Speciale Speciale Applicazione di nuove tecnologie ICT

In caso di mancato recapito inviare al CMP/CPO di Roserio- Milano per la restituzione al mittente previo pagamento resi - ISSN:0392/8829
www.tech-plus.it
AO
365 Luglio-Agosto 2013 Anno 30 7 4.50
Rassegna Soluzioni di tracciabilità
Panorama Il mercato ICT
Speciale
Applicazione
di nuove
tecnologie ICT
INDUS TRIAL D
TECHNOLOGY A
EFFICIENCY Y
Motori, inverter, azionamenti, riduttori, motoriduttori,
sistemi di trasmissione della potenza, sistemi di attuazione oleoidraulica e pneumatica, strumentazione
di misura e controllo, sistemi di controllo e supervisione, software di analisi e dimensionamento, software per la gestione dei carichi, diagnostica, sistemi
di alimentazione, sistemi per la generazione e distribuzione di aria compressa, trasmissioni meccaniche,
elementi di accoppiamento meccanici ecc.
MARTEDÌ 15 OTTOBRE 2013
AREA EX OFFICINE AERONAUTICHE CAPRONI 1910
SS 336 Superstrada per Malpensa, uscita Volandia.
Case Nuove di Somma L.do (VA)
Con il patrocinio di:
PROCESSI PRODUTTIVI: EFFICIENZA TECNOLOGICA, TECNOLOGIE PER L’EFFICIENZA
LA SESSIONE PLENARIA
A CHI SI RIVOLGE
Organizzata da Business International, traccerà il quadro di riferimento relativo all’efficienza energetica nel panorama dell’industria in Italia, facendo riferimento a strategie operative, opportunità, tecnologie disponibili anche in relazione a casi di successo.
La giornata si rivolge ai protagonisti della filiera tecnologica che si occupano di progettare, realizzare, condurre, manutenere impianti
produttivi in ambito manifatturiero e di processo:
• Tecnici della manutenzione
• Uffici tecnici
• Buyer
• Direttori tecnici
• Ricercatori, tecnici e responsabili R&S
• Progettisti
• OEM
• Tecnici e responsabili di produzione
• System Integrator
• Direttori di stabilimento
• Utilizzatori finali
• Manager aziendali
• Energy Manager
• Public utilities
I SEMINARI
LE SOLUZIONI
L’agenda della giornata prevede una serie di seminari
tecnici della durata di 30 minuti tenuti dai tecnici delle
aziende partecipanti. Il programma degli incontri, i relatori
e i titoli saranno aggiornati man mano che verranno confermati sul sito dell’evento.
In uno spazio specifico sarà allestita un’esposizione a cura delle
aziende partecipanti, in cui sarà possibile per il visitatore confrontarsi e approfondire tutti gli aspetti tecnici relativi a prodotti,
tecnologie e sistemi attualmente disponibili.
Per fare dell’efficienza una vera arma di innovazione
tecnica ed economica non si può fare a meno di
passare per tutta quella serie di competenze e
tecnologie in ambito automazione, controllo e
supervisione, sia che si tratti di un grande impianto
siderurgico, di una linea di confezionamento, oppure di
una singola macchina operatrice. L’utilizzo dell’energia
negli impianti industriali è purtroppo ancora lontano
da livelli ottimali di efficienza, non solo negli impianti
“energivori” per antonomasia (siderurgia, cemento,
chimica, carta, alimentare ecc.), ma anche nelle più
svariate realtà manifatturiere (packaging, tessile,
legno, assemblaggio, meccanica ecc.). Recenti studi
hanno dimostrato che il fattore efficienza è visto
dalla dirigenza aziendale come elemento fondamentale
(business critical) nonché stimolo per l’innovazione
tecnologica, anche se solamente una piccola percentuale di
aziende dichiara di aver realmente investito in questo ambito
negli ultimi anni: e sembrerebbe che la maggior causa di ciò
sia la mancanza di informazione, in quanto solo una minima
parte adduce come motivazione la mancanza di adeguati
fondi per sostenere gli investimenti necessari.
Questo è l’obiettivo di Industrial Technology
Efficiency day 2013: offrire un quadro
quanto più completo possibile in relazione
all’offerta attualmente disponibile per la
realizzazione di soluzioni ad elevata efficienza
energetica in ambito di impiantistica e
automazione industriale.
ORGANIZZATO DA:
PARTNER
The Executive Network
Per aderire
on line all’indirizzo www.mostreconvegno.it/efficiency
La partecipazione ai seminari e alla mostra è gratuita, così come la documentazione e il buffet
Per informazioni: Tel 02 49976533 – 335 276990 – Fax 02 49976572
[email protected] – www.mostreconvegno.it/efficiency
MEDIA PARTNER:
INDUS TRIAL D
TECHNOLOGY A
EFFICIENCY Y
Motori, inverter, azionamenti, riduttori, motoriduttori,
sistemi di trasmissione della potenza, sistemi di attuazione oleoidraulica e pneumatica, strumentazione
di misura e controllo, sistemi di controllo e supervisione, software di analisi e dimensionamento, software per la gestione dei carichi, diagnostica, sistemi
di alimentazione, sistemi per la generazione e distribuzione di aria compressa, trasmissioni meccaniche,
elementi di accoppiamento meccanici ecc.
MARTEDÌ 15 OTTOBRE 2013
AREA EX OFFICINE AERONAUTICHE CAPRONI 1910
SS 336 Superstrada per Malpensa, uscita Volandia.
Case Nuove di Somma L.do (VA)
Con il patrocinio di:
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LA SESSIONE PLENARIA
A CHI SI RIVOLGE
Organizzata da Business International, traccerà il quadro di riferimento relativo all’efficienza energetica nel panorama dell’industria in Italia, facendo riferimento a strategie operative, opportunità, tecnologie disponibili anche in relazione a casi di successo.
La giornata si rivolge ai protagonisti della filiera tecnologica che si occupano di progettare, realizzare, condurre, manutenere impianti
produttivi in ambito manifatturiero e di processo:
• Tecnici della manutenzione
• Uffici tecnici
• Buyer
• Direttori tecnici
• Ricercatori, tecnici e responsabili R&S
• Progettisti
• OEM
• Tecnici e responsabili di produzione
• System Integrator
• Direttori di stabilimento
• Utilizzatori finali
• Manager aziendali
• Energy Manager
• Public utilities
I SEMINARI
LE SOLUZIONI
L’agenda della giornata prevede una serie di seminari
tecnici della durata di 30 minuti tenuti dai tecnici delle
aziende partecipanti. Il programma degli incontri, i relatori
e i titoli saranno aggiornati man mano che verranno confermati sul sito dell’evento.
In uno spazio specifico sarà allestita un’esposizione a cura delle
aziende partecipanti, in cui sarà possibile per il visitatore confrontarsi e approfondire tutti gli aspetti tecnici relativi a prodotti,
tecnologie e sistemi attualmente disponibili.
Per fare dell’efficienza una vera arma di innovazione
tecnica ed economica non si può fare a meno di
passare per tutta quella serie di competenze e
tecnologie in ambito automazione, controllo e
supervisione, sia che si tratti di un grande impianto
siderurgico, di una linea di confezionamento, oppure di
una singola macchina operatrice. L’utilizzo dell’energia
negli impianti industriali è purtroppo ancora lontano
da livelli ottimali di efficienza, non solo negli impianti
“energivori” per antonomasia (siderurgia, cemento,
chimica, carta, alimentare ecc.), ma anche nelle più
svariate realtà manifatturiere (packaging, tessile,
legno, assemblaggio, meccanica ecc.). Recenti studi
hanno dimostrato che il fattore efficienza è visto
dalla dirigenza aziendale come elemento fondamentale
(business critical) nonché stimolo per l’innovazione
tecnologica, anche se solamente una piccola percentuale di
aziende dichiara di aver realmente investito in questo ambito
negli ultimi anni: e sembrerebbe che la maggior causa di ciò
sia la mancanza di informazione, in quanto solo una minima
parte adduce come motivazione la mancanza di adeguati
fondi per sostenere gli investimenti necessari.
Questo è l’obiettivo di Industrial Technology
Efficiency day 2013: offrire un quadro
quanto più completo possibile in relazione
all’offerta attualmente disponibile per la
realizzazione di soluzioni ad elevata efficienza
energetica in ambito di impiantistica e
automazione industriale.
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AO
IN QUESTO NUMERO
sommario
/ 17
IL PUNTO
LA SFIDA DEL PRODURRE ‘POCO’
28
di David Corsini
/ 18
COPERTINA
IL MONDO HEIDENHAIN…
di Gabriele Edoardini
LINEA DIRETTA
/ 24
a cura della redazione
/ 28
PANORAMA
LA MODALITÀ ITALIANA ATTINGE VIGORE
DALL’EXPORT
Heidenhain supporta
fortemente la tecnologia
per la trasmissione dei
segnali dell’encoder nel
cavo di alimentazione del
motore con il
progetto HMC 6 (Hybrid
Motor Cable 6 wires
measuring systems). Si
tratta di una soluzione
d’avanguardia: integrare le
linee del sistema di misura
nel cavo di alimentazione
in modo da poter
utilizzare un unico cavo di
collegamento tra il motore
e l’armadio elettrico.
Heidenhain è riuscita in
questa sfida grazie anche
alla sua consolidata
presenza in molteplici
settori applicativi (quali ad
esempio: macchine utensili,
robot industriali, macchine
per la stampa, macchinari
per la misura e la prova di
materiali) di cui ha saputo
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8
di Silvia Beraudo
/ 34
ATTUALITÀ
SPS SI CONFERMA UN SUCCESSO
di Antonella Pellegrini
IL MADE IN ITALY VINCE
di Lù Corradini
SVILUPPO GLOBALE DEL SOFTWARE
/ 36
di Anna Rossi
PROGETTAZIONE ‘BEST-IN-CLASS’
di Paola Redili
STRUMENTI FLESSIBILI PER INNOVATIVI
PROTOTIPI DI BUSINESS
/ 38
di Simone Giusti
/ 40
IL CASO BRETON
GIL 2013, TUTTE LE
OPPORTUNITÀ PER CRESCERE
Tiziano Lotti
di Antonella Pellegrini
/ 45
SPECIALE
APPLICAZIONE DI NUOVE TECNOLOGIE ICT
45
a cura di Antonella Cattaneo
I COLLETTIVI ONLINE RISOLVONO
LE SFIDE CREATIVE
/ 46
di Cathy Salibian
MOBILITÀ VS STATICITÀ
di Simona Del Grande
/ 48
LO STATO DELL’ARTE DELL’IOT
SECONDO ADVANTECH
/ 51
/ 50
di Marco Zampolli
38
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
/ 56
/ 52
AO
IN QUESTO NUMERO
sommario
· Speciale
Soluzioni di motion
control e meccatronica:
standard ed efficienza
· Rassegna
PLC e oltre: PAC, PC
industriali...
· Panorama
Industria meccanica e
della costruzione di
macchine
· Inserto
Soluzioni software per
l’industria
Mail e web di Automazione Oggi
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www.fieramilanomedia.it
www.mostreconvegno.it
60
64
/ 60
RASSEGNA
SOLUZIONI DI TRACCIABILITÀ
di Carlo Marchisio, Alessandra Pelliconi
/ 64
RISPARMIO ENERGETICO
L’AUDIT ENERGETICO ENTRA IN AZIENDA
di Cristina Paveri
/ 68
PNEUMATICA
AUTOMATISMI PER L’ALBUM FOTOGRAFICO
di Laura Galli
Gruppo Automazione Oggi su
/ 70
FRIZIONI
FRIZIONI LIMITATRICI DI COPPIA PERFETTE
PER BANCHI PROVA
di Alberto Surace
LE AZIENDE DI QUESTO NUMERO
/ 72
TUTORIAL
LE OPPORTUNITÀ OFFERTE DALLA RETE
ELETTRICA
INSERZIONISTI
di Alessandra Flammini, Angelo Vezzoli
AUTOMAZIONE DOMANI
ROUTE VERSO LA CLOUD
AUTOMATION
/ 76
72
di Micaela Caserza Magro
/ 78
AUTOMAZIONE USA
E SE LE COSE PARLASSERO
DAVVERO?
di Gary Mintchell
/ 80
AVVOCATO
AZIENDE E PRIVACY: SANZIONI
E MISURE MINIME DI SICUREZZA
di Anna Minichiello, Cristiano Cominotto
NEWS
/ 82
a cura della redazione
10
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
/ 12
/ 12
La soluzione decentralizzata per il controllo assi
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per massimizzare la produttività del sistema.
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AO Le aziende di questo numero
PROMETEO
www.prometeoweb.it
34
25
PTC
www.ptc.com
51
www.advantech.it
50
RITTAL
www.rittal.it
34
ALSTOM GRID
www.alstom.com
26
ROCKWELL AUTOMATION
www.rockwellautomation.com
34
ANIE AUTOMAZIONE
www.anie.it
36
SCHNEIDER ELECTRIC
www.schneider-electric.it
63
API
www.api-automation.it
26
SERVITECNO
www.servitecno.it
26
ASEM
www.asem.it
56
SICK
www.sick.it
63
AUTODESK
www.autodesk.it
52
SIEMENS
www.siemens.it
BALLUFF AUTOMATION
www.balluff.com
34
SIGMA INGEGNERIA
www.sigmaingegneria.com
52
BECKHOFF AUTOMATION
www.beckhoff.it
24
SOFTLAYER TECHNOLOGIES
www.softlayer.com
26
BRADY ITALIA
www.bradycorp.it
60
SOFTWORK
www.rf-id.it
63
BRETON
www.breton.it
56
UNIVERSITÀ DI GENOVA
www.unige.it
34
COGNEX INTERNATIONAL
www.cognex.com
82
WAGO ELETTRONICA
www.wago.com
82
DASSAULT SYSTÈMES
www.3ds.com
46
DATALOGIC
www.datalogic.com
61
ELECTREX
www.electrex.it
64
EMVA
www.emva.org
26
FESTO
www.festo.it
34
FROST & SULLIVAN
www.frost.com
24-25-40
GE INTELLIGENT PLATFORMS
www.ge-ip.com
48
ASEM
GRUPPO AMADORI
www.amadori.it
64
B&R AUTOMAZIONE INDUSTRIALE
HEIDENHAIN ITALIANA
www.heidenhain.it
18
BECKHOFF AUTOMATION
5
HMS INDUSTRIAL NETWORKS
www.anybus.it
25
COGNEX INTERNATIONAL
57
IBM ITALIA
www.ibm.com
26
EUROTECH
55
IFM ELECTRONIC
www.ifm.com
61
FANUC AUTOMATION ITALIA
75
INDUSTRIE UNIBIND
www.industrieunibind.it
68
HEIDENHAIN ITALIANA
I° COPERTINA
INTEL CORPORATION ITALIA
www.intel.it
26
IMAGE S
III° COPERTINA
INTELLISYSTEM TECHNOLOGIES
www.intellisystem.it
61
KEB ITALIA
INTERMEC TECHNOLOGIES
www.intermec.it
62
MESSE FRANKFURT ITALIA
JATCO
www.jatco.co.jp
51
MOTEK/BONDEXPO 2013
MAN AND MACHINE
www.mum.it
52
NATIONAL INSTRUMETS ITALY
IV° COPERTINA
MAYR ITALIA
www.mayr-italia.it
70
PANASONIC ELECTRIC WORKS
15
MCAFEE
www.mcafee.com
26
PROGEA
44
MESSE FRANKFURT ITALIA
www.messefrankfurt.com
34
RS COMPONENTS
16
MURRELEKTRONIK
www.murrelektronik.it
24
SCHMERSAL ITALIA
14
NATIONAL INSTRUMENTS ITALY
www.ni.com
OMRON ELECTRONICS
www.industrial.omron.it
34
SYSTEM
33
PANASONIC ELECTRIC WORKS IT.
www.panasonic-electric-works.it
62
VDW VEREIN – EMO 2013
69
PILZ ITALIA
www.pilz.it
82
VIPA ITALIA
27
PNEUMAX
www.pneumaxspa.com
68
WAGO ELETTRONICA
13
PROGEA
www.progea.com
62
ZUKEN
31
AZIENDE
TEL./HTTP
PAG.
ACIMALL
www.acimall.com
ADVANTECH ITALY
34-38
25-64
AO Inserzionisti
AZIENDE
SCHROFF
PAG.
9
11
59
6/7/67
29
II° COPERTINA
www.schmersal.it
www.automazione-plus.it
Sede legale - Piazzale Carlo Magno, 1 - 20149 Milano
Sede operativa ed amministrativa: SS. del Sempione 28 - 20017 Rho (MI)
tel: +39 02 4997.1 - fax +39 02 49976573
Direzione
Aldo Brandirali Presidente
Antonio Greco Amministratore Delegato
Comitato Tecnico
Antonio Capparelli (Gartner Group), David Corsini (Polo della Robotica), Alessandra Flammini
(Università di Brescia), Alessandro Gasparetto (Università di Udine), Stefano Maggi
(Politecnico di Milano), Roberto Maietti (Asso Automazione/Anie), Carlo Marchisio (Anipla)
Redazione
Antonio Greco Direttore Responsabile
Antonella Cattaneo Caporedattore
[email protected]fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.503
Ilaria De Poli Coordinamento Fieldbus & Networks
[email protected]fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.504
Antonella Pellegrini
[email protected]fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.508
Alessandra Pelliconi Segreteria
[email protected]fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.509
± 3,5 mm
± 2 mm
Collaboratori: Silvia Beraudo, Micaela Caserza Magro, Cristiano Cominotto, Lù Corradini,
Simona Del Grande, Gabriele Edoardini, Laura Galli, Simone Giusti, Tiziano Lotti, Anna
Minichiello, Gary Mintchell, Cristina Paveri, Paola Redili, Anna Rossi, Cathy Salibian, Alberto
Surace, Angelo Vezzoli, Marco Zampolli
Semplice.
Resistente.
Sicuro.
AZM 300.
Grafica e
produzione
Mauro Spolaore Progetto grafico - Impaginazione
[email protected]fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.568
Franco Tedeschi Coordinamento grafici
[email protected]fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.569
Alberto Decari Coordinamento DTP
[email protected]fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.561
Prontostampa srl Uninominale Zingonia (BG) - Stampa
Nadia Zappa Ufficio Traffico - [email protected]fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.534
Pubblicità
Giuseppe De Gasperis Sales Manager
[email protected]fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.527 - Fax: 02 49976.570
International Sales
U.K. – SCANDINAVIA – NETHERLAND – BELGIUM
Huson European Media
Tel. +44 1932 564999 • Fax +44 1932 564998 • Website: www.husonmedia.com
SWITZERLAND - IFF Media ag
Tel. +41 52 6330884 • Fax +41 52 6330899 • Website: www.iff-media.com
GERMANY – AUSTRIA - Map Mediaagentur Adela Ploner
Tel. +49 8192 9337822 • Fax +49 8192 9337829 • Website: www.ploner.de
USA - Huson International Media
Tel. +1 408 8796666 • Fax +1 408 8796669 • Website: www.husonmedia.com
TAIWAN - Worldwide Service Co. Ltd
Tel. +886 4 23251784 • Fax +886 4 23252967 • Website: www.acw.com.tw
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48199749 - IBAN: IT 61 A 07601 01600 000048199749 intestato a: Fiera Milano
Media SpA, Piazzale Carlo Magno,1, 20149 Milano.
Si accettano pagamenti con Carta Sì, Visa, Mastercard, Eurocard (www.ilb2b.it)
Tel. 02 252007200
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Abbonamento annuale E 49,50
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Spedizione in abbonamento postale art. 2 comma 20/B legge 662/96
Testata associata • Associazione Nazionale Editoria Periodica
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Fiera Milano Media è iscritta al Registro Operatori della Comunicazione n° 11125 del 25/07/2003. Registrazione del tribunale
di Milano n° 71 del 20/02/1982. Tutti i diritti di riproduzione degli articoli pubblicati sono riservati. Manoscritti, disegni e non si
restituiscono. Automazione Oggi ha frequenza mensile. Tiratura: 11.000 copie. Diffusione 10.630
14
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AO
IL PUNTO
di David Corsini
La sfida del produrre
‘poco’
S
i è molto parlato - già in
passato relativamente
lontano - di ‘fabbrica intelligente’, ‘factory of the
future’, ‘smart factory’ e
tanti altre definizioni accattivanti. Si è molto parlato - si parlava e si ipotizzava - della
cosiddetta ‘fabbrica al buio’, in grado
di offrire, grazie a una cooperazione
uomo-macchina sempre più sviluppata, la possibilità di configurare e
riconfigurare il sistema in modo da
fornire risposte in maniera integrata,
monitorata e supervisionata a bisogni
(industriali) ogni volta nuovi e complessi. Al di là di qualche interessante
e avveniristica ‘demo’ in ambito accademico, la realtà industriale dimostra
che il sogno di modellare e ‘digitalizzare’ ambienti e requisiti analogici si
scontra per definizione con una dura
e implacabile realtà. Nell’automazione
industriale, che ci piaccia o no, ‘Asia’ e
‘automotive’ sono i due concetti che
dominano e condizionano scenari e
scelte conseguenti.
Il mercato chiede prodotti con costi
che sarebbero supportabili solo se le
produzioni fossero infinite e al contempo con una configurabilità tipica
dei prodotti artigianali: sembra quasi una battuta ma questa è la realtà. Quest’affannosa corsa verso il low-cost mette in competizione aspetti, come costi di
produzione, costi di distribuzione, costi di logistica, che una volta erano appannaggio di soggetti appartenenti alla stessa catena, mentre oggi sono diventati...
dei concorrenti! Oggi non si delocalizza quasi più per cercare competitività su
costi che ormai tendono a uniformarsi dappertutto; si delocalizza per essere
vicini ai clienti, per essere più presenti, flessibili e reattivi a mercati la cui mutevolezza e variabilità hanno smesso di essere problemi per
essere condizioni: così è la realtà, con questa si devono
fare i conti. Rethink Robotics, una società canadese, ha
fatto Baxter, un robot che costa poco perché produce
poco: in realtà è una definizione impropria ma il senso
è più o meno questo. Baxter è un doppio braccio con
un ‘busto’ (che ruota solamente) e un ‘viso’ (telecamera
in aggiunta a quelle sul terminale delle braccia) e può quindi essere impiegato
come asservimento fuori linea, come palletizzatore, come manipolatore per piccoli e semplici assemblaggi: è una macchina tuttofare che potrebbe in effetti
assolvere a svariati compiti; quel complemento che - teoricamente - dovrebbe
rendere automatico il tipico banco di assemblaggio manuale, ancora così diffuso
negli stabilimenti di produzione quantomeno in campo automotive e bianco. Va
da sé che basso costo significa basse prestazioni, ma è anche vero che compiti
banali e ripetitivi - presenti in molteplici applicazioni industriali - non hanno
bisogno di performance sofisticate.
Sarà il mercato, come sempre, a promuovere o a bocciare Baxter e i suoi simili.
A questo punto, fatto salvo che il costo del dispositivo è e sarà sempre più l’elemento predominante (con buona pace di chi ancora si indigna nel constatare
come questo sia l’elemento di scelta predominante nel mercato dell’automazione), autonomia, facilità di apprendere nuovi compiti, riusabilità (termine
più fruibile di riconfigurabilità) potrebbero essere gli elementi che premiano
la ricerca di macchine che costano poco non perché aiutano a produrre ‘tanto’:
costano poco perché aiutano a produrre ‘poco’ ma… di tante cose diverse.
Comitato tecnico di Automazione Oggi
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
17
AO
Il mondo
Heidenhain…
COPERTINA
HEIDENHAIN ITALIANA COPERTINA HEIDENHAIN ITALIANA
… è un mondo di misura. Un mondo in cui la tecnologia di misura e
controllo per funzioni di posizionamento è sempre più evoluta
È
La soluzione HMC 6 a cavo singolo
La soluzione HMC 6 a cavo singolo è stata progettata specificatamente per l’ultima generazione dell’interfaccia dati
Heidenhain EnDat 2.2 di tipo assoluto per i sistemi di misura
variante EnDat22 che hanno unicamente la trasmissione dei
dati puramente seriale e sincrona su solo 4 fili. Tuttavia, è
anche aperta all’utilizzo con qualunque sistema di misura
che basi la propria interfaccia sulla porta seriale standard RS
18
Encoder
connections
Connections
for the brake
Connections
for the motor
Heidenhain supporta la tecnologia per la trasmissione dei
segnali dell’encoder nel cavo di alimentazione del motore
con il progetto HMC 6 (Hybrid Motor Cable 6 wires measuring
systems)
485. La soluzione HMC 6 a cavo singolo offre una serie di
interessanti miglioramenti, in termini di costo e di qualità,
apprezzati dai costruttori di motori, dai costruttori di macchinari e anche dai designer, sempre attenti a combinare la
tecnologia con un’estetica accattivante. Riassumiamo qui di
seguito le innovazioni più interessanti e apprezzate:
• non è richiesta la sostituzione delle interfacce esistenti
nelle elettroniche di gestione dati;
• consente di utilizzare un minor numero e anche più piccoli
sistemi di catenarie per la movimentazione cavi;
• il numero inferiore di cavi migliora sensibilmente la flessibilità d’utilizzo della catenaria riducendo le problematiche
di usura dei cavi a sezione diversa o con caratteristiche di
flessibilità non omogenea;
• rende l’installazione ancora più facile e veloce, riducendo
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Iniziativa realizzata in collaborazione con la direzione marketing
noto che i motori necessitano comunemente di
due cavi separati ognuno dei quali aventi specifiche caratteristiche elettriche e meccaniche:
uno serve per la connessione dati dell’encoder
feedback motore e per l’alimentazione dello
stesso, l’altro per l’alimentazione di potenza del motore ed
eventualmente del servofreno. Per le cosiddette soluzioni a
drive decentralizzati, che hanno dei loro propri inverter fissati direttamente sul motore, sono in commercio cavi e connettori definiti ibridi nei quali l’alimentazione per il motore
e le linee di comunicazione per gli inverter sono combinati
in un’unica soluzione. È risultato evidente che la riduzione
nel numero di componenti coinvolti nella trasmissione sia
in grado di portare un sensibile risparmio e miglioramenti di
comportamenti meccanici nelle catenarie per la movimentazione cavi, per cui si è deciso di investire nello sviluppo di
soluzioni con medesime caratteristiche estendendo questa
tecnologia di collegamento anche ai servo motori, ove non
è possibile raggiungere le performance necessarie con le soluzioni decentralizzate.
Heidenhain supporta fortemente questa tecnologia per la
trasmissione dei segnali dell’encoder nel cavo di alimentazione del motore con il progetto HMC 6 (Hybrid Motor Cable
6 wires measuring systems). Si tratta di una soluzione d’avanguardia: integrare le linee del sistema di misura nel cavo di
alimentazione in modo da poter utilizzare un unico cavo di
collegamento tra il motore e l’armadio elettrico. Heidenhain
è riuscita in questa sfida grazie anche alla sua consolidata
presenza in molteplici settori applicativi (quali ad esempio:
macchine utensili, robot industriali, macchine per la stampa,
macchinari per la misura e la prova di materiali) di cui ha saputo cogliere con attenzione le necessità e le criticità.
LIANA COPERTINA HEIDENHAIN ITALIANA COPERTINA HEIDENHAIN ITALIANA COPERTINA HEIDEN
• permette una riduzione dei costi
di documentazione;
• riduce il numero dei componenti
in caso di assistenza;
• la combinazione di cavo di alimentazione e cavo del trasduttore
di misura è validato con i restrittivi
requisiti imposti dal sistema qualità
di Heidenhain.
Design universale
Per i costruttori di motori come per
quelli di macchinari, il design universale di HMC 6 consente la massima flessibilità perché è possibile
utilizzare componenti industriali
standard, sia dalla parte del motore sia dalla parte dell’elettronica
di gestione quali azionamenti PLC o controlli numerici. Dalla
parte del controllo numerico i benefici sono evidenti: non
è necessario sostituire i sistemi di inverter e le unità di controllo. Il cavo HMC 6 è stato progettato per agevolare la connessione ai sistemi mantenendo le garanzie all’immunità ai
disturbi imposte dalla Comunità Europea. La soluzione HMC
6 integra in un unico cavo i fili per i sistemi di misura, mo-
HMC 6 è una soluzione d’avanguardia:
permette di integrare le linee del sistema
di misura nel cavo di alimentazione in modo
da utilizzare un unico cavo di
collegamento tra il motore e l’armadio elettrico
anche i tempi allestimento/attrezzaggio per lo svolgimento
di test in azienda per macchinari di grosse dimensioni che
necessitano di essere smontate per la spedizione;
• il profilo del cavo è più compatto, facilitando l’integrazione
del motore nella macchina;
• consente una sensibile riduzione dei costi di spedizione e
stoccaggio per cavo e connettore;
Tastatori di misura Acanto
A
lla fiera Control di Stoccarda, Heidenhain ha
presentato il tastatore di misura AT 30 della
serie Acanto con corsa di misura fino a 30
mm. Questo tastatore è caratterizzato dalla
generazione assoluta del valore di posizione
nel protocollo EnDat22 full digital ed è adatto per l’impiego nella metrologia in ambiti di stazioni di misura
multiple e dispositivi di test automatici. Il principio di
funzionamento a scansione ottica delle graduazioni assolute consente l’utilizzo dell’intera corsa misurabile senza
necessità di correzioni sul segnale all’approssimarsi
dell’estremità della corsa e garantendo l’accuratezza di
misura in modo omogeneo e preciso. Per la metrologia
in ambiti produttivi una buona classe di protezione da
contaminazioni è un’ulteriore conferma di affidabilità;
Acanto si propone con classi fino a IP67 e possibilità di
pressurizzazione della camera di lettura.
Il cavo è rimovibile dal corpo encoder e l’integrazione nei
diversi dispositivi risulta alle lunghezze standard disponibili dando ulteriore modularità nell’applicazione. L’innoI tastatori Heidenhain Acanto sono caratterizzati dalla generazione
vativa tecnologia del cuscinetto per il mantenimento della
assoluta del valore di posizione nel protocollo EnDat22 full digital e sono
linearità dello stelo consente al tastatore di funzionare con
adatti per l’impiego nella metrologia in ambiti di stazioni di misura
limitato attrito a beneficio della durabilità d’utilizzo e delle
multiple e dispositivi di test automatici
velocità di traslazione.
L’interfaccia EnDat bidirezionale utilizzata su sistemi di misura assoluti Heidenhain supporta utili funzioni di monitoraggio e diagnosi, oltre che una rapida messa
in funzione dell’impianto e elevate frequenze di Clock. Alla messa in funzione, tramite l’interfaccia EnDat 2.2 possono essere letti i dati dell’apparecchiatura
per l’autoconfigurazione, mentre durante il funzionamento informazioni di valutazione del sistema consentono il monitoraggio della qualità del segnale. In
aggiunta, informazioni specifiche del costruttore possono essere salvate nelle aree di memoria riservate.
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19
AO
COPERTINA
HEIDENHAIN ITALIANA COPERTINA HEIDENHAIN ITALIANA
tori e servo freni. Si collega al motore tramite un connettore
ibrido industrializzato. Per il collegamento all’inverter, il cavo
è suddiviso in connessioni di potenza per alimentazione del
motore ed eventuale freno e connessioni per la parte encoder. Questo lo rende compatibile con gli stessi componenti
come nel caso dei cavi convenzionali.
Come già accennato, la soluzione a cavo singolo HMC 6 è
utilizzabile dai sistemi di misura Heidenhain EnDat22 a trasmissione del segnale puramente seriale con velocità di trasmissione fino a 16 MHz oppure tramite RS 485. La gamma di
questi encoder è in grado di coprire molteplici applicazioni
d’automazione industriale includendo così encoder motore per servo drive nelle varie taglie e classi di accuratezza,
i sistemi di misura lineari (nella versione aperta e in quella
incapsulata) e sistemi di misura angolari per applicazioni di
precisione, offrendo una soluzione ottimale per la retroazione di motori diretti e ovviando al problema della fasatura
iniziale e alla rigidità delle cinematiche con problemi di risonanza.
