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CADIAI verso i 40 anni

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[email protected] - www.cadiai.it
Poste Italiane s.p.a.
Spedizione in Abbonamento Postale
D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004 n° 46)
art. 1, comma 2, DCB BO
numero 43
marzo 2014
CADIAI verso i 40 anni
Si è concluso
a Vienna
il progetto “AGID”
Anziani e bambini, Online il nuovo sito
esperienze alla Casa della Cooperativa
Residenza “La Torre”
numero 43
marzo 2014
Periodico trimestrale di CADIAI
Registrazione Tribunale di Bologna:
n. 7703 del 18/10/2006
Direttore Responsabile:
Gianluca Montante
Comitato di redazione:
Germana Grandi, Laura Zarlenga
Proprietario ed Editore:
CADIAI Cooperativa Sociale
via Boldrini 8 - 40121 Bologna
Direzione e Redazione:
via Boldrini 8 - 40121 Bologna
Tel 051 74 19 001
Fax 051 74 57 288
Coordinatrice di redazione:
Giulia Casarini
Collaboratori:
Anna Chiara Achilli, Cristina Anteghini,
Anna Soccorsa Antonelli,
Jessica Bosi, Domenico Capizzi,
Lucia Cardone, Veronica Ndy Edeh,
Raffaele Montanarella, Maria Letizia Neri,
Caterina Olivito, Saverio Parracino,
Laura Piana, Maria Rizzo,
Mihaiela Adina Romeghea,
Antonia Tedone, Deborah Venturoli.
Impaginazione:
N.S. - Progetti di comunicazione
Bologna
sommario
sommario
sommario
1Editoriale
14Monografia
Ancora una volta la risposta è cooperare
3 In copertina
CADIAI verso i 40 anni
6 Progetti internazionali
Ultimo appuntamento per il progetto “AGID”
8Cooperarazione
CADIAI per la cultura della legalità
Aggiornamento dei dati di Cooperlavoro
9
Formazione per OSS
Cooperativa Edificatrice
Giuseppe Dozza e CADIAI:
Progetto Abitare Insieme
10 1974-2014 quarantanni
di cooperativa
Soci perchè...
16Servizi
Educazione e\è politica
17 Giorni allegri, giorni pazzi
18 Cappellini e sfrappole a “Parco del Navile”
19 Sono arrivate... Sì sì, le mascherine sono qui!
20 La funzione sociale della memoria
21 Un grazie alla CAMST
22 Generazioni a confronto
24 Tempi di cura e tempi di lavoro
25 “Come scorre la storia” si è
spostata a Casalecchio di Reno
26 Noi ci siamo
27 Progetto IMPACT
28 Momenti unici alla Casa
Residenza “Virginia Grandi”
11 Pari opportunità
29 Questa magica tv...
30 Gruppo affettività
Diversi stili di leadership
12 Verso il 40esimo
www.cadiai.it si rinnova
Progetto GAIA
La vacanza comincia in città
31 Compleanno con il Sindaco
32 “Il tuo lavoro in una foto”
32Testimonianze
Stampa:
Casmatipolito
via Provaglia 3/b, 3/c, 3/d
40138 Bologna
Quando una “briscola” cambia la vita
33 I ritratti di Lele
Il panda
34Lettere
Questa rivista è stata stampata su carta
riciclata 100% ecologica che ha ottenuto
il marchio Greenlabel dell’Unione Europea riservato ai prodotti a minor impatto ambientale.
35 Liber Libero
CADIAI verso i 40 anni.
II
Improvvisamente dieci anni
dopo: le residenze per anziani
hanno prodotto innovazione?
Il potere del cane
36Rubriche
editoriale
editoriale
editoriale
Ancora una volta la
risposta è cooperare
di Franca Guglielmetti, Presidente di CADIAI
Nel corso di questo nostro quarantesimo anniversario abbiamo deciso
di dedicare molte delle iniziative di
celebrazione ad una riflessione, sotto diversi punti di vista, sui temi dello sviluppo del lavoro sociale e del
futuro del sistema di welfare. Voglio portare il mio piccolo contributo
a questa riflessione, accanto a quello
che molti soci e dipendenti stanno realizzando in questi giorni.
Credo che la prima riflessione da fare
oggi sia inerente il fatto che chi accede
ai servizi gode di una condizione favorevole da cui sono invece esclusi quelli
che non vi accedono e questa inclusione/esclusione determina delle importanti condizioni di disuguaglianza.
Ciò vale sicuramente per i servizi rivolti all’infanzia: noi tutti conosciamo e riconosciamo infatti il valore educativo,
inclusivo, emancipante dei servizi nido e scuola d’infanzia. L’esclusione da
questi servizi può tradursi in una effettiva accentuazione delle disuguaglianze culturali.
Se poi pensiamo alla condizione di
quei bambini le cui famiglie neppure
esprimono il bisogno di servizi (penso
soprattutto ai nuovi cittadini) e quindi sono escluse anche dalla lettura del
bisogno, ecco che la situazione di disuguaglianza si articola ulteriormente.
Una delle funzioni che abbiamo sempre riconosciuto ai servizi educativi
è stata quella di ridurre le differenze,
di fornire pari opportunità, di mettere tutti nelle medesime condizioni di
accesso alla vita sociale. Oggi questo
sembra venir meno e quando si pensa
alla prima infanzia questo venir meno
diventa ancora più drammatico.
Un ragionamento analogo può essere fatto per tutti gli altri servi-
zi educativi, sociali e socio sanitari:
dai servizi scolastici integrativi ai servizi per la non autosufficienza. La presenza di una rete articolata di risposte,
oltre a offrire interventi appropriati a
diverse tipologie di bisogno, garantisce complessivamente una maggior
uguaglianza sociale perché:
• riduce le differenze di reddito nella
misura in cui consente ai cittadini di
accedere ai servizi tramite una compartecipazione ai costi proporzionata alle proprie disponibilità economiche;
• determina pari opportunità di accesso e partecipazione alla vita sociale nella misura in cui libera le donne dall’onere esclusivo della cura;
• determina pari opportunità di accesso e partecipazione alla vita sociale nella misura in cui integra i cittadini svantaggiati in contesti di vita
sociale, sottraendoli all’isolamento
della vita familiare ristretta.
Oggi questa rete articolata è stata
fortemente messa in discussione, ridimensionata, in conseguenza di una
serie successiva di manovre e correzioni orientate prevalentemente alla
riduzione dei costi secondo logiche di
breve respiro.
Questo ha prodotto un danno diffuso alle nostre comunità: un danno
diretto ai cittadini che hanno bisogno
dei servizi perché non trovano risposte; un danno indiretto a tutti gli altri
perché si trovano a vivere in un contesto sociale in cui le disuguaglianze si
sono fortemente accentuate determinando situazioni di forte disagio e tensione sociale, situazione che vanno a
scapito di tutti.
Quali azioni possiamo mettere in
campo per affrontare tutto questo?
Credo che la sua drammaticità e, per
certi spetti, la sua irreversibilità (le difficoltà a sostenere l’attuale sistema di
welfare non riguardano solo l’Italia,
perennemente in crisi, ma anche altri Paesi europei molto più benestan-
editoriale
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ti, come l’Olanda e la Danimarca) richiedano cambiamenti molto radicali
da parte di tutti i soggetti interessati:
pubbliche amministrazioni, soggetti
gestori, utenti, cittadini, imprese.
CADIAI in questo contesto ha un
ruolo molto particolare: è un soggetto gestore, è un’impresa, è una
cooperativa di lavoratrici e lavoratori
che oltre a lavorare nei servizi hanno
bisogno di poter accedere ai servizi.
Perciò la domanda su quello che possiamo fare è per noi di particolare importanza.
Possiamo mettere in discussione il
modo in cui vengono allocate le risorse da parte del Governo centrale
e mettere in campo un’azione politica
che chieda a gran voce di destinare al
welfare più risorse, se mai togliendole ad altri settori meno vitali per le nostre comunità. È quello che da anni sta
facendo Legacoopsociali, insieme alle
altre forze del Terzo Settore. Occorre
partecipare in modo più diretto a queste iniziative di pressione politica, e
rinnovare gli sforzi, aggregando anche
altre forze, non solo del Terzo Settore.
Possiamo sollecitare le imprese forti del nostro territorio, e ce ne sono
numerose, a rafforzare le iniziative
di welfare aziendale per renderlo
più incisivo. È un’azione che abbiamo
messo in campo già da alcuni anni e
che ci consente anche di sperimentare nuove forme di collaborazione e di
attività, di esplorare nuove possibilità
di sviluppo, capaci, seppur ancora in
minima parte, di compensare per noi
il calo che si registra sul versante dei
servizi erogati per conto della Pubblica Amministrazione.
Anche la Pubblica Amministrazione
stessa guarda con sempre maggior
interesse a questo genere di iniziative che però, per ora, hanno un limite
intrinseco: non sono inclusive, possono per loro natura riguardare solo una
parte della popolazione, quella che lavora. Le fasce più deboli sono di ne-
1
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cessità escluse.
Poi c’è lo sforzo, da parte della Pubblica Amministrazione e di importanti soggetti del Terzo Settore, come le associazioni di volontariato,
di rinforzare le “reti informali” ovvero le relazioni amicali, di vicinato,
di condivisione di interessi particolari (le numerosissime Libere Forme
Associative) per creare risposte meno istituzionali ma più prossime ai
bisogni delle persone e più flessibili. Il fatto è che proprio la flessibilità
e la prossimità possono trasformarsi
in “non risposte” quando il bisogno
espresso è forte e costante nel tempo (pensiamo alle situazioni di grave
non autosufficienza che interessano
una fascia sempre più ampia di popolazione: quella dei grandi anziani,
l’unica destinata a crescere nel prossimo futuro).
Il problema non è di facile soluzione, più che un problema sembra un
dilemma: non ha una risposta giusta
a priori, la risposta è solo quella che
tu scegli di dare e quella determinerà un risultato che non sarà né giusto
né sbagliato, ma sarà quello che hai
scelto.
Credo però che sia anche un altro
elemento da mettere in campo, ed
è l’atteggiamento che tutti noi, in
qualità di utenti, abbiamo verso i
servizi: dobbiamo e possiamo ragio-
2
editoriale
editoriale
editoriale
nare in base ad un nuovo paradigma.
I Nidi d’Infanzia, i servizi socio-sanitari, l’intero sistema di welfare del territorio, possono essere considerati come un “bene comune” patrimonio di
tutti piuttosto che non un insieme di
servizi che vengono erogati nei confronti di utenti che lo “consumano”.
L’atteggiamento consumistico porta
l’utente a considerare il servizio come un bene strumentale, che gli deve
servire per raggiungere i propri scopi individuali (che siano di assistenza o educativi), così come si farebbe
con una palestra o un servizio turistico. Non c’è corresponsabilizzazione
anzi, c’è richiesta tendenzialmente
esigente, per ottenere il miglior servizio facendo il minor sforzo possibile
(in termini economici, di tempo, ecc.).
Spesso anche noi soggetti gestori e l’ente pubblico siamo stati presi
da questa visione e vi abbiamo corrisposto, con scelte che rinforzavano
gli utenti in questo ruolo passivo ed
esigente.
Credo che oggi, in un periodo in cui
questi servizi sono seriamente messi
in discussione dai tagli di bilancio degli enti locali, questo paradigma possa essere soltanto distruttivo. Bene
comune è un termine oggi forse abusato ma con esso intendo fare riferimento ad un modo di utilizzare i servizi che parta da un presupposto di
corresponsabilità: il servizio è tanto
migliore quanto io sono in grado di
migliorarlo attraverso il mio contributo o il mio utilizzo consapevole.
Ci sono già importanti esempi questo: la social street di via Fondazza o
il nuovo regolamento appena varato
dal Comune di Bologna sulla collaborazione tra cittadini e Amministrazione per la cura e la rigenerazione dei
beni comuni urbani. Occorre pensare a forme di partecipazione che sollecitino le famiglie ma anche gli altri
cittadini a dare un contributo per lo
sviluppo dei servizi, mettendo a disposizione tempo e competenze oppure semplicemente evitando, con
comportamenti adeguati, di produrre
spreco di risorse.
Anche questa non sarà la soluzione
del dilemma, penso che tutte le azioni qui elencate debbano essere messe in campo e forse bisognerà pensare anche a dell’altro.
Però una cosa è certa, non è una ricerca che riguarda qualcun altro,
riguarda tutti noi, ci compete, e ci
compete anche lo sforzo di comporre le diverse visioni, le diverse tensioni che si muovono in questo ambito
perché in un contesto così difficile è
davvero da stolti sprecare risorse ed
energie alimentando i conflitti. n
in copertina
in copertina
in copertina
CADIAI
verso i 40 anni
Un importante compleanno
che guarda al futuro.
di Giulia Casarini, Servizio Attività Sociale,
Comunicazione e Ricerca
Un articolo di copertina con bel numero 40 c’era già stato l’anno scorso,
a Giugno, quando, quasi all’improvviso, ci siamo accorti che quello sarebbe stato il 40esimo numero di Scoop,
un numero importante, che ripercorreva una storia densa e significativa.
E poi eccoci qui, l’anno dopo, con un
nuovo 40 che ci accompagnerà non
per un solo numero di Scoop ma per
tutto l’anno perché il 2014 è l’anno in
cui CADIAI compie 40 anni. Ad essere precisi, il 30 Settembre. E 40 anni sono un compleanno importante, lo sappiamo tutti. Come sappiamo tutti che
c’è modo e modo di festeggiarlo, un
compleanno così. Si potrebbe far passare in sordina, continuando a lavorare come facciamo tutti i giorni, quasi senza farci caso dal momento che
la nostra politica è di fare ciò che facciamo al meglio delle nostre possibilità. E poi, diciamocelo, vogliamo anche
continuare a sentirci giovani, o no? In
fondo, al giorno d’oggi, i quaranten-
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ni sono considerati ragazzi, sarà mica vecchia la CADIAI?!
No, di certo non è vecchia. Però è una ragazza con una storia lunga lo stesso, una storia
di quelle che hanno un peso.
Perché dal 1974 ad oggi per
la cooperazione, in particolare per la cooperazione
sociale, ne sono successe
di cose e nel mondo dei
servizi ancor di più. E in
questi 40 anni, che hanno visto così tanti cambiamenti, la CADIAI è stata
a suo modo protagonista di
questa evoluzione, è stata al
passo, in alcuni casi ha anticipato i tempi, ha contribuito nel mantenimento di un
sistema di welfare, non solo
nei fatti ma anche con idee,
ragionamenti e innovazioni.
Per questo ha una storia che
ha un peso per la comunità nella quale opera, perché
in tutti questi anni ha avuto
e voluto avere un ruolo attivo nel dinamiche che si sono sviluppate rispetto alle diverse tipologie di servizi che
gestiamo. Partire dall’essere
ventisette badanti che si organizzano per mantenere il
proprio lavoro per arrivare,
40 anni dopo, ad essere circa
3
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in copertina
in copertina
in copertina
1.300 occupati, con aree di intervento
che coprono la vita intera delle persone, dall’infanzia alla senilità, passando
per ogni possibile problematicità che
una persona può incontrare, non è
una storia di poco conto. E quindi, con
40 anni trascorsi così, si può far passare questo compleanno in sordina? No
davvero.
