Duilio Novembre

Litorale romano
Duilio
novembre duemilaquattordici numero 10 periodico mensile anno II
NOVEMBRE 2014
essere disabili renderebbe eccezionali. Denuncia cioè la prassi di assurgere queste persone a
modelli d’ispirazione al fine di consentirci di
porre nella giusta prospettiva i problemi che ci
affliggono. La definisce un’oggettivazione dei
disabili a beneficio dei non disabili. Non c’è
dubbio che si tratti di una presa di posizione
forte, idonea a suscitare sentimenti controversi.
Eppure, a pensarci bene, quella che Stella ci
lancia è una provocazione, una sfida ad affacciarci a una finestra diversa. Vivere una disabilità sia in prima persona che come persona
cara ha in sé il seme del coraggio, un seme che
suscita ammirazione. Tuttavia c’è un’istanza
alla quale tendiamo a restare sordi: le persone
disabili rivendicano il loro diritto di essere considerate e trattate nel modo più ordinario e normale possibile. Ed eccezionale è la negazione
di normale. Questo è quello che Stella vuole
dirci. Si fa portatrice di una voce diffusa e poco
ascoltata quando, riferendosi a un episodio
della sua adolescenza, ci dice: “Voglio vivere
in un mondo in cui una ragazzina di 15 anni seduta nella sua camera a guardare la TV non
venga indicata come qualcuno che sta facendo
qualcosa di speciale perché lo sta facendo seduta. Voglio vivere in un mondo in cui si dia
vero valore alle conquiste dei disabili.” L’obbiettivo di questo dossier è capire come la te–
matica è vissuta sul nostro territorio e cosa il
nostro territorio fa per questa tematica. Ma vorrei che i lettori vi fossero introdotti ancora una
volta dalle parole della Young: “La disabilità
non ti rende eccezionale, ma mettere in discussione quello che pensavi di saperne sì.”
Carola Chiarlitti
apledizioni.it
L
a disabilità rientra in quella categoria di
fenomeni che ognuno di noi crede di
conoscere, ma che in realtà non ha capito
appieno. La ragione di ciò sta, io credo, nella
tendenza molto diffusa, quando ci troviamo ad
avere a che fare con questioni delicate, ad
adeguarci a prese di posizione comuni che in
quanto tali sono di certo socialmente convenienti ma peccano di un grave difetto: la superficialità. In altre parole quando siamo chiamati
ad esprimere la nostra opinione su certi argomenti finiamo per essere fatalmente attratti da
quel porto sicuro, eppure così insidioso, meglio
conosciuto come “politicallycorrect”. Ed è a
questo punto che mi vengono in mente tutti gli
sforzi fatti non solo in ambito normativo, ma
anche nel linguaggio comune, per trovare alla
disabilità un nome con cui chiamarla senza
rischiare rimprovero o disapprovazione sociale.
E allora non posso fare a meno di chiedermi
cosa accadrebbe in queste circostanze se
anziché dare tanto peso alla forma si desse
corpo alla sostanza; cosa sarebbe stato se tutte
queste attenzioni fossero state riversate piuttosto nell’inventare un sistema di welfare vicino ai cittadini disabili e non, nel costruire una
comunità realmente consapevole. Poi un giorno
mi capita di “incontrare” sul web Stella Young
una giornalista australiana e il suo speech dal
titolo: “Non sono la vostra fonte d’ispirazione,
grazie lo stesso”. Stella è affetta dalla poco
conosciuta sindrome di Lobstein o Ostogenesi
imperfetta, una malattia genetica che colpisce
le ossa rendendole inclini a fratturarsi. Di conseguenza è costretta, praticamente da sempre,
su una sedia a rotelle. Nel suo speech la Young
denuncia la bugia vendutaci dai media per cui
Mensile di attualità e cultura del litorale
da oltre 20 anni
Numero 10 - NOVEMBRE 2014 - (Anno II)
copia omaggio
Reg. Trib. di Roma n° 162/2013
del 25 giugno 2013
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Duilio Litorale Romano 1
U
n impegno costante nel
garantire servizi ai cittadini.
E’ questo il percorso che
caratterizza l’Assessore al
Welfare e alla Salute Emanuela
Droghei. Dai progetti volti a snellire le
liste di attesa alla creazione di un
circuito per i disabili, non solo
assistenziale, ma anche socializzante
Mano tesa ai disabili
DAL X MUNICIPIO
di Elisabetta Valeri
E
manuela Droghei, sposata
e mamma di una bambina, è l’Assessore al
Welfare e alla Salute del X Municipio. Nata in questo territorio
ne ha respirato esigenze e difficoltà, inserendosi nel mondo
dell’ associazionismo, della Caritas diocesana ed di Cittadinanzaattiva onlus. Esperienze
formative anche professionalmente, preludio del ruolo nell’Assessorato alle politiche
sociali della Provincia di Roma
con l’amministrazione Zingaretti. “La cittadinanza va divisa
in tre gruppi: i pochi utenti che
hanno accesso al servizio; i
molti in lista d’attesa; e la fetta
di persone che non arriva nemmeno al servizio sociale, per diversi motivi”. Questo è il quadro
della disabilità, nel nostro municipio, delineato da Emanuela
Droghei. “E’ necessario predisporre una riforma del sistema
dell’ assistenza domiciliare per
conciliare i bisogni dei cittadini
e le esigenze di bilancio di Roma
Capitale. Il confronto su questo
tema con l’ Assessore capitolino
2 Duilio Litorale Romano
Cutini è ancora in corso. Ad inizio mandato l’obiettivo è stato
appianare le disparità create a
causa delle deroghe, uniformando tutti gli utenti alla stessa
soglia di intervento, ed è stato
garantito così un servizio ad un
numero maggiore di persone”.
L’ attenzione però è concentrata
anche sulla disabilità che colpisce i minori, sia a livello fisico
che mentale. “Stiamo lavorando
in collaborazione con la Asl, il
TSMREE ed il supporto della
Regione Lazio, destinando a tre
realtà associative un progetto
dedicato alla socializzazione di
ragazzi affetti da autismo grazie
alla vela, la pet therapy e l’ agricoltura. Abbiamo istituito, inoltre, un servizio di Aec - Assistenti
ed educatori- dedicato ai 350
alunni disabili che abbiamo in
carico. E’ stato svolto un lavoro,
in un ottica di integrazione
socio- sanitaria, mirato a far interagire i coprotagonisti delle
iniziative. Quest’anno, infatti, è
stata istituita una cabina di regia
comune: compartecipi Asl, servizio sociale, scuole, gli enti ge-
stori e cooperative che erogano
il servizio. Bisogna assicurare ai
ragazzi, piuttosto che una persona atta a sostituirli nel fare e
nel pensare, un percorso per individuare le inclinazioni, le possibilità, il meglio di ognuno ”.
Un lavoro, quello dell’ Assessorato, che si nutre di confronto
con il territorio, un progetto sperimentale collaudato con diverse
commissioni sociali e riunioni
con gli istituti scolastici. “Il mio
obiettivo primario è dare una risposta a chi da troppo tempo è in
lista d’ attesa. La priorità dell’
assistenza domiciliare ha bisogno dell’ ausilio di Roma capitale e della collaborazione del
terzo settore, con il quale c’ è
una coprogettazione proficua.
Non bastano più gli sforzi fatti
cercando di mettere in campo
anche altre energie, oltre a
quelle del nostro bilancio. Implementare il servizio di trasporto per disabili, è un altro
punto focale. Le persone con
handicap hanno bisogno di
uscire di casa, andare al cinema,
agli eventi culturali: sta a noi
Emanuela Droghei
metterli in condizione di farlo,
predisponendo spazi e tempi dedicati alla socializzazione. C’ è
poi un problema che esige soluzioni, è il “dopo di noi”, cioè la
preoccupazione delle famiglie
che invecchiano e non sanno che
fine faranno i propri figli. Non
esiste, sul nostro territorio, una
struttura preposta, è un progetto
difficile che richiede collaborazioni e soprattutto un grande
esborso economico”. La risposta
dell’ Assessore Droghei è un atto
di coraggio: “Vanno fatte scelte
per il bene della città, a costo del
consenso politico!”
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L’impegno delle istituzioni
S
ulla tematica della disabilità, una forte voce in
capitolo hanno ovviamente le istituzioni. Nell’amministrazione che da più di un anno è alla
guida del X Municipio, ricopre il ruolo di presidente
della Commissione Servizi Sociali, Pari Opportunità
e Sport il consigliere Giovanni Zannola che parla di
iniziative attuate e progetti da realizzare
di Aldo Marinelli
Giovanni Zannola
Poco più di un anno dal vostro
insediamento, quale il bilancio?
“Durante la campagna non ho
fatto molte promesse, ho preso
l’impegno di portare passione,
competenza e trasparenza all’interno dell’amministrazione. Va–
lori che spesso, soprattutto negli
ultimi anni, sono mancati nell’esercizio della politica. Ammini–
strare un territorio così
complesso è molto più difficile di
quanto si possa credere. La
macchina burocratica è spesso e
volentieri un nemico difficile da
abbattere. Quest’ultima unita ad
una “cultura negativa“ dell’utilizzo del bene pubblico impedisce un dovuto e necessario
cambiamento”.
Come mai ha scelto di intraprendere questo percorso?
“Ho accettato di ricoprire l’incarico di Presidente della Commissione servizi sociali, pari
opportunità e sport piuttosto che
un altro ruolo, per la consape–
volezza di essere in grado in
questa posizione piuttosto che
altrove, di dare un contributo
maggiore nelle tematiche di cui,
in questi anni, mi sono occupato
di più. Tematiche per le quali
avevo speso molto del mio tempo
professionale e volontario. L’im-
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pegno politico, iniziato durante
gli anni del Liceo, è stato accompagnato dagli studi in psicologia e da una costante
pratica sportiva, da amatore e
professionista. Un bagaglio di
esperienza, quindi, che volevo
mettere a disposizione del territorio dove vivo e della comunità
dove sono nato”.
Come si intrecciano sport e
servizi sociali?
“Sono convinto che lo sport sia
uno strumento indispensabile
nello sviluppo del welfare locale.
La pratica sportiva migliora e
qualifica la qualità della vita
delle persone. La molteplice
presenza di impianti ed attività
sportive consentono diffuse opportunità occupazionali che tendono, soprattutto negli ultimi
anni, ad ampliarsi maggiormente. Lo sport assume la
valenza di veicolo di trasmettere
di messaggi positivi; utili ad esempio ai fini della prevenzione
sanitaria e sociale, utile per favorire rispetto reciproco ed
anche come promotore di solidarietà. Inoltre, la pratica sportiva
è un elemento di socializzazione
indispensabile per ogni fascia di
età e può diventare uno strumento straordinario di inte-
grazione. Ho vissuto personalmente, come ideatore ed allenatore, una scuola calcio a 5
integrata per ragazzi disabili.
Soprattutto per i ragazzi disabili,
la percezione di sentirsi uguali
nel praticare uno sport diffuso
come il calcio assume un valore
importantissimo”.
Cosa sta facendo in Municipio
e cosa ha intenzione di fare?
“Il focus del lavoro è senza dubbio sulla disabilità e sullo sport.
Due temi importantissimi, due
“dignità” da restituire alla città.
La carenza di fondi non aiuta, di
certo, ad implementare servizi,
ma credo che la riflessione sulle
modalità assistenziali e sul come
si spendono le risorse pubbliche
stia portando ad un lieve
miglioramento. Insieme all’assessore al Welfare Droghei
abbiamo recuperato maggiori
stanziamenti per il servizio AEC
nelle scuole perché sono e siamo
convinti che l’attenzione al
diritto allo studio per un ragazzo
disabile sia direttamente proporzionale al grado di civiltà di
una comunità. Lavorando nel
terzo settore da diversi anni ho
potuto percepire come la
trasparenza delle liste d’attesa
fosse una necessità per le
famiglie. Insieme all’Assessore,
alla consulta della disabilità,
agli uffici dei servizi sociali renderemo pubbliche queste liste
con l’ambizione però di
esaurirle il prima possibile
ripensando alle modalità assistenziali sancite dalla legge 355.
Siamo riusciti, grazie all’impegno gratuito di decine di associazioni sportive e federazioni di
consentire alle famiglie meno
abbienti, parliamo di più di
cento ragazzi, di far praticare
sport ai propri figli gratuitamente. Ampliare il welfare di comunità è uno degli obiettivi che
ci siamo posti e che stiamo
perseguendo. Tutto ciò non è sufficiente, altre mille cose vorrei
fare. Ad esempio migliorare le
condizioni lavorative degli ope–
ratori sociali, favorire l’inserimento
occupazione
delle
persone disabili, immaginare un
“dopo di noi” con più certezze e
meno paure. Lo slogan con cui
ho concorso ad essere eletto è
una bellissima frase di Salvatore
Allende “Noi vivremo in eterno
in quella parte di noi che ab–
biamo donato agli altri”. Ecco,
penso che non ho ancora fatto
abbastanza.
Al lavoro”.
Duilio Litorale Romano 3
La tutela
L
LEGALE
e situazioni di svantaggio sono disciplinate in Italia dalla cosiddetta legge 104,
varata nel 1992. Essa contempla tutti gli ambiti di integrazione, ma problemi
strutturali e finanziari ne hanno impedito la piena applicazione secondo il
suo giusto spirito. Tra i punti più significativi l’istituzione dell’Amministrazione di Sostegno e della Consulta Municipale Permanente. E poi interventi
su alloggi, accesso alle spiagge ed ai mezzi pubblici. Il tutto nell’idea che il portatore di
handicap non va considerato come inferiorità ma come abilità diversa e ricchezza
di Silvia Grassi
L
a legge 104/ 92 sull’handicap è una perla del nostro ordinamento a cui
purtroppo però non fa seguito
un’adeguata applicazione. Dopo
oltre 20 anni dalla sua approvazione cosa è effettivamente cambiato per i portatori di disabilità?
Gli ambiti specifici di intervento
su cui la 104 si proponeva di intervenire sono moltissimi e basta
scorrerne il testo per rendersi
conto che contempla tutti gli
aspetti più salienti dell’integrazione: l’aiuto personale (art. 9),
gli interventi a favore di persone
con handicap in situazione di
gravità (art. 10); il diritto all’educazione e all’istruzione (articoli 12, 13, 14, 15, 16, 17);
l’ambito lavorativo (articoli 18,
19, 20, 21, 22); il diritto ad atti-
4 Duilio Litorale Romano
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vità sportive, turistiche e ricreative (articolo 23); eliminazione o
superamento delle barriere architettoniche (art. 24); accesso all’informazione
e
alla
comunicazione (art. 25); mobilità e trasporti (art. 26 e 27); esercizio del diritto di voto (art. 29);
riserva di alloggi (art. 31); agevolazioni fiscali (articoli 32, 33).
La legge 104 abbraccia dunque
tutti i campi della vita sociale e
individuale e prevede una serie
di misure atte a garantire al disabile una vita normale. Purtroppo
problemi strutturali e finanziari
hanno spesso impedito la realizzazioni di interventi mirati ad
esprimerne pienamente lo spirito. Tuttavia sia pure con enormi
difficoltà in questi due decenni
si sono fatti dei passi avanti. In
senso generale un importante
punto di arrivo è stata l’istituzione dell’Amministrazione di
Sostegno. E’ questa una forma di
tutela legale per persone che abbiano perso, del tutto o in parte,
la propria autonomia e devono
essere affiancate per l’esercizio
dei propri diritti da un’altra persona detto appunto amministra-
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tore di sostegno. Questo viene
nominato dal giudice tutelare,
che agisce su segnalazione della
famiglia, dei vicini, degli operatori del territorio, del pubblico
ministero o dello stesso disabile.
