Poster_ANMDO_Marco_Ferrari

L’utilizzo della tecnologia HyperDRYMist riduce sensibilmente
l’incidenza daClostridium Difficile in reparti della AO di Lodi
®
Marco Ferrari (1) - Angela Bocconi (2) - Adriano Anesi (3)
Servizio Igiene Ospedaliera, Azienda Ospedaliera Della Provincia Di Lodi, Ospedale Maggiore Lodi, Lodi (1)
Direzione Medica, Azienda Ospedaliera Della Provincia Di Lodi, Ospedale Maggiore Lodi, Lodi (2)
Servizo Microbiologia, Azienda Ospedaliera Della Provincia Di Lodi, Ospedale Maggiore Lodi, Lodi (3)
Una percentuale importante delle Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA) è associata a patogeni quali
OBIETTIVI
Clostridium difficile, Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA), enterococchi resistenti
alla vancomicina (VRE) e norovirus che possono persistere per molti mesi nell’ambiente nonostante
l’applicazione accurati protocolli pulizia e disinfezione.
Con lo studio si è misurata l’efficacia dell’introduzione di una strategia preventiva contro la diffusione dell’incidenza da Clostridium
Difficile. A tale scopo è stata valutata l’efficacia e l’efficienza di un nuovo metodo di disinfezione basato sulla tecnologia
HyperDRYMist® monitorando la riduzione delle infezioni tra i pazienti così come la contaminazione microbica delle superfici delle
stanze trattate.
Il sistema di disinfezione di
99T costruito con
tecnologia HDM
50
cm
25
cm
42
cm
Studio cross-over di 6 mesi controllato mettendo a confronto due diverse procedure di disinfezione: (a) pulizia di routine
METODI
eseguita con l’uso di cloro attivo più vapore secco, (b) uso di cloro attivo più HyperDRYMist® (HDM) nebulizzazione di soluzione
disinfettante di perossido di idrogeno e cationi d’argento in aggiunta alla detergenza e disinfezione ospedaliera di routine.
L’osservazione è stata effettuata su un totale di 21 camere (appartenenti a due differenti reparti ospedalieri: Rapida Accettazione Medica e Medicina
Generale), che erano state occupate da pazienti infettati da Clostridium Difficile; gli interventi sono stati eseguiti prima di ogni nuova occupazione.
HyperDRYMist® è la nuova tecnologia del sistema di disinfezione di alto livello di 99 Technologie (99T). Essa permette di erogare nell’ambiente da trattare
un’innovativa soluzione disinfettante trasformandola in una nebbia finissima che si distribuisce in modo uniforme sui dispositivi medici non invasivi e sulle
superfici degli ambienti sanitari innescando un processo di disinfezione altamente efficace. L’alta forza disinfettante della tecnologia si manifesta anche quando
si utilizzano bassi dosaggi di soluzione disinfettante. Questo peculiarità riduce drasticamente i
% Casi di Unità di Luce Relativa (RLU) > 100
costi e il tempo di inagibilità degli spazi trattati dovuti al processo di disinfezione (in media 30
Indicatore di Presenza di Carica Batterica
minuti per un ospedale camera standard). L’incidenza di infezioni da Clostridium Difficile è stata
55.23%
monitorata durante tutto lo studio. La contaminazione microbica sulle superfici esposte ad alta
frequenza di contatto (tavolino, trave testa-letto, parete testa-letto, maniglia della porta d’ingresso, 60%
e stativo flecolisi) è stata valutata al tempo T0 prima di eseguire la detergenza /disinfezione, 50%
al tempo T1 subito dopo la pulizia, e al tempo T2 dopo la disinfezione con HyperDRYMist®
40%
per mezzo di un rivelatore portatile di bioluminescenza ATP. La bioluminescenza ATP è una
metodologia riconosciuta per monitorare la contaminazione ambientale nei reparti ospedalieri 30%
e per valutare l’efficacia dei cicli di disinfezione. La contaminazione microbica è stata misurata 20%
0.09%
rilevando i livelli di unità di luce relativa (ingl. RLU - Relative Light Unit ) e misure al di sotto del 10%
limite di 100 RLU sono generalmente indicative di superfici pulite. Test statistici hanno incluso il
test di Chen-Shapiro per la normalità e test non parametrici di dati non-normali; relativi confronti 0%
Post igiene convenzionale
Post 99T
sono stati effettuati utilizzando il test di Mann-Whitney.
Il protocollo di disinfezione con HyperDRYMist® ha ridotto drasticamente la contaminazione ambientale presente sulle superfici
RISULTATI
del 92.11% (IQR 9.56) rispetto alla procedura standard: 61.93% (IQR 30.99 - variabilità riflette diversi gradi di contaminazione
tra eventi) vs 97.04% (IQR 9.56), p <0.001. La riduzione della contaminazione sulle superfici era uniforme in tutta la stanza,
con il miglior risultato ottenuto nelle misurazioni effettuate sulla trave testa-letto in alluminio (p <0,001). Su 105 misure effettuate post procedura standard
di pulizia e disinfezione, 58 erano ancora al di sopra della soglia di 100 RLU, cioè 55.23%. Dopo trattamento con HyperDRYMist® il numero è sceso a 1
su 105, cioè 0,09%.
Di ancor maggiore rilevanza clinica, vi è da osservare come, durante il periodo di valutazione di efficacia del nuovo protocollo, i tassi di incidenza di
infezione da Clostridium Difficile sono diminuiti drasticamente del 97,03% dopo il trattamento con HyperDRYMist® passando dal 4,23% al 0,61% (p <0,001).
Tale tasso ha tuttavia subito un rebound ai valori iniziali - pari al 4,69% - una volta che il trattamento è stato sospeso e tale rialzo è emerso da 1 mese di
Incidenza da Clostridium Difficile
follow-up.
5%
Al fine di valutare in che modo la positiva correlazione tra l’efficacia della tecnologia HDM®
5%
nell’abbattere la carica microbica e la contemporanea riduzione dell’incidenza delle infezioni da
Clostridium Difficile possa essere estesa ad altri agenti patogeni, è stato avviato uno studio, che 4%
ora si trova in via di completamento, dove si è implementata la tipizzazione della carica batterica. 4%
Nello specifico è stato eseguito il monitoraggio dei seguenti organismi: MRSA, Enterobacteria 3%
(Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae) produttori carbapenemasi, Acinetobacter baumannii 3%
4.69%
resistenti alla carbapenemasi (CRAB), Pseudomonas aeruginosa multiresistente (MDR
4.23%
2%
o produttrice di MBL), e nel caso di pazienti isolati Klebsiella spp. o Morganella morganii,
Enterobacter spp., Citrobacter spp., Serratia spp., Providencia spp., ESBL- Proteus mirabilis, 2%
Escherichia coli, Klebsiella spp., produttori di beta-lactamasi AmpC-Stenotrophomonas 1%
1%
maltophilia resistenti o meno al co-trimoxazol.
0.61%
I dati sin qui raccolti indicano che lo stesso tipo di corrispondenza osservata nel monitoraggio 0%
Pre studio senza 99T
Durante studio con 99T
Post studio senza 99T
del Clostridium difficile è riscontrabile anche con altri agenti patogeni.
La disinfezione con HyperDRYMist® ha dimostrato di poter ridurre drasticamente la contaminazione da microrganismi fin dalla
CONCLUSIONI
sua prima applicazione. L’efficacia contro le spore, già dimostrata in studi in vitro, è stata confermata indirettamente dal nostro
studio. La riduzione di incidenza da Clostridium Difficile è stata ottenuta in condizioni effettivamente riscontrate in ambiente
ospedaliero. Tale risultato ha confermato la rilevanza clinica nell’aggiungere la disinfezione eseguita con HyperDRYMist® alle procedure di pulizia ordinaria
al fine di ridurre le ICA aumentando la sicurezza del paziente.
La riduzione dell’incidenza da infezione da Clostridium Difficile è stata ottenuta erogando nell’ambiente 1 ml di soluzione disinfettante per m3 negli spazi
trattati. Data la limitata quantità di disinfettante disperso (circa 30ml per una stanza di ospedale standard a 2 letti), i tempi per la rioccupazione delle camere
trattate si sono limitati mediamente a 30 minuti. L’adozione della tecnologia HDM® e l’inserimento della stessa nel protocollo di igiene ospedaliera sono
stati eseguiti senza difficoltà grazie alla semplicità di utilizzo da parte dell’operatore del sistema di disinfezione.
Dato che il contatto con superfici contaminate di stanze precedentemente occupate da pazienti infetti aumenta la probabilità di contrarre infezioni, l’adozione
di misure preventive è fondamentale nel contrastare la diffusione delle ICA riducendo al contempo le spese sanitarie ad esse associate (diminuzione
dei giorni di degenza aggiuntivi, sottoccupazione di camere per isolare i pazienti infetti, assenze per malattia del personale ospedaliero). I bassi costi
di esercizio, la velocità e la facilità d’uso delle apparecchiature, in aggiunta alla provata ed elevata efficacia rendono la tecnologia HyperDRYMist® uno
strumento estremamente utile alla prevenzione delle ICA. L’adozione di nuovi protocolli di pulizia che includano la tecnologia HyperDRYMist® hanno il
potenziale per ridurre sensibilmente le ICA.