EnDat: sicurezza e performance
Da anni ormai affermatasi come standard presso costruttori
e gli utilizzatori, l’interfaccia EnDat di Heidenhain è un’inter-
I motori necessitano comunemente di due cavi separati,
ognuno con specifiche caratteristiche elettriche e
meccaniche: uno serve per la connessione dati
dell’encoder feedback motore e per l’alimentazione dello
stesso, l’altro per l’alimentazione di potenza del motore
ed eventualmente del servofreno
La soluzione HMC 6 a cavo singolo è progettata per
l’ultima generazione dell’interfaccia dati Heidenhain
EnDat 2.2 di tipo assoluto per i sistemi di misura variante
EnDat22 con trasmissione dei dati puramente seriale
e sincrona su solo 4 fili. È anche aperta all’utilizzo con
sistemi di misura che basano la propria interfaccia sulla
porta seriale standard RS 485
Nuove varianti encoder per l’automazione
H
eidenhain ha ulteriormente ampliato la sua offerta di trasduttori rotativi della serie ENC/EQN 400 con interfaccia Profibus,
Profinet e Drive-CLiQ e diametro della carcassa di 58 mm. La
novità riguarda l’albero dell’encoder: infatti, accanto alle già
note versioni con albero pieno, è stata presentata la versione
con albero cavo robusto, con diametro 12 mm. Si tratta di un albero cavo
con anello di fissaggio. Il collegamento all’albero cavo è stato progettato
per un max di 6.000 posizioni/giro al minuto. La resistenza agli shock (6
ms) secondo DIN è pari a 1.000 m/s2 mentre alle vibrazioni è fino a 100
m/s2. L’encoder appartiene alla classe di protezioni IP64. Secondo DIN, la
temperatura ambiente consentita è tra -40 °C e 70 °C.
I trasduttori rotativi con interfaccia Profibus sono in grado di supportare il
profilo encoder DP-V2 e quindi rispondono ai requisiti per il controllo dei
robot e per le tecnologie di produzione. Gli encoder assoluti con PROFIBUS
possono essere configurati e parametrizzati secondo le esigenze specifiche
delle diverse applicazioni. Le versioni con interfaccia Profinet supportano
le funzioni della classe di conformità 4 (funzioni di full scaling and preset)
e consentono il collegamento real-time Ethernet e IT. Il loro impiego ideale
è negli impianti di produzione, come anche per l’automatizzazione dei
processi e nelle applicazioni su drive.
20
Heidenhain ha ulteriormente ampliato la sua offerta di
trasduttori rotativi della serie ENC/EQN 400 con
interfaccia Profibus, Profinet e Drive-CLiQ e diametro
della carcassa di 58 mm
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faccia bidirezionale digitale in grado di emettere sia valori
di posizione di sistemi di misura incrementali e assoluti sia
di verificare e aggiornare le informazioni memorizzate nel
sistema di misura o di impostarne di nuove, utilizzando appena 4 linee del segnale grazie alla trasmissione seriale dei
dati. La trasmissione dei dati è sincrona al segnale di clock
predefinito dall’elettronica successiva. Il tipo di trasmissione
(valori di posizione, parametri, diagnosi ecc.) viene selezionato con comandi Mode, che l’elettronica successiva invia al
sistema di misura. La messa in funzione di un asse può essere
automatizzata grazie alla capacità di EnDat di memorizzare
tutte le informazioni rilevanti nel sistema di misura e alla
presenza di diagnosi con allarmi ed eventuali warning analizzata dall’elettronica successiva. Caratteristiche che, unite
al Cyclic Redundancy Check, garantiscono la massima sicurezza in fase di trasmissione dei dati e rendono così l’impiego
di EnDat la scelta ottimale su macchinari con elevati requisiti
di sicurezza. I sistemi di misura Heidenhain per applicazioni
orientate alla sicurezza sono certificati secondo la norma ISO
13 849-1 e IEC 61 508. In tali norme la valutazione dei sistemi
viene eseguita tra l’altro sulla base di probabilità di guasto
di elementi integrati o sottosistemi. Questa concezione mo-
Encoder assoluti induttivi Heidenhain serie ECI/EQI 1300
G
montaggio
Lunghezze di montagg
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ridotte, elevata rigidezza
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Heidenhain dell
la serie ECI/
EQI 1300
li encoder assoluti induttivi Heidenhain della serie ECI/EQI 1300
sono presenti sul mercato da oltre 10 anni. Grazie all’affidabilità della scansione induttiva unita al design senza cuscinetto,
hanno trovato ampia applicazione in un crescente numero di
mercati come ad esempio: servo motori, automazione industriale
e packaging. Lunghezze di montaggio ridotte, elevata rigidezza torsionale dei
giunti e elevate risoluzioni sono i loro punti di forza. La massima modularità
è garantita dall’interfaccia intelligente EnDat 2.2 che può trasmettere valori
di posizione assoluti, informazioni supplementari (come temperatura, valori
diagnostici), e parametri utili come la messa in funzione automatizzata.
La Generazione
e 2.5 è
meccanicamente
meccanicament
te
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ella
Genenerazione 3
La nuove generazioni
Heidenhain da tempo offre soluzioni conformi alla direttiva macchine in
applicazioni safety e presenterà, a breve, due nuove generazioni di encoder
della serie ECI/EQI 1300: Generazione 2.5 e Generazione 3. La Generazione
3 (Gen.3) di ECI/EQI 1300, con interfaccia digitale pura EnDat22 e design
meccanico completamente rinnovato per garantire ‘fault exclusion’, rappresenta il punto di partenza per le applicazioni future. La Generazione 2.5
(Gen. 2.5) è meccanicamente compatibile con i modelli attuali (Gen.2.2),
mantiene segnali con interfaccia EnDat01 e implementa le migliorie meccatroniche della Gen 3.
Generazione 2.5
Gli encoder induttivi Heidenhain della generazione 2.5 presentano la nuova
scansione Asic (Hydra II) e sono disponibili nelle versioni con EnDat01 ed
EnDat21 digitale puro. L’accuratezza è ± 180”; è stato ampliato il range
della tensione di alimentazione (ora da 4,75 V a 10 V) con unificazione delle
precedenti varianti elettriche. È stato ridotto il tempo di calcolo del valore di
posizione assoluto (Tcal) ed è stato migliorato il comportamento allo startup. Viene utilizzata una nuova soluzione di riduttori meccanici per segnali
multigiro, più silenziosi e dinamici. Il montaggio è compatibile con l’attuale
Generazione 2.2 con regolazione dello scanning gap e software ATS con
PWM 20. La tolleranza dello scanning gap rimane 0,5 mm con -0,2/+0,4
mm di tolleranza assiale; la resistenza alle vibrazioni è stata migliorata a
200 m/s2.
Generazione 3
Anche nella Generazione 3 è stata implementata la scansione Asic (Hydra II)
con Functional Safety per applicazioni SIL 3 categoria 4 PL e; è disponibile
l’interfaccia EnDat22 con frequenza di clock 16 MHz. L’accuratezza è stata
migliorata passando a ± 65”. La tensione di alimentazione varia da 3,6 V
a 14 V. Il segnale della temperatura encoder-motore è stato digitalizzato.
La Generazione
e 3 di ECI/EQII
interfaccia
1300, con interf
faccia
EnDat22
digitale pura En
nDat22 e
design meccanico
rinnovato per garantire
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‘fault exclusion’
exclusion’,’,
punto
rappresenta il p
unto dii
applicazioni
partenza per le applica
azioni
future
Le funzioni safety implementate possono essere verificate tramite il codice
‘15=OEM’. La release software ATS 2.6.03 del sistema diagnostico PWM
20 consente la visualizzazione dello scanning gap tramite diagnosi e facilita
la verifica del montaggio con visualizzazione in percentuale. Il nuovo design
non necessita del processo di regolazione dello scanning gap. La tolleranza
assiale scanning gap è migliorata (± 0,5 mm), diventando, quindi, adatta
anche per motori di maggiori dimensioni. Vengono presentati riduttori meccanici per segnali multigiro, più silenziosi e dinamici, con una resistenza alle
vibrazioni migliorata garantendo un funzionamento fino a 40 g per statore
e 60 g per rotore.
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AO
COPERTINA
HEIDENHAIN ITALIANA COPERTINA HEIDENHAIN ITALIANA
dulare facilita il costruttore di impianti di sicurezza nella realizzazione di propri sistemi completi, in quanto possono far
affidamento su sottosistemi già qualificati. I sistemi di misura
di posizione di sicurezza con trasmissione puramente seriale
dei dati tramite EnDat 2.2 soddisfano pienamente tale esigenza. In un motore sicuro il sistema di misura di posizione
di sicurezza determina un sottosistema di questo tipo. Il sistema è composto da: encoder con modulo di trasmissione
EnDat 2.2, linea di trasmissione dati con comunicazione
EnDat 2.2 e cavo Heidenhain, modulo di ricezione EnDat 2.2
con funzione di sorveglianza (master EnDat). Il sistema globale ‘azionamento sicuro’ è composto nell’impiego pratico
da: un sistema di misura di posizione di sicurezza, un sistema
di controllo orientato alla sicurezza (con master EnDat con
funzioni di sorveglianza), modulo di potenza con cavo di potenza del motore e il motore, connessione meccanica sicura
tra sistema di misura e motore.
L’offerta Heidenhain per Safety
La Direttiva macchine europea ha ulteriormente regolamentato le applicazioni in ambienti Safety portando cambiamenti fondamentali nella qualificazione dei componenti
utilizzati nelle macchine. Heidenhain continua la stretta collaborazione con gli istituti specializzati per la certificazione
dei componenti e dei processi di sicurezza; grazie alla propria
competenza nella tecnologia di controllo e nella metrologia
Nuovo sistema di misura assoluto lineare Heidenhain LIC 2100 con ampie tolleranze di montaggio
I
l successo riportato dal sistema di misura assoluto lineare LIC 4000
Heidenhain, con risoluzioni nell’ordine del nanometro e in tre varianti
meccaniche di montaggio e livelli di accuratezza (± 5 μm), ha confermato la crescente richiesta di sistemi di misura lineari aperti con
posizionamento assoluto e interfaccia seriale. Infatti, questi sistemi
consentono un sensibile aumento della produttività e dell’affidabilità della
macchina grazie alle loro innovative caratteristiche: il posizionamento di zero
non è necessario alla partenza o in caso di fermo macchina come non sono
necessari spostamenti della macchina in caso di mancata tensione, evitando
così danni alla macchina e al prodotto finito; la migliore qualità del segnale
assoluto, il maggior numero di informazioni aggiuntive rispetto a quello incrementale e la disponibilità on line della diagnostica consentono di prevenire il
rischio di fermo macchina; se utilizzati sui motori lineari, non necessitano di
più spinte; il grado di protezione IP67 della testina facilita la manutenzione
preventiva del nastro.
Il range di alimentazione ampliato, da 3.6 V… a 14 V, ha portato benefici in
termini di tolleranza su eventuali cadute di tensione e sezione di fili utilizzati
per la realizzazione dei cavi di prolunga.
La gestione e l’interpolazione del segnale risultano superflue con possibile
riduzione dei costi delle elettroniche e delle dimensioni geometriche.
Lo short range error molto contenuto ha un impatto positivo sulla prontezza
del sistema retroazionato a elevate dinamiche e del consumo di corrente che
ha come conseguenza diretta la rumorosità di marcia e il surriscaldamento
in caso di motori diretti di tipo lineare.
Le ampie tolleranze di montaggio portano sensibili benefici in termini di riduzione del tempo di montaggio o di manutenzione, e dei costi di finitura delle
Per le applicazioni che richiedono accuratezza relativamente bassa pur necessitando di elevate affidabilità e tolleranze di
montaggio, Heidenhain ha ampliato la propria gamma di sistemi di misura aperti presentando la nuova LIC 2100
particolari funzioni per la fasatura alla partenza o in caso di fermo macchina.
Per le applicazioni che richiedono accuratezza relativamente bassa pur
necessitando di elevate affidabilità e tolleranze di montaggio, Heidenhain
ha ampliato la propria gamma di sistemi di misura aperti presentando la
nuova LIC 2100.
Sintetizziamo qui le caratteristiche tecniche: lo standard di misura è un nastro
in acciaio con graduazione assoluta basata sul solo PRC (Pseudo Random
Code) mentre è assente la graduazione incrementale; l’accuratezza di posizionamento ± 15 μm e la risoluzione 0,1 μm ottenibile senza rielaborazione
del segnale dalle elettroniche di acquisizione dati che sono anche causa di
disturbi al segnale; le corse utili standard arrivano fino 6.020 mm. Per corse
fino a 28.000 mm è possibile utilizzare il modello LIC 4000. Anche i fine
corsa non sono più necessari, contribuendo alla riduzione dei costi diretti
d’acquisto e indiretti, come il tempo di montaggio e la gestione logistica.
L’estrema leggerezza della testina di lettura la rende idonea a dinamiche
22
superfici di fissaggio o anche in caso di adattamento su soluzioni meccaniche
presistenti (scanning gap: 0,75 mm ± 0,5 mm, roll/pitch/Moiré: ± 17 mrad
(1 grado), linearità: ± 1 mm).
Il montaggio risulta particolarmente agevole, per cui tendenzialmente non
è necessario ottimizzare la regolazione fine del segnale tramite software;
in caso di necessità si può utilizzare il kit diagnostico PWM 20 collegabile
tramite USB a PC con software ATS 2.8.0.
Il cablaggio è stato ulteriormente semplificato grazie al segnale EnDat22 digitale puro che necessita di soli 6 fili (Data-Data, Clock-Clock e alimentazione)
con diametri Ø 3,7 mm e ai cavi più flessibili grazie alla schermatura singola
sufficiente a garantirne l’immunità ai disturbi.
La diagnostica on line del segnale con warning prima di un eventuale fermo
macchina è un utile supporto per una rapida soluzione di anomalie o come
precauzione in sicurezza in caso di condizioni di lavoro che potrebbero danneggiare l’encoder stesso o l’intero macchinario.
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LIANA COPERTINA HEIDENHAIN ITALIANA COPERTINA HEIDENHAIN ITALIANA COPERTINA HEIDEN
la gamma encoder per applicazioni ha completato la gamma
encoder EnDat22 full digital con certificazione Safety: sistemi
di misura lineari incapsulati LC 400 e LC 100 dove sono necessari ingombri ridotti o robustezza con lunghezze fino a
4.040 mm, oppure LC 200 per lunghezze fino a 28.000 mm.
Passando alle soluzioni rotative la gamma comprende due
tecnologie di funzionamento: quella ottica è presente sugli
encoder assoluti multigiro EQI 1125 e EQN 1337 a elevata
accuratezza e qualità del segnale generato da una speciale
codifica PRC (Pseudo Random Code) realizzata con gradua-
zione di cromo su dischi di vetro; con il principio di generazione del segnale per induzione Heidenhain propone i
recentissimi encoder assoluti multigiro EQI 1131 e EQI 1331
(SIL 3 categoria 4 PL e) per applicazioni con gravose sollecitazioni meccaniche (fino a 60 g).
Saranno disponibili nei prossimi mesi anche i sistemi di
misura angolari assoluti RCN 5000 e RCN 8000, basati sul
principio di funzionamento ottico e con accuratezze di posizionamento fino a 1” garantite da un certificato di calibrazione rilasciato per ogni prodotto.
Sistemi di misura Heidenhain per funzioni di posizionamento evolute
I
I sistemi di misura Heidenhain offrono
sempre la miglior soluzione per le più
diversificate applicazioni. La varietà di
interfacce offerte consente ai costruttori di macchine una progettazione standard, indipendentemente
dall’elettronica successiva. Anche le funzioni di diagnostica delle interfacce
digitali si rivelano decisive perché permettono agli utilizzatori e ai costruttori di verificare le loro macchine in caso di funzionamento non corretto.
Le esigenze delle varie applicazioni sono molteplici come anche le varianti dei
sistemi di misura. Alcuni aspetti però accomunano tutti i sistemi di misura
Heidenhain: accuratezza, qualità ed affidabilità, caratteristiche decisive per il
successo nelle applicazioni nei sistemi di produzione.
Il sistema di misura lineare aperto LIP 200 con interfaccia
EnDat raggiunge una risoluzione di 31,25 pm
Massima precisione per l’industria elettronica
Oltre alle tradizionali applicazioni nel settore delle macchine utensili, negli
ultimi anni l’industria elettronica ha offerto grandi spunti all’innovazione.
Questo fenomeno è tutt’altro che sorprendente se si considera l’impressionante sviluppo della scala di integrazione dei componenti elettronici. Questo
settore è destinato al successo con l’assoluta priorità di precisione e qualità.
Il sistema di misura LIP 200 con interfaccia EnDat raggiunge una risoluzione
di 31,25 pm. Il limite della riproducibilità è determinato dal rumore elettrico
che tendenzialmente è intorno 150 pm (RMS). In ogni caso, Heidenhain è
in grado di coprire un ampio range di esigenze accanto a queste particolarmente spinte. I più recenti sviluppi per quanto riguarda i sistemi a nastro
graduato con protocollo assoluto EnDat22, LIC 4000 e la nuova arrivata LIC
2100 con principio di scansione assoluto a una traccia completano l’offerta
Heidenhain nell’ambito delle soluzioni tecnologiche entry-level. Se l’accuratezza è sensibilmente inferiore a quella di LIP 200, l’affidabilità è fuori
discussione. Le geometrie contenute mantenendo un ampio campo di lettura
della posizione e l’elevata automatizzazione della produzione sono la garanzia
dell’elevato standard della robustezza e delle riserve funzionali.
Principi di misura universali nell’automazione
La robustezza a sollecitazioni meccaniche è uno dei principali trend di sviluppo
dei trasduttori rotativi basati sul principio di funzionamento per induzione
con generazione di segnali assoluti EnDat22 full digital; vengono utilizzati
come feedback nei servo motori e anche per applicazioni di encoder stand
alone con grado di protezione IP elevati. Se da un parte si può soprassedere
sull’accuratezza/risoluzione, la tecnologia di misura induttiva diventa un must
nel caso di applicazioni che richiedono una particolare robustezza meccanica
e dimensioni applicative assiali contenute. La serie più recente presentata da
Heidenhain, EQI 1300 Generazione 3, è risultata idonea persino per applica-
Alcuni aspetti accomunano tutti i sistemi di misura
Heidenhain: accuratezza, qualità ed affidabilità,
caratteristiche decisive per il successo nelle applicazioni nei
sistemi di produzione
zioni Safety con livello SIL3 categoria 4 Pl e in ottemperanza all’ente certificatore TÜV. Per i trasduttori magnetici o induttivi che per natura applicativa non
necessitano di cuscinetti meccanici dedicati (sono sufficienti quelli integrati
nella macchina), la variazione della distanza di allineamento tra parte rotorica
e statorica durante l’operatività risulta essere molto importante; a supporto
dell’utilizzatore, è stata introdotta un’informazione aggiuntiva nella word di
posizione assoluta per l‘utilizzo diagnostico con il kit PWM 20 e software
ATS 2.8.0; è così possibile monitorare durante il funzionamento (on line) la
variazione della distanza con il comportamento termico del motore elettrico.
Diversamente, quando l’applicazione richiede anche accuratezza e ottima
qualità di segnale, i trasduttori ottici sono la soluzione ideale con il giusto
rapporto di precisione e robustezza operativa.
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
di Gabriele Edoardini
23
AO LINEA DIRETTA
In breve
20° anniversario di
Murrelektronik
Grande successo per la celebrazione del 20° anniversario di Murrelektronik Italia che ha festeggiato
questo importante traguardo in occasione della fiera
SPS IPC Drives di Parma, appena conclusa. Il brindisi
celebrativo che si è svolto il 22 maggio presso lo
stand, ha visto la presenza di numerosi collaboratori
e clienti che hanno
contribuito al raggiungimento degli obiettivi
di questi primi 20 anni.
Confermato l’interesse
già annunciato per la
grande torta realizzata
con materiali ecologici
ed eco-compatibili,
che i visitatori hanno
potuto ammirare per tutta la durata della manifestazione, scoprendo i prodotti, gli eventi e i passaggi
significativi che hanno fatto la storia dell’azienda.
L’installazione, realizzata da una designer contemporanea per esprimere l’anima ‘green’ dell’azienda,
al termine dell’evento è stata trasferita nella nuova
sede presso l’Energy Park di Vimercate.
Beckhoff Automation
cambia sede
La filiale italiana di Beckhoff Automation compie
quest’anno 10 anni di attività. Per supportare al meglio il proprio sviluppo e le relazioni con la clientela,
l’azienda ha cambiato sede e dallo scorso mese di
giugno si è trasferita a Limbiate, nella provincia di
Monza e Brianza. Beckhoff Automation ha iniziato la
propria attività nel 2003 sotto la direzione di Pierluigi Olivari, con un piccolo team di 4 persone dotate
di grande entusiasmo e voglia di fare. Oggi l’azienda
dispone di uno staff di ben 24 unità che operano,
oltre che nella sede centrale di Limbiate, anche nelle
due filiali dislocate a Bologna e Padova. L’azienda,
basata sull’innovazione e la qualità dell’offerta,
è cresciuta in maniera dinamica, significativa ed
armonica, di pari passo con i servizi di supporto e
assistenza pre e post vendita e adeguando costantemente il personale. La scelta di Limbiate (MB), città
situata a nord di Milano, è stata dettata dall’esigenza
di stare vicino ai principali centri urbani e logistici.
Questo è l’indirizzo completo della nuova sede:
Beckhoff Automation S.r.l. Via L. Manara, 2 20812
Limbiate (MB) Telefono: + 39-02.9945311- Fax: +
39-02.99682082 - [email protected]
24
Europa Centrale e Orientale, Regno Unito e Scandinavia offrono
un enorme potenziale di crescita nell’ambito dei macchinari per
imballaggio
In crescita il
mercato europeo
dei macchinari
per imballaggio
di Federica Andreini
L’
elevato tenore di vita in Europa ha reso popolari i beni
confezionati, tra cui alimenti,
bevande, articoli da toilette
e cosmetici, facendo aumentare la domanda di macchinari per
imballaggio nella regione. L’esigenza
di soluzioni di imballaggio per prodotti
di diverse forme e dimensioni, insieme
all’attenzione particolare dei produttori all’automazione per migliorare
l’efficienza dei processi in tutti i settori,
sosterrà gli investimenti nel mercato.
Una nuova analisi di Frost & Sullivan,
intitolata ‘Analysis of the European
packaging machinery market’, rileva che
il mercato ha prodotto entrate per oltre
12,62 miliardi di dollari nel 2012 e stima
che questa cifra raggiungerà quota
14,63 miliardi di dollari nel 2016. La ricerca riguarda: macchinari per il riempimento, la chiusura e il riempimento
e la chiusura; macchinari per formare,
riempire e sigillare; macchinari per l’avvolgimento; gruppi di macchinari per
imballaggio; macchinari per la produzione di pallet. I segmenti degli utenti
finali comprendono: prodotti chimici
e petrolchimici, food & beverage, prodotti farmaceutici, prodotti dolciari e tabacco, prodotti da toilette e cosmetici.
I cambiamenti demografici come l’invecchiamento della popolazione e la
crescita del numero dei piccoli nuclei
familiari in Europa aumentano la necessità di confezioni monodose, portando
gli utenti finali dei diversi settori a interessarsi a linee di produzione e macchinari per imballaggio specializzati.
“L’intensa competizione e la congiun-
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
tura economica sfavorevole hanno
costretto le industrie in tutta Europa a
ottimizzare i propri processi produttivi
e diminuire i costi operativi” afferma
Sivakumar Narayanaswamy, industrial
automation and process control research manager di Frost & Sullivan. “I
macchinari per l’automazione dell’imballaggio che eliminano la manodopera,
producono meno rifiuti e aumentano la
produttività, pertanto, stanno diventando ampiamente accettati”. I volumi
di vendita sono saliti ulteriormente con
l’avvento di apparecchiature di imballaggio multifunzionali che riducono i
costi e offrono una migliore gestione
dello spazio. I sistemi integrati hanno
anche una maggiore flessibilità operativa e possono adattarsi a nuove specifiche della produzione. Tuttavia, i mercati
maturi come Italia, Germania e Francia
sono già ben equipaggiati ed è probabile che effettuino ordini limitati di questi macchinari per imballaggio avanzati.
Più in generale nell’Europa del Sud, la
crisi ha colpito le industrie discrete e di
processo. Gli utenti finali stanno cercando dei modi per ridurre i costi operativi e di manutenzione, pertanto non
sono intenzionati a investire in processi
di automazione di importanza non fondamentale. “I fornitori di macchinari devono concentrarsi sulle regioni che non
sono state colpite dalla crisi economica”
conclude Narayanaswamy. “I mercati di
Scandinavia, Europa centrale e orientale e Regno Unito offriranno il più alto
potenziale di adozione grazie alla stabilità dell’economia e della crescita degli
utenti finali”.
Siemens fornirà le soluzioni di compressione per un impianto
LNG in Malesia
In Malesia
con Siemens
I
l Settore Energy di Siemens si è aggiudicato un contratto per la fornitura di turbo compressori e turbine
a gas per azionamento meccanico
per il maggiore progetto LNG (Liquefied Natural Gas) in Malesia. Il progetto contribuirà a migliorare l’efficienza
complessiva e a ridurre le emissioni di gas
serra dell’impianto Petronas Bintulu LNG
situato a Sarawak, nella parte occidentale
della Malesia. L’obiettivo del progetto
LNG è ri-liquefare il BOG (Boil-Off Gas)
delle presente nelle cisterne di stoccaggio LNG che attualmente viene bruciato.
Sarà il primo turbo compressore BOG
a temperatura criogenica azionato da
una turbina a gas Siemens. “Quest’ordine rappresenta una pietra miliare per
Siemens e l’industria LNG” afferma Adil
Toubia, CEO della divisione oil & gas di
Siemens. “Anziché essere bruciato, il
boil-off gas sarà nuovamente liquefatto,
convertito in LNG e re-immesso nelle cisterne di stoccaggio LNG. I benefici del
progetto sono immensi non solo perché
aumenterà il livello di produzione di LNG
migliorando così l’efficienza complessiva
dell’impianto ma anche perché saranno
ridotti significativamente le emissioni
di gas serra.” Il progetto LNG a Sarawak
è implementato da Mlng (Malesia LNG),
una sussidiaria di Petronas. L’ingegneria,
la fornitura e la gestione della costruzione
(EPC) sono affidati a Linde Engineering,
azienda con sede a Monaco. Queste
società si occupano pioneristicamente
della riqualificazione su scala mondiale
del Boil-Off Gas all’interno degli impianti
LNG implementando la tecnologia Siemens per migliorare l’efficienza e aiutare,
nel contempo, a rispettare gli
standard internazionali ambientali relativi all’emissione di gas
serra. “Continueremo a implementare soluzioni innovative e
le più moderne tecnologie per
creare valore nell’intera industria LNG” prosegue Adil Toubia. “Quest’ordine ancora una
volta conferma Siemens quale
protagonista nell’ambito dei
di Laura Galli
servizi di compressione di Boil-Off Gas
a temperatura criogenica, conferma la
nostra forte presenza nel settore della
liquefazione di medie dimensioni e la
nostra flessibilità nel fornire soluzioni
intelligenti nei nuovi mercati”. La fornitura copre l’ingegneria, la produzione
e relativi test di un turbo compressore
per BOG a temperatura criogenica BOG,
doppia cassa, e di un altro compressore
a cassa singola per LNG refrigerant. Entrambi i compressori saranno azionati
dalle turbine a gas SGT-700 di Siemens. Il
completamento dei lavori è previsto per
aprile 2014 mentre l’impianto entrerà in
funzione nell’ottobre successivo. LNG
è un’industria dinamica con esigenze
specifiche quali flessibilità di processo,
efficienza energetica e installazioni di
sempre minore dimensioni. Il compressore è equipaggiato con la tecnologia di
controllo IGV (Variable Inlet Guide Vane)
che fornisce la flessibilità massima così da
gestire le fluttuazioni di flusso nel BOG
recuperato. Il bilanciamento del carico
tra il compressore BOG e il compressore
LNG Mixed Refrigerant consente l’utilizzo
delle medesime turbine a gas per azionamento meccanico. La SGT-700 può utilizzare combustibili a elevato contenuto di
azoto, arrivando a bruciare il gas naturale
contenente fino al 40% di N2 (azoto).
Inoltre, la soluzione Siemens consente
di ridurre in modo significativo lo spazio
necessario all’installazione dell’equipaggiamento rotante. Il complesso Bintulu
LNG è uno dei più grandi al mondo. L’impianto LNG di Petronas consiste di tre
centrali, con una capacità combinata di
24 milioni di tonnellate annue (Mtpa).
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
AO LINEA DIRETTA
In breve
Un premio a Anybus NP40
di HMS
La società di ricerca Frost & Sullivan ha conferito a
HMS Industrial Networks il ‘Premio europeo 2013
come miglior prodotto innovativo nei processori per
la comunicazione industriale’. Il premio riconosce il
nuovo processore di rete, Anybus NP40 di HMS, come
il miglior prodotto di categoria a livello globale. Massima funzionalità, flessibilità e facilità di integrazione
sono alcune delle caratteristiche riconosciute dal
gruppo di ricerca Frost & Sullivan. Anybus NP40, il
nuovo processore di rete di HMS Industrial Networks,
è il componente principale della nuova gamma Anybus La nuova serie Anybus CompactCom è composta
da famiglie di interfacce di comunicazione pronte
all’uso, disponibili nei formati chip, brick e module in
grado di gestire la comunicazione tra un dispositivo
industriale e una qualsiasi rete industriale.
Tecnologie per il legno:
stabile il primo trimestre
2013
Si chiude all’insegna della stabilità il primo trimestre
2013 per le tecnologie per il legno e i suoi derivati
made in Italy, un dato da considerare positivamente,
alla luce delle significative difficoltà registrate dalle
imprese nell’ultimo scorcio del 2012. La consueta
indagine trimestrale curata dall’Ufficio studi Acimall
rivela comunque una contrazione degli ordini del
2,7% rispetto al gennaio-marzo 2012, a cui concorrono il decremento del 2,8% degli ordini dall’estero
e del 2,4 dal mercato interno. Il carnet ordini rimane
attorno ai due mesi; dall’inizio dell’anno l’aumento
dei prezzi è stimato attorno allo 0,4%. In leggero calo
il fatturato: meno 0,7% rispetto allo stesso trimestre
2012. Per quanto riguarda l’indagine qualitativa relativa al periodo gennaio-marzo il 19% degli intervistati ha indicato un trend della produzione positivo, il
35% parla di stabilità, il 46% dichiara una produzione
in calo. L’occupazione viene considerata stazionaria
dal 73% del campione, in diminuzione dal 23% e in
aumento dal 4%. Le giacenze risultano stabili nel
54% dei casi, in diminuzione nel 31 e in crescita nel
rimanente 15%. Da segnalare che la forte differenziazione fra l’andamento del mercato nazionale e
l’esportazione prosegue.
25
AO LINEA DIRETTA
In breve
Servitecno e API: accordo
di partnership
ServiTecno, azienda specializzata nella fornitura di
software e sistemi per applicazioni in ambito industriale e distributore italiano dei prodotti software
della famiglia Proficy per l’automazione, il controllo
e la business intelligence, ha recentemente siglato un
accordo di partnership con la divisione Industrial Automation di API, società che vanta un’esperienza trentennale come solution provider nel settore aeronautico
e spaziale, per la fornitura di soluzioni di telecontrollo
dedicate al settore delle acque in Italia. Le due aziende
inizieranno a breve una serie di incontri/workshop
congiunti in diverse città italiane per illustrare le loro
proposte in termini di tecnologie e prodotti.
IBM si rafforza nel cloud
computing
IBM ha stretto un accordo per l’acquisizione di SoftLayer Technologies, società a capitale privato fornitrice
di infrastrutture di cloud computing fra le maggiori al
mondo. I termini economici dell’accordo non sono stati
comunicati. L’acquisizione rafforzerà la presenza di IBM
nel cloud computing e contribuirà ad accelerare l’adozione di soluzioni cloud pubbliche e private da parte
delle aziende. IBM rende ora possibile l’acquisto di servizi cloud di livello enterprise su server dedicati o condivisi e offre la possibilità di scegliere dove effettuare
il deployment delle applicazioni, con le caratteristiche
di affidabilità, sicurezza e interoperabilità a livello
enterprise tipiche del portafoglio IBM SmartCloud. La
società ha poi annunciato la costituzione di una nuova
divisione di servizi per il cloud. Facendo seguito alla
conclusione dell’acquisizione di SoftLayer, prevista per
il terzo trimestre 2013, questa divisione riunirà SoftLayer e IBM SmartCloud sotto un’unica piattaforma
globale e offrirà una vasta gamma di opzioni sia ai
clienti SoftLayer che a quelli IBM, agli ISV, ai partner
di canale e ai partner tecnologici. I servizi di SoftLayer
completeranno il portafoglio esistente grazie alle loro
caratteristiche di focalizzazione, semplicità e velocità.
La conferenza 2013 di Emva
Oltre 100 partecipanti hanno animato la Business Conference 2013 di Emva – European Machine Vision Association, che si è tenuta quest’anno dal 6 all’8 giugno
a Barcellona, in Spagna. Quest’anno cadeva tra l’altro
anche il decimo anniversario della fondazione della
società, che nacque nel 2003 proprio a Barcellona.
Emva, che nei giorni della conferenza ha tenuto anche
la propria assemblea, ha deciso che presenterà a Norimberga, in occasione della priossima edizione della
SPS IPC Drives (26-28 novembre), gli standard relativi
alla visione artificiale. Un segno in più di come visione
e automazione siano intimamente legate. L’edizione
2014 della conferenza si terrà a Vienna, in Austria.
