ALESSANDRIA Un selfie per l`ospedale di Tortona

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LA STAMPA
GIOVEDÌ 19 FEBBRAIO 2015
Alessandria e provincia .41
.
SANITA’
Un selfie per l’ospedale di Tortona
Dopo le 20 mila firme raccolte, partita una campagna su Internet con foto di cittadini
Dal Web
ai disegni
realizzati
dai bimbi
1 «Un volto
per l’ospedale di
Tortona» è la
nuova iniziativa
del comitato
Uniti per Tortona: sulla sua
pagina, sono
state pubblicate
le foto e i «selfie» di tanti
tortonesi.
1 Oggi, alle
16,30 nella sala
Romita del
municipio,
saranno premiati bambini e
ragazzi che
hanno partecipato al concorso
«L’ospedale dei
bambini»
1 Il concorso
consisteva nel
presentare
disegni ispirati
all’ospedale
Saranno premiati i primi 5
classificati di
scuole dell’infanzia, elementari e medie.
MARIA TERESA MARCHESE
TORTONA
Sos da Acqui
«Reperibilità
incasodiparto»
Su facebook tante persone ci
stanno mettendo la faccia per
salvare l’ospedale. «Un volto
per l’ospedale di Tortona» è la
nuova iniziativa del comitato
Uniti per Tortona: sulla sua
pagina, sono state pubblicate
le foto e i «selfie» di tanti tortonesi (e non) mentre tengono
il cartello con la scritta «Io sto
con l’ospedale» per dimostrare quanto sia importante che
questa struttura nuova ed efficiente non venga smembrata reparto dopo reparto.
1 Un’ambulanza ne-
Tantissime adesioni
«Da un’idea del consigliere comunale Andrea Chiandotto è
nata questa iniziativa che ha
già ricevuto tantissime adesioni - dicono Elena Piccinini e
Antonio Lace, coordinatori
del comitato -. Il nostro obiettivo è superare come numero
di foto le 20 mila firme già raccolte, per far vedere che ci siamo, che siamo in tanti e che ci
mettiamo la faccia». Fra le foto, anche quella del sindaco di
Volpedo Giancarlo Caldone e
del consigliere comunale del
paese Silvano Nobile; poi il
consigliere del Movimento 5
Stelle di Tortona Danilo Bottiroli, e naturalmente il promotore Andrea Chiandotto, i coordinatori del comitato, tanti
bambini, personale ospedaliero, famiglie tortonesi e del territorio.
Ragazzi premiati
Intanto oggi, alle 16,30 nella
sala Romita del municipio, il
comitato Uniti per Tortona
premierà i bambini e ragazzi
che hanno partecipato al concorso «L’ospedale dei bambini», rivolto alle scuole dell’infanzia, elementari e medie.
Tutti i disegni saranno poi
esposti in una mostra. I coordinatori e la giuria composta
da altri membri del comitato
hanno valutato i disegni e gli
elaborati. «È stato un lavoro
durissimo in quanto erano
tutti belli e significativi e dover scegliere non è stato facile - commenta Elena Piccinini -. Saranno premiati i primi
5 classificati delle scuole dell’infanzia, i primi 5 delle elementari e i primi 5 delle medie, ma saranno assegnati anche altri premi».
Testimonial della battaglia
Elena Piccinini, portavoce del comitato Uniti
per Tortona, e il sindaco di Volpedo, Giancarlo
Caldone: sono fra i difensori dell’ospedale
Infantile di Alessandria
Il primario di Ortopedia pediatrica
in sala operatoria nel Kazakistan
toposti a screening e questo
consente di correggere il difetto senza arrivare all’intervento. In Kazakistan invece lo
screening non si fa e quindi sono diversi i casi di bambini che
hanno necessità del chirurgo».
MAURO FACCIOLO
ALESSANDRIA
Una settimana in Kazakistan
a insegnare, anche con sedute
in sala operatoria, ai chirurghi locali come affrontare casi di lussazione congenita dell’anca nei bambini. È l’esperienza che ha appena concluso il dottor Carlo Origo, primario di Ortopedia pediatrica dell’ospedale Infantile di
Alessandria.
«Sono stato invitato quale
futuro presidente della Società italiana di Ortopedia e
traumatologia pediatrica spiega -, con me c’era Onofrio
Donzelli, fino a poco tempo fa
primario dell’istituto pediatrico Rizzoli di Bologna. Siamo stati a Karaganda, città a
circa 200 chilometri a Sud
della capitale Astana. Qui c’è
un ospedale pediatrico a cui
fa capo un territorio vasto come la Francia. Una struttura
comunque all’altezza di quelle italiane, con attrezzature
idonee e bravi professionisti».
Una settimana sotto zero
Il dottor Carlo Origo
Interventi complessi
La lussazione congenita dell’anca è una delle patologie che
vengono affrontate con risultati di eccellenza all’Infantile.
«Sono interventi chirurgici
complessi quelli che abbiamo
effettuato - spiega il dottor Origo -, con l’impiego di 3-4 medici
e una durata di 4-5 ore. Da noi i
casi di lussazione congenita
dell’anca sono ormai rari, perché tutti i neonati vengono sot-
Così Origo ha trascorso una
settimana nella città della
steppa, 22 gradi sotto zero, al
centro di una zona ricca di miniere di carbone, e ha contribuito a formare i colleghi di
quell’ospedale.
Congresso nazionale
La stessa patologia sarà al centro del congresso nazionale
della Società italiana di Ortopedia e traumatologia pediatrica che si svolgerà ad Alessandria dal 17 al 19 settembre e che
il dottor Origo sta organizzando: «Ci saranno i migliori chirurghi e si parlerà anche di
osteosintesi (cioè l’uso di fissatori, placche e chiodi; ndr) nelle
fratture patologiche».
onatale sempre disponibile. È la richiesta che
giunge da Paolo Mighetti consigliere regionale del Movimento 5 Stelle dopo un recente parto avvenuto
all’ospedale di Acqui
ormai privo da mesi del
punto nascite. Nei
giorni scorsi, l’assessore regionale Antonio
Saitta ha chiarito che il
parto dello scorso 4
febbraio è avvenuto alle 10 e 9 minuti del
mattino, quando era
presente il personale
sanitario (medici e infermieri) che prestano
attività ambulatoriale
di tipo ginecologico e
pediatrico. «Secondo il
direttore sanitario dell’Asl nei casi di impossibilità di trasferimento
della partoriente ad
Alessandria è previsto
il parto in loco assistito
dai medici dell’ospedale - spiega Mighetti -. Il
caso ha voluto che
l’evento si sia verificato
in orario di copertura
ambulatoriale. Se si
fosse verificato in piana notte cosa sarebbe
accaduto?». Di qui la richiesta di dislocare ad
Acqui un’ambulanza
Stam per emergenze
neonatali. Anche il sindaco di Acqui, Enrico
Bertero, ritorna sul
problema del personale specializzato: «Chiedo ai vertici dell’Asl
d’istituire un servizio di
reperibilità serale e
notturna pediatrica e
ginecologica per minimizzare i rischi derivanti da un parto improvviso, visto che è
stato allestito al pronto soccorso un locale
attrezzato per le emergenze neonatali».[G. L. F.]
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LA STAMPA
GIOVEDÌ 19 FEBBRAIO 2015
il caso
FRANCESCA FOSSATI
BIELLA
l comitato «Salviamo
l’ospedale di Biella» ha
raggiunto quota 500 firme, raccolte in due giorni appostandosi per qualche ora
nei mercati dei paesi, al centro prelievi dell’Asl di Cossato, nelle sedi di Cgil, Cisl e Uil
e fuori dall’ospedale (la petizione prosegue oggi e per tutta la settimana).
I
Ospedale, scatta il sit-in
“La Regione ci ascolti”
L’assessore atteso al varco oggi alle 17 dal Comitato
482 e si vorrebbero ulteriormente ridurre. «Il reparto Post
acuzie serve per accogliere pazienti che non sono più nella fase acuta della malattia ma che
hanno ancora bisogno di cure
ospedaliere - dice Berto -: non
si può eliminare senza una rete
territoriale che ne faccia le veci. Non ci sono le strutture per
questo passaggio che la Regione vorrebbe».
«Siamo apolitici»
«Il nostro è un comitato apolitico e i biellesi si avvicinano
ai banchetti senza bisogno di
essere interpellati - dice il
portavoce Mauro Berto, medico ospedaliero e rappresentante del sindacato Anaao
-. L’ospedale è una realtà a cui
tutti sono interessati, fa parte della storia del Biellese.
Per dimostrare all’assessore
regionale alla Sanità Antonio
Saitta l’attaccamento dei cittadini e dei medici e degli infermieri (che ogni anno garantiscono il loro servizio per
circa 15 mila ore gratuite fuori dall’orario di lavoro) al nosocomio oggi dalle 17 ci sarà il
nostro presidio fuori dal Degli infermi. Invitiamo tutti a
partecipare». Con un sit-in
che si preannuncia partecipato ma silenzioso, senza
proteste o comizi, il comitato
vuole dare manforte ai sindaci che alle 18 incontreranno
Saitta per parlare del futuro
della Sanità biellese. Il comi-
Biella e provincia .41
.
«Pronto il ricorso»
FOTO MICHELETTI
Il nuovo ospedale ospita oggi la conferenza dei sindaci Asl
tato non si ferma di fronte alle
dichiarazioni dell’assessore
contenute nella lettera inviata
ai giornali sul fatto che il Degli
Infermi non sarà penalizzato
dalla riorganizzazione (da attuare nel giro di due anni) e che
non saranno chiusi 4 reparti:
per loro la delibera della giunta
Chiamparino parla chiaro e
parla di 80 posti letto in meno,
del taglio di 4 reparti e della riduzione di attività di altri.
«Saitta dice che bisogna ragio-
nare in termini di quadrante dice Berto -, ma i valori di produzione (ovvero il valore delle
prestazioni date, quali visite,
esami, interventi) mettono
l’ospedale di Biella al secondo
posto nel quadrante con 53,3
milioni di euro, dopo Novara
(118,8 milioni) e prima di Vercelli (35,6 milioni), Borgomanero (33,1), Domodossola (19,3),
Verbania (17,5) e Borgosesia
(15,2)». A Biella poi spetterebbero 531 posti letto, ne ha solo
Anche Wilmer Ronzani, ex
consigliere regionale, fa parte
del comitato: «Saitta dice di
aver dato al Biellese 12 milioni
di euro in più, ma sono soldi
dovuti perché già si sapeva
che la gestione del nuovo ospedale sarebbe costata 12 milioni
in più del vecchio. E caso mai
questa sarebbe una ragione in
più per valorizzare il nosocomio biellese dato l’investimento di 190 milioni di euro per costruirlo e dato che sarà l’unico
nuovo in regione per i prossimi vent’anni». Elena Chiorino,
sindaco di Ponderano, anch'essa nel comitato con Claudio Corradino di Cossato:
«L’altra sera ho incontrato una
quindicina di sindaci e se Saitta non verrà incontro alle nostre richieste siamo pronti al
ricorso al Tar».
Il blitz a sorpresa
Saitta:«Ilpersonale
ècollaborativo»
In breve
Biella
Ruba lattine di birre
e aggredisce gli agenti
1È
stato denunciato per
rapina il noto pregiudicato
Massimo C., 48 anni, di Biella.
L’uomo, l’altro pomeriggio, è
stato sorpreso dalla vigilanza
del supermercato Esselunga
di Biella a rubare alcune lattine di birra. Quando i vigilantes hanno cercato di fermarlo
lui ha opposto resistenza e
per riuscire a scappare non
ha esitato a spingerli a terra. I
carabinieri lo hanno poi rintracciato poco distante dal supermercato.
