Cure Palliative

Cure Palliative
Dr. Adriana Turriziani
HOSPICE “VILLA SPERANZA”
Università Cattolica S. Cuore – Roma
World Health Organization
Definition of Palliative Care
World Health Organization Web site.
http://www.who.int/cancer/palliative/definition/en/
Accessed December 4,2008
Definition of Palliative Care
“Palliative care is an approach that improves the quality
of life of patients and their families facing the problem
associated with life-threatening illness, through the
prevention and relief of suffering by means of early
identification and impeccable assessment and
treatment of pain and other problems, physical,
psychosocial and spiritual”.
Cecilia Sepúlveda, MD, Amanda Marlin, MPH, Tokuo Yoshida, MD, and Andreas Ullrich, MD: Palliative Care: The World Health Organization’s Global Perspective.
Journal of Pain and Symptom Management, Vol. 24 No. 2 August 2002
World Health Organization
Definition of Palliative Care
World Health Organization Web site.
http://www.who.int/cancer/palliative/definition/en/
Accessed December 4,2008
“..Offers a support system to help the family cope during the
patient’s illness and in their own bereavement;
……..Is applicable early in the course of illness,
in conjunction with other therapies that are intended to
prolong life, such as chemotherapy or radiation therapy,
and includes those investigations needed to better
understand and manage distressing clinical complications”
Cecilia Sepúlveda, MD, Amanda Marlin, MPH, Tokuo Yoshida, MD, and Andreas Ullrich, MD: Palliative Care:
The World Health Organization’s Global Perspective.
Journal of Pain and Symptom Management, Vol. 24 No. 2 August 2002
La filosofia dell’Hospice
Negli ultimi anni le cure palliative hanno acquisito :
“Expertise in symptom management, psychosocial care, communication,
complex decision making and transition care”
E. Bruera, D. Hui – Integrating supportive and palliative care in the trajectory of cancer: establishing goals and models of care
–
J Clin Oncol 28, 25:4013-4017, 2010
The primary aim of palliative care
is to minimize patient and family suffering
at all stages of life-threatening illness.
World Health Organization: National cancer control programs, in Policies and Managerial
Guidelines (ed 2). Geneva, Switzerland, WHO, 2002
World Health Organization. Avoicilabile
at:http.www.who.org
WHO, 1990
Il mondo
115 nazioni su 234
sono dotate di programmi
di cure palliative
Gli end stage delle grandi
insufficienze d’organo
Developing a New Model of Care:
Function and symptoms for those living
with serious chronic illness at the end of life
generally follow 1 of 3 trajectories .
Joanne Lynn, MD,: Serving Patients Who May Die Soonand Their FamiliesThe Role of Hospice and Other Services.
JAMA, February 21, 2001—Vol 285, No. 7
Scott A Murray, Marilyn Kendall, Kirsty Boyd, Aziz Sheikh: Clinical review: Illness trajectories and palliative care.
VOLUME 33030 APRIL 2005bmj.com
BMJ
National Hospice and Palliative Care Organization
Copyright 1996
Medical Guidelines for Determining Prognosis in
Selected Non-Cancer Diseases - 2nd Edition, 1999
NHO ‘s Medical Guidelines for Determining Prognosis in Selected Non cancer Diseases.
They were intended as a starting point for determining patient eligibility under the Medicare hospice benefit,
with the caveat that their accuracy would need to be validated by future research.
Stuart B, Alexander C, Arenella C, et al. Medical Guidelines for Determining Prognosis in Selected Non- cancer Diseases.
2nd ed. Arlington, Va: National Hos pice Organization; 1996.
Quali sono i malati che si
“avvicinano alla fine della vita”?
(appropriati per le Cure Palliative)
• I malati “si avvicinano alla fine della
vita” quando è probabile che essi
muoiano entro i prossimi 12 mesi.
• In questa definizione sono inclusi i
pazienti la cui morte è imminente
(attesa entro poche ore o giorni) e
quelli con:
–
–
–
–
Definizione di End of Life Care, General Medical Council, UK 2010
Malattie inguaribili, progressive, in fase
avanzata
Una condizione clinica di fragilità (“frailty”)
generale e patologie concomitanti per la quali è
prevedibile una morte entro 12 mesi
Condizioni cliniche per le quali questi pazienti
sono a rischio di morte per una crisi acuta ed
improvvisa legata alla loro situazione
Condizioni acute a rischio per la vita, causate da
eventi improvvisi e catastrofici
Perché è importante identificare i malati che si
“avvicinano alla fine della vita”?
