News marzo 2014

News marzo 2014
News marzo 2014 ............................................................................................................................................. 1
Pagobancomat, commissione in fattura nel mirino Antitrust ............................................................................ 3
Conto Energia, online le certificazioni fiscali ................................................................................................... 3
IUC: online gli atti IMU, TARI e TASI ............................................................................................................ 3
Catasto: via al processo di riforma, i metri quadri sostituiranno i vani ............................................................. 3
Processo Tributario Telematico in vigore dal primo marzo .............................................................................. 4
Cartelle Equitalia: retroattivo l’aumento delle rate non pagate ......................................................................... 4
Mai più Debiti PA: entro luglio 68 miliardi alle imprese .................................................................................. 4
Addio DURC: la regolarità contributiva si gestisce online ............................................................................... 5
Nuova gestione del DURC interno .................................................................................................................... 5
Jobs Act: testo e dettagli del Decreto Lavoro .................................................................................................... 5
Responsabilità "231", basta vantaggio oggettivo per l'Ente .............................................................................. 6
APPALTI: Torna l’obbligo di affidare le opere specialistiche alle imprese qualificate.................................... 6
AMBIENTE ..................................................................................................................................................... 7
Esenzioni SISTRI per imprese sotto i dieci dipendenti ..................................................................................... 7
Tari, i rifiuti assimilati fuori dalla tariffa ........................................................................................................... 7
Trasporto illecito rifiuti, il mezzo del terzo si confisca (salvo buona fede) ...................................................... 7
Raee, nuove regole in vigore dal 12 aprile 2014 ............................................................................................... 8
Obiettivi Ue sui rifiuti, MinAmbiente lancia “consultazione” .......................................................................... 8
Gas fluorurati, istruzioni MinAmbiente per dichiarazione annuale .................................................................. 8
Biocidi, ok da Consiglio Ue a modifiche regolamento...................................................................................... 8
Appalti verdi, i criteri ambientali per l'affidamento del servizio rifiuti ............................................................. 9
Bando servizi igiene ambientale, Authority vara il modello-tipo...................................................................... 9
Rumore molesto, l'impresa risponde penalmente .............................................................................................. 9
Emissioni industriali, riformulato il "Codice ambientale"............................................................................... 10
Veicoli pesanti, in vigore Dlgs su ecopedaggi ................................................................................................ 10
SICUREZZA .................................................................................................................................................. 11
Risposte ai nuovi interpelli in materia di sicurezza presentati al Ministero del Lavoro .................................. 11
Regione Lombardia, aggiornate linee guida sicurezza scale nei cantieri ........................................................ 11
Più di una violazione dell’allegato IV? Vanno punite con unica pena ............................................................ 11
1
IT NEWS ........................................................................................................................................................ 12
Pagamenti digitali in crescita in Italia ............................................................................................................. 12
Il Governo abolisce la Web Tax ...................................................................................................................... 12
CONTRIBUTI, FINANZIAMENTI E AGEVOLAZIONI........................................................................ 13
Voucher internazionalizzazione alle PMI milanesi ......................................................................................... 13
PMI Piemonte: Bando Internazionalizzazione di impresa............................................................................... 13
Internazionalizzazione: bandi per PMI astigiane............................................................................................. 13
Fondo per lo sviluppo delle PMI mantovane................................................................................................... 13
CCIAA di Cuneo: contributi per le certificazioni di prodotto e di processo ................................................... 14
Contributi ai liberi professionisti del FVG ...................................................................................................... 14
Avviso 1/2014 Fondimpresa............................................................................................................................ 15
Bando Macchinari: nuovo stanziamento e proroga ......................................................................................... 15
Export e Made in Italy: prestiti Banca Sella-SACE ........................................................................................ 15
Nuova Sabatini, il contributo del MiSE si calcola online ................................................................................ 15
Finanziamenti PMI: da oggi nuove regole e portale FDG............................................................................... 16
2
Pagobancomat, commissione in fattura nel mirino Antitrust
L’Antitrust ha avviato un’istruttoria sulla nuova commissione di 10 centesimi, applicata dal 3 gennaio 2014,
su bollette, fatture e acquisti commerciali pagate con carta Pagobancomat: l’AGCM teme che possa
costituire «un’intesa restrittiva della concorrenza tale da limitare la competizione tra le banche a svantaggio
degli esercenti e dei consumatori finali».
La commissione è stata introdotta dal Consorzio Bancomat, a cui aderiscono ABI (Associazione Banche
Italiane) e altri 594 soggetti fra banche, intermediari finanziari, istituti di pagamento e importanti operatori
non bancari nazionali attivi nella fornitura di servizi di pagamento, tra cui Poste.
Essendo uniforme, la commissione rappresenta di fatto una soglia di costo minima che, si legge nel
comunicato dell’Antitrust, «potrebbe impedire politiche commerciali concorrenziali nell’offerta del servizio
nei confronti degli esercenti e dei consumatori finali».
Conto Energia, online le certificazioni fiscali
Pronte le certificazioni fiscali relative al Conto Energia che attestano il pagamento della ritenuta del 4%
applicata agli incentivi al fotovoltaico. Chi ha usufruito degli incentivi alle rinnovabili, accedendo al proprio
profilo da oggi, potrà ottenere il certificato online rilasciato dal GSE per utilizzarlo nella prossima
dichiarazione dei redditi (come disposto dall’art.4 comma 6/Ter d.p.r. 322 del 22/07/1998) per documentare
l’ammontare dell’imposta già trattenuta e versata all’Erario dal Gestore dei Servizi Energetici.
Si tratta della parte commisurata all’energia ceduta della tariffa incentivante che, come chiarito dalla
Circolare 46/E/2007 dell’Agenzia delle Entrate, deve essere assoggettata alla ritenuta del 4% essendo
l’incentivo percepito nell’esercizio dell’attività di impresa (Dpr 600/1973). Per scaricare la certificazione
sarà sufficiente fare accesso con le credenziali personali all’area clienti del portale del GSE.
IUC: online gli atti IMU, TARI e TASI
Il Dipartimento delle Finanze ha inaugurato la sezione “IMU/IUC”, che accoglie gli atti approvati dalle
Amministrazioni Comunali relativi al nuovo tributo sugli immobili, l’Imposta Unica Comunale introdotta
dall’articolo 1, commi da 639 a 704 e 731, della legge 147/2013 (Legge di Stabilità 2014) che comprende
IMU (tassa sugli immobili), TARI (tassa sui rifiuti) e la TASI (tassa sui servizi indivisibili).
La consultazione di regolamenti e delibere diventa quindi più semplice, basterà accedere al “Portale del
federalismo fiscale” sul sito del DF per conoscere le aliquote, le tariffe e quant’altro adottati dai Comuni in
tema di IUC, sulla base delle trasmissioni telematiche effettuate dalle Amministrazioni Municipali da parte
del MEF.
Catasto: via al processo di riforma, i metri quadri sostituiranno i vani
Dovranno essere definiti entro un anno la riforma del Catasto e l’introduzione di nuovi bonus per
l’adeguamento degli immobili alla normativa in materia di sicurezza e la riqualificazione energetica e
architettonica.I metri quadri e le caratteristiche degli immobili determineranno il valore catastale, che dovrà
allinearsi al valore di mercato. Il Governo entro un anno dall'entrata in vigore della legge dovrà definire il
valore patrimoniale degli immobili sulla base dei valori di mercato al metro quadrato per tipologia
immobiliare. A questo valore verranno applicati dei coefficienti che terranno conto delle caratteristiche
edilizie dell’immobile, come ad esempio la presenza di scale, l’anno di costruzione, il piano e l’esposizione,
ma anche della sua localizzazione.
Il risultato sarà un algoritmo che, moltiplicato per i metri quadri, rilevati secondo la metodologia catastale,
darà il valore patrimoniale dell’immobile. In generale, questo vale per unità immobiliari a destinazione
catastale ordinaria (gruppi A, B e C, come abitazioni, uffici, biblioteche, magazzini sotterranei, negozi,
stabilimenti balneari, tettoie e autorimesse).
Per determinare il valore delle unità immobiliari a destinazione catastale speciale (gruppo D in cui rientrano
opifici, capannoni industriali, alberghi) si userà invece un sistema di stima diretta grazie all'applicazione di
3
metodi standardizzati e di parametri di consistenza specifici per ciascuna destinazione catastale speciale. Nel
caso in cui non sia possibile fare riferimento diretto ai valori di mercato, si userà il criterio reddituale o, per
gli immobili strumentali, quello del costo.
La rendita catastale sarà calcolata sulla base dei redditi da locazione medi. Il valore delle locazioni al metro
quadro, cui deve essere applicata una riduzione per le spese di manutenzione e gli adeguamenti tecnici, verrà
moltiplicato per la superficie e il risultato sarà il valore della rendita.
Processo Tributario Telematico in vigore dal primo marzo
Il Regolamento ministeriale che regolamenta il processo tributario telematico ne ha sancito l’entrata in
vigore il primo marzo 2014. A partire da questa data la trasmissione, comunicazione, notificazione e
deposito di atti e provvedimenti del processo tributario devono avvenire per via telematica. Il baricentro di
questa rivoluzione è il Sigit, sistema informatico della giustizia tributaria, che funge da database di tutti i
documenti. Il regolamento in Gazzetta Ufficiale disciplina l’uso di supporti digitali nel processo tributario. Il
testo esplicita tutte le indicazioni utili per il ricorso agli strumenti informatici nel processo tributario. Rimane
l´obbligo di non cambiare tecniche di processo: non è possibile far migrare gli atti dal cartaceo al digitale
fino alla conclusione della causa in appello.
Cartelle Equitalia: retroattivo l’aumento delle rate non pagate
L’aumento del numero di rate di “tolleranza” per il pagamento relativo a somme iscritte a ruolo previsto dal
“Decreto del Fare” è applicabile anche ai piani di rateazione previgenti, a chiarirlo è la Risoluzione n.
32/2014 dell’Agenzia delle Entrate che conferma le prime indicazioni applicative fornite in proposito da
Equitalia con la nota dell’1 luglio 2013.
In sostanza la norma agevolativa può essere applicata anche ai piani di rateazione già in essere alla data del
22 giugno 2013, data di entrata in vigore del Decreto Fare.
Ricordiamo che le regole introdotte dal decreto di attuazione del 6 novembre 2013 in materia di durata del
piano di rateazione delle cartelle di pagamento hanno inoltre consentito, anche ai piani di pagamento in
corso:
• l’ampliamento del numero di rate da 72 a 120 in caso di “comprovato peggioramento” della
“temporanea situazione di obiettiva difficoltà” del contribuente;
• la concessione di rate variabili di importo crescente per ciascun anno, anziché di rate costanti, per
consentire al debitore di differire nel tempo lo sforzo finanziario nella prospettiva di un successivo
miglioramento delle proprie condizioni economiche;
• la preclusione, per l’agente della riscossione, di iscrivere ipoteca sui beni del debitore in pendenza
del piano di rateazione o dell’esame della relativa istanza.
In più, lo scorso maggio Equitalia aveva portato da 20mila a 50mila euro la soglia dell’importo per ottenere
la rateazione automaticamente, senza la necessità di dover allegare alcuna documentazione che comprovasse
la situazione di effettiva difficoltà economica.
Mai più Debiti PA: entro luglio 68 miliardi alle imprese
In base al Ddl del Governo Renzi, le pubbliche amministrazioni dovranno restituire alle imprese 68 miliardi
entro luglio. La norma ha anche un altro ambizioso obiettivo: risolvere alla radice le cause del ritardo nei
pagamenti dalla PA alle imprese, evitando che si ripeta l’accumularsi del debito e consentendo allo Stato il
monitoraggio del ciclo passivo delle PA.
Il meccanismo di restituzione si basa sulla garanzia dello Stato, assistita dalla Cassa Depositi e Prestiti, per
favorire la cessione dei crediti delle aziende al sistema finanziario. L’impresa che ha un credito certificato lo
cede alla banca, che diventa il creditore della PA, la quale potrà ristrutturare il debito stabilendo una
4
rateazione pluriennale. Quanto ai tempi di pagamento, viene assicurato il rispetto delle direttive europee (60
giorni per le PA) attraverso una serie di misure come la fatturazione elettronica e non solo.
Le imprese potranno caricare le fatture verso la PA sulla piattaforma elettronica gestita dal Tesoro. Anche le
fatture inviate in formato elettronico alle PA verranno comunque instradate sulla piattaforma, senza oneri per
le aziende. Se non saranno saldate secondo i tempi di pagamento previsti dalle direttive europee (60 giorni),
scatterà automaticamente la certificazione, che consente di cedere il credito alla banca e ottenere subito la
relativa liquidità. Il meccanismo prevede la possibilità per l’impresa di cedere il credito alla banca con il
sistema del pro soluto, senza impegnarsi a pagare se la PA non lo fa.
Addio DURC: la regolarità contributiva si gestisce online
Nel Decreto Lavoro del governo Renzi c’è anche una vera e propria riforma del DURC, il DURC viene
dematerializzato: l’appaltante, o chi effettua il controllo, dovrà rivolgersi in via telematica agli enti in
possesso delle informazioni in grado di attestare la regolarità dell’impresa (INAIL INPS e Casse Edili).
L’esito dell’interrogazione sostituisce il DURC e resta valida per 120 giorni.
La nuova norma è contenuta nel Decreto approvato in CdM il 12 marzo. Perché diventi operativa sarà
necessario un apposito decreto ministeriale attuativo entro 60 giorni. Si tratta di un cambiamento epocale:
l’impresa non è più tenuta ad alcun adempimento e il DURC non sarà più un documento bensì
un’interrogazione informatizzata (valida 4 mesi).
Ora si attendono i chiarimenti del DM per capire cosa comporta la dematerializzazione per un’impresa che
partecipa a una gara d’appalto.
Nel frattempo, una seconda piccola boccata d’ossigeno: al fine della regolarità contributiva si prenderanno in
considerazione i pagamenti scaduti fino all’ultimo giorno del secondo mese precedente a quello in cui la
verifica è effettuata. Significa, in parole semplice, che c’è un periodo cuscinetto di un paio di mesi rispetto
alla regola attuale, secondo cui l’impresa per essere in regola deve aver versato i contributi dell’ultimo mese
per il quale è scaduto l’obbligo di versamento.
Nuova gestione del DURC interno
Con il Messaggio n. 2889 l’INPS ha comunicato il via al nuovo sistema di gestione del “DURC interno”,
operativo dal mese di aprile 2014, per l’individuazione e la contestazione delle situazioni di irregolarità
incompatibili con i benefici normativi e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro e
legislazione sociale (articolo 1, comma 1175, della legge 27 dicembre 2006, n. 296).
La Legge Finanziaria 2007 aveva infatti introdotto il DURC interno imponendo l’obbligo dell’attestazione
della regolarità contributiva anche per la fruizione dei benefici normativi e contributivi connessi al
versamento della contribuzione per i lavoratori dipendenti. La nuova gestione del DURC interno entrerà in
vigore dal 1° aprile e consentirà all’Istituto di rilevare, con cadenza mensile (approssimativamente verso la
metà di ogni mese) e ricorrendo ai propri sistemi informativi, eventuali situazioni di irregolarità
incompatibili con i benefici concessi.
Jobs Act: testo e dettagli del Decreto Lavoro
Ecco i dettagli del primo capitolo del Jobs Act, ovvero il Decreto Lavoro (Dl 34/2014) approvato dal
Governo Renzi e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 marzo: oltre alle annunciate novità su contratti a
termine (senza causale fino a 36 mesi) e apprendistato, ci sono anche novità su DURC e contratti di
solidarietà.
L’Articolo 1 modifica le norme sul contratto a tempo determinato previste dal decreto legislativo 368/2001.
Torna ai livelli pre-riforma Fornero (36 mesi e non più 12) il limite per i contratti a termine senza causale.
Significa che l’azienda può stipularli, per una durata massima di tre anni, senza dover specificare quali sono
le motivazioni industriali che fanno preferire il tempo determinato all’indeterminato. Attenzione però: nella
stessa impresa non è possibile applicare contratti a termine a più del 20% della forza lavoro, ad eccezione
5
delle imprese che occupano fino a cinque dipendenti, per le quali non c’è questo limite. L’apposizione del
termine deve risultare da atto scritto (in genere, lettera di assunzione). Nell’arco dei 36 mesi, sono possibili
fino a otto proroghe, a condizione che si riferiscano alle stesse mansioni. Il contratto a termine fino a 36 mesi
senza causale è applicabile anche alla somministrazione.
Il comma 19, articolo 1, legge 92/2012 è abrogato: non c’è più un tetto all’assunzione di apprendisti fissato
dalla riforma Fornero (per cui non era possibile stipulare nuovi contratti di apprendistato senza aver
regolarizzato almeno il 30% di quelli precedentemente assunti). Abrogato anche l’obbligo di formazione per
l’apprendistato professionalizzante o di mestiere (erano 120 ore di formazione, che diventano facoltative).
Non è più necessario definire un percorso formativo in forma scritta. La retribuzione del contratto di
apprendistato per la qualifica e il diploma professionale fa riferimento alle ore effettivamente prestate e a
quelle di formazione, pari al 35% del monte ore di complessivo.
Responsabilità "231", basta vantaggio oggettivo per l'Ente
L'Ente è responsabile ex Dlgs 231/2001 se viene provato che ha ricavato dal reato commesso dal dipendente
un vantaggio, anche quando non è stato possibile determinare l'effettivo interesse vantato ex ante alla
consumazione dell'illecito.
Lo ha precisato la Cassazione nella sentenza 4 marzo 2014, n. 10265. Per i Supremi Giudici la legge (Dlgs
231/2001, articolo 5) è chiara: una volta provato il vantaggio per l'Ente, non è necessario che l'autore del
reato abbia voluto perseguire l'interesse dell'Ente perché esso sia responsabile, né è richiesto che il
dipendente o manager sia stato anche solo consapevole di realizzare tale interesse attraverso la propria
condotta.
In altre parole, l'interesse del dipendente autore del reato può coincidere con quello dell'Ente ma la
responsabilità della società sussiste anche quando, perseguendo il proprio autonomo interesse, l'agente
obiettivamente realizzi anche quello dell'Ente. Importante è solo che non sia stato accertato che il reato sia
stato commesso nell'esclusivo interesse del suo autore persona fisica o di terzi.
APPALTI: Torna l’obbligo di affidare le opere specialistiche alle imprese
qualificate
Le piccole e medie imprese specialistiche di numerosi settori, tra cui quelle degli impianti, del restauro e
delle costruzioni, possono continuare a far valere le proprie qualificazioni a partecipare agli appalti pubblici.
Le imprese generali che si aggiudicano un appalto saranno obbligate a subappaltare la realizzazione di opere
specialistiche a imprese specialistiche, o a raggrupparsi con esse in Associazioni temporanee di imprese.
Torna quindi in vigore la sospensione prevista dal DL 151/2013 (c.d. Decreto Salva Roma Bis) poi ritirato
dal Governo, ripristinata dal Decreto Legge sulla fiscalità locale, il “Salva Roma Ter”. L’obiettivo del rinvio
rimane quello di prendere del tempo per attuare una revisione della normativa sulla qualificazione delle
imprese fortemente caldeggiata dalla imprese specialistiche.
Ricordiamo che il Consiglio di Stato con la sentenza n. 3014/2013 aveva accolto il ricorso delle grandi
imprese (rappresentate dall'Agi) stabilendo che le imprese generali qualificate a eseguire la categoria di
lavoro prevalente di un'opera pubblica potessero eseguire tutte le attività accessorie anche se prive della
necessaria qualificazione.
Con il nuovo articolo inserito all’interno del decreto-legge relativo al “Piano casa”:
• viene recuperata ed ampliata la soluzione ponte originariamente inserita nel Dl 151/2013 non
convertito in legge: per 12 mesi tutto (o quasi) resta com'è e vengono fatti salvi i bandi e i contratti
stipulati in forza del decreto decaduto, evitando il rischio ricorsi che aveva preoccupato non poco le
stazioni appaltanti;
• vengono modificate le categorie a qualificazione obbligatoria e anche quelle superspecialistiche,
quelle cioè che individuano attività talmente complesse che oltre una certa soglia impediscono il
subappalto e obbligano l'appaltatore principale a formare un'Ati verticale con l'impresa specializzata.
6
AMBIENTE
Esenzioni SISTRI per imprese sotto i dieci dipendenti
La novità è stata annunciata dal nuovo Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, il quale ha anticipato
l’arrivo di un decreto volto a semplificare gli adempimenti per le piccole imprese senza andare a
compromettere l’obiettivo primario di combattere le ecomafie.
Con il nuovo decreto verrebbero assoggettati solo enti produttori iniziali di rifiuti e imprese con più di 10
dipendenti nei settori Industria, Artigianato, Commercio e Servizi.
Il DL 30 dicembre 2013, n. 150 (Decreto Milleproroghe) è stato convertito nella Legge n.15 del 27 febbraio
2014, il cui art. 3 bis prevede nuovi rinvii relativi al SISTRI:
• regime transitorio fino al 31 dicembre 2014, data fino alla quale gli operatori dovranno rispettare
anche i vecchi adempimenti su registri e formulari nonché le prescrizioni previgenti in materia di
registri di carico e scarico e formulari di trasporto e le relative sanzioni
• sanzioni applicabili dal 1° gennaio 2015
Nessuna deroga all’obbligo di iscrizione al Sistri sarebbe però prevista per i citati produttori iniziali che
effettuano anche attività di stoccaggio di rifiuti.
Tra le novità già operative, si segnala che sul portale Sistri (www.sistri.it) sono state pubblicate le Guide
Rapide aggiornate (produttori, trasportatori, recuperatori-smaltitori e intermediari, mentre rappresenta una
novità assoluta la guida per la Regione Campania), introdotti nuovi servizi a supporto delle aziende e
pubblicato un nuovo “Video Tutorial” per gli operatori.
Tari, i rifiuti assimilati fuori dalla tariffa
La nuova tariffa rifiuti (Tari) non è dovuta in relazione alle quantità di rifiuti assimilati agli urbani che il
produttore dimostri di aver avviato al recupero. Lo prevede il Dl 6 marzo 2014, n. 16 (cosiddetto "SalvaRoma bis") in vigore dalla stessa data.
Il decreto-legge 16/2014 risolve il dubbio interpretativo nato da due disposizioni contrastanti della legge di
stabilità 2014 (legge 147/2013) eliminando l'ultimo periodo del comma 649 dell'articolo 1 che prevedeva la
Tari anche per gli assimilati agli urbani, ma dava al Comune la possibilità di ridurre la parte variabile della
tariffa in proporzione alle quantità che i produttori stessi dimostrassero di avere avviato al recupero. Rimane
invece in vita il comma 661 dell'articolo 1, legge 147/2013 che stabilisce l'esenzione dalla Tari in relazione
alle quantità di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero.
Alla luce della novità normativa risulta superata l'interpretazione ufficiale del Ministero dell'ambiente che,
stante il contrasto normativo, con la circolare 13 febbraio 2014, n. 1/2014 aveva "sposato" la vigenza del
comma 649 (Tari ridotta) piuttosto che quella del comma 661 (Tari esclusa).
Trasporto illecito rifiuti, il mezzo del terzo si confisca (salvo buona fede)
Incombe sul terzo proprietario del mezzo - ma estraneo al reato - l’onere di provare la propria buona fede,
ovvero che l’uso illecito della “res” gli era ignoto e lo stesso non è comunque collegabile ad una sua
negligenza.
Con queste motivazioni la Cassazione (sentenza 5776/2014) ha rigettato il ricorso, in sede cautelare, contro il
sequestro preventivo di un automezzo utilizzato per un trasporto non autorizzato di rifiuti speciali non
pericolosi, ai sensi dell’articolo 259, comma 2, Dlgs 152/2006.
Secondo la Suprema Corte, infatti, la confisca del mezzo ai sensi del “Codice ambientale” è obbligatoria
anche quando lo stesso è di proprietà di un terzo, legato da un rapporto contrattuale al soggetto responsabile
dell’illecito. Quando il mezzo ha un valore rilevante, inoltre, la possibilità che il titolare dello stesso si
7
disinteressi totalmente dell’uso che ne viene fatto dal soggetto autore materiale dell’illecito, sembra contraria
alla “comune esperienza”.
Raee, nuove regole in vigore dal 12 aprile 2014
Ritiro "uno contro zero" per i Raee di piccole dimensioni, nuovi obblighi per i venditori on line, ingresso del
fotovoltaico tra i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Via libera al recepimento della direttiva
2012/19/Ue col Dlgs 14 marzo 2014, n. 49.
Il ritiro "uno contro zero" dei Raee di piccole dimensioni scatta per i venditori con superficie oltre 400 mq
(ed è una facoltà per i "piccoli" venditori). I dettagli saranno definiti con successivo Dm. Diventa più chiara
inoltre la distinzione tra Raee domestici e professionali (i Raee cd. "dual use" sono ricondotti nell'ambito dei
domestici). I pannelli FV sono soggetti alla disciplina dei Raee da subito.
Le disposizioni avranno due periodi di applicazione: un primo "chiuso" vigente dalla entrata in vigore del
Dlgs, che riguarda gli Aee più come detto i pannelli fotovoltaici, e un secondo periodo, "aperto", decorrente
dal 15 agosto 2018 che riguarda tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato
(riportate in allegato III del Dlgs, ed esemplificate in allegato IV).
Obiettivi Ue sui rifiuti, MinAmbiente lancia “consultazione”
Con un avviso pubblicato sul proprio sito internet l’11 marzo 2014, il MinAmbiente invita tutti i soggetti
interessati a partecipare al processo di revisione della normativa europea sui rifiuti, compilando un
questionario online.
La consultazione riguarda gli obiettivi di tre importanti direttive dell’Unione europea relative ai rifiuti, in
corso di aggiornamento a Bruxelles: trattasi della direttiva quadro sui rifiuti 2008/98/Ce, della direttiva
1999/31/Ce sulle discariche e della direttiva (1994/62/Ce) sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.
Con tre distinti questionari pubblicati sul sito internet ufficiale del Ministero (www.minambiente.it),
articolati in una sessantina di domande complessive, il Dicastero chiede agli italiani di dire la propria
opinione sugli obiettivi in materia di raccolta differenziata, recupero, riciclaggio e prevenzione previsti dalle
tre discipline, e sulle regole “di contorno” necessarie per garantire l’efficacia e il controllo degli obiettivi
stessi.
Gas fluorurati, istruzioni MinAmbiente per dichiarazione annuale
Dal 1° marzo 2014 gli operatori possono compilare e trasmettere la “Dichiarazione F-gas” relativa al 2013
online, tramite l’apposita Piattaforma istituita presso l’Ispra (www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/fgas).
La dichiarazione annuale sulle emissioni di gas fluorurati registrate nel 2013 (cd. “Dichiarazione F-gas”),
ricorda il MinAmbiente nel comunicato stampa in cui segnala l’operatività della piattaforma elettronica, deve
essere presentata entro il 31 maggio 2014 dagli operatori delle applicazioni fisse di refrigerazione,
condizionamento d'aria, pompe di calore, nonché dei sistemi fissi di protezione antincendio contenenti 3 kg o
più di gas fluorurati ad effetto serra.
Il mancato adempimento di tale obbligo, disciplinato dall’articolo 16 del Dpr 43/2012 (attuazione del
regolamento 842/2006/Ce su taluni gas fluorurati ad effetto serra), è punito dal Dlgs 26/2013 (disciplina
sanzionatoria per la violazione del regolamento 842/2006/ce) con una sanzione amministrativa pecuniaria da
mille a 10mila euro.
Biocidi, ok da Consiglio Ue a modifiche regolamento
Correzione errori tecnici di ostacolo al mercato e migliore regolazione del periodo transitorio. Sono queste le
principali modifiche al regolamento 528/2012/Ue sui biocidi approvate in via definitiva dal Consiglio Ue il
28 febbraio 2014.
8
La proposta di regolamento che ha già avuto il via libera del Parlamento Ue il 25 febbraio 2014 emenda il
regolamento “biocidi” 528/2012/Ue (in vigore dal 1° settembre 2013) correggendo alcune criticità legate al
periodo transitorio dell'applicazione del regolamento del 2012 e rimuovendo una serie di disposizioni che
costituivano un ostacolo all'accesso al mercato per i fornitori di nuovi articoli trattati con biocidi e per
numerosi fornitori di principi attivi biocidi.
Il regolamento 528/2012/Ue sulla messa a disposizione sul mercato e all'uso di biocidi costituisce
un'importante e sostanziale revisione della legislazione esistente in materia di biocidi attraverso
l'armonizzazione delle norme in materia, garantendo al contempo un elevato livello di tutela della salute
umana e animale e dell'ambiente. I biocidi sono prodotti chimici utilizzati per eliminare gli organismi che
sono nocivi per la salute umana o animale o che causano danni ai materiali naturali o fabbricati.
Appalti verdi, i criteri ambientali per l'affidamento del servizio rifiuti
L'affidamento del servizio rifiuti diventa "green". Il Ministero dell'ambiente approva con Dm 13 febbraio
2014 i criteri ambientali minimi che le Amministrazioni pubbliche dovranno inserire nei bandi di gara se
vogliono affidare il servizio di gestione rifiuti secondo le regole degli appalti verdi.
I criteri ambientali minimi fissati dal Dm in parola riguardano l'affidamento della parte del servizio gestione
rifiuti relativa alla raccolta, rimandando a futuri aggiornamenti la definizione dei criteri minimi relativi alle
altre fasi del servizio. Bandire un "appalto verde" non è un obbligo ma una scelta volontaria dell'Ente
pubblico nel segno della sostenibilità ambientale.
Le imprese che vogliono partecipare al bando devono avere i requisiti "green" richiesti. Il Dm 13 febbraio
2014 (in vigore dall'11 marzo 2014) fissa anche i criteri ambientali minimi per i bandi "verdi" per il servizio
di ritiro e fornitura di cartucce toner e cartucce a getto di inchiostro. I criteri ambientali minimi, emanati ex
Dm 11 marzo 2008 sono aggiornati periodicamente in seguito a evoluzioni tecnologiche e del mercato.
Bando servizi igiene ambientale, Authority vara il modello-tipo
L'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici ha approvato il bando-tipo n. 1 datato 26 febbraio 2014, per gli
appalti pubblici dei servizi di pulizia e igiene ambientale negli immobili.
Con l'intenzione di ridurre il contenzioso in materia di aggiudicazione delle gare, in attuazione dell'articolo
64, comma 4-bis, Dlgs 163/2006 (Codice appalti) l'Authority ha definito le regole in base alle quali le
Amministrazioni devono redigere i disciplinari di gara per l'affidamento dei servizi di pulizia e igiene
ambientale degli immobili. Il bando-tipo in parola riguarda gare a procedura aperta di importi superiori alla
soglia comunitaria da aggiudicare con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa.
Nel bando-tipo c'è un contenuto prescrittivo vincolante che non è modificabile dall'Amministrazione
appaltante (e che contiene le tassative clausole di esclusione) e un contenuto prescrittivo discrezionale, che
riguarda aspetti della procedura che devono essere anch'essi contenuti nel bando ma sui quali la stazione
appaltante ha la possibilità di intervenire con modifiche.
Rumore molesto, l'impresa risponde penalmente
Un imprenditore che esercita attività emettendo rumori molesti con abuso di strumenti lavorativi commette il
reato ex articolo 659, Codice penale e non la fattispecie di violazione della "normativa acustica" colpita da
mera sanzione amministrativa.
La Cassazione (sentenza 14 marzo 2014, n. 12274) ricorda la distinzione tra rumore "molesto" da attività
lavorativa che supera i limiti di legge e che è oggetto di sanzione amministrativa (vedi articolo 10, legge
447/1995, legge quadro sull'inquinamento acustico) e rumore derivante da attività di impresa effettuata con
abuso di strumenti lavorativi. Nel caso di specie l'imprenditore condannato aveva esercitato attività notturna,
all'aperto (non nell'immobile industriale) e vicina alle abitazioni senza prendere alcuna precauzione per
limitare il rumore.
9
Una volta accertato che il rumore molesto che deriva da attività di impresa sia realizzato con abuso di
strumenti lavorativi, siamo nel campo del reato di disturbo alla quiete delle persone (articolo 659, comma 1,
C.p.) e non nella fattispecie "depenalizzata" dalla legge quadro sull'inquinamento acustico. Trattasi in altre
parole di rumore derivante da attività lavorativa esercitata con modalità improprie per il quale scatta il reato
penale.
Emissioni industriali, riformulato il "Codice ambientale"
Entra in vigore l'11 aprile 2014 il nuovo Dlgs 46/2014 che aggiorna le regole su autorizzazioni, controlli e
sanzioni ambientali per le industrie ad elevato potenziale inquinante, integrandole all'interno del Dlgs
152/2006.
I 34 articoli che compongono il decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 46, traducono a livello nazionale le
novità stabilite dall'Ue in occasione della codifica operata con la direttiva 2010/75/Ue, relativa alle emissioni
industriali (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento), che prevede un approccio ancor
maggiormente integrato alle problematiche ambientali delle attività industriali coinvolte (settore energetico,
metallurgico, minerario, chimico, rifiuti e allevamento animali).
Novità a 360° anche per le regole in materia di prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento (leggasi
"Aia"), che in Italia riguardano circa 6mila "installazioni" (nuova definizione che entra a far parte del
"Codice ambientale"), grandi impianti di combustione e composti organici volatili, già presenti nelle Parti II
(Via-Vas-Ippc) e V (Aria) del Dlgs 152/2006, che vengono coordinate e sottoposte a un parallelo “restyling",
che tocca anche l'apparato sanzionatorio.
Veicoli pesanti, in vigore Dlgs su ecopedaggi
Parte la rimodulazione dei costi dei pedaggi stradali per i veicoli pesanti (sopra le 3,5 tonnellate o, in certi
casi, sopra le 12 tonnellate) adibiti al trasporto merci, diretti a coprire anche i costi di inquinamento acustico
e atmosferico. Lo prevede il Dlgs 4 marzo 2014, n. 43.
Il provvedimento, in vigore dal 25 marzo 2014, attua la direttiva 2011/76/Ue riscrivendo parte del Dlgs
7/2010 che aveva recepito la precedente direttiva "Eurobollo" (1999/62/Ce) sulla tassazione dei veicoli
pesanti per il trasporto merci su strada. In attuazione del principio "chi inquina paga" il Dlgs 43/2014
aumenta gli oneri dei pedaggi includendovi i costi esterni da inquinamento atmosferico e acustico derivanti
dal traffico di veicoli sopra le 3,5 tonnellate, o, in alcuni casi sopra le 12 tonnellate.
Per ogni classe di veicolo (da euro 0 a euro VI) il Dlgs 43/2014 determina il costo imputabile massimo
dell’inquinamento atmosferico – differenziandolo a seconda del tipo di strada (suburbana o interurbana) —
nonché il costo imputabile massimo dell'inquinamento acustico differenziandolo in questo caso sempre per
tipo di strada e per giorno o notte.
10
SICUREZZA
Risposte ai nuovi interpelli in materia di sicurezza presentati al Ministero del
Lavoro
Pubblicate dal Ministero del Lavoro le risposte ad alcuni interpelli riguardanti la sicurezza sul lavoro.
Tra i temi affrontanti dai quesiti in data 27 marzo 2014 ci soffermiamo sui documenti che l’impresa
appaltatrice è obbligata a consegnare al Committente.
La Commissione del Ministero ritiene che, per il rispetto degli adempimenti previsti dal comma 1 dell’art.26
del D.Lgs 81/2008, l’acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio e
dell’autocertificazione dell’impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso dei requisiti di
idoneità tecnico professionale, sono elementi sufficienti a soddisfare la valutazione dell’idoneità tecnico
professionale.
Inoltre la Commissione sottolinea che il datore di lavoro committente non può richiedere copia del DUVRI,
dal momento che la redazione del suddetto documento, da allegare al contratto di appalto o di opera, è un
obbligo, nei casi previsti, del datore di lavoro committente; questi può chiedere, viceversa, i documenti e le
informazioni necessarie ai fini dell’elaborazione del DUVRI. Laddove non ricorrano le condizioni per
l’elaborazione del DUVRI restano fermi gli obblighi di cui al comma 2 dell’art. 26, del decreto in parola
circa la cooperazione e il coordinamento.
Regione Lombardia, aggiornate linee guida sicurezza scale nei cantieri
Con Decreto n.1819 del 5 marzo 2014 la Direzione salute della Regione Lombardia ha approvato
l’aggiornamento delle Linee guida per l’utilizzo di scale portatili nei cantieri temporanei e mobili adottate
dalla Regione nel 2011, con Ddg n. 7738 del 17/08/2011.
L’aggiornamento allinea il documento ai contenuti delle attuali normative nazionali in materia di idoneità e
sorveglianza sanitaria degli addetti, e al Piano Regionale 2014-18, approvato lo scorso 20 dicembre 2013.
Nel Decreto è presente una parte generale introduttiva con le disposizioni legislative, le misure generali di
sicurezza, i concetti di base in materia di sorveglianza sanitaria, affiancata da schede relative ad attività
specifiche.
Più di una violazione dell’allegato IV? Vanno punite con unica pena
La violazione di più precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi ai luoghi
di lavoro di cui all’allegato IV del Tu 81/08 (punti da 1.1 a 1.14, punti 2.1 e 2.2, punti 3 e 4, punti da 6.1 a
6.6) è considerata una unica violazione ed è punita con la pena prevista dal comma 1, lettera b) del TU.
Quanto sopra è contenuto nell’art. 41 del DLgs 106/2009 che ha integrato il Tu di sicurezza. Ed è in
riferimento a tale disposto che la sentenza n.7342 della Cassazione Penale, Sez. 3, del 17/02/2014, ha accolto
un ricorso per l’annullamento di un provvedimento che non ne aveva tenuto conto.
Nel fatto, il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Firenze, aveva condannato un datore di lavoro
alla pena di complessivi euro 5.400,00 di ammenda per non aver ottemperato ai seguenti requisiti:
• punto 1.12 dell’allegato IV del Tu 81/08
• punto 1.10.1 dello stesso allegato IV
Contro la pronuncia l’interessato aveva proposto ricorso per cassazione in quanto il “giudice del merito, nel
quantificare la pena finale, avrebbe proceduto alla somma aritmetica delle sanzioni applicate per ciascuna
contravvenzione, non considerando che esse dovevano considerarsi come unica violazione, punita con la
pena prevista dal comma 1, lett. b) dei medesimo articolo”.
Nella sentenza della Cassazione viene imposto all’organo di vigilanza di “precisare in ogni caso, in sede di
contestazione, i diversi precetti violati”.
11
IT NEWS
Pagamenti digitali in crescita in Italia
Gli Italiani usano un po’ di più gli strumenti digitali per effettuare pagamenti. Lo certifica un’indagine
dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano. Tanto per chiarire le proporzioni,
l’86% delle transazioni in Italia si realizza ancora tramite contante (in Europa sono il 59%).
Ad andare forte è il cosiddetto New Digital Payment, che comprende eCommerce, ePayment, Mobile
Commerce, Mobile Payment (Remote e Proximity) e Pagamenti elettronici su Mobile POS: a fine 2013 ha
raggiunto un valore di transato di circa 15 miliardi di euro. Gli autori della ricerca prevedono che nei
prossimi tre anni questo valore triplicherà grazie allo sviluppo dell’online (eCommerce e ePayment) e del
mobile, in particolare, del Mobile Proximity Payment.
Dopo anni di crescita debole nell´utilizzo di carte di pagamento, nel 2012 si è registrato un aumento di circa
il 10% (da 28,3 a 31,5 transazioni pro-capite) e di 7,8% in termini di transato (da 2.180 euro a 2.350 euro per
persona all´anno). Allo stato, il valore del settore è pari a 135 miliardi di euro.
Secondo la ricerca cresce anche l’uso delle carte contactless, passando da 2 a 6 milioni nel 2013, mentre si
rafforza la rete di accettazione dei POS abilitati al contactless (150.000 a fine 2013, quintuplicati rispetto al
2012).
Questa innovazione si riscontra nei micro-pagamenti (scontrino medio 25 euro), con un positivo effetto di
sostituzione del contante.
Il Governo abolisce la Web Tax
Sulla Web Tax c’è stato un colpo di scena: la formulazione del decreto non convertito in legge dal
Parlamento, prevedeva solo slittamento dell’imposta a luglio 2014, mentre il Governo ha deciso di rinunciare
alla misura, che del resto era stata oggetto di critiche sollevando dubbi di compatibilità con i regolamenti
comunitari. Il Decreto, mai entrato in vigore, prevedeva l’obbligo di acquistare pubblicità online solo da
soggetti con partita IVA in Italia, intermediari compresi.
12
CONTRIBUTI, FINANZIAMENTI E
AGEVOLAZIONI
Voucher internazionalizzazione alle PMI milanesi
Dalla Camera Commercio Milano arrivano nuove risorse per l’internazionalizzazione delle imprese locali:
grazie a un plafond di 1,8 milioni di euro, le PMI possono richiedere i voucher finalizzati a ottenere servizi di
consulenza e supporto per l’export e per la partecipazione a fiere e missioni internazionali che prendano il
via entro il 15 giugno 2014.
Il bando Voucher Internazionalizzazione 2014 è promosso dalla Regione Lombardia e da tutto il sistema
camerale lombardo, tuttavia 1,8 milioni di euro sono stati stanziati espressamente per le imprese della
Provincia di Milano attraverso la CCIAA e la sua azienda speciale Promos.
PMI Piemonte: Bando Internazionalizzazione di impresa
Ancora disponibili i contributi del Fondo di garanzia per l’internazionalizzazione delle imprese, rivolti a tutte
le piccole e medie imprese che hanno almeno una sede operativa (attiva) in Piemonte, registrata presso il
Registro delle Imprese da almeno un anno e iscritte da almeno tre nel REA/Registro Imprese delle Camere di
Commercio.
Per essere ammesse ai contributi del Fondo, le aziende beneficiarie non devono essere soggette a procedure
concorsuali né in stato dichiarato di insolvenza. Inoltre, non devono essere classificabili come “in difficoltà ”
e non devono essere già esportatrici (quota di fatturato verso l’estero pari ad almeno il 20% negli ultimi tre
bilanci chiusi precedenti alla data di presentazione della domanda).
È infine necessario che le imprese non abbiano ricevuto – per le stesse iniziative – altri contributi pubblici
per le spese oggetto del contributo, con la sola eccezione rappresentata dai finanziamenti agevolati per spese
di apertura di strutture all’estero o per il lancio e la diffusione di nuovi prodotti e servizi o per l’acquisizione
di nuovi mercati.
Scopo del bando è favorire l’accesso al credito delle imprese mediante concessione di garanzie, a fronte di
finanziamenti da erogarsi a cura di istituti di credito convenzionati con Finpiemonte, e finalizzati a sostenere
la realizzazione di stabili organizzazioni su mercati extra-europei.
Maggiori informazioni possono essere ottenute sul sito della Regione Piemonte.
Internazionalizzazione: bandi per PMI astigiane
Ammonta a 160 mila euro la dotazione finanziaria stanziata dalla Camera di Commercio di Asti a favore
delle imprese locali, risorse finalizzate a sostenere l’imprenditoria provinciale attivando due linee di
intervento differenti: la CCIAA avvierà infatti due nuovi bandi destinati rispettivamente a incentivare
l’internazionalizzazione e gli investimenti delle PMI.
La prima misura si basa sulla concessione di incentivi per la partecipazione a fiere italiane o estere di
rilevanza internazionale.
Il bando consiste nell’erogazione di un contributo pari al 50% delle spese e fino a 4mila euro per le fiere
all’estero, mentre per gli eventi nazionali l’incentivo è limitato a 2 mila euro.
Fondo per lo sviluppo delle PMI mantovane
Camera di Commercio di Mantova e Banca Monte dei Paschi di Siena hanno siglato una recente intesa per
favorire la creazione di un fondo per le imprese locali che desiderano attivare progetti di sviluppo e di
innovazione aziendale, anche dal punto di vista della certificazione e dell’internazionalizzazione. Le micro e
13
PMI della Provincia possono richiedere prestiti usufruendo di tassi agevolati grazie all’attivazione del fondo
che si basa su una dotazione finanziaria pari a 500mila euro.
L’iniziativa prevede il finanziamento dei progetti di impresa da parte dell’ente camerale, che stanzia prestiti
a tasso zero fino a 25mila euro, oltre alla concessione di un ulteriore risorsa da parte di Banca Monte dei
Paschi.
CCIAA di Cuneo: contributi per le certificazioni di prodotto e di processo
La Camera di Commercio di Cuneo concede contributi per interventi in ambito sicurezza, ambiente,
certificazioni di prodotto e di processo e certificazioni SOA.
Possono presentare domanda al "Bando per la corresponsione di contributi per l'adeguamento al D.lgs.
81/2008 sulla normativa sulla sicurezza e salute negli ambienti di lavoro, le certificazioni di prodotto e di
processo, l'ambiente e le certificazioni SOA – D.P.R. 207/2010 - ANNO 2014" le imprese aventi sede o unità
locale in provincia di Cuneo e regolarmente iscritte al Registro delle Imprese.
Di seguito alcune delle spese ammissibili, divise per ambiti.
• Sicurezza: consulenze per la redazione del documento di valutazione dei rischi e del piano operativo
di sicurezza e per l'incarico di Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione esterno
• Certificazioni di prodotto e di processo: conseguimento e mantenimento delle certificazioni (ISO
9001, EMAS o ISO 14001, Direttiva Emission Trading, OHSAS 18001, SA 8000, FSC, HACCP,
ISO 22000, ISO 22005, BRC e IFS, Global-GAP, ISO/IEC 27001, ISO 50001, D.P.R. n. 43 del
27/1/2012, Regolamento UE n.995 del 20/10/2010 (Due Diligence) sul legno, EN 1090, Marcatura
CE di attrezzature, macchine ed impianti secondo la Direttiva 2006/42/CE e D.Lgs. 17/2010,
Marcatura CE dei prodotti da costruzione secondo il Regolamento Prodotti da Costruzione
305/2011)
• Ambiente: predisposizione della pratica autorizzativa alle emissioni in atmosfera e della domanda
per l'autorizzazione unica ambientale.
• Certificazioni SOA: rilascio della prima attestazione, revisione triennale, rinnovo quinquennale e
integrazione di attestazione.
Sono ammesse le spese di competenza e fatturate tra il 1/10/2013 e l'8/09/2014; per le spese di certificazione
SOA il periodo di competenza è dal 1/04/2014 al 8/09/2014.
Il contributo a fondo perduto è pari al 30% delle spese ammissibili e le domande possono essere presentate
fino al 19/09/2014.
Contributi ai liberi professionisti del FVG
La Regione Friuli Venezia Giulia eroga contributi a favore dei liberi professionisti iscritti a ordini o collegi
professionali e residenti sul territorio.
Gli incentivi possono essere utilizzati per sostenere gli investimenti finalizzati all’avvio dell’attività come
anche all’aggiornamento professionale.
Le risorse regionali possono infatti essere concesse ai liberi professionisti che promuovono investimenti al
fine di avviare un’attività sia in forma individuale sia in forma associata o societaria, così come a favore dei
soggetti fisicamente svantaggiati o per coprire i costi relativi alle certificazioni della qualità o alla
formazione.
Gli incentivi concessi dalla Regione, inoltre, possono essere utilizzati per il conferimento di incarichi di
sostituzione o di collaborazione successivamente alla nascita di un figlio e nel momento in cui sia accertata
una particolare complicanza della gestazione.
La Regione prevede la concessione di contributi fino a 15mla euro e di importo variabile a seconda
dell’investimento da finanziare. In ogni caso, le domande dovranno pervenire prima dell’avvio del
programma di spesa.
14
Avviso 1/2014 Fondimpresa
L’obiettivo dell’Avviso 1/2014 è incrementare la prevenzione di infortuni e malattie professionali, accrescere
l'efficienza energetica e ridurre l'impatto delle attività produttive sull'ambiente. Esso si rivolge alle imprese
che hanno aderito a Fondimpresa e ammette la realizzazione di un Piano formativo in uno dei seguenti
ambiti:
• Salute e sicurezza - Interventi formativi volti all’incremento della salute e della sicurezza sui luoghi
di lavoro, al miglioramento dei livelli di prevenzione e protezione contro gli infortuni e le malattie
professionali, relativi al sistema di gestione ambientale o a sistemi di gestione integrati
• Ambiente - Formazione relativa alla gestione e certificazione ambientale di sistema e di prodotto,
bilanci ambientali, efficienza e risparmio energetico e certificazione energetica
Bando Macchinari: nuovo stanziamento e proroga
È slittato al 4 marzo il termine di apertura dello sportello per la concessione delle agevolazioni previste dal
Bando Macchinari e, a fronte del forte interesse manifestato dalle imprese nei confronti di questo strumento
agevolativo, le risorse finanziarie sono state incrementate di ulteriori 100 milioni di euro. Il decreto del
Ministro dello Sviluppo Economico del 26 febbraio 2014 che innalza il plafond del Bando “Investimenti
innovativi (Macchinari)” è attualmente in corso di registrazione presso la Corte dei Conti. Lo ha reso noto il
MiSE sul proprio sito istituzionale.
Export e Made in Italy: prestiti Banca Sella-SACE
Grazie al rinnovo dell’accordo tra il Gruppo Banca Sella e SACE le imprese nazionali potranno contare su
maggiori risorse volte a favorire gli investimenti nei mercati esteri: il plafond a disposizione delle PMI ha
subito un incremento di 47 milioni di euro, fondi in grado di consentire l’attivazione di prestiti da 100 mila a
1,5 milioni di euro anche per la tutela del Made in Italy.
L’intesa prevede innanzitutto il ripristino del finanziamento “Sella Export” già sperimentato nel corso degli
anni precedenti, un sistema di sostegno alle imprese basato sulla concessione di supporto per i progetti di
internazionalizzazione e il consolidamento del Made in Italy in tutto il mondo.
Possono richiedere i finanziamenti le piccole e medie imprese che dimostrino di avere un fatturato non
superiore ai 250 milioni di euro (il 10% deve essere rivolto ai mercati esteri): le risorse possono essere
utilizzate per coprire i costi di impianto e ampliamento, brevetti e marchi, acquisto di immobili così come di
terreni e attrezzature, acquisizione di partecipazioni, realizzazione di joint-venture, spese promozionali e
partecipazione a fiere in Italia e all’estero. Tra gli investimenti consentiti figura anche la realizzazione di
impianti per la produzione di energia alternativa.
Nuova Sabatini, il contributo del MiSE si calcola online
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha aggiornato le FAQ sulla nuova Sabatini (sul prestito agevolato
previsto dal Decreto Fare per l’acquisto di beni strumentali) mettendo a disposizione delle PMI un simulatore
di calcolo per quantificare l’ulteriore contributo ministeriale.
Il MiSE ha aggiornato le FAQ specificando che, per “investimenti ad uso produttivo” si intendono quelli
«funzionali allo svolgimento dell’attività d’impresa e correlati all’attività stessa». Può trattarsi di macchinari,
impianti, hardware, software, tecnologie digitali e sono esclusi terreni e fabbricati.
L’acquisto di impianti fotovoltaici, se funzionale allo svolgimento dell’attività d’impresa, rientra tra le spese
ammissibili.
La domanda per gli incentivi va presentata sulla base dei modelli ministeriali dal 31 marzo, esclusivamente
in formato elettronico via Posta Elettronica Certificata, sottoscritta con firma digitale. Per le imprese senza
PEC, il ministero precisa con le nuove FAQ che può dare procura a un soggetto terzo, che trasmette la
domanda attraverso la propria PEC.
15
A proposito del foglio di calcolo per la simulazione del contributo MiSE, le FAQ precisano che non esiste
alcuna correlazione fra il tasso di interesse applicato dalla banca e il contributo concesso dal Ministero. Basta
inserire l’importo del prestito e la formula pre-inserita del foglio di calcolo evidenzierà il corrispondente
contributo, sulla base di un piano di 10 rate semestrale (5 anni).
Il finanziamento può andare da 20mila a 2 milioni di euro (fino a esaurimento risorse, che sono pari a 2,5
miliardi). L’iter prevede che l’impresa presenti la domanda direttamente alla banca o altro intermediario
finanziario convenzionato, che effettua una normale istruttoria e invia richiesta alla Cdp per la disponibilità
dei fondi. Se l’iter si conclude positivamente, la banca effettua il prestito, stabilendo il tasso.
Finanziamenti PMI: da oggi nuove regole e portale FDG
Operative le modifiche alle regole del Fondo di Garanzia per le PMI – istituito con l’articolo 2, comma 100
lettera a) della Legge 662/1996 – a seguito della loro pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. D’ora in poi,
quindi la presentazione dovrà avvenire secondo le nuove regole e più in particolare attraverso l’utilizzo di
una nuova piattaforma telematica, anch’essa opportunamente modificata in base alle recenti disposizioni
introdotte con il Decreto del 27 dicembre 2013 a firma congiunta del Ministero dello Sviluppo Economico e
del Ministero dell’Economia.
Questo all’articolo 7 prevede “l’estensione dell’intervento del fondo in favore dei professionisti”.
L’estensione ha l’obiettivo di consentire un’azione più efficace dello strumento e di dare la possibilità ad una
platea più numerosa di poter beneficiare della garanzia del Fondo grazie a criteri di valutazione economicofinanziaria delle imprese stesse per l’ammissione più soft, estese anche ai professionisti.
A partire dal 10 marzo l’ente Gestore, il Medio Credito Centrale Spa (MCC), mette a disposizione di imprese
e professionisti una piattaforma online per la presentazione delle domande in via telematica.
16