Giugno 2014 - Diocesi di Assisi - Nocera Umbra

N. 5 GIUGNO 2014 - ANNO XXXII - MENSILE Autorizzazione Trib. Perugia n° 660 del 7/03/1983
SAN FRANCESCO
PATRONO D’ITALIA
DA SETTANTACINQUE ANNI
2
Chiesa Insieme
GIUGNO 2014
Editoriale
SOMMARIO
San Francesco
Editoriale
patrono d’Italia
Veglia
Il
viaggio in
Focus
Passaparola
Carlo Cecconi
- pag. 2
- pag. 3
di preghiera
Terra
Reportage
santa
- pag. 4-5
Sinodo
diocesano
diocesano
- pag.6
Celebrazioni
ordinato sacerdote
We Care:
il
Papa
- pag.7
Primo Piano
incontra la scuola
pag. 8 - pag. 9
Una
Incontro
Formazione
dell’USMI
economia etica è possibile
San Rufino: Campo
Beato Angelo
da
Dalle
polivalente
Gualdo . Pieve
- pag.10
pag. -11
parrocchie
- Piandarca -
pag. 12
di
Compresseto
pag. 13
Progetti
Pellegrinaggio A.C./ Gustando Assisi - pag. 14
Assisi:
Iniziative & Eventi
i due
Papi
appuntamenti del mese di
LA PAROLA DEL VESCOVO
del vescovo
santi
- pag. 15
Giugno-Luglio
pag. 16
15 giugno 1939 - 15 giugno 2014
DA SETTANTACINQUE ANNI
SAN FRANCESCO
PATRONO D’ITALIA
Erano
anni di “regime”. Di lì a
poco sarebbero soffiati venti di guerra sull’Europa e sul mondo. Mons.
Giuseppe Placido Nicolini, grande vescovo della
Città serafica, ebbe l’intuizione di porre l’Italia
sotto la celeste protezione
di Francesco. Quasi invocazione preventiva di
pace. Raccolse adesioni:
quelle del mondo francescano, quelle altrettanto
calorose dell’episcopato
italiano. Si arrivò così al “breve”
datato 15 giugno 1939, in cui Pio
XII affidava l’Italia all’intercessione
del nostro Santo. Accanto a lui, altra
grande figura Caterina da Siena.
Oggi i settantacinque anni di questo
spirituale “patronato” vedono sul soglio di Pietro un papa di nome Francesco. Un colpo d’ala, mentre una
grave crisi sociale, morale, economica
e politica attanaglia la nostra nazio-
ne e getta una coltre di scetticismo
sull’Europa.
Cosa ci direbbe oggi il Santo di Assisi?
Ci riconsegnerebbe, ancora una volta,
il vangelo. Come fece con tutta la sua
vita. Dobbiamo tornare alla persona-vangelo che è Gesù. In lui la certezza che il Padre ci ama di un amore
immenso e misericordioso. In Lui la
possibilità di essere perdonati. In lui
la bussola per riprendere la strada
maestra e risalire la china dei
nostri fallimenti interiori, familiari, sociali, politici. Papa
Francesco, nell’Evangelii gaudium, ci ha chiesto di essere una chiesa missionaria che
torni ad annunciare con gioia, prima con l’esempio e poi
con le parole, la bella notizia
di Gesù. Ce lo ripromettiamo
come tema centrale del nostro
Sinodo.
I settantacinque anni di Francesco
patrono d’Italia sono un bell’arco di
tempo. Meritano di essere riletti in
questa chiave. Vengano pure celebrazioni e commemorazioni. Ma
Francesco chiede, più che ammiratori,
ascoltatori e imitatori. Almeno noi,
Chiesa del Poverello, non possiamo tirarci indietro.
+ Domenico, vescovo
Notiziario della diocesi di
Assisi - Nocera U. - Gualdo T.
Direttore responsabile: Vittorio Peri
In redazione: Marina Rosati Marco Fortebracci
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Stampa: Tipografia Metastasio
Chiesa Insieme
Focus
GIUGNO 2014
3
Il vescovo monsignor Sorrentino: “I ministri sono servitori, altro che giochi di poltrone”
VEGLIA PER L’ITALIA, MESSAGGIO
E BENEDIZIONE DEL PAPA
ASSISI – Grande partecipazione sabato sera, 7
giugno alla “Preghiera per
l’Italia” indetta dal vescovo della diocesi di AssisiNocera Umbra-Gualdo Tadino monsignor Domenico
Sorrentino congiuntamente
alle famiglie francescane e
al Comune di Assisi nella notte di Pentecoste. La
Basilica Superiore di San
Francesco era gremita,
personalità del mondo istituzionale, esponenti politici, religiosi e laici si sono
ritrovati a pregare per il Paese per intercessione del poverello di Assisi in occasione del 75esimo anniversario della
proclamazione di San Francesco patrono d’Italia. Anche Papa Francesco si è
unito alla preghiera attraverso un messaggio e una benedizione fatti pervenire
al vescovo Sorrentino dal Segretario di
Stato Vaticano cardinale Pietro Parolin.
“Sua Santità Papa Francesco rivolge il
suo cordiale pensiero, esprimendo vicinanza per la lodevole iniziativa – si legge
nella lettera – ed unendosi alle speciali
preghiere costì innalzate per l’amata nazione italiana, nella considerazione della
sua antica e ricca tradizione cristiana e,
ricordando con animo grato la continua
protezione del poverello di Assisi, affida
con rinnovato amore l’intero popolo alla
sua celeste intercessione perché si rafforzi nelle famiglie, nelle nuove generazioni e nei credenti tutti fede viva, ferma
speranza e carità
operosa. Il Santo
Padre – si legge
ancora - invoca
abbondanti
doni
del divino spirito
su codesta terra
santificata da così
particolare e misericordiosa presenza perché diventi
avamposto luminoso della nuova
civiltà dell’amore
e, mentre chiede
di pregare per lui
e per il suo universale ministero di successore dell’apostolo Pietro, per intercessione della Beata Vergine Maria e
del celeste patrono, imparte con affetto
l’implorata benedizione apostolica, propiziatrice di fecondo cammino sulla via
del bene”.
Di grande spessore poi l’omelia del vescovo che, partendo dalle letture della
veglia di Pentecoste, ha richiamato tutti
a un fare sui passi di Francesco. “La
nostra cultura globalizzata ci presenta
paradossali contrasti: da un lato, enormi
potenzialità, sul piano tecnico-comunicativo; dall’altro, grande confusione, stridenti disuguaglianze. Un mondo in cui
la violenza è di casa. E siamo così nella
torre di Babele: simbolo di un’umanità
che s’inebria del suo potere e lo vuole
manifestare con una torre che raggiunge
il cielo. Una sfida al Creatore. La conseguenza è la confusione delle lingue.
Non ci si intende più”. Monsignor Sorrentino
è poi entrato nel
merito della crisi
attuale: “Si era
costruita, a livello
mondiale, la torre
della finanza che
pretendeva
di
crescere sincera e a dismisura. Si è incrinata
come una torre
di carta, producendo a catena disastri
nell’economia internazionale. Aziende
chiuse, lavoratori sul lastrico, famiglie in
difficoltà. Dall’economia lo sguardo può
portarsi su altre criticità, almeno altrettanto gravi, se non più: dalla crisi della
fede, alla confusione dei valori morali,
alla fragilità della famiglia, al dissesto
ambientale, al difficile incontro tra le diversità, al faticoso rapporto con gli immigrati, alla questione giovani e anziani”. E
allora che fare? “La nostra preghiera –
ha continuato Sorrentino – si mette alla
scuola di Francesco. Ci sintonizziamo in
particolare con il suo Cantico, un Cantico pervaso di incanto, dove Francesco
ci invita a riconoscere la creazione come
un dono”. Parlando poi del conferimento
dei ministeri a una cinquantina di presenti delle varie parrocchie della Diocesi
monsignor Sorrentino ha fatto riferimento
alla politica: “La società, non meno della
Chiesa, ha bisogno estremo di uomini e
donne che sappiano vivere la vita come
servizio. La parola “ministro” significa
questo. Altro che gioco di poltrone: dire
consiglio dei ministri significa dire consiglio dei servitori”. E poi l’appello finale:
"Se vogliamo prendere sul serio il patrocinio di Francesco dobbiamo inaugurare
una stagione di vero dialogo civile, culturale, etico e politico”. 3
4
Chiesa Insieme
GIUGNO 2014
Reportage
Momenti ed emozioni del pellegrinaggio in Terra Santa organizzato dalla Diocesi
VIAGGIO NEL “QUINTO VANGELO”
Angela Boccali
Sono rientrati entusiasti i 31 pellegrini
che, accompagnati dal vescovo monsignor Sorrentino, insieme a don Girolamo Giovannini, padre Giovanni Raia,
padre Luca Paraventi e padre Giuseppe Battistelli, hanno fatto ritorno dalla
Terra Santa lo scorso 2 maggio. Prima
tappa del pellegrinaggio: Betlemme,
menzionata da Luca Evangelista come
“la città di David” proprio perché qui
nacque il secondo re d’Israele. Qui la
Basilica della Natività, il più antico luogo di culto della Terra Santa, racchiude quella grotta, luogo della nascita di
Gesù. Curioso il suo ingresso alto solo
1,20 m che porta tutti gli uomini, anche i più importanti della terra a inchinarsi per entrare. Proprio nella Basilica
della Natività il nostro vescovo, durante la concelebrazione eucaristica, ha
affidato alle preghiere di tutto il gruppo il Cammino sinodale diocesano che
trova nell’icona della Sacra Famiglia
auspicio e benedizioni. Significativa la
sosta dei pellegrini al fiume Giordano,
dove meditando sul brano del Vangelo
di Giovanni (3,1-16) hanno rinnovato
la Grazia del Battesimo ricevuto, sentendosi interpellati, come Nicodemo, a
rinascere dall’alto, da Acqua e Spirito
facendo morire quell’“uomo vecchio”
che è in ognuno di noi. Nella giornata di domenica 27, proprio mentre a
Roma i beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II venivano iscritti nell’Albo
dei Santi, il familiare gruppo di pellegrini si spostava nella città di Nazareth. All’interno della Basilica dell’Annunciazione, luogo dove era costruita
la casa in cui l’angelo Gabriele parlò
a Maria, l’iscrizione “verbum caro hic
factum est” ricorda che qui, nel grembo della Vergine, Dio si è fatto uomo.
Dopo l’ascesa al Monte Tabor, il monte della Trasfigurazione, dove Gesù
ha mostrato per qualche istante la sua
divinità ai tre apostoli che aveva condotto con sé, il gruppo ha fatto sosta
a Cana di Galilea luogo nel quale Maria comprende come sia finita la sua
maternità biologica e iniziata la sua
maternità universale. Durante la celebrazione eucaristica, gli sposi presenti
hanno rinnovato le promesse matrimoniali con la benedizione e lo scambio
A Gerusalemme
ognuno ha vissuto
in maniera personale la passione
di Gesù, ha portato in spalla
la Sua Croce attraverso
la via dolorosa.
delle fedi. Il pellegrinaggio è proseguito a Tabgha luogo dei tre ricordi evangelici: la moltiplicazione dei pani, l’apparizione di Gesù risorto agli Apostoli
e le Beatitudini. Nello stupendo scenario di mare e di monti ha risuonato il
Vangelo di Marco (Mc 6,34-44) sulla
moltiplicazione dei pani, che ha fatto
meditare sul lato umano di Gesù che
prova compassione per quella folla,
che vede come pecore senza pastore. Il Vangelo delle parabole è entrato
ancora di più nel cuore dei pellegrini quando hanno percorso in barca il
mare di Galilea dove Gesù comandò al
vento e alle onde e poi rimproverò gli
apostoli come “Gente di poca fede...” .
La giornata si è conclusa a Cafarnao,
“la città di Gesù” luogo dove scelse
Pietro e altri Apostoli, vi compì numerosi miracoli, pronunciò nella Sinagoga
il discorso sull’Eucarestia e luogo della nascita della prima chiesa domestica; a Cafarnao infatti si trasformò
in chiesa la casa
del Principe degli Apostoli: Pietro. Ultima tappa
del pellegrinaggio
è stata Gerusalemme, raggiunta facendo sosta
prima nella città
di Sicar, l’antica
Sichem presso il
pozzo di Giacobbe, luogo dell’incontro di Gesù
con la samaritana. A Gerusalem-
Chiesa Insieme
Reportage
me ognuno dei pellegrini ha vissuto in
maniera personale la passione di Gesù,
ha portato in spalla la Sua Croce attraverso la via
dolorosa,
ha rivissuto
il tradimento di Pietro
nel santuario di San
Pietro
in
Gallicantu,
ha sostato
accanto alla
scala santa percorsa
da
Gesù
condannato a morte.
La
visita
al
Santo
Sepolcro
ha turbato
sull’altura
del Calvario e fatto
gioire nella
stanza della Resurrezione, ci ha ricordato
Maria nella sua sofferenza di Madre. Al
Getsemani, durante la messa nella Dominus Flevit, l’ormai familiare gruppo ha
rivissuto il monito di Gesù pronunziato
tra le lacrime (Lc. 13,31-35). Si è fatta
memoria di come in questo luogo Gesù
si ritirò a pregare in colloquio intimo e
segreto con il Padre, prima di essere tradito, fustigato, incoronato di spine, denudato, deriso e crocifisso; di come sopra
una pietra levigata sudò sangue. Accanto
a Gesù, Maria: la visita alla Sua Tomba, luogo anche della Sua Assunzione
in cielo, alla Basilica della Dormizione e
alla Basilica e cripta della Visitazione ha
ricolmato tutti di gioia e speranza.
Alla fine di questo pellegrinaggio comune
per tutti è stata la convinzione che recarsi
in Terra Santa è un’esperienza spirituale
unica nel suo genere. Seguendo infatti le
orme di Cristo, poiché qui la Parola ha
preso corpo, il cristiano può mettersi in
diretto contatto con l’ambiente in cui “il
Verbo si fece carne e venne ad abitare in
mezzo a noi” (Gv 1,14) avvicinandosi di
più a Lui e scoprendo le radici della fede
cristiana. Giustamente la Terra Santa è
stata definita “il Quinto Vangelo”. 3
GIUGNO 2014
5
La difficile situazione dei cristiani
A Gerusalemme il gruppo diocesano ha incontrato il direttore della Caritas Fr.
Read Abusahlia e il Patriarca Fouad Twal. Entrambi hanno ribadito la difficile
situazione dei cristiani in Terra Santa. L’instabilità politica e la divisione anche geografica che esiste tra israeliani e palestinesi crea tensioni quotidiane
che spesso non si riesce a fronteggiare. Gerusalemme in particolare si sta
spopolando di cristiani a causa anche delle legislazione israeliana che impedisce la libera circolazione all’interno del territorio minando la comunione
tra gli stessi abitanti. Molte speranze sono state riposte nella visita di Papa
Francesco apprezzato da tutti i capi religiosi. Il Patriarca affida alle preghiere
di tutti noi questo precario equilibrio politico e religioso della Terra Santa. 3
Gerico e la pacifica convivenza
Durante la visita alla parrocchia di Gerico il gruppo diocesano ha incontrato
il parroco fra Mario Hadchity e fra Antony per un momento di profonda convivialità durante il quale ci hanno fatto testimonianza della loro esperienza
di servizio nella complessa realtà di Gerico. Questa cittadina palestinese
conta circa 30.000 abitanti, la comunità cristiana è rappresentata da un
piccolo nucleo di famiglie (500 persone circa) il resto della popolazione è
di religione musulmana, ma questo non impedisce una pacifica convivenza
che va addirittura oltre, spingendosi verso la collaborazione in un progetto di
educazione comune dei bambini e ragazzi: la Terra Santa School di Gerico
di cui padre Mario ne è direttore. Questa scuola accoglie circa 500 allievi
(ragazzi e ragazze), di cui solo 36 sono cristiani: in fondo se questi bambini
studiano insieme quando sono piccoli riusciranno a crescere insieme senza
pregiudizi da grandi. 3
6
Chiesa Insieme
GIUGNO 2014
Sinodo diocesano
PASSAPAROLA SINODALE
Padre Francesco De Lazzari *
Siamo
in consultazione. Significa:
tutti chiamati a dire la nostra. Ma
come cristiani che amano l’esserlo, il
praticarlo, il testimoniarlo. Come cristiani che ascoltano la Parola di Dio
per parlare delle cose di Dio. Cose
alte, rivelate a chi si fa piccolo. A chi
non si fa incatenare dall’orgoglio o
dal vivere per se stesso. Cose alte rivelate a chi desidera amare davvero,
disponibile ad andare oltre l’amore
umano e ricevere quello divino.
Il Sinodo è dono, è grazia, non solo
per sinodali che il prossimo anno affronteranno il tema centrale, l’evangelizzazione, ma per tutti. Tutti siamo
Chiesa che riflette su se stessa davanti al suo Signore Gesù. Chiesa che
si interroga, si verifica, progetta il suo
futuro, programma il suo andare nel
mondo, forte nel nome di Colui che
la manda. Chiesa che vive e porta
il Vangelo, porta Gesù. Dopo averlo
ascoltato.
Dopo che si è lasciata evangelizzare
da Lui. Chiesa in costante desiderio di
rinnovarsi in Lui per portarlo nel cuore
di ogni battezzato. Per poi portarlo agli
altri, che lo hanno smarrito o ancora
non lo conoscono, con l’annuncio della Parola, della testimonianza e del
servizio.
In definitiva si tratta di percorrere le
sue orme, essere discepoli che fanno i
compiti ovunque vivano.
E, così, il dono ricevuto si trasforma
in dono per gli altri. Lapidario l’evangelista Giovanni: “Quello che era da
principio, quello che noi abbiamo udito,
quello che abbiamo veduto con i nostri
occhi, quello che contemplammo e che
le nostre mani toccarono del Verbo
della vita – la vita, infatti si manifestò,
noi l’abbiamo veduta e di ciò vi diamo
testimonianza e vi annunciamo la vita
eterna...”(1Gv 1,1-2).
Ecco il dono, esperienza di grazia.
Giovanni incontra Gesù in un’ora che
non dimenticherà mai: “ Erano le quattro del pomeriggio” (Gv 1,35).
Giovanni e Andrea erano ricercatori di
qualcuno che desse senso pieno alla
loro vita. Discepoli di Giovanni il Battista, ne accolgono l’indicazione: “ Fis-
sando lo sguardo su Gesù che passava, disse (loro): “Ecco l’Agnello di Dio,
colui che toglie il peccato del mondo”
(Gv 1,29).
Un passaparola fecondo. I due lasciano Giovanni Battista e seguono Gesù.
Sono frutto di una evangelizzazione–
conversione ricevute da Giovanni e
accompagnate dalla sua testimonianza.
C’è di più. I due vengono introdotti ad
un incontro che cambia loro la vita.
Per questo ricordano l’ora. Seguono
Gesù, e Gesù riconosce i loro passi
interiori verso di Lui. Li interroga: “Che
cosa cercate”. Gesù non dà una risposta alla loro richiesta “dove abiti”, ma
offre un invito: “Venite e vedrete”.
La vita è tutta un cercare, parole ed
esperienze, fino a quando non arrivi
ad ascoltare parole e vivere esperienze nelle quali ti senti chiamato e coinvolto. Per Giovanni erano le quattro
del pomeriggio. Insieme ad Andrea entrarono nella casa del Maestro. Entrare
in casa di un altro, di chi ti ha invitato,
significa entrare nella sua intimità, imparare a vivere la sua esperienza di
vita. E, così, Giovanni e Andrea abitano con Gesù. Gesù è affascinante,
illuminante, penetrante.
Andrea e Giovanni “rimasero con Lui“.
Ma non si fermano in casa. Iniziano a
partecipare alla sua missione. Camminano con Lui e, come Lui, chiamano.
Parlano di Lui, dell’esperienza nuova
e appagante che stanno vivendo. Non
riescono a contenerla.
Lungo il cammino Andrea incontra
Simone suo fratello e lo conduce da
Gesù. Gesù fissa lo sguardo su Cefa.
Gli cambia nome,
Pietro, quasi volesse
annunciargli la missione che riceverà.
E’ un passaparola,
diremmo noi oggi.
Poi arrivano Filippo,
Natanaele, arrivano
gli altri. Sono sempre
in aumento. Formano
una comunità, una
famiglia. Una nuova famiglia. Non di
sangue, ma raccolta
e formata da Gesù
maestro. Con i nuovi discepoli partecipa ad una festa di
nozze a Cana di Galilea. C’era anche
la Madre di Gesù.
C’era Giovanni. a distanza di molti
anni ricorda molto bene il dialogo di
Maria con Gesù. Ricorda il doppio miracolo: l’acqua trasformata in vino e la
fede dei suoi discepoli, “credettero in
Lui” (cfr Gv 2,1-11), Gesù.
Siamo in consultazione, passaparola del Sinodo. Il passaparola deve
funzionare soprattutto quest’anno. Una
parrocchia dice all’altra. Un gruppo
all’altro, una comunità religiosa all’altra. Un battezzato all’altro. Anche un
non credente ad un altro. Dice che
cosa? Ciò che pensa, ma soprattutto
ciò che propone, dopo aver pregato e
riflettuto sugli argomenti fondamentali
del Sinodo. Il Sinodo non crea opinioni, non inventa nulla. Indica le strade migliori per vivere il Vangelo oggi
guardando in alto e al futuro.
Così si diffonde la Parola di Dio. Si
scopre il senso di appartenenza alla
Chiesa, di corresponsabilità nella
Chiesa.
Da cristiani muti a cristiani altoparlanti
della Parola di Gesù. Non è già questo
Sinodo? Il “si è fatto sempre così” e
“una volta era così” non funzionano. Il
passaparola sì. Perché tutti possiamo
partecipare, diventare discepoli, essere
passaparola, vivere la nostra appartenenza a Cristo Signore, alla Chiesa,
alle nostre famiglie sposate nel Signore, alle nostre comunità parrocchiali,
casa del Signore. E questo è già Sinodo. 3
* Segretario del Sinodo
Chiesa Insieme
GIUGNO 2014
Celebrazioni
7
in cerca dell’amore gratuito
Carlo Cecconi ordinato sacerdote, il suo racconto e i momenti più suggestivi della celebrazione
Suor Maria Rosaria Sorce
ASSISI – “Non ho avuto un incontro
speciale come San Francesco con il
bacio del lebbroso, è stato tutto un
cammino di conversione. Certamente
il primo passo è stato l’esperienza del
Mato-Grosso; lì, la scelta della missione, quando ho visto le foto dei poveri
mi sono chiesto perché io sono ricco, con tutte le scelte possibili, mentre
loro non hanno nulla? E dietro questo
senso di colpa per la mia ricchezza,
il mio cammino di conversione, come
il figliuol prodigo. Mi sono sentito il figliuol prodigo”. Così Carlo Cecconi il
24 maggio si è presentato al cospetto
dell’amore gratuito, che ha cercato per
tutta la vita. La solenne celebrazione
eucaristica nella cattedrale di San Rufino per la sua ordinazione presbiterale
è stata presieduta dal vescovo monsignor Domenico Sorrentino e concelebrata da numerosi sacerdoti tra cui
il rettore del seminario regionale di
Assisi don Carlo Franzoni. Suggestivi i momenti della consacrazione, il sì
alla chiamata del
vescovo; la presentazione
del
suo
cammino
di
formazione;
l’invocazione
dell’intercessione
dei santi della
Chiesa trionfante
prostrato a terra consapevole
di un vuoto che
si ricolma della
pienezza di Cristo; l’imposizione
delle mani del
vescovo e dei
confratelli sacerdoti; la consegna del
calice e della patena; l’essere rivestito dei paramenti sacri; l’accoglienza e
l’abbraccio dei confratelli sacerdoti, in
un applauso unisono con la bellezza e
la gioia dei canti.
Carlo, come ti senti prima di donarti
totalmente a Cristo?
“Mi sento vuoto, vuoto… e sento di
dire: Solo grazie… l’amore gratuito di
Dio, l’Amore Gratuito, domani sarò sacerdote e lo saprò”.
E la tua famiglia? Che ruolo ha avuto? Abbiamo sentito nella ricostruzione della tua vocazione la loro testimonianza, il loro grazie, il papà è ora
anche diacono.
“Non è stato facile! La mia famiglia
ha messo alla prova la mia vocazione,
e la ringrazio per questo. Inizialmente
mi ha bloccato ma ora sono contenti. Ricordo quando un giorno venne a
casa padre Tobi dell’operazione MatoGrosso e parlò a mio padre della storia
di Francesco e Chiara. Lui ascoltò e
poi disse: ‘Si capisco tutto quello che
dite voi, di Francesco, di Chiara, ma
quanto capisco e mi fa pena Pietro Di
Bernardone…”.
L’esperienza profonda interiore che
ha fatto scattare in te la scelta definitiva del sacerdozio, sapresti esprimerla?
“Il Signore mi ha condotto per mano,
io andavo via di casa, cercando emozioni, successo, omaggi, quale pub o
discoteca per passare la serata, ma
in questo cammino di conversione ho
incontrato l’amore gratuito che mi ha
conquistato. Poi nel Perù preparando i
bambini all’Eucaristia ho scoperto che
nell’Eucaristia, era l’amore gratuito che
cercavo, era tutto lì, non lontano ma
vicino a me”.
Domanda consueta: un messaggio ai
giovani?
“E’ difficile, sono tanti e così diversi,
a ciascuno ci sarebbero tante cose da
dire. Ma l’unico vero messaggio è che
Gesù è tutto, è inutile andare in giro,
lontano a cercare e trovare emozioni
o la spiritualità; l’amore è lì, invece,
a pochi passi da te. Lo stesso per
i poveri, che ho conosciuto: tanti diversi, da sfamare, ma ho compreso
anche che le povertà spirituali sono più
grandi, e anche lì Gesù, l’Eucaristia è
tutto”.
Nelle tue esperienze con i poveri qual
è secondo te la povertà più grande?
“L’aborto, ammazzare un innocente e
con tutte le conseguenze che ho toccato con mano, tante anche in Perù.
Quante ragazze ho conosciuto che
per questo soffrono tutta la vita, che
nemmeno riescono a manifestarlo, che
tengono dentro e devi far in modo che
esca fuori il dramma”.
Quali sentimenti, cosa provi in questo
momento?
“Gratitudine e basta, solo grazie, non
posso lamentarmi più di nulla”.
Alla fine una festa di comunità viva,
famiglia allargata, che ti ha amato e
conosciuto nel senso biblico del termine, al Centro pastorale Regina Pacis
come dono del bene che ci hai donato
e che ti vogliamo. Auguri Don Carlo!
3
8
Chiesa Insieme
GIUGNO 2014
Primo piano
“We care” e Papa Francesco
in tanti anche dall’Umbria all’ incontro con il
Santo Padre
Anna Maria Bettuzzi
ROMA - Tra una festa di volti, colori,
striscioni delle scuole, in un clima di
incontenibile gioia, il 10 maggio piazza
San Pietro e le zone limitrofe fino a
Castel Sant’Angelo si sono riempite
di 300.000 ragazzi, insegnanti, genitori. E’ la festa della scuola italiana,
nell’incontro con Papa Francesco: la
risposta alla convocazione della CEI,
numerosa oltre ogni attesa. Ci si stava
preparando da un anno all’evento, da
cui emerge la grande rilevanza che la
Chiesa attribuisce alla scuola.
“We care”
La Chiesa per la scuola
ricordando don Milani
Si rievoca, così, il motto caro a Don
Lorenzo Milani: “I care”, “Mi sta a cuore”, scritto, come vivamente scolpito,
all’interno della scuola di Barbiana
e nel cuore di tanti. Ci troviamo nel
vivo del decennio che la CEI dedica
all’educazione, e questo incontro di
tutta la scuola italiana, statale e paritaria insieme, assume un rilievo di
grande importanza. Dalla nostra Diocesi e dall’Umbria sono partiti molti pullman, in rappresentanza delle
migliaia di studenti e insegnanti che
popolano i nostri istituti. E tanti altri
avrebbero desiderato partecipare.
Francesco percorre sulla papamobile
piazza San Pietro e via della Conciliazione, tra l’esplosione di gioia dei
presenti. Infine, il saluto commovente,
l’abbraccio, ad uno ad uno, ai molti disabili, ai piedi del sagrato. La presenza del Santo Padre fa sentire quanto l’impegno di studenti, insegnanti e
personale tutto sia degno di grande
attenzione e affetto. Piazza San Pietro appare trasformata in un’immensa
aula scolastica, in attesa di un maestro d’eccezione: Papa Francesco.
Al suo arrivo, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della CEI, e il ministro della Pubblica Istruzione, Stefania Giannini, rivolgono al Pontefice
il loro indirizzo di saluto. Personalità
del mondo della scuola e dello spetta-
colo, con le loro testimonianze, dense
di gioie, di problematiche, di realizzazioni, contribuiscono a creare il clima
di attenzione e consapevolezza: molte
testimonianze dei rappresentanti delle
scuole evidenziano tenacia nel perseguire gli obiettivi, competenze, capacità
creative e critiche di altissimo livello.
Uno sguardo che ti fa crescere
La scuola apre alla realtà,
è luogo di incontro
e di confronto
Il Santo Padre così esordisce: “Si vede
che questa manifestazione non è “contro”, è “per”! Non è un lamento, è una
festa per la scuola!... Sappiamo bene
che ci sono problemi, ma siamo qui,
perché amiamo la scuola. Io l’ho amata
da alunno, da studente, da insegnante
e poi da Vescovo”. Francesco sviluppa
la sua bellissima lezione in diversi punti, a far comprendere il suo amore per
la scuola e la funzione di una scuo-
la vera. “Perché amo la scuola?” Ho
un’immagine…Non si cresce da soli.
E’ sempre uno sguardo che ti aiuta a
crescere”. Ricorda lo sguardo della sua
maestra, che mai ha dimenticato. “Lei
mi ha fatto amare la scuola”.
“Amo la scuola perché è sinonimo di
apertura alla realtà. Almeno, così dovrebbe essere”. Il Papa continua, quasi a dipingere, a scolpire con grande
efficacia e semplicità, indicando altri
motivi del suo amore alla scuola: “Andare a scuola significa aprire la mente
e il cuore alla realtà, nella ricchezza
dei suoi aspetti. E non abbiamo diritto
di avere paura della realtà!…Se uno
ha imparato ad imparare – questo è
il segreto, imparare ad imparare! - ,
questo gli rimane per sempre. Lo insegnava anche un grande educatore
italiano, che era un prete, don Milani.
Gli insegnanti sono i primi che debbono
restare aperti alla realtà. Se un insegnante non è aperto ad imparare, non
è un buon insegnante; i ragazzi “hanno
Chiesa Insieme
Primo piano
GIUGNO 2014
9
incontra il mondo della scuola
nel suo consueto stile diretto e dialogico, lo ripete insieme alla grande classe
riunita in piazza San Pietro: “Per educare un figlio ci vuole un villaggio!”.
La missione della scuola:
sviluppare il senso del vero,
del bene e del bello
fiuto”, e sono attratti dai professori che
hanno un pensiero aperto, “incompiuto”, che cercano un “di più”, e così
contagiano...
La scuola è un luogo d’incontro.
Noi oggi abbiamo bisogno di questa
cultura dell’incontro per conoscerci,
amarci, camminare insieme. La famiglia – soggiunge Francesco – è il primo nucleo di relazioni. La scuola è la
prima società che integra la famiglia.
La famiglia e la scuola non vanno mai
contrapposte…”. Qui Papa Francesco
cita un proverbio africano a lui caro e,
“Amo la scuola perché ci educa al
bene, al vero e al bello. L’educazione
non può essere neutra. O è positiva
o è negativa; o arricchisce o impoverisce; o fa crescere la persona o
la deprime, persino può corromperla…
Nell’educazione è sempre più bella
una sconfitta pulita che una vittoria
sporca. La missione della scuola è di
sviluppare il senso del vero, del bene,
del bello. E questo avviene attraverso un cammino ricco, fatto di tanti ingredienti. Ecco perché ci sono tante
discipline! Lo sviluppo è frutto di diversi elementi che agiscono insieme e
stimolano l’intelligenza, la coscienza,
l’affettività, il corpo. In questo modo
coltiviamo in noi il vero, il bene, il bello; e impariamo che queste tre dimensioni non sono mai separate, ma sempre intrecciate. Questi tre elementi ci
fanno crescere e ci aiutano ad amare
la vita. La vera educazione ci apre alla
pienezza della vita! Nella scuola non
solo impariamo conoscenze, contenuti,
ma anche abitudini e valori. Auguro a
tutti voi, genitori, insegnanti, persone
che lavorano nella scuola, studenti,
una bella strada nella scuola, che
faccia crescere le tre lingue che una
persona matura deve saper parlare:
la lingua della mente, la lingua del
cuore e la lingua delle mani. Ma,
armoniosamente, cioè pensare quello che tu senti e quello che tu fai;
sentire bene quello che tu pensi e
che tu fai; e fare bene quello che tu
pensi e che tu senti…E, per favore,
non lasciamoci rubare l’amore per la
scuola! Grazie!”.
Il Santo Padre termina l’incontro con
la richiesta di una preghiera per coloro che lavorano nel mondo della
scuola e affidando alla Madonna tutta la realtà scolastica italiana. 3
Chiesa Insieme
10 GIUGNO 2014
Formazione
DONO E MISSIONE: BINOMIO PERFETTO
Incontro dell’USMI a Santa maria degli Angeli con don Roberto Repole della diocesi di Torino
Suor Jose Dongu *
ASSISI - Il 26 aprile, presso la casa
di Spiritualità delle Suore francescane
Missionarie di Gesù Bambino a Santa
Maria degli Angeli, noi religiose abbiamo vissuto un incontro sulla missione
come dono, organizzato dall’Usmi regionale e animato da don Roberto Repole della diocesi di Torino (nella foto).
Dopo aver presieduto la celebrazione
eucaristica, in cui ci ha ricordato che
la nostra fede è autentica se sentiamo
l’urgenza di testimoniare Cristo, don
Roberto ha tenuto la sua
riflessione, soffermandosi
anzitutto sul rapporto tra
Vangelo e gioia. Diversa
dal piacere, caratterizzato dalla sua breve durata,
la gioia è insita nel nome
stesso del Vangelo: è la
notizia per eccellenza del
Vangelo, del lieto annuncio
rivolto agli uomini. Ha quindi evidenziato come, ai nostri tempi, due fatti manifestino la crisi di fede: da un
lato la situazione economica rende evidente una crisi
dell’uomo, indotto ormai a
sentirsi una cosa, oggetto
di scambi commerciali, per
cui Dio è sostituito dall’idolo denaro;
dall’altro la crisi culturale diffonde un
grave relativismo, anche sul fronte
delle idee, ma soprattutto su quello
pratico. In tale contesto la Chiesa è
chiamata a riformarsi. Nel quadro della
secolarizzazione, che sembra segnare
la fine della cristianità, solo una Chiesa
più sinodale, capace di chiedersi come
essere missionaria, può portare efficacemente il Vangelo. È una grande
opportunità per riscoprire la categoria
del dono, dell’annuncio come offerta,
semplice e sempre bella. La Parola,
i sacramenti, soprattutto l’Eucarestia,
sono doni: possono risultare anche imbarazzanti, perché facendo un dono si
entra nello scambio. Attorno ad ogni
dono si stabilisce un’ospitalità reciproca, in cui sia chi dona sia chi riceve
con riconoscenza crea uno spazio e
ospita l’altro. La Chiesa esiste in forza di un dono doppio: Dio ha donato
suo Figlio e il Figlio ha donato la sua
vita, esalando lo Spirito. È questo che
permette alla Chiesa di esistere. E noi
credenti come esprimiamo questa reciprocità? È la fede il nostro contro-dono, che esprimiamo nel rendimento di grazie della liturgia,
la quale però non esaurisce
lo scambio del dono ricevuto.
La liturgia, anzi, ci chiama a
continuare a donare ciò che
abbiamo ricevuto anche oltre
il suo termine. C’è allora da
chiederci se anche noi viviamo con gioia il Vangelo come
la Buona Notizia, se accogliamo il dono che Cristo ci
ha fatto, se viviamo la fede
come un atto non statico, ma
dinamico, irrinunciabilmente
missionario. 3
* Sorelle Francescane
della Carità
Il vescovo con i dirigenti scolastici per avviare un percorso sui passi di Francesco
UN LABORATORIO DI RICERCA, A PARTIRE DALLA SFIDA EDUCATIVA
ASSISI - La “Sala della spoliazione” è divenuta da anni
centro degli incontri del vescovo, monsignor Domenico Sorrentino, e della commissione per l’Educazione e la Scuola con i dirigenti scolastici. Lo stile aperto ed amicale, il
confronto costruttivo sui grandi temi educativi, ha rivelato il
volto di un’esperienza attesa con interesse ed empatia. Vari
appuntamenti hanno segnato il cammino, dopo l’elezione di
Papa Francesco, per meglio cogliere il gesto carico di significati dell’accensione, da parte dell’Umbria, della lampada
che arde accanto alla tomba di San Francesco. Si avvertiva
la possibilità che il Papa giungesse, pellegrino in questa
terra, a vivere ad Assisi la festa del Santo, dopo l’elezione
al soglio di Pietro. Evento sorprendente, dai connotati non
facilmente prevedibili. Così, si rifletteva negli incontri sulla
figura di San Francesco, anche alla luce di Papa Francesco e della sua straordinaria carica umana e profetica.
Si pensava di approfondire la storia del Santo, ponendola
al centro di un percorso nelle scuole, “sui passi di San
Francesco”. Ci si interrogava sulla personalità del
nuovo Pontefice, capace
di coinvolgere tanti, all’interno della Chiesa e tra i
“lontani”. Un “laboratorio”
di ricerca, colto dall’elezione di Papa Francesco, venuto “dalla fine
del mondo”, ma nel solco
della tradizione che affonda le radici nel tempo e
nel più recente Concilio
Vaticano II. Si ricordava
il “Patto delle catacombe”, firmato al termine del
Concilio da molti Pastori
delle Chiese più lontane
Chiesa Insieme
GIUGNO 2014
Formazione
11
UN’ECONOMIA ETICA E’ POSSIBILE
Da Assisi un messaggio e un’azione concreta contro il gioco d’azzardo
Marina Rosati
ASSISI - Un nuovo modello di sviluppo,
di economia che non si basi sull’autoreferenzialita’, sul mero profitto e il guadagno immediato. Alla luce della crisi che
si sta facendo sempre più spazio che da
un lato fa vedere il suo volto più cupo
nella disoccupazione e dall’altro il lavoro
totalitario che assorbe completamente
l’esistenza di chi si getta a corpo morto
nella propria professione è necessario
rimettere al centro la persona e il suo
sviluppo integrato. Ed è dall’Umbria che
parte un nuovo corso di studi dell’Università di Perugia in Filosofia ed etica
delle relazioni con indirizzo proprio in Filosofia ed economia civile, presentato il
30 maggio all’istituto Serafico di Assisi
nel corso del convegno dal titolo: “Verso
un nuovo modello di sviluppo: etica ed
economia” che ha chiuso
la seconda edizione della
Scuola diocesana di formazione socio-politica “Giuseppe Toniolo”. Si tratta del
primo corso di laurea in Italia su Filosofia ed economia
e l’Umbria, anche grazie a
questo nuova formazione
viene sempre più a qualificarsi quale riferimento in
tale ambito. Una serie di
interventi specifici, mirati,
appprofonditi da un punto di
vista sociologico, filosofico
ed economico moderati dal
presidente dell’Istituto Serafico Francesca Di Maolo, si sono soffermati sul concetto di “bene comune”, sulla necessità
di ripensare l’economia in maniera differente ovvero capovolgendo l’idea diffusa
che il mercato sia qualcosa di diverso
dal civile. A sottolinearlo è stato in prima battuta il vescovo di Assisi monsignor Domenico Sorrentino e i professori
Massimiliano Marianelli e Luigi Cimmino
che hanno puntato l’attenzione anche
sulla connessione importante, fondamentale con il terzo settore, rappresentato dal presidente di Confcooperative
Andrea Fora. Il nesso comune che ha
legato i vari interventi, tra i quali quelli
del professor Carlo Andrea Bollino e del
professor Francesco Russo, parte dalla
constatazione che non bisogna proporre
un nuovo modello di economia, ma re-
che, dopo una celebrazione alle catacombe di
Domitilla, si impegnarono a condividere la povertà del proprio popolo, nella sequela fedele
di Gesù. Il futuro Papa
Bergoglio aveva condiviso tali stili di vita, nel
clima post-conciliare. Si
rifletteva sulla valenza
del nuovo pontificato:
sarebbe accaduto, con
Papa Francesco, ciò che
alcuni ritenevano possibile, l’abbattimento cioè
del muro tra i vari Nord
e Sud del pianeta, come
cuperare i suoi valori. C’è bisogno di un
mercato e di un welfare che sappiano
rispondere alle esigenze reali delle persone, che sappiano riappropriarsi delle
relazioni riannodando l’economia al suo
fine: l’uomo. E il rispetto dell’essere
umano inteso nel senso più ampio del
termine è stata al centro anche dell’ultima parte del convegno che ha visto i
partecipanti, i relatori e lo stesso vescovo Sorrentino dare vita al primo aperitivo “SlotMob” della città di Assisi nel
bar Bibiano, esercizio pubblico di Luigino Rossetti che ha deciso di bandire
le slot machines dalla propria struttura.
“Un’iniziativa - ha detto una delle referenti della Scuola socio-politica “Toniolo”
Stefania Proietti - che è solo un primo
inizio per un grande evento contro il gioco d’azzardo che si farà nel territorio”.E
per concludere un bel selfie per ricordare questo nuovo corso economico, etico
e sociale che è partito da Assisi. 3
era avvenuto con San Giovanni Paolo II che contribuì al
crollo del muro tra Est ed Ovest? Si sarebbe sviluppata una
viva coscienza in ordine alla “globalizzazione della solidarietà”, per cominciare a sconfiggere le più gravi povertà? In
tale spirito, ci si preparava a ricevere il Santo Padre e ci
si dava appuntamento in vescovado a marzo, per considerare l’invito del Papa all’udienza del 10 maggio, rivolto alla
scuola italiana. Veniva spontaneo, allora, donare ai partecipanti l’Esortazione apostolica di Papa Francesco “Evangelii
gaudium” che vede nell’integrazione sociale dei poveri e nel
dialogo per la pace i punti decisivi per il futuro dell’umanità: documento importante, da conoscere almeno sul piano
culturale anche da parte di chi, non esplicitamente cristiano,
cammini in ricerca della verità. La formazione, intesa come
esperienza profonda, che orienti tutta la vita, può offrire un
contributo fondamentale a mutare il corso della storia, la
storia dei popoli. 3
Anna Maria Bettuzzi
Chiesa Insieme
12 GIUGNO 2014
Dalle Parrocchie
UN NUOVO SPAZIO PER I GIOVANI DI ASSISI
Campo da calcetto a uso polivalente inaugurato dietro la cattedrale di San Rufino
Suor Maria Rosaria Sorce
ASSISI - Lunedì 2 giugno si è svolta
l’inaugurazione di un nuovissimo, efficientissimo e simpatico campetto da
calcetto e polivalente che per iniziativa
del parroco della cattedrale don Cesare Provenzi è stato allestito alle spalle
della stessa in via del Turrione. Il vescovo di Assisi Monsignor Domenico
Sorrentino, presenti il sindaco Claudio
Ricci e la giunta comunale, genitori ed
amici della comunità parrocchiale di
San Rufino, ha inaugurato la nuova
struttura tra l’entusiasmo di tantissimi
giovani e giovanissimi del catechismo,
del post-cresima e scout. Al vescovo
l’onore della messa in campo e del
calcio in porta della prima palla, poi
un amichevole scontro tra sindaco e
vescovo alternativamente in porta e
all’attacco; infine, il tradizionale taglio
del nastro e la benedizione con le parole paterne del presule il quale rilevava “Domina in questa cornice il verde
del campetto e della natura intorno e il
verde è il colore della speranza, la speranza che questo luogo sia sempre più
spazio vitale di relazioni, di amicizia,
di crescita, d’incontro dei più giovani
che ci auguriamo possano sperimentare in questo luogo la bellezza e la gioia del sano divertimento sportivo e la
freschezza entusiasta dell’aggregazione giovanile”?. Poi il sindaco Claudio
Ricci evidenziava quanto sia sempre
un momento rilevante e gioioso l’apertura di uno spazio per i ragazzi, un
tuffo per molti nei ricordi dell’infanzia.
L’inaugurazione è
stata coronata dal
primo torneo di calcio organizzato da
don Carlo Cecconi
con i seminaristi
Niccolò e Simone,
in canpo i primi a
scendere i ragazzi
più piccoli del catechismo poi quelli
del post-cresima.
Intanto il parroco
con il vescovo e la
Giunta comunale hanno visitato i locali della nuova sede - scout, posta
proprio sull’abside della cattedrale “segno – indicava mons. Sorrentino, - di
quanto tutto ciò che si compie in questi
locali sia sempre un cammino che ci
prende la parola a uno scout che a
nome di tutti ha voluto ringraziare don
Cesare con il dono di un tradizionale
bastone antico conservato dall’associazione scout, segno di riconoscenza
per avere finalmente una sede ed essere stati accolti da lui proprio
come pecore dal proprio pastore ed è in questa veste che
gli scout lo sentono vicino al
loro cammino. Il pomeriggio è
continuato all’insegna del gioco: partita in campo e giochi
animati dagli scout all’interno
della sede e all’aperto intorno
al campo immerso nel verde.
Un’oasi di spensieratezza, di
profonda attenzione ai giovani
le cui solitudini lasciano troppo
spesso indifferenti un mondo in crisi
e troppo indaffarato per occuparsi di
loro. Un accorato e sentito grazie è
sgorgato dalle labbra e dal cuore di
tutti, in specie dei più piccoli, a don
Cesare Provenzi che con la sua attenzione al mondo giovanile e ai suoi
bisogni, per la sua creatività pastorale
e sensibilità verso i giovani, ha reso il
centro pastorale di San Rufino sempre più un punto di riferimento e di
attrazione per le nuove generazioni di
Assisi. 3
DA PIANDARCA IL MESSAGGIO SI RINNOVA
Ricordata la fondazione del Terzo ordine francescano e la predica agli uccelli
ASSISI - Il 1° giugno, in ricordo
della fondazione del Terzo Ordine
Francescano e della “Predica agli
uccelli”? di San Francesco, si è
svolta una partecipata processione a Piandarca.
E’ seguita la santa messa all’edicola, celebrata da padre Mauro Gambetti, custode del Sacro
Convento di Assisi. Una bellissima giornata di sole, con molte
persone presenti, tra cui il neo
sindaco di Cannara, Fabrizio
Gareggia e tutta la giunta comunale, il sindaco di Assisi,
Claudio Ricci, il comandante
della stazione dei carabinieri, il
maresciallo Valente. Durante la
santa messa hanno emesso la
professione perpetua 4 membri
della Fraternità OFS di Cannara: Fabrizio, Laura, Vienna, Maria Stella. 3
Fabrizio Cerasa
Chiesa Insieme
Dalle Parrocchie
GIUGNO 2014
13
IL BEATO ANGELO E LA RICONQUISTA
DEL BIANCOSPINO DI GUALDO TADINO
Iniziative con le scuole per la salvaguardia delle piante e la riscoperta delle tradizioni storiche
Alberto Cecconi
GUALDO TADINO - E’ stata una vera e propria festa quella
che ha avuto come protagonisti 70 bambini e bambine delle
classi quarte e quinte delle scuole primarie di Cartiere: hanno
messo a dimora 20 piante di biancospino del Beato Angelo
lungo il percorso che va dall’Eremo al bivio per Casale.
L’operazione punta alla salvaguardia delle piante ed alla loro
moltiplicazione, per riconquistare quanto è stato perduto e
cancellato con l’urbanizzazione che ha visto estirpare nel tempo tanti arbusti che fiorivano in gennaio, ripetendo il miracolo
avvenuto per la prima volta nel 1324, al passaggio del corteo
che accompagnava le spoglie mortali dell’eremita Angelo, poi
eletto protettore della città.
Grazie ai bambini del plesso del centro storico, sinora ne erano state messe a dimora circa 200, soprattutto in via del
Biancospino col sostegno della pro loco. Ora, con l’impegno
degli scolari e delle loro brave insegnanti, con l’ottima, generosa disponibilità ed organizzazione della pro loco “3 C”
(Cartiere, Casale, Caselle) presieduta da Lucio Marinelli, oltre
al sempre più encomiabile cultore del biancospino, Sandro
Sabbatini, il progetto della “riconquista” continuerà anche nei
prossimi anni; c’è anche l’impegno del preside Gaetano Ferrara: ha salutato con entusiasmo l’iniziativa che collega il presente al passato per un migliore futuro di tutti.
Il parroco don
Franco Berrettini ha benedetto e fornito
una chiave di
lettura semplice
su quanto stava avvenendo
in collegamento col passato
e con la santità
del Beato Angelo.
I bambini hanno coperto di
terra le radici
delle piantine,
le hanno contrassegnate con
un cartello col
nome dei “piantatori”, in qualche modo adottandole, hanno cantato ed ascoltato “poesie” sul tema; hanno conosciuto una storia ed una
tradizione che caratterizza il loro ambiente.
Sono stati seminatori di valori religiosi e culturali. 3
Conferito il sacramento della Confermazione a sette giovani e a una signora di cannara
UNA GIORNATA DI FESTA A PIEVE DI COMPRESSETO
GUALDO TADINO - Domenica 11 maggio presso la chiesa
parrocchiale “Assunzione di Maria” in Pieve di Compresseto, monsignor Domenico Sorrentino ha conferito il sacramento della Confermazione a sette ragazzi e ragazze delle
parrocchie di Pieve di Compresseto e Poggio Sant’Ercolano
e ad una signora di Cannara.
I cresimati si sono preparati con un cammino religioso di
due anni culminato con un ritiro spirituale, sabato 10 maggio, presso il santuario del Divino Amore di Gualdo Tadino.
I loro nomi sono: Edoardo Anastasi, Caterina Bazzucchi,
Chiara Bozzi, Gabriele Lilli, Luca Mariotti, Antonella Piermarini, Gessica Polidori, Samuel Ragni Sevaj.
La messa è stata concelebrata dal parroco don Stefano
Bastianelli; hanno partecipato anche i diaconi Ivano Parlanti
e Francesco Farabi.
La chiesa, gremita di fedeli, con la sua splendida architettura ha fatto da cornice alla suggestiva cerimonia religiosa
che, animata dal coro e dal suono dell’organo del secolo
XVII recentemente restaurato, ha fatto toccare momenti di
intensa e vibrante commozione. Il vescovo ha fatto il suo
ingresso in chiesa processionalmente con i cresimandi e,
dopo una breve esortazione sull’importanza del sacramento
della Confermazione, la celebrazione ha avuto inizio.
Al termine della benedizione solenne ha consegnato a ciascuno dei cresimati un dono offerto dalle due parrocchie.
Auguriamo a tutti i cresimati di diventare sotto l’azione dello
Spirito Santo autentici testimoni di Cristo, forza nuova e lievito della Chiesa e della società, divenendo promotori della
comunità ecclesiale e della solidarietà sociale. 3
Chiesa Insieme
14 GIUGNO 2014
Progetti
SULLE ORME DI ABRAMO, PELLEGRINAGGIO
DIOCESANO DELL’AZIONE CATTOLICA
Giovani in cammino nel percorso Osimo-Recanati-Loreto
che di pregare per le
famiglie, in vista del
prossimo Sinodo dei
vescovi ad ottobre. Il
pellegrinaggio, come
a Santiago di Compostela, si è protratto
verso il mare dove i
giovani pellegrini hanno goduto un meritato rinfresco ai piedi in
mare .3
ASSISI - Con gioioso entusiasmo e
accompagnati da un sole splendente,
25 giovani pellegrini di Azione Cattolica hanno percorso sentieri che collegano Osimo con il Santuario di Loreto.
Il cammino esteriore è stato accompagnato da un cammino interiore e
di preghiera, con la figura del grande
pellegrino, Abramo, padre nella fede.
Ad Osimo hanno visitato la tomba di
San Giuseppe da Copertino, patrono
degli studenti, e sono stati accolti nella parrocchia della Sacra Famiglia. A
Recanati sono stati gioiosamente accolti dai padri cappuccini che hanno
condiviso le loro esperienze in terre di
missione.
Il prelato di Loreto, monsignor Giovanni Tucci, li ha salutati e chiesto anL’INIZIATIVA “GUSTANDO ASSISI” È ARRIVATA ALLA SETTIMA EDIZIONE
ASSISI - Sabato 31 maggio alle 9 si è svolta l’iniziativa “Gu-
stando Assisi 2014” alla sua settima edizione che, nonostante la pioggia, non ha affievolito l’entusiasmo di studenti
e professori, né ha sminuito la raffinata organizzazione.
Un evento che mette insieme una doppia finalità: fare conoscere operativamente le competenze dei nostri allievi e
nello stesso tempo far conoscere le meravigliose bellezze
di Assisi. I giovani studenti delle classi quinte insieme ai
loro insegnanti hanno guidato da ciceroni genitori ed allievi,
che hanno scelto la nostra scuola o che vogliono sceglierla,
a scoprire le meraviglie di Assisi: la cattedrale di San Rufino e la corrispettiva piazza, piazza del Comune e l’antico
anfiteatro romano.
Ma, “Gustando Assisi”, è un tuffo anche nell’Assisi dell’arte
e nell’enogastronomia; l’evento, infatti, si è concluso con
un buffet preparato da studenti e docenti. 3
Suor Maria Rosaria Sorce
Chiesa Insieme
Iniziative&Eventi
GIUGNO 2014
15
ASSISI E I DUE PAPI SANTI:
SAN RUFINO COME SAN PIETRO
La cattedrale ha accolto migliaia di pellegrini, ecco le testimonianze
Suor Maria Rosaria Sorce
ASSISI - Prima e dopo la beatificazione unica nella storia di
due Papi: Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II alla presenza di
Benedetto XVI e dell’attuale Papa Francesco Assisi è stata
meta di migliaia di pellegrini provenienti da tutto il mondo e in
maggioranza dalla Polonia. Se bellissima e strepitosa è stata
la presenza della mondialità ad Assisi, altrettanto magnanima e senza confini è stata l’accoglienza alla cattedrale di
San Rufino divenuta i davvero una piccola San Pietro. Nella
cattedrale ogni luogo: la cappella del Santissimo, la cappella
del pianto, la sagrestia stessa e la navata centrale ha visto
avvicendarsi gruppi numerosi dalle cinquanta alle duecento
persone di ogni provenienza: Polonia, Argentina, Vietnam,
Repubblica Ceca, Usa, Brasile, Canada, Francia, Portogallo,
Corea, Nigeria, Navarra, Ucraina, Slovenia, in un
commovente alternarsi di messe, in contemporanea
anche con gruppi di tutte le età, provenienze e associazioni diverse: Scout, Unitalsi, AC, etc… che
sostavano in preghiera dinanzi a Giovanni Paolo
II (la cui statua è stata già collocata nella galleria
dei quadri a lui dedicata nella sua prima venuta ad
Assisi) che rinnovano le promesse battesimali davanti al battistero di San Francesco e Santa Chiara,
davanti all’altare principale e persino nell’oratorio di
San Francesco o sul sagrato della Cattedrale. Abbiamo raccolto al volo qualche testimonianza. “Perché siete qui ad Assisi?” Una brasiliana risponde:
“Perché Papa Giovanni è nel mio cuore e perché
lui è stato qui”. “Cosa ti porti nel cuore di Papa
Giovanni?”. “Le sue ultime parole prima di morire:
Prima io ho cercato voi ora voi cercate me. Sono
parole che ho portato sempre nel cuore, per questo vado a
Roma, ora sono io che lo cerco” (Don Luca della Polonia).
“Noi portiamo nel cuore Giovanni XXIII, ancora mi commuove
la sua frase: portate una carezza ai vostri bambini e dite che
è il Papa che gliela manda; ma non posso più parlare perché
mi commuovo fino alle lacrime” (una mamma di Lisbona).
“È stato un Papa della gente, dell’unità e della comunione,
perché sapeva mettere insieme tutte le categorie e tutte le
età e che ha fatto un gran pezzo bello della storia e poi
Papa Francesco è il top” (giovani da Cuneo). Una frase, un
attributo da dare a Giovanni Paolo II? “Non abbiate paura di
aprire le porte a Cristo, per me è tutto qui Giovanni Paolo II”
(Francesco lupetto scout della Calabria).
3
UN’OPERA CHE RICORDA SAN GIOVANNI XXIII
ASSISI - Semplice ma suggestiva la cerimonia che si è svolta venerdì 23 maggio nella cappella di Casa Papa Giovanni dove è stato
scoperto e benedetto un quadro su San Giovanni XXIII dell’artista
assisano Lucio Tardioli, donato dal Franciscan Pilgrimage Programs
rappresentato da padre Andrea Cirino, alla Casa che porta il nome
del Papa buono. Dopo la lettura del Vangelo il vescovo monsignor
Domenico Sorrentino, che ha presenziato la cerimonia, ha fatto una
breve omelia in inglese, in segno di accoglienza nei confronti dei
pellegrini americani presenti, ringraziandoli per il dono ricevuto ed ha
benedetto l’opera. 3
IN ONORE DELLA REGINA BEATA
ROMA - Anche una delegazione di Assisi ha partecipato a Roma alla “Casa dell’Aviatore” alla cerimonia della XXV edizione del premio letterario “Maria
Cristina di Savoia”. La giuria centrale, presieduta da
Stefania Rolla Pensa, aveva formulato la cinquina dei
libri finalisti, che risulta così composta: 1) Carmine
Abate “La collina del vento”, Mondadori; 2) Maria
Rosaria Cutrufelli “I bambini della ginestra”, Frassinelli; 3) Giovanni D’Alessandro “La tana dell’odio”,
San Paolo ; 4) Franco Di Mare “Il paradiso dei diavoli”, Rizzoli ; 5)Romana Petri “Figli dello stesso
padre”, Longanesi. Con la solenne celebrazione del
rito della beatificazione di Maria Cristina di Savoia,
avvenuta il 25 gennaio presso la Basilica di Santa
Chiara a Napoli, che ci ha colmate di gioia e commozione, il premio letterario biennale che reca il suo
nome, dopo cinquanta anni di attività, ottiene un lusinghiero successo. 3
Maria Odoarda Pronti
Chiesa Insieme
16 GIUGNO 2014
APPUNTAMENTI giugno - luglio
13 - Venerdì - 10.a Tempo Ordinario - S.
Antonio di Padova (m) - [II]
PRE-ASSEMBELA DIOCESANA - Santa Tecla ore 16.00
14 - Sabato - 10.a Tempo Ordinario - S.
Eliseo, Valerio - [II]
PRE-ASSEMBELA DIOCESANA - Santa Tecla ore 9.00 - 12.00
2014
15 - Domenica - Ss. TRINITÀ (s) - S. Germana, S. Vito, Enrica, Everardo - [P]
16 - Lunedì - 11.a Tempo Ordinario - S.
Aureliano, Giuditta, Ferruccio - [III]
17 - Martedì - 11.a Tempo Ordinario - S.
Gregorio Barbarigo, S. Adolfo, Manuele
Festa del Beato L. Da Casoria ore 11.00 celebrazione eucaristica nella basilica di San
Francesco con pranzo al Sacro Convento
18 - Mercoledì - 11.a Tempo Ordinario - S.
Marina, Marinella, Marinetta - [III]
Convegno: “San Francesco patrono d’Italia a 75 anni della sua proclamazione”
Ore 17.00 Sala della Conciliazione Palazzo comunale di Assisi.
19 - Giovedì - 11.a Tempo Ordinario - S.
Romualdo (mf) - [III]
20 - Venerdì - 11.a Tempo Ordinario - S.
Silverio papa, S. Ettore, Consolata - [III]
Convivenza Famiglie del Vangelo, dal 20 al 22 presso il Santuario della madonna della
Stella a Montefalco.
21 - Sabato - 11.a Tempo Ordinario - S.
Luigi Gonzaga (m) - [III]
22 - Domenica - Ss. CORPO E SANGUE DI
CRISTO (s) - S. Paolino da N.;
23 - Lunedì - 12.a Tempo Ordinario - S.
Lanfranco vescovo, Alice - [IV]
24 - Martedì - 12.a Tempo Ordinario - NATIVITÀ DI S. GIOVANNI BATTISTA (s) - [P]
25 - Mercoledì - 12.a Tempo Ordinario - S.
Guglielmo abate, Orio, Oriella, Orietta - [IV]
26 - Giovedì - 12.a Tempo Ordinario - S.
Vigilio vescovo, Rodolfo, Elisa, Filippo - [IV]
27 - Venerdì - SACRO CUORE DI GESÙ (s) S. Cirillo d'Alessandria (mf) - [P]
28 - Sabato - Cuore Immacolato di Maria
(m) - S. Ireneo (m) - [P]
30 - Lunedì - 13.a Tempo Ordinario - Ss.
Primi martiri della Chiesa romana (mf) - [I]
29 - Domenica - 13.a Tempo Ordinario - Ss.
PIETRO e PAOLO (s) - [P]
LUGLIO
1 - Martedì - 13.a Tempo Ordinario - S.
Teobaldo sacerdote eremita - [I]
2 - Mercoledì - 13.a Tempo Ordinario - S.
Bernardino Realino - [I]
3 - Giovedì - 13.a Tempo Ordinario - S.
TOMMASO (f) - [P]
4 - Venerdì - 13.a Tempo Ordinario - S.
Elisabetta di Portogallo (mf) - [I]
5 - Sabato - 13.a Tempo Ordinario - S.
Antonio M. Zaccaria (mf) - [I]
6 - Domenica - 14.a Tempo Ordinario - S.
Maria Goretti (mf) - [II]
7 - Lunedì - 14.a Tempo Ordinario - S.
Edda, S. Claudio, Apollino - [II]
8 - Martedì - 14.a Tempo Ordinario - S.
Adriano, S. Priscilla, Elisabetta - [II]
9 - Mercoledì - 14.a Tempo Ordinario - Ss.
Agostino Zhao Rong e compagni (mf) - [II]
10 - Giovedì - 14.a Tempo Ordinario - S.
Felicita, S. Silvana, Rufina, Seconda - [II]
11 - Venerdì - 14.a Tempo Ordinario - S.
BENEDETTO patrono d'Europa (f) - [P]
12 - Sabato - 14.a Tempo Ordinario - S.
Fortunato martire - [II]
FESTA DEL VOTO - Cattedrale San Rufino ore 20.30
II Anniversario della morte di mons. Sergio Goretti.