Speciale Speciale - Automazione Plus

In caso di mancato recapito inviare al CMP/CPO di Roserio- Milano per la restituzione al mittente previo pagamento resi - ISSN:0392/8829
www.automazione-plus.it
AO
Rassegna Rfid e NFC
Panorama Packaging
373 Giugno 2014 Anno 31 7 4.50
Speciale
Automazione in
campo alimentare
Inserto Uomini & Imprese
InTouch 2014
Faster Design. Higher Performance
Con InTouch 2014 inizia la rivoluzione dell’HMI: tanti nuovi strumenti per
sviluppare le tue applicazioni molto più velocemente, un nuovo approccio
per costruire un’interfaccia grafica efficace e intuitiva per gli operatori, nuove
funzionalità per condividere le informazioni e migliorare la gestione degli
impianti. Tutto con l’affidabilità di sempre.
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2
FOCUS SULLE SOLUZIONI
PER IL PACKAGING
PER I SETTORI FOOD & BEVERAGE
E LIFE SCIENCE
Mostra
Convegno
LA MOSTRA
IL CONVEGNO
I LABORATORI
In uno spazio specifico sarà allestita
un’esposizione a cura delle aziende
partecipanti, in cui sarà possibile confrontarsi con l’attuale offerta commerciale.
Nel corso della giornata si susseguiranno seminari tecnici tenuti dalle aziende espositrici della durata di 30
minuti ciascuno.
Nati con il proposito di offrire gratuitamente cultura e conoscenza in una
modalità semplice e in grado di dare
un ritorno di immagine alle aziende
che si metteranno in gioco proponendo
il corso.
Quest’anno Machine Automation punterà i riflettori sul mondo del Packaging
A CHI SI RIVOLGE
L’evento si rivolge a manager, tecnici,
progettisti, specialisti e opinion leader
che operano nel mondo produttivo in
qualità di costruttori OEM, costruttori
di impianti e linee di produzione,
system integrator, utilizzatori finali
(automotive, meccanica, elettronica/
elettrotecnica, alimentare, energia,
farmaceutico, chimico ecc.) e fornitori
di servizi ad elevato valore (studi di
progettazione, R&S ecc.).
con particolare riferimento alle applicazioni per i settori Food & Beverage e Life
Science. In questi ambiti l’utilizzo di sistemi di automazione smart, di controlli
‘embedded’ sempre più performanti, unitamente all’impiego di tecnologie
per l’identificazione e la tracciabilità, si rivela un fattore competitivo a cui chi
opera nel settore manifatturiero.Dal punto di vista tecnologico, il focus sarà su
componenti e sistemi per l’identificazione e la tracciabilità in produzione quale
chiave di volta per migliorare la qualità dei prodotti e ottimizzare i processi in linea
e a fine linea. Le tecnologie per la visione artificiale giocano un ruolo importante
al servizio di queste funzioni e saranno tra i protagonisti di MA – Machine
Automation 2014.
ORGANIZZATO DA:
CON IL PATROCINIO DI:
Per aderire
Online all’indirizzo ma.mostreconvegno.it
La partecipazione ai seminari, alla mostra e ai laboratori è gratuita, così come la
documentazione e il buffet.
GIOVEDÌ 11 DICEMBRE 2014
Come arrivare
a IBM Client Center – Segrate MI
Auto
Tangenziale Est – Linate uscita nr. 6. Seguire
indicazioni Aeroporto. Al semaforo in prossimità
dell’aeroporto girare verso sinistra procedendo
CON LA COLLABORAZIONE DI:
sulla S.S. Paullese. Alla terza rotonda girare verso
destra seguendo le indicazioni per Paullo-Peschiera
Borromeo. Percorrere l’intera circonvallazione e alla
prima rotonda girare a sinistra per l’ingresso in IBM.
Coordinate per uso del GPS: Lat. 45.466 – Long. 9.295
+45° 27’57.60”, + 9° 17’42.00”
Treno
Milano Centrale - Taxi: tempo occorrente 45 minuti circa
Metropolitna Linea 2 (verde) fino alla stazione di
Lambrate, poi taxi fino a IBM
IBM Client Center –
Circonvallazione Idroscalo 20090 Segrate MI
Peerr in
Per
P
inf
informazioni
f o rmaz
form
aziio
i o nii
Tel 02 49976533 – 335 276990
[email protected] – ma.mostreconvegno.it
a
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FOCUS SULLE SOLUZIONI
PER IL PACKAGING
PER I SETTORI FOOD & BEVERAGE
E LIFE SCIENCE
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Convegno
LA MOSTRA
IL CONVEGNO
I LABORATORI
In uno spazio specifico sarà allestita
un’esposizione a cura delle aziende
partecipanti, in cui sarà possibile confrontarsi con l’attuale offerta commerciale.
Nel corso della giornata si susseguiranno seminari tecnici tenuti dalle aziende espositrici della durata di 30
minuti ciascuno.
Nati con il proposito di offrire gratuitamente cultura e conoscenza in una
modalità semplice e in grado di dare
un ritorno di immagine alle aziende
che si metteranno in gioco proponendo
il corso.
Quest’anno Machine Automation punterà i riflettori sul mondo del Packaging
A CHI SI RIVOLGE
L’evento si rivolge a manager, tecnici,
progettisti, specialisti e opinion leader
che operano nel mondo produttivo in
qualità di costruttori OEM, costruttori
di impianti e linee di produzione,
system integrator, utilizzatori finali
(automotive, meccanica, elettronica/
elettrotecnica, alimentare, energia,
farmaceutico, chimico ecc.) e fornitori
di servizi ad elevato valore (studi di
progettazione, R&S ecc.).
con particolare riferimento alle applicazioni per i settori Food & Beverage e Life
Science. In questi ambiti l’utilizzo di sistemi di automazione smart, di controlli
‘embedded’ sempre più performanti, unitamente all’impiego di tecnologie
per l’identificazione e la tracciabilità, si rivela un fattore competitivo a cui chi
opera nel settore manifatturiero.Dal punto di vista tecnologico, il focus sarà su
componenti e sistemi per l’identificazione e la tracciabilità in produzione quale
chiave di volta per migliorare la qualità dei prodotti e ottimizzare i processi in linea
e a fine linea. Le tecnologie per la visione artificiale giocano un ruolo importante
al servizio di queste funzioni e saranno tra i protagonisti di MA – Machine
Automation 2014.
ORGANIZZATO DA:
CON IL PATROCINIO DI:
Per aderire
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La partecipazione ai seminari, alla mostra e ai laboratori è gratuita, così come la
documentazione e il buffet.
GIOVEDÌ 11 DICEMBRE 2014
Come arrivare
a IBM Client Center – Segrate MI
Auto
Tangenziale Est – Linate uscita nr. 6. Seguire
indicazioni Aeroporto. Al semaforo in prossimità
dell’aeroporto girare verso sinistra procedendo
CON LA COLLABORAZIONE DI:
sulla S.S. Paullese. Alla terza rotonda girare verso
destra seguendo le indicazioni per Paullo-Peschiera
Borromeo. Percorrere l’intera circonvallazione e alla
prima rotonda girare a sinistra per l’ingresso in IBM.
Coordinate per uso del GPS: Lat. 45.466 – Long. 9.295
+45° 27’57.60”, + 9° 17’42.00”
Treno
Milano Centrale - Taxi: tempo occorrente 45 minuti circa
Metropolitna Linea 2 (verde) fino alla stazione di
Lambrate, poi taxi fino a IBM
IBM Client Center –
Circonvallazione Idroscalo 20090 Segrate MI
Peerr in
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Tel 02 49976533 – 335 276990
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AO
sommario
IN QUESTO NUMERO
/ 19
42
IL PUNTO
FOOD & BEVERAGE 2014: COME IL MARKETING PUÒ
INFLUENZARE L’INTERO COMPARTO
di Vitaliano Vitale
/ 20
COPERTINA
NEXT GENERATION: L’AUTOMAZIONE DI MACCHINA
GUARDA AL FUTURO
di Antonio Marra
LINEA DIRETTA
/ 26
a cura della redazione
/ 34
Schneider Electric ha
rinnovato totalmente
l’offerta MachineStruxure
disegnando un’offerta
che guarda al futuro,
in grado di rispondere
anche alle esigenze più
complesse. Le novità,
presentate in anteprima
a un gruppo selezionato
di clienti europei a fine
marzo, sono state le
protagoniste di SPS 2014.
Schneider Electric
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24040 Stezzano (BG)
Tel 035 4153118
Fax 035 4061362
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PANORAMA
PACKAGING: IL SUCCESSO DEL MADE IN ITALY
di Carlo Marchisio
/ 42
ATTUALITÀ
UNA REALTÀ DINAMICA E INTERNAZIONALE
di Carolina Veloso
CAMBIO AL VERTICE GEFRAN
di Elena Castello
/ 46
34
/ 48
SEMPRE UN PASSO AVANTI…
di Antonella Cattaneo
MECCATRONICA SOTTO I RIFLETTORI
di Jacopo Di Blasio
LA SECURITY CORRE SUL TABLET
di Antonella Pellegrini
/ 52
/ 54
/ 57
SPECIALE
SOLUZIONI DI AUTOMAZIONE IMPIEGATE IN CAMPO
ALIMENTARE E DELLE BEVANDE
a cura di Antonella Cattaneo
SE SI PARTE DAL CODICE…
di Angelo Brunello
/ 58
DISINFETTARE, MA QUANTO?
di Lidia Gilardoni
/ 60
45 GRADI CHE FANNO LA DIFFERENZA
di Martina Moretti
RIVOLUZIONARE LA PANIFICAZIONE
di Federica Andreini
LETTURE PERFETTE
di Laura Galli
57
/ 62
/ 66
/ 74
QUALITÀ, INNOVAZIONE E TECNOLOGIA
di Paola Morganti
AUTOMAZIONE DOLCE
di Patrizio Emilia
8
/ 76
/ 78
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
SOLUZIONI SMART
PER AUTOMAZIONE E CONTROLLO!
MICROPROCESSORE
ARM CORTEX A8
2 PORTE CAN
4 PORTE SERIALI
RS232/RS422
RS485
ETHERCAT
ETHERNET
RAM
TAMPONATA
FINO A 2MB
FLASH FINO
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I/O ANALOGICI
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ENCODERS
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AO
sommario
IN QUESTO NUMERO
· Speciale
Soluzioni pro-sostenibilità:
l’automazione al servizio
dell’ambiente per il riciclo, la
limitazione del consumo, il
risparmio di materia prima...
88
· Rassegna
Moduli I/O
· Panorama
Automazione
· Tavola rotonda
Come ridurre tempi e costi
nella realizzazione di
macchine e linee grazie a una
valida strategia di
integrazione
UNO SCADA PER IL CIOCCOLATO
/ 80
LA CARNE È SOTTO CONTROLLO
/ 82
di Francesca Tolimieri
di Simone Gaia
COSTANZA E ALTE PERFORMANCE
di Enrica Biondini
Mail e web di Automazione Oggi
[email protected]
www.automazione-plus.it
www.tech-plus.it
www.fieramilanomedia.it
www.mostreconvegno.it
Gruppo Automazione Oggi su
TUTTO SULLA MISURA
di Sergio Valletti
RASSEGNA
RFID E NFC
/ 84
/ 86
/ 104
EFFICIENZA ENERGETICA
UNA CARTIERA A TUTTA EFFICIENZA
di Lù del Frate
/ 106
TUTORIAL
L’EVOLUZIONE DELLA… LOGICA
di Mariano Severi
/ 110
EXPO MILANO 2015
UN ‘ECOSISTEMA DIGITALE’
/ 88
di Alessandro Dandolo, Alessandra Pelliconi
/ 92
ENERGIA
UN’AZIENDA ITALIANA PORTA L’ENERGIA A SOCHI
di Lavinia Colonna
/ 94
CONNETTORI
PROGETTO PILOTA PER INDUSTRIA 4.0
di Andrej Lorkovic
VIDEOSORVEGLIANZA
SICUREZZA INTEGRATA
106
/ 96
/ 112
AUTOMAZIONE DOMANI
COMUNICARE CON I LED: ARRIVA IL LI-FI
di Emiliano Sisinni
/ 114
AUTOMAZIONE USA
PENSARE ALLA SHERLOCK HOLMES
di Gary Mintchell
/ 116
AVVOCATO
IL DATORE DI LAVORO È RESPONSABILE
DEGLI INFORTUNI SUI LUOGHI DI LAVORO?
di Cristiano Cominotto, Raffaele Moretti
di Lù del Frate
NEWS
/ 98
TRACCIABILITÀ
PRODOTTI AL CENTRO: ALIMENTI 2.0 E PSLK
di Lucia Milani
MONITORAGGIO E SUPERVISIONE
UN PROGETTO ACCURATO
/ 100
di Paola Redili
/ 102
SICUREZZA
SICUREZZA E PRODUTTIVITÀ NON SONO
IN CONTRADDIZIONE
di Marco Pelizzaro
10
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
/ 118
a cura della redazione
INSERZIONISTI
/ 12
LE AZIENDE DI QUESTO NUMERO
/ 14
AO Inserzionisti
AZIENDE
ABB POWER TECHNOLOGIES
83
ASEM
11
BECKHOFF AUTOMATION
COMAU
COGNEX INTERNATIONAL
EFA AUTOMAZIONE
®
ELETTROTEC
®
PAG.
5
51
109
69/70/71/72/111
105
EPLAN SOFTWARE & SERVICE
63
ESA ELETTRONICA
31
GARNET
12
GEFRAN
29
HBM ITALIA
14
HEIDENHAIN ITALIANA
93
HMS INDUSTRIAL NETWORKS
16
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motori elettrici
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macchine automatiche a c.n.
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assoluti
• monogiro e multigiro
• versioni ad albero cavo per motori
brushless e robotica
• risoluzioni fino a 20 bit
• diametri esterni fino a 68 mm
• risoluzioni fino a 33 bit con trasmissione
seriale della posizione assoluta SSI
METAL WORK
56
MITSUBISHI ELECTRIC EUROPE
17
MURRELEKTRONIK
55
NATIONAL INSTRUMENTS
OMRON ELECTRONIC COMPONENTS
45
PANASONIC ELECTRIC WORKS
15
PNEUMAX
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PROGEA
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AO Le aziende di questo numero
AZIENDE
TEL./HTTP
ADVANTECH ITALY
ALFAPROJECT.NET
ANSYS ITALIA
ASE IDENTIFICATION COMPONENTS
AUTODESK
AUTOMATA
BALLUFF AUTOMATION
BANNER ENGINEERING
BARTEC
BELDEN INTERNATIONAL
BOSCH ENERGY AND BUILDING SOL.
BOSCH REXROTH
CLR
DATA MODUL ITALIA
DATALOGIC
DEUTSCHE MESSE
EATON
EFA AUTOMAZIONE
ELMO MOTION CONTROL
EMERSON INDUSTRIAL AUTOMATION
ESA AUTOMATION
ESA ELETTRONICA
EXPO 2015
FASTHINK
FIERA MILANO
GEFRAN
HBM
HOLONIX
HONEYWELL SCANNING & MOBILITY
IBT GROUP
IFM ELECTRONIC
INNOVASYS
KOLLMORGEN
LAB ID
LENZE ITALIA
MESSE FRANKFURT ITALIA
MITSUBISHI ELEC. EUROPE
MONDIAL
MOOG ITALIANA
OMRON ELECTRONICS COMPONENTS
PANASONIC ELECTRIC WORKS IT.
PARKER HANNIFIN ITALY
PILZ ITALIA
PIXSYS
RITTAL
ROCKWELL AUTOMATION
SCHNEIDER ELECTRIC
SERVITECNO
SERVOTECNICA
SICK
SIEMENS
SISTEMI AVANZATI ELETTR.-SISAV
SOFTWORK
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SPS IPC DRIVES
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www.servitecno.it
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www.sick.it
www.siemens.it
www.sisav.it
www.rfidglobal.it
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www.spsitalia.it
www.technopartner.it
www.tpa-italia.com
www.tycofs.it
www.valcom.it
PAG.
119
89
28
89
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100
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28, 34
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84, 91
34, 48, 91
82
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96
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Direzione
Giampietro Omati Presidente
Antonio Greco Amministratore Delegato
Comitato Tecnico
Evaldo Bartaloni (Clui-Exera), Micaela Caserza Magro (Università di Genova), Paolo Ferrari
(Università di Brescia), Alessandra Flammini (Università di Brescia), Alessandro Gasparetto
(Università di Udine), Stefano Maggi (Politecnico di Milano), Roberto Maietti
(Asso Automazione/Anie), Carlo Marchisio (Anipla), Oscar Milanese (AssoAutomazione),
Paolo Pinceti Università di Genova), Alberto Sibono (Genoa Fieldbus Comp.Centre),
Emiliano Sisinni (Università di Brescia), Vitaliano Vitale (DoubleVi)
Redazione
Antonio Greco Direttore Responsabile
Antonella Cattaneo Caporedattore
[email protected]fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.503
Ilaria De Poli Coordinamento Fieldbus & Networks
[email protected]fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.504
Antonella Pellegrini
[email protected]fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.508
Alessandra Pelliconi Segreteria
[email protected]fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.509
Collaboratori: Federica Andreini, Enrica Biondini, Angelo Brunello, Elena Castello, Lavinia
Colonna, Cristiano Cominotto, Alessandro Dandolo, Lù del Frate, Jacopo Di Blasio, Patrizio
Emilia, Simone Gaia, Laura Galli, Lidia Gilardoni, Andrej Lorkovic, Antonio Marra, Lucia Milani,
Gary Mintchell, Martina Moretti, Raffaele Moretti, Paola Morganti, Marco Pelizzaro, Paola
Redili, Mariano Severi, Francesca Tolimieri, Sergio Valletti, Carolina Veloso
&RQ1HWELWHU5HPRWH$FFHVVSXRLFRQ¿JXUDUHHG
HIIHWWXDUHLOGHEXJDGLVWDQ]DGHOWXR3/&GLVSRVLWLYR
RLPSLDQWRGDTXDOVLDVLOXRJR
Grafica e
produzione
Mauro Spolaore Progetto grafico - Impaginazione
[email protected]fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.568
Franco Tedeschi Coordinamento grafici
[email protected]fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.569
Alberto Decari Coordinamento DTP
[email protected]fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.561
Prontostampa srl Uninominale Zingonia (BG) - Stampa
Nadia Zappa Ufficio Traffico - [email protected]fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.534
Pubblicità
Giuseppe De Gasperis Sales Manager
[email protected]fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.527 - Fax: 02 49976.570
International Sales
U.K. – SCANDINAVIA – NETHERLAND – BELGIUM
Huson European Media
Tel. +44 1932 564999 • Fax +44 1932 564998 • Website: www.husonmedia.com
SWITZERLAND - IFF Media ag
Tel. +41 52 6330884 • Fax +41 52 6330899 • Website: www.iff-media.com
GERMANY – AUSTRIA - Map Mediaagentur Adela Ploner
Tel. +49 8192 9337822 • Fax +49 8192 9337829 • Website: www.ploner.de
USA - Huson International Media
Tel. +1 408 8796666 • Fax +1 408 8796669 • Website: www.husonmedia.com
TAIWAN - Worldwide Service Co. Ltd
Tel. +886 4 23251784 • Fax +886 4 23252967 • Website: www.acw.com.tw
,OJDWHZD\1HWELWHUWLSHUPHWWHGLVWDELOLUHXQD
FRQQHVVLRQHUHPRWDVLFXUDIUDLOGLVSRVLWLYRHLOWXR
3&&RQ¿JXULSURSULRFRPHVHIRVVLFROOHJDWRDOWXR
GLVSRVLWLYRGLUHWWDPHQWHVXOFDPSR
5LGXFLJOLLQWHUYHQWLRQVLWHHRWWLPL]]LLOVHUYL]LR
FOLHQWL
Abbonamenti
www.netbiter.com
N. di conto corrente postale per sottoscrizione abbonamenti:
48199749 - IBAN: IT 61 A 07601 01600 000048199749 intestato a: Fiera Milano
Media SpA, Piazzale Carlo Magno,1, 20149 Milano.
Si accettano pagamenti con Carta Sì, Visa, Mastercard, Eurocard (www.ilb2b.it)
Tel. 02 252007200
Fax 02 49976.572
E-mail: [email protected]fieramilanomedia.it
Abbonamento annuale E 49,50
Abbonamento per l’estero E 99,00
Prezzo della rivista: E 4,50 - Arretrati: E 9,00
Spedizione in abbonamento postale art. 2 comma 20/B legge 662/96
Testata associata • Associazione Nazionale Editoria Periodica
Specializzata
Fiera Milano Media è iscritta al Registro Operatori della Comunicazione n° 11125 del 25/07/2003. Registrazione del tribunale
di Milano n° 71 del 20/02/1982. Tutti i diritti di riproduzione degli articoli pubblicati sono riservati. Manoscritti, disegni e non si
restituiscono. Automazione Oggi ha frequenza mensile. Tiratura: 11.000 copie. Diffusione 10.630
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Controllo di posizione
e di coppia mai così preciso
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AO
IL PUNTO
di Vitaliano Vitale
Food & Beverage 2014:
come il marketing può
influenzare l’intero
comparto
A
utomatizzare i processi di trasformazione
del cibo, abbattere i
pericoli derivanti dalla
mancanza di igiene
alimentare, sviluppare
la sicurezza delle operazioni nell’industria
dell’alimento, innovare e migliorare le
tecnologie di packaging, mantenendo la
redditività delle aziende è una sfida epocale. Non si può non considerare la sostenibilità delle aziende che operano nel
settore alimentare. ‘Business is business’,
la tecnologia e la ricerca e sviluppo sono
la base del miglioramento della qualità
della vita e il nocciolo per il raggiungimento di un fine nobilissimo, di alta
etica sociale: sfamare il mondo. Si può?
Impossibile dare una risposta secca. Le
imprese fanno molto, moltissimo.
Expo 2015 a Milano (‘nutrire il pianeta,
energia per la vita’) sarà un’esposizione
mondiale eccitante per una serie di motivi: dovrà rilanciare la nostra economia,
si parlerà di cibo e di bevande nella patria mondiale della enogastronomia,
sarà l’apice dell’interscambio culturale
e tecnologico sul tema della nutrizione del pianeta. L’Italia è una punta
di diamante in questo specifico settore
dell’automazione e i comparti produttivi sono vari. L’Osservatorio Ipack-Ima
ne cita sei (Beverage, Confectionary,
Dairy, Grain Based Food, Meat, Vegetable & Fruit) ognuno con una sua specifica peculiarità e con un mercato molto
segmentato. Ognuno di questi però
deve considerare dei trend di sviluppo
generali e deve rispondere in termini di
innovazione e ricerca e sviluppo delle
tecnologie produttive, di confezionamento, stoccaggio, movimentazione e di distribuzione. Le ricerche di marketing vengono spesso in aiuto alla ricerca tecnologica e
alla produzione. Innova Market Insights ha presentato le principali tendenze per il settore Food & Beverage nel 2014. Dalla ricerca emerge che l’industria sta lavorando alla
riduzione dell’enorme quantità di rifiuti alimentari, mentre contemporaneamente i
consumatori stanno rivedendo le loro abitudini in tempi di continua austerità. La
tracciabilità è un tema importante e le industrie coinvolte ne stanno facendo uno
strumento di marketing che coinvolge principalmente i consumatori. Per fare un esempio, la parola ‘origine’ con scopo
promozionale è usata oltre il 45% di più nel primo semestre
del 2013 rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente
nelle attività di lancio globale di molti nuovi prodotti. Innova
Market Insights è in grado di predire le tendenze chiave
dello sviluppo del mercato del Food & Beverage. Per il 2014
i ricercatori evidenziano uno ‘stop agli sprechi’. Il trend non
è recentissimo ma tenderà a rafforzarsi; i produttori si concentrano sempre più sulla
sostenibilità e la riduzione, per quanto possibile, delle perdite e sprechi di cibo, dalle
fasi di produzione agli scarti originati a livello di distribuzione e di consumo finale. La
‘fiducia nei produttori’ è un tema centrale. Recenti casi e allarmi in tema di sicurezza
alimentare hanno compromesso la fiducia dei consumatori e le aziende hanno il dovere di riconquistarla. Basti pensare che il Center for Disease Control, agenzia federale
statunitense, incaricato della promozione della salute e della sicurezza, ha calcolato
che ogni anno negli Stati Uniti si verificano circa 48 milioni di casi, con 3.000 decessi e
128.000 ricoveri ospedalieri legati a patogeni di origine alimentare. L’origine degli ingredienti diventerà simile a uno strumento di marketing e il consumatore beneficerà
di alimenti di qualità superiore, chiaramente rintracciabili. Cambiano i gusti e l’industria, tutta, non può non tenerne conto: piaceri semplici sono il trend del 2014. Vi è un
trend legato alle dimensioni dei produttori e lo slogan è ‘piccolo è bello’. Aumentano,
secondo Innova Market Insights, gli innovatori che propongono prodotti di nicchia di
alta qualità, anche grazie alle opportunità fornite dalle PR digitali e dai social network
che consentono di rivolgersi direttamente ai potenziali clienti italiani e nel mondo.
Molto legato al recupero della fiducia nei consumatori è il tema della salute. Senza
dubbio alcuno l’alimentazione è una delle risposta alla crisi dei bilanci della sanità in
tutto il mondo. La nutrizione clinica viene ritenuta una piattaforma ad alto potenziale
molto vicina alle forme di cura alternativa e naturale. Tutto questo coinvolge una
filiera vastissima che parte dall’industria e finisce al consumatore. Un’industria che si
deve far carico di ‘nutrire il pianeta, energia per la vita’.
Comitato tecnico di Automazione Oggi
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
19
AO
Next Generation: l’au t
di macchina guarda a l
COPERTINA
SCHNEIDER ELECTRIC COPERTINA SCHNEIDER ELECTRIC C
Schneider Electric ha rinnovato totalmente l’offerta MachineStruxure
disegnando un’offerta che guarda al futuro, in grado di rispondere
anche alle esigenze più complesse. Le novità, presentate in
anteprima a un gruppo selezionato di clienti europei a fine marzo,
sono state le protagoniste di SPS 2014
La scelta naturale per l’automazione di
macchina
The Next Generation MachineStruxure di Schneider Electric è
una soluzione di automazione e controllo intuitiva che integra
tutte le funzioni necessarie a realizzare macchine affidabili, efficienti e ad alta redditività. Dalla progettazione allo sviluppo,
dalla messa in servizio alla manutenzione, rappresenta una ri-
20
sposta completa, specifica per i costruttori, che offre vantaggi
notevoli per l’intero ciclo di vita delle macchine.
Ridurre il time to market
Realizzare e costruire rapidamente nuove macchine, oggi, è
la chiave del successo. In un quadro di competizione sempre
più serrata, vincere è spesso una questione di time to market.
Pertanto, applicazioni e ambienti operativi devono essere facili da imparare, così da dedicare meno tempo alla formazione
e ridurre i tempi di programmazione e configurazione delle
macchine. La Next Generation di MachineStruxure risponde
a questa necessità con architetture ‘ready to use’ testate va-
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
Iniziativa realizzata in collaborazione con la direzione marketing
P
er Schneider Electric, lo specialista globale nella gestione dell’energia, il 2014 è
un anno di grandi innovazioni nell’offerta
per il settore industry. Al centro dell’attenzione in particolare c’è MachineStruxure,
la piattaforma per l’automazione di macchina, che è
stata completamente rinnovata introducendo nuovi
prodotti, soluzioni hardware e software pensate per
guardare al futuro, offrendo ai clienti la possibilità di
dotarsi degli strumenti necessari per rispondere alle
esigenze di oggi e degli anni a venire. La ‘Next Generation’ di MachineStruxure è stata presentata in anteprima a un gruppo selezionato di clienti in un evento
internazionale organizzato a Marktheidenfeld, in
Germania, dove ha sede il principale centro europeo
dell’azienda dedicato al settore industriale. Tra il 24
e il 27 marzo scorso, oltre 600 clienti da diversi paesi
hanno potuto scoprire in dettaglio le innumerevoli
novità proposte. Queste novità sono state poi protagoniste in Italia di SPS IPC Drives 2014, occasione
in cui tutto il mercato ha potuto conoscere i contenuti di quest’ultima tappa del percorso che ha portato Schneider Electric a proporsi come il principale
solution provider per l’automazione di macchina: un
percorso che ha avuto un’accelerazione sempre più serrata dal
2008, fino ad arrivare, oggi, alla proposta di un portfolio che
di fatto stabilisce nuovi standard di performance, scalabilità
e flessibilità.
TRIC COPERTINA SCHNEIDER ELECTRIC COPERTINA SCHNEIDER ELECTRIC COPERTINA SCHNEIDE
u tomazione
a l futuro
lidate e documentate (Tvda) e con template di programmazione specifici e librerie complete di software, che sono uno
dei pilastri portanti delle soluzioni a elevate prestazioni offerte
da Schneider Electric.
Ottenere la massima efficienza
Un secondo pilastro dell’offerta, di vitale importanza per le imprese, è la ricerca della massima efficienza: efficienza energetica, ma anche efficienza in termini di produttività e redditività
MachineStruxure è la piattaforma integrata per il design,
la progettazione e l’implementazione dell’automazione di
macchina
Una schermata da SoMachine, il software integrato per
tutte le esigenze dei costruttori di macchine
Un modello della serie di controllori
LMC ampliata per garantire
maggiore scalabilità per le applicazioni
in PacDrive 3
delle soluzioni di automazione adottate, nonché efficienza
nella progettazione. MachineStruxure consente di ottenere
tutto questo perché comprende soluzioni di automazione
davvero complete; sulla base di una piattaforma altamente
performante che integra dispositivi e funzioni di controllo,
motion e safety e anche i sistemi di misura e monitoraggio
dei consumi energetici.
Realizzare macchine
innovative e redditizie
La possibilità di garantire performance così elevate non va
però a scapito della redditività: è possibile costruire macchine
innovative ed economicamente vantaggiose, perché l’integrazione nei prodotti di tutte le funzioni essenziali garantisce
operatività immediata, senza necessità di aggiungere costose
interfacce o funzioni extra.
Sfruttare al massimo
il potere delle connessioni
L’integrazione si estende, naturalmente, anche agli standard
di comunicazione. Tutta l’offerta Next Generation prevede
Ethernet TCP/IP e IP standard, rendendo sempre disponibile
l’accesso diretto ai dati di produzione e allo stato delle macchine. Lo stesso vale per la diagnostica e per il controllo a distanza: grazie all’accesso wireless tramite dispositivi mobili,
servizi e applicazioni web è possibile ‘essere’ accanto alla macchina ovunque e in qualsiasi momento; con ulteriori vantaggi,
quali elementi studiati per ridurre al minimo la necessità di interventi di manutenzione on site, e per garantire facilmente la
consultazione di tutte le informazioni necessarie per risolvere
i problemi riscontrati.
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
21
AO
COPERTINA
SCHNEIDER ELECTRIC COPERTINA SCHNEIDER ELECTRIC C
tori di offrire una risposta efficace e completa ai propri clienti.
La Next Generation
di MachineStruxure: una
panoramica completa
La Next Generation di MachineStruxure include importanti novità, in particolare nella
gamma di controllori. Vi sono i tre nuovi
controllori compatti Modicon M221, M241
e M251; il nuovo sistema I/O Modicon TM3;
la nuova versione del software di sviluppo
SoMachine V4, ora disponibile anche in una
versione ridotta, SoMachine Basic, dedicata
alle macchine semplici; un nuovo controllore motion Modicon LMC078 e il nuovo
servo azionamento Lexium 28.
Si tratta di prodotti sviluppati appositamente per i costruttori di macchine, per
consentire la massima intuitività nell’au-
La gamma di soluzioni Next Generation per MachineStruxure
Contare su una rete di
servizi per l’intero ciclo
di vita della macchina
Schneider Electric affianca le
aziende con team specializzati in
ogni fase del progetto: dallo studio
iniziale, al perfezionamento della
progettazione, fino all’assistenza
on-site e all’ottimizzazione della
macchina finita; con la possibilità
di personalizzare i servizi richiesti
in base alle proprie esigenze. Una
rete di supporto tecnico disponibile 24/7 e una rete di distributori
su scala mondiale per le necessità
di ricambi consentono ai costrut-
I nuovi controllori Modicon consentono di integrare
con moduli di espansione dedicati tutte le funzioni necessarie.
Nell’immagine un esempio con Modicon M221
Pronti al futuro, in qualsiasi settore applicativo
C
on la Next Generation di MachineStruxure, Schneider Electric
porta sul mercato un’offerta in grado di soddisfare al meglio
le esigenze di qualsiasi settore applicativo, consentendo di realizzare sempre macchine efficienti e altamente performanti.
Riportiamo qui di seguito alcuni esempi.
Sollevamento: sono disponibili architetture per sistemi di sollevamento e
gru, blocchi funzione-applicazione specifici per il controllo anti-oscillazione
dei carichi e sovraccarichi e funzioni dedicate di sicurezza hardware e software. Lavorazione materiali: architetture ready-to-use con sicurezza integrata e controllori scalabili consentono di affrontare con eguale tranquillità
applicazioni semplici ed avanzate. Specifiche applicazioni CN consentono
di interpolare fino a 3 assi utilizzando un motion controller standard; le
caratteristiche di apertura e standardizzazione permettono di integrare
facilmente le soluzioni nelle architetture e nei sistemi di progettazione già
esistenti, nei vari settori: legno, metallo, ceramica, vetro etc.
HVAC & R: sono disponibili blocchi funzione dedicati all’efficienza ener-
22
getica, fattore chiave in queste applicazioni che sono particolarmente
energivore; le soluzioni dedicate per il controllo e monitoraggio in rete
delle macchine consentono un accesso immediato e da remoto; grazie al
supporto dei protocolli Bacnet, Modbus o LonWorks è possibile integrare
facilmente le macchine nei sistemi di building automation. Pompaggio:
macrofunzioni predefinite e facili da usare sono dedicate all’efficienza
energetica nella gestione di queste applicazioni; un focus particolare
sulla sicurezza, con funzioni integrate anti-cavitanzione, stallo-pompaggio,
PID, monitoraggio a distanza; controllori scalabili wireless con protocollo
Ethernet o web integrato.
Movimentazione materiali: sono disponibili hardware e software di cinematica per realizzare soluzioni complete di trasporto e movimentazione, con
architetture e librerie di blocchi funzione specifiche per movimentazione,
raggruppamento, alimentazione; è possibile integrare sistemi motion modulari, lineari e robotica, utilizzando soluzioni basate su controllori standard
e programmabili secondo la norma IEC 61131-3.
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
TRIC COPERTINA SCHNEIDER ELECTRIC COPERTINA SCHNEIDER ELECTRIC COPERTINA SCHNEIDE
tomazione, ridurre i tempi e i costi di sviluppo e introdurre i
prodotti sul mercato più rapidamente.
PLC Modicon: tre novità assolute
I tre controllori logici rappresentano una novità assoluta: Modicon M221 è destinato ad applicazioni convenzionali, Modicon M241 ad applicazioni con livelli di performance ancora
più elevati e Modicon M251 alle architetture modulari e decentralizzate.
Questi prodotti offrono elevati standard di funzionalità e
performance grazie alla semplicità di engineering, all’ergonomia di comunicazione, ad una reale scalabilità. Un sistema
I/O rapido e modulare, con la possibilità di affiancare moduli
di comunicazione e di sicurezza, garantisce la massima efficienza con tempi di installazione ridotti al minimo. Grazie alle
interfacce standard, comprendenti Ethernet, USB per la programmazione, interfacce seriali e web server, questi controllori ampliano notevolmente le funzionalità di comunicazione
integrate anche in configurazioni base, senza la necessità di
aggiungere optional.
Sia i controllori Modicon M221, sia i controllori Modicon M241
sono dotati in tutte le versioni di I/O integrati e interfaccia
pulse/direction di
serie, che consente
di collegare rapidamente i servo
azionamenti serie
Lexium e prodotti
di altri fornitori
senza necessità di
un bus di campo.
Inoltre, tutti i modelli consentono la
gestione dei dati in
maniera semplice
ed ergonomica. È
possibile memorizzare il programma
su schede SD, per
Modicon M251 il nuovo
cui può essere gecontrollore dedicato alle applicazioni
modulari e decentralizzate
stito e trasportato
con la massima facilità. Un’altra caratteristica innovativa è la possibilità di installare programmi e/o firmware tramite porta USB, utilizzando
Packaging: una Next Generation anche per PacDrive 3
N
el quadro della Next Generation di MachineStruxure sono state
apportate importanti innovazioni che investono in particolare
PacDrive 3, la gamma per l’ automazione di macchina di
Schneider Electric dedicata specificamente al settore packaging: oggi offre ulteriore scalabilità e apertura del sistema, con
un focus particolare sull’ottimizzazione della robotica che è sempre più
impiegata in questo campo. Tutto ciò è il frutto di un’esperienza senza
paragoni nel mercato: Schneider Electric, infatti, ha automatizzato finora
oltre 90.000 impianti di packaging nel mondo.
PacDrive include soluzioni di automazione standard e scalabili per macchine da 0 a 99 servoassi; consente di implementare soluzioni di robotica
basate su una architettura unificata che prevede un solo controller per
macchina e robot. La serie di controllori di PacDrive 3 è stata ampliata
con l’arrivo di quattro nuovi modelli in grado di gestire fino al 16 servoassi
in modalità sincrona. L’offerta comprende il nuovo PacDrive LMC100C
che, non permettendo di controllare servoassi, rappresenta il PLC per
l’offerta PacDrive. Per controllare fino a quattro, sei, otto, dodici o sedici
servoassi sono ora disponibili PacDrive LMC101C, LMC106C, LMC201C
e LMC216C; i costruttori di macchine possono quindi selezionare di volta
in volta il prodotto ottimale, in base ai requisiti di performance da soddisfare, continuando a disporre comunque dei modelli di potenza superiore
e moduli di comunicazione aggiuntivi.
Per garantire ancora maggiore flessibilità di integrazione, inoltre, tutti i
controllori della serie PacDrive3 ora supportano lo standard di comunicazione Ethernet Opc ua.
Con la NextGeneration è stata introdotta la comunicazione DaisyChain
nei motori con azionamento a bordo Lexium ILM62, con un unico alimentatore; grazie a un nuovo connettore si possono collegare in serie più
motori senza l’utilizzo di scatole di distribuzione, potendo gestire su ogni
modulo di connessione fino a 45 motori con topologia lineare, ad albero e
anche combinata. Un ulteriore vantaggio della struttura Daisy Chain è la
separazione del cavo Sercos dal cavo motore; è così possibile connettere
i componenti con altri dispositivi comunicanti in Sercos che si trovino a
bordo macchina. Nel corso dell’anno sarà inoltre introdotto un nuovo tipo
di connettore per scatole di distribuzione (ILM62DB) che consentirà di
trasferire comodamente il segnale Sercos su altri dispositivi in campo.
Fra le altre innovazioni introdotte in area azionamenti, si segnala la possibilità di usare in PacDrive anche motori a corrente alternata e l’introduzione di comunicazione Sercos su tutti i dispositivi. È disponibile inoltre
anche la soluzione LXM62 Power Supply con corrente nominale di 10 A,
utile per alimentare soltanto un numero ridotto di azionamenti o azionamenti di piccole dimensioni; inoltre, la nuova serie di motori MH3 viene
incontro alle esigenze dei costruttori di macchina quando sia necessario
garantire un’inerzia superiore rispetto a quella garantita dai motori SH3
che erano già inclusi nella gamma. Infine, un nuovo adattatore encoder
aumenta ulteriormente la possibilità di integrare azionamenti esterni qualora i motori siano usati con encoder da 5 V invece che da 10 V.
Next Generation migliora anche le opzioni di progettazione per le macchine
modulari: è adesso possibile nella configurazione del sistema attivare
o disattivare via software isole o gruppi di isole Modicon TM5/TM7,
semplificando l’approccio alla realizzazione di queste macchine, in cui
l’elettronica, i gruppi di azionamenti e gli I/O possono essere spostati dal
quadro centrale e posti anche su quadri remoti. L’applicazione si adatta in
modo dinamico ai moduli realmente installati sulla macchina; e la novità
di poter introdurre più ‘Encoder Network’ master o slave all’interno di un
unico progetto risulta vantaggiosa per macchine modulari e per poter
lavorare con più controllori in rete.
Il già citato aggiornamento del software SoMachine investe anche
PacDrive3: infatti le interfacce di SoMachine Motion per PacDrive e SoMachine per Modicon ora si presentano con un aspetto rielaborato, uniforme
in diverse aree. L’utilizzo di entrambi i tool e il passaggio di informazioni
tra questi, in questo modo, diventa notevolmente più semplice.
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AO
COPERTINA
SCHNEIDER ELECTRIC COPERTINA SCHNEIDER ELECTRIC C
un PC, anche quando i controllori sono spenti e imballati.
Un ultimo accorgimento, non
meno importante in termini
di manutenzione e praticità,
è dato dal fatto che ogni controllore è dotato di un codice
QR stampato sull’involucro,
che ne consente la rapida
identificazione. Questo codice, ad esempio, può essere
letto con uno smartphone e
inviato per semplificare il dialogo con il personale di manutenzione o di assistenza.
Estensioni I/O alla
massima velocità
(1.000 istruzioni in 5 microsecondi) e un tempo ciclo minimo
di 250 microsecondi, per elencare alcune delle sue caratteristiche.
Servo azionamento Lexium 28: funzionalità
extra per la massima usabilità
Il controllore LMC 078
consente di controllare
macchine complete senza
bisogno di aggiungere
ulteriori accessori: un
prodotto integrato per
applicazioni con un
numero limitato di assi
Il nuovo sistema I/O Modicon
TM3 garantisce l’espansione
flessibile e personalizzabile di
tutti i controllori. Con il nuovo
bus di espansione I/O, dieci
volte più veloce rispetto alle
soluzioni tradizionali, è possibile aggiungere ai controllori
fino a 14 moduli e inoltre si possono collegare e monitorare i
nuovi moduli di sicurezza per la gestione di tutte le funzioni
pericolose della macchina.
Modicon LMC 078 – motion e PLC in un
unico prodotto
Con il controllore Modicon LMC078 è possibile controllare
macchine complete senza bisogno di accessori, per cui questo prodotto espande il portafoglio di PLC della piattaforma
multicontrollore MachineStruxure aggiungendo funzionalità
di controllo motion per macchine con un numero limitato di
assi. Si tratta di un prodotto utilizzabile in molteplici settori
applicativi, quali packaging , material working o in generale
su macchine che richiedono il controllo di 8 assi sincronizzati
in 1ms/16 assi sincronizzati in 2 ms.
Abbina le funzionalità di motion control a quelle di un PLC
a elevate prestazioni: 2 nanosecondi a istruzione booleana
Lexium 28 si aggiunge ai due modelli di servo azionamenti
esistenti, Lexium 23 Plus e Lexium 32; il prodotto ha un design
che si basa sul concetto di ‘flessibilità’, offrendo funzionalità
supplementari quali la
condivisione sul bus
DC, funzioni di sicurezza integrate e una
funzione di autotuning
che ne semplifica notevolmente l’uso.
Lexium 28 è ampiamente compatibile
con Lexium 23 Plus per
quanto riguarda l’integrazione ed è abbinabile in applicazioni che
richiedono maggiori
funzionalità; è disponibile in una vasta gamma
Lexium 28 è un nuovo modello
di modelli, da 0,05 fino
di servo azionamento della
a 4,5 KW, integra Cagamma Lexium che offre
nopen e Canmotion, e
funzioni extra quali condivisione
include un’interfaccia
bus DC, sicurezza integrata,
PTI/PTO che consente
capacità di autotuning per
di collegarlo senza
semplificare l’uso del prodotto
problemi ai controllori sprovvisti di bus
di campo, per cui è compatibile sia con il motion controller
Modicon LMC058 che con i controllori logici Modicon M221,
Modicon M241 e Modicon M251.
SoMachine: un software di sviluppo
ancora più potente, anche in versione
semplificata
SoMachine, il software universale per tutti i controllori MachineStruxure, è disponibile con nuove funzionalità e si presenta con
un’interfaccia grafica ancora più intuitiva, creata appositamente
Oltre MachineStruxure: dalla macchina, al processo, all’efficienza globale del business
L
a Next Generation di MachineStruxure offre una gamma completa
di prodotti, frutto di un know how di altissimo livello maturato in
molti anni di esperienza, dedicato ai costruttori di macchine. Ma le
macchine fanno parte di una linea produttiva, la linea produttiva fa
parte di un impianto, l’impianto è uno degli asset del business di
una impresa industriale: un ecosistema complesso, dalle mille sfaccettature,
che non può che trarre vantaggio dall’essere composto di elementi concepiti
secondo logiche uniformi, pensati per la massima integrazione e apertura.
