ANI ALI IT MOVI ME NT O CI I SCOUT CAT TO ULT LI AD RIVISTA MENSILE DI EDUCAZIONE PERMANENTE NUMERO 3 - Marzo 2014 - ANNO 56 60 anni ... lo 2014 1954 M.A.S.C.I sguardo al futuro Sessant’anni e non li dimostra GIOVANNI MORELLO Sessant’anni e non li dimostra, specie Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani se lo sguardo è rivolto al PERIODICO MENSILE DEL futuro e non MASCI (MOVIMENTO ADULTI al passato: questo il senso delle celebrazioSCOUT CATTOLICI ITALIANI) ni per i sessanta anni di vita del M.A.S.C.I., DI EDUCAZIONE PERMANENTE, sintetizzato dallo slogan che accompagna il PROPOSTA E CONFRONTO logo dell’avvenimento. Sin da questo numero Strade Aperte pubblicherà articoli ed interventi dedicati a questo importante appuntamento che, in vari modi, interesserà la vita delle nostre Comunità. Il primo intervento, ovviamente, è di Sonia, la nostra Presidente, che ci offre una prima meditata riflessione. Sul prossimo numero di Aprile pubblicheremo il calendario degli appuntamenti, che sarà deciso dal Consiglio Nazionale straordinario del 15-16 marzo. Intanto un appuntamento è già stato fissato per il 7-9 novembre p.v., per la “Festa di compleanno”. Alle pag. 5-6 trovate la scheda per l’iscrizione, che potete scaricare anche dal sito www.masci.it. Qui a fianco potete vedere il logo del sessantesimo che marcherà tutte le iniziative. Anche le Regioni iniziano a programmare incontri ed iniziative SPEDIZIONE IN A.P. 45% celebrative. Il Veneto ha in programma una ART. 2 COMMA 20/B LEGGE 662/96 “Fiera delle Comunità”, come potete leggere DAL C.M.P. PADOVA a p. 7. Altre iniziative, non specificativamente EURO 2,00 LA COPIA legate al tema del sessantesimo, sono in programma in varie parti d’Italia. In questo nuEDITORE, AMMINISTRAZIONE mero il lancio della II edizione di “Ramazza E PUBBLICITA’: Strade Aperte Arcobaleno”, organizzata a Roma, dal Lazio, Soc. coop. a.R.L., sui temi dell’accoglienza e dell’integrazione, Via Picardi, 6 - 00197 Roma, ed una “Route” sui temi della Pace, organizwww.masci.it zata da Alpe Adria Scout, lungo i sentieri del fronte dell’Isonzo, dove durante la Grande Guerra 1914-1918, tanti giovani, e meno gioSOMMARIO IN ULTIMA PAGINA vani, sacrificarono la loro vita, in quella che Benedetto XV definì una “inutile strage”. Sarà certamente un anno particolarmente ricco ed impegnativo. In quest’ottica continuiamo a pubblicare, nella rubrica “come eravamo”, gli articoli di Nando Paracchini sul tema del lavoro, dedicato questa volta all’analisi di quel significativo momento di sviluppo, che va sotto il nome di boom economico. Su temi più propriamente associativi trovate in questo numero le prime notizie sulla Conferenza Mondiale ISGF, che si terrà quest’anno a Sidney, in Australia, dal 12 al 16 ottobre prossimo. Può essere l’occasione per chi volesse partecipare di confrontarsi con una realtà assai diversa dalla nostra … dall’altra parte del globo. Così come dedichiamo spazio al tema dello sviluppo, su cui si dovranno concentrare tutte le nostre energie per rendere sempre più incisiva (e numerosa) la nostra presenza nella Chiesa e nella società. L’articolo, a pag. 2, sull’esperienza positiva della Sicilia sul tema dello sviluppo, può essere considerato esemplare. Per concludere abbiamo voluto pubblicare la lettera che Papa Francesco ha indirizzato alle famiglie, proprio su questo tema: lo stesso tema che sarà all’attenzione del Sinodo straordinario dei vescovi di quest’anno, e del Sinodo ordinario del prossimo anno. Forse molti di voi avranno già letto questa missiva, ma come si dice repetita iuvant. Vogliamo sperare che dalla lettura di quanto scritto da Papa Francesco possano scaturire non solo stimoli di approfondimento, ma soprattutto linee di azione. Teneteci informati. Strade Aperte sarà lieta di accogliere le vostre considerazioni o il racconto delle vostre azioni in proposito. Nuove Comunità Marzo 2014 La Sicilia........scoppia! (Ovvero il boom dello sviluppo...) ENZO BALDACCHINO Ricordo con grande simpatia il periodo in cui mi avvicinai al Masci, negli anni ‘90, allorquando a Porto Empedocle costituimmo la locale Comunità di adulti scout, carichi di gioioso entusiasmo, ma altrettanto pieni di dubbi e carenti di