40 anni assieme

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Poste Italiane s.p.a.
Spedizione in Abbonamento Postale
D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004 n° 46)
art. 1, comma 2, DCB BO
numero 45
settembre 2014
40 anni assieme
Immaginiamo
il welfare
di domani
AGID:
i risultati
del progetto
Aggiornamento
sulle gare degli
ultimi mesi
numero 45
settembre 2014
sommario
sommario
sommario
1Editoriale
12Servizi
2 In copertina
Periodico trimestrale di CADIAI
Registrazione Tribunale di Bologna:
n. 7703 del 18/10/2006
40 anni insieme
4 Attività sociale
Direttore Responsabile:
Gianluca Montante
Immaginiamo il welfare
del domani
6
Una giornata di autoformazione
doppiamente sociale
Comitato di redazione:
Germana Grandi, Laura Zarlenga
Dono-presto-cerco,
come stiamo andando?
Proprietario ed Editore:
CADIAI Cooperativa Sociale
via Boldrini 8 - 40121 Bologna
7
Direzione e Redazione:
via Boldrini 8 - 40121 Bologna
Tel 051 74 19 001
Fax 051 74 57 288
Coordinatrice di redazione:
Giulia Casarini
Collaboratori:
Anna Chiara Achilli, Cristina Anteghini,
Anna Soccorsa Antonelli,
Jessica Bosi, Domenico Capizzi,
Lucia Cardone, Veronica Ndy Edeh,
Raffaele Montanarella, Maria Letizia Neri,
Caterina Olivito, Saverio Parracino,
Laura Piana, Maria Rizzo,
Mihaiela Adina Romeghea,
Antonia Tedone, Deborah Venturoli.
Il Prestito Sociale
8 Progetti internazionali
AGID: i risultati del progetto
9Cooperazione
Nominato il nuovo Collegio Etico
10 Integrare il welfare, sviluppare
la white economy
ARFIE, linee per il 2015
11 Pari opportunità
La valorizzazione delle
competenze come strategia di
crescita aziendale
Posti accreditati a Parco del Navile
Impaginazione:
N.S. - Progetti di comunicazione
Bologna
Stampa:
Casmatipolito
via Provaglia 3/b, 3/c, 3/d
40138 Bologna
Questa rivista è stata stampata su carta
riciclata 100% ecologica che ha ottenuto
il marchio Greenlabel dell’Unione Europea riservato ai prodotti a minor impatto ambientale.
40 anni assieme
II
Se l’estate si passa in Villa...
13 Se ne aprono ancora
14 Tutti all’orto
15 Piccoli massaggi crescono...
17 Un gesto... che apre possibilità
18 Aggiornamento sulle gare
degli ultimi mesi
20 Il Resto della Tana dei Cuccioli
21 Coltiviamo benessere...
e qualche ortaggio!
22 Esploratori Sonori
23 Centenario a Granarolo!
Un angolo di Provenza
a San Pietro in Casale
24 Festa di fine estate
24 Con i nostri occhi
25 Altre realtà
Open Group
26Testimonianze
27 I ritratti di Lele
28 Rubriche
editoriale
editoriale
editoriale
Condividere un’idea
di Franca Guglielmetti, Presidente di CADIAI
In questi giorni ci stiamo interrogando
su quali prospettive avranno la nostra
Cooperativa e il nostro lavoro. È una
interrogazione del futuro che fanno
in molti, riguardo ai più diversi aspetti della vita sociale ed economica del
nostro Paese. Questo accade perché la
situazione critica che stiamo vivendo
da alcuni anni ci spinge verso un cambiamento ma non è chiara la direzione
verso cui questo cambiamento deve
essere cercato.
In questa situazione di disagio e di incertezza alcuni pensano che l’unica
risposta possibile sia la difesa ad oltranza dello stato di cose precedente
a questa crisi, anche se questo stato
di cose si sta sbriciolando da sé sotto
i nostri occhi.
Alcuni invece pensano che ci vuole
qualcuno, più illuminato di altri, che
ci guidi attraverso il cambiamento con
mano ferma e anche autoritaria, disposti a rinunciare anche a qualche libertà pur di uscire una buona volta da
questa situazione difficile e di grave
disagio per tanti.
Altri infine pensano che ormai le cose
stanno così, questa situazione di crisi non è uno stato di cose passeggero
ma la nuova realtà in cui dobbiamo vivere e quindi non ci resta che adattarsi, imparando a sopportare le avversità
che la situazione presenta.
Credo che individualmente ognuno
sia libero di scegliere tra queste diverse posizioni e anche definirne delle altre; così come ciascuno di noi può
oscillare da una all’altra a seconda di
come va la giornata o del periodo di
vita che sta attraversando.
Come gruppo però non possiamo farlo, tanto meno come gruppo di persone che ha dato vita ad una cooperativa così importante come è la CADIAI,
che assicura il lavoro a 1.300 persone e
dà servizi di importanza vitale ad altre
11.000 persone.
Come gruppo e come Cooperativa
dobbiamo condividere un’idea del nostro futuro e lavorare per andare in
quella direzione. Certo non potrà essere un’idea di quelle granitiche e che
non si cambiano mai, anzi dovrà essere un’idea flessibile e plurale, capace di
intercettare i molti stimoli che ci vengono dalla realtà in cui operiamo. Deve essere un’idea capace di contenere
le molte voci e i molti colori espressi
da tutti noi che componiamo la base
vitale della Cooperativa.
Quindi forse più che un’idea deve essere un discorso, una visione, un racconto su quello che vogliamo essere e
vogliamo fare da qui ai prossimi 5 - 10
anni.
Questa primavera, in un percorso di ricerca-azione, 60 soci e dipendenti della Cooperativa hanno lavorato intorno alla loro idea di futuro della CADIAI;
questo autunno la Direzione Operativa ha dedicato una giornata, full immersion, e alcune riunioni successive,
alla condivisone delle prospettive future della Cooperativa. Abbiamo interpellato un importante esponente scientifico, esperto di strategie di
impresa, perché dialogasse con noi,
e con il pubblico presente al nostro
quarantesimo anniversario, sul futuro che ci aspetta. Infine, gentilmente,
ha accettalo il medesimo invito anche
il Ministro del Lavoro dell’attuale Governo e anche lui ci ha indicato alcune
prospettive sia operative che di visione complessiva. Andremo avanti con
questo lavoro anche nei prossimi mesi, mettendo a frutto gli stimoli provenienti dal percorso di ricerca-azione,
dai suggerimenti che ci hanno dato il
professor Frey e il Ministro Poletti, dal
lavoro fatto nel laboratorio di Impronta Etica e dalla ricerca fatta presso gli
insediamenti della Cooperativa di Abitazione Dozza.
editoriale
numero 45
settembre 2014
E poi c’è il costante confronto con i servizi, la voce dei responsabili e coordinatori, così decisiva per orientare la ricerca e valutare la praticabilità delle
scelte che riusciremo ad individuare,
e dei gruppi di lavoro, che si raccoglie
nei collettivi e nei momenti di formazione.
Orecchie e mente aperte quindi, ascolto ed elaborazione, ricerca e sperimentazione. Mai come in questo momento il metodo utilizzato per trovare
risposte è importante tanto quanto
le risposte che sapremo trovare, anzi,
condizionerà in modo decisivo l’efficacia delle risposte che sapremo trovare.
Perché come disse saggiamente Mohandas Karamchand Gandhi “Sono le
azioni che contano. I nostri pensieri,
per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.” n
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numero 45
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40 anni insieme
Una festa tra passato e futuro.
a cura della Redazione
Abbiamo incrociato le dita e sperato
che domenica 28 Settembre il tempo
reggesse per la nostra festa, ma come
dice Laura “Se una cosa la organizzano
i gruppi soci della CADIAI il bel tempo
è assicurato!”. E in effetti è andata proprio così.
Dalle tre del pomeriggio fino a sera il
giardino e gli interni di Villa Edvige
Garagnani a Zola Predosa si sono
animati con le attività organizzate
per la festa dei 40 anni della Cooperativa, ma soprattutto con un via vai
continuo di soci, dipendenti e famiglie
che hanno passato un pomeriggio a
festeggiare questo compleanno così
importante.
Perché questa giornata davvero non
è stata qualcosa di diverso da come
festeggeremmo noi, in privato, il nostro compleanno o quello dei nostri figli: con le persone che ci sono vicine,
con cose semplici ma allegre, giusto
per stare in compagnia, come si dice
di solito.
Certo, un po’ più in grande, perché per
la CADIAI le persone “vicine” sono quasi 1.400 cioè tutti i soci e dipendenti
che ne fanno parte. Poi chiami qualche
amico, qualcuno che con la CADIAI ci
ha condiviso tratti più o meno lunghi
di vita ed ecco che è una festa, un vera
festa. Non pomposa, ridondante, con
chissà quali momenti autocelebrativi. Una festa fatta di chiacchiere, di risate, di musica, di ballo, di ricordi che
scaturiscono dalla proiezione di un video che racchiude vecchie immagini
e qualcuna delle nostre radici, di “Dio,
ho visto Mauro, ci lavoravo al Boschini!
È passata una vita!”, di dita che indicano le foto, appese ai pannelli, del concorso fotografico “Il tuo lavoro in una
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in copertina
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foto”. Una festa fatta di incontri e reincontri, una festa che ripercorre i passati un po’ di tutti, perché ritrovarsi lì
in tanti è stato anche questo, intrecciare passato e presente con uno sguardo al domani. Una festa che, per come
è stata organizzata, non voleva essere
nient’altro.
L’organizzazione infatti non l’abbiamo affidata a qualcuno di esterno, ma ce la siamo ritagliata su misura,
partendo dai gruppi soci che normalmente lavorano su alcune attività specifiche, ma che per larga parte del 2014
si sono trovati tutti assieme per condividere idee, proposte, attività e poi realizzarle. Il tutto cercando di spendere
il meno possibile, affidandoci al tempo che ciascuno metteva a disposizione, valorizzando competenze, a volte
anche inaspettate, che venivano fuori
ad ogni incontro. E in questo percorso sono stati coinvolti così anche altri colleghi, che non fanno parte dei
gruppi, ma che hanno voluto partecipare… come a dire che tutti, ma proprio tutti erano i benvenuti! Come a
dire che ci sono meccanismi che sono
come le increspature sull’acqua: partono da una cosa piccola e poi si allargano, diventando più grandi e toccando
più persone di quello che ci si sarebbe
aspettati.
in copertina
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Così abbiamo avuto chi, invece che
godersi la festa, ha lavorato con i bimbi, non “staccando” nemmeno in questa occasione, realizzando la storia dei
“Tre porcellini” con un lupo tutto speciale (perché quando ci si mette in
gioco, lo si fa proprio tutti!), chi ha coordinato e ballato con ironia e una indiscutibile bravura, chi ha seguito tutta la parte musicale, nelle attrezzature
necessarie e nella scelta dei pezzi che
ci hanno accompagnato, chi ha preparato festoni colorati e originali, chi ha
dato una mano in questioni di “bassa
manovalanza” armato di nastro adesivo e forbici, chi è rimasto fino alle otto
di sera a rimettere a posto tutto.
Si poteva forse fare di più, forse fare meglio? Certo, come in ogni cosa
e come sempre. Ma ci sembra che l’obiettivo che ci si era posti sia stato raggiunto: regalarci un pomeriggio sereno e semplice, un momento che ci
potesse ricordare il nostro essere parte di un unico percorso anche se ciascuno a proprio modo; un momento
che ci ricordasse i legami che ognuno
di noi ha all’interno della CADIAI, nel
lavoro e al di là del lavoro, quelli passati e quelli che saranno
Perché un compleanno è poi questo:
pensare che ce ne saranno altri e volerli ancora festeggiare assieme. n
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attività sociale
attività
sociale
attività sociale
Immaginiamo il
welfare del domani
Partecipazione, responsabilità,
innovazione.
di Fatma Pizzirani, Direttore Generale
Questo il titolo del seminario che abbiamo organizzato il 26 Settembre a
Palazzo D’Accursio, in Cappella Farnese, in occasione di una ricorrenza speciale: 40 anni dalla data di costituzione della nostra Cooperativa, avvenuta
il 30 Settembre 1974.