Ma la CADIAI non è nemmeno quella da feste importanti, quella che investe in momenti autoreferenziali e
magari anche un po’ pomposi che,
possono essere belli finché vogliamo,
ma rimangono lì, un evento a sé stante, fisso nella storia della Cooperativa
che, nel frattempo, va avanti. Ha anche un certo pudore, la CADIAI, sì, proprio pudore, perché a dirsi da soli che
siamo bravi poi ci si perde, perché anche 40 anni devono servire a qualcosa,
mica a perdere tempo.
E allora abbiamo deciso di festeggiare questo compleanno tutto l’anno, con una serie di attività che siano coerenti con quello che si è fatto
sinora, che producano riflessioni,
che siano utili alla comunità e alla
Cooperativa stessa. E così tutto quello che verrà fatto nel corso del 2014
avrà un filo conduttore che non sarà
rivolto al passato ma al futuro, a come
noi immaginiamo la CADIAI, a come
crescerà, a quello di cui si occuperà
negli anni a venire. Gli eventi, che verranno programmati in questo periodo
4
e quelli che già si sono svolti in questi
mesi, hanno l’obiettivo di promuovere
quindi un percorso, sia tra di noi, all’interno della Cooperativa, sia nel mondo che ci sta attorno, che porti ad una
riflessione concreta rispetto ai nostri ambiti di attività e al loro futuro,
che aumenti la nostra consapevolezza
dell’essere parte di un contesto cooperativo e sociale connotato da una ricerca di risposte a bisogni emergenti
per molteplici cause. Una delle attività
che già sono in corso di svolgimento
è la formazione “Il welfare di domani”, che vede coinvolti una sessantina di colleghi nel (ri)definire il concetto di welfare che come Cooperativa
dobbiamo avere in questo momento
ma soprattutto in prospettiva futura.
È prossimo alla partenza un gruppo
di lavoro che CADIAI conduce assieme ad Impronta Etica sul welfare
aziendale: al momento sono ben undici i soci di Impronta Etica che hanno
aderito con interesse a questo percorso che ha l’obiettivo di produrre una
riflessione tra aziende sul tema della
sussidiarietà alternativa o integrata a
quella pubblica. Ci saranno momenti
dedicati in particolare ad alcune tipologie di nostri servizi che, nel contesto attuale, necessitano di un ragionamento e di proposte alternative e
alle volte coraggiose: un evento sui risultati del progetto internazionale
“AGID”, una tavola rotonda sui servi-
in copertina
in copertina
in copertina
zi ai minori come fascia di età al momento molto fragile e potenzialmente
a rischio, la presentazione di un volume, curato assieme al Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna, sul ruolo centrale e nuovo ma allo
stesso tempo antico dei caregivers di
persone anziane, un seminario sui Nidi d’Infanzia, centrato in particolare
sull’importanza degli spazi e dei materiali nella relazione educativa con i
più piccoli. In tutto questo non poteva mancare un seminario ufficiale,
il 26 Settembre, che celebrasse sì i 40
anni della Cooperativa ma allo stesso tempo raccogliesse tutte queste
testimonianze, tutto questo lavorare
per darne conto alla comunità nel suo
complesso.
Oltre a questo, il 40esimo della CADIAI
sarà un momento per inaugurare un
nuovo percorso per prendersi cura
delle socie e dei soci che hanno condiviso molti anni della loro vita con la
CADIAI e che, forse, adesso faticano un
pochino di più a fronteggiare i ritmi di
lavoro. Cosa significa questo? Che CADIAI vuole avviare un percorso rivolto a
chi ha più di 50 anni per accompagnarlo nel rapporto con il lavoro attraverso
percorsi di benessere gratuiti. Saranno
quindi organizzati dei cicli di incontri
in cui verranno svolte attività di rilassamento, ginnastica e altro ancora con
l’obiettivo, se possibile, di mantenerli anche nel futuro come nuovo oriz-
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zonte che la Cooperativa vuole
darsi per aumentare il benessere dei propri soci.
E ancora, un concorso fotografico dal titolo “Il tuo lavoro
in uno scatto” in cui ciascun
lavoratore potrà raccontarsi
nella sua quotidianità come
meglio crede e che vedrà
la premiazione dei finalisti
in una festa perché, come
per ogni compleanno che
si rispetti, ci sarà anche
una bella festa per tutti i
soci, dipendenti e amici della
CADIAI il 28 Settembre a Villa
Edvige Garagnani, a Zola Predosa. Un momento per stare
in compagnia, divertirsi e condividere un traguardo così importante.
Se ci fermiamo un attimo a riflettere su quello che sarà questo 40esimo, così pensato, possiamo dire che CADIAI ha
deciso di festeggiare i propri
40 anni lavorando, non fermandosi nemmeno un minuto, non guardandosi troppo indietro ma molto avanti perché,
in fondo, continuare ad esserci, continuare a lavorare come
stiamo facendo, come recita il
primo punto della nostra mission, è il regalo più importante
che ci possiamo fare. n
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progetti internazionali
progetti
internazionali
progetti internazionali
Ultimo
appuntamento per
il progetto “AGID”
Si è concluso a Vienna
il progetto europeo
sull’invecchiamento
dei disabili.
di Marie Christine Melon, psicologa
La conferenza Staff-training on Ageing
and Intellectual Disability (La formazione degli operatori sull’invecchiamento e la disabilità intellettiva) ha
chiuso il 25 Febbraio scorso il progetto europeo “AGID”, il nostro primo progetto Leonardo (Leonardo è il
programma di finanziamento, “AGID”
è il nome proprio del progetto), sicuramente l’impegno più rilevante che
la Cooperativa ha finora affrontato
nell’ambito dei progetti internazionali.
Il programma LEONARDO finanzia progetti multilaterali di sviluppo dell’innovazione e supporta iniziative volte a
promuovere contenuti/metodi/procedure innovativi. Prevede un “prodotto”
6
finale spendibile in tutti i Paesi partner
e in grado di rappresentare un valore
aggiunto rispetto alla tematica trattata.
Nella pianificazione 2014-2020 i programmi Grundtvig e Leonardo sono
stati assorbiti da ERASMUS+, il nuovo programma europeo a supporto
dell’istruzione, formazione, gioventù
e sport, che avrà come focus la mobilità, la cooperazione e le politiche per
riformare.
Il progetto “AGID” ha impegnato operatori e professionisti di più
Settori e servizi della Cooperativa e anche rappresentanti del servizio pubblico, alcuni utenti e familiari
di persone con disabilità, in un lavoro durato due anni e sfociato nell’implementazione di una piattaforma
formativa e-learning in cinque lingue,
rivolta agli operatori di primo livello
che si prendono cura delle persone
con disabilità intellettiva che stanno
invecchiando.
L’idea di base è stata quella di coinvolgere diversi stakeholders in modo
che i contenuti su cui lavorare rappresentassero davvero la voce di utenti e
professionisti, ma anche di familiari e
pubblici amministratori, per far emergere gli ambiti più sensibili rispetto ad
un possibile miglioramento nella erogazione di servizi, nella comunicazione e nella relazione con le persone disabili che invecchiano. A questo si è
aggiunta la variabile europea, ovvero
il fatto che diversi paesi hanno portato nuove idee e temi di riflessione da
progetti internazionali
progetti
internazionali
progetti internazionali
osservatori spesso diversi, ma proprio
per questo particolarmente utili.
Abbiamo imparato (con una formazione in inglese condotta da due fiamminghi, anche questo è Europa!) nuove tecniche di conduzione di percorsi
partecipati; organizzato e condotto
focus group con tutti gli stakeholder;
definito in un gruppo di lavoro multisettoriale i contenuti e la struttura del
modulo formativo italiano. L’abbiamo
costruito secondo le indicazioni fornite dall’Università di Vienna e completamente tradotto in inglese; abbiamo
tradotto dall’inglese il modulo austriaco e condotto una prima verifica face
to face sui contenuti di entrambi i moduli, con l’aiuto di due gruppi di operatori dei servizi ai disabili; abbiamo infine incaricato due esperti locali (Marco
Domenicali e Fabiana Fattore) della verifica di secondo livello effettuata con il metodo Delphi insieme agli
esperti degli altri paesi partner che, lo
ricordo, sono Francia, Belgio, Gran Bretagna, Lussemburgo e Austria.
Ricevuto il report del Delphi, ciascun
Paese ha apportato al proprio modulo le modifiche e le correzioni suggerite e con il supporto dell’Università
di Leicester l’ha adattato al formato
e-learning. L’Italia ha istruito un nuovo percorso di verifica sull’agibilità e
la fruibilità della piattaforma e prodotto un report dettagliato (in inglese, of
course) sui test condotti nei sei Paesi.
E così siamo arrivati alla Conferenza Finale di Vienna. Maria Cristina Cocchi,
Direttore dell’Area Dipartimentale Integrazione Socio-sanitaria dell’Azienda USL di Bologna, che già aveva contribuito al seminario “Il tempo che non
c’era”, è stata al nostro fianco anche in
questa occasione, insieme a Mara Grigoli e Maria Grazia Bertagni, già presenti ai focus group e autrici di uno dei
capitoli del Quaderno 18. La dottoressa Cocchi ha partecipato alla tavola
rotonda Ageing and Disability, unico
altro rappresentante delle pubbliche
istituzioni insieme alla bretone Nathalie Sarrabezolles, vice-presidente del
Consiglio Generale del Finistère. Immancabile come sempre Alberto Alberani, Responsabile Cooperative Sociali
Legacoop Emilia-Romagna.
Alla fine di Marzo tutti i Paesi avranno
completato la revisione lessicale dei
moduli tradotti nella propria lingua e
dalla metà di Aprile sarà possibile per
gli operatori accedere gratuitamente
alla piattaforma per almeno due anni.
Rispetto all’utilizzo dei moduli formativi, stiamo valutando come sfruttar-
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li in un’ottica di formazione specifica,
in primo luogo per i nostri operatori, ma anche per tutti coloro che vorranno impiegare questo strumento
per migliorare le proprie competenze
e abilità. Presenteremo presto in un
incontro pubblico, rivolto sia ai nostri
dipendenti, sia ai colleghi di altre cooperative e associazioni che si occupano di disabili anziani, i moduli di formazione nella loro versione definitiva,
con l’augurio che il lavoro fatto possa
diventare un utile strumento di crescita che volentieri condividiamo. n
Si è tenuta il 20 Gennaio la presentazione del Quaderno CADIAI “Il tempo che non c’era”, frutto del lavoro
del progetto Leonardo “AGID” e atto
conclusivo dell’omonimo convegno
tenutosi a Giungo 2013 sul tema dei
disabili che diventano anziani.
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cooperazione
cooperazione
cooperazione
CADIAI per la
cultura della legalità
INCONTRO IN LIBRERIA
26 MARZO 2014 ORE 17.30
PRESSO LE LIBRERIE.COOP ZANICHELLI
PIAZZA GALVANI 1/H
Anche quest’anno
la Cooperativa ha aderito
al programmi di eventi
“CIVICA”.
L’arte di spiegare
le cose difficili.
Educare alla giustizia e
alla legalità senza paura.
40 anni Cadiai.
Il welfare che cresce.
a cura della Redazione
A tavola e in libreria, un momento conviviale e uno di riflessione, entrambi
adatti per dire NO alle mafie. Come
gli scorsi anni CADIAI ha aderito alla
Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle
mafie prevista per il 21 Marzo e al programma di CIVICA 2014 attraverso il
pranzo della legalità che è stato servito in tutte le strutture della Cooperativa, e con un incontro per capire come è possibile parlare di mafia anche
ai bambini.
Per il pranzo della legalità sono stati realizzati oltre 1400 pasti con i prodotti di Libera Terra, il marchio che comprende tutti i prodotti di alta qualità
Aggiornamento dei
dati di Cooperlavoro
Al 31/12/2013 Cooperlavoro conta
70.572 iscritti ed un patrimonio che
sfiora gli 830 milioni di Euro. I contri-
delle cooperative sociali che gestiscono e curano i terreni confiscati alle organizzazioni mafiose.
L’iniziativa ha lo scopo di diffondere la
cultura del rispetto della legge e informare sulla necessità di respingere le
mafie, a partire dalle scelte dei singoli.
Proprio per questo, quest’anno, è stato raddoppiato l’impegno di CADIAI
con un altro incontro per ribadire che
parlare di mafia si può e si deve fin
dall’infanzia: il 26 Marzo si è tenuta alle Librerie.Coop Zanichelli la presentazione del libro “E vallo a spiegare a Nino”, di Anselmo Roveda. Un momento
buti incassati ammontano a circa 99
milioni di Euro; le uscite per prestazioni e riscatti a circa 39 milioni di Euro. Per il secondo anno consecutivo i
rendimenti dei tre comparti di Cooperlavoro sono positivi: il comparto
Bilanciato, che raccoglie il 47% degli
iscritti e il 69% del patrimonio, ha avuBilanciato
di riflessione sul come affrontare il tema della criminalità organizzata con
“i piccoli”. n
to un anno buono, raggiungendo un
rendimento cumulato netto da inizio
gestione (30 Novembre 2000) pari a
71,72%. Nella seguente tabella sono
riportati i rendimenti netti realizzati
negli orizzonti temporali indicati:
Sicurezza
Dinamico
TFR netto 11%
Rendimento cumulato da inizio gestione (30.11.2000)
71,72%
58,51%
79,98%
41,30%
Rendimento cumulato dall’avvio del multicomparto (31.07.2005)
37,04%
26,49%
43,63%
24,10%
Rendimento 2013
5,71%
3,40%
6,69%
1,71%
Rendimento medio annuo composto a 3 anni
5,24%
4,08%
6,16%
2,7%
Rendimento medio annuo composto a 5 anni
6,03%
3,51%
8,40%
2,5%
Rendimento medio annuo composto a 7 anni
3,65%
3,17%
3,54%
2,6%
Rendimento medio annuo composto a 10 anni
4,33%
-
-
2,6%
8
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Formazione per OSS
Si è concluso con successo
il percorso formativo
finanziato da FONCOOP.
a cura del Servizio Formazione e Sviluppo Risorse Umane
A Dicembre si è concluso positivamente il progetto “Piano di formazione a supporto di operatori socio-sanitari privi di qualifica”.
Si tratta di un percorso formativo, finanziato da FONCOOP con risorse
straordinarie ai sensi dell’Avviso 22
“Iniziativa speciale per i territori interessati dagli eventi sismici di Maggio
2012” che ha visto il coinvolgimento
di ventisette operatori CADIAI, ad oggi privi di qualifica, e appartenenti a
diversi Settori di attività.
L’evento, coordinato dal Servizio Formazione e Sviluppo Risorse Umane
CADIAI, ha registrato un esito complessivo particolarmente soddisfa-
Cooperativa
Edificatrice
Giuseppe Dozza e
CADIAI: Progetto
Abitare Insieme
La Cooperativa
Edificatrice Giuseppe Dozza di
Bologna, nata
nel 1920, proprietaria di 1338
alloggi, ubicati in Bologna e provincia (San Lazzaro di Savena, Castel
Maggiore, Ozzano dell’Emilia, Castel
San Pietro Terme, Budrio, Pianoro,
cente per due specifiche ragioni:
• è stato realizzato un percorso sperimentale (per la prima volta nella
Provincia di Bologna) attraverso il
quale CADIAI e l’Ente di Formazione
CESVIP hanno abbinato un corso
formativo sugli gli aspetti pratici
connessi allo svolgimento corretto
di alcune operazioni tipiche dell’Operatore Socio Sanitario, ad un
Processo di SRFC (Sistema di Formalizzazione e Certificazione delle
competenze) in cui era compreso
l’esame finale per tutti i partecipanti. L’obiettivo condiviso è stato quello di portare a valore conoscenze,
capacità ed esperienze di persone
da anni impegnate nei servizi alla
persona;
• l’evento si è concluso in modo molto positivo in quanto al gradimento
della fase formativa si è aggiunto
un chiaro riscontro di efficacia in
quanto tutti gli operatori hanno superato l’esame e acquisito la qualifica di OSS.
