141 set. 2014 - Associazione Svizzera Inquilini

INQUILINI
UNITI
Inquilini allerta!
Numero 141/2014
Pubblicazione trimestrale
www.asi-infoalloggio.ch
In questo
numero:
Il matrimonio e la locazione
Le migliorie energetiche
L'attualità politica contro
l’interesse dei cittadini
Editoriale
C
he gli inquilini in questi
ultimi anni non abbiano
approfittato della diminuzione del tasso ipotecario è purtroppo cosa nota.
Sebbene la proprietà immobiliare garantisca ottimi profitti, ciò
che non finisce di stupire è che
si tenta con ogni mezzo di indebolire la posizione dell’inquilino
all’interno di un mercato che
non conosce norme di autoregolazione.
Ed è così che fioriscono, come
la gramigna in mezzo all’orto,
idee che hanno come unico
obiettivo quello di aumentare i
guadagni dei proprietari.
Ultime nel tempo sono le proposte parlamentari depositate
recentemente che toccano tre
aspetti importanti del diritto di
locazione:
• Il gruppo dei Verdi chiede che
le pigioni non siano più legate
al tasso ipotecario di riferimento, ma unicamente all’indice del costo della vita.
La proposta a prima vista
potrebbe anche essere sostenibile. L’indicizzazione delle
pigioni, infatti, rappresenta un
calcolo semplice e di facile
applicazione, ma a un’analisi
più attenta si scopre che sotto
l’esca si cela l’amo. Indicizzare
pigioni corrette, quindi ridotte
perché il tasso ipotecario è
sceso, è una cosa, ben altro è
indicizzare pigioni che hanno
sempre e solo subito variazioni al rialzo. L’idea dunque non
po’ essere accolta se prima
dell’indicizzazione, non si prevede il giusto adeguamento al
ribasso degli affitti.
• Hans Egloff, consigliere nazionale UDC, ha chiesto, tramite
una mozione, un metodo più
agile e semplice per aumentare le pigioni paragonandole a
quelle di mercato.
Un proprietario che vuole
imporre un aumento o opporsi
a una richiesta di riduzione
fatta da un inquilino, può
appellarsi al criterio delle
pigioni di mercato. La giurisprudenza federale però impone al locatore di presentare
cinque casi analoghi e paragonabili per grandezza, posizione, anno di costruzione, confort e soprattutto che abbiano
tenuto conto del ribasso del
tasso. Una richiesta restrittiva
che, di fatto, fa naufragare
qualsiasi tentativo di applicare
questo criterio. L’on. Egloff,
presidente della Federazione
svizzero tedesca dei proprietari, vuol dare loro una mano,
chiedendo un metodo di comparazione fra pigioni, molto
più semplice per far sì che,
soprattutto in periodi di penuria d’abitazione sia sempre più
facile imporre pigioni redditizie per chi le incassa.
• L’on. Feller, consigliere nazionale PLR e segretario generale della Federazione romanda
degli immobiliari, con un’iniziativa parlamentare, vuole
modificare il concetto secondo il quale un affitto che procura al locatore un reddito
superiore dello 0,5% rispetto
al tasso ipotecario di riferimento è abusivo. Secondo
questo concetto le pigioni che
non sono state ridotte producono tutte un reddito abusivo.
Ecco quindi spiegata la ragione per la quale si propone di
modificare una regola che se
applicata fa paura.
LA POSTA
Il matrimonio
e la locazione
Vi presentiamo una breve carrellata di domande
che frequentemente vengono poste al nostro centro infoalloggio.
2
Io e il mio compagno viviamo
assieme in un appartamento. Il
contratto di locazione è stato
stipulato da lui, ma risulta che
l’appartamento è un’abitazione familiare composta da 2
persone. Ora il mio compagno
ha ricevuto la disdetta, mi
chiedevo tuttavia se il locatore non doveva inviarla
anche a me?
Il locatore, che vuole disdire
il contratto di locazione di
un’abitazione familiare, deve
notificare la disdetta al conduttore e al suo coniuge con plico
separato, vale a dire che deve
inviare a ognuno di loro il modulo ufficiale previsto per le disdet-
te. Anche l’assegnazione di un
termine di pagamento con comminatoria di disdetta, in caso di
morosità, deve essere notificata
separatamente al conduttore e
al suo coniuge.
Il diritto svizzero protegge come
abitazione familiare quella in cui
la famiglia è composta da persone unite in matrimonio o in
unione domestica registrata,
tutti gli altri conviventi non
beneficiano di una protezione
analoga.
A seguito del divorzio, il giudice ha assegnato l’abitazione
coniugale a me; tuttavia il
contratto di locazione era
intestato a mio marito. Posso
chiedere al proprietario di stipulare un nuovo contratto a
mio nome?
È giusto precisare che con l’attribuzione del contratto di locazione nella sentenza di divorzio,
l’ex coniuge si sostituisce al
conduttore, di cui riprende integralmente diritti e doveri. È
riservata in ogni caso la possibilità di chiedere al locatore di stipulare direttamente un nuovo
contratto di locazione a proprio
nome. Si precisa che l’ex coniuge titolare del contratto rimane
solidalmente responsabile per il
pagamento della pigione e delle
spese accessorie fino alla scadenza più prossima del contratto e al massimo per due anni.
Mio marito vuole disdire il
contratto di locazione dell’appartamento in cui abitiamo da
oltre 20 anni, io invece non
sono d’accordo. Il contratto di
locazione è intestato a lui, mi
chiedevo se tuttavia io avevo
qualche diritto, trattandosi di
un’abitazione familiare.
PUNTI IN BREVE
In caso di abitazione familiare, il locatore deve notificare la disdetta sia al conduttore sia
al coniuge o al partner in unione domestica registrata con plico separato, ossia deve
inviare a ognuno di loro il formulario ufficiale previsto per le disdette.
Il conduttore che vuole dare la disdetta di un’abitazione coniugale deve avere anche il
consenso del proprio coniuge, altrimenti la disdetta è nulla.
In caso di divorzio, il coniuge - conduttore che non è assegnatario dell’abitazione coniugale, rimane obbligato al versamento della pigione e delle spese accessorie sino alla
scadenza più prossima del contratto e in ogni caso per massimo due anni.
Il coniuge conduttore (colui che
risulta intestatario del contratto)
non può disdire il contratto di
locazione relativo all’abitazione
familiare, senza il consenso
esplicito dell’altro o senza l’autorizzazione del giudice in caso
di rifiuto ingiustificato, pena la
nullità della disdetta.
Se il proprietario installa i
pannelli solari nel palazzo,
mi aumenterà la pigione?
Il locatore, a determinate condizioni, può aumentare la pigione
per i lavori effettuati alla cosa
locata. In particolare trattasi di
tutti quegli interventi che costituiscono delle prestazioni suppletive, quali gli investimenti per
migliorie di valorizzazione, l’ingrandimento della cosa locata,
le migliorie energetiche e le prestazioni suppletive accessorie.
In buona sostanza, se il vostro
proprietario vi installa una lavatrice, un contatore individuale
per il riscaldamento, vi ingrandisce l’appartamento, istituisce un
servizio di portineria, ma anche
se adotta misure per aumentare
l’isolamento termico delle pareti
degli edifici, ci troviamo confrontati con prestazioni suppletive,
che possono giustificare un
aumento della pigione.
Tuttavia è bene notare come
l’adozione di migliorie energetiche, e più in generale di altre
prestazioni suppletive, è finanziata mediante diversi programmi d’incentivazione pubblici. Sia
la Confederazione sia i Cantoni,
a titolo di esempio, riconoscono
dei contributi per il risanamento
di edifici e l’impiego di energie
rinnovabili.
Il 1 luglio 2014 è entrata in vigore una modifica dell’Ordinanza
concernente la locazione e l’affitto di locali d’abitazione o commerciali (OLAL), che ha introdotto l’art. 14 cpv. 3bis OLAL e l’art.
19 cpv.1, lett. a. cifra 5 OLAL. La
modifica in questione vuole
impedire che il locatore possa
IL CASO
Migliorie energetiche e
prestazioni suppletive
Pertanto, se vi arriva una notifica
di aumento della pigione tramite
formulario ufficiale, a fronte dell’introduzione di una prestazione
suppletiva, fate attenzione a
verificare se il locatore ha tenuto
in considerazione nel calcolo
dell’investimento
effettuato,
anche i contributi pubblici
di cui ha beneficiato. Ciò
evidentemente garantisce di poter avere un
aumento
d e l l a
pigione più
contenuto.
trasferire integralmente i costi
d’investimento per le prestazioni
aggiuntive con l’aumento della
pigione, nel caso in cui i costi di
tali prestazioni sono già parzialmente coperti dai contributi d’incentivazione pubblici.
L’introduzione di tali capoversi è così volta
a fare in modo
che il locatore:
a) decurti dal
costo della
prestazione suppletiva i contributi pubblici accordati (art. 14
cpv. 3bis OLAL) e di
conseguenza, un eventuale aumento della
pigione venga calcolato
tenendo in considerazione
il risparmio avuto dal locatore, grazie agli incentivi pubblici;
b) in caso di notifica dell’aumento della pigione, tramite
modulo ufficiale, informi l’inquilino se ha ricevuto dei
contributi pubblici per le
migliorie di valorizzazione
(art. 19 cpv.1, lett. a. cifra 5
OLAL). In questo modo il
conduttore potrà verificare se
nel calcolo dell’aumento
sono stati considerati gli
incentivi ricevuti.
BACHECA AVVISI
ASSEMBLEA GENERALE 2014
L’Assemblea generale ordinaria dell’Associazione Svizzera Inquilini –
Sezione di Bellinzona e Valli si terrà
martedì
21
ottobre 2014
alle ore 20.30
presso il Ristorante Casa del Popolo viale Stazione 31 - Bellinzona
3
IL DOSSIER
Le disdette per
ristrutturazione
4
Dall’inizio dell’anno la zona del luganese, ma non
solo, è stata protagonista di diversi episodi di
disdette – ristrutturazione. Cosa è giusto sapere?
In linea di principio il locatore ha diritto a procedere ai lavori di ristrutturazione e rinnovamento dell’ente locato.
Vi è tuttavia da valutare se una
disdetta notificata adducendo
l’avvio di simili lavori è da ritenersi ammissibile o può essere
annullata.
L’art. 271 cpv. 1 CO costituisce
la regola generale in materia di
annullamento delle disdette e
afferma come la disdetta può
essere contestata se contraria
alle regole della buona fede.
In caso di lavori di risanamento
globali, che pregiudicano in
modo significativo la possibilità
di continuare a utilizzare l'ente
locato, il locatore, che ha l'intenzione di eseguire i progettati
lavori in maniera conforme ai
criteri dell'ingegneria e dell'economia edilizia, può disdire il
contratto per procedere prima
allo sgombero dell'ente locato,
ragione per cui non gli può
essere rimproverato un comportamento contrario alle regole
della buona fede. Allo stesso
modo se il mantenimento del
conduttore nei locali, durante i
lavori, è in sé possibile, ma la
sua presenza comporterebbe
dei ritardi o delle complicazioni,
il locatore ha diritto di disdire il
contratto.
Il Tribunale federale ha avuto
modo di esprimersi sul tema
delle disdette - ristrutturazione,
affermando che una disdetta in
simili casi è annullabile se:
la presenza nell’ente locato
del conduttore non provoca
né ritardi né complicazioni
nella realizzazioni dei lavori;
il locatore dispone di una
garanzia (seria) da parte del
conduttore che, nel momento
in cui saranno effettuati i lavori, si trasferirà momentaneamente in un altro alloggio.
L’impegno da parte del conduttore deve essere serio e
deve essere stato preso
prima della disdetta.
il progetto di ristrutturazione
e/o rinnovamento è oggettivamente impossibile e/o non
PUNTI IN BREVE
In caso di disdetta per ristrutturazione, bisogna ricordarsi che:
la disdetta deve essere contestata avanti all’Ufficio di conciliazione in materia di locazione competente entro 30 giorni dal suo ricevimento;
sempre nello stesso termine è possibile chiedere una prima protrazione del contratto di
locazione.
la locazione di alloggi ad uso abitativo può essere protratta per quattro anni al massimo, quella di locali commerciali per sei anni. Entro questi limiti possono essere accordate una o due protrazioni.
il conduttore che intende domandare una seconda protrazione deve presentare e seriamente motivare la richiesta all'autorità di conciliazione al più tardi 60 giorni prima della
scadenza della protrazione iniziale.
ha un carattere tangibile e
concreto, ossia non è possibile apprezzare l’importanza dei
lavori previsti, segnatamente
il pregiudizio o le limitazioni
che provocheranno sull’utilizzo dell’ente locato.
è possibile dimostrare che il
locatore non riuscirà in modo
certo ad ottenere le necessarie
autorizzazioni amministrative
per l’esecuzione dei lavori.
Vi è comunque da ricordare che
è sempre possibile chiedere una
protrazione del contratto, a
fronte della disdetta, per permettere al conduttore e alla sua
famiglia la ricerca di un appartamento sostitutivo confacente in
un tempo più ampio e sufficiente e/o perlomeno, per attenuare
i disagi che la disdetta cagiona.
Nel valutare la durata della protrazione, il giudice pondera gli
interessi delle parti tenendo
conto, in particolare, della loro
situazione personale, familiare
ed economica.
Nel mio precedente articolo intitolato "Per una nuova politica
dell'alloggio in Ticino", ho analizzato a grandi pennellate le cause
principali dell'attuale disagio in
materia d'alloggio nel nostro
Cantone e ho formulato alcuni
suggerimenti per ridurne l'impatto sulla qualità del vivere di
ampie fasce della popolazione
residente.
Non mi è dato di sapere se sia
stato letto. A giudicare dalle reazioni si direbbe che, nonostante
le provocazioni, nessuno degli
addetti ai lavori vi abbia prestato
attenzione. Zero!
Ad ogni buon conto, devo fare
ammenda: avevo pronosticato
un rialzo dei tassi ipotecari a
breve scadenza, ma ciò non é
avvenuto, anzi le banche da me
interpellate propongono tassi
addirittura con tendenza all'abbassamento.
Questo nonostante gli sforzi dell'autorità federale che vorrebbe
comprimere la domanda di ipoteche mediante la riduzione del
tempo d'ammortamento da 20 a
15 anni e imponendo l'aumento
della quota d'apporto di mezzi
propri, rispetto al valore totale
dell'operazione immobiliare che,
semplificando, consiste in terreno più immobile.
Mi sembra che questa misura,
voluta soprattutto per limitare gli
eccessi spavaldi delle banche
nel concedere le ipoteche, faranno magari del bene a quest'ultime che dagli errori del passato
apparentemente non traggono
mai alcun insegnamento; di
certo non farà del bene ai cittadini residenti che cercano con
affanno di trovare una soluzione
duratura al loro problema dell'alloggio, soddisfacendo, così,
nient'altro che uno dei loro bisogni fondamentali.
Persino le rondini quando ritornano, per prima cosa si impegnano
a costruire o a riattare il nido!
Una seconda misura di cui si
discute a livello federale é quella
di limitare ulteriormente se non
addirittura di vietare l'impiego dei
risparmi del secondo pilastro per
finanziare la propria casa.
Il motivo? Evitare che, raggiunta
L’OPINIONE
L’attualità politica
contro l’interesse
dei cittadini
di Benedetto Antonini
urbanista
l'età della quiescenza, i cittadini
che si sono avvalsi di questa
facilitazione, si ritrovino nell'indigenza e debbano far capo per
sopravvivere finanziariamente
alla rete sociale.
Mi vien da domandare: ma se è
notorio che l'investimento immobiliare è il migliore dei risparmi,
dove sarebbero finiti i soldi del
secondo pilastro investiti nella
casa? Basterebbe porre dei vincoli sulla facoltà d'alienazione
dei beni finanziati con il concorso
del secondo pilastro per evitare
che un risparmio di natura pensionistica si volatilizzi nel corso
degli anni. Ho invece l'impressione che il Parlamento stia proponendo un rimedio peggiore del
male. Una volta di più però l'interesse del cittadino alle prese con
il suo problema della casa vien
ignorato.
Che cosa c'entra questa lunga
introduzione con i quesiti postimi
dalla Redazione? Riallacciandomi a quanto affermato nel precedente articolo, questi accenni all'attualità politica,
confermano la tesi che
la politica non ha
ancora fatto proprio il tema del
disagio sociale
crescente in
materia di
alloggio e,
purtroppo, non fa che proporre
rimedi a problemi di natura
finanziaria ignorando i veri disagi dei governati. I due temi che
qui ho tratteggiato vanno infatti
in una direzione che riduce le
possibilità di soddisfacimento
della domande interna. Il sistema dell'edilizia, pertanto, per
mantenere alti i livelli di produzione e di guadagno, si rivolgerà sempre di più verso una
domanda artificiale, estera,
generalmente molto facoltosa,
per nulla frenata nell'acquisto di
fondi in Svizzera da una legge
apposita, ormai svuotata di ogni
efficacia mediante i ritocchi
delle ordinanze d'applicazione.
Con argomentazioni moraleggianti, la politica, dunque, invece
di preoccuparsi del benessere
della popolazione residente, sta
incoraggiando un tipo d'attività
nocivo per il Paese e per il suo
paesaggio.
Con altre parole, l'attuale politica in materia d'alloggio è contraria ai sani principi dello sviluppo sostenibile: tende ad
aumentare le disparità sociali,
privilegia la finanza rispetto
ad una sana economia e
danneggia l'ambiente
accelerando il consumo di risorse non
rinnovabili come il
suolo.
5
LA LEGGE
6
A
Spese di
riscaldamento
e acqua calda
rt. 8, cpv. 1, OLAL – Conteggio
Se il conduttore non riceve con la fattura annua per il
riscaldamento un conteggio dettagliato delle spese di
riscaldamento e d'acqua calda nonché della loro ripartizione tra i conduttori, si deve indicare espressamente sulla fattura che il conduttore può esigere il conteggio dettagliato.
L’inquilino non solo ha diritto di
ricevere un conteggio dettagliato in cui vengono indicate le singole voci che compongono le
spese di riscaldamento e d’acqua calda, ma gli deve essere
anche allegato il piano di ripartizione di queste spese tra tutti i
conduttori dello stabile.
La ripartizione deve essere stabilita in proporzione alla superficie o al volume degli appartamenti. Deve inoltre essere tenuta in considerazione l’eventuale
presenza nello stabile di un’attività commerciale con un forte
consumo d’acqua calda.
RASSEGNA STAMPA
Anziani penalizzati
sul mercato
dell’alloggio
N
ella città di Zurigo, negli
ultimi anni, sono stati
costruiti molti appartamenti con locali e metrature
maggiori rispetto al passato.
Nuclei familiari, in particolare di
persone anziane, che abitavano
in appartamenti con due o tre
locali a prezzi moderati, sono
stati dimenticati nelle nuove edificazioni degli ultimi cinque anni.
Siccome poi le pigioni degli
appartamenti nuovi tendono ad
essere più alte, molti anziani
rimangono negli appartamenti
con 4 o 5 locali, occupati da
tempo e con affitti modesti,
anche se non necessitano più
degli spazi a disposizione. La
disponibilità per un cambio
d'appartamento é quindi dato
solo se non vi sono evidenti problemi d'ordine finanziario.
A causa del crescente invecchiamento demografico ed alla
individualizzazione della popolazione, in particolare nei centri,
sono richiesti un numero maggiore di appartamenti piccoli a
prezzi moderati. Studi effettuati
hanno determinato che, con una
intelligente densificazione e lo
stesso sfruttamento, sarebbe
possibile aumentare del 20% le
economie domestiche.
La costruzione di nuovi stabili,
attualmente, non va in questa
direzione ma, in prima linea,
tende ad aumentare le superfici
abitabili.
Questi spazi esagerati sono
anche solo parzialmente flessibili sui tempi lunghi e, a dipendenza del mercato, possono
restare spesso sottoutilizzati o
vuoti. Anche economicamente
quindi non rappresentano un
buon investimento.
Infine bisogna sottolineare il
fatto che gruppi di popolazione
(p.es. gli anziani) vengono penalizzati nell'accesso a questo tipo
di appartamenti e viene pure
poco considerato un sano
mescolamento sociale tra i
diversi inquilini.
Nella costruzione viene dunque
richiesto un nuovo modo di
pensare che tenga conto sia del
lato economico ma anche di
quello sociale ed ecologico.
Tratto da “Im Wohnungsneubau ist
Umdenken gefordert” – trad. FM
È
finalmente partita la consultazione da parte del
Consiglio federale alle cerchie interessate (non da
ultima anche l’Associazione
svizzera degli inquilini) sull’introduzione in tutta la Svizzera del
formulario ufficiale con l’indicazione del nuovo e del precedente affitto. In questa sede ne ho
parlato più volte, ma mi permetto di accennarne ancora. Anche
perché con questo passo il
Consiglio federale riconosce la
necessità di intervento dell’ente
pubblico nel mercato sempre
più teso dell’alloggio. Una realtà
anche alle nostre latitudini, dove
gli alloggi a pigioni accessibili
diventano sempre più una rarità.
Ma la strada per ottenere la
dichiarazione obbligatoria dell’affitto precedente (in modo da
poterlo contestare se eccessivo)
è ancora tutta in salita. Gli
ambienti immobiliari, guarda
caso, hanno già espresso la loro
contrarietà a un provvedimento
che permetterebbe di avere più
trasparenza sugli affitti al
momento del cambio di inquilino
e di esercitare anche un effetto
preventivo nei confronti di
aumenti di affitto ingiustificati.
Ambienti immobiliari che sono
ben rappresentati nel parlamento federale che dovrà discutere e
I
n data 14 aprile 2014 si è
tenuta l’Assemblea annuale
dell’ASI/FSI, che tra l’altro ha
esaminato l’attività svolta nell’anno 2013.
In particolare, per quanto riguarda la consulenza giuridica fornita ai nostri soci, le statistiche
parlano di 2960 contatti avuti
presso i nostri tre uffici regionali
e la sezione di Bellinzona e Valli,
a cui si aggiungono 2476 telefonate pervenute al nostro Centro
Infoalloggio. Si tratta di numeri
non indifferenti, a cui si sommano 286 udienze a cui le nostre
consulenti hanno partecipato, in
rappresentanza e assistenza
degli inquilini. In particolare 222
tenutesi avanti agli Uffici di conciliazione in materia di locazione
e 64 in Pretura.
L’impegno politico che contraddistingue l’ASI/FSI si è caratterizzato per:
Portare avanti l’iniziativa pro-
ECHI DA BERNA
A Berna
i primi passi
e il Ticino che fa?
di Marina Carobbio Guscetti,
Presidente SMV-ASLOCA-ASI, Consigliera Nazionale PS
approvare questa proposta.
Ma non solo a Berna si cominciano a fare dei primi timidi passi
nel settore dell’alloggio. Anche a
Lugano, grazie all’iniziativa lanciata dal Partito socialista e
dall’Associazione inquilini, il
Municipio ha finalmente varato
delle proposte per una maggiore
disponibilità di alloggi a pigione
moderata, proposte che vanno
però meno in là di quanto giustamente richiesto dall’iniziativa.
E il Cantone Ticino che fa?
Intanto sta a guardare. Il tanto
atteso piano cantonale dell’alloggio che dovrebbe oltre
all’analisi dare anche degli stimoli concreti all’intervento del
Cantone è atteso da tempo e fa
fatica ad arrivare. Per l’onorevo-
le Beltraminelli, responsabile di
questo dossier, il caro-affitti e la
carenza di alloggi a pigione
moderata non sembrano
ancora
essere
una priorità. E
sì che di elementi per il
varo di misure
urgenti anche in
Ticino ve ne sarebbero: dall’aumento
degli affitti alla speculazione immobiliare, dalle
disdette vendita alla
carenza di alloggi a pigioni
accessibili in tutti i maggiori
centri del Cantone. Dopo la
Confederazione ora tocca
anche al Cantone Ticino fare
qualcosa!
IL FATTO
L’attività dell’ASI/FSI
nel 2013
mossa con il PS “per abitazioni
accessibili a tutti”, presentata
nel 2012 al Municipio di
Lugano.
Discutere sul tema dell’alloggio: l’ASI/FSI ha partecipato
alla serata promossa dal PS di
Lugano il 26 marzo 2013.
Aver avviato una campagna
d’informazione sulla possibilità di chiedere la riduzione
delle pigioni per l’abbassamento del tasso ipotecario.
Oltre a diversi interventi sui
media, l’ASI/FSI ha organizzato bancarelle informative a
Locarno, Lugano, Mendrisio e
Bellinzona.
Aver organizzato la biennale
giornata di formazione sul
diritto della locazione, che,
come sempre, ha avuto un
largo riscontro e l’interesse
suscitato è stato notevole.
Aver affrontato il tema dell’eccessivo costo delle procedure
giudiziarie che, molte volte,
limita l’accesso alla giustizia
agli inquilini. Il costo delle
procedure è disciplinato in
modo diverso da ogni
Cantone. A tal proposito l’ASI
intende intraprendere tutto
quanto è in suo potere per
modificare la legge che regola
la tariffa giudiziaria.
7
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