Lo svantaggio del disabile infatti
riguarda anche la famiglia che lo
assiste e la tutela e le agevolazioni si devono estendere ai suoi
componenti con misure che
vanno realizzate in sinergia con
le istituzioni. Per quanto riguarda
il Comune di Roma è ormai operante da alcuni anni la Consulta
Municipale Permanente sui
Problemi delle Persone Disabili e della Salute Mentale che
ha compito di stimolo, verifica
e controllo delle attività e dei
programmi del Comune a favore
delle persone con handicap, attraverso azioni coordinate volte
al rispetto degli standard delle
prestazioni in tutto il territorio
metropolitano. Sempre per restare a Roma, nello scorso anno
sono stati assegnati 42 alloggi
per disabili con disagio abitativo.
Un certo sviluppo si è avuto
anche nell’assistenza domiciliare
e, una volta tanto, segnaliamo
anche il plauso con cui l’Unione
Europea ne ha accolto la riforma
attuata dal Comune. Per quanto
riguarda l’Atac evidenziamo la
messa su strada di ben 350 nuovi
mezzi tecnologici e senza barriere. Sempre in tema di trasporti
esiste oggi un servizio riservato
a persone affette da autismo che
hanno a disposizione dei taxi per
gli spostamenti nell’area metropolitana, mentre i pulmini riservati ai disabili sono saliti da 80 a
100. Per parlare di fatti di casa
nostra, nel X Municipio sono
stati adeguati gli accessi alle
spiagge e in alcuni stabilimenti è
stato introdotto l’uso di speciali
sedili, detti Job, per consentire ai
disabili di fare il bagno. Ma la
vera perla del nostro territorio
nell’assistenza alle persone svantaggiate è l’ANFFAS. Unico
ente accreditato del litorale romano è la più grande e antica associazione
di famiglie di
persone con disabilità intellettiva
e/o relazionale che operano a titolo volontario e da oltre 50 anni
offrono servizi attraverso centinaia di collaboratori specializzati. Certo ancora molti degli
interventi a favore dei disabili
sono affidati all’opera meritoria
dei volontari. Tutti i miglioramenti e sviluppi dell’approccio
all’handicap da parte delle amministrazioni anche se appariscenti, sono veramente delle
gocce nell’oceano delle necessità
di chi è svantaggiato. Tuttavia
proprio tali interventi, anche se
imperfetti e limitati, sono il segnale di un progressivo abbattimento del muro di indifferenza e
di fatalistica accettazione che ha
caratterizzato in passato la condizione della disabilità. Si tratta
di un cambiamento culturale
molto importante a cui la legge
104 ha contribuito non poco.
Oggi il soggetto disabile si sente
un cittadino a pieno titolo, portatore di diritti e doveri al pari di
ogni altro, e finalmente siamo
tutti consapevoli che lo svantaggio personale va sottratto al peso
esclusivo delle famiglie e vissuto
come realtà sociale che riguarda
l’intera collettività, anzi non va
neppure pensato come inferiorità, ma come “abilità diversa”
ricchezza e risorsa umana da gestire e potenziare.
Duilio Litorale Romano 5
Il coraggio di rinascere
di Elisabetta Valeri
I
l Centro Paraplegici è attivo ad Ostia dal 1957 e rappresenta
non solo riferimento, a livello nazionale, per la riabilitazione delle lesioni midollari, ma un esempio del valore aggregante e terapeutico dello sport. Una filosofia creata dal
neuropsichiatra Maglio e portata avanti fino ai giorni nostri,
con l’attuale direttore dell’Uoc David Fletzer. Il CPO è intitolato da qualche anno alla memoria di Gennaro Di Rosa, degente mieloleso, nel passato in prima linea per le battaglie in
favore della struttura e dei pazienti
I
l Centro Paraplegici di Ostia
nacque nel 1957 per volontà
dell’ INAIL, un unicum per
quel momento storico: fu, infatti, la prima struttura italiana
ad occuparsi di pazienti con lesioni midollari.
Le figure direzionali che si sono
alternate ed i team di lavoro ne
hanno designato l’aspetto nazionale di polo dedicato alla riabilitazione delle persone con lesioni
al midollo. Ma il C.P.O. ha rappresentato un rilevante punto di
riferimento per lo sport- terapia.
Fu il neuropsichiatra Maglio a
mettere in moto questo proposito rivoluzionario e a motivare,
con lo sport, i pazienti fino a
renderli campioni nazionali e
mondiali in discipline come la
scherma, il tennis da tavolo, il
nuoto ed il tiro con l’arco. Dal
C.P.O. fu caldeggiato l’ allestimento dei primi Giochi Internazionali Paralimpici che si
svolsero a Roma nel 1960. Il lavoro più significativo di rieducazione
inizia
con
la
stabilizzazione del paziente.
Grazie ad un pool di professionisti viene curato anche il reinserimento sociale e lavorativo.
Riconosciuto come “Unità spinale post-acuzie”, dotato di
macchinari all’ avanguardia, con
un team di lavoro competente,
vanta diverse prestazioni in am-
6 Duilio Litorale Romano
bito sanitario: fisiatria, chirurgia
plastica, fisiopatologia respiratoria, radiologia, angiologia,
cardiologia, pneumologia, nefrologia e neuro urologia. L’importanza dello sport come
terapia riabilitativa viene promossa attraverso attività, orientate da istruttori Ascip e
monitorate da fisioterapisti: tiro
con l’ arco, tiro a segno, tennis
da tavolo e le altre discipline
svolte. David Fletzer, Direttore
dell’ Unità operativa complessa
(Uoc) centro spinale del C.P.O.,
si dichiara convinto che la pratica sportiva sia un ottimo modo
per preservare l’ autonomia della
persona e sviluppare la socialità.
Non manca il sostegno psicologico, essenziale nel percorso di
rinascita del paziente, così come
l’ausilio di un assistente sociale.
Vengono organizzati dei corsi
atti a ripristinare una socializzazione aggregativa: disegno e pittura, computer, musica, scacchi,
teatro e persino delle uscite alla
scoperta di Roma. Per permettere di rinnovare l’ indipendenza
del paziente è stata organizzata
una “Casa agevole”. Si tratta di
un luogo, suddiviso in ambienti,
dotato di ausili necessari a condurre un’ esistenza autonoma:
una simulazione delle attività
quotidiane all’ interno di un’ abitazione. Il C.P.O. di Ostia è dedicato a Gennaro Di Rosa, un
simbolo di questa struttura, un
uomo privo di entrambi gli arti
inferiori che si spostava giacendo prono su una lettiga, ma
per chi lo conosceva molto di
più. Il Direttore amministrativo
UOC Direzione Amministrativa
dei presìdi ospedalieri ASL RMD, la Dottoressa Graziella Ansuini, lo ricorda così “Da anni
ricopriva l’ incarico di Presidente dell’ A.M.O.(Associazione
Miolesi Ostia). Si è sempre battuto affinché il C.P.O. potesse ri-
manere un punto di riferimento.
Quando la Regione, per carenza
di fondi, minacciò di chiudere la
struttura, fu il primo ad osteggiare il provvedimento, sensibilizzando anche i politici
all’importanza per i miolesi del
C.P.O. Durante la messa lo vedevi sempre nello stesso angolo
della chiesa, era il suo posto, e,
da quando è venuto a mancare,
per rispetto nessuno si è più
messo lì: quell’ angolo è vuoto.
La decisione di aggiungere il
suo nome alla denominazione di
C.P.O. di Ostia, concordata da
Asl e Regione Lazio, rappresenta un onore alla sua memoria e a quella di chi ogni giorno
lotta con il coraggio di rinascere”.
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D
al 1999 è attiva ad
Ostia una casa famiglia nella quale
vivono sei persone adulte
con handicap fisico, psichico e sensoriale. Sono seguiti da alcuni operatori
ma hanno compiti interni
propri e svolgono anche attività esterne.
Un’esperienza che non ricalca le modalità classiche
dell’istituto ma favorisce
legami e relazioni tra tutti
i presenti
di Aldo Marinelli
foto di Sergio Stati
I
l “Grillo Parlante” è una casa
famiglia per persone adulte
con disabilità, in convenzione col Comune di Roma e
gestita dalla Cooperativa Futura,
situata a Ostia in via Diego Simonetti ma presente sul territorio addirittura dal 1999. Gli
accessi alla casa famiglia vengono seguiti dal Progetto residenzialità V Dipartimento in
collaborazione con la ASL.
Vivono al suo interno sei persone
adulte in condizione di handicap
fisico, psichico e sensoriale ma
che possiedono comunque una
discreta o residua autosufficienza. “Per ognuno di loro e–
siste un progetto personalizzato,
con i propri obiettivi di vita e col
il proprio percorso da seguire.
Vivono tutti insieme, 24 ore su
24, 365 giorni l’anno. Hanno i
loro compiti, si collabora e o–
gnuno segue i propri corsi, chi
sportivo chi artigianale”- ci spiega
la responsabile Chiara Bernabei.
Nel nostro territorio sono ancora
pochissime le realtà come
questa, nonostante la richiesta
sia molto alta da parte delle
famiglie, che nel corso degli anni
hanno sempre maggiori problemi a gestire i figli, sia per l’età
dei genitori sia per il soprag-
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Vivere
IN COMUNITÀ
giungere di altre problematiche.
Alcuni mantengono i contatti con
le proprie famiglie, con regolari
incontri, mentre altri non hanno
famiglia alle spalle. Gli operatori che seguono tutte le attività
della piccola comunità sono
sei.”. Lo svolgimento della giornata e dell’anno segue la normale vita di tutti noi: si va in
vacanza a settembre (quest’anno
una bellissima struttura al Parco
Nazionale del Circeo); si va al
mare a Ostia durante l’estate
(quest’anno la convenzione è
stata con lo stabilimento
Chayenne); tutti i giorni si esce a
fare la spesa e per alcuni di loro
è previsto anche un inserimento
nel mondo del lavoro, collaborando con i servizi del territorio
(tirocini, formazione, avviamento al lavoro). “E’ importante
per loro sapersi muovere nel
quartiere. La casa famiglia deve
portare le persone alla società e
la società alle persone” ri–
badisce la Bernabei. Un esempio
positivo del nostro Municipio,
che funziona da molti anni e che
fornisce un valido aiuto alla società. “La comunità offre una
modalità di aiuto che non ricalca
la situazione familiare o l’istituto
ma rappresenta un luogo dove
persone diverse hanno tra loro
relazioni e legami che le fanno
sentire unite e vicine, appartenenti a qualcosa che è di tutti e
di ciascuno. Il rispetto dell’altro,
l’attenzione e il riconoscimento
per il singolo, la condivisione,
l’orizzontalità sono i valori ispiratori del nostro servizio”.
Maria, Annarita, Luciano, Mau–
rizio, Renato e Gianluigi attendono con entusiasmo anche loro
l’intervista e quando ognuno
prende la parola conferma
quanto di positivo si sta facendo.
Maurizio, 53 anni, è il cantautore
del gruppo. E’ stato dirigente
sportivo calcistico nel settore
giovanile, prima a Forte Braschi
e poi a Primavalle. Lasciato il lavoro per problemi fisici e fami–
liari rientra nel gruppo nel 2003.
Frequenta laboratori musicali e
dal 2010 i corsi di canto del
progetto EDA e del gruppo “Le
sette note” alla Scuola Parini.
Ha partecipato anche al Festival
delle Voci Nuove. Frequenta il
corso di prepugilistica in una
palestra a Fiumicino insieme a
Luciano che è il più giovane del
gruppo. Ha 37 anni, è taciturno
ma osserva tutto con attenzione.
Gli mancano molto i genitori,
che vivono ad Acilia. Ogni due
settimane può incontrarli, così
come tutti gli altri che hanno ancora i genitori. Sono gli operatori
che con i pulmini portano i
ragazzi dai loro parenti e che si
occupano di tutte le altre attività.
Annarita, lavora in Ospedale
nelle mense e porta il cibo nei
reparti. In gruppo dal 2001, non
sta mai a casa, tra lavoro,
palestra e il cane Charlie. Anche
Maria, 53 anni, lavora nelle
mense dei centri diurni. E’ lei
che si occupa del cane e di
portare fuori Gianluigi e Renato.
Renato, 64 anni, da 14 anni in
comunità è il più brontolone e
pessimista perché si “annoia”:
ancora non ha ricominciato il
corso di falegnameria che segue
ogni anno. A lui tocca il mercoledì come giorno di cucina:
torte rustiche la sua specialità.
Ogni giorno esce insieme a
Maria a comprare il pane e la
frutta, gli piacciono i film e lo
sport alla televisione. Gianluigi,
sempre sorridente, è il meno autonomo del gruppo. Fino a
qualche mese fa, frequentava
l’ANFFAS. L’atmosfera è se–
rena, sorridente e molto positiva,
anche se ogni tanto si litiga
anche qui!!!
Duilio Litorale Romano 7
V
iaggio in carrozzina per le strade del X Municipio. Le difficoltà di una
persona paraplegica iniziano già uscendo di casa, con i portoni.
Proseguono poi sui marciapiedi dissestati. E sono addirittura
presenti anche laddove esistono gli appositi scivoli. Per non parlare di
accessi al cinema, ai mezzi pubblici ed al mare
Amelia
Il complicato
mondo
di
di Aldo Marinelli
foto di Sergio Stati
Via Mar Rosso, dove la signora Amelia preferisce camminare sulla strada
piuttosto che sul marciapiede
A
melia è paraplegica da
35 anni, vive ad Ostia da
sola e si muove per la
città con la sua carrozzina. Vediamo insieme a lei quali sono le
difficoltà quotidiane vissute da
un disabile “carrozzato” all’interno del nostro Municipio. La
“battaglia” con il mondo esterno
inizia appena si esce di casa, perché spesso i condominii non
sono adeguatamente strutturati
per l’accoglienza verso i propri
condòmini con disabilità motorie. I portoni sono troppo pesanti
e non hanno un fermo che permetta di uscire senza essere sca–
raventati a terra o colpiti
violentemente. Una volta per
strada iniziano poi le vere difficoltà: marciapiedi e strade sono
dissestati, pieni di buche e di erbacce. “Qualsiasi scivolo di
8 Duilio Litorale Romano
Ostia risulta pericoloso per noi
disabili, devo per forza farmi accompagnare da qualcuno! In
fondo allo scivolo spesso troviamo un avvallamento che immancabilmente
ci
fa
“cappottare”. Son caduta almeno 3 volte in questo modo, sia
in avanti che all’indietro anche
se c’erano persone ad aiutarmi:
una volta ho avuto addirittura la
lussazione del femore. Sono fatti
male sin dalla partenza! Gli
unici scivoli ad Ostia fatti bene
sono quelli di via delle Baleniere, che però si stanno ro–
vinando, perché al loro termine
si sta formando un canale sull’asfalto. Non si riesce mai ad attraversare la strada da soli,
perché stai in mezzo alla strada
facendo lo slalom tra le buche e
quindi la intralci per tanto tempo
Una fioriera ostruisce il passaggio sullo scivolo
in via delle Baleniere
e gli automobilisti cominciano a
spazientirsi. Una volta sono
stata presa di striscio da una
macchina che mi ha fatta girare
come una trottola…”. Molti
scivoli hanno una pendenza fuori
norma che deve essere al massimo dell’8% (8 cm di alzata
ogni metro di lunghezza presa in
piano): alcuni scivoli misurati
risultano tra il 9 e il 10%. Spesso
poi un marciapiede permette la
salita ma immancabilmente dall’altra parte manca la discesa
(per esempio in via Mar Rosso).
Anche vicino al Pontile la situazione è la stessa: non si può attraversare la strada perché subito
dopo lo scivolo ci sono degli
scalini che fanno ribaltare la carrozzina. Scherzando Amelia
definisce questi luoghi appositamente strutturati per “far fuori
gli handicappati”. Immancabilmente bisogna attraversare sulla
strada con i rischi che ciò comporta. Amelia però afferma che è
più pericoloso il marciapiede
della strada. Durante le 20 ore
settimanali di assistenza domiciliare, previste dal Municipio e
curate dalla Cooperativa Futura,
di cui la signora Amelia
usufruisce, deve sbrigare tutte le
faccende all’esterno che da sola
non potrebbe fare: posta, banca,
spese giornaliere, visite mediche.