nozioni, non provenendo la maggior parte di noi dallo scoutismo giovanile. C’era, dunque, necessità di incontrarsi con gli altri, per un proficuo scambio di opinioni, per un cammino comune, per conoscere e farsi conoscere, ma non era semplice, sia per la distanza fisica tra una sede e l’altra, sia per l’esiguo numero di Comunità allora esistenti sul territorio (a parte le mitiche comunità di Palermo e Siracusa, fondatrici del Masci siciliano, le altre aggregazioni all’epoca esistenti non operavano che presso una diecina di centri, con intere province completamente sguarnite). Tra una Comunità e l’altra esistevano distanze anche di quasi 300 chilometri, data la conformazione fisica della nostra amatissima Sicilia! Noi, in ordine di tempo, eravamo l’ultima comunità costituitasi e risentivamo di questo stato di cose, desiderando avere maggiori contatti con altri “più grandi”, mentre adesso, passati quasi 25 anni, guardiamo con gioia, soddisfazione e grande entusiasmo alla realtà odierna: 2 STRADE APERTE non solo la Sicilia è riuscita a triplicare il numero delle Comunità legalmente costituite e regolarmente censite, ma -grazie ai semi buttati- si può essere concretamente fiduciosi nella prossima nascita di altre comunità (non è soltanto un auspicio, quanto invece una seria, reale e comprovata aspettativa!). Come siamo riusciti a centrare questo mirabile obiettivo? Il Signore ha accolto la nostra preghiera, ascoltando i nostri desideri ed accompagnandoci in questo cammino. Grande merito va certamente ascritto ai Segretari Regionali che si sono succeduti nel tempo, ed, in particolar modo, a quello uscente, il buon Carmelo Casano, che, nei suoi intensi sei anni del mandato ricoperto, ha fortemente voluto curare il settore dello sviluppo, profondendo in esso tempo, energie, idee. I risultati conseguiti nell’ultimo periodo sono stati veramente esaltanti, in quanto non si è ricercato soltanto uno sviluppo numerico, quantitativamente sensibile, quanto -piuttosto- una crescita qualitativa, intensa, proficua e produttiva. Le nuove Comunità, anzi, attraverso la loro qualificante attività, nella ricerca del bene comune, avrebbero dovuto costituire una affascinante e accattivante cassa di risonanza sul territorio, per incuriosire, stimolare ed incentivare altre nascite (cosa che, in effetti, è positivamente avvenuta!). Quante riunioni, quante idee, quanti incontri (nella specifica pattuglia, in zona, in consiglio regionale, in assemblea): ogni occasione era buona per monitorare, documentare, analizzare dati per comprendere l’evoluzione di questo progetto di sviluppo, fornendo utili suggerimenti ed eventualmente anche le dovute correzioni, per eliminare ipotetiche defaillances. E’ siccome “la pubblicità è l’anima del commercio”, ogni comunità per meglio farsi conoscere ha cercato di esportare nei comuni viciniori alcune attività, specie quelle che colpiscono ed incidono nella valutazione collettiva (alcuni esempi, concorsi dei presepi, celebrazioni di ricorrenze, rinnovo delle promesse, diffusione della Luce della pace, giornate ecologiche, ecc…), pubblicizzando gli eventi, intensificando gli incontri con i locali sacerdoti e Capi Agesci, e presentandosi sempre in uniforme nelle attività esterne. Grazie a queste tecniche (meglio approfondite, elaborate ed esplicitate in un video realizzato in occasione di uno specifico incontro di zona, visionabile digitando sul motore di ricerca Google i termini “Sviluppo e linee programmatiche Zona Akragantina Nissena” oppure immettendo in rete l’indirizzo www.youtube. com/watch?v=XDc770RTpSo), sono nate, una dopo l’altra, tante meravigliose nuove realtà MASCI (tra le altre, annoveriamo Agrigento, Caltagirone, Catania 2, Marineo, Messina 2, Messina 3, Nicolosi, Ribera, Riposto), mentre altre ancora stanno per vedere la luce, essendoci già stati tanti incontri preparatori (Alcamo, Altavilla Milicia, Capo d’Orlando, Castelbuono, Catenanuova, Cattolica Eraclea, Comiso, Piazza Armerina, Paternò, Rosolini, Sciacca). Ma, siccome l’appetito vien mangiando, faremo di tutto affinché questa tendenza non cessi di intensità, donando alla nostra bella realtà scoutistica regionale tanti altri “fiocchi rosa!” 1954 60 2014 Sessantesimo