MachineStruxure si integra naturalmente con PlantStruxure, l’architettura per
l’automazione di processo negli impianti di produzione, che si tratti di macchine
e macchinari singoli o di intere linee. La condivisione di una stessa logica pro-
24
gettuale e realizzativa dei sistemi consente ai costruttori di creare per i clienti
macchine in grado di integrarsi nativamente nelle loro logiche di gestione di
processo: con la massima apertura in termini di comunicazione e protocolli,
consentendo l’integrazione anche con elementi di terze parti. Inoltre, sia MachineStruxure sia PlantStruxure sono a loro volta parte integrante di EcoStruxure,
la piattaforma Schneider Electric che unifica hardware, applicazioni, software
e architetture di sistema consentendo realmente ai clienti di ottenere il meglio
dalla propria energia. EcoStruxure costituisce il più ampio framework unificato,
dedicato al mondo industriale e non solo, che consente di ottenere il massimo
dell’efficienza e del risultato ottimizzando il contributo positivo di ognuno dei
sistemi chiave di cui è composto il business di un cliente.
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
TRIC COPERTINA SCHNEIDER ELECTRIC COPERTINA SCHNEIDER ELECTRIC COPERTINA SCHNEIDE
Alcuni momenti della presentazione
di The Next Generation a Marktheidenfeld
in Germania, 24 - 27 marzo 2014
per semplificarne l’apprendimento e accelerare la realizzazione
dei progetti. Un’altra caratteristica importante per abbreviare
i tempi di immissione sul mercato è la possibilità di gestire con
SoMachine diversi livelli di complessità. Grazie all’help on line,
estremamente intuitivo, presente in SoMachine Basic per Modicon M221, la formazione degli operatori non è più necessaria.
La versione ‘light’, SoMachine Basic, è stata sviluppata appositamente per Modicon M221 e può essere scaricata gratuitamente;
il passaggio alla nuova soluzione è immediato, in quanto chi
utilizzasse un controller Twido può agevolmente trasferire sul
nuovo controllore i programmi effettuati con i software dedicati, e le configurazioni dei terminali Modicon TM2.
Una nuova generazione anche per la
sicurezza
Con Next Generation Schneider Electric introduce anche soluzioni di sicurezza integrata del tutto innovative per controllori
di questa classe, che fanno di questa gamma un sistema unico
sul mercato. Il concetto di modularità si basa su una specifica
espansione bus Modicon TM3 che consente di associare i moduli di sicurezza Preventa ai moduli Modicon TM3 standard
realizzando configurazioni miste; è possibile così avere direttamente una diagnostica completa delle funzioni di sicurezza,
evitando l’inserimento e il cablagggio di ulteriori componenti
stand-alone, quali i relè di sicurezza.
di Antonio Marra
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
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AO LINEA DIRETTA
In breve
Un traguardo raggiunto…
e ancora ‘tante idee nel
cassetto’
In occasione del ventesimo anniversario Technopartner (www.technopartner.it), nata nel 1994 e
divenuta nel tempo vero punto di riferimento per
le aziende che hanno l’esigenza di utilizzare componentistica dall’importante contenuto tecnologico, ha realizzato una ‘limited edition’ del proprio
catalogo: suddiviso nelle quattro divisioni di prodotto, con colorazione differente, include oltre 100
gamme di articoli.
Oltre a offrire una gamma completa di prodotti
e soluzioni tecniche sempre all’avanguardia con
le proprie divisioni ‘storiche’, soluzioni EMI/RFI,
componentistica meccanica e contenitori per strumentazioni elettroniche, Technopartner ha recentemente aperto un segmento dedicato al controllo
della temperatura, sino al ‘thermal management’.
Garantisce inoltre supporto tecnico e commerciale
per il design-in di componenti e accessori per l’elettronica, la meccanica, l’industria ecc.
“Nel corso di questi 20 anni abbiamo vissuto in
prima linea lo sviluppo tecnologico, il cambiamento culturale e la radicale mutazione dei mercati” ha sottolineato Danilo Corsini, fondatore della
società di Brembate (BG). “La nostra attenzione e la
capacità di sintonizzarci in modo dinamico, nonché
di seguire queste evoluzioni attraverso un costante
aggiornamento, per consolidare la nostra posizione,
in sintonia con la realtà industriale, hanno reso
possibile il raggiungimento di questo traguardo. La
scelta di essere un partner con la missione del problem solving è risultata vincente e rimane la nostra
caratteristica peculiare. Abbiamo ancora tante idee
nel cassetto alle quali intendiamo dare luce perché
questo progetto abbia a continuare. Un ringraziamento a tutti i collaboratori che hanno riposto fiducia in noi e nella nostra azienda e alla clientela, che
da anni ci segue e in noi apprezza il supporto tecnico
e la qualità dei prodotti”.
26
La soddisfazione generale di aziende espositrici e visitatori
conferma le attese degli organizzatori della prima edizione di
TPA Italia; e già si guarda al futuro...
TPA Italia 2014:
buona la prima!
di Mariateresa Rubino
S
i è conclusa con
esito positivo la
prima edizione di
TPA Italia (www.
tpa-italia.com), la
nuova piattaforma fieristica
B2B dedicata ai sistemi di
azionamento, trasmissione
di potenza, fluidotecnica e automazione
nata dalla collaborazione fra Fiera Milano (www.fieramilano.it) e Deutsche
Messe (www.hfitaly.com). Durante le
quattro giornate della manifestazione i
visitatori hanno potuto sperimentare un
nuovo modello fieristico, più conforme e
rispondente alle loro reali esigenze. TPA
Italia rilancia dunque l’appuntamento
per il 2016, con la promessa di continuare a rafforzare la collaborazione con
le aziende e le sinergie con un mercato
caratterizzato da variabilità e dinamicità
crescenti.
Venendo ai numeri, si sono registrate
oltre 7.500 presenze, di cui il 26% straniere, provenienti da 61 Paesi, fra i quali
Spagna, Federazione Russa, Francia, Germania, Finlandia, Olanda, Israele, Turchia,
Emirati Arabi Uniti, Polonia, Marocco;
160 gli espositori, in rappresentanza di
oltre 200 aziende di 17 Paesi. Tirando le
somme, si segnala il successo delle tre
Solution Hub, che hanno offerto a tutti
la possibilità di esplorare nuovi orizzonti
tecnologici e di business, con dimostrazioni live e la presenza di prototipi unici
realizzati da prestigiosi centri di ricerca
italiani.
“Questa è la prima edizione di un progetto fieristico che non ha precedenti e
che, in quanto tale, necessita di tempo
per crescere, maturare e consolidarsi”
ha affermato Andreas Zuege, direttore
generale della filiale italiana di Deutsche
Messe. “Nonostante ciò abbiamo ottenuto dei risultati soddisfacenti. Molte
aziende del settore hanno avuto fiducia
in TPA Italia e sono state ripagate dal suc-
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
cesso dell’evento. Notevole
anche il favore raccolto dall’iniziativa ‘Match Making’, con
oltre 200 incontri organizzati
in anticipo tra visitatori ed
espositori, un’opportunità
concreta di scambio tra domanda e offerta di sistemi di
automazione”.
Ha quindi commentato l’amministratore
delegato di Fiera Milano, Enrico Pazzali:
“Volevamo ridare al comparto un appuntamento fieristico all’altezza della sua importanza e della riconosciuta eccellenza
delle aziende italiane che vi operano.
L’obiettivo è stato raggiunto. Gli operatori hanno dimostrato di apprezzare il
nostro sforzo e questo è un primo motivo di soddisfazione. Ma ce n’è anche
un secondo: TPA Italia è il risultato della
collaborazione tra noi e Deutsche Messe,
la Fiera di Hannover, che vanta con la mostra MDA una leadership mondiale nei
sistemi di azionamento e trasmissione
di potenza. Noi lavoriamo da anni con
loro in Cina e India, ma non avevamo mai
esteso questo rapporto ad altri mercati, in
particolare all’Italia. TPA Italia, che è per
ora l’unico evento in Europa a entrare nel
circuito internazionale di MDA, è anche
in questo senso una novità assoluta, una
novità di successo”.
Ha quindi concluso Amadio Bolzani, presidente Assofluid: “Espositori e visitatori
cercano oggi nuovi stimoli per rispondere alle esigenze di un mercato globalizzato che oggi più che mai guarda
alle potenzialità dell’oleoidraulica, della
pneumatica e della meccatronica nel
processo di innovazione di macchine
e impianti, per vincere le sfide imposte
da crescenti esigenze operative, come
quella del risparmio energetico e della
sostenibilità. Sono certo che questa Fiera
rappresenti una risposta vincente sia per
gli operatori del settore, sia per il prestigio del comparto a livello internazionale”.
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AO LINEA DIRETTA
In breve
Acquisizione e cooperazione
Con un’operazione da 85 milioni di dollari Ansys
(www.ansys.com) ha acquisito il produttore di
software di modellazione 3D SpaceClaim che, con
sede a Concord, nel Massachusetts, offre un tool
di modellazione 3D facile da utilizzare, che può
essere impiegato da qualsiasi progettista durante
il processo di sviluppo del prodotto. Ansys potrà
così offrire ai clienti una soluzione direct modeling
3D sofisticata e intuitiva, che contribuisce a realizzare nuovi concept e a sfruttare la potenza della
simulazione per iterare rapidamente i progetti e
favorire l’innovazione.
Gefran promuove la formazione
Gefran (www.gefran.com) ha sponsorizzato la
XIII edizione della Gara Nazionale di Elettronica,
promossa dal Miur (Ministero dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca) nell’ambito della
valorizzazione delle eccellenze scolastiche, che
quest’anno ha designato l’Istituto Tecnico Industriale ‘Benedetto Castelli’ di Brescia, vincitore
della passata edizione, quale organizzatore. Il
programma ha comportato per i professori che
hanno accompagnato gli studenti partecipanti
alla competizione, un incontro con il management
aziendale e una visita agli stabilimenti di Provaglio d’Iseo, dove vengono progettati e prodotti
strumenti e PLC, che gli studenti si troveranno
forse un giorno a utilizzare.
“È importante promuovere la formazione dei
giovani educandoli anche al lavoro e alle sfide
che questo comporta” ha affermato Ennio Franceschetti, presidente di Gefran.
È nata Emerson Industrial
Automation Italy
Dall’unione delle competenze di Control Techniques, Leroy Somer ed EMS Elettro Multi Service è
nata la società italiana Emerson Industrial Automation (www.emerson.com). Parte della struttura
mondiale di Emerson Industrial Automation, la società si qualifica quale ‘Automation Center’ italiano,
integrandosi di fatto con i 5.500 collaboratori operanti negli altri 40 Automation Center worldwide e
nelle 23 sedi produttive del Gruppo.
28
Nel 2013 gli ordini per Bosch Rexroth si sono stabilizzati a
quota 5,7 miliardi di euro con uno sviluppo regionale e
settoriale non omogeneo. Per il futuro focus su segmenti e
regioni in rapida crescita
Agilità
sui mercati in
movimento
C
on un aumento nominale del
3,7%, a 5,7 miliardi di euro,
Bosch Rexroth (www.boschrexroth.it) ha rivelato durante
la conferenza annuale tenutasi
a Francoforte di aver stabilizzato gli ordini nell’anno di esercizio 2013: senza
tenere in considerazione le oscillazioni
dei cambi, l’aumento è stato pari al 6,3%:
“L’Asia è stata interessata dalla crescita
dell’industria dei beni di investimento
e, nonostante le notevoli oscillazioni
della domanda, i mercati sono rimasti
in crescita” ha affermato Karl Tragl, presidente di Bosch Rexroth. “In America i
segnali positivi sono stati controbilanciati nel 2013 dall’oscillazione dei cambi.
Ritengo che i fatturati delle regioni
America e Asia-Pacifico continueranno
a crescere sul lungo periodo, mentre
l’Europa procederà a velocità ridotta.
Poiché realizziamo quasi il 60% del fatturato nel Vecchio Continente, la stagnazione economica in questa regione
grava sulla nostra strategia di sviluppo
commerciale. Per continuare a crescere
dobbiamo offrire soluzioni innovative,
ampliare la presenza sui mercati mondiali a maggiore sviluppo e lavorare con
determinazione per ottenere una suddivisione equilibrata del fatturato nei
diversi Paesi”.
Entrando nello specifico, nel 2013 il
mercato dell’equipaggiamento delle
macchine per applicazioni mobili non
ha mantenuto il passo con il 2012, sebbene abbia registrato degli sviluppi positivi, in particolare nelle tecnologie per
macchine agricole, veicoli commerciali e
stradali, che hanno in parte compensato
la crisi di altri segmenti. Nel campo delle
applicazioni industriali la crisi nei segmenti della metallurgia, delle macchine
utensili ad asportazione di truciolo e
delle presse, ai quali si deve una quota
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
di Paola Redili
significativa
del fatturato
della multinazionale, non
ha avuto effetti positivi
sullo sviluppo
commerciale del settore. Per quanto
concerne l’energia eolica, le aspettative si sono offuscate a causa della scadenza del programma di incentivi USA
e delle debolezze del mercato cinese.
“Anche se le aspettative di crescita non
sono più così positive come negli anni
passati, credo che l’energia eolica abbia
davanti a sé un futuro promettente” ha
commentato Tragl. Per massimizzare
i risultati Bosch Rexroth concentrerà
la produzione degli azionamenti per
gli impianti eolici nello stabilimento
tedesco di Witten, nella regione della
Renania Settentrionale-Vestfalia. Infine,
nonostante le difficoltà, gli investimenti
in ricerca e sviluppo sono rimasti invariati: “Grazie alla nostra forza innovativa ci siamo trasformati da fornitori di
componenti a fornitori di sistemi con
un’elevata competenza tecnologica” ha
sottolineato Tragl. Temi focali per la R&S
rimangono i settori dell’efficienza energetica, della sicurezza dei macchinari e
dell’industria 4.0. Per quanto concerne le
prospettive future Tragl è fiducioso: “Gli
ordini del 2013 ci lasciano ben sperare.
In passato la nostra crescita è stata notevole, ma poi abbiamo dovuto sopportare contrazioni di mercato ugualmente
forti. Ci siamo perciò abituati all’idea che
in futuro dovremo convivere con questa
maggiore volatilità”. Bosch Rexroth controllerà su scala mondiale tutti i processi
e le procedure di produzione, nonché le
funzioni indirette, per aumentare la flessibilità e raggiungere un aumento della
produttività.
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AO LINEA DIRETTA
In breve
Responsabilità Sociale
d’Impresa: la visione di
Mitsubishi
La collaborazione con Special Olympics Italia è iniziata per Mitsubishi Electric (www.mitsubishielectric.it) nel 2010 e si è rafforzata nel tempo fino
alla recente sponsorizzazione come ‘Gold Partner’
dei Giochi Nazionali Estivi edizione 2014, sia in
veste di ‘Supporter dei Volontari’, sia scendendo
in campo con un team di dipendenti volontari, in
aiuto agli atleti nelle varie fasi di gioco.
Il tutto si inserisce nel più ampio programma del
Gruppo per le attività di ‘Responsabilità Sociale
d’Impresa’: l’azienda ritiene che sia una sua responsabilità il contribuire a iniziative di carattere
sociale in favore delle comunità che ospitano i suoi
insediamenti.
Sempre nell’ambito dello stesso programma l’azienda ha confermato la propria partnership con il
CUS (Centro Universitario Sportivo) di Milano per la
68° edizione dei Campionati Nazionali Universitari,
che hanno coinvolto 4.500 atleti in gara e oltre 170
studenti per l’organizzazione dell’evento. “Siamo
orgogliosi e onorati dell’impegno di Mitsubishi
Electric a sostegno di attività sportive che si distinguono per lo scopo fortemente sociale” ha dichiarato Alberto Servini, human resources manager di
Mitsubishi Electric filiale italiana.
Suhling alla guida di Omron
È Thomas Suhling il nuovo direttore della distribuzione europea (european distribution manager)
di Omron Electronic Components BusinessEurope (http://components.omron.eu), che avrà
l’obiettivo di mantenere e rafforzare gli eccellenti
rapporti con i partner, facendo crescere la strategia
distributiva di Eaton di pari passo con lo sviluppo e
l’ampliamento del mercato.
Nuova nomina in Eaton
L’azienda di gestione dell’energia Eaton (www.
eaton.com) ha nominato Richard Jacobs presidente dell’area Europa, Medio Oriente e Africa per
il Gruppo Idraulico, succedendo ad Astrid Mozes,
a sua volta nominata chief technology officer di
Eaton Hydraulics Group.
Jacobs continuerà a riferire a Bill VanArsdale, presidente Hydraulics Group, che ha dichiarato: “Jacobs
è la persona giusta per garantire il perseguimento
con successo della strategia di crescita in Europa,
Medio Oriente e Africa”. Jacobs, che lavorerà a Morges, in Svizzera, è stato dal 2008 vice presidente e
general manager di Filtration, prima era vice presidente di Eaton Supply Chain Management e in precedenza ha ricoperto ruoli di leadership in aziende
quali Knorr Bremse, Honeywell e General Electric.
30
Sono stati tre giorni intensi quelli della quarta edizione di
SPS IPC Drives Italia, che ha ancora una volta eletto Parma
a ‘Capitale’ del mondo dell’automazione, luogo di idee,
relazioni, energia
Automazione:
raddoppio
vincente
di Ilaria De Poli
E
voluzione e innovazione: ecco
in due parole il
‘succo’ dell’edizione 2014 di SPS
IPC Drives Italia (www.
spsitalia.it), evento che
per primo ha dimostrato di sapersi evolvere anno dopo anno, ‘flessibilmente’,
vincendo così anche la sfida, impegnativa, del raddoppio dei padiglioni.
Ma veniamo ai numeri: 584 le aziende
espositrici, che hanno fatto registrare
un +13% rispetto al 2013, per un totale
di 48.000 m2 occupati (+20%) e 21.128
visitatori (+17%). Numeri che oltretutto
indicano la vitalità del comparto: “L’automazione ha un ruolo strategico nel
rilancio della piattaforma produttiva
italiana” ha sottolineato durante il convegno di apertura Donald Wich, amministratore delegato di Messe Frankfurt
Italia (www.messefrankfurt.it). “È in atto
un processo di digitalizzazione che
cambierà la produzione industriale
nei suoi paradigmi e l’automazione ne
rappresenta uno degli ingredienti principali”. Molte come sempre le novità in
mostra, dalla ‘vetrina’ sul software industriale alle tavole rotonde dedicate
al mercato e alla tecnologia, con i due
‘fil-rouge’ focalizzati su food & beverage
e pharma & beauty. Senza dimenticare
i progetti speciali con aree espositive
dedicate: l’iniziativa ‘Linking University’
ha raccolto l’adesione di nove atenei
italiani e ha portato in fiera oltre 400
studenti che hanno seguito le ‘Lezioni
in Fiera’ curate da docenti e responsabili
‘education’ delle aziende espositrici. Gli
integratori, riuniti nella consueta area
‘System Integrator on demand”, hanno
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
avuto la possibilità di presentare le loro
soluzioni applicative durante workshop
dedicati, mentre start-up e spin-off
hanno fatto propria la zona identificata
come ‘Innovation Research’. Infine, ai
software di ultima generazione era riservato lo spazio denominato ‘Industrial
Software’, a testimonianza dell’importanza crescente che questo tema sta
assumendo nell’era della ‘Industria 4.0’.
La parte esterna fra i padiglioni, infine,
è stata teatro della ‘Piazza dell’Innovazione’, presentando applicazioni innovative in campo robotico, dell’energia
e della mobilità sostenibile. Fra queste
il prototipo del progetto Iswec del Politecnico di Torino per la generazione
di energia dal moto ondoso, il cui ‘gemello’ in scala reale verrà varato nel
mare di Pantelleria il prossimo ottobre.
“Abbiamo pensato il tutto in un’ottica
di innovazione, condizione essenziale
per guadagnare competitività sui mercati internazionali e favorire il rilancio
dell’industria manifatturiera italiana”
ha dichiarato Francesca Selva, vice president marketing and events di Messe
Frankfurt Italia. “E l’innovazione parte
dalle idee: questa vuole essere una fiera
di idee, di relazioni e dell’energia che
scaturisce dalla combinazione di queste due componenti”. Un’opportunità
unica, dunque, per gli ‘addetti ai lavori’,
per un efficace benchmarking di prodotti e soluzioni. Arrivederci al 2015!
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1ma edizione Forum Meccatronica
INNOVARE E
COMPETERE CON
LE TECNOLOGIE
DELL’AUTOMAZIONE
La mostra-convegno vede la presenza
dei principali produttori di componenti
e sistemi per l’automazione industriale
ed è rivolta ai costruttori di macchine
e agli utilizzatori finali di tecnologie
meccatroniche. L’obiettivo della giornata
è il confronto aperto e fattivo tra
realizzatori e utilizzatori di soluzioni per
l’automazione avanzata su argomenti
quali progettazione, efficienza, sicurezza,
flessibilità e manutenzione.
24 settembre 2014
BERGAMO, Kilometro Rosso
PROGRAMMA DELLA GIORNATA
10.00-11.00
Apertura lavori
“Innovare e competere con le tecnologie
dell’automazione”
Intervengono:
Sabina Cristini, Presidente Gruppo Meccatronica di ANIE Automazione
Mirano Sancin, Presidente Intellimech
e Direttore Sviluppo e Innovazione KM Rosso
11.00-13.00
Tavola rotonda - FOCUS OEM
“Progettazione meccatronica - i vantaggi per la filiera:
integrazione ed innovazione”
14.00-16.00
Tavola rotonda - FOCUS END USER
“Essere più efficienti grazie alla meccatronica:
consumi, flessibilità e manutenzione”
LA PARTECIPAZIONE È GRATUITA
registrati online www.forumeccatronica.it
1ma edizione Forum Meccatronica
INNOVARE E
COMPETERE CON
LE TECNOLOGIE
DELL’AUTOMAZIONE
La mostra-convegno vede la presenza
dei principali produttori di componenti
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ed è rivolta ai costruttori di macchine
e agli utilizzatori finali di tecnologie
meccatroniche. L’obiettivo della giornata
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24 settembre 2014
BERGAMO, Kilometro Rosso
PROGRAMMA DELLA GIORNATA
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Sabina Cristini, Presidente Gruppo Meccatronica di ANIE Automazione
Mirano Sancin, Presidente Intellimech
e Direttore Sviluppo e Innovazione KM Rosso
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integrazione ed innovazione”
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AO PANORAMA
di Carlo Marchisio
Packaging:
il successo del
made in Italy
Un settore in continua espansione nei mercati internazionali
è quello dell’imballaggio: il packaging italiano continua a
crescere incrementando il fatturato (+7,6%) e l’export (+8,6%)
A
ncora nuovi successi per la
tecnologia meccanica italiana
del confezionamento e dell’imballaggio, importante ‘made
in Italy’ di successo nel mondo.
Secondo i dati pre-consuntivi elaborati dal
Centro Studi Ucima, il settore dei costruttori
italiani di macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio ha chiuso il
2013 (dati pre-consuntivi) con un fatturato in
ulteriore crescita del 7,6% rispetto allo scorso
anno, raggiungendo i 5.920 milioni di euro.
Un altro record per un settore che non conosce crisi e continua a conquistare quote di
mercato rispetto alla concorrenza internazionale. È, infatti, la capillare presenza sui mercati
mondiali la punta di diamante del settore.
L’export nel 2013 ha rappresentato l’83,6%
delle vendite totali, raggiungendo il record
di 4. 950 milioni di euro, in crescita dell’8,6%
sul 2012.
Unione Europea, Asia e Centro Sud America si
confermano le principali aree di destinazione
delle tecnologie made in Italy. I primi tre Paesi
di destinazione delle tecnologie italiane sono
stati invece, Stati Uniti, Francia e Cina. In crescita anche il mercato italiano che, con un incremento del 3%, dovrebbe assestarsi su un
fatturato di 970 milioni di euro. Anche il 2014
dovrebbe essere un anno in crescita per i costruttori italiani di macchine per il packaging.
Presentiamo alcuni risultati dell’indagine
statistica nazionale del settore dei costruttori
italiani di macchine per il confezionamento e
l’imballaggio curata dal Centro Studi Ucima,
che ha raccolto dati da tutte le aziende del
34
settore. La raccolta dei dati è avvenuta nel
periodo aprile-giugno 2013.
Quadro generale
del settore
Si ritiene utile segnalare un quadro di riferimento quantitativo di tutti i comparti industriali che operano nella produzione di beni
strumentali, rappresentati da Federmacchine, al fine di confrontare le performance
di Ucima con quelle degli altri operatori. Nel
2012, il settore dei costruttori italiani di macchine automatiche per il confezionamento e
l’imballaggio, con un fatturato di 5.499 milioni
di euro (19,9% del fatturato totale) si classifica
al primo posto, sia in termini di giro d’affari,
sia di export. Il settore (analisi dell’anno 2012)
è costituito da un universo di 635 aziende, genera un volume di fatturato di 5.499 milioni di
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
euro, e occupa 26.348 addetti. Il giro d’affari
è realizzato per l’82,9% sui mercati internazionali (4.557 miliardi di euro), e per il 17,1%
proviene dalle vendite sul mercato nazionale
(941 milioni di euro). L’analisi del comparto
per classe di fatturato evidenzia una netta
preponderanza di aziende di piccole dimensioni (fino a 5 milioni di euro – costituiscono
il 70,9% del totale), che contribuiscono però
al fatturato di settore solamente per l’8,8%.
Sono invece solamente il 5,4% le aziende
con fatturato superiore a 25 milioni di euro,
ma rappresentano la quota più significativa
(63,5%) del volume complessivo. La maggior
parte delle aziende è localizzata in Emilia
Romagna, seguita da Lombardia, Veneto e
Piemonte. L’Emilia Romagna si conferma al
primo posto anche per quel che riguarda la
quota sul fatturato di settore e sugli addetti
tissue) occupano quote inferiori di mercato.
Le macchine più vendute risultano essere le
confezionatrici (che rientrano nella categoria
formatrici, riempitrici, sigillatrici di imballaggi
flessibili e rigidi) con il 41,3% delle quote totali, seguite dalle riempitrici e dosatrici, chiuditrici e macchine di controllo, (24,3%) della
cui categoria fanno parte anche le tappatrici.
Fonte: www.iroonie.com
Settori clienti
totali. Andando ad analizzare la propensione
all’export delle aziende per classe di fatturato, si evidenziano notevoli differenze di
comportamento. Le aziende più piccole (fino
a 2,5 milioni di euro) realizzano quasi la metà
del proprio giro d’affari (48,9%) sul mercato
italiano. La percentuale di vendite sul mercato domestico va via via diminuendo con
l’aumentare della dimensione aziendale,
arrivando per le imprese più grandi (oltre 50
milioni di euro) a rappresentare solamente il
7,9% del fatturato.
Dove va l’export?
Molto diversificate anche le propensioni
esportative di ciascuna classe dimensionale
d’impresa per singola area geografica. Se
per tutte l’Unione Europea rimane l’area
principale di esportazione, l’incidenza della
stessa sul totale diminuisce in modo progressivo, passando dal 44,8% (aziende fino
a 2,5 milioni di euro) al 29,9% (aziende oltre
50 milioni). Discorso opposto invece per le
aree geografiche più lontane dall’Italia (Asia
e Sud America su tutte): sono le aziende più
grandi e strutturate che vi realizzano i risultati percentuali più importanti. Considerando
la ripartizione del fatturato totale in base al
settore di appartenenza delle aziende clienti,
si può notare come le vendite alle aziende
del settore beverage occupano le maggiori
quote di fatturato (35%), seguite da quelle
alle aziende del food (28,8%) e farmaceutiche (17,1%). Interessante notare come in Italia sia invece il food il settore predominante
(37,6%), seguito anche in questo caso da
beverage e farmaceutico. I settori cosmetico,
chimico e gli altri comparti (tra cui tabacco e
La ripartizione del giro d’affari per settori
clienti rivela una predominanza dell’industria
alimentare nel suo complesso (63,8% del totale). Scomponendola nei due macro-settori,
il beverage risulta essere il primo settore
cliente, assorbendo il 35% (1.922 milioni di
euro) del fatturato totale. È inoltre il secondo
settore cliente per propensione esportativa
(86%), preceduto solo dalla categoria ‘altro’
che include tabacco, tissue ecc. Il food è il secondo acquirente di macchine per il packaging e assorbe il 28,8% del fatturato totale.
Le vendite in questo settore sono destinate al
mercato italiano per il 22% e ai mercati esteri
per il 78%. Segue il mercato delle macchine
per il settore farmaceutico e quello delle macchine per il chimico. Il chimico si afferma così
il comparto con maggiore incidenza percentuale sul fatturato Italia, mentre il beverage
risulta trainante sul fronte export.
La parola alle aziende
Automazione Oggi: Software oppure
hardware. Quali saranno gli sviluppi futuri
dell’automazione in ambito packaging?
Vittorio Agostinelli, product manager factory automation di Panasonic Electric Works
Italia (www.panasonic-electric-works.it):
“Le componenti hardware e software che
compongono l’automazione sono interconnesse e non scindibili. Grazie allo sviluppo
di hardware più performanti con maggiori
velocità di calcolo, si possono usufruire e
creare software e funzionalità sempre più
evolute. Funzionalità software sia in ambito
di controllo sempre più evoluto e preciso
dell’automazione, per esempio l’utilizzo di
servoazionamenti brushless in rete, sia software e funzionalità di gestione dell’automazione con la connessione della macchina in
internet e la disponibilità di funzioni IT”.
Edi Gherbezza, EME SSD business development manager Italy di Parker Hannifin
(www.parker.com): “Il packaging, come molti
altri settori produttivi, deve risultare flessibile
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
35
AO PANORAMA
e adattarsi alle esigenze del cliente e alla variabilità dei lotti di produzione. Un esempio è il
cambio formato su una macchina confezionatrice: senza un adeguato software di supporto
non si potrà passare da una produzione alla
successiva in tempi rapidi. Una robusta piattaforma hardware supportata da software
flessibile e affidabile è ciò che i costruttori di
macchina devono cercare. Per questo motivo
packaging. Non si tratta di quale scegliere,
ma di sviluppare sinergie sempre più innovative tra i due componenti.
Ogni giorno assistiamo a una progressione
parallela basata su un beneficio reciproco,
con software più immediati, veloci e dal design intuitivo e accattivante, supportati da
hardware più potenti, di alta qualità, sicuri
e dai prezzi più accessibili”.
macchina attraverso una forte sofisticazione,
ma l’architettura hardware deve garantire
livelli di affidabilità sempre più elevati. Oggi
occorre consentire di sviluppare il progetto
delle macchine soddisfacendo due differenti tipologie di approccio: controller based,
quindi con un sistema di controllo che è la
mente del processo e gli azionamenti sono
comunemente slave di questa soluzione, il
loro compito è sviluppare coppie/potenze.
È il sistema perfetto per applicazioni con
numerosi assi per i quali può essere richiesta
anche interpolazione. Drive based, dove gli
azionamenti diventano ‘intelligenti’ e i loro
blocchi funzione sono in grado di gestire
direttamente la missione del processo. Un’analisi che abbiamo compiuto sull’incidenza
dei costi di una macchina tipo hanno evidenziato la seguente situazione: i costi della
meccanica incidono mediamente del 25%
sul costo complessivo; la parte così detta
automation & drive è il 20%, l’engineering ha
un peso dell’ordine variabile del 20% la cui
crescita/riduzione ha un impatto diretto sui
profitti che la macchina può generare per l’azienda. Il supporto a un ‘engineering corretto’
è quindi il reale benefit per l’OEM”.
noi proponiamo interfacce HMI basate su
Windows CE, sistemi di controllo e drive intelligenti basati su IEC 61131-3”.
Giuseppe Testa, sales director Lenze Italia (www.lenzeitalia.it): “Fattori vitali per lo
sviluppo delle linee di produzione ad alto
contenuto di automazione sono la velocità
di trasmissione e la sicurezza del sistema,
intesa nell’ottica di salvaguardia dell’uomo
e della ripetibilità delle funzioni. A queste
aspettative si debbono aggiungere la flessibilità delle linee, che nella loro ‘vita lavorativa’ debbono poter consentire una rapida
conversione e adattabilità alle esigenze del
mercato, gli ingombri (in quanto rappresentano un costo nel plant produttivo) e la potenza installata nell’ottica di offrire agli end
user soluzioni a basso consumo energetico.
La progettazione diventa quindi una fase
essenziale e i suoi costi influiscono mediamente oltre il 20% del costo totale, potendo
incidere sensibilmente sul margine operativo
della commessa o dell’impianto. Nasce pertanto l’esigenza di sviluppare dei tool capaci
di integrare tutti i componenti meccanici,
elettrici e di automazione, in grado di abbattere i costi di design fino all’80% e tali da consentire una drastica riduzione della potenza
installata. Queste considerazioni per dire che
l’hardware è sempre più integrato nelle soluzioni software: a queste ultime si richiede di
garantire una totale visibilità delle funzioni di
Paride D’Alessandro, motion control specialist di Schneider Electric (www.schneiderelectric.it): “Dal nostro punto di osservazione
privilegiato, abbiamo potuto notare che,
per quel che riguarda la scrittura del codice
delle macchine automatiche, negli anni il
software è diventato sempre più importante.
E questo è vero in particolare nel packaging,
dove siamo passati dall’utilizzo di un software
semplice e intuitivo come il Ladder, adatto ad
architetture meno complesse all’utilizzo di
software più strutturato e complesso. Negli
ultimi anni c’è stato un aumento dell’utilizzo
di un linguaggio di derivazione Pascal, il testo
strutturato (ST), si stanno inoltre cominciando ad utilizzare linguaggi orientati agli
oggetti, come quello che noi proponiamo.
Parallelamente, le competenze richieste al
personale tecnico che si occupa dello sviluppo di una macchina automatica sono notevolmente aumentate. Deve essere un abile
programmatore”.
Luigi Franchini, food, packaging & printing
cluster manager di Bosch Rexroth (www.
boschrexroth.it): “Non vedo una reale contrapposizione tra le due realtà, ma semmai
un adeguamento di entrambe a uno dei
principi di base della piattaforma di automazione da noi proposta: la modularità. Impostare in modo modulare il progetto software
è il miglior presupposto per poterlo reiterare
e integrare in applicazioni più complesse,
con grande vantaggio per tempi e costi di
sviluppo. Ma è chiaro che i vantaggi della
modularità software si colgono solo con
una piattaforma hardware completamente
modulare: la nostra tecnologia ‘cabinet-free’,
che integra motion, logica e funzioni sicurezza sui servomotori con azionamento integrato è la risposta più adeguata in questo
senso”.
Federico Varotti, HMI e SW division marketing manager di ESA elettronica (www.
esahmi.com): “Software e hardware sono
due ingredienti inscindibili dell’automazione industriale, anche quando parliamo di
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Claudio Giulianetti, packaging team manager di Siemens Italia (www.siemens.it):
“Sicuramente software. Certo l’hardware
dovrà stare al passo con i tempi con soluzioni
innovative e performance sempre più alte,
ma la vera partita si gioca sull’integrazione
software e tool di gestione che garantiranno
la prototipazione dei prodotti, integrando la
progettazione meccanica con quella elettronica. Questo permetterà di simulare una linea
o una sua parte, riuscendo a
intervenire e risolvendo i
problemi sul modello prima
di arrivare alla realizzazione
fisica della macchina con un
beneficio enorme sul timeto-market”.
AO: Implementazione
MES in stabilimento: l’efficienza linee di produzione
packaging (OEE) vi coinvolge a livello applicativo?
potenziati dalla piattaforma web che oltre a
dialogare attraverso i più svariati protocolli
fieldbus, si integrano perfettamente ai sistemi MES. Raccogliere, gestire, elaborare e
archiviare i dati provenienti
dalle utenze è fondamentale, sia a livello di linea produttiva che a un livello più
articolato come il controllo
di supervisione. La nostra
soluzione ci permette di raggiungere e condividere i dati
MES via web”.
Claudio Giulianetti: “Abbiamo compreso
già da anni l’importanza di questo aspetto e
ci siamo strutturati per fornire soluzioni specifiche. Il nostro centro di eccellenza MES di
Genova con circa 250 tecnici altamente specializzati è in grado di studiare la soluzione
centrata sulle esigenze dell’end user supportandolo dalla fase di prevendita fino a quella
applicativa. Inoltre, la nostra proposta relativa
al calcolo dell’OEE di linea è molto ampia e
strutturata e può essere utilizzata su sistemi
MES e su soluzioni light Scada”.
Roberto Beccalli, product manager inverGiuseppe Testa: “Spesso ter, servo, LVS - Factory Automation Division,
la maggiore opportunità Mitsubishi Electric Europe B.V. (it3a.mitsubidi risparmio energetico si shielectric.com): “Dall’universo dei KPI, che
Federico Varotti
nasconde nella corretta possono essere selezionati o definiti da ogni
di ESA elettronica
Edi Gherbezza: “Disporre
progettazione dell’applica- azienda per misurare la propria efficienza
di una macchina efficiente in grado di mini- zione; con questo si intende naturalmente produttiva, l’OEE emerge come l’indicatore
mizzare i tempi di set-up tra le varie produ- il pieno utilizzo delle possibilità offerte maggiormente utilizzato. Anche se non
zioni e garantire un tempo ridotto di fermo dalla moderna tecnologia
inserito espressamente in
produzione per manutenzione non fa che dell’automazione e della
qualche norma internazioaumentare l’OEE. Per questo chiediamo di meccatronica per l’ottimiznale, l’OEE è uno standard
essere coinvolti fin dalla scelta dei compo- zazione dei consumi enerdi fatto che consente di
nenti per offrire soluzioni di prevenzione del getici. I principali aspetti da
rapportare le proprie perforguasto o prodotti in grado di garantire alte tenere in considerazione
mance a quelle di aziende
performance. Alla base di tutto questo ci de- durante la progettazione di
operanti in settori similari.
vono essere comunque prodotti affidabili e applicazioni di moto sono il
La popolarità dell’OEE è data
di qualità. Un esempio sono i nostri motori dimensionamento corretto
dalla semplicità di sintetizche grazie a una manutenzione pressoché delle apparecchiature, tazare le informazioni sull’effinulla garantiscono dinamiche estremamente rato sull’effettiva necessità
cacia con cui sta operando
elevate aumentando la produttività globale di potenza del carico. Infatti,
una macchina o una linea.
Luigi Franchini
della macchina. Un altro esempio è il nostro anche utilizzando apparecCon la nostra piattaforma di
di Bosch Rexroth
sistema brevettato per l’analisi dell’usura dei chiature in grado di regolare
automazione, tramite una
cuscinetti che può facilmente essere interfac- le coppie e le velocità, più
scheda, è possibile trasfeciato al sistema di supervisione.”
ci si allontana dal punto di funzionamento rire dati in real time direttamente all’interno
nominale, più il rendimento diminuisce. Oc- di database residenti su PC. L’affidabilità di
Luigi Franchini: “Una strategia di manu- corre quindi essere in grado di analizzare con questa soluzione, basata su un sistema opetenzione orientata alla piena produttività precisione le necessità del carico, tenendo rativo Vx Works e in grado di fare back up
richiede strumenti integrati: tutti i nostri di- conto dell’intera catena cinematica utilizzata, di dati in caso di mancanza di rete, fornisce
spositivi di controllo, dai controllori motion poi la corretta gestione delle condizioni va- uno strumento molto potente ai costrutai servoazionamenti, sono dotati di un log riabili del carico.
tori di macchine e agli utilizzatori. Gli OEM
report degli allarmi, identificati da un codice Quanto visto al punto precedente deve te- possono fornire una soluzione completa ai
univoco che può essere gestito dal database nere conto anche della variabilità del carico, propri clienti, mentre gli end user sono in
di sistema per evidenziare eventuali criticità. che dipende dalle diverse lavorazioni che la grado di realizzare, anche in autonomia, una
A questi strumenti si affiancano altre funzio- macchina o l’impianto sono chiamati a svol- completa integrazione dei macchinari con il
nalità di diagnostica preventiva, integrate nel gere. É necessario valutare correttamente le sistema gestionale, coordinando al meglio
firmware dei servoazionamenti, mediante le condizioni di funzionamento massime e mi- l’incrocio tra la domanda e la produzione,
quali è possibile acquisire, a ciclo produttivo nime e utilizzare apparecchiature ottimizzate tenendo sotto controllo l’efficienza degli
in corso, parametri fondamentali per il funzio- dal punto di vista energetico, quindi in grado impianti e gli aspetti di tracciabilità del pronamento delle applicazioni (potenze assor- di fornire i necessari sovraccarichi.
dotto”.
bite, vibrazioni, temperature) evidenziando Occorre porre particolare attenzione, sia
in automatico condizioni anomale”.
nella progettazione che nella documen- AO: La sicurezza delle macchine nel settazione dei prodotti, al funzionamento in tore del packaging è un fattore essenFederico Varotti: “Certo, noi offriamo le so- sovraccarico, proprio per evitare dannosi ziale: quali sono le vostre considerazioni
luzioni hardware Esaware e Software Crew sovradimensionamenti”.
e quali le linee guida da seguire?
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AO PANORAMA
Vittorio Agostinelli: “Obiettivo delle in- al raggiungimento del performance level rifrastrutture di sicurezza, in particolare nel chiesto devono essere ridotti al minimo. Altro
packaging, è preservare l’incolumità degli aspetto fondamentale è la scalabilità delle
operatori, ridurre gli ingombri e mantenere soluzioni Safe: noi offriamo un portafoglio
o migliorare la produttività, integrandosi il di soluzioni che vanno dai comandi integrati
più possibile con il resto dell’automazione sul singolo drive, al PLC SafeLogic Compact
di macchina. Ciò si realizza anche grazie a per applicazioni compatte, fino al processore
prodotti che integrano didi sicurezza, per una piena
verse funzionalità, un tempo
integrazione della gestione
demandate a dispositivi
logica delle funzioni di sicudiversi. Ad esempio tramite
rezza in un unico progetto
una barriera ultra-slim, grasoftware”.
zie a tempi di riposta estremamente rapidi permette
Federico Varotti: “Rappordi ridurre la distanza di sicutandoci di continuo con i
rezza e rendere l’infrastrutnostri clienti, notiamo ogni
tura molto più compatta.
giorno come la sicurezza sia
Essa è dotata di segnalatore
un tema molto sentito. Per
luminoso a bordo che rende
questo offriamo prodotti,
Vittorio Agostinelli
l’infrastruttura più ergosia hardware sia software,
di Panasonic Electric
nomica e riduce i tempi di
che siano sempre più caWorks Italia
cablaggio e conseguente
paci di interfacciarsi con gli
manutenzione. Infine il
strumenti specifici da cui
doppio ingresso di sicurezza di cui è dotata, dipende la sicurezza. L’esperienza maturata
permette di eliminare il modulo di sicurezza: negli anni di stretta collaborazione con i
funghi di emergenza e fine corsa di sicurezza clienti ci permette di creare soluzioni tecpossono essere collegati a tali ingressi di si- nologiche e innovative volte a migliorare la
curezza e la barriera si occuperà di ‘togliere sicurezza nell’automazione
l’alimentazione’ e di segnalarlo attraverso il industriale e nel campo del
proprio indicatore luminoso”.
packaging”.
Edi Gherbezza: “La sicurezza e la prevenzione devono avere un ruolo di rilievo nell’automazione. Nessuna macchina o movimento
deve mettere l’operatore nella condizione
di operare in situazioni pericolose. Nel settore del packaging i movimenti sono spesso
portati all’esasperazione, ma fortunatamente
la sicurezza non viene lasciata in secondo
piano. A conferma di ciò si nota che nel linguaggio dei costruttori di macchine, termini
come STO, SLS, SS2, SDI, SLI, SLP (solo per
indicarne alcuni) sono divenuti parte del lessico comune quando si affronta il tema delle
funzioni avanzate di sicurezza. Per facilitarne
l’implementazione, ridurre i cablaggi e rendere ancora più affidabile il sistema, molti
drive sono già dotati internamente di queste
funzioni”.
Luigi Franchini: “L’integrazione delle funzioni
di sicurezza nel progetto di automazione
deve essere completa. A livello hardware,
questo significa che i segnali di controllo delle
funzioni safe devono integrarsi sullo stesso
bus impiegato per motion e logica, e che il
numero di componenti hardware necessari
38
rezza: dalla funzione di ‘scollegamento sicuro’
all’arresto sicuro (SS1-SS2) alla limitazione in
sicurezza della velocità (SLS) fino al controllo
di traiettoria sicuro (SDf).
Paride D’Alessandro: “Abbiamo realizzato
una serie di supporti alla sicurezza macchine, delle guide alle nuove norme della
sicurezza per permettere al progettista del
settore packaging di rispondere ai requisiti
essenziali della direttiva macchine 2006/42/
CE. La guida applicativa sicurezza macchine
raccoglie i principali aspetti della sicurezza
delle macchine e tratta le normative di riferimento per la valutazione e la riduzione dei
rischi nella progettazione della macchina, la
sicurezza intrinseca, la sicurezza funzionale
e gli esempi reali di calcolo del performance
level e del SIL in base alla EN 13849-1 e EN
62061. Easy safe calculator, realizzato con
Icepi (Ente notificato italiano), è un software
di calcolo del performance level per la funzione di sicurezza in relazione alla EN 138491. Lo strumento mette a disposizione un data
base con i componenti e i sottosistemi per realizzare il circuito di sicurezza. Easy safe calculator definisce il performance level obiettivo e
calcola il valore di affidabilità
PFHd della funzione realizzata attraverso i valori di
B10d, MTTFd e Performance
Level dei sottosistemi scelti.