“Ostia andrebbe rasa al suolo e
ricostruita. Scelsi di venire ad
abitare a Ostia perché 30 anni fa
si stava meglio, perché nono–
stante non ci fosse nulla per noi
disabili, esistevano molti passi
carrabili che erano molto meno
pericolosi degli scivoli e le
strade erano molto più curate di
NOVEMBRE 2014
Amelia alle prese
con uno scivolo
in via Mar Rosso
sempre difficile
da superare
L’ascensore per disabili alla stazione di Stella Polare
Un altro scivolo angolo via Isole Capoverde
NOVEMBRE 2014
adesso, belle lisce. Fino a
qualche anno fa uscivo da sola,
prendevo la macchina. Ora è impossibile: il degrado che ha colpito la città è evidente a tutti e
noi lo subiamo immediatamente
e inesorabilmente”. Andare al
cinema è possibile ma non così
semplice: Cineland ha solo 4 sale
adeguate, due con lo scivolo e
due con l’ascensore. Se si vuole
assistere ad un film nelle altre
sale bisogna mettersi in prima
fila e stare col collo tutto il tempo
piegato all’indietro e scherzando
Amelia dice “quando esci devi
metterti il collare”. Il centro
storico pedonalizzato di Ostia è
invece accessibile, ma il problema come dice Amelia è arrivarci!!! E–sistono solo due
autobus (quelli rossi più moderni) che hanno la pedana estraibile, ma purtroppo “neanche
gli autisti sanno come funziona”.
Per poterla usare l’autobus deve
accostarsi il più possibile al marciapiede ma questo spesso e volentieri non è possibile: per
esempio al capolinea si riesce,
ma in città le macchine impediscono questo avvicinamento. A
volte gli autisti più gentili aiutano a scendere, ma non è il loro
ruolo e spesso hanno timore a
farlo. Anche gli ascensori per
prendere il trenino hanno le
stesse problematiche: alla fermata Lido Nord è perennemente
guasto, mentre quello a Stella
Polare funziona a fasi alterne.
Poi bisogna ritornare entro le 20
perché dopo chiude. Ostia è poi
suddivisa in due da tre ca–valcavia impossibili da affrontare da
soli, sia per la salita ripida che
per la discesa. “Quest’estate
riuscivo anche ad andare al mare
ma sempre perché accompagnata e sempre grazie a persone
gentili che mi accoglievano con
amore!”.Una città come Ostia
impedisce l’autosufficienza di
persone “carrozzate” e ciò significa creare uno sconforto ancora maggiore in persone che
hanno da risolvere già tanti altri
problemi!!
Duilio Litorale Romano 9
QUANDO LO SPORT AIUTA
ad affrontare l’handicap
di Silvia Rossetto
S
port e disabilità: due
mondi tutt’altro che di–
stanti - come succedeva in
passato - bensì sempre più interconnessi. Diversi studi recenti
hanno dimostrato i molteplici
benefici che la pratica sportiva
procura in diverse aree di
sviluppo nei soggetti disabili, e
la cronaca ci riporta con sempre
maggiore frequenza numerosi
esempi di vittorie sportive conseguite da atleti portatori di
handicap. Il disabile, in effetti,
può trovare, in ambito sportivo,
possibilità di successo o comunque di valorizzazione personale che difficilmente altrove
sarebbero raggiungibili. Attra-
10 Duilio Litorale Romano
S
enso di sfida, accrescimento delle proprie potenzialità
ma anche proprietà terapeutiche. E’ il concreto aiuto
che viene dalle attività motorie per le persone con
disabilità. Il nuoto particolarmente indicato per la
concentrazione e la gestione degli aspetti emotivi. Agiscono
sulla psicomotricità, invece, l’ippoterapia e la riabilitazione
equestre. Infine la vela che aiuta sia la disabilità motoria che
quella psichica. Per tutte queste pratiche, inoltre, la forte
valenza sociale, con un profilo di integrazione anche con i
normodotati
verso lo sport, ognuno di noi – e
a maggior ragione chi è diversamente abile – può sfidare sé
stesso, mettersi alla prova, accrescere le proprie potenzialità
individuali, scoprire le proprie
capacità innate e acquisirne di
nuove, oltre ad integrarsi in un
contesto sociale ricco di relazioni significative. Tra gli sport
più consoni al trattamento di patologie sia fisiche che psichiche,
un posto d’onore spetta sicuramente al nuoto: sport completo
in grado di attivare tutte le fasce
muscolari e capace di indurre,
grazie all’assenza di peso in
acqua, un profondo senso di rilassamento. Utilissimo nel recupero e nel mantenimento delle
funzioni motorie, il nuoto attutisce i colpi rallentando i movimenti e offrendo sostegno al
corpo. Nello specifico, le persone non vedenti in acqua riescono
a
sviluppare
maggiormente la loro capacità di
orientamento, in quanto devono
tenere sotto controllo un numero
più limitato di fattori spaziali. I
NOVEMBRE 2014
bambini non vedenti dalla
nascita in acqua possono recuperare numerose esperienze motorie, basilari per il normale
sviluppo dell’intelligenza e dell’autonomia. “Per ogni disabilità è necessario applicare un
metodo di insegnamento specifico idoneo alle caratteristiche
dell’allievo, ed ognuno viene da
me seguito singolarmente direttamente in acqua”, ci spiega
Cristina Buffa, istruttrice certificata di nuoto sia per i disabili
che per i normodotati presso la
piscina comunale Passeroni di
Ostia Lido: “Ho avuto allievi
focomelici, non vedenti, non
udenti o con deficit cognitivi. Per
questi ultimi è fondamentale la
mimica e la gestualità, per i non
vedenti bisogna lavorare molto
con la parola, e suddividere la
lezione in sequenze di piccoli
movimenti in successione. Non è
facile, ma i risultati ci sono –
prosegue Cristina – e molto
spesso, dopo un lungo e duro lavoro molti disabili riescono a
partecipare alle lezioni per i normodotati. Ridurre la distanza tra
normodotati e disabili è l’obiettivo più importante che si può
raggiungere”. Negli ultimi anni,
grande successo sta riscuotendo
l’utilizzo del nuoto con i ragazzi
autistici: “In questi soggetti il
nuoto facilita il mantenimento
della concentrazione e la gestione degli aspetti emotivi problematici, che vengono incanalati
NOVEMBRE 2014
verso qualcosa di costruttivo.
Disturbi comportamentali spesso
presenti negli autistici, come
l’aggressività – continua la nostra interlocutrice – vengono attenuati grazie alla disciplina
indotta dallo sport e all’integrazione all’interno di un
gruppo. Man mano che i risultati
arrivano e si conquista il coordinamento e l’autonomia in acqua,
l’autostima e la fiducia in sé
stessi crescono con tutti i vantaggi, in termini psicologici, che
possiamo immaginare”. Raggiungimento dell’autonomia,
scoperta di qualità che non si
pensava di possedere e integrazione sociale con i normo–
dotati sono solo alcuni degli
aspetti che rendono anche l’equitazione uno sport consono al
trattamento della disabilità: “Innanzitutto occorre distinguere
tra ippoterapia e riabilitazione
equestre, che è la disciplina di
cui mi occupo”, ci spiega
Alessandro Torresi, operatore
dell’Associazione
Sportiva
Dilettantistica Club Ippico
Amici della Natura (tel.
349.5320538) nella zona dei
Monti di San Paolo (Acilia).
“L’ippoterapia è una fisioterapia
medica eseguita sul cavallo e
gestita da personale specializzato, in cui il paziente è un
soggetto sostanzialmente passivo.
Nella
rieducazione
equestre, invece, il mio obiettivo
è quello di far raggiungere il
massimo grado di autonomia
possibile nella conduzione e ge–
stione del cavallo. Cerco pertanto di utilizzare per ciascun
allievo l’animale più adatto alla
sua corporatura e alle sue caratteristiche, in modo da favorire
subito un’interazione. Il contatto
con un animale di grandi dimensioni ed estremamente ricettivo
come il cavallo aiuta la presa di
coscienza di sé e del proprio
corpo. Inoltre – prosegue
Alessandro - andare a cavallo,
alle varie andature, o anche solo
al passo, consente di impegnare
numerosi gruppi muscolari e
coinvolgere vari campi della psicofisiologia e della psicomotri–
cità. Pian piano si raggiunge
una postura più corretta, si
sviluppano la concentrazione e il
senso dell’equilibrio, i muscoli
diventano più elastici. Raggiungere una buona autonomia, imparare a salire e scendere da
soli, tenere le redini e far compiere all’animale delle semplici
operazioni aiuta chiunque – e a
maggior ragione un soggetto
disabile – a prendere coscienza
dei propri mezzi e ad acquisire
fiducia in sé stesso. Nei tempi
giusti, il soggetto disabile può
persino inserirsi nelle lezioni dei
normodotati, con tutti i vantaggi
emotivi e psicologici del caso.
Molto dipende dal tipo e dal
grado di disabilità: in ogni caso,
è fondamentale essere costanti
senza nutrire aspettative eccessive e non realistiche”, puntua–
lizza il nostro interlocutore.
“L’equitazione può rappresentare una vera risorsa in più
anche per i normodotati”, conclude Alessandro: “Una semplice
passeggiata a cavallo, infatti,
aiuta a rilassare sia la muscolatura che la psiche, grazie al
contesto naturale in cui ci si immerge. Inoltre, offrire cure,
Duilio Litorale Romano 11
carezze e massaggi all’animale,
e riceverne come risposta manifestazioni di gratificazione aiuta
a sviluppare un processo di attaccamento affettivo fondamentale per lo sviluppo di qualsiasi
bambino. Senza mai dimenticare
l’importante funzione di integrazione sociale che si raggiunge all’interno di un gruppo
sportivo. Per questo motivo –
conclude Alessandro - cerco
sempre di suddividere gli allievi
in gruppi con caratteristiche
simili, al cui interno si possano
creare relazioni interpersonali
solide e durature, basate su
un’esperienza comune molto
forte”. Un’altra esperienza
molto forte per chiunque, e a
maggior ragione per i disabili, è
la pratica della barca a vela:
“Oggi esistono barche adeguatamente concepite e attrezzate per
accogliere persone con disabilità fisiche e essere da loro condotte”, ci spiega Nunzio
Incorvaia, Presidente di “Vivere
la
Vela”
(tel.
348.2242926), scuola a livello
nazionale con sede a Milano e
Roma, che dal 1996 si occupa di
vela e disabilità con una barca
completamente progettata ed attrezzata per l’uso da parte di persone su sedia a rotelle. “I
vantaggi derivanti dalla pratica
di questo sport nautico sono numerosi e importanti, sia sotto il
profilo dell’integrazione sociale
che del benessere psicologico
del soggetto: basti pensare che
una persona in grado di usare o
solo le braccia o solo le gambe,
12 Duilio Litorale Romano
dopo aver seguito un corso
specifico e aver conseguito la
patente nautica può guidare un
mezzo idoneo con la stessa abi–
lità e gli stessi risultati di un normodotato. Le differenze vengono
azzerate, e il disabile raggiunge
una consapevolezza tangibile
delle proprie capacità difficilmente esperibile in altre attività”, sottolinea il nostro
interlocutore, impegnato nella
creazione di protocolli per la formazione di istruttori certificati
che abbiano una preparazione
adeguata ad avere a bordo allievi
diversamente abili, nonché Responsabile Vela Nazionale di
ASC Sport (Ente di Promozione
Sportiva Riconosciuto dal Coni
ed Ente Morale Riconosciuto dal
Ministero degli Interni). “Anche
la disabilità cognitiva può trarre
un grande beneficio psichico
dalla semplice permanenza su
una barca a vela, ovviamente in
presenza di uno o più accompagnatori: lungi dall’essere solo
una “giostra”, questo mezzo
consente di entrare profondamente a contatto con gli elementi
naturali, come il vento, l’acqua,
le condizioni atmosferiche in
genere. Spesso si dice che in
barca si dimenticano i problemi:
in realtà, si sposta la nostra concezione di ciò che è davvero importante, le nostre priorità, che
tornano ad essere quelle primarie legate alla semplice sopravvivenza. Da questo punto di
vista, il disabile può essere
perfino più ricettivo di tanti normodotati”.
foto di Sergio Stati
NOVEMBRE 2014
di Nello Di Coste
UNA PIETRA MILIARE
della scherma in carrozzina
V
ittorio Loi è campione di vita e di
sport. Diventato paraplegico a 19
anni per un infortunio sul lavoro,
rappresenta un esempio di rinascita proprio grazie all’attività sportiva. I successi
in pedana e poi l’esperienza di tecnico e di
dirigente federale
N
ato l’11 novembre del
1942 a Nurri, in provincia di Nuoro, Sardegna,
Vittorio Loi conduce ad Ostia
una vita normale. A 19 anni, nel
1961, lavora già come camionista, ma questo è anche l’anno
dell’incidente che gli cambia la
vita. Il giovane Loi è ricoverato a
Cagliari, ma essendo il suo un infortunio sul lavoro, tramite
l’INAIL, viene trasferito all’ospedale di Iglesias e infine a
Roma. È durante la fase di guarigione e la presa di coscienza
della sua nuova condizione su
una sedia a rotelle che scopre e
si lega definitivamente al mondo
dello sport. Ricorda con grande
NOVEMBRE 2014
affetto il medico che lo aveva in
cura: era lui ad insistere che i
suoi pazienti praticassero tanta
attività fisica, non tanto per
l’aspetto salutare quanto per
quello psicologico. È con queste
premesse che Vittorio Loi si accosta al basket e al tiro con l’arco
per poi scoprire la propria strada
nella scherma su carrozzina.
Inizia quindi la sua scalata
sportiva che, da campione italiano di scherma su carrozzina, lo
porta a vincere medaglie europee
e infine i titoli più importanti alle
paralimpiadi del ’72 a Heidelberg in Germania. Un evento che
in quell’anno era alla sua quarta
edizione e che fu caratterizzato
da difficoltà per la partenza della
squadra di atleti azzurri. È in
questa occasione che Vittorio
Loi vince tre medaglie d’oro per
la spada individuale, il fioretto
individuale e di squadra
maschile. Nemmeno l’età lo allontana dallo sport. Così, terminata l’attività agonistica, passa
all’allenamento delle squadre più
giovani ed entra a far parte, nel
ruolo di vicepresidente, della
commissione tecnica internazionale di scherma, cominciando una nuova fase della sua
vita. Scala le vette dell’organizzazione paralimpica di scherma
e diventa responsabile del regolamento internazionale della
scherma in carrozzina, apportando importanti cambiamenti
tecnici per la sicurezza degli
atleti. Viaggia tanto per i suoi
impegni internazionali ma non si
sottrae alla passione dell’allenare
giovani che, come lui tanti anni
prima, credono di non avere più
un futuro normale. “Nella tragedia ho scoperto la direzione che
doveva prendere la mia vita. Lo
sport mi ha dato tutto, ho uno
scatolone di medaglie a casa, ma
per me l’elemento più importante è lo scopo che ho trovato
nello sport. Oggi vedo un sacco
di ragazzi con o senza problemi
motori che non si dedicano allo
sport, e la cosa mi dispiace. L’allenamento e l’attività fisica sono
state le vere medicine quando la
scienza non poteva fare altro.
Prima mi hanno distratto dal
mio problema, per poi appassionarmi e porre dei traguardi.
Io lo consiglio a chiunque si
trovi in una condizione simile
alla mia, perché solo così si può
rinascere”. Vittorio Loi oggi è in
pensione e vive a Ostia. Rappresenta una pietra miliare della
scherma su carrozzina, un pila–
stro importante per generazioni a
venire, una figura devota alla
scherma su carrozzina che ha allenato campioni trasmettendo la
propria esperienza. Oggi continua a frequentare il Centro
Paraplegici Ostia dove fornisce
il suo supporto morale e sportivo
a coloro che affrontano un’esperienza drammatica come la
perdita dell’uso delle gambe.
Duilio Litorale Romano 13
di Jone Pierantonio
Il fondatore dello sport
PARALIMPICO
S
i deve al compianto Roberto Marson, ricoverato nel 1944 al
CPO, l’idea dell’attività motoria come riabilitazione per i
disabili. La creazione, insieme al professor Maglio, prima
dell’Anspi e poi della Fisha. Una carriera coronata da ben 41 titoli
ma soprattutto dall’impegno come dirigente e come uomo. Il
ricordo della moglie Lucia che lo ha avuto accanto per 47 anni
“S
enza di lui lo sport
per disabili in Italia
non sarebbe quello
che è”, così l’incipit di un articolo steso per la morte di
Roberto Marson sulla Gazzetta
dello Sport nella sezione Paralimpici. E ancora “davvero, non
lo piange solo lo sport paralimpico, ma tutto il mondo dello
sport. Mancherà. Tanto”, concludeva il pezzo. Un uomo che a
sedici anni, nel 1944, si è
ritrovato paraplegico a causa di
un muro crollatogli addosso. Ricoverato al Centro Paraplegici di
Ostia ha incontrato il professor
Maglio col quale ha cominciato
ad appassionarsi di sport. Da lì la
nascita dell’Anspi, Associazione
Nazionale per lo Sport dei Paraplegici Italiani, col credo che lo
sport è l’unica riabilitazione possibile. Marson è divenuto un
simbolo dello sport paralimpico,
vincendo 41 titoli tra il 1980 e il
2004. Con questi titoli è al quarto
posto della classifica dei giochi
estivi paralimpici, tra i migliori
atleti di sempre. Grazie a lui
l’Anspi divenne FISHA, Fede–
razione Italiana Sport Handicappati, che fu riconosciuta dal Coni
come Federazione effettiva nel
1981. Si è spento all’età di 67
anni nel 2011. Nel cuore di molti
il suo ricordo, ma specie in
14 Duilio Litorale Romano
quello della moglie Lucia, con la
quale è stato sposato 47 anni.
“Ho il ricordo di un gande uomo
– spiega la donna. Ha lavorato
duramente per creare un mondo
adatto ai disabili. Dalla causa
per le barriere architettoniche,
al tribunale dei malati. Sacrifici
che non sono stati fatti invano.
Ha lasciato un grande vuoto”.
La signora Lucia parla non solo
del grande atleta, ma soprattutto
della persona generosa con cui
ha condiviso quasi mezzo secolo
di vita. L’uomo che descrive è
una persona che al mondo d’oggi
sembra essere rara, che ha dato
la sua vita per costruire cose che
sono rimaste ai posteri, che
hanno tracciato la storia dello
sport. Un uomo, l’uomo, dice la
signora Lucia, che dai suoi racconti emerge essere anche un
marito premuroso, forse di quei
mariti che non si trovano più.
Uno di quei mariti che ancora u–
savano cedere il passo alla
moglie e raccogliere fiori per lei.
Insomma, una persona che nelle
descrizioni di chi lo amava e lo
ama, ha lasciato un ricordo di
amore e affetto profondi. “Gra-
zie al suo impegno – continua la
signora Lucia – il Centro Paraplegici di Ostia da clinica privata è divenuto quello che è
oggi”. Si dà il via così al percorso che porterà Marson e il
dottor Antonio Maglio a fare
nel Centro sempre maggiori
attività sportive, come nuoto,
pallacanestro, tennis tavolo,
getto del peso, lancio del giavellotto, tiro con l’arco, scherma e
corsa in carrozzina. Per poi approdare
all’Associazione
Nazionale per lo Sport dei Paraplegici (ANSPI) nel 1974.
NOVEMBRE 2014
di Elisabetta Valeri
P
rendere coscienza di un
handicap che colpisce all’
improvviso è una realtà
che costringe a ridisegnare tutti i
contorni della propria vita. Lo
sport può salvare, ridare una speranza. Il percorso che il disabile
inizia al C.P.O. di Ostia, ai fini
riabilitativi, può trasformarsi in
agonismo grazie ad un’associazione presente sul nostro territorio. E’ stata creata in seguito ad
una riforma della Asl che ha puntato sull’ importanza dello sport
per la riabilitazione e ha così indotto a creare un club con diverse discipline. Il Presidente
dell’Associazione
Sportiva
Culturale Italiana Paparplegici, Gino Giorgi, ci racconta
quanto sia difficile seguire le
orme del suo predecessore, Roberto Marson:“Per noi rappresentava un modello ed io, dal
2011, cerco di proseguire al meglio la sua opera. Il nostro statuto all’ articolo 2 recita di
favorire lo sviluppo e la propagazione degli sport che vedono
coinvolte persone con disabilità
ed è questo il nostro obiettivo di
ogni giorno. Lo sport crea una
sorta di rivalsa per la persona
con handicap, si tratta di autostima, di relazionarsi agli altri”.
L’ Ascip partecipa ai campionati
di tiro con l’ arco per i portatori
di handicap fisico, e di bocce ed
atletica leggera per i disabili intellettivi relazionali. Il Presidente
Giorgi sta lavorando per poter inserire un nuovo settore sportivo:
il calcio balilla. La scherma, per
l’ Ascip, è incarnata da Roberto
Marson e Vittorio Loi, mentre il
tiro con l’ arco ha trovato dei
campioni in Uber Sala e nello
stesso Gino Giorgi.
NOVEMBRE 2014
D
al 1975 l‘ASCIP, Associazione Sportiva Culturale Italiana
Paraplegici, promuove ad Ostia lo sport per i diversamente
abili. Tiro con l’arco, scherma, bocce, atletica leggera e tennistavolo le discipline praticate. La valenza integrativa e sociale e
l’etica della corretta pratica dell’attività sportiva
Disabilità
ed agonismo
Altro fondamentale strumento di
riabilitazione muscolare è il tennistavolo, più comunemente conosciuto come ping pong. Il
Presidente spiega che “sia il tennis da tavolo che il tiro con l’
arco, grazie alla sovvenzione del
C.I.P. -Comitato Italiano Paralimpico- vengono perfezionati
con corsi preparatori ai fini agonistici. L’arco è una delle poche
discipline che permette di integrare normodotati e disabili. Dal
2010 anche la Fitarco vede al
fianco dei Pararchery, tiratori
normodotati”. La Federazione
Italiana Intellettiva Relazionale
di bocce e atletica leggera ha
raggiunto risultati ragguardevoli
con medaglie d’oro, d’ argento e
di bronzo. Nel tiro con l’ arco Pararchery 2013, poi, l’ Ascip si è
aggiudicata il titolo di campione
d’Italia a squadre, sia nell’evento
indoor che in quello outdoor.
“Gli istruttori non devono perfezionare il proprio gesto tecnico,
ma insegnare al neofita. Uno dei
primi interventi che ho attuato,
pensando al mio predecessore, è
stato emanare un codice etico
comportamentale perché lo sport
deve rimanere lontano dal doping. Bisogna essere un esempio,
sia per i disabili che per i normodotati, di persone che stanno
bene con se stessi e con gli altri,
cercando di essere sempre una
famiglia”. Un evento importante
che si svolge annualmente il 2
giugno è il Trofeo Marson che
rappresenta non solo una gara integrativa, ma un evento culturale. “Si possono vedere 5 tipi di
archi: Compound, Olimpico,
Nudo, Istintivo e Long Bow. E’
quasi un palio con le contrade e
ci diamo battaglia all’ultima
freccia. Nel 2012 e 2014 ha vinto
la contrada Long Bow, mentre
nel 2013 l’ arco olimpico. Prima
c’ erano altre gare ma, dopo la
morte di Roberto Marson, abbiamo voluto onorare la sua memoria onorarlo con questa
manifestazione. Un problema
che ci affligge è che attualmente
l’ Ater ha elevato il prezzo dell’affitto a cifre insostenibili per
noi della nostra storica sede di
Viale Vega 44, tra l’altro funzionale per la sua vicinanza al
C.P.O.. A motivo della richiesta
il fatto che ci troviamo in una
zona di forte valore commerciale. Stiamo affrontando la minaccia di doverla abbandonare.
Siamo un’ associazione senza
fini di lucro, facciamo attività sociale, non commerciale. Non
vorremmo trovarci in questa situazione di disagio, ma poter
continuare il lavoro svolto finora, prezioso per le persone
con disabilità”.
Duilio Litorale Romano 15
Il centro del comune di Roma,
gestito dalla Cooperativa Futura, Raggio di Sole ospita 35
ragazzi dai 18 anni in su con
ogni tipo di disabilità.
Un casale accogliente e tanti
desideri da realizzare.
di Elisabetta Valeri
“RAGGIO DI SOLE”
La nuova realtà inaugurata il 20 settembre
I
l polo di socializzazione
Raggio di Sole mira a rispondere alle esigenze concrete
delle famiglie che affrontano una
disabilità psico - fisica.
“La famiglia in Italia, come sottolinea la Dottoressa Adelia
Brioschi, responsabile del centro, è ancora erroneamente considerata la prima istituzione
assistenziale. Non dovrebbe essere così!”
La Cooperativa Futura lavora da
anni sul territorio del X municipio per trovare soluzioni idonee.
“L’ ambizione, sin da quando ho
iniziato a lavorare con la Cooperativa Futura, è stata sviluppare alcune autonomie dei
ragazzi, attraverso vari strumenti.”
Ogni laboratorio, infatti, ha lo
scopo di far acquisire un’ autosufficienza, di incrementare la
socializzazione ed offrire a ciascuno un bagaglio di esperienze
in base alle quali gestire la quotidianità.
“Nell’ autonomia alimentare
viene costruito un menù, grazie
al confronto, si esce a fare la
16 Duilio Litorale Romano
spesa e poi si cucina condividendo il cibo.
In quella esterna si conosce il
territorio, scoprendo come si
compra il biglietto dell’ autobus
e poi individuando il percorso
per andare dove si desidera.”
Le attività dedicate ai ragazzi
sono molteplici: c’ è il laborato-
rio “cre-attivo”, finalizzato all’
inserimento lavorativo, l’ educazione ambientale, svolta in cooperazione con il corpo forestale
dello stato, la pet therapy e l’ addestramento cinofilo con il
M.A.D. di Ostia Antica, con l’obiettivo di far diventare i ragazzi
conduttori di cani.
Laboratori di psicomotricità e di
pre pugilistica integrata, dove
pur non combattendo si seguono
le fasi di tutto l’ allenamento.
“Il progetto definisce Raggio di
Sole un Polo di socializzazione
perché la Cooperativa Futura
crede moltissimo nel valore etico
morale dell’ integrazione. Non si
NOVEMBRE 2014
tratta di un centro nel quale i
disabili sono chiusi a svolgere le
loro attività,vogliamo aprirci a
tutta la cittadinanza affinché diventi uno spazio di e per tutti.”
L’ ambizione è che questi ragazzi
possano affrontare le esperienze
che ogni adulto vive e soprattutto che gli altri non li vedano
solo per le loro disabilità, ma riescano a guardarli dentro.
“Le attività esterne che vengono
organizzate non hanno limiti
perché lavoriamo su un concetto
molto bello: quello del desiderio. Pochi si soffermano a
chiedere al ragazzo disabile
cosa ti pia–cerebbe, dando per
scontate le risposte. Noi abbiamo un cartellone dal titolo Vorrei
fare....
e
ognuno,
settimanalmente o mensilmente,
riempe i puntini con i suoi
desideri. Qualunque essi siano:
fare un aperitivo, andare a cavallo o visitare i musei vaticani.
Sono solo alibi per stimolare l’
autonomia. In base a
quanto sono articolati
cerchiamo di realizzarli, sedendoci con
loro e scoprendo insieme qual è il modo
per raggiungere gli
obiettivi.
Ad esempio per andare ai musei vaticani
bisogna mettersi al
pc, capire come
prenotare, individuare il percorso, imparare a prendere la
metro, pagare il biglietto.”
La Dottoressa Brioschi tiene a
precisare che dietro questo
grande lavoro c’ è una sinergia
con i genitori, costruita attraverso incontri individuali e di
gruppo, una condivisione della
programmazione professionale
ed un’ organizzazione sempre
condivisa con il municipio.
“Gestisco i nuovi inserimenti in
maniera graduale soprattutto
per attutire il momento delicato
del pranzo. Ogni nuovo arrivo è
accolto con giovialità e gli inserimenti, così come i compleanni,
sono
sempre
festeggiati.”
Il polo di socializzazione Raggio
di Sole vanta un team di operatori oss, qualificati e motivati
grazie anche alle periodiche riunioni di formazione e programmazione.
Cooperativa Futura:
operatori in prima linea
L
a Cooperativa Sociale Socio Sanitaria Futura
Onlus opera nel territorio del X Municipio di
Roma (ex XIII) dal 1981 ed è nata dall’incontro di un gruppo di giovani con alcuni genitori
di persone disabili unite dall’intento comune di impegnarsi attivamente nel difficile mondo del disagio sociale.
La Futura si occupa di assistenza alle persone con disabilità e di sviluppo locale, di disagio giovanile e promuove da sempre la cultura del benessere psicofisico, del
lavoro e della formazione, dell’ accessibilità e dell’integrazione. Con oltre cento addetti fra dipendenti e volontari, cura i servizi sociosanitari del litorale romano con
importanti progetti, tra cui il Centro diurno Raggio di
Sole, una comunità alloggio Il Grillo Parlante, servizi di
assistenza domiciliare per disabili ed anziani SAISH e
SAISA, servizi alle famiglie e ai minori per le scuole del
territorio, servizi di promozione del turismo sociale, del
privato sociale sostenibile, dell’ assistenza residenziale
ad anziani con la nascita di una casa famiglia per anziani
La Villa dei Nonni. La Futura onlus dal 2007 si è avvicinata anche al mondo della raccolta fondi, attraverso una
prima vendita di piantine. Da quel giorno il cammino è
stato lungo e la Futura ha da poco chiuso con successo la
prima buona causa. I fondi raccolti verranno utilizzati per
finanziare attività educative per bambini autistici. Dall’inizio della campagna di raccolta fondi, la cooperativa
Futura è stata affiancata dall’amico e testimonial Fabrizio Bracconeri che conosce, da genitore, in prima persona le difficoltà legate all’affrontare quotidianamente
una vita con un figlio autistico. Per qualsiasi informazione è possibile telefonare allo 06.5640571, scrivere a
[email protected] oppure visitare il sito www.coopfutura.org
Dal 6 novembre, finalmente, torna il nuovo ciclo
della trasmissione “State Comodi“ il talk show
di Canale Dieci, in onda tutti i giovedi alle 21.00,
condotta magistralmente da Carlo Senes.
Ogni settimana si affrontano argomenti come:
politica, sanità, welfare, ambiente, moda, salute,
benessere, cultura.
Tantissimi gli ospiti del “salotto” ; una media
di 20 al mese per un totale di circa 180 ospiti
previsti per le 35 puntate.
Buon divertimento!
Chiunque voglia entrare in contatto con la redazione della trasmissione può scrivere a:
[email protected] o a [email protected], o chiamare lo 06.5601851.
NOVEMBRE 2014
Duilio Litorale Romano 17
A sostegno
di Lucia Battaglia
DEL DISAGIO PSICHICO
G
enitori ed amici di persone con disabilità intellettiva e relazionale sono riuniti nell’ANFFAS,
guidata ad Ostia da Ilde Plateroti. L’associazione
offre supporto logistico e difesa dei diritti. Presso il Centro di Salute mentale di via Cozza, invece, opera l’associazione Il Detto Matto, che attraverso una iniziativa
editoriale da’ spazio all’estro creativo delle persone che
vivono il dramma dell’esclusione
R
aramente ci si rende
conto dell’importanza
del volontariato, un aiuto
così valido per chi è in difficoltà,
persone speciali che dedicano la
loro vita agli altri con atti di generosità e di coraggio. Esemplare
in questo senso Ilde Plateroti
che è stata eletta quest’anno per
la terza volta consecutiva per acclamazione e con voto unanime
alla guida di Anffas Ostia Onlus
che ha fondato nel 1982. Fin
dagli anni ’60 si è sempre battuta
per i diritti delle persone con disabilità, nota ovunque per il suo
altruismo; ora è di nuovo alla
guida di Anffas Ostia Onlus.
Dopo la sua elezione Ilde ha dichiarato: ”Sono felicissima e ringrazio tutti i membri del
Consiglio per la fiducia. Sette
anni fa abbiamo iniziato un percorso che vogliamo portare
avanti e in qualche modo concludere. Davanti a me ho un
sogno: realizzare una casa famiglia per tutti i nostri ragazzi.
Questo è il mio grande obiettivo”. Quest’anno è stato approvato da Anffas Ostia il settimo
18 Duilio Litorale Romano
bilancio positivo a dimostrazione
che questa è una organizzazione
aziendale del litorale veramente
efficiente. Anffas Onlus è un’Associazione Nazionale di Famiglie con Disabilità Intellettiva e/o
Relazionale; riunisce genitori ed
amici di persone in difficoltà. E’
nata a Roma il 28 marzo 1958 e
ben presto si è diffusa in tutta Italia con 14.000 soci che hanno
creato 169 Associazioni Anffas
per la difesa dei diritto dei disabili e come supporto alle loro famiglie in ogni circostanza della
loro vita: nella scuola, nel lavoro,
per la salute, ecc.. Anche il Centro di Salute Mentale di Ostia,
sito in Via Cozza 7, ospita una
iniziativa lodevole e di estremo
interesse, l’Associazione “Il
Detto Matto “, promossa dal Dipartimento Salute Mentale del X
Municipio Asl Rm/D e fortemente voluta dal dott. Walter
Galluzzo, parte integrante della
redazione della rivista creata dall’Associazione.
Una rivista che, purtroppo, non
esce con regolarità per mancanza
di fondi. Un sostegno è offerto
NOVEMBRE 2014
da Duilio Litorale romano che ritiene questa iniziativa un’attività
culturale altamente meritoria per
il territorio. L’associazione nasce
con uno scopo ben preciso,
quello di far conoscere e diffondere le produzioni artistiche, letterarie ed autobiografiche di
coloro che vivono in prima persona il dramma dell’esclusione
legato al disagio psichico, è una
voce che vuole far sentire la presenza e far conoscere le capacità
di queste persone, il desiderio
forte di sentirsi partecipi di una
società che per ignoranza e per
pregiudizio tende ad escluderli,
ad emarginarli, rendendo ancora
più grave il loro disagio. Partecipando alla riunione settimanale,
tenuta dalla redazione della rivista, per scegliere e valutare il
materiale, ci si rende conto di
quali capacità creative e quanto
desiderio di esprimerle ci siano.
La rivista è composta da numerose rubriche che spaziano dalla
NOVEMBRE 2014
poesia, al racconto, all’autobiografia, alle recensioni, alle interviste, cioè abbraccia tutta la
realtà con slanci poetici e decisioni originali come quella di
scrivere senza punteggiatura. Ma
le attività dell’Associazione non
si fermano qui, infatti c’è anche
una collaborazione con un
gruppo di detenuti di Rebibbia
del reparto psichiatrico e la partecipazione ad una iniziativa veramente eccezionale: a febbraio
ci sarà un Convegno organizzato
dagli Uditori di Voci a cui l’Associazione ha aderito; ora non
resta che raccogliere le testimonianze di chi ode queste voci,
cioè di fare ricerca per portare
del materiale al Convegno.
Un’altra porta aperta verso quel
mondo che ha tanta paura del diverso. C’è la porta sempre aperta
nella stanza del Centro in cui settimanalmente si riunisce la redazione della rivista, chiunque può
entrare e partecipare alle discus-
sioni, un chiaro invito ad aprire
le menti e i cuori nei confronti di
chi, pur nella sua diversità, ha
tanto da dare.
Nel suo libro “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” Luis Sepulveda
scrive quando la gabbianella si
rifiuta di volare, perché vuole
essere un gatto: “Ti vogliamo
bene, perché sei una gabbiana….Sei diversa e ci piace
che tu sia diversa Con te abbiamo imparato ad apprezzare,
a rispettare e ad amare un essere diverso. E’ molto facile accettare e amare chi è uguale a
noi, ma con qualcuno che è diverso è molto difficile, e tu ci hai
aiutato a farlo”.
Duilio Litorale Romano 19
Condivido, mi aggiorno,
ComuniCo...
…E’ lo slogan con cui il Complesso Scolastico Internazionale
Giovanni Paolo II sta facendo
conoscere
l’innovativa piattaforma di “Social Network”
iGP2, che ha lo scopo di offrire
ai propri studenti una didattica
sempre più all’avanguardia.
Ogni alunno, sarà sempre connesso alla didattica della propria
classe e potrà comunicare con i
propri compagni di classe, professori e vicepresidi, e il tutto
sarà accessibile non solo da un
normale PC ma anche attraverso
smartphone e tablet.
Perciò dal mese di ottobre 2014,
tutti i ragazzi potranno fare il
“download” dell’applicazione
direttamente dal Play Store o
dall’Apple Store. Ogni alunno,
dotato di username e password,
potrà accedere al Social Network
della scuola e in questo ambiente
protetto, potrà, in maniera agevole e intuitiva, comunicare e
scambiare informazioni utili con
i propri professori, con i compagni di classe, visionare la
rassegna stampa e i video forniti
dall’Ufficio Stampa dell’Istituto,
in modo da rimanere sempre aggiornati sulle principali notizie
del giorno. Dal punto di vista didattico i Professori potranno comunicare anche in orario
extrascolastico con i propri studenti per specificare gli argomenti delle lezioni future o i
dettagli sui compiti in classe e
persino condividere dispense che
gli alunni potranno scaricare a
loro volta.
iGP2 non è solo un Social Network scolastico, ma molto di più.
E’ una potente piattaforma di “ELearning”, ovvero il nuovo
metodo di studio con tecnologie
20 Duilio Litorale Romano
che permettono alle persone di
imparare sempre e ovunque, grazie alla possibilità di sfruttare la
rete internet e la diffusione di informazioni a distanza.
Sarà quindi possibile, attraverso
un meccanismo di prenotazione,
programmare lezioni virtuali direttamente da casa, avendo come
unico vincolo quello di
possedere un supporto pc o tablet
dotato di webcam per il collegamento. L’utente quindi assisterà
ad una lezione privata, che come
tale permetterà di approfondire
ancora meglio le nozioni.
Le innovative metodologie
prevedono: a) scambio di
file, grazie al quale lo studente
potrà approfondire i temi studiati
grazie ad appunti elaborati dal
docente, immagini, video e
quant’altro b) creazione di file in
simultanea, con cui lo studente e
l’insegnante potranno interagire
e controllare i progressi nell’apprendimento con test e verifiche
c) Lavagna digitale, la cui interazione con gli oggetti su
schermo (testi, immagini, audiovisivi) la rendono uno strumento
assai coinvolgente per gli studenti che riescono in questo
modo a mantenere l’attenzione
più a lungo.
L’istituto Internazionale Giovanni Paolo II di Ostia è la prima
scuola d’Italia che lancia questo
tipo di servizio, un vero e proprio
strumento innovativo al vertice
di un cambiamento profondo
avviato già da alcuni anni, che
rende la didattica offerta altamente qualitativa e prestigiosa,
capace di stimolare l’apprendimento e la formazione dei
ragazzi, anche utilizzando strumenti e meccanismi sconosciuti
al vecchio mondo della scuola
che troppo spesso resta ancorata
a vecchi dogmi.
NOVEMBRE 2014
Un centro d’eccellenza
per malati di alzheimer
Una volontaria racconta
I
l Centro Diurno Le Betulle
è un centro semiresidenziale per l’assistenza domiciliare ai pazienti con
demenza di Alzheimer. E’ situato
in un arioso casale in stile campagnolo
ristrutturato
nel
quartiere Infernetto (Via Salorno), circondato da un ampio
spazio verde. Adiacente al centro
diurno si trova un altro casale
dove sono alloggiate ragazze
madri in difficoltà e in un altro
piano sono assistiti dei disabili.
Per arrivare al centro si percorre
un vialetto limitato da rose e lavande e subito ci pervade un
senso di pace. Entriamo, la porta
è aperta. Nell’atrio siamo colpite
dal candore delle pareti e da alcuni quadri raffiguranti fiori di
vario genere. Ci rechiamo a sinistra. C’è una stanza ampia e luminosa a tipo salone dove
soggiornano i pazienti. ll centro,
unico nel suo genere nel territorio del X Municipio, è stato inaugurato ad Aprile 2014, ma
dopo la fase di organizzazione ha
cominciato a ricevere i pazienti
dal 3 giugno.
Attualmente vi vengono assistiti
14 pazienti, divisi in due gruppi:
quello dei giorni dispari (lunedi,
mercoledi e venerdi) e quello dei
giorni pari (martedi, giovedi e
sabato).
Il primo gruppo è costituito da 9
pazienti provenienti dal Centro
Diurno
Il
Pioppo
(Via
Portuense), pur essendo residenti
nel X Municipio, spostati in
questa nuova sistemazione per
evitare loro il lungo spostamento
verso Roma nei giorni di frequenza del centro.
Il secondo gruppo è di 5 nuovi
pazienti che non avevano mai
22 Duilio Litorale Romano
frequentato un centro diurno
Alzheimer, ma il numero dei
pazienti si incrementerà di settimana in settimana, man mano
che verranno esaminate le numerose domande presentate
presso i PUA (Punto Unico di
Accesso) del Municipio X o
presso il Poliambulatorio di
Casal Bernocchi, fino ad un massimo di 29 pazienti per ogni
turno (di cui 7 con demenza severa) per un totale di 58 assistiti a
regime.
Per ora i pazienti presenti hanno
tutti una forma di demenza mo–
derata (Mini-Mental State Examination compreso tra 21 e 12
punti su max 30) e sembrano
contenti di trovarsi lì.
Vengono prelevati a casa da un
pulmino al mattino alle ore 8.
Giunti in sede fanno colazione
tutti insieme, poi iniziano le
varie attività, seguiti da Assi–
stenti socio-sanitari e terapisti
occupazionali della Cooperativa
Domus Caritatis e da alcuni
volontari. Tra le varie attività
proposte troviamo: attività motorie di gruppo (ginnastica dolce,
movimenti ricreativi e di socia–
lizzazione),
terapia
occupazionale con laboratori manuali
ed espressivi, laboratori di giardinaggio e di cucito, attività di riabilitazione
cognitiva,
musicoterapia, strategie per la
stimolazione della memoria,
servizi di assistenza alla persona
(igiene personale, terapia farmacologia, corretta alimentazione).
Nel Centro opera anche personale sanitario della ASL Roma D
quali Infermieri professionali,
una psicologa per il counseling
sui pazienti e per i familiari e
caregivers, un medico neurologo
che supervisiona gli eventuali aggiustamenti terapeutici e partecipa alla Unità Valutativa
Multidimensionale che esprime il
giudizio di idoneità dei pazienti
per il Centro Diurno.
Alle ore 12 viene servito il
pranzo, alle 16 la merenda e alle
17 i pazienti vengono riaccompagnati a casa con il solito pulmino.
L’iter per l’ammissione al centro
inizia come già detto con la presentazione della domanda di accesso presso il PUA del
Municipio X (Servizi Sociali di
Via Passeroni 24) o presso quello
del Poliambulatorio di Casal
Bernocchi, insieme ad un documento clinico di uno specialista
che attesti le condizioni del
paziente. I pazienti con reddito
familiare inferiore alla quota
minima di legge e quelli con invalidità civile o con handicap
grave (legge 104/92) non pagano
alcun contributo, gli altri pagano
una retta.
Mi rendo conto che i pazienti
sono quasi tutti sereni e tran-
quilli. Ho portato dei cioccolatini
per ingraziarmeli, ma con una
non ci riesco. Pensa che io sia
una assicuratrice, venuta lì per
imbrogliarla. Un paziente V. è
sereno e tranquillo e inizio con
lui una interessante chiacchierata
sul suo precedente lavoro prima
del pensionamento, che sembra
non ricordare sia avvenuto molti
anni fa.
Pure la signora M. è serena e
tranquilla, ma ha solo 56 anni.
Parlo con i responsabili del Centro perchè vorrei contribuire da
volontaria all’ortoterapia e alla
costruzione di un percorso aromatico circolare, come ho visto
in un centro Diurno Alzheimer a
Pistoia.
Pensano che queste due cose si
potranno fare. Il tempo concessomi è trascorso.
Saluto, ma mi porto nel cuore un
senso di armonia e serenità che
la vita in comune di pazienti ed
operatori in buon accordo ispira
all’osservatore esterno.
M. Riparbelli
Tel. 345.7993649
NOVEMBRE 2014
A colloquio con...
Prof. Livio Gallottini
Bellezza
Salute
a cura di Elisabetta Valeri
Medico chirurgo. Specialista in
Odontostomatologia. Dottore di ricerca
in discipline odontostomatologiche
Denti e postura
S
empre più frequentemente
il dentista è chiamato ad
intervenire sull’apparato
stomatognatico (bocca, denti, articolazione e muscoli masticatori) per risolvere problematiche
posturali a distanza (mal di testa,
mal di collo, mal di schiena…).
La continua diffusione di tali
possibilità curative tramite i
media induce i pazienti a chiedere:
1. Perché i denti storti sono in
grado di alterare la postura?
Un cattivo funzionamento della
bocca, dato da una masticazione
sbagliata per via di denti che non
combaciano bene, può indurre
tensione muscolare nel distretto
facciale. Per via dei normali collegamenti tra le catene muscolari
del corpo, se i muscoli della
bocca sono contratti, indurranno
una sofferenza anche dei muscoli
vicini, come quelli del collo e
della testa.
Il vostro mal di testa si sviluppa
dopo una lunga masticazione? Vi
capita di svegliarvi “stanchi”,
supponendo di aver “stretto i
denti tutta la notte”? Forse soffrite di “cefalea muscolo tensiva”.
A lungo andare, se la situazione
non viene risolta e la tensione
muscolare non viene eliminata, il
processo si fa cronico, in grado
quindi di coinvolgere distretti
anche lontani, come schiena e
appoggio plantare.
NOVEMBRE 2014
2. Cos’è il “bite”?
Il bite e’ un apparecchio mobile
che separa i denti tra loro, riducendone il serramento (di solito
notturno o che si verifica nei momenti di maggiore concentrazione, ansia, stress..).
Inducendo un rilassamento dei
muscoli della bocca, il bite può
portare all’eliminazione parziale
o completa dei sintomi “a distanza”, migliorando, nei casi più
importanti, anche l’appoggio dei
piedi.
3. Come capire quando la
bocca interviene nel disordine
posturale?
Per valutare se l’apparato stomatognatico induce un peggioramento della funzione posturale,
si esegue un esame specialistico,
denominato “esame stabilometrico”. Si tratta di una batteria di
test (ciascuno della durata di 52
secondi) eseguiti su un tappetino
con dei sensori, che registrano le
differenze nel numero di oscillazioni dell’equilibrio del paziente,
in seguito a sollecitazione dei recettori posturali (recettori oculari,
auditivi,
cervicali,
stomatognatici).
Nello specifico, se l’equilibrio
del paziente peggiora quando
vengono stimolati i recettori
della bocca, probabilmente l’intervento tramite trattamento or-
todontico o applicazione di bite
potrebbe risolvere i sintomi a distanza.
