) altre spese amministrative
-1.394.439
-1.880.136
M a rgine di int e rm e dia zio ne
100
Rettifiche/riprese di valo re nette per deterio ramento di:
a) attività finanziarie
b) altre o perazio ni finanziarie
110
Spese amministrative:
120
Rettifiche/riprese di valo re nette su attività materiali
-32.722
-60.220
130
Rettifiche/riprese di valo re nette su attività immateriali
-19.642
-17.197
140
Risultato netto della valutazio ne al fair value
immateriali
0
0
150
A ccanto namenti netti ai fo ndi per rischi e o neri
23.168
-901.197
160
A ltri pro venti e o neri di gestio ne
-11.248
19.691.947
delle attività materiali e
4 .2 9 0 .2 2 1
2 2 .6 5 3 .15 5
170
R is ult a t o de lla ge s t io ne o pe ra t iv a
Utili (P erdite) delle partecipazio ni
0
0
180
Utili (P erdite) da cessio ne di investimenti
0
0
4 .2 9 0 .2 2 1
2 2 .6 5 3 .15 5
-883.530
-7.337.045
3 .4 0 6 .6 9 2
15 .3 16 .110
0
0
3.406.692
15.316.110
Ut ile ( P e rdit a ) de ll’ a t t iv it à c o rre nt e a l lo rdo de lle im po s t e
190
Impo ste sul reddito dell'esercizio dell’ o peratività co rrente
Ut ile ( P e rdit a ) de ll’ a t t iv it à c o rre nt e a l ne t t o de lle im po s t e
200
Utile (P erdita) dei gruppi di attività in via di dismissio ne al netto delle impo ste
Utile (Perdita) d'esercizio
45
Bilancio 2013
Prospetto della redditività complessiva
(in euro)
Voci
10.
20.
Utile (Perdita) d'esercizio
Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza
rigiro a conto economico
Attività materiali
30.
Attività immateriali
40.
Piani a benefici definiti
50.
60.
70
Attività non correnti in via di dismissione
Quota delle riserve di valutazione delle partecipazioni valutate a
patrimonio netto
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con
rigiro a conto economico
C operture di investimenti esteri
2013
2012
3.406.692
15.316.110
0
0
0
0
-24.608
-72.680
0
0
0
0
0
0
80
Differenze di cambio
0
0
90
C opertura dei flussi finanziari
0
0
Attività finanziarie disponibili per la vendita
0
0
0
0
0
0
100
110
130
Attività non correnti in via di dismissione
Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a
patrimonio netto
Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte
140
Redditività complessiva (Voce 10+130)
120
0
0
3.382.083
15.243.430
46
Bilancio 2013
Prospetto delle variazioni del Patrimonio netto 2013
Esercizio 2013
(in euro)
Esistenze al
31.12.12
Capitale
300.000.000
Modifica
saldi
apertura
Variazioni dell'esercizio
Allocazione risultato
esercizio precedente
Esistenze al
01.01.13
Operazioni sul patrimonio netto
Dividendi e Variazioni di Emissione Acquisto Distribuzione
Variazioni
riserve
altre
nuove
azioni straordinaria strumenti di
destinazioni
azioni
proprie
dividendi
capitale
Riserve
Redditività
complessiva
31.12.2013
Altre
Variazioni
Patrimonio
netto al
31.12.2013
0 300.000.000
0
0
0
0
0
0
0
0
0
300.000.000
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
17.806.440
0
17.806.440
834.851
0
0
0
0
-19.818.741
0
9.200.000
0
8.022.550
3.469.913
0
3.469.913
0
0
0
0
0
0
0
0
0
3.469.913
da
-128.962
0
-128.962
0
0
0
0
0
0
0
0
-24.608
-153.571
di
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
15.316.110
0
15.316.110
-834.851
-14.481.259
0
0
0
0
0
0
3.406.692
3.406.692
0 -14.481.259
0
0
0
-19.818.741
0
9.200.000
3.382.083
314.745.584
Sovrapprezzo
emissioni
Riserve:
a) di utili
b) altre
Riserve
valutazione
Strumenti
capitale
Azioni proprie
Utile
(perdita)
dell'esercizio
Patrimonio netto 336.463.501
0 336.463.501
47
Bilancio 2013
Prospetto delle variazioni del Patrimonio netto 2012
Esercizio 2012
(in euro)
Esistenze al
31.12.11
Capitale
Esistenze al
01.01.12
Operazioni sul patrimonio netto
Redditività
complessiva
31.12.2012
Patrimonio
netto al
31.12.2012
0 300.000.000
0
0
Variazioni
Emissione Acquisto Distribuzione
strumenti
nuove
azioni straordinaria
di
azioni
proprie
dividendi
capitale
0
0
0
0
0
0
0 300.000.000
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
68.326.239
56.282
68.382.521 15.023.919
0
-65.600.000
0
0
0
0
0
0
17.806.440
0
0
0
0
0
0
0
-150.000.000
0
3.469.913
300.000.000
Sovrapprezzo
emissioni
Variazioni dell'esercizio
Allocazione risultato
esercizio precedente
Modifica
saldi
apertura
Dividendi e
altre
destinazioni
Riserve
0
Variazioni
di riserve
Altre
Variazioni
Riserve:
a) di utili
b) altre
Riserve
valutazione
153.469.913
0 153.469.913
da
0
-56.282
-56.282
0
0
0
0
0
0
0
0
-72.680
-128.962
di
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
Utile
(perdita)
dell'esercizio
15.023.919
15.023.919 -15.023.919
0
0
0
0
0
0
0
15.316.110
15.316.110
0 -65.600.000
0
0
0
0 -150.000.000
Strumenti
capitale
Azioni proprie
Patrimonio netto 536.820.071
0 536.820.071
0
48
15.243.430 336.463.501
Bilancio 2013
Rendiconto finanziario
(in euro)
49
Bilancio 2013
RICONCILIAZIONE
Il Rendiconto finanziario è stato redatto utilizzando il metodo diretto.
In relazione alla sezione 1 dell’attività operativa si precisa che:

la voce “dividendi e proventi simili” non include i dividendi incassati su partecipazioni, che
risultano essere evidenziati nell’apposita riga nella sezione 1 dell’attività di investimento;

la voce “altri ricavi” comprende le riprese di valore da incassi.
Inoltre nelle sezioni 2 e 3 dell’attività operativa, è stata indicata la liquidità generata, o assorbita,
nel corso dell'esercizio, dalla riduzione/incremento delle attività e passività finanziarie per effetto
di nuove operazioni o di rimborsi di operazioni esistenti. Sono, pertanto, esclusi gli incrementi e i
decrementi dovuti alle valutazioni (rettifiche e riprese di valore, variazioni di fair value, ecc.), agli
interessi maturati nell’esercizio e non pagati/incassati, alle riclassificazioni tra portafogli di attività,
nonché all'ammortamento.
Nella voce ”altre passività” figura anche il fondo Trattamento di Fine Rapporto del personale
dipendente.
50
Bilancio 2013
Nota integrativa
51
Bilancio 2013
Premessa
ISA è un investitore istituzionale focalizzato a perseguire obiettivi di sviluppo del settore
agroalimentare italiano attraverso l’assunzione di partecipazioni (di minoranza e per un periodo
definito) ed il finanziamento di aziende del settore agroalimentare, come indicato nella Relazione
sulla gestione che accompagna il presente Bilancio.
La sua sede legale è in Roma, via Palestro n. 64.
Il 100% del capitale della Società è controllato dal Mipaaf.
La presente Nota integrativa è suddivisa nelle seguenti parti:

Parte A – Politiche contabili;

Parte B – Informazioni sullo Stato patrimoniale;

Parte C – Informazioni sul Conto economico;