Giuseppe Testa: “La valuLa safety chain solution è
tazione della sicurezza di
una raccolta di soluzioni
macchina viene effettuata in
armonia alle due normative
di sicurezza certificate TÜV
seguenti: EN IEC 62061 e EN
per realizzare le principali
ISO 13849-1.
funzioni di sicurezza delle
Le due norme sono molto
macchine in conformità alle
chiare nel loro ambito: nel
nuove normative, permette
caso specifico di EN IEC
al progettista di realizzare la
Giuseppe Testa
62061 si identificano i livelli
catena di sicurezza in confordi Lenze Italia
di sicurezza SIL mentre nel
mità ai nuovi parametri delle
caso della EN ISO 13849-1 si identificano i così norme EN 13849-1 e EN 62061. Le principali
detti performance level PL.
informazioni per la corretta progettazione del
Entrambe le norme hanno come obiettivo la circuito safety sono disponibili nella Safety
salvaguardia dell’operatore e quindi occorre Chain Solutions”.
garantire attraverso l’azionamento impiegato
l’opportuna funzione di sicurezza in base alle Claudio Giulianetti: “Quando si parla di proesigenze della macchina e/o dell’applica- duttività ed efficienza, non si può trascurare
zione specifica della macchina medesima.
un altro aspetto cruciale quale la sicurezza. Il
Abbiamo quindi integrato nei nostri aziona- settore del packaging è sicuramente uno dei
menti alcune funzioni importantissime, dal più attenti alla tematica e richiede soluzioni
comune STO (Safe Torque Off ) alle soluzioni sempre più all’avanguardia e integrate. Un
più evolute quali Safe Stop, Safe Speed, Safe esempio è rappresentato da funzioni di siDirection. Ognuna di queste funzioni identi- curezza integrate nei drive che consentono
fica un comportamento dell’asse controllato di gestire in maniera certificata la cosiddetta
dal motore e quindi assicura l’adeguata sicu- safety limited speed. Il trend inoltre è quello
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di limitare i cablaggi passando a soluzioni
software integrate nel PLC e gestite sugli attuatori tramite bus di campo. Proponiamo il
protocollo Profisafe che viaggia su Profinet e
può essere gestito anche wireless”.
suggeriamo ai costruttori di macchine di di favorire una collaborazione fra il progetadottare, ad esempio, i motori brushless al tista meccanico, il progettista elettrico e
posto dei tradizionali motori asincroni, di uti- l’uomo di automazione attraverso un tool
lizzare movimentazioni elettriche invece che di progettazione chiamato Drive Solution
pneumatiche, di usare sistemi a recupero di Designer - DSD. La macchina viene quindi
energia (drive alimentati in DC-Bus) invece scomposta nei componenti essenziali che
Roberto Beccalli: “Oggi parlare di sicurezza che dissipativi. La nostra azienda, molto sen- costituiscono la catena di trasmissione del
è diventato un must per i costruttori di mac- sibile al tema del risparmio
moto con l’obiettivo, parchine e soprattutto per gli utenti finali dove energetico, ha da tempo
tendo dalle prestazioni
le macchine vengono installate e messe in attuato un piano di sensibirichieste dall’asse da moproduzione. Anche a livello normativo, il lizzazione sul tema propotorizzare, di identificare in
fornitore di soluzioni deve necessariamente nendo strumenti e soluzioni
modo adeguato il riduttore,
tenere in considerazione le richieste in am- che rendono più efficienti le
il motore e l’azionamento.
bito sicurezza nella propria offerta. Offriamo macchine. Un esempio un
Il primo componente che
soluzioni complete, sia attraverso i PLC, sia nuovo elettrocilindro dotato
viene naturale esaminare
attraverso i drive che integrano a bordo fun- di un’altissima densità di
quando si cerca l’ottimizzazioni safety. Questo comporta un guadagno forza unitamente a una strazione energetica della cain sicurezza per il personale, le macchine e i ordinaria efficienza e durata
tena del moto è il motore.
processi, e un conseguente vantaggio per la in grado di sostituire cilindri
È significativo il fatto che
Roberto Beccalli
produttività e le prestazioni. Tutti i prodotti pneumatici e garantendo un
la normativa recepisca con
di Mitsubishi Electric
di nuova generazione integrano a bordo ritorno dell’investimento in
chiarezza l’effetto positivo
funzioni di sicurezza nei suoi diversi livelli. breve tempo grazie al risparche l’impiego dell’inverter
Ad esempio i servoazionamenti integrano mio di aria compressa”.
ha sull’efficienza della soluzione complesdi serie le funzioni safety STO e SS1; inoltre,
siva. I costruttori di motori, da tempo, persela combinazione con i motion controller di Luigi Franchini: “Offriamo alcuni strumenti guono una politica di produzione di motori
nuova generazione QDS rende disponibili ul- integrati nella piattaforma di sviluppo In- ad alta efficienza, consci del fatto che la
teriori funzioni quali SLS, SOS, SS2, SBC, SSM”. draworks per l’ottimizzazione delle leggi di differenza sul prezzo iniziale di acquisito sia
moto, e per la valutazione ben presto ripagata dai minori consumi di
AO: Anche per le macchine
della contemporaneità delle energia elettrica. Un elemento di ulteriore
di packaging il risparmio
potenze elettriche assorbite efficienza energetica è l’impiego di motori
energetico è strategico:
e rigenerate dagli assi. La brushless. In questi motori, infatti, la corrente
come vi attivate?
soluzione a DC bus condi- di magnetizzazione non è necessaria, in
viso, unita all’adozione di quanto il campo magnetico è realizzato meVittorio Agostinelli: “Il rialimentatori rigenerativi o diante magneti permanenti. Questo riduce
sparmio energetico come
di nuova tecnologia Smart sia la dissipazione nel motore che quella
concetto più stretto dell’efEnergy, consentono una nell’inverter, consentendo spesso di ridurre
ficienza energetica, è uno
condivisione ottimale dell’e- la taglia delle apparecchiature rispetto alla
degli ambiti in cui stiamo
nergia riducendo al minimo soluzione asincrona. Diventa importante
mirando i nostri investila potenza assorbita dalla poter valutare i benefici energetici conseParide D’Alessandro
menti e sforzi. Nell’ambito
rete, nonché le dissipazioni guenti alla scelta di una soluzione piuttosto
di Schneider Electric
automazione forniamo sotermiche all’interno dei qua- che un’altra. In aggiunta a quanto esposto,
luzioni complete di misura
è opportuno considerare che il componente
dri elettrici”.
e registrazione dei consumi. Per la misura
responsabile delle maggiori dissipazioni non
abbiamo una serie di analizzatori di energia Federico Varotti: “Nel 2013 è nata ESA è, come potrebbe sembrare ovvio, il motore,
dalle diverse caratteristiche di lettura, colle- Energy, società di ricerca e sviluppo di pro- bensì il riduttore: è dimostrato che l’ impiego
gabili in rete e interrogabili per la collezione dotti per il monitoraggio dell’energia. La so- di riduttori ad alta efficienza può portare a
e/o gestione dell’automazione dai PLC stessi. stenibilità è dunque un valore fondamentale un risparmio di energia tale da consentire
I dati raccolti possono essere successiva- nelle linee di prodotto. Offriamo un sistema addirittura la riduzione della taglia dei momente scaricati o inviati in appositi server Crew per la gestione e il controllo dei con- tori e degli azionamenti”.
per la gestione, con tutte quelle funziona- sumi completamente aperto e raggiungibile
lità di web automation. Sono disponibili in via web attraverso la piattaforma Everyware. Paride D’Alessandro: “Quello del risparmio
maniera gratuita presso il nostro sito alcuni Inoltre, l’utilizzo nei prodotti Esaware di energetico è un campo abbastanza nuovo
software per la gestione e visualizzazione architetture Fanless dotate di CPU a basso nel contesto del packaging e delle macchine
del dato”.
consumo contribuisce sensibilmente all’eco- automatiche. Da diversi anni offriamo la
possibilità di avere il dc-bus in comune sui
sostenibilità della macchina stessa”.
Edi Gherbezza: “L’energia è uno dei beni
drive, l’alimentatore e i drive condividono il
che l’umanità deve preservare, per questo Giuseppe Testa: “Abbiamo cercato anzitutto bus per consentire di recuperare l’energia nel
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AO PANORAMA
caso in cui un motore che non la utilizzi, freni
o rallenti, per far utilizzare l’energia nel caso
un motore non la usi, evitando di dissiparla
e in tal modo rendendola disponibile per un
altro motore. Inoltre abbiamo delle librerie
per il monitoraggio del controllo energetico
e abbiamo sviluppato delle procedure per
compiere degli audit sugli impianti per comprendere se una macchina consuma troppo”.
Claudio Giulianetti: “Con una proposta
completa che va dalla fase di analisi, passando a quella di controllo e gestione, abbiamo un portfolio specifico che spazia dai
motori ad alta efficienza, i drive rigenerativi
e con bilanciamento energetico via BUS-DC. Inoltre,
sono disponibili multimetri
per la misura della potenza
assorbita e rigenerata e con
una serie di software specifici, sia a livello controller sia
Scada, per il monitoraggio,
la reportistica e la gestione
dei carichi, oltre che a livello
macchina e di impianto”.
Vittorio Agostinelli: “Oramai per gli OEM
la teleassistenza è diventata un servizio necessario nella vendita del prodotto, sia per
ottenere una maggior fiducia da parte del
cliente, sia per ridurre i costi d’intervento. Le
nostre soluzioni risultano totalmente connettibili sia alla rete LAN aziendale, sia una
rete Gprs/Hspa molto richiesta nel qual caso
si voglia tenere l’indipendenza dall’infrastruttura del cliente finale. Fornire la teleassistenza ad un parco macchine distribuite nel
mondo, vuol dire creare una rete strutturata
per l’identificazione della macchina e la connessione al bisogno. La soluzione proposta
nel modulo Fpweb server si basa su tecnologia standard open VPN,
tale da andare incontro alle
richieste di prodotti standardizzati da parte del cliente”.
Edi Gherbezza: “La teleassistenza è richiesta, se non
come standard, almeno
come opzione da tutti i
clienti che desiderano disporre di una diagnostica
precisa e puntuale senza
Edi Gherbezza
Roberto Beccalli: “Gli utenti
doversi recare presso lo stadi Parker Hannifin
finali sono sempre più sensibilimento di produzione.
bili sul tema del risparmio energetico a causa È chiaro che la teleassistenza deve essere
degli elevati costi dell’energia che vedono basata su Internet in quanto questo mezzo
l’Italia tra le nazioni con la bolletta energe- garantisce, a prezzi molto contenuti, velocità,
tica più ‘salata’. Quindi anche i costruttori di affidabilità e raggiungibilità in quasi tutti i siti
macchine devono considerare questa esi- produttivi. Per offrire i benefici della supervigenza come un valido argomento di vendita. sione, la connessione remota deve permetSiamo in prima linea sul tema del risparmio tere l’accesso a tutti i dispositivi principali
energetico progettando prodotti e soluzioni della macchina: azionamenti, controllore e
nel rispetto dell’ambiente, ma soprattutto interfaccia operatore. La trasparenza della
per permettere ai costruttori di migliorare e comunicazione si otterrà implementando
ottimizzare l’efficienza dei loro impianti. Ad un bus di comunicazione unico tra i disposiesempio, abbiamo il servosistema ideale in tivi inserendo poi un eventuale gateway tra
campo packaging, nato proprio per esaltare il protocollo di comunicazione di macchina e
le performance delle macchine, ottimiz- la porta Ethernet”.
zando allo stesso tempo l’energia impiegata.
È possibile, per esempio, pilotare più motori Luigi Franchini: “Alle funzioni di teleassicon un unico azionamento ottimizzando stenza abbiamo affiancato un tool che può
il consumo dell’energia per il controllo dei essere attivato da un comune browser commotori stessi e riducendo il cablaggio dell’in- merciale e che consente la visualizzazione
tero sistema. Inoltre anche nelle soluzioni dello stato dei singoli componenti (controlli,
tradizionali con servoazionamento singolo i servoazionamenti), così come delle variabili
DC Bus dei vari azionamenti possono essere di programma e parametri assi. Ma con la
collegati insieme riducendo drasticamente filosofia ‘open core’ mettiamo a disposizione
lo spreco di energia”.
app già sviluppate per diversi sistemi operativi con le quali è possibile accedere a tutti i
AO: Quali sono le richieste dei clienti per parametri e ai log report dei componenti: il
l’assistenza alle macchine per il packag- costruttore potrebbe facilmente sviluppare
ing da remoto (teleassistenza)?
proprie interfacce dedicate, per accedere
40
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
direttamente a tutte le informazioni di diagnostica”.
Federico Varotti: “La teleassistenza è un
tema fondamentale per i nostri clienti, i
cui bilanci aziendali sono afflitti da costi
per disservizi e trasferte. Crew, grazie alla
piattaforma Everyware, in questo senso, è
performante: collegamenti in realtime con
la macchina portano immediate identificazioni delle problematiche e conseguente
risparmio sui costi di trasferta. Gli HMI e IPC
Esaware, raggiungibili da tablet, smartphone
e laptop, garantiscono così un servizio di teleassistenza all’avanguardia e sicuro”.
Giuseppe Testa: “L’Italia è il Paese in cui si
produce il maggior numero di macchine
per il packaging del mondo; oltre il 75%
di queste macchine vengono esportate e
spesso in località decisamente lontane. I
tempi di attraversamento nelle officine di
produzione sono sempre più compattati e
spesso gli impianti vengono spediti senza
aver completato tutti i test funzionali. La teleassistenza è pertanto diventata un ‘must’,
considerato quindi un aspetto prestazionale
determinante. Vengono in aiuto oggi sistemi
di controllo e azionamenti sempre più ‘aperti’
a un controllo remoto; a questo proposito
abbiamo investito sensibilmente nella realizzazione di una piattaforma chiamata Navigator. Nell’abito di questa piattaforma, Easy
Starter permette in modo rapido e immediato lo start-up in fase di commissioning e
manutenzione, anche da remoto”.
Paride D’Alessandro: “Per quel che riguarda
le indicazioni dei clienti è sempre valida la
teleassistenza con il modem a bordo macchina che viene fatta come primo step da
parte dell’OEM con il quale si collegano nel
momento in cui è necessario eseguire della
diagnostica. Noi forniamo il tool Diagnostic
che è molto leggero e può essere installato
su qualunque tipo di PC. Il Diagnostic permette di fare la scansione degli I/O, dello
stato dell’hardware della macchina e non è
invasivo, nel senso che non va a modificare
il programma in esecuzione ma fa solo una
lettura e quindi raccoglie i dati e fa un’analisi
per capire cosa non funziona”.
Claudio Giulianetti: “Il tema della teleassistenza è cruciale nel mercato del packaging
italiano dove viene esportato quasi il 90%
delle macchine. Il valore aggiunto proviene
quindi dalla scalabilità di accesso alle applicazioni, ma anche dal grado di sicurezza
garantito, sia in termini di security di informazioni confidenziali sia di garanzia del
contenuto una volta modificato da remoto.
Noi offriamo la soluzione più adatta a ogni
singola esigenza grazie a servizi di diagnosi
preliminare da remoto già native nelle soluzioni”.
AO: MotionControl nel packaging: quanto
incide la conoscenza meccanica per la sua
applicazione corretta?
Vittorio Agostinelli: “Nella nostra esperienza il corretto dimensionamento della
catena meccatronica è fondamentale per ottenere un perfetto controllo di movimento.
La definizione dei corretti rapporti d’inerzia
e delle coppie in relazione al movimento che
si vuole ottenere e rispetto alle accelerazioni
e alle velocità in gioco con i conseguenti
calcoli rappresentano un passaggio fondamentale e delicato nella progettazione
della macchina. Mettiamo a disposizione
dei progettisti gratuitamente il proprio
software MSelect che riesce a elaborare, in
tempi ristretti, grandi quantità di dati e a ritornare dei risultati sicuri e affidabili; in base
alla descrizione dell’applicazione vengono
indicate le motorizzazioni più adatte. Il processo molto semplice e veloce contribuisce
a ridurre i tempi e quindi i costi di progettazione e messa in servizio”.
Edi Gherbezza: “La figura del meccatronico
è essenziale per l’ottimizzazione della progettazione delle macchine. La separazione
dei ruoli tra elettrico e meccanico sta sfumando per lasciare spazio a progettisti in
grado di individuare la soluzione ottimale
come compromesso tra meccanica ed elettronica. In aiuto a questa figura vengono
i tool software di dimensionamento che
partono dalla definizione cinematica del
moto passando attraverso la valutazione dinamica fino alla scelta del corretto motore e
azionamento. Ovviamente questi strumenti
possono aiutare il progettista nella scelta dei
componenti, ma l’esperienza e la capacità di
generare idee non possono venire che dal
progettista stesso e dalle conoscenze maturate sia in ambito meccanico che di controllo
elettrico del moto”.
Luigi Franchini: “Come fornitore multi tecnologico (automazione, tecnica lineare,
sistemi di trasporto) affianchiamo abitualmente i clienti nello studio di prototipi, realizzando quando richiesto anche analisi FEM
o simulazioni dinamiche di sistemi, sia per
l’integrazione di componenti standard che
per la progettazione di soluzioni dedicate
ad applicazioni molto performanti quali ad
esempio nel settore robotica”.
Federico Varotti: “La conoscenza meccanica
riveste una parte molto importante all’interno dell’applicazione motion control. Possiamo infatti identificare il controllo del moto
come l’elaborazione originale di quote e dati
meccanici, successivamente rappresentate con grafiche 3D molto
complesse e tradotte infine
in moto meccanico su tre o
più assi, grazie ad attuatori
elettrici”.
cità con il massimo del controllo occorrono
competenze su vari aspetti, in particolar
modo sul sistema motion control, oltre che
sull’applicazione, sulla parte meccanica con
il corretto dimensionamento dei motori e
una corretta conoscenza delle cinematiche.
Sia che si tratti di robotica che di movimentazioni su macchine da produzione, occorre
avere una spiccata competenza meccatronica per raggiungere la massima precisione
e velocità.
La Business Unit Motion Control, con la propria struttura specializzata in meccatronica,
fornisce numerose competenze in questo
ambito da ormai molti anni”.
Roberto Beccalli: “Il motion
control è ciò che dà ‘vita’
all’intera macchina, permettendogli di muoversi in
modo da eseguire le lavorazioni per la quale è stata proGiuseppe Testa: “Come
gettata e costruita. È quindi
detto in precedenza i costi
logico che gli investimenti
della meccanica incidono
seguano questa direzione.
mediamente del 25% sul
L’evoluzione delle macchine
costo complessivo della
prevede una sempre più
macchina. È quindi una
Claudio Giulianetti
esasperata ‘fusione’ tra l’eletleva molto importante
di Siemens Italia
tronica e la meccanica, dove
che, se non considerata
correttamente, soprattutto nel suo valore le parti meccaniche in movimento sono geprestazionale, ha una forte incidenza sui stite in modo molto affidabile e flessibile da
risultati di produzione e sulle prestazioni di servomotori e servoazionamenti pilotati da
macchina in termini di cadenza, precisione, motion controller.
consumi energetici e affidabilità. L’organo Funzioni tipo le camme, precedentemente
meccanico può ‘aiutare’ oppure ‘ostacolare’ eseguite meccanicamente, possono ora esil funzionamento; di qui la necessità di sce- sere programmate nei controlli eseguendo
gliere il riduttore più idoneo (alte velocità di operazioni quali il cambio formato, in modo
ingresso, ridotti giochi angolari, silenziosità e immediato ed evitando fermi macchina dovuti alla sostituzione delle camme meccarendimento).
A valle del riduttore ci sono poi altri organi di niche. È quindi necessario avere delle forti
trasmissione del moto: giunti, frizioni, ruote basi di conoscenza meccanica per poter
libere e freni. Anche per questi componenti eseguire o verificare correttamente il dimenabbiamo investito sensibilmente per con- sionamento dei motori considerando tutte le
sentire una catena di trasmissione di qualità inerzie e i materiali coinvolti.
e con alti rendimenti”.
Se non vengono considerati tutti i parametri
meccanici in modo attento le performance
Paride D’Alessandro: “La conoscenza della dell’intera macchina ne risentono rischiando
meccanica rimane senza dubbio fondamen- di non incontrare le aspettative dell’utente
tale nel mondo del motion control. Un bravo finale.
progettista di motion deve essere in grado di Di fatto possiamo dire che la meccanica è il
capire cosa il programma che sta scrivendo primo step da affrontare in fase di nuova prova a movimentare e come, deve avere ben gettazione, mentre l’elettronica di controllo
chiare le implicazioni cinematiche, sapere ne è la conseguenza. I tecnici del futuro sadove sono i punti critici e come evitare che ranno quindi sia esperti di meccanica che
questi diventino dei problemi sugli impianti”. di controllo elettronico, in grado quindi di
progettare in modo sempre più accurato e
Claudio Giulianetti: “Per ottenere alte velo- innovativo nuovi macchinari”.
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AO ATTUALITÀ
di Carolina Veloso
Una realtà dinamica
e internazionale
“Offrire un contenitore di soluzioni tecnologiche all’avanguardia
dal quale il cliente possa attingere e porsi un passo avanti
rispetto alle esigenze del mercato”: ecco la sfida di ESA
Automation secondo Cesare Colombo, Maurizio Pozzoli e Federico
Varotti intervistati da Automazione Oggi
A
fine anni ‘80 l’allora ESA Elettronica crea le prime soluzioni HMI come ausilio per
ottimizzare il proprio lavoro.
Da lì a scoprirne il potenziale
commerciale il passo è breve: ESA le lancia
sul mercato. In veste di uno dei principali
pionieri in un mondo in veloce evoluzione,
dovendo far fronte a una domanda sempre
crescente, ESA Elettronica approda da subito con nuove filiali in Spagna e Germania,
per poi uscire dai confini dell’Europa conquistando USA, India, Cina e Turchia, diventando così, quello che oggi è il gruppo ESA
Automation: specialista in soluzioni di interfacciamento uomo-macchina nell’automazione. ESA Automation oggi può vantare
un’ampia gamma di prodotti che comprendono HMI, SoftPLC, I/O, IPC, router, gateway, smart metering, fino a performanti
software e Scada di ultima generazione.
Automazione Oggi ha incontrato il responsabile commerciale estero dell’azienda,
Cesare Colombo, l’HMI & software division
marketing manager, Federico Varotti, e l’IPC
division marketing manager Maurizio Pozzoli presso la sede di Mariano Comense, alle
porte di Milano. “Siamo presenti dal 2006 in
Cina e dal 2008 abbiamo dato vita a un sito
industriale che lavora in sinergia con l’headquarter italiano per l’ingegnerizzazione e
la realizzazione di prodotti e semilavorati
di alta qualità. Dal binomio Italia-Cina nascono sia soluzioni di alta gamma, a elevata
flessibilità, tecnologicamente avanzate e di
design, sia sistemi standard più semplici,
con costi competitivi. Offriamo infine anche
42
soluzioni personalizzate, che rispondono
alle esigenze di una clientela verticale”.
“Essere competitivi sul fronte del prezzo
e garantire un alto livello di qualità e di
puntualità permette di muoversi su due
fronti: trasversalmente, con prodotti in
grado di presidiare più mercati, e in modo
verticale, creando ‘feature’ che rispondano
a esigenze mirate. In questo modo operiamo con successo in più settori, dal food
& beverage al packaging, dal farmaceutico
all’automotive, con un occhio di riguardo
per il settore delle energie rinnovabili, per
il quale realizziamo soluzioni personalizzate
volte a rafforzarne la sostenibilità” afferma
Colombo. Precisa quindi Pozzoli: “Per alcuni
importanti clienti del settore ‘food’ specializzati nel trattamento della carne abbiamo
appositamente sviluppato una gamma di
prodotti in acciaio inox (Aisi 304) con grado
di protezione IP69K, soddisfacendo le esigenze di costi e igienicità del settore”. Uno
dei tanti esempi di come la flessibilità sia
uno dei fattori di successo di ESA Automation: concepire e produrre la soluzione giusta per risolvere le problematiche di clienti
specifici.
Cesare Colombo, International
Sales Director di ESA
Automation
Maurizio Pozzoli, IPC Division
Marketing Manager di ESA
Automation
Dall’Italia al mondo, con
un nuovo look: Esaware
Veniamo ora a un altro punto di forza di
ESA Automation: la sua presenza internazionale. Con le loro cinque filiali estere e attraverso i loro rivenditori riescono a offrire
supporto tecnico e commerciale in ogni
parte del mondo. “D’altro canto l’estero
contribuisce per il 70% al fatturato di ESA
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
Federico Varotti, HMI
& Software Division Marketing
Manager di ESA Automation
intervenuti anche nella minuzia dei particolari, ridisegnando le icone con un design
minimal, che ricorda le funzionalità di certe
app d’uso comune ma immediatamente riconoscibile come stile Esaware”.
Il frutto dell’investimento
Automation, che ci ha aiutato a mantenere
elevati livelli di produttività, consentendoci
di fare investimenti anche in quest’ultimo
periodo. Come la nuova sede italiana ESA
energy di Rovereto, che sviluppa soluzioni
smart metering per il controllo energetico
di siti produttivi e commerciali, o la filiale in
Turchia, che in due anni è cresciuta a ritmi
vertiginosi. È grazie al successo internazionale, anche in queste aree emergenti, che
oggi possiamo presentare la nuova generazione Esaware”. Esaware rappresenta per
ESA Automation una filosofia operativa di
innovazione tecnologica: flessibilità, apertura e dinamismo. Rimarca Pozzoli: “Abbiamo deciso di proporre al mercato sistemi
d’interfaccia e controllo completi, precisi e
affidabili che sintetizzino visualizzazione e
comando, con un’integrazione a 360 gradi:
potenza, design e versatilità”.
In linea con il nuovo approccio, ESA Automation modifica il proprio logo e trasmette un senso di maggiore familiarità:
“Vogliamo comunicare il dinamismo che
ci contraddistingue, sottolineando anche
l’apertura mentale che sta alla base dei
nostri valori e del nostro modo di lavorare.
Da qui anche il nuovo claim ‘Connect ideas.
Shape solutions’. Vogliamo creare soluzioni,
non semplici prodotti”. Precisa Varotti: “Dal
punto di vista del prodotto continueremo
a mantenere la nostra apertura, quindi l’essere multiprotocollo: i clienti che adottano
la nostra piattaforma non sono vincolati a
usare solo ed esclusivamente le nostre soluzioni in quanto compatibili con prodotti
di terzi”. Sottolinea Colombo: “Solo evol-
vendoci sinergicamente con il mercato
possiamo rimanere al passo con i tempi e
soddisfare i bisogni dei nostri clienti. Il concetto di globalizzazione è sorpassato, dobbiamo iniziare a parlare di community, di
azienda come parte integrante del cliente”.
L’offerta Esaware si compone di piattaforme hardware e software: IPC panel e
box, monitor industriali, pannelli operatori,
I/O, router, dem, gateway, SoftPLC, completi di Crew, lo Scada, e da Everyware,
l’innovativa piattaforma di assistenza remota. Architettura potente e performante,
totale integrazione con i sistemi informatici
aziendali, usabilità, qualità e design: questa
è Esaware. “La gamma degli IPC risponde a
ogni esigenza in ambito di automazione industriale” spiega Pozzoli. “I box IPC EW400
e i più compatti EW410 sono soluzioni
fanless (senza ventole) dotate di un innovativo sistema di piping per una veloce dissipazione del calore, in grado di supportare
CPU fino a i7 quad core, a temperature di
esercizio da -20 a 60 °C. I monitor industriali
EW300 hanno un design robusto, pensati
La famiglia Esaware
Con Esaware ESA Automation conferma
la propria capacità di fare innovazione,
superando i soliti confini e ispirandosi per
esempio anche alle tecnologie della realtà
consumer per implementarle secondo i
criteri del mercato industriale: “Quello che
proponiamo sono soluzioni hardware plug
& play e software user friendly: potenti e
complessi ma che possono essere utilizzati da chiunque, senza perdere tempo per
prendere confidenza con la nuova interfaccia. Per questo le nostre soluzioni impiegano programmazioni semplici e intuitive,
in cui l’utente ritrova la stessa familiarità di
utilizzo del suo smartphone o tablet. Siamo
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
in relazione ai box IPC per applicazioni in
ambienti gravosi, dove vibrazioni e sbalzi
termici sono all’ordine del giorno. Infine i
panel IPC EW200, che sintetizzano le caratteristiche di box e monitor in un prodotto
completo e performante”.
“Sul fronte HMI” continua Varotti “le alternative Esaware sono tre: il modello
EW100AA standard, adatto a ogni tipo di
visualizzazione; la soluzione EW100AB con
SoftPLC CoDeSys e interfaccia Ethercat, da
integrare con qualsiasi tipo di I/O remoto;
il pacchetto EW100AC, che oltre a SoftPlc
CoDeSys e interfaccia Ethercat, è già integrato con i nostri I/O clack & play, ergono-
43
AO ATTUALITÀ
mici e agganciabili con una sola mano, per
il controllo, la visualizzazione e il comando
con un solo prodotto”. I prodotti Esaware
sono dotati di display 16:9, con una superficie di visualizzazione aumentata del
40% rispetto ai tradizionali display 4:3, pur
avendo lo stesso ingombro. Grazie all’uso
della tecnologia LED garantiscono inoltre
significativi risparmi energetici e colori più
vivi, integrando inoltre la funzione di regolazione della luminosità. Tutti i prodotti
Esaware EW107
Esaware dotati di display sfruttano infine la
tecnologia ‘trueflat’ e hanno touch resistivi
o opzioni capacitive.
“La piattaforma Scada Crew permette di
programmare in maniera trasversale e trasparente tutte le soluzioni HMI o IPC Esaware, presentando svariati vantaggi, come
la simbiosi tra Crew e l’ambiente di sviluppo
CoDeSys. Crew offre innumerevoli possibilità di personalizzazione degli oggetti, come
immagini scalabili con ombreggiature e trasparenze” spiega Varotti “oltre a comandi
veloci e intuitivi come il drag & drop, il cut
& paste, l’uso di tendine, nonché tabelle
flessibili e potenti quanto il modello Excel.
Il runtime di Crew è veloce, immediato, eseguibile su tutte le piattaforme Esaware e su
qualsiasi tipo di PC di terzi con semplicità
di comandi: pinch, scroll e swipe. Lo swipe
proprio un’esclusiva del Runtime di Crew
su piattaforma Arm dell’HMI Esaware e non
solo su x86. Massima interattività, inoltre,
è garantita dalle app Crew. Disponibili su
Apple Store, Google Play e Windows Store,
sono app che permettono di controllare e
interagire con l’impianto da dispositivi portatili con sistema operativo Android, Apple
iOS e Windows Phone, con una logica onehand-free, un’altra nostra esclusiva che facilita l’utilizzo dell’applicazione su tablet o
smartphone”. Fare assistenza agli impianti
produttivi è oggi più semplice e meno costoso: grazie a Crew e alla sua piattaforma
di teleassistenza e manutenzione remota
Everyware è possibile eliminare le distanze geografiche e i tempi di attesa. “Con
44
prosegue Varotti. “La
protezione dei dati è
garantita dall’uso di
una VPN che utilizza
il protocollo TLS 1.2 e
da un sistema di crittografia a 256 bit. La
connessione è così
immune ad attacchi
Esaware EW400 rugged
esterni e la gestione
dei dati totalmente
Everyware i nostri sicura”. L’innovazione sta proprio nella
clienti possono offrire struttura del servizio e nella sua apertura e
servizi di assistenza trasparenza. Non rende necessario chiedere
remota sulle loro mac- permessi per superare eventuali firewall
chine: rilevare even- delle reti aziendali e non richiede l’aggiunta
tuali guasti in maniera di hardware se si utilizzano i pannelli HMI
tempestiva e modifi- o IPC Esaware, o semplicemente un roucare in totale sicurezza ter modulare Esaware nel caso si utilizzino
un progetto semplice- pannelli operatore di terzi. “Everyware non
mente dal proprio uffi- è solo un potente strumento di manuten-
Esaware EW112
cio, collegandosi all’impianto ovunque esso
sia semplicemente attraverso una comune
connessione Internet. “Disponiamo di oltre
80 ‘main server’ a struttura ridondante nel
mondo, per assicurare l’affidabilità della
connessione anche in caso di guasti, e di
un sistema di geo-localizzazione per identificare in realtime la connessione al server
più vicino e con la migliore linea di traffico
dati disponibile al momento” spiega Varotti. “Everyware funziona in modo molto
semplice: l’utente crea un proprio dominio
a cui associare gli impianti che desidera
monitorare. Loggandosi tramite username
e password da lui creata, l’utente accede
direttamente all’applicazione che risiede
sull’impianto attraverso una connessione
VPN crittografata. In questo modo il server
Everyware non trattiene nessun tipo di dato,
e garantisce al cliente la totale riservatezza”
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
zione preventiva e predittiva da remoto
che permette di offrire un servizio di assistenza puntuale con notevoli risparmi di
costi, ma è anche un potente strumento di
sviluppo in grado di connettere due o più
filiali dello stesso gruppo all’impianto che
stanno costruendo”. Conclude Colombo:
“L’essenza di ESA Automation è sempre
stata l’evoluzione tecnologica: la sua capacità di scoprire, assimilare, inventare e
crescere. L’obiettivo futuro del nostro team
è l’abbattimento di nuove frontiere per assicurare un progresso costante attraverso i
nostri prodotti Esaware e consolidare il rapporto con i nostri clienti al fine di creare una
vera e propria community interattiva”.
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AO ATTUALITÀ
di Elena Castello
Cambio al vertice Gef r
Dopo un decennio torna
alla guida di Gefran
un esponente della
famiglia Franceschetti.
È Maria Chiara,
primogenita del
fondatore,
nominata nuovo
amministratore
delegato
dell’azienda
lo scorso aprile
M
aria Chiara Franceschetti,
la primogenita del fondatore di Gefran, è il nuovo
amministratore delegato
di Gefran. La manager,
che per dieci anni ha ricoperto il ruolo di
responsabile del personale, è stata infatti
indicata dal consiglio di amministrazione
alla guida della storica azienda bresciana,
subentrando a un manager esterno che per
un decennio l’ha preceduta nel ruolo. L’insediamento di Maria Chiara Franceschetti avviene mentre è in atto uno storico cambio di
direzione dell’azienda che, in virtù del piano
industriale 2014-2016 presentato in aprile
alla Borsa, dove Gefran è quotata, porterà
a una sorta di ‘ritorno al futuro’: l’azienda
di Provaglio d’Iseo, in provincia di Brescia,
tornerà a concentrarsi su quello che è il suo
storico core business industriale, ossia la
componentistica per automazione, la sensoristica e la parte dedicata al motion control. “Ci concentreremo su ciò che sappiamo
fare meglio e che rendono Gefran tra i protagonisti a livello mondiale” annuncia Maria
Chiara Franceschetti “per mettere a frutto
tutto quel potenziale di competenze che
46
Maria Chiara Franceschetti,
la primogenita del fondatore, è il
nuovo amministratore delegato
di Gefran
abbiamo, offrire un servizio di livello ancora
superiore ai clienti, fatto di vicinanza e attenzione alle singole esigenze, passando anche
per una attenta riorganizzazione della rete
di vendita, per conquistare fette di mercato
più grandi e tornare fortemente a crescere,
sia in Europa che sui mercati globali”.
Specializzazione,
innanzitutto
“La prima parola chiave del nuovo piano industriale, e quindi della nostra impostazione
strategica, è la specializzazione” afferma M.C.
Franceschetti “in Gefran esistono di fatto tre
aziende, tre linee di prodotto: una che fa
motion, una che produce componenti per
automazione, e una che produce sensori.
Guardando al nostro passato, abbiamo
cercato di identificare le peculiarità applicative di questi prodotti, valutando laddove
abbiamo avuto successo nella nostra storia
passata. Abbiamo così deciso di valorizzare
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
le peculiarità che ci contraddistinguono, abbandonando il fotovoltaico e mantenendo invece solo il
settore plastica quale area applicativa in cui riteniamo l’integrazione di
prodotto sia ancora fondamentale
per Gefran”. A questo è seguita un’attenta analisi dei punti di forza dei
propri prodotti e uno studio attento
fatto in ogni Paese per identificare
applicazioni, concorrenti e strategie
da declinare, tenendo conto delle
opportunità offerte oggi dai mercati
nelle diverse aree geografiche: “Abbiamo scelto di identificare le azioni
da prendere anche confrontandoci
in alcuni casi con dei concorrenti,
e anche qui crediamo che il nuovo
approccio dei mercati e dei clienti
per specializzazione ci aiuterà ad
avere dei confronti più realistici con
i nostri competitor, che pure sono
specializzati”.
Nuovo approccio
al mercato
“Abbiamo anche identificato nuove modalità di approccio al mercato” continua Franceschetti “che si discostano dalla linea che
abbiamo seguito fino ad oggi, lavorando
per fare economie di scala, cosa che Gefran
ha finora fatto solo sui sensori, meno sulle
altre linee di prodotto”. Decisione che si rifletterà pertanto su un ampliamento delle
modalità con cui muoversi sul mercato, individuando alcuni distributori, sia specializzati che non, che consentano all’azienda di
realizzare queste nuove economie di scala
e maggiori volumi. “Abbiamo capito che
specializzarci significa anche lavorare per
business, concentrandoci e focalizzandoci
per dedicare le nostre risorse a quello che
porta più valore aggiunto. Invece di disperdere le nostre energie, le concentreremo, in
quanto abbiamo tanto know-how e tanta
competenza inespressa da mettere a frutto,
focalizzandoci su ciò che tradizionalmente
sappiamo far bene”. Questo si riflette anche
in una riorganizzazione nelle strutture e
nelle modalità di vendita. Per questo Gefran
sta definendo delle linee d’azione per indivi-
La costante innovazione
tecnologica è sinonimo
dell’alto livello qualitativo
dei prodotti Gefran
f ran
Una panoramica della produzione Gefran
duare le attitudini e le competenze dei venditori rispetto a un prodotto, con l’obiettivo
anche di portare al contempo un servizio
al cliente, proprio in virtù della maggiore
specializzazione. Modello che è già partito
lo scorso anno sulla rete vendita in Italia,
portando un grande successo, e che ora
l’azienda andrà a replicare anche sugli altri
mercati nel mondo.
Gefran nel mondo
Oggi Gefran ha 17 strutture in tutto il
mondo e tre linee di prodotto, implicando
una complessità che si sposa con una flessibilità che si intende mantenere: “Parte della
nostra ricchezza della proposta di prodotti
è anche dovuta al fatto che da un lato offriamo prodotti standard - spiega Franceschetti - che ci consentono di fare volumi
per proporci con prezzi concorrenziali e al
contempo lavorare sulla produttività, rendendo le fabbriche sempre più efficienti.
Dall’altro, offriamo prodotti customizzati
per dare un valore aggiunto al cliente, che
ci vede come un’azienda flessibile in grado
di risolvergli problemi specifici, oltre che di
fornirgli un’assistenza di livello tramite il nostro customer care.
Questa vicinanza al cliente si ottiene proprio
specializzando le persone perché, conoscendo i suoi processi e necessità, possano
consigliarlo al meglio tra i prodotti che offriamo, ma anche eventualmente sulla possibilità di customizzare. E questo è molto
apprezzato dal cliente”.
Forte è infatti in Gefran l’attenzione per lo
sviluppo tecnico continuo dei prodotti: l’azienda ha tre uffici tecnici in Italia, uno per
ciascuna Business Unit, con un numero significativo di addetti che vi lavorano, 40 che
progettano tutta la parte Motion, 29 persone
ai sensori e 16 in automazione, con numerosi
brevetti rilasciati e alcune domande in corso.
Alto livello qualitativo
“Parlando di potenzialità nascoste, la
grande competenza tecnica è proprio
una delle ricchezze di quest’azienda” afferma l’amministratore delegato “chi ci
conosce dice che il nostro è un prodotto
buono e tecnicamente valido, ed è nostra
intenzione mantenere alto questo livello
di tecnologia, oltre che offrire un elevato
livello di servizio adeguato. Per questo è
importante mantenere l’innovazione, alimentando e rinnovando continuamente
il nostro grande know-how, mantenendo
freschezza applicativa e la competenza
tecnologica sottostante. In quanto produrre bene non basta”. Solo in automazione lo scorso anno Gefran ha investito
il 6,2% del fatturato, con nuovi prodotti
di automazione lanciati sul mercato, e in
particolare uno pensato specificamente
per il mondo delle materie plastiche. Innovazione che ha portato anche al restyling
tecnico di alcuni prodotti, un importante
investimento sull’inverter raffreddato ad
acqua per quanto riguarda il motion, oltre
al rinnovamento della gamma di strumentazione industriale, per offrire migliori
performance, un design più accattivante e
livelli altissimi di customizzazione, con possibilità di personalizzare il prodotto in toto,
dal logo, alla cornice, al display, per offrire
uno strumento straordinariamente flessibile, adattissimo al mercato italiano dove
la flessibilità è un fattore trainante.
Proseguono
gli investimenti
In Gefran continuano pertanto gli investimenti a sostegno del nuovo piano, con
altri 10 milioni di euro in prospettiva per
quest’anno e diverse iniziative: consolidamento dello stabilimento di Provaglio
d’Iseo, dove vengono prodotti i sensori,
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
mentre la parte degli azionamenti viene
prodotta nella sede di Gerenzano, in provincia di Varese. La recente acquisizione
della svizzera Sensormate AG ha invece
creato una nuova sinergia produttiva
che rientra sia nella specializzazione che
nell’ottica di completare il settore applicativo della plastica, grazie alle celle di carico
che includono una parte meccanica e una
elettronica di elaborazione del segnale, con
possibili applicazioni in diverse posizioni
sulle macchine a iniezione, con una tecnologia altamente innovativa che rispecchia
la competenza nei sensori di Gefran, acquisizione che ha trovato positive approvazioni da parte dei clienti che hanno già
dimostrato interesse per il nuovo prodotto.
“Tutta la produzione destinata al mercato
europeo continua ad avvenire in Italia”
spiega Franceschetti “l’Europa è un mercato che può darci ancora soddisfazioni e in
cui pensiamo di avere spazi di crescita per
conquistare quote di mercato maggiori, e
dove avvieremo un piano di integrazione
anche delle nostre consociate con un piano
di logistica che vada ad esempio a ottimizzare i magazzini. Intendiamo consolidare
in Germania così come in Francia, ma in
particolare, puntiamo sicuramente molto
sull’Europa dell’Est, Grecia, Polonia, Romania, dove lavoriamo già tramite distributori
gestiti dall’Italia e che hanno numeri ancora piccoli che offrono spazi di crescita a
tassi sicuramente superiori”.
Gefran - www.gefran.com
47
ATTUALITÀ
AO ATTUALITÀ
di Antonella Cattaneo
Attraverso
l’utilizzo di
piattaforme
software, Siemens
consente
flessibilità
di produzione
Sempre
un passo avanti…
…è come dovremmo ‘pensare’ l’industria italiana.
Se sarà così Siemens, secondo Giuliano Busetto, industry sector
lead di Siemens Italia, potrà essere al suo fianco
‘L
’industria del futuro per il
rilancio del Paese’ è stato
il tema dell’incontro con
Giuliano Busetto, industry
sector lead di Siemens Italia.
“Titolo esaustivo e argomento nel quale
credo molto” sostiene Busetto “poiché
credo molto in quello che facciamo, aiutando la nostra clientela nell’essere competitiva, portandola anche attraverso la
nostra tecnologia al successo sui mercati.
Siemens, è vero, è cambiata parecchio
nel tempo, è passata attraverso più organizzazioni ma ha mantenuto un fatturato
nel mondo abbastanza costante negli
anni proprio perché ha perseguito la strategia di guardare al futuro, modificando
sensibilmente il portafoglio di attività,
guardando però all’automazione come
elemento primario della rivitalizzazione
dell’industria nel mondo: strategia che ha
portato la società a essere leader dei mercati in cui ha voluto investire”. Il Settore Industry Italia di cui fanno parte le divisioni
Industry Automation, Drive Technologies,
Customer Services e la business unit Metal
Technologies (fino al 30 settembre 2014),
mantiene un ruolo di primissimo piano
nel ranking internazionale, detenendo il
48
quarto posto nel mondo per fatturato rispetto ai diversi Paesi del Gruppo e il terzo
posto addirittura in termini di market
penetration. Un risultato possibile anche
grazie all’approccio strategico del settore
in Italia che mira non solo a rafforzare la
propria posizione nei settori core, agendo
anche attraverso partnership di notevole
valore con i principali player OEM, integratori, distributori e clienti finali, ma pure ad
aumentare il business legato a soluzioni e
service e a presidiare con successo i mercati verticali dell’industria di processo,
anche attraverso il profondo radicamento
sul territorio italiano. Una prova di questo
è “la business unit Metal Technologies,
importante perché ha la capacità, la conoscenza e la tecnologia del processo intero
di automazione e di meccanica, risultando
così centro di competenza per i laminatoi
lunghi e in genere per soluzioni tecnologiche nella metallurgia grazie a importanti
ordini a Taranto con il Gruppo Riva per il
dedusting sugli agglomerati e negli ultimi
mesi con l’ordine della tecnologia Meros
per abbattimento di polveri nocive. E novità è anche la joint venture con Mitsubishi, che partirà dal prossimo anno fiscale,
proprio per il settore metallurgico”. Sie-
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
mens Italia nelle sue diverse attività, ha un
volume d’affari di 2 miliardi di euro mentre
il settore Industry da solo ne rappresenta
circa la metà: infatti siamo orgogliosi di essere, come settore Industry per fatturato
dietro solo a Cina, Germania e USA nel
panorama mondiale di Siemens. Abbiamo
un’organizzazione capillare, fondamentale per la nostra attività, e abbiamo anche
centri di competenza su MES, Packaging
oltre a quello citato prima sulla metallurgia; abbiamo anche centri tecnologici
applicativi come ad esempio quello per
le macchine utensili a Piacenza e Trento”.
