Testimoni di Geova — Sito ufficiale: jw.org

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Bibbia: domande e risposte
La Bibbia offre le risposte più esaurienti ai grandi
interrogativi sull’esistenza. Lo scorrere dei secoli non ha
fatto che confermare tutto il suo valore. In questa
sezione scoprirai quanto sia pratica (2 Timoteo 3:16, 17).
Cosa insegna davvero la Bibbia?
Scegli la domanda che più ti interessa.
Bibbia
La Bibbia è un libro di sapienza umana?
La risposta della Bibbia
La Bibbia, chiamata anche Sacre Scritture, contiene effettivamente
molte perle di saggezza. Ma nota cosa dice di se stessa: “Tutta la
Scrittura è ispirata da Dio” (2 Timoteo 3:16). Ci sono molte prove a
sostegno di questa affermazione. Eccone alcune:





Nessuno è mai riuscito a confutare l’accuratezza storica
della Bibbia.
Gli scrittori biblici erano uomini onesti che scrissero con
grande franchezza. La loro sincerità conferisce
attendibilità a ciò che scrissero.
La Bibbia ha un unico tema centrale: la rivendicazione del
diritto di Dio di governare l’umanità e l’adempimento del
suo proposito per mezzo del suo Regno celeste.
Anche se fu scritta migliaia di anni fa, la Bibbia non riflette
idee scientifiche sbagliate largamente accettate
nell’antichità.
Le testimonianze storiche dimostrano che le profezie della
Bibbia si sono avverate.
La Bibbia contiene i pensieri di Dio?
La risposta della Bibbia
Molti scrittori biblici affermano che fu Dio a indicare loro cosa
scrivere. Ecco alcuni esempi:
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
Il re Davide: “Lo spirito di Geova parlò mediante me, e la
sua parola fu sulla mia lingua” (2 Samuele 23:1, 2).
Il profeta Isaia: “Il Sovrano Signore, Geova degli eserciti,
ha detto questo” (Isaia 22:15).
L’apostolo Giovanni: “Rivelazione di Gesù Cristo, che Dio
gli diede” (Rivelazione [Apocalisse] 1:1).
La Bibbia è un libro degli occidentali?
La risposta della Bibbia
La Bibbia non fu scritta da europei. Tutti gli uomini che Dio impiegò
per scriverla erano asiatici. La Bibbia non insegna che esista una
razza superiore alle altre. Afferma invece: “Dio non è parziale, ma
in ogni nazione l’uomo che lo teme e opera giustizia gli è accetto”
(Atti 10:34, 35).
Fu Mosè a scrivere la Bibbia?
La risposta della Bibbia
Dio usò Mosè per scrivere i primi cinque libri della Bibbia: Genesi,
Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio. Probabilmente Mosè
scrisse anche il libro di Giobbe e il Salmo 90. Ma fu soltanto uno
dei circa 40 uomini impiegati da Dio per scrivere la Bibbia.
È possibile sapere chi scrisse effettivamente la Bibbia?
La risposta della Bibbia
Molti si sentono dire che non si può sapere con certezza chi scrisse
la Bibbia. Ma spesso nella Bibbia si legge chiaramente chi ne mise
per iscritto il contenuto. Alcune parti iniziano con espressioni quali
“le parole di Neemia”, “la visione di Isaia” e “la parola di Geova che
fu rivolta a Gioele” (Neemia 1:1; Isaia 1:1; Gioele 1:1).
La maggior parte degli scrittori biblici ammise di scrivere nel nome
di Geova, il solo vero Dio, e di essere guidata da lui. I profeti che
scrissero le Scritture Ebraiche vi inclusero più di 300 volte
l’affermazione: “Geova ha detto questo” (Amos 1:3; Michea 2:3;
Naum 1:12). Altri scrittori ricevettero messaggi divini tramite angeli
(Zaccaria 1:7, 9).
La Bibbia fu scritta da circa 40 uomini nell’arco di 1.600 anni. Alcuni
furono impiegati per scrivere più di un libro biblico. In effetti la
Bibbia è una piccola biblioteca contenente 66 libri. Consta dei
39 libri delle Scritture Ebraiche, da molti chiamate Antico
Testamento, e dei 27 libri delle Scritture Greche Cristiane, spesso
dette Nuovo Testamento.
Cosa ci vuole per capire la Bibbia?
La risposta della Bibbia
La Bibbia stessa ci spiega cosa ci vuole per capirla. Qualunque sia
il tuo retaggio culturale, il messaggio di Dio contenuto nella Bibbia
“non è troppo difficile per te, né è lontano” (Deuteronomio 30:11).
Per capire la Bibbia è necessario . . .
1.
2.
3.
Avere l’atteggiamento giusto. Accetta la Bibbia quale
Parola di Dio. Sii umile, visto che Dio si oppone ai superbi
(1 Tessalonicesi 2:13; Giacomo 4:6). Non nutrire, però,
una fede cieca: Dio vuole che usi la tua “facoltà di
ragionare” (Romani 12:1, 2).
Pregare per avere sapienza. “Non ti appoggiare al tuo
proprio intendimento”, dice la Bibbia in Proverbi 3:5.
Piuttosto ‘continua a chiedere a Dio’ la sapienza
necessaria per capire la Bibbia (Giacomo 1:5).
Studiare con regolarità. Lo studio della Bibbia sarà molto
più proficuo se lo farai con regolarità anziché una volta
ogni tanto (Giosuè 1:8).
4.
5.
Studiare per argomenti. Lo studio per argomenti è un
sistema efficace per conoscere la Bibbia perché ti
permette di analizzarla soggetto per soggetto. Comincia
con “gli insegnamenti più semplici”, per così dire, e poi
passa “a un insegnamento più profondo” (Ebrei 6:1, 2,
Parola del Signore). Confrontando i versetti fra loro noterai
che varie parti della Bibbia si spiegano a vicenda, anche
quelle “difficili a capirsi” (2 Pietro 3:16).
Farsi aiutare da qualcuno. La Bibbia ci incoraggia ad
accettare l’aiuto di chi la capisce (Atti 8:30, 31). I testimoni
di Geova invitano ad avvalersi di un corso biblico gratuito.
Come i primi cristiani, si servono dei versetti biblici per
aiutare altri a capire cosa insegna veramente la Parola di
Dio (Atti 17:2, 3).
Invece non è necessario . . .
1.
2.
Avere intelligenza e cultura elevate. I dodici apostoli di
Gesù comprendevano le Scritture e le insegnavano ad
altri, anche se alcuni li consideravano “illetterati e comuni”
(Atti 4:13).
Avere denaro. Puoi imparare ciò che insegna la Bibbia
senza spendere nulla. Gesù disse ai suoi discepoli:
“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”
(Matteo 10:8).
Che significato hanno i numeri nella Bibbia? La numerologia
ha un fondamento biblico?
La risposta della Bibbia
Spesso nella Bibbia i numeri sono da intendere in senso letterale,
ma in alcuni casi sono usati come simboli. Di solito il contesto
indica in che senso è usato un numero. Ecco alcuni esempi di
significati simbolici di numeri nella Bibbia.


1 Significa unità. Ad esempio Gesù, riferendosi ai suoi
seguaci, pregò Dio: “Prego [...] affinché siano tutti uno,
come tu, Padre, sei unito a me ed io sono unito a te”
(Giovanni 17:20, 21; Matteo 19:6).
2 In contesti legali due testimoni contribuiscono ad
appurare la verità dei fatti in una questione (Deuteronomio
17:6). Similmente la ripetizione di una visione o di
un’affermazione ne attesta la certezza e la verità. Per
esempio, Giuseppe interpretando un sogno che fu fatto
avere al faraone disse: “Il fatto che il sogno è stato
ripetuto a Faraone due volte significa che la cosa è



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fermamente stabilita da parte del vero Dio” (Genesi
41:32). In contesti profetici “due corna” possono
rappresentare duplici potenze, come fu detto al profeta
Daniele in merito all’impero medo-persiano (Daniele 8:20,
21; Rivelazione [Apocalisse] 13:11).
3 Proprio come la testimonianza di tre testimoni
attesterebbe la veracità di una questione, così una triplice
ripetizione sembra comprovare o dare enfasi a ciò che
viene ripetuto (Ezechiele 21:27; Atti 10:9-16; Rivelazione
4:8; 8:13).
4 Questo numero può rappresentare completezza dal
punto di vista della forma e delle funzioni, come nel caso
dell’espressione i “quattro angoli della terra” (Rivelazione
7:1; 21:16; Isaia 11:12).
6 Essendo di un’unità minore di sette, numero che spesso
rappresenta completezza, il sei può simboleggiare
qualcosa di incompleto o imperfetto, oppure qualcosa che
è messo in relazione con i nemici di Dio (1 Cronache 20:6;
Daniele 3:1; Rivelazione 13:18).
7 Questo numero è usato spesso per indicare
completezza. Ad esempio, Dio comandò agli israeliti di
marciare intorno alla città di Gerico per sette giorni
consecutivi e di marciare sette volte il settimo giorno
(Giosuè 6:15). La Bibbia contiene molti altri casi in cui il
numero sette è usato in modo simile (Levitico 4:6; 25:8;
26:18; Salmo 119:164; Rivelazione 1:20; 13:1; 17:10).
Gesù disse a Pietro che avrebbe dovuto perdonare il suo
fratello non “fino a sette volte”, ma “fino a settantasette
volte”; la ripetizione del numero “sette” doveva trasmettere
l’idea che bisogna perdonare senza limiti (Matteo 18:21,
22).
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
10 Questo numero può indicare la pienezza o la totalità di
una data cosa (Esodo 34:28; Luca 19:13; Rivelazione
2:10).
12 È un numero che sembra rappresentare una struttura
che ha completezza in quanto ideata da Dio. Per esempio,
una visione data all’apostolo Giovanni includeva una città
con “dodici pietre di fondamento, e su di esse i dodici
nomi dei dodici apostoli” (Rivelazione 21:14; Genesi
49:28). Anche i multipli di 12 possono avere un significato
simile (Rivelazione 4:4; 7:4-8).
40 In alcuni casi il numero 40 è associato a periodi di
giudizio o di punizione (Genesi 7:4; Ezechiele 29:11, 12).
Numerologia e gematria
Questi significati simbolici dei numeri nella Bibbia non hanno nulla
a che fare con la numerologia, ovvero la ricerca di un significato
nascosto nei numeri, nelle loro combinazioni e nelle loro somme.
Ad esempio, i cabalisti ebrei hanno esaminato le Scritture Ebraiche
ricorrendo a una tecnica detta gematria, che attribuisce un valore
numerico alle lettere dell’alfabeto per trovare dei significati nascosti
nel testo. La numerologia è una forma di divinazione, pratica
condannata da Dio (Deuteronomio 18:10-12).
Dio
Dio è una Trinità?
La risposta della Bibbia
Molte confessioni cristiane insegnano che Dio è una Trinità.
Eppure, nota cosa dice l’Encyclopædia Britannica: “Né la parola
Trinità né l’esplicita dottrina compare nel Nuovo Testamento [...] La
dottrina si sviluppò a poco a poco nel corso di diversi secoli e
attraverso molte dispute”.
Il Dio della Bibbia non viene mai descritto come trino. Ecco cosa
dicono alcuni passi biblici: “Geova nostro Dio è un solo Geova”
(Deuteronomio 6:4).
“Tu, il cui nome è Geova, tu solo sei l’Altissimo su tutta la terra”
(Salmo 83:18).
“Questo significa vita eterna, che acquistino conoscenza di te, il
solo vero Dio, e di colui che tu hai mandato, Gesù Cristo”
(Giovanni 17:3).
“Dio è uno solo” (Galati 3:20).
Perché quasi tutte le confessioni cristiane dicono che Dio è una
Trinità?
Dio è una forza impersonale?
La risposta della Bibbia
La potenza di Dio è incommensurabile ed egli la esercita in tutto
l’universo. Parlando del modo in cui Dio creò i miliardi e miliardi di
stelle, la Bibbia dice: “Alzate gli occhi in alto e vedete. Chi ha
creato queste cose? Colui che ne fa uscire l’esercito perfino a
numero, che tutte chiama perfino per nome. A motivo
dell’abbondanza di energia dinamica, essendo egli anche vigoroso
in potenza, non ne manca nessuna” (Isaia 40:25, 26).
Ma Dio è molto più che una potente forza. La Bibbia dice che prova
sentimenti, come amore e odio (Salmo 11:5; Giovanni 3:16). Non
solo: la Bibbia rivela anche che con il nostro comportamento
possiamo rallegrarlo o rattristarlo (Salmo 78:40, 41).
Dio è in ogni luogo?
La risposta della Bibbia
No. Dio dimora in un luogo specifico: i cieli. Leggi questi passi
biblici:
Il re Salomone pregò: “Voglia tu stesso ascoltare dai cieli, tuo
stabilito luogo di dimora” (1 Re 8:43).
Gesù Cristo insegnò ai discepoli a pregare: “Padre nostro che sei
nei cieli” (Matteo 6:9).
Dopo essere stato risuscitato, Gesù entrò “nel cielo stesso, per
comparire ora dinanzi alla persona di Dio” (Ebrei 9:24).
Questi versetti indicano chiaramente che Geova Dio è una persona
vera e propria e che non è in ogni luogo, ma risiede in cielo.
Dio ha un nome?
La risposta della Bibbia
Tutti gli esseri umani hanno un nome proprio. Non è ragionevole
pensare che anche Dio ne abbia uno? In un rapporto di amicizia fra
due persone è molto importante potersi chiamare per nome. Non
dovrebbe essere la stessa cosa nella nostra amicizia con Dio?
Nella Bibbia Dio dice: “Io sono Geova. Questo è il mio nome” (Isaia
42:8). Anche se ha molti titoli, come “Dio Onnipotente”, “Sovrano
Signore” e “Creatore”, egli dà ai suoi adoratori l’onore di rivolgersi a
lui chiamandolo per nome (Genesi 17:1; Atti 4:24; 1 Pietro 4:19).
Molte traduzioni bibliche riportano il nome proprio di Dio in Esodo
6:3, dove si legge: “Apparivo ad Abraamo, Isacco e Giacobbe
come Dio Onnipotente, ma rispetto al mio nome Geova non mi feci
conoscere da loro”.
In italiano Geova è una forma del nome di Dio usata da secoli. Anche se
molti studiosi prediligono grafie come “Yahweh” o “Jahve”, Geova è la
forma più conosciuta di questo nome. La prima parte della Bibbia fu scritta
in ebraico, lingua che si legge da destra a sinistra. In ebraico il nome divino
consiste di quattro consonanti, ‫ והי‬otebafla’lled erettel orttauq etseuQ .‫ה‬
ebraico, traslitterate YHWH, sono chiamate Tetragramma.
Il nome di Dio è Gesù?
La risposta della Bibbia
Gesù si definì “Figlio di Dio” (Giovanni 10:36; 11:4). Non disse mai
di essere l’Onnipotente.
Inoltre Gesù rivolgeva le sue preghiere a Dio (Matteo 26:39). E
quando insegnò ai suoi seguaci come pregare, disse: “Padre
nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome” (Matteo 6:9).
Gesù rivelò il nome di Dio quando, citando un antico passo delle
Scritture, disse: “Ascolta, Israele: Geova nostro Dio è un solo
Geova” (Marco 12:29; Deuteronomio 6:4).
Cosa dice la Bibbia del libero arbitrio? Dio prestabilisce ogni
cosa?
La risposta della Bibbia
Invece di essere lui o il destino a prestabilire quello che faremo, Dio
ci nobilita dandoci il libero arbitrio, ovvero la facoltà di prendere
liberamente le nostre decisioni. Ecco cosa insegna la Bibbia.

Dio ha creato gli esseri umani a sua immagine (Genesi
1:26). A differenza degli animali, che agiscono soprattutto
per istinto, noi somigliamo a lui perché abbiamo la
possibilità di manifestare qualità come amore e giustizia.
E come lui, abbiamo il libero arbitrio.


Il nostro futuro dipende in larga misura da noi. La Bibbia ci
incoraggia a ‘scegliere la vita, ascoltando la voce di Dio’,
scegliendo cioè di ubbidire ai suoi comandi (Deuteronomio
30:19, 20). Questa possibilità che ci viene offerta non
avrebbe senso, e denoterebbe addirittura crudeltà, se
fossimo privi del libero arbitrio. Invece di costringerci a
fare quello che dice lui, Dio fa appello al nostro cuore: “Oh
se tu realmente prestassi attenzione ai miei
comandamenti! Allora la tua pace diverrebbe proprio
come un fiume” (Isaia 48:18).
Non è il destino a determinare se avremo successo o
meno nella vita. Se vogliamo riuscire in qualcosa
dobbiamo rimboccarci le maniche. “Tutto quello che la tua
mano trova da fare”, dice la Bibbia, “fallo con tutte le tue
forze” (Ecclesiaste 9:10, Nuova Riveduta). Dichiara
inoltre: “I piani del diligente sono sicuramente per il
vantaggio” (Proverbi 21:5).
Il libero arbitrio è un dono prezioso da parte di Dio, in quanto ci
permette di amarlo ‘con tutto il cuore’, ovvero perché lo vogliamo
(Matteo 22:37).
Dio non prestabilisce ogni cosa?
La Bibbia insegna che Dio è onnipotente, vale a dire che la sua
potenza non è limitata da nessun altro (Giobbe 37:23; Isaia 40:26).
Tuttavia egli non usa tale potenza per prestabilire ogni cosa. La
Bibbia dice ad esempio che Dio ‘esercitava padronanza’ nei
confronti dell’antica Babilonia, che era nemica del suo popolo (Isaia
42:14). Similmente, per ora Dio sta tollerando coloro che abusano
del libero arbitrio per far del male ai propri simili. Ma non li tollererà
per sempre (Salmo 37:10, 11).
Gesù
Gli studiosi credono che Gesù sia esistito?
Gli studiosi hanno elementi concreti per credere che Gesù sia
esistito. Storici del I e del II secolo menzionano Gesù e i primi
cristiani. L’Encyclopædia Britannica (edizione 2002) dice: “Questi
resoconti indipendenti dimostrano che nei tempi antichi neppure i
nemici del cristianesimo dubitarono della storicità di Gesù, che fu
contestata per la prima volta e senza motivi validi alla fine del
XVIII secolo, durante il XIX e all’inizio del XX secolo”.
Il libro Jesus and Archaeology, edito nel 2006, afferma: “Oggi
nessuno studioso accreditato mette in dubbio il fatto che un ebreo
di nome Gesù, figlio di Giuseppe, sia veramente vissuto; quasi tutti
ammettono tranquillamente che ora disponiamo di una
considerevole quantità di informazioni riguardo a ciò che fece e
all’essenza di ciò che insegnò”.
Il Gesù della Bibbia è una persona reale. Ci viene detto il nome dei
suoi antenati e dei suoi familiari più prossimi (Matteo 1:1; 13:55).
La Bibbia cita inoltre per nome diversi governanti suoi
contemporanei (Luca 3:1, 2). Questi dettagli permettono ai
ricercatori di verificare l’accuratezza della narrazione biblica.
I Vangeli raccontano la vita di Gesù in modo accurato?
La risposta della Bibbia
Parlando del suo resoconto della vita di Gesù, l’evangelista Luca
disse di aver “seguito con accuratezza ogni cosa dall’inizio” (Luca
1:3).
Stando ad alcuni, i racconti della vita di Gesù contenuti nei Vangeli
(scritti dai suoi contemporanei Matteo, Marco, Luca e Giovanni)
sarebbero stati alterati nel IV secolo.
Ma agli inizi del XX secolo fu rinvenuto in Egitto un prezioso
frammento del Vangelo di Giovanni. È oggi noto col nome di papiro
52
Rylands 457 (P ) ed è conservato nella John Rylands Library di
Manchester, in Inghilterra. Contiene il brano che nelle Bibbie
moderne corrisponde a Giovanni 18:31-33, 37, 38.
Si tratta del più antico frammento delle Scritture Greche Cristiane di cui si
ha notizia. Secondo molti studiosi fu scritto verso il 125, appena un quarto
di secolo o giù di lì dopo la stesura dell’originale. Il testo del frammento
concorda quasi perfettamente con il testo di manoscritti posteriori.
Quando furono scritti i Vangeli?
La risposta della Bibbia
Parlando della sua narrazione della vita di Gesù, l’apostolo
Giovanni scrisse: “Colui che lo ha visto ne ha reso testimonianza, e
la sua testimonianza è vera, e quest’uomo sa di dire cose vere,
affinché anche voi crediate” (Giovanni 19:35).
Un motivo per fidarsi dei Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni
è che furono scritti quando molti testimoni oculari degli avvenimenti
narrati erano ancora in vita. Secondo alcune fonti, il Vangelo di
Matteo fu scritto solo otto anni dopo la morte di Cristo, cioè attorno
al 41. Molti studiosi propendono per una data più tarda, ma in linea
di massima tutti sono d’accordo che i libri che compongono le
Scritture Greche Cristiane furono scritti durante il I secolo.
Chi aveva visto Gesù in vita sulla terra ed era stato testimone della sua
morte e risurrezione poteva verificare il contenuto dei Vangeli, e se avesse
trovato delle inesattezze avrebbe potuto smascherarle facilmente. Il
prof. Frederick F. Bruce osserva: “Una spiccata caratteristica della primitiva
predicazione apostolica è il fiducioso appello alla conoscenza degli
ascoltatori; essi non solo dicevano ‘Noi siamo testimoni di queste cose’, ma
anche: ‘Come voi stessi ben sapete’ (Atti 2:22)”.
Gesù era solo un uomo buono?
La risposta della Bibbia
Gesù era più che un uomo buono. Ha influito sulla storia umana più
di chiunque altro. Nota cosa hanno detto di lui questi famosi storici
e scrittori:
“Gesù di Nazaret [...] è sicuramente il personaggio più importante
della storia” (Herbert G. Wells, storico inglese).
“Gesù è il personaggio più influente che sia mai vissuto su questo
pianeta e la sua influenza continua a crescere” (Kenneth Scott
Latourette, storico e scrittore americano).
La Bibbia spiega perché Gesù ha influito sull’umanità più di
qualsiasi altro uomo buono. Quando Gesù chiese ai suoi più stretti
seguaci chi pensavano che egli fosse, uno di loro rispose
correttamente: “Tu sei il Cristo, il Figlio dell’Iddio vivente”
(Matteo 16:16).
Perché Gesù è chiamato Figlio di Dio?
La risposta della Bibbia
Dio non ha mai avuto figli da una donna. D’altra parte, è il Creatore
di ogni forma di vita (Rivelazione [Apocalisse] 4:11). Per questo il
primo essere umano che Dio creò, Adamo, fu chiamato “figlio di
Dio” (Luca 3:38). La Bibbia insegna che anche Gesù fu creato da
Dio, quindi anche Gesù è chiamato “Figlio di Dio” (Giovanni 1:49).
Dio creò Gesù prima di Adamo. L’apostolo Paolo scrisse che Gesù
“è l’immagine dell’invisibile Iddio, il primogenito di tutta la
creazione” (Colossesi 1:15). La vita di Gesù iniziò molto prima che
egli nascesse in una stalla a Betleem. La Bibbia dice infatti che la
sua “origine è dai primi tempi, dai giorni del tempo indefinito”
(Michea 5:2). Quale Figlio primogenito di Dio, prima di nascere
come uomo sulla terra Gesù era una creatura spirituale in cielo.
Egli stesso disse: “Sono sceso dal cielo” (Giovanni 6:38; 8:23).
Gesù è l’Onnipotente?
La risposta della Bibbia
I nemici di Gesù lo accusarono di farsi uguale a Dio (Giovanni 5:18;
10:30-33). Eppure Gesù non si pose mai sullo stesso piano
dell’Onnipotente. Disse: “Il Padre è maggiore di me” (Giovanni
14:28).
I primi seguaci di Gesù non lo consideravano uguale
all’Onnipotente. Ad esempio, parlando di Gesù risorto, l’apostolo
Paolo scrisse: “Dio lo ha esaltato a una posizione superiore”. È
ovvio che Paolo non credeva che Gesù fosse l’Onnipotente.
Altrimenti come avrebbe fatto Dio a esaltarlo a una posizione
superiore? (Filippesi 2:9).
Gesù morì su una croce?
La risposta della Bibbia
Per molti la croce è il simbolo più noto del cristianesimo. La Bibbia
però non descrive lo strumento impiegato per mettere a morte
Gesù; nessuno quindi può sapere con assoluta certezza che forma
avesse. Tuttavia dalla Bibbia si possono ricavare indicazioni
secondo cui Gesù morì non su una croce, bensì su un palo diritto.
Quando fanno riferimento allo strumento utilizzato per mettere a
morte Gesù, le Scritture usano di solito il termine greco stauròs
(Matteo 27:40; Giovanni 19:17). Per quanto le traduzioni spesso
rendano questa parola “croce”, molti studiosi concordano
nell’affermare che il suo significato basilare è in realtà “palo
diritto”. * Una fonte indica che stauròs “non significa mai due pezzi
di legno uniti trasversalmente” (A Critical Lexicon and Concordance
to the English and Greek New Testament).
Inoltre la Bibbia usa la parola greca xỳlon come sinonimo di stauròs
(Atti 5:30; 1 Pietro 2:24). Questo termine significa “legno”, “tronco”,
“palo” o “albero”. * La Companion Bible commenta: “Nel greco del
[Nuovo Testamento] non c’è nulla che faccia anche solo pensare a
due pezzi di legno”.
Dio approva l’uso della croce nel culto?
Con crux simplex si indicava in latino un unico palo usato per
l’esecuzione di un criminale
A prescindere dalla forma dello strumento su cui morì Gesù, i fatti e
i versetti biblici che seguono dimostrano che non dovremmo
servirci della croce nel culto.
1.
Dio disapprova il culto in cui si fa uso di immagini o
simboli, inclusa la croce. Dio comandò agli israeliti di
non usare nella loro adorazione “la forma di qualche
simbolo”. In seguito anche ai cristiani venne dato il
comando: “Fuggite l’idolatria” (Deuteronomio 4:15-19;
1 Corinti 10:14).
2.
3.
I cristiani del I secolo non impiegavano la croce
nell’adorazione. * Gli insegnamenti e l’esempio degli
apostoli stabilirono un modello che tutti i cristiani
dovrebbero seguire (2 Tessalonicesi 2:15).
L’uso della croce nel culto affonda le radici nel
paganesimo. * Centinaia di anni dopo la morte di Gesù,
quando le chiese si erano allontanate dai suoi
insegnamenti, ai nuovi fedeli fu “permesso [...] di ritenere i
loro segni e simboli pagani”, inclusa la croce (The
Expanded Vine’s Expository Dictionary of New Testament
Words). Tuttavia secondo la Bibbia adottare simboli
pagani per favorire la conversione di nuovi adepti non è
una pratica accettabile (2 Corinti 6:17).
Famiglia
Se ci si ama, che male c’è a convivere?
La risposta della Bibbia
La Bibbia dice chiaramente che “Dio giudicherà i fornicatori” (Ebrei
13:4). Il termine greco reso “fornicazione”, pornèia, include i
rapporti sessuali prematrimoniali. Quindi agli occhi di Dio sarebbe
sbagliato che una coppia convivesse, seppure con l’intenzione di
sposarsi in seguito.
Anche se due sono profondamente innamorati, Dio richiede che si
sposino prima di avere rapporti. Fu Dio a crearci con la capacità di
amare. La sua principale qualità è l’amore (1 Giovanni 4:8). Perciò
ha buone ragioni per stabilire che siano solo le coppie sposate ad
avere rapporti.
La Bibbia si esprime sui matrimoni omosessuali?
La risposta della Bibbia
Il Creatore stabilì le norme che regolano il matrimonio molto prima
che lo facessero i governi. Nel primo libro della Bibbia si legge:
“L’uomo lascerà suo padre e sua madre e si dovrà tenere stretto a
sua moglie e dovranno divenire una sola carne” (Genesi 2:24).
Secondo un dizionario biblico, la parola ebraica per “moglie” indica
chiaramente “un essere umano di sesso femminile” (Vine’s
Expository Dictionary of Biblical Words). Gesù confermò che coloro
che vengono uniti in matrimonio devono essere “maschio e
femmina” (Matteo 19:4).
Quindi Dio voleva che il matrimonio fosse un legame permanente e
intimo fra un uomo e una donna. Gli uomini e le donne sono fatti in
modo da completarsi per poter soddisfare i reciproci bisogni emotivi
e sessuali e avere figli.
La Bibbia ammette il divorzio?
La risposta della Bibbia
Sì, lo ammette. Gesù, però, indicò che c’è una sola ragione valida
per porre fine a un matrimonio: “Chiunque divorzia da sua moglie,
se non a causa di fornicazione [rapporti sessuali al di fuori del
matrimonio], e ne sposa un’altra commette adulterio” (Matteo 19:9).
Dio odia il divorzio motivato da inganno e slealtà. Egli stesso
chiamerà a rendere conto coloro che lasciano con leggerezza il
proprio coniuge, specie quando lo fanno per cambiare partner
(Malachia 2:13-16; Marco 10:9).
La Bibbia ammette la poligamia?
La risposta della Bibbia
Per un certo periodo di tempo Dio permise che l’uomo avesse più
di una moglie (Genesi 4:19; 16:1-4; 29:18-29). Ma non fu Dio a
dare origine alla poligamia. Egli aveva dato solo una moglie ad
Adamo.
Dio diede a Gesù Cristo l’autorità di ripristinare la Sua norma
originale della monogamia (Giovanni 8:28). Quando lo
interrogarono in merito al matrimonio, Gesù disse: “Colui che li creò
dal principio li fece maschio e femmina e disse: ‘Per questo motivo
l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i
due saranno una sola carne’ ” (Matteo 19:4, 5).
Un discepolo di Gesù fu in seguito ispirato da Dio a scrivere:
“Ciascun uomo abbia la propria moglie e ciascuna donna abbia il
proprio marito” (1 Corinti 7:2). La Bibbia dice pure che qualsiasi
uomo sposato della congregazione cristiana a cui sono affidate
speciali responsabilità dev’essere “marito di una sola moglie”
(1 Timoteo 3:2, 12).
I cristiani possono usare i contraccettivi?
La risposta della Bibbia
Gesù non comandò ai suoi seguaci né di avere figli né di non
averne. La stessa cosa si può dire dei suoi discepoli. In nessun
punto della Bibbia viene esplicitamente condannato il controllo
delle nascite. In questo ambito si applica il principio che si trova in
Romani 14:12: “Ciascuno di noi renderà conto di se stesso a Dio”.
Le coppie sposate, perciò, sono libere di decidere personalmente
se avere figli o no, quanti averne e quando averli. Se per evitare
una gravidanza scelgono di usare un metodo contraccettivo non
abortivo, nessuno dovrebbe giudicarle: si tratta di una decisione e
di una responsabilità personali (Romani 14:4, 10-13).
La Bibbia si esprime sul tema dell’aborto?
La risposta della Bibbia
La vita è sacra agli occhi di Dio, e per lui un embrione è un essere
vivente a tutti gli effetti. Il re Davide fu ispirato a scrivere riguardo a
Dio: “I tuoi occhi videro perfino il mio embrione” (Salmo 139:16).
Dio dichiarò che chi faceva del male a un nascituro sarebbe stato
chiamato a renderne conto. Ai suoi occhi, quindi, uccidere un
nascituro equivale a commettere un omicidio (Esodo 20:13;
21:22, 23).
Ma che dire se al momento del parto un’emergenza costringe la
coppia a scegliere fra la vita della madre e quella del bambino? In
tal caso, sarà la coppia a dover decidere quale vita cercare di
salvare.
Cosa dice la Bibbia dei matrimoni misti?
La risposta della Bibbia
Dio approva il matrimonio fra uomini e donne di razze diverse
perché ai suoi occhi tutte le razze sono uguali. La Bibbia dice: “Dio
non è parziale, ma in ogni nazione [“razza”, Good News
Translation] l’uomo che lo teme e opera giustizia gli è accetto” (Atti
10:34, 35).
Vediamo alcuni altri princìpi biblici che hanno relazione con
l’uguaglianza razziale e il matrimonio.
Le razze hanno tutte un’origine comune
Gli esseri umani sono discesi tutti dal primo uomo, Adamo, e da
sua moglie Eva, che la Bibbia chiama “la madre di tutti i viventi”
(Genesi 3:20). È per questa ragione che la Bibbia dice di Dio: “Ha
fatto da un solo uomo ogni nazione degli uomini” (Atti 17:26). A
prescindere dalla razza, gli esseri umani fanno tutti parte di una
sola famiglia. Ma che dire se dove vivete i pregiudizi razziali o le
distinzioni di classe sono molto forti?
Le persone sagge “si consultano”
Anche se Dio approva i matrimoni misti, non tutti condividono il suo
punto di vista (Isaia 55:8, 9). Se stai valutando la possibilità di
sposare una persona di un’altra razza, tu e il tuo futuro coniuge
dovreste considerare quanto segue:


Come affronterete le pressioni che potrebbero venire dalla
comunità o dalla famiglia?
Come aiuterete i vostri figli a far fronte al pregiudizio?
‘Consultandovi’ in questo modo potrete avere un matrimonio felice
(Proverbi 13:10; 21:5).
La Bibbia può aiutarmi ad avere una famiglia felice?
La risposta della Bibbia
Sì. Ecco alcuni dei saggi consigli basati sulla Bibbia che hanno
aiutato milioni di uomini e donne ad avere una famiglia felice.
1.
2.
3.
4.
Legalizza la tua unione. Il matrimonio, un impegno che
dovrebbe durare tutta la vita, è alla base della felicità
familiare (Matteo 19:4-6).
Mostra amore e rispetto. Questo significa, tra l’altro, che
dovresti trattare il tuo coniuge come vorresti essere
trattato tu (Matteo 7:12; Efesini 5:25, 33).
Evita le parole aspre. Parla in modo gentile, anche se il
tuo coniuge dice o fa qualcosa che ti ferisce (Efesini 4:31,
32). In Proverbi 15:1 la Bibbia dice: “La risposta, quando è
mite, allontana il furore, ma la parola che causa pena fa
sorgere l’ira”.
Sii fedele al tuo coniuge. Riserva le attenzioni
sentimentali e sessuali solo al tuo coniuge (Matteo 5:28).
5.
La Bibbia dice: “Il matrimonio sia onorevole fra tutti, e il
letto matrimoniale sia senza contaminazione” (Ebrei 13:4).
Educa i tuoi figli con amore. Non essere né troppo
indulgente né eccessivamente severo (Proverbi 29:15;
Colossesi 3:21).
Come si può trattare l’argomento sesso con i propri figli?
La risposta della Bibbia
Chi dovrebbe impartire l’educazione sessuale ai bambini? La
Bibbia attribuisce questa responsabilità ai genitori, molti dei quali
hanno trovato utili i suggerimenti che seguono.


Non vergognatevi. La Bibbia parla apertamente di sesso
e organi genitali, e Dio disse alla nazione di Israele che
anche “i piccoli” dovevano essere istruiti al riguardo
(Deuteronomio 31:12; Levitico 15:2, 16-19). Usate termini
che siano dignitosi e che non facciano pensare che sesso
e organi genitali siano un argomento tabù.
Insegnate in modo progressivo. Invece di fare un’unica
lunga conversazione sul sesso quando vostro figlio si
avvicina alla pubertà, parlategliene un po’ alla volta
aggiungendo nozioni man mano che è in grado di
afferrarle (1 Corinti 13:11).


Instillate norme morali. La scuola potrebbe fornire una
certa educazione sessuale. La Bibbia però incoraggia i
genitori a non insegnare ai figli solo gli aspetti fisiologici
della questione, ma anche quali sono gli atteggiamenti e i
comportamenti corretti in campo sessuale (Proverbi 5:123).
Ascoltate. Se vostro figlio vi fa domande sul sesso, non
reagite in maniera eccessiva, né traete conclusioni
affrettate. Un genitore, piuttosto, dovrebbe essere “pronto
a udire, lento a parlare” (Giacomo 1:19).
Come proteggere vostro figlio dai predatori sessuali
Insegnate ai vostri figli cosa fare se qualcuno tenta di approfittare di
loro

Documentatevi. Imparate a riconoscere il comportamento
tipico di un molestatore (Proverbi 18:15; vedi il capitolo 32
del libro I giovani chiedono. . . Risposte pratiche alle loro
domande, volume 1).



Siate presenti nella vita di vostro figlio. Non affidatelo a
qualcuno senza esservi accertati che si tratti di una
persona fidata, e non permettete che vostro figlio sia
“lasciato a se stesso” (Proverbi 29:15, CEI).
Trasmettete un concetto equilibrato dell’ubbidienza.
I figli devono imparare a ubbidire ai genitori (Colossesi
3:20). Se però insegnate loro che devono sempre ubbidire
a qualsiasi adulto li esponete al rischio di abusi. Un
genitore cristiano potrebbe dire a suo figlio: “Se qualcuno
ti dice di fare una cosa che per Dio è sbagliata, tu non
devi farla” (Atti 5:29).
Insegnate cosa fare in pratica. Insegnate a vostro figlio
cosa fare nel caso in cui qualcuno cerchi di approfittare di
lui in vostra assenza. Inscenando alcune situazioni potrete
aiutarlo ad avere la determinazione necessaria per dire:
“Smettila! Lo dirò a tutti!”, e poi allontanarsi subito.
Potreste dover ripetere queste cose più volte, perché i
bambini dimenticano facilmente (Deuteronomio 6:7).
Sofferenze
I disastri naturali sono un castigo di Dio?
La risposta della Bibbia
La Bibbia non insegna che è Dio il responsabile dei disastri naturali
che vediamo oggi. I giudizi divini di cui parla la Bibbia sono ben
diversi dai disastri naturali.
1.
2.
3.
Dio è selettivo. La Bibbia dice che l’“uomo vede ciò che
appare agli occhi; ma in quanto a Geova, egli vede il
cuore” (1 Samuele 16:7).
Geova legge il cuore delle persone e annienta solo coloro
che considera malvagi (Genesi 18:23-32).
Prima di agire, Dio manda degli avvertimenti per dare a
chi lo ascolta l’opportunità di salvarsi.
I disastri naturali, invece, colpiscono con poco o nessun preavviso,
provocando morti e feriti in modo indiscriminato. In qualche misura,
l’umanità ha contribuito a peggiorare questi disastri rovinando
l’ambiente naturale e costruendo in zone soggette a terremoti,
inondazioni ed eventi meteorologici estremi.
È colpa di Dio se soffriamo?
La risposta della Bibbia
Secondo la Bibbia la risposta è un categorico no. Le sofferenze
non facevano parte del proposito di Geova Dio per l’umanità. La
prima coppia umana, però, si ribellò alla sua autorità, scegliendo di
stabilire da sé le proprie norme del bene e del male. Si allontanò da
Dio e ne pagò le conseguenze.
Oggi noi subiamo gli effetti di quella scelta infelice. Ma non è certo
stato Dio a dare origine alla sofferenza umana.
La Bibbia dice: “Quando è nella prova, nessuno dica: ‘Sono provato
da Dio’. Poiché con i mali Dio non può essere provato né egli
stesso prova alcuno” (Giacomo 1:13). Nessuno è immune dalle
sofferenze, nemmeno chi ha il favore di Dio.
È il Diavolo la causa di tutte le sofferenze?
La risposta della Bibbia
La Bibbia rivela che Satana il Diavolo è una persona reale la quale,
come un potente boss del crimine, fa in modo che si compia il suo
volere attraverso “segni e portenti di menzogna” e l’“inganno”. Anzi,
la Bibbia dice che “continua a trasformarsi in angelo di luce”
(2 Tessalonicesi 2:9, 10; 2 Corinti 11:14). Il male che il Diavolo
causa ne conferma l’esistenza.
Tuttavia il Diavolo non è responsabile di tutte le sofferenze.
Perché? Dio creò gli esseri umani con la capacità di scegliere tra
fare il bene e fare il male (Giosuè 24:15). Quando prendiamo
decisioni sbagliate, ne raccogliamo le conseguenze (Galati 6:7, 8).
L’Olocausto: Perché avvenne? Perché Dio non lo fermò?
Molti di coloro che fanno queste domande hanno subìto gravissime
perdite e cercano non solo risposte, ma anche conforto. Altri
considerano l’Olocausto come l’espressione più terribile della
malvagità umana e fanno fatica a credere in Dio.
Alcune comuni idee errate su Dio e l’Olocausto
Alcuni dicono che . . . è sbagliato chiedersi perché Dio abbia
permesso l’Olocausto.
In realtà . . . persone di grande fede si sono chieste perché Dio
permetta il male. Ad esempio il profeta Abacuc chiese a Dio:
“Perché mi fai vedere l’ingiustizia? Come puoi restare spettatore
dell’oppressione? Davanti a me ci sono soltanto distruzione e
violenza, dovunque processi e contese” (Abacuc 1:3, Parola del
Signore). Invece di rimproverare Abacuc, Dio fece in modo che le
sue domande fossero riportate nella Bibbia affinché tutti potessero
leggerle.
Alcuni dicono che . . . Dio sia insensibile alle sofferenze umane.
In realtà . . . Dio odia la malvagità e le sofferenze che ne derivano
(Proverbi 6:16-19). Al tempo di Noè, Dio ‘si addolorò nel suo cuore’
a causa della violenza che si era diffusa sulla terra (Genesi 6:5, 6).
Senza dubbio provò grande dolore anche di fronte all’Olocausto
(Malachia 3:6).
Alcuni dicono che . . . l’Olocausto è stato il castigo che Dio ha
inflitto agli ebrei.
In realtà . . . è vero che nel I secolo Dio permise la distruzione di
Gerusalemme da parte dei romani (Matteo 23:37–24:2). Da allora,
però, non benedice, né punisce, alcun gruppo etnico in particolare.
Agli occhi di Dio “non vi è [...] differenza fra chi è Ebreo e chi non lo
è” (Romani 10:12, Parola del Signore).
Alcuni dicono che . . . se esistesse un Dio amorevole e
onnipotente, avrebbe impedito l’Olocausto.
In realtà . . . anche se Dio non causa mai le sofferenze, talvolta le
permette temporaneamente (Giacomo 1:13; 5:11).
Perché Dio permise l’Olocausto?
Dio permise l’Olocausto per la stessa ragione per cui permette tutte
le sofferenze umane: risolvere alcune questioni morali che furono
sollevate molto tempo fa. La Bibbia indica chiaramente che al
presente a governare il mondo è il Diavolo, non Dio (Luca 4:1, 2, 6;
Giovanni 12:31).
L’articolo collegato a questo argomento spiega approfonditamente
perché Dio permette le sofferenze; nella Bibbia, comunque, ci sono
due concetti che aiutano a capire perché Dio abbia permesso
l’Olocausto.
1.
2.
Fu il cattivo uso del libero arbitrio a causare
l’Olocausto. Dio disse ai primi esseri umani, Adamo ed
Eva, cosa si aspettava da loro, ma non li obbligò a
ubbidirgli. Loro scelsero di decidere da sé cos’era giusto e
cos’era sbagliato, e le conseguenze di quella cattiva
scelta — così come delle scelte sbagliate di molte
persone nel corso della storia — si sono rivelate tragiche
per l’umanità (Genesi 2:17; 3:6; Romani 5:12). Come
afferma un libro, “le sofferenze del mondo sono in gran
parte il diretto risultato dell’errato uso del libero arbitrio
che ci è stato accordato” (Statement of Principles of
Conservative Judaism). Anziché revocare il dono del
libero arbitrio, Dio ha concesso agli esseri umani il tempo
necessario per cercare di gestirsi in maniera autonoma.
Dio ha sia il potere che il desiderio di annullare tutti i
danni causati dall’Olocausto. Egli promette di riportare
in vita milioni di persone che sono morte, incluse le vittime
dell’Olocausto. Eliminerà anche il dolore che i terribili
ricordi dell’Olocausto provocano nei sopravvissuti (Isaia
65:17; Atti 24:15). L’amore che Dio nutre per l’umanità ci
assicura che manterrà queste promesse (Giovanni 3:16).
Comprendendo perché Dio permette il male e come lo eliminerà
del tutto, molte vittime e molti sopravvissuti dell’Olocausto
riuscirono a non perdere la fede e a trovare anche un senso nella
vita.
Regno
di Dio
Cos’è il Regno di Dio?
La risposta della Bibbia
Il Regno di Dio è un vero e proprio governo istituito da Geova Dio.
Dato che governa dai cieli, nella Bibbia “il regno di Dio” è anche
detto “regno dei cieli” (Marco 1:14, 15; Matteo 4:17, CEI). Ha molte
caratteristiche in comune con i governi umani, ma ne è superiore
sotto tutti gli aspetti.


Governanti. Dio ha nominato Gesù Cristo Re del Regno e
gli ha conferito più autorità di quanta un governante
umano ne potrà mai avere (Matteo 28:18). Gesù usa la
sua potenza solo per fare il bene; infatti ha già dimostrato
di essere un Leader affidabile e compassionevole (Matteo
4:23; Marco 1:40, 41; 6:31-34; Luca 7:11-17). Sotto la
guida di Dio, Gesù ha scelto persone di tutte le nazioni
che insieme a lui “regneranno sulla terra” dal cielo
(Rivelazione [Apocalisse] 5:9, 10).
Durata. A differenza dei governi umani, che vanno e
vengono, il Regno di Dio “non sarà mai ridotto in rovina”
(Daniele 2:44).




Sudditi. Chiunque faccia quello che Dio richiede può
essere suddito del Regno di Dio, indipendentemente dalla
discendenza o dal luogo di nascita (Atti 10:34, 35).
Leggi. Le leggi (o comandamenti) del Regno di Dio fanno
più che proibire comportamenti sbagliati. Elevano la fibra
morale dei suoi sudditi. Ad esempio, la Bibbia dice: “‘Devi
amare Geova tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la
tua anima e con tutta la tua mente’. Questo è il più grande
e il primo comandamento. Il secondo, simile ad esso, è
questo: ‘Devi amare il tuo prossimo come te stesso’”
(Matteo 22:37-39). L’amore verso Dio e il prossimo spinge
i sudditi del Regno ad agire nei migliori interessi degli altri.
Istruzione. Oltre a stabilire norme elevate per i suoi
sudditi, il Regno di Dio insegna loro come rispettarle (Isaia
48:17, 18).
Obiettivi. Il Regno di Dio non fa arricchire i suoi
governanti a spese dei sudditi. Al contrario, adempirà il
volere di Dio, inclusa la promessa secondo cui quelli che
lo amano vivranno per sempre su una terra paradisiaca
(Isaia 35:1, 5, 6; Matteo 6:10; Rivelazione 21:1-4).
Quali riforme attuerà il Regno di Dio?
La risposta della Bibbia
Il Regno di Dio prenderà il posto di tutti i governi umani e governerà
sull’intera terra (Daniele 2:44; Rivelazione [Apocalisse] 16:14). A
quel punto il Regno di Dio . . .





toglierà di mezzo i malvagi, che con il loro egoismo fanno
solo del male. “Riguardo ai malvagi, saranno stroncati
dalla medesima terra” (Proverbi 2:22).
porrà fine a tutte le guerre. Dio “fa cessare le guerre fino
all’estremità della terra” (Salmo 46:9).
porterà prosperità e sicurezza sulla terra. “Ognuno vivrà in
pace in mezzo alle sue vigne e sotto i suoi alberi di fico, e
nessuno più lo spaventerà” (Michea 4:4, Parola del
Signore).
trasformerà la terra in un paradiso. “Il deserto e la regione
arida esulteranno, e la pianura desertica gioirà e fiorirà”
(Isaia 35:1).
darà a tutti un lavoro bello e soddisfacente. “I miei fedeli si
godranno il frutto del loro lavoro. Tutto quel che faranno
riuscirà bene” (Isaia 65:21-23, Parola del Signore).



debellerà le malattie. “Nessun residente dirà: ‘Sono
malato’” (Isaia 33:24).
ci libererà dal processo d’invecchiamento. “La sua carne
divenga più fresca che nella giovinezza; torni egli ai giorni
del suo vigore giovanile” (Giobbe 33:25).
riporterà in vita i morti. “Tutti quelli che sono nelle tombe
commemorative udranno la sua voce [la voce di Gesù] e
ne verranno fuori” (Giovanni 5:28, 29).
Perché la pace nel mondo sembra irraggiungibile?
La risposta della Bibbia
Gli sforzi dell’uomo per portare la pace nel mondo sono falliti e
continueranno a fallire per varie ragioni:


“Non appartiene all’uomo che cammina nemmeno di
dirigere il suo passo” (Geremia 10:23). Gli uomini non
sono stati creati né con la capacità né con il diritto di
autogovernarsi, quindi non riusciranno a raggiungere una
pace duratura.
“Non contate su gente influente: sono uomini, non
possono salvarvi; muoiono, ritornano alla terra, ogni
progetto vien sepolto con loro” (Salmo 146:3, 4, Parola del
Signore). I leader umani, anche quelli mossi dalle migliori
intenzioni, non possono trovare soluzioni durevoli alla
causa di fondo delle guerre.



“Negli ultimi giorni ci saranno tempi difficili. Poiché gli
uomini saranno [...] fieri, senza amore per la bontà,
traditori, testardi, gonfi d’orgoglio” (2 Timoteo 3:1-4).
Viviamo negli “ultimi giorni” dell’attuale mondo malvagio,
un periodo in cui sono assai comuni atteggiamenti che
rendono difficile la pace.
“Guai alla terra e al mare, perché il Diavolo è sceso a voi,
avendo grande ira, sapendo che ha un breve periodo di
tempo” (Rivelazione [Apocalisse] 12:12). Il Diavolo,
nemico di Dio, è stato confinato nelle vicinanze della terra
e spinge la gente ad adeguarsi al suo spirito malvagio.
Fintanto che sarà “il governante di questo mondo”, sarà
impossibile vivere in pace (Giovanni 12:31).
Il Regno di Dio “stritolerà tutti questi regni [che si
oppongono a Dio] e porrà loro fine, ed esso stesso
sussisterà a tempi indefiniti” (Daniele 2:44). Sarà il Regno
di Dio, non un governo umano, ad appagare il nostro
desiderio di pace permanente nel mondo (Salmo 145:16).
Come si arriverà alla pace sulla terra?
La risposta della Bibbia
Alla pace sulla terra si arriverà non grazie agli sforzi dell’uomo ma
grazie al Regno di Dio, un governo celeste con a capo Cristo Gesù.
Nota cosa insegna la Bibbia riguardo a questa speranza
meravigliosa:
1.
2.
3.
4.
Dio farà “cessare le guerre fino all’estremità della terra”,
adempiendo la sua promessa di portare “sulla terra pace
per quelli che egli ama” (Salmo 46:9; Luca 2:14, Parola
del Signore).
Il Regno di Dio dominerà dal cielo sull’intera terra (Daniele
7:14). Essendo un governo mondiale, eliminerà il
nazionalismo, che è all’origine di molti conflitti.
Gesù, il Governante del Regno di Dio, è definito “Principe
della pace”; grazie a lui “della pace non ci sarà fine” (Isaia
9:6, 7).
A chi intende continuare a combattere non sarà permesso
di vivere sotto il Regno, dato che di Dio si legge: “La Sua
anima certamente odia chiunque ama la violenza” (Salmo
11:5; Proverbi 2:22).
5.
Dio insegna ai suoi sudditi come vivere in pace. Nella
Bibbia si leggono i risultati: “Dovranno fare delle loro
spade vomeri e delle loro lance cesoie per potare.
Nazione non alzerà la spada contro nazione, né
impareranno più la guerra” (Isaia 2:3, 4).
In tutto il mondo milioni di Testimoni di Geova stanno già
imparando da Dio a essere persone pacifiche (Matteo 5:9). Anche
se apparteniamo a una grande varietà di gruppi etnici diversi e
viviamo in più di 230 paesi, rifiutiamo di imbracciare le armi contro i
nostri simili.
Preghiera
Se lo prego, Dio mi aiuterà?
La risposta della Bibbia
Sì, Dio aiuta coloro che fanno richieste sincere in armonia con la
sua volontà. Anche se non hai mai pregato prima, gli esempi di
personaggi biblici che pregarono Dio di aiutarli, possono
incoraggiarti. Per esempio:


“Aiutami, Signore, mio Dio! Tu che sei buono, salvami!”
(Salmo 109:26, Parola del Signore).
“Io sono povero e bisognoso; o Dio, affrettati a venire in
mio aiuto” (Salmo 70:5, La Nuova Diodati).
È chiaro che lo scrittore di queste parole aveva una forte fede in
Dio. Comunque Dio ascolta tutti coloro che si rivolgono a lui con il
giusto atteggiamento, ad esempio coloro che “hanno il cuore rotto”
o “sono di spirito affranto” (Salmo 34:18).
Non hai motivo di temere che Dio sia così distante da te da non
essere interessato ai tuoi problemi. La Bibbia dice: “Geova è alto,
eppure vede l’umile; ma conosce l’altero solo da lontano” (Salmo
138:6). A questo proposito Gesù in un’occasione assicurò ai suoi
discepoli: “Gli stessi capelli della vostra testa sono tutti contati”
(Matteo 10:30). Dio vede aspetti della tua persona che tu stesso
ignori. Quanto più quindi ti ascolterà se chiederai il suo aiuto per
andare avanti nonostante le preoccupazioni! (1 Pietro 5:7).
Per cosa posso pregare?
La risposta della Bibbia
Puoi pregare per qualsiasi cosa sia in armonia con la volontà di Dio
indicata nella Bibbia. “Qualunque cosa chiediamo secondo la sua
volontà, egli ci ascolta” (1 Giovanni 5:14). Puoi confidare a Dio le
tue preoccupazioni? Sì. La Bibbia dice: “Dinanzi a lui versate il
vostro cuore” (Salmo 62:8).
Puoi pregare per avere







più fede in Dio (Luca 17:5).
spirito santo, ovvero la forza attiva di Dio, affinché ti aiuti a
fare ciò che è giusto (Luca 11:13).
la forza per affrontare i problemi e resistere alle tentazioni
(Filippesi 4:13).
pace interiore (Filippesi 4:6, 7).
saggezza per prendere buone decisioni (Giacomo 1:5).
aiuto per soddisfare le necessità quotidiane (Matteo 6:11).
il perdono dei peccati (Matteo 6:12).
Perché pregare nel nome di Gesù?
La risposta della Bibbia
Dobbiamo pregare nel nome di Gesù perché questo è l’unico modo
approvato da Dio per accostarci a Lui. Gesù disse: “Io sono la via e
la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”
(Giovanni 14:6). Ai suoi apostoli fedeli inoltre assicurò:
“Verissimamente vi dico: Se chiederete al Padre qualche cosa egli
ve la darà nel mio nome” (Giovanni 16:23).
Altre ragioni per pregare nel nome di Gesù




Onoriamo Gesù e suo Padre, Geova Dio (Filippesi 2:911).
Mostriamo di apprezzare il valore della morte di Gesù,
tramite la quale possiamo ottenere la salvezza (Matteo
20:28; Atti 4:12).
Riconosciamo il ruolo esclusivo di Gesù quale
Intercessore tra Dio e gli uomini (Ebrei 7:25).
Rispettiamo il ruolo di Gesù quale Sommo Sacerdote che
può aiutarci a ottenere una buona reputazione agli occhi
di Dio (Ebrei 4:14-16).
Dovrei pregare i santi?
La risposta della Bibbia
No. La Bibbia mostra che dovremmo pregare solo Dio nel nome di
Gesù. Gesù disse ai suoi discepoli: “Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome” (Matteo
6:9, CEI). Non disse mai ai suoi discepoli di pregare santi, angeli o
qualcun altro che non fosse Dio.
Gesù dichiarò inoltre ai suoi seguaci: “Io sono la via, la verità e la
vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni
14:6, CEI). Solo Gesù è stato autorizzato da Dio a intercedere per
noi (Ebrei 7:25).
E se pregassi sia Dio che i santi?
Nei Dieci Comandamenti Dio disse: “Io, il Signore, tuo Dio, sono un
Dio geloso” (Esodo 20:5, CEI). In che senso Dio è geloso? Altre
versioni della Bibbia dicono che “esige esclusiva devozione”. Dio
richiede che gli atti di devozione o adorazione, quindi anche la
preghiera, siano rivolti esclusivamente a lui (Isaia 48:11).
Offenderemmo Dio se pregassimo qualcun altro, anche se si
trattasse di santi o angeli. Quando l’apostolo Giovanni cercò di
adorare un angelo, questi lo bloccò dicendo: “Guàrdati bene dal
farlo! Io sono servo con te e i tuoi fratelli, che custodiscono la
testimonianza di Gesù. È Dio che devi adorare” (Apocalisse
[Rivelazione] 19:10, CEI).
Quali sono due motivi per cui Dio non ascolta alcune
preghiere?
La risposta della Bibbia
Ci sono delle preghiere che Dio non esaudisce. Ecco due motivi.
1. La preghiera è in contrasto con la volontà di Dio
Dio non risponde alle preghiere che sono contro la sua volontà, o le
sue norme, riportate nella Bibbia (1 Giovanni 5:14). Per esempio, la
Bibbia richiede che evitiamo l’avidità. Il gioco d’azzardo promuove
l’avidità (1 Corinti 6:9, 10). Quindi Dio non ti ascolterà se preghi per
vincere alla lotteria. Dio non è una specie di genio della lampada
che puoi interpellare perché esegua i tuoi ordini. Ed è un bene che
sia così: altrimenti dovresti aver paura di cosa gli altri potrebbero
chiedergli (Giacomo 4:3).
2. La persona che prega ha un comportamento ribelle
Dio non ascolta chi lo offende deliberatamente con le sue azioni.
Per esempio, a coloro che sostenevano di servirlo ma agivano in
maniera ribelle, Dio disse: “Quantunque facciate molte preghiere,
non ascolto; le vostre medesime mani son divenute piene di
spargimento di sangue” (Isaia 1:15). Comunque se avessero
cambiato comportamento e messo “le cose a posto” con lui, Dio
avrebbe ascoltato le loro preghiere (Isaia 1:18).
Se lo prego, Dio mi ascolterà?
La risposta della Bibbia
Sì. Sia la Bibbia che l’esperienza di molti mostrano che Dio
risponde alle preghiere. La Bibbia dice che “eseguirà il desiderio di
quelli che lo temono, e udrà la loro invocazione di soccorso, e li
salverà” (Salmo 145:19). Ma dipende in gran parte da te se Dio
esaudirà anche le tue preghiere.
A Dio interessa . . .




che preghi lui, non Gesù, Maria, i santi, gli angeli o le
immagini. Solo Geova Dio è l’”Uditore di preghiera”
(Salmo 65:2).
che lo preghi in armonia con la sua volontà riportata nella
Bibbia (1 Giovanni 5:14).
che lo preghi nel nome di Gesù. In questo modo dimostri
di riconoscere l’autorità di Gesù che disse: “Nessuno
viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6).
che lo preghi senza dubitare, chiedendogli più fede se
necessario (Matteo 21:22; Luca 17:5).


che lo servi con umiltà e sincerità. La Bibbia dice: “Geova
è alto, eppure vede l’umile” (Salmo 138:6).
che non getti la spugna. Gesù disse: “Continuate a
chiedere, e vi sarà dato” (Luca 11:9).
A Dio invece non interessa . . .




se appartieni a una razza piuttosto che a un’altra. “Dio non
è parziale, ma in ogni nazione l’uomo che lo teme e opera
giustizia gli è accetto” (Atti 10:34, 35).
se lo preghi stando in piedi, seduto, in ginocchio o
prostrato in avanti (1 Cronache 17:16; Neemia 8:6;
Daniele 6:10; Marco 11:25).
se lo preghi ad alta voce o in silenzio. Dio ascolta anche le
preghiere silenziose che gli altri non possono sentire
(Neemia 2:1-6).
se consideri le tue preoccupazioni di poco conto. Dio ti
incoraggia a ‘gettare su di lui tutta la tua ansietà, perché
egli ha cura di te’ (1 Pietro 5:7).
Problemi
della vita
reale
Ho problemi economici: La Bibbia può aiutarmi?
La risposta della Bibbia
Sì. I quattro princìpi biblici che seguono possono aiutarti a far fronte
ai problemi economici e ai debiti.
1.
2.
Pianifica le spese. “I piani del diligente sono sicuramente
per il vantaggio, ma chi è frettoloso va sicuramente verso
l’indigenza” (Proverbi 21:5). Non affrettarti a comprare
qualcosa solo perché è in offerta. Pianifica le spese,
stabilisci un budget e rispettalo.
Evita debiti inutili. “Chi prende a prestito è servitore
dell’uomo che fa il prestito” (Proverbi 22:7). Se hai già dei
debiti e non puoi pagarli, prova a rinegoziare i pagamenti
con i creditori. Non darti per vinto. Manifesta lo stesso
atteggiamento dell’uomo menzionato in Proverbi 6:1-5:
“Va a umiliarti e tempesta il tuo prossimo di sollecitazioni.
Non concedere sonno ai tuoi occhi, né assopimento ai tuoi
occhi brillanti”. Nel caso il primo tentativo non andasse a
buon fine, continua a cercare una soluzione.
3.
4.
Dai al denaro il giusto valore. “L’uomo invidioso ha fretta
di arricchire, e non sa che gli piomberà addosso la
miseria” (Proverbi 28:22, Nuova Riveduta). L’invidia e
l’avidità possono portare non solo alla rovina finanziaria
ma anche a quella spirituale.
Accontentati. “Quando dunque abbiamo di che mangiare
e di che coprirci, accontentiamoci” (1 Timoteo 6:8, CEI). Il
denaro non può comprare la felicità. Alcune delle persone
più felici del mondo non hanno molti soldi. Ma hanno
qualcosa di più prezioso: un bel rapporto con familiari,
amici e soprattutto con Dio
(Proverbi 15:17; 1 Pietro 5:6, 7).
Sono depresso: La Bibbia può aiutarmi?
La risposta della Bibbia
Sì, perché l’aiuto migliore che puoi ricevere viene da “Dio, che
conforta gli abbattuti” (2 Corinti 7:6).
In che modo Dio ti può aiutare se sei depresso? Dandoti . . .

Forza. Dio non ti “conforta” togliendoti i problemi, ma
dandoti la forza per superarli se gliela chiedi nelle tue
preghiere (Filippesi 4:13). Puoi essere sicuro che è pronto
ad ascoltarti perché la Bibbia dice: “Geova è vicino a quelli
che hanno il cuore rotto; e salva quelli che sono di spirito
affranto” (Salmo 34:18). In effetti Dio può udire le tue
richieste di aiuto anche se non sei in grado di esprimergli
a parole quello che provi (Romani 8:26, 27).


Buoni esempi. Uno scrittore della Bibbia pregò Dio: “Dal
profondo dell’angoscia grido a te”. Questo salmista riuscì
a far fronte alla depressione ricordando che Dio non ci
punta il dito contro ogni volta che commettiamo un
peccato. Infatti disse a Dio: “Se tieni conto delle colpe,
Signore, Signore, chi potrà vivere ancora?
Ma tu sei colui che perdona e noi potremo servirti”
(Salmo 130:1, 3, 4, Parola del Signore).
Speranza. Oltre a darci conforto ora, Dio ha promesso di
eliminare tutti i problemi che portano alla depressione.
Quando adempirà questa promessa “le cose precedenti
[inclusa la depressione] non saranno ricordate, né
saliranno in cuore” (Isaia 65:17).
Nota: Pur essendo consapevoli dell’aiuto che Dio dà, i Testimoni di
Geova fanno anche ricorso a cure mediche per trattare disturbi
come la depressione (Marco 2:17). Tuttavia non raccomandano
nessuna terapia in particolare; pensano che in tali questioni ognuno
debba decidere personalmente.
Ho una malattia cronica: La Bibbia può aiutarmi?
La risposta della Bibbia
Sì. Dio si prende cura dei suoi servitori malati. A proposito di chi lo
serve fedelmente, la Bibbia dice: “Geova stesso lo sosterrà su un
divano di malattia” (Salmo 41:3). Se convivi con una malattia
cronica, troverai conforto seguendo questi tre suggerimenti.
1.
2.
Prega per avere la forza di andare avanti. Così facendo
potrai ricevere “la pace di Dio che sorpassa ogni
pensiero”; questa ti aiuterà a ridurre l’ansietà e ti darà il
sostegno di cui hai bisogno (Filippesi 4:6, 7).
Sii positivo. La Bibbia dice: “Un cuore allegro è una
buona medicina, ma uno spirito abbattuto inaridisce le
ossa” (Proverbi 17:22, La Nuova Diodati). Coltivate il
senso dell’umorismo: questo non solo vi aiuterà a
sdrammatizzare, ma avrà effetti positivi anche sulla vostra
salute.
3.
Impara a guardare al futuro con speranza. Una forte
speranza può aiutarti a mantenere la gioia nonostante un
disturbo cronico (Romani 12:12). La Bibbia parla di un
tempo in cui “nessun residente dirà: ‘Sono malato’” (Isaia
33:24). Dio guarirà le malattie croniche a cui la scienza
moderna non ha saputo porre rimedio. Ad esempio
invertirà il processo di invecchiamento. Infatti la Bibbia
dice: “La sua carne divenga più fresca che nella
giovinezza; torni egli ai giorni del suo vigore giovanile”
(Giobbe 33:25).
Nota: Pur essendo consapevoli dell’aiuto che Dio dà, i Testimoni di
Geova fanno anche ricorso a terapie mediche per curare le malattie
croniche (Marco 2:17). Tuttavia non raccomandano nessuna
terapia in particolare; pensano che in tali questioni ognuno debba
decidere personalmente.
Non sono soddisfatto della mia vita: La Bibbia può aiutarmi?
La risposta della Bibbia
Sì. La Bibbia, un libro antico degno di fiducia, risponde agli
importanti interrogativi della vita e può farti provare un senso di
soddisfazione. Considera alcune delle domande a cui risponde.
1.
2.
Esiste un Creatore? La Bibbia dice che Dio ‘creò tutte le
cose’ (Rivelazione [Apocalisse] 4:11). Essendo il nostro
Creatore, Dio sa di cosa abbiamo bisogno per sentirci
soddisfatti e realizzati.
Dio si interessa di me? Anziché presentare Dio come un
Essere distante dagli esseri umani, la Bibbia dice che “non
è lontano da ciascuno di noi” (Atti 17:27, Parola del
Signore). A Dio interessa quello che ti succede e vuole
aiutarti a riuscire nella vita (Isaia 48:17, 18; 1 Pietro 5:7).
3.
In che modo conoscere Dio può farmi sentire più
realizzato? Dio ci ha creato con un “bisogno spirituale”, il
desiderio innato di capire il significato e lo scopo della vita
(Matteo 5:3). Questo bisogno spirituale include anche il
desiderio di conoscere il nostro Creatore e avere una
relazione con lui. Dio sarà felice di vedere che ci
sforziamo di conoscerlo; la Bibbia infatti dice: “Accostatevi
a Dio, ed egli si accosterà a voi” (Giacomo 4:8).
Milioni di persone hanno riscontrato che, stringendo un’amicizia
con Dio, la loro vita in generale è migliorata ed è più soddisfacente.
Anche se conoscere Dio non eliminerà i problemi dalla tua vita, la
sua sapienza, che si trova nella Bibbia, può aiutarti . . .



ad avere una famiglia più felice
a vivere in pace con gli altri
ad affrontare problemi come depressione, stress dovuto a
difficoltà economiche e malattie croniche.
Molte religioni che dicono di credere nella Bibbia in effetti non ne
seguono gli insegnamenti. La vera religione, invece, si attiene a ciò
che dice veramente la Bibbia e ti aiuterà a conoscere Dio.
Feste e
ricorrenze
Pasqua: Cosa dice la Bibbia?
La risposta della Bibbia
La celebrazione della Pasqua, così com’è conosciuta oggi, non
trova fondamento nella Bibbia. La sua storia dimostra cos’è
effettivamente: una tradizione che trae le sue origini da antichi riti
della fertilità. Ecco alcuni elementi che lo confermano.
1.
2.
Nome: L’Encyclopædia Britannica dice: “Il sostantivo
inglese Easter [Pasqua in italiano] ha un’origine incerta;
Beda il Venerabile, un ecclesiastico anglosassone
dell’VIII secolo, lo fece risalire a Eostre, divinità
anglosassone della primavera”. Altre opere di
consultazione lo mettono in relazione con Astarte, la dea
fenicia della fertilità, che trova la sua controparte
babilonese in Ishtar.
Lepri, conigli: Sono entrambi simboli di fertilità
“tramandati dal simbolismo e dai rituali di festività pagane
europee e mediorientali celebrate nel periodo primaverile”
(Encyclopædia Britannica).
3.
4.
5.
Uova: Secondo un’opera di consultazione la caccia alle
uova di Pasqua, che si dice siano portate dal coniglio
pasquale, “non è un semplice gioco infantile, ma la traccia
di un rito della fertilità” (Funk & Wagnalls Standard
Dictionary of Folklore, Mythology and Legend). In alcune
culture si credeva che le uova pasquali decorate
“potessero donare magicamente felicità, prosperità, salute
e protezione” (Traditional Festivals).
Vestiti nuovi: “Era considerato scortese e quindi di
cattivo auspicio salutare la dea scandinava della
Primavera, o Eastre, senza indossare un vestito
nuovo” (The Giant Book of Superstitions).
Funzioni celebrate all’alba: Sono state collegate a riti di
antichi adoratori del sole “compiuti all’equinozio di
primavera per dare il benvenuto al sole e al suo grande
potere di dare nuova vita a tutto ciò che
cresce” (Celebrations—The Complete Book of American
Holidays).
Un’altra opera ben descrive le origini della Pasqua: “Non c’è dubbio
che la Chiesa antica adottò le vecchie usanze pagane e attribuì
loro un significato cristiano” (The American Book of Days).
La Bibbia avverte di non adorare Dio con tradizioni e usanze che gli
dispiacciono (Marco 7:6-8). In 2 Corinti 6:17 si legge: “ ‘Separatevi’,
dice Geova, ‘e cessate di toccare la cosa impura’ ”. Dato che la
Pasqua è una festa pagana chi vuole piacere a Dio si asterrà dal
celebrarla.
Natale: Cosa dice la Bibbia?
La risposta della Bibbia
La Bibbia non menziona la data della nascita di Gesù, né comanda
di celebrarne il compleanno. La Cyclopedia di McClintock e Strong
afferma: “L’osservanza del Natale non è d’istituzione divina, né ha
origine dal N.T. [Nuovo Testamento]”.
Ma c’è di più: un’analisi della storia del Natale rivela che questo
affonda le sue radici in riti religiosi pagani. La Bibbia indica che se
cerchiamo di adorare Dio in un modo che egli non approva in effetti
lo offendiamo (Esodo 32:5-7).
Storia delle usanze natalizie
1.
Il compleanno di Gesù: “I primi cristiani non
festeggiavano la [...] nascita [di Gesù] perché
consideravano il festeggiare la nascita di qualcuno
un’usanza pagana” (The World Book Encyclopedia).
2.
3.
4.
5.
6.
Il 25 dicembre: Non c’è nessuna prova che Gesù sia nato
in questa data. Probabilmente le autorità ecclesiastiche la
scelsero per farla coincidere con le feste pagane che
avevano luogo nel periodo del solstizio d’inverno.
Scambio di doni e festeggiamenti: La Grande
Enciclopedia GE 20 dice: “Collegati con la festa del
[Natale] sono degli usi che non sempre sono di origine
cristiana, anzi per la maggior parte hanno le loro origini
nelle religioni e civiltà pre-cristiane”. Alcuni sono “usi che
chiaramente derivano dai Saturnali romani, che appunto si
celebravano nella seconda metà di dicembre: in
particolare l’uso di luminarie, lo scambio di doni, i regali ai
bambini”. L’Encyclopædia Britannica dice che durante i
Saturnali “venivano interrotti tutti i lavori e le attività
commerciali”.
Luci natalizie: Secondo l’Encyclopedia of Religion, gli
europei decoravano le loro case “con luci e piante
sempreverdi di ogni tipo” per celebrare il solstizio
d’inverno e per combattere gli spiriti malvagi.
Vischio e agrifoglio: “I druidi ascrivevano in particolare al
vischio proprietà magiche. L’agrifoglio sempreverde
veniva venerato in quanto considerato segno del ritorno
del sole” (The Encyclopedia Americana).
L’albero di Natale: “Il culto degli alberi era comune
presso i popoli pagani dell’Europa e continuò a esistere
anche dopo la loro conversione al cristianesimo”. Rimase
per esempio l’usanza “di mettere un albero di Natale
all’ingresso o all’interno della casa durante le festività
invernali” (Encyclopædia Britannica).
Quando nacque Gesù?
La risposta della Bibbia
Nella Bibbia non è riportata la data di nascita di Gesù. Queste
opere di consultazione lo dimostrano:


“Non si conosce la vera data di nascita di Cristo” (New
Catholic Encyclopedia).
“La data effettiva della nascita di Gesù è sconosciuta”
(Dizionario della Bibbia).
Anche se non specifica la data di nascita di Gesù, la Bibbia
fornisce due indicazioni che inducono molti a concludere che non
fosse il 25 dicembre.
Non in inverno
1.
Il censimento. Appena prima della nascita di Gesù,
Cesare Augusto ordinò con un decreto che “tutta la terra
abitata si registrasse”. Ognuno andò quindi a registrarsi
“nella propria città”, il che poteva comportare un viaggio di
una o più settimane (Luca 2:1-3). Questo decreto,
2.
emanato forse per motivi tributari o di coscrizione militare,
sarebbe stato impopolare in qualsiasi periodo dell’anno; è
molto improbabile perciò che Augusto provocasse
ulteriormente i suoi sudditi costringendoli a effettuare un
lungo viaggio nel freddo inverno.
Le greggi. I pastori “dimoravano all’aperto e di notte
facevano la guardia ai loro greggi” (Luca 2:8). Il libro La
vita quotidiana in Palestina al tempo di Gesù dice che le
greggi vivevano all’aria aperta dalla “settimana prima della
Pasqua [tardo marzo]” fino alla metà di novembre.
Aggiunge poi che “l’inverno lo passavano negli ovili, e
basta questo particolare per dimostrare che la tradizionale
data del Natale in inverno non ha molte probabilità di
essere esatta, poiché il Vangelo ci dice che i pastori erano
nei campi”.
Agli inizi dell’autunno
Possiamo più o meno determinare quando nacque Gesù contando
a ritroso dalla sua morte che avvenne il 14° giorno del mese
primaverile di nisan, ovvero il giorno di Pasqua dell’anno
33 (Giovanni 19:14-16). Gesù aveva circa 30 anni quando iniziò il
suo ministero, che durò tre anni e mezzo, per cui doveva essere
nato agli inizi dell’autunno del 2 a.E.V. (ovvero a.C.) (Luca 3:23).
Perché il Natale si festeggia il 25 dicembre?
Dato che non c’è alcuna prova che Gesù sia nato il 25 dicembre,
perché il Natale si festeggia in questa data? La Piccola Treccani
dice: “Nella scelta del 25 dic. come giorno di Natale del Salvatore
ha influito il calendario civile romano che dalla fine del sec.
3° celebrava in quel giorno il solstizio invernale e il natale del ‘sole
invitto’”. Secondo l’Encyclopedia Americana, il motivo di questa
scelta era “far sì che il cristianesimo avesse più senso per i
convertiti pagani”.
Le origini di Halloween: Cosa dice la Bibbia?
La risposta della Bibbia
La Bibbia non parla di Halloween. Ad ogni modo, sia le antiche
origini di Halloween sia le usanze seguite nei nostri giorni indicano
che questa festa è basata su credenze errate riguardo ai morti e
agli spiriti invisibili, i demoni. (Vedi “Halloween: storia e usanze”.)
La Bibbia dà questo avvertimento: “Non si trovi in mezzo a te [...]
né un medium che consulta spiriti, né uno stregone, né chi evoca i
morti” (Deuteronomio 18:10-12, La Nuova Diodati). Anche se per
alcuni tutto ciò che ruota intorno a Halloween è solo un’innocua
forma di divertimento, la Bibbia è di tutt’altro avviso. In 1 Corinti
10:20, 21 infatti si legge: “Non voglio che voi entriate in comunione
con i demòni; non potete bere il calice del Signore e il calice dei
demòni” (CEI).
Halloween: storia e usanze
1.
Samhain: Halloween affonda le radici in questa “antica
festa pagana celebrata dai celti oltre 2.000 anni fa”, dice la
World Book Encyclopedia. “I celti credevano che in questo
2.
3.
4.
periodo i morti si aggirassero fra i viventi. Durante il
periodo di Samhain i vivi potevano stare insieme ai morti”.
La Bibbia però insegna in maniera chiara che i morti “non
sono consci di nulla” (Ecclesiaste 9:5). Perciò non
possono entrare in contatto con chi è in vita.
Maschere, dolci e “dolcetto o scherzetto”: Un libro
sull’argomento spiega che tra i celti c’era chi si travestiva
da demonio pensando che, se si fosse imbattuto negli
spiriti, questi lo avrebbero scambiato per uno di loro e lo
avrebbero lasciato in pace. Altri offrivano dolci agli spiriti
per placarli. Nell’Europa medievale il clero cattolico adottò
varie usanze pagane e spinse i fedeli ad andare
mascherati per le case a chiedere piccoli doni
(Halloween—An American Holiday, An American History).
La Bibbia, però, non ammette che l’adorazione di Dio
venga mischiata con false pratiche religiose (2 Corinti
6:17).
Fantasmi, vampiri, lupi mannari, streghe e zombie:
Queste figure sono associate da molto tempo al mondo
degli spiriti malvagi (Halloween Trivia). La Bibbia indica
chiaramente che dovremmo opporci alle forze spiritiche
anziché festeggiare insieme a loro (Efesini 6:12).
Zucche: Durante il Medioevo nei paesi anglosassoni “i
questuanti andavano di porta in porta a chiedere cibo in
cambio di una preghiera per i morti”, portando con sé
“lanterne ricavate da rape svuotate contenenti una
candela, simbolo dell’anima imprigionata nel purgatorio”
(Halloween—From Pagan Ritual to Party Night). Altri
sostengono che le lanterne fossero utilizzate per
scacciare gli spiriti. Durante il XIX secolo nel Nordamerica
le rape furono sostituite da zucche, più facili da reperire e
intagliare. Le credenze su cui poggia questa usanza
(immortalità dell’anima, purgatorio e preghiere per i morti)
non hanno un fondamento biblico (Ezechiele 18:4).
Vivere
come
piace a
Dio
Qual è la volontà di Dio per me?
La risposta della Bibbia
Dio vuole che tu lo conosca meglio, che divenga suo amico e che
poi lo ami e lo serva con tutto il cuore (Matteo 22:37, 38; Giacomo
4:8). Puoi imparare a fare la volontà di Dio imitando l’esempio di
vita di Gesù e conoscendo i suoi insegnamenti (Giovanni 7:16, 17).
Gesù non si limitò a parlare della volontà di Dio, ne fece il fulcro
della sua vita. Infatti disse: “Sono sceso dal cielo per fare non la
mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato” (Giovanni
6:38).
Mi serve un segno, una visione o una chiamata per sapere
qual è la volontà di Dio per me?
No, perché il messaggio che Dio ha per l’umanità si trova nella
Bibbia. Tramite questo libro puoi conoscere quello di cui hai
bisogno per essere “del tutto preparato per ogni opera buona”
(2 Timoteo 3:16, 17). Dio desidera che usi la Bibbia insieme alla
tua “facoltà di ragionare” per sapere cosa vuole da te (Romani
12:1, 2; Efesini 5:17).
Posso fare veramente la volontà di Dio?
Sì, infatti la Bibbia dice: “I suoi comandamenti non sono pesanti”
(1 Giovanni 5:3, Parola del Signore). Questo non significa che sia
sempre facile ubbidire ai comandi di Dio. Ma i benefìci che otterrai
ubbidendo supereranno di gran lunga gli sforzi. Gesù stesso disse:
“Felici quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica!”
(Luca 11:28).
Un cristiano può accettare cure mediche?
La risposta della Bibbia
Certo! Gesù indicò che i suoi seguaci potevano avvalersi di cure
mediche quando disse che “i sani non hanno bisogno del medico,
ma quelli che stanno male sì” (Matteo 9:12). Pur non essendo un
testo di medicina, la Bibbia contiene princìpi che servono da guida
a chi vuole piacere a Dio.
Domande da farsi
1. Capisco in cosa consiste la cura che mi viene proposta? La
Bibbia consiglia di cercare informazioni attendibili invece di riporre
“fede in ogni parola” (Proverbi 14:15).
2. Dovrei chiedere un secondo o un terzo parere? Può essere utile
rivolgersi a più di una persona, specialmente se la situazione è
grave. Infatti la Bibbia dice: “Nella moltitudine dei consiglieri c’è la
riuscita” (Proverbi 15:22).
3. La cura comporta una violazione del comando biblico di
“astenersi [...] dal sangue”? (Atti 15:20).
4. Si ricorre allo spiritismo per diagnosticare o curare la malattia?
La Bibbia condanna la “pratica di spiritismo” (Galati 5:19-21). Per
stabilire se c’è di mezzo lo spiritismo, potrebbe essere utile farsi
domande come queste:



La persona a cui mi rivolgo fa ricorso allo spiritismo?
La cura si basa sull’idea che la malattia sia causata da dèi
che sono stati offesi o da nemici che usano la
stregoneria?
La preparazione o l’impiego della medicina prevede che si
ricorra a sacrifici, incantesimi o altri riti od oggetti spiritici?
5. La salute è diventata un’ossessione per me? La Bibbia consiglia:
“La vostra ragionevolezza divenga nota a tutti gli uomini” (Filippesi
4:5). Essere ragionevole ti aiuterà a concentrarti sulle “cose più
importanti”, come ad esempio quelle spirituali (Filippesi 1:10;
Matteo 5:3).
Cosa dice la Bibbia sulle trasfusioni di sangue?
La risposta della Bibbia
La Bibbia comanda di non assumere sangue. Quindi non si deve
accettare sangue intero o i suoi componenti principali in nessuna
forma, che si tratti di cibo o di trasfusioni. Nota i seguenti versetti:


Genesi 9:4. Dopo il Diluvio Dio diede a Noè e alla sua
famiglia il permesso di includere carne animale nella loro
alimentazione ma comandò di non mangiare sangue.
Disse a Noè: “Solo non dovete mangiare la carne con la
sua anima, il suo sangue”. Questo comando è valso per
tutti gli esseri umani esistiti da allora, in quanto tutti
discendenti di Noè.
Levitico 17:14. “Non dovete mangiare il sangue di
nessuna sorta di carne, perché l’anima di ogni sorta di
carne è il suo sangue. Chiunque lo mangi sarà stroncato”.
Agli occhi di Dio l’anima, o vita, è nel sangue e gli
appartiene. Benché venisse data solo alla nazione di
Israele, questa legge indicava che per Dio mangiare
sangue era una cosa molto grave.

Atti 15:20. “Si ordini loro di astenersi [...] dal sangue”. Dio
diede ai cristiani lo stesso comando che aveva dato a
Noè. La storia mostra che i primi cristiani rifiutavano di
assumere sangue intero, sia pure per ragioni mediche.
Perché Dio ci comanda di astenerci dal sangue?
Esistono valide ragioni mediche per evitare le trasfusioni di sangue.
Comunque, la ragione più importante per cui Dio comanda di
astenersi dal sangue è che per lui esso rappresenta qualcosa di
sacro (Levitico 17:11; Colossesi 1:20).
Cosa dice la Bibbia sui tatuaggi?
La risposta della Bibbia
La Bibbia menziona i tatuaggi solo una volta, in Levitico 19:28, che
dice: “Non vi dovete fare addosso alcun tatuaggio”. Dando agli
israeliti questo comando, Dio li separò dai popoli vicini che
incidevano la pelle con nomi o simboli dei loro dèi (Deuteronomio
14:2). Anche se la Legge data alla nazione di Israele non è
vincolante per i cristiani, il principio alla base di tale comando
merita attenta considerazione.
I tatuaggi o altre forme di body art sono accettabili per un
cristiano?
I versetti biblici che seguono possono aiutarti a ragionare
sull’argomento.



“Le donne si adornino [...] con modestia” (1 Timoteo 2:9).
Questo principio vale sia per le donne che per gli uomini.
Dovremmo rispettare il pensiero degli altri e non attirare
indebita attenzione su noi stessi.
Alcuni ricorrono ai tatuaggi per affermare la propria
identità o la propria indipendenza, mentre altri per
rivendicare il diritto di fare quello che vogliono con il
proprio corpo. La Bibbia comunque dà questa esortazione
ai cristiani: “[Presentate] i vostri corpi in sacrificio vivente,
santo, accettevole a Dio, sacro servizio con la vostra
facoltà di ragionare” (Romani 12:1). Usa la tua “facoltà di
ragionare” per capire come mai vuoi farti un tatuaggio. Se
è per seguire una moda o per dimostrare di appartenere a
un certo gruppo, ricorda che mentre i gusti cambiano, un
tatuaggio è permanente. Esaminando i tuoi motivi ti sarà
più facile prendere una decisione saggia (Proverbi 4:7).
“I piani del diligente sono sicuramente per il vantaggio, ma
chi è frettoloso va sicuramente verso l’indigenza”
(Proverbi 21:5). Spesso la decisione di farsi un tatuaggio è
presa frettolosamente, ma può avere effetti a lungo
termine sui rapporti con gli altri e sul lavoro. Inoltre farsi
togliere un tatuaggio può essere costoso e doloroso. Le
ricerche — così come il business sempre più florido della
rimozione dei tatuaggi — indicano che molti di quelli che si
fanno tatuaggi alla fine se ne pentono.
Dovremmo adorare le immagini?
La risposta della Bibbia
No. Parlando delle leggi che Dio diede alla nazione di Israele,
un’enciclopedia osserva: “Da vari passi biblici è evidente che la
vera adorazione di Dio non prevedeva l’uso di immagini” (New
Catholic Encyclopedia). Analizziamo questi versetti della Bibbia:

“Non devi farti immagine scolpita né forma simile ad
alcuna cosa che è nei cieli di sopra o che è sulla terra di
sotto o che è nelle acque sotto la terra. Non devi inchinarti
davanti a loro né essere indotto a servirle, perché io,
Geova tuo Dio, sono un Dio che esige esclusiva
devozione” (Esodo 20:4, 5). Visto che Dio richiede
“esclusiva devozione”, non gli fa piacere che adoriamo
immagini, figure, idoli, icone, statue o simboli.



“Non lascerò che le statue ricevano la lode che mi è
dovuta” (Isaia 42:8, Easy-to-Read Version). Dio rifiuta
l’adorazione resagli attraverso le immagini. Quando alcuni
israeliti cercarono di adorarlo servendosi della statua di un
vitello, Dio disse che avevano commesso “una grave
colpa” (Esodo 32:7-9, Parola del Signore).
“Non dobbiamo immaginare che l’Essere Divino sia simile
all’oro o all’argento o alla pietra, simile a qualcosa di
scolpito dall’arte e dall’ingegno dell’uomo” (Atti 17:29). A
differenza dei culti pagani, in cui si fa spesso uso di
immagini ‘scolpite dall’arte e dall’ingegno dell’uomo’, la
Bibbia dice che i cristiani devono ‘camminare per fede,
non per visione’ (2 Corinti 5:7).
“Guardatevi dagli idoli” (1 Giovanni 5:21). Con i comandi
dati alla nazione di Israele e quelli dati ai cristiani, la
Bibbia smaschera la falsità dell’insegnamento secondo cui
Dio approverebbe l’uso di immagini e di icone nel culto.
Diavolo
e
demoni
Il Diavolo esiste veramente?
La risposta della Bibbia
Sì, il Diavolo esiste veramente. È il “governante del mondo”, una
creatura spirituale che divenne malvagia e si ribellò a Dio (Giovanni
14:30; Efesini 6:11, 12). La Bibbia spiega qual è la personalità del
Diavolo riferendosi a lui in questi modi:


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Satana, che significa “oppositore” (Giobbe 1:6).
Diavolo, che significa “calunniatore” (Rivelazione
[Apocalisse] 12:9).
Serpente, che nella Bibbia è sinonimo di “ingannatore”
(2 Corinti 11:3).
Tentatore (Matteo 4:3).
Bugiardo (Giovanni 8:44).
Non è un principio astratto del male
Secondo alcuni, Satana il Diavolo è soltanto un principio astratto
del male che risiede in noi. Comunque la Bibbia riporta una
conversazione avvenuta fra Dio e Satana. Visto che Dio è perfetto
non avrebbe potuto parlare a una parte malvagia di sé
(Deuteronomio 32:4; Giobbe 2:1-6). Inoltre Satana tentò Gesù, che
non era un peccatore (Matteo 4:8-10; 1 Giovanni 3:5). Quindi la
Bibbia mostra che il Diavolo esiste davvero e che non è una
semplice personificazione del male.
Dovrebbe sorprenderci il fatto che molti non credono nell’esistenza
del Diavolo? No, perché la Bibbia dice che Satana usa l’inganno
per raggiungere i suoi obiettivi (2 Tessalonicesi 2:9, 10). Uno dei
suoi più grandi stratagemmi è stato proprio quello di indurre tante
persone a non credere che esista (2 Corinti 4:4).
Altre idee errate sul Diavolo
Alcuni dicono che . . . Lucifero è un altro nome del Diavolo.
In realtà . . . la parola ebraica che in alcune Bibbie è tradotta
“Lucifero” significa “risplendente” (Isaia 14:12). Il contesto indica
che questo termine si riferisce alla dinastia, o discendenza di
sovrani, di Babilonia, che Dio avrebbe umiliato per la sua
arroganza (Isaia 14:4, 13-20). Il termine “risplendente” venne usato
per deridere la dinastia babilonese dopo il suo rovesciamento.
Alcuni dicono che . . . Satana è una sorta di “avvocato
dell’accusa” di cui Dio si serve per giudicare le persone.
In realtà . . . il Diavolo è nemico di Dio, non suo servitore. Satana il
Diavolo osteggia e accusa falsamente chi serve Dio (1 Pietro 5:8;
Rivelazione 12:10).
I demoni esistono veramente?
La risposta della Bibbia
Sì. I demoni sono “angeli che peccarono”, creature spirituali che si
ribellarono a Dio (2 Pietro 2:4). Il primo angelo che si trasformò in
un demonio fu Satana il Diavolo, che la Bibbia chiama “governante
dei demoni” (Matteo 12:24, 26).
La ribellione al tempo di Noè
La Bibbia narra che prima del diluvio dei giorni di Noè certi angeli si
ribellarono: “I figli del vero Dio notavano che le figlie degli uomini
erano di bell’aspetto; e si prendevano delle mogli, cioè tutte quelle
che scelsero” (Genesi 6:2). Quegli angeli malvagi “abbandonarono
il proprio luogo di dimora” in cielo e si materializzarono assumendo
corpi umani per avere rapporti sessuali con delle donne (Giuda 6).
Quando venne il Diluvio, gli angeli ribelli abbandonarono i loro corpi
umani e tornarono in cielo. Dio però li punì espellendoli dalla sua
famiglia e, fra le altre cose, facendo sì che non potessero più
assumere forma umana (Efesini 6:11, 12).
È stato Dio a creare il Diavolo?
La risposta della Bibbia
La Bibbia mostra che Dio non ha creato il Diavolo. Dio creò la
persona che divenne il Diavolo. Di Dio è detto: “La sua attività è
perfetta, poiché tutte le sue vie sono giustizia. Un Dio di fedeltà,
presso cui non è ingiustizia; egli è giusto e retto” (Deuteronomio
32:3-5). Da queste parole possiamo dedurre che un tempo Satana
il Diavolo era perfetto e giusto, essendo uno dei figli angelici di Dio.
In Giovanni 8:44 Gesù dice che il Diavolo “non si attenne alla
verità”, lasciando intendere che ci fu un tempo in cui Satana diceva
la verità ed era senza colpa.
Come il resto delle creature intelligenti di Geova, l’angelo che
divenne Satana aveva la libertà di scegliere tra il bene e il male.
Scegliendo di opporsi a Dio e istigando la prima coppia umana a
unirsi a lui, fece di se stesso Satana, che significa “uno che oppone
resistenza” (Genesi 3:1-5; Rivelazione [Apocalisse] 12:9).
Dove si trova il Diavolo?
La risposta della Bibbia
Essendo una creatura spirituale, il Diavolo vive in un mondo
invisibile. Non si tratta però di un inferno infuocato in cui i cattivi
vengono tormentati, come rappresentato nella figura che
accompagna questo articolo.
“Guerra in cielo”
Per un certo periodo di tempo Satana il Diavolo ebbe libertà di
movimento nel mondo spirituale. Poteva anche entrare alla
presenza di Dio insieme agli angeli fedeli (Giobbe 1:6). Ma la
Bibbia prediceva che ci sarebbe stata una “guerra in cielo” al
termine della quale Satana sarebbe stato espulso dal cielo e
“scagliato sulla terra” (Rivelazione [Apocalisse] 12:7-9).
Sia la cronologia biblica che gli avvenimenti mondiali confermano
che questa guerra in cielo ha già avuto luogo. Ora il Diavolo è
confinato nelle vicinanze della terra.
Significa questo che il Diavolo viva in un luogo specifico del nostro
pianeta? Ad esempio, dell’antica città di Pergamo si parlava come
del luogo ‘dov’era il trono di Satana’ e ‘dove Satana dimorava’
(Rivelazione 2:13). In realtà queste espressioni si riferiscono
probabilmente alla concentrazione di culti satanici in quella città.
Secondo la Bibbia, il Diavolo domina su “tutti i regni della terra
abitata”; quindi non si trova in nessun luogo specifico della terra,
ma è confinato nelle sue vicinanze (Luca 4:5, 6).
Il Diavolo può tenere gli esseri umani sotto il suo controllo?
La risposta della Bibbia
Il Diavolo e i demoni esercitano una fortissima influenza
sull’umanità; la Bibbia infatti dice: “Tutto il mondo intorno a noi si
trova sotto il potere del diavolo” (1 Giovanni 5:19, Parola del
Signore). La Bibbia indica alcuni modi in cui il Diavolo esercita
questa influenza.
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Inganno. La Bibbia incoraggia i cristiani a “resistere alle
insidie del diavolo” (Efesini 6:11, CEI). Una delle sue
insidie è quella di far credere alle persone che i suoi
rappresentanti siano in effetti servitori di Dio (2 Corinti
11:13-15).
Spiritismo. Il Diavolo svia le persone tramite medium,
indovini, astrologi e altri che praticano la divinazione
(Deuteronomio 18:10-12). Anche uso di droga, ipnotismo
e tecniche di meditazione che sgombrano la mente
espongono al controllo demonico (Luca 11:24-26).
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Falsa religione. Le religioni che insegnano false dottrine
sviano le persone inducendole a disubbidire a Dio
(1 Corinti 10:20). La Bibbia definisce queste false
credenze “insegnamenti di demoni” (1 Timoteo 4:1).
Possessione demonica. La Bibbia riporta casi di persone
possedute da spiriti malvagi. A volte queste persone
erano rese cieche o mute o facevano del male a se stesse
(Matteo 12:22; Marco 5:2-5).
Come evitare l’influenza del Diavolo
Non dobbiamo vivere nel terrore che i demoni si impossessino di
noi; la Bibbia infatti mostra come possiamo opporci al Diavolo.
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Impariamo a riconoscere i metodi del Diavolo così che
“non ignoriamo i suoi disegni” (2 Corinti 2:11).
Sforziamoci di conoscere la Bibbia e poi mettiamo in
pratica quello che impariamo. Seguendo i princìpi biblici
saremo protetti dall’influenza del Diavolo (Efesini 6:11-18).
Sbarazziamoci di tutto quello che ha relazione con l’attività
demonica (Atti 19:19). Ciò include musica, libri, riviste,
poster e video che promuovono lo spiritismo.
Vita e
morte
Qual è il senso della vita?
La risposta della Bibbia
“Perché siamo qui?” Oppure: “La vita ha uno scopo?” Queste sono
solo alcune delle domande che la gente si fa sul senso della vita.
La Bibbia mostra che lo scopo della vita è quello di stringere
un’amicizia con Dio. Ecco alcune delle verità basilari rivelate dalla
Bibbia.
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Dio è il nostro Creatore. La Bibbia dice: “È [Dio] che ci ha
fatti, e non noi stessi” (Salmo 100:3; Rivelazione
[Apocalisse] 4:11).
Dio ha uno scopo per ciascuna delle sue creazioni, e
quindi anche per noi (Isaia 45:18).
Dio ci ha creato con un “bisogno spirituale”, che include il
desiderio di trovare il significato della vita (Matteo 5:3).
Vuole che soddisfiamo questo desiderio (Salmo 145:16).
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Possiamo soddisfare il nostro bisogno spirituale
diventando amici di Dio. Anche se ad alcuni l’idea di
essere amici di Dio può sembrare poco realistica, la
Bibbia ci dà questo incoraggiamento: “Accostatevi a Dio,
ed egli si accosterà a voi” (Giacomo 4:8; 2:23).
Per diventare amici di Dio dobbiamo vivere tenendo conto
dello scopo per cui ci ha creati. Quale sia questo scopo è
indicato nella Bibbia in Ecclesiaste 12:13: “Abbiate
profondo rispetto per Dio e ubbidite ai suoi comandi,
perché è proprio per questo che siamo stati creati” (Good
News Translation).
In futuro potremo vedere la piena realizzazione del
proposito di Dio per noi. Questo avverrà quando egli avrà
eliminato le sofferenze e concesso la vita eterna ai suoi
amici, coloro che lo adorano (Salmo 37:10, 11).
Cosa succede quando si muore?
La risposta della Bibbia
La Bibbia dice: “I viventi sono consci che moriranno; ma in quanto
ai morti, non sono consci di nulla” (Ecclesiaste 9:5; Salmo 146:4).
Perciò quando moriamo cessiamo di esistere. I morti non possono
né pensare, né agire, né provare emozioni.
“In polvere tornerai”
Dio spiegò ad Adamo, il primo uomo, cosa succede quando si
muore. Visto che Adamo aveva disubbidito, Dio gli disse: “Polvere
sei e in polvere tornerai” (Genesi 3:19). Prima che Dio lo creasse
“dalla polvere del suolo”, Adamo non esisteva (Genesi 2:7). E
quando morì, tornò alla polvere e cessò di esistere.
Lo stesso vale per noi oggi. Parlando sia degli esseri umani che
degli animali, la Bibbia dice: “Tutti sono venuti dalla polvere, e tutti
tornano alla polvere” (Ecclesiaste 3:19, 20).
La morte non è necessariamente la fine di tutto
La Bibbia paragona spesso la morte al sonno (Salmo 13:3;
Giovanni 11:11-14; Atti 7:60). Quando si dorme profondamente non
ci si accorge di quello che succede attorno a sé. Allo stesso modo,
i morti non sono consci di nulla. La Bibbia, tuttavia, insegna che Dio
può “svegliare” i morti, un po’ come si fa con una persona
addormentata, e ridare loro la vita (Giobbe 14:13-15). Per coloro
che Dio risuscita, la morte non è la fine di tutto.
Perché si muore?
La risposta della Bibbia
È normale chiedersi perché le persone muoiono, specie quando si
perde una persona cara. La Bibbia dice: “Il pungiglione che
produce la morte è il peccato” (1 Corinti 15:56).
Perché tutti peccano e muoiono?
Le prime creature umane, Adamo ed Eva, persero la vita perché
peccarono contro Dio (Genesi 3:17-19). La loro ribellione a Dio le
portò inevitabilmente alla morte, perché egli è “la fonte della vita”
(Salmo 36:9; Genesi 2:17).
Adamo trasmise a tutti i suoi discendenti la tara del peccato. La
Bibbia dice: “Per mezzo di un solo uomo il peccato entrò nel mondo
e la morte per mezzo del peccato, e così la morte si estese a tutti
gli uomini perché tutti avevano peccato” (Romani 5:12). Tutti
muoiono perché tutti peccano (Romani 3:23).
La morte sarà eliminata: come?
Dio promette che verrà il tempo in cui “inghiottirà la morte per
sempre” (Isaia 25:8). Per eliminare la morte deve eliminare la sua
causa prima, il peccato. Dio lo farà per mezzo di Gesù Cristo, che
“toglie il peccato del mondo” (Giovanni 1:29; 1 Giovanni 1:7).
Quali nomi sono scritti nel “libro della vita”?
La risposta della Bibbia
Il “libro della vita”, chiamato anche “rotolo della vita” o “libro di
memorie”, contiene i nomi di coloro che hanno la prospettiva di
ricevere il dono della vita eterna (Rivelazione [Apocalisse] 3:5;
20:12; Malachia 3:16). Dio decide quali nomi scrivere in questo
libro sulla base dell’ubbidienza ai suoi comandi (Giovanni 3:16;
1 Giovanni 5:3).
Sin dalla “fondazione del mondo” dell’umanità, Dio conserva nella
sua memoria il ricordo di ognuno dei suoi servitori fedeli, come se
ne avesse scritto il nome in un libro (Rivelazione 17:8). Il nome del
fedele Abele fu evidentemente il primo a essere scritto nel libro
della vita (Ebrei 11:4). Non si tratta però di un semplice e arido
elenco di nomi, perché il libro della vita ci presenta Geova come un
Dio amorevole che “conosce quelli che gli appartengono”
(2 Timoteo 2:19; 1 Giovanni 4:8).
I nomi possono essere cancellati dal “libro della vita”?
Sì. Riferendosi a persone disubbidienti dell’antico Israele, Dio
disse: “Chi ha peccato contro di me, quello cancellerò dal mio libro”
(Esodo 32:33). Ma se ci dimostreremo fedeli, il nostro nome rimarrà
nel “rotolo della vita” (Rivelazione 20:12).
Come si può vincere la paura della morte?
La risposta della Bibbia
È normale considerare la morte come un nemico e prendere
misure ragionevoli per salvaguardare la propria vita (1 Corinti
15:26). Tuttavia, una paura irrazionale della morte fondata sulla
superstizione o su credenze errate rende “per tutta la vita sottoposti
a schiavitù” (Ebrei 2:15). Conoscere la verità rende liberi da una
morbosa paura della morte, paura che può privare della gioia di
vivere (Giovanni 8:32).
La verità riguardo alla morte

I morti non sono in alcun modo coscienti (Salmo 146:4).
Non dobbiamo temere di andare incontro a tormenti o
sofferenze dopo la morte perché la Bibbia paragona la
morte al sonno (Salmo 13:3; Giovanni 11:11-14).


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I morti non possono farci del male. Anche le persone più
violente diventano “impotenti nella morte” (Proverbi
21:16). La Bibbia dice: “Il loro odio e la loro gelosia son
già periti” (Ecclesiaste 9:6).
La morte non è necessariamente la fine di tutto. Dio si
servirà della risurrezione per riportare in vita i morti
(Giovanni 5:28, 29; Atti 24:15).
Dio promette che arriverà il giorno in cui “la morte non ci
sarà più” (Rivelazione [Apocalisse] 21:4). La Bibbia dice
che allora “i giusti stessi possederanno la terra, e
risiederanno su di essa per sempre”, completamente liberi
dalla paura della morte (Salmo 37:29).
Esperienze di pre-morte: Cosa non significano?
La risposta della Bibbia
Molte persone che sono state sul punto di morire dicono di
ricordare di aver vissuto un distacco dal corpo o di aver visto una
forte luce o un luogo di grande bellezza. “Per qualcuno l’esperienza
è stata estremamente positiva, avendo potuto, seppure
fugacemente, affacciarsi su un’altra dimensione di esistenza”, dice
il libro Dai confini della vita. * La Bibbia non menziona esperienze
di pre-morte, ma contiene una verità fondamentale che dimostra
che queste non sono visioni di un’altra vita.
I morti sono inconsci.
La Bibbia dice che i morti “non sono consci di nulla” (Ecclesiaste
9:5). Alla morte non passiamo a un diverso livello di esistenza o di
pensiero, ma smettiamo di esistere. La dottrina dell’anima
immortale che sopravvive alla morte del corpo non proviene dalla
Bibbia (Ezechiele 18:4). Quindi qualsiasi ricordo di un’esperienza di
pre-morte non può essere uno sguardo fugace sul paradiso,
sull’inferno o sull’aldilà.
Cosa raccontò Lazzaro dell’aldilà?
Il racconto biblico di Lazzaro descrive una morte vera e propria.
Lazzaro venne risuscitato da Gesù dopo essere stato morto per
quattro giorni (Giovanni 11:38-44). Se Lazzaro fosse andato in un
aldilà, sarebbe stato crudele da parte di Gesù riportarlo in vita sulla
terra. La Bibbia però non menziona commenti di Lazzaro sull’aldilà:
se avesse vissuto un’esperienza simile, di certo ne avrebbe
parlato. Fatto degno di nota, Gesù paragonò la morte di Lazzaro al
sonno, indicando così che quell’uomo, mentre era morto, non era in
alcun modo cosciente (Giovanni 11:11-14).
Cos’è l’inferno? Un luogo di tormento eterno?
La risposta della Bibbia
Alcune versioni della Bibbia traducono “inferno” il termine ebraico
“Sceol” e il corrispondente greco “Ades”; entrambi si riferiscono alla
comune tomba del genere umano (Salmo 16:10; Atti 2:27). Molti
credono in un inferno di fuoco, come quello rappresentato
nell’immagine che accompagna questo articolo. La Bibbia però
insegna qualcosa di diverso.
1.
2.
3.
4.
Chi è all’“inferno” non è conscio di nulla e non prova
dolore. “Non c’è lavoro né disegno né conoscenza né
sapienza nello Sceol” (Ecclesiaste 9:10).
All’“inferno” vanno anche i buoni. Gli uomini fedeli
Giacobbe e Giobbe si aspettavano di andarci (Genesi
37:35; Giobbe 14:13).
La punizione per il peccato è la morte, non il tormento
in un inferno di fuoco. “Colui che è morto è stato assolto
dal suo peccato” (Romani 6:7).
Il tormento eterno andrebbe contro la giustizia divina
(Deuteronomio 32:4). Quando il primo uomo Adamo
peccò, Dio gli spiegò che la sua punizione sarebbe stata
5.
semplicemente la morte, dicendogli: “Polvere sei e in
polvere tornerai” (Genesi 3:19). Dio avrebbe mentito se
poi avesse mandato Adamo in un inferno di fuoco.
Dio non ha alcuna intenzione di tormentare le persone
in eterno. L’idea che Dio punisca le persone tra le fiamme
dell’inferno è contraria all’insegnamento biblico secondo
cui “Dio è amore” (1 Giovanni 4:8; Geremia 7:31).
Chi va all’inferno?
La risposta della Bibbia
L’inferno (“Sceol” e “Ades” nelle lingue originali della Bibbia) è
semplicemente la tomba, non un luogo di tormento infuocato.
Tenuto conto di questo, chi va all’inferno? Sia i buoni che i cattivi
(Giobbe 14:13; Salmo 9:17). La Bibbia dice che è la “casa dove
convengono tutti i viventi” (Giobbe 30:23, CEI).
Quando morì, anche Gesù andò all’inferno. Ma “non fu
abbandonato nell’inferno”, perché Dio lo risuscitò (Atti 2:31, 32,
Sales).
L’inferno esisterà per sempre?
Tutti quelli che vanno all’inferno ne usciranno, perché Gesù, grazie
alla potenza di Dio, li riporterà in vita (Giovanni 5:28, 29; Atti
24:15). Parlando di quella futura risurrezione, la profezia di
Apocalisse, o Rivelazione, 20:13 dice: “La morte e l’inferno diedero
i loro morti” (Tintori). Una volta svuotato, l’inferno cesserà di
esistere per sempre, perché “la morte non ci sarà più” (Rivelazione
21:3, 4; 20:14).
Non tutti quelli che muoiono, però, vanno all’inferno. La Bibbia
mostra che alcuni diventano così malvagi da essere irrecuperabili
(Ebrei 10:26, 27). Quando muoiono, queste persone non vanno
all’inferno ma nella Geenna, che simboleggia la distruzione eterna
(Matteo 5:29, 30). Per esempio, Gesù disse che alcuni capi religiosi
ipocriti dei suoi tempi sarebbero finiti nella Geenna (Matteo 23:2733).
Sesso
Cosa dice la Bibbia dell’omosessualità?
La risposta della Bibbia
Dio ha creato gli esseri umani perché abbiano rapporti
sessuali solo nell’ambito del matrimonio fra un uomo e
una donna (Genesi 1:27, 28; Levitico 18:22; Proverbi
5:18, 19). La Bibbia condanna le attività sessuali che
non avvengono tra marito e moglie, siano esse
omosessuali o eterosessuali (1 Corinti 6:18). Tali
attività includono i rapporti sessuali, l’accarezzamento
dei genitali dell’altra persona e il sesso orale e anale.
Per quanto condanni gli atti omosessuali, la Bibbia non
incoraggia affatto l’omofobia, ovvero l’odio per gli
omosessuali. Anzi, dice ai cristiani: “Rispettate tutti”
(1 Pietro 2:17, Parola del Signore).
Si nasce omosessuali?
La Bibbia non parla dei desideri omosessuali dal punto
di vista biologico, anche se riconosce che tutti
nasciamo con la tendenza ad andare contro i comandi
di Dio (Romani 7:21-25). Invece di concentrarsi sulla
causa dei desideri omosessuali, comunque, la Bibbia
vieta gli atti omosessuali.
Come piacere a Dio pur essendo attratti da
persone dello stesso sesso.
La Bibbia dice: “Non fatevi controllare dal vostro corpo.
Reprimete qualsiasi desiderio verso le pratiche
sessuali sbagliate” (Colossesi 3:5, Contemporary
English Version). Per reprimere i desideri sbagliati, che
portano ad azioni sbagliate, devi controllare i tuoi
pensieri. Se nutri regolarmente la tua mente di pensieri
sani, sarai in grado di scacciare più prontamente i
desideri sbagliati (Filippesi 4:8; Giacomo 1:14, 15).
Anche se all’inizio potresti fare molta fatica, è probabile
che col tempo diventi tutto più facile. Dio promette di
aiutarti a ‘essere rinnovato nella forza che fa operare la
tua mente’ (Efesini 4:22-24).
Anche milioni di persone che hanno desideri
eterosessuali lottano per conformarsi alle norme della
Bibbia. Ad esempio i single che non riescono a trovare
un coniuge scelgono di controllare i propri impulsi
sessuali nonostante le tentazioni che possono
presentarsi loro; lo stesso vale per chi è sposato con
qualcuno che non è in grado di avere rapporti sessuali.
Questo non impedisce a tali persone di vivere una vita
felice; lo stesso dicasi di coloro che sono attratti da
persone del proprio sesso, se vogliono veramente
piacere a Dio (Deuteronomio 30:19).
La Bibbia vieta il piacere sessuale?
La risposta della Bibbia
La Bibbia non vieta il piacere sessuale, anzi, mostra
che si tratta di un dono che Dio fa alle persone
sposate. Egli creò gli esseri umani “maschio e
femmina” e definì quello che aveva fatto “molto buono”
(Genesi 1:27, 31). Quando unì il primo uomo e la prima
donna in matrimonio disse: “Dovranno divenire una
sola carne” (Genesi 2:24). Con queste parole si riferiva
sia al piacere dell’intimità sessuale che al forte legame
emotivo che si sarebbe instaurato.
La Bibbia descrive così il piacere che i mariti traggono
dal matrimonio: “Rallegrati con la moglie della tua
giovinezza [...] Le sue proprie mammelle ti inebrino in
ogni tempo. Sii di continuo in estasi per il suo amore”
(Proverbi 5:18, 19). Dio desidera che anche le mogli
traggano piacere dai rapporti sessuali. Infatti la Bibbia
dice: “Marito e moglie dovrebbero soddisfare i bisogni
sessuali l’uno dell’altra” (1 Corinti 7:3, God’s Word
Bible).
Limiti da rispettare
Dio limita i rapporti sessuali all’ambito coniugale, come
mostra Ebrei 13:4: “Il matrimonio sia onorevole fra tutti,
e il letto matrimoniale sia senza contaminazione,
poiché Dio giudicherà i fornicatori e gli adulteri”. Chi è
sposato dev’essere fedele al proprio coniuge e
mantenere l’impegno preso. Inoltre deve riconoscere
che il massimo piacere non deriva dal soddisfare
egoisticamente se stesso, ma dal seguire questo
principio biblico: “C’è più felicità nel dare che nel
ricevere” (Atti 20:35).
Cosa dice la Bibbia della pornografia? C’è
qualcosa di sbagliato nel cibersesso?
La risposta della Bibbia
La Bibbia non parla direttamente di pornografia,
cibersesso o simili. Tuttavia dice molto chiaramente
cosa pensa Dio delle azioni che incoraggiano il sesso
al di fuori del matrimonio o che promuovono un’idea
distorta del sesso. Notate i seguenti versetti della
Bibbia.


“Fate morire perciò le membra del vostro corpo
che sono sulla terra rispetto a fornicazione,
impurità, appetito sessuale” (Colossesi 3:5).
Invece di far morire i desideri errati, guardare
materiale pornografico li alimenta. Rende
impuri, o sporchi, agli occhi di Dio.
“Chiunque continua a guardare una donna in
modo da provare passione per lei ha già


commesso adulterio con lei nel suo cuore”
(Matteo 5:28). Guardare immagini di pratiche
sessuali immorali scatena pensieri sbagliati che
portano a compiere azioni sbagliate.
“La fornicazione e l’impurità di ogni sorta o
l’avidità non siano neppure menzionate fra voi”
(Efesini 5:3). Le attività sessuali immorali non
dovrebbero neppure essere menzionate per il
solo gusto di farlo. Tanto meno si dovrebbe
guardare o leggere materiale su tale
argomento.
“Le opere della carne sono manifeste, e sono
fornicazione, impurità [...] e simili. Circa queste
cose vi preavverto, come già vi preavvertii, che
quelli che praticano tali cose non erediteranno il
regno di Dio” (Galati 5:19-21). Dio considera
impuri, cioè moralmente sporchi, coloro che si
divertono con la pornografia, il cibersesso, il
sesso al telefono e il sexting. Se ‘praticassimo’
queste cose, cioè se diventassero per noi
un’abitudine, potremmo perdere del tutto
l’approvazione di Dio.
Definizioni
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
Pornografia: Video, immagini o testi erotici
ideati per eccitare sessualmente.
Cibersesso: Mandare messaggi o fare
conversazioni online a sfondo sessuale allo
scopo di provocare eccitazione.
Sesso al telefono: Usare il telefono per parlare
di sesso in modo indecente o ascoltare
messaggi erotici espliciti.
Sexting: Inviare immagini o messaggi
sessualmente espliciti con il cellulare.
Come posso proteggermi dalle molestie sessuali?
La risposta della Bibbia
Considera questi suggerimenti pratici basati sulla
sapienza contenuta nella Bibbia: *
1. Sii professionale. Sii cordiale e rispettosa con
i colleghi, ma non dare troppa confidenza,
altrimenti potresti sembrare disposta ad
accettare delle avance (Matteo 10:16;
Colossesi 4:6).
2. Indossa abiti modesti. Gli abiti provocanti
mandano il segnale sbagliato. La Bibbia invita a
vestirsi “con modestia e sanità di mente”
(1 Timoteo 2:9).
3. Fai amicizia con le persone giuste. Se stai in
compagnia di persone a cui piace flirtare e che
tollerano o addirittura gradiscono le avance
sessuali, è più probabile che anche tu riceva lo
stesso tipo di attenzioni (Proverbi 13:20).
4. Rifiuta le volgarità. Se il tono della
conversazione scade e si fa “sciocco”, “volgare”
o “equivoco”, allontanati (Efesini 5:4, Parola del
Signore).
5. Evita le situazioni a rischio. Ad esempio fai
attenzione se ti viene chiesto di rimanere in
ufficio dopo l’orario di lavoro senza un valido
motivo (Proverbi 22:3).
6. Parla chiaro. Se sei vittima di molestie
sessuali, dì molto chiaramente al molestatore
che non gradisci le sue attenzioni (1 Corinti
14:9). Per esempio potresti dirgli: “Mi stai
sempre appiccicato. Mi sento molto a disagio.
Smettila”. Potresti scrivergli una lettera in cui
descrivi l’accaduto, quello che hai provato e
cosa vuoi che succeda da ora in poi. Fagli
capire che il tuo rifiuto è frutto delle tue
convinzioni morali e religiose (1 Tessalonicesi
4:3-5).
7. Fatti aiutare. Se le molestie continuano apriti
con una persona fidata, un parente, una collega
o qualcuno esperto nell’assistere le vittime di
molestie (Proverbi 27:9). Molte vittime hanno
trovato sostegno anche nella preghiera. Forse
finora non hai mai pregato, ma non
sottovalutare l’aiuto che puoi ricevere da
Geova, “l’Iddio di ogni conforto” (2 Corinti 1:3).
Per milioni di persone il luogo di lavoro diventa un
ambiente ostile a causa delle molestie sessuali, ma la
Bibbia può essere di aiuto.
Testimoni di Geova: Chi siamo?
Proveniamo da centinaia di realtà etniche e
linguistiche, ma siamo uniti perché abbiamo obiettivi
comuni. Ciò che desideriamo di più è onorare Geova, il
Dio di cui parla la Bibbia, il Creatore di ogni cosa. Ci
sforziamo di imitare Gesù Cristo e per noi essere
cristiani è un onore. Ciascuno di noi dedica del tempo a
insegnare la Bibbia e a parlare del Regno di Dio. La
nostra è un’opera di testimonianza con la quale
facciamo conoscere Geova Dio e il suo Regno, e per
questo ci chiamiamo Testimoni di Geova.
Qualche dato su di noi
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239 I paesi in cui predichiamo
595 Le lingue in cui produciamo Bibbie e pubblicazioni
bibliche
111.719 Le congregazioni
7.538.994 I ministri che insegnano la Bibbia
19.000.000 I presenti alle nostre adunanze e assemblee
179.000.000 Le Bibbie che abbiamo pubblicato in 116
lingue
20.000.000.000 Il numero di libri, opuscoli, volantini, CD e
DVD basati sulla Bibbia che abbiamo prodotto negli ultimi
dieci anni
Credenze
Credete che la vostra sia l’unica vera religione?
È giusto che chi prende seriamente la religione sia
convinto che quella che ha scelto è gradita a Dio e a
Gesù. Altrimenti perché farne parte?
Gesù Cristo non accettò l’idea secondo cui ci sono
molte religioni, o strade, che portano alla salvezza.
Infatti disse: “Stretta è la porta e angusta la strada
che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la
trovano” (Matteo 7:14). I Testimoni di Geova credono
di aver trovato quella strada. Altrimenti andrebbero
in cerca di un’altra religione.
Credete di essere gli unici che si salveranno?
No. Milioni di persone vissute nei secoli passati e che
non erano Testimoni di Geova avranno l’opportunità di
salvarsi. La Bibbia spiega che nel nuovo mondo
promesso da Dio “ci sarà una risurrezione sia dei giusti
che degli ingiusti” (Atti 24:15). Inoltre molte persone
attualmente in vita potrebbero iniziare a servire Dio, e
anche a queste verrà concessa la salvezza. Ad ogni
modo non sta a noi giudicare chi si salverà o no.
Questo compito spetta a Gesù (Giovanni 5:22, 27).
Siete cristiani?
Sì. Siamo cristiani per le seguenti ragioni:





Cerchiamo di seguire il più possibile gli
insegnamenti e l’esempio di Gesù Cristo
(1 Pietro 2:21).
Crediamo che senza Gesù la salvezza sia
impossibile, perché “non c’è sotto il cielo
nessun altro nome dato fra gli uomini mediante
cui dobbiamo essere salvati” (Atti 4:12).
Chi diventa Testimone di Geova viene battezzato
nel nome di Gesù (Matteo 28:18, 19).
Le nostre preghiere vengono fatte nel nome di
Gesù (Giovanni 15:16).
Crediamo che il nostro Capo, colui al quale è
stata conferita autorità su ogni uomo, sia Gesù
(1 Corinti 11:3).
Ad ogni modo, sotto vari aspetti siamo diversi da altri
gruppi religiosi che si definiscono cristiani. Per
esempio noi crediamo che la Bibbia insegni che Gesù è il
Figlio di Dio, e non che faccia parte di una Trinità
(Marco 12:29). Non crediamo che l’anima sia immortale.
Riteniamo che nelle Scritture non ci sia alcuna base
per sostenere che Dio torturi le persone in un inferno
eterno. Crediamo inoltre che chi ha incarichi di
responsabilità in ambito religioso non abbia diritto a
titoli che lo elevano al di sopra degli altri
(Ecclesiaste 9:5; Ezechiele 18:4; Matteo 23:8-10).
Credete in Gesù?
Sì, ci crediamo. Gesù disse: “Io sono la via e la verità e
la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”
(Giovanni 14:6). Crediamo che Gesù lasciò i cieli e
venne sulla terra per offrire la sua vita umana
perfetta come sacrificio di riscatto (Matteo 20:28).
Grazie alla sua morte e risurrezione, chi esercita fede
in lui può ottenere la vita eterna (Giovanni 3:16). Siamo
pure convinti che adesso Gesù regna quale Re del
celeste Regno di Dio, che presto porterà la pace su
tutta la terra (Rivelazione [Apocalisse] 11:15).
Comunque crediamo anche a queste parole di Gesù: “Il
Padre è maggiore di me” (Giovanni 14:28). Quindi non
adoriamo Gesù, perché non crediamo che sia l’Iddio
Onnipotente.
Perché voi non festeggiate il Natale?
Idee errate molto diffuse
Luogo comune: I testimoni di Geova non festeggiano il
Natale perché non credono in Gesù.
Realtà: Noi siamo cristiani. Crediamo che la salvezza si
ottenga solo attraverso Gesù Cristo (Atti 4:12).
Luogo comune: Voi dividete le famiglie, perché
insegnate ai vostri aderenti a non festeggiare il
Natale.
Realtà: La famiglia ci sta molto a cuore e usiamo i
princìpi della Bibbia per rafforzare i vincoli familiari.
Luogo comune: Vi perdete lo spirito natalizio di
generosità, pace e buona volontà verso tutti.
Realtà: Ci sforziamo di essere generosi e pacifici tutti i
giorni (Proverbi 11:25; Romani 12:18). Ad esempio, il
modo in cui svolgiamo le nostre riunioni e l’opera di
evangelizzazione è in armonia con questo
insegnamento di Gesù: “Gratuitamente avete ricevuto,
gratuitamente date” (Matteo 10:8). Inoltre, additiamo
come vera speranza di pace il Regno di Dio (Matteo
10:7).
Perché i testimoni di Geova non festeggiano il Natale?

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
Gesù comandò di commemorare la sua morte,
non la sua nascita (Luca 22:19, 20).
Gli apostoli e i primi discepoli di Gesù non
celebravano il Natale. La New Catholic
Encyclopedia osserva che “la festa della
Natività fu istituita non prima del 243”, cioè più
di un secolo dopo la morte dell’ultimo
apostolo.
Non ci sono prove che Gesù sia nato il
25 dicembre; nella Bibbia non si fa menzione
della sua data di nascita.
Riteniamo che il Natale non sia approvato da
Dio perché trae origine da usanze e riti pagani
(2 Corinti 6:17).
Perché farne una questione?
Molti continuano a celebrare il Natale pur sapendo
che ha origini pagane e non trova riscontro nella
Bibbia. Forse si chiedono perché mai i cristiani
dovrebbero assumere una posizione così impopolare
come quella di non celebrare il Natale e se valga la
pena farne una questione.
La Bibbia ci incoraggia a pensare con la nostra testa,
usando le nostre “facoltà di ragionare” (Romani 12:1,
2). Le Scritture ci aiutano ad apprezzare il valore
della verità (Giovanni 4:23, 24). Quindi, benché ci
interessi ciò che gli altri pensano di noi, ci atteniamo ai
princìpi biblici anche a costo di essere impopolari.
Sebbene noi scegliamo di non celebrare il Natale,
rispettiamo le decisioni di ognuno e non interferiamo
quando altri lo festeggiano.
Perché voi non festeggiate la Pasqua?
Idee errate molto diffuse
Luogo comune: I testimoni di Geova non festeggiano la
Pasqua perché non sono cristiani.
Realtà: Crediamo in Gesù Cristo, lo consideriamo il
nostro Salvatore e facciamo del nostro meglio per
seguire “attentamente le sue orme” (1 Pietro 2:21;
Luca 2:11).
Luogo comune: Voi non credete nel Cristo risorto.
Realtà: Noi crediamo nella risurrezione di Gesù: la
consideriamo una verità fondamentale della fede
cristiana e la mettiamo in risalto nella nostra opera di
evangelizzazione (1 Corinti 15:3, 4, 12-15).
Luogo comune: A voi non importa se i vostri figli si
perdono le gioie della Pasqua.
Realtà: Amiamo i nostri figli: facciamo del nostro
meglio per allevarli e aiutarli a essere felici (Tito 2:4).
Perché i testimoni di Geova non celebrano la Pasqua?



L’usanza della Pasqua così come la celebrano
le chiese della cristianità non trova riscontro
nella Bibbia.
Gesù comandò di commemorare la sua morte,
non la sua risurrezione. Noi osserviamo questa
Commemorazione ogni anno nell’anniversario
della sua morte secondo il calendario lunare
biblico (Luca 22:19, 20).
Crediamo che le usanze legate alla Pasqua,
che affondano le radici in antichi riti della
fertilità, rendano questa celebrazione
inaccettabile a Dio. Egli richiede che gli
rendiamo “esclusiva devozione”, e adorarlo in
un modo che lui disapprova significherebbe
offenderlo (Esodo 20:5; 1 Re 18:21).
Siamo convinti che la nostra decisione di astenerci dal
celebrare la Pasqua è basata fermamente sulla Bibbia,
la quale incoraggia a usare “la saggezza e la capacità
di pensare” piuttosto che limitarsi a seguire tradizioni
umane (Proverbi 3:21; Matteo 15:3). Anche se quando
ci viene chiesto di farlo spieghiamo le nostre credenze
sulla Pasqua, rispettiamo il diritto altrui di decidere
cosa fare (1 Pietro 3:15).
Credete nel creazionismo?
No. È vero che i Testimoni di Geova credono che sia stato Dio
a creare ogni cosa. Comunque non sono d’accordo con il
creazionismo. Come mai? Perché molte idee creazioniste in
realtà sono in contrasto con la Bibbia. Ecco due esempi:
1.
2.
Lunghezza dei sei giorni creativi. Alcuni creazionisti
asseriscono che i sei giorni creativi erano giorni
letterali di 24 ore. Ma nella Bibbia il termine
“giorno” può riferirsi a un considerevole periodo di
tempo (Genesi 2:4; Salmo 90:4).
Età della terra. Alcuni creazionisti insegnano che la
terra abbia solo poche migliaia di anni. Tuttavia,
secondo la Bibbia, la terra e l’universo esistevano
prima dei sei giorni creativi (Genesi 1:1). Pertanto i
Testimoni di Geova accettano i dati scientifici
credibili che fanno risalire l’origine della terra a
miliardi di anni fa.
Anche se credono nella creazione, i Testimoni di Geova non
sono contro la scienza. Credono che la vera scienza e la
Bibbia siano compatibili.
I Testimoni di Geova credono nell’Antico Testamento?
Sì. I Testimoni di Geova credono che l’intera Bibbia sia
“ispirata da Dio e utile” (2 Timoteo 3:16). Questo vale sia per
l’Antico Testamento che per il Nuovo Testamento, come
vengono chiamati comunemente. I Testimoni di Geova di solito
chiamano queste parti della Bibbia Scritture Ebraiche e
Scritture Greche Cristiane. In questo modo evitiamo di
trasmettere l’idea che alcune parti della Bibbia siano
sorpassate o irrilevanti.
Perché i cristiani hanno bisogno sia dell’Antico che del
Nuovo Testamento?
L’apostolo Paolo scrisse sotto ispirazione divina: “Tutte le
cose che furono scritte anteriormente furono scritte per
nostra istruzione” (Romani 15:4). Questo significa che le
Scritture Ebraiche contengono informazioni preziose per
noi. Tra le altre cose narrano avvenimenti storici importanti
e ci forniscono consigli pratici.

Avvenimenti storici importanti. Le Scritture Ebraiche
presentano una narrazione particolareggiata della
creazione e della caduta dell’umanità nel peccato.

Senza queste informazioni non avremmo risposte
soddisfacenti a interrogativi quali “da dove
veniamo?” e “perché gli esseri umani muoiono?”
(Genesi 2:7, 17). Inoltre le Scritture Ebraiche
contengono la storia del modo in cui Geova Dio si
comportò con persone che provarono gioie e dolori
simili ai nostri (Giacomo 5:17).
Consigli pratici. I libri biblici di Proverbi ed
Ecclesiaste, che fanno parte delle Scritture
Ebraiche, ci forniscono perle di saggezza senza
tempo. Includono consigli su come avere una famiglia
felice (Proverbi 15:17), su come coltivare un
concetto equilibrato del lavoro (Proverbi 10:4;
Ecclesiaste 4:6) e su come i giovani possono vivere al
meglio la loro età (Ecclesiaste 11:9–12:1).
Possiamo poi trarre beneficio dallo studio della Legge
mosaica contenuta nella Torà (i primi cinque libri della
Bibbia). Sebbene i cristiani non siano tenuti a osservarla, la
Legge racchiude princìpi inestimabili che possono aiutarci a
essere felici (Levitico 19:18; Deuteronomio 6:5-7).
Impegno
nella
comunità
Partecipate a operazioni di soccorso?
Sì, spesso noi testimoni di Geova prestiamo aiuto
quando si verifica una calamità. Partecipiamo ai
soccorsi fornendo assistenza pratica sia ai Testimoni
che agli altri, in armonia col comando biblico
riportato in Galati 6:10: “Operiamo ciò che è bene
verso tutti, ma specialmente verso quelli che hanno
relazione con noi nella fede”. Ci sforziamo pure di
fornire alle vittime l’appoggio emotivo e spirituale di
cui hanno tanto bisogno in tali circostanze (2 Corinti
1:3, 4).
Come organizziamo i soccorsi
Dopo un disastro, gli anziani delle congregazioni
della zona interessata cercano di contattare tutti i
componenti di quelle congregazioni per vedere se
stanno bene e stabilire di quali aiuti hanno bisogno.
Dopodiché gli anziani trasmettono i dati raccolti alla
filiale locale dei Testimoni di Geova e riferiscono
quali misure sono state prese.
Se le congregazioni della zona non sono in grado di
dare soccorso, il Corpo Direttivo dei Testimoni di
Geova interviene per prestare l’aiuto necessario. In
tal modo si segue l’esempio dei primi cristiani, che in un
periodo di carestia si presero cura gli uni degli altri
(1 Corinti 16:1-4). Comitati di soccorso nominati dalla
filiale locale organizzano e dirigono le operazioni.
Testimoni di altre zone offrono il loro tempo e le
loro risorse per dare una mano (Proverbi 17:17).
Come finanziamo i soccorsi
Le donazioni inviate alle filiali dei Testimoni di Geova
vengono usate anche per dare soccorso alle vittime di
disastri (Atti 11:27-30; 2 Corinti 8:13-15). Dal momento
che tutti quelli che partecipano ai lavori sono
volontari non retribuiti, il denaro destinato ai
soccorsi viene totalmente usato per le effettive
operazioni e non per coprire le spese amministrative.
Usiamo tutte le donazioni in modo responsabile
(2 Corinti 8:20).
Ministero
Perché predicate porta a porta?
Gesù disse ai suoi seguaci: “Fate discepoli di persone di
tutte le nazioni” (Matteo 28:19, 20). Quando mandò i
suoi primi discepoli a predicare, Gesù disse loro di
andare a casa delle persone (Matteo 10:7, 11-13).
Dopo la sua morte, i cristiani del I secolo
continuarono a diffondere il loro messaggio
“pubblicamente e di casa in casa” (Atti 5:42; 20:20). Noi
seguiamo l’esempio di quei primi cristiani e riscontriamo
che la predicazione porta a porta è un buon metodo
per raggiungere le persone.
Perché andate da chi ha già una religione?
Abbiamo riscontrato che a molti che hanno già una
religione piace parlare di argomenti biblici.
Naturalmente rispettiamo il diritto di ognuno ad avere
credenze diverse dalle nostre, e non imponiamo il
nostro messaggio agli altri.
Quando parliamo di religione, cerchiamo di applicare il
consiglio biblico di mostrare “mitezza e profondo
rispetto” (1 Pietro 3:15). Sappiamo che alcuni
respingeranno il messaggio che portiamo (Matteo
10:14). Tuttavia non possiamo sapere come reagiranno
le persone finché non ci parliamo. Ci rendiamo anche
conto che le circostanze cambiano.
Per esempio un giorno una persona potrebbe essere
troppo occupata per parlare, ma forse sarebbe lieta
di farlo in un’altra occasione. E nella vita potrebbe
dover affrontare situazioni o problemi nuovi che la
inducono a interessarsi del messaggio contenuto
nella Bibbia. Pertanto ci impegniamo a parlare alle
persone più di una volta.
Che cos’è uno studio biblico?
I Testimoni di Geova offrono corsi per lo studio della
Bibbia in cui si dà risposta a molte domande, come:




Chi è Dio?
Dio si interessa veramente di me?
Cosa posso fare perché il mio matrimonio
riesca?
Come posso trovare la felicità?
Qui sotto puoi avere la risposta ad alcune domande
frequenti sui nostri corsi di studio biblico.
Come si svolge il corso? Scegliamo argomenti come
“Dio” o “matrimonio” ed esaminiamo diversi versetti
della Bibbia che hanno attinenza con il soggetto.
Il confronto di questi brani permette di comprendere
cosa dice la Bibbia nel suo insieme sull’argomento in
questione. Così lasciamo che la Bibbia si interpreti da
sé.
Ci avvaliamo anche del libro Cosa insegna realmente
la Bibbia? Questo manuale espone in modo chiaro ciò
che la Bibbia dice effettivamente su argomenti quali
Dio, Gesù e il nostro futuro.
Quanto costa uno studio biblico? Sia il corso che i
libri utilizzati sono gratis.
Quanto dura ogni lezione? Molti dedicano più o meno
un’ora alla settimana a studiare la Bibbia con noi.
Comunque la durata può essere adattata alle tue
esigenze.
Cosa succede se chiedo uno studio biblico? Se fai
richiesta di uno studio biblico un Testimone di Geova
verrà a trovarti nel luogo e nell’orario che
preferisci. In pochi minuti ti farà vedere in cosa
consiste il corso e come si svolge. Se la cosa sarà di
tuo gradimento potrai proseguire.
Se accetto uno studio biblico devo diventare
Testimone di Geova? No. Per noi Testimoni di Geova è un
piacere aiutare le persone a conoscere la Bibbia, ma
non costringiamo mai nessuno ad aderire alla nostra
religione. Ci limitiamo a spiegare rispettosamente cosa
insegna la Bibbia e riconosciamo che ognuno ha il
diritto di credere in ciò che preferisce (1 Pietro 3:15).
Predicate porta a porta per guadagnarvi la salvezza?
No. È vero che predichiamo regolarmente porta a
porta, ma non riteniamo che quest’opera ci permetta di
guadagnarci la salvezza (Efesini 2:8). Perché?
Volendo fare un esempio, immaginiamo che un
benefattore prometta un costoso regalo a chiunque
si presenti un certo giorno in un certo luogo.
Se credessimo davvero alla promessa di quell’uomo
non faremmo come ha detto? Senza dubbio.
Probabilmente inviteremmo anche amici e familiari
perché anche loro potessero approfittare di
quell’opportunità. Comunque sia, anche seguendo le
istruzioni del benefattore, non ci guadagneremmo il
suo regalo. Sarebbe comunque un dono.
Analogamente, i testimoni di Geova credono nella
promessa di Dio di dare la vita eterna a tutti coloro
che gli ubbidiscono (Romani 6:23). Facciamo il
possibile per parlare della nostra fede ad altri,
sperando che beneficino delle promesse di Dio, ma non
riteniamo che predicare ci permetta di guadagnarci la
salvezza (Romani 1:17; 3:28). In realtà nulla di ciò che
un essere umano può fare sarà mai abbastanza per
meritare tale straordinaria benedizione da parte di
Dio. “Egli ci ha salvati, non per opere giuste da noi
compiute, ma per la sua misericordia” (Tito 3:5, CEI).
Svolgete attività missionaria?
Sì. Tutti i testimoni di Geova, indipendentemente da
dove vivono, cercano di coltivare uno spirito
missionario parlando regolarmente della loro fede
alle persone che incontrano (Matteo 28:19, 20).
Alcuni Testimoni vanno a predicare o si trasferiscono
in zone del loro paese dove molti non hanno ancora
avuto modo di udire la buona notizia contenuta nella
Bibbia. Altri Testimoni si trasferiscono all’estero per
espandere il loro ministero. Sono felici di avere una
parte nell’adempimento di questa profezia
pronunciata da Gesù: “Mi sarete testimoni [...] fino alla
più distante parte della terra” (Atti 1:8).
Nel 1943 i Testimoni hanno fondato una scuola che
impartisce una speciale formazione ad alcuni dei nostri
missionari: la Scuola biblica di Galaad. Da allora più di
8.000 Testimoni hanno frequentato questa scuola.
Tra i testimoni di Geova ci sono ministri donne?
Sì. Tutti i testimoni di Geova sono evangelizzatori o
ministri, e fra loro ci sono milioni di donne. Come
prediceva la Bibbia, “le donne che annunciano la
buona notizia sono un grande esercito” (Salmo 68:11).
Le donne testimoni di Geova seguono l’esempio
lasciato dalle donne menzionate nella Bibbia
(Proverbi 31:10-31). Anche se non assolvono funzioni
direttive all’interno della comunità dei fedeli,
partecipano attivamente al ministero pubblico. Inoltre
insegnano i princìpi biblici ai loro figli (Proverbi 1:8).
Con parole e azioni le donne Testimoni fanno tutto il
possibile per esercitare un’influenza positiva (Tito 2:35).
Organizzazione
Come sono organizzate le vostre congregazioni?
Ogni congregazione è affidata alla supervisione di un
corpo di anziani. Una ventina di congregazioni compone
una circoscrizione e circa dieci circoscrizioni
formano un distretto. Periodicamente le
congregazioni sono visitate da anziani itineranti, detti
sorveglianti di circoscrizione e sorveglianti di
distretto.
Istruzioni e linee guida basate sulla Bibbia vengono
fornite dal Corpo Direttivo, un gruppo di Testimoni di
lunga data che attualmente svolge le proprie attività
presso la sede principale dei Testimoni di Geova,
ubicata a Brooklyn, New York (Atti 15:23-29; 1 Timoteo
3:1-7).
Chi è stato il vostro fondatore?
L’attuale organizzazione dei Testimoni di Geova ebbe
inizio alla fine del XIX secolo. In quel periodo nella
zona di Pittsburgh, in Pennsylvania (Stati Uniti), un
piccolo gruppo di persone iniziò ad analizzare le
Scritture in modo sistematico. Confrontavano le
dottrine insegnate nelle chiese con ciò che la Bibbia
insegna realmente. Cominciarono a rendere noti i
risultati delle loro ricerche attraverso i quotidiani e
pubblicando sia libri che la rivista oggi conosciuta
come La Torre di Guardia annunciante il Regno di
Geova. Di quel gruppo faceva parte anche Charles
Taze Russell. Pur essendo il punto di riferimento
nell’attività di istruzione biblica svolta in quegli anni e
il primo direttore della Torre di Guardia, non fu il
fondatore di una nuova religione. L’obiettivo di
Russell e degli altri Studenti Biblici, com’era chiamato
all’epoca il gruppo, era promuovere gli insegnamenti
di Gesù Cristo e imitare l’operato della
congregazione cristiana del I secolo. Dato che il
Fondatore del cristianesimo fu Gesù, riteniamo che sia
stato lui a fondare la nostra organizzazione
(Colossesi 1:18-20).
Avete un clero retribuito?
Seguendo il modello dei cristiani del I secolo, i
Testimoni di Geova non sono divisi in clero e laicato.
Tutti i membri battezzati sono ministri ordinati e
prendono parte all’opera di predicazione e istruzione
biblica. I Testimoni sono organizzati in comunità, dette
congregazioni, composte da un centinaio di membri. In
ogni congregazione ci sono uomini maturi in senso
spirituale che prestano servizio in qualità di “anziani”
(Tito 1:5). Lo fanno senza ricevere alcuna
retribuzione.
Siete una setta americana?
La nostra sede principale si trova negli Stati Uniti.
Tuttavia non siamo una setta americana per le seguenti
ragioni:




Alcuni per setta intendono un gruppo che si
distacca da una confessione religiosa. Come
organizzazione noi Testimoni di Geova non ci
siamo distaccati da un’altra religione.
Piuttosto riteniamo di aver ripristinato la
forma di cristianesimo praticata nel I secolo.
I Testimoni di Geova operano in più di 230 paesi
del mondo. Indipendentemente da dove viviamo,
siamo fedeli in primo luogo a Geova Dio e Gesù
Cristo, non al governo degli Stati Uniti o a
qualche altro governo umano (Giovanni 15:19;
17:15, 16).
Tutti i nostri insegnamenti si basano sulla
Bibbia, non sugli scritti di qualche leader
religioso americano (1 Tessalonicesi 2:13).
Il nostro leader è Gesù Cristo, non un essere
umano (Matteo 23:8-10).
I Testimoni di Geova sono sionisti?
No. I Testimoni di Geova sono cristiani che basano le
loro credenze sulle Scritture. Alcune religioni
insegnano che il radunamento degli ebrei in Palestina
ha attinenza con le profezie bibliche, ma i Testimoni
non la pensano così. Non credono che questo
sviluppo di tipo politico fosse predetto
specificamente nelle Scritture. In realtà le Scritture
non sostengono nessun governo umano né esaltano
un popolo o un gruppo etnico a scapito di un altro.
La Torre di Guardia, l’organo ufficiale dei Testimoni di
Geova, ha detto senza mezzi termini che “il sionismo
politico non ha alcun sostegno scritturale”.
Il Grande Dizionario Enciclopedico UTET definisce il
sionismo come “movimento politico-religioso, sorto
allo scopo di ottenere la costituzione in Palestina di
una sede nazionale ebraica”. Le sue radici sono quindi
sia politiche che religiose.
I Testimoni di Geova non condividono il sionismo come
dottrina religiosa e sono del tutto neutrali nei
confronti del sionismo politico.
Quella dei Testimoni di Geova è un’organizzazione
prettamente religiosa e non sostiene istanze politiche,
e quindi neanche il sionismo. La neutralità politica dei
Testimoni è ben attestata, tant’è che in alcuni paesi
hanno subìto gravi persecuzioni pur di non scendere a
compromessi in questo ambito. Sono convinti che solo
il celeste Regno di Dio porterà pace duratura sulla
terra: nessun governo o movimento umano ci riuscirà
mai.
Un principio fondamentale della dottrina dei
Testimoni di Geova è il rispetto delle leggi del paese in
cui vivono, qualunque esso sia. I Testimoni non si
ribellano all’autorità costituita e non prendono
parte a conflitti armati.
I Testimoni di Geova sono una setta?
No, noi Testimoni di Geova non siamo una setta. Piuttosto,
siamo cristiani e facciamo del nostro meglio per seguire
l’esempio e gli insegnamenti lasciati da Gesù Cristo.
Cos’è una setta?
Il termine “setta” non suggerisce a tutti la stessa cosa.
Esaminiamo due idee comuni riguardo alle sette e vediamo
perché non si applicano a noi.


Alcuni pensano che una setta sia una religione nuova
o distaccata da una maggiore. Noi però non abbiamo
inventato una religione nuova. Basiamo la nostra
adorazione su quello che già facevano i primi
cristiani, di cui la Bibbia riporta l’esempio e
l’insegnamento (2 Timoteo 3:16, 17). Siamo convinti
che siano le Sacre Scritture a stabilire qual è il
modo giusto di adorare Dio.
Alcuni pensano che una setta sia una religione
pericolosa guidata da un leader umano. Noi però non
abbiamo un leader umano. Ci atteniamo strettamente
al principio che Gesù enunciò ai suoi seguaci quando
disse: “Uno solo è il vostro Condottiero, il Cristo”
(Matteo 23:10).
Non siamo una setta pericolosa, anzi pratichiamo una
religione che reca beneficio a noi stessi e ad altri. Per
esempio la nostra opera ha aiutato molti a liberarsi da
tossicodipendenza, alcolismo e altri vizi. Inoltre, grazie a
corsi di alfabetizzazione, insegniamo a migliaia di persone in
tutto il mondo a leggere e a scrivere. Partecipiamo a
operazioni di soccorso in caso di calamità. Proprio come
comandò Gesù, facciamo del nostro meglio per aiutare gli
altri (Matteo 5:13-16).
Attività
Perché vi chiamate Testimoni di Geova?
Geova è il nome proprio di Dio, che ricorre nella Bibbia
(Esodo 6:3; Salmo 83:18). Un testimone è una persona
che dichiara fatti di cui è convinto.
Quindi il nome “Testimoni di Geova” ci identifica come
gruppo di cristiani che dichiarano la verità su Geova, il
Creatore di tutte le cose (Rivelazione [Apocalisse]
4:11). Forniamo agli altri la nostra testimonianza con
il modo in cui viviamo e parlando loro di ciò che
abbiamo imparato dalla Bibbia (Isaia 43:10-12; 1 Pietro
2:12).
Siete tolleranti verso le altre religioni?
A prescindere dalle credenze religiose altrui,
seguiamo questa esortazione biblica: “Rispettate tutti”
(1 Pietro 2:17, Parola del Signore). Ad esempio, in
alcune nazioni ci sono centinaia di migliaia di Testimoni
di Geova. Ciò nonostante non cerchiamo di esercitare
pressioni su politici o legislatori perché vengano
limitate o addirittura proibite le attività di altri gruppi
religiosi. Non ci impegniamo neppure in campagne per
far passare leggi che impongano le nostre convinzioni
morali e religiose alla società. Al contrario
mostriamo tolleranza agli altri e ci fa piacere che gli
altri siano tolleranti nei nostri confronti (Matteo
7:12).
È vero che evitate ogni contatto con gli ex membri
della vostra religione?
Chi si battezza come Testimone di Geova ma poi smette
di svolgere l’attività di predicazione e magari non si
associa più con i propri compagni di fede non viene
evitato. Anzi, ci si sforza di mantenere i contatti e di
ravvivare il suo interesse per le cose spirituali.
Neppure chi si rende responsabile di un grave errore
viene disassociato, o allontanato, automaticamente.
Tuttavia se un Testimone battezzato ha una condotta
in contrasto con le norme morali della Bibbia e non si
pente, viene disassociato. A questo riguardo la Bibbia
si esprime in modo chiaro: “Rimuovete l’uomo malvagio
di fra voi” (1 Corinti 5:13).
Che dire se un uomo viene disassociato ma la moglie e i
figli continuano a essere Testimoni di Geova? Dal
punto di vista religioso le cose cambiano, ma i legami di
sangue restano inalterati. Il vincolo coniugale e i
normali rapporti familiari e affettivi proseguono.
Chi è disassociato può frequentare le nostre funzioni
religiose. Se lo desidera può anche ricevere
assistenza spirituale da persone qualificate, gli
anziani della congregazione. L’obiettivo è aiutare la
persona a soddisfare nuovamente i requisiti necessari
per essere un Testimone di Geova. Se chi è disassociato
vuole tornare a far parte della congregazione è
sempre benaccetto, purché abbandoni la sua condotta
inappropriata e mostri il sincero desiderio di seguire le
norme bibliche.
Accettate le cure mediche?
Sì, i Testimoni di Geova riconoscono il valore della
medicina e accettano le cure mediche. Cerchiamo di
prenderci cura del nostro corpo e di mantenerci in
buona salute, e a volte abbiamo “bisogno del medico”
(Luca 5:31). Inoltre, come l’evangelista Luca,
cristiano del I secolo, alcuni testimoni di Geova sono
medici (Colossesi 4:14).
Alcune terapie, però, sono in contrasto con i princìpi
biblici e per tale ragione non le accettiamo. Ad
esempio, visto che la Bibbia vieta di introdurre sangue
nell’organismo, rifiutiamo le emotrasfusioni (Atti
15:20). La Bibbia proibisce inoltre terapie o procedure
che implicano il ricorso a pratiche occulte (Galati
5:19-21).
La maggior parte delle terapie mediche, comunque, non
è in contrasto con i princìpi biblici. Pertanto, la scelta
di una determinata terapia è una questione personale.
Un Testimone potrebbe decidere di accettare un certo
farmaco o una data terapia, mentre un altro potrebbe
rifiutarli (Galati 6:5).
Perché non accettate le trasfusioni di sangue?
Idee errate
Luogo comune: I Testimoni di Geova non hanno fiducia
nella medicina o nelle terapie mediche.
Realtà: Desideriamo ricevere le migliori cure mediche
possibili per noi e per le nostre famiglie. Quando
abbiamo problemi di salute, consultiamo medici che
sono esperti in medicina e chirurgia senza sangue.
Apprezziamo i progressi che sono stati fatti in campo
medico.
Le terapie senza sangue, che sono state sperimentate
per venire incontro ai pazienti Testimoni, vengono ora
usate a beneficio di tutti i pazienti. Oggi in molti paesi
chiunque può scegliere di evitare i rischi correlati con
le trasfusioni di sangue, come malattie trasmesse per
via ematica, reazioni del sistema immunitario e
complicanze dovute all’errore umano.
Luogo comune: I Testimoni di Geova credono che la
fede possa guarire le malattie di cui soffrono le
persone.
Realtà: Non compiamo guarigioni miracolose, né vi
facciamo ricorso.
Luogo comune: Le terapie alternative alle
emotrasfusioni sono molto costose.
Realtà: Il rapporto costi/benefìci della medicina
senza sangue è vantaggioso. *
Luogo comune: Ogni anno molti Testimoni, inclusi
bambini, muoiono per aver rifiutato le trasfusioni di
sangue.
Realtà: Questa affermazione è del tutto infondata.
I chirurghi eseguono regolarmente interventi
complessi di cardiochirurgia, chirurgia ortopedica e
trapianti di organo senza ricorrere alle trasfusioni di
sangue. * I pazienti che non ricevono trasfusioni di
sangue, bambini inclusi, di solito si riprendono al pari
o anche meglio dei pazienti che hanno accettato
emotrasfusioni. * In ogni caso non si può dimostrare
che un paziente morirà perché rifiuta il sangue o che
vivrà perché lo accetta.
Perché i Testimoni di Geova non accettano le
trasfusioni di sangue?
È una questione di natura religiosa, non medica. Sia
nell’Antico che nel Nuovo Testamento troviamo il
chiaro comando di astenerci dal sangue (Genesi 9:4;
Levitico 17:10; Deuteronomio 12:23; Atti 15:28, 29).
Inoltre agli occhi di Dio il sangue rappresenta la vita
(Levitico 17:14). Pertanto non accettiamo il sangue
non solo per ubbidienza a Dio, ma anche in segno di
rispetto per lui in quanto Datore di vita.
Cambiano le opinioni
Interventi chirurgici complessi possono essere
eseguiti con successo senza ricorrere alle
trasfusioni di sangue
Un tempo in genere la comunità medica considerava le
strategie alternative alle trasfusioni, la cosiddetta
medicina senza sangue, come estremistica, se non
suicida; questo modo di vedere le cose, però, è
cambiato negli ultimi anni. Ad esempio,
nel 2004, un articolo pubblicato in una rivista
specialistica ha affermato che “molte delle tecniche
sviluppate per i pazienti testimoni di Geova diverranno
in futuro lo standard in campo terapeutico”. * Un
articolo pubblicato nel 2010 in una rivista medica
diceva che “la ‘chirurgia senza sangue’ non dovrebbe
essere limitata solo ai testimoni di Geova, ma diventare
parte integrante della normale pratica chirurgica”
(Heart, Lung and Circulation).
Migliaia di medici in tutto il mondo eseguono complessi
interventi chirurgici senza ricorrere alle trasfusioni
di sangue, cercando di ridurre al minimo le perdite
ematiche. Tali alternative alle emotrasfusioni
vengono usate anche in paesi in via di sviluppo, e
vengono richieste anche da molti pazienti non
Testimoni.
Perché non andate in guerra?
I testimoni di Geova non vanno in guerra per le
seguenti ragioni.
1.
2.
Ubbidienza a Dio. La Bibbia dice dei servitori di
Dio: “Spezzeranno le loro spade e ne faranno
aratri” e “non impareranno più l’arte della
guerra” (Isaia 2:4, CEI ).
Ubbidienza a Gesù. Gesù disse all’apostolo
Pietro: “Riponi la tua spada al suo posto,
perché tutti quelli che prendono la spada
periranno di spada” (Matteo 26:52). Con queste
parole Gesù indicò che i suoi seguaci non
avrebbero imbracciato le armi.
I discepoli di Gesù ubbidiscono al suo comando
di ‘non far parte del mondo’ rimanendo
assolutamente neutrali nelle questioni
politiche (Giovanni 17:16). Non protestano
contro iniziative di natura militare, né cercano
di far cambiare idea a chi decide di prestare
servizio nelle forze armate.
3.
4.
Amore per gli altri. Gesù comandò ai discepoli
di amarsi gli uni gli altri (Giovanni 13:34, 35).
Così avrebbero dato vita a una fratellanza
internazionale in cui nessuno avrebbe mai fatto
guerra contro i propri fratelli in fede
(1 Giovanni 3:10-12).
L’esempio dei primi cristiani. Un’enciclopedia
afferma: “I primi seguaci di Gesù rifiutavano la
guerra e il servizio militare”, riconoscendo che
ciò era “incompatibile con l’etica di Gesù
basata sull’amore e con il comando di amare i
propri nemici” (Encyclopedia of Religion and
War). Sulla stessa falsariga, il teologo
tedesco Peter Meinhold disse dei primi
discepoli di Gesù: “Essere cristiano e soldato
era considerato inconciliabile”.
Apporto alla comunità
Come testimoni di Geova siamo componenti utili della
società e non costituiamo una minaccia per la
sicurezza delle nazioni in cui viviamo. Rispettiamo le
autorità governative, in armonia con i seguenti
comandi della Bibbia.


“Ogni anima sia sottoposta alle autorità
superiori” (Romani 13:1).
“Rendete dunque a Cesare le cose di Cesare, ma
a Dio le cose di Dio” (Matteo 22:21).
Quindi ubbidiamo alla legge, paghiamo le tasse e
collaboriamo con le iniziative del governo volte a
garantire il benessere pubblico.
È vero che vietate certi film, libri o canzoni?
No. La nostra organizzazione non esamina determinati
film, libri o canzoni per decidere quali di questi
dovrebbero essere evitati dai nostri membri. Perché no?
● La Bibbia incoraggia ogni persona a esercitare le
proprie “facoltà di percezione” per discernere il bene
e il male (Ebrei 5:14).
● Le Scritture contengono princìpi basilari di cui il
cristiano può tener conto nella scelta dei
divertimenti. * Come in tutti i campi della vita, ci
prefiggiamo di ‘continuare ad assicurarci di ciò che è
accettevole al Signore’ (Efesini 5:10).
● La Bibbia insegna che i capifamiglia hanno un certo
grado di autorità, per cui possono decidere di non
ammettere determinati tipi di svago tra i componenti
della loro famiglia (1 Corinti 11:3; Efesini 6:1-4). Al di
fuori dell’ambito familiare, però, nessuno è
autorizzato a condannare certi film, canzoni o artisti
perché dal suo punto di vista non sono adatti per i
componenti della congregazione (Galati 6:5).
Versate la decima?
No, i testimoni di Geova non versano la decima; la
nostra attività è sostenuta mediante contribuzioni
volontarie anonime. Cos’è la decima e perché i
Testimoni non la offrono?
Il comandamento di versare la decima, o offrire la
decima parte dei propri beni, era contenuto nella
Legge data all’antica nazione di Israele. La Bibbia,
comunque, spiega che la Legge, incluso “il
comandamento di raccogliere le decime”, non è in
vigore per i cristiani (Ebrei 7:5, 18; Colossesi 2:13, 14).
Invece di donare decime e offerte prestabilite, i
testimoni di Geova imitano i primi cristiani e
sostengono il loro ministero in due modi: svolgendo
tale ministero senza essere retribuiti e facendo
contribuzioni volontarie.
Così facendo seguono l’esortazione biblica rivolta ai
cristiani: “Ciascuno faccia come ha deciso nel suo
cuore, non di malavoglia o per forza, poiché Dio ama il
donatore allegro” (2 Corinti 9:7).
Perché non usate la croce?
Molti considerano la croce il simbolo universale del
cristianesimo. Anche se sono cristiani, però, i
Testimoni di Geova non usano la croce. Perché?
Un motivo è che secondo la Bibbia Gesù non morì su
una croce, bensì su un palo. Inoltre la Bibbia dà ai
cristiani il vigoroso avvertimento: “Fuggite
l’idolatria”; questo significa non usare la croce nel
culto (1 Corinti 10:14; 1 Giovanni 5:21).
È degno di nota che Gesù disse: “Da questo tutti
conosceranno che siete miei discepoli, se avrete
amore fra voi” (Giovanni 13:34, 35). Gesù quindi indicò
che a identificare i suoi veri seguaci sarebbe stato
l’amore altruistico, non la croce o qualche altra
immagine.
Funzioni
religiose
Perché i vostri luoghi di riunione non si chiamano
chiese?
Nella Bibbia il termine greco che a volte viene
tradotto “chiesa” si riferisce a un gruppo di fedeli,
non all’edificio dove si riuniscono.
Facciamo un esempio: quando scrisse ai cristiani di
Roma, l’apostolo Paolo mandò i suoi saluti anche a
una coppia, Aquila e Priscilla, e aggiunse: “Salutate
anche la chiesa che si raduna in casa loro” (Romani
16:5, Garofalo). Paolo non stava dicendo di
trasmettere i suoi saluti a un edificio; stava piuttosto
mandando i suoi saluti alle persone che formavano la
congregazione che si riuniva in quella casa. *
Perciò, invece di chiamare chiesa il nostro luogo di
culto, usiamo il nome “Sala del Regno”.
Perché “Sala del Regno dei Testimoni di Geova”?
Questo termine è appropriato per svariate ragioni.



Si tratta di una sala, un luogo di riunione.
Ci raduniamo per adorare Geova, il Dio della
Bibbia, e per rendergli testimonianza (Salmo
83:18; Isaia 43:12).
Ci raduniamo anche per imparare quello che la
Bibbia dice riguardo al Regno di Dio, di cui Gesù
parlò spesso (Matteo 6:9, 10; 24:14; Luca 4:43).
Se lo desiderate, visitate la Sala del Regno più vicina a
voi e vedete di persona come si svolgono le adunanze
tenute dai testimoni di Geova.
(Salmo 1:2, 3) ...Ma il suo diletto è nella legge di Geova, E
lègge sottovoce nella sua legge giorno e notte. 3 E
certamente diverrà come un albero piantato presso ruscelli
d’acqua, Che dà il suo proprio frutto nella sua stagione E il
cui fogliame non appassisce, E ogni cosa che fa riuscirà.