“La precoce identificazione delle persone
vicine alla fine della vita … conduce ad una
precoce pianificazione delle cure e ad un
loro migliore coordinamento.”
GSF National Primary Care Snapshot Audit 2010
Tre elementi “trigger” che
suggeriscono che i malati si
avvicinano alla fine della vita
1.
2.
3.
Surprise question:
“domanda sorprendente”: saresti sorpreso se
questo malato morisse nei prossimi 12 mesi?
Patient preference:
Paziente con malattia avanzata e presenza di
alcuni indicatori generali di deterioramento delle
condizioni generali, di incremento dei bisogni o
scelta del malato di non essere più sottoposto a
trattamenti “attivi”.
Clinical Indicators:
Indicatori clinici specifici di malattia avanzata
correlati ad alcune patologie (cancro,
insufficienza d’organo,fragilità/demenza).
Clinical indicators - Specific indicators of advanced
disease for each of the three main end of life patient
groups: cancer, organ failure, elderly frail/ dementia
[email protected]
http://www.goldstandardsframework.nhs.uk
[email protected]
Supportive and Palliative Care
Indicators Tool
(SPICT TM)
Lo SPICT è uno strumento clinico
che è stato sviluppato nel 2010
come progetto di collaborazione tra
NHS Lothian e il gruppo di ricerca in
Cure Palliative dell’Università di
Edimburgo.
Lo SPICT è una guida per identificare
le persone a rischio di
deterioramento clinico che si
avvicinano alla morte.
Può essere adatto per la valutazione
dei bisogni non soddisfatti
nell’ambito delle Cure Palliative e di
Supporto.
www.spict.org.uk/
Supportive and Palliative Care Indicators Tool (SPICT TM)
Include indicatori clinici basati sull’evidenza
di malattia avanzata e di condizioni di
comorbidità.
Può essere usato da un’ampia gamma di
professionisti in tutti i setting di cura
(community, care homes e ospedali)
Fornisce chiare informazioni, in un linguaggio
accessibile, che possono essere discusse
con i pazienti e le famiglie e comunicate tra
i professionisti e i teams.
Promuove cure di supporto e palliative
precoci contestualmente ad un ottimale
management della malattia di base del
paziente.
Lo SPICT è a volte usato in combinazione con
la “Surprise Question”:
Saresti sorpreso se questo paziente
morisse nei prossimi 12 mesi?”
www.spict.org.uk/
Valutazione Prognostica in
Oncologia
“How long do I have, doctor?” is a central question
for patients with far advanced, incurable illnesses.
Paul Glare P, Kiran Virik K, Jones M, Hudson M, et al; A systematic review of physicians’ survival
predictions in
terminally ill cancer patients; «BMJ», July 2003; Vol 327.
1.
Strategie generali per facilitare la
speranza e la presa di coscienza
durante il colloquio
2.
Discutere l’aspettativa di vita
3.
Discutere il processo della morte e
del morire
4.
Richiesta dei familiari di negare al
paziente la prognosi e la terminalità
di vita
5.
6.
Trattare i conflitti
(es. opinioni differenti tra familiari,
discordanze tra paziente e medico o
tra medico, paziente e caregiver)
7.
Trattare la negazione e le
aspettative che non trovano
corrispondenza con l’evidenza
clinica (es. richieste di trattamenti
• “Noi stiamo incrementando i costi e fornendo cure di basso livello a causa di
•
•
•
cose che non facciamo: iniziare le discussioni sulla possibilità di morire e
sulle decisioni di fine vita…
Questa discussione è il prerequisito indispensabile per una adeguata
pianificazione delle cure…
L’importanza di queste discussioni è oggi evidente: i malati che hanno la
possibilità di confrontarsi su questi aspetti manifestano minore ansia e
depressione, ricevono cure meno aggressive alla fine della vita, quasi mai
muoiono in reparti di rianimazione. …
In più, questo permette ai familiari sopravvissuti di avere una qualità di vita
migliore e permette alla nostra società di risparmiare milioni di dollari.”
Smith T.J. Hillner B.E. “Bending the cost curve in cancer care” N.E.J.M. 2011:364; 2060-65
Division of Hematology–Oncology and Palliative Care (T.J.S.), the Division of General Internal Medicine (B.E.H.), and the Massey Cancer Center (T.J.S.,
B.E.H.), Virginia Commonwealth University, Richmond.