È giusto sottolineare sia lo sforzo della Cooperativa nel continuare a proporre percorsi interni di qualificazione in un contesto generale di accesso
privato da parte dei lavoratori, sia
l’impegno e la collaborazione mostrata dai partecipanti al corso e dai loro
servizi/settori che li hanno sostenuti
a livello organizzativo. n
Anzola dell’Emilia, Castiglione dei Pepoli, Bentivoglio, Sant’Agata Bolognese, Castenaso, Minerbio, Calderara di
Reno, Sala Bolognese, San Giorgio di
Piano), assegnati ai suoi soci in godimento, ha redatto con CADIAI il progetto abitare insieme per incentivare
forme di vicinato di qualità, di cooperazione attiva con una analisi sui soci
assegnatari dei suoi alloggi siti nel territorio di Bologna. L’obiettivo è quello
di fornire servizi specialistici alle famiglie da parte di CADIAI o ricercare professionalità presenti negli insediamenti, per aumentare la qualità della vita
delle persone, riducendo le situazioni
di isolamento, con beneficio diretto
per i soggetti maggiormente a rischio
di esclusione sociale, quali ad esempio
anziani con ridotte capacità motorie,
persone non autosufficienti, famiglie
monogenitoriali e nuclei famigliari fragili. Il progetto si propone di creare reti cosiddette informali di collaborazione intra-condominiale e di acquisire la
consapevolezza dell’esistenza di un sistema di servizi alla persona attivabili
su richiesta dei singoli o in condivisione con altri condomini.
Il progetto per il suo contenuto sociale
gode del contributo della Fondazione
del Monte di Bologna.
Si avvia così una collaborazione importante tra cooperative aderenti a LegaCoop nell’interesse della persona e
dei suoi bisogni. n
9
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2014
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marzo 2014
1974>quarant’anni
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di cooperativa
Proseguiamo la rubrica, che ci accompagnerà fino al 40esimo anniversario della CADIAI, in cui
raccoglieremo testimonianze di soci della Cooperativa, del loro percorso e del senso che ognuno
dà all’essere soci. A cura di Alba Piolanti, insegnante in pensione, con una profonda passione e
curiosità per la storia bolognese intrecciata a quella delle donne.
Soci perché…
Intervista a Adriana Battista,
collaboratrice gestionale Area
Non Autosufficienza
di Alba Piolanti
Qual è il suo incarico all’interno della Cooperativa?
Svolgo la funzione di collaboratrice
gestionale e referente della qualità
nell’ambito dei Servizi ai Disabili.
Tra le altre attività mi occupo della selezione del personale da inserire nei
Servizi ai Disabili. a grandi linee il processo si articola nel modo seguente: la prima selezione viene svolta
dall’Ufficio Selezione del personale,
che svolge una prima scrematura sulle domande di lavoro ricevute in base
alle figure professionali richieste per
tipologia dei Servizi.
Io mi occupo di individuare il personale nella rosa di domande inviatemi
dall’Ufficio Selezione del personale.
Da quanto tempo lavora in CADIAI?
Lavoro in CADIAI da tredici anni. Prima ho lavorato come educatrice
professionale presso la cooperartiva
Asat – Casa Gianni, Centro Diurno per
il recupero delle persone affette da
dipendenze patologiche. Ho iniziato
a lavorare nello stesso ambito in CADIAI nel 2000, presso il centro di prima accoglienza “Il Provvidone”.
Successivamente ho ricoperto il ruolo di coordinatrice dei Centri Diurni
per disabili “Graziella Fava” e “Casa dei
Boschini”. Da quattro anni opero nella
sede della Cooperativa con il Settore
10
Servizi ai Disabili come collaboratrice
gestionale.
Ci racconta quando è diventata socia?
Sono diventata socia nel 2001, dal
momento in cui ho avuto un contratto a tempo indeterminato. Si è trattato di un passaggio naturale perché
credo nella forma cooperativa.
Essere socia di una cooperativa con
così tanti servizi e un alto grado di
disponibilità verso la comunità, così
ricca di iniziative, in cosa si traduce?
Il mio essere socia si traduce innanzi tutto nel partecipare alla vita della Cooperativa, alle iniziative, nel dare
il mio apporto laddove necessario o
dove mi venga richiesto.
Dal momento in cui mi sono associata, le vicende della Cooperativa mi
appartengono. Non è stata un’adesione formale, è stata una scelta molto consapevole.
Come consigliera d’amministrazione
negli anni scorsi ho lavorato per avvicinare i soci alla Cooperativa, in special modo i soci che operano nei Servizi dislocati nel territorio, per i quali è
più difficile avere legami non avendo
una sede precisa di lavoro.
Qual è quindi l’aspetto che ritiene
più interessante nella sua partecipazione alla vita della CADIAI?
Il fatto che ci sia partecipazione ai diversi livelli. Le decisioni assunte e deliberate dal Consiglio di Amministrazione sono poi comunicate e discusse
nelle riunioni di equipe dei Servizi.
Le idee che emergono dai Servizi sono oggetto di discussione nei coordi-
namenti amministrativi che si svolgono a cadenza mensile e riportate in
sede di Consiglio ma anche nella Direzione Operativa.
La circolarità delle informazioni è sicuramente un aspetto molto positivo.
Io ad esempio ho coordinato dei Servizi e so bene quanto sia importante
diffondere e confrontarsi con gli operatori dei Servizi.
Questo processo dal basso verso l’alto è un percorso che non sempre esiste nelle organizzazioni. Non c’è separatezza, tutto il gruppo dirigente è
accessibile e questa è una cosa positiva che avvicina le persone e facilita il
costruire insieme. n
pari opportunità
pari
opportunità
pari opportunità
Diversi stili
di leadership
Quando le differenze
diventano un valore aggiunto.
di Lara Furieri, Resposabile delle politiche per le Pari Opportunità
Parlare di innovazione e in particolare di innovazione legata alla specificità dei generi non è semplice; tuttavia potrebbe essere un nuovo spunto
per riconoscere ed organizzare in modo ottimale, all’interno dei processi produttivi, i talenti specifici posseduti dalle singole persone. Motivare
le persone, donne e uomini, al lavoro, significa anche tener presente le
diverse situazioni e le specifiche esigenze, perché rispondere ai bisogni
delle persone spesso significa anche
aumentarne la produttività e le idee
innovative che sottendono alla crescita. Professionalità, motivazione legata alle diverse fasi della carriera,
formazione a nuove competenze, gestione degli orari, processi comunicativi e sistemi di valorizzazione e premianti sono aspetti che il gruppo di
lavoro del corso “Valorizzazione del
Genere e conciliazione: strumenti per
la praticabilità in azienda”, sta analizzando con il supporto e la guida della
Dottoressa Annarita Bergianti.
È possibile riconoscere un potenziale maschile e femminile rispetto al
lavoro? Le competenze dei singoli e
dell’organizzazione possono essere
espresse in modo diverso a seconda
del genere?
Esiste un diverso modo di porsi e differenti stili comunicativi? Ci sono più
sfumature nella modalità di affrontare e gestire situazioni complesse?
Quali potenzialità sono alla base della nostra cultura organizzativa e in
che modo uomini e donne contribu-
iscono a svilupparle e diffonderle nel
tempo?
Queste sono alcune delle domande1
che accompagnano il lavoro che sta
ormai volgendo al termine e che hanno aiutato a riconoscere e valorizzare le differenze di genere e le diverse competenze (in termini di cultura
organizzativa), rafforzando la competitività dell’azienda attraverso
una gestione efficace delle risorse
umane, con particolare attenzione alla dimensione maschile e femminile.
L’obiettivo infatti era quello di promuovere e diffondere una nuova
cultura delle pari opportunità che
si fondi sulla valorizzazione delle
specifiche differenze, integrandoli,
individuando i punti di sinergia per
innovare e rendere il lavoro più efficace nella Cooperativa.
È indubbio che lo stile e l’esercizio
della leadership, a tutti i livelli, tra uomo e donna è molto diverso, ma il “segreto” è nel valorizzarlo ed integrarlo in modo che la cooperativa possa
trarre il meglio da entrambi.
Come diverse ricerche hanno dimostrato, esistono dei tratti più comuni nella leadership femminile quali
la capacità di attivare le intelligenze
collettive del gruppo2, una maggiore
capacità relazionale in termini di costruzione di alleanze a lungo termine,
una maggiore attenzione al processo.
Possiamo dire quindi che è possibile
che uno stile di leadership più attento alla cooperazione, alla collaborazione e più orientato a potenziare le
capacità dei follower (manifestando
comportamenti che li motivano mostrando più attenzione ai loro bisogni individuali) si dimostri più capace
nell’affrontare la sfida della complessità che caratterizza le organizzazioni attuali3. Esiste naturalmente anche
uno stile di leadership più prettamente maschile, caratterizzato da una
maggiore capacità di focalizzazione,
un maggiore orientamento al risul-
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tato ed una maggiore propensione al
lavoro individuale. In modo analogo
queste caratteristiche sono indispensabili per vincere la sfida facendo attenzione ai risultati ed agli obiettivi.
È importante quindi definire quali potenzialità ci possono aiutare, nel nostro specifico contesto lavorativo, a
lavorare nell’ottica di uno sviluppo di
valore condiviso individuando gli indicatori di sviluppo di una politica di
equità che considera le differenze come un valore aggiunto.
Le donne, da sempre, hanno dovuto
imparare a gestire il tempo per dedicarsi ad attività anche non legate al
lavoro: hanno poi imparato a conciliare il tempo sia nel contesto lavorativo,
dedicandosi ai propri compiti, sia in
ambito familiare e sono anche capaci
di trovare modalità vincenti per collaborare in modo efficace con la “quota
azzurra”. n
1. Il progetto ha utilizzato i metodi dell’AI
(Appreciative Inquiry) e del Coaching Organizzativo
2. Collective intelligence:number of Womer in group
linked to effectiveness in solving difficult problems,
“Scienze Daily” 2 Ottobre 2010
http://www.sciencedaily.com/
releases/2010/09/100930143339.htm
3. C. Shipman; K. Kay ”Womenomics.
Donne+economia” Cairoeditore, 2009
11
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verso il 40esimo
verso
il
40esimo
verso il 40esimo
www.cadiai.it
si rinnova
È online il nuovo sito
della Cooperativa.
di Giulia Casarini, Servizio Attività Sociale,
Comunicazione e Ricerca
Progetto GAIA
CADIAI, nel 2012, aveva aderito al progetto GAIA del Comune di Bologna, un
progetto europeo che prevedeva un accordo tra l’Ente pubblico e varie imprese per la piantumazione di alberi sul territorio a compensazione di una parte di
emissioni di CO2 prodotte dalle attività delle aziende.
CADIAI, con 5 alberi, ha compensato ben 15 tonnellate di CO2 corrispondenti
alle pubblicazioni di Scoop e del Bilancio Sociale, preventivo e consuntivo. n
12
Probabilmente ve ne sarete già accorti tutti, ma un articolo, anche piccolo,
per presentarlo era doveroso: dal 27
Febbraio, infatti, il nostro sito internet:
www.cadiai.it è online con una nuova veste completamente rinnovata.
Il vecchio sito infatti, datato 2007,
dopo ben 7 anni di onorato servizio
(continuavano a farci i complimenti
per quanto fosse chiaro anche negli
ultimi mesi!) ha dovuto lasciare il posto ad una nuova veste, un restyling
al passo con i tempi che ha interessato sia la grafica, sia la disposizione dei
contenuti.
Infatti non si trattava solo di avere un
layout un po’ vecchiotto, che pure, nei
mezzi comunicativi informatici ha un
peso non irrilevante, ma di avere uno
strumento, perché tale è qualunque
sito internet, che fosse al passo non
solo con le nuove tecnologie (pensiamo all’adattabilità sugli smartphone e tablet) ma anche e soprattutto
che andasse incontro in maniera più
diretta ai bisogni dell’utenza, di chi
avrebbe navigato il sito in cerca di informazioni.
Con questi presupposti si è scelta una
grafica lineare, pulita e semplice
che ha migliorato la leggibilità delle
notizie e reso più facile ed immediata
la navigazione all’interno delle diverse sezioni.
Il menu posto in alto, vicino al logo
della Cooperativa, consente di accedere alle pagine contenenti informazioni di carattere più generale, mentre
verso il 40esimo
verso
il
40esimo
verso il 40esimo
il menu in basso ha lo scopo di introdurre l’utente in tutte le attività che
CADIAI svolge.
È stato dato un ampio spazio alle immagini, già dalla homepage, così come nelle pagine interne, una scelta mirata che ha lo scopo di rendere
immediatamente evidente chi sono i
protagonisti del nostro mondo, vale
a dire le persone per cui quotidianamente lavoriamo.
Per rendere ancora più facile la navigazione, sono stati inseriti in modo evidente due motori di ricerca, uno per
trovare direttamente i servizi più prettamente a carattere privato, l’altro per
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cercare le notizie d’interesse.
Il restayling del sito si
inserisce, come anticipato in varie occasioni,
in un rinnovamento generale dell’immagine di
CADIAI in occasione del
suo quarantesimo compleanno… non siamo
per i “ritocchi” ma questo cambiamento ci voleva proprio! n
13
Improvvisamente
dieci anni dopo: le
residenze per anziani
hanno prodotto
innovazione?
monografia
monografia
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Assistere
ascoltando
Interventi psicosociali nella cura
dell'anziano con bisogni complessi:
le esperienze in residenza e centro diurno
www.kitchencoop.it
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di Marie Christine Melon, Responsabile del Coordinamento Scientifico dell’Area Non Autosufficienza
Gli anniversari sono un po’ come i traslochi, ti obbligano a fare il punto.
Guardare indietro, liberarsi di quello che non serve, ritrovare quello che
non sapevi più di avere, regalarsi un
progetto nuovo.
Dieci anni in fondo non sono molti e
la prima impressione è che siamo sempre noi, anziani che vanno, anziani che
vengono, ricordi che si accumulano,
servizi che aprono, qualcuno purtroppo che chiude. Certo, siamo un po’ meno giovani di allora, e i nostri anziani
sempre un po’ più malati, ma tutto nella norma del tempo che scorre. E invece no, invece siamo cambiati.
Per il suo trentesimo compleanno la
Cooperativa si è regalata una collana editoriale, che ha faticato un po’
ad attecchire ma poi è cresciuta rigogliosa. Le residenze per anziani l’hanno nutrita con impegno e questo mi
libera dall’obbligo di raccontare tutto
nel dettaglio.
14
Venerdì 18 maggio 2007
Palazzo d’Accursio, Cappella Farnese, piazza Maggiore 6, Bologna
Info: Tel. 051 7419001 | Fax 051 - 7457288 | www.cadiai.it | [email protected]
Evento organizzato
e promosso da
Con il patrocinio di
Con il contributo di
Comincerei proprio da qui, da quando ci siamo accorti che pensare da soli
non ci piaceva più, che avevamo progetti, sperimentavamo, inventavamo
soluzioni e volevamo anche condividerle. Per dieci anni avevamo lavorato
sulla presa in carico delle persone con
demenza: formazione, sensibilizzazione dei gruppi di lavoro, adattamenti
ambientali, riorganizzazione dei piani
di lavoro e dei programmi assistenziali… Ci servivano nuove attività per
coinvolgere persone così particola-
ri, nuovi trattamenti per cercare di
rallentare il declino, nuovi modi di
procurare benessere e migliorare la
qualità di vite sempre in equilibrio
precario. Non c’era molto di consolidato allora, soprattutto per le fasi più
avanzate di malattia e poche erano
le evidenze scientifiche. Abbiamo cominciato a sperimentare da soli e a misurare gli effetti del nostro lavoro, ma
abbiamo capito in fretta che ci serviva
aiuto: così ha preso avvio quello che
è oggi un consolidato rapporto con
l’Università di Bologna.
Ci siamo inventati una versione semplificata del memory training (una
tecnica di allenamento della memoria
in uso per le persone un po’ più competenti) e l’abbiamo sperimentata con
gli anziani di una residenza e di un
Centro Diurno: la Facoltà di Psicologia
ci ha aiutati ad impostare il disegno
sperimentale e poi per l’analisi dei dati
raccolti. Abbiamo potenziato e strutturato un’attività con gli animali
che conducevamo già da qualche an-
monografia
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no con gli ex lungodegenti psichiatrici e con un gruppo di persone disabili, e l’abbiamo provata lavorando con
persone malate di demenza: l’Università e la Provincia di Bologna ci hanno accompagnati nel progetto e nella valutazione dei risultati. Abbiamo
voluto sperimentare gli effetti della
clownerie su un gruppo di anziani e
di familiari, e sono arrivati i clown del
corso di Alta Formazione di Alessandra Farneti. E un po’ più avanti abbiamo scoperto che l’arte terapia funziona anche con persone cognitivamente
molto compromesse.
Fra il 2006 e il 2007 abbiamo pubblicato quattro Quaderni - La cura dell’ospite affetto da demenza, Compiti per
la memoria, Le carezze che curano, Il
clown in RSA – seguiti da altri quattro
negli anni successivi. E siccome ormai
ci avevamo preso gusto, nel 2006 abbiamo inaugurato Assistere Ascoltando, un canale di diffusione e di
scambio con altre realtà impegnate
nella ricerca e nella cura degli anziani disabili. Era una scommessa su una
gara d’appalto che purtroppo abbiamo perso, è diventato un appuntamento fisso, seguito ogni volta da più
di cento persone.
Intanto il bisogno di lavorare insieme
ai familiari degli anziani accolti, che
rimangono sempre ‘l’altra metà della cura’, diventava ogni giorno più evidente e non sono state più solo le feste in struttura e le assemblee annuali,
ma attività condivise (il teatro del “Corniolo”, i week end al mare di “San Biagio”, il corso di danze medievali per
carrozzine di “Virginia Grandi”, i pranzi
collettivi, i Giochi dell’Amicizia…), colloqui professionali di sostegno, coinvolgimento mirato nei percorsi di cura
e interventi di supporto come il Caffè
San Biagio, nato con fatica nel 2004 e
negli anni cresciuto e moltiplicato su
più territori, soprattutto grazie all’impegno di Sabrina Stinziani. Da qualche settimana il Caffè San Biagio ha un
nuovo multiplo, il Tiramisù Caffè inaugurato da poco a “Parco del Navile”.
E oltre al fare, un nuovo impegno nella ricerca, questa volta di grande respiro, promossa e condotta dall’università per individuare i fattori di rischio e
i fattori di protezione su cui agire per
progettare interventi a sostegno della fatica dei familiari che si prendono
cura di persone con demenza. Ma del
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Progetto Caregiver e degli altri percorsi di condivisione della cura abbiamo già ampiamente raccontato nel
Quaderno 11 e nel Quaderno 17, che
contrariamente ai primi quattro sono
ancora disponibili in un buon numero di copie.
Anziani fragili come i nostri muoiono
spesso e spesso muoiono male, soffrendo o subendo insensati accanimenti. È
difficile per loro e per i loro familiari,
non meno per i nostri operatori. Dieci anni fa nessuno di noi aveva mai visto
una persona in coma vigile, le nutrizioni artificiali si contavano sulle dita una
mano, le rare malattie degenerative
erano rare davvero. Oggi abbiamo un
nucleo di otto posti per Gravi Disabilità
Acquisite sempre pieno, più molti inserimenti individuali in diverse residenze
e stiamo imparando a prendercene cura. Di loro e dei loro familiari, che a differenza di chi ha un congiunto malato
di demenza non hanno avuto il tempo
di prepararsi al trauma che ha devastato le loro vite. L’accompagnamento
alla morte, la lotta al dolore inutile,
la pianificazione anticipata delle cure, il sostegno alle scelte sul fine vita sono i temi caldi su cui stiamo lavo-
Segue a pag 16...
15
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servizi
servizi
servizi
servizi
Educazione
e\è politica
Si è tenuto a Reggio Emilia
il Convegno Nazionale del
Gruppo Nidi a cui hanno
partecipato i pedagogisti
CADIAI.
di Daria Quaglia, pedagogista
Nelle giornate del 21, 22 e 23 Febbraio 2014 si è tenuto a Reggio Emilia il
XIX Convegno Nazionale del Gruppo
Nazionale Nidi dal titolo “Educazione e/è politica. Generare alleanze nel
sistema dei servizi per l’infanzia0/6”
dedicato a Loris Malaguzzi nel 20esimo della morte. Loris Malaguzzi, per
chi non lo conoscesse, è stato il promotore nel dopoguerra dei Nidi e delle Scuole dell’Infanzia del comune di
Reggio Emilia e di una visione dell’infanzia che superava il limite della sua
città per ergersi, insieme ad altri pionieri, a costruttore del sistema dei servizi della Regione Emilia-Romagna, sistema riconosciuto in tutto il mondo
per la sua elevata qualità.
Perché la scelta di un titolo così
esplicito, ma anche così ostico?
Perché i pedagogisti e le educatrici
che hanno partecipato al Convegno
condividono la tesi che benessere,
convivenza civile ed equità possono
essere realizzate solo se queste due
parole si declinano in azioni. Solo la
creazione della possibilità per gli individui di essere capaci di comprendere, capire, immaginare, e valutare
il mondo rende possibile la Democrazia, che si fonda su cittadini consapevoli e competenti capaci di scegliere e
sostenere gli orientamenti per un futuro migliore.
I Nidi e le Scuole dell’Infanzia educano i futuri cittadini del mondo e
per questo hanno bisogno di buone politiche che permettano loro di
svolgere questo compito. Sono necessarie quindi:
• una politica che riconosca ed espliciti il valore etico e culturale ed economico che viene espresso dall’azione educativa;
• una pedagogia capace di interpretare le dinamiche sociali e politiche.
Tutto questo ha caratterizzato la di-
scussione nel Convegno che, dopo
una giornata in plenaria, ha diviso
i partecipanti in venticinque sottogruppi di discussione su tematiche
differenti, ma tutte legate a filo doppio al titolo originario.
I pedagogisti della cooperativa CADIAI hanno partecipato alla tre giorni
del Convegno: una di loro ha coordinato un sottogruppo, mentre i colleghi si sono fatti ovunque portatori di
domande e brevi interventi. Come accade da sempre in occasione del Convegno Nazionale, esce in libreria un
numero monografico della rivista
Bambini nella quale sono presenti alcuni articoli sulla nostra Cooperativa
alla quale è stato chiesto di partecipare attivamente alla realizzazione.
Il Convegno si è concluso con il rilancio in particolare del lavoro del Gruppo Nazionale Nidi al quale i nostri pedagogisti sono iscritti e la promessa di
un arrivederci in una parte del nostro
Paese che vede i servizi assenti o in
forte sofferenza. n
di efficienti satelliti autarchici in un sistema integrato di strutture che lavorano per un obiettivo comune seguendo tracce riproducibili. A due terzi del
cammino ci è piombato addosso l’accreditamento ed è stato piacevole scoprire che il grosso del lavoro l’avevamo
già fatto. Il che non ci ha impedito di
rivedere completamente gli strumenti per essere certi di rispondere a tutti i
requisiti, ma il controllo sulla qualità, si
sa, è sempre in progress.
Infine l’impegno più recente, l’invecchiamento delle persone disabili che
condividiamo con altri pezzi della Co-
operativa, e questo è un grandissimo risultato che vogliamo portare
con noi nel prossimo decennio. Il
supporto tecnico ai Progetti Europei, la progettazione di nuovi servizi
rivolti ai disabili che invecchiano, la
formazione sempre più condivisa, il
Quaderno 18, la messa in rete delle risorse professionali hanno anticipato e accompagnato il processo
di costituzione dell’Area della Non
Autosufficienza, che sdogana definitivamente le frontiere fra settori e
dà nuovo impulso alla progettazione comune. n
... segue da pag 15
rando negli ultimi anni. Modificando
protocolli e procedure, promuovendo
formazione ad ampio raggio, confrontandoci con chi ne sa più di noi e collaborando con chi fa della ricerca seria su
questi temi, come Francesca Ingravallo
per l’Università di Bologna o il team internazionale del Progetto IMPACT sulle
cure palliative, di cui si parla in questo
numero di Scoop.
Niente sarebbe stato com’è se dieci anni fa, dopo un paio d’anni di faticosissima gestazione, non avessimo
avviato un percorso di Gestione della
Qualità che ha trasformato un insieme
16
servizi
servizi
servizi
servizi
Giorni allegri,
giorni pazzi
Una simpatica festa
di Carnevale alla Casa
Residenza “Virginia Grandi”.
di Caterina Olivito, operatrice
Anche quest’anno si è rinnovata la
tanto attesa festa di Carnevale alla Casa Residenza “Virginia Grandi” di San
Pietro in Casale. Musica, danze, colori e
tanti deliziosi spuntini hanno rallegrato il pomeriggio del 26 Febbraio 2014
degli ospiti della residenza.
Nessuno si è risparmiato nell’organizzazione dell’evento. La nostra animatrice Lucia, che ha simpaticamente adornato la struttura di festoni e
coriandoli, coinvolgendo tutti i nostri
ospiti nei preparativi e che per giorni
e giorni ha avuto la sala animazione
stracolma di maschere e travestimenti. Le nostre RAA, Carmen e Grazia, che
si sono impegnate nell’organizzare la
giornata in modo da poter permettere
alla maggior parte degli ospiti di partecipare all’evento. Il nostro coordinatore, apparentemente dietro le quinte, che non ha poi esitato un attimo
a scendere in pista con il
microfono in mano non
appena il cantante Giovanni ha dato voce alle prime note. E tutti gli
operatori, OSS, infermieri, fisioterapisti, che
con allegria hanno prima collaborato a travestire gli ospiti, e poi
li hanno allietati con
danze, canti e soprattutto con una ”buona
merenda”.
La partecipazione è stata importante: familiari, amici, ex vicini di casa,
tutti presenti per poter rendere ai loro cari la giornata ancora più speciale.
Ma quest’anno, protagoniste indiscusse della festa sono state le maschere. C’erano le fate ed i folletti, i
principi e le principesse, c’erano i pirati e gli allegri pagliacci, le dame del
‘500 e le odalische, ma soprattutto c’erano tante nuove maschere realizzate
proprio dai familiari e dagli operatori.
Bellissima la maschera indossata da
Romano e nata dalla fantasia della figlia Nadia. Altrettanto simpatica la
versione marinaresca di Donato, in
tanti abbiamo fatto fatica a riconoscerlo, e poi le nostre RAA, che per un
giorno hanno assunto le sembianze di
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un cuoco ciccione e di un simpatico
omone in pigiama, ed ancora Monica,
la nostra fisioterapista, lei così longilinea, si è travestita da corpulenta casalinga, in vestaglia e con i bigodini in testa. E poi ancora tante new entry, tutte
colorate, allegre ed ironiche. È stato un
pomeriggio davvero da ridere.
A conclusione della festa passando tra
quella folla allegra e colorata, da qualcuno ho sentito sussurrare: “Si respira
un’aria magica…” e, credetemi, è stato
proprio così. n
17
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servizi
servizi
servizi
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Cappellini
e sfrappole a
“Parco del Navile”
Si è festeggiato il Carnevale
a chiusura di un ciclo
di laboratori sulla carta.
di Annarita Coricciati, animatrice e Maria Letizia Neri, fisioterapista
Giovedì 27 Febbraio si è festeggiato
il Carnevale nella Residenza assistita
“Parco del Navile”.
Festa giunta alla conclusione di un ciclo di laboratori manuali, che hanno
visto gli ospiti ed alcuni parenti cimentarsi con le potenzialità della carta
nelle sue varianti: cartoncino, carta
crespa, carta di giornale, di riviste, ecc.
Si è scelta la carta per la sua facile reperibilità e per la lavorazione molto
semplice che ha fatto in modo che il
laboratorio diventasse un momento di
condivisione e divertimento per tutti.
Spesso basta davvero molto poco per
realizzare gradevoli decorazioni che
aiutano a far diventare un ambiente
più accogliente e familiare e ad infondere un pizzico di autostima in più in
chi le crea.
In questo modo sono nati i cuori, le
stelle variopinte, le mascherine e i
simpatici cappellini indossati per l’oc-
18
casione.
Le coloratissime creazioni fatte a mano dagli ospiti hanno decorato i corridoi ed i saloni dove si è svolta la festa,
inondando gli spazi con lo spirito giocoso proprio del Carnevale.
I cappellini sono frutto della collaborazione tra gli ospiti, ognuno in base
alle proprie possibilità: c’erano le addette al taglio della carta, chi colorava
le decorazioni, chi le montava, le modelle e gli “opinionisti” impegnati con
gli abbinamenti dei colori.
Alle 15.30 un’ondata di cappellini ha
fatto il suo ingresso nel salone della
struttura (ospiti, operatori e parenti)
e, con la coinvolgente musica di Giovanni, ha preso il via una bellissima e
gioiosa festa.
E così: girotondi di carrozzine, trenini,
assoli e duetti... tutti a ballare, ma non
solo: c’era anche chi cantava e porta-
va il tempo con le mani. Quanti sorrisi, quante risate, quanti occhi allegri...
e, dulcis in fundo, le buonissime sfrappole fatte dalle cuoche della struttura.
Molti sono stati i parenti che hanno
partecipato e si sono lasciati coinvolgere dal clima di spensieratezza e divertimento.
Che altro dire?
È stata davvero una festa da ricordare e siamo già tutti pronti per la prossima. n
servizi
servizi
servizi
servizi
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Sono arrivate…
Sì sì, le mascherine
sono qui!
Festa di carnevale alla Casa
Residenza “San Biagio”.
di Sabrina Stinziani, psicologa
Anche quest’anno abbiamo festeggiato il carnevale con gli anziani della Casa Residenza e del Centro diurno, ma
quest’anno abbiamo avuto la fortuna
di poter ospitare vari ospiti illustri…
L’ Assessore ai Servizi Sociali Massimo
Bosso del Comune di Casalecchio di
Reno e Athos Gamberini, in veste di
consigliere del direttivo della Proloco
“Casalecchio insieme” Meridiana, che
hanno presentato gli attori della Proloco che è intervenuta con i suoi volontari.
In particolare è arrivato il dottore più
amato dai bolognesi, il dottor Balanzone, insieme alle tipiche maschere dei
mitici Sganapino e Fagiolino.
La loro entrata ha suscitato l’entusiasmo di tutti gli utenti che a lungo li
hanno applauditi e con grande piacere hanno ascoltato le loro “zirudelle” e
brevi rappresentazioni in dialetto bolognese.
Non dimentichiamo il cantante Giovanni che ha fatto da “spalla” con la
sua voce e la sua musica a tutte le
gag degli illustri ospiti. Col suo accompagnamento musicale molti
si sono esibiti ballando: operatori, parenti e ospiti.
Non sono mancate, come
gran finale, per addolcire la
festa, le tradizionali sfrappole!
“Sono una maschera dotta e sapiente:
chiacchiero molto, concludo niente.
Son di Bologna un gran dottore:
Mi sottopongono ogni malore
ed io con l’ abile mia parlantina
sputo sentenze di medicina.
Curo il malato col latinorum
per omnia saecula saeculorum!”. n
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La funzione sociale
della memoria
Attività di reminiscenza
alla Casa Residenza
e Centro Diurno “San Biagio”.
a cura di Sabrina Stinziani, Psicologa e Silvia Candido, Tirocinante post-laurea in Psicologia
“Da piccola, ricordo con piacere, restavo seduta accanto a lui. Aveva la pelle
scura, come chi ha passato la vita a coltivare e raccogliere i frutti di una terra
ben tenuta. La sua pelle era digrignata,
piegata; le rughe facevano parte di quel
volto che ho conosciuto così. E raccontava. Raccontava di quando era stato
scelto fra tanti per lavorare in Francia.
Raccontava del miglior modo per tenere i soldi e non farseli rubare. Raccontava e sorrideva. Sorrideva perché quello era stato e continuava ad essere. Lui
raccontava, mio nonno.”
La reminiscenza, dal latino “reminiscere-ricordare”, rientra tra gli interventi
psicosociali rivolti agli anziani con deterioramento cognitivo. Quest’attività
sfrutta il naturale bisogno dell’anziano di raccontarsi e svolge tre funzioni
principali:
• funzione di guida, perché la persona nel raccontare la propria storia
può tramandarla agli altri, assicurando nello stesso tempo una continuità alla propria esistenza;
• funzione intrapersonale, poiché
l’anziano si sente utile nel trasmettere la propria conoscenza e questo
a sua volta permette di definire ciò
che è stato e di dargli un senso;
• funzione interpersonale: quando
gli anziani raccontano, interagiscono con altre persone.
Chi presenta problemi cognitivi spesso riesce a ricordare avvenimenti della propria infanzia e giovinezza e prova
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piacere nel raccontarli, per cui la reminiscenza diventa una di quelle attività
in cui l’anziano solitamente si sente al
sicuro, perché affronta argomenti che
conosce meglio di tutti gli altri.
Basandoci su queste considerazioni abbiamo costruito un progetto che
coinvolge gli ospiti della Casa Residenza e gli anziani che frequentano il Centro Diurno “San Biagio”. L’attività prevede di trattare, con l’aiuto di materiale
audio-visivo, alcune tematiche importanti nella vita di una persona anziana:
famiglia di origine, giochi d’infanzia, lavoro, hobbies, matrimonio e figli, amici, guerra e povertà. Abbiamo registrato il maggior coinvolgimento emotivo
parlando della guerra: l’immagine di
Mussolini rievocava brutti ricordi, che
però non hanno fermato la voglia di
raccontare.
La seconda parte del lavoro è stata condotta dalle animatrici Brunella Patelli e
Mariana Parera che hanno continuato
a lavorare insieme agli ospiti sui temi
che noi avevamo cominciato ad esplorare, attraverso l’intonazione di un canto che coinvolgeva l’intero gruppo, la
composizione di filastrocche che generavano molti sorrisi e il rinforzo degli
argomenti a cui gli anziani risultavano
più sensibili. Un aiuto è arrivato anche
dal fatto che tutti gli anziani erano nati in paesi diversi e quindi diversi sono
stati i fatti ricordati, i giochi, le tradizio-
ni familiari: questo ha aumentato la curiosità e l’interesse nell’ascoltare i compagni e nel raccontarsi.
“L’uso di semplici immagini che spiegavano chiaramente il tema è stato fondamentale nel coinvolgere persone con
ridotte abilità cognitive o caratterialmente più restie al dialogo. Gli argomenti selezionati si sono rivelati talmente interessanti per gli ospiti, che questi ultimi
continuavano a parlarne anche dopo
la sessione di reminiscenza. Apprendere
cose che solo in parte conoscevo è stato
un arricchimento personale anche per
me“ (Brunella).
“L’anziano si racconta volentieri spinto dal clima di intimità e di ascolto reciproco. La realizzazione dell’esperienza di
Reminiscenza attraverso le immagini, le
fotografie proiettate, l’accesso a internet
e ai materiali multimediali, ha generato
grande entusiasmo e novità” (Mariana).
“Mi sono avvicinata a questo tipo di attività in punta di piedi. Non avevo mai
condotto gruppi di reminiscenza ed ero
impaurita dall’idea di guidare persone
con problemi cognitivi di diversa natura
e che presentavano difficoltà uditive ed
espressive. Con meraviglia, mi sono lasciata guidare da loro, dai loro racconti,
dalle loro esperienze, dal loro essere portatori di conoscenza. Mi sono posta come una ricevente del loro sapere, come
una giovane discepola che li accoglieva
come maestri” (Silvia). n
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Un grazie
alla CAMST
Gli anziani di tre
Centri Diurni sono andati
a conoscere chi, ogni giorno,
prepara il loro pasto
e collabora ai loro progetti.
a cura del gruppo di lavoro Il giorno 25 Ottobre 2013 una delegazione del Centro Diurno “I Tulipani”, una del Centro Diurno “Castelletto” e una del Centro Diurno “Pizzoli” si
sono recate presso la sede CAMST, in
Piazza XX Settembre a Bologna. Dopo
il completamento del progetto “Regioni in pentola” – che ci ha tenuto impegnati dal Novembre dello scorso anno
a Luglio – desideravamo ringraziare
tutto lo staff della nostra mensa per
l’ottimo lavoro svolto e per la disponibilità mai venuta meno.
Il progetto aveva come obiettivo la
conoscenza delle Regioni d’Italia una
per una, anche attraverso la loro gastronomia: CAMST è riuscita a proporci, a conclusione del “tour regionale”,
almeno un piatto tipico di ogni Regione in progetto.
Abbiamo ritenuto di dover andare di
persona a ringraziare lo staff CAMST
per la pazienza e la professionalità dimostrataci. Anche il 25 Ottobre non
si sono smentiti e siamo stati accolti
dal Direttore, dalla nutrizionista, dalla
responsabile della cucina e da uno dei
cuochi. Da parte nostra abbiamo portato un bouquet di fiori di carta crespa
realizzato dalle ospiti del Centro Diurno “I Tulipani”, una targa di ringraziamento realizzata dagli ospiti del Centro Diurno “Castelletto” e un simbolico
cucchiaio di legno prodotto dal Centro Diurno “Pizzoli”.
L’accoglienza è stata allegra e festo-
sa e tutti gli ospiti presenti
sono stati felici di partecipare; la consegna dei doni è stata accompagnata da applausi, sorrisi e ringraziamenti.
È stato un momento emozionante per tutti, così come il discorso di apertura fatto dai rappresentanti
CAMST, discorso molto apprezzato ed interrotto da applausi e scambi di battute sui
menù fornitici nelle diverse
giornate: tutti i presenti hanno avuto parole di sincero
apprezzamento. Poi è stata
la volta di Mila e di Silvia che
hanno dato voce ai sentimenti di approvazione e di ringraziamento per il lavoro svolto
dal team CAMST durante le
giornate del progetto.
Il coronamento della giornata è stata una abbondante merenda offerta a tutti: pasticceria secca, tè, acqua,
caffè… che tutti i presenti hanno gradito con parole di compiacimento e
con le… mandibole molto ben attive!
Questa bella giornata è documentata
dalle foto ricordo: gli ospiti e i “padroni di casa” si sono divertiti a mettersi
in posa nei vari momenti dell’incon-
tro, fino ai saluti con baci e abbracci
davanti ai pulmini che ci hanno riportato a casa.
È stata la prima volta che gli utenti
hanno potuto vedere di persona chi
si occupa del loro pasto quotidiano e
delle moderne strutture che stanno
dietro ai piatti che consumiamo nelle
giornate presso i nostri Centri Diurni.
Sicuramente da ripetere! n
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Generazioni
a confronto
Un percorso che ha coinvolto
bambini e anziani della
Casa Residenza “La Torre”
di Galliera.
a cura del gruppo di lavoro de “La Torre” e dei bambini della scuola materna
Come fare ad unire due generazioni
a confronto, bambini ed anziani, così apparentemente lontane e diverse
tra loro?
Per rispondere a questo dubbio quesito, noi della Casa Residenza di Galliera,
abbiamo pensato ad un mini percorso
tematico di incontro e confronto tra i
nostri anziani ad i bambini della scuola
Materna di S. Vincenzo.
Il progetto si è articolato su alcuni
temi focali individuati in precedenza
quali: i mestieri (del passato e odierni), l’alimentazione (la merenda di ieri e di oggi) e per finire i giochi (di un
tempo e moderni).
Ad ogni incontro succedutosi presso
la scuola o la Casa Residenza di Galliera, gli anziani hanno potuto trasmettere le loro esperienze di vita ed i loro
ricordi ai bambini che hanno ascoltato con grande attenzione ed ammirazione. Ma è accaduto anche il contrario: con la loro spontaneità e vivacità,
i bambini hanno infatti coinvolto gli
anziani nei loro racconti molto moderni e trendy illustrando le ultime
novità in fatto di merendine e di giochi al computer.
Questi momenti sono stati vissuti da
tutti con grande partecipazione, risvegliando l’interesse anche dell’ospite più apparentemente “chiuso e solitario”. Ogni bambino ha scelto ed è
stato scelto da un anziano con cui
ha lavorato in coppia sia verbalmente che attraverso delle attività
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grafico-pittoriche.
Abbiamo visto lacrime ed abbracci, il
naturale evolversi di un rapporto che
da sempre contraddistingue il “filo
della vita umana”: l’anziano che chiama a sé il più piccolo per proteggerlo ed istruirlo, incoraggiarlo e coccolarlo.
Per unire poi ancora di più queste due
generazioni a confronto, si è pensato
di far lavorare insieme i protagonisti
di questo progetto in momenti di creatività artistica.
Proprio per questo, il giorno 4 Giugno 2013, alcuni ospiti della Casa Residenza “La Torre” si sono recati insieme allo Staff presso la Scuola Materna
per dare avvio alla prima parte dell’esperienza artistica.
L’incontro creativo ha coinvolto tutti i
presenti in un’esplosione d’arte e fantasia grafica riproposta dai più piccoli che si sono improvvisati “pittori mascotte” dei nostri anziani guidandoli
in un’attività a due.
Se è vero che l’apprendimento passa
attraverso il divertimento, i nostri anziani non hanno potuto rifiutare l’occasione offerta dalle loro mascotte
ed hanno colorato grandi fogli a muro con dei pennelli che da tanto tempo oramai non erano più abituati ad
usare!
L’appuntamento per la coppia di artisti della due generazioni a confronto
è stato nuovamente fissato in occasione della “Festa di fine Estate” svol-
tasi presso la nostra Residenza il giorno 7 Settembre 2013.
I bambini sono arrivati numerosi
accompagnati dalle maestre e dai
rispettivi genitori, ritrovando per
l’occasione “il loro nonno” con cui
esprimere graficamente ancora una
volta tutto il divertimento possibile!
Tutta la struttura è stata invasa dal
colore e dall’allegria: su ogni pannello bianco predisposto, così come su
ogni parete libera della Residenza,
i bambini hanno lasciato la loro “impronta grafica” come ricordo affettuoso per gli anziani con cui hanno condiviso questa bella esperienza.
Dopo tanto lavorare è arrivata l’ora
del pranzo, e le cuoche della struttura hanno deliziato i palati di tutti i
presenti con uno squisito buffet che è
stato allietato da un intrattenimento
a sorpresa per la gioia dei più piccini:
un clown!
Inutile sottolineare come lo spettacolo del clown abbia incantato e coinvolto tutti i bambini che con entusiasmo e voglia di partecipare hanno
ammirato le magie e le acrobazie di
questo personaggio, tanto da... non
voler andare più a casa.
Ma tutte le belle cose si sa, prima o poi
debbono finire, e così anche la nostra
festa per le generazioni a confronto ha
avuto il suo felice epilogo con la certezza che tutti i protagonisti hanno
portato a casa qualcosa di questo particolare incontro/confronto.
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E a noi cosa è rimasto?
Un bellissimo libro ricordo con le più
belle storie raccontate dai bambini e
le più significative foto dei nostri momenti insieme: leggete anche voi...
“Abbiamo conosciuto i nonni della casa
protetta di Galliera frazione il 21 Marzo,
il primo giorno di primavera. Siamo stati tutti molto felici di trovarci e per conoscerci meglio ci siamo presentati.
In particolare Giuliana, Ilario, Trieste,
Selicca, Anna, Carla, Iolanda e Agostino hanno condiviso con noi le loro
esperienze.
Abbiamo così saputo che quando loro erano piccini come noi non avevano
tante cose da mangiare: c’era o il primo
o il secondo, si mangiava la polenta tutti
insieme, magari con un’aringa al centro
della tavola da condividere.
“Quello che c’era..” è stata una frase ricorrente, pasta asciutta, verdure e poca carne.
A colazione non mangiavano le merendine, ma il pane con l’olio o con marmellata, noci e frutta (quella che la campagna offriva).
Anche i loro giochi erano diversi... si andava a lavorare in campagna: c’era chi
badava gli animali, bisognava stare attenti che le galline non andassero nel
frumento; che voleva imparare a ricamare andava dalle suore e si andava anche a fare le pulizie e a badare i bambini più piccoli… Agostino dopo la scuola
faceva il calzolaio.
Per fortuna oggi i bambini vanno a
scuola, ma vogliamo ricordare i tanti
che non stati bambini.
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Abbiamo portato ai nonni due regalini:
un vaso con dei fiori realizzato da noi e
un quadro che raffigura il nostro gruppo con un collage dei nostri disegni.
Ci siamo lasciati con la promessa di rivederci presto.
Infatti il 10 Maggio siamo tornati a casa dei nonni. Siamo stati molto contenti di rivederli... questa volta abbiamo
giocato e cantato.
Durante i nostri racconti i nonni ci hanno offerto una gustosa merenda e nel
lasciarci ci hanno donato dei pensierini
da portare a casa.
È stato talmente bello e divertente che i
nonni ci hanno voluto fare una sorpresa... ci verranno a trovare a scuola!!
Abbiamo concordato per il 4 Giugno:
allestiremo un’attività di pittura... e non
vediamo l’ora!