Quanta strada è stata fatta da quel
momento in cui ventiquattro socie e
tre soci “con spirito mutualistico e senza fini di lucro“, hanno costituito una
delle prime cooperative in Italia che si
occupavano di servizi sociali rivolti soprattutto alle famiglie!
Oggi, che siamo arrivati a 917 soci, che
i lavoratori sono 1.284 e i nostri committenti sono non più solo i privati
ma le Pubbliche Amministrazioni e le
aziende, grazie ai soci e ai lavoratori
che hanno concorso a questa crescita
e che continuano a contribuirvi con il
loro lavoro, abbiamo voluto dedicare
una parte del nostro tempo a immaginare concretamente e quindi ”non sognare” quale sarà il nostro lavoro domani.
I temi che abbiamo trattato sono stati
quelli del futuro dei servizi, dello loro
sostenibilità, dello sviluppo di nuove
forme di welfare come alternative e integrative rispetto al sistema attuale, e
ci siamo arrivati attraverso un percorso di elaborazione e confronto avviato sia all’interno della Cooperativa che
con gli interlocutori esterni.
Tutti gli interventi e i lavori sono stati introdotti e coordinati dalla nostra
Presidente Franca Guglielmetti che
ha promosso e curato questa iniziativa
e che ha interpretato, al meglio, il ruo-
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lo di padrona di casa.
Prima di avviare le riflessioni, abbiamo ricevuto i saluti dai rappresentanti delle Istituzioni del nostro territorio:
il Sindaco di Bologna, Virginio Merola,
il Direttore Generale dell’Azienda USL
di Bologna Francesco Ripa di Meana,
l’Assessore Promozione delle Politiche sociali Regione Emilia Romagna
Teresa Marzocchi e il Presidente di Legacoop Bologna Gianpiero
Calzolari.
Sono stati saluti sentiti, segnali di riconoscimento ed apprezzamento della
nostro realtà di lavoro e di governo al
femminile, della qualità della relazione
con la nostra Cooperativa, riconosciuta come soggetto affidabile che sa fare
e sa creare relazioni mettendosi in rete
con altri soggetti del territorio.
Le nostre riflessioni sono state presentate da Tito Menzani, professore
a contratto della Scuola di Economia
Management e Statistica dell’Università di Bologna, che ha illustrato il
percorso di ricerca e azione condotto con i soci e i dipendenti di CADIAI,
Marjiorie Breton, coordinatrice di
Impronta Etica, che ha portato l’esito
di un lavoro con alcune grandi aziende sull’evoluzione e le opportunità di
creare valore sociale del welfare aziendale, Elisabetta Capelli, ricercatrice
dell’Università degli studi Roma Tre,
che ha illustrato il progetto “Abitare
Insieme”: una ricerca sul campo in alcuni condomini sociali della Cooperativa Edificatrice Dozza, su come si può
evolvere il welfare di comunità. Per finire Marco Frey, Direttore dell’Istituto di
Management della Scuola Superiore di
Studi Universitari e di Perfezionamento Sant’Anna di Pisa, ha relazionato su
un tema specifico Quali opportunità
per il welfare nella relazione pubblico
privato: cosa possono e devono fare
per il welfare i cittadini, le imprese, le
istituzioni. Il professore ci ha posto alcuni dilemmi che emergono in un sistema di welfare in evoluzione e che si
trasferiscono nelle opzioni strategiche
di un’impresa che, come la nostra, vuole svolgere un ruolo attivo, propositivo,
in questo processo di cambiamento.
Al termine di tale presentazione è intervenuto il Ministro del Lavoro e delle
Politiche Sociali Giuliano Poletti, che
ci ha risposto positivamente al tema
posto: il welfare può essere il lavoro
del futuro? Lo Stato non deve derogare dalla funzione di indirizzo e controllo ma deve al contempo favorire poli-
attività sociale
attività
sociale
attività sociale
tiche attive di welfare e integrazione
strutturale tra Pubblico, Privato e Società Civile nelle varie forme organizzate in cui si manifesta.
Ha concluso i lavori la Senatrice della
Repubblica: Rita Ghedini, che, anche
per non lasciarsi vincere dall’emozione per questa particolare ricorrenza di
CADIAI alla cui attività ha contribuito
per tanti anni, ha mantenuto alta l’attenzione della sala sul tema del lavoro,
in particolare della qualità del lavoro
intesa come partecipazione dei lavoratori alla gestione aziendale perché il
valore della condivisione è più importante del mero possesso dei mezzi.
Ecco alcuni numeri che danno conto
del successo di questa iniziativa anche
se, proprio a causa del grande numero di partecipanti non è stato possibile registrarli tutti: sono intervenuti 119
lavoratori di CADIAI; in tutto i partecipanti registrati sono stati 210 e possiamo stimare l’affluenza al seminario oltre le 250 persone.
Tra gli ospiti vogliamo menzionare i rappresentanti di altre Cooperative sociali e non, numerosi esponenti
di primo piano dell’Azienda Usl e dei
Comuni della provincia, dell’Associazionismo, del Sindacato.
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Li ringraziamo tutti perché hanno voluto condividere con noi questo momento di lavoro e di festa.
Chi fosse interessato a ricevere il materiale può farne richiesta alla e-mail
[email protected].
È stata una bella mattina di lavoro e di
confronto, ma anche di riconoscimento ed affetto, per cui ci piace concludere con lo slogan che ci è stato gentilmente regalato in quell’occasione dal
sindaco di Bologna Virginio Merola:
“Sono guai se non c’è la CADIAI!”. n
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Una giornata di
autoformazione
doppiamente sociale
Ragionamenti sul futuro
sostenendo l’attività di una
cooperativa sociale di tipo B.
di Franca Guglielmetti, Presidente di CADIAI
Il 4 di Settembre la Direzione Strategica della Cooperativa ha svolto una
giornata di autoformazione full immersion dedicata al quarantacinquesimo
anniversario della Cooperativa. Non
è un errore di stampa: nell’anno del
quarantesimo anniversario ci siamo
interrogati su quello che vorremmo
essere tra cinque anni.
Non è stato solo un esercizio formativo
ma lavoro in tutto e per tutto, perché
riteniamo sia specifico compito di un
gruppo dirigente quello di individuare
attività sociale
attività
sociale
attività sociale
le piste di lavoro futuro, che assicurino continuità alla Cooperativa, non solo lavorando bene anno per anno, ma
anche gettando lo sguardo avanti per
capire cosa si profila all’orizzonte.
Lo abbiamo fatto a partire da un semplice questionario, compilato da ciascuno dei membri del gruppo, i cui
risultati sono stati approfonditi e discussi nel corso della giornata. Il questionario conteneva domande importanti quali: “Quale fatturato farà la
Cooperativa tra 5 anni? Come? In quale ambito territoriale? Con quale tipologia di servizi? Con quali partner? Con
quali committenti? Quali criteri di valutazione usiamo per scegliere?”. Domande semplici che però esigono risposte complesse.
Infatti una sola giornata di lavoro non
è stata sufficiente e il ragionamento è
proseguito (e proseguirà) anche in incontri successivi, ampliandosi fino a
comprendere stimoli e sollecitazioni
che ci vengono dalle diverse parti della Cooperativa e del mondo esterno.
È stato quindi un lavoro “sociale”,
perché ha prodotto una condivisione delle rispettive visioni del futuro
e l’orientamento verso una visione
comune. Ma è stato un lavoro “sociale” anche per un altro motivo: il luogo
scelto per questa autoformazione
è stato infatti la sede del ristorante
ANTEROS di San Giovanni in Persiceto (località Tivoli) gestito da una cooperativa sociale di tipo B. In quell’occasione eravamo anche gli unici clienti
per cui siamo stati trattati con le mani
della festa: ottima accoglienza, ottimo
cibo e la possibilità di lavorare intensamente, per una giornata intera, lontano
dalle telefonate e dalle interruzioni continue che caratterizzano il lavoro in ufficio, in un ambiente caldo ed ospitale.
Certo si trova un po’ fuori mano, ma
per chi vuol fare una scampagnata e
magiare bene con poca spesa è la meta giusta: giusta in tutti i sensi, soprattutto in senso “sociale”. n
di strada ne ha fatta.
Ha fatto girare un numero considerevole di oggetti, siamo oltre il centinaio, di vario tipo: vestiti, giocattoli
per bambini, mobili, utensili e chi più
ne ha più ne metta. Abbiamo persino
avuto un “dono” speciale il cui oggetto erano gattini; un “cerco” altrettanto
speciale per mamme in difficoltà, in
collaborazione con il centro Zonarelli.
Nei primi tempi sia la sezione del
“dono” che quella del “cerco” erano molto ricche, richieste che si incontravano e si corrispondevano così, con una naturalezza da essere
sorprendente. Come sorprendete è
Dono-presto-cerco,
come stiamo
andando?
Diamo un breve
aggiornamento sull’andamento
del sistema di scambio ideato
dai soci.
a cura della redazione
Sembra ieri che il gruppo soci sulla
partecipazione lo ha ideato, eppure il
dono-presto-cerco ha già cinque anni. Era il 2009 quando, attraverso un
ragionamento non semplice, il gruppo soci lo ha proposto, il primo “foglio”
con oggetti ha fatto capolino nei servizi a Gennaio 2010 e da quel momento
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attività sociale
attività
sociale
attività sociale
stato cominciare a ricevere richieste
e donazioni da persone esterne alla CADIAI, o meglio, non soci e dipendenti. Quando ha iniziato a telefonare
qualche mamma dai Nidi per chiedere
come funzionasse, perché alcune cose
potevano proprio esserle utili. Era uno
sviluppo inaspettato ma sicuramente
positivo: voleva dire che all’interno dei
nostri servizi le informazioni giravano
e giravano bene; voleva dire che l’idea
che avevamo avuto poteva rispondere
a bisogni più ampi di quelli che pensavamo.
Poi, specie nell’ultimo anno, il donopresto-cerco ha subito una battuta
d’arresto. Gli oggetti hanno iniziato a
calare in generale, in particolare quelli che venivano donati. L’elenco non è
più stato mandato in tutti i servizi ogni
mese poiché le varie sezioni restavano semideserte. Si può dire che, come
tutte le cose, anche il nostro sistema di
Il Prestito Sociale
Cos’è il Prestito Sociale?
di Fatma Pizzirani, Direttore Generale
ll Prestito Sociale è una forma di deposito in Cooperativa, i cui movimenti
sono registrati su di un libretto, di cui
il socio può disporre liberamente.
La Cooperativa non è una banca, ma
può accettare questi prestiti dai soci, nei
limiti massimi previsti dalla legge ed alle
condizioni previste dal regolamento del
Prestito sociale approvato dall’Assemblea dei Soci.
La Cooperativa riconosce un interesse
sulle somme depositate, comunque mai
al di sopra dei limiti di legge, che deve
risultare vantaggioso per il socio e comunque non troppo sbilanciato rispetto al costo del denaro che la Cooperativa
pagherebbe alle banche, per non gravare sul suo risultato economico comples-
numero 45
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scambio ha avuto i suoi tempi, è cresciuto, è mutato e, forse, adesso, si dirige verso una parabola discendente,
forse si estinguerà?
Sicuramente il momento che stiamo
vivendo, questo va detto, la crisi che
ogni famiglia sente fa sì che da donare ci sia molto meno, ma ci siamo resi conto, negli ultimi mesi, che stanno
invece aumentando richieste di mobili ed elettrodomestici: “sto mettendo su casa, risparmiare qualche soldino non mi dispiacerebbe”. Quindi
forse no, il dono-presto-cerco sarà un
po’ rallentato nei tempi, forse prenderà un taglio diverso nelle richieste, ma
non è ancora estinto. E prima che accada questo magari il gruppo soci sulla partecipazione riuscirà a dargli altra
forma e una nuova vitalità… proprio
come le cose che, tramite lui, vengono
riutilizzate! n
sivo. Perché il Prestito Sociale, quali
vantaggi porta e a chi è garantito?