Parte D – Altre informazioni.
52
Bilancio 2013
Parte A – Politiche contabili
A.1 Parte generale
Sezione 1 – Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali
Il presente Bilancio è redatto in conformità ai principi contabili emanati dall’International
Accounting Standards Board (IASB), inclusi i documenti interpretativi SIC e IFRIC, omologati dalla
Commissione Europea, ed in vigore al 31 dicembre 2013, come previsto dal Regolamento
dell’Unione Europea n. 1606/2002 recepito in Italia dal Decreto Legislativo 28 febbraio 2005 n. 38.
Per semplicità, l’insieme di tutti i Principi e delle Interpretazioni di riferimento sopra elencati sono
di seguito definiti come gli “IFRS”.
Sezione 2 – Principi generali di redazione
La redazione del Bilancio è avvenuta, come detto sopra, in base ai principi contabili internazionali
omologati dalla Commissione Europea ed in vigore al 31 dicembre 2013 e in conformità al
documento di Banca d’Italia (ultimo aggiornamento pubblicato in data 21 gennaio 2014) “Istruzioni
per la redazione dei bilanci e dei rendiconti degli intermediari finanziari ex art. 107 del TUB, degli
istituti di pagamento, degli IMEL, delle SGR e delle SIM”, con il quale sono stabiliti gli schemi di
bilancio e di nota integrativa degli intermediari finanziari iscritti nell’Elenco Speciale, di cui
all’art.107 del D.Lgs. n. 385/1993 (TUB).
A livello interpretativo e di supporto nell’applicazione degli IFRS, sono stati utilizzati i seguenti
documenti, seppure non omologati dalla Commissione Europea:
- The conceptual framework for the financial reporting, emanato dallo IASB nel settembre
2010;
- Implementation Guidance, Basis for Conclusions, IFRIC, SIC ed eventuali altri documenti
predisposti dallo IASB o dall’IFRIC (International Financial Reporting Interpretations
Committee) a complemento dei principi contabili emanati;
- documenti predisposti dall’Organismo Italiano di Contabilità (OIC).
Il Bilancio d’esercizio è costituito dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della
redditività complessiva, dal Rendiconto finanziario, dal Prospetto delle variazioni del Patrimonio
netto (tutti espressi in unità di euro), dalla Nota integrativa (i cui valori sono in migliaia di euro,
salvo ove diversamente indicato) e dalle relative informazioni comparative.
Il Bilancio è redatto con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione
patrimoniale, la situazione finanziaria e il risultato economico dell’esercizio.
Nella redazione del presente Bilancio si è ritenuto appropriato l’utilizzo del presupposto della
continuità aziendale. Infatti, nonostante l’ipotesi di riorganizzazione delle attività annunciata con il
53
Bilancio 2013
collegato Agricoltura del 31 gennaio 2014 e meglio illustrata alla Sezione 3 – “Eventi successivi
alla data di riferimento del bilancio”, ISA ritiene che in assenza di provvedimenti attuativi del
disegno di legge, allo stato attuale, non sussistano incertezze circa la capacità dell’impresa di
proseguire la propria attività in continuità aziendale in conformità a quanto previsto dal Principio
contabile internazionale IAS 1. I criteri di valutazione adottati sono pertanto coerenti con tale
presupposto e rispondono ai principi di competenza, di rilevanza e significatività dell’informazione
contabile e di prevalenza della sostanza economica sulla forma giuridica. Tali criteri non hanno
subito modifiche rispetto all’esercizio precedente.
Se le informazioni richieste dai principi contabili internazionali e dalle disposizioni contenute nel
citato provvedimento della Banca d’Italia non sono sufficienti a dare una rappresentazione veritiera
e corretta, rilevante, attendibile, comparabile e comprensibile, nella nota integrativa sono fornite
informazioni complementari necessarie allo scopo.
Se, in casi eccezionali, l’applicazione di una disposizione prevista dai principi contabili
internazionali è incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta della situazione
patrimoniale, di quella finanziaria e del risultato economico, essa non deve essere applicata (art. 5
comma 1 del Decreto Legislativo n. 38/2005). Nella nota integrativa sono spiegati i motivi della
eventuale deroga e la sua influenza sulla rappresentazione della situazione patrimoniale, di quella
finanziaria e del risultato economico. Nel bilancio dell'impresa gli eventuali utili derivanti dalla
deroga sono iscritti in una riserva non distribuibile se non in misura corrispondente al valore
recuperato.
Gli schemi di Stato patrimoniale, di Conto economico ed il Prospetto della redditività complessiva
sono costituiti da voci (contrassegnate da numeri arabi), da sottovoci (contrassegnate da lettere) e
da ulteriori dettagli informativi (i “di cui” delle voci e delle sottovoci). Le voci, le sottovoci e i
relativi dettagli informativi costituiscono i conti del bilancio. Vengono aggiunte nuove voci e
dettagli informativi, purché il loro contenuto non sia riconducibile ad alcuna delle voci o dei dettagli
informativi già previste dagli schemi e solo se si tratti di importi di rilievo. Altre informazioni sono
fornite nella nota integrativa.
Per ogni voce dello Stato patrimoniale, del Conto economico e il Prospetto della redditività
complessiva è indicato anche l'importo dell'esercizio precedente.
Tali valori comparativi sono stati oggetto di rideterminazione rispetto a quelli presentati nel
bilancio dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2012 a seguito dell’applicazione del nuovo principio
IAS 19 – Benefici per i dipendenti i cui effetti sono riportati alla sezione dedicata del paragrafo
“Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni omologati e applicati dal 1° gennaio 2013” del
presente documento.
Se un elemento dell'attivo o del passivo ricade sotto più voci dello Stato patrimoniale, nella nota
integrativa viene evidenziato, qualora ciò sia necessario ai fini della comprensione del bilancio, la
sua riferibilità anche a voci diverse da quella nella quale è iscritto.
Le attività e le passività, i proventi e i costi non sono compensati salvo nei casi in cui ciò è
espressamente richiesto o consentito da un principio o da una interpretazione.
In presenza di fatti successivi alla data di riferimento, che, ai sensi del Principio IAS 10,
comportano l’obbligo di eseguire una rettifica, si provvede ad effettuare tali rettifiche su tutti gli
importi esposti in bilancio che ne siano interessati. I fatti successivi, che non comportano rettifica
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Bilancio 2013
e che quindi riflettono circostanze che si sono verificate successivamente alla data di riferimento,
sono oggetto di informativa in nota integrativa nella successiva sezione 3, quando rilevanti e,
quindi, in grado di influire sulle decisioni economiche degli utilizzatori.
Nel caso in cui la società ritenga di procedere ad un cambiamento di un principio contabile e
questo abbia effetti sull’esercizio corrente o su eventuali esercizi precedenti, si provvede, ai sensi
del Principio IAS 8, a rettificare i saldi esposti in bilancio che ne siano interessati. Nel commento di
nota integrativa alle voci interessate si forniscono, peraltro, le informazioni richieste dal richiamato
IAS 8. Allo stesso modo, sempre in applicazione dello IAS 8, si opera nel caso vengano rilevati
errori.
Inoltre, la redazione del bilancio comporta che la Direzione Aziendale effettui stime contabili
basate su giudizi complessi e/o soggettivi, stime basate su esperienze passate e ipotesi
considerate ragionevoli e realistiche sulla base delle informazioni conosciute al momento della
stima. L’utilizzo di queste stime contabili influenza il valore di iscrizione delle attività e delle
passività e l’informativa su attività e passività potenziali alla data del bilancio, nonché l’ammontare
dei ricavi e dei costi nel periodo di riferimento. I risultati effettivi possono differire da quelli stimati
a causa dell’incertezza che caratterizza le ipotesi e le condizioni sulle quali le stime sono basate.
Nel caso in cui emergono tali differenze, queste sono immediatamente riflesse in bilancio non
appena conosciute.
Sezione 3 – Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio
In linea con gli obiettivi di razionalizzazione della spesa pubblica, con il Collegato agricoltura del 31
gennaio 2014 (il disegno di legge collegato alla legge di stabilità – A.S. 1328) è stata prevista una
delega al Governo per la riorganizzazione degli enti vigilati dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali.
La riforma degli enti vigilati dal Mipaaf, prevede, tra l’altro, che vengano trasferite all’ISMEA le
funzioni di ISA.
L’iter di approvazione del disegno di legge è particolarmente complesso e, allo stato attuale, non è
possibile effettuare alcuna valutazione prospettica circa l’esito e la durata dello stesso, in quanto
non si dispone di informazioni utili al riguardo.
Per quanto detto, non esistono al momento elementi di certezza che possono pregiudicare la
capacità di ISA di proseguire la propria attività in continuità aziendale.
Sezione 4 – Altri aspetti
Il presente Bilancio d’esercizio è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione di ISA nella
riunione del 25 marzo 2014.
La revisione legale dei conti, ai sensi dell’art.14 del D.Lgs. n. 39 del 27 gennaio 2010, è stata
conferita alla società di revisione PricewaterhouseCoopers S.p.A.
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Bilancio 2013
Principi contabili e interpretazioni di nuova emissione, rivisitazioni e modifiche a
principi esistenti, non ancora in vigore o non ancora omologati dall’Unione Europea
Come richiesto dallo IAS 8, nel seguito sono indicati i nuovi principi e le nuove interpretazioni
contabili, oltre alle modifiche ai principi ed alle interpretazioni esistenti già applicabili, non
ancora in vigore o non ancora omologati dalla Unione Europea (UE), che potrebbero trovare
applicazione in futuro nel bilancio di ISA.
Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni omologati e applicati dal 1°
gennaio 2013
IAS 1 – Presentazione del bilancio - Esposizione nel bilancio delle voci delle altre
componenti di conto economico complessivo
In data 16 giugno 2011 lo IASB ha pubblicato una modifica allo IAS 1, al fine di chiarire la
presentazione degli elementi contenuti nel conto economico complessivo. La modifica del
principio non riguarda gli elementi che devono o non devono essere inclusi nel conto
economico complessivo ma interessa solo la loro esposizione. E’ richiesto che gli stessi siano
presentati
per
natura
e
raggruppati
in
due
categorie:
(i)
quelli
che
non
saranno
successivamente riclassificati nel conto economico, e (ii) quelli che saranno successivamente
riclassificati nel conto economico (c.d. recycling), quando talune specifiche condizioni si
verificheranno, così come richiesto dagli IFRS.
Le modifiche apportate hanno decorrenza a partire dall’esercizio che inizia successivamente al
1° luglio 2012 (quindi, per ISA, l’esercizio 2013) e sono state omologate dalla UE nel giugno
2012.
IAS 12 – Imposte sul reddito
In data 20 dicembre 2010, lo IASB ha approvato talune modifiche allo IAS 12, relativamente al
recupero delle imposte differite afferenti talune tipologie di attività, che tra l’altro abroga il SIC
21 “Imposte su reddito - recupero di attività rivalutate non ammortizzabili”.
Le modifiche, superando l’attuale previsione generale dello IAS 12 di valutazione delle
modalità di riversamento delle imposte differite attraverso l’uso dell’attività o della passività
piuttosto che la sua cessione, introducono la presunzione che, relativamente agli investimenti
immobiliari ed alle attività materiali ed immateriali valutate in bilancio al fair value, le relative
imposte differite si riverseranno interamente tramite la vendita dell’attività, salvo che vi sia
una chiara prova che il recupero possa avvenire con l’uso.
Le modifiche allo IAS 12 sono state omologate dalla UE nel dicembre 2012, e devono essere
applicate nei bilanci che iniziano successivamente al dicembre 2012 (quindi, per ISA,
l’esercizio 2013). L’adozione dell’emendamento non ha comportato effetti sulla valutazione
delle voci di bilancio interessate.
56
Bilancio 2013
IAS 19 – Benefici per i dipendenti
In data 16 giugno 2011 è stato approvato dallo IASB il nuovo principio IAS 19, relativo ai
trattamenti dei benefici per i dipendenti.
Il nuovo principio apporta numerosi cambiamenti rispetto alla precedente edizione. Le
principali novità introdotte dal nuovo IAS 19 sono le seguenti:
a)
tutti gli utili e le perdite attuariali maturati alla data di bilancio devono essere
immediatamente rilevati nel conto economico complessivo. Pertanto, è stata eliminata sia la
possibilità di differimento degli stessi attraverso il cosiddetto metodo del corridoio, non più
previsto, che quella di rilevazione nel conto economico;
b)
eventuali costi legati a cambiamenti nei piani, che comportino variazioni a fronte di
servizi già resi, devono essere rilevati nell’esercizio in cui il piano è modificato e non è più
possibile differire tali costi nei futuri esercizi di servizio;
c)
qualsiasi beneficio che comporti un obbligo di servizio successivo alla cessazione del
rapporto di lavoro non rientra nella categoria dei termination benefit, con conseguente
riduzione del numero di accordi che possono rientrare in questa categoria. Inoltre, una
passività per termination benefit può essere rilevata in bilancio solamente nel momento in cui
l’entità rilevi i relativi oneri di ristrutturazione, o quando non possa evitare di offrire il
termination benefit. Ciò potrebbe comportare la rilevazione di tali benefici in un momento
successivo rispetto a quello stabilito dal vecchio principio.
Il nuovo IAS 19 è stato omologato dalla UE nel giugno 2012.
ISA fino al bilancio dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2012 rilevava, nell’ambito delle proprie
politiche contabili, gli utili e perdite attuariali interamente nel conto economico nel periodo di
riferimento.
La
nuova
versione
del
principio
prevede
invece
una
sola
modalità
di
contabilizzazione, che consiste nella rilevazione integrale tra le altre componenti reddituali
degli utili e delle perdite attuariali sui piani a benefici definiti.
Conseguentemente, l’applicazione retrospettiva della nuova versione dello IAS 19 ha
evidenziato:
- una riclassifica dello stato patrimoniale al 1 gennaio 2012 dalla voce “160 Riserve” alla voce
“170 Riserve da valutazione” per negativi 56 migliaia di euro, per gli utili e le perdite
attuariali rilevate sino a tale data pari a 77 migliaia di euro al netto del relativo effetto fiscale
pari a 21 migliaia di euro;
- una riclassifica dal conto economico 2012 al prospetto della redditività complessiva (voce “40
Piani a benefici definiti”), per 73 migliaia di euro relativa alle perdite attuariali rilevate nel
passato esercizio, pari ad 100 migliaia di euro, al netto dell’effetto fiscale, pari a 27 migliaia
di euro;
- una riclassifica dello stato patrimoniale al 31 dicembre 2012 dalla voce “160 Riserve” alla
voce “170 Riserve da valutazione” per negativi 129 migliaia di euro, per gli utili e le perdite
57
Bilancio 2013
attuariali rilevate sino a tale data pari a 178 migliaia di euro al netto del relativo effetto
fiscale pari a 49 migliaia di euro.
IAS 32 e IFRS 7 – Compensazione di attività e passività finanziarie
In data 16 dicembre 2011 lo IASB ha pubblicato una modifica allo IAS 32 ed all’IFRS 7, che
riguarda la modalità di presentazione della compensazione di strumenti finanziari attivi e
passivi, nonché le relative informazioni da fornire in bilancio.
Le modifiche apportate allo IAS 32 chiariscono che un’entità che redige il bilancio ha un diritto
legale a compensare gli importi di attività e passività finanziarie già rilevate contabilmente solo
qualora tale diritto:
a)
non sia condizionato al verificarsi o meno di eventi futuri;
b)
sia esercitabile sia in caso di continuità operativa dell’entità che redige il bilancio e di
tutte le altre parti coinvolte, sia in caso di default, insolvenza o fallimento.
Il nuovo principio IAS 32 deve essere adottato obbligatoriamente dal 1° gennaio 2014 (è
consentita l’applicazione anticipata), con effetto retroattivo, mentre il nuovo IFRS 7 deve
essere obbligatoriamente adottato dal 1° gennaio 2013. I due principi sono stati omologati
dalla UE nel dicembre 2012. L’adozione dell’IFRS 7 non ha comportato effetti sulla valutazione
delle voci di bilancio interessate.
IFRS 13 – Valutazione del fair value
Il nuovo principio, emesso in data 12 maggio 2011, illustra come deve essere determinato il
fair value ai fini delle valutazioni e dell’informativa di bilancio e si applica a tutti i principi IFRS
che richiedono o consentono la misurazione del fair value o la presentazione di informazioni
basate sul fair value.
L’applicazione del nuovo principio (omologato dalla UE nel dicembre 2012), che
enfatizza
l’utilizzo, ove possibile, delle fonti di mercato, non ha comportato effetti sull’informativa di
Bilancio.
Annual improvements to IFRS 2009-2011 Cycle
Il 17 maggio 2012 lo IASB ha pubblicato il documento “Annual Improvements to IFRS: 20092011 cycle”, che recepisce le modifiche ai principi nell’ambito del processo annuale di
miglioramento degli stessi, concentrandosi su modifiche valutate necessarie, ma non urgenti.
Il documento è stato omologato dall’Unione Europea con il Regolamento (UE) n. 301/2013 del
27 marzo 2013 e le modifiche previste devono essere applicate a partire dai bilanci degli
esercizi che iniziano da o dopo il 1° gennaio 2013. Le principali modifiche che hanno una
rilevanza si riferiscono a:
 IAS 1 Presentazione del bilancio – Informazioni comparative: si chiarisce che nel caso
vengano fornite informazioni comparative addizionali, queste devono essere presentate in
accordo con gli IFRS. Inoltre, si chiarisce che nel caso in cui un’entità modifichi un principio
58
Bilancio 2013
contabile o effettui una rettifica/riclassifica retrospettica, la stessa entità deve presentare una
situazione patrimoniale riferita all’inizio del periodo comparativo, ma nelle note illustrative
non sono richieste informazioni relative a tale situazione patrimoniale aggiuntiva, se non per
quanto attiene alle voci interessate dalla rettifica/riclassifica. Tale emendamento è stato
utilizzato in riferimento, come già evidenziato nel paragrafo 3.21 “Rideterminazione dei dati
di stato patrimoniale e di conto economico”, alla riesposizione retroattiva del cambio
dell’accounting policy
ai sensi dello IAS 39, della riesposizione dei dati economici
dell’esercizio 2012 ai sensi dell’IFRS 5 e dell’applicazione della nuova versione dello IAS 19;
 IAS 16 Immobili, Impianti e Macchinari
– Classificazione dei servicing equipment: si
chiarisce che i servicing equipment devono essere classificati tra gli Immobili, Impianti e
Macchinari se utilizzabili per più di un esercizio, mentre devono essere classificati tra le
rimanenze di magazzino se utilizzati per un solo esercizio. L’adozione dell’emendamento non
ha comportato effetti sulla valutazione delle voci incluse nel presente Bilancio;
 IAS 32 Strumenti finanziari: Esposizione in bilancio - Imposte dirette sulle distribuzioni ai
possessori di strumenti di capitale e sui costi di transazione sugli strumenti di capitale: si
chiarisce che le imposte dirette relative a queste fattispecie seguono le regole dello IAS 12.
L’adozione dell’emendamento non ha comportato effetti sulla valutazione delle voci incluse
nel presente Bilancio.
Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni omologati e non adottati in via
anticipata
IFRS 10 – Bilancio consolidato, IAS 27 – Bilancio individuale e IFRS 12 –
Informazioni sulle partecipazioni in altre entità
Il 12 maggio 2011 lo IASB ha emesso il nuovo principio contabile IFRS 10, a conclusione del
progetto legato alla ridefinizione del concetto di controllo e al superamento delle divergenze
riscontrate nell’applicazione di tale concetto; infatti, mentre il precedente IAS 27 – Bilancio
consolidato e individuale definiva il controllo su un’entità come il potere di determinare le
scelte finanziarie e gestionali di un’entità, ottenendone i relativi benefici, il SIC 12
“Consolidamento Special Purpose Entities” interpretava i requisiti dello IAS 27 ponendo
maggiore enfasi sui rischi e benefici.
Il nuovo principio IFRS 10, che è stato emesso contemporaneamente al nuovo IAS 27 –
Bilancio individuale, sostituisce nei contenuti i precedenti IAS 27 e SIC 12, fornendo una nuova
definizione di controllo e confermando le metodologie da utilizzare per la predisposizione del
bilancio consolidato in ambito IFRS, non apportando modifiche a quanto già rappresentato nel
precedente IAS 27.
In base all’IFRS 10 un investitore controlla un’entità quando è esposto, o detiene diritti, a
rendimenti variabili del suo investimento nell’entità ed ha l’abilità di modificare tali rendimenti
attraverso il suo potere sull’entità stessa. Pertanto, il controllo è basato su tre elementi: (i)
59
Bilancio 2013
potere sull’entità, (ii) esposizione, o diritto, a rendimenti variabili dell’investimento nell’entità,
e (iii) abilità nell’utilizzare il potere sull’entità per influenzare i rendimenti dell’investimento.
In base all’IFRS 10 il concetto di controllo deve essere applicato in tutte le seguenti
circostanze:
a)
quando vi sono diritti di voto, o diritti similari, che danno un potere all’investitore, incluse
le situazioni nelle quali l’investitore detiene meno della maggioranza dei diritti di voto ed
in quelle in cui vi sono diritti di voto potenziali;
b)
quando l’entità è organizzata in modo tale per cui i diritti di voto non sono il fattore
dominante nel definire chi controlla l’entità, come nel caso in cui i diritti di voto hanno un
impatto solamente su aspetti di amministrazione, e le attività rilevanti dell’entità sono
influenzate essenzialmente da rapporti contrattuali;
c)
nei rapporti di agenzia;
d)
quando l’investitore ha il controllo su specifiche attività di un’entità.
Infine, l’IFRS 10 rinvia al nuovo principio IFRS 12 – Informazioni sulle partecipazioni in altre
entità (emesso contestualmente agli altri nuovi principi indicati), per quanto attiene alle
informazioni da fornire in bilancio relativamente alle partecipazioni detenute in altre imprese.
Quest’ultimo principio contiene tutta una serie di obblighi circa le informazioni che l’entità che
redige il bilancio deve fornire, relativamente alle partecipazioni in imprese controllate e
collegate, nonché agli accordi congiunti (di cui al nuovo IFRS 11, illustrato successivamente).
Per quanto attiene al nuovo IAS 27 – Bilancio individuale, questo disciplina solamente le
modalità di contabilizzazione e di informativa degli investimenti in imprese controllate, nonché
i requisiti per la preparazione, da parte di un’entità, del suo bilancio d’esercizio; relativamente
a tali aspetti, il nuovo principio non ha introdotto cambiamenti riproponendo, di fatto, una
parte specifica del precedente IAS 27.
I nuovi principi IFRS 10, IFRS 12 e IAS 27 sono stati omologati dalla UE nel dicembre 2012,
prevedendo la loro adozione obbligatoria al più tardi dall’esercizio con inizio dal 1° gennaio
2014. Non sono attesi impatti sul patrimonio netto derivanti dall’adozione di tali principi.
IFRS 11 – Accordi congiunti
Il 12 maggio 2011 lo IASB, contestualmente all’emissione dei nuovi principi IFRS 10, IFRS 12
e IAS 27 sopra illustrati, ha emesso il nuovo principio contabile IFRS 11 a conclusione del
progetto avviato fin dal 2005 di rivisitazione dello IAS 31 – Partecipazioni in joint venture,
tenuto anche conto del nuovo concetto di controllo stabilito dall’IFRS 10.
Il nuovo principio sostituisce lo IAS 31 ed il SIC 13 – Entità a controllo congiunto, contribuzioni
non monetarie da parte di un socio.
Il principio IFRS 11 prevede che il soggetto che è parte di un accordo congiunto determini la
tipologia di accordo nel quale è coinvolto, attraverso la valutazione dei propri diritti e obblighi
derivanti dall’accordo stesso. Un accordo congiunto è un contratto nel quale due o più parti
60
Bilancio 2013
detengono un controllo congiunto; il principio definisce il controllo congiunto come la
condivisione, attraverso un contratto, del controllo di un accordo, che esiste solamente quando
le decisioni relative alle attività rilevanti (che influenzano significativamente i rendimenti
dell’accordo) richiedono il consenso unanime delle parti che condividono il controllo.
In base all’IFRS 11 gli accordi congiunti possono essere classificati in due tipologie:
a)
joint operation, nel caso di accordi congiunti nei quali le parti che condividono il controllo
hanno diritti sulle attività (ed obbligazioni per le passività) oggetto dell’accordo;
b)
joint venture, nel caso di accordi congiunti in cui le parti hanno diritti sulle attività nette
relative all’accordo, come, ad esempio, nel caso di società con personalità giuridica
propria.
Nel valutare in quale tipologia di accordo sia coinvolta, l’entità deve analizzare i propri diritti e
le obbligazioni nascenti dall’accordo stesso, tenendo in considerazione la struttura e le forma
legale dell’accordo stesso, i termini contrattuali stabiliti dalle parti e, qualora rilevanti,
eventuali altri fatti e circostanze.
Da un punto di vista contabile, per gli accordi di joint operation l’IFRS 11 prevede la
rilevazione del pro-quota di attività, passività, costi e ricavi derivanti dall’accordo (c.d.
“metodo proporzionale”), da misurare in base agli IFRS applicabili a tali attività, passività, costi
e ricavi. Per gli accordi di joint venture, invece, il nuovo principio richiede che questi siano
contabilizzati in base al metodo del patrimonio netto stabilito dallo IAS 28; pertanto, è stata
eliminata l’opzione, contenuta nello IAS 31, di adozione del consolidamento proporzionale. Non
sono attesi impatti sul patrimonio netto e nell’informativa di bilancio derivante dall’applicazione
del nuovo principio.
L’IFRS 11 è stato omologato dalla UE nel dicembre 2012, che ne ha anche stabilito l’adozione
obbligatoria al più tardi a partire dall’esercizio con inizio dal 1° gennaio 2014.
IAS 28 – Partecipazioni in imprese collegate e joint venture
Il 12 maggio 2011 lo IASB, contestualmente all’emissione dei nuovi principi IFRS 10, IFRS 11,
IFRS 12 e IAS 27, in precedenza illustrati, ha emesso il nuovo principio contabile IAS 28 –
Partecipazioni in imprese collegate e joint venture, per tenere conto di talune modifiche
introdotte dai sopracitati principi.
Il nuovo principio sostituisce il vecchio IAS 28 – Partecipazioni in imprese collegate, senza
peraltro apportare variazioni sostanziali allo stesso; infatti, il nuovo principio non ha modificato
il concetto di influenza notevole già contenuto nel vecchio IAS 28, ma introduce l’obbligo di
applicazione del metodo del patrimonio netto nella valutazione delle partecipazioni in joint
venture, come stabilito dal nuovo IFRS 11. Circa le modalità applicative del metodo del
patrimonio netto, sono state confermate quelle già stabilite dal vecchio IAS 28.
L’adozione di tale nuovo principio è obbligatoria al più tardi dal 1° gennaio 2014, così come
stabilito in sede di omologazione da parte della UE (intervenuta nel dicembre 2012),
analogamente ai nuovi principi IFRS 10, IFRS 11, IFRS 12 e IAS 27. Non sono attesi impatti
61
Bilancio 2013
sul patrimonio netto e sull’informativa di bilancio derivanti dall’applicazione del principio così
come modificato.
IAS 36
-
Riduzione di valore delle attività – Informazioni integrative sul valore
recuperabile delle attività non finanziarie
Il 19 dicembre 2013 sono state omologate le modifiche allo IAS 36 “Riduzione di valore delle
attività - Informazioni integrative sul valore recuperabile delle attività non finanziarie”
pubblicate dallo IASB il 29 maggio 2013.
Le modifiche mirano a chiarire che le informazioni da fornire circa il valore recuperabile delle
attività, quando tale valore si basa sul fair value al netto dei costi di dismissione, riguardano
soltanto le attività il cui valore ha subito una riduzione. Il documento in esame riporta dei limiti
all’obbligo di indicare nelle disclosures il valore recuperabile delle attività o delle cash
generating units (CGU), richiedendo tale informazione solo nei casi in cui sia stato
contabilizzato un impairment o un reversal di una precedente svalutazione e fornisce
chiarimenti in merito all’informativa da rendere in caso di impairment di attività, ove il valore
recuperabile sia stato determinato secondo la metodologia fair value less costs to sell.
Le modifiche dovranno essere applicate retrospetticamente a partire dagli esercizi che hanno
inizio dal 1° gennaio 2014. Non devono essere applicate le modifiche per gli esercizi (inclusi
quelli comparativi) in cui non si applica anche l’IFRS 13.
IAS 39 - Strumenti finanziari: Rilevazione e valutazione – Novazione di derivati e
continuazione della contabilizzazione di copertura
Il 19 dicembre 2013 sono state omologate le modifiche allo IAS 39 “Strumenti finanziari:
Rilevazione e valutazione – Novazione di derivati e continuazione della contabilizzazione di
copertura” pubblicate dallo IASB il 27 giugno 2013. Le modifiche riguardano l’introduzione di
alcune esenzioni ai requisiti dell’hedge accounting definiti dallo IAS 39 nella circostanza in cui
un derivato esistente debba essere sostituito con un nuovo derivato che abbia per legge o
regolamento direttamente (o anche indirettamente) una controparte centrale (Central
Counterparty – CCP).
Il documento è stato ispirato dall’introduzione della European Market Infrastructure
Regulation (EMIR) relativa ai derivati over-the-counter (OTC), che mira ad implementare un
clearing centrale per certe classi di derivati OTC (come richiesto dal G20 nel settembre 2009).
Le modifiche dovranno essere applicate retrospetticamente a partire dagli esercizi che hanno
inizio dal 1° gennaio 2014.
Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni non ancora omologati
IFRS 9 – Strumenti finanziari
Come già riportato nelle note dello scorso esercizio, in data 12 novembre 2009 lo IASB ha
emesso il principio IFRS 9, apportando significative modifiche ai requisiti relativi alla
62
Bilancio 2013
classificazione e valutazione delle attività finanziarie, attualmente regolati dallo IAS 39. A
ottobre 2010 tale principio è stato emendato, aggiungendo anche i requisiti di classificazione e
valutazione delle passività finanziarie. Il 19 novembre 2013 lo IASB ha pubblicato il
documento “IFRS 9 Financial Instruments - Hedge Accounting and amendments to IFRS 9,
IFRS 7 and IAS 39” relativo ai requisiti del nuovo modello di hedge accounting. L’IFRS 9 andrà
a sostituire l’attuale IAS 39, ma non è ancora stata prevista una data ufficiale di applicazione.
Gli aspetti salienti dell’IFRS 9 vertono soprattutto nella previsione di un modello semplificato,
che prevede solo due categorie di strumenti finanziari ai fini classificatori e valutativi:
strumenti al costo ammortizzato e al fair value.
La classificazione è effettuata sulla base sia del modello di gestione dell’attività finanziaria, sia
delle caratteristiche contrattuali dei flussi di cassa dell’attività. In particolare, la rilevazione
iniziale e la valutazione al costo ammortizzato richiedono che entrambe le seguenti condizioni
siano rispettate:
a)
il modello di gestione dell’attività finanziaria consista nella detenzione della stessa con la
finalità di incassare i relativi flussi finanziari;
b)
l’attività finanziaria generi contrattualmente, a date predeterminate, flussi finanziari
rappresentativi esclusivamente di pagamenti in linea capitale ed in linea interessi.
Se una delle due condizioni sopra indicate non è soddisfatta, l’attività finanziaria è rilevata
inizialmente, e
successivamente
valutata, al
fair value. Tutte le
attività finanziarie
rappresentate da titoli di capitale sono valutate al fair value.
Viene eliminata l’opzione al costo per strumenti partecipativi non quotati e derivati su questi,
fornendo peraltro una guida che tratta delle limitate circostanze in cui il costo potrebbe essere
individuato come una stima ragionevole del fair value.
Un’attività finanziaria che soddisfa i requisiti per essere classificata e valutata al costo
ammortizzato può, in sede di rilevazione iniziale, essere designata come attività finanziaria al
fair value, con imputazione delle variazioni di valore a conto economico, se tale
contabilizzazione consente di eliminare o ridurre significativamente l’asimmetria nella
valutazione o nella rilevazione (c.d. “accounting mismatch”) che altrimenti risulterebbe dalla
valutazione di attività o passività o dalla rilevazione dei relativi utili o perdite su basi
differenti.
Inoltre, il nuovo principio prevede che, nel caso di investimenti in strumenti rappresentativi di
capitale non detenuti per finalità di trading, bensì per fini strategici, in sede di rilevazione
iniziale l’entità possa scegliere irrevocabilmente di valutare gli stessi al fair value con
imputazione delle successive variazioni nel conto economico.
Per quanto riguarda le passività finanziarie, l’IFRS 9 conferma l’impostazione attuale dello IAS
39, con l’eccezione della fattispecie in cui le passività finanziarie sono designate e rilevate a
fair value, con rilevazione a conto economico. Per tutte le passività finanziarie rientranti nella
fair value option, gli effetti del cambiamento del merito di credito sono rappresentati nel conto
economico complessivo piuttosto che direttamente nel conto economico d’esercizio, a meno
che questo trattamento determini un mismatching contabile; in tal caso, l’intera variazione di
fair value è riflessa a conto economico complessivo.
Il nuovo modello di hedge accounting prevede rilevanti novità rispetto a quello attualmente
63
Bilancio 2013
disciplinato dallo IAS 39. In particolare le novità più rilevanti riguardano:
 le modifiche per i tipi di transazioni eleggibili per l’hedge accounting, in particolare
allargando i rischi di attività/passività non finanziarie eleggibili per essere gestiti in hedge
accounting e dando la possibilità di designare come oggetto di copertura un’esposizione
aggregata, che include anche uno strumento derivato;
 la possibilità di designare come strumento di copertura anche uno strumento finanziario
valutato a FVTPL;
 il cambiamento della modalità di contabilizzazione dei contratti forward e dei contratti di
opzione quando inclusi in una relazione di hedge accounting;
 le modifiche al test di efficacia in quanto l’attuale forma verrà sostituita con il principio della
“relazione economica” tra voce coperta e strumento di copertura; inoltre, non sarà più
richiesta una valutazione dell’efficacia retrospettica della relazione di copertura
 la possibilità di “ribilanciare” una copertura esistente qualora restino validi gli obiettivi di risk
management.
Il principio IFRS 9 è attualmente all’esame dell’Unione Europea, nell’ambito di una valutazione
complessiva da parte della stessa sull’intero progetto di revisione e sostituzione dello IAS 39.
IAS 19 - Defined Benefit Plans: Employee Contributions
Il 21 novembre 2013 lo IASB ha pubblicato le modifiche allo IAS 19 relativamente alla
contabilizzazione dei contributi dei dipendenti o dei terzi a piani a benefici definiti, con lo
scopo di semplificare la contabilizzazione dei contributi che sono indipendenti dal numero di
anni di servizio dei dipendenti, ad esempio, i contributi che vengono calcolati in base ad una
percentuale fissa di stipendio. Le modifiche si applicano a partire dagli esercizi che hanno
inizio dal 1° luglio 2014 o da data successiva. Tali modifiche non sono ancora state omologate
dall’Unione Europea.
IFRIC 21 - Levies
A maggio 2013, lo IASB ha emesso l'interpretazione IFRIC 21 - Levies. L'interpretazione è
applicabile a tutti i prelievi dello stato diversi da quelli che rientrano nel campo di applicazione
di altre norme (ad esempio, IAS 12 Imposte sul reddito) e di multe o altre sanzioni per le
violazioni di norme di legge. I prelievi sono definiti nell’interpretazione “deflussi di risorse atte
a produrre benefici economici, imposti dallo stato alle società in conformità con la legislazione
vigente”.
L'interpretazione chiarisce che un'entità deve riconoscere una passività per un prelievo dello
stato solo quando l'attività, che fa scattare l’obbligo di pagamento, come identificato dalla
normativa applicabile, si verifica. L’interpretazione chiarisce, inoltre, che una passività relativa
al prelievo è accantonata progressivamente solo se l'attività da cui deriva il pagamento
avviene lungo un arco di tempo. Per un prelievo che viene attivato al raggiungimento di una
64
Bilancio 2013
soglia minima, la passività deve essere rilevata prima che tale soglia sia raggiunta.
L’interpretazione è applicabile a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2014.
Annual Improvements to IFRS: 2010-2012
Il 12 dicembre 2013 lo IASB ha pubblicato il documento “Annual Improvements to IFRS:
2010-2012 Cycle” che recepisce le modifiche ai principi nell’ambito del processo annuale di
miglioramento degli stessi, concentrandosi su modifiche valutate necessarie, ma non urgenti.
Le principali modifiche riguardano:
- IFRS 2 Share Based Payments – Definition of vesting condition
Sono state apportate delle modifiche alle definizioni di “vesting condition” e di “market
condition” ed aggiunte le ulteriori definizioni di “performance condition” e “service condition”
(in precedenza incluse nella definizione di “vesting condition”).
- IFRS 3 Business Combination – Accounting for contingent consideration
Le modifiche chiariscono che una contingent consideration classificata come un’attività o una
passività deve essere misurata a fair value ad ogni data di chiusura dell’esercizio, a
prescindere dal fatto che la contingent consideration sia uno strumento finanziario a cui si
applica l’IFRS 9 o lo IAS 39 oppure un’attività o passività non-finanziaria. Le variazioni del
fair value (diverse dai measurement adjustments di periodo) devono essere contabilizzate
nel conto economico.
- IFRS 8 Operating segments – Aggregation of operating segments
Le modifiche richiedono di dare informativa delle valutazioni fatte dal management
nell’applicazione dei criteri di aggregazione dei segmenti operativi, inclusa una descrizione
dei segmenti operativi aggregati e degli indicatori economici considerati nel determinare se
tali segmenti operativi abbiano “caratteristiche economiche simili”.
- IFRS 8 Operating segments – Reconciliation of total of the reportable segments’ assets to
the entity’s assets
Le modifiche chiariscono che la riconciliazione tra il totale delle attività dei segmenti
operativi e il totale delle attività dell’entità venga fornito solamente se il totale delle attività
dei segmenti operativi è regolarmente fornito allo chief operating decision-maker.
- IFRS 13 Fair Value Measurement – Short-term receivables and payables
Sono state modificate le Basis for Conclusions al fine di chiarire che con l’emissione dell’IFRS
13, e le conseguenti modifiche allo IAS 39 e all’IFRS 9, resta valida la possibilità di
contabilizzare
i
crediti
e
debiti
commerciali
a breve
senza
rilevare gli
effetti
di
un’attualizzazione, qualora tali effetti risultino non materiali.
- IAS 16 Property, plant and equipment and IAS 38 Intangible Assets – Revaluation method:
proportionate restatement of accumulated depreciation/amortization
Le modifiche hanno eliminato le incoerenze nella rilevazione dei fondi ammortamento
quando un’attività materiale o intangibile è oggetto di rivalutazione. I nuovi requisiti
65
Bilancio 2013
chiariscono che il gross carrying amount sia adeguato in misura consistente con la
rivalutazione del carrying amount dell’attività e che il fondo ammortamento risulti pari alla
differenza tra il gross carrying amount e il carrying amount al netto delle perdite di valore
contabilizzate.
- IAS 24 Related Parties Disclosures – Key management personnel
Si
chiariscono
le
disposizioni
applicabili
all’identificazione
delle
parti
correlate
e
all’informativa da fornire quando le attività dei dirigenti con responsabilità strategiche sono
fornite da una management entity (e non da una persona fisica). In tal caso la management
entity è considerata parte correlata ed occorre dare separata informativa in merito alla
fornitura dei servizi della management entity; non è necessario indicare, nell’ambito
dell’informativa
sulla
remunerazione
dei
dirigenti
con
responsabilità
strategiche,
le
componenti della remunerazione corrisposta alla management entity.
Le modifiche si applicano a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° luglio 2014 o da data
successiva. Tali modifiche non sono ancora state omologate dall’Unione Europea.
Annual Improvements: 2011-2013
Il 12 dicembre 2013 lo IASB ha pubblicato il documento “Annual Improvements to IFRS:
2011-2013 Cycle” che recepisce le modifiche ai principi nell’ambito del processo annuale di
miglioramento degli stessi, concentrandosi su modifiche valutate necessarie, ma non urgenti.
Le principali modifiche riguardano:
- IFRS 1 First-time Adoption of International Financial Reporting Standards – Meaning of
“effective IFRS”
Viene chiarito che l’entità che adotta per la prima volta gli IFRS, in alternativa
all’applicazione di un principio correntemente in vigore alla data del primo bilancio IAS/IFRS,
può optare per l’applicazione anticipata di un nuovo principio destinato a sostituire il
principio in vigore.
L’opzione è ammessa quando il nuovo principio consente l’applicazione anticipata. Inoltre
deve essere applicata la stessa versione del principio in tutti i periodi presentati nel primo
bilancio IAS/IFRS.
- IFRS 3 Business Combinations – Scope exception for joint ventures
Le modifiche hanno lo scopo di chiarire l’esclusione dall’ambito di applicazione dell’IFRS 3 di
tutte le tipologie di joint arrangement.
- IFRS 13 Fair Value Measurement – Scope of portfolio exception (par. 52)
L’IFRS 13 par. 52 (portfolio exception), nella sua attuale formulazione, limita alle sole
attività e passività finanziarie incluse nell’ambito di applicazione dello IAS 39 la possibilità di
valutazione al fair value sulla base del loro valore netto.
Con la modifica viene chiarito che la possibilità di valutazione al fair value sulla base del loro
valore netto si riferisce anche a contratti nell’ambito di applicazione dello IAS 39 (o IFRS 9)
ma che non soddisfano la definizione di attività e passività finanziarie fornita dallo IAS 32,
come i contratti per l’acquisto e vendita di commodities che possono essere regolati in
66
Bilancio 2013
denaro per il loro valore netto.
- IAS 40 - Investment Properties – Interrelationship between IFRS 3 and IAS 40
La modifica chiarisce che l’IFRS 3 e lo IAS 40 non si escludono vicendevolmente e che, al
fine di determinare se l’acquisto di una proprietà immobiliare rientri nell’ambito di
applicazione dell’IFRS 3, occorre far riferimento alle specifiche indicazioni fornite dall’IFRS 3
stesso; per determinare, invece, se l’acquisto in oggetto rientri nell’ambito dello IAS 40
occorre far riferimento alle specifiche indicazioni dello IAS 40.
Le modifiche si applicano a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° luglio 2014 o da
data successiva. Tali modifiche non sono ancora state omologate dall’Unione Europea.
Per tutti i principi ed interpretazioni di nuova emissione, nonché per le rivisitazioni o
emendamenti ai principi esistenti, ISA sta valutando gli eventuali impatti derivanti dalla loro
applicazione futura.
67
Bilancio 2013
A.2 Parte relativa alle principali voci di bilancio
Nel seguito sono descritti i principi contabili e i principali criteri di valutazione adottati nella
redazione del Bilancio al 31 dicembre 2013.
Cassa e disponibilità liquide
Le disponibilità liquide ed i mezzi equivalenti sono iscritti al valore nominale e comprendono i
valori
numerari, ossia quei valori che possiedono i requisiti della disponibilità a vista o a
brevissimo termine, del buon esito e dell’assenza di spese per la riscossione.
Attività finanziarie disponibili per la vendita
Criteri di iscrizione
L’iscrizione iniziale di tali attività finanziarie avviene alla data di sottoscrizione e/o acquisto.
All’atto della rilevazione iniziale, le attività sono contabilizzate al costo, inteso come fair value
dello strumento, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo
strumento stesso.
Criteri di classificazione
Sono incluse in questa categoria le attività finanziarie, diverse dai contratti derivati, non
classificate nelle voci “Attività finanziarie detenute per la negoziazione”, “Attività finanziarie
detenute sino a scadenza” o “Crediti”.
Tali attività sono detenute per un periodo di tempo non definito e rispondono all’eventuale
necessità di ottenere liquidità o di far fronte a cambiamenti nei tassi di interesse, nei tassi di
cambio o nei prezzi.
In particolare, nell’ambito delle diverse categorie di strumenti finanziari disciplinate dallo IAS 39, si
è fatto ricorso alla categoria delle “Attività finanziarie disponibili
per la vendita” per la
classificazione di parte delle partecipazioni presenti in portafoglio in quanto non qualificabili come
partecipazioni di controllo, controllo congiunto o collegamento.
Criteri di valutazione
Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività disponibili per la vendita continuano ad essere
valutate al fair value e gli utili o le perdite, derivanti da una variazione di fair value, vengono
rilevati in una specifica “riserva di patrimonio netto” e sono esposti anche nel prospetto della
redditività complessiva, sino a che l’attività finanziaria non viene cancellata o non viene rilevata
una perdita di valore.
Per le partecipazioni classificate in questa categoria, il costo è rappresentato da un’appropriata
stima del fair value alla data di misurazione, purchè non siano quotate in un mercato attivo e siano
prive di prezzi forniti da operatori di mercato e per le quali non sono disponibili informazioni più
68
Bilancio 2013
recenti per misurare il fair value, o se esiste un ampio range di possibili misure di fair value ed il
costo rappresenta la miglior stima del valore all’interno del range, il costo è un’appropriata stima
del fair value alla data di misurazione. Nel caso in cui però siano intervenuti significativi
cambiamenti delle performance dell’investimento (anche in termini prospettici) o nel suo ambiente
di riferimento o si sia verificata una transazione esterna con oggetto l’investimento in questione, la
valutazione al costo quale approssimazione del fair value non è sostenibile.
La verifica dell’esistenza di obiettive evidenze di riduzione di valore viene effettuata ad ogni
chiusura di bilancio.
Vi è obiettiva evidenza di riduzione di valore quando uno o più eventi che si sono verificati dopo la
rilevazione iniziale dell’attività comportano una perdita che ha un impatto sui futuri flussi finanziari
stimati dell’attività o del gruppo di attività finanziarie.
In alcuni casi può non essere possibile individuare un singolo evento separato che ha causato la
riduzione di valore quindi l’effetto combinato di diversi eventi può essere la causa della riduzione
di valore.
Le perdite attese come risultato di eventi futuri, indipendentemente dalla loro probabilità, non
sono rilevate.
L’obiettiva evidenza che un’attività disponibile per la vendita abbia subito una riduzione di valore
include dati rilevabili che giungono all’attenzione del possessore dell’attività al verificarsi dei
seguenti eventi di perdita:
a) significative difficoltà finanziarie dell’emittente o debitore;
b) violazione del contratto, quale un inadempimento o un mancato pagamento degli interessi o del
capitale;
c) probabilità che il finanziatore per ragioni economiche o legali relative alla difficoltà finanziaria
del beneficiario estende al beneficiario una concessione che il finanziatore non avrebbe altrimenti
preso in considerazione;
d) probabilità che il beneficiario dichiari bancarotta o altre procedure di ristrutturazione finanziaria;
e) scomparsa di un mercato attivo di quell’attività finanziaria dovuta a difficoltà finanziarie; o
f) dati rilevabili che indichino l’esistenza di una diminuzione sensibile nei futuri flussi finanziari
stimati per un gruppo di attività finanziarie sin dal momento della rilevazione iniziale di quelle
attività, ivi incluso i cambiamenti sfavorevoli nello stato dei pagamenti dei beneficiari nel gruppo o
le condizioni economiche locali o nazionali che sono correlate alle inadempienze relative alle
attività all’interno del gruppo.
In aggiunta alle tipologie di evento sopra indicate, l’obiettiva evidenza di riduzione di valore per un
investimento in uno strumento rappresentativo di capitale include informazioni circa importanti
cambiamenti con un effetto avverso che si è verificato nell’ambiente tecnologico, di mercato,
economico o legale in cui l’emittente opera, e indica che il costo dell’investimento in uno strumento
rappresentativo di capitale può non essere recuperato.
Una diminuzione significativa o prolungata di fair value di un investimento in uno strumento
rappresentativo di capitale al di sotto del suo costo è inoltre un’evidenza obiettiva di riduzione di
valore. Se la diminuzione del fair value di un investimento è in linea con quella rilevata nel
mercato di riferimento, l’investimento è in ogni caso sottoposto a verifica di riduzione di valore.
Per le attività finanziarie valutate al fair value, l’importo della svalutazione, per perdite di valore, è
pari alla differenza tra il costo di acquisto ed il fair value corrente (se rappresentativo del valore
69
Bilancio 2013
effettivo della partecipazione).
Qualora i motivi che hanno determinato la rilevazione della perdita di valore siano venuti meno,
vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico, nel caso di crediti e titoli
di debito, ovvero a patrimonio netto, nel caso di titoli di capitale.
Per le attività finanziarie per le quali il costo rappresenta un’adeguata stima del fair value, nel caso
in cui vi sia un’oggettiva evidenza di una perdita di valore, l’ammontare della stessa viene
misurato come differenza tra il valore di carico della partecipazione ed il valore attuale dei flussi di
cassa futuri attesi scontati al tasso corrente di rendimento per strumenti similari. Se la previsione
dei flussi futuri o dei dividendi e del valore finale di vendita delle attività finanziarie non può essere
effettuata in maniera attendibile, si prende come riferimento il valore del patrimonio netto. In
questo caso, anche gli eventuali patti parasociali, che dovrebbero trovare una distinta valutazione
rispetto allo strumento di capitale sottostante, entrano nella valutazione complessiva della
partecipazione.
Per i titoli di capitale, mantenuti al costo, non è consentito effettuare riprese di valore.
Criteri di cancellazione
Le attività finanziarie vengono cancellate quando si estinguono i diritti contrattuali sui flussi
finanziari derivati dalle attività stesse o quando l’attività finanziaria viene ceduta trasferendo
sostanzialmente tutti i rischi/benefici ad essa connessi, secondo quanto previsto dai relativi
contratti. Al momento della dismissione o della rilevazione di una perdita di valore, l’utile o la
perdita cumulati vengono riversati a conto economico, con azzeramento della specifica suddetta
riserva.
Criteri di rilevazione delle componenti reddituali
Un utile (o una perdita) su un’attività finanziaria disponibile per la vendita deve essere rilevato
direttamente nel patrimonio netto, tramite il prospetto delle variazioni delle voci di patrimonio
netto ed esposto nel prospetto della redditività complessiva, ad eccezione delle perdite per riduzione
di valore e degli utili e delle perdite su cambi, fino a quando l’attività finanziaria è eliminata,
momento in cui l’utile (o la perdita) complessivo, rilevato precedentemente nel patrimonio
netto, deve essere rilevato a conto economico. I dividendi su uno strumento rappresentativo di
capitale, disponibile per la vendita, sono rilevati a conto economico, quando sorge il diritto
dell’entità a ricevere il pagamento.
70
Bilancio 2013
Attività finanziarie detenute sino alla scadenza
Criteri di iscrizione
L’iscrizione iniziale dell’attività finanziaria avviene alla data di regolamento.
All’atto della rilevazione iniziale le attività finanziarie classificate nella presente categoria sono
rilevate al fair value, comprensivo degli eventuali costi e proventi direttamente attribuibili. Se la
rilevazione in questa categoria avviene per riclassificazione dalle “Attività disponibili per la
vendita”, o nel caso ricorrano rare circostanze, dalle “Attività detenute per la negoziazione”, il fair
value dell’attività alla data di riclassificazione viene assunto come nuovo costo ammortizzato
dell’attività stessa.
Criteri di classificazione
Sono classificati nella presente categoria i titoli di debito quotati con pagamenti fissi o
determinabili e con scadenza fissa, che si ha intenzione e capacità di detenere sino a scadenza.
Criteri di valutazione
Successivamente alla rilevazione iniziale, le “Attività finanziarie detenute sino alla scadenza” sono
valutate al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo.
Gli utili o le perdite riferiti ad attività detenute sino a scadenza sono rilevati nel conto economico
nel momento in cui le attività sono cancellate o hanno subito una riduzione di valore, nonché
tramite il processo di ammortamento della differenza tra il valore di iscrizione e il valore
rimborsabile alla scadenza.
Le attività detenute sino alla scadenza sono sottoposte ad una verifica volta ad individuare
l’esistenza di obiettive evidenze di riduzione di valore. Se sussistono tali evidenze l’importo della
perdita viene misurato come differenza tra il valore contabile dell’attività e il valore attuale dei
futuri flussi finanziari stimati, scontati al tasso di interesse effettivo originario. L’importo della
perdita viene rilevato nel conto economico.
Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi
successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con
imputazione a conto economico. La ripresa di valore non può eccedere il costo ammortizzato che lo
strumento finanziario avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche.
Criteri di cancellazione
Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il
sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora
sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie
cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle
attività stesse sia stata effettivamente trasferita.
Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le
attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di
controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo
71
Bilancio 2013
comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo,
misurato dall’esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi
finanziari delle stesse.
Crediti
Criteri di iscrizione
I crediti sono inizialmente iscritti al fair value dello strumento finanziario, pari normalmente
all’ammontare erogato, comprensivo dei costi/proventi direttamente riconducibili al singolo
strumento e determinabili sin dall’origine dell’operazione, ancorché liquidati in un momento
successivo. Sono esclusi i costi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto
di
rimborso da parte della controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di
carattere amministrativo. L’iscrizione dei crediti avviene alla data di erogazione.
Se il fair value iniziale dei crediti risulta di importo inferiore all’erogato, a causa di un minor
tasso applicato rispetto al tasso di mercato, la rilevazione iniziale avviene a tale minor valore,
determinato attualizzando i flussi futuri al tasso di mercato applicabile per finanziamenti con
caratteristiche similari. Non si procede a tale adeguamento per i finanziamenti agevolati erogati
dalla Società in ottemperanza a precise disposizioni di legge, in considerazione della specificità
di tali finanziamenti e dei vincoli che sono imposti con riferimento alla tipologia di clientela, di
garanzie e di pricing delle operazioni, condividendo l’impostazione suggerita dall’ABI in merito al
trattamento contabile di questo tipo di finanziamenti.
Criteri di classificazione
I crediti si riferiscono ad attività finanziarie non derivate, per lo più finanziamenti, che prevedono
da parte debitrice pagamenti fissi o comunque determinabili e che non sono quotati in un mercato
attivo ad eccezione di quelli che la società intende vendere immediatamente o a breve, che devono
essere classificati come posseduti per la negoziazione, e quelli che la società al momento della
rilevazione iniziale designa al fair value rilevato a conto economico.
A seguito delle modifiche allo IAS 39, apportate con il documento “Reclassification of Financial
Assets”, possono essere riclassificate in questa categoria anche le attività finanziarie inizialmente
classificate come disponibili per la vendita che avrebbero soddisfatto la definizione di finanziamenti
e crediti, se non fossero state designate come disponibili per la vendita, nel caso in cui la società
ha l’intenzione e la capacità di possedere l’attività finanziaria per il futuro prevedibile o fino a
scadenza.
Se la rilevazione in questa categoria avviene per riclassificazione dalle “Attività disponibili per la
vendita”, il fair value dell’attività alla data di riclassificazione viene assunto come nuovo costo
ammortizzato dell’attività stessa.
Criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali
Dopo la rilevazione iniziale, i crediti sono valutati al costo ammortizzato, pari al valore di prima
iscrizione,
diminuito
dei
rimborsi
di
capitale,
delle
rettifiche/riprese
di
valore
e
dell’ammortamento – calcolato col metodo del tasso di interesse effettivo – della differenza tra
72
Bilancio 2013
l’ammontare erogato e quello rimborsabile a scadenza, riconducibile tipicamente ai costi/proventi
imputati direttamente al singolo credito. Il tasso di interesse effettivo è individuato calcolando il
tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri del credito, per capitale ed interesse,
all’ammontare erogato inclusivo dei costi/proventi ricondotti al credito. Tale modalità di
contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l’effetto economico dei
costi/proventi lungo la vita residua attesa del credito.
Ad ogni chiusura di bilancio, viene effettuata un’analisi dei crediti volta ad individuare quelli che,
a seguito del verificarsi di eventi occorsi dopo la loro iscrizione, mostrino oggettive evidenze di una
possibile perdita di valore. Detti crediti “deteriorati” sono oggetto di un processo di valutazione
analitica e l’ammontare della rettifica di valore di ciascun credito è pari alla differenza tra il valore
di bilancio dello stesso, al momento della valutazione (costo ammortizzato), ed il valore attuale
dei previsti flussi di cassa futuri, calcolato applicando il tasso di interesse effettivo. I flussi di
cassa previsti tengono conto dei tempi di recupero attesi, del presumibile valore di realizzo del
credito, delle eventuali garanzie nonché dei costi che si ritiene verranno sostenuti per il recupero
dell’esposizione creditizia.
Il valore dei crediti viene ripristinato negli esercizi successivi nella misura in cui vengano meno i
motivi che ne hanno determinato la rettifica, purché tale valutazione sia oggettivamente
collegabile ad un evento verificatosi successivamente alla rettifica stessa.
La ripresa di valore è iscritta nel conto economico e non può in ogni caso superare il costo
ammortizzato che il credito avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche.
Ad ogni chiusura di bilancio, viene altresì effettuata una valutazione analitica dei crediti
performing.
I crediti per i quali non sono state individuate singolarmente evidenze oggettive di perdita sono
sottoposti alla valutazione di una perdita di valore collettiva.
La valutazione collettiva tiene conto dei fattori di rischio ed avviene per categorie di crediti
omogenee in termini di rischio di credito e le relative percentuali di perdita sono stimate tenendo
conto del tasso di decadimento dei finanziamenti per cassa per l’anno 2013, fondate su elementi
osservabili alla data della valutazione, che consentano di stimare il valore della perdita latente in
ciascuna categoria di crediti.
Le rettifiche di valore determinate collettivamente sono imputate nel conto economico.
In particolare, a ciascuna attività con caratteristiche simili in termini di rischio di credito,
commisurato alla tipologia di finanziamento, ossia alla forma tecnica, al settore di attività
economica, alla localizzazione geografica, alla tipologia di garanzia o ad altri fattori rilevanti, è
associata una “probabilità di inadempienza” (Probability of Default) ed una “perdita in caso di
inadempienza” (Loss Given Default), omogenee per classi.
Ai fini della determinazione della “probabilità di inadempienza” sono stati presi come riferimento i
valori di sistema così come riportati dalla Banca d’Italia.
La metodologia adottata integra le disposizioni di Basilea II con quelle dei principi contabili
internazionali. Questi ultimi, infatti, escludono le perdite su crediti future che non sono state
sostenute, ma considerano quelle già sostenute benché non ancora manifeste alla data di
valutazione, sulla base di esperienze storiche di perdite per attività con caratteristiche di rischio di
credito simili a quelle considerate.
73
Bilancio 2013
Qualora non si abbiano a disposizione i suddetti indicatori, si utilizzano valori stimati e forfettari
desunti da serie storiche interne e da studi di settore.
La misura dell’accantonamento tiene inoltre conto di fattori correttivi quali l’andamento del ciclo
economico e la concentrazione di rischi creditizi.
Criteri di cancellazione
I crediti vengono cancellati dalle attività in bilancio quando sono incassati, definitivamente
accertati come perdite, o ceduti, trasferendo sostanzialmente tutti i rischi/benefici ad essi
connessi.
Attività materiali
Criteri di iscrizione
Le attività materiali sono inizialmente iscritte al costo che comprende, oltre al prezzo di acquisto,
tutti gli eventuali oneri accessori direttamente imputabili all’acquisto e alla messa in funzione del
bene.
Le spese di manutenzione straordinaria, che comportano un incremento dei benefici economici
futuri, vengono imputate ad incremento del valore dei cespiti, mentre gli altri costi di
manutenzione ordinaria sono rilevati a conto economico.
Criteri di classificazione
Le attività materiali comprendono gli immobili strumentali, gli impianti, i mobili, gli arredi e le
attrezzature di qualsiasi tipo. Si tratta di attività materiali detenute per essere utilizzate nella
fornitura dei servizi aziendali, o per scopi amministrativi e che si ritiene di utilizzare per più di un
periodo.
In questa voce sono rilevati anche i beni utilizzati in qualità di locatario nell’ambito di contratti di
leasing finanziario.
Le migliorie su beni di terzi incluse in queste voci sono migliorie e spese incrementative relative ad
attività materiali identificabili e separabili; di solito tali investimenti sono sostenuti per rendere
adatti all’utilizzo atteso gli immobili presi in affitto da terzi.
Criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali
Le immobilizzazioni materiali sono valutate al costo, dedotti eventuali ammortamenti e perdite di
valore.
Il costo delle attività materiali, la cui utilizzazione è limitata nel tempo, è sistematicamente
ammortizzato in ogni esercizio a quote costanti, sulla base della stimata vita economico-tecnica,
attraverso l’utilizzo di aliquote di ammortamento atte a rappresentare la stimata vita utile dei beni.
Qualora parti significative di tali attività materiali abbiano differenti vite utili, tali componenti
sono contabilizzate separatamente.
74
Bilancio 2013
I beni materiali, acquistati con contratto di leasing finanziario, sono inizialmente contabilizzati
come attività materiali, in contropartita del relativo debito, ad un valore pari al relativo fair value
o, se inferiore, al valore attuale dei pagamenti minimi dovuti contrattualmente. Il costo del canone
è scomposto nelle sue componenti di onere finanziario, contabilizzato a conto economico, e di
rimborso del capitale, iscritto a riduzione del debito finanziario.
In presenza di indicatori specifici circa il rischio di mancato recupero del valore di carico delle
attività materiali, queste sono sottoposte ad una verifica per rilevarne eventuali perdite di valore
(impairment test), così come descritto nello specifico paragrafo.
Qualora vengano meno i motivi che hanno portato alla rilevazione della perdita, si dà luogo ad una
ripresa di valore, che non può superare il valore che l’attività avrebbe avuto, al netto degli
ammortamenti, calcolati in assenza di precedenti perdite di valore.
Criteri di cancellazione
Un'attività materiale è eliminata dallo stato patrimoniale al momento della dismissione o quando
il bene è permanentemente ritirato dall’uso e dalla sua dismissione non sono attesi benefici
economici futuri.
Attività immateriali
Criteri di iscrizione e classificazione
Le attività immateriali sono attività non monetarie, identificabili e prive di consistenza fisica,
possedute per essere utilizzate in un periodo pluriennale o indefinito. Sono iscritte al costo,
rettificato per eventuali oneri accessori, solo se è probabile che i futuri benefici economici
attribuibili all’attività si realizzino e il costo dell’attività stessa può essere
determinato
attendibilmente.
In caso contrario, il costo dell’attività immateriale è rilevato a conto economico nell’esercizio in cui
è stato sostenuto.
Criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali
Le attività immateriali a vita utile definita sono ammortizzate, a partire dal momento in cui
l’attività è disponibile per l’uso, sulla base della loro residua possibilità di utilizzazione, in relazione
alla vita utile del bene. Qualora la vita utile sia indefinita non si procede all’ammortamento ma
solamente alla periodica verifica dell’adeguatezza del valore di iscrizione delle immobilizzazioni.
Anche per tali attività si procede all’effettuazione di impairment test descritti nel relativo
paragrafo.
Criteri di cancellazione
Un'attività immateriale è eliminata dallo stato patrimoniale al momento della dismissione e qualora
non siano attesi benefici economici futuri.