Marzo 2014 anni ... lo sguardo al futuro Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani 60 anni...con lo sguardo rivolto al futuro L’anniversario dei sessant’anni del nostro Movimento, a cui oggi guardiamo, costituisce una miniera d’oro di esperienze, conoscenze, scambi culturali, confronti su temi ed argomenti i più variegati. Non è, non può essere, la “solita festa di compleanno”, ma l’occasione d’incontro tra generazioni, tra adulti provenienti da realtà diverse, con percorsi diversi, tra amici di un tempo e da cui mai ci si è separati, l’incontro tra persone che hanno lo stesso obiettivo da raggiungere. Il sessantesimo del MASCI merita di essere ricordato, celebrato e festeggiato in un modo unico, direi inusuale, perché non ne faremo occasione per l’autocelebrazione del nostro passato, per dire quanto sono stati bravi coloro che sono venuti prima di noi e a cui guardiamo con tanta ammirazione, ma per lanciare - attraverso la loro testimonianza e sul loro esempio - la sfida educativa cui i tempi attuali ci rimandano. Per constatare che c’è continuità tra coloro che fin dal 1954 non rinunciarono a guardare il mondo da persone adulte ma con occhi da ragazzi, e noi che oggi ne raccogliamo il testimone. Nel 1954 Mario Mazza ha lanciato la sfida che, forse compresa appieno solo in questi ultimi anni, rappresenta la sola strada per l’educazione continua degli adulti di oggi e per le successive generazioni. In questo nostro anniversario saremo tutti chiamati a dare un grande contributo personale e di comunità per consentirci di guardare al futuro partendo da ciò che abbiamo alle nostre spalle, ossia – parafrasando - di guardare nello “specchietto retrovisore” per aiutarci a percorrere con maggior sicurezza la strada che abbiamo davanti, con la consapevolezza del cammi- 60 anni ... lo 2014 Luis Sepulveda scriveva che “un popolo senza memoria è un popolo senza futuro”. Partendo da questo presupposto, pare utile ricordare che gli anniversari servono per fissare nella memoria ciò che è stato il nostro passato, quale è stata la nostra storia, per proiettarci quindi verso il nostro futuro. 1954 SONIA MONDIN Presidente Nazionale sguardo al futuro Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani no percorso. E’ stato un cammino ricco di storie comunitarie e personali, di avvenimenti, di riflessioni, di conquiste non solo culturali ma fatte anche d’impegno e di servizio. Ci sono stati momenti in cui abbiamo camminato più lentamente perché avvertivamo la fatica della strada, momenti in cui abbiamo sostato più del necessario perché avevamo bisogno di prendere fiato, ci sono stati anche momenti in cui tutto ci sembrava terribilmente complicato. Ma poi, come sperimentato in tante e tante occasioni, siamo ripartiti con più entusiasmo e rinnovato vigore. Ora l’intero Movimento è coinvolto in questo grande evento, con molteplici iniziative, occasioni d’incontro nonché di appuntamenti. Vi abbiamo coinvolti a partire dalla scelta dello slogan, che assieme al logo costituirà il denominatore comune per tutte le attività che come singole Comunità e come Regioni autonomamente metterete in atto. A questo riguardo vi ringraziamo fin da ora per quanto riuscirete a farci pervenire per poterlo divulgare e quindi raccogliere nel nostro “album delle esperienze del sessantesimo” che pubblicheremo anche nel sito. Un appuntamento davvero importante viene fin d’ora fissato per domenica 22 giugno 2014, data in cui da ogni luogo d’Italia con la tecnica del Flash mob saremo uniti Il calendario degli appuntamenti per le celebrazioni del 60° del M.A.S.C.I. sarà pubblicato sul prossimo numero di “Strade Aperte”, dopo l’approvazione in Consiglio Nazionale. Una data però è stata già fissata per celebrare la Festa di Compleanno nei giorni 7-8-9 novembre 2014, a Roma, con un appuntamento in Piazza San Pietro per salutare anche Papa Francesco. Di più saremo insieme più gioia ci sarà ! STRADE APERTE 3 1954 60 2014 Sessantesimo anni ... lo sguardo al futuro Marzo 2014 Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani nel ricordo della nostra Fondazione avvenuta il 18 giugno 1954, con modalità che saranno prossimamente comunicate. Ma la vera festa di compleanno