26
Alstom Grid e Intel hanno firmato un accordo globale per
l’integrazione delle competenze e la collaborazione su soluzioni e
tecnologie per le reti e le città intelligenti
Insieme per
le smart grid del
futuro
di Elena Castello
L’
attenzione di due
aziende come Alstom
Grid e Intel sarà concentrata sull’intelligenza
embedded e sulla sicurezza dei sistemi IT, per agevolare il rapido roll-out di nuove architetture per le
reti future. Le due società hanno infatti
firmato un accordo che è frutto di tre
anni di stretta collaborazione sui progetti. Le reti elettriche di oggi si stanno
evolvendo verso le smart grid, complete
di architetture IT aggiunte, in grado di
creare intelligenza con informazioni in
tempo reale per gestire l’elettricità in
modo efficiente e affidabile. Ciò consente sia ai gestori che ai consumatori di
ottimizzare l’utilizzo di elettricità: dalla
produzione di energia elettrica fino ai
consumatori finali. Questa condivisione
di informazioni - in tempo reale – apre la
strada all’integrazione delle energie rinnovabili, che sono di natura intermittenti
e richiedono un monitoraggio in tempo
reale per sfruttare l’energia dove e
quando viene creata. Patrick Plas, senior
vice president per power electronics &
automation di Alstom Grid, commenta:
“Siamo entusiasti di collaborare con
Intel per affrontare le sfide poste dall’intelligenza ‘embedded’ e dalla sicurezza
delle smart grid, due degli elementi rivoluzionari per l’implementazione delle
reti del futuro. McAfee, una
società controllata da Intel, ci
aiuterà a compiere il prossimo
passo nella sfida delle smart
grid, con un know-how specialistico nelle soluzioni software
per la gestione delle cybersicurezza e delle tecnologie
‘embedded’”. Martin Curley,
vice president e director Intel
Labs Europe, Intel Corporation
aggiunge: “Questa partnership con Alstom Grid ci aiuterà
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
a integrare in modo perfetto la tecnologia operativa (OT) e le tecnologie dell’informazione (IT), allo scopo di affrontare
le opportunità e le sfide attuali e future di questo settore entusiasmante”.
Secondo Lorie Wigle, vice president
security fabric program McAfee “La collaborazione tra Alstom e Intel fornirà al
settore gli strumenti giusti per accelerare l’adozione e l’implementazione di
una smart grid sicura. Alstom Grid vanta
un’affermata credibilità in questo mercato emergente e siamo felici di contribuire ai loro prodotti e prototipi”. Embix
(una joint venture creata da Alstom e
Bouygues) e Intel Labs Europe hanno
già unito le forze in un progetto di ricerca incentrato sui distretti di ‘energia
positiva’, intitolato ‘Cooperate’ (Control
and Optimization for Energy Positive
Neighbourhoods) e finanziato nell’ambito del settimo programma quadro per
la ricerca dell’UE. Alstom Grid partecipa
a oltre 30 progetti dimostrativi pilota di
smart grid a livello globale. Le informazioni acquisite grazie a questi progetti
hanno già portato a modifiche concrete
nella progettazione delle architetture di
controllo e monitoraggio. Le architetture di nuova concezione sono derivate
dai più recenti standard di interoperabilità internazionali in Europa (CEN-Cenelec-ESI) e Nist negli Stati Uniti.
AO PANORAMA
di Silvia Beraudo
Il 2012 è stato un anno
molto difficile per il comparto
tessile-abbigliamento. Cala
drasticamente la domanda del
mercato interno. Tiene l’export
verso i paesi extra-UE grazie
soprattutto ai prodotti di
alta gamma
F
iore all’occhiello del made in Italy
la moda italiana rappresenta
una delle eccellenze del nostro
Bel Paese. Fin dagli esordi nei
primi anni 50 con i primi pionieri
del pret-à-porter quali Krizia e Missoni, per
arrivare ai grandi stilisti dei giorni nostri,
da Armani a Valentino, la moda italiana
si è imposta in tutto il mondo quale simbolo di creatività, stile ed eleganza. I suoi
prodotti, in cui convergono tecnologia,
ricerca e innovazione, sono esempi inarrivabili di qualità e originalità, espressione
di uno stile che rispecchia lo spirito di un
paese storicamente patria del bello e del
senso estetico. Il sistema moda Italia, che
comprende tessile, vestiario, pelle, pelletteria, calzature, costituisce una parte molto
importante della nostra economia. Uno
dei suoi punti di forza è la completezza
di una filiera produttiva rappresentata da
imprese presenti in tutte le fasi del ciclo
tessile, operanti su tutto il territorio nazionale, con una concentrazione maggiore in
distretti industriali, come quello di Biella,
Carpi, Castel Goffredo, Como, Prato e Vicenza, caratterizzati da economie esterne
e sinergie inter-aziendali. Essa è completa
non sono solo in termini di processi (dalla
filatura alla tessitura passando per i nobilitatori, fino alle fasi del confezionamento, finissaggio, abbigliamento e biancheria per
la casa) ma anche sotto il profilo delle fibre
lavorate, poiché nel nostro territorio coesistono imprese cotoniere e liniere, seriche,
laniere, così come imprese attive nella lavorazione di fibre artificiali e sintetiche.
La moda ita l
vigore dall’ e
gico. L’eredità lasciata dalle crisi finanziarie
che hanno interessato i paesi Europei e non
solo, ha inciso profondamente sullo stato di
salute di tutta l’economia mondiale lasciandola ancora molto debole. Le imprese della
moda stanno facendo grandi sforzi per cercare di restare competitive e di garantire
un futuro al settore. “Lo scenario che si delineerà per il 2013, a livello mondiale, sarà
di una moderata ripresa trainata da paesi
quali gli Stati Uniti, le economie asiatiche e
i paesi Opec, mentre in Europa prevarranno
ancora spinte recessive destinate a essere
superate soltanto dopo la seconda metà
dell’anno”. È questo il quadro descritto da
Gregorio De Felice, chief economist Intesa
San Paolo durante il convegno organizzato
a Milano con Pambianco illustrando la situazione del sistema moda e lusso nell’attuale scenario economico. La situazione è
quindi ancora molto difficile e le incertezze
non mancano. Le previsioni per il 2013
relative al tasso di crescita del PIL a livello
Lo spettro della crisi
Il settore, a causa delle ripercussioni della
difficile congiuntura economica, sta oggi
soffrendo di un considerevole calo fisiolo-
28
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
mondiale vedono una situazione molto simile a quella dello scorso anno registrando
una lieve flessione del tasso di crescita per
gli USA (-1,7) e Giappone (-1,4), una forte
rimonta per i paesi asiatici (6,7), mentre si
prevede una lieve ripresa per paesi dell’eurozona che passano da -0,4 del 2012 a un
+3. Si tratta di un risultato positivo per la
nostra area geografica, che cela però un
andamento a doppia velocità con una domanda interna molto debole e un export
che rimane molto favorevole. “Le politiche
fiscali degli ultimi anni hanno inciso negativamente sulla crescita dei paesi europei
e i provvedimenti correttivi già adottati sul
2013 valgono lo 0,9% del PIL” ha ricordato
ancora Gregorio De Felice. Il quadro macroeconomico del Vecchio Continente è quindi
debole e anche gli indici di fiducia dei consumatori sono molto bassi, portando a una
previsione di sostanziale stagnazione della
spesa delle famiglie soprattutto per alcune
aree geografiche. Anche nei consumi si
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a liana attinge
export
32a Motek
Fiera internazionale
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di produzione
e assemblaggio
profila, infatti, un’Europa a due velocità.
Per il 2013 permarrà un’ampia differenza
tra i paesi del centro (Germania, Francia,
Olanda, Belgio, Austria e Finlandia) che
avranno un indice di fiducia dei consumatori più alto e quello dei paesi della periferia (Italia, Spagna, Portogallo e Grecia)
che rimarrà di molto inferiore. Per quanto
concerne il nostro paese, sempre secondo
i dati riportati da Intesa San Paolo, le prospettive per il prossimo futuro saranno ancora influenzate dal percorso di correzione
dei conti pubblici attualmente in atto. Il
clima di fiducia dei consumatori italiani ri-
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7–10.10.2013
Stoccarda
AO PANORAMA
marrà molto basso rispetto a quello degli
altri paesi europei. I consumi, oggi, pur
non andando benissimo, ci sono ancora. Il
tasso di risparmio degli italiani, da sempre
il più alto in Europa, si sta, però, via via riducendo. Le nostre famiglie per anni hanno
attinto ai propri risparmi per mantenere un
livello di consumi adeguato ai desideri e
oggi questa riserva si sta assottigliando. Il
pessimismo non è però dilagante. Iniziano,
infatti, a intravedersi timidi segnali di un
rallentamento della discesa, mentre una
vera risalita è prevista solo per il 2014.
imprese a monte del ciclo produttivo.
L’unico dato positivo riscontrato è per la
concia e pelletteria che raggiungono un +
2,6%. In questo panorama, la crescita è affidata essenzialmente all’export del quale
dobbiamo però distinguere l’export verso
i paesi UE e quello verso i paesi extra-UE.
L’export del complesso settore moda è
cresciuto del +4,4% rilevando la capacità
delle nostre imprese di cogliere le opportunità presenti sui mercati internazionali.
A fronte di un calo dell’1,8% delle esporta-
Il sistema moda Italia
Come si colloca il sistema moda italiano in
questo scenario? Esso ha risentito molto
del debole andamento del mercato interno. Nei primi otto mesi del 2012 si è registrato un calo del fatturato sul mercato
nazionale del -10,5% equivalente a un -16
punti rispetto all’intero 2011 che aveva
fatto segnare un +5,5%. Il peso dei consumi di vestiario e calzature sul totale dei
consumi delle famiglie italiane ha un trend
decrescente. In 30 anni è passato dal 10%
al 7,5% del totale, ma è coerente con le
tendenze in atto a livello mondiale. Il calo
del fatturato complessivo (tenendo conto
dell’export) si riduce a - 4,2 % (rispetto a un
+6,7% del 2011) quindi in deciso peggioramento. L’abbigliamento segna un – 8,6%,
il tessile -5,4%, calzature 2,5% e maglieria
2,4% con pesanti ripercussioni anche sulle
Effetto lusso
D
i fronte alla peggiore performance
registrata in termini sia di PIL sia
di consumi, abbiamo visto come
l’export rappresenta l’unica vera
boa di salvataggio per l’intero
sistema moda Italia. Il forte calo dei consumi di ‘prodotti di moda’ segnato nel 2012,
conferma, infatti, lo stallo delle vendite sul
mercato interno e la situazione attuale non
consente di fare previsioni positive sull’immediato futuro.
Lo sviluppo andrà quindi cercato sulle vendite all’estero. Da una ricerca di Pambianco
sull’internazionalizzazione delle aziende e dei
gruppi italiani della moda e del lusso, condotta su un campione di 23 gruppi italiani
della moda e del lusso (con fatturato superiore a 250 milioni) e di 335 aziende (con
fatturato inferiore a 250 milioni) è emerso
come essa sia una ‘conditio sine qua non’ per
30
Fonte: http://styleandfashion.blogosfere.it
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
zioni verso i paesi europei, le esportazioni
verso i paesi Extra UE hanno segnato una
crescita del +10,9%.
Quest’ultimo rappresenta, infatti, il 49%
dell’export dell’intero sistema moda Italia
e il 52% di tutta la filiera della pelle. I paesi
verso cui sono diretti principalmente i nostri prodotti sono la Cina (+18,7%), gli Stati
Uniti dove abbiamo segnato un +17,3%,
Giappone con un 16,8%, Corea Del Sud
(16%), la Russia (10,9%) e, infine, la Svizzera (+11%).
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maggiore produttività La qualità fa la differenza
Il calo dell’intero fatturato del sistema
moda Italia del 2012 non è comparabile
con quello molto drammatico del 2009
che aveva fatto registrare una perdita del
-12,2%. Per il 2013, anno di transizione, non
si prevede nessuna crescita mentre è atteso
un calo del mercato interno dello 0,1%,
compensato però dall’export. Per il 2014,
invece, è prevista una crescita del +4% (export + mercato interno). Il valore del nostro
made in Italy, caratterizzato da un ottimo
posizionamento qualitativo, ci permette di
avere una quota di mercato complessiva
del 6% contro il 2,6% della Francia e l’1,6%
della Spagna. Questo è dovuto soprattutto
alla costante e straordinaria crescita dei
prodotti di fascia alta che è stata, sempre
nel 2012, di circa il 13% e che sosterrà le
nostre aziende sui mercati emergenti. Ciò
sottolinea ancora una volta l’importanza
per le imprese nostrane di tenere alto il valore della qualità dei prodotti, di valorizzarli
e tutelarli, facendo sempre più attenzione
all’ambiente, investendo in innovazione e
in capitale umano continuando a tenere
alta l’attenzione verso le esportazioni.
Fatturato in flessione
per il tessile
Tra le imprese italiane del settore tessilemoda a soffrire di più sono quelle a monte
della filiera. Dopo un trend favorevole per
il periodo 2010-211, il 2012 ha segnato una
brusca battuta di arresto. Non solo si sono
verificate perdite sul mercato interno, ma a
esse hanno fatto eco quelle verso i mercati
esteri. Secondo le analisi del primo bilancio settoriale del 2013 di Sistema Moda
Italia per il giro d’affari della tessitura italiana (laniera, cotoniera, liniera, serica e a
maglia) si stima un decremento su base
annua del -5,1%: il fatturato complessivo,
pertanto, dovrebbe tornare lievemente al
di sotto degli 8 miliardi di euro.
La tessitura concorre per il 15,7% del fatturato complessivo generato dalla filiera
tessile-moda. Di questa, la tessitura laniera rappresenta il principale comparto
con una quota del 38% del totale giro di
affari settoriale (nonostante un -2% fatto
segnare nel 2012), seguita dalla tessitura
cotoniera prossima al 25%. Altri comparti
come la tessitura a maglia, cotoniera e laniera si stima presenteranno perdite più
gravose, mentre la tessitura serica, sempre secondo le stime di SMI, raggiungerà
un risultato di segno positivo. Nonostante
una significativa riduzione delle importazioni di tessuti dall’estero, anche il valore
della produzione ha sperimentato una
dinamica negativa nel corso del 2012, stimata nell’ordine del -6,3%. Per l’export si
prevede un calo su base annua del -3,1%,
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la sopravvivenza delle nostre imprese. In questo contesto, il principale elemento trainante
del settore sull’estero si dimostra essere quello del ‘lusso’. La qualità, il gusto e l’eleganza
delle nostre creazioni sono le virtù del prodotto italiano, universalmente riconosciute in tutto
il mondo. Più è alta la fascia qualitativa nella quale le imprese e i gruppi operano, maggiori
sono la quota export, la crescita e la redditività.
Le aziende del lusso prese in esame dall’indagine, pur avendo dimensioni minori rispetto ai
gruppi, grazie all’effetto ‘lusso’ registrano un export molto elevato (69%) e ottime performance di crescita (6,7%) e redditività (12,4%).
Per contro, i gruppi non lusso, pur avendo dimensioni elevate, hanno livelli di export, crescita
e redditività inferiori. Uno dei fattori chiave per lo sviluppo si dimostra essere il retail diretto.
I gruppi lusso, infatti, vendono soprattutto attraverso i loro negozi monomarca per una quota
pari al 60% del fatturato totale. Ne deriva una performance complessiva ottima: quota export
pari al 74%, tasso di uscita 5,9%, ebitda 21,4%. I gruppi ‘non lusso’, invece, pur avendo
una quota retail diretto superiore ai gruppi del lusso (68%) registrano risultati inferiori: un
export del 55%, una crescita del 3,7% e un ebitda del 12,8%. Per contro, le aziende lusso,
pur avendo una quota retail diretta solo del 40%, hanno una quota export elevata (69%),
un’ottima crescita (6,7%) e un buon ebitda (12,4%). Tra i mercati esteri, gli extra-UE sono
quelli che generano la maggiore percentuale di crescita. I principali si confermano essere in
primis la Russia con +8% nel 2011, gli USA (7%), Hong Hong (5%), Giappone (4%), Cina e
Medio Oriente, infine la Corea del Sud (2%).
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AO PANORAMA
mentre l’import arretra del -12,3%. Da
gennaio a ottobre 2012 le vendite estere
hanno fatto registrare una flessione del
-4,5% rispetto al corrispondente periodo
del 2011.
Tra i paesi destinatari dei nostri prodotti
tessili, le aree extra-UE, arrivate ad assorbire il 49,1% dell’export totale di comparto,
hanno contenuto la perdita al -3,4%. L’export intra-UE cede, invece, il -5,6%. Prin-
cipale paese importatore è la Germania
in grado di assorbire l’11 % dell’export
totale dei prodotti tessili. Seguono Romania, Francia, Tunisia, Spagna e Portogallo.
Tra i paesi extra-UE la Cina, che copre il
5,3% dell’export complessivo di tessuti
italiani, si aggiudica la pole position. Oltre
al paese asiatico sono da ricordare altri
importanti mercati che si sono rivelati favorevoli al tessuto made in Italy tra cui gli
Stati Uniti (+6,8%) e Giappone (+18,3%).
Per quanto concerne le materie prime, il
calo più significativo per l’export è rappresentato dal cotone (-8,5%), seguito da
tessuti in lino e maglia. Solo il tessuto in
pura seta evidenzia un’evoluzione positiva con l’export in aumento del +5,2% da
gennaio a ottobre 2012. Contestualmente
alle esportazioni, gli approvvigionamenti
extra-UE (che coprono il 67,5% dell’import di tessuti in Italia) sono stati in calo
del -18,6%, mentre quelli intra-comunitari
del -11,6%. Per lo stesso periodo, l’import
presenta un decremento, in parte fisiolo-
32
gico e atteso, molto marcato, del -16,4%.
Tra i tessuti si sono avuti cali intensi nel cotone (-25,7%) che coprono il 45% dell’import totale in Italia e nel lino (-27,6%).
L’unico incremento è rappresentato dal
tessuto laniero, dove si rilevano un +3,6%
per il pettinato e uno 0,9% per il cardato.
Una curiosità: dalla Cina proviene il 27%
dell’import di tessuti in Italia, seguono la
Turchia, Repubblica Ceca e il Pakistan.
Una leadership in bilico
La qualità e l’innovazione dei nostri prodotti di abbigliamento e calzature non potrebbe essere tale se non ci fosse un forte
comparto produttivo alle spalle in grado di
supportarle.
L’Italia è oggi uno dei principali costruttori
di macchine tessili su scala mondiale con
un livello tecnologico considerato tra gli
standard più elevati. Si tratta di un’offerta
completa caratterizzata da una gamma
molto ampia che comprende macchine
capaci di supportare tutta la fase di lavorazione del settore (dalla filatura, maglieria
e calzetteria, alla tessitura a manutenzione
passando per la torciatura, tintoria, stampa
e finissaggio). Secondo i dati rilasciati da
Acimit, l’associazione costruttori italiani
macchine per il settore tessile, la produ-
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
zione di macchine nel 2012 è stata pari a
2,4 miliardi di euro, di cui l’83% (2 miliardi
di euro) esportato in circa 130 paesi. La
principale area di esportazione è l’Asia con
il 45% seguita dall’Europa (35%), dall’America del Sud (9%), America del Nord (6%).
Chiude l’Africa con il 5%. Si tratta di un
comparto molto importante per la nostra
economia che ha risentito, anch’esso, degli
effetti della crisi economica mondiale. Se
nel quarto trimestre del 2012 l’indice degli
ordini di macchine tessili era aumentato
del 22% rispetto al trimestre precedente,
raggiungendo un valore assoluto di 130,4
punti e un + 46% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il settore ha
aperto il 2013 in negativo con un calo
della raccolta ordini.
L’indice complessivo nei primi tre mesi
dell’anno si attesta, infatti, intorno a un
valore di 82,3 punti, in calo del 20% rispetto ai tre mesi precedenti. Sia sul mercato interno sia su quelli esteri, la raccolta
rallenta notevolmente (rispettivamente
-28% e -20%). Una situazione che mette
in allarme gli operatori di un settore ‘core’
della nostra industria che conta circa 300
aziende e 12.000 addetti. “Questi dati
preoccupano, indicando una continua
perdita di competitività delle nostre imprese legate a un contesto recessivo che si
trascina ormai da troppo tempo” ha commentato Sandro Salmoiraghi, presidente
di Acimit.
“Tutto il settore della meccanica strumentale, del quale fa parte il meccanotessile, risente della stagnazione degli investimenti
interni. La competizione sui mercati esteri
è fortissima e benché le nostre imprese si
difendano con la continua innovazione
di prodotto e la diversificazione commerciale, la situazione permane difficile.
La persistente inefficacia degli attuali strumenti di accompagnamento delle nostre
imprese su mercati nuovi e promettenti
rappresenta un handicap che è urgente
colmare con politiche nuove e coraggiose”.
Oggi, inoltre, si presenta preoccupante
anche la situazione del mercato domestico.
Nel 2012 la domanda italiana di macchine
tessili si è, infatti, ridotta del 19%, fermandosi a un valore di circa 900 milioni di euro.
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Electronics
AO ATTUALITÀ
di Antonella Pellegrini
SPS si conferma
un successo
Dopo gli ottimi risultati delle prime due edizioni, SPS IPC Drives
2013 si riconferma il più qualificato punto di incontro
dell’automazione industriale nel nostro Paese. L’edizione di
quest’anno ha registrato una crescita a due cifre rispetto al 2012
con ben 18.058 visitatori
L
o abbiamo verificato di persona,
durante i tre giorni di manifestazione, e lo hanno confermato gli
espositori che abbiamo incontrato e coinvolto in un maratona
di videointerviste, realizzate ‘sul campo’,
con l’intento di riportare quasi in diretta
sensazioni e umori. SPS IPC Drives è un
successo ormai consolidato e continua ad
affermarsi quale punto di riferimento del
settore. Sono infatti le cifre a ‘parlare’: +24%
i visitatori (18.058); +16% gli espositori
(518), +14% la superficie espositiva (40.000
m2). Organizzare una fiera non è cosa semplice: significa conoscere perfettamente
quali sono i bisogni degli espositori e che
cosa è necessario fare
per garantire loro una
forte visibilità, per richiamare in fiera tutti coloro
che poi utilizzeranno i
sistemi e prodotti presentati. E anche questa
volta gli organizzatori
sono riusciti a soddisfare
le aspettative. “I temi di
SPS IPC Drives Italia” dichiara Donald Wich, amministratore delegato
di Messe Frankfurt Italia
“vertono su argomenti
chiave quali il recupero
Donald Wich,
amministratore delegato
di Messe Frankfurt Italia.
di competitività del
made in Italy per il
quale le tecnologie
dell’automazione e
i processi di innovazione ad esse correlate
vantano un ruolo primario. Quindi questa
manifestazione è sinergica con la strategia di Messe Frankfurt
che si posiziona come
partner d’eccellenza
per l’internazionalizzazione del made in
Italy”.
Premiata la formazione di Consorzio PNI
S
celta vincente quella di Consorzio PNI (Profibus Network Italia) che
nell’edizione appena conclusa di SPS ha deciso di puntare sulla formazione, presentando una serie di incontri mirati e qualificati dedicati
alle tecnologie Profibus e Profinet. In particolare, l’intervento della
Prof.ssa Micaela Caserza Magro, formatore certificato PI e docente
presso la facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova, alla tavola rotonda
intitolata Internet of Things e tecnologie wireless/cloud computing e automazione è valso la vincita della menzione speciale del SPS Award – Scientific
Paper Symposium Award, per la sezione ‘Cloud Computing e Automazione’. La
memoria dal titolo ‘Profinet verso la Cloud Automation’, dopo una breve panoramica sulla tecnologia Cloud Computing applicata al mondo dell’automazione
e le esigenze richieste dalla stessa, ha evidenziato come Profinet sia una delle
enabling technologies per supportare e sfruttare queste nuove tecnologie ICT,
anche per installazioni già esistenti. Gli altri appuntamenti formativi e informativi si sono tenuti per 2 volte al giorno presso lo stand di Consorzio PNI,
dove esperti, tecnici del settore e studenti hanno condiviso informazioni ed
esperienze legate alle tecnologie di comunicazione industriale.
34
Micaela Caserza Magro insieme ad Alberto Sibono
e Antonio Augelli, rispettivamente vice presidente
e presidente di Consorzio PNI
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
Giuliano Busetto, presidente
di Anie Automazione
Fiera & congresso
Straordinaria anche l’affluenza di pubblico alle tavole rotonde, che conferma il
successo della formula fiera & congresso:
“Il fil rouge di questa edizione dedicato al
food & beverage ha contribuito in maniera
significativa all’ottima riuscita di questa
terza edizione” afferma Francesca Selva,
vice president marketing and events Messe
Frankfurt Italia. “Questa esperienza verrà
rinnovata anche per il prossimo anno con la
scelta di un nuovo focus”.
In tal senso anche Giuliano Busetto, presidente di Anie Automazione conferma il
successo: “Le aziende di Anie Automazione
hanno contribuito in maniera significativa
alla nascita e crescita di SPS IPC Drives Italia.
È pertanto con grande soddisfazione che accogliamo il successo di quest’anno testimoniato dalla crescita del numero di espositori,
visitatori e dalla qualità complessiva delle
soluzioni presentate. SPS IPC Drives Italia
e Anie Automazione sono il punto di riferimento per il nostro settore che pur uscendo
da un anno difficile resta vitale e trainante
per l’economia nazionale”.
SPS 2013 è stata anche l’occasione per conoscere ancor meglio il mondo delle università, delle start up e dei system integrator.
Tutti questi elementi, insieme, hanno contribuito alla buona riuscita di questa terza
edizione, e grazie alla rinnovata partnership
con Siemens, la manifestazione ha compensato, per il secondo anno consecutivo,
le emissioni complessive di CO2 dell’intera
manifestazione.
2013? SPS Award
- Scientific Paper
Symposium Award,
premio conferito
dal comitato scientifico alla memoria di
maggior prestigio e interesse scientifico per ciascuna
tematica. I criteri di
valutazione sono:
diffusione della
cultura scientifica
e tecnologica; rigore scientifico e
tecnologico; innovazione e impatto
socio-economico I vincitori del prestiFrancesca Selva, vice president marketing and events
gioso premio sono:
•Tematica ‘Internet Messe Frankfurt Italia
of Things e Tecnologie Wireless’: Balluff Automation i più giovani l’inizativa IoTwitto. In questo
•Tematica
‘Cloud
C o m p u t - caso il premio è stato conferito al prodotto
ing
e
A u t o m a z i o n e ’ : R i t t a l o soluzione più twittato in fiera: vincitore
• Menzione speciale: Università Sysmac Automation Platform - Omron
di Genova - Dipartimento Diten Electronics. 2°classificato: ExoHand - Festo;
•Tematica ‘Sistemi di Progettazione 3°classificato: Il labirinto magico - National
e Simulazione’: Rockwell Automation Instruments Italy.
•Menzione speciale: Prometeo.
Messe Frankfurt Italia
Ha suscitato forte interesse, soprattutto tra
Le videointerviste di Automazione Oggi
S
enza alcuna pretesa dal punto di vista tecnologico, abbiamo realizzato un reportage dei tre giorni di manifestazione. Le videointerviste di Automazione Oggi
ai principali protagonisti del mondo dell’automazione possono essere visionate
sul nostro nuovo sito, tech-plus.it, al seguente indirizzo: http://automazioneplus.it/sps-italia-2013-non-ce-il-due-senza-il-tre/. Online sono poi presenti
notizie e prodotti delle aziende presenti in fiera.
And the winner is…
Oltre ai seminari e workshop, forte interesse
ha suscitato il momento delle premiazioni.
Quali sono state le aziende premiate a SPS
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
35
AO ATTUALITÀ
di Lù Corradini
Il made in Italy vince
Di fronte a una ripresa che stenta
a venire, le aziende italiane devono insistere su innovazione
tecnologica e risorse umane
S
econdo quanto presentato da maturi mercati europei e l’estremo oriente,
Giuliano Busetto, presidente Anie mentre più sostenuto è stato l’andamento
Automazione, il 2012 è stato un nelle Americhe”. Pur in ridimensionamento,
anno difficile per le aziende del la domanda estera di tecnologie per l’autocomparto e il 2013 dovrebbe pre- mazione ha segnato un incremento del 2,8%
sentare un andamento analogo, anche se il (+13,6% l’analoga variazione nel 2011). Nomondo dell’automazione industriale, mani- nostante le forti strategie di diversificazione
fatturiera e di processo “mostra appieno la geografica portate avanti dalle imprese itasua vitalità in termini di
liane, l’Unione Europea
innovazione e tecnolorimane il principale mergia, due concetti che le
cato di sbocco delle tecnostre aziende associano
nologie nazionali e qui
costantemente e doverola domanda ha mostrato
samente”. Ha infatti sottouna significativa caduta
lineato Busetto: “I mercati
solo in parte bilanciata
sui quali le nostre imprese
da Medio Oriente e Asia
operano riflettono una
orientale. Fra i mercati
situazione economica e
tradizionali più vitali
industriale difficile, una
sono emersi negli Stati
produzione in continuo
Uniti, quarto Paese di
Giuliano Busetto, presidente
calo non solo rispetto alle Anie Automazione
destinazione delle tecnopunte del 2008 (-25%),
logie nazionali. La caduta
ma anche significativamente al di sotto del della domanda interna ha depresso anche le
2005 (-15%ca). L’export, che ha costituito importazioni di tecnologie per l’automazione
l’elemento trainante dell’economia negli ul- (-5,1% nel 2012), importazioni che mantentimissimi anni, ha visto una forte contrazione gono una prevalente origine europea (più
nell’ultimo semestre, in particolare verso i del 77% sul totale), con una decisa crescita
Fonte: Anie
36
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
della quota relativa ai Paesi europei extra UE.
Nonostante questo contesto difficile le “nostre aziende hanno operato con successo,
contribuendo alla tenuta del comparto con
un calo medio del fatturato di circa il 7%,
modesto se confrontato con la situazione al
contorno o con altri mercati affini, per esempio quello delle infrastrutture. Una fase di
assestamento era in ogni caso prevedibile
dopo due anni di forte crescita complessiva
superiore al 30%, anche se manteniamo una
giusta preoccupazione sull’evoluzione del
corrente anno, auspicando una contenuta
ma probabile ripresa nel 2014” ha chiarito
Busetto. Nello specifico, a fine 2012 l’industria
italiana fornitrice di tecnologie per l’automazione e misura ha espresso un volume d’affari
complessivo di 3,5 miliardi di euro; nel corso
dell’anno la quasi totalità dei segmenti merceologici ha sperimentato un andamento di
segno negativo. I cali più accentuati si sono
visti nei segmenti inverter e tecnologie per
il telecontrollo, per effetto della debolezza
degli investimenti nelle reti e per le sofferenze emerse nel solare fotovoltaico. Altre
tematiche hanno invece sostenuto la ripresa
del comparto, mostrando comunque i limiti
di una politica industriale lacunosa, per esempio in relazione all’energia. Le tecnologie
destinate allo sviluppo dell’efficienza energetica e alle smart grid non rappresentano
ancora un elemento consistente del mercato
a causa dell’estrema difficoltà di accesso alle
risorse finanziare e alla scarsità degli investimenti pubblici. È cresciuta invece da parte
dei mercati e degli utenti finali la richiesta
di prodotti industriali personalizzabili e dedicati, con la conseguente necessità di linee
di produzione sempre più flessibili, modulari,
efficienti, in grado di sostenere un rapido
time-to-market. “Tutto questo comporta
l’obbligo di mantenere alti gli investimenti in
innovazione tecnologica da parte di tutte le
aziende del settore, per garantire al mercato
e alla sua clientela un’elevata competitività e
produttività” ha concluso Busetto.
Investire in capitale umano
Se consideriamo i vari comparti dell’automazione possiamo dire, in base ai dati di Anie,
che “per gli azionamenti elettrici il 2012 si è
chiuso con una contenuta flessione rispetto
all’anno precedente, a fronte di previsioni
che a fine 2011 non erano per nulla ottimistiche. Il mercato degli azionamenti e, più in
generale, dell’automazione industriale nel
2012 ha tenuto quindi meglio del previsto
e il leggero calo è da considerarsi piuttosto
normale, visti i livelli record di fatturato raggiunti nel 2011” ha osservato Paolo Colombo,
presidente del gruppo azionamenti elettrici.
“La previsione, o meglio la speranza, per la
maggior parte degli attori nel nostro mercato è una sostanziale stabilità nel 2013, con
un moderato ottimismo per gli ultimi mesi
dell’anno. Resteranno fondamentali come
mercati di sbocco i settori della meccanica
strumentale, in particolare il packaging e le
macchine utensili, dove la tecnologia italiana
consente di mantenere una posizione di leadership nel mondo”.
A fronte dell’instabilità economica e dell’incertezza politica che ancora caratterizzano i
primi mesi del 2013, appare del resto arduo
che si metta mano, nel corso dell’anno, a riforme incisive sul mercato del lavoro o a interventi, come il cuneo fiscale, che possano
ridare fiato alle aziende e permettere loro
di investire in capitale umano. “Crediamo
quindi che in questa fase sarà ancora più
importante per le aziende concentrarsi sul
miglioramento e la formazione continua del
personale e intervenire sui propri modelli
organizzativi, per poter rispondere al meglio
alle esigenze della globalizzazione” ha proseguito Colombo. Con lui concorda Andrea
Bianchi, presidente gruppo componenti e
tecnologie per la misura e il controllo di Anie:
“Se nel 2013 la domanda interna si è confermata sempre più tenue, il comparto non
è stato certo ‘a guardare’, ma ha proseguito
nella ricerca di nuovi sbocchi commerciali,
realizzando alleanze nella filiera produttiva
e investimenti nei segmenti tecnologici più
promettenti, nel marketing, nella formazione, nella ricerca e sviluppo. E quasi la metà
del campione delle imprese del comparto
elettrotecnico ed elettronico ha dichiarato
di voler investire nel primo semestre 2013
più del corrispondente semestre dell’anno
scorso” ha sottolineato Bianchi. “Alcuni
spunti positivi per il futuro arrivano dalla capacità dell’internazionalizzazione delle nostre
imprese e dalla loro capacità di aggiudicarsi
Fonte: Anie
commesse e clienti esteri. Solo operando in
mercati in crescita, come il Sud America o
una parte dell’Asia, si riesce a contrastare la
crisi e, non potendo fronteggiare i costruttori
asiatici con la sola arma del prezzo, si cerca
di far leva sull’aumento del gap tecnologico”.
L’automazione made in Italy potrebbe dunque rapidamente tornare a dare un contributo significativo alla ripresa occupazionale
se solo si investisse in modo più significativo
in capitale umano. In questo contesto le
iniziative formative di Anie si propongono
come un’utile integrazione alle attività di
training interno. L’associazione si sta anche
muovendo per rinnovare la propria attività
di monitoraggio del mercato, per ricalibrare
le rilevazioni sui prodotti a fronte delle recenti
evoluzioni tecnologiche. In particolare, sono
stati costituiti tra la metà del 2012 e l’inizio
del 2013 due nuovi gruppi: meccatronica e
automazione di processo. Resta inoltre alta
l’attenzione di Anie in materia di energy saving, anche in vista dell’approssimarsi del
2015, data in cui entrerà in vigore la seconda
tranche dei provvedimenti previsti dal Regolamento europeo sull’efficienza energetica.
Prospettive per il futuro
Data la forte contrazione della domanda interna, dove la propensione a investire degli
operatori resta frenata dalla bassa fiducia e
dalla minore disponibilità di risorse, la ‘partita’ della crescita si giocherà nel prossimo futuro per le imprese italiane prevalentemente
sui mercati esteri, soprattutto Stati Uniti ed
economie emergenti. Resta più incerta la capacità di ripresa dell’Unione Europea: il mancato riavvio del ciclo internazionale potrà
avere conseguenze rilevanti sullo sviluppo
dell’industria italiana. Se passiamo all’individuazione dei segmenti tecnologici che potrebbero trainare la ripresa, “sono senz’altro
interessanti le prospettive legate a Industrial
Ethernet in senso lato (bus di campo, infrastruttura di rete, security…) e, a livello di
potenzialità non ancora totalmente espresse,
all’e-mobility e alla tecnologia wireless cui, a
dispetto della debole contrattura nel 2012, si
continua ad accreditare uno sviluppo sensibile (oltre il 15%) dell’intero mercato Industrial Networking Infrastructure entro il 2015”
ha commentato Bianchi. “Decisamente di
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
frontiera, ma con ricadute nel breve termine
ancora difficili da quantificare sono poi i temi
Internet delle Cose e smart city”. Infine, suggerisce Bianchi: “Centrali restano per la specificità del nostro Paese i tradizionali settori
alimentare ed enologico, la cui relativa tenuta
si riverbera su settori a forte contenuto di automazione come l’imballaggio, l’imbottigliamento e l’etichettatura”.
Sono previsioni di lento miglioramento con
una ripresa però ancora lontana, quelle del
mercato dell’HMI, a sua volta tradizionalmente legato a quello dei PLC e dei costruttori di macchine (OEM). “Nel 2013 la flessione
è stata inferiore al trend medio degli altri
comparti grazie al software di supervisione,
che ha chiuso l’anno con una timida crescita,
e ai pannelli operatore, trainati dai terminali
grafici touchscreen a colore” ha osservato
Mauro Galano, presidente gruppo HMI-IPCScada. “Risparmio energetico ed efficienza
delle macchine potrebbero fare da traino alla
ripresa del comparto, in termini di produttività e qualità della produzione”.
Infine, Roberto Motta, presidente gruppo
PLC-I/O, ha rivelato che “guardando al 2012 il
comparto ha chiuso con una perdita rispetto
all’anno precedente di circa il 6%, generando
un fatturato di quasi 400 milioni di euro. Difficile fare previsioni sul futuro, anche se, grazie
a un andamento più positivo ipotizzato per
gli scambi globali in ragione di una maggiore
vivacità delle economie emergenti nella seconda metà dell’anno e al superamento
del così detto ‘fiscal cliff’ negli Stati Uniti, il
comparto potrebbe mantenersi su livelli non
troppo distanti dal 2012”. Mentre Antonio
De Bellis, presidente gruppo telecontrollo,
supervisione e automazione delle reti, auspica infine un “eventuale sblocco di risorse
pubbliche da destinarsi all’avvio di progetti,
significativi e diffusi, di efficienza energetica
e sostenibilità, per la realizzazione delle infrastrutture alla base della smart community,
per innescare una ripresa significativa”. Rientrano in quest’area le tematiche relative all’integrazione delle fonti rinnovabili, la creazione
di una mobilità di merci e persone sostenibile, l’uso razionale dell’energia, dell’acqua,
del tempo.
Anie Automazione
37
AO ATTUALITÀ
di Paola Redili
Progettazione
‘best-in-class’
I
n base ai risultati dell’Embedded Market Study 2012 condotto da UBM, in
media, un team di 14 ingegneri che
lavora su progetti per oltre 12 mesi
ha quasi il 60% di probabilità di realizzare il progetto in ritardo o annullarlo del
tutto. La scala dei tempi per lo sviluppo di
hardware e software può essere lunga e la
necessità di competenze specifiche contribuiscono alla formazione di team di grandi
dimensioni con costi di sviluppo elevati.
Uno dei problemi identificato nello studio dai responsabili di sistemi embedded
riguarda l’integrazione di nuove tecnologie e strumenti. La specializzazione ingegneristica necessaria a utilizzare i moderni
sistemi embedded rischia di impedire agli
38
esperti di settore,
ossia coloro che
possiedono una profonda conoscenza in
specifiche materie, di concretizzare le proprie idee. “National Instruments intende
fornire una piattaforma standard integrata
hardware e software ampiamente accessibile agli esperti di settore e di sistemi embedded, per accelerare la prototipazione
e la progettazione di qualsiasi sistema che
richieda misura o controllo” chiarisce James
Truchard, presidente, CEO e co-fondatore di
National Instruments. In breve, “la ‘mission’
di NI è fornire i migliori strumenti ingegneristici disponibili e garantire che ‘si facciano
da parte’, in modo che ingegneri e tecnici
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
Fonte: www.brain-tech.it
I trend più significativi,
le opportunità e le sfide per
i team di progettazione
embedded secondo
National Instruments
possano concentrarsi sulle ‘idee’ e migliorare così realmente la vita di domani”.
Un secondo problema individuato dallo
studio di UBM riguarda l’approccio ai costi,
che deve sempre più porsi in un’ottica ‘globale’, considerando anche fattori come la
flessibilità e il rischio.
Una prospettiva a lungo
termine
“Il modo tradizionale di guardare al costo
del lavoro ingegneristico richiesto per lo
sviluppo e al costo dei beni venduti (Cogs)
può portare a decisioni che ottimizzano i guadagni a breve termine,
trascurando le implicazioni a lungo
termine” osserva Matteo Bambini,
marketing manager National Instruments Italy. “A volte le aziende
si concentrano sull’ottimizzazione
dei Cogs anziché dedicarsi alla realizzazione delle nuove richieste
dei clienti o alle innovazioni per
accedere ai più recenti mercati e
aumentare le entrate” esemplifica
Bambini. “Le imprese che invece
focalizzano la loro attenzione sulla L’approccio ‘build versus buy’ conduce a decisioni che ottimizzano i guadagni a breve
redditività economica totale dei pro- termine e al contempo considera le implicazioni a lungo termine
getti, si affidano a tecnologie basate
su piattaforme per ridurre i costi di
settore petrolifero e del gas, ha ‘rubato’ inoltre, hanno quasi il 60% di probabilità
sviluppo totali e mantengono la flessibilità quote di mercato ai concorrenti che impie- di consegnare i loro progetti in tempo o in
necessaria per rispondere velocemente gano più tempo per introdurre novità sul anticipo.
alle richieste del mercato. Sono le ‘best-in- mercato con un rischio maggiore di non “I team di progettazione embedded sono
class’ e stanno creando una tendenza che rispettare le scadenze. “Abbiamo un’archi- stati sempre composti da ingegneri mecbilancia il costo tradizionale del modello di tettura riutilizzabile per l’intero sistema, la canici, del software e dell’hardware guidati
progettazione con due fattori altrettanto cui spina dorsale è NI Labview. Questo ci da uno o più esperti del settore di applicaimportanti: la flessibilità e il rischio”.
permette di programmare le nuove appli- zione. Questi esperti dirigono le attività del
I team delle aziende best-in-class deci- cazioni dei clienti a una velocità più ele- team di progettazione, basandosi sulla loro
dono senza concentrarsi sul solo obiettivo vata rispetto ai concorrenti” afferma Rob profonda conoscenza di una determinata
a breve termine di ridurre i Cogs, ma “va- Stewart, presidente di Lime Instruments. materia. La buona riuscita del progetto
lutano in modo più accurato la probabilità Risultato: il tasso di crescita annuale (Cagr) è strettamente legata alla capacità degli
di avere costi di sviluppo tradizionali più di Lime è stato del 265% in cinque anni. esperti di trasferire con successo la loro
elevati delle stime originali e il fatto che KCBioMedix, invece, azienda che si occupa conoscenza agli ingegneri del team, che
le previsioni sul volume delle vendite pos- di dispositivi medici, ha sviluppato una possiedono le competenze specifiche per
sano essere troppo ottimistiche” spiega sorta di ciuccio computerizzato che con- utilizzare le toolchain embedded” illustra
Bambini. “L’inserimento del fattore rischio sente ai medici di valutare se un neonato Bambini. “Gli esperti di settore, però, spesso
nelle riflessioni rende la decisione finale è in grado di nutrirsi e gli permette di im- non hanno esperienza di come funzionino
più realistica e tiene conto delle strategie parare a succhiare il latte. In fase di start up gli strumenti necessari alla realizzazione di
di mitigazione del rischio, come la possi- l’azienda decise di effettuare la progetta- sistemi embedded complessi. Si crea così
bilità di fornire una formazione aggiuntiva zione in-house. Adottando un approccio una sorta di barriera tra know-how applicao richiedere un supporto ulteriore dai for- hardware e software basato su piattaforma tivo e prodotto finale, che prolunga i tempi
nitori di tecnologia”. Queste aziende, inol- per evitare attività di implementazione di di miglioramento dei progetti e di lancio dei
tre, evitano il rischio di concentrare tutto basso livello e coinvolgendo direttamente prodotti”. Oltretutto molti esperti, senza un
il loro talento in un gruppo specializzato gli esperti del settore, l’azienda ha ridotto i team complementare per la fase di realize permettono l’utilizzo della piattaforma tempi di sviluppo da quattro mesi a quattro zazione, non sono in grado di tradurre in
tecnologica ai loro esperti, così che anche settimane, con un risparmio nei costi previ- tempi brevi le loro idee in progetti.
Molti stanno oggi comprendendo l’imporloro possano partecipare al processo di sti di 250 mila dollari.
tanza di abbandonare equipe specializzate
sviluppo e distribuzione. “La classica scelta
più grandi per team ridotti, più versatili, intra ‘costruire’ o ‘acquistare’, per esempio, I team vincenti
seguendo un metodo basato sui costi può Il distributore di terze parti Wilson Research teressati a tradurre la competenza settoriale
portare a decisioni che ottimizzano i guada- ha collaborato nel 2012 con National Instru- in innovazione reale. Gli strumenti messi a
gni a breve termine, trascurando le implica- ments per esaminare oltre 1.000 dei suoi disposizione da National Instruments perzioni a lungo termine” esemplifica Bambini. clienti che utilizzano sistemi embedded e mettono di tradurre in modo rapido le comIn alcuni casi, le aziende best-in-class pos- mettere a confronto i risultati ottenuti con petenze specifiche degli esperti in prototipi
sono pagare un sovrapprezzo per le loro lo studio annuale sul mercato embedded di funzionali ad alte prestazioni e, infine, in sipiattaforme hardware, ma alla fine am- UBM. Lo studio ha rilevato che, in media, la stemi per la produzione delle soluzioni con
pliano le loro quote di mercato a spese dei dimensione dei team è circa un terzo e la costi e tempi di lancio sul mercato ridotti, in
concorrenti che adottano un modello tra- lunghezza tipica dei progetti è la metà di quasi ogni area di applicazione.
dizionale di progettazione personalizzata. quelli delle aziende di progettazione emNational Instruments Italy
Lime Instruments, per esempio, realtà del bedded tradizionali. Le aziende esaminate,
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
39
AO ATTUALITÀ
di Antonella Pellegrini
GIL 2013, tutte
le opportunità per
crescere
Segnali di ottimismo giungono dalla conferenza annuale di Frost
& Sullivan su crescita, innovazione e leadership. Ecco quali sono
le tendenze del mercato
O
ltre 70 top manager dei diversi settori industriali si sono
dati appuntamento a Milano
per il congresso di Frost &
Sullivan, GIL 2013 Italy, l’evento annuale della comunità globale per
la crescita, l’innovazione e la leadership.
I partner e direttori di Frost & Sullivan Dorman Followwill, Sarwant Singh e John Raspin, insieme al direttore di Frost & Sullivan
Italia Livio Vaninetti e a Liana Colombelli,
strategic account manager, hanno presentato l’evento e spiegato come l’innovazione
rappresenti un fattore cruciale per il successo e la crescita aziendali.
La prima keynote della giornata è stata tenuta da Dorman Followwill che ha indicato
come sia fondamentale la cooperazione per
ottenere il successo in ambito imprenditoriale. Prendendo come esempio i più evidenti casi di successo nel mondo (in primis
le Olimpiadi di Londra 2012), Followwill ha
spiegato come in tutti i casi, sia stata la ‘collaborazione’ a rendere possibile il successo.
A indicare invece quali saranno i 10 mega
trend del futuro è stato Sarwant Singh. Al
centro di tutto vi saranno le città e i processi
di urbanizzazione, e tutto ciò che riguarda
la mobilità e la logistica, le smart grid, e la
building automation.
Il futuro è smart
Il nostro futuro sarà smart, con una stretta
connessione a tutto ciò che è green: smart
city, smart tecnology, smart infrastrutture,
smart energy, smart factory…
40
Dorman Followwill, partner e director di Frost & Sullivan
E che ne sarà dei nostri acquisti? Prepariamoci, saranno sempre più on line, e si affermeranno i nuovi modelli di commercio:
il click and brick, per esempio, nell’acquisto
di un’autovettura diventerà la prassi, e la
sede del concessionario avrà sempre più
un ruolo marginale. Come conseguenza
di ciò, i negozi saranno di dimensioni notevolmente inferiori rispetto al presente,
nella misura del 15-20%. L’innovazione,
poi, passa dal ‘concetto zero’, ovvero creare
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
prodotti a zero emissioni, con zero difetti,
zero incidenti…. Avrà poi sempre più importanza l’ambito della salute e della cura
della persona. Gli italiani, inoltre, saranno
sempre più ‘ingabbiati’ nei social network,
e si calcola che nel 2020 aumenteranno in
modo esponenziale gli iscritti e aumenteranno i dispositivi tra di loro connessi
(Internet of Things). Ciò che influenzerà
maggiormente le scelte imprenditoriali dei
prossimi anni saranno dunque sanità, auto
Il futuro sarà ‘smart e green’
Liana Colombelli, strategic account manager
Si tratta di Emerson
Network Power, Radici
Group, Dainese e Silicon Biosystems. Queste aziende sono state
Da una valutazione di tutte le tecnologie, lo studio di Frost & Sullivan ha
selezionato le 50 più innovative
e trasporto, energia e ambiente. I relatori
hanno poi sottolineato le opportunità di
convergenza tra i diversi settori industriali,
nonché tra i diversi prodotti, tecnologie e
persino aziende in competizione. Molto
interessante anche l’intervento di Finmeccanica, il primo gruppo industriale italiano
nel settore delle alte tecnologie e tra i
primi dieci player mondiali nell’aerospazio, difesa e sicurezza. Andrea Mignogna,
del dipartimento ricerca di Finmeccanica
Holding, ha presentato visione, missione e
strategia di crescita di Finmeccanica. Sono
stati inoltre celebrati i risultati di quattro
aziende che si sono distinte per l’eccellenza nelle best practice in svariati settori.
premiate per aver dimostrato crescita,
innovazione e leadership in ambito di
energia e ambiente, materiali plastici, tecnologie di sicurezza e sanità. Al riguardo, Livio
Vaninetti ha spiegato: “Il nostro programma
di Best Practice Awards, attivo già da molti
anni, riconosce le aziende che hanno dimostrato un approccio unico nel condurre il
business nel proprio mercato di riferimento:
Frost & Sullivan premia idee e strategie vincenti che guidano la crescita aziendale”.
TechVision 2020
Nel corso della conferenza, Liana Colombelli ha presentato i risultati di ‘TechVision
2020: a systematic innovation serendipity
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
engine’. Questo studio svela le 50 tecnologie più innovative che riguardano nove
settori – salute e benessere, dispositivi
medici e tecnologie di imaging, energie sostenibili e tutela dell’ambiente, tecnologie
dell’informazione e della comunicazione,
materiali e rivestimenti, sensori e controlli,
microelettronica, produzione avanzata e
automazione. È importante cogliere i punti
di convergenza che sono presenti in vari
settori industriale. TechVision analizza
il potenziale di ciascuna tecnologia per
comprendere le reali opportunità di mercato, il possibile anno di impatto e valuta
le opportunità di convergenza. Gli esempi
sono vari, ma uno dei più interessanti è rappresentato dagli organi autorigeneranti,
realizzabili grazie alla convergenza delle
seguenti tecnologie: fibre di carbonio, polimeri ‘camaleonte’ e stampa 3D. Queste
tecnologie ridurranno la percentuale di rigetto dei tessuti, anche grazie alla presenza
di polimeri camaleonte che possono essere
ingegnerizzati in modo da auto-rigenerarsi
in caso di danno o usura. Tale tecnologia
è ancora in fase di approvazione, e sarà
commercializzata entro il 2020, dopo aver
sostenuto i più rigorosi test clinici. Un altro
esempio riguarda il monitoraggio remoto
predittivo degli impianti: le tecnologie che
convergono in questo caso sono le tecnologie ICT (cloud computing, analisi dei Big
Data, realtà aumentata… ) e i sensori wireless ubique. La combinazione di tali tecnologie potrebbe permettere una maggiore
efficienza nella gestione degli impianti,
libertà di spostamento degli operatori e la
possibilità di gestire gli impianti da remoto
in totale sicurezza, oltre a ridurre i tempi
morti negli impianti.
Frost & Sullivan
41
La nuova generazione
della tecnologia SCADA/HMI
L’innovazione è nel DNA di Progea™, l’azienda
italiana che opera da oltre vent’anni nelle
tecnologie software di supervisione e controllo.
Movicon.NExT™ è la nuova generazione tecnologica
di Movicon™, la piattaforma Scada/HMI da
sempre punto di riferimento del settore.
Il nuovo prodotto si affianca alla tecnologia
esistente per offrire sul mercato dell’ automazione
le tecnologie software che si stanno affermando,
ed offrire così una soluzione a prova di futuro.
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AO
SPECIALE
Applicazione
di nuove
tecnologie ICT
a cura di Antonella Cattaneo
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
45
AO
SPECIALE
di Cathy Salibian
I collettivi online
risolvono le sfide
creative
Un’auto elettrica. Il nome di un’azienda. Una cura per il cancro.
Tutte queste sfide richiedono un approccio creativo alla
soluzione dei problemi. Tradizionalmente le organizzazioni
affidano il lavoro a esperti. Ma una tecnica sempre più diffusa,
e talvolta controversa, chiamata ‘crowdsourcing’, sfrutta Internet
per attingere a un vastissimo patrimonio di intelligenze
Per risolvere un
problema ci si può
organizzare nella
nuvola per
raccogliere più
velocemente idee
migliori
L
a casa automobilistica Local Motors è salita alla ribalta nel 2012 con il primo veicolo militare progettato da una community, il Rally Fighter. Per realizzare
il mezzo, il ceo di Local Motors, Jay Rogers, ha sfruttato la conoscenza collettiva di 20 mila fra progettisti, ingegneri, costruttori e appassionati d’auto. “Le cose si
possono fare in due modi” spiega Rogers. “Si possono ingaggiare le persone adatte per risolvere un problema, oppure ci si
può organizzare nella nuvola per raccogliere più velocemente
idee migliori”. Rogers è un pioniere di quella forma di problemsolving distribuito che va sotto il nome di ‘crowdsourcing’. Coniato dal giornalista Jeff Howe nel giugno 2006, il termine ha
generato una serie di derivati e sottocategorie: co-creazione,
46
crowd-creation, crowd-voting e persino crowd-funding. Tutte
queste definizioni fanno riferimento a una stessa modalità: attingere a risorse collettive di intelligenza, creatività e soldi.
Rivoluzionare la R&S
Rogers era un ex-marine che studiava alla Harvard Business
School quando concepì un nuovo paradigma: il consumatore
come creatore. La sua idea vinse il concorso annuale dei business plan di Harvard. Subito dopo, Rogers creò Local Motors.
“Ho perso alcuni amici in Iraq e ho quattro figli maschi. Voglio
cambiare le cose” dice Rogers. “Non abbiamo bisogno di più
auto, ma di auto migliori”. Rogers è convinto che il tradizionale
modello di business dell’industria automobilistica, incentrato
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
Immagini gentilmente concesse da Local Motors
l’università potrà applicare i risultati
delle sue ricerche su scala più ampia
a beneficio della società”.
Le trappole del
crowdsourcing
Ma la creazione collaborativa dà sempre risultati migliori? Gli scettici ricor-
sulla produzione di serie, ostacoli l’innovazione. “Servono da 200 milioni a un miliardo di
dollari e da cinque a sette anni per sviluppare
un veicolo alla vecchia maniera. È un sistema
intrinsecamente inefficiente”. Local Motors, al
contrario, sviluppa veicoli in un tempo cinque
volte inferiore, da 12 a 18 mesi, a un decimo
del costo. Invece di costruire grandi fabbriche
centralizzate, ha aperto una ‘micro-fabbrica’
L’evoluzione è sempre più rapida e influisce sul modo in cui facciamo qualsiasi
cosa, anche costruire un’auto
nella periferia di Phoenix e pensa di installare
impianti di produzione distribuiti vicini ai vari
mercati di sbocco. L’azienda usa due tecniche
di crowdsourcing principali, concorsi e collaborazioni, mettendo dano il fiasco di Vegemite con iSnack 2.0, votato nella nuvola
in collegamento fra loro migliaia di ‘contributori di idee’ attra- come il nome più adatto per una crema spalmabile: un flop claverso strumenti di brainstorming collettivo in ambito cloud. I moroso. Marcia Yudkin, scrittrice e presidente di Named At Last,
partecipanti scaricano un applicativo ‘client’ gratuito per acce- spiega i due grandi pericoli di questa modalità operativa. “Uno
dere a modelli 3D, mappe, dati e tutto ciò che serve. Possono è la mancanza di riservatezza” dice.
anche dialogare online in chat in tempo reale per aggiungere “Per ottenere il meglio dai contributor, bisogna fornire informazioni specifiche sul progetto che forse dovrebbero restare
annotazioni ai modelli e suggerire modifiche.
confidenziali. L’altro rischio è legale, perché ci si può esporre ad
Ponte fra aziende e scuola
accuse di violazione di un marchio o altri problemi se i progetti
All’altro capo del mondo, la Association for the Promotion of presentati da persone sconosciute sono macchiati da plagio.
Electric Vehicles (APEV) riunisce numerose case automobilisti- Molto dipende dal modo in cui i partecipanti vengono selezioche dell’Asia-Pacifico, una regione oppressa dal traffico e dallo nati e qualificati: ma, se si restringe troppo il campo, diventa più
smog. Per progettare una nuova generazione di microauto elet- un outsourcing che un crowdsourcing”.
triche (SMEV - Super Micro Electric Vehicle), Apev ha lanciato un
concorso di ‘sapienza collettiva’, invitando gli studenti univer- Il grande esperimento di Darpa
sitari di tutto il mondo a presentare progetti realizzati con un La U.S. Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA),
software 3D. “Dal concorso ci aspettiamo di raccogliere idee l’agenzia statunitense leader nell’innovazione che negli anni
senza precedenti, uniche ed entusiasmanti, per le nuove mini- Sessanta contribuì con la sua rete di comunicazione alla nascita
car” dice Nobuhiro Tajima, chief commissioner di Apev, oltre che di Internet, sta testando il concetto di crowdsourcing con un
presidente e amministratore delegato di Tajima Motor Corpora- concorso per la progettazione di un mezzo anfibio per i marition. “Si possono ottenere risultati finora impensabili con la co- nes. Tuttavia, il progetto prevede specifiche misure restrittive
creazione in ambienti estremamente diversificati che riuniscono per evitare che trapelino informazioni delicate.
persone di diversi campi, settori industriali e aree geografiche, “Il modo in cui interagiamo con il mondo è cambiato per sempre
anche grazie ai moderni strumenti software collaborativi che con l’arrivo di Internet” afferma Rogers di Local Motors, che ha
abbattono le barriere dello spazio e del tempo”. Uno dei par- collaborato con Darpa alla progettazione in crowdsourcing di
tecipanti è l’Università di Tokio, dove il concorso di Apev sta re- veicoli militari.
galando agli studenti esperienze e contatti nel mondo reale. “In “L’evoluzione è sempre più rapida e influisce sul modo in cui
questo progetto gli studenti comunicheranno con gli ingegneri facciamo qualsiasi cosa, da costruire un’auto a combattere una
delle aziende associate ad Apev, che fungeranno da consulenti guerra. Il mondo è pieno di innovatori che sognano di fare proe referenti” spiega Yuhei Yamauchi, professore associato della dotti migliori. Noi mettiamo a disposizione una piattaforma per
Interfaculty Initiative in Information Studies presso l’Università attingere alla loro creatività”.
di Tokio. “I ragazzi impareranno come gli ingegneri professioDassault Systèmes
nisti affrontano il processo di progettazione. Al tempo stesso,
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
47
Immagini gentilmente concesse da Local Motors
Local Motors sviluppa veicoli in un tempo
che va da 12 a 18 mesi e a un basso costo
AO
SPECIALE
di Simona del Grande
Mobilità vs staticità
Come ottenere una fabbrica ‘smart’ e raggiungere l’intelligenza
operativa con Proficy Mobile
D
i recente General Electric ha introdotto il concetto denominato ‘Real Time Operational Intelligence’ o Rtoi: è un paradigma operativo
che rappresenta per i costruttori di impianti e
infrastrutture e per le aziende manifatturiere un
importante valore aggiunto, in grado di modificare la percezione stessa di un impianto. È declinato grazie a una nuova
tecnologia web based che permette agli utenti di intervenire
in modalità proattiva e tempestiva nel prendere decisioni
critiche per i propri impianti. Questa modalità, definita ‘intelligenza operativa’ è garantita grazie alla visualizzazione da
parte dell’operatore tramite un qualsiasi dispositivo mobile,
dei dati chiave, che il sistema filtra e fornisce all’utente in base
all’ubicazione geografica e allo specifico ruolo in azienda.
Percepito come una struttura perlopiù statica, grazie a questo
applicativo, l’impianto diviene un sistema realmente interattivo, in grado di essere manipolato e controllato da remoto
grazie al contributo degli operatori e a prescindere dalla localizzazione geografica da cui si sta operando poiché consente
di monitorare i dispositivi e gli asset in campo in tempo reale,
e offre caratteristiche di visualizzazione, analisi dei dati, collaboratività e mobilità del tutto innovative per gli utenti.
Il primo componente in grado di aiutare le aziende a conseguire questo paradigma di eccellenza ed efficienza operativa
o Rtoi è Proficy Mobile.
Questo prodotto, progettato specificamente per l’industria,
permette l’accesso in tempo reale alle informazioni operative:
è un’app che può essere installata su smartphone e tablet Android e iOS di ultima generazione e presenta un’interfaccia
utente chiara e di facile utilizzo.
48
Uno strumento dalle numerose
funzioni e azioni
Proficy Mobile può essere definito un vero e proprio strumento di realtà aumentata poiché numerose funzioni e
azioni che prima rendevano indispensabile la presenza fisica
dell’operatore presso la macchina o sul dispositivo sono visualizzabili e rese disponibili sul web e danno una chiara visione dell’intero complesso di asset di un’azienda, sul palmo
di una mano. Pensiamo alla mole di dati normalmente prodotta nell’ambito di un impianto di produzione e dall’intero
ecosistema di un’azienda: se non è possibile attingere al
dato che si sta cercando, nel momento in cui occorre, queste informazioni non forniscono alcun valore aggiunto. Un
impianto strutturato, normalmente, è composto da una serie
di asset il cui corretto funzionamento è garantito da (spesso
numerosi e irrilevanti) allarmi che, una volta notificati, vengono poi analizzati per poter generare l’azione correttiva in
grado di ripristinare le attività: in questo caso la tempestività
rappresenta il punto chiave per generare efficienza. Se poi
l’informazione ‘giusta’ supera gli ostacoli imposti dai vincoli
geografici (la presenza dell’operatore presso la macchina
non sempre è garantita) e il dispositivo mobile dell’operatore
viene raggiunto direttamente, grazie al sistema di GEO localizzazione brevettato da GE, ricevendo solo il dato realmente
importante, ecco che i tempi di risposta si riducono al minimo
e l’azione correttiva risulta immediata. Essendo pensato per
l’industrial Internet, ovvero per operare in un sistema a elevate prestazioni e con dispositivi in rete (High Performance
Automation), Proficy Mobile presenta una connettività remota
estremamente sicura da tutti i punti di vista (da applicativi a
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
server, da server a server, e dal punto di vista
ayer
della trasmissione dei dati): una serie di layer
oni
e di protocolli proteggono le informazioni
ifi(ad esempio, autenticazione tramite certifi
L,
cati X.509, connessione sicura con TLS/SSL,
P
Proficy Mobile può essere definito
un vero e proprio strumento di
re
realtà aumentata
allar
allarmi in modo aggregato, per tipologia o
critic utilizzare le funzioni di geolocalizcriticità,
zazio
zazione,
accedere alle informazioni online,
collab
b
collaborare
tra utenti, gestire l’HMI Scada da
remotto tramite web e molto altro.
remoto
Un pr
prodotto
ro
sperimentato
Ad alcune
alcun
ne aziende di vari settori (petrolchimico,
a
gestione acque,
farmaceutico, GDO ecc.) è stato
o di
d sperimentare in anteprima l’innovaproposto
i
P cy RtOI. Ad esempio si è scelto di rezione
di Profi
u
alizzare un’applicazione
per gestire lo ‘storaggio’
di gas: l’i
l’impianto presentava una serie di sfide,
l’o
tra cui l’ottimizzazione
della sala di controllo
che per rripristinare un downtime impiegava di
pi di 15 minuti, e che richiedeva quindi
norma più
maggiore visibilità sull’impianto per operare
un’analisi predittiva dei guasti. Tra i benefici surisco
bito riscontrati
grazie alla nuova soluzione, l’immediato ampliamento delle funzionalità della
co
sala di controllo
senza dover incrementare costi
realizza
di realizzazione,
la possibilità, grazie alla condivicol
sione collaborativa
delle informazioni, di avere
turni di la
lavoro senza soluzione di continuità, la
maggiore visibilità dei dati di processo, più affidaReal Time Operational Intelligence o Rtoi è un paradigma operativo, un
bilità e m
manutenzioni semplificate, grazie anche
importante valore aggiunto in grado di modificare
modificare la percezione stessa di
un impianto
all’introduzione della figura del tecnico ‘geolocalizzato’. In ambito OEM (settore dell’estrusione)
utilizzo di protocolli Http/Https senza necessità di creare una
l’applicazione ha permesso l’accesso ai dati per effettuare test
VPN) e inoltre ogni profilo utente è personalizzabile con prie diagnosi online ed è stato riscontrato un aumento della quavilegi di accesso in base al ruolo in azienda. Proficy Mobile
lità dei prodotti, grazie all’utilizzo dei KPI nonché un incremento
permette di ottenere una fabbrica evoluta e connessa a 360°
delle funzionalità diagnostiche remotizzate. Per il settore della
che porterà a una progressiva decentralizzazione della sala
gestione delle acque, un’azienda municipalizzata ha raggiunto
di controllo statica demandando l’operatività ai dispositivi
l’obiettivo di rendere ‘mobile’ la propria forza lavoro: sono stati
mobile, che possono sfruttare codici ipertestuali molto avancreati vari profili di accesso ai dati degli impianti, limitando gli
zati (tipici del mondo del web) e ancora poco diffusi nel setaccessi degli operatori alla parte di controllo e garantendo delle
tore industriale (per es. html5, codici nativi, SSL, architetture
viste analitiche di livello più alto per i decision maker. Svincolare
Rest): in tal modo anche l’implementazione di progetti può
gli operatori dalla necessità di recarsi fisicamente in presenza
essere declinata sia in modalità tradizionale (statica) ovvero
degli asset e fornire loro la possibilità di sfruttare tutte le funlocalmente senza connessione di rete, sia in modalità dinazioni di diagnostica, analisi e supervisione online ha apportato
mica e collaborativa, sfruttando piattaforme cloud pubbliche
non pochi vantaggi dal punto di vista del risparmio dei costi,
o private basate sul web. Così facendo non è più l’utente a
mentre la valutazione dei trend di errori e allarmi ha consentito
dover raggiungere l’informazione, ma l’informazione stessa
di programmare in anticipo operazioni di manutenzione. Per
viene ‘spinta’ al livello dell’utente, raggiungendolo ovunque
aziende del settore pubblico, con numerosi asset dislocati in più
si trovi, grazie alla geolocalizzazione, e trasformandolo in una
aree geografiche, l’introduzione di Proficy Mobile ha permesso
parte integrante dell’Industrial Internet, ovvero l’infrastruttura
di semplificare notevolmente la mappatura di tutti i dispositivi,
‘in rete’ composta da macchine intelligenti connesse in modo
e in alcuni casi di migliorare l’efficienza energetica: nel caso di
interattivo con gli utenti. L’interfaccia utente di Proficy Mobile
Proficy Mobile applicato all’impianto di climatizzazione e riscalè estremamente intuitiva e facile da utilizzare (si sviluppa su
damento di un ospedale, notevole è stata la riduzione dei costi
sistemi esistenti come Scada, HMI, MES, BMS, ERP e storicizlegati al dispendio energetico ed è contestualmente migliorata
zatori) e all’interno della console di Proficy Vision permette
la vita dei pazienti.
di fruire delle funzioni di analisi dei trend e degli indicatori
GE Intelligent Platforms
di performance di macchine e processi (KPI), visualizzare gli
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
49
AO
SPECIALE
SPECIALE
di Marco Zampolli
Lo stato
dell’arte dell’IoT
secondo Advantech
Una logica centralizzata offre vantaggi per l’implementazione e
la manutenzione, ma ha il grosso problema di gestire il sistema in
caso di guasto
L’
evoluzione del controllo dei segnali di I/O richiede
sempre più una decentralizzazione dell’intelligenza di controllo. Indubbiamente una logica
centralizzata offre vantaggi per l’implementazione e la manutenzione, ma pone come grosso
problema la gestione del sistema in caso di guasto e la potenza
di calcolo dell’unità centrale. In quest’ottica, Advantech identifica
nella IEC-61499 la tecnologia capace di soddisfare le esigenze di
questa evoluzione. La IEC-61499 è uno standard che definisce
una piattaforma aperta per sviluppare un controllo decentralizzato per la misurazione dei processi industriali e dei sistemi di
controllo. È la naturale evoluzione della IEC-611131: differisce
da quest’ultima per una programmazione a oggetti (basata su
XML) e un’esecuzione gestita a eventi. La GUI di sviluppo utilizza
function block. Caratteristica fondamentale di questa implementazione nei prodotti Advantech è la suddivisione tra livello applicativo che viene gestito in modo unico per tutta la topologia del
sistema e livello dispositivo che viene gestito singolarmente da
ogni controller. In questo modo tutta la logica dell’applicazione è
sviluppata in un unico progetto e solo in un secondo momento è
associata allo strato fisico dei dispositivi ed eseguita nei differenti
dispositivi. In questo modo la gestione di complesse architetture
risulta notevolmente semplificata: la logica di programmazione
avviene in maniera centralizzata, assicurando contemporaneamente la reliability del sistema grazie all’esecuzione distribuita.
Advantech implementa la tecnologia della IEC-61499 su una
gamma di prodotti che hanno fatto la storia del controllo di I/O
remoto, la famiglia Adam; l’intento è quello di unire i vantaggi
della nuova tecnologia al know-how derivante da anni di esperienza. I nano controller sono denominati Adam-66xx, basati su
50
Cortex M3 equipaggiati di un realtime kernel che gestisce la logica. I moduli sono anche dotati di realtime clock per assicurare
un’accurata gestione temporale per le applicazioni time-critical.
La gamma dei prodotti si differenzia per la dotazione di I/O (da
ingressi e uscite analogiche o digitali fino a uscite relay) mentre
le restanti caratteristiche tecniche sono comuni a tutti i moduli.
La presenza di una memoria Fram assicura velocità di accesso
e ritenzione dei dati in caso di mancanza di alimentazione. La
connettività è garantita da una doppia porta di rete RJ45 con
funzione di daisy chain, semplificando in tal modo la topologia
del sistema; in caso di disalimentazione di un singolo modulo la
comunicazione Ethernet passante è garantita facendo sì che la
problematica di un modulo non impatti sul funzionamento della
catena dei moduli. Advantech permette in questo modo di conciliare le migliori caratteristiche hardware per i sistemi automatici con un sistema di sviluppo in grado di ridurre drasticamente
i tempi di sviluppo e gestione dell’intera logica applicative.
Advantech, da sempre protagonista dell’automazione industriale, continua a implementare Ie proprie famiglie di prodotti
mantenendo le caratteristiche tipiche dell’ambiente industriale
e aggiungendone nuove che rendono i dispositivi di Advantech
sempre più parte integrante della Internet of Things. È fondamentale ricordare che Advantech mantiene attive tutte le proprie linee di prodotti di I/O, in modo da permettere al cliente di
selezionare la tecnologia più efficace per la propria applicazione.
Inoltre questa filosofia permette la gestione di impianti senza
problemi riguardanti la manutenzione dei ricambi e le eventuali
espansioni di impianti già esistenti.
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
Advantech
SPECIALE
Fonte: www.latninc.com
AO
di Anna Rossi
Sviluppo globale
del software
La soluzione centralizzata per la gestione di dati e processi di PTC
migliorerà la collaborazione tra team remoti e permetterà di
rafforzare le procedure di controllo delle modifiche
J
atco, affiliata di Nissan e fornitrice globale di cambi au- menti e permetterà di rafforzare le procedure di controllo delle
tomatici e trasmissioni a variazione continua, ha scelto modifiche.
la soluzione per lo sviluppo globale di software di PTC
come unica piattaforma di progettazione dei propri si- Un sistema centralizzato
stemi di controllo della trasmissione. Parecchi costrut- “Per raggiungere un approccio collaborativo nelle attività di svitori, tra cui Jatco, si trovano oggi a dover fronteggiare una luppo, abbiamo bisogno di un sistema centralizzato che ci permaggiore complessità derivante dall’incremento del contenuto metta di gestire tutti i dati relativi allo sviluppo del prodotto e ai
software di molti prodotti. Il software è fondamentale per i si- processi aziendali” ha affermato Seiichiro Kobe, general manager,
stemi di controllo della trasmissione di Jatco: infatti traina l’in- Management Information System Department di Jatco. “PTC ci
garantirà la totale trasparenza del
novazione, migliora le funzionalità
ciclo di sviluppo del prodotto e quedel prodotto e permette lo sviluppo
sto migliorerà la gestione delle infordi varianti sempre più efficienti. Per
mazioni sullo sviluppo del sistema
Jatco, oltre alla crescente complesdi controllo, ridurrà i rischi legati alla
sità dei prodotti, si aggiungeva il
sicurezza dei dati, incrementerà l’efproblema dell’assenza di un mecficienza del processo e aumenterà la
canismo per la gestione dei dati,
produttività dei nostri team remoti”.
la condivisione delle informazioni
PTC è in grado di ottimizzare i proe la collaborazione tra i centri di
cessi chiave e di collegare tra loro
sviluppo in Giappone, Asia, Nord
tutti gli artefatti di progettazione softAmerica e altre parti del mondo.
Jacto ha scelto la soluzione PTC per lo sviluppo
ware, inclusi requisiti, modelli, codici
La gestione di requisiti, modelli e
globale basata su PTC Integrity
e informazioni sui test, garantendo al
dati relativi ai test con strumenti
diversi allungava i tempi d’accesso alle informazioni utili per lo contempo la piena tracciabilità delle fasi dello sviluppo. Il risultato è
sviluppo dei prodotti, provocava ritardi nella comunicazione e, un aumento della produttività, una collaborazione in tempo reale
in ultima analisi, comprometteva la produttività generale. Se si tra i vari settori e una riduzione dei costi di sviluppo, grazie all’eliconsidera poi che la cronologia delle varianti e delle modifiche minazione delle operazioni ridondanti. “Le aziende che sviluppano
non era registrata in modo centralizzato, le inefficienze e la ri- prodotti software-intensive devono affrontare nuove sfide deridondanza delle lavorazioni tra le diverse linee di prodotto erano vanti dalla necessità di garantire un elevato grado d’innovazione
all’ordine del giorno. Jatco ha intuito subito che, per accrescere e flessibilità in cicli più brevi, contenendo i costi e massimizzando
l’efficienza dei processi di progettazione e andare verso un uti- la qualità” afferma Jake Simpson, divisional general manager, ALM
lizzo più efficace delle risorse, occorreva una soluzione unica Department di PTC. “Siamo entusiasti che Jatco abbia scelto PTC
per la gestione di tutte le attività nelle varie applicazioni di svi- per affrontare con successo queste sfide. Siamo ansiosi di iniziare
luppo e nelle sedi globali. Per questo, ha scelto la soluzione PTC presto a lavorare insieme per migliorare i processi di sviluppo e
per lo sviluppo globale basata su PTC Integrity, che garantirà progettazione e offrire il massimo valore possibile ai clienti”.
una gestione centralizzata dei dati, assicurerà i collegamenti
Jatco - PTC
tra i file, offrirà un sistema standardizzato di gestione dei docu-
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51
AO
SPECIALE
di Simone Giusti
Strumenti flessibili
per innovativi prototipi
di business
Usare una piattaforma per le simulazioni in modalità cloud ha
consentito a Sigma Ingegneria di concentrarsi su alcune attività
senza impegnare risorse e macchine nelle operazioni più
complesse
S
igma Ingegneria è una società di progettazione che
opera in diversi settori applicativi della produzione
industriale, della meccanica di precisione e dello
sviluppo di prototipi. L’azienda, con sede a Lucca,
è stata fondata nel 2004 da un gruppo di ingegneri
in forza all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ente con cui
era avviata una collaborazione per lo sviluppo di progetti
quali le componenti meccaniche dell’acceleratore di particelle del Cern di Ginevra e la modellazione degli strati interni
del tracciatore Compact Muon Solenoid (CMS). Nel corso del
tempo Sigma Ingegneria ha maturato esperienze e competenze in numerose derivazioni del settore, a partire da quello
tori presso il Politecnico di Milano. Sigma Ingegneria inoltre
realizza attrezzature per la logistica portuale dedicate alla
movimentazione dei container e attività di manutenzione
all’interno delle banchine, come i sistemi di stoccaggio e le attrezzature per il cambio delle funi delle gru in grado di gestire
cavi da 500 metri di acciaio da 32 mm pesanti 2 tonnellate.
Completano il quadro la produzione di prototipi nel settore
della meccanica dei sistemi radar, nel settore della tecnologia dell’Ultra Alto Vuoto (UHV), nel settore dello sviluppo di
macchine di linee di produzione automatiche e della robotica, per un fatturato di circa 1 milione di Euro. Sigma Ingegneria è composta da sei professionisti che seguono tutte le
fasi della progettazione, dall’attività di raccolta
delle esigenze dei clienti fino alla realizzazione
del prototipo e in alcuni casi alla produzione. Si
tratta di un fattore che contraddistingue Sigma,
che pur esternalizzando la costruzione dei componenti, in molti casi si occupa dell’assemblaggio soprattutto per la parte prototipica, per la
quale sarebbe impossibile individuare partner
in grado di seguirne le fasi.
La sfida
aeronautico, forte del background di studi dei
soci che attinge dall’Ingegneria Aerospaziale.
Non a caso Sigma ha anche collaborato allo
sviluppo di attrezzature per misure nelle gallerie del vento utilizzate ad esempio nei labora-
52
In Sigma sono state
introdotte soluzioni
Autodesk in tutti gli
ambiti e in tutte le fasi
dei processi produttivi
L’adozione della nuova piattaforma basata su
cloud e degli strumenti di lavoro più adatti è
stata la prima sfida che Sigma Ingegneria ha
dovuto affrontare, al momento della sua nascita. La forte competenza negli applicativi utili
al disegno e alla progettazione acquisita dagli
ingegneri della società, durante la precedente
attività presso l’Infn, ha consentito di provare
sul campo le reali potenzialità dei software e le
funzionalità adatte alle esigenze operative. “Al
momento della creazione della società utilizzavamo le stesse piattaforme dei nostri partner
del Cern” esordisce Simone Giusti, uno dei soci
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
co-fondatori e responsabile marketing e acquisti di Sigma Ingegneria. “Al crescere della nostra attività abbiamo quindi testato sul campo numerosi software sia di fascia alta sia media,
a seconda delle esigenze derivanti dalle commesse ottenute
e dei clienti stessi, acquisendo competenze operative su differenti piattaforme”. E l’approdo alla scelta di Autodesk è
stato frutto di uno studio approfondito dopo che, nel 2007,
l’Infn di Pisa, che già aveva in dotazione alcune licenze di Autodesk Inventor, ha pensato di potenziare l’utilizzo delle soluzioni Autodesk ritenendole le più affidabili dal punto di vista
della loro evoluzione e degli aggiornamenti futuri. “Questo
ha portato a un nostro avvicinamento al comune ambiente
di sviluppo” continua Giusti, “una volta avuta la conferma di
essere l’unico in grado di raccogliere
l’eredità degli strumenti applicativi
utilizzati in precedenza per il nostro
settore specifico e in grado di garantire prestazioni all’altezza delle
esigenze di Sigma, rispetto a quanto
presente in commercio”. Poter utilizzare sistemi standard per il settore poteva inoltre fornire a Sigma
un vantaggio competitivo oltre alla
possibilità di continuare le collaborazioni con i propri partner di prestigio,
il tutto sopportato da un’adeguata
infrastruttura hardware. La migrazione verso le soluzioni Autodesk e
le workstation Lenovo ha così avuto
inizio.
Autodesk su macchine a elevato livello di innovazione ha infatti consentito di trarre il massimo dalle prestazioni grazie
all’affidabilità e alla potenza con cui sono state progettate,
idonee a qualunque ambiente professionale. “Abbiamo introdotto le soluzioni Autodesk in tutti gli ambiti e in tutte le
fasi dei nostri processi produttivi, a partire da Inventor” chiarisce Giusti. “Le prestazioni e l’affidabilità del sistema di modellazione sono stati i primi elementi che ci hanno convinto
sulla scelta da operare”. E il confronto di Inventor con gli altri
software è stato svolto in modo piuttosto approfondito, a seguito di una vera e propria comparazione sul campo. “Tutti i
componenti della suite ne fanno una soluzione vincente, a
partire dal modellatore con cui progettiamo le lamiere fino ai
La soluzione
Grazie all’apporto di Man and Machine, partner Autodesk, Sigma
Ingegneria si è dotata di Autodesk
Simulation 360, un’assoluta novità I vantaggi ottenuti dall’introduzione delle soluzioni Autodesk sono stati
tecnologica in casa Autodesk che percepiti lungo tutte le fasi delle lavorazioni
offre un set di strumenti e soluzioni
specifiche per la simulazione in campo ingegneristico tramite pacchetti che utilizziamo per sviluppare tutte le componenti
la nuova piattaforma cloud Autodesk 360. Sigma, specializ- di telaio”. Le attività di simulazione in cui Simulation 360 è
zata nella produzione di prototipi per vari settori manifattu- impiegato sono fondamentali anche per necessità quali l’erieri, ha trovato estremamente interessante la possibilità di laborazione delle relazioni di calcolo o di progetto. “Quello
avere insieme in un unico pacchetto, accessibile e flessibile, che ci ha spinto verso la scelta di acquisto di un sistema di
strumenti diversi per far fronte alle più disparate esigenze di analisi degli elementi finiti è stata la necessità di aumentare il
simulazione digitale: in più l’utilizzo del cloud ha abbattuto i vantaggio competitivo e di avere uno strumento in grado di
tempi di lavoro potenziando al massimo le capacità di calcolo supportare l’operatività”. Ma non è tutto: Sigma è un’azienda
e consentendo l’esecuzione di più simulazioni contempora- certificata ISO 9001:2008 e di conseguenza è stato necessario
neamente. Sigma ha inoltre confermato la scelta in software sviluppare tutte le procedure a garanzia del mantenimento
Autodesk completando la suite Simulation con due licenze della conformità della certificazione stessa. Sigma utilizza
desktop ‘tradizionali’ ovvero Autodesk Simulation Mechani- un gestionale amministrativo integrato di una componente
cal, che consente di prevedere le prestazioni dei prodotti e personalizzata ad hoc a controllo della parte di produzione,
convalidarne il comportamento prima della produzione, e la cui interfaccia con il resto dell’ambiente operativo viene
Autodesk Simulation CFD, che permette analoghe prestazioni svolta da Inventor. “Oltre le funzionalità tradizionali di una soper la simulazione fluidodinamica e termodinamica. Lato har- luzione di progettazione si tratta di una delle caratteristiche
dware, Sigma si è avvalsa di un parco di Lenovo Thinkstation, più utili” continua Giusti. “La facilità di gestione documentale
le workstation pensate per i professionisti che desiderano ot- e la gestione delle distinte base unite alle elevate prestazioni
tenere il massimo dalla tecnologia. L’utilizzo delle soluzioni della piattaforma fanno la differenza”.
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
53
AO
SPECIALE
Autodesk Simulation 360, novità tecnologica di casa Autodesk
I risultati
I vantaggi ottenuti dall’introduzione delle soluzioni Autodesk
sono stati così percepiti lungo tutte le fasi delle lavorazioni
di cui il processo produttivo in Sigma si compone. Un risultato a cui Giusti e i suoi colleghi sono giunti anche grazie al
modo mirato in cui gli strumenti sono stati integrati e il cui
uso è stato approfondito. A partire da Simulation 360. “Usare
una piattaforma per le simulazioni in modalità cloud ci consente di concentrarci sulle nostre attività senza impegnare
risorse e macchine nelle operazioni più complesse” sostiene
Giusti. “Possiamo inoltre verificare i progetti ed effettuare simulazioni da ovunque e in qualunque momento, il tutto a
vantaggio della nostra produttività”. Un giudizio positivo che
Giusti estende anche a Inventor. “Quello che ci ha colpito è la
flessibilità dello strumento, una caratteristica che non si trova
così evidente in altri software di supporto alla progettazione”.
La sua efficacia in tutti i pacchetti utilizzati da Sigma ha pienamente convinto chi lo utilizza come principale strumento
di lavoro. “Si tratta di un tool in grado di adattarsi a tutte le
nostre esigenze, consentendoci di risparmiare circa il 40-50%
del tempo rispetto agli altri applicativi testati“. Un dato che
assume maggior valore considerando la peculiarità di Sigma.
“Siamo un soggetto particolare” conferma Giusti, “perché potendo utilizzare gli stessi strumenti all’interno di enti di ricerca
abbiamo possibilità di spaziare nel profondo del software, questo ci consente di trovare internamente le risposte a tutte le
esigenze applicative e di risolvere al meglio le problematiche
che ci troviamo ad affrontare”. Non a caso il processo di selezione era stato svolto secondo canoni poco ortodossi. “A differenza di altre realtà che confermano software per tradizione
aziendale o perché fanno parte del loro background didattico,
noi ci siamo avvicinati a questo strumento a seguito di un
percorso piuttosto lungo. Dopo circa 10 anni di utilizzo di vari
modellatori CAD, siamo arrivati a una scelta davvero oculata”.
54
Sulla stessa linea la valutazione degli importanti impatti sull’operatività resi dall’integrazione delle Lenovo Thinkstation. “Le
nostre prestazioni sono migliorate grazie alla loro stabilità”
chiarisce Giusti. “L’acquisto delle nuove macchine ci ha consentito di aumentare la produttività anche grazie al fatto che i
software aggiornati garantiscono sempre nuovi tool e migliori
prestazioni”. La tecnologia Lenovo è innovativa anche sotto il
punto di vista dell’impatto ambientale. “Le Thinkstation hanno
un minor consumo energetico percepibile dalle ridotte temperature di lavoro”. Senza contare la componente design, che per
un moderno studio di progettazione è tutt’altro che secondaria. “L’estetica dell’hardware di cui ci siamo forniti è davvero
accattivante”. Il processo di innovazione ha generato un livello
di soddisfazione piuttosto elevato su tutti i fronti, partner compreso. Il rapporto tra Sigma e Man and Machine è infatti ottimo
a partire da un punto di vista umano, uno dei requisiti che l’azienda lucchese antepone a tutti gli altri fattori. “La collaborazione con Man and Machine è stata determinante” sottolinea
Giusti. “Si tratta di un partner che ha dimostrato l’importanza
di avere un referente in grado di consigliare e di fornire assistenza, oltre a tenere sempre aggiornati i software alla versione
più evoluta. È stato il loro apporto in fase decisionale a spingerci a provare una soluzione Autodesk nuova e decisamente
innovativa”. E grazie al rapporto di fiducia, Sigma Ingegneria è
pronta a cogliere tutti i suggerimenti sugli sviluppi delle soluzioni Autodesk e dei vantaggi che potranno recare al business,
come conclude Giusti. “Il nostro partner, che conosce bene la
nostra realtà, è sensibile su quanto può essere interessante per
noi”. Su queste basi, Sigma prevede nel futuro prossimo un aumento delle postazioni e delle licenze Autodesk, nell’ottica di
uno sviluppo dell’azienda e dell’introduzione di altre persone
in concomitanza con l’ottenimento di commesse importanti.
Autodesk - Man and Machine - Sigma Ingegneria
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
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AO
SPECIALE
di Tiziano Lotti
Il caso Breton
Breton ha ritenuto utile e conveniente installare il software
Ubiquity su tutti i propri macchinari e impianti ottenendo un
risparmio globale sui costi di servizio superiore al 30% e un livello
di assistenza e prossimità al cliente mai raggiunto in precedenza
N
Breton, un’azienda
orientata al cliente
ata nel 1963
dalla grande
capacità inventiva del
suo fondatore
Mario Toncelli che intuì le
grosse potenzialità di sviluppo di un settore assolutamente innovativo, Breton
è oggi uno dei più importanti attori mondiali nel
settore dei centri di lavoro a
controllo numerico ad alta
velocità e nel settore delle
“Da sempre in azienda
prestiamo una particolare attenzione al cliente,
offrendo servizi moderni,
articolati ed efficaci a necessario completamento
della fornitura di macchine di qualità e con performance elevate. Essere
cliente Breton significa aver
scelto la qualità, l’efficienza
e l’eccellenza non solo delle
macchine e
impianti per
la vorazioni
industriali
del marmo,
del granito e
della pietra
ornamentale.
Breton
è
inol tre un
importante
produttore di
impianti per
la fabbricazione delle pietre composite grazie al know-how accumulato
dopo anni di R&D e diversi brevetti internazionali depositati.
Gli impianti, le macchine e i centri di lavoro Breton sono riconosciuti per l’elevato livello tecnologico, le superiori performance produttive, le soluzioni innovative e l’indiscussa
qualità del sistema prodotto/servizio offerto ai clienti.
macchine e impianti ma anche dei servizi a corredo” afferma
Enrico Favaro, responsabile tecnico di Breton. Breton produce
in media tra le 250 e le 300 macchine l’anno e il servizio postvendita e la manutenzione sono svolti anche su macchine
Windows Embedded Intelligent Systems Partner Excellence Award
N
56
el 2012, con la collaborazione di un importante cliente, Breton, costruttore di centri di lavoro a controllo numerico ad alta
velocità e macchine e impianti per lavorazioni industriali della pietra, Asem, con la piattaforma Ubiquity, ha conquistato il
‘Windows Embedded Intelligent Systems Partner Excellence Award’ nella categoria Global Manufacturing, con cui Microsoft
premia ogni anno i partner che si sono particolarmente distinti con l’offerta al mercato di soluzioni intelligenti e creative che
risolvono specifici problemi ai propri clienti.
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
Caratteristica utile
di Ubiquity è la
possibilità di gestire
gli accessi alle
macchine
differenziando
profili e
autorizzazioni in
base alle competenze
specifiche dell’utente
“Grazie alla soluzione per la teleassistenza Asem Ubiquity
abbiamo tagliato le nostre spese di viaggio annuali di circa
400.000 euro” osserva Denis Soldan, after sales dept.
director di Breton
vendute 15 anni prima. Il parco macchine è quindi enorme
e conta circa 4.000 impianti distribuiti in tutto il mondo. “La
difficoltà nel raggiungerli è enorme, con relativi problemi di
fuso orario e disponibilità di persone da inviare on-site. Queste persone devono essere altamente qualificate e in grado di
coprire tutte le esigenze di automazione. Questi sono alcuni
dei motivi per cui il collegamento e l’accesso da remoto sono
sempre stati considerati un must”. Infatti Breton in passato
aveva già prestato assistenza remota sulle macchine controllate da PC, utilizzando alcuni tra i software per il desktop remoto disponibili sul mercato. Questi però non permettevano
un facile accesso alle diverse reti dei clienti. “Configurare i vari
firewall e le varie reti
richiedeva giorni di lavoro e competenze IT
di alto livello. A volte
per poter accedere alla
macchina era necessario utilizzare diverse soluzioni software
allo stesso tempo. Qualcosa di paradossale” continua Favaro
Le macchine controllate da PLC invece, non erano mai state
assistite o controllate a distanza. Era impossibile trovare una
soluzione affidabile e facile da utilizzare portando Breton a rinunciare alla possibilità di ottenere l’accesso remoto alle macchine controllate da PLC.
Ubiquity, la soluzione a ogni problema
“Nel momento in cui Asem ci ha presentato Ubiquity, ci
siamo subito resi conto di come potesse essere la soluzione
ai nostri problemi. Ubiquity ci ha aperto nuovi orizzonti, ren-
AO
SPECIALE
dendo possibile la teleassistenza anche
sulle macchine controllate da PLC, avendo
a disposizione in un’unica soluzione tutte le
funzionalità necessarie per connettersi da
remoto e accedere alle sotto-reti Ethernet e
seriale del pannello operatore IPC sul quale
il software Ubiquity è installato, sia su Win
32/64 sia su Win CE” afferma Favaro. Breton
ha deciso quindi di installare il software Ubiquity su tutte le macchine controllate da IPC
e apprezzando anche l’offerta di pannelli
operatore Asem, in cui il software per la teleassistenza Ubiquity è integrato, ha deciso
di munire ogni macchina controllata da PLC
con un HMI30 ottenendo la possibilità di intervenire da remoto sul controllore grazie
all’accesso alla sotto-rete del pannello ope- Uno dei principali vantaggi di Asem Ubiquity è senza dubbio la facilità d’utilizzo
ratore. Breton sta oggi sfruttando appieno
il potenziale di Ubiquity essendo costantemente collegata permette di evitare l’introduzione di complesse regole di routalle diverse macchine in tutto il mondo per l’aggiornamento ing e la necessità di apportare modifiche alla configurazione
dei software e per la risoluzione dei problemi dei clienti. “È del gateway dei dispositivi che devono essere raggiunti, in
diventato uno strumento indispensabile. Nelle diverse sedi quanto la presenza del supervisore connesso da remoto equiBreton ci sono sempre almeno 5 o 6 persone costantemente vale a un IP connesso localmente.
connesse ai server Ubiquity per fare della manutenzione pre- “Altra caratteristica estremamente utile di Ubiquity è la possiventiva sulle macchine e per ottenere i dati di funzionamento bilità di gestire gli accessi alle macchine differenziando profili
di tutti gli impianti”. Con Ubiquity oggi Breton è sempre al e autorizzazioni in base alle competenze specifiche dell’ufianco dei suoi clienti, essendo in grado di fornire un efficiente tente. Ad esempio l’addetto alla manutenzione preventiva e
servizio di installazione e messa in funzione delle macchine e alla raccolta dati può fare una prima diagnosi a distanza del
un servizio post-vendita senza paragoni potendo soddisfare problema. Una volta resosi conto che il PLC potrebbe aver
ogni esigenza avvalendosi sempre di personale con elevate bisogno di un debug, il tecnico con le relative competenze
competenze. “La volontà di fornire un’eccellente servizio di as- di programmazione software del PLC avrà accesso al controlsistenza è parte della filosofia di Breton e Ubiquity è uno stru- lore per procedere al debug del sistema grazie a un profilo
mento fondamentale per garantire l’affidabilità e la continuità di accesso con autorizzazioni più ampie” afferma Enrico Fadel servizio che spesso diventa il motivo per cui i clienti scel- varo. Ubiquity infatti permette di creare un infinito numero
gono Breton e non uno dei suoi competitor” racconta Favaro. di utenti, gruppi di utenti o gruppi di macchine remote con
diverse regole di accesso. “Oggi, il servizio è una delle armi e
Una soluzione immediata e semplice
delle leve più importanti per stabilire una relazione proficua
da usare
con il cliente. Un fornitore che ha quindi un prodotto impec“Uno dei principali vantaggi di Asem Ubiquity, in particolare cabile, ma non garantisce un ottimo servizio ha sicuramente
quando messo a confronto con le altre soluzioni per la teleas- molte meno possibilità di avere successo. Breton ha sempre
sistenza presenti sul mercato, è senza dubbio la facilità d’uti- investito nel servizio post-vendita e Ubiquity ci permette di
lizzo. Connettersi alla rete dei clienti con Ubiquity non richiede essere sempre un passo avanti rispetto alla concorrenza. I vanalcuna configurazione di rete o di firewall. È quindi possibile taggi portati da Ubiquity sono enormi. Il risparmio globale sui
attivare il servizio e accedere alla rete del cliente senza alcun costi di servizio può essere stimato attorno al 30%. Basti penbisogno di assistenza o consulenza tecnica” continua Favaro.
sare alla riduzione delle assistenze onsite con relativo rispar“L’aspetto più importante però è sicuramente la connessione mio sui viaggi e alla disponibilità totale e continua di risorse
via VPN end-to-end. In passato Breton era solita installare una chiave nell’assistenza postvendita.
VPN diretta verso gli impianti più grandi per accedere al si- Gli impianti, le macchine e i centri di lavoro Breton sono ricostema di automazione dei clienti, non essendo il desktop re- nosciuti in tutto il mondo per l’elevato standard tecnologico
moto sufficiente per accedere a tutti i dati di funzionamento e d’innovazione ma l’indiscussa qualità del servizio offerto ai
dell’impianto. Asem Ubiquity è una soluzione in grado di clienti è spesso la ragione per cui i clienti scelgono Breton.
garantire questa funzionalità in modo completamente inte- Il supporto al cliente infatti incide fino al 50% sulla scelta di
grato” afferma Favaro. Asem Ubiquity infatti include una VPN acquistare una macchina o un impianto Breton, e Ubiquity ha
basata su tecnologia proprietaria appositamente sviluppata permesso a Breton di raggiungere un livello di assistenza e
per le esigenze della comunicazione industriale. Il Virtual Pri- prossimità al cliente mai raggiunto in precedenza”.
vate Network Ubiquity opera al livello data-link del modello
Asem - Breton
ISO/OSI e supporta i messaggi broadcast di tipo UDP. Questo
58
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
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17.01.2013 08:16:27
RASSEGNA
di Carlo Marchisio*, Alessandra Pelliconi
Soluzioni di
tracciabilità
La tracciabilità è una delle leve principali per garantire la migliore qualità del
prodotto e quindi la sicurezza del consumatore finale. Un driver di successo per
le imprese, ma occorre un salto di qualità
Innovare. A tutela del consumatore. Ma anche per mantenere elevati
gli standard produttivi e la capacità di competere a livello internazionale rispondendo alle normative vigenti in ciascun paese. La tracciabilità è così oggi, sempre più, una delle leve principali per garantire
la migliore qualità del prodotto. Per esempio, se consideriamo l’industria alimentare, la tracciabilità della filiera diventa decisiva per garantire la sicurezza del consumatore finale. Infatti, sapere chi sono i miei
fornitori diventa sempre più importante e le aziende devono sapersi
adeguare. Per non parlare della filiera farmaceutica. O, più in generale,
delle aziende che esportano e che devono saper soddisfare le richieste dei dati provenienti dalle diverse autorità nazionali come la FDA
(Food and Drug Administration) americana molto nota per avere dei
rigidissimi criteri di valutazione, o gli standard GMP per l’Europa. Insomma, l’argomento è estremamente caldo e di grande attualità, vuoi
per l’evoluzione del mercato, vuoi per fattori esogeni come il terrorismo alimentare (tanto per stare nell’attualità), vuoi per cicli di vita più
ridotti del prodotto o per nuove esigenze di marketing o anche per
la gestione della propria reputazione. O per la ricerca di nuovi sbocchi di mercato, appunto. Comunque il mercato chiede alle aziende
una maggiore qualità a un costo sempre inferiore. Di conseguenza,
le aziende lavorano con target sempre più restrittivi e per questo diventa importante tener sotto controllo le performance, pena la perdita
di competitività. Dal nostro osservatorio, se da un lato il mercato pone
condizioni sempre più stringenti, dall’altro offre tutti gli strumenti e la
flessibilità necessaria per supportare questo tipo di esigenze. Fornendo
un riscontro in tempo reale sulla qualità, la tecnologia software può
aiutare gli operatori a rispettare in ogni momento i requisiti di qualità.
Ad esempio, nel settore alimentare, per far fronte a un vasto numero di
controlli e verifiche legali, i produttori hanno bisogno di informazioni
sugli ingredienti di ciascun prodotto (genealogia) e su dove e quando
questi ingredienti vengono utilizzati (tracciabilità). In altri termini, ai
produttori è richiesta una sempre maggiore flessibilità e un maggiore
e più efficace controllo di produzione e gestione. In questo scenario, alcuni settori sono naturalmente più sollecitati di altri, ma proprio questo
60
movimento crea delle condizioni favorevoli per l’espansione di questa
tipologia di soluzioni. Siamo nel mezzo di una vera e propria rivoluzione culturale alimentata anche dalla crisi che stiamo vivendo che ha
provocato, nel bene e nel male, un forte interesse verso questo tipo di
attività. Le aziende che ce la fanno a sopravvivere, in questo periodo
hanno infatti modo di lavorare sui miglioramenti, hanno modo di innovare. E investono. In italia, occorre però un salto di mentalità nell’utilizzo di queste soluzioni. La tecnologia infatti non manca: quello che
manca è il numero di operatori di mercato che pur potendo investire
in questa direzione ancora non lo fanno perdendo così un’importante
opportunità per competere a livello globale. Insomma, la tracciabilità
rappresenta anche un’occasione per gli industriali italiani per tornare
a investire in modo sostenibile in innovazione.
Brady Italia
Gli applicatori a stampa di Brady offrono una stampa a trasferimento
termico di elevata qualità e notevole flessibilità anche nel caso di
labeling-job a cambiamento rapido. Ciò garantisce una produttività
molto elevata alla luce di complesse applicazioni di etichettatura
automatizzata. Si eliminano i costi che insorgono per l’applicazione
manuale delle etichette con un posizionamento accurato e affidabile,
soprattutto per etichette di dimensioni molto ridotte. L’efficiente
funzionalità contribuisce a evitare le ricorrenti cause di guasti, quali
errati posizionamenti di etichette o etichette mancanti. Con lo speciale principio Zero Queue P&A vengono dimezzati i tempi di stampa
e applicazione. L’applicatore di stampa può essere definito attraverso
i seguenti punti: il sistema di erogazione garantisce un’identificazione
affidabile e precisa su moltissimi materiali; non richiede l’impiego di
aria, evitando così la tecnica flying label; sono realizzabili adattamenti
alle differenze dello spessore del materiale grazie a ugelli d’aspirazione e d’aria pneumatica; è possibile effettuare uno zero-queueprinting per l’elaborazione, il monitoraggio e l’eliminazione di errori,
in tempo reale; possono essere stampate e applicate con precisione
anche le più piccole etichette.
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Fonte : www 123rf
AO
Fonte : www.123rf
Datalogic
Le tecnologie di identificazione automatica stanno assumendo un
ruolo sempre più importante in diversi ambiti produttivi, distributivi
e logistici al fine di garantire sicurezza e trasparenza dei processi. La
tracciabilità delle informazioni diventa così sempre più importante e
necessaria, sia per migliorare la gestione logistica, di approvvigionamento e di consegna del prodotto, sia per ridurre i costi e ottimizzare
i processi aziendali. Datalogic, da sempre attenta alle esigenze del
mercato, ha recentemente introdotto all’interno della propria serie
di scanner manuali per applicazioni industriali due nuovi modelli: il
PowerScan 9500 Imager e il PowerScan DPM Imager. Il PowerScan
9500 Imager è il migliore lettore della sua categoria quando si tratta di
leggere i codici a barre in ambienti industriali. Ha un’elevata profondità di campo e un’ottica imaging 2D ad alta velocità che, insieme al
sistema di puntamento esclusivo e al sistema di conferma di lettura
visivo, ne fanno la soluzione ideale per l’utilizzo prolungato anche in
condizioni più difficili. Il nuovissimo PowerScan DPM Imager è nato per
applicazioni che richiedono la lettura di qualunque tipologia di codice
realizzato con sistema di marcatura diretta (DPM - Direct Part Marking)
su varie superfici e materiali, inclusi plastica, metallo, legno, gomma,
pelle, vetro ecc. Grazie all’innovativo sistema ottico di Datalogic, alla
sua architettura hardware, alla robustezza del design e al software di
decodifica, anche gli operatori meno esperti possono leggere agevolmente e senza difficoltà questa tipologia di codici.
IFM Electronic
ifm electronic ha realizzato un nuovo sistema Rfid flessibile con centralina di controllo, antenne e TAG ampiamente utilizzato nella produzione per identificare gli utensili, per il controllo della qualità nonché
per il monitoraggio delle fasi di produzione, nel convogliamento e
nell’automazione. Facile da impostare grazie alla sua parametrizzazione flessibile, permette di risolvere qualsiasi funzione di identificazione.
ne. La centralina di controllo robusta ha un’interfaccia Profibus
DP integrata
tegrata e un server web. I parametri possono essere impostati
facilmente tramite un PC. Grazie all’alto grado di protezione IP67 e un
ampio campo di temperatura, da -20 a 60 °C, il sistema è conforme ai
requisiti degli ambienti industriali difficili. La nuova centralina di controllo Rfid ha 4 connettori M12 per collegare antenne o ingressi/uscite
digitali. Questo concetto garantisce un collegamento facile e rapido
delle antenne Rfid LF e HF alla centralina di controllo tramite cavi standard con connettore M12 da 0,3 a 20 m di ifm electronic. Sono disponibili TAG LF con una memoria di 2 Kbit, TAG HF di 16 Kbit e anche una
versione Fram avente un numero illimitato di scritture.
Intellisystem Technologies
Frutto di una costante ricerca dell’innovazione e dell’adeguamento alla
domanda crescente di prodotti destinati alla sicurezza antinfortunistica, Automation Service in collaborazione con Intellisystem Technologies risponde al mercato con lo sviluppo del primo sistema elettronico
automatico per la verifica delle Dotazioni di Protezione Individuale
(DPI) che utilizza e integra le più moderne tecnologie Rfid nei cantieri
industriali e civili. Il sistema denominato DPI Scanner ha come caratteristiche fondamentali quelle di essere facilmente installabile e utilizzabile
in qualsiasi luogo: consiste in un varco elettronico tecnologicamente
avanzato da installare in prossimità dei punti di accesso alle zone di
lavoro, tipicamente ponteggi e costruzioni comunemente presenti
nei cantieri industriali e civili. Il sistema, corredato di una piattaforma
software personalizzabile, permette al responsabile della sicurezza del
cantiere di applicare tutte le policy di sicurezza nel rispetto delle vigenti
normative. In particolare è possibile specificare e quindi identificare le
seguenti variabili: verifica del permesso di lavoro, DPI richiesti, verifica
DPI soggetti a naturale scadenza, eventuali sensori per gas nocivi.
Una volta impostate le regole che il sistema dovrà far rispettare è suf-
IFM ELECTRONIC
DATALOGIC
BRADY ITALIA
INTELLISYSTEM TECHNOLOGIES
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61
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RASSEGNA
ficiente che l’operaio di turno, dotato di tutto l’equipaggiamento e in
regola col permesso di lavoro, attraversi uno specifico varco per cui il
DPI Scanner verificherà in automatico e in pochi istanti la congruenza
tra quanto rilevato e quanto specificato dalle policy dettate dal responsabile sicurezza del cantiere. Per far ciò è necessario integrare dei TAG
Rfid in ogni DPI o equipaggiamento che dovrà essere controllato. È una
soluzione hi-tech per la sicurezza che permette di ottimizzare i tempi di
accesso ai cantieri nel totale rispetto delle regole.
Intermec Technologies
La nuova serie di palmari Intermec CK3NG supporta i clienti nella raccolta dati in continua evoluzione e nelle operazioni di tracciabilità.
Caratterizzata dalla possibilità di scegliere tra diversi area imager integrati, per una lettura standard o near/far, garantisce prestazioni di
lettura ottimali su codici mono e bidimensionali, anche se danneggiati
o di bassa qualità. Supporta inoltre la scansione omnidirezionale e ha
un’elevata tolleranza al movimento, offrendo un’efficienza migliorata.
La serie CK3NG possiede un’architettura Omap 1 GHz per ottimizzare
le prestazioni della forza lavoro, attraverso una durata della batteria
ai massimi livelli sul mercato, un monitoraggio della salute del dispositivo di livello superiore e un’ampia compatibilità con gli standard
emergenti, come ad esempio Html5. È disegnato per supportare
Vocollect Voice e un lettore Rfid UHF: tutto questo viene offerto in
un formato piccolo e leggero. Infine, la serie CK3NG rende agevole
la transizione da altri computer grazie a strumenti di configurazione
del dispositivo, come CloneNGo, il software di Intermec per la prima
installazione, che permette di clonare facilmente le impostazioni da
una singola unità master a un numero illimitato di palmari.
Panasonic Electric Works Italia
La tecnologia laser è sicuramente la più raffinata e sofisticata oggi disponibile per la marcatura in ambito industriale ed è il sistema di marcatura permanente più veloce e flessibile. Il primo marcatore laser con
sorgente in fibra FAYb di Panasonic risale al lontano 1999: in oltre un
decennio l’azienda ha offerto marcatori di eccellenza per affidabilità,
tecnologie innovative, qualità dei componenti utilizzati e qualità di
marcatura. Una peculiarità che contraddistingue i marcatori Panasonic
è sicuramente la tecnologia brevettata dello stadio di potenza remo-
tato per avere impulsi più brevi e potenze di picco maggiori (fino a 20
KW) senza incorrere in effetti non lineari. Più breve è la durata dell’impulso, minore sarà il riscaldamento del materiale nelle vicinanze dell’area marcata, migliore sarà la definizione del tratto. A differenza delle
sorgenti laser tradizionali YAG o YVO4 che hanno un tempo medio di
vita di 10.000 ore di accensione, le sorgenti Panasonic sono garantite
per 30.000 ore di tempo di effettivo di marcatura. Per quanto riguarda
le nuove teste scanner, Panasonic Electric Works ha realizzato LP-Z,
un innovativo sistema di marcatura laser 3D che, grazie a una speciale
lente montata su motori elettrici estremamente rapidi e precisi, è in
grado di effettuare marcature precise e perfettamente a fuoco su superfici complesse, con un’escursione di +/- 25 mm (50 mm).
Questo tipo di marcatore è idoneo a marcare immagini, loghi, scritte
alfanumeriche, codici a barre e codici datamatrix su tutti i metalli e
sulla maggioranza delle plastiche. Tutte le marcature sono eseguite ad
altissima velocità e con assoluta precisione. Il marcatore inoltre si occupa di mantenere automaticamente le proporzioni delle scritte sulle
superfici, che altrimenti verrebbero inesorabilmente distorte dalla proiezione 2D sul piano inclinato. La gamma dei marcatori tradizionali in
fibra (per marcare metalli e plastiche) è composta da LP-S500 da 42
W, LP-Z da 25 W con funzionalità 3D e LP-V10 da 12 W, e dai marcatori
con sorgente CO2 (per marcare plastiche, vetro, carta, resine) LP-310
da 12 W e LP-430 da 30 W.
Progea
Le piattaforme software Progea offrono soluzioni particolarmente indicate per le industrie dove sono necessarie applicazioni con necessità
di tracciabilità in grado di rispondere alle stringenti normative e ai rigorosi standard di produzione.
L’alimentare, il chimico, il farmaceutico e recentemente il manifatturiero sono i settori da cui nasce questa esigenza e che richiedono
applicazioni perfette nell’interfaccia utente, nel monitoraggio, nella
diagnostica, nella reportistica, nei trend analitici e nella sicurezza con
audit trail. È essenziale che il controllo di ogni processo garantisca efficienza e soddisfi le normative di settore, prima fra tutte la normativa
FDA. Per questo la tecnologia Progea garantisce la realizzazione di applicazioni aperte, affidabili, sicure e conformi agli standard. Movicon
supporta la visualizzazione e il controllo delle sequenze di processo, la
massima sicurezza di gestione, i sistemi biometrici, gli audit
trail, la reportistica, i database e in generale è stato espressamente progettato per realizzare applicazioni conformi alla
normativa CFR21 Part 11 e Gamp5 in modo rapido e sicuro.
INTERMEC TECHNOLOGIES
PROGEA
PANASONIC ELECTRIC WORKS ITALIA
62
LUGLIO-AGOST0 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
Schneider Electric
Il sistema Rfid Ositrack a 13.56 MHz di Schneider Electric è la soluzione
ideale per l’identificazione in numerose applicazioni e funzioni. È un
sistema aperto, facile da installare (può essere applicato direttamente
sul metallo) collegare e configurare e risponde alle norme ISO 180003, ISO 15693 e ISO 14443. È quindi possibile scegliere liberamente
le memorie dall’offerta industriale o dall’offerta ISO (non protetta)
disponibile sul mercato. La stessa stazione di lettura/scrittura può
essere collegata a Modbus e Modbus TCP/IP (Uni-Telway, Canopen)
per semplificare la configurazione con il rilevamento automatico del
protocollo di comunicazione e velocità; inoltre la totale assenza di software di configurazione fa sì che l’utilizzo di Ositrack non sia riservato
ai soli specialisti. Si tratta del sistema più compatto sul mercato perché integra in un’unica custodia sia il controllo sia l’antenna e con il
vasto range di accessori, può essere facilmente installato in ogni parte
della macchina: l’elettronica si auto-adatta all’ambiente circostante. La
connessione è semplice, rapida e affidabile poiché la connessione tra
elettronica e PLC si riduce a un unico cavo e l’indirizzamento è semplificato: posizionando davanti all’antenna il badge di configurazione si
attiva la modifica dell’indirizzo.
Sick
Il nuovo RFU630 è un dispositivo compatto con antenna integrata
per la lettura e scrittura dei TAG UHF. Le sue caratteristiche lo rendono ideale per risolvere le applicazioni di automazione industriale,
ad esempio l’identificazione o gestione di componenti d’automobili, e
nell’ambito della logistica, ad esempio identificazione bancali. Il rilevamento simultaneo di gruppi di transponder passivi è reso possibile dai
protocolli di anticollisione supportando gli standard EPCglobal e ISO
18000-6. Il dispositivo è disponibile nelle due varianti per il mercato
europeo e quello americano. Il sistema di lettura/scrittura RFU630 è
la soluzione ideale per identificare i transponder associati alle merci in
impianti di produzione, su nastri trasportatori o in applicazioni
e. Il design
stazionarie in aree di presa o centri di distribuzione.
compatto rende l’RFU630 facilmente installabilee anche in
tivo si avspazi molto ridotti. La configurazione del dispositivo
vi Sick per
vale del software Sopas comune a tutti i dispositivi
l’identificazione. Inoltre è possibile inserire degli script spempiti propri
cifici all’interno del dispositivo per assolvere i compiti
dell’applicazione. Possono essere collegate fino a tre antenne
esterne, che si aggiungono all’antenna integrata nel dispositivo.
er particolari
Gli ingressi digitali possono essere configurati per
azioni di controllo, come ad esempio l’accensione
del dispositivo all’oscuramento di una fotocellula. Allo stesso modo le uscite digitali possono
essere associate a particolari eventi logici per
pilotare direttamente degli attuatori oppure per ottenere la diagnostica di lettura. L’RFU630 fa parte della piattaforma Sick IDPro che lo
accomuna in termini di interfacce agli scanner barcode o alle camere
per il Datamatrix, garantendo delle porte di comunicazione host su
base Ethernet, RS232/422/485, CAN, Canopen e offrendo in aggiunta
per la parametrizzazione un’interfaccia USB. Per sfruttare bus di campo
non integrati nel dispositivo, come ad esempio Profibus ed Ethercat,
è possibile utilizzare degli appositi moduli esterni comuni anche agli
altri dispositivi per l’identificazione. Il dispositivo RFU630 offre la possibilità di filtrare i dati e consente la libera formattazione della stringa
trasmessa, in modo da semplificarne l’integrazione in sistemi complessi sfruttando l’intelligenza del dispositivo senza necessitare di un
PC o un PLC. Il suo approccio modulare rende l’RFU630 compatibile a
operare nella stessa rete con altri dispositivi della piattaforma IDPro
consentendo la coesistenza di differenti tecnologie (codice a barre e
simbologie 2D) con accessori e protocolli di comunicazione comuni.
Con un semplice aggiornamento firmware, il dispositivo si ripromette
di rimanere al passo con i tempi e aumentare progressivamente il numero di funzionalità supportate.
Softwork
Operativo in banda HF (13.56 MHz), il Long Range Controller High Performance LR2500 di Softwork identifica tag/transponder standard ISO
15693 che, grazie all’elevata sensibilità di ricezione e alla potenza RF
impostabile fino a 12 W, sono rilevati fino alla distanza di 2 m: proposto
anche in versione modulo per il mercato OEM, il nuovo controller è
l’evoluzione del precedente modello, rispetto al quale si presenta arricchito di funzioni, dotazioni tecniche e flessibilità d’implementazione,
tra cui numerose interfacce (Ethernet, USB, RS232, RS485 e Data Clock)
e 5 LED per segnalare il corretto funzionamento ed eventuali errori. La
nota tecnica di spicco del controller Rfid è la predisposizione a facili
connessioni con multiplexer e antenne per la creazione di varchi, armadi intelligenti, tunnel ecc. grazie alla velocità di elaborazion dati e alla potenziata funzione di anti-collisione
razione
(fino a 60 TAG al secondo) nel tracciare i TAG. Modularit nelle interfacce e configurazioni, sistema Linux
larità
b
a bordo,
velocità di elaborazione dati e rispetto della
no
normativa
Etsi ed FCC rendono il nuovo controller
id
ideale
in svariati scenari applicativi, tra cui retail,
logistica e industry.
* Comitato Tecnico Automazione Oggi
N
Nota:
l’introduzione alla rassegna è stata realizzata con la
ccollaborazione di Angelo Raffaele Cefalo – sales director
Wonderware Italia – Invensys Operations Management
W
SOFTWORK
SCHNEIDER ELECTRIC
SICK
LUG
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LUG
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365
65
6
5
LUGLIO-AGOSTO
63
63
63
di Cristina Paveri
Fonte: http://crm.energyglobe.com
AO Risparmio energetico
L’audit energetico
entra in azienda
Il taglio dei costi dell’energia diventa quasi obbligatorio per le
imprese italiane per competere a livello globale. Vediamo quali
sono le metodologie, le fasi e gli strumenti per verificare lo stato
energetico di un’azienda
U
n fattore discriminante per la competitività aziendale italiana è il costo dell’energia che risulta essere troppo elevato rispetto a quello di altri paesi
concorrenti. Anche la nostra dipendenza energetica dagli altri paesi pone l’industria italiana in
posizione di netto svantaggio rispetto alla concorrenza. Di conseguenza il taglio dei costi dell’energia diventa quasi obbligatorio per le imprese, ma gli interventi devono essere mirati per
non creare un altro spreco di risorse: in questo contesto l’audit
energetico rappresenta il punto di partenza perché è lo strumento che consente di verificare lo stato energetico di un’azienda. L’audit energetico permette, infatti, di capire quanto
consuma l’azienda nel suo insieme per le utenze dell’edificio e
per gli impianti necessari al ciclo produttivo.
La metodologia
Gli obiettivi di un audit energetico sono la razionalizzazione
dell’utilizzo di energia, l’adozione di soluzioni di risparmio ener-
64
getico e l’impiego di energie rinnovabili. Per soddisfare questi
obiettivi un audit energetico efficace deve seguire la stessa filosofia del ciclo di Deming Pdca (Plan-Do-Check-Act) applicata
negli audit dei sistemi di gestione della qualità: non a caso si
parla di sistema di gestione dell’energia (SGE). Il ciclo di miglioramento continuo Pdca si svolge attraverso varie fasi. La prima
e quella di pianificazione (Plan) che ha l’obiettivo di definire la
situazione energetica dell’azienda individuando le fonti energetiche, i dati storici, correnti e futuri di consumo, i parametri
energetici e i centri di consumo, gli indicatori prestazionali (KPI)
dell’energia e le opportunità di miglioramento.
Segue, poi, la fase esecutiva (Do) che prevede il coinvolgimento
del personale in merito agli obiettivi da raggiungere, la gestione delle attività operative e di manutenzione, la definizione
dei contratti di fornitura per l’energia e lo sviluppo di soluzioni
atte a migliorare le prestazioni energetiche. La fase successiva è
invece quella di verifica e monitoraggio continuo (Check) delle
prestazioni energetiche e di individuazione degli interventi cor-
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
Le fasi e gli strumenti dell’audit
L’audit in azienda si svolge secondo una progressione specifica che prevede una prima fase di analisi preliminare essenzialmente qualitativa degli edifici, delle utenze, degli impianti
produttivi e dell’organizzazione basata tipicamente su un questionario di autovalutazione. Una seconda fase di audit, più approfondita, prevede la raccolta dettagliata dei dati quantitativi
sui consumi e sui costi relativi alle utenze e agli impianti e la definizione degli indicatori chiave prestazionali (KPI) per l’energia. In
questa seconda fase si definiscono i parametri energetici quan-
tificabili, ovvero i dati energetici
per gli impianti con i consumi
elettrici, dei combustibili, dell’aria compressa e dei gas tecnici e i
dati energetici per le utenze con
la potenza installata, il consumo
e il fabbisogno orario, il fattore
di utilizzo medio, le ore di lavoro
giornaliere ecc.
In una terza fase viene effettuata la mappatura e misura
per la rilevazione dei dati dal
campo mediante l’installazione
di apparecchi di monitoraggio:
queste misurazioni servono sia
per integrare i dati storici sui
consumi sia per valutare l’efficacia degli interventi di miglioramento realizzati sulla base dei
risultati dell’audit. È in questa fase che si utilizzano strumenti
di controllo per verificare le caratteristiche elettriche mediante
analizzatori di rete che consentono di misurare i parametri che
caratterizzano una rete elettrica come tensione, frequenza, corrente, potenza attiva e reattiva e di valutazione energetica, le
caratteristiche termiche mediante termometri e termocamere
per la misura della dispersione termica dell’involucro edilizio
o per rilevare punti con anomalie termiche dovute a problemi
di natura elettrica quali cortocircuiti e sovraccarichi in motori,
quadri o armadi elettrici, gli igrometri per le misure di umidità, i
misuratori di portata, i luxmetri per la misura di luminosità e così
via. Una quarta fase riguarda gli studi di fattibilità in cui si analizzano le opportunità di miglioramento individuate nelle fasi preFonte: www.idealelectrical.com
rettivi più opportuni. Infine, la
fase di miglioramento continuo
(Act) dell’efficacia del sistema di
gestione dell’energia.
Conformandosi a questo ciclo,
l’audit energetico diventa
propedeutico al processo di
certificazione del sistema energetico secondo la norma ISO
50001:2011. La certificazione
è su base volontaria, ma non
bisogna dimenticare che per
le aziende italiane che hanno
scelto di attuare soluzioni di efficientamento energetico sono
previsti degli incentivi basati sui
TEE (titoli di efficienza energetica) o certificati bianchi rilasciati in base all’energia risparmiata
e la concessione di prestiti a tasso agevolato del Fondo Kyoto
oltre che diversi bandi di agevolazione regionali.
Il caso applicativo Electrex: lo stabilimento del gruppo Amadori
C
on una superficie di oltre 145.000 m2, lo stabilimento di Cesena del
gruppo Amadori è formato da quattro linee produttive, un impianto
di lavorazione dei sottoprodotti della macellazione, una piattaforma
distributiva, nove celle frigorifere a 0 °C, una cella meccanizzata
a - 20 °C e tre tunnel di surgelazione a - 40 °C e utilizza i seguenti
impianti: una cabina di consegna dell’energia elettrica da 11 MW a 15 kV,
sei cabine di trasformazione MT/BT, due centrali di compressori frigoriferi,
una centrale dell’aria compressa, una centrale di produzione del vuoto, una
centrale idrica, una centrale termica da 7 MWt, due impianti di cogenerazione da 3 e 4 MWe e un impianto di depurazione acque reflue. L’analisi
preliminare dello stabilimento ha evidenziato la necessità di migliorare la
mappatura energetica dei processi, l’organizzazione dei dati raccolti, la relativa analisi e la consapevolezza sugli aspetti energetici. Nello stabilimento
è stato quindi installato un sistema di monitoraggio per rilevare i dati energetici (energia elettrica, acqua e gas) di varie utenze e alcuni software per
la rilevazione continua dei dati, la trasmissione degli stessi su reti Ethernet
e Modbus RS-485 e la loro raccolta in un database centralizzato nonché per
la generazione automatica della reportistica. Nel sistema di monitoraggio
dell’energia, Electrex, azienda attiva nella fornitura di strumenti e software
per la misura, il risparmio, la gestione dei consumi e della produzione di
energia, ha introdotto quindi strumenti di misura di tutte le fonti di energia
(energia elettrica, gas, acqua), dei parametri ambientali (temperatura, lu-
minosità, umidità) e
di processo (vapore,
aria compressa,
livelli); strumenti
per la gestione dei
consumi, della produzione e per l’automazione energetica;
reti di monitoraggio
e di telegestione, soluzioni per la visualizzazione dei dati su
diverse piattaforme,
web server, gateway, convertitori, interfacce e software per la rilevazione e la gestione dell’energia. Le risoluzioni
attuate a seguito dell’audit hanno portato alla disponibilità di dati per ogni
processo produttivo, utenza e centro di costo, all’individuazione immediata di anomalie mediante analisi degli scostamenti rispetto a situazioni
produttive analoghe, all’individuazione delle inefficienze energetiche, alla
valutazione degli interventi tecnico/gestionali per la riduzione dei consumi e
alla valutazione dei progetti di efficienza energetica.
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
65
cedenti per individuare gli interventi migliorativi da attuare in
seguito a una valutazione tecnico-economica. Tra gli interventi
possibili i principali includono il rifasamento dei carichi elettrici
per aumentare il fattore di potenza e diminuire il prelievo di potenza reattiva dalla rete da parte di carichi induttivi, quali i motori elettrici, mediante l’installazione di condensatori; l’impiego
di motori elettrici ad alta efficienza in grado di abbattere i consumi grazie alla riduzione delle perdite; l’impiego di azionamenti
a velocità variabile o inverter che, modulando la frequenza di
alimentazione, permettono di variare la velocità di rotazione
del motore elettrico in funzione del carico adeguandola alle
esigenze del processo produttivo e quindi riducendone il consumo energetico. L’elenco degli interventi
attuabili continua con l’impiego di gruppi
statici di continuità ad alta efficienza; gli
interventi sull’impianto dell’aria compressa
per ottimizzare le utenze, ridurre le perdite
di aria e recuperare il calore di scarto; gli
interventi sull’impianto di refrigerazione
per ottimizzare il sistema e gli interventi sui
sistemi di combustione con la sostituzione
dei bruciatori tradizionali con bruciatori a
recupero di calore.
di identificare con precisione la tecnologia da utilizzare”. Tutte
le aree dello stabilimento sono coinvolte nell’audit energetico,
dagli uffici al processo produttivo. “Molto spesso i risparmi più
rilevanti vengono identificati in macchinari ausiliari per la produzione di vettori energetici secondari (acqua di raffreddamento,
vapore, aria compressa) che spesso, in passato, non sono stati
coinvolti in progetti di ottimizzazione” afferma Petrucci. “Le figure da coinvolgere sono in primo luogo l’energy manager e
il direttore di stabilimento, in fase di valutazione il reparto di
produzione, la manutenzione e il reparto tecnico”. Secondo
Petrucci i principali parametri utilizzati per la caratterizzazione
dei consumi energetici di uno stabilimento sono i consumi annuali (MWh), la potenza di picco (MW) e la
potenza di base (MW ad impianto fermo).
Durante la fase di analisi, invece, la caratterizzazione dei progetti di risparmio energetico avviene tramite i consumi evitati (kWh/
anno), il capitale di investimento necessario
e il relativo tempo di ritorno dell’investimento (pay back che può essere attualizzato o meno). Per la verifica dei risparmi
può essere utilizzato il consumo specifico
per unità di prodotto (kWh/pezzo).
L’audit energetico secondo Siemens
I dati raccolti e i controlli eseguiti
Abbiamo chiesto a Stefano Petrucci, energy efficiency consultant di Siemens Italia di illustrarci quali sono le fasi e gli strumenti
da adottare per una corretta diagnosi energetica.
“Una diagnosi energetica accurata prevede una prima fase di
analisi qualitativa della durata di 3-4 giorni che permetta la visione dello stabilimento, i principali processi produttivi e i macchinari ausiliari coinvolti” spiega Petrucci. “In questa fase viene
effettuata una analisi delle tipologie di regolazione, il numero
di ore di funzionamento e la gestione dei macchinari. In una
seconda fase è possibile dettagliare i risparmi con apposite misure di energia elettrica e fluidi in modo da individuare in modo
concreto i risparmi conseguibili e gli investimenti necessari. In
tutte le fasi è opportuno coinvolgere direttamente il personale
che ha progettato l’impianto, che lo utilizza e che ne gestisce
la manutenzione poiché tramite queste informazioni è possibili
individuare eventuali inefficienze e le opportunità di risparmio
correlate”. Secondo quali fasi si sviluppano? “Per l’esecuzione
di un audit completo in azienda sono previste tre fasi” indica
Stefano Petrucci “la prima fase, introduttiva, ha l’obiettivo di
comprendere le necessità del cliente e quali azioni sono state
già intraprese dal management di stabilimento. La seconda fase
prevede una analisi dello stabilimento senza necessità di misure
con l’obiettivo di evidenziare, grazie alla competenza di Energy
Manager qualificati, le potenzialità di progetti di risparmio e il
relativo tempo di ritorno di investimento con errori di +/- 25%.
La terza fase prevede, per i progetti di risparmio energetico valutati con più interesse dalla direzione di stabilimento, uno studio
di fattibilità che affini i calcoli dei risparmi energetici (in termini
sia di kWh sia di Euro), del relativo investimento ed ha l’obiettivo
“I principali dati raccolti” prosegue Petrucci “sono legati ai consumi energetici (elettrici e di gas naturale) su base annuale,
mensile e, per la parte elettrica, ogni 15 min. Tali dati sono facilmente reperibili dal provider del vettore energetico. Altrettanto
importanti sono i dati di produzione (fornibili dai responsabili
della produzione) al fine di contestualizzare i consumi energetici con l’andamento della reale produzione di stabilimento. E
infine i dati delle macchine: potenza nominale, il numero di ore
di funzionamento, percentuali di carico e dati relativi al vettore
energetico prodotto o movimentato (ad esempio per un pompa
la portata e la prevalenza del fluido, per una caldaia la portata e
la pressione del vapore prodotto)”. Ultima, ma non meno importante è la fase che riguarda i controlli eseguiti sulle utenze
e sull’impianto di fabbricazione: “I controlli sulle utenze prevedono delle misure ad hoc che cambiano a seconda del principale vettore energetico utilizzato” conclude Stefano Petrucci.
“Per utenze elettriche vengono effettuate misure della potenza
elettrica, e quindi dell’energia, a cui vengono correlate una stima
delle ore di funzionamento tramite multimetri fissi o analizzatori di rete portatili. Per utenze che producono o movimentano
fluidi (aria compressa, acqua, vapore) è possibile utilizzare degli
strumento clamp-on per la misura della portata e temperatura/
prevalenza/pressione senza necessità di effettuare modifiche al
piping. In questi casi è opportuno verificare che i vettori prodotti
siano in linea con le richieste di stabilimento (non ci siano sovradimensionamenti) e che venga effettuato periodicamente un
controllo delle perdite nel sistema di distribuzione del vettore”.
66
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
Electrex - Gruppo Amadori - Siemens
Fonte: http://www.operationsstrategyllc.com
AO Risparmio energetico
AO Pneumatica
di Laura Galli
Automatismi
per l’album
fotografico
Industrie Unibind sceglie Pneumax
come partner per l’automazione
pneumatica. Una collaborazione
recente e significativa riguarda
una rilegatrice che, alla fine delle
operazioni, realizza un album
fotografico panoramico
S
otto la denominazione Industrie Unibind convivono
due marchi principali: Unibind e Photostory. Unibind,
è un marchio belga, presente in più di 120 paesi, che
fornisce da oltre 30 anni innovativi sistemi per la rilegatura e una gamma completa di accessori per la presentazione e l’archiviazione di documenti. La mission aziendale
di questa innovativa società è fornire prodotti e servizi di alta
qualità che rendano più efficaci la comunicazione. L’obiettivo
principale è quello di essere un’azienda familiare, protagonista
a livello mondiale, nella presentazione di documenti che si basa
sui valori principali di integrità, correttezza, lealtà e senso di responsabilità, incoraggiando lo sviluppo professionale dei dipendenti e dei partner commerciali. Photostory è invece un marchio
italiano che unisce macchine e prodotti di consumo, dalla A alla
Z, impiegati per la realizzazione di fotolibro, albumlibro o album
fotografico per la fotografia digitale, il tutto ideato, progettato e
realizzato nello stabilimento di Fano (PU). Il principale target di
riferimento sono i laboratori fotografici ma anche gli studi foto-
68
La macchina automatica
‘fa tutto da sola’: cordona e
costruisce il blocco, tagliando
la carta preincollata e
mettendola tra le foto piegate
grafici che realizzano internamente ‘in toto’ il prodotto fotolibro,
sia in Italia che nel resto del mondo. L’ultimo progetto realizzato,
in termini di tempo, riguarda un macchinario capace di tagliare
dal grezzo tutti i componenti che occorrono per la realizzazione
di una copertina, eseguire un semplice assemblaggio manuale e
completare il prodotto con il fissaggio definitivo in automatico.
Questa macchina fornisce prestazioni eccellenti anche grazie a un
software capace di interagire con i dati di lavoro, per la gestione
totale della commessa.
Nasce la partnership
La collaborazione con Pneumax è iniziata nel 2007, quando è
stata istituita tutta la filiera di produzione delle macchine, dalla
progettazione alla realizzazione. Tranne i componenti per la
manipolazione, Industrie Unibind spazia all’interno dell’intera
proposta tecnica di Pneumax e di conseguenza tutte le macchine montano prodotti Pneumax. L’applicazione più completa
riguarda la nuova macchina automatica: una rilegatrice che, alla
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
fine delle operazioni, realizza un album fotografico panorama. cità di installazione, al miglioramento delle prestazioni e all’introLe sue funzioni sono quelle di prendere (sfogliandole a una a duzione di soluzioni tecniche di ultima generazione. La struttura
una) le fotografie panoramiche, precedentemente stampate modulare garantisce un’assoluta flessibilità e il nuovo sistema di
da altre macchine, fare le dovute lavorazioni per poterle assem- aggancio tra i moduli, mediante l’ausilio di flange in tecnopoliblare insieme al prodotto brevettato, creando infine un album mero a fissaggio rapido, assicura un’ installazione facile e veloce.
completo. La macchina automatica ‘fa tutto da
Questa nuova concezione permette di rimuosola’: cordona e costruisce il blocco, tagliando la
vere, sostituire o aggiungere un modulo senza
carta preincollata e mettendola tra le foto pieobbligatoriamente smontare l’intero gruppo. Il
gate. L’operatore deve solo rimuovere il blocco
largo uso del tecnopolimero ha permesso di rie metterlo nel forno e da qui nella pressa. Poi
durre notevolmente il peso dei prodotti migliosegue la normale procedura di taglio e incollagrando le prestazioni. L’ottimizzazione dei flussi
gio della copertina. Nel corso degli anni i prointerni, la revisione di ogni singolo modulo e
dotti Pneumax si sono sempre rivelati all’altezza
lo sviluppo di nuove soluzioni tecniche, hanno
delle aspettative per versatilità, flessibilità, affideterminato un incremento di portata in alcuni
dabilità e precisione. I principali punti di forza
elementi fino al 50% e l’introduzione di alcune
della Pneumax sono stati, per le Industrie Uninovità che si traducono in performance e servizi
Tranne i componenti per
bind, la vicinanza della rivendita in zona, la con- la manipolazione, tutte le
aggiuntivi per l’utilizzatore finale. Oltre ai classici
sulenza tecnica e la risoluzione dei problemi, macchine Industrie Unibind
elementi come il filtro, riduttore di pressione e
l’ottimo rapporto tra qualità e prezzo dei suoi montano prodotti Pneumax lubrificatore sono disponibili ulteriori accessori
prodotti.
come la valvola di sezionamento manuale lucchettabile, a comando elettrico o pneumatico,
Airplus di Pneumax
l’avviatore progressivo, la presa d’aria e il pressostato. La nuova
Flessibilità, design, facilità di installazione, prestazioni ed econo- serie Airplus è disponibile in 3 taglie con connessioni filettate in
micità sono solo alcune delle caratteristiche della nuova gamma tecnopolimero o con inserti metallici a partire da G1/8” fino a
di gruppi per il trattamento dell’aria compressa Pneumax. La G1/2” per portate fino a 5.000 Nl/min.
nuova serie Airplus, installata anche presso le Industrie Unibind, è
Pneumax - Industrie Unibind
stata sviluppata con una particolare attenzione alla facilità e velo-
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VDW – Generalkommissariat EMO Hannover 2013
Verein Deutscher Werkzeugmaschinenfabriken e.V.
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[email protected] · www.emo-hannover.de
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AO Frizioni
di Alberto Surace
Frizioni limitatrici
di coppia perfette per
banchi
prova
Sulla frizione per banchi
prova EAS-HSE, i singoli
elementi di sovraccarico
trasmettono e limitano la
coppia. La coppia può
essere variata
ampiamente tramite il
numero di elementi e la
disposizione delle singole
molle a tazza
Le applicazioni su banchi prova richiedono elevati requisiti alle
frizioni limitatrici di coppia, che superano rapidamente i progetti
standard disponibili sul mercato. Pertanto, Mayr Power
Transmission ha sviluppato nuove frizioni limitatrici di coppia che
rispondono a queste esigenze e che sono adatte per valori di
velocità fino a 16.000 giri al minuto
M
ayr Power Transmission offre da decenni
un’ampia gamma di prodotti nelle frizioni
limitatrici di coppia per trattenimento del carico, separazione del carico, a limitazione di
coppia e di forza, di blocco frizionale, di blocco
positivo, magnetiche, controllabili e commutabili. Nonostante
questa ampia selezione, l’azienda registra in permanenza richieste di nuove frizioni limitatrici di coppia da tutti i diversi
settori, ottimizzate per applicazione, perché le serie di tipi standard disponibili sul mercato non sono in grado di rispondere in
modo ottimale alle crescenti esigenze. La tecnologia dei banchi
prova è una di tali aree applicative. Qui, le frizioni limitatrici di
coppia devono principalmente essere adatte per velocità estremamente elevate. Inoltre, esse devono riuscire a trasmettere la
coppia senza giochi e in modo torsionalmente rigido. Nel caso di
malfunzionamenti, deve essere garantita la protezione di sistemi
70
di elevata qualità. Quando si ha a che fare con le alte velocità,
l’unico espediente possibile è una frizione limitatrice di coppia
a separazione (disinnesco) senza coppia residua in modo che,
nel caso di sovraccarico, l’energia rotazionale immagazzinata
nelle masse disaccoppiate possa rallentare liberamente. Con
le serie tipo EAS-HSC ed EAS-HSE, Mayr Power Transmission ha
sviluppato nuove frizioni limitatrici di coppia su misura per i requisiti estremi della tecnologia dei banchi prova. Entrambe le
serie costruttive sono basate su principi di progettazione trovati
e collaudati, che hanno dimostrato la loro validità da decenni.
Il prerequisito fondamentale per l’applicazione di una frizione
limitatrice di coppia in applicazioni ad alta velocità è, fra l’altro,
un’elevata qualità di equilibrio in ogni singolo componente, al
fine di raggiungere una regolarità di funzionamento ottimale
della linea di azionamento sulla combinazione dei componenti.
Quando la velocità aumenta, gli squilibri provocano forze cen-
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
trifughe e vibrazioni sostanziali. Ciò pone sotto sforzo
l’intera costruzione del banco prova, porta al funzionamento irregolare e falsifica i risultati di collaudo dei
dispositivi di misura. Pertanto, ottimizzare gli squilibri
delle masse era una priorità primaria nello sviluppo
delle nuove frizioni ad alta velocità.
Caratteristiche tecniche
Rispetto alle frizioni limitatrici di coppia standard disponibili sul mercato, le nuove frizioni limitatrici di
coppia per banchi prova EAS-HSC ed EAS-HSE offrono
numerose caratteristiche tecniche. A prima vista, si può
notare la concezione estremamente compatta delle Una frizione limitatrice di coppia a disinnesto senza gioco EAS in
frizioni. L’elevata densità di prestazioni riduce le masse combinazione con un accoppiamento a pacco dischi completamente
rotanti e ha un effetto positivo sulla regolarità di fun- in acciaio senza gioco Roba-DS, installati in un banco prova presso
zionamento e sulla dinamica della macchina. Le frizioni ThyssenKrupp EGM, Langenhagen
limitatrici di coppia consistono di molti singoli componenti, che non devono cambiare le loro posizioni all’interno frizione rimanga disinnestata. La linea di azionamento può rallendella frizione in condizione montata e anche in caso di sovrac- tare liberamente. Durante il tempo di arresto, non vi sono impatti
carico. Ciò è garantito tramite certe caratteristiche del progetto. di innesto, che potrebbero avere un effetto negativo sulla linea di
Inoltre, la frizione viene equilibrata in condizione di completa azionamento, in particolare sul dispositivo di misura della coppia.
installazione con una qualità di equlibrio di G2,5, velocità di ri- L’unità di trasmissione della coppia è stata progettata in modo
ferimento 3.000 giri/min. Per garantire che la frizione limitatrice che il reinnesto sia possibile solo nella posizione di disinnesto. Ciò
di coppia completamente installata, impostata sulla rispettiva significa che i singoli componenti della frizione hanno sempre
coppia ed equilibrata, fornisca la qualità di equilibratura richiesta la stessa posizione angolare reciproca durante il funzionamento,
anche dopo l’integrazione nel sistema del cliente, la tolleranza mantenendo la qualità dell’equilibrio. Lo speciale meccanismo di
del giunto fra l’albero del cliente e il foro della frizione viene mi- disinnesto permette il reinnesto semplice e veloce senza grossi
nimizzata. I fori delle frizioni sono progettati con qualità 6 nella impegni di forza. Sulle EAS-HSE, singoli elementi di sovraccarico
serie standard. Inoltre, la connessione albero-mozzo a blocco fri- trasmettono la coppia tramite il blocco positivo. Nel caso di sozionale garantisce la trasmissione della coppia senza gioco. Le vraccarico, tali elementi di sovraccarico disinnestano e separano
forze di reazione esterne che hanno effetto sulla flangia d’uscita l’ingresso e l’uscita quasi senza coppia residua con elevate precidelle frizioni ad alta velocità sono assorbite da un cuscinetto ad sioni di interruzione e ripetizione. L’energia cinetica delle masse
alta qualità della frizione, e pertanto non influenzano il mecca- rotanti, che è immagazzinata nel sistema, può rallentare liberanismo di disinnesto. La limitazione precisa della coppia rimane mente. Gli elementi non si reinnestano automaticamente. Essi
intatta. Nel caso di blocco della linea di azionamento, la frizione rimangono separati finché vengono reinnestati manualmente o
limitatrice di coppia si disinnesta all’istante. L’accelerazione dal tramite un dispositivo. La posizione per il reinnesto sincrono per
lato d’ingresso al lato d’uscita della EAS-High Speed è estrema- mantenere la qualità dell’equilibrio è segnata chiaramente sulla
mente rapida. Il cuscinetto ad alta qualità della frizione è stato frizione. Le nuove frizioni per banchi prova sono fornite con proprogettato in modo da assorbire tali accelerazioni. Anche dopo getto a flangia per il fissaggio degli elementi sul lato cliente o con
il verificarsi di un sovraccarico, la posizione reciproca dei singoli accoppiamenti a pacco dischi a singolo giunto o doppio giunto
componenti non deve cambiare. Al disinnesto della frizione, l’in- torsionalmente rigido. Oltre alla classica connessione di 2 alberi,
gresso e l’uscita sono ruotati uno rispetto all’altro. Pertanto, deve Mayr Power Transmission offre flange adattatrici per l’integraessere garantito che venga ristabilita la posizione iniziale dopo zione diretta di flange di misura standard. Ciò permette progetti
il reinnesto. È per questo che le nuove frizioni per banchi prova complessivi estremamente compatti. La serie tipo EAS-HSC type
si disinnestano con reinnesto sincrono. Sulle EAS-HSC, la coppia copre una gamma di coppie nominali da 5 a 1.000 Nm con 5 dinel funzionamento normale è trasferita tramite sfere che si inne- mensioni costruttive. In base alla dimensione, sono ammesse vestano simultaneamente nelle scanalature del mozzo e della flan- locità da 6.000 a 12.000 giri/min. Per la serie tipo EAS-HSE, finora
gia d’uscita. Molle a tazza precaricano le sfere tramite un anello. sono state realizzate 3 dimensioni per valori di coppia da 500 a
La quantità di forza delle molle è proporzionale alla coppia tra- 5.700 Nm. Sono in programma quattro dimensioni addizionali. La
smissibile. Questo principio rimane senza gioco anche nel caso di serie di tipi completa sarà in grado di coprire valori di coppia da
usura delle scanalature. Mayr Power Transmission utilizza molle a 300 a 25.000 Nm e velocità fino a 16.000 giri/min. Grazie alle loro
tazza con curva caratteristica discendente nelle sue frizioni limi- caratteristiche, le nuove frizioni limitatrici di coppia EAS-HSC ed
tatrici di coppia. Ciò significa che la coppia è trasmessa in modo EAS-HSE non solo sono adatte per banchi prova, ma sono anche
torsionalmente rigido fino al raggiungimento del valore di disin- la soluzione perfetta per tutti gli altri assi di azionamento ad alta
nesto prefissato. In caso di sovraccarico, la forza di precarico della velocità.
molla si riduce e la frizione si disinnesta con precisione. Dopo il
Mayr Italia
disinnesto, uno speciale meccanismo di disinnesto assicura che la
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
71
di Alessandra Flammini, Angelo Vezzoli
Fonte: www.seminarliders.com
AO Tutorial
Le opportunità offerte
dalla rete elettrica
Uno studio relativo alla misura distribuita della ‘power quality’ in
ambito industriale mostra l’utilità della PowerLine Communication
G
eneralmente l’ambiente di fabbrica ospita diverse macchine tutte collegate all’impianto
elettrico; queste macchine possono consumare
parecchia energia creando delle situazioni di
stress sulla rete elettrica. Inoltre, molte macchine utensili sono a loro volta sensibili ai disturbi elettrici
eventualmente presenti sulla rete stessa. Per questo è importante effettuare uno studio della qualità dell’energia
proveniente dal fornitore e di quella della rete interna, al
fine di garantire il corretto funzionamento dell’impianto. È
anche utile comparare i valori rilevati da diversi punti di misura (meter) a livello di fabbrica, con lo scopo di analizzare
la qualità della potenza erogata e identificare possibili problemi sulla rete di alimentazione. Sono applicazioni tipiche
di misura della qualità della potenza l’energy metering, la misura e tracciatura della Power System Quality (kW, VA, VAR),
la determinazione dei problemi legati alle armoniche originate dalle sorgenti e dai carichi, la Monitor Phase Balance, il
troubleshooting dei Power Distribution Panel per ogni mac-
72
chinario, l’analisi dell’avviamento dei motori. Inoltre, poiché
i dispositivi di misura sono per loro stessa natura connessi
alla rete elettrica, sarebbe utile sfruttare tale connessione
anche per l’alimentazione dei dispositivi stessi e, cosa più
importante, per la comunicazione dei dati di misura da essi
prodotti.
PowerLine Communication e fieldbus
La PowerLine Communication (PLC) è in grado, attraverso
opportune modulazioni, di utilizzare gli impianti elettrici
esistenti per veicolare dei dati. Oggi sul mercato esistono diverse tecnologie, quindi occorre scegliere quelle che meglio
si adattano al contesto industriale. Potrebbe anche risultare
vantaggioso fruttare l’integrazione tra PowerLine Communication e altri protocolli già presenti in ambito industriale,
come gli ormai ampiamente diffusi bus di campo: esistono
numerosi strumenti e misuratori con interfaccia verso bus di
campo, per cui è ipoteticamente possibile integrare la rete
utilizzata per la valutazione della qualità dell’energia in am-
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
biente industriale con un’eventuale rete di comunicazione
pre-esistente in tale ambiente. Esistono vari tipi di bus di
campo, però, molto differenti tra loro, poiché spesso le loro
caratteristiche dipendono dall’applicazione per cui sono stati
pensati. Lo standard Canbus, per esempio, utilizzato principalmente in campo automobilistico, è un bus multi-master e
offre un tasso di comunicazione fino a 1 Mbps. D’altra parte
Profibus DP, molto diffuso nell’automazione discreta, ha una
modalità di accesso al mezzo bus master-slave e offre una
velocità massima di trasferimento dei dati pari a 12 Mbps.
Nel settore dell’automazione di processo i requisiti richiesti
cambiano, quindi troviamo bus più lenti ma con modulazioni
più robuste: Profibus PA e Fieldbus Foundation H1 sono i
più diffusi in questo ambito. Utilizzano entrambi lo stesso
livello fisico e hanno una velocità di trasmissione dati fissa
a 31,25 kbps. Un altro bus molto diffuso per la sua semplicità è Modbus. È una delle prime soluzioni apparse su bus di
campo, ma da quando ha fatto la sua comparsa si è diffuso in
moltissimi ambiti e viene utilizzato in scenari molto diversi.
È un bus master-slave e può raggiungere una velocità di trasmissione di 115,2 kbps utilizzando una connessione seriale
compatibile RS485. In ogni caso, una caratteristica comune
a tutti i sistemi di comunicazione industriali è la capacità di
ridurre i costi d’installazione e di manutenzione rispetto a
sistemi legacy come i loop di corrente 4-20 mA, principalmente grazie alla riduzione degli oneri di cablaggio e messa
in servizio. In questa prospettiva, la PowerLine Communication potrebbe essere un mezzo interessante anche per un’implementazione fieldbus. Qui, la stessa alimentazione via cavo
potrebbe trasportare anche le informazioni di processo, evitando così la necessità di posizionare nuovi cavi. Per veicolare i dati di misura sulla qualità dell’energia provenienti dai
vari misuratori distribuiti all’interno dell’impianto industriale
sarebbe dunque utile impiegare proprio la PowerLine Communication. Prima però occorre capire quale architettura di
riferimento sia meglio utilizzare per tale prova, mantenendo
come condizione la possibilità di riutilizzare i misuratori già
presenti senza la necessità di installarne di nuovi. Per tutti
questi motivi, al fine di confermare la fattibilità dell’approccio proposto, nello studio qui descritto è stato utilizzato il
protocollo Modbus, non solo perché è sicuro e stabile, data
la sua larga diffusione da molto tempo in ambito industriale,
ma anche perché già esistono sul mercato convertitori Dlms/
Modbus. La scelta migliore sarà inoltre quella di utilizzare lo
standard Cosem, che è già largamente impiegato nell’ambito metering ed è uno standard ben accetto nelle misurazioni elettriche. Le caratteristiche del linguaggio Dlms/
Cosem (Device lenguage message specification/Companion
specification for energy metering) sono descritte nella direttiva IEC62056 per quello che riguarda le suite di protocolli e
la comunicazione con gli AMR (Automated Meter Reading).
In particolare, Dlms fissa i concetti generali per le entity (oggetti) di comunicazione, mentre Cosem definisce come vengono scambiate le informazioni relative all’energia (unità di
misura, risoluzione ecc.). Le definizioni messe a disposizione
da questo standard sono vaste e flessibili, quindi utili per i
più diversi campi di metering.
PowerLine Communication in ambiente
industriale
Le narrow band PowerLine Communication (Nbplc) a bassa
velocità vengono già utilizzate in ambiente industriale, ma
limitatamente ad applicazioni non critiche dal punto di vista
temporale. Queste tecnologie sono convenienti, semplici e
robuste, ma offrono un data rate molto basso, quindi non si
possono confrontare (o connettere) con i bus di campo convenzionali. Le Nbplc seguono delle normative ‘regionali’, rilasciate da Cenelec in Europa (EN50065, banda da 3 kHz a 148,5
kHz) e dalla Federal Communication Commission in USA (FCC
Part 15, banda da 9 kHz a 500 kHz). Queste norme non solo
limitano la gamma consentita, ma specificano anche chi è autorizzato a trasmettere. Cenelec per esempio definisce cinque
bande, che descrivono ‘chi’ ha l’autorizzazione a trasmettere
e ‘come’ la trasmissione deve avvenire. La nota soluzione
LonTalk appartiene a questa categoria delle Nbplc; sfrutta
una semplice modulazione Bpsk (Binary phase shift keying)
e può raggiungere un bit rate fino a 5,2 kbps. È stata anche
proposta recentemente la tecnologia broadband PowerLine
Communication (BPL) per l’automazione domotica (TV in
streaming, radio o Internet su linea di alimentazione). Sotto
questo ‘cappello’ si trova un gruppo di protocolli che fornisce
come fattore comune un’alta velocità di scambio dati: HomePlug AV, per esempio, arriva fino a 200 Mbps ma presenta un
costo elevato e, più importante, una scarsa robustezza alle
interferenze che ne impedisce l’adozione nelle applicazioni
industriali. Inoltre, la regione dello spettro nella quale BPL
opera non è ancora regolata, per cui può essere adottata solo
sulla rete elettrica circoscritta non connessa all’infrastruttura
esterna.
Le narrow band PLC a media velocità
È apparsa infine sul mercato, grazie alla disponibilità di dispositivi a basso costo con elevata potenza di elaborazione, una
terza classe di PowerLine Communication, le Nbplc a media
velocità. I dispositivi che operano nella banda Nbplc si basano su Ofdm (Orthogonal frequency division modulation),
cioè molte sottoportanti vengono trasmesse in tutta la banda
consentita, soddisfacendo in tal modo sia la robustezza, sia
i requisiti prestazionali richiesti dagli scenari industriali. Purtroppo, il processo di standardizzazione di queste soluzioni è
ancora in corso e si orienta verso un paio di opzioni più condivise. Prime (Powerline intelligent metering evolution) è stato
il primo protocollo a essere definito e per questo motivo si è
scelto di impiegarlo nello studio qui descritto.
Un altro protocollo che utilizza la modulazione Ofdm è G3-PLC.
La specifica G3-PLC comprende l’intera banda FCC raggiungendo un bit rate massimo di 207,6 kbps ma, se la larghezza
di banda di trasmissione è limitata alla sola banda Cenelec, il
bit rate massimo è 33,4 kbps. Bisogna tra l’altro ricordare che
le associazioni Ieee e International Telecommunication Union
Sector (ITU-T) hanno avviato dei gruppi di lavoro su Nbplc.
Ieee propone il progetto P1901.2 all’interno del gruppo di
lavoro Ieee 1901, definendo la comunicazione BPL. Obiettivo
del gruppo di lavoro 1901.2 è fornire un approccio globale
per i protocolli PLC, quindi questa norma non dovrebbe can-
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
73
cellare le proposte esistenti, ma (si
spera) armonizzare le varie specifiche
disponibili. Infine, ITU-T sta lavorando
alla G.hnem, uno standard Nbplc basato sulla modulazione Ofdm che raggiunge una velocità di trasferimento
pari a 101,3 kbps nella banda Cenelec
e 821,1 kbps sfruttando tutta la banda
FCC.
Fonte: www.buildipedia.com
AO Tutorial
L’integrazione di meter
Modbus su Prime
Lo studio qui presentato è stato implementato al fine di verificare la fattibilità
e le prestazioni di un sistema dove dei
meter esistenti con interfaccia Modbus
vengono integrati tra loro usando la
PowerLine Communication.
L’idea di base è di incapsulare un pacchetto Modbus che trasporta i dati di
misura all’interno di un messaggio
Prime e verificare se le prestazioni (per
esempio le latenze) sono sufficienti
per soddisfare le esigenze industriali.
Prime è stato scelto per lo sviluppo di
questo studio per il suo transfer rate
elevato (fino a 141 kbps) e la reale
disponibilità di dispositivi conformi.
Il progetto Prime è stato originariamente lanciato da Iberdrola, che istitui-
banco di prova (figura
2). Un sistema a microcontrollore PIC gestisce la comunicazione
master Modbus, inclusi
la macchina a stati e
l’incapsulamento dei
messaggi all’interno di
un messaggio di gestione per il modem
Prime (la RS232 è stata
impostata a 57 kbaud/s
e la modulazione è
Dbpsk a 23,5 kbps).
Gli strumenti Modbus
Fig. 2 - Banco di prova allestito per l’esperimento di
sono anch’essi interimplementazione con Modbus
facciati attraverso un
sistema a microprocessore che funge da semplice gateway. Il
coordinamento dell’accesso al mezzo condiviso, ossia la linea
elettrica, è gestito tramite l’approccio master-slave del protocollo Modbus, evitando così collisioni anche in presenza di
più slave. Naturalmente, il mezzo viene gestito in half-duplex.
Come indice prestazionale è stato considerato il tempo di andata e ritorno di varie richieste consecutive (N=1.000) sia in
lettura che in scrittura. La misurazione di tale tempo è stata
fatta con un counter di precisione fornito da Agilent. Per tutti
i quattro nodi slave nella rete il tempo medio di andata e riFig. 1 - Schema a blocchi del trasmettitore Prime a livello
torno è di circa 64 ms con una deviazione standard nell’ordine
fisico
di alcune decine di microsecondi. Tale ritardo è ampiamente
compatibile con la maggior parte degli scenari applicativi in
sce quattro gruppi di lavoro su: PHY (Physical) e MAC (Medium cui è necessario realizzare del metering distribuito, per esemAccess Control), gli strati superiori e le prove di distribuzione e pio sarebbe possibile accedere ai dati di 16 misuratori Modbus
di campo. Prime standardizza gli strati PHY e MAC e offre uno in circa 1 secondo.
strato di convergenza per i protocolli di rete noti, come IPv4
o IPv6. Il livello di applicazione non è definito e deve essere Utili sinergie
sviluppata dagli utenti. Come già detto, il livello fisico sfrutta la In conclusione, lo studio ha evidenziato come la PowerLine
modulazione Ofdm, consentendo una buona reiezione delle Communication possa essere vantaggiosamente utilizzata per
veicolare i dati di misura provenienti da dei misuratori per la
interferenze (figura 1).
Per l’implementazione della comunicazione Prime è stato valutazione della qualità dell’energia in ambiente industriale.
scelto un approccio a scatola nera, molto efficace visto la na- I vantaggi possono essere ulteriormente moltiplicati se la Potura prototipale del sistema. Il modem Prime utilizzato è inter- werLine Comunication viene usata come canale di trasporto
facciabile tramite RS232 trasmettendo i dati ricevuti su questa di altri protocolli già presenti in ambito industriale, perché si
interfaccia in un frame PHY Prime. Quindi, è stato allestito un potrebbero applicare sensibili riduzioni di costo.
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LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
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5/11/2012 2:37:03 PM
AO
AUTOMAZIONE D
AUTOMAZIONE
DOMANI
OMANI
di Micaela Caserza Magro (*)
Route verso la cloud
automation
A
lla ribalta del mondo
dell’automazione
stanno comparendo
parole e termini che
sembrano aprire
nuovi orizzonti e che
prendono spunto dal
mondo ICT. La ‘cloud automation’, per
esempio, sembra essere una tecnologia in grado di fornire servizi interessanti e utili, ma, come molto spesso
succede nelle tecnologie emergenti,
vi è un po’ di confusione su quali siano
realmente le potenzialità e quali gli
strumenti necessari per poterla implementare. Per chiarire questa zona
d’ombra conviene fare una breve digressione e descrivere che cosa implichino il ‘cloud computing’ e la ‘cloud
automation’.
Brevemente, come Nist riporta,
con cloud computing si intende:
distribuire e consumare servizi IT attraverso il Web; gestione dinamica e
scalabile delle funzioni IT; possibilità
di utilizzare hardware con piattaforme qualunque, purché supportino
un Web browser. Inoltre, il concetto
base del cloud computing è la virtualizzazione degli oggetti, mentre
punto centrale del sistema cloud è il
data center. Passando alla cloud automation, si possono dare le seguenti
definizioni: distribuire e consumare
servizi attraverso la rete aziendale;
gestione dinamica e scalabile delle
funzioni. Elemento base della cloud
automation è la virtualizzazione degli
76
oggetti e punto centrale del sistema sono il datacenter e l’infrastruttura di comunicazione. Ma: perché risultano interessanti e appetibili le funzioni legate alla
‘cloud’ per i sistemi di automazione? I sistemi di automazione sono sempre più
articolati e la necessità di scambiare sempre più informazioni tra reparti diversi
e funzioni societarie differenti sta diventando una necessità. Per attuare questa
integrazione è però necessario processare e correlare tra loro dati eterogenei
provenienti da sottosistemi diversi (campo, controller network, control network,
office network ecc.) e questo può richiedere un calcolo computazionale notevole. Se però il sistema di automazione, in tutte le sue parti, condivide le basi
di calcolo, è possibile ‘remotizzare’ nella cloud i servizi più pesanti di processamento e rendere invece disponibili le informazioni a tutti i client che ne fanno
richiesta, migliorando quindi i servizi resi disponibili. Questo implica anche che
i client possano essere ‘thin’. L’unico requisito tassativo è la possibilità di accedere alla rete cloud. Appare chiaro come in un’architettura di questo tipo sia
assolutamente necessario avere alcune ‘enabling technology’, tra cui una delle
più importanti è appunto il sistema di comunicazione. Infatti, un mezzo di comunicazione che sia condiviso tra dati e informazioni, anche le più diverse, e che
garantisca prestazioni eccellenti in termini di velocità e larghezza di banda, è il
primo punto di partenza. La rete di comunicazione deve essere in grado di gestire diversi fattori importanti: consentire architetture a elevata affidabilità e disponibilità, trasportare protocolli differenti, offrire facilità d’integrazione anche
con reti di comunicazioni diverse, che presentino peculiarità specifiche per aree
d’installazione. Dalle caratteristiche fondamentali che deve avere il sistema di
automazione appare chiaro che l’infrastruttura di comunicazione debba essere
di tipo Ethernet-based. Le infrastrutture Ethernet possono essere usate come
dorsali principali per collegare tutte le macchine, dal livello controllo fino ai livelli più alti del sistema di automazione aziendale, mentre i collegamenti dal
controllo al campo possono essere realizzati per mezzo dei fieldbus. Risulta pertanto fondamentale che anche i dati provenienti dal campo siano rimodellati e
rimappati sulla rete di comunicazione Ethernet-based. Questo è possibile attraverso l’impiego di appositi gateway. Si può dunque affermare che la ‘route verso
la cloud automation’, intesa come veicolo per rendere servizi a più alto valore
aggiunto, abbia iniziato il suo percorso anche grazie alla diffusione delle reti di
automazioni di tipo Ethernet-based.
(*) Diten - Università di Genova,
comitato tecnico Automazione Oggi
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
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ivi.
AO
AUTOMAZIONE USA
E se le Cose parlassero
davvero?
L
a situazione si farà
davvero interessante
quando le ‘Cose’ cominceranno a parlarsi. E ad ascoltarsi. E
a rispondersi. Stiamo
discutendo da anni di
‘Cose che parlano’. Ora,
finalmente, le capacità tecnologiche e
le esigenze pratiche stanno iniziando a
convergere per dare vita alla ‘prossima
grande novità’, in grado di migliorare
le attività industriali e la produzione. Si
capisce che la tecnologia è sufficientemente matura perché alcuni fornitori,
che non sono propriamente considerati
fornitori di ‘automazione’, cominciano a
offrire ai clienti prodotti dotati di connettività embedded. So per esempio che
questo è uno degli obiettivi principali di
OPC UA secondo Tom Burke, presidente
di OPC Foundation. Ora bisogna solo utilizzare al meglio la tecnologia. All’inizio
gli scambi fra dispositivi erano limitati
a poche informazioni, come spesso accade quando una tecnologia è in via di
sviluppo. Siamo partiti da qualcosa che si
chiamava ‘machine-to-machine’ o M2M.
Si trattava più che altro di utilizzare le reti
cellulari quali nuova architettura a banda
larga per applicazioni Scada da remoto.
Ma era solo l’inizio del ‘gioco’. Fu poi la
volta di un’altra tecnologia wireless. Il
wifi (secondo la specifica Ieee 802.11)
divenne onnipresente. Le reti wireless
mesh, basate su Ieee 802.15.4, sono via
via progredite superando la fase caotica
e di stallo nella quale erano finite e si
sono insediate in due standard industriali
emergenti: WirelessHart e ISA100. Tutte
queste tecnologie wireless forniscono
reti di connessione stabili con opzioni
78
differenti, così gli ingegneri possono scegliere il sistema che meglio si adatta alla specifica applicazione. Alcuni anni fa, ho avuto una conversazione di stampo ‘filosofico’
con Peter Martin, vice presidente di Invensys Operations Management, riguardo al
tema “Cosa succederebbe se si potessero installare in modo semplice e poco costoso
dei sensori in certe aree critiche dell’impianto? Cosa si potrebbe sapere in più sul reale
stato di funzionamento dell’impianto?” Da allora in poi Invensys iniziò a proporre al
mercato release software progettate per sfruttare i dati direttamente ricavati dagli impianti, così come da qualsiasi altra fonte di informazioni rilevante, in modo da aiutare i
clienti a prendere decisioni in modo più consapevole a qualsiasi livello aziendale. Altre
conversazioni con John Berra, poi CEO di Emerson Process Management, e Peter Zornio, chief strategic officer di Emerson Process Management, hanno riguardato quale
tecnologia di tipo WSN (Wireless Sensor Network) avrebbe permesso il concretizzarsi
di queste visioni per ottenere un maggior numero di dati operativi d’impianto utili.
Emerson, insieme ad altri fornitori, decise di seguire lo sviluppo delle WSN basate sulla
soluzione di Hart Communication Foundation, ossia WirelessHart. Altri sostennero la
soluzione proposta dal comitato ISA100 della International Society of Automation
(ISA). Queste tecnologie si stanno oggi rapidamente diffondendo. Ci accorgiamo che
le tecnologie sono mature perché aziende che non sono propriamente fornitrici di
soluzioni di ‘controllo’ offrono questo embedded nei propri prodotti. SKF Group, per
esempio, produttore di cuscinetti e relativi componenti, ha recentemente fatto proprio
questo. Ha rilasciato SKF Insight, un cuscinetto dotato di sensori e di un trasmettitore
WirelessHart embedded. Così, le attività di condition monitoring sull’equipaggiamento
in rotazione possono ora davvero fare un salto di qualità. Le tecnologie di base non
potranno mostrare tutte le loro potenzialità finché non vi sarà qualcosa in grado di
fare da tramite e collegarle insieme. Ho recentemente parlato con David Friedman,
uno dei fondatori e CEO di Ayla Networks, un’azienda che si è ultimamente distinta
per aver fatto un paio di annunci interessanti. Penso che quello che stanno facendo
è importante per il mondo dell’industria e della produzione (se non anche per altro).
“Stiamo arrivando al momento in cui Internet farà un nuovo passo avanti” ha detto
Friedman. “Abbiamo costruito una piattaforma che elimina gli ostacoli insiti nella realizzazione di apparati interconnessi e nella loro commercializzazione. Abbiamo anche
creato un modello di business con partnership chiave, per sviluppare questa visione”.
Questa piattaforma cerca di semplificare e accelerare lo sviluppo di nuovi prodotti da
parte dei fornitori, aumentandone al contempo l’utilità dal punto di vista dei clienti,
per portare a una maggiore soddisfazione complessiva e abbassare i costi per tutti.
L’efficienza con la quale l’azienda può fornire i propri servizi, inoltre, minimizza il costo
della connettività.
Gary Mintchell , [email protected]
fondatore e direttore di The Manufacturing Connection
ex fondatore e direttore della rivista Automation World
blogger @ www.garymintchellsfeedforward.com
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
AO
AVVOCATO
di Anna Minichiello, Cristiano Cominotto
Aziende e privacy:
sanzioni e misure minime
di sicurezza
C
on l’entrata in vigore del
D.lgs. 196/03 la materia
privacy è stata codificata
in un unico codice. Tale
codificazione ha permesso che anche in materia di privacy vi fosse
più certezza del diritto,
a differenza del passato in cui il diritto
sulla privacy era fortemente frammentario e contraddittorio. Nel
codice sono indicati sia i
comportamenti da adottare
per poter agire secondo i
dettami previsti dal legislatore, sia le sanzioni previste
in caso d’inosservanza degli
stessi. Le sanzioni in materia
di privacy possono essere
di tipo civile, amministrativo e penale. In particolare,
per quanto riguarda la responsabilità
civile, vige il principio dell’inversione
dell’onere della prova che grava sul
titolare del trattamento dei dati. L’art.
15 del codice, infatti, richiama espressamente l’art. 2050 cc, il quale dispone
che chiunque cagiona un danno ad altri
a seguito del trattamento di dati personali è tenuto al risarcimento dei danni,
se non prova di aver adottato tutte le
misure idonee a evitare il danno. Si incorre in responsabilità civile nel caso
di distruzione, perdita, accesso non
consentito o non conforme alle finalità
della raccolta.
Le misure grazie alle quali l’azienda può tutelarsi
Le aziende, in qualità di titolari del trattamento dei dati, possono tuttavia tutelarsi di
fronte a tali situazioni creando al proprio interno un’organizzazione che permetta di
gestire la propria struttura nel modo più opportuno per adeguarsi ai dettami previsti
dal legislatore in materia di privacy. In primo luogo, è utile che il titolare del trattamento nomini all’interno della propria azienda dei responsabili, per ogni singolo settore (per esempio risorse umane, contabilità, fornitori, clienti ecc.) affinché gli stessi
possano coadiuvarlo nella gestione del trattamento dei dati. Estrema importanza,
inoltre, rivestono le misure minime di sicurezza. Sono misure minime di sicurezza
tutte le misure tecniche, informatiche, organizzative, logistiche e procedurali di sicurezza volte ad assicurare un livello minimo di protezione dei dati personali.
L’adozione di tali misure è obbligatoria, tant’è vero che la loro omissione o
la non corretta implementazione è punita penalmente. Secondo quanto
disposto dalla legge, infatti, chiunque, essendovi tenuto, ometta di adottare le misure minime necessarie a garantire la sicurezza dei dati personali, è punito con arresto o ammenda. Il legislatore ha tuttavia previsto la
possibilità di estinguere il reato mediante il ravvedimento operoso. Tale
istituto permette al titolare di sanare la propria posizione, evitando le
conseguenze penali, adempiendo alle prescrizioni del Garante entro un
termine prescritto, non superiore ai sei mesi. Nei 60 giorni successivi allo
scadere del termine concesso, se risulta l’adempimento alla prescrizione,
l’autore del reato è ammesso dal Garante a pagare una somma pari al quarto del
massimo dell’ammenda stabilita. L’adempimento e il pagamento estinguono il reato.
La formazione del personale
Tra le misure minime di sicurezza, sicuramente un ruolo fondamentale è ricoperto da
un’adeguata formazione del personale aziendale: gli incaricati. È compito del titolare
o del responsabile fare in modo che gli incaricati siano resi edotti riguardo sia alle
modalità corrette per trattare i dati, al fine di evitare il rischio di perdita, distruzione o
dispersione degli stessi (per cui sarebbe responsabile l’azienda), sia in merito alle sanzioni previste nel caso di trattamento illecito dei dati stessi. Pertanto una buona organizzazione aziendale e un’ottima formazione del personale garantiranno alle aziende
maggiore serenità sul fatto di operare secondo i dettami previsti dalla legge sulla
privacy, di essere sempre a conoscenza di chi fa che cosa, di meglio individuare le
responsabilità e di godere di una maggiore tutela a livello giudiziale nel caso in cui si
venisse citati in giudizio riguardo questioni inerenti il trattamento dei dati personali.
Risponde alla nostra rubrica l’Avv. Cristiano Cominotto di Milano specializzato nelle
problematiche legali in campo elettronico, informatico e dei sistemi di produzione.
Chiunque desiderasse proporre o approfondire argomenti legali su queste pagine
può telefonare al n. 02/5450823 o scrivere a: [email protected]
80
LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
mostre convegno 5 soggetti_mostre 5 soggetti 02/07/13 12.35 Pagina 1
CONVEGNO
MACHINE AUTOMATION
MC4 MOTION CONTROL FOR
Machine Automation è la mostra - convegno dedicata
a tecnici, progettisti e specialisti che operano
nel mondo delle macchine automatiche.
Spazio espositivo e sessioni tecniche
consentiranno agli utenti di scoprire
in anteprima le tendenze tecnologiche
del settore.
E’ la mostra - convegno interamente dedicata
alle tecnologie e ai prodotti per il controllo del movimento.
L’evento si rivolge a tecnici e progettisti
operanti in ambito industriale e nel settore energetico
che utilizzano motori e motoriduttori, servomotori,
azionamenti e regolatori di velocità,
controllo assi, sistemi di posizionamento, comandi
a attuatori, sensori e comunicazione.
SENSORS & PROCESS INSTRUMENTATION
INDUSTRIAL TECHNOLOGY EFFICIENCY
E’ la mostra - convegno dedicata alla sensoristica
e alla strumentazione di processo.
Rappresenta un’esclusiva vetrina di prodotti, sistemi
e soluzioni che trovano applicazione negli impianti
e macchine per l’industria manifatturiera e di processo.
Accanto alle soluzioni per le misure di processo uno spazio
speciale è dedicato alla strumentazione
per l’analisi e il laboratorio.
Industrial Technology Efficiency day 2013,
la nuova mostra convegno nata per offrire
un quadro quanto più completo
possibile per la realizzazione
di soluzioni ad elevata
efficienza in ambito di impiantistica
e automazione industriale.
Fiera Milano Media S.p.A.
www.mostreconvegno.it
[email protected]
AO
NEWS
a cura della redazione
Cognex
C
ognex ha rinnovato la gamma di lettori di codici a barre industriali portatili della serie DataMan 8000 aggiungendo importanti
funzionalità tali da migliorare la velocità e l’affidabilità di lettura.
La tecnologia proprietaria di analisi delle immagini Hotbars, per
esempio, garantisce una lettura rapida dei codici 1D più complessi
in modo facile e veloce, anche se danneggiati o sfuocati, caratterizzati da una
difficile prospettiva o da altre problematiche. L’algoritmo 2DMax+ di Cognex
permette invece una decodifica corretta di codici stampati 2D e matrix DPM;
offre tempi di decodifica più rapidi ed è efficace anche in caso di distorsione
della prospettiva, basso contrasto, danneggiamento delle fasce perimetrali
e del modello di sincronizzazione. L’utente può selezionare il tipo di codice
da leggere (dai più semplici ai più complessi). Questa funzione è utile per
migliorare la velocità di lettura in caso di codici stampati, ad alto contrasto
o codici DPM complessi, impossibili da leggere con impostazioni standard.
Tra le nuove funzionalità figura anche una rapida routine di acquisizione delle immagini in modalità dual focus, che consente agli utenti di aumentare la
profondità di campo o di leggere più velocemente codici a barre di dimensioni molto variabili, da quelli più grandi ai data matrix 2D più piccoli (5 mm).
Pilz
P
ilz ha ampliato la gamma di controlli di sicurezza PSSuniversal con nuovi modelli in
grado di comunicare attraverso Profibus/Profisafe. PSSuniversal Multi è progettato in
modo che il suo utilizzo nelle architetture di controllo basate su CNC semplifichi la
gestione della tecnica di sicurezza, fornendo uno strumento omogeneo per il controllo
della sicurezza delle macchine e degli assi. È possibile collegare il controller di sicurezza PSSuniversal Multi con un sistema CNC di sicurezza o Motion Control (MC) attraverso il bus di
sicurezza Profisafe. I dati relativi al feedback dei diversi assi vengono rilevati dal sistema CNC o MC
e trasmessi a PSSuniversal Multi per la verifica di sicurezza.
La configurazione e la programmazione di tutte le funzioni di sicurezza delle macchine vengono
eseguite tramite l’editor grafico di programmi PasMulti. Una libreria di moduli standard e failsafe
certificati contribuisce ad aumentare la semplicità di gestione e rende possibile una maggiore riusabilità. È poi possibile collegare direttamente al sistema
anche interfacce I/O standard. Se questi segnali non vengono utilizzati dal programma di sicurezza locale, possono essere reindirizzati al sistema CNC
tramite il collegamento fieldbus esistente per mezzo di una speciale ‘funzione di bypass’. Con PSSuniversal Multi è infine possibile coniugare la periferia
standard e la periferia di sicurezza in un’unica infrastruttura, pertanto ulteriori dispositivi o collegamenti fieldbus risultano superflui.
Wago
I
I nuovi moduli per la misurazione della potenza trifase 750-494 e 750-495 di Wago consentono la misurazione dei consumi energetici, l’analisi delle armoniche e la misurazione della
corrente del neutro per un’analisi completa della rete. Per ogni fase di una rete di alimentazione trifase entrambi i moduli calcolano i dati di consumo e di energia tramite valori RMS di
corrente/tensione: fattore/energia/potenza attiva, posizione fase, potenza reattiva/apparente,
rilevazione campo di rotazione, corrente di picco e fattore di potenza. Nelle reti di alimentazione, la
sovrapposizione delle oscillazioni delle armoniche della potenza possono avere un impatto negativo
sui carichi connessi. Il modulo 750-494 consente un’analisi fino alla 40ª armonica. Inoltre, questi
moduli consentono la misurazione della corrente sul neutro per il rilevamento di guasti di isolamento. La misurazione della corrente senza contatto mediante bobina di Rogowski permette ai moduli di
registrare valori in aree di difficile accesso. Nonostante il design compatto possono essere collegate direttamente fino a 690 Vc.a. di tensione, come richiesto per i generatori eolici. Infine, il software
veloce e intuitivo Wago-I/O-Check semplifica la configurazione; è possibile programmare i moduli personalizzandoli grazie all’ambiente di programmazione Codesys e, se necessario, visualizzare i consumi su schermo mediante il Target Visualization integrato e/o su dispositivo remoto tramite Web browser.
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LUGLIO-AGOSTO 2013 AUTOMAZIONE OGGI 365
Bilancio di esercizio al 31 dicembre 2012 - Fiera Milano Media SpA
Stato Patrimoniale
Stato Patrimoniale
segue
ATTIVO
(euro)
31-12-12
31-12-11
PASSIVO
(euro)
8) Debiti rappresentati da titoli di credito
A) Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti
-
-
(di cui già richiamati )
-
-
-
-
-
- esigibili oltre l'esercizio successivo
10) Debiti verso imprese collegate
I. Immobilizzazioni Immateriali
1) Costi di impianto e di ampliamento
1.787
2) Costi di ricerca, di sviluppo e di pubblicità
3) Diritti di brevetto industriale e di utilizzo di opere dell'ingegno
4) Concessioni, licenze, marchi e diritti simili
5) Avviamento
6) Immobilizzazioni in corso e acconti
7) Altre
Totale
5.329
-
-
1.242.920
1.510.581
768.809
832.282
2.792.083
2.997.083
-
-
31.224
32.644
4.836.823
5.377.919
1) Terreni e fabbricati
1.971
2.829
3) Attrezzature industriali e commerciali
5.061
12.168
4) Altri beni
92.748
5) Immobilizzazioni in corso e acconti
Totale
151.800
-
-
417.892
992.550
417.892
992.550
- esigibili oltre l'esercizio successivo
12) Debiti tributari
- esigibili entro l'esercizio successivo
- esigibili oltre l'esercizio successivo
13) Debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale
- esigibili entro l'esercizio successivo
- esigibili oltre l'esercizio successivo
14) Altri debiti
a) Verso consociate
- esigibili oltre l'esercizio successivo
- esigibili entro l'esercizio successivo
29.000
29.000
a) imprese controllate
-
-
b) imprese collegate
-
-
c) imprese controllanti
d) altre imprese
2) Crediti
-
-
29.000
29.000
-
-
- esigibili entro l'esercizio successivo
-
-
- esigibili oltre l'esercizio successivo
-
-
a) verso imprese controllate
- esigibili oltre l'esercizio successivo
Totale debiti
-
-
-
144.611
214.056
144.611
214.056
-
-
224.820
249.041
224.820
249.041
-
-
497.352
695.548
23.477
46.777
23.477
- esigibili entro l'esercizio successivo
b) Verso altri creditori
III. Immobilizzazioni Finanziarie
1) Partecipazioni in:
-
-
136.803
99.780
-
-
- esigibili oltre l'esercizio successivo
- esigibili entro l'esercizio successivo
-
2) Impianti e macchinario
-
- esigibili entro l'esercizio successivo
11) Debiti verso controllanti
II. Immobilizzazioni Materiali
-
-
- esigibili entro l'esercizio successivo
in locazione finanziaria
31-12-11
-
9) Debiti verso imprese controllate
B) Immobilizzazioni, con separata indicazione di quelle concesse
31-12-12
- esigibili entro l'esercizio successivo
- esigibili oltre l'esercizio successivo
46.777
-
-
473.875
648.771
473.875
648.771
-
6.748.067
4.755.449
E) Ratei e risconti
- aggio su prestiti
- vari
Totale ratei e risconti
Totale passività
Totale passività e patrimonio netto
273.606
584.303
273.606
584.303
7.081.830
9.775.264
12.186.924
14.752.907
b) verso imprese collegate
- esigibili entro l'esercizio successivo
-
-
- esigibili oltre l'esercizio successivo
-
-
-
-
c) verso controllanti
- esigibili entro l'esercizio successivo
-
-
- esigibili entro l'esercizio successivo
-
-
- esigibili oltre l'esercizio successivo
- esigibili oltre l'esercizio successivo
-
-
CONTI D'ORDINE
(euro)
Fdejussioni bancarie rilasciate a terzi
Garanzie contrattuali rilasciate a terzi
Totale conti d'ordine
31-12-12
116.500
-
31-12-11
116.500
-
116.500
116.500
d) verso altri
3) Altri titoli
-
4) Azioni proprie (valore nominale complessivo )
-
-
-
Totale
29.000
29.000
Totale immobilizzazioni
4.965.603
5.558.719
Conto economico
(euro)
31-12-12
31-12-11
A) Valore della produzione
1) Ricavi delle vendite e delle prestazioni
ATTIVO
(euro)
31-12-12
31-12-11
12.793.984
-
3) Variazioni dei lavori in corso su ordinazione
-
-
1.035.360
653.806
1.035.360
653.806
-
-
13.829.344
17.752.219
5) Altri ricavi e proventi:
C) Attivo circolante
- vari
- contributi in conto esercizio
I. Rimanenze
12.812
26.101
2) Prodotti in corso di lavorazione e semilavorati
-
-
3) Lavori in corso su ordinazione
1) Materie prime, sussidiarie e di consumo
-
-
4) Prodotti finiti e merci
-
5) Acconti
Totale
-
-
-
12.812
26.101
II. Crediti
1) Verso clienti
- esigibili entro l'esercizio successivo
- esigibili oltre l'esercizio successivo
2) Verso imprese controllate
3.743.756
5.999.227
3.743.756
5.999.227
-
-
-
-
- esigibili entro l'esercizio successivo
-
-
- esigibili oltre l'esercizio successivo
-
-
-
-
3) Verso imprese collegate
-
- esigibili entro l'esercizio successivo
-
- esigibili oltre l'esercizio successivo
4) Verso controllanti
- esigibili entro l'esercizio successivo
- esigibili oltre l'esercizio successivo
4-bis) crediti tributari
- esigibili entro l'esercizio successivo
- esigibili oltre l'esercizio successivo
4-ter) imposte anticipate
- esigibili entro l'esercizio successivo
- contributi in conto capitale (quote esercizio)
Totale valore della produzione
6) Per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci
7) Per servizi
8) Per godimento di beni di terzi
-
-
530.978
2.918.033
3.920.904
b) Oneri sociali
873.843
1.104.545
c) Trattamento di fine rapporto
258.164
a) Salari e stipendi
e) Altri costi
10) Ammortamenti e svalutazioni
a) Ammortamento delle immobilizzazioni immateriali
c) Altre svalutazioni delle immobilizzazioni
d) Svalutazioni dei crediti compresi nell'attivo circolante e delle disponibilità liquide
13) Altri accantonamenti
315.346
99.208
1.089
99.208
a) Verso consociate
- esigibili entro l'esercizio successivo
-
- esigibili oltre l'esercizio successivo
b) Verso altri debitori
216.138
216.138
-
-
6.739.696
8.740.607
1) Partecipazioni in imprese controllate
-
-
2) Partecipazioni in imprese collegate
-
-
3) Partecipazioni in imprese controllanti
-
-
4) Altre partecipazioni
-
-
5) Azioni proprie
-
-
6) Altri titoli
-
-
- esigibili entro l'esercizio successivo
-
-
- esigibili oltre l'esercizio successivo
-
-
-
-
418.535
326.553
-
-
2.964
494
Totale
Differenza tra valore e costi di produzione (A-B)
15) Proventi da partecipazioni:
Totale
1) Depositi bancari e postali
2) Assegni
3) Danaro e valori in cassa
Totale attivo circolante
421.499
327.047
7.174.007
9.093.755
-
-
D) Ratei e risconti
- disaggio su prestiti
- vari
47.314
Totale ratei e risconti
Totale attività
100.433
47.314
100.433
12.186.924
14.752.907
(euro)
31-12-12
2.803.300
2.803.300
II. Riserva da sovrapprezzo delle azioni
I. Capitale
-
-
-
-
42.823
42.823
-
-
IV. Riserva legale
V. Riserve statutarie
VI. Riserva per azioni proprie in portafoglio
VII. Altre riserve
VIII. Utili (perdite) di esercizi precedenti
IX. Utile (perdita)
-
-
-
-
-
2.130.834
3.433.858
686
686
127.451
Totale patrimonio netto
-
-
-
- da imprese collegate
-
-
- da controllanti
-
-
- altri
-
d) proventi diversi dai precedenti:
- da imprese controllate
4.977.643
226.040
216.923
- altri
- verso imprese controllate
153.570
3) Altri
Totale fondi per rischi e oneri
C) Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato
172.961
46.746
448.542
426.356
838.426
1.626.419
1.604.468
D) Debiti
-
-
- esigibili entro l'esercizio successivo
-
-
- esigibili oltre l'esercizio successivo
-
-
-
-
-
-
1.210.096
1.710.904
1.210.096
1.710.904
-
- verso imprese collegate
- verso controllanti
- verso altri
739.621
739.621
-
-
-
-
- esigibili entro l'esercizio successivo
-
-
- esigibili oltre l'esercizio successivo
-
5) Debiti verso altri finanziatori
6) Acconti
-
-
13.150
- esigibili entro l'esercizio successivo
-
13.150
- esigibili oltre l'esercizio successivo
-
7) Debiti verso fornitori
- esigibili entro l'esercizio successivo
- esigibili oltre l'esercizio successivo
-
2.259.249
2.133.197
2.259.249
2.133.197
-
-
-
17-bis) Utili e perdite su cambi:
Totale proventi e oneri finanziari
-
3.549
11.869
55.727
51.785
-
-
-
52.831
40.211
2.896
11.574
-11
-357
-52.189
-40.273
D) Rettifiche di valore di attività finanziarie
18) Rivalutazioni:
-
-
a) di partecipazioni
-
-
b) di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni
-
-
c) di titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni
-
-
-
-
a) di partecipazioni
-
-
b) di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni
-
-
c) di titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni
Totale rettifiche di valore di attività finanziarie
-
-
-
-
E) Proventi e oneri straordinari
20) Proventi:
267.348
- plusvalenze da alienazioni
- imposte esercizi precedenti
5.420
-
-
267.348
5.420
- varie
21) Oneri:
-
-
- minusvalenze da alienazioni
-
-
- imposte esercizi precedenti
- varie
Totale delle partite straordinarie
22) Imposte sul reddito dell'esercizio
267.348
5.420
292.585
-1.230.695
165.134
137.640
-19.391
46.885
b) Imposte differite
c) Imposte anticipate
23) Utile (perdita)
127.451
72.329
222.438
-14.892
-135.217
-1.303.024
Prospetto di pubblicazione delle informazioni relative all'attività editoriale ai sensi dell'art. 11, comma 2,
nn. 1) e 2), della legge 5 agosto 1981, n. 416 e dell'art. 9 delibera 129/02CONS.:
Soggetto segnalante: FIERA MILANO MEDIA S.p.A.
C.F.: 08067990153
ANNO: 2012
-
1.429
1.429
- esigibili entro l'esercizio successivo
-
-
a) Imposte correnti
2) per imposte, anche differite
-
11.869
-
- da controllanti
-
-
3.549
-
- da imprese collegate
17) Interessi e altri oneri finanziari:
-1.303.024
5.105.094
11.869
- da imprese controllate
c) da titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni
B) Fondi per rischi e oneri
1) per trattamento di quiescenza e obblighi simili
-
3.549
-
Risultato prima delle imposte (A-B±C±D±E)
- esigibili oltre l'esercizio successivo
-1.195.842
-
b) da titoli iscritti nelle immobilizzazioni che non costituiscono partecipazioni
31-12-11
III. Riserve di rivalutazione
- esigibili oltre l'esercizio successivo
77.426
-
- altri
A) Patrimonio netto
4) Debiti verso banche
392.454
18.948.061
-
19) Svalutazioni:
PASSIVO
- esigibili entro l'esercizio successivo
-
369.417
13.751.918
- da imprese controllate
- da controllanti
IV Disponibilità liquide
- esigibili entro l'esercizio successivo
-11.498
- da imprese collegate
a) da crediti iscritti nelle immobilizzazioni
a) Verso imprese controllate
- esigibili oltre l'esercizio successivo
818.483
-
16) Altri proventi finanziari:
III Attività finanziarie che non costituiscono Immobilizzazioni
3) Debiti verso soci per finanziamenti
-
-
-
Totale costi della produzione
-
286.390
286.390
- esigibili entro l'esercizio successivo
- esigibili oltre l'esercizio successivo
2) Obbligazioni convertibili
86.771
13.289
C) Proventi e oneri finanziari
5) Verso altri
1) Obbligazioni
713.428
391.055
14) Oneri diversi di gestione
1.089
564.578
38.204
1.724.226
1.618.682
12) Accantonamento per rischi
177.462
1.724.226
7.582
614.980
50.402
b) Ammortamento delle immobilizzazioni materiali
318.981
14.890
11) Variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci
177.462
287.479
-
d) Trattamento di quiescenza e simili
1.926.913
219.117
10.455.261
5.352.012
156.525
1.926.913
136.862
8.141.284
372.952
156.525
- esigibili oltre l'esercizio successivo
-
4.064.930
9) Per il personale
524.346
524.346
-
B) Costi della produzione
-
625.023
625.023
17.098.413
2) Variazione delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti
4) Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni
01
02
03
04
05
06
07
08
09
10
Voci ricavo
Vendita copie
Pubblicità
--- Diretta
--- Tramite concessionaria
Ricavi da editoria online
--- Abbonamenti
--- Pubblicità
Ricavi da vendita informazioni
Ricavi da altre attività editoriali - Vendita Libri
Totale voci 01+02+05+08+09
Ricavi
72.855,12
4.790.368,01
4.790.368,01
0,00
397.975,38
0,00
397.975,38
0,00
0,00
5.261.198,51
Bilancio consolidato al 31 dicembre 2012 - Gruppo Fiera Milano SpA
(migliaia di euro)
(migliaia di euro)
note
Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria consolidata
31/12/12
31/12/11
24.258
30.667
note
Prospetto di conto economico complessivo consolidato
27-42
2012
2011
Ricavi delle vendite e delle prestazioni
263.408
278.000
Totale ricavi
263.408
278.000
ATTIVITA'
Attività non correnti
1
2
3
Immobili, impianti e macchinari
Immobili, impianti e macchinari in leasing
-
Investimenti immobiliari non strumentali
-
28
Costi per materiali
2.352
2.341
58.407
29
Costi per servizi
129.204
138.594
79
42
2.092
2.127
14.364
14.122
30
61.837
59.904
12.784
12.784
192
320
212.701
215.617
52.017
62.593
2.240
7.295
Avviamenti e attività immateriali a vita non definita
113.829
112.022
4
Attività immateriali a vita definita
60.015
5
Partecipazioni
43
Altre attività finanziarie
6
42
7
-
Crediti commerciali e altri
di cui vs parti correlate
Attività fiscali per imposte differite
Totale
Attività correnti
8
42
9
10
42
11
Crediti commerciali e altri
di cui vs parti correlate
Rimanenze
4.143
-
Attività finanziarie
- 3.451
19.400
19.865
75.560
87.897
Attività destinate alla vendita
Attività destinate alla vendita
288.311
Capitale sociale e riserve
Capitale sociale
41.593
Riserva da sovrapprezzo azioni
13.797
Riserva da rivalutazione
41.248
53.385
49.121
53.295
32-42
Altre spese operative
6.986
6.651
249.500
260.785
4.025
13.702
441
10.702
-
10.342
17.933
30.917
8.373
8.132
-
-
Totale Costi Operativi
33
Proventi diversi
42
di cui: vs parti correlate
non ricorrenti
Margine Operativo Lordo (MOL)
34
Ammortamenti attività immateriali
5.841
5.912
36
Rettifiche di valore di attività
2.541
171
37
Svalutazione dei crediti e altri accantonamenti
-927
1.184
Risultato Operativo Netto (EBIT)
2.105
15.518
Altre riserve
5.905
9.461
Proventi finanziari e assimilati
1.096
1.504
Risultato netto di esercizi precedenti
-3.269
434
Risultato netto dell'esercizio
-2.024
4.927
Oneri finanziari e assimilati
56.002
68.210
Interessenze di minoranza
3.868
2.456
Totale Patrimonio netto
59.870
70.666
38-42
39-42
4.306
-
-
Risultato delle società valutate con il metodo
del Patrimonio Netto
-
-
-1.764
12.716
40
172
7.567
-1.936
5.149
-
-
-1.936
5.149
-2.024
4.927
88
222
Imposte sul reddito
Risultato netto dell'esercizio da attività continuative
Obbligazioni in circolazione
Risultato netto dell'esercizio da attività destinate alla vendita
-
14
Debiti verso banche
15
Altre passività finanziarie
545
16
Fondi per rischi e oneri
2.023
27.226
15.324
Risultato netto dell'esercizio
1.327
Risultato netto dell'esercizio attribuibile a:
Soci della controllante
17
Fondi relativi al personale
8.707
7.727
18
Imposte differite passive
12.581
14.347
19
Altre passività
3.163
4.102
54.245
42.827
Totale
Interessenze di minoranza
Altre componenti del conto economico complessivo
Passività correnti
Obbligazioni in circolazione
-
20
Debiti verso banche
70.982
60.212
21
Debiti verso fornitori
41.493
44.508
33.343
47.507
22-42 Acconti
23-42 Altre passività finanziarie
320
24
Fondi per rischi e oneri
25
Debiti tributari
4.296
3.666
26
Altre passività
20.216
27.147
3.546
1.457
4.135
174.196
190.021
288.311
303.514
di cui vs parti correlate
Totale
Passività destinate alla vendita
Passività destinate alla vendita
Totale passivo
4.965
Valutazione di attività finanziarie
Risultato prima delle imposte
Passività non correnti
42
Ammortamenti immobili, impianti e macchinari
35
12.140
-
Totale Patrimonio netto di Gruppo
di cui vs parti correlate
Ammortamenti investimenti immobiliari
303.514
PATRIMONIO NETTO E PASSIVITA'
13
55.815
Costi del personale
50
Totale attivo
Costi per godimento di beni di terzi
31
- 3.256
di cui vs parti correlate
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
Totale
12
1.988
Lavori in corso su ordinazione
42
di cui vs parti correlate
-1.776
-501
-1.776
-501
Risultato netto complessivo dell'esercizio
-3.712
4.648
-3.432
4.540
-280
108
-0,0491
-0,0491
0,1193
0,1193
Risultato netto complessivo dell'esercizio attribuibile a:
6.981
-
Differenze di conversione dei bilanci di imprese estere
Altre componenti del conto economico complessivo dell'esercizio
al netto degli effetti fiscali
Soci della controllante
Interessenze di minoranza
41
Risultato per azione (in euro)
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