75
Bilancio 2013
Debiti
Criteri di iscrizione
La prima iscrizione di tali passività finanziarie avviene all’atto della ricezione delle somme ed è
normalmente pari all’ammontare incassato. La prima iscrizione è effettuata sulla base del fair
value delle passività, normalmente pari all’ammontare incassato, al netto degli eventuali
costi/proventi aggiuntivi, direttamente attribuibili alla singola operazione. Sono esclusi i costi
interni di carattere amministrativo.
Criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali
Successivamente alla rilevazione iniziale, i debiti sono valutati con il criterio del costo
ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso d’interesse effettivo.
Per eventuali passività finanziarie, negoziate a condizioni inferiori a quelle di mercato, il fair value
è oggetto di apposita stima e la differenza rispetto al valore di mercato è imputata direttamente
a conto economico.
I debiti commerciali, la cui scadenza rientra nei normali termini commerciali, non sono
attualizzati.
Criteri di cancellazione
Le passività finanziarie sono cancellate dal bilancio quando risultano scadute o estinte.
Benefici ai dipendenti
La nuova versione dello IAS 19, omologato con Regolamento n.475/2012 è obbligatoria a partire
dal 1 gennaio 2013. I principali cambiamenti riguardano l’abolizione del c.d “metodo del corridoio”
e della facoltà di rilevazione integrale e immediata a Conto economico, degli utili e perdite
attuariali, come effettuato nelle relazioni annuali da ISA sino al 31 dicembre 2012.
Il nuovo principio consente esclusivamente la rilevazione integrale e immediata nel Patrimonio
netto degli utile e perdite attuariali.
Gli effetti derivanti dall’applicazione della nuova Interpretazione sono stati pertanto determinati in
modo retroattivo, come previsto dallo IAS 8- Principi contabili, cambiamenti nelle stime ed errori
contabili, e i dati comparativi rideterminati. Tenuto conto della suddetta modifica, al fine di
rendere i dati comparabili, sono state effettuate alcune riclassifiche, per un dettaglio delle quali si
rimanda a qu anto indicato al paragrafo “Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni
omologati e applicati dal 1° gennaio 2013” del presente documento.
La passività relativa ai benefici a breve termine garantiti ai dipendenti ed erogati nel corso del
rapporto di lavoro, è iscritta, per l’ammontare maturato, alla data di chiusura del periodo.
La passività relativa ai benefici garantiti ai dipendenti erogati in coincidenza o successivamente
alla cessazione del rapporto di lavoro, attraverso programmi a benefici definiti rappresentati dal
Trattamento di Fine Rapporto di lavoro subordinato (TFR), è iscritta, nel periodo di maturazione del
diritto, al netto delle eventuali attività al servizio del piano e delle anticipazioni corrisposte ed è
determinata sulla base di ipotesi attuariali e rilevata per competenza coerentemente alle
76
Bilancio 2013
prestazioni di lavoro necessarie per l’ottenimento dei benefici.
La valutazione attuariale del TFR è effettuata da un attuario indipendente ed è realizzata in base
alla metodologia dei “benefici maturati” mediante il “Projected Unit Credit Method” (PUM). Tale
metodologia si sostanzia in valutazioni che esprimono il valore attuale medio delle obbligazioni
pensionistiche maturate in base al servizio che il lavoratore ha prestato fino all’epoca in cui la
valutazione stessa è realizzata, proiettando però le retribuzioni del lavoratore.
I costi del piano sono iscritti nel conto economico di periodo. Gli utili e le perdite derivanti
dall'effettuazione del calcolo attuariale sono interamente rilevati nel periodo di riferimento ed
imputati al prospetto della redditività complessiva.
Attività e passività fiscali
Criteri di iscrizione
Le imposte sul reddito, calcolate nel rispetto della legislazione fiscale nazionale, sono contabilizzate
in base al criterio della competenza economica, coerentemente con le modalità di rilevazione in
bilancio dei costi e ricavi che le hanno generate.
Le imposte sul reddito sono rilevate nel conto economico, ad eccezione di quelle relative a voci
addebitate o accreditate direttamente a patrimonio netto. L’accantonamento, per imposte sul
reddito, è determinato in base ad una prudenziale previsione dell’onere fiscale corrente, di
quello anticipato e di quello differito.
In particolare, la fiscalità corrente accoglie il saldo netto tra le passività correnti dell’esercizio, e le
attività fiscali correnti, rappresentate dagli acconti e dagli altri crediti d’imposta, per ritenute
d’acconto subite.
Per tutte le differenze temporanee deducibili è rilevata un’attività fiscale anticipata se si ritiene
probabile che in futuro si realizzerà un reddito imponibile a fronte del quale potrà essere utilizzata
tale attività. L’attività fiscale differita non viene rilevata qualora derivi dalla contabilizzazione
iniziale di un’attività o di una passività in un’operazione che non rappresenta un’aggregazione
aziendale e al momento dell’operazione non influenza né l’utile contabile né il reddito imponibile
(perdita fiscale).
Per tutte le differenze temporanee imponibili è rilevata una passività fiscale differita tranne nei casi
in cui la differenza derivi dalla rilevazione iniziale dell’avviamento o dall’iscrizione iniziale (non in
operazioni di aggregazioni di imprese) di altre attività o passività in operazioni che non hanno
influenza né sul risultato contabile né sul risultato imponibile (perdita fiscale).
Le attività e le passività fiscali differite sono determinate utilizzando le aliquote fiscali che si
prevede saranno applicabili nell’esercizio nel quale sarà realizzata l’attività fiscale o sarà estinta la
passività fiscale, sulla base della normativa fiscale in vigore o comunque di fatto in vigore al
momento della loro rilevazione.
77
Bilancio 2013
Criteri di classificazione e di valutazione
Le imposte anticipate e quelle differite vengono contabilizzate a livello patrimoniale a saldi aperti e
senza compensazioni, includendo le prime nella voce “Attività fiscali” e le seconde nella voce
“Passività fiscali”. Le attività e le passività, iscritte per imposte anticipate e differite, vengono
sistematicamente valutate, per tenere conto di eventuali modifiche intervenute nelle norme o nelle
aliquote.
Criteri di rilevazione delle componenti reddituali
Qualora le attività e passività fiscali differite si riferiscano a componenti che hanno interessato il
conto economico, la contropartita è rappresentata dalle imposte sul reddito. Nei casi in cui le
imposte, anticipate e differite, riguardino transazioni che hanno interessato direttamente il
patrimonio netto, senza influenzare il conto economico (quali le valutazioni degli strumenti
finanziari disponibili per la vendita o dei contratti derivati di copertura di flussi finanziari), le stesse
vengono iscritte in contropartita al patrimonio netto, interessando le relative specifiche riserve.
Riconoscimento dei ricavi
I ricavi sono rilevati nella misura in cui è possibile determinarne attendibilmente il valore ed è
probabile che i relativi benefici economici saranno conseguiti dalla società. Secondo la tipologia di
operazione, i ricavi sono rilevati sulla base dei criteri specifici di seguito riportati:
- Vendita di beni
I ricavi sono rilevati quando i rischi e benefici significativi della proprietà dei beni sono trasferiti
all’acquirente;
- Prestazioni di servizi
I ricavi sono rilevati con riferimento allo stadio di completamento delle attività, sulla base dei
medesimi criteri previsti per i lavori in corso su ordinazione. Nel caso in cui non sia possibile
determinare attendibilmente il valore dei ricavi, questi ultimi sono rilevati fino a concorrenza
dei costi sostenuti che si ritiene saranno recuperati;
- Interessi
I proventi sono rilevati sulla base degli interessi maturati sul valore netto delle relative attività
finanziarie, utilizzando il tasso di interesse effettivo (tasso che attualizza esattamente i flussi
finanziari futuri, stimati al valore contabile netto dell’attività). Gli interessi sono contabilizzati
ad incremento delle attività finanziarie riportate in bilancio;
- Dividendi
Sono rilevati quando è stabilito il diritto degli azionisti a ricevere il pagamento.
Contributi pubblici
I contributi pubblici sono rilevati al fair value quando sussiste la ragionevole certezza che saranno
78
Bilancio 2013
ricevuti e che tutte le condizioni ad essi riferite risultino soddisfatte.
Quando i contributi sono correlati a componenti di costo (per esempio contributi in conto esercizio)
sono rilevati nella voce “Altri ricavi e proventi” e ripartiti sistematicamente nei vari esercizi di
competenza, in modo che i ricavi siano commisurati ai costi che essi intendono compensare.
Quando i contributi sono correlati ad attività (per esempio i contributi in conto impianti o i
contributi per attività di ricerca e sviluppo capitalizzata), il loro valore è sospeso nelle passività a
lungo termine e, progressivamente, rilasciato a conto economico nella voce “Altri ricavi e
proventi”, proporzionalmente alla durata della vita utile dell’attività di riferimento e, quindi,
negli esercizi in cui è addebitato a conto economico l’ammortamento dell’attività stessa.
Nel caso in cui un contributo è erogato al fine di dare un supporto finanziario all’impresa, senza
correlazione a costi futuri o passati, il contributo è rilevato a conto economico nell’esercizio in cui
diventa esigibile.
Rilevazione dei costi
I costi sono rilevati nel conto economico quando ha luogo un decremento dei benefici economici
futuri, comportante un decremento di attività o un incremento di passività, che può essere
valutato attendibilmente.
I costi sono rilevati in conto economico secondo il criterio della correlazione con i ricavi; ciò
implica la rilevazione simultanea e combinata di ricavi e costi che derivano direttamente e
congiuntamente dalle medesime operazioni ed eventi.
Il costo è immediatamente rilevato nel conto economico quando una spesa non produrrà benefici
economici futuri, o quando tali benefici non si qualificheranno, o cessano di qualificarsi, come
attività per la rilevazione nello stato patrimoniale.
Il costo è infine rilevato nel conto economico in quelle circostanze in cui una passività è sostenuta,
senza la rilevazione di una attività.
Riduzione di valore delle attività (Impairment test)
Ad ogni data di bilancio, il valore contabile delle attività materiali, immateriali e partecipazioni
(non classificate come attività finanziarie) è soggetto a verifica, per determinare se vi sono
indicazioni che queste attività abbiano subito perdite di valore.
Qualora queste indicazioni esistano, si procede alla stima dell’ammontare recuperabile di tali
attività, per determinare l’importo della svalutazione. Per le eventuali attività immateriali, a
vita utile indefinita e per quelle in corso di realizzazione, l’impairment test sopra descritto viene
effettuato annualmente.
Qualora non sia possibile stimare il valore recuperabile di una attività individualmente, la stima del
valore recuperabile viene ricompresa nell’ambito della unità generatrice di flussi finanziari a cui
l’attività appartiene. Tale verifica consiste nella stima del valore recuperabile dell’attività
(rappresentato dal maggiore tra il presumibile valore di mercato, al netto dei costi di vendita, e
il valore d'uso) e nel confronto con il relativo valore netto contabile. Se quest’ultimo risulta
79
Bilancio 2013
superiore, le attività sono svalutate fino a concorrenza del valore recuperabile.
Nel definire il valore d'uso, i flussi finanziari futuri attesi ante imposte sono attualizzati utilizzando
un tasso di sconto, ante imposte, che riflette la stima corrente del mercato riferito al costo del
denaro rapportato al tempo e ai rischi specifici dell'attività. Le perdite di valore sono
contabilizzate nel conto economico fra i costi per svalutazioni. Tali perdite di valore sono
ripristinate, nei limiti delle svalutazioni effettuate, nel caso in cui vengano meno i motivi che le
hanno generate, con l’imputazione del relativo effetto a conto economico.
Stime e valutazioni
Come
previsto dagli
IFRS, la redazione
del bilancio
richiede
l’effettuazione di stime e
l’elaborazione di ipotesi che si riflettono nella determinazione dei valori contabili delle attività e delle
passività, nonché delle informazioni fornite nelle note illustrative, anche in riferimento alle attività
e passività potenziali in essere alla chiusura dell’esercizio. Tali stime ed ipotesi sono utilizzate,
in particolare, per la determinazione degli ammortamenti, degli impairment delle attività
(compresa la valutazione dei crediti), dei fondi per accantonamenti, dei benefici per i dipendenti,
dei fair value delle attività e passività finanziarie, delle imposte anticipate e differite.
I risultati effettivi che si consuntiveranno potrebbero quindi differire da tali stime ed ipotesi;
peraltro, le stime e le ipotesi sono riviste ed aggiornate periodicamente e gli effetti derivanti da
ogni loro variazione sono immediatamente riflessi in bilancio.
A.3 Informativa sui trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie
Con il Regolamento n. 1004 del 15 ottobre 2008, la Commissione Europea ha recepito le modifiche
allo IAS 39 ed all’IFRS 7 “Riclassificazione delle attività finanziarie” approvate dallo IASB. Tali
modifiche, alla data di recepimento applicabili retroattivamente a partire dal 1° luglio 2008,
permettono, successivamente all’iscrizione iniziale, la riclassificazione di determinate “Attività
finanziarie detenute per la negoziazione” nella categorie delle “Attività disponibili per la vendita”.
In particolare, possono essere riclassificate:

quelle attività finanziarie detenute per la negoziazione o disponibili per la vendita che
avrebbero soddisfatto la definizione prevista dai principi contabili internazionali per il
portafoglio crediti (se tali attività non fossero state classificate rispettivamente come
detenute per la negoziazione o disponibili per la vendita alla rilevazione iniziale), se l’entità
ha l’intenzione e la capacità di possederle nel prevedibile futuro o fino a scadenza;

”solo in rare circostanze” quelle attività finanziarie detenute per la negoziazione che al
momento della loro iscrizione non soddisfacevano la definizione di crediti.
Nella tabella seguente sono riportati, suddivisi in base alle tipologie di strumenti finanziari ed ai
portafogli interessati, il valore di bilancio ed il fair value al 31 dicembre 2013 delle attività oggetto
di riclassificazione nel secondo semestre 2008.
80
Bilancio 2013
Sono inoltre riportate le componenti reddituali relative a tali attività, sia quelle che si sarebbero
registrate se il trasferimento non fosse stato effettuato che quelle effettivamente registrate, nel
conto economico o nel patrimonio netto.
A.3.1 Attività finanziarie riclassificate: valore contabile, fair value ed effetti sulla
redditività complessiva
(in migliaia di euro)
Tipologia di
strumento
finanziario
Portafoglio di Portafoglio di
provenienza
destinazione
Valore
contabile al
31.12.2013
Fair Value
al
31.12.2013
C o m po ne nt i re ddit ua li in
a s s e nza de l t ra s f e rim e nt o
( a nt e im po s t e )
Valutative
Altre
C o m po ne nt i re ddit ua li
re gis t ra t e ne ll'e s e rc izio ( a nt e
im po s t e )
CE
PN
Titolo di capitale
AFS
L&R
29.628
32.953
-3.973
1.350
1.850
0
Titolo di capitale
AFS
L&R
11.685
11.704
215
262
393
0
Totale
41.313
44.657
-
3.758
1.612
2.243
0
In particolare ISA ha riclassificato, in data 1 ottobre 2008, sulla base della richiamata modifica allo
IAS 39, gli interventi a condizioni di mercato detenuti in Conserve Italia e GIV S.p.A. dalla
categoria delle “attività disponibili per la vendita” a quella dei “crediti”. Entrambi questi strumenti
rappresentativi di capitale prevedono una scadenza dell’investimento, una remunerazione fissa o
determinabile dello stesso e non sono quotati in mercati attivi. Tali caratteristiche rappresentano i
requisiti necessari previsti dallo IASB per la riclassifica delle attività disponibili per la vendita nella
categoria “Loans and Receivables” comportando l’applicazione del costo ammortizzato.
Si precisa che, nel 2012, risultava riclassificata un’obbligazione quotata emessa dalla Banca CR
Firenze precedentemente classificata nella categoria delle “Attività finanziarie detenute per la
negoziazione” nella categoria delle “Attività finanziarie detenute sino alla scadenza, rimborsata a
scadenza nel mese di maggio 2013.
Nella tabella vengono dettagliate le informazioni richieste dall’IFRS 7, par. 12°, lettere b) ed e).
Alla voce “Componenti reddituali in assenza del trasferimento (ante imposte)” sono indicati i
risultati delle valutazioni che sarebbero stati registrati nel conto economico dell’esercizio in corso o
nel patrimonio netto, se il trasferimento non fosse stato effettuato.
Qualora tali titoli non fossero stati riclassificati, il risultato prodotto nel 2013 sarebbe stato
negativo per un importo pari a 2.146 migliaia di euro (negativo per 3.758 migliaia di euro per
componenti valutative e 1.612 migliaia di euro per altre componenti reddituali).
In particolare in relazione alla colonna “Valutative”:

il primo trasferimento si riferisce al titolo di capitale classificato tra i crediti detenuto in
Conserve Italia, la cui componente reddituale in assenza del trasferimento sarebbe stata
negativa per 3.973 migliaia di euro, pari alla differenza tra la valutazione al fair value al
31.12.2012, pari a 36.926 migliaia di euro, e la valutazione al fair value al 31.12.2013,
pari a 32.953 migliaia di euro;

il secondo trasferimento si riferisce al titolo di capitale classificato tra i crediti detenuto in
81
Bilancio 2013
GIV S.p.A., la cui componente reddituale in assenza del trasferimento sarebbe stata
positiva per 215 migliaia di euro, pari alla differenza tra la valutazione al fair value al
31.12.2012, pari a 11.489 migliaia di euro, e la valutazione al fair value al 31.12.2013,
pari a 11.704 migliaia di euro.
Gli importi iscritti nella colonna “Altre” sono relativi agli incassi di dividendi al 31.12.2013.
Alla voce “Componenti reddituali registrate nell’esercizio (ante imposte)” sono indicate le
componenti reddituali che sono state effettivamente registrate nel conto economico. In tal senso,
si evidenzia che nel 2013 i titoli in questione hanno prodotto un risultato positivo pari a 1.612
migliaia di euro.
Complessivamente la differenza tra le componenti reddituali registrate nell’esercizio e le
componenti reddituali in assenza del trasferimento è negativa per 4.389 migliaia di euro; tali
rivalutazioni non sono state imputate a conto economico in quanto i titoli sono attualmente valutati
al costo ammortizzato.
Infine, la differenza tra il valore contabile al 31 dicembre 2013, pari a 41.313 migliaia di euro, ed il
fair value alla stessa data, pari a 44.657 migliaia di euro, evidenzia plusvalenze latenti pari a
3.344 migliaia di euro.
A.4 Informativa sul fair value
La presente sezione comprende l’informativa sul fair value così come richiesta dall’IFRS 13,
paragrafi 91 e 92.
Informativa di natura qualitativa
Il fair value è il corrispettivo che potrebbe essere ricevuto per vendere un’attività, o pagato per
trasferire una passività, in una transazione ordinaria tra controparti di mercato nel mercato
principale alla data di misurazione (exit price).
Il fair value di una passività finanziaria che sia esigibile (ad esempio, un deposito a vista) non può
essere inferiore all’importo esigibile a richiesta, attualizzato dalla prima data in cui ne potrebbe
essere richiesto il pagamento.
In base ai dati di input utilizzati per le valutazioni al fair value, come richiesto dal principio IFRS
13, è individuata una gerarchia di fair value entro la quale classificare le attività e le passività
valutate al fair value o per le quali è dato il fair value nell’informativa di bilancio:
Livello 1: include i prezzi quotati in mercati attivi per attività o passività identiche a quelle oggetto
di valutazione;
Livello 2: include dati di input osservabili, differenti da quelli inclusi nel livello 1, quali ad esempio:
i) prezzi quotati in mercati attivi o passività simili; ii) prezzi quotati in mercati non attivi
per attività o passività identiche; iii) curve di tassi di interesse, volatilità implicite,
82
Bilancio 2013
spread creditizi;
Livello 3: utilizza input non osservabili. Il ricorso a tali dati di input è ammesso qualora non siano
disponibili dati di input osservabili. I dati di input non osservabili utilizzati ai fini delle
valutazioni del fair value riflettono le ipotesi che assumerebbero i partecipanti al
mercato nella fissazione del prezzo per le attività e le passività oggetto di valutazione.
I livelli indicati sono applicati in ordine gerarchico, dando priorità più elevata all’utilizzo di
parametri osservabili sul mercato che consentono la valutazione delle attività/passività sulla base
delle assunzioni dei partecipanti al mercato stesso e priorità più bassa a tecniche di valutazione
che non considerano parametri di mercato e che quindi riflettono un maggior grado di
discrezionalità nella valutazione da parte di ISA.
A.4.1 Livelli di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati
Per la valutazione del fair value degli strumenti appartenenti al livello 2 e al livello 3 della
gerarchia di fair value, ISA ricorre a modelli valutativi alternativi, quali:
•
metodo della valutazione di mercato (utilizzo di quotazioni di mercato di passività o strumenti
di patrimonio simili detenuti come attività da altri attori di mercato);
•
metodo del costo (ossia il costo di sostituzione che sarebbe richiesto al momento per
sostituire la capacità di servizio di un’attività);
•
metodo reddituale (tecnica del valore attualizzato basata sui flussi di cassa futuri attesi da
una controparte di mercato che detiene una passività o uno strumento di patrimonio netto
come attività).
Inoltre, il costo viene considerato un’appropriata stima del fair value alla data di misurazione nel
caso in cui non sono disponibili informazioni più recenti per misurare il fair value o se esiste un
ampio range di possibili misure di fair value ed il costo rappresenta la miglior stima del valore
all’interno del range. Nel caso in cui però siano intervenuti significativi cambiamenti delle
performance dell’investimento (anche in termini prospettici) o nel suo ambiente di riferimento o si
sia verificata una transazione esterna con oggetto l’investimento in questione, la valutazione al
costo quale approssimazione del fair value non è sostenibile.
Inoltre nella valutazione viene considerata l’esistenza di altri fattori quali: la dinamicità
dell’ambiente di riferimento dell’investimento ed il passare del tempo.
A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni
Per valutazioni del fair value ricorrenti e non ricorrenti classificate nel Livello 3 della gerarchia del
fair value, i processi di valutazione utilizzati dall’entità sono quelli precedentemente illustrati.
Le valutazioni del fair value ricorrenti classificate nel Livello 3 della gerarchia del fair value,
riguardano il portafoglio di partecipazioni classificate tra gli strumenti finanziari disponibili per la
vendita. In considerazione della natura di tali strumenti la valutazione risulta essere scarsamente
sensibile ai cambiamenti che intervengono negli input non osservabili.
83
Bilancio 2013
A.4.3 Gerarchia del fair value
I principi adottati da ISA per stabilire la tempistica dei trasferimenti tra i livelli della gerarchia del
fair value, fanno riferimento alla data dell’evento o del cambiamento delle circostanze che ha
determinato il trasferimento.
A.4.4 Altre informazioni
Per ciascuna classe di attività e passività non valutata al fair value, ma per la quale il fair value è
indicato, ISA fornisce l’informativa circa il livello della gerarchia del fair value a commento delle
singole voci dello stato patrimoniale interessate.
Informativa di natura quantitativa
A.4.5 Gerarchia del fair value
A.4.5.1 Attività e passività finanziarie valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per
livelli di fair value
(in migliaia di euro )
Composizione
Totale 2013
L1
L2
Attività finanziarie disponibili per la vendita
Totale
L3
0
0
5.173
0
0
5.173
Non si sono verificati trasferimenti delle attività e delle passività fra il livello 1 ed il livello 2 di cui
all’IFRS 13, paragrafo 93, lettera c).
A.4.5.2 Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3)
Non si sono verificate variazioni delle attività valutate al fair value su base ricorrente del livello 3.
A.4.5.3 Variazioni annue delle passività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3)
ISA non detiene passività valutate al fair value su base ricorrente del livello 3.
A.4.5.4 Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente:
ripartizione per livelli di fair value.
(in migliaia di euro )
Composizione
Totale 2013
Valore di
bilancio
Fair value
L1
L2
L3
C rediti verso banche
130.529
130.529
0
0
C rediti verso la clientela
216.227
0
0
216.227
346.756
130.529
0
216.227
Totale
84
Bilancio 2013
Parte B – Informazioni sullo Stato patrimoniale
ATTIVO
Sezione 1. Cassa e disponibilità liquide – Voce 10
1.1 Composizione della voce 10 “Cassa e disponibilità liquide ”
(in migliaia di euro)
Voci/Valori
2013
2012
C assa e disponibilità liquide
2
1
Totale
2
1
La voce accoglie le disponibilità liquide presenti in cassa.
Sezione 4. Attività finanziarie disponibili per la vendita – Voce 40
4.1 Composizione della voce 40 “Attività finanziarie disponibili per la vendita”
(in migliaia di euro)
Composizione
Totale 2013
L1
L2
Totale 2012
L3
L1
L2
L3
1. Titoli di debito
0
0
0
0
0
0
- titoli ristrutturati
0
0
0
0
0
0
- altri titoli di debito
0
0
0
0
0
0
2. Titoli di capitale e quote di
OIC R
0
0
5.173
0
0
5.173
3. Finanziamenti
0
0
0
0
0
0
0
0
5.173
0
0
5.173
Totale
Alla data del 31 dicembre 2013, l’intero portafoglio delle attività finanziarie disponibili per la
vendita è rappresentato da investimenti in strumenti rappresentativi di capitale che non hanno un
prezzo di mercato quotato in un mercato attivo e per i quali non sono disponibili altre informazioni
per misurare il fair value.
In tal caso, coerentemente con le indicazioni contenute nel principio IFRS 13, il costo può
rappresentare un’appropriata stima del fair value alla data di misurazione.
Per tale motivo non vengono fornite indicazioni circa il livello di fair value e la loro conseguente
informativa.
85
Bilancio 2013
Il piano di dismissione di tali strumenti finanziari è contrattualmente definito con le controparti.
4.2 Attività finanziarie disponibili per la vendita: composizioni per debitori/emittenti
(in migliaia di euro)
Voci/Valori
2013
2012
Attività finanziarie
a) Governi e banche centrali
0
0
b) Altri enti pubblici
0
0
c) Banche
0
0
d) Enti Finanziari
0
0
e) Altri emittenti
5.173
5.173
5.173
5.173
Totale
86
Bilancio 2013
4.3 Attività finanziarie disponibili per la vendita: variazioni annue
(in migliaia di euro)
Titoli di
capitale e
quote di
OICR
Titoli di
debito
Variazioni/tipologie
A. Esistenze iniziali
Finanziamenti
Totale
0
5.173
0
5.173
0
30
0
30
0
0
0
0
0
0
0
0
- imputate al conto economico
0
0
0
0
- imputate al patrimonio netto
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
C1. Vendite
0
-30
0
-30
C2. Rimborsi
0
0
0
0
C3. Variazioni negative di fair
value
0
0
0
0
C4. Rettifiche di valore
0
0
0
0
0
0
0
0
C6. Altre variazioni
0
0
0
0
D. Rimanenze finali
0
5.173
0
5.173
B. Aumenti
B1. Acquisti
B2. Variazioni
value
positive
di
fair
B3. Riprese di valore
B4.
Trasferimenti
portafogli
da
altri
B5. Altre variazioni
C. Diminuzioni
C5.
Trasferimenti
portafogli
ad
altri
Le attività finanziarie disponibili per la vendita si incrementano di 30 migliaia di euro e si
decremento di pari importo per l’effetto combinato di:

acquisto della partecipazione La Romana Farine S.r.l., per un importo di 10 migliaia di
euro;

acquisto della partecipazione C.A.C. Soc. Coop. Agr, per un importo di 20 migliaia di
euro;

vendita della partecipazione detenuta nella società I.P.A. S.p.A., iscritta in bilancio per
un importo di 20 migliaia di euro.