Il Prestito Sociale è rivolto al Socio, per
dare vantaggio a chi investe in Cooperativa con il suo lavoro e con la sua quota
sociale e può ottenere un interesse anche sul deposito di piccole somme, e allo stesso tempo alla Cooperativa che si
autofinanzia tramite i suoi soci e non solo chiedendo linee di credito alle banche.
Il Prestito sociale è garantito dal Patrimonio della Cooperativa oltre che
dall’andamento economico complessivo della stessa e i rapporti di sostenibilità sono certificati dalla Società di Revisione del Bilancio.
Il Prestito Sociale in CADIAI
Nella nostra Cooperativa il prestito sociale è presente dal 1979 ed ha riguardato un numero crescente di soci. Oggi i
soci prestatori sono 107 prestatori con
un deposito medio pari a € 9.628.
Attualmente la nostra Cooperativa riconosce un tasso di interesse pari al 2%
lordo.
Purtroppo il D.L. n. 66 del 24/04/2014 ha
stabilito che sugli interessi erogati a
partire dal 01/07/2014 (anche per gli
interessi maturati e non ancora erogati
prima di tale data) la tassazione è passata dal 20% al 26%, quindi il tasso netto è
diventato pari al 1,48% (prima era pari
al 1,6%).
Attualmente, rispetto ad altre forme di
deposito non vincolato (in Banca, in Posta, ma anche alla Coop di Consumo) rimane comunque particolarmente vantaggioso anche perché non si pagano
spese e non si perdono giorni di valuta.
È comodo perché è prevista anche la
possibilità di effettuare operazioni di addebito e accredito tramite bonifico bancario oltre che trattenute/versamenti direttamente dalla Busta Paga. Per ulteriori
informazioni potete rivolgervi in sede ai
colleghi Igor e Simonetta. n
[email protected]
[email protected]
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progetti internazionali
progetti
internazionali
progetti internazionali
AGID: i risultati
del progetto
Presentata la piattaforma
formativa per operatori e
caregivers.
Di Lara Furieri,
Responsabile Progetti Internazionali
Lo scorso 27 Giugno a Palazzo Isolani,
per condividere i risultati del progetto
Leonardo “AGID”, CADIAI ha presentato la nuova piattaforma formativa
indirizzata ad operatori che lavorano con disabili anziani; tra i principali interlocutori c’erano professionisti e
operatori del settore, rappresentanti
della Pubblica Amministrazione, volontari e familiari di persone con disabilità.
È stata un’occasione non solo per presentare i moduli formativi “AGID”, ma
anche per fare il punto su un tema
che, se non affrontato adeguatamente, potrebbe diventare un’emergenza
nei prossimi anni.
Sei moduli disponibili online per
formare a distanza professionisti,
operatori, caregivers che si occupano di persone anziane con disabilità intellettiva. Sono il frutto del Progetto Europeo Leonardo AGID che ha
preso il via nel Gennaio 2012 con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita di persone con disabilità intellettiva
e demenza che stanno invecchiando,
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mettendo a punto pratiche e opportunità formative sull’argomento.
Finanziato dall’Agenzia Esecutiva della Commissione Europea, ha prodotto
una piattaforma formativa e-learning
in cinque lingue che raccoglie sei moduli su altrettanti macro argomenti,
dal più generale ai più specifici, in modo da consentire a chi ne usufruisce di
scegliere uno o più moduli secondo il
livello di specializzazione.
Il Progetto è stato realizzato da sette
partner di sei Paesi Europei (APEMH,
Association Parents d’Enfants Mentalement Handicapés - Lussemburgo;
North Umbria University Newcastle/
De Montfort University - Facoltà - Salute e Scienze della Vita - Regno Uni-
to; Università di Vienna, Clinical psychology department - Austria; CADIAI,
Cooperativa sociale - Italia; Les Genêts
d’Or, Association intellectual disability in Brittany - Francia; ARFIE, Association for Research and Training on Integration in Europe e Zonnelied, - ONG
nazionale belga, per il sostegno delle persone con disabilità intellettiva Belgio) che hanno lavorato “fianco a
fianco” per due anni.
“L’aumento delle aspettative di vita
delle persone disabili, passato dai 20
anni del 1930 ai 75 anni del 2010, richiede soluzioni nuove e adeguate. In
primis per rispondere agli interrogativi che si pongono i genitori - ha affermato Raymond Ceccotto, Presidente
ARFIE (Association for Research and
Training on Integration in Europe) e
coordinatore del progetto AGID. Per
questo motivo, negli ultimi anni, il tema dell’invecchiamento dei disabili si
è diffuso rapidamente fino a diventare un argomento di primo piano che
ha richiesto il lavoro in partnership di
diversi Paesi Europei. Con questa prospettiva hanno preso il via prima il Progetto Grundtiving “E-Dignities” che ha
progetti internazionali
progetti
internazionali
progetti internazionali
messo a confronto le buone pratiche
dei diversi partner e poi il Progetto Leonardo “AGID” con lo scopo pratico di
formare a distanza chi si occupa di disabili in età avanzata.
Molteplici gli obiettivi di entrambi i
progetti: dal garantire l’inclusione sociale e la dignità a migliorare la qualità
della vita e l’accesso ai servizi sanitari, senza dimenticare l’importanza del
ruolo che gli accompagnatori rivestono. Non a caso il percorso dei due progetti ha coinvolto gli operatori, ma anche gli utenti e i familiari in modo da
individuare bisogni reali e prevenire
quelli che potranno essere i futuri.
“Il valore aggiunto di questo nuovo
strumento - ha aggiunto Franca Guglielmetti, Presidente CADIAI - è di
poterlo utilizzare facilmente e in qualsiasi luogo, ma non è escluso che la
compilazione possa avvenire in grup-
po, né che si possa pensare alla costruzione di stanze virtuali per far dialogare gli utenti della piattaforma tra di
loro. Il nostro obiettivo è quello di diffondere la formazione su un tema che
consideriamo di primaria importanza
e che va affrontato attraverso il coinvolgimento di tutti i possibili attori, nel
tentativo di costituire una rete pubblico privato in grado di far fronte alla
esigenze attuali e future”.
Della stessa idea anche Alberto Alberani, Responsabile Cooperative Sociali Legacoop Emilia Romagna, che ha
sottolineato come la realizzazione dei
modelli AGID sia un’occasione per poter pensare e ragionare sul futuro oltre
ad essere “la dimostrazione che ci stiamo impegnando - CADIAI in primis - a
pensare a che cosa accadrà ai nostri ex
ragazzi tra 10/15 anni”.
Sull’importanza della pianificazio-
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ne e di politiche proattive è intervenuto anche Eno Quargnolo, Direttore
del Settore Servizi Sociali del Comune
di Bologna, che ha sottolineato come
in questo settore sia fondamentale la
costituzione di una rete in cui i diversi
attori coinvolti riescano a comunicare
in maniera trasversale e ad aiutarsi in
funzione del benessere dell’assistito.
Il punto di partenza del progetto è
stato, fin da subito, quello di coinvolgere diversi stakeholders affinchè
i contenuti da affrontare rappresentassero la voce di utenti e professionisti, ma anche di familiari e
pubblici amministratori. Con questo metodo si è voluto far emergere
gli ambiti più sensibili su cui lavorare
per favorire un miglioramento nella
erogazione di servizi, nella comunicazione e nella relazione con le persone
disabili che invecchiano. n
cooperazione
cooperazione
cooperazione
Nominato il nuovo
Collegio Etico
A cura della Redazione
Il Consiglio di Amministrazione il 28
Agosto scorso ha nominato il nuovo
Collegio Etico della Cooperativa, che rimarrà in carica per tre anni.
Il Collegio risulta composto dai colleghi Germana Grandi, Roberto Malaguti, Ornella Montanari, Raffaele
Montanarella e Mariangela Piccinelli.
Il Collegio Etico è l’organismo che controlla l’applicazione del Codice Etico
adottato dalla Cooperativa, nel qua-
le è individuato il nostro sistema di
valori.
Il Codice, adottato volontariamente da
CADIAI, serve a disconoscere i comportamenti che la Cooperativa considera
scorretti, ma ancor prima deve servire
a ridurre i margini di dubbio riguardo
ai possibili dilemmi che possano presentarsi su quale sia il “comportamento
giusto”. Deve quindi essere interpretato
in modo positivo, non come uno strumento rivolto innanzitutto a sanzionare, ma piuttosto rivolto ad indirizzare:
una sorta di protocollo che aiuti ad affrontare i dilemmi etici che si presentano nell’attività di tutti i giorni.
Il Collegio Etico non è quindi un “tribu-
nale giudicante” che applica sanzioni a
chi non rispetta il Codice. È piuttosto un
organismo che promuove e sviluppa i
comportamenti positivi, coerenti con
il sistema valoriale di CADIAI.
Il Collegio si è appena insediato e nella
prossima riunione, che si terrà a Dicembre, stenderà un programma di lavoro che verrà presentato nella prossima
Assemblea dei Soci e, di conseguenza,
ne daremo notizia anche nel numero di
Scoop di Dicembre. n
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cooperazione
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Integrare il welfare,
sviluppare la white
economy
Un seminario di largo respiro
a cui ha partecipato la
Presidente di CADIAI.
Di Franca Guglielmetti, Presidente di CADIAI
Si è svolto a Roma il 9 di Luglio un seminario organizzato dal CENSIS (Centro Studi Investimenti Sociali, istituto
di ricerca socio-economica fondato
nel 1964, con sede a Roma), in collaborazione con UNIPOL dal titolo “Integrare il welfare, sviluppare la
white economy” e dedicato alla presentazione del rapporto “Welfare, Italia 2014” realizzato da CENSIS sul tema dello sviluppo delle attività private
connesse all’assistenza sanitaria e socio-sanitaria nel nostro Paese.
Questo il programma, che ha visto la
partecipazione di relatori molto illustri: il saluto di apertura di Pierluigi
Stefanini - Presidente Gruppo Unipol,
la presentazione del Rapporto «Welfare, Italia» a cura di Giuseppe Roma
- Direttore Generale Censis e a seguire
interventi di Beatrice Lorenzin - Mini-
stro della Salute, un focus sull’ Europa:
modelli e riforme sociali per superare
l’austerity cui hanno partecipato Marco Peronaci - Rappresentante permanente aggiunto d’Italia presso l’Unione
Europea, Serena Sileoni - Vice Direttore Generale dell’Istituto Bruno Leoni e
Marco Magnani - Senior Research Fellow presso Harvard Kennedy School of
Government.
È intervenuto poi Giuliano Poletti Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali prima del “Focus white economy:
welfare e nuova economia per la persona” con la partecipazione di Patrizia
Grieco - Presidente Enel, Marco Gay Presidente Giovani Imprenditori Confin-
dustria e Franca Guglielmetti - Presidente Cadiai.
Come si può vedere, tra i casi di buone
pratiche di sviluppo della white economy, è stata chiamata anche CADIAI,
che ha portato la propria testimonianza di realtà sociale e non profit, capace
di assicurare un’alta qualità dei servizi
e un’altrettanto alta qualità del lavoro
garantito ai propri soci e dipendenti.
Si è trattato per noi di un riconoscimento importante, che ci vede protagoniste tra i soggetti interessati allo
sviluppo di questa attività economica,
un protagonista capace però di assicurare una visione ed una gestione “sociale” a servizi di interesse generale. n
ARFIE, linee
per il 2015
Lo scorso 5 Settembre si è svolto a Parigi il Consiglio di Amministrazione di ARFIE; in questa occasione Lara Furieri è
stata eletta nel Comitato Direttivo dello
stesso Consiglio, di cui già faceva parte.
In quella sede sono state definite le
principali linee di sviluppo che si intendono percorrere nell’anno 2015.