1 Blitz a sorpresa, ie-
ri in ospedale, per l’assessore Antonio Saitta,
che ha voluto visitare il
Degli Infermi alla vigilia
dell’incontro con i sindaci. «Ho parlato con
medici ed infermieri
motivati e orgogliosi di
avere a disposizione
una struttura così moderna», scrive l’assessore. E aggiunge: «Ho
trovato nel personale
la consapevolezza di
dover ragionare secondo una logica di quadrante e la disponibilità totale a collaborare
con le realtà limitrofe,
senza conflittualità e
campanilismi: questa è
la strada che aiuterà
anche Biella nella logica non di competizione
ma di collaborazione
con Vercelli, Borgomanero, Novara e Vco».
Cerrione
Nuovo furto di rame
Rubati 600 metri di cavi
1 E dopo i cimiteri e le cen-
traline elettriche di fabbriche
dismesse i ladri di rame sono
passati a tagliare i cavi delle
linee ad alta tensione. L’altra
notte, in via Pietro Zia, al confine tra Cerrione e Sandigliano, sono stati tranciati 600
metri di cavi della linea da 15
mila volt. I malviventi però sono stati disturbati e sono riusciti a portarne via, prima che
arrivassero i carabinieri, circa 300. A dare l’allarme alle
forze dell’ordine è stato Enel
che gestisce la linea. Alla centrale operativa Enel di Novara risultava un guasto e ha fatto intervenire le squadre dei
suoi tecnici. È il terzo colpo in
poco più di una settimana, il
primo a Occhieppo Inferiore
ed il secondo a Ponderano.
Biella
Ladri al cimitero
di Cossila San Grato
1 Ancora
un cimitero saccheggiato dai ladri di rame.
L’altra notte i malviventi hanno depredato tre cappelle del
cimitero di Cossila San Grato
delle loro copertura. A scoprire il fatto ieri mattina l’operaio addetto alla manutenzione
del camposanto.
LA PROVINCIA: «SIMULAZIONE RIUSCITA»
Esercitazione anti-valanghe con l’elicottero
Chiusa ieri mattina la strada per Bielmonte
Strade chiuse ieri mattina a
Bielmonte. Ma stavolta gli appassionati dello sci possono
stare tranquilli: nessun allarme, solo un’esercitazione coordinata dalla Provincia. Dopo le 9 le auto hanno potuto
salire tranquillamente. Nei
pressi delle gallerie è stato simulato il distacco di una valanga. «Abbiamo fatto intervenire gli agenti della polizia
municipale di Trivero e Veglio
che hanno chiuso la strada nei
due sensi di marcia - spiega il
sindaco di Trivero Massimo
Biasetti che è anche consigliere in Provincia -. Quindi è arri-
vato l'elicottero per rimuovere
la neve». In realtà non ce n’è
stato bisogno: «E' stata una
operazione per testare la preparazione ed è perfettamente
riuscita - aggiunge Biasetti -. Il
coordinamento è stato della
Provincia, ma a finanziare l'intervento è stata la famiglia Zegna». Non è la prima volta che il
gruppo imprenditoriale triverese investe sulla sicurezza in
montagna. Lo aveva già fatto
tra la primavera e l'autunno
con la pulizia delle cunette lungo la Panoramica, sostituendosi
allaa Provincia sempre più in
bolletta. Intanto ha riaperto la
strada che da Trivero sale alla
stazione sciistica. Nei giorni
scorsi non erano mancate le polemiche per la chiusura a causa
di una slavina, che poi è puntualmente caduta lunedì. «Abbiamo preso la decisione giusta
- commenta il presidente Emanuela Ramella Pralungo -. Lunedì si è staccata una valanga
con un fronte di 20 metri che ha
accumulato neve sulla strada
per un’altezza di 4 metri».
La scommessa per il futuro
è la realizzazione dei paravalanghe, che permetterebbero
di tenere sempre la strada
transitabile.
[M. PR.]
Biella
Investe pedone
e scappa in auto
1 Dopo
UNA LEZIONE SULLA LEGALITA’
Lo Scientifico all’Agenzia delle entrate
1 Appuntamento ieri all’Agenzia delle entrate con una ventina di
studenti delle classi IV A e B del liceo scientifico per una mattinata di
lezione sulla legalità. In «cattedra» anche Inps, Siae e Carabinieri. Ai
ragazzi sono state illustrate le attività dei vari enti, oltre ai consigli su
come evitare attività informatiche illegali come la «pirateria». [S. ZO.]
aver investito un
trentenne che attraversava la
strada in via Camandona a
Biella, ha schiacciato il piede
sull’acceleratore e se ne è andato. Fortunatamente la vittima dell’incidente non si è fatto nulla di grave e, rialzatosi,
si è recato da solo al Pronto
soccorso. Dell’episodio, accaduto poco prima delle 21 l’altra sera, se ne stanno occupando i carabinieri.
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LA STAMPA
GIOVEDÌ 19 FEBBRAIO 2015
.
Cronaca di Torino .41
POLITICASOTTOACCUSA
?
Il vero nodo
è il partito
le
domande
LUIGI LA SPINA
SEGUE DA PAGINA 39
Che cosa accade oggi
al Tar?
I giudici amministrativi sono
chiamati a valutare i ricorsi
elettorali, primo fra tutti quello presentato dall’ex consigliera provinciale della Lega
Nord, Patrizia Borgarello. oltre a quelli dei cittadini-elettori Onorato Passerelli, Sabrina Margherita Giovine (sorella dell’ex consigliere Michele
Giovine) e Sebastiana Trigila.
Chiedono l’annullamento delle liste del Pd e del listino bloccato del candidato presidente
in tutte le otto circoscrizioni,
lamentando che sarebbero
state presentate corredate da
firme false, anomale o alterate. Dopo la prima udienza, le
parti hanno depositato memorie e repliche sulle quali si
discuterà.
I
Il giudizio
Il Tar oggi
deciderà
sul ricorso
presentato
contro la lista
del Pd
e il listino
del candidato
presidente
I giudici decideranno in
giornata?
I giudici potrebbero decidere
già oggi sulla procedibilità o
meno dei ricorsi, stabilendo
se ci siano le basi per entrare
nel merito delle contestazioni.
Se venissero dichiarati improcedibili, la partita sarebbe
praticamente chiusa. Al contrario, il Tar potrebbe fissare
un’altra udienza dando il tempo ai ricorrenti, nel frattempo, di presentare querela di
falso (necessaria, come lo fu
per i ricorsi di Bresso). C’è anche un’altra possibilità: nella
prima udienza, a novembre
era stato chiesto alla Regione
di depositare dei documenti,
tra cui l’atto di proclamazione
degli eletti. Ma non tutto è
pervenuto: i giudici potrebbero quindi fissare un’ulteriore
udienza per chiedere il deposito degli atti mancanti.
Difficilmente ci sarà una decisione nel merito già oggi.
no, sostengono l’opposto. E, se
anche ci fosse un ritardo, invocano l’errore scusabile: così avvenne con i ricorsi di Bresso
contro le liste per Cota, quando
il Tar disse che erano tardivi ma
concesse il superamento della
questione in nome di un’esigenza di giustizia.
Per quali motivi i ricorsi
potrebbero essere
dichiarati improcedibili?
Il primo motivo è la tardività:
secondo l’avvocato dei consiglieri del Pd e di quelli eletti nel
listino, Vittorio Barosio, i ricorsi sono arrivati oltre i termini previsti. I ricorrenti, tra i
quali l’avvocato Sara Franchi-
È possibile che vengano
annullate le elezioni?
Secondo Barosio, no. La tesi: la
contestazione riguarda 47 firme a sostegno del listino del governatore e 89 sulla lista provinciale del Pd a Torino. Per
presentare le liste ne servivano
mille per il Pd e 1.750 per il listino. Ne furono raccolte 1209 per
il Pd e 2.292 per il listino. Dun-
I ricorsi sulle irregolarità nelle liste a sostegno di Chiamparino
Oggi l’udienza al Tar
In gioco l’esito delle elezioni
In aula il confronto tra accusa e difesa, ecco gli scenari possibili
que, se anche venissero considerate irregolari le firme impugnate, sarebbero troppo poche
per annullare le due liste, essendoci ancora un robusto margine di vantaggio.
Per i ricorrenti, questo conteggio non ha senso, perché gli
elenchi con le irregolarità sono
portati solo a titolo esemplificativo del fatto che queste sono state diffuse e talmente numerose da portare a un controllo di tutte le firme depositate. Non solo: tra gli atti impugnati, ci sono i cosiddetti «atti
principali» che riguardano sia
il listino maggioritario, sia la lista del Pd. L’atto principale è
un modulo di 4 pagine che si
deposita insieme alle firme dei
cittadini e che contiene una
sintesi di tutta la documentazione presentata: elenchi di firme, dichiarazioni di collegamento, ecc. Anche questo atto
deve essere firmato dai cittadini e autenticato. I dubbi riguardano il fatto che entrambi
gli atti principali di Listino e
Pd sono firmati dalle stesse
persone, nello stesso ordine a
quattro giorni di distanza, oltre al fatto che ci sarebbero
differenze tra le firme che lascerebbero pensare a una falsificazione. Gli atti sono autenticati da Pasquale Valente e
Davide Fazzone, entrambi indagati. E tra le firme dei cittadini ci sono anche quelle dei
quattro funzionari raggiunti
ieri da avviso di garanzia.
La tesi: se vengono invalidati i
due atti, allora questo si riversa a cascata sull’esito delle elezioni, che sarebbero da annullare.
L’inchiesta penale è
rilevante per il Tar?
Per l'avvocato del Pd, non lo è,
perchè «nessun reato è stato
accertato» e perchè non si sa
esattamente quali atti siano al
centro dell’indagine penale. Per
i ricorrenti, quanto sta emergendo nell’inchiesta induce invece a ipotizzare una falsificazione «sistematica»: quanto basta, a loro avviso, perché il Tar
decida di portare avanti
un’istruttoria autonoma. [P. ITA.]
A processo
I rimborsi in Regione
Michele Giovine, per la vicenda
dei rimborsi in Regione,
sta già affrontando
il processo penale aperto
poche settimane fa
La scure della Corte dei Conti
“Giovine restituisca 157 mila euro”
il caso
i sono le ricariche telefoniche. Le multe, pagate a
spese dei contribuenti.
Le riparazioni delle auto. I ristoranti, i viaggi, le trasferte, la
benzina, farmaci, vestiti, biglietti per spettacoli e vizi personali. Tutti pagati con soldi
pubblici, tanto che ora - oltre alla procura, che ha disposto il
giudizio per 24 ex consiglieri re-
C
l problema, visti anche i precedenti della giunta Cota costretta alle dimissioni
anticipate per un caso
analogo, investe, innanzitutto, la responsabilità di un partito, il Pd,
che non può scaricare
facilmente la colpa solo
su funzionari maldestri
o truffaldini. La difesa
di Chiamparino, poi, si
fonda sui numeri: il
margine della sua vittoria sarebbe così ampio
che, anche sottraendo
l’illecito appoggio delle
liste contestate al totale
dei suoi voti, il verdetto
elettorale resterebbe il
medesimo. La tesi può
avere un fondamento
giuridico, anche se
spetterà ai magistrati
valutarla, ma, dal punto
di vista politico, è chiaro che non toglie la forte ombra sul successo
del presidente regionale e, soprattutto, sul
cammino della legislatura se, alla luce di un
riconteggio dei voti, ci
fossero conseguenze
sui numeri della sua
maggioranza.
La speranza, per i cittadini piemontesi, è che,
almeno su questo terzo
fronte, i magistrati riescano a procedere con
molta maggiore celerità
rispetto ai tempi infiniti
occorsi per arrivare alla
sentenza definitiva sulla
vicenda Cota. Le conseguenze della crisi economica sulla nostra regione
sono ancora molto pesanti, nonostante i flebili segnali di ripresa avvertiti
nelle ultime settimane. È
soprattutto l’occupazione giovanile che preoccupa e gli annunciati tagli
nel settore della cultura
potrebbero colpire proprio i ragazzi impegnati
nello spettacolo e nella
promozione turistica.
Una politica distratta e
sotto accusa non avrebbe
tempo e credibilità per
intervenire con la necessaria urgenza.
gionali - anche la magistratura
contabile presenta il saldo.
Il primo a finire sulla graticola è Michele Giovine, l’ideatore
della lista Pensionati per Cota,
a processo anche per il caso
«rimborsopoli» e, proprio per
aver utilizzato illecitamente i
fondi destinati ai gruppi regionali. La Corte dei Conti ora gli
chiede di restituire 157.146 euro.
Dei 40 indagati a suo tempo dalla procura, la metà ha scelto di
rimborsare le somme contestate. Per gli altri, invece, il giudizio della Corte dei Conti è dietro l’angolo. Per Giovine il vice
procuratore generale Giancarlo Astegiano ha quantificato un
danno da risarcire che supera i
157 mila euro. Un conto minu-
REPORTERS
3
anni
Le molte
contestazioni
riguardano
il periodo
compreso
tra il 2010
e il 2012
zioso, frutto delle indagini della
Guardia di Finanza, che hanno
scoperchiato le prassi dei gruppi regionali, i cui consiglieri utilizzavano per scopi privati i fondi in dotazione per l’attività politica e istituzionale. Le contestazioni riguardano il periodo
2010-2012. Si va dalle ricariche
telefoniche, circa 3.200 euro,
spesso per numeri di telefono di
persone estranee al gruppo regionale Pensionati per Cota, al-
le sanzioni del codice della strada, 3 mila euro. Poi ci sono le
manutenzioni alle autovetture:
3 .500 euro. E i buoni pasto per i
dipendenti: 10.800 euro che
non è dato sapere se siano effettivamente stati usati dagli impiegati regionali. E altri 40 mila
euro per pranzi e bevande.
Capitolo a parte meritano le
spese per il carburante: 57 mila
euro in tre anni, come se in quel
periodo Giovine avesse percor-
so 500 mila chilometri in auto.
Non è finita: 233 euro di farmaci, 7.800 di vestiti, 2.300 di biglietti per spettacoli teatrali,
quasi 8 mila euro per altre spese tra cui bagno turco e night
club, fiori, sigarette, articoli per
la casa e necrologi in occasione
di funerali di parenti. Infine, altri 32 mila euro distratti dalle
casse pubbliche tra aprile e settembre del 2012, e quei 2.800 finiti a un’associazione politica
che aveva sede presso l’abitazione della sorella di Giovine,
Sabrina, e il cui legale rappresentante era Giovine stesso.
Ora toccherà alla Sezione
giurisdizionale presieduta da
Giovanni Coppola emettere la
[A. ROS.]
sentenza.
Meno punti nascita, più grane al Tar
Pubblicato Mercoledì 18 Febbraio 2015, ore 21,39
Dal ministro Lorenzin un assist alla Regione: chiudere le strutture che
non raggiungono i 500 parti l'anno. Chi non si adegua verrà
commissariato. Musica per le orecchie di Saitta. Ma il tribunale
amministrativo inizia a esaminare i ricorsi sulla riforma ospedaliera
Se il ministro della Salute Beatrice Lorenzin chiude anche il minimo spiraglio a chi continua a chiedere
punti nascita in deroga alla quota minima dei 500 parti l’anno confermando di fatto la linea di Antonio
Saitta, per la sanità piemontese della giunta Chiamparino la strada potrebbe, tuttavia, incominciare a
farsi stretta su un altro fronte: quello della riorganizzazione della rete ospedaliera, proprio da domani
quando in mattinata il Tar discuterà i primi ricorsi. Una doccia calda e una gelata, insomma. La prima è
tutta nelle parole che la Lorenzin ha pronunciato intervenendo sul caso della piccola Nicole, la neonata
morta in Sicilia dopo un’inutile peregrinare in cerca di un ospedale dove potesse essere curata. A proposito
dei punti nascita dove si registrano meno di 500 parti l’anno. “Devo essere chiara – ha detto ­ . Partorire in
queste strutture è pericoloso” annunciando subito dopo un ulteriore giro di vite. “Non ci saranno più
deroghe per gli amministratori: queste strutture vanno chiuse. Ho chiesto ad Agenas di monitorare i Lea in
tutte le Regioni a cominceremo dai punti nascita: chi non è in regola verrà sostituito dal ministero”.