•
L’introduzione precoce delle cure
palliative nella storia della malattia
tumorale, porta anche a
somministrare cure di fine vita
meno aggressive, compresi un ridotto
utilizzo della chemioterapia e ricoveri
in hospice più lunghi.
•
•
Data l’attenzione rivolta alle terapie
aggressive e costose nei pazienti
neoplastici, l'introduzione tempestiva
delle cure palliative potrebbe servire a
ridurre i costi personali e sociali
inutili e onerosi.
• “further studies are needed to:
evaluate the optimal timing […] of PC, […]
evidence based reimbursement models,
[…] which components of PC have an
impact, […] intervention in other
diseases […], […] the impact of PC
across the continuum of care…”
OPINIONE CLINICA PROVVISORIA (PCO) ASCO
INTEGRAZIONE DELLE CURE PALLIATIVE IN ONCOLOGIA
IOM
Institute of Medicine
Recommendation 5
Ensure quality of care at
the end of life, in
particular, the
management of cancerrelated pain and timely
referral to palliative and
hospice care.
Tracy Spinks, BBA1; Heidi W. Albright, MHA1; Cance rMay 15, , 2571 - 2012
Mayo Clinic
1. Palliative care can help address the multifaceted
aspects of care for patients facing a serious
illness
2. Palliative care is appropriate at any stage of
serious illness
3. Early integration of palliative care is
becoming the new standard of care for
patients with advanced cancer
4. Moving beyond cancer: palliative care can be
beneficial for many chronic diseas
5. Palliative care teams manage total pain
6. Patients with a serious illness have many
symptoms that palliative care teams can help
address
7. Palliative care can help address the emotional
impact of serious illness on patients and their
families
8. Palliative care teams assist in complex
communication interactions
9. Addressing the barriers to palliative care
involvement: patients’ hopes and values equate
to more than a cure
10. Palliative care enhances health care value
Mayo Clin Proc. n August 2013;88(8):859-865 n http://dx.doi.org/10.1016/j.mayocp.2013.05.020 www.mayoclinicproceedings.org
• Sulla base delle evidenze, è
possibile affermare che i
Servizi di Cure Palliative
sono in grado di ridurre in
modo significativo i costi
per le cure delle persone
che si avviano alla fine
della vita:
– Possono ridurre i ricoveri in
ospedale, la durata dei ricoveri,
i ricoveri ripetuti, i ricoveri in
terapia intensiva,
– Le procedure diagnostiche o gli
interventi inappropriati.
• Le Cure Palliative si
dimostrano in grado di
migliorare la qualità delle
cure per questi pazienti:
– Migliora la soddisfazione
di malati e familiari,
– Migliora il controllo dei
sintomi e la possibilità
per il malato di finire la
propria vita nel luogo
desiderato.
• Una strategia organizzativa più efficiente dal punto di vista dei costi
dovrebbe prevedere una diffusione dell’approccio palliativo alle cure
in tutto il sistema sanitario.
• Questo approccio dovrebbe permettere ai medici, in tutti i luoghi di cura,
di riconoscere quando i malati e i loro familiari possono trarre
vantaggio dagli interventi di cure palliative, di erogare cure appropriate
e di favorire l’accesso ai servizi specialistici e multiprofessionali di
cure palliative.
Cost-effectiveness of P.C. A review of the literature
www.hpcintegration.ca/media/36290/TWF-Economics-report-Eng-final-webmar7.pdf
Cochrane Review
• Efficacia dei servizi specialistici di
cure palliative domiciliari.
• I principali risultati di questa revisione
mostrano che:
– i malati assistiti dai servizi di cure palliative
specialistiche hanno una possibilità di
essere seguiti a casa fino alla morte 2,21
volte superiore rispetto ai malati che
vengono assistiti a casa da altri servizi
domiciliari;
– le cure palliative domiciliari si sono dimostrate
efficaci nel ridurre la sofferenza provocata
dai sintomi, mentre questa sofferenza era
maggiore dove questi servizi non erano stati
disponibili.