Sono venuti a trovarci Giuliana, Anna,
Ilario, Trieste e Selicca, i loro occhi ridevano nel salutarci.
Abbiamo consegnato il nostro regal :
un album di foto dei nostri incontri accompagnato da disegni e poi abbiamo
cominciato a dipingere.
Ci siamo divertiti proprio tanto, anche
i nonni hanno usato i pennelli e sono
stati bravissimi.
Siamo stati invitati alla loro festa che si
terrà all’inizio di Settembre... n
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Tempi di cura
e tempi di lavoro
Buone pratiche tra politiche
per le famiglie e servizi
educativi per l’infanzia.
di Lucia Zucchi, pedagogista
Fare il punto, o meglio fare un bilancio al termine di un mandato amministrativo è certamente una “buona pratica” da adottare per un Ente Locale, in
questo caso per l’Assessorato alle Politiche Educative e Pari Opportunità del
Comune di Casalecchio di Reno che
ha voluto e organizzato questo convegno, offrendo al personale che opera
nei servizi, alle famiglie, a tutta la cittadinanza, una interessante e utile occasione di confronto e di conoscenza delle politiche realizzate e degli obiettivi
raggiunti.
Anche per CADIAI, che gestisce, dal
2007, a Casalecchio, i Nidi “Balenido e
Pippi Calzelunghe” e, dal 2013, il Centro genitori-bambini “Meridiana”, è stato un appuntamento importante, nel
quale riconfermare lo stretto e positivo rapporto di collaborazione
costruito in questi anni con questa
Amministrazione e verificare il livello di integrazione raggiunto tra sistema pubblico e privato.
Dopo i saluti del Sindaco e l’ intervento
dell’Assessore Elena Iacucci, che ha illustrato nei dettagli e con grande passione quanto realizzato dal suo assessorato nel corso di questo mandato,
è stata presentata la ricerca realizzata dall’Amministrazione Comunale
sui servizi rivolti alla prima infanzia del territorio, al fine di valutarne
la qualità e la capacità di rispondere alle esigenze delle famiglie. La ricerca si proponeva inoltre di analizzare
un altro aspetto importante, quello di
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“comprendere fattori di successo, criticità e prospettive del sistema pubblico integrato“, analizzando le differenze
che, nella percezione degli operatori e
delle famiglie, esistono tra Nidi a gestione comunale diretta e Nidi a gestione indiretta, nelle varie forme previste dai modelli gestionali attuati.
Gli esiti di questa ricerca, raccolti tramite interviste a genitori e personale dei
servizi e ben raccontati nei due video
presentati al convegno, uno che raccoglieva le testimonianze dirette dei genitori, l’altro che presentava momenti
di vita dei bambini nei vari Nidi del territorio di Casalecchio, sono un elemento interessante su cui soffermarsi, utile
anche per riflettere sulla nostra esperienza come cooperativa all’interno di
un sistema integrato di servizi per la
prima infanzia
La voce dei genitori intervistati ha
evidenziato un livello di soddisfazione elevato da parte loro che conferma l’ottimo livello di qualità dei
nidi della realtà casalecchiese.
Nelle immagini del video girato nei
vari contesti e anche nelle parole delle educatrici e delle operatrici dei servizi emergono differenze, naturali, che
fanno parte della storia dei servizi e
della diversa esperienza delle persone che li hanno fatti crescere. E allora
l’invito che viene dagli esiti di questa
ricerca e forse anche da alcune delle intenzioni che l’hanno animata può
essere rappresentato dalla parola “meticciare” usata anche dalla Professoressa Matilde Callari Galli che invitava, nel
suo intervento, a sostituirla alla parola
“integrazione“, riferendosi a bambini e
adulti appartenenti a culture altre, rispetto alla nostra, invitandoci a guardare a quello che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, cioè appunto, persone
diverse, realtà diverse.
I Nidi gestiti dalla nostra Cooperativa,
per costruire un’identità di servizio e
una professionalità educativa, hanno
puntato su alcuni aspetti rappresentati dalle parole flessibilità, attenzione
alle cure cooperative durante la quotidianità al Nido, ricerca e sperimentazione di una buona organizzazione degli spazi e dei materiali che favoriscono
la libera iniziativa dei bambini. La nostra esperienza è più recente rispetto
a quella dei servizi comunali, anche se
sorretta e costruita attraverso grande
entusiasmo, impegno e desiderio di innovazione.
Le operatrici comunali che hanno aperto i Nidi 40 anni fa hanno alle spalle
una storia importante, fatta di fatiche
e di grandi conquiste per il benessere
e la crescita dell’infanzia, per questo in
grado di trasmettere alle giovani generazioni di educatrici una capacità e una
qualità di relazione con i piccoli costruita nel tempo, attraverso un’esperienza
sperimentata e sedimentata di grande
valore. Far dialogare le differenze, organizzare dei momenti di scambio tra
servizi storici e servizi più giovani è l’indicazione sulla quale porre un accento
particolare e da sviluppare attraverso
iniziative concrete.
Per concludere, un breve accenno agli
interventi che hanno animato la tavola rotonda conclusiva. Giovanni Amodio, Responsabile dei servizi educativi
e scolastici del Comune di Casalecchio,
ha chiesto ai vari relatori, alla luce della ricerca presentata, di sviluppare alcune riflessioni su tematiche quali, l’infanzia oggi e i suoi diritti, le forme di
partecipazione da parte dei cittadini, ma soprattutto come rendere sostenibile il sistema qualitativo attuale con meno risorse a disposizione.
Trai diversi contributi, ci soffermiamo
su quello della nostra Presidente, Franca Guglielmetti, che ha ribadito l’impegno della Cooperativa nella gestione di servizi che si collocano all’interno
di un sistema integrato, sottolineando l’importanza, in ogni contesto nel
quale si opera, di offrirsi come sogget-
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“Come scorre la
storia” si è spostata
a Casalecchio
di Reno
In un percorso di riflessione
più ampio, la mostra
è stata ospitata alla “Casa
per la Pace - La Filanda”.
di Roberto Malaguti, responsabile di struttura
Dopo la tappa al Centro Lame di questo inverno, la mostra “Come scorre la
storia” ha continuato a muoversi sul
nostro territorio, spostandosi, questa volta, in provincia dove ha offerto
uno spunto di riflessione più ampio
rispetto alla pura mostra fotografica.
Infatti, presso la Casa per la Pace “La Filanda” a Casalecchio di Reno, la
mostra è stata inaugurata il 3 Marzo
scorso con un incontro pubblico dal
titolo “Riflessi nell’acqua - Percorsi slow tra storia e natura”, un momento per ripercorrere il sistema delle acque bolognesi dal punto di vista
della sua evoluzione e, allo stesso
tempo, opportunità sulla quale punto che consente alla Pubblica Amministrazione di ampliare la propria offerta di servizi, in continuità e in accordo
con le politiche educative di quel territorio, ma anche come soggetto portatore di nuove risorse, finanziarie e culturali. In conclusione,come esempio di
attenzione alla sostenibilità dei servizi,
ha valorizzato alcune “buone pratiche”
realizzate nei nidi CADIAI, rappresentate dalla proposta di materiali poveri,
di recupero, o di materiali costruiti dalle mani delle educatrici, secondo l’indirizzo montessoriano, spesso molto più
tare per il turismo.
All’incontro sono intervenuti Simone
Gamberini, Sindaco di Casalecchio
di Reno, Daniele Ara, Presidente del
Quartiere Navile di Bologna, Massimo
Brunelli, Associazione Amici delle Vie
d’Acqua e dei Sotterranei di Bologna/
Bologna sotterranea e Alessandro
Conte, Gruppo Escursionistico Polisportiva Masi - Percorsi di Pace e la nostra Presidente, Franca Guglielmetti
che ha, ancora una volta, sottolineato
l’importanza, per la Cooperativa, di far
parte di una storia locale che, con la residenza “Parco del Navile”, viene portata ancora avanti.
La mostra è rimasta alla “Casa per la
Pace” quindici giorni ed è ora ritornata
“a casa”, in struttura, pronta per far vela
verso altri lidi. n
interessanti per l’esplorazione e l’attività dei bambini di quelli, molto costosi,
che propongono i cataloghi di giochi
attualmente in commercio.
Ringraziamo Franca per il valore e la
considerazione che sempre manifesta
e mette in evidenza, in questi contesti
pubblici, per il lavoro di chi opera nei
servizi! n
Altre iniziative hanno accompagnato questa giornata
Una settimana dedicata all’infanzia e alle pari opportunità si è svolta a partire dal 25 Marzo; in queste giornate i nidi hanno aperto le porte a genitori, bambini,
cittadini, offrendo laboratori e conversazioni a tema, ma soprattutto la
possibilità di stare nei servizi e viverli come luogo di
incontro, di esperienze e di attività giocose per “i piccoli,” di confronto e approfondimento di tematiche
educative e culturali per “i grandi”.
Balenido ha proposto: “Non lo voglio, non lo mangio! “ Facciamo due chiacchiere su pappe e dintorni
e cuciniamo biscotti di carnevale, conversazione condotta da L. Zucchi, pedagogista Cooperativa CADIAI
e Laboratorio per genitori e bambini condotto dalle
educatrici del nido. Numerosa e interessata è stata la
partecipazione di adulti e bambini che hanno dimostrato di apprezzare molto tutte le iniziative, ma soprattutto di riuscire ad approfittare di occasioni che
prevedono di potere stare insieme, adulti e bambini
appunto, seppur impegnati, come in questa settimana, in esperienze diverse.
Via Boldrini,
8 | Tel 051
74 19 001
i.it | www.cadi
ai.it
[email protected]
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Noi ci siamo
Bisogni di bimbi, genitori
ed educatori in un convegno
a San Lazzaro.
di Enrico Mantovani, pedagogista
Il convegno “Verso nuovi orizzonti - un sistema territoriale dei servizi educativi 0-3 anni”, che si è tenuto
sabato 22 Marzo, nasce dall’esigenza
di prendere coscienza dell’attuale stato dei servizi 0-3 anni sul territorio del
Distretto di San Lazzaro e rilanciare le
modalità gestionali e pedagogiche in
una prospettiva che incontri maggiormente le esigenze genitoriali,
mantenendo sempre e comunque un
alto profilo della pedagogia dedicata a
questa fase evolutiva del bambino.
Vuol essere solo una partenza verso
una flessibilità (modalità ampiamente
e da anni applicata all’interno dei servizi gestiti da CADIAI) nei tempi, negli spazi e soprattutto nelle relazioni,
che porti per i servizi del futuro ad una
semplicità educativa, seppur nella sua
intrinseca complessità riflessiva. Per
semplicità intendiamo non una scarnificazione sterile delle modalità, dei temi e degli spazi ma pensiamo ad una
riappropriazione di quel pensiero critico che ci consente di modulare e soddisfare i bisogni dei bambini, che comunque restano invariati nel tempo, e
invece cercare una risposta ai nuovi bisogni delle famiglie odierne.
Nel corso del convegno sono intervenuti, oltre al vicesindaco e Assessore
alla Scuola del Comune di San Lazzaro Giorgio Archetti, il Presidente del
Gruppo Nazionale Nidi, Lorenzo Campioni che, con la chiarezza e la pacatezza che lo contraddistingue, ha dato una visione nazionale dei servizi
sul territorio con le sue criticità, nonché ha ricordato le raccomandazioni della Commissione Europea del
26
20/03/2013.
A seguire, intervento del professor Guerra dell’Università
di Bologna e dell’Istituzione
Sophia, come Responsabile
dei Servizi educativi 0-6 anni del Comune.
Per ultimi, i pedagogisti del territorio
hanno portato l’attenzione sulle fatiche e sulle dinamiche vissute nel lavoro educativo all’interno dei Nidi dai
protagonisti dei servizi stessi: genitori,
bambini ed educatrici.
La partecipazione da parte degli
operatori è stata ottima, leggermente inferiore quella dei genitori
che hanno comunque portato il loro
contributo: una mamma ha infatti raccontato la propria esperienza all’interno dei servizi “Tana dei Cuccioli” e “La
Cicogna”.
Non è mancato un momento, toccante emotivamente, quando in sala è
Verso nuo
Vi orizzon
ti
un sistem
a territorial
dei servizi
e
educativi 03 anni
sabato 22
marzo
2014
Aula Magna
•
dell’ i.i.s. enr
Via Rimem
ico Mattei
branze 26
• San Lazzar
o di Savena
entrata l’ex parlamentare Adriana Lodi, già assessore del Comune di Bologna con il Sindaco Dozza, e ispiratrice
e fautrice della nascita del primo Nido
d’Infanzia a Bologna.
Concludendo si potrebbe dire che
non ci resta che continuare ad interrogarci e confrontarci con umiltà cercando di affinare un modello
educativo costruito nel tempo, non
rigido e costretto dentro a teorie univoche e a senso unico ma aperto all’esperienza, intesa come apprendimento in evoluzione che tiene il bambino e
la famiglia come interlocutori del processo di crescita verso un maggior benessere. n
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Progetto IMPACT
È giunto a conclusione
il progetto, in cui è stata
coinvolta anche CADIAI,
che aveva come obiettivo
il miglioramento
nell’organizzazione
delle cure palliative.
di Stefano Grassi, psicologo
Si è conclusa positivamente in questi
giorni la partecipazione di CADIAI al
progetto IMPACT (IMplementation of
quality indicators in Palliative Care sTudy, cioè “Implementazione di indicatori di qualità nelle cure palliative”), un
progetto realizzato da un consorzio di
dodici gruppi di lavoro dislocati in differenti università e centri di ricerca e
co-finanziato dalla Commissione Europea con l’obiettivo di sviluppare
strategie concrete di miglioramento
dell’organizzazione delle cure palliative in ambito oncologico e delle
demenze in Europa, nonché di studiare quei fattori che influenzano l’efficacia di tali strategie. Il progetto ha
visto coinvolte per CADIAI la Casa Residenza “Virginia Grandi” di San Pietro
in Casale ed il Centro Integrato per Anziani di Granarolo dell’Emilia, e si è articolato in varie fasi operative, ciascuna
seguita e supportata da un consulente esterno appositamente formato che
aveva il compito di facilitare il gruppo
di lavoro di ciascuna struttura nell’identificare e nell’implementare i cambiamenti necessari. Dopo una prima
fase di pre-test, svoltasi in contemporanea in diverse strutture di cinque Paesi europei (tra cui ospedali, hospices,
residenze per anziani e unità di pronto
soccorso), e che ha comportato la raccolta di alcuni indicatori, identificati da
gruppi di esperti nelle fasi precedenti
del progetto, relativi alla qualità delle
cure palliative fornite in ciascun contesto, si è proceduto ad identificare una
serie di aree critiche in cui sarebbe
stato possibile intervenire in un’ottica di miglioramento delle prassi assistenziali. Nel mese di Maggio del 2013,
il gruppo di lavoro di ciascuna struttura ha quindi poi, sempre con l’aiuto ed
il supporto del consulente fornito dal
progetto, proceduto ad identificare
tre obiettivi, uno per ogni area critica individuata. A questo proposito,
gli obiettivi di miglioramento identificati dal gruppo di lavoro della Casa
Residenza di San Pietro in Casale sono
stati la stesura di una procedura standard per facilitare lo scambio di informazioni per i pazienti che necessitano
di cure palliative e che devono essere
trasferiti ad un altro servizio, l’adozione di uno specifico strumento di misurazione del dolore e l’implementazione di una serie di linee guida per la
gestione del paziente in fase terminale; invece, per il Centro Integrato per
Anziani di Granarolo dell’Emilia si sono
scelti come obiettivi la realizzazione di
un corso di formazione per gli operatori della struttura incentrato sull’accompagnamento alla morte ed il sostegno
al lutto, l’implementazione di una procedura codificata per la rilevazione e la
gestione del dolore, e l’elaborazione di
una serie di raccomandazioni da mettere in pratica negli ultimi giorni di vita
degli ospiti in fase terminale.