alla quale nessuna comunità dovrà mancare, si terrà a ROMA nei giorni dal 7 al 9 Novembre 2014, per incontrarci, conoscerci, per vivere momenti di emozioni forti, ma soprattutto per essere protagonisti nel ricordare le varie tappe di questo nostro sessantesimo, con una grande mostra fotografica, con delle pubblicazioni, con l’ascolto di testimonianze e ... mille altre cose. Guardando nello specchietto retrovisore, per prendere atto della nostra storia, delle nostre origini …. cosa vediamo? GUARDANDO LA STRADA PERCORSA … Vediamo dei “Cercatori di Sentieri”, che divennero alla fine della seconda guerra mondiale le “Compagnie dei Cavalieri di San Giorgio” in cui confluirono gli scout adulti della prima ASCI, per far sì che questa nuova realtà potesse crescere autonomamente, senza il rischio i compromettere le attività del rinato scautismo giovanile. Vediamo coloro che il 18 giugno 1954 a Roma si costituirono quale movimento autonomo scout adulto, e Mario Mazza che ne fu il primo Presidente. Vediamo che nel 1962 divenne operativo a Genova il Centro Studi Mario Mazza (oggi diventato ONLUS e impresa nazionale del MASCI) nel quale furono raccolti i documenti e i libri di Mario Mazza provenienti anche dalla scuola da lui fondata a Villa Buri a Verona, chiusa dopo la sua morte. Da qui inizia la nostra storia con alcune tappe che sono state fondamentali, come quella dell’Assemblea di Firenze (1964), che vide l’apertura dell’adesione al MASCI anche per adulti, uomini e donne, privi di esperienza scout giovanile. Da allora inizia una stagione di crescita, nella consapevolezza della nostra identità e della nostra missione attraverso la revisione dello Statuto e l’elaborazione di un documento “ideologico”, in cui fossero indicati i valori di riferimento e gli scopi che lo scautismo adulto intendeva perseguire: il Patto Comunitario (1972 Assemblea di Perugia). Negli anni successivi vennero affrontati i grandi temi relativi all’educazione e all’impegno del Movimento nella Società e nella Chiesa, si aprì una riflessione sul “metodo” e furono messe in campo iniziative quali i 4 STRADE APERTE Seminari di Animazione. Vediamo poi negli anni 80, la rivista Strade Aperte completamente rinnovata, la riscrittura del Patto Comunitario (1986 Assemblea di Reggio Calabria). Nel 1989 all’Università Cattolica di Milano ci fu il grande convegno sull’Educazione in età adulta, che pose le basi dell’attuale interpretazione del significato di Educazione Permanente. Arriviamo quindi all’anno 2000 nel quale, a Loreto, venne approvato l’attuale Patto Comunitario e all’anno 2003, che vide – a Rimini – l’approvazione dell’attuale Statuto. Ad Alghero nel 2009, col Sinodo dei Magister avente per tema “Dalla babele alla pentecoste”, ci siamo confrontati sull’emergenza educativa degli adulti, per dare risposte possibili e contribuire alla costruzione di un mondo migliore, più giusto e più solidale. Poi a Como nel 2011, Conferenza Mondiale ISGF, fratellanza dello scautismo adulto. Nel 2012 l’incontro “Piazze Trivi e Quadrivi” a Salerno per approfondire il tema “Abitare la città dell’uomo”. Abbiamo confermato il nostro modo specifico ed originale, secondo il metodo scout, per realizzare la nostra missione di “educazione degli adulti”. Ed infine eccoci all’Assemblea di Bardonecchia dell’ottobre 2013. Lo slogan “Oltre il Ponte” c’invitava a percorrere con libertà e coraggio le strade nuove che lo Spirito sempre ci indica. E ora, cosa vediamo? LA STRADA CHE SI APRE DAVANTI A NOI Abbiamo constatato che i sessant’anni trascorsi, intensamente vissuti attraverso vicende e avvenimenti, sono strettamente intrecciati con le vicende e gli avvenimenti che hanno fatto la storia del nostro Paese. Abbiamo preso atto che il nostro Movimento è nato dalla consapevolezza che l’esperienza dello scautismo giovanile poteva diventare, innestata nel mondo degli adulti, assunzione di responsabilità nella società civile, nel mondo del lavoro e nella Chiesa, ma con uno stile particolare, il nostro stile, lo stile scout. Nel tempo la nostra identità si è rafforzata, è cresciuta e si è allargata; la proposta di scautismo adulto è diventata una proposta valida per ogni uomo e per ogni donna del nostro