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www.gazzetta.it venerdì 10 ottobre 2014 1,40 €
ITALIA
REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 - TEL. 0262821 - REDAZIONE DI ROMA VIA CAMPANIA 59/C - TEL. 06688281
POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. - D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO
anno 118 - Numero
numero 239
BASKET
QUALIFICAZIONI EURO 2016 SPAGNA K.O. CON LA SLOVACCHIA, SVEZIA-RUSSIA 1-1
l'Editoriale
Nuova Serie A
Si è giocato
in Gazzetta
il 1° anticipo
Italia, non fare brutti scherzi
C’è solo un risultato (e largo)
Stasera a Palermo contro l’Azerbaigian, numero 95 al mondo
Missione Conte: «Riacceso l’entusiasmo, dobbiamo continuare»
ELEFANTE, GRAZIANO, LICARI, VERNAZZA, VITALE PAG 4-5-6
3 Alex Schwazer, 29 anni
IL DOPING
È L’EBOLA
DELLO SPORT
MA IL VACCINO
ESISTE...
DI ANDREA MONTI
Il doping è l’ebola dello sport.
Eppure da un po’ di giorni
non se ne parla più. Non durerà a lungo, credo. Ma siamo
in autunno e c’è rischio che
calino le prime nebbie, quindi conviene tenere accesi i riflettori... Riassumo: la guerra
alle pratiche illecite è una
faccenda complicata e semplicissima allo stesso tempo.
I lettori del triste noir su Alex
Schwazer conoscono bene il
gioco. Le guardie rincorrono
il ladro che sta avanti almeno
un passo. Obiettivo dell’inseguimento è ridurre il suo vantaggio e acchiapparlo di sorpresa prima che falsifichi il
risultato di una competizione
spargendo un contagio che
uccide la credibilità dello
spettacolo agonistico e tutto
quanto ci gira intorno, business compreso.
L’ARTICOLO A PAGINA 21
MOSSA UFFICIALE DELLA FIGC
Moviola in campo
Tavecchio scrive
alla Fifa: «Serie A
pronta dal 2015-16»
3 Ciro Immobile, 24 anni GETTY IMAGES
SORPRES
GLI ITALIANI
RENDONO
DI PIÙ
LA NOSTRA
INCHIESTA
Abbiamo messo a rapporto
le medie-voto di questo avvio
di campionato e gli stipendi:
per scoprire che gli stranieri
«producono» meno.
In testa alla speciale
classifica c’è il sampdoriano
Romagnoli, seguito
da Perin. E tra i tecnici?
Un punto di Mazzarri
costa tre volte più di
uno di Allegri
CENITI A PAGINA 7
IL ROMPI
PALLONE
DI GENE GNOCCHI
w
9 771120 506000
41 0 1 0>
Sorpresa per Mazzarri. Ha
incontrato singolarmente i
giocatori e ha scoperto che
in rosa ci sono anche Krhin
e Campagnaro.
A
Allenatori e capitani delle 16 squadre
insieme in vista del torneo: domani
il via col nostro speciale di 8 pagine
BIANCHIN, LAUDISA
ALLE PAGINE 2-3
INTER STIRAMENTO
SI FERMA OSVALDO:
AL
FUORI UN MESE
E THOHIR RILANCIA PER LO STADIO
PUGLIESE, TAIDELLI A PAGINA 15
3 Alessio Romagnoli, 19 anni,
gioca nella Samp, ma è di
proprietà della Roma
LAPRESSE
3 Alessandro Gentile, 21 anni
CHIABOTTI, DI SCHIAVI PAG. 28-29,
COMMENTO DI ZAPELLONI PAG. 21
SU SPORTWEEK
OLIMPIA
PROGETTI
DA EXPO
PALLAVOLO
Azzurre già
in semifinale
Oggi la Russia
per il 1° posto
Al Mondiale gli Usa battono 3-1 le
ragazze di Marichev, che stasera
ci sfidano per definire il girone
ROMAG
N
IL NUO OLI
FENOMEVO
NO
MEDIA
V
OT
INGA O 6,83
400MIL GGIO:
A EURO
MILAN LO SPAGNOLO DOPO LA SOSTA
DIEGO LOPEZ E’ OKAY
ABBIATI SARA’ IL VICE
PASOTTO A PAGINA 14
3 Eleonora Lo Bianco, 34 anni
BENEDETTI, PASINI, SALVINI E
COMMENTO DI ANZANELLO PAG 26-27
2
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
PRIMO PIANO
italiani
IMPIEGATI IN A
D
L’ITALIA
VALE PIÙ
DEL RESTO
DEL MONDO
Numero
di italiani
in campo
nelle prime 6
giornate degli
ultimi 10 anni
(fonte: Camp).
2005/06
279
2006/07
278
IL TREND LA TENDENZA DURA DAL 2010 E CONTINUA: ANCHE NEL 2014-15 GLI ITALIANI HANNO VOTI MIGLIORI
2007/08
263
Rapporto media voto/stipendio dei calciatori italiani
8
Rapporto media voto/stipendio dei calciatori stranieri
7,56
6,94
2008/09
248
6,70
7
6
5,16
5,37
6,99
6,26
6,33
2012-13
2013-14
2009/10
2013/14
193
2014/15
186
Il divario Nelle prime 6 giornate appena disputate la tendenza viene confermata. Tanto
per rimanere solo alla media voto della rosea,
gli italiani totalizzano un 5,95, mentre il resto
del mondo si ferma a quota 5,92. Capita, allora,
che le prestazioni dei giovani azzurri Perin e
Romagnoli facciano ombra a quelle di professionisti affermati come Tevez e Keita. E a maggior ragione nella hit dei rimandati spiccano
nomi eccellenti come quello di Gomez, mentre
Higuain e Klose sono nei paraggi. Prendetelo
come un gioco, ma sino a un certo punto. La
ricerca esplorativa nasce in Francia, nell’Uni-
Voti alti, poco costo
Affare Romagnoli,
è meglio di Tevez
Il peggiore? Gomez
Uno studio universitario confronta voti e stipendi di A
Da 4 anni gli «azzurri» più convenienti degli stranieri
Il doriano e Perin i migliori nel rapporto qualità-prezzo
Higuan e Klose
non ripagano
l’investimento
Meglio Manolas,
pagato il giusto
versità Cattolica di Lille. Lì, all’Ieseg School of
Management, operano gli esperti di studi su
prestazioni e salari in ambiti professionali Antonio Giangreco, William Legeais e Johan Maes, che insegnano al dipartimento sulla gestione delle risorse umane. Questa equipe analizza
il rendimento in ogni ambito di lavoro e per metodo pesa sempre le performance partendo dai
Reserved
.
2012/13
208
Più rendi, più guadagni. In Serie A gli
stranieri lo sanno bene, gli italiani un po’ meno.
È il risultato di un’indagine che mette in relazione i voti della Gazzetta con lo stipendio di
ciascun calciatore. Il dato complessivo è addirittura sorprendente per lo scorso campionato:
il rendimento ponderato dei calciatori nostrani
ha meritato il coefficiente di 6,99, mentre i colleghi esteri si sono fermati a quota 6,33. Una
fotografia che anche nelle tre stagioni precedenti aveva visto prevalere i rappresentanti del
made in Italy, con distacchi perfino più netti per
l resto del mondo.
All Rights
2011/12
210
CARLO LAUDISA
@carlolaudisa
MILANO
D’ARCO
MARVEL.
213
2011-12
FOX. TM
&©
2010/11
2010-11
DATI IESEG SCHOOL OF MANAGEMENT DI LILLE
© 2014
234
Gli 11 promossi
i migliori per media voto
con il relativo rapporto
qualità/prezzo
Romagnoli
(Samp)
6,83 media voto
17,08 rapporto
voti/stipendio
Manolas
(Roma)
Perin (Genoa)
6,75 media voto
9,64 rapporto
voti/stipendio
6,5 media voto
4,33 rapporto
voti/stipendio
Silvestre
(Samp)
6,6 media voto
7,33 rapporto
voti/stipendio
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
IL COSTO DI UN PUNTO
Abbiamo diviso lo stipendio degli
allenatori in un trimestre
(1 luglio – 30 settembre)
per i punti fatti in queste prime
6 giornate. Il risultato è la somma
che i club versano per ogni punto
portato in classifica (dati in euro)
Marchisio (Juventus)
6,67 media voto
1,91 rapporto
voti/stipendio
Keita (Roma)
Gervinho (Roma)
6,75 media voto
5,63 rapporto voti/stipendio
6,7 media voto
2,31 rapporto
voti/stipendio
Sarri
(Empoli)
12.500
Tevez (Juventus)
7,3 media voto
1,62 rapporto
voti/stipendio
Mati Fernandez
(Fiorentina)
6,83 media voto
6,83 rapporto
voti/stipendio
Mandorlini
(Verona)
14.773
Quagliarella (Torino)
6,58 media voto
8,77 rapporto
voti/stipendio
Nainggolan (Roma)
6,67 media voto
3,71 rapporto
voti/stipendio
Feddal
(Palermo)
5 - 20
Padelli
(Torino)
5,5 - 15,71
15.385
3
gli allenatori
CHI CONVIENE IN PANCHINA
L’esoso Mazzarri:
100mila a punto
E Sarri ha il prezzo
di un’utilitaria
L’allenatore dell’Inter prende 3,3 milioni l’anno
e ha fatto 8 punti. Allegri a 33mila: meglio di Garcia
e Inzaghi. Bravi anche Mandorlini e Stramaccioni
Pioli (Lazio)
e Bisoli (Cesena)
Gli 11
rimandati
I peggiori per media
voto con il relativo
rapporto qualità/prezzo
Stramaccioni
(Udinese)
LA GAZZETTA DELLO SPORT
Lucarelli
(Parma)
Iago
(Genoa)
Belfodil
(Parma)
5,33 - 10,66
5,08 - 7,26
Joao Pedro
(Cagliari)
5,25 - 17,50
5,17 - 1,22
Lodi
(Parma)
5 - 11,11
S
Alessio Romagnoli
19 anni (a sinistra),
in prestito alla Sampdoria
dalla Roma
Mario Gomez
29 anni (in basso),
alla sua seconda stagione
con la maglia della Fiorentina
Mihajlovic
(Samp)
21.429
Gomez
(Fiorentina)
5 - 14,29
Pisano
(Cagliari)
16.667
5,3 - 11,78
Giorgi
(Cesena)
Larrondo
(Torino)
5 - 8,33
Gasperini (Genoa)
e Corini (Chievo)
25.000
5,33 - 21,32
salari. Con questi criteri le nostre star diventano oggetto di uno studio che li avvicina al mondo reale. Il calcio ha sempre trascurato questi
aspetti, ma in tempo di crisi certe abitudini
cambiano. Da sempre paghiamo bene i professionisti che arrivano da lontano. Per anni «il
campionato più bello del mondo» ha staccato
super assegni per le proprie vedette. Finché ci
siamo potuti permettere Ibrahimovic, Kakà ed
Eto’o con stipendi da 12 milioni netti all’anno
nessuno faceva caso alle disparità con i nostri
atleti di punta.
I sacrifici Ma questi sono gli anni della spending review, con annessi e connessi. Prendendo
in esame gli ultimi tornei, a partire dalla stagione 2010-11, si può ben capire come la situazione stia migliorando, anche se lentamente. L’annus horribilis è il 2011-12, quando il gap vedeva
i nostri a quota 7,56 contro il 5,37 dei compagni
arrivati da oltre confine. Probabilmente le prestazioni della legione straniera sono migliorate, di sicuro è calato il dato medio degli emolumenti. È difficile credere in una significativa inversione di tendenza a favore degli italiani. Almeno in tempi brevi. E comunque non sarebbe
positivo un sensibile decremento dell’importazione di talenti. Per progettare una risalita del
nostro calcio è indispensabile aprirsi a un mercato sempre più globalizzato. In parallelo, però, è indispensabile moltiplicare gli sforzi per
valorizzare le potenzialità interne. È fatale che
un giovane cresciuto nel vivaio trovi meno riscontri economici di chi arriva da fuori: è una
logica comune a tutto il mondo del lavoro. Ma
non è un caso che l’ultimo check-up premi dei
giovani appena emersi alla ribalta. L’ascesa di
Perin, Romagnoli e Rugani è l’emblema di
un’onda verde da tenere in debita considerazione. Presto lieviteranno i loro ingaggi, ma la considerazione vale per linee
generali.
Gli innesti Non a caso nella formazione-top figurano un po’ di giocatori
che hanno cambiato maglia. Tra questi spicca Manolas nella Roma. Ha subito fatto dimenticare Benatia ed è costato
proprio quanto il suo predecessore. Insomma,
Sabatini lo ha pagato il giusto, riconoscendogli
un stipendio da 1,5 milioni: nella media per
un difensore già formato, con esperienza internazionale. Insomma, pescare altrove ha un
senso se non si esagera con le spese. È diversa la
storia di Quagliarella e Silvestre, che hanno appena lasciato Juve e Inter con sostanziose buonuscite. Così ora hanno una busta paga meno
pesante, a carico di Torino e Samp, e il loro rendimento appare ancor più virtuoso. Questa è la
strada.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Zeman
(Cagliari)
31.250
Allegri
(Juve)
33.333
Inzaghi
(Milan)
34.091
Montella
(Fiorentina)
38.889
Ventura
(Torino)
40.000
Garcia
(Roma)
46.667
Colantuono
(Atalanta)
56.250
Donadoni (Parma),
Iachini (Palermo)
e Di Francesco (Sassuolo)
58.333
Benitez
(Napoli)
87.500
Mazzarri
(Inter)
103.125
LUCA BIANCHIN
@lucabianchin7
Empoli è il paradiso della deflazione, l’unica città in
cui un punto costa come una
Punto. Sarri, che in città è allenatore, simbolo, quasi uomo immagine, guadagna
300mila euro netti all’anno,
cioè 75mila per questi primi
tre mesi di stagione. Da luglio
a oggi, il suo Empoli ha fatto 6
punti, non pochi. Divisione
con la calcolatrice: 75mila diviso 6 uguale 12.500 euro, più
o meno quanto un’utilitaria,
più dei soldi che guadagnava
in un trimestre in banca. Il calcolo da ragioniere è quasi un
gioco, serve a calmare l’astinenza da Serie A, però è significativo. I dati qui a fianco
spiegano tutto: il punto è un
bene volatile, cioè ha un andamento instabile, cambia di
prezzo nello spazio di pochi
chilometri. Lo stesso calcolo
fatto con Mazzarri porta a un
risultato completamente diverso. L’Inter è a 8 in classifica
e Mazzarri prende 3,3 milioni
a stagione: significa che
Thohir finora gli ha versato oltre 103mila euro a punto. Rottamate la Punto, quello è il
prezzo di una supercar.
Le grandi Sarri è il migliore
della A, Mazzarri il peggiore e
questo si è capito. In mezzo c’è
tutto un campionato, con gli
allenatori delle grandi sotto
osservazione. Benitez è il più
pagato - 3,5 milioni - e nella
classifica dei tecnici più convenienti è penultimo davanti
a Mazzarri: De Laurentiis finora gli gira 87.500 euro a
punto, mica pochi. Allegri invece fa un figurone: 2,4 milioni a stagione per 15 punti,
cioè 33mila euro per un pareggio. Meglio lui di Garcia,
che guadagna 2,8 milioni all’anno, e anche di Inzaghi, che
si accontenta di un milione e
mezzo. La Juve è contenta e fa
due conti: in una proiezione,
un campionato da 100 punti
porterebbe a uno stipendio di
3,3 milioni. Possibile che Allegri, nel caso, chieda l’aumento per arrivare vicino a cifre simili.
Medie e piccole Tra le squadre di metà classifica, Ferrero
fa ancora la figura del genio.
Se fosse un film, sarebbe «The
Blair Witch Project», che costò
quasi nulla e sbancò nei cinema. Mihajlovic prende 1,2 milioni, nemmeno pochi, ma il
prezzo per punto è più che accettabile: 21.400 euro circa.
Vuol dire che il derby è costato
64.000 euro, che i tifosi della
Samp sarebbero pronti a raccogliere con colletta anche
per il ritorno. Sempre lì, nel
gruppetto delle soddisfatte, il
Donadoni, Iachini
e Di Francesco
gemelli in banca
e in classifica:
costano caro
Verona. Mandorlini ha il miglior differenziale tra posizione in classifica e nella graduatoria dei più pagati. È solo
quindicesimo per stipendio
ma quinto per punti fatti:
bravo. Decisamente peggio
il terzetto Donadoni-Iachini-Di Francesco, travolti da
un insolito destino: prendono lo stesso assegno 700mila euro all’anno, incassabili anche se Zamparini si
stufa prima di Natale - e hanno la stessa classifica. Parma, Palermo e Sassuolo sono ultime a 3, quindi loro
guadagnano 58.333 euro a
punto. A metà tra la Punto e
la supercar, con quei soldi si
compra un ottimo modello di
un mezzo di trasporto umile,
quasi popolare, perfetto per
chi deve lavorare quotidianamente, sudare sul campo,
guadagnare centimetro per
centimetro ogni punto-salvezza. Un trattore.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
S
Walter
Mazzarri
53 anni
(a sinistra),
tecnico dell’Inter
Max Allegri
41 anni
(a destra),
allenatore
della Juventus
Maurizio
Sarri
55 anni,
(sotto),
alla guida
dell’Empoli
4
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
QUALIFICAZIONI EURO 2016 OGGI ITALIA-AZERBAIGIAN
Italia,
ora
prendit
2
4
I NUMERI
I precedenti
dell’Italia contro
l’Azerbaigian,
nel biennio
2002-2003 per
le qualificazioni
a Euro 2004.
Due successi
per gli azzurri:
2-0 in trasferta
a Baku il 7
settembre 2002
e 4-0 a Reggio
Calabria l’11
ottobre 2003
17
Gli anni
passati
da quando un
c.t. azzurro ha
vinto le prime
tre gare. Si
tratta di Cesare
Maldini con
il 2-0 sull’Irlanda
del Nord il 22
gennaio
1997, l’1-0
sull’Inghilterra in
trasferta il 12
febbraio 1997 e
il 3-0 sulla
Moldavia il 29
marzo 1997.
Per Conte due
successi su due
143
Le presenze
di Buffon con
l’Italia: è al 6°
posto tra i
giocatori delle
nazionali
europee. Lo
precedono
Astafjevs
(Lettonia, 167
gare); Casillas
(Spagna) e Reim
(Estonia, 157);
Matthaus
(Germania, 150)
e Svensson
(Svezia, 148)
2
I convocati
in attesa
dell’esordio:
Perin è alla
terza chiamata
con Conte e
Pellè al debutto.
L’unico azzurro
che finora ha
debuttato con
Conte è stato
Simone Zaza,
2 presenze e
una rete (in
Norvegia-Italia
0-2)
Ranking basso, fatica alta?
Azzurri, sfatate la tendenza
COSÌ IN CAMPO A PALERMO, ORE 20.45
STADIO Renzo Barbera, spettatori 36.000
PIRLO
METEO Sereno, temperatura 25°
AZERBAIGIAN 4-2-3-1 AGAYEV
ITALIA 3-5-2
L'Italia ritorna nelle mani,
anzi nei piedi, di Pirlo che
con la sua classe dovrà
creare la superiorità
a centrocampo e lanciare
Zaza e Immobile verso
il gol
3
CHIELLINI
13
NAZAROV
8
MARCHISIO
19
BONUCCI
1
B
BUFFON
13
RANOCCHIA
2
QARAYEV
11
IMMOBILE
21
PIRLO
14
SADYGOV
1
10
11
DADASHOV ALIYEV
15
FLORENZI
Zaza ha segnato contro
la Norvegia, Immobile
è sempre temibile:
probabilmente avrà
molto lavoro da fare
per difendere la sua
porta
4
YUNUSZADE
23
PASQUAL
7
ZAZA
V
K. AGAYEV
19
16
AMIRGULIYEV
HUSEYNOV
7
ABDULLAYEV
20
DARMIAN
20
BUDAK
ts
ALLENATORE Vogts
A
ALLENATORE
Conte
PANCHINA: 12 Sirigu,
Sirigu 16 Perin, 4 Ogbonna, 2 De Sciglio, 6 Candreva,
9 Verratti, 14 Aquilani, 18 Parolo, 5 Poli, 22 Destro, 10 Giovinco, 17 Pellé
SQUALIFICATI: nessuno DIFFIDATI: Florenzi, Astori
INDISPONIBILI: Osvaldo, T. Motta, Bonaventura, Barzagli, De Rossi,
Giaccherini, Astori, Paletta, Montolivo, G. Rossi
PANCHINA: 23 S. Agayev, 12 Balayev, 3 Ramaldonov,
ld
6 Guseynov,
G
5 Allahverdiyev, 22 Guliyev, 8 Qirtimov, 18 Abatsiyev, 21 Ilter, 17
Nadirov, 15 Ramazanov, 9 Kurbanov SQUALIFICATI: nessuno
DIFFIDATI: Javadov, Abisov, Abdullayev
INDISPONIBILI: Shukurov, Javadov, Abisov
ARBITRO Göcek (Turchia) GUARDALINEE Eyisoy-Aktas (Turchia) QUARTO UOMO Ok (Turchia) ARBITRI DI PORTA Kalkavan-Ceylan (Turchia)
TV Rai 1 INTERNET www.gazzetta.it
Il c.t. dell’Italia Antonio Conte,
45 anni, durante l’allenamento
di ieri sera al Renzo Barbera ANSA
D’ARCO
Di recente abbiamo sofferto con team più scarsi,
ma contro l’Azerbaigian torna Pirlo e c’è la spinta
di Palermo. Vincere? No, bisogna stravincere
DAL NOSTRO INVIATO
FABIO LICARI
PALERMO
considerare piccola la Costa Rica – che per poco
non arriva in semifinale mondiale –, di sicuro
l’Azerbaigian, numero 95 del ranking Fifa, mai
oltre il 73° posto, non appartiene all’élite del
calcio europeo. Né presenta nel suo curriculum
recente risultati speciali, se non un successo
con le Filippine. Nella prima giornata ha perso
in casa con la Bulgaria (1-2). Insomma, per gli
azzurri non esiste che un risultato. E neanche
quello forse basta.
Buona la prima europea con la Norvegia.
E la seconda con l’Azerbaigian? Sono due Paesi
che in comune hanno soltanto una cosa: l’essere stati colpiti da improvviso benessere energetico, stravolgendo tutti i parametri della loro
ricchezza. Ma il calcio, a tutt’oggi, non ha risentito di partiOrgoglio da grandi Colpa, si fa
colari effetti positivi: segno
per dire, di Conte che con la Juche i soldi non sono tutto. Norve prima, e il debutto azzurro
vegia e Azerbaigian, sempre
adesso, ci ha abituati male. Ci
calcisticamente parlando, soha abituati a un calcio di persono piuttosto lontane tra loro:
nalità e circolazione palla, di
addirittura gli azeri, secondo le partite senza sconfitte
velocità e attacchi fino al 90’,
gli osservatori, praticherebbe- L’Italia nelle qualificazioni europee è
ro un gioco più aperto degli reduce da 18 vittorie e 3 pari: ultimo senza sottovalutare alcun rivascandinavi, senza preoccupar- k.o. in Francia-Italia 3-1 del 6/9/2006 le. Vincere con il solito «score»
striminzito (com’è stato negli
si soltanto di distruggere, e
questo malgrado i trascorsi da marcatore a uo- anni recenti con Malta, Estonia, Cipro, Far
mo del loro c.t. Berti Vogts. Il che è perfetto per Oer...) lascerebbe un retrogusto un po’ amaro.
l’Italia aggressiva e affamata di Conte, no? Così Vogliamo vedere tutti un’Italia che ristabilisca
le gerarchie tradizionali e, davanti a un Barbera
perfetto da essere rischioso.
esaurito come ai bei tempi, restituisca l’orgoVincere non basta... Non sembri un parados- glio da grande con 4 Mondiali vinti. Conte semso, ma contro le piccole, o presunte tali, l’Italia bra l’uomo giusto, come Pirlo il leader giusto
non sempre ha dato il meglio di sé. In qualun- per guidare l’assalto (vedi pagina commenti) e
que epoca, con qualunque tecnico. Se è difficile allungare in classifica.
21
GRUPPO H
Partite giocate
Azerbaigian-Bulgaria
Croazia-Malta
Norvegia-ITALIA
Bulgaria-Croazia
ITALIA-Azerbaigian
Malta-Norvegia
Classifica
Croazia
1-2
2-0
0-2
Oggi
Oggi
Oggi
Pt G V N P Gf Gs
3 1 1 0 0 2 0
ITALIA
3
1
1 0 0
2 0
Bulgaria
3
1
1 0 0
2
Azerbaigian
0
1 0 0
1
Malta
0
1 0 0
1 0 2
Norvegia
0
1 0 0
1 0 2
1
1 2
LE PROSSIME PARTITE:
Croazia-Azerbaigian
13/10/14
Malta-ITALIA
13/10/14
Norvegia-Bulgaria
13/10/14
Azerbaigian-Norvegia
16/10/14
Bulgaria-Malta
16/10/14
ITALIA-Croazia
16/10/14
Azerbaigian-Malta
28/03/15
Croazia-Norvegia
28/03/15
Bulgaria-ITALIA
28/03/15
Croazia-ITALIA
12/06/15
Malta-Bulgaria
12/06/15
Norvegia-Azerbaigian
12/06/15
Azerbaigian-Croazia
03/09/15
Bulgaria-Norvegia
03/09/15
ITALIA-Malta
03/0915
Stacco in classifica Appunto: c’è anche la classifica del gruppo H da tenere a mente. Questo
sembra un turno favorevole, al di là di un sistema di qualificazione da rivedere e che promuove direttamente le prime due alla fase finale in
Francia, concedendo gli spareggi alla terza.
Con Pirlo sarà un’Italia diversa da quella di
Oslo, pur nel canonico 3-5-2 di Conte: più imprevedibilità, profondità e superiorità in mezzo, un po’ meno protezione. Difesa sulla carta
più forte, con il rientro di Chiellini, e mediana
top con il recupero di Marchisio. In attacco, poi,
senza caricarli di troppe responsabilità, Zaza e
Immobile sono chiamati a riproporre la loro
splendida «ignoranza» del gol. Non c’è dubbio
che gli azzurri giocheranno anche col telefonino collegato con Sofia dove la Bulgaria riceve la
Croazia, sulla carta la rivale più temibile (e avversario diretto a Milano il 16 novembre).
Aspettando belle notizie.
Quanti infortuni Presentarsi con qualche punto in più quel giorno non sarebbe male. Così
come, dopo due ritiri problematici, non sarebbe male ritrovarsi una rosa completa e che non
perda i pezzi: da Chiellini a Osvaldo (due volte), passando per i guai di De Rossi e Barzagli, i
recuperi estremi di Pirlo, i k.o. di Motta e Bonaventura, le botte di Verratti, non conosciamo
ancora l’identità di un’Italia al completo. Ed è
soltanto ottobre. Speriamo sia soltanto un caso,
altrimenti ci sarà da interrogarsi sui sistemi di
preparazione del nostro calcio e sulle estati dedicate alle amichevoli-business. Tutte situazioni più facilmente risolvibili di presunti «blocchi» agli stranieri vietati dalle leggi comunitarie…
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i flop
Nuova Zelanda,
Lussemburgo & co.
Quante figuracce
contro le più deboli
ITALIA-NUOVA ZELANDA 1-1
Delusione al Mondiale 2010
Pari 1-1 con la Nuova Zelanda in Sud Africa: segna Smelts,
poi Iaquinta su rigore. Un duello tra Pazzini e Nelsen ANSA
ITALIA-HAITI 2-2
La rimonta haitiana
Amichevole Italia-Haiti, giugno 2013. Azzurri avanti 2-0 e
poi raggiunti. Ecco il primo gol di Giaccherini GETTY IMAGES
ITALIA-LUSSEMBURGO 1-1
Un altro risultato amaro
Giugno 2014, amichevole premondiale: segna Marchisio,
ma Chenot pareggia. Qui c’è Cassano in azione REUTERS
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
LA GAZZETTA DELLO SPORT
5
ela con i più piccoli
Però Conte non si fida
«Le squadre deboli
oggi non esistono più»
Il c.t.: «Contro la Bulgaria hanno perso all’87’. A settembre abbiamo
riacceso la fiammella dell’entusiasmo, ora dobbiamo continuare»
ANDREA ELEFANTE
@andrelefante
PALERMO
lia delle partite con Olanda e
Norvegia: ho sensazioni positive, sento aria buona, aria di
squadra sul pezzo».
Dire che c’è aria buona a
Palermo in questi giorni è troppo facile. A proposito di Italia
spaccata in due dal meteo, qui
si respira uno scorcio di fine
estate che poi tanto alla fine
non è: alla faccia del calendario, stasera si giocherà con 25
gradi e il paradosso è che è subentrata anche una minima
preoccupazione di pagare il caldo e lo sbalzo di temperatura.
Ma Antonio Conte parla di altro
genere di aria buona, di altro
caldo. Parla di fiammelle ma
anche di fuoco: lo vuole sempre
dentro alla sua squadra e dice
di averla ritrovata bella accesa
come un mesetto fa, quando
tutti iniziarono a capire che lui
è come un fiammifero da sfregare. «Per questo sono molto
sereno, proprio come alla vigi-
Diffidare dell’Azerbaigian Un
pezzo di credibilità la sua Italia
ha cominciato a guadagnarsela
con le prime due vittorie, ma il
processo di riconquista di consensi - è ancora presto per parlare di amore - è come un puzzle: prima si aggiunge un altro
pezzo, prima si può mettere anche il successivo. «A settembre
abbiamo riacceso una piccola
fiammella di entusiasmo: sta a
noi, mettendoci voglia, entusiasmo, gioco, regalare altre emozioni alla gente». E’ l’unico antidoto che Conte conosce contro
il rischio di ritrovarsi a catalogare come più pericolose le partite che sulla carta sono le più
semplici. Per non sbagliare, al
video e tramite relazioni ha studiato l’Azerbaigian come se fosse la Germania. Per non sba-
DAL NOSTRO INVIATO
«
Non serve
pensare che
passano le prime
due: dobbiamo
arrivare primi
ANTONIO CONTE
C.T. ITALIA
gliare, alla squadra ha già fatto
un bel discorso, che non dev’essere stato molto diverso da
quello di ieri sera davanti ai microfoni: «Il calcio è cambiato: le
squadre sprovvedute non esistono più e le partite diventano
facili in corsa, o magari al 95’.
Ecco, spero che domani sera al
95’ si possa dire: è stata una
partita facile. Ma occhio: la Bulgaria è una delle candidate al
passaggio del turno, giusto?
Bene: l’Azerbaigian contro la
Bulgaria ha perso all’87’. Ai
miei l’ho già detto: antenne
dritte e fare la partita dal primo
minuto all’ultimo».
Chi ha tempo... E’ una prerogativa di quel processo di crescita che è anche un progetto:
«Non dobbiamo pensare che
passeranno le prime due del girone e magari anche la terza, i
calcoli lasciamoli agli altri: noi
nel girone dobbiamo arrivare
primi, e il prima possibile. C’è
tempo per crescere? Io dico
sempre: chi ha tempo, non
aspetti tempo». Eccolo, il suo
progetto: crescere quando
l’obiettivo è già raggiunto è
molto più facile. E ancora più
facile sarà se in campionato giocheranno un po’ di più gli italiani: «L’ho già detto: ben vengano
gli stranieri se valgono più dei
nostri e alzano il livello del torneo. Ma se vengono acquistati
solo per far presa sui tifosi, beh
spero che in futuro vengano fatte scelte un po’ più ponderate. E
che ci sia un po’ più di spavalderia nel lanciare gli italiani». Se
poi qualcuno avesse bisogno di
qualche lezione di spavalderia,
lui è a disposizione. Tranne che
quando, come ieri pomeriggio,
sua figlia Vittoria fa invasione
di campo per correre ad abbracciarlo: allora si scioglie.
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BARBERA ESAURITO
GLI AVVERSARI
Esterni incerti
Verratti torna
con Malta
Azerbaigian
con assenze
importanti
PALERMO (a.e.) Stadio
Barbera verso il tutto esaurito
per stasera: ancora in vendita
solo pochi biglietti di tribuna
centrale, dunque ci sarà un
colpo d’occhio da circa 35.000
spettatori (ieri quasi 2.000 alla
rifinitura del pomeriggio). A
Conte restano due dubbi di
formazione, relativi agli esterni.
A destra leggermente favorito
Darmian, ma a Coverciano
anche ieri mattina su quella
fascia è stato provato pure
Candreva: potrebbe essere
una soluzione per la gara di
lunedì a Malta, dove non a
caso il c.t. si è detto
intenzionato a cambiare i due
uomini di fascia. Per stasera
sceglierà soprattutto in base
all’avversaria. Per il resto,
difesa quasi obbligata, interni
Florenzi e Marchisio e davanti
la coppia «ignorante» ZazaImmobile. Assenti ovviamente
gli infortunati di ieri: Osvaldo
(stiramento di secondo grado
all’adduttore sinistro) e Thiago
Motta (tendinopatia
inserzionale all’adduttore
destro), entrambi out dopo
l’ultimo allenamento e già
rientrati ai rispettivi club.
Conte non chiamerà nessuno
per sostituirli. Ci sono chance,
invece, di avere disponibile per
Malta-Italia di lunedì Verratti,
che sta recuperando da una
contusione alla caviglia destra:
«I miglioramenti sono stati
costanti: non ha ancora fatto
tutto il lavoro con la squadra,
ma siamo ottimisti», ha
spiegato ieri il professor
Castellacci.
PALERMO (f.v.) Assenze
importanti nell’Arzerbaigian.
Berti Vogts deve rinunciare a
Shukurov e Javadov, due
pilastri della formazione azera.
Il difensore e l’attaccante
sono infortunati. Ci sono da
valutare, invece, le condizioni
di Sadigov, che però il
commissario tecnico tedesco
potrebbe recuperare all’ultimo
minuto per fornire esperienza
ad una squadra abbastanza
giovane. Il centrale difensivo
è anche il capitano
dell’Azerbaigian e dell’alto delle
92 presenze con la maglia
azera rappresenta un punto
di riferimento importante
nelle retrovie.
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Solito modulo? Non è stato
convocato Abisov, per scelta
tecnica. Vogts non ha un gran
feeling con i giocatori che
hanno scelto di andare a
giocare in campionati esteri,
che, a detta del tecnico, in
alcuni Paesi non riescono a
tenere una condizione tecnica
e fisica doverosa per poter
ambire alla nazionale. Il c.t.
dovrà, quindi, rimescolare un
po’ il mazzo, ma non sembra
intenzionato a discostarsi dal
4-2-3-1 con il quale ha messo
in difficolta la Bulgaria
nonostante la sconfitta. Gli
elementi di garanzia sono
costituiti da Budak sulla
sinistra e Garayev che per
l’occasione potrebbe spostarsi
dalla difesa al centrocampo. In
attacco Dadashov unica punta
supportato da Nazarov, Aliyev
e Abdullayev.
6
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
QUALIFICAZIONI EURO 2016 OGGI ITALIA-AZERBAIGIAN
d Pirlo sorpassa Zoff
HA
DETTO
S
«Costituisce un
motivo di
grande orgoglio
superare per
presenze in
Nazionale un
simbolo come
Dino Zoff, che
è un’icona del
calcio italiano
e mondiale»
S
«Se fosse
arrivato un altro
c.t. non sarei
tornato in
Nazionale. Solo
Conte poteva
convincermi: lui
ha la mia
disponibilità,
totale e
incondizionata»
e punzecchia Totti
«Cambiare registro»
Oggi il regista fa 113 presenze azzurre, una in più del
portiere. Su Juve-Roma: «Dobbiamo migliorare tutti»
DAL NOSTRO INVIATO
MIRKO GRAZIANO
PALERMO
Ha pensato di lasciare,
più volte. Ma non ce l’ha fatta,
perché la Nazionale è la sua vita. Tempo fa, Andrea Pirlo ha
scritto un libro, e lì dava per
certo il capolinea azzurro, ma
già dopo qualche mese ci aveva
ripensato. Proprio alla Gazzetta disse: «Non lascerò mai l’Italia, sono pronto a dare spazio
ai giovani, ma se c’è bisogno
non mi tiro certo indietro». Arriva Conte, che inizialmente
appare freddino nei confronti
del Genio bresciano, forse anche per misurare le reali motivazioni del ragazzo. «Non so,
devo parlargli, voglio capire
cos’ha realmente in testa», disse il tecnico leccese. La svolta a
fine agosto. Andrea è infortunato, Conte è a Torino, i due si
incontrano nel ristorante gestito dal fratello del commissario
tecnico. Più o meno, è andata
così: «Mister, sono a sua disposizione. Non chiedo nulla, nessuna garanzia, ma vorrei essere tenuto in considerazione. E
la storia
Antonio Conte,
45 anni, e
Andrea Pirlo,
35, durante
l’allenamento
della
Nazionale ieri
sera allo
stadio Barbera
di Palermo
se ha bisogno, vengo anche da
infortunato per darle una mano con chi ancora non conosce
i suoi metodi...». Parole che
fanno centro. Conte rompe gli
indugi, e ai suoi collaboratori
dice: «Meno male, Pirlo è di
nuovo convocabile».
Più di Zoff Ore 18.57 di ieri:
Conte sposta gli esercizi nella
metà campo più vicina alla
curva occupata dai tifosi che
hanno sfruttato l’entrata libera. Pirlo prende palla, scatta
l’applauso, poi un boato, quindi il coro personalizzato. Non
c’è niente da fare, nonostante i
35 anni è sempre lui il più amato, il più stimato, di sicuro an-
cora il più forte giocatore italiano. Questa sera fa 113 presenze, una in più di Dino Zoff:
«Cosa che mi riempie di orgoglio - dice -. Ho esordito in azzurro con l’Azerbaigian, e con
gli azeri supererò un’icona del
calcio italiano e mondiale». Lì,
accanto, Conte garantisce:
«Domani gioca Andrea, e non
per mancanza di alternative
(sorride, ndr), anche perché
avrei pure la carta Marchisio.
Pirlo è stato importante per me
alla Juve, un onore averlo allenato, e ora conto sulla sua
esperienza per la mia avventura in Nazionale. L’ho visto con
la Roma, mi è piaciuto, l’ho
chiamato». Stima reciproca:
«Fosse arrivato un altro c.t.
non sarei tornato in Nazionale
- spiega Pirlo -. Solo Conte poteva convincermi, ha la mia disponibilità, totale e incondizionata. C’è un grandissimo feeling fra di noi, ho voglia ed
entusiasmo di sempre. A volte
giocherò, altre no: nessun problema, perché con uno come
Conte ci sarà da divertirsi, e sono convinto che potremo conquistare qualcosa di importante. Nel 2000 ho perso una finale europea, e allora vincere in
Francia fra due anni sarebbe la
ciliegina sulla torta. Come ho
ritrovato il mister? Più rilassato, ma sempre sul pezzo, un
martello insomma».
Caro Totti... «Ferito da Totti?
Non può essere tutta una polemica legata agli episodi - dice
poi alla Rai -. Dobbiamo migliorarci tutti, e dopo Juve-Roma bisogna cambiare registro”. Consiglio finale, da saggio, ai club della serie A: «Stranieri sì, ma solo i migliori.
Prima al Milan e poi alla Juve,
io ho sempre vinto in squadre
con una forte base di italiani. E
non è un caso».
Si fa male Lovren
titolare croato
Al suo posto Vida
Guaio per la Croazia:
Dejan Lovren, del Liverpool, si
è infortunato ai muscoli
addominali, non giocherà né
oggi a Sofia né con gli azeri poi.
Lo sostituirà Vida Dinamo Kiev.
BULGARIA (4-2-3-1):
Stojanov; J. Minev, Bodurov, A.
Aleksandrov, V. Minev;
Diakov, G. Milanov: M.
Aleksandrov, I. Popov, Iliev;
Micanski. All. Penev
CROAZIA (4-3-2-1): Subasic;
Srna, Corluka, Vida, Pranjic;
Modric, Brozovic, Rakitic;
Olic, Perisic; Mandzukic. All.
Kovac
ARBITRO Lahoz (Spagna)
MALTA-NORVEGIA
Ghedin gioca a 3
Odegaard (15 anni)
va in panchina
L’italiano Pietro Ghedin,
c.t. di Malta, senza Borg e
Caruana, a La Valletta può
trovarsi di fronte il 15enne
norvegese Odegaard: se gioca,
stabilisce il record di precocità.
MALTA (3-5-2) Hogg; Agius,
Camilleri, Z. Muscat; Bezzina,
R. Muscat, P. Fenech, R.
Fenech, Failla; Schembri,
Mifsud. All. Ghedin.