Gli obiettivi identificati sono quindi poi
stati rivisti dal gruppo di lavoro con il
supporto del consulente esterno, al fi-
ne di declinare in maniera puntuale
anche le azioni necessarie per raggiungerli. Ciascuna azione necessaria al
raggiungimento dell’obiettivo è stata
formulata secondo la modalità cosiddetta SMART, cioè in maniera specifica,
misurabile, appropriata, realistica ed in
tempi definiti.
Nei mesi successivi quindi, a partire
da Giugno 2013 fino a Febbraio 2014,
le azioni identificate sono state implementate una ad una, seguendo le
tempistiche che erano state definite a
priori; nell’ultimo incontro svoltosi appunto nel mese di Febbraio, si è proceduto poi a rivalutare l’efficacia delle
azioni intraprese e l’effettivo raggiungimento degli obiettivi prefissati, oltre
alle difficoltà incontrate durante il percorso svolto. Un’ultima raccolta (fase
di post-test) degli indicatori di qualità
rilevati ad inizio progetto permetterà
poi ai ricercatori coinvolti nel progetto
di avere a disposizione una serie di dati
su cui valutare l’effettivo impatto dello
studio condotto sulla qualità delle cure
palliative fornite, alla luce anche degli
ostacoli o dei facilitatori incontrati in
ciascun contesto.
La conferenza finale del progetto, in
cui saranno restituiti al pubblico i risultati ottenuti e le conclusioni raggiunte dal gruppo di ricercatori coinvolti, è prevista per il 15 Ottobre 2014
ad Amsterdam. n
27
numero 43
marzo 2014
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Momenti unici
alla Casa Residenza
“Virginia Grandi”
Una ricerca fotografica
per i nostri anziani.
di Monica Gamberoni, fisioterapista
L’emozione che catturi, che ti fa sentire che quel momento è unico e non
puoi fartelo scappare, deve rimanere con te: questo ti spinge a scattare una foto. Fotografare è un po’ far
tuo un momento “rubato”, un istante
che sarà per sempre assoluto. I dettagli rendono importante un percorso.
Caterina Masini ha appena iniziato
questa ricerca e, attraverso le foto che
ha potuto scattare nella nostra realtà,
è riuscita a dare risalto al significato
di legame. Le foto ispiratrici di questo
tema sono attualmente esposte nella
Casa residenza “Virginia Grandi”.
Alla nostra festa di Carnevale Caterina ha colto attimi significativi per
una mostra che si è svolta a Ferrara, al
“Cafè des artistes”. n
Nota: Caterina Masini è nata e vive a
Ferrara, laureata in Interpretariato e
mediazione linguistica, appassionata di
fotografia, è stata felice
28
di rendere omaggio
ai nostri ospiti.
servizi
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numero 43
marzo 2014
Questa magica tv…
Gita alla RAI di Bologna
Bologna per i ragazzi
del gruppo “Le Talpe” del
Centro Diurno “Arboreto”.
di Romeghea Adina, educatrice
Martedì 21 Febbraio 2014 il gruppo
“Le Talpe” del Centro Diurno “Arboreto” si e recato presso la sede RAI di Bologna.
I ragazzi erano molto felici e emozionati: ‘’Mamma mia... sono emozionato!”.
Tutti abbiamo a casa la radio e la tv
come oggetti abituali che fanno parte del arredo domestico, ma non tutti
sappiamo come si realizza il TG.
Arrivati alla sede RAI ci ha accolto la signora Elena che, in sala riunioni, ci ha
spiegato, con tanta dolcezza e pazienza, quello che saremmo andati a vedere, in particolare il posto da cui si trasmette il TG.
Abbiamo saputo che al TG è riservata una sala che viene usata esclusivamente per questo programma. I telegiornali della RAI vengono redatti
presso la sede RAI di Roma, che e la
più importante. Tutte le maggiori città, però, hanno notiziari regionali che
vengono preparati dalle redazioni locali: in nostro caso dall’Emilia-Romagna. Ogni sede dispone perciò dei suoi
giornalisti, operatori e corrispondenti.
Il giornalista che fornisce le notizie
di quello che succede in Emilia-Romagna mostra anche le immagini relative
al posto in cui è successo il fatto e le interviste di coloro che sanno qualcosa
su quel fatto specifico. Tutte le immagini riprese sono raccolte da un operatore che va in giro con la telecamera
e riprende le immagini e le interviste. Il
montatore taglia e monta le cose più
importanti (perché ogni servizio deve
durare al massimo 2 minuti) e confe-
ziona il servizio.
Dopo tutte le spiegazioni della signora Elena e le risposte alle domande dei
ragazzi, siamo andati nello studio da
cui si trasmette il TG.
I ragazzi sono rimasti meravigliati dalle grandi luci appese in alto e dalle telecamere; c’erano anche la sedia del
giornalista conduttore, i posti degli
ospiti, gli schermi, i monitor e il telefono per le eventuali comunicazioni dalla regia.
Uno dei ragazzi, Fabio, ha giocato a fare il conduttore sulle notizie di calcio:
Milan-Bologna. Tutti ragazzi si sono divertiti, soprattutto quando si sono visti negli schermi grandi: ‘’Siamo nello
schermo! Siamo inquadrati nella TV!
Oh mamma mia, mi emoziona da morire!’’.
Siamo andati poi in cabina di regia
dove i ragazzi si sono seduti, ognuno con il suo compito: regista, suonoaudio, video, luci, controllo camere,
schermi.
Infine, siamo andati nello studio radio
dove tutti si sono meravigliati perché
mancavano le telecamere e gli schermi: ‘’È diverso dallo studio televisivo!’’.
Il conduttore e gli ospiti seduti, parlano ai microfoni che si trovano davanti
a loro, senza essere inquadrati da una
telecamera.
Tutti si sono divertiti: ‘’Speriamo di ritornarci anche altre volte!’’. n
29
servizi
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servizi
servizi
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Gruppo affettività
Un progetto di educazione
alla relazione e
all’affettività all’Istituto
“Bartolomeo Scappi”.
di Patrizia Benaglio e Laura Bonettini,
educatrici
Presso l’Istituto Alberghiero “Bartolomeo Scappi” di Casalecchio di Reno da
sette anni è attivo un laboratorio denominato “Educazione alla relazione
e all’affettività”. L’idea è nata dall’osservazione della realtà che circonda
il mondo degli adolescenti in cui è
emersa una sovraesposizione di stimoli (film, pubblicità, televisione) con
chiari od occulti riferimenti alla adeguatezza del proprio corpo, a vari ti-
CENTRI ESTIVI CADIAI. L’ESTATE CHE PIACE DA UNO A CINQUE ANNI
La vacanza-
pi di relazioni, all’affettività ed alla sessualità.
Questo “eccesso di notizie”, spesso
male interpretate, genera smarrimento e confusione rispetto a questi
temi: maggiormente esposti a queste
difficoltà sono i ragazzi diversamente
abili che hanno minori strumenti per
gestire i cambiamenti che, nel periodo dell’adolescenza, interessano il loro corpo e muovono i loro sentimenti
ed emozioni.
Quello che ci dà lo stimolo tutti gli
anni di iniziare un nuovo percorso col
gruppo è l’entusiasmo con cui ragazzi
e ragazze partecipano, certi di trovare uno spazio in cui vengono accolti,
e senza essere giudicati possono raccontarsi, esprimere le proprie paure,
le emozioni e condividere con noi ed i
compagni i momenti belli; all’interno
di un percorso strutturato e progettato c’è comunque spazio per ognuno
di loro.
La vacanza
comincia in città
A Bologna “Progetto Unosei”
(Quartiere Porto), “Pollicino” (Quartiere Navile), “Gaia Nido” (Quartiere Saragozza) e “Abba” (Quartiere
Savena). In provincia “La Cicogna”
(San Lazzaro) e “Balenido” (Casalecchio di Reno).
La proposta si rivolge, inoltre, a
bambini e ragazzi un po’ più grandi:
per la fascia d’età da 6 ad 11 anni,
dal 30 Giugno al 1 Agosto, è confermato il centro estivo negli spazi accoglienti di Villa Serena (Quartiere
Reno) con un programma molto vario di attività tra cui piscina e gite
di intere giornate in località di svago e approfondimento come l’oasi
naturalistica “La Rizza” di Bentivoglio, il centro recupero della fauna
selvatica di Monte Adone, la riviera
Adriatica e il parco piscina di Monteombraro.
In caso di raggiungimento di un numero minimo di iscritti il servizio resterà aperto anche dal 25 Agosto al
16 Settembre. n
comincia-in città-
L’estate è bella in un luogo accogliente dove fare cose diverse dal solito.
Per questo i nidi Cadiai si trasformano in Centri estivi. Per dare ai piccoli
un’atmosfera protetta e tante attività nuove e divertenti da fare insieme.
www.cadiai.it
ABBA
GAIA NIDO
LA CICOGNA
BALENIDO
POLLICINO
PROGETTO 1-6
DAL 30/06/2014
AL 01/08/2014 *
DAL 30/06/2014
AL 18/07/2014 *
DAL 30/06/2014
AL 01/08/2014 *
DAL 30/06/2014
AL 01/08/2014 *
DAL 30/06/2014
AL 22/08/2014
DAL 30/06/2014
AL 01/08/2014
Via Abba 11 Bologna
T 051 4830002
Via Felice Battaglia 12
Bologna
T 051 6146081
Via Viganò 1
San Lazzaro di Savena
(BO)
T 051 6256843
Via Aldo Moro 80
Casalecchio di Reno
(BO)
T 051 578607
*Nelle settimane diverse da quelle indicate il servizio sarà attivato con un minimo di 10 iscritti.
30
Piazza Liber Paradisus
20 Bologna
T 051 7173672
Via Pier De’ Crescenzi
14/2 Bologna
T 051 525231
Per l’estate 2014 la cooperativa CADIAI
rinnova le proposte di servizi di conciliazione dedicati all’infanzia attraverso
un’offerta più ampia ed una scontistica dedicata particolarmente vantaggiosa: uno sconto del 20% per i soci
e del 5% per i dipendenti sul costo
complessivo del servizio, oltre agli
altri sconti per chi frequenta più settimane o ha più bambini da iscrivere al
Centro Estivo.
Bambine e bambini da 1 a 5 anni, per
tutto il mese di Luglio ed in alcuni casi
anche in Agosto, potranno divertirsi e
fare nuove esperienze grazie a laboratori, attività all’aria aperta, giochi d’acqua, letture e molto altro usufruendo
degli spazi educativi di alcuni dei nostri Nidi/scuole d’infanzia e della professionalità e competenza delle nostre
educatrici.
servizi
servizi
servizi
servizi
Nel corso degli anni, il progetto ha
subito delle variazioni di contenuti in base all’esigenza del momento
e alle personalità che componevano il gruppo: in particolare quest’anno abbiamo introdotto come attività manuale e creativa la lavorazione
dell’argilla, mettendo sul campo tutte le risorse che ogni educatore ha
nel cassetto: in quello di Laura giaceva già da tempo il desiderio di portare nel nostro spazio questo materiale così “magico” che trasforma terra e
fango in vere e proprie opere d’arte!
I ragazzi sono stati entusiasti trovando un nuovo canale per esprimere se
stessi: attraverso le loro mani hanno
potuto modellare piccoli oggetti che
hanno poi regalato alle persone a cui
vogliono bene per l’occasione di San
Valentino e una tazza in pieno stile “alberghiero” con la quale abbiamo poi
tutti insieme celebrato il rito del thè.
Tra un gioco con le carte “Come mi
sento” e un percorso alla scoperta di
quale elemento della natura ci immedesimiamo, ci stanno venendo a
trovare in queste settimane il dottor
Andrea Ciani, pedagogista, e la dottoressa Giulia Mazzeo, psicologa, all’interno del progetto ”Amore e amicizia
su internet e social network: istruzioni
per l’uso”. Insomma... Gruppo affettività: sempre connesso, sempre sul pezzo, e sempre con tanta tanta allegria
nostra e dei ragazzi! n
Compleanno
con il Sindaco
Il Centro Diurno
“Il Castelletto” ha ricevuto
una visita a sorpresa.
di Bogumila Blaszczak, Coordinatrice
Normalmente il Sindaco di una grande città come la nostra interviene solo ai compleanni dei concittadini che
raggiungono le 100 candeline… ma
per un’ospite del nostro Centro Diurno
“Il Castelletto” Virginio Merola ha fanno una simpatica eccezione: nella sorpresa di tutti – infatti – ha suonato alla
porta del nostro Centro per festeggiare con noi i novant’anni di una nostra
ospite.
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Grande la sorpresa della festeggiata,
ma anche degli altri ospiti e degli operatori. Virginio Merola ha salutato personalmente tutti i presenti, ha stretto
mani, si è interessato delle nostre attività, si è sottoposto al rito delle foto e
ha pranzato con noi. In fondo, è il padrone di casa del nostro Centro e, come lo è stato per noi, siamo sicuri che
anche per lui le ore passate insieme al
“Castelletto” siano state un momento
simpatico di calore ed affabilità ma anche un’occasione preziosa di contato
con una delle realtà vive della città da
lui governata e di verifica personale di
uno dei luoghi in cui la scelta politica
si fa operatività e servizio quotidiano.
Questa giornata resterà nella nostra
memoria: siamo grati al Sindaco Merola di questa attenzione e lo aspetteremo con simpatia in una prossima occasione. n
31
testimonianze
testimonianze
testimonianze
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Quando
una “briscola”
cambia la vita
Pubblichiamo volentieri
la testimonianza di Patrizia
Natalini, familiare di
un’ospite della Casa Residenza
“Virginia Grandi”.
“Il tuo lavoro
in una foto”
Un concorso fotografico
per i 40 anni di CADIAI
Il concorso fotografico ha come tema
il lavoro che ogni socio, ogni dipendente svolge, giorno dopo giorno,
in per sottolineare l’importanza del
nostro agire quotidiano, l’importanza che il lavoro ha per noi, per
O
UNA FOT
VORO IN
IL TUO LA
o per
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Un concorso
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Inviala!
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32
le foto a
nto e invia
il regolame
adiai.it
[email protected]
le persone con cui ci relazioniamo,
per la comunità in cui viviamo. E con
questi scatti si racconta così una storia, la storia di ognuno di noi che va
a disegnare la storia quotidiana della
CADIAI stessa.
Attraverso i propri occhi, ogni partecipante al concorso può porre l’accento su cosa ritiene importante, cosa ritiene buffo, faticoso,
soddisfacente del proprio lavoro e
quindi del proprio far parte della
Cooperativa.
Partecipare è semplice: basta inviare a [email protected] da un minimo di una ad un massimo di tre foto, corredate da titolo e sottotitolo
e relativa scheda di partecipazione.