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pari opportunità
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opportunità
pari opportunità
La valorizzazione
delle competenze
come strategia di
crescita aziendale
Approvato e finanziato un
nuovo progetto sulla Legge 53.
di Lara Furieri, Responsabile per le Politiche di
Pari Opportunità
Spesso, quando si parla di Pari Opportunità, si tende a focalizzare il pensiero su eventuali discriminazioni, soprusi o altro, legati al contesto lavorativo
che una persona può subire all’interno di un gruppo o rispetto ad un superiore, in questo senso le politiche per
le Pari Opportunità hanno una funzione di tutela che rimane estremamente importante. Pur tuttavia esiste una
funzione diversa, con un alto grado di
potenziale positivo, che possono assumere le politiche per le Pari Opportunità: la valorizzazione delle competenze.
È proprio con questo approccio che
è stato presentato alla Provincia, e recentemente finanziato, tramite il bando sulla Legge 53, il nuovo progetto sulla cultura organizzativa e la
conciliazione, un percorso che, con
il coinvolgimento della Direzione di
CADIAI, sarà teso a stabilire le linee
guida che definiscono i criteri di valutazione volti a valorizzare le competenze, i saperi e quindi le persone.
Valutare le competenze è un compito
estremamente complesso che richiede criteri chiari e modalità precise che
fungano da indicazioni e guida rispetto a scelte di valorizzazione e progressione di carriera.
Due saranno gli obiettivi principali:
1. Costruzione della proposta di un
sistema di valorizzazione, a partire
dall’individualizzazione delle variabili chiave che si vogliono tutelare all’interno della cultura d’impresa, attenta
all’equità e all’integrazione delle intelligenze.
2. Costruire un sistema di capitalizzazione della conoscenza espressa dall’impresa, finalizzata al miglioramento della performance e volta
all’innovazione ed al miglioramento
continui.
Il percorso sarà suddiviso in due attività formative, condotte entrambe
dalla dottoressa Annarita Bergianti:
- la prima attività sarà rivolta a 10
allievi selezionati tra Responsabili di Area, responsabili dei Servizi
di Staff, Responsabili dei Coordinamenti Scientifici. Con loro si definiranno le linee guida per stabilire una
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“politica di sistema” volta alla definizione delle caratteristiche più significative
da valorizzare; l’obiettivo è quello della crescita del personale e di un conseguente maggior benessere aziendale
che conduce, tendenzialmente, ad un
aumento dell’efficienza e dell’efficacia
delle azioni all’interno dei Servizi;
- la seconda attività riguarderà le
azioni che definiscono la declinazione
di politiche della valorizzazione del
merito, definite dal gruppo precedente; nello specifico, come concretamente
queste linee possano trovare riscontro
in una applicazione pratica e quale può
essere la misurazione dell’efficacia delle
stesse, in modo da creare un circuito positivo e di crescita e confronto tra i diversi livelli della Cooperativa.
La valorizzazione delle persone continua così ad essere una priorità su
cui CADIAI ha sempre investito ma
rispetto alla quale continua ad interrogarsi, consapevole del fatto che solo
in una prospettiva di ricerca di un continuo miglioramento ci possono essere
gli estremi per una crescita che garantisca a tutti di poter essere valorizzati
rispetto al proprio potenziale. n
Posti accreditati a Parco del Navile
Dal 1 Agosto la Residenza Assistita
“Parco del Navile” rientra nelle strutture con posti accreditati per i cittadini del Comune di Bologna, a conclusione di una procedura pubblica a cui
ha partecipato il Consorzio Kedos, cui
aderisce anche CADIAI.
Per rispondere ai bisogni crescenti delle famiglie con anziani non autosufficienti sono stati accreditati presso la
nostra residenza 28 posti a cui si accede tramite graduatoria pubblica cittadina. Resta la possibilità di accesso
diretto alla struttura anche per brevi periodi e soggiorni riabilitativi o di
sollievo.
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Se l’estate si passa
in Villa…
Esperienza positiva per i
centri estivi gestiti da CADIAI
a Villa Serena.
di Gloria Verricelli, coordinatrice
Anche quest’anno si è svolto il centro
estivo a Villa Serena rivolto a bambini
dai 6 agli 11 anni, ma pregno di innovazione e creatività. Il nostro Servizio
Commerciale ha stipulato convenzioni
con varie aziende del bolognese: Manutencoop, Hera, Unipol, Camst, Aeroporto Marconi ed altri; convenzioni che prevedevano agevolazioni
rispetto ai costi di frequenza e che,
alcune realtà, hanno voluto trasformare come trattamento di miglior
favore ai loro dipendenti coprendo
completamente i costi.
Anche la nostra Cooperativa ha voluto dedicare ai soci uno sconto del 20%
sull’iscrizione dei figli, mentre ai dipendenti è spettato il 5%. Questo ha
consentito di aumentare il numero dei
bambini partecipanti, inoltre la campagna pubblicitaria svolta nel territorio ha coinvolto anche un discreto numero di privati.
Alla creatività hanno pensato gli educatori, impiegati dal 30 Giugno all’8
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Agosto ad animare, educare, stimolare, divertire gruppi di bambini sempre
diversi! Angela, Barbara, Carlo, Silvano, Bernardo e Rosario hanno lavorato
sotto il segno degli animali che, di settimana in settimana, hanno scoperto
nelle varie gite: il Centro di Recupero Fauna Selvatica di Monte Adone, il
Parco Naturalistico “La Rizza” di Bentivoglio, bagno-parco “Le Dune” a Lido
di Spina e altre escursioni.
Non sono mancate anche le uscite
in piscina ed in quartiere, i laborato-
ri ludico-espressivi, i giochi cooperativi, le drammatizzazioni e le merende
con il gelato!
Insomma un’estate in Villa un po’
esclsiva e particolare, un’esperienza
apprezzata dai bambini, dai genitori
e un’occasione di lavoro per i colleghi
impegnati negli interventi scolastici
che, normalmente, avrebbero difficoltà nel coprire i mesi estivi. In conclusione: ci rivediamo con tutti il prossimo anno!!! Promesso. n
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Se ne aprono ancora
Inaugurazione del nuovo
centro giovanile di Calderino
“Spazio dei Suoni”.
di Salvatore Della Capa, educatore
Venerdì 27 Giugno scorso si è tenuta,
a Calderino, l’inaugurazione del nuovo Centro Giovanile “Spazio di Suoni”,
aperto e operativo dal 1 Marzo 2014, rivolto ai giovani dagli 11 ai 21 anni e voluto dal Comune di Monte San Pietro.
Le sale del centro hanno visto, per tutto il pomeriggio a partire dalle 16,30
bambini, ragazzi, adulti, politici, assessori e presidenti entrare, girare, visitare
il centro e poi chiacchierare nell’atrio
esterno, ascoltando musica e attardandosi presso un piccolo rinfresco.
Il progetto del centro nasce da una
collaborazione tra l’Educativa di
Strada e l’Educativa Territoriale del
Comune di Monte San Pietro, dopo un’analisi lunga e attenta dei bisogni del territorio e la valutazione di ciò
che maggiormente poteva rispondere
a questi. Nasce così un centro giovanile, un luogo di condivisione, dove ogni
scelta è presa insieme ai ragazzi e dove la musica è la protagonista, ma non
solo. Infatti come primo laboratorio
iniziale si è puntato sull’arte figurativa di strada, in cui i ragazzi hanno
realizzato, insieme all’artista Sara Marcato, un murales sul muro di ingresso
del centro, precedentemente grigio e
vuoto. Un modo carino di mettere una
firma, alla maniera dei giovani, sul centro, da parte del nucleo dei ragazzi che,
insieme agli educatori, hanno dato avvio a questo progetto. Altri laboratori nel tempo seguiranno al primo,
in base ai gusti, ai bisogni e alle esigenze dei giovani che frequentano.
Durante l’inaugurazione sono intervenuti l’Assessore alle Politiche Giovanili
del Comune di Monte San Pietro Giam-
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piero Mazzetti, la Presidente di ASC Insieme Chiara Castelvetri e la Presidente di CADIAI Franca Guglielmetti. A
seguire c’è stata la presentazione del
murales, come risultato del laboratorio, e il propiziatorio rito del taglio del
nastro. Più tardi durante il pomeriggio
per l’occasione si sono esibiti da Bologna, gli ospiti On the Move, Le Nuove
Leve da Crespellano e i Taiwan Crew che tra l’altro passano i loro pomeriggi a provare al nuovo Centro Giovanile - da Calderino. Tre gruppi giovani
questi, in crescita, formati da ragazzi
ancora adolescenti che mettono tutte
le loro energie e la loro passione nella musica hip hop. Inoltre, per chi ne
avesse voglia, un tavolo da ping pong
e un calcio balilla erano a disposizione per dare vita a sfide “sportive”. Infatti non sono mancate, fin da subito,
partite avvincenti tra squadre miste di
assessori, ragazzi, educatori e politici.
Piace prendere questo come un segnale positivo di un inizio di comunicazione attiva e diretta tra il mondo dei giovani e la parte del mondo
politico che ad essi si rivolge.
A seguito dell’inaugurazione si è svolto, come ogni anno, il festival musicale
Calderino Rock Festival. n
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Tutti all’orto
Una nuova esperienza per il
Centro Diurno di Crevalcore.
di Andrea Torbidone, educatore e
Marco Bracciale, ospite del Centro “Accanto”
A Maggio gli operatori del Centro
“Accanto” di Crevalcore sono stati invitati da Alberto Reggiani, vicepresidente della Partecipanza Agraria di
Nonantola che ha messo a disposizione
i propri terreni, a creare insieme un “orto adatto a tutti”. Tale iniziativa rientra
nel progetto “Coltiviamoci” finanziato
dall’Azienda Bayer filiale di Sant’Agata
Bolognese nella quale Alberto lavora.
L’idea è stata quella di alzare il terreno
in maniera tale che tutti i ragazzi potessero lavorare la terra, per questo sono
stati usati dei cassoni, e intorno ad essi
sono stati realizzati dei percorsi adatti
anche alle carrozzine.
Abbiamo seminato differenti ortaggi: pomodori, carote, ravanelli, peperoni, zucchine, basilico. I ragazzi ogni
settimana sono tornati all’orto per
prendersi cura delle piante, innaffiare,
potare e infine raccogliere i frutti del
loro lavoro che infine hanno portato a
casa dai loro familiari. Abbiamo passato piacevoli giornate all’aria aperta e
in un’occasione abbiamo pranzato con
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una delegazione del coro multietnico
Frisoun di Nonantola che ha intonato
canti africani e di altre parti del mondo.
A Settembre nell’ultimo appuntamento abbiamo rincontrato Alberto, ci siamo fermati a fare due chiacchiere, ci
ha spiegato meglio cos’è la Partecipanza, ovvero una proprietà collettiva risalente all’anno mille quando gli abitanti
di Nonantola costruirono le mura della
città e l’Abate donò loro questo terreno
che oggi continua a essere non abitato
e quindi costituito solo da campagna,
boschi e laghi. Abbiamo chiesto ad Alberto come immagina il futuro di questo progetto; lui si augura una sempre
maggiore collaborazione con noi del
Centro “Accanto”, questo grazie a una
più alta competenza dei ragazzi ed è
inoltre disposto a offrirci più spazio, più
terreno e ci stimola a coltivazioni nuove ed a sperimentare. Quest’autunno
faremo escursioni nei boschi della Partecipanza aspettando la primavera per
piantare nuovi ortaggi! n
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servizi
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Piccoli massaggi
crescono…
Riassumiamo in questo
articolo alcune delle diverse
esperienze che hanno visto
protagonista il massaggio
infantile.
di Annalita Bellei,
insegnante di massaggio infantile
Nel corso di quest’anno sono stati otto
i Nidi che hanno ospitato un corso di
massaggio infantile nei Comuni di Anzola, Bentivoglio, Casalecchio, Castello d’Argile, Galliera, San Pietro in Casale, Sant’Agata, Tintoria. Ai corsi hanno
partecipato un totale di 73 neomamme, 73 neonati e 16 papà. È un’esperienza che ogni volta si arricchisce e si
rinnova, in cui mi viene restituito il valore e la gioia di condividere la pratica del massaggio. Questo mi stimola a
continuare e mi appassiona sempre di
più. Cosa facciamo insieme? Condivi-
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diamo pensieri, esperienze, ma anche
emozioni e gesti di cura nel silenzio. Ci
alleniamo ad un ascolto più profondo attraverso il contatto. Dedichiamo
un tempo e uno spazio a noi stessi e
ai piccoli, proviamo ad offrire una presenza più attenta, legata al momento.
Apprendiamo una pratica che ci aiuta
a rilassare e ci aiuta a scendere dalla
testa al corpo, un corpo che ci parla e
diventa la nostra guida.
il compito di trasportarlo da un gruppo all’altro per condividere ciò che era
stato e poteva essere condiviso. La rete di ogni gruppo si è espansa fino a
diventare una grande rete trasversale fatta di informazioni utili e di supporto, di piccole strategie genitoriali,
nel piacere di condividere e scoprire
nuove possibilità, essere solidali, uscire dall’isolamento, creare nuove amicizie, fare/essere comunità.
Genitori in RETE/RETE di comunità
I corsi si sono avviati in concomitanza
concentrati tutti in pochi mesi, questo
ha fatto sì che sperimentassi la conduzione ravvicinata di gruppi diversi, ognuno con le sue specificità e con
l’unicità di ogni singolo partecipante,
adulto e bambino. Ciò ha richiesto da
parte mia una presenza più attenta e
sensibile, ricettiva ai molteplici racconti, agli aneddoti, alle domande e
alle risposte condivise, alle emozioni
diffuse. Mi sono ritrovata a stimolare
la connessione con e tra le mamme e
i papà dei diversi gruppi. Mi sono sentita tra le dita il filo di una grande ragnatela tessuta ad ogni incontro, a me
Il CONTATTO dentro la pancia
Tra Marzo e Aprile al Nido “Vita Nuova”
di Sant’Agata si sono svolti 5 incontri
di sostegno alla gravidanza rivolti a future mamme dal 4° all’ultimo mese di
gravidanza. L’idea nasce dalla collaborazione tra due pedagogiste, Elisa* e
Teresa* e, quando me lo propongono,
accetto con entusiasmo di condurre
questo primo corso sperimentale che
si pone l’obiettivo di accompagnare le
future neomamme ad approfondire il
rapporto con il proprio corpo in gravidanza e con il proprio bambino dentro la pancia. Nutrivo questo desiderio già da tempo stimolato anche dalle
mamme nei corsi di massaggio attra-
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verso i loro racconti sulla gravidanza e
sul parto; sentivo che il lavoro sul contatto col bambino doveva iniziare ancora prima, dentro la pancia. La gestazione e la nascita, per una madre e per
un figlio, rappresentano una straordinaria esperienza in cui il corpo è centrale; imparare ad essere in contatto
mette in ascolto dei propri ritmi fisiologici profondi e delle proprie emozioni, porta alla luce le risorse interne e
fa conoscere meglio il proprio bambino (bounding prenatale). Intraprendere questo percorso con un gruppo di
donne che sta vivendo la stessa esperienza può accrescere il senso di fiducia e dare grande forza.
L’esperienza di Sant’Agata è stata molto intensa ed emozionante. Le donne
“in attesa”, nove le iscritte alcune con
dei grandi pancioni al 9° mese di gravidanza, mi hanno comunicato tutta la
gioia e la forza generativa femminile,
ma anche le fragilità, le paure legate
a questo viaggio verso la maternità e
le difficoltà a stabilire un contatto col
proprio bambino dentro.
Abbiamo condiviso uno spazio ed un
tempo, sempre troppo breve, a fare
esercizi sulla respirazione, sul radicamento, con tecniche di rilassamento
e visualizzazioni, esercizi che aiutano
a calmare e distendere il corpo attraverso i suoi rapidi e profondi cambiamenti. Abbiamo cantato per i bambini
e abbiamo massaggiato. Ma soprattutto abbiamo condiviso e ancora una
volta ho avuto conferma della grande
necessità di offrire occasioni d’incontro e di confronto; per le future mamme il gruppo rappresenta sicuramente uno strumento di sostegno in più,
per affrontare quel grande viaggio che
attraversa i loro corpi per entrare nella vita.
* Elisa Mortara, Pedagogista
Comune di Sant’Agata Bolognese,
* Teresa Di Camillo, Pedagogista Cadiai
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I PAPÀ finalmente!
Ci sono stati papà in questi anni che
hanno partecipato ai corsi di massaggio infantile, alcuni in maniera occasionale, altri in maniera più assidua,
talvolta sostituendo la compagna che
doveva lavorare, ma sempre troppo
pochi rispetto al numero di mamme
coinvolte. Al Nido di Tintoria siamo andati ben oltre le aspettative! Sarà stato che abbiamo potuto organizzare il
corso di sabato mattina giorno solitamente dedicato al riposo dal lavoro,
ma, inaspettatamente e con piacevole sorpresa, mi sono vista arrivare 10
mamme e ben 8 papà i quali hanno
massaggiato le loro bambine e i loro
bambini alternandosi con le loro compagne. Non mi dilungherò sui contenuti emersi in questo bello scambio
anche se ci sarebbe tanto da dire sulla loro percezione dell’essere padri e
sulle loro sensazioni legate ad un atto
di cura quale è il massaggio neonatale. Ciò che questi padri hanno espresso con molto vigore attraverso il loro
coinvolgimento, con l’intensità della
loro presenza, è stato il bisogno di trovare un loro modo di vivere la paternità al di là degli stereotipi e la gioia
di incontrarsi con altri padri in un contesto di socializzazione più intimo. Anche per i papà può essere utile uscire da un “isolamento paterno” e avere
opportunità di confronto, l’esperienza è stata un’occasione per condividere nel gruppo i dubbi e le domande
dell’essere padre. Avvicinarsi alla pratica del massaggio significa fare un’esperienza di grande contatto affettivo,
sperimentando uno scambio emotivo
molto profondo. Attraverso il massaggio un padre può favorire non solo il
rilassamento del bambino ma anche
il proprio, abbandonando il senso di
inadeguatezza (molto spesso culturale) e acquistando una nuova fiducia
nella propria capacità di nutrimento
affettivo e nel proprio ruolo paterno.
Il massaggio può diventare l’occasio-
ne per creare contesti che facciano del
contatto fisico non solo un momento
di gioco, ma uno strumento consapevole per rafforzare la relazione. È molto
importante per il bambino e la bambina provare su di sé una qualità di contatto differente, da parte di entrambe
le figure genitoriali ed è altrettanto importante che nella presenza del padre
sia compresa una fisicità consapevole
e responsabile cui lui per primo attribuisca valore. n
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A seguito di una donazione che ha ricevuto il Servizio, pubblichiamo una serie di riflessioni da parte della
Coordinatrice e degli educatori su ciò che nell’estate si è potuto fare grazie a questo atto di generosità.
Un gesto… che apre
possibilità
di Maria Cristina Donini,
coordinatrice pedagogica
Racconti appassionati sul proprio lavoro, parole librate nell’aria giungono a un
orecchio attento e sensibile. L’ascolto
porta a un gesto di generosità: una cospicua donazione al Servizio Territoriale minori della Cooperativa. Il desiderio è di dare la possibilità a ragazzi con
difficoltà di crescita di veder accolti i loro desideri, di offrire loro esperienze ‘non
ordinarie’ (o che comunque non si sarebbero potuti permettere), avvalendosi
della relazione con educatori.
La scelta è stata quella di utilizzare parte della somma per offrire a otto ragazzi, di età compresa tra i 15 e i 18 anni
e un po’, un soggiorno ‘Milano Marittima/
Mirabilandia’ di 2 giorni (10 e 11 Giugno).
Gli educatori promotori di tutto sono
stati Laura Bonettini, Gianluca Lucchini
ed Elisa Bizzini, gli educatori che durante l’anno, settimanalmente, hanno proposto e condiviso con i ragazzi il tempo
delle attività, ‘salutando’ anche alcuni di
essi al compimento dei 18 anni. Gli educatori hanno visto nel soggiorno l’ottimale conclusione del percorso educativo
svolto, da più o meno tempo, con i ‘loro’
due gruppi educativi collegati al Servizio
NPIA: l’opportunità per loro di trascorrere
due giorni piacevoli al mare, di divertirsi
a Mirabilandia, di vivere una forte esperienza di gruppo, di sperimentare la propria autonomia fuori casa e di conoscere nuovi posti. L’esperienza vissuta ha
permesso agli educatori di “vedere e
toccare i frutti del loro lavoro”; ai genitori di prendere atto che i loro figli
hanno potenzialità e maturato la capacità di gestirsi anche lontano da casa.
La seconda scelta è stata quella di utilizzare parte della somma per tessere reti sul territorio e per verificare la
possibilità di aprire collaborazioni con
realtà educative in esso presenti, dando particolare attenzione a quartieri che
‘sofferenze sociali’, con l’auspicio nel futuro di poter offrire ai ragazzini inseriti
nei gruppi educativi una varietà di esperienze nei diversi contesti sociali e di ‘favorire il loro aggancio’ ad altre agenzie
educative del territorio. Si è così offerto alla Polisportiva Lame un intervento
educativo per l’intera giornata all’interno
dello loro Centro Estivo SPORT CAMP, dal
16/06/2014 al 25/07/2014. Gli educatori
Francesca Fenara, Bernardo Gola ed Emmanuele Richichi, mettendosi a disposizione e affiancandosi al personale della
polisportiva.
A conclusione dell’esperienza, delle osservazioni e confronti degli educatori, si
può dire che la condivisione di esperienze lavorative con altri professionisti permette la ‘semina’ di stili educativi.
Arrivo a Milano Marittima… Mare…
Rracconti… ritorno da Mirabilandia
di Laura Bonettini e Gianluca Lucchini, educatori
Bianca Prende il Mare...
- è solo un bagno - se volessimo osservare questa scena così com’è, nei colori di
un’estate, in quelli di una vacanza. Invece… Bianca resta in acqua per due ore,
gioca, nuota, ride, danza, si lascia andare, si fa portare, dimentica che poco prima, prima di Prendere il Mare, pensava a
come gli altri l’avrebbero giudicata in costume, a quante cose di lei avrebbe voluto cambiare, o almeno nascondere… Ora
pensa a come si sente leggera, libera, a
come il Mare la porta, la porta e basta, la
sostiene, la sostiene e basta. Bianca Prende il Mare e in quel momento sente di essere davvero Lei. Ed è davvero Bella, perché è così che si sente.
Luca Racconta...
Lui ed io camminiamo, lungo la riva, i
piedi nella sabbia, calda, attorno la scena balneare e le voci della spiaggia a
poco a poco sfumano, restano indietro,
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prima del suo racconto. Nel suo racconto c’è Lui, Lui da solo e poi Lui e gli Altri,
così lontani, troppe volte. È un Racconto, non un racconto qualsiasi e così prende spazio. Luca Racconta e mentre lo fa
nemmeno s’accorge di quante Cose non
aveva ancora detto, di quante non aveva
ancora pensato di poter dire.
Potremmo anche spiegare che un cittadino qualunque ha deciso di finanziare
una vacanza ad un gruppo di ragazzi in
situazione di necessità e agli educatori
che li avrebbero accompagnati.
Ed è successo. Luca Racconta. Bianca
Prende il Mare.
Sport Camp
di Francesca Fenara, educatrice
Lo SPORT CAMP è un campo estivo proposto dalla Polisportiva Lame (presso il
Centro Sportivo in via Vasco de Gama –
Bologna), rivolto a bambini e ragazzi dai
5 ai 13 anni, aperto all’utenza dalle 7.30
alle 17.30, caratterizzato da proposte di
attività sportive. La giornata prevede
Aggiornamento sulle
gare degli ultimi mesi
Ripercorriamo tutti i mesi
trascorsi da inizio anno per
dare conto delle gare che ci
hanno interessato.
di Franca Guglielmetti, Presidente CADIAI
e Alessandro Micich, Responsabile Servizio
Commerciale
Uno degli appalti più significativi, sei milioni di euro di fatturato e durata quadriennale, è sicuramente rappresentato
dalla gestione dei servizi per la prima
infanzia del comune di Cento (FE): Nidi “Centro Infanzia” e “Nuvole” affidati da
oltre dieci anni alla cooperativa CADIAI
quale capofila di un raggruppamento
temporaneo di impresa. In questa nuova
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l’alternarsi di circa 5 diversi sport, proposti ai ragazzini suddivisi in 3 gruppi omogenei per età.
Noi educatori abbiamo affiancato per
6 settimane gli istruttori della Polisportiva Lame sia durante le attività che nei
momenti meno strutturati, come l’accoglienza, il pranzo e l’uscita.
Obiettivo del nostro intervento è stato
quello di osservare, in un primo momento, i diversi gruppi di bambini e preadolescenti, in modo da evidenziare eventuali dinamiche di disagio e/o eventuali
conflitti. In un secondo momento, in accordo con la Responsabile si è deciso
in che modo strutturare il nostro intervento nell’ottica di fornire un intervento educativo mirato sia a favorire la partecipazione dei ragazzini con aspetti di
immaturità nelle autonomie e nella gestione delle relazioni che a sostenere il
lavoro specifico dei diversi istruttori delle discipline sportive.
A partire dalla seconda settimana si è
evidenziata la presenza di un bambino
in situazione di forte disagio, così per ri-
spondere ai suoi bisogni buona parte del
nostro lavoro si è svolta nel rapporto uno
a uno. Obiettivo di tale intervento, visto
il lasso di tempo relativamente breve, è
stato da una parte quello di contenere e,
quando possibile, di prevenire comportamenti problematici, dall’altra di favorire l’integrazione nel gruppo dei pari e nel
più allargato contesto del Camp.
Durante queste sei settimane si sono
svolti due incontri tra operatori con la
supervisione della coordinatrice pedagogica CADIAI, uno iniziale in cui si sono
esplicitati bisogni e aspettative che hanno portato a questo tipo di intervento, e
uno in itinere che ha rappresentato uno
spazio per condividere problematicità,
impressioni e richieste specifiche.
Queste settimane sono state “un primo esperimento” che ha evidenziato
l’importanza della presenza della professionalità dell’educatore anche in
contesti privati, alla luce della considerazione che, anche se non inviati dai Servizi, spesso sono presenti situazioni di forte disagio. n
procedura si è consolidata la partnership con cooperativa Voli (recentemente confluita in OPEN GROUP insieme alle
cooperative sociali COOPAS e LA RUPE) e
contestualmente si è chiuso il sodalizio con la cooperativa ferrarese “Le Pagine”. La gara, a cui ha partecipato anche un altro raggruppamento composto
da Coopselios, Pagine e Cidas, ha avuto
esito positivo.
Altro appalto di grande importanza,
quattro milioni di fatturato e durata
triennale, è stato quello promosso dal
Comune di Anzola per la gestione dei
servizi per la prima infanzia, il servizio di sostegno scolastico e il centro
giovanile. Abbiamo partecipato con l’ATI con cui già operavamo in quel contesto, composta da CADIAI (capofila), da
Società Dolce e Open Group (ex Coopas
in questo caso). Anche questa procedura
ha avuto esito positivo avendo la nostra
offerta ricevuto la preferenza rispetto a
quelle formulate dai concorrenti Elleuno
e Quadrifoglio.
Sempre nell’ambito servizi alla prima infanzia è da ricordare l’aggiudicazione dei
servizi educativi dei comuni di Calderara di Reno (nido, sostegno e parascolastici) che erano precedentemente
gestiti in ATI con Società Dolce. La formulazione di un bando unico per i comuni
di Calderara e Sala Bolognese, in cui CADIAI non era presente, ha rideterminato
gli equilibri di ATI prevedendo l’ingresso di Open Group nella compagine e la
definizione del capofilaggio in capo a Società Dolce per i due comuni. A CADIAI
resta la gestione esclusiva del nido e
dei servizi ausiliari presso le scuole di
ogni ordine e grado di Calderara.
Un discorso a parte meritano le gare riguardanti i servizi di integrazione scolastica del comune di Argelato. Si tratta di servizi che gestiti precedentemente
in autonomia (ovvero senza altri part-
servizi
servizi
servizi
servizi
Progetto AGID
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numero 45
settembre 2014
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di Bologna, nonché segnalato le criticità
evidenziate all’Osservatorio Prezzi e alle
organizzazioni sindacali. In assenza di alcun tipo di modifica CADIAI ha deciso di
non partecipare. La gara è stata aggiudicata al precedente gestore, con un ulteriore consistente ribasso sull’offerta economica. n
19
numero 45
settembre 2014
servizi
servizi
servizi
servizi
Il Resto della Tana
dei Cuccioli
Un giornale dedicato alle
emozioni di bambini e
genitori come risultato dei
percorsi formativi delle nostre
educatrici.
di Manuela Nidasio e Giada Roma, educatrici
Spesso le educatrici dei Nidi d’Infanzia
partecipano a formazioni in cui ci si interroga sulle emozioni dei genitori durante l’inserimento e sul ruolo sociale del Nido all’interno delle comunità.
Consapevoli dell’importanza di questi
aspetti nel lavoro quotidiano all’interno del Nido, ci siamo domandate: “Ma
perché non porre questo quesito ai diretti interessati?”.
Da questa consapevolezza è nata l’idea di creare un giornale, che potesse
fungere da collegamento tra le emozioni dei genitori e dei bambini e valorizzare il Nido come opportunità
di crescita per i piccoli, in un momento storico e culturale che vede i Nidi
d’Infanzia fortemente penalizzati dalla
crisi e da nuove realtà educative, che
spesso considerano maggiormente le
esigenze lavorative a svantaggio del
reale benessere del bambino.
Il giornale è composto da quattro facciate, la prima dove si parla del Nido
come luogo di crescita e della sua importanza sociale, la seconda e la terza
raccontano di come le educatrici hanno vissuto il bambino attraverso aneddoti e esperienze riguardanti i piccoli,
mentre nell’ultima facciata abbiamo
pensato di riportare le emozioni dei
genitori legate al bambino e alla bambina.
Passata la fase d’inserimento e dopo
aver instaurato un buon rapporto con
i genitori, ci siamo rese conto che essi
consideravano il Nido come luogo di
20
crescita e benessere; per questo è stato possibile chiedere a mamma e papà
di mettersi in gioco emotivamente, attraverso la scrittura su carta delle loro
emozioni rispetto alla vita del bambino al Nido e alla crescita del loro piccolo. Per fare questo, abbiamo consegnato un foglio dal titolo “Mamma e
papà raccontano...” nel quale i genitori
hanno potuto raccontarsi ed esprimere le proprie emozioni, creando una
sorta di “scatto fotografico” che lasciasse traccia futura sia al genitore che al
bambino di questa magica esperienza, a volte faticosa, il cui ricordo con il
tempo potrebbe affievolirsi. La reazione dei genitori alla nostra richiesta è
stata inizialmente di stupore e difficol-
tà, come se fosse un compito da svolgere, con un voto finale; nel momento in cui si sono resi conto che quello
che chiedevamo loro era parlare delle proprie emozioni al bambino e alla bambina, hanno vissuto questa opportunità più serenamente, anche se
rimaneva l’incertezza e la curiosità della destinazione di questo loro scritto,
apprezzato a fine anno nel momento
della lettura del giornale. n
servizi
servizi
servizi
servizi
Coltiviamo
benessere… e
qualche ortaggio!
L’esperienza dell’orto pensile
della Casa Residenza “La
Torre” di Galliera.
di Jessica Bosi, operatrice socio sanitaria
L’idea è nata guardando un’ospite che al
primo caldo della primavera, ogni volta
che poteva, si “defilava” in terrazza per
prendersi cura delle piante di gerani appesi alla ringhiera.
Da qui e da alcune riflessioni fatte dalla
Responsabile della struttura inerenti al
consumo di prodotti ottenuti dalla filiera a km 0, è nata l’idea di realizzare un orto in vasi per permettere agli anziani di
collaborare attivamente alla coltivazione degli ortaggi.
Con l’aiuto di alcuni operatori, che hanno condiviso l’idea, è stato possibile preparare le vasche per la coltivazione.
I primi di Maggio gli ospiti, coadiuvati dagli operatori, hanno provveduto a
piantare le piccole piante di pomodori,
zucchine, sedano, basilico, melanzane,
cipolle, peperoni e insalata.
Quotidianamente gli ospiti avevano l’incarico di annaffiare l’orto e con l’estate
alle porte è stata possibile la crescita di
rigogliosi ortaggi.
Mano a mano che gli ortaggi erano maturi, alcuni anziani collaboravano tra loro per la “raccolta”, aiutandosi a vicenda:
numero 45
settembre 2014
chi deambulava spingeva chi invece era
in carrozzina.
Raccolti i frutti del duro lavoro, gli stessi anziani avvicinandosi e bussando alla finestra della cucina, consegnavano
le primizie nelle sapienti mani delle cuoche che, da lì a poco, avrebbero trasformato i “frutti” del raccolto in succulenti
pasti da gustare insieme.
Con questa iniziativa s’intende risvegliare la volontà e il piacere di svolgere un’attività condivisa, stimolare la capacità sensoriale attraverso il contatto e
la manipolazione della materia, cercando così di attenuare l’ansia e lo stress influendo sull’Essere dell’Ospite attraverso
la produzione di qualcosa di tangibile.
Di questa esperienza estiva non resterà
solo il ricordo degli sguardi entusiasti ed
affascinati di tutti i partecipanti, perché,
data la buona riuscita del progetto stiamo già pensando all’orto pensile invernale della Casa Residenza “La Torre” di
Galliera, per continuare questa attività
di condivisione tra operatori e ospiti della struttura e per gustare i prodotti che ci
riserva l’autunno. n
21
numero 45
settembre 2014
servizi
servizi
servizi
servizi
Esploratori Sonori
Laboratorio musicale per i
ragazzi del gruppo “Talpe”
ad “ARBORETO”.
di Antonio Sodano, musicoterapista
e collaboratore esterno
Chi avrebbe mai detto che Fabio sarebbe
andato allo stadio da solo, che Veronica
avrebbe cucinato per Gianni Morandi, che
Mirel sarebbe andato a lezione di chitarra
in bici, che Silvia avrebbe potuto fare una
passeggiata solitaria nel bosco, che Roberta sarebbe andata a teatro su una carrozza; chi avrebbe mai pensato che Stefano avrebbe vinto il campionato mondiale
di bowling e Andrea avrebbe guidato un
elicottero! Eppure è successo. Non nel
senso letterale, ma nel senso sonoro, grazie al potere evocativo del suono.
Facciamo un passo indietro per capire meglio questo laboratorio musicale.
Ascolto ed esplorazione sono stati il cuore
dell’esperienza e ad esse si connettono
le due principali finalità: accrescere la
capacità di ascolto, di sé stessi e degli
altri, e migliorare le capacità relazionali dei ragazzi. Fin dal primo incontro
il gruppo è stato invitato ad immedesimarsi in una vera orchestra, con lo scopo di creare un contesto relazionale ottimale e favorire il lavoro di gruppo. È in
questa cornice che i componenti dell’orchestra hanno potuto compiere l’esplorazione sonora.
Per esplorare, gli orchestrali hanno dovuto manipolare vari strumenti musicali
22
e scoprire in quanti modi si possono suonare e quanti suoni possono produrre. E
siccome ogni cosa ha un suo suono, sono
stati utilizzati anche oggetti di uso comune. L’esplorazione ha attivato le orecchie e le mani, anzi il corpo, ma non
solo: ha attivato anche l’immaginazione. Questo perché ogni volta che un suono veniva esplorato ci si chiedeva: cosa ci
ricorda questo suono? A quale oggetto,
azione o situazione assomiglia? Tutte le
risposte sono state annotate ottenendo
così una sorta di vademecum, un elenco
di analogie sonore.
A questo punto sono entrate in campo
la creazione e la sonorizzazione. Le suggestioni contenute nel vademecum
sono state intrecciate tra di loro con
per costruire brevi racconti: uno dedicato ad ogni componente dell’orchestra.