tempo, adattandosi all’evoluzione sociale e umana della nostra società. Evoluzione di un mondo in cui i cambiamenti, sempre più rapidi, ne hanno modificato il volto, in modo assolutamente impensabile solo qualche anno fa, rendendolo più fragile e insicuro. I riferimenti, le certezze di un tempo sembrano svanire, e nulla sembra li abbia ancora sostituiti. Ecco che lo scautismo adulto diventa custode e testimone di valori irrinunciabili che sono quelli della nostra Legge, della nostra Promessa e del nostro Patto comunitario. Ecco che si scopre un’ “adultità” bisognosa di percorsi educativi che accompagnino l’uomo e la donna di oggi ad affrontare le incertezze e le difficoltà della vita con ottimismo, concretezza e spirito di avventura, rendendoli consapevoli di essere uomini e donne di frontiera. Uomini e donne, noi, che ci troviamo ad affrontare sfide sicuramente non facili ma affascinanti, dove insieme potremo essere protagonisti del nostro futuro. Insieme abbiamo fatto un cammino lungo sessant’anni, cammino che ci ha portato, dopo approfondita riflessione, a chiarire e definire la nostra “mission”, ossia: che il MASCI è un movimento di Educazione Permanente per adulti, basato sui principi del metodo scout, e che l’Educazione Permanente è la Gestione del Cambiamento in modo consapevole. Cambiamento di noi stessi e del mondo che ci circonda. Ecco perché in questa visione non c’è spazio per dietrologie, per nostalgie o per arretramenti di fronte a piccole o grandi difficoltà, che troveremo sicuramente sulla nostra strada ma che, insieme, sapremo superare. Solo chi è disposto a rivedere le proprie certezze, ma che sa essere fedele agli ideali più profondi, solo chi guarda al divenire del mondo e della storia con capacità critica e occhio limpido, solo lui potrà avere la certezza di essere in un cammino di Educazione Permanente. Dobbiamo essere orgogliosi di tutto questo, e stimolati ad andare avanti con il coraggio e la saggezza delle persone mature, ma con l’ardore e la gaiezza dei ragazzi, perché come quello dei ragazzi deve restare il cuore, forte ma dolce, come una torta di mele, la torta del nostro compleanno. 60 anni…. sono tanti, ma dovremo continuare ad essere “Cercatori di Sentieri”, con lo spirito dei nostri fratelli del 1954, proiettati, da questo nostro sessantesimo anniversario del 2014, verso il futuro! 1954 60 2014 Sessantesimo Marzo 2014 anni ... lo sguardo al futuro Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani Festa per il 60° della nascita del M.A.S.C.I. 7-9 novembre 2014 M.A.S.C.I. – Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani FESTA PER IL 60° DELLA NASCITA DEL MASCI “ 60anni…..con lo sguardo al futuro” ROMA 7- 9 novembre 2014 Scheda d’iscrizione Cognome _________________________________ Nome ____________________ £ M ( Le donne sposate devono indicare il cognome da nubile ) Via _________________________________________ n. ____ Tel. ____________________ Cell ____________________ Cap _______ £ F Città _____________________ E-mail ____________________________________ Regione _____________________ Comunità ______________________________ Sistemazione Alberghiera dalla cena di venerdi al pranzo di domenica: £Camera singola € 210,00 ?? (disponibilità molto limitata) £Camera doppia € 150,00 ?? £Camera tripla/quadrupla. € 130,00 ?? (nel caso di scelta in camera doppia, tripla o quadrupla indicare le proprie preferenze) £Posso dividere la camera senza preferenze £Chiedo di dividere la camera con 1 2 3 ____________________________________ ____________________________________ ____________________________________ (che dovranno confermare la scelta nella loro scheda) Arrivo il ___________ ore ___ treno £ £ pullman £ auto £ aereo £ aeroporto di ______________ £ auto £ aereo £ aeroporto di ______________ Riparto il __________ ore ___ treno pullman (I dati di arrivo e partenza possono essere forniti anche in seguito ma non oltre il 30 settembre ) £ (€ 15,00); arrivo Giovedi 6 novembre per la cena £ (€45,00); parto Lunedi 8 novembre mattina dopo colazione £ (€ 45,00) Prenoto: il pranzo del Venerdì Comunicazioni aggiuntive: (diete particolari, disabili, soggiorno diverso da quelli previsti, bambini in camera con i genