FEDERUTILITY Dott. Ing. CLAUDIO COSENTINO

Delibera 643/2013/R/IDR
Approvazione del metodo tariffario
idrico e delle disposizioni di
completamento
Milano, 18 febbraio 2014
Delibera 643/2013/R/IDR
Introduzione al Metodo Tariffario Idrico
Istruttorie
Chiarimenti applicativi
Modello di calcolo tariffario
Disclaimer
Architettura e funzionalità
Dati di input / Raccolta dati
Prossimi passi: PdI/PEF
2
Procedura schema tariffario
Ai fini della regolazione tariffaria, l’Ente d’ambito/soggetto adotta uno specifico
schema regolatorio 2014-2015 e lo propone all’Autorità per l’approvazione entro il 31
marzo 2014 entro i successivi 90 giorni
Lo schema regolatorio è composto da:
Programma degli Interventi (PdI): indicazione puntuale per il periodo 2014-2017,
e per il periodo residuo degli affidamenti,
Piano Economico Finanziario (PEF), che prevede l’andamento dei costi di
gestione e di investimento, nonché la previsione annuale del Teta e VRG
Convenzione di Gestione, aggiornata per recepire la disciplina della delibera
Atti approvativi
Relazione metodologica illustrativa
Decorso inutilmente il termine del 31 marzo 2014, il gestore trasmette istanza di
aggiornamento tariffario recante lo schema regolatorio, che provvede a diffidare il
soggetto competente ad adempiere entro 30 giorni, a pena di silenzio-assenso
3
Novità principali
Il focus della regolazione economica incentrato su
programmazione e coerenza tra: qualità servizio – piano interventi – schemi tariffari
sostenibilità tariffaria, finanziaria e bancabilità
efficacia del processo di approvazione tariffaria
Le nuove misure introdotte riguardano:
adozione schemi regolatori in sostituzione della gradualità e per la sistematizzazione
dei provvedimenti ex delibera 459/2013:
strumenti di generazione di cassa: ammortamenti finanziari, FNI
strumenti di pianificazione: riconoscimento opex per variazioni sistemiche
(nuovo perimetro, nuove attività)
revisione delle modalità di esposizione dei Capex e del meccanismo del FoNI
(riconoscimento fiscale)
disciplina dei conguagli
riconoscimento della morosità e disciplina del deposito cauzionale
disciplina del valore terminale
Facoltà (obbligo) di modificare l’articolazione tariffaria
Quadro concettuale e formale per costi ambientali e della risorsa
4
Vincolo Riconosciuto ai Ricavi – art. 11
oneri finanziari (standard)
Costi delle immobilizzazioni
oneri fiscali (IRES) (standard)
ponderazione con
finanziamento a
fondo perduto
ammortamenti
Fondo Nuovi Investimenti
costi endogeni, comprensivi di IRAP
Costi operativi
costi aggiornabili:
Costi ambientali e della risorsa
energia elettrica
forniture ingrosso
copertura morosità
mutui e canoni degli enti locali
costi di funzionamento Autorità
TOSAP,TARSU,COSAP, IMU, altri
contributi locali
Conguagli relativi al vincolo ai ricavi del gestore dell’anno (a-2)
a
VRG a = CAPEX a + FoNI a + OPEX a + ERC a + Rc TOT
Vincolo Riconosciuto ai Ricavi – art. 11
Immobilizzazioni di terzi no Foni
Immobilizzazioni del gestore
Capex a = AMM a + OF a + OFisc a + ∆CUIT a
Costi delle immobilizzazioni
a
a
a
FoNIa = FNIFoNI
+ AMMFoNI
+ ∆CUITFoNI
Fondo Nuovi Investimenti
Opex
Costi operativi
a
= Opex
a
end
Costi endogeni
Opex
a
al
(
+ Opex
a
al
Costi aggiornabili
= CO aEE + CO aws + ∑ MT pa + AC
a
p
) + CO
a
altri
p
a
a
ERCa = EnvCend
+ EnvCeso
+ ResCa
Costi ambientali e della risorsa
Costi
ambientali
endogeni
Costi
ambientali
esogeni
Conguagli relativi al vincolo ai ricavi del gestore dell’anno (a-2)
a +2
TOT
Rc
(
= Rc
a
VOL
+ Rc + Rc + Rimb + Rc
a
EE
a
ws
a
335
a
Altro
Costi della
risorsa
)* ∏(1+ I )
a
t
t =a −1
Schemi regolatori – art. 12
Il meccanismo di gradualità previsto dal MTT, per gli anni 2014 e 2015 viene sostituito dal
meccanismo di schemi regolatori dell’art.12
nessuna variazione di
obiettivi o attività del gestore
variazioni
obiettivi o
attività del gestore
∑ !"#
!"$
%&'())
*+
Quadrante I
Quadrante II
∑ !"#
!"$
%&'())
,+
Quadrante III
Quadrante IV
∑
è il fabbisogno di investimenti per i prossimi 4 anni, al netto dei contributi a
fondo perduto già stanziati ed effettivamente disponibili
è il valore dei cespiti gestiti, posto pari al valore
ex art. 16.9
è il parametro che denota la potenziale insufficienza del gettito tariffario derivante
dall’applicazione del MTT a sostenere gli investimenti
7
Regole di determinazione Capex – art. 12
∑ !"#
!"$
%&'())
∑ !"#
!"$
%&'())
*+
,+
Capex definito secondo le regole generali
facoltà di applicare l’ammortamento
finanziario secondo criteri della Delibera
459/2013
Capex definito secondo le regole generali
facoltà di applicare l’ammortamento
finanziario ex art. 18.5
1
- . /,1 8 947 0; 2 ∗
> 34567 1
- . /,1 = valore massimo della componente di costo per il
finanziamento anticipato dei nuovi investimenti che, in ogni
anno a, può concorrere alla determinazione del VRG
2 = fabbisogno di ulteriori fonti di finanziamento
= investimenti programmati necessari nell’anno t
34567 1 = costi delle immobilizzazioni calcolati con il metodo
tariffario per l’anno a di cui si stanno calcolando le tariffe
l’Autorità, con specifiche modalità da definire, verifica
l’effettiva realizzazione degli investimenti, per assicurare
la corretta attribuzione nei quadranti degli schemi regolatori
parametri
0,5
2
0,4-0,6
parametro 2 a
discrezione degli Enti
d’Ambito/ soggetti
competenti
Quadranti III e IV:
oltre all’ammortamento
finanziario si può
richiedere una
ulteriore componente
di sostegno agli
obiettivi specifici e
agli interventi che ne
conseguono
8
Opex endogeni – art. 12 e 25
nessuna variazione
di obiettivi o attività
del gestore
variazione di
obiettivi o attività
del gestore
Opex
Opex
a
end
a
end
(Op
=
2013
= Op new , a
+ COeff
2
2013
)
∏ (1 + I )
a
t
t = 2013
esempio per stima di Opnew:
proiezione del costo medio per
popolazione servita o per
abitante equivalente
?567 1 = costi operativi per l’anno 2014 e 2015
?5
= costi operativi di piano, rivisti e approvati dall’Ente
d’Ambito/soggetto competente per determinare tariffa 2013
(ex art. 5, Allegato Del. 585/2012)
3?6@@
= costi efficientabili MTT per le tariffe 2013
Opnew Costi operativi di piano rivisti dall’Ente d’Ambito a
seguito di cambiamento sistematico attività (territorio servito,
servizi forniti, richiesta di livelli qualitativi sensibilmente più
elevati, altro)
richiesta sia
motivata sulla base
di dati oggettivi
adottati criteri di
contenimento
dell’incremento dei
costi operativi per
effetto scala
9
Costi Operativi altre componenti – art. 28
a
a
a
a
a
COaltri
= CO ATO
+ CO AEEG
+ COmor
+ COres
La componente di costo a copertura della morosità (COmor), definita all’articolo 30, è
calcolata in forma parametrica come una percentuale del fatturato del gestore,
differenziata su base geografica
La componente di costo a copertura degli oneri locali (COres) è pari alla somma delle
seguenti voci:
Componente positiva desunta da bilancio pari alla somma degli oneri locali (canoni
di derivazione/sottensione idrica, contributi per Consorzi di Bonifica, a Comunità
Montane, canoni per restituzione acque, oneri per la gestione delle aree di
salvaguardia, altri oneri tributari locali quali TOSAP, COSAP, TARSU, IMU)
Componente negativa pari ai contributi in conto esercizio percepiti nell’anno a-2,
come risultante dal bilancio
10
Trattamento dei costi di morosità – art. 30
1
Per ogni anno a={2014;2015} i costi della morosità (3?ABC
):
Vengono riconosciuti in forma parametrica, come percentuale sul fatturato annuo
dell’anno (a-2)
Sono differenziati per macro-aree geografiche
Il costo massimo riconosciuto entro il limite del ϑ, si ottiene applicando al fatturato
annuo dell’anno (a-2) le seguenti percentuali:
Macro-area
Gestori del Nord
Gestori del Centro
Gestori del Sud
%
1,6%
3%
6,5%
Se il costo effettivo della morosità fosse superiore a quello riconosciuto, con il
conseguente rischio di compromettere l’equilibrio economico finanziario del gestore,
l’AEEG valuterà, previa istanza, la possibilità di riconoscere costi aggiuntivi in sede di
conguaglio. L’istanza dovrà essere accompagnata da un piano di azioni per il
ripianamento dei costi di morosità e garantire la sostenibilità tariffaria agli utenti finali.
11
Componenti a conguaglio VRG – art. 29
Per ogni anno a={2014;2015} il conguaglio relativo all’anno (a-2) consente il recupero
totale dello scostamento tra il VRG e quanto effettivamente dovuto ad ogni gestore
nell’anno (a-2) ed è pari a:
energia elettrica
a
TOT
Rc
(
= Rc
a
VOL
costi all’ingrosso
a
ws
a
335
)* ∏(1+ I )
a
+ Rc + Rc + Rimb + Rc
a
EE
a
Altro
t
t =a −1
Contributo AEEG
Oneri locali (non previsto in MTT)
Forniture ingrosso transfrontaliere
Variazioni sistemiche ed eventi eccezionali
(previsto in MTT con limitazioni)
eventuale residuo della componente
di rimborso ex d.m. 30 settembre
2009 (sentenza 335), per l’anno a-2
conguaglio
volumi/prezzi
(
prevista la rivalutazione
monetaria e non l’onere
finanziario
)
(
a
RCVOL
= ∑ϑ a−2 * tarifu2012 * vscalu2011 − ∑tarifua−2 * vscalua−2
T
u
)
T
u
Eventuali modifiche nell’approvazione del teta
Variazioni dei volumi fatturati
12
Conguagli pregressi - artt. 29, 31
I conguagli relativi a periodi precedenti l’entrata in vigore del MTT, e non inseriti nel
calcolo del VRG per gli anni 2012 e 2013, devono essere espressi in unità di consumo
ed evidenziati in bolletta separatamente dalle tariffe in approvate per l’anno in corso
Entro il 30 giugno 2014, gli Enti d’Ambito/soggetti competenti quantificano ed
approvano i conguagli relativi a periodi precedenti al trasferimento all’Autorità delle
funzioni di regolazione e controllo del settore e li comunicano all’AEEG.
Riscossione:
I conguagli devono essere espressi in unità di consumo, cioè il conguaglio totale
deve essere diviso per i metri cubi erogati nell’anno (a-2) e quindi applicato in
funzione del consumo degli utenti nel medesimo anno
Deve essere data separata indicazione in bolletta rispetto alle tariffe dell’anno in
corso
E’ obbligatorio esplicitare il periodo di riferimento dei conguagli
13
Costi ambientali e della risorsa – artt. 35 e 36
Per ciascun anno a=(2014;2015) la componente tariffaria a copertura dei costi ambientali
e della risorsa è definita come:
ERCa = EnvCa + Re sCa
Costi ambientali: costi generati dall’uso dell’acqua
agli altri utilizzatori degli ecosistemi acquatici ed al
buon funzionamento degli stessi.
I costi sono relativi alla riduzione e/o alterazione
delle funzionalità degli ecosistemi tali da
danneggiare alcuni usi dei corpi idrici o il
benessere derivante dal valore assegnato al non
uso di una risorsa.
•
•
D 3
=0
D 3 E definita da Autorità con
successivo provvedimento
Costi della risorsa: costi sociali delle mancate opportunità, attuali e
future, imposte ad altri potenziali utenti della risorsa idrica in
conseguenza della allocazione della risorsa per un determinato uso,
stante una condizione di scarsità.
Con successivo provvedimento AEEG individuerà la quota parte di costi riconducibili
all’uso industriale e attribuibili agli utenti corrispondenti.