Certo, come sostiene Busetto, è sempre
molto stimolante convincere i clienti stranieri e a volte anche i responsabili tedeschi di quanto l’Italia sia diversa da come
venga dipinta, “è vero che il nostro Paese
ha avuto una diminuzione nella capacità di
produzione industriale dal 2008 a oggi, e
se la produzione industriale del mondo è
cresciuta del 16%, quella italiana è invece
oggi ampiamente al di sotto non solo dei
valori del 2008 ma anche del 2005; è vero
anche che i segnali evidenziano una leggera ripresa, ma nonostante tutto questo,
la performance di Siemens Industry Italia
è sempre stata stabile anche negli anni
Le business unit Metal
Technologies ha la capacità, la
conoscenza e la tecnologia del
processo intero di automazione e
meccanica
delle recenti crisi economico-industriali
o in crescita, compensando nei volumi
negli ultimi due anni anche la scelta di
lasciare il solare e quindi la progressiva
diminuzione delle attività inerenti il fotovoltaico”. Certo non è facile dire come
sarà il futuro ma considerando gli anni
passati e la strategia dell’azienda, Siemens potrebbe conoscere già il suo andamento. “Abbiamo una strategia chiara
declinata in moltissimi aspetti che continuiamo a perseguire con successo in termini di aumento delle quote di mercato in
Italia e che possiamo raccogliere in 5 punti:
rafforzare partnership con alcuni dei nostri
clienti per continuare a distanziare la concorrenza; aumentare profittevolmente il
solution business e sviluppare conseguentemente la crescita del service; accrescere
la capacità di individuare opportunità
nei mercati verticali; raggiungere il word
class level in sales & marketing; potenziare
le competenze come il metal, il MES, il
packaging, per sviluppare export business
diretto e soprattutto indiretto.”. Busetto
poi ci racconta di come la tecnologia e
l’innovazione siano il DNA di Siemens “le
competenze sono elevate e la quantità di
softwaristi che abbiamo è enorme e questo evidenzia l’evoluzione significativa di
Siemens verso l’IT e il mondo del software,
a Genova abbiamo un centro R&S mondiale per il MES con più di 300 ingegneri.
Investiamo cifre importanti nell’R&D, circa
il 5% del fatturato globale di Siemens, ben
4,2 miliardi di euro nel solo 2013. Anche
l’idea nata un po’ per caso del centro tec-
nologico è un elemento che evidenzia il
nostro DNA: è una vera fabbrica con macchine utensili dove facciamo ad esempio
corsi ad hoc per gli studenti del 3° anno
di ingegneria meccanica del Politecnico,
ai nostri tecnici o a clienti”. L’industria
manifatturiera in Italia sta cambiando
velocemente, sono necessarie risposte
efficaci e innovative alle nuove esigenze
del settore e nell’idea di Busetto questo
centro tecnologico, unito anche agli altri
centri di Siemens, dovrebbe essere la sede
della cosiddetta ‘Industria 4.0’, processo
evolutivo che vedrà le imprese gestire reti
globali con macchinari, sistemi di magazzinaggio e strutture produttive, attraverso
uno stretto coordinamento di elementi
computazionali e oggetti fisici.
Salto di qualità
Ma tecnologia e innovazione saranno il
DNA di Paesi industrializzati e non? Secondo Busetto “Noi siamo nei mercati
maturi dei Paesi sviluppati, ci basiamo su
una continua ricerca e investiamo affinché
la tecnologia e l’innovazione siano una
linea guida fondamentale. Per mercati
come Cina o India riteniamo invece che la
sfida sia nel miglioramento della qualità e
AO ATTUALITÀ
sicce e quindi necessiteremo di sistemi in
grado di anticipare le tendenze del mercato. La fabbrica quindi deve cambiare, e
un esempio di fabbrica del futuro esiste
già. Si trova ad Amberg. Qui nascono i
PLC Simatic. È una fabbrica tutta auto-
La sede Siemens di Genova è centro
R&S mondiale per il MES
delle tecnologie produttive. È chiaro che
un aspetto che unisce tutti è la necessità
di avere ‘intercollegate’ informazioni a
più livelli, sia per un processo di globalizzazione, sia perché le aziende europee e
americane sono presenti in tutto il mondo,
sia perché è inevitabile che la richiesta di
prodotti sempre più personalizzati aumenta continuamente e quindi le linee
di produzione devono essere sempre più
flessibili, veloci, adattabili alle esigenze
del mercato: un’inevitabile tendenza che
richiederà applicazioni software, soluzioni
produzione sono in grado di concretizzare
la loro offerta commerciale in anticipo. E
questo è solo un esempio di quanto l’unione del mondo virtuale e reale stiano
convergendo grazie alla Digital Enterprise
Platform per la quale Siemens ha investito,
dal 2007 a oggi, oltre 4 miliardi di euro”.
Certo una cifra cospicua per adeguare il
Il centro tecnologico è una vera fabbrica
sostenibili, energeticamente efficienti…”.
Ma alla base di tutto c’è che “abbiamo
bisogno di garantire la competitività e la
continuità del successo dei nostri clienti,
aumentare la loro efficienza, garantire la
diminuzione del time-to-market attraverso
l’utilizzo delle nostre piattaforme di software, dal product design fino al PLM consentendo la flessibilità di una produzione
legata alle esigenze del mercato”. Per fare
questo è necessario un portafoglio prodotti in grado di coprire tutti gli ‘step’ della
catena del valore “abbiamo costruttori di
macchine utensili che hanno comperato le
nostre piattaforme software non solo per
utilizzarle nella fase di produzione ma per
quella commerciale, perché simulando la
50
‘concetto’ di Digital Enterprise Platform
ai nuovi e futuri paradigmi di produttività
ma necessaria affinché i clienti Siemens
possano “fare un vero salto di qualità nei
prodotti e nella produttività e anche decidere gli investimenti da fare. Oggi l’automazione è basata sulla comunicazione
tra più unità di impianto, il futuro tende
all’ottimizzazione di tutto il processo di
produzione con sistemi software innovativi e un’auto-ottimizzazione dei sistemi
informatico-fisici basata sull’analisi di modelli virtuali di scenari d’azione: le interazioni tra Paesi in fase di sviluppo e dove i
nostri clienti esportano come India, Cina,
Brasile, Russia ma anche Stati Uniti e altri
Paesi europei, saranno sempre più mas-
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matizzata da dove escono ogni anno 12
milioni di pezzi e ogni giorno un migliaio
di scanner raccolgono 50 milioni di dati
di processo su singoli prodotti. In questo
sito i prodotti già oggi comunicano con le
macchine di produzione mentre i sistemi
IT controllano e ottimizzano tutti i processi per ridurre al minimo i rischi d’errore:
basti pensare che macchine e computer
gestiscono il 75% della catena del valore.
Il risultato record è una qualità della produzione del 99,9988%”.
Siemens si sta inoltre cimentando con
successo nel futuro del manufacturing,
con progetti unici come quello per lo sviluppo del Mars rover Curiosity della Nasa,
utilizzato per l’atterraggio e l’esplorazione
su Marte oppure l’apporto fornito alla scuderia Red Bull che attraverso il software
Siemens PLM ha progettato nuovi componenti, testati nel dominio virtuale e
avviata la loro produzione e installazione
con un clic del mouse a tempo di record.
E poi ricordiamo anche la recentissima
collaborazione con Lavazza, presentata
a SPS di Parma, per l’ampliamento dello
storico stabilimento di Gattinara, in provincia di Vercelli dove Siemens ha messo a
disposizione tecnologie innovative per la
gestione completa di tutto il workflow per
pacchetti caffè, dal trasporto del crudo alla
tostatura, fino a linee di confezionamento
e pallettizzazione. Altre importanti applicazioni e successi nell’ottica di fabbrica digitale e lean manufacturing sono in corso
anche con importanti industrie italiane,
nel settore automobilistico e aerospaziale.
Siemens - www.siemens.it
COMAU, 40 anni di cultura nell’automazione
Automazione Oggi 6-14.indd 1
18/04/14 15:15
AO ATTUALITÀ
di Jacopo Di Blasio
Meccatronica
sotto i riflettori
Nel corso delle celebrazioni per il decennale dello stabilimento
francese di Ruitz, nonché in occasione della Fiera di Hannover,
Lenze ha presentato svariate novità di prodotto
Lenze Fast comprende dei moduli software per
implementare velocemente le funzioni di controllo
degli azionamenti di macchine e linee produttive
D
ue eventi, di recente, hanno
portato Lenze al centro
dell’attenzione del mondo
dell’automazione elettrica
e della meccanica: tanto la
celebrazione per il decennale del suo stabilimento francese di Ruitz, quanto i lanci
di prodotto in occasione della Fiera di Hannover 2014 sono stati l’occasione per Lenze
di presentare diverse novità. Questi eventi
hanno costituito una sorta di palcoscenico
internazionale grazie al quale Lenze ha potuto diffondere informazioni e dettagli sulle
sue più recenti proposte in ambito meccatronico, presentando un insieme di prodotti
che ha esteso e profondamente rinnovato la
sua offerta per gli utilizzatori di sistemi e dispositivi d’automazione industriale, cominciando dai costruttori di macchine.
52
Oltre agli aspetti che riguardano le novità
di prodotto, certamente rilevanti, nel corso
delle celebrazioni per il decennale dello
stabilimento di Lenze a Ruitz, nel Nord della
Francia, è stato anche possibile avere una
panoramica e una conferma delle strategie produttive di una realtà manifatturiera
come quella di Lenze, che ha saputo valorizzare in modo razionale le risorse e le possibilità offerte dall’economia comune europea.
Dal punto di vista manifatturiero, Lenze
prevede che i suoi prodotti basati sulle più
recenti tecnologie, che sono quelli più impegnativi anche da un punto di vista economico, siano introdotti a partire dai suoi
siti produttivi in Germania, dove il costo del
lavoro è più alto e giustifica un impegno di
questo tipo, mentre in Italia le realtà manifatturiere di Lenze, come per esempio lo sta-
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bilimento di Verona, sono impegnate nella
produzione delle soluzioni più consolidate
dell’azienda, che costituiscono una parte
importante dell’offerta Lenze e possono comunque contare su una manodopera caratterizzata da un elevato livello di formazione.
Lo stabilimento Lenze di Ruitz è un centro
logistico altamente automatizzato che non
si limita ad avere una gestione evoluta dei
magazzini, ma ha un ruolo attivo nel supporto post vendita e nella produzione. Qui
infatti, vicino al confine con il Belgio, è effettuata la manutenzione dei motori e dei
motoriduttori per i diversi Paesi dell’area e
gli azionamenti vengono personalizzati, per
esempio, accoppiando i motori con i relativi
riduttori e convertitori. In questo stabilimento sono anche assemblati dei motori,
con parti prodotte in Germania e Italia, e dei
I riduttori epicicloidali g700
di Lenze sono pensati
per applicazioni servo
a elevata dinamica e in
grado di gestire
sovraccarichi meccanici
convertitori, per i quali viene anche effettuato il collaudo elettrico su linee completamente automatizzate. Il valore e il grado
di competenza dei siti produttivi di Lenze
in Italia è testimoniato anche dal fatto che
nel nostro Paese si è svolta la formazione di
parte dei tecnici impegnati nelle attività a
Ruitz. In pratica, Lenze può essere considerata una realtà manifatturiera europea che
implica benefiche ricadute occupazionali in
tutta Europa pur mantenendo, come è giusto per un’impresa efficiente, un approccio
razionale alla produzione e un solido assetto
economico.
Proposta meccatronica
Un aspetto rilevante delle strategie produttive di Lenze comprende le attività di
ricerca e sviluppo, che hanno portato alle
più recenti novità hardware (riduttori, motori, convertitori ecc.) e software. Anche in
ambito meccanico, infatti, lo sviluppo del
software di controllo degli azionamenti è
una parte fondamentale nella realizzazione
di una macchina e può assorbire risorse rilevanti per un costruttore, per questo Lenze
ha sviluppato delle librerie software che
permettono di semplificare lo sviluppo di
applicazioni meccatroniche, ricorrendo a
moduli software specifici e già pronti. Si
tratta di una proposta software che si inquadra in un’offerta incentrata attorno al
concetto di ‘Motion Centric Automation’ di
Lenze, che prevede di semplificare e velocizzare, attraverso un approccio modulare,
tutti gli aspetti più importanti dell’attività di
integrazione degli azionamenti in macchine
e linee produttive, con strumenti evoluti
per lo sviluppo del sistema di controllo del
movimento e per la progettazione del sistema di attuatori (con scelta e dimensionamento dei motori). I produttori di macchine,
quando si trovano di fronte alla necessità
di progettare e realizzare delle applicazioni
software, possono quindi avvalersi di Lenze
Fast che è un pacchetto espressamente
pensato per offrire tutti gli strumenti di
sviluppo di cui hanno bisogno. In pratica, i
moduli tecnologici di Lenze, insieme all’‘Application Template’, consentono agli svilup-
composta da riduttori per applicazioni standard, Lenze ha presentato i nuovi g700, che
costituiscono un insieme di prodotti appositamente pensati per applicazioni servo di
fascia media, ma con esigenze stringenti in
materia di sovraccarico e dinamica. I nuovi
riduttori rappresentano un tipo di prodotto
capace di incrementare la flessibilità operativa dei motori di Lenze, rendendoli particolarmente appetibili per il mercato italiano
dei costruttori di macchine. I riduttori della
serie g700 sono progettati per essere utiliz-
patori di implementare progetti software
senza dover scrivere alcun codice per una
funzione specifica e in maniera modulare.
Per esempio, in base alla filosofia Motion
Centric Automation Lenze ha recentemente
offerto un modulo
software specifico
per macchine con
sistemi di svolgitura
e avvolgitura, che
incorpora tutto il
know-how necessario all’impiego
di azionamenti in
applicazioni di queGli Smart Motor di Lenze abbinati al riduttore g500
sto tipo. In pratica,
il programmatore
non ha più la necessità di inserire manual- zati con motori Lenze sia sincroni, sia asinmente i moduli PLCopen nel codice del croni. Per esempio, i riduttori g700 possono
programma, ma deve solamente integrare essere accoppiati con motori sincroni, gestiti
il modulo tecnologico, che è costituito da dai servo controller Lenze i700, in applicaun blocco funzione standard IEC 61131, che zioni di tipo multi-asse, come quelle di mapuò essere istantaneamente incorporato nel terial handling. I nuovi riduttori epicicloidali
sistema di controllo degli azionamenti.
g700, disponibili in cinque diverse taglie,
I moduli base preconfigurati Lenze Fast sono sono costituiti da una struttura compatta
disponibili per un’ampia gamma di funzioni che può comprendere da uno a tre stadi
di controllo delle macchine e comprendono meccanici di riduzione dei giri, coprendo
la possibilità di gestire l’alimentazione, lo valori di coppia da 20 a 800 Nm.
svolgimento, la saldatura, il convogliamento Gli ingranaggi che compongono questi
ecc. Di ogni modulo tecnologico sono di- riduttori sono rettificati e sottoposti a un
sponibili versioni differenti, in modo da trattamento di indurimento superficiale, in
permettere al costruttore di realizzare stra- modo da incrementare la resistenza, l’effitegie di azionamento diverse, con tutte le cienza e le prestazioni in termini di rigidità
funzioni necessarie per i diversi motori della e di dinamica. La filosofia con cui Lenze si
macchina. In ogni modulo base sono già presenta ai costruttori di macchine è bene
incluse numerose funzioni di azionamento riassunta da Giuseppe Testa, direttore comstandard, come: jogging manuale, ritorno merciale di Lenze Italia, che ha così comal punto zero, homing, posizionamento ecc. mentato l’introduzione dei g700: “Il nostro
Una volta che il modulo è stato integrato portafoglio è scalabile e offre soluzioni
dal programmatore nel sistema di controllo, su misura per qualsiasi specifica applicazione. L’obiettivo principale è semplificare
l’azionamento può essere subito utilizzato.
Le novità di Lenze, però, non si limitano al le attività di progettazione e per questo
software. A dimostrazione di questo, Lenze mettiamo a disposizione del cliente una
ha recentemente esteso il proprio portafo- gamma di prodotti per tutta la catena cineglio di soluzioni orientato alle applicazioni matica, dalle macchine più semplici a quelle
meccatroniche introducendo i nuovi g700, più complesse, consentendogli di trovare
una famiglia di riduttori a struttura epicicloi- facilmente la soluzione più adatta per le sue
dale adatta a essere accoppiata con i motori applicazioni”.
intelligenti di più recente produzione.
Lenze - www.lenze.com
A pochi mesi dal lancio della serie g500,
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
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AO ATTUALITÀ
di Antonella Pellegrini
La security
corre sul tablet
Keith Jones, international
Servitecno ha organizzato due giornate di
sales manager di ACP
approfondimento per far conoscere
ACP ThinManager e la nuova funzionalità Relevance,
con geolocalizzazione e contestualizzazione dei contenuti
ai dispositivi mobili
come funziona la soluzione ACP ThinManager per la gestione di thin client per i sistemi
di controllo e telecontrollo. Il manager si è
poi soffermato sulla novità dell’azienda: l’utilizzo di tablet e mobile device mediante
Relevance, che offre funzioni avanzate di
geolocalizzazione e contestualizzazione dei
contenuti in applicazioni di automazione e
controllo.
All’inizio era un’idea
F
are opera di divulgazione tecnica è il tratto distintivo di tutte
quelle aziende che si presentano
ai propri interlocutori non solo per
proporre o vendere prodotti, ma
anche per offrire consulenza e formazione.
Un approccio, questo, condiviso da Servitecno, azienda specializzata nella fornitura di
software e sistemi per applicazioni in ambito
industriale, che ha recentemente organizzato
il seminario ‘Terminal services, thin client management e sistemi ad alta disponibilità per
industria e utility’, in collaborazione con ACP
e Stratus Technologies, e svoltosi lo scorso
mese di maggio nelle città di Brescia e Pomezia. Le due giornate di approfondimento
sono state pensate per consentire a tutti i tecnici di utilizzare al meglio gli strumenti messi
a disposizione dalle soluzioni ACP ThinManager e in particolare sulla facilità di configurazione e utilizzo di questi sistemi.
Abbiamo incontrato Keith Jones, international sales manager di ACP, che ci ha spiegato
54
“ACP (Automation Control Products) è
un’azienda americana nata nel 1999 come
integratore” afferma Keith Jones. “Il nostro
prodotto principale è ThinManager, nato
per soddisfare l’ampia richiesta di controllo e
security in ambiente industriale. Circa tredici
anni fa, ACP ha iniziato a sviluppare un terminal service con caratteristiche di affidabilità,
semplicità di utilizzo e robustezza tale da
poter essere usato anche in ambiente industriale. L’idea iniziale era quella di sviluppare
una interfaccia in grado di dare all’utente il
controllo necessario per supportare client
e server da un sistema centralizzato, senza
dover accedere fisicamente ai terminali, indipendentemente dalla loro posizione fisica
all’interno della rete. Questa è stata l’ispirazione che ha generato il nostro prodotto di
punta, ThinManager, una soluzione che ha
riscosso grande successo per le caratteristiche tecnologiche intrinseche, per i vantaggi
che offre, e che ha avuto grande diffusione
anche grazie all’ottimo lavoro svolto dai nostri tecnici commerciali. Oggi vi sono numerosissime installazioni un po’ ovunque, negli
ambienti industriali più disparati, anche in
condizioni di criticità. I nostri clienti appar-
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
tengono ai più svariati settori, dall’ambito
alimentare al farmaceutico, energetico e manifatturiero”.
Partnership di successo
Nel nostro Paese ACP è rappresentata da
Servitecno. Come nasce questa partnership?
“Innanzitutto dalla volontà di penetrare con
maggiore capillarità il territorio italiano. Eravamo alla ricerca di un partner che non fosse
un semplice ‘venditore’, ma in grado di offrire assistenza e consulenza di alto profilo.
Servitecno è un’azienda specializzata nella
fornitura di prodotti software e hardware per
l’automazione, la supervisione e il controllo
di impianti industriali. Siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla competenza dello
staff, del customer service che supporta i
clienti dalle fasi di pre-vendita, al training di
prodotto sino all’assistenza tecnica post-installazione”. Tornando a ThinManager, Keith
Jones non si stanca di elencarne i vantaggi:
“Con la piattaforma ThinManager la fabbrica
moderna è in grado di ridurre notevolmente
i costi, da quelli energetici a quelli relativi alla
manutenzione. A ciò si aggiunge velocità
di installazione e ridotti tempi di configurazione, ulteriori vantaggi che contribuiscono
ad abbassare i costi totali. Affidabilità e sicurezza sono altri due plus di fondamentale
importanza”. Entrando più nel dettaglio,
ThinManager agisce come una soluzione di
gestione centralizzata e si integra senza difficoltà in applicazioni HMI/Scada e DCS già utilizzate, offrendo funzioni, strumenti e metodi
di accesso che semplificano il monitoraggio
e la regolazione da qualunque postazione.
Oltre a ciò, è una piattaforma sostenibile e
SOLUZIONI
PER IL PACKAGING
scalabile, che rende possibili un controllo e
una security senza limitazioni per l’ambiente
industriale rispetto alle dimensioni o al numero di stabilimenti.
I moduli
“Oggi, ACP continua a lavorare instancabilmente per espandere il mercato delle tecnologie ThinManager” afferma Keith Jones
“aggiungendo via via altre funzionalità.
Caratteristiche come MultiSession, TermSecure e MultiMonitor estendono l’utilità di
ThinManager e offrono numerose possibilità applicative”. La tecnologia intrinseca
MultiSession consente a sessioni multiple
di operare ovunque sulla rete ThinManager,
per essere viste da un thin client. ThinManager può suddividere le viste sugli schermi
secondo le impostazioni di sistema; si può
decidere quale porzione fa vedere una certa
sessione, oppure si può impostare in modo
tale che alcune porzioni siano costantemente aggiornate con differenti sessioni. La
tecnologia MultiSession permette di vedere
display di applicazioni differenti sullo stesso
monitor. I display client di ThinManager
possono essere gestiti da una sessione che
gira su un display server. Gli amministratori
del sistema possono consentire che sessioni
utenti multiple operino allo stesso tempo e
che ciascuna possa essere vista o controllata
da ThinManager o da qualunque terminale
thin client sul network. Inoltre, i display client
si possono usare su dispositivi hardware di
differenti tipi di thin client, disponibili da
vari produttori, e offrono la possibilità di
espandere il numero di sessioni che possono essere viste simultaneamente da qualunque workstation designata. La gestione
dell’intera rete si effettua da ThinManager:
si vedono tutti i ThinManager server e i terminal server in un solo tree; si configura e
mantiene ogni client in ThinManager, individualmente o inserito in gruppo di client, e
si gestiscono più client per volta. La rete terminal server viene gestita da un’unica macchina, indipendentemente da quanti client o
server compongono il sistema.
In caso di caduta di terminal server, il client
farà il fail over a un server di back up, continuando a operare. ThinManager fa sì che
ogni client sia assegnato a diversi terminal
server; se il terminal server corrente cade, il
client passerà a un altro terminal server designato: il funzionamento è garantito anche
in caso di caduta del server. Il modulo Instant Failover consente ai client di far girare
le sessioni su due terminal server simultaneamente; se il terminal server primario cade,
il client passa istantaneamente alla sessione
in attesa. ThinManager supporta il modulo
MultiMonitor che consente di riportare fino
a cinque monitor su un thin client. ThinManager usa il modulo TermSecure per impostare i parametri di security che vanno al di
là dell’autenticazione standard di username
e password. TermSecure consente di avere
solo applicazioni autorizzate disponibili agli
utenti finali secondo le impostazioni inserite
e supporta anche tecnologie quali autenticazione di chiavi RF card ID e USB.
Arriva Relevance
“Oggi siamo in grado di presentare un ulteriore avanzamento nella piattaforma“
afferma il sales manager di ACP. “Mobile
Device Management Relevance offre infatti
altre funzionalità in applicazioni di automazione e controllo, in particolare la geolocalizzazione e contestualizzazione dei contenuti
ai dispositivi mobili, in modo estremamente
semplice e immediato. Grazie a Relevance è
possibile raggiungere la persona giusta al
momento giusto e nel posto indicato”. In
che modo? “Semplice, le informazioni possono essere inviate secondo la geolocalizzazione. Il personale abilitato può ricevere
dati e informazioni in automatico, entrando
in una determinata area oppure mediante
il proprio ID. Quando poi l’area viene abbandonata, sempre in automatico, le informazioni vengono rimosse dallo schermo
oppure nascoste fino a ulteriore autorizzazione da parte dell’utente”. Altre caratteristiche riguardano la possibilità di condividere
informazioni con altri dispositivi che sono
nelle vicinanze, oppure tramite login. “Oggi
l’amministratore può visualizzare da un
dispositivo mobile la stessa schermata del
tecnico, senza doversi fisicamente trovare
alle spalle della sua postazione. E questo
può accadere mediante una visione singola
o interattiva”. Vantaggi anche in termini di
sicurezza? “Ovviamente! ThinManager Relevance è estremamente sicuro” afferma
“perché nulla viene salvato sul dispositivo,
sia esso tablet o smarthphone, ma rimane in
memoria sul database centralizzato. In caso
di furto o smarrimento di qualsiasi device,
nessun documento o informazione tecnica
o di carattere amministrativo viene compromessa”.
Più flessibilità
Con il sistema I/O modulare
…
+ con moduli per ogni
applicazione ad es.:
RS485/232, RFID, IO-Link...
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ambienti gravosi
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ELEKTRO
AO
SPECIALE
Soluzioni di automazione
impiegate in campo
alimentare e delle bevande
Foto tratta da http://www.morguefile.com/
a cura di Antonella Cattaneo
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
57
AO
SPECIALE
di Angelo Brunello
Se si parte dal codice…
Per facilitare molte operazioni l’industria del food&beverage
implementa soluzioni che si basano sulla raccolta automatica dei
dati tramite codici a barre
Le smart camera e i processori di visione Datalogic rappresentano
lo stato dell’arte della tecnologia
Distillerie Bonollo
ha adottato il mobile computer Skorpio
di Datalogic
A
supporto di una migliore qualità e
produttività per le aziende alimentari, il legame tra visione artificiale,
automatic data capture e food
processing sembra vivere una fase
di consolidamento. I sistemi di visione di Datalogic e i suoi mobile computer per la raccolta
dati rappresentano le soluzioni ideali per applicazioni in questo ambito. L’indicazione della data di scadenza
e del lotto di produzione sulle confezioni è ormai una prassi
standard dei processi produttivi oltre ad essere una necessità
per rispettare le stringenti normative e i regolamenti vigenti
nel settore. Inoltre, la crescita e lo sviluppo globale del mercato alimentare richiedono alle aziende di adottare sistemi
di verifica flessibili in grado di riconoscere scritte e caratteri
in lingue diverse. Le vision solution firmate Datalogic non si
limitano a verificare la presenza e il corretto posizionamento
dei dati (lotto di produzione e data di scadenza) grazie ai tool
di riconoscimento e verifica dei caratteri (OCR e OCV), ma si
58
interfacciano con il sistema di marcatura in linea per ricevere
preventivamente informazioni circa il dato da indicare sulla
confezione, verificandone poi l’esatta corrispondenza.
Le smart camera e i processori di visione Datalogic, che rappresentano lo stato dell’arte della tecnologia, sono immediatamente configurabili e integrabili nelle linee di produzione
esistenti grazie al potente software di visione Impact. La facile
integrazione è uno degli elementi chiave del successo di tali
sistemi di visione. È merito della potenza, della flessibilità e
della semplicità di configurazione di Impact, se i dispositivi
di visione Datalogic non solo comunicano facilmente con il
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
Nel caso in cui venga individuata un’anomalia, la confezione non corretta viene deviata ed esclusa dal ciclo produttivo e distributivo
sistema ERP aziendale, ma riescono a dare un feedback
in tempo reale al sistema di controllo indicando l’effettiva presenza e leggibilità dei dati richiesti sulla confezione. Nel caso in cui venga individuata un’anomalia,
la confezione non corretta viene deviata ed esclusa dal
ciclo produttivo e distributivo, evitando di incorrere in
possibili costi aggiuntivi legati alla necessità di ritirare,
riprocessare e smaltire successivamente eventuali lotti
non conformi. Gli operatori del settore alimentare, oltre
a servirsi dei sistemi di visione per le attività di controllo,
hanno bisogno anche di rispondere a esigenze ‘logistiche’, quali la gestione della tracciabilità della materia
prima, la corretta organizzazione sia del magazzino dei
prodotti finiti sia di quello dei componenti, e la preparazione di ordini e spedizioni dei prodotti stessi. È così
che l’industria del food&beverage, per facilitare tali operazioni, decide di implementare soluzioni che si basano
sulla raccolta automatica dei dati tramite codici a barre.
Un caso applicativo
Per esempio, Distillerie Bonollo, società italiana conosciuta
in tutto il mondo per la qualità delle sue grappe, distillati e
liquori, con lo scopo di adattarsi al mercato in continuo cambiamento e per ottimizzare i processi aziendali, per la gestione
del magazzino di uno dei suoi due stabilimenti in provincia di
Padova, a Mestrino ha adottato il mobile computer Skorpio
di Datalogic, con collegamento wi-fi. Questo mobile computer è la soluzione ideale per la raccolta automatica dei dati in
mobilità in ogni ambito produttivo, in grado di resistere a cadute multiple e urti accidentali. Grazie al suo peso contenuto
e all’eccellente ergonomia, una delle migliori sul mercato, il
terminale portatile Datalogic rende meno faticoso il lavoro
all’operatore. Dotato di tecnologia Green Spot, che permette
di avere un feedback immediato di buona lettura grazie alla
proiezione di uno spot verde direttamente sul codice quando
è stato letto correttamente, il terminale Skorpio diventa facile
e intuitivo da utilizzare da parte dell’operatore. Le capacità di
comunicazioni wireless del terminale permettono inoltre una
rapida interazione e transazione delle informazioni tra i device
portatili e il sistema centrale, garantendo l’aggiornamento costante e in tempo reale dei dati aziendali.
È facile intuire come tali terminali garantiscano un incrementato della produttività nelle attività di prelievo della merce e
una riduzione di errori di identificazione e presa, soprattutto
nella preparazione degli ordini frazionati di un’azienda. Il ma-
Le smart camera Serie A e Serie T
gazzino di Mestrino di Distillerie Bonollo, con circa 5.000 referenze da gestire, differenziate per tipologia di grappa, liquore
e tipo di confezione rappresenta un buon esempio di integrazione della tecnologia firmata Datalogic nel settore beverage.
Da quando l’azienda padovana ha implementato i terminali di
Impact Software,
potente, flessibile
e semplice
da configurare
Datalogic, infatti, è in grado di gestire con puntualità e precisione l’evasione non solo di bancali o scatole, ma anche della
singola bottiglia. Tra i numerosi clienti italiani che hanno già
adottato le soluzioni di successo che Datalogic offre in questo campo, così come Distillerie Bonollo, si annoverano anche
noti produttori di pasta.
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Datalogic - www.datalogic.com
59
AO
SPECIALE
SPECIALE
di Lidia Gilardoni
Disinfettare,
ma quanto?
Analisi e regolazione della concentrazione dei disinfettanti
impiegati nelle macchine per imbottigliamento
G
li impianti di imbottigliamento devono garantire alle aziende produttrici di bevande, acqua e
vini la capacità di fornire un prodotto finito che
sia esente da contaminazioni microbiologiche e
garantisca una shelf-life estesa. Le operazioni di
detersione e disinfezione delle linee e dei contenitori ricoprono,
in quest’ottica, un ruolo fondamentale. Gli agenti più comunemente usati per la disinfezione delle bottiglie, dei contenitori
e delle linee di imbottigliamento sono: acqua a 95 °C, vapore,
acido peracetico e ozono. L’uso del vapore e dell’acqua calda
sono largamente diffusi, soprattutto nel settore enologico,
per la loro facilità di impiego e per l’assenza di residui a fine
trattamento, però causano umidità ambientale favorendo lo
sviluppo di muffe, e possono determinare, nel lungo periodo,
una maggiore usura delle guarnizioni e delle tenute. L’acido peracetico (PAA) è molto utilizzato come sanitizzante a freddo, è
infatti dotato di un elevato potere biocida. Alle normali concentrazioni di impiego non presenta azione corrosiva nei confronti
dei materiali impiegati nella costruzione delle attrezzature. L’utilizzo di PAA richiede un successivo risciacquo delle bottiglie
per evitare la presenza di residui nell’acqua o nelle bevande
successivamente imbottigliate. L’ozono disciolto in acqua è un
ossidante molto efficace per la disinfezione di recipienti, attrezzature e bottiglie. Richiede tempi di contatto limitati e non è
particolarmente aggressivo nelle condizioni di impiego. Anche
in questo caso è richiesto il successivo risciacquo. Qualunque
sia il disinfettante che si impiega è essenziale mantenerne sotto
controllo la concentrazione nell’acqua di lavaggio (una concentrazione insufficiente non garantisce la disinfezione, una
concentrazione eccessiva può portare a retrogusti indesiderati
specialmente nelle bottiglie di plastica).
60
Analisi e misura
L’analisi dei disinfettanti
ha quindi un ruolo fondamentale: per questo
è essenziale selezionare
un analizzatore specifico per il disinfettante
in uso, che possa garantire elevata precisione,
sensibilità e stabilità
nel tempo. Un altro requisito fondamentale è
che l’analizzatore abbia
ridotte necessità di manutenzione. Le misure di
ossidanti a basse e bassissime concentrazioni
devono essere caratteLe celle Serie 600 sono
caratterizzate da importanti
rizzate da alta selettività
vantaggi come selettività,
e buona sensibilità e
linearità, stabilità della misura
soprattutto devono dinel tempo
mostrare assenza sia di
rumore di fondo sia di
deriva nel tempo. Per le misure di ozono, acido peracetico e altri
ossidanti alle basse concentrazioni (0-2.000 ppb, 0-10 ppm) e
alle alte concentrazioni (0-2.000 ppm) CLR offre le celle Serie
600, le cui caratteristiche più interessanti sono la selettività, la
precisione e l’affidabilità a lungo termine, associate a una notevole semplicità costruttiva e di impiego. La misura, di tipo
polarografico, viene effettuata da 3 elettrodi (misura, controelettrodo, riferimento). Il controelettrodo impone un potenziale
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Le celle Serie 600 sono progettate per installazione
diretta in linea
costante all’elettrodo di misura, sul quale avviene la riduzione
dell’ossidante, che viene così misurato in termini di corrente di
scarica. L’elettrodo di misura e il controelettrodo, entrambi di
materiale inerte, sono di dimensioni appropriate per garantire la
linearità del segnale in tutto il campo di misura e hanno forma e
dimensioni analoghe a quelle dei comuni elettrodi di pH. Questo li rende maneggevoli e ne semplifica installazione, pulizia ed
eventuali sostituzioni. L’elettrodo di riferimento è progettato per
lavorare egregiamente anche in presenza di sostanze ossidanti.
La pulizia e l’attivazione degli elettrodi è effettuata in modo automatico dal flusso stesso del campione nella camera di misura
grazie alla speciale geometria di quest’ultima: questo rende il
sistema stabile nel tempo e caratterizzato da necessità di manutenzione estremamente ridotte.
Le celle di CLR
Le celle Serie 600 sono caratterizzate da importanti vantaggi
come la selettività, infatti variando opportunamente la polarizzazione tra gli elettrodi, la cella diventa selettiva per un determinato ossidante; la linearità, ottenuta grazie all’opportuno
dimensionamento degli elettrodi; la stabilità della misura nel
tempo: gli elettrodi non vengono consumati nella misura e non
reagiscono con gli ossidanti presenti nel campione, si ha perciò
la totale assenza di deriva sia della misura sia dello zero; le bassissime richieste di manutenzione: è necessaria la sola pulizia degli
elettrodi, che è molto rapida proprio per la semplicità costruttiva
del sensore.
Le celle Serie 600 sono progettate per installazione diretta in
linea ma possono lavorare anche a deflusso in un sistema a
campionamento. In ogni caso sono in grado di autoregolare
la portata campione necessaria a eseguire correttamente la
misura. L’analisi è termocompensata e gestita dalle unità elettroniche a microprocessore, che forniscono indicazione locale,
ritrasmissione della misura e dei contatti di allarme, sistema di
regolazione dell’addizione di ossidante. È disponibile anche il
regolatore con algoritmo PID. In conclusione CLR fornisce una
soluzione semplice a un problema di una certa complessità, garantendo così una maggiore affidabilità e una riduzione dei costi
di gestione della catena di analisi. Oltre a questi analizzatori la
gamma di prodotti CLR comprende sensori e analizzatori industriali di pH, redox, ISE, ossigeno disciolto, conducibilità, torbidità, sostanze ossidanti e sostanze riducenti (anidride solforosa,
metabisolfiti e solfiti) adatti a tutte le applicazioni.
CLR - www.clritalia.com
AO
SPECIALE
di Martina Moretti
45 gradi che
fanno la differenza
Una campana rotativa capace di riporre le bottiglie nel cartone
ruotandole di 45°, così da mettere in evidenza l’etichetta e
salvaguardare il contenuto: questa l’esigenza di Rémy Martin che
ha commissionato a Mas Pack una macchina innovativa dal punto
di vista tecnologico. Obiettivo raggiunto con successo, grazie
anche al supporto dei gateway HMS che hanno reso possibile la
comunicazione tra i diversi componenti della macchina
L’
esperienza di Mas Pack, riferimento nel settore del
packaging e dell’imbottigliamento made in Italy,
nasce nel cuore del canellese, in provincia di Asti,
terra d’origine dello spumante italiano. Da anni Mas
Pack si occupa della progettazione e realizzazione di
macchine per il confezionamento, e può contare oggi su uno staff
altamente qualificato di una sessantina di dipendenti e su una
superficie coperta di 7.000 m2 dove hanno luogo tutte le attività
dell’azienda, dalla progettazione alla realizzazione dei particolari,
dall’assemblaggio delle macchine fino alla loro programmazione.
Il core-business di Mas Pack si è inizialmente focalizzato sull’imbottigliamento della produzione di vino, per ovvie ragioni di
prossimità territoriale e capacità di comprendere e anticipare
le esigenze delle cantine vinicole. Il know-how acquisito, poi,
insieme con la forte impronta alla personalizzazione delle soluzioni a seconda delle esigenze tipiche del cliente, sono diventati
la ‘firma’ di Mas Pack, che ha prontamente esteso il suo campo
d’azione cogliendo le diverse opportunità nel settore dell’imbottigliamento e aprendosi con sicurezza al mercato estero. Esperienza, affidabilità, precisione e innovazione: tutte caratteristiche
che hanno colpito i principali produttori di vino e spiriti italiani e
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La campana rotativa realizzata da Mas Pack in esclusiva
per Rémy Martin vede installati l’Anybus X-Gateway
Canopen di HMS
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
AZ
di tutto il mondo, e che hanno reso sempre più solida la
competenza di Mas Pack. “La nostra crescita è costante”
commenta Davide Reita, responsabile acquisti di Mas Pack.
Tra i primi Paesi a essere conquistati dalla tecnologia di Mas
Pack, la Francia, terra di vini e liquori di qualità superiore,
oltre che sbocco territoriale naturale della regione piemontese. A seguire sono arrivati Germania, Svizzera, Spagna e
infine Cile, che si sta imponendo a livello internazionale per
la qualità dei suoi prodotti vitivinicoli e per l’organizzazione
strutturale flessibile e molto aperta a innovazione e sperimentazione. “In Italia le opportunità sono al momento più
limitate, poiché il mercato rimane di tipo localizzato e gli
investimenti latitano. Le migliori occasioni sono nelle produzioni di qualità superiore, ovvero quelle che sopportano
meglio la crisi”.
La sfida di Rémy Martin: bottiglie a 45°
Avendo in mente obiettivi ambiziosi e capacità concrete
di realizzare soluzioni di valore, attirare l’attenzione di un
top player del settore degli spiriti come Rémy Martin (parte
del gruppo Rémy Cointreau) non è certo rimasto un sogno
irrealizzabile per Mas Pack. “Rémy Martin è un noto produttore francese di cognac, molto esigente sul prodotto finale,
sulle tecniche di lavorazione e sulla gestione della produzione.
Per loro abbiamo realizzato inizio e fine linea di imbottigliamento
nello stabilimento di Cognac, fornendo un depallettizzatore con
2 robot, una formatrice di cartoni, un’incartonatrice robotizzata,
un incollatore, e un pallettizzatore e trasporto cartoni a essi col-
legati”. Ad attirare particolare attenzione è però l’incartonatrice:
una campana rotativa interamente progettata e realizzata da Mas
Pack, commissionata da Rémy Martin con l’obiettivo di riporre le
bottiglie di cognac nella scatola ruotandole e inclinandole di 45°;
in questo modo venivano soddisfatte due esigenze del cliente,
una pratica e una ‘di immagine’: nel caso la scatola avesse sofferto contraccolpi di una certa entità o fosse caduta, le bottiglie
non si sarebbero rotte, e, inoltre, aprendo la scatola, si sarebbero
immediatamente viste le etichette del cognac, accrescendo così
l’esclusività del prodotto, curato anche nella presentazione del
packaging. La ‘campana’ è lo strumento che, tramite il vuoto,
trattiene le bottiglie aspirandole, per successivamente riporle
nel cartone. La macchina è in grado di lavorare 24 bottiglie contemporaneamente, con una produzione oraria di 8.000 b/h, e del
perché Mas Pack può a ragione ritenersi orgogliosa di partecipare
a una produzione di questo livello. “Non avevamo mai realizzato
una personalizzazione simile su una nostra macchina; non capita
tutti i giorni che un cliente richieda una particolare inclinazione
delle bottiglie nel cartone. Abbiamo studiato come raggiungere
l’obiettivo richiesto da Rémy Martin cercando di mantenere la
massima automazione nel processo, così da evitare di toccare le
bottiglie e compromettere in qualche modo la produzione”.
Sono quindi stati applicati alla macchina 24 motori passo-passo
di Nanotec (distribuita da Delta Line di Basiglio, in provincia di Milano), deputati a prendere la testa delle bottiglie. I motori sono
molto piccoli, più piccoli delle bottiglie, così da ridurre al minimo
l’ingombro dell’architettura di automazione della macchina. I
motori andavano poi comandati, così da rendere possibile la ro-
Finalmente un modo
per arrivare prima
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La ‘campana’ è lo strumento che, tramite il vuoto,
trattiene le bottiglie aspirandole, per successivamente
riporle nel cartone
tazione specifica di 45° simultanea per tutte le bottiglie; questi
supportavano un unico bus di campo: il protocollo di comunicazione Canopen, che però non era utilizzato in nessun’altra parte
della macchina, che invece ‘parlava’ il linguaggio Profinet. Grazie
al facile configuratore di HMS, l’integrazione della rete Canopen è
stata veloce, nonostante la rete con ben 24 motori presentava difficoltà a livello di installazione. Tramite word di stato e di controllo,
il PLC ha pieno controllo del gateway dalla rete Profinet: start e
stop del bus Canopen, stato dei nodi collegati ecc.
Una collaborazione risolutiva
“Sono dell’avviso che se un’azienda ha un progetto nuovo da sviluppare, la prima cosa che deve fare è chiedere la collaborazione
dei propri fornitori più validi e preparati”: è a questo punto che
entra in gioco EFA Automazione. Forte della sua solida esperienza
di 25 anni di attività nel campo dell’automazione industriale, EFA
ha proposto a Mas Pack un gateway HMS Industrial Networks capace di convertire una rete Canopen in Profinet.
“La collaborazione tra EFA e Mas Pack va avanti da anni: siamo
già clienti eWON per la parte relativa alla teleassistenza, un servizio che a nostro parere è ormai imprescindibile; in questi anni
si è visto come Internet sia diventata fondamentale anche per il
funzionamento delle aziende, grazie alla penetrazione capillare
sul territorio, alla velocità di trasmissione di dati, ai vantaggi della
rete wi-fi. Dobbiamo cogliere questa potenzialità e utilizzare Internet per organizzare al meglio la manutenzione e l’assistenza da
remoto con gli strumenti che eWON offre”. La campana rotativa
realizzata da Mas Pack in esclusiva per Rémy Martin vede installati
sia i servizi eWON che il l’Anybus X-Gateway Canopen di HMS. A
seguire direttamente il progetto è stato Massimiliano Cerrato, tecnico R&S presso Mas Pack. “L’esigenza di partenza del cliente era
unica: posizionare le bottiglie in diagonale nel cartone.
Questa soluzione ci permette però ulteriori soluzioni: ruotare le
bottiglie per effettuare il facing delle etichette, ruotare le bottiglie per la lettura di bar code/QR code che consente di tracciare
l’intera filiera produttiva prima di aprire la bottiglia”; operazioni
fondamentali per il controllo qualità, ma anche per combattere la
contraffazione che i prodotti luxury tipicamente subiscono.
64
Mas Pack ha realizzato per Rémy Martin inizio e fine linea di
imbottigliamento nello stabilimento di Cognac
Un premio all’innovazione made in Italy
Il riconoscimento è arrivato anche dal premio Innovation Challenge Lucio Mastroberardino 2013 conseguito in occasione della
Fiera Simei-Enovitis, che ha premiato la campana rotativa di Mas
Pack per la categoria ‘New Technology’, premio ricevuto dalle
mani del Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo Paolo De Castro. Un risultato importante, che dà
risalto al valore della ricerca e alla qualità della tecnologia italiana.
Ricerca e innovazione rappresentano infatti il focus di Mas Pack,
come ricorda Reita: “Se un’azienda non investe in innovazione e
non ambisce a migliorarsi continuamente, domani non andrà da
nessuna parte. Il mercato è competitivo e la tecnologia in costante
evoluzione, non è possibile restare indietro.
Per questo ci siamo attrezzati in Mas Pack, e per venire incontro
alle richieste di lavoro di diversi clienti abbiamo deciso di investire
in personale tecnico, dal momento che le risorse interne non bastavano più a coprire tutte le esigenze”. Segno che l’industria italiana è viva e reattiva, e pronta ad accogliere le nuove sfide che il
mercato attuale pone.
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di Federica Andreini
Rivoluzionare
la panificazione
ARS PAN, produttore di impianti per la panificazione, sceglie le
soluzioni di automazione Schneider Electric per progettare
macchine sempre più su misura per i propri clienti
A
RS PAN è una società focalizzata sulla progettazione di impianti industriali e artigianali nel
settore della panificazione e dei prodotti da
forno. L’azienda si occupa della produzione di
macchine complete e automatizzate a copertura
di tutte le fasi di lavorazione, a partire dai gruppi di testata
per la formatura, gli impianti climatizzati per la lievitazione
e gli impianti di cottura con differenti tipologie di materiali.
La commercializzazione delle macchine di ARS PAN comprende sia l’opzione all-inclusive sia le singole componenti,
già pronte per essere integrate in altri contesti produttivi.
L’azienda è nata 50 anni fa dalla fusione di due imprese produttrici di macchine per la realizzazione di grissini dedicate
al settore artigianale. Alla fine degli anni 60 ARS PAN si è
estesa al mercato francese con l’acquisizione di una società
locale e con la costruzione dello stabilimento di Bellinzago
Novarese, che costituisce l’attuale sede. Nel corso degli
anni 70 ARS PAN si è specializzata negli impianti di panificazione industriale e ha avviato il percorso che l’ha portata
ad assumere la struttura attuale, dedicata solo alla progettazione, l’ingegnerizzazione e la commercializzazione delle
macchine. L’azienda infatti comprende un ufficio tecnico
dedicato alla realizzazione degli esecutivi a cui si affianca
un lavoro di programmazione fornito da partner, mentre il
resto della produzione viene eseguito esternamente a parte
l’assemblaggio delle macchine di testata - la componente
principale - effettuato centralmente. ARS PAN è composta
da dodici dipendenti oltre al personale e ai supervisori che
si occupano delle fasi di assemblaggio e di collaudo delle
commesse. ARS PAN infatti realizza macchine sulla base di
specifiche richieste, a seconda di volumi, forme, velocità e
quantità, prerequisiti attraverso i quali i progettisti di ARS
PAN studiano il dimensionamento su misura per rispondere
al meglio alla necessità del cliente.
I clienti di ARS PAN sono ubicati nei Paesi francofoni oltre a
Spagna, Regno Unito, USA, Germania e in parte sul territorio
nazionale, in un mercato - quello della panificazione - sempre più complesso e ad alto livello di competitività.
Cambia il modo
di progettare
ARS PAN da tempo utilizza componentistica elettrica ed elettronica Schneider
Electric alla base della progettazione
dei suoi impianti di panificazione. “Avevamo la necessità di migliorare la gestione dell’automazione degli impianti
per rispondere alle richieste dei nostri
clienti in modo più innovativo” dichiara
Matteo Sacco, titolare di ARS PAN. “Per
rispondere a queste esigenze abbiamo
accolto la proposta di Schneider Electric, che avrebbe apportato un forte
cambiamento al nostro approccio produttivo”. Schneider Electric ha infatti
affiancato ARS PAN con un’attività di
consulenza per introdurre nuove soluzioni tali da rivoluzionare la progettazione stessa e il modo di gestire le
motorizzazioni, che costituiscono la
parte maggiormente critica delle mac-
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GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
chine prodotte dall’azienda novarese. Schneider Electric ha
proposto una soluzione basata su bus di campo in grado di
ridurre i cablaggi, migliorare la gestione della motorizzazione
e la sua flessibilità. “Nel nostro settore le principali difficoltà
sono costituite da fattori che riguardano la qualità e gli ingredienti della pasta prima di essere processata dagli impianti e
dalle molteplici regolazioni che determinano le tipologie di
lavorazione del pane” chiarisce Sacco. Poter svolgere queste
funzione attraverso un PLC dotato di porta Canopen per attivare il dialogo con i vari inverter avrebbe permesso un passo
in avanti nella concezione degli impianti di ARS PAN. A questo si aggiungeva il risparmio economico che tutto ciò poteva
generare. “Prima di conoscere Schneider Electric facevamo
realizzare esternamente i quadri elettrici in tutte le loro parti.
Internalizzare questa parte delle lavorazioni poteva costituire
un vantaggio non indifferente” sottolinea Sacco. La prima
esperienza si è verificata in occasione della costruzione di un
impianto pensato per la produzione industriale di pizze e concepito con inverter remoti. “Schneider Electric ci ha coadiuvato
in un progetto in cui gli inverter, anziché essere concentrati
all’interno di un unico quadro elettrico principale, sono stati distribuiti in più quadri elettrici di minore dimensione” chiarisce
Rinaldo Vandoni, responsabile ufficio tecnico di ARS PAN “una
tecnica che consente di sfruttare anche i loro ingressi supplementari come ingressi di campo per funzionalità quali l’acquisizione degli impulsi dalla fotocellula di fine corsa direttamente
all’interno dell’inverter, risparmiando così gli ingressi che normalmente si utilizzano a bordo del PLC”. Un escamotage che
ha consentito un forte abbattimento dei costi di produzione
sull’impiego di schede e di cablaggio.
Più valore agli impianti
Grazie a Schneider Electric, ARS PAN è stata inoltre messa in
contatto con i programmatori di Specialized Electronic Automation, un system integrator di Schneider Electric che ha
fornito la consulenza per la parte di sviluppo software e di
supporto. “Dall’incontro con Schneider Electric sono stati introdotti numerosi elementi innovativi che hanno valorizzato
ulteriormente i nostri impianti” continua Sacco “e grazie ai
quali abbiamo trasformato il modo in cui concepire la componente di meccanizzazione”. I lavoro del già ottimo ufficio
tecnico meccanico e progettuale di ARS PAN è stato cosi valorizzato dall’incontro con una realtà dedicata alla parte di
sviluppo automazione, per una combinazione di opportunità
di sicuro interesse.
Ad oggi ARS PAN utilizza per i suoi impianti tutta la piattaforma OEM Solution di Schneider Electric dedicata al controllo
e gestione delle macchine e basata sul software di sviluppo
SoMachine, che consente ai progettisti di automazione di
semplificare la programmazione e la messa in servizio della
macchina e costituisce l’ambiente più adeguato alle realtà
del settore dell’impiantistica alimentare come ARS PAN.
Schneider Electric ha proposto quindi SoMachine al cuore
dell’impianto, con tecnologia di PLC Modicon M258. Tutti gli
inverter sono basati su base di comunicazione Canopen, mentre i terminali operatore scelti appartengono alla serie Magelis
Advanced Touchscreen Panel, sempre Schneider Electric.
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I benefici che i progettisti di ARS PAN hanno ottenuto dall’utilizzo di dispositivi Schneider Electric partono da un evidente
miglioramento delle funzionalità, derivante dalla possibilità
di gestire tutti i motori attraverso bus di campo. “Il progetto
delle macchine realizzate precedentemente prevedeva inverter comandati tramite un segnale analogico in uscita dal PLC,
un fattore che in impianti comprendenti più di trenta motori
a cui corrispondono altrettante uscite analogiche non è per
nulla conveniente” aggiunge Vandoni. Senza contare che al risparmio è corrisposto anche lo snellimento del quadro e della
struttura stessa dell’impianto principale. Il tutto va aggiunto
al livello di soddisfazione corrispondente delle aziende che si
Dall’incontro con Schneider Electric sono stati introdotti
numerosi elementi innovativi che hanno valorizzato
gli impianti di ARS PAN
Teleassistenza
Un altro aspetto decisivo che ha spinto ARS PAN verso le
soluzioni Schneider Electric è il livello di teleassistenza che
è possibile fornire agli utenti che, scegliendo impianti ARS
PAN, hanno in dotazione apparati di automazione basati su
SoMachine. “La maggior parte dei nostri clienti è ubicata a più
di 600 km di distanza da noi, immaginare un servizio di assistenza e interventi in loco sarebbe impensabile e tutt’altro che
conveniente”. Gli impianti basati su sistemi di automazione
Schneider Electric permettono via Ethernet e attraverso un
qualunque browser di accedere al cuore degli applicativi sulle
macchine per svolgere attività di monitoraggio e intervenire
con le modifiche necessarie da remoto. “Si tratta una funzionalità impagabile che, oltre ad abbattere i costi di intervento,
ARS PAN si occupa della produzione di macchine complete
e automatizzate per il settore della panificazione
e dei prodotti da forno
rivolgono ad ARS PAN. “Le proposte di Schneider Electric ci
danno la sicurezza di poter portare a termine le nostre macchine secondo i requisiti chiesti dai clienti pur introducendo
un livello di innovazione senza precedenti negli impianti” sottolinea Vandoni.
In fase di progetto, l’apporto di Schneider Electric comprende
anche la consulenza progettuale di uno specialist application
engineer che, portando la competenza e l’esperienza sui prodotti acquistati, è in grado di suggerire le soluzioni più adatte
alle realtà come ARS PAN.
Questo ha diffuso la sicurezza che, a seguito dell’evoluzione
della strategia con cui ora viene pensato l’impianto elettrico
delle macchine, l’ufficio tecnico di ARS PAN può affidarsi a
Schneider Electric con la garanzia di raggiungere gli obiettivi
individuati. “Affrontare i progetti con il loro supporto ci consente di trovare la soluzione di Schneider Electric più appropriata all’impianto che dobbiamo costruire” conferma Sacco.
“Si tratta di una procedura che noi seguiamo con tutti i nostri
fornitori, per questo esigiamo la massima collaborazione da
questo punto di vista. Spesso ci vengono rivolte richieste in
ambito automazione molto particolari, per emergere sui nostri competitor dobbiamo sempre portare al cliente la risposta
più vicina alle loro aspettative”.
68
I dispositivi di Schneider Electric hanno permesso
un miglioramento delle funzionalità
ci consente di agire tempestivamente in caso di difficoltà e
di essere percepiti sempre presenti o comunque vicino alle
realtà che scelgono i nostri impianti, il tutto con la massima
sicurezza” conclude Sacco. “Con la soluzione precedente, al di
là dei limiti tecnologici dei collegamenti, avevamo una visione
solo parziale della problematica che si stava manifestando e
sempre a livello di programma. Oggi possiamo trasferire dati
ed effettuare modifiche con la massima velocità. Il risparmio
che abbiamo ottenuto è tangibile a tutti gli effetti”.
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ADSL, WiFi, CDMA, porta seriale doppia,...
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di Laura Galli
Letture perfette
Una linea di imballaggio con il rotostatore torque MTM,
ingegnerizzato da Mondial, ha permesso un movimento
angolare con elevato controllo di coppia, velocità
e posizionamento preciso, ideale anche nel settore alimentare
di etichette per il settore delle
macchine per l’imballaggio.
L’applicazione
e i suoi problemi
L’applicazione presentava tre
problemi principali: la velocità, la movimentazione con
un angolo limitato e il ritorno
puntuale su un altro pezzo. Il
problema della velocità era
relativo al fatto che lo scanner doveva seguire il pezzo
nel suo movimento e quindi
procedere sempre alla sua
stessa velocità. L’essere anche
leggermente più veloce o più
lento poteva causare la mancata, o peggio ancora, l’errata
lettura dell’etichetta.
Il secondo problema, relativo
alla movimentazione con un
angolo limitato, ha posto automaticamente fuori gioco
tutte le soluzioni classiche
ampia la proposta di prodotti con un’e- L’esperienza maturata in più di
delle tavole rotanti meccalevata integrazione e ingegnerizzazione sessant’anni come uno dei
niche, comprese le proposte
realizzati da Mondial. Un settore, quello distributori principali di
che Mondial stessa ha nella
dello sviluppo di soluzioni ad hoc, in cui trasmissioni di potenza ha
propria gamma di prodotti
la crescita dell’azienda milanese è co- portato Mondial a essere un valido
lineari. L’applicazione, infatti,
stante. L’esperienza maturata in più di sessant’anni interlocutore applicazioni che
richiedeva una tavola torque
contemplano un sistema di
come uno dei distributori principali di trasmissioni
in grado di portare la telecaposizionamento
di potenza ha portato Mondial a essere un valido
mera di scansione elettrointerlocutore per i progettisti che devono svilupnica ad alta precisione lungo
pare applicazioni che contemplano un sistema di posiziona- un settore angolare di movimentazione limitato e con una
mento. Uno dei pochi che possa fornire soluzioni a 360° per angolazione di circa 90°. Le tavole rotanti classiche non
le loro esigenze applicative. E così, nell’attività quotidiana, possono risolvere questo problema poiché il movimento
Mondial si trova sempre più spesso a incontrare nuove appli- di inseguimento temporaneo prevede una fase di ritorno
cazioni che richiedono la progettazione di prodotti su misura rapido per l’inseguimento di un nuovo pezzo, e una tavola
e che diventano nuove soluzioni da inserire nella gamma rotante meccanica risulta del tutto inadeguata a causa dell’idi prodotti che Mondial può offrire. L’ultima realizzazione nevitabile gioco di inversione del movimento.
in questo senso è il rotostatore torque MTM realizzato per Come si è visto, poiché ovviamente lo scanner procede alla
una macchina rotante che trasporta una testa di scanning stessa velocità del pezzo per leggere l’etichetta, deve poi,
È
74
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
una volta completata la lettura, tornare indietro e posizionarsi esattamente sull’etichetta del pezzo successivo per
effettuare la nuova scansione. Tutto ciò in un tempo minore
rispetto a quello che il lettore ha impiegato per leggere questo paragrafo. Messe insieme tutte le richieste applicative - e
constatato che neppure Mondial aveva una soluzione adeguata alle esigenze espresse dai progettisti della macchina
per lo scanning delle etichette - è stato coinvolto l’ufficio
tecnico di Mondial; un team di
dodici persone
tra ingegneri e
tecnici che oltre
a svolgere le
normali attività
di gestione dei
prodotti Mondial è come
una squadra
di pronto intervento che
entra in azione
quando davvero i problemi
appaiono irrisolvibili.
Il rotostatore MTM realizzato
Con l’esperienza da Mondial
acqui sita sul
campo tutti i componenti del team hanno oramai sviluppato
competenza e capacità sempre più apprezzate dai progettisti
delle aziende clienti, con cui portano avanti applicazioni innovative garantendo più qualità e valore alle proprie forniture.
La soluzione: il nuovo rotostatore MTM
La squadra tecnica del lineare si è messa subito al lavoro per
esaminare le richieste dell’applicazione e fornire una prima
valutazione del caso. Il primo problema a essere affrontato è
stata la gestione della velocità. Ricordiamo che la telecamera
doveva eseguire lo scanning dell’etichetta seguendo il pezzo
in movimento, e quindi, rispetto al movimento del pezzo
stesso, non essere né più veloce né più lenta. Ciò significa
che la velocità dello scanner deve essere controllata e, quindi
deve essere controllabile la velocità della tavola torque sulla
quale lo scanner è montato. La soluzione è stata l’utilizzo di
un encoder ad alta risoluzione con il quale si è raggiunto in
pieno l’obiettivo poiché l’elettronica dell’encoder integrato
fornisce un segnale molto discretizzato che le tavole standard normalmente non generano.
Inoltre, l’encoder ottico è insensibile ad agenti esterni contaminanti quali grasso, olio, refrigerante e campi magnetici.
L’alta risoluzione dell’encoder è anche garanzia di velocità e
coppia di rotazione molto stabili. Il rotostatore torque MTM
oltre all’encoder ottico ad alta risoluzione è assemblato con
cuscinetti a rulli incrociati Unitec. Al termine del lavoro di
progettazione il risultato è una soluzione compatta che ha
risolto i problemi di posizionamento angolare di precisione
e rotazioni continue con coppia e velocità molto costanti,
ovvero proprio le specifiche richieste dall’applicazione per
lo scanning delle etichette.
I vantaggi
Movimento angolare con elevato controllo di coppia, velocità e posizionamento preciso: sono queste le carte vincenti
del rotostatore torque Mondial MTM. Oltre alla macchina
rotante con testa di scanning etichette per il settore dell’imballaggio, Mondial ha applicato il nuovo rotostatore MTM
anche a una macchina transfer per pezzi da lavorare nel
settore macchine utensili. In effetti il ventaglio di possibili
applicazioni è assolutamente ampio. Laddove c’è la neces-
I cuscinetti a rulli incrociati Unitec utilizzati nel rotostatore
MTM fanno parte della famiglia XRB
sità di un movimento angolare con elevato controllo di coppia, velocità e posizionamento preciso il rotostatore MTM di
Mondial è la soluzione tecnica che consente di raggiungere
con efficacia i risultati.
Occorre infine evidenziare che in un unico componente, già
assemblato e collaudato, è presente il motore torque con
integrata la meccanica di supporto e il feedback ad alta risoluzione che ne permette il controllo. Un prodotto compatto,
pronto all’installazione con una gamma che comprende due
diametri di 200 e 300 mm con varie altezze e con valori di
coppia di picco che partono da 25 Nm fino ai 380 Nm e coppie continue che partono da 10 Nm ai 150 Nm. La capacità
di integrare sistemi diversi in un’unica soluzione è un valore
aggiunto del gruppo Mondial apprezzato dai produttori
macchine per l’imballaggio, food & beverage e di macchine
utensili in generale, per i quali è fondamentale disporre di
soluzioni flessibili, ‘customizzate’ e che richiedano una manutenzione minima o semplificata e che, soprattutto, risolvano le esigenze della loro applicazione.
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Mondial - www.mondial.it
75
AO
SPECIALE
di Paola Morganti
Fonte: http://www.morguefile.com/
Qualità, innovazione
e tecnologia
Gruppo Pavan fornisce a Barilla impianti per la produzione di
pasta secca in vari pastifici grazie anche alla competenza di Rittal
F
ondato nel 1946, il gruppo Pavan ha acquisito una visibilità mediatica, hanno comportato richieste particolarleadership mondiale nell’industria alimentare a mente pressanti in termini di capacità di pianificazione e orlivello di processo, tecnologia proposta e innova- ganizzazione delle attività, competenze su normative locali,
zione. In virtù di ciò, da qualche anno il Gruppo integrazione con l’impiantistica dei vari fornitori, potenzialità
Pavan ha intrapreso una
collaborazione con Barilla per la fornitura di impianti per la produzione
di pasta secca in vari pastifici presenti
soprattutto in America centrale e meridionale.
Con lo scambio reciproco di esperienze maturate nel settore è stato
possibile sviluppare progetti di elevato contenuto tecnologico, con
riferimento particolare ai processi produttivi e ai sistemi di automazione. Tra
i vari progetti, Pavan è stata incaricata
da Barilla della realizzazione e fornitura di due impianti di lavorazione
pasta lunga della capacità complessiva di 8.000 Kg/h e di un impianto
di stoccaggio per pasta corta da 200
tonnellate inseriti in un progetto più
ampio nello stabilimento di Avon
(USA). L’aumento consistente della
presenza di Barilla sul mercato americano in termini di produzione, il consolidamento di un grande marchio È stato realizzato un quadro elettrico di comando per la sezione di formatura ed
a livello mondiale nonché la grande estrusione, uno per la sezione di essiccazione e uno per la sezione di stoccaggio
76
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
e formazione delle risorse. Per l’automazione degli impianti sono state sviluppate
diverse soluzioni, tutte di elevato contenuto tecnologico, in relazione alle sezioni
di impianto da controllare.
La scelta di Rittal per qualità
e rispetto delle normative
Le scelte finali adottate per ciascun impianto di pasta lunga hanno previsto la
realizzazione di un quadro elettrico di
comando per la sezione di formatura ed
estrusione, uno per la sezione di essiccazione e uno per la sezione di stoccaggio. Per
quanto riguarda invece la sezione di stoccaggio pasta corta da 200 tonnellate sono
stati realizzati due quadri elettrici. In totale
sono stati utilizzati 50 moduli di carpenteria a modularità 800 mm per una lunghezza
quadri complessiva di 40 m. Dovendo rispettare la normativa locale e principalmente quanto prescritto dal NEC (National
Electrical Code), la scelta della carpenteria è
stata orientata verso prodotti certificati per
UL508a (Industrial control panel con grado
di protezione Nema Type 12) di comprovata
qualità riconosciuta a livello internazionale.
Questi requisiti sono stati riscontrati in
pieno su armadi di comando Rittal sistema
TS8 in acciaio verniciato. Rittal da lungo
tempo rappresenta per Pavan una scelta
sicura e affidabile molto apprezzata dai
Per la sezione di stoccaggio pasta corta da 200 tonnellate sono stati realizzati
due quadri elettrici
La scelta della carpenteria è stata
orientata verso prodotti certificati per
UL508a
clienti a livello mondiale, in virtù di punti
di forza come la piena rispondenza agli
standard internazionali, la qualità e la
facilità di assemblaggio, la qualità della
verniciatura, l’ottima modularità, la completezza dei dati tecnici, l’ampia gamma
di accessori e il design dei componenti.
Inoltre, la presenza di Rittal in tutto il
mondo consente di gestire in modo efficace la logistica, il tempismo delle consegne e il supporto tecnico.
Per l’automazione degli impianti sono state sviluppate diverse soluzioni, tutte
di elevato contenuto tecnologico
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Rittal - www.rittal.it
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AO
SPECIALE
di Patrizio Emilia
Automazione dolce
Houdijk ha recentemente
riprogettato e potenziato una
macchina utilizzata per la produzione
ne
continua di biscotti farciti alla crema
a
grazie a Rockwell Automation
H
oudijk è un’azienda che nel settore biscottifici gode
a livello mondiale di una grande considerazione per
le sue attrezzature, i sistemi di movimentazione, il
software operativo e i componenti. Forte anche di
una consolidata esperienza maturata nel corso degli
anni, Houdijk sviluppa sistemi esclusivi per diverse applicazioni in
tutto il mondo destinati ai grandi produttori di biscotti su scala
industriale. Ogni giorno milioni di prodotti passano attraverso i
sistemi di alimentazione progettati e costruiti da Houdijk, dai
forni alle linee di confezionamento. Houdijk sviluppa sistemi di
alimentazione che non si differenziano tanto per la loro complessità, quanto per la capacità di fare semplicemente il proprio
lavoro, ossia guidare il prodotto verso la fase successiva del processo operativo in modo efficiente ed efficace. Per i suoi clienti,
contare su un partner come Houdijk vuol dire avere la certezza
che anche il processo più complesso viene ottimizzato grazie
alla sua esperienza nei sistemi di alimentazione dedicati a una
gamma diversificata di biscotti. Houdijk ha adottato una completa
Gradomatic è la linea versatile proposta dall’azienda che
consente di formare file di prodotti di forma regolare, tonda,
squadrata e sagomata
78
m/
file.co
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Fonte
standardizzazione Rockwell Automation impiegando una vasta
gamma dei suoi componenti nelle architetture completamente
integrate. Tre macchine della sua gamma, Capper, Gradomatic e
Line Master, utilizzano un sistema di automazione e movimento
Allen-Bradley.
Produrre biscotti
La macchina Capper, che recentemente è stata oggetto di una riprogettazione e di un potenziamento significativi, viene utilizzata
per la produzione continua di biscotti farciti alla crema. Durante
il funzionamento, i biscotti entrano nella macchina in posizione
piatta, una metà viene capovolta e quindi farcita con la crema e
l’altra metà viene sovrapposta prima che i biscotti completati vengano trasferiti a un sistema di raffreddamento. La macchina è in
grado di gestire fino a 5.400 biscotti farciti al minuto.
La linea è equipaggiata con un PAC ControlLogix associato a un
PAC CompactLogix, rispettivamente per il controllo e il conteggio,
entrambi girano su una rete Ethernet/IP. Il rovesciamento e il posizionamento dei biscotti avviene grazie a due robot 2D Delta,
entrambi dotati di due motori. Grazie all’infrastruttura AllenBradley Kinetix la linea dispone di un sistema addizionale di
azionamento di 10 assi, e anche i nastri di entrata e di uscita
sono controllati da un servomotore che permette di tracciare
accuratamente i dati di posizionamento. L’interfaccia uomo
macchina PanelView 1000 Plus, completa l’installazione. Secondo il CEO, Bart Houdijk: “La macchina è versatile, permette
facili cambi di produzione, ha un design igienico ed è completamente controllata attraverso l’interfaccia uomo-macchina,
senza la necessità di alcuna impostazione manuale”.
Gradomatic è la linea versatile proposta dall’azienda che
consente di formare file di prodotti di forma regolare, tonda,
squadrata e sagomata. È in grado di gestire con delicatezza
grandi quantità di prodotti forniti in modo casuale, miscelando la produzione e consentendo, inoltre, di porzionarne le
quantità. Il suo design è aperto e di facile accesso per il funzionamento, la manutenzione e la pulizia. Gradomatic utilizza
un PAC Allen-Bradley CompactLogix associato a servoazionamenti ad assi multipli, PanelView e convertitori CA PowerFlex.
Infine, Line Master è una macchina con vassoio di caricamento
per il taglio a filo di biscotti con scaglie di cioccolato. In grado
di lavorare fino a 1.000 biscotti al minuto, questa macchina
utilizza una soluzione servo Allen-Bradley per creare modelli
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DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI
Informativa art. 13, d. lgs 196/2003
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da Fiera Milano Media SpA – titolare del trattamento – Piazzale Carlo
Magno, 1 Milano - per l’invio della rivista richiesta in abbonamento,
attività amministrative ed altre operazioni a ciò strumentali, e per ottem-
Line Master è una macchina con vassoio di caricamento per
il taglio a filo di biscotti con scaglie di cioccolato
di porzionamento perfettamente combinati con i vassoi dei biscotti che vengono confezionati. L’infrastruttura di controllo della
macchina è azionata da un PAC ControlLogix. La soluzione di
servoazionamento a 14 assi è ottenuta utilizzando Allen-Bradley
Kinetix mentre i trasportatori utilizzano i convertitori di frequenza
Allen-Bradley PowerFlex. Completa l’installazione l’interfaccia
uomo-macchina, PanelView 1000 Plus, che consente agli operatori di avere piena visibilità su tutti i parametri e i programmi della
macchina.
Una soluzione perfetta
“Quando abbiamo potuto scegliere ci siamo sempre orientati
su una soluzione di automazione Rockwell Automation” spiega
Houdijk. “Le ragioni sono molte. Tempi snelli di progettazione,
perare a norme di legge o regolamento. Inoltre, solo se è stato espresso
il proprio consenso all’atto della sottoscrizione dell’abbonamento, Fiera
Milano Media SpA potrà utilizzare i dati per finalità di marketing, attività
promozionali, offerte commerciali, analisi statistiche e ricerche di mercato. Alle medesime condizioni, i dati potranno, altresì, essere comunicati
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dei Giornalisti, Fiera Milano Media SpA – titolare del trattamento - rende
noto che presso i propri locali siti in Rho SS. del Sempione, 28, vengono
conservati gli archivi di dati personali e di immagini fotografiche cui i
La linea è equipaggiata con un PAC ControlLogix associato a un
PAC CompactLogix, entrambi girano su una rete Ethernet/IP
sforzi di programmazione ridotti e cablaggio minimizzato. Anche
la risoluzione dei problemi risulta molto più semplificata e il test e
la validazione sono anch’essi molto più semplici rispetto ad altre
soluzioni. Oltre ad aver ridotto i costi complessivi, beneficiamo di
una maggiore flessibilità in prospettiva di cambiamenti futuri”.
“Apprezziamo, inoltre, il livello di supporto software offerto da
Rockwell Automation” conclude “di fatto il livello di servizio è superiore a quello offerto da alcuni dei nostri fornitori. Ho sempre la
sensazione che gli ingegneri di Rockwell Automation vogliano veramente aiutarci. Per quanto mi riguarda, quando si tratta di tecnologia e servizio, Rockwell Automation è la strada da percorrere”.
Rockwell Automation - www.rockwellautomation.it
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che, ai sensi dell’art. 138, d. lgs 196/2003, non è esercitabile il diritto
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lettera a), d. lgs 196/2003, in virtù delle norme sul segreto professionale, limitatamente alla fonte della notizia. Presso il titolare è disponibile
l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili.
SPECIALE
di Francesca Tolimieri
Uno Scada
per il cioccolato
Le soluzioni GE Intelligent Platforms
al servizio dei prodotti alimentari Irca
I
rca è un’azienda familiare che sin dal 1919 si dedica alla
fabbricazione di prodotti alimentari: una gamma particolarmente ampia di articoli destinati alla panificazione e alla pasticceria. Nel corso degli anni l’impegno per l’adeguamento
e l’ampliamento degli impianti produttivi è stato costante e
attualmente i tre stabilimenti di Gallarate e di Vergiate occupano
una superficie di oltre 50.000 m2. Oltre a un forte posizionamento
sul territorio nazionale, l’azienda esporta all’estero in più di 50
paesi. La primaria preoccupazione è sempre stata quella di offrire un prodotto di elevata qualità così come un sistema logistico
accurato ed esclusivo. Il team di responsabili per la qualità di Irca
è in grado di garantire con assoluta regolarità i controlli sia delle
materie prime sia dei lotti produttivi, così da assicurare i massimi
livelli qualitativi. L’attenzione verso la qualità è testimoniata dalle
certificazioni ottenute: ISO9001, BRC, IFS. Le linee di produzione
del cioccolato sono particolarmente significative per l’azienda
che utilizza da sempre cacao di differenti origini al fine di attribuire ad ogni tipo di cioccolato caratteristiche organolettiche
esclusive. Per proporre un’articolata gamma di prodotti adatti a
soddisfare le aspettative dei più esigenti pasticceri artigianali si è
reso necessario un costante investimento nella ricerca e nelle più
avanzate tecnologie produttive. Negli anni ‘90, i responsabili tecnici dell’azienda hanno sentito la necessità di introdurre soluzioni
di automazione nelle linee di produzione del cioccolato, fino ad
allora gestite manualmente e indipendentemente a bordo macchina, con l’obiettivo di disporre di un sistema di supervisione e
controllo che consentisse visibilità e facile accesso alle informazioni al fine di incrementare produttività e qualità.
passato in macchine laminatrici a 5 cilindri allo scopo di ottenere
un prodotto estremamente fine. La seconda riguarda il concaggio, dove grosse impastatrici dette conche mescolano il prodotto
raffinato a temperatura controllata per svariate ore, sino al raggiungimento del desiderato profilo aromatico e viscosimetrico. E
la terza è la messa nei serbatoi: il cioccolato liquido così ottenuto
viene stoccato in serbatoi per essere successivamente colato e
utilizzato in forma solida o inviato in forma liquida direttamente
ai clienti. Prima di introdurre il sistema di automazione, non vi
era alcun coordinamento e integrazione tra le fasi del processo
che venivano gestite automaticamente e indipendentemente
dagli operatori, causando tempi di inattività tra le diverse fasi,
con un conseguente calo di resa della produttività. In fase di analisi, i campioni venivano presi manualmente e analizzati; i risultati ottenuti erano scritti su fogli e portati dal laboratorio. Anche
le ricette per la realizzazione delle diverse qualità del cioccolato
erano gestite manualmente: gli operatori indicavano i dosaggi
con possibilità di errori umani.
I miglioramenti da apportare
Il sistema di automazione adottato
Il processo di produzione del cioccolato è caratterizzato da tre
distinte fasi. La prima è il dosaggio delle materie prime, miscelazione, pre-raffinazione e raffinazione, dove il prodotto viene
Consapevole dell’importanza di adottare soluzioni HMI/Scada per
ovviare alle debolezze di una gestione manuale, nei primi anni ‘90
il team di responsabili tecnici dell’azienda si è rivolto a ServiTecno,
80
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
Fonte: http://www.morguefile.com/
AO
distributore italiano dei prodotti software della
famiglia Proficy per l’automazione, il controllo
e la business intelligence. Sono stati quindi
implementati i primi iFIX32, inizialmente solo
in fase di dosaggio; l’automazione completa
della linea di produzione del cioccolato, che
include anche le fasi di concaggio e messa nei
serbatoi, è avvenuta nel giro di 2 anni. I numerosi benefici ottenuti hanno spinto l’azienda a
investire in continui aggiornamenti fino ad arrivare all’ultima versione del software. Proficy
iFIX di GE Intelligent Platforms è, infatti, una
soluzione flessibile e integrata che offre eccellenti capacità di visualizzazione dei processi
e di acquisizione dei dati, nonché di analisi,
supervisione e controllo. Dispone di un robusto motore Scada e di numerosi strumenti di
connettività, di un’architettura aperta e di modalità di collegamento in rete altamente sca- I responsabili tecnici dell’azienda hanno sentito la necessità di introdurre
labili e distribuite. iFIX può essere utilizzato sia soluzioni di automazione nelle linee di produzione del cioccolato
per applicazioni semplici, come l’inserimento
manuale e la convalida dei dati tipici delle funzioni HMI, sia per maggiore velocità, maggiore compressione dei dati stessi, solide
applicazioni Scada molto complesse, come funzionalità batch, fil- risorse di ridondanza, sicurezza dei dati ottimizzata e tempi di
trazione e gestione distribuita degli allarmi. I principali vantaggi valutazione più rapidi. Proficy Historian è caratterizzato da una
tecnici includono: flessibilità di collegamento e di presentazione architettura su più livelli, è scalabile per seguire le evoluzioni
dei dati; gestione dei dati in realtime; aderenza e conformità agli dell’applicazione ed è predisposto per la pubblicazione dei dati
su web. Le sue peculiarità consentono alla aziende di prendere
standard; architettura aperta, flessibile e scalabile.
decisioni rapidamente, grazie alla disponibilità di dati necessari
Aumento e miglioramento
per analizzare e affrontare applicazioni di processo gravose. Inoldella produttività
tre, l’integrazione di Proficy Historian con gli altri prodotti della
Con l’impiego e il continuo aggiornamento di questa soluzione, famiglia Proficy permette a questa soluzione di arricchirsi di funIrca ha potuto ottenere una maggiore produttività grazie all’in- zionalità estese per la gestione e il controllo della produzione.
tegrazione delle diverse fasi e alla conseguente riduzione dei
tempi di inattività, e una migliore qualità di produzione, dovuta Informazioni dettagliate
a un controllo automatizzato dei vari dosaggi, scoprendo anche Presso Irca alcune variabili critiche dei processi di produzione neeventuali non conformità che prima erano più lunghe da rilevare. cessitavano di un monitoraggio; ad esempio in fase di concaggio
“L’introduzione di Proficy iFIX si è rivelata strategica perché non le fasi di riscaldamento e raffreddamento implicavano un cosolo ci ha consentito di migliorare i punti deboli del sistema, ma stante controllo della curva di temperatura del prodotto. Inoltre,
ci ha permesso in seguito anche di usufruire di un’importante l’azienda necessitava di una soluzione idonea nell’eventualità di
integrazione con altre soluzioni di automazione” ha dichiarato ricerca di guasti in caso di prodotti non conformi a determinate
Luca Monti, responsabile tecnico di Irca. “Inoltre, l’apertura di specifiche: era quindi necessario disporre di uno strumento che
iFIX con altri ambienti ci ha consentito di interfacciarlo con il consentisse di verificare se una linea di produzione non funzionostro sistema ERP per gestire le ricette, ottenere la tracciabilità nava correttamente. Grazie a Proficy Historian è oggi possibile
della produzione, verificare la qualità dei prodotti e controllare le raccogliere informazioni dettagliate in tutti e tre gli stabilimenti,
varie fasi di carico e scarico delle materie prime nel magazzino” che vengono archiviate su un server centrale. C’è quindi un repoha aggiunto Matteo Di Terlizzi, responsabile sviluppo software. sitory unico dove mettere i dati che possono essere esportati in
Il successo ottenuto nelle linee di produzione del cioccolato ha file Excel e analizzati a diversi livelli aziendali. Le informazioni racspinto ad ampliare l’automazione in tutti gli impianti produttivi colte consentono di verificare i tempi di downtime in un processo
dell’azienda che includono creme, farciture alla frutta, prodotti e di apportare eventuali modifiche. “L’introduzione del software e
alle mandorle, prodotti alla nocciola, gelatine, preparati per pa- il suo utilizzo combinato con Proficy iFIX ha apportato numerosi
nificazione e pasticceria. Si tratta di 20 anni di continui investi- miglioramenti in termini di produttività e prestazioni” afferma
menti da parte di Irca in tutte e tre gli stabilimenti dell’azienda. Matteo Di Terlizzi, responsabile sviluppo software. “Historian offre
Successivamente a Proficy iFIX, si è scelto di avvalersi in tutte le un vantaggio competitivo reale grazie alla possibilità di disporre
linee di produzione anche di Proficy Historian di GE Intelligent di processi decisionali migliori e più rapidi, maggiore produttività
Platforms, l’estensione della piattaforma Proficy per supportare e riduzione dei costi”.
tutte le nuove applicazioni di Plant Intelligence in grado di offrire
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eccezionali vantaggi, tra cui funzioni integrate di raccolta dati,
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
81
AO
SPECIALE
di Simone Gaia
La carne è
sotto controllo
Un’importante centro di macellazione
industriale sceglie la famiglia di panel
PC APC-3X93P di Aplex Technology
per garantire la tracciabilità e la
qualità finale del prodotto
L
e aziende food & beverage operano in un settore altamente volatile che premia la flessibilità e le attività
operative efficienti. Gusti dei consumatori in rapida
evoluzione, concorrenza agguerrita e lotta costante
per mantenere alti i margini sono solo alcune delle
sfide tipiche di tale settore. All’interno di questo panorama
occorre aggiungere che i processi produttivi in ambito food
& beverage sono soggetti a una supply chain complessa con
particolari criticità al suo interno che obbligano l’integratore a
tenerne in forte considerazione. Esse vanno dalla disponibilità
delle materie prime, fino alla presenza nell’ambiente di acqua
libera o in sospensione e quindi un alto tasso di umidità. Questo perché è necessario garantire la massima igiene che di fatto
subisce un lavaggio continuo indispensabile per eliminare lo
sporco, fonte principale di batteri e virus. Inoltre, aziende dotate di sistemi flessibili riescono a rispondere rapidamente alle
richieste del mercato. Di fatto la flessibilità aumenta la rotazione
delle scorte, riducendo la necessità di fare magazzino. Un’ulteriore criticità è legata al fatto che la maggior parte delle applicazioni in questo comparto devono garantire enormi livelli di
produttività e operatività.
Monitoraggio, supervisione e controllo
L’automazione riducendo le operazioni manuali limita notevolmente la possibilità di errore. All’interno di questo scenario le
soluzioni HW/SW che possiedono interesse all’interno del comparto food & beverage sono di fatto quelle che consentono di
creare una soluzione Scada completa e compatta. L’utilizzo di
panel PC dotati di touchscreen e di sinottici semplici e intuitivi
che consentano all’operatore il monitoraggio, la supervisione
e il controllo dei vari passaggi della filiera produttiva è una richiesta basilare per gestire in modo efficiente non solo la produzione ma anche la qualità e la flessibilità. Le caratteristiche
che questi panel PC devono possedere sono: un display ad
alta luminosità, uno chassis in acciaio inossidabile a bassissima
porosità, tale da consentire non solo una pulizia continua ma
anche la protezione dall’umidità circostante. Collegato a questo fattore una caratteristica quale il water-proof totale (fino a
82
IP69k) e quindi non solo del lato frontale ma anche dei connettori è un particolare da non trascurare. A completare il discorso
durabilità e scalabilità nel tempo sono fattori da non trascurare.
Lavorazioni sotto controllo
All’interno di un siffatto scenario si colloca il presente caso applicativo, che ha come protagonisti un importante centro di
macellazione industriale e la famiglia di panel PC APC-3X93P di
Aplex Technology. La richiesta era quella di dotare alcune postazioni di lavoro di panel PC che consentissero all’operatore il
controllo, la verifica e la validazione di alcuni passaggi che durante la lavorazione del prodotto sono necessari per garantire
la tracciabilità e la qualità finale del prodotto.
Tali operazioni vengono gestite attraverso un sinottico che
crea un ponte tra la parte produttiva e quella commerciale. Per
quanto riguarda il versante commerciale un computer del mercato consumer è più che soddisfacente dovendo lavorare all’interno di un ambiente protetto. Viceversa sul lato produzione le
condizioni di lavoro sono molto più difficili data la quantità di
acqua libera sia calda, sia fredda presente e quindi il macello
cercava una macchina industriale performante e di qualità. La
scelta è caduta sull’APC-3793P. Questo panel PC, fanless e in
acciaio inossidabile, possiede a bordo il processore Intel Atom
D2550 a 1,8 GHz e 2 GB di memoria RAM. Il taglio di display
scelto è stato il 17”, anche se sono disponibili il 15” e il 19”, con
risoluzione 1.280x1.024. Ha un’alimentazione estesa da 11 a
32 V, touch screen di tipo multitouch e possibilità di montaggio Vesa. A queste caratteristiche di base occorre aggiungere,
per comprendere meglio perché la scelta sia caduta su questo
panel PC, che sul lato posteriore i connettori per le risorse di I/O
sono del tipo M12 e che il suo grado di protezione sia IP69k. Tale
norma prevede che un dispositivo debba resistere a condizioni
di lavaggio a pressione con getti d’acqua avente temperatura di
80 °C, pressione compresa tra 80 e 100 bar e portata compresa
tra 14 e 16 l/min che lo possono colpire da diverse angolazioni
che vanno da 0 fino a 90 °C.
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
Sistemi Avanzati Elettronici - www.sisav.it
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A4.indd 1
4/29/2014 12:14:36 PM
SPECIALE
di Enrica Biondini
Costanza e alte
performance
Teamac sceglie i prodotti Sick per realizzare macchine per il
confezionamento del tè
T
eamac è un’azienda specializzata nella produzione di
macchine per il confezionamento del tè in sacchetti
filtro a doppia camera, con filo ed etichetta, chiusi
utilizzando due semplici nodi, senza punti metallici
o altri materiali aggiuntivi. L’obiettivo di Teamac è infatti quello di offrire al mercato una soluzione completamente
ecologica, sostenibile e biodegradabile, in grado di mantenere
inalterato il sapore puro e naturale del tè. Teamac è una società
molto attenta alle richieste dei suoi clienti, per questo motivo ha
sviluppato diverse soluzioni basandosi su alcuni requisiti essenziali, come qualità, efficienza e versatilità, ottenendo tra l’altro il
miglior risultato qualità prezzo disponibile oggigiorno sul mercato. Questi requisiti, insieme all’evoluzione tecnologica delle
sue macchine e, non da meno, la sua appartenenza al Gruppo
Marchesini, hanno contribuito al successo internazionale dell’azienda che, ad oggi, ha installato oltre 120 macchine in tutto il
mondo, dall’Europa agli Stati Uniti, Asia e Africa. Teamac produce
due modelli di macchina: MD20 e MD20 Plus. La MD20 nasce
per rispondere alla richiesta di semplicità mentre la MD20 Plus
si concentra sulla flessibilità di produzione. Entrambe le macchine non utilizzano punti metallici per fissare il filo alla bustina
e all’etichetta, bensì chiudono la bustina effettuando due nodi
con lo stesso filo. Questo tipo di chiusura è davvero innovativo e
completamente ecologico. La macchina MD20 produce bustine
doppia camera confezionate in busta esterna termosaldata e
può essere dotata di uscita con conteggio per prelievo manuale,
oppure con inscatolatore automatico. La macchina MD20 Plus,
soprannominata ‘la macchina versatile’, è in grado di produrre
bustine doppia camera semplici, bustine confezionate in busta
esterna termosaldata, oppure confezionate in busta esterna zigrinata. La macchina è fornita anche con un gruppo optional
atto ad alimentare, aprire, riempire e chiudere le scatole automaticamente in file singole o multiple di bustine pre-contate.
84
Le macchine di Teamac per fissare il filo alla bustina
e all’etichetta effettuando due nodi con lo stesso filo
Con entrambe le macchine, MD20 e MD20 Plus, è possibile lavorare diverse tipologie di scatole (flip-top, tuck-in ecc.), incluse
scatole speciali e completamente chiuse con sistemi di apertura
incollati ‘a strappo’.
Tutti i componenti delle macchine sono prodotti in Italia all’interno
di fabbriche specializzate del Gruppo Marchesini, con garanzia di
alta qualità, efficienza e affidabilità che garantisce una velocità di
produzione di 200 pezzi al minuto, in qualsiasi configurazione.
Teamac, grazie alla speciale tecnologia del sistema di annodatura,
consente anche di abbassare sensibilmente i costi di produzione,
riducendo il consumo dei materiali e dei pezzi di ricambio rispetto
alla concorrenza.
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
Fonte: http://www.morguefile.com/
AO
Qualità e costanza
Per dare un valore aggiunto alle sue macchine, Teamac ha
scelto di affidarsi a un fornitore di fama internazionale: Sick.
Infatti, a partire dalla sensoristica di base fino a quella più sofisticata, Teamac ha equipaggiato le sue macchine principalmente con i prodotti Sick. La versatilità dei prodotti Sick ne
ha consentito l’utilizzo in molteplici applicazioni, dalla lettura
delle foglie di tè, tramite il sensore capacitivo CM30 sino alla
lettura, in movimento, della carta filtro che forma il sacchetto
con il KT mini. Inoltre, attraverso la tecnologia di Sick i tempi di
cambio materiali delle macchine si sono ridotti, ottimizzando
Per dare un valore aggiunto alle sue macchine, Teamac ha
così i costi di produzione. Grazie alla flessibilità e alla facilità scelto di affidarsi a Sick
di set-up di questi sensori, infatti, il cambio di materiali, di
stampa e di colori diventa un’operazione di pochi secondi. In
precedenza, in queste fasi, venivano riscontrati svariati problemi di messa a punto dei sensori, dovuti principalmente
alla natura polverosa dell’ambiente in cui si opera. Come le
principali macchine di ultima generazione, le bustine di tè
vengono chiuse con un punto di cucitura (senza punto metallico) e, per garantire ai suoi clienti il miglior livello qualitativo,
Teamac ha scelto di installare una telecamera di visione Sick,
Inspector, che controlla, oltre al sacchetto, anche la corretta
cucitura. Il sensore di visione Sick, mediante il controllo dei
pixel, discrimina con affidabilità il prodotto corretto dalla condizione di scarto. L’alta velocità di elaborazione e la ripetibilità
dei suoi tempi di risposta permettono a Inspector di eseguire
il controllo anche alla massima velocità della macchina, senza
porre limiti alla capacità di produzione. Inspector, come Teamac, rappresenta l’ultima generazione di soluzioni tecniche,
che consentono di operare in ambienti polverosi dove sono Tutti i componenti delle macchine sono prodotti in Italia
maggiormente richieste doti di affidabilità, facilità di manu- all’interno di fabbriche specializzate del Gruppo Marchesini
tenzione, resistenza all’abrasione e ai detergenti usati per la
pulizia. “La telecamera Inspector è un prodotto eccezionale per industriale, ha trovato in Sick un partner di fiducia in grado di gacome è stato sviluppato e installato sulle nostre macchine in rantire la massima efficienza per le sue macchine, oltre a offrire
quanto i nostri sacchetti vengono chiusi con un nodo cucito ed una gamma di prodotti a 360°. “Anche altri fornitori propongono
è necessario utilizzare sensori in grado di discriminare anche il prodotti validi, ma la qualità offerta, per le nostre applicazioni,
più piccolo difetto. Inspector è in grado di effettuare proprio que- non è uguagliabile a quella garantita da Sick. In particolare, ci ha
sto tipo di controllo” ci spiega lo staff tecnico di Teamac. “Siamo convinto la ripetibilità delle performance di questi sensori nel
molto soddisfatti di aver optato per Inspector perché mantiene tempo e tra diverse forniture” ci spiegano ancora i responsabili
costanti le sue performance anche dopo anni e soprattutto non tecnici della Teamac. Sick, con oltre sessantacinque anni di esperisente degli ambienti polverosi. Grazie a questa telecamera di rienza nell’innovazione tecnologica, è uno dei principali produtvisione, l’affidabilità delle nostre macchine è garantita”. Teamac, tori di sensori per l’automazione di fabbrica, logistica e processo.
dopo aver testato diversi fornitori nell’ambito dell’automazione Vanta una presenza globale in quasi 50 ubicazioni tra filiali e siti
produttivi nel mondo, rappresentanze e agenzie di vendita. “I prodotti
Teamac
Sick, come le nostre macchine, sono
di qualità eccelsa e ben distribuiti in
eamac è stata fondata nel 1993, nella vasta pianura bolognese conosciuta anche come
tutto il mondo; quest’ultima carat‘packaging valley’. L’azienda è stata creata da Alberto Daunisi che, con i suoi passati ventiteristica è fondamentale per noi in
cinque anni di esperienza nella realizzazione di macchine per il confezionamento, aveva un
quanto i nostri clienti devono poter
sogno: realizzare una macchina per confezionare il tè in bustine completamente ecologiche
disporre del massimo livello di servipreservando il sapore puro e naturale della bevanda. Questo sogno è divenuto realtà: le
zio per evitare fermi macchina che si
macchine MD20/MD20 Plus, lanciate sul mercato nel 2002, rappresentano la sintesi della tradizione,
traducono in sprechi di tempo e decompetenza e innovazione nella produzione delle bustine doppia camera senza punto metallico. Teamac,
naro” conclude la direzione aziendale
di cui Daunisi è amministratore delegato, fa parte, dal 2003, del Gruppo Marchesini, una realtà fortedi Teamac.
T
mente consolidata che rappresenta uno tra i più grandi produttori di macchine per il confezionamento
nel settore alimentare, farmaceutico e cosmetico con 18 filiali e oltre 1.000 dipendenti nel mondo.
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
Sick - www.sick.it
85
SPECIALE
di Sergio Valletti
Fonte: http://www.morguefile.com/
AO
Tutto sulla misura
Valcom si propone come partner strategico in particolare per la
misura di livello di prodotto finito per impianti oleari e acetaie
D
a oltre 35 anni Valcom svolge un’attività di progettazione e produzione di strumentazione per
la misura e il controllo dei processi industriali
nelle variabili di livello, pressione, temperatura,
portata, pressione differenziale, peso specifico
e presenza di liquido. Recenti applicazioni di successo hanno
riguardato sistemi di monitoraggio di impianti oleari e acetaie, le cui caratteristiche devono ruotare attorno alle sfere
di sicurezza e affidabilità, che indirettamente condizionano
il consumatore finale di oli e aceti.
La compatibilità dei materiali meccanici, combinati alla
corretta scelta degli oli sintetici di riempimento della sensoristica inerente la rilevazione e la misura di variabili di
processo, sono argomentazioni logiche e banali, che però
tuttavia ci si trova ad affrontare spesso, soprattutto in questo
difficile periodo in cui la competitività si è fatta pericolosamente aggressiva, talvolta a scapito della qualità dei prodotti
e delle compatibilità di applicazione.
Un prodotto compatibile con l’applicazione però, sappiamo
bene non è sufficiente all’affidabilità e al buon funzionamento nel tempo della strumentazione da campo; è necessario prevedere attacchi al processo sanitari, che permettano
un’adeguata pulizia delle parti bagnate a contatto con il processo, una corretta valutazione dei parametri di misura (pressione e temperatura) e adeguate informazioni sulla viscosità
e il peso specifico del prodotto, al fine di ottenere una misura
di processo corretta e soddisfacente.
Valcom si propone come partner strategico in particolare
per la misura di livello di prodotto finito per impianti oleari
e acetaie. Il sistema di monitoraggio, configurazione e programmazione remota HMI è in grado di visualizzare in tempo
reale tutte le variabili di qualsivoglia processo collegate, con
la possibilità di implementazione di funzioni di data-logg-
86
La Serie T7N per la misura di pressione da 100 mbar a 1.000 bar
ing e alarm-setting, indispensabili per monitorare i trend e
per prevenire situazioni di troppo vuoto o troppo pieno. I
vantaggi sono presto detti: abbattimento dei costi di installazione, compatibilità garantita, monitoraggio e variazione
parametri comodamente da PC. Le tecnologie di misura
possono comprendere misure di livello, temperatura e pressione, a seconda della specifica esigenza. I dati visualizzati
e registrati secondo la funzione di logging possono essere
trasferiti a un livello superiore di controllo e supervisione per
mezzo di collegamento Ethernet (RJ45) 10/100 Base, o attraverso uscite bus di collegamento standard RS232 o RS485
che possono essere montate integralmente al pannello di
visione su richiesta del consumatore finale.
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
Il sistema di monitoraggio, configurazione e
programmazione remota HMI è in grado di visualizzare in
tempo reale tutte le variabili di qualsivoglia processo
collegate
Le misure
Per la misura di livello ad esempio sono possibili le varie soluzioni che elenchiamo qui di seguito. A battente fluidosta-
fluido è soggetto a una forza dal basso verso l’alto uguale al
peso del volume del fluido spostato.
A galleggiante, con la serie T7L senza dubbio tra i più affidabili sul mercato. Questo principio di misura permette
un’analisi costante e continua del livello con straordinaria
ripetibilità, e la misura non è mai influenzata da parametri
quali conducibilità, pressione, temperatura, viscosità o forma
del serbatoio.
Radar, con la serie RMG. L’impulso radar non è influenzato
dal contenuto del serbatoio, dall’atmosfera, da temperatura
o pressione, per questo la tecnologia radar è ritenuta essere
la più affidabile nelle applicazioni di tank gauging.
Per la misura di pressione, tipicamente viene utilizzata la
Serie T7N o T72 (versione cieca senza display), con attacco
filettato o flangiato per campi di misura da 100 mbar a 1.000
bar, eventualmente dotata di estensioni o capillari in grado
di consentire misurazioni per campi ridotti, anche per serbatoi le cui temperature di processo superano i 300 °C.
Per la misura di temperatura infine invece viene utilizzata la
Serie T7T con pozzetti termometrici o attacchi diretti, dotati
di risoluzione eccezionale (0,0015 °C per range 100 °C), la cui
precisione complessiva può essere in classe DIN A, DIN B, 1/4
DIN o 1/10 DIN.
Per la misura di livello sono possibili varie soluzioni
La Serie T7T con pozzetti termometrici o attacchi diretti
tico, con attacco laterale serie T76 o a immersione serie T7IM,
dotati di attacchi al processo filettati o flangiati e sanitari, e
possono essere realizzati in materiali speciali come HC, HB,
Ti, Ta, o completi di separatori di fluido in AISI316, leghe speciali o dorati per applicazioni su fluidi corrosivi.
A battente fluidostatico per serbatoi pressurizzati, per mezzo
del trasmettitore di pressione differenziale T7K dotato di
estensioni o capillari in grado di consentire misure per campi
ridotti, anche per serbatoi le cui temperature di processo superano i 300 °C.
A dislocatore della serie T7B, che basano il loro funzionamento sul principio di Archimede e sono progettati per la
misura in continuo del livello ma anche dell’interfaccia o del
peso specifico di liquidi. Secondo il principio di Archimede
infatti, un corpo immerso totalmente o parzialmente in un
Ciò che contraddistingue Valcom e che crediamo sia ciò su
cui l’azienda dovrà puntare negli anni a venire non è solo
l’ampiezza dell’offerta produttiva, ma anche, essendo produttori della strumentazione offerta, la flessibilità sulla fornitura degli strumenti e la capacità di soddisfare le esigenze
dei clienti in tempi brevi. La fase di sviluppo dell’offerta è
ritenuta fase fondamentale al fine di recepire tutte le informazioni relative al tipo di processo su cui lo strumento
verrà utilizzato, poiché il primo obiettivo è il raggiungimento
della soddisfazione del cliente. Questo aspetto viene costantemente integrato da un’elevata qualità del prodotto e un
efficiente servizio di assistenza pre e post vendita secondo
standard qualitativi ormai da tempo consolidati.
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
Valcom - www.valcom.it
87
AO
RASSEGNA
di Alessandro Dandolo*, Alessandra Pelliconi
Rfid e NFC
Con Rfid (Radio Frequency IDentification) si intende una tecnologia che
utilizza la radiofrequenza per l’identificazione e/o la memorizzazione
automatica dei dati di oggetti; è basata sulla capacità di memorizzazione di dispositivi elettronici denominati ‘tag’ e sulla loro capacità di
rispondere ‘all’interrogazione’ a distanza da parte di apparati fissi o portatili chiamati ‘reader’, che, attraverso onde radio, comunicano le informazioni in essi contenute. L’infrastruttura di un sistema Rfid è costituita
tipicamente da tre elementi fondamentali: tag o ‘trasponder’, reader o
‘ricetrasmittente’ e sistema di gestione o ‘management system’. Nello
specifico, il tag è un microchip usato per la memorizzazione di piccole
quantità di informazioni che possono essere lette a radiofrequenza dai
reader. A seconda che possano solo essere interrogati o siano anche in
grado di inviare autonomamente un segnale di riconoscimento, i tag si
classificano in passivi, semi-passivi o attivi. Possono quindi anche contenere un’alimentazione autonoma e una memoria interna leggibile e
riscrivibile ed essere interfacciati a sensori legati all’oggetto da gestire.
I reader sono dispositivi dotati di antenna, che permette loro di identificare i tag presenti in una certa area sotto controllo; instaurano quindi
una comunicazione che consiste nella semplice lettura o anche nella
scrittura di dati. Per la comprensione e l’elaborazione delle informazioni inviate dai tag, i reader sono connessi a un sistema di gestione
dei dati. Quest’ultimo, nel caso delle applicazioni più semplici può essere integrato nei dispositivi mobili, consentendo una gestione logistica e di tracciamento dei beni identificati, in applicazioni gestionali
più complesse, invece, interagisce con i sistemi informatici aziendali
(ERP). Quando si parla di NFC (Near Field Communication), anche detta
‘comunicazione di prossimità’, si considera invece una tecnologia di
comunicazione wireless bidirezionale a corto raggio che permette di
trasferire facilmente piccole quantità di dati in modalità wireless e senza
l’uso di complicati codici di riconoscimento tra diversi dispositivi. Essa
rappresenta una ridefinizione e un’evoluzione della tecnologia Rfid, facilmente integrabile per esempio nei telefoni cellulari. Il sistema NFC
consente la comunicazione tra due dispositivi posti a breve distanza,
considerando un range di comunicazione di circa 10 cm, e integra la
88
tecnologia in dispositivi che possono operare sia in modalità tag, sia in
modalità reader, come avviene negli smartphone. Una delle differenze
più significative rispetto all’Rfid è costituita dall’esistenza di tre modalità di funzionamento dell’NFC. Se infatti l’Rfid può lavorare in modalità
‘reader\writer’, l’NFC aggiunge due modalità d’uso: ‘peer-to-peer’ e
‘card emulation’. Nel caso di una comunicazione reader/writer (tipica
dell’Rfid), un dispositivo abilitato NFC può leggere e scrivere un tag passivo; la comunicazione bidirezionale peer-to-peer, invece, avviene tra
due dispositivi o smartphone abilitati all’NFC. Quindi in maniera alternata ogni dispositivo si comporterà da reader e poi da tag. La modalità
card emulation, infine, permette al dispositivo di emulare un tag NFC.
Con questo tipo di funzionamento lo smartphone si comporta come un
componente passivo. Queste caratteristiche permettono di utilizzare la
tecnologia NFC per vari scopi, per esempio ticketing, mobile payment
e identificazione. Negli ultimi anni diverse aziende hanno cercato di
introdurre le tecnologie a radiofrequenza nei processi logistici e di tracciabilità, ma un gran numero di progetti pilota non hanno avuto l’evoluzione ipotizzata. L’adozione delle tecnologie a radiofrequenza non ha
infatti solo un impatto tecnologico e/o informatico, ma soprattutto di
processo, per cui è necessario che, come prima cosa, venga effettuata
una corretta analisi dei processi e delle procedure interessate, per valutare al meglio l’impatto delle nuove tecnologie e i benefici che queste
possono portare. È inoltre necessario che, oltre a definire i risultati che
si intendono raggiungere, si evolva da un approccio ‘tecnologico’, che
verifica la mera funzionalità tecnica della soluzione, a un approccio di
tipo ‘business’, che evidenzia la convenienza ad adottare una certa soluzione, come avviene per qualsiasi progetto di investimento aziendale.
Questo permette di valutare i limiti della tecnologia e allo stesso tempo
le sue potenzialità. In molti casi, progetti di efficientamento operativo
hanno permesso di raggiungere obiettivi paralleli, per esempio la certificazione di originalità del prodotto o la tracciabilità estesa dal produttore al consumatore.
(*) Managing Partner Alfaproject.net
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
Fonte. www.123rf
Qual è la differenza tra Rfid (Radio Frequency IDentification) e NFC
(Near Field Communication)? La tecnologia Rfid utilizza la radiofrequenza per
l’identificazione e/o la memorizzazione automatica di dati, la NFC è una tecnologia di comunicazione wireless bidirezionale a corto raggio che
permette di trasferire piccole quantità di dati in modalità wireless…
ASE IDENTIFICATION COMPONENTS
giunte tastiere modulari; la connettività wireless include Bluetooth per
ASE, azienda di riferimento nella proposta di componenti professionali
la stampa e 802.11 a/b/g per il trasferimento dati. Un’ultima novità è
per l’identificazione automatica, presenta la famiglia di lettori BlueBox
rappresentata dal modulo Rfid per zona 1 integrato, che permette di
Gen3. Si tratta di lettori Rfid UHF (operanti in un range di frequenza
leggere tag per frequenze LF, HF e UHF anche in zona con pericolo
programmabile via software compreso tra 840 e 960 MHz) che comud’esplosione, idoneo per l’utilizzo sia con le frequenze EU (865,6 a 867,5
nicano a un sistema host attraverso linea seriale RS232/RS485 e con
MHz) sia USA (902,0 a 928,0 MHz - FCC CFR 47 part 15.247). Infine, MC
connessione Ethernet 10-100 M. I lettori sono disponibili sia con an92N0 ex è certificato Atex per applicazioni in area EX, zona 1, zona 2,22
tenna integrata, sia con possibilità di collegamento di una o due ane UL Class I Div1 ed è disponibile sia in versione G con impugnatore a
tenne esterne, per garantire un range di lettura personalizzato per ogni
pistola, sia nel modello K senza impugnatore.
tipo di esigenza.
Tali dispositivi vengono comunemente impiegati per eseguire le opeI BlueBox Gen3, progettati per permettere l’installazione senza la nerazioni di manutenzione programmate (per esempio su estintori) opcessità di aprire il dispositivo, consentono di variare via software la popure operazione di verifica e calibrazione di strumenti installati in zona
tenza d’antenna fino a un massimo di 30 dBm, riuscendo a ottenere
con pericolo d’esplosione. Infatti, grazie a tool dedicati installati sul paldistanze di lettura superiori a 10 m. Sono dotati di 2 uscite digitali
mare, non ultimo il lettore di codice a barre, il manutentore o addetto
(relè), 2 ingressi digitali optoialle verifiche degli strumenti in campo viene guidato passo
solati, 3 LED per la visualizzapasso, tramite schermate intuitive, in tutte le operazioni di
zione dello stato del lettore e
verifica e reportistica direttamente in zona EX. Quando
1 buzzer per la segnalazione
torna in ufficio l’operatore può poi scaricare su di un PC tutti
acustica. Ogni prodotto di
i dati memorizzati all’interno del palmare.
questa famiglia garantisce il
www.bartec.it
grado di protezione IP67 e può
FASTHINK
essere utilizzato nei processi di
Fasthink, azienda del Gruppo Telekom Assist Europe, all’aautomazione industriale, nel
vanguardia nella fornitura di componenti e soluzioni intecontrollo degli accessi e per
grate basate su tecnologia Rfid, NFC e mobile computing,
applicazioni nell’automazione
realizza soluzioni altamente specifiche e innovative per
in generale; grazie a connetrisolvere e migliorare i processi negli ambiti della tracciatori M12 è possibile effettuare
ASE IDENTIFICATION COMPONENTS
bilità delle merci, nell’automazione industriale, nella racil cablaggio in modo semplice
colta dati, nella logistica e
e veloce.
nei pagamenti elettronici.
www.asedis.it
Una realtà professionale che
BARTEC
realizza servizi di analisi, proBartec, società specializzata
gettazione, consulenza, sviin sistemi di automazione per
luppo hardware e software
aree con pericolo di esplosione,
con tecnologie Rfid, barcode
ha ampliato la propria gamma
1D/2D, mobile computing,
relativa ai sistemi wireless e Rfid.
wireless networking e locaIl palmare MC 92N0 ex Bartec
lizzazione (Rtls). In particointende confermare il successo
lare, le Rfid Smart Label UHF,
FASTHINK
del modello MC 9090 ex nel foretichette intelligenti per il
nire una soluzione di accesso
settore della logistica, per la tracciabilità di documenti e per il retail,
mobile per la supply chain del
sono personalizzabili nei formati e nei materiali e sono facilmente apsettore chimico, alimentare,
plicabili su diverse tipologie di materiale con diverse opzioni di colfarmaceutico e petrolchimico.
lante. Il dispositivo SIC4310 di Silicon Craft è invece un transponder Rfid
Cuore del sistema è il procesISO14443 dual port accessibile e programmabile in modalità wireless
BARTEC
sore TI Omac 4430 dual-core
attraverso la comunicazione NFC e consente di realizzare in modo raProcessor/1 GHz dotato di memoria 1 GB/2 GB flash RAM/ROM espanpido ed economico applicazioni dedicate al mondo Internet of Thinks,
dibile con 32 GB tramite SD. La versione con Wlan integrata permette
ossia la connessione di oggetti o sensori in rete con l’ausilio di tecnololo scambio dati in tempo reale con il sistema host; il sistema operativo è
gie wireless e dispositivi palmari o smartphone.
Windows mobile 6.3.5. Con un solo dispositivo MC 92N0 ex permette di
NFC Interactive Poster è una delle applicazioni di SIC4310, progettata
acquisire immagini e codici in diversi settori aziendali a distanze comper usi pubblicitari, che consente di scaricare promozioni e coupon
prese tra 10 cm e 12 m. La batteria promette un giorno intero di durata
semplicemente toccando il poster con telefonini dotati di tecnologia
e può essere sostituita in zona con pericolo d’esplosione. Al display a
NFC.
colori 3,7” VGA dotato di tecnologia touchscreen possono essere agwww.fasthink.com
Alfaproject.net
ata nel 2000 all’interno dell’‘Acceleratore d’Impresa’ del Politecnico di Milano, con l’obiettivo di creare una realtà in grado di
integrare l’ottimizzazione dei processi con le nuove tecnologie in
totale indipendenza rispetto alle aziende fornitrici, Alfaproject.net si
propone di ‘supportare le imprese nella delicata fase di efficientamento dei processi produttivi, logistici e di supporto attraverso
un approccio ingegneristico e l’innovazione tecnologica’. Specializzata e
focalizzata nell’efficientamento della supply chain, da anni affianca i manager
N
di grandi organizzazioni nel delicato compito di cost reduction e di value
generation. Ha maturato numerose esperienze nell’ambito della tracciabilità
tanto da essere riconosciuta sul mercato come ‘Track-Ability Company’, con
elevate competenze tecnologiche e di processo supportate da una profonda
conoscenza dei modelli industriali di riferimento (Lean Manufacturing, World
Class Manufacturing, Itil ecc.) che le consentono di proporsi quale valido
partner e consulente per lo sviluppo di applicazioni in questo settore.
www.alfaproject.net
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
89
AO
RASSEGNA
HONEYWELL SCANNING & MOBILITY
Il nuovo dispositivo ibrido aziendale Dolphin 70e di Honeywell combina le dimensioni, lo stile e la praticità di un dispositivo consumer
con l’affidabilità e la resistenza di un tradizionale dispositivo industriale. Contraddistinto da linee pulite e materiali di prima qualità, il
formato di Dolphin 70e garantisce la stessa semplicità di utilizzo dei
dispositivi di uso personale, ma consente
anche di affrontare le
sfide imprevedibili che
caratterizzano gli ambienti aziendali basati
su dispositivi mobili.
Nello specifico, Dolphin
70e è dotato di vetro
Corning Gorilla Glass,
per una maggiore robustezza del display e
involucro in grado di
resistere a cadute ripetute su cemento da 1,2
HONEYWELL SCANNING & MOBILITY
m e a più di 1.000 urti
da 0,5 m. Grazie al display touchscreen, che assicura un’elevata visibilità in qualsiasi condizione di luminosità, il dispositivo di Honeywell
costituisce una soluzione adatta per ambienti interni ed esterni. Inoltre, la connettività wireless veloce e affidabile fornisce una copertura
senza fili completa consentendo l’accesso in
tempo reale ai dati critici. La predisposizione
per Remote MasterMind offre funzionalità
estese al personale con
esigenze di mobilità, riducendo il costo totale
di proprietà e fornendo
una soluzione ‘chiavi in
mano’ per la gestione
remota dei dispositivi.
Infine, i piani di assistenza Service Made
Simple offrono una
protezione sull’inveIFM ELECTRONIC
stimento completa e
senza problemi per un
massimo di cinque anni
successivi all’acquisto,
estendendo il ciclo di
vita dei prodotti ben
oltre la normale durata
dei dispositivi consumer.
www.honeywell.com
IFM ELECTRONIC
Come componenti complementari della gamma Rfid UHF di IFM
electronic, i lettori Rfid DTE810 per l’Europa e DTE910 per gli Stati
Uniti sono dotati di un’interfaccia Ethernet/IP standard con connettore M12 per un’integrazione rapida e facile nel sistema di controllo
superiore dell’automazione o del processo. Le antenne ANT805 e
ANT810 sono destinate alle applicazioni che richiedono minime distanze di lettura e una grande selettività. L’antenna ANT820 viene
invece utilizzata per applicazioni con letture a media distanza, fino a
2 m. Le antenne ANT830, con un angolo di apertura di 70° e realizzate
per applicazioni con letture a lunga distanza, sono particolarmente
adatte per la realizzazione di portali di rilevamento. Il sistema UHF
di IFM electronic consente una moltitudine di applicazioni di iden-
90
tificazione nella produzione, logistica e movimentazione grazie ad
antenne efficienti con campi magnetici circolari: prodotti, imballaggi
o pallet possono essere identificati senza contatto. Oltretutto, grazie
all’involucro robusto con grado di protezione IP65 e un ampio campo
di temperatura, i lettori sono conformi ai requisiti di ambienti industriali con condizioni austere.
www.ifm.com
LAB ID
Tracciabilità e anticontraffazione a prova di errore: sono questi i motivi che hanno portato i progettisti di LAB ID a realizzare dei nuovi tag
Rfid UHF ad alte prestazioni. Dalle dimensioni ridotte, i nuovi tag della
serie UH601, evoluzione dei tag UH600, permettono di etichettare
oggetti di piccola entità quali orecchini, anelli, orologi ma anche fiale
o minuteria sanitaria
come farmaci e relativi
blister e contenitori.
Questi tag UHF sono
più sensibili rispetto
alla famiglia precedente
e garantiscono distanze
di lettura più elevate,
circa qualche metro,
che, vista la dimensione
dell’antenna, è un risultato eccezionale. Si
LAB ID
tratta di inlay Rfid molto
particolari, perché sono
stati studiati a seguito di un’analisi molto dettagliata delle problematiche legate alla tracciabilità nei beni di lusso, nella distribuzione, ma
anche in altri ambiti, quali la sanità.
Per LAB ID la nuova famiglia rappresenta un fiore all’occhiello dello
sviluppo. I tag UHF UH601 hanno attirato l’interesse e ricevuto riconoscimenti da parte dei migliori centri di ricerca internazionali come
l’Università dell’Arkansas, riferimenti indiscussi nel mondo dell’identificazione Rfid.
www.lab-id.com
SCHNEIDER ELECTRIC
Il sistema Rfid Ositrack a 13,56 MHz proposto da Schneider Electric
è la soluzione ideale per l’identificazione in numerose applicazioni
e funzioni: è un sistema aperto, facile da installare (può essere applicato direttamente sul metallo), collegare e configurare e risponde
alle norme ISO 18000-3, ISO 15693 e ISO 14443. È quindi possibile
scegliere liberamente le
memorie dall’offerta industriale o dall’offerta ISO
(non protetta) disponibile
sul mercato.
La stessa stazione di lettura/scrittura può essere
collegata a Modbus e
Modbus TCP/IP (UniTelway, Canopen) per
semplificare la configuraSCHNEIDER ELECTRIC
zione con il rilevamento
automatico del protocollo di comunicazione e velocità; inoltre, la totale assenza di software di configurazione fa sì che l’utilizzo di Ositrack
non sia riservato ai soli specialisti. Si tratta di un sistema molto compatto perché integra in un’unica custodia sia il controllo sia l’antenna
e, con il vasto range di accessori, può essere facilmente installato in
ogni parte della macchina: l’elettronica si autoadatta all’ambiente
circostante. La connessione è semplice, rapida e affidabile poiché la
connessione tra elettronica e PLC si riduce a un unico cavo e l’indirizzamento è semplificato: posizionando davanti all’antenna il badge di
configurazione si attiva la modifica dell’indirizzo.
www.schneider-electric.it
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
SICK
RFU620, il nuovo dispositivo Sick per la lettura/scrittura UHF, opera
con range di frequenza di 860-960 MHz ed è ottimizzato per applicazioni in cui ravvicinati trasponder UHF, conformi alle ISO/IEC, devono
essere identificati in modo affidabile in un range d’azione medio. La
potenza dell’emettitore può essere regolata per raggiungere distanze
fino a 1 m, adattandosi nelle diverse
situazioni di lettura.
L’antenna genera un
campo di comunicazione omogeneo e
simmetrico in cui il
singolo transponder
può essere letto e
identificato in modo
specifico, mentre la
funzione Adaptive
Power Control auSICK
menta autonomamente la potenza
dell’emettitore fino alla lettura del
trasponder, evitando la rilevazione
simultanea di più trasponder.
Altre funzioni di filtro focalizzano la
comunicazione su trasponder con
specifiche strutture dati, garantendo
sempre massima affidabilità nei cicli
di lettura e scrittura.
Alimentazione e trasmissione dati
avvengono con un solo cavo, grazie
all’opzione di integrazione con Power
over Ethernet (PoE). La compatibilità
con la piattaforma Sick IDpro, dedicata alle soluzioni per i sistemi di
identificazione automatica, fornisce il
consueto elevato grado di espandibilità in termini di integrazione.
www.sick.it
corredate da una completa diagnostica del dispositivo, che permette
d’intervenire in modo mirato sull’eventuale problema generato del
reader.
www.siemens.it
SOFTWORK
Rfid Global, brand di Softwork e distributore a valore aggiunto di
tecnologie Rfid, presenta Rfid RedWave Smart FlyBoard Web Cloud
Device, la linea di mid range reader prodotta in sei varianti: tre diverse
modalità di comunicazione (Ethernet, Wi-Fi e mobile GSM/Gprs), ciascuna declinata in banda HF e UHF. Si tratta di dispositivi Rfid multiISO (ISO 15693, ISO14443-A, ISO14443-B, NFC, Calypso, EPC Gen2 ISO
18000-6) con CPU e I/O, antenne esterne o integrate.
Tra le peculiarità spicca il web server a bordo che trasforma un
browser nell’interfaccia utente per configurare e gestire via web il
reader Rfid e i
numerosi I/O:
ciò permette la
trasmissione e
ricezione dati
via Internet, controllando così il
proprio device
da qualunque
luogo, anche in
modalità mobile.
Basato su tecnologia italiana
SOFTWORK
open hardware,
il reader Rfid è
dotato di intelligenza a bordo (processore CPU) e interfaccia per microSD. La flessibilità di questa gamma di dispositivi apre molteplici
scenari applicativi, tra cui building automation, fidelity card, ticketing,
micro-pagamenti, ATM, retail, contaminazione tra eventi reali e social
network (Rfid Facebook Like Machine), Internet of Things (la Smart
FlyBoard permette di gestire da remoto il controller Rfid collegato a
sensori) e M2M.
www.rfidglobal.it
TYCO RETAIL SOLUTIONS
SIEMENS
Il modulo RF120c di Siemens permette l’integrazione dei sistemi Rfid
HF/UHF e dei lettori di codice della
serie MV400, con la nuova generazione di CPU 1200. Grazie a questo
SIEMENS
modulo, non solo l’attuale portafoglio
prodotti dedicati all’identificazione in
radiofrequenza della serie RF200/300/600, ma anche le precedenti
gamme Rfid Moby D e U possono essere utilizzate in combinazione
con la CPU 1200. Possono essere inseriti sulla parte sinistra del rack
del modello 1200 fino a un massimo di tre RF120c, dove una libreria
di blocchi funzioni è a disposizione del programmatore per avviare in
modo semplice e rapido il sistema Rfid o MV code reader.
I medesimi blocchi funzione tornano utili per integrare anche i moduli per uso esterno quadro (IP67) con i bus Profibus (ASM456) e Profinet (RF180c).
Grazie a questi moduli si possono distribuire e dislocare lungo la linea
i vari punti di lettura Rfid o di lettura codici.
Il modulo RF120c permette un collegamento punto-punto con i lettori Rfid o con i lettori MV code reader; i moduli IP67, invece, permettono il collegamento di un massimo di due lettori Rfid o di un pari
numero di MV code reader.
La libreria dei blocchi funzione consente, nel caso dei dispositivi in
radio frequenza, di leggere e scrivere i dati da o sul tag, di impostare
la potenza del reader e di porlo in stato di stand-by, per evitare eventuali interferenze tra punti di lettura contigui. Queste funzioni sono
Tyco Retail Solutions, marchio di Tyco Integrated Fire & Security e
fornitore di soluzioni di sicurezza e retail performance, annuncia che
il programma di
source tagging
antitaccheggio a marchio
Sensormatic ha
raggiunto un
considerevole
traguardo: la protezione di 50 miliardi di prodotti
a livello mondiale, 5 miliardi
se si considerano
i soli capi d’abbiTYCO RETAIL SOLUTIONS
gliamento.
Il programma comprende l’applicazione alla fonte di etichette antitaccheggio EAS usa-e-getta e di etichette acusto-magnetiche (AM)
EAS e Rfid riciclabili. Oltre a migliorare la protezione dei prodotti, l’etichettatura alla fonte consente ai retailer di concentrarsi su attività
produttive e clienti, favorendo un’esperienza d’acquisto ancor più
personale. Grazie a un’unica etichetta AM/Rfid applicata alla fonte,
oltre a controllare gli ammanchi, i retailer possono limitare il taccheggio, incrementare le vendite, garantire la soddisfazione del cliente e
ottenere l’inestimabile vantaggio dell’Inventory Intelligence.
www.tycofs.it
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
91
AO Energia
di Lavinia Colonna
Un’azienda italiana
porta l’energia a Sochi
Un impianto di trigenerazione high tech per una nuova area
retail nella città russa di Sochi, capitale dei XXII Giochi olimpici
invernali, è stato realizzato grazie all’italiana IBT Group
D
opo la creazione di una sede in Austria nel 2007,
IBT Group continua ad ampliare con successo
la sua rete commerciale nell’Est Europa, Russia
e in particolare in Polonia, dove è stata aperta
una filiale. Ilario Vigani, fondatore e presidente
di IBT Group, afferma: “L’industria energetica italiana gode di
un sempre maggior peso e considerazione all’estero. I nuovi
progetti per la realizzazione di infrastrutture energetiche in
Europa e nell’area dell’ex Unione Sovietica non possono prescindere dall’implementazione di tecnologie trigenerative
con know-how italiano. Questi mercati rappresentano una
grande opportunità non solo per noi, ma anche per molte
altre aziende del settore energetico”. Per i giochi olimpici invernali 2014 una nuova commessa è stata portata a termine:
un impianto di rigenerazione per Sochi.
Altamente tecnologico
IBT Group è partner esclusivo per l’Europa di Century, azienda
sud-coreana, protagonista da oltre 50 anni nella produzione
di frigoriferi ad assorbimento, centrifughi e sistemi Hvac. La
società ha recentemente annunciato che è stato installato un
impianto di trigenerazione ad alta tecnologia per una nuova
area retail nella città russa di Sochi, capitale dei XXII Giochi
olimpici invernali. Si tratta non solo del progetto infrastrutturale più grande dopo quello relativo alla cittadella olimpica,
ma anche del primo impianto di trigenerazione con tecnologia a microturbina della Regione. Il recente commissioning di
due frigoriferi ad assorbimento Century ha completato, infatti, l’impianto di trigenerazione, la cui costruzione era stata
92
annunciata nel maggio 2011
per conto di R7 Group, gruppo
immobiliare russo che gestisce
varie strutture commerciali e alberghiere nell’area di ‘Novy Vek’
(New Century).
Per provvedere allo smaltimento del calore dei gruppi ad
assorbimento, è stata studiata
un’interessante soluzione tecnologica che sfrutta le acque
sotterranee della zona. Sono,
infatti, stati utilizzati un pozzo
La parte cogenerativa
del sistema è
per il chiller da 2 MW e 2 pozzi
composta da 4 turbine
per quello da 3 MW freddi in soCapstone da 1.000 kW
stituzione delle tradizionali torri
a tecnologia ‘oil-free’,
evaporative. La parte cogeneraovvero senza liquidi
tiva del sistema è invece comlubrificanti al loro
posta da 4 turbine Capstone da
interno
1.000 kW a tecnologia ‘oil-free’,
ovvero senza liquidi lubrificanti al loro interno, che consentono quindi di ottenere impianti di cogenerazione per la produzione combinata di energia elettrica e termica dai numerosi
vantaggi tra cui: una sensibile riduzione dei consumi, oltre il
30%, bassa manutenzione, maggiore facilità nel recupero termico e zero emissioni. L’energia prodotta dalle turbine serve a
far fronte ai bisogni di energia elettrica e di acqua calda di due
centri commerciali e relativi uffici per un’area totale di 40.000
m2, mentre i 2 frigoriferi ad assorbimento, che sfruttano l’acqua calda prodotta dalle turbine, servono al condizionamento
di tutti gli ambienti. Gli assorbitori Century, nelle taglie più
piccole si accoppiano infatti perfettamente con la produzione
termica delle microturbine e sono quindi adatti a realizzare
impianti di trigenerazione efficienti e facilmente gestibili. Prodotti nelle gigantesche fabbriche di 240.000 m2 ad Asan i chiller Century si distinguono per la possibilità di progettazione
su misura sulla base delle richieste tecniche del cliente, l’elevata affidabilità visto il limitato numero di parti meccaniche in
movimento e il minimo impatto ambientale.
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
IBT Group - www.ibtgroup.it
Quanto è grande una differenza fondamentale?
Chi come HEIDENHAIN produce tecnologia di misura precisa al micron lo sa bene: sono i dettagli a fare
la differenza fondamentale. Questo vale tanto per i nostri prodotti che per la nostra azienda. HEIDENHAIN
si occupa della tecnologia di misura dal 1889. Un risultato senza pari che continuiamo a perseguire: più
del 10 % del nostro profitto viene reinvestito in Ricerca & Sviluppo. Anche l’aspetto umano è un tratto
distintivo: rispetto reciproco, correttezza e fiducia sono importanti per noi - anche e soprattutto nei
rapporti con i nostri clienti. Questi “tratti somatici” danno ai nostri prodotti quel qualcosa in più e
fanno di HEIDENHAIN, in tutto il mondo, il partner preferito per la tecnologia di misura. HEIDENHAIN
ITALIANA S.r.l., 20128 Milano, Via Asiago 14, Tel.: 02270751, www.heidenhain.it, E-Mail: [email protected]
Sistemi di misura angolari
Sistemi di misura lineari
Controlli numerici
Visualizzatori di quote
Tastatori di misura
Encoder
AO Connettori
di Andrej Lorkovic
Progetto pilota
per Industria 4.0
Con le soluzioni per Ethernet industriale di Belden è possibile
realizzare applicazioni per la fabbrica intelligente del futuro.
Un esempio è quello della nuova linea di produzione di
connettori che Belden ha avviato in collaborazione con la società
di ingegneria meccanica Otto Bihler Maschinenfabrik
‘I
specializzati che combineranno la tecnologia dei computer
con la meccanica, l’elettronica e le ‘autostrade per i dati’, attraverso le quali i sistemi potranno comunicare. In un futuro
nemmeno tanto distante, ogni pezzo potrebbe persino avere
un proprio indirizzo IP. L’Ethernet industriale svolgerà quindi
un ruolo centrale. Inoltre, quelle aree della filiera che oggi
sono normalmente ancora separate (come gli acquisti, la produzione, la logistica e l’assistenza tecnica) si avvicineranno
sempre più, permettendo alle aziende di reagire in modo più
flessibile alla domanda dei clienti.
Un esempio di ciò è la possibilità di fornire prodotti personalizzati per ogni cliente con una fabbricazione di massa o lotti
di pezzi unici, pratica già comune oggi in aree come la produzione di calzature sportive. Questa tendenza sta diventando
sempre più comune
nell’area business to
business allo scopo di
soddisfare in modo ottimale la domanda di
singoli clienti. Questo
è il motivo per cui Belden e Otto Bihler Maschinenfabrik hanno
avviato un progetto
pilota a Neckartenzlingen nel quale i connettori della serie GDM di
ultima generazione
possono essere prodotti su specifiche del
cliente in serie o in lotti
anche di un singolo
pezzo con caratteristiche o colori diversi, per
esempio con speciali
accessori in confezioni
Passare dalla produzione di serie a lotti anche di un unico pezzo richiede un alto livello di flessibilità
individuali.
ndustria 4.0’ avrà sulla tecnologia produttiva un
impatto analogo a quello delle tre rivoluzioni industriali che l’hanno preceduta, indotte rispettivamente dalla macchina a vapore, dalla linea di
montaggio e dal computer. Tuttavia, la maggior
parte degli esperti è concorde nel ritenere che, a differenza
dei casi precedenti, Industria 4.0 sarà più un processo evolutivo che rivoluzionario. Il fattore decisivo in questo salto qualitativo nella produttività sarà la convergenza di automazione,
elettronica e IT. I processi produttivi del futuro passeranno da
un approccio centralizzato a una strategia distribuita, nella
quale gli elementi da produrre determineranno la località di
fabbricazione, apportando nuovo dinamismo ai flussi produttivi del lavoro. Questo richiederà sistemi ciber-fisici altamente
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GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
Maggiore produzione, minore
assemblaggio
Passare dalla produzione di serie a lotti anche di un
unico pezzo richiede un alto livello di flessibilità.
A questo scopo è stata sviluppata una nuova strategia nelle macchine, che permette di sostituire e
montare gli attrezzi rapidamente. Mentre gli studi
di fattibilità diverranno un ricordo del passato,
soltanto i processi continui di produzione permetteranno di tenere sotto controllo i costi. Al fine di
garantire un’alta qualità, nonostante l’elevata cadenza produttiva, è necessario raccogliere dati di I connettori della serie GDM di ultima generazione possono essere
misura e di produzione su base ampia e continua. prodotti su specifiche del cliente
Inoltre, il moderno monitoraggio dello stato permette di identificare velocemente le potenzialità di migliora- di sistemi ottimali e far sì che le diverse aree della filiera conmento.
vergano nel migliore modo possibile. La piattaforma Industria
Ciò è reso possibile dalla gamma di prodotti di Ethernet in- 4.0, avviata dalle associazioni industriali Bitkom, Vdma e Zvei
dustriale di Belden, che utilizza soluzioni di cablaggio di in Germania, potrebbe costituire la cornice adatta a ciò.
Lumberg Automation e tecnologia di rete Hirschmann per Parallelamente, Belden continuerà a espandere la sua gamma
implementare trasmissioni di dati end to end dalla macchina di Ethernet Industriale incorporando immediatamente ogni
attraverso la dorsale di rete aziendale. I componenti copren- nuovo standard emergente. La strategia si concentra nell’indono cavi per dati e connessione M8 e M12, scatole I/O con dividuare funzioni della tecnologia di rete e nel trasferirle
classe di protezione IP67, con supporto per Profinet ed Ether- nell’area sensori/attuatori. Belden ha già scatole I/O che ofnet/IP. Con l’aggiunta di sensori
con capacità Ethernet, queste soluzioni di cablaggio, collegabili in
campo, possono anche essere utilizzate per raccogliere segnali da
controparti binarie e collegarli al
mondo intelligente attraverso un
bus Ethernet. Allo stesso tempo,
queste soluzioni costituiscono
la base dei sistemi ciber-fisici del
futuro.
