Relazione 2013 - Comune di Bitonto

Ambito territoriale
Bitonto - Palo del Colle
RELAZIONE SOCIALE DI AMBITO
GIUGNO 2014
GIUGNO 2014
Sommario
0. Premessa ........................................................................................................................................................ 1
1. L’Ambito come Comunità: un profilo in evoluzione .................................................................................... 2
1.1 Le caratteristiche del territorio, la struttura demografica, le dinamiche della popolazione ..................... 2
1.2 Fenomeni e bisogni sociali emergenti ..................................................................................................... 8
2.
Mappa locale del sistema di offerta di servizi sociosanitari ...................................................................... 9
2.1 L’incrocio tra domanda e offerta di servizi e prestazioni erogati nell’ambito del Piano Sociale di Zona
(risultati conseguiti al 31.12.2013) ................................................................................................................ 9
2.1.1 Il welfare di accesso ......................................................................................................................... 9
2.1.2 I servizi domiciliari ........................................................................................................................... 9
2.1.3 I servizi comunitari ........................................................................................................................... 9
2.1.4 I servizi per la prima infanzia ......................................................................................................... 10
2.1.5 Le strutture residenziali .................................................................................................................. 10
2.1.6 Gli interventi monetari e di contrasto alla povertà ......................................................................... 10
2.1.7 Le responsabilità familiari .............................................................................................................. 11
2.1.8 Azioni di sistema e governance ...................................................................................................... 11
2.2 Le azioni trasversali all’attuazione del Piano Sociale di Zona .............................................................. 11
2.3 La dotazione infrastrutturale dell’ambito territoriale ed i servizi autorizzati ........................................ 12
2.4 Le risorse finanziarie impiegate ............................................................................................................ 16
3. L’integrazione tra politiche e interventi territoriali ..................................................................................... 18
3.1 L’integrazione con le politiche sanitarie, della casa, le politiche attive del lavoro e dell’istruzione. ... 18
3.2 La partecipazione a progetti con finanziamenti dell’Unione Europea o altri Enti ................................ 18
3.3 La promozione del Capitale sociale, il coinvolgimento delle risorse solidaristiche e fiduciarie del
territorio, la partecipazione dei cittadini ...................................................................................................... 18
4. Esercizi di costruzione organizzativa e governance del Piano Sociale di Zona .......................................... 20
4.1 Punti di forza e di debolezza del livello raggiunto nella governance territoriale .................................. 20
0. Premessa
L’Ambito territoriale Bitonto Palo del Colle ha costruito il secondo Piano Sociale di Zona
nel rispetto degli obiettivi fissati dal Piano regionale delle Politiche Sociali 2009/2011.
Già durante la fase di concertazione iniziale del Piano e nei successivi incontri con i soggetti
istituzionali e la rete del Terzo Settore emersero perplessità riferite alla stesura di un
documento programmatorio fedele solo alle indicazioni regionali e purtroppo poco aderente
ai bisogni del territorio rilevati in conseguenza della grave crisi socioeconomica, che
attraversava da tempo l’Italia e in particolare le regioni meridionali e la nostra Comunità.
Gli interventi progettati, quindi, visti a posteriori appaiono non del tutto rispondenti alle
esigenze del Territorio investito, in conseguenza della predetta crisi socioeconomica dalla
dilagante disoccupazione e da diverse emergenze conseguenti quali quella abitativa e quella
alimentare intesa come difficoltà a soddisfare i bisogni primari.
Tali difficoltà sono state affrontate in minima parte con i bilanci dei rispettivi Comuni
erogando ai cittadini contributi indiretti quali voucher alimentari, farmaceutici e sanitari
nonché con forme economiche di sostegno al reddito.
Sul fronte del Piano di Zona la programmazione delle borse lavoro per inclusione sociale e
per tirocini formativi pur avendo fronteggiato il bisogno di occupazione, in minima parte e
per un breve periodo, ha evidenziato la necessità di individuazione criteri operativi più
celeri nell’attivazione delle stesse.
Una grande attenzione è stata riservata all’area della domiciliarità, ma i valori target indicati
negli obiettivi di servizio ADI – SAD del Piano Sociale di Zona non sono stati raggiunti.
Per l’ADI, in particolare, non si sono registrati aumenti sensibili della domanda e del
conseguente inizio del servizio sia per la modesta iniziativa dei medici di base nell’attivare
UVM sia per il palese rifiuto dei nuclei a partecipare economicamente al costo delle
prestazioni.
Un notevole impulso si è evidenziato, al contrario, nell’area delle disabilità dove
l’inserimento di numerosi utenti nei centri diurni ex art. 60 e nel centro polivalente ex art.
105 ha consentito alle famiglie di ricevere risposte efficaci per le situazioni di difficoltà
quotidiana.
L’Ambito si è dotato anche di una struttura “Dopo di Noi” e di una “Casa per la vita”,
servizi che ben si inseriscono come risposte attente e mirate dove la rete familiare non può
più essere una valida risposta.
1
1. L’Ambito come Comunità: un profilo in evoluzione
1.1 Le caratteristiche del territorio, la struttura demografica, le dinamiche della
popolazione
La popolazione residente nell’Ambito Territoriale Sociale di Bitonto al 01/01/2013 è pari a
77.739 unità. Tale dato conferma una sostanziale stabilità della presenza della popolazione
residente. Al 01/01/2005, infatti, la popolazione residente nell’Ambito era pari a 77.788
unità. Negli ultimi otto anni, quindi, registriamo un decremento della popolazione residente
pari a 49 unità ovvero lo 0.1% circa. La rappresentazione grafica che segue può utilmente
far comprendere il reale andamento dei residenti nell’Ambito e nei suoi Comuni.
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
Tab. 1 – Popolazione residente nell’Ambito di Bitonto per sesso, classi di età e valori percentuali al
01/01/2013
Classi età
0–3
4–5
6 – 14
15 – 18
19 – 25
26 – 35
36 – 49
50 – 59
60 – 65
66 – 75
76 – 85
86 e oltre
TOTALE
M
1.598
780
4.023
1.898
3.707
5.200
8.496
5.112
2.604
2.939
1.591
348
38.296
F
1.503
810
3.678
1.833
3.616
5.237
8.728
5.352
2.650
3.132
2.212
692
39.443
Totale
3.101
1.590
7.701
3.731
7.323
10.437
17.224
10.464
5.254
6.071
3.803
1.040
77.739
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
Ulteriore elemento utile a comprendere l’andamento demografico dell’Ambito riguarda il
confronto tra classi di età tra il 2005 (primo anno da noi preso in considerazione) ed il 2013.