La componente a copertura dei costi ambientali comprende sia i costi endogeni che quelli
esogeni
a
a
EnvCa = EnvCend
+ EnvCeso
14
Modifica struttura corrispettivi – artt. 38, 39 e 40
Struttura dei corrispettivi
Facoltativa la modifica della struttura dei Obbligatoria la modifica della struttura dei
corrispettivi a partire dal 2014 e previa corrispettivi in caso di ambiti che
approvazione del soggetto competente
applicavano il consumo minimo impegnato
Vincoli alla modifica della struttura dei corrispettivi:
La modifica dei corrispettivi può prevedere solo il mantenimento o la diminuzione
del numero di usi (non il loro aumento) rispetto a quello vigente all’inizio del 2012 e
mantenuto nel 2013.
Il gettito tariffario new ≤ valori tariffari approvati dall’AEEG
a-2 T
a
a -2 T
ϑa ∑tarif2012
•
(
vscal
)
=
tarif
•
(
vscal
∑
u
u
u
u )
u
u
Le variazioni del gettito tariffario di ciascuna categoria di utenza max ±10%
15
Struttura dei corrispettivi – artt. 38, 39 e 40
In caso di modifica della struttura rispetto a quella precedentemente adottata, i corrispettivi
devono essere così articolati:
Quota Variabile
Quota fissa
€/anno
Acquedotto
Fognatura
Depurazione
H-IJK
H-LMN
H-OPQ
Dimensionamento:
gettito derivante da
ciascun servizio max
20%
del
gettito
corrispondente
a
consumi anno (a-2)
NB: la quota fissa non
è unica (DCO 550) ma
articolata per servizio
Acquedotto
€/mc
da
Tariffa agevolata
R1S
Tariffa base
Applicata alle utenze
domestiche
per
i
consumi
essenziali:
ottenuta sottraendo alla
30
base
mc/anno tariffa
l’agevolazione
Classe di consumo
a
0
U1
RV1W
U1 +1
UV
I eccedenza
R XX
UV +1
U
II eccedenza
R XX
U +1
U
III eccedenza
R XX
U
T
Y1
>(U
Y 1)
Pari al costo unitario
medio, detratto il gettito
delle quote fisse.
Fino a tre scaglioni di
eccedenza
crescenti
stabilite aggiungendo
alla tariffa base gli
ulteriori costi 6 [ , 6 [ ,6 [ .
Fognatura
€/mc
Depurazione
€/mc
Tariffa fognatura
R@
Tariffa depurazione
RZ
16
Delibera 643/2013/R/IDR
Introduzione al Metodo Tariffario Idrico
Istruttorie
Chiarimenti applicativi
Modello di calcolo tariffario
Disclaimer
Architettura e funzionalità
Dati di input / Raccolta dati
Prossimi passi: PdI/PEF
17
Istruttorie
Per le gestioni non ancora interessate dall’approvazione, da parte dell’Autorità,
delle tariffe 2012 e 2013, nei casi in cui gli Enti d’Ambito/soggetti competenti abbiano
approvato incrementi di costi superiori a quelli consentiti, l’Autorità completa le
istruttorie in atto, anche attraverso verifiche ispettive
Esercitando i poteri assegnati dalla legge 481/95, l’AEEGSI ha approvato una
campagna di tre ispezioni per valutare (Delibera 29/2014/E/IDR):
Rispetto dei criteri e delle procedure stabilite con le deliberazioni 347/2012;
585/2012; 6/2013; 73/2013; 88/2013;271/2013; 273/2013; 643/2013
La correttezza e la coerenza dei dati utilizzati per le tariffe del biennio 2012-2013
La puntuale restituzione ai clienti della quota di remunerazione del capitale investito
per il periodo 21 luglio 2011 -31 dicembre 2011
La sussistenza dei requisiti per il diritto all’aggiornamento tariffario
L’efficienza del servizio di misura
Le ispezioni verranno effettuate in collaborazione con la Guardia di Finanza e potranno
estendere la richiesta di informazioni e documentazione anche all’Ente d’Ambito o al
soggetto competente.
18
Istruttorie
Esempi di controlli in corso di verifiche ispettive (non esaustivo)
Bilanci aziendali e connessa documentazione di supporto
Documenti, anche ad uso interno, relativi al rapporto con l’Ente d’Ambito
Documenti di fatturazione
Contratti di fornitura e relativa documentazione
Prerequisiti per il diritto all’aggiornamento tariffario
Il controllo
procedurale avviene
attraverso una
check list da
compilare in sede di
ispezione (in
contraddittorio con il
gestore interessato)
Il Gestore dovrà comunque rendere disponibile:
Documentazione tenuta ai sensi civilistici, fiscali e contributivi
Fatture emesse e ricevute
Documentazione extracontabile (lettere commerciali, fax, email, contratti) ritenuta
utile dagli ispettori
19
Delibera 643/2013/R/IDR
Introduzione al Metodo Tariffario Idrico
Istruttorie
Chiarimenti applicativi
Modello di calcolo tariffario
Architettura e funzionalità
Dati di input / Raccolta dati
Disclaimer
Prossimi passi: PdI/PEF
20
Delibera 643/2013/R/IDR
Chiarimenti Metodo Tariffario Idrico
ANEA FederUtility
Ai fini dell’applicazione del nuovo metodo tariffario per i servizi idrici (MTI), sono stati
predisposti una serie di chiarimenti elaborati dalle due Associazioni, anche a seguito di
specifici contatti con l’Autorità, che sono forniti agli Associati per una migliore comprensione
della delibera 643/2013/R/IDR.
21
Delibera 643/2013/R/IDR
ART. 3.3 Applicazione del Theta
Il theta 2014 e 2015 non si applica:
a corrispettivi delle altre attività idriche
ai contributi per allacci idrici e fognari
Pertanto (all’art. 9.1 dell’Allegato A):
\ ]4^_@`
`
∗ abc4d`1e
si riferisce solo al fatturato agli utenti finali e ai grossisti, mentre non entrano nella
sommatoria:
i contributi di allaccio in quanto considerati come contributi pubblici a fondo perduto
i corrispettivi delle acque meteoriche ove non già incluse nel SII alla data di pubblicazione
della Delibera 643/2013. In questo ultimo caso infatti tali attività sono da considerarsi
incluse tra le “attività non idriche che utilizzano anche infrastrutture del servizio idrico
integrato”
22
Delibera 643/2013/R/IDR
ART. 9.3 Recupero conguagli 2012 e 2013
All’art. 9.3 il riferimento al confronto con la tariffa media di settore per il calcolo del teta si
esplica attraverso l’applicazione della tabella ivi riportata.
Attesa la straordinarietà dei conguagli 2012 e 2013 (in quanto non è stato possibile
fatturare i corrispondenti teta ai clienti finali), al fine di mantenere lo sviluppo tariffario per
quanto possibile all’interno del limite di crescita tariffaria, i soggetti competenti e i gestori
possono concordare un piano di recupero dei conguagli 2012 e 2013 su più anni.
Ai fini della verifica del limite k di cui all’art. 9.3, si fa riferimento all’ultima tariffa applicata
nel 2013.
Il limite K si applica solo alle tariffe 2014 e 2015 e non è vincolante ai fini del PEF, fermo
restando che l’Autorità potrà fissare eventuali limiti anche nei prossimi periodi regolatori
23
Delibera 643/2013/R/IDR, Allegato
ART. 3.3 Mutui proprietari
In relazione ai Mutui dei proprietari, i soggetti competenti aggiornano il valore MTp
annualmente, ai fini dell’inclusione in tariffa, recuperando anche eventuali partite di
conguaglio, connesse ad esempio alle eventuali caratteristiche variabili del contratti di
mutuo già assentiti, rispetto agli importi riconosciuti nelle tariffe negli anni 2012 e 2013.
.
24
Delibera 643/2013/R/IDR, Allegato
ART. 11, ARTT. 17.10-11 e 18.1, ART. 22 ∆CUIT
Nel VRG le componenti del FoNI sono espresse in modo esplicito e quindi non sono più parte
del Capex
Ai fini applicativi, pertanto:
Il ∆CUIT compreso nella formula del Capex, rappresenta le componenti che non generano
FoNI ai sensi della Delibera 585/2012: CUITaltri, CUITaff, (∆CUITEELL - ∆CUITnet)
Il ∆CUITFONI da destinare a FONI rappresenta le componenti che non generano FoNI ai
sensi della Delibera 585/2012: ∆CUITnet
L’AMM compreso nella formula del Capex (formula 18.1) è calcolato al netto dell’AMMFONI.
25
Delibera 643/2013/R/IDR, Allegato
ART. 16 Fondo Ammortamento
•
FAIP,c,t è il fondo ammortamento per singola categoria di cespite e anno di formazione
come risultante dalle scritture contabili fino al 2011 e secondo la contabilità regolatoria dal
2012.
•
Pertanto, la formula delle immobilizzazioni nette complessive si esprime ai fini applicativi
a −1
 a −2 

a
a
2011
a
IMN = ∑  ∑  IPc ,t * dflt − FAIP,c ,t * dflt − ∑ AMMic,t * dflta 
come segue:
c t =1961 
i = 2012

•
Con:
FA 2011 IP c, t =
fondo ammortamento del cespite di categoria c costruito nell’anno “t” al
31 dicembre 2011 (è pari a 0 per i cespiti del 2012 e 2013
26
Delibera 643/2013/R/IDR, Allegato
ART. 17.7 / ART. 23 FONI
Dal combinato disposto della formulazione all’art. 17.7 e 23.3 i CFP degradano a partire dal
2014 in discontinuità con l’MTT.
Pertanto, ai fini di quanto previsto nell’art.17, il FoNIspesa che va ad incrementare i CFP:
è nettato della quota a copertura degli oneri fiscali (vedi definizione FoNIspesa all’art. 23.1).
Tale quota infatti, pur essendo spesa, non contribuisce alla realizzazione di investimenti e
quindi non è un contributo in conto capitale (bensì in conto);
riguarda la “quota parte di FoNIspesa” di cui all’art. 23.3 ovvero la sola quota parte destinata
a investimenti, esclusa dunque la quota parte legata alla destinazione ad agevolazioni
tariffarie e ad altri usi.
27
Delibera 643/2013/R/IDR, Allegato
ART. 17.1/23.1 FONI spesa
La verifica a consuntivo delle agevolazioni tariffarie previste nel FONIspesa non concorre
alla determinazione del FONInon_inv. La quota parte del FONIa stanziato per agevolazioni
tariffarie ma non erogato per ragioni non imputabili al gestore, indipendentemente dalle
modalità di contabilizzazione del gestore, sarà trattato come un fondo fra i FAcc da portare
in detrazione del CIN (art. 17.1, lett. f) all’anno a+2.
Rimane all’Ente di Ambito il compito di verificare periodicamente l’utilizzo del FONI
destinato ad agevolazioni tariffarie e non utilizzato.
28
Delibera 643/2013/R/IDR, Allegato
ART. 18 Ammortamenti
In analogia a quanto riportato nell’articolo 23.1 dell’Allegato A alla Delibera 585/2012, al
fine del calcolo degli ammortamenti, il confronto per l’individuazione del minore tra la quota
di ammortamento regolatoria (IPc,t/VU*dflat) e le immobilizzazioni nette (IMNac,t) viene
effettuata per “categoria di cespite e anno di formazione”. Pertanto la formula dell’articolo
18 si esprime ai fini applicativi come segue:
in cui sono esplicitati i seguenti termini per singolo cespite:
fondo ammortamento del cespite c costruito nell’anno “t” al 31 dicembre 2011
per a > 2011
29
Delibera 643/2013/R/IDR, Allegato
ART. 18 Ammortamento finanziario
L’applicazione dell’ammortamento finanziario ex art 18.4 è ammissibile anche alle
immobilizzazioni nette realizzate dal 1961 e sino al 31 dicembre 2013 se ricorrono le
condizioni ex art 18.5
Le condizioni di ammissibilità degli ammortamenti finanziari di cui all’art. 18.5 a) si
riferiscono ai comma 3.2 a) b) c) d) della Delibera 459/2013
In relazione alla determinazione dell’ammissibilità degli ammortamenti finanziari (cfr. art.
18.6 “in presenza di ricorso all’ammortamento finanziario sono poste pari a 0 le
componenti tariffarie derivanti dalla valorizzazione della stratificazione dei beni di terzi”), si
intende che, ove applicabile, tale azzeramento riguarda il solo ∆CUITFONI (ovvero il
∆CUITNET)
30
Delibera 643/2013/R/IDR, Allegato
ART. 21
All’art. 21.7 la sommatoria si estende fino al 2011, ovvero su motivata istanza , fino
all’anno «a-2», al fine di aggiornare i cespiti realizzati dai proprietari anche negli anni
successivi
31
Delibera 643/2013/R/IDR, Allegato
ART. 26 Conguaglio energia
Il conguaglio dei costi di energia elettrica, per l’anno 2012, in coerenza con quanto stabilito
nella Delibera 585/2012, è calcolato come differenza tra i costi effettivamente sostenuti ed
i costi riconosciuti nel VRG2012 non essendo possibile applicare il concetto della tariffa
media di settore quando la delibera tariffaria è stata emessa solo a fine 2013. Dal 2013 il
conguaglio dei costi di energia elettrica è valutato con la formula di cui all’art. 26.2.
