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Famiglia Cristiana_2

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N˚ 18 · 2014
ogni bilancio; quindi il trasferimento
dell’azienda in uno stabilimento più
grande ad Altavilla Vicentina nel 1996,
dov’è ancor oggi; superamento dei dieci
milioni d’euro di fatturato nel 2000.
Oggi la “Morato pane” è una realtà
leader nel settore, seconda solo al colosso Barilla, per il pane confezionato o meglio, per dirla più correttamente, “sostitutivi morbidi del pane”, con un fatturato di 65 milioni, 220 dipendenti distribuiti in tre stabilimenti. «Se devo vantarmi di qualcosa è che in questi anni
non ho lasciato nessuno a casa, nonostante la crisi», aggiunge Luigi.
L’azienda produce 23 mila tonnellate
di prodotto l’anno: oltre al pancarrè e a
quello per bruschette, sforna anche pane per sandwich, panini e grissini.
I segreti di questo successo? La famiglia Morato imbianca i pantaloni con la
farina da sempre: «Mamma e papà si sono conosciuti grazie a un panificio e io
sono cresciuto tra il profumo dei forni.
FC · IN ITALIA E NEL MONDO
La mia aspirazione è sempre stata quella di soddisfare il consumatore e la sua
voglia di pane, con maniacale attenzione alla qualità», dichiara Luigi, che la faccia ce l’ha messa anche nella confezione
dei prodotti, con la sagoma ben riconoscibile del suo testone pelato.
Per la passione del pane s’è prestato
pure a fare l’attore. È apparso a fianco di
Claudio Bisio in una scena del film di
Riccardo Milani Benvenuto presidente!,
coprodotto dalla Morato. Ovviamente
sul set Morato-attore si presenta per
consegnare un sacchetto di pane.
Nel frattempo c’è stato il passaggio
del testimone alla guida dell’azienda.
Oggi, a fianco del padre che resta presidente della Spa, c’è Luca, 50 anni, uno
dei tre figli di Luigi che, seguendo la filosofia paterna, sta portando di suo l’attenzione all’innovazione e al marketing. Ma non solo: «In fabbrica cerchiamo di coinvolgere sempre più il personale nell’aggiornamento, ma anche nel-
23 MILA TONNELLATE DI PANE
Nella foto grande: Luigi
Morato, in alto, con il figlio
Luca. Sopra, a sinistra:
Luca Morato alla linea di
produzione. Nelle altre foto:
l’interno dello stabilimento.
le fasi decisionali. Abbiamo sposato il
principio della collegialità e della discussione in gruppo», afferma.
Di recente i Morato hanno incrociato la strada di don Mazzi e della sua Fondazione Centri giovanili. Contagiati dalle idee del sacerdote, sono diventati partner sostenitori del Tremenda day,
l’evento, promosso dalla fondazione,
che a maggio coinvolgerà centomila giovani in trenta piazze italiane. Uno slogan sarà: «Saper nutrirsi di idee è il miglior pane quotidiano». Manco a dirlo. E
indovinate un po’ chi si porterà don Antonio nelle comunità ad aprire i forni e
insegnare ai ragazzi a fare il pane?
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