Dopo aver tradotto i suoni in racconti si
è passati alla sonorizzazione, ovvero alla
lettura dei racconti (affidata agli educatori) accompagnata dalla produzione dei
suoni. Qui si chiude il “cerchio creativo”:
ognuno dei ragazzi ha contribuito alla realizzazione delle storie e le storie parlano dei ragazzi stessi. È dentro le storie, quindi, che sono accadute
le impensabili imprese elencate all’inizio
dell’articolo: non c’era un elicottero, ma
un suono che stava al posto dell’elicottero; non si giocava a bowling, ma si sentiva il suono dei birilli che cadevano; non
c’era nessuna passeggiata nel bosco, ma
tanti piccoli suoni che creavano un bosco. Grazie al suono sembrava che tutto
accadesse davvero.
Ma il lavoro non poteva finire così, quindi si è deciso di registrarlo su cd. L’orchestra si è impegnata in diverse prove,
necessarie per affinare l’affiatamento tra
lettura e sonorizzazione, e un semplice
registratore audio digitale ha fatto il resto. Sull’onda del successo dopo l’uscita
del cd, l’orchestra ha trovato anche un ingaggio alla “Festa di Arboreto in fiore” del
19 Giugno. Sistemati dietro un sipario, i
musicisti hanno eseguito dal vivo tutte le
sette sonorizzazioni, mentre il pubblico,
che non poteva vedere l’orchestra ma solo sentirla, ascoltava e applaudiva. Ogni
musicista aveva due o tre strumenti da
suonare e, mentre gli educatori leggevano le storie, il direttore coordinava gli
interventi sonori. Un gran successo! E se
volete ascoltare il cd cercate Daniele, Annalisa o Arlene del Centro Arboreto… n
servizi
servizi
servizi
servizi
Centenario a
Granarolo!
Nella Casa Residenza si è
festeggiato un compleanno
importante.
di Grazia Chiarelli, operatrice
Bambine, vi voglio bene come se foste le
mie figlie. Ho perso la mia e voi siete tutte le mie figlie! Questa frase così ricorrente, ma che ti premia tutte le volte
che viene detta viene dalla bocca della
nostra nonnina. Forse non è professionale chiamarla così ma è lei stessa che
non vuole essere chiamata in nessun
altro modo.
Mercoledì 26 Giugno ha festeggiato
i suoi “primi 100 anni” un grande tra-
Un angolo di
Provenza a San
Pietro in Casale
La residenza “Virginia
Grandi” si riempie di colori
e profumi.
Di Patrizia Natalini, familiare
Una mattina d’estate.
Il sole e un’arietta fresca e asciutta entrano dalla finestra spalancata.
Una grande finestra aperta sul “Giardino
delle farfalle” che in questo momento è
pieno di fiori.
Il melograno, la calendula, le roselline,
i gladioli, le gerbere, ma soprattutto la
lavanda sono una esplosione di colori,
mentre le api ronzano operose.
numero 45
settembre 2014
guardo che pochi raggiungono.
La festa è stata unica, lei, circondata
dall’adorato nipote, che ha allevato
come un figlio dopo la morte prematura di sua figlia, la moglie, i pronipoti
e tanti suoi amici che l’hanno circondata di tanto affetto in una giornata
così importante e l’hanno ricoperta di
fiori.
Ragazu am fe piaser, ma an son megga morta! (Ragazzi mi fate tanto piacere, ma non sono mica morta!) è stato il
commento arguto ma gli occhi lucidi
dimostravano il suo piacere.
Sono intervenuti anche il Sindaco di
Granarolo Emilia con l’assessore e l’assistente sociale e il Sindaco di Castelmaggiore il paese dove lei è nata e anche con loro non si è risparmiata un
commento ironico: Sono riuscita a scomodare anche due Sindaci…
Beh cosa diciamo allora a nonna Ida?
Auguri, tanti! n
La nostra finestra è quella di un laboratorio, non un laboratorio qualunque,
ma quello della Casa Residenza di San
Pietro in Casale.
Sul tavolo una montagna di lavanda,
tutt’attorno una laboriosa catena di
montaggio.
C’è chi toglie le foglioline dagli steli, chi
forma i mazzetti, chi lega, chi pareggia i
gambi e chi fa le fiaschette, che una volta seccate e confezionate saranno pronte per il prossimo mercatino.
Siamo inebriate dal profumo intenso
della lavanda e accompagnate dalla voce del nostro cantante preferito “Gianni”
come ama chiamarlo Antonella.
È stato bello respirare questa atmosfera,
assieme agli ospiti Ada, Maria, Carmen,
Rita, Stella, Elisa, Antonella, ai famigliari
Anna e Luisa, agli operatori, ed alle “Amiche della Terra” Angela e Teresa.
Una bella esperienza che ci ha riempito
di gioia. Grazie a tutti! n
23
numero 45
settembre 2014
Festa di fine estate
Tradizionale appuntamento
nella Residenza di Loiano.
di Milena Ravaglia, animatrice
Come da “tradizione” nella giornata di sabato 13 Settembre-14 al Casa Residenza “Simiani” di Loiano si è rinnovato l’appuntamento della festa di fine estate.
Siamo stati allietati dalla musica dal vivo
dell’associazione “Io Canto la Speranza”,
rappresentata da Monica e Irene, e da un
ricco buffet (riferiscono gli Ospiti sottolineato) con tradizionali specialità del territorio, scelte accuratamente dal nostro
Responsabile di Struttura Luigi Spataro.
Momenti carichi di coinvolgimento, gra-
servizi
servizi
servizi
servizi
zie alla presenza di amici e parenti, degli
operatori e della piccola Elena (figlia di
Luigi) e delle sue amiche, che con le loro
entusiasmanti danze, hanno portato tanta allegria e spensieratezza in struttura.
Un ringraziamento speciale al mio amico
Giovanni Gitti sempre generoso e disponibile ad offrire, con i suoi splendidi e ricercati video musicali, momenti di ricordi intensi. n
con i nostri occhi
con
i
nostri
occhi
con i nostri occhi
Lo scafandro
e la farfalla
Julian Schnabel
di Romeghea Adina
“Lo scafandro e la farfalla” (Le scaphandre et le papillon) è un film francese, del
2007, diretto da Julian Schnabel e basato sull’omonimo libro di ricordi scritto da Jean-Dominique Bauby che
riporta la sua vicenda e allo stesso tempo la vive da protagonista.
Costui si trova intrappolato, dopo un
incidente stradale, nel suo stesso corpo, che lui sente come uno “scafandro”,
ed e capace di comunicare con il mon-
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do solo con il battito della palpebra sinistra (la destra e stata cucita): un battito di ciglia per dire SI, due per dire NO
(è la sua ultima finestra sul mondo); cosi si crea il suo ricchissimo mondo interiore grazie alla fantasia e alla memoria, ribattezzate la “farfalla”.
Jean-Dominique Bauby non ha avuto
una vita lunga, ma ha avuto delle persone vicino, persone che ha imparato
ad amare e che lo hanno aiutato a vivere quella vita... Chi ha curato Jean- Dominique Bauby, non curava un giardino già ordinato, risistemando i dettagli
e liberandosi degli scarti, ma ha fatto
crescere un fiore dall’asfalto, qualcosa di fragile e meraviglioso: “lo scafandro del corpo non impedì alla farfalla
dell’anima di uscire e comunicare!”. n
altre realtà
altre
realtà
altre realtà
numero 45
settembre 2014
Ospitiamo volentieri in queste pagine la presentazione di Open Group, una nuova realtà cooperativa
con la quale collaboriamo.
Open Group è una nuova realtà
dell’imprenditorialità
sociale
e
culturale bolognese.
Nata il 1 maggio 2014 dalla fusione di
tre storiche cooperative del territorio Coopas, Centro Accoglienza La Rupe e
Voli Group - Open Group opera attraverso otto settori, in ambito socioeducativo, sociosanitario, nella gestione di
patrimoni culturali, oltre che nella comunicazione e nell’informazione. Si
occupa di disabilità, dipendenze, inserimenti lavorativi di persone svantaggiate, emergenza abitativa, sostegno
scolastico, integrazione, infanzia, giovani e famiglie. Opera inoltre in campo
culturale offrendo servizi di catalogazione, gestione di archivi e biblioteche
e in quello dell’informazione gesten-
do l’emittente Radio Città del Capo e
Libera Radio, la prima web radio sulla
legalità e contro le mafie. Può altresì
contare su un’agenzia di comunicazione specializzata sui temi della mobilità, sostenibilità e agroalimentare.
Il risultato è un gruppo di circa cinquecento lavoratori, trecentocinquanta
soci e quindici milioni di ricavi complessivi.
Crediamo tuttavia che non siano i numeri, pur importanti, l’elemento che ci
ha portato a pensare una così importante operazione. È stata la condivisione della necessità di ripensare e riformulare le nostre modalità di operare
nella comunità e di leggere i cambiamenti.
Open Group nasce infatti dalla convinzione che si possano coniugare prosperità economica, eccellenza
ambientale e coesione sociale. Che si
debba raccogliere la sfida delle tante
trasformazioni in corso per ripensare
radicalmente il ruolo sociale dell’impresa. Che si debbano inventare nuove tradizioni per un mondo che non è
più lo stesso di ieri. Questo è un tempo in cui si devono sparigliare le carte.
È il tempo in cui si devono cercare connessioni inedite tra cura e cultura, tra
inclusione e innovazione sociale, tra
educazione e comunicazione; dove
più che nelle transazioni bisogna credere nelle trasformazioni.
Open Group vuole aprire i punti di vista e aprire l’impresa all’impegno civile per rifare le città e ripensarle con le
persone, con le loro intelligenze, con
i loro diritti. Ogni comunità deve attingere a tutta l’energia locale disponibile, intesa come consapevolezza
e partecipazione di tutti gli attori del
territorio. Istituzioni, imprese o cittadini, sono tutti destinati a evolversi da
semplici utilizzatori finali di un territorio a protagonisti del cambiamento.
Per queste ragioni di adesso, e per
quelle che troveremo domani, è nata
Open Group. n
Pillole verdi Piccoli consigli di sostenibilità ambientale
Barattoli del caffè, che farne?
Un impiego utile ed allo stesso tempo
decorativo che prevede l’impiego dei
barattoli per il caffè ormai vuoti consiste nello sfruttarne la struttura per rea-
lizzarne delle lanterne. Sulla superficie
del barattolo dovranno essere praticati
numerosi fori, dai quali potrà filtrare la
luce. Sarà divertente creare dei disegni
geometrici che possano permettere
che, grazie alla luce della lanterna, sulle pareti si creino dei motivi ad effetto.
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numero 45
settembre 2014
Ermelinda, maestra
di dignità
di Lucia Cardone, animatrice
Quando entravi in Struttura la trovavi nell’ingresso seduta in poltrona intenta a sbriciolare pane o biscotti per
i passerotti. Puliva tutte le briciole
che cadevano intorno senza lasciarne
neanche una. Raccoglieva il fagottino di molliche e lo portava nel giardino con il suo fare vellutato. Sembrava addirittura che ci parlasse con gli
uccellini, di cui era affascinata perchè,
diceva “sono esseri liberi”. Il tema della libertà ha accompagnato la sua vita e traspariva da ogni azione quotidiana. Non la convincevi a fare nulla
che non scegliesse di fare. Se ne stava
da sola nei suoi angolini preferiti e osservava ogni cosa mentre le giornate
scivolavano via. Era arrivata alla Casa
Residenza Assistenziale di San Pietro
in Casale quando era ancora RSA nel
2001 perchè fu trovata in condizioni
precarie mentre viveva per strada e
alla Stazione di Bologna. Senza tetto
per scelta. Aveva dato un calcio alle
convenzioni sociali. Un giorno mentre andò a lavarsi al bagno della Stazione, le rubarono le sue sportine con
dentro il libretto della pensione e da
allora le cose cominciarono a farsi difficili. Arrivò da noi per curare una frattura ed è rimasta fino a ieri, a 99 anni.
Se vogliamo, una fortuna, perchè gli
anni erano tanti e non si poteva certo
vivere per strada a quell’età. Ermelinda, maestra di dignità, è stata un’ospite molto amata soprattutto per quella
sua personalità particolare. Rifiutava doni se non fosse per cose strettamente necessarie, e in tutti questi
anni non ha voluto mai tenere con sè
oggetti futili o qualsiasi cosa che non
potesse stare in una sportina. Quella
che avrebbe portato con sè nell’andare via “dalla sua gente”, i senza tetto o
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testimonianze
testimonianze
testimonianze
forse i suoi parenti di cui non abbiamo notizie. Ci fu solo un’anziana con
cui ebbe una silenziosa amicizia, Giuseppina, con la quale scambiò sguardi d’affetto e piccoli gesti preziosi.
Le regalava tutti i premi che vinceva a tombola e solo da lei accettava
dei pensierini per il compleanno. Non
avresti detto che visse tanti anni per
strada raccogliendo “i cartoni” perchè
curava molto la sua persona, sempre
pulita e in ordine e ti sorprendeva per
la semplicità e la praticità dei suoi ragionamenti. Non prendeva l’iniziativa
ma se ti fermavi a parlare con lei tirava fuori delle perle di saggezza. Fu così che dettò dei “pensieri” per partecipare ai Concorsi di Poesie e Racconti
promossi dal “Corniolo“ del Comune
di Baricella, vincendo anche una coppa per il primo premio! Naturalmente,
riservata e discreta com’era, non volle venire con noi a ritirarla. Disse con
uno di quei sorrisini modesti: “Tenetela voi, a me non serve”. Se n’e andata con discrezione, in silenzio, forse a
fare una passeggiata sotto al sole, libera, con l’ombrellino. Come in una
delle immagini di cui era solita dire.
Oppure tra quei passerotti con cui
trascorreva i pomeriggi.
Uno dei racconti di Ermelinda:
Se tornassi a nascere farei un mestiere
per conto mio,
forse la sarta.
Si sente dire nel mondo che ci sono sette vite
e non solo per i gatti, non ricordo dove
l’ho sentito.
Io potrei anche essere un altro animale,
per avere sette vite ma sono sicura che rinascerei persona...
Vivrei in città. Libera.
Al massimo in una città di mare
per fare tante passeggiate sulla spiaggia
con la mia gente.
Mi piace girare in mezzo alla gente
ma mi piace soprattutto stare per mio conto.
Ad ogni modo ci si sta meglio con gli altri, perché ci si sente più sicuri.
Avere gli altri intorno ma fare per proprio
conto.
Da bambina pensavo solo a giocare
ma da ragazzina qualche sogno l’ho fatto,
cose semplici, un vestito, due paia di
scarpe,
la polenta con l’aringa quando non c’era niente.
Io non sognavo di diventare chissà che,
io non volevo diventare nessuno
perché mi bastava essere me!
Non ho voluto sposarmi,
avevo paura di perdere la mia libertà,
avevo anche trovato dei ricchi
ma è andata meglio così,
io sono stata libera
e non ho dovuto spiegare a nessuno
quello che volevo fare...
Io non ho nessun padrone.
Ermelinda Sgarzi
i ritratti
di
Lele
i ritratti di Lele
Lea, io e le bugie
“...e poi il volontario che le consegna
giornalmente il pasto ci prova a lasciarle da mangiare, ma lei proprio
non vuole, solo caffelatte”
Queste solo le parole che ti risuonano
nella testa, mentre valichi il colle della
Croara per arrivare a Rastignano.
Sai questo, che la signora Lea ha 103
anni, non vede bene, non ha famiglia
ed è un po’ scontrosa.
Ieri hai già provato a portarle la mensa, ma l’ha rifiutata.
Continuava a parlare di gastrite, di
condimenti pesanti, di mancata digestione e proprio non ne voleva sapere
di mangiare.
Oggi come andrà?
Non lo sai e in realtà speri almeno che
apra la porta.
Bussi.
Insisti.
Riprovi.
Senti dei rumori e qualcuno che urla:
chi è?
“Lea sono Raffaele”
Niente.
“Dai Lea ci conosciamo già!”
La porta si apre.
“Finalmente sei tornato! È un po’ che
non ti fai vedere.”
“Ma ero qui ieri!”
“Non dire sciocchezze, sono anni che
non ti fai vedere”
“Lea ma sono Raffaele!”
“Eh vuoi che chi ti non ti conosca?
Se non ci fossi stata io dopo la guerra
chi ti avrebbe tirato su?”
Non ti era sembrata poco lucida i giorni precedenti e mentre ti parlava sembrava veramente convinta.
E se mentissi? Sarebbe poi così brutto?
“Senti Lea, ti ho portato da mangiare
tutto scondito (bugia)... mangia quello
che vuoi, ma qualcosa dovresti proprio
mangiarla.”
“Te lo ricordi come mi facevi arrabbiare
Raffaele? Quanto eri birichino?”
Effettivamente non è la sola a dirtelo,
anche se quel Raffaele non sei tu.
“Certo che mi ricordo (bugia) proprio
per questo ti porto da mangiare, per
farmi perdonare”
Da quel giorno Lea ricominciò a mangiare e tu a mentire.
Rivivevi la vita di un altro, nelle sue
parole.
Un altro col tuo stesso nome, che amava saltare la scuola, che amava cantare
e vivere Bologna di notte.
Tutto combaciava e le tue bugie aumentavano il suo appetito.
“Non sono più birichino adesso,
vero Lea?”
“Peggio, sei un cretino” e sorrise.
“Perché, cosa ho fatto?”
“Sei un bravo ragazzo Raffaele, sei lo
stesso che scappava da me per arrampicarsi sugli alberi, sei sempre stato sveglio, ma dalle donne ti fai sempre fregare”
Deglutisti.
Non riuscivi a dire niente.
“Lo so che non sei stupido e solo che
non ci capisci niente di donne”
Ok. È vero.
“Tu con le donne devi essere severo, sennò se son cattive si approfittano,
se son buone non ti guardano”
Mentre guardavi il tuo nuovo guru sentimentale, non capivi più il confine tra
bugia e verità.
“Cosa dovrei fare Lea? Lo sai che sono
schizzinoso, ma se una ragazza mi piace non ci capisco più niente”
“Mo lo vedi che sei bravo allora?
numero 45
settembre 2014
Un po’ cretino (non è la parola esatta
usata) ma buono. Proprio per questo
voglio dirti il segreto delle donne.
Vuoi proprio sapere cosa vogliamo per
essere felici?”
In quel momento la bugia, la verità, la
tua vita e quella di un altro col tuo nome, erano la stessa cosa.
Lea non lo sapeva, ma annullava il concetto di spazio tempo.
Lea non lo sapeva ma lo sapeva, che i
monsoni che sferzano il cuore di chi
si arrampica sugli alberi sono sempre
gli stessi.
“Ti prego dimmelo Lea”
“Il segreto di noi donne è che non lo
sappiamo cosa ci fa felici, non lo decidiamo mica prima!”
Mentre la sua risata riempiva la stanza,
avevi la sensazione di avere dei pantaloncini e le ginocchia sbucciate.
“Impara ad ingannare le donne, senza
dire bugie, senza far male!
Grazie che ti ricordi di me
Me lo dai un bacio?”
“Vedi che tu lo sai cosa vuoi Lea!”
“Torni domani Raffaele?”
“Ci vediamo domani”
(bugia e bacio)
Raffaele Montanarella
Operatore del SAD Anziani
di San Lazzaro di Savena
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rubriche
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Convenzioni in favore dei soci
Assicoop Sicura - Agente UNIPOL
UGF assicurazioni - UGF Banca
Convenzione assicurativa e bancaria per i soci CADIAI e familiari conviventi. Condizioni di miglior favore
e di sconti sulle principali polizze (es:
R.C. Auto, polizze per la persona, la famiglia e la casa, polizze vita e gestione del risparmio, Unisalute - piani di
assistenza sanitaria) e sui prodotti e
servizi bancari UGF Banca (conti correnti, mutui, prestiti personali). Per ulteriori informazioni contattare:
il Centro Servizi Telefonici UNIPOL
allo 051 2818888
o la consulente Assicoop
Sig.ra Rossana Peritore
al cell. 320 7858357
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gli ospiti che soggiornano nei periodi
di alta stagione (Luglio ed Agosto); i
bambini al di sotto dei 10 anni gratis.
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Tel. 051 514230
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28
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Via Don Minzoni,1 - Bologna
Tel. 051 252452/252273
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di CADIAI.
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cumulabili).
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quello di listino.
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un prezzo vantaggioso per la fornitura e le prestazioni di riparazioni meccaniche.
Per poter operare in tempi rapidi,
tutte le prestazioni dovranno essere
programmate previo appuntamento
telefonico al numero 051 82 14 71 o
via e-mail [email protected]
Teatro “Arena del Sole” di Bologna
- 20% sui biglietti di ingresso così come previsto per tutti gli associati delle
cooperative aderenti a Legacoop.
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Dono-Presto-Cerco
La rete di CADIAI per mettere in contatto le persone e incrociare i loro bisogni.
Il DONO-PRESTO-CERCO è una modalità di donazione e/o prestito, fra i
soci e i dipendenti della cooperativa,
di quegli oggetti che hanno per i singoli terminato la propria utilità.
È prevista anche la possibilità di
CHIEDERE (“cerco la tal cosa…, c’è
qualcuno che ce l’ha?”), perché il bisogno di qualcuno può far ricordare
ad altri di avere degli oggetti inutilizzati e magari sollecitare la disponibilità a prestarli o donarli.
Come funziona?
Chi vuole donare, prestare o cercare, fa
la propria segnalazione ad uno dei seguenti referenti, contattandoli direttamente presso i servizi in cui lavorano:
• C
ristina Anteghini, Monica Bernabiti,
(Residenza per disabili “La Corte del
Sole” di San Giovanni in Persiceto);
• Lara Girotti e Laura Piana (Nido ”Gatto Talete” di Castel Maggiore);
• Giulia Casarini (uffici della sede);
• Roberta Meotti (Casa protetta “Torre
di Galliera”);
• Nada Milenkovic (Nido “Abba” di Bologna);
• Giuseppina Reto (“Balenido” di Casalecchio).
lettere
lettere
lettere
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13 Agosto 2014
o alla gola e
Nell’ottobre del 2008 accompagnavo (con un nod
ma alla casa di
con un senso di frustrazione nel cuore) la mia mam
llora Direttrice,
riposo di Granarolo. L’accoglienza da parte dell’a
fu confortante e carica di parole amorevoli.
le si è protratto
Questo atteggiamento da parte di tutto il persona
preso la strada
fino ad oggi 13 agosto 2014 quando Bruna ha
per la Vera Vita.
onale (angeli
Desidero esprimere la mia gratitudine verso tutto il pers
re di escluderne
venuti in terra) di cui non faccio i nomi per timo
nza delle persone
qualcuno, che si prodigano a rendere dignitosa l’esiste
che come mia madre sono ospiti di questa struttura.
Grazie a tutti.
Paolo e Vania.
numero 45
settembre 2014
Questa lista di persone è naturalmente aperta ad altre che vi si volessero aggregare.
Le segnalazioni vengono esposte
nelle bacheche dei servizi e riportate
in una apposita pagina del sito:
www.cadiai.it
Il DONO-PRESTO-CERCO è una rete
informativa che mette in contatto le
persone e le loro disponibilità ed esigenze.
Non è prevista alcuna modalità di
stoccaggio o deposito degli oggetti:
le persone si accordano autonomamente per le
consegne.
Nati in CADIAI
Congratulazioni
alle neo mamme
Marisol Peralta Alcarraz
Rosalba Arena
Alice Casadio
Barbara Cuoghi
Barbara De Franceschi
Magda Kidane Fessehaye
Tania Frontini
Martina Generali
Laura Menetti
Venere Nitopi
Giulia Rigamonti
Fanny Adela Riofrio
Raffaella Scarpa
Veronica Trauzzi
Fabiana Villani
III
Newsletter
Per ricevere ogni mese la nostra newsletter nella tua casella di posta elettronica, iscriviti inserendo
il tuo indirizzo nell’apposito spazio della pagina principale del sito www.cadiai.it
Chi volesse scrivere una lettera può farlo via mail all’indirizzo [email protected]
o per posta a Scoop c/o CADIAI - Via Boldrini, 8 - 40121 Bologna