All’art. 26.1 la produttoria che riguarda l’inflazione decorre ai fini applicativi dall’anno «a-1»
32
Delibera 643/2013/R/IDR, Allegato
ART. 27 Costi ingrosso
Ai fini applicativi, la formula di cui all’art. 27 fa riferimento a:
COws aggiornato con il theta 2012 / theta 2013 nei casi di approvazione da parte del
soggetto competente (inteso nell’accezione di soggetto pubblico) o dell’Autorità;
COws2013 da MTT negli altri casi.
ART. 29 Rimborso 335
La componente tariffaria a copertura delle partite pregresse è al di fuori dal VRG.
La componente di rimborso ex sentenza 335, in quanto importi che si riferiscono ad
annualità precedenti l’anno 2011, può essere trattata in termini di partita pregressa.
33
Delibera 643/2013/R/IDR, Allegato
ART. 30 Morosità
Il costo riconosciuto per la morosità sia il prodotto del fatturato dell’anno a-2 moltiplicato
per il valore standard, identificato per area geografica, con un massimo, ai fini
dell’applicazione del teta, nel limiti di quest'ultimo, ai sensi dell'art. 30.2. Nel caso di
superamento del teta, tale componente di costo concorre al calcolo del VRG, fermo
restando che, ai fini dell’applicazione del teta, si procederà all’istruttoria di cui all’art. 9.3.
Il valore standard si applica al fatturato comprensivo di IVA derivante dalle componenti
tariffarie
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Delibera 643/2013/R/IDR, Allegato
ART. 31 Conguaglio partite pregresse
La componente tariffaria a recupero delle partite pregresse, calcolata ai sensi dell’art.31.2,
si applica sui volumi del periodo nel quale è stato pianificato la rateizzazione del
conguaglio, fino a integrale recupero del conguaglio medesimo.
ART. 34 Deposito cauzionale
La nuova formulazione dell’articolo 4.2 della delibera 86/2013, come modificata dalla
delibera 643/2013, è riferita alle utenze domestiche e che, per tali utenze, il nuovo articolo
4.2 definisce sia le modalità di calcolo del deposito cauzionale sia il suo tetto massimo.
L’articolo 4.1 pertanto si applica alle sole utenze non domestiche.
All’art. 34.2 il riferimento è all’art. 4.4 (e non all’art. 4.2) della delibera 86/2013.
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Delibera 643/2013/R/IDR, Allegato
ART.39 Articolazione tariffaria
Le quote fisse possono essere di valore differente per ogni categoria d'uso (uso domestico
residente, uso domestico non residente, uso non domestico, uso industriale, ecc..)
La tariffa agevolata deve essere applicata alle utenze domestiche residenti (consumi di
tipo essenziale) mentre è facoltativa per le utenze domestiche non residenti (seconde
case, case vacanza, ecc..)
L'articolazione per usi non domestici può essere determinata in maniera differenziata
rispetto agli usi domestici per contemperare il risparmio idrico e le esigenze produttive.
Resta applicabile, per gli usi industriali, la struttura della tariffa di fognatura e depurazione
basata sulle caratteristiche qualitative del refluo scaricato, in osservanza del principio "chi
inquina paga”
Le modifiche dell’articolazione tariffaria ai sensi dell’art. 3, allegato A, sono comunicate
all’Autorità, nell’ambito della determinazione dello schema tariffario di cui all’art. 5.3 della 36
delibera
Delibera 643/2013/R/IDR, Allegato
ART.40
In ipotesi di convergenza tariffaria, il theta di ciascun bacino tariffario è definito dai soggetti
competenti/Enti d’Ambito, con il consensodi tutti i gestoricoinvolti, e non è vincolato al
limite del 6,5% o 9 %
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Delibera 643/2013/R/IDR
Introduzione al Metodo Tariffario Idrico
Istruttorie
Chiarimenti applicativi
Modello di calcolo tariffario
Disclaimer
Architettura e funzionalità
Dati di input / Raccolta dati
Prossimi passi: PdI/PEF
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