Protezione contro
ciber-attacchi
Gli switch della gamma Hirschmann possono anche essere
usati per connettere controller
programmabili, visualizzabili attraverso il software di gestione
rete Industrial HiVision. Questo
software sarà presto in grado di
visualizzare scatole I/O. I sistemi Belden continuerà a espandere la sua gamma di Ethernet Industriale incorporando
di firewall di categoria industriale ogni nuovo standard emergente
della famiglia Eagle rendono la
protezione contro ciber-attacchi parte integrante di qualun- frono caratteristiche che si trovano normalmente negli switch.
que infrastruttura di gestione rete, soddisfando così un prere- Esistono già delle ipotesi di aggiungere versioni in grado di
quisito assoluto di Industria 4.0.
supportare applicazioni Ethercat e di sicurezza alla gamma atMa, come già menzionato, il mondo dell’automazione non tuale di prodotti Profinet ed Ethernet/IP. Tutto questo è possisarà rivoluzionato tutto in un colpo, si verificheranno piccoli bile perché Belden si considera un partner dell’intero settore
cambiamenti in modo graduale. Occorreranno sicuramente di ingegneria meccanica, nel quale le società continuano a
altri 10 anni prima che le ‘fabbriche intelligenti’ divengano utilizzare la sua ampia gamma di protocolli diversi basati su
una realtà. Per di più, non si è ancora messo a punto il ne- Ethernet.
cessario processo di standardizzazione. Occorre quindi uno
Belden - www.belden.com
sforzo considerevole di recupero per permettere lo sviluppo
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
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AO Videosorveglianza
di Lù del Frate
Sicurezza integrata
Per il monitoraggio di undici impianti fotovoltaici installati
in Grecia, TerniEnergia ha scelto di impiegare le soluzioni
di videosorveglianza Sony proposte da Innovasys
cembre 2012 TerniEnergia ha
realizzato complessivamente
266 impianti fotovoltaici di
taglia industriale per una
potenza cumulata di 248,5
MWp (di cui 9,1 MWp di proprietà al 100% della società
e 61,1 MWp destinati alle
joint venture per l’attività di
power generation).
Nel 2012 la produzione complessiva di energia degli
impianti è stata di circa 90
milioni di kWh. Dal 2011 TerniEnergia è attiva all’estero e
opera in Grecia tramite TerniEnergia Hellas Mepe per
lo sviluppo, la costruzione e
l’esercizio di impianti fotoTerniEnergia
voltaici di taglia industriale.
ha realizzato in Grecia
Dopo una prima fase in cui
undici impianti fotovoltaici
sono stati realizzati due impianti da 6 MW ciascuno nel
ostituita nel 2005 e parte del Gruppo Terni Re- Sud della Grecia, la società italiana ha intrapreso la realizzasearch, TerniEnergia è uno dei principali operatori zione di ulteriori nove impianti fotovoltaici nel Nord del Paese,
nazionali nel mercato delle energie rinnovabili. La nel distretto di Salonicco, per una potenza complessiva di
società è attiva nei settori del waste management, circa 30 MW e per un perimetro totale di circa 15 km.
dell’efficienza energetica e dell’energia da fonti La realizzazione dei sistemi di sicurezza ha richiesto fin da
rinnovabili, in particolare nel settore del fotovoltaico; è l’unico subito un notevole impegno, poiché presentava alcune proplayer nazionale attivo nei tre segmenti del ‘Pacchetto Clima’ blematiche specifiche. Andava innanzitutto considerata la
dell’Unione Europea con 225,4 MWp di impianti alimentati a conformazione ed estensione dei siti e la loro posizione isolata
energie rinnovabili prodotti, 200 milioni di kWh risparmiati e non facilmente raggiungibile.
e una riduzione delle emissioni in atmosfera superiore ai 2,4 Di particolare rilevanza anche l’aspetto logistico di gestione
milioni di CO2. Nello specifico, dall’inizio dell’attività al 31 di- del cantiere, con la necessità di individuare una soluzione che
garantisse fin dall’inizio
la messa in sicurezza dei
Perché la scelta di Sony?
siti, dunque già durante
la fase di costruzione
a funzionalità di analisi intelligente delle immagini, insieme al sistema di rilevazione in fibra ottica a
data la presenza di maprotezione delle reti fisiche sul perimetro, consentono alle telecamere Sony di identificare gli eventi
teriali d’ingente valore.
critici e garantiscono la rilevazione puntuale e sistematica di eventuali intrusioni. La funzione ‘day/
Parallelamente doveva
night’ delle telecamere è di tipo meccanico anziché elettronico, ha quindi una sensibilità alla luce
inoltre essere realizzato
maggiore e può lavorare a colori con una luce più bassa rispetto alla funzione elettronica per passare
il sistema di sicurezza
in modalità notturna. La continuità di ripresa video è garantita anche in condizioni di scarsa illuminazione grazie a
vero e proprio da conseilluminatori a infrarossi installati su ogni punto di ripresa e a una distanza di circa 50 m.
gnare a fine lavori.
C
L
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GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
Una soluzione vincente
TerniEnergia si è affidata all’integratore di sistema Innovasys, in
grado di offrire servizi a 360° alle
aziende nell’ambito delle nuove
tecnologie. Questi ha proposto
una soluzione di sicurezza integrata, con videosorveglianza intelligente, protezione del perimetro,
protezione dei varchi e dei locali
tecnici. Il sistema è stato poi centralizzato e delegato presso un
istituto di vigilanza privato gestibile anche da remoto. Complessivamente sono state installate 290
telecamere SNC-EB520 e 13 server
di gestione Milestone. I flussi video
sono gestiti tramite piattaforma
Milestone XProtect software.
Per il sistema di sicurezza l’installatore ha dovuto considerare la particolare
conformazione del sito
di rete e che comprende il
riconoscimento automatico
dei dispositivi e lo streaming
di video. Le modalità operative e la soluzione proposta
si sono rivelate vincenti: i
lavori sono stati completati
Le telecamere Sony
SNC-EB520 offrono
immagini di alta qualità,
flessibilità oltre a
un’installazione facile
e veloce
La soluzione di sicurezza adottata include un sistema di videosorveglianza intelligente
Il modello SNC-EB520 di Sony è una telecamera HD che offre
immagini di alta qualità, flessibilità, compatibilità e un’installazione facile e veloce. Presenta una risoluzione massima
fino a Svga (800x600), supporta tre codec e una funzionalità
dual streaming. Il sensore Cmos ‘Exmor’ garantisce un’elevata
qualità dell’immagine e bassi livelli di rumorosità. La facilità
d’installazione è resa possibile da una combinazione delle funzionalità Easy Focus e PoE (Power over Ethernet) della telecamera. Tutti i prodotti Sony sono inoltre conformi a Onvif (Open
Network Video Interface Forum), che definisce un protocollo
comune per lo scambio di informazioni tra i dispositivi video
rispettando i tempi previsti, rispondendo appieno alla richiesta del cliente e rappresentando uno standard di riferimento
per i progetti successivi. Tutti gli impianti sono stati collaudati
e sono regolarmente in funzione. Le diverse tecnologie rese
fruibili in chiave integrata consentono un utilizzo semplice ed
efficace del sistema sia da parte dell’utilizzatore, sia degli istituti di vigilanza, che possono attivare specifiche procedure al
verificarsi di determinate condizioni o segnalazioni.
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
Innovasys - www.innovasys.it
Sony - www.sony.it
97
AO Tracciabilità
di Lucia Milani
Prodotti al centro:
alimenti 2.0 e Pslk
Il modello Pslk di Holonix rappresenta una nuova frontiera
per la produzione industriale che pone ‘il prodotto al centro’,
mentre con la piattaforma i-Like è stato sviluppato il primo
progetto ‘Internet of Food’ legato alla tracciabilità
e all’autenticazione dell’olio d’oliva
I
n un momento in cui la crisi si fa sempre più sentire e
diventa complesso differenziare prodotti ormai vissuti
come ‘commodity’ in un mondo globalizzato, sono i servizi e la capacità di ‘conquistare’ il cliente a fare davvero
la differenza, così come la capacità di trovare le soluzioni
tecnologiche giusto per offrire valore aggiunto. Ecco due
esempi di come sono stati raggiunti importanti risultati con
le soluzioni proposte da Holonix, spin-off del Politecnico di
Milano, nata nel 2010 dopo anni di ricerche a livello internazionale, condotte da Marco Taisch e Jacopo Cassina. Obiettivo dell’azienda è aiutare le realtà produttive a ottimizzare i
Jacopo Cassina, CEO
di Holonix
propri processi operativi (produzione, logistica, manutenzione, assistenza ecc.) tramite
un approccio innovativo, basato sulla capacità di gestire
la conoscenza generata nel
ciclo di vita di un prodotto in
modo efficiente. Il team di Holonix ha creato la piattaforma
i-LiKe (Intelligent Lifecycle
Data and Knowledge), che
consente alle imprese di ottimizzare la gestione dell’intero ciclo di vita dei propri
prodotti in diversi settori, dal
chimico al manifatturiero, dal
nautico all’elettrodomestico.
Dialogo diretto con il cliente finale:
il caso di Agriè
Grazie alla suite i-Like Food di Holonix Agriè ha potuto
instaurare un dialogo più diretto con i consumatori suoi clienti
98
L’Italia è da sempre terreno fertile per le eccellenze eno-gastronomiche e, in un contesto sempre più competitivo e soggetto
alla contraffazione a cui si affianca una consapevolezza del consumatore ben più matura rispetto al passato, diventa necessario
potersi dotare di tecnologie in grado di tracciare e comprovare
questa avanguardia. L’azienda agricola Agriè di Nicola Santoro
è un esempio di eccellenza in questo senso. Fin dalla sua fondazione, avvenuta nel 2010, l’azienda salentina ha fatto propria
la filosofia di unire tradizione e innovazione, cercando di preservare la purezza di un alimento sopraffino come l’olio, associandola a una forte componente tecnologica in grado di fornire
informazioni sul prodotto anche al consumatore più esigente. La
necessità iniziale di Agriè, produttrice di quattro diversi oli EVO
di alta qualità, era quella di riuscire a mostrare l’intero universo
che ruota attorno ai suoi prodotti e il valore aggiunto che essi
offrono, in sintesi: avvicinare il consumatore al produttore. Tutto
ciò è stato possibile grazie all’implementazione di i-Like Food, la
suite per il comparto alimentare di i-Like di Holonix, soluzione
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
Fonte: brandesign.co.za
di cui l’azienda è promotrice all’interno di alcuni progetti europei assieme ad altri importanti nomi sulla scena internazionale,
come SAP, Volkswagen, TXT, Politecnico di Milano solo per citarne alcuni, per i mercati manifatturieri in cui il prodotto è l’elemento portante del processo.
Il modello Pslk rappresenta una svolta importante, che guarda
all’intero processo produttivo in chiave decisamente innovativa. Si basa sull’aggregazione delle informazioni di
tipo progettuale (CAD, fogli di specifica, modifiche) e le indicazioni sul reale prodotto fisico
(come è stato realizzato, dove viene utilizzato ecc.) costituendo un framework di
a moduli avanzata per l’ottimizzazione
della gestione dell’intero ciclo di vita
dei prodotti, che consente di fornire informazioni sull’origine della bottiglia.
Attraverso la lettura via smartphone di
un QR code apposto sul prodotto, infatti,
l’utente viene indirizzato a una pagina
web con tutte le informazioni sulla specifica
bottiglia, quali: lotto di appartenenza, data di
molitura delle olive, tipologia d’olio, provenienza,
oltre a una serie di utili consigli su come utilizzare, abbinare o servire l’olio, piuttosto che altri dettagli su premi vinti o
sui suoi gusti e sapori. L’etichetta diventa dunque ‘intelligente’
ed è in grado di garantire un’esperienza d’uso davvero innovativa e coinvolgente per l’utente. Questo risultato è dato dalla
tecnologia di Holonix, che a monte traccia e autentica qualsiasi
processo legato alla produzione. “Gli utenti pongono sempre più
attenzione a cosa mangiamo e a come gli alimenti vengono prodotti, nonché conservati e manutenuti” ha sottolineato Jacopo
Cassina, amministratore delegato di Holonix. “A questo si aggiungono le minacce che arrivano dall’estero con prodotti apparentemente ‘nostrani’, ma in realtà realizzati in tutt’altra parte del
mondo, ai quali si associano le Direttive degli organi comunitari
in tema di sicurezza alimentare. Ecco che disporre di una piattaforma tecnologica che consenta di tracciare ogni singola fase
della preparazione di un alimento e di disporre di tutti i dati direttamente su uno smartphone è un valore aggiunto importante,
che rende il consumatore protagonista attivo del suo acquisto,
nonché della sua selezione alimentare. Poter offrire la nostra soluzione a un’azienda giovane, che ha fatto dell’innovazione uno
dei suoi valori chiave, è stato per noi motivo di grande orgoglio”.
Ha quindi dichiarato Nicola Santoro, fondatore di Agriè: “Quando
ho intrapreso quest’avventura volevo poter rendere universali e
condivisibili i valori della mia terra, intrinsecamente contenuti
negli oli di Agriè. Sulla base della mia formazione sapevo quanto
la tecnologia potesse rappresentare una leva competitiva anche
per settori apparentemente molto lontani, come quello alimentare. È proprio per questo che ho scelto Holonix che, con la sua
suite i-Like Food, ha tradotto in pratica le mie aspirazioni e ha
contribuito a rendere gli oli Agriè altamente distintivi”.
Il prodotto fulcro di tutto
Pslk (Product Service Lifecycle
Knowledge) è il nuovo modello
per la gestione del prodotto
elaborato da Holonix
lavoro più completo, in grado di fornire
dati più esaustivi sull’intera catena del
valore. “Il Pslk può essere considerato la teoria che sta dietro allo sviluppo di software o
standard per la gestione del prodotto” ha esemplificato Cassina. “È strettamente legato, infatti, al progetto
QLM, standard su cui stiamo lavorando con alcuni dei maggiori
colossi informatici mondiali. Il mondo industriale è sempre più
complesso e necessita di processi e soluzioni assolutamente
ottimizzati. In questo contesto, il prodotto diventa cruciale in
quanto passa dall’essere un mero output a fonte importantissima di dati sull’intero ciclo di vita. È su questo concetto di base
che abbiamo sviluppato l’approccio che prende il nome di Pslk”.
In particolare, il Pslk apporterà notevoli benefici alle aziende che
lo adotteranno in quanto garantisce importanti ritorni sotto vari
punti di vista. In termini di sostenibilità, per esempio, la tracciabilità costante dell’intero processo permette di minimizzare gli
sprechi e gli errori e consente un uso più efficace delle risorse.
Inoltre, la ‘mass customization’ consente di assicurare prodotti
sempre più specifici, in linea con le diverse esigenze degli utenti,
mantenendo comunque l’efficienza della produzione industriale massiva. A livello di servizio, assicurare livelli elevati legati
al prodotto rappresenta la nuova leva competitiva dei mercati
moderni, in cui il prodotto da solo non basta. In uno scenario
dominato da prodotti fortemente standardizzati è infatti il servizio annesso a fare la differenza. Infine, il Pslk rende più ‘circolare’ l’intero processo, consentendo di ottimizzare tutte le fasi
di produzione e integrarle l’un l’altra fornendo indicazioni utili
a supporto dell’intera catena del valore, con una maggiore integrazione della value chain. “In un contesto macroeconomico
dominato da forti contrazioni e la necessità di sfruttare al meglio
tutte le risorse e gli investimenti esistenti, il Pslk vuole essere una
risposta concreta per migliorare e rendere più efficace l’insieme
dei processi produttivi in ambito industriale. Ci crediamo fortemente e continueremo a sviluppare la nostra offerta in tale direzione” ha concluso Cassina.
Si chiama Pslk (Product Service Lifecycle Knowledge) il nuovo
paradigma per la gestione del prodotto elaborato da Holonix,
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
Holonix - www.holonix.it
99
AO Monitoraggio e supervisione
di Paola Redili
Un progetto accurato
Automata ha collaborato al progetto di realizzazione di un
sistema per la gestione intelligente dell’impianto di trattamento
acque reflue a Laggan e Tormore, nel Mare del Nord
I
l progetto dell’impianto di estrazione del gas sito nell’area di Laggan-Tormore, nel Mare del Nord, è stato ideato
nel 2010 e ha ricoperto un ruolo strategico per lo sviluppo economico della Gran Bretagna. Consente infatti il
trasporto del gas dai territori di Laggan e Tormore, posti
a 125 km nord-ovest delle isole Shetland, fino alla stazione
petrolifera di St. Fergus. Automata ha collaborato alla realizzazione di un sistema di gestione ‘intelligente’ dell’impianto
di trattamento acque reflue.
Il progetto prevede l’installazione di 62 moduli, con un peso
compreso tra 21 e 380 tonnellate, di 105 km di tubature e
1.550 km di cablaggi elettrici: nella prima fase dei lavori è stato
costruito un blocco per gli alloggi che ospita 850 persone impegnate in loco e comprende, tra l’altro, un negozio, una biblioteca, un caffè, un ristorante, un ambulatorio medico, uffici,
mensa e spogliatoi. Si proseguirà quindi con la costruzione
di altri edifici civili e l’esecuzione di alcune attività che hanno
coinvolto la comunità locale, mentre la prima linea per il gas
entrerà in funzione nel 2014, a partire dal mese di giugno.
L’azienda italiana di engineering Automata, specializzata
nella progettazione, sviluppo software, realizzazione e messa
in servizio di sistemi di controllo e automazione di impianti
industriali, ha sviluppato e portato a termine, in soli cinque
mesi, un progetto per il sistema di automazione con elevato
contenuto tecnico per il monitoraggio, la razionalizzazione e
l’ottimizzazione, tramite una stazione di supervisione e controllo, del processo complessivo in accordo con i requisiti tecnici del cliente.
Monitoraggio delle acque
Il sistema di monitoraggio, localizzato nella sala operativa di
controllo, comunica con il sistema di supervisione e gestisce
tutte le informazioni necessarie al funzionamento dell’impianto di trattamento, raccolta
e smaltimento delle acque reflue. Nello specifico, Automata si è occupata della stesura
della documentazione tecnica specifica e,
parallelamente, ha sviluppato il software per
la gestione del processo e delle sicurezze, in
conformità con il livello di sicurezza SIL2 richiesto e certificato da enti esterni.
Il progetto utilizza oltre un migliaio di punti
I/O e adotta una configurazione ridondata nei
suoi componenti più critici, il che aumenta la
complessità del sistema ma ne garantisce al
tempo stesso un’elevata affidabilità. Alla fase
di realizzazione sono seguiti i collaudi interni,
effettuati grazie a una serie di complessi simulatori di processo presenti presso la sede di
Automata ed eseguiti in presenza di un ente
certificatore terzo. La commessa è stata completata nel mese di dicembre 2013, nel corso
del 2014 si sono svolte ulteriori verifiche sul
campo in risposta ai rigidi parametri imposti,
che richiedono un elevato livello qualitativo e
un’eccellente affidabilità dei risultati.
Il sistema è stato realizzato secondo le impegnative specifiche volute dal cliente, con controllori programmabili di sicurezza e sistemi
Il progetto prevede il trasporto del gas dai territori di Laggan e Tormore,
di supervisione; è inoltre basato su un’unica
posti a 125 km nord-ovest delle isole Shetland, fino alla stazione petrolifera
piattaforma, che garantisce numerosi vandi St. Fergus
100
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
L’impianto di estrazione del gas nell’area di Laggan-Tormore
si avvale di un sistema di gestione ‘intelligente’ in remoto
taggi come per esempio la programmabilità, l’affidabilità,
l’espandibilità e la flessibilità, riducendo i costi di sviluppo
e integrazione. Non ultima, è assicurata la disponibilità del
sistema grazie alla ridondanza, ottenuta tramite strumentazione intelligente e tecnologie avanzate di connettività.
Automata ha realizzato, come di consueto, una dettagliata
reportistica con tutti i risultati, che consente di effettuare ulteriori analisi e valutazioni, per applicare i metodi che meglio
corrispondono ai requisiti prestazionali ed economici, riducendo i potenziali rischi, proteggendo risorse importanti e
costose, prevenendo inoltre eventuali fermi imprevisti dell’impianto. Come sempre, Automata ha elaborato accuratamente
i suoi progetti fin dalle fasi iniziali della trattativa, per quanto
riguarda gli aspetti tecnici ma anche per le tempistiche, affiancando il cliente in tutte le fasi, dallo sviluppo alla produzione e
post-produzione del sistema, fornendo il proprio know-how.
Il progetto Laggan Tormore ha consentito di raggiungere
una grande efficienza in tempi rapidi
Il progetto Laggan Tormore ha consentito di raggiungere una
grande efficienza in tempi rapidi, con conseguente risparmio
economico. Automata applicherà l’esperienza acquisita in
questa realizzazione già nei prossimi mesi, nella messa a punto di
una nuova applicazione nel setDall’Italia alla Germania
tore oil&gas: il progetto Tempa
Rossa, un giacimento petrolifero
ata nel 1980 dall’evoluzione del reparto di automazione di Gruppo Cannon, Automata applica
in Basilicata, in collaborazione con
con successo in propri prodotti in numerosi settori industriali: macchine per la lavorazione del
Bono Energia e Artes Ingegneria,
poliuretano, per l’iniezione e termoformatura della plastica, per la lavorazione del legno, dei
società appartenenti al gruppo
metalli e dei materiali compositi, per la lavorazione dei tessuti e del vetro; per l’imballaggio;
Cannon.
sistemi di test in campo automobilistico; impianti di supervisione e telecontrollo. Nel 1988, per
N
consolidare la presenza nel mercato nord europeo, è nata la società tedesca Automata GmbH
con sede a Ried, vicino a Monaco di Baviera. Automata Spa e Automata Gmbh sono giuridicamente due
società distinte, che lavorano in stretta collaborazione ma mantengono una propria identità e peculiarità.
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
Automata www.cannon-automata.com
101
AO Sicurezza
di Marco Pelizzaro
Sicurezza e produttività
non sono in
contraddizione
Le soluzioni globali e mirate di Pilz, composte da sensori, sistemi
e tecnica di azionamento, sono state efficacemente impiegate da
Schüco per la realizzazione di un banco di collaudo sicuro
I
l consumatore che sceglie prodotti di marchi rinomati si
aspetta di poterli utilizzare quotidianamente in modo sicuro e affidabile. E soddisfare standard qualitativi di alto
livello costituisce per l’azienda tedesca Schüco, con sede
centrale a Bielefeld (Germania), produttrice di sistemi
per finestre, porte, facciate, giardini d’inverno, balconi, fotovoltaico e solare termico, un obiettivo primario. Così, prima
che finestre e porte lascino l’azienda, un banco di collaudo
combinato esamina a fondo ogni singolo meccanismo in conformità alla norma DIN EN 13126-8. Per garantire la sicurezza
non solo del prodotto finale, ma anche del personale addetto
alla procedura di collaudo, Schüco si è affidata alle soluzioni
di automazione e sicurezza di Pilz.
Conformità alle norme
La norma europea DIN EN 13126-8 stabilisce le procedure di verifica e gli standard richiesti in relazione a funzionalità continua,
resistenza, efficacia protettiva e modalità operativa dei meccanismi di apertura ad anta e a ribalta. Se queste caratteristiche
risultano conformi, l’utilizzatore deve presupporre che porte
e finestre, utilizzate in modo appropriato, soddisfino tutti i requisiti previsti. Schüco, presente in 78 Paesi, opera nel settore
dei prodotti in metallo, plastica e delle ‘nuove energie’ e offre
molteplici soluzioni per nuove costruzioni e ristrutturazioni, rispettando standard qualitativi estremamente elevati. Questo ha
fatto dell’azienda un fornitore di involucri edilizi innovativi fra
i più richiesti a livello internazionale: finestre, porte, facciate e
soluzioni per impianti solari. Il banco di collaudo in questione, combinato per i meccanismi delle finestre, è stato
progettato e realizzato per soddisfare le prescrizioni di
sicurezza indicate nella Direttiva Macchine e rispettare
la procedura di verifica definita nella norma. Allo stesso
tempo, la tecnica di sicurezza e quella di comando e controllo dovevano essere conformi alla normativa EN ISO
13849-1. “Eravamo alla ricerca di un partner competente
e con un solido know-how in soluzioni per l’automazione:
la scelta è caduta su Pilz non solo per la pluriennale e fruttuosa collaborazione che lega le due aziende, ma anche
perché i prodotti, le soluzioni, la consulenza e l’approccio globale di Pilz risultano sempre innovativi ed efficaci”
spiega Michael Kaumkötter, manager assistenza e messa
in servizio di Schüco Alu Competence. Il nuovo banco di
collaudo verifica il perfetto funzionamento e la resistenza
di porte e finestre. È costituito da due stazioni di prova,
che possono essere utilizzate in maniera indipendente.
La finestra con il meccanismo che deve essere collaudato
viene montata e fissata nella stazione prescelta. Gli assi
azionati da servomotori per il movimento di apertura ad
anta e a ribalta vengono fissati direttamente alla finestra
stessa. A questo punto è possibile avviare i test delle sinL’azienda tedesca Schüco controlla, tramite un banco di collaudo,
ogni meccanismo di finestre e porte per assicurarsi che sia conforme
gole cerniere e dei meccanismi. Il capitolato prevedeva
alla norma DIN EN 13126-8
che fosse possibile accedere in sicurezza a una stazione,
102
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
per esempio per le operazioni di regolazione, anche quando
nella stazione adiacente era in corso un test. Una recinzione
di protezione circonda tutto l’impianto e, in caso di necessità, i
pulsanti di arresto di emergenza installati garantiscono l’arresto
sicuro dell’intero impianto. Gli accessi sono protetti mediante
ripari mobili, per il cui controllo si è scelto di utilizzare Psenslock
di Pilz, un sistema di sicurezza per ripari mobili codificato, senza
contatto e con interblocco magnetico. Questo sistema garantisce un controllo sicuro dei ripari mobili in combinazione con un
magnete di blocco senza contatto da 500 N o 1.000 N. Grazie
alle molteplici opzioni di collegamento (connettori M12, a 5 o 8
poli) Psenslock è estremamente flessibile e può essere utilizzato
singolarmente o in serie per il controllo dei ripari mobili fino al
Performance Level (PL) ‘e’. A differenza delle soluzioni meccaniche tradizionali il prodotto garantisce un elevato livello di protezione dei ripari mobili contro eventuali manipolazioni grazie
alla tecnologia a transponder Rfid. Nel caso di ripari che devono
essere aperti frequentemente, l’utilizzo di interblocchi magnetici rappresenta un vantaggio, poiché sono dotati di un elevato
grado di tolleranza rispetto a eventuali disallineamenti dei ripari
stessi e non sono soggetti a usura, a differenza dei sistemi meccanici tradizionali.
Safe Motion per la tecnica di azionamento
Durante il test, che consiste nell’aprire, girare a 90° e richiudere
porte e finestre per decine di migliaia di volte, viene utilizzato
il servodrive PMCprotego D in combinazione con la scheda di
sicurezza PMCprotego S. Per il controllo della velocità sicuro non
è necessario alcun dispositivo hardware aggiuntivo, ma viene
utilizzata la funzione di feedback standard del servomotore
PMCtendo AC3. Grazie al servodrive PMCprotego D e alla scheda
di sicurezza PMCprotego S è possibile implementare in modo
semplice e agevole funzioni di sicurezza come ‘Velocità limitata
in sicurezza’ (Safely-Limited Speed - SLS), ‘Arresto operativo sicuro’ (Safe Operating Stop - SOS) o ‘Arresto sicuro 2’ (Safe Stop
2 - SS2). Queste funzioni permettono di ridurre la velocità dell’azionamento in maniera controllata fino a ottenere un ‘Arresto
operativo sicuro’. Tutte le funzioni di regolazione restano disponibili, la posizione di arresto viene controllata. Le soluzioni per la
gestione della funzione SS2 attualmente in commercio controllano la rampa di frenatura solo per un determinato intervallo di
tempo, la scheda di sicurezza PMCprotego S invece controlla sia
la rampa di frenatura, sia eventuali anomalie nel funzionamento
dell’asse del sistema di azionamento.
Di norma, durante il test i meccanismi non descrivono un cerchio
perfetto, bensì un’ellissi; per questo motivo, ogni 5 gradi i valori
della posizione e della velocità vengono trasmessi al sistema
tramite il canale dei parametri del servodrive. In questo modo,
si ottiene una velocità costante di 0,5 m al secondo e tempi di
ciclo brevi che garantiscono prestazioni elevate. Questo tipo di
soluzione di azionamento è aperta ai sistemi fieldbus di diversi
produttori. Nella soluzione realizzata da Schüco, i servo-drive
sono collegati al sistema tramite Profibus DP. Per Schüco, inoltre, era necessario che la soluzione di sicurezza permettesse di
utilizzare gli azionamenti in modalità operativa ‘Regolazione con
velocità limitata in sicurezza’ (Safe Limited Speed - SLS). A questo
scopo, tutti i servoassi si devono poter disattivare in sicurezza
Per il controllo delle apparecchiature di sicurezza e la gestione
delle funzioni di sicurezza vengono impiegati i prodotti di Pilz
fino al PL ‘d’ (Safe Operating Stop - SOS). L’elevata dinamica, l’accuratezza di controllo e i rapidi tempi d’intervento del servodrive
PMCprotego, in combinazione con i servomotori PMCtendo, garantiscono il corretto svolgimento dei test e quindi la massima
qualità dei prodotti. Infine, il software PASconfig consente di
eseguire la parametrizzazione e la messa in servizio della scheda
di sicurezza PMCprotego S in modo rapido e intuitivo. Il tool è
dotato di una grafica particolareggiata per ridurre al minimo
ogni possibilità di errore ed è parte integrante della soluzione di
sicurezza Pilz per la tecnica di azionamento.
Il custode della sicurezza
Il sistema di sicurezza configurabile Pnozmulti controlla e gestisce tutte le funzioni di sicurezza rilevanti: i sensori per il controllo
dei ripari mobili, i pulsanti di arresto di emergenza e i pulsanti di
reset. Grazie a 20 ingressi digitali, 4 uscite digitali a semiconduttore e 2 uscite a relè il sistema di sicurezza configurabile controlla anche il selettore di modalità operativa e il servodrive per
il funzionamento sicuro in modalità ‘Regolazione con velocità
limitata in sicurezza’. Pnozmulti commuta tutti i sensori direttamente tramite ingressi e uscite di sicurezza, pertanto l’utilizzo di
hardware soggetto a usura non è necessario. “La libertà di configurazione e la semplicità d’uso si sono rivelate caratteristiche
determinanti nella scelta di Pnozmulti” sottolinea Kaumkötter.
“Il sistema di sicurezza sostituisce numerosi relè e circuiti e non
necessita di cablaggi complicati e costosi. Il motto infatti è: configurare, non cablare, per una messa in servizio semplice e rapida”.
Soluzioni globali orientate al futuro
L’obiettivo primario era sviluppare un banco di collaudo sicuro,
il cui funzionamento non limitasse la flessibilità e la produttività
dell’impianto del cliente e che raggiungesse il Performance
Level PL ‘d’ richiesto. Pilz e Schüco hanno lavorato in stretta
collaborazione durante tutte le fasi: progettazione, scelta dei
prodotti, messa in servizio, assistenza e supporto. Da questa
collaborazione è nata una soluzione personalizzata e mirata,
comprendente anche la realizzazione del sistema di azionamento. La struttura del banco di collaudo è modulare, pertanto
espandibile a seconda delle necessità. Il tool di configurazione
Pnozmulti Configurator supporta l’utilizzatore in fase di progettazione, configurazione, documentazione e messa in servizio.
“L’intero impianto rappresenta una soluzione mirata e risolutiva;
in futuro l’azienda sceglierà ancora Pilz come partner per la sicurezza” conclude Kaumkötter.
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
Pilz Italia - www.pilz.it
103
AO Efficienza energetica
di Lù del Frate
Una cartiera
a tutta efficienza
Massima efficienza energetica attraverso il nuovo impianto di
cogenerazione a gas metano di Cartiera Mantovana grazie alle
soluzioni Bosch Energy and Building Solutions
C
artiera Mantovana, storica
azienda di Maglio di Goito, specializzata nella produzione di
carta e trasformazione di plastica
per il settore del packaging, ha
deciso di rinnovarsi scegliendo di sostituire
il vecchio impianto a olio combustibile con
un impianto di cogenerazione alimentato a
gas metano. Fornitore del nuovo sistema è
Bosch Energy and Building Solutions Italy,
la realtà del Gruppo Bosch, che si occupa in
maniera integrata di energy management,
cogenerazione, building automation, facility
management, illuminazione pubblica, fonti
rinnovabili, costruzioni e general contracting.
medio del 30% ai suoi clienti, che includono
complessi residenziali, enti pubblici e terzo
settore, industria, settore sanitario, piscine,
complessi sportivi e aziende zootecniche.
Una recente collaborazione è stata quella
con Cartiera Mantovana.
La scelta di installare l’impianto di cogenerazione Bosch consente a Cartiera Mantovana
una considerevole riduzione delle emissioni di CO2 e permette di raggiungere un
risparmio pari quasi al 40% rispetto ai costi
sostenuti in precedenza, circa il 42% a kWh
elettrico prodotto. Il cliente è stato inoltre
supportato in fase autorizzativa e nell’ottenimento dei titoli di efficienza energetica,
permettendogli di beneficiare interamente,
Alberto Marenghi,
Il progetto
dei guadagni conseguiti.
amministratore delegato
Bosch Energy and Building Solutions Italy è di Cartiera Mantovana
“Cartiera Mantovana, fondata nel 1615,
una consociata al 100% di Robert Bosch con
deve i suoi quasi 400 anni di storia alla casede a Cinisello Balsamo, in provincia di Milano. La società, pacità di adeguarsi ai cambiamenti, passando dalle pionierientrata a far parte del Gruppo Bosch nel 2013, è specializzata stiche ‘strazze e garavelle’ alla carta riciclata che oggi viene
in servizi per l’efficienza energetica degli edifici. Combinando prodotta nel nostro stabilimento” afferma Alberto Marenghi,
soluzioni personalizzate, servizi e tecnologia all’avanguardia, amministratore delegato di Cartiera Mantovana. “Abbiamo
la società afferma di poter garantire un risparmio energetico scelto Bosch Energy and Building Solutions Italy per l’affidabilità e competenza dell’azienda. Altro aspetto determinante
nella scelta, è stata la modalità di acquisto dell’impianto concordata con l’azienda, ovvero con rateizzazione in 6 anni e
pay back dell’investimento in meno di quattro anni”. Bosch
Energy and Building Solutions Italy si avvale della conoscenza
ed esperienza del Gruppo Bosch nel campo della tecnologia
energetica e dell’edilizia: la sua offerta spazia dalla consulenza
e ottimizzazione di impianti già esistenti, alla costruzione,
messa in funzione e gestione di nuovi impianti. Propone soluzioni ‘su misura’ rispetto alle esigenze tecniche, economiche
e finanziarie del cliente, con l’obiettivo di ottenere la massima
efficienza energetica, ovvero ridurre al minimo gli sprechi,
ponendo attenzione all’ambiente e puntando all’ottenimento
dei migliori risultati attraverso un utilizzo consapevole delle
Cartiera Mantovana ha scelto Bosch Energy and
risorse.
Building Solutions Italy per un nuovo impianto di
cogenerazione alimentato a gas metano
Bosch Energy and Building Solutions – www.bosch-energy.it
104
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
La passione
non ha tempo
genialità, ricerca, innovazione...
passione
Leonardo da Vinci è L’Uomo del Rinascimento.
La sua sete di sapere, la capacità di analisi unite a una passione
viscerale per la Scienza hanno fatto di lui un simbolo della
Rinascita ed è curioso come oggi, a distanza di 500 anni, in
una Italia che necessita di rinverdire Passione e Genialità,
Leonardo è e rimane straordinariamente il punto di
riferimento per tutti noi.
Le sue invenzioni continuano a stupire il mondo intero ed
ancora oggi rappresentano il Progresso della nostra Società.
Elettrotec ha fatto propria questa interpretazione
Leonardesca della vita, traducendola nella progettazione e
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AO Tutorial
di Mariano Severi
L’evoluzione della…
logica
L’impiego di
logiche
programmabili di
nuova generazione
offre numerosi
vantaggi nella
realizzazione di
applicazioni nei
settori industriale e
dell’automazione
Fonte: http.diplomat.is
sistemi su singolo dispositivo (SystemOn-Chip) che combinano i benefici di
una tipica architettura sequenziale programmabile mediante software con la
flessibilità e il supporto per il parallelismo nell’esecuzione delle operazioni
tipica dei tradizionali Fpga.
I dispositivi Fpga rappresentano uno
strumento interessante per la realizzazione di nuove applicazioni in sistemi
industriali e di automazione. La riprogrammabilità consente
loro di adattarsi facilmente a eventuali modifiche o aggiornamenti dei requisiti. Grazie alla possibilità di implementare
tutte e solo le funzioni necessarie in unico dispositivo, inoltre,
si aumenta il livello di integrazione; contenendo il numero di
componenti si riducono evidentemente i costi, si semplifica
la gestione del ciclo di vita del prodotto, si protegge il progetto da costanti problemi di obsolescenza. L’espandibilità
tipica dell’architettura delle logiche programmabili consente
poi di realizzare più facilmente sistemi scalabili. Di seguito
mostriamo alcuni esempi di applicazioni tipiche nei settori
industriale e dell’automazione che possono trarre beneficio
dall’impiego di logiche programmabili di nuova generazione.
N
egli ultimi anni i continui progressi ottenuti dai
sistemi embedded hanno modificato radicalmente il settore delle applicazioni industriali e
di controllo. Una delle tecnologie più interessanti in questo senso è certamente quella delle
logiche programmabile.
Introdotti nell’ormai lontano 1984, gli Fpga (acronimo per
Field programmable gate array) sono dispositivi che implementano una matrice di celle logiche che possono essere
riprogrammate e connesse più o meno arbitrariamente
dall’utente per realizzare funzioni proprie. Uno stesso dispositivo Fpga può così diventare sia un controller video, sia un
gestore di una porta di comunicazione di rete o un nodo di
calcolo per l’accelerazione hardware di specifiche funzioni.
Xilinx e Altera sono da sempre i principali vendor nel mercato
delle logiche programmabili; spazi minori occupano oggi Microsemi e Lattice. Di recente, i progressi nel settore dei semiconduttori hanno consentito l’integrazione negli Fpga di
core di microcontrollori, finendo per trasformarli in complessi
106
Machine vision
I moderni sistemi di produzione in campo industriale utilizzano sempre più spesso i sistemi di visione artificiale e machine vision per il controllo di processo. Le elevate frequenze
di immagini richieste (>100 fps) e le dimensioni delle imma-
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
gini stesse (fino a 10 Mpixels) in molti casi non consentono,
tuttavia, l’adozione di architetture tradizionali basate su microcontrollori; l’impiego di Asic o Assp di terze parti espone,
al contrario, a rischi di rapida obsolescenza o costi più elevati.
Piuttosto, la flessibilità offerta nell’implementazione di funzioni ‘custom’ e il supporto intrinseco per l’esecuzione parallela della operazioni rendono i dispositivi Fpga la piattaforma
ideale da impiegare in questo caso. Xilinx Smarter Solution
(*) è l’ecosistema di dispositivi logici programmabili, IP core
e applicativi software di terze parti supportato da Xilinx per
la realizzazione di applicazioni di machine vision mediante
Fpga nel settore industriale e non. I dispositivi SoC Zynq-7000
di Xilinx (figura 1), in particolare, integrano un processore
dual-core ARM Cortex-A9 con periferiche standard (GbE, SPI,
Sdio, CAN), transcevier Multigabit con supporto per i principali protocolli di comunicazione seriale e una matrice di celle
logiche programmabili con blocchi dedicati per funzioni
DSP. Il livello di integrazione maggiore reso possibile grazie
ai dispositivi Zynq-7000 assicura mediamente un incremento
delle prestazioni di oltre un fattore 2, una riduzione dei costi
della BOM (Bill-of-Material) fino al 25% e un abbassamento
della potenza dissipata di circa il 45%.
zione delle immagini provenienti dalla camera. Si trovano,
per esempio, implementazioni dei protocolli GigEVision,
Coaxpress, USB e CameraLink. Sono disponibili core per il demosaicing dell’immagine (nel caso di sensori dotati di filtro
di Bayer), la correzione dello spazio di colore e il filtraggio, la
cartterizzazione dell’immagine e la raccolta delle statistiche,
il miglioramento della qualità della stessa (per esempio, con
la riduzione adattativa del rumore). Per la memorizzazione e
il trasferimento vi sono poi moduli per compressione H.264 o
modulazione (come Atsc o DVB-C).
Controllo motori con Fpga
Si stima che fino al 66% del consumo complessivo di energia sia oggi legato al funzionamento dei motori. Non deve
quindi stupire che il controllo dei motori sia una delle discipline che desta maggiore interesse, non soltanto nel settore
industriale, ma anche nell’ambito delle applicazioni medicali,
dei trasporti e dei sistemi avionici o militari. Smart Fusion 2 è
la nuova famiglia di SoC di Microsemi. Caratterizzati da bassissima dissipazione di potenza (il contributo statico è ridotto
a soli 7 mW), i dispositivi (figura 2) includono una matrice di
celle riprogrammabile e un sottosistema MSS (Microcontroller Subsystem). Quest’ultimo è basato su CPU ARM Cortex-M3
e su di un insieme esteso di periferiche, tra cui CAN, TSE, USB e
controller DDR. Sono inoltre disponibili SerDes (SerializzatoriDeserializzatiori) dedicati per l’implementazione di protocolli
di comunicazioni seriale come PCIe e Xaui. Gli SmartFusion 2
sono estremamente affidabili risultando immuni da SEU (Single Event Upset) e implementando accorgimenti per la sicu-
Fig. 1 - Architettura dei SoC Zynq-7000 di Xilinx
Fig. 2 - Architettura dei nuovi SmartFusion 2 di Microsemi
La CPU ARM Cortex-A9 integrata nei dispositivi Zynq-7000
supporta i sistemi operativi Open Source Linux, Android e
FreeRtos; l’utente può quindi sviluppare le proprie applicazioni di machine vision sotto framework e ambienti di
sviluppo standard, per esempio Halcon di MVTec Software
o Visual Applets di Silicon Software. Direttamente presso Xilinx o terze parti sono disponibili core per l’implementazione
(nella porzioni di logica programmabile dei dispositivi Zynq7000) delle principali funzioni per l’acquisizione ed elabora-
rezza e la protezione da clonazione e reverse engineering.
Per i dispositivi SmartFusion 2 è disponibile da Microsemi
un insieme di core e package per il controllo ottimizzato di
motori multi-asse. La figura 3 mostra un tipico schema di
algoritmo di controllo implementabile mediante i suddetti
Fpga. Compatibile con le raccomandazioni Misra C-2004 per
la realizzazione di applicazioni embedded sicure e affidabili,
la soluzione realizzata da Microsemi supporta motori di tipo
DC brushless (Bldc), sincroni a magneti permanenti (Pmsm)
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
107
AO Tutorial
e passo passo (stepper). Sono inclusi macro-blocchi per l’implementazione di funzioni tipiche come trasformate di Clark
e Park (sia diretta che inversa), controllo proporzionale-integrale (PI), stima di angolo e calcolo di velocità, modulazione
Fig. 3 - Un tipico schema per controllo motore
Svpwm (Space vector pulse-width modulation), generazione
di segnali PWM 3-fase. Microsemi rende inoltre disponibile un
development kit (figura 4) che include, oltre alla scheda con
zione di nuove architetture scalabili e dalle più elevate prestazioni, con livelli di flessibilità fino a oggi inimmaginabili
grazie alla riprogrammabilità appunto degli Fpga.
Altera, in collaborazione con Exor, ha recentemente mostrato
(figura 5) l’implementazione di un
PLC con interfaccia HMI grafica
2.5D mediante i propri dispositivi
SoC Cyclone V. Tali dispositivi integrano una matrice di celle logiche
programmabili e un macroblocco
HPS (Hard Processor System) che
include, tra l’altro, un processore
ARM Cortex-A9 dual-core, una serie
di periferiche tradizionali (come
USB OTG, Ethernet, Uart e CAN) e
dei controller per memorie esterne
(DDR, Flash e SD/Sdio/MMC). Per
il macroblocco HPS è stato sviluppato il BSP (Board Support Package) per sistema operativo
Linux realtime in accordo alle raccomandazioni Osadl (Open
source automation development lab). Sono quindi suppor-
Fig. 4 - Development kit disponibile
da Microsemi per la prototipazione di
algoritmi di controllo motore
la Fpga SmartFusion 2, un mezzanino di
Fig. 5 - PLC con funzionalità HMI realizzato con un SoC Cyclone V
espansione con gli inverter per il pilotaggio dei motori. Sono anche inclusi, tra le
altre cose, progetti di riferimento per il controllo di motori tati una serie di package a livello firmware/middleware, come
Pmsm/Bldc con algoritmo sensorless, FOC, FOC con Hall o JM4Web, JMobile client e JM Server di EXor o le librerie per
con encoder e FOC con resolver. L’utente può controllare i Ethercat e Canopen di Codesys. L’applicazione utente può
parametri di lavoro del sistema (come velocità o guadagno essere sviluppata sotto l’ambiente Codesys IEC 61131-3 di
Kp/Ki) grazie a una GUI; il kit supporta comunicazione e con- 3S-Smart Software Solutions e Jmobile Studio di EXor. La matrollo remoti mediante interfaccia Ethernet, CAN e RS485 ma, trice di celle programmabili di SoC Cyclone V è disponibile
considerata la programmabilità degli Fpga, si può implemen- per l’implementazione di funzioni standard o custom, per
tare ogni altro protocollo standard o custom.
esempio per applicazioni HMI. Altera rilascia, in particolare,
un progetto di riferimento che mostra l’integrazione dei core
Implementare un PLC un Fpga
di Ultilogic per la gestione di un display TFT da 15”, con risoI dispositivi PLC sono tra le tecnologie più diffuse nel settore luzione XGA e funzionalità touchscreen (*).
industriale e dell’automazione. Sempre più piccoli e dai consumi ridotti, integrano oggi funzionalità avanzate per inter- Compatibilità con la normativa IEC 61508
faccia uomo-macchina (HMI). L’introduzione delle logiche Introdotta nel 2005, la normativa IEC 61508 è oggi diffusaprogrammabili in questo settore apre la porta alla realizza- mente adottata in molte applicazioni nel settore industriale:
108
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
linee di produzione, ponti elevatori, turbine sono solo alcuni
esempi delle apparecchiature e installazioni industriali dove
è richiesta elevata affidabilità. Per semplificare lo sviluppo di
applicazioni compatibili con la normativa Xilinx ha messo a
punto una metodologia di progetto e la relativa tool-chain
(figura 6) che è stata certificata dal TUV SUD. La metodologia
prevede il partizionamento dei diversi moduli logici implementati nella Fpga in regioni fisicamente isolate; l’adozione
di architetture ridondate e schemi di mitigazione consente
il contenimento della propagazione dei malfunzionamenti,
quindi il controllo dei modi di guasto del
sistema. Inoltre, i diversi macroblocchi,
corrispondenti ad altrettante regioni fisiche isolate della Fpga, si possono modificare e verificare indipendentemente,
senza che questo richieda la rivalidazione
a livello sistema dell’intera architettura. Il
flusso di progetto è basata sulla tool-chain
tradizionale, che è stata estesa introducendovi il package IVT (Isolation Verification
Tool). Questo consente la verifica di regole
predefinite (Desing Rule Check) in fase di
floor-planning e il rispetto dei constraint
imposti al termine della programmazione
del dispositivo.
Fig. 6 - Xilinx mette a disposizione un flusso di progetto certificato per
applicazioni IEC 61508
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
(*) Riferimenti: www.xilinx.com/applications/
smarter-vision/index.htm, www.microsemi.com/
applications/motor-control#solutions, www.altera.com/literature/po/ss-plc-on-a-single-chip.pdf,
www.xilinx.com/applications/isolation-designflow.html
109
Un ‘ecosistema digitale’
In vista di Expo Milano 2015 soggetti pubblici e privati sono chiamati
ad aderire al progetto E015 - Digital Ecosystem, un servizio online
che consente alle aziende di ‘fare sistema’ e creare Servizi e
Applicazioni integrate in un’unica piattaforma digitale
Una delle eredità che Expo 2015 potrebbe lasciarci si chiama E015 - Digital
Ecosystem, un ambiente digitale di cooperazione aperto, competitivo, non
discriminatorio e concorrenziale per lo
sviluppo di applicazioni software integrate. L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra la società Expo 2015 e vari enti
quali Confindustria, Camera di Commercio di Milano, Confcommercio, Assolombarda e Unione del Commercio, con
il coordinamento tecnico-scientifico di
Cefriel - Politecnico di Milano, e si pone
l’obiettivo di favorire l’incontro tra domanda e offerta di beni e servizi da parte
del sistema delle imprese a favore dei
cittadini, non solo nel periodo di preparazione e di svolgimento dell’esposizione
universale, ma anche e soprattutto per
gli anni a venire. Il progetto offre dunque a tutte le imprese, gli enti pubblici,
le associazioni e in generale i soggetti
pubblici e privati che operano sul territorio l’occasione di ‘fare sistema’ e creare
nuove relazioni. È un’occasione unica per
confrontarsi e mettere in comune conoscenze ed esperienze, collaborando nel
digitale per proporre a visitatori e cittadini soluzioni innovative che non si esauriranno con la fine dell’Expo.
Nello specifico, E015 è un ambiente digitale che consente di far parlare tra loro
i sistemi informatici di attori pubblici e
privati differenti e che operano sul territorio in settori diversificati: trasporti,
accoglienza, turismo, cultura, spettacolo
ecc. Grazie a E015 infatti chi sviluppa un
sistema informatico (sito web, app per
smartphone, totem multimediale ecc.) è
in grado, sulla base di standard tecnologici condivisi e di regole di collaborazione
comuni, di usare dati e servizi offerti da
altri attori e di proporre a sua volta contenuti e servizi a chiunque sia interessato
a utilizzarli. In altre parole, E015 - Digital
110
Ecosystem rappresenta uno spazio operativo di cooperazione tra più attori, pubblici e
privati. Si può contribuire all’ecosistema proponendo un ‘Servizio E015’, ossia mettendo
a disposizione i contenuti e le funzionalità dei propri sistemi informativi, per esempio
quelli già presenti sui propri siti web, affinché possano essere utilizzate da altri soggetti
di E015 per la creazione di ulteriori applicazioni. Oppure si può realizzare una ‘Applicazione E015’, arricchendo il proprio sito web, app o soluzione software con un’interazione diretta con le funzionalità messe a disposizione da altri soggetti appartenenti
all’ecosistema. In entrambi i casi, la piattaforma mette a disposizione un linguaggio comune da adottare, al fine di consentire ai servizi e alle applicazioni di tutti i soggetti aderenti di poter costantemente parlare tra loro. I servizi esposti vengono dunque utilizzati,
secondo le logiche di collaborazione B2B, come fossero dei ‘mattoncini’ già pronti per
abilitare la realizzazione di Applicazioni E015 da parte di altri soggetti aderenti all’iniziativa. E realizzare un’Applicazione E015 significa utilizzare i contenuti informativi e le
funzionalità di altri soggetti, esposti all’interno dell’ecosistema digitale nella forma di
Servizi E015, per realizzare o estendere soluzioni software B2C a disposizione dei propri utenti finali. Nel dettaglio, E015 - Digital Ecosystem mette a disposizione di tutti gli
operatori economici e degli enti aderenti: le ‘Linee Guida operative’ e gli ‘standard tecnologici’ selezionati per esporre Servizi E015 e realizzare Applicazioni E015; il ‘Catalogo
di Servizi condivisi’ dai partecipanti a E015; l’elenco delle Applicazioni realizzate in E015;
un Technical Management Board operativo che supervisiona le attività di esposizione
di ‘Servizi E015’ e/o di realizzazione di ‘Applicazioni E015’; un insieme di ‘Componenti
Core’ (ambiente di interazione online, monitoraggio, segnalazioni e aggiornamenti
ecc.) a supporto dei partecipanti a E015; il logo ‘E015 digital ecosystem’ che identifica
le applicazioni realizzate in accordo agli standard tecnologici e alle Linee Guida operative di E015 e che fanno uso dei servizi degli altri soggetti partecipanti all’ecosistema. I
vantaggi per le aziende che partecipano al progetto sono molteplici; esse possono arricchire le proprie applicazioni con i contenuti di altri soggetti, ridurre i tempi e i costi di
sviluppo di nuove applicazioni integrate e veicolare i propri contenuti di valore tramite
applicazioni realizzate da altri soggetti. Inoltre, i contenuti vengono resi visibili grazie
all’inserimento in una directory presente sul sito E015, in modo che possano essere richiesti da altri soggetti interessati a sviluppare applicazioni integrate. La partecipazione
all’ecosistema è aperta a tutti; per aderire è necessario sottoscrivere gratuitamente un
Contratto di Adesione a E015, che comporta il rispetto degli standard
tecnologici e delle linee guida dell’ecosistema; tutte le informazioni
sono disponibili sul sito www.e015.expo2015.org.
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
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AO
AUTOMAZIONE DOMANI
di Emiliano Sisinni
L
a Visible Light Communication o VLC è una soluzione
di comunicazione senza fili
che vede l’impiego di diodi
LED per trasmettere uno
streaming di dati utente utilizzando la luce visibile (ovvero la radiazione luminosa avente una
lunghezza d’onda compresa tra 380 nm
e 780 nm) come mezzo di trasmissione.
L’idea base di questi sistemi risiede nella
capacità di modulare il segnale luminoso
in maniera analoga a quanto accade con
i tradizionali segnali radio, salvaguardando la possibilità di un loro impiego
ovunque sia presente una sorgente di
luce, data l’incapacità del sistema visivo
umano di percepire variazioni di luminosità molto veloci. Per capire la portata
di questa soluzione, si pensi che GBI Research stima che, a livello mondiale, l’investimento per il 2015 nel campo delle
VLC raggiungerà la cifra di 100 milioni
di dollari, interesse confermato dalla
scesa in campo anche di grandi aziende,
come Renesas. L’immediato vantaggio
di tale soluzione è la disponibilità di diverse centinaia THz di spettro, che non
richiedono alcuna licenza d’utilizzo,
permettendo così di superare i tipici
problemi di affollamento dello spettro a
radiofrequenza, che convenzionalmente
viene limitato a circa 300 GHz. A questo
si vanno ad aggiungere altri benefici
non trascurabili, quali l’intrinseca immunità alle interferenze elettromagnetiche,
inclusi i sistemi a radiofrequenza eventualmente presenti nell’area di interesse,
una maggiore sicurezza derivante dalla
112
possibilità da parte dell’utente di ‘vedere’ il canale di comunicazione e, non ultima,
la possibilità di integrare e migliorare servizi esistenti che già sfruttano la radiazione
luminosa, quali sistemi di illuminazione, esposizione, indicazione, decorazione ecc.
Inoltre, un ‘trasmettitore di luce visibile’, che non richiede un’antenna in senso stretto,
ha un pattern di emissione che può essere facilmente regolato progettandone opportunamente l’ottica. Eventuali ostacoli interposti possono confinare l’energia della
radiazione, che in questo caso può essere vista come un interferente per altre comunicazioni VLC, in aree ben delimitate, permettendo quindi un utilizzo dello spettro
ottico molto più efficiente e scalabile rispetto alla controparte a radiofrequenza. Per
analogia con l’acronimo wi-fi, che contraddistingue la soluzione di connettività wireless a livello di rete locale che tutti usiamo con i nostri smartphone o PC portatili, è
stato recentemente coniato il termine Li-fi, che si fa risalire ad Harald Haas, docente
dell’Università di Edimburgo, un pioniere del settore. Nel 2011 è stato anche rilasciato
lo standard Ieee 802.15.7, contenuto all’interno della stessa famiglia di standard che
include anche i livelli base dello stack protocollare di Zigbee, pensato per distribuire
contribuiti multimediali su distanze nell’ordine della decina di metri. Pur non essendo
un documento particolarmente aggiornato, non includendo per esempio le più recenti tecniche di modulazione Ofdm applicate al visibile, resta comunque un interessante tentativo di standardizzazione in questo settore, passo fondamentale per
un più largo impiego della tecnologia stessa. Capite le potenzialità del sistema di
comunicazione è facile immaginare gli scenari d’uso della tecnologia VLC in ambito
industriale, oltre all’evidente possibilità di operare in ambienti pericolosi e/o a rischio
esplosione. Immaginando, per esempio, di creare un’infrastruttura di comunicazione
costituita da lampade all’interno di un capannone, si potrebbe pensare di inviare in
tempo reale informazioni ai manutentori/operatori di macchina, che vestirebbero caschetti protettivi dotati di ricetrasmettitori VLC. Oppure, dati gli elevati ‘transfer rate’
ottenibili, anche nell’ordine delle centinaia di kbps su distanze nell’ordine dei metri o
anche oltre, si potrebbero creare reti di comunicazione (eventualmente in backup a
quelle già esistenti) a elevate prestazioni con costi relativamente bassi. Va detto che la
giovane età di questa tecnologia cela molti vincoli ancora da risolvere, quali la banda
di modulazione dei LED e dei fotorivelatori oggi disponibili. Forse però il limite maggiore resta la natura essenzialmente unidirezionale del canale luminoso, nonostante
la possibilità di collocare sorgente luminosa e ricevitore VLC uno in prossimità dell’altro. Ciò detto, le VLC restano una tecnologia decisamente promettente, che troverà
sicuramente spazio in campo industriale nel prossimo futuro.
Comitato tecnico Automazione Oggi
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
Fonte: www.luciom.com
Comunicare
con i LED: arriva il Li-fi
PROFICY DIVENTA MOBILE
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dispositivo mobile e fornisce un accesso facile e
veloce ai dati di produzione, KPI, trend e allarmi.
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HMI, SCADA e DCS di mercato
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AO
AUTOMAZIONE USA
Pensare alla Sherlock
Holmes
M
olto del training
che ho fatto sul
manufacturing ha
riguardato il ‘come
pensare’. Alcuni
aspetti del Lean
training sono: alzarsi dalla scrivania
e osservare; chiedersi ‘perché’ cinque volte;
immaginare i processi. Quell’intrepido
personaggio del 19esimo secolo, Sherlock Holmes, nato dalla fervida fantasia di
Sir Arthur Conan Doyle, è oggi diventato
improvvisamente famoso di nuovo proprio per la sua capacità, unica al mondo,
di pensare. Hanno fatto almeno un paio
di film su di lui, qualche mini serie della
BBC e una della TV americana, ‘Elementare!’. La scrittrice-scienziata e psicologa
Maria Konnikova ha ‘cavalcato l’onda’ di
questo ritorno di popolarità proponendo
al pubblico un ‘tuffo’, molto leggibile ma
anche in profondità, nella mente del noto
investigatore. ‘Mastermind: How to Think
Like Sherlock Holmes’ (in italiano ‘Mastermind. Pensare come Sherlock Holmes’)
dovrebbe essere il testo di studio per eccellenza dei giovani ingegneri di oggi, proprio come ‘Zen and the Art of Motorcycle
Maintenance’ (in italiano ‘Lo Zen e l’arte
della manutenzione della motocicletta’) lo
è stato per la scorsa generazione. Si tratta
di una vera e propria guida all’arte di pensare e risolvere problemi. Konnikova parte
mostrando come noi generalmente “pensiamo come Watson”, vale a dire vedendo
non osservando. “Ciò che Holmes vuole
realmente dire a Watson quando contrappone vedere e osservare, è che non
bisogna confondere noncuranza con consapevolezza, un atteggiamento passivo
114
con un coinvolgimento attivo”. Proprio allo stesso modo occorre abituare l’ingegnere a
prestare attenzione ai fatti e ai processi quando si trova di fronte a un problema in fabbrica. Konnikova afferma: “Scegliere a cosa prestare attenzione, ossia stare attenti a una
cosa e ignorarne un’altra, rappresenta per la nostra vita ‘interiore’ quello che scegliere cosa
fare rappresenta per quella ‘esteriore’. In entrambi i casi, ognuno è responsabile della scelta
che fa e deve accettarne le conseguenze. Come ha detto Ortega y Gasset: ‘Dimmi a cosa
fai attenzione e ti dirò chi sei’”. Ora: possiamo insegnare al nostro cervello a pensare come
Holmes? È la domanda centrale del libro di Konnikova e la risposta si può riassumere in
una parola: consapevolezza. La consapevolezza è “rimanere concentrati sul presente e
imparare come mantenere la concentrazione e focalizzare la mente in modo da non distrarsi, da ignorare qualsiasi cosa possa far deviare il pensiero dal giusto tracciato”. Questo
‘metodo scientifico della mente’ utilizza il cervello come fosse una ‘soffitta’, nel senso che
lo spazio nel cervello è visto come una risorsa finita. Per pensare come Sherlock Holmes
occorre ottimizzare le risorse mentali a disposizione, immaginando dove si possano archiviare al meglio le nozioni in modo da avere accesso a esse in una maniera per cui si possa
“avere una visione completa dell’intero puzzle, non solo dei singoli pezzi scomposti” che
vi sono riposti. Si potrebbe descrivere Sherlock Holmes come uno che non finisce mai di
imparare lungo il corso della sua vita. Il metodo scientifico infatti non ha mai fine. “È un
cerchio che non si chiude mai” dice Konnikova. Sherlock si prepara ad affrontare ogni situazione con strumenti mentali adeguati, ma questo metodo richiede migliaia e migliaia
di ore di pratica. Il nostro cervello ha una straordinaria capacità di crescere ed espandersi.
La chiave per pensare come Sherlock sta nell’esercitare la mente in modo da ampliarne
la capacità d’immaginazione. Ma l’intero processo significa molto di più che porre attenzione ai dettagli (quelli giusti) e saper accedere al ‘magazzino’ delle informazioni in ‘soffitta’.
Perché il tutto funzioni davvero, occorre aggiungere il ‘potere’ dell’immaginazione. Bisogna rilassare la mente e permettere all’immaginazione di lavorare liberandosi delle ovvie
cattive domande che possono sorgere e poi combinare i fatti rimasti in modi nuovi, tali
da portare infine alla soluzione del problema. Konnikova conclude con un’importante
considerazione: “Si dovrebbe trarre almeno questo insegnamento dal libro: la mente più
potente è quella più rilassata. È la mente presente, riflessiva, consapevole dei suoi pensieri
e del suo stato. Non agisce solitamente in multitask e quando lo fa è per una ragione ben
precisa”.
Ho sentito dire che, nella sua essenza, l’engineering equivale al problem solving. Esercitarsi molto nella matematica non è altro che esercitarsi molto a pensare. Suggerisco
caldamente agli ingegneri di oggi e domani di pensare al ‘pensare’.
Gary Mintchell, [email protected], fondatore ed editore di The Manufacturing Connection, scrive di manufacturing, leadership e tecnologia, blogger su www.themanufacturingconnection.com
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16/05/2014 14.59.22
AO
AVVOCATO
di Cristiano Cominotto, Raffaele Moretti
Il datore di lavoro
è responsabile degli
infortuni sui luoghi
di lavoro?
O
ggi vorrei approfondire un argomento
di grande attualità:
la responsabilità del
datore di lavoro nelle
ipotesi di infortuni.
Con riferimento a un
incidente occorso a
un lavoratore precipitato durante il
montaggio di un ponteggio, per non
aver utilizzato i dispositivi
di protezione fornitigli, la
Corte di Cassazione, recentemente, con la sentenza
n. 2455/2014, ha cristallizzato un principio di diritto
che certamente farà molto
discutere. I giudici della
Suprema Corte hanno ritenuto che il datore di lavoro
fosse responsabile dell’evento nefasto nella misura in cui, non
solo egli aveva l’obbligo di adottare
tutte le misure di sicurezza, ma altresì
il dovere di vigilare sull’effettiva applicazione dei dispositivi stessi. Ben si
comprende come gravino sul datore
di lavoro ulteriori responsabilità che
vanno al di là del suo interesse squisitamente produttivo ed economico ma
che coinvolgono anche profili giuridici
e umani. Al fine di limitare la propria re-
sponsabilità, ogni datore di lavoro che non voglia incorrere in questa colpevolezza,
che voglia comprovare di aver adottato tutti i provvedimenti diretti ad affinare
le condizioni del personale e del contesto lavorativo, di aver provveduto alla formazione di figure specifiche all’interno dell’azienda, deve regolarmente redigere
il Documento di Valutazione dei rischi. L’obbligo di effettuare la valutazione dei
rischi non grava più solo in capo alle imprese più grandi, ma è stato esteso anche
alle aziende di piccole dimensioni che occupino fino a dieci lavoratori. Peraltro,
questo documento deve essere compilato per qualunque tipologia di ambiente
di lavoro, che vada dalle scuole alle fabbriche, dagli studi professionali ai negozi.
La compilazione del Documento di Valutazione dei rischi viene eseguita dopo
un’indagine che si attaglia alla tipologia di attività lavorativa esistente,
mentre in caso di costituzione di una nuova impresa, il datore di lavoro
è tenuto ad effettuare immediatamente tale stima, elaborando il relativo documento entro un circoscritto lasso di tempo dalla data di inizio
dell’attività. La normativa vigente stabilisce altresì che la valutazione
dei rischi debba essere immediatamente rielaborata in occasione di
modifiche del processo produttivo o in relazione al grado di evoluzione
della tecnica, della prevenzione e/o della protezione oppure a seguito
di infortuni significativi. L’aggiornamento continuo del Documento di
Valutazione dei rischi prevede che in esso venga contemplato l’elenco
di tutti i rischi possibili ed esistenti in una data azienda, l’esatta specificazione dei criteri di prevenzione e misure di informazione al personale e infine
un continuo ammodernamento dei dispositivi di sicurezza già esistenti. La normativa vigente prevede inoltre che il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza
debba ricevere una copia del DVR e provvedere all’informazione degli altri lavoratori circa il suo contenuto. Il Documento in parole deve recare una ‘data certa’
che venga attestata dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, dal
Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza o dal Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale e dal Medico competente. In assenza di una di
queste figure, la ‘data certa’ in sede di controlli ispettivi o nella scongiurata ipotesi
di incidenti e infortuni sul luogo di lavoro, va documentata con Posta Elettronica
Certificata o altra forma prevista alla legge.
Risponde alla nostra rubrica l’Avv. Cristiano Cominotto di Milano specializzato nelle
problematiche legali in campo elettronico, informatico e dei sistemi di produzione.
Chiunque desiderasse proporre o approfondire argomenti legali su queste pagine
può telefonare al n. 02/5450823 o scrivere a: [email protected]
116
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Mostre
Convegno
2014 - 2015
24 giu
giugno 2014
ITE
IT
TE Day
Day – Industrial T
Technology Efficiency Day 2014
IINDUSTRIAL
NDUS
D
TECHNOLOGY A
TECHNO
Y
EEFFICIENCY
FFIC
Dopo il riscontro positiv
positivo registrato da parte delle
aziende espositrici e dei partecipanti, Fiera Milano
Media propone in linea con
c la scorsa edizione una
sessione plenaria realizzata con l’autorevole
contributo di Business International,
le sessioni di
I
presentazione dei prodotti
prodo ad opera delle aziende
la
espositrici e i laboratori
organizzati dalle
collaboraz
Redazioni in collaborazione
con primarie aziende
del settore durante i quali i visitatori potranno
imparare veramente qu
qualcosa sui prodotti, come
utilizzarli, e come realizzare vere e proprie
applicazion sotto la guida di esperti.
applicazioni
11 dicembre
dice
2014
Machine Automation
Mach
L’evento quest’anno si focalizzerà
foc
sul tema del packaging
con particolare attenzione ai settori applicativi
del food&beverage e del llife science: focus principale
saranno la tracciabilità de
dei prodotti e l’identificazione,
con interessanti excursus nel mondo della visione artificiale
migliorare la qualità dei manufatti
quale chiave di volta per m
e ottimizzare i processi in linea e a fine linea. La formula
proposta è teorico-pratica
teorico-pratica: in una sola giornata si potrà
partecipare alla sessione convegnistica ‘tecnologica’,
alla parte espositiva e ai ttanto attesi laboratori.
Una modalità in grado di ffare davvero ‘cultura’.
U
15 ottobre 2014
S&PI – Sensors and Process Instrumentation 2014
S PI
&
SENSORS
& PROCESS
INSTRUMENTATION
Unica mostra convegno dedicata alla sensoristica
e alla strumentazione di processo, S&PI si presenta
quest’anno con una formula rinnovata e ricca.
Due le sessioni importanti: “Tech”, nella quale si parlerà
delle metodologie di rilevazione e misura più promettenti
nell’attuale scenario tecnologico, di comunicazione,
di bus di campo e wireless, e “Industry” in cui ci
si focalizzerà su alcuni tra i più rilevanti settori applicativi
per le soluzioni di automazione e strumentazione
di processo: Oil & Gas, Acqua e Life Science.
24 marzo 2015
MC4-Motion Control for 2015
Data da segnare in agenda! Impossibile mancare
all’edizione 2015 di MC4-Motion Control for
che in questi anni si è sempre confermata essere
l’appuntamento di riferimento per chi vuole
conoscere in modo approfondito tutte le tecnologie
per il controllo del movimento al servizio di macchine
e impianti. Un solo giorno, una vera full immersion.
Per informazioni: Elena Brusadelli Tel. 335 276990
[email protected]fieramilanomedia.it
[email protected]fieramilanomedia.it
AO
NEWS
a cura della redazione
SERVOTECNICA
Si chiama Amkamac l’ultima generazione di
controllori prodotta da AMK Drives & Controls,
proposti da Servotecnica. Alle versioni standard
da quadro o con schermo integrato, si affianca
così la versione touchscreen con grado di protezione IP69K.
Il controllore è dotato di 512 MB di RAM e fino
a 2 GB di memoria flash; i vantaggi del pannello
frontale in vetro e dell’alto grado di protezione
sono apprezzati ovunque sia indispensabile
avere un elevato livello di igiene e un isolamento
dai liquidi e dalle polveri, quindi in settori quali
alimentare, farmaceutico, del confezionamento
e dell’imbottigliamento. Progettato e prodotto in
Germania, il controllore resiste alla forza esercitata da un getto ad alta pressione oltre che
alla presenza di polveri e liquidi; presenta inoltre
stabilità e alte prestazioni. La possibilità di implementare l’interfaccia operatore in ambiente
Qt offre svariate opzioni per creare un’interfaccia
graficamente accattivante e intuitiva.
Servotecnica propone anche gli attuatori elettrici
Serie Tritex II di Exlar, con una potenza massima
di 1.500 W, alimentazione in c.a. e controllo
digitale della posizione in un singolo contenitore salvaspazio. Questi attuatori combinano un
servomotore brushless con attuazione (uscita)
rotaria o lineare, riunendo tutti gli elementi in
un singolo contenitore ermetico compatto per
ambienti severi. Con i loro convertitori meccanici incorporati, gli attuatori Tritex II incorporano
tutta la necessaria elettronica di controllo della
posizione e di potenza, offrendo una soluzione
di sistema completa. Sono alimentati a 100-240
Vca; le caratteristiche avanzate del software
includono 16 indici programmabili, movimenti
concatenati e capacità di aggiornamento flash
del firmware attraverso la porta Modbus che, tramite un protocollo RS485, permette il controllo,
la programmazione e il monitoraggio completi
di tutti gli aspetti dell’attuatore Tritex II mentre
è impegnato in un’applicazione. Le opzioni di
comunicazione includono i protocolli Modbus,
Ethernet/IP, Hart, Modbus TCP/IP, Canopen e
CAN J1939. Infine, il prodotto ha ampie capacità
di I/O: 8 ingressi digitali, 4 uscite digitali, più un
ingresso e un’uscita analogici.
www.servotecnica.it
HBM
Nell’ambito della produzione industriale e dei
banchi di prova di fine-linea, l’assicurazione della
qualità e l’integrazione nel sistema della tecnica
di misura sono elementi chiave per il successo
118
online realtime che permette a chiunque di provare direttamente i numerosi tool di messa a
punto automatica e di motion intuitivi messi a
disposizione dalla New Easii Platform. È possibile eseguire il log direttamente dal proprio
browser all’indirizzo www.elmomc.com/support/
elmo-rps.html.
www.elmomc.com
MOOG
del prodotto. Per questo HBM Test and Measurement ha sviluppato l’amplificatore di misura
PMX: mediante un terminale dotato di connessione a Internet e utilizzando un browser web,
è possibile accedere a tutti i dati di produzione,
protetti da password. Questo permette di avere
una panoramica dei processi e di garantire la
massima sicurezza. La combinazione di tecnologie Ethernet e Internet consente una semplice
manutenzione da remoto. Grazie alla presenza
di una banca dati sensori ampliabile all’interno
del software di acquisizione dati, l’utente può
parametrizzare il sistema in pochi secondi. In
questo modo, le misurazioni in fase di messa
in funzione e di controllo della qualità vengono
immediatamente visualizzate e registrate. Inoltre, il pacchetto driver gratuito consente una facile integrazione nel software esistente, quindi
nell’impianto o nel macchinario.
www.hbm.com/it
Moog ha esteso la sua gamma di pompe a pistoni radiali a cilindrata variabile con il modello
RKP 250 per cilindrate fino a 250 cm3 giro, ideale
per applicazioni che richiedono elevati valori di
pressione, come macchine per la formatura
dei metalli, presse, macchine di stampaggio e
soffiaggio o altri tipi di macchinari di impiego
industriale. Questa pompa a pistoni radiali è
in grado di lavorare a pressioni continue fino
a 350 bar (5.000 psi), distinguendosi inoltre per
il design robusto e per l’elevata affidabilità an-
ELMO
L’israeliana Elmo,
fornitrice di soluzioni di motion
control complete,
ha lanciato Easii,
la seconda generazione di Application
Studio di Elmo che accompagna l’utente lungo
l’intera implementazione del motion control della
macchina. Basata su Windows, Easii abbrevia
il tempo di sviluppo offrendo tool di configurazione, messa a punto e motion semplici da usare
e totalmente automatizzati. Indipendentemente
dai tipi di servoazionamento e retroazione, del
numero di assi in moto o della rete utilizzata,
Easii unifica tutta la comunicazione, il motion
e la programmazione della macchina, offrendo
dei tool che semplificano l’intero processo di
implementazione.
Fra questi tool figura Easii Quick Tuning Wizard:
in pochi minuti esegue automaticamente un test
esperto del motion e compie tutte le regolazioni
del servoazionamento richieste. Altre funzionalità includono l’autoconfigurazione della rete, la
regolazione automatica del carico meccanico,
la semplice messa a punto a doppio anello e
una gamma di caratteristiche avanzate di motion
control. Ambiente di sviluppo completo, il prodotto integra tutti i tool necessari per sviluppare
e mettere a punto sequenze di motion multiasse
complesse senza codifica manuale, offrendo
l’accesso drag & drop istantaneo a centinaia di
routine e script di programmazione standard.
Elmo offre anche l’accesso di login a Easii Remote Practice System (Easii-RPS), applicativo
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che in ambienti aggressivi. Per applicazioni in
macchinari dove sono richieste cilindrate ancora
più elevate RKP 250 può essere configurata in
versione a doppia pompa, garantendo la disponibilità della massima coppia fino a 500 cm3.
Inoltre, può essere abbinata ad altre pompe della
stessa serie e con interfaccia SAE standard (A, B,
e C). La ridotta dimensione assiale della gamma
RKP rende le pompe idonee per configurazioni
multiple e compatte. Oltre a ciò, RKP 250 fornisce un controllo altamente dinamico di portata e
pressione; con una velocità massima di 1.800 giri
al minuto a una pressione minima in aspirazione
di 0,8 bar (pressione assoluta), può operare con
macchine installate ad alta quota senza che sia
necessario avvalersi di una pompa di precarico.
Incorpora un gruppo pompante composto di 9
pistoni rotanti, la cui configurazione assicura
bassi impulsi di pressione e minime emissioni di
rumore. Come gli altri modelli della gamma RKP,
la pompa è dotata del sistema di controllo cilindrata Moog ad anello scorrevole. Infine, Moog
offre varie tipologie di compensatori.
www.moog.com
PIXSYS
Il convertitore di segnale Pixsys si distingue per
l’innovativa modalità di programmazione, che
prevede l’utilizzo di tecnologia Rfid/NFC per garantire la rapidità nella configurazione. Dopo il
positivo esordio della versione per termoresistenze, è ora disponibile anche la versione con
isolamento galvanico per la lettura/conversione
di segnali termocoppia. La nuova app per dispositivi Android scaricabile dal play store Google,
PILZ
pensata soprattutto come strumento di supporto
tecnico post-vendita, consente l’invio/ricezione
di file di configurazione per interventi immediati
sul campo, nonché la lettura dei dati registrati
sul convertitore senza la necessità di hardware
dedicato. Il convertitore infatti integra una
funzionalità datalogging con tempo di campionamento impostabile. Il trend di processo è visualizzabile graficamente sul dispositivo mobile
utilizzando l’app Pixsys, oppure su PC utilizzando
l’apposito programmatore.
www.pixsys.net
AUTODESK
Autodesk annuncia la disponibilità di Inventor HSM, una soluzione CAM integrata per gli
utenti di Inventor. Inventor HSM 2015 permette
ai tecnici della meccanica, ai progettisti e agli
ingegneri di trasformare i propri disegni fatti con
Inventor in parti lavorate, generando il miglior
percorso di lavorazione direttamente all’interno
di Inventor. Inventor HSM 2015 include una licenza completa del software Inventor 2015,
fornendo un pacchetto CAD/CAM completo con
un’esperienza di progettazione e produzione integrata. Annunciato a luglio scorso, Inventor HSM
include le seguenti funzionalità: traiettorie di lavorazione 2.5D, 3D e 3+2 e impostazioni flessibili
per ottenere la miglior finitura delle superfici;
strumenti per la simulazione che permettono di
verificare il processo di lavorazione prima che il
programma CNC sia avviato su una macchina;
post-processore altamente personalizzabile e
potente editor CNC che permette agli utenti di
adattare i loro programmi alla macchina CNC.
Inventor HSM 2015 è disponibile come prodotto
singolo o con sottoscrizione desktop.
www.autodesk.com
Mobile Safety Inspector è un’app proposta da
Pilz per dispositivi mobili che supporta l’utilizzatore durante la valutazione dei rischi direttamente sulla macchina o sull’impianto, in modo
rapido e semplice. L’app si divide in sezioni con
numerose funzionalità, disponibili nella sezione
‘Calculator’. Tramite la funzione ‘Risk Graph’
è possibile eseguire i calcoli necessari per la
determinazione del PLr (performance level, richiesto secondo la norma EN ISO 13849-1) e
SIL (Safety integrated level, secondo la norma
EN 62061); introducendo i valori di gravità, frequenza di esposizione, possibilità di evitare il
danno e probabilità di accadimento del danno.
Ulteriori funzioni permettono di calcolare i parametri caratteristici delle funzioni di sicurezza
secondo la norma EN ISO 13849.1.
Con la funzione ‘Bar Graph’ è possibile determinare il Pfhd (Probability of a dangerous Failure
per Hour) e di conseguenza il relativo performance level, introducendo i dati relativi alla
categoria del circuito, il valore di DC (Diagnostic
Coverage) e il valore di Mttfd (Mean time to dangerous failure) espresso in anni. Tramite la funzione ‘Operations calculator’ è invece possibile
sensore fotoelettrico. Quando le piastrelle sul
nastro passano al segmento successivo, il sensore fotoelettrico rileva la loro assenza e dà il via
ad altre piastrelle. I sensori rilevano la posizione
e la quantità delle piastrelle, sia prima dell’imballaggio sia prima della pallettizzazione. La
serie S5 di Datalogic è costituita da una gamma
completa di sensori fotoelettrici tubolari M18
in plastica. Tra le funzioni ottiche è possibile
scegliere tra vari modelli di tasteggio focalizzato
15 mm e 50 mm o modelli di prossimità diffusa
a corta, media o lunga distanza fino a 60 cm;
sbarramenti a retroflessione fino a 4 m, a 3 m in
versione polarizzata e a 1 m per la rilevazione di
materiali trasparenti; proiettore-ricevitore per distanze fino a 12 m e modelli con connessione per
fibre ottiche. Sono disponibili diverse versioni
con ottica assiale o radiale.
www.datalogic.com
ADVANTECH
ricavare i dati relativi ai componenti elettromeccanici: introducendo il tempo di lavoro nell’arco
di un anno, la frequenza di commutazione e la
vita utile del componente, la funzione calcola
il numero di operazioni eseguite in un anno e il
valore di B10d.
www.pilz.it
DATALOGIC
Datalogic ha fornito una soluzione di rilevazione
costituita da 12.000 sensori fotoelettrici Serie S5
(S5-5-C60-30) a uno dei più grandi progettisti e
costruttori cinesi di macchinari per la lavorazione
di materiali edilizi. In questa applicazione specifica, i sensori fotoelettrici serie S5 di Datalogic
sono utilizzati sulla linea di imballaggio automatica per l’identificazione, per il conteggio e per lo
stoccaggio delle piastrelle di ceramica. Su ogni
linea sono stati installati una cinquantina di dispositivi che garantiscono funzioni di rilevazione
e monitoraggio in ogni singola fase del processo
di imballaggio, dal carico alla pallettizzazione. I
sensori fotoelettrici vengono usati per rilevare
la presenza, la posizione e il numero delle piastrelle prima che vengano caricate sul nastro
trasportatore. Una volta caricate sul nastro, le
piastrelle raggiungono la stazione di imballaggio
e confezionamento e infine arrivano a quella di
pallettizzazione. In corrispondenza di ogni segmento del nastro trasportatore è installato un
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Numerose sono le novità recentemente presentate da Advantech, tra queste gli Aiis-1240
e Aiis-1440, nuovi controller PoE USB3 per la
visione industriale e l’ispezione ottica. Aiis, acronimo di Advantech intelligent inspection system,
è l’ultima soluzione Advantech dedicata all’ispezione ottica automatica (AOI) per tutte le applicazioni basate sulla visione artificiale: ispezioni
imballaggio, controllo etichette, ispezione wafer,
ispezione allineamento e altre.
Questi controller indipendenti offrono elevate
prestazioni di calcolo grazie alla tecnologia Power over Ethernet (PoE) / USB3.0, sono dotati di
una ricca interfaccia I/O, durano più a lungo e
sono disegnati in un fattore di forma compatto.
Inoltre, gli Aiis-1240 e Aiis-1440 utilizzano la 3°
generazione, l’ultima, di processori Intel Core
che offre potenza di calcolo e prestazioni grafiche più elevate. Già certificati, gli Aiis-1240 e
Aiis-1440 offrono agli integratori di sistemi una
soluzione efficiente e pratica. L’Aiis-1240 utilizza
un solo cavo RJ45 che porta dati e alimentazione
elettrica.
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AO
NEWS
Conforme allo standard Ieee 802.3af, può fornire
fino a 15,4 Watt di potenza per ogni dispositivo
alimentato entro una distanza di 100 metri, rispetto ai 2,5 Watt entro 5 m di un USB 2.0.
Inoltre, il controller LAN Intel i210 dell’Aiis-1240
utilizza il protocollo Ieee 1588 Precision time
protocol (PTP), che permette di sincronizzare gli
orologi distribuiti su una rete: in un’applicazione
di ispezione visiva, questo permette frame di
sincronizzazione di due o più telecamere PoE.
L’Aiis-1240 è poi compatibile con le telecamere
GigE Vision, già ampiamente adottate in applicazioni di visione industriale.
www.advantech.com
BANNER ENGINEERING
Banner Engineering è un primario fornitore di
sensori di visione, sensori fotoelettrici e ultrasonici, fibre ottiche, sistemi di protezione delle
macchine, sistemi di misurazione e ispezione e
prodotti per reti wireless. La società fornisce a
livello mondiale un supporto applicativo in loco.
Un nuovo sensore di misurazione laser, dotato di
un intuitivo display di interfaccia utente a due
righe, è stato recentemente presentato dall’azienda. Si tratta del sensore LE550, che offre una
combinazione di range, ripetibilità, accuratezza e
facilità d’uso, e che non era disponibile in precedenza in questa fascia di prezzo. L’array lineare
del sensore fornisce misurazioni accurate da 100
a 1.000 mm su un’ampia gamma di bersagli impegnativi, dalla gomma nera al metallo lucido.
Le applicazioni tipiche sono diametro del rullo,
controllo del ciclo, misurazione degli oggetti e
posizione. È possibile installare più sensori in
stretta prossimità per misurazioni precise. Il case
pressofuso è classificato IP67, Nema 6 per l’utilizzo in condizioni ambientali difficoltose.
www.bannerengineering.com
ROCKWELL AUTOMATION
IL software Motion Analyzer di Rockwell Automation è un tool pensato per aiutare i costruttori
di macchine a selezionare, dimensionare e ottimizzare più rapidamente e facilmente i sistemi
di motion control. Seguendo un percorso guidato
gli ingegneri devono solo inserire le informazioni di base in merito al carico e le modalità di
movimentazione. Attraverso un menu a tendina
i progettisti possono selezionare uno specifico
attuatore senza dover eseguire calcoli complessi
o esaminare le specifiche del costruttore.
Il software offre anche la possibilità di simulazioni e analisi prestazionali che aiutano gli
ingegneri a studiare il comportamento della
macchina e a valutare l’efficacia della progettazione meccanica in maniera tale da consentire
l’ottimizzazione delle prestazioni di quanto deve
essere realizzato. Questi tool di simulazione
oltre a contribuire alla riduzione dei tempi di
progettazione consentono da un lato di ridurre
gli errori che potrebbero manifestarsi nelle fasi
di sviluppo più avanzate, dall’altro di effettuare
diverse prove (non distruttive) per la ricerca della
soluzione migliore. Motion Analyzer è particolarmente apprezzato dai tecnici progettisti, i quali
riconoscono al prodotto tutta una serie di bene-
120
fici come ad esempio: l’ottenimento di una maggiore affidabilità l’ottimizzazione accurata delle
singole prestazioni e, non ultimo, la riduzione dei
tempi del time-to-market.
www.rockwellautomation.it
KOLLMORGEN
Grazie alle dimensioni compatte e all’elevato
grado di protezione, la serie di robusti regolatori
AKD-N di Kollmorgen può essere facilmente integrata in prossimità del motore. Inoltre, i sistemi
di collegamento con un unico cavo ibrido di soli
11 mm di spessore tra il regolatore e il motore
riducono le difficoltà di installazione.
Lvds a 20-pin che supporta 16.7 M di colori a
8-bit RGB. Le dimensioni meccaniche esterne
sono 320x130x12,1 mm, con un’area attiva di
291,84x109,44 mm. Le specifiche Rugged+ garantiscono un ottimo funzionamento del prodotto in
applicazioni in ambienti particolarmente difficili;
tutti i display appartenenti alla famiglia denominata ‘Rugged+’ hanno caratteristiche elettriche
e meccaniche molto robuste che li rendono resistenti a urti, vibrazioni, scariche ESD; con un
range di temperatura operativo -30 a 80 °C e di
‘storage’ da -40 a 90 °C.
www.data-modul.com
BALLUFF AUTOMATION
Balluff ha sviluppato una griglia luminosa ad alta
risoluzione per il rilevamento di oggetti ottici con
una larghezza di 50 mm e una distanza massima
di 2 metri. Il dispositivo, che comprende un trasmettitore con laser a luce rossa ad alte prestazioni e un ricevitore, funziona in modo autonomo,
senza accessori addizionali quali PC o software
speciale. Tutte le impostazioni si possono eseguire tramite un display sul ricevitore.
L’elevata risoluzione di 0,01 mm apre molte pos-
Con i servomotori in acciaio inossidabile Akmh,
poi, anche la pulizia degli impianti risulta più
semplice. Il livello di perfezionamento raggiunto
da Kollmorgen per questa tecnologia di azionamento consente di sfruttarne i vantaggi sia nei
sistemi centralizzati sia in quelli decentralizzati
con un unico cavo standard, indipendentemente
dal motore e dal sistema di retroazione. Che si
tratti di un robusto resolver o di un encoder multigiro ad alta risoluzione, Kollmorgen semplifica le
operazioni di immagazzinaggio e la gestione delle
varianti. Inoltre, la configurazione dei singoli assi
di azionamento, per esempio nella fase di messa
in servizio, non richiede l’installazione di altri cavi.
www.kollmorgen.com
DATA MODUL ITALIA
Il produttore di display LCD per applicazioni
industriali KOE, distribuito da Data Modul, ha
introdotto il nuovo TFT 12,3” Rugged+ modello
TX31D200VM0BAA, con risoluzione di 1.280x480
(Hsxga), formato 8:3, in tecnologia IPS wide
viewing angle. Con un contrasto di 1000:1 e
luminosità 1000 cd/m2, offre immagini con performance eccellenti. La retroilluminazione a LED
bianchi è composta da un circuito integrato che
consente un utilizzo a metà luminosità, ottimizzando la vita della backlight a 70K hrs.
Il display TFT trasmissivo ha un’interfaccia
GIUGNO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 373
sibilità applicative; inoltre, la quantità luminosa
della luce laser rossa è particolarmente omogenea. Emettitore e ricevitore sono protetti da
una robusta custodia industriale e si possono
allineare in modo semplice e rapido utilizzando
la visualizzazione grafica dal vivo sul display multifunzione integrato. L’utente può insegnare al
sistema fino a sei oggetti differenti utilizzando i
pulsanti e può nascondere le ostruzioni nel campo
di misura (‘blanking’). In questo modo, si possono
rilevare in modo affidabile oggetti differenti, confrontarli e selezionarli in base a minime differenze di dimensioni. Altre applicazioni includono
il controllo di presenza e altezza. Il risultato dell’ispezione è disponibile su due uscite analogiche
e tre digitali.
www.balluff.it
Controllo, precisione
e flessibilità imbattibili
Riuscire a diminuire i costi, aumentare la produttività e ridurre i tempi di progettazione sono solo
alcune delle sfide fronteggiate dagli ingegneri industriali. L’approccio della progettazione grafica
di sistemi integra il software produttivo e l’hardware RIO (ad I/O riconfigurabile) per consentire
di rispondere a tali sfide. Questa piattaforma commerciale, customizzabile per qualisiasi
applicazione di controllo e monitoraggio, unisce funzioni di controllo assi, visione e I/O a un
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