Un secco no a qualsivoglia deroga o concessione che non lascia alcuno spazio di manovra e, di fatto, mette
corso Regina nelle condizioni di vedere ulteriormente supportata la sua linea dal governo stesso. Linea,
rafforzata da quella minaccia di commissariamento nel caso venisse consentita la sopravvivenza di quei
reparti che non presentano il numero minimo di parti annui. Se la questione di Susa, così come di Acqui
Terme, Tortona, Carmagnola e Domodossola era già di fatto archiviata per l’assessore, adesso c’è
pure l’ulteriore sigillo ministeriale con tanto di sanzioni che nessuno, a partire dallo stesso Saitta, pensa
lontanamente di voler rischiare. Che già di rischi sul fronte della Sanità, la giunta regionale non se ne fa
mancare.
Mentre salgono di giorno in giorno il nervosismo e le polemiche per i criteri e le procedure usati nella
selezione dei futuri direttori generali, domani il Tar affronterà i primi ricorsi contro la delibera sulla
riorganizzazione ospedaliera. Non quello del M5s che avrebbe chiesto il rinvio dell’udienza, bensì quelli
degli operatori della sanità privata, il gruppo proprietario della clinica Città di Bra e Sant’Anna di Casale
Monferrato , quello della clinica San Luca e l’Aiop (l’associazione della ospedalità privata) che rappresenta
in Piemonte una trentina di strutture. Convocata per discutere la richiesta di sospensiva della delibera,
eventualità che pare ormai essere esclusa per una serie di motivi e tra questi il prolungamento a fine marzo
delle convenzioni tra Asl e privati, l’udienza di domani dovrebbe invece fissare la successiva in cui i giudici
amministrativi si dovranno esprimere nel merito e, quindi, accogliere o meno il ricorso in cui si chiede
l’annullamento della delibera.
“Su 1.800 posti letto complessivi tagliati sulle acuzie, tra pubblico e privato, 700 ricadranno sui privati”
ricorda il presidente di Aiop Piemonte Giancarlo Perla che proprio nella discriminazione tra pubblico e
privato individua uno dei motivi del ricorso. “Su 1.500 posti letto totali di acuzie che vengono garantiti dal
settore, una riduzione di 700 equivale al 40 per cento. Mentre alle strutture pubbliche, a fronte di 11.500
posti letto per acuti, viene applicata una riduzione pari all’8,5 per cento. Una discriminazione evidente, ma
soprattutto insostenibile”. E questo non è il solo motivo su cui si basa il ricorso. Ci sono riferimenti a dati
che vengono rimarcati come inesatti e che sarebbero stati utilizzati per supportare la riorganizzazione
ospedaliera, così come c’è il mancato passaggio in Consiglio regionale della delibera. Una motivazione
questa che si trova pure negli altri ricorsi, quelli presentati da oltre cento comuni (dalla Valsusa al
Tortonese e all’Acquese), in attesa di essere esaminati dai giudici amministrativi. Tocca, dunque, ai
privati aprire quel fronte giudiziario che la giunta Chiamparino nonostante l’avvertimento à la guerre
comme à la guerre, non è riuscita ad evitare.
Leggi qui il ricorso Aiop