2
Tab. 2 – Struttura della popolazione residente nell’Ambito di Bitonto per classi di età. Valori
percentuali e differenze. Anni 2005 e 2013
Classi età
0–3
4–5
6 – 14
15 – 18
19 – 25
26 – 35
36 – 49
50 – 59
60 – 65
66 – 75
76 – 85
86 e oltre
TOTALE
2013
4,0
2,0
9,9
4,8
9,4
13,4
22,2
13,5
6,8
7,8
4,9
1,3
100,0
2005
4,4
2,4
11,5
5,6
10,0
16,3
21,4
11,6
4,9
7,1
3,8
1,0
100,0
Differenza
-0,4
-0,4
-1,6
-0,8
-0,6
-2,9
0,7
1,9
1,9
0,7
1,1
0,3
-0,1
Fonte: elaborazioni IPRES su dati ISTAT
Possiamo notare come nelle classi di età 0 – 35 anni i valori sono tutti negativi; nella classe
di età 36 – 59 anni sono leggermente superiori, mentre a partire dai 50 anni ed oltre
verifichiamo che vi sono dati decisamente positivi. Possiamo affermare, quindi, che
nell’arco degli otto anni presi in considerazione verifichiamo un progressivo allontanamento
della popolazione di giovane età dall’Ambito di Bitonto. Il fenomeno emigratorio riguarda
in particolare i giovani tra i 19 ed i 35 anni. Conseguentemente la popolazione anziana ha
un maggior “peso”.
Riportiamo, inoltre, alcuni indicatori sintetici di struttura della popolazione. Essi rivestono
una discreta importanza per le analisi sociali. In particolare riportiamo:
1. Rapporto di mascolinità: rapporto tra l’ammontare della componente maschile e quella
femminile
2. Carico di figli per donna feconda: rapporto tra individui di età 0 – 4 anni e donne in età
feconda;
3. Tasso generico di fecondità: numero di nati vivi per 1.000 donne in età feconda (15 –
49 anni);
4. Indice di vecchiaia: rapporto tra individui di età da 65 anni in poi ed individui di età 0 –
14 anni;
5. Indice di dipendenza strutturale: rapporto tra individui di età 0 – 14 anni e da 65 anni
in poi ed individui di età 15 – 64;
6. Indice di potenziale di lavoro: rapporto tra la popolazione potenzialmente attiva (15 –
64 anni) e la popolazione residente totale;
7. Indice di ricambio: rapporto tra gli individui di età 60 – 64 anni e quelli di 15 – 19,
ovvero il rapporto tra le leve teoricamente in uscita dal mondo del lavoro e quelle
teoricamente in entrata.
Tranne che per il tasso generico di fecondità tutti gli indici sono in valori percentuali
3
Tab. 3 – Principali indici di struttura della popolazione. Anno 2013
Rapporto di mascolinità
Carico di figli per donna
feconda
Tasso generico di fecondità
Indice di vecchiaia
Indice della dipendenza
strutturale
Indice potenziale di lavoro
Indice di ricambio
Ambito
Bitonto
Prov. Ba
Reg. Puglia
Mezzogiorno
Italia
97,1
20,1
94,8
19,1
94,0
19,0
94,3
19,4
93,8
20,4
36,5
95,0
44,4
36,5
126,5
49,2
36,2
130,3
50,7
37,0
127,1
50,1
39,0
148,6
53,5
70,0
93,0
66,7
112,7
66,1
112,3
66,4
106,9
64,8
129,1
Fonte: elaborazioni IPRES su dati ISTAT
I dati sono abbastanza eloquenti: è sufficiente confrontare l’indice di vecchiaia presente
nell’Ambito rispetto a quanto presente nella media provinciale, regionale della ripartizione
Mezzogiorno ed in quello nazionale. Appare abbastanza chiaro che ci troviamo di fronte ad
un Ambito estremamente giovane. Ovviamente anche gli indici di dipendenza strutturale e
di ricambio sono estremamente positivi rispetto alle medie nazionali, di ripartizione
Mezzogiorno, regionali e provinciali.
La nostra analisi prosegue attraverso l’identificazione delle presenze di abitanti nei due
Comuni dell’Ambito. Si deve ricordare in questa sede che l’Ambito Territoriale Sociale di
Bitonto è composto da due Comuni: Bitonto e Palo del Colle. Come detto l’Ambito ha una
popolazione pari a 77.739 unità di questi il 72,1% circa (pari a 56.085 unità) sono residenti
in Bitonto ed il 27,9% circa (21.654) sono residenti a Palo del Colle. La composizione
percentuale per classi di età dei due Comuni ci mostra che non vi sono particolari differenze
nella popolazione residente.
Tab. 4 – Popolazione residente nell’Ambito di Bitonto per Comune per classe di età e in valore
percentuale al 01/01/2013
Classi età
Bitonto
Palo del Colle
Totale Ambito
0–3
3,8
4,4
4,0
4–5
2,0
2,2
2,0
6 – 14
9,7
10,4
9,9
15 – 18
4,9
4,6
4,8
19 – 25
9,7
8,6
9,4
26 – 35
13,3
13,7
13,4
36 – 49
22,0
22,5
22,2
50 – 59
13,7
12,9
13,5
60 – 65
6,7
6,8
6,8
66 – 75
7,8
7,8
7,8
76 – 85
4,9
4,9
4,9
86 e oltre
1,3
1,4
1,3
TOTALE
100,0
100,0
100,0
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
4
Trattasi quindi di un territorio sufficientemente omogeneo da un punto di vista demografico.
Si deve solo rimarcare la maggior presenza in Bitonto della classe di età 50 – 59 anni
rispetto a Palo del Colle ed una maggior presenza percentuale di minori in Palo rispetto a
Bitonto.
La nostra analisi prosegue con l’analisi sui redditi presenti nell’Ambito. Il reddito è tra gli
elementi che viene preso in considerazione per le stime dei livelli di povertà. Ci si rende
perfettamente conto, però, dei limiti presenti nelle applicazioni di studio in ambito della
povertà di tale strumento. Il reddito sarà analizzato e si realizzeranno, tra l’altro, diverse
elaborazioni; tali dati però saranno confrontati con altri elementi per verificare e riscontrare
quanto presentato. Si deve aggiungere che, al momento della stesura della presente
relazione, l’ultimo dato disponibile riguarda l’anno fiscale 2011 (dichiarazioni anno 2012).
Nell’anno fiscale 2011 sono state presentate 28.499 dichiarazioni da parte di cittadini
dell’Ambito di Bitonto, pari al 36,7% circa della popolazione residente al 31/12/2012.
Possiamo ritrovare la frequenza maggiore nella classe di reddito compresa tra 15.000 e
20.000 € con 6.117 dichiaranti. Il reddito medio è pari a 19.799,88 € e la mediana è di €
18.177,21. Entrambi i valori sono inferiori rispetto a quanto rilevato in provincia di Bari.
Tab. 5 – Media e mediana dei redditi in provincia di Bari e per l’Ambito di Bitonto. Anno
fiscale 2010 Valori assoluti in Euro
Media
Mediana
Ambito di Bitonto
19.799,88
18.177,21
Provincia di Bari
21.505,16
18.568,35
Fonte: Elaborazioni su dati del Dipartimento delle Finanze – MEF
5
Tab. 6 – Redditi imponibili nell’Ambito di Bitonto. Anno fiscale 2011. Valori assoluti
REDDITO IMPONIBILE AI FINI
CLASSI DI REDDITO
DELLE ADDIZIONALI ALL' IRPEF
COMPLESSIVO IN EURO
FREQUENZA
AMMONTARE
fino a 1.000
844
367.282
da 1.000 a 2.000
630
766.947
da 2.000 a 3.000
388
854.423
da 3.000 a 4.000
269
878.817
da 4.000 a 5.000
233
994.521
da 5.000 a 6.000
218
1.152.478
da 6.000 a 7.500
462
3.056.580
da 7.500 a 10.000
2.012
17.221.161
da 10.000 a 15.000
5.307
64.241.416
da 15.000 a 20.000
6.117
104.483.880
da 20.000 a 26.000
5.381
118.789.348
da 26.000 a 33.500
3.551
100.561.365
da 33.500 a 40.000
1.389
48.274.309
da 40.000 a 50.000
737
30.733.553
da 50.000 a 60.000
342
17.415.561
da 60.000 a 70.000
178
10.813.187
da 70.000 a 100.000
288
22.075.806
oltre 100.000
153
21.596.110
TOTALE
28.499
564.276.744
Fonte: Elaborazioni su dati del Dipartimento delle Finanze - MEF
Nelle ricerche sulla povertà uno dei metodi di calcolo per stabilire la linea della povertà è
quello di fissare la soglia al livello di reddito medio o mediano o di loro multipli. Nella
presente ricerca la linea della povertà relativa è determinata come quota della mediana della
distribuzione dei redditi sia nella misura del 50% sia del 60%.
Determinata tale linea è possibile stimare il numero delle persone povere. Gli indici di
povertà maggiormente utilizzati sono:
1. la diffusione: attraverso tale indicatore è possibile misurare la quota della popolazione il
cui reddito è inferiore o pari alla soglia di povertà;
2. l’intensità: trattasi di un rapporto che misura in percentuale di quanto le persone sono al
di sotto della linea di povertà.
Tab. 7 – La povertà nell’Ambito di Bitonto utilizzando la soglia di Ambito (50% e 60% del
reddito mediano)
Soglia al 50% mediana (9.088,61)
Soglia al 60% mediana (10.906,33)
Pop. povera Diffusione
Intensità
Pop. povera Diffusione
Intensità
Ambito
4.323
17,2%
54,5%
6.018
21,1%
32,3%
Bitonto
Fonte: elaborazioni su dati Dipartimento delle Finanze - MEF
Nell’analisi dei dati fiscali si è preferito esaminare il dato comunale e realizzare, quindi, una
soglia comunale in quanto si cerca di identificare una soglia che riguardi l’area dell’Ambito
6
di Bitonto, cercando di identificare un livello di Ambito che sia successivamente elaborabile
e comparabile con ulteriori dati che induttivamente potranno farci comprendere il livello di
povertà.
Per ciò che concerne i dati che rivengono dalle elaborazioni sui dati reddituali delle
dichiarazioni fiscali è possibile verificare che nella prima soglia (50% della mediana)
l’indice di diffusione è sufficientemente contenuto (il 17,2% circa) ma ha un elevato grado
di intensità (pari al 54,5% circa). Tale dato ci consente di affermare che nell’Ambito ci
troviamo di fronte a molte persone che hanno un buon reddito e che, quindi, rendono
marginali (come numero ovviamente) coloro che hanno scarsi mezzi economici a
disposizione, ma la situazione di indigenza di questi è estremamente critica.
Nella seconda soglia possiamo verificare un andamento non dissimile rispetto alla prima;
troviamo, infatti, un indice di diffusione media non elevato (il 21,1% circa) ed un indice di
intensità notevole (32,3% circa). Da notare come l’intensità nella seconda soglia sia
inferiore rispetto alla prima.
Gli indicatori appena analizzati consentono di ottenere una stima del fenomeno povertà
abbastanza netta, chiara. Chiunque studi determinati aspetti sa bene che tali condizioni non
sono ben nette, precise, determinate. Appare utile, quindi, inserire un ulteriore elemento di
valutazione che permetta una valutazione graduale della situazione attraverso delle soglie
“fuzzy”; le stesse permettono di identificare quattro categorie:
1. persone sicuramente povere: coloro che risultano avere un reddito inferiore all’80% della
soglia di povertà;
2. persone appena povere: coloro che hanno a loro disposizione risorse economiche in un
intervallo compreso tra l’80% ed il 100% della linea di povertà;
3. persone a rischio povertà: coloro che hanno un reddito compreso tra il 101% ed il 120%
delle linea di povertà;
4. persone sicuramente non povere: coloro che hanno a loro disposizione un reddito
superiore al 120% della linea di povertà.
La linea di povertà è stata definita al 60% della mediana del reddito dei dichiaranti residenti
nell’Ambito.
Tab. 8 - La povertà nell’Ambito di Bitonto misurata con le soglie fuzzy. Linea di povertà di
riferimento 60% del reddito mediano.
Pop. sicuramente
Pop. appena
Pop. a rischio
Pop. sicuramente
povera
povera
povertà
non povera
Tot
%
Tot
%
Tot
%
Tot
%
Bari
4.054
14,2
1.964
6,9
2.315
8,1
20.166
70,8
Fonte: elaborazioni IPRES su dati Dipartimento delle Finanze - MEF
Il momento storico che stiamo attraversando, caratterizzato da una forte crisi di carattere
economico ed occupazionale, impone anche al sistema delle autonomie locali di realizzare
interventi, anche di carattere sperimentale, che possano consentire di contrastare le tendenze
in atto.
Tale dinamica è vera a livello regionale ma è presente in maniera ancor più acuta in
provincia di Bari e nelle città presenti sul suo territorio dove si registra la presenza (come
7
nel nostro Ambito) di grandi agglomerati industriali che stanno soffrendo per la crisi
economica internazionale. Ciò rende ancor più drammatica la situazione.
La provincia di Bari, con il 48,3% come tasso di occupazione nel 2012, supera tutte le altre
province pugliesi ma a livello nazionale risulta essere l’ottantesima provincia (su 110
provincie presenti sul territorio nazionale) Siamo lontanissimi dalla media nazionale (56,8%
circa). Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione: la provincia di Bari risulta essere la
venticinquesima provincia (su 110) con il tasso di disoccupazione più elevato con il 16,0%
circa. Sempre per il 2012 la media nazionale del tasso di disoccupazione è pari al 10,7%
circa. La differenza appare evidentemente notevole. I dati appena esposti rendono
chiaramente l’idea della drammaticità della situazione.
1.2 Fenomeni e bisogni sociali emergenti
L’attuale contesto sociale dell’Ambito Territoriale Bitonto Palo del Colle si caratterizza per
la presenza di una consistente crisi economica con la conseguente crescita della povertà.
I cittadini appaiono sempre più disorientati e bisognosi di sostegno ed evidenziano crescenti
difficoltà ad affrontare la gestione del vivere quotidiano.
La domanda sociale diventa sempre più pressante, aumenta il disagio, le relazioni sociali e
familiari si frantumano. Si amplia quotidianamente il numero di coloro che perdono il
lavoro per la chiusura delle aziende e che non riescono a trovare nuove collocazioni,
restando privi di reddito e incapaci, quindi, di sostenere le famiglie e soddisfare
adeguatamente anche i soli bisogni primari dei loro cari.
Sempre più numerosi sono i nuclei attinti da provvedimenti di sfratto per morosità in quanto
la disoccupazione e la conseguente assenza di reddito li rende incapaci di corrispondere con
puntualità il canone di affitto, e cercare un nuovo alloggio, per quei nuclei che non offrono
garanzie in ordine alla capacità di osservare il contratto di locazione, diventa una ricerca
vana.
I servizi erogati a livello locale non coprono convenientemente le nuove emergenze sociali e
le risposte e gli interventi messi in atto dai Servizi Sociali Professionali appaiono inadeguati
o minimali rispetto alla complessità delle nuove problematiche.
Restare privi di reddito e senza alloggio implica risposte di natura complessa che devono
andare ben oltre l’erogazione di contributi economici, o l’inserimento di minori e di
diversamente abili in strutture a ciclo diurno o residenziali, prevedendo l’attuazione di
progetti di intervento finalizzati all’occupazione lavorativa e al sostegno di politiche
abitative.
Pur nella complessità e varietà di servizi offerti dal Piano di Zona 2010-2013 emerge che gli
stessi servizi non contemplano le risposte di cui necessita la nostra comunità locale in
questo particolare momento storico e che gli obiettivi regionali, che hanno portato l’Ufficio
di Piano e le realtà sociali a condividere la progettazione, non corrispondono completamente
ai bisogni dei nostri territori che reclamano risposte urgenti ed efficaci.
8
3. Mappa locale del sistema di offerta di servizi sociosanitari
2.1 L’incrocio tra domanda e offerta di servizi e prestazioni erogati nell’ambito del
Piano Sociale di Zona (risultati conseguiti al 31.12.2013)
Segue un’elaborazione ragionata e commentata dei dati rilevati con la scheda per il
monitoraggio degli indicatori utilizzata ed allegata alla presente Relazione sociale d’ambito
per l’anno 2013.
2.1.1 Il welfare di accesso
Il Servizio di Segretariato Sociale è attivo in entrambi i Comuni dell’Ambito ed è assicurato
dal Servizio Sociale Professionale in numero insufficiente rispetto ai parametri target
indicati dal Piano regionale. Nel quadriennio 2010-2013 il numero di accessi da parte dei
cittadini è aumentato in conseguenza della grave crisi socioeconomica patita a livello
nazionale.
Il Pronto intervento sociale è assicurato con risorse proprie comunali e si è concretizzato nel
tempo trasformandosi da erogazione di pacchi viveri a distribuzione di voucher alimentari,
farmaceutici e sanitari. Il Pronto intervento sociale, previsto dalla normativa statale e
regionale fra i livelli essenziali di assistenza sociale, quale servizio preposto al trattamento
delle situazioni di emergenza e di urgenze che richiedano una prima risposta per soddisfare,
temporaneamente, i bisogni primari del singolo e della famiglia, nonché interventi
immediati e improcrastinabili giustificati dalla gravità della situazione o dalla specificità del
contesto ambientale, non è ancora stato attivato. In alcune occasioni e solo nel 2013 sono
stati assicurati interventi a sostegno di nuclei rimasti totalmente privi di alloggio bisognevoli
di protezione sociale.
La PUA non è stata ancora attivata e l’accesso alle prestazioni sociali è stata garantito dal
Servizio Sociale Professionale dei Comuni dell’Ambito, mentre l’accesso alle prestazioni
sanitarie è stato assicurato dalla ASL con uno sportello dedicato.
2.1.2 I servizi domiciliari
Il servizio Assistenza Domiciliare Educativa (ADE), assicurato con le risorse del 1° Piano di
zona e con € 40.000,00 del 2° Piano di Zona, è stato interrotto a novembre 2013
Nel quadriennio 2010-2013 i servizi ADI-SAD sono stati inizialmente assicurati con le
risorse programmate dal 1° Piano di Zona e di seguito, con procedura di gara ad evidenza
pubblica, i servizi sono stati affidati, con decorrenza settembre 2013, per un importo di €
1.815.121,00.
2.1.3 I servizi comunitari
Sul territorio dell’Ambito sono presenti due centri diurni per minori le cui rette sono
assicurate con risorse proprie comunali e un centro diurno per minori incappati nell’area
penale finanziato con risorse del Piano di Zona.
Nel 2013 nel territorio di Bitonto è stato autorizzato all’esercizio un Centro polivalente per
disabili ex art. 105 del Regolamento regionale 4/2007 frequentato attualmente da 20 utenti.
9
I cittadini diversamente abili fruiscono altresì di inserimenti nei centri diurni socio educativi
riabilitativi presenti sia nel territorio dell’Ambito che in altre realtà territoriali. Inoltre agli
studenti affetti da disabilità è stato assicurato il servizio di assistenza specialistica nelle
scuole, con previsione di percorsi personalizzati extrascolastici, con risorse di Ambito,
mentre il trasporto dei disabili verso i centri riabilitativi e gli istituti scolastici è stato
assicurato con risorse proprie comunali.
2.1.4 I servizi per la prima infanzia
Solo nel 2013 e nel territorio del Comune di Palo del Colle è stata autorizzata una struttura
asilo nido ex art. 53 R.R. 4/2007.
I servizi per la prima infanzia sono stati assicurati dalle sezioni primavera e da due centri
ludici, tutte strutture presenti sul territorio di Bitonto.
2.1.5 Le strutture residenziali
Nel territorio dell’ambito è presente dal 2013 una struttura “Dopo di noi” che ospita 4 utenti
residenti nell’Ambito, dei quali solo uno fruisce della compartecipazione economica al
costo delle prestazioni.
E’ presente altresì dal 2012 una “Casa per la vita” per soggetti affetti da disabilità psichica
stabilizzata.
L’Ambito non dispone sul territorio di una Casa rifugio e in caso di necessità si rivolge alle
strutture estraterritoriali.
Gli interventi a favore di minori attinti da provvedimenti dell’Autorità giudiziaria e collocati
in strutture residenziali assorbono oltre un milione di euro l’anno dai bilanci comunali. I
minori sono inseriti in comunità residenziali ubicate fuori del territorio dell’Ambito.
Anche gli interventi residenziali a favore degli anziani autosufficienti e non autosufficienti
sono stati assicurati nel quadriennio 2010-2013 con risorse proprie comunali e hanno inciso
in misura considerevole sui bilanci.
2.1.6 Gli interventi monetari e di contrasto alla povertà
Gli interventi economici per contrastare le situazioni di indigenza in cui versano i nuclei
familiari sono cresciuti numericamente nel corso del quadriennio in conseguenza della grave
crisi socioeconomica che colpisce da anni l’Italia e in particolare le regioni meridionali.
Quanto alla nostra comunità si assiste da anni alla chiusura di aziende del settore tessile,
manifatturiero ed edile che rappresentavano l’ossatura del sistema economico locale. Le
prestazioni bracciantili risultano insufficienti ad assicurare un reddito alle famiglie.
A fronte di oltre 3.000 domande annue di cittadini richiedenti contributi economici solo un
terzo ha potuto fruire di esigui contributi monetari.
Con le risorse dell’Ambito nel 2012 è stata avviata l’istruttoria pubblica per la
coprogettazione di borse lavoro con tirocini formativi e borse lavoro per inclusione sociale.
A fronte di oltre 1000 domande è stato possibile attivare solo 32 percorsi di inclusione
lavorativa utilizzando nel totale € 170.000,00.
Inoltre in collaborazione con il SIM e il SERT sono stati attivati inserimenti lavorativi per
soggetti con disabilità psichica e per soggetti area dipendenze.
10
Per entrambe le tipologie di intervento si rileva l’incidenza dei costi di gestione da parte
delle cooperative che hanno realizzato le progettualità.
2.1.7 Le responsabilità familiari
Sul territorio dell’Ambito è presente una Azienda di Servizi alla Persona (ASP) che nel
2013 ha avviato la procedura per l’iscrizione al registro regionale quale Centro per le
Famiglie.
Alle famiglie affidatarie di minori è assicurato, con risorse proprie dei bilanci comunali, il
contributo economico e la polizza assicurativa.
2.1.8 Azioni di sistema e governance
L’Ufficio di Piano con otto componenti ha assicurato l’istruttoria necessaria per
l’attivazione e la gestione dei servizi in essere.
Le attività dell’UVM sono assicurate dalle assistenti sociali dei Comuni dell’Ambito.
Sono proseguite le attività dell’equipe per l’adozione e nel 2013 è stato sottoscritto il
protocollo operativo con i reciproci impegni tra ASL e Comune.
2.2
Le azioni trasversali all’attuazione del Piano Sociale di Zona
Questo Ambito ha interamente erogato le risorse per l’assegno di cura per la non
autosufficienza, la prima dote per i nuovi nati e l’Assistenza indiretta personalizzata,
risultando tra i primi Ambiti ad aver erogato le relative risorse. Principale difficoltà
incontrata è stata erogare le somme relative agli assegni di cura agli eredi in caso di morte
del relativo beneficiario. Mentre strano è risultato erogare somme per l’Assistenza Indiretta
Personalizzata a soggetti invalidi non bisognevoli di assistenza continua.
Nell’area del Programma nazionale Servizi di cura all’infanzia e agli anziani non
autosufficienti questo Ambito Territoriale risulta beneficiario di risorse finanziarie pari ad €
378.629,00 per i buoni servizio di conciliazione per l’utilizzo di strutture e servizi per
l’infanzia e l’adolescenza e di risorse finanziarie pari ad € 363.012,88 per i buoni servizio
di conciliazione per l’accesso ai servizi e strutture per disabili ed anziani non autosufficienti.
Tali risorse, assegnate nell’anno 2013, consentiranno nei prossimi anni di soddisfare
necessità relative alle due tipologie di utenze.
Inoltre con le risorse dell’Avviso Pubblico della Regione Puglia per il finanziamento di
studi di fattibilità per la progettazione dei Piani Territoriali dei Tempi e degli Spazi
(P.T.T.S.) nelle città pugliesi, nell’ambito della L.R. 21.03.2007 n.7 e del Regolamento
11/11/2008 n.21, è stato realizzato lo studio di fattibilità dei Tempi e degli Spazi
11
2.3 La dotazione infrastrutturale dell’ambito territoriale ed i servizi autorizzati
Di seguito si riporta il quadro dell’offerta dei servizi presenti sul territorio dell’Ambito.
Le istituzioni del territorio
Tipologia
Uffici
Bitonto
Comando stazione dei carabinieri
Commissariato di Polizia
Forze dell’Ordine
Comando Tenenza Guardia di
Finanza
Comando Polizia Municipale
Uffici periferici di Enti Sportello INPS
nazionali
Agenzia delle Entrate
Uffici di altri Enti
Centro per l’Impiego
territoriali e non
X
X
X
Palo del
Colle
X
X
X
X
X
I SERVIZI SOCIALI, SOCIOSANITARI E SANITARI
Tipologia
Servizi Sociali
Servizi Sociosanitari
Servizi sanitari
Uffici
Bitonto
Servizio sociale professionale
comunale
Segretariato sociale
Sportello Ufficio Esecuzione
Penale Esterna
Porta Unica di
Accesso
Unità di Valutazione
Multidimensionale
Sad/Adi
Consultorio familiare
Servizio d’Igiene mentale
Servizio per le tossicodipendenze
Servizi di Riabilitazione
Distretto sociosanitario
Pronto soccorso
Poliambulatorio
Ufficio d’Igiene Pubblica
Ufficio Vaccinazioni
X
12
Palo del
Colle
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
I SERVIZI EDUCATIVI
Tipologia
Servizi per minori e
famiglie
Le istituzioni
scolastiche
Bitonto
Asilo nido
Ludoteche
Centri ludici
Servizi integrativi per la prima
infanzia
Servizi integrativi per il tempo
libero
Servizio home maker
Sezioni primavera
- statale
- paritaria
Scuola per l’infanzia
- statale
- paritaria
Scuola primaria
- statale
- paritaria
Scuola secondaria I grado
- statale
- paritaria
Scuola secondaria II grado
- statale
- paritaria
2
2
Palo del Colle
1
1
1
1
1
1
1
3
6
7
2
6
1
2
5
2
8
1
LE STRUTTURE SOCIALI E SOCIOSANITARIE
Art.
R.R.
4/07
Ente titolare e/o gestore
Sede
N.
posti
Centro Diurno Socio
Educativo e Riabilitativo
“Crisalide”
60
Cooperativa Sociale Zip.h
Onlus
Bitonto
30
Centro polivalente per
diversamente abili ZORBA
105
Cooperativa Sociale Zip.h
Onlus
Bitonto
50
Dopo di noi
57
Bitonto
20
Casa per la vita
70
Bitonto
16
Bitonto
30
Denominazione struttura
Centro diurno integrato per il
supporto cognitivo e
comportamentale ai soggetti
affetti da demenza
60ter
Cooperativa Sociale Zip.h
Onlus
Cooperativa sociale
Anthrophos
Villa Giovanni XXIII Onlus
13
R.S.S.A. per anziani “Villa
Giovanni XXIII Casa e
Centro Polivalente
dell’Anziano”
R.S.S.A. per disabili “Villa
Giovanni XXIII Casa e
Centro Polivalente
dell’Anziano”
Gruppo appartamento per
anziani
Gruppi appartamento
Gruppo appartamento per
anziani
Centro di pronta accoglienza
per adulti
Comunità alloggio per
gestanti e madri con figli
Comunità alloggio per
gestanti e madri con figli
XENIA
Comunità alloggio per
gestanti e madri con figli
PALOMBAIO
58
Villa Giovanni XXIII Onlus
Bitonto
113
58
Villa Giovanni XXIII Onlus
Bitonto
18
63
U.A.L. Pia Unione Amici di
Lourdes
Bitonto
6
63
Villa Giovanni XXIII Onlus
Bitonto
16
Palo del Colle
6
Palo del Colle
8
Bitonto
8+2
63
77
74
Cooperativa sociale San
Sebastiano
Cooperativa sociale San
Sebastiano
ASP “Maria Cristina di
Savoia”
74
Fondazione Opera SS.Medici
Bitonto
8+2
74
Cooperativa sociale “Il
Sipario”
Bitonto
8+2
48
ASP “Maria Cristina di
Savoia”
Bitonto
Ludoteca “Il Paiolo magico”
Ludoteca “Il Paese dei
Balocchi”
89
Ditta individuale
Bitonto
8+2
+4
3/36
mesi
20
89
Ditta individuale
Bitonto
15
Ludoteca “Tutti giù per terra”
89
Ditta individuale
Palo del Colle
30
90
ASP “Maria Cristina di
Savoia”
Bitonto
35
90
Il Bruco
Bitonto
15
101
Il nido delle cicogne
Palo del Colle
8
Bitonto
10
Bitonto
30
Bitonto
30
Comunità educativa per
minori AGAPE
Centro ludico per la prima
infanzia
Centro ludico per la prima
infanzia
Servizi sperimentali per la
prima infanzia
Centro diurno per minori
incappati nel circuito penale
Centro diurno Socio
Educativo “Eughenia”
Centro Diurno Socio
Educativo per minori
52
52
52
Cooperativa Sociale
Eughenia Onlus
Cooperativa Sociale
Eughenia Onlus
ASP “Maria Cristina di
Savoia”
14
I SERVIZI
Denominazione Servizio
Tutoraggio
Art. R.R.
4/07
91
Ente titolare e/o gestore
Cooperativa Sociale Eughenia Onlus
Servizi Educativi per il tempo libero
103
Cooperativa Sociale Ulixes
Servizi Educativi per il tempo libero
103
Il nido delle cicogne
Servizio di S.A.D.
87
Villa Giovanni XXIII Onlus
Servizio di A.D.I.
88
Villa Giovanni XXIII Onlus
Servizio di S.A.D.
87
Cooperativa Auxilium
Servizio di A.D.I.
88
Cooperativa Auxilium
Servizio A.D.E.
87
Cooperativa Sociale Eughenia Onlus
Assistenza scolastica specialistica in
favore di alunni disabili
92
ADAM – Solidarietà
Il panorama dell’offerta di strutture sociali e sociosanitarie, come innanzi delineato,
evidenzia la presenza di diverse strutture in grado di soddisfare varie tipologie di bisogno.
Le famiglie, nella cura dei minori sono supportate dalle azioni offerte dai centri ludici prima
infanzia, sezioni primavera, ludoteche, servizi integrativi per la prima infanzia e il tempo
libero, centri diurni socio educativi e comunità educativo-residenziali.
L’offerta dei servizi ha registrato un ulteriore incremento, attraverso l’attivazione dei
“Buoni servizio di conciliazione per l’infanzia e l’adolescenza” per l’utilizzo di strutture e di
servizi iscritti nel catalogo telematico dell’offerta, con l’obiettivo di potenziare una rete
estesa, qualificata e differenziata di servizi socio-educativi, al fine di promuovere benessere
dei bambini, il sostegno alla genitorialità e la conciliazione dei tempi di lavoro e di cura.
E’ inoltre garantito il servizio di educativa domiciliare a livello comunale che a breve sarà
riattivato a livello di ambito.
Nell’area della disabilità il sostegno ai diversamente abili è assicurato con la presenza sul
territorio di Bitonto del Centro diurno socio riabilitativo e del Centro polivalente, nonché di
una struttura Dopo di noi, di una RSSA e di una Casa per la vita per pazienti psichiatrici
stabilizzati.
In favore degli anziani sono attivi una Casa di riposo nel Comune di Palo del Colle in via di
trasformazione da ex IPAB a Fondazione, un Centro diurno per malati di Alzheimer, gruppi
appartamento e una RSSA nel Comune di Bitonto.
Un ulteriore incremento dell’offerta dei servizi per anziani e disabili è “in fieri” grazie
all’attivazione dei buoni servizio di conciliazione per l’accesso ai servizi domiciliari e al
ciclo diurno per disabili ed anziani non autosufficienti, misura analoga a quella dei servizi
per la prima infanzia.
Sono presenti altresì tre Case per gestanti con figli, una Casa alloggio per l’accoglienza per
soggetti affetti da AIDS, un Centro diurno per pazienti psichiatrici e un Hospice nel
Comune di Bitonto e un Centro di pronta accoglienza per adulti nel Comune di Palo del
Colle.
15
Si rileva la concentrazione delle predette strutture nel territorio del Comune di Bitonto;
sarebbe auspicabile un potenziamento delle stesse nel territorio del Comune di Palo del
Colle.
E’ ugualmente auspicabile un’attenta riflessione sui costi di gestione delle strutture e
sull’esiguità dei fondi assegnati all’Ambito che potrebbero, in futuro, non consentire il
mantenimento degli attuali livelli di assistenza.
Il Servizio Sociale Professionale in esecuzione di provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria
minorile colloca i minori in forma residenziale in strutture lontane dal territorio dell’Ambito
quali “Villaggio SOS” di Ostuni, la “Fondazione S. Girolamo Emiliani” di Martina Franca,
“Il riccio” di Latiano, “Il volo” di Gallicchio, “La libellula” di Tricase e altre.
Inoltre diversi utenti diversamente abili fruiscono delle prestazioni dei Centri diurni ex art.
60 ubicati nei Comuni di Bari, Triggiano, Bitritto.
Anche per gli anziani non autosufficienti il collocamento in struttura avviene spesso in
centri ubicati fuori il territorio dell’Ambito.
2.4 Le risorse finanziarie impiegate
Dal monitoraggio del Piano Sociale di Zona 2010/2013, si osserva che sulla base di risorse
di Ambito programmate per € 8.752.596,83 risulta impegnato il 59% e liquidato il 52%
delle risorse impegnate.
Occorre evidenziare che tale differenza è dovuta soprattutto al servizio ADI-SAD
aggiudicato a fine settembre 2013 con un importo di circa 2 milioni di euro e nessuna
liquidazione effettuata al 31-12-2013 e alle diverse iniziative nell’area dell’inclusione
sociale in cui non sono ancora partiti i percorsi lavorativi, sebbene siano stati definiti
l’istruttoria e la selezione dei beneficiari.
Quanto alla spesa sociale occorre sottolineare che alcuni servizi quali il collocamento dei
minori nei centri diurni o nelle comunità residenziali o l’integrazione delle rette degli
anziani nelle strutture protette assorbono in maniera considerevole le risorse a carico dei
bilanci comunali.
Inoltre diversi servizi a livello di ambito relativi all’area del welfare d’accesso (segretariato
sociale, servizio sociale professionale, UVM) sono finanziati con risorse di bilancio
comunale.
A tal proposito si evidenzia che le risorse comunali liquidate risultano notevolmente
superiori alle risorse programmate, per oltre un milione di euro. Tale circostanza si è
determinata per le spese sostenute da entrambi i Comuni per il pagamento delle rette di
collocamento in struttura residenziale e a ciclo diurno dei minori attinti da provvedimenti
dell’Autorità Giudiziaria nonché per il Comune di Bitonto delle notevoli spese sostenute per
la gestione di progetti per gli interventi di prevenzione della devianza minorile.
Negli anni è aumentata la spesa per assicurare l’assistenza economica agli indigenti per
garantire il trasporto scolastico-riabilitativo ai disabili e per cofinanziare gli interventi di cui
alla Legge 431/98.
16
MONITORAGGIO
Programmate
RISORSE AMBITO
€ 10.079.112,32
Impegnate
€ 6.511.545,85
Liquidate
€ 4.052.502,07
Liquidato residui passivi 1° PDZ
Residui di stanziamento
1.296179,51
€ 3.567.566,47
17
3. L’integrazione tra politiche e interventi territoriali
3.1 L’integrazione con le politiche sanitarie, della casa, le politiche attive del lavoro
e dell’istruzione.
Nell’anno 2013 con l’Azienda Sanitaria Locale (ASL/BA) sono stati sottoscritti:
 l’Accordo di Programma per ADI nell’ambito del PAC –Piano di Azione e Coesione;
 il protocollo operativo per la costituzione equipe integrata sociosanitaria per le
adozioni.
Inoltre per regolare i rapporti instaurati tra l’Ambito di Bitonto e Palo del Colle,
l’Azienda Sanitaria Locale Provinciale Ba e la Zip.h Cooperativa Sociale a r.l. per gli
interventi a favore di soggetti disabili gravi senza famiglia è stato sottoscritto un “Accordo
contrattuale per la gestione della Comunità socio riabilitativa nel Comune di Bitonto (art.57
del R.R. n.4/07)”.
Riguardo le politiche della casa, entrambi i Comuni dell’Ambito partecipano
annualmente al bando regionale di cui alla L. 431/98 “Contributo integrativo canoni di
locazione”, cofinanziando i contributi regionali con risorse proprie. Le risorse programmate
e rendicontate nel Piano di Zona sono relative unicamente ai costi di gestione e alle quote di
cofinanziamento.
Nell’ambito delle politiche attive del lavoro nel Comune di Bitonto con risorse proprie
è ancora attivo il progetto Incroci sociali con l’utilizzo di borse lavoro in favore di
inoccupati e a forte rischio di esclusione sociale.
Con risorse dell’Ambito sono state realizzate borse lavoro e tirocini formativi nell’area
della salute mentale e della tossicodipendenza.
3.2 La partecipazione a progetti con finanziamenti dell’Unione Europea o altri Enti
Nell’anno 2013 gli unici progetti finanziati dall’Unione Europea sono i buoni di
conciliazione area infanzia e area disabili e anziani non autosufficienti.
3.3
La promozione del Capitale sociale, il coinvolgimento delle risorse solidaristiche
e fiduciarie del territorio, la partecipazione dei cittadini
Un ruolo propositivo a livello comunale è svolto dalle Consulte: Consulta del
Volontariato, degli Anziani, dei Giovani, attive ed attente ai bisogni delle categorie
rappresentate.
La nuova Amministrazione Comunale di Bitonto eletta a maggio 2012 ha investito e
coinvolto attivamente i soggetti del terzo settore e i gruppi giovanili presenti sul territorio e
con delibera di Consiglio Comunale n. 22 del 20-3-2013 è stata istituita la Consulta dei
disabili.
Sempre molto attiva sul territorio dell’Ambito è la rete del Terzo Settore, Volontariato,
Associazioni di Promozione sociale e altre forme associative di carattere culturale, civico,
religioso, sportivo.
Sul territorio sono presenti numerose strutture sociali e sociosanitarie elencate nel
capitolo sulla dotazione infrastrutturale.
18
Le associazioni di volontariato sono molto attive sul territorio e operano in particolare
in collaborazione con le parrocchie per interventi di prima emergenza, distribuzione viveri,
pagamento bollette e per attività di recupero scolastico dei minori.
Presso la Fondazione SS. Medici senza nessun costo a carico del Comune di Bitonto e
dell’Ambito è attiva da anni una mensa dove vengono quotidianamente distribuiti e
dispensati centinaia di pasti.
19
4. Esercizi di costruzione organizzativa e governance del Piano Sociale di Zona
4.1 Punti di forza e di debolezza del livello raggiunto nella governance territoriale
L’Ambito ha scelto la forma giuridica della convenzione per l’esercizio in forma
associata delle funzioni amministrative e della gestione unitaria del Sistema integrato di
interventi e Servizi Sociali.
La convenzione stabilisce:
 modalità omogenee di erogazione dei servizi e delle prestazioni sociali su base di
Ambito, nonché conformi alle leggi ed alle indicazioni programmatiche;
 la razionalizzazione ed ottimizzazione delle risorse a disposizione per le attività oggetto
della convenzione, come definite nel Piano Sociale di Zona 2010-2013.
L’Associazione così determinata garantisce che l’esercizio delle funzioni
amministrative in materia sociale avvenga attraverso:
 la condivisione del sistema di regole, dell’organizzazione dei servizi e l’accesso degli
utenti;
 la condivisione delle risorse economiche, professionali e strutturali;
 la condivisione delle procedure di gestione amministrativa e contabile, di monitoraggio e
di rendicontazione.
Il Coordinamento Istituzionale è l’organo di indirizzo, di direzione e di rappresentanza
politico-istituzionale dei comuni dell’Ambito Territoriale. Ha il compito di definire le
modalità gestionali e le forme organizzative più idonee per il funzionamento dell’Ambito, di
stabilire forme e strategie di collaborazione con l’ASL, finalizzate all’integrazione
sociosanitaria, con la Provincia, e con gli altri attori sociali, pubblici e privati, di coordinare
l’attività di programmazione, di facilitare i processi di integrazione riguardanti gli interventi
sociali, di approvare il Bilancio.
Il Coordinamento Istituzionale è composto:
 dai Sindaci o Assessori alle Politiche Sociali, o Consigliere comunale specificamente
delegato di ciascun Comune associato, che si fanno garanti, ciascuno per il proprio Ente
di appartenenza, della presa d’atto dei provvedimenti adottati in seno al coordinamento
istituzionale,
 dal Coordinatore socio-sanitario, di cui all’art. 14 della Legge Regionale 3 agosto 2006,
n. 25, delegato dal Direttore Generale della AUSL Bari;
 da una unità tecnica con specifiche competenze del Servizio Sociale della Provincia per
le attività connesse alla gestione dei servizi sovra-ambito, espressamente assegnate alle
Province.
Il funzionamento del Coordinamento Istituzionale è disciplinato da un Regolamento di
funzionamento adottato dallo stesso Coordinamento.
20
Nell’anno 2013 sono state adottate 20 deliberazioni.
L’Ambito provvede all’attuazione del Piano di Zona attraverso l’Ufficio di Piano.
L’Ufficio di Piano è dotato delle risorse umane in numero adeguato a rispondere al
fabbisogno di competenze tecniche e di capacità professionali necessarie per svolgere
efficacemente ed efficientemente le funzioni e i compiti assegnati all’ufficio stesso.
L’Ufficio di Piano ha le seguenti competenze e funzioni:
 predisporre gli atti per l'organizzazione dei servizi e per l'eventuale affidamento di essi ai
sensi della Legge n. 19/2006;
 provvedere alle attività di gestione per l’attuazione del Piano di Zona;
 predisporre i Protocolli d’Intesa e gli altri atti finalizzati a realizzare il coordinamento
delle azioni riferibili al Piano di Zona;
 organizzare la raccolta delle informazioni e dei dati al fine della realizzazione del
sistema di monitoraggio e valutazione;
 predisporre tutti gli atti necessari all’assolvimento dell’obbligo di rendicontazione da
parte del Comune Capofila, custode e affidatario del fondo complessivo dell’Ambito;
 formulare proposte, indicazioni e suggerimenti diretti al Coordinamento Istituzionale in
tema di iniziative di formazione e aggiornamento degli operatori, gestione ed eventuale
rimodulazione delle attività previste dal Piano di Zona, acquisizione di diverse
competenze o nuove figure professionali per l'espletamento dei propri compiti;
 curare l’esecuzione delle deliberazioni del Coordinamento Istituzionale;
 relazionare periodicamente, con cadenza almeno semestrale, al Coordinamento
Istituzionale sullo stato di attuazione del Piano di Zona con l'indicazione del livello di
attuazione e del grado di soddisfazione dell'utenza;
 esercitare le attività di controllo e vigilanza sui servizi.
Il funzionamento dell’Ufficio di Piano è disciplinato comunque da un Regolamento di
funzionamento, adottato dal Coordinamento Istituzionale, e approvato con delibera di
Giunta Comunale da parte del Comune Capofila e, per presa d’atto, dalla Giunta del
Comune di Palo del Colle.
Il Responsabile dell'Ufficio di Piano è nominato dal Coordinamento Istituzionale ed
assume la responsabilità del funzionamento dell’ufficio stesso, assolvendo, principalmente,
a funzioni di direzione e coordinamento dell’ufficio.
Fanno parte dell’Ufficio di Piano:
 3 esperti in programmazione sociale
 1 esperto contabile
 1 esperto in redazione atti di gare pubbliche
 1 funzionario informatico
 1 funzionario informazione e comunicazione.
21
Ai fini della costituzione dell’UdP, per ciascun Ente, è stato predisposto apposito
ordine di servizio per ciascun dipendente coinvolto.
Nel 2013 sono state adottate 138 determinazioni dirigenziali dell’Ufficio di Piano.
Nell’ambito del sito istituzionale del Comune di Bitonto è dedicata una sezione al
Piano Sociale di Zona, che assicura la diffusione delle informazioni sulle attività
dell’Ambito.
Gli atti del Coordinamento Istituzionale e dell’Ufficio di Piano sono pubblicati in
apposita sezione dell’albo pretorio online di entrambi i Comuni dell’Ambito.
22