NORVEGIA (4-4-2) Nyland;
Elabdellaoui, Nordtveit, Forren,
Flo; Skjelbred, Johansen,
Tettey, Daehli; Elyounoussi,
King. All. Hogmo.
ARBITRO Gautier (Fra).
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Oriali, quella lattina di Borussia-Inter 7-1
e la nuova sfida a Vogts: «Te la ricordi?»
SEBASTIANO VERNAZZA
@GazzaVernazza
PARLA IL TEDESCO
«Nel 4-3 del ‘70
noi danneggiati
dall’arbitro»
Il filo rosso di una lattina di Coca Cola: tra
le pieghe di Italia-Azerbaigian è nascosta una
storia immortale. Lele Oriali, ora team manager
dell’Italia, e il tedesco Berti Vogts, oggi c.t. dell’Azerbaigian, furono avversari in Borussia Mönchengladbach-Inter 7-1, la famosa partita della
lattina sulla testa di Roberto Boninsegna, gara
giocata nell’allora Germania Ovest il 20 ottobre
1971 e valevole per gli ottavi di Coppa dei Campioni. «Qualche giorno fa ho incontrato Vogts a
San Siro per Inter-Qarabag di Europa League –
racconta Oriali –. Era lì per vedere alcuni suoi
giocatori nazionali dell’Azerbaigian. Gli ho chiesto del 7-1: “Do you remember, Berti?”. E lui:
“Yes, I remember”. Sono passati quasi 43 anni,
ma come si fa a dimenticare?».
Prima parte Ventinovesimo di Borussia-Inter,
sul 2-1 per i tedeschi Boninsegna, autore del gol
interista, cade a terra stordito e non si rialza, lo
portano via in barella: lo ha colpito un oggetto
«piovuto» dalla tribuna. Sandro Mazzola consegna all’arbitro una lattina di Coca Cola. In successive interviste il Baffo chiarirà: «La lattina
che colpì Bobo la nascose un tedesco sotto un
cappotto, io al direttore di gara ne diedi un’altra,
vuota, ricevuta da uno spettatore (italiano, sembra, ndr)». La partita resta sospesa per sette minuti, Bonimba viene sostituito da Ghio. L’arbitro, l’olandese Jef Dorpmans, si consulta col capo della polizia locale e col delegato Uefa, che è
Matt Busby: lui, la leggenda del Manchester
United. Si riparte e il Borussia dilaga, al riposo
sul 5-1. «In spogliatoio all’intervallo – racconta
Oriali – l’avvocato Prisco (scomparso nel 2001,
ndr) ci disse di stare tranquilli, perché quell’incontro l’avremmo quantomeno rigiocato. La cosa ci scaricò ulteriormente». Nella ripresa altri
due gol dei tedeschi e cartellino rosso per Mario
Corso, reo di un calcio nello stinco dell’arbitro.
Viene arrestato il presunto lanciatore, Manfred
Kirstein, 29enne autista. Dirigenti e giocatori
del Borussia accusano Boninsegna di aver fatto
scena. Qualcuno dice: «Monetina, non lattina».
BULGARIA-CROAZIA
FABRIZIO VITALE
PALERMO
Lele Oriali, 61 anni, team manager dell’Italia, e
Berti Vogts, 67, tedesco, c.t. Azerbaigian: nel ‘71
giocarono contro in tre storici Inter-Borussia M.
S
Da sinistra
Vogts, Bedin,
Burgnich
e Oriali in
Borussia-Inter 0-0
del 1° dicembre
1971, la ripetizione
della gara della
lattina in testa
a Boninsegna finita
7-1 per i tedeschi
Seconda parte Il giorno dopo comincia la par- guardai giocare. Era immarcabile. Perdemmo
tita dell’avvocato Peppino Prisco. Il mitico vice- 2-0». Tre anni fa Dorpmans, l’arbitro di Boruspresidente nerazzurro vince la causa nel «tribu- sia-Inter 7-1, si confidò con un giornale tedesco:
nale» Uefa: 7-1 annullato, ripetizione della gara «Non voglio insinuare nulla, ma l’Inter ebbe le
in Germania. Il ritorno a San Siro si trasforma persone giuste ai momenti giusti. (...) Il giorno
così nell’andata e l’Inter in casa si impone per dopo davanti a casa mia c’erano diversi giornalisti». Uno era l’inviato della Gaz4-2. A Berlino, il 1° dicembre, il
zetta, Franco Mentana, papà di
«rifacimento» dell’incontro del
Enrico, direttore del Tg di La7.
7-1 . «Una gara epica – ramIl team manager
E la lattina? «Quella notte me la
menta Oriali –, resistemmo a
azzurro, il c.t.
diede un ispettore tedesco. L’ho
furiosi attacchi, Bordon parò
dell’Azerbaigian
donata al museo del Vitesse, la
un rigore. Quel Borussia era
e un’epica partita
squadra olandese in cui da giofortissimo. Oltre a Vogts, c’eradi 43 anni fa
vane giocai». Dorpmans è morno Netzer, Wimmer, Bonhof,
to sette mesi fa, a 88 anni.
Heynckes, tanti campioni. Netzer aveva il 48 di piede, però
Conclusioni Oriali oggi tiene il punto: «Boninmetteva il pallone dove voleva». Clima ostile. «I
tedeschi ce l’avevano con me – racconterà l’av- segna la botta in testa la prese sul serio». E rende
vocato Prisco –, mi chiamavano il “mafioso”. Un omaggio a Vogts, di nuovo rivale per una sera:
quotidiano titolò: “L’arma in più dell’Inter è un «È stato un grandissimo terzino, uno dei migliomafioso”». I nerazzurri resistono, finisce 0-0. ri di sempre. Era difficile andargli via. Al suo liL’Inter arriverà alla finale di Rotterdam, contro vello, Burgnich e Gentile». Anche il mediano
l’Ajax all’apice del suo del calcio totale. La parti- Oriali non era niente male. Malgrado Cruijff.
ta in cui Oriali marcò Cruijff: «Più che altro lo
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Il tedesco Berti Vogts,
oggi c.t. dell’Azerbaigian, ha
qualcosa da ridire sullo
storico Italia-Germania Ovest
4-3, semifinale del Mondiale
di Messico ‘70: «Fu una
grande sfida, anche se
alcune decisioni arbitrali
furono a nostro sfavore.
Nonostante la sconfitta,
ancora tantissima gente nel
mio paese se deve scegliere
quale partita vorrebbe
rivedere dice: Italia-Germania
4-3. Un match epico, un
evento ccezionale». In quella
partita, nel primo tempo,
Vogts si ritrovò spesso sulle
tracce di Sando Mazzola. Per
la gara di oggir Vogts non si
fa illusioni, ma vuole un
Azerbaigian coraggioso:
«L’Italia è un avversario forte
e noi abbiamo molti ragazzi di
22-23 anni, ma nessuno deve
avere paura, non voglio
vedere giocatori arresi dopo
30 minuti. Da giovane ho
affrontato Mazzola senza
timore. Immobile e Zaza sono
temibili. Vedo spesso
Immobile nel Borussia
Dortmund, per me Ciro è il
futuro dell’Italia».
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VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
LA GAZZETTA DELLO SPORT
7
IL CALCIO DEL FUTURO
L’Italia alla Fifa: «Pronti alla moviola»
Tavecchio scrive a Blatter, l’Ifab decide a febbraio se dare l’ok ai test. In A possibile dal 2015-2016
FRANCESCO CENITI
Moviola in campo in A
dalla stagione 2015-2016?
Beh, per dirla alla Trapattoni,
non dire gatto se non ce l’hai
nel sacco, ma quantomeno
l’Italia pallonara gli sta prendendo le misure proprio nello
stesso giorno in cui la Lega di
basket ha annunciato l’introduzione dell’instant replay su
tutti i campi di A. Per non restare indietro, sempre ieri la Federcalcio ha ufficializzato, con
una lettera inviata dal presidente Carlo Tavecchio al numero uno della Fifa Sepp Blatter, la disponibilità a sperimentare la tecnologia. Tavecchio
ha quindi messo nero su bianco
quello che aveva annunciato
LA PROVOCAZIONE
Blatter all’attacco
del valore dei gol
in trasferta
(f.li) In vena di
rivoluzioni, e con la testa alla
futura moviola in campo, Sepp
Blatter lancia l’ennesima
provocazione dal suo editoriale
settimanale sul «Fifa Weekly»
in uscita oggi. Il presidente va
all’attacco dei «gol in trasferta
che valgono doppio». Parliamo
della regola che, applicata nelle
coppe europee dal 1965, fa
qualificare chi ha perso fuori
casa 2-1, se in casa aveva
vinto 1-0, per il gioco del gol
segnato in trasferta. Secondo
Blatter si tratta di qualcosa di
ormai anacronistico e
sbilanciato a favore di chi
gioca fuori il ritorno. Non solo:
il criterio adottato nei playoff
della Major League Usa – dove
i gol valgono doppio solo fino al
90’, non nei supplementari «obbliga a ripensare il sistema
perché dagli anni 60 il calcio è
cambiato». Tutto interessante,
anche se riguarda ben poco le
competizioni Fifa e molto quelle
Uefa. Ma forse era proprio
questo l’obiettivo della
provocazione.
IL TECNICO RACCONTA
Ancelotti e il Psg
Funzionava
solo Ibrahimovic
Carlo Ancelotti e Parigi,
una passione mai nata che il
tecnico del Real Madrid
analizza in una intervista a So
Foot: «Alla fine della seconda
stagione ho cominciato a
convincermi che qualcosa non
andava. Eravamo in testa al
campionato ma non ero
convinto che il lavoro che
facevamo fosse giusto. Non mi
trovavo a mio agio con i
dirigenti. Ho detto che me ne
sarei andato prima di vincere il
campionato: cii sono stati
problemi ma non ho mai tradito
il Psg, quando dissi che
andavo via non avevo ancora
contatti con alcun club. La
dirigenza non era contenta,
non si poteva pensare di
vincere subito la Champions.
Ogni sconfitta finiva in liti e
urla». Il ricordo migliore è
Ibrahimovic: «Tutti pensano
che sia insopportabile, ma è il
calciatore più altruista che
abbia mai conosciuto ed è un
peccato che il mondo intero
creda il contrario».
La Figc: «Da vincere
le sfide globali del
consenso e della
partecipazione
popolare»
all’indomani delle polemiche
seguite a Juve-Roma. Un passo
che mette l’Italia in scia alla Fifa, dopo l’apertuta alla moviola
fatta da Blatter durante il Mondiale brasiliano. In realtà manca ancora il via libera alla sperimentazione (tra un poco spigheremo tempi e modalità di
questo percorso non semplice)
da parte dell’Ifab (l’associazione custode delle regole del calcio, la sola deputata alle modifiche), ma la Figc ha anticipati
tutti con un «sì» convinto. Sacco aperto. E veniamo al «gatto».
voti a favore. Se fosse così, il
gatto sarebbe nel sacco. Ma
non è finita.
Lo scoglio Ifab L’apertura di
Blatter non è stata casuale: dopo il successo della goal line, il
presidente Fifa si è convinto
che non si può più rinviare l’introduzione delle tecnologia.
Propone un modello tennis,
con 2-3 richieste per squadra a
partita su cose certe (fuorigioco in primis, ma anche espulsioni e rigori). Per ottenere il
semaforo verde alla sperimentazione dovrà attendere il 28
febbraio, quando a Belfast si
riunirà l’Ifab. Servono 5 voti su
8 per accendere la moviola: 4
sono sicuri (li gestisce Blatter),
ma è probabile che almeno una
delle Federazioni britanniche
I tempi L’ok potrebbe essere
solo per l’idea-moviola, ma
l’Ifab avrebbe facoltà di chiedere approfondimenti. Un progetto completo che risponda a
vari quesiti. Tipo: chi si occupa
delle telecamere? Chi visiona
le immagini? Chi decide in caso di episodio dubbio? Sarà
l’arbitro centrale ad avere l’ultima parola? E via discorrendo.
Se fosse così passeranno molti
mesi (magari un anno) prima
del vero via libera alla sperimentazione. Ma è chiaro che la
Fifa spinge per tempi più brevi:
ecco perché il 2015 (in vista
una rielezione per Blatter) dovrebbe essere l’anno buono. E
Carlo Tavecchio, 71 anni ANSA
torniamo all’Italia: testare la
tecnologia nel Paese che più ne
fa uso è di sicuro una scelta logica. Se la sperimentazione supera l’ostacolo Italia, andrà bene ovunque. Dove provarla? La
semplice Coppa nazionale suonerbbe riduttiva, mentre il
campionato di A 2015-2016 sarebbe l’ideale. Tavecchio spiega: «Intendiamo impegnarci
con crescente intensità per tutelare le tradizioni del calcio,
ma al tempo stesso favorire
un’opera di modernizzazione
che consenta al nostro amato
sport di continuare a vincere le
sfide globali del consenso e
della partecipazione popolare». Non resta che attendere
per sapere se il gatto-moviola
finirà nel sacco italiano.
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LA GAZZETTA DELLO SPORT
8
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
QUALIFICAZIONI EURO 2016 GRUPPO C
SLOVACCHIA
SPAGNA
2
1
L’Inghilterra va
la Svizzera no
La Macedonia
vince nel finale
PRIMO TEMPO 1-0
MARCATORI Kucka (SL) al 17’ p.t.; Alcacer
(SP) al 37’, Stoch (SL) al 42’ s.t.
SLOVACCHIA (4-3-3)
Kozacik; Pekarik, Skrtel, Durica, Hubocan;
Pecovsky, Gyomber, Kucka (dal 38’ s.t.
Kiss); Mak (dal 16’ s.t. Stoch), Hamsik, Weiss
(Duris dal 9’ s.t.).
PANCHINA Novota, Mucha, Michalik, Sabo,
Guede, Sestak, Nemec, Jakubko.
ALLENATORE Kozak.
ESPULSI nessuno.
AMMONITI Kucka e Hubocan per gioco scorretto; Stoch per comportamento non regolamentare.
Nessuna sorpresa a
Wembley, dove l’Inghilterra
passeggia contro il San
Marino: a segno anche il
capitano del Manchester
United Wayne Rooney e il suo
ex compagno di squadra
Danny Welbeck, ora all’Arsenal.
Ecco i risultati e i marcatori
delle altre partite di
qualificazione a Euro 2016.
SPAGNA (4-2-3-1)
Casillas; Juanfran (dal 36’ s.t. Cazorla), Piqué, Albiol (dal 13’ s.t. Pedro), Jordi Alba; Busquets, Koke; David Silva (dal 26’ s.t. Alcacer), Fabregas, Iniesta; Diego Costa.
PANCHINA De Gea, Casilla, Azpiliqueta, Bernat, Bartra, Carvajal, Raul Garcia, Iturraspe,
Rodrigo.
ALLENATORE Del Bosque.
ESPULSI nessuno.
AMMONITI David Silva e Cazorla per gioco
scorretto.
ARBITRO Kuipers (Ola).
NOTE spettatori 11mila circa. Tiri in porta 410. Tiri fuori 1-6. In fuorigioco 1-2. Angoli 319. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 4’.
GRUPPO C
Biellorussia-Ucraina 0-2
Martynovich (B) autogol al 37’;
Sydorchuk (U) al 45’ del s.t.;
Macedonia-Lusemmburgo
3-2 Trajkovski (M) al 20’; Bensi
(L) al 39’; Turpel (L) al 44’ del
p.t.; Jahovi (M) su rigore al 21’;
Abdurahimi (M) al 45’ del s.t.
GRUPPO E
Inghilterra-San Marino 5-0
Jagielka (I) al 25’; Rooney (I) su
rig. al 43’ del p.t; Welbeck (I) al
4’; Townsend (I) al 27’; Della
Valle (S) autogol al 33’ del s.t.;
Lituania-Estonia 1-0
Mikoliunas (L) al 31’ del s.t.;
Slovenia-Svizzera 1-0
Novakovic (Sl) al 34’ del s.t.
Un sogno realizzato,
quello della Slovacchia, e una
serie di record infranti, quelli
della Spagna, sconfitta e, forse, carica di dubbi sull’efficacia
del proprio gioco. Sono il genoano Juraj Kucka e il falso nueve
Marek Hamsik a conquistare la
vetta solitaria del Gruppo C di
qualificazione a Euro 2016. La
Spagna, col suo “vero” nueve
Diego Costa, sbatte contro il
muro eretto dai padroni di casa, bravi a resistere all’assedio
delle Furie Rosse e ripartire
con rapidità. Non solo, bravi
anche a riprendersi la vittoria a
una manciata di minuti dalla
fine, dopo che il cecchino Alcacer sembrava aver riportato
tutti alla realtà. Ma la Slovacchia non ha mai smesso di sognare e applicare la propria
strategia. E ha avuto ragione.
Disastro Casillas La serie nera del portiere continua: la fuga sulla sinistra di Durica viene
arrestata da un fallo, quantomeno dubbio, di Busquets che
regala una punizione dai venticinque metri a Kucka. Il centrocampista del Genoa si fa toccare la palla e scaglia un destro
violento ma centrale: ci pensa
Casillas con una papera a regalare il vantaggio alla Slovacchia (17’). La Spagna, però,
non si scompone e continua col
suo possesso palla. Ora, colpita
nell’orgoglio, si fa anche più
pericolosa. Diego Costa viene
abbattuto in area da Skrtel, ma
l’arbitro vede un fallo precedente dell’attaccante del Chelsea: episodio da rivedere (28’).
Anche il portiere slovacco Kozacik ci mette del suo per blindare la propria porta: su calcio
d’angolo di Fabregas, incredibile doppia parata, prima su
colpo di testa di Diego Costa e
poi sul tentativo seguente di
Busquets (44’).
4
I NUMERI
14
le vittorie
consecutive
della Spagna in
trasferta nelle
qualificazioni
europee, la
serie è finita ieri
sera in
Slovacchia.
3
Doppio sussulto Nella ripresa
la musica non cambia. L’orchestra di Del Bosque continua a
suonare la sua melodia: possesso palla e scambi ravvicinati, ma poca concretezza. E
quando la concretezza c’è, ci
pensa Kozacik a salvare i suoi,
come sul destro insidioso di
Diego Costa da dentro l’area
(51’). Gli Slovacchi, letteralmente asserragliati nella propria metà campo, resistono.
Ma è solo questione di tempo.
Dopo 12’ dal suo ingresso, è Paco Alcacer a colpire: scatta coi
i gol segnati dal
genoano Juraj
Kucka con la
maglia della
nazionale
slovacca con la
quale ha giocato
37 partite.
AMICHEVOLI
Oltre alle partite di
qualificazione alle coppe
continentali, ieri si sono
giocate anche due amichevoli
internazionali: Qatar-Libano,
terminata 5-0, e MaroccoRepubblica Centrafricana,
finita 4-0, mentre nella notte si
è giocata Messico-Honduras.
Oggi sono invece in
programma: Giordania-Kuwait
(ore 12); Giappone-Giamaica
(12.25); Corea del SudParaguay (13); Cina-Thailandia
(13.35); Hong Kong-Singapore
(14), Yemen-Iraq (14); OmanCosta Rica (16); Emirati ArabiAustralia (16.30); Arabia
Saudita-Uruguay (19).
tempi giusti (in fuorigioco di
qualche centimetro, per la verità) e batte l’incolpevole portiere slovacco con un sinistro
da pochi metri. Ma i padroni di
casa non si arrendono al pareggio. Incassano qualche altra folata delle Furie Rosse e colpiscono, come nel primo tempo.
Fuga sulla destra, questa volta
di Duris e cross sul secondo palo, dove Stoch schiaccia in rete
di testa. Gol liberatorio ed esultanza folle. Ma una vittoria
contro la Spagna vale bene un
cartellino giallo.
Record infranti Una sconfitta
pesante per la Spagna, anche
dal punto di vista statistico. Gli
iberici non perdevano una gara
di qualificazione europea dal 7
ottobre 2006 (sconfitta 2-0 a
Solna contro la Svezia): da
quel giorno, trentasei risultati
utili consecutivi. Non solo. È
anche la prima sconfitta contro
la Slovacchia nella storia della
nazionale spagnola. Brutta caduta. Vetta del girone consegnata agli slovacchi, striscia record interrotta e tanti dubbi su
un gioco, un tempo paralizzante per gli avversari, ma per il
quale ormai sono stati trovati
gli antidoti.
Svezia, senza Ibra
solo un pareggio
contro la Russia
JENNIFER WEGERUP
STOCCOLMA
GRUPPO G
Liechtenstein-Montenegro
0-0;
Moldavia-Austria 1-2
Alaba (A) su rig. al 12’; Dedov
(M) al 27’; Janko (A) al 6’ del s.t.
Non perdeva dal 2006 nelle qualificazioni europee
Gol di Kucka su papera di Casillas, poi Alcacer e Stoch
Zlatan Ibrahimovic, 33 anni, è rimasto in panchina EPA
Gol di Kokorin, Akinfeev para
un rigore a Larsson, poi
Toivonen firma la rete dell’1-1
Mirolav Stoch, 24 anni, a torso nudo festeggia il gol della vittoria sulla Spagna ACTION
Diego Costa fermato
la Spagna non c’è
Festa Slovacchia
LUCA SIDOTI
GRUPPO G ZLATAN RESTA IN PANCHINA
LE ALTRE PARTITE
Ibrahimovic resta in panchina e la Svezia
pareggia con la Russia a Stoccolma. Un risultato che lascia la Russia del Fabio Capello piu’
contenta che la Svezia. «Avremmo voluto vincere in casa e potevamo farlo», ha detto subito
dopo la partita il ct svedese Erik Hamrén, un p
deluso. La Svezia ha dovuto giocare senza il
suo capitano e giocatore piu’ importante, Zlatan Ibrahimovic. L’attacante del PSG e’ rimasto
in tribuna, sempre infortunato. E mancava anche Albin Ekdal, giocatore del Cagliari in grande forma, ma infortunato anche lui. I padroni
di casa hanno inizato bene con molto entusiasmo. Ma dopo soltanto dieci minuti e’ arrivata
la doccia fredda. Aleksander Kokorin e’ stato
lasciato troppo solo in area e ha potuto segnare
il gol dell’1-0.
Reazione La Svezia soltanto tre minuti dopo
ha avuto l’occasione di pareggiare. L’arbitro
italiano Rizzoli ha regalato un rigore agli svedesi, dopo una caduta di Durmaz. Ma Sebastian Larsson si è fatto parare il tiro da Akinfeev. A inizio ripresa la Svezia è riuscita a pareggiare con Toivonen, applausi anche per Jimmy
Durmaz che sul lato sinistro e’ riuscito a liberarsi con il pallone e poi ha fatto un assist perfetto. «Poi avremmo dovuto continuare ad attaccare di più ma siamo rimasti un poco troppo
defensivi, pensando a non perdere», ha detto
l’autore del gol dopo la partita.
Capello contento Soddisfatto il c.t. della Russia Fabio Capello: «E’ un buon risultato. Sono
contento. Ma abbiamo avuto molte occasioni
che abbiamo sbagliato. Ma questo e’ il calcio.
Abbiamo giocato bene. Ma bisogna segnare per
vincere».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Wayne Rooney, 28 anni LAPRESSE
© RIPRODUZIONE RISERVATA
SVEZIA-RUSSIA 1-1
MARCATORI Kokorin (R) al 10’ p.t.; Toivonen (S) al 4’ s.t.
Svezia (4-3-3) Isaksson; Bengtsson, Granqvist, Antonsson,
M. Olsson; Kallstrom, S. Larsson, Durmaz; Bahoui (Kacaniklic dal 35’ s.t.), Toivonen (Elmander dal 12’ s.t.), Erkan
Zengin. (Dahlin, Nordfeldt, Lustig, E. Johansson, J. Olsson,
Hult, Wernbloom, Forsberg, Ibrahimovi , Hrgota). All.
Hamrén
Russia (4-2-3-1) Akinfeev; Smolnikov, Ignashevich, V. Berezutski, D. Kombarov (Granat dal 43’ s.t.); Glushakov,
Fayzulin (Dzagoev dal 43’ s.t); Samedov (Grigoryev dal 28’
s.t.), Shatov, Kokorin; Dzyuba. (Lodygin, Rebrov, Parshivlyuk, Semenov, Schennikov, Gazinski, Cheryshev, Ionov,
Kerzhako) All. Capello
ARBITRO Rizzoli
NOTE Ammoniti:Erkan Zengin (S), Elmander (S), Wernbloom
(S), Glushakov (R), Smolnikov (R). Espulsi: nessuno. Al 13’
del p.t. Akinfeev para un rigore a S.Larsson.
Le classifiche
GRUPPO A
GRUPPO B
Partite giocate
Classifica
Islanda
Rep. Ceca
Kazakistan
Lettonia
Olanda
Turchia
Pt
3
3
1
1
0
0
G
1
1
1
1
1
1
V
1
1
0
0
0
0
Le prossime partite:
Kazakistan-Rep. Ceca
Islanda-Olanda
Lettonia-Turchia
0-0
2-1
3-0
Oggi
Oggi
Oggi
N
0
0
1
1
0
0
P
0
0
0
0
1
1
Gf
3
2
0
0
1
0
Gs
0
1
0
0
2
3
13/10/14
13/10/14
13/10/14
Andorra-Galles
Bosnia-Cipro
Israele-Belgio
Belgio-Andorra
Cipro-Israele
Galles-Bosnia
Classifica
Cipro
Galles
Belgio
Israele
Andorra
Bosnia
Pt
3
3
0
0
0
0
V
1
1
0
0
0
0
Le prossime partite:
Andorra-Israele
Bosnia-Belgio
Galles-Cipro
N
0
0
0
0
0
0
P
0
0
0
0
1
1
Gf
2
2
0
0
1
1
Gs
1
1
0
0
2
2
13/10/14
13/10/14
13/10/14
Lussemburgo-Bielorussia
Spagna-Macedonia
Ucraina-Slovacchia
Bielorussia-Ucraina
Macedonia-Lussemburgo
Slovacchia-Spagna
GRUPPO E
Partite giocate
Partite giocate
1-2
1-2
(rinv. 31/3/15)
Oggi
Oggi
Oggi
G
1
1
0
0
1
1
GRUPPO D
GRUPPO C
Partite giocate
Kazakistan-Lettonia
Rep. Ceca-Olanda
Islanda-Turchia
Lettonia-Islanda
Olanda-Kazakistan
Turchia-Rep. Ceca
1-1
5-1
0-1
0-2
3-2
2-1
Partite giocate
Georgia-Irlanda
Germania-Scozia
Gibilterra-Polonia
Irlanda-Gibilterra
Scozia-Georgia
Polonia-Germania
Pt G V N P Gf Gs
Classifica
Slovacchia
6 2 2 0 0 3 1
Spagna
3 2 1 0 1 6 3
Macedonia
3 2 1 0 1 4 7
Ucraina
3 2 1 0 1 2 1
Lussemburgo 1 2 0 1 1 4 3
Bielorussia
1 2 0 1 1 1 3
Classifica
Polonia
Germania
Irlanda
Georgia
Scozia
Gibilterra
Le prossime partite:
Ucraina-Macedonia
Bielorussia-Slovacchia
Lussemburgo-Spagna
Le prossime partite:
Gibilterra-Georgia
Polonia-Scozia
Germania-Irlanda
12/10/14
12/10/14
12/10/14
Pt
3
3
3
0
0
0
G
1
1
1
1
1
1
V
1
1
1
0
0
0
N
0
0
0
0
0
0
1-2
2-1
0-7
Domani
Domani
Domani
Estonia-Slovenia
San Marino-Lituania
Svizzera-Inghilterra
Inghilterra-San Marino
Lituania-Estonia
Slovenia-Svizzera
P
0
0
0
1
1
1
Classifica
Inghilterra
Lituania
Slovenia
Estonia
Svizzera
San Marino
Gf
7
2
2
1
1
0
Gs
0
1
1
2
2
7
14/10/14
14/10/14
14/10/14
Pt
6
6
3
0
0
0
G
2
2
2
2
2
2
V
2
2
1
0
0
0
Le prossime partite:
Estonia-Inghilterra
Lituania-Slovenia
San Marino-Svizzera
1-0
0-2
0-2
5-0
1-0
1-0
N
0
0
0
0
0
0
P
0
0
1
2
2
2
Gf
7
3
1
0
0
0
Gs
0
0
1
2
3
7
12/10/14
12/10/14
14/10/14
GRUPPO F
GRUPPO G
Partite giocate
Partite giocate
Ungheria-Irlanda del Nord
1-2
Isole Far Oer-Finlandia
1-3
Grecia-Romania
0-1
Romania-Ungheria
Domani
Finalndia-Grecia
Domani
Irlanda del Nord-Isole Far Oer Domani
Russia-Liechtenstein
Austria-Svezia
Montenegro-Moldavia
Liechtenstein-Montenegro
Moldavia-Austria
Svezia-Russia
Classifica
Finlandia
Irlanda del Nord
Romania
Grecia
Ungheria
Isole Far Oer
Pt G V N P Gf Gs
Classifica
Russia
4 2 1 1 0 5 1
Austria
4 2 1 1 0 3 2
Montenegro
4 2 1 1 0 2 0
Svezia
2 2 0 2 0 2 2
Liechtenstein 1 2 0 1 1 0 4
Moldavia
0 2 0 0 2 1 4
Classifica
Danimarca
Albania
Serbia
Portogallo
Armenia
Le prossime partite:
Austria-Montenegro
Russia-Moldavia
Svezia-Liechtenstein
Le prossime partite:
Danimarca-Portogallo
Serbia-Albania
riposa Armenia
Pt
3
3
3
0
0
0
G
1
1
1
1
1
1
V
1
1
1
0
0
0
N
0
0
0
0
0
0
Le prossime partite:
Isole Far Oer-Ungheria
Finlandia-Romania
Grecia-Irlanda del Nord
P
0
0
0
1
1
1
Gf
3
2
1
0
1
1
Gs
1
1
0
1
2
3
14/10/14
14/10/14
14/10/14
GRUPPO I
Partite giocate
4-0
1-1
2-0
0-0
1-2
1-1
12/10/14
12/10/14
12/10/14
Danimarca-Armenia
Portogallo-Albania
Armenia-Serbia
Albania-Danimarca
riposa Portogallo
Pt
3
3
0
0
0
G
1
1
0
1
1
V
1
1
0
0
0
2-1
0-1
Domani
Domani
N
0
0
0
0
0
P
0
0
0
1
1
Gf
2
1
0
0
1
Gs
1
0
0
1
2
14/10/14
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9
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VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
LA GAZZETTA DELLO SPORT
11
UNDER 21 OGGI L’ANDATA DEL PLAYOFF
COSÌ IN CAMPO A ZLATÉ MORAVCE, ORE 17
SLOVACCHIA 4-2-3-1
14
MAZAN
16
9
BELOTTI
2 HROSOVSKY
NINAJ
15
ZRELAK
21
HUDAK
3
PAUSCHEK
18
LASIK
6
MALEC
10
PAUR
ALLENATORE: Galad
PANCHINA: 1 Le Giang,
5 Lobotka, 4 Dionatan Teixeira,
13 Skriniar, 8 Skvarka, 7 Meszaros,
19 Szabo SQUAL: Duda DIFF:
Lasik, Szabo, Lobotka, Hrosovsky,
Pauschek, Gyomber, Paur,
Skvarka IND: Rusnak
2
ZAPPACOSTA
10
BERARDI
11
SCHRANZ
12
RUSOV
GLI AZZURRINI IN CIFRE
ITALIA 4-2-3-1
4
VIVIANI
11
BERNARDESCHI
5
BIANCHETTI
1
BARDI
6
5
BASELLI RUGANI
7
BATTOCCHIO
UN’UNDER IN CRESCITA
Occasioni create
a partita dall’Italia
Prime 4 gare di qualificazione
11
Ultime 4 gare
14,75
SQUADRA DA POSSESSO…
ALLENATORE: Di Biagio
PANCHINA: 12 Leali, 13
Goldaniga, 14 Sabelli, 15 Benassi,
16 Molina, 17 Crisetig, 18 Longo
SQUAL: nessuno. DIFF: Antei,
Belotti, Longo, Baselli, Murru,
Sabelli, Romagnoli, Bernardeschi,
Berardi IND: Sturaro, Romagnoli
(sempre oltre il 50% con
l’eccezione di Serbia-Italia)
… A VOLTE ANCHE
DA BATTAGLIA
Contrasti vinti in media
dall’Italia
19,6
dagli avversari
ARBITRO Artur Dias (Por). GUARDALINEE Rui Tavares
Bruno Rodrigues (Por). QUARTO UOMO Machado (Por)
TV Rai 3 INTERNET www.gazzetta.it
18,6
Dati
D’ARCO
Di Biagio arma l’Under
«Battaglia da vincere»
L’andata degli spareggi in Slovacchia preoccupa il c.t.: «Se non
mostriamo subito la testa giusta, non ci faranno respirare»
DAL NOSTRO INVIATO
VINCENZO D’ANGELO
NITRA (Slovacchia)
La voce è al minimo storico, ma la determinazione è
sempre la stessa. Gigi Di Biagio maschera la tensione abbozzando qualche sorriso, ma
lo leggi dagli occhi che la sua
testa, la sua concentrazione, è
rivolta all’andata del playoff
di stasera contro la Slovacchia. Perché in ballo c’è il pass
per Euro 2015 che si porta dietro la possibilità di accedere
all’Olimpiade di Rio 2016. Ma
anche perché dopo una cavalcata così entusiasmante, sarebbe delittuoso staccare la
spina adesso. Di Biagio l’ha
detto dall’inizio: «La Slovacchia è il peggiore degli avversari», chiaro riferimento alla
tenuta mentale. «È una partita
pericolosa — dice il c.t. —. Se
pensiamo che sia una passeggiata, significa che non abbiamo capito il valore degli avversari. Se non entreremo con
la testa giusta nella prima
mezz’ora non usciremo dalla
nostra area, non ci faranno respirare». Dunque, in partita
da subito, con una strategia
chiara: «Siamo qui per cercare
di vincere la partita, non per
gestire il doppio confronto.
Dovremo giocare la palla in
velocità per arginare la loro
aggressività».
I dubbi Proprio l’atteggiamento degli avversari, già affrontati e battuti a domicilio
da Di Biagio nel giorno della
sua prima panchina con l’Under 21, lascia qualche dubbio
sulla formazione: «Siamo
pronti ad una battaglia calcistica. Ricordo bene l’amichevole di un anno fa (4-1 per gli
azzurri, ndr), soffrimmo e facemmo fatica a imporre il gioco». Per farlo, adesso, dovrebbe affidarsi a due mediani dai
piedi dolci e mente lucida come Baselli e Viviani, meno
propensi però a usare la spada. «Non posso farmi condizionare dall’avversario. Terrò
conto delle loro caratteristiche, ma devo anche valorizzare la nostra qualità. E poi in
mezzo al campo ci sono anche
Benassi, Crisetig, all’occorrenza Molina. Le alternative non
mancano e so cosa possono
«
Non mi faccio
condizionare
dall’avversario,
valorizzerò
la nostra qualità
FEDERICO VIVIANI
CENTROCAMPISTA ITALIA
darmi questi ragazzi». In difesa il ritorno di Rugani è stato
necessario dopo il forfait di
Romagnoli, visti anche i guai
fisici di Antei: «Rischiavamo
di non avere un terzo centrale
da portare in panchina – ammette Di Biagio –. Al momento
non so ancora se Antei può essere nei 18 disponibili, quindi
il ritorno di Daniele è importantissimo, anche se mi auguro poi di non rivederlo più».
Gigi—Conte
questione
di feeling
Rugani docet
58,5%
possesso palla medio
nelle qualificazioni
3
BIRAGHI
Gigi Di Biagio, c.t. dell’Under 21 dal 2 luglio del 2013 GETTY IMAGE
RAPPORTI AZZURRI
La crescita - Qualche dubbio lo ha anche la Slovacchia,
che dovrà rinunciare per squalifica a Duda, il suo attaccante
migliore. Per sostituirlo, Galad ha più opzioni: il favorito
sembrerebbe Malec, che però
– forse anche per scaramanzia
– dà più certezze al tecnico
slovacco quando entra e cambia la partita. Dietro potrebbe
rivedersi Dionatan Texeira,
centrale nato in Brasile, epurato dopo lo screzio con Galad
dopo la gara con la Scozia e
ora perdonato. Ma al di là degli avversari, servirà la migliore Italia. Quella che nell’ultimo anno ha fatto passi da gigante nei risultati e nelle statistiche, passando da 11
occasioni create nelle prime
quattro gare, alle 14,75 di media delle ultime quattro. Il
possesso medio delle qualificazioni è di 58,5%, e soltanto
in Serbia siamo andati sotto il
50%. Numeri da squadra di
personalità e volontà, numeri
da squadra pronta alla «battaglia». Il sergente Di Biagio ha
già indicato la via per la vittoria.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
D’ARCO
LE ALTRE SFIDE
Portogallo
super
in Olanda
Grande Portogallo:
supera in trasferta per 2-0
l’Olanda nell’andata dei playoff
e ipoteca così la qualificazione
alla fase finale degli Europei
Under 21 che si giocherà in
Repubblica Ceca dal 17 al 30
giugno 2015. Sergio Oliveira
ha portato in vantaggio i
portoghesi nel primo minuto di
recupero del primo tempo su
rigore concesso dall’arbitro
greco Sidiropoulos per fallo di
Van Beek su Bernardo Silva.
Carlos Mané, entrato da una
ventina di minuti, ha firmato il
2-0 al 37’ della ripresa. È stata
un gara parecchio nervosa con
4 ammoniti tra i baby oranje e
3 tra i lusitani. Basta un dato
per capire che il Portogallo ha
meritato la vittoria: ha tirato in
porta 14 volte contro le sole 4
dei rivali.
LE ALTRE SFIDE
Oggi si giocano tutte le altre
gare d’andata dei play off che
vede impegnati anche gli
azzurrini. Eccole: SlovacchiaItalia (ore 17), Serbia-Spagna
(17), Ucraina-Germania (17.30),
Danimarca-Islanda (18),
Francia-Svezia (18.45),
Inghilterra-Croazia (18.45)
RITORNO
Le partite di ritorno dei play off
si giocheranno tutte martedì
prossimo, 14 ottobre.
Daniele Rugani, difensore LAPRESSE
DAL NOSTRO INVIATO
NITRA (Slovacchia)
Che ci fosse sintonia lo si
era capito dall’inizio. Gigi Di
Biagio apprese della scelta di
Antonio Conte come commissario tecnico sull’aereo di ritorno dalla Romania, dove la
sua Under perse male. E commentò: «È l’uomo ideale, un
vincente. Già quando giocava
era un allenatore in campo,
tra noi ci sarà massima collaborazione». Detto, fatto. E il
“prestito” di Daniele Rugani
per stasera lo dimostra: «Eravamo in emergenza e devo
ringraziarlo», ha sottolineato
ieri il c.t. dell’Under.
Feeling La sintonia, a sentir
Di Biagio, nasce anche dall’esperienza del ruolo da giocatori: «Ho sempre pensato
che i centrocampisti possono
facilmente diventare allenatori. È una verità assoluta, lo
diventa l’80%. Io e Antonio
eravamo insieme in azzurro e
già facevamo nel tempo libero discorsi sulla tattica, mentre magari altri preferivano
fare scherzi». Il loro rapporto
si è intensificato molto.
Scambi di opinioni continui
sulla crescita dei ragazzi:
«Parliamo molto dei singoli,
di chi sia più o meno pronto al
salto. Antonio segue diversi
miei ragazzi e uno dei miei
primi obiettivi è portare giocatori in nazionale maggiore». L’altro, di obiettivo, apre
a orizzonti un po’ più lontani:
porta al di là dell’Oceano, a
Rio 2016.
v.d.a
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12
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
SERIE A
4 Juve «matrigna»
I NUMERI
80
I minuti
giocati
da Coman con
la Juventus in
tre partite di
Serie A: titolare
con il Chievo,
subentrato con
Udinese e
Atalanta
3
Le presenze
con il Paris
Saint Germain
nella Ligue: una
nel 2012-13
e 2 nel 2013-14
3
I titoli
conquistati
in Francia:
2 campionati e
una Supercoppa
di Francia
0
Gli euro
spesi
dalla Juventus
per strapparlo
al Psg:
l’attaccante è
arrivato a
parametro zero
e ha firmato
un contratto
di 5 anni
Coman lo sbarbato
s’è rimesso in coda
Dopo l’exploit alla prima giornata solo 13’ per il francese
«Colpa» di Tevez-Llorente e del modulo che non cambia
DAL NOSTRO INVIATO
FABIANA DELLA VALLE
TORINO
Kingsley Coman è stata
una piacevole sorpresa nella
prima di campionato: titolare
contro il Chievo, 67 minuti,
giocate di qualità e 7 in pagella. È andato in campo con i brividi addosso, non per l’emozione dell’esordio ma per la
febbre sopra i 38°. Poi è sparito. Nelle successive 7 partite
(tra campionato e Champions
League) ha messo insieme 13
minuti (Udinese e Atalanta).
Poco per un attaccante che
aveva impressionato per personalità, spregiudicatezza e
qualità tecniche. Che fine ha
fatto Coman? In realtà è sempre lì, quinta scelta in attacco
come ha sempre saputo di essere, solo che non si sono verificate le condizioni perché Allegri potesse puntare di nuovo
su di lui. Colpa del mancato
cambio di modulo, che penalizza il 18enne francese, dell’abbondanza di uomini e anche della scelta di Allegri di
utilizzare sempre la stessa
coppia d’attacco, Tevez-Llorente.
Troppa concorrenza L’unica
volta che Tevez è rimasto in panchina (con il Cesena) il tecnico ha
scelto Giovinco, che come Coman
è stato titolare una sola volta. Il
rientro di Morata (che non ha ancora mai giocato dall’inizio) ha
aumentato la concorrenza. Allegri ha dimostrato fiducia a Kingsley gettandolo subito nella mischia quando ha avuto Llorente e
Giovinco ko, ma ha anche ribadito più volte che il ragazzo deve
crescere con calma. Così, come
era accaduto al Psg, anche alla
Juve Coman si ritrova costretto
ad aspettare. Nel club parigino
aveva debuttato in campionato a
16 anni, 8 mesi e 4 giorni, diventando il più giovane esordiente
nella Ligue della storia del club,
poi però ha giocato solo 38’ nella
stagione successiva (2013-14).
Ha lasciato il club di cui è sempre
stato tifoso per avere più spazio e
alla Juve si è dato un obiettivo:
giocare una ventina di partite.
Sognando la Champions Anche se al debutto ha fatto la pri-
ma punta, in realtà Coman è un
attaccante esterno. Sarebbe perfetto per il 4-3-3 immaginato da
Allegri, ma finché si continuerà
a giocare con il 3-5-2 sarà difficile per lui trovare spazio. Oppure
potrebbe fare il trequartista, ma
anche quello comporterebbe il
passaggio alla difesa a quattro.
Un salto per il quale, secondo
l’allenatore, ci vorrà ancora
tempo. Così Coman, arrivato a
Torino con la famiglia, aspetta,
sperando che il mese di fuoco
che sta per iniziare (7 partite in
23 giorni) gli dia una mano. Gli
piacerebbe esordire in Champions League, cosa che non gli è
riuscita a Parigi. Poi a fine anno
si tireranno le somme: se non
troverà spazio la Juve potrebbe
anche decidere di mandarlo in
prestito a gennaio. Diverse
squadre di Serie A gli hanno
messo gli occhi addosso. Perché,
come ha detto di recente il c.t.
della Francia Didier Deschamps
in un’intervista alla Gazzetta, «a
18 anni per crescere è importante giocare: non so se in Italia, soprattutto alla Juventus, per lui
sarà così facile».
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Kingsley Coman, 18 anni, con Massimiliano Allegri, 47 anni, in Chievo-Juventus LAPRESSE
Domenica si comincia
Parte la Indian Super League con Del Piero e Trezeguet
Parterre de roi alla presentazione della Indian Super League: le star sono l’ex
capitano della Juve Alessandro Del Piero (Delhi Dynamos FC) e David Trezeguet.
Quest’ultimo formerà la coppia d’attacco del Pune City con Adrian Mutu, squadra
allenata da Franco Colomba e nell’orbita della Fiorentina. Debutterà invece come
allenatore/giocatore Marco Materazzi, che siederà sulla panchina del Chennaiyin.
Ci sono anche Nicolas Anelka (Mumbai City), Freddie Ljungberg (Mumbai City),
David James (Kerala Blasters) e Robert Pires (Goa). Il match inaugurale fra
l’Atletico de Kolkata e il Mumbai City FC si giocherà domenica alle 15.30 e sarà
trasmesso in diretta su Eurosport 2, che ha acquisito i diritti di tutte le partite.
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
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SERIE A
v Keita e Maicon alla Roma
LA
SCHEDA
SEYDOU
KEITA
spingono il futuro più in là
Nato il
16/01/1980
a
Bamako
Al maliano proposto il rinnovo, Pallotta felice: «È Il nostro Slam»
Vicina la firma per il brasiliano che prolungherà anche lui al 2016
Mali
Ruolo
centrocampista
Altezza
183 cm
Peso
75 kg
Le sue squadre
Marsiglia
1999-2000
P 6 Gol 0
Lorient
2000-02
P 58 G 1
Lens
2002-07
P 155 G 19
Siviglia
2007-08
P 31 G 4
Barcellona
2008-12
P 119 G 16
Aerbin
2012-gen. ‘14
P 37 G 10
Valencia
gen.2014- giu. ‘14
P 11 G 1
Roma
dal 2014
P6 G0
DAVIDE STOPPINI
ROMA
Hanno un certificato di
garanzia senza scadenza. Sì
ok, sul loro contratto c’è scritto 2015, ma guai a dar troppo
retta ai numeri. E se proprio la
tentazione diventa irresistibile, allora meglio tranquillizzare tutti: Keita e Maicon sono
già proiettati nella Roma di
domani, roba da far invidia al
«Doc» di Ritorno al futuro.
Proprio loro: classe 1980 il
primo, 1981 il secondo, entrambi vicini al rinnovo del
contratto. Già ora, a ottobre: è
bastato un mese di stagione
per cambiare musica. Keita è
entrato nel consiglio dei saggi
di Garcia, è il «capitano degli
altri» dopo Totti e De Rossi, è il
migliore per rendimento a
centrocampo: serve altro? Di
Maicon basta rileggere le cronache di un mese fa: escluso
dalla Seleçao, sembrava perso
per la prima squadra, a Trigoria qualche suo comportamento non era stato gradito.
Risultato? Sei partite delle ultime sette da titolare. E in
quella cominciata in panchina
(a Parma), è poi entrato per
contribuire alla vittoria finale.
Qui Keita Ecco perché la Ro-
Seydou Keita, sempre in campo in campionato GETTY IMAGES
ma si è già fatta due conti. Su
Keita, ad esempio, è stato avviato un discorso sul futuro: il
maliano ha firmato in estate
per un solo campionato, ma
negli ultimi giorni la società
gli ha prospettato l’idea di un
rinnovo per un’ulteriore stagione. Risposta: sensazioni
positive, appuntamento a Natale per mettere nero su bianco. Di più: di Keita ha colpito
la personalità dentro e fuori
dal campo. E così in futuro il
presidente James Pallotta vorrebbe continuare ad averlo
Maicon, nelle ultime 7 gare ben 6 volte titolare D’ANNIBALE
nell’orbita Roma, magari come ambasciatore nel mondo.
Una sorta di stella da mostrare
orgogliosi, come la foto del
post partita di Torino con l’abbraccio a tre tra il maliano, il
presidente e Pep Guardiola.
«Siamo stati fortunati perché
voleva venire a giocare da noi
— ha detto da Londra Pallotta
sul centrocampista —. È arrivato a parametro zero, ma gioca per la Roma come se fosse
da sempre qui. È il nostro
Grande Slam. Questo vuol dire che si possono prendere
LA NOVITÀ
Yanga-Mbiwa
ritrova la Francia
(stop) Trigoria perde un
altro pezzo, non per infortunio:
Yanga-Mbiwa ritrova la Francia,
convocato da Deschamps dopo
il ko di Koscielny. Buone notizie
su Holebas: non c’è lesione,
può tornare col Chievo come
Astori, De Rossi e De Sanctis.
grandi giocatori anche senza
spendere 35 milioni di euro».
Grande giocatore anche per la
sua nazionale, il Mali, che oggi affronta ad Addis Abeba
l’Etiopia per le qualificazioni
alla Coppa d’Africa. Qualificazioni tormentate dal caso Ebola, sul quale Keita ha voluto
polemizzare: «Sbagliano i
club che non vogliono dare i
giocatori alla nazionale per
paura di contagio. L’Ebola è di
sicuro un’epidemia grave, ma
ho l’impressione che quando
c’è di mezzo l’Africa tutto venga amplificato».
Qui Maicon Non ci fu bisogno di amplificare ulteriormente, invece, l’esclusione di
Maicon dal Brasile, a settembre. Qui è servito tutto il savoir
faire di Garcia, che ha trattato
Maicon da campione ancor
prima che da uomo, lasciando
la vita privata fuori da Trigoria. Maicon ha ripreso a correre, in tutti i sensi. Di più: vola
oggi più della scorsa stagione,
quando in concomitanza del
doppio impegno quasi sempre
veniva risparmiato per paura
(o a causa) di infortuni. Oggi il
brasiliano ha modificato qualcosa nel suo avvicinamento alle partite e i risultati si vedono: Garcia non lo toglie più, a
Trigoria del suo malessere
post Mondiale è rimasto poco
o niente. «Torna a giocare, riprenditi la Roma e poi parliamo di rinnovo», fu il messaggio diretto al giocatore dal d.s.
Sabatini a inizio agosto. Ora i
tempi sono maturi, i contatti
con il suo agente frequenti,
presto arriverà la chiamata
per la firma: su questo ormai
non ci sono più dubbi. La Roma di domani avrà radici profonde.
(ha collaborato
Chiara Zucchelli)
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v
LA
SCHEDA
MAICON
DOUGLAS
SISENANDO
Nato il
26/07/1981
a
Novo Hamburgo
Brasile
Ruolo
terzino destro
Altezza
184 cm
Peso
77 kg
Le sue squadre
Cruzeiro
2001-04
P 57 G 1
Monaco
2004-06
P 59 G 5
Inter
2006-12
P 177 G 16
Manchester
City
2012-2013
P9 G0
Roma
dal 2013
P 33 G 2
VIOLENZA ULTRÀ NELLA LETTERA INVIATA IN PROCURA «GASTONE» SI DIFENDE: «VOLEVANO AMMAZZARMI»
«Sono disperato per Ciro»
Ma De Santis non convince
ALESSANDRO CATAPANO
ROMA
Dieci minuti, nessun interrogatorio, solo una dichiarazione spontanea — «Ho sparato
perché ho avuto paura di essere
ammazzato ma non ho mirato
in alcuna direzione» —, giusto
per ribadire ai pm il senso del
memoriale inviato in Procura
qualche giorno fa, effettivamente riassumibile in un concetto
chiave: il 3 maggio ho sparato
per legittima difesa e non per
uccidere.
Strategia Chiaro il concetto.
Come è intuibile l’obiettivo che
ieri ha spinto i legali di De Santis, Tommaso Politi e Michele
D’Urso, a rendere pubbliche la
lettera e le foto scattate nell’ospedale di Viterbo che testimoniano la cicatrice sulla fronte
e le ferite da punta sul gluteo:
preparare il terreno alla strategia difensiva che metteranno in
atto nel processo in Corte d’Assise, cominciare a instillare il dubbio della legittima difesa nei
giudici popolari che verranno
estratti. Hanno questo obiettivo
tutti quei passaggi sulla «paura
di essere ammazzato», «le bastonate e le coltellate dei trenta
napoletani che mi inseguivano», il «sangue dappertutto»,
magari è strategica anche la «disperazione per Ciro Esposito:
mi porto dentro il dolore per la
sua morte», scrive l’indagato
per l’omicidio del 29enne napoletano.
I dubbi dei pm Per lo stesso
motivo, si intuisce anche perché
De Santis — al netto di condizioni psicofisiche effettivamente gravi —, non voglia rispondere alle domande dei pm Eugenio Albamonte e Antonino Di
Maio. De Santis dice di non poter raccontare come siano effettivamente andate le cose a Tor
di Quinto «per non alimentare
un clima di odio e provocare
qualche altro pazzo, visto che
mi hanno messo contro una città intera e ora temo per la mia
famiglia». Ma la sua ricostruzione non convince i pm, fin dai
primi passaggi, quando De Santis scrive di essere «uscito dalla
Boreale (il circolo sportivo dove
vive, ndr) per chiudere il cancello perché si sentiva un casino
di bomboni e fumogeni e dentro
stavano giocando i ragazzi. Non
«
Ho esploso io quei
colpi ma non ho
mirato in alcuna
direzione. Non
volevo uccidere
DANIELE DE SANTIS
ACCUSATO DI OMICIDIO
ho tirato nessun bombone,
quando sono uscito ho solo raccolto un fumogeno che stava
per terra e l’ho tirato e ho strillato al conducente del pullman di
levarsi da là quando ho visto
che c’erano già casini». Se l’intento di Gastone era difendere i
bambini della scuola calcio — si
chiedono i pm —, perché è uscito con una Benelli 7.65 carica,
di cui, peraltro, nel suo memoriale non fa alcun cenno, senza
specificare perché la avesse con
sé? E perché le testimonianze
raccolte all’interno del pullman
lo descrivono armato di almeno
un paio di bombe carta, che
avrebbe lanciato sul mezzo insieme a una sfilza di insulti? I
dubbi, per i pm, aumentano
quando De Santis descrive gli
attimi che precedono la sparatoria, a contatto con il gruppo di
Ciro Esposito: sono pochi secondi in cui l’indagato racconta
di essere stato «bastonato e accoltellato», in sostanza ferito in
modo tanto violento da giustificare quattro colpi di pistola,
sparati senza mirare — dice lui
— eppure hanno provocato cinque ferite, una delle quali mortale. «Se De Santis si dice disperato, significa che ha una coscienza — chiosa Antonella Leardi, madre di Ciro —. Ma io
non credo che avesse paura: è
uscito attrezzato per fare male e
avrebbe potuto uccidere tutti».
Nuovo round lunedì, nella parte
dell’incidente probatorio dedicata alle conclusioni dei periti
del Racis.
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Sì al decreto stadi
La Camera conferma
il Daspo di gruppo
MAURIZIO GALDI
«Non ci sono solo parole, ma anche fatti.
Mi sembra che si vada verso una direzione che
qualcuno chiama di inasprimento. Fa capire
che non si sta scherzando. E mi sembra che le
pene sono molto importanti». È il presidente
del Coni, Giovanni Malagò, a commentare per
primo il sì che sul decreto leggi stadi ha ottenuto ieri alla Camera. Un provvedimento che prevede il daspo di gruppo, il blocco trasferte e
l’arresto differito.
«Speriamo che ci si
renda conto – aggiunge Malagò, a margine
della presentazione
del Grand Prix of Italy
di offshore, in programma a Terracina,
presso il Circolo Canottieri Aniene – che
attraverso questo ulte- Giovanni Malagò, 55 anni
riore giro di vite ormai
non c’è più margine per ripetere certi errori del
passato. Era stato auspicato e mi sembra che
stia procedendo in questo senso».
Le due pagine scritte a penna che Daniele De
Santis ha inviato ai pm Albamonte e Di Maio
che indagano sull’omicidio di Ciro Esposito.
Ieri De Santis non ha risposto alle loro domande
Il provvedimento Oltre all’inasprimento delle
pene per i cosiddetti reati da stadio il decreto
voluto fortemente dal ministro per l’Interno
Angelino Alfano, contiene quelle che sono le
iniziative che erano state messe a punto dalla
task force che aveva visti seduti allo stesso tavolo istituzioni pubbliche e sportive. Unica vera e sola novità, inaspettata per il mondo del
calcio, l’onere a carico delle società di pagare
gli straordinari alle forze dell’ordine. Non è la
stangata ipotizzata (25 milioni) ma comunque
si tratta di una percentuale tra l’1 e il 3%. E su
questo oggi è convocata un’assemblea straordinaria della Lega di serie A che aveva anche minacciato la serrata contro il provvedimento.
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LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
SERIE A
Gli intrighi di porte
non turbano Pippo
E Diego Lopez c’è
Lo spagnolo verso il rientro tra i pali del Milan
dopo la sosta: Abbiati pronto a farsi da parte
MARCO PASOTTO
MILANO
Da quella porta quest’anno sono entrati e usciti in tanti.
Attraversata da troppi, per
troppi motivi. E per una volta
non ci riferiamo ai gol. Pali senza pace: gerarchie presunte e
poi rimescolate, acquisti mirati
e finiti in una bolla di sapone,
altri non previsti, cessioni complicate. In soli tre mesi è successo un po’ di tutto all’interno
di quei diciassette metri quadri, un posto dove normalmente le novità sono rare.
Sofferenza L’ultimo scossone
l’ha dato Diego Lopez con l’infortunio di Parma. Un doppio
infortunio. Tecnico, con quel
retropassaggio di De Sciglio finito in porta e nella galleria
delle papere, e fisico: è stato in
quel momento che si è procurato la lesione al bicipite femorale. Lì per lì qualcuno aveva anche malignamente pensato che
la sua richiesta di intervento
allo staff medico fosse quasi un
modo per giustificare l’errore.
In realtà la lesione c’era davvero. La buona notizia è che siamo sulla strada giusta verso il
rientro. Sul quando ancora non
ci sono certezze, ma si balla fra
domenica 19 a Verona, alla ripresa del campionato, e la settimana successiva in casa con
la Fiorentina. Rivederlo al Bentegodi non è una sicurezza, ma
è una possibilità. «A Parma mi
sono infortunato prima dell’arrivo del pallone – ha raccontato ieri il portiere, fermo a due presenze, a Milan Channel –. Quando
stavo per controllarlo,
nel momento di appoggiare il piede, ho sentito
un dolore incredibile.
Da lì la mia testa ha perso
di vista la palla, come se fosse
bloccata. Ho sofferto molto in
queste quattro partite viste da
fuori. Spero di tornare in
gruppo la prossima settimana, magari già lunedì. Stiamo bene, dobbiamo vincere, siamo sulla strada giusta».
Girandola Dunque uno
dei pilastri su cui il Mi-
Diego Lopez,
32 anni,
è arrivato
quest’estate
dal Real AFP
lan ha deciso di appoggiarsi
quest’anno sta per tornare. Che
cosa succederà ora ad Abbiati?
Lo ha spiegato lui stesso dopo il
successo sul Chievo: «Le gerarchie sono ben definite, Diego è
un grandissimo portiere e un
bravissimo ragazzo, se starà
bene giocherà lui. Non nego
che ogni tanto divento un po’
matto, perché ero abituato a
scendere in campo sempre, ma
io sono il suo primo tifoso. Comunque a fine anno non mi ritiro...». Insomma, problema risolto alla radice. Nessun dualismo esasperato, Inzaghi – che
ha già il suo bel da fare nel decidere chi schierare in avanti –
non dovrà affrontare anche il
tema portieri. Per fortuna, verrebbe da dire, visto che sin qui
fra i pali è successo di tutto.
Riavvolgiamo il nastro di un
paio di mesi. Nell’idea del Milan la griglia di partenza prevedeva un passaggio graduale di
consegne da Abbiati (che aveva già chiarito come non avesse
problemi a fare il secondo) ad
Agazzi, con Gabriel possibilmente ceduto in prestito o di
nuovo sotto «tutoraggio». E’
successo che Agazzi ha giocato una tournée sotto le attese,
Abbiati si è dimostrato il più
affidabile, ma di lì a poco il
Milan ha comunque sfruttato l’opportunità Diego
Lopez, che si liberava
gratis dal Real. Cosa che
Abbiati ha faticato abbastanza a digerire. Risultato: lo spagnolo titolare,
Abbiati vice, Agazzi retrocesso a terza opzione. E Gabriel? Scartate alcune soluzioni poco gradite, è finito
in prestito a Carpi, dove all’inizio si era trovato in competizione con Kelava. Ora
gioca e a giugno tornerà a
Milanello. Chissà quale
situazione troverà.
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GLI ALTRI CUSTODI ROSSONERI
1
2
1 Christian Abbiati, 37 anni, è tornato al Milan nell’estate 2008
dopo i prestiti con Juventus, Torino e Atletico Madrid; 2 Michael
Agazzi, 30 anni, è stato acquistato dal Chievo questa estate.
Arrivato gratis, ha firmato un contratto triennale; 3 Gabriel,
22 anni, brasiliano, è stato ceduto in prestito al Carpi ANSA/FORTE/IPP
A COMO IN NOVEMBRE
KÖNIG Lettore MP3 compatto a
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IDE/SATA
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NEDIS chiede con urgenza ai consumatori che hanno acquistato uno o più dei prodotti
sopra menzionati, nel periodo da Giugno 2009 a Settembre 2014, di non utilizzarli e restituirli al punto di vendita. Riceverete l’accredito sugli articoli resi.
C’è un rischio di shock elettrico toccando le parti conduttive sull’adattatore USB o il cavo USB
del MP3-CASSETTE10, o toccando dispositivi connessi al CMP-USBIDESAT2.
Inoltre, per il CMP-USBIDESAT2 ci potrebbe essere un rischio di fuoco nel caso di un corto
circuito.
Poiché sicurezza è importante per NEDIS, è stata presa la decisione di richiamare tutti questi
prodotti dal mercato.
Per ulteriori informazioni, per favore contattate il vostro rivenditore locale o mandate un e-mail
a [email protected]
Ci scusiamo per l’eventuale disagio arrecato!
3
Anche Cruijff
sul campo
«Borgonovo»
Lunedì 10 novembre, in
via dei Mille a Como, sarà
inaugurato un «Cruijff Court»,
un campo di calcio in erba
sintetica: l’impianto sarà
dedicato alla memoria di
Stefano Borgonovo, l’ex
attaccante di Milan, Fiorentina
e Udinese scomparso nel
2013, 49enne, dopo anni di
dura lotta contro la Sla, la
Sclerosi laterale amiotrofica.
In giro per il mondo sono ormai
quasi duecento i campetti
allestiti dalla Fondazione
Cruijff, per promuovere lo
sport tra i ragazzi e
combattere le diseguaglianze
provocate dalla disabilità o dal
razzismo. All’inaugurazione
della struttura di Como,
finanziata pure da Fifa e Uefa,
parteciperà Johann Cruijff in
persona, fuoriclasse dell’Ajax e
del Barcellona negli anni
Settanta. Saranno presenti
anche Chantal Borgonovo,
moglie di Stefano, e Bernd
Fisa, dirigente Fifa che negli
ultimi anni si è molto
impegnato sul fronte della lotta
alla Sla. Borgonovo da
bambino era un grande
ammiratore di Cruijff. «Un
sogno diventa realtà - ha detto
Chantal -. Mio marito
ammirava così tanto Cruijff
che gli ha dedicato un capitolo
della sua autobiografia». La
struttura avrà i colori
dell’Olanda, l’arancione sarà
dominante. Il campo sarà un
luogo di aggregazione e di
educazione nel nome dello
sport, non solo del calcio.
s.v.
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Taccuino
CAGLIARI
Sant’Elia ampliato:
obiettivo Milan
(m.f.) La Commissione provinciale di vigilanza di Cagliari ha
approvato gli adeguamenti per la
fruibilità dello stadio Sant’Elia sull’ampliamento a 16 mila spettatori.
L’obiettivo del club di Giulini è ultimare la Curva Sud per mercoledì 29
ottobre, quando si giocherà Cagliari-Milan (ore 20.45), bruciando i
tempi rispetto alle previsioni iniziali.
AMICHEVOLI
Coda gol, il Parma
batte lo Shakhtar
(s.p.-s.f.) Il Parma ha battuto
1-0 (rete di Coda) lo Shakhtar Donetsk in un’amichevole che è servita a Donadoni soprattutto a provare
il 3-5-2, nonostante le molte assenze. Il tecnico non ha utilizzato Cassano e Galloppa. A Finale Emilia due
gol di Pavoletti nell’amichevole del
Sassuolo con il San Felice (Eccellenza) nell’ambito delle celebrazioni
per l’inaugurazione del campo sintetico dello stadio della cittadina
modenese, che fino a pochi mesi
dopo il sisma del 2012 aveva ospitato anche la tendopoli degli sfollati.
Oltre a Pavoletti, in gol Sansone e il
baby Maiorano.
BENEFICENZA
Nazionale Diplomatici
torneo in Tunisia
La Nazionale Diplomatici parteciperà al Torneo dell’Amicizia italo-tunisina, manifestazione benefica alla 7a edizione (ricavati alla Società Italiana di Assistenza). Le partite si disputeranno a La Marsa.
La famiglia Branchini Associati si stringe a Mino
per la triste scomparsa dell’adorata moglie
Paola Gennari
- Milano, 9 ottobre 2014.
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
LA GAZZETTA DELLO SPORT
15
SERIE A
Hanno azzoppato Pablo
Osvaldo out un mese, torna nel derby
Stiramento all’adduttore con l’Italia per la punta dell’Inter. E Mazzarri gli aveva detto di non forzare...
4
SALTA
7 PARTITE
S
C’è il derby
nel mirino
Lo stiramento
costringerà
Osvaldo ad
almeno un mese
di stop. Queste
le gare che
l’argentino
dovrà saltare:
possibile rientro
per il derby
il 23 novembre
19 ottobre
INTER
Napoli
ore 20.45
SERIE A
23 ottobre
INTER
St. Etienne
ore 21.05
EUROPA
LEAGUE
26 ottobre
Cesena
INTER
ore 18
SERIE A
29 ottobre
INTER
Samp
ore 20.45
SERIE A
1 novembre
Parma
INTER
ore 20.45
SERIE A
6 novembre
St. Etienne
INTER
ore 19
EUROPA
LEAGUE
9 novembre
INTER
Verona
ore 20.45
SERIE A
DAL NOSTRO INVIATO
Quelli che...
restano
LUCA TAIDELLI
@LucaTaidelli
APPIANO GENTILE (Como)
La mazzata è arrivata alla
Pinetina all’ora di pranzo. L’Inter
paga il temuto dazio alle nazionali senza che siano cominciati i
vari impegni. Nel finale della
partitella di ieri mattina a Coverciano, Pablo Daniel Osvaldo infatti ha infatti accusato uno stiramento di secondo grado all’adduttore sinistro. Una doppia
tegola, visto lo stop di almeno un
mese e una rosa è già all’osso alla voce attaccanti.
Ne salta sette Lo staff medico
nerazzurro si è subito messo in
contatto con il responsabile della Nazionale Enrico Castellacci.
Ma soltanto oggi alla Pinetina i
dottori Volpi e Casalini potranno
incontrare il ragazzo - rientrato
a Milano in serata - e vedere la
risonanza magnetica effettuata
in azzurro. Oggi quindi si potrà
essere più precisi sui tempi di recupero. Che dipenderanno non
soltanto dal grado esatto della
lesione («Tra il primo e il secondo» ha chiarito Castellacci) ma
anche dal punto in cui il muscolo
si è stirato. Se fosse all’inserzione infatti sarebbe un problema
miotendineo con tempi anche
più lunghi. Ma su questo sembra
esserci un certo ottimismo. Resta il fatto che Osvaldo salterà
almeno 7 partite: Napoli, Cesena, Samp, Parma e Verona in
campionato, oltre al doppio St.
Etienne in Coppa. L’obiettivo diventa il derby del 23 novembre,
alla ripresa dopo la prossima sosta per le nazionali.
Maledizione azzurra Quella
che sembra una maledizione per
il 28enne italoargentino, già costretto a rinunciare alla prima
convocazione di Conte, in settembre. Allora il problema era
stato prima articolare - dolore
all’anca dopo aver mancato il
pallone su un tiro al volo in allenamento - e poi muscolare alla
gamba destra, avendo corso male nello spezzone contro il Torino. Osvaldo fu poi in grado di
giocare alla ripresa, nel 7-0 contro il Sassuolo. Ma il sovraccarico di impegni - complice anche
un Palacio in ritardo di condizione - non ha certo aiutato Pablo
Mauro Icardi
21 anni, quest’anno ha giocato
tutte le partite in campionato:
per lui quindi 6 presenze
e 3 gol (tutti al Sassuolo) ANSA
Rodrigo Palacio
32 anni, all’Inter da 3 stagioni:
in campionato ha collezionato
5 presenze (con 3 subentri
e 2 sostituzioni) e zero gol FORTE
Pablo Daniel Osvaldo, 28 anni, attaccante dell’Inter: l’obiettivo è rientrare per il derby del 23 nevembre ANSA
DOPO L’ASSENZA A FIRENZE
E Guarin può diventare un caso
La Colombia lo farà giocare?
(m.d.v.) Sabato 4 ottobre, Guarin non
convocato in vista di Firenze per un trauma
contusivo-distorsivo alla caviglia sinistra
accusato nel match di Europa League contro il
Qarabag. Lunedì 6 ottobre, Fredy parte in
direzione New York (e si fa un selfie con
Cuadrado) perché convocato per due gare
amichevoli, Colombia-El Salvador (stanotte) e
Colombia-Canada (del 14). Naturalmente l’Inter,
che con la Federazione colombiana ha ottimi
rapporti anche grazie all’ex Ivan Ramiro Cordoba,
lascia partire il giocatore. Si sa, dalla nonconvocazione a oggi sono passati sei giorni e quel
trauma potrebbe essere assorbito. Di certo,
però, se il centrocampista colombiano (oggi
ancor più importante visto l’infortunio di Osvaldo)
dovesse giocare stasera e acuire il proprio
problema articolare, ecco che l’Inter non
gradirebbe. Si vedrà. Vedrà il c.t. Pekerman.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Daniel. Tanto che, nell’assegnare agli 11 nazionali i «compiti
per le vacanze» dopo il match di
Firenze, Mazzarri avrebbe raccomandato a Osvaldo di non forzare, in quanto già carico. Invece
è arrivato il crack, anche se l’Inter non è arrabbiata con lo staff
azzurro. Consapevole che queste cose vanno messe in conto.
Tra sfottò e coraggio verde Il
conto però è più salato se hai
creduto che per lottare su tre
fronti ti bastassero tre attaccanti
di ruolo, più una serie di centrocampisti adattabili a trequartista o seconda punta. Eppure la
differenza quando in campo
c’erano veri bomber è risultata
evidente. Ora resterebbero soltanto Icardi e Palacio, che verrà
testato nell’amichevole in famiglia di domenica, verifica importante anche per Jonathan. E i tifosi sui social si sono subito scatenati, tra preoccupazione e
sfottò. Come chi, memore del
lazzaretto dei tempi di Stramaccioni e con Tommaso Rocchi già
in Ungheria con l’Haladas, ha
suggerito di riprovarci con John
Carew, che però già nel febbraio
2013 non aveva superato le visite mediche dopo il k.o. di Milito.
A parte le battute, l’Inter invece
farà bene a credere nel «fai da
te». Che ha il nome di George
Puscas e Federico Bonazzoli. I
due Primavera hanno talento,
voglia e salute. In quattro gare
del campionato baby il romeno
ha segnato 10 reti, mentre l’italiano si è «fermato» a 5 in tre
uscite. Senza mandarli allo sbaraglio, ma si provi ad ignorare la
loro carta d’identità (18 e 17 anni) per vedere l’effetto che fa.
C’è il rischio di bruciarli? Scommettiamo che San Siro sarebbe
molto più comprensivo con loro
che con certe stelle dall’ingaggio
a sei zeri?
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Federico Bonazzoli
17 anni, bomber della Primavera
con cui ha realizzato 5 gol in tre
partite. In Serie A non ha ancora
visto il campo PHOTOPRESS
George Puscas
18 anni, punta della Primavera,
con cui ha fatto 10 gol in 4 gare
Zero partite in A PHOTOPRESS
IL SUMMIT A LONDRA, IL PRESIDENTE HA INCONTRATO I VERTICI NERAZZURRI E PARTECIPATO A UN CONVEGNO
IL SEGRETARIO UEFA
Thohir: «Necessario avere uno stadio nostro»
Infantino applaude
passaporto biologico
e anche Euro 2020
ET in Italia lunedì per
riunioni (anche con
Mazzarri), ripartirà
per affari e rientrerà
a Milano il 17 ottobre
LONDRA La rivoluzione
sarà in Champions, con il
cambio dei criteri di sorteggio
(in prima fascia la vincente
della Champions e i campioni
nazionali dei migliori Paesi del
ranking) e il passaporto
biologico come lotta al doping.
Ma Gianni Infantino, segretario
Uefa, ieri ha anche difeso
l’Europeo itinerante del 2020
(«Finalmente si festeggerà la
vittoria e non l’ospitalità che
crea business»), spiegato
l’allargamento del torneo
a 24 squadre («In Brasile 20
nazionali erano europee») e
bocciato l’idea della Premier di
giocare delle partite all’estero.
DAL NOSTRO INVIATO
ANDREA PUGLIESE
LONDRA (Inghilterra)
Lo cercano, lo fermano,
qualcuno prova anche a chiedergli cosa stia succedendo all’Inter. Lui sorride e accenna
una smorfia, ma preferisce
spostare il tiro. Al momento,
probabilmente, gli piace molto
più il futuro che il presente,
tanto che Erick Thohir parla
proprio di questo. «Guardiamo
all’Asia, è il mercato più florido
per sviluppare il brand. E puntiamo ad avere uno stadio nostro, condizione fondamentale
per competere ad alti livelli».
All’Inter di oggi, per ora, ci ha
pensato confrontandosi con il
direttore generale Fassone e
tornerà a pensarci nei prossimi
giorni, dopo il weekend londinese, quando farà un salto a
Milano (impegni presi da tempo) per poi volare altrove, in
Europa. Di certo, in quel blitz
ci sarà una chiacchierata di
persona anche con Mazzarri,
in attesa di tornare a Milano
prima del Napoli per una decina di giorni.
Brand globale Ieri al The
Sport Business Summer Thohir
ha parlato di globalizzazione
nello sport, insieme a Pallotta
(Roma) Irarragorri (Santos
Laguna) e Harris (Philadelphia 76ers e New Jersey Devils). «Cerco di essere a Milano
almeno una volta al mese. Ci
vuole passione e competenza,
per fortuna ho dei collaboratori di cui mi fido, con loro sto
studiando come diffondere il
marchio Inter nel mondo. Milano non è solo calcio ma anche moda e cibo, abbiamo un
futuro. L’Europa resta il riferimento, ma non possiamo dimenticare che abbiamo 90 milioni di tifosi e 260 potenziali,
di cui tanti in Asia e negli Usa.
Questo è il motivo delle Academy in India, Giappone e presto in Arabia Saudita, vogliamo crescere in quel mercato».
Questione stadio Thohir, poi,
passa alla questione stadio.
«Nella Mls 16 squadre su 20
hanno lo stadio di proprietà, è
vitale per competere. San Siro
è grande, non lo riempiamo
mai. E per rendere deve essere
attivo la metà dei giorni. Non
basta uno stadio grande ma
deve essere funzionale. Ne
stiamo parlando con l’amministrazione e col Milan, aspettiamo di sapere cosa voglia fare
con San Siro. Di certo, lo stadio
è fondamentale per il futuro».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
pug
Erick Thohir, 44 anni ANSA
16
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
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VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
LA GAZZETTA DELLO SPORT
17
SERIE A
A Sei portieri in nazionale A
IN PRIMA
SQUADRA
S
BRKIC
Serbia
28 anni,
all’Udinese dalla
stagione 201213. Debuttò in A
con il Siena nel
campionato
precedente.
Cresciuto nella
Vojvodina
S
MERET
Italia U19
17 anni compiuti
a marzo, da
tempo nel giro
azzurro: ha
giocato 2 partite
con la Nazionale
Under 16, 9
nella Under 17 e
1 nella Under 18
Udinese a porta vuota
Karnezis, Brkic, Scuffet, Meret, Radicon e Perisan sono impegnati
con le selezioni: oggi in amichevole c’è Kelava grazie a una deroga
chi dice che è più forte Scuffet,
chi indica in Meret il futuro per
l’Italia. Scuffet è stato oggetto
di una campagna mediatica incredibile. Prima per il suo debutto in A a 17 anni, poi per il
rifiuto estivo all’Atletico Madrid che lo ha fatto diventare
un idolo per i friulani. Ma Stramaccioni aveva già deciso di
puntare su Karnezis, un Dio
greco finora. Ha salvato la porta dell’Udinese in più occasioni. «La sua forza? L’esplosività e
la serenità, ricorda un po’ Julio
Cesar», ha detto il preparatore
dei portieri Alessandro Nista.
«Su Scuffet lavoriamo per farne un numero uno del futuro,
ha ancora da imparare», ha assicurato Strama che gli farà
giocare la coppa Italia.
FRANCESCO VELLUZZI
Strano, ma incredibilmente vero. L’Udinese, che ha
una rosa di 32 calciatori e un
parco giocatori di circa 100
unità, comprendendo anche i
club affiliati Watford e Granada, questo pomeriggio nell’amichevole che giocherà a
Villach contro il Wolfsberger
(capolista del campionato austriaco) dovrà mettere in porta
un portiere che non utilizzerà
mai e che a gennaio dovrebbe
ripartire per altri lidi. In tutta
fretta i dirigenti bianconeri
hanno ottenuto il nulla osta dal
Carpi per il croato Ivan Kelava
che dal club biancorosso se n’è
andato perché, dopo aver cominciato da titolare, gli era stato preferito il brasiliano Gabriel, in prestito dal Milan.
Sei in Nazionale Tutto questo
è successo perché l’Udinese ha
sei portieri convocati in nazionale. Il problema diventa un
vanto e inorgoglisce il club della famiglia Pozzo: sei portieri
bianconeri (oltre agli altri nazionali, stavolta il solo Muriel è
rimasto escluso) sono fuori sede. Il titolare Orestis Karnezis,
forse il migliore in questa prima fase del torneo, è il numero
uno della Grecia che ha ben fi-
Orestis Karnezis, 29 anni,
titolare nella Grecia FOTOPRESS
Simone Scuffet, 18 anni,
chiamato nell’Italia Under 19 IPP
gurato al Mondiale. Zeljko
Brkic, titolare lo scorso anno
nella prima parte all’Udinese, è
retrocesso a terzo, ma resta in
rosa nella Serbia. Ha rifiutato
la Samp, o l’Udinese non lo ha
mandato. Mistero. Ma Brkic lavora duro e ora è secondo. Ha
approfittato dell’infortunio di
Simone Scuffet, il bambino
prodigio che lo scorso campionato Francesco Guidolin ha
lanciato a Bologna e non ha più
tolto dal campo facendogli gio-
care (bene) 16 partite. Scuffet
si è ripreso dall’infortunio alla
caviglia, ed è stato convocato
nell’Italia Under 19. Dove, udite udite, è insidiato dal suo
compagno di squadra e titolare
nella Primavera, il ‘97 Alex Meret, altro prodotto friulano come Scuffet.
Maglia azzurra al sicuro Contro la Primavera del Parma si
sono divisi un tempo a testa.
Anche a Udine sono divisi: c’è
NAPOLI MENO GIORNI DI RIPOSO IN VISTA DELLA SFIDA CON L’INTER
Benitez cambia registro
Non ci sono più intoccabili
Stavolta non lascia
gli allenamenti a
Pecchia e sta
riprendendo in
pugno il gruppo
GIANLUCA MONTI
NAPOLI
Rafa Benitez tornerà oggi a Liverpool dopo aver diretto di buon mattino l’ultimo allenamento settimanale. Stavolta, a differenza della precedente sosta di campionato, il
tecnico spagnolo non salterà
neppure una seduta: ha dato
appuntamento alla squadra
martedì pomeriggio. Dunque,
giorni di riposo ce ne saranno
perché Benitez è coerente con i
suoi metodi di lavoro, ma nessun allenamento verrà demandato al vice Pecchia.
Residenza Castelvolturno Si è
risentito Benitez con chi ha
messo in dubbio la sua professionalità. Che sia un perfezionista è garantito, che sia il primo ad arrivare e l’ultimo ad
andar via dal centro sportivo
del Napoli è un dato di fatto (e
non solo perché vive nell’albergo adiacente i campi di allenamento). Tuttavia, i suoi
metodi sono sempre stati «british»: tanto lavoro con il pallone, poche doppie sedute e pochissimi ritiri. Quando è andato via per una settimana a settembre, però, ha ugualmente
Rafa Benitez, 54 anni, con il Napoli ha vinto l’ultima coppa Italia ANSA
stupito tutti. Era il momento
più difficile della sua gestione
con il Napoli appena eliminato
dalla Champions, ma lui non
aveva rinunciato al viaggio in
Inghilterra. Una volta tornato
ha racimolato solo un punto in
tre partite contro Chievo, Udinese e Palermo. Così, dopo il
pari con i rosanero anche Benitez è cambiato: ha annullato il
consueto giorno di riposo per
la squadra, ha tenuto un lungo
discorso motivazionale nello
spogliatoio e poi si è dedicato a
qualche colloquio individuale
per capire i motivi di una crisi
che stava per deflagrare.
Meritocrazia Giovedì 25 settembre Benitez si è ripreso il
Napoli. Ha fatto intendere a
tutti che Bilbao doveva essere
archiviata e ci è riuscito toccando le corde giuste con quegli elementi che più degli altri
avevano accusato il colpo dell’uscita dalla Champions: non
a caso, a Sassuolo la domenica
successiva l’assist è stato di Higuain ed il gol vittoria di Callejon. Benitez ha detto anche a
loro che, turnover a parte,
avrebbe deciso l’undici da
mandare in campo sempre e
solo in base agli allenamenti e
mai in virtù del curriculum.
Niente più scelte di comodo
ma la meritocrazia al potere,
con Gargano, Britos e Lopez,
per esempio, che nelle gerarchie hanno sopravanzato Inler, Jorginho e Ghoulam. Da
questi segnali chiari è nata la
riscossa del Napoli, che adesso
ha la forza dei nervi distesi da
contrapporre domenica prossima all’Inter di Mazzarri a
San Siro, dove dovrebbe esserci anche De Laurentiis che sta
rientrando dagli States.
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Gli altri due Ma oggi in Austria l’Udinese deve affidarsi al
riciclato Kelava perché l’emergenza è totale: altri due giovani
promettenti sono in Nazionale:
lo sloveno Mattia Radicon,
classe ‘96, chiamato dall’Under
19 slovena (ma oggi c’è), e Samuele Perisan, ‘97, convocato
nell’Under 18 azzurra. Sembrava che dopo aver venduto Handanovic l’Udinese fosse nei
guai col portiere. A giudicare
dal valore del suo parco numeri
uno non sembra proprio.
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DAL
VIVAIO
S
RADICON
Slovenia U19
18 anni, nato in
Slovenia,
portiere della
squadra
Primavera, è
stato convocato
nella Nazionale
Under 19 del suo
Paese
CLASSIFICA
SQUADRE
PUNTI
JUVENTUS
ROMA
SAMPDORIA
UDINESE
MILAN
VERONA
NAPOLI
LAZIO
FIORENTINA
INTER
GENOA
EMPOLI
CESENA
TORINO
CAGLIARI
CHIEVO
ATALANTA
PARMA
PALERMO
SASSUOLO
18
15
14
13
11
11
10
9
9
8
8
6
6
5
4
4
4
3
3
3
G
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
PARTITE
V N
6 0
5 0
4 2
4 1
3 2
3 2
3 1
3 0
2 3
2 2
2 2
1 3
1 3
1 2
1 1
1 1
1 1
1 0
0 3
0 3
P
0
1
0
1
1
1
2
3
1
2
2
2
2
3
4
4
4
5
3
3
RETI
F S
13 2
11 4
7 2
9 5
13 9
6 5
8 7
11 7
5 3
11 8
6 6
8 8
5 10
4 7
7 9
5 9
2 8
11 16
6 14
3 12
CHAMPIONS PRELIMINARI CHAMPIONS
EUROPA LEAGUE RETROCESSIONE
PROSSIMO TURNO
S
PERISAN
Italia U18
17 anni compiuti in
agosto, fa parte
della formazione
primavera.
Cresciuto nel
vivaio, è stato
convocato nella
Nazionale
Under 18
Sabato 18 ottobre
ROMA-CHIEVO ore 18
SASSUOLO-JUVENTUS ore 20.45
Domenica 19 ottobre, ore 15
FIORENTINA-LAZIO ore 12.30
ATALANTA-PARMA
CAGLIARI-SAMPDORIA
PALERMO-CESENA
TORINO-UDINESE
VERONA-MILAN
INTER-NAPOLI ore 20.45
Lunedì 20 ottobre
GENOA-EMPOLI ore 20.45
MARCATORI
6 RETI Tevez (2 rigori) (Juventus).
4 RETI Osvaldo (Inter); Djordjevic (Lazio);
Honda (Milan); Callejon (Napoli); Cassano (1)
(Parma); Di Natale (Udinese).
3 RETI Ekdal (Cagliari); Pucciarelli (Empoli);
Matri (Genoa); Icardi (Inter); Menez (2) (Milan);
Vazquez (Palermo); Gabbiadini (Sampdoria);
Quagliarella (Torino).
2 RETI Cossu (1) e Sau (Cagliari); Paloschi
(Chievo); Tonelli (Empoli); Babacar (Fiorentina);
Pinilla (Genoa); Kovacic (Inter); Vidal (1)
(Juventus); Candreva, Mauri e Parolo (Lazio);
Muntari (Milan); Belotti (Palermo); Coda
(Parma); Destro e Florenzi (Roma); Gastaldello
(Sampdoria); Berardi (1) (Sassuolo); Thereau
(Udinese); Ionita e Tachtsidis (Verona).
18
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
SERIE B FINE DEL TORMENTONE
Bologna decaffeinato, inizia l’era Usa
La svolta di Guaraldi spiazza mister Segafredo e apre all’americano Tacopina: i tifosi festeggiano
103
gli anni
trascorsi a
Bologna
dall’ultimo
presidente
straniero: Emilio
Arnstein, di
nazionalità
austroungarica
52
per cento è la
quota di
maggioranza del
presidente
Albano Guaraldi
7
gli scudetti
vinti dal
Bologna, l’ultimo
50 anni fa
Ribaltone Invece succede
che Joe Tacopina e Joey Saputo calano l’asso vincente, ovvero un extra bonus per i soci
che arriva a 6,3 milioni tra
cash e cessione di credito
(600mila euro in più rispetto
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9/12/1977 le inserzioni di ricerca di personale
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S
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contro Luca Baraldi, uomo di
fiducia di Zanetti, presenta il
piano di risanamento dell’imprenditore veneto, già esposto
in mattinata a Guaraldi e Morandi che, a parole, continuano a sostenere questa soluzione. Zanetti è pronto a mettere
una somma non inferiore a 15
milioni per chiudere la stagione ma non a liquidare i soci
che all’improvviso cambiano
l’indirizzo presidenziale diventando decisivi in questa
partita. Infatti, dopo una lunga analisi, sono i corifei di
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Guaraldi a votare a favore della linea Usa, Guaraldi si astiene, Morandi non c’è e Baraldi,
capita l’antifona, lascia il CdA
in anticipo perché ormai gli
americani hanno il punto in
mano. Così poco prima della
mezzanotte il Bologna si veste
con la bandiera Usa che i tifosi, in maggioranza pro Tacopina, sventolano a Casteldebole.
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vuoto di sei anni fa vede affermarsi la sua rivincita, invia un
messaggio ai tifosi nel quale si
legge che «Il nostro gruppo ha
appreso con entusiasmo la decisione del CdA del Bologna
FC di accettare la nostra offerta per l’acquisto della società.
Siamo onorati di diventare i
prossimi proprietari di questo
storico club». Tacopina tornerà in città lunedì per avviare il
closing e intanto ha riattivato i
contatti con Fenucci e Corvino
per portarli in società. Dall’altra, c’è Gianni Morandi che tra
le righe lascia trasparire dubbi
sul vero interesse dei soci in
questa operazione: «Spero
che la decisione del Cda, alla
quale non ho partecipato per
motivi di lavoro, sia stata presa per il bene del club e della
città - chiosa il cantante e azionista - io ero, come si sa, a favore di Massimo Zanetti, al
quale ho mandato un ringraziamento, ma sono sopratutto
un tifoso e sarò il primo ad applaudire gli americani, se realizzeranno tutto quello che
hanno promesso». Dopo tante
parole, è l’ora di fare i fatti.
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BOLOGNA (a.to) Per la seconda volta,
dopo quella del gennaio 2011, Massimo Zanetti
viene dunque respinto dal Bologna. Ieri il Re del
caffè è rimasto silente nella sua dimora di
Treviso dove lo ha raggiunto il braccio destro
Luca Baraldi per analizzare una sconfitta
inattesa. «Zanetti è molto amareggiato e deluso
per l’epilogo di questa vicenda - commenta
Baraldi - non riesce a spiegarsi i motivi di
questo ostracismo nei suoi confronti. Di sicuro
stavolta ha davvero chiuso col Bologna, non
vuole che il suo nome venga più associato a
quello della società rossoblù». Dopo questo
colpo di scena, ci saranno strascichi legali?
«Volendo - spiega ancora Baraldi - ci
sarebbero gli estremi per valutare in giudizio
l’attività dei soci, ma Zanetti non ha alcuna
intenzione di procedere. Il suo rapporto con il
Bologna finisce qui»
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Tutto in una notte. Il Bologna cambia il terzo padrone
nel giro di 14 giorni durante
un Consiglio d’amministrazione straordinario convocato
dal proprietario uscente ed ormai esautorato Albano Guaraldi, ristretto a cinque soggetti. Tra le 20 e le 23 a Casteldebole viene stravolto il mondo
rossoblù dal rilancio degli investitori Usa e dal voltafaccia
del Consiglio che rimpalla
Massimo Zanetti, indicato come il nuovo patron in pectore
dopo il viaggio a Treviso di
Guaraldi e Morandi del 25 settembre che avevano chiesto e
ottenuto il ritorno di Mr Segafredo per garantire la continuità aziendale del club, altrimenti destinato a finire in tribunale. Solo sabato scorso Zanetti, presente alla partita dei
rossoblù a Vicenza, si era
esposto in pubblico come futuro presidente scandendo i
punti del suo intervento su
squadra e società.
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VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
LA GAZZETTA DELLO SPORT
19
SERIE B IL CONFRONTO
4
GIUSEPPE
SANNINO
S
Giuseppe
Sannino
è nato il 30
aprile 1957 a
Ottaviano
(Napoli)
S
Gli inizi
Comincia ad
allenare nel
1998 alla
Biellese in C2.
Dopo due
stagioni all’Alto
Adige, allena
Meda,
Sangiovannese,
Varese,
Cosenza, Lecco
e Pergocrema
S
La svolta
Nell 2008-09
Sannino ritorna
a Varese e in
due anni sale
dalla C2 alla B.
Nell’estate 2011,
persi i playoff,
va comunque in
A (Siena). Dopo
aver allenato
Palermo, Chievo
e gli inglesi del
Watford, arriva
la chiamata del
Catania
Ma amici mai
Sannino contro Mangia
Il Cibali nel loro destino
Insieme a Varese, entrambi a Palermo, rivali in Catania-Bari
Li riunisce lo stadio dove uno conobbe la A e l’altro un esonero
FRANCESCO CARUSO
Il vecchio Cibali ospita
domenica Catania-Bari, una
partita dal forte sapore di A e
che rimette di fronte 2 pessimi
amici. Beppe Sannino contro
Devis Mangia, tutto li divide,
nulla li potrà mai unire, a parte 3 cose: il Varese dove è sbocciata la loro carriera, Sean So-
gliano, d.s. del Verona che li
lanciò nel club lombardo e il
4-4-2, anche se oggi sono stati
costretti a virare verso il 4-3-3.
Si ritrovano dopo 3 anni e 10
giorni, l’ultima volta era stato
il 2 ottobre del 2011, sempre
in Sicilia, ma alla Favorita: Palermo-Siena ed ebbe la meglio
Mangia vincendo 2-0. Il tecnico allora rosanero alla vigilia
si era aggiudicato anche il derby dell’ironia commentando
così l’incombente sfida con
Sannino: «Farei pagare il biglietto ai bordocampisti tv, in
panchina non siamo lord inglesi: si divertiranno».
Il panettone In effetti ci sarebbe un’altra cosa che accomuna Sannino e Mangia: hanno esordito in A lo stesso giorno, l’11 settembre, una data
che per loro non evoca catastrofi epocali, semmai l’illusione di una carriera apparentemente già lanciata e che oggi è retrocessa di un gradino.
Pure quel giorno, l’11 settembre 2011, andò meglio all’allenatore del Palermo vittorioso
in casa per 4-3 niente meno
che contro l’Inter, mentre Sannino dovette accontentarsi di
un pareggio striminzito (0-0)
proprio al Cibali contro il Catania, cioè in quello che è di-
46
Gare in B di Sannino
Ecco il bilancio in Serie B
di Beppe Sannino: 17 vittorie,
22 pareggi e 7 sconfitte
Giuseppe
Sannino, 57 anni,
ha preso il posto
di Pellegrino
ventato il suo stadio e contro
la squadra che oggi spera possa riportarlo in A. Giusto per la
cronaca, nella stagione della
loro prima volta in A, in assoluto andò meglio a Sannino
che non solo ottenne una magnifica salvezza, ma guidò il
Siena fino a una storica semifinale di Coppa Italia (sconfitta col Napoli). Il più giovane
Devis riuscì a mangiare il panettone, ma gli andò di traverso: fu esonerato il 19 dicembre
da Zamparini dopo una sconfitta per 2-0 nel derby di Catania (guarda caso ancora al Cibali) dopo aver commesso una
grossa ingenuità: aver offerto
il panettone ai giornalisti alla
vigilia della partita.
tratto col Siena che avrebbe
dovuto guidare per un altro
anno. Naturalmente fu esonerato (a settembre) e poi richiamato (a marzo) sfiorando solo
una salvezza ormai quasi impossibile. E torniamo ai giorni
nostri e quest’altro capitolo
della sfida fra i due carissimi
nemici. Bordocampisti, preparate i soldi del biglietto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Via vai In effetti su quella
panchina avrebbe dovuto sedere Sannino: Zamparini lo
aveva contattato prima di
prendere Pioli (licenziato prima dell’inizio del campionato
e sostituito con Mangia, pescato dalla Primavera rosanero). Sfortuna volle però che il
Varese di Sannino, poco prima
dei playoff, venisse sconfitto
5-0 a Siena e il presidente del
Palermo tornò sui suoi passi.
Salvo ripensarci ulteriormente nell’estate 2012, chiamando Sannino che rescisse il con-
31
Gare in B di Mangia
Ecco il bilancio in Serie B
di Devis Mangia: 12 vittorie,
11 pareggi e 8 sconfitte
4
DEVIS
MANGIA
S
Devis
Mangia
è nato il 6
giugno 1974 a
Cernusco sul
Naviglio (Milano)
S
Gli inizi
Dopo le
esperienze tra i
dilettanti con
Varese, Tritium,
Ivrea, Varese e
Valenzana, nell
2010 torna a
Varese per la
Primavera
S
La svolta
Nel 2011 va a
Palermo e a fine
agosto lascia la
Primavera per
allenare la
prima squadra
al posto di Pioli
fino a dicembre.
L’estate
successiva
passa all’Under
21 e arriva
secondo
all’Europeo
2013. L’anno
scorso era allo
Spezia, da luglio
è a Bari
Devis Mangia,
40 anni, prima
stagione alla
guida del Bari
D’ANNIBALE
IL PROGRAMMA
Domani due gare
Nasca arbitra
Modena-Brescia
Gli arbitri dell’8a giornata:
COSI’ DOMANI
Pro Vercelli-Spezia Di Paolo
di Avezzano (ore 18).
Modena-Brescia Nasca di
Bari (ore 20.30).
COSI’ DOMENICA (ORE 15)
Catania-Bari Candussio di
Cervignano (ore 12.30).
Avellino-Carpi Manganiello di
Pinerolo.
Crotone-Pescara Abbattista
di Molfetta.
Entella-Ternana Gavillucci di
Latina.
Latina-Bologna Maresca di
Napoli.
Livorno-Trapani Merchiori di
Ferrara.
Lanciano-Vicenza Saia di
Palermo.
Perugia-Frosinone Minelli di
Varese (ore 20.30).
COSI LUNEDÌ
Varese-Cittadella La Penna
di Roma (ore 20.30).
L’ALTRO ANTICIPO
Spezia a Vercelli
Bjelica è pronto
a rilanciare Ebagua
La prima partita di
questa 8a giornata sarà Pro
Vercelli-Spezia, che inizia alle
ore 18 (Modena-Brescia sarà
alle 20.30). La novità più
attesa è sul fronte ligure,
visto che il tecnico Bjelica
intende rilanciare Ebagua
dopo la sorprendente
esclusione del turno scorso:
allo Spezia mancano i
nazionali Datkovic, Bakic e
Brezovec, mentre Ardemagni
ha un guaio a una caviglia.
CLASSIFICA Questa la
situazione in Serie B dopo 7
giornate: Perugia p. 14;
Frosinone, Carpi, Avellino e
Trapani 12; Bologna e Livorno
11; Pro Vercelli, Ternana,
Modena, Spezia e Lanciano
10; Bari 9; Cittadella, Latina,
Vicenza e Varese (-1) 7;
Pescara, Catania, Crotone e
Brescia 6; Entella 5.
EVANGELISTA
LEGA PRO GLI ANTICIPI
Ascoli-Pisa, grandi ricordi
Ora il più atteso è Perez
L’attaccante di
casa, autore di 4
gol, è l’ex di turno:
«Voglio vedere
chi è il più forte»
PEPPE ERCOLI
ASCOLI PICENO
22 reti, ho un bel ricordo e credo di essere ben voluto anche
io. Da lì ho fatto il salto in B la
staguione scorsa, al Cittadella, e adesso conto di tornarci
con l’Ascoli». Questa partita
vale davvero la promozione?
«Sono curioso di vedere il valore di queste due squadre, date per favorite da tutti, messe
di fronte. Anche se alla fine
sempre di tre punti si tratta;
credo che per vincere il campionato sia più importante la
continuità e non solo prevalere nello scontro diretto». Al
Del Duca ci sarà un gran pubblico, anche se mancherà il
grosso dei tifosi pisani che non
hanno la tessera del tifoso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ascoli e Pisa all’epoca
dei presidenti Costantino Rozzi e Romeo Anconetani furono
protagoniste di sfide avvincenti, anche in Serie A, con
uno dei più bei gol del calcio
italiano, la spettacolare rovesciata del bianconero Domenico Agostini (1987-88, finì
2-2 ad Ascoli). Le due squadre
si ritrovano stasera in un campionato che sentono stretto,
soprattutto il Pisa che al ripescaggio in B a fine agosto
c’aveva fatto la bocca e ora
mastica amaro, manifestando
un certo nervosismo. L’Ascoli
del post fallimento è in fase di
rinascita, ma ambisce ad essere l’alternativa ai toscani.
Il più atteso Il tecnico Petrone punta molto sull’ex di turno, Leonardo Perez, quattro
gol per lui in questo inizio di
stagione, l’ultimo entrando
nel finale a Savona, valso la
vittoria. Stavolta partirà titolare e racconta: «Con il Pisa ho
giocato 54 partite e segnato
Leonardo
Perez,
25 anni, ha
giocato a Pisa
dal 2010 al
2013 e dalla
scorsa estate
è all’Ascoli
COSI’ IN CAMPO (ORE 20.45)
Queste le probabili formazioni di stasera (ore 20.45).
ASCOLI (4-2-3-1) Lanni; Avogadri, Mori, Mengoni, Cristiano Rossi; Addae,
Pirrone; Mustacchio, Berrettoni, Chiricò; Perez. (Ragni, Barison, Pelagatti,
Carpani, Gualdi, Bangal, Altinier). All.
Petrone.
PISA (3-4-3) Pelagotti; Lisuzzo, Paci,
Sini; Pellegrini, Morrone, Iori, Misuraca; Napoli, Arma, Frediani. (Moschin,
Dicuonzo, Mandorlini, Finocchio, Giovinco, Berretta, Stanco). All. Braglia.
ARBITRO Marini di Roma (RizzatoRossini).
L’ALTRA GARA ORE 19.30
la situazione
A Como è derby
con la Pro Patria
in diretta sulla Rai
Le altre sfide dell’8a giornata
Domani sera c’è Spal-Teramo
La prima partita di
questa giornata è il derby
lombardo tra Como e Pro
Patria, che sarà anche
trasmesso da Rai Sport 1.
Così in campo (ore 19.30):
COMO (3-5-2) Crispino;
Ambrosini, Lebran, Curti;
Rolando, Fietta, Comentale,
Cristiani, Casoli; Defendi, Le
Noci. (Falcone, Marchi, Rinaldi,
Ardito, Cristofari, De Sousa,
Ganz). All. Colella.
PRO PATRIA (4-4-2) Melillo;
Guglielmotti, Zaro, Gerolino,
Graham; Candido, Bovi,
Cannataro, D’Errico; Serafini,
Baclet. ( Perilli, Anderson,
Panizzi, Casantini, Lacchini,
Cannoni, Terrani). All. Oliveira.
ARBITRO Guarino di
Caltanissetta (Badoer-Trivelli).
MERCATO La Salernitana ha
ingaggiato Andrea Bovo (ex
Pescara). Alla Paganese (via
anche Marco Cuoghi, figlio del
tecnico esonerato) va Vittorio
Bernardo, ex Messina.
COSI’ DOMANI
ORE 14 AlbinoLeffe-Feralpi Salò e Giana-Torres (A); Pistoiese-San Marino (B).
ORE 14.30 Lecce-Casertana (C).
ORE 15 Mantova-Pavia (A); L’Aquila-Lucchese e Santarcangelo-Reggiana (a Rimini, B); Ischia-Foggia (C).
ORE 16 Venezia-Monza (A); Pro Piacenza-Prato (B); Salernitana-Savoia (C).
ORE 17 Lumezzane-Real Vicenza (A); Grosseto-Tuttocuoio
(B); Cosenza-Paganese (C).
ORE 18 Cremonese-Alessandria (A); Forlì-Ancona (B); Aversa
Normanna-Melfi (C).
ORE 19.30 Sudtirol-Renate (A); Matera-Reggina (C).
ORE 20 Arezzo-Pordenone (A); Carrarese-Gubbio (B); Juve
Stabia-Messina (C).
ORE 20.30 Spal-Teramo (B).
ORE 20.45 Novara-Bassano (A); Pontedera-Savona (B); Barletta-Benevento (C).
COSI’ DOMENICA
ORE 14.30 Lupa Roma-Martina (C).
ORE 15 Vigor Lamezia-Catanzaro (C).
LE CLASSIFICHE
Questa la situazione nei tre gironi dopo 7 giornate:
GIRONE A Bassano p. 16; Pavia, Como e Real Vicenza 14; Torres 13; Arezzo 12; Sudtirol 11; Alessandria, Monza e Venezia
10; Novara e F. Salò 9; Cremonese e Giana 8; Renate 7; Lumezzane 6; AlbinoL., Pro Patria e Pordenone 5; Mantova 3.
GIRONE B Spal p. 13; Pisa, Tuttocuoio, Ascoli, Reggiana e Teramo 12; Grosseto e Pontedera 10; Carrarese, Prato e Forlì 9;
L’Aquila, Pistoiese, Lucchese e Gubbio 8; Ancona 6; San Marino e Savona 5; Santarcangelo 4; Pro Piacenza (-8) 1.
GIRONE C Benevento e Salernitana p. 15; Catanzaro, Casertana, Lupa Roma e Juve Stabia 14; Matera e Vigor Lamezia
12; Lecce 11; Reggina e Barletta 8; Savoia, Foggia (-1), Ischia
e Messina 7; Melfi 5; Paganese 4; Aversa Normanna e Cosenza 3; Martina 2.
20
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
laNazionale
di FABIO LICARI
iamo sinceri: se De Rossi non fosse infortunato, e se Verratti non si fosse fatto male,
S
Pirlo (al quale oggi diamo l’Italia chiavi in mano) non sarebbe qui. Niente di scandaloso, considerato il recente guaio muscolare e il recupero
all’ultimo minuto. Ma dalle prima parole di
Conte c.t. era sembrato chiaro un concetto: lo
juventino non è proprio al centro del progettoItalia che prevede invece un play di copertura,
potente, che sappia scalare in difesa all’occorrenza. Lavoro che De Rossi svolge splendidamente nella Roma e anche in Nazionale, come
visto contro Olanda e Norvegia. Pirlo è un’altra
cosa. Non migliore né peggiore, ma diversa.
De Rossi ha oggi un raggio d’azione più limi-
l’Editoriale
tato, presidia la mediana bassa (magari pestandosi un po’ i piedi con Bonucci), garantisce protezione totale e gestisce la partenza della manovra lasciando poi che il gioco fluisca per altre
corsie. Pirlo non può essere incatenato alla sua
metà campo: ha una posizione media molto più
alta, e molto meno regolare, di quella del romanista. Prende più iniziative e, visto che togliergli
il pallone dai piedi è difficile, con un dribbling
può creare superiorità a centrocampo. De Rossi
non ha molto da invidiargli nel lancio lungo, ma
non può competere nelle aperture imprevedibili dalla trequarti che squarciano le difese.
Sulla loro convivenza Conte è stato chiaro:
difficile vederli assieme (così come uno dei due
laPuntura
DOPING EBOLA DELLO SPORT
f
MA IL VACCINO ESISTE...
l doping è l’ebola dello sport. Eppure da un
Ia lungo,
po’ di giorni non se ne parla più. Non durerà
credo. Ma siamo in autunno e c’è rischio che calino le prime nebbie, quindi conviene tenere accesi i riflettori... Riassumo: la guerra alle pratiche illecite è una faccenda complicata e semplicissima allo stesso tempo. I lettori
del triste noir su Alex Schwazer conoscono bene il gioco. Le guardie rincorrono il ladro che
sta avanti almeno un passo. Obiettivo dell’inseguimento è ridurre il suo vantaggio e acchiapparlo di sorpresa prima che falsifichi il risultato
di una competizione spargendo un contagio
che uccide la credibilità dello spettacolo agonistico e tutto quanto ci gira intorno, business
compreso.
be comodo fare di Schwazer, com’è accaduto
ad Armstrong, l’uomo nero. E della sua dama
bianca Carolina Kostner un diversivo rosa
shocking. L’amara verità è che il virus non si
annida soltanto nell’atletica o nel ciclismo, ma
in tutte le discipline, comprese quelle dove non
si suda.
Per questo conviene anzitutto al Coni garantire la terzietà dei controlli, cioè l’indipendenza
rispetto a tutti i soggetti interessati. La soluzione apparentemente più facile e drastica sarebbe quella di sottrarre al Foro Italico la potestà
sull’antidoping. Ma ciò comporta un serie di
problemi non trascurabili sul fronte tecnico (la
necessaria continuità tra attività di vigilanza e
giustizia sportiva, la certificazione dei laboratori, i finanziamenti) e soprattutto politico.
L’eventuale efficienza dello Stato in materia di
controlli è tutta da verificare, mentre l’autonomia dello sport resta un valore fondamentale,
una garanzia non negoziabile anche di fronte
all’emergenza.
La vicenda ben ricostruita dai magistrati di
Bolzano offre insegnamenti di puro buon senso
che prescindono dalle considerazioni politiche. Se il marciatore che ha vinto l’oro a Pechino nel 2008 arriva alla vigilia della sua seconda
Esiste un’altra via per assicurare al sistema
Olimpiade pieno di
antidoping una diriadditivi come un uogenza credibile senvo e viene fermato
za terremotare l’imdal Cio e dalla Wada,
pianto legislativo
qualcosa di serio non
che sorregge lo sport
funziona nei controlitaliano? Sì, ed è
li antidoping italiasemplice: il Coni doni. Non è una novità.
vrebbe varare un
Tranne un breve e luprocesso di nomina
minoso periodo in
che tagli di netto con
cui i nostri inquirenti
le liturgie del passaarrivarono a smanto. Non servono nuotellare con l’Operave norme, basta la
ciòn Puerto il laboratrasparenza. Agendo
torio del dottor
di concerto con il miFuentes, il Coni non
nistero della Salute,
ha mai brillato per
dunque con il Goverefficienza investigano, individui una
tiva. Eppure, al conpersona altamente
trario di altri Paesi,
qualificata e dichial’Italia ha una buona
ratamente estranea
legge che fa del doai giochi affidandoping un reato pena- Alex Schwazer, 29 anni prima dell’Olimpiade di Londra AFP gli la direzione della
le. E pure la giustizia
Nado e, in piena auamministrata dallo stesso Coni ha tutti gli stru- tonomia, la composizione della squadra. La
menti per agire.
giustamente celebrata Usada - l’agenzia che ha
incastrato Armstrong e Marion Jones - ha iniI controlli in Italia sono affidati a un’agenzia, ziato così. Pur essendo nata dal comitato olimla Coni-Nado, che sulla carta gode di ampia au- pico americano e affiliata alla Wada, gode di
tonomia. In realtà è il Coni, che campa dei ri- una totale indipendenza operativa.
sultati ottenuti dagli atleti ai mondiali e alle
Olimpiadi, a nominarne vertici e funzionari.
Giovanni Malagò è un innovatore convinto.
Così, ogni volta che qualcuno viene pizzicato E in materia di antidoping è credibile. Anche se
dalla Wada e non dai nostri si innesca il corto- all’interno del Coni e nelle federazioni non
circuito: controllato e controllore, se non sono mancano i frenatori, è ora di prendere coraggio
proprio la stessa persona, certamente vivono e affrontare una questione non più rimandabisotto lo stesso tetto. E hanno interessi comuni. le. Il governo, che ha altrettante responsabilità,
Ai tempi del professor Conconi era lo Stato a deve dargli una mano forte e risposte rapide.
finanziare l’esperto dopatore. Oggi non si può Non di solo Jobs Act vive l’Italia. Anche lo sport
dire che le istituzioni abbiano incoraggiato ha la sua importanza e le sue urgenze.
pratiche illegali. Nella carte del caso Schwazer
non si ravvisa un disegno razionale e articolaNon credo all’assioma secondo cui allenanto. Semplicemente è accaduto che chi doveva dosi duro e restando puliti non si vince. Se ne
vedere non ha visto. Resta da stabilire se sia fossi convinto liquiderei la Gazzetta e i suoi
una distrazione reiterata oppure se qualcuno quasi 120 anni di storia. Ma ammettiamo pure
abbia deliberatamente volto lo sguardo dall’al- che un sistema antidoping efficiente e severo
tra parte.
possa rendere ancor più scarno del previsto il
medagliere italiano a Rio nel 2016. Che facciaIn ogni caso, il sistema si è dimostrato un co- mo, alziamo bandiera bianca? Pensate che sallabrodo. La quantità di atleti che sistematica- to culturale farebbe il nostro movimento spormente aggiravano l’obbligo di reperibilità (sa- tivo, e noi tutti come popolo, se il Coni decidesrebbero addirittura centinaia nelle varie disci- se di correre il rischio. La Gazzetta è disposta
pline) autorizza il sospetto che il marciatore al- sin d’ora ad appoggiarlo e a non misurare più le
toatesino non fosse l’unico ad approfittarne. spedizioni azzurre sul numero delle medaglie.
Sospetto, non certezza. Ma ugualmente inac- Perdere con onore per una causa giusta. Suona
cettabile perché i controlli a sorpresa, insieme talmente bene da sembrare già una vittoria. E
al passaporto biologico, sono l’unica arma in se poi si vince davvero - come succederà a chi
grado di colpire gli abusi. Sulla Gazzetta avete ha talento - varrà il doppio.
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letto cronache dure, non pezzi di colore. Sareb-
21
DE ROSSI-VERRATTI NELL’IDEA CONTE
MA PIRLO RESTA SEMPRE UN VALORE
di ROBERTO PELUCCHI
di ANDREA MONTI
LA GAZZETTA DELLO SPORT
Tavecchio scrive a Blatter:
vogliamo far evolvere il nostro
calcio. E come prima mossa
siamo passati dalle scimmie
mangiabanane a Lotito.
con Verratti), salvo situazioni che richiedano
speciale possesso palla, perché le mezzali devono essere marcatori-incursori come Marchisio
e Florenzi (o Vidal). Insomma, contro la Croazia può riproporsi il dualismo tra due leader riconosciuti di quest’Italia. Di sicuro Conte valuterà ogni singola occasione: lo juventino può
farsi preferire contro squadre più chiuse, il romanista quando occorre più attenzione. Poi c’è
la possibilità, per niente remota, che De Rossi
scali tra i centrali sostituendo (o aggiungendosi
a) Bonucci: l’abbondanza è sempre una bella
cosa. E Pirlo tutto tranne un elettrodomestico
da buttare.
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ilCommento
Ecco un campionato
con vista sull’Europa
per rilanciare il basket
Diverse buone notizie: l’aumento del
pubblico, altre meno: pochi italiani in rosa
laVignetta
DI STEFANO FROSINI
La presentazione a casa Gazzetta con i capitani e gli allenatori delle
squadre che parteciperanno al campionato numero 93. Tra loro il
presidente delle Federazione, Gianni Petrucci CIAMILLO/CASTORIA
TwitTwit
IL CINGUETTIO DEL GIORNO
GIANCARLO FISICHELLA
Pilota di auto
Eravamo veramente tanti a
dare l’ultimo saluto ad un
amico.... Ciao Andrea
@OfficialFisico
SAUBER
Scuderia di Formula 1
Un simpatico pensiero al
nostro arrivo al Paddock
Club. Matrioska #RussianGP
@SauberF1Team
FRANCESCA PICCININI
Azzurra di pallavolo
Un grazie a @Gazzetta_it x
gli splendidi articoli di
queste giornate mondiali!
#volleymondiali14
#ConLeAzzurre
@francypicci12
di UMBERTO ZAPELLONI
campionato di basket nuIcasalmero
93 è cominciato in
Gazzetta dove già a luglio erano stati presentati i
calendari della nuova stagione. E’ stato un bel colpo d’occhio vedere i capitani con
tanto di maglie ufficiali e i loro allenatori schierati in sala
Buzzati per dare il buongiorno al torneo che scatterà domani sera con i campioni dell’ EA7 Milano in casa della
Vanoli Cremona (e in diretta
esclusiva su gazzetta.it che
trasmetterà ogni settimana
su web, tablet e telefonino
una partita).
Si riparte da Milano che
l’anno scorso ha portato al
Forum più di 8600 spettatori
a partita e con il suo scudetto
ha salvato il basket dal naufragio, visto che lo scudetto
ha rischiato di finire ancora
sulla maglia di Siena, una
squadra che stava sparendo.
L’EA7 è favorita per 15 tecnici
su 16 (solo Dalmonte non si è
pronunciato) e ci saremo meravigliati del contrario.
Le buone notizie dal mondo dei canestri, in ordine
sparso, sono:
1) gli spettatori tornati sopra i 4 mila di media lo scorso
anno;
2) la corsa agli abbonamenti in questa stagione;
3) l’instant replay adottato
in ogni partita;
4) il nuovo sponsor Mini
che va ad affiancarsi a Beko
(colpo di Marino, presidente
di Lega);
5) l’inno di Mameli suonato prima di ogni partita (genialata di Petrucci, presidente Fip, suggerita da Renato
Villalta e mutuata dalla Legadue di Bonamico).
Il problema sono piuttosto
le cattive notizie. E guai a sottovalutarle:
1) i pochissimi italiani con
un posto in quintetto (8);
2) i pochi italiani con un
posto in rosa;
3)i palazzetti vecchi che
più vecchi non si può;
4) qualche squadra con
problemi di bilancio;
5) il livello degli stranieri
che non è propriamente eccelso (per non usare parole
che costerebbero una squalifica alla Tavecchio).
Il basket non sta male, ma
potrebbe stare molto meglio.
E’ ancora in mezzo al tunnel,
anche se all’orizzonte ci piace vedere il cielo azzurro. Azzurro come la maglia della
nazionale che l’estate prossima giocherà l’Europeo per
guadagnarsi una medaglia e
un posto alle Olimpiadi da
cui manca da troppo tempo.
E’ soltanto con un grande risultato della nazionale che il
campionato italiano può lasciare le sabbie mobili e tentare di aggrapparsi all’albero
della cuccagna. L’esempio
della pallavolo femminile è
davanti agli occhi di tutti. Le
ragazze di Bonitta, stanno facendo parlare di loro l’Italia e
bene ha fatto il presidente
Petrucci a mandare al volley i
suoi complimenti pubblici
(ma quanto invidia Magri...).
Questo campionato numero 93 è in fin dei conti un
campionato con vista sull’Europa. Perché oltre al sogno
della nazionale, abbiamo anche quello dell’Eurolega dove Milano quest’anno parte
con la chance concreta di
qualificarsi per le final four
gettate al vento l’anno scorso. L’EA 7 che riesce a farsi
onore in Eurolega servirebbe
eccome. A tutto il nostro
basket, non soltanto a Milano. Certo, bisognerebbe cominciare a pensare in grande. E in quale mondo se non
in quello dei giganti del
basket si dovrebbe essere
portati a farlo?
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22
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
FORMULA 1 GP RUSSIA
d
IN ANSIA A YOKKAICHI
«Con Jules
in ospedale
come puoi
pensare
al titolo?»
HANNO
DETTO
S
I genitori di Jules Bianchi, Philippe (2o a destra) e Christine (3a a destra
dietro) parlano con l’amico Lorenz Leclerc (sinistra) della Fia, Gerard
Saillant (2o a sin.), Morgan Caron (3o a sin.) e Nicolas Todt (1o a des.) AFP
Poche speranze
Dalla Francia
ecco pure i fratelli
Tom (18 anni) e
Melanie (28) hanno
raggiunto i genitori.
Saillant e Frati, ieri
nuovi consulti
DAL NOSTRO INVIATO
PAOLO IANIERI
MOTEGI (Giappone)
Sono arrivati anche Tom
(18) e Mélanie (28). Sbarcati
dall’aereo nel pomeriggio di ieri
a Osaka, i fratelli di Jules Bianchi, nella serata di ieri hanno
raggiunto il Mie General Hospital di Yokkaichi, dove da domenica sera è ricoverato il pilota
della Marussia. Un arrivo che
era stato ipotizzato nei giorni
scorsi, quando le condizioni del
25enne talento della Ferrari
Academy erano apparse estremamente gravi. Ad attenderli
mamma Christine e papà Philippe, che da lunedì sera restano il più possibile vicino al figlio
che, in un letto del reparto di terapia intensiva, continua la sua
lotta contro la morte. Con loro,
da ieri mattina anche Lorenz
Leclerc, il migliore amico di Jules.
Aiuto psicologico Per aiutare
la famiglia in un momento così
difficile, i responsabili dell’ospedale hanno loro permesso
di accedere al reparto anche
fuori dai normali orari. Ad assisterli, ci sono sempre Nicolas
Todt, manager di Bianchi nonché figlio di Jean, presidente
della Federazione Internazio-
nale, il dottor Riccardo Ceccarelli, responsabile di Formula
Medicine e Alessandro Alunni
Bravi, assistente di Todt junior,
John Booth, team principal Marussia. Nei prossimi giorni dovrebbe tornare in Giappone anche Andrea Ferrari, il preparatore di Jules che martedì sera
era volato a Sochi. A loro, e soprattutto ai professori Gérard
Saillant, l’ortopedico francese
che quest’anno ha seguito da vicino anche Michael Schumacher e ad Alessandro Frati, il
neurochirurgo inviato dall’Italia dalla Ferrari, i Bianchi si
stanno appoggiando per un sostegno in un momento estremamente difficile, reso ancor più
complicato dal fatto di trovarsi
in un Paese lontanissimo da casa.
Tentativi Pur con un quadro
che lascia poco spazio alla speranza, visto la presenza di un
danno assonale diffuso la cui irreversibilità è clinicamente assodata, ci si aggrappa a un miracolo: per questo anche ieri Saillant e Frati hanno avuto nuovi
consulti con i medici giapponesi. Prima di arrendersi, si vuole
fare tutto il possibile perché
nulla resti intentato. Anche se,
diversamente a quanto per
esempio è stato fatto nel caso di
Schumacher dopo il suo incidente sugli sci, la famiglia ha
deciso di non nascondere la gravità della situazione. Come se il
condividere con tutto il mondo
un momento così tragico e difficile da sopportare, possa alleviarne in qualche modo il peso.
Sutil
«Sarà un
weekend molto
difficile, non
posso dire nulla
di diverso, è
stato molto
scioccante per
me e per tutto
il mondo
della F.1»
Hamilton e Rosberg
spiegano lo stato d’animo
dei piloti. Massa critico
S
Vettel
«Ci farà correre
solo la
passione.
Dobbiamo
capire
esattamente
quello che è
successo per
poi assumere i
giusti correttivi»
Si corre nel n
DAL NOSTRO INVIATO
ANDREA CREMONESI
SOCHI (Russia)
S
Raikkonen
«Jules è stato
molto
sfortunato e
nessuno
avrebbe voluto
vedere quello
che è successo,
ma nello sport
le cose possono
andare male»
«E’ come se sopra di noi
ci fosse una nuvola grigia». Le
parole di Adrian Sutil, testimone oculare e involontario
co-protagonista del dramma
di Suzuka, fotografano in maniera esemplare lo stato d’animo del piloti in questi giorni in
cui l’angoscia per la sorte di
Jules Bianchi prevale su tutto.
Sulla lotta per il campionato,
sulle manovre di mercato, sul
debutto della F.1 a Sochi (arriverà anche Putin domenica),
in un circuito che confina –
ironia della sorte – con un parco dei divertimenti. «Sono ancora sotto shock», ripetono i
piloti.
riranno sulle monoposto e sui
caschi) e in modo particolare
lo farà la Ferrari, colpita direttamente come la Marussia
perché lo sfortunato francese
è il suo terzo pilota.
Dibattito Si corre, dunque,
ma si discute molto anche di
sicurezza. In questa materia i
piloti mantengono un atteggiamento prudente, in attesa
di avere i dettagli dell’inchiesta federale: «Dobbiamo capire esattamente quello che è
successo per poi assumere i
Lottiamo perché
ci sia sicurezza
pure attorno alla
pista. Il peggiore
GP della mia vita
FELIPE MASSA
PILOTA WILLIAMS
DA MOTEGI LA MOTOGP S’INTERROGA
Valentino: «Incidente
successo per un errore»
In pista Si correrà, anche se
con un nodo alla gola. Proprio
i due contendenti al titolo
Lewis Hamilton e Nico Rosberg hanno affermato: «Non
sarà semplice pensare al campionato in questa situazione,
con Jules in ospedale». A muovere la ruota della F.1, come
ha detto Vettel, «E’ la comune
passione per la competizione». E allora si corre anche nel
nome di Jules (adesivi compa-
© RIPRODUZIONE RISERVATA
«
MOTEGI — (p.i.) Il terribile incidente di Jules
Bianchi non ha lasciato indifferenti i piloti della
MotoGP. «So che la situazione è disperata — attacca
Valentino Rossi (foto MILAGRO) —. Conosco Jules,
bravissimo ragazzo e un talento. Amo Suzuka, ma è
troppo pericolosa. L’incidente è successo per un
errore». E Marc Marquez (foto MILAGRO): «Il video fa
capire come ogni volta che scendiamo in pista ci
siano rischi». Rossi parla anche di Fernando Alonso
e della Ferrari. «È un peccato, ma lui vuole una
macchina per fare risultati. Io spero che non si fermi
un anno, sarebbe difficile a 24 anni, figurarsi a 33».
CAMPIONATO ITALIANO | A1PALLANUOTO
SECONDA GIORNATA
MASCHILE
VENERDÌ 10 OTTOBRE
ROMA VIS vs COMO
NOVA
SABATO 11 OTTOBRE
DIRETTA ALLE 15:00
CITTÀ DI vs PRATO
COSENZA
FEMMINILE
VENERDÌ 10 OTTOBRE
DIRETTA ALLE 18:30
Roma
Foro Italico
CLASSIFICHE
18:30
ROMA VIS NOVA
COMO
CARISA SAVONA
SABATO 11 OTTOBRE
Bogliasco
Piscina Comunale
18:00
RN BOGLIASCO
Firenze
Piscina Nannini
18:00
RN FLORENTIA
PRO RECCO
Monza
Centro Pia Grande
18:00
SPORT MANAGEMENT VERONA
CARPISA YAMAMAY ACQUACHIARA
Napoli
Piscina Scandone
18:00
CC NAPOLI
AN BRESCIA
Roma
Salaria Sport Village
18:00
SS LAZIO
DOOA POSILLIPO
15:00
RN BOGLIASCO
SECONDA GIORNATA
SABATO 11 OTTOBRE
Bogliasco
Piscina Comunale
FIRENZE
Cosenza
Piscina Campagnano
15:00
CITTÀ DI COSENZA
PRATO
Messina
Piscina Cappuccini
15:00
DESPAR MESSINA
SIS ROMA
Padova
Centro Sportivo Plebiscito
15:00
PLEBISCITO PADOVA
ORIZZONTE CATANIA
Rapallo
Piscina Comunale
15:00
RAPALLO
MEDITERRANEA IMPERIA
AN Brescia
Pro Recco
Como
CarpisaYamamay Acquachiara
Carisa Savona
Sport Management Verona
DOOA Posillipo
Roma Vis Nova
CC Napoli
RN Florentia
RN Bogliasco
SS Lazio
3
3
3
3
3
3
0
0
0
0
0
0
Orizzonte Catania
Plebiscito Padova
Mediterranea Imperia
RN Bogliasco
Rapallo
Prato
Sis Roma
Città di Cosenza
Despar Messina
Firenze
3
3
3
3
1
1
0
0
0
0
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
4
GARA
ALLE 13
S
Gli adesivi di solidarietà A sinistra lo sconforto in conferenza stampa a
Sochi, dove domenica si corre il 1° GP di Russia. Sopra e sotto, il casco di Rosberg e
Alonso con l’adesivo «Tutti con Jules». Sulla Ferrari l’hastag #forzajules COLOMBO
Domenica sul
Circuito di Sochi
(5.848 m) si
corre il 16° GP
(su 19) del
Mondiale 2014.
53 giri per
309.732 km.
Tutto l’evento in
diretta su Sky
Sport F1 HD.
Questi gli orari
italiani (-2 ore
rispetto a
Sochi)
LA GAZZETTA DELLO SPORT
23
LA DISCUSSIONE E LE PROPOSTE
«Il cupolino
può servire»
«Snatura le F.1»
Massa: «Ci fosse stato nel mio
incidente...». Alonso d’accordo.
Vettel: «No, resti tutto aperto»
S
Oggi
Prime libere
dalle 8 alle 9.30;
sintesi alle
12.30 su Rai
Sport 2.
Seconde libere
dalle 12 alle
13.30; sintesi
alle 22 su Rai
Sport 2
ome di Bianchi
giusti correttivi», è ad esempio
l’opinione di Vettel, uno dei
tre portavoce della Gpda con
Button e il presidente Wurz.
Critiche Ma ci sono due voci
fuori dal corso che chiedono
invece misure immediate: sono quelle di Felipe Massa e
Sergio Perez. Sia il brasiliano,
già estremamente critico domenica sul comportamento
della direzione corsa («era da
5 giri che dicevo che bisognava fermare la gara») sia il messicano, spostano (giustamen-
te) il mirino dalle macchine
alle condizioni in cui si è gareggiato. Arrivando al nocciolo della questione: quel trattore che manovrava nella via di
fuga era pericolosamente vicino alla pista, alle macchine
seppur in presenza di bandiere gialle. «Negli ultimi anni la
sicurezza della F.1 ha fatto dei
passi giganteschi, sono capitati incidenti impressionanti e i
pioti sono saltati fuori dalla
macchina come se niente fosse. Ma bisogna lottare perché
anche ciò che ci è attorno sia
altrettanto sicuro e domenica,
con quel trattore in pista, non
è stato esattamente così», è la
tesi del brasiliano che non ha
avuto remore nell’affermare
«Suzuka è stata la peggior gara della mia vita, persino peggio di quella del mio incidente, non fosse altro perché non
lo ricordo».
Proposta Perez è stato altrettanto esplicito, parlando
con la stampa britannica: «Secondo me ci deve essere sempre la Safety Car quando in pi-
sta va un trattore, non importa
quali siano le condizioni, costituisce sempre un rischio.
Qualcuno potrebbe restare
senza freni. Secondo me le
bandiere gialle non sono sufficienti». La ragione? I piloti sono allergici a rallentare:
«Agiamo sul pedale quanto
basta perché la Fia se ne accorga». E per questa ragione
Charlie Withing potrebbe dare un giro di vite, giudicando
con maggiore severità certi
comportamenti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
S
Domenica
Gara alle 13;
differita alle 21
su Rai 2
S
Gazzetta.it
Le libere, le
qualifiche e la
gara in tempo
reale. In più i
risultati, le
notizie e le
curiosità in
tempo reale.
S
Classifiche
Piloti:
1. Hamilton 266
punti
2. Rosberg 256
3. Ricciardo 193
4. Vettel 139
5. Alonso 133
11. Raikkonen
45
Costruttori:
1. Mercedes
522 punti
2. Red Bull 332
3. Williams 201
4. Ferrari 178
aiBox
Una sola Marussia in pista per il GP
per «sentire» il francese in squadra
SOCHI — (a.cr.) Accanto
a quella di Chilton nel box c’è
una seconda Marussia. Pronta
per correre. Nella lista degli
iscritti anche il nome del
pilota: Alex Rossi che aveva
saggiato la monoposto nelle
prime libere del GP Belgio. Ma
quella macchina e Rossi sono
destinati a non vedersi in
pista: la decisione verrà
annunciata solo stamane, ma
S
Sabato
Terze libere
dalle 10 alle 11.
Qualifiche alle
13; differita alle
16.50 su Rai 2
è già stata presa dal team di
comune accordo con la
Ferrari, suo potente fornitore
e con il beneplacito della Fom
(non ci saranno sanzioni
anche se il regolamento
impone ai team di schierare
due vetture). Una scelta che
viene dettata dalla necessità
di sentire ancora Bianchi qui,
in mezzo al suo mondo. «Come
se fosse in pista».
Un momento dei soccorsi a Jules Bianchi a Suzuka ANSA
DAL NOSTRO INVIATO
LUIGI PERNA
SOCHI
Monoposto chiuse per proteggere la testa
dei piloti. L’idea non è nuova, se n’era parlato
dopo l’incidente in Ungheria del 2009 in cui
Massa fu colpito dalla molla sparata dalla
Brawn di Barrichello. Le immagini agghiaccianti del casco di Felipe spaccato all’altezza
della tempia sinistra avevano fatto il giro del
mondo, portando squadre e Fia a cercare una
soluzione. Erano cominciati gli studi sui cupolini tipo i jet militari, ma poi erano stati abbandonati un anno fa, perchè i team li bocciarono,
giudicandoli «brutti».
Pro Ma visto che la sicurezza è più importante dell’estetica, l’argomento torna d’attualità. A
Suzuka, vedendo la Marussia di Bianchi infilarsi sotto la gru che stava sollevando l’auto di
Sutil, è stato immediato pensare: con un cupolino i danni alla testa per Bianchi sarebbero stati inferiori? Difficile dirlo. Massa fa notare:
«Nel mio incidente sarebbe stato perfetto. Per
Jules non so. Ma sono d’accordo di provare la
soluzione e vedere se è efficace». Fernando
Alonso rilancia: «Oggi abbiamo una tecnologia
molto avanzata, che viene dagli aerei, perché
escludere la possibilità? La testa del pilota è la
parte più esposta e vulnerabile. Nel 2012, a
Spa, ho rischiato di morire (la Lotus di Grosjean gli decollò sopra; n.d.r.), ci sono mancati
dieci centimetri».
Contro Scettici invece Sebastian Vettel e Jenson Button, che vedrebbero stravolte le F.1.
«Sono combattuto, queste macchine sono state
aperte fin dall’inizio della loro storia», dice Vettel. E Button: «Mi pare una rivoluzione troppo
grossa». In ogni caso, i problemi non sarebbero
pochi. Per esempio la necessità di uscire dall’abitacolo in 5”; il pericolo di fumo o incendio;
la visibilità ridotta con la pioggia per umidità e
condensa. Senza contare che, per Bianchi la
decelerazione ha avuto un impatto devastante.
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L’ADDIO ANCHE JORDAN, BIAGGI, FISICHELLA E PIRRO AI FUNERALI DELL’EX PILOTA SCOMPARSO DOMENICA IN UNO SCHIANTO IN MOTO
Roma piange De Cesaris
«Non ti dimenticheremo»
Chiesa strapiena
Lauda si commuove
per l’ultimo saluto
E il sacerdote cita
Venditti e Dalla
MARCO CALABRESI
ROMA
Don Simone Carosi è un
sacerdote moderno. Nell’ultimo saluto ad Andrea De Cesaris cita «Ricordati di me» di
Antonello Venditti («Sarà quel
che sarà, questa vita è solo
un’autostrada, che ci porterà
alla fine di questa giornata») e
una frase di Lucio Dalla («La
morte? È solo la fine del primo
tempo»). Perché moderno lo
era anche De Cesaris: andava
verso i 60 anni, eppure «con il
suo surf era diventato il padrone delle onde», come dice sull’altare uno dei suoi amici, con
la voce rotta dal pianto. Nessuno, tra tutti quelli che ieri hanno riempito la chiesa di San
Roberto Bellarmino ai Parioli,
riesce a spiegarsi come sia possibile che il loro Andrea (208
gran premi in Formula 1) pos-
sa essere morto in moto, in un
banale incidente stradale, sul
Grande Raccordo Anulare.
Lacrime La figlia Emma non
riesce a leggere, per lei parla il
nonno: «Ti vorrò sempre bene,
mi impegnerò a mettere in
pratica gli insegnamenti che
mi ha dato». Poi il fratello Emilio: «A casa, con te, si parlava
sempre di gare e mai di sentimenti. Non c’era spazio per le
sofferenze. Ma bastava solo
uno sguardo per capirci quando uno aveva bisogno dell’altro». Mischiati tra la gente, ci
sono Eddie Jordan e Niki Lau-
da («Una personalità incredibile, un grande pilota, un uomo interessante, non lo dimenticherò mai»), ma anche il
c.t. del Settebello Sandro
Campagna, Max Biaggi (che
twitterà una foto della folla in
chiesa, «Eravamo in tanti oggi
a Roma per onorarti e salutarti»), Emanuele Pirro e Giancarlo Fisichella: «Era una persona fantastica, voleva vincere
sempre. La sua scomparsa è un
brutto colpo per tutti». Ci sono
anche i suoi tifosi: uno, ha un
cartello legato al collo. «Mandingo (così era soprannominato De Cesaris, n.d.r.), eroe,
campione. Eri puro, meritavi
una Formula 1 più pulita. Gli
anni Ottanta anche una tua
poesia che ci ha fatto sognare.
Grazie, nuvola rossa». L’ultima
dedica, toccante, prima dell’ultimo viaggio, a 300 all’ora.
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La chiesa romana di San Roberto Bellarmino gremita per l’ultimo saluto
ad Andrea De Cesaris, morto domenica scorsa a 55 anni COLOMBO
24
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
FORMULA 1 GP RUSSIA
DAL NOSTRO INVIATO
LUIGI PERNA
SOCHI (Russia)
Per una volta non c’è il futuro in cima ai pensieri di Fernando Alonso. La mente e il
cuore sono rimasti in Giappone col suo amico Jules Bianchi,
la cui vita è appesa a un filo. Si
avverte un’atmosfera cupa e irreale attorno a questo debutto
della F.1 in Russia, per cui sono
stati già venduti 45 mila biglietti e che domenica aspetta
l’arrivo a Sochi perfino del presidente Vladimir Putin, con
tutto ciò che significa, pensando alla minaccia jihadista nella
vicina Cecenia. «É sempre bello affrontare la sfida di un circuito inedito. Ma stavolta –
confessa Alonso – per me e per
la Ferrari sarà emotivamente
dura. La squadra ha seguito Jules tutta la carriera, io andavo
in bici e a cena con lui, quando
eravamo a Maranello. Insomma, siamo scioccati, ma vogliamo fare il meglio per lui».
Ultima Sarà anche l’ultima
gara da presidente di Luca
Montezemolo, con cui i contrasti non sono mancati: basti ricordare il rimprovero pubblico
della scorsa estate. Ma Alonso
ne riconosce i meriti: «Ha aiutato la Ferrari in pista, fuori e a
livello industriale, conquistando tanti successi». Anche per
Fernando, in fondo, è un’epoca
che si chiude, visto che il nuovo corso targato Sergio Marchionne vedrà al suo posto Sebastian Vettel, col trasferimento orchestrato da Marco Mattiacci. «Spero si possa fare
presto un annuncio e quando
avverrà capirete perché abbiamo dovuto aspettare», ha detto
ieri sull’argomento il quattro
volte iridato tedesco.
Blindato Probabile che an-
Offerti 40 milioni,
ma Lewis non molla
il posto ad Alonso
Maxi proposta McLaren all’inglese che ha rifiutato
Le porte Mercedes sono chiuse per lo spagnolo
Ecco il colloquio durante la conferenza stampa tra Sebastian Vettel, 27 anni, e
Fernando Alonso, 33. I due piloti hanno molto da dirsi: l’anno prossimo il tedesco, oggi
sulla Red Bull, prenderà il posto del pilota di Oviedo (Spagna) sulla Ferrari COLOMBO
«
Spero si possa fare presto un
annuncio per la mia prossima
stagione e quando avverrà
capirete perché abbiamo
dovuto aspettare tanto
SEBASTIAN VETTEL
FUTURO PILOTA FERRARI
che Alonso a quel punto potrà
dire qualcosa di più sul proprio
futuro, ma non qui a Sochi: «La
situazione è già delineata», assicura. Lo spagnolo in realtà ha
poche strade. Vuole a tutti i costi la Mercedes, l’unica in grado di regalargli a breve un terzo titolo, perciò sta esercitando pressione per spingere Ha-
milton verso la McLarenHonda al suo posto. Lewis, più
giovane, potrebbe infatti impegnarsi in un progetto a lungo
termine, incassando i 40 milioni all’anno offerti dai giapponesi. Ma l’inglese, leader del
Mondiale, è blindato per il
2015 e ieri ha ribadito: «So che
qualcuno manovra, ma la Mercedes è la mia famiglia da 13
anni e non voglio cambiare. A
fine anno ci siederemo per parlare del contratto».
Futuro Le porte per Alonso
sembrano chiuse al momento.
Seppure sia trapelato che la
Mercedes lo tiene in considerazione per il 2016, se il rinnovo
con Hamilton non andasse in
porto. Quindi, per lo spagnolo
si prospettano un anno sabbatico o una stagione di transizione alla McLaren, se quest’ultima accetterà un contratto a breve termine. Alonso d’altra parte non è nuovo a scelte
estreme: nel 2007 abbandonò
la McLaren per la Renault, nonostante l’investimento dello
sponsor Santander. Ma stavolta c’è di mezzo Hamilton. E
una Mercedes che può festeggiare già qui in Russia il titolo
Costruttori (bastano 25 punti)
e vuole evitare terremoti.
Bici Se rischia di restare senza il sedile che vuole, di certo
Alonso resterà senza la squadra di ciclismo annunciata 2
anni fa. L’Uci, infatti, ha reso
noti i team World Tour e Professional per il 2015 e il suo
non c’è. «Due settimane fa ci
siamo legati a Novo, una società di investimenti del Qatar —
si giustifica Alonso —. Loro
non credono sia il momento
giusto per creare una squadra,
ma in una decina di giorni annunceremo un nuovo eccitante
progetto legato al ciclismo».
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d
HANNO
DETTO
S
Hamilton
«La Mercedes
è la mia
famiglia
da 13 anni
e non voglio
cambiare.
A fine anno
ci siederemo
per parlare
del contratto»
S
Alonso
«La situazione
2015 è
delineata. Inoltre
con un socio del
Qatar, entro una
decina di giorni
annunceremo un
nuovo eccitante
progetto
nel ciclismo»
Taccuino
LE POWER UNIT
Lotus con Mercedes
dal 2015 fino al 2020
SOCHI (Russia) - (a.cr.) Ora è
ufficiale: la Lotus correrà dal 2015 e
fino al 2020 con i motori Mercedes.
La trattativa per liberarsi dalla Renault era iniziata in Bahrain ad aprile: lunga perché la Lotus è stata sino a 3 anni fa il team dei francesi.
Avere il motore tedesco consentirà
a Enstone di trattenere Romain
Grosjean che farà coppia con Pastor Maldonado (confermato). Annunciato pure l’accordo con il petroliere Petronas.
EDIZIONE DEL CENTENARIO
Eicma, Milano ritorna
capitale della moto
(mar.ge.) Eicma, l’Esposizione mondiale del motociclismo,
festeggia un secolo: dal 6 al 9
novembre la Fiera di Rho-Pero
ospiterà oltre 1.000 espositori da
30 Paesi. L’edizione si annuncia
ricca di novità sia di prodotto (20
le anteprime mondiali presentate
nel corso del Salone, sia degli
eventi: saranno presenti padiglioni
dedicati a mobilità sostenibile,
sicurezza alla guida, custom ed
eventi dal vivo, con l’assegnazione
del titolo europeo Supercross. I
biglietti costeranno 18 euro: i prezzi sono bloccati ormai dal 2007.
SULLA BILD
Per una pistola
la moglie lascia Ralf
La separazione tra Ralf
Schumacher e l’ex moglie Cora?
Colpa anche di una pistola. Secondo la Bild, l’ex pilota usava tenere
una pistola carica nel comodino.
Contrarissima l’ex signora Schumacher. E tra i due ci sarebbe
stata più di una discussione.
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
LA GAZZETTA DELLO SPORT
25
MOTOMONDIALE GP GIAPPONE
Resa dei conti a Motegi
«Se voglio il titolo, qui devo rischiare»
Marquez: «Pedrosa e Rossi vanno forte su questa pista». Vale col dito rotto: «Frenerò alla Stoner»
4
DAL NOSTRO INVIATO
PAOLO IANIERI
MOTEGI (Giappone)
DIRETTA
SU SKY
La minaccia ha cambiato
nome. Da Phanfone a Vongfong e fa ancora più paura:
pochi giorni dopo quello che
per fortuna ha sfiorato la F.1,
un altro uragano minaccia il
Giappone. E la MotoGP (ma
pure il Mondiale Endurance al
Fuji). Classificato come supertifone cat. 5, con venti da 260
orari, è considerato la tempesta più forte da un anno a questa parte, quando Haiyan causò 6 mila vittime nelle Filippine. L’arrivo sul Giappone, dopo
avere colpito le isole di Kadena
e Okinawa (con onde di oltre
15 metri) è previsto per lunedì,
quando il paddock sarà già in
viaggio per l’Australia, ma le
prime frange potrebbero piombare su Motegi mettendo in
dubbio la gara.
Rivincita «Non posso neanche pensarci, voglio essere
campione in pista. Piuttosto
anticipiamo la gara al sabato».
Marc Marquez ha tanta voglia
di tornare subito in sella per
cancellare «l’onta» della caduta nella pioggia di Aragon.
Quando la decisione di non
rientrare al box per saltare sulla moto con gomme da bagnato, nonostante l’acqua forte, gli
è costata la vittoria e tanti punti che oggi renderebbero una
formalità la conquista del secondo titolo, proprio in casa di
mamma Honda. «Il “signor
Honda” (il presidente Takanobu Ito; n.d.r.) mi ha detto che
domenica sarà qui per la gara e
che vuole vedermi vincere il
Mondiale. Quindi pressione,
zero», se la ride il leader del
Mondiale, che nel caso di
un’altra gara in condizioni miste sa già cosa farà. «Ho rivisto
Aragon in tv e mi sono detto
che sono stato stupido. Però in
quel momento ero convinto di
farcela. In ogni caso in moto ci
sono io e pur discutendo con la
squadra, l’ultima decisione è la
mia. Perché se è quella giusta
l’abbiamo presa assieme, ma se
è sbagliata…».
Attacco I 75 punti di vantaggio su Dani Pedrosa e i 78 su
Valentino Rossi non gli consentono troppi calcoli: «Se voglio
Domenica al
Twin Ring di
Motegi (4.801 m)
si corre il GP del
Giappone, 15a
prova del
Motomondiale.
Tutto in diretta
su Sky Sport
MotoGP HD,
gare in differita
su Cielo. Questi
gli orari italiani
(-7 rispetto a
Motegi)
S
Oggi
Seconde
libere
6.10-6.50 Moto3;
7.05-7.50
MotoGP;
8.05-8.50 Moto2
Moto
GRingo
DI RINGO
Quelle cadute
di Marc, i gufi
e i tre giaguari
Stanchezza o sfortuna
dietro i due k.o. E occhio
alla rossa: ha i numeri
Siamo pronti per il gran
finale, anche se ci sembra
che il gran finale sia solo di
Marc Marquez che potrebbe
chiudere i conti con il 2014
della MotoGP.
Però mi chiedo se le ultime
S due scivolate consecutive di
vetta (e aritmeticamente non
tagliato fuori) c’è in ballo il secondo posto iridato. «Se continuo come nelle ultime gare è
mio», promette Jorge. «Questa
— replica Pedrosa — è una pista dove, non so perché, sono
sempre andato forte».
CAMBIO DI STILE IMITANDO CASEY PER NECESSITÀ
Frattura Ancor più carico
SPONSORIZZAZIONE
Monster rinnova
con la Yamaha
(ma.bru.) Dopo Movistar
che, ingrandisce il suo logo
sulle M1 di Rossi e Lorenzo,
oggi arriverà il rinnovo della
sponsorizzazione anche per
Monster, che resta anche con
Tech3. L’accordo è per 2 anni.
vincere qui non posso essere
conservativo, ma il solito Marc.
Pedrosa qui va forte e Rossi pure, vuol dire che devo puntare
al 1° o 2° posto. Comunque ho
il lusso dei punti di vantaggio.
Se vinco bene, altrimenti ci riproverò in Australia, Malesia o
Valencia: con 4 match point
posso prendermi dei rischi».
Caccia Chi lo insegue cercherà di non fare sconti, anche
perché tra Pedrosa, Rossi e pure Jorge Lorenzo, a -90 dalla
S
In alto, Marc
Marquez, 21
anni. Sopra,
Valentino Rossi,
35, mostra il
dito infortunato
a Jorge Lorenzo,
28. A sinistra,
Casey Stoner in
frenata
EPA-MILAGRO
Rossi, che ha dimenticato il volo di Aragon, a parte l’indice
della mano destra, infortunato
cadendo al Ranch e che, dopo
il botto spagnolo, ha scoperto
essere rotto. «Mi faceva male,
ma non avevo fatto le lastre
perché speravo guarisse prima
— ride Vale —. L’ho fatto vedere dal dottor Soragni che trovato la frattura dell’ultima falange: ci vorranno 4 settimane.
Temo che mi darà fastidio: guidando una stradale ho sentito
male. Io freno con 3 dita: proverò a imitare Stoner, che usava solo il medio, ma dopo 20
anni è dura cambiare abitudine. Comunque bisogna provare a tenere aperto il Mondiale e
posso farlo solo finendo davanti a Marc».
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Domani
Terze libere
2-2.40 Moto3;
2.55-3.40
MotoGP;
3.55-4.40 Moto2
Qualifiche
5.35-6.15 Moto3
Quarte libere
6.30-7 MotoGP
Qualifiche 1
7.10-7.25 MotoGP
Qualifiche 2
7.35-7.50
MotoGP
Qualifiche
8.05-8.50 Moto2
Marc sono il sintomo di un
po’ di stanchezza, di sfortuna
e gufi vari oppure un cambio
di rotta negativo. Perché,
oltre ai gufi, ci sono in
agguato tre giaguari pronti a
colpirlo: Vale, Jorge e Dani.
Attenzione alle Ducati che
qui nel 2007 conquistarono il
Mondiale con Stoner e una
vittoria di Capirex. Poi Casey
bissò nel 2010: l’ultimo
guizzo di una Casa non
giapponese in MotoGP.
A pensarci bene, ho un
sogno: non sarebbe male che
S si svegliassero Aprilia, MV
Domenica
Warm Up
1.40-2 Moto3
2.10-2.30 Moto2
2.40-3 MotoGP
Gare
alle 4 la Moto3
(20 giri, 96,0
km);
alle 5.20 la
Moto2 (23 giri,
110,4 km);
alle 7 la MotoGP
(24 giri, 115,2
km)
Agusta, Ktm, Bmw e magari
Triumph e Harley Davidson.
Come un grande festival
rock, questo sarebbe il
festival delle moto!!!
Che sballo di Mondiale
sarebbe, ragazzi?
Arigato, anzi sayonara!
Ringo
twitter @virginringo
[email protected]
Ascolta Virgin Moto Race su
Virgin Radio il venerdì e il
lunedì alle 15.50.
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BORGO PANIGALE IL FORLIVESE «AFFRONTIAMO LE GARE CON UN ALTRO GUSTO». L’ABRUZZESE: «SONO DUE ANNI, DALLA MOTO 2, CHE NON FINISCO TRA I PRIMI TRE. E’ ORA»
Dovi e Iannone: «Il podio Ducati è possibile»
La GP14.2 dà
fiducia ai piloti:
«Da secondi di
distacco siamo
scesi a decimi»
GIOVANNI ZAMAGNI
MOTEGI
Solo sei mesi fa, ci si chiedeva come Andrea Dovizioso
avrebbe fatto a mantenere la
calma, a continuare a fare
buon viso a una situazione tecnica complicata. Dopo 14 GP
l’umore è differente: «Non siamo ancora a livello di Honda e
Yamaha, ma siamo vicini» si
compiace Andrea, 5O in campionato, con 2 podi e almeno
altri 2 sfiorati e mancati per
poco. Un miracolo all’italiana
che ha come artefice l’ingegnere Gigi Dall’Igna, capace di
portare ordine e logica in un
progetto che al momento non
può essere rivoluzionato, e in
piloti che credono di più nella
GP14, trasformata in GP14.2
nell’ultimo appuntamento.
«Affrontiamo le gare con un altro gusto: siamo dietro di pochi decimi, a inizio stagione
rincorrevamo a secondi di distanza», conferma Dovizioso,
soddisfatto.
Penso positivo Così, anche
uno come lui può guardare con
ottimismo al GP del Giappone.
«Non bisogna illudersi, ma basta niente per potersela giocare. Per salire sul podio, uno dei
4 (Marquez, Pedrosa, Rossi e
Lorenzo; n.d.r.) non deve
sfruttare al meglio il potenziale a sua disposizione, ma è giusto essere carichi visto quello
che abbiamo fatto negli ultimi
GP su piste differenti. Il circuito mi piace e qui sono sempre
andato forte con qualsiasi moto: teoricamente è adatto alla
nostra Ducati». Davvero un altro Dovizioso: prima dell’estate, rideva ironico quando si
parlava di podio, adesso è lui a
nominarlo, anche se ripete,
«bisogna rimanere calmi».
Andrea Dovizioso, 28 annni, nel 2014 è già salito due volte sul podio MILAGRO
Motivato Lo sa bene anche
Andrea Iannone, che ad Aragon ha sprecato con una caduta una buona possibilità: secondo Andrea è stato un errore, non una manovra oltre il limite. «Non ho esagerato, non
ho preso rischi: ho seguito la
traiettoria di Marquez, ma con
la Ducati sei poi costretto ad allargare la linea e ho messo le
ruote sull’erba sintetica» sottolinea Iannone, che a Motegi,
potrà utilizzare la GP14.2 distrutta ad Aragon: in Ducati
hanno sistemato l’unico esemplare (oltre a quello di Dovizioso) esistente. E Andrea ha
programmi ambiziosi: «Il podio? Sarebbe ora! Sono 2 anni
che non finisco nei primi 3
(l’ultimo podio in Moto2 nel
2012, 3° a Misano; n.d.r.), è
quello il risultato al quale ambisco».
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26
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
PALLAVOLO MONDIALE FEMMINILE: LE FINAL SIX A MILANO
DRITTE IN SEMIFINALE
(25-22, 25-23, 23-25, 23-25, 12-15)
L’Italia di Marco Bonitta
è già in semifinale prima ancora di giocare questa sera
contro la Russia. Anzi alle azzurre basterà un set per conquistare il primo posto nel raggruppamento, ipotesi su cui,
azzurre a parte, in pochi
avrebbero scommesso quando
lunedì dopo l’ora di pranzo il
tecnico di Ravenna sorteggiò
gli Stati Uniti come primo avversario in questa terza fase e
poco dopo, il coach statunitense pescò dall’urna la Russia
due volte campione del mondo. Un successo che ha fatto
innamorare l’Italia intera fino
anche al commissario tecnico
della Nazionale di calcio, Antonio Conte, che in questi
giorni ha mandato un sms al
suo collega di panchina, Marco Bonitta. «Le azzurre della
pallavolo ci hanno fatto emozionare - ha detto Antonio
Conte dopo avere seguito dal
ritiro azzurro la gara contro
gli Stati Uniti giovedì - , speriamo ci facciano emozionare ancora».
REP.DOMINICANA Rivera 22, Vargas 8,
Marte 3, De la Cruz 39, Fersola 5, Mambru
13; Castillo (L), Binet, Martinez 2, Pena.
N.e. Arias, Angeles. All. Kwiek.
CINA Zhu 25, Xu 6, Zeng 12, Hui 13, Yang J.J.
13, Wei 1; Shan (L), Yang F.X. 8, Wang,
Shen 2, Yuan 7, Liu. N.e. . All. Lang Ping.
ARBITRI Rodriguez (Spa) e Tano (Giap).
NOTE Spett. 2200. D.s. 29’, 30’, 32’, 34’,
20’; tot. 144’. Repubblica Dominicana:
battute sbagliate 9, vincenti 5, muri 10,
seconda linea 7, errori 23. Cina: battute
sbagliate 9, vincenti 3, muri 16, seconda
linea 6, errori 16.
(25-19, 25-23, 15-25, 25-23)
STATI UNITI: Glass 2, Larson Burbach 8,
Dietzen Harmotto 11, Murphy 15, Hill 18,
Akinradewo 13; Banwarth (L), Thompson
1, Fawcett 8, Dixon. N.e. Robinson,
Adams. All. Kiraly.
RUSSIA: Podskalnaya 4, Goncharova 6,
Gamova 14, Fetisova 10, Kosheleva 25, Kosianenko 1; Kryuchkova (L), Shcherban,
Startseva, Malykh, Moroz 2. N.e. Malova
(L). All. Marichev.
ARBITRI: Espicalski (Bra) e Cespedes
(R.Dom).
Italia avanti senza giocare
Ora un set per il primo posto
Il 3-1 degli Usa vale la qualificazione: stasera si chiude con la Russia
Bonitta: «Vogliamo impressionare». E anche Conte tifa per le azzurre
Conti Non vuole contare in-
vece l’Italia di Marco Bonitta
questa sera. «E’ vero - ha detto
il c.t. azzurro dopo la gara persa dalla Russia con le americane di Kiraly - non le ho viste
molto bene contro gli Stati
Un attacco di Kimberly Hill, 24 anni, contro il muro russo TARANTINI
Anza
Space
DI SARA ANZANELLO
Forum, l’emozione del boato
Impossibile stare impassibili
Italia contro gli Stati Uniti, la
mia mente torna al 15
settembre 2002 a Berlino.
Finale mondiale, più di
10.000 persone al palazzetto,
io avevo solo 22 anni. Bonitta
mi chiama dalla panchina
dandomi il numero 12,
dovevo entrare al posto di
Francesca Piccinini,
compagna di stanza. Il mio
compito era murare la fast
della mastodontica Scott. Ho
preso la paletta e mi sono
3
1
STATI UNITI
RUSSIA
Due titoli L’occasione - anche
se Conte stavolta non potrà
guardare - è già stasera con la
partita contro la Russia. Le avversarie di oggi in questo
Mondiale non hanno mai dato
grande prova di se: dopo avere rischiato contro la Serbia
nell’ultima gara del secondo
girone (a Verona), sono state
battute dagli Stati Uniti ieri sera e adesso rischiano di restare fuori dalle prime quattro
del Mondo. E sarebbe un epilogo abbastanza clamoroso visto che dal 2002 erano sempre
salite sul podio: prima con
una medaglia di bronzo e poi
con due successi, entrambi in
Giappone (a Osaka nel 2006 e
a Tokyo nel 2010) contro il
Brasile di Zé Roberto che con
queste due clamorose sconfitte (anche rocambolesche per
la rimonta russa). Sconfitte
talmente dolorose per la squadra sudamericana che il tecnico verdeoro dopo il primo ko
del 2006 si fece consigliare e
aiutare anche da uno psicologo.
2
3
R. DOMINICANA
CINA
GIAN LUCA PASINI
MILANO
guardata attorno, migliaia di
persone mi fissavano e io
non avevo mai giocato
davanti a un pubblico così.
Entrata nel rettangolo di
gioco poche semplici
istruzioni, ognuno sapeva
esattamente qual era il suo
ruolo e cosa fare, ma il mio
nervosismo non diminuiva.
Avevo il battito accelerato e
il fiato corto finché non è
arrivato il fischio dell’arbitro
per l’inizio dell’azione.
Quello è il momento in cui il
pubblico si allontana tanto
da diventare un brusio in
sottofondo, tutto diventa
chiaro e limpido, ti senti
forte, e tutto quello per cui
hai lavorato, lottato e sudato
ti riveste come un’armatura e
diventi invincibile.
Italia contro Stati Uniti, 8
ottobre 2014 al Forum. Pur
non essendo la finale è una
partita molto importante.
Prevedevo un pubblico da
grandi occasioni ma mai
avrei pensato a una cosa
simile. La percezione delle
cose cambia in base alla
prospettiva con cui le guardi
e per me, che ho sempre
vissuto la pallavolo dal
campo, è stata una
piacevolissima scoperta.
11.500 sguardi rivolti verso il
basso, 11.500 voci che si
emozionano, qualche volta
imprecano, che incitano,
esultano e cantano.
Uniti. Mi sono sembrate abbastanza giù anche fisicamente,
oltre che con delle lacune in ricezione importanti. Certo,
quando riescono a innescare il
loro potenziale sono paurose:
basta guardare il terzo set
quando hanno messo a segno
un parziale incredibile rimontando un set praticamente
perso (perdevano qualcosa
come 12-5, ndr). Ma noi comunque non vogliamo fare
conti - prosegue il tecnico delle azzurre - E’ vero che ci basta
vincere un set soltanto per essere certi del primo posto in
questa terza fase, ma noi vogliamo vincere anche contro
la Russia perché in semifinale
vogliamo che le nostre avver-
Giustamente le ragazze
avranno sentito un solo
brusio, troppo concentrate
per farsi distrarre, ma credo
sia stato impossibile essere
impassibili al boato che è
esploso l’ultimo punto di
ogni set. L’improvvisa
ovazione che si è scatenata
con l’attacco di Carolina,
attacco che ha determinato la
schiacciante vittoria.
Che emozione, che
emozione… Un’emozione così
non potrà mai competere con
quella di essere in campo e
di avere il futuro nelle
proprie mani, ma vedere la
gioia negli sguardi di un
gruppo che conosco molto
bene, di giocatrici con cui ho
condiviso tanto e di un
movimento che ha molto da
insegnare è sempre una bella
soddisfazione. In bocca al
lupo raghe, sempre
#conleazzurre.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
NOTE – Durata set: 27’, 20, 25’, 32’: tot.
113’. Stati Uniti: battute sbagliate 2, vincenti 5, muri 7, seconda linea 6, errori 17.
Russia: battute sbagliate 5, vincenti 1,
muri 17, seconda linea 10, errori 14.
CLASSIFICA GIRONE G
SQUADRE
BRASILE
CINA
R. DOMINICANA
PT G
3 1
2 2
1 1
V
1
1
0
P
0
1
1
SV SP
3 0
3 5
2 3
CLASSIFICA GIRONE H
SQUADRE
ITALIA
STATI UNITI
RUSSIA
PT G
3 1
3 2
0 1
V
1
1
0
P SV SP
0 3 0
1 3 4
1 1 3
sarie abbiano davvero paura
dell’Italia».
17
Muri russi
Ben 17 i muri presi dalla
Russia contro gli Usa: 6 della
Goncharova, 5 della Fetisova
25
Punti Kosheleva
La russa ha messo in terra 24
attacchi, col 53%; la migliore
Usa è stata Hill con 18
Il tifo americano Se le azzurre si batteranno in quest’ultima partita della terza fase come hanno fatto in queste prime dieci partite del Mondiale
italiano, avranno la strada
spianata con le campionesse
del mondo. E avranno come tifose d’eccellenza tutte le ragazze americane. «Adesso ti
chiedo solo una cosa Italia:
per favore vinci», ha detto Nicole Fawcett dopo il successo
con la Russia. Una raccomandazione che - per quello che si
è visto in questi giorni - non c’è
bisogno di fare alle italiane...
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ORE 20 DIRETTA RAISPORT
ITALIA
Allenatore:
Marco Bonitta
A DISPOSIZIONE
Signorile 3
De Gennaro 6
Folie 7
Ferretti 10
Piccinini 12
Bosetti 16
Diouf 17
De Gennaro
6 LIBERO
18
13
Costagrande
14
Arrighetti
9
Lo Bianco
11
Centoni
15
Chirichella
Del Core
16
8
Podskalnaya
11
Allenatore:
Goncharova
Yury Marichev
10
Gamova
A DISPOSIZIONE
15
Kosianenko
1 Shcherban
14
Kosheleva
4 Zaryazhko
Fetisova
5 Pasynkova
13 Startseva
17 Malykh
19 Malova Kryuchkova 7
RUSSIA
22 Moroz
LIBERO
RCS
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
4
la giovane
CRISTINA CHIRICHELLA
I NUMERI
Gli anni
di Cristina
La Chirichella è
nata il 10
febbraio 1994, è
di Napoli: è la
più giovane
della squadra
49
Per striscioni e twitter è la centrale da sposare
«Grazie alla calma e la grinta delle più esperte riesco
a trasformare il nervosismo in concentrazione»
Presenze
azzurre
Ha debuttato il
29 maggio 2013
a Montreux:
Italia-Giappone
2-3
MARIO SALVINI
MILANO
Proposte E lì in mezzo è fini-
to che i suoi occhi da cerbiatto e
il suo sorriso abbiano lasciato il
segno. Già a Bari c’era stato uno
che aveva appeso uno striscione
per dire che voleva sposare Cristina. E ieri mattina un altro ha
lanciato l’hashtag #Chirichellasposami. Lei ne ride: «Mi lusinga. E alla fine no, non mi dispiace, questa attenzione è anche
bella». Ma cerchiamo di capirci,
uno non molto d’accordo c’è. Si
chiama Claudio Colnaghi, ha
26 anni e dice: «Il primo della
lista sono io». Si sono conosciuti al Centro federale Pavesi di
Milano, dove lei si allenava e lui
era barista. Da qualche mese si
è licenziato, e per restare in tema farà il wedding planner. Anche lui gioca a pallavolo, «ma
molto in basso». Quest’anno sarà in Seconda Divisione a Valle
Lambro, farà il libero. Dal che si
33
Set giocati
al Mondiale
Finora a Italia
2014 Cristina
Chirichella ha
giocato 33 set,
dei quali 32 da
titolare
195
I centimetri
di altezza
In squadra solo
la Diouf (202) è
più alta di lei
S
Cristina
Chirichella
20 anni.
Napoletana, ha
giocato per
Club Italia,
Pesaro e
Ornavasso;
nella prossima
stagione sarà a
Novara
TARANTINI
intuisce qualcosa: che lei, coi
suoi 195 cm, ne ha una decina
più di lui. «Perché, è un problema?», domanda Claudio ridendo. La risposta a tutti quelli che
scrivono hashtag e striscioni.
Coccole Il bello di avere 20
anni dentro una centrifuga fantastica come questo Mondiale
finito in prima pagina è anche
che giocando ti conosci meglio:
«Le altre in un certo senso mi
coccolano. Mi aiutano a gestire
i momenti difficili, mi danno la
calma e la grinta. Io sono tesa,
ho paura di sbagliare. Ma al
tempo stesso riesco a trasformare tutta questo nervosismo
in concentrazione. In parte mi
succede anche in campionato,
ma qui è tutto moltiplicato all’ennesima potenza». Quindi è
spostare un po’ più in là i propri
limiti. Sta riuscendo a Cristina,
sta riuscendo a tutta l’Italia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ieri la federazione italiana ha fatto un tentativo per
avere una diretta in chiaro della gara di stasera contro la
Russia, come aveva chiesto a
gran voce (anche Fiorello), sui
social network durante la gara
con gli Usa, ma non è che le azzurre non siano state viste dagli italiani nella prima partita
della terza fase. Ascolto record
messo a segno su RaiSport 1 in
occasione della sfida con la
formazione di Karck Kiraly. La
vittoria è stata seguita da 1 milione e 576 mila spettatori con
uno share del 5,90%. Da segnalare anche il picco segnato
alle 21.37 con la curva dello
share che ha raggiunto l’8,10%
con 2 milioni e 275 mila appassionati incollati alla tv. Che
succederà se l’Italia resterà in
gara fino all’ultima giornata?
Con Malagò «Le ragazze sono fantastiche. E domani (oggi, ndr) andrò a Milano». Ancora euforico il presidente del
Coni, Giovanni Malagò, all’indomani del successo delle azzurre contro gli Usa. «Complimenti al presidente Magri —
ha detto il numero 1 dello
sport italiano — per il risultato
sportivo, ma specialmente per
il risultato morale e culturale
che questo torneo sta portando. Una ventata d’aria fresca
per lo sport italiano, allegria
ed entusiasmo, palazzetti sempre pieni dove i tifosi stanno
tranquillamente seduti vicino
ad altri di altre squadre».
Del Core con i tifosi al Forum SCACCINI
Chiamata in estate al posto dell’infortunata Ferretti,
la palleggiatrice è in sintonia con lo spirito del gruppo
«Queste ragazze sono inquadrate, mi piacciono»
© RIPRODUZIONE RISERVATA
34
Gli anni
di Eleonora
La Lo Bianco è
nata il 22
dicembre 1979,
è di Omegna.
534
Presenze
azzurre
E’ l’azzurra più
presente di
sempre, anche
fra i maschi
29
VALERIA BENEDETTI
MILANO
Set giocati
al Mondiale
Finora a Italia
2014, la Lo
Bianco ha
giocato nove
gare su dieci
La dimensione di un’impresa a volte la vedi solo a freddo. Succede anche a chi ha
l’esperienza di Eleonora Lo
Bianco. Una che è al quinto
Mondiale eppure non doveva essere qui, chiamata a estate iniziata dopo l’infortunio di Francesca Ferretti e che, come tutte,
ha messo da parte ogni dubbio o
riserva personale, per lavorare
all’obiettivo comune.
Ultima chiamata Un’estate
cambiata in un momento: quello in cui Francesca Ferretti si è
infortunata e il c.t. Bonitta ha
deciso di chiamare Leo Lo Bianco. Da allora è stata una rincorsa per recuperare il tempo perduto. «Dalla prima partita sono
cresciuta. Mi serviva anche il
campo e Marco mi ha dato molta fiducia e molto spazio. Soprattutto per me che sono una
172
I centimetri
di altezza
In squadra è più
alta solo del
libero Cardullo
S
Eleonora
Lo Bianco
34 anni.
Cresciuta
nell’Omegna, ha
giocato nel Club
Italia, Busto
Arsizio,
Ravenna, Jesi,
Bergamo
e Galatasaray
TARANTINI
palleggiatrice è importante». Ci
vuole esperienza per gestire
una squadra nuova con giovanissime che Leo non conosceva:
«Allenarsi bene vuol dire anche
giocare bene. In campo però c’è
una pressione diversa. Credo
però che anche le più giovani la
stiano gestendo bene. Mi piacciono queste ragazze: sono testarde e inquadrate in quello
che fanno. E questa è la base
perfetta».
La Russia Stasera c’è la Russia due volte iridata: «Hanno
dei grandissimi attaccanti ma
sono attaccabili — spiega Leo, il
prossimo anno impegnata col
Fenerbahçe in Turchia —. Dobbiamo partire come al solito dalla nostra battuta e poi cercare di
contrastarle con un grande muro difesa. Ci vorrà un lavoro di
squadra, però si può fare». E se
lo dice lei.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
la guida
IL FENOMENO LA DIRETTA SU RAISPORT DI ITALIA-USA
Boom tv: share del 5,9%
Picco di 2.275.000 tifosi
I NUMERI
a guida delle giovani
«Vi amo, testarde»
Sorpresa «Una grande emozione perché ho sentito che la
squadra è riuscita a stare sopra
gli Stati Uniti per tutta la partita.
Un’emozione per come abbiamo
giocato, per tutto quello che
c’era intorno». Così racconta Leo
(come la chiamano tutti) l’impresa che è valsa un passo dentro la semifinale. E soprattutto
racconta l’atteggiamento di questa Italia: «Gli Stati Uniti si sono
trovati davanti una squadra che
li aggrediva, anche con lo sguardo. Te ne accorgi quando dall’altra parte si abbassano un pochino. Siamo state brave, perché
l’importante era non farle rialzare». Un’Italia che non abbassa la
testa e che ha capito di essere
forte. L’ha capito anche Leo, ma
non durante il Mondiale: «Questo gruppo ha carattere. Non è
nato qui. Anche questa estate
durante il Grand Prix, anche con
risultati così così e gli infortuni,
si capiva che era una squadra
che aveva forza».
L’ALTRO GIRONE
Brasile in semifinale
(a.a.) Termina ancora con la
vittoria al tiebreak della Cina il “deja
vu” (sabato a Bari) con la Repubblica Dominicana ma questa volta a
rincorrere dal 2-0 sono state le
asiatiche. Il Brasile si qualifica alla
semifinale. Ancora tutta aperta la
corsa per il secondo ticket, dove la
Repubblica Dominicana deve battere le brasiliane con qualsiasi risultato per eliminare la Cina.
Pool G (Milano) – Mercoledì ItaliaStati Uniti 3-0. Ieri Stati Uniti-Russia
3-1 (25-19, 25-23, 15-25, 25-23).
Oggi (20 diretta Raisport 1) ItaliaRussia. Classifica: Italia, Stati Uniti
3; Russia 0.
Pool H (Milano) – Mercoledì Brasile-Cina 3-0. Ieri Cina-Rep.Dominicana 3-2 (22-25, 23-25, 25-23, 2523, 15-12). Oggi (20 diretta Raisport
1) Brasile-Rep.Dominicana. Classi-
27
4
la veterana
LEO LO BIANCO
20 Da regista ripescata
A 20 anni si è presa
il centro della squadra
«Il gruppo mi coccola»
«Le altre sono abituate,
sono già state in mezzo a tutta
questa attenzione, io non lo so,
mi sembra così strano», dice
Cristina. Le altre hanno dieci,
dodici, un paio persino quindici
anni più di lei. Che è la più giovane di tutta la truppa, eppure
mercoledì sera ha lottato con la
sicurezza e la lucidità «delle altre». Delle esperte. Non l’avresti
detto che ha solo 20 anni e che
l’anno scorso, quando all’Europeo a Zurigo la squadra era quasi tutta di ragazzine, il campo
non l’ha praticamente mai sfiorato. Ma a quell’età un anno è
un’epoca, le cose cambiano che
non te ne accorgi. E dunque eccola qui, Cristina Chirichella. Il
correttore automatico ti dà persino un suggerimento: Chetichella, il modo in cui ha conquistato il centro di questa squadra. Metaforicamente e non, visto che è quello il suo ruolo, in
mezzo alla rete a prender muri.
LA GAZZETTA DELLO SPORT
Taccuino
fica: Brasile 3; Cina 2; Rep.Dominicana 1.
FORMULA Alla terza fase si sono
qualificate le prime 3 di ogni gruppo.
Le 6 squadre superstiti sono state
divise in due pool da 3. Le prime 2
disputano le semifinali incrociate.
TV Tutte le gare da Milano vanno in
diretta su Raisport1.
MOBILE Telecom Italia, sponsor
del Mondiale, trasmette i match su
TimVision, tv on demand per clienti
Tim.
PRECEDENTI Italia e Russia si sono incontrate 61 volte, 15 vittorie
dalle azzurre, 46 dalle russe. Prima
gara il 27/12/1991 nel torneo di Apeldoorn persa 0-3. Nell’era del rally
point system 48 gare, 15 vittorie azzurre e 33 russe. L’ultime tre gare
vinte dalla Russia 1-3 (l’ultima a Kaliningrad il 15 agosto 2014 nel Grand
Prix). Ultima vittoria azzurra ad Ekaterinburg in amichevole il 28 giugno
2013 per 3-0.
LA CINESE INFORTUNATA
Xu Yunli: distorsione
La cinese Xu Yunli ha attaccato la palla del decisivo 25-23, il
match ball per accorciare le distanze (1-2) dalla Repubblica Dominicana e cominciare la rimonta
poi completata al tie break. Ma
proprio ricadendo si è infortunata
alla caviglia sinistra. Da come è rimasta immobile e dal suo pianto si
è temuto il peggio. Dai primi accertamenti della dottoressa Alessandra Mazzarri, presidentessa del
Vero Volley Monza di A-1, si tratta
solo di una forte distorsione.
ANCHE ELIO Capita di fare incontri imprevisti al Forum: tra questi
c’è quello con Elio, che in questi
giorni è impegnato nelle prove del
musical La famiglia Addams, in
programmazione dal 17 ottobre al
Teatro della Luna, adiacente all’impianto di Assago.
28
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
BASKET DOMANI PARTE LA STAGIONE N.93
La nuova Serie A in
1
Instant replay e visibilità: si riparte
Marino: «Noi unica Lega europea ad averlo in tutte le gare». Su Rai e Gazzetta.it, tre partite la settimana
LUCA CHIABOTTI
Stavolta, la Serie A non
ha dovuto chiedere alla Nazionale le cose belle, le medaglie
dei giovani, da mostrare alla
vigilia del campionato come
era accaduto nelle ultime stagioni per far luccicare qualcosa. E non è stata pronunciata
la parola crisi. Che c’è, è profonda, ma non va semplicemente subita. E’ questa la speranza che lascia la presentazione del 93o campionato di
Serie A, una storia gloriosa,
più lunga di quella della Nba.
E chi è venuto in Gazzetta, con
i giocatori, i tecnici, i dirigenti
di tutte le squadre, non è uscito proprio a mani vuote.
Novità Tra le novità, si parte
dall’instant replay in ogni partita anche della stagione regolare, alla web tv che porterà su
smartphone e tablets tutte le
gare del campionato. Non annunciata ufficialmente, ma
conclusa, la cessione sempre
alla Rai dei diritti televisivi ancora liberi (eventi di Lega e seconda gara di campionato il
lunedì sera, che toccherà spesso Milano e Sassari) con un’offerta di tre gare settimanali,
col sabato su Gazzetta.it.
Qualcosa si muove: «I miei
primo cento giorni da presidente sono stati dedicati alla
ricerca di visibilità» dice Marino. Dilatata dal colpo di teatro
del presidente Petrucci che
annuncia l’inno nazionale pri-
un tema caldo
LA CARICA DEGLI ITALIANI
Da Soragna
a Fontecchio:
«Sarà uno show
Noi protagonisti»
La A vista da senatori e giovani: «Milano
e Sassari le favorite, ma vedrete che
sorprese». Dietro a Gentile tutti gli
occhi sul virtussino, Abass e Della Valle
«
I miei primi 100
giorni? La ricerca
di una ulteriore
esposizione del
campionato
FERNANDO MARINO
PRESIDENTE DELLA LEGA
ma di ogni partita, un’idea già
introdotta in Legadue. «Siamo
l’unica lega europea ad aver
l’instant replay in tutte le partite — continua il presidente
della Lega — come ulteriore
garanzia per le squadre e strumento per gli arbitri. Un’innovazione che arriva nel momento in cui nel calcio l’argomento della tecnologia sul
«
Da quest’anno,
prima della palla
a due, sarà
suonato l’Inno
nazionale
GIANNI PETRUCCI
PRESIDENTE FIP
campo è tornato prepotentemente di attualità».
Qualità L’instant replay in
ogni partita è importante anche perché costringe i club ad
innalzare la qualità delle riprese televisive: solo se saranno all’altezza, l’instant sarà un
successo. I problemi sono tanti, soprattutto la solidità e la
VINCENZO DI SCHIAVI
MILANO
Vederli uno di fianco all’altro con le canotte da gioco, in sala Buzzati, fa un certo effetto. Una chiazza variopinta, ma dall’indole monocolore: l’azzurro. Giovani e «vecchi», graduati e non, stelle e stelline: sono gli italiani del
nostro campionato, punte di un iceberg che va
però assottigliandosi di anno in anno. L’auspicio è quello di vederli in campo il più possibile,
raccogliendo magari l’invito del presidente Fip
Petrucci: «Fateli giocare». Marco Mordente,
uno dei veterani, parte proprio da qui: «Bene
gli inviti e le parole, ma lo voglio vedere nella
pratica. Fatti, non...» come sentenziava un improbabile assessore.
Senatori Non è liturgia da televendita. A un
campionato scoppiettante la guardia di Caserta
(come molti altri colleghi) crede davvero : «Vedrete — dice Mordente — sarà un campionato
inaspettato, pieno di protagonisti e sorprese,
ma anche con tanto equilibrio. Abbiamo realtà
che rappresentano modelli intriganti: Sassari è
un club-regione, Reggio Emilia la sana provincia, Venezia un target metropolitano che guarda all’Europa. Tante novità, anche sperimentali
e, spero, pure parecchi giovani capaci di diven-
«
trasparenza economica dei
club, la produzione e lo sviluppo dei giocatori italiani, gli
impianti obsoleti e piccoli, la
qualità dello spettacolo tecnico in discesa. Senza affrontare
e risolvere drasticamente questi problemi, le enormi potenzialità del basket, sport come
dice Petrucci: «Sempre sul
punto di... fare il grande salto»
non si svilupperanno. Ma rispetto ad un recente passato,
la presentazione di ieri ha parlato di una esposizione maggiore, di una novità tecnica
importante, di un pubblico in
aumento fin dalla campagna
abbonamenti, di uno sponsor
del campionato, Beko, presente da tre anni e già pronto a
rinnovare. Un primo passo.
Italiani in campo?
Basta inviti
o auspici
stavolta
servono i fatti
MARCO MORDENTE
GUARDIA CASERTA
Gazzetta.it
DOMANI SI PARTE
C’E’ CREMONA-MILANO
RIVIVETE LA FESTA
Domani alle 20.30 sul
nostro sito, diretta
dell’anticipo della prima
giornata Cremona-Milano,
che apre la stagione. E già
oggi potete rivedere
interamente la presentazione
del campionato. Inoltre, le
video interviste a Pozzecco.
Bucchi, Banchi, Moretti e i
pronostici i coach di Serie A,
sulla favorita per il titolo.
tare dei personaggi. Di questo abbiamo bisogno: uomini veri sotto le maglie». Daniele Cavaliero lancia con un assist la nuova stagione:
«Come dice il c.t. Pianigiani comincia un campionato che vedrà le nostre squadre di nuovo
protagoniste anche in Europa. Milano e Sassari
possono dire la loro in Eurolega; Reggio Emilia
e Cantù sono quotate per l’Eurocup. Un binomio questo che alimenta l’entusiasmo. E poi abbiamo stelle come Gentile e Brooks: gli ingredienti per ricominciare alla grande ci sono tutti». Poi un pensiero sulla sua Avellino: «Partiamo sotto traccia e, forse, è meglio così.
Abbiamo una squadra giovane, divertente e atletica con grandi potenzialità offensive. L’obiettivo? Fare meglio dello schifo fatto l’anno scorso...». Riecco anche Matteo Soragna, dopo l’annata in Lnp e il ripescaggio con Capo D’Orlando. Rivederlo in A insieme a Basile, quasi
commuove, ma soprattutto diverte: «Siamo —
ricorda — il comune più piccolo d’Europa a fare
un massimo campionato. Siamo piccoli come il
nostro budget su cui gravano tanti costi a cominciare dagli esami della prostata o il dottor
Gibaud». Altro gradito ritorno dopo un lungo e
sofferto infortunio: Massimo Bulleri è pronto
per Brindisi: «Ci siamo quasi. Le sorprese? Spero Brindisi, poi dico Pistoia perchè li ho visti bene e infine punto su Cantù e Roma». Per Manuel
Vanuzzo è facile vendere il prodotto: gli basta
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
HANNO
DETTO Inserto di 8 pagine
Domani speciale
sulla Gazzetta
3
1. I giocatori in rappresentanza
delle squadre di serie A schierati
sul palco. 2. Il presidente di Lega
Fernando Marino consegna a
Portaluppi, presidente
dell’Olimpia, la coppa per lo
scudetto 2014. Accanto, Ale
Gentile, mvp delle finali. 3. Simone
Pianigiani, Gianni Petrucci, Marino
e Federico Mangiacotti, dg della
Beko Italia. 4. Gli allenatori CIAMILLO
4
«Non si può ancora dire
chi c’è sotto Milano»
Il c.t. Pianigiani: «Difficile fare pronostici, bisognerà valutare mese
dopo mese chi avrà la continuità e la presenza mentale». «Chiedo al
campionato di aiutare i giocatori italiani a migliorare il loro status»
La Nazionale ha fatto il
suo dovere, ora tocca al campionato. E’ un anno cruciale
per il basket italiano, si va verso l’Europeo che qualifica a
Rio 2016. E’ l’obbiettivo generazionale della prima Italia
che ha potuto contare su quattro giocatori Nba: «La punta
dell’iceberg che non rappresenta il movimento, ma l’aiuta
per l’amore per il gioco e
l’esempio per i ragazzini mostrato dai nostri “americani”»
dice il c.t. Simone Pianigiani.
Ancora una volta, il campio-
nato non promette molto ai
nostri giocatori: sicuri di partire in quintetto ce ne sono otto, meno di uno per squadra.
Ma l’argomento è ritrito, poco
sentito dai club. Quest’anno la
Nazionale non avrà neanche
la vetrina dell’All Star game,
riservato a selezioni delle
squadre di A. Restano oasi:
Milano di Alessandro Gentile,
Hackett, Melli, Reggio Emilia
con Cinciarini, Polonara, Della Valle, Cervi e il futuribile
Mussini, poi anime sparse nel
mare di stranieri o di italiani
non di interesse nazionale.
Si cambia Ma il mondo sta
cambiando. Tra due anni anche la serie A dovrà misurarsi con le partite di qualificazione dell’Italia durante
la stagione (due a novembre,
due a febbraio, due a fine giugno): «Stiamo lavorando per
ampliare gli azzurrabili a un
gruppo di trenta giocatori —
dice Pianigiani —. La speranza, alla vigilia di un campionato che si annuncia interessante, è che tutte le componenti
parlare della sua Sassari, sinonimo di spettaco- dell’EA7: «Non mi sbilancio — ribatte —: vedo
lo: «Siamo una squadra atletica, che deve corre- diverse grandi squadre e parecchi ottimi giocare come vuole Sacchetti. Abbiamo aggiunto tori». Tra i più gettonati pure il canturino
qualcosa per l’Eurolega e confermato il blocco Abass: «Ci metto anche Della Valle, Laganà e
Ruzzier — dice —. Cantù ha
degli italiani. Insomma una
cambiato molto, italiani comsquadra spettacolo con un ocpresi. Con Stefano Gentile e
chio in più alla difesa».
Finalmente sto
Buva stiamo aiutando in nuoper rientrare
Giovani Vanuzzo, 39 anni
vi, che non hanno grande
Come sorprese
(ma il premio longevità va a
esperienza europea, a inserirdico
Brindisi
Basile di soli 2 mesi) si gira per
si. Tante aspettative su di me?
e Pistoia
squadrare Simone Fontecchio,
Non sono un peso, ma uno stisperanza di Bologna, con 20
molo». Lorenzo D’Ercole inveanni di meno. E domenica c’è
ce disegna la rotta della nuova
Sassari-Virtus: «Un consiglio
Roma: «Siamo giovani, pieni
per batterci? Farne uno più di
di giocatori che vengono dal
noi e non è facile». Fontecchio
college, quindi abbiamo bisosorride, anche perchè tanti
gno di tempo: puntiamo ad encolleghi lo vedono come una
trare nei playoff». Infine, quelfutura stella della A: «Un onoli che...dov’è la salvezza?.
re, sono lusingato per tutte
L’italoargentino Toto Forray
queste aspettative. Sarà dura,
per la prima volta in A come la
come battere Sassari domenisua Trento: «Ho fatto la gavetMASSIMO BULLERI
ca, ma noi andiamo là per vinta, sono arrivato al vertice per
PLAYMAKER BRINDISI
cere». Sull’italiano più atteso
gradi, ne sono fiero e, sopratperò non ci sono discussioni.
tutto, ci voglio restare». Mian
Lo lancia il reggiano Andrea Cinciarini, suo (Cremona): «Voglio ritagliarmi il mio ruolo,
compagno in azzurro: «La stella è Alessandro strada facendo». Bernardo Musso (Pesaro):
Gentile. Poi, in generale, dico Dyson, il giocato- «Abbiamo cambiato molto, non siamo certo tra
re più completo». Il capo branco è il capitano le favorite». E domani, finalmente, si comincia.
della pallacanestro lavorino
per sostenere questa generazione di giocatori, li aiutino a
migliorare il proprio status. Il
fatto che più squadre italiane
abbiano ricominciato a partecipare con efficacia e credibilità alle coppe europee è certamente una buona notizia per
tutto il movimento».
Favorita Il campionato parte
con una sola favorita, Milano,
come ai tempi del c.t. alla
Mens Sana lo era per Siena.
Una tendenza europea, secondo il c.t., non una distorsione
della concorrenza: «E’ sbagliato e riduttivo pensare che
l’egemonia di una squadra
possa danneggiare le altre —
dice —, l’importante è come si
arriva a questo risultato. Milano ha vinto un campionato
combattuto fino alla fine, la
Supercoppa l’ha conquistata
Sassari e già dalla prima giornata non vedo partite scontate. E’ una tendenza dello sport
professionistico: se fino a
qualche anno fa, in Spagna le
pretendenti al titolo erano
tante ora è una lotta a due. In
Turchia sono due o tre nonostante gli alti investimenti fatti
da tutti i club. E’ un processo
generale e inevitabile: diciamo che quest’anno, in Italia,
dietro Milano non abbiamo
ancora la certezza di quante e
quali saranno le squadre che
possono competere per lo scudetto».
Serie A Da quando ha lasciato la panchina di Siena, la serie A è cambiata rapidamente:
«I club devono sperimentare
di più — dice —: fino a qualche anno fa arrivavano più
giocatori con uno status anche
internazionale già fatto, oggi
le società si rivolgono a debuttanti o a chi è chiamato ancora
a fare il salto di qualità. Questo spinge i miei colleghi anche a un lavoro diverso nella
quotidianità dell’allenamento. E’ difficile fare pronostici,
bisognerà valutare mese dopo
mese chi avrà la continuità e
la presenza mentale, chi mostrerà una crescita individuale
e collettiva. Ci saranno tanti
up and down. Sono le conseguenze degli investimenti
minori».
chiabo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
«
«
La tante
aspettative
su di me non mi
pesano ma sono
uno stimolo
AWUDU ABASS
ALA CANTÙ
«
L’impatto è stato
duro ma sento
la fiducia del
gruppo e cerco
minuti importanti
MICHELE RUZZIER
PLAYMAKER VENEZIA
«
29
d Appunti
n Gazzetta
2
LA GAZZETTA DELLO SPORT
S
Luca
Banchi
Coach EA7
Milano
«Devo dire che i
favoriti siamo
noi per evitare
di diventare
leader del
partito dei
manoavantisti»
Sulla Gazzetta in edicola
domani, non perdetevi lo speciale
di otto pagine di presentazione
della nuova stagione. Potrete
leggere interviste ad Alessandro
Gentile e Gianmarco Pozzecco, un
sondaggio dei 16 allenatori di serie
A sulle potenziali rivali di Milano, il
miglior italiano, il miglior straniero e
la squadra rivelazione. Inoltre,
l’analisi di ognuna delle
partecipanti, con arrivi e conferme,
per avere in un sol colpo d’occhio la
situazione completa dei movimenti
di mercato della serie A. Inoltre, su
Sportweek, intervista ai
protagonisti dell’EA7.
S
Gianmarco
Pozzecco
Coach
Varese «Mai
passato un
periodo così
stressato in vita
mia, La gente
mi incontra e mi
dice, “ma come
sei serio”, come
fosse una
malattia»
S
Meo
Sacchetti
Coach
Sassari
«Abbiamo
sempre fatto un
passo avanti in
questi anni,
l’ultimo è il più
difficile e lo
sappiamo».
La copertina di SportWeek
Il cantante a Roma
Bieber alla Stella
«Posso giocare?»
(a.pit.) Le fan si aggirano per
Roma in delirio per vederlo. Ieri
Justin Bieber, 20enne cantante
canadese da decine di milioni di
dischi venduti, idolo delle teenager, si
è rifugiato nella palestra della Stella
Azzurra per fare due tiri a basket. A
Roma in vacanza, mercoledì sera
aveva incontrato per strada un
gruppo di giocatori della Stella
Azzurra che gli avevano proposto:
«Vieni a giocare con noi domani?». E
ieri Bieber si è presentato davvero:
Germano D’Arcangeli - factotum del
club - lo ha riconosciuto dai
bodyguard. «Posso giocare?» ha
detto Bieber, rimasto al campo
finchè non sono arrivati paparazzi.
S
Pino
Sacripanti
Coach
Cantù
«Abbiamo fatto
una squadra ad
alto rischio,
giovane e
inesperta di
basket europeo
ma con grande
ambizione di
affermarsi»
Justin Bieber in palestra alla Stella
Nba: preseason
Bargnani, 8 punti
al rientro coi Knicks
Debutto stagionale in
preseason per i Knicks del
rientrante Andrea Bargnani (fermo
dal 22 gennaio), sconfitti a Hartford
(Connecticut) dai Boston Celtics
106-86. Il Mago ha chiuso con 8
punti e 5 rimbalzi in 19’. Era anche
la prima assoluta in panchina per
Derek Fisher. La squadra sta
ancora imparando il Triangolo che
l’allievo di Phil Jackson utilizzerà
come principale schema offensivo.
«Ci vorrà qualche mese per
assimilarlo» ha detto JR Smith.
Aspettando il rientro di Danilo
Gallinari (previsto per stanotte a
Phoenix) Denver ha piegato i
Thunder 114-101.
Lusingato da
tutto questo
interesse
Imporsi sarà
molto duro
SIMONE FONTECCHIO
ALA VIRTUS BOLOGNA
Andrea Bargnani, 28 anni REUTERS
30
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
LA GAZZETTA DELLO SPORT
31
IL RITIRO
CICLISMO
«
Mi sarebbe
piaciuto ancora
combattere,
ma il ginocchio
non me l’ha
permesso.
Ha deciso lui
«
Sono molto felice
di essermi
allenato e di aver
corso al fianco
di mio fratello. E
ho trovato tanti
amici nel ciclismo
«
La bici è stata
l’amore della mia
vita, ma non è la
vita. C’è qualcosa
di più, me ne sono
reso conto alla
nascita di Teo
Schleck stella fragile
Il talento non è bastato
Ginocchio k.o.: Andy a 29 anni giù dalla bici. Nel 2007 il Giro
l’ha lanciato, il Tour l’ha osannato. Ma si è scoperto debole
MARCO PASTONESI
In ginocchio. E in lacrime. In ginocchio:
quello danneggiato in una caduta al Tour de France 2014, legamenti riparati, ma cartilagine consumata. E in lacrime: quelle versate ieri annunciando il ritiro dalle corse.
S
Viene dal
Lussemburgo
come Gaul
Andy Schleck
è nato
a Lussemburgo
il 10 giugno 1985.
Pro’ dal 2005,
1.86 per 67 kg,
11 vittorie, con
Liegi 2009 e Tour
2010. Tre tappe
al Tour (tra cui
Galibier 2011,
sotto); 13 giorni in
giallo. Al Giro è 2°
nel 2007 BETTINI
Sguardi intensi
tra Andy Schleck e Jil
nel giorno del ritiro. Il loro
bambino si chiama Teo AFP
Fratellino Lussemburghese come François Faber e Charly Gaul, solo per citare due antiche stelle del firmamento ciclistico, Andy Schleck è «il
fratellino di Frank». Poi si scopre che è anche il
nipote di Gustav Schleck, indipendente (cioè: un
dilettante che correva da professionista) fra le
due guerre mondiali, e il figlio di Jonny, professionista dal 1965 al 1974, nove Tour e otto Vuelta,
maglie bianconere della Pelforth e bianco-arancione della Bic, aiutando tanto e vincendo poco,
praticamente gregario. E ai racconti di quel ciclismo non più eroico, ma ancora romantico e sempre avventuroso (i due anni con Anquetil, il più
elegante, poi con Janssen, il più serio, e perfino
con Ocana, il più matto, e con tutti gli altri, ciascuno – a suo modo – affascinante e indimenticabile), i tre figli non resistono al richiamo della bicicletta. Il primo in ordine di nascita, Steve, non va
mai oltre il dilettantismo. Il secondo, Frank, che
fa il liceo (ciclistico, s’intende) in Italia, forte
e allo stesso tempo fragile, vittorioso ma mai
vincente. E poi lui, il fratellino di Frank,
quello che di cui tutti dicono «vedrete», e
che poi, finalmente, un giorno vediamo.
Bambù E’ il Giro d’Italia 2007. Alto, biondo,
magro. Sembra una canna di bambù. Professionista da due anni, ma mai visto, mai considerato,
mai pesato. Eppure già con la sua storia. Cominciata a 16 anni, quando studia e corre, studia come correre e poi corre a studiare. E proseguita a
18 anni, quando s’impone in una tappa della Fleche du Sud, in Francia. E’ lì che Bjarne Riis chiede
a Frank se abbia un fratello che ha vinto una
corsa. Frank risponde di sì, ma aggiunge che
Andy va ancora a scuola. Riis lo contatta durante il Giro del Lussemburgo e gli offre la possibilità di uno stage. Poi da cosa nasce cosa, da
cosa nasce corsa, da corsa nasce corsa. Fino a quel
Giro d’Italia 2007. Che Andy comincia da canna di
bambù e conclude sul podio, da promessa, da
stella, da grande.
Se ne scrive come se fosse un predestinato. Radici territoriali, tradizione famigliare, talento na-
Gazzetta.it
LA FOTOGALLERY
DELLE SUE VITTORIE
Guarda su Gazzetta.it
la fotostoria e le tappe
principali della carriera
di Andy Schleck
turale. I compagni confidano come, in allenamento, Andy stupisse, sorprendesse, improvvisasse. Scalatore. Ma di quelli resistenti e coraggiosi. Attaccante, fantasioso, ottimista. Si parte
da Caprera, si arriva a Milano. Si scalano le Tre
Cime di Lavaredo e lo Zoncolan. Nibali gregario
di Di Luca, che poi vince davanti a Andy (a 1’55”)
e a Eddy Mazzoleni, quarto Simoni, quinto Cunego e sesto Riccò. Maglia bianca - la canna di bambù -, la più giovane maglia bianca del Giro d’Italia. Correndolo giorno dopo giorno alla scoperta
innanzitutto di se stesso, più delle proprie possibilità che dei propri limiti, perché se le possibilità
Colbrelli senza rivali alla Sabatini
«Sky? Una grande opportunità»
DAL NOSTRO INVIATO
PECCIOLI (Pisa)
Ha vinto – alla grande – il
Trofeo Sabatini. Una marcia in
più, un dente in meno. Sonny
Colbrelli, 24 anni, bresciano
fra Val Sabbia e Lago di Garda,
alla quinta vittoria dell’anno (e
della carriera) dopo una tappa
del Giro della Slovenia, Giro
Sonny, la volata?
«Ero un po’ indietro, all’ultima curva ero ancora sesto o
settimo, poi ho rimontato e infine superato Finetto a 50 metri dall’arrivo. Due anni fa, secondo dietro Duarte, non riuscivo a sbloccarmi. Adesso mi
riesce tutto più facile».
«Lo ero, nelle giovanili e da
dilettante. Era ora che lo diventassi anche da professionista».
Undici giorni dopo il Mondiale: ci ha ripensato?
«La prima immagine sono
sono sconosciute, i limiti neppure immaginabili.
Anche se qualcosa, a occhio, si può già intuire:
una posizione troppo alta per poter essere efficace a cronometro, e l’obbligo di staccare tutti per
poter passare primo al traguardo. Ma proprio
questo ne può esaltare lo spirito corsaro.
Sorrisi Il Tour lo rapisce al Giro. Maglia bianca
nel 2008, dodicesimo nella generale, primo in
quella a squadre e compagno di squadra di Carlos
Sastre vincitore finale. Il suo capolavoro lo costruisce e lo firma nel 2009, non in un grande
giro, ma in una grandissima classica, una sorta di
grande giro in un solo giorno: la Liegi-BastogneLiegi. Dopo 241 km dalla partenza e a 20 dall’arrivo, Andy scappa da solo su quel chilometro e
mezzo vallone e rupestre della Roche aux Faucons e moltiplica il suo vantaggio sui mille metri
italiani e minerari della Cote de Saint-Nicolas. Si
confessa «ispirato». Bacia il trofeo. Distribuisce
sorrisi. Sui sorrisi non fa mai sconti. La vita gli
sorride, forse gli ha sempre sorriso, e lui sorride
alla vita.
Ancora Tour. Secondo nel 2009, dietro ad Alberto Contador. Primo nel 2010, ma solo dopo la
squalifica di Contador. Secondo nel 2011, dietro a
Cadel Evans. Poi la ruota gira, ma dalla parte sbagliata. Cadute e fratture. Al coccige, nel 2012. Al
ginocchio, nel 2014. In mezzo, una difficoltà imprevista, una fatica inedita, una lentezza inatte-
quei pochi metri, forse una decina, che mi mancavano per
agganciare il primissimo gruppetto di chi inseguiva Kwiatkowski. E non è un’immagine
felice. Il 13° posto finale non
conta, ma è il simbolo sia di
un’occasione sprecata sia di
Sonny Colbrelli,
24 anni, vince
a Peccioli
per distacco.
E’ stato 13° al
Mondiale BETTINI
sa. Al Giro di Pechino del 2012, accolto come un
re, naviga in fondo al gruppo come un debuttante, un intruso, un imbucato. Ultimo nella generale. L’ultimo giorno, forse per non entrare nella
storia non dall’alto ma dal fondo della classifica,
preferisce ritirarsi. E questo inseguire invece che
anticipare, questo arrancare invece che volare, gli
sarà sembrato insopportabile. E intanto, se la
macchina di Jonny è stata perlustrata invano in
cerca di doping, se Frank è stato scoperto e coinvolto nel giro sanguigno di Fuentes, Andy viene
beccato alticcio, se non sbronzo. Un campione
forse incapace di reggere la responsabilità del
ruolo, o forse un corridore impreparato a sopportare carichi di allenamento e stili di vita, o forse
un uomo debole nella scelta di amici, compagni,
dirigenti.
Fidanzata Fino a ieri: Mondorf-les-Bains, conferenza-stampa, ritiro, lacrime. Un’altra storia finita. Ma un’altra storia ricomincerà. Perché Andy
ha una fidanzata innamorata, un figlio bellissimo, un papà che non lo ha mai spinto al ciclismo,
una mamma che lo pregava di «non sudare» e che
alla «fiamma rossa» dell’ultimo chilometro spegneva la tv per paura di vederlo cadere. E ha una
famiglia, quella del ciclismo, in cui magari resterà, giù dalla bici.
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DOPO LE PAROLE DEL RUSSO
una premessa, e di una promessa, per il prossimo Mondiale».
Le voci sul suo passaggio a
Sky?
«Adesso voglio concentrarmi soltanto sul finale della stagione. Rimangono Giro dell’Emilia (domani, ndr) e Trofeo
Beghelli (domenica, ndr) per
conquistare la Coppa Italia. Io
sarò al via del Beghelli. Per vincerlo. Poi penseremo all’eventuale trasferimento. Ma bisogna trovare un accordo, amichevole se non affettuoso, con i
Reverberi. La Bardiani mi ha
dato molto, e io molto ho dato
alla Bardiani. Ma Sky sarebbe
una grande opportunità».
dell’Appennino, Memorial
Pantani e Gp Industria e Commercio di Prato.
Finalmente vincente?
Ho una splendida
ragazza
e un figlio
meraviglioso.
Nessun podio
a Parigi dà
queste emozioni
Di lui tutti dicevano «vedrete».
Alto, biondo, magro, un bambù
Un predestinato. Poi nel 2012
la ruota gira. E Andy affonda
smarrito: nello sport e nella vita
IN TOSCANA IL BRESCIANO DELLA BARDIANI-CSF CENTRA IL QUINTO SUCCESSO STAGIONALE
Sul mercato: «Per
il trasferimento
bisogna trovare un
accordo amichevole
con i Reverberi»
«
past.
ARRIVO 1. Sonny COLBRELLI (Bardiani-Csf), km 197 in 4.38’25”, media
42,648; 2. Finetto (Neri) a 4”; 3. Pellizotti (Androni) a 6”; 4. Rebellin a 10”; 5.
Battaglin; 6. Villella; 7. Viganò; 8. Bonifazio a 13”; 9. Txurruka (Spa); 10. Chalapud Gomez (Col).
Nibali replica a Tinkov
«Il milione di euro
per crescere i giovani»
Oleg Tinkov, il magnate
russo proprietario della
Tinkoff-Saxo, ama le
provocazioni. Ma il concetto è
giusto: i grandi corridori nelle
grandi corse. Alla
presentazione del Giro, ha
detto: «Offro un milione di euro
Vincenzo Nibali
a Contador, Froome, Nibali e
ha 29 anni BETTINI
Quintana, i migliori dei grandi
giri, se tutti e tre correranno il
Giro, il Tour e la Vuelta nello stesso anno». Ieri sera,
su twitter, si è espresso Vincenzo Nibali, re del
Tour: «Se io fossi in Oleg Tinkov, il milione di euro lo
utilizzerei per costruire giovani squadre per un
grande futuro». Dave Brailsford (Sky) ha parlato
alla Bbc: «I migliori corridori uno contro l’altro: è
quello che i tifosi vorrebbero vedere. Dal punto di
vista delle prestazioni è un aspetto molto serio, ma
dal lato sportivo avrebbe grande merito». Eusebio
Unzue, d.s. di Quintana alla Movistar: «E’ un’idea
buona e rispettabile. Parlerò a Tinkov».
32
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
NUOTO IL LIBRO DELL’OLIMPIONICA
Le verità della Manaudou
«Volevo strappare gli occhi alla Pellegrini»
Nell’autobiografia la francese attacca Federica: «Stavo con Marin e lei gli mandava decine di sms»
A
HA DETTO
DI LORO
S
Philippe
Lucas
«Era il mio
allenatore dal
2001, la rottura
avvenne il 25
aprile 2007
quando decisi di
trasferirmi in Italia
per le minacce di
Marin di lasciarmi»
S
Marco
Durante
«A Torino vivevo a
casa sua, sua
moglie aveva la
puzza sotto il naso
e lui pensava solo
a chiamare i
paparazzi per
guadagnare dalle
mie foto con Luca»
ALESSANDRO GRANDESSO
agrandesso
PARIGI
Ventotto anni, compiuti
ieri, e vissuti intensamente. Tra
medaglie olimpiche e amori
folli, trionfi e tonfi clamorosi,
sulle prime pagine di quotidiani sportivi e rotocalchi rosa. Tra
scandali e sceneggiate. La vita
di Laure Manaudou è un fiume
in piena, raccolta in un’autobiografia uscita ieri in Francia.
Delle 267 pagine di «Entre les
Lignes» (Ed. Lafon), almeno un
terzo è dedicato alla parentesi
italiana, all’amore morboso
con Luca Marin, insidiato dalle
attenzioni inopportune di Federica Pellegrini, dall’affarismo di Marco Durante al «vecchio vitellone» Paolo Penso.
Amore Alla fine, scrive la
Manaudou, dell’Italia le è rimasta solo una cosa positiva:
«L’aver imparato la lingua».
Che Laure non parlava quando
incontrò per la prima volta
Marin, a Budapest, nel 2006.
Fu subito passione: «Non parlavo italiano, non parlava francese così ci baciammo e facemmo l’amore». Inizio di una storia tormentata e della fine del
rapporto con Philippe Lucas,
che la allenava dal 2001. La
rottura con il coach avvenne il
25 aprile 2007, con la minaccia
di Marin: «O vieni con me in
Italia o ti lascio». Laure scelse
l’amore, nonostante l’Olimpiade di Pechino alle porte. Ma a
Torino andò male: «Andai a vivere da Durante e la moglie,
una borghese con la puzza sotto il naso che si vestiva in paillettes». Il presidente della LaPresse le organizzava la vita:
«Ma faceva solo finta – scrive la Manaudou – in realtà mandava solo i paparazzi quando uscivo con
Luca, guadagnandoci
sopra».
10 MESI INSIEME
Laure Manaudou, 28 anni ieri,
olimpionica dei 400 sl ad
Atene, è stata fidanzata con il
coetaneo Luca Marin dal
dicembre 2006 all’ottobre
2007 REUTERS/AP
Ambiguità Marin, appunto,
descritto come un ragazzo
morbosamente geloso, ma anche ambiguo nel suo rapporto
con Federica Pellegrini: «Non
capivo perché Luca ricevesse
in continuo suoi sms, per qualsiasi cosa. Lei le scriveva per
dirgli dov’era, cosa faceva, dove andava. Quando gli chiesi
spiegazioni, mi diceva che erano solo amici». Solo che poi il
giornale scandalistico Voici
pubblicò le foto di Marin e Pellegrini abbracciati a bordo vasca. E la Manaudou si infuriò:
«Avevo voglia di vomitare,
piangere, urlare e strappare
gli occhi a quella bionda
che si prendeva gioco
di me facendomi
g randi
sor r isi
quando ci vedevamo, per poi coccolarsi il mio ragazzo
appena mi voltavo».
BOXE EUROPEO SUPERPIUMA
«A Malaga ho fatto una
delle migliori preparazioni di
sempre. Di certo la più serena.
In due mesi nessun bisticcio,
nessuna tensione con il mio
nuovo tecnico panamense Orlando Soto. Non come l’altro,
che si intrometteva su tutte le
mie faccende».
L’altro, nelle parole di Devis
Boschiero, è Gino Freo. Il convitato di pietra nella rivincita
dell’Europeo dei superpiuma,
stasera a Calais (Francia). Dove il «Boom Boom» padovano
di Conche di Codevigo (342-1) tenterà di riprendersi il
titolo strappatogli dall’imbattuto francese Romain Jacob
(21), sul medesimo ring il 14
febbraio, con un verdetto talmente dubbio da far imporre
all’Ebu la ripetizione del ma-
ma volta esce dal guscio del
rapporto fra maestro e allievo.
Come finirà? «Gino il 2 agosto
mi ha detto che chiudeva la
palestra a Piove di Sacco fino
al 28 — spiega Boschiero —.
Non potevo stare un mese senza allenarmi. Ho chiamato il
manager Salvatore Cherchi,
mi ha detto di andare a Malaga
in Spagna, da Luca Giacon alla
Boxe Mijares. Qui mi sono trovato così bene che in due mesi
non sono praticamente più
tornato in Italia, Soto mi ha
trasmesso l’esperienza di chi
Marin negò ogni legame, ma il
dubbio rimase: «Troppi dettagli strani, come quei preservativi in bella mostra nel suo bagno, quando invece prendevo
la pillola contraccettiva. Da lì
cominciai ad avere la sensazione che tutti si prendessero gioco di me».
S
Federica
Pellegrini
«Odiavo quella
bionda che si
prendeva
gioco di me
abbracciando
mi quando mi
vedeva e poi
coccolandosi il
mio ragazzo»
S
Benjamin
Stasiulis
«Tre settimane
dopo esserci
lasciati, Luca
già si faceva
vedere con la
Pellegrini. Così
io a Debrecen
mi misi insieme
a Stasiulis»
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Uchimura sempre re
Arriva il quinto oro
Oggi c’è la Ferrari
tch. Quel 14 febbraio all’angolo dell’italiano c’era Freo, suo
maestro per 17 anni, che alla
vigilia della sfida gli ha scritto
una lettera pubblica per ricordargli il passato. In agosto il
cordone ombelicale tra i due
si è spezzato.
Scelta A 33 anni , per la pri-
«Le foto hard?
Sapevo che non
era stato Luca,
ma lo feci credere
per vendicarmi»
A
HA DETTO
DI LORO
GINNASTICA MONDIALI
Boschiero ci riprova
nella tana di Jacob
senza l’antico maestro
IVAN MALFATTO
«Cosa apprezzo
dell’avventura
italiana?
Aver imparato
la lingua»
Patente Incluso Paolo Penso, l’allenatore, un «vecchio vitellone» che Laure trattava
malissimo: «Non lo rispettavo
perché si lasciava trattare in
quel modo da me». Inevitabile
la rottura con LaPresse, che la
licenziò. L’amore con Luca però continuò per qualche settimana, fino al giorno dell’esame per la patente: «Avevo
spento il telefono per concentrarmi sull’esame e lo superai.
Quando lo riaccesi trovai 40
messaggi minacciosi, furiosi.
Lo chiamai per dirgli che ormai potevo guidare fino a Verona, ma accecato dalla rabbia
mi disse solo che avevo superato l’esame perché mi ero
concessa all’esaminatore». Un
incidente in auto senza conseguenze, qualche tempo dopo,
convinse Laure a rinunciare all’amore morboso e alle traversate delle Alpi. La separazione
fu sancita in Coppa del Mondo
a Berlino nel 2007: «Tre settimane più tardi Luca si faceva
vedere in giro con la Pellegrini, io lo rimpiazzai con Stasiulis». Poi ci fu la sceneggiata in
Ungheria per l’anello con diamante, regalo che Marin rivoleva e che Laure gli tirò addosso davanti a tutti. Subito dopo
spuntarono su Internet le foto
della Manaudou nuda, scattate anni prima con un altro boy
friend, Pierre Henri: «Tutti
pensarono fosse stato Luca.
Non era così, ma lasciai crederlo. Era la mia vendetta».
Ennesimo colpo di scena di
una vita costellata anche di
drammi, come l’aborto di un
secondo figlio che ha spezzato
il legame con il campione francese Frederick Bousquet, papà
della piccola Manon, rimasto
però in buoni rapporti. E ora, a
28 anni, Laure si sente pienamente donna, pronta per scrivere le pagine di un nuovo capitolo.
FEDERICA COCCHI
Devis Boschiero, 33 anni BOZZANI
da pugile ha combattuto tre
volte per il Mondiale. Ho staccato del tutto, mi sono concentrato solo sul match e mi sento
rilassato mentalmente. Se
spero stavolta di vincere? No,
devo vincere».
Non c’è tv, ma 150 tifosi si
godranno la diretta sul maxischermo dalla tv francese al
«Boom Boom Miami», il locale
aperto con la fidanzata Alessia
Gottardo a Cona di Cantarana
(Venezia).
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La manita in faccia ai rivali
di sempre. In casa dei cinesi,
Kohei Uchimura ha aggiunto ieri
un altro oro alla sua leggenda:
nel Mondiale di Nanning l’olimpionico giapponese si è aggiudicato il quinto all-around consecutivo e con il totale di 91.965 ha
«vendicato» la beffa del secondo
posto a squadre. Ormai è un’abitudine: questo 25enne di Nagasaki, un cannibale o semplicemente il più grande ginnasta di
sempre, a ogni edizione rende
più strabiliante il suo record. Stavolta, nel Mondiale cinese, ha distanziato Max Whitlock, inglesino 21enne argento davanti all’altro giapponese, Yusuke Tanaka.
Lontano dai giganti, applausi
per il nostro Ludovico Edalli, alla
prima finale mondiale. Il 21enne
azzurro ha confermato il 24° posto e la crescita sulla strada di
Rio. In più, ha condiviso l’emozione davanti all’imperatore:
«Nel warm up, alla parallela,
Uchimura mi ha detto “Vai avanti tu”. Mi sembrava un sacrilegio.
Torno più carico e a Glasgow
2015 sarò ancora tra i 24».
Vane ed Erika Intanto, oggi è il
giorno di Vanessa Ferrari ed
Erika Fasana nella finale del concorso generale donne. Sono passati 8 anni dall’exploit della Ferrari, prima italiana a conquistare
un titolo mondiale all around nel
2006, e, nonostante gli infortuni, Vanessa sa ancora graffiare:
«Il problema sono le parallele,
altrimenti mi giocherei il podio»,
ha ammesso la 23enne dell’Esercito. Realismo, altra dote da fuoriclasse: «La medaglia è impossibile a meno di disastri collettivi.
Sono stanca ma in pedana passa
tutto: il mio massimo obiettivo è
la finale di domenica». L’oro
sembra già al collo della campio-
Kohei Uchimura, 25 anni LAPRESSE
nessa in carica, Simone Biles,
trascinatrice degli Usa nel titolo
a squadre, mentre più giù ci si
aspetta uno scatto dalla brixiana
Erika Fasana, dopo il 15° posto
nella qualificazione.
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Concorso generale individuale
maschile: 1. Kohei Uchimura (Gia)
91.965; 2. Max Whitlock (Ing) 90.473; 3. Yusuke Tanaka (Gia) 90.449; 24. LUDOVICO
EDALLI 82.264 (VO 14.266 - PA 13.133 - SB
13.966 - CL 13.666 - CM 13.700 - AN 13).
Oggi : concorso generale donne,
RaiSport2 dalle 13
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
LA GAZZETTA DELLO SPORT
33
TUTTENOTIZIE & RISULTATI
DOPING LA PROCURA HA ACQUISITO LA DEPOSIZIONE DELLA PATTINATRICE DAVANTI ALLA GIUSTIZIA SPORTIVA
Kostner, nuove indagini a Bolzano
Il caso Fontana imbarazza il Coni
Il legale di Carolina
era pure giudice
della Super Procura
Coni: si è dimesso
solo due giorni fa
MAURIZIO GALDI
VALERIO PICCIONI
ROMA
La Procura della repubblica di Bolzano ha acquisito il
verbale dell’interrogatorio di
Carolina Kostner davanti ai
procuratori antidoping del
Coni, le parole pronunciate
dalla pattinatrice in quelle
quattro ore negli uffici della
Curva Sud per spiegare il suo
«non c’è» rispondendo all’ispettore medico che bussava
a casa sua, a Obertsdorf, il 30
luglio del 2012, per effettuare
il controllo antidoping a sorpresa del suo fidanzato di allora, Alex Schwazer(controllo
mancato, prima di quello fatale della sera a Racines).
L’obiettivo degli investigatori
è evidentemente quello di verificare la coerenza fra le dichiarazioni della Kostner davanti ai carabinieri il 9 ottobre
2013, e quelle del 26 settembre a Roma.
Documenti riservati Ci sarebbero dei punti non chiari. Soprattutto nell’interrogatorio
di Bolzano non compare la se-
HOCKEY GHIACCIO
NUOVO C.T.
conda parte della scena, quella del momento in cui la Kostner incontrò due ore dopo
nuovamente il Dco, l’ispettore
medico mandato dalla Wada
per conto del Cio, per controllare Schwazer, in casa al momento dell’arrivo del medico,
ma nascosto dal «non c’è» di
Carolina. Insomma, il passaggio evidenziato dalle nuove
carte, il referto del Dco che
proprio la procura antidoping
è riuscita a ritrovare di recente, ma anche la perizia con cui
i carabinieri avrebbero stabilito che quando la Kostner parlava al telefono con Schwazer
davanti all’ispettore, il marciatore si trovava ancora dentro casa. Insomma, una bugia
bis. Documenti riservati che
non fanno parte dell’«informativa conclusiva» dell’indagine Olimpia nata dalla positività all’epo di Schwazer.
Doppio ruolo Lo scenario si è
ulteriormente complicato ieri
quando «La Repubblica» ha
sollevato il caso del doppio
ruolo di Gianni Fontana, l’avvocato che ha assistito la Kostner al Coni durante l’interrogatorio insieme con il suo collega Massimiliano Di Girolamo, che è anche uno dei nove
membri della Super Procura,
l’organismo istruttorio insediatosi con la riforma della
giustizia sportiva. La Super
Procura non ha alcuna giurisdizione sulla procura antido-
TENNIS
MASTER 1000 A SHANGHAI
BASEBALL
FINALE AMERICAN (m.c.) Oggi la finale di
American League tra Baltimore e Kansas City (su Fox Sports 2 dalle 2), formazioni che
non vincono il titolo rispettivamente dal 1983
e dal 1985. Per gara-1 i Royals Shields come
partente; gli Orioles devono annunciarlo.
Domani finale di National. In campo San
Francisco e St. Louis.
DOMANI SPORTWEEK
McEnroe racconta
«La Grande sfida»
BEACH VOLLEY
SABBIA CINESE (c.f.) I giovani Enrico Rossi e Giacomo De Fabritiis, sconfitti 2-0 anche
da J. Kissling-Kovatsch (Svi), hanno chiuso
al 25° posto l’Open di Xiamen (Cina), tappa
del circuito mondiale in cui erano gli unici azzurri in gara.
BOXE
Gianni Fontana, Carolina Kostner e Max di Girolamo a Roma LIVERANI
ping, autonoma secondo l’ordinamento, ma è evidentemente che questioni di opportunità avrebbero dovuto far
sollevare prima il caso.
Dimissioni Fontana - versio-
ne ufficiosa che filtra dal Coni
- si era già dimesso da due
giorni dalla Super Procura.
Ma la notizia delle sue dimissioni rappresenta una conferma dell’esistenza di un problema di compatibilità dei ruoli
dentro il Coni, e della sua soluzione fuori tempo massimo.
Fra l’altro proprio il nuovo Codice di giustizia sportiva prevede al comma 3 dell’articolo
3 prevede il divieto per «ciascun componente degli organi
di giustizia presso la Federa-
SCI DI FONDO
zione» (ma anche della Super
Procura), di « rapporti di lavoro subordinato o continuativi
di consulenza o di prestazione
d’opera retribuita, ovvero altri
rapporti di natura patrimoniale o associativa che ne
compromettano l’indipendenza con la Federazione o con i
tesserati, gli affiliati e gli altri
soggetti sottoposti alla sua
giurisdizione...». Insomma
l’aver un incarico professionale con un tesserato, e la Kostner lo è ancora, non è compatibile con incarichi di giustizia sportiva. Una norma voluta espressamente da Malagò
per evitare che si avessero
doppi incarichi: una volta con
il Coni, un’altra contro.
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EQUITAZIONE
UBRIACO AL VOLANTE
TRICOLORE (r.g.) Ad Avezzano (Aq) si assegna il vacante Tricolore gallo tra Giodi
Scala (6-1), 24 anni e Pio Nettuno (7-8), 28
anni. Rivincita: nel 2013 vinse Scala. Nettuno
è al 5° tentativo e proviene da 7 sconfitte (su
RaiSport2, ore 23.50).
MONDIALE (r.g.) A Biloxi (Usa) l’australiano
Sam Soliman (44-12), 40 anni, alla prima difesa medi Ibf, cede la cintura a Jermain
Taylor (33-4-1), 36 anni, che torna campione
dopo 7 anni.
SCOMMESSA VINCENTE (r.g.) Il campione del mondo welter Wba/Wbc e superwelter, Floyd Mayweather (47), atleta più pagato negli ultimi 2 anni, fa sapere di aver vinto
quasi 1,5 milioni di dollari scommettendo sugli Indianapolis Colts.
FOOTBALL
DROGA: PETERSON AMMETTE
L’ACCUSA CHIEDE L’ARRESTO
Sotto processo con l’accusa di abusi sul figlio, ora la stella Nfl Adrian Peterson potrebbe finire in galera per aver violato le restrizioni a cui la corte lo ha sottoposto. Avrebbe
infatti confessato a un addetto ai test antidroga di aver «fumato un pò di erba»: risultando positivo ai controlli, l’accusa ne chiede
l’arresto. Il giudice emetterà la sentenza tra
un paio di giorni.
FIGURA Oggi a Espoo scatta il Finlandia
Trophy, 5a tappa delle Challenger Series (con
Carol Bressanutti). Così ieri gli azzurri a Zagabria nei corti,ultima tappa del Gp jr. Donne:
12. Tagliapietra 43.50. Uomini: 19. Palermo
47.17. Coppie: 10. Manacorda-Macii 39.51.
GOLF
PORTOGALLO, COLSAERTS FA 60 Primo giro segnato dalla pioggia al Portugal Masters di Vilamoura (par 71), buona parte degli
iscritti non completa le 18 buche. Ce l’ha fatta
Nicolas Colsaerts, che ha sfiorato il 59, punteggio mai ottenuto in 42 anni di European
Tour. Per il belga 60 (-11), con 7 birdie e 2 eagle. Alla 18, il suo birdie da 7 metri sfiora il bordo della buca. Tra gli italiani, Francesco Molinari era a -3 dopo 17 buche, Crespi a -1 dopo
14; giro finito ma punteggio lontano dai migliori
per Pavan con +1 e per Manassero con +3.
HOCKEY GHIACCIO
Djokovic concede Northug condannato
un set a Kukushkin 50 giorni in carcere
Berdych in forma
e patente ritirata
(a.b.) Non c’è ancora
l’ufficialità, ma l’Italia – chiusa la
breve parentesi con Tom Pokel –
avrà un nuovo c.t. Sarà Ivano
Zanatta, 54 oriundo canadese con
lunghi trascorsi da giocatore in
serie A tra Cortina, Devils Milano e
Varese a cavallo degli anni 90 e
poi esperienze da allenatore in
Svizzera e in Khl. Sarà coadiuvato
da Stefan Mair, 47enne bolzanino,
nel 2011 a Schwenningen, nel 2012
in Del, massimo campionato
tedesco. Come definito in queste
ore dal presidente federale Andrea
Gios e dal responsabile di settore
Tommaso Teofoli in accordo con la
Iihf, a supervisionare il lavoro di
tutto il movimento ci sarà Lou
Vairo, 69enne statunitense, coach
della Milano scudetto del 1991.
SERIE A (m.l.) Intanto ieri la 6a
giornata di campionato. Risultati:
Appiano-Valpellice 3-6 (1-0, 0-5, 21); Gardena-Milano 3-4 rig. (1-1, 00, 2-2; 0-0; 0-1); Caldaro-Fassa 41 (1-0, 1-0, 2-1); Cortina-Asiago 1-3
(1-0, 0-2, 0-1); Egna-Val Pusteria 13 (0-0, 1-0, 0-3); Vipiteno-Renon
4-5 (0-3, 2-0, 2-2). Classifica:
Renon* 15; Asiago 14; Val Pusteria
12; Valpellice, Cortina 11; Gardena
10; Vipiteno* 9; Appiano 8; Milano,
Egna 7; Caldaro 4; Fassa 3.
(* una in più)
Al Masters 1000 di
Shanghai (Cina 3.320.000,
cem.), Tomas Berdych batte
Karlovic, a dispetto dei 19 ace del
pivot croato di 2.08, e si porta a
45 punti dal n. 6, Marin Cilic, nella
«Race» che qualifica al Masters
coi migliori 8 a Londra (9-16
novembre). I quarti di oggi contro
Simon valgono quindi doppio, così
come il successo di ieri di Ferrer,
in crisi, contro Murray. Il grande
favorito, Djokovic, n. 1 del mondo,
deve cedere un set a Kukushkin.
Ottavi: Djokovic (Ser) b.
Kukushkin (Kaz) 6-3 4-6 6-4;
Ferrer (Spa) b Murray (Gbr) 2-6
6-1 6-2; Federer (Svi) b. Bautista
Agut (Spa) 6-4 6-2; Benneteau
(Fra) b. Sock (Usa) 6-3 6-4;
Berdych (R.Cec) b. Karlovic (Cro)
6-3 6-4; Simon (Fra) b. Jaziri (Tun)
6-2 6-3; Youzhny (Rus) b. Monaco
(Arg) 5-7 6-3 6-2.
GIORGI & KNAPP A Linz (Aut,
198.000, cem. indoor), Karin
Knapp (n. 59) batte Rybarikova
(Slk), che si ritira sul 6-3 per
l’azzurra, e si qualifica ai quarti
contro Pironkova (Bul, 44) che
approfitta della rinuncia di
Bouchard (Can), precedenti
Pironkova 2-0. Ai quarti anche
Camila Giorgi (42) contro Erakovic
(87), 1-0 per la neozelandese.
Il pluricampione olimpico d
Petter Northug è stato
condannato a 50 giorni di carcere
perché colpevole di aver causato,
lo scorso maggio, un incidente
d’auto in cui rimase ferito anche
un amico. In quell’occasione
Northug è stato trovato con un
tasso alcolemico otto volte
superiore al limite consentito. Al
campione norvegese è stata
anche revocata a vita la patente
di guida e inflitta una
multa di 185 mila corone (circa
28.500 euro). Northug, che
inizialmente aveva negato di
essere al volante, ha poi
confessato di essersi messo alla
guida mentre era ubriaco e di
essersi addormentato al momento
dell’incidente. Northug, campione
olimpico della 50 km e della sprint
a squadre all’Olimpiade di
Vancouver, nonché 9 volte iridato,
potrebbe scontare la pena
detentiva addirittura in Olanda: a
causa dell’affollamento delle
carceri, la Norvegia infatti ha
chiesto al governo dell’Aja la
possibilità di affittare una cella.
Sul tavolo anche gli arresti
domiciliari, se il paese scandinavo
approverà a breve una legge che
consenta gli arresti domiciliari e il
lavoro esterno durante il giorno.
NATIONS CUP: AZZURRI SESTI
Brava Italia!
Entra in finale
a Barcellona
(n.me.) A Barcellona
l’Italia è in finale della
Furusiyya Nations Cup in una
giornata che alla fine lascia
sul terreno gli scalpi della
Francia campione in carica e
dello squadrone Usa. L’Italia
passa col sesto posto, ma
dopo due giri era prima grazie
a un fantastico percorso
netto di Luca Moneta (foto) e
Neptune Brecourt e un solo
errore per Piergiorgio Bucci e
Casallo Z. Poi le 8 penalità
per Lorenzo De Luca e le 9 di
Juan Carlos Garcia ci
portavano a 12 penalità
(scartate quelle di Garcia)
comunque sufficienti per
entrare nel gruppo delle 8
nazioni che domani dalle 21 si
giocheranno il titolo. Dominio
dell’Olanda campione del
mondo, con zero penalità
grazie a 3 netti, poi Svezia (4),
Germania, Canada e Belgio
(8), Italia e Brasile (12) e Gran
Bretagna (14) in finale. Oggi
invece dalle 14 la Challenge
Cup per il nono posto, con le
escluse Usa (16), Spagna (17),
Francia e Australia (24),
Qatar (29) e Venezuela (32).
1° turno del gruppo 3 di qualificazione a Danimarca 2015, le azzurre dell’esordiente coach Hrupec (Cro), vincono in rimonta con
un’avversaria più esperta e col miglior
ranking (17 contro il 27 azzurro). Domenica a
Follonica l’Italia (18,30, diretta Rai Sport 1)
ospiterà la Macedonia nel retour match.
Classifica: Italia 3; Islanda (*) e Macedonia 0.
(*1 in meno).
PALLANUOTO
ANTICIPO SERIE A IN TV ALLE 18.30
ROMA VIS NOVA-COMO
Alle 18.30 anticipo della 2a giornata tra Roma
Vis Nova e Como (diretta su RaiSport 2).
RUGBY
GHIACCIO
NHL Si è aperta la stagione dei pro’. I Los Angeles Kings hanno alzato al soffitto dello
Staples Center lo stendardo di campioni
2014 ma sono poi stati battuti da San Josè.
Risultati: Boston-Philadelphia 2-1; TorontoMontreal 3-4; Calgary-Vancouver 2-4; Los
Angeles-San Josè 0-4.
In arrivo Zanatta
sulla panchina
della Nazionale
Domani su Sportweek
l’intervista in esclusiva a John
McEnroe, immortale del
tennis e protagonista del
Champions Tour: il 17 ottobre
al 105 Stadium di Genova con
le semifinali Lendl- Chang,
Ivanisevic-McEnroe, e il 18
ottobre al Forum di Milano
con le finali. Biglietti presso
Ticketone, Lagrandesfida.net
e prevendite abituali.
QUI BOLZANO (m.l.) Per la 9a giornata di
Ebel il Bolzano riceve oggi (ore 19.45) l’Innsbruck (Aut). Classifica: Salisburgo 13; Vienna, Graz, Linz* 12; Innsbruck 10; Znojmo 8;
Bolzano, Fehervar, Dornbirner, Klagenfurt*
6; Villach, Lubiana 4. (* una in meno)
HOCKEY PRATO
BRA IN EUROLEAGUE
A Barcellona (Spa) prende il via oggi la 7a edizione della EuroHockeyLeague, la coppa
campioni. Dopo 3 anni il ranking ammette
un’italiana: il Bra, tricolore, prova a entrare
negli ottavi (dal 31 marzo 2015). Nel girone
(passa solo la 1a), ci sono pure i polacchi del
Poznan (contro il Bra oggi, ore 10) e i tedeschi favoriti di Colonia (domenica, ore 9.30).
IPPICA
IERI 4-13-15-1-14 A Bologna (m 1660): 1 Orzo Perlato (A. Gocciadoro) 1.14.4; 2 Navigator
Cof; 3 New Photo Guy; 4 Okayama Rr; 5 Pedro
Almodovar; Tot.: 3,42; 1,48, 2,84, 1,41 (60,52).
Quinté: n.v. Quarté: 2.783,76. Tris: 110,58.
OGGI QUINTÉ A ROMA A Capannelle (inizio convegno alle 15) scegliamo Alagos (2),
Just for Me (4), Guiness Will (8), Guagliona
(3), Axa Reim (1) e Amadeus Call (10). Si corre
anche - Trotto: Padova (15.10), Montegiorgio
(14.55) e Foggia (14.45).
NUOTO
SOSPESO (al.f.) Il ranista Naoya Tomita,
autore del furto di una macchina fotografica
durante i Giochi asiatici di Incheon (S.Cor.), è
stato sospeso per 18 mesi dalla federnuoto
giapponese.
PALLAMANO
QUALIFICAZIONE MONDIALE 2015
L’ITALDONNE VINCE IN MACEDONIA
(an.gal.) Prestigiosa vittoria dell’Italdonne. A
Skopje, Macedonia-Italia 20-23 (14-11). Nel
PRO 12, C’E’ TREVISO CONNACHT
RIENTRA ZANNI, BACCHIN CENTRO
(e.sp.) Treviso in campo per la 6a giornata del
Pro 12. A Monigo (ore 20, diretta Nuvolari)
arriva il Connacht (Irl). Casellato ritrova in
mischia Zanni e Van Zyl, ma perde Muccignat
(costola incrinata) e convoca il pilone neozelandese Anae. All’apertura Christie per Carlisle mentre Campagnaro è ala con Bacchin
centro.
Il XV: Hayward; Nitoglia, Morisi, Bacchin,
Campagnaro; Christie, Gori; Luamanu, Zanni, Favaro; Van Zyl, Fuser; Harden, Giazzon,
Zanusso. A disp: Kudin, Anae, Acosta, Pavanello, Cinalli, Minto, Ragusi, Lucchese. All.
Casellato.
Altre. Oggi: Munster-Scarlets. Domani:
Edimburgo-Dragons; Zebre-Leinster (ore
16, diretta Nuvolari), Ulster-Glasgow. Domenica: Ospreys-Cardiff.
Classifica: Glasgow 23; Ospreys 22; Ulster
18; Munster 15; Connacht, Scarlets 14; Leinster 12; Dragons, Cardiff, Edimburgo 7; Zebre 5; Treviso 0.
BEALE FERMATO La federazione australiana ha sospeso l’apertura Kurtley Beale per
«messaggi offensivi» verso un membro dello
staff della nazionale. L’episodio, avvenuto a
giugno, sarebbe scollegato rispetto alla baruffa tra Beale e Pattson, manager commerciale dei Wallabies, sul volo che la settimana
scorsa portava la squadra in Sudamerica.
SCACCHI
CARUANA SCONFITTO Nel 7° turno del
torneo Grand Prix di Baku (Aze), Fabiano
Caruana col nero è stato sconfitto dal
24enne russo Andreikin, n.27 al mondo,
dopo 6 ore di gioco. L’azzurro resta in testa alla classifica con 4,5 punti (3 vittorie,
3 pari, una sconfitta) ma è raggiunto da
Gelfand. Oggi sfiderà Kasimdzhanov
(Uzb), n. 43 del ranking, ancora col nero.
PODISMO: DALLE 19.30
Domani Electric Run
a Torino: ultime ore
per iscriversi
Ci sono già 3500 iscritti
alla corsa più luminosa del
mondo, l’Electric Run di
domani sera a Torino. E c’è
ancora tempo per aderire alla
prima edizione italiana, sul
sito www.electricrun.it. In
piazza Castello si possono già
ritirare i kit gara. La corsa
partirà domani alle 19.30, su
un percorso di 5 km all’interno
del Parco Dora, colorato da 6
Magic Lands, tappe a tema
diverse per colori e suoni.
All’arrivo, ad attendere i
partecipanti ci sarà un
indimenticabile Final
Celebration Party, grande
festa di luci e musica che
conclude l’evento.
34
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
LETTERE
DITE LA VOSTRA
Porto Franco
INDIRIZZO Via Solferino, 28
20121 Milano
Fax 02.62.82.79.17
Email: [email protected]
A CURA DI
FRANCO ARTURI
Twitter: @arturifra
Da Juve-Roma al volley rosa
Domenica sera, avendo ospiti
a casa alcuni amici inglesi appassionati di calcio, e pensando di fare loro cosa gradita, ho
sintonizzato il televisore su
Juve-Roma. Dopo 45 minuti
di risse, minacce, brutti falli,
insulti, sputi, e continue proteste, anche per un semplice
fallo laterale, abbiamo deciso
di continuare la serata guardando un film...
Questo purtroppo e’ il livello
del calcio italiano. E per uscire
da questo incubo non serviranno certo né nuovi stadi, né
la moviola in campo. Se non si
tornerà a respirare un po’ di
semplice buona educazione,
ed un po’ di rispetto, soprattutto da parte degli stessi protagonisti, il nostro calcio non
avra’ futuro.
Franco De Bosio (Milano)
Sono tifoso di calcio ma che
brividi nel vedere la Nazionale
del volley donne. Squadra con
una grinta pazzesca, palazzetto pieno, tifo civile e passionale con 4 poliziotti che assistono tranquillamente alla partita. Un altro mondo esiste!
Luca Ronchi (Bergamo)
Abbiamo fatto passare
qualche giorno perché si sedimentassero un po’ le centinaia
di mail su Juve-Roma e dintorni.
Una parte é riassunta dalla lettera del signor De Bosio, la
grande maggioranza é piena di
La moviola
differita
Rocco
e la Juve
Si parla di moviola in campo.
Io penso esista una soluzione
più elegante: la moviola differita. Il principio è lo stesso della Giustizia Sportiva che esamina i referti dell’arbitro e lavora con la moviola per la prova Tv o commina sanzioni e
squalifiche dopo il termine
della partita. Nessuno trova
improprio il suo funzionamento e a quanto ne so nessuno se ne lamenta. Talvolta si fa
semplicemente ricorso. Io propongo di istituire la moviola
differita (e non in campo) che
funzioni allo stesso modo e determini eventualmente modifiche del risultato...
Ma, perbacco, possibile che in
Serie A non ci sia neanche un
Nereo Rocco? Allenatori, non
peccate di vanagloria! Per battere la Juve mettete in campo
10 difensori. Solo così potete
fare punti e salvare il campionato.
Francesco Russo (Milano)
di accuse, insulti, distinguo,
vaffa e controvaffa. Il tifo calcistico estremo è diventato il
cassonetto dei rifiuti nazionali,
la faziosità calcistica supera di
gran lunga quella che caratterizza il dibattito politico. Patologia sociale.
Certo che un altro mondo esiste e anche il calcio, come accade in molti Paesi, ne può far
parte. Ci sono esempi di gran livello culturale anche in Italia:
quello citato non è l’unico. Il
problema è che contro la radice
velenosa dell’approccio incivile
al tifo calcistico si continua a
non far nulla. Eppure, sia dal
punto di vista pratico che sociologico, molti interventi a costo quasi zero sarebbero possibili. A nessuno spettatore del
volley o del rugby verrebbe in
mente di dar vita a comporta-
menti intimidatori, aggressivi e
violenti. E’ il contesto che fa la
differenza, in buona parte. Se
l’intera simbologia del calcio e
l’ambiente stadio non verranno
minimamente toccati da un disegno coerente di interventi, il
deterioramento avanzerà per
forza di cose.
L’Italia è molto meglio del calcio
italiano, pur nei limiti e nelle
contraddizioni tipiche del nostro Paese. Mi sembra significativo che la forte carica riformista che viene rivendicata da
questo Governo, per esempio,
si fermi alle soglie dello stadio e
che nessuno, in questi mesi, si
sia posto l’obbiettivo di rendere
i templi del calcio qualcosa di
simile ai loro omologhi tedeschi, spagnoli o inglesi. Tutti
d’accordo nel restare nella melma attuale.
Le vie della moviola sono
infinite ma la sua è una delle più
originali e impraticabili che si siano sentite. Credo che lei meriti
la pubblicazione perché della
massa di mail giunte dopo JuveRoma è l’unica che faccia riferimento alla moviola. Un fatto che
mi sembra anche statisticamente significativo. In realtà la
temperatura del nostro calcio
malato non scenderà nemmeno
di mezzo grado con i nuovi strumenti blatteriani, se e quando
entreranno in funzione. La voglia di rissa prevarrà su tutto: i
casi presi in visione saranno
comunque considerati troppo
pochi, si comincerà ad inveire
sulle ammonizioni, sui falli laterali, sul moviolista, naturalmente. Pensate al fuorigioco e alla
decisione su quale «frame» bisogna bloccare l’immagine: saranno discussioni epocali. Controprova della mia affermazione: ora che la moviola è all’orizzonte, non ne parla più
nessuno.
Alfredo Brighenti (Riva del Garda)
Vintage per vintage, mi
verrebbe da rispondere con
una citazione alta, cioè «Osteria!». Lo declamava l’attore
Franco Volpi in un celebre
sketch di Carosello per un noto
digestivo (esordio febbraio
1957). Nello stesso microfilmato
c’era anche un «Dura minga.
Non può durare» (minga = mica
in milanese) che qualche tifoso
non bianconero potrebbe attribuire alla supremazia juventina.
La sua lettera potrebbe entrare
bene nella minigalleria qui sotto, ma non vorrei che se la prendesse.
Marketing
e stadi
Sento dire che gli stadi di proprietà farebbero fare un salto
di qualità almeno economico
alle nostre società. Ma siamo
sicuri? Non si potrebbe cominciare a intervenire davvero sul
fenomeno delle falsificazione
dei marchi e delle maglie?
Lucio Castri
Non c’è dubbio che disporre di uno stadio proprio
apra prospettive di grande profilo economico. Il problema vero
è che i nostri club non sono disposti a investire sul serio sull’argomento e attendono che il
sistema Paese glieli regali o
quasi. Aspetteranno a lungo.
Nel frattempo, è vero, si dovrebbe esercitare ogni tipo di
iniziativa e la piaga che lei denuncia dovrebbe essere combattuta seriamente, in questo
caso più dallo Stato che dai
club. Ma le vie del guadagno sono infinite. A Wembley, per
esempio, a fronte di segnali poco incoraggianti sul pubblico
della nazionale, e di ripetuti pienoni per tre partite di football
Usa «vero», stanno pensando di
proporsi come sede di una franchigia europea di Nfl. E la Premier sta ipotizzando addirittura
di esportare un intero turno di
campionato in Asia, mercato
che per il campionato inglese
vale già ora 2,5 miliardi di euro.
Come vede non c’è limite alla
fantasia imprenditoriale. Noi, in
questo ha perfettamente ragione Andrea Agnelli, abbiamo un
ritardo impressionante.
Inter, Lotito
e due sorrisi
Leggo sulla Gazza dell’altro
giorno dopo Fiorentina-Inter,
Ausilio: «Abbiamo fatto un
punto nello spogliatoio...»
Be’, di questi tempi niente male!
Luciano Costabile
Sono uno sviluppatore Android e per divertimento ho
sviluppato l’applicazione Lotito OVUNQUE per android.
L’app permette di scattare foto
e selfie con Lotito. Ecco il link.
https://play.google.com/stor e / a p p s / d e t a i ls?id=com.DrunkGames.lotito_ovunque.
Daniele D’Andrea
E’ il momento del sorriso, finalmente. Bravi e grazie.
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
LA GAZZETTA DELLO SPORT
35
#
SEGUITECI SU
ALTRI MONDI
@AltriMondiGazza
Il fatto del giorno
_l’epidemia si avvicina
DI GIORGIO DELL'ARTI
[email protected]
Giusto temere che Ebola
colpisca anche in Italia?
L’infermiera
infettata in Spagna
peggiora. Non era
stata in Africa,
questo rafforza
l’ipotesi che
il virus finisca
per diffondersi
Le speranze che l’infermiera spagnola contagiata da
Ebola si salvi sono poche. Lo
stato della paziente, che ancora
l’altra mattina è stata capace di
rispondere a una telefonata del
Pais e di spiegare che forse s’era
infettata sfiorandosi il viso con
una mano, s’è aggravato. Yolanda Fuentes, dirigente dell’ospedale Carlos III di Madrid,
ha detto: «La situazione clinica
di Teresa Romero è in deterioramento». La parola “deterioramento” è impressionante, ma
la Fuentes non ha potuto aggiungere altro. «Non posso dire
altro perché la paziente non
vuole». Il fratello di Teresa ha
aggiunto: «Non ci sono grandi
speranze».
1
È terribile. Teresa non s’è
infettata in Africa ma in Spagna. Mi pare che sia il primo
caso in Europa di una persona
che si ammala senza essere
andata in Liberia o in Guinea.
Ci sono grandi polemiche in
Spagna per questo. I morti di
Ebola in Spagna finora sono
due. Due sacerdoti. Il missionario Manuel Garcia Viejo, 69
anni, deceduto il 25 settembre, che s’era ammalato in
Sierra Leone, e Miguel Pajares, 75 anni, infettato in Liberia e morto ad agosto. La Romero, sposata, 44 anni, era
stata al capezzale di Viejo e
s’era sentita male in modo definitivo lunedì notte. L’ambulanza l’ha portata al pronto
soccorso di Alcoron, Madrid.
LA MAPPA DEL CONTAGIO FUORI CONTROLLO IN AFRICA
In Africa
Senegal
8.011 46%
(un singolo caso,
curato)
AFRI CA
3.877
Guinea
Sierra
Leone
Liberia
L’arruale tasso
di mortalità
del virus, manifestatosi la prima
morti casi volta nel 1976
Nigeria
In Europa
Contagiati
Morti
Norvegia
1 caso
Gran Bretagna
1 caso
EU ROPA
Francia
1 caso
Germania
2 casi
Spagna
3 casi
Militari americani in Texas si esercitano a indossare le tute protettive: faranno assistenza in Liberia AP
Si trattava di un’ambulanza
convenzionale, dunque senza
i dispositivi di protezione che
ci vogliono in questi casi. La
macchina è stata adoperata
ancora nelle ore successive,
senza che la si disinfettasse.
Lo hanno denunciato, sempre
al Pais, conducente e barelliere, isolati, così come lo sono
stati i pazienti e i due medici
saliti a bordo dopo la Romero
(sette persone in tutto). Uno
dei due medici ha scritto una
lettera in cui sostiene che le
maniche della tuta protettiva
erano troppo corte. «Sono rimasto accanto alla Romero
per 16 ore e in tutto quel tempo nessuno mi ha avvertito
che aveva l’Ebola». C’è stata
una manifestazione per chiedere le dimissioni del ministro
della Salute Ana Mato. La
chiedono anche i sindacati.
Medici e sindacati dicono che
è mancata l’organizzazione,
non ci sono i protocolli. Il premier Mariano Rajoy ha invitato alla calma, «c’è stato un errore umano, la sorveglianza
non è stata rallentata...».
2
Temo che qualcosa di simile
possa avvenire anche da noi,
ieri ho letto che gli ospedali in
un anno hanno dovuto pagare
a pazienti curati male un miliardo di indennizzi.
Per ora tutto è tranquillo. Il
Messaggero ieri, ha dato con
evidenza la notizia di un ortopedico di Emergency proveniente dalla Sierra Leone e
messo in osservazione allo
Spallanzani. L’uomo non ha
però nessuno dei sintomi maledetti, si tratta dunque di una
saggia misura preventiva. La
Lorenzin è comunque dovuta
correre al Senato a riferire. «Il
periodo di osservazione del
paziente dello Spallanzani
(che era entrato in contatto
con un collega adesso ricoverato in Germania) terminerà
al ventunesimo giorno dal
contatto». Il ministro ha aggiunto che in Italia non è stato
registrato finora nessun caso.
«Esistono attualmente 21 unità di isolamento nelle strutture sanitarie e 12 Usmaf (Uffici
di sanità marittima, aerea e di
frontiera) che impiegano 448
persone cui sono state fornite
specifiche indicazioni nella
gestione delle navi e degli aerei in arrivo nel nostro Paese.
Le numerose segnalazioni di
casi sospetti, dovute anche a
un sistema di allerta attivato
nel Paese, sono state oggetto
di apposite indagini epidemiologiche e tutte hanno avuto esito negativo».
notizie
Tascabili
Anci: «Serve una legge»
Il via libera del numero uno della Bce
Il sindaco di Milano
Giuliano Pisapia ha annunciato
«la trascrizione di sette
matrimoni tra persone dello
stesso sesso che si sono
celebrati all’estero». Una
nuova “ribellione” alla circolare
con cui il ministro degli Interni
Angelino Alfano ha invitato
i prefetti a richiedere
l’annullamento delle
trascrizioni delle nozze gay in
tutt’Italia. A Grosseto è stata
invece cancellata la trascrizione delle nozze di una coppia
sposatasi a New York, su
sentenza della Corte d’Appello.
Ma molti sindaci (come Filippo
Nogarin a Livorno e Furio
Honsell a Udine) seguono la
linea di Pisapia e
l’Associazione nazionale dei
comuni chiede «una legge in
tempi rapidi».
3
Qual è il bilancio della malattia a questo punto?
Lo ha fornito la stessa Lorenzin. All’8 ottobre, i casi
confermati riportati all’Oms
in Africa sono 8.011, 3.877 i
decessi a causa del virus, con
un tasso di letalità del 46%
nell’Africa occidentale. L’epidemia è cominciata a dicembre al confine fra Sierra Leone
e Liberia. Thomas Frieden, direttore dei Centri americani
per il Controllo e la Prevenzione della Malattia (Cdc) ha detto: «In trent’anni di lavoro nella sanità pubblica, l’unica situazione simile a questa è stata quella con l’Aids».
4
Sembra che non possiamo
fare nulla se non controllare
Mario Draghi, presidente della Bce, ha 67 anni ANSA
fiducia, sono al centro di un caso che il partito
valuterà in assemblea al Senato, perché «hanno
messo in discussione i vincoli di partecipazione alla
loro comunità politica», accusa il vicesegretario dem
Lorenzo Guerini. Che promette invece di «lavorare
per il superamento delle dimissioni» di Walter Tocci,
che ha comunque votato la fiducia. Mentre Stefano
Fassina annuncia che sarà in piazza il 25 ottobre
con la Cgil. Che ieri ha accusato Renzi di aver «posto
le basi per un’ulteriore precarizzazione dei giovani
con una palesa forzatura del Parlamento»,
porti e aeroporti, isolare i sospetti e aspettare.
I presidenti di Guinea, Liberia e Sierra Leone ieri erano
negli Stati Uniti. Hanno incontrato il segretario generale
dell’Onu, Ban Ki-moon, la direttrice del Fmi Christine Lagarde, il presidente della Banca Mondiale Jim Yong Kim.
Chiedono più centri sanitari,
strumenti di protezione e soldi per pagare il personale.
Hanno anche bisogno di un
aiuto al bilancio dello Stato
perché la malattia ha fatto
esplodere la spesa sanitaria e
contratto le entrate fiscali.
5
Di quanto denaro stiamo
parlando?
Ban Ki-moon ha detto che
bisogna moltiplicare per venti
le somme stanziate finora.
Paura come nel 2011
Genova inondata
Si temono morti
Matrimoni gay:
Milano va avanti
Stop a Grosseto
Draghi promuove Renzi
«Il Jobs Act non produrrà
licenziamenti di massa»
Il giorno dopo il voto al Senato sulla riforma del
lavoro, il premier Matteo Renzi incassa il benestare
del presidente della Bce Mario Draghi: «La riforma
del mercato del lavoro non causerà licenziamenti di
massa. L’Italia è stata in recessione così a lungo che
le imprese che volevano licenziare lo hanno già fatto.
La crescita è troppo bassa per ridurre la
disoccupazione, non possiamo ritardare le riforme
strutturali che rendano più facile per le aziende
assumere giovani ma non più facile licenziarli». Il
Jobs Act andrà alla Camera la prossima settimana e
il premier Matteo Renzi esulta: «Grande passo avanti,
maggioranza più forte. Adesso decisi e determinati
su semplificazione fisco». Ma c’è tensione nel Pd:
Felice Casson, Corradino Mineo e Lucrezia
Ricchiuti, che non hanno partecipato al voto di
OMS/GDS
Il relitto del Dc 9 caduto a Ustica ANSA
Risarciti i familiari
Strage di Ustica,
«Ministeri paghino
5,5 milioni di euro»
Condanna per i ministeri
della Difesa e dei Trasporti:
dovranno risarcire 14 familiari di
alcune vittime della strage di
Ustica del 27 giugno 1980 con
oltre 5,5 milioni di euro. Quel
giorno un Dc 9 della compagnia
aerea Itavia, partito da Bologna e
diretto a Palermo, scomparve tra
le isole di Ponza e Ustica: i morti
furono 81. La sentenza è stata
emessa del giudice monocratico
di Palermo, Sebastiana Ciardo.
Notte di grande paura a
Genova e nei centri vicini colpiti
da una bomba d’acqua dalle 22.
Sono esondati i fiumi Bisagno e
Scrivia e il rio Fereggiano, gli
stessi che hanno causato morti,
feriti e danni nel 2011. Inondata
pure la zona dello stadio Marassi.
Diversi dispersi. Si temono morti.
Il Sinodo critica
Contraccezione
«La natalità cala»
La contraccezione
ha avuto «un impatto negativo
sulla società» perché «ha
comportato l’abbassamento della
natalità». Il tema è stato affrontato
al Sinodo sulla famiglia in corso in
Vaticano: ricorda la Congregazione
generale, che «i bambini sono
importanti, danno gioia».
36
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
VITTORIA PER GREENPEACE
ALTRI MONDI
Lego abbandona Shell
«Basta trivellazioni»
Lego non rinnoverà dopo 50
anni il proprio accordo con Shell
(che permetteva all’azienda
petrolifera di regalare nei propri
«Sei troppo grasso»
Lo seviziano in tre:
è grave un 14enne
Aggredito a Napoli con pistola ad aria compressa.
Arrestato un giovane, ma i parenti: «Solo un gioco»
nunciati per concorso in tentato omicidio ma non avrebbero
partecipato attivamente alla
violenza. Uno di loro avrebbe
però ripreso i momenti iniziali
dell’aggressione con il suo cellulare: il telefono è stato sequestrato e sarà sottoposto a perizia. Ad aggravare la posizione
giuridica di tutti e tre ci sono
precedenti per spaccio e reati
contro il patrimonio.
L’esterno dell’autolavaggio dove è avvenuta l’aggressione del 14enne ANSA
NICCOLÒ FRANCHINI
@Nicco_Franchini
In tre contro uno, prima
lo hanno preso in giro perché
sovrappeso, poi uno di loro lo
ha bloccato, gli ha abbassato i
pantaloni e utilizzando una pistola ad aria compressa gli ha
provocato gravi lacerazioni intestinali. È accaduto mercoledì
pomeriggio a Napoli, in un autolavaggio alla periferia ovest
della città: la vittima è un ragazzo di soli quattordici anni
ora ricoverato nel capoluogo
campano all’ospedale San Paolo. Operato, mostra «parametri
vitali stabili», ma è in «prognosi ancora riservata», a causa
delle lesioni subite, che gli
hanno causato la perdita di
molto sangue e perforazioni al
colon. Superata la paura delle
prima ore immediatamente
successive al ricovero, le condi-
La violenza
in un autolavaggio:
scena filmata
con il cellulare
Altri due fermati
zioni del ragazzo stanno progressivamente migliorando. Il
bollettino di ieri lo descriveva
come un «paziente vigile, cosciente, lucido» e con «respiro
spontaneo», in attesa del prossimo aggiornamento che arriverà in mattinata.
Tentato omicidio Allertati dopo la notizia del ricovero del
ragazzino, i carabinieri hanno
fermato ieri un giovane di 24
anni, Vincenzo Iacolare, accusato di tentato di omicidio. Gli
altri due ragazzi che si trovavano con lui, A.D. e V.E. (anche
loro di 24 anni) sono stati de-
Reazioni «È giusto che nostro
figlio si trovi in carcere, ma come mai gli altri due ragazzi sono ancora in libertà? — si chiedono i genitori del 24enne fermato — Siamo sicuri che non
avesse intenzione di fare del
male, non si è reso contro della
gravità del suo gesto». Di tutt’altro parere i parenti della vittima, che si sono anche recati
davanti l’abitazione del giovane arrestato, con momenti di
tensione e un violento alterco,
fino all’intervento dei carabinieri. Tra i presenti c’era anche
il proprietario dell’autolavaggio (parente di uno dei tre giovani coinvolti nella vicenda),
lamentatosi del clamore dato
all’episodio che, a suo dire, starebbe danneggiando la sua attività lavorativa. «Sono vigliacchi e senza cuore. Un gioco?
Non penso che si giochi così.
Potevano usare un secchio
d’acqua, e invece per poco non
l’hanno ucciso» si è sfogata la
madre del ragazzo ricoverato.
Sulla stessa lunghezza d’onda
il presidente della Società italiana di psichiatria, Emilio Sacchetti: «Siamo di fronte a un atto criminale da parte di delinquenti lucidi e seriali. Non conosco malati di mente capaci
di compiere un tale gesto. È un
atto di aggressività selvaggia e
i colpevoli non devono godere
di nessuna attenuante».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
distributori i celebri mattoncini
giocattolo). La decisione è arrivata
dopo la pubblicazione di un video
di Greenpeace che mostra un
paesaggio artico deturpato da una
piattaforma Shell, fatta col Lego e
coperta di petrolio. «È una grande
vittoria: il vento sta cambiando»,
esulta Greenpeace.
L’ACCIAIERIA DI TERNI
Salta accordo all’Ast
In mobilità 537 operai
È saltata, ieri, la trattativa
sul piano industriale per l’Ast
di Terni (che prevede risparmi per
100 milioni): l’acciaieria ha
ALTRI RAID L’AVANZATA JIHADISTA
Siria, rilasciato il frate
sequestrato dall’Isis
È battaglia a Kobane
Sono stati rilasciati,
ieri, il frate francescano
siriano Hanna Jallouf, 62
anni, e gli altri venti cristiani
rapiti il 5 ottobre in Siria dal
Fronte al-Nusra, legato ad
al-Qaeda. Il sequestro era
avvenuto a Qunayeh, nel
nord della Siria, non lontano
Il religioso Hanna
dal confine con la Turchia.
Jallouf, liberato ieri
Continuano, intanto, i raid
aerei anti-Isis. Almeno 220
miliziani sono rimasti uccisi in un raid aereo della
coalizione internazionale a Ramadi, nel nord
dell’Iraq. Le bombe hanno colpito un convoglio
composto da 25 veicoli e su cui viaggiavano
anche armi ed equipaggiamenti militari.
Nell’attacco sarebbero morti due leader.
L’azione aerea non sta riuscendo, invece,
a fermare l’avanzata jihadista a Kobane,
l’enclave curda in Siria. Secondo l’Osservatorio
siriano dei diritti umani, gli jihadisti sunniti
controllano più di un terzo della città e
proseguono i combattimenti con i peshmerga
curdi che tentano di respingere l’offensiva. La
Turchia è tornata a escludere un intervento di
terra «solitario» nella zona.
PROTESTE DUE MESI FA IL CASO BROWN
Missouri, agente spara
e uccide nero di 18 anni
Nuovi scontri a St. Louis
Nuove violente proteste sono scoppiate
nell’area metropolitana di St. Louis, in Missouri,
dopo che mercoledì notte un agente fuori servizio
di 32 anni ha ucciso un 18enne afroamericano a
colpi di pistola. L’incidente è avvenuto proprio alla
vigilia delle manifestazioni programmate nel vicino
sobborgo di Ferguson per ricordare l’omicidio
di Michael Brown, il ragazzo di colore ucciso da
un poliziotto in circostanze analoghe il 9 agosto
scorso. Secondo le prime ricostruzioni, l’agente si
sarebbe avvicinato a quattro uomini sospetti per
strada, ma - una volta uscito dalla macchina avrebbe visto i quattro scappare. Da qui
l’inseguimento a piedi, durante il quale uno dei
sospetti avrebbe sparato contro l’agente. Il
poliziotto, in servizio da sei anni, ha quindi risposto
al fuoco esplodendo 17 colpi e ferendo a morte
uno dei ragazzi. La polizia ha fatto sapere di aver
recuperato l’arma della vittima, ma i familiari del
ragazzo, di cui non sono state diffuse le generalità,
hanno negato la ricostruzione: «Mio cugino aveva
un panino in mano e hanno pensato che fosse
armato — ha dichiarato una parente —. Sembra di
riascoltare la stessa storia di quando hanno ucciso
Michael Brown». Subito dopo la sparatoria,
centinaia di persone si sono radunate sul posto e
alcuni manifestanti hanno urlato e preso a calci le
auto della polizia presenti.
A
LA FESTA
GRILLINA
riaperto le procedure di mobilità
per 537 dipendenti e gli operai
hanno reagito con lo sciopero e
con una protesta che si è
conclusa con il blocco della
stazione di Terni: 2.800 lavoratori
sono nell’incertezza. «Lavoriamo
contro l’irreparabile», ha detto
il premier Matteo Renzi.
I GIUDICI DI PALERMO
Stato-mafia
Napolitano
deporrà
senza i boss
S
Italia 5
Stelle al via
al Circo
Massimo
Oggi dalle 17
comincerà
la kermesse
nazionale
del Movimento
Cinque Stelle al
Circo Massimo
di Roma:
previsto verso
le 19 l’intervento
d’apertura
di Beppe Grillo
(nella foto
Ansa),che poi
chiuderà
anche l’evento
domenica
pomeriggio.
La tre giorni a
base di musica
e interventi
dei parlamentari
ha già visto
sorgere diverse
polemiche,
in primis quella
su Federico
Pizzarotti,
che ci sarà
ma non parlerà
dal palco.
Stando agli
attivisti romani
la valenza
politica della
festa è stata
messa sotto
esame, insieme
alla scelta,
molto discussa,
di non voler
trasmettere
l’evento in tv
Giorgio Napolitano, 89 anni ANSA
Il 28 ottobre, quando il
capo dello Stato sarà ascoltato
al Quirinale dai magistrati di
Palermo come testimone sulla
trattativa Stato-mafia, i boss
Totò Riina e Leoluca Bagarella
e l’ex ministro Nicola Mancino,
tutti imputati, non potranno
assistere, in videoconferenza o
dal vivo. Lo ha stabilito la Corte d’assise di Palermo, contro il
parere della Procura siciliana,
che aveva dato parere favorevole alla presenza degli imputati al Colle, per evitare un caso
di nullità del processo. Secondo la Procura, infatti, così verrà leso il diritto di difesa degli
imputati. Ma per i giudici possono esserci «particolari ragioni» per impedire agli imputati
di assistere e, nel caso della deposizione di Napolitano, le ragioni sono «connesse alle speciali prerogative di un organo
costituzionale come la presidenza della Repubblica». La difesa di Riina chiederà l’annullamento del processo.
Scalfaro A incendiare le polemiche è Sabina Guzzanti, regista del documentario La trattativa, che scrive su Twitter:
«Solidarietà a Riina e Bagarella privati di un loro diritto. I
traditori nelle istituzioni ci fanno più schifo dei mafiosi». Dal
Pd a Forza Italia tutti la accusano di voler fare solo pubblicità
al film. Il senatore di Fi Maurizio Gasparri spiega invece che i
pm «sarebbero dovuti andare
al Quirinale quando c’era Scalfaro, motore della resa alla mafia con la cancellazione del
41bis per centinaia di boss».
f.riz.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
LA CLASSIFICA DI «FORTUNE»
ALTRI MONDI
Renzi tra gli under 40
più influenti al mondo
È al quarto posto
dopo Zuckerberg
Matteo Renzi (nella foto,
a sinistra) è tra gli «under 40» più
influenti del mondo secondo la
rivista americana «Fortune». Non
solo il premier italiano
si piazza tra i primi, ma riesce
a «battere» star della new
economy come Marissa Mayer di
Yahoo!. Renzi è al quarto posto
A
Riecco la magia
dei Pink Floyd
Ma è un addio
«Ultimo disco»
La storica band ritorna dopo vent’anni:
da ieri nelle radio il singolo «Louder than
words». L’album in uscita il 7 novembre
DANIELE VAIRA
@danvaira
C’è un uomo che rema su
un fiume di nuvole nella cover
di The endless river album dei
Pink Floyd, in uscita il 7 novembre. La prima tappa del
viaggio musicale e onirico, che
interrompe un silenzio di 20
anni, è iniziata ieri con l’uscita
in tutte le radio del singolo
Louder than words. Ci sono ricordi, suoni riarrangiati, frammenti di storia e un omaggio al
cofondatore della band britannica Rick Wright, scomparso
nel 2008, a 65 anni. Il brano
nasce dalle sessioni di registrazione del 1993 per l’album The
Division Bell. «Abbiamo preso
le registrazioni mentre suonavamo nel nostro studio — ha
spiegato il cantante e chitarri-
sta David Gilmour —. Ci sono
le stravaganti tastiere di Rick,
che mi fanno pensare che non
ci si rende mai conto di quello
che si ha, fino a che non lo si
perde». Il testo del brano, unico pezzo cantato in un disco
strumentale, è stato elaborato
da Polly Samson, scrittrice e
moglie di Gilmour. Il messaggio è che «più forte delle parole» (il titolo della canzone) c’è,
infatti, solo la musica. «Il singolo esprime in maniera magnifica la magia che si crea
quando noi tre
suonavamo insieme e che questa magia è più
potente di ogni
parola», ha aggiunto il batterista Nick Mason,
che ha voluto regalare un pensiero
I QUEEN:
L’ASSAGGIO
DEL CD
S
Il cantante e chitarrista dei Pink Floyd David Gilmour, 68 anni e il batterista Nick
Mason, 70. Sotto, invece, la cover dell’ ultimo album «The endless river» BORDEN
a Wright. «È un modo per riconoscergli che ciò che faceva e
come suonava era il cuore del
suono dei Pink Floyd».
Modernità Non c’è solo il passato, però, nell’album The endless river: la band ha cercato di
aggiornarsi con un tocco moderno. «Nel corso dell’ultimo
anno abbiamo aggiunto delle
parti nuove, ri-registrato delle
altre e reso attuale la vecchia
tecnologia di studio di allora,
in modo da avere
un nuovo album
dei Pink Floyd del
21esimo secolo»,
ha spiegato Gilmour, che non ha
nascosto le difficoltà di scegliere
tra tanto materiale. «Abbiamo
ascoltato oltre
20 ore di musica suonata da
noi tre e su quello abbiamo selezionato ciò su cui volevamo
lavorare». Tra le chicche, il
brano Talkin’ Hawkin’ che conterrà la voce dell’astrofisico inglese Stephen Hawking. I fan,
però, rischiano di rimanere
delusi. Il cantante ha, infatti,
dichiarato ai microfoni della
radio inglese BBC 6 Music che
il disco in uscita sarà l’ultimo
per la band: «Siamo alla fine».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
«
Quando
suoniamo insieme
la musica
è più potente
di ogni parola
NICK MASON
BATTERISTA DELLA BAND
GAZZATECH IL LETTORE DI EBOOK SI RINNOVA
Il Kindle di Amazon: ora è touch e molto “pop”
MASSIMO ARCIDIACONO
Prestazioni migliori, un
prezzo minore, niente compromessi in fatto di qualità. È
il mantra ripetuto dai tipi di
Amazon a proposito del Kindle e dei nuovi tablet Fire Hd da
6 e 7 pollici. Un’affermazione
pretenziosa, ma che ci può stare a proposito dell’ultima versione del lettore di ebook. Il
Kindle, disponibile da una settimana in Italia, è proposto allo stesso prezzo del precedente, 59 euro, ma integrato di alcune funzioni che erano del
più costoso Paperwhite, tipo il
dizionario consultabile per
singola parola o, nei testi in inglese, la “facilitazione” dei termini più ostici. Il Kindle, soprattutto, è finalmente touch,
senza contare il processore del
20% più veloce, uno spazio di
archiviazione raddoppiato e il
peso contenuto (190 grammi). Tanta roba (ma la plastica
usata è proprio “entry level”).
Sebbene sia evidente che al
colosso di Seattle non interessa far soldi con i device, bensì
con i contenuti e con la pubblicità che potrebbe comparire
sempre più frequente sullo
ed è l’unico uomo politico in una
rosa di imprenditori ipertecnologici. Il presidente del
Consiglio viene definito «un
outsider carismatico della
politica italiana». Vincono exaequo Travis Kalanick, 38 anni,
e Brian Chesky, 33 anni,
rispettivamente fondatori di Uber
schermo. Qualche dubbio la
critica internazionale ha
espresso sulla qualità del touchscreen, eppure è lo stesso
display (800x600 pixel) montato dalle versioni precedenti.
Arrivano i Fire Tra
una decina di giorni,
poi, l’offerta si arricchirà dei due Fire,
proposti a un prezzo
imbattibile, se non
per le “cinesate”.
Rispettivamente 99
e 139 euro. Tablet
compatti, colorati,
schermo Hd, pro-
cessore avanzato, audio Dolby, ma con qualche inevitabile
concessione su alcuni componenti: la fotocamera posteriore è da appena 2 mpx, mentre
la scocca non è di certo in linea
con la corsa all’ultraslim intrapresa dai maggiori produttori.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
In Rete
l’anteprima
di tre inediti
In attesa
dell’uscita della
raccolta
«Queen
forever» l’11
novembre, i fan
della band
inglese che fu
capitanata da
Freddie
Mercury (nella
foto) possono
ascoltare online
sui canali social
del gruppo
un’anteprima di
tre brani inediti
contenuti
nell’album.
Le canzoni in
questione sono
«Let me in your
heart again»
(scritta dal
chitarrista Brian
May nel 1984),
una versione
rock di «Love
kills» (primo
singolo della
carriera solista
di Freddie
Mercury,
composto con
l’italiano Giorgio
Moroder), e
«There must be
more to life
than this»
(realizzata in
collaborazione
con Michael
Jackson)
LA GAZZETTA DELLO SPORT
37
(il servizio che fa concorrenza ai
taxi) e di Airbnb (che permette a
chiunque di offrire online in
affitto una stanza). Segue
l’inevitabile Mark Zuckerberg
(nella foto, a destra), 30 anni,
inventore di Facebook, diventato
uno degli uomini più ricchi del
mondo con il suo social network.
LETTERATURA È DI ORIGINE ITALIANA
Il Nobel a Modiano
Nei suoi romanzi
«l’arte di ricordare»
Vince a sorpresa un francese
che racconta Parigi e il nazismo
«Mi premiano? Scelta bizzarra»
Patrick Modiano, 69 anni, Nobel per la Letteratura ANSA
FRANCESCO RIZZO
In epoca di nuovi totalitarismi, il Nobel per
la Letteratura va a un 69enne francese che, secondo la motivazione dei 18 giurati dell’Accademia Reale Svedese, ha esercitato «l’arte della
memoria» per «evocare i destini umani più inafferrabili» e ha «scoperto il mondo dell’occupazione». Nazista, nel caso di Patrick Modiano, il
cui padre, ebreo di origine italiana, è sfuggito
alla deportazione nel 1943, ma era sospettato di
collaborazionismo con i tedeschi. E nei suoi libri
tornano Parigi all’epoca della Seconda guerra
mondiale e argomenti come «la sparizione, i
problemi d’identità, l’amnesia, il ritorno verso
un passato enigmatico», confidava lo scrittore.
Che ieri ha detto: «È tutto bizzarro. Sono felice e
curioso di scoprire i motivi del premio».
Oscar Tra i suoi romanzi, pubblicati in Italia
soprattutto da Einaudi (che farà uscire in dicembre anche il recente L’erba delle notti, sulla ricerca di un amore perduto in giovinezza), La Place
de l’Étoile, Dora Bruder e Un pedigree (che rimandano a luoghi e drammi dell’occupazione).
Mentre l’ultimo, Pour que tu ne te perdes pas dans
le quartier, è stato definito dall’autore «il mio
primo poliziesco». È un successo inatteso, quello di Modiano, i favoriti per gli 880 mila euro del
premio erano il giapponese Haruki Murakami e
il keniota Ngugi Wa Thiong’o. Invece a Stoccolma andrà il francese, già autore di canzoni, documentari per Carlo Ponti e di sceneggiature di
film (tra cui il commovente Cognome e nome: Lacombe Lucien, di Malle, nomination all’Oscar per
il miglior film straniero nel 1975). Uno scrittore
che, spiega Dario Fo, il Nobel del 1997, «ha dimostrato un coraggio inaudito, perché ha trattato anche cose amare, disperate».
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LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
ilVino
laPasta
di LUCAGARDINI Campione del mondo dei sommelier 2010
ALMA CUVÉE DI BELLAVISTA
L’ANIMA DELLA FRANCIACORTA
GLI ZITI DI SETARO
ESSICCATI 120 ORE
FRANCIACORTA, metodo classico, ALMA
CUVÉE BRUT, Bellavista, Erbusco (BS).
UVE: 80% Chardonnay, 19% Pinot Nero,
11% Pinot Bianco. PREZZO: circa 20 euro.
Se volete capire la filosofia e cogliere l’anima della cantina Bellavista dovete assaggiare
l’Alma Cuvée Brut. E’ uno spumante, metodo
classico, esaltato dall’inconfondibile bottiglia che
caratterizza la produzione dell’azienda di Vittorio
Moretti, una delle eccellenze della Franciacorta.
L’Alma Brut è una Cuvée che armonizza circa
60 delle 120 selezioni della vendemmia. Di colore luminoso, ha fantastici aromi agrumati e di
fiori bianchi e bollicine cremose. In bocca è rotondo, morbido e di grandissima freschezza lasciando una piacevolissima nota ammandorlata
nel finale!
Il voto:
90/100
Rapporto qualità-prezzo:
Vantaggioso *****
Si abbina alla grande con:
Vitello tonnato
Francesco Velluzzi
Degustare ascoltando:
Michel Bublè: «It’s a beautiful day»
ilTema
DI SIMONE PADOAN
L’ultima è la «Macelleria popolare» di Zen in un mercato di Milano: solo carni da pascolo
Ma dai veneti Damini al toscano Cecchini mangiare in negozio ormai è una tendenza
1
In Puglia chiamano bracerie o fornelli le macellerie
dove la carne si compra, si fa
cucinare e si mangia. A Catania quelle equine improvvisano braci per strada: è l’arrusti e
mangia, una tradizione popolare radicata quanto discussa.
Da qualche anno il fenomeno
si va espandendo con successo
anche verso Nord. Entro fine
mese a Milano aprirà la «Macelleria Popolare con Mangiari
di Strada» di Giuseppe Zen nel
rinnovato mercato di Piazza
XXIV Maggio, lungo la Darsena. Banco vendita con carne
proveniente esclusivamente
da animali da pascolo («Una
novità assoluta in Italia - dice
Zen - andremo oltre il biologico»). Ci saranno i piatti più golosi dello street food di tutta
Italia: lampredotto, trippa,
bombette, arrosticini, brodo e
bolliti, da mangiare sul posto o
portare a casa. Ecco un giro
d’Italia delle macellerie con
cucina.
NORD
Motta - Strada Padana Superiore 90, Bellinzago Lombardo
(Milano) Era il sogno di Sergio
Motta ampliare l’attività di famiglia e creare un ristorante in
cui cucinare la carne che da generazioni i Motta vendono e
macellano. Nel 2010 nasce il
Ristorante Macelleria che porta il suo nome. Da qualche mese in cucina c’è Andrea Alfieri.
MILANO
GOLOSA
S
1. Il rendering della Macelleria Popolare di Zen: 2. Un piatto dei
fratelli Damini; 3. La famiglia Motta nel ristorante di Bellinzago
to anni. I fratelli Gian Pietro e
Giorgio si sono equamente divisi i compiti: il primo si occupa di carne, di frollatura, disosso e taglio, il secondo è dietro ai fornelli del loro ristorante macelleria.
Maxelâ - Vico inferiore del ferro 9 Genova Quello inaugurato
nel 2003 nel centro di Genova,
dove si può scegliere la carne
al banco e farsela preparare
cruda, alla griglia, in padella o
fritta, è stato il primo dei nove
locali di una catena presente
oggi in Italia e a Londra.
Bologna le carni di Zivieri sono
in vendita ed in degustazione
da RoManzo. Cotolette, hamburger e porchetta di cinghiale
solo alcune delle specialità.
Cecchini - Via XX luglio 11 Panzano in Chianti (Firenze) Dario
Cecchini era salito agli onori
delle cronache ai tempi della
mucca pazza per l’ode dedicata alla bistecca alla fiorentina.
Tre sono i ristoranti collegati
alla sua bottega: Solociccia,
Dariodoc e Officina della Bistecca.
Zivieri - Piazza XXIV maggio
Antica Macelleria Falorni Piazza G. Matteotti 71 Greve in
Chianti (FI) e Via Palmieri 35, Firenze Le nuove generazioni
9/c, Monzuno (Bologna) Nella
sede di Monzuno il sabato e la
domenica si assaggiano salumi
e crudi. Al Mercato di Mezzo di
della famiglia Falorni hanno
portato una ventata di novità
affiancando alla sede storica
di Greve quella in Santa Croce
CENTRO
Damini e Affini - Via Cadorna
31, Arzignano (Vicenza) I Dami-
ni sono macellai da più di cen-
4
3
2
pagina a cura di PIER BERGONZI E DANIELE MICCIONE
e associando alla vendita di
carne e salumi il bistrò-macelleria.
Stiaccini - Via Ferruccio 33
Castellina in Chianti (Siena) Ma-
cellai dal 1932, offrono specialità da asporto da poter consumare anche in loco: trippa,
lampredotto, bolliti, polpettoni e tanto altro.
SUD
Macellegria - Via Formisano
10, Napoli Giovane progetto
femminile di Donatella Bova,
questa macelleria-braceria-ristorante punta su prodotti di
alta qualità del Sud Italia.
Tamborrino - Via Roma 58 Laterza (Taranto) Nata come macelleria con annesso fornello
per la carne allo spiedo, oggi
l’attigua rosticceria è famosa
tra le altre cose per l’arrosto laertino.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Pastificio Setaro, Torre Annunziata, www.setaro.it
Sostiene
loChef
A PRANZO TRA LE BISTECCHE
LA CARNE CHE VA DI MODA
LYDIA CAPASSO
Erano in 110, sono rimasti soli. Dal 1939 i
fratelli Setaro sono i maestri pastai di Torre Annunziata. Tutto si svolge nel laboratorio in centro con semola di grano duro, acqua di fonte e
trafila in bronzo. La pasta si asciuga lentamente,
anche 120 ore. I formati sono più
di 100. Vi consigliamo ziti lunghi
con ragù alla napoletana e fusilli. Il pacco da mezzo kg a 3,80 da Mandara a Milano.
PALAZZO
GHIACCIO
Da domani
a lunedì
Il Gastronauta
Davide Paolini
ha voluto a
Milano Golosa
grandi produttori
in arrivo da tutta
Italia. Si potrà
assaggiare,
comprare e
assistere alle
produzioni. Tra i
corsi curioso
quello di Valeria
Mosca sul
foraging
(raccolta di cibo
selvatico).
S
CACAO
BENEFICO
Domenica in
oltre 200 piazze
il CoorDown
distribuirà il
messaggio di
cioccolato in
cambio di un
contributo per
progetti di
autonomia
destinati a
ragazzi con la
sindrome di
Down. Info su
coordown.it
LA MIA PIZZA GOURMET:
ANGUILLA GLASSATA
E VERDURINE PICCANTI
Simone Padoan, 43 anni, ha lanciato in Italia la
pizza gourmet ai Tigli di San Bonifacio, Verona. Mago
degli impasti (la sua pizza è leggera e croccante allo
stesso tempo) crea sulle fette dei micro capolavori.
Foto di Aromacreativi.
-------------------------------------------------------Quando mi hanno proposto di fare una rubrica per
Gazza Golosa avevo deciso di parlare di verdura.
Poi, la notte prima di scrivere il testo, ho sognato
mio padre. Non mi capitava da tempo. Lui era un
grande appassionato di anguilla - anche per
necessità perché nel
dopoguerra era una delle
poche fonti proteiche
disponibili - e così mi fa
piacere ricordarlo
proponendovi questo
pesce di fiume, popolare
nella gastronomia italiana
ma passato un po’ di
moda. Forse l’aspetto che
ricorda un serpente, forse le carni grasse l’hanno
allontanato dalle famiglie relegandolo al massimo a
piatto tradizionale delle festività natalizie. E invece
vale la pena di riscoprirla perché è economica,
buona e si presta a diverse facili preparazioni.
Il consiglio
38
Io uso il capitone, la
femmina, perché è più grossa e
saporita. Nel mio ristorante mi
ispiro a una ricetta scoperta in un
locale giapponese specializzato in
anguilla. Tolgo la pelle, la taglio a
tranci e la faccio marinare una
notte con mirin (sakè dolce), salsa
di soia, sale e bucce di agrumi. Poi
la cucino sotto vuoto a bassa
temperatura a 80° per due ore e
alla fine la faccio glassare
passandola nel forno della pizza
con salsa di soia, zenzero e sakè
secco. Dopo l’abbino a delle
piccole cime di rapa crude dai
sentori piccanti e a un frutto acido
come la mora e la servo sulla
pizza. A casa potete semplificare:
fatela marinare in aceto di more,
buccia di limone e sale e
cuocetela alla griglia. Poi la potete
servire su una fetta di pane
abbrustolita abbinata a verdure.
SOLO
SO
LO CO
CON
N LA GA
GAZZ
ZZET
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VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014
LA GAZZETTA DELLO SPORT
39
ALTRI MONDI
Oroscopo
21/3 - 20/4
21/4 - 20/5
21/5 - 21/6
22/12 - 20/1
22/6 - 22/7
23/7 - 23/8
LE PAGELLE
Ariete 7
Toro 7,5
Gemelli 6-
Capricorno 8
Cancro 7+
Leone 5,5
DI ANTONIO CAPITANI
Le cose di soldi sono
favorite dalla Luna di
oggi. E un filo di
lentezza giova
paradossalmente al
vostro operato. Anche
fornicatorio.
Luna nel segno, ottima
per varare,
concludere, afferrare
il successo. Voi siete
belli, stimati, blanditi.
E c’è movimento
sudombelicale!
Il lavoro fa lievitar gli
zebedei, qualche
fetente vi accerchia.
Voi, poi, siete pure
una palla mortale.
Fornicate un po’, ché
solleva.
Ogni impegno fila
liscio, la fortuna
c’è, il vigore
cresce, l’ormone vi
porta nelle
posizioni di alta
classifica
fornicatoria.
Il lavoro sfavilla perché
siete bravi. E anche
spalleggiati. Avete
pure il sudombelico
chiacchieratissimo e
muy apprezzato.
Grandi.
Il morale cala, gli
zebedei fumano, il
lavoro strema:
basterebbe un minimo
di ottimismo per
migliorare la giornata.
Pure suinamente.
24/8 - 22/9
23/9 - 22/10
23/10 - 22/11
23/11 - 21/12
21/1 - 19/2
20/2 - 20/3
Vergine 7,5
Bilancia 7-
Scorpione 6-
Sagittario 6
Acquario 6-
Pesci 7+
Motivazione e fiducia
costituiscono il mix
ottimale per arrivare
al successo. L’amor vi
risucchia, ma il
sudombelico non
spicca.
Potete spendere e
investire bene,
risparmiare,
contrattare, incassare.
Anche omaggi e elogi
in ogni ambito,
compreso quello suino.
I rapporti
interpersonali
impegnano. E chiedono
furbizia, specie
finanziaria. Il lavoro
filacchia; fornicazione
di media qualità.
Dovervi occupare di
dettagli e di cose
burocratiche vi
inferocisce. Ma vi
tocca. Non sbranate e
non pretendete, manco
nelle suine intimities.
Non fatevi abbattere
dalle critiche invidiose:
il successo è vostro,
ma applicatevi nei
vostri compiti e state
su. Anche suinally
speaking.
Il lavoro vi procura
vantaggi super, grazie
anche al vostro
eloquio, all’esperienza,
allo charme. Ma la
sfrontatezza suina è
un autogol.
CLAUDIO MARCHISIO
Il centrocampista di
Juventus e Nazionale
italiana è nato il 19 gennaio
1986. Dopo tutta la trafila
nelle giovanili bianconere,
con la prima squadra ha
vinto gli ultimi tre scudetti
Gazzetta.it
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CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DIRETTORE RESPONSABILE
ANDREA MONTI
[email protected]
VICEDIRETTORE VICARIO
Gianni Valenti
[email protected]
VICEDIRETTORI
Pier Bergonzi
[email protected]
Stefano Cazzetta
[email protected]
Andrea Di Caro
[email protected]
Umberto Zapelloni
[email protected]
Testata di proprietà de “La Gazzetta
dello Sport s.r.l.” - A. Bonacossa © 2014
PRESIDENTE
Angelo Provasoli
VICE PRESIDENTE
Roland Berger
AMMINISTRATORE DELEGATO
Pietro Scott Jovane
CONSIGLIERI
Fulvio Conti,
Teresa Cremisi,
Luca Garavoglia,
Attilio Guarneri,
Piergaetano Marchetti,
Laura Mengoni
DIRETTORE GENERALE DIVISIONE MEDIA
Alessandro Bompieri
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Le risse nel football
americano non sono una
novità. Ma stavolta la
scazzottata avviene nei
bagni dello stadio: i tifosi
dei 49ers se le danno coi
rivali dei Kansas City
Chiefs. Mentre in Brasile
Ronaldinho nella piscina
di casa sua prende a
pallonate i suoi ospiti. E
con quel piede non
sbaglia un colpo...
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Il nuovo campionato di
basket è stato presentato
proprio in Gazzetta, con
tutti i protagonisti più
attesi della stagione. E
Gianmarco Pozzecco,
nuovo coach di Varese,
ha fatto il solito show
davanti alla telecamera.
«Sono teso come non mai
in questo periodo. E se
batto Cantù mi rapo i
capelli a zero»
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Football, che botte
E Dinho in piscina
fa numeri da circo
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Tutto sulla nuova A
E Il Pozzecco-show
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049.8700073 Editrice La Stampa SpA - Via Giordano Bruno, 84 - 10134 Torino Tipografia SEDIT
- Servizi Editoriali S.r.l. - Via delle Orchidee, 1 Z.I.
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Tarxien Road - Luqa LQA 1814 - Malta Hellenic
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Testata registrata presso il
tribunale di Milano n. 419
dell’1 settembre 1948
ISSN 1120-5067
CERTIFICATO ADS N. 7693 DEL 18-12-2013
La tiratura di giovedì 9 ottobre
è stata di 269.907 copie
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LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 10 OTTOBRE 2014