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T1 CV PR T2
LA
LA STAMPA
STAMPA
QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014 • ANNO 148 N. 77 • 1,30 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it
Mosca sospesa dal G8. Il presidente russo: sanzioni ridicole
IMPERIALISMO E COMPETIZIONE
IL DOPPIO REGISTRO DELLO ZAR
Ucciso soldato ucraino
L’esercito di Kiev
ordina di sparare a vista
ENZO BETTIZA
P
ALEXEI NIKOLSKY/RIA/AFP
Putin si annette la Crimea: nostra da sempre
Vladimir Putin annuncia l’annessione della Crimea
Mastrolilli, Sgueglia, Zafesova e Zatterin ALLE PAG. 2 E 3
robabilmente, o quasi sicuramente, le
sanzioni minacciate dall’Occidente non
fermeranno le sfide annessionistiche di
un Putin zarista intento a riportare nei confini
della Russia storica le province perdute. Fra
l’altro si ha l’impressione che la Russia non debba neppure sforzarsi troppo.
Il governo precisa: solo stime preliminari. F35, Pinotti frena. Il premier: Bruxelles lontana dai cittadini, io non mi candiderò
Tagli, si arriva a 5 miliardi
Cottarelli: statali, fino a 85 mila esuberi. Le pensioni? Scelta politica
EUTANASIA
IL VERO CHOC Fine vita, appello
È IL RIMBORSO
DEI DEBITI
LUCA RICOLFI
L’
avete notato?
Ogni governo ha
la sua parola
chiave. Quando
c’era Monti, la
parola chiave era «salvare»
(l’Italia). Con Letta era diventata «stabilità». Con Renzi e i suoi siamo passati a «rivoluzione». Poiché in passato
si è fatto ben poco, e nessuno
ha memoria di una vera rivoluzione, il mero fare qualcosa
appare rivoluzionario.
di Napolitano
«Chiederò al Parlamento
di non ignorare il problema»
Flavia Amabile A PAGINA 19
Renzi ha deciso di puntare
sul piano di taglio delle spese e
chiede a Carlo Cottarelli di arrivare a 5 miliardi: le decisioni
sono attese per fine mese e
primi di aprile. Il commissario
alla spending review stima di
poter ridurre il personale
pubblico di 85 mila persone,
Pinotti frena sul colpo di forbice agli F35.
DA PAG. 4 A PAG. 11
1
CONTINUA A PAGINA 27
OCCUPAZIONE
“Un ufficio in casa
ecco il mio lavoro”
Home working tendenza
in crescita: quattro storie
CLERICI E MESSINA
A PAGINA 15
“Assumo tecnici
senza stipendio”
DIRITTI TV
Berlusconi, la Cassazione
conferma 2 anni di interdizione
La pena accessoria è immediatamente esecutiva
Il Cavaliere: vogliono distruggermi, non lo consentirò
Colonnello, La Mattina E IL TACCUINO DI Sorgi A PAGINA 9
LA STRAGE DI TARANTO: VITTIME LA MAMMA E IL SUO COMPAGNO. NELL’AUTO ANCHE DUE FRATELLINI: ILLESI
L’Arpa in Valle d’Aosta
«Utile per i curriculum»
STEFANO SERGI
Da dipendenti
a intraprendenti
Il libro: così in futuro
si troverà un posto
WALTER PASSERINI
La mafia non risparmia il bambino di 3 anni
IL FALSO MITO
DEI PICCOLI
“INTOCCABILI”
CONTINUA A PAGINA 27
FRANCESCO LA LICATA
MERKEL-RENZI
UN’INTESA
PER L’EUROPA
A PAGINA 15
A PAGINA 14
FORMULA 1
Alla ricerca
del rumore
perduto
VITTORIO SABADIN
L
se questa
volta gli
italiani facessero
sul serio?». Questo dubbio si è insinuato tra gli operatori e i
commentatori tedeschi meno prevenuti verso l’Italia. E’
il risultato più interessante
della visita di Matteo Renzi a
Berlino. Ma la risposta positiva è ancora sospesa nonostante il clima simpatico dell’incontro tra le delegazioni.
PHOTOMASI
o sdegno, puntuale e
posticcio, è arrivato
anche per il piccolo
Domenico, ennesima vittima della violenza che gli
adulti continuano a praticare e a condannare subito dopo, con rito ormai vecchio e
stantio. L’abbiamo visto nelle interviste canoniche, quasi estorte agli abitanti delle
campagne di Palagiano, che,
obbedendo alla liturgia autoassolutoria, bisbigliavano:
«Non era mai successo».
Non è vero che non è mai
successo. I bambini sono
stati sempre vittime innocenti delle mafie, dei delinquenti, persino delle ancestrali faide familiari mai
sedate.
CONTINUA A PAGINA 27
Cosimo Orlando, Carla Maria Fornari e il piccolo Domenico Petruzzelli Corbi e Ruotolo ALLE PAG. 12 E 13
CONTINUA A PAGINA 13
GIAN ENRICO RUSCONI
«E
Buongiorno
MASSIMO GRAMELLINI
1 «Quando c’era Berlinguer» di Walter Veltroni è anche
un film su un politico e su una politica, e di questo parleranno persone più preparate di me. Ma a farmi uscire
dalla sala con il pugno chiuso (perché stringeva un fazzoletto umido) è stato qualcosa di semplicemente umano: la scomparsa del Padre, che il regista, orfano precoce, ha raccontato con la sensibilità che può sgorgare soltanto dall’esperienza personale. Il politico Berlinguer
commise errori e ingaggiò battaglie che si possono o
meno condividere. Ma l’uomo Berlinguer tocca e interroga il cuore di tutti ancora oggi. Soprattutto oggi. L’autorità che proviene dall’autorevolezza. Il coraggio di
schierarsi e di indicare una strada, assumendosene la
responsabilità. La forza contagiosa dell’esempio, che
Il ritorno del Padre
rendeva credibili le sue affermazioni contro il comunismo sovietico (pronunciate al Cremlino!) e sulla questione morale.
Il film si apre con le interviste, amaramente spassose, a molti ragazzi che ignorano chi fosse Berlinguer. L’omaggio cinematografico all’ex segretario del
Pci, morto trent’anni fa dopo un comizio per le elezioni europee, è rivolto anzitutto a loro, che cercano un
Berlinguer in ogni adulto che incontrano e lo trovano
di rado. Ed è rivolto a noi che ragazzi non siamo più,
ma che per diventare adulti abbiamo bisogno di imparare da Berlinguer a farci padri di noi stessi, accettando il peso delle scelte e riuscendo a portarlo con profonda leggerezza.
L
a Formula 1 ha perso
una caratteristica
essenziale: il rumore. Dovrà fare in fretta a
ritrovarlo, perché i siti
web specializzati in automobilismo sono pieni di
proteste dei tifosi, increduli per quello che non
hanno sentito domenica
scorsa nel primo Gran
Premio della stagione,
quello di Australia.
CONTINUA A PAGINA 21
L’ingegnere della Ferrari
«Noi come musicisti
facciamo suonare i motori»
Pierangelo Sapegno A PAGINA 21
2 .Primo Piano
STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
U
UCRAINA
FRA GUERRA E DIPLOMAZIA
Putin accelera e si annette la Crimea
Scontri in una base a Simferopoli: morti un militare ucraino e un filorusso. Kiev ordina: sparate a vista
LUCIA SGUEGLIA
KIEV
La Crimea «è sempre stata e
rimane una parte inseparabile della Russia, nei cuori e
nelle menti», e alla Russia
torna, dopo 60 anni, in due
giorni: grazie a Putin. Cancellando la «colpa» di Nikita
Krusciov. «Sono sicuro che
mi capite», «Voglio sottolineare, perché tutti capiscano»:
così Vladimir Putin, dopo il
referendum di domenica in
Crimea firma a Mosca un
trattato storico con i leader
della penisola sul Mar Nero
riportandola sotto il dominio
russo. Immediatamente, dopo le ratifiche di rito.
da una mano all’altra come un
sacco di patate», e nel 1954 il
«regalo» di Krusciov che trasferì la penisola all’Ucraina fu
frutto di «grosse violazioni» deciso «dietro le quinte» in uno
«Stato totalitario»: una con-
danna dell’ex leader sovietico.
Diritto internazionale? L’Occidente, guidato dagli Usa, è il
primo a non rispettarlo: in
Ucraina ha agito da «irresponsabile», e a lungo ha «ingannato» Mosca, prendendo decisio-
ni «dietro le nostre spalle». E
Putin tira in ballo il suo parallelismo preferito: «Se gli albanesi
del Kosovo hanno potuto, perché non i crimeani?». Ce la faremo senza di voi, in barba alle
sanzioni, definite «ridicole».
Lo spettro della Nato
Quel che brucia di più a zar Vladimir è l’allargamento della Nato
a Est, fino ai confini russi: con la
Crimea, in fondo, non fa che copiarli. Non sbarcheranno mai sul
Mar Nero: «Non voglio vedere i
La sparatoria
Ma proprio ieri il sangue è stato
versato in Crimea per la prima
volta dall’inizio della crisi: in una
sparatoria vicino a una base di
Simferopoli sono morti un militare ucraino e uno filorusso. La
reazione di Kiev è stata durissima: «Il conflitto sta passando
dalla fase politica a quella militare», ha detto il premier ucraino
Arseniy Yatsenyuk. L’esercito
ucraino ha dato immediatamente ordine di «sparare a vista»
contro chiunque tenti di entrare
nelle basi assediate.
La sala dell’orgoglio
Dal «disgelo» di Sochi alla sala
di San Giorgio al Cremlino
(simbolo del patriottismo russo
dal 1945). In 47 minuti, davanti
a camere riunite, governatori
regionali e imprenditori che
applaudono compatti, il presidente russo spiega la sua scelta
che l’Occidente non comprende. Seduti gongolano i separatisti crimeani, dal premier Aksionov finalmente accolto a Palazzo, ad Alexey Chalyi, sindaco
di Sebastopoli che per l’evento
storico indossa un maglione nero: nuova politica, nuovo stile. Il
premier Medvedev dorme,
donne della delegazione piangono di gioia, mentre a Simferopoli cadono a scalpellate le
lettere in ucraino sulla Rada:
ora si chiamerà Duma.
marinai Nato accogliermi a Sebastopoli, anche se sono bravi
ragazzi. Meglio quelli della Flotta russa». Poi nega: le truppe di
Mosca non sono entrate in
Crimea, «c’erano già, in conformità agli accordi con Kiev, non
abbiamo neppure superato il limite previsto di 25 mila unità».
La penisola, rivendica, è stata
presa senza fare una singola vittima, e promette garanzie alle
minoranze (tre lingue ufficiali:
russo, ucraino e tataro).
«L’Ucraina non ci serve»
SERGEI ILNITSKY/POOL/AFP
Putin con i leader crimeani: da destra il sindaco di Sebastopoli Chalyi, il presidente del Parlamento Kostantinov e il premier Aksionov
Ha
detto
«Sanzioni ridicole»
I crimeani hanno scelto, dice
Putin, e la Russia non può tradirli: nel 1991 «li hanno passati
ANNA ZAFESOVA
L
a Russia è una «molla che scatta» dopo essere stata compressa oltre il limite. Vladimir Putin, come sua abitudine, non risparmia metafore sferzanti. In quello che
molti, amici e nemici, definiscono già
il suo discorso più importante, gli eufemismi vengono abbandonati e il
mondo spaccato in due, tra buoni e
cattivi. Per i primi - sostanzialmente i
russi - le categorie sono solo morali:
la «sacra» memoria delle tombe degli
avi caduti, l’«anima che duole» per le
sofferenze dei compatrioti, la «forza
LESSICO FAMILIARE
Un discorso intriso di «fratelli»
«parentele», «radici»: la nuova
versione del panslavismo
dello spirito nazionale», il «coraggio»
che rende impossibile «il tradimento» della Crimea. I secondi - «gli alleati occidentali capeggiati dagli Usa» sono «arroganti», «cinici», «irresponsabili», «prepotenti», «rozzi»,
hanno «ingannato volta dopo volta» i
russi. Quindi è rottura, e come sempre nei divorzi le colpe sono tutte della controparte. La terminologia è di
scontro, a tratti militare: «Non potevamo più retrocedere». La perdita
della Crimea è stata «non solo un fur-
Il precedente del Kosovo L’espansione della Nato
La cessione della Crimea
nel 1954 è stata fatta
con grosse violazioni
alle spalle del popolo
Perché gli albanesi
hanno potuto staccarsi
dalla Serbia e i crimeani
non possono farlo?
Non voglio vedere
i marinai dell’Alleanza
accogliermi nella base
di Sebastopoli
Cliché sovietici e battute hot
Lo zar solletica l’orso russo
“Noi contro loro” è la chiave del nazionalismo putiniano
Le parole chiave
Retroscena
L’errore storico
Prima dell’incidente Yatseniuk
aveva teso la mano parlando russo in tv («non entreremo nella
Nato»), ma Putin ne distrugge la
legittimità: a Kiev c’è stato un
«colpo di Stato» di «neonazisti,
russofobi e antisemiti». Però assicura: «Non vogliamo una partizione dell’Ucraina. Non ne abbiamo bisogno». No alla guerra
fredda: basta «riconoscere una
cosa evidente: la Russia è un
membro della comunità internazionale indipendente, attivo e, come gli altri Paesi, ha interessi nazionali, che occorre rispettare».
Sacro
Fraterno
Nazisti
La Crimea è un luogo «sacro».
L’appello alle categorie morali è
continuo: si parla di «forza dello
spirito della nazione», di «radici
comuni», di «coraggio», di
«anima», Sebastopoli «città
della gloria russa». Mentre
l’Occidente si merita appellativi
come «cinico», «aggressivo»,
«arrogante» e «ingannatore», la
Russia è modello di
«solidarietà».
Ucraini e russi sono «un unico
popolo», e la Crimea è «tornata
a casa». Il lessico familiare è
molto ricco: si parla di
«parentela», «legami», «amore»
(per la Russia). Gli ucraini
restano «fratelli» come
all’epoca sovietica e Kiev è «la
madre delle città russe». Non si
poteva «abbandonare la Crimea
nella disgrazia», sarebbe stato
«un tradimento».
Governano l’Ucraina assieme ai
«nazionalisti, russofobi e
antisemiti». Tutti «banderovzy»,
seguaci del nazionalista ucraino
Bandera, «alleato di Hitler».
Così l’Ucraina diventa il terreno
della riedizione della guerra al
nazismo, e nessuno ha più
titolo per combatterlo dei russi,
per i quali la vittoria sul Terzo
Reich è il perno dell’orgoglio
nazionale.
to, ma una rapina», sopportata «chinando la testa e mandando giù l’offesa». Ma oggi la Russia si sente forte
quanto l’America, che ha «piegato tutti
a 90 gradi» con il Kosovo, un classico
putiniano di infilare una battuta sferzante al limite del volgare.
«Ha riesumato tutti i cliché e i complessi dell’Urss», commenta il sociologo Lev Gudkov. Ci sono i «banderovzy», i nazionalisti ucraini assimilati ai
nazisti dalla storiografia comunista,
che hanno fatto «il golpe» e sono «im-
postori». Ci sono le frasi fatte dei manuali sovietici, da «Kiev madre delle
città russe» a «Sebastopoli città della
nostra gloria militare», alla «quinta colonna di nazional-traditori» interna.
Nel solco della tradizione anche la condanna postuma a Krusciov per aver
passato la Crimea all’Ucraina «come
un sacco di patate», mentre Stalin che
ha sforbiciato mezza Europa e deportato interi popoli tra cui i tartari della
Crimea non viene menzionato. Tipicamente sovietico l’ossessivo confron-
tarsi con gli Usa: se hanno fatto il Kosovo perché non possiamo fare la
Crimea? L’obiezione che in Kosovo
c’era un massacro viene respinta: «I
morti sono un argomento giuridico?».
Mosca non ha mai espresso alcun cordoglio per i caduti a Kiev, mentre è corsa a impedire «pogrom» inesistenti in
Crimea. Che comunque stava per «essere persa» sia per i russi che per gli
ucraini perché sarebbe arrivata la Nato. Lo stesso argomento «preventivo»
usato per invadere l’Afghanistan.
Folla oceanica nella Piazza Rossa
Ma se l’Urss voleva portare la luce
dell’avvenire, non c’è più ideologia da
esportare e diventa una vicenda soltanto russa, di riunire «il più numeroso popolo diviso» dalla catastrofe del
«grande Paese sparito». L’isolamento
di Mosca da eccezionalismo comunista
diventa una costante storica: «La politica del nostro contenimento iniziata
nel ’700 è proseguita nell’800 e nel
’900», una punizione per l’autonomia e
il «rifiuto dell’ipocrisia», ma non è più
un tratto ideologico, è una virtù nazionale. E così «affronteremo l’opposizione esterna» del mondo ostile, al quale
viene contrapposto un ricco lessico familiare: la Crimea «torna a casa», gli
ucraini restano «fratelli», anzi, «siamo
lo stesso popolo» (a Kiev avranno provato un brivido freddo), e vengono evocati in abbondanza legami di «parentela», «radici» e perfino «amore».
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
Le organizzazioni che accolgono Mosca
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK
I
l G7 rinasce sotto la spinta dell’annessione della Crimea da
parte di Putin. Washington infatti annuncia che risponderà
con nuove sanzioni, il presidente Obama invita gli alleati a un vertice straordinario la settimana prossima in Olanda, e il suo vice Biden va in
Polonia per riaffermare la determinazione della Nato a difendere i suoi
membri. Magari non è giusto definirla come una riedizione della Guerra
Fredda, anche perché stavolta la Cina non sembra disposta a partecipare, come nota l’analista Ian Bremmer. L’Occidente però sta cambiando
la strategia con cui aveva gestito il
rapporto con la Russia dopo il crollo
del Muro di Berlino, passando dall’inclusione all’emarginazione.
L’effetto frenante delle sanzioni
annunciate lunedì non è durato nemmeno 24 ore, e l’annessione decretata ieri da Putin costringe ora Usa e
Unione europea a reagire. Obama ieri ha chiamato la cancelliera tedesca
Merkel, che ha definito il passo di Putin «contro la legge internazionale»,
e ha invitato i Paesi del G7 a riunirsi
1
2
3
15 maggio 1998
28 maggio 2002
22 agosto 2012
1 Il summit di Birmingham segna il
1 Nel summit dell’Alleanza a Roma
1 L’ultimo ingresso, quello più im-
debutto nel club informale delle grandi
potenze industrializzate. Il G7, inizialmente a 6, si era riunito per la prima volta nel 1975 a Rambouillet, Francia.
viene creato il Nato-Russia Council, che
dovrebbe portare all’integrazione di Mosca nell’Alleanza. L’invasione della Georgia nel 2008 congela di fatto il processo.
portante. La Russia diventa il 157esimo
membro dell’Organizzazione mondiale
per il commercio. Comincia l’integrazione nell’economia di mercato.
Obama sceglie la linea dura
“Via la Russia, torniamo al G7”
Lunedì in Olanda vertice straordinario. La Casa Bianca: nuove sanzioni
Arrestati
Forze russe
ancora mascherate
bloccano
alcuni ufficiali
ucraini
a Simferopoli
in Crimea
«Le sanzioni possono danneggiare
numerose compagnie occidentali attive sul mercato russo; noi possiamo
aiutarvi a proteggere i vostri interessi». Il messaggio che appare sul sito
di Alber & Geiger, prominente ufficio
legale bruxellese (e berlinese), lascia
pochi dubbi sul suo orientamento,
palesemente contrario a «una linea
dura all’americana» contro Mosca.
Se ce ne fossero stati, sono caduti nel
momento in cui lo studio ha accettato di difendere chi rischia - a suo av-
Vista dalla Cina
Ricorda il Tibet
Pechino censura
la parola Crimea
ILARIA MARIA SALA
HONG KONG
I
ALISA BOROVIKOVA/AFP
ri di cominciare a esportare lo shale
gas in Europa. La reazione del portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, è
stata netta: «I costi sono stati reali e
aumenteranno». Quindi ha aggiunto:
«Se fossi in voi, non investirei nei titoli
russi, a meno che non vogliate fare
speculazioni a breve termine». Il vice
presidente Biden, sul confine della crisi, ha detto che «l’annessione è un’aggressione», e la Nato ha «un obbligo
solenne» a difendere i suoi membri, in
base all’articolo V dell’Alleanza, dando
così garanzie a Polonia e Paesi baltici.
I segnali dell’isolamento si sono seguiti uno dopo l’altro. Il Giappone ha
sospeso i suoi colloqui con la Russia, il
presidente della Ue Herman Van Rompuy ha annullato una visita prevista al
Cremlino, e lo stesso hanno fatto i ministri degli Esteri e della Difesa francese, che dovevano discutere la conse-
gna di due navi portaelicotteri a Mosca. I critici del presidente Obama, a
partire dal suo avversario alle ultime
elezioni Romney, lo accusano di aver
indebolito gli Usa sulla scena mondiale, scegliendo una strategia del dialogo
che ricorda quella fallimentare di Carter. Ora però gli chiedono di imitare
l’ultimo Carter, quello che dopo l’invasione dell’Afghanistan sfidò l’Urss con
le sanzioni, e sul terreno.
Legali di Bruxelles per gli oligarchi nella lista
MARCO ZATTERIN
CORRISPONDENTE DA BRUXELLES
un colpo a favore di Vladimir Putin.
Doku Umarov, leader jihadista della
guerriglia islamica nel Caucaso russo
e autoproclamato emiro della regione, sarebbe stato ucciso. La notizia
arriva dal sito Kavkazcenter, voce ufficiosa dei ribelli islamisti ceceni, che
vogliono staccare la Cecenia dalla
Russia e farne uno stato islamico. Il
sito dice solo che Umarov - obiettivo
numero 1 da anni dei servizi di Mosca
- è diventato uno «shahid», martire.
OCCIDENTE COMPATTO
Il vicepresidente Biden
dalla Polonia rassicura: la Nato
difenderà i suoi Paesi membri
Lo studio Alber&Geiger
difende 2 ucraini colpiti
dalle sanzioni europee
«Accuse ingiustificate»
I ribelli ceceni
«UccisoDokuUmarov»
1 Se la notizia verrà confermata, è
LA REAZIONE DI WASHINGTON
lunedì a l’Aja, a margine di quella che
doveva essere una conferenza sulla
proliferazione nucleare. Lo scopo è
coordinare la risposta a Mosca, ma di
fatto ci troviamo davanti ad un cambio di strategia che va oltre le necessità contingenti. Dal crollo del Muro
di Berlino in poi, la linea era stata
quella dell’inclusione. L’Occidente
aveva prima aiutato l’economia ex sovietica a sopravvivere, e poi aveva
cercato di coinvolgere la Russia nelle
sue istituzioni, a partire proprio dal
G8. Questa linea si è infranta contro
la determinazione di Putin a riprendersi la Crimea, e soprattutto ad affermare con i fatti sul terreno la sua
ideologia mirata alla ricostruzione
della potenza russa. Alcuni analisti ci
leggono la volontà di cancellare l’influenza americana dall’Europa, e affermare una nuova comunità eurasiatica da Lisbona a Vladivostock.
Se anche ora si fermasse, tornare
alla politica dell’inclusione sarebbe
assai complicato. Washington prepara le nuove sanzioni (e così anche la
Ue, in programma giovedì), più dure
contro la comunità russa degli affari,
e il «Financial Times» arriva a prospettare l’uso delle riserve strategiche petrolifere Usa per far calare il
prezzo del greggio e mettere in crisi
l’economia di Mosca, in attesa maga-
Primo Piano .3
.
viso - di pagare l’ira europea contro
l’annessione della Crimea. Ovvero almeno due ucraini presenti sulla lista
nera Ue che cercano tutela contro
l’Europa e, per il momento, l’hanno ottenuta. Alla modica somma di 80 mila
euro al mese, a quanto si sente dire.
I nomi dei clienti non sono noti. I
giuristi di Alber & Geiger negano che
uno sia l’ex leader ucraino Victor
Yanukovich. Parlando a «EuObserver», hanno assicurato che non si tratta di esponenti dell’apparato della sicurezza e che nessuno di loro può essere in alcun modo legato all’attività
dei cecchini sulla piazza Maidan.
«Non erano in carica in quella fase», si
sottolinea, dunque sono difendibili
perché non si sarebbero sporcati le
mani di sangue.
La descrizione calza quella dell’ex
premier ucraino, Mykola Azarov,
estromesso dai piani alti del potere di
Kiev prima che la situazione precipi-
tasse. Altre due possibili figure sono
Serhiy Kluyev, un deputato che sosteneva il regime di Yanukovych e faceva
affari con Azarov, e Serhiy Kurchenko, portavoce dell’ex presidente e
magnate con attività rilevanti nel settore di media, gas e credito. Entrambi
ritengono d’essere accusati senza ragione e vogliono che il loro nome sia
senza macchie.
Detto che il lavoro dell’Unione nella stesura delle liste nere è stato cauto e certosino, Alber & Geiger sono
certi che sia stata commessa un’ingiustizia. Non vuol dire nulla, a loro
avviso, che Azarov sia fuggito su un
aereo privato alla volta di Vienna, e
poi si sia trasferito a Mosca, quando il
peggio stava per capitare a Kiev. Andreas Geiger sostiene che «al Consiglio, noi diremo “avete messo le mani
sulle persone sbagliate, non avete
una base legale, per favore toglieteli
dall’elenco”. E se dovessero rifiutare,
li porteremmo in Corte di Giustizia».
Al Consiglio difendono la loro strategia, i 21 della lista nera non avranno
un visto per l’Ue e non potranno toccare i propri averi nell’Ue. Geiger risponde che le accuse sono influenzate da
teorie sbagliate, visto che - sostiene «i cecchini di Kiev potrebbero essere
stati ingaggiati dall’opposizione». Gli
pare una «caccia alle streghe».
Angela Merkel, afferma l’avvocato,
vuole intascarsi i soldi del clan di
Yanukovich «per ridurre lo sforzo dei
contribuenti tedeschi per salvare
l’Ucraina». Una tesi ardita come la
missione che attende lo studio legale
che ama i casi spinosi. Per chi ha difeso i cinesi dalle accuse di dumping e
un’azienda italiana di sacchetti di plastica (sostenendone i benefici), questa è solo un’altra corsa in salita. Se
non fosse per i cento cadaveri rimasti
sulle strade di Kiev che chiedono i nomi dei colpevoli.
eri, una circolare interna del Dipartimento Centrale di Propaganda cinese ammoniva tutti i
media nazionali a non menzionare
la Crimea in paralleli, anche in negativo, con il Tibet, la Mongolia, o
lo Xinjiang. Perché certe idee è meglio non farsele venire proprio.
Pechino si è astenuta nel voto al
Consiglio di Sicurezza Onu della risoluzione che condannava l’annessione della Crimea, ma non per
questo ha osservato l’intero svolgersi della crisi con serenità. Perché il principio unico, cardinale,
inviolabile - della politica estera cinese, è
quello
della
«non-interferenza negli affari interni». Non è sempre vero, se guardiamo certi comportamenti cinesi in
alcune nazioni, africane o centrasiatiche, ma sono dettagli: Pechino
non sopporta che le si facciano osservazioni su quanto avviene in Tibet, nello Xinjiang, o su come tratta
i dissidenti e la società civile, e via
dicendo, e invoca dunque la «non
interferenza». E ora? Putin è un
amico, se non altro perché è un’utile spina nel fianco agli Usa. Ma annettere così, tenere perfino un referendum in barba alla sovranità
riconosciuta… ecco, questo, per
Pechino, è quanto di più pericoloso
possa esistere. Dunque, astensione
all’Onu. E, in patria, si ricorre all’arma più affidabile, la censura.
Jena
Esempi
Ho visto cose che voi umani
non potete neanche immaginare,
per esempio D’Alema e Renzi
uniti nella lotta.
[email protected]
4 .Primo Piano
STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
U
GOVERNO
busta paga datemi del buffone», aveva detto sicuro. «Le coperture ci saranno», garantisce
Giovanni Legnini. Il sottosegretario al Tesoro fa capire che
molto dipenderà dalla trattativa con Bruxelles. La parola magica è «coperture ponte», poste
una tantum che serviranno a finanziare quest’anno e solo quest’anno il taglio di 6,6 miliardi di
euro, che poi diventerebbe di
dieci nel 2015. «Se necessario
faremo ricorso a misure una
tantum per accompagnare misure strutturali. I soldi li troveremo, dobbiamo trovarli». Il governo pensa ai fondi risparmiati per la minore spesa per interessi sul debito o alle entrate
derivanti dalla norma sul rientro dei capitali. Il resto arriverà
da quel tanto di deficit che l’Europa potrebbe concederci. Legnini lo quantifica nello
«0,2-0,3% del Pil».
LA SPENDING REVIEW
34
6,6
0,2%
miliardi
miliardi
aumento deficit
È il valore totale
del piano triennale
di tagli predisposto
da Cottarelli
Le coperture necessarie
per assicurare il taglio
del cuneo fiscale nel 2014.
Saranno 10 nel 2015
Possibile un aumento
del rapporto deficit/Pil,
dall’attuale 2,6% si
potrebbe arrivare al 2,8%
Cottarelli: nel 2014
pronti a risparmiare
cinque miliardi
Ricognizione finita: accolte le richieste di Renzi
ALESSANDRO BARBERA
ROMA
Lui, prudente, aveva detto
che quest’anno se ne potrebbero risparmiare con certezza tre. Il premier gli ha chiesto di arrivare a cinque miliardi, e cinque miliardi saranno «ma se ci si muove con
energia». Alzi la mano chi in
questi giorni vorrebbe essere
nei panni di Carlo Cottarelli.
Una volta resosi conto che tagliare le tasse in deficit è ormai affare piuttosto complicato per via dei vincoli europei, Renzi ha deciso di puntare tutto sul piano di riduzione
delle spese. Ci crede così tanto che Cottarelli lascerà la
stanza ad angolo di Via XX
settembre, al Tesoro, per trasferirsi a Palazzo Chigi, solo
qualche metro dall’ufficio del
primo ministro. «La prossima
settimana dovrei spostarmi»,
conferma l’ex direttore del
Fondo monetario. La ricognizione è finita, il menù dei tagli
possibili è pronto. Mancano sono le scelte. Renzi e Cottarelli
faranno il punto alla fine della
settimana, ma le decisioni arriveranno fra fine marzo e primi
di aprile, in concomitanza con
la presentazione del Documen-
ALESSANDRO DI MEO/ANSA
Carlo Cottarelli, commissario alla spending review
quello che introduce il fondo taglia-tasse - prevede che le risorse derivanti dalla spending review possano essere usate solo
l’anno successivo. Per cambiare la norma, ne occorre una
uguale e contraria. Inoltre una
parte dei fondi che arriveranno
dalla revisione della spesa sono
già impegnati per ridurre il deficit o evitare tagli lineari: 500
milioni quest’anno, 10,4 nel
2015, 14,8 nel 2016. Non noccioline, quasi la metà dei tagli dell’intero piano da 34 miliardi.
Quali che siano le difficoltà,
Renzi non ha scelta. «Se entro
fine maggio non c’è lo sconto in
Il ministro Mogherini vuole più soldi per la cooperazione internazionale
LaFarnesina:«NonchiuderemogliistitutidiculturaitalianadiStoccardaeLione»
1 Mentre fioccano le cifre
della spending review di Cottarelli, in un’altra sala del Parlamento c’è il ministro degli Esteri
Federica Mogherini che illustra
la politica estera che ha intenzione di attuare. E la sorpresa è
in due frasi: «È nostra intenzione aumentare le risorse per la
cooperazione» e «credo che do-
il caso
PAOLO RUSSO
ROMA
S
to di economia e finanza.
Finanziare un taglio delle
tasse che entri in vigore entro
fine maggio non è affatto semplice, nemmeno scegliendo la
strada dei tagli. Lo spiega chiaramente la relazione di Cottarelli in Senato: il comma 432
dell’ultima legge di Stabilità -
Il commissario
lascerà l’ufficio
di via XX Settembre
e andrà a Palazzo Chigi
tatali, è tempo di migrare. La
spending review rischia infatti
di far fare le valigie a 16 mila dipendenti pubblici in esubero che potrebbero essere obbligati a trasferirsi ad altro ufficio, magari fuori città,
mentre altri 8 mila travet in sovrannumero e più in la negli anni verrebbero accompagnati alla pensione.
Nella sessantaquattresima slide delle 72 messe a punto dal commissario
per i tagli alla spesa, Carlo Cottarelli,
in realtà gli esuberi dei travet sono
molti di più, ben 85 mila. Cifre disconosciute da Palazzo Chigi e dal Ministro della Pubblica amministrazione,
Marianna Madia.
A via XX Settembre in effetti girano altri numeri, frutto di una ricognizione più prudenziale, fatta a suo
tempo dagli stessi tecnici dello staff
di Cottarelli. Numeri che parlano di
24 mila esuberi, sanità esclusa.
Lo stesso commissario ieri si è affrettato a precisare infatti che quella
degli 85 mila esuberi «è una prima
stima di massima che va affinata».
«Farò ulteriori lavori», ha assicurato
riferendosi all’esercito dei quasi tre
milioni di pubblici dipendenti. Anche
se la sua task force una buona parte
della fatica se l’è già risparmiata grazie alla ricognizione della Funzione
Il ministro Federica Mogherini
vremo tenere aperti gli istituti di
cultura italiana di Stoccarda e
Lione».
Gli Istituti sono oggetto di un
piano di revisione e tagli - una
riorganizzazione complessiva
della presenza italiana, che deve aprirsi oltre i confini della Ue che era già pronto da firmare:
Mogherini dice di non averlo
fatto e di voler «salvare» Lione e
Stoccarda, oggetto di pubbliche petizioni, senza dare motivazione. E la cooperazione, per
la quale «è già incardinato un
processo di riforma che il governo ha intenzione di sostenere».
Chissà se è un esempio della «resistenza» ministeriale ai tagli
della spesa pubblica. [ANT. RAM.]
Da dove cominciare? Nelle
tabelle di Cottarelli non si salva
nessuna voce, Renzi gli ha chiesto di mettere pensioni (quelle
più basse), sanità e scuola in
fondo alla lista delle voci da tagliare. Riuscirà ad evitarlo, posto che quelle tre valgono da sole quattrocento degli ottocento
e più miliardi di spesa del bilancio pubblico italiano? Se c’è la
volontà politica, resta solo l’imbarazzo della scelta. Cottarelli
stima possibile ridurre il personale pubblico di 85 mila persone («ma per ora si tratta di stime»), dell’otto-dodici per cento
gli stipendi dei dirigenti (500
milioni di euro), propone di risparmiare sugli acquisti (800
milioni nel solo comparto statale) e il taglio dei contributi alle
imprese pubbliche e private
(1,4 miliardi). Si possono tagliare un po’ di società partecipate,
eliminare una ventina di enti
pubblici, tagliare corsi di formazione ed autoblù. E poi c’è la
sicurezza, che costa 20 miliardi
l’anno. Per recuperarne 1,7 entro il 2016 basterebbe creare sinergie fra le cinque (cinque)
forze di polizia italiane.
Twitter @alexbarbera
“A rischio 85 mila lavoratori statali”
Tre ipotesi per gestire gli esuberi
Trasferimenti, riduzione degli stipendi o indennità di mobilità
«Una stima
di massima»
Secondo
Cottarelli
quella degli
85 mila esuberi
nel settore
del pubblico
impiego
«è una prima
stima di massima
che va affinata»
16
mila
I dipendenti pubblici
che rischiano il trasferimento
Il totale di 85 mila lavoratori
è una prima stima
CARLO CARINO/IMAGOECONOMICA
pubblica, che lo scorso anno aveva individuato il personale in eccesso nei
Ministeri, mentre per gli altri dipendenti pubblici, escluse le Regioni, il
censimento lo aveva fatto l’Economia.
Una fotografia che evidenziava uffici a
corto di personale e altri in sovrannumero. Con dati sulla mobilità volontaria a dir poco sconfortanti: nel 2011 solo un impiegato su mille aveva cambiato amministrazione, mentre uno su
cento si era limitato a trasferirsi da un
ufficio all’altro senza cambiare datore
di lavoro.
Un immobilismo che genera inefficienza nella macchina della pubblica
amministrazione e quindi costi, che
Cottarelli vorrebbe tagliare rendendo
obbligatorio quel che prima era volontario. Il meccanismo sarebbe questo.
Chi è in là con gli anni, circa 8 mila dipendenti, verrebbe accompagnato alla
pensione anticipatamente. Gli altri 16
mila esuberi entrerebbero in «mobilità
forzata», comunque in uffici collocati
all’interno della propria regione di residenza. Chi non accetta il trasloco resterebbe per due anni con lo stipendio
8
mila
Sono i dipendenti pubblici
più anziani che potrebbero
essere accompagnati
alla pensione
decurtato del 20 o 50% in attesa di trovare un altro datore di lavoro. Poi a casa. Un rischio per 5 mila ministeriali in
esubero e altri 11 mila degli enti territoriali. Nel dettaglio i pericoli maggiori li
correrebbero soprattutto i dipendenti
Inps (3.300 esuberi tra impiegati e dirigenti), quelli dei ministeri del Lavoro, dello Sviluppo, di Agricoltura, Difesa, Ambiente, Salute e Infrastrutture.
Nel mirino anche circa 1.200 addetti di
Aci, Istat ed Enac.
In alternativa il menu di Cottarelli
prevede: incentivi all’uscita finanziati
una tantum dallo Stato; il «collocamento in disponibilità», sempre con
taglio della retribuzione e una sorta di
cassa integrazione dei travet, a mezzo
stipendio ma con i contributi previdenziali assicurati. Il tutto condito con
un taglio tra l’8 e il 12% degli stipendi
dei dirigenti apicali e di prima fascia,
con parte della retribuzione legata ai
risultati.
All’Economia però si ragiona anche
su un altro Piano. Creare con fondi
pubblici una specie di camera di compensazione come già fatto per i bancari: i dipendenti in sovrannumero godrebbero di una «indennità di mobilità» in attesa di essere ricollocati, anche fuori dal perimetro pubblico. Magari grazie al supporto di una Agenzia
di collocamento degli statali, sulla falsariga del modello danese. Tutte idee
che rischiano di rimanere indigeste ai
sindacati, che ieri ai rumors sui tagli
agli statali hanno risposto parlando
«di numeri costruiti solo per fare teoremi» (Cgil), mentre la Uil chiede al governo di non trattare più il pubblico
impiego «come un bancomat».
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
Primo Piano .5
.
E la Pinotti ora frena sul taglio degli F35
Il ministro: “Il mio era un ragionamento complessivo”. Smentito l’accorpamento polizia-carabinieri
FRANCESCO GRIGNETTI
ROMA
Si fa presto a dire: tagliamo gli
F35. Il ministro della Difesa,
Roberta Pinotti, in Parlamento
ha difeso con veemenza il «suo»
bilancio: «Abbiamo un problema di spesa pubblica, è vero.
Ma complessivo. Guai se passa
l’idea che la Difesa sia un bancomat da cui prelevare liberamente. La Spending review bisogna farla in tutti i settori dello Stato, altrimenti sarebbe
una sperequazione». E i cacciabombardieri della discordia?
Renzi non ha già annunciato un
taglio al programma e lei stessa
non s’era sbilanciata nello stesso senso? «Io - scandisce - non
ho mai parlato di un singolo
programma d’arma. Io faccio
sempre un ragionamento complessivo. Prima dobbiamo ripensare la Difesa, poi rivedere i
programmi, quindi ridurre».
Sono i media che «hanno esteso
al singolo programma una valutazione complessiva».
Era prevedibile. La Difesa
non ci sta a passare per l’agnello sacrificale della Spending review. Il ministro ribadisce la
sua disponibilità a nuovi tagli,
ma senza dimenticare che una
riorganizzazione è in corso, gli
effettivi scenderanno da 190 a
150 mila, si rinuncerà a 385 caserme e basi. Tutto il resto andrà discusso. Lo strumento a
cui la Pinotti si affida si chiama
Libro Bianco. Sarà un poderoso
documento che prenderà in
esame le minacce future per
l’Italia e gli strumenti adatti a
fronteggiarli. Dice Pinotti: «Ci
impegnerà i prossimi mesi. Ri-
Il confronto
GlialtriPaesieuropei
spendonodipiù
Germania
Gli Eurofighter
1 Germania; una linea uni-
ca, gli Eurofighter, in versione
caccia e cacciabombardiere,
160 aerei in linea. Bilancio Difesa, 33 mld euro
DINO FRACCHIA/BUENAVISTA
Un F35, il cacciabombardiere al centro delle polemiche
Guai se passasse l’idea
che la Difesa
è un bancomat
dal quale prendere
soldi per fare altro
Roberta Pinotti
ministro
della Difesa
tengo che sarà pronto entro dicembre. Non prima, perché sarebbe la fotografia dell’esistente. Non dopo, perché c’è l’esigenza di decidere».
E quindi, per come la vede
lei, che su questo percorso ha
avuto l’appoggio delle commissioni parlamentari e oggi chiederà la condivisione del Consiglio supremo di Difesa con il
Capo dello Stato, è rinviato al
2015 ogni discorso sull’F35, ma
anche sull’assetto della Marina,
e sui programmi dell’Esercito.
Resterà deluso il commissario straordinario Carlo Cottarelli, insomma, che sulle spese
militari ipotizzava un risparmio di 1,8 miliardi già nel 2015 e
2,5 nel 2016. Altre spine per il
commissario alla Spending review vengono dall’Interno. No-
nostante la sua cautela («Non si
può ridurre il livello di sicurezza, è un settore delicato. Si parla infatti di sinergie tra i diversi
corpi. Altri Paesi come la Francia lo hanno fatto») i sindacati
della polizia sono scesi in guerra contro il taglio di 300 presidi
della Ps. E non solo loro. Anche
il Cocer dei carabinieri ha tuonato: «Per via di una Spending
review insensata, l’Arma ha dovuto chiudere, accorpare e rimodulare diversi presidi, ai
danni non solo delle comunità
locali ma anche dei carabinieri
che vi prestavano servizio».
Per di più s’è sparsa la voce
che il governo medita su un accorpamento tra Carabinieri e
Polizia. Il governo s’è precipitato a smentire. Dice il ministro
Angelino Alfano: «Quello sul-
Francia
I Rafale
1 Francia; una linea unica,
i Rafale, anche questi nella
doppia versione, 200 aerei in
linea. Bilancio Difesa, 32 mld
euro
Italia
Due linee di manutenzione
1 Italia; due linee di manu-
tenzione, per Eurofighter e
F35. Del primo, previsti 96 velivoli. Del secondo, 90. Totale:
186. Bilancio Difesa, 16,5 miliardi (depurato dalle spese
Carabinieri, ma considerati
2,6 miliardi di Sviluppo economico)
l’unificazione dei corpi di pubblica sicurezza è un dibattito
che va avanti da decenni: dal
mio punto di vista non è mai
stata una mia richiesta». Gli fa
eco Roberta Pinotti: «Mai discusso di accorpamento in sede
di governo. Non è all’ordine del
giorno. Semmai un miglior coordinamento».
A proposito di sovrapposizioni, il commissario Cottarelli,
che ha toccato con mano le ridondanze tra le polizie, ma ora
si trova al centro delle polemiche, ieri si sfogava così in Parlamento: «Perché la Guardia di finanza ha un reparto antisommossa se è una polizia finanziaria? Si tratta di andare a vedere
questi casi. L’esistenza di reparti specializzati vale per tutte le forze di polizia. Bisogna
guardare se c’è bisogno».
Ogni discorso
sulla riorganizzazione
dei cacciabombardieri
è rinviato al 2015
Eppure i sindacati di polizia
Siap e Anfp attaccano: «Il ministro Alfano non consenta che
logiche meramente ragionieristiche dettino l’agenda della sicurezza». Ricordano: la Ps costa 7,3 miliardi. Tolti gli stipendi, restano 800 milioni per le indennità di missione, l’ordine
pubblico, l’armamento, la formazione, gli automezzi, la benzina, le pulizie, il riscaldamento, la manutenzione, e gli affitti.
Come risparmiare 2,5 miliardi
in due anni, allora?
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014 LA STAMPA 6
BOLOGNA FIRENZE GENOVA LEGNANO MILANO PORTO CERVO ROMA TORINO MADRID TOKIO SEOUL
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
Primo Piano .7
.
U
LA CRISI
IL VERDETTO SULLA BCE
Da Karlsruhe via libera al salva-Stati
Per la Corte Costituzionale tedesca ricorsi “infondati”. Schäuble: confermata la bontà del nostro lavoro
TONIA MASTROBUONI
INVIATA A BERLINO
Costituzionale tedesca hanno
respinto il record di 37 mila ricorsi contro il fondo salva-Stati
Esm che era stato concordato
per salvare i Paesi finiti nei
guai per le crisi dei debiti pubblici o quelli delle banche. Ed è
ovvio che senza il contribuente
maggiore, la Germania, uno dei
pilastri dei meccanismi anticrisi europei, il colosso da 500
miliardi di euro che ha salvato
Spagna e Cipro, dopo che il suo
predecessore, il fondo salvaStati temporaneo Efsf, aveva
fornito risorse a Grecia, Portogallo e Irlanda per salvarle dal
baratro, rischiava di saltare.
Le «toghe rosse» di Karlsruhe hanno ritenuto «infondati» i ricorsi, presentati da studiosi, politici e da migliaia di
cittadini, che sostenevano che
il fondo ledesse la sovranità del
Bundestag sul bilancio statale.
La tesi era che dovendo fornire
la Germania la propria quota
del fondo senza passare per il
Parlamento, in base a una decisione presa al livello europeo,
l’Esm rappresentasse una limitazione alla possibilità del Bundestag di decidere sulle finanze
pubbliche.
L’unico limite imposto da
Karlsruhe, che era stato
espresso già nella sentenza
dell’autunno 2012, è che per un
impegno oltre i 190 miliardi di
euro vada coinvolto il Parlamento. Un altro vincolo imposto dai magistrati è che l’obbligo di segretezza dei dipendenti
dell’Esm non possa valere dinanzi a una richiesta di chiarimenti avanzata da Bundestag e
Bundesrat.
Nelle scorse settimane, con
un’altra sentenza che è stato
un sollievo per l’Europa intera,
la Corte di Karlsruhe ha delegato alla Corte di giustizia europea il verdetto su un’altra misura anti-crisi molto importante e molto contestata in Germania, quella sullo scudo antispread Omt del settembre 2012
che salvò l’euro, imprimendo la
svolta decisiva alla crisi europea. E secondo la maggior parte degli esperti, è molto improbabile che la Corte europea
possa dare un parere negativo.
Invece, il giudizio recente
sulle elezioni europee, dove la
Germania si presenterà stavolta senza soglia di sbarramento
del 3 per cento, perché è stato
abolito dalle toghe di Karlsruhe, ha suscitato enormi polemiche. Soprattutto in un Paese che ha per il proprio Parlamento una soglia di sbarramento addirittura del 5.
700
125
80
500
45,9
miliardi
miliardi
miliardi
miliardi
miliardi
Il capitale
sottoscritto dai Paesi
europei
La quota
di sottoscrizione
dell’Italia, pari al 25%
La quota che gli Stati
dovranno versare entro
l’agosto del 2014
La capacità massima
prevista dal fondo
salva-Stati
L’importo speso
per assistere Nicosia
e Madrid
Sin dai primi Anni Novanta, i
giudici di Karlsruhe si ergono
a sentinelle delle prerogative
della Costituzione e del Parlamento tedeschi, ogni volta
che l’integrazione europea fa
un passo in avanti. E dalla fase più acuta della grande crisi
ad oggi, hanno fatto tremare
l’Europa più volte: se avessero bocciato una sola delle misure straordinarie messe a
punto dall’Ue o dalla Bce per
salvare l’euro, avremmo rischiato il collasso. Anche ieri,
l’ennesimo verdetto delle toghe ha scatenato un’ondata di
euforia sulle Borse, pur essendo abbastanza prevedibi-
Il meccanismo
di Draghi finora
ha tenuto in piedi
la Spagna e Cipro
le. I giudici hanno approvato
definitivamente il fondo salva-Stati Esm, ma un primo
via libera era arrivato il 12
settembre del 2012, poco dopo la fondamentale decisione
di Mario Draghi di dotare la
Bce del «bazooka» antispread Omt, su cui la Corte
tedesca ha anche voluto
emettere un verdetto, qualche settimana fa.
Dal governo è arrivato a
stretto giro un commento positivo: il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble ha detto che la sentenza «conferma
che le nostre azioni per salvare l’euro sono conformi alla
Costituzione». Per il presidente dell’Alta corte, Andreas Voßkuhle, il risultato «è
chiaro». I giudici della Corte
ULI DECK/DPA/AFP
La Corte Costituzionale tedesca
Intervista
DALL’INVIATA A BERLINO
G
iuseppe Vita, una vita a cavallo tra Italia e Germania,
presidente della più internazionale delle banche italiane, Unicredit, e del gruppo editoriale più
grande in Europa, Axel Springer,
pensa che sia normale che una «politica navigata» come Angela Merkel dia un pizzico di credito in più a
Matteo Renzi rispetto ai predecessori Letta e Monti, che comunque
avevano goduto della fiducia di Berlino, dopo il grande gelo dell’era berlusconiana. Vita pensa che l’incontro sia andato «bene». E accoglie
con sollievo la notizia che il fondo
salva-Stati Esm ha ricevuto il via libera delle toghe di Karlsruhe:
«un’eccellente notizia per l’Europa». Infine sostiene anche che se
Renzi vuole aumentare il deficit,
sempre entro la soglia del 3% «Merkel non potrà che prenderne atto».
Come è andato l’incontro tra Merkel e Renzi?
«Da quel poco che ho visto finora,
mi pare bene. Direi che una politica
navigata come Merkel sta dando
“Alzare il deficit?
Merkel non potrà
che prenderne atto”
Giuseppe Vita: in Germania fiducia in Renzi
avrà margini di manovra entro il tetto del 3%
molto credito - fra l’altro meritato - a rio europeo alla concorrenza. E appeMatteo Renzi. Ovvio che un po’ di na è diventato presidente del Consicautela resti: come dicono i tedeschi e glio, ha fatto in pochi giorni un’imporanche gli inglesi con un’espressione tante riforma delle pensioni. Ma poco
molto felice, ora si attende che il pre- dopo, non avendo un partito alle spalsidente del Consiglio italiano “liefert” le, è stato inghiottito dalle sabbie moo “deliver”, insomma che faccia ciò bili della politica italiana. La stessa
che si è impegnato a fare. Ma ci sono cosa è accaduta ad Enrico Letta, è
tante indicazioni
partito bene e si è poi
che suggeriscono L’ITALIANO TRA I TEDESCHI insabbiato, anche
che ce la metterà
aveva un parIl manager vive a cavallo perché
tutta. E in Europa
tito dilaniato da lotte
nessuno, tantome- tra i due Paesi: guida anche interne a logorarlo.
il gruppo Axel Springer La forza di Renzi sta
no la cancelliera,
vorrebbe mai metnel fatto, a mio paretergli i bastoni tra le ruote».
re, che è anche il segretario del partiPerché Merkel gli dà credito? E non è to maggiore, che lo appoggia con mollo stesso che diede a suo tempo a Ma- ta più forza di quanto non abbia fatto
coi predecessori. Merkel guarda anrio Monti ed Enrico Letta?
«Indubbiamente Monti era molto che a queste cose».
amato in Germania, tutti lo ricordaMa perché si ha l’impressione che la
vano come un eccellente Commissamaggior parte dei commentatori in
Germania siano invece più scettici?
Qualcuno parla anche di una simpatia personale, tra la cancelliera e il
presidente del Consiglio italiano.
«E’ vero, tra i due sembra ci sia una
simpatia personale. Quanto alla diffidenza dei tedeschi, ci si dimentica
troppo spesso da dove veniamo. Decenni di quella che io chiamavo “l’instabilità più stabile del mondo”, quella della Prima repubblica: sempre gli
stessi personaggi che si alternavano
sulle poltrone più importanti e garantivano comunque prosperità al Paese.
Con la Seconda Repubblica, invece,
particolarmente con i governi Berlusconi, abbiamo assistito ad anni di
“stabilità instabile”, maggioranze
ampie in Parlamento e governi longevi ma che non riuscivano a fare le cose promesse. Per i tedeschi è difficile
fidarsi di noi».
Presidente Unicredit
Troppo spesso
Berlino dimentica
che anche l’Italia
paga per il fondo
Giuseppe Vita
Pensa che Renzi abbia ottenuto da
Merkel un po’ di flessibilità in più sul
disavanzo?
«Ha fatto bene Renzi a dire che
l’Italia rispetterà il tetto del 3 per
cento tra deficit e Pil. Quanto agli
eventuali margini da giocarsi sotto
quel tetto, dal 2,6 al 2,8 ad esempio,
non sono cose che si decidono a
Berlino, ma a Bruxelles. E se Renzi
deciderà di concedersi maggiori
margini per stimolare la crescita,
Merkel non potrà che prenderne
atto».
Cosa pensa della sentenza della Corte di Karlsruhe sul Esm?
«Penso sia un’eccellente notizia per
l’Europa. Quello che viene ricordato
un po’ troppo poco in Germania, è che
anche noi mettiamo moltissimi soldi
in quel fondo. E non facciamo tutte
quelle polemiche».
[T. MAS.]
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014 LA STAMPA 8
AMBROSIANO
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
Primo Piano .9
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U
GIUSTIZIA
L’amarezza
Taccuino
«Prendiamo atto
con grande amarezza»
ha commentato Ghedini
DIRITTI TV
MARCELLO
SORGI
Non sarà in lista
e farà campagna
come un martire
della giustizia
Pena confermata
Per Berlusconi
c’è l’interdizione
L
LaCassazionenonfasconti:dueannisenzapubbliciuffici
PAOLO COLONNELLO
ROMA
Nonostante il cosiddetto «asso nella manica» del professor
Franco Coppi, ieri sera i giudici di Cassazione, terza sezione, hanno confermato la pena
accessoria a due anni d’interdizione dai pubblici uffici per
Silvio Berlusconi. Due anni
durante i quali l’ormai quasi
ex Cavaliere perderà una serie di diritti civili, primo tra i
quali quello di candidarsi alle
elezioni. Italiane, di sicuro.
Ma anche europee, sempre
che i suoi legali non riescano
ad estrarre dall’ampio cilindro delle leggi un nuovo coniglio/cavillo. Di fatto la decisione di ieri dei giudici di Piazza
Cavour mette una pietra pesante 24 mesi alle aspirazioni
pubbliche di Berlusconi, ne
rinnova lo status di imputato
condannato di fronte ai giudici del tribunale di sorveglianza che il 10 aprile dovranno
decidere sull’affidamento ai
servizi sociali, e chiude il cerchio di una sentenza che la
Cassazione aveva cominciato
a pronunciare il primo agosto
scorso, condannando il leader
di Forza Italia a 4 anni di reclusione (di cui tre condonati)
per la frode fiscale da 7 milioni di euro nel processo sui diritti cine televisivi Mediaset,
ma rinviando gli atti a Milano
per un ricalcolo della pena accessoria, inizialmente fissata
in 5 anni d’interdizione, ritenuta sproporzionata. Il 19 ottobre scorso la Corte d’Appello milanese aveva quindi
emesso un nuovo verdetto riducendo la condanna a due
anni e respingendo le istanze
degli avvocati che, allora come ieri, avevano sostenuto
l’incongruità della legge Seve-
Il Colle: decisioni che spettano al Presidente
Napolitanozittiscelavocisull’ipotesigrazia
1 «Vengono liberamente sol-
levate nel dibattito pubblico varie questioni sulle quali peraltro
ogni decisione spetta costituzionalmente, com’è noto, al
Presidente della Repubblica».
Così Giorgio Napolitano in una
nota per zittire le voci sulle sue
eventuali dimissioni e sull’ipotesi di grazia a Berlusconi.
rino (decadenza dal seggio senatoriale e interdizione per sei
anni dai pubblici uffici) con l’applicazione della pena accessoria. Intravvedevano, i legali, il
rischio di una somma matematica delle due pene. Pericolo che
evidentemente la sentenza di
ieri esclude, considerando i due
anni d’interdizione ricompresi
nei sei anni di esclusione dalla
vita parlamentare. Due sanzioni non cumulabili, ma in un certo senso interagenti, essendo la
prima di natura penale e la seconda di tipo amministrativo.
OLYCOM
Di più: riguardando la prima la
commissione di un reato di pericolo pubblico come la frode fiscale e la seconda la dignità della carica parlamentare.
Eppure ieri, nell’aula della
terza sezione - quella specifica
per i reati fiscali che, come forse si ricorderà i difensori di
Berlusconi l’estate scorsa avevano chiesto a gran voce - l’avvocato Coppi, insieme a Niccolò
Ghedini, aveva cercato con una
mossa a sorpresa di spiazzare
le certezze dei giudici proponendo la lettura in favore del
Cavaliere di una sentenza della
Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, pubblicata il 4 marzo scorso, sul caso
di Franzo Grande Stevens e di
altri rappresentanti di società
della galassia Fiat come IfilExor, nella quale prevaleva il
principio della non cumulabilità delle pene, rilevando che
«qualora una sanzione accessoria, non importa se di natura
penale o amministrativa, incida
su diritti fondamentali», allora
si deve giungere alla conclusione che ha natura penale e non
può essere cumulata con un’altra sanzione simile per il divieto
di «ne bis in idem».
Questione che ha sicuramente colpito i giudici e probabilmente contribuito alla lunghezza della camera di consiglio protrattasi dalle 17 fino alle
22 di ieri sera. Ma alla fine ha
prevalso l’orientamento del Pg
Aldo Policastro, che aveva chiesto di confermare la pena in ragione «dell’estrema gravità dei
fatti accertati».
«Prendiamo atto con grande
amarezza - ha commentato
Niccolò Ghedini -. Avremmo ritenuto quantomeno necessario
un approfondimento presso la
Corte Europea di Strasburgo».
Sondaggio Istituto Piepoli
«QUALE DEI PROVVEDIMENTI ANNUNCIATI DA RENZI
HA GRADITO MAGGIORMENTE?»
Uno su cinque
preferisce
il taglio dell’Irpef
1 Il sondaggio è stato ese-
guito da Istituto Piepoli per La
Stampa il giorno 17 marzo
con metodologia C.A.T.I., su
un campione di 506 casi. Il documento della ricerca è pubblicato sul sito www.agcom.it
e/o www.sondaggipoliticoelettorali.it.
Retroscena
AMEDEO LA MATTINA
ROMA
ogliono distruggermi dal punto
di vista personale e politico, vogliono privare i moderati di un
leader, ma non lo consentirò». Berlusconi era moderatamente ottimista
sulla sentenza della Cassazione. Sperava in un rinvio e approfondimento
presso la Corte di Strasburgo. E invece
la conferma dei due anni di interdizione azzera le sue possibilità di candidarsi alle Europee, mettendo in gravi difficoltà Forza Italia.
Ora, con il Cavaliere fuori gioco e in
attesa che il Tribunale di sorveglianza
di Milano il 10 aprile decida tra arresti
domiciliari o servizi sociali, Fi si troverà
a correre per le Europee senza il suo leader. Forse Berlusconi tenterà comunque la forzatura della sua candidatura.
Ma lo stesso ex premier non crede alla
possibilità di guidare le liste azzurre. Si
V
Giorgio Napolitano
Taglio dell’Irpef
per i lavoratori dipendenti
100 auto blu messe
all’asta
Investimenti nell’edilizia
scolastica
Pagamento dei debiti
della PA alle imprese
Tagli alla spesa pubblica
Prime misure della riforma
del lavoro
19%
17%
Taglio del 10%
dell’Irap
8%
Cantone a capo dell’Autorità
contro la corruzione
12%
11%
10%
9%
Aumento tasse
sulle rendite finanziarie
Nessuno
di questi
Senza opinione
7%
4%
2%
1%
Centimetri
LA STAMPA
“Vogliono distruggermi
ma io non lo consentirò”
Il Cavaliere teme il flop alle Europee: FI rischia di stare sotto il 20%
aprirà quindi un problema di tenuta
elettorale del partito. È questo il timor
panico che si è diffuso dentro Fi.
La paura di non riuscire a tenere
nemmeno il 20%, di andare sotto, di precipitare fino al 17%. Sembra che ci siano
dei sondaggi fatti su due scenari: con
Berlusconi e senza Berlusconi capolista.
Con il Cavaliere Fi arriverebbe tranquillamente al 23%, molto al di sotto del Pd,
ma comunque attorno al risultato delle
Politiche del 2013. Per la verità Berlusconi è convinto che con lui capolista si
potrebbe arrivare fino al 30%. Inverosimile, ma comunque Fi rimarrebbe competitiva. Il problema è che ora questa
possibilità è stata bruciata dall’interdizione a due anni. Andare sotto il 20% e
a conferma da parte della Cassazione
dell’interdizione
dai pubblici uffici per
Berlusconi, pena accessoria della condanna definitiva inflitta ad agosto
2013, non cambia molto il
quadro. Né per Il condannato, che aveva già messo
in conto l’impossibilità di
candidarsi alle europee,
né per i suoi avversari,
che se lo ritroveranno
contro lo stesso. Anche se
il 10 aprile i giudici di Milano, chiamati a decidere
sulla sua richiesta di affidamento ai servizi sociali,
dovessero pronunciarsi
in modo restrittivo, ammettendo l’imputato alla
pena alternativa, ma assegnandogli al contempo
una limitata o addirittura
inesistente agibilità politica per la prossima campagna elettorale.
In realtà il Cavaliere
ha già deciso la linea di
comunicazione per il voto del 25 maggio: assente
dalle liste (ma non è detto che lo sarà dal simbolo
del suo partito), si presenterà come martire di
una giustizia a suo modo
di vedere politicizzata,
che s’è accanita contro di
lui per metterlo ai margini. E cercherà di dimostrare, ancora una volta,
che è impossibile cancellarlo dalla politica perché milioni di elettori sono con lui.
Una strategia come
questa, dispiegata già
con l’annuncio dell’intenzione di candidarsi in tutte e cinque le circoscrizioni malgrado gli impedimenti giudiziari, se anche non dovesse funzionare e portarlo a un risultato elettorale deludente,
potrà essere utilizzata
come scusante per
un’eventuale sconfitta.
La vera speranza di
Berlusconi resta quella
della grazia. Che potrebbe essere riproposta al
Capo dello Stato dopo la
scadenza elettorale. Il
Cavaliere punterebbe a
far tesoro del ruolo decisivo avuto fin qui nell’approvazione della riforma
elettorale alla Camera, e
indispensabile nel prossimo, e assai più insidioso, confronto che si prepara al Senato.
Ma che questo possa
davvero avere un peso
sull’orientamento del
Presidente Napolitano è
tutto da vedere. Il Quirinale ha diffuso ieri una
nota per dire che tutte le
ipotesi che si fanno rispetto alle sue intenzioni
sono libere, ma riguardano chi le fa. Il riferimento,
sembra di capire, era a
un’intervista di Fedele
Confalonieri al Foglio
contenente un accenno
alla grazia, e a un’altra di
Emanuele Macaluso al
Corriere della Sera in cui
si prevedevano le dimissioni del Capo dello Stato
a fine anno, dopo l’approvazione definitiva della
nuova legge elettorale.
con il leader agli arresti domiciliari o ai
servizi sociali, senza la possibilità di fare
campagna elettorale, avrebbe un effetto
deflagrante. Si accentuerebbe lo scontro in atto dentro Fi, sempre più divisa
tra alcuni stretti collaboratori del Cavaliere (a cominciare dalle vestali di Arcore: la fidanzata Pascale e la senatrice
Rossi) e il resto del partito. Tra chi come
la Santanché sta raccogliendo le firme
per la grazia e il capogruppo Romani
che bolla l’iniziativa come inopportuna.
Tra alcuni big con voti nella loro Regione, come Fitto che vuole candidarsi alle
Europee, e chi non vuole pesare i voti
dell’ex governatore della Puglia con
quelli degli altri candidati nelle altre circoscrizioni. E poi il black out tra Berlu-
sconi e il partito, la mancanza di decisioni sull’ufficio di presidenza, sulle questioni di stretta attualità, compresa l’atteggiamento incerto e contraddittorio
rispetto al governo Renzi, con Brunetta
che immagina nuove larghe maggioranze anti-austerità insieme al Pd e il consigliere politico del Cavaliere Toti che giudica prematura prima delle Europee
una proposta del genere. Comunque, dice Toti, «nessuno ci impedirà di considerare in campo il nostro leader, nessuno pensi di non fargli fare la campagna
elettorale. Berlusconi è vittima di una
sentenza mostruosa e noi riteniamo opportuno che possa candidarsi. Speriamo che i ricorsi presentati ci diano l’opportunità» di farlo».
10 .Primo Piano
STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
U
DEMOCRATICI
All’estero
Ilpremier“global”
piaceaileader
espiazza
l’establishment
PRESENTE E PASSATO
Hanno
detto
ROMA
Massimo D’Alema
Matteo Renzi
«Vogliono riprendere
la procedura
d’infrazione? Tanto la
Commissione è in
scadenza. Ne
discuteremo con
quella nuova...»
«O assumiamo
che l’Ue è una sfida
politica o perdiamo,
come dimostrano
i sondaggi
devastanti, uno
tsunami»
ALESSANDRO DI MEO/ANSA
Matteo Renzi e Massimo D’Alema, ieri alla presentazione del libro dell’ex premier
Renzi, investitura a D’Alema
Ipotesi commissario Ue, “in Europa manderemo i migliori”. Ma il premier non si candiderà
CARLO BERTINI
ROMA
Una notizia ufficiale, «un premier non si candida alle europee», che non farà piacere
certo ai dirigenti del suo Pd
che speravano in un traino
travolgente. E una in chiaroscuro, «in Europa manderemo i migliori», un’investitura
implicita alla candidatura di
Massimo D’Alema a commissario europeo. Una botta a
Grillo «che da qualche settimana è costretto a giocare in
difesa» e una rivendicazione
della bontà dell’Italicum: «Noi
discutiamo di quote rosa, problema vero, ma il doppio turno è la cosa più importante
che ha colpito la Merkel...».
Il faccia a faccia tra Matteo
Renzi e l’autore del testo
«Non solo Euro», un D’Alema
pugnace sui «vincoli assurdi e
i trattati da rivedere» e in vena di benedizioni al «programma realistico» del governo, si consuma al Tempio di
Adriano di fronte ad un parterre de roi: prima fila con Alfredo Reichlin, Franco Marini, Walter Veltroni, facce note
come Gaetano Gifuni. E decine
di fotografi, tanti al punto che
prima di far entrare il premier,
la sicurezza ha posto il problema di tenerli a distanza. Insomma, riflettori accesi per una sfida che, dietro l’appeasement e i
toni felpati, si consuma più che
sul piano dei contenuti, lavoro e
riforme, su quello della dialettica. «Lui lo dice alla maniera
sua, vi troverete 80 euro in bu-
Il segretario del Pd
attacca Grillo:
«Da qualche settimana
è costretto indifesa»
sta, io userei un altro linguaggio, la redistribuzione dalla rendita al lavoro. Ma lui prende più
voti!», scherza D’Alema.
Fa sorridere anche la mimica
facciale, come il capo scosso
con aria divertita da Renzi
quando D’Alema lo incita ad andare avanti con forza, perché
sulla questione del 2,6 o 3%, se
pure l’Ue minaccia una procedura d’infrazione, «la commissione è in scadenza e vuol dire
Analisi
FEDERICO GEREMICCA
ROMA
atteo Renzi contento per come
è andata, Massimo D’Alema
contento ancor di più. E considerato che tale inattesa contentezza
origina nientedimeno che da un loro
pubblico «faccia a faccia», c’è da chiedersi che diavolo stia succedendo tra il
«rottamatore» e il suo primo «rottamato». In fondo niente, si potrebbe rispondere: la Grande Guerra è finita, Renzi
l’ha vinta, D’Alema l’ha persa e adesso,
passeggiando tra le macerie di quello
che fu il «vecchio» Pd, forse hanno semplicemente scoperto che c’è un tratto di
strada (ed un nemico) che potrebbero
affrontare assieme.
Succede, in politica: soprattutto nel
centrosinistra, a dir la verità. Scontri
all’ultimo sangue e poi riappacificazioni, più o meno sincere. Successe tra Romano Prodi e Massimo D’Alema, col
Professore che lo volle ministro degli
Esteri nel suo secondo governo (20062008) pur considerandolo l’officiante
del funerale del primo (1996-1998). E
succede ora tra Matteo Renzi e appunto D’Alema: e a conoscere i due, la sor-
M
D’Alema,
tifoso
romanista,
ieri ha regalato a Renzi
la maglia
numero
10
di Francesco
Totti
che ne discuteremo con quella
che verrà...» Risate.
La ciliegina sulla torta della
riconciliazione arriva alla fine,
ultima domanda del direttore
del Tg1 Mario Orfeo, tema le
candidature alle europee di
D’Alema e Renzi. Per quel che lo
riguarda, il premier dice no,
«candidarmi perchè forse prendiamo lo 0,2% in più è un’idea
che tradisce lo spirito del Pd».
Su D’alema, «sempre stato leale con me, anche quando mi ha
criticato», Renzi conferma di
voler «rispettare un criterio di
rinnovamento», che suona come un no garbato. Accompagnato però da un impegno,
«perché contestualmente il
compito del governo è quello di
scegliere per i livelli di guida
delle istituzioni europee le persone che siano in grado di dare
il maggior contributo al processo di cambiamento».
È la principale, ma non la sola concessione al suo antagonista di un tempo che sembra remoto. Con il quale i punti d’intesa su cosa fare in Europa sono
tanti, la sintonia va in scena anche sulle cose minori: quando
Renzi confessa di aver sempre
apprezzato l’idea di allargare
l’Erasmus al Mediterraneo,
scherza sulle «preoccupanti
coincidenze: non avevo letto ancora il libro..» Ma sul passato il
duello non si placa, D’Alema di-
Massimo e Matteo
Il lento disgelo
tra realismo e cinismo
Ecco perché uno può servire all’altro
presa non può essere poi così grande.