vendita della partecipazione detenuta nella società La Romana Farine S.r.l., iscritta in
bilancio per un importo di 10 migliaia di euro.
87
Bilancio 2013
Sezione 5. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza – Voce 50
5.1 Attività finanziarie detenute sino alla scadenza: composizione per debitori/emittenti
(in migliaia di euro)
Valore di
bilancio 2013
Fair value 2013
L1
L2
Valore di
bilancio
2012
L3
Fair value 2012
L1
L2
L3
1. Titoli di debito
1.1 Titoli Strutturati
a) Governi e Banche
C entrali
0
0
0
0
0
0
0
0
b) Altri enti pubblici
0
0
0
0
0
0
0
0
c) Banche
0
0
0
0
5.017
4.960
0
0
d) Enti Finanziari
0
0
0
0
0
0
0
0
e) Altri emittenti
0
0
0
0
0
0
0
0
a) Governi e Banche
C entrali
0
0
0
0
0
0
0
0
b) Altri enti pubblici
0
0
0
0
0
0
0
0
c) Banche
0
0
0
0
0
0
0
0
d) Enti Finanziari
0
0
0
0
0
0
0
0
e) Altri emittenti
0
0
0
0
0
0
0
0
a) Banche
0
0
0
0
0
0
0
0
b) Enti finanziari
0
0
0
0
0
0
0
0
c) C lientela
0
0
0
0
0
0
0
0
Totale
0
0
0
0
5.017
4.960
0
0
1.2 Altri Titoli
2. Finanziamenti
In ottemperanza al Principio IFRS 13 che prevede la c.d. “gerarchia dei fair value”, le valutazioni al
fair value sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette la significatività degli input
utilizzati nelle valutazioni.
Si distinguono i seguenti livelli:
 L1 (livello 1) quotazioni (senza aggiustamenti) rilevate su un mercato attivo – secondo la
definizione data dall’ IFRS 13 – per le attività o passività oggetto di valutazione;
 L2 (livello 2) input diversi dai prezzi quotati di cui al punto precedente, che sono osservabili
direttamente (prezzi) o indirettamente (derivati dai prezzi) sul mercato;
 L3 (livello 3) input che non sono basati su dati di mercato osservabili.
88
Bilancio 2013
5.2 Attività finanziarie detenute sino alla scadenza: variazioni annue
(in migliaia di euro)
Titoli di
debito
Voci/Valori
A.
iniziali
Esistenze
Finanziamenti
Totale
5.017
0
5.017
B1. Acquisti
0
0
0
B2. Riprese di valore
0
0
0
B3. Trasferimenti da
altri portafogli
0
0
0
B4. Altre variazioni
0
0
0
0
0
0
-5.017
0
-5.017
0
0
0
C 4. Trasferimenti da
altri portafogli
0
0
0
C 5. Altre variazioni
0
0
0
D. Rimanenze finali
0
0
0
B. Aumenti
C. Diminuzioni
C 1. Vendite
C 2. Rimborsi
C 3.
Rettifiche
valore
di
Le attività finanziarie detenute sino alla scadenza iscritte nel bilancio del precedente esercizio,
rappresentate da obbligazioni corporate ordinarie a tasso variabile, acquistate nel novembre del
2006, sono state rimborsate a scadenza nel mese di maggio 2013.
89
Bilancio 2013
Sezione 6. Crediti – Voce 60
(in migliaia di euro)
Crediti
2013
Depositi e conti correnti
130.529
146.564
0
0
216.227
226.638
346.756
373.202
C rediti verso enti finanziari
C rediti verso clientela
Totale valore di bilancio
2012
6.1 Crediti verso banche
(in migliaia di euro)
Composizione
Totale 2013
Fair value
Valore di
bilancio
1. Depositi e conti correnti
Totale 2012
L1
L2
Fair value
Valore di
bilancio
L3
L1
L2
L3
130.529
130.529
0
0
146.564
146.564
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
2.1 Pronti contro termine
0
0
0
0
0
0
0
0
2.2 Leasing finanziario
0
0
0
0
0
0
0
0
2. Finanziamenti
2.3 Factoring
0
0
0
0
0
0
0
0
- pro-solvendo
0
0
0
0
0
0
0
0
- pro-soluto
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
- titoli strutturati
0
0
0
0
0
0
0
0
- altri titoli di debito
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
130.529
130.529
0
0
146.564
146.564
0
0
2.4 Altri finanziamenti
3. Titoli di debito
4. Altre attività
Totale
Il saldo della voce “Depositi e conti correnti” evidenzia un decremento, rispetto al precedente
esercizio, di 16.036 migliaia di euro, imputabile principalmente alla distribuzione delle riserve al
Socio per adempiere alla Legge 183/2011 e ss. mm per un importo di 25.400 migliaia di euro.
Per un maggiore dettaglio, circa le variazioni intervenute nei flussi finanziari dell’esercizio, si
rimanda al Rendiconto finanziario allegato alla sezione “Schemi di Bilancio”.
Si specifica, altresì che il fair value dei conti correnti approssima il valore di bilancio in quanto
trattasi di strumenti finanziari a vista e con tassi allineati a quelli di mercato.
90
Bilancio 2013
6.3 Crediti verso clientela
(in migliaia di euro)
Composizione
Totale 2013
Totale 2012
Valore di bilancio
Deteriorati
Bonis
1. Finanziamenti
55
1.1 Leasing finanziario
55
di cui: senza opzione finale
d'acquisto
Fair value
Acquistati
L1
Altri
L2
Valore di bilancio
L3
Fair value
Deteriorati
Bonis
Acquistati
L1
Altri
L2
L3
55
55
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
- pro-solvendo
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
- pro-soluto
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
1.3 C redito al consumo
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
1.4 C arte di credito
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
1.5 Finanziamenti concessi
in relazione ai servizi di
pagamento prestati
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
154.010
0
4.497
0
0
158.507
161.816
0
9.019
0
0
170.835
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
1.2 Factoring
1.6 Altri finanziamenti
di cui: da escussione di
garanzie e impegni
2. Titoli di debito
2.1 titoli strutturati
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
2.2 altri titoli di debito
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
57.720
0
0
0
0
57.720
55.803
0
0
0
0
55.803
211.730
0
4.497
0
0
216.227
217.619
0
9.019
0
0 226.638
3. Altre attività
Totale
La voce “Altri finanziamenti” si riferisce alla valutazione dei crediti per finanziamenti agevolati
erogati sulla base della Legge 700/83, il saldo c h e c o m p l e s s i v a m e n t e si decrementa per
12.328 migliaia ha evidenziato nel corso dell’esercizio la seguente movimentazione:
•
nuove erogazioni per 12.729 migliaia di euro;
•
incasso di quote capitali dei finanziamenti per 24.222 migliaia di euro;

incasso della quota interessi di competenza del 2012 per 244 migliaia di euro;

interessi maturati nel 2013 e non incassati alla data di chiusura del presente bilancio
per 59 migliaia di euro;

incremento del fondo svalutazione crediti per 237 migliaia di euro;

incasso del riparto fallimentare di due società per 215 migliaia di euro;

incremento per adeguamento del valore nominale dei crediti al costo ammortizzato per
200 migliaia di euro.
La voce “Altre attività ” si riferisce per 49.912 migliaia di euro ai crediti relativi alle c.d. operazioni a
condizioni di mercato che sono rappresentante da contratti di investimento che comportano l’entrata
nella compagine societaria di società non quotate in mercati attivi e riconoscono ad ISA il diritto a
percepire pagamenti fissi o comunque determinabili, che possono essere così analizzati:

il credito verso la società Conserve Italia Soc. Coop. Agricola di 29.628 migliaia di euro,
le cui caratteristiche sono descritte nella sezione “Trasferimenti tra portafogli”;

il credito verso la società GIV S.p.A. di 11.686 migliaia di euro, le cui caratteristiche
sono descritte nella sezione “Trasferimenti tra portafogli”;
91
Bilancio 2013

il credito verso la società Amalattea S.p.A. di 2.598 migliaia di euro, è relativo
all’acquisto di 2.500.000 azioni privilegiate del valore di euro 1; tale credito prevede un
rendimento annuo minimo calcolato sulla base della media del tasso di riferimento EU
nei 12 mesi precedenti maggiorato del 2,5% ed è garantito da pegno su azioni;

il credito verso la società Consorzio Casalasco del Pomodoro S.p.A. di 6.000 migliaia di
euro, è relativo all’acquisto di 12.000 azioni privilegiate del valore di euro 500; tale
credito prevede un rendimento annuo minimo del 4,25%.
Inoltre, risultano inclusi alla voce “Altre attività” i seguenti crediti verso due ex partecipate:

il credito verso la società Granarolo S.p.A. di 6.747 migliaia di euro relativo alla vendita
della partecipazione, detenuta nella società Sail S.p.A.; tale credito è fruttifero di
interessi nella misura convenzionalmente stabilita al tasso fisso del 3,125%, da pagarsi
in rate semestrali al 30 giugno e al 30 dicembre di ciascun anno di durata della
dilazione di pagamento e con ultimo pagamento al 30 settembre 2014, ed è garantito,
oltre che dall’obbligazione assunta dalla società Granlatte Soc. Coop. Agr. a r.l.,
dall’ulteriore pegno di titoli, in custodia presso un deposito bancario intestato ad ISA,
per un valore nominale di 3.500 migliaia di euro;

il credito verso la società Campoverde Energia S.r.l. di 1.012 migliaia di euro relativo alla
vendita della partecipazione, detenuta nella società Campoverde S.p.A.; tale credito è
fruttifero di interessi nella misura convenzionalmente stabilita al tasso fisso del 3%,
oltre l’Euribor a sei mesi rilevato dalla Federazione Bancaria Europea calcolato al
momento della scadenza, da pagarsi in tre rate costanti (di cui una già pagata) a
scadenza annuale entro il 30 giugno di ogni anno ed è garantito da ipoteca.
Si evidenzia che, alla data di Bilancio, non esistono crediti costituiti in garanzia di proprie passività e
impegni.
92
Bilancio 2013
6.4 Crediti: attività garantite
(in migliaia di euro)
2013
Attività garantite
Crediti verso
banche
VE
1. A t t iv it à in
ga ra nt it e da :
2012
Crediti verso
enti finanziari
VG
VE
Crediti verso
clientela
VG
VE
Crediti verso
banche
VG
VE
Crediti verso
enti finanziari
VG
VE
Crediti verso
clientela
VG
VE
VG
bo nis
- B eni in leasing finanziario
0
0
0
0
- Crediti per facto ring
0
0
0
0
- Ipo teche
0
0
0
0
- P egni
0
0
0
0
- Garanzie perso nali
0
0
0
0
- Derivati su crediti
0
0
0
0
- B eni in leasing finanziario
0
0
0
- Crediti per facto ring
0
0
- Ipo teche
0
- P egni
0
- Garanzie perso nali
- Derivati su crediti
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
146.597
462.879
0
0
0
0
158.643
449.776
3.500
3.500
0
0
0
0
3.500
3.500
4.442
4.442
0
0
0
0
4.442
4.442
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
4.497
42.165
0
0
0
0
9.019
48.920
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0 159.036 512.986
0
0
0
2 . A t t iv it à de t e rio ra t e
ga ra nt it e da :
Totale
0 175.604 506.638
VE = valore di bilancio delle esposizioni
VG = fair value delle garanzie
Le garanzie sono relative ai finanziamenti in essere alla data di Bilancio.
93
Bilancio 2013
Sezione 10. Attività materiali - Voce 100
10.1 Composizione della voce 100 “Attività materiali”
(in migliaia di euro)
Attività/Valori
Totale 2013 Totale 2012
1. Attività di proprietà
a) terreni
0
0
b) fabbricati
0
0
c) mobili
28
42
d) impianti elettronici
15
27
0
0
a) terreni
0
0
b) fabbricati
0
0
c) mobili
0
0
d) impianti elettronici
0
0
e) altre
0
21
43
90
e) altre
2.
Attività
finanziario
acquisite
in
leasing
Totale
94
Bilancio 2013
10.2 Attività materiali: variazioni annue
(in migliaia di euro)
Terreni
A. Esistenze iniziali lorde
Fabbricati
Impianti
elettronici
Mobili
Altre
Totale
0
0
42
27
21
90
0
0
0
0
0
0
0
0
B.1 Acquisti
0
0
1
1
0
2
B.2 Spese per migliorie capitalizzate
0
0
0
0
B.3 Riprese di valore
0
0
0
0
0
0
A.1 Riduzioni di valore totali nette
A2. Esistenze iniziali nette
B. Aumenti
B.4 Variazioni
imputate a:
positive
di
fair value
0
0
0
0
0
0
a) patrimonio netto
0
0
0
0
0
0
b) conto economico
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
C .1 Vendite
0
0
0
0
-16
-16
C .2 Ammortamenti
B.5 Differenze positive di cambio
B.6 Trasferimenti da immobili detenuti a
scopo di investimento
B.7 Altre variazioni
C. Diminuzioni
0
0
0
-15
-13
-5
-33
C .3 Rettifiche di valore da
deterioramento imputate a:
0
0
0
0
0
0
a) patrimonio netto
0
0
0
0
0
0
b) conto economico
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
a) patrimonio netto
0
0
0
0
0
0
b) conto economico
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
a) attività materiali detenute a scopo di
investimento
0
0
0
0
0
0
b) attività in via di dismissione
0
0
0
0
0
0
C .4 Variazioni negative di fair value
imputate a:
C .5 Differenze negative di cambio
C .6 Trasferimenti a:
C .7 Altre variazioni
D. Rimanenze finali lorde
D.1 Riduzione di valore totali nette
D.2 Rimanenze finali nette
E. Valutazione al costo
0
0
0
0
0
0
0
0
28
15
0
43
0
0
0
0
0
0
0
0
28
15
0
43
0
0
28
15
0
43
Gli ammortamenti sono stati calcolati sulla base di aliquote ritenute rappresentative della residua
possibilità di utilizzo dei relativi beni e di seguito esposte:
Aliquote ammortamento
Aliquote ammortamento
%
Mobili
12
Impianti elettronici
20
Altre
20
95
Bilancio 2013
Sezione 11. Attività immateriali - Voce 110
11.1 Composizione della Voce 110 “Attività immateriali”
(in migliaia di euro)
2013
Attività
Attività
valutate al
valutate al
costo
fair value
Voci/Valutazione
1. Avviamento
2012
Attività
Attività
valutate al valutate al
costo
fair value
0
0
0
0
- generate internamente
0
0
0
0
- altre
9
0
29
0
0
0
0
0
9
0
29
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
2. Altre Attività immateriali:
2.1 di proprietà
2.2
acquisite
finanziario
in
leasing
Totale 2
3. Attività riferibili al leasing
finanziario
3.1 beni inoptati
3.2 beni ritirati a seguito di
risoluzione
3.3 altri beni
Totale 3
0
0
0
0
4. Attività concesse in leasing
operativo
0
0
0
0
Totale (1+2+3+4)
9
0
29
0
Totale
9
0
29
0
Le “Altre attività immateriali” sono interamente costituite dai costi sostenuti per l’acquisizione
di licenze e aggiornamento software.
96
Bilancio 2013
11.2 Attività immateriali: variazioni annue
(in migliaia di euro)
2013
A. Esistenze iniziali
29
B. Aumenti
B.1 Acquisti
B.2 Riprese di valore
0
B.3 Variazioni positive di fair
value
- a patrimonio netto
0
- a conto economico
0
B.4 Altre variazioni
0
C. Diminuzioni
C .1 Vendite
C .2 Ammortamenti
C .3 Rettifiche di valore
0
-20
0
C .4 Variazioni negative di fair
value
- a patrimonio netto
0
- a conto economico
0
C .5 Altre variazioni
0
D. Rimanenze finali
9
Aliquote ammortamento
Aliquote ammortamento
%
Software
20
Licenze
20
97
Bilancio 2013
Sezione 12. Attività fiscali e passività fiscali
12.1 Composizione della voce 120 “Attività fiscali: correnti e anticipate”
(in migliaia di euro)
Composizione
2013
2012
120.a – Attività fiscali correnti
IRES
974
178
IRAP
224
0
Totale sottovoce 120.a
1.198
178
120.b – Attività fiscali anticipate
IRES
759
915
IRAP
0
0
759
1.957
915
1.093
Totale sottovoce 120.b
Totale voce 120
Le “Attività fiscali correnti” ammontano a 1.198 migliaia di euro e si riferiscono per
974 migliaia di euro ai crediti per IRES ed in particolare:

per 795 migliaia di euro al credito IRES maturato nell’esercizio 2013;

per 105 migliaia di euro al credito derivante dall’istanza di rimborso
presentata ai sensi del D.L. 2008/185;

per 74 migliaia di euro al credito derivante dall’istanza di rimborso
presentata ai sensi della L. 44/2012.
Il credito per IRAP, pari a 224 migliaia di euro, è interamente riferibile al credito IRAP
maturato nell’esercizio 2013.
12.2 Composizione della voce 70 “Passività fiscali: correnti e differite”
(in migliaia di euro)
Composizione
2013
2012
70.a – Passività fiscali correnti
IRES
0
IRAP
0
938
201
Totale sottovoce 70.a
0
1.139
210
237
70.b – Passività fiscali differite
IRES
IRAP
Totale sottovoce 70.b
Totale voce 70
0
0
210
210
237
1.376
98
Bilancio 2013
12.3 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del conto economico)
(in migliaia di euro)
2013
1. Esistenze iniziali
2012
915
532
a) relative a precedenti esercizi
0
0
b) dovute al mutamento di criteri contabili
0
0
251
554
0
0
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali
0
0
2.3 Altri aumenti
0
0
-407
-171
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità
0
0
c) dovute al mutamento di criteri contabili
0
0
d) altre
0
0
0
0
759
915
2. Aumenti
2.1 Imposte anticipate rilevate nell’esercizio
c) riprese di valore
d) altre
3. Diminuzioni
3.1 Imposte anticipate annullate nell’esercizio
a) rigiri
3.2 Riduzione di aliquote fiscali
3.3 Altre diminuzioni:
a) trasformazione in crediti d'imposta di cui alla
Legge n. 214/2011
b) altre
4. Importo finale
Le attività differite si incrementano per 251 migliaia di euro per le seguenti differenze temporanee
che saranno deducibili nei successivi esercizi:

166 migliaia di euro in relazione al premio di produttività spettante ai dipendenti per il 2013
che sarà definito successivamente all’approvazione del bilancio;

83 migliaia di euro in relazione ad alcuni accantonamenti a fondi rischi e oneri non
deducibili;

2 migliaia di euro in relazione ai compensi degli amministratori di competenza dell’esercizio
2013 non liquidati alla data di riferimento del bilancio.
Le attività differite si decrementano per 407 migliaia di euro per il rigiro delle seguenti differenze
temporanee:

158 migliaia di euro, in relazione al premio di produttività spettante ai dipendenti per il 2012
che è stato definito nel corso dell’esercizio 2013;

214 migliaia di euro in relazione all’utilizzo ed al riversamento di fondi rischi e oneri non
99
Bilancio 2013
dedotti;

34 migliaia di euro, per il rigiro di alcune deduzioni spettanti in relazione alla svalutazione di
crediti rilevate nei precedenti esercizi.

1 migliaia di euro, in relazione ai compensi degli amministratori di competenza del
precedente esercizio liquidati nel corso del 2013.
12.3.1.Variazioni delle imposte anticipate di cui alla L. 214/2011 (in contropartita del
conto economico)
(in migliaia di euro)
2013
1. Importo iniziale
2012
508
387
0
147
-34
-26
a) derivante da perdite d'esercizio
0
0
b) derivante da perdite fiscali
0
0
0
474
0
508
2. Aumenti
3. Diminuzioni
3.1 Rigiri
3.2 trasformazione in crediti d'imposta
3.3 Altre diminuzioni
4. Importo finale
Le imposte anticipate iscritte in bilancio trasformabili in crediti d’imposta, ai sensi dell’articolo 9 della
Legge n. 214 del 22 dicembre 2011, sono relative a svalutazioni di crediti operate nei precedenti
esercizi.
100
Bilancio 2013
12.4 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del conto economico)
(in migliaia di euro)
2013
1. Esistenze iniziali
2012
237
219
a) relative a precedenti esercizi
0
0
b) dovute al mutamento di criteri contabili
0
0
39
34
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali
0
0
2.3 Altri aumenti
0
0
-66
-16
b) dovute al mutamento di criteri contabili
0
0
c) altre
0
0
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali
0
0
3.3 Altre diminuzioni
0
0
210
237
2. Aumenti
2.1 Imposte differite rilevate nell’esercizio
c) altre
3. Diminuzioni
3.1 Imposte differite annullate nell’esercizio
a) rigiri
4. Importo finale
101
Bilancio 2013
Sezione 14. Altre attività - Voce 140
14.1 Composizione della voce 140 “Altre attività”
(in migliaia di euro)
Altre attivita'
Risconti attivi
Crediti verso Erario
Depositi cauzionali
Altre attività diverse dalle precedenti
Totale
2013
2012
51
49
0
1
83
83
2
61
136
194
102
Bilancio 2013
PASSIVO
Sezione 7. Passività fiscali – Voce 70
Per la voce 70 del Passivo, “Passività fiscali”, si fa rinvio alla sezione 12 dell’ Attivo della Nota
integrativa.
Sezione 9. Altre passività – Voce 90
Composizione della voce 90 “Altre passività”
(in migliaia di euro)
Altre passività
2013
2012
Fornitori
684
804
Debiti personale dipendente
894
960
Debiti verso enti previdenziali
189
190
Erario per rit.Irpef 1001 - 1040
126
103
18.100
18.400
2.792
2.096
22.785
22.553
Debito verso soci per distribuzione riserve
Altri debiti vari
Totale
Il debito verso “Fornitori” si riferisce, quanto a 90 migliaia di euro a debiti verso fornitori per fatture
ricevute, quanto a 594 migliaia di euro a debiti verso fornitori per fatture da ricevere.
La voce “Debiti verso personale dipendente” si riferisce al debito relativo al premio variabile, alle
ferie maturate e non godute e alla quattordicesima mensilità del personale dipendente.
La voce “Debiti verso soci per distribuzione riserve” si riferisce integralmente alla distribuzione del
risultato dell’esercizio 2012 e della riserva da utili deliberata nell’assemblea del 7 maggio 2013 in
attuazione dell’articolo 4, comma 53, della legge 12 novembre 2011, n.183 e ss.mm.ii e dell’articolo
30, comma 8-ter e quater del D.L. 201/2011 convertito con modificazioni dalla legge 214/2011 e in
attuazione dell’articolo 1, comma 71 della L.228/2012.
Il debito di 18.100 migliaia di euro è stato estinto il 31 gennaio 2014.
Risultano classificati alla voce “Altri debiti vari”:

il debito verso i beneficiari dei Contratti di Filiera di 2.759 migliaia di euro relativo ai
contributi agevolativi da erogare;

il debito per l’imposta sostitutiva sui finanziamenti di 30 migliaia di euro relativo al saldo del
secondo semestre 2013 da versare entro aprile 2014;

il debito verso l’Erario per IVA pari a 3 migliaia di euro.
103
Bilancio 2013
Sezione 10. Trattamento di Fine Rapporto del personale – Voce 100
10.1 Trattamento di Fine Rapporto del personale: variazioni annue
(in migliaia di euro)
2013
A. Esistenze iniziali
2012
918
710
B. Aumenti
B1. Accantonamento dell’esercizio
266
331
0
0
C 1. Liquidazioni effettuate
-153
0
C 2. Altre variazioni in diminuzione
-124
-123
B2. Altre variazioni in aumento
C. Diminuzioni
D. Esistenze finali
907
918
Secondo i principi contabili internazionali, il TFR è considerato un fondo a prestazioni definite, il cui
valore viene determinato in conformità a metodologie statistico-attuariali.
L’ “Accantonamento dell’esercizio” può essere così analizzato:
(in migliaia di euro)
2013
C osto previdenziale relativo a prestazioni
di lavoro correnti
Interessi su obbligazioni
Perdite attuariali
Totale
198
30
38
266
Le “Altre variazioni in diminuzione” si riferiscono alla quota di Trattamento di Fine Rapporto
trasferita al fondo PREVIRAS.
La valutazione attuariale del TFR è realizzata in base alla metodologia dei “benefici maturati”,
mediante il “Projected Unit Credit Method” (PUCM), come previsto agli artt. 64-66 dello IAS 19. Tale
metodologia si sostanzia in valutazioni che esprimono il valore attuale medio delle obbligazioni
pensionistiche, maturate in base al servizio che il lavoratore ha prestato, fino all’epoca in cui la
valutazione stessa è realizzata proiettando le retribuzioni del lavoratore.
La determinazione del valore di iscrizione in bilancio del TFR è stata affidata ad un attuario esterno
che ha utilizzato un modello attuariale che poggia su diverse ipotesi, di tipo demografico ed
economico - finanziario.
Di seguito sono riportate le principali ipotesi del modello.
Tasso di attualizzazione
Il tasso d’interesse utilizzato per la determinazione del valore attuale dell’obbligazione è stato
determinato, coerentemente con il paragrafo 78 dello IAS 19, con riferimento all’indice IBoxx
104
Bilancio 2013
Eurozone Corporate A con duration superiore a 10 anni (in linea con la duration del collettivo in
esame).
Per la valutazione puntuale al 31 dicembre 2013 si è scelto il rendimento avente durata comparabile
alla duration del collettivo di lavoratori oggetto della valutazione, che ha dato luogo ad un tasso
annuo di attualizzazione pari al 3,39%.
Inflazione
In forza dell’attuale situazione economica che presenta una particolare volatilità della maggioranza
degli indicatori economici, nella scelta del tasso di inflazione si è adottato un tasso prospettico del
2,00% avendo fatto riferimento alle proiezioni ISTAT ed al Documento di Programmazione
Economica e Finanziaria (DPEF). Il suddetto tasso è stato scelto considerando anche quanto
espresso nelle linee guida dell’Ordine Nazionale degli Attuari .
Tasso annuo di incremento del TFR
Come previsto dall’art. 2120 del Codice Civile, il TFR si rivaluta ogni anno ad un tasso pari al 75%
dell’inflazione più 1,5 punti percentuali; pertanto l’ipotesi di rivalutazione, utile per le valutazioni
attuariali, viene determinata in base al tasso sopra indicato.
Tasso annuo di incremento salariale
Sono stati utilizzati tassi annui di incremento delle retribuzioni, in funzione della qualifica dei
dipendenti e del settore di appartenenza della Società; in particolare, sono stati utilizzati i seguenti
tassi di crescita delle retribuzioni:
• Dirigenti 2,50%;
• Quadri/Impiegati 1,00%.
Mortalità
Per la stima del fenomeno della mortalità all’interno del collettivo dei dipendenti oggetto della
valutazione è stata utilizzata la tavola di sopravvivenza RG48 utilizzata dalla Ragioneria Generale
dello Stato per la stima degli oneri pensionistici della popolazione italiana.
Inabilità
Per la stima del fenomeno di inabilità, all’interno del collettivo dei dipendenti oggetto della
valutazione, è stata utilizzata una tavola INPS differenziata in funzione dell’età e del sesso.
Requisiti di pensionamento
Raggiungimento dei requisiti minimi previsti dell’Assicurazione Generale Obbligatoria.
Frequenza di anticipazione del TFR
In base alle esperienze della Società, sono state impostate delle frequenze annue di accesso al
diritto di anticipo pari al 2,5%.
105
Bilancio 2013
Frequenze di uscita anticipata (turn-over)
In base alle esperienze della Società, sono state impostate frequenze annue di turn-over pari al
1,00% .
Inoltre, coerentemente con il nuovo IAS19 approvato dallo IASB nel Giugno del 2011, obbligatorio a
partire dai bilanci degli esercizi che hanno inizio dal 1° Gennaio 2013 o in data successiva, richiede
per i piani a beneficio definito di tipo post-employment una serie di informazioni aggiuntive, quali:
analisi di sensitività per ciascuna ipotesi attuariale rilevante alla fine dell’esercizio, mostrando
-
gli
effetti
che
ci
sarebbero
stati
a
seguito
delle
variazioni
delle
ipotesi
attuariali
ragionevolmente possibili a tale data, in termini assoluti;
- indicazione del contributo per l'esercizio successivo;
- indicazione della durata media finanziaria dell'obbligazione per i piani a beneficio definito;
- erogazioni previste dal piano.
Di seguito, quindi, si riportano tali informazioni.
Analisi di sensitività dei principali parametri valutativi sui dati al 31 Dicembre 2013
(in euro)
DBO al 31/12/2013
Tasso di inflazione +0,25%
928.708
Tasso di inflazione -0,25%
885.351
Tasso di attualizzazione +0,25%
879.914
Tasso di attualizzazione -0,25%
934.635
Tasso di turnover +1%
906.672
Contributo per l'esercizio successivo e durata media dell'obbligazione
Service cost 2014
Duration del piano
Anni
1
2
3
4
5
65.473
16
Erogazioni previste
39.626
39.295
42.245
45.203
48.119
106
Bilancio 2013
Sezione 11. Fondi per rischi e oneri – Voce 110
Voce 110 - Fondi per rischi e oneri
11.1 Composizione della voce "Fondi per rischi ed oneri" :
(in migliaia di euro)
2013
Fondo rischi
Totale
2012
424
901
424
901
11. 2 Variazioni nell'esercizio della voce "Fondi per rischi ed oneri"
(in migliaia di euro)
Saldo Iniziale
Fondo rischi
Totale
Utilizzi
Altre Variazioni Accantonamenti
Saldo Finale
901
-454
-324
301
424
901
-454
-324
301
424
La movimentazione dei fondi per rischi e oneri dell’esercizio 2013 è la seguente:
- utilizzi per 454 migliaia di euro a seguito della chiusura di alcuni contenziosi in essere con il
personale dipendente;
- rilasci per esubero per 324 migliaia di euro;
- nuovi accantonamenti per 301 migliaia di euro.
Voce 115 – Fondo L. 248/2005 art. 10-ter comma 3
Composizione della Voce “Fondo L. 248/2005 art. 10-ter comma 3”
(in migliaia di euro)
2013
Fondo L.248/2005 art. 10-ter c.3
Totale
2012
15.004
22.589
15.004
22.589
La voce “Fondo L. 248/2005 art. 10-ter c. 3” è costituita dallo stanziamento, previsto dal D.L. del 30
settembre 2005 n. 203, convertito in Legge n. 248 del 2 dicembre 2005. La destinazione di tale
somma
è
finalizzata
al
finanziamento
del
programma
del
Mipaaf
relativo
all’internazionalizzazione dei prodotti agricoli ed agroalimentari italiani sui mercati internazionali,
con particolare riferimento a quelli extracomunitari.
L’attuazione di tale programma era stata demandata alla società Buonitalia S.p.A., detenuta al
70% dal Mipaaf, con la quale nel 2007 ISA aveva stipulato una convenzione, in esecuzione del decreto
107
Bilancio 2013
interministeriale del 15 maggio 2006.
La convenzione disciplina il rapporto tra le due società per la realizzazione del programma di
internazionalizzazione dei prodotti agroalimentari italiani e prevede che ISA gestisca un rapporto di
conto di corrispondenza con Buonitalia, oltre a prestare assistenza alla stessa nella realizzazione del
suddetto programma.
Il 13 settembre 2011 l’assemblea straordinaria dei soci ha deliberato lo scioglimento di Buonitalia
S.p.A. e la sua liquidazione, inoltre il decreto legge 6/7/2012, n. 95 convertito con legge 7/8/2012,
n. 135 ha soppresso Buonitalia Spa in liquidazione ed ne ha trasferito le funzioni all’Agenzia per la
promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane ( ex ICE).
Inoltre, nel corso del 2012 il Mipaaf ha chiesto ad ISA di rendere indisponibile sul conto di tesoreria
finalizzato alle attività di Buonitalia la somma di 6.094 migliaia di euro.
Nel corso dell’esercizio 2013, coerentemente con quanto previsto dalla convenzione ed in base a
quanto disposto con decretazione ministeriale, ISA ha versato a Buonitalia in liquidazione 7.585
migliaia di euro e riconosciuto alla stessa interessi passivi per complessivi 152 migliaia di euro.
108
Bilancio 2013
Sezione 12. Patrimonio – Voce 120 e 160
12.1 Composizione della voce 120 “Capitale”
(in migliaia di euro)
Tipologie
Importo
1. Capitale
300.000
1.1. Azioni ordinarie
0
1.2 Altre azioni (da specificare)
0
Il capitale sociale è costituito da 300.000.000 azioni ordinarie del valore di 1 euro ciascuna,
interamente versato e di proprietà del Mipaaf.
12.5 Altre informazioni - Composizione della voce 160 “Riserve”
(in migliaia di euro)
Riserve di utili
Legale
Esistenze iniziali
Altre riserve
Utili/perdite
esercizi
precedenti
Riserva
speciale
Avanzo di
fusione
Altro
Totale
4.169
13.637
3.470
0
0
21.276
762
73
0
0
0
835
0
9.200
0
0
0
9.200
0
0
0
0
0
0
Aumenti
Attribuzioni di utili
Altre variazioni
Diminuzioni
Utilizzi
• copertura perdite
0
0
0
0
0
0
• distribuzione
0
-19.819
0
0
0
-19.819
• trasferimento a capitale
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
4.931
3.091
3.470
0
0
11.492
Altre variazioni
Rimanenze finali
Gli aumenti delle riserve, per 9.273 migliaia di euro, si riferiscono per 9.200 alla delibera
dell’assemblea dei soci del 31 gennaio 2013 che ha parzialmente revocato la delibera
dell’assemblea dei soci del 25 maggio 2012 riguardante la distribuzione di riserve, riducendo
l’importo da distribuire per euro 9.200 migliaia di euro.
Le diminuzioni delle riserve si riferiscono:

per 16.200 migliaia di euro alla distribuzione di riserve da utili al socio Mipaaf deliberata
dall’assemblea del 31 gennaio 2013 in esecuzione di quanto disposto dall’articolo 4, comma
53, della Legge 183/2011 e ss.mm. e dall’articolo 30 della Legge 214/2011;

per 3.619 migliaia di euro alla distribuzione di riserve da utili al socio Mipaaf deliberata
dall’assemblea del 7 maggio 2013 in esecuzione di quanto disposto dall’articolo 4, comma 53,
della Legge 183/2011 e ss.mm. e dall’articolo 30 della Legge 214/2011.
109
Bilancio 2013
12. 5 Altre informazioni – Distribuibilità delle voci di patrimonio netto
(in migliaia di euro)
Possibilità di
utilizzazione
(A, B, C)*
Importo
Quota
disponibile
Riepilogo delle utilizzazioni
effettuate nei tre esercizi
precedenti
Per copertura
perdite
Capitale
300.000
-
4.931
B
4.931
3.091
A, B, C
3.091
3.470
A, B, C
3.470
-154
-
Per altre ragioni
Riserve
Riserva legale
Utili/perdite
precedenti
esercizi
Riserva speciale
90.700
Riserve da valutazione
Riserva
attuariali
utili
e
perdite
Totale
311.338
11.492
di cui:
Quota non distribuibile
Quota distribuibile
11.492
* Legenda:
A: per aumento di capitale
B: per copertura perdite
C: per distribuzione ai soci
La “Riserva speciale”, pari a 3.470 migliaia di euro, rappresenta la riserva speciale Legge n.
248/05.
La “Riserva legale”, pari a 4.931 migliaia di euro, comprende la ventesima parte degli utili di
bilancio così come previsto dall’art. 2430 del C.C.
110
Bilancio 2013
Parte C – Informazioni sul Conto economico
Sezione 1. Interessi – Voci 10 e 20
1.1
Composizione della voce 10 “Interessi attivi e proventi assimilati”
(in migliaia di euro)
Voci/Forme tecniche
Titoli di debito Finanziamenti
Altre
operazioni
Totale
2013
Totale
2012
1. Attività finanziarie detenute per
la negoziazione
0
0
0
0
0
2. Attività finanziarie valutate al
fair value
0
0
0
0
0
3. Attività finanziarie disponibili
per la vendita
0
0
0
0
0
4. Attività finanziarie detenute
sino alla scadenza
0
0
0
0
0
5.1 C rediti verso banche
0
0
4.992
4.992
6.269
5.2 C rediti verso enti finanziari
0
0
0
0
0
5.3 C rediti verso clientela
0
3.213
2.688
5.901
6.360
6. Altre attività
0
0
0
0
385
7. Derivati di copertura
0
0
0
0
0
0
3.213
7.680
10.893
13.014
5. C rediti
Totale
L’importo iscritto alla voce “Crediti verso banche” si riferisce, per 3.740 migliaia di euro, agli
interessi attivi maturati sui conti correnti bancari e per 1.252 migliaia di euro agli interessi maturati
sui contratti di conto deposito.
L’importo iscritto alla voce “Crediti verso la clientela” si riferisce:

per 2.962 migliaia di euro ad interessi maturati sui finanziamenti agevolati ex Legge 700/83
di cui 192 migliaia di euro afferenti a posizioni deteriorate, per 59 migliaia di euro ad
interessi di mora sui finanziamenti agevolati e, per 200 migliaia di euro, alla valutazione dei
crediti a costo ammortizzato;

per 2.688 migliaia di euro ad interessi maturati su “Altre operazioni ”, ed in particolare:
o
quanto a 1.850 migliaia di euro, agli interessi attivi maturati sul credito verso
Conserve Italia Soc. Coop. Agricola;
o
quanto a 485 migliaia di euro, agli interessi attivi maturati sul credito verso GIV
S.p.A.;
o
quanto a 2 1 1 migliaia di euro, agli interessi attivi maturati sul credito verso Granarolo
S.p.A. relativo alla vendita della partecipazione, detenuta nella società Sail S.p.A.;
111
Bilancio 2013
o
quanto a 4 2
migliaia di
euro, agli interessi attivi maturati sul credito verso
Campoverde Energia S.p.A. relativo alla vendita della partecipazione, detenuta nella
società Campoverde S.p.A.;
o
quanto a 100 migliaia di euro, agli interessi attivi maturati sul credito verso Amalattea
S.p.A.
1.3 Composizione della voce 20 “Interessi passivi e oneri assimilati”
(in migliaia di euro)
Voci/Forme tecniche
Finanziamenti
Titoli
Totale
2013
Altro
Totale
2012
1. Debiti verso banche
0
0
0
0
-385
2. Debiti verso enti finanziari
0
0
0
0
0
3. Debiti verso clientela
0
0
0
0
0
4. Titoli in circolazione
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
7. Altre passività
0
0
0
-262
-291
8. Derivati di copertura
0
0
0
0
0
0
0
0
-262
-676
5. Passività finanziarie di
negoziazione
6. Passività finanziarie valutate al
fair value
Totale
Gli interessi passivi maturati su “Altre passività” si riferiscono:
•
per 153 migliaia di euro, agli interessi riconosciuti sulla base della convenzione che, nel mese di
febbraio 2007, è stata stipulata tra ISA e la società Buonitalia in liquidazione, già commentata alla
voce 115 “Fondo L. 248/2005 art. 10-ter comma 3” della presente Nota integrativa, cui si rimanda
per maggiori dettagli;
•
per 109 migliaia di euro agli interessi maturati sulla liquidità gestita, per conto del Mipaaf,
relativa alle erogazioni sui Contratti di Filiera.
112
Bilancio 2013
Sezione 2. Commissioni passive – Voce 40
2.1 Composizione della voce 40 “Commissioni passive”
(in migliaia di euro)
Totale 2013
Dettaglio/Settori
Totale 2012
1. Garanzie ricevute
0
0
2. Distribuzione di servizi da terzi
0
0
3. Servizi di incasso e pagamento
0
0
-14
-8
-14
-8
4. Altre commissioni
Totale
Sezione 3. Dividendi e Proventi simili – Voce 50
3.1 Composizione della voce 50 “Dividendi e proventi assimilati”
(in migliaia di euro)
Totale 2013
Voci/Proventi
Totale 2012
Proventi da
quote di
O.I.C.R.
Dividendi
Proventi da
quote di
O.I.C.R.
Dividendi
1. Attività finanziarie detenute per
la negoziazione
0
0
0
0
2. Attività finanziarie disponibili
per la vendita
0
0
20
0
3. Attività finanziarie al fair value
0
0
0
0
4. Partecipazioni
0
0
0
0
4.1 per attività di merchant
banking
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
20
0
4.2 per altre attività
Totale
113
Bilancio 2013
Sezione 7. Utile (Perdita) da cessione o riacquisto – Voce 90
7.1 Composizione della voce 90 “Utile (Perdita) da cessione o riacquisto”
(in migliaia di euro)
Totale 2013
Voci/componenti reddituali
Utile
Totale 2012
Risultato
netto
Perdita
Utile
Risultato
netto
Perdita
1. Attività finanziarie
1.1 C rediti
1.2 Attività
vendita
1.3 Attività
scadenza
disponibili
per
la
detenute
sino
a
Totale (1)
0
0
0
0
0
0
0
0
0
18
0
18
0
0
0
0
0
0
0
0
0
18
0
18
0
0
0
0
0
0
2. Passività finanziarie
2.1 Debiti
2.2 Titoli in circolazione
0
0
0
0
0
0
Totale (2)
0
0
0
0
0
0
Totale (1+2)
0
0
0
18
0
18
114
Bilancio 2013
Sezione 8. Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento – Voce 100
8.1 Composizione della voce 100 “Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento
di crediti”
(in migliaia di euro)
Rettifiche di valore
Voci/rettifiche
specifiche
Riprese di valore
di portafoglio
specifiche
di portafoglio
Totale
2013
Totale
2012
1. Crediti verso banche
- per leasing
0
0
0
0
0
0
- per factoring
0
0
0
0
0
0
- altri crediti
0
0
0
0
0
0
2. Crediti verso enti
finanziari
C rediti deteriorati acquistati
- per leasing
0
0
0
0
0
0
- per factoring
0
0
0
0
0
0
- altri crediti
0
0
0
0
0
0
Altri crediti
- per leasing
0
0
0
0
0
0
- per factoring
0
0
0
0
0
0
- altri crediti
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
- per factoring
0
0
0
0
0
0
- per credito al consumo
0
0
0
0
0
0
- altri crediti
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
- per factoring
0
0
0
0
0
0
- per credito al consumo
0
0
0
0
0
0
-1.360
-527
1.918
0
31
-1.079
-1.360
-527
1.918
0
31
-1.079
3. Crediti verso clientela
C rediti deteriorati acquistati
- per leasing
Altri crediti
- per leasing
- altri crediti
Totale
L’importo evidenziato nella colonna “Rettifiche di valore specifiche” si riferisce alle rettifiche di
valore, derivanti dalla valutazione specifica di alcune attività e include anche l’effetto temporale
delle previsioni di recupero.
L’importo evidenziato nella colonna “Riprese di valore specifiche” si riferisce a posizioni per le quali
le mutate condizioni economiche e finanziarie del debitore rendono prevedibile il recupero di una
parte dei crediti, precedentemente svalutati.
115
Bilancio 2013
Sezione 9. Spese amministrative – Voce 110
9.1
Composizione della voce 110.a “Spese per il personale”
(in migliaia di euro)
Spese per il personale
Totale 2013 Totale 2012
1. Personale dipendente
a) Salari e stipendi
-3.026
-2.980
-988
-968
0
0
-48
-54
-104
-108
- a contribuzione definita
0
0
- a benefici definiti
0
0
-124
-133
0
0
-275
-243
-25
-255
-334
-735
4. Personale collocato a riposo
0
0
5. Recuperi di spesa per dipendenti distaccati presso altre aziende
0
0
6. Rimborsi di spesa per dipendenti distaccati presso la società
0
7
-4.924
-5.469
b) Oneri sociali
c) Indennità di fine rapporto
d) Spese previdenziali
e) Accantonamenti al Trattamento di Fine Rapporto del personale
f) Accantonamento al fondo di quiescenza e obblighi simili:
g) Versamenti ai fondi di previdenza complementari esterni:
- a contribuzione definita
- a benefici definiti
h) Altre spese
2. Altro personale in attività
3. Amministratori e Sindaci
Totale
La voce “Spese per il personale” si riferisce alle competenze relative all’organico della Società,
costituito, al 31 dicembre 2013, da trentacinque dipendenti, di cui quattro dirigenti e da un
collaboratore a progetto fino ad aprile 2013, ed a compensi erogati agli Amministratori e al Collegio
Sindacale.
116
Bilancio 2013
9.2 Numero medio dei dipendenti ripartiti per categoria
Numero medio
Dirigenti
4,16
Quadri
16,00
Impiegati
15,50
Totale
35,66
9.3 Composizione della voce 110.b “Altre spese amministrative”
(in migliaia di euro)
Altre spese amministrative
Beni di consumo ed altri oneri di gestione
Totale 2013 Totale 2012
-11
-15
Godimento beni di terzi
-332
-453
Imposte indirette e tasse
-276
-481
-48
-71
Manutenzioni, utenze varie ed assicurazioni
-115
-134
Prestazioni varie di terzi
-414
-407
Pubblicità e partecipazioni a fiere e convegni
-38
-50
Sistemi informativi
-69
-64
Spese viaggio dipendenti
-87
-199
-4
-6
-1.394
-1.880
Legali e notarili
Altro
Totale
Il decremento della voce “Altre spese amministrative” per 486 migliaia di euro è essenzialmente
imputabile:
-
per 121 migliaia di euro, alle minori spese per il godimento beni di terzi, a seguito della
chiusura delle sedi periferiche di Milano e Venezia ed alla rinegoziazione del prezzo
inizialmente pattuito con il locatore dell’unica sede di via Palestro con un risparmio di circa 80
migliaia di euro;
-
per 112 migliaia di euro, alle minori spese viaggio ai dipendenti;
-
per 205 migliaia di euro, alle minori imposte indirette, in particolare alla riduzione dell’iva
indetraibile conseguenza dei minori costi dell’anno 2013.
117
Bilancio 2013
Sezione 10. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali – Voce 120
10.1 Composizione della voce 120 “Rettifiche/riprese di valore nette su attività
materiali”
(in migliaia di euro)
Voci/Rettifiche e riprese di
Ammortamento
valore
1.
Attività
funzionale
ad
Rettifiche di
valore per
deterioramento
Riprese di
valore
Risultato
netto
uso
1.1 Di proprietà
a) Terreni
0
0
0
0
b) Fabbricati
0
0
0
0
c) Mobili
-15
0
0
-15
d) Strumentali
-13
0
0
-13
-5
0
0
-5
a) Terreni
0
0
0
0
b) Fabbricati
0
0
0
0
c) Mobili
0
0
0
0
d) Strumentali
0
0
0
0
e) Altri
0
0
0
0
-33
0
0
-33
e) Altri
1.2
acquisite
finanziario
in
leasing
2.
Attività
detenute
scopo di investimento
a
Totale
118
Bilancio 2013
Sezione 11. Rettifiche di valore nette su attività immateriali – Voce 130
11.1 Composizione della voce 130 “Rettifiche/riprese di valore nette su attività
immateriali”
(in migliaia di euro)
Rettifiche di
Ammortamento
valore per
(a)
deterioramento
(b)
1. Avviamento
Riprese di
valore
(c)
Risultato
netto
(a+b-c)
0
0
0
0
-20
0
0
-20
0
0
0
0
3. Attività riferibili al
leasing finanziario
0
0
0
0
4. Atività concesse in
leasing operativo
0
0
0
0
-20
0
0
-20
2. Altre Attività immateriali
2.1 di proprietà
2.2 acquisite
finanziario
in
leasing
Totale
Sezione 13. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Voce 150
13.1 Composizione della voce 150 “Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri”
2013
2012
Accantonamenti netti ai fondi rischi
23
-901
Totale
23
-901
Gli accantonamenti netti ai fondi rischi si riferiscono a:
-
rilasci per esubero per 324 migliaia di euro;
-
nuovi accantonamenti per 301 migliaia di euro effettuati a fronte di passività probabili per le
quali si renderà necessario l’impiego di risorse.
119
Bilancio 2013
Sezione 14. Altri proventi e oneri di gestione – Voce 160
14.1 Composizione della voce 160 “Altri proventi e oneri di gestione”
(in migliaia di euro)
2013
Altri oneri diversi di gestione
Ricavi per contributi
Ricavi per prestazioni e proventi diversi
Totale
2012
-55
-65
0
19.504
44
253
-11
19.692
Gli altri oneri diversi di gestione, si riferiscono integralmente ai costi, per prestazioni professionali o
di servizi, sostenuti per l’attuazione della commessa dei Contratti di Filiera commissionati dal
Mipaaf, che si sono resi necessari per il raggiungimento degli obiettivi previsti e per gli adempimenti
degli obblighi sanciti nella convenzione.
La voce “Ricavi per prestazioni e proventi diversi” si riferisce :
•
per 26 migliaia di euro, a proventi rilevati in relazione ai riaddebiti dei costi di istruttoria alle
società finanziate;
•
per 10 migliaia di euro, a plusvalenze relative ad alienazione cespiti;
•
per 8 migliaia di euro, a proventi relativi ai riaddebiti delle spese sostenute dai dipendenti di ISA
titolari di cariche nell’ambito dei Consigli di Amministrazione delle società partecipate.
120
Bilancio 2013
Sezione 17. Imposte sul reddito dell’esercizio dell’operatività corrente - Voce 190
17.1 Composizione della voce 190 “Imposte sul reddito dell’esercizio dell’operatività
corrente”
(in migliaia di euro)
2013
1. Imposte correnti
2012
-886
-7.796
132
122
3. Riduzione delle imposte correnti dell’esercizio
0
0
3.bis Riduzione delle imposte correnti dell’esercizio per
crediti d'imposta di cui alla legge n.214/2011
0
0
-156
383
26
-18
-884
-7.309
2. Variazioni delle imposte correnti dei precedenti esercizi
4. Variazione delle imposte anticipate
5. Variazione delle imposte differite
Imposte di competenza dell’esercizio
Le “imposte correnti“ si decrementano di 6.425 migliaia di euro rispetto all’esercizio precedente in
conseguenza del minor risultato ante imposte conseguito dalla Società nell’esercizio in esame.
121
Bilancio 2013
17. 2 Riconciliazione tra onere fiscale teorico e onere fiscale effettivo di bilancio
IRES
(in migliaia di euro)
Descrizione
Valore
Imposte
Risultato prima delle imposte
4.290
Onere fiscale teorico (%)
1.544
36,0%
Premio variabile dipendenti anno 2013
603
14,06%
Accantonamento a fondo rischi e oneri
301
7,03%
C ompensi amministratori non liquidati
6
0,14%
25
0,59%
-122
-2,84%
-22
-0,51%
792
18,46%
-4
-0,09%
Rilascio ed utilizzo fondi non dedotti
-779
-18,15%
Premio variabile dipendenti anno 2012
-573
-13,36%
Svalutazione crediti 2008 e 2012 deducibili in 18esimi
-124
-2,88%
168
3,92%
40
0,93%
-1.271
-29,63%
10
0,24%
-2.313
-53,91%
-299
-6,98%
12
0,29%
-2.589
-60,36%
Differenze temporanee deducibili/imponibili in esercizi
successivi
Accantonamento IAS 19 con deduzione da rinviare ex DM 48/2009
Valutazione partecipazioni immobilizzazioni finanziarie (5%)
Interessi di mora non incassati
Totale
Rigiro delle differenze temporanee da esercizi precedenti
C ompensi amministratori anni precedenti liquidati nel 2012
Incasso dividendi strumenti di capitale classificati tra i crediti
Interessi di mora incassati nell'esercizio di competenza degli anni
precedenti
Totale
Differenze permanenti
Interessi passivi indeducibili
Valutazione partecipazioni immobilizzazioni finanziarie (95%)
Deduzione IRAP
Altre differenze permanenti
Totale
Imponibile fiscale
Imposte correnti sul reddito dell’esercizio
1.222
440
10,25%
122
Bilancio 2013
IRAP
(in migliaia di euro)
Valore
Imposte
Margine di intermediazione
10.617
Altri costi deducibili ai fini IRAP
-1.302
Totale
Onere fiscale teorico (%)
9.315
533
5,72%
0
0,00%
0
0,00%
Interessi passivi indeducibili
-10
-0,11%
Altre differenze permanenti
-25
Differenze temporanee deducibili in esercizi successivi
Totale
Rigiro delle differenze temporanee da esercizi precedenti
Totale
Differenze permanenti
-35
-0,38%
Deduzioni IRAP
Totale
-1.339
-14,38%
Imponibile Irap
7.941
IRAP corrente per l’esercizio
446
4,79%
123
Bilancio 2013
Parte D – Altre informazioni
Sezione 1. Riferimenti specifici sull’operatività svolta
D. Garanzie rilasciate e impegni
D.1 Valore delle garanzie rilasciate e degli impegni
(in migliaia di euro)
Operazioni
Importo 2013
Importo 2012
1. Garanzie rilasciate di natura finanziaria
a prima richiesta
a) Banche
0
0
b) Enti finanziari
0
0
0
0
c) C lientela
2. Alre garanzie
finanziaria
a) Banche
rilasciate
di
natura
0
0
b) Enti finanziari
0
0
c) C lientela
0
0
a) Banche
0
0
b) Enti finanziari
0
0
c) C lientela
0
0
i) a utilizzo certo
0
0
ii) a utilizzo incerto
0
0
i) a utilizzo certo
0
0
ii) a utilizzo incerto
0
0
11.324
18.752
0
0
4. Impegni sottostanti ai derivati su crediti:
vendite di protezione
0
0
5.
Attività
costituite
obbligazioni di terzi
0
0
0
0
11.324
18.752
3.
Garanzie
commerciale
rilasciate
di
natura
4. Impegni irrevocabili a erogare fondi
a) Banche
b) Enti finanziari
c) C lientela
i) a utilizzo certo
ii) a utilizzo incerto
in
garanzia
di
6. Altri impegni irrevocabili
Totale
124
Bilancio 2013
Sezione 3. Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura
Premessa
Nei paragrafi seguenti vengono riportate le informazioni qualitative e quantitative sui rischi.
In relazione alle politiche di copertura dei rischi, la Società ha istituito nel mese di maggio 2013 la
funzione del Comitato per il Risk Management per verificare nel continuo l’efficienza e l’efficacia
complessiva del sistema di gestione e controllo dei rischi, provvedendo al suo adeguamento in
relazione alle carenze o anomalie riscontrate, ai cambiamenti del contesto di riferimento o a seguito
dell’introduzione di nuove attività o processi rilevanti.
In particolare, il Comitato per il Risk Management identifica i rischi rilevanti per la Società anche
sulla base delle risultanze delle valutazioni indipendentemente effettuate dall’Internal Auditing.
L’identificazione dei rischi rilevanti prevede:
-
l’identificazione dei rischi riguardo alla propria operatività e ai mercati di riferimento;
-
la mappatura dei rischi classificati come rilevanti;
-
la definizione dei rischi quantificabili e dei rischi valutabili;
-
la definizione delle metodologie per la misurazione dei rischi quantificabili di cui al Primo e
Secondo pilastro;
-
l’analisi dei presidi organizzativi e dei sistemi di governo sui rischi quantificabili e valutabili;
-
la definizione delle metodologie per la conduzione delle prove di stress.
Il Comitato per il Risk Management sottopone le risultanze dell’identificazione dei rischi rilevanti
all’attenzione dell’Amministratore Delegato per l’approvazione.
Qualora intervengano modifiche nel perimetro e nelle condizioni soggettive di ISA, con riferimento
alle metodologie di determinazione dei requisiti patrimoniali prudenziali ai fini del Primo pilastro, il
Comitato per il Risk Management ne dà pronta comunicazione all’Amministratore Delegato che ne
valuta
eventuali
impatti
operativi
sul
processo
ICAAP
e,
d’accordo
con
il
Consiglio
di
Amministrazione, definisce eventuali interventi di adeguamento.
I rischi identificati in fase di assessment sono di seguito riportati:
-
rischio di credito;
-
rischio di controparte;
-
rischio di mercato;
-
rischio operativo;
-
rischio di concentrazione;
-
rischio di tasso;
-
rischio di liquidità;
-
rischio residuo;
-
rischio strategico;
-
rischio reputazionale.
125
Bilancio 2013
I rischi oggetto di analisi sono stati classificati nelle seguenti categorie:
-
rischi quantificabili (rischi a fronte dei quali è possibile determinare un requisito
patrimoniale prudenziale e/o capitale interno);
-
rischi valutabili di tipo killer (rischi che, in relazione alla struttura di ISA e alla sua attività,
pur manifestando una bassa probabilità di accadimento, potrebbero avere impatti rilevanti
sull’operatività della stessa);
-
rischi valutabili a fronte dei quali non è possibile definire una proxy di quantificazione e che
non rientrano nella categoria precedente.
Tra i rischi quantificabili rientrano: il rischio di credito, il rischio di controparte, il rischio di
mercato, il rischio operativo, il rischio di concentrazione e il rischio di tasso.
Tra i rischi valutabili di tipo killer rientrano il rischio di liquidità, il rischio strategico1 e il
rischio reputazionale.
Tra i rischi valutabili a fronte dei quali non è possibile definire una proxy di quantificazione
rientra il rischio residuo.
Il comitato per il Risk Management ha effettuato, in particolare, i controlli relativi al rischio
di credito e al rischio di liquidità.
Il Comitato ha preso atto della relazione della Funzione Antiriciclaggio per le attività di
propria competenza.
La Funzione Compliance garantisce il corretto funzionamento del modello di gestione del
rischio di non conformità alle norme
In particolare la Funzione Compliance ha l’obiettivo di:

monitorare costantemente il rischio di non conformità;

definire procedure interne per la gestione del rischio di non conformità alle norme;

verificare l’efficacia dei flussi informativi volti ad assicurare, da un lato, la
collaborazione tra le diverse funzioni di ISA coinvolte nella gestione dei rischi e
dall’altro, che gli organi di vertice siano informati sulle modalità di gestione del
rischio di non conformità;

identificare e valutare, almeno una volta l’anno, i principali rischi di non conformità
cui ISA è esposta e programmare i relativi interventi di gestione.
La Funzione riferisce, di iniziativa o su richiesta, al Consiglio di Amministrazione almeno
una volta l’anno, sull’adeguatezza della gestione del rischio di non conformità attuata da
ISA, fornendo comunque tempestiva informazione su ogni violazione rilevante della
conformità alle norme e propone all’Amministratore Delegato eventuali modifiche alle
norme interne ed alle procedure.
126
Bilancio 2013
Nel corso dell’anno 2013, la Funzione ha condotto la verifica della conformità con la
normativa in materia di aiuti di stato (i.e. il Regime di Aiuto n. 618/2008 e la Deliberazione
CIPE 31 luglio 2009, n. 65) di due progetti di finanziamento agevolato sulla base
dell’istruttoria e della documentazione predisposta dall’area Investimenti e la verifica della
conformità con la normativa applicabile in particolare di due procedure organizzative.
La funzione Compliance ha, inoltre, verificato la conformità con la normativa in materia di
antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo del Regolamento, del Manuale
operativo e delle Best Practice della Funzione Antiriciclaggio.
Nessun reclamo è pervenuto alla funzione competente nel corso del 2013.
La funzione di Organismo di Vigilanza è assolta dal Collegio Sindacale dal mese di aprile
2013 ed assicura le verifiche relative al D.Lgs. 231/2001 e la rispondenza del modello
organizzativo e del codice etico alle norme di legge.
Le funzioni a presidio dei rischi collaborano tra loro assicurando i flussi informativi.
127
Bilancio 2013
3.1 Rischio di credito
INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA
1. Aspetti generali
ISA esercita attività finanziaria, ai sensi dell’art. 107 del D. Lgs. n. 385/1993 (TUB) ed ha, per
oggetto sociale, l’assunzione di partecipazioni (di minoranza e per un periodo definito) e il
finanziamento di aziende del settore agroalimentare.
A tale proposito, ad ISA, sono stati trasferiti un portafoglio di investimenti, una dotazione
finanziaria, ma anche e soprattutto una struttura dotata di competenze specifiche, in termini di
conoscenza delle dinamiche del mercato e delle leve competitive, dei bisogni degli operatori
del settore, dei fattori di sviluppo, del know how relativo ad operazioni di finanza
straordinaria.
Come investitore istituzionale focalizzato sull’agroindustria, ISA persegue obiettivi di sviluppo
del settore agroalimentare italiano, fattore trainante dell’economia nazionale, in un periodo
di particolare competitività interna e soprattutto internazionale.
ISA finanzia aziende attive nella trasformazione e distribuzione di prodotti agroalimentari ed
intende essere elemento catalizzatore e insieme promotore di scelte strategiche, iniziative
commerciali e decisioni operative volte ad accelerare il consolidamento e lo sviluppo delle
imprese del settore, anche attraverso integrazioni, accordi commerciali, sinergie industriali e
qualunque altra attività coerente con il dettato statutario della Società e funzionale al
raggiungimento dei suoi obiettivi.
L’attività di ISA è regolata da uno specifico quadro normativo, che autorizza la Società ad
effettuare investimenti di due tipologie:
a) operazioni di finanza a tasso agevolato (partecipazione al capitale sociale e finanziamento);
b) operazioni di investimento a condizioni di mercato, sia a titolo di capitale che di debito.
Quanto alle operazioni sub a), le disposizioni normative regolano la possibilità per le aziende
di accedere a finanziamenti agevolati (che si configurano come Aiuti di Stato, previsti dal
Regime di Aiuto autorizzato dalla Commissione Europea):
soggetti finanziabili - imprese, economicamente e finanziariamente sane, operanti nel
settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, zootecnici e silvicoli
purché siano partecipate (di norma con una partecipazione di minoranza regolata da
128
Bilancio 2013
pattuizioni parasociali) da ISA al momento dell’erogazione;
forma tecnica - partecipazione al capitale sociale e mutuo ipotecario;
durata - non oltre 15 anni;
tassi - ai sensi di legge, il tasso è parametrato alla media degli ultimi dodici mesi del Tasso
Unico di Riferimento (TUR), rilevato mensilmente ai sensi del DM 21-12-1994 e pari al 30%
del TUR, sia nel periodo di preammortamento che di ammortamento, per una durata massima
di 15 anni.
Per supportare ulteriormente le Pmi nella realizzazione di investimenti fino ad un massimo di
4 milioni di euro, ISA può finanziare un progetto garantito da idonea ipoteca e concedere il
mutuo ad un tasso di interesse pari al 15% del tasso di riferimento, erogando se del caso, la
metà della somma come anticipazione.
L’intervento di ISA può coprire fino ad un massimo del 50% dell’investimento ed erogare un
mutuo della durata massima di 10 anni, di cui 3 di preammortamento.
importo massimo - ciascun intervento deve rispettare i limiti posti nel Regime di Aiuto
autorizzato dalla Commissione Europea n. 618/2008 in termini di agevolazione concessa e
comunque non superiore ai limiti posti dalla normativa Banca d’Italia (circ. 216/1996 e
successivi aggiornamenti) nonché dalla disponibilità di fondi della Società (che impiega
esclusivamente mezzi propri, senza fare ricorso a raccolta sul mercato), dalle sue strategie di
investimento e da una prudente politica di diversificazione del portafoglio.
Quanto alle operazioni cosiddette “a condizioni di mercato”, restano fermi i riferimenti
esclusivi ad aziende di trasformazione e commercializzazione di prodotti del settore
agroalimentare nelle quali verranno valutati investimenti finalizzati alla realizzazione di piani
di sviluppo che coinvolgono l’intera struttura aziendale, piuttosto che specifici progetti
infrastrutturali. In tali casi l’investimento dovrà rispondere al principio-base “dell’investitore
privato operante nelle normali condizioni di mercato”, vale a dire dovrà presentare elementi
tali che qualunque altro operatore privato avrebbe potuto ritenere accettabili; principio che
trova conferma di norma nel nulla osta della Commissione Europea.
2. Politiche di gestione di rischi del credito
2.1 Aspetti organizzativi
Sotto il profilo della gestione dei rischi, l’assetto organizzativo adottato dalla Società ha
realizzato una netta separazione tra chi assume i rischi di credito e chi controlla e monitora
tali rischi.
La struttura organizzativa è ispirata ai principi di sana e prudente gestione, oltre che ad
obiettivi di efficacia ed efficienza nei processi decisionali ed operativi co nnessi con l’analisi,
129
Bilancio 2013
l’istruttoria, l’erogazione ed il successivo monitoraggio dei finanziamenti concessi. In
particolare, le linee guida, seguite nei processi di erogazione e gestione del credito,
possono così sintetizzarsi:
- responsabilizzazione chiara del team che seguirà ciascun finanziamento in maniera
univoca e unitaria, durante tutta la sua durata, dalla valutazione preliminare al rientro
definitivo;
- sistema di verifiche e controlli diffusi e continuativi, effettuati in tutte le fasi del processo
decisionale e di gestione dell’investimento, affidati a risorse esterne al team responsabile e in
possesso delle necessarie competenze tecniche e di un adeguato livello di esperienza;
- costante confronto, su aspetti e in momenti esplicitamente previsti in procedura, con le
altre aree di ISA, in particolare con l’Area Legale e Societaria;
- utilizzo di società esterne indipendenti per l’effettuazione di attività di elevato contenuto
tecnico (analisi industriali, tecnico-produttive, commerciali, ecc), tra cui in particolare il
monitoraggio dello stato di avanzamento degli investimenti e della loro coerenza con il piano
originariamente presentato e valutato positivamente da ISA, quale misura propedeutica alla
progressiva erogazione del finanziamento accordato;
- iter autorizzativo, con delibera finale del Consiglio di Amministrazione per qualsiasi importo
del finanziamento (oltre, naturalmente, ai nulla osta da parte di autorità esterne quali Mipaaf
e/o Commissione Europea).
Nell’ambito delle citate linee-guida, l’attività istruttoria ha come obiettivi prioritari:
-
la verifica della credibilità del progetto presentato, con particolare attenzione alla
ragionevolezza e condivisibilità delle assumptions industriali, finanziarie e di mercato;
-
la verifica
d e l la sostenibilità
finanziaria
del
progetto, con particolare riguardo alla
possibilità di rimborso del finanziamento chiesto, in un’ottica di sana ed equilibrata
gestione;
-
la definizione di un quadro garantuale e contrattuale, che dia ad ISA strumenti di controllo
e di tutela dei suoi eventuali investimenti, tali da poter essere attivati con rapidità ed
efficacia senza “ingessare” la normale dinamica d’impresa;
-
la definizione di efficaci meccanismi sanzionatori, con possibilità di graduare opportunamente
la sanzione in rapporto all’inadempienza.
2.2 Sistemi di gestione, misurazione e controllo del rischio di credito
Il monitoraggio operativo della relazione creditizia con la clientela è affidato a funzioni
specifiche che assicurano una interazione efficace e tempestiva con la clientela affidata, fin
dal manifestarsi dei primi sintomi di difficoltà, quali il ritardo nel pagamento di rate di
ammortamento.
Attualmente non vengono utilizzate metodologie di controllo e misurazione del rischio
credito basate su modelli di rating, dal momento che la limitata dimensione del portafoglio
di ISA e la sostanziale unicità del tipo di finanziamento concesso hanno indotto a ritenere tali
130
Bilancio 2013
metodologie non coerenti con l’operatività della Società.
2.3 Tecniche di mitigazione del rischio di credito
I finanziamenti concessi dalla Società rispondono a precise disposizioni normative, vengono
erogati utilizzando esclusivamente mezzi propri e sono rappresentati da finanziamenti a
medio-lungo termine, nella quasi totalità dei casi assistiti da garanzie reali di natura
ipotecaria, di importo normalmente non inferiore a 2-3 milioni di euro e concessi
esclusivamente
a
persone
giuridiche.
Tali
caratteristiche,
unitamente
al
numero
estremamente ridotto dei finanziamenti concessi (attualmente le società finanziate sono 35,
per un credito residuo lordo pari a circa 170 milioni di euro), ha indotto finora ad effettuare
valutazioni del rischio di credito specificamente tarate per ciascun finanziamento.
Gli elementi che sono oggetto di specifica valutazione, in ogni caso, sono:
-
adeguatezza
e solidità
della struttura
economico-finanziaria
dell’impresa che richiede il finanziamento, e del gruppo di
e
patrimoniale
appartenenza,
ove
esistente, sulla base di criteri di analisi ispirati alla best practice di mercato
(analisi di bilancio, sia per stock che per flussi, analisi per indici);
-
posizionamento di mercato, confronto con i principali competitors, ecc.;
-
verifica della coerenza del finanziamento richiesto con il piano di investimenti da
realizzarsi, anche mediante il supporto fornito da società indipendenti con particolare
competenza tecnica in materia;
-
verifica della sostenibilità finanziaria, nel medio-lungo termine, degli impegni connessi
al rimborso del finanziamento richiesto, sulla base di un business plan da condividere
con ISA, sia in termini di assunzioni (endogene ed esogene) che di sviluppo nel
tempo;
-
adeguatezza del quadro garantuale, che non deve, comunque, essere inferiore al
150% del finanziamento concesso, in rapporto alla tipologia del finanziamento, al suo
ammontare, alla situazione del richiedente e all’andamento del mercato di riferimento.
La stima del valore effettivo delle garanzie reali acquisite, con particolare riguardo ai
beni immobili, è delegata sempre a soggetti indipendenti ed in possesso di specifiche
competenze tecniche.
131
Bilancio 2013
2.4 Attività finanziarie deteriorate
In relazione alle modalità di classificazione dei crediti deteriorati sono adottati, in
aggiunta ai criteri definiti dall’Autorità di Vigilanza (sofferenze, incagli, scaduti e
ristrutturati), i principi previsti dallo IAS 39. In particolare, si procede alla verifica di
eventi che attengono al cliente affidato, quali:
•
significative difficoltà del debitore;
•
violazioni gravi di accordi contrattuali;
•
alta probabilità di fallimento;
•
estensione
al
debitore
di
concessioni,
legate
a
difficoltà
finanziarie,
che
normalmente non sarebbero state concesse.
L’attività di recupero crediti viene effettuata con modalità, strumenti e risorse di volta in volta
definiti, avuto riguardo alle specifiche problematiche presentate dalle posizioni divenute
non performing. Ciò in virtù delle caratteristiche concretamente presentate dal portafoglio
crediti di ISA, che si possono così riassumere:
-
numero di finanziamenti estremamente ridotto (attualmente 35 posizioni creditorie
in essere);
-
dimensione media alquanto elevata (attualmente circa 5 milioni medi in termini di
credito lordo);
-
istruttorie specificamente effettuate per ciascuna posizione;
-
unicità della tipologia di credito (mutuo a medio lungo termine);
-
presenza, nella quasi totalità dei casi, di garanzie reali di natura ipotecaria.
L’Area Amministrativa, prima della scadenza delle singole rate di mutuo, provvede ad
inviare la richiesta di pagamento indicando l’importo sia in capitale che interessi. In caso di
ritardo il primo sollecito, in via informale, viene effettuato dall’Area Investimenti, all’uopo
dall’area Amministrativa,
in
mancanza
di
successo
l’Area
Amministrativa
costituisce
formalmente in mora il debitore, dando un termine breve per l’adempimento; qualora
l’esito dei solleciti risultasse infruttuoso, è prevista una procedura per inviare la posizione
all’Area Legale per il recupero del credito.
Relativamente alle operazioni a condizioni di mercato la valutazione del credito viene
effettuata con le stesse modalità e strumenti precedentemente definiti per i finanziamenti.
La dimensione media delle operazioni ha reso opportuno adottare meccanismi di gestione
dell’eventuale attività di recupero specificatamente tarati sulla singola posizione e, di
conseguenza, prevedere il ricorso a professionisti esterni, coordinati e diretti dall’area Legale
interna di ISA, per realizzare concretamente l’attività di recupero stessa.
Si evidenzia che le decisioni delle strategie di recupero tengono in particolare considerazione
non soltanto la solvibilità del soggetto debitore, ma anche la consistenza ed il valore delle
132
Bilancio 2013
garanzie che normalmente
assistono
i
crediti di
ISA; garanzie
nella quasi totalità
rappresentate da ipoteche su beni immobili, la cui escussione può presentare tempi lunghi
ma presumibilmente aspettative di recupero significative, se si riescono ad identificare e
mettere in atto le strategie di recupero ritenute più efficaci di caso in caso.
Il Consiglio di Amministrazione viene periodicamente informato sull’andamento dei crediti
anomali e sulle relative procedure di recupero.
Al 31 dicembre 2013, non si rilevano posizioni deteriorate riferite alle operazioni a condizioni
di mercato.
133
Bilancio 2013
INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA
1.
Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per
qualità creditizia
(in migliaia di euro)
Portafogli/qualità
Sofferenze
Esposizioni Esposizioni
ristrutturate
scadute
Incagli
Altre
attività
Totale
1. Attività finanziarie detenute per
la negoziazione
0
0
0
0
0
0
2. Attività finanziarie valutate al
fair value
0
0
0
0
0
0
3. Attività finanziarie disponibili per
la vendita
0
0
0
0
0
0
4. Attività finanziarie detenute sino
alla scadenza
0
0
0
0
0
0
5. C rediti verso banche
0
0
0
0
130.529
130.529
6. C rediti verso enti finanziari
0
0
0
0
0
0
812
178
300
3.207
211.730
216.227
0
0
0
0
0
0
Totale 31/12/2013
812
178
300
3.207
342.259
346.756
Totale 31/12/2012
812
2.548
848
4.541
369.200
377.949
7. C rediti verso clientela
8. Derivati di copertura
La voce “Sofferenze” si riferisce al credito, per 812 migliaia di euro, verso una società in
attività e due in fallimento al netto del fondo svalutazione.
La voce “Incagli” si riferisce al credito, per 178 migliaia di euro, verso una società finanziata
al netto del fondo svalutazione.
La voce “Esposizioni ristrutturate” si riferisce al credito, per 300 migliaia di euro, verso una
società finanziata al netto del fondo svalutazione.
La voce “Esposizioni scadute” si riferisce al credito, per 3.207 migliaia di euro, verso una
società finanziata al netto del fondo svalutazione.
Alla data del 31 dicembre 2013, non risultano posizioni in bonis con un’anzianità di scaduto
inferiore ai 90 giorni.
I finanziamenti erogati dalla Società di norma risultano garantiti essenzialmente da garanzie
reali per l’intero importo.
134
Bilancio 2013
2. Esposizioni creditizie
2.1 Esposizioni creditizie verso clientela: valori lordi e netti
(in migliaia di euro)
Tipologie esposizioni/valori
Esposizione
lorda
Rettifiche Rettifiche di
Esposizione
di valore
valore di
netta
specifiche portafoglio
A. ATTIVITA' DETERIORATE
ESPOSIZIONI PER CASSA:
- Sofferenze
- Incagli
- Esposizioni ristrutturate
- Esposizioni scadute deteriorate
12.914
-12.102
0
812
2.373
-2.195
0
178
600
-300
0
300
4.294
-1.087
0
3.207
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
ESPOSIZIONI FUORI BILANCIO:
- Sofferenze
- Incagli
- Esposizioni ristrutturate
- Esposizioni scadute deteriorate
0
0
0
0
20.181
-15.684
0
4.497
0
0
0
0
215.146
-2.114
-1.302
211.730
Totale B
215.146
-2.114
-1.302
211.730
Totale (A+B)
235.327
-17.798
-1.302
216.227
Totale A
B.ESPOSIZIONI IN BONIS
Esposizioni
deteriorate
scadute
non
- Altre esposizioni
135
Bilancio 2013
2.2 Esposizioni creditizie verso banche ed enti finanziari: valori lordi e netti
(in migliaia di euro)
Tipologie esposizioni/valori
Esposizione
lorda
Rettifiche Rettifiche di
Esposizione
di valore
valore di
netta
specifiche portafoglio
A. ATTIVITA' DETERIORATE
ESPOSIZIONI PER CASSA:
- Sofferenze
0
0
0
0
0
0
0
0
- Esposizioni ristrutturate
0
0
0
0
- Esposizioni scadute deteriorate
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
- Incagli
ESPOSIZIONI FUORI BILANCIO:
- Sofferenze
- Incagli
- Esposizioni ristrutturate
- Esposizioni scadute deteriorate
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
130.529
0
0
130.529
Totale B
130.529
0
0
130.529
Totale (A+B)
130.529
0
0
130.529
Totale A
B.ESPOSIZIONI IN BONIS
Esposizioni
deteriorate
scadute
non
- Altre esposizioni
3. Concentrazione del credito
La peculiare distribuzione del credito di ISA in termini di frammentazione dello stesso è
tale da far ritenere che non sussista una particolare concentrazione del credito.
3.1 Distribuzione delle esposizioni per cassa e fuori bilancio per settore di attività
economica della controparte
L’intero ammontare delle esposizioni finanziarie, pari a 216.227 migliaia di euro, è
erogato a società non finanziarie (imprese produttrici), secondo la ripartizione per settore
di attività economica indicata nella Circolare n. 217 del 5 agosto 1996 “Manuale per la
compilazione delle Segnalazioni di Vigilanza degli intermediari finanziari iscritti nell’Elenco
Speciale” emanata dalla Banca d’Italia.
136
Bilancio 2013
3.2 Distribuzione delle esposizioni per cassa e fuori bilancio per settore area
geografica della controparte
(in migliaia di euro)
Area geografica
Esposizioni per
cassa
122.828
No rd Ovest
42.490
No rd Est
8.969
Centro
41.940
Sud e Iso le
Totale
216.227
3.3 Grandi rischi
Si rileva che, alla data del 31 dicembre 2013, non sono presenti “grandi rischi” cioè
posizioni individuali oltre il limite del 25% del Patrimonio di Vigilanza.
3.2 Rischi di mercato
3.2.1. Rischio di tasso di interesse
INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA
1. Aspetti generali
Per quanto riguarda il rischio tasso, si evidenzia che la Società eroga finanziamenti
agevolati a tasso variabile.
Inoltre, gli interventi a condizioni di mercato prevedono clausole di uscita dall’investimento
garantite con modalità utilizzate usualmente dagli investitori privati per questo tipo di
operazioni.
137
Bilancio 2013
INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA
1. Distribuzione per durata residua (data di riprezzamento) delle attività e delle
passività finanziarie
(in migliaia di euro)
Voci/durata residua
Da oltre 3
mesi fino a
6 mesi
Fino a 3
mesi
A vista
Da oltre 6
mesi fino a
1 anno
Da oltre 1 Da oltre 5
anno fino anni fino a
a 5 anni
10 anni
Oltre 10
anni
Durata
indeterminata
1. Attività
1.1. Titoli di debito
0
0
0
0
0
0
0
0
130.529
208.468
0
6.747
1.012
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
2.1 Debiti
0
0
0
0
0
0
0
0
2.2 Titoli di debito
0
0
0
0
0
0
0
0
2.3 Altre passività
15.004
0
0
0
0
0
0
0
3.1 Posizioni lunghe
0
0
0
0
0
0
0
0
3.2 Posizioni corte
0
0
0
0
0
0
0
0
3.3 Posizioni lunghe
0
0
0
0
0
0
0
0
3.4 Posizioni corte
0
0
0
0
0
0
0
0
1.2 C rediti
1.3 Altre attività
2. Passività
3. Derivati finanziari
Opzioni
Altri derivati
138
Bilancio 2013
Sensitivity analysis
Viene di seguito fornita un’analisi di sensitività delle attività e passività finanziarie ad una
variazione della curva dei tassi di interesse. In particolare è stato rilevato il teorico
impatto sul conto economico e sul patrimonio netto, come richiesto dall'IFRS7, nel caso
di uno shift parallelo della curva dei tassi di 100 bps.
In base alle analisi effettuate, una inattesa e sfavorevole variazione di 100 bps dei tassi
di mercato avrebbe determinato un impatto negativo a conto economico, come minori
interessi attivi, pari a 1.528 euro migliaia . Nessun impatto per variazioni di fair value, si
sarebbe registrato, invece, direttamente a patrimonio netto in quanto non sono in essere
a fine esercizio poste patrimoniali valorizzate a fair value le cui variazioni di valore per
effetto di una variazione dei tassi di interesse hanno un impatto diretto a livello di
patrimonio netto.
La Società, non essendo esposta né al rischio di prezzo derivante da strumenti di
capitale, né al rischio di cambio, una variazione avversa delle variabili di mercato legate
a tali tipologie di rischi, non comporterebbe alcun impatto a conto economico o a
patrimonio netto.
Rischio di tasso di interesse
+ 100 bps shift
- 100 bps shift parallelo
parallelo curva tassi Eur
curva tassi Eur
(migliaia di euro)
Strumento finanziario
Impatto
Valore di
Impatto sul Impatto sul Impatto sul
sul
bilancio al
conto
patrimonio
conto
patrimonio
31/12/2013 economico
netto
economico
netto
Attività finanziarie
C assa e disponibilità liquide
2
0
0
0
0
Attività finanziarie detenute sino alla scadenza
0
0
0
0
0
5.173
0
0
0
0
Depositi e conti correnti
130.529
1.385
0
-1.385
0
C rediti verso la clientela
216.227
1.192
0
-1.192
0
2.577
0
-2.577
0
928
0
-928
0
1.650
0
-1.650
0
0
0
0
0
0
15.004
-188
0
188
0
-188
0
188
0
Attività finanziarie disponibili per la vendita
Impatto su attività finanziarie prima dell'effetto fiscale
Tax rate 36,0%
Impatto su attività finanziarie al netto dell'effetto fiscale
Passività finanziarie
Debiti (Finanziamento bancario a tasso fisso)
Fondo L.248/2005 art.10 -ter c.3
Impatto su passività finanziarie prima dell'effetto fiscale
Tax rate 36,0%
Impatto su passività finanziarie al netto dell'effetto fiscale
Incremento (decremento) totale
-67
0
68
0
-121
0
120
0
1.528
0
-1.529
0
139
Bilancio 2013
3.2.2 Rischio di prezzo
ISA non ha al momento apprezzabili rischi di prezzo, dal momento che, in linea di principio,
non effettua investimenti in azioni quotate sui mercati regolamentati ovvero in titoli di debito
e/o derivati.
Non si può, comunque, escludere la possibilità che ISA possa acquisire in futuro
partecipazioni in società quotate. In tal caso, tuttavia, l’eventuale investimento non sarebbe
effettuato in un’ottica di trading bensì avrebbe le caratteristiche di investimento strategico a
medio-lungo termine, coerente con la mission di ISA (operazioni a “condizioni di mercato”)
e con una way out specificamente definita.
3.2.3 Rischio di cambio
ISA non assume esposizioni al rischio di cambio, non effettuando investimenti e non avendo
passività in valuta diversa da quella nazionale.
3.2.4 Rischio controparte
ISA può avere come principale controparte una società cooperativa o di capitali che operi nel
settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli purché l’impresa, al
momento dell’istruttoria, sia sana tanto sotto l’aspetto patrimoniale quanto sotto l’aspetto
economico. Quindi il rischio di controparte, in una transazione relativa a strumenti finanziari,
si concretizza principalmente nell’inadempimento di questa. Oltre alla norma che impone a
ISA di avere come cliente – controparte imprese sane, la Società si è dotata di procedure e
di un modello organizzativo a controllo preventivo dei soggetti che possano avere rapporti
con ISA. Per quanto riguarda i fornitori–controparte, ISA dispone di adeguati procedimenti di
selezione del contraente, propri degli Organismi di diritto pubblico.
3.2.5 Rischio strategico
ISA ha adottato, nella propria operatività, particolari accorgimenti e procedure finalizzate alla
riduzione del rischio in esame; la procedura aziendale di budgeting operativo adotta tutte le
misure connesse al potenziale azzeramento della volatilità dei volumi e dei margini derivanti
da eventuali cambiamenti del contesto competitivo, del comportamento della clientela o dello
sviluppo tecnologico.
Le procedure aziendali operative ed i relativi momenti di controllo in queste previste tendono
all’annullamento delle cosiddette “variabili gestionali” dovute ad errori degli operatori nella
realizzazione delle attività e dei progetti.
140
Bilancio 2013
3.2.6 Rischio reputazionale
Il rischio reputazionale viene considerato un rischio derivato, in quanto viene generato da
altri fattori di rischio, ISA ha definito e implementato una serie di policy e strumenti che ne
permettono un adeguato presidio, soprattutto in considerazione della sua natura di
organismo di diritto pubblico.
3.2.7 Rischio riciclaggio e finanziamento del terrorismo
Il rischio di riciclaggio in ISA è ricondotto prevalentemente tra quelli di natura legale e
reputazionale, ancorché non possano escludersi perdite su crediti o su strumenti finanziari
dovute al finanziamento inconsapevole di attività criminose.
ISA al fine di contenere il rischio di riciclaggio, sotto il profilo del rispetto della
regolamentazione prudenziale, si è dotata di un idoneo assetto organizzativo e nel corso del
2013 di un innovativo software per la verifica delle persone politicamente esposte (PEP) ed
ha programmato specifiche sessioni formative per il personale addetto all’adeguata verifica e
alla tenuta dell’archivio unico informatico.
Nel mese di novembre 2013 il Consiglio di Amministrazione ha approvato il documento
“Policy per la gestione del rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo” ed il
“Regolamento della funzione antiriciclaggio”.
141
Bilancio 2013
3.3 Rischi operativi
INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA
1. Aspetti generali
I principali processi dell’attività aziendale sono oggetto di disciplina in appositi documenti
interni. Tali documenti, unitamente all’introduzione di adeguate procedure informatiche,
consentono il presidio dei rischi operativi connessi al verificarsi di errori tecnici ed umani in
tutte le fasi dell’operatività aziendale.
Il Management della Società è estremamente sensibile all’importanza dei controlli di linea e
alla gestione dei rischi e promuove, a tutti i livelli dell’organizzazione, la cultura del controllo.
Va in tale direzione la nuova funzione di Risk Management affinché si rafforzino i presidi di un
efficace sistema di gestione e controllo dei rischi, in attuazione degli indirizzi strategici.
Dal punto di vista organizzativo, la funzione di Internal Auditing vigila sull’operatività e
sull’adeguatezza del sistema dei controlli interni, verificando l’aderenza e la coerenza dei
processi, delle azioni e delle prassi poste in essere dalle funzioni aziendali, alla normativa, ai
regolamenti, alle direttive, alle deleghe conferite ed alle procedure emanate.
La funzione di Internal Auditing riporta all’Amministratore Delegato e, per il suo tramite al
Consiglio di Amministrazione, il risultato di ispezioni ed indagini amministrative su situazioni
aziendali critiche che dovessero interessare le funzioni interne, per evidenziarne le cause e
le eventuali responsabilità e proporre le relative azioni correttive. In tale contesto, la
funzione Internal Auditing provvede a formulare proposte e raccomandazioni alla Funzione
Risk Management per gli affinamenti da introdurre al fine di una sempre maggiore efficacia ed
efficienza di detti controlli.
La Funzione Controllo di Gestione assicura l’attuazione del ciclo di pianificazione e controllo
economico della Società.
INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA
Attualmente le perdite economiche, derivanti dai rischi operativi, come risulta dai sistemi
contabili, possono definirsi di entità trascurabile.
142
Bilancio 2013
3.4 Rischio di liquidità
INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA
1. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di
liquidità
Per rischio di liquidità si intende il rischio di non riuscire a far fronte agli impegni di
pagamento quando essi giungono a scadenza (funding liquidity risk) per cassa derivanti dagli
strumenti finanziari, in modo da pregiudicare l’operatività o la situazione finanziaria della
Società.
ISA non presenta un significativo rischio di liquidità in relazione al fatto che l’attività è
finanziata fondamentalmente con mezzi propri. In considerazione di ciò, la Società gestisce
direttamente la propria liquidità e cura un’informativa completa ed accurata agli organi
societari.
143
Bilancio 2013
INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA
1. Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e delle
passività finanziarie
(in migliaia di euro)
Voci/Scaglioni temporali
Da oltre 1 Da oltre 7 Da oltre 15 Da oltre 1
Da oltre 3
Da oltre 6
Da oltre 1
giorno a 7 giorni a 15 giorni a 1 mese fino a mesi fino a 6 mesi fino a anno fino a
giorni
giorni
mese
3 mesi
mesi
1 anno
3 anni
A vista
Da oltre 3
anni fino a
5 anni
Oltre 5
anni
Durata
indeterminata
Attività per cassa
A.1 Titoli di Stato
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
A.2 Altri titoli di debito
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
A.3 Finanziamenti
A.4 Altre attività
Passività per cassa
5
130.538
130.543
107
0
107
510
0
510
7.716
9.064
41.159
30.514
69.432
0
7.270
11.686
30.134
8.598
23
0
14.986
20.750
71.293
39.112
69.455
0
B.1 Debiti verso:
- Banche
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
- Enti finanziari
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
- C lientela
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
B.2 Titoli di debito
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
B.3 Altre passività
15.004
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
- Posizioni lunghe
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
- Posizioni corte
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
- Differenziali positivi
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
- Differenziali negativi
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
Operazioni "fuori bilancio"
C .1 Derivati finanziari con
scambio di capitale
C .2 Derivati finanziari senza
scambio di capitale
C .3 Finanziamenti da ricevere
- Posizioni lunghe
- Posizioni corte
C .4 Impegni irrevocabili a
erogare fondi
- Posizioni lunghe
- Posizioni corte
C .5 Garanzie finanziarie
rilasciate
C .6 Garanzie finanziarie
ricevute
11.324
144
Bilancio 2013
Sezione 4 – INFORMAZIONI SUL PATRIMONIO
4.1 IL PATRIMONIO DELL’IMPRESA
4.1.1 Informazioni di natura qualitativa
ISA assegna un ruolo prioritario alle attività volte alla gestione e all’allocazione del capitale
(regolamentare ed economico) in funzione dei rischi assunti e dello sviluppo dell’operatività
nell’ambito delle linee strategiche definite dal Consiglio di Amministrazione. Tali attività si
articolano nelle diverse fasi del processo di pianificazione e controllo della Società ed in
particolare nei processi di pianificazione strategica e budgeting e nei processi di
monitoraggio.
Gli obiettivi di capitale definiti annualmente dalla Società permettono di mantenere livelli
patrimoniali adeguati a coprire le esigenze di capitale, sia in termini di rischi di Primo
Pilastro – per i quali esiste un requisito minimo di capitale – sia in termini di rischi di
Secondo Pilastro “misurabili”. In particolare, la Società, considerato che il suo livello di
patrimonializzazione è maggiore di quello minimo regolamentare (6% dei Risk Weighted
Assets), ha operato nel corso dell’anno con una dotazione di capitale notevolmente
superiore al livello minimo richiesto, disponendo pertanto di un consistente surplus di
capitale (eccedenza del Patrimonio di Vigilanza rispetto ai requisiti regolamentari), a presidio
di altri rischi “non misurabili” di Secondo Pilastro e per lo sviluppo delle attività di business.
In relazione alla sua dimensione (intermediario di Classe 3), la Società ha deciso di utilizzare
il Patrimonio di Vigilanza, così come definito nel VII aggiornamento della Circolare 216/96,
quale nozione di capitale complessivo (come specificato nel Resoconto ICAAP predisposto
annualmente) a presidio dei rischi aziendali e a sostegno delle attività correnti e
prospettiche.
Il Comitato per il Risk Management, in accordo alle previsioni delle procedure interne e con il
supporto dell’Area Amministrazione Finanza e Controllo, deve rilevare periodicamente
l’assorbimento patrimoniale ed il rispetto dei relativi requisiti patrimoniali. Tali informazioni
sono periodicamente riportate alla Direzione ed al Consiglio di Amministrazione, soggetti
deputati, in accordo alle deleghe e poteri conferiti.
145
Bilancio 2013
4.1.2 Informazioni di natura quantitativa
4.1.2.1 Patrimonio dell’impresa: composizione
(in migliaia di euro)
Voci/Valori
2013
1. C apitale
2012
300.000
2. Sovrapprezzi di emissione
300.000
0
0
11.492
21.276
8.022
17.806
4.931
4.169
b) statuaria
0
0
c) azione proprie
0
0
3.091
13.637
3.470
3.470
3. Riserve
- di utili
a) legale
d) altre
- altre
4. (Azioni proprie)
0
5. Riserve da valutazione
0
-154 -
129
- Attività finanziarie disponibili per la vendita
0
0
- Attività materiali
0
0
- Attività immateriali
0
0
- C opertura di investimenti esteri
0
0
- C opertura dei flussi finanziari
0
0
- Differenze di cambio
0
0
- Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione
0
0
- Leggi speciali di rivalutazione
0
0
- Utili/perdite attuariali relativi a piani previdenziali a benefici definiti
-154 -
- Quota delle riserve da valutazione relative a partecipazioni valutate
al patrimonio netto
0
0
6. Strumenti di capitale
0
0
7. Utile (perdita) d'esercizio
Totale
129
3.407
15.316
314.745
336.463
146
Bilancio 2013
4.2 - IL PATRIMONIO E I COEFFICIENTI DI VIGILANZA
4.2.1 - Patrimonio di Vigilanza
4.2.1.1 Informazioni di natura qualitativa
In merito alle caratteristiche degli strumenti che rientrano nel calcolo del Patrimonio di
Vigilanza, non si registra l’esistenza di particolari tipologie quali strumenti innovativi di
capitale, strumenti ibridi di patrimonializzazione o passività subordinate.
4.2.1.2 - Informazioni di natura quantitativa
(in migliaia di euro)
Voci/Valori
2013
A. Patrimonio di base prima dell'applicazione dei filtri prudenziali
2012
314.745
336.464
-9
-29
B.1 Filtri prudenziali IAS/IFRS positivi (+)
0
0
B.2 Filtri prudenziali IAS/IFRS negativi (-)
-9
-29
314.736
336.435
0
0
314.736
336.435
F. Patrimonio supplementare prima dell'applicazione dei filtri prudenziali
0
0
G. Filtri prudenziali del patrimonio supplementare:
0
0
G.1 Filtri prudenziali IAS/IFRS positivi (+)
0
0
G.2 Filtri prudenziali IAS/IFRS negativi (-)
0
0
H. Patrimonio supplementare al lordo degli elementi da dedurre (F+G)
0
0
I. Elementi da dedurre dal patrimonio supplementare
0
0
L. Totale patrimonio supplementare (TIER 2) (H-I)
0
0
M. Elementi da dedurre dal totale patrimonio di base e supplementare
0
0
314.736
336.435
0
0
B. Filtri prudenziali del patrimonio base:
C. Patrimonio di base al lordo degli elementi da dedurre (A+B)
D. Elementi da dedurre dal patrimonio di base
E. Totale patrimonio di base (TIER 1) (C-D)
N. Patrimonio di vigilanza (E+L-M)
O. Patrimonio di terzo livello (TIER 3)
P. Patrimonio di vigilanza incluso TIER 3 (N+O)
314.736
336.435
Il decremento del Patrimonio di Vigilanza, pari a 21.699 migliaia di euro, è principalmente
imputabile:

per 16.200 migliaia di euro, alla distribuzione di riserve da utili al socio Mipaaf deliberata
dall’Assemblea del 31 gennaio 2013 in esecuzione di quanto disposto dall’articolo 4, comma
53, della Legge 183/2011 e ss.mm. e dall’articolo 30 della Legge 214/2011;

per 3.619 migliaia di euro, alla distribuzione di riserve da utili al socio Mipaaf deliberata
dall’Assemblea del 7 maggio 2013, in esecuzione di quanto disposto dall’articolo 4, comma
53, della Legge 183/2011 e ss.mm. e dall’articolo 30 della Legge 214/2011.
147
Bilancio 2013
4.2.2 – Adeguatezza patrimoniale
4.2.2.1 - Informazioni di natura qualitativa
La Società, nell’ambito della predisposizione del piano pluriennale effettua sia analisi
previsionali di business, sia analisi patrimoniali, al fine di verificarne la sostenibilità. Tali
analisi rappresentano da un lato un elemento essenziale nella predisposizione del piano
pluriennale e del budget annuale, dall’altro sono oggetto di monitoraggio periodico
attraverso le attività tipiche del controllo di gestione.
Dal confronto fra la dotazione di capitale complessivo e le esigenze di copertura dei rischi
attuali e prospettici non sono emerse, nel corso dell’anno, esigenze di capitale addizionale.
Come già evidenziato precedentemente, la struttura di capitale utilizzata dalla Società, a
fronte delle esigenze di copertura dei rischi (capitale complessivo) è quella del Patrimonio di
Vigilanza. Pertanto, le componenti patrimoniali che influiscono sul Patrimonio di Vigilanza
sono state impiegate a copertura del capitale interno a fronte:
- dei rischi di Primo Pilastro, per i quali esiste anche l’obbligo dei requisiti minimi di capitale;
- dei rischi quantificabili di Secondo Pilastro per i quali è stato determinato il corrispondente
capitale interno.
Si ricorda che il capitale interno rappresenta il capitale a rischio, ovvero il capitale
necessario per coprire le perdite eccedenti un dato livello atteso. Il capitale interno
complessivo rappresenta il capitale interno riferito a tutti i rischi rilevanti assunti dalla
Società.
In considerazione della struttura di capitale adottata, tutti gli elementi patrimoniali
considerati a copertura del capitale interno complessivo, a fronte dei rischi di Primo e
Secondo Pilastro sono computabili ai fini di vigilanza, in quanto ricompresi nella definizione
di Patrimonio di Vigilanza stabilita dalla normativa.
Inoltre, la Società ha l’obbligo della pubblicazione delle informazioni inerenti l’adeguatezza
patrimoniale, l’esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei sistemi preposti
all’identificazione, alla misurazione e alla gestione di tali rischi.
ISA è pertanto tenuta a formalizzare le strategie e le procedure volte ad assicurare il rispetto
dei requisiti di informativa, valutandone l’adeguatezza anche in termini di modalità e
frequenza della diffusione delle informazioni ed inoltre ISA pubblica, con cadenza annuale,
l’informativa al pubblico sul proprio sito internet www.isa-spa.it.
148
Bilancio 2013
4.2.2.2 - Informazioni di natura quantitativa
(in migliaia di euro)
Importi non
ponderati
2013
Importi
ponderati/requisiti
2012
2013
2012
A. ATTIVITA' DI RISCHIO
A.1 Rischio di credito e di controparte
365.390
403.523
261.984
288.732
365.390
403.523
261.984
288.732
0
0
0
0
2.1 Base
0
0
0
0
2.2 Avanzata
0
0
0
0
3. C artolarizzazioni
0
0
0
0
15.719
17.324
0
0
1. Metodologia standard
0
0
2. Modelli interni
0
0
3. Rischio di concentrazione
0
0
1.643
1.461
1. Metodologia standardizzata
2. Metodologia basata su rating interni
B. REQUISITI PATRIMONIALI DI VIGILANZA
B.1 Rischio di credito e di controparte
B.2 Rischi di mercato
B.3 Rischio operativo
1. Metodo di base
1.643
1.461
2. Metodo standardizzato
0
0
3. Metodo avanzato
0
0
0
0
B.4 Altri requisiti prudenziali
B.5 Altri elementi del calcolo
B.6. Totale requisiti prudenziali
0
0
17.362
18.785
C. ATTIVITA' DI RISCHIO E COEFFICIENTI DI VIGILANZA
C .1 Attività di rischio ponderate
261.984
288.732
C .2 Patrimonio di base/Attività di rischio ponderate (Tier 1 capital ratio)
120,14%
116,53%
C .3 Patrimonio di vigilanza incluso TIER 3/Attività di rischio ponderate (Total capital ratio)
120,14%
116,52%
149
Bilancio 2013
Sezione 5. Prospetto analitico della redditività complessiva
(in migliaia di euro)
Importo
Lordo
10.
Utile (Perdita) d'esercizio
Altre componenti
economico
reddituali
Imposta sul
reddito
4.290
senza
rigiro
a
-
Importo
Netto
884
3.407
0
conto
20.
Attività materiali
0
0
30.
Attività immateriali
0
0
0
40.
Piani a benefici definiti
-38
14
-24
0
0
0
0
0
0
a) variazioni di fair value
0
0
0
b) rigiro a conto economico
0
0
0
c) altre variazioni
0
0
0
a) variazioni di fair value
0
0
0
b) rigiro a conto economico
0
0
0
c) altre variazioni
0
0
0
a) variazioni di fair value
0
0
0
b) rigiro a conto economico
0
0
0
c) altre variazioni
0
0
0
a) variazioni di valore
0
0
0
b) rigiro a conto economico
0
0
0
- rettifiche da deterioramento
0
0
0
- utili/perdite da realizzo
0
0
0
0
0
0
a) variazioni di fair value
0
0
0
b) rigiro a conto economico
0
0
0
c) altre variazioni
0
0
0
0
0
0
0
0
0
- rettifiche da deterioramento
0
0
0
- utili/perdite da realizzo
0
0
0
0
0
0
0
0
0
50.
60.
Attività non correnti in via di dismissione
Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni
valutate a patrimonio netto
Altre componenti reddituali con rigiro a conto economico
70
80.
90.
90.
Copertura di investimenti esteri:
Differenze di cambio:
Copertura dei flussi finanziari:
Attività finanziarie disponibili per la vendita:
c) altre variazioni
110.
Attività non correnti in via di dismissione:
Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni
120.
valutate a patrimonio netto
a) variazioni di fair value
b) rigiro a conto economico
c) altre variazioni
130. Totale altre componenti reddituali
140.
Redditività complessiva (Voce 10+130)
4.252
-
870
3.382
150
Bilancio 2013
Sezione 6. Operazioni con parti correlate
6.1 Informazioni sui compensi del Management con responsabilità strategica
(in migliaia di euro)
Voci
Importi
C ompensi Amministratori
229
C ompensi C ollegio Sindacale
105
C ompensi Organismo di Vigilanza
Totale
49
383
6.3 Informazioni sulle transazioni con parti correlate
Il principio IAS 24, al paragrafo 25, prevede una esenzione dai requisiti informativi di cui al
paragrafo 18 del medesimo principio relativamente alle operazioni con parti correlate ed ai
saldi in essere, inclusi gli impegni, nel caso di:
a)
un ente governativo che detiene il controllo, il controllo congiunto o un’influenza
notevole sull’entità che redige il bilancio;
b)
un’altra entità che è una parte correlata perché lo stesso ente governativo ha il
controllo, il controllo congiunto o un’influenza notevole sia sull’entità che redige il bilancio
sia sull’altra entità.
Nel caso in cui ci si avvalga dell’esenzione di cui al paragrafo 25, è necessario indicare:
a)
la denominazione dell’ente governativo e la natura del proprio rapporto con l’entità
che redige il bilancio (ossia controllo, controllo congiunto o influenza notevole);
b)
le informazioni che seguono, con un livello di dettaglio sufficiente a consentire agli
utilizzatori del bilancio di comprendere l’effetto delle operazioni con parti correlate poste in
essere:
i.
la natura e il valore di ciascuna operazione individualmente significativa;
ii.
per le altre operazioni che sono rilevanti collettivamente, ma non singolarmente,
un’indicazione qualitativa o quantitativa della loro entità.
A tal fine si ricorda che la Società è soggetta al controllo del Socio Unico, il Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali.
Nel corso del 2013 non sono state effettuate con il Socio Unico operazioni individualmente
significative.
Le altre operazioni effettuate con il Socio Unico che sono rilevanti collettivamente, ma non
singolarmente, sono quelle relative all’attività di assistenza dei Contratti di Filiera come da
Convenzione stipulata il 21 giugno 2006 e atto integrativo della convenzione stessa con il
Mipaaf.
151
Bilancio 2013
Nel corso dell’anno non sono state effettuate dalla Società operazioni di natura tipica o
inusuale, che possano aver dato luogo a dubbi, in ordine alla salvaguardia del patrimonio
aziendale, né con parti correlate né con soggetti diversi dalle parti correlate.
Sezione 7. Altri dettagli informativi
7.1 Revisione legale dei conti annuali
La revisione legale dei conti annuali è affidata alla PricewaterhouseCoopers S.p.A.
L’importo dei corrispettivi annui previsti contrattualmente per tale incarico è pari a 34 migliaia
di euro.
152
Bilancio 2013
Relazione del Collegio Sindacale
153
Bilancio 2013
154
Bilancio 2013
155
Bilancio 2013
156
Bilancio 2013
157
Bilancio 2013
158
Bilancio 2013
Relazione della Società di Revisione
159
Bilancio 2013
160
Bilancio 2013
161
Bilancio 2013
162