Le foto posso possono essere elaborate se e come vi piace; attraverso app, filtri, programmi informatici, ciò che volete e vi ispira.
Una giuria esterna valuterà le tre
migliori fotografie per le quali è
previsto un premio in buoni spesa.
Regolamento e scheda di iscrizione
la trovate in ogni servizio CADIAI
altrimenti potete contattare Giulia
Casarini (051 7419001).
Ci aspettiamo davvero tante foto…
tante quanti siamo noi! n
Da tre anni a questa parte vado, ogni
giorno, da Granarolo a San Pietro in
Casale alla Casa Residenza dove è
ospitata la mia mamma.
Attualmente la strada che percorro
è sempre la stessa, lo stesso percorso attraverso la nostra campagna che
cambia a seconda delle stagioni, cambiano i colori, cambiano le colture.
Tutto muta se piove o se c’è il sole.
Il percorso che oggi è lineare è stato
in passato molto differente.
Per troppi mesi all’inizio, quasi ogni
giorno, ho cambiato strada, non so se
cercavo un percorso più veloce o più
lungo, ogni giorno cercavo un nuovo
parcheggio.
Ora so che in realtà non accettavo di
fare quel percorso.
Oggi ho trovato la mia strada perché
c’è qualcuno che mi aspetta: la mia
mamma e non solo!
Oggi conosco ed apprezzo una realtà
per me sconosciuta, in particolare apprezzo il lavoro quotidiano di tutti gli
operatori, e la ricchezza che ogni persona ti può dare, sempre, questo mi
dà serenità.
Ma torniamo a noi, adesso oltre alla
mamma ci sono Secondo, Gabriele,
Esmeralda, Tamara che mi aspettano
per la quotidiana partita a “Briscola”,
quando io non ci sono anche Luisa
con Romano partecipano.
Abbiamo iniziato a giocare io e la
mamma così, per passare il tempo, a
i ritratti
di
Lele
i ritratti di Lele
Il panda
Cammini e ti guardi in giro.
Questa è la tua città, che tu ci sia nato
oppure no.
Le persone ti passano accanto, alcune
le conosci e le saluti.
Suoni un campanello.
Se è la prima volta che entri in quella
casa, tiri fuori dalle tasche la versione
di te neutra, pronta ad ascoltare, agire e ancora ascoltare.
L’ascolto è un’attività che va allenata
continuamente.
Un bel giorno senti che le voci nella tua testa scompaiono per lasciare
spazio ad altre.
Scompaiono i giudizi e le paure fino a
livellare il tuo ego, il tuo orgoglio.
Se non succede ancora, sai che dovrà
succedere.
Le voci di chi chiede aiuto sono così diverse.
Alcune sono così dure e spigolose da
farti male e riescono a colpire dove
non dovrebbero.
Altre sono perse fra le nubi della paura, a qualche centimetro sulla testa e
ricadono in fondo alle tue ghiandole
lacrimarie.
Altre infine sono leggere ed esitanti,
curiose d’imparare e pronte a tutto.
In tutti i casi saranno i tuoi occhi ad accoglierle per prime.
Saranno loro per primi a dovere rassicurare.
La tua voce correrà in aiuto ai tuoi occhi.
Se sarai bravo, occhi e voce aiuteranno
le tue mani.
Alle tue mani è stato chiesto di non essere solo tue.
Non esclusivamente tue.
Devono sostituirsi ad altre mani e devono farlo ogni volta diversamente.
Se sarai bravo, occhi, voce e mani aiuteranno le tue gambe e la tua schiena
a loro volta, a diventare 200 gambe e
schiene non tue.
Sarà di nuovo la tua voce, sempre meno neutra e più calda dell’inizio, ad aiutare ancora i tuoi occhi a rimamere fermi e vigili.
Una porta si chiuderà dietro di te e poco dopo altre ne percorrerai.
Percorrerai ancora le strade della tua
città.
Percorrerai quelle che hai già visto e
quelle da vedere.
Continuerai a salutare nuove persone,
mentre altre dovrai abituarti a non incontrarle.
Vedrai la città cambiare, cambiarenno
persino i tuoi occhi e se sarai bravo te
ne accorgerai.
lei facevo contare anche i punti per
tenere allenata la memoria.
Il primo ad avvicinarsi è stato Secondo, all’inizio come spettatore, poi, incoraggiato, ha iniziato a giocare e ora,
con la mamma, sono la coppia fissa.
Per un periodo abbiamo giocato in
tre e finalmente è arrivata Esmeralda
che, dopo un primo momento di timidezza, ha accettato la sfida, tanto, dico io, non ci giochiamo mica la pensione!
Con Esmeralda abbiamo raggiunto il
completo per la partita in quattro!
Già io ero soddisfatta ma poi si è avvicinato Gabriele e dopo Tamara. Anche loro, timidamente, poi piano piano sono entrati a far parte del gruppo
di giocatori, in questo momento,
quindi, abbiamo anche i giocatori di
“riserva”.
Con il tempo ognuno ha superato le
proprie difficoltà, adesso è subentrata una sorta di empatia che ci fa sorridere e giocare proprio rilassati.
Ancora un po’ di allenamento poi,
chissà, magari proponiamo un torneo! n
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marzo 2014
Ti accorgerai di avere 200 mani in tasca
e 400 gambe nelle scarpe.
Mille saranno i tuoi occhi, in grado di
vedere ciò che pochissimi hanno il coraggio di sopportare.
Avrai 80 voci diverse, per ogni tipo di situazione.
Cammini e ti guardi in giro.
Questa è la tua città, che tu ci sia nato oppure no e sai che sei speciale, come lei.
Sei un assistente domiciliare.
Sei in estinzione come i panda del Tibet.
Sei da proteggere come si proteggono
le cose speciali per non farle sparire da
un luogo speciale.
Ed è così che si dice tra chi ha la fortuna
di fare il tuo lavoro e pare persino tra i
panda fortunati del Tibet.
Sono sul territorio.
Raffaele Montanarella
Operatore del SAD Anziani
di San Lazzaro di Savena
33
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lettere
lettere
lettere
“Una zirudella dalla
casa di riposo dei vecchi
lavoratori di Granarolo
dell’Emilia”
Si riporta e si mette in evidenza sotto forma di
zirudella, il lavoro che la coordinatrice responsabile e tutto il suo staff svolgono quotidianamente con competenza affinché la permanenza degli ospiti sia meno sofferente e più somigliante
ad una vita familiare.
Compositore della zirudella, Componente del Comitato Parenti della casa di riposo dei Vecchi Lavoratori di Granarolo dell’Emilia, Figlio dell’ospite
Sig.ra Maria Fantazzini, Gianni Zacchini.
“Barbara, ossia l’entusièsum al s’è fàt dona”
Zirudèla d’un personag dimondi impurtànt
Ch’la da pinsèr a la salut e al lavurìr ad dimondi zant
Li però la fa incòsa con amàur e devoziòn
Anc se al so staff agli da una gran colaboraziòn.
L’incontrar tra me e te al n’ira brisa programè
Anzi me cla sìra la dla tò presenza a sòn ste maraviè
Al simpatic e speren long incontar am I arcord prezìs
L’è stè una sìra ad lòjj dal 2010
Quand a son pasè a tùr mi mèder e in la calura
Am son sintò dir: “Buona sera Signor Gianni
Sono Barbara la nuova responsabile della struttura”
A richèmbi al salùt però a son ste sobbit ciapè
Dai su cavi n’gar che però i èran tott culurè
I culur dl’arcobaleno i m èn vgnò sòbbit in mant
Loiano, 22 Marzo 2013
Desideriamo esprimere la nostra riconoscenza e gratitudine per le
amorevoli cure prestate alla cara Zia Maria Degli Esposti da tutti i
componenti della “Famiglia CADIAI”.
Miria e Sergio Bigondi
34
lettere
Ma in cal tràzz là, a n ìra de piò sicuramant
Oh chissà che mòccia ad pchè l’avrà fat cal paruchìr Egizian
Quand ch’ la testa par penitanza ai è tuchè ad tùr a man
Da alàura fèn dal tamp ai n è pasè
E tant qui ai è tuchè d’organizèr.
Mandèr vi al fatùr, organizèr i tùran e nòv ingrès,
Ma purtròp anc sbdèl e decès,
Dal vòlt avèn purtè fòrà di anzièn anc la sìra dopp òagnè,
a balèr, a ascultèr dal zirudèl, in piscina o a tur al zlè.
E po’ una volta anc int un sìt que asvèn
O a la sfilè ad Cico, al so cagnèn.
Sanza considerèr che nuetar tòtt, tachènd da me,
da fòra ai purtèn di ètar pinsìr,
Che i vèn summè ai su personèl, anc quast bisogna dir.
Però qual che dèppiò al s’avènza int la tèsta
I èn i piat pèn che i arìvan quand l’organèzza una festa,
Oh che bèl star tòtt insamm: ricoverè, parènt e personèl.
Dal l’antipast a la taurta ch’lè sampar un quel eccezionel,
E po’ la musica e i fiur par i complean
E i regal par i nunen a la fen ad I’an.
Al tò entusiesum l um porta a dir che la vetta l’è bèla
Toc e dai la zirudèla.
liber libero
liber
libero
liber libero
La rubrica dedicata ai suggerimenti di lettura è uno spazio a disposizione di tutti. Chiunque volesse scrivere
un commento o un’impressione su un
libro che si è apprezzato e che si vuol
condividere con gli altri, può contattare la redazione allo 051 7419001 o scrivendo a [email protected]
Il potere del cane
Don Winslow
Edizioni Einaudi
di Carla Rimondi
This train carries saints and sinners,
This train carries losers and winners,
This train carries whores and
gamblers,
This train carries lost souls.
This train. Dreams will not be
thwarted
Quasi 30 anni di lotta alla droga, se
la guardi dalla parte della legge.
Quasi 30 anni di lotta alla legge, se
la guardi dalla parte dei cartelli della droga... e anche da una parte della legge.
Soldi, droga, politica... si intrecciano
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e si spalleggiano a vicenda.
E alcune pagine sono un pugno diritto allo stomaco, anzi una raffica di pugni. E devi sollevare gli occhi dal libro
perchè non ce la fai a continuare.
E pensi che dai, tanto è un romanzo, è tutto inventato... ma in realtà lo
sai che è successo davvero, succede
e probabilmente succederà ancora,
mentre tutti giriamo lo sguardo come
io lo sollevavo dalle pagine.
I personaggi non sono né tutti buoni
né tutti cattivi.
Chi fa della lotta alla droga la sua missione nella vita provoca anche tanto male, perfino alle persone che gli
stanno vicino, e viene comunque usato dalla politica e dal potere.
Chi fa della droga e del crimine la propria missione nella vita, a volte lo fa
per caso, altre volte perché è il mestiere di famiglia, e viene comunque usato dalla politica e dal potere.
Nessun buono.
Nessun cattivo.
Solo tante vittime.
700 pagine da leggere assolutamente,
sapendo cosa vi aspetta. n
Lettera di
Elisa Zonarelli,
una mamma che
scrive al Nido
La Cicogna
di San Lazzro.
35
numero 43
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Convenzioni in favore dei soci
Assicoop Sicura - Agente UNIPOL
UGF assicurazioni - UGF Banca
Convenzione assicurativa e bancaria per i soci CADIAI e familiari conviventi. Condizioni di miglior favore e di sconti sulle principali polizze
(es: R.C. Auto, polizze per la persona,
la famiglia e la casa, polizze vita e gestione del risparmio, Unisalute - piani
di assistenza sanitaria) e sui prodotti e servizi bancari UGF Banca (conti correnti, mutui, prestiti personali).
Per ulteriori informazioni contattare:
il Centro Servizi Telefonici UNIPOL
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gli ospiti che soggiornano nei periodi
di alta stagione (Luglio ed Agosto); i
bambini al di sotto dei 10 anni gratis.
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CADIAI, gli sconti sono più alti.
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Valido anche per i familiari dei soci.
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cooperative aderenti a Legacoop.
Pillole verdi Piccoli consigli di sostenibilità ambientale
Pasqua, tante uova di cioccolato che
vengono mangiate in un battibaleno, ma la carta? Dove la mettiamo?
Guai a buttarla! Come ci insegnano
le nostre educatrici, ci si possono fare una marea di altre cose: un aquilo-
36
ne, se alla carta colorata ci aggiungete
due bastoncini, colla e filo; festoni dai
mille colori; carta regalo e fiocchi regalo (ok, questo se voi e i vostri bimbi
non la avete paciugata troppo!) o ancora, tagliata a strisce e annodata, la
carta colorata può diventare un allegro spaventapasseri…
o piccioni!
rubriche
rubriche
rubriche
Dono-Presto-Cerco
La rete di CADIAI per mettere in contatto le persone e incrociare i loro bisogni.
Il DONO-PRESTO-CERCO è una modalità di donazione e/o prestito, fra i
soci e i dipendenti della cooperativa,
di quegli oggetti che hanno per i singoli terminato la propria utilità.
È prevista anche la possibilità di
CHIEDERE (“cerco la tal cosa…, c’è
qualcuno che ce l’ha?”), perché il bisogno di qualcuno può far ricordare
ad altri di avere degli oggetti inutilizzati e magari sollecitare la disponibilità a prestarli o donarli.
Diamo i numeri
Dal 27 Febbraio, data della sua
messa online, il nostro nuovo sito
www.cadiai.it ha ricevuto 4.032 visite in meno di due mesi, di queste
il 66% sono persone che non avevano mai visitato il nostro sito.
La durata media della visita è di 3
minuti e 53 secondi.
Le pagine maggiormente cliccate
sono “Residenze anziani” (198) e
“Lavora con noi” (127).
Come funziona?
Chi vuole donare, prestare o cercare, fa
la propria segnalazione ad uno dei seguenti referenti, contattandoli direttamente presso i servizi in cui lavorano:
• C
ristina Anteghini, Monica Bernabiti,
(Residenza per disabili “La Corte del
Sole” di San Giovanni in Persiceto);
• Lara Girotti e Laura Piana (Nido ”Gatto Talete” di Castel Maggiore);
• Giulia Casarini (uffici della sede);
• Roberta Meotti (Casa protetta “Torre
di Galliera”);
• Nada Milenkovic (Nido “Abba” di Bologna);
• Giuseppina Reto (“Balenido” di Casalecchio).
Fiocco rosa nella
redazione di Scoop!
Auguri ad Anna Chiara Achilli e alla
sua Sofia!
numero 43
marzo 2014
Questa lista di persone è naturalmente aperta ad altre che vi si volessero aggregare.
Le segnalazioni vengono esposte
nelle bacheche dei servizi e riportate
in una apposita pagina del sito:
www.cadiai.it
Il DONO-PRESTO-CERCO è una rete
informativa che mette in contatto le
persone e le loro disponibilità ed esigenze.
Non è prevista alcuna modalità di
stoccaggio o deposito degli oggetti:
le persone si accordano autonomamente per le
consegne.
Nati in CADIAI
Congratulazioni alle neo mamme
Stefania Benasciutti
Silvia Petroni Granata
Enza Pucci
Daniela Romanelli
Stefania Ungarelli
Sonia Vaccari
CADIAI
augura a tutti
buona Pasqua!
III
Il 5x1000 a CADIAI
codice fiscale 00672690377
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