– Le evidenze prodotte in questa revisione
giustificano in modo chiaro gli investimenti
necessari per lo sviluppo dei servizi
specialistici di cure palliative domiciliari
Gomes B. et al “Effectiveness and cost-affectiveness of home palliative care services for adults with advanced Illness
and their caregivers” Cochrane Database Reviews 2013;6
L’Italia
1986 : Società Italiana di Cure
Palliative – Milano
1987 : Hospice “Domus
Salutis” – Brescia
2009 : 165 Hospice sul
territorio nazionale
Struttura dedicata all’assistenza
palliativa
e di supporto per assicurare una
migliore
qualità di vita (paziente e familiari)
Decreto legge 28.12.1998 n.450
Prioritariamente per i pazienti affetti
da patologia neoplastica terminale
Legge di conversione 26.2.1999
n.39
Centro residenziale di Cure Palliative,
Edificio dedicato di una struttura
ospedaliera o di una struttura
residenziale sanitaria; Non superiore a
30 p.l. - Equipe multiprofessionale Favorire la formazione; Riunioni
periodiche equipe di verifica
D.Pres.Consiglio 20.1.2000 Requisiti
strutturali, tecnologici e organizzativi
minimi
Bassa intensità – bisogni socio –
assistenziali Particolare complessità Bisogni clinico/sanitari; Altre patologie
non neoplastiche ad andamento
progressivo; Livelli assistenziali (Amb,
DH, ADI, ADI special. Residenziale) Unità Valutativa; Struttura organizzativa
multidisciplinare:Unità di Cure Palliative
Conferenza Unificata 19.4.2001
Disposizione per garantire l’accesso alle
cure palliative e alla terapia del dolore
Legge n.38 15.3.2010
La Legge n.38
15.3.2010
La Legge n.38
Art. 2. Definizioni
a) «cure palliative»:
l’insieme degli interventi terapeutici, diagnostici e assistenziali, rivolti sia alla persona malata sia al suo nucleo familiare, finalizzati alla cura attiva e
totale dei pazienti la cui malattia di base, caratterizzata da un’inarrestabile evoluzione e da una prognosi infausta, non risponde più a trattamenti
specifici;
b) «terapia del dolore»:
l’insieme di interventi diagnostici e terapeutici volti a individuare e applicare alle forme morbose croniche idonee e appropriate terapie farmacologiche,
chirurgiche, strumentali, psicologiche e riabilitative, tra loro variamente integrate, allo scopo di elaborare idonei percorsi diagnostico-terapeutici per la
soppressione e il controllo del dolore;
c) «malato»:
la persona affetta da una patologia ad andamento cronico ed evolutivo, per la quale non esistono terapie o, se esse esistono, sono inadeguate o sono
risultate inefficaci ai fini della stabilizzazione della malattia o di un prolungamento significativo della vita, nonchè la persona affetta da una patologia
dolorosa cronica da moderata a severa;
d) «reti»:
la rete nazionale per le cure palliative e la rete nazionale per la terapia del dolore, volte a garantire la continuità assistenziale del malato dalla
struttura ospedaliera al suo domicilio e costituite dall’insieme delle strutture sanitarie, ospedaliere e territoriali, e assistenziali, delle figure professionali
e degli interventi diagnostici e terapeutici disponibili nelle regioni e nelle province autonome, dedicati all’erogazione delle cure palliative, al controllo del
dolore in tutte le fasi della malattia, con particolare riferimento alle fasi avanzate e terminali della stessa, e al supporto dei malati e dei loro familiari;
e) «assistenza residenziale»:
l’insieme degli interventi sanitari, socio-sanitari e assistenziali nelle cure palliative erogati ininterrottamente da equipe multidisciplinari presso una
struttura, denominata «hospice»;
g) «day hospice»:
l’articolazione organizzativa degli hospice che eroga prestazioni diagnostico-terapeutiche e assistenziali a ciclo diurno non eseguibili a domicilio;
f) «assistenza domiciliare»:
l’insieme degli interventi sanitari, socio-sanitari e assistenziali che garantiscono l’erogazione di cure palliative e di terapia del dolore al domicilio della
persona malata, per ciò che riguarda sia gli interventi di base, coordinati dal medico di medicina generale, sia quelli delle equipe specialistiche di cure
palliative, di cui il medico di medicina generale è in ogni caso parte integrante, garantendo una continuità assistenziale ininterrotta;
h) «assistenza specialistica di terapia del dolore»:
l’insieme degli interventi sanitari e assistenziali di terapia del dolore erogati in regime ambulatoriale, di day hospital e di ricovero ordinario e sul territorio
da equipe specialistiche.