A non conoscerli a fondo, infatti, ed a
vederli lì, praticamente affianco, entrambi impegnati a presentare «Non solo euro», l’ultimo saggio di D’Alema, ci si potrebbe domandare cosa unisce quei due
e cos’hanno in comune. Una grande passione per il calcio, certo: e l’ex presidente
del Consiglio porta infatti in dono al nuovo presidente del Consiglio, la maglia del
suo idolo, Francesco Totti. Un ego smisurato, naturalmente. E poi quell’abbondante dose di cinismo (realismo?) che in
politica - la nostra politica - può perfino
esser considerato una qualità, piuttosto
che un difetto da cancellare.
Ed è quel realismo (cinismo?) che in
queste settimane ha fatto da tappeto rosso all’infittirsi di rapporti e contatti che,
in verità, non si erano mai del tutto inter-
rotti: «Ce ne siamo dette tante - ha ammesso ieri Renzi - ma D’Alema ha sempre
continuato a parlarmi quando i dalemiani e i dalemini, invece, non mi parlavano
più». E D’Alema - del resto - non ha mai
nascosto di ammirare, nel giovane astro
nascente, la decisione e il coraggio che
del resto furono - in altri tempi - anche le
sue carte per emergere nel Pci prima e
nel Pds-Ds poi.
Il realismo, dunque. Che porta oggi
Renzi a dire che una nuova candidatura
dell’ex premier al Parlamento europeo
gli parrebbe contraddittoria, in nome del
rinnovamento; ma che gli fa anche annunciare che «in Europa dobbiamo mandare le persone più forti che abbiamo... Il
compito del governo, e qui parlo da premier, è quello di scegliere per i livelli di
guida delle istituzioni europee le persone
ce di provare fastidio per la rappresentazione di un «ventennio» e rivendica i risultati sul
debito e sul piano internazionale dei governi di centrosinistra.
Renzi ribatte che certo è vero,
ma se riforme come quelle del
lavoro e delle istituzioni non si
sono fatte non è stato solo per
colpa degli altri. «Ora le riforme
le facciamo sul serio, in tempi
certi, mettendo in discussione
dei tabù che per varie responsabilità non si sono affrontati».
L’ex premier concorda con
Renzi che dice «basta con la
rappresentazione macchiettistica di un’Italia che chiede patenti in Europa. Perché noi rispettiamo tutti gli impegni, sia
chiaro. Ma anche l’Europa deve
rispettare il suo: essere vicina
ai cittadini». E poi D’Alema conclude con un appello accorato:
«Vorrei che tu, uomo di sinistra,
abbia presente l’aspetto della
dignità di chi lavora. Le riforme
vanno fatte con molta attenzione ai diritti, in Germania c’è un
sistema in cui i lavoratori partecipano alla gestione, un sistema
pubblico che li segue da un lavoro all’altro».
che siano in grado di dare il maggior contributo al processo di cambiamento».
Sono affermazioni che, conoscendo i
due e conoscendo la situazione, i più hanno tradotto così: no a una nuova candidatura di D’Alema al Parlamento europeo;
sì, se possibile, ad una sua nomina a commissario europeo. È una traduzione legittima e, in fondo, rafforzata dal buon umore («Era felice come una Pasqua») con
quale Massimo D’Alema ha lasciato il
tempo di Adriano una volta finito il «vis a
vis» col nuovo capo del governo. Per l’Italia non sarebbe certo un cattivo affare
avere l’ex premier «ministro europeo»,
magari agli Esteri, suo interesse e passione crescente. Ma anche per Matteo Renzi non sarebbe affatto male avere D’Alema come alleato in Italia e testa di ponte
(oltre che consigliere) nella battaglia che
intende condurre nei meandri per lui ancora oscuri del gotha politico europeo.
Il cinismo (realismo?), dunque. Poi
l’alta considerazione di se stessi. E infine un riconoscimento al reciproco coraggio. È una chimica discutibile, certo.
Un amalgama che può non piacere. Ma
si è visto, si vede e si vedrà ancora - probabilmente - di molto peggio. Sia come
sia, tra il «rottamatore» e il primo dei
«rottamati» è cominciato un lento disgelo. Che sia un bene o un male lo si
vedrà. Dipenderà da tante cose. E prima di tutto, forse, da quel che lentamente e sotto la cenere sta riprendendo ad ardere dentro il «vecchio» Pd...
Scrive la Suddeutsche Zeitung sull’incontro tra la
Cancelliera di Germania e
Matteo Renzi: «Angela
Merkel ha viziato l’ospite
del Sud, ricoprendolo di
elogi...» Un approccio diffidente, simile a quello di
quasi tutti i giornali tedeschi e francesi e che fa affiorare una curiosa scissione: nella sue missioni a Parigi e Berlino, Matteo Renzi ha intrigato i leader,
Francois Hollande e Angela Merkel e ha spiazzato
l’establishment dei due Paesi, diffidenti e “affezionati” al cliché del politico italiano, chiacchierone ed
evanescente.
Negli incontri con Hollande e la Merkel, entrambi molto interessati alle
misure del governo italiano, il presidente del Consiglio si è sentito interpellato con domande molto precise sui provvedimenti in
gestazione. Il presidente
francese è arrivato a chiedere a Renzi persino quali
reazioni si potevano immaginare sul Jobs Act da parte dei sindacati. Poi, in
pubblico, i due hanno poi
assunto atteggiamenti diversi, Hollande molto distaccato e quasi preoccupato dall’avvento di un premier italiano “troppo” di
sinistra, la Merkel molto
chiara nell’esplicitare la
simpatia che nutre per
Matteo Renzi. Dopo il battesimo in tre delle principali capitali europee - Bruxelles, Parigi e Berlino,
Matteo Renzi sta accelerando il suo “apprendistato” in campo internazionle:
al vertice sulla sicurezza
nucleare previsto per il 24
e 25 marzo, il presidente
del Consiglio stringerà la
mano e si intratterà con
Barack Obama, anche se
l’incontro formale avrà
luogo pochi giorni dopo, il
27 a Roma. Sempre in vista
del vertice de l’Aia lo staff
diplomatico di palazzo Chigi, guidato dall’ambasciatore Armando Varricchio,
sta organizzando una serie
di bilaterali con alcuni dei
principali leader presenti
nella capitale olandese.
Ma la “striscia” è destinata a proseguire con una
lena intensificata rispetto
ai primi giorni, quando la
scelta anti-conformista di
Renzi - battesimo internazionale a Tunisi - lasciava
immaginare tempi più dilatati nell’approccio alla diplomazia tradizionale. Nelle prossime settimane
Renzi sarà a Downing
Street, a Londra, dove incontrerà il premier Cameron. E in tarda primavera
Matteo Renzi sarà in Cina,
per un viaggio che era stato programmato da Enrico
Letta, che è stato aggiornato e rinviato ma che dovrebbe mantenere le caratteristiche di missione
“strutturata” con imprese
al seguito. E sempre in riferimento a Letta, non
prende corpo la voce, eccessivamente enfatizzata,
di una sua possibile candidatura alla Segreteria generale della Nato.
[F. MAR.]
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
Primo Piano .11
.
Il film di Veltroni
e i conti difficili
con Berlinguer
Tra gli Anni Settanta e il funerale in San Giovanni
con la malinconia per un mondo scomparso
Il Segretario
Per molti dirigenti della
sinistra italiana degli ultimi
anni, Enrico Berlinguer
è stato IL segretario.
Walter Veltroni
lo ricorda in un film
documentario
dal titolo
«Quando c’era
Berlinguer»
ANGELO PALMA/A3/CONTRASTO
FULVIA CAPRARA
ROMA
Dall’allegra ignoranza dei ragazzi di oggi che, interrogati
sul nome Berlinguer, inventano le risposte ardite («c’entra
con la Corea?») di chi non ne ha
mai sentito parlare, alle lacrime trattenute a fatica da Silvio
Finesso, operaio Galileo Padova, che rievoca gli ultimi attimi
della vita cosciente del grande
leader. In mezzo scorrono
trent’anni di vita politica italiana, segnati dalla figura unica
di un «uomo timido, riservato,
competente, onesto, coraggioso» morto nel tentativo di «costruire una sinistra riformista
e di governo». In «Quando
c’era Berlinguer» (dal 27 nelle
sale e da giugno su Sky che l’ha
prodotto) Walter Veltroni li ricostruisce con rispettosa malinconia, senza farsi travolgere
dall’onda dell’emozione personale, provando a restituire il significato di un’esistenza rigorosamente votata a un’idea, di
una coerenza perfino anacronistica, di una maniera ferrea
eppure gentile di perseguire i
propri obiettivi. Appassionato
di cinema e autore di romanzi,
Veltroni, a differenza di quanto
ci si sarebbe aspettati, ricorre
con misura alle armi dello
spettacolo, le usa solo a tratti
per chiarire il percorso della
vicenda, per spiegare «ai diciottenni di oggi», quanto può
essere stato importante, per
un diciottenne di allora, aver
visto all’opera un uomo politico che usava un «linguaggio
quasi poetico» riuscendo ad allontanare dalla parola comunista l’alone minaccioso che
l’aveva sempre accompagnata:
«E’ una parola che a me, in Italia, non mi ha mai fatto paura dice Lorenzo Jovanotti - perché la associo con quella cor-
rettezza, la associo con quella
faccia, con quelle parole, con
quella onestà, e quindi continua a essere, nei miei ricordi,
Nell’opera anche
i ricordi di Napolitano
e Ingrao. Con
un’intervista a Jovanotti
una parola bella che muore
con chi in qualche modo l’ha inventata».
Nell’indagine circolare del
film, nelle prime immagini si
vede piazza San Giovanni invasa dalla folla nel giorno del funerale, nelle ultime si ritorna
lì, frugando tra i visi stravolti
dal pianto dei presenti, Veltroni ripercorre la parabola del
Pci, gli anni dell’entusiasmo e
della forza, vissuti da lui stesso
in prima linea, le elezioni politiche in cui il partito ottenne il
34%, quando «tutto sembrava
possibile», e poi il «terribile inverno» culminato con il rapimento Aldo Moro, proprio
mentre si «varava il primo go-
il caso
verno con il Pci nella maggioranza». Intorno a Berlinguer
che va avanti, sempre più stanco, sempre più esile, c’è il paesaggio italiano, Giorgio Gaber
che ricorda in una delle sue
canzoni più celebri perché
«qualcuno era comunista», Pasolini con gli «Scritti corsari»
recitati da Sergio Rubini, Giovanni Minoli con i faccia a faccia tv, Bernardo Bertolucci che
gira «Novecento» (e Berlinguer ne vede solo il primo atto
perché Aldo Tortorella decide
che forse il secondo è per lui
troppo osè), Renzo Arbore che
intervista il «compagno» Maurizio Ferrini reduce da una visita a Botteghe Oscure, Gigi
Proietti e Gianni Morandi che
partecipano alla campagna in
favore del divorzio, Roberto
Benigni, con in testa il cappello
di carta da muratore in «Berlinguer ti voglio bene».
Su di loro, su tutto quell’amore e quell’ammirazione
che Berlinguer, in modi diversi, aveva mosso, si alzano le voci dei testimoni del tempo, le
analisi del Presidente Napolitano, i commenti di Claudio Signorile, i ricordi di Pietro Ingrao, le considerazioni dell’exterrorista Alberto Franceschini, i ragionamenti di Eugenio Scalfari. Il mosaico si
compone a poco a poco, per
chiudersi, grazie anche al lucido racconto della figlia Bianca, con l’immagine finale. Dopo lo strazio del comizio di Padova (riportato nel film per intero), seguito dall’ictus, il 7
giugno 1984, dopo le lacrime e
le esequie, Veltroni immagina
che il protagonista del film
torni nella sua Sardegna, tra
Stintino e l’isola Piana, in un
mare trasparente dove, certe
volte, anche le barche migliori
possono incagliarsi.
Veltroni
cerca a tutti i costi la lacrima.
Anche se non cerca neppure la
riflessione sui tanti passaggi
controversi di Berlinguer (la
battaglia contro gli euromissili,
cara ai sovietici; l’invito ad occupare la Fiat; tutte le elezioni
perse dal 1976 in poi; la diversità come valore politico fondante; il referendum sulla scala mobile), sebbene se tra i tanti contributi (Napolitano, Macaluso,
Tortorella, Ingrao) ogni tanto
affiori qualche indolore osservazione critica. E anche una rivelazione. La fa il socialista
Claudio Signorile: se Aldo Moro non fosse stato assassinato
dalle Br, esisteva un accordo
per successivamente fare entrare ministri comunisti al governo. Ma l’ immagine più nuova, toccante, inedita riguarda la
riunione della Direzione Pci del
5 giugno ’84: una telecamera
del partito riprende i momenti
che precedono l’inizio dei lavori, in quei tempi avvolti nel mistero. Si vede un Berlinguer solo, isolato, con lo sguardo nel
vuoto: nessuno lo sapeva ma il
“processo” interno ai suoi errori e alla politica dell’isolamento
moralistico era cominciato.
Due giorni dopo, il suo ultimo
comizio.
Il fondatore del Pd ha
utilizzato per il film anche
filmini del suo archivio
personale per raccontare
la vita di
Enrico Berlinguer
FABIO MARTINI
ROMA
MIMMO FRASSINETU/AGF
N
ei primi tre minuti c’è
(quasi) tutto il film.
Scorrono le facce di
tanti ragazzi di oggi, interpellati su chi sia stato Enrico
Berlinguer e le risposte sono
disarmanti. «Era un commissario!», «così di botta non saprei...», «un politico al soldo
dell’...Ursus», «Berlinguer?
Un politico francese!», «uno di
estrema destra», ,«dovrebbe
essere un senatore a vita...».
Nell’incipit del film «Quando
c’era Berlinguer» scritto, diretto e girato da Walter Veltroni c’è il preannuncio dell’assunto che si scoprirà nelle
due ore successive: certo, viviamo in tempi di memoria
cortissima, ma quasi nessuno
dei ragazzi sa chi sia stato
Berlinguer, anche perché con
la sua morte (era il 1984), di
fatto morì il Pci e col Pci entrò
in crisi un’idea di politica onesta, diversa, la speranza di un
Senza l’assassinio di Moro erano pronti
ministri comunisti nel governo
La rivelazione di Signorile, in un impianto con punte di nostalgia
comunismo buono.
Tesi opinabile, ma il film dedicato al leader più carismatico
della sinistra italiana degli ultimi 50 anni è tante altre cose assieme. Con la voce narrante di
Veltroni, il documentario è anzitutto una carrellata di immagini di eventi dimenticati, talvolta memorabili. In una delle
prime “Tribune politiche” in
bianco e nero, anni Settanta,
compare un Berlinguer giovane, che oltre a ripetere più volte
«diciamo» (ecco chi è stato l’ini-
ziatore di un intercalare mutuato da D’Alema), si rivela subito portatore di un carisma comunicativo davvero originale,
un mix mai più visto, fatto di sobrietà e durezza, riservatezza
personale e nettezza delle posizioni. Sintesi davvero efficace,
letteraria di Lorenzo Jovanotti:
«Un’Italia che non ci sarà più,
con quelle ossa piccole...». C’è
Togliatti che parte per i funerali
di Stalin e il giovane Enrico lo
accompagna alla stazione. Ci
sono le immagini impressio-
nanti della macchina di Berlinguer accortocciata in Bulgaria,
dopo essere stata investita da
un camion, mandato quasi sicuramente con l’intento di uccidere dai compagni di Sofia. E ancora Berlinguer che parla al
Pcus nel gelo dei gerontocrati
sovietici. Eccolo nella campagna per il divorzio, con un generoso commento di Veltroni
(«serra le fila contro Fanfani»),
che glissa sui tentativi del leader del Pci di evitare il referendum. Ci sono le immagini di fol-
le enormi alle feste dell’Unità,
ma anche quelle angosciosissime, quasi insopportabili dell’ultimo comizio, il 7 giugno 1984 a
Padova. Berlinguer perde lucidità, salta qualche parola, si capisce che sta male, la gente applaude, ma lui vuole finire e poco dopo perde conoscenza, per
sempre. Chiosa Veltroni: «Finisce il comizio perché per lui la
politica era una missione».
Film simpatizzante e nostalgico ma non buonista, nel senso
che il regista è controllato: non
12 .Primo Piano
STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
U
CRIMINALITÀ
VITTIME INNOCENTI
Detenuto in semilibertà
Nuovo compagno della Fornari, 43 anni, stava rientrando in carcere a Taranto in quanto soggetto alla semilibertà dopo una condanna per duplice omicidio
Freddatodaikillera3anni
assiemeamammaepatrigno
Taranto, l’ipotesi di una vendetta dietro la sparatoria
Reportage
GUIDO RUOTOLO
INVIATO A PALAGIANO (TARANTO)
anno sparato all’impazzata, in movimento. La
piccola Chevrolet Sparc
si è arrestata schiantandosi contro il guard-rail.
Forse qualcuno della spedizione di
morte poi è sceso e ha finito il lavoro.
Forse chi era alla guida ha provato a
fuggire ingranando la retromarcia.
Forse, perché la dinamica è ancora
tutta da scrivere.
Mimmo, che non aveva ancora tre
anni, è stato ucciso come se si fosse
trattato di un killer spietato. Neppure
tre anni. Ucciso per errore con la
mamma e il suo compagno, loro sì ambedue possibili bersagli della follia be-
H
Sembrava un incidente
Quando i carabinieri sono arrivati sembrava
fosse un incidente stradale: l’auto adagiata
sul guard rail e dentro, sul sedile posteriore, due bambini
di 6 e 7 anni che non riuscivano neanche a parlare
stiale. Gli unici graziati sono stati i due
fratellini, Mauro e Davide, sei e sette
anni, che si trovavano seduti dietro.
I primi soccorritori, una coppia che
ha visto l’auto bloccata di traverso sulla
strada, hanno aperto la portiera pensando di trovare gli occupanti traumatizzati per l’incidente e invece si sono ritrovati i due piccoli rannicchiati dietro
e i tre corpi senza vita e insanguinati
davanti. I superstiti piangevano, singhiozzavano. All’equipaggio del 118 di
Castellaneta, appena arrivato sul posto, il più grande dei due orfani ha ripetuto: «La mamma è svenuta...». Il rumore assordante dei colpi, le urla, il
sangue. Più tardi alla zia che li ospita il
più piccolo ha ricostruito: «Io ho fatto
finta di essere morto per non vedere...».
Il più grande: «Io sono uscito, pensavo
che la mamma fosse svenuta».
Gli psicologi avranno molto da lavorare. Lo choc è stato tremendo. Forse
dai loro ricordi gli investigatori potranno ricavare qualche spunto utile alle indagini. Forse.
SI chiamava come il padre
Il piccolo di tre anni ucciso
insieme alla madre portava
lo stesso nome del padre, ucciso in un altro agguato nel 2011
È successo tutto l’altra sera, alle nove e mezzo, sulla Statale jonica che da
Taranto arriva alla punta dello Stivale.
Allo svincolo di Palagianello. L’auto con
Carla Maria Fornari alla guida, la mamma dei tre bambini, Cosimo Orlando ac-
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
un polmone di verde. E in lontananza,
tra le foglie degli alberi, si intravedono i
faccioni di Falcone e Borsellino. Sorridevano anche loro, come sorrideva
Mimmo in quella foto che lo ritrae insieme alla mamma e al suo compagno. Il
sindaco di Palagiano Gaetano Tarasco è
Il primo marito di lei fu ucciso scosso. Involontariamente prova a tracLa mamma trentenne nel giorno del ciare una linea di difesa , come se fosse
suo matrimonio (era il 2010) lui il colpevole di tutto questo: «La doncon Domenico Petruzzelli, padre dei na non aveva chiesto assistenza ai servisuoi figli: l’uomo fu ucciso nel 2011, zi sociali né per sé né per i suoi tre figli».
quando lei era incinta di Domenico
La donna, vedova di mafia, a sua volta vittima. Mafia forse è una parola
troppo impegnativa. Stiamo in realtà
canto, che aveva in braccio il piccolo parlando di clan malavitosi che fanno
Mimmo mentre gli altri due fratelli era- spaccio di droga ed estorsioni nelle
no seduti dietro, stava dirigendosi ver- campagne (con il taglio delle viti). Racso il carcere di Taranto, dove l’uomo do- conta l’ex sindaco Rocco Ressa: «Palaveva rientrare entro le dieci di sera, tro- giano è un paesone agricolo che negli
vandosi da pochi mesi (da ottobre) in anni Ottanta ha dato la manovalanza a
regime di semilibertà.
gruppi criminali di Massafra e Taranto.
Povero Mimmo. Vittima innocente Poi sono arrivati gli arresti e le retate
come lo era Cocò, anche lui tre anni, uc- ma i posti lasciati liberi sono stati occuciso e poi bruciato a Cassano allo Jonio, pati da nuove leve di malavitosi. I detegiusto due mesi fa insieme al nonno e nuti ora sono tornati liberi e rivendicaalla sua compagna. Ma Mimmo ricorda no le loro antiche posizioni.
anche un altro raNel ’98, Cosimo
gazzino sfortunato
UNA FAMIGLIA DISTRUTTA Orlando elimina due
che di anni ne aveva
spacIl padre dei bambini giovanissimi
sette. Il piccolo Niciatori di Castellafu ucciso nel 2011. La moglie neta. Una volta archolas Green, che
una sera di vent’an- testimoniò contro gli assassini restato e poi conni fa, il primo ottodannato passa trebre del ’94 dormiva
LE INDAGINI dici anni in carcere
sdraiato dietro l’audi uscire, nelL’uomo stava cercando prima
to che guidava il pal’ottobre scorso, in
di accrescere il suo potere regime di semiliberdre. Una famigliola
nello spaccio di droga tà. La compagna,
americana in vacanza. Scambiata
uccisa anche lei l’alda due rapinatori per la macchina di un tra sera, era la vedova di un malavitoso.
rappresentante di gioielli. Aprirono il E lei è stata a tutti gli effetti una testifuoco per fare accostare l’auto, ucci- mone di giustizia. Ha fatto condannare i
dendo il piccolo Nicholas.
sicari di suo marito. Una sua sorella è
Mimmo ha pagato con la vita lo sta- sposata con il figlio del boss di Palagiare in braccio al probabile bersaglio no, Carmelo Putignano, ergastolano.
della spedizione di morte, Cosimo OrDiverse le ipotesi su mandanti, eselando. E chi ha sparato ha colpito an- cutori e movente della strage. Abbache la compagna di Cosimo, Carla Ma- stanza definito, invece, lo scenario denria Fornari. Ha gli occhi rossi Catia, tro cui nasce la mattanza. Cosimo Orche conosceva la donna da quando an- lando voleva diventare capo dell’ex clan
davano insieme all’asilo: «Da poco era Putignano, e aveva rivendicato un ruolo
tornata a sorridere...».
nello spaccio di droga e nelle estorsioni.
A pochi metri dal palazzo doveva vi- I killer però hanno spento il sorriso anveva Carla Maria con i suoi tre figli, c’è che del piccolo Mimmo, e di sua madre.
il caso
FRANCESCO LA LICATA
ROMA
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
successo, è successo tante
volte: in Campania, in Puglia,
in Calabria e in Sicilia, dove
da secoli si tramanda il falso mito
(mafioso) dell’intoccabilità di donne e bambini.
La memoria collettiva italica è
corta, cortissima e così fingiamo
sempre di esser colti di sorpresa,
di rimanere senza parole di fronte
a un Domenico, assassinato a 4
anni, come fosse un vecchio delinquente. Svaniscono i brutti ricordi, preferiamo rimuovere - forse per l’enorme peso che le nostre
coscienze non riescono a reggere.
Chi ricorda più Annalisa Duran-
È
IL FINTO SDEGNO
Il paese davanti alla strage
Il fratellino sotto choc in ospedale
“Ditemi come sta Domenico”
Il dolore delle maestre
“Ogni volta tutti
gridano allo scandalo
e nessuno fa niente”
Il piccolo
Domenico
«Mimmo»
Petruzzelli
durante i lavori
di ristrutturazione di casa
MARIA CORBI
ROMA
«Adesso dobbiamo difenderli». Dai
terribili ricordi della mattanza in cui
sono morti la mamma e il fratellino,
Domenico, tre anni. Da un destino di
odio e di vendetta. Da una terra che
non offre molto. Da un destino che fino
ad oggi è stato patrigno. Laura Gioia,
la preside della scuola elementare Giovanni XXXIII parla a fatica, racconta i
suoi due alunni insieme alle loro maestre, Gianna e Domenica. Mauro, 8 anni, della 3a B e Davide, 6 anni della 1a C.
«Bambini molto capaci che se fossero
seguiti potrebbero dare grandi soddisfazioni nello studio».
Gianna, la maestra del più grande
dice che è un bambino sveglio, intelligente con comportamenti che a volte
sembrano dettati da una vita complicata. A volte spavaldo, in cerca di una
identità come tutti i bambini della sua
età. A volte scontroso, molto curioso,
che si prendeva cura dei due più piccoli. Era molto attento con Domenico e
anche adesso, in ospedale, sotto choc,
chiede di lui. Mauro, solo sei anni, affettuoso, alla continua ricerca di coccole. Si abbracciava la sua maestra Domenica e voleva stare accanto a lei, vicino alla cattedra.
«Ora dobbiamo pensare a Mauro e
Davide», dice Laura Gioia. E non solo.
«Ogni giorno qui c’è da fare, ci sono situazioni al limite della immaginazione
perché il degrado è tanto, c’è bisogno
che le istituzioni siano veramente presenti».
La mamma, Carla Maria Fornari,
solo 30 anni, li amava moltissimo e li
seguiva come poteva. «Veniva sempre
a prenderli e quando non poteva c’era
lo zio, anche la nonna», ricordano a
scuola. A Palagiano tutti conoscono la
storia di questa donna. Ma non è un caso unico. «Qui c’è un degrado morale e
sociale allucinante», spiega la preside». I servizi sociali «dovranno rimboccarsi le maniche e lavorare seriamente», dice la preside. «La madre
non aveva mai chiesto aiuto», spiegano
a scuola. E certamente nessuno lo ha
mai offerto. L’assurdo, il degrado, che
diventano normalità. Come la convivenza con il pericolo. La mamma di
Mauro, Domenico e Davide si occupava di loro, li portava a scuola, li accudiva. E questo bastava. A nessuno è venuto in mente di monitorare la sicurezza di questi tre bambini. Di accertarsi
che la casa della madre fosse un luogo
adatto, che la vicinanza con il suo compagno opportuna. «Ogni volta che succede un fatto come questo - dice una
impiegata della scuola - tutti gridano
allo scandalo e poi nessuno fa niente».
La casa dei tre fratelli Petruzzelli è
di fronte alla scuola. Il piccolo Domenico spesso faceva due passi con la mamma per accompagnare Mauro e Davide
all’ingresso. Voleva andarci anche lui,
diventare grande. Un sogno spezzato
dalla mano di un killer.
“Non si toccano i bimbi”
Il falso mito della criminalità
infranto fin dal Dopoguerra
fucilate all’inizio degli Anni 60,
nelle campagne di Tommaso Natale, borgata palermitana ad alta
densità mafiosa. Fu vendetta, conseguenza della faida fra le famiglie
Riccobono e Cracolici.
È in parte vero, però, che una volta si nutriva più attenzione per l’incolumità dei piccoli e delle donne.
Cautele che venivano meno se incombeva una «necessità assoluta».
I vecchi ricordano quando si «raccomandava» ai killer di uccidere
lontano dagli occhi dei familiari. Ma
se le vittime designate si ostinavano ad andare in giro coi bambini aggrappati al collo, come scudi umani,
allora si decideva per le maniere
spicce. Con inusitata ferocia fu ucciso a 11 anni il piccolo Claudio Domino (un colpo in mezzo alla fronte)
«colpevole» di aver visto ciò che
non doveva. La mafia, preoccupata
per la sicura perdita di consenso
popolare, si dissociò pubblicamente da quel delitto e venne persino
letto un comunicato durante una
delle udienze del maxiprocesso. La
vicenda non è mai stata completamente chiarita.
Anche la recente storia siciliana
è zeppa di episodi che smentiscono
le buone intenzioni di Cosa nostra e
sarebbe impossibile raccontare
tutte le storie terribili avvenute
nell’Isola. Una cosa sembra abbastanza dimostrata: a scorrere la lista delle vittime risalta agli occhi
come il nostro non sia un Paese per
bambini, né per donne. Se ne avrà
certezza sabato prossimo, a Latina,
quando - celebrando la Giornata
della Memoria promossa da Libera
- verranno letti i novecento nomi
delle vittime innocenti delle mafie.
Il giorno precedente, per la prima
volta, i familiari dei caduti di mafia
incontreranno Papa Francesco.
Tutto ciò dovrebbe far riflettere
quei laboriosi commercianti palermitani che, l’altro ieri, al passaggio
del funerale del boss Giuseppe Di
Giacomo, in segno di rispetto, hanno abbassato le saracinesche.
Appena due mesi fa in Calabria morì il piccolo Cocò
Gli altri episodi
11 marzo 1948
27 marzo 2004
Il giorno dopo fu ucciso con un’iniezione
d’aria dal capomafia Michele Navarra.
camorra. I killer volevano colpire un boss,
poi freddato in un agguato nel 2007.
12 novembre 2000
19 gennaio 2014
Chi vive nelle terre di mafia Giuseppe Letizia
Annalisa Durante
spesso ripete: «Non era mai 1 A 13 anni assistette all’omicidio del 1 Aveva 14 anni quando fu uccisa in
successo», ma sa che non è così sindacalista Placido Rizzotto (nella foto). uno scontro a fuoco fra due fazioni della
te? Era un’adolescente di Forcella, Napoli, abbattuta a revolverate - esattamente dieci anni fa - solo perché si trovava nella stessa
stanza dove si combatteva una
guerra di camorra. Nel suo diario
aveva scritto: «Vorrei fuggire, a
Napoli ho paura». E il piccolissimo Nunzio Pancali? Due anni, figlio del rione Sanità, stava in
braccio alla zia quando fu colpito
dal piombo dei killer che volevano
la morte del padre. E così Gioacchino Costanzo, due anni, assassinato nel 1995 e Valentina Terracciano, due anni, «giustiziata»
a Pollena, nel negozio dello zio.
Una strage degli innocenti: Rosa
Visone, 16 anni, rimasta a terra
Primo Piano .13
.
Valentina Terracciano
Nicola Campolongo
1 La bimba di due anni morì durante
1 Il piccolo Cocò aveva tre anni quan-
una sparatoria davanti al negozio di fiori dello zio a Pollena Trocchio, in provincia di Napoli.
do fu assassinato nelle campagne di
Cassano allo Jonio insieme al nonno con
il quale viveva.
dopo uno scontro a fuoco tra camorristi e poliziotti l’8 novembre
del 1986, a Torre Annunziata.
Anche la Calabria non si è risparmiata: Nicola Campolongo, tre anni,
bruciato insieme col nonno nel gennaio di quest’anno. Era coetaneo di
Andrea Savoca, che nel 1991 morì tra
le braccia del padre, colpito dai proiettili a quello destinati. E Domenico
Gabriele? Pochi ricorderanno quel
nome. Forse il soprannome può aiutare la memoria: lo chiamavano Dodò e fu falciato dal fuoco delle ‘ndrine
mentre correva in un campo di calcetto a Crotone. Cadde senza essersi
accorto che era il padre il bersaglio
degli assassini scatenati.
L’elenco potrebbe allungarsi a
dismisura. Anche quello dei siciliani che, a sentire le favole mafiose, avrebbero dovuto esser protetti dalla loro età. «Le donne e i bambini non si toccano» recita la legge
fasulla di Cosa nostra. Ma la mafia, si sa, predica bene e razzola
male. Lo sanno bene i familiari del
piccolo Giuseppe Letizia, il pastorello che, nel 1948, vide Luciano
Liggio assassinare il sindacalista
Placido Rizzotto e gettarlo nella
foiba di Roccabusambra, a Corleone. Per zittirlo, fu portato in ospedale e ucciso, con una iniezione
d’aria, dal direttore sanitario e capomafia, Michele Navarra. Paolino Riccobono, invece, fu ucciso a
14 .Primo Piano
STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
IL FENOMENO «NEET»
La percentuale di ragazzi
che non studia e non ha impiego
è schizzata al 21,1 per cento
1.100 euro. A concorrere a questa riduzione sono vari fattori ma il principale è il deterioramento del mercato del lavoro (meno posti e peggio
pagati) per tutte le fasce della popolazione; sono state colpite tutte le
fasce della popolazione ma più di
tutti hanno patito i giovani. Fra il
2007 e il 2010 il tasso di povertà tra i
giovani (18-25 anni) in Italia è aumentato di tre punti percentuali,
arrivando al 15,4%, e quello degli under 18 di due punti percentuali toccando il 17,8%. La percentuale di sedici-venticinquenni che non vanno
a scuola, non lavorano e non seguono corsi di formazione (i cosiddetti
«neet») è schizzata al 21,1%, cinque
punti percentuali in più del 2007.
Oltre alle difficoltà del lavoro per
i giovani ad avere un impatto importante sulla vita delle persone è
anche la «debole protezione per chi
ha problemi lavorativi»: nel 2011, il
13,2% ha dichiarato di non potersi
permettere di comprare cibo a suf-
20
21,4
25
PERCENTUALE DI GIOVANI DI 15-24 ANNI
NON OCCUPATI E NON INSERITI
IN PERCORSI DI STUDIO O FORMAZIONE
(tasso NEET) ALLA FINE DEL 2007
E DEL 2012
21,1
19,6
18,5
16,7
15,3
15,1
15,0
13,9
13,7
13,5
13,2
12,6
12,2
12,2
11,2
10,5
10,0
9,6
9,1
8,4
7,6
7,2
6,9
6,7
6,2
6,0
5,9
5,9
Fonte: elaborazione
La Stampa
su dati OCSE
15
10
4,6
A
rrivano ancora cattive
notizie per l’economia
italiana, stavolta la
fonte è l’Ocse: l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo ci dice che
le famiglie italiane sono sempre più
povere. Però si tratta di notizie a
consuntivo, cioè che riguardano il
passato non recentissimo (gli anni
fra il 2007 e il 2012) e non tengono
conto dell’avvio della ripresa negli
ultimi mesi.
Per adesso facciamo i conti con la
recessione. Secondo il rapporto annuale Ocse sugli indicatori sociali, il
reddito medio delle famiglie nel nostro Paese ha subìto una diminuzione di circa 2.400 euro dal 2007 (l’anno prima dell’inizio della crisi) al
2012. Nell’Eurozona è una delle batoste più forti, perché la media dei
Paesi è stata una contrazione di
30
5
0
Grecia
Turchia
ITALIA
Messico
Spagna
Slovacchia
Irlanda
Portogallo
Ungheria
Stati Uniti
Belgio
N. Zelanda
Regno Unito
Francia
OCSE
Polonia
Australia
Estonia
Lussemburgo
Slovenia
Canada
Rep. Ceca
Finlandia
Germania
Svezia
Giappone
Norvegia
Austria
Svizzera
Islanda
Danimarca
Olanda
LUIGI GRASSIA
27,4
26,7
gg Dossier/Le sfide della crisi
L’Ocse: redditi polverizzati
In 5 anni -2400 euro a famiglia
La perdita media in Europa è meno della metà. Povertà record fra i giovani (15,4%)
ficienza (contro il 9,5% nel 2007) e il
7,2% di aver rinunciato a far ricorso
a delle cure mediche per motivi economici. Secondo l’Ocse l’Italia è arrivata alla crisi finanziaria «con un
sistema di previdenza sociale scarsamente preparato» al boom di povertà e disoccupazione. Tuttavia potrebbero esserci novità positive in
vista: «Le recenti proposte di riforma del mercato del lavoro e l’estensione del sistema di previdenza sociale rappresentano degli impor-
tanti passi nella giusta direzione».
Comunque secondo l’Ocse la povertà e la disoccupazione sono troppo incancrenite e la debole ripresa
economica in atto non basterà a invertire la tendenza: «Agli sforzi per
una crescita economica solida e duratura - prosegue il rapporto - occorre affiancare investimenti per un sistema di protezione sociale più efficace che permetta di evitare che le
difficoltà economiche diventino sempre più radicate nella società».
Come trovare un posto dignitoso
Fonte: UnioncamereMinistero del Lavoro,
Sistema Informativo
Excelsior
Entrate v.a.
Centimetri
LA STAMPA
Il libro
MILANO
Il saggio da cui
è tratto
il brano che
pubblichiamo
Tasso di entrata %
2013
2017
1.191.900
1.430.100
5,5
6,7
Dipendenti privati
945.300
1.086.700
7,1
8,1
Indipendenti
214.100
282.800
4,2
5,6
32.500
60.700
1,1
2,1
TOTALE
Gli oltre ottomila sportelli pubblici e
privati dovranno essere rafforzati,
per accompagnare le persone alla ricerca di un nuovo lavoro. Gli ammortizzatori sociali saranno sempre più
attivi e non passivi. La rete poggerà
sulla capacità di offrire un’opportunità a tutti. Per questo la Garanzia giovani, appena partita, sarà la prova generale della capacità di realizzare efficaci politiche del lavoro. Ma la guerra
si vincerà, ed è la terza chiave per affrontare il futuro, sulle nuove competenze. Non solo la formazione tornerà
prezzi e delle tariffe, solo in parte recepita dai dati ufficiali dell’inflazione.
E questo è cominciato da prima della
crisi, con la conversione lira/euro: «Il
progressivo impoverimento dura dal
2002, anno in cui è raddoppiato il costo del carrello della spesa, ed è ininterrottamente proseguito per 12 anni
per colpa del continuo aumento di
imposte e tariffe, senza alcun rispetto del criterio della capacità contributiva, mentre stipendi e pensioni
venivano congelati».
Entrate in complesso nel mondo del lavoro previste nel periodo 2013-2017
WALTER PASSERINI
I
L’Ocse ritiene necessario che in
Italia si introducano il sussidio di disoccupazione universale e sul reddito minimo garantito. «Una delle priorità per il Paese è garantire, assicurare supporto ai gruppi più vulnerabili.
Da lungo tempo, si dibatte in Italia di
un sussidio di disoccupazione universale e di reddito minimo garantito».
L’associazione di consumatori Codacons mette il dito in un’altra piaga:
non solo i redditi sono diminuiti ma
c’è stata anche una folle corsa dei
UN MILIONE E MEZZO DI POSTI
Le sette chiavi
del futuro
dell’occupazione
l lavoro è la prima preoccupazione degli italiani, che vedranno
peggiorare la loro situazione. Poi
da settembre la ruota dovrebbe girare. Intanto, mentre il Jobs act proposto da Matteo Renzi fa il suo corso, è necessario prepararsi, per affrontare al meglio «la guerra del lavoro». Sono sette i rimedi possibili
per costruire un progetto lavorativo.
Innanzitutto è necessario prendere
atto che le culture del lavoro stanno
cambiando. Il futuro del lavoro sarà
sempre più orientato al lavoro indipendente. Il mix tra lavoro dipendente e lavoro intraprendente sta
cambiando. La propensione al lavoro autonomo, professionale, imprenditoriale degli italiani sta crescendo,
come dimostrano la natalità di nuove imprese, il neo-artigianato e lo
sviluppo di cooperative e di imprese
sociali. Più che di “dipendenti” c’è
bisogno di “intraprendenti”. In secondo luogo si sta sviluppando la
nuova rete dei servizi all’impiego. Il
diritto al lavoro del futuro sarà sempre più diritto ai servizi per il lavoro.
ANTONELLA DI GIROLAMO /BUENAVISTA
Sono sempre di più le famiglie in difficoltà con la spesa
Dipendenti pubblici
ad essere l’ascensore sociale che porta ai piani alti dell’occupazione, ma
nasceranno nuove fabbriche delle conoscenze, pubbliche e private. Le tecnologie avranno un ruolo decisivo anche per la formazione on line e a distanza. E al canale universitario si affiancherà finalmente un nuovo canale
post diploma, che potrà incontrare
più agevolmente la domanda delle imprese. Formazione continua e miglioramento delle competenze degli adulti, così impietosamente messe in luce
dalle ultime ricerche dell’Ocse, saranno la base delle tre “elle”, quel “long
life learning” necessario alla competitività delle imprese. La quarta chiave
è rendere più elevate le buste paga dei
lavoratori e ridurre il costo del lavoro.
Si è visto che gli incentivi temporanei
non aiutano le imprese a decollare. E’
necessaria una battaglia più coraggiosa sul cuneo fiscale. Dando ossigeno a
chi lavora, come succederà con il bo-
2013
nus da 10 miliardi per 10 milioni lavoratori sotto i 25mila euro, ma sgravando le imprese dalla mannaia contributiva e fiscale, che impedisce loro di
crescere. Il quinto rimedio è quello
della creazione di lavoro, il nuovo imperativo morale ed economico delle
classi dirigenti. Da un lato occorre individuare i settori economici su cui
puntare, dalla meccanica di eccellenza alle energie sostenibili, dall’agroalimentare alla cultura, dal turismo
alla cura del territorio, dal web ai green job che danno opportunità a tre milioni di persone. Serve una nuova politica industriale, ma anche l’individuazione a livello territoriale dei giacimenti occupazionali possibili, che sono numerosi. Il sesto rimedio è la creazione della rete dei servizi per mettersi in proprio, che assecondi la propensione degli italiani ad aprire un’attività, ad aprire bottega. E’ vero che in
questi ultimi anni hanno chiuso molte
2017
aziende, soprattutto di piccole dimensioni, ma la vitalità imprenditoriale
nel nostro paese è un carburante prezioso. Ne sono un esempio i tanti artigiani digitali, che uniscono tradizione
e innovazione; i milioni di giovani e
adulti che operano nel Terzo settore,
dalle cooperative al non profit; le start
up formate da tecnici che sono le nuove vestali della creatività italiana nel
mondo. Infine, ed è la settima chiave
per aprire le porte del futuro, vanno
riscoperti mestieri un po’ appannati
nell’immaginario degli italiani. Si
tratta di professioni tecniche aziendali, come il project manager, ma anche
il manutentore, il progettista, i conduttori di macchine; e si tratta di
385mila posti nell’artigianato tradizionale, che risulteranno scoperti per
i raggiunti limiti di età degli attuali titolari. Si tratta, infine, di professioni
manuali bistrattate che gli italiani non
vogliono più fare.
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
Primo Piano .15
.
g
“Il lavoro c’è: noi l’abbiamo trovato a casa”
Giovani creativi crescono. Portare l’attività tra le mure domestiche è una scelta sempre più diffusa: i costi scendono
e la possibilità di condividere idee, progetti e difficoltà aumenta. Alla fine, non si tratta solo di una scelta di ripiego
CATERINA CLERICI
MANUELA MESSINA
I
l computer in salotto e le pantofole sotto la
scrivania. Che lo si chiami “lavoro agile” o
smart working, fare della casa il proprio ufficio
è una scelta sempre più comune. Tra i giovani
creativi - grafici, video maker e illustratori ma anche fra gli startupper e i piccoli imprenditori.
I vantaggi? Si risparmia, è una scelta green e consente di non rinunciare alla famiglia (o alle proprie
abitudini ) per la carriera. E se il rischio è quello di non
riuscire a staccare la spina, l’home working pone anche
un’altra sfida. Creare relazioni solide nel mondo virtuale, dove le opportunità di lavoro e i contatti sono alla
portata di tutti, ma svaniscono con un clic.
Valle d’Aosta
Foto e storie su
www.lastampa.it
Federica Goria
Francesco Di Candio e Lorenza Seddu
“Organizzo vendite promozionali
e posso fare al meglio la mamma”
“Stiro in ufficio, disegno in cucina
Però invento il Made in Italy”
ederica Goria (35 anni, di Torino) non ha preso a cuor leggero la
decisione di lasciare il posto fisso in una società di informatica.
Non fosse che, nel 2009, è diventata mamma di Arianna, mestiere
che richiede tempo. Così, per non rinunciare alla carriera e realizzare il
sogno di diventare imprenditrice, fonda CraCra Kids, un portale di
flash sales. «Un termine intraducibile in italiano», ammette: si tratta
vendite promozionali temporanee di prodotti green per mamme e
bambini. Nata meno di un anno fa come start up, la società si appoggia
al Politecnico di Torino. «Un paio di volte a settimana uso gli spazi del
Politecnico per incontrare altri imprenditori e scambiare idee con loro.
Mi mancano un po’ le chiacchiere alla macchinettà del caffè». E i clienti
virtuali? “Sono entrata in contatto con tante mamme digital. Dato che
l’azienda è ancora piccola, riesco a fornire un servizio quasi personalizzato. Imparo molto anche io , come venditrice e come mamma».
F
F
Damiano Groppi e Helenio Barbetta
Francesca Mitolo
“Il pc portatile è di fronte al forno
È questo il prezzo della libertà”
“I miei clienti apprezzano molto
l’atmosfera del negozio casalingo”
D
F
rancesco Di Candio (28 anni, di Pisa ) e Lorenza Seddu (23 anni, di
Torino), entrambi di scuola Istituto europeo di design, hanno
aperto due anni fa lo studio Factory design concept nel salotto
torinese di Francesco. Home worker da anni, salvo qualche esperienza
come grafico (tra gli altri, da Grom), prima di espandersi in salotto
aveva stabilito il quartier generale in camera. «Stiro in ufficio, lavoro in
cucina… non stacco mai. Almeno oggi non c’è roba stesa». I due disegnano di tutto: gioielli, ristoranti, magliette, set di matrimoni. Davanti
alla possibilità di andare fuori dall’Italia a lavorare, hanno deciso di
restare e creare quel Made in Italy in cui credono: «All’estero è molto
più facile, c’è la possibilità di migliorare, qui cerchiamo di sopravvivere.
Ci siamo messi un po’ di cerotti». A sentire Francesco Factory design
concept resterà in soggiorno ancora per un po’: «Sogno di cacciare
l’altro coinquilino e fare un coworking casalingo».
LE FOTO SONO DI CATERINA CLERICI
amiano Groppi (30 anni, di San Fiorano) vive e lavora nella casa
che condivide con Helenio Barbetta, fotografo di interni e home
worker, a Milano. Illustratore, ha lavorato in alcune agenzie
prima di licenziarsi e diventare home worker. Collabora con riviste,
case editrici e maison di moda. La scelta di lavorare a casa è stata
economica quanto pratica: aveva bisogno di spazio per acquerelli e
tavole, oltre al computer, e non riusciva a lavorare con altre persone. Il
soggiorno è diviso a metà da una porta scorrevole, per separare la zona
di lavoro dallo spazio abitativo. La porta però non è mai chiusa - anzi,
un portatile troneggia sul divano e un monitor è riuscito a farsi largo
fino al ripiano della cucina, davanti al forno. «Mi piace lavorare in casa,
anche se non stacchi mai del tutto». Damiano non si concede nemmeno
la passeggiata mattutina con il cane: lo porta fuori Helenio, l’effettivo
proprietario. «L’altro grande depresso è il cane, che non esce mai».
rancesca Mitolo, (36 anni, di Torino) è fashion designer: pensa,
tagliuzza e ricuce nel suo atelier casalingo torinese, affacciato da
un lato sulla Mole e dall’altro sulla sartoria del Teatro Gobetti.
Diplomata in moda e costume, ha lavorato come consulente per aziende
di moda spagnole, prima in Spagna e poi per via telematica dall’Italia,
dov’è rientrata quando la crisi ha iniziato a farsi sentire. Così la svolta:
lavorando da casa ha iniziato a creare il suo marchio d’abbigliamento.
Nel giugno 2013 è nato TeeShare, linea di maglie in numero limitato
cucite in laboratori etici e sociali e personalizzate da artigiani e artisti,
anche di fama internazionale. Parte del ricavato va all’Associazione
donatori midollo osseo, portando l’idea della condivisione – ecco perché
TeeShare – dalla produzione alla vendita (online). «Alle persone che
vengono qui perché sono interessate alle magliette offro un caffè, facciamo due chiacchiere. Piace molto l’idea che io non abbia un negozio».
Offerta choc
“Assumiamo
due laureati
a zero euro”
STEFANO SERGI
AOSTA
La Valle d’Aosta vuole spazzare via
con decisione la piaga del posto sottopagato. In che modo? Non pagandolo per niente. L’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente, ha pubblicato un avviso di selezione per «il conferimento di incarichi di collaborazione a titolo gratuito per l’espletamento di attività di
“fundraising”», ossia di ricerca di finanziamenti per l’ente stesso. Il termine per presentare le domande scade oggi a mezzogiorno e chissà se ci
sarà la corsa a portare i curriculum
perchè l’agenzia regionale, oltre a
sottolineare il fatto che non vuole
sborsare neppure un euro per ricompensare il lavoro svolto, specifica che
«nessun compenso sarà erogato neppure sotto forma di rimborso spese».
E non è che si accontenti di candidati
qualunque: i requisiti per l’ammissione prevedono la laurea magistrale
in discipline tecnico-scientifiche o
politiche ed economico-gestionali.
Non solo: l’Arpa ti dà il lavoro gratis
soltanto se hai avuto un po’ di esperienze formative e gestionali, come
«partecipazione e gestione di progetti nazionali e/o internazionali di ricerca, di cooperazione e di formazione inerenti problematiche ambientali con particolare riferimento ai temi
di competenza dell’agenzia», cioè
qualità dell’aria, amianto, energia,
radioattività, inquinamento, effetti
dei cambiamenti climatici. Serve poi
la buona conoscenza di inglese e
francese. E il compito? Semplice:
«Rassegna ragionata delle modalità
usuali di finanziamento della ricerca,
cooperazione e formazione scientifica applicate ai temi ambientali»,
«definizione di un piano di relazioni e
networking con enti, università e
centri di ricerca nazionali e internazionali», «supporto all’eventuale presentazione di specifici progetti per il
finanziamento e l’avvio di iniziative
di ricerca» eccetera eccetera. Il tutto
condito, al termine dell’incarico, da
«un rapporto tecnico» sempre a cura
del collaboratore-missionario.
I succulenti posti in palio sono
due. Nel dubbio che il fortunato riesca, in quei due anni, a trovare una
qualche forma di introito per sbarcare il lunario, deve però fare attenzione «a non assumere incarichi che siano in qualsiasi modo in contrasto o
incompatibili con l’attività dell’agenzia», pena un doloroso licenziamento
in tronco.
La sede di lavoro è a Saint-Christophe, a due passi da Aosta. L’Arpa,
bontà sua, mette a disposizione del
lavoratore-missionario una scrivania dotata di sedia, un telefono funzionante, un pc connesso a Internet.
Giovanni Agnesod, il direttore generale, spiega che «sì, è la prima volta
che facciamo una cosa del genere,
una collaborazione gratuita. Abbiamo già avuto proposte in tal senso,
ma stavolta siamo noi a chiederle. In
fondo, per i candidati rappresenta
qualcosa da inserire in un futuro curriculum, un’esperienza di lavoro. Capisco che possa apparire una cosa
strana la collaborazione gratuita, ma
vogliamo fare un esperimento».
16 .Estero
STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
La storia
Interprete
dei sogni
Cartomante
australiana
Astrologa
indiana
Sultan Al Katibi
Amira Ceylon
Sunita Dhingra
Due giorni prima della scomparsa
ho sognato un Boeing simile
a quello della Malaysia Airlines:
era atterrato su una pista
coperta da palme e alberi di cocco
L’aereo si trova in un punto
fra lo Yemen e l’Iran
dopo che qualcosa è andato
molto storto nell’Oceano Indiano
all’altezza delle Maldive
Le stelle erano posizionate male
al decollo da Kuala Lumpur
L’aereo non è distrutto, la gente è viva
Il pilota Shah? Lui è molto debole,
ma il copilota Fariq è forte
MAURIZIO MOLINARI
CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME
I
l volo malese scomparso cambiò rotta perché il computer di
bordo era stato riprogrammato
e ciò aumenta i sospetti sul
coinvolgimento dei piloti o dell’equipaggio. A rivelarlo è il «New
York Times» citando fonti americane
a conoscenza delle indagini in corso,
secondo le quali prima o dopo il decollo da Kuala Lumpur del volo 370
qualcuno inserì la correzione di rotta
nel «Flight Managment System» intervenendo con grande precisione su
un comando posizionato nella cabina
di pilotaggio all’altezza del ginocchio,
nello spazio fra il capitano e l’ufficiale di volo. Ciò significa che la scomparsa dell’aereo dai radar è stata piaIN CERCA DI VISIBILITÀ
Veggenti e cartomanti dicono
la loro: «I passeggeri?
Tutti morti»; «No, sono vivi»
nificata con cura da qualcuno impegnato a realizzare il piano di non dirigersi verso Pechino - destinazione ufficiale del volo - bensì altrove. Le autorità dell’aviazione civile della Thailandia hanno ammesso di aver trovato «con ritardo» i segnali emessi dal
volo 370 sul tracciato radar, arrivando alla conclusione che dopo il cambio di rotta il Boeing invertì la direzione, andando «verso Ovest» con un
brusco cambiamento di quota teso a
sfuggire ai controlli di più Paesi.
Sono elementi che convergono
nell’indicare nei due piloti - o almeno
in uno di loro - i maggiori sospetti anche perché il governo di Pechino ha
affermato di aver eseguito minuziosi
controlli sulle identità dei suoi 154
cittadini a bordo del volo - su un totale di 239 persone - arrivando alla conclusione che «non vi sono indizi di
terrorismo». I servizi di intelligence
di 15 Paesi sono intenti a ricostruire
Malaysia, c’era un piano per sparire
“L’aereo dirottato da mani esperte”
Fonti Usa: il computer di bordo era stato riprogrammato. Sospetti sui piloti
Solidarietà
Il graffito
di un aereo
della Malaysia
Airlines
nel cortile
di una scuola
a Manila,
nelle Filippine
TED ALJIBE/AFP
le vite dei piloti, Zaharie Ahmad Shah
e Fariq Abdul Hamid, e degli altri
membri dell’equipaggio mentre aerei,
navi e satelliti di 26 Paesi sono impegnati a setacciare un’area geografica
FRANCIA, L’ULTIMA MISURA ANTI-CRISI DI HOLLANDE
di 600 mila kmq - l’equivalente dell’Australia - per rintracciare il Boeing.
La difficoltà dell’opera è tale da
spingere veggenti e cartomanti in più
Paesi a cercare facile visibilità assicu-
E’ mancato
Mario Albesano
L’Eliseo “ricicla” il vino
per ridurre le spese
PAOLO LEVI
PARIGI
Tutto conta quando si tratta
di rimettere ordine nel bilancio dello Stato: sembra averlo
capito l’Eliseo, il palazzo presidenziale di Francia, che in
tempi di ristrettezze economiche ha escogitato un sistema per non sprecare nemmeno una goccia delle sue preziose bottiglie di vino. Un ingegnoso sistema di riciclo, che
forse contribuirà a rassicurare i contribuenti francesi e i
guardiani dei vincoli europei a
Bruxelles.
Per non dover gettare le
bottiglie lasciate a metà durante i ricevimenti, il sommelier di François Hollande si è
dotato di tappi speciali che
permettono di conservare il
contenuto fino al banchetto
successivo. L’obiettivo è ridurre le spese di palazzo a 100
milioni di euro entro il 2015
contro gli attuali 101 milioni,
tra ulteriori tagli al personale
e altre spese di funzionamento. Secondo il deputato René
Dosiere, l’Eliseo spende in vino circa 250.000 euro l’anno,
ma il dato è destinato a diminuire. A maggio, Hollande ha
messo all’asta 1.200 bottiglie
pregiate, equivalenti a un decimo della sua cantina, per sostituirle con vini meno costosi. Ma nel mirino ci sono anche gli spostamenti all’estero
del presidente e del suo seguito, con hotel meno lussuosi,
delegazioni meno numerose,
L’annunciano la moglie Nella; il iglio
Massimo con Silvana e Giorgia. Veglia
di Preghiera mercoledì 19 alle ore 19
nella cappella di San Giuseppe via
Oropa, 68/I. Funerali giovedì 20 alle
ore 9,15 nella chiesa di Santa Croce
piazza Fontanesi, Torino. Indi la cara
salma proseguirà per il Cimitero di Dogliani (CN). La presente è partecipazione e ringraziamento.
– Torino, 17 marzo 2014
Renato Ambrosio e Stefano Commodo
partecipano affettuosamente al dolore di Massimo per la scomparsa del
caro PADRE.
E’ mancato ai suoi cari
Aldo Ferdinando Torazza
AFP
François Hollande
viaggi in classe economica. Tra
le altre misure anti-crisi: videoconferenze, riduzione delle auto blu, e supermercati low-cost.
Le spese della presidenza
francese sono già diminuite di
11 milioni di euro rispetto al
2011. Dall’inizio del suo mandato nel maggio del 2012 infatti,
Hollande ha ridotto l’organico
dell’Eliseo da 882 a 836 dipendenti e anche il suo gabinetto è
passato da 52 a 40 componenti.
Nella corsa al risparmio, il presidente sogna anche di far pagare l’affitto ai 62 dipendenti
che risiedono gratuitamente in
un palazzo vicino all’Eliseo. Per
non parlare del taglio legato alle
spese della Première dame,
Valérie Trierweiler, che Hollande ha lasciato lo scorso gennaio
e che rappresentava un costo
medio mensile di circa 20.000
euro. Contro i 60.000 di Carla
Bruni-Sarkozy e gli 80.000 di
Bernadette Chirac.
anni 79
L’annunciano la moglie Carla; i igli
Giancarlo e Marco con rispettive famiglie; parenti tutti. S. Rosario mercoledì
19 ore 20,30 e Funerali giovedì 20 ore
9,45 in chiesa centro storico, Borgaro
Torinese.
– Borgaro T.se, 18 marzo 2014
Cristina Torazza, Franz e Anna Maria
Biancone con Luigi, Paolo e rispettive famiglie ricordano con nostalgia il
cugino ALDO da sempre ammirato per
l’affettuosa sensibilità, l’operosità e lo
spirito di famiglia e sono vicini a Carla,
Giancarlo, Marco.
Partecipano al dolore della famiglia
Torazza per la scomparsa di ALDO i
cugini:
Domenico Verderone
Mario Verderone
Giuseppe, Annarita Verderone
Giovanni Verderone
e famiglie.
rando di poter essere d’aiuto. A Dubai
l’«interprete di sogni» Sultan Al Katbi afferma di «aver fatto un sogno
molto chiaro» nel quale «un aereo simile al Boeing 777 atterrava su una
E’ cristianamente mancato all’affetto dei suoi cari
pista d’asfalto circondata da alberi da
cocco e palme» arrivando così a suggerire che l’aereo malese potrebbe
trovarsi ai Tropici, mentre la cartomante australiana Amira Celon dice
di «sentire» che il Boeing si trova «in
un punto fra lo Yemen e l’Iran» dopo
che «qualcosa è andato molto storto
nell’Oceano Indiano all’altezza delle
Maldive». «I passeggeri non hanno
potuto chiamare o mandare messaggi
perché la distribuzione di ossigeno è
stata disattivata e hanno perso tutti
conoscenza, ora sono in fondo al mare» assicura la cartomante mentre
l’astrologa indiana Sunita Dhigra ritiene che il volo fosse «segnato sin
dall’inizio per la malefica combinazione delle stelle al momento del decollo». E, sulla base della numerologia,
azzarda anche un giudizio sui piloti:
«Ahmad Shah è un debole, facile da
condizionare, mentre Fariq ha un carattere davvero molto forte».
E’ venuto a mancare all’affetto dei
suoi cari
Orazio Beltramo
Aldo Vesco
già insegnante di fotograia
Scuole Tecniche San Carlo
anni 90
Lo annunciano la moglie Anna Maria,
il iglio Riccardo con Donatella, Jacopo
e Lodovico, la iglia Silvia con Virginia
e Francesco, cognati, cugini e parenti
tutti. S. Rosario mercoledì 19 marzo
ore 18,30 e Funerali giovedì 20 marzo ore 10 parrocchia Madonna delle
Rose. La presente è partecipazione e
ringraziamento.
– Torino, 18 marzo 2014
Genta dal 1848 - Torino
Lo piangono le iglie Antonella e Marina, la sorella Lidia, il fratello Mario, la
nipote Elena e i generi Mario e Domenico. Un ringraziamento particolare
a tutto il personale dell’Associazione
FARO. Rosario mercoledì 19 marzo ore
18 presso santuario Gran Madre di
Dio. Funerali giovedì 20 marzo ore 10
presso santuario Gran Madre di Dio.
– Torino, 18 marzo 2014
Paolo partecipa al dolore di Silvia e
famiglia.
La Presidenza, la Direzione, i Consiglieri di Amministrazione e le maestranze
tutte della Società Sadem S.p.A. partecipano al dolore del signor Ettore
Alpignano per l’improvvisa scomparsa
del iglio
Angelo Alpignano
– Torino, 18 Marzo 2014
E’ mancato
Renzo Moietta
Lo annunciano la moglie Mira Paola, i
igli Claudia con Fulvio, Riccardo con
Mara, Allegra, Lorenzo e parenti tutti. Funerali giovedì 20 marzo 2014 in
Monteu da Po alle ore 10,30.
– Torino, 18 marzo 2014
O.F. Arietti - Cavagnolo
Il Presidente del Consiglio di Sorveglianza Giovanni Bazoli, il Presidente
del Consiglio di Gestione Gian Maria
Gros-Pietro, il Consigliere Delegato
Carlo Messina, anche a nome degli altri componenti degli organi collegiali
di Intesa Sanpaolo, partecipano con
profondo cordoglio al lutto di Rossella
Locatelli per la scomparsa della madre
Marisa Ambrosetti
Torino - Milano, 18 marzo 2014
E’ mancata
Maria Zattarin
ved. Brognolo
Lo annunciano la iglia Luciana, Elio,
Simona con Andrea, Gabriele ed
Agnese. Funerali giovedì 20 ore 11,30
parrocchia Gesù Buon Pastore.
– Torino, 17 marzo 2014
anniverSari
1991
2014
Marcella Robba Bassani
L’amore di una mamma. Germana e
Beppe.
Troppo presto ci ha lasciati per raggiungere la sua amata Egles
Giuseppe Lomunno
(Nino)
Lo annunciano la iglia Gabriella il
genero Claudio e l’adorato nipote
Claudio, sorelle, cognati e cognate.
Un ringraziamento particolare ai medici, infermieri e personale Medicina S.
Giovanni ospedale Cottolengo. Grazie
di cuore a Jenny, Johanna e Mirta. Rosario mercoledì ore 19. Funerale giovedì ore 11,30 parrocchia SS. Apostoli
via Togliatti Torino.
– Torino, 18 marzo 2014
Giubileo 011.8181
ORARIO ACCETTAZIONE
NECROLOGIE ED ADESIONI
SPORTELLO
VIA LUGARO 21 - 10126 TORINO
Dal Lunedì al Venerdì 9,00/20,00 (apertura continua)
Sabato ore 9,00/12,30 - 15,00/20,00
Domenica e festivi ore 18,00/20,00 • Tel. 011.6665258
ACQUISIZIONE TELEFONICA ADESIONI (solo privati)
Dal Lunedì al Venerdì 9,00/20,00 • Sabato ore 17,00/20,00
Domenica e festivi 18,00/20,00 • Tel. 011.6548711 - 011.6665280
Il Lotto
ConcorsoN.33-Martedì18marzo2014
Bari
46 4 27 34 62
Cagliari
24 64 67 31 53
Firenze
49 10 8 82 81
Genova
83 87 18 12 42
Milano
49 6 69 2 24
Napoli
5 38 37 39 49
Palermo
18 20 6 72 24
Roma
61 30 4 83 47
Torino
71 11 46 49 12
Venezia
56 4 52 61 5
Nazionale
32 65 89 49 80
SUPERENALOTTO
Combinazione vincente
38 39 46
numerojolly 55
58 66 83
superstar 44
MONTEPREMI 1.534.814,93 €
JACKPOT
7.467.354,06 €
Nessun 6
Nessun 5 +
Ai6 con punti5
38.370,38 €
Ai561 con punti4
424,88 €
Ai21.202 con punti3
22,10 €
10 e LOTTO
Numeri vincenti
4 5 6 10 11 18 20 24 27 30
38 46 49 56 61 64 67 71 83 87
1
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
Onu, allarme effetto serra
“Porterà fame e rivolte”
Il rapporto Ipcc: produzione di cibo in calo, perderemo il 2% del Pil
il caso
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK
C
+25
1400
milioni
miliardi di $
Enti Pubblici Piemonte
S.A.T.A.P. S.p.A.
Via Bonzanigo n. 22 - 10144 Torino
Tel. (011) 43.92.111 -Fax (011) 47.30.321
Avviso di esito della gara
TRONCO A4 03/12/ NL - CIG 4727658ACA
L’intestata Società rende noto che, presso gli uffici della stessa in Torino – Via
Bonzanigo n. 22, è stata esperita la gara TRONCO A4 03/12/NL ed è stato
conseguentemente aggiudicato l’appalto per l’affidamento dei seguenti lavori: Oggetto:
Interventi di ammodernamento e di adeguamento dell’autostrada Torino – Milano
tratta Torino Novara est dalla pk 0+621 alla pk 3+000. Importo iniziale dell’appalto:
€ 23.219.896,66 (esclusa IVA) dei quali € 1.402.585,62 per oneri di sicurezza non
soggetti a ribasso d’asta – Procedura di aggiudicazione: procedura ristretta - Criterio
di aggiudicazione: Prezzo più basso determinato mediante offerta prezzi unitari ai
sensi dell’art. 82 comma 2 lettera b) del D.Lgs. n. 163/06 con modalità di valutazione
dell’anomalia delle offerte ai sensi degli articoli. 86, 87 e 88 D.Lgs n. 163/2006 –
Data di aggiudicazione definitiva: 13/02/2014 – Numero di offerte ricevute: 14
– Impresa aggiudicataria: ATI CONSORZIO STABILE EDILMACO (Mandataria)
– VERARDI S.r.l. (Mandante), Corso Re Umberto n. 8, 10121 Torino (TO), P.IVA
09906930012 (Mandataria), 00160540068 (Mandante), che ha offerto un ribasso del
42,610%. – Importo finale totale dell’appalto: € 13.923.540,43 (esclusa IVA) di cui
€ 1.402.585,62 per oneri di sicurezza.
L’avviso di esito della gara è stato spedito alla Gazzetta Ufficiale delle Comunità
Europee in data 04/03/2014, è in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della
Repubblica Italiana e sul sito Internet www.satapweb.it.
Torino, 19/03/2014
L’Amministratore Delegato - Dott. Ing. Gianni Luciani
AZIENDA MULTISERVIZI IGIENE AMBIENTALE TORINO S.P.A.
L’AMIAT S.p.A., indice le seguenti gare:
* [Rif. PA 2/14] – Fornitura di n. 4 pale gommate. Importo a base di gara € 280.000,00 + IVA;
* [Rif. PA 3/14] – Fornitura di n. 8 veicoli allestiti con attrezzatura atta al trasporto e alla raccolta del
vetro e delle lattine con contenitori da l. 120, l. 240 e l. 360. Importo a base di gara 480.000,00 + IVA;
* [Rif. PA 4/14] – Servizio di facchinaggio e pulizie igieniche e tecniche nello stabilimento AMIAT
TBD, sito in Volpiano (To). Importo a base di gara € 498.491,20 + IVA (compresi costi di sicurezza).
La documentazione delle gare è disponibile sul sito aziendale: www.amiat.it – Sezione “Appalti e Gare”.
I bandi sono stati inviati alla G.U. della Comunità il 03/03/2014.
L’AMMINISTRATORE DELEGATO Ing. Roberto Paterlini
CO.VA.R. 14
Provincia di Torino
ESTRATTO AVVISO DI GARA
PROCEDURA RISTRETTA
L’Associazione d’Ambito per il governo dei rifiuti
(di seguito ATO-R), Consorzio Ambiente Dora Sangone
(di seguito CADOS), Consorzio Valorizzazione Rifiuti 14
(di seguito COVAR 14) - Indirizzo Postale: per ATO-R - Via
Pio VII, n.9, 10135 (TO); per CADOS – Corso Francia,
n. 98, 10098 Rivoli (TO); per COVAR 14 - Via Cagliero,
n. 3I/3L, 10041 Carignano (TO), indice procedura ristretta,
ai sensi degli artt.82, co.2 lett.a) del D.lgs.n.163/2006.
OGGETTO: CONTRATTO DI
PARTENARIATO
PUBBLICO PRIVATO CON CESSIONE DI QUOTE
SOCIETARIE E AFFIDAMENTO IN CONCESSIONE
DI SERVIZI, COSÌ COME MEGLIO DETTAGLIATO
NELLA NOTA ILLUSTRATIVA ALLEGATA AL BANDO,
REPERIBILE SUL SITO INTERNET DELLE STAZIONI
APPALTANTI. PROCEDURA RISRETTA N. 1/2014 C.I.G. 5615410EE9
I concorrenti che intendono partecipare dovranno
presentare, domanda di partecipazione alla gara, in
conformità al modello reperibile sul sito internet delle
stazioni appaltanti. CRITERIO DI AGGIUDICAZIONE:
Possesso dei requisiti di cui al Bando di Gara
pubblicato sui siti delle Stazioni Appaltanti. TERMINE
RICEZIONE DOMANDE: 11/04/2014
ore 16.00.
RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO: Arch. Enrico
IANNONE. L’avviso integrale è pubblicato sui seguenti
siti: ATO-R - Via Pio VII, n.9, 10135 (TO) - CADOS –
Corso Francia, n. 98, 10098 Rivoli (TO) - COVAR
14 in Via Cagliero, 3/I – 10041 Carignano (TO; posta
elettronica:
[email protected],
[email protected]; siti internet: www.atorifiutitorinese.it;
www.cados.it; www.covar14.it.
Carignano, lì 13/03/2014
IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO
Enrico IANNONE
Questi e molti altri avvisi
li puoi trovare anche su internet
Consulta i siti
www.legaleentieaste.it - www.lastampa.it
AUMENTO DEI PREZZI
REHAN KHAN/EPA
Il balzo dei listini
AUMENTO DALLA FINE DEL 2013
71,5%
Maiali 42,5%
Avena
29,1%
Cacao 11,8%
Grano 11,4%
Bestiame 7,8%
Caffè
Zucchero
3,9%
Centimetri - LA STAMPA
onflitti, malattie,
migrazioni, e una
perdita secca del
2% nel valore del Pil
mondiale. Sono gli
effetti devastanti che i cambiamenti climatici potrebbero generare già entro la metà del secolo, se non si comincerà a prendere misure efficaci per prevenirli. Lo dice il nuovo rapporto
Meno cibo
dell’Intergovernmental Panel manda di cibo che invece creIl rapporto
on Climate Change dell’Onu scerà del 14% ogni decennio, fidell’Onu
(Ipcc), che si somma ad un allar- no al 2050. Il risultato ovvio sacalcola che la
me lanciato dal «Wall Street rà la malnutrizione, che colpirà
produttività
Journal», secondo cui i prezzi in particolare i bambini. Lo studei terreni
del cibo sono già aumentati del dio prevede che le persone sotscenderà
3,5% negli Stati Uniti a causa to i cinque anni senza abbastandel 2%
della siccità che sta colpendo za cibo aumenteranno fra 20 e
entro la fine
Stati come California e Texas.
25 milioni, cioè tra il 17 e il 22%
del secolo
L’Ipcc raccoglie decine di rispetto ai livelli attuali.
scienziati autorevoli in tutto il
mondo, e alla fine del mese
pubblicherà il suo secondo rapporto,
molto dettagliato.
Se non ci saranno
mutamenti di
rotta significativi, entro la fine
L’aumento di bambini
La perdita dei Pil mondiale
del secolo la promalnutriti per i danni
per i cambiamenti
duttività media
all’agricoltura
climatici
globale dei raccolti
agricoli scenderà del
2%, a fronte di una do-
I problemi alimentari, in realtà, non sono così differiti nel
tempo. Il «Wall Street Journal»,
in un’inchiesta separata, ha
scritto ieri che i prezzi del cibo
sono già aumentati del 3,5% negli Stati Uniti, a causa della siccità in California e Texas, dove
si coltivano i vegetali e si allevano gli animali che sfamano il paese. Problemi simili riguardano
anche il Brasile e altre nazioni,
che hanno visto ridurre i raccolti. Negli Usa una diminuzione
dei capi di bestiame si traduce
magari nell’aumento del prezzo
degli hamburger, già deciso da
alcune catene di come Fatburger North America, ma altrove
può significare la fame. Questo
genera instabilità, come avvenne con le rivolte del pane, che
nel 2008 scoppiarono da Haiti
all’Africa subsahariana, passando dall’Asia meridionale.
Nel 2011, poi, le proteste della
Primavera araba furono accese
in molti paesi proprio dalla
mancanza di cibo.
Già quest’anno negli Usa
sono cresciuti del 3,5%
per la siccità in California
Il rapporto dell’Onu prevede
che centinaia di milioni di persone saranno colpite dalle inondazioni costiere, che spingeranno grandi popolazioni a migrare. Questo provocherà insieme
tensioni politiche, da sommare
a quelle delle migrazioni già in
corso a causa della povertà, ed
emergenze sanitarie.
A subire gli effetti negativi
del riscaldamento globale,
quindi, non saranno solo gli abitanti dei paesi in via di sviluppo.
I problemi di cui parla il rapporto Onu, infatti, diminuiranno la
sicurezza e la stabilità globale, e
produrranno una perdita del
Pil mondiale di circa il 2%, che
in base ai valori del 2012 significa bruciare circa 1,4 trilioni di
dollari di ricchezza.
FERITI 4 SOLDATI. NETANYAHU: «CI DIFENDEREMO»
PROCESSO AL CAIRO
Siria, la guerra arriva
sul Golan: attaccata
una pattuglia israeliana
Egitto, 4 agenti
condannati
per la morte
di 37 pro-Morsi
MAURIZIO MOLINARI
CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME
Fuoco incrociato sulle Alture
del Golan. Una pattuglia israeliana è caduta in un agguato
a Majdal Shams quando
quattro soldati, scesi da una
jeep a ridosso del reticolato
che segna il confine con la Siria, sono stati investiti dall’esplosione di un ordigno.
Per la tv «Al Arabya» l’intento era «rapire almeno un soldato» e la pattuglia era stata
attirata sul luogo della trappola da alcuni movimenti sospetti di uomini armati. Ma
l’operazione è fallita per il
massiccio intervento di truppe ed elicotteri israeliani, seguita da colpi di artiglieria
contro una posizione dell’esercito siriano. Si è trattato
della più violenta giornata di
scontri lungo il confine del
Golan da quando, oltre tre
anni fa, è iniziata la guerra civile siriana.
I portavoce israeliani evitano di indicare un particolare gruppo come responsabile
dell’agguato - che ha causato
quattro feriti, di cui uno versa in serie condizioni - ma il
premier Benjamin Netanyahu afferma che «il confine
con la Siria è pieno di Hezbollah e jihadisti». «Finora siamo riusciti a mantenere la
calma e agiremo con fermezza per proteggere i nostri cit-
tadini» aggiunge il premier,
preannunciando rafforzamenti lungo i confini settentrionali.
D’altra parte negli ultimi dieci
giorni gli incidenti si sono ripetuti: alcuni Hezbollah sono stati bersagliati mentre tentavano di depositare un ordigno e
una bomba è esplosa vicino
Har Dov, al confine con il Libano. Fra gli analisti di sicurezza
in Israele prevale la convinzione che Hezbollah, rafforzato
dai successi militari contro i ribelli siriani, stia estendendo la
Secondo gli analisti
Hezbollah avrebbe
esteso alle Alture
il suo raggio di azione
propria area di operazioni dal
Libano del Sud al Golan, per rivendicarne il controllo.
Proprio il consolidamento
del fronte pro-Assad in Siria,
grazie alla recente cattura di
Yabroud, ha portato l’amministrazione Obama ad una svolta
politica: chiudere tutte le sedi
diplomatiche del regime di Assad negli Usa affidando i rapporti con la Siria all’inviato
speciale Daniel Rubinstein, il
cui compito però è, per
Washington, «dialogare con
l’opposizione» in attesa che
«Assad lasci il potere e consenta alla nazione di risollevarsi».
IL CAIRO
Sentenza importante al Cairo per i Fratelli Musulmani.
Un tribunale egiziano ha
condannato ieri in prima
istanza a 10 anni di prigione il
tenente colonnello Amr Farouk, alto ufficiale del Commissariato di polizia di Heliopolis, al Cairo. Farouk è stato
ritenuto colpevole per la
morte di 37 sostenitori dell’ex presidente Mohamed
Morsi. Altri tre ufficiali si sono beccati invece un anno
con la condizionale.
I 37 pro-Morsi morirono il
18 agosto scorso - nel pieno
delle proteste contro il governo dei militari per la destituzione del presidente per asfissia. Erano rinchiusi
in un cellulare della polizia
che li stava trasportando in
carcere, quando alcuni agenti hanno lanciato contro di loro gas lacrimogeni. Il ministero dell’Interno aveva provato a giustificare la morte
con un tentativo di evasione,
tuttavia diverse fonti hanno
testimoniato che i manifestanti si trovavano rinchiusi
nel retro del furgone.
Da mesi i Fratelli Musulmani, messi al bando dal governo dei militari, denunciano gravi violazioni dei diritti umani da parte delle
autorità.
[E. ST.]
.
Estero .17
FOCUS
Iran e marò
Mogherini
tira dritto
ITALIA
Il ministro ha presentato la
sua agenda: cosa cambia?
Continuità, discontinuità.
Nell’immediato, si gioca tra
queste due categorie la
politica internazionale di un
Paese, quand’è al debutto un
governo. Ieri Mogherini,
lasciati i banchi dei deputati,
si è presentata sullo scranno
ministeriale. E la vera
discontinuità è stata
l’accoglienza da parte dei suoi
ex-colleghi: una benevolenza
che, da parte anche delle
opposizioni di destra, non
s’era mai vista negli ultimi 10
mesi, e questo perché il
cambio di governo è ben visto
da berlusconiani e larussiani
che sperano in spiragli sulla
vicenda dei marò, ai quali –
ha detto Mogherini – «si deve
anche vicinanza umana; io
sono in contatto con loro e
con le mogli, il ministro della
Difesa è andata a trovarli in
India...». Roberta Pinotti –
per inciso – aveva tenuto a
precisare di essere a Delhi in
visita privata. Per il resto
invece c’è continuità:
confermata la linea di
«internazionalizzazione»
della vicenda, guardando
all’arbitrato internazionale. E
continuità in sostanza perché
il caso verrà seguito da
Palazzo Chigi, Esteri e Difesa:
una riedizione del «comitato
marò» del governo Letta.
Continuità convinta e
dichiarata nel rapporto con
l’Iran, «il governo precedente
lucidamente ha identificato
nell’elezione di Rohani l’avvio
di un processo, dopo che sono
state sprecate le precedenti
esperienze riformiste», e qui
il forzista Compagna è saltato
sulla sedia per l’implicita
critica alla stagione che portò
nel 2003 all’autoesclusione
dell’Italia berlusconiana dalle
trattative sul nucleare.
Per il resto, avendo debuttato
nel fuoco di una delle più
complesse e rilevanti crisi
internazionali degli ultimi
decenni qual è quella
dell’Ucraina, il ministro ha
dichiaratamente tenuto non
un discorso ma una
ricognizione, tema per tema,
sulla politica estera che il
governo intende seguire.
L’Italia segue e seguirà una
linea di prudenza e cautela
molto apprezzata dai
parlamentari e che, par di
capire, verrà tenuta anche
sugli altri «fronti». Il
presidente di Commissione
Fabrizio Cicchitto ha invitato,
con tatto, a «non
diplomatizzare eventi
drammatici». Tra questi,
pare non esserci la Libia. Per
la quale Mogherini s’era
augurata «una scossa», ma è
la realtà ad esser assai
discontinua: gli sforzi della
comunità internazionale
potrebbero poco quando il
premier di Tripoli (un
«tecnico» fortemente
sostenuto dall’Occidente) è
stato costretto pochi giorni fa
a riparare all’estero.
(Antonella Rampino)
18 .Cronache
STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
Personaggio
GRAZIA LONGO
ROMA
L
a stella di Federica Gagliardi, nel firmamento del sottobosco politico nostrano, si
accende la sera del 24 giugno 2010, ai piedi del volo di
Stato che la riaccompagna in Patria
dal G8, insieme all’allora premier Silvio Berlusconi e si spegne ineluttabilmente la sera del 30 agosto dello stesso
anno. Durante la cena, a Roma, in onore di Gheddafi.
Il 2010 è comunque l’anno magico
della «dama bianca», la bella bionda
oggi trentaduenne rinchiusa nel carcere di Civitavecchia dopo essere stata
pizzicata - una settimana fa - all’aeroporto di Fiumicino con 24 chili di cocaina dentro un trolley rosa shocking. Figlia di una fioraia e di un buttafuori di
night in via Veneto, Federica - che deve
il suo soprannome ai pantaloni e alla
camicia di lino bianco indossati accanto a Berlusconi - non ha mai nascosto la
sua ambizione, che ha coltivato un po’
sui libri e un po’ con amicizie mondane.
Nasce a Roma il 10 maggio dell’82 e
dall’asilo alle scuole medie frequenta
un istituto privato di suore. La religione cattolica è il filo conduttore della
sua formazione scolastica, tant’è che si
laurea alla Pontificia Università Lateranense. Alla Luiss - nonostante quanto abbia dichiarato - non ha mai messo
piede. Neppure per il Master. Ma torniamo alla laurea: in giurisprudenza,
non in tempo con gli esami però. Diventa dottoressa in legge a 28 anni. Nel
DIETRO LE SBARRE
Dopo l’arresto per droga
«Pulisco e frequento
i corsi di cucina e di cucito»
2010, appunto. Poco prima di quello
che le appare come il grande salto nel
mondo della politica. Oggi, sua madre, Stella Murdolo - che gestisce un
chiosco di fiori nell’esclusivo quartiere Parioli, insieme al fratello Domenico - si dispera e piange. «Povera figlia
mia, tanti sacrifici per mantenerla
agli studi e me l’hanno rovinata» dice
d’un fiato prima di accasciarsi su una
sedia. «Sto troppo male, questa storia
mi uccide».
Il lusso di Parioli: un miraggio per la
dama bianca che qui c’è stata raramente - «e comunque mai dietro il banco» spiegano i commercianti della zona - e che certo sognava di sdoganarsi
dalla villetta a schiera a San Cesareo.
Un paese dormitorio a 45 minuti dalla
capitale, dove risulta ancora residente
nonostante nell’ultimo anno abbia affittato un appartamentino nel centro
di Roma. La casa di San Cesareo è intestata proprio a lei, l’unica della famiglia ad avere probabilmente i requisiti
per usufruire delle sovvenzioni del
bando regionale. Ma anche qui ultimamente l’hanno vista poco. «L’incontro
più recente un mese fa - raccontano al-
“Fammi sedere tra te e Gheddafi”
Ma Silvio bocciò la dama bianca
Così finì la parabola della ragazza che studiava dalle suore e sognava il jet set
Le tappe
Daimpiegata
adetenuta
L’arresto
Il carico di droga
1 Il 13 marzo Federica Ga-
gliardi, in arrivo da Caracas, è
fermata all’aeroporto di Fiumicino: nel suo trolley vengono trovati 24 chili di cocaina.
Federica
Gagliardi
Nasce a Roma
il 10 maggio 1982
I genitori (padre
buttafuori e madre
fioraia), le fanno
frequentare dall’asilo alle scuole
medie -, un istituto
privato gestito
dalle suore
A 28 anni si laurea
alla Pontifica
Università
Lateranense, anche
se lei ha sempre
dichiarato di aver
frequentato
la Luiss e di aver
conseguito
un Master
I panetti con la cocaina
Il «profilo»
Il passo falso
Sopra, due delle fotografie che Federica
Gagliardi ha postato sul proprio profilo
Facebook. Da giovane la «dama bianca»
aveva fatto anche la modella
Tradita dall’ambizione
1 Il 30 agosto del 2010 la
«dama bianca» si infila alla
cena con Gheddafi e pretende (invano), che Berlusconi la
faccia sedare tra loro due.
I viaggi
Le rotte sospette
1 Con lo staff di Berlusconi
la Gagliardi andò Panama e in
Brasile. Viaggi al centro di indagini che hanno coinvolto
Lavitola, ex direttore dell’Avanti.
La notorietà
Al G8 con il premier
1 Nel giugno del 2010 Fe-
derica Gagliardi accompagnò
l’allora premier Silvio Berlusconi e il suo staff a Toronto
per il G8 in Canada.
Il lavoro
L’impiego in Regione
1 Collaboratrice dell’asses-
sorato al Commercio del Comune di Roma tra 2006 e
2007, Federica Gagliardi fu e
assunta in Regione sotto la
giunta di Renata Polverini.
Federica Gagliardi (sopra e in alto), nel 2010 durante il viaggio al G8 con Berlusconi
cune vicine -, gentile e riservata come
sempre si lamentava delle difficoltà per i
giovani a trovare lavoro».
Lei, la sua prima occupazione - nell’ufficio del segretario generale della Regione Lazio - se l’era guadagnata grazie
all’impegno nel comitato elettorale dell’ex governatrice Renata Polverini, che
oggi nega di averla mai incrociata. Pdl,
come colui che a quanto pare la introdusse nel comitato: Francesco Maria
Orsi, ex consigliere comunale An della
Ha La mamma
detto Povera figlia mia,
ho fatto tanti
sacrifici per
farla studiare
e me l’hanno
rovinata. Questa
storia mi uccide
capitale, finito nei guai giudiziari per
una brutta storia di prostitute e droga,
poi archiviata.
Silvio Berlusconi la nota nello staff e
ne rimane affascinato, tanto da portarsela alla cena con Obama e i Grandi del
mondo al G8 di Toronto e pure a Panama, dove c’è anche il faccendiere Valter
Lavitola che gli organizza un party con
ballerine di lap dance. Ma qualcosa nel
viaggio gira storto. Nonostante il clamore mediatico al rientro in Italia, nonostante la dama bianca ostenti di possedere il numero di Palazzo Grazioli e del
telefonino privato dell’ex presidente del
Consiglio, esce presto dalle sue grazie.
La sua stella si spegne appena due
mesi dopo: non viene invitata alla cena di
gala in onore di Gheddafi e allora si fa in
quattro per «imbucarsi». E alla fine ce la
fa: riesce a strappare un ingresso al cerimoniale, si piazza davanti Berlusconi e
l’ex leader libico e chiede si sedersi in
mezzo a loro due. Ma Berlusconi rifiuta,
le spiega che è impossibile per questioni
di sicurezza e la relega in un angolo. Dopo quella sera si è fatto negare al telefono. Lei ha continuato a inseguire il sogno
politico e ha cercato, invano, di trovare
un aggancio con l’Udc. Oggi dal carcere
fa sapere di trascorrere il tempo «come
le altre detenute. Faccio le pulizie e frequento i corsi di cucina e cucito».
In Italia
Ravenna
Napoli
Contributi previdenziali
Indagati la Idem e il marito
RAVENNA
L’ex ministro Josefa Idem,
senatrice del Pd, e il maritoallenatore Guglielmo Guerrini sono stati indagati dalla
Procura di Ravenna per truffa nell’inchiesta sui contributi previdenziali percepiti dal
Comune di Ravenna per l’at-
TRIBUNALE DI BIELLA
Richiesta di dichiarazione di morte presunta
Al Tribunale di Biella è stato chiesto dichiararsi
la morte presunta di Cabra Antonio n. a
Calvisano il 24.8.1947, scomparso il 7.8.2002.
Si invita chiunque ne abbia notizia a farla
pervenire al Tribunale di Biella entro 6 mesi.
Avv. Claudio Viglieno
tività svolta in passato come
assessore allo Sport dall’olimpionica. Per il contenzioso che
si era aperto sulla questione
dell’Ici-Imu non versate in relazione alla residenza-palestra, Idem aveva sanato ogni
pendenza, come per gli abusi
edilizi rilevati durante i sopralluoghi dei vigili. Il nuovo filone
d’indagine era partito dopo un
esposto di Alvaro Ancisi, capogruppo comunale della lista civica d’opposizione «Per Ravenna». «Tutte cose che ho
scritto e anticipato nel mio libro. Vorrei sapere dov’è oggi la
notizia», ha commentato l’ex
ministro.
Catania
Pompei, i ladri portano via
il frammento di un affresco
NAPOLI
Rubato un frammento di un
affresco di una domus pompeiana. La Soprintendenza archeologica di Pompei aveva
denunciato il furto il 12 marzo,
ma la notizia non era stata divulgata per favorire le indagini. I ladri hanno asportato, in
una zona chiusa al pubblico e
senza telecamere, 20 centimetri di affresco nella domus
di Nettuno. L’affresco, di un
metro quadrato, raffigura
Apollo e Artemide. Oggi al ministero dei beni culturali si
terrà una riunione «per fare
luce su quanto accaduto - ha
Immigrati, record di sbarchi:
in un giorno salvati in 1200
CATANIA
Il frammento rimosso
detto il ministro Franceschini -.
Stiamo lavorando per «rafforzare controlli e vigilanza del sito archeologico».
Circa 1.800 migranti sono stati soccorsi nelle ultime 24 ore
nel Canale di Sicilia dalle navi
della Marina militare impegnate nell’operazione «Mare
nostrum». Alle 596 recuperate l’altro ieri a sud di Lampedusa e che arriveranno stamattina nel porto di Augusta,
in Sicilia, se ne aggiungono altre 1.200 recuperate ieri su 13
barconi. Tra i migranti, la
maggior parte siriani, egiziani, eritrei, ci sono molte donne
e bambini. Si tratta dunque di
una ripresa in massa dei viaggi di disperati dal nord Africa
Nuovi sbarchi a Lampedusa
e l’emergenza non riguarda solo
l’Italia: nei mari della Grecia sono annegate, in due naufragi, 11
[F. ALB.]
persone.
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
Cronache .19
.
L’ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI AVEVA DENUNCIATO IL SILENZIO DEL PARLAMENTO SULL’INIZIATIVA DI RACCOLTA DI 67.000 FIRME
Eutanasia, appello di Napolitano ai politici
Il presidente: “Richiamerò il Parlamento sull’esigenza di non ignorare il problema delle scelte di fine vita”
La lettera
FLAVIA AMABILE
ROMA
La risposta ha sorpreso tutti,
soprattutto quelli dell’associazione Luca Coscioni, anche
perché avevano mandato la
lettera a tutti i deputati e i senatori, vale a dire ad oltre 900
persone, ma a replicare sono
stati in due: il Presidente della
Repubblica e Luigi Zanda, senatore del Pd. L’associazione
Luca Coscioni dopo sei mesi
di «silenzio sulla proposta depositata in Cassazione», vuole
spingere il Parlamento ad esaminare il progetto di legge di
iniziativa popolare per la legalizzazione dell’eutanasia, che
ha raccolto 67mila firme autenticate e chiede «l’avvio di
un’indagine conoscitiva su come si muore in Italia».
Giorgio Napolitano ha risposto e lo ha fatto accogliendo la richiesta. «Richiamerò
l’attenzione del Parlamento
sull’esigenza di non ignorare il
problema delle scelte di fine
vita». Nella lettera l’associazione si augura un intervento
del Parlamento sulle scelte di
fine vita finora ignorate e
«l’avvio di un sereno ed approfondito confronto di idee»,
racconta Carlo Troilo, consigliere regionale dell’associa-
Capo
dello Stato
Napolitano
rispondendo
a una lettera
ha annunciato che chiederà al Parlamento di
aprire un
dibattito
sereno sull’eutanasia
Nella foto
Napolitano
oggi alla
mostra di
Frida Khalo
Nell’anniversario della
triste data del suicidio
di suo fratello Michele,
sento profondamente
la drammaticità del
travaglio per le
disperate vicende dei
propri cari
Giorgio Napolitano
Lettera all’associazione
Luca Coscioni
PAOLO GIANDOTTI/QUIRINALE/ANSA
zione. «Ritengo anch’io - scrive
Napolitano - che il Parlamento
non dovrebbe ignorare il problema delle scelte di fine vita e
eludere “un sereno e approfondito confronto di idee” sulle
condizioni estreme di migliaia
di malati terminali in Italia».
L’iniziativa dell’associazione
è stata presentata ieri durante
una conferenza stampa a cui
hanno reso parte i familiari di altri che hanno scelto l’eutanasia.
C’era Chiara Rapaccini, compagna del regista Mario Monicelli,
il figlio di Carlo Lizzani, Mina la
vedova di Piergiorgio Welby. In
videomessaggio Lucia Castellina ha parlato di Lucio Magri,
per anni suo compagno. Sempre
in video, l’oncologo Umberto Veronesi ha esortato a «sviluppare
una medicina della responsabilità dell’individuo» e ha affermato
che «l’ovvio diritto di programmare la vita e anche il termine
della vita». Secondo un’elaborazione dell’associazione Luca Coscioni sui dati Istat del 2008, in
dieci anni si sarebbero verificati
in Italia 10.000 suicidi, e 10.000
tentati suicidi di malati.
La lettera di Napolitano ha
avuto l’effetto di scatenare subito il dibattito nel mondo politico.
I senatori del Pd, su richiesta di
Zanda, hanno chiesto di calendarizzare il ddl su fine vita. Luigi
Manconi, in particolare, ha ri-
10.000
Suicidi
Per l’associazione
Luca Coscioni, su dati Istat,
dal 2008 ci sarebbero stati
10.000 suicidi di malati
cordato che da ottobre alla Camera e al Senato sono depositati
una proposta di legge dei Radicali e un suo disegno di legge che
prevede l’eutanasia in condizioni molto gravi e chiare. Ma gli interventi sono stati molti, nessuno di chiusura totale. Sandro
Bondi, senatore di Forza Italia,
ha chiesto «un confronto finalizzato esclusivamente a garantire
la libertà e la dignità della persona». Per Giancarlo Galan, presidente della commissione Cultura della Camera, «i tempi sono
maturi per il testamento biologi-
Aperture bipartisan
Ma per Binetti (Udc)
«Non può diventare
un diritto»
co». Tuttavia, rileva Eugenia
Roccella (Ncd), l’invito del Colle
«rischia di essere parziale e unilaterale». «L’eutanasia - secondo
l’Udc - non può essere un diritto
perché la vita va difesa fino all’ultimo» ha sottolineato il senatore Antonio De Poli. Paola Binetti del gruppo Per l’Italia chiede che da questo dibattito «scaturiscano misure e risorse per
migliorare la qualità di vita di
tutti».
Il verbale
il caso
GIAMPIERO MAGGIO
IVREA
a professoressa chiedeva
con insistenza se avevo
voglia di uscire con lei». E
tu? Alla domanda dei poliziotti, Giorgia (il nome è di
fantasia), 18 anni all’epoca dei fatti,
un po’ si imbarazza. E alla fine risponde: «Trattandosi di un’insegnante, accettai».
È il passaggio chiave di questo
verbale di polizia che in 15 pagine ricostruisce la boccaccesca vicenda
della professoressa Sabrina Z., 36
anni, di Torino, ex cubista all’epoca
insegnante in una scuola per estetiste di Ivrea, finita sotto processo per
avere «spinto» due sue allieve (una
delle quali minorenne) ad accompagnarla in un club di scambisti a Caselle. Si tratta dell’Imperial, una specie di casa-discoteca persa nella
campagna, in mezzo a tante villette
che non distingui una dall’altra.
Il racconto di Giorgia continua:
«Appena entrati nel locale e arrivati
nella zona riservata, ho notato diverse persone, in gran parte uomini e diverse donne, nudi, che si accoppiavano. Sabrina vedendomi agitata mi
tranquillizzò e mi spiegò che lì aveva
conosciuto il suo ex fidanzato». Poi la
ragazza rimane seduta sui divanetti
con Michele, un loro comune amico,
mentre la sua insegnante si allontana: «Poco dopo l’ho vista, seminuda,
mentre faceva sesso con due uomini». La seconda volta che Giorgia
esce con Sabrina portano con loro
un’altra studentessa, ma è minorenne. Per poter entrare nel privé firma
su un foglio una falsa data di nascita.
Cosa videro? Sempre la stessa scena: corpi avvinghiati sui divanetti.
I fatti risalgono al periodo tra il
2009 e il 2010, ma la vicenda approda
in questi giorni in Tribunale a Ivrea,
dove l’insegnante è imputata per
violenza privata. Giorgia è la ragazza
che ha trascinato in Tribunale la sua
ex insegnante e che ora si è costituita parte civile (l’assiste l’avvocato,
Claudio D’Alessandro). Alla polizia,
il 14 dicembre del 2010, raccontava:
«Alla direttrice della scuola dissi che
L
In classe
Il verbale con il quale la presidente della scuola, nel dicembre
del 2010, presentò una denuncia ai
carabinieri e alla polizia.
1
La foto su Facebook dell’insegnante finita sotto processo
Un giorno ci mostrò
un babydoll e ci disse
che quella stessa sera
lo avrebbe indossato
per il suo fidanzato
Il locale
La denuncia alla preside
Arrivati nella zona riservata
ho notato diverse persone
nude che si accoppiavano
Sabrina, vedendomi agitata
cercò di tranquillizzarmi
Alla direttrice della scuola
dissi che Sabrina aveva
con noi atteggiamenti
che non erano consoni
al ruolo che rivestiva
L’allieva al club per scambisti con la prof
“Accettai perché lei era la mia insegnante”
Ivrea, il racconto di una studentessa: “Mi chiese con insistenza di uscire con lei”
Roma
Abusisuun’alunna
Un’insegnanteneiguai
1 Un’insegnante romana di 40 anni
di una scuola media della Tuscolana rischia il processo per abusi sessuali nei
confronti di una sua allieva. La Procura di Roma, dopo aver raccolto la denuncia della madre della ragazza, ha
svolto le indagini e ha chiesto il rinvio
a giudizio dell’insegnante. Quest’ultima nega gli abusi, parlando solo di
una simpatia reciproca. I suoi legali
sono intenzionati a patteggiare.
Sabrina Z. aveva con noi degli atteggiamenti che non erano assolutamente consoni al ruolo che rivestiva».
La mamma la difende: «È rimasta
di sasso quando ha saputo che questa
storia è finita sui giornali, lei non ha
fatto niente di male». La più sollevata
di tutte, in questa storia, è la preside
della scuola, Giuseppina Ferrari. Dopo aver saputo dei privé non ha avuto
dubbi: «Una cosa inaccettabile, quel
rapporto tra docente e alunne andava
interrotto immediatamente. Tant’è
che ho subito licenziato l’insegnante».
Ma intanto, all’epoca, c’era un’insegnante che incuriosiva delle allieve
raccontando di quelle discoteche particolari, in cui uomini e donne si scambiavano effusioni esplicite. Un’inse-
gnante che non si faceva problemi a «Se racconti quello che hai visto ti
raccontare a ragazze, anche minoren- boccio».
L’ex docente ora non parla. Lo fa atni, di quelle serate. È Federica a raccontare, per esempio, che un giorno traverso il suo avvocato, Stefano Catal’insegnante avrebbe mostrato loro un lano: «È una tempesta in un bicchiere
babydoll da infermiera con tanto di d’acqua, chiariremo tutto durante il
tessuto trasparente e pizzo bianco. processo» taglia corto il legale. Anche
la storia delle mi«Ce lo ha fatto vedere e ci ha detto
LA DIFESA DELLA DONNA nacce. Perché Sache lo avrebbe in- «La scuola era finita, non avrei brina Z. ha sempre
sostenuto di non
dossato la sera
stessa con il suo fi- mai potuto bocciare le ragazze aver mai pronunse avessero parlato» ciato quelle parole.
danzato».
L’insegnante è
«Non ce n’era motifinita nei guai perché, secondo le accu- vo, la scuola era già finita e non avrei
se della Procura di Ivrea, avrebbe mi- potuto bocciare nessuno».
Le parti torneranno in Tribunale a
nacciato una delle studentesse al termine di una serata hot trascorsa il 24 Ivrea il 13 ottobre quando verranno
giugno 2010 in un club per scambisti: sentite altre testimoni.
20 .Società
STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
“Vivrò un anno sull’iceberg alla deriva”
La sfida di Alex Bellini: avventura per denunciare il pericolo dei cambiamenti climatici
Le sue imprese
Personaggio
FABIO POZZO
Il deserto
L’Atlantico
Nel 2001 Bellini corre la Marathon
des sables nel Sahara marocchino,
gara a tappe di 250 km
Nel 2005/06 lo attraversa a remi,
da Genova a Fortaleza (Brasile), in
226 giorni su una barca di 7,5 metri
Il Pacifico
Coast to Coast
Nel 2008, un altro Oceano: 18 mila
km in 10 mesi, da Lima a Sydney. Si
ferma poco prima, è sempre record
Nel 2011 corre la LANY, gara da Los
Angeles a New York attraverso 15
Stati Usa: è terzo, dopo 70 giorni
BIGROCK
A
M. TALAMONTI/JEEP-PEOPLE.COM
lex Bellini cita Mennea «anche se tutte le corsie
della vita sono occupate, lotta per tenerne una
soltanto per te... » - e ci
invita all’avventura. «Ciascuno di
noi ne ha una, è il nuovo, il mai fatto
prima; e la si può trovare anche dietro casa». Certo, poi per lui che è un
«avventuriero» (nel senso più nobile
del termine) di professione, il suo
«dietro l’angolo» è sempre un po’
particolare: ora, ad esempio, si sta
preparando a vivere per un anno su
un iceberg alla deriva...
Alex ha 35 anni, è di Aprica, Valtellina e a guardarlo non sembra un superuomo. Corporatura normale, fisico
asciutto, una fitta barba nera e occhi di
ghiaccio, questi sì speciali, magnetici,
ipnotici. È
sposato, padre di due
bimbe, vive a
Thame, vicino a Oxford,
in Inghilterra,
terra di esploratori, dove si
è trasferito
per studiare
Psicologia insieme con la
moglie. I suoi MAURO TALAMONTI/JEEP-PEOPLE.COM
Senza paura
sogni, sono
quelli di tutti Alex Bellini, 35 anni,
vive in Gran Bretanoi. Con la
gna, dove studia ed
differenza
è «public speaker»
che lui li reacon all’attivo più
lizza.
di 500 conferenze
Ha cominciato a inseguirli da ragazzo, quando, studente di
Scienze bancarie a Milano, comprende che è su un binario morto. «Mi sono visto avanti di dieci anni e non era
quella la vita che sognavo». Così, va a
correre la Marathon des Sables, 250
km nel Sahara e poi per due volte
consecutive l’Alaska Ultrasport, rispettivamente 600 e 1400 km a piedi
in solitaria nella tundra. Quindi, la
LA-NY Footrace, una corsa da Los
Angeles a New York di oltre 5000 km:
impiega 70 giorni, per superare fatica e dolore si aiuta con l’auto-ipnosi.
Ed è proprio durante il movimento,
sua dimensione ideale, che capisce.«Ho visto che i miei avversari
avevano lo sguardo che avrei voluto
avere nella mia vita...».
Da allora non si è più fermato. Lui
che è un montanaro (il titolo del suo
primo libro, pubblicato da Longanesi), che non aveva mai remato, diventa il primo uomo ad attraversare a
remi l’Atlantico e il Pacifico. Sette,
dieci mesi su una piccola barca, da
solo, tra tempeste e bonacce. «L’Oce-
ano era la strada più breve per andare da torinese che addestra gli esploratodalla persona che ero a quella che so- ri dello spazio europei), una capsula di
no... ». Parla così, Alex. Tanto da poter 3 metri per 4 «ancorata» sul Moloch di
apparire - sulle prime - come un in- ghiaccio e alimentata da lui stesso con
guaribile visionario. «Credo che ognu- un ergometro. Fino a che l’iceberg non
no di noi potrebbe attraversare un sarà disciolto. «Da maggio 2015 per un
oceano a remi, a condizione di non massimo di un anno e di 1200 km», calsmettere mai di crederci e avere una cola. Sperando che l’iceberg imbocchi
forte motivazione...». Spiega che è so- la via del Sud e che non si ribalti. «Il
prattutto una questione di forza men- rischio c’è, stiamo studiando 150 casi
tale, che permette di attingere a risor- di emergenza cui dare risposta. Ed è
se che fanno parte dell’inconscio (sta anche per questo che questa sfida destudiando coaching a Torino, con il vo compierla da solo». In un primo
prof. Giuseppe Vertempo, Alex pensava
celli: «Vorrei motivaPUNTO DI OSSERVAZIONE di invitare «a bordo»
re dei campioni olim- Starà in un modulo «spaziale» scienziati, giornalipici...») e riesce a
sti, blogger... «Ma fae si nutrirà con gli alimenti rò comunque vivere
convincerti.
preparati per gli astronauti quest’impresa a tanAlla fine, pensi sia
«normale» anche
ti, attraverso i social
«Adrift», la sua prossima sfida. «Vivrò network e le nuove tecnologie come la
su un iceberg alla deriva nell’Atlanti- realtà virtuale e quella aumentata.
co. Un grande blocco a base piana, 200 Stiamo approntando anche un permetri per 300; mi calerò da un elicot- corso di studio per le scuole inglesi».
tero dopo che si sarà staccato da IluTutto ciò per documentare il prolissat, dalla costa occidentale della cesso di scioglimento dell’iceberg e
Groenlandia». Ilulissat, una sorte di raccogliere altri dati scientifici; per
Rupe Tarpea dove gli Inuit costringe- studiare gli effetti sull’uomo della privano al suicidio le donne più anziane e vazione del sonno, dello stress da perida dove, secondo un libro di Djane e colo continuo e dal freddo. «Ma anche
Michel Pascal, si sarebbe staccato per stimolare la discussione sui caml’iceberg che affondò il Titanic...
biamenti climatici. Senza voler divenBellini starà in un modulo spaziale, tare un nuovo Al Gore...». E poi, per
cibandosi con preparati per astronau- l’avventura. «Questa volta sarà un’avti (in campo c’è anche Argotec, l’azien- ventura dell’attesa. ...». Alla deriva.
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Apre la «Sala della tempesta» al Museo del Mare
Naufragare a Capo Horn, alporto di Genova
DALL’INVIATO A GENOVA
Naufragare a Capo Horn. Là,
ai piedi del mondo, dove i marinai di ogni latitudine assicurano che «il Diavolo è rimasto ancorato a un paio di tonnellate di catene, che lui trascina facendo gemere i ceppi
sul fondo del mare nelle orride notti di tempesta, quando
le acque e le ombre oscure del
cielo sembrano salire e scendere su quegli abissi...», come
scrive Francisco Coloane.
No, state tranquilli. Nulla
da temere. Salvo vivere «qua-
si» il naufragio, attraverso
un’esperienza in 4 D. Un’occasione di divertimento, ma anche di conoscenza, che è nuova
attrazione del Galata Museo
del Mare di Genova.
Noi l’abbiamo provata, insieme a una classe di quinta
elementare. Ci siamo seduti
sul banco di una scialuppa di
legno, accanto a un bimbo di
nome Ludovico, e ci siamo trovati all’improvviso in mezzo alla tempesta. A un miglio da Capo Horn, dopo che il nostro brigantino è affondato sotto le onde alte come montagne.
La «sala della tempesta», un’esperienza in 4D
La «sala della tempesta» è
immersa nel buio, salvo una luce rivolta al soffitto, dove compare l’immagine di una baleniera rovesciata, monito di
quello che potrebbe accaderci.
E quando tuona la voce del nostromo (con l’inflessione genovese), intabarrato nella «Sud
Ovest», il tipico abbigliamento
costituito da cerata e cappello,
che invita a salire sulla scialuppa, sembra davvero di essere
laggiù. «Aggrappatevi ai remi
e imparate a remare... Dobbiamo allontanarci...».
Il banco di legno beccheggia
e rolla come se fosse in mare; a
prua, ai lati scorrono le immagini dell’oceano infuriato...
Aria soffiata, spruzzi. Onde,
piovaschi. I bambini gridano,
Ludovico si stringe a noi... Ci
salveremo? Chi ci raccoglierà
da queste acque gelide? «Non
ho avuto mica paura», ci dirà al
termine il nostro giovane compagno di viaggio.
Pochi minuti, ma intensi. Un
concentrato di nozioni storiche e nautiche, ma anche la
nuova frontiera dell’edutainment, sempre più esperienza
multisensoriale. Una sfida
aperta per il Galata Museo del
Mare, oltre 172 mila visitatori
nel 2013 (con una percentuale
di paganti pari al 74%, un record nazionale), che punta a
rinnovare nel prossimo biennio con nuovi allestimenti interattivi dedicati alla pirateria,
una rivisitazione della «sala
del Brigantino» attraverso la
mostra «Letteratura e Navigazione» e il rafforzamento del
padiglione dedicato alla Memoria e Migrazioni.
[F. POZ.]
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
il caso
VITTORIO SABADIN
La scala
del rumore
SOGLIA DI DOLORE
RISCHI DI DANNI
ALL’UDITO
NESSUN PERICOLO
140
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
opo avere ridotto
la cilindrata a 1,6
litri e adottato il
turbocompressore, le monoposto
emettono un suono sferragliante e un po’ patetico, simile a quello di un go-kart e molto lontano dall’idea che la
gente ha del ruggito che dovrebbero emettere le migliori
auto da corsa del mondo.
D
Colpo di pistola
140
Motore F1 2013 (8 cilindri)
130
Concerto rock
130
Motore F1 2014
(6 cilindri turbo)
Centimetri
LA STAMPA
120
Anche Bernie Ecclestone,
il potente boss della Formula
1 ora un po’ in disparte per
l’accusa di avere pagato una
tangente in Germania, si è
detto «inorridito» per la
mancanza di rumore sul circuito di Melbourne. «Dobbiamo fare qualcosa in fretta
– ha dichiarato al “Daily Telegraph” – per rendere il
suono delle monoposto del
2014 più simile a quello di
un’auto da corsa. Non possiamo aspettare, perché potrebbe essere troppo tardi».
Ecclestone, 83 anni, si era
opposto all’adozione dei
nuovi regolamenti, con il
passaggio ai motori di 6 cilindri a V, al turbo e ai gas di
scarico usati per recuperare
energia e alimentare batterie elettriche. Temeva che lo
spettacolo ne avrebbe risentito, cosa che alla fine avrebbe voluto dire minori incassi. Un timore che sembra
fondato: già Ron Walker,
presidente dell’Australian
Grand Prix Corporation, ha
protestato minacciando di
mettere in discussione i contratti, perché la sua organizzazione non ha intenzione di
Aereo al decollo
110
Dall’urlo al ronzio
Chi ha tolto la voce
alla Formula Uno?
Polemica tra tifosi ed esperti dopo il Gp d’Australia
Ecclestone: modifichiamo i collettori di scarico
pagare milioni di dollari «per
sentire un ronzio in pista».
Secondo Ecclestone, una
modifica può essere fatta già
tra un paio di gare, magari anche solo intervenendo sulla
forma e sulla dimensione dei
collettori di scarico, come si
faceva sulle vecchie Fiat 500
per farle sembrare più grintose. Certo è che gli appassionati di automobilismo rimpiangono il rumore dell’anno scorso, quell’urlo dell’8 cilindri
spinto a 18 mila giri che si poteva sentire da chilometri di
distanza avvicinandosi al cir-
cuito. Le monoposto di que- sembra quasi che i nuovi regost’anno hanno un limite a 15 lamenti abbiano voluto avvicimila giri e domenica scorsa la nare i piloti ai normali condumaggior parte dei piloti non centi, che devono guidare vetha superato i 13 mila, per pau- ture ibride che consumano
ra di rompesempre mere qualcosa.
L’ACCUSA no e viaggiaA qualche
quasi in siLe nuove vetture turbo no
centinaio di
lenzio. Ma i
metri dalla con motori V6 meno potenti tifosi non vosferragliano come go-kart gliono quepista, non si
sentiva nulla.
sto: la ForNon piacciono nemmeno i mula 1 deve urlare, essere terlimiti imposti al consumo di rificante e rumorosa come è
benzina, che costringono ad sempre stata.
andare piano, un controsenso
Nei negozi di souvenir viciper una gara automobilistica: no a Maranello si vendevano
CD con il «sound» dei diversi
motori delle Ferrari sul circuito di Fiorano, registrati da oltre la rete di recinzione: i tifosi
si sfidavano a riconoscerli.
Oggi si trovano sul web i
rumori delle granturismo da
sogno, messi a confronto per
stabilire se, ad esempio, sia
meglio il V12 della Ferrari 599
GTO o quello della Lamborghini Aventador. C’è chi passa giornate intere ad ascoltare il suono dei motori di razza, una musica che ha estimatori molto raffinati. Tra i
clienti di Enzo Ferrari, mirabilmente descritti nel suo libro «Le mie gioie terribili»,
c’erano moltissimi direttori
d’orchestra, musicisti e cantanti: tra gli altri Von Karajan, Abbado, Domingo, Corelli, Benedetti Michelangeli,
tutti affascinati dal meraviglioso suono dei 12 cilindri a
carburatori dell’epoca.
È giusto cercare soluzioni
tecniche innovative, applicabili poi alle auto di serie. Ma la
Formula 1 senza rumore è come un tenore senza voce, una
finale di Champions senza
pubblico, un concerto rock
con gli amplificatori rotti. Bisogna consentirle rapidamente di ruggire di nuovo.
Confronto il suono: F1 2013 e 2014
www.lastampa.it
100
Elicottero
90
Moto
80
Asciugacapelli
70
Traffico cittadino
60
Lavastoviglie
50
Pioggia
40
Stanza silenziosa
30
SRDJAN SUKI/EPA
Sussurro
Un momento del Gran Premio d’Australia dello scorso week-end
PIERANGELO SAPEGNO
MARANELLO (MODENA)
N
Società .21
Discoteca
Intervista
el film «Italians» di
Giovanni Veronesi c’è
Sergio Castellitto che
strofina la portiera per levare
la sabbia del deserto da una
splendida Ferrari rossa,
«430, 480 cavalli, cambio di
Formula 1, freni in ceramica», e a Riccardo Scamarcio
che lo guarda stralunato, dice: «Il motore non è un rumore. È come una voce. Come
quando Pavarotti cantava...
Vincerò, vinceròòòò... Vuoi
sentì? Eh? Vuoi sentì?».
E quando schiaccia l’acceleratore, e Scamarcio posa
l’orecchio a terra per ascoltarla, viene fuori davvero questa
musica, queste note che ruggiscono, la stessa musica che
cerca di spiegarci adesso l’ingegnere Roberto Fedeli, il direttore tecnico della Ferrari
Gran Turismo, l’uomo che ha
.
Tra rock e blues
Pop
Mozart a 12 cilindri
Secondo Fedeli, le vetture otto cilindri 458 e 458
speciale (nella foto) hanno frequenze e sonorità
assimilabili alla musica rock e blues
La Ferrari California (nella foto) e i motori
anteriori, otto cilindri, turbo, gli fanno venire
in mente pezzi musicali più vicini al pop
Il famoso motore a 12 cilindri (nella foto, la
Ferrari 641 campione nel 1990) è per Fedeli
«musica classica, più Mozart che Beethoven»
“Così accordiamo il suono Ferrari”
Roberto Fedeli, ingegnere: per ogni vettura scegliamo la “traccia” più adatta
per compito quello di sviluppare
e concepire le vetture stradali.
Ma se il rumore è così importante, che succede nella F1 che l’ha
cambiato completamente? Che
rivoluzione è? Il fatto è che, come dice Fedeli, «per le vetture
Gran Turismo il rumore conta
come lo stile».
Proprio come lo stile?
«Certo. Nell’approccio verso
una vettura, l’appassionato, il
nostro cliente, usa tutti i sensi.
La vista, per ammirarne la linea. Il tatto, quando entra e tocca la plancia, il volante, la leva
del cambio, e riconosce l’eccellenza del materiale con cui è
stata fatta. E quando mette in
moto, usa l’udito. Il rumore del
motore, o meglio il suono, dev’essere caratterizzante della
vettura, e tutto dev’essere come un pezzo unico».
E che cosa h a di speciale il suono del motore?
«Le tecniche usate sono le stesse che adoperano i musicisti attraverso il computer. Noi produciamo tante tracce e fra quelle tracce scegliamo quella più
adatta a quel tipo di vettura. Le
parti che suonano sono gli sca-
richi, l’aspirazione, cioè l’aria
che entra all’interno del motore
e il motore stesso, e tutte queste parti devono essere accordate fra di loro. È un’orchestra
fatta di tanti strumenti».
E il discorso vale per la F1?
«Certo. Al rumore viene data
meno attenzione perché
l’aspetto principale è quello
della prestazione in gara. Co-
munque, con questo regolamento che privilegia il numero
di cilindri basso, il sei cilindri,
il rumore è penalizzato. Nella
nuova California che abbiamo
fatto noi, col motore turbo, per
far sì che suonasse come una
Ferrari abbiamo investito un
sacco di soldi, sia in ricerche
sia per la realizzazione. Con un
turbo è difficile
ottenere buone
sonorità. E con
un 6 cilindri ancora di più».
Proviamo ad
abbinare i diversi rumori
alle musiche...
Fedeli
«Per me le vetture otto cilindri,
la 458 e la 458 speciale, vanno
tra il rock e il blues. Hanno frequenze e sonorità che sono assimilabili a quel tipo di musica.
La California, e i motori anteriori, otto cilindri, turbo, mi fanno venire in mente pezzi pop».
E la F1?
«Prima di queste nuove regole,
il famoso 12 cilindri e il 10 cilindri, vanno su per la musica
classica, molto più Mozart che
Beethoven».
Le nuove regole sono una coltellata per gli intenditori?
«Beh, si perde un po’ del fascino. Sì».
22
STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
In Italia
FTSE/MIB
FTSEItaliaAllShare
Euro-Dollaro
CAMBIO
+0,86%
+0,86%
All’estero
DOWJONES(NewYork)
NASDAQ(NewYork)
DAX(Francoforte)
1,3929
Petrolio
dollaro/barile
FTSE(Londra)
R Oro
99,70
euro/grammo
+0,55%
+1,25%
+0,67%
+0,56%
S
31,4687
ECONOMIA
FINANZA
&
LA CESSIONE È STATA CURATA DA MORGAN STANLEY. L’ACQUIRENTE POTREBBE ESSERE UN UNICO SOGGETTO: IL MERCATO SCOMMETTE SUL FONDO USA JC FLOWERS
La Fondazione vende il 12% di Mps
L’Ente senese incassa circa 335 milioni: rimane primo azionista col 15% e potrà ridurre i debiti con le banche
LUCA FORNOVO
TORINO
INTERESSE PER ETRURIA
Aspettare per fare meglio.
Il motto di Antonella Mansi
sembra averle dato ragione.
La presidente della Fondazione Mps, che il 28 dicembre scorso aveva detto no
all’aumento di capitale a
gennaio con l’obiettivo di
salvare parte del patrimonio di Palazzo Sansedoni e
non svendere le azioni della
banca senese (allora valevano solo 0,14 euro), sembra aver vinto la sua scommessa.
Con l’operazione di ieri,
Niente cedola
dalla Popolare
di Vicenza
La presidente Mansi
evita di svendere
il patrimonio
di Palazzo Sansedoni
A sinistra Antonella Mansi, presidente della Fondazione Mps
la Fondazione scende al 15%
di Montepaschi, rimanendo
comunque la prima azionista della banca senese e incassa circa 335 milioni di
euro dalla vendita del 12%
del capitale (1,4 miliardi di
azioni).
Somma, che spiega la
Fondazione con una nota
diffusa ieri in tarda serata,
verrà «prioritariamente destinata alla totale estinzione del debito residuo nei
confronti dei creditori finanziatori», ossia al pool di
dodici banche che vantano
un’esposizione per circa 340
milioni di euro. Tra i principali creditori Jp Morgan,
Barclays, Bnp Paribas, Credit Agricole, Deutsche Bank,
Natixis, Goldman Sachs, Intesa Sanpaolo, Mediobanca
Rbs e Unicredit.
La vendita, effettuata attraverso la procedura dell’accelerated bookbuild, è stata
curata da Morgan Stanley in
qualità di «sole bookrunner».
Secondo fonti finanziarie, le
quote sono state cedute con
uno sconto di circa il 3% ri-
ANSA
spetto alla chiusura del titolo
Mps ieri in Borsa (a 0,246 euro, +2,71%). In pratica sono
passate di mano 1,4 miliardi
di azioni dell’ente, presieduto
da Antonella Mansi, prima a
circa 0,2337 euro per azione e
poi per 0,239 euro per un valore complessivo di circa 335
milioni. Una vendita avvenuta, quindi, a prezzi convenienti per Palazzo Sansedoni
visto che aveva in carico le
azioni Mps a 0,2433, poco sopra il valore a cui sono state
vendute ieri.
L’AGENZIA: ANCHE SPAGNA E PORTOGALLO CORRONO PIÙ DEL NOSTRO PAESE
Sulla crescita Moody’s gela l’Italia
“Il rating resterà basso a lungo”
L’Abi: per gli istituti
sofferenze record
Ma a febbraio frena
la caduta dei prestiti
GIUSEPPE BOTTERO
TORINO
Una doccia gelata. Moody’s
pubblica una relazione sulle
prospettive dei debiti sovrani
europei e spiega che un miglioramento del giudizio sull’Italia, allo stato attuale, è alquanto improbabile. Secondo l’agenzia di rating, sul
fronte delle riforme, continuiamo ad essere in ritardo,
anche rispetto ad altri Paesi
periferici come Spagna, Portogallo e Grecia.
Nel suo documento, l’agenzia scrive che «bassa produttività, rigidità del mercato
del lavoro, mancanza di concorrenza in alcuni settori del
terziario e alta pressione fiscale abbassano le prospettive di crescita dell’Italia».
Popolare di Vicenza
è pronta a fare la sua offerta per la Popolare dell’Etruria e confida anche
di ricevere un sì dalla
Marostica. Intanto fa pulizie in bilancio e archivia il 2013 con una perdita netta di 28,2 milioni
(da un utile di 1,6 milioni
del 2012), dopo accantonamenti su crediti per
432,4 milioni, raddoppiati rispetto al 2012. Nel
presentare i conti, il presidente Gianni Zonin ha
spiegato che sarà un anno di sacrifici per gli oltre 90 mila soci della
Pop. Vicenza, che nei
prossimi mesi non riceveranno di nuovo nessun
dividendo. Zonin sottolinea tuttavia «l’ottimo risultato dell’attività caratteristica» (+14,6% a
429 milioni il risultato
della gestione operativo)
e «il consistente rafforzamento della solidità
patrimoniale» col Core
Tier 1 al 9,21%.
1
Questo significa che «il rating
sovrano dell’Italia probabilmente resterà nella parte inferiore» della tabella anche in futuro. Neppure un mese fa Moody’s aveva confermato il rating
a «Baa2», due gradini sopra il
livello speculativo, migliorando però le prospettive a «stabili» da «negative».
L’agenzia dice che la maggioranza dei rating dell’Eurozona hanno ora prospettiva
stabile, con margini di miglioramento per Irlanda, Spagna e
Lettonia e di peggioramento
per la Francia. Tuttavia Moody’s ricorda che «l’eredità di
bilanci pubblici deteriorati, alto debito del settore privato e
ripresa economica rende molti
rating sovrani esposti a rischi». A precludere il ritorno
ai livelli pre-crisi è «il lento
avanzamento verso un miglioramento della capacità istituzionale, a livello dell’Eurozona, di prevenire nuovi squilibri
e migliorare la resistenza».
Uno scenario che non convince gli analisti italiani. «La valutazione sulla condizione del-
l’Italia rispetto a Spagna, Grecia e Portogallo sembra un po’
strabica», sostiene Sergio De
Nardis, capo economista di
Nomisma.
Sicuramente, ai fini di una
promozione del nostro Paese,
non gioverà la fotografia scattata ieri dall’Abi. Le sofferenze
delle banche, infatti, continuano a crescere: quelle nette sono risultate, a gennaio, pari a
80,5 miliardi di euro, quelle
lorde a 160,4 miliardi contro i
155,9 del mese precedente.
La buona notizia è, finalmente, un rallentamento nella
caduta dei prestiti. Secondo il
rapporto mensile, il complesso
dei finanziamenti registra
un’ulteriore attenuazione della variazione negativa su base
annua (-3% rispetto al -3,29%
di gennaio e al -4,5% del novembre 2013). L’Abi si mostra
fiduciosa in vista degli stress
test. L’esame Bce non porterà
sorprese per gli istituti che «in
anticipo stanno facendo una
pulizia di bilancio», dice il direttore centrale strategie e
mercati Gianfranco Torriero.
Resta ancora da chiarire
chi è o chi sono gli acquirenti
del pacchetto del 12% ceduto
dalla Fondazione. Considerato che alla vendita è stato
praticato uno sconto del 3%,
tutto lascia pensare che ci sia
un unico compratore. Sul
mercato continua a circolare
con insistenza la voce che
l’acquirente potrebbe essere
Jc Flowers, il fondo americano di private equity fondato
da James Christopher
Flowers, un personaggio
molto vicino e noto al mondo
delle banche d’affari: per circa vent’anni - prima di dare la
luce alla sua creatura finanziaria - ha lavorato in Goldman Sachs.
Da giorni Mps è uno dei
protagonisti a Piazza Affari
con un passaggio di mano di
titoli che aveva raggiunto il
suo massimo tra il 5 e il 6
marzo: in due giorni erano
state scambiate azioni pari a
circa il 29%. Le voci davano in
quei giorni la vendita di un
pacchetto da parte della Fondazione. In realtà, a piazzare
il 3% del capitale era stata la
famiglia Aleotti (scesa così
Nella seconda metà
di maggio Montepaschi
varerà l’aumento
di capitale
intorno all’1%), anche se l’ente aveva approfittato del rally
improvviso piazzando l’1,58%
e scendendo per la prima volta sotto il 30%, per un controvalore di 40,5 milioni.
Ora nella seconda metà di
maggio Mps varerà l’aumento di capitale da 3 miliardi di
euro. Il consorzio di garanzia
è già stato costituito e Ubs è il
global coordinator e bookrunner. Dopo la ricapitalizzazione, gli analisti stimano
che la Fondazione resterebbe
nell’azionariato con una quota di circa il 9%.
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
Economia .23
.
TELCO VARA LA LISTA DI MAGGIORANZA: L’AD PATUANO VERSO LA CONFERMA. FINDIM PUNTA SUL NUMERO UNO DI F2I
Telecom, duello sulla presidenza
Gamberale prova a sfidare Recchi
Dopo il comitato
nomine di Mediobanca
oggi cda della holding
ma Telefonica non vota
FRANCESCO SPINI
MILANO
C’è l’accordo tra i soci di Telco: è Giuseppe Recchi il candidato alla presidenza di Telecom Italia. L’attuale presidente dell’Eni - in passato manager in colossi internazionali
come General Electric e
Blackstone - guiderà la lista di
maggioranza che oggi sarà
approvata dal cda della holding che detiene il 22,4% del
capitale del gruppo di telecomunicazioni. La lista che sarà
sottoposta agli azionisti all’assemblea del 16 aprile ieri è stata visionata dal comitato no-
mine di Mediobanca. Oggi passerà dunque al voto della holding, voto a cui però non parteciperà Telefonica. Condivisa
nel suo insieme da tutti gli altri
azionisti di Telco (Piazzetta
Cuccia, Intesa Sanpaolo, Generali avrebbero rinunciato a indicare candidati pro quota), la
lista vede la conferma di due soli attuali consiglieri, oltre a
Marco Patuano, destinato a rimanere amministratore delegato. Gli altri sono indipendenti, con tre donne. Non manca
una baronessa inglese, Denise
Kingsmill. Tra i consiglieri indicati anche manager come l’ad di
Terna, Flavio Cattaneo, mentre
è in forse Gabriele Burgio, numero uno di Alpitour.
La partita della presidenza,
però, non è chiusa. Dopo aver
chiesto (e ottenuto) dal cda l’inserimento all’ordine del giorno
assembleare della nomina del
presidente, Marco Fossati, pa-
tron di Findim (5%), è deciso ad
andare fino in fondo. Ma volendo fare sponda sui fondi internazionali - proprio ieri
Blackrock ha comunicato a
Consob di essere sceso dal 7,78
al 4,81% del capitale - non vuole
dare l’idea di voler creare spaccature, ma solo di assicurare un
contrappeso nella governance
di Telecom che dia ancora maggiori garanzie alle minoranze.
Con ogni probabilità, dunque,
Fossati si limiterà a presentare
(forse già oggi) una lista di minoranza a tre nomi, ma non rinuncerà a proporre il proprio
capolista per la presidenza. Il
suo candidato sarà dunque Vito
Gamberale, ad di F2i, una vecchia conoscenza di Telecom da
ex ad dell’allora Sip.
Nei prossimi giorni il patron
di Findim presenterà il proprio
piano industriale per Telecom
in un road show tra New York e
Londra in cui incontrerà fondi e
proxy advisor. Ad appoggiare
Fossati ci sarà anche Asati, l’associazione di piccoli azionisti
guidata da Franco Lombardi,
che conta di coagulare l’1,3% del
capitale. Nessun contatto, invece, tra Fossati e il Comitato dei
gestori (Assogestioni) che sta
ultimando la lista con l’appoggio, a quanto risulta, anche di
diversi fondi esteri. Probabile
che, dopo la rinuncia di Luigi
Zingales, la capolista possa essere Lucia Calvosa. Tra Assogestioni e Fossati, quindi, sarà
battaglia per aggiudicarsi
quante più delle tre seggiole riservate alle minoranze.
Intanto, sul fronte giudiziario, Telecom Italia, in base alla
legge sulla responsabilità delle
imprese, ieri è stata rinviata a
giudizio, insieme a 75 persone,
tra cui 12 ex dipendenti, per il
caso delle sim false, intestate a
persone inesistenti o ignare. Il
processo inizierà il 29 maggio.
IMAGOECONOMICA
Giuseppe Recchi, candidato alla presidenza Telecom
Aerei Alitalia e Ryanair a Fiumicino
IL TRAFFICO NEI NOSTRI CIELI SCENDE DELL’1,7%
Alitalia è ancora
la numero uno
Ma Ryanair incalza
ROMA
Alitalia si conferma il primo
vettore in Italia. Ma si assottiglia la distanza con Ryanair, che da anni cerca di scalfire il primato dell’ex compagnia di bandiera. La classifica dei primi 50 vettori nel
2013 stilata dall’Enac evidenzia infatti che Alitalia ha
trasportato lo scorso anno
23.993.486 passeggeri, in calo dai 25,33 milioni del 2012;
mentre la low cost irlandese
passa a 23.041.752 (dai
22.797.829 del 2012): il gap si
assottiglia così ad appena
951 mila passeggeri mentre
l’anno precedente erano 2,5
milioni.
«Oggi Alitalia non è un
carrozzone, non lo è più almeno», commenta l’a.d. Gabriele Del Torchio, ribadendo che «Ryanair sono tre anni che dice che ci sorpassa
ma siamo ancora al primo
posto in Italia e faremo di
tutto per rimanerci». Il tema
caldo del suo intervento a
2Next è stato, ovviamente,
l’operazione Etihad. «Se non
c’è Don Rodrigo, questo matrimonio s’ha da fare e lo faremo», spiega Del Torchio,
citando Manzoni e ricordando che «non si può pensare di
rimanere da soli, un partner
industriale è indispensabile» e
l’opzione migliore rimane appunto quella araba, con la linea aerea di Abu Dhabi che
«avrà una quota qualificata di
minoranza. Non potrà avere
quote di maggioranza o entrare a scaglioni».
Più in generale, dai «Dati di
traffico 2013», in cui l’Enac fotografa lo stato attuale del
trasporto aereo nazionale,
emerge una riduzione dei passeggeri transitati negli aeroporti italiani: sono stati
143.510.334, in calo dell’1,7%
rispetto al 2012. Il primo scalo
per numero di passeggeri si
conferma Fiumicino, che assorbe il 25% del traffico globale nazionale. La seconda posizione è di Milano Malpensa;
terza Linate. Anche nel 2013,
inoltre, prosegue il calo dei
movimenti aerei (-5,6%): conseguenza - spiega l’Enac - della razionalizzazione del sistema da parte delle compagnie
aeree. Per quanto riguarda le
tratte più frequentate, tra le
rotte nazionali primeggia la
Catania-Roma Fiumicino; per
le internazionali con Paesi Ue
la Fiumicino-Parigi Charles
De Gaulle seguita a ruota dalla Fiumicino-Madrid Barajas;
per internazionali extra Ue
guida la classifica la Fiumicino-New York JFK.
[G. B.]
DENOMINAZIONE
CODICE ISIN
VALUTA
EMISSIONE
TAGLIO
MINIMO
PREZZO
DI EMISSIONE
SCADENZA
CEDOLA ANNUA LORDA
1° E 2° ANNO (1)
CEDOLA ANNUA NETTA
1° E 2° ANNO (1)
CEDOLA ANNUA
VARIABILE LORDA
DAL 3° AL 5° ANNO (1)
OBBLIGAZIONE BANCA IMI
COLLEZIONE TASSO MISTO
DOLLARO USA SERIE I
IT0005001422
USD
2.000
DOLLARI
STATUNITENSI
99,85%
13/03/2019
3,00%
2,40%
Libor USD
3 mesi + 0,21%
OBBLIGAZIONE BANCA IMI
COLLEZIONE TASSO MISTO
DOLLARO NEOZELANDESE SERIE I
IT0005001521
NZD
2.500
DOLLARI
NEOZELANDESI
99,83%
13/03/2019
5,90%
4,72%
NZD BB
3 mesi + 0,75%
(1) La tassazione vigente al momento dell’emissione è pari al 20%.
24 .Economia
STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
Panorama
Dalla Ragioneria dello Stato
MA LE VENDITE RESTANO LONTANE DAI LIVELLI PRE-CRISI. FIAT-CHRYSLER +5,8%
Corre l’auto Ue
A febbraio +8%
Pensioni, per 4000 docenti
arriva lo stop alle coperture A Pomigliano 1.950 contratti di solidarietà
iornata in chiaroscuro
per la scuola italiana.
Se una boccata d’ossigeno per i prof è arrivata dal
Parlamento - l’aula della Camera ha approvato in via definitiva il cosiddetto decreto
salva-scatti che proroga gli
automatismi stipendiali del
personale della scuola - per
un drappello di insegnanti circa 4.000 - non si vede, inve- Un’aula scolastica
ce, l’uscita del tunnel: dalla
Ragioneria dello Stato è, infatti, arrivato uno stop alle coperture del testo unificato che risolve il caso di quei docenti oggetto
della cosiddetta «quota 96», che a causa della riforma Fornero
non erano riusciti ad andare in pensione nonostante i requisiti.
Ma la «doccia fredda» per i prof ha provocato l’intervento di
Viale Trastevere: «Auspico - ha detto in serata il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini - che il ministero dell’Economia
consenta al Parlamento di trovare una soluzione che permetta
a questi insegnanti di non restare nell’incertezza».
[R. E.]
G
In Germania
Deutsche Telekom taglia
quasi 5000 posti di lavoro
l gigante tedesco delle telecomunicazioni Deutsche Telekom taglierà 4.900 posti di lavoro in Germania nei prossimi due anni nella sua controllata di servizi informatici TSystem. «Ridurremo 2.700 posti quest’anno e 2.200 l’anno
prossimo in Germania» ha ieri dichiarato il portavoce del
gruppo, confermando le anticipazioni del quotidiano
Frankfurter Allgemeine Zeitung. Diverse cifre erano già circolate sulla stampa tedesca senza essere confermate. Secondo quanto riferito dal portavoce, 900 impiegati dei 4.900 previsti hanno già lasciato l’azienda. «Esigiamo che l’azienda rinunci ai licenziamenti in tronco» è stata la replica di Volker
Geyer, il leader del sindacato aziendale. Confrontata ad una
concorrenza sempre più agguerrita nel suo settore, la T-Systems naviga da anni in cattive acque. Attualmente dà lavoro a
50.000 persone nel mondo.
[R. E.]
I
Accolte le richieste della difesa
Fonsai, trasferito a Milano
il processo a Paolo Ligresti
volta nel processo Fonsai-bis: i principali imputati, tra cui Paolo Ligresti, saranno processati a Milano per competenza territoriale. Lo ha deciso il gup torinese
Paola Boemio, che ha accolto
le richieste della difesa. La decisione potrebbe avere un effetto-domino anche sugli altri
procedimenti riguardanti la
compagnia assicuratrice torinese. Potrebbero dunque essere processati a Milano anche Salvatore e Jonella Ligresti. Il gup Boemio ha accolto l’eccezione di
competenza territoriale presentata dall’avvocato Davide Sangiorgio, legale di Paolo Ligresti. Nell’eccezione in cui si richiedeva di trasferire il processo a Milano per questo motivo: la prima
comunicazione sulla situazione di bilancio di Fonsai, il 28 marzo
2011, non partì da Torino, sede legale della società, ma qualche
minuto prima da Milano, tramite il Nis, la piattaforma informatica della Borsa. È dunque Milano ad avere la competenza su quel
comunicato che, secondo l’accusa, turbò il mercato.
[R. E.]
S
LUIGI GRASSIA
Il peggio è passato, adesso bisognerà recuperare i livelli di
vendita pre-crisi. A febbraio
nei 28 Paesi Ue sono state immatricolate 861.058 auto cioè
l’8% in più dello stesso mese
del 2013. Nel complesso dei
primi due mesi dell’anno le
immatricolazioni sono state
1.796.787 (+6,6%). Febbraio è
il sesto mese consecutivo di
crescita e questo come linea
di tendenza è un fatto molto
positivo anche se in termini
di volumi il febbraio 2014 figura al secondo posto nella
graduatoria dei peggiori mesi di febbraio dal 2003 cioè da
quando l’Acea (associazione
dei costruttori europei) ha
cominciato le rilevazioni nell’Europa «allargata».
A febbraio quello francese
è l’unico mercato a subire un
calo, con 141.290 immatricolazioni, pari a un -1,4% rispetto allo stesso mese 2013. Tutti gli altri Paesi contribuiscono alla crescita del mercato
europeo, con incrementi che
vanno dal +3% della Gran
Bretagna (68.736) al +4,3%
della Germania (209.349) al
+8,6% dell’Italia (118.328) e al
ANSA
Per la 500L immatricolazioni in crescita del 40%
+17,8% della Spagna (68,763).
Nei due mesi la crescita
maggiore è in Spagna (+13,1%
rispetto all’analogo periodo
2013), seguita da Gran Bretagna (+6,1), Italia (+6%) e Germania (+5,7%). Unico segno
rosso un Francia (-0,5%).
Il gruppo Fiat Chrysler Automobiles ha immatricolato a
febbraio in Europa oltre 59 mila vetture, il 5,8% in più rispetto allo stesso mese 2013. La
quota di mercato è del 6,6%
(era 6,8%). Nel primi due mesi
del 2014, Fca ha immatricolato
oltre 119 mila vetture (+1,7% sui
2 mesi 2013) e la sua quota è
stata del 6,4% (era 6,7%).
Panda e 500 sono state ancora una volta le due vetture
più vendute del segmento A,
consolidando la leadership di
Fiat: quota al 29,9% (+1,3 punti). La Panda ha ottenuto il
16,4% del segmento. La 500,
con quasi 12 mila registrazioni
(+18%) è subito dietro con il
13,4% di quota, l’1,5% in più rispetto al 2013. La 500L mantiene la prima posizione nel
suo segmento con oltre 6.700
immatricolazioni (+40%) e una
quota del 20,8%, di 4,7 punti
percentuali più alta rispetto al
2013. Bene anche la Freemont
che, con il 5,1% di quota, si conferma tra le top ten nel suo
segmento.
Sono state oltre 46 mila le
immatricolazioni in Europa
del marchio Fiat a febbraio
(+5,7%) con una quota del 5,2%.
Nel primo bimestre del 2014,
Fiat ha immatricolato 92 mila
auto (+1,3% e quota del 4,9%).
Lancia/Chrysler a febbraio
ha immatricolato 5.600 vetture (+2,3%) e ha ottenuto una
quota dello 0,6%. Nel bimestre
sono state quasi 12.500 le Lancia immatricolate (+6,7% e
quota stabile allo 0,7%).
Le immatricolazioni di Alfa
Romeo sono state a febbraio
4.600 (-2,3%) con una quota
dello 0,5%, e nei due mesi 9.100
(-12%). A febbraio MiTo migliora del 28% in Italia e del 13% in
Europa. Anche Giulietta ha registrato a febbraio incrementi
nelle vendite in Spagna
(+48%), Svizzera (+47%) e Germania (+17%). Il marchio Jeep
a febbraio ha immatricolato oltre 2.200 vetture (+15,4%). Stabile la quota allo 0,2%. Nel primo bimestre le Jeep registrate
sono state più di 4.400 (+13%).
Anche in questo caso la quota
è rimasta stabile allo 0,2%.
Ferrari e Maserati hanno
immatricolato complessivamente a febbraio 571 vetture.
Da notare che nello stabilimento Fiat di Pomigliano sono
in arrivo i contratti di solidarietà, per la prima volta in una
fabbrica del gruppo. La solidarietà eviterà la cassa integrazione a 1.950 lavoratori.
ROTTERDAM E ANVERSA IN CIMA ALLA CLASSIFICA DEGLI SCALI COMMERCIALI
Eurostat boccia i porti italiani
Solo Messina
è in graduatoria
Escluse Gioia Tauro
Genova e Trieste
MARCO ZATTERIN
CORRISPONDENTE DA BRUXELLES
La cartina fa venire la rabbia.
È la mappa dei principali
porti europei, conferma non
solo che la grande attività è
tutta a Nord, ma che la famigerata «porterei del Mediterraneo» fa parecchio acqua. Non c’è neanche un nome italiano fra i primi dieci
della classifica degli scali
commerciali continentali,
eppure il disegno è così chiaro, Genova da un lato, Venezia e Trieste dall’altro, e giù
sino a Gioia Tauro e Napoli,
tutti sono in posizione ideale
per far da trampolino ai flussi mercantili. Invece nulla.
Eurostat ci relega in un
mondo secondario. Comandano Rotterdam e Anversa, i
Paesi Bassi e il Belgio. Insieme hanno visto passare 560
milioni di tonnellate nel 2012,
Merci
Passeggeri
Helsinki
Immingham Bremerhaven Helsingborg
Amburgo
Dover
Rotterdam
Calais
Amsterdam
Anversa
Le Havre
Marsiglia
Valencia
Algeciras
Messina
- LA STAMPA
qualcosa in meno rispetto al
2011, ma la crisi si è vista anche
quassù.
Amburgo insegue con 113
milioni, Marsiglia è staccata
con 81. Nel complesso la recessione non ha picchiato durissimo, visto che Eurostat - l’ufficio statistiche dell’Ue - rileva a
livello europeo un calo dell’1
per cento a 3,7 miliardi di tonnellate. L’Italia è il paese col
terzo totale singolo più alto
Paulokia Salaminas
Pireo Perama
(499 milioni) dopo gli olandesi
(532) e i britannici (519), segno
che l’attività non manca ma è
frammentata.
Proprio questa parcellizzazione viene considerata l’acceleratore dell’effetto-crisi: abbiamo perso il 4,6% delle merci
nel 2012 e il 6,3 dei passeggeri
(sono scesi a 76 milioni da 81),
anche se in questo restiamo il
mercato più gettonato, davanti a Grecia e Danimarca, il che
ALTA VELOCITÀ
Ntv entra
in Unindustria
Ntv entra in Unindustria, la federazione confindustriale del Lazio. Il
presidente della società
ferroviaria Antonello
Perricone si dice «convinto di poter dare un
contributo a un nuovo assetto delle relazioni industriali di settore».
1
la dice lunga sul potenziale.
L’Italia non ha fatto abbastanza per integrarsi, così il paradosso «è che si passa per Rotterdam anche per andare nella
parte orientale del continente:
la strada è più lunga ma anche
più agevole». Bisognerebbe ragionare anche su questo per
rafforzare la competitività del
sistema. Stando ai numeri e alle mappe, si poteva evidentemente fare di più.
Borsa .25
LA STAMPA
.
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
LEGENDA
AZIONI: il prezzo ufficiale rappresenta il prezzo medio dell’intera quantità di titoli trattata nella seduta. Il prezzo di riferimento è costituito dal
prezzo medio dell’ultimo 10% di titoli trattati. La capitalizzazione è
espressa in milioni di Euro. EURO 50: selezione dei 50 titoli più significativi quotati in Europa. Prezzo con variazione percentuale sul precedente.
OPZIONI:call è il prezzo di chi acquista; put quello di chi vende. Sono
indicati: il mese di scadenza dell’opzione; la base del prezzo del titolo; il
prezzo, cioè il premio da pagare; il volume dei pezzi negoziati; l’interesse
aperto, riferimento per i future. EURIBOR: è il tasso interbancario comune delle piazze finanziarie dell’area euro: lettera è il prezzo di chi vende;
denaro quello di chi acquista.
OBBLIGAZIONI 18-03-2014
il punto
TITOLI
Atlantia nv18 TF Eur 3.6
B IMI dc15 Tv Eur
B IMI giu17 Eur TV Minim
Barclays giu17 Fix Fl.No
Barclays mar15 Cap.Float
Bco Popolare nv20 TF LT
Bei 96/16 Zc
Bei/20 EIBF
Bpop mg17 MC Eur
Centrob /18 Rfc
Comit 98/28 Zc
Crediop /19 Float1
Crediop 98/18 Tf Capped
DB LG14 MC Eur
Dexia Cr/15 ST Gen05
Dexia Cred. Gn16 Tv Eur
Dexia Mz16 4.85
Enel 07/15 Eu 5.25%
Enel 07/15 Ind
Enel 10/16 TV Eur
Enel Feb16 Eur 3.5
Enel feb18 TF 4.439% Eur
Enel feb18 TF 4.875% Eur
Eni giu 15 4% Eur
Eni giu 15 Eurib 6m+0.89
Eni ott 17 4.875
IMI ag19 TF Sprint BPost
IMI mar15 Tasso Misto
IMI MZ15 MC eur
IMI st14 Bposta MC Eur
Interb /21 359 Cr
Med Lom /19 1 Sd
Med Lom /19 3 Rfc
Medio ap23 Lower Tier2 T
Medio dc23 MB29 TM Cap F
LUIGI
GRASSIA
IL MIGLIORE
+19,52%
Ricchetti
IL PEGGIORE
-5,45%
Bca Finnat
0,5115
0,3765
Mer
Gio
Ven
Lun
Mar
Mer
Gio
Ven
Lun
PREZZO
Mar
CRESCONO INTESA E MEDIOLANUM
BENE MPS, GIÙ YOOX E A2A
C
hiusura di seduta positiva per la Borsa milanese, con
l’indice Ftse Mib +0,86% e l’All Share idem.
Tra le banche spicca il balzo di Intesa Sanpaolo
(+3,23%) dopo che Fitch ne ha tessuto gli elogi mostrando di
credere in buoni conti 2013. Bene anche Monte Paschi
(+2,71%) su nuove attese speculative legate a voci della sistemazione della quota della Fondazione. Rialzi per Mediobanca (+2,02%) e Bper (+0,72%). Bene il risparmio gestito con
Azimut (+2,01%) e Mediolanum (+4,36%).
Nell’energia bene Enel (+1,19%), Eni (+1,09%), Snam
(+1,16%) alla vigilia della presentazione del piano industriale. A2A (-2,82%) paga i timori di un collocamento sul mercato della quota del 5% che i comuni di Milano e Brescia intendono alienare. Giù Fiat (-0,56%) dopo il dato sulle immatricolazioni in Europa a febbraio, in crescita ma inferiore al
mercato. Pirelli accusa un -3,57%.
Tra le altre blue chip Yoox cede il 3,33%.
109.03
100.17
96.69
99.14
99.79
104.84
98.56
103.00
107.50
108.71
59.58
103.68
104.60
111.25
98.75
96.57
103.16
103.63
100.37
100.24
104.54
108.62
112.02
104.20
100.90
112.45
103.31
99.97
99.43
119.40
115.54
95.89
107.25
109.88
102.47
FUTURES SU FTSE MIB
TITOLI
FTSE MIB
FTSE Italia All Share
FTSE Italia Mid Cap
FTSE Italia MIB Storico
FTSE Italia Stars
FTSE Italia Small Cap
D.J.Eurostoxx 50
PREZZO
Medio dic17 Zc Eur
Medio giu21 TV 4to Atto
Medio mag20 Eur 4.5
Medio Mb 12 fb18 TM Mc e
Medio Nv 20 Eur 5
Medio Nv14 Eur 3
Medio Nv14 TV Eur
Medio/15 Inf. Perf.
Medio/15 MC Eur
Mediobanca fb22 MB33 TF
Mittel lg19 Tf Call eur
Mpaschi 99/29 4
Mps nov17 Stepbystep 5%
MPS ot17 Mc Eur
Rbs 01-15 11.5%
Rbs 01-20 tv Eurib.
Rbs 01-20 tv infl.
Rbs 04-14 tv
Rbs 09-14 4%
Rbs 09-14 tv
Rbs 10-19 6%
Rbs 22-12-14 tf/tv
RBS feb 16 Eur 4
RBS feb 16 TV Eur
RBS ott16 Tasso Misto BP
Rep Aus/CMS 2035
Rep Ellenica /19 Tf
SG mg16 MC Eur
UBI dc14 TF 4 Eur
UBI feb17 Lower TierII T
Ubi ge16 Welcome Edition
UBI giu14 Tasso Misto
UBI giu16 TV eur
UBI giu19 MC eur
UBI gn18 Eur 5.4
INDICE BORSA
VALORI DI MILANO
Mercati
Fondi su LaStampa.it
1 34567 67 7589AB7C95B4 A454 45 D759 AE F
B
C
7B
9 45AEDB
D7 D756774 111234564784296ABCDE9
92.53
105.31
109.47
99.75
106.79
101.31
99.86
99.96
109.82
101.96
105.74
107.55
107.87
104.24
99.83
125.73
101.96
99.99
101.45
100.35
96.97
100.01
105.26
100.17
99.10
103.46
99.68
103.37
102.00
101.00
102.69
99.95
99.12
99.27
104.77
EURIBOR
18-03-2014
VAR.%
21038,03
22421,31
29580,62
17681,41
19568,17
20456,13
3073,75
+0,86
+0,86
+0,92
+1,55
+0,80
+0,32
+0,81
PER.
TA.360 TA.365
1 sett
1 mese
2 mesi
3 mesi
6 mesi
9 mesi
12 mesi
0,1940
0,2340
0,2710
0,3090
0,4100
0,4970
0,5820
Il Mercato Azionario del 18-03-2014
0,1966
0,2372
0,2747
0,3132
0,4156
0,5039
0,5900
TITOLI
PREZZO
UBI lug14 Tasso Misto
UBI mar16 LowT2 Amor
UBI mar19 LowT2 Call
UBI nov15 LowT2 Amor
UBI nv18 Mc Eur
UBI ott19 Lower Tier II
UBI ott19 Lower Tier II
UBS lug17 Classica 4%
UniCr ag18 TF 5.65% Banc
UniCr/16 LT
99.81
99.04
98.29
98.99
98.77
107.63
110.20
108.70
112.45
101.43
TITOLI DI STATO
BoT 13-31/03/14 S
13-14/04/14 A
13-30/04/14 S
13-14/05/14 A
13-30/05/14 S
13-13/06/14 A
14-30/06/14 S
13-14/07/14 A
14-31/07/14 S
13-14/08/14 A
14-29/08/14 S
13-12/09/14 A
13-14/10/14 A
13-14/11/14 A
13-12/12/14 A
14-14/01/15 A
14-13/02/15 A
12-01/03/15 S
14-13/03/15 A
CcT 07-01/12/14 S 0.42%
13-31/12/14 A
08-01/09/15 S 0.38%
10-15/12/15 S 0.59%
09-01/07/16 S 0.56%
12-01/12/16 S 3.00%
10-01/03/17 S 0.38%
12-15/06/17 S 1.45%
10-15/10/17 S 0.58%
11-15/04/18 S 0.68%
13-01/11/18 S 1.08%
CTz 12-30/05/14 A
12-30/09/14 A
13-30/06/15 A
13-31/12/15 A
99.99
99.98
99.96
99.96
99.94
99.92
99.91
99.89
99.86
99.84
99.80
99.78
99.74
99.67
99.64
99.57
99.50
101.79
99.44
100.17
99.59
100.11
100.75
99.96
104.90
99.32
104.95
99.76
99.95
102.98
99.92
99.74
99.14
98.61
SCADENZA
Mar14
Giu14
Set14
Dic14
CAMBI VALUTE
APERT.
CHIUS.
MIN.
MAS.
20825
20560
20700
-
21030
20730
20663
20544
20725
20430
20700
-
21190
20895
20705
-
MONETE AUREE
VALUTA
EURO
Sterlina (v.c)
Sterlina (n.c)
Sterlina (post.74)
Marengo Italiano
Marengo Svizzero
Marengo Francese
Marengo Belga
Marengo Austriaco
20 Marchi
10 Dollari liberty
10 Dollari Indiano
224,540 - 260,870
227,750 - 268,670
227,750 - 268,670
179,730 - 202,970
175,590 - 195,220
175,050 - 190,730
175,050 - 190,730
174,950 - 190,730
221,350 - 246,940
497,870 - 570,740
502,990 - 578,430
MERCATI
EURO
%
Dollaro Usa
1,3902
1 0,7193
Yen giapponese
141,1000
100 0,7087
Sterlina inglese
0,8383
1 1,1929
Franco Svizzero
1,2162
1 0,8222
Corona ceca
27,411
100
3,648
Corona danese
7,464
10
1,340
Corona islandese
100
Corona norvegese
8,305
10
1,204
Corona svedese
8,823
10
1,133
Dollaro australiano
1,526
1
0,656
Dollaro canadese
1,536
1
0,651
Dollaro Hong Kong
10,797
1
0,093
Dollaro neozelandese
1,614
1
0,620
Dollaro Singapore
1,758
1
0,569
Fiorino ungherese
311,520
100
0,321
Litas lituano
3,453
1
0,290
Leu rumeno
5 10000 2219,756
Lev bulgaro
1,956
1
0,511
Lira cipriota
1
Lira maltese
1
Lira turca
3,088
1
0,324
0,03
0,25
-0,18
-0,07
0,00
-0,01
AZIONI
A A.S. Roma
A2A
Acea
Acque Potabili
Acsm-Agam
AdF-Aerop.Firenze
Aedes
Aedes 14 warr
Aicon
Aiòn Renewables
Alerion
Ambienthesis
Ansaldo Sts
Antichi Pell
Arena
ASTM
Atlantia
Autogrill
Autostrade Mer.
Azimut
B Banca Generali
Banco Popolare
Basicnet
Bastogi
Bca Carige
Bca Carige r
Bca Intermobiliare
Bca Pop.Milano
Bca Pop.Spoleto
Bca Popolare Italiana 10 warr
Bca Profilo
Bco Desio-Brianza
Bco Desio-Brianza rnc
Bco Santander
Bco Sardegna rnc
Bee Team
Beghelli
Beni Stabili
Best Union Co.
Bialetti Industrie
Bioera
Boero Bart.
Bon.Ferraresi
Borgosesia
Borgosesia rnc
Brioschi
Brunello Cucinelli
Buzzi Unicem
Buzzi Unicem rnc
1,140
1,000
10,740
1,044
1,321
13,600
0,053
0,001
0,122
0,621
3,834
0,562
8,170
0,082
0,006
12,110
18,540
7,470
17,020
24,830
24,040
17,590
2,380
3,094
0,575
1,175
3,550
0,680
1,794
0,443
2,732
2,394
6,545
9,780
0,377
0,529
0,610
2,090
0,693
0,438
21,400
28,450
0,898
0,960
0,125
19,800
13,480
7,360
-0,87
-2,82
+0,19
0,00
+0,08
0,00
+0,57
0,00
0,00
0,00
-1,19
-1,40
+0,62
0,00
0,00
-0,16
+1,31
-0,40
+1,67
+2,01
+2,30
0,00
+0,51
-0,06
+2,13
+0,43
+2,54
-1,45
0,00
0,00
-0,61
-1,30
-2,29
+1,63
+0,88
+2,53
+1,54
-0,81
-0,95
-0,86
-0,43
0,00
-1,18
+1,35
0,00
-1,26
+1,23
-1,82
-0,81
1,135
1,015
10,634
1,043
1,327
13,434
0,054
0,001
0,120
0,622
3,847
0,567
8,179
0,082
0,006
12,136
18,457
7,479
16,999
24,889
Divid.
Minimi
Anno
Massimi
Anno
Quantità
trattate Capitalizz.
TITOLI PUBBLICI
USA 10 anni
CAN 10 anni
UK 10 anni
GER 10 anni
FRA 10 anni
REND.
TITOLI PUBBLICI
1,980%
2,060%
2,140%
1,940%
2,940%
REND.
ESP 10 anni
HOL 10 anni
SVE 10 anni
GIA 10 anni
5,320%
2,260%
1,870%
0,980%
nr
0,026
0,250
nr
0,040
0,080
nr
nr
nr
nr
0,120
nr
0,180
nr
nr
0,450
0,355
nr
nr
0,550
1,090
0,782
8,054
0,759
1,038
9,622
0,040
0,001
0,120
0,622
3,231
0,488
7,796
0,082
0,005
10,688
16,498
6,159
15,005
19,857
1,259
1,016
10,634
1,096
1,369
13,529
0,054
0,002
0,120
0,622
3,957
0,600
8,609
0,082
0,007
12,839
18,753
7,493
17,266
25,527
222667
153
28238000 3181
117157 2265
108790
38
32778
102
0
121
10569831
54
135000
0
0
13
0
11
88681
168
80069
53
1961961 1472
0
4
25389690
11
63843 1068
2236416 15241
1167462 1903
1873
74
1539492 3565
23,866 0,900 21,572
17,604
nr 12,033
2,383
nr 2,125
3,084
nr 0,813
0,570
nr 0,396
1,166
nr 1,041
3,547
nr 3,128
0,688
nr 0,435
1,796
nr 1,796
nr
0,445 0,002 0,200
2,739 0,036 2,198
2,458 0,044 2,038
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9,780
nr 9,510
0,377
nr 0,258
0,525
nr 0,415
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2,091
nr 1,482
0,691
nr 0,222
0,437
nr 0,380
21,400
nr 20,600
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nr 0,839
0,960
nr 0,931
0,124
nr 0,078
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13,589 0,050 12,972
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25,136 549592
17,608 2707368
2,511
47326
3,718
33235
0,577 8228741
1,166
2987
3,547 121125
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1,796
0
0,466 6834062
2,819
73130
2,466
7854
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9,841
3517
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0,658 2156196
2,241
6510
0,845 200209
0,452
93067
21,448
0
38,858
9426
0,933
45165
1,045
0
0,147 1325600
26,230
90048
15,134 964971
7,624 753959
2754
3105
145
55
1240
3
554
2223
53
0
301
321
32
75020
65
51
105
1179
20
52
16
93
160
34
1
98
1352
2247
299
C Caleffi
1,538 +0,85 1,549
nr 1,412 1,674
18038
19
Caltagirone
2,538 +0,08 2,526 0,030 2,009 2,602
22050
303
Caltagirone Ed.
1,248 -0,16 1,243
nr 1,054 1,293
18814
155
Campari
5,830 +0,60 5,811 0,070 5,751 6,281 1875598 3375
Cape Live
0,076 +1,34 0,076
nr 0,056 0,083 1672344
25
Carraro
3,100 +1,91 3,095
nr 2,928 3,385
61322
142
Cattolica As
19,300 -0,21 19,284 0,800 18,071 19,715
67537 1043
Cell Therap
2,810 +0,14 2,825
nr 1,443 3,101 1903886
423
Ceram. Ricchetti
0,377 +19,52 0,340
nr 0,184 0,340 4915293
28
CHL
0,057 -1,04 0,057
nr 0,044 0,059 2892379
13
CIA
0,288 +1,48 0,286
nr 0,252 0,290 437735
26
Ciccolella
0,378 +1,10 0,382
nr 0,300 0,402 111908
69
Cir
1,070 -0,93 1,074
nr 1,037 1,178 456041
853
Class Editori
0,381 +3,56 0,375
nr 0,209 0,402 887679
40
CNH Industrial
8,095 +1,06 8,050
nr 7,577 8,793 4032158 10868
Cofide
0,526 +0,10 0,530
nr 0,523 0,569 202969
381
Cogeme Set
0,048 0,00 0,049
nr 0,049 0,049
0
3
Conafi Prestito'
0,615 -0,41 0,615 0,060 0,593 0,655
46223
29
Cred. Artigiano
0,00
nr
0
Cred. Bergamasco 18,750 -0,11 18,992 0,550 14,552 20,039
7748 1172
Cred. Emiliano
6,815 +0,15 6,803 0,120 5,708 6,803 214988 2261
Cred. Valtell. 10 warr
0,00
nr
0
Cred. Valtell. 14 warr 0,369 +11,70 0,370
nr 0,159 0,370 324865
0
Cred. Valtellinese
1,458 +3,40 1,455
nr 1,135 1,533 4478255
685
Crespi
0,026 0,00 0,025
nr 0,025 0,025
0
4
Csp
1,548 +0,06 1,532 0,050 1,324 1,583
34350
51
AZIONI
D D'Amico 16 warr
Danieli
Danieli rnc
De'Longhi
Delclima
Diasorin
Dmail Group
0,117
24,150
16,460
15,800
1,390
31,130
4,300
E Edison r
+3,36
+0,21
+1,29
-0,32
0,00
+1,40
+0,09
0,115
24,165
16,445
15,818
1,396
30,772
4,266
Divid.
Minimi
Anno
Massimi
Anno
nr
0,300
0,321
0,290
nr
0,500
nr
0,099
23,903
16,213
11,869
1,200
30,627
3,870
0,119
26,687
17,992
16,406
1,396
35,923
4,487
Quantità
trattate Capitalizz.
26240
30051
127462
97461
242212
84668
10601
0
988
665
2365
209
1721
7
1,030
EEMS
0,450
Enel
4,086
Enel Green Pw
2,056
Enervit
5,575
Eni
17,550
Erg
11,320
Ergy Capital
0,169
Ergy Capital 16 warr 0,030
Eukedos
0,768
Exor
30,540
+0,19 1,030 0,150 0,973 1,051 835801
113
+1,37 0,448
nr 0,308 0,471 195268
20
+1,19 4,072 0,150 3,151 4,072 65118171 38290
+1,58 2,044 0,026 1,835 2,053 8669919 10219
-2,53 5,644 0,028 3,147 5,822
49192
100
+1,09 17,536 0,550 16,301 17,599 17565901 63730
-0,09 11,329 0,400 9,884 11,329 387930 1703
-0,53 0,169
nr 0,166 0,190 509936
28
-3,23 0,030
nr 0,026 0,031
4250
0
+0,26 0,769
nr 0,620 0,831
51793
14
-0,55 30,458 0,335 28,048 30,803 1211003 7500
F Ferragamo
21,380
7,995
7,015
0,644
2,878
+1,76 21,273 0,330 20,861 27,699 636241 3583
-0,56 7,998
nr 6,613 8,200 16131466 10002
+0,79 7,038
nr 5,480 7,336 7654210 4069
+0,23 0,651 0,012 0,485 0,653 3924906
283
+0,84 2,806
nr 2,620 3,158
8360
31
0,042
4,832
16,240
3,392
1,830
22,670
+3,17 0,043
nr 0,031 0,043 60768888
63
0,00 4,832 0,220 4,555 5,061
1201
217
+0,56 16,243 0,200 15,596 17,523 10042318 25289
+2,17 3,394 0,060 2,708 3,408 835340
880
-1,93 1,843
nr 1,357 1,962 234980
756
-0,09 22,700 0,730 21,967 24,030 493657 3951
Fiat
Finmeccanica
FNM
Fullsix
G Gabetti Pro.Sol.
Gas Plus
Generali
Geox
Gruppo Edit. L'Espresso
Gtech
H Hera
I I Grandi Viaggi
1,942 -1,27
1,949 0,090
1,641
1,981 1908500
-2,58
+2,01
+2,32
+1,55
+4,00
+2,91
-0,73
+3,60
+1,54
+3,23
+3,23
-0,20
-0,23
+1,10
-0,63
-0,52
+0,88
+1,95
+2,38
0,711
1,301
0,726
0,652
10,757
10,202
0,877
0,406
0,538
2,231
1,903
0,753
1,301
8,660
5,546
30,293
19,556
8,246
0,217
J Juventus FC
0,241 -0,86
0,241
nr
0,220
0,252 1928941
K K.R.Energy
1,585 +0,38
2,140 -4,04
1,587
nr
2,159 0,010
1,570
1,926
1,908
2,429
IGD
Il Sole 24 Ore
Immsi
Indesit
Indesit rnc
Industria e Inn
Intek Group
Intek Group rnc
Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo rnc
Invest e Sviluppo
Iren
Italcementi
Italcementi rnc
Italmobiliare
Italmobiliare rnc
IVS Group
IVS Group 16 warr
Kinexia
L Lazio
Luxottica
Lventure Group
M M&C
Maire Tecnimont
Mediacontech
Mediaset
Mediobanca
Mediolanum
Meridie
Mid Industry Cap
Mittel
MolMed
Moncler
Mondadori
Monrif
Monte Paschi Si.
Montefibre
Montefibre rnc
Moviemax
0,700
1,318
0,727
0,654
10,920
10,270
0,880
0,400
0,528
2,240
1,917
0,753
1,297
8,695
5,505
30,590
19,570
8,350
0,219
2770
nr 0,383 0,858 313529
32
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453
nr 0,606 0,742 488847
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5
nr 0,652 0,977
25235
21
nr 0,316 0,410 4203789
140
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27
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42643
320
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321
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0,00 0,157
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nr 5,676 7,518
1323
-0,48 4,134
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+2,18 0,168
nr 0,078 0,183 485872
0,00
nr
+0,23 1,765
nr 1,608 1,794
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nr 12,401 16,314 720820
0,00 1,487
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+7,94 0,492
nr 0,441 0,605 1980409
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0,00 0,037
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0
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594
127
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6709
4806
9
0
155
169
3211
367
74
2882
5
4
4
AZIONI
N Noemalife
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP
QUOTAZIONI BOT
SCADENZA
Divid.
Minimi
Anno
Massimi
Anno
PREZZO
TASSO %
25
55
85
116
147
176
208
239
267
300
330
358
99,977
99,955
99,923
99,894
99,837
99,779
99,739
99,670
99,637
99,570
99,497
99,435
0,000
0,210
0,210
0,200
0,270
0,290
0,330
0,420
0,410
0,430
0,470
0,500
Quantità
trattate Capitalizz.
3,719
0,110
0,905
nr
nr
nr
3,473
0,085
0,702
3,826
0,131
0,926
5809
0
0
O Olidata
0,509 +4,99
0,495
nr
0,374
0,526
P Parmalat
2,536
1,488
2,528
0,751
Parmalat 15 warr
Piaggio
Pierrel
Pierrel 12 war
Pininfarina
4,650
Piquadro
2,146
Pirelli & C.
11,350
Pirelli & C. rnc
9,950
Poligrafici Editoriale 0,437
Pop Emilia 01/07
Pop.Emilia Romagna 8,440
Pop.Sondrio
4,454
Prelios
0,746
Premuda
0,391
Prysmian
17,870
R Ratti
RCS MediaGr r B
RCS Mediagroup
RCS Mediagroup risp
Recordati
Retelit
Risanamento
Rosss
S Safilo Group
Saipem
Saipem risp
Salini Impregilo
Salini Impregilo rnc
Saras
Sat
Save
Screen Service BT
Seat PG
Seat PG r
Servizi Italia 15 warr
Sesa
Sesa 18 warr
SIAS
Sintesi
Snai
Snam
Sol
Sorin
Space
Space warr
Stefanel
Stefanel risp
STMicroelectr.
T Tamburi
Tamburi 15 warr
TAS
Telecom IT
Telecom IT Media
Telecom IT Media rnc
Telecom IT rnc
Tenaris
Terna
Tiscali
Tiscali 14 warr
Tod's
Trevi Fin.Ind.
U UBI Banca
Unicredit
Unicredit risp
Unipol
Unipol pr
UnipolSai
UnipolSai risp
UnipolSai risp B
2,536
0,751
1,782
1,186
12,580
0,735
0,216
1,442
28
0
12
874940
17
+1,28 2,522 0,013 2,460 2,548 949712
+1,85 1,477
nr 1,416 1,502
41205
+2,27 2,514 0,092 2,130 2,514 1144208
+4,09 0,772
nr 0,515 0,772 1702926
0,00
nr
+1,31 4,614
nr 3,207 4,700
67253
-0,09 2,153
nr 1,778 2,355
38584
-3,57 11,505 0,320 11,505 12,717 8691032
0,00 9,966 0,390 8,763 10,395
88886
+0,30 0,456 0,020 0,296 0,456 373109
0,00
nr
+0,72 8,392
nr 6,520 8,704 2536359
+2,34 4,415 0,033 4,045 4,487 801377
-2,36 0,758
nr 0,573 0,758 3458801
+1,72 0,391
nr 0,289 0,413
20340
-1,71 17,960 0,420 17,538 19,565 1379400
4601
0
907
37
0
139
108
5473
122
60
-0,55 2,536 0,100 2,183 2,619
7500
+1,49 0,752
nr 0,430 0,752 1567262
-1,33 1,800
nr 1,295 1,800 4198849
+0,85 1,182
nr 0,704 1,191 1494869
-0,63 12,559 0,220 10,290 13,196 239372
+2,01 0,723
nr 0,553 0,781 1320078
-1,05 0,217
nr 0,189 0,237 462045
+0,84 1,470
nr 1,294 1,484
13706
69
59
765
35
2626
119
176
17
+4,92 15,038
+0,12 17,207
0,00 17,400
0,00 4,422
-0,08 12,300
-1,58 1,136
+0,23 13,079
+0,23 12,990
+2,62 0,157
0,00 0,002
+4,83 0,630
0,00 0,389
-2,65 12,885
-0,63 3,179
+1,74 8,493
+0,54 0,111
-0,38 1,822
+1,16 4,177
+1,23 6,524
+1,95 2,185
-0,29 10,350
0,00
0,420 +5,00 0,420
146,000 0,00 146,000
6,745 +0,60 6,718
15,140
17,200
17,400
4,420
12,590
1,122
13,100
13,030
0,157
0,002
0,630
0,400
12,840
3,150
8,460
0,111
1,817
4,200
6,560
2,192
10,350
nr 14,386
0,680 15,499
0,710 16,220
1,490 4,263
1,594 12,300
nr 0,837
0,190 10,750
1,924 12,384
nr 0,061
nr 0,002
nr 0,480
nr 0,235
nr 11,476
nr 2,225
0,060 7,252
nr 0,108
nr 1,356
0,100 3,975
0,100 5,696
nr 2,108
nr 9,704
nr
nr 0,369
nr 146,000
0,100 5,491
0,15
(Prezzi vendita in $ per oncia). Un’oncia Troy=gr.31,1035
SCADENZA
2801
1360
210
73
3854
19,075 334523
937
17,710 3207638 7594
18,500
0
2
4,910 393310 1978
12,876
2927
20
1,266 1132367 1080
13,346
236
129
13,342
5479
719
0,180 5219809
22
0,002 144448845
27
0,950
247
0
0,414
59839
0
13,383
42300
181
3,179 189310
0
8,493 194610 1932
0,118 402355
5
1,941
47176
212
4,177 10879142 14126
6,524
12139
592
2,300 763919 1046
11,056
150
135
0
0,457 1207845
35
146,000
0
0
6,720 4916889 6118
2,528
0,530
0,592
0,839
0,132
0,430
0,669
15,240
3,880
0,077
0,001
93,950
8,000
0,00 2,536 0,041 2,182 2,536 348661
362
+2,91 0,523
nr 0,322 0,523 145574
0
+0,42 0,594
nr 0,473 0,626
61245
25
+1,94 0,830 0,020 0,712 0,875 107906499 11142
-0,08 0,133
nr 0,123 0,143 1527121
192
0,00 0,430
nr 0,171 0,430
61757
2
+1,06 0,665 0,031 0,563 0,678 22961293 4010
+0,13 15,247 0,130 14,900 17,363 2217486 18000
+0,78 3,869 0,070 3,568 3,869 8648818 7776
+1,06 0,076
nr 0,042 0,080 112005133
142
0,00 0,001
nr 0,000 0,001 39476150
0
+0,97 93,591 2,700 91,002 120,260 178967 2865
-2,38 8,075 0,130 6,210 8,208
91742
567
6,430
6,530
8,825
5,290
4,790
2,518
242,000
2,432
-1,15 6,465
+0,46 6,545
-0,84 8,880
+0,28 5,273
+0,50 4,763
0,00 2,516
-0,74 242,890
+1,33 2,425
0,050 4,895 6,666 9329520 5830
0,090 5,391 6,545 125026900 37893
0,090 7,827 9,435
4846
22
0,150 4,105 5,361 1302161 2341
0,170 3,602 4,884 973299 1303
nr 2,154 2,600 9169348 5664
nr 175,169 245,834
6057
310
nr 2,058 2,476 277772
915
18-03-2014
Londra
Milano (Euro/gr.)
Argento (Euro/Kg.)
17-03-2014
EURO
1378,50 975,2193
0,0000
0,0000
-
1355,75
31,4687
505,6500
BORSE ESTERE
GIORNI
14/04/14
14/05/14
13/06/14
14/07/14
14/08/14
12/09/14
14/10/14
14/11/14
12/12/14
14/01/15
13/02/15
13/03/15
3,778 -1,25
0,110 0,00
0,905 0,00
Noemalife 15 warr
Novare
-0,30
0,43
0,37
0,25
0,01
0,60
0,06
0,25
0,00
0,06
0,00
ORO CHIUSURE
MERCATI
Amsterdam (Aex)
Bruxelles (Bel 20)
Francoforte (Dax Xetra)
Hong Kong (Hang Seng)
Londra (Ftse 100)
Madrid (Ibex 35)
Parigi (Cac 40)
Sydney (AllOrd)
Tokio (Nikkei)
Zurigo (Smi)
New York (Dow Jones)
Nasdaq
VWP è il Prezzo calcolato sui dati dell’intera seduta di negoziazione, comprese le fasi d’asta
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP
X
RENDIMENTI ESTERI
QUOTAZ.
VAR.%
389.37
3080.42
9242.55
21583.50
6605.28
10051.40
4313.26
5360.25
14411.27
8240.07
16336.19
4333.3100
+0.63
+1.37
+0.67
+0.51
+0.56
+0.77
+0.97
+0.47
+0.94
+0.96
+0.55
+1.25
Dati forniti da IL SOLE 24 ORE - RADIOCOR.
I dividendi indicati si riferiscono all'anno solare corrente o a quello precedente.
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP
QUOT.
AZIONI
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP
V Valsoia
Vianini Industria
Vianini Lavori
11,200 +1,73 11,160 0,170 10,252 12,012
1,465 +0,83 1,413 0,020 1,192 1,490
6,385 +1,35 6,440 0,100 4,960 6,440
Divid.
Minimi
Anno
Massimi
Anno
Quantità
trattate Capitalizz.
9203
26529
150930
117
43
282
W World Duty Free 10,240 +1,19 10,218
nr
759965
2601
Y Yoox
nr 26,311 34,569 1601289
1645
Z Zucchi
Zucchi 14 warr
Zucchi rnc
28,130 -3,33 28,040
0,115 -1,55
0,003 0,00
0,252 0,00
0,115
0,003
0,254
nr
nr
nr
9,242 10,905
0,073
0,003
0,183
0,143 1102434
0,008 374300
0,294
0
44
0
1
STAR
Acotel Group
20,550
Aeffe
0,775
Amplifon
4,680
Ascopiave
2,188
Astaldi
6,870
B&C Speakers
6,940
Banca Ifis
14,280
BB Biotech
140,000
Bca Finnat
0,511
Bca Pop.Etruria e Lazio 0,775
Biancamano
0,785
Biesse
6,505
Bolzoni
3,372
Brembo
25,890
Cad It
4,802
Cairo Comm.
7,340
Cembre
9,645
Cementir Hold
6,565
Cent. Latte Torino
3,838
Cobra
0,907
D'Amico
0,699
Dada
4,100
Damiani
1,632
Datalogic
9,095
Dea Capital
1,300
Digital Bros
2,980
EI Towers
39,800
El.En.
21,360
Elica
1,909
Emak
0,871
Engineering
52,300
Esprinet
7,560
Eurotech
2,268
Exprivia
0,930
Falck Renewables
1,428
Fidia
3,328
Fiera Milano
7,510
Gefran
3,430
Ima
37,500
Interpump
10,750
Irce
1,957
Isagro
2,700
IT WAY
1,935
La Doria
6,110
Landi Renzo
1,396
MARR
13,700
Moleskine
1,322
Mondo Tv
0,810
Mutuionline
4,368
Nice
3,334
Panariagroup
1,371
Poligr. S.Faustino
6,940
Poltrona Frau
2,938
Prima Industrie
13,090
R. De Medici
0,328
Reply
62,550
Sabaf S.p.a.
14,300
Saes
8,690
Saes rnc
7,520
Servizi Italia
4,902
Sogefi
4,680
TerniEnergia
2,200
Tesmec
0,753
TXT e-solution
10,760
Vittoria Ass.
10,490
Zignago Vetro
5,535
+2,04 20,475
-1,09 0,775
+3,04 4,647
+2,15 2,167
+0,07 6,897
-1,14 7,025
+2,07 14,130
+1,67 137,734
-5,45 0,525
+0,19 0,778
+0,96 0,804
-0,38 6,494
-0,24 3,383
+0,08 25,798
-1,19 4,828
-2,33 7,435
0,00 9,635
+2,58 6,529
-4,05 4,047
+1,97 0,914
-0,71 0,702
+0,05 4,045
-2,45 1,673
+0,28 9,067
+1,48 1,308
+4,20 2,936
-1,49 40,091
+5,33 20,980
+1,65 1,905
+0,11 0,868
-1,32 52,286
-0,13 7,525
+0,35 2,266
-1,06 0,926
-1,38 1,435
+0,24 3,341
+0,74 7,520
+1,18 3,407
+0,54 37,721
+6,23 10,559
+0,88 1,933
-2,46 2,664
-1,83 1,978
+0,83 6,085
+0,43 1,397
+2,70 13,564
+0,92 1,334
-0,06 0,807
+1,11 4,283
+7,20 3,208
-1,01 1,355
0,00 6,884
0,00 2,932
+0,85 13,085
-1,47 0,332
-1,50 63,130
-1,38 14,558
+5,33 8,535
+2,04 7,439
+0,37 4,856
+3,68 4,638
0,00 2,212
+3,43 0,746
-0,92 10,765
0,00 10,430
-0,45 5,550
nr 19,665
nr 0,730
0,043 4,025
0,110 1,775
0,170 6,630
0,280 6,404
0,370 11,790
4,500 115,438
0,010 0,361
nr 0,515
nr 0,499
nr 5,016
0,050 2,925
0,400 18,923
0,300 4,624
0,140 5,898
0,160 8,528
0,040 4,240
0,020 1,752
nr 0,564
nr 0,630
nr 3,383
nr 1,237
0,150 7,659
nr 1,204
nr 2,179
0,420 33,649
0,500 16,021
0,024 1,683
0,020 0,805
0,533 43,751
0,089 5,286
nr 1,834
nr 0,789
nr 1,326
nr 2,405
nr 7,039
nr 2,749
1,250 28,136
0,170 8,795
0,020 1,686
nr 2,292
nr 1,484
0,065 3,917
nr 1,198
0,580 11,639
nr 1,305
nr 0,500
0,120 4,050
0,075 2,729
nr 1,232
nr 5,900
nr 2,270
nr 9,295
nr 0,263
0,570 53,541
0,350 12,470
0,400 6,906
0,555 6,658
0,130 4,026
0,130 3,910
0,055 2,037
0,035 0,740
0,400 9,112
0,170 8,548
0,250 4,998
22,772
0,900
4,666
2,228
7,640
8,223
14,130
147,145
0,539
0,804
0,837
6,787
3,561
27,090
5,233
7,745
10,004
6,912
5,961
0,932
0,733
4,221
1,780
9,451
1,308
3,021
40,346
20,980
2,033
0,907
53,713
8,033
2,328
0,998
1,467
3,397
8,759
3,599
39,275
10,559
2,081
2,937
2,094
6,193
1,494
13,768
1,738
0,856
4,502
3,599
1,482
6,991
2,939
13,138
0,361
65,169
14,809
8,844
7,824
5,104
4,647
2,372
0,904
11,972
10,749
5,592
4434
211677
273496
386659
82594
27176
215862
13139
11185850
2015371
452206
47189
36177
172165
12830
216656
5644
311758
2222924
834441
1596726
1120
53221
232044
1303512
132451
36708
35620
82684
280671
7169
110815
111637
276299
889309
16190
37114
22015
90474
558053
10594
217861
95962
49642
180677
176144
1548026
105354
2093
168989
36903
10041
4192279
16547
359437
19268
6066
60752
25068
79726
226859
89732
852113
90423
47675
13771
85
83
1041
508
679
77
760
1632
190
169
27
178
88
1723
43
582
164
1039
40
89
296
67
138
530
401
41
1133
101
121
142
654
394
80
48
418
17
317
49
1389
1150
54
47
16
189
157
902
283
21
169
372
61
59
411
137
125
590
168
125
55
133
544
83
80
127
703
488
26 .Lettere e Commenti
STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
LA STAMPA
LETTERE AL DIRETTORE
MARIO
CALABRESI
Peccato non poter più
scrivere i nomi dei nuovi nati
entile Direttore, sono diventato papà il 4
marzo 2014: di Diego. Sono un vostro affezionato lettore e a malincuore i giorni successivi
alla nascita prendo «La Stampa» di mio padre, che è
abbonato da anni, e scopro che non ci sono più scritti i nomi dei nati a Torino.
Mi chiedo, in questa epoca di poca natalità sarebbe bello ritornasse lo spazio per le nascite...
G
Mettevamo i nomi di tutti i nati e anche quelli dei morti, ma
questo è stato possibile finché non è stata varata la legge sulla
privacy che non permette di divulgare queste notizie considerate private e personali. Per continuare a farlo dovremmo rintracciare i genitori di ogni nascituro e chiedere una liberatoria e
lo stesso dovremmo fare con i parenti degli scomparsi. Come
può immaginare, è un lavoro non indifferente, con risultati che
sarebbero comunque parziali.
A ripensarci è un vero peccato, perché per i morti restano i necrologi, mentre dei nuovi nati non c’è traccia e oggi, di un senso
di futuro e di vita, avremmo un gran bisogno.
MASSIMO PASTORE
Renzi-Merkel/1
Non capisco il rito
1 L’incontro Renzi-Merkel
viene presentato dalla
stampa e dalle televisioni
come una illustrazione, da
parte di Renzi, del nostro
piano economico, per
ottenere dalla Cancelliera il
via libera.
Non riesco a capire;
quando il cancelliere tedesco
decide una manovra
economica viene forse a
Roma a chiederne
l’approvazione?
GIANRICO DELFINO ASTI
Renzi-Merkel/2
Poca eco all’estero
1 Giornali e tv in Italia
hanno fatto esplodere le
visite di Matteo Renzi a
Parigi da Hollande e a Berlino
dalla Merkel come successi
eccezionali, sintonia sui
grandi problemi europei e
internazionali, con una buona
dose di serietà che il nostro
premier si è guadagnato:
tutto bene, ma nel visionare i
siti e leggere i quotidiani
stranieri non si ha questa
impressione perché le visite
sono state praticamente
ignorate ed è un brutto
segno.
L’orgoglio italiano vale
solamente nella nostra
penisola e nella penna dei
nostri giornalisti che si
soffermano sui gusti della
cravatta, gossip, sospiri e
atteggiamenti vari, ma non
nella sostanza per esempio
sui rapporti Italia/Europa
che dovrebbero essere ben
delineati e chiari, e invece,
purtroppo, non lo sono.
LUCIANO CANTALUPPI
Visita privata
per chi protesta
1 E’ passato quasi sotto
silenzio un fatto, a mio avviso
gravissimo, che ho appreso
per caso. Un gruppo di
studenti, facenti parte di un
certo collettivo, ha preteso e
ottenuto di poter visitare
gratis la mostra di Edvard
Munch allestita a palazzo
Ducale, nella città di Genova.
Non solo costoro sono
entrati senza pagare, ma
addirittura la visita si è
tenuta in «forma privata»
poiché per evitare incidenti la
direzione, di concerto con le
forze di polizia, ha chiuso la
rassegna al pubblico.
Il pretesto di questa
riprovevole manifestazione di
stampo anarcoide è stato la
rivendicazione del «diritto» di
poter fruire della cultura a
titolo gratuito, dal momento
che, stando a loro, non erano in
grado di sostenere il costo del
biglietto.
Val la pena ricordare, a tale
proposito, che la direzione ha
stabilito in alcuni giorni, una
forte riduzione riservata ai
giovani, di cui avrebbero
potuto approfittare.
A mio parere questo grave
episodio rappresenta in modo
evidente la resa delle
istituzioni nei confronti
dell’arroganza, in qualsiasi
modo si manifesti, compresa
quella esercitata da alcuni
soggetti costituitisi in gruppi
nel tentativo di ottenere con la
forza ciò che altrimenti non gli
sarebbe stato consentito,
riscuotendo inoltre quella
visibilità tanto agognata, che
solo con gesti eclatanti sanno
di potersi assicurare.
EDOARDO MURMURA
www.lastampa.it/lettere
Crimea, prove
di Unione Sovietica?
Che delusione
quel condono
1 Stupiscono alcuni
1 Siamo sempre più il Paese
commenti, anche di nostri
lettori, circa la situazione in
Crimea, interpretata come
libera manifestazione di
volontà: ci troviamo invece di
fronte a una manifestazione di
forza del Cremlino e
dell’autocrate che lo governa.
E’ la mai sopita brama di
dominio della Russia, prima
zarista e poi sovietica, sui
popoli confinanti. E’ il
desiderio di rifare l’Unione
Sovietica, in spregio a tutti i
trattati internazionali. Solo gli
ingenui possono credere che la
crisi in Crimea sia un fatto
spontaneo e non provocato da
Putin. L’ex funzionario del
sanguinario Kgb, che oggi
governa la Russia, ha già
attaccato nel 2008 la Georgia.
Oggi prova la stesso copione
con l’Ucraina, poi potrebbe
essere la volta degli Stati
baltici. Teniamoci stretti
l’Unione europea e la Nato...
1°
18%
Roma, donna uccisa
a martellate dal marito
davanti ai figli
2°
13%
Crimea, al referendum
per l’annessione alla
Russia trionfa il “sì”
3°
12%
Renzi annuncia
un taglio delle tasse
in conferenza stampa
4°
12%
La crisi
dell’economia
5°
11%
Continuano le ricerche
dell’aereo scomparso
al largo della Malesia
Sondaggio Istituto Piepoli
c.
LE LETTERE VANNO INVIATE A
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Editrice La Stampa
FRANCO PRISCIANDARO BARI
GIAN PIERO AURELI
Le 5 notizie più lette della settimana
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Arretrati: un numero costa il doppio dell’attuale prezzo di testata.
degli annunci a cui seguono
promesse mancate. Un
esempio per tutti le cartelle di
Equitalia di cui era stato
annunciato il condonorottamazione (termine in voga
ormai). I fatti smentiscono gli
annunci. Parla - anche se
criptica - la cartella. Una multa
del Comune di Bari da 50 €
lievita e diventa, non si capisce
come, una sanzione da 155 €.
Interviene Equitalia che
s’incarica di riscuoterla
aggiungendo di suo con vari
codici nell’ordine: 77,50 €, 23,25
€, 18,32 €, 13,86 € e 5,88 € per
«diritti». Un bel totale di 386 €.
E sapete in che consiste il
condono declamato? In uno
sconto della mora di 20 €, per
cui alla fine si dovrà pagare
«solo» 368 €. L’impiegato ce lo
dice: «Non fidatevi di quel che
dicono ai tg!».
Pensioni, la proposta
Marzana-Ghizzoni
1 Sono ad evidenziare
alcune imprecisioni relative
all’articolo del dott. Carlo
Bertini «Sulle pensioni degli
insegnanti primo esame per il
Governo». Occorre chiarire
che il testo unificato è la sintesi
della proposta di legge
Marzana (c. 1186) e della
proposta di legge Ghizzoni
(c.149), pertanto appare chiaro
che la proposta di legge che
verrà discussa in commissione
Bilancio è denominata
«Marzana-Ghizzoni» e non
«Ghizzoni-Damiano» come
invece risulta dall’articolo.
L’onere ammonta a 400
milioni di euro, mentre il Tfr
sarà regolarizzato secondo le
norme vigenti, pertanto le cifre
sostenute dal dott. Bertini
oltre ad essere attribuite a voci
errate, non risultano
corrispondenti a quanto
stabilito dal testo unificato.
L’ultima inesattezza
riguarda la difficoltà
nell’individuazione della
copertura: in realtà è stata
individuata e sostenuta da
tutte le forze presenti nel
Fondo dei salvaguardati, così
come si può desumere dal
comma 4 del già citato testo
unificato.
GIUSEPPE RICCHI CONSULENTE
AFFARI LEGISLATIVI, COLLABORATORE
PARLAM. DEPUTATA MARIA MARZANA
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LA TIRATURA DI MARTEDÌ 18 MARZO 2014 È STATA DI 300.465 COPIE
TM
L’editoriale
dei
lettori
VARIAZIONI
SULL’ITALICUM
NICOLA CAPPIELLO
accio riferimento al dibattito in corso sulla legge elettorale in Parlamento, prossimo a riprendere in Senato, nel paese, fra
gli studiosi, per osservare che, a mio parere, è semplice realizzare l’obbiettivo di
garantire insieme piena governabilità e piena rappresentanza di tutte le culture politiche, anche rimanendo all’interno dell’impianto di massima dell’Italicum, sia pure con significative modifiche.
E’ sufficiente prevedere quanto segue: il secondo
turno si svolga necessariamente comunque fra i primi due partiti (non coalizioni) classificati a livello
nazionale al primo turno e si assegni al partito primo classificato il 55% dei seggi; il restante 45% sia
suddiviso fra tutti gli altri partiti proporzionalmente alla percentuale di voti conseguita al primo turno,
senza bisogno di alcuna coalizione, di alcuno sbarramento, di alcuna esclusione. L’ampia percentuale
assegnata al partito primo classificato al secondo
turno garantirà piena governabilità con unità d’indirizzo, mentre la robusta quota proporzionale di minoranza garantirà piena rappresentanza ed esercizio della funzione di controllo propria delle opposizioni democratiche a tutte le culture politiche presenti nel paese.
Per completare il discorso, suggerisco che l’assegnazione dei seggi avvenga col collegio unico uninominale proporzionale, che dovrebbe ridurre il rischio di voto di scambio, e potrebbe indurre i partiti
a scegliere candidati di maggior valore personale.
Raccomando, infine, di evitare l’istituzione di rappresentanze di categoria; infatti i membri di una categoria che intendano impegnarsi in politica non
hanno certo bisogno di quote-panda per emergere;
inoltre le candidature, e i seggi, vanno assegnati per
merito, senza alcuna limitazione né vantaggio di appartenenza precostituita per legge; infine il parlamentare, per Costituzione, rappresenta la Nazione
nel suo insieme e la sua figura non deve essere limitata da predeterminazioni categoriali.
F
65 anni, docente di discipline giuridiche
negli Istituti tecnici a riposo, Savona
oppure collegandosi al sito www.lastampashop.it; presso gli sportelli del Salone La Stampa,
via Lugaro 21, Torino.
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LA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
IMPERIALISMO E COMPETIZIONE
IL DOPPIO REGISTRO DELLO ZAR
Lettere e Commenti .27
.
IL VERO CHOC
È IL RIMBORSO
DEI DEBITI
ENZO BETTIZA
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
LUCA RICOLFI
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
A
bbiamo visto la Crimea
russofona consegnarsi
per così dire da sola nelle
braccia della grande madre slava. Sfidando platealmente le sanzioni di Washington e
di Bruxelles, non turbato dall’esclusione di Mosca dal G8, che ridotto a
sette non si riunirà più a Sochi, Putin
sembra non avere proprio intenzione
né di fermarsi né di giustificarsi. Anzi
ha voluto dare, non a caso, un solenne
risalto mediatico alla sua mano che
firma l’accordo per l’ingresso della
leggendaria penisola nella Federazione russa. La ratifica della Duma è di
fatto ormai scontata: basterà approvare una nuova legge che riconosca la
Crimea e Sebastopoli come nuovi
membri dello Stato russo via via dilatato e restaurato. Stiamo assistendo
ad un graduale recupero dei confini
perduti nei due ultimi decenni che
hanno visto la metamorfosi della defunta Urss in Russia moderna quanto
esigente .
Fino a che punto vorrà o potrà
spingersi con i suoi appetiti annessionistici? Per intanto i graduali passi di
recupero dei vecchi pezzi si fanno incalzanti e sempre più arroganti nei
confronti dell’Occidente. Un Occidente che per il momento non può
che incassare i colpi dello zar nostalgico e restauratore. Certo, la Russia
sembra ripercorrere in parte i vecchi
sentieri imperialistici del Cremlino.
Ma al tempo stesso non dovremmo
sorvolare sul fatto nuovo, e a suo modo aggressivo, che vede il vecchio
agente del Kgb muoversi su un doppio binario: da un lato la restaurazione quasi automatica di antichi metodi
di provocazione e di sfida all’Occidente; dall’altro il decollo a suo modo paradossale, di una Russia rinnovata,
ricca, competitiva sulle borse e le
piazze d’affari d’Europa e d’America.
Mai come in quest’ultima decade, dominata da Putin, la Russia c’era apparsa altrettanto capace di concorrere in una moderna dimensione capitalistica con le più navigate potenze
occidentali basate sul libero mercato.
C’è di che stupirsi dal punto di vista
storico e psicologico: stiamo vedendo
il rublo competere gagliardamente
con il dollaro, l’euro, lo yuan cinese.
Forse queste complessità contraddittorie della Russia odierna dovrebbero essere meglio soppesate dalle
potenze occidentali, sempre pronte a
N
Illustrazione di Irene Bedino
sanzionare e punire l’orso russo piuttosto che ammansirlo e accoglierlo
entro i recinti della modernità. Anche se i metodi del Cremlino possono
qua e là rievocare quelli sovietici della guerra fredda, nella sostanza non
si dovrebbe mai dimenticare che, sia
pure con i loro modi logori, le nuove
élites politiche russe, compreso il bifido Putin, intendono competere con
l’Occidente e non soltanto avversarlo.
Insomma dovremmo interpretare in
maniera più articolata le ultime,
fiammeggianti dichiarazioni di Putin
contro gli Stati Uniti. Da un lato sembra di riascoltare nel sottofondo
squarci di vecchi ritornelli sovietici
antiamericani; ma dall’altro pare anche di cogliere una nota di positiva
competitività con il dinamico scacchiere dell’Occidente.
Avere a che fare con la Russia di
MERKEL-RENZI
UN’INTESA
PER L’EUROPA
GIAN ENRICO RUSCONI
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
T
ra sorrisi, battute, promesse, rassicurazioni, raccomandazioni e contatti di
lavoro.
«Attendiamo l’implementazione del programma» – dice
l’autorevolissimo ministro dell’Economia Wolfgang Schäuble sia pure
con tono accondiscendente. Ma «resta freddo – scrive la “Stampa” - e
chiede rassicurazioni sulla durata
dell’esecutivo». Già. Domanda imbarazzante lasciata sospesa nel vuoto.
E’ la grande scommessa di Renzi.
Decisamente più disponibile e
spontanea nel mostrare simpatia
pubblica è la cancelliera Merkel, che
smentisce la caricatura di megera
che una sciocca stampa nazionale le
attribuisce. Nell’incontro con Renzi
Angela Merkel dà il meglio di sé. Ma
in fondo è la cancelliera di sempre,
gentile e ferma, verso tutti i leader di
governo amici. Ascolta, approva, di-
sapprova, consiglia ma non «concede» nulla per simpatia quando sono
in gioco le linee-guida della politica
economica e finanziaria europea. E’
con questo stile che è riuscita a far accettare all’Europa le linee che a torto
sono chiamate «tedesche». Sono le linee dei trattati consensualmente
condivisi.
Renzi ha capito perfettamente la lezione. Accetta pienamente questa impostazione del problema. Non è andato a Berlino ad alzare la voce – come
demagogicamente qualcuno gli consigliava. Intende declinare all’italiana le
linee comuni che – tiene a precisare sono dell’Europa non già della Germania. Renzi esibisce l’orgoglio non solo
di osservarle ma di contribuire a migliorarle. Da presunto scolaro somaro
a primo della classe – o quasi. La cancelliera lo guarda con soddisfazione,
ricordandogli che persino la Germania ha dovuto penare alcuni anni prima di raggiungere i suoi standard di
prestazione. Avanti dunque sulla strada delineata. Ma non si è spinta avanti
nei dettagli tecnici, operativi.
Putin, il quale gode di vasta popolarità e consenso in patria, non è facile
per l’America, e lo è nondimeno per
un’Europa che cerca tuttavia di mantenere aperti i canali di comunicazione con il nuovo Cremlino. E’ la Germania, guidata dalla tedesca orientale Merkel che parla il russo come una
seconda lingua madre, la punta di
diamante di una politica continentale
europea orientata al dialogo più che
allo scontro con gli eredi dell’impero
sovietico. Nessuno meglio della Cancelliera, nata e cresciuta nella Ddr,
poteva e potrà rappresentare una
proficua politica di scambio fra l’Est
e l’Ovest del vecchio continente. Sarà
utile ricordare per di più che Putin ha
trascorso una parte della sua vita e
della sua carriera d’agente a Dresda,
nella Germania allora «orientale» e
comunista.
Abbiamo così assistito di fatto soprattutto ad una riuscita operazione
promozionale, dal forte impatto mediatico – in Italia, non in Germania. I
giornali tedeschi di ieri relegano
l’evento in pagine interne con commenti cauti, persino distratti. La
spiegazione più ovvia è che la politica tedesca e l’opinione pubblica oggi
sono tutte prese dalla crisi ucraina,
che sta portando ad una gravissima
tensione internazionale, tra Occidente e Russia, che mette in difficoltà la Germania che avrebbe voluto
una gestione della crisi tempestiva
più attenta.
L’unico giornale nazionale tedesco
che ha dato spazio relativo all’incontro berlinese, la Sueddeutsche Zeitung, dopo aver ricordato i passaggi
principali dell’incontro, tocca il punto
critico. Oggi il timore maggiore della
Merkel, che spiega il suo atteggiamento, è il timore della crescita dei
movimenti cosiddetti populisti, antieuro e confusamente anti-Europa. In
Italia il movimento di Grillo sta puntando decisamente le sue carte in
questa direzione. Matteo Renzi e le
forze che lo sostengono rappresentano una carta sicura per bloccare il
grillismo. Affiancare Renzi, dargli
credito, consentirgli di realizzare i
suoi progetti è una strada quasi obbligata per scongiurare il pericolo di
grandi difficoltà di funzionamento al
futuro Parlamento europeo.
on ho nulla contro l’uso
della figura retorica
dell’iperbole, e quindi
non cercherò di sostituire alla parola rivoluzione parole meno eccitanti, tipo
cambiamento, riforma, provvedimento. Parliamo pure di scelte rivoluzionarie, se questo può tirarci
su il morale. Però almeno proviamo
a fare qualche distinzione, perché
dentro la rivoluzione in corso ci sono atti di portata molto diversa. Ci
sono atti che hanno un valore simbolico altissimo e nessun effetto
pratico, o addirittura effetti pratici
negativi. E ci sono atti che lasciano
indifferente il grande pubblico ma
hanno una portata enorme, nel
senso che possono cambiare radicalmente le condizioni di vita della
gente. La mia impressione è che fra
l’importanza di un atto e l’attenzione dell’opinione pubblica vi sia,
tendenzialmente, una sorta di relazione inversa, per cui quel che colpisce l’immaginazione conta poco e
quel che conta molto non colpisce
l’immaginazione.
Vediamo due esempi estremi.
Mettere all’asta 100 auto blu è
pura propaganda anti-casta. E lo
resterebbe anche se ne venissero
vendute 1.000 o 10.000. Non tanto
perché il ricavato sarebbe comunque modestissimo, ma perché il vero costo delle auto di servizio sono
gli autisti, e anche licenziandoli in
blocco resterebbero da pagare taxi
e corse di auto Ncc (Noleggio con
conducente). Assumendo che le
auto blu vendute siano 1.500 e non
solo 100, e che da ciascuna si ricavino 5.000 euro (come suggerisce
l’esperienza passata), il ricavato
sarebbe di 7,5 milioni, una cifra assolutamente irrisoria (più o meno 1
millesimo dei risparmi di spesa
ipotizzati da esponenti del governo
per il 2014, pari a 7 miliardi).
Passiamo al secondo esempio.
Pagare alle imprese 68 miliardi di
debiti della Pubblica Amministrazione, e farlo «entro luglio» (o anche entro il 21 settembre, come ora
si sente dire) sarebbe effettivamente una misura di impatto enorme, una misura che cambierebbe le
vite di molti. Perché se questi pagamenti avvenissero effettivamente e
rapidamente molte meno fabbriche chiuderebbero, ci sarebbero
più assunzioni, e le imprese superstiti sarebbero più competitive. Però ne parlano solo gli specialisti e i
creditori, l’opinione pubblica si appassiona di più per le auto blu o per
i 1000 euro in più in busta paga. A
sentire i dibattiti di questi giorni,
sembra che questi benedetti 10 miliardi in più per i lavoratori dipendenti siano una misura rivoluzionaria e senza precedenti, la mossa
decisiva che può rilanciare i consumi e far ripartire la crescita.
Ma bastano pochi calcoli per mostrare che la gerarchia di importanza fra queste due ultime misure,
meno tasse e pagamento dei debiti,
è tutta un’altra. Il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione rimette dentro i bilanci delle imprese 68 miliardi di euro, ossia circa
4 punti di Pil. Il saldo netto della manovra di politica economica di Renzi, nella più favorevole delle ipotesi,
è dell’ordine di 6-7 miliardi di euro
(circa 0,4 punti di Pil), e questo per
la semplice ragione che le minori
imposte (Irpef e Irap) sono compensate da maggiori tasse sul risparmio e da tagli alla spesa pubblica (la
cosiddetta spending review). Detto
brutalmente, il reddito disponibile
dei lavoratori dipendenti beneficiati
dalle riduzioni Irpef potrà anche
crescere un po’, ma a fronte di questo incremento i risparmiatori pagheranno più tasse, e la Pubblica
amministrazione dovrà ridurre ac-
quisti e stipendi. Contrariamente a
quanto molti sono portati a pensare, i 10 miliardi che il governo promette di «mettere in tasca» a una
parte dei lavoratori non pioveranno
dal cielo ma, ove si troveranno le coperture saranno sottratti ad altri
usi, e ove tali coperture non verranno trovate andranno ad aumentare
il deficit pubblico (di 3 miliardi, secondo le ultime dichiarazioni).
Ed eccoci al punto: la «rivoluzione» è fatta di tasselli di impatto del
tutto diverso. La vendita della auto
blu entusiasma ma non sposta nulla: è mero solletico. La manovra
complessiva di riduzione bilanciata di tasse e spesa pubblica piace,
ma sposta poco: è una pacca sulle
spalle. Il pagamento effettivo e
tempestivo dei debiti della Pubblica Amministrazione non scalda i
cuori ma può spostare molto: è un
vero choc. Uno choc positivo che
oggi può evitare la chiusura di migliaia di attività economiche, e ieri
avrebbe potuto salvare centinaia di
migliaia di posti di lavoro che ora
non ci sono più.
Ma esiste qualche possibilità
che, entro il 21 settembre, la Pubblica Amministrazione faccia quel
che Renzi promette?
Penso non lo sappia nessuno. Anzi, penso che nessuno lo possa sapere: né Renzi, né Padoan, né Bassanini (che ha elaborato il piano di
sblocco dei pagamenti). Perché
l’esito di questa partita non dipende solo da come andrà il braccio di
ferro fra la politica, che ora pretende il pagamento dei debiti, e la burocrazia, che ha sempre frenato.
L’esito dipenderà anche dai mercati finanziari. I quali potrebbero apprezzare l’operazione, in quanto aumenta le prospettive di crescita
dell’Italia, ma potrebbero anche
osteggiarla (chiedendoci tassi più
alti), in quanto essa equivale a una
spesa non coperta da corrispondenti entrate. E questo indipendentemente dalle procedure di contabilizzazione del debito che la Ragioneria dello Stato e il ministero dell’Economia riuscissero a negoziare
con l’Europa: l’esperienza passata
dimostra che i vincoli della politica
economica non sono solo quelli stabiliti dalle autorità europee (il famigerato 3%), e che il loro rispetto non
è né necessario né sufficiente per
evitare l’aggressione dei mercati.
Dunque, a mio parere, il governo
rischia. Rischia di non sbloccare i
debiti perché gli apparati ministeriali si mettono di traverso, o perché
le banche non collaborano, o perché
l’Europa ci mette condizioni tropo
severe. Ma rischia pure di riuscire a
sbloccarli, e che a quel punto siano i
mercati a sentire puzza di bruciato
in un’operazione così imponente. In
questa situazione, l’unica carta che
l’Italia può giocare per proteggersi
dal rischio di un nuovo aumento dello spread è accelerare le riforme
strutturali (soprattutto in materia
di giustizia civile, norme fiscali e
mercato del lavoro), e rendere il più
possibile credibili gli annunci sulle
misure future. Il che vuol dire essenzialmente una cosa: prendere
congedo dagli estenuanti riti della
seconda Repubblica, che hanno imbrigliato tutti i governi che si sono
succeduti dal 1994. Riti fatti di interminabili negoziati e mediazioni fra
partiti, nel Parlamento, con le parti
sociali, con gli apparati dei ministeri. Riti fatti di lungaggini abnormi
nell’iter dei provvedimenti legislativi, in una selva di annunci, disegni di
legge, emendamenti, deleghe, decreti attuativi, regolamenti.
Da questo punto di vista il governo Renzi è una realtà ancora tutta
da scoprire. Il suo decisionismo fa
ben sperare, mentre la pioggia di
annunci, quasi sempre privi di un
supporto legislativo ben definito, fa
temere che, alla fine, anche lui possa finire impigliato nella palude da
cui voleva tirarci fuori.
28
STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
A Londra la Venezia del Veronese
Cinquanta dipinti di Paolo Caliari (1528-1588), in arte «il
Veronese», sono esposti da oggi alla National Gallery di
Londra. La mostra («Il Veronese: splendore nella Venezia
del Rinascimento», aperta fino al 15 giugno) è un viaggio
nel genio del pittore che meglio ha rappresentato lo
sfarzo in Laguna nel XVI secolo. Tra i capolavori esposti,
molti in prestito dall’Italia: tra questi il Martirio di San
Giorgio e il Matrimonio mistico di Santa Caterina.
CULTURA
SPETTACOLI
&
EGLE SANTOLINI
MILANO
«M
o n d adori
c h e
comp r a
Anobii è come la Shell che
compra Greenpeace». E anche: «Volevano capire i gusti
dei lettori? Bastava aprirsi
un account invece di acquistarsi tutto il sito». Blogger e
twitter scatenati (e preoccupati) alla prima uscita pubblica di una nuova avventura digitale, in una libreria di piazza Duomo, ieri verso l’ora di
pranzo. Al centro dell’attenzione un garbato ragazzo cinese in jeans e sneaker, Greg
Sung, fondatore e Ceo di Anobii, appena sbarcato da Hong
Kong e pronto a ritornarci fra
24 ore «perché voglio stare
vicino alle mie bambine»; accanto a lui, lo staff dirigente
della casa di Segrate che
spiega e fa distinguo.
Ricapitolazione necessaria per chi rifugge dai social
network. Nata nel 2006, la
piattaforma così chiamata
dall’Anobium punctatum che
è poi il tarlo della carta ha come motto «discover, read, recommend» e mette in contatto i drogati di lettura, permettendo loro di condividere
passioni e suggerimenti.
Dunque lì non soltanto vieni
a sapere che se, per dire, ti è
piaciuto Stoner di John Williams potrebbe anche interessarti Il figlio di Philipp
IL NETWORK
Un milione di amici, il 45,3%
italiani: lettori fortissimi
in un Paese che legge poco
IL NUMERO UNO DI SEGRATE
Cavallero: «Il vantaggio
di esplorare i gusti
di un pubblico competente»
Meyer, come peraltro potrebbero segnalarti gli algoritmi
di Amazon e un tempo facevano un buon libraio o un
amico di cui ti fidavi. No: lì gli
sviluppi sono più imprevedibili, perché su Anobii gli amici sono potenzialmente un
milione, e puoi anche andare
a curiosare nei loro scaffali,
un po’ come succede quando
entri per la prima volta in
una casa e vuoi farti un’idea
dei gusti del proprietario.
Dopo un boom che da noi ha
avuto del sensazionale (il
45,3% di quel milione è fatto da
italiani, lettori fortissimi in un
Paese che di solito finisce in
fondo alle classifiche; seguono
a molta distanza India,
Taiwan, Argentina e Spagna,
mentre sul mercato anglosassone prevalgono Goodreads e
altri concorrenti), dopo anni
di impigrimento e un’esperienza non felice con il gruppo
britannico Sainsbury’s, che i
libri tendeva a venderteli e
non solo a suggerirteli, la creatura di Greg è arrivata in casa
Mondadori da una decina di
giorni, per una cifra che nessuno ha voluto rendere nota.
Da qui i cui prodest e le dietrologie del caso; ma anche il sol-
Il tarlo della lettura
si riproduce in Rete
Ieri a Milano prima uscita pubblica di Anobii, la piattaforma
di social reading acquistata da Mondadori. Ma qualche blogger
diffida: “È come se la Shell si comprasse Greenpeace”
MILANO
H
a 34 anni ma ne dimostra
cinque di meno, e quando
ha fondato Anobii ne aveva appena 26. Per Greg Sung tutto naturalmente è cominciato
con un libro, letto nella sua città
natale, Hong Kong.
Come si chiamava?
«Gonzo marketing di Christopher
Locke, era bello ma per niente popolare: parlava di web 2.0 quando
nessuno sapeva di che diavolo si
trattasse. Appena l’ho finito mi sono chiesto: chissà se c’è qualcun
altro che l’ha letto? Mi piacerebbe
scambiare due opinioni, magari ne
hanno altri del genere da consigliarmi. Ho capito che un meccanismo del genere in Rete avrebbe
funzionato. Mi ero laureato in Economia e Scienze politiche e, dopo
qualche lezione di informatica, pasticciavo col web designing. Non è
che fossi tanto bravo, ma l’idea mi
Il fondatore e amministratore delegato
Greg Sung: ”Tutto è cominciato
con un libro letto a Hong Kong”
ha fatto superare molti ostacoli».
Ha fatto tutto da solo?
«Eravamo in due, io e un ingegnere
informatico. E abbiamo cominciato a usare gli amici: il primo
network è nato così, e loro sono
stati bravissimi a fornirci il feedback di cui avevamo bisogno. Ma i
primi anni sono stati durissimi, allora tutto andava più a rilento. Solo al terzo abbiamo potuto dire di
avercela fatta».
Anobii ha conosciuto qualche
momento di crisi. Ha una strategia di rilancio con la Mondadori?
«In otto anni un sito invecchia in
maniera drammatica. Abbiamo
Greg Sung,
34 anni,
ha fondato
Anobii quando
ne aveva 26.
Il nome della
piattaforma
viene dal tarlo
della carta
perso tempo, ma ora siamo pronti
a recuperare. Fra un cambiamento radicale del sistema operativo e
un aggiustamento abbiamo scelto
la seconda strada, e ci stiamo mettendo al lavoro».
lievo di chi degli inceppi tecnici
si era stufato («è lenta», «ci metti mezz’ora per caricare un libro», «capita pure che ti mangi
quelli catalogati», fino al grido
di dolore di Irina: «Quante volte
mi sono arrabbiata con Anobii?!
QUANTE») e che spera in un
miglioramento visto l’arrivo di
fresche risorse economiche.
Riccardo Cavallero, il numero uno di Mondadori Libri, e
Edoardo Brugnatelli, l’editor di
Strade blu e della divisione Pop
publishing, che a capo del nuovo
progetto guida uno staff di 20
persone, sono pronti alla difesa.
Contro chi teme uno stravolgimento dell’idea di base ma anche nei confronti di chi si chiede
Che libri legge l’anobiiano numero uno?
«Soprattutto saggi, soprattutto libri
che riguardano Internet. Mi piacciono i dettagli, le descrizioni di vicende
che ricordano quelle che ho vissuto
anch’io, e ho trovato illuminanti le
autobiografie di Steve Jobs e di Jeff
Bezos. Apprezzo anche i libri di psicologia, per esempio Thinking, Fast
and Slow del Nobel Daniel Kahneman, e quelli di scienze, forse perché
a scuola le ho studiate poco: adesso
sto finendone uno di Richard Fyneman. Senza dimenticare la storia
della Cina, più bella di un romanzo».
Ha un po’ di tempo libero, tra un
volo e l’altro per Hong Kong?
«Non troppo, visto che ho una figlia di tre anni e una di quattro mesi. E poi lavoro nelle start up e chi
fa questo mestiere mescola in continuazione tempo libero e tempo
occupato. Diciamo che ho la fortuna di aver trasformato la mia pas[E. SANT.]
sione in professione».
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
A Roma è già Frida-mania
35 mila prenotazioni per la mostra
Un Cupolone di volumi
per il Salone del libro di Torino
Presentato lo stand della Santa Sede, per la prima volta
ospite d’onore alla kermesse di maggio del Lingotto
I ACOPO SCARAMUZZI
CITTÀ DEL VATICANO
uanti libri tiene
il mondo
non saziar l’appetito
mio profondo: quanto ho mangiato! e del digiun pur non moro». È partito da una terzina
di Tommaso Campanella, il
cardinale Gianfranco Ravasi,
per presentare, ieri in Vaticano, la partecipazione della
Santa Sede come ospite
d’onore alla 27a edizione del
Salone del libro di Torino (8-12
maggio). «Si dice spesso che
non si legge più, che il libro è
destinato a sparire. È certo
che, soprattutto in Italia, la
lettura è un evento straordinario», ha detto il presidente
del Pontificio Consiglio per la
Cultura. «Ma eventi come il
Salone del Libro di Torino
smentiscono il pessimismo».
Lo stand vaticano avrà la
«Q
forma di un «Cupolone di libri»,
sul modello di San Pietro. Nei
mesi passati sembrava toccasse alla Turchia essere l’ospite
d’onore di quest’anno, ma piazza Taksim e connesso terremoto politico hanno interrotto i
preparativi. Sebbene non sia
nuova la presenza di rappresentanti della Chiesa (negli anni passati sono intervenuti i
cardinali Tauran, Ruini, Bagnasco, Scola, lo stesso Ravasi,
nonché Roger Etchegaray in
dialogo con Michail Gorbaciov), è la prima volta della
Santa Sede come Paese ospite.
Un evento in linea con la politica culturale di Ravasi, che in
questi anni porta il Vaticano
«negli incontri culturali inter-
29
quello con la collana di spine e con il vestito di velluto, nonché quelli del marito
Diego Rivera. In occasione della mostra, insieme il catalogo a cura di Helga
Prignitz-Poda, l’editrice Electaripropone Il diario di Frida Kahlo. Un autoritratto
intimo, facsimile integrale del diario scritto dall’artista tra il 1944 e il 1954, con le
sue poesie e le riflessioni sul rapporto con Diego Rivera. Ma la Frida-mania si
prolunga in questi giorni sui palcoscenici della Capitale: il Teatro di Documenti
presenta da domani a domenica il monologo Frida K., scritto da Valeria Moretti,
diretto e interpretato da Enrica Rosso, mentre dal 25 al 30 marzo il Teatro
Millelire propone il monologo Una rondine dal Messico, scritto e diretto da
Priscilla Giuliacci e interpretato da Maria Grazia Adamo.
Con circa 35.000 prenotazioni si apre domani a Roma, alle Scuderie del
Quirinale, la grande mostra dedicata all’opera di Frida Kahlo, l’artista messicana
diventata un’icona globale (dalla lotta femminista allo stile alla moda). «Le
richieste - ha detto il direttore generale dell’Azienda Speciale Palaexpò Mario De
Simoni - provengono dall’Italia e dal resto d’Europa, ma sono numerose anche le
prenotazioni di gruppi dal Nord America». Esposti anche i celebri ritratti, fra cui
che cosa mai ci ricavi Segrate
dall’acquisizione. Assicura Cavallero: «Nei primi tre anni, il
massimo orizzonte che ci siamo
prefissi, non prevediamo di
guadagnare nemmeno un euro.
Il vantaggio sta però nella possibilità di esplorare i gusti di un
pubblico estremamente competente». Ma allora, come suggeriva quel blogger, non bastava
andare a vedere in Rete? «Niente affatto. Comprando siamo
entrati in possesso di un’intera
messe di dati». Se è così, verrebbe da chiederle perché non
l’avete fatto prima. «Forse perché non eravamo pronti. Ma esserci è importante. È una soddisfazione avere Kobo contro Kindle di Amazon, è una soddisfazione provare a segnare un punto contro Goodreads».
Aggiunge Brugnatelli: «Vogliamo che l’esperienza di chi
frequenta Anobii sia sempre
più ricca. C’è un gran lavoro da
fare: app per i cellulari, una rete
di consigli e recensioni, una
maggiore interazione con i blog
di letteratura. Per esempio:
perché le note, gli appunti e le
liste sul mio reader non possono essere condivisi fra tutti gli
anobiiani? È un gioco di incroci
e di rimandi che può proseguire
all’infinito, perché ogni libro ne
contiene molti altri. E siccome
la lettura è una gabbia aperta,
aspiriamo a finire su tutti i device e non soltanto sui Kobo. Eppure c’è ancora chi si chiede se
prevederemo soltanto libri
Mondadori. Ma se l’immagina
una biblioteca fatta di volumi di
un solo editore? Ci servono più
le critiche che le lodi, non vediamo l’ora di capire che cosa piaccia al pubblico oppure no. Questo, per un editor, è il paradiso».
.
nazionali», come la Biennale di
Venezia, l’Expo 2015 e i vari incontri del «Cortile dei gentili»,
forum di dialogo tra credenti e
non credenti che toccherà,
prossimamente, anche la città
di Bergoglio, Buenos Aires.
Alla base dello stand saranno esposti manoscritti originali
come l’Inferno di Dante illustrato da Botticelli, un’Iliade di
Omero e – omaggio al Piemonte
– lettere d’archivio di Vittorio
Emanuele II e don Bosco. La Libreria Editrice Vaticana porterà i libri di Bergoglio, ma anche
quelli di Ratzinger e Wojtyla.
Tra gli eventi collaterali, iniziative della Pontificia Accademia
per la Latinità, la presentazione
– a pochi giorni dalla canonizzazione – di un volume di Marco
Roncalli su Giovanni XXIII e
Giovanni Paolo II, nonché una
conferenza su Bruce Springsteen, Bob Dylan e il linguaggio biblico nel rock. Apriranno
l’evento, la sera del 7 maggio,
Ravasi e il coro della Cappella
Sistina, in trasferta straordinaria. L’ultimo giorno tavola rotonda con il cardinale segreta-
Il progetto
del padiglione
della Santa Sede
al Salone del libro
rio di Stato Pietro Parolin,
Claudio Magris e il direttore
della Civiltà cattolica Antonio
Spadaro.
«In un panorama nazionale
vistosamente depresso – ha
detto in conferenza stampa Ernesto Ferrero, direttore editoriale del Salone – l’appuntamento di Torino rappresenta
una confortante eccezione. Forse non la colomba sull’arca che
segna la fine del diluvio, ma un
segnale confortante. Le statistiche ci dicono che i consumi culturali (libri, mostre, concerti)
sono decresciuti nell’ultimo triennio di un 21% complessivo,
cioè di un 7% annuo. Lo scorso
anno il numero dei visitatori del
Salone ha segnato un altro 7%,
ma questa volta di segno positivo. In questo si inserisce anche
l’importante produzione legata
alla figura di papa Francesco,
questa sì una colomba».
In sala erano presenti il governatore del Piemonte Roberto Cota, il sindaco di Torino
Piero Fassino e il presidente
della Provincia Antonio Saitta.
L’auspicio, ha detto Rolando
Picchioni, presidente della
Fondazione per il Libro, è che
«il Salone 2014 accenda anche i
riflettori sulla grande festa religiosa che vedrà l’arcidiocesi
di Torino, con l’arcivescovo
Cesare Nosiglia, protagonista
di due grandi appuntamenti
della fede: l’Ostensione della
Sindone e le celebrazioni bicentenarie di San Giovanni Bosco. E naturalmente la possibile visita del Santo Padre».
Addio a Ezio Raimondi
la buona farina del Mulino
Grande italianista, tra i fondatori della casa editrice
BANDO DI CONCORSO PER L’ASSEGNAZIONE DEL PREMIO NAZIONALE
“GIACOMO MATTEOTTI”
X EDIZIONE – ANNO 2014
La Presidenza del Consiglio dei Ministri
indice la X edizione del Premio “Giacomo
Mateoti”.
Il Premio è assegnato annualmente a
opere che illustrano gli ideali di fratellanza
tra i popoli, di libertà e giustizia sociale, che
hanno ispirato la vita di Giacomo Mateoti.
Il Premio è suddiviso nelle seguenti sezioni:
SAGGISTICA
un’opera vincitrice a cui assegnare 10.000
euro
OPERE LETTERARIE E TEATRALI
un’opera vincitrice a cui assegnare 10.000
euro
TESI DI LAUREA
due tesi vincitrici a cui assegnare 5.000 euro
ognuna
Le opere saranno esaminate da una Commissione giudicatrice, composta dal Segreta-
rio generale della Presidenza del Consiglio
dei Ministri e da sei membri scelti tra personalità istituzionali, della cultura, dello spettacolo e del mondo universitario.
I premi verranno consegnati a Roma il 13
otobre 2014.
I lavori per la partecipazione al Premio
“Giacomo Mateoti” dovranno pervenire
entro il 22 aprile 2014 al seguente indirizzo:
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Uicio del Segretario Generale
Servizio per le funzioni istituzionali
Piazza Colonna, 370 - 00187 Roma.
Il Bando è stato pubblicato sulla Gazzeta
Uiciale – IV serie speciale “Concorsi ed
esami” n. 6 del 21 gennaio 2014.
Tute le informazioni e il bando di concorso
sul sito:
www.governo.it
(sezione “Novità dalla Presidenza”)
MARIO BAUDINO
stato un grande maestro, proprio nel senso
di grande insegnante
dalla cattedra di Bologna dove arrivò nel ’55 dopo una rapida carriera universitaria.
Aveva una leggendaria capacità di lavoro, era uno di quegli
uomini che sembra abbiano
letto tutto, che ricordano tutto, che sono sempre in grado
di spiazzarti con paralleli sorprendenti fra discipline lontane. Ezio Raimondi, scomparso ieri a Bologna alla soglia dei
novant’anni, era tutto questo
e molto altro ancora.
Dell’insegnante appassionato possedeva l’inesauribile
oratoria, del ricercatore l’impostazione post-crociana che
lo aveva rivelato con l’edizione
critica dei Dialoghi del Tasso
(nel 1958) come un caposcuola
della «nuova filologia»; ma anche e soprattutto una curiosità appassionata che andava
dal Barocco al Novecento, da
È
Ezio Raimondi aveva 90 anni
Petrarca a Manzoni a Gadda, da
Queneau a Guccini (suo allievo,
di cui disse a Edmondo Berselli,
che lo riferì in libro, «mi piacciono le sue canzoni perché sono etica che si fa politica»).
Raimondi ha insegnato soprattutto a leggere: «Quando
leggiamo un libro - spiegava - è
come se leggessimo tutto il
tempo che è trascorso dal
giorno in cui è stato scritto fino a noi». Il suo lascito resta
quella che definì l’«etica del
lettore», come nel titolo del
suo libro del 2007: insegnandoci che ogni testo non vive
senza qualcuno che lo legga, e
anzi vive ogni volta una vita diversa, quante sono quelle dei
lettori; ma nello stesso tempo
chi si pone di fronte a esso deve tenerne conto in quanto tale, nelle sue strutture formali,
insomma in quel che esplicitamente dice. Perché «quando
leggiamo un libro è come se
leggessimo tutto il tempo trascorso dal giorno in cui è stato
scritto fino a noi».
È un’etica impegnativa, che
chiede di mettersi in gioco rispettando il proprio rigore intellettuale. Lui lo fece a trent’anni, quando partecipò alla
fondazione del Mulino (prima
la rivista, poi la casa editrice),
della quale fu a lungo presidente. Quell’incontro tra intellettuali liberali e cattolici ha segnato la storia italiana, non solo
culturale. Per sé, Ezio Raimondi rivendicò il ruolo di «spettatore coinvolto - come ci disse
una volta - che voleva fare la
propria parte restando però,
per mestiere, un insegnante».
30 .Spettacoli
STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
Polemica
LORENZO SORIA
LOS ANGELES
«Q
ualsiasi cosa vi aspettiate, siete
fuori strada. E’ un
film molto, molto diverso»
Con queste parole il regista
Darren Aronofsky ha presentato il suo attesissimo Noah in
prima mondiale a Mexico City
(in Usa esce la prossima settimana, in Italia il 10 aprile). La
scelta di Mexico City non era
casuale, in quanto il paese è la
punta di diamante del territorio latino-americano che conta la più grande comunità cattolica del mondo, con circa
480 milioni di individui. Allo
stesso modo non è casuale che
Aronofsky e il protagonista
Russell Crowe tentino in tutti
i modi di farsi ricevere da Papa Francesco I e fargli vedere
il film in anteprima. L’attore
addirittura avrebbe inviato
Un diluvio di grane
sul “Noè” di Aronofsky
Dopo i divieti nel mondo arabo, oggi il regista e Russell Crowe
speravano di essere ricevuti dal Papa ma il Vaticano ha declinato
Con
Philomena
Qualche
giorno fa il
Papa ha incontrato
Philomena
Lee, la donna
a cui è ispirato il film con
Judy Dench,
storia di una
ragazza madre cui le
suore avevano sottratto il
figlio
«Mai saputo che questo
incontro dovesse avvenire
né che sia stato annullato»
il caso
ALBERTO MATTIOLI
MILANO
P
rima ha visto l’ambientino e, c’è da giurarci, è
rimasto basito. Poi ha
deciso di prendere il toro per
le corna. Così Alexander Pereira, sovrintendente prossimo venturo della Scala (in carica ufficialmente dal primo
settembre, in pratica già a Milano a preparare le prossime
stagioni), ha convocato i loggionisti per farsi spiegare l’attuale epidemia di fischi e capire cosa diamine vogliono. Match a doppio turno: andata oggi, nella sede degli Amici del
Loggione, ritorno domani, nel
ridotto della Scala, con i loggionisti convocati tramite
L’accordo, che gestisce le mitiche code alla biglietteria.
La situazione, in effetti,
non è rosea. Praticamente,
non c’è prima senza contestazioni. Per restare alla stagione in corso, alla Traviata
inaugurale fu massacrato il
regista Dimitri Cerniakov e
beccati il direttore Daniele
GIANNI RONDOLINO
Quarto Potere
nasce il mito
Orson Welles
O
PADRE LOMBARDI
più di venti tweet al Papa invitandolo a vedere il kolossal,
dedicato - pare con moltissime licenze e differenziazioni
rispetto al testo sacro - alla
grande figura biblica. Secondo Variety Francesco avrebbe
dovuto ricevere Crowe, il regista Darren Aronofsky e il vice
presidente di Paramount Rob
Moore stamattina alle 8.30
ma l’incontro sarebbe stato
annullato perché si era sparsa
la voce sul web che sarebbe
avvenuto e il Papa non poteva
essere usato per far pubblicità al film. Ma padre Federico
Lombardi, direttore della sala
stampa vaticana, dichiara a
La Stampa: «Non ho mai saputo che questo incontro dovesse avvenire e dunque non
ho mai saputo che sia stato
annullato». Non un incontro
programmato, dunque, ma
probabilmente un legittimo
desiderio del regista e del
protagonista - ovviamente un
incontro con il Papa rappresenta un ottimo viatico pubblicitario - che però non si è
mai realmente concretizzato.
Il film
della
settimana
Noè, messaggero di Dio. La proiezione del kolossal è già stata
vietata in Qatar, Kuwait,
Bahrain e Emirati Arabi, in
Egitto, Kuwait e Giordania il divieto non è ancora ufficiale ma è
atteso. Il motivo è religioso naturalmente. Il mondo islamico
non tollera la rappresentazione
di figure sacre nell’arte e Al
Azhar, la principale autorità religiosa dell’Islam sunnita, ha ribadito in un comunicato il divieto a rappresentare le figure dei
profeti, anche al cinema, perché sono «un’offesa nei confronti degli stessi profeti e dei prinLA POLEMICA CON L’ISLAM
Gladiatore
Russell Crowe è un profeta molto energico che costruisce l’arca per
salvare la sua famiglia e tutti gli animali prima del diluvio universale
Oggi, festa di S. Giuseppe (festività in Vaticano), Francesco
ha però in programma la consueta udienza generale del
mercoledì e naturalmente
Russell Crowe potrebbe andare in Piazza San Pietro come
un cittadino qualsiasi.
In attesa di sapere cosa ne
pensa del film il Vaticano, le reazioni del pubblico messicano
sono state complessivamente
miste, con un grande apprezzamento degli straordinari effetti
visivi e con qualche perplessità
sulla lentezza della parte iniziale. Ma inevitabilmente le pellicole a forte valenza religiosa,
vedi Le tentazioni di Cristo di
Martin Scorsese e La Passione
di Cristo di Mel Gibson, suscitano reazioni molto forti e molto
viscerali, anche se in questo caso il regista ha dichiarato di
aver preso solamente lo spunto
dalla vicenda biblica. E infatti
sono arrivate polemiche anche
da parte islamica. «Non si tratta di una vera controversia getta acqua sul fuoco Arono-
fsky -. Succede sempre quando
non si conosce qualcosa e succede sempre quando si cerca di
raccontare una storia della Bibbia. Ma ogni polemica sparirà
non appena la gente inizierà a
vedere il film, non vogliamo offendere nessuno».
Nel Libro della Genesi viene
raccontata la storia di Noè che
costruisce un’arca per salvare
la sua famiglia e una coppia di
tutti gli animali prima del diluvio universale. Nel Corano un
intero capitolo è dedicato a
Il film verso il divieto
perché la rappresentazione
dei profeti non è tollerata
cipi della Sharia e rappresentano una provocazione per i fedeli». Da parte dei vertici della Paramount, c’è una certa rassegnazione. «Non siamo sorpresi
della reazione del mondo arabo
-dicono - Per quanto qualche licenza artistica sia stata presa
nella produzione del film, noi
crediamo che Noah sia fedele
alle scritture sacre nella sua essenza, nei suoi valori e nella integrità di una storia che è la pietra angolare della fede di milioni di persone in tutto il mondo».
Scala, il neo sovrintendente convoca
i loggionisti: “Perché fischiate?”
Da “Traviata” a “Trovatore”, ormai non c’è prima senza contestazioni
Gatti e il tenore Piotr Beczala
(che reagì giurando a mezzo
Facebook che mai più canterà
alla Scala). Cavalleria rusticana
è passata indenne, Lucia di
Lammermoor quasi, ma al Trovatore è stato un bagno di sangue, mentre all’ultima Sposa
dello zar il solito Cerniakov ne
ha ripresi un sacco e una sporta. E chapeau a Daniel Barenboim che è uscito con lui alla ribalta tenendolo per mano
sotto l’imperversare dei buuu!.
Alle tradizionali rimostranze
sui cantanti, perché «non ci sono più le voci di una volta» (quale volta? Boh), si aggiungono
quelle sulle regie. Si sa che in
materia il pubblico italiano ha
accumulato un ritardo di decenni su quel che succede nel
resto del mondo e così spettacoli normalissimi da Chiasso in
su, da Chiasso in giù scatenano
un putiferio. Specie se si toccano i sempreVerdi. Ne sa qualco-
Alexander
Pereira,
sovrintendente
della Scala
in carica dal 1
settembre, ma
già a Milano
a preparare
le prossime
stagioni, ha
convocato
i loggionisti (in
foto) per farsi
spiegare cosa
vogliono
sa Damiano Michieletto, l’unico
regista italiano scritturato tre
volte a Salisburgo. Contro il suo
Ballo in maschera dell’anno
scorso la rivolta fu guidata da
Luisa Mandelli, 93 anni, già Annina della Callas-Violetta, usci-
ta da Casa Verdi per lanciare
volantini in linguaggio deamicisiano. E poi il loggione della
Scala, che non è mai stato monolitico, adesso è ancora più
spaccato. Gli hooligans, si dice,
vengono da Piacenza o da altre
piazze calde della deep Emilia e
annunciano sfracelli sui loro
blog già prima di ogni «prima».
«Non sono tanti, ma fanno un
baccano inversamente proporzionale al numero - sospira Gino Vezzini, presidente degli
ggi al Museo Nazionale del Cinema
nuovo appuntamento di «Histoire(s) du cinéma» con Quarto potere di
Orson Welles, che fece nascere il mito Welles, come
vent’anni prima era nato
quello di Erich von Stroheim: registi «maledetti», invadenti, dittatori, autori assoluti in perenne conflitto
con i produttori, insensibili
alle ragioni dell’industria e
per questo ben presto perseguitati, costretti progressivamente al silenzio. Quarto potere (Citizen Kane) realizzato fra il 1940 e il 1941
uscì dopo una violenta
campagna intimidatoria
ma fu accolto dalla critica
come un capolavoro. L’enfant prodige sconvolge le
regole codificate del cinema hollywoodiano, attingendo a piene mani all’espressionismo e al grande realismo dei classici del
muto. La sua abilità tecnica
è straordinaria (lo aiuta il
grande operatore Gregg
Toland), come eccellente è
la sua prestazione d’attore
e la direzione degli altri interpreti: è insomma un’opera prima che ha già il carattere della summa registica,
del trattato di mise en scène
cinematografica. Ma ciò
che provocò le polemiche fu
il contenuto drammatico
dell’opera, quel ritratto a
tutto tondo, conturbante e
profondamente tragico,
d’un magnate del giornalismo e dell’industria editoriale americana, facilmente
identificabile con William
Randolph Hearst, la cui
mancanza di scrupoli, le cui
iniziative avventurose,
spregiudicate, ciniche, contribuirono a farne il simbolo per eccellenza del capitalismo aggressivo.
Amici del Loggione, l’ala moderata della piccionaia -. Il punto è
che il pubblico della Scala è autoreferenziale: quello che succede altrove non gli interessa.
Quindi non lo conosce. Ma non
bisogna generalizzare quando
si parla di “loggione”. Perché
accanto a chi fischia c’è chi applaude, magari entrambi a
sproposito. Certo fanno notizia
solo i fischi». «Sì, in loggione ci
sono posizioni contrastanti, che
nel caso delle regie “moderne”
diventano degli abissi - chiosa
Attilia Giuliani, presidentessa
degli Abbadiani itineranti - Ormai non c’è uno spettacolo che
vada bene a tutti. L’unica è discuterne e non prenderla come
un affronto personale».
Almeno, i fischiatori 2.0 sono
più educati dei loro predecessori. Contestano sì, ma a fine opera, quindi durante non si assiste più (purtroppo) a certe gazzarre tipo la Luisa Miller con la
Ricciarelli che, esasperata,
sbottò rivolta al pubblico: «Dio
vi maledica!». In compenso,
manca anche un po’ dell’antica
fantasia surreale. Come quando a una Tosca urlarono alla Tebaldi, voce storica ma attrice
statica: «Renata, hai la colla
sotto i piedi!». In ogni caso, sarebbe bello se alla Scala la «prima» fosse la seconda...
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK
na montagna di
debiti nascosti
nella gabbia dorata dove si è tolta la vita. C’è un
emorragia di denaro da circa
sei milioni di dollari dietro
l’estremo gesto compiuto lunedì mattina da L’Wren Scott,
designer di successo e fidanzata di Mick Jagger. La donna
si è impiccata con una sciarpa
ad una delle porte del lussuoso appartamento di Chelsea
dove viveva, perfettamente
vestita e senza lasciare un bigliettino o una vaga traccia. A
trovarla è stata Brittany Penebre, la giovane assistente,
avvertita dalla stessa L’Wren
con un messaggio col quale,
poco dopo le nove del mattino,
la invitava a passare a casa.
Così è stato, la ragazza è
giunta nell’appartamento sull’Undicesima avenue alle 10,
trovandosi davanti il corpo
senza vita della stilista. Nessun indizio apparente che potesse giustificare il gesto è
emerso all’istante, ma sono
bastate poche ore agli inquirenti per indagare nella vita
della donna e capire che quel
mondo dorato nel quale viveva celava un dramma da sei
milioni di dollari. Debiti accumulati nel corso degli anni, ripagati a stento con il moltiplicarsi di interessi da capogiro,
tanto da creare vergogna, una
vergogna mortale. Questo anche il motivo per il quale l’ex
modella e attuale stilista aveva deciso lo scorso mese di dare forfait alla «London’s
Fashion Week», adducendo
motivi organizzativi. Una scusa di facciata. In realtà il debito della 49enne designer si era
fatto pesante come un macigno e non c’era modo di finanziare la missione londinese.
Poco importava se i suoi vestiti erano indossati da Angelina Jolie, Sandra Bullock e
Michelle Obama, nessuno ormai le faceva credito, anzi i debitori le stavano sempre più
col fiato sul collo. «Ls Fashion
Limited», la sua società di moda, era in rosso di 2,1 milioni di
dollari già nel 2009, secondo
alcuni documenti finanziari
depositati nel Regno Unito,
U
Mick Jagger e
L’Wren nei
giorni della
felicità:
«Abbiamo
trascorso
assieme anni
meravigliosi dice lui oggi aveva una
grande
presenza e il
suo talento
era molto
ammirato, da
me
compreso»
PIERO NEGRI
Problemi finanziari per la stilista L’Wren Scott
I Rolling Stones annullano il tour in Australia
IL RICORDO DELLA ROCKSTAR
Combatto ancora per capire come la mia
compagna abbia deciso di porre fine alla
sua vita così. Sono stati anni meravigliosi
avevamo creato una vita fantastica per noi
la rockstar, forte di un patrimonio stimato attorno ai 305 milioni di dollari, ma secondo amici e conoscenti la L’Wren non
era il genere di persona incline
a chiedere aiuto. Ha probabilmente tenuto tutto nascosto, lasciando che la vergogna la divorasse in silenzio, fino a lunedì
quando il suo dramma si è consumato nell’appartament di
Chelsea da 5,6 milioni di dollari
con vista mozzafiato sull’Hudson River, e divenuto lo scorso
anno di sua proprietà dopo aver
Il concerto «ConVoi» di Claudio Baglioni
“Ilmioshow?Uncantiereincostruzione
propriocomedovrebbeesserel’Italia”
MARINELLA VENEGONI
ROMA
Fa tappa al Palalottomatica dove debuttò da ragazzo, il monumentale concerto «ConVoi», che segue il disco omonimo. Claudio
Baglioni sfida Springsteen con
tre ore filate di spettacolo, ideate con mente da architetto:
«L’incontro fra musica concerto e spettacolo è posizionato su
un cantiere; è vero che non c’è
radice comune fra cantiere e
cantare, ma c’è sempre una costruzione in piedi. Sul palco ci
sono 13 polistrumentisti, coristi e cantanti: siamo in una specie di laboratorio/officina, ho
ripreso i suoni analogici. È un
lavoro in progresso, come il nostro Paese avrebbe bisogno: da
rivitalizzare con la costruzione
e il restauro dei nostri valori».
In pratica: «Il sogno dello show
è mostrare la costruzione della
musica: la prima parte è una
finta preparazione, per coronare
il sogno dell’edificazione artistica; l’ultima ora è vero concerto».
Parla con orgoglio del riappropriarsi della manualità del musicista: «È una prova fisica e nervosa, c’è un’intera partitura suonata in continuità».
Dopo la lunga gestazione di
«ConVoi» e il crollo nervoso che
lo aveva obbligato a rinviare il live, Baglioni sembra rinato: «Riprenderemo il tour in autunno,
perché fin dal debutto le soddisfazioni dal pubblico sono tante.
Approfitterò della pausa estiva
per vedere se sono ancora in grado di scrivere una ventina di brani, in spirito con l’ultimo lavoro».
L’impalcatura del concerto è
senz’altro ambiziosa: «Si comincia con Notte di note, la composizione in condizione di solitudine,
che poi diventa incontro nel live.
È la descrizione del miracolo di
quando ti accorgi di aver scritto
una canzone nuova». Sarà di-
orse perché «nato nell’occhio del ciclone», come vuole Jumpin’ Jack Flash, la
canzone che diede inizio all’epoca d’oro
dei Rolling Stones, sir Michael Phillip Jagger,
per tutti Mick, ha attraversato senza un graffio
apparente le tempeste di una vita, anche quelle
da lui stesso scatenate. Quando si è diffusa la
notizia della morte della sua compagna L’Wren
Scott, lui era appena atterrato in Australia: il
suo trovarsi agli antipodi proprio in quell’istante è sembrato il segno ultimo di un destino di
grandi passioni e grandi tragedie vissute con distacco e non poco cinismo.
La prima di queste tragedie fu quella di Brian
Jones, che fondò i Rolling Stones e poi perse la
testa, la guida del gruppo e infine la vita poco dopo essere stato estromesso da Mick e dagli altri.
Due giorni dopo gli Stones suonarono a Londra, a
Hyde Park, e gli dedicarono il concerto, pochi mesi dopo suonarono ad
Altamont, in California, e un diciottenne
fu accoltellato a
morte dal servizio
d’ordine mentre tentava di estrarre una
pistola dalla giacca.
L’evento smentì immediatamente l’utopia di pace, amore e
musica rock lanciata a Woodstock solo
pochi mesi prima,
ma servì oscuramente a lanciare Let
It Bleed (Lascia che
sanguini), il nuovo
(peraltro bellissimo)
album della band.
All’inizio degli Anni Settanta, quando tra
Mick e Keith cominciò ad approfondirsi il solco
che tuttora li divide, uno sposava la regina del jet
set Bianca Pérez Mora Macias, l’altro riceveva le
visite di Gram Parsons, con cui vagheggiava future collaborazioni, mai realizzate: Parsons morì
per overdose l’anno seguente, salvando il futuro
dei Rolling Stones e condannando Mick e Keith a
una storia infinita di odio-amore.
Già quarant’anni fa era evidente che Jagger
della vita da rockstar maledetta non sapeva che
farsene. Da ragazzo, aveva già causato due noti
tentativi di suicidio: Chrissie Shrimpton, sorella
minore della modella Jean, cercò di uccidersi dopo aver essere stata abbandonata per Marianne
Faithfull, che a sua volta buttò giù 50 pasticche
quando fu lasciata nel 1970. Il rapporto più che
ventennale con la modella texana Jerry Hall
(1977-1999) fu decisamente meno drammatico,
anche quando finì (al momento del divorzio lui fu
«molto generoso», disse lei) e così pure, fino a lunedì, quello con L’Wren Scott, di cui in fondo si
sapeva pochissimo. Ma l’antico destino di chi è
nato nell’occhio del ciclone, evidentemente, non
si cancella tanto facilmente.
F
La compagna
di Jagger forse
suicida per debiti
dove la donna soggiornava
spesso assieme a Jagger, con
cui era unita dal 2001, e dove risultava la sede legale dell’azienda. Nel 2010 il buco era divenuto di oltre tre milioni di dollari,
trasformandosi in voragine due
anni più tardi. Quasi sei milioni
di dollari di cui l’anno scorso la
donna avrebbe dovuto pagare
1,7 milioni per estinguere una
serie di cambiali e rate che altrimenti avrebbero prodotto ulteriori interessi da capogiro.
Avrebbe potuto rivolgersi al-
Spettacoli .31
Chi tocca
Mick muore
La coppia
il caso
.
Claudio Baglioni stasera a Roma
stratto dal lavoro, ma come vive
questo momento di travaglio italiano? «Credo non sia accaduto
nulla se non buoni proponimenti: ma un Paese non può essere il
leader del momento, sono anni
che non credo più alla capacità
miracolistica della classe dirigente, ognuno deve diventare
protagonista della propria vita».
estinto un mutuo milionario.
Questo l’epilogo della vita di
L’Wren, altissima e affascinante ex modella. «Sto ancora cercando di capire perché la mia
compagna, la mia migliore amica, possa averlo fatto», ha detto
Jagger, respingendo le voci di
un allontanamento tra i due. La
star ha appreso la notizia appena arrivato in Australia per il
tour dei Rolling Stones, che in
segno di lutto è stato cancellato.
Tournée che dovrebbe fare tappa al Circo Massimo il 22 giugno. Le ragioni del gesto estremo, definite «incomprensibili»
da Jagger, erano forse molto
concrete per una donna che - a
detta della sua governante di
lungo corso, Lupe Montufar pur di stare con la superstar del
rock «aveva sacrificato molto».
Forse troppo.
Ci ha dilettati a Sanremo in una
delle seratone abbastanza noiose... «Ho detto no 4 o 5 volte, nel ‘98
mi avevano chiesto addirittura di
presentarlo: discografici contrari.
Avevo proposto di rifare i riff, come fece una volta Lionel Hampton, ma niente da fare. Mi auguro
che ridiventi uno spazio per la musica popolare». Racconta di aver
fatto pace anche lui con i grandi
successi: «Qui ne canto tanti, è finitoiltempodeiribellismi,DeGregori diceva no alla Donna Cannone, De André non voleva fare Marinella, io su Piccolo Grande Amore
facevo “sssshhhh”. Ma per avere
pubblico mi debbo rivolgere a tutti, l’unica era andare avanti finché
non ne avessi avuto ribrezzo».
Non pare proprio un’ipotesi
percorribile, per il Divo Claudio;
non si intuiscono volontà di abbandono alla Fossati: «Sono
convinto che so fare solo questo.
Però la creatività si può reindirizzare, è una malattia, come andare a riempire continuamente
un vuoto». Ha pensato di smettere? «Ci penso da 20 anni, non
avrei mai creduto che sarebbe
durata così tanto».
Prossimi concerti: stasera
Roma, 21/22 Bari, 24 Perugia,
26/27 Torino, 29 Bologna, 31/1
aprile Firenze, 3 Padova, 7 Verona, 12 Livorno, 15 Genova.
Amici
Mick Jagger
e Brian Jones
ai tempi della
loro amicizia.
L’allora leader
dei Rolling
Stones morì
annegato
nella piscina
di casa
nel 1969
Facchinetti
Ora vi canto
“Ma che vita
la mia”
MILANO
Roby Facchinetti, tastierista
dei Pooh, 69 anni e ancora tanta voglia di musica, a oltre
vent’anni da Fai col cuore del
1993 e trent’anni dall’omonimo Roby Facchinetti, presenta
(ieri in videochat a La Stampa) Ma che vita la mia con gli
ultimi brani nati dalla collaborazione tra Facchinetti e Valerio Negrini. Quest’ultimo,
scomparso un anno fa, era il
cofondatore e lo storico paroliere dei Pooh. «Questo mio lavoro – dice Roby, vero nome
Camillo – è un omaggio che
non potevo evitare. Valerio è
stato un grande amico e alla
vigilia di Natale del 2012,
quando stava già malissimo,
mi dettò al telefono gli ultimi
versi di Ma che vita la mia. Metabolizzare la scomparsa di
un grande amico e trasforma-
Roby Facchinetti
re quei versi in canzone è stato
duro ma doveroso».
Nell’album anche qualche
brano strumentale come Il volo
di Haziel (il nome dell’angelo custode dell’artista) e la dolcissima Poeta. Fin dal primo ascolto
poi emergono i suoni dei Pooh
del periodo «prog» che negli
Anni Settanta avevano sublimato la carriera del gruppo. «E’
una stagione che ricordo spesso – dice Roby - e quando mi avvicino alle tastiere e sono in studio da solo, sovente mi ritrovo a
muovere le dita tra le note di
quel periodo della mia vita. Anni meravigliosi». A maggio
Roby torna live con Ma che la vita la mia-anteprima tour. [L. DON.]
T1 CV PR T2
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014 LA STAMPA 32
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
.
Spettacoli .33
Programmi tv
I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi
del 19 marzo 2014
Rai 1
6.00 Euronews Il telegiornale
europeo
6.10 Unomattina Caffè Attualità
6.30 Tg 1
6.45 Unomattina Attualità
12.00 La prova del cuoco Varietà Tutti in cucina con
Antonella Clerici, nella
14ª edizione del programma
13.30 Telegiornale
14.00 Tg 1 Economia Attualità
14.10 Verdetto finale Attualità
Il programma condotto
da Veronica Maya
15.20 La vita in diretta
Attualità
18.50 L’eredità Game show
20.00 Telegiornale
20.30 Affari tuoi Game show
con Flavio Insinna
Rai 2
6.00 La strada per la felicità
Telefilm
6.45 Cartoon Flakes
8.15 Due uomini e mezzo TF
8.35 Desperate Housewives
Telefilm
10.00 Tg 2 Insieme Attualità
10.30 Meteo
11.00 I fatti vostri Varietà
13.00 Tg 2 Giorno
13.30 Tg 2 Costume e Società
Attualità
13.50 Medicina 33 Attualità
14.00 Detto Fatto Attualità
16.15 Cold Case Telefilm
17.45 Tg2 Flash Lis
17.50 Tg Sport
18.15 Tg 2
18.45 Squadra Speciale
Cobra 11 Telefilm
20.30 Tg 2 20.30
21.00 Lol Serie
Rai 3
7.30 Tgr Buongiorno Regione
8.00 Agorà Attualità
10.00 Mi manda Raitre
11.15 Elisir Attualità
12.00 Tg 3. Tg 3 Fuori Tg
12.45 Pane quotidiano
13.10 Il Tempo e la Storia
14.00 Tg Regione. Tg Regione
Meteo
14.20 Tg 3. Meteo 3
14.50 Tgr Leonardo Attualità
15.00 Tg3 Lis
15.05 Tgr Piazza Affari
15.10 Terra nostra Telenovela
16.00 Aspettando Geo Documentari
16.40 Geo Documentari
19.00 Tg 3. Tg Regione.
Tgr Meteo
20.00 Blob Videoframmenti
20.15 Sconosciuti Attualità
20.35 Un posto al sole SO
Canale 5
6.00 Tg 5 Prima pagina
7.54 Traffico
7.56 Borse e Monete. Meteo
8.00 Tg 5 Mattina
8.45 Mattino Cinque
11.00 Forum Attualità
13.00 Tg 5. Meteo.it
13.40 Beautiful Soap opera
14.05 Grande Fratello - Live
14.10 CentoVetrine
Soap opera
14.45 Uomini e donne
Talk-show
16.05 Grande Fratello - Live
Reality show
16.15 Il segreto Telenovela
17.10 Pomeriggio cinque
Attualità
18.50 Avanti un altro!
Game show
20.00 Tg 5. Meteo.it
20.40 Striscia la notizia
Italia 1
6.55 Friends Telefilm
7.45 Le regole dell’amore TF
8.40 Una mamma per amica
Telefilm
10.30 Dr. House - Medical division Telefilm
12.25 Studio Aperto. Meteo
13.00 Sport Mediaset
13.40 Grande Fratello - Live
Reality show
14.10 I Simpson
14.35 Dragon Ball GT Cartoni
15.00 Big Bang theory Telefilm
15.50 Due uomini e mezzo
Telefilm
16.35 E alla fine arriva mamma
Sitcom
17.25 Nikita Telefilm
18.00 Grande Fratello - Live
Reality show
18.30 Studio Aperto. Meteo
19.20 CSI Scena del crimine TF
21.10
Don Diana
21.10
The voice of Italy
21.05
Chi l’ha visto?
21.10
Il segreto IV
21.10
Le Iene Show
FICTION. Don Diana (Alessandro
TALENT SHOW. Federico Russo
conduce il talent affiancato da
Valentina Correani. In programma grande musica, con
brani leggendari e hit contemporanee
ATTUALITÀ. Il programma condotto da Federica Sciarelli continua a occuparsi della scomparsa di Marisa, la giovane
nonna ligure di cui non si hanno
più notizie da quasi un mese
TELENOVELA.
Tristán (Alex
Gadea) non ha ancora deciso
se dare il consenso per il rischioso intervento, ma la situazione
di Donna Francisca precipita
all’improvviso
Preziosi) è sempre più esposto
contro i clan degli Esposito e
dei Capuano: la sua lotta per la
legalità sta facendo breccia nel
cuore dei compaesani
23.20 Porta a Porta Attualità
0.55 Tg 1 - Notte.
Che tempo fa
1.30 Sottovoce Attualità
2.00 Magazzini Einstein
2.30 Mille e una notte Musica Magazine
23.55 Tg 2
0.10 Obiettivo Pianeta
Documentari
1.00 Rai Parlamento
Telegiornale
1.10 Law & Order Telefilm
1.50 Meteo
23.15 Gazebo Attualità
0.00 Tg 3 Linea notte.
Tg regione
1.05 Crash. Contatto impatto
convivenza Attualità
2.05 Fuori orario.
Cose (mai) viste
0.00 Le mani dentro la città
Fiction Con Giuseppe
Zeno, Simona Cavallari
0.55 Tg 5 Notte. Rassegna
stampa. Meteo.it
1.25 Striscia la notizia
Varietà satirico
Q
ual è il segreto del
successo di
Fabio Volo
in versione
radiofonica? I conduttori, anche quelli più
spigliati, quando siedono davanti a un microfono, hanno in testa un frame di riferimento per definire un
stile che li renda riconoscibili. Per lui il problema non esiste; ne
«Il volo del mattino»
su Radio Dee Jay è di
una naturalezza scandalosa perché innocente, viene prima di
ogni progetto e di ogni
intenzione. Gli ascoltatori lo percepiscono
autentico, lo seguono,
lo accettano.
Telefona Roberto: è
triste, dopo dieci anni
di convivenza la sua
ragazza lo ha lasciato
e di mezzo c’è anche
un figlio. Fabio per risollevarlo gli rammenta che la salute è
la cosa più importante
e gli dà un consiglio:
non devi pensare a lei
che fa l’amore con un
altro, così, se per caso
non ci pensava, glielo
ricorda. Invece Mauro da Biella l’8 marzo
festeggia 28 anni di
matrimonio; la prima
reazione di Fabio:
«Ma non vi rompete i
coglioni?»
Impagabili sono le
telefonate con la quasi
ottantenne zia Letizia
che si lamenta della
solitudine; lui allora la
porta a New York da
dove trasmette il programma e la fa partecipare alla serie «Sex
and the Lety»; Jack le
fa proposte audaci; lei
gli cucina un polpettone da un chilo e poi
confessa «Non sono
pronta per le cose a
tre».
6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo.
Traffico
6.55 Movie Flash
7.00 Omnibus - Rassegna
stampa Attualità
7.30 Tg La7
7.50 Omnibus meteo
7.55 Omnibus Attualità
9.45 Coffee Break Attualità
11.00 L’aria che tira Attualità
13.30 Tg La7
14.00 Tg La7 Cronache
14.40 Le strade di San Francisco Telefilm
16.40 Il commissario Cordier
Telefilm Serie televisiva
francese
18.10 L’ispettore Barnaby Filmtv Le storie del laconico
ed astuto ispettore
20.00 Tg La7
20.30 Otto e Mezzo Attualità
VARIETÀ SATIRICO. Prosegue il
21.10
Le invasioni
barbariche
programma emblematico di Italia 1 che propone servizi di cronaca e attualità. Conducono
Ilary Blasi, Teo Mammucari e la
Gialappa’s
SPORT. Champions League. Ottavi
di finale (ritorno). In diretta dallo
stadio Old Trafford di Manchester,
iRedDevilsallenatidaDavidMoyes
ospitano in casa l’Olympiakos
ATTUALITÀ. Una nuova punta-
0.35 Scary Movie 4 Film
(Comm., 2005) con
Anna Faris, Leslie Nielsen. Regia di David
Zucker. ★★
2.10 Grande Fratello - Live
Reality show
22.40 Speciale Champions
League Sport
0.00 Dentro la notizia
Attualità
1.30 Music line Musicale
2.35 Ieri e Oggi In Tv Special
Varietà
TV2000
can. 55
17.45 Vero in cucina
18.15 Tg Family
18.30 Vendetta d’amore
Telenovela
19.30 Padre coraje
Telenovela
20.25 Tg News
20.30 Perla nera
Telenovela
21.30 Papà ai fornelli
21.55 Tg News
BRUNO
GAMBAROTTA
6.25 Chips Telefilm
7.20 Miami Vice Telefilm
8.15 Hunter Telefilm
9.40 Carabinieri Telefilm
10.40 Sai cosa mangi?
10.50 Ricette all’italiana
Attualità
11.30 Tg 4 - Telegiornale
12.00 Detective in corsia TF
12.55 La signora in giallo TF
14.00 Lo sportello di Forum
Attualità
15.30 Hamburg distretto 21
Telefilm
16.35 My life Soap opera
16.45 Il grande cuore di Clara
Film (dramm., 1988) con
Whoopi Goldberg,
Michael Ontkean. Regia
di Robert Mulligan ★★★
18.55 Tg4 - Telegiornale
19.35 Il segreto Telenovela
La 7
20.30
Manchester
United-Olympiakos
VERO TV
RADIO&RADIO
Rete 4
ta della dodicesima edizione
del talk show di attualità e
costume, curato e condotto,
in diretta, da Daria Bignardi
0.00 Tg La7 Night Desk
Attualità
1.10 Movie Flash
1.15 Otto e mezzo Attualità
Conduce Lilli Gruber
1.55 I leoni della guerra Film
(avv., 1977)
REAL TIME
20.55 Tg Tg
21.20 Una Serata
Diversa
Buonasera Con
Papa Francesco
22.30 Una Giornata Con
Il Vescovo
23.30 Contempliamo
con Maria il Volto
del Figlio
0.20 Kojak Fiction
DMAX
17.40 Due abiti per una
sposa Varietà
18.10 Amici di Maria De
Filippi Varietà
19.10 Molto bene
19.40 Il boss delle torte
20.10 Fuori menù Varietà
21.10 Dire, Fare, Baciare
- Italia Varietà
22.10 Come tu mi vuoi
Documentari
18.35 A caccia di auto
19.30 Cacciatori di tesori
20.20 Banco dei pugni
21.10 MythBusters
22.00 Te l’avevo detto
22.50 Mega navi
23.40 Banco dei pugni
0.35 Sfida all’ultimo
morso
1.25 London Garage
film / intrattenimento
17.20 Quartet Trasposizione
cinematografica di una
pièce teatrale di Ronald
Harwood SKY CINEMA 1
Il pescatore di sogni
SKY HITS
digitale terrestre
10.20 Private Pratice RAI 4
I cavalieri del Nord
Ovest Dopo la morte di
Custer, il capitano John
Wayne deve trattare
coi pellerossa RAI MOVIE
11.00 Brothers And Sisters
RAI 4
11.10 Ciaknews IRIS
11.15 Il sapore del sangue
Intorno a un innocente
si moltiplicano suicidi e
vittime di un serial killer IRIS
11.45 Streghe RAI 4
12.05 Il fiore del mio segreto
Una famosa scrittrice
rosa è insoddisfatta
della propria vita. Di
Almodovar RAI MOVIE
13.15 Rush RAI 4
13.20 Un uomo, una città
Torino, un giorno del
commissario Parrino tra
omicidi e rapine di
ragazzi bene IRIS
13.50 La giusta distanza RAI
MOVIE
14.05 Private Pratice RAI 4
14.50 Brothers And Sisters
RAI 4
16.20 Cult PREMIUM ACTION
Il prezzo di Hollywood
Guy, appena laureato,
viene assunto come
assistente dal boss di
una major. Ma...
PREMIUM UNIVERSAL
17.05 Smallville-Gli Inizi
PREMIUM ACTION
17.15 5 Anni di
Fidanzamento
PREMIUM
CINEMA
17.45 Friends JOI
17.50 Codice Rosso
PREMIUM
ACTION
18.35 L’ultimo appello A un
mese dall’esecuzione,
l’avvocato Chris
O’Donnell prende il
caso del nonno PREMIUM
UNIVERSAL
18.40 One Tree Hill MYA
18.50 Chicago Fire PREMIUM
ACTION
15.20 Ti racconto un Libro
IRIS
15.35 90210 RAI 4
15.45 Le giraffe Michela e
Roberta, sorellastre, si
vedono la prima volta
al funerale del padre
IRIS
15.50 Adorabili amiche
RAI
MOVIE
16.15 One Tree Hill RAI 4
17.00 Robin Hood RAI 4
17.20 Ninì Tirabusciò la
donna che inventò la
mossa Primo
Novecento: Monica
Vitti-Maria Sarti fa di
tutto per diventare
attrice IRIS
17.25 Rai News - Giorno RAI
MOVIE
17.30 Un uomo tranquillo
John Wayne, ritiratosi
dal pugilato, torna in
Irlanda. Di John Ford.
Due Oscar RAI MOVIE
17.50 Streghe RAI 4
19.30 Xena RAI 4
19.35 A-team IRIS
19.10 Shit! My dad says JOI
19.20 Animals United Gli animali della Terra in marcia per partecipare alla
Conferenza
dell’Ambiente PREMIUM
CINEMA
19.25 Er-Medici In Prima
Linea MYA
19.35 Psych JOI
20.25 Cult PREMIUM ACTION
20.55 No Ball Games - Palla
Prigioniera PREMIUM
CINEMA
21.15 Duro a Morire JOI
Pretty Little Liars MYA
Revolution PREMIUM
ACTION
Nemico pubblico n. 1 L’ora della fuga
Prosegue la biografia di
Jacques Mesrine, il gangster più ricercato di
Francia PREMIUM CINEMA
19.40 I fichissimi Jerry Calà Diego Abatantuono
rivisita la vicenda di
Giulietta e Romeo RAI
MOVIE
20.20 Renegade IRIS
20.25 Heroes RAI 4
21.10 The Sixth Sense - Il
sesto senso Bruce Willis
cerca di aiutare un
ragazzino ossessionato
da terribili presenze IRIS
Terzo grado RAI 4
21.15 The Last Shot Matthew
Broderick convince il
produttore Alec
Baldwin a finanziare il
suo film RAI MOVIE
22.50 Danny the Dog
Allevato dal boss Bob
Hoskins, il giovane Jet
Li incontra Morgan
Freeman RAI MOVIE
23.05 L’esercito delle dodici
scimmie 2035: i sopravvissuti a un virus vivono
sottoterra. Con Bruce
Willis e Brad Pitt IRIS
23.35 Scandal RAI 4
0.10 Red Eye RAI 4
Law & Order: Unità
Speciale FOX CRIME
17.25 Killer Elite SKY MAX
17.30 Come funziona la
Terra? DISCOVERY SCIENCE
17.40 The Wedding PlannerPrima o poi mi sposo
SKY PASSION
17.50 Hotel Transylvania
Raduno di mostri nel
film d’animazione di
Genndy Tartakovsky
SKY CINEMA FAMILY
18.00 Grey’s Anatomy
FOX
DISCOVERY
18.15 Law & Order: Unità
Speciale FOX CRIME
18.25 Stephen Hawking: il
disegno dell’Universo
DISCOVERY SCIENCE
18.50 Sex & the City FOX LIFE
19.00 Don Camillo monsignore... ma non troppo
Don Camillo, ormai
monsignore, e
Peppone, senatore, si
ritrovano in paese SKY
CLASSICS
19.05 Natale a New York Due
storie intersecate che
vedono i protagonisti
nella magica New York
SKY CINEMA 1
Alaska: ai confini della
civiltà DISCOVERY
21.00 Perversione mortale
Una psicanalista, suggestionata da una paziente, cade tra le braccia di
un uomo SKY MAX
Il sole dentro SKY
PASSION
La moglie più bella
Ornella Muti, figlia di
due contadini, viene
violentata dallo spasimante SKY CLASSICS
Project Runway Italia
FOX LIFE
C.S.I. New York
PREMIUM UNIVERSAL
PREMIUM
ACTION
The Originals MYA
Chicago Fire PREMIUM
ACTION
Shameless JOI
22.55
23.00 The Vampire diaries
MYA
®
FOX
CRIME
21.10 World War Z Un kolossal zombie diretto dal
regista di "Quantum of
Solace", Marc Forster
SKY CINEMA 1
CHANNEL
22.00 Covert affairs
23.20 Piume di struzzo Val ha
un problema: deve presentare il padre gay
(Robin Williams) al suocero PREMIUM UNIVERSAL
23.30 Argo Ben Affleck alla
regia per un film
d’azione tratto da
un’incredibile storia
vera PREMIUM CINEMA
23.40 Arrow PREMIUM ACTION
0.25 The Transporter: The
Series PREMIUM ACTION
19.50 In Cucina con
GialloZafferano FOX LIFE
20.00 Affari a quattro ruote
DISCOVERY CHANNEL
CHANNEL
Lara Croft Tomb RaiderLa Culla della Vita
22.05
22.50
SCIENCE
19.25 Senza freni Joseph
Gordon-Levitt è un
messaggero coraggioso
che si muove tra le vie
di NY SKY MAX
Il campeggio dei papà
Charlie e Phil questa
volta sono alle prese
con la gestione di un
campeggio SKY CINEMA
FAMILY
LIFE
18.10 Fast n Loud
19.15 To Rome with love
Stavolta Woody Allen
gira a Roma e racconta
un intreccio di molte
storie SKY HITS
19.20 Grande, grandissimo,
enorme DISCOVERY
Chronicle Tre ragazzi
vengono a contatto per
caso con una sostanza
misteriosa SKY HITS
Come è fatto DISCOVERY
SCIENCE
21.55 Castle FOX LIFE
C.S.I. New York
FOX
CRIME
22.05 La leggenda dei bambini selvaggi DISCOVERY
SCIENCE
22.40 La mia vita è uno zoo
Benjamin Mee, padre
vedovo, compra uno
zoo semi-abbandonato
per farlo rifiorire SKY
CINEMA FAMILY
Street Dance 2 SKY HITS
22.50 Elementary FOX CRIME
22.55 Cuore di tuono Val
Kilmer, agente con
ascendenze indiane,
indaga sull’omicidio di
un sioux SKY MAX
Una giornata particolare Dolente e poetica
storia d’amore tra una
casalinga frustrata ed
un omosessuale SKY
CLASSICS
23.00 Sleepwalking La drammatica storia di una
bambina di 11 anni
abbandonata dalla
madre SKY PASSION
Oscure presenze
DISCOVERY SCIENCE
23.15 After Earth - Dopo la
fine del mondo Will e
Jaden Smith, padre e
figlio, recitano di
nuovo insieme SKY
CINEMA 1
34
STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
SPORT
Totti: «Ai Mondiali con me e Cassano»
«Cassano ai Mondiali? Io lo porterei... E Totti? Se sta
bene perchè no?». Il capitano della Roma per la prima
volta apre ad un possibile viaggio in Brasile il prossimo
giugno con la maglia dell’Italia. Totti, 37 anni e 233
reti in serie A, è tornato in campo lunedì sera contro
l’Udinese dopo un’assenza di 40 giorni risultando il
migliore fra i giallorossi e segnando il primo gol.
Intervista
PAOLO BRUSORIO
TORINO
I
l giorno dopo l’ennesima fregatura, Urbano Cairo decide che
la misura è talmente colma da
non meritare nemmeno una
sfuriata contro la categoria arbitrale. La topica di Doveri nella coda
di Torino-Napoli scotta ancora e il
presidente granata scende sì nell’arena e lo fa, però, a modo suo: messaggi
morbidi per chi si aspettava la voce
grossa. Ma ce n’è per gli arbitri e anche per i suoi giocatori.
Cairo:“Gli arbitri? Inutile
fare Don Chisciotte”
Il patron del Toro: “Mi sono lamentato dopo la Juve: avete visto che è successo”
Un altro torto subito dal Toro: la serie
si fa pesante. Che effetto le fa?
«Lo stesso della sera prima, ma ormai ho preso una decisione: non voglio più parlare di arbitri».
Proprio oggi?
«L’ho fatto improvvidamente dopo
tutto quello che ci è successo nel derby e cosa ne abbiamo guadagnato?
Nulla. Così d’ora in poi nessuno del
Toro, a partire da me, giudicherà più
le decisioni arbitrali».
Quindi come si reagisce ai torti?
«Si lavora su quello che è nelle nostre
possibilità. Sulla qualità del gioco,
sulla ricerca di quel cinismo che a
volte ancora ci manca. Dobbiamo
crescere noi, se lo facciamo anche
certe percezioni cambieranno. Come
si dice, aiutati che il ciel ti aiuta...».
Neanche una parolina su Doveri?
«I commenti servono a poco. Anzi».
Ha la sensazione di aver pagato certe
uscite?
In carica
«Lo ripeto, abbiamo protestato in
maniera importante dopo la partita
con la Juventus, non abbiamo ottenuto nulla. Non mi metto a fare il Don
Chisciotte, tanto è inutile».
Urbano Cairo,
56 anni,
è presidente
del Toro
dal 2005
Sicuro che i tifosi capiscano questo
low profile? Non le viene il dubbio
che preferirebbero un presidente
più aggressivo?
«Li posso anche comprendere ma
non devo comportarmi da tifoso.
Questa non è una gara di popolarità
che si vince urlando più degli altri».
Cairo proprietario de La7, Cairo azionistaRcs:piùaumentanoisuoiincarichi extra calcistici (e quindi la sua visibilità), più lei si ammorbidisce quando si tratta di parlare di pallone. Solo
una coincidenza o c’è del verosimile?
Sul futuro di Ventura
mente a decisioni che ci hanno penalizzato. Ora serve giocare le ultime dieci
gare come se fossero le prime dieci: a
cominciare da sabato contro il Livorno,
basta pensare agli arbitri. Concentriamoci su quello che dovremo fare da qui
alla fine del campionato».
Chi vi dice
che il tecnico
non abbia già firmato
il rinnovo del contratto
Aspettate e vedrete
Sarebbe?
«Continuare il processo di crescita che
abbiamo iniziato. Non perdere di vista il
concetto di squadra e, possibilmente,
tenere la parte sinistra della classifica.
Se riusciamo in questi intenti, la nostra
stagione sarà positiva».
Però è mancata la chicca, quella che infiammailtifoso:perl’ennesimocampionato zero vittorie con le grandi.
«Non è vero, di occasioni per infiammare ne abbiamo date. E certe partite
con le grandi potevano finire in altro
modo solo se...».
Quando lunedì ha visto in panchina Cerci e Immobile è rimasto sorpreso dalla
scelta di Ventura?
«Affatto, ho piena fiducia nell’allenatore.
Giochiamo tre partite in otto giorni: giusto far rifiatare qualcuno e dare spazio a
chi si fa sempre trovare pronto. Come,
per esempio, Meggiorini».
Però Cerci e Immobile...
«Guardi, tanto parlare a volte distrae. La
Nazionale, il mondiale, il contratto: a livello inconscio qualche condizionamento possono averlo avuto».
Ma Cerci resterà al Toro?
«Ha un contratto con noi fino al 2016, deve pensare solo a giocare. In questo momento non c’è niente di più da fare».
Ha detto Cerci: voglio giocare la Champions,vorreiallenarmiinuncentrosportivo di alto livello, sono un giocatore di
qualità e merito tanto. Che effetto le
fanno certe parole?
«Cerci mi piace quando gioca, le cose
migliori le fa in campo. Non mi interessa
commentare quello che dice».
Quando firmerà il rinnovo Ventura?
«Chi le dice che non l’abbia già fatto?».
L’annuncio dopo i 40 punti?
«Aspettate e vedrete».
Su Cerci
Ha detto che merita di Il mondo arbitrale si autoassolve. Il capo dei fischietti minimizza
più? Mi piace quando
è in campo, non
mi interessano le sue
parole. Pensi a giocare
GUGLIELMO BUCCHERI
temente solare, non è stato conces-
Nicchi:“Nonsitrattadigrandicose...”
ROMA
«Illazioni. Le mie attività non influiscono in alcun modo sul Toro, i fatti
che riguardano la squadra restano assolutamente indipendenti».
Magari servirebbe una figura che stia
tra lei e Ventura per sostenere certe
parti, uno alla Galliani per esempio?
«Non ne ho bisogno. In società le persone ci sono, basta che comincino a
prendersi certe responsabilità».
Lei non parla di arbitri, ma con il gol di
Higuain è arrivata la 4ª sconfitta di fila. Che cosa è successo al Toro?
«Abbiamo giocato 23-24 partite a
grande livello, ne abbiamo sbagliate
nettamente una sola, quella con la
Sampdoria. Poi, vero, c’è stato un po’
di appannamento e di appagamento,
un pizzico di sfortuna oltre ovvia-
Il presidente degli arbitri della generazione 2.0 non ha visto il duello, oltre il limite del consentito, fra Higuain e Glik. O meglio non l’aveva
ancora visto all’ora di pranzo di ieri,
a sedici, diciassette ore dai fatti che
hanno deciso la sfida dell’Olimpico.
Marcello Nicchi, lunedì sera, era a
Mantova impegnato in un meeting
di lavoro e, il giorno dopo, si è limitato a dire di «aver letto delle cose...» e
che «non mi sembra si tratti di un
episodio mastodontico...».
Gli arbitri della generazione 2.0
fischiano in campo, ma, fuori, nessun rumore. Guai a provare ad intervistarli, a chiedergli spiegazioni
sul perchè un cartellino giallo non è
stato estratto o un rigore, apparen-
so. «I tempi non sono maturi...», è la
risposta,sempre la stessa, che accompagna le richieste e il fortino
dell’Aia resta chiuso, quasi blindato.
«Ho sentito e letto che Ventura lamenta almeno 10 punti persi per
sviste arbitrali, il tecnico del Torino
è una persona perbene ed equilibrata, ha espresso una sua opinione.
Comunque vedremo alla fine chi
avrà riportato più punti...», ha ironizzato Nicchi. Il punto che segna
uno spartiacque invalicabile fra il
mondo dei fischietti e il mondo di
chi il calcio lo osserva è mobile perchè, in movimento, sono gli errori
degli arbitri: sbagliare si può, nel fischietto non c’è la moviola, ma sentirsi vittime di una sorte di sindrome da accerchiamento peggiora le
Maratona punita
Corianti-napoletani:
curvachiusa,penasospesa
1 È stato un dopopartita agitato
quello di Toro-Napoli, ma a farne le
spese è stato Cairo. Il presidente granata è stato ammonito con diffida
dal giudice sportivo per aver contestato gli arbitri «rivolgendo loro
un’espressione irrispettosa». Cartellino giallo anche per la curva Maratona, che paga i cori antinapoletani con
un turno di squalifica. La pena è stata
sospesa con la condizionale, ma se
nell’arco di un anno si ripeteranno i
cori il settore verrà chiuso.
Indifferente
Marcello Nicchi,
61 anni, presidente dell’Aia
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
Ciclismo, Contador re dei due mari
Oggi in Tv
Alberto Contador vince la Tirreno-Adriatico: lo
spagnolo non si aggiudicava una gara a tappe dalla
Vuelta del 2012 (subito dopo il rientro dalla squalifica
per doping). L’ultima cronometro (9,1 km sul circuito
cittadino di San Benedetto del Tronto) , è andata a
Malori che ha battuto specialisti come Cancellara (2°),
Wiggins (3°) e il campione del mondo Martin (4°)
10,30 Cricket. Zimbawe-Olanda
13,00 Sport Mediaset
16,00 Tennis. Atp Miami
17,50 Tg Sport
18,00 Basket. Valencia-Alba Berlino
19,00 Sport Mediaset
GLI ERRORI ARBITRALI AI DANNI DEL TORO
Atalanta 2
a
0 ARBITRO
2
giornata
Torino
0
Bergonzi
L’1-0 di Stendardo è irregolare per il fuorigioco di Yepes
3a
giornata
Torino
2
Milan
2
2
Massa
Torino
0
giornata
Juventus
1
1
7
giornata
Sampdoria
2
Torino
2
2
Mazzoleni
Retroscena
MASSIMILIANO NEROZZI
TORINO
Gervasoni
Dopo aver annullato il gol di Pozzi, per “compensare” viene
negato un rigore su D’Ambrosio e concesso uno inesistente
al 93’ per contatto Glik-Eder
9a
Napoli
2
giornata
Torino
0
1
De Marco
Due rigori inventati: Mertens si tuffa in area nel primo caso, mentre
nel secondo Glik ha il braccio attaccato al corpo sul tiro di Higuain
25a
Juventus
1
giornata
Torino
0
1
Rizzoli
Graziato Vidal per un fallo di mano
(era già ammonito) e negato un rigore per lo
sgambetto in area di Pirlo su El Kaddouri
26a
giornata
Torino
0
Sampdoria
2
1
Damato
Il gol del vantaggio di Okaka non è regolare:
l’attaccante riceve la palla in fuorigioco
28a
Torino
0
giornata
Napoli
1
1
Doveri
GLI ERRORI A FAVORE DEL TORO
Centimetri - LA STAMPA
21
giornata
Torino
1
Atalanta
0
2
Tagliavento
Il rigore da cui nasce la vittoria non esiste:
Consigli anticipa Cerci in uscita e non
commette fallo
24a
Verona
1
giornata
Torino
3
0
Rocchi
Immobile segna la rete del pareggio partendo
da una posizione di fuorigioco
9
PUNTI PERSI
GUADAGNATI
Discusso
Daniele Doveri,
36 anni, arbitro
di Torino-Napoli
2 -7
S
arà perché il primo round è finito 1-1, o perché alcuni buoni
pezzi di ricambio si sono rotti
(Peluso, Marchisio, Giovinco), ma
domani sera a Firenze s’annuncia la
Juve full optional, come mai ha girato in Europa League. Tra quelli che
fin qui hanno giocato di più in stagione, i titolari cioè, dovrebbe mancare
solo Andrea Barzagli, fuori uso per il
riacutizzarsi dell’infiammazione al
polpaccio (ci sarà Caceres). Antonio
Conte riavrà invece Carlos Tevez,
che aveva saltato la sfida dell’andata
con la Fiorentina, e la partita di
campionato di domenica a Genova,
per l’infiammazione al tendine rotuleo: «L’abbiamo dovuto fermare,
perché rischiavamo di peggiorare
solo la situazione», aveva spiegato il
tecnico bianconero. L’Apache non
OTTAVI, 1-1 ALLO STADIUM
Per gli infortuni di Barzagli
Marchisio e Peluso, il tecnico
ha l’assetto quasi obbligato
Irregolare il gol della vittoria, Higuain si libera
di Glik commettendo fallo
a
20,25 Calcio fem. Costa Rica-Italia
Rai Sport 2
20,40 Calcio. Monza-Salernitana
Rai Sport 1
20,45 Calcio. Manchester U.-Olympiacos
Rete 4
20,45 Calcio. B. Dortmund-Zentit S.P.
Sky Sport 3
22,45 Speciale Champions League
Rete 4
23,30 È sempre Calciomercato
Sky Sport 1
23,45 Calcio fem. Nuova Zelanda-Spagna Eurosport
2,45 Sport Mediaset
Italia 1
Europa League, domani il ritorno: Conte rischierà l’argentino
Il gol della vittoria di Pogba è viziato dal fuorigioco di Tevez
a
35
Tevez, il segnale della riscossa
A Firenze la miglior Juve
L’infortunato Larrondo al 94’ non viene soccorso
e sostituito, con la palla fuori, e dalla rimessa
nasce il rigore del pareggio
6a
Eurosport 2
Italia 1
Sky Sport 2
Rai 2
Eurosport 2
Italia 1
.
DIFFERENZA
cose. Perchè giocare sempre all’attacco affermando che «i nostri arbitri sono i migliori, sbagliano poco e
vengono colpiti strumentalmente?». Nicchi è il numero uno, Braschi il designatore ormai in scadenza visto che a giugno verrà sostituito da Rosetti (in pole), Farina o Messina: entrambi comunicano poco,
pochissimo e, quando lo fanno, mettersi in discussione appare un reato.
Il Toro, in questa stagione, è la
squadra più penalizzata: lo dice il
cammino dei granata. L’errore di
Doveri, lunedì verso le 9 di sera, è
stata evidente, non mastodontico,
ma, regolamento alla mano, poco
importa. Le parole di Nicchi suonano come un danno oltre alla beffa e
non solo per i tifosi granata perchè
leggere dichiarazioni come «in tutto
la stagioni le sviste evidenti saranno
state cinque, sei al massimo...»
(Braschi dixit pochi giorni fa) è come voler giocare un campionato
scollegato dalla realtà. Da quella di
chi perde l’equilibrio davanti ad errori. Non solo di centimetri.
potrà essere al meglio della condizione, ma non è tipo da rifiutare di
scendere sul sentiero di guerra.
Ecco, veder spuntare sul prato
Tevez sarà il segno inequivocabile, il
primo, che la Juve punta a vincere
anche l’Europa League, senza risparmi energetici. Perché finora, la
hit parade dei bersagli era stata
piuttosto chiara, per scelte sul campo e parole fuori: «Il campionato è la
priorità assoluta - aveva spiegato
l’allenatore - il presidente e non solo
lui ha questo desiderio, perché il terzo scudetto consecutivo sarebbe
storico». Il vantaggio sulla Roma, e il
turnover quasi azzerato dagli infortuni, faranno puntare anche all’Eu-
ropa: del resto, lo stesso Conte aveva
più volte parlato di crescita internazionale del gruppo. E poi ci sarebbe
pure una vendetta, dopo il «rumore
dei nemici». Ancora il tecnico juventino: «La Fiorentina parte in netto vantaggio, dopo l’1-1. Anzi, diciamo che
già si è sancita l’eliminazione della
Juve, sentendo e leggendo quel che si
dice. Mediaticamente, abbiamo già pagato, ci hanno
massacrato». Ribatte
Massimo Ambrosini,
dall’accampamento
viola: «Se pensassimo di essere favoriti, saremmo dei
Su 14 edizioni, Galatasaray,
pazzi: come livello
Porto, Valencia e Cska
di rosa, la Juve non
hanno vinto Europa League
può non essere consie campionato nazionale
derata la migliore».
Qualche cautela per la
corsa all’Europa League da
parte di Conte era però giustificata
dall’usura della manifestazione e dalla sua storia: da quando con la fusione
tra Coppa Coppe e Uefa il torneo s’è
fatto eterno, solo 5 volte su 14, la squadra che ha alzato il trofeo ha vinto pure il proprio campionato nazionale.
Se poi lo screening si riduce ai club
dei cinque campionati più importanti,
e impegnativi, solo il Valencia (nel
2004) centrò l’accoppiata. Semplicemente, l’Europa League ha più partite della Champions, costringe spesso
a lunghi viaggi, e concede brevi tempi
di recupero. Senza contare che, il più
delle volte, ci sono nemici che su quella ruota puntano tutto, energia e ambizioni, perché più nulla possono
spremere in patria: chiedere al
Bayern Monaco che nella stagione
2007/08 razziò tutto in Germania, ma
oltre confine fu piallato in semifinale
dallo Zenit San Pietroburgo. Che in
Russia arrivò quinto... L’Europa League logora chi ce l’ha. A meno di non
avere un buon set di pezzi di ricambio, come tornerà a essere per i bianconeri, e un discreto margine in campionato sulla seconda, che è poi
l’identikit della Juve. Basta vincere a
Firenze (o anche pareggiare da 2-2 in
su), ma non è un dettaglio.
Carlos Tevez, 30 anni, 16 gol in 36 partite stagionali
5
Doppiette
Lo United tenta la rimonta
Champions: Ronaldo a -1 gol da Messi
MancinieliminatodaMourinho:passailChelsea
In neretto le squadre
qualificate ai quarti
AND RIT
Atletico
Madrid (Spa)
1 4
MILAN
0 1
Bayern
Monaco (Ger)
Arsenal
(Ing)
2 1
IERI
Chelsea
(Ing)
Galatasaray
(Tur)
0 1
AND RIT
1 2
1 0
AND RIT
Barcellona
(Spa)
Manchester
City (Ing)
2 2
Paris SaintGermain (Fra)
Bayer
Leverkusen (Ger)
4 2
OGGI
Borussia
Dortmund (Ger)
Zenit San
Pietroburgo (Rus)
0 1
0 1
AND
4
2
Sky sport 3, Premium calcio 1
Real Madrid
(Spa)
Schalke 04
(Ger)
Centimetri-LA STAMPA
6 3
1 1
Manchester
United (Ing)
Olympiacos
(Gre)
0
2
Rete 4, Sky sport 1, Premium calcio
1 Neanche il tempo di abbrac-
ciare Mourinho e di commuoversi
per l’accoglienza dei tifosi allo
Stamford Bridge che Drogba deve
già inseguire. Il Chelsea segna subito contro il Galatasaray, gol di
Eto’o che stavolta evita l’esultanza
da vecchietto e manda baci al pubblico, quasi per riprendere il centro
dell’attenzione dopo gli striscioni
e i cori dedicati al ritorno a Londra
dell’ivoriano. Il Galatasaray di
Mancini, che aveva chiuso sull’1-1
in Turchia, non si riprende più e subisce fino al raddoppio firmato da
Cahill. E siamo solo al primo tempo. Poi la partita si addormenta e il
ct dell’Inghilterra Roy Hodgson,
seduto in tribuna a valutare lo stato di forma dei suoi, ha pochi appunti da prendere. Mancini esce
dalla Champions agli ottavi.
1 Nell’altra partita della serata il
Real Madrid chiude senza troppa
fatica la pratica contro lo Schalke
04 umiliato in Germania con un
6-1. Finisce 3-1 segna ancora Ronaldo, una doppietta (l’altro gol è di
Morata): il portoghese è alla sua ottava rete consecutiva in Champions (solo van Nistelrooy ha fatto
di meglio con 9) e al 51° gol della
stagione (tra club e nazionale). Soprattutto va a -1 dal primato di Altafini e Messi che detengono il record di reti segnate in un’unica stagione di Champions, 14 a testa
(uno nel 62 e l’altro nel 2012). A
quattro giorni dal Clasico, l’attesissima sfida di campionato tra il Real
Madrid leader in classifica e il Barcellona che insegue a -4 punti, i numeri sono importanti. Unica brutta
notizia in casa Real il grave infortunio di Jesé Rodríguez uscito al 2’
minuto con un legamento rotto.
W
36 .Sport
STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
Ha detto
Mollare? Assolutamente no
Sono con Berlusconi da 35 anni
e finché vorrà sarò sempre
al suo fianco. Anche ora
ci sentiamo tutti i giorni
Adriano Galliani
AMMINISTRATORE DELEGATO
DEL MILAN
ANSA
os. Ciò che è successo nelle ultime ore non ha rasserenato
l’ambiente perché Seedorf ha
continuato a chiedere con insistenza al presidente totale autonomia gestionale senza relazionarsi con chi gli sta intorno
e soprattutto senza mai mettersi in discussione. Inoltre il
suo approccio al lavoro risulterebbe fin troppo innovativo: ad
esempio è arrivato in ritardo
alla riunione tecnica prima della sfida contro l’Atletico Madrid e non ha diretto l’allenamento che si è svolto nella palestra dell’albergo il mercoledì
successivo. Le stanze di Milanello ormai sono piene di spifferi esce di tutto. Qualcuno ha
ironizzato anche sul ruolo di
certi membri dello staff di Seedorf trasformati all’occorrenza
in camerieri per improvvise
voglie di uova strapazzate.
Nessuno però ha voglia di ridere. A partire da Galliani, consi-
Per Clarence Seedorf, 37 anni, brutto inizio:7 sconfitte in 12 partite
NON SOLO RISULTATI
il caso
LAURA BANDINELLI
MILANO
L
e faccende del Milan tornano ad imperversare nelle
stanze di Arcore
con un summit
d’urgenza convocato ieri in
tarda serata da Silvio Berlusconi. Proprio dall’entourage
del Cavaliere è trapelata, infatti, la notizia di un secondo
incontro con l’amministratore delegato Adriano Galliani e
il tema dell’incontro pare essere stato lo stesso di sabato
scorso: il futuro di Clarence
Seedorf e del nuovo Milan. La
bufera ha coinvolto direttamente anche la squadra e infatti, sempre in serata, è rim-
Milan, altro vertice da Berlusconi
La panchina di Seedorf vacilla
Summit notturno con Galliani. Voci sulla presenza di alcuni giocatori
3
Sconfitte
di fila
Era
dal novembre
2006 che
la squadra
non perdeva
per tre volte
consecutive in
campionato
balzata l’indiscrezione che oltre all’ad rossonero fossero stati invitati a raccontare il «mondo di Clarence» il vice Mauro
Tassotti e un paio di giocatori.
Nessuno si sarebbe immaginato uno scenario simile a distanza di due mesi dall’insediamento del nuovo allenatore ma
la tensione negli ultimi giorni
ha toccato i livelli di guardia e
si è reso necessario un altro
chiarimento. Perché ciò che
più preoccupa il presidente
PREZZI A PAROLA DELLE RUBRICHE (IVA ESCLUSA)
1 Affari e Capitali, 2 Attività Commerciali, 5 Immobiliare Vendita, 6 Immobiliare Acquisto Euro 2,84 /// 3
Lavoro Offerte, 7 Afitti Offerte, 8 Afitti Domande, 9 Autoveicoli, 10 Viaggi e Vacanze, 11 Matrimoniali, 12 Investigazioni, 13 Varie Euro 2,61 /// 4 Lavoro Domande: - operai, autisti, fattorini, personale
pubblici esercizi, impiegati, personale domestico, baby sitter, lavori vari e part-time, assistenza sanitaria,
Euro 0,91 /// tecnici Euro 1,59 /// altre domande Euro 2,61
Avvisi urgenti, data issa, o neretti: il doppio. Neretti urgenti, data issa: il quadruplo. Urgentissimi: il
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Grappa 24b.
rossonero non sono soltanto le
scarse prestazioni della squadra ma alcuni racconti piuttosto dettagliati sul modo di porsi dell’allenatore e della sua
manager Deborah Martin intenzionata a farsi sentire anche in società, al punto da chiedere un incontro con gli azionisti. Non tutte le invasioni di
campo hanno un lieto fine. Perché un conto è rivendicare ciò
che ti spetta di diritto per questioni di eredità come aveva
fatto Barbara quando ha ottenuto un ruolo di primo piano
nel Milan, un conto è provare a
comandare a casa degli altri. I
nervi quindi sono saltati.
Sabato prima della sfida
contro il Parma il problema è
stato affrontato nella club house rossonera con toni piuttosto
accesi. Da qui la necessità di
andare ad Arcore per chiarire
le competenze di ciascuno. La
sconfitta contro il Parma ha
contribuito ad alimentare il ca-
1998
L’ultima
protesta
Tifosi in rivolta anche
nell’era del
Capello-bis,
(10° posto),
l’anno dopo
il Milan vinse
lo scudetto
A preoccupare il presidente
anche le manie del tecnico
e l’invadenza della manager
derato dagli ultrà il principale
responsabile del declino del
Milan e alle prese con una delicata questione che riguarda
anche il suo futuro. Perché l’ultima parola spetta ancora una
volta a Berlusconi che deve decidere se è davvero il momento
di sganciarsi dal passato per
affidarsi ad un uomo nuovo che
tra l’altro non piace neppure alla figlia. Galliani ieri pomeriggio ai microfoni della Rai ha
tuonato: «Io non mollo assolutamente. Sono con Berlusconi
da 35 anni e finchè vorrà starò
sempre al suo fianco». Quando
Barbara provò a metterlo da
parte disse più o meno le stesse
cose. Silvio allora, tirò fuori dal
cilindro la soluzione del doppio
amministratore delegato. Stavolta non sono ipotizzabili altri
sdoppiamenti.
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
MotoGp
Via alla stagione
In notturna Comincia il Mondiale
in Qatar: i nuovi regolamenti
potranno ribaltare i pronostici
Terzetto spagnolo Valentino
proverà a rompere l’egemonia
Le possibilità della Ducati
Factory
Open
Open 2
Le moto ufficiali
(Honda e Yamaha)
hanno a disposizione
5 motori
(con sviluppo congelato),
20 litri di benzina
e centralina elettronica
Magneti Marelli
con software libero
Le moto «private»
hanno 12 motori
a disposizione,
24 litri di carburante,
una gomma più morbida
ma devono
usare il software
elettronico fornito
dall’organizzatore
Nel caso i piloti
di una stessa moto Open
vincano una gara,
ottengano due secondi
posti o tre terzi vedono
ridursi i litri di benzina a 22.
Nel caso di tre vittorie
viene tolta anche
la gomma più morbida
Anche le due
ruote stravolte
dalle norme
Sport .37
.
In breve
Serie A, squalificati
Benalouane, prova tv
1 Il
giudice sportivo Tosel
ha inflitto tre turni di stop a
Benalouane (Atalanta) con la
prova tv per un pugno al fianco del doriano Regini. Tre
giornate anche a Conti (Cagliari). Un turno ad Abbiati
(Milan), Emeghara (Livorno), Mbaye (Livorno), Hetemaj (Chievo), Krhin (Bologna), Marchionni (Parma),
Pisano (Cagliari), Pogba (Juventus) e Sturaro (Genoa).
Chiesta l’archiviazione
Factory 2
Il «caso» Acerbi
Nel caso una Casa
non abbia vinto gare
nell’anno precedente (Ducati)
ha diritto a 12 motori
(sviluppo libero),
24 litri di benzina
pur usando il proprio software.
Inoltre i test non sono
contingentati e può usare
una gomma più morbida
1 La
Procura Antidoping
ha richiesto alla prima sezione del Tna l’archiviazione del procedimento relativo a Francesco Acerbi,
aperto a seguito della positività alla gonadotropina corionica riscontrata nel test
antidoping dopo CagliariSassuolo dello scorso 1° dicembre. Gli accertamenti
hanno evidenziato come la
presenza della sostanza fosse dovuta alla ricomparsa
della formazione tumorale.
Mondiali 2014
Altri ritardi a San Paolo
1 Lo
stadio di San Paolo dove si giocherà Brasile-Croazia, partita inaugurale dei
Mondiali (12 giugno-13 luglio)
sarà consegnato incompleto
il 15 aprile, data prevista per
la fine dei lavori.
Torneo Beppe Viola
Marc Márquez, 21 anni, spagnolo, campione mondiale della MotoGp
Il calendario
23 marzo
GP
Qatar
Losail
13 aprile
GP
Stati Uniti
Austin
27 aprile
GP
Argentina
Rio Hondo
4 maggio
GP
Spagna
Jerez
18 maggio
GP
Francia
Le Mans
1 giugno
GP
ITALIA
MUGELLO
GP
GP
GP
Olanda
Assen
10 agosto
GP
Stati Uniti
Indianapolis
17 agosto
GP
31 agosto
Repubblica Ceca
GP
Brno
Gran Bretagna
Silverstone
14 settembre
GP
28 settembre
San Marino
GP
Misano
Aragona
Motorland
12 ottobre
GP
19 ottobre
Giappone
GP
Motegi
Australia
Phillip Island
26 ottobre
GP
9 novembre
Malesia
GP
Sepang
Comunità
Valenciana
Valencia
Centimetri
LA STAMPA
Domenica sera a Losail il primo gran premio
Lorenzo, Pedrosa e Rossi sfidano il campione
28 giugno
13 luglio
Germania
Sachsenring
Assalto a Marquez
I senatori
contro il re bambino
MATTEO AGLIO
15 giugno
Catalunya
Barcellona
Juve vince ad Arco
stato il grande assente dell’inverno,
eppure rimane il favorito. Marc Marquez, baby prodigio
che ha impresso il suo marchio
alla MotoGp nella stagione del
debutto, è il bersaglio dei senatori della classe regina. Gli sono bastati tre giorni a inizio
febbraio in Malesia, prima di
fratturarsi il perone allenandosi col dirt track, per ribadire
che togliergli la corona non sarà semplice. «Gli occhi saranno tutti puntati su di me. È
qualcosa di nuovo difendere
un titolo», ha nicchiato il piccolo diavolo, a suo agio con le parole come con il manubrio.
Una modestia che gli va stretta, dopo avere già dimostrato
di andare a nozze con la pressione oltre a potere contare,
ora, su un anno di esperienza
in più. «Alla prima gara non
sarò al 100% fisicamente – ha
continuato -, spero di portare a
casa punti importanti». Un
bluff che non inganna nessuno,
tantomeno i suoi avversari che
sanno che il cannibale spagnolo ha sempre fame.
Gli altri – Lorenzo, Pedrosa e
Rossi – sembrano fare fronte
comune. Lo avevano sottovalutato lo scorso anno, pensavano
È
Island, ma con Marquez fuori
dai giochi quel risultato potrebbe rivelarsi una vittoria di Pirro.
La Spagna, con Marquez, ha
trovato il nuovo eroe, un Valentino nato nei pressi di Barcellona, ma l’originale non ha voglia di abdicare. «Sono più
competitivo dello scorso anno», il bilancio del Dottore alla
fine dell’inverno. Quello che
non ha detto è che non sa ancora se basterà. Dopo quasi vent’anni in sella, Rossi si diverte
come un ragazzino. Ha provato a rimettersi in gioco e l’inizio di stagione sarà una sfida
con se stesso. «Sette, otto gare
e poi deciderò se continuerò in
MotoGp», il suo obiettivo.
Per centrarlo dovrà fare i
conti con «quei tre», come li
definisce. Il terzetto spagnolo
BABY PRODIGIO
«Gli occhi saranno
puntati su di me. Difendere
il titolo è qualcosa di nuovo»
Mi aspetto
Marquez subito
molto veloce
Attenti
a Valentino
Sono più
competitivo
rispetto alla
scorsa stagione
E sono ottimista
Jorge Lorenzo
Valentino Rossi
Pilota
Yamaha
Pilota
Yamaha
che le prime vittorie sarebbero
state un fuoco di paglia. Invece
erano l’inizio di un incendio con
cui si sono scottati. Marc ha pochi punti deboli e alla seconda
stagione in MotoGp ha margini
di crescita. Bisogna fermarlo
subito, sfruttando una pista,
quella di Losail, amica della
Yamaha che l’anno scorso aveva
piazzato Jorge e Valentino davanti a tutti. Il maiorchino ha
passato un inverno fra alti e
bassi, ruggendo contro le nuove
gomme Bridgestone che sembrano essere fatte per gli avversari. Ha ritrovato il sorriso e il
primo posto nei test di Phillip
Tv:SkySportMotoGp
Domanilelibere
1 Il Gp del Qatar prenderà il
viadomanialle16conleliberedi
Moto3 e Moto2 e MotoGp
(17,55).Doppiasessioneilvenerdì per la classe regina (16 e
18,55). Sabato qualifiche per
Moto3 (16) e Moto2 (16,55) e
MotoGP (18,35). Domenica le
gare: alle 17 Moto3, alle 18,20
Moto2ealle20laMotoGp.DirettasuSkySportMotoGpHD,qualificheegareinchiarosuCielo.
che può contare anche su Pedrosa, eterna promessa che ha
visto festeggiare i compagni di
squadra, senza mai riuscire a
essere la vera prima guida. È
ad un bivio e non deve sbagliare strada. Anche perché i regolamenti potrebbero contribuire a rimescolare le carte.
Le Open in prova hanno mostrato gli artigli. Aleix Espargaró – altra stella di un vivaio
spagnolo che sembra infinito –
con la Yamaha ha mostrato la
velocità giusta per stare con i
migliori. Senza dimenticare
la Ducati, ancora un work in
progress, che ha abbandonato il passo del gambero e ha
una fame da squalo. «Non siamo da podio ma siamo migliorati più del previsto», l’analisi
di Dovizioso, che fa del realismo la sua arma. I suoi capi
sono stati più espliciti, individuando nel podio l’unico risultato utile prima di novembre.
Marquez non potrà contare
sull’effetto sorpresa, sarà solo
contro tutti. Una nuova sfida
disegnata apposta per lui.
1 La
Juve ha vinto la 43a
edizione del torneo Beppe
Viola, dedicato alla categoria
Allievi: in finale 5-1 al Chievo.
Elezioni Fisi
La Di Centa si presenta
Manuela Di Centa, 51 anni
1 Manuela Di Centa, 51 an-
ni, ex campionessa di sci di
fondo, candidata alla presidenza della Fisi (avversaria
di Flavio Roda e Piero Marocco), ha presentato il suo
programma a Milano: «Ci sono aspetti da migliorare: le
relazioni con la base, le società, i comitati regionali e con il
vertice della Federazione per
creare una forte leadership
internazionale».
Zoeggeler e il ritiro
«Decido a giugno»
1 Alla
Scala di Milano il
presidente del Coni Giovanni Malagò è tornato sulla
spedizione azzurra a Sochi:
«Peccato per il record dei
quarti posti, è mancato
l’oro». Intanto, Armin Zoeggeler rinvia il ritiro: «Decido
a giugno».
Al torneo di Miami
Schiavone eliminata
1 Francesca
Schiavone va
ko al 1° turno a Miami con la
kazaka Shvedova (6-4 6-2).
Volley, Mondiali a rischio
Cardullo infortunata
1 Paola Cardullo chiude la
stagione e vede in forse il
Mondiale dopo la rottura del
legamento crociato del ginocchio sinistro.
T1 CV PR T2
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014 LA STAMPA 38
39
T1 T2
GIORNATA DIFFICILE PER I PENDOLARI
Sciopero dei mezzi pubblici
Sospesa la Ztl centrale
Oggi sciopero nazionale del
trasporto pubblico locale.
Sarà garantita l’effettuazione del servizio nelle seguenti
fasce orarie: servizio urbano
e suburbano e Metropolitana
dalle ore 6 alle ore 9 e dalle
ore 12 alle ore 15. Autolinee
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
extraurbane e sfm Pont-Rivarolo-Chieri e Torino-Aeroporto-Ceres da inizio servizio alle
ore 8 e dalle ore 14.30 alle ore
17.30. Non sarà attiva la ZTL
Centrale diurna, quella normalmente attiva dalle 7.30 alle
10.30 dal lunedì al venerdì.
Oggi possibili disagi sull’operatività dei Centri di Servizi al Cliente
TORINO
Diario
Via Lugaro 15, 10126 Torino, tel. 011 6568111 fax 011 6639003, e-mail [email protected] 1 [email protected] 1 [email protected]
Corre dietro
a un pallone
Investito
da un’auto
VERSO IL VOTO DEL 25 MAGGIO VERTICE NOTTURNO DEI CINQUESTELLE: È BONO IL CANDIDATO
Gravissimo
un bambino di 8 anni
a Villafranca
Antonio Giaimo
A PAGINA 47
“Condannate
lo scrittore
all’ergastolo”
Regione, Primarie
per il centrodestra
Da Petralia
a Torino
Tutti insieme
D’accordo anche la Lega, Berlusconi sembra vicino al sì
P
L’UNIVERSITA’: COLPA DELL’ANTICIPO A PRIMA DELL’ESAME DI MATURITÀ
LA STORIA
BEPPE M INELLO
tratta. Primi segnali di
* Sidisgelo
nel centrodestra,
I pm: «L’ha uccisa lui
Il suo romanzo
vale una confessione»
paralizzato dai veti incrociati tra Forza Italia e alleati. Ma qualcosa si sta muovendo. Pichetto: «Sono
contrario ma conta quello
che decide Berlusconi».
P. Italiano e M. Peggio
Mondo e Tropeano
A PAGINA 46
ALLE PAGINE 40-41
La grana
di Mussolini
“cittadino”
LA STORIA
Un cavillo frena
la sua espulsione
dagli «onorari»
Beppe Minello
A PAGINA 45
Ecco il perché
delle nausee
in gravidanza
Grandi chef
al Salone
Scoperta al S.Anna
Il responsabile
è il batterio dell’ulcera
Non solo Vaticano
alla kermesse
del libro al Lingotto
Marco Accossato
Medicina, meno iscritti ai test
Elena Lisa e Maria Teresa Martinengo A PAGINA 43
A PAGINA 49
Il falso parto anti-multa
MASSIMO NUMA
«M
ia moglie sta
per partorire!
Stavamo andando in ospedale...». Un automobilista torinese, sorpreso in auto intento a compiere
manovre pericolose in via Tenivelli (San Donato), era stato intercettato da una volante
del 113, impegnata in un controllo di routine. Gli agenti lo
avevano fermato e lui si era
giustificato indicando la moglie seduta al suo fianco: «Sta
male...forse ha già rotto le acque». I poliziotti, preoccupati, avevano immediatamente
deciso di scortare l’auto della
coppia sino al pronto soccorso
più vicino. Azionata la sirena,
via verso l’ospedale. Ma Giuseppe D. , 36 anni, a metà percorso, imboccava all’improvviso una traversa cercando di seminare la volante. Inseguito e
bloccato, ci ha riprovato: «Vabbè, è incinta ma forse non deve
partorire proprio adesso e ce
ne torniamo a casa». Gli agenti
gli hanno contestato la lunga lista delle infrazioni commesse,
lui ha perso il controllo e ha ferito un poliziotto colpendolo
con un pugno. Finale con arresto per lesioni e resistenza. La
moglie però sta benissimo.
Tortello
A PAGINA 48
etralesi di tutto il mondo unitevi. Quest’anno a
Torino. Oggi, festa di
San Giuseppe, per la 14ª volta,
i petralesi, nel senso di originari di Petralia Sottana, provincia di Palermo, celebrano il
momento conviviale più importante di quattro giorni di
festa iniziati sabato e che terminano domani. In 152 siederanno al desco allestito al Royal hotel di corso Regina, ma
molti di più sono stati e saranno i petralesi arrivati in questi
quattro giorni in città: oltre
1200 soprattutto dall’Italia,
ma anche dall’estero per partecipare a una sorta di festa
della memoria e della tradizione iniziata nel ’90 quando
un petralese emigrato a Roma
aveva organizzato un incontro
fra ex-compagni di scuola.
Una festicciola diventata un
appuntamento fisso nel periodo attorno alla festa di San
Giuseppe. Se tenete conto che
gli abitanti del piccolo comune delle Alte Madonie sono
circa 3 mila, capirete bene che
vederne un terzo da un’altra
parte del globo non è poca cosa. Questa volta è toccato a
Torino. A non cambiare mai è
il rito della festa, dal Ballo
Pantomina della Cordella al
menù, tutto a base di prodotti
locali (di Petralia): dalla mezza arancia per iniziare, alla
salsiccia asciutta alle tagliatelle con lenticchie fino al baccalà fritto con contorno di
cardi selvatici. Auguri.
T1 CV PR T2
40 .Cronaca di Torino
STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
gg Dossier/Verso il voto del 25 maggio
Centrodestra a un passo dalle Primarie
La Lega incontra Berlusconi e sposa la posizione di Ncd e FdI. il 5-6 aprile la possibile data della consultazione
Il tavolo tra Forza Italia e alfaniani termina con un nulla di fatto. Pichetto: “Sono un azzardo, decida il Cavaliere”
Cinquestelle
ALESSANDRO MONDO
Bono candidato
“Batterà la destra
e Chiamparino”
Primarie: primi segnali di disgelo nel centrodestra, paralizzato dai veti incrociati tra
Forza Italia e gli alleati. Nulla di conclusivo, ci mancherebbe. Tanto più nel partito
del Cavaliere, dove l’ultima
parola è sempre e comunque
quella del monarca assoluto.
Se è vero che il monarca,
in altre faccende affaccendato, tarda a pronunciarsi, è altrettanto vero che comincia
a tastare il terreno. E non è
da escludere che il coro unanime fuori dal portone di Arcore, e/o di Palazzo Grazioli,
possa avergli suscitato qualche riflessione.
Nella tarda serata
la fumata bianca
all’assemblea
dei grilllini
Pressing della Lega
Tutti vogliono le benedette
primarie. Gli ultimi a ragguagliarlo sono stati Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti per la
Lega, ricevuti domenica. Il
Carroccio, per nulla deciso a
Pichetto: «Resto
contrario ma conta
quello che decide
Berlusconi»
fare da comprimario, rivendica l’unità della coalizione, il
«refrein» di tutto il centrodestra, ma non a ogni costo: chiede le primarie per scegliere il
nome più competitivo e ha già
avvertito che potrebbe correre in proprio.
Nè è casuale l’uscita di Roberto Maroni. «O ci ricompattiamo o riconsegnamo il Piemonte alla sinistra - ha avvertito ieri il governatore lombardo
-. Io sono per le primarie, utili
per ricompattarci». Pausa.
D’altronde, «è difficile pensare
che Ncd o Fratelli d’Italia possano appoggiare un candidato
imposto».
A vuoto il tavolo FI-Ncd
Appunto. Presumibilmente è lo
stesso discorso che Berlusconi
dev’essersi sentito fare lunedì
da Guido Crosetto, FdI, nel corso di un altro «vis a vis». E Altero Matteoli da Renato Schifani,
presidente Ncd, nel tavolo con-
Veti incrociati
I veti incrociati tra i partiti alleati continuano a provocare una situazione
di impasse nel centrodestra: nella foto Gilberto Pichetto, candidato di Forza Italia
DECADENZA
Rinviato
il voto
su Giovine
La decadenza di Michele Giovine e la surroga di Sara Franchino,
Pensionati, possono attendere: la votazione,
sollecitata dall’opposizione, è stata fatta slittare dalla maggioranza a
martedì prossimo. Obiettivo: attendere la sentenza del Consiglio di Stato e
guadagnare tempo per
approfondimenti. Mercedes Bresso, contraria
alla surroga, annuncia un
ricorso al Tar in caso di
voto favorevole.
1
vocato ieri tra Forza Italia e il
partito di Alfano. Giusto un assaggio, dato che il confronto è
stato riconvocato oggi (a Roma si
riunirà anche lo ststo maggiore
di FdI-An). «Positivo che tutti abbiano auspicato l’unità della coalizione, penso ci siano i margini
per un’intesa», commenta Osvaldo Napoli, FI, di quelli che le primarie le escludono.
carsi dall’enpasse sui nomi: della
serie, vinca il migliore?
Gilberto Pichetto, il candidato
di Forza Italia, non si scompone:
«Mai detto che le primarie non
s’hanno da fare, ma resto dell’idea che siano un azzardo sul
fronte procedurale e logistico. In
ogni caso, chi decide è Berlusconi. E se deciderà in questo senso,
mi metterò in azione».
Rumors sulle primarie
Primi ragionamenti
A quali condizioni, non è dato sapere. Sta di fatto che ieri, per la
primavolta,sulleprimariehanno
cominciato a rimbalzare voci di
ogni genere. Voci e persino date.
Una rimandava al 13 aprile: comunque improbabile, visto che in
quei giorni si terrà il Congresso
Nazionale Ncd. In base ad altri
«rumors», la consultazione potrebbe cadere il 5-6 aprile. Semplici bufale o la dimostrazione
che qualcosa comincia a muoversi? Le primarie come occasione,
anche per il Cavaliere, di smnar-
Se è per questo, dalla sede di
corso Vinzaglio, dove si è accasata Forza Italia, fanno notare
che a ben vedere le primarie
converrebbero al partito più
grande, in grado di convogliare
ai seggi il maggior numero di votanti. Stando ad altre interpretazioni, la consultazione vedrebbe avvantaggiati gli alleati,
forti di una catena di comando
più corta e quindi in grado di
mobilitare in massa i loro supporter. Oggi, forse, ne sapremo
di più.
La scelta del Movimento 5
Stelle di candidare alla presidenza Davide Bono è il segno che uno dei luoghi cruciali dove si giocherà la partita per il governo del Piemonte sarà Torino. La città
governata per 10 anni da
Sergio Chiamparino, nell’immaginario del popolo
grillino l’uomo simbolo del
potere «che ha realizzato le
Olimpiadi, l’inceneritore e
vuole fare la Torino-Lione,
cioè tutto quello contro cui ci
siamo battuti in questi anni», spiega il capogruppo
M5S in Consiglio regionale.
E non è un caso che l’unica
tappa di Beppe Grillo per la
campagna elettorale è stata
programmata a Torino a ridosso della chiusura dei comizi.
Ma i Cinquestelle non faranno solo una campagna
contro ma, soprattutto, una
campagna per a cominciare
dall’introduzione del reddito
di cittadinanza. Un progetto
tutto da costruire perché come ricorda Bono «noi ci presentiamo come unica e credibile alternativa al malgoverno che destra e sinistra
hanno prodotto durante le
ultime legislature, con un debito monstre di 12 miliardi di
euro ed un deficit strutturale
di almeno 600 milioni l’anno». Ma all’interno di questi
rigidi paletti «ci sono spese
da tagliare sulle grandi opere inutili che destra e sini-
Davide Bono
stra vogliono realizzare a partire dalla Torino-Lione».
Il lavoro sul programma sarà completato entro la fine del
mese (tra i punti principali c’è
la trasparenza del sistema degli appalti regionali) e ieri sera
l’assemblea che ha scelto Bono come sfidante di Chiamparino e del competitor del centrodestra ha iniziato a definire
i criteri per la composizione
del listino. Dieci persone, otto
di loro, se i Cinquestelle vinceranno le elezioni diventeranno
assessori «mentre per la scelta dei tre esterni pensiamo di
aprire anche a persone esterne al movimento da selezionare attraverso i curricula. Scegliendo le persone più competenti sul modello di quello che
ha fatto il sindaco Pizzarotti a
Parma».
I protagonisti della campagna elettorale saranno, naturalmente, i quaranta candidati
per il Consiglio regionale che
saranno affiancati dai parlamentari pentastellati a partire da Alessandro Di Battista.
Ad oggi sono state programmate un centinaio di tappe tra
piccoli e grandi centri del Piemonte. In campo ci saranno
anche i candidati per il Parlamento europeo.
[M.TR.]
T1 CV PR T2
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
.
Cronaca di Torino .41
g
Consiglio regionale
Centrosinistra
La Corte dei Conti
contesta ai gruppi
200 mila euro del 2013
La sfida di Chiamparino
“Aree a burocrazia zero
per attrarre le imprese”
Trenta giorni
per i chiarimenti
Nel mirino telefonia
ed elettronica
I Comuni preparano
gli atti necessari,
Finpiemonte garante
verso le aziende
MAURIZIO TROPEANO
ALESSANDRO MONDO
Telefonia. Dotazioni informatiche. Giornali. Incarichi e
consulenze. E poi discrepanze
nella gestione della cassa. La
sezione controllo della Corte
dei Conti di Torino ha inviato
al presidente del Consiglio regionale, Valerio Cattanneo, la
richiesta di chiarimento per
circa 200 mila euro spesi dai
gruppi regionali nel corso del
2013. E questo nonostante i
bilanci abbiano ricevuto il via
libera dei revisori dei conti
che hanno passato al setaccio
scontrini e note spese, come
previsto dal regolamento del
Consiglio regionale.
Il modello è quello del Trentino: che però è una Regione a
statuto speciale, quindi con
maggiori risorse a disposizione, e per questo va preso con
le molle. Anche così, Sergio
Chiamparino, ormai in campagna elettorale, comincia a
studiare come trasformare le
enunciazioni in strategie. E
non poteva che partire che
dalle imprese, cioè dal lavoro,
in una Regione dove la crisi
morde più che altrove.
Le irregolarità
Secondo i giudici contabili
«l’esame condotto sui rendiconti ha evidenziato per alcuni
gruppi consiliari l’esistenza di
irregolarità». La prima: «La rispondenza dei dati contabili
con la documentazione allegata». La seconda: «La coerenza
di alcune spese con le finalità
previste dalla legge secondo i
principi individuati nelle linee
guida». E la terza: «La loro necessità in eccedenza rispetto
alle dotazioni previste».
Da qui la decisione di inviare ai gruppi consiliari le osservazioni in merito alla regolarità delle spese e la richiesta
di chiarimenti. Solo Fratelli
d’Italia, Nuovo Centrodestra
e il gruppo misto Cursio, misto-Cattaneo e misto-Boniperti non dovranno fornire
chiarimenti.
«Non necessarie»
Nel mirino della sezione di controllo della Corte dei Conti sono finite le spese per le dotazioni strumentali e logistiche che
«Burocrazia zero»
Bilanci approvati dai revisori
I revisori dei conti avevano sottoposto a severi controlli i
rendiconti dei gruppi regionali per poi approvarli
il Consiglio regionale «si è assunto l’onere di fornire a proprie spese» individuando espressamente
i servizi e le strutture connesse.
Ecco perché per «evitare ingiustificate duplicazioni di spese
gravanti sui fondi pubblici» è necessario che «eventuali spese so-
Fratelli d’Italia, Ndc
e gruppo misto non
dovranno rispondere
alle osservazioni
stenute dai gruppi per servizi e
attrezzature fornite dal Consiglio regionale venga puntualmente evidenziata la loro necessità». E i giudici contabili avvertono che «le decisioni dell’organo
di autogoverno del Consiglio regionale contengono implicitamente una valutazione sulla loro
sufficienza per lo svolgimento
delle normali attività istituzionali dei gruppi».
Le osservazioni della Corte
dei Conti sono state accolte con
stupore da parte dei capigruppo che avevano già dovuto superare i severissimi controlli
dei revisori dei conti.
Le reazioni
Da qui la richiesta di convocare
una riunione della conferenza
dei presidenti con i revisori e gli
uffici per approfondire la questione. i. Cattaneo ha convocato
la riunione per la prossima settimana: «E’ la prima volta che applichiamo le nuove regole sui
controlli dei fondi dei gruppi regionali. I bilanci sono stati esaminati dai revisori ed è giusto instaurare un rapporto di collaborazione con la Corte dei Conti».
Per questo la segretaria generale
del Consiglio ha preso contatto
con la sezione di controllo anche
per «capire come si applica la
sentenza della Corte Costituzionale sui poteri di controllo della
Corte dei Conti».
«Questo il nome del progetto al
quale sta lavorando l’ex-sindaco di Torino, e candidato del
centrosinistra alle prossime
elezioni regionali, parzialmente
accennato lunedì sera durante
l’incontro organizzato dalla
Fondazione Benvenuti in Italia
e dall’onorevole Pd Davide Mattiello.
Nuovi investimenti
Attrarre imprese sul territorio permetterebbe di consolidare il
tessuto produttivo e portare a casa investimenti preziosi
ai Comuni interessati di presentare le domande. Una specie di
concorso, insomma».
Il ruolo di Finpiemonte
Competitività
Il tema, una delle priorità che
hanno segnato anche il programma della giunta-Cota, è
l’attrattività del Piemonte verso le piccol e medie imprese.
Come convincerle a trasferire
l’attività in Piemonte? Eliminando le pastoie burocratiche,
cioè semplificando la vita a
quanti hanno già il loro da fare
per reggere le sfide dei mercati.
La sperimentazione
Da qui l’idea: creare in Piemonte 4 aree sperimentali, a burocrazia zero, per stimolare gli investimenti. Quali aree? «Questo lo vedremo - ha spiegato ieri
Chiamparino, dettagliando il
progetto -. Penso ad aree costituite su base volontaria, a un
bando regionale che permetta
In questo perimetro Finpiemonte, ma Chiamparino pensa anche
al coinvolgimento del Ceip, svol-
«Il modello è quello
del Trentino, solo così
potremo aumentare
la competitività»
gerebbe un doppio ruolo: quello
di interlocutore unico per gli imprenditori interessati e quello di
soggetto incaricato di costruire
la rete dei servizi in accordo con i
Comuni e le Unioni di Comuni.
Con la Regione nel ruolo di supporto e di garanzia.
Il patto
In sintesi, gli enti locali che devono definire le concessioni, i per-
messi e le autorizzazioni ad ogni
livello - tutto ciò che occorre per
insediare attività produttive - firmerebbero una convenzione esigibile con Finpiemonte («ne ho
già parlato con Fabrizio Gatti, il
presidente») e si impegnerebbero a preparare le pratiche entro
un periodo di tempo preciso.
Servizi«in vendita»
Il passo successivo consisterebbe nello stilare un «catalogo» di
questi servizi per permettere di
promuovere il «pacchetto» in
Italia o all’estero. In presenza di
un accordo sulla tipologia dell’insediamento, entro un numero
prefissato di mesi gli imprenditori otterrebbero tutte le condizioni per avviare l’attività o per poter costruire. Parola d’ordine:
meno burocrazia, più competitività. «In fondo, è la stessa idea
dello sportello unico per le imprese ma affidato a Finpiemonte
- conclude Chiamparino -. Ci stiamo già lavorando».
T1 CV PR T2
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014 LA STAMPA 42
T1 CV PR T2
il caso
ELENA LISA
A
ll’Università la
debacle - che da
Torino si estende
in tutta Italia - c’è
chi la prende con
ironia, o per lo meno ci prova.
Poi c’è chi non fa niente per nascondere il fastidio.
Il primo, Ezio Ghigo, direttore del dipartimento di Medicina attacca con un sardonico:
«Pensavo peggio, 500 studenti
in meno ai test d’ammissione
nonostante il ministero dell’Istruzione ce la stia mettendo tutta per ostacolare gli accessi , sono un ottimo risultato». Il secondo, Giovanni Re,
direttore del dipartimento di
Veterinaria va giù più duro:
«Anticipare la data dei test, e
inserirla quando i ragazzi sono
già impegnati per la maturità,
è stata una decisione folle».
Chiuse le iscrizioni
Nel dettaglio. Chiuse ieri mattina le preiscrizioni alle prove
d’accesso di Medicina e Veterinaria - l’annuncio di una loro
anticipazione, già prima della
verità dei numeri, aveva preoccupato i professori univer-
2014/2015
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
614
.
Cronaca di Torino .43
Medicina veterinaria
846
Iscrizioni
ai test
Is
I
d’ammissione
2.902
Medicina e chirurgia,
odontoiatria
e protesi dentaria
2013/2014
LA STAMPA
Asta Sant’Agostino
24 marzo - ore 15 e ore 21
Dipinti antichi, dell’800, del ’900
e contemporanei
25 marzo - ore 15 e ore 21
Arredi, argenti, orologi e gioielli
3.442
Centimetri - LA STAMPA
Crollo degli iscritti
ai test universitari
“Colpa dell’anticipo”
342 G. de Chirico
303 F. Vellan
Meno 15% a Medicina, meno 28% a Veterinaria
Prima
della
maturità
In molti hanno rinunciato
perché troppo difficile
cimentarsi
su due fronti
I PRESIDI
Ghigo: pensavo peggio
Re: questa data
è una decisione folle
352 E. Baj
sitari e quelli degli istituti superiori - queste sono le cifre:
gli iscritti ai test di Medicina e
Chirurgia, e Odontoiatria e
Protesi Dentaria sono 2.902,
quelli di Veterinaria, 614. Diverso il dato dell’anno passato
(i test erano stati fissati dopo
la maturità): 846 gli iscritti a
Veterinaria, 200 in più, e 3.442
quelli di Medicina. Oltre 500.
Le ansie degli studenti
ma al di là di professori e direttori di Dipartimento sarebbe
bastato ascoltare i pareri (e le
ansie) dei ragazzi delle superiori costretti a cimentarsi su due
fronti. «Non comprendo le ragioni - dice Ezio Ghigo -: il risultato, che avevamo immaginato
e che puntualmente si è verificato, è che in molti hanno rinunciato al test». Il che non significa aver limitato il numero
dei futuri (potenziali) laureati.
In Piemonte i posti destinati alle lauree magistrali in Medicina
sono circa 600 ben al di sotto
dei 2.902 iscritti. «Il punto continua Ghigo - è che l’unico
strategia che vedo è disincentivare i ragazzi a studiare medi-
cina». Eppure, dati alla mano,
questo mestiere rappresenta ancora una passione e un approdo
per molti studenti.
La scelta della sede
Ma se alla difficoltà del test preingresso si aggiunge quella della
specializzazione post-laurea,
non più in grado di garantire le
borse di studio, ma che sono indispensabili per partecipare a un
concorso e trovare un lavoro, allora appare evidente il travaglio
di iscriversi a medicina anche in
“Assurdo il doppio impegno
Scuola e atenei
concordino le competenze”
5
domande
a
Caterina Bocchino
preside Volta
MARIA TERESA MARTINENGO
Anche i presidi condividono
la fatica dei loro studenti impegnati a studiare per il test
e per la Maturità. «Abbiamo
fatto il possibile per aiutarli,
ma per loro è davvero un
grande impegno», dice Caterina Bocchino, dirigente del
liceo scientifico Volta.
Il Volta ha organizzato corsi
di preparazione ai test?
«Abbiamo organizzato un corso da quaranta ore. Molti stu-
denti si erano spaventati sentendo i prezzi dei corsi esterni.
Programmi anche di cento ore...
Noi abbiamo verificato che già
quaranta sono impegnative. Abbiamo rinforzato matematica,
scienze e chimica. Soprattutto,
di scienze e chimica abbiamo
fatto un ripasso degli anni passati: al test non considerano solo
il programma dell’ultimo, come
accade alla Maturità».
Quanti studenti si sono iscritti?
«Il corso è partito con 28 allievi, due poi si sono demoralizzati e hanno lasciato. In base
alle indagini che facciamo
ogni anno sulle scelte dei corsi
universitari, questo numero
rispetta abbastanza quello
dell’anno scorso. Alcuni ra-
chi coltiva il sogno.
Scelte «sbagliate» della politica sull’Università toccano gli
studenti di molti corsi di Laurea. «La graduatoria nazionale
- rincara il direttore di Veterinaria - è un bluff: partecipi al
test, esprimi la tua preferenza
sull’Università alla quale vuoi
iscriverti. E se superi la prova il
tuo nome viene scelto sulla base di una lista nazionale. Sei di
Torino ma potresti finire a
Campobasso».
Ora, tutti d’accordo sul fatto
che i giovani italiani non debbano concepire la mobilità come
un tabù. Ma la Spagna di Zapatero, che ora sta rinunciando alle graduatorie nazionali, le aveva pensate in un periodo di
massima espansione economica. Quando le famiglie potevano
anche sostenere i trasferimenti
dei figli. «Noi - dice Giovanni Re
- invece le proponiamo adesso.
Vorrei sapere chi, in piena recessione, può mantenere non
solo gli studi del figlio ma anche
la sua vita in un’ altra città».
gazzi hanno affrontato questa
doppia fatica in modo encomiabile, altri tenteranno un
po’ la sorte. In generale li ho
visti seriamente impegnati,
certo con qualche momento di
stanchezza. Specie quando alle ore pomeridiane si sovrapponevano le interrogazioni».
escluderlo a priori. Nel rush
finale saranno comunque esonerati dalle interrogazioni».
Ha senso studiare due programmi diversi contemporaneamente?
«Sarebbe bello che scuola superiore e università avessero
coerenza d’intenti per le competenze minime necessarie.
Soprattutto in matematica».
Parecchi studenti hanno detto che si accontenteranno di
un voto non troppo brillante
alla Maturità, non punteranno al cento: l’esame in un
modo o nell’altro si passa,
superare il test segna per la
vita... Cosa ne pensa?
«Personalmente non li ho sentiti esprimere pareri. In ogni
caso, negli ultimi anni il cento
è talmente sottoposto a vincoli che molti studenti devono
La scuola ha potuto farsi carico del corso?
«Abbiamo avuto una grandissima disponibilità dai professori, che hanno partecipato
volontariamente ai corsi e si
sono messi a studiare anche
loro i test degli anni passati. I
ragazzi hanno pagato una
quota minima, come si fa per i
laboratori. La retribuzione
dei docenti sarà simbolica».
«Una parte
degli studenti
ha affrontato
lo studio in modo
encomiabile, altri
tenteranno la sorte»
320 L. Delleani
Esposizione d’asta
da mercoledì 19 a domenica 23 marzo
Orario continuato 10 - 20
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T1 CV PR T2
44 .Cronaca di Torino
STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
Renzi rassicura Hollande
“Andiamo avanti sulla Tav”
Il Presidente francese ha chiesto conferme sulle scelte italiane
Retroscena
«Mai detto che erano fascisti»
MAURIZIO TROPEANO
Perino in aula: «Ho solo detto che nemmeno ai tempi
dell’occupazione nazifascista c’erano controlli come quelli»
I
dubbi di Matteo Renzi
sulla realizzazione della Torino-Lione sono
arrivati fino a Parigi e
anche dentro l’Eliseo.
Perplessità espresse nel suo
libro ma anche nelle dichiarazioni da candidato segretario nazionale del Pd. E così
sabato scorso, durante l’incontro bilaterale il presidente della Repubblica francese, François Hollande ha
chiesto direttamente al premier italiano «assicurazioni
sulla perdurante volontà
dell’Esecutivo italiano a continuare nell’esecuzione del
progetto secondo il calendario fin qui concordato». E
Renzi ha risposto in modo
affermativo. Almeno è questo il contenuto dell’informativa dell’ambasciata italiana a Parigi che Stefano
Esposito, vicepresidente
della Commissione Trasporti del Senato, ha chiesto al
ministero degli Affari esteri
per poi diffonderla sui social
network.
Le prove di Matteo
In base alla ricostruzione
dell’ambasciata
Renzi
avrebbe portato come segnali concreti della volontà
italiana di realizzare la Torino-Lione l’avanzamento dei
lavori nel cantiere del tunnel
geognostico di Chiomonte in
anticipo di sei mesi rispetto
al calendario dei lavori con
la fine del cantiere prevista
per la fine del 2015. E il premier ha ricordato anche come anche il parlamento italiano stia completando l’iter
per la ratifica dell’accordo
internazionale firmato a Roma nel gennaio 2013.
Nuovi lavori oltralpe
Dopo le rassicurazioni di
Renzi, Hollande ha confermato l’intenzione di avviare
le procedure di gara già nel
Il leader No Tav
Perino processato
per vilipendio
alle forze armate
PAOLA ITALIANO
Il vertice a Parigi
Nel corso del vertice all’Eliseo il presidente della repubblica francese ha chiesto al premier
italiano, che in passato non ha nascosto il suo scetticismo sulla Tav, le intenzioni di Roma
9,5
finanziati dall’Ue. Ltf, quindi,
la società incaricata dei lavori
propedeutici alla realizzazione del tunnel di base, potrà
bandire la gara.
3,3
chilometri
miliardi
È la lunghezza della galleria
di collegamento tra le
discenderie di S. Martin La
Porte e La Praz
È il finanziamento che
potrebbe arrivare dall’Ue
per lo scavo del tunnel di
base di 57 chilometri
2014 per evitare di perdere
l’opportunità di attivare tutti i
cofinanziamenti comunitari.
Nella nota dell’ambasciata
italiana si mette in evidenza
l’importanza della decisione
francese di confermare gli investimenti nonostante le forti
restrizioni al bilancio rese ancora più acute dalla sospensione dell’ecotassa. Parigi ha
messo a disposizione dell’Agenzia nazionale che finan-
zia le infrastrutture la quota
francese per realizzare la galleria geognostica di collegamento tra le discenderie di
Saint Martin La Porte e la
Praz. Si tratta di una galleria
lunga 9,5 chilometri che secondo Mario Virano, commissario straordinario della Torino-Lione costituisce «il primo
tratto del tunnel di base».
L’appalto dovrebbe valere circa 400 milioni, metà dei quali
Il New York Times
Intanto la polemica sull’alta
velocità in Val di Susa finisce
sul New York Times. Il quotidiano della Grande Mela ricostruisce la vicenda e racconta
quella che definisce la «saga
della linea ferroviaria» che è
«stata costellata da episodi di
resistenza popolare, manifestazioni, ma anche scontri
violenti, azioni di sabotaggio e
persino accuse di terrorismo». Il quotidiano ricorda
anche come i No Tav hanno
anche messo in dubbio «il significato economico di un progetto che ha richiesto un
esborso iniziale di quasi 12 miliardi di dollari».
genere. E’ diverso, profondamente diverso».
«Non ho mai detto che in Val
I controlli a cui si riferisce
di Susa ci fossero truppe di Perino erano dovuti a un’ordioccupazione nazifasciste»: si nanza prefettizia di fine giudifende così Alberto Perino, gno con cui era stata recintata
uno dei leader della protesta per motivi di sicurezza anche
No Tav, nel nuovo processo a l’area attorno al cantiere, a disuo carico che si è aperto ieri fesa delle forze dell’ordine.
a Torino. L’accusa è vilipen- Area in cui però si trovavano
dio alle forze armate, un rea- terreni coltivati, vigne e una
to per cui la pm Manuela Pe- cantina sociale. Chi vi lavoradrotta ha chiesto - e ottenuto va, doveva esibire i documenti
- l’autorizzazione a procede- per accedere, come testimore dal ministero della Difesa niato ieri al processo da alcuni
e che l’imputato nega di aver contadini chiamati a deporre
commesso.
dalla difesa.
Le frasi a attribuite a PeAnche Perino è titolare di
rino vennero
terreni nell’area
pubblicate nel
LA DIFESA attorno alla cenluglio 2011. Il
elettrica.
«Non sono più trale
co n t e s t o
è
«Io non sono mai
riuscito a entrare riuscito ad accequello dei giornei miei terreni» dere ai terreni di
ni roventi successivi allo
mia proprietà,
sgombero del maxipresidio nonostante lo abbia richiesto
No Tav alla Maddalena di più volte - ha detto nel corso
Chiomonte, dove si insediò il del processo -. Ho anche procantiere per la realizzazione vato a raggiungerli guadando
della galleria geognostica la Dora, ma poliziotti e carabiper la linea Torino-Lione, a nieri non mi hanno fatto passacui seguirono manifestazio- re». E alla pm che gli chiedeva
ni e scontri per i quali è in se per l’accesso negato gli foscorso il processo contro 52 se stata fornita una giustificaattivisti nell’aula bunker zione, ha risposto: «No. In Itadelle Vallette.
lia si usa così». «E’ un’ingiusti«Non ho mai detto quella zia?», ha chiesto allora il profrase perché non lo penso - curatore, provocando un ruha specificato Perino -; ho ri- moreggiare tra il pubblico, una
portato invece quello che di- decina di attivisti No Tav.
cevano gli anziani della valle, «Penso che sia un sopruso - ha
e cioè che nemmeno ai tempi detto Perino - è la legge del più
dell’occupazione nazifascista forte». Il processo riprenderà
si erano visti controlli di quel il 30 aprile.
1
Un lettore scrive:
scorso mi sono
recato alla sede Inps di Torino
di via XX Settembre per sbrigare una pratica e ho trovato
appeso alla porta d’ingresso un
foglio con su scritto: ”Chiuso
per assemblea sindacale“. Ma
le assemblee sindacali non durano, di solito, due ore? Comunque non per tutto l’orario
di apertura di un ufficio pubblico. Perché dunque l’Inps ha
chiuso per l’intera giornata?
Inoltre la partecipazione ad
una assemblea sindacale è facoltativa: chi non ha partecipato, dov’era? Poiché, guarda caso, l’assemblea è stata indetta
un venerdì, ho un sospetto...».
Specchio dei tempi
2 «Venerdì
R
Un lettore scrive
sulla cronaca che
il Comune ha stanziato 1,5 milioni di euro per il restyling del
lungo fiume e specificatamente per le strutture architettoniche, gli arredi, l’illuminazione,
2 «Leggo
1
123 56738956AB5C5 ADD39BC33 E3CCF6D 1C 83D7C56 E3C 26 1
D3 55 6 F E5 A536A 18 E5 D7E5 DCC3 9AA63 E3C 77
1
scale e balaustre. Nel contesto di
tali interventi conservativi e di
riqualificazione, mi auguro sia
ricompreso anche il ripristino
della staccionata di legno, crollata in più punti, in lungo Po Antonelli. Anche le coperture di plastica poste a protezione del lungo fiume, in sostituzione della
precitata staccionata, presentano numerosi varchi e pertanto
oltre al fattore estetico deprimente configurano un certa rischio di rovinose cadute nel Po».
A. CINTI
Una lettrice scrive:
che in Italia lo
2 «Capisco
sport nazionale sia l’autodenigrazione e sono d’accordo che ci
sono molte cose che non funzionano, però lamentarsi perché il
museo Egizio, che nonostante la
ristrutturazione in corso non ha
mai chiuso i battenti e sta facendo un gran lavoro, è parzialmente non visitabile mi pare francamente eccessivo. Due anni fa mi
sono recata ad Amsterdam in
primavera e volevo visitare il
prestigioso Rijksmuseum, quello della Ronda di notte per intenderci. Il museo era in ristrutturazione e restavano aperte quattro o ciqnue sale, una quantità
minima rispetto al totale. Ciono-
nostante il prezzo del biglietto,
elevatissimo, non era ridotto per
nulla».
LAURA PALMUCCI
Un lettore scrive:
da anni, ogni giorno, la “Stampa” pubblica articoli
redazionali e lettere di cittadini
sul Gtt. I temi di interesse dei cittadini sono molti: dalla politica
della direzione del Gtt che pare
privilegiare il bus al tram mentre la maggioranza dei torinesi è
di parere opposto, ai frequenti
borseggi ed atti di teppismo, alla
piaga dei molti passeggeri che
non pagano le corse (con conse-
2 «Ormai
guente danni per le casse del Comune), agli insufficienti controlli, al comportamento degli autisti e dei controllori, all’utilizzo di
tram e bus di “trenta metri” costosi ed ingombranti anche nelle
ore non di punta, alla frequenza
delle corse ed agli orari, al costo
degli abbonamenti, alle difettose
scale mobili della metro, al costo
eccessivo di impianto e gestione
della metropolitana...
«A questi aggiungo altri due
temi: il Gtt ha mai rilevato le percentuali di occupazione sulle varie linee e nelle diverse ore della
giornata? Io credo che da questi
rilievi si trarrebbero considera-
zioni molto illuminanti; il Gtt ha
mai pensato di provare, in alternativa ai trasporti di superficie e
sotterranei (metro), di impiantare su qualche lungo corso periferico, e, per esempio, nel collegamento tra il centro e l’aeroporto,
una modernissima linea aerea a
levitazione magnetica come in
tante città estere?
«Ritengo che su tutti questi
problemi e sulla ricerca delle soluzioni ottimali sarebbe opportuno impegnare un gruppo di
studio affidato, per la parte tecnica ad esperti di trasporti del
Politecnico, e per la parte gestionale alla Facoltà di Economia.
«Il tutto possibilmente con un
accurato sondaggio sulle opinioni e suggerimenti degli utenti.
Vogliamo pensarci?».
RAUL CIANOTTO
[email protected]
via Lugaro 15, 10126 Torino
Forum lettere su
www.lastampa.it/specchio
www.facebook.com/specchiodeitempi
T1 CV PR T2
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
.
Cronaca di Torino .45
«A Torre Pellice
lo abbiamo
cancellato
senza problemi»
il caso
BEPPE MINELLO
L’
ultima grana per
la Sala Rossa arriva da Torre Pellice dove hanno
deciso di cancellare la cittadinanza onoraria
concessa a Benito Mussolini
nel ’24. L’omaggio di un popolo sempre pronto a correre in
soccorso del vincitore. A Torre Pellice come a Torino. Dove, una decina di giorni prima,
l’11 maggio del ’24, non ci fu
nemmeno bisogno di scomodare il consiglio già commissariato da tempo. La cittadinanza al Duce fu concessa direttamente dal regio commissario Lorenzo La Via di Sant’Agrippina.
4
LA MOZIONE
«Il Duce non può stare
accanto a personaggi
come Foa e Dulbecco»
e tambureggiante, un filino
gasata dall’imminente appuntamento elettorale, la mozione partita come un razzo dai
Pd Paolino, Lucia Centillo e
Marta Levi: «La figura di Benito Mussolini confligge con i
valori di pace, uguaglianza e
libertà che ispirano la nostra
comunità e la Costituzione
italiana e la cittadinanza onoraria conferitagli rappresenta
motivo di discredito per la
Città e per tutte le personalità
insignite di tale onorificenza»,
scrivono. E chiedono la «revoca» della cittadinanza onoraria «al capo del regime fascista, responsabile della soppressione delle libertà civili,
politiche e sociali, di assassini
e torture di matrice etnica e
Sindaco Claudio Bertalot,
Mussolini cosa c’entra?
L’onorificienza 90 anni fa
La cittadinanza onoraria al Duce fu decisa l’11 maggio del 1924 dal Regio commissario, Lorenzo La Via di Sant’Agrippina,
insediato a Palazzo Civico dove ormai da tempo non c’era più un Consiglio comunale democraticamente eletto
Sul Comune la grana
del Duce torinese onorario
Pd e Sel protestano, ma un cavillo frena la cancellazione
politica, e che ha reso l’Italia
corresponsabile dell’olocausto
di 13 milioni di persone».
«Studiate la storia»
“La figura del Duce
confligge con i valori
di uguaglianza, pace
e libertà della
nostra comunità”
“La storia va studiata
non strappata. Quella
onorificenza va
contestualizzata
al periodo storico”
Michele Paolino
Maurizio Marrone
Capogruppo
Pd
Capogruppo
Fratelli d’Italia
E se non bastasse ancora, ecco
Grimaldi di Sel: «La Torino medaglia d’oro alla resistenza non
vuole avere a fianco di Terracini, Levi Montalcini, Foa e Dulbecco il nome di Benito Mussolini». D’obbligo sentire quello
che, sulla carta, è il più a destra
della Sala Rossa, Maurizio
Marrone di Fratelli d’Italia: «La
storia va studiata, non strappata - dice sconsolato - quell’evento va contestualizzato al periodo storico. Se poi vogliamo dimenticare che Mussolini, prima che dittatore, era presidente del Consiglio, va bene...qui
non si tratta di essere fascisti o
antifascisti ma solo antistorici». «Una perdita di tempo - dice Ricca della Lega - Perché non
si cambia corso unione Sovietica?». «Be’, c’è da chiedersi perché questi problemi sorgano solo ora. E tutti i sindaci comunisti del dopoguerra perché non
fecero nulla? La realtà è che è
stato volutamente cancellato
un pezzo di storia» dice il radicale Viale. In ogni caso, il vero
problema che arrovella gli uffici
della Sala Rossa guidati dal moderato Ferraris, è se una delibera di un consiglio democraticamente eletto può cancellare un
atto del Regio commissario:
«Ho dato incarico agli uffici - dice Ferraris - di studiare la vicenda e trovare una soluzione».
Quindi via, cancellato!
«Be’ sì. Infatti, sabato mattina il Consiglio avrà due soli
punti all’ordine del giorno: il
primo quello su Mussolini, il
secondo sui 50 bambini»
Come avete superato il problema che sembra invece
angustiare Torino dove non
è ancora chiaro come una
delibera o una mozione dell’era repubblicana possa superare un atto d’imperio del
regio commissario prefettizio che sostituiva il consiglio
comunale?
«Semplicemente il nostro è
un problema diverso, anzi
un non-problema. A dare la
cittadinanza onoraria a
Mussolini fu, il 21 maggio del
’24, il Consiglio democraticamente eletto. Oggi, 90 anni dopo, è sempre e ancora il
Consiglio comunale a inter[B. MIN.]
venire» .
dinanza a Lidia Ravera, prima
donna premiata, l’Albo si apre
«alla globalizzazione» sintetizza
efficacemente Peirone. E allora
da quel giorno sono diventati torinesi personaggi che hanno segnato non solo la relativamente
piccola storia torinese: dal Dalai
Lama a Roberto Saviano, da
Aung San Suu Kyi al premio Nobel Tawakkul Karman. Torinese
è pure Bono degli U2, protagonista, suo malgrado, di una gustosa gag.
Il primo, nel 1852
fu Paolo Sacchi
il furiere eroe
della polveriera
A loro fu concesso di restare torinesi e futuri italiani. Come, ad
esempio, Alessandro Corpo-
E allora?
«E allora non stava bene. Non
è che non sapessimo che
Mussolini era cittadino onorario di Torre Pellice ché credo lo sia di quasi tutte le città
italiane, ma era il primo, si notava...»
La consegna della cittadinanza
onoraria a Bono degli U2 da
parte di Michele Coppola e
Alessandro Altamura. Coppola
scomparve dalla foto pubblicata sul periodico della Sala rossa
Nell’albo d’oro accanto a Mussolini
il Dalai Lama, Bono e San Suu Kyi
L’avo della vedova Musy
«C’entra, c’entra. Perchè
quando siamo andati a vedere
il, diciamo,
librone dei
cittadini
onorari ci
siamo resi
conto che il
Duce era il
primo della
lista»
Bono e la foto «parziale»
Chi sono gli altri
Sono 1018, ma Fulvio Peirone,
curatore dell’opera, non metterebbe la mano sul fuoco sull’esattezza del numero dei cittadini onorari di Torino: «C’è
qualche doppione, qualche
inesattezza». E se lo dice lui
che firma un volume che è un
po’ la storia di Torino. Come
nel caso delle centinaia di nizzardi e savoiardi ritrovatisi
francesi dalla sera alla mattina quando nel 1860 entrò il vigore il trattato di cessione alla
Francia.
Claudio Bertalot
sindaco
Il primo Comune a cancellare
Benito Mussolini dall’elenco
dei propri cittadini onorari
sarà, sabato prossimo, Torre
Pellice. Quel giorno il Consiglio comunale è convocato in
seduta straordinaria per concedere a 50 bambini, figli di
stranieri, la cittadinanza onoraria. Decisione simbolica ma
significativa.
Mozione del Pd
Un atto dimenticato negli
scantinati della storia e fatto
riemergere dalla decisione di
Torre Pellice che, volendo
concedere la cittadinanza a
50 bambini nati in Italia da genitori stranieri, s’è accorta
che ad aprire l’elenco sul libro
d’oro del piccolo comune era il
cavalier Benito: «Una cosa
che non andava bene» è il
commento politico di Claudio
Bertalot, sindaco alla guida di
una lista civica. Più articolata
domande
a
Renato
Dulbecco
Il Dalai
Lama
Aung San
Suu Kyi
Roberto
Saviano
Il Nobel per la
Medicina
fu nominato
nel ’95
Tenzin
Gyatso è
«torinese» dal
2007
Il Nobel per la
Pace è cittadina onoraria
dal 2010
Lo scrittore di
«Gomorra» è
«torinese» dal
2008
La foto taroccata
randi D’Auvare, avo di Angelica,
vedova di Alberto Musy, per il cui
omicidio sta per aprirsi in Corte
d’Assise il processo a Francesco
Furchì. In ogni caso, il primo cittadino onorario è quel Paolo Sacchi che dà il nome alla via che corre parallela alla stazione di Porta
Nuova. Un eroe, il furiere che
prestava servizio nella polveriera
di Borgo Dora, costruita alla fine
del XVI secolo ma nel 1852 ormai
circondata da case e migliaia di
persone: una minaccia continua.
Che il 26 aprile di quell’anno divenne tragica realtà. Esplosero
23 tonnellate di polvere pirica in
rapida successione che distrussero magazzini, muri di cinta,
macine, uccidendo 23 persone.
La tregedia all’Arsenale
Ma la tragedia avrebbe potuto
avere un bilancio peggiore perché le fiamme cominciarono a
lambire un deposito con altre 40
tonnellate di esplosivo. Sacchi
se ne accorse e, sprezzante del
pericolo come si usa dire in questi casi, si buttò fra le fiamme e
allontanò tizzoni e stracci fiammeggianti dall’esplosivo. Da lì in
avanti, a riempire il libro d’oro
della città furono i nizzardi e savoiardi di cui abbiamo già detto,
ma anche i componenti delle deputazioni toscane, venete e via
ad elencare che arrivavano a Torino per comunicare la loro an-
nessione al Regno. «Scorrendo
le pagine dell’Albo emergono importanti frammenti di storia torinese e nazionale - scrive Fulvio
Peirone - i nominativi sottolineano le tappe fondamentali di un
lungo percorso, nell’alternanza
di eventi ora felici ora drammatici: l’Unità d’Italia, le grandi
Esposizioni di fine ottocento e
Novecento, i conflitti mondiali,
la Resistenza e la Liberazione».
Fino al 1981 quando con la citta-
Il riconoscimento fu proposto da
Michele Coppola, attuale assessore regionale alla Cultura. Il
premio fu consegnato al cantante irlandese a Milano dallo stesso
Coppola e dall’allora presidente
della Sala Rossa, Alessandro Altamura. Fu fatta una foto ricordo
pubblicata su CittAgorà, periodico della Sala Rossa. Ma accanto a
Bono, misteriosamente, compariva solo Altamura e Coppola era
[B.MIN.]
scomparso.
T1 CV PR T2
R
46 .Cronaca di Torino
il caso
PAOLA ITALIANO
a odiavo e la
amavo, più
di ogni creatura vivente. L’omicidio era la logica conseguenza
di un percorso di vita al di
fuori dei binari». Sono frasi
del racconto dal titolo «Il
braccialetto di corallo», uno
dei tanti manoscritti che
hanno come protagonista
una prostituta nigeriana nella vasta produzione dell’aspirante scrittore Daniele
Ughetto Piampaschet. Ma
diverso da tutti gli altri: in
quella narrazione, in cui si
descrive l’uccisione a coltellate della donna, per il pm Vi-
“L
LA STAMPA
.MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
Il pm: lo scrittore è un killer
merita l’ergastolo
L’accusa: il suo romanzo vale quanto una confessione
gli investigatori, iniziò a scriverlo pochi giorni dopo la
scomparsa di Anthonia.
Il movente era la relazione
che Anthonia aveva intrecciato con un coetaneo suo connazionale: «Non poteva accettarlo». Geloso, ma soprattutto
possessivo e non disposto a
tollerare che altri se non lui
decidessero della vita di Anthonia: così Destito ha descritto Daniele Ughetto per il
quale quella gelosia tracimante si sarebbe trasformata in
ossessione.
A GIAVENO NEL 2011
Il giovane avrebbe
ucciso la ragazza
e nascosto il cadavere
to Sandro Destito c’è una
«vera e propria confessione
extragiudiziale» dell’omicidio di Anthonia Egbuna. Ergastolo e due mesi di isolamento diurno: questa la pena
chiesta ieri dal procuratore
per il trentasettenne di Giaveno, in carcere dall’estate
2012, per omicidio e occultamento di cadavere.
Della ragazza non si ebbero più notizie dal 28 novembre 2011. Il suo corpo venne
ripescato nel Po nel febbraio
successivo e identificato solo
«Non volevo farle male»
I vicini: Daniele è un idealista
Parenti e amici e vicini di casa chiamati a testimoniare nel processo hanno descritto
Daniele Ughetto come un’idealista, uno scrittore e un filosofo, molto più
propenso alla speculazione intellettuale che al lavoro manuale
mesi dopo. Il 28 novembre, secondo l’accusa, è anche la data
della morte della giovane. La
collocazione temporale è un
dato fondamentale per l’accusa: perché proprio in quel gior-
no, dicono i tabulati, Ughetto
le telefonò tre volte, le ultime
tre chiamate di oltre 1900 conversazioni avute nei mesi precedenti. Poi, smise completamente di cercarla. Perché?
«Perché sapeva benissimo che
non avrebbe più potuto rispondere», è la conclusione del pm.
Il racconto che conterrebbe la
confessione è successivo a
quella data: Ughetto, secondo
«Le volevo bene, non le avrei
mai fatto del male». La verità di
Daniele Ughetto Piampaschet è
un’altra, e nelle due ore di dichiarazioni spontanee rese alla
precedente udienza ha continuato a dichiararsi innocente.
Non carnefice, ma vittima dell’odio degli sfruttatori di prostitute nigeriane che lui tentava di
sottrarre alla strada che più volte lo avrebbero inseguito e aggredito.
Per il suo difensore, Stefano
Tizzani, si tratta di un processo totalmente indiziario. Toccherà a lui replicare alle richieste del pm alla prossima
udienza, venerdì prossimo.
In breve
Associazione magistrati
«Nomine trasparenti
a capo della Procura»
Con una nota la sezione
Piemonte e Valle d’Aosta dell’associazione nazionale magistrati ha espresso sorpresa
per le dichiarazioni del vice
presidente del Csm, Michele
Vietti, pronunciate a margine di un incontro pubblico, in
cui ha annunciato la nomina
imminente del nuovo procuratore capo di Torino. Vietti,
nell’incontro, ha spiegato che
«la copertura di Torino si inserisce in un quadro di una
serie di uffici scoperti, che
comprende le procure di Bari, Salerno e Firenze e, quindi, comprensibilmente il
Consiglio cercherà di dare
una soluzione contestuale a
queste nomine». A questa affermazione, l’Anm risponde
auspicando «che il Consiglio
Superiore della Magistratura proceda in tempi rapidi a
nominare il prossimo Procuratore della Repubblica sulla
base della sola, trasparente,
valutazione comparativa dei
profili professionali dei candidati in lizza, indipendentemente dai concorsi che riguardano altri uffici».
Furto
Presi dalla polizia
con 4 pneumatici
Il romanziere
Il delitto in un racconto
“Lei urlava sensualità
Io la odiavo per gelosia”
Avevano appena rubato
i quattro pneumatici da
un’auto, ma sono incappati in
un controllo della «Volante»,
in servizio di pattuglia nella
zona: per questo tre immigrati di origine albanese sono stati arrestati dalla polizia, all’angolo tra corso Racconigi e via Pollenzo. Erano
da poco passate le 3 quando i
poliziotti hanno bloccato
l’auto dei tre, che sono apparsi subito molto agitati. In più,
avevano le mani sporche di
grasso in un orario inusuale
per meccanici o manovali in
uscita dal lavoro. Quando gli
agenti hanno chiesto loro di
scendere per perquisire l’auto, i tre hanno subito ammesso di aver rubato gli pneumatici da un’auto in sosta a Collegno. Sono stati arrestati
per furto aggravato in concorso.
Contro di lui solo indizi, ma lo accusa anche il Dna
La difesa: Anthonia è stata uccisa dal racket
Daniele
Ughetto
MASSIMILIANO PEGGIO
Scrittore senza fama e presunto assassino. A vederlo in
aula, stretto nel suo giubbotto blu, l’aria dimessa, Daniele
Ughetto Piampaschet non
sembra capace di strappare
una vita a coltellate. È un uomo di parole, affascinato dall’Africa, innamorato delle sue
contraddizioni. Scrive fiumi
di pagine, anche dal carcere,
gridando al mondo la sua innocenza. Ma per l’accusa è
proprio nelle parole dei suoi
brevi racconti, come la «Rosa
e il Leone», quasi ispirati dall’omicidio di Anthonia, che si
trova traccia della sua colpevolezza. Schiacciante. Come
un delitto riassunto nella trama di un romanzo, che nella
realtà diventa indizio.
Le mani bianchissime
Anthonia Egbuna, ragazza nigeriana che si prostituiva ai
margini delle strade di campagna tra Carmagnola e Carignano, è stata trovata cadavere
nelle gelide acque del Po, a San
Mauro. La diga aveva trattenuto il suo corpo. Fu il custode a
chiamare i carabinieri. «Aveva
mani bianchissime. Era irriconoscibile» ricordano i testimoni. Il corpo era stato in acqua
per settimane. Tra Daniele e
Anthonia c’era stata una relazione. Una grande passione.
Ha
scritto
37 anni,
è stato
arrestato
dai carabinieri
nell’agosto
di due anni fa
Anthonia
Egbuna
Era giovanissima,
non aveva
ancora
compiuto
vent’anni...
I suoi occhi
erano specchio
di una bellezza
incantatrice.
La odiavo
e l’amavo
più di ogni creatura
vivente...
La odiavo
per la gelosia
che riusciva
a scatenare in me
Il braccialetto di corallo
Di lei non si
ebbero più
notizie
dal 28
novembre
del 2011
I racconti
Sono quelli sequestrati dai carabinieri
nella casa di Giaveno subito dopo
l’arresto del presunto assassino della prostituta
Lei era stata anche ospite a casa
sua, a Giaveno. Poi, di colpo, i loro contatti assidui si erano interrotti. A il 28 novembre i loro telefonini avevano smesso di cercarsi. Per gli investigatori quel silenzio improvviso è un indizio cruciale.
si fa amaro e diventata rancore:
«La odiavo e l’amavo più di ogni
creatura vivente o cosa inanimata. La odiavo per la gelosia...».
Ecco dunque la gelosia, movente
antico per cuori feriti assetati di
vendetta. Questo è un processo
indiziario. Non c’è una confessio-
I racconti
Ma per gli inquirenti
ad incastrarlo ci sono
i tabulati telefonici
e l’esame del Dna
Anthonia e le altre ragazze di colore conosciute da Daniele sembrano muse ispiratrici per i suoi
racconti. Scrive lui: «Era giovanissima, non aveva ancora compiuto vent’anni, in lei tutto urlava sensualità. I suoi occhi erano
specchio di una bellezza incantatrice. Era diventata più della mia
ragazza, era il mio nettare, il mio
sole, il mio tutto, visto che senza
di lei non potevo più vivere». Poi,
leggendo altre pagine, il nettare
ne come finale. Ci sono tracce da
interpretare, al di là di ogni ragionevole dubbio. «Macché movente, la gelosia... la ragazza è
morta assassinata per ordine
dei suoi sfruttatori» scrive lui
dalla cella. «Il giovane che voleva
aiutarla - dice di sé in terza persona - è finito marcire al posto loro in carcere. Anthonia non l’ho
più vista». I genitori di Daniele
gli sono stati vicini, seguendo
tutte le udienze del processo.,
Il sangue
Come in un giallo moderno, anche in questa storia c’è posto per
la scienza, al Dna come prova di
colpevolezza. Sul sedile posteriore dell’auto di Daniele sono
state trovate alcune gocce di
sangue. «Stesso Dna con quello
del corpo ripescato nel Po...» dicono gli esperti. Per Daniele quel
sangue non dimostra nulla.
«Sull’auto, nei mesi precedenti
alla sua scomparsa, abbiamo
consumato diversi rapporti sessuali, anche non protetti». Il finale lo scriveranno i giudici.
Negozio
Arrestato con i profumi
nascosti nella borsa
Ha cercato di nascondere le confezioni di profumo
rubate dagli scaffali in una
borsa, ma il suo movimento è
stato notato da un addetto alla vigilanza. Così, Sebastiano
Labarbuta, 52 anni, torinese,
è stato bloccato all’uscita da
un negozio in via Lagrange.
Prima di nascondere le confezioni, l’uomo aveva tolto le
placche antitaccheggio. E davanti all’addetto alla sicurezza, ha continuato a negare. In
più, ha incominciato a insultarli e minacciarli. È stato necessario l’intervento della
«Volante» per ridurlo a più
miti consigli. Prima di arrestarlo per furto. I poliziotti,
poi, lo hanno anche denunciato per il possesso ingiustificato di un paio di forbici tenute nella borsa, considerato
«oggetto atto ad offendere».
T1 CV PR T2
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
.
Cronaca di Torino .47
L’INCIDENTE A VILLAFRANCA PIEMONTE
Rincorre la palla
fuori dal cancello
Travolto da un Suv
Il bambino
è gravissimo
L’investitore
è sotto choc
ANTONIO GIAIMO
VILLAFRANCA
Sudoku
Stava rincorrendo il suo pallone che era finito fuori dal
cancello, in strada. Con l’impeto e la spensieratezza che
ci sanno mettere solo i bambini. E, ovviamente, senza
pensare che su quella stretta
stradina di campagna potessero passare delle auto.
La disgrazia è avvenuta in
un attimo: mentre il bambino, 8 anni, sbucava fuori dal
cancello di casa, è sopraggiunto un potente fuoristrada, un Mitsubishi Pajero;
l’urto è stato violento, il bambino è stato sbalzato in aria
ed è finito una decina di metri più avanti. Ora lotta tra la
vita e la morte, in ospedale a
Torino. Una disgrazia, terribile quanto imprevedibile.
Davanti alla mamma
I soccorsi sono stati tempestivi,
nel prato davanti a casa, in frazione Mottura di Villafranca, è
atterrato l’elicottero del 118. Accanto al bimbo, in ginocchio
c’era la madre, disperata. Urlava, piangeva, teneva la mano del
suo bambino.
I soccorritori si sono subito
resi conto che le condizioni del
piccolo erano disperate: il cuore non batteva già più. Hanno
iniziato subito le manovre di
rianimazione. Per quaranta,
lunghissimi minuti sono rimasti lì, in quella stretta stradina
di campagna, a tentare di far
ripartire il cuore del bambino.
L’elicottero
Poi, quando gli strumenti hanno
registrato un debolissimo segnale di ripresa dell’attività cardiaca, lo hanno caricato sull’eliambulanza, senza mai inter-
8
anni
Il bambino ha due fratelli,
uno di dieci anni
l’altro di appena sei mesi
La tragedia in un attimo
Il bambino ha rincorso il suo pallone fuori dal cancello di casa
proprio mentre sopraggiungeva un Suv che l’ha preso in pieno
rompere il massaggio cardiaco e
le altre pratiche di rianimazione, diretti all’ospedale infantile
«Regina Margherita», dove i
tentativi sono proseguiti in sala
operatoria.
All’improvviso
I carabinieri di Villafranca, arrivati sul posto una manciata di
minuti dopo, hanno ricostruito
la dinamica dell’incidente. L’automobilista, Luciano Barra, 50
anni, dipendente della ditta di
escavazioni ghiaia «Falco», ave-
va appena finito di lavorare e
stava tornando a casa: «Andavo
piano, questa strada è stretta –
ha raccontato, scosso e spaventato, al maresciallo della stazione dei carabinieri – ho visto il
pallone sbucare fuori dal cancello, temendo che potesse esserci
un bambino dietro a rincorrerlo,
ho frenato istintivamente, ma
nello stesso momento ho visto il
bambino schizzare davanti alla
macchina. Non ho potuto fare
nulla per evitarlo». L’uomo si è
fermato subito e ha chiamato i
soccorsi. Per un po’ è rimasto lì,
sul bordo della strada, incredulo
per quanto avvenuto, poi si è
sentito male. I carabinieri hanno chiamato un’ambulanza. Sotto choc è stato ricoverato all’ospedale «Agnelli» di Pinerolo.
«Andavo piano:
ho visto il pallone
uscire dal cancello
Temendo che
potesse esserci un
bambino dietro a
rincorrerlo, ho
frenato, ma nello
stesso momento ho
visto il bambino
schizzarmi davanti»
L’automobilista
mesi. Ieri forse stavano ultimando il trasloco, erano venuti a
prendere da questa casa le ultime cose che avevano lasciato, si
sono trasferiti da poco in frazione San Giovanni».
Al Regina Margherita
Il sindaco
«Conosco la famiglia - dice il sindaco Agostino Bottano -, la
mamma ha fatto ultimamente la
supplente come maestra d’asilo,
il bambino ha due fratellini, uno
di 10 anni e uno di appena sei
Per tutta la sera e la notte i medici del «Regina Margherita»
hanno fatto l’impossibile per
salvare la vita al bimbo. Anche
se c’è solo un sottilissimo filo di
speranza, e a quello si è attaccata disperatamente la mamma.
T1 CV PR T2
48 .Cronaca di Torino
STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
Diario
Non soltanto Vaticano
Il Salone apre agli chef
Caccia a un pubblico “ecumenico”, biglietti già in vendita sul web
La storia
LETIZIA TORTELLO
l presidente del Salone,
Rolando Picchioni, ha
coniato uno slogan che,
precisa, vuol essere
«tutt’altro che ammiccante o manchevole di rispetto»: L’effetto Santa Sede. La
presenza del Vaticano come
Paese Ospite al Salone del Libro, dall’8 al 12 maggio, sarà
uno straordinario catalizzatore di incontri inediti e di dialogo. «Sì, – dice di ritorno dalla
conferenza stampa in Vaticano –, vogliamo che sia un indimenticabile salone del dialogo
universalistico, come dice papa Francesco, che ha insegnato a parlare a tutti e con tutti».
I
L’altro “effetto Santa sede”,
l’instancabile presidente del
Salone lo individua nel risultato ottenuto sul fronte dell’editoria. La collaborazione
tra il direttore editoriale della
fiera del Lingotto, Ernesto
Polemica in Regione su presunte consulenze d’oro assegnate
da Finpiemonte partecipazioni, la
holding che controlla e gestisce
buona parte delle società a partecipazione regionale. Davide Gariglio, consigliere regionale e segretario del Pd, annuncia la presentazione di un’interrogazione per sapere se corrispondano al vero le Davide Gariglio
notizie contenute in un esposto inviato alla procura della Repubblica che metterebbero in
evidenza come «tramite consulenze onerose, senza alcun
tipo di gara e senza alcuna pubblicità, si è consentito ad un
pensionato di continuare a esercitare di fatto un ruolo chiave». Secondo Gariglio «le società partecipate, dalle Asl a
Finpiemonte, sono fuori dal controllo degli uffici regionali e
operano in una situazione di deficit di trasparenza. Ora la
giunta dovrà rispondere».
1
Trecentomila visitatori
SCONTI CON IL WEB
Le altre novità
Continua la protesta dei lavoratori contro l’intenzione della inglese British Petroleum di chiudere il Centro tecnologico europeo collocato a Envi Park e inaugurato
nel luglio 2013. La chiusura coinvolge nell’immediato 18 lavoratori
a tempo indeterminato e 4 a termine, molti dei quali laureati e tutti con professionalità elevate nel Envi Park
settore della chimica. Spiega Giovanni Milesi della Cgil: «Una decisione che lascia attoniti i
dipendenti: nulla infatti faceva presagire un tale annuncio,
visti i continui ed ingenti investimenti in termini di strumentazione e formazione». L’azienda precisa che la chiusura è prevista entro il 2014 dal piano messo a punto a livello
internazionale «per mantenere la competitività sui mercati». E aggiunge: «Stiamo conducendo l’operazione nella
massima trasparenza».
1
Finpiemonte, polemica
sulle consulenze d’oro
Con le altre religioni e con la
cultura laica. Ed è per questo
che il cupolone di libri che farà
da casa alla Santa Sede durante i giorni della fiera avrà
al suo interno un «Cortile dei
Gentili- continua Picchioni cioè dei pagani. Un’intenzione
straordinaria che ha voluto
mettere in campo lo stesso
monsignor Ravasi, presidente
del Pontificio Consiglio della
Cultura, per far incontrare
tutte le famiglie culturali del
mondo. Stiamo lavorando su
tutti i punti cardinali del dialogo». Il 10 maggio, il segretario di Stato vaticano Parolin
presenterà il nuovo libro dedicato al Santo Padre, «La parola del Papa».
Bp, chiuso il centro ricerche
A rischio 22 lavoratori
In Regione
Dialogo e relazione
Acquistando i ticket
on line si evitano le code
e si risparmia
Envi Park
I numeri sono sempre significativi per la Città: 300 mila visitatori, circa 50 mila pernottamenti
per tre giorni e 650 mila euro d’incasso dai biglietti d’ingresso
Lunedì prossimo
La ricaduta economica
5
8,5
giorni
euro
è la durata del salone
del Libro che quest’anno
parte l’8 maggio e si
conclude il 12
è il costo del biglietto
singolo acquistabile da oggi
on line sul sito del salone
del libro
Ferrero, e alcune grandi editrici cattoliche è consolidata da
anni. Quest’anno, però, «ci siamo aperti a ciò che rappresenta, nel complesso, il sistema dell’editoria cattolica», prosegue
Picchioni. Che annuncia un salone ecumenico. Unificatore di
tutti i pubblici. Lo dimostra la
presenza massiccia del gotha
della cucina italiana del momento: allo spazio Cookbook fa-
ranno fuochi e fiamme (non solo in senso figurato) i giudici di
MasterChef Joe Bastianich e
Carlo Cracco, insieme al neovincitore, Federico Ferrero. «Il
Salone sarà questo, sì, ma molto altro – precisa Picchioni –.
Non rincorriamo la cronaca più
curiosa, ci presentiamo con una
ricchissima presenza di editoria che tratta il nutrimento, la
cucina, come stile di vita».
In fin dei conti, passano dal Salone oltre 300 mila visitatori.
Numeri importanti: «Circa 50
mila pernottamenti per tre
giorni, 12 milioni di euro spesi in
libri, con 650 mila euro di valore dei biglietti acquistati – ha
annunciato l’assessore regionale Michele Coppola –, per una
spesa complessiva del pubblico
di quasi 25 milioni di euro».
Biglietti on line
Per evitare le code alle casse da
oggi è sul sito salonelibro.it la
piattaforma Vivaticket su cui è
possibile acquistare on line i biglietti e gli abbonamenti. Le tariffe speciali per chi acquista
online entro il 30 aprile: biglietto singolo a 8,50 euro, abbonamento per tutti e cinque i giorni
di Salone a 18 euro.
Una Giornata europea
per celebrare il gelato
Sono ventidue (18 a Torino e
4 in Provincia), le gelaterie che
lunedì prossimo, sotto l’egida
del «Gruppo Gelatieri» dell’Epat subalpina e in collaborazione con la Centrale del Latte
di Torino, parteciperanno alla
seconda «Giornata europea del
gelato artigianale». L’evento è
stato presentato ieri nella sede Voglia di gelato
dell’Ascom torinese, alla presenza della presidente Maria Luisa Coppa, del coordinatore provinciale dei «Gelatieri», Flavio Zanetti e dei due
presidenti onorari, Alfio Tarateta e Silvano Moschini.
Istituita ufficialmente il 5 luglio 2012 dal Parlamento di
Strasburgo e presentata ogni anno a gennaio al Sigep di
Rimini, l’iniziativa è ufficialmente organizzata da «Artglace», la Confederazione delle Associazioni dei Gelatieri europei.
1
Rituale da rispettare
La polemica
Niente va lasciato
al caso, neanche i più piccoli
dettagli del servizio
o la provenienza
dei «bagnati», i dolcetti
da intingere nei bicchieri
Venaria scatena la guerra del bicerin
“Va servito in tre bicchieri separati”
GIANNI GIACOMINO
A Venaria, nella centralissima via Mensa, a due passi
dall’ingresso della Reggia,
Oriano Barbin, proprietario
del locale «Bicerin d’la Venaria», non si dà pace: «Bisogna
chiarire l’equivoco» dice
mentre cammina tra i tavoli.
E l’equivoco riguarda proprio il bicerin, riconosciuta
come «bevanda tradizionale
piemontese» dalla Regione.
«In molti locali di Torino viene servita la “bavarese” spiega – che sono caffè
espresso, fresca crema di latte e cioccolata, mescolate in
un solo bicchiere. Non è il bicerin».
Sulla «Stampa»
a tavola
Talmone
Più caffè
che cioccolato
iamo in piazza Carlo Felice a due passi
dalla stazione, in un locale che porta un
nome storico e che ha cambiato varie
sedi. Michele Talmone, l’industriale che grazie
anche a un uso accorto della pubblicità (allora
soprattutto manifesti) lanciò nell’800 in Italia
e nel mondo l’immagine del cioccolato torinese, lo aprì in via Lagrange nel
1883, quindi è approdato in
via Cavour e infine dove è
ora. Qui la carta annuncia un
bicerin fatto di cioccolato,
caffè e panna liquida. Ma poi
quando arriva nel bicchiere (grosso con manico) ti trovi la panna montata spruzzata di
cacao. È un bicerin abbastanza liquido, al
cucchiaino più caffeoso (usano Lavazza) che
cioccolatoso, anche se alla bevuta il cioccolato
si sente. L’insieme è abbastanza armonioso.
Medio il rapporto qualità prezzo: costa 6 euro.
S
voto
6,5
Caffè Roma già Talmone, piazza Carlo Felice 36,
tel. 011/50.69.215
Platti
Il bicchiere
non era adatto
iamo in corso Vittorio all’angolo con
corso Re Umberto, proprio di fronte alla
fermata della metropolitana e a due passi
dal liceo D’Azeglio che è in via Parini. La sala
grande è tutta di stucchi e specchi che riflettendosi gli uni negli altri aprono infinite e
borgesiane prospettive. Un tempo era famoso
all’ora dell’aperitivo per il suo
Platti rosa (che ha conosciuto
alti e bassi) e per i suoi stuzzichini. Il bicerin viene servito
in un «biceron», dalla forma
secondo noi sbagliata (i bordi
ricurvi all’interno non facilitano la bevuta) e
pieno quasi per metà di panna montata. Alla
prova cucchiaino sembra cioccolatoso, alla
bevuta senti il caffè (usano una miscela Costadoro). Senza infamia e senza lode, il prezzo
comprende il flash borgesiano: costa 7 euro.
S
voto
6
Caffè Platti, Corso Vittorio Emanuele II, 72,
tel. 011/506. 90.56
La sfida
Ecco il “bicerin”,
un brivido caldo
che sa di Torino
Una sola ricetta, tante interpretazioni
ROCCO MOLITERNI
e il vermouth ha portato il nome di Torino
in giro per il mondo,
perché lo trovi nei
cocktail a Singapore
come a New York, c’è un’altra
bevanda più o meno simbolo
della nostra città che viceversa
non si è mai «schiodata» da
piazza San Carlo e dintorni (già
in periferia è difficile che la facciano). Parliamo del «bicerin»,
quel magico sovrapporsi di
cioccolata calda, caffè e crema
di latte che ha incantato scrittori come Alexandre Dumas
(sono vari i locali che ne rivendicano la presenza) e politici
come Cavour, che del bicerin
era grande bevitore.
Come il Bellini all’Harry’s
Bar di Venezia o il tiramisù alle
Beccherie di Treviso, il bicerin
ha un luogo di nascita preciso:
è lo storico e minuscolo locale
tutto boiserie che porta il suo
nome in piazzetta della Consolata. Si può anche vedere come
la bevanda del nostro Risorgimento, perché era servita negli storici caffè dove Cavour &
soci mettevano mano al progetto dell’Unità d’Italia. Oggi
però più che essere amata dai
torinesi (ha comunque uno
zoccolo duro di estimatori) è
una delizia apprezzata soprattutto dai turisti che arrivano in
città e se ne portano il ricordo
nei luoghi di provenienza.
S
Nasce in piazzetta
della Consolata
Il Caffè al Bicerin, in piazzetta della
Consolata, fu aperto nel 1763. Sul suo
sito si legge «La storica bevanda
torinese, evoluzione della settecentesca
“bavareisa”, è nata proprio in questo
locale, che da allora ne porta il nome e ne
conserva gelosamente la tradizionale
ricetta. È una bollente squisitezza
composta di caffè espresso appena fatto,
cioccolata e fresca crema di latte. Servito
in alti bicchieri che permettono di
ammirarne la corposità e lo stuzzicante
melange di colori, il bicerin è un piacere
tutto da scoprire per chi ama viziare il
palato. Nel 2001 è stato riconosciuto
come “bevanda tradizionale piemontese”
con pubblicazione sul Bollettino Ufficiale
della Regione Piemonte».
Come sempre capita con cibi e bevande, il bicerin ha subito un’evoluzione, così se la ricetta originale più o meno segreta prevede l’uso di crema di
latte, sono molti anche i locali
storici che lo servono con la
panna montata, su cui magari
spruzzano polvere di cacao. È
vero bicerin? Certo non è la
stessa cosa, perché la crema di
latte è quasi liquida e la panna
montata ha una sua consisten-
1763
l’anno
in cui
in piazza
della
Consolata
aprì
i battenti
il caffè
«Al bicerin»
za più o meno solida, e quindi stucchi e specchi che serbano
sia quando sorbisci il bicerin il ricordo della Torino ottocencon il cucchiaino (in genere al- tesca e sono una sorta di bil’inizio si immerge per attra- glietto da visita della nostra
versare tutti e tre gli strati e le città. Complessivamente, se
consistenze), sia quando lo be- da un lato non abbiamo trovato
vi l’effetto è diverso. Io e Rosal- un bicerin che davvero ci facesse sognare
ba Graglia, curatrice per Torino
I TRE STRATI (mancava semun pizzico aldella Guida ai
Gli ingredienti: pre
la perfezione),
Bar d’Italia del
cioccolata calda non siamo però
Gambero Rosso,
abbiamo deciso caffè e crema di latte neppure rimasti
troppo delusi.
nella nostra valutazione di mettere un meno Rispetto ad altre bevande
anche a parità di bontà, a chi (penso al caffè shakerato, solo
non rispetta, con la panna per fare un esempio) che puoi
montata, la ricetta originale. trovare splendide o pessime, il
Noblesse oblige: abbiamo te- bicerin mantiene una sua quanuto fuori dalla votazione il lo- lità media: peraltro a volte forse è l’emozione del luogo dove
cale dove il Bicerin è nato.
La «Prova del nove» è stato ti trovi a farti chiudere un ocun viaggio piacevole in locali di chio sulle imperfezioni.
Sul giornale di domenica scorsa l’articolo che ha
messo a confronto i vari tipi
di «bicerin» che vengono
serviti a Torino.
1
Battaglia legale
Per sostenere la sua tesi, ovvero che il bicerin tradizionale
viene proposto in tre bicchieri
di vetro separati, in modo che
il cliente possa decidere la
quantità da mescere, non si è
fatto problemi ad intraprendere una battaglia legale nei confronti di uno dei bar storici di
Torino.
«E il giudice ha dato ragione
alla nostra tesi, ma questo poco importa – ammette – l’importante è che, anche i colleghi, rispettino la vera tradizione. Il bicerin non può essere
consumato in piedi al bancone,
velocemente. Ma ci si deve sedere al tavolino, perché rappresenta un rito».
«Elisir magico»
Quello di Cavour
«È come se il tempo si fermasse
– ammette Gianfranco Falzoni,
storico, dal 1958 impegnato nel
recupero e nella trasmissione
della storia della Reggia sabauda, mentre sfoglia il volume di
Alberto Viriglio, «Torino e i Torinesi», la cui prima edizione risale al 1898 e nel quale è riportata
la ricetta della miscela analcolica – molti locali torinesi hanno
voluto personalizzare il prodotto
e va bene. Ma non è quello autentico che qui beveva il conte Camillo Benso di Cavour per calmarsi dopo i suoi tesi faccia a faccia con re Vittorio Emanuele II».
E, infatti, si narra che Cavour, indispettito perché il re lo
incontrasse nel suo buen retiro
di Borgo Castello, dove abitava
con la Bela Rosin, e non alla
Reggia, si fermasse a sorseggiare il bicerin e tranquillizzarsi, in vista di tornare in città.
«Per lui era un “elisir magico”, non soltanto perché altamente sedativo, ma anche
perché tonico e corroborante,
in grado di placare le reazioni
emotive di Cavour» - ride Falzoni. Al Bicerin d’la Venaria
di via Mensa, quando si servono i tre bicchieri con latte,
caffè e cioccolato (al prezzo di
7 euro), viene anche fornito
agli avventori un pieghevole
che illustra la genesi della bevanda, servita allora al costo
di 15 centesimi, e le sue possibili variazioni. «Perché ci teniamo che si conosca la verità
e non si confonda il bicerin
con la bavarese» – continua
Barbin.
T1 T2
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
.
Cronaca di Torino .49
Ecco il perché della nausea in gravidanza
Scoperta al Sant’Anna: “Colpa del batterio dell’ulcera, può causare diverse altre complicanze”
Hanno
detto
il caso
MARCO ACCOSSATO
Sono numerosi
i meccanismi
attraverso i quali
il batterio può
portare ai rischi
in gravidanza
È
il batterio responsabile dell’ulcera e
della gastrite a
scatenare - in alcune donne - le nausee in gravidanza: l’helicobacter pylori. Lo rivela uno
studio appena pubblicato sulla rivista internazionale
«World Journal of Gastroenterology», condotto a Torino
dalla professoressa Tullia Todros, direttore del dipartimento universitario di Ginecologia e Ostetricia 2 del Sant’Anna, dalla dottoressa Simona Cardaropoli e dal dottor
Tullia Todros
Direttore Ostetricia e Ginecologia
IL RISCHIO ESTREMO
L’«Helicobacter pylori»
pare anche all’origine
dell’aborto spontaneo
Alessandro Rolfo. Ma c’è di
più: per la prima volta è stata
analizzata in modo approfondito la letteratura scientifica
internazionale riguardante
l’eventuale associazione tra
questo batterio e altre patologie della gravidanza. Ed è stato dimostrato anche - e forse
soprattutto - che lo stesso batterio ha una relazione strettissima con i disturbi che
complicano la gestazione:
l’anemia da carenza di ferro,
Un pericolo anche per il nascituro
I cambiamenti ormonali ed immunologici che si verificano durante la gravidanza possono attivare l’infezione latente:
l’elicobacter pylori può avere un impatto non solo sulla salute della madre, ma anche su quella del bambino
le malformazioni fetali, la preeclampsia, la restrizione della
crescita fetale, fino all’aborto
spontaneo.
Ricerca internazionale
Era noto - in letteratura medica che l’infezione da helicobacter
pylori non era solo alla base di gastrite e ulcera, ma è spesso associata a disturbi di origine non gastrica, come le patologie cardiovascolari, le malattie autoimmuni e il diabete. Ma è la prima volta
che è stata presa in considerazione anche l’associazione con altre
importanti rischi in gravidanza.
E lo stesso gruppo di studiosi del
Sant’Anna sta già considerando
le possibili correlazioni con altri
disturbi durante i nove mesi, come il diabete mellito gestazionale, la colestasi e il parto pretermine spontaneo.
L’origine dei disturbi
Spiega la professoressa Todros:
«Sono diversi i meccanismi at-
traverso i quali l’infezione da helicobacter pylori può avere un ruolo nei “disordini della gravidanza”. Questo batterio - infezione
latente attivata dai cambiamenti
ormonali e immunologici che si
verificano durante la gravidanza
- è ad esempio in grado di sottrarre ferro e vitamina B12, e la carenza di tali elementi può essere
alla base dell’anemia sideropenica materna e di difetti del tubo
neurale del feto, come la spina bifida». L’infezione da batterio,
inoltre, «provoca un’infiammazione e il cosiddetto “stress ossidativo”». Dimostrato infine che
gli anticorpi dell’helicobacter sono in grado di reagire con gli antigeni localizzati nel tessuto placentare e sulle cellule endoteliali,
provocando un danno cellulare
che può essere alla base dell’aborto spontaneo, della preeclampsia e della restrizione di
crescita fetale, contro le quali attualmente non c’è trattamento
terapeutico.
na diagnosi
pre-gravidanza
potrà ridurre
probabilmente
l’incidenza di
alcune complicanze
Simona Cardaropoli
Biologa Università di Torino
La speranza di un vaccino
Grazie agli studi compiuti al Sant’Anna una buona notizia c’è:
«Poiché l’infezione da helicobacter pylori è curabile - conclude la dottoressa Cardaropoli - è
probabile che la diagnosi pregravidanza possa ridurre l’incidenza di alcune di queste complicazioni». In tale direzione, «la
progettazione di un vaccino efficace sarà ancor più utile al fine di
evitare problemi di farmaco-resistenza e re-infezione».
La storia
LETTERA
“Per dare speranza
ho acceso la telecamera
sulla mia sofferenza”
Malato di leucemia
ha raccontato
in un documentario
la guarigione
GIORGIA GARBEROGLIO
Leucemia acuta mieloide.
Una diagnosi che sul sito dell’Associazione Italiana per la
ricerca sul Cancro è definita
così: una malattia che si sviluppa a partire dal midollo osseo e progredisce veloce.
Una diagnosi che a Lucio
Viglierchio è stata fatta ai suoi
29 anni. La lotta per la guarigione, l’ha raccontata in un
documentario intitolato «Luce mia», realizzato con il sostegno del Piemonte Doc Film
Fund e della Fondazione
Scientifica Mauriziana. Il film
sarà presentato questa sera
alle 18 a Villa Raby (corso
Francia 8, ingresso libero) .
Lucio dopo tre anni, tre
chemioterapie complete è ora
in fase di remissione della malattia, anche se non è completamente guarito. Parallelamente al suo percorso, ha iniziato a raccontare la storia di
un’altra ragazza, Sabrina, incontrata in ospedale. Sono immagini e parole cariche di vita, di speranza, di coraggio.
Nonostante la fatica delle che-
mioterapie, i capelli caduti e tenuti rasati, una vita divisa tra
ospedali e quotidianità, tra paura, speranza. E nonostante la
morte: perché Sabrina non ha
vinto la sua battaglia contro la
leucemia.
Il documentario è sempre
ricco di luce, come anticipa il titolo: «Luce Mia – spiega Viglierchio – è la definizione inventata dalla mia compagna
Silvia, che è anche mamma della mia bambina Nora, nata negli
anni della chemioterapia. E’
una definizione delicata di una
malattia che ormai è in fase di
remissione completa, anche se
non posso considerarmi definitivamente guarito. La leucemia
è ancora in me. E’ un’ombra che
mi accompagna. Sono le cicatrici che ho sulla schiena delle
biopsie ossee. Proprio le persone più care mi hanno fatto vedere la mia condizione di uomo
spaventato dalla vita e dalla paura continua di poterla perdere
in un attimo. Allora ho deciso di
affrontare questa paura. Sono
tornato in quelle stanze di ospedale a raccontare. Così è nato
questo documentario, ancora
in produzione, che intreccia testimonianze e storie. Stiamo
ancora raccogliendo i fondi per
concluderlo. L’obiettivo è raccontare e su questa malattia
portare luce».
Guarda il trailer su
www.lastampa.it/torino
C
aro direttore
ringrazio la «Stampa» per l’articolo dedicato al Castello Cavour di
Santena, in occasione della
Festa dell’Unità nazionale. Ci
sono però due punti dell’articolo che necessitano di alcune
precisazioni.
Il primo riguarda gli investimenti pubblici destinati al
Complesso Immobiliare Cavouriano. Essi si dividono in
due settori:
1) la ristrutturazione del
grande fabbricato destinato a
ospitare, tra l’altro, la Biblioteca di Cavour e l’Archivio
Storico della famiglia Cavour,
che è stata finanziata dalla
Città di Torino e dalla Regione Piemonte, attraverso fondi
europei.
2) la trasformazione del
Castello in Museo Nazionale
Cavour, che è in corso di finanziamento da parte della
Struttura di Missione della
presidenza del Consiglio dei
ministri.
Il Presidente della Repubblica ha seguito e segue i grandi lavori di ambedue i setori,
con un’attenzione e una benevolenza per le quali la Fondazione gli sarà sempre grata.
Il secondo punto riguarda i
rapporti con la Fondazione con
la Città di Torino, che è proprietaria di tutto il Complesso
Immobiliare Cavouriano.
La Città di Torino - insieme
alla Regione Piemonte - è il
nostro principale sostenitore:
alla Città stessa, quindi, la
Fondazione è riconoscente
per quello che ha fatto e che
sta facendo, pur in un momento finanziariamente difficile.
Nerio Nesi
presidente Fondazione Cavour
T1 T2
50 .Quartieri
STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
uartieri
A CURA DI
ANTONELLA MARIOTTI
Per le vostre segnalazioni [email protected]
Aperte tutti i giorni: Piazza Massaua 1, sempre aperta (24 ore su 24).
Atrio Stazione Porta Nuova, dalle ore 7 alle ore 19,30.
Orario minimo 9-19,30: corso Sebastopoli 202/B; via Monginevro 126;
via Arnaldo da Brescia 38; via Farinelli 36/9; viale dei Mughetti 9/E; via S.
Tommaso 16; corso Taranto 183/C; via Mazzini 31; via Vanchiglia 29/A;
piazza Adriano 12; via Berino 6; corso Sommeiller 31; via Stradella 36;
corso Romania 460.
Di sera (19,30-21,30): piazza Galimberti 7; via Foligno 69; via Sempione 112; via San Remo 37; via Sacchi 4; corso Traiano 73; corso Francia
1/bis.
Di notte (19,30-9): corso Belgio 151/B; via Nizza 65; corso Vittorio Emanuele II 66; piazza Massaua 1.
Informazioni: www.farmapiemonte.org
Piazza
Chironi
Pilonetto
Il borgo trasformato
in un enorme
parcheggio selvaggio
Le due attività
confinanti,la
profumeria che i
ladri hanno
tentato di scassinare, e la parafarmacia che ha
subito due rapine
a mano armata
PIER FRANCESCO CARACCIOLO
«L’intero borgo è stato trasformato in un parcheggio libero di cui usufruiscono i residenti di altri quartieri». Al
Pilonetto l’allarme si è fatto
assordante. Il continuo assalto ai posti auto gratuiti in
piazza Zara e dintorni sta diventando insostenibile per
residenti e commercianti
della zona. Quelle strisce
bianche, troppo allettanti per
chi dovrebbe fare i conti con
parcheggi a pagamento, restano occupate per giornate
intere, creando disagi di varia natura: «Le tante persone
che lavorano al di là del Po
approfittano quotidianamente della nostra ‘isola felice’
per lasciare la macchina al
mattino e tornare a riprenderla la sera», denuncia Pierluigi Violetto, fondatore del
movimento spontaneo «Borgo Pilonetto».
Le conseguenze di questa
invasione sono prevedibili:
chi abita in zona fatica a trovare un posto libero per fermarsi e raggiungere la propria dimora; per i negozianti,
invece, le difficoltà sono figlie
di un calo di vendite, inevitabile se i potenziali clienti non
sanno dove sostare. I problemi coinvolgono fatalmente
anche traffico e viabilità, in
particolare nel tratto di corso
Sicilia a cavallo di via Aquileia. Ai lati di quel segmento di
strada, che in poche centinaia
Parella -Aurora
Dai negozi alle auto
Sale la protesta
contro le rapine
FABRIZIO ASSANDRI
CLAUDIA AUDI GRIVETTA
Una selva di auto
I residenti protestano per il parcheggio selvaggio, auto in doppia
o tripla fila che impediscono anche il passaggio ai pedoni
di metri contiene ben quattro
scuole, sono costantemente
parcheggiate due lunghe file di
auto. Al suono della campanella sostare in doppia fila diventa
la normalità e si rischia la congestione della circolazione: «Intorno alle 16.30, all’uscita dei
bambini, il blocco è quasi inevitabile», spiega l’ingegner Violetto. Il caos, che finisce per
mettere a repentaglio l’incolumità dei giovani studenti, non
coinvolge solo la strada. La necessità di parcheggiare, infatti,
induce gli automobilisti a fermarsi - illecitamente - anche
nei fazzoletti di terra all’esterno del tratto stradale, raggiungibili esclusivamente passando
dai marciapiedi: «L’altro giorno, mentre camminavo sul
marciapiede, sono stato avvicinato da una macchina - racconta Antonino Piccione, custode
della scuola media Matteotti - .
Suonando il clacson, l’uomo alla guida mi ha chiesto di spostarmi: a che punto siamo arrivati?».
Ieri è toccato al giornalaio
di via Ghemme. «Era un uomo incappucciato con la pistola, gli ho aperto la cassa»
dice Gianluca Pagan. I commercianti di piazza Chironi
sono esasperati dalle rapine. Pensano di dotarsi di
walkie-talkie per accorrere
quando qualcuno chiama
aiuto. Raccolgono le firme
per chiedere più sicurezza.
Lo stesso allarme, di cui abbiamo scritto nei giorni
scorsi, arriva dalla vicina
piazza Rivoli.
«Dalla riapertura della
piazza dopo i cantieri è aumentata la microcriminalità, con spaccio e scippi» racconta Ivana Bonamigo, presidente di piazza Chironi.
Dalla sua profumeria i ladri
sono fuggiti perché è scatta-
to l’allarme. Lo stesso giorno è
stata la volta della parafarmacia, la seconda in due settimane: nella prima il rapinatore
aveva un coltello, poi una pistola. Sottratti 500 euro.
«Hanno rubato alcune auto»
dice la barista Anna Carotenuto. «Dammi tutto o ti sguaro» (ti taglio la pancia) s’è sentito dire Paolo Rinetti, della
farmacia angolo corso Lecce,
mille euro di refurtiva. Rapinati il Crai di piazza Rivoli, il
Simply di via Pilo, la farmacia
di via Frejus angolo via Cenischia. In pochi giorni, modalità simili.
Allarme anche ad Aurora.
In particolare riguarda le vie
Lodi, Aosta, Carmagnola,
Alessandria e Chivasso. Pochi
giorni fa una giovane è stata
aggredita in via Lodi: picchiata a sangue e rapinata. Sol’
l’intervento dei passanti ha
messo in fuga gli aggressori. E
poi due disabili scippati in via
Aosta, anziani aggrediti e gettati a terra per pochi spiccioli.
Due le modalità: quella classica, per strada, mentre la seconda, sempre più frequente,
consiste nel derubare la vittima nell’auto. Racconta la signora L.L., scippata in via Aosta: «Ho parcheggiato la macchina davanti a casa, sono
scesa e un uomo mi ha fermata per chiedermi indicazioni:
il suo complice ha aperto la
portiera per prendere la borsa». Ci sono stati segnalati diversi casi come questo. Ma
pochi sporgono denuncia. «È
inutile” dicono. “Abbiamo
proposto», spiegano dal Comitato Aurora e Legalità, «di
istituire dei Senior Civici per
vigilare il quartiere. Il progetto attende il via libera dalla
Circoscrizione».
Santa Rita
Centro
Nuovi posti auto
in via Tintoretto
Furto ai Servizi sociali Ancora un incidente
“Il ladro conosce i locali” in via Mazzarello
CHIARA PRIANTE
Sono arrivati trenta posti auto in via Tintoretto. Dopo le
400 multe ai residenti, e le
proteste raccolte anche da La
Stampa, nella traversa della
trafficata via Tirreno, con la
primavera, sono finalmente
stati realizzati nuovi posti auto, realizzati nella corsia centrale. E’ stata anche istituita
la Zona 30. La rivoluzione è figlia di una strage di contravvenzioni per divieto di sosta
che erano valse alla strada un
guinness difficilmente emulabile a Torino. Prima, nella via,
regnava infatti il caos: vetture
ovunque, a centro carreggiata
DIEGO MOLINO
e vicino ai passi carrai, specie in
occasioni di partite o allenamenti nei campi di calcio della
vicinissima Polisportiva Santa
Rita. Ora i residenti propongono alla Circoscrizione Due e al
Comune di creare posti auto
nelle piazzuole vicino all’ecocentro. Un’ipotesi del passato
ma la zona ha, più che mai, sete
di posti d’auto.
Uno scanner e un monitor
rubati, ma soprattutto un
campanello d’allarme sul
problema della sicurezza all’interno dei locali. E’ la conseguenza di quanto è successo lunedì scorso nella sede dei Servizi Sociali della
Circoscrizione Uno, in piazzetta della Visitazione. Qualcuno, nel tardo pomeriggio,
è riuscito a salire di nascosto
al terzo piano utilizzando un
ascensore esterno, che da
tempo è inutilizzato. A preoccupare maggiormente
Piera Rapizzi, dirigente dei
Servizi Sociali, è la sicurez-
Pozzo Strada
za degli operatori: «Il ladro sapeva bene come muoversi,
questo mi fa pensare che sia
un nostro paziente – dice –. La
priorità ora è migliorare la sicurezza del nostro personale,
che spesso è costretto a lavorare in situazioni delicate».
Diverse sono le tipologie di
problemi affrontati: tanti
utenti sono adulti in difficoltà
e soli, spesso con problemi
psichiatrici o di tossicodipendenza. «Ho già fatto richiesta
all’Asl, che gestisce l’intera
struttura, di bloccare l’ascensore che si trova nel cortile interno. Speriamo così di scongiurare altri episodi di questo
genere».
Che quei tagli non protetti tra
una corsia e l’altra in via Maria Mazzarello, senza spartitraffico, non fossero sicuri già
alcuni cittadini l’avevano fatto
presente (nella foto un grave
incidente del 2012). Un maxi
tamponamento ne è stata la
conferma. Subito dopo il botto, l’intersezione di corsia prima del cavalcaferrovia è stata
transennata con panettoni di
cemento che ora rendono il
tratto più sicuro. Ma il Comitato InSicurezza Stradale di
Torino è dispiaciuto che, per
arrivare a tanto, ci sia dovuto
essere un altro incidente importante e non sia bastato un
esposto in Procura. Il Comita-
to punta il dito su altri tratti:
poco prima del semaforo, c’è un
altro tratto senza spartitraffico. La stessa situazione in corso
Orbassano, tra piazza Cattaneo
e corso Settembrini: ci sono più
tagli, tutti pericolosi, perché ci
si ritrova auto e camion di traverso e veicoli che svoltano dalla corsia di sinistra e che frena[C. PR. ]
no improvvisamente.
T1 CV PR T2
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
etropoli
Metropoli .51
.
Per le vostre segnalazioni [email protected]
Villarbasse, donna muore in piscina
Moncalieri, tensione al pronto soccorso
Una donna di 59 è stata trovata morta nella sua
piscina. A rinvenire il corpo è stato il marito,
rientrando da lavoro. Gli inquirenti pensano a
un suicidio, ma a stabilirlo con certezza sarà
l’autopsia che si svolgerà a giorni.
[P. ROM.]
Tensione al pronto soccorso dell’ospedale
Santa Croce. Un paziente affetto da problemi
psichiatrici si è scagliato contro medici e vigili.
Prima di farsi immobilizzare l’uomo, 38 anni e
130 chili di peso, ha ferito 4 agenti.
[M. MAS.]
Inchiesta
Le città malate di videosorveglianza
Spendono sempre di più in telecamere e sistemi di controllo, ma i risultati non sono sempre positivi
Mauro
Marinari
MASSIMO MASSENZIO
Ormai da mesi in provincia di
Torino è scattata una nuova
«corsa alla videosorveglianza». Dieci anni fa, con l’erogazione dei fondi da Regione e
Ministero dell’Interno, quasi
tutte le amministrazioni locali si sono dotate dei primi occhi elettronici, piazzati nei
punti critici del territorio soprattutto a scopo deterrente.
Nel frattempo la tecnologia si è evoluta, le immagini
digitali sono diventate indispensabili e la manutenzione
non sempre si è rivelata efficace. Risultato? Molte video-
Sindaco
di Rivalta
«Ci siamo resi
conto che la
sicurezza è
un’esigenza
sentita dai
cittadini»
Maurizio
Piazza
Sindaco
di Beinasco
«Atti vandalici
e furti hanno
un costo
sociale
altissimo»
UN MILIONE
Beinasco investirà
una cifra importante
per tutelare i cittadini
camere sono spente, fulminate o semplicemente «inutilizzabili per indagini di polizia».
Furti e raid vandalici
La microcriminalità, però, non
aspetta. Un’ondata di furti in
appartamento, borseggi al
mercato e atti vandalici ha spinto molti Comuni ad aumentare i
controlli. A Rivalta, dopo l’incendio ai giardini pubblici e al
campo sportivo, i raid al centro
giovani e al centro sociale, nei
giorni scorsi si è registrata una
nuova razzia al cimitero. Nel
2014 la giunta ha previsto un investimento di 175 mila euro per
un sistema che potrebbe portare 80 nuove videocamere: «Dopo gli incontri con la popolazione ci siamo resi conto di quanto
questa esigenza sia sentita dai
cittadini», spiega il sindaco
Una telecamera ogni mille abitanti
Da una ricerca della Regione risulta che «più di due terzi dei Comuni piemontesi ha in dotazione
impianti tecnologici di vigilanza, con un tasso medio di 1,23 telecamere ogni mille abitanti
Mauro Marinari, che pensa alla
creazione di un presidio notturno
della polizia municipale.
Beinasco ha invece deciso di
puntare su fibra ottica e rete
wireless per un «Grande fratello» che sorveglierà la città con
72 occhi elettronici. La spesa
prevista si aggira sul milione di
euro: «Una cifra importante,
ma assolutamente necessaria –
precisa il primo cittadino, Maurizio Piazza - Atti vandalici e
furti hanno un costo sociale altissimo». I lavori sono già co-
Grugliasco
minciati e le prime 6 postazioni
verranno installate a Borgaretto e borgo Melano.
Telecamere low cost
Sul mercato sono disponibili telecamere per tutte le tasche. Fisse, mobili, intelligenti. Il costo
per un apparecchio «base» si aggira sui 60 euro, mentre uno di
alta gamma può arrivare a costare anche 1300 euro. Ma si può
spendere molto meno e ottenere
buoni risultati. Con soli 7 mila
euro il Comune di Candiolo sta
installando due nuove telecamere all’ingresso e all’uscita del paese in grado di leggere le targhe
dei veicoli e segnalare anomalie
alle pattuglie della polizia municipale. «Possono verificare in pochi secondi la copertura assicurativa di un veicolo o la provenienza furtiva – precisa il comandante Bruno Pavia - Comunicano con gli agenti via mail o Sms».
Non mancano le critiche
Da una ricerca commissionata lo
scorso anno dalla Regione risul-
Collegno
Il vicesindaco di Grugliasco
Luigi Musarò e il consigliere
comunale Antonio Pasqualino
sono stati denunciati da un
cittadino. Le accuse? Minacce
e ingiurie. «Si è inventato tutto, stiamo valutando di contro-querelarlo - dice Pasqualino - La verità è che pretendeva quello che non gli spettava». L’uomo avrebbe dovuto
lavorare in una palestra per
avere una borsa lavoro dell’amministrazione di 2 mila
euro. «Ma si è presentato solo
un paio di volte - spiega Musarò - e basta». Per queste prestazioni ha ricevuto circa 100
Vice sindaco
Luigi
Musarò
annuncia
una contro
querela
euro, date di tasca propria da
Pasqualino. «Lui pretendeva
l’intera cifra - dicono - come se
avesse lavorato sempre». E così
si è presentato in Comune: «Mica una sola volta - ricorda Musarò - in un caso sono dovuti intervenire i vigili per riportare la
calma. Con la crisi è difficile anche aiutare e spesso siamo noi a
subire minacce».
Oltre tre tonnellate di prodotti per la pulizia della casa e della persona. Questo il
risultato dell’iniziativa promossa dal Comune di Collegno. Dopo tante raccolte di
cibo questa volta si è puntato su altri prodotti altrettanto utili in una famiglia. In
un giorno circa 120 volontari si sono posizionati davanti a 13 supermercati, 6 farmacie e alla sede dell’Unitre. E alle persone che entravano veniva chiesto di
donare poi dei prodotti per
l’igiene personale e della casa. «Abbiamo ricevuto un
po’ di tutto - confessa l’assessore Franco Tenivella -
3
domande
a
Marino Montrucchio
installatore
Siamo in pieno boom di telecamere. In Piemonte ce ne
sono quasi 4 ogni 10 chilometri quadrati. Ma la videosorveglianza serve davvero?
«Dove sono state installate la
criminalità scende. In questo
momento sono disponibili tecnologie molto sofisticate, che
permettono margini di sfruttamento ancora più alti».
Ad esempio?
«Possono essere educate o
istruite. In modo tale da inviare segnali di allarme in determinate situazioni predefinite. Sono in grado di dialogare con banche dati e comunicare in tempo reale con un
operatore».
Nessuna controindicazione?
Non sono troppo care?
«Chi le installa e chi le utilizza
deve conoscere lo strumento
che ha nelle mani per utilizzarlo al meglio. E poi i costi
per un prodotto di qualità sono inevitabilmente alti. Per
una videocamera che scatta
25 fotogrammi al secondo è
necessario predisporre un
server adeguato. Senza contare tutti i dispositivi di back
up in caso di interruzione dell’alimentazione».
[M. MAS.]
Settimo
Finisce il tribunale
Raccolta di prodotti
la lite con il vicesindaco per solidarietà
PATRIZIO ROMANO
ta che «più di due terzi dei Comuni piemontesi ha in dotazione
impianti tecnologici di vigilanza,
con un tasso medio di 1,23 telecamere ogni mille abitanti».
Eppure molti detrattori della videosorveglianza sostengono che non sia realmente efficace. Nel mirino finisce la qualità delle immagini, poco definite, e anche l’effetto deterrente
viene messo in discussione:
«Dipende dal tipo di strumento
che si utilizza – conclude il comandante dei vigili di Rivalta,
Giulio Facchini - Le telecamere
devono essere installate nei
punti strategici, avere una costante manutenzione. Sul nostro territorio, dove sono già
presenti, abbiamo registrato
un calo della criminalità. Soprattutto per i reati minori. Ma
non si può prescindere dall’elemento umano e tutti i punti di
ripresa devono essere collegati
con una centrale operativa».
«Dove abbiamo
installato impianti
la criminalità
è diminuita»
Uno sportello dell’Inps
per aiuti e consulenze
NADIA BERGAMINI
Una parte della merce raccolta
dai saponi ai dentifrici, dai
detersivi per pavimenti a
quelli da bucato. Una giornata di solidarietà resa possibile
dalla collaborazione delle associazioni e che ha visto coinvolti centinaia di collegnesi».
E nei prossimi giorni si valuterà a quali famiglie, segnalate dai servizi sociali, consegnare i prodotti.
[P. ROM.]
Parola d’ordine: offrire un servizio di aiuto e assistenza a 360
gradi ai cittadini. È la strategia
di Settimo che ieri ha sottoscritto un accordo con l’Inps
per l’apertura, dal 7 aprile prossimo, di un punto clienti all’interno dell’Urp comunale, gestito in parte da personale del Comune e per tre giorni la settimana (martedì, mercoledì e
giovedì dalle 8,30 alle 12) da funzionari Inps che offriranno consulenza su appuntamento. «E’
un accordo importante – commenta il sindaco Aldo Corgiat –
che non solo conferma la presenza di un punto Inps sul terri-
Sarà ospitato all’interno dell’Urp
torio dopo la chiusura degli uffici
di corso Agnelli, ma darà sostegno ai cittadini nell’elaborazione
delle pratiche online». Gregorio
Tito direttore regionale Inps: «Le
idee che vogliamo affermare puntano ad un uso efficacie delle nuove tecnologie, ad una maggiore
diffusione sul territorio, ma anche a fare sinergia con altri enti
pubblici, in particolare i comuni».
T1 CV PR T2
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014 LA STAMPA 52
T1 CV PR T2
In città .53
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
.
incittà
LA STAMPA
Società cultura & spettacoli
MAURO PIANTA
Immagine
simbolo
I
Il quadro
che attesta
l’inizio della
cooperazione
tra gli aderenti all’interno
della società
di mutuo
soccorso
nata a
Pinerolo nel
1848
Il meccanismo era
semplice:
ogni socio
versava mensilmente una
somma e
percepiva un
sussidio per
ogni giorno di
lavoro forzatamente
perduto.
n fondo è una piccola rivincita della società civile sullo Stato. Colpa (o
merito, fate voi) della crisi che mette in ginocchio
la Sanità pubblica e svuota le
tasche dei cittadini. Risultato:
si rispolvera una formula antica di due secoli come quella
del mutuo soccorso con i cittadini che si mettono insieme
per rispondere a bisogni che lo
stato sociale non riesce più a
fronteggiare.
Così a Torino è nata la Società Sanitaria di Mutuo Soccorso (Ssms). Come funziona?
Qualunque cittadino può iscriversi, a prescindere dall’età o
dalla professione. Paga 70 euro l’anno e ha diritto a un numero di prestazioni sanitarie
(visite specialistiche ed esami
strumentali) a costo agevolato, in base a un tariffario stilato fra 8 centri convenzionati (4
a Torino, uno a Cuneo, due a
Genova e uno a Milano).
«I costi – spiega Ugo Riba,
vice presidente della Ssms –
sono inferiori a quelli del ticket
del sistema sanitario nazionale. Il grande vantaggio – continua – è la somministrazione di
un servizio di qualità senza liste d’attesa. Il momento storico attuale impone sempre di
più una forma di collaborazione tra pubblico e privato, soprattutto nell’ambito della sanità. Ecco perché abbiamo
pensato di ispirarci all’esperienza del mutualismo».
La tradizione
Un’esperienza nata in Francia
e in Inghilterra, tra il ’700 e
A PINEROLO
Nel 1848 alcuni artigiani
si consociarono
per la prima volta in Italia
l’800, figlia della rivoluzione
industriale che costringeva i
lavoratori delle fabbriche a vivere in condizioni disperate.
«Il mutuo soccorso – osserva
lo studioso Diego Robotti – si
fondava su meccanismo semplice: ogni socio versava mensilmente una somma e percepiva un sussidio per ogni giorno di lavoro perduto. Ed erano
i soci stessi, attraverso i loro
“visitatori”, a controllare la
veridicità della malattia».
Ma nessuna società si limitò a questa funzione. «Il sodalizio e la sua sede – prosegue
Robotti – sono una casa in cui
si trascorrono le ore libere con
gli amici, una piola autogestita
in cui si vinifica, una bandiera
dietro la quale sfilare, una biblioteca con sala di lettura,
una scuola serale a cui molti
devono l’istruzione. La Società, insomma, è una famiglia allargata».
La nascita in Piemonte
L’anno di nascita del mutualismo in Piemonte è il 1848: approfittando dello Statuto Albertino che riconosceva la libertà di associazione, alcuni artigiani di Pinerolo, guidati dal
calzolaio Matteo Brezzio, diedero vita alla prima società italiana di mutuo soccorso, aperta
La storia
Dopo due secoli rinasce
il “mutuo soccorso”
A Pinerolo nel 1848 la prima unione privata tra i cittadini
La crisi ha rilanciato le società solidali, specie in campo sanitario
Il diploma
L’attestato
conferito
nel 1924 alla
Società Arti
e Mestieri
La Concordia
di Pozzo
Strada
Sotto,
una foto
di fine
Ottocento
degli aderenti
alla cooperativa dei panettieri
di Torino
a tutti i lavoratori. Ancora oggi a
Pinerolo esiste, unico in Italia, un
museo storico del mutuo soccorso. La Regione Piemonte ha creato un’apposita fondazione che si
occupa di queste realtà. Perché
oggi le società, la cui natura giuridica è di associazioni senza scopo
di lucro, resistono.
Le cifre
«In tutta la regione – dice il presidente Sebastiano Solano – sono
320 per 48mila iscritti. A Torino
se ne contano 16, in provincia 103.
Siamo lontani dalle cifre di fine
800, quando arrivarono a quota
4mila, ma rappresentano una realtà viva, specie in provincia.
Continuano a rispondere ai bisogni della gente soprattutto per
quanto riguarda la cura e la cultura. Storicamente sono state
antesignane dei partiti, dei sindacati, delle cooperative. Lì si sono
formate molte delle future classi
dirigenti. Un ambito in cui le persone venivano educate alla solidarietà, alla disciplina, all’organizzazione». Una caratteristica
delle società piemontesi fu quella
di essere a-confessionali dal punto di vista religioso e a-partitiche
per statuto. Il fascismo prima e lo
stato sociale poi, assestarono a
quei sodalizi colpi decisivi. I bisogni resi più acuti dalla crisi potrebbero rilanciarle.
18 anni
MARIA TERESA MARTINENGO
“Un anno
sabbatico
in Africa”
Come sono i diciottenni
a Torino? Ottimisti, preoccupati, «senza frontiere». Raccontiamo le loro
storie e le loro speranze.
N
on si sente un
«ottimo studente»
Lorenzo Aprà, ma
è chiaro che quando si
fanno tante cose non tutto
può riuscire alla perfezione... Detto questo, Lorenzo sta studiando per la
maturità scientifica all’
Einstein e anche se i voti
non sono sempre come
farebbero piacere («soprattutto a mia madre»,
dice lui), di sicuro in questo anno sta accumulando
esperienze utili. Lorenzo è
stato uno degli organizzatori del «Laboratorio di
democrazia» che si è
svolto in febbraio all’Einstein: 93
corsi,
conferenze e
attività
varie
per
1.070
studenti. Tutto
ha
funzionato bene e per lui è
stata una vera prova di
maturità. Il dopo Esame di
Maturità, invece, è «in
costruzione». «Penso che
mi prenderò un anno
sabbatico - spiega - in cui
cercherò di capire cosa
fare. Di sicuro andrò per
un periodo in Africa con
una Ong. L’anno successivo alla fine credo che mi
iscriverò a Lettere. Il mio
obiettivo è fare giornalismo 2.0, per questo immagino nel mio futuro una
scuola di giornalismo, un
master». Intanto, Lorenzo
si muove già tra interviste,
piccoli video reportage da
mettere su You Tube. «Per
esempio, ho intervistato le
mamme dei Giardini
Cavour, ho fatto un lavoro
sulla mensa liberata. Tra
poco, con degli amici
gireremo un corto per un
concorso. Quando riesco
curo anche un mio blog».
Il mito di Lorenzo - che è
uno dei ragazzi di Libera e
di Acmos - è il giornalista
antimafia Giancarlo Siani,
la sua passione sono le
battaglie per la legalità e i
diritti. Gli amici sono i
compagni di scuola e
quelli dell’hip hop. Di
Torino, Lorenzo ama le
biblioteche e la serenità di
corso Regio Parco (gustando una granita siciliana di Torre, ovviamente).
T1 CV PR T2
54 .In città
STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
alle 16,30
Palazzo Lascaris
Cinema Eliseo
Chave Arredamenti
La Federazione
Europea
Un Caikovskij
targato Disney
Una metropoli
in trasformazione
Il Movimento Federalista organizza la
Convenzione piemontese per la
Federazione Europea, «Per un’Europa
solidale, democratica e federale». Tra gli
interventi: Piero Fassino, Mercedes
Bresso, Luciano Gallino, Claudia Muttin,
Alfonso Sabatino, Carmelo Cedrone,
Mauro Zangola, Vito Bonsignore.
Intervista
LETIZIA TORTELLO
U
n viaggio nella
pura eleganza.
Quella che dalla
bottega di via
Borgognone, in
centro a Roma, dove passò
tutto il grande cinema italiano e americano, contagiò il
grande schermo di Visconti e
Fellini, e ovviamente le passerelle. Sarà una passeggiata
nei ricordi di un’Italia geniale e creativa, l’incontro che
apre la seconda edizione di
Voce del Verbo Moda, alle
18,30 al Circolo dei Lettori.
Un dialogo tra la regina della
moda, Carla Fendi, e lo scenografo Quirino Visconti, a
partire dalla pellicola restaurata «Gruppo di famiglia in
un interno». Alle 21, l’anteprima appuntamento con lo
alle 20,15
In diretta dallo storico teatro Royal Opera
House di Londra, alle 20,15 al Cinema Eliseo
(piazza Sabotino) viene proiettato il balletto
«La bella addormentata» con le musiche di
Caikovskij della versione del film targato
Disney del 1959. Saranno l’americana Sarah
Lamb e l’australiano Steven Mcrae la
principessa Aurora e il principe Désiré.
alle 21
La trasformazione di Torino, dalla sua
anima industriale al progetto culturale in
evoluzione, e parallelamente il nuovo volto
urbano: alle 21 nello spazio «Chave
Arredamenti» (via Pietro Micca 15) Patrizia
Sandretto Re Rebaudengo e Fiorenzo Alfieri
raccontano «L’arte e la città», su un’idea di
Assemblea Teatro. Ingresso libero.
Circolo dei Lettori
Carla Fendi: a Torino
ho imparato l’eleganza
Un viaggio nella creatività italiana apre “Voce del Verbo Moda”
“La nostra Maison ha vestito le più grandi dive del cinema”
La nonna
dama
di corte
A sinistra
la nonna
materna
di Carla Fendi
dama della
Regina
Margherita
Sopra:
Carla Fendi
ALLE 18,30
Un dialogo tra la regina
della moda e lo scenografo
Quirino Visconti
«Dobbiamo dire grazie al
sarto Umberto Tirelli, che ci
portò i contatti. La bottega di
via Borgognone, parallela di
via dei Condotti, a Roma, era
uno straordinario luogo dell’artigianato. M anche un salotto. Erano nostri grandi
amici Leone, Bolognini, Visconti, Fellini, e passavano
anche grandi attori: per Gary
Cooper, Gregory Peck, Audrey Hepburn era normale
venire da Fendi. Veniva Paloma Picasso. Vennero Sofia
Loren e Silvana Mangano,
che doveva dare l’ultimo ok
per il vestito del film di Luchino. Eravamo tesissimi, alla sfilata di presentazione
della collezione invernale,
nel luglio del ’74. Si innamorò
delle pellicce, volle anche vestiti e accessori».
Dovesse vestire una diva oggi?
stile di Cristina Parodi, alla
Fondazione Sandretto.
«La sceglierei straniera. Cate
Blanchett. Strepitosa».
Signora Fendi, da cosa nasce
la passione per il cinema?
Ha ancora senso oggi parlare
di Made in Italy?
«Tutte noi cinque sorelle
abbiamo sempre seguito,
fin da adolescenti, tutto ciò
che passava al cinema. Ci
andavamo a piedi, fedeli al
cinematografo vicino a casa, il Cinema Teatro Parioli.
«Eccome. L’Italia non si accorge che è invidiata all’estero per il suo genio creativo.
Purtroppo, oggi, questa manodopera l’abbiamo persa,
eppure noi siamo i migliori
talenti dell’artigianato. E’
«Luchino Visconti
mi ha insegnato
la perfezione,
estetica,
ma non solo»
Carla Fendi
Stilista
Non ho mai smesso. Vado ancora adesso».
Quali sono i suoi registi preferiti, di ieri e di oggi?
«Luchino e Federico (Visconti e Fellini, ndr). Il primo mi ha insegnato la perfezione, estetica, ma non solo.
Non ho mai più incontrato
nessuno come lui. Federico
era il visionario, il grande so-
Il grande figurinista
In occasione di Voce del Verbo
Moda, la rassegna dedicata al
figurinista per le storiche case
di moda Coen di Roma e Sanet
di Torino (e per alcune tra le
maggiori riviste dell’epoca) è
un tuffo in un passato divenuto storia lontana. John Guida,
artista italo americano nato
nel 1888, è senza dubbio la testimonianza di un’epoca. Un
racconto che passa attraverso
la moda. Le figure femminili,
dalle forme sottili ed eleganti
tipiche del Liberty e dell’Art
Déco, rivelano il volto di Torino capitale della moda, seconda solo a Parigi.
La mostra sull’alta moda torinese tra les années folles e il
1935 (proprio in quest’anno Torino diventa la sede dell’Ente
Nazionale della Moda), è curata da Chiara Massimello. Parla
Iaad, l’Istituto D’Arte Applicata e Design di Torino, sarà
partner della kermesse «Voce del verbo moda». Obiettivo: presentare il nuovo diploma accademico in Textile
and fashion design che a
partire dall’anno accademico 2014-2015 entrerà a far
parte dei corsi di laurea in
Design dell’università. Torino sarà quindi il trampolino
di lancio per i nuovi aspiranti stilisti, trend setter, creative director che proprio nelle
aule di Via Pisa 5, nella nuova sede inaugurata dopo il
restauro di Cino Zucchi e Picco Architetti, avranno l’opportunità di formarsi nella
teoria e nella pratica per diventare professionisti nel
settore moda. La presentazione ufficiale da parte del
direttore Laura Milani avverrà oggi alle ore 18 presso la
sede del Circolo dei Lettori.
innato l’ingegno in noi. Se
solo tutto ciò lo capissero i
giovani…».
Qual è il suo ultimo ricordo di
Torino?
«Ci venivo invitata da Gianni
Agnelli. Sono molti anni che
manco dalla vostra città, che
definisco aristocratica, più
di Roma. Il mio cuore mi lega
a voi. Mia nonna paterna, figura importantissima per
me, aveva sposato un aiutante di campo di casa Savoia.
Era dama della Regina Margherita. Mi ha insegnato
l’eleganza».
Carla Fendi
Avete vestito grandi dive, una
per tutte Silvana Mangano.
Come nacque l’incontro?
Stilista
di un modello femminile che va
tornando in questi ultimi tempi. La moda godeva di un’altissima qualità di sartoria e una
clientela diffusa su tutto il territorio nazionale. «Le signore
dell’alta borghesia italiana sono attentissime alle proposte
di Parigi, ma tutt’altro che insensibili a quanto di nuovo propone Torino, sia nel campo dei
modelli che dei tessuti», si legge sul catalogo della mostra.
Tant’è che «due volte l’anno, i
più importanti sarti torinesi
assistono alle sfilate parigine e,
non potendosi permettere di
acquistare i modelli, comprano
i diritti di riproduzione di copie
ufficiali».
Signorina Grandi Firme
Quando la città creava la moda
Guida illustrò, con tocco raffinato, i modelli degli abiti realizzati dai grandi sarti Jean Patou, Lucien Lelong, Jeanne
Lanvin, Madeleine Vionnet e
Coco Chanel.
1 Per la prima volta lo
«A Torino ci venivo
invitata da Gianni
Agnelli. Erano molti
anni che mancavo
dalla vostra città»
gno, sapeva condensare benissimo la società italiana.
Oggi, invece, metterei una
triade: Sorrentino, non solo
per l’oscar. Adoro Luca Guadagnino. Mi piace la capacità
raffigurativa di Matteo Garrone».
Spazio Ersel
Torino, tra la fine dell’800 e
gli anni Trenta è la capitale
della Moda italiana. La città
inizia a trasformarsi in metropoli, con il Lingotto, la
nuova via Roma, le grandi infrastrutture e le nuove industrie. E’ quest’atmosfera effervescente che la mostra Signorina Grandi Firme intende raccontare, da oggi fino al
30 aprile, allo Spazio Ersel.
Un’esposizione di 70 disegni,
a pastello e tecnica mista,
provenienti da una collezione
privata torinese, in cui John
Lo Iaad
Ildiploma
infashiondesign
John Guida
Il grande figurinista italo-americano John Guida
ha realizzato i 70 antichi bozzetti esposti nella mostra
[L. TOR.]
Spazio Ersel
piazza Solferino 11
Tel. 011/55.20.111
R
T1 CV PR T2
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
In città .55
.
Per le vostre segnalazioni [email protected]
alle 18
Galleria Van Der
Circolo della Stampa
Teatro Colosseo
“La creatività
di noi studenti”
Pirandello
tra teatro e musica
In ricordo
di Lucio Dalla
«Il progetto è la rappresentazione grafica
della nostra vita in classe»: così hanno
definito il loro libro d’artista «The face of
our creativity» gli studenti della 5 H
dell’Istituto Albe Steiner, realizzato con
Irene Caroni e Simone Pizziga. Il lavoro, con
una mostra, viene presentato alle 18 alla
Galleria Van Der (via Giulia di Barolo 13).
alle 21
Concerto al pianoforte di Anna Dari alle 21
al Circolo della Stampa (corso Stati Uniti
27) per «Le Petites Soirées». La serata è
dedicata a «Musica e Teatro»: l’unione
offre la lettura de «L’uomo dal fiore in
bocca» di Pirandello, con gli attori Bruno
Pennasso e Sabato De Rosa, e l’esecuzione
delle composizioni della Dari.
A due anni dalla sua scomparsa, il
Balletto di Roma ha realizzato uno
spettacolo che ripercorre la poetica di
Lucio Dalla: alle 21 al Teatro Colosseo (via
Madama Cristina 71) va in scena «Futura.
Ballando con Lucio». La regia è di
Giampiero Solari, che con i danzatori fa
rinascere gli eroi del cantautore.
alle 21
Carignano
Una notte da Oscar con Servillo
MICHELA TAMBURRINO
Memoria
Alle 18 Giuseppe Scarzella tiene la conferenza su «Come
proteggere e potenziare la memoria».
Centro Pannunzio
via Maria Vittoria 35h
Essere padri
Alle 18 incontro dal titolo «Ti
chiederei ancora una cosa, papà... La ricerca dei padri in
un’epoca di crisi», nell’ambito di
un laboratorio organizzato dal
gruppo di Educazione alla Pace.
Centro Sereno Regis
via Garibaldi 13
L’ingresso del Carignano
La padrona di casa
La facciata da poco restaurata del più antico teatro cittadino
ha accolto ieri sera il pubblico per l’atteso spettacolo
La presidente della Fondazione Teatro Stabile Evelina Christillin
con Ariberto Fassati, presidente Cariparma Crédite Agricole
Cesare Pavese
Ultima replica alle 21 dello
spettacolo di Assemblea Teatro «Storia di Cesare Pavese»
tratto da documenti e ricordi
di Davide Lajolo.
Teatro Agnelli, via Sarpi 111
Casting
Stamane dalle 10 si tiene il casting per un nuovo show tv di
prima serata in onda da fine
aprile: punta a reclutare fachiri, giocolieri con il fuoco, trampolieri, equilibristi e illusionisti.
Cirko Vertigo
via Lanza 31, Grugliasco
MUSICA
Jazz
Tutti in coda
Il foyer
I biglietti per l’attesa commedia, in scena a Torino
da stasera a domenica, sono esauriti da mesi
Tanta la folla al Carignano per la prima torinese dello
spettacolo di De Filippo «Voci di dentro» con i fratelli Servillo
Ballo
terapeutico
Il liscio non è più roba da vecchi
E la mazurka diventa un flash mob
L’incontrospettacolo
di oggi si
focalizza
sulla salute
fisica e psichica dei senior
che si dedicano al ballo
liscio
Sempre più giovani sono intrigati dal fascino della balera e delle sagre, dove valzer,
polka e mazurka non sono
mai passati di moda. Balli intramontabili, da riscoprire e
vivere in gruppo. E’ la filosofia di «Liscio non ti lascio»,
l’incontro-spettacolo che il
maestro Mirko Volonnino, il
musicista Ugo Viola e i ballerini della scuola Carma portano in scena questa mattina
SPETTACOLI
VARIE
Unione Industriale
NOEMI PENNA
INCONTRI
La famiglia
Alle 20,45 dibattito su «Affrontare la crisi della famiglia nel
nome dei figli», con gli interventi di Vittorio Vezzetti e Cristina Ceci. Introduce Umberto
Bistagnino.
Palazzo saluzzo Paesana
via della Consolata 1 bis
I fratelli Peppe e Toni alla prima torinese delle “Voci di dentro” di Eduardo
Sono arrivati, i Servillo, sull’onda di successi molteplici,
l’ultimo a Hollywood con il
premio Oscar assegnato al
film «La Grande Bellezza».
Peppe e Toni al passo con i
fratelli De Filippo per un
trionfo annunciato e decretato dal Teatro Carignano al
gran completo. Ecco «Le voci di dentro», testo scritto
dal grande Eduardo De Filippo, e rappresentato per la
prima volta l’11 dicembre
1948 a Milano, per denunciare incomunicabilità anche
familiare e solitudine e che
interpretò con il fratello Peppino prima e con suo figlio
Luca dopo.
La regia è dello stesso Toni Servillo, al suo fianco, nel
ruolo del fratello pavido e
traffichino, proprio suo fratello Peppe, il leader degli
Avion Travel.
Accoglienza tra le più calorose nella serata voluta dal
main sponsor dello Stabile di
Torino, Cariparma Crédite
Agricole, che così ha regalato ai torinesi in sala un evento speciale. Presente il presidente del gruppo, Ariberto
Fassati che ha sottolineato
quanto sia rimasto attratto
dal rimando cinema-teatro
in un momento in cui il gruppo ha fatto il suo ingresso nel
cinema con due investimenti
di tax credit esterno.
Dopo lo spettacolo, il brindisi con i tanti ospiti del presidente della Fondazione del
Teatro Stabile Evelina Christillin: il sindaco Fassino, il
prefetto Paola Basilone, i
rettori di Università e Politecnico Gianmaria Ajani e
Marco Gilli, il direttore del
Museo del Cinema Alberto
Barbera, Giuseppe Lavazza,
Patrizia Sandretto Re Rebaudengo .
blocknotes
alle 10 nel Centro Congressi
dell’Unione Industriale, che
da giugno si tradurrà in una
rassegna interamente dedicata ai balli da sala e swing.
Il maestro
L’incontro di oggi si focalizza
sulla salute fisica e psichica
dei senior nell’ambito degli
«Appuntamenti del mercoledì
mattina», ma Mirko Volonnino ha deciso di stupire invadendo la sala conferenze di via
Vela 17 con un flash mob a rit-
mo di mazurka.
Con l’accompagnamento
alla fisarmonica di Ugo Viola –
ideatore tra l’altro del Moncalieri Jazz Festival – si parlerà
della storia del ballo da sala e
delle musiche che lo accompagnano, con approfondimenti
sul liscio piemontese, ma anche sulle differenze dal romagnolo con piacevoli digressioni sino ad arrivare a Chopin e
Strauss.
Poi improvvisamente si
spegneranno le luci e otto cop-
pie di ballerini ruberanno la
scena danzando sulle note
della «Mazurca variata» di
Augusto Migliavacca.
La scuola Carma
A ospitare la rassegna estiva
«Liscio non ti lascio» sarà
Carma, il Centro accademico
per ritmi e movimenti artistici aperto otto mesi fa dal trentacinquenne torinese Mirko
Volonnino in via Giannone 10,
già sede della scuola Sampaoli
Alle 21 torna la jam session
della «Jazz School Torino»: gli
allievi si esibiscono diretti dal
chitarrista Pino Russo.
Jazz Club Torino
piazzale Valdo Fusi
A cura di Tiziana Platzer
[email protected]
dove lui stesso ha studiato.
Carma unisce sotto lo stesso
tetto arte, teatro, danza, musica e canto.
«Ho aperto questa scuola
rovesciando quelli che sono i
canoni classici dell’insegnamento, ovvero lasciando da
parte l’agonismo e l’austera
disciplina per risvegliare i
principi del divertimento.
Non esponiamo premi, ma
opere d’arte»: infatti il centro
è anche una galleria.
Ospita tutti i giorni corsi,
poi il venerdì sera e la domenica pomeriggio si trasforma
nel tempio del liscio per far
avvicinare sempre più persone alla disciplina.
Centro Congressi
Unione Industriale
via Vela 17
Tel. 011/57.18.277
T1 PR T2
56 .In città
STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
LA STAMPA
animalia
Un taccuino «All you need is cat»
Raccolta cibo per colonie di gatti
Sabato 22 dalle 9 alle 19 da Pet shop, in corso Svizzera
155, si terrà una raccolta di cibo per aiutare i gatti di
Gabriella Torgano (associazione Gattagorà) e le sue
undici colonie e per i cani randagi dell’Arrivore di via
Fossata.
[C. INS.]
La nevrosi da solitudine
per il cane che resta a casa
I consigli del veterinario: dai giochi con i biscotti alla tv accesa
CRISTINA INSALACO
I cani soffrono a starsene da
soli. Anche se avete una casa
con un giardino grandissimo
in cui possono correre tutte le
mattine mentre voi siete in ufficio. I cani sono animali sociali, ed è per questo che in natura non scelgono mai di allontanarsi in solitudine, ma rimangono in branco.
Quando il nostro compagno a quattro zampe si trova a
lungo da solo in un appartamento, spesso si agita, ha paura, non riesce a controllare il
malessere di essere senza
nessuno accanto. Senza certezze, senza punti di riferimento. «I cani patiscono molto la solitudine, a volte basta
anche un distacco dal padrone di appena cinque minuti –
spiega Maurizio Alliani, medico veterinario comportamentalista -. Capita così che distruggano oggetti e divani,
che facciano i bisogni in casa,
che piangano o abbaino fino a
disturbare i vicini. È la risposta al loro malessere».
Se avete un cucciolo, è bene
educarlo fin da subito alla solitudine. In modo che capisca
che non c’è nessun pericolo.
DA PICCOLI
I cuccioli devono
abituarsi da subito
alle assenze del padrone
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www.lazampa.it
Per le vostre segnalazioni [email protected]
Un taccuino chiamato «All you need is cat» per beneficenza. Le Sfigatte lo vendono a 7 euro (più spese di
spedizione). Il ricavato delle vendite aiuterà l’associazione a prendersi cura delle colonie torinesi. Per ordinarlo:
[email protected].
[C. INS.]
il caso
Che anche se i padroni non sono in casa lui può vivere tranquillo.
«Bisogna abituarlo gradualmente a rimanere da solo,
prima per pochi minuti, poi
per mezz’ora, poi sempre di
più». Se è adulto esistono parecchie strategie per fargli
sopportare meglio la solitudine. «Spesso si iniziano ad agitare appena il padrone comincia a vestirsi, perché sanno
che da lì a poco uscirà di casa
– continua Alliani -. Ecco: provate a fare tutte le cose che fate di solito prima di uscire di
casa, ma poi non uscite. Fido
non assocerà più i vostri preparativi con uno stato d’animo
negativo».
È consigliato anche non
coccolarlo troppo prima di
uscire di casa, ed esistono dei
giochi (come quello del giocattolo che nasconde del cibo)
che servono a distrarlo un po’.
In alternativa, si possono ordinare cd e dvd per catturare
l’attenzione dei cani davanti
alla tv. In attesa che il padrone
torni a casa.
A CURA DI
ANTONELLA MARIOTTI
Stress e danni alle poltrone
I danni ai divani e alle poltrone, i rosicchiamenti dei mobili sono la conseguenza dello stress da
solitudine per i cani quando il padrone esce di casa. Con qualche accorgimento tutto passa
Appello
Fondiperilrifugio
deicani«orfani»
1 Il 5 per mille lo si può
destinare a tante associazioni, istituti, università.
Anche al Rifugio Ramondetti Cassardo Onlus, in via
Torino 177, a Trofarello,
per aiutare gli animali. O
meglio, per aiutare chi si
prende cura degli animali.
Per farlo basta indicare nell’apposita casella il codice:
10182550011. «Abbiamo
un sogno per i cani con dei
padroni anziani, e soli – dicono dal rifugio -. Quello di
poter offrire un posto per il
cane, quando il padrone è
costretto a doverlo abbandonare per entrare in casa
di riposo. Oppure perché la
sua vita finisce prima di
quella dell’amico a quattro
zampe».
[C. INS.]
In campagna
cercocasa
ALBERTO CAMERANO
Scott, guida
alpina
per passione
lcuni anni fa,
percorrendo la
strada principale di
Sambuco in Valle Stura,
poteva capitare di
incontrare Scott, il cane di
Daniele. Dall’incrocio tra
un pastore tedesco e un
husky era venuto fuori
questo magnifico cane,
nato sotto lo sguardo
austero del Bersaio, il
monte sovrastante il
paese. Il suo carattere
doveva averne subito
l’influsso, poiché, se da un
lato era poco propenso
alle smancerie, come ogni
montanaro, dall’altro
sembrava aspettasse solo
che qualche escursionista
con lo zaino in spalla
comparisse nella piazzetta
dove se ne stava sdraiato a
prendersi il sole. Tanto
che sul Bersaio ci sarà
andato almeno mille volte,
in compagnia di chi saliva
lassù sul lungo sentiero
che porta sino in cima. Del
resto, in Scott le doti di
guida alpina si erano
espresse fin da giovane
età e con imprese ben più
impegnative che la salita
al Bersaio. La prima di
queste fu con dei ragazzi
tedeschi, impegnati nella
Grande Traversata delle
Alpi. Partirono da
Sambuco e giunsero a
Castelmagno nella Valle
Grana. La sera il gestore
del posto tappa telefonò a
Daniele e gli chiese se
sapeva di due cani arrivati
insieme al gruppo di
tedeschi. Disse che uno
era riuscito a legarlo,
mentre l’altro non si
faceva avvicinare. I
ragazzi gli avevano
raccontato, che si erano
aggregati a loro fin da
Sambuco. Dalla
descrizione Daniele capì
che uno era il suo e l’altro
quello del cugino.
Comunque, sarebbe
venuto lui stesso
l’indomani a recuperarli.
Quindi se ne andò a
dormire. Il giorno dopo di
buon ora, spingendo la
porta di casa per uscire, si
accorse che qualcosa
impediva di aprila, ma fu
ancor più sorpreso nel
sentire il guaito di Scott
che insonnolito vi stava
accucciato contro: era
tornato durante la notte.
Ormai si poteva definire
una vera guida e non
avrebbe più rinunciato
alle avventure in
montagna, a differenza del
suo amico che forse quella
volta si era spaventato
troppo.
A
Fedra
Abbandonata
dopoicuccioli
Fedra ha tre anni ha fatto tante
cucciolate e poi i suoi
proprietari l’hanno
abbandonata. È dolce e buona.
PER ADOZIONI
Susanna 340/844.24.33
Baloo
Tantobello
esfortunato
Baloo è dolcissimo e
sfortunato: doveva essere
adottato, ma poi i nuovi
padroni hanno rinunciato
PER ADOZIONI
Paola 338/967.94.09
Bax
Solodopo
untrasloco
Bax ha 4 anni cresciuto in
famiglia, adora i bambini. La
sua famiglia si trasferisce
all’estero e lui rimane solo.
PER ADOZIONI
Daniela 348/566.65.47
Ricky
Piccolino
ed educato
Ricky ha un anno, dolce ed
obbediente, è un piccolino che
sta imparando in fretta anche
la vita di casa
ARCA DI PIERA
Mariateresa 335/631.28.28
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014 LA STAMPA 57
T1 CV PR T2
T1 CV PR T2
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014 LA STAMPA 58
T1 CV PR T2
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
port
.
Sport Cronaca .59
A CURA DI
SILVIA GARBARINO
Per le vostre segnalazioni [email protected]
Ippica, torna a correre Pace del Rio
A Vinovo si festeggia l’ultimo convegno invernale con
una Tris Quarte Quinte e una corsa per anziani di alto
livello. Il premio Algeria che partirà alle 16,35 sul miglio,
sarà un mini gran premio. Si rivedrà ai nastri Pace del
Rio con Santo Mollo. Il fratello di Lana del Rio dovrà
dimostrare tutta la sua classe e affrontare anche Iper
Roc con Michela Racca e Olivia di Casei con Andrea
Guzzinati. La TQQ che prenderà il via alle 18,30 sarà
intrigante. Ben 19 soggetti al via, in evidenza ci saranno
Pablo Grif con Pippo Gubellini e Mercurio Spin guidato
da Andrea Guzzinati. Inizio corse alle 15,05.
[a.bru]
Calcio
Da fine
aprile
Prandelli applaude la Juve
che vince il torneo di Arco
Il circuito di
tennis giovanile Kinder
+Sport approda a Torino e provincia
dal 23 aprile
Tre le tappe
provinciali
Gli Allievi di Della Morte schiacciano in finale il Chievo (5-1)
IVANA CROCIFISSO
Una gara a senso unico, una
vittoria ampiamente meritata. Gli Allievi ’97 della Juventus portano a casa l’ambito
trofeo «Beppe Viola-Città di
Arco» (in tribuna c’era anche
il ct azzurro Cesare Prandelli) grazie al 5-1 rifilato al Chievo: mai in discussione la vittoria dei bianconeri, già avanti
2-0 dopo una decina di minuti. E così il prestigioso «Arco
di Trento», com’è più comunemente chiamata la manifestazione dedicata alla categoria, finisce per la sesta volta
nella bacheca della Juventus:
l’ultima volta era stata nel
2007, quando l’allora squadra
allenata da Storgato aveva
avuto ragione del Milan (tra i
rossoneri un giovanissimo
Paloschi, al momento proprio
al Chievo, in Prima squadra).
Una partenza travolgente
che sorprende i gialloblù, trafitti tre volte nel giro di 23’:
doppietta di Sallustio in apertura di gara e gran gol di Pellini (premiato miglior giocatore del torneo), con le squadre
che vanno al riposo sul 3-0.
Ad inizio ripresa il rigore assegnato al Chievo e trasformato da Ngissah non cambia
le sorti dell’incontro e non
riapre i giochi dato che, pochi
minuti più tardi, Clemenza
trova il gol del 4-1 direttamente su punizione (nell’occasione il fallo da ultimo uomo costa il rosso a Pogliano). A
chiudere i conti al 39’ è Vitale:
Donne
IlTorofatris
BattutaFirenze
1 Nel Trofeo Città di Ar-
Sesto successo
Gli allievi di Della Morte hanno iscritto il nome della Juve nell’albo
d’oro della manifestazione per la sesta volta (foto di Fabio Galas)
suo il definitivo 5-1.
Non riesce al Chievo l’impresa di portare a casa il trofeo
per la seconda volta nella propria storia (la prima ed unica
nel 2003). Troppo forte la Juventus di Della Morte, pur con
un’assenza importante come
quella di Pozzebon, fermato
per squalifica: individualità,
collettivo, un gruppo che in Italia ha pochi eguali. In campionato i baby bianconeri lottano
per la vetta con il Genoa ma
molti di questi ’97 hanno già assaggiato le fasi finali del campionato un anno fa, quando
proprio Della Morte lanciò tanti di loro nel campionato dedicato ai ’96. E se si pensa che a
questa squadra manca un giocatore del calibro di Romagna,
ormai acquisito dalla Primavera, è facile capire come mai la
società bianconera punti tanto
su questo gruppo.
co-Beppe Viola riservato al
calcio femminile dominio
incontrastato del Torino
che si è aggiudicato per la
terza volta il trofeo. Netta
la supremazia in tutto il
torneo per le granata, capaci di mettere a segno tra
semifinale e finale ben sette reti senza subirne
nemmeno
una. Lo storico gruppo
di ragazze
del ’95 allenato da Luigi Serra, molte delle quali
provenienti dalla Prima
squadra militante in serie B
insieme al portiere Arianna
Ozimo per l’occasione di ritorno dal prestito all’Alessandria, nella semifinale di
domenica contro il Napoli
hanno avuto vita facilissima: 4-0 doppietta di Raffaella Barbieri e gol di Marta
Sottil e Annalisa Favole.
Nella finalissima contro le
rivali storiche del Firenze,
detentrici dello scudetto,
si sono imposte 3-0 (doppietta di Annalisa Favole e
gol di Federica Tordella).
[PA.PO.]
Tennis
Iscrizioni in aumento
al Trofeo Kinder
nel 2015 Master a Torino
BARBARA MASI
Il più importante circuito nazionale riservato agli under
approda anche quest’anno in
Piemonte, e ne porta la firma:
è il Trofeo Kinder+Sport, organizzato per il quarto anno
consecutivo dall’ex campionessa di tennis d’adozione torinese Rita Grande, che in realtà di edizioni ne ha organizzate precedentemente altre
cinque con il nome di Trofeo
Topolino. E i numeri crescono, anno dopo anno: il circuito conta 12 mila partecipanti
tra gli otto e i sedici anni, 97
tappe in diciassette regioni
d’Italia, 13 in Piemonte. I
l debutto piemontese è avvenuto la scorsa settimana
ad Alba, rigorosamente al
G.S.R. Ferrero, mentre a Torino è previsto per il 23 aprile
al T.C. Monviso di Grugliasco
e poi il 16 giugno al Circolo
della Stampa – Sporting di
Torino, a cui si aggancerà
l’appuntamento del Tennis
Rivoli 2000 la settimana dopo: tappe che si preparano ad
accogliere di nuovo un boom
di iscrizioni che sfiora i 400
partecipanti ciascuna.
Anche quest’anno il circuito
avrà l’attesa «giornata con il
campione Babolat» dedicata
alle scuole: dopo Schiavone,
Pennetta ed Errani ospiti negli
anni scorsi al Circolo della
Stampa – Sporting, questa volta toccherà all’azzurro numero
13 del mondo Fabio Fognini incontrare i giovani tennisti l’8
aprile al Match Ball di Bra. Per
Torino, invece, Rita Grande
punta più in alto: «Quest’anno
il Master nazionale si svolgerà
a Bari a fine luglio, ma nel 2015
mi piacerebbe portarlo a Torino: un bel modo per festeggiare il decennale di questo circuito divenuto l’unica grande manifestazione promozionale di
tennis giovanile in Italia sostenuta dalla Federazione Italiana
Tennis. Il problema sarà trovare una struttura che metta a
disposizione diciotto campi da
tennis in una settimana. Ci
stiamo lavorando anche con le
amministrazioni locali: sarebbe un appuntamento in più per
il calendario di Torino Capitale
Europea dello Sport 2015».
Atletica
Futuro
ingegnere
Pattinaggio
A Ponzina e Calosso
i Regionali sui 10 mila
Flavio Ponzina
(foto dal suo
profilo
Facebook)
campione
regionale in
pista sui 10
mila
è iscritto
al Politecnico
Primo successo
nazionale per Nogaro
ENRICO ZAMBRUNO
Le società torinesi hanno
fatto incetta di medaglie ad
Alessandria, sede del Campionato Regionale Assoluto
sui 10.000 metri in pista e sui
20 e 30 minuti per le categoria allievi. Grande soddisfazione per l’Atletica Piemonte
in campo maschile, dato che
il successo a livello senior è
andato a Flavio Ponzina, primo al traguardo in 31’58”9.
Classe 1994, Ponzina è anche
campione regionale under
23. Dietro di lui il fossanese
Andrea Aragno in 32’51”7 e il
sisportino Robert Kendell in
32’59”4. Quest’ultimo, classe
1996, con questo riscontro
cronometrico ha vinto però il
titolo juniores davanti ad Alex
Abruzzese dell’Atletica Piemonte e a Luis Colon Rodriguez dell’Atletica Saluzzo. In
campo femminile, medaglia di
bronzo under 23 per Camilla
Calosso della Sisport Fiat, terza in 43’17”8. Nella prova allieve argento per la canavesana
Sara Borello e bronzo per la
sisportina Claire Maureen
Kendell. Alessandro Patrucco
dell’Atletica Piemonte è il vincitore della gara allievi sui 30
minuti.
Nella 14ª edizione della
StraVicenza invece secondo
posto per Stefano Guidotti
Icardi del Cus Torino con il
tempo di 30’55”: davanti a
lui Paolo Zanatta delle Fiamme Oro, più veloce di soli otto secondi. Ottimo quarto
posto invece nella gara femminile per la compagna di
squadra Martina Merlo
(34’45”), in una corsa vinta
da Federica Del Buono della
Forestale in 34’11”. Bene anche Sara Brogiato dell’Aero-
nautica, sesta in 35’21”.
Infine ad Asti, nella 23ª edizione della CorrItalia, doppietta targata Cus Torino con
Andrea Tagnese e Gloria Barale davanti a tutti. Tagnese
ha preceduto il genovese Rity
Mohamed e il compagno Giacomo Bastonero, mentre la
Barale si è imposta davanti all’altra cussina Giorgia Morano
e alla segusina Stella Riva.
OSCAR SERRA
Prima vittoria stagionale per
Ilaria Nogaro, campionessa
della Pattinatori artistici Torino, che si è aggiudicata la
seconda gara Nazionale Open
di scena a Como. L’atleta azzurra, 21 anni, si è imposta
nettamente sulle sue avversarie realizzando 80 punti e raddoppiando i cosiddetti components, ovvero gli elementi
aggiuntivi del programma valutati singolarmente dai giudici. Ilaria ha portato a termine due programmi curati e
pressoché perfetti. Un risultato di buon auspicio se si
pensa che fra venti giorni sa-
Programmi
curati
Ilaria Nogaro,
21 anni,
ad aprile
parteciperà
al trofeo
in Slovenia
rà impegnata in Slovenia nel
Triglav Trophy. Secondo classificato fra gli Juvenile maschile, il moncalierese Nicolò Cafaro che completando il doppio
axel si è assicurato il prestigioso passaggio alla categoria Junior. Al dodicesimo posto tra le
Juvenile femminile un’altra atleta Pat, Giorgia Cardizzone.
T1 CV PR T2
60 .Dove andiamo
STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
Musei
ACCADEMIA ALBERTINA - PINACOTECA (Via Accademia Albertina 8; tel. 011/0897370).dom-lun 10-18,
mar-sab 14-18, mer chiuso. Fino al 13 aprile la mostra «Nato Frascà, la Mente mente» . Visite guidate (sovrapprezzo 2 euro) sab ore 16; dom e festivi ore 11 e 16.
A... COME AMBIENTE (cso Umbria 90, tel. 011 0702535). Sab-dom 14-9, ultimo ingresso alle 18
ARCHIVIO DI STATO (p. Castello 209, telefono 011 540382). Sala studio di piazza Castello e via Piave 21,
orario: lun-ven 8-18,30, sab 8-14.
ARCHIVIO STORICO DELLA CITTA’ (vira Barbaroux 32, telefono 011 4431811). Mostra: «Esplorando tra le
carte. La Mole Antonelliana» fino al 18 aprile. Orario: lun-ven 8,30-18,30, dom 10.30-18.30, sab chiuso.
ARMERIA REALE (biglietteria unica Palazzo Reale piazza Castello 191, telefono 011 543889). Orario: da
martedì a domenica e festivi 8,30-19,30.
BASILICA DI SUPERGA E REALI TOMBE DI CASA SAVOIA (strada Basilica di Superga 75, tel. 011 8997456). Or.
lun-dom. 9,30-19. Visite alla Cupola, lun-ven. 10-18, sabato 9,30-19, domenica 12,45-19.
BIBLIOTECA REALE (piazza Castello 191, telefono 011/543855). Orario: lun-mar-mer 8,15-18,45; gio-ven
8,15-13,45; 14-18,45; sabato 8,15-13,45.
BORGO E ROCCA MEDIEVALE (viale Virgilio - Parco del Valentino, telefono 011 4431701). Orario: la Rocca,
da mar a dom e festivi 10-18. Ultimo ingresso 45 minuti prima. Borgo: Orario: tutti i giorni 9-19.
FONDAZIONE 107 (via Sansovino 234, tel. 011/45 444 74). Or.: da giovedì a domenica 14-19. Visite guidate su prenotazione.
FONDAZIONE ACCORSI OMETTO - MUSEO DI ARTI DECORATIVE (via Po 55, interno 3, tel. 011/8376883). Visite
guidate alla collezione permanente ogni ora. Mostra «L’Oriente di Alberto Pasini». Orari: mar-ven. 10-13;
14-18; sab-dom 10-13; 14-19. Lun chiuso.
FONDAZIONE MERZ (via Limone 24, Torino). Mar-dom 11-19.
FONDAZIONE SANDRETTO (via Modane 16, tel. 011/379.76.00). Orari: gio: 20-23, ven-sab-dom: 12-19.
GAM (via Magenta 31, tel. 011/4429518). Mar-mer-ven-sab-dom. 10-19,30, gio 10-22,30. La biglietteria chiude un’ora prima. Tel. 011 4429546/7.
JUVENTUS MUSEUM (via Druento 153 interno 42). Orario: lun-mer-gio-ven 10.30-18.30, sab-dom e festivi
10.30-19.30, martedì chiuso. Per info www.juventus.com.
MAO - MUSEO D’ARTE ORIENTALE (via San Domenico 11, tel. 011 4436927). Or.: da mar. a dom. 10-18, chiuso il
lun. La biglietteria chiude un’ora prima. Visita ogni primo mar del mese alle 16 (ingresso gratuito al museo – visita 4 euro).
MUSEO DEL CARCERE «Le Nuove» (via P. Borsellino n. 3 Tel. 011-3090115; 011-760488). Or. visita
guidata: lun-sab. ore 15; dom ore 15 e 17; 2° e 4° dom ore 9, 15 e 17; S. Messa ore 10,30. Ricovero
antiaereo sab-dom 17.15.
MUSEO DELLO SPORT- STADIO OLIMPICO (C.so Agnelli ang. c.so Sebastopoli, tel 011/1978 56 17; [email protected]). Mar-ven 14-18, sab 10-18 Visite guidate dello Stadio inizio ogni ora. Chiuso per
le partite.
MUSEO DI ANTICHITA’ (via XX Settembre 86, tel 011 521 2251). Biglietteria unica presso Palazzo Reale. Or.:
da mar-sab. 8.30-19.30; dom e festivi 14-19.30. Tutte le domeniche alle 16 visita tematica gratuita.
MUSEO DI ANTROPOLOGIA CRIMINALE «CESARE LOMBROSO» (via P.Giuria 15, 011 6708195). lun-sab 10-18.
MUSEO DIFFUSO DELLA RESISTENZA (c.so Valdocco 4/A, tel. 011 4420780). Allestimento permanente: «Torino
1938-1948. Dalle leggi razziali alla Costituzione». Or.: mar-mer-ven-sab-dom 10-18, gio. 14-22. Lun chiuso.
MUSEO EGIZIO (via Accademia delle Scienze 6, telefono 011 5617776). Orario: tutti i giorni 8,30-19,30,
lunedì chiuso. Ultimo ingresso un’ora prima. Chiuso il 25/12
MUSEO NAZIONALE DELL’AUTO (corso Unità d’Italia 40, tel. 011 677666). Or.: lun 10-14, mar 14-19, mergio., dom 10-19, ven-sab 10-21. La biglietteria chiude un’ora prima.
MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA ALLA MOLE ANTONELLIANA (via Montebello 20, telefono 011 8138560).
Orario: tutti i giorni 9-20, lunedì chiuso. La biglietteria chiude un’ora prima.
MUSEO NAZIONALE DELLA MONTAGNA (piazzale Monte dei Cappuccini 7, tel. 011/6604104). Mostre
«Chamonix 1924. L’inverno diventa olimpico» fino al 6 aprile; «Incontri sui Tatra. Manifesti di turismo
e sport. 1900-1950» fino al 6 aprile.
MUSEO NAZIONALE DEL RISORGIMENTO – PALAZZO CARIGNANO (piazza Carlo Alberto 8, tel. 011 5621147).
Orario mar-dom. 10-18, ultimo ingresso ore 17,15, lun chiuso.
MUSEO PIETRO MICCA (via Guicciardini 7a, telefono 011/546317). Chiuso per lavori.
MUSEO REGIONALE DI SCIENZE NATURALI (via Giolitti 36, tel. 011/4326354). Chiuso.
PALAZZO MADAMA - MUSEO CIVICO DI ARTE ANTICA (p.zza Castello, tel. 011 4433501 Collezioni permanenti: da mar a sab ore 10-18; dom. 10-19.Scalone: mar-dom. ore 10-19, ingresso libero.
PALAZZO REALE (piazza Castello, tel. 011 4361455). Or.: tutti i giorni 9-19,30, lun. chiuso, sab. visite 9,30 - 18,10.
Ven-sab visite guidate all’Appartamento della Regina (fino al 12 aprile)
PAV PARCO ARTE VIVENTE (Via Giordano Bruno 31, tel. 011 3182235). Or.: ven 15-18, sab-dom 12-19.
PINACOTECA «GIOVANNI E MARELLA AGNELLI» (Lingotto, 8 Gallery - via Nizza 230, tel. 011 0062713 www.pinacoteca-agnelli.it). Orario: mar-dom. 10-19, ultimo ingresso 18,15.
PROMOTRICE BELLE ARTI (viale Crivelli 11, tel. 011/5790095). Orario: martedì-sabato 11-13/16,30-20, festivi 10,30-12,30, lunedì chiuso.
SPAZIO LA STAMPA (via Lugaro 21 www.lastampa.it/spaziolastampa). Ingresso libero: lun-ven 10-19, sab 10-20,
dom 14-20. Visite guidate su prenotazione allo 011/6568.319 o mail a [email protected] - Visite diurne: museo+redazione 3 euro - Visite serali: museo+redazione+stabilimento 5 euro - Visita guidata diurna sab e dom ore 17,30.
TEMPORARY MUSEUM (cso Verona 15/C, c/o BasicVillage, tel. 011/432.4591). Esposizione permanente: «La Rivoluzione
Informatica: dal Mainframe all’iPad». Fino al 16 febbraio: «Hi-tech: un cuore di pietra». Mer-ven 15-19, sab-dom 10.19.
PROVINCIA
CASTELLO DI RIVOLI - MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA (piazza Mafalda di Savoia, telefono 011 9565220/22).
Or.: mar- ven. 10-17, sab-dom. 10-19, lun. chiuso.
FORTE DI FENESTRELLE. Or: da giovedì a lunedì 10-17; chiuso martedì e mercoledì. Prenotazioni tel. 0121 83600.
MUSEO DELLO SPAZIO E PLANETARIO DIGITALE (via Osservatorio 8, Pino Torinese, telefono 011 8118740,
www.planetarioditorino.it).
REGGIA DI VENARIA REALE (p.zza Repubblica, Venaria, tel. 011/4992333; www.lavenaria.it). Riapertura sabato 8
marzo con la mostra «Splendori delle corti italiane: gli Este. Rinascimento e Barocco a Ferrara e Modena».
PALAZZINA DI CACCIA (p.zza Principe Amedeo 7, Stupinigi). Orario mar-ven 10-17.30 (ultimo ingresso 17); sabdom 10-18.30 (ultimo ingresso 18). Tel. 011/013.30.73
[email protected]
T1 CV PR T2
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
I Cinema
Dove andiamo .61
.
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P 20.10
Supercondriaco
P 16.40-22.35
La bella e la bestia
P 18.35-22.30
Sotto una buona stella
P 20.35
300 - L’alba di un impero
P 16.40-18.35-20.30-22.30
Mr. Peabody & Sherman
P 16.50-20.30
Mr. Peabody & Sherman 3D
P 18.40
DUE GIARDINI ARTHOUSE via Monfalcone 62, tel.
01132.72.214. Prezzi: € 4,50
Lei
Nirvana
P 15.45-18.00-20.15-22.30
Prossima fermata: Fruitvale Station
Ombrerosse P 16.00-18.10-20.10-22.10
ELISEO p.zza Sabotino, tel. 01144.75.241. Prezzi: € 4,00; Abb.
14 € 4,40
Allacciate le cinture
Eliseo Grande
15.30
La bella addormentata Eliseo Grande
20.15 (int. 12,00 - rid. 10,00)
Smetto quando voglio Eliseo Blu
P 16.00-18.00-20.00-22.00
12 anni schiavo
Eliseo Rosso P 15.30-18.00-21.00
F.LLI MARX ARTHOUSE corso Belgio 53, tel. 01181.21.410.
Prezzi: € 4,50
Lei
Sala Groucho P 15.45-18.00-20.15-22.30
12 anni schiavo
Sala Chico
P 16.15-19.00-21.30
Allacciate le cinture
Sala Harpo
P 15.50-18.00-20.10-22.20
GREENWICH VILLAGE via Po 30, tel. 01183.90.123. Prezzi: €
4,50; € 4,00 over 60 pom. Proiezioni 3D: int. € 7,00
Supercondriaco
Sala 1
P 17.50-20.10-22.30
47 Ronin
Sala 2
P 17.50-20.10-22.30
Sotto una buona stella Sala 3
P 17.50-20.10
Un ragionevole dubbio Sala 3
P 22.30
IDEAL - CITYPLEX corso Beccaria 4, tel. 01152.14.316. Prezzi:
€ 4,50; Proiezioni 3D: € 8,00; € 6,00 Tessera Io Studio
300 - L’alba di un impero
P 15.30-17.50-20.10-22.30
Need for Speed
P 15.00-17.30-20.00-22.30
Mr. Peabody & Sherman
P 15.00-16.50-20.35
Tarzan
P 15.40-18.40
Una donna per amica
P 22.30
47 Ronin
P 15.15-17.40-22.30
47 Ronin 3D
P 20.05
La bella e la bestia
P 17.40-22.30
Sotto una buona stella
P 20.05
LUX galleria San Federico, tel. 01156.28.907. Prezzi: € 4,50; €
4,00 over 60 pom. Proiezioni 3D: int. € 7,00
300 - L’alba di un imperoSala 1
P 17.50-20.10-22.30
Mr. Peabody & Sherman Sala 2
P 16.45-18.30
Monuments men
Sala 2
P 20.15-22.30
Need for Speed
Sala 3
P 17.50-20.10-22.30
MASSIMO via Verdi 18, tel. 01181.38.574. Prezzi Massimo 1 e
2: € 4,00. Massimo 3: € 6,00 int.; € 4,00 rid., Aiace; € 3,00 over 60.
Proiezioni 3D € 10,00 int.; € 8,00 rid.
Allacciate le cinture
Massimo 1
P 15.30-17.50-20.10-22.30
Felice chi è diverso
Massimo 2
P 16.00
A proposito di Davis
Massimo 2
P 18.10-20.20-22.30
Tempo di vivere VO
Massimo 3
P 15.30 (sott.it.)
Quarto potere VO
Massimo 3
P 18.00 (sott.it.)
Il matrimonio di Maria Braun VO
Massimo 3
P 20.15 (sott.it.)
La terza generazione VO Massimo 3
P 22.30 (sott.it.)
NAZIONALE via Pomba 7, tel. 01181.24.173. Prezzi: € 4,00;
Abb. 14 € 4,40
Snowpiercer
Nazionale 1
15.00-17.20
La luna su Torino
Nazionale 1
20.00evento live
con il regista e gli attori presentati da Gianni Canova
Lei
Nazionale 2
15.00-17.20-19.40-22.00
REPOSI via XX Settembre 15, tel. 011531.400. Prezzi: € 4,50.
Proiezioni 3D: int. € 8,00; Abb. Agis accettato
E fu sera e fu mattina Reposi 1
P 15.30-17.50-20.10-22.30
300 - L’alba di un imperoReposi 2
P 15.15-17.40-20.05-22.30
Need for Speed
Reposi 3
P 15.00-17.30-20.00-22.30
Sotto una buona stella Reposi 4
15.15-17.40
Smetto quando voglio Reposi 4
20.05-22.30
Supercondriaco
Reposi 5
15.30-17.50-20.10-22.30
Allacciate le cinture
Reposi 6
15.30-17.50-20.10-22.30
Saving Mr. Banks
Reposi 7
15.00-17.30-20.00-22.30
Need for Speed
Sala 1
47 Ronin
Sala 1
47 Ronin 3D
Sala 2
Need for Speed 3D
Sala 2
300 - L’alba di un impero Sala 3
12 anni schiavo
Sala 3
Lei
Sala 4
Lei VO
Sala 4
Tarzan
Sala 5
La bella addormentata Sala 5
47 Ronin
Sala 6
Mr. Peabody & Sherman Sala 6
Una donna per amica Sala 6
La bella e la bestia
Sala 7
300 - L’alba di un impero Sala 7
300 - L’alba di un impero 3D
Sala 7
Allacciate le cinture
Sala 8
P
P
P
P
P
P
P
P
P
P
P
P
P
P
P
P
P
18.20
21.20
18.30
15.30-21.25
15.45-18.20
21.10
15.35-21.30
18.30
16.30
20.15
15.00
17.45-20.05
22.30
15.45
18.25
21.25
16.15-18.45-21.15
UCI CINEMAS LINGOTTO via Nizza 262, tel. 892960. Prezzi: €
8,00 int.; € 6,30 studenti; € 5,80 bimbi fino a 8 anni; € 6,00 over 65; €
8,00 notturno. Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 9,00, acquisto occhiali
3D € 1,00
Allacciate le cinture
P 14.20-17.00-19.40-22.20
47 Ronin
P 14.10-16.55
47 Ronin 3D
P 19.35-22.20
Supercondriaco
P 14.50-17.35-20.05-22.40
La bella e la bestia
P 14.15-16.55-19.35-22.15
Mr. Peabody & Sherman 3D
P 22.00
Mr. Peabody & Sherman
P 15.00-17.20-19.40
300 - L’alba di un impero
P 14.50-17.25-20.00-22.35
Need for Speed
P 14.00-16.50
Need for Speed 3D
P 19.40-22.30
The Lego movie
P 14.50
Sotto una buona stella
P 19.50
Maldamore
P 17.25-22.30
Sotto una buona stella
P 15.30-18.30-21.30
Tarzan
P 15.00-17.20
Lei
P 14.00-16.50-19.40-22.30
Gravity 3D
P 15.30-18.30-21.30
Cinema: Torino e altre visioni
AGNELLI via P. Sarpi 111/a, tel. 01131.61.429. Riposo
ROMANO galleria Subalpina, tel. 01156.20.145. Prezzi: € 4,00
int.; Abb. 14 € 4,40
Ida
Sala 1
P 16.00-18.00-20.00-22.00
12 anni schiavo
Sala 2
P 15.30-18.10-21.00
Il violinista del diavolo Sala 3
P 15.15-17.30-19.45
I segreti di Osage County Sala 3
P 22.00
CINE TEATRO BARETTI via Baretti 4, tel. 011655.187. Riposo
THE SPACE CINEMA TORINO - PARCO DORA salita Michelangelo
Garove 24, tel. 892111. Prezzi: € 6,00; € 5,00 over 60; € 5,00 Under 25
card; € 5,00 La tariffa A/R andata e ritorno (solo 2D) dal lunedì al giovedì
Mr. Peabody & Sherman Sala 1
P 16.00
MONTEROSA via Brandizzo 65, tel. 01123.04.153.
Gloria
21.15
CINE CARDINAL MASSAIA via Sospello 32, tel. 011257.881.
Riposo
ESEDRA via Bagetti 30, tel. 01143.37.474.
No - I giorni dell’arcobaleno
17.15-21.15
AUDITORIUM E. FASSINO via IV Novembre 19, tel. 34072.29.490.
La bella addormentata. Dalla Royal Opera House di Londra
BEINASCO
THE SPACE CINEMA BEINASCO - LE FORNACI via G. Falcone,
tel. 892111. Prezzi: € 6,70 int.; € 6,00 over 65, studenti universitari.
Proiezioni 3D: € 11,50 int., € 9,50 rid.
47 Ronin
Sala 1
17.10
Mr. Peabody & Sherman Sala 1
19.50
Allacciate le cinture
Sala 1
22.00
47 Ronin 3D
Sala 2
19.30
Need for Speed 3D
Sala 2
16.40-22.15
300 - L’alba di un impero 3D
Sala 3
17.30
La bella addormentata. Royal Opera House
Sala 3
20.15
The Lego movie
Sala 4
16.50
Maldamore
Sala 4
19.10
12 anni schiavo
Sala 4
21.30
Allacciate le cinture
Sala 5
16.45-19.20
Maldamore
Sala 5
22.00
Mr. Peabody & Sherman Sala 6
17.15
Need for Speed
Sala 6
19.30
47 Ronin
Sala 6
22.30
La bella e la bestia
Sala 7
16.30-19.10
300 - L’alba di un impero 3D
Sala 7
22.10
Supercondriaco
Sala 8
17.20-19.45-22.20
Tarzan
Sala 9
17.20
Una donna per amica Sala 9
19.40-21.50
CHIERI
SPLENDOR 01194.21.601.
La grande bellezza
15.00-17.30-21.30
MONCALIERI
UCI CINEMAS MONCALIERI via Postiglione, tel. 899.788.678.
Prezzi: € 6,00 int.; € 5,70 rid.; € 4,00 studenti. Proiezioni 3D: € 10,50
intero; € 8,50 rid. Il prezzo è da considerarsi escluso di occhialini 3D al
costo di € 1,00
Gravity 3D
P 15.30-18.30-21.30
La bella e la bestia
P 14.15-17.05-19.45-22.30
300 - L’alba di un impero 3D
P 14.00-16.40-19.20-22.10
Lei
P 14.00-16.50-19.40-22.30
Allacciate le cinture
P 14.20-17.00-19.50-22.40
12 anni schiavo
P 14.00-16.50-19.40
47 Ronin
P 14.00-16.50
47 Ronin 3D
P 19.40-22.30
Mr. Peabody & Sherman
P 14.50-17.15-19.40
Mr. Peabody & Sherman 3D
P 22.05
Una donna per amica
P 14.20
Need for Speed
P 16.30-19.30-22.30
300 - L’alba di un impero
P 14.30-17.15-20.00-22.40
Tarzan
P 14.30-17.10-19.40
Need for Speed 3D
P 22.10
Need for Speed
P 14.10
Supercondriaco
P 19.45
Una donna per amica
P 17.15-22.20
Maldamore
P 14.40-17.20-20.00-22.30
Mr. Peabody & Sherman
P 14.10-16.40-19.10
Saving Mr. Banks
P 22.10
The Lego movie
P 14.30-17.10
Sotto una buona stella
P 19.50-22.20
Supercondriaco
P 14.35-17.15-19.45-22.15
15.30-18.00
21.15
LUMIERE 01196.82.088.
Gloria
Need for Speed
Supercondriaco
Mr. Peabody & Sherman
ALLACCIATE LE CINTURE
··· Commedia. Regia di Ferzan Ozpetek, con Kasia Smutniak e Francesco Arca. Durata: 110 minuti. L’autore de «La
finestra di fronte» e «Mine vaganti»
racconta la storia di una coppia, a volte
imperfetta, nel corso di tredici anni.
DALLAS BUYERS CLUB
···· Drammatico. Regia di JeanMarc Vallée, con Matthew McConaughey e Jared Leto. Durata: 117 minuti.
Il rude cowboy texano Ron scopre nel
1985 di essere malato di aids: in Messico trova medicine in grado di curarlo
ma illegali negli States, decide di importarle. Da una storia vera.
12 ANNI SCHIAVO
···· Drammatico. Regia di di Steve
McQueen, con Chiwetel Ejiofor e Michael Fassbender. Durata: 117 minuti.
L’autore di «Shame» porta sullo schermo la storia vera di un uomo di colore
di New York rapito e venduto come
schiavo negli Stati Uniti del 1841.
IDA
···· Drammatico. Regia di Pawel
Pawlikowski, con Agata Kulesza. Durata: 80 minuti. Nella Polonia del 1962 la
giovane Ida prima di diventare suora
va a trovare la zia a Varsavia: scoprirà
segreti del passato. Opera premiata.
LEI
···· Commedia. Regia di Spike Jonze, con Joaquin Phoenix e Amy Adams.
Durata: 126 minuti. L’autore di «Essere
John Malkovic» porta sullo schermo la
storia d’amore tra il solitario Theodore
e una voce femminile. Oscar alla sceneggiatura
MALDAMORE
··· Commedia. Regia di Angelo Longoni, con Ambra Angiolini e Luca Zingaretti. Durata: 101 minuti. Un interfono per bambini rimasto acceso fa
emergere verità inconfessabili in due
famiglie.
NEED FOR SPEED
··· Azione. Regia di Scott Waugh,
con Aaron Paul e Dominic Cooper. Durata: 124 minuti. Dal videogioco, la
storia di un meccanico e pilota tradito
da un amico: cercherà vendetta nel
mondo delle corse d’auto.
PROSSIMA FERMATA...
VALDOCCO via Salerno 12, tel. 01152.24.279. Riposo
PINEROLO
·· Azione. Regia di Carl Rinsch, con
Keanu Reeves. Durata: 108 minuti. Kai
si unisce ad Oishi, il leader dei 47 Ronin, per vendicarsi del tiranno che ha
ucciso il loro Maestro.
HOLLYWOOD 0121201.142.
Allacciate le cinture
MULTISALA 0121393.905.
300 - L’alba di un imperoItalia 200
To be or not to be - Vogliamo vivere
Italia 500
RITZ 0121374.957.
12 anni schiavo
IL MULINO 01190.41.984.
A proposito di Davis
21.00
21.15
21.15
21.15
21.15
···· Commedia drammatica. Regia
di John Wells, con Meryl Streep e Julia
Roberts. Durata: 119 minuti. la storia
delle donne della famiglia Weston.
SMETTO QUANDO VOGLIO
20.45
20.30
··· Commedia. Regia di Sydney Sibila, con Edoardo Leo e Valeria Solarino.
Durata: 100 minuti.Un ricercatore perde il posto di lavoro e decide di mettere insieme una banda criminale con
suoi ex compagni di scuola.
SNOWPIERCER
16.30-21.15
VENARIA
SUPERCINEMA 01145.94.406.
Need for Speed
Mr. Peabody & Sherman
Allacciate le cinture
300 - L’alba di un impero
47 RONIN
I SEGRETI DI OSAGE ...
21.00
PIOSSASCO
PIANEZZA
21.15
IVREA
BOARO 0125641.480.
Promised Land - Terra promessa
Saving Mr. Banks VO
POLITEAMA 0125641.571.
A proposito di Davis
A CURA DI Daniele Cavalla
··· Drammatico. Regia di Ryan Coogler, con Michael B. Jordan e Octavia
Spencer. Durata: 84 minuti. L’ultimo
giorno del 2008 di Oscar Grant, ventiduenne americano. Da una storia vera,
opera pluripremiata.
Cinema aperti: Area Metropolitana e Provincia
AVIGLIANA
BRUTTO · MEDIOCRE ··
INTERESSANTE/DIVERTENTE ···
BELLO ····
P 20.00-22.30
P 20.15
P 22.30
P 20.15-22.30
···· Fantascienza. Regia di Bong Joon-ho, con Chris Evans e Tilda Swinton. Durata: 126 minuti. Nel 2031 il
mondo è vittima di un’era glaciale. Gli
unici sopravvissuti sono su un treno
che vaga per il pianeta: i ricchi nelle
lussuose carrozze, i poveri stipati.
SUPERCONDRIACO
··· Comico. Regia di e con Dany Boon, Kad Mérad. Durata: 109 minuti.Il
quarantenne fotografo Roman è un
nevrotico pieno di paure: il medico lo
aiuta a cercare la donna della sua vita.
SOTTO UNA BUONA STELLA
Cinema chiusi oggi
ALMESE AUDITORIUM MAGNETTO - BARDONECCHIA
SABRINA - BEINASCO BERTOLINO - BORGARO TORINESE
ITALIA - CARMAGNOLA ELIOS - CASCINE VICA-RIVOLI DON
BOSCO - CESANA TORINESE SANSIPARIO - CHIVASSO POLITEAMA - COLLEGNO ARPINO - COLLEGNO UNIPLEX LUCE CONDOVE CONDOVE - COAZZE PALAFESTE - CUORGNÈ
MARGHERITA - GIAVENO SAN LORENZO - LEINÌ AUDITORIUM - NONE EDEN -RIVOLI BORGONUOVO - SAN MAURO
TORINESE GOBETTI - SAUZE D’OULX SAYONARA - SESTRIERE FRAITEVE - SETTIMO TORINESE PETRARCA - SUSA CENISIO - VALPERGA AMBRA - VENARIA TEATRO DELLA CONCORDIA - VILLAR PEROSA NUOVO - VILLASTELLONE JOLLY VINOVO AUDITORIUM DIGITAL
··· Commedia. Regia di Carlo Verdone, con Verdone e Paola Cortellesi. Durata: 106 minuti. Nella vita del manager in crisi Picchioni irrompono i due
figli avuti dalla precedente moglie.
300 - L’ALBA DI UN IMPERO
··· Fantasy. Regia di Noam Murro,
con Sullivan Stapleton e Eva Green.
Durata: 102 minuti. Seguito del successo precedente, s’incentra sulle battaglie navali tra Temistocle e Artemisia
Dal fumetto di Frank Miller.
IL VIOLINISTA DEL DIAVOLO
··· Drammatico. Regia di Bernard
Rose, con David Garrett e Jared Harris.
Durata: 122 minuti. La vita «smisurata» del violinista Niccolò Paganini.
Teatri del 19 marzo 2014
AGIESSE-ALFATEATROviaCasalborgone16/I,
tel. 011 81.93.529. Causa malattia lo spettacolo Grilli per la testaAlbum di un Ingegnere da palcoscenico - Augusto Grilli si
racconta è spostato a Sabato 22 ore 21 e
domenica23ore16.Siprenotaperl’operetta
La danza delle libelluledi Lehàr nei giorni
29 (ore 21) e 30 (ore 16) marzo con la Compagnia ALFAFOLIES - [email protected]
ALFIERIpiazzaSolferino2,tel.01156.23.800.
Stasera ore 20.45 n scena il nuovo entusiasmante Musical della Compagnia della
RanciaCercasiCenerentolaconManuelFrattini e Paolo Ruffini, musica S. Cenci, liriche
S.D’Orazio.Unacommediamusicalepertutta la famiglia. Si prenota per “Stomp” in
scena dal 25 al 30 marzo
ARALDOviaChiomonte3,tel. 34.56.101.583.
Angelinadi F.B. Ronco. Compagnia Les Petits Filous. Venerdì 21. Ore 21
AUDITORIUM RAI p.zza Rossaro, tel. 011
81.04.653. ConcertoJohn Axelrod direttore,ViktorTretiakovviolino,YuriBashmetviola.MusichediMozart,Sostakovic.Giovedì20
e Venerdì 21. Ore 20.30
CARIGNANO/TEATRO STABILE TORINO piazza
Carignano 6, tel. 800.235.333. Stasera ore
20.45LevocididentrodiE.DeFilippo,conPep-
pe Servillo e Toni Servillo, regia Toni Servillo, Teatri Uniti/Piccolo Teatro di Milano Teatrod’Europa/TeatrodiRoma.Venerdì21marzo inizio vendita abbonamento Prime-vere
CASATEATRORAGAZZIEGIOVANIcorsoG.Ferraris 266/C, tel. 011 19.740.280. Sala Grande: Sabato ore 21; Domenica ore 16.30 Coltelleria Einstein presenta Il principe Felice e
la rondine d’inverno
Sala Piccola: Venerdì ore 17.30 Fondazione
TRG onlus presenta Il gioco del teatro: Storie
turche. Sabato ore 16.30 e ore 21; Domenica
ore 15.30 e ore 17.30 Veggie garden - L’orto
spettacolo gestuale per i più piccoli
COLOSSEOviaM.Cristina71..Staseraore21Balletto di Roma in Futura ballando con Lucio.
Venerdì 21 ore 21 Crime storydi e con MassimoCarlotto.Sabato22ore21Rimbamband.
Domenica 23 ore 17 50 sfumature di Pintus
di e con Angelo Pintus
ERBAcorsoMoncalieri241,tel.01166.15.447.
Stasera ore 21 e fino al 23 marzo, in scena il
nuovo entusiasmante spettacolo dei TRELILU: El cico latinotesti e regia del Gruppo.
Siprenotaper“ChefinehafattoBabyJane”,
in scena dal 25 al 30 marzo
GIOIELLO TEATRO via Cristoforo Colombo
31bis,tel.01158.05.768.Staseraore21efino
al23marzo,inscenaLastranissimacoppiadi-
vertentissimacommediaconMilenaMiconi
e Diego Ruiz. Si prenota per “Mi ritorni in
mente live”, in scena dal 3 al 6 aprile
GOBETTI TEATRO/TEATRO STABILE TORINO
via Rossini 8, tel. 800.235.333. Stasera ore
20.45 Il misantropo di Molière, regia Marco Isidori, Fondazione del Teatro Stabile di
Torino / Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa. Venerdì 21 marzo inizio vendita abbonamento Prime-vere
LAVANDERIA A VAPORE c. Pastrengo angolo via Tampellini (Collegno), tel. 011
40.33.800. Davide Balliano “Sono legione”. Concerto. Sabato 29. Ore 21
MONCALIERI LIMONE FONDERIE TEATRALI/TEATROSTABILETORINOviaPastrengo88,tel.
800.235.333.Staseraore20.45Paradoxa–dall’arte un lavoro sicuro, una performance di
PORTAGE, Fondazione del Teatro Stabile di
Torino / PORTAGE. Venerdì 21 marzo inizio
vendita abbonamento Prime-vere
MONTEROSA via Brandizzo 65, tel. 011
23.04.153.Martedì25ore15.30CamilloBenso Conte di Cavour. Un uomo e la sua storia
per la Rassegna “Il nastro d’argento”
l’Associazione “ArteViva Teatro”
Venerdì 28 ore 21 La Locandiera di Carlo
Goldoni. Compagnia “Arcobaleno Teatro”
TEATRO NUOVO corso M. D’Azeglio 17, tel.
65.00.200. Il Gesto e l’anima 35° Rassegna
internazionale di danza e arti integrate Sono in vendita i biglietti per Omaggio ai Beatles Sabato 22 marzo, Serata Stravinskij
Domenica 23 marzo, Meraviglia dal 28 al
30marzopressolebiglietteriedeiteatriNuovo, Erba, Gioiello e Alfieri
OFFICINA CAOS piazza E. Montale 18 A
www.stalkerteatro.net, tel. 011 73.99.833.
Venerdì 21 e sabato 22 marzo ore 21 Ricercaper1pubblicoquattroperformancedidanza contemporanea con Erika Di Crescenzo
/ Cie La Bagarre, Carlotta Scioldo, Rebecca
Rossetti, Elena Pisu / Grimaco Movimentiumani,FrancescaCinalliePaoloDeSantis/Tecnologia Filosofica
PICCOLOREGIOGIACOMOPUCCINI.Ore15.30
AlRegiodietrolequinte,visitaguidataalteatro. Ore 17.30 Incontro con l’Opera: Una
tragedia fiorentina e Gianni Schicchi, presentazionedelleoperediA.ZemlinskyediG.
Puccini, a cura di L. Scarlini (messa in scena
al Regio dal 21 al 30/3). Ingresso libero. Info
011.8815.557
PICCOLOTEATRODRAVELLIviaPraciosa11,tel.
011 68.22.122. Santibriganti Teatro e Fondazione Dravelli presentano “La domenica andando a teatro”. Domenica 23 ore 11
Davide Cùccuru/Orlando Manfredi in Il piccolo principe. Info 011.643038
PICCOLOTEATROPEREMPRUNER-Grugliasco,
tel.011787.780.Untreninoamollachesichiama cuoreCompagnia Viartisti. Sabato 29.
Ore 21
SALA TEATRO MURIALDO piazza Chiesa della Salute 17/b, tel. 011 22.15.161. 13° Ed.
della Rassegna “Divertiamoci a teatro”.
L’IspettoreCompagniaIlteatroinstabiledelle gambe sotto il tavolo. Sabato 29. Ore 21
SAN PIETRO IN VINCOLI - ZONA TEATRO via
SanPietroinVincoli28,tel.01152.17.099.Natura morta in un fossodi Fausto Paravidino,
compagniaNessunVizioMinore.Giovedì20.
Ore 20.45
SOLFERINO piazza Solferino 2, tel. 011
56.23.800.Oggialleore13.45efinoal21marzoperlaRassegnadelMezzogiornoaTeatro
“VIVROMA DOMAN”, con Giovanni Mussotto,GiancarloBiòeLoredanaPoletto,tratto da “CLASSE DI FERRO”di Aldo Nicolaj,
regia di M. G. Monticone
TTEATRO AGNELLI via Sarpi 111, tel. 011
30.42.808.Insolito–ore21.00AssembleaTeatro in “Storia di Cesare Pavese”. Domenicamattinateatro – Domenica 23 ore 11.00
OPS in “Pippi dalle calze lunghe”
TEATRO ASTRA via Rosolino Pilo 6.. Sala
TEATRO DI DIONISO via Manzoni 3, tel. 011
Grande.Staseraore19Cinema!diBeppeNavello con Natalia Jesionowska, Bogumila
Murzynska, Agnieszka Radzikowska, Wieslaw Kupczak, Mateusz Znaniecki
TEATROBARETTIviaBaretti4,tel.011655.187.
PinocchiodiBabiloniaTeatrieGloAmicidiLuca. Mercoledì 26. Ore 21
TEATRO CARDINAL MASSAIA via Sospello 32,
tel.011257.881.Venerdì21ore21compagnia
Divago in Questa sera si recita a soggetto. Sabato 22 ore 21 Renato Liprandi in La cena
dei single. Domenica 23 ore 18 Teatro Segreto presenta Paolo Borsellino - Essendo stato
51.72.826. Produzioni Fuorivia presenta
Chelsea Hotel con Massimo Cotto (voce
narrante) Mauro Ermanno Giovanardi (voce) Matteo Curallo (chitarra e piano). Martedì 25. Ore 21
TEATROMARCHESAcorsoVercelli141,tel.338
87.06.798. Da Venerdì 21 a Domenica 23,
Feriali ore 21 – Festivi ore 16, Una bidella
conquisteràilmondocommediacomicaebrillante di e con Walter Revello e la Compagnia “I Barbari Invasori”
TEATRO REGIO. Stagione d’Opera. Dal 21 al
30/3:UnatragediafiorentinadiA.Zemlinsky
e Gianni Schicchi di G. Puccini. S.A. Reck direttore. Regia di V. Borrelli. Orchestra del
Regio. Grazie agli Amici del Regio, posti a P
18 per gli over 65
TEATRO SAN PAOLO via Berton 1.. Filumena
MarturanodiEduardodeFilippo,regiadiAndrea Vespoli. Sabato 22. Ore 21
TEATRO SUPERGA piazzetta Macario - Nichelino, tel. 011 62.79.789. Stagione Lirica:
“Madama Butterfly” (22/3) ore 20.30, Orchestra Sinfonica di Asti e Coro Polifonico
Astense. Stagione di Prosa: “L’impresario
di Smirne” (29/3) ore 21, regia di Roberto
Valerio – Associazione Teatrale Pistoiese
TEATRO CIVICO GARYBALDI DI SETTIMO TORINESEviadeiPartigiani4-SettimoTorinese,
tel. 011 80.28.456. Stagione 2013/2014 “Fisico Bestiale” Elena Ruzza, in occasione
delprogettoTerra&Lavoro,presenta21marzoore21“TerraTerra”e22marzoore21“Precary Art”
TEATRO DELLA CONCORDIA c.so Puccini - Venaria, tel. 011 42.41.124. La vedova allegra
di F. Lehar. Sabato 29. Ore 21.
Cite - CapasCompagnia di Circo “eia” e Jordi Aspa. Sabato 5 aprile. Ore 21
PippidallecalzelunghediAstridLindgren.Domenica 13. Ore 16
T1 CV PR T2
MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014 LA STAMPA 62
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MERCOLEDÌ 19 MARZO 2014
Il tempo
Tempo .63
.
Addensamenti nuvolosi lungo il Tirreno, ma resta in gran parte soleggiato
A Parigi lo smog, la neve a Washington
Domenica la Giornata della meteorologia
LUCA MERCALLI
L’
anticiclone atlantico «Ingo» ha
mantenuto condizioni primaverili sull’Europa occidentale,
con temperature prossime ai 28 gradi
sulla Spagna, e ha favorito il ristagno
dell’aria in molte città di Francia e Belgio: lunedì 17 straordinaria limitazione
del traffico a Parigi per via dello smog
(polveri fini a 180 microgrammi/metro
cubo contro un limite di 80), con circolazione a targhe alterne e trasporti
pubblici gratuiti, non accadeva dal
1997. Venerdì 14 la temperatura della
capitale francese aveva sfiorato i 20 C,
circa sette oltre la norma.
Limitazioni di velocità sulle strade e
trasporti pubblici gratis per ridurre
l’accumulo di inquinanti anche in Belgio. Venti forti soffiavano invece sull’Europa centro-settentrionale tra do-
menica 16 e lunedì: 74 km/h a Praga, 97
a Vienna, 115 a Krakenes (Norvegia), e
la temperatura in Finlandia settentrionale è precipitata fino a -34 C. Sulla costa atlantica degli Stati Uniti la tempesta «Wiley» ha imbiancato di neve il
giorno di San Patrizio come non accadeva in alcune località da fine ’800.
Washington D.C. e Baltimora hanno ricevuto 18 cm di neve, mentre a Haywood in Virginia si sono raggiunti i 35 cm.
I 10 cm caduti a Filadelfia portano l’inverno 2013-14 in seconda posizione tra
i più nevosi con un accumulo di 170 cm.
Scuole e uffici pubblici chiusi, incidenti stradali e disagi per i voli aerei.
Temporali intensi sulla Florida, mentre la siccità persiste in California e
Texas, con i primi conflitti istituzionali
per i diritti d’uso dell’acqua, soprattutto in agricoltura. Mercoledì 12 Asmara, la capitale dell’Eritrea, situata a
2325 m di quota, è stata colpita da
un’eccezionale grandinata che in alcuni punti ha ammassato oltre un metro
di chicchi di ghiaccio. Domenica 23 si
celebra la Giornata Meteorologica
Mondiale dedicata quest’anno a «Tempo e Clima: coinvolgere i giovani»
(www.wmo.int/worldmetday/): l’Organizzazione Meteorologica Mondiale
vuole così evidenziare che saranno
proprio le giovani generazioni a sperimentare gli impatti più gravosi del riscaldamento globale nella seconda
metà di questo secolo se oggi non verranno attuate le politiche di mitigazione delle emissioni.
La diffusione della consapevolezza
del rischio climatico nella scuola è fondamentale per evitare un futuro minaccioso, ma è anche un’ opportunità
professionale nei settori delle scienze
ambientali e delle energie rinnovabili.
IL VENERDÌ LA STAMPA E TORINOSETTE €1,50 NON VENDIBILI SEPARATAMENTE. PREZZI TANDEM, NELLE AREE DI DIFFUSIONE INDICATE
SUL GIORNALE LOCALE; € 1,20 CON «IL CORRIERE DI ROMAGNA», «PRIMO PIANO MOLISE», «L A VOCE DI MANTOVA»; €1,30 CON «IL
CORRIERE MERCANTILE», «L A GAZZETTA DEL LUNEDÌ», «NUOVA PRIMA PAGINA MODENA», NUOVA PRIMA PAGINA REGGIO».
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