Prof. Livio Gallottini
Medico Chirurgo, Specialista in
Odontostomatologia
Dott.ssa Anna Di Nunno
Odontoiatra, Specialista in
Ortognatodonzia
Duilio Litorale Romano 23
Un incontro con il Dott.
Fabrizio Paolini
A colloquio con...
Dott. Fabrizio Paolini
Direttore f.f. U.O.C. Pedriatria e Neonatologia
Ospedale G.B. Grassi di Ostia
“La gioia è vedere un neonato patologico quando riesce
anche soltanto a mangiare con il biberon.”
“L’ unità operativa di pediatria
e neonatologia dell’ Ospedale
Grassi fa fronte non solo al bacino d’ utenza di Ostia, ma
anche di alcuni municipi di
Roma sui quali la Asl Roma D
ha una proiezione. La divisione
in due reparti nasce da una divaricazione dal punto di vista
scientifico e culturale.”
Dal ventottesimo giorno di vita
compiuto fino al quattordicesimo anno d’ età si parla di pediatria.
Vengono assistiti al parto tutti i
nati all’ Ospedale Grassi e,
quelli venuti alla luce nell’ adiacente struttura sperimentale
“Casa della maternità”, visitati qualche ora
dopo la nascita.
“I neonati rimangono in Ospedale tre giorni
e viene favorito l’ allattamento al seno grazie
al programma rooming in: una situazione logistica che permette al neonato di stare con
la madre, attualmente nelle ore diurne. Il
risultato è ottimo: circa il 95% delle mamme
esce dall’ Ospedale con l’ allattamento
materno.”
Ci sono poi i casi di neonati patologici, prematuri o con problemi legati al parto.
“I bambini con età gestazionale inferiore
alle 32 settimane con problemi respiratori
sono trasferiti, in piena sicurezza e con ambulanze idonee, presso i centri di terzo livello.”
La pediatria ha un reparto di degenza pediatrica che prevede un ricovero di 4 - 5 giorni
esclusivamente per casi non curabili diversamente.
“Dal 2010 il bambino che giunge al pronto
soccorso è accertato con un triage specifico
24 Duilio Litorale Romano
e viene visitato in prima battuta dal medico
di pronto soccorso che, se lo ritiene necessario, chiede una consulenza specialistica
dei pediatri. I tempi di intervento sono in
linea, se non migliori, di quelli riportati per
Ospedali che vantano finanziamenti maggiori. Nel 2013 le consulenze pediatriche di
pronto soccorso sono state 8700.”
Esiste una struttura intermedia “l’ osservazione breve intensiva pediatrica”, dove la
degenza oscilla tra le 6 e le 36 ore ed è finalizzata ad un’ osservazione del cambiamento
dei sintomi.
Il day hospital pediatrico, infine, ha una
natura diagnostica, con una piccola fetta terapeutica.
“Gli ambulatori specialistici dell’ unità operativa sono:
-neuropediatria e malattie metaboliche
ereditarie il giovedì;
-Sempre il giovedì c’ è il servizio di
ecodopplermetria celebrale;
-Un ambulatorio day hospital di gastroen-
terologia ed epatologia pediatrica il mercoledì;
-Day hospital allergologico e
ambulatorio di dermatologia
pediatrica il martedì;
-L’ ambulatorio di nutrizione
e prevenzione dell’ obesità il
venerdì.
“La volontà di umanizzare le
cure ha determinato la nascita
di una sala giochi, l’ iniziativa
dei clown dottori, introdotta
dal Rotary Club, e l’ avvio di
un progetto precursore per il
litorale romano: la ludoteca.
Grazie ad un programma di
giochi didattici, i volontari
della ludoteca coinvolgeranno
sicuramente i bambini ricoverati e, laddove
sarà possibile, quelli dell’ osservazione e del
day hospital.”
I desideri sono incrementare la complessità
dei ricoveri pediatrici permettendo convenzioni con strutture di terzo livello. Fondamentale sarebbe la creazione di radiologia,
cardiologia e laboratorio specifici per la pediatria. Per la neonatologia le ambizioni sono
di ricoverare bimbi più piccoli e di prolungare il rooming in a 24 ore.
“L’ ausilio da parte della Asl c’ è sempre
stato, la Direzione generale sta svolgendo un
grande lavoro di riorganizzazione, quindi
confidiamo nella fattiva collaborazione che
da sempre c’ è.”
Il lavoro svolto ogni giorno da Pediatria e
Neonatologia trova riscontro in numeri strabilianti, ed è reso possibile grazie alle eccellenze che vi sono impiegate. Un team che,
dal Primario stesso, viene definito “coeso,
sempre pronto al confronto e all’ aggiornamento.”
NOVEMBRE 2014
Bioenergetica,
A colloquio con...
perché ci offre la sicurezza
Dott.ssa Maria Stallone Alborghetti
nell’autostima?
Psicoterapeuta, supervisore e terapeuta
didatta in analisi Bioenergetica presso
la Siab. Psicologa analista di formazione
junghiana e training autogeno.
L’
autostima innata
è un valore individuale che si
attiva nello stesso momento in cui avviene la fecondazione creata da un
amplesso pieno di reciproca passione. L’amore
di entrambi coronato
anche dal desiderio inconscio di divenire felicemente genitore di un figlio
sentito come frutto ed espressione concreta di un grande sentimento, inconsapevolmente,
comunica all’embrione una felice accoglienza. Quando la fecondazione è casuale, priva di
reciproci sentimenti di amore
verso l’idea di avere un figlio e
intrisa di conflitti, l’autostima
del futuro nato potrebbe essere
minata alla base. Attenzioni e
cure affettuose che possono fiorire nel cuore dei genitori, dopo
la nascita del bambino, possono
compensare il deficit del primo
impatto. Il neonato appena viene
al mondo è sempre e comunque
aperto alla conoscenza della vita,
ELENCO
LIBRERIE
SUL SITO
SCARICARE LE TENSIONI CONFLITTUALI AUMENTANDO
LA FORZA NELLE GAMBE
è felice del contatto, si abbandona fiducioso al sostegno. L’interazione con le eventuali
delusioni e frustrazioni induce a
creare le difese caratteriali che limiteranno l’autostima e la predisposizione ad aprirsi alle
relazioni. La valutazione di se
stesso dipenderà sempre dagli
apprezzamenti o meno del prossimo, piuttosto che dal proprio
valore reale fondato su autopercezioni positive. La percezione
del proprio Sé corporeo diviene
facilmente mutevole e talvolta
dinamica. Da momenti di autoesaltazione a stati di completa autosvalutazione che può giungere
fino alla depressione, alle crisi di
panico, all’ansia anticipatoria
che blocca ogni possibilità di
protendersi verso il mondo con
padronanza. La percezione di sé
oscillante deriva dal conflitto
tra aspettative dell’ideale dell’io
e valore reale. La bassa autostima radicata nel proprio Sé corporeo è il risultato della
discrepanza che esiste tra successo e insuccesso. Se i conflitti
genitoriali hanno continuato a
manifestare poca accoglienza
della reale personalità del figlio,
si costruisce un’identità che nel
raggiungere il successo si sente
in colpa per tutta la vita nei con-
Tutti i martedì presso Marilab Center
di Viale Zambrini (Ostia), è possibile
partecipare alle classi di esercizi di
Bioenergetica e Training Autogeno
per scaricare lo stress quotidiano, aumentare l’autostima e il benessere,
superare l’ansia e le crisi di panico e
migliorare la salute e la bellezza interiori ed esteriori.
Dott. Maria Stallone Alborghetti
V.le dei Promontori,
00122 Ostia Lido - Roma,
Cell. 338.543.8008
www.bioenergeticaonline.it.
NOVEMBRE 2014
APRIRE LO STERNO PER AUMENTARE
LA RESPIRAZIONE E LA FIDUCIA
fronti dei perdenti e nel riuscire a
superare il ruolo sociale della famiglia di origine. In questo stato
la persona può boicottarsi per
eludere il disagio del senso di
colpa rimanendo in un continuo
senso d’insoddisfazione che in
lunghi tempi sfocia in malattia
organica o in disagi psicologici.
L’immagine di sé è simile a un
mosaico che prende forma in
base alle risposte che arrivano
dalla famiglia e dal mondo
esterno, se le interazioni tra il
mondo familiare e collettivo
sono in sintonia l’autostima è solida, nel caso in cui c’è dissonanza, durante la crescita per
autodifesa si tende a divenire
come gli altri tradendo la propria
reale natura. La bioenergetica ha
lo scopo di rendere un corpo vitale capace di sperimentare e rivivere il dolore, la rabbia, le
gioie e le sofferenze della vita.
L’analisi dei conflitti rimossi attraverso i simboli onirici, la liberazione
delle
emozioni
congelate, lo scioglimento dei
blocchi muscolari cronici attraverso gli esercizi di bioenergetica, aumenta la sicurezza
nell’autostima, nel corpo e nella
mente, fondata sull’accettazione
dei propri limiti e valori, sui confini dei desideri, bisogni e diritti
da realizzare in modo congruente
alla propria realtà psicofisica.
Duilio Litorale Romano 25
La giornata
delle gambe!
5 dicembre
A colloquio con...
Dott. Francesco Artale
Specialista in Angiologia e
Chirurgia Vascolare
L
e gambe, si sa, sono il
simbolo della bellezza
femminile. Molte sono le
donne, più o meno giovani, che
combattono tra prodotti cosmetici, trattamenti estetici dall’efficacia discutibile e diete “fai da
te”, con risultati a dir poco deludenti. Poche indagano sulla
cause mediche degli inestetismi,
anche quando essi si associano a
disturbi importanti.
Se è vero che in alcuni casi il
problema è di natura puramente
estetica, il più delle volte è la diretta conseguenza di un problema vascolare - dice il dott.
Artale. Ne è esempio lampante la
diffusissima cellulite, infiammazione sottocutanea, scambiata
dalla maggior parte della popolazione per un problema solo
estetico.
E anche quando l’inestetismo è
di natura costituzionale o dovuto
a fattori immutabili come l’età,
un inquadramento medico-estetico sul tipo di trattamento indicato è consigliato non solo per
garantire il risultato, ma anche e
soprattutto per evitare di fare
danni e peggiorare la situazione.
A questo proposito la prevenzione è essenziale. Trattare in
maniera precoce iniziali disturbi
funzionali ed estetici delle
gambe, limita in maniera importante l’evoluzione della malattia.
Lo studio Med &Tech, specializ-
26 Duilio Litorale Romano
zato nella salute e la bellezza
delle gambe, nato dall’esperienza trentennale del dott. Artale, angiologo e chirurgo
vascolare, inventore della “microliposcultura”,
ospita
un’equipe multidisciplinare specializzata nella diagnosi e trattamento degli inestetismi delle
gambe.
Un team di medici tra cui angiologo, dermatologo, medico nutrizionista, medico estetico,
permette un inquadramento dia-
gnostico veloce ed efficace. Essi
si avvalgono del contributo di fisioterapisti specializzati e di moderne soluzioni individualizzate,
tra cui la microchirurgia (microflebectomia e microliposcultura)
e trattamenti di riabilitazione vascolare e medico-estetici (endermologie, icoone, triactive,
radiofrequenza)
L’equipe medica di Med &Tech
organizza, per il giorno venerdì
5 dicembre 2014, una giornata
dedicata alla prevenzione e alla
cura dei disturbi estetici e funzionali delle gambe.
Durante questa giornata sarà
possibile eseguire, gratuitamente:
una consulenza medica per identificare la natura del problema
una eventuale consulenza nutrizionale, angiologica o dermatologica
un trattamento di riabilitazione
vascolare o medico estetico consigliato dallo specialista
trattamento locale con soluzioni
ad alto contenuto di vitamine essenziali per la riattività del microcircolo
cutaneo
e
sottocutaneo.
Per partecipare alla “giornata
delle gambe” e sottoporsi a consultazioni e trattamenti gratuiti
bisogna chiamare la segreteria
dello studio, dal lunedì al venerdì, dopo le 15.00
Studio medico Med & Tech
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NOVEMBRE 2014
Autunno
e patologie
CORRELATE
A colloquio con...
Dott. Riccardo Sansoni
Farmacista con specializzazione in scienza
e tecnologia farmaceutiche omeopatiche.
I
n autunno le ore di luce diminuiscono, l’umidità aumenta, la temperatura si
abbassa….e molte sono le persone che potranno avvertire malesseri condizionati dal cambio
di stagione (difficoltà digestiva,
mal di testa, senso di pesantezza,
transito intestinale irregolare, dolori articolari/muscolari, svogliatezza, sonnolenza….)
L’uomo è immerso nella natura
ed i propri sistemi ormonali sono
in sintonia con il più grande
meccanismo di controllo dettato
dal sole e dall’alternanza con la
luna. La ghiandola pineale (detta
anche epifisi) produce melatonina, ormone che regola il ritmo
circadiano sonno-veglia, la cui
concentrazione aumenta nel sangue poco dopo la comparsa dell’oscurità. Il suo corretto
funzionamento è basato sulla
presenza del buio tanto meno
presente sarà tanto maggiore percepiremo in nostro sonno come
non gratificante.
Nelle stagioni in cui le ore di
luce aumentano la pineale attiva
una specifica cascata ormonale
che riaccende le pulsioni sessuali
e man mano che le giornate inizieranno ad allungarsi, la pineale
ci sveglierà dal sonno invernale.
Con l’arrivo dell’autunno, diminuendo le ore di luce, l’organismo produce più melatonina e
meno serotonina (nota anche
come ormone “del buon
umore”). La serotonina regola
l’appetito, l’umore, la sincronizzazione del ritmo sonna-veglia.
Motivo per cui, in autunno, per
bilanciare la concentrazione di
tali ormoni, si consiglia di
esporsi il più possibile ai raggi
solari, utilizzare estratti di pianta
quali la griffonia che è natural-
NOVEMBRE 2014
mente ricca in triptofano precursore della serotonina e di preferire gli alimenti che stimolano la
produzione di questo ormone
quali il grano saraceno, la quinoa
etc e cereali integrali (farro,
avena, frumento, segale, mais,
miglio, riso) ricchi sia di sali minerali, fibre, proteine, che di triptofano. Assolutamente
da
bandire o comunque da consumare moderatamente sono quelli
raffinati e bianchi. Altri alimenti
che possono vantare della presenza di triptofano sono: ortaggi,
frutta, ricchi anche di vitamine
A, C, E (potenti antiossidanti naturali), quindi, via libera a kiwi,
cachi, cavoli, zucche, carote, e
tutti i legumi. Inoltre per completare il quadro va ricordato
come sia corretto inserire in una
corretta alimentazione anche una
buona dose di semi oleaginosi
(noci, nocciole, mandorle, semi
di lino, zucca, sesamo, girasole…) e oli vegetali (olio di
oliva, di semi di canapa, di lino,
di zucca….) ricchi in acidi grassi
polinsaturi dalla comprovata capacità antinfiammatoria.
La concentrazione del magnesio
nel nostro organismo può essere
negativamente influenzata da
fattori quali:
• lo stress, che richiede un alto
dispendio di energia e attiva
meccanismi fisiologici che
comportano una ridistribuzione del magnesio all’interno
dell’organismo, con una sua
minore disponibilità per le
funzioni fisiologiche;
• la mancanza di sonno;
• l’alimentazione scorretta;
• l’abuso di farmaci
Per cercare di contrastare al meglio questo nuovo aggiustamento
del nostro organismo alle stagioni più rigide e più buie è utile
fornire una buona integrazione di
magnesio che è un minerale fondamentale per garantire un più
corretto recupero notturno delle
fatiche spese nei rigidi giorni invernali (aumentare la resistenza
allo stress, stimolare sonno e
buonumore, favorire la sintesi di
serotonina, favorire il rilassamento sia fisico che psichico…)
inoltre, in qualità di minerale basico, consente, anche, di liberare
l’organismo dalle scorie metaboliche (scarti acidi) che pericolosamente acidificano il terreno
organico, minando lo stato di salute!. Le cause dell’acidificazione sono riconducibili sia ai
processi fisiologici che coinvolgono quotidianamente l’organismo, sia al consumo di alcune
categorie di alimenti (carne e derivati; uova, latte e derivati; zuccheri raffinati; cereali e derivati
raffinati; bibite gassate; caffè,
the, alcolici); sia allo scorretto
stile di vita (stress; farmaci; eccessivo affaticamento fisico),
che, modificando il pH del sangue, sono complici di fenomeni
infiammatori creando le basi per
l’instaurarsi di patologie croniche.
Dr Riccardo Sansoni
Via Cesare Maccari, 312 - Acilia (Rm) - tel. 06.52363856
Gli articoli precedentemente pubblicati sono consultabili sul sito:
www.farmaciaaxamadonnetta.it
e-mail: [email protected]
Duilio Litorale Romano 27
Duilio Litorale
Dott. Menenio Di Trocchio
Avvocato
I nostri
professionisti
di Nello Di Coste
Usura bancaria:
Come uscirne vivi e ritrovare denaro e serenità
Ci è sembrato giusto offrire ai nostri lettori un argomento molto importante. Abbiamo
fatto una lunga intervista all’esperto che ci introdurrà, per alcuni mesi, nei complicati
meandri dell’usura bancaria
A
vvocato Di Trocchio,
so che lei da tempo, avvalendosi della sua
qualifica e delle sue competenze, offre un servizio di assistenza alle vittime di usura
bancaria. Vorrebbe spiegare ai
nostri lettori di cosa si tratta
esattamente e come nasce
questo suo interesse ?
Da anni mi occupo di volontariato e associazionismo. L’ aiuto
alle vittime di usura bancaria
nasce attraverso l’Associazione
Robin Hood , da me voluta e creata - che ha sempre operato gratuitamente. - Le richieste sono
diventate, in breve tempo, così
numerose, da rendere difficile ed
improponibile, per i costi di gestione, l’impegno di un’associazione Onlus. Per tali motivi,
con un pool di professionisti esperti del settore si è dato vita
alla società RH, di cui sono presidente .
In sintesi le spiego qual è il settore in cui operiamo. Premesso
che gli interessi dovuti ad un Istituto di Credito costituiscono il
costo del prestito, e che tale interesse deve per legge rientrare
al di sotto di una soglia lecita
28 Duilio Litorale Romano
stabilita trimestralmente dal
Ministero dell’Economia di concerto con la Banca d’ Italia,
qualora il tasso di interesse applicato su mutuo (o conto corrente, leasing, fido, prestito
personale, etc etc.) superi questa
soglia lecita, la banca usuraia
deve restituire al cliente tutti gli
interessi pagati fino a quel momento, anche quelli che sarebbero stati leciti in condizioni
regolari.
In particolare m riferisco alla
legge anti-usura – la 108 del 7
marzo 1998 - e alla sentenza
della Suprema Corte di Cassazione – la 350 del 2013 Quest’ultima in particolare ha
riconfermato che nel calcolo di
analisi vanno considerati, oltre
a tutti i costi relativi all’erogazione del denaro, anche
gli interessi di mora. Anche ove
non applicati ma soltanto
“promessi” nel contratto.
Oltre al caso dell’usura “originaria” ( ossia da contratto), può
esserci
un’usura
“sopravvenuta”. Tenga presente che
non è raro che l’usura, anche se
assente nelle condizioni stabilite
dal contratto originale, so-
pravvenga nel corso del contratto stesso. Il superamento
della soglia lecita è purtroppo
riscontrabile in molti mutui “insospettabili”. Mai fidarsi di
un’analisi fatta “a occhio”. Non
per niente un’analisi manuale di
un
analista
specializzato
richiede parecchi giorni di calcoli complicatissimi. Con relativi
costi. Per questo, abbiamo rinviato il problema dei costi, con l’utilizzo di un nostro software
altamente specialistico, che ci
consente un’analisi rapida
quanto accurata.
Avvocato, come procedete in
concreto ?
Noi offriamo, gratuitamente, un
servizio di pre-analisi per verificare se è stata praticata usura
nel prodotto che ci viene presentato. In 48 ore siamo in grado di
stabilire se vi è un’anomalia finanziaria e l’importo eventuale
del rimborso da richiedere all’Istituto creditizio ( Banca o Finanziaria). Ove verificata
l’usura il cliente è libero di decidere se procedere o meno alla
richiesta ufficiale del rimborso.
In tal caso, percorriamo la via
stragiudiziale, proponendo all’Istituto un accordo bonario.
Qualora la banca non accetti la
mediazione quali sono i rischi?
Nessun rischio. Se non vi è accordo dovremmo intraprendere
un giudizio ordinario, ma, visti i
tempi della Giustizia, preferiamo
richiedere al Presidente del tribunale un Accertamento Tecnico
Preventivo (ATP). Per questo il
Presidente nomina un Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU)
che verifichi la validità della
nostra analisi, noi nominiamo un
nostro analista come Consulente
Tecnico di Parte (CTP) e l’Istituto dovrebbe nominare un suo
Consulente di Parte. L’accertamento si conclude con la consegna nelle mani del Presidente
del Tribunale della Consulenza
dell’ analista scelto dallo stesso.
Nel caso in cui venga confermato l’esito della nostra perizia,
l’istituto di credito difficilmente
andrà avanti con un giudizio ordinario. Cercherà piuttosto un
accordo immediato per evitare
l’aggravio di ulteriori spese.
I tempi … quanto si deve as-
NOVEMBRE 2014
pettare per il rimborso del
maltolto?
I tempi sono rapidi: se si chiude
la controversia in via stragiudiziale occorrono dai tre ai
cinque mesi. Qualora fossimo
costretti a richiedere l’Accertamento Tecnico Preventivo (ATP)
dinanzi al Presidente del Tribunale occorreranno altri tre
mesi circa.
Prima di conoscerla non immaginavo che l’usura bancaria
fosse un fenomeno tanto diffuso. In quale percentuale ?
Molto elevata, soprattutto nei
confronti di affidamenti bancari.
Poi i casi sono veramente molti
considerato che la prescrizione
è decennale. Infatti analizziamo
prodotti (ad esempio mutui) e–
stinti fino a dieci anni fa, per i
quali il cliente ha pagato l’ultima rata dieci anni fa.
Avvocato… chi è il suo cliente
“tipo” ?
Chiunque, privato o impresa,
voglia evitare di pagare somme
non dovute alla propria banca o
finanziaria, anche quando ne
abbia la possibilità, o voglia recuperare somme già pagate in
passato. Per tale motivo abbia–
mo contratto convenzioni con
cral, sindacati, associazioni di
categoria .
Sono molte le persone che ri-
NOVEMBRE 2014
corrono a questo strumento ?
Sono ancora pochissime se
paragonate alla potenzialità.
Ciò è spiegabile perché le persone non sono ancora sufficientemente informate di questa
possibilità legittima e legale. Il
vostro giornale sta dando un tipo
di informazione vitale per molte
famiglie ed imprenditori in difficoltà. Purtroppo, siamo così
abituati e condizionati a subire
lo strapotere della banche, che
anche quando scopriamo una
qualche via di uscita non la riteniamo verosimile. Inoltre c’è
sempre una sorta di timore re–
verenziale nei confronti delle
banche… Il mio scopo è aiutare
le famiglie e le imprese a utilizzare gli strumenti legali esistenti
per recuperare il maltolto. Ho
assistito molte persone che non
ce la facevano più a pagare il
mutuo e stavano per vendersi
casa o per perderla all’asta.
Ebbene, sono riusciti non solo a
salvare la casa, ma a riavere
somme ed anche ad abbassare la
rata del mutuo.
Mi sta dicendo che dopo aver
ricevuto il rimborso dalla
banca la rata del mutuo si abbassa ? Cosa intende esattamente ?
Intendo che se oggettivamente si
riscontra l’applicazione di un
tasso usuraio da parte della
banca (o finanziaria) ne deriva
la nullità di tutte le clausole che
prevedono il pagamento degli
interessi. Infatti secondo l’art.
1815, secondo comma C.C.: “Se
sono convenuti interessi usurari,
la clausola è nulla e non sono
dovuti interessi”.
L’iter è il seguente: 1) ove ri–
chiesta offriamo un’analisi specialistica gratuita e senza
vincoli. In modo assolutamente
riservato e anonimo in 48 ore
verifichiamo se c’è usura ed a
quanto ammonta. In questa fase
la banca non è a conoscenza dell’indagine. Nel caso in cui
venga riscontrata l’anomalia il
cliente è libero di decidere se firmare il mandato che ci autorizza
a proporre alla banca (o alla finanziaria) la mediazione. 2) Da
questo momento - secondo legge
- il pagamento delle rate viene
sospeso fino al momento in cui la
banca risarcisce il cliente. 3) Dal
momento del risarcimento quindi
riprende il pagamento delle rate
relative al solo capitale, senza
più alcun interesse dovuto.
Questo mi sembra estremamente interessante e vantaggioso per tutte le persone che
faticano a pagare le rate. E in
questo momento non sono
poche… Ma non stiamo parlando esclusivamente di mutui.
Cos’altro ricade esattamente
sotto questa legge ?
La legge è applicabile a
qualunque prodotto che implichi
il pagamento di interessi bancari. Nel dettaglio tecnico noi ci
occupiamo di verifiche sui
mutui, leasing, prestiti personali,
finanziamenti per acquisto di
auto, conti correnti, fidi, derivati
swatt, in poche parole ogni
prodotto creditizio e finanziario
e qualora dovessero riscontrarsi
anomalie finanziarie effettuiamo
anche:
▪ Opposizione a decreto ingiuntivo per scoperto su conto corrente
▪ Opposizione a pignoramenti
provenienti da rapporti con istituti bancari o finanziari
▪ Verifica e contestazioni in caso
di anomalie nei contratti di finanziamento e/o nelle carte Revolving
▪ Verifica e contestazioni degli
interessi addebitati, se oltre il
tasso soglia cd “Usura”
▪ Verifica e contestazione nel
caso di Mutui contratti con interessi cd usurai, o nel caso di
“usura” sopravvenuta.
▪ Verifica e contestazione degli
interessi sullo scoperto di conto
corrente se oltre il tasso soglia di
usura
▪ Verifica e contestazione in caso
di anatocismo, commissioni di
massimo scoperto non dovute e
CIV (Commissione Istruttoria
Veloce)
▪ Verifica e contestazione dei
Mutui nei quali è stato previsto
l’ammortamento alla “francese”
▪ Richiesta sospensione temporanea del mutuo ed eventuali
fondi di garanzia
Avvocato, ci ha dato delle informazioni di enorme interesse
per tutti. La ringrazio tanto
per il tempo che ci ha dedicato
e spero di approfondire ulteriormente il discorso con lei il
prossimo mese.
Grazie a voi e un saluto a tutti i
vostri lettori.
Per info chiamare il
338. 83. 222. 12
Duilio Litorale Romano 29
O come OLIO
di Silvia Grassi
L’
Consigli di Cinzia Gattiglia
olio è un prodotto di enorme valore
nutritivo poiché fornisce direttamente al corpo i grassi o lipidi necessari per il buon funzionamento dell’organismo. Senza i grassi infatti l’organismo non
potrebbe creare le riserve indispensabili in
caso di necessità né potrebbe utilizzare gran
parte delle vitamine assunte con gli alimenti.
Ovviamente i grassi migliori vengono forniti
proprio dal mondo vegetale grazie alla spremitura di semi e frutti.
Tutti conosciamo l’olio d’oliva e sappiamo
che ha caratteristiche di grandissimo pregio e
che è in gran parte responsabile del valore
della dieta mediterranea.
Tuttavia la natura ci ha donato tantissime altre piante dai cui frutti e semi possiamo ricavare oli preziosi.
Esaminiamone alcuni.
l’olio di sesamo, utilizzato per centinaia di
anni come rimedio curativo naturale, viene
estratto dai semi del sesamo, noti soprattutto
per il loro elevato contenuto di calcio e di lipidi benefici.
L’olio di sesamo è considerato efficace contro
alcuni agenti patogeni che possono attaccare
la pelle e causare infezioni fungine, oltre che
contro lo stafilococco e lo streptococco.
Si tratta di un anti-infiammatorio
naturale adatto per la cura e per la protezione
della pelle. E’ inoltre in grado di regolare lo
sviluppo cellulare ed è altamente stabile, dunque non rischia di irrancidire se viene conservato a temperatura ambiente. E’ ricco di vitamine, con particolare riferimento a vitamina
A, vitamina E e vitamine del gruppo B (B1,
B2, B3). E’ quindi considerato un olio particolarmente benefico per la salute, sia ad uso
alimentare che ad uso cosmetico.
L’olio di sesamo alimentare può essere utilizzato in cucina come condimento; presenta un
elevato contenuto di sali minerali, tra i quali
possiamo trovare magnesio, fosforo e calcio.
Coloro che non ne amano particolarmente
l’aroma lo possono utilizzare diluito in altri oli
più delicati, come l’olio di mandorle dolci o
l’olio di jojoba.
E a proposito di olio di mandorle dolci ricordiamone le molteplici fantastiche qualità.
E’ emolliente, nutriente, elasticizzante e chi ha
30 Duilio Litorale Romano
avuto una gravidanza ne conosce bene gli effetti benefici per prevenire le smagliature.
Ma sono solo queste le proprietà dell’olio di
mandorle?
L’olio contiene anche acidi grassi, vitamine
(soprattutto B ed E), proteine e sali minerali
(zinco, ferro, calcio, magnesio, fosforo e potassio). Per questo motivo è un valido alleato
di tutti i tipi di pelle - anche di quella dei neonati, degli anziani e dei soggetti allergici dei capelli e delle labbra. Durante l’allattamento può accadere che la pelle del seno e i
capezzoli abbiano bisogno di una ulteriore
idratazione. In questo caso, l’olio di mandorle
è l’unico in grado di nutrire la zona senza alcuna controindicazione per il bambino.
Gli acidi grassi di cui l’olio di mandorle è
ricco fanno sì che idrati a fondo anche le pelli
più aride e secche e sia un vero toccasana per
i neonati in caso di irritazione da pannolino.
In alimentazione, poiché è composto preva-
Offerta NaturCuOre
NOvembre
Sconto 10%
Farina integrale kg1
Cous cous kamut
Biscotti farro petit
Farro gocce cioccolato
Biscoti cacao cocco
Plumcake kamut
Snack riso nocciola/mandorla
Corn falkes monodose
Conserva ciliegie/susine selvatiche
Liquirizia Marelli
Crispy crakers
Crema di arachidi
Pasta di farro
Zuppa orzo
Zuppa saraceno e azuki
Zuppa pronta orzoe legumi
Bocconcini di soia
Acqua di cocco
Succo di ananas
The nero bergamotto
The english
The verde cinese
The verde fragolina
Infuso frutti bosco/arancia cann
Tisana dopo pasto
Tisana melissa
Tisana finocchio
lentemente da grassi insaturi e polinsaturi, è
assolutamente benefico per la salute. Infatti
uno o due cucchiai di olio di mandorle ogni
giorno hanno un’azione rinfrescante sulla vescica, migliorano le funzioni intestinali e sono
indicati anche per chi ha l’apparato digerente
sensibile o irritato.
La grande presenza di acidi grassi (buoni)
aiuta ad eliminare i grassi “cattivi” e prevenire
i fattori di rischio che possono portare a problemi come ipertensione, arteriosclerosi e
trombosi.
Ricordiamo che esistono molti altri oli veramente benefici, l’importante quale che sia
quello che scegliamo è che venga ricavato
dalla spremitura a freddo, che ne conserva
intatte le caratteristiche, e che provenga da
coltivazioni biologiche che ne certifichino la
purezza e l’assenza di contaminazioni chimiche.
1,98
3,56
3,56
3,51
2,88
3,28
0,81
0,59
4,23
3,24
2,48
3,60
2,34
2,52
2,30
5,85
3,15
3,74
6,30
6,93
6,93
6,93
7,29
7,47
3,24
2,70
3,60
Sconto 25%
Detergente vetri
2,63
Decalcificante ferro stiro
4,13
Detergente lana e delicati
3,68
Bucato delicato baby
5,25
Acido citrico
3,38
Percarbonato di sodio
2,85
Shampoo/balsa sale Mar Morto 9,68
Shampoo e bals teatre argan
8,93
Shampo e balsamo varie
7,43
Sapon marsiglia 200
2,25
Saponetta marsiglia vegetal
2,70
Crema viso antiinquinamento
14,18
Crema viso antieta’
14,62
Crema rassodante corpo
11,25
Crema mani aloe 125ml
5,85
Crema mani oliva/mandorla 75
5,18
Deodorante spry Amande
7,43
Deodorante roll on Amande
6,19
Sapone natur+portasapone
5,18
Deterg.intimo cale/lav/mirtillo
2,18
Bagno cardamomo e zenzero
2,18
Doccia shampoo lino
2,18
Shampoo ortica
2,18
Via Mezzadra, 25 - 00121 Ostia Lido - Tel. 06.5612816
NOVEMBRE 2014
In un’antica erboristeria
LA MEDICINA AYURVEDICA
Q
uando si entra nell’erboristeria di via dei Velieri
si nota subito un reparto
dedicato alla medicina ayurvedica; inoltre c’è la possibilità di
incontrare un medico in giorni
stabiliti per un consulto secondo
il metodo di cura ayurvedico.
L’Ayur-Veda (scienza della vita)
è il più antico sistema naturale
per la cura ed il benessere del
corpo e della mente. Grazie a
Maharishi Mahesh Yogi l’Ayurveda è stata riportata al suo antico splendore in India e in
Occidente. Essa unisce i valori
più puri dell’antica tradizione
con la moderna ricerca scientifica e quindi è senz’altro un approccio
innovativo
per
mantenere la salute. L’Ayurveda
è un sistema di cura olistico che
considera, cioè, lo spirito o co-
NOVEMBRE 2014
scienza, la mente, il corpo e
l’ambiente fuori di noi come un
tutt’uno per cui se si vuole ritrovare il benessere e la salute si
deve tener conto di tutte queste
componenti. Fin dalle sue origini
l’Ayurveda ha sempre fatto ricorso al potere e all’intelligenza
della natura come strumenti per
mantenere e aiutare a ristabilire
la salute. Fondamentale è il ruolo
delle piante per migliorare la nostra condizione fisica e mentale.
Tecnici e specialisti altamente
specializzati realizzano le preparazioni ayurvediche della Maharishi, unendo alle formule
originali le acquisizioni scientifiche nel rispetto delle normative
igienico-sanitarie. L’Ayurveda
attribuisce grande importanza
alla digestione dei cibi che se è
debole non fornisce il necessario
nutrimento ai tessuti e
nello stesso tempo
provoca all’accumularsi nel
corpo di materiali indigeriti.
Anche le emozioni provocano un
eccesso di colesterolo nel sangue
o di altri tipi di tossine. Caraka
Samhita afferma: “Anche il cibo
migliore preso in quantità adeguate non viene digerito bene
quando l’individuo è afflitto da
dispiacere, paura, rabbia, tristezza e stanchezza eccessiva”.
E’ bene prevenire le malattie,
perché quando si protraggono
nel tempo anche la guarigione
richiederà tempi lunghi. La visita
medica ayurvedica consiste nell’esame del polso arterioso. Uno
dei testi classici del’Ayurveda o
scienza della vita incomincia
così: “L’arteria che pulsa alla
base del pollice indica la vita.
Felicità e sofferenza, inclusi lo
stato di equilibrio e squilibrio
della fisiologia possono essere
conosciuti grazie al suo movimento”.
Sabato 29 e domenica 30 novembre l’erboristeria sorprenderà i propri clienti con una
esposizione particolare dei regali
di Natale: dal piccolo pensiero
al regalo più importante. L’erborista ha sistemato il suo negozio
con molto gusto quindi anche
queste confezioni saranno certamente raffinate.
Via dei Velieri, 31
Lido di Ostia
Tel. 06.5691656
[email protected]
Duilio Litorale Romano 31
Sono nato troppo presto
Io prima di te
Giovanna Avignoni, maestra della Scuola
Primaria Quinqueremi di Ostia, è autrice
del libro “Sono nato troppo presto” che
ha come tema la disabilità. “Scrivere un
libro è come far crescere un figlio con
amore. Giorno dopo giorno si scopre
quanto sia impegnativo ma, nello stesso
tempo, come sia meraviglioso. Non si
può fare a meno di non pensarci e non si
può non lasciarlo libero di crescere” così l’autrice parla del suo lavoro di
scrittrice.
Il libro ha come protagonista Fabio, un bimbo che è nato prima del tempo.
Nasce col fratello gemello e con lui farà un percorso di vita accompagnato
dalla mamma e dal nonno! Fabio non parla e non cammina perché durante
la rianimazione ha avuto una problematica che ha intaccato la sua area cerebrale. Il papà li ha abbandonati dopo la nascita, con suo stesso grande dolore.
L’amore verso la moglie e i figli esisteva, ma era talmente forte la paura di
affrontare una vita con un disabile che sceglie la strada dell’abbandono.
Nel libro l’autrice segue il percorso del ragazzo fino all’Università, perché
Fabio si laurea grazie all’aiuto dei familiari e alla voce del fratello!
Attraverso questo libro Fabio parla a chi lo guarda con gli occhi bassi, come
per dire “guardami.. io ci sono”: si può imparare a guardare con altri occhi
la disabilità.
Scritto attraverso pochi dialoghi e frasi brevi, il libro è un susseguirsi di
emozioni e sensazioni, in cui il lettore però non ha mai il senso di pietà verso
il protagonista, ma di sprone verso la conquista di traguardi sempre più impensabili. Traspare chiaramente la passione e la professionalità dell’autrice
che, impegnata da anni nella scuola, dapprima come insegnante di sostegno
e poi come insegnante di italiano e di musica, fa nascere il libro da un’esperienza personale lavorativa. Quest’anno infatti la sua classe ha un bimbo disabile, che dimostra quanto è vero che lo stimolo e il credere nell’essere
umano sia fondamentale, senza lasciare nulla di intentato!.
Aldo Marinelli
La Mondadori ha pubblicato
nel 2014 “Io prima di te”, il romanzo della giornalista e scrittrice londinese Jojo Moyes che
ha riscosso grande successo di
critica e di pubblico anche in
Italia. E’ la storia di un incontro
tra due persone diverse, ma
rese simili dai loro problemi
esistenziali. Sono due emarginati senza prospettive per il futuro.
Louisa Clark a ventisei anni ancora non sa che cosa fare della sua
vita; ha perso il lavoro, è fidanzata da quasi sette anni con Patrick di cui non è innamorata, non si è mai mossa dal paesino in
cui è nata. Will Trainor a 35 anni si trova immobilizzato su una
sedia a rotelle a causa di un terribile incidente che lo ha reso paraplegico. Prima la sua vita era ricca di soddisfazioni e successi,
ora non desidera altro che morire. I suoi genitori, disperati per la
decisione presa dal figlio, ottengono da Will la promessa di aspettare sei mesi prima di andare in Svizzera incontro alla “dolce
morte”. Cercano, quindi, una persona che sia capace di distoglierlo da questo suo pensiero di morte e assumono Louisa. Un incontro che sconvolge la vita di entrambi, è come una ventata che
spazza via la tristezza e porta felicità e gioia di vivere; un incontro che cambierà per sempre Louisa e che trasmetterà serenità a
Will. Alla scadenza dei sei mesi a Louise non resterà che assistere impotente alla morte del suo innamorato.. Un romanzo profondo, capace di suscitare intense emozioni. I protagonisti vivono
una storia d’amore che il lettore riesce ad intuire dai loro dialoghi appassionati. Will nella ultima lettera che scrive a Louisa si
esprime con estrema dolcezza:”Non pensare a me troppo spesso.
Non voglio pensarti in un mare di lacrime. Vivi bene. Semplicemente, vivi”.
Elisabetta Valeri
Giovanna Avignoni
Jojo Moyes
Mondadori
Renato Raganato: un impegno per il territorio
C
i sono delle persone che
hanno fatto la storia, voci
viventi della storia del territorio; hanno dedicato una vita intera,
senza risparmiare tempo, energia e a
volte anche denaro, per migliorare la
città e dotarla dei servizi necessari.
Tra queste c’è Rinaldo Raganato, ex
consigliere del XIII Municipio, presidente dell’Associazione Culturale
S.Agostino, derivata dal Comitato S.
Agostino istituito sempre da Raganato il primo gennaio 1960 e soprattutto profondo conoscitore e studioso
del vescovo di Ippona. Tra le numerose iniziative portate a termine con
successo si annoverano le due strutture sanitarie, ospedali S. Agostino e
32 Duilio Litorale Romano
G.B.Grassi che sono stati un valido
supporto per il miglioramento della
qualità della vita del territorio i cui
abitanti precedentemente dovevano,
in caso di malattia, recarsi a Roma al
S.Eugenio o al San Camillo. Altro
merito che va ascritto a questo personaggio è l’aver dato un patrono ad
una città che non è comune, è la
prima volta che succede in Italia;
cosa che è stata ottenuta con la raccolta di migliaia di firme. Non si contano gli eventi che Raganato ha organizzato come la realizzazione della
parrocchia denominata S. Agostino
in onore del santo; a tal fine è riuscito
a far ottenere al Vicariato il terreno da
parte del Comune di Roma per co-
struirvi la chiesa a Stagni che per ora
è rappresentata solo da una tenda per
mancanza di fondi. Centinaia sono le
iniziative portate a termine da Raganato tra mille difficoltà e nel più completo misconoscimento della sua
buona volontà, del suo entusiasmo e
del suo amore per la città da parte
delle istituzioni. Nel 2011 e 2012
Raganato aveva dato inizio alla realizzazione del primo certamen augustinianum di Ostia che, purtroppo,
non si è potuto realizzare per la scarsa
disponibilità delle istituzioni. Questa iniziativa avrebbe coinvolto oltre
700 o 800 giovani liceali che avrebbero dovuto scegliere da due a tre
studenti dell’ultimo anno per una tra-
duzione di un brano di S.Agostino
dal latino all’italiano o viceversa. La
premiazione dei primi tre avrebbe
avuto luogo in Municipio, nella sala
consiliare, seguita da un convegno all’interno della Basilica Regina Pacis
e ci sarebbe piaciuto che si fosse conclusa con una visita del Papa. Progetto grandioso che avrebbe portato
ad Ostia moltissime persone: insegnanti, studenti con le rispettive famiglie, ma incomprensioni e beghe
di palazzo ne hanno impedito la realizzazione. Non stupisce che Raganato si dichiari stanco e amareggiato,
deciso a ritirarsi da qualsiasi iniziativa futura.
Lucia Battaglia
NOVEMBRE 2014
Questo mese posizioneremo, finalmente, nella stazione di Ostia
Antica e in quella di Lido Centro (presso la Proloco) due grandi
pannelli turistico-informativi con i testi, tradotti in inglese e
tedesco dalla Swiss School of Management di Roma, riguardanti
i tre siti storico-archeologici, gioielli del X Municipio.
•
Gli Scavi Archeologici
Il Castello di Giulio II
•
•
La Cattedrale di S.Aurea, con l’Episcopio nel Salone
Riario qui presenti i famosi affreschi policromi attribuiti a Baldassarre Peruzzi. Siti, questi, che conservano una preziosa memo-
NOVEMBRE 2014
ria storica, artistica e religiosa corrispondenti al XV secolo.
E' stato possibile realizzare tutto ciò grazie all'intervento di
Francesco D'Ausilio, consigliere capitolino, e al contributo di
Roma Capitale e alla collaborazione di Atac.
Da un’indagine è emerso che non solo i turisti ma anche i cittadini del X Municipio non conoscono questi nostri gioielli siti all’interno dell’antico Borgo.
Questa è stata la finalità e lo scopo della nostra Associazione Promozione Litorale A.P.L. che da molti anni pensava di realizzare
questo progetto.
Duilio Litorale Romano 33
Ostia 4 Ottobre 2014:
Festa della Poesia e della Fotografia
Si sono conclusi, con le premiazioni dei vincitori presso l’Aula Magna del liceo Enriques di Ostia Lido, i concorsi di fotografia e poesia, Fotolibrando e e Poetamare, banditi dall’Associazione Clemente Riva. E’ stata un’iniziativa di ampio respiro che ha visto concorrenti provenienti da tutta l’Italia e che ha coinvolto nella composizione della giuria e
nell’organizzazione delle premiazioni poeti, artisti, editori e associazioni culturali del territorio.
Come previsto dal bando, la pubblicazione sulla nostra rivista delle poesie dei primi classificati di ciascuna sezione prosegue e completa, divenendone parte integrante, la cerimonia di premiazione.
Primi classificati premio “Poetamare” - I Edizione
MINORENNI
1° classificato:
Novembre” di Sara Cicerone
(Ostia)
MAGGIORENNI
1° classificato
“Mare e terra” di Pasquale Bufano
(S. Lucia di Piave - TV)
Novembre
La vedi negli occhi
la zattera persa
nel blu che confonde
la terra col cielo
e gurda la riva
con aria diversa
se torna a novembre
il vecchio pensiero
rumore non sente
se non lo scrosciare
del muoversi lento
di quell’ondeggiare
e passa sul viso
il vento in silenzio
e porta il profumo
di un tempo ormai perso
e cadono gocce
che non può fermare
non sa più capire
se è lacrima o mare
Mare e terra
Scoscese e dirette dai venti
intrecciati con radici curve
provate ma coperte da terre
rocciose severe protettrici
nel frenare frizzanti pulsioni
marine sfavillanti onde come
chioma sbizzarrita leggiadre
amanti delle nubi e del sole
luce e ombra sulla pelle nuda
dal sale ricoperta che sussulta
alla natura impeto veloce
e tutto prende di me in bilico
questo corpo segue percorsi
vergini in salita ogni passo
rimbomba nella mente generando
vita tutto intorno mi avvolge
aspra terra dipinta d’azzurro
mare cielo un vortice dentro
l’anima nel vuoto incompresa
pienezza.
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA
“A Madre Natura” di Claudia Marcolongo (Ostia)
A madre natura
Madre delle madri, figlia di nessuno,
con un fiore tra i capelli e lo sguardo corrucciato
mi indichi i problemi che io stessa ho causato.
Le piante non si svegliano all’arrivo della primavera,
resta tutto inerte, racchiuso in una sfera.
E’ colpa della specie che bene ti conosce, che
sfrutta ogni tuo dono per rendersi più forte.
Ma questa specie disumana non capisce ciò che accade,
non carpisce i tuoi messaggi e non riesce a immaginare la
tua collera mortale.
Quindi, prego, continuate, a ignorare vostra madre, trascurate
ciò che andrebbe amato ma che ormai non vi ama più.
Ecco l’elenco dei poeti vincitori della prima edizione
Maggiorenni
1° Poesia n°1 “Mare e terra” di Pasquale Bufano
(S. Lucia di Piave - TV)
2° Poesia n°11 “E Piove” di Eleonora Gitto
(Santa Maria a Vico - CE)
3° Poesia n°12 “Autunno” di Mirko Lucchini (Ostia)
Minorenni
1° Poesia n°12 “Novembre” di Sara Cicerone (Ostia)
2° Poesia n°8 “Perdersi” di Arianna Palmieri (Ostia)
3° Poesia n°11 “Le voci della natura” di Victor del Re (L’Aquila)
Premio Speciale della Giuria
Poesia n°7 “A Madre Natura” di Claudia Marcolongo (Ostia)
(ha concorso nella sez.min.)
NOVEMBRE 2014
Duilio Litorale Romano 35