“Gli ultimi saranno i primi”, “Periferie, cuore della

“Gli ultimi saranno i primi”, “Periferie, cuore della missione”
Presentazione temi della Giornata Missionaria Mondiale (GMM) 2014 e della Giornata
Missionaria Ragazzi 2015 (GMR)
Il mio intervento si sofferma essenzialmente su due aspetti, la presentazione dei temi delle
prossime GMM e GMR, ovvero:
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i motivi della scelta di questi temi e le premesse teologico-pastorali,
come intendiamo comunicarli attraverso i nostri sussidi e le nostre proposte durante
l’anno
“Periferie, cuore della missione” è il titolo della 88° GMM che celebreremo il prossimo 19
ottobre, a cui ricollega quella della successiva GMR 2015, “Gli ultimi saranno i primi”.
Perché la scelta di questi temi? La parola “periferia” ci richiama subito il magistero di
papa Francesco. L’appello ad USCIRE e ad andare verso le PERIFERIE ESISTENZIALI è
risuonato fin da subito nelle sue parole: discorsi, omelie, angelus e, da ultimo, come
sapete, nella sua prima Esortazione apostolica, Evangelii gaudium sulla “gioia di
evangelizzare”. In questo recente e importante documento sulla missione, sono molteplici
i riferimenti alla chiamata ad uscire per incontrare l’umanità e donarsi. Per esempio,
leggiamo ai nn. 10 e 20 dell’EG (si invitano i presenti ad aprire il testo):
10. (…) «La vita si rafforza donandola e s’indebolisce nell’isolamento e nell’agio. Di fatto,
coloro che sfruttano di più le possibilità della vita sono quelli che lasciano la riva sicura e si
appassionano alla missione di comunicare la vita agli altri». Quando la Chiesa chiama
all’impegno evangelizzatore, non fa altro che indicare ai cristiani il vero dinamismo della
realizzazione personale: «Qui scopriamo un’altra legge profonda della realtà: la vita cresce
e matura nella misura in cui la doniamo per la vita degli altri. La missione, alla fin fine, è
questo». (…)
20. Nella Parola di Dio appare costantemente questo dinamismo di “uscita” che Dio vuole
provocare nei credenti. Abramo accettò la chiamata a partire verso una terra nuova
(cfr Gen 12,1-3). Mosè ascoltò la chiamata di Dio: «Va’, io ti mando» (Es 3,10) e fece uscire il
popolo verso la terra promessa (cfr Es 3,17). A Geremia disse: «Andrai da tutti coloro a cui ti
manderò» (Ger 1,7). Oggi, in questo “andate” di Gesù, sono presenti gli scenari e le sfide
sempre nuovi della missione evangelizzatrice della Chiesa, e tutti siamo chiamati a questa
nuova “uscita” missionaria. Ogni cristiano e ogni comunità discernerà quale sia il cammino
che il Signore chiede, però tutti siamo invitati ad accettare questa chiamata: uscire dalla
propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno
della luce del Vangelo.
In fondo il “Primo Missionario della storia”, Gesù, ci ha raggiunto nella periferia estrema
della vita, la morte, e da lì, ha portato la sua Luce, la Salvezza per tutti. Dunque in tutte
quelle periferie esistenziali e geografiche “dove maggiormente mancano la luce e la vita
del Risorto”: Non c’è periferia che non possa essere raggiunta dall’Amore di Cristo,
dall’effetto dirompente della Redenzione operata dal suo Sacrificio.
Uscire e andare, dunque, è seguire il suo esempio; la nostra missione è partecipazione alla
Sua. E’ l’impegno di chi si dice discepolo. E ogni discepolo è per ciò stesso, missionario
(cfr. EG., n. 120).
Uscire, dunque. Che ci fa capire perché sia importante il tema delle “Periferie, cuore della
missione”. Lì si riversa la misericordia di Dio, là va annunciata, vissuta, comunicata. Da là
occorre ripartire, per riscoprire la possibilità nascosta della vita.
§ Messa in discussione del “centro” vs “periferie”…
Al centro della missione c’è la periferia. Periferia vuol dire contorno, circonferenza,
letteralmente “portare intorno”. Cuore dice invece ciò che vibra – è uno strumento a
corde – al centro di noi stessi o di una realtà. Chi pone il suo cuore nella periferia in
qualche modo si decentra.
Andare/uscire verso la periferia non è semplicemente lo slancio di un cuore buono verso
chi sta ai margini, è più radicalmente un cammino di purificazione, dunque, di ciò che
consideriamo centrale nella nostra vita; è un esodo. Uscire verso le periferie, però, non
significa rinunciare ad avere un centro, bensì (ri)trovare finalmente il proprio cuore nel
cuore di Dio. Vuol dire abbandonare ciò che possiamo pensare costituisca il centro ma
non lo è, per ritrovarci nuovamente centrati secondo verità.
§ Capovolgimento delle sorti
Occorre ripartire dagli ultimi. I criteri mondani vengono capovolti non appena la realtà è
guardata dalla prospettiva di Dio. Proprio coloro che sono considerati poveri e perduti dal
mondo, sono i veri fortunati, i benedetti, e possono rallegrarsi e giubilare nonostante tutte
le loro sofferenze. Ed eccoci al tema della prossima GMR: Gli ultimi saranno i primi.
Un tema che richiama il discorso di Gesù sulle Beatitudini. Le Beatitudini presentate dal
Vangelo (cfr. Mt 5, 1-12 ; Lc 6, 20-23) nascono dallo sguardo rivolto da Gesù ai discepoli;
ne descrivono lo stato effettivo: sono poveri, affamati, piangenti, odiati e perseguitati.
Sono da intendersi come qualificazioni pratiche, ma anche teologiche, dei discepoli – di
coloro che hanno seguito Gesù e sono diventati la sua famiglia.
Letteralmente, la celebre frase, tema della GMR 2015, “Gli ultimi saranno i primi”, viene
riportata nei vangeli sinottici, quelli di Matteo, Marco e Luca (cfr. Mt 19,30; Mc 10,31; Lc
13,30) e riferita da Gesù nei contesti in cui egli elogia i poveri, coloro che hanno rinunciato
a tutto per seguirlo: sono i veri discepoli e le Beatitudini esprimono proprio ciò che significa
discepolato. “Esse diventano tanto più concrete e reali quanto più completa
è la dedizione al servizio da parte del discepolo” afferma papa Benedetto XVI nel suo
primo volume su Gesù di Nazaret, riportando l’esempio dell’apostolo Paolo che nella sua
povertà annuncia Cristo.
Dunque, condizioni di chi vive e annuncia il Vangelo con la propria vita, lo comunica e lo
condivide con chi sta nella periferia; nelle situazioni marginali, di frontiera: là, uscendo, e
incontrando, le periferie diventano occasione di svolta, di cambiamento entro cui
rinascere in Gesù; dove le distinzioni fra chi annuncia e chi riceve l’annuncio, viene
meno, tutti siamo figli e fratelli. Gli ultimi arrivati diventano come gli operai della prima ora.
C’è un episodio riportato da At 16, 25-34, dove è raccontata la liberazione dal carcere di
Paolo e Sila che si trovano in Macedonia: verso mezzanotte, un terremoto sconvolge le
mura del carcere; tutti fuggono e il carceriere disperato vuole uccidersi, ma Paolo lo
scongiura: “ “non farti del male siamo tutti qui”.
Quello allora chiese un lume, si precipitò dentro e tremando cadde ai piedi di Paolo e
Sila; poi li condusse fuori e disse: "Signori, che cosa devo fare per essere salvato?".
Risposero: "Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia". E proclamarono la
parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa. Egli li prese con sé, a quell'ora della
notte, ne lavò le piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi; poi li fece salire in casa,
apparecchiò la tavola e fu pieno di gioia insieme a tutti i suoi per avere creduto in Dio.
Nelle notti che viviamo, immagine delle varie periferie in cui ci troviamo, ecco l’annunzio,
la missione che ci unisce gli uni con gli altri e ci fa beati.
Ecco perché le Beatitudini sono promesse nelle quali risplende la nuova immagine del
mondo e dell’uomo che Gesù inaugura, non solo come qualcosa che deve ancora
venire, ma come condizione che possiamo sperimentare già adesso, se cominciamo a
guardare e a vivere a partire da Dio, se camminiamo in compagnia di Gesù. Con lui entra
la gioia, nel farci missionari del suo Vangelo.
§ Sussidiazione annuale
Il sussidio sarà suddiviso in 9 tappe (da ottobre a giugno) in base a quante sono le
Beatitudini riportate dall’evangelista Matteo (cap. 5, vv. 1-12). Ciascuna tappa
presenterà una periferia (malattie infantili, violenza minorile, criminalità, ecc…), cui verrà
associata una testimonianza o una riflessione e poi un progetto specifico (sostegno
alimentare, progetto sanitario, recupero ragazzi, ecc…). Quest’anno verrà allegato
anche un DVD in progettazione.
Per i giovani, partendo dal messaggio del papa per la prossima GMG, si è pensato di fare
un percorso sulle beatitudini richiamando quello dei ragazzi. Una tappa del sussidio sarà
una beatitudine e sarà scelta in accordo al tempo liturgico (beati gli afflitti che saranno
consolati-Avvento; i misericordiosi troveranno misericordia, Pasqua, ecc…) con relative
attività.
Per adulti e famiglie, invece, focalizzandosi di più sul tema dell’uscire e dell’andare
incontro alle periferie, un percorso in quattro tappe che, da novembre a giugno,
richiamano quattro figure bibliche (Ester, Davide, Pietro, Aquila e Priscilla) che individuano
precisi contesti a cui rimandano: (l’immigrazione e la missio ad intra; le ingiustizie sociali e
le nostre responsabilità,; i pregiudizi in campo religioso e la necessità di una missione
permanente).