Dimensioni strutturali e di processo che caratterizzano la Rete
Locale di Cure Palliative
(standard strutturali qualitativi e quantitativi - Articolo 5, Comma 3)
Per Rete Locale di Cure Palliative si intende una aggregazione funzionale ed integrata delle attività di cure
palliative erogate nei diversi setting assistenziali, in un ambito territoriale definito a livello regionale, che
soddisfa contemporaneamente i seguenti requisiti
1. Strutture organizzative di erogazione e
coordinamento della Rete locale di Cure
Palliative
2. Cure Palliative per qualunque patologia
ad andamento cronico ed evolutivo per la
quale non esistono terapie o , se esse
esistono, sono inadeguate o sono
risultate inefficaci ai fini della
stabilizzazione della malattia o di un
prolungamento significativo della vita (L.
38/2010, art. 2, comma 1)
3. Operatività di equipe multiprofessionali
dedicate, ai sensi dell’Art. 5 Comma 2
4. Unitarietà del percorso di cure domiciliari
5. Continuità delle cure
6. Formazione continua per gli operatori
7. Programmi di supporto psicologico
all’equipe
8. Misurazione della Qualità di vita
9. Cura attiva e globale e salvaguardia
della dignità e autonomia del malato
10. Supporto sociale e spirituale a
malati e familiari
11. Programmi di supporto al lutto
12. Dilemmi etici
13. Programmi di informazione alla
popolazione sulle cure palliative
14. Programmi di valutazione della
qualità delle cure
Accesso alle Cure Palliative
Hospice
Assistenza
Domiciliare
La Rete delle Cure
Palliative
Cure Palliative Domiciliari
La casa è il luogo
della familiarità e del confort senza
regole istituzionali
Advantages of
HOME
Disadvantages of
HOSPITAL
Comfort
Rigid time-tables
Privacy
Impersonal care
Familiarity
Loss of control
Security
Unnecessary
monitoring of vital
signs
Autonomy
Investigations of
questionable value
Reduced focus on
illness
Financial cost
Close to family,
friends
Travelling distance
for family, friends
Allows family
involvement in care
Evoluzione del concetto del dolore totale
Evoluzione delle modalità di erogazione delle Cure Palliative
Stajduhar K et al – Challanges for families and directions for the future – J Pall Care,1998,14:8-14
Gestione
ottimale dei
sintomi
• Qualità della vita
• Controllo del dolore
• Controllo altri sintomi legati alla malattia
Assistenza
personalizzata
• Goal della cura
• Dolore totale
• Sistema di supporto per aiutare a fronteggiare
la situazione difficile della malattia
Assistenza
globale alla
persona
• Approccio globale aspetti psicologici, sociali,
spirituali
• Approccio interdisciplinare
Cure Palliative
Singer PA et al.
Quality end-life care. Patient’s perspectives
JAMA; 281:163, 2002
Assicurare un buon controllo dei sintomi
HOSPICE “VILLA SPERANZA”
Domicilio
N. 120 posti letto
Inizio attività 1.4.2002
Residenziale
N. 30 posti letto
Inizio attività 18.4.2000
Degenza e Cure Palliative Domiciliari
UNIVERSITÀ CATTOLICA S.CUORE, Roma
Richiesta presa in carico
cure palliative














Provenienza e finalità richiesta
Dati anagrafici paziente
Informativa preliminare sulle cure palliative
Informazioni sulla patologia principale e sulle
comorbidità
Necessità emotrasfusioni e/o intervento oncologico
palliativo (palliative simultaneous care)
Sintomi, dolore (scala NRS)
Valore emocromo
Indice di Karnofsky
Palliative Prognostic (PAP) Score
Problemi assistenziali
Terapia in atto
Dati familiari di riferimento
Situazioni di particolare disagio sociale
Parte riservata all’unità valutativa
STRUMENTI
Durata Media di Degenza - 2013
durata media gg permanenza per ogni degente
– HOSPICE
– CURE PALLIATIVE DOMICILIARI
29 gg
72 gg
Evoluzione dei pazienti presi in carico in
Cure Palliative Domiciliari
•
•
•
•
•
•
Possibili complicanze in
stadio di Cirrosi avanzata e
HCC terminale
Emorragia digestiva (rottura di
varici esofagee; gastropatia
congestizia, ulcera peptica)
Ascite
Encefalopatia epatica
Peritonite batterica spontanea
Sindrome Epato-Renale
Coagulopatia
•
•
•
•
•
•
•
•
Sintomi dell’HCC in fase
terminale
Astenia – malessere
Cachessia
Dolore
Aumento volumetrico addome
Ittero
Prurito
Sintomi di Encefalopatia
epatica (flapping tremor…)
Emorragia digestiva
• La presa di coscienza
da parte del SSN della
gravità dei pazienti in
evoluzione di malattia.
• Una migliore
organizzazione del
sistema delle cure, per
affrontare l’evoluzione
della malattia e il fine vita.
• La presenza concreta di
posti letto dedicati alle
Cure Palliative negli
Hospice (residenziale e
domiciliare).
• A livello internazionale è ormai riconosciuto che le Cure Palliative
sono una disciplina autonoma, sia pure in forme diverse (specialità o
sub-specialità).
• In molti paesi europei sono stati prodotti da diverso tempo “Curricula”
formativi specifici per la formazione dei medici in Cure Palliative e un
corpo specifico di conoscenze e di competenze per le Cure Palliative
è ormai riconosciuto a livello internazionale e nazionale.
IL CORE CURRICULUM
DELLA SICP
Accordo Stato Regioni
7 febbraio 2013
Conferenza Permanente
per i Rapporti fra Stato
Regioni e Province
Autonome ha sancito
l’individuazione della
Disciplina “Cure
Palliative” nell’Area della
medicina diagnostica e
dei servizi per la
categoria professionale
dei medici, tra le
discipline nelle quali
possono essere conferiti
gli incarichi dirigenziali di
struttura complessa nelle
Aziende sanitarie.
Decreto Ministero della salute
Tabelle a e B – servizi e scuole equipollenti
GU 22 aprile 2013 – n.94
La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (22 aprile 2013) del Decreto del 28 marzo 2013 “Modifica ed integrazione
delle tabelle A e B di cui al decreto 30 gennaio 1998, relative ai servizi ed alle specializzazioni equipollenti”
sono stati inoltre definiti i servizi e le scuole equipollenti (Ematologia, Geriatria, Malattie infettive, Medicina
Interna, Neurologia, Oncologia, Pediatria, Radioterapia, Anestesiologia e Rianimazione).
La città ideale del Rinascimento
Leon Battista Albertil
celebre e misterioso dipinto quattrocentesco, simbolo universalmente noto del classicismo e della
perfezione formale raggiunta nell'architettura e nell'urbanistica rinascimentale.
1. Formare un’equipe terapeutica che condivide e pianifica il progetto
assistenziale anche in una fase più precoce della malattia oncologica
2. La complementarietà fra le azioni intraprese nella prospettiva di un approccio
integrato e interdisciplinare ai singoli problemi
3. Un utile interscambio di competenze ed esperienze professionali
Ospedale
Costruire
percorsi
dimalattia
cura
Costruire percorsi
di cura coerenti
con la
Hospice
coerenti con la malattia
Il modello Simultaneous Palliative Care implica e favorisce
la progettazione di percorsi diagnostici terapeutici assistenziali (PDTA)
condivisi tra professionisti e lo sviluppo di sistemi di gestione per patologia
•
•
American Cancer Society - Cancer Action Network “How do you measure up?” 11° Edition, August
2013
Progressi della medicina, le persone vivono
più a lungo, anche se affette da malattie gravi,
croniche e complesse, come ad esempio il
cancro.
Le cure per questi pazienti sono spesso
fornite in modo frammentato, proprio nel
momento in cui i bisogni sanitari dei malati con
patologie cronico-degenerative stanno
aumentando in modo sempre più rapido.
•
Questi pazienti soffrono per dolore e sintomi
mal controllati e sono assistiti con prolungate
ospedalizzazioni che si traducono talvolta in
trattamenti futili, non desiderati, costosi, con
scarsa soddisfazione da parte dei familiari.
•
Le Cure Palliative sono il nuovo paradigma
che può dare una risposta positiva a questi
bisogni crescenti… poiché [le Cure Palliative]
utilizzano in modo efficiente le risorse del
Sistema Sanitario e garantiscono ai malati, alle
istituzioni, ai Sistemi Sanitari e ai clinici una
soluzione efficace e risolutiva a queste sfide
difficili ed in costante aumento.
Conclusioni
• La corretta
identificazione dei malati
suscettibili di cure
palliative:
• bisogni
• coordinamento delle
cure
• preferenze dei malati
• Attenzione alla
necessaria condivisione
delle scelte terapeutiche
ed alla discussione con il
malato rispetto ad una
pianificazione delle cure.
• Valutare in anticipo i
bisogni, per dare
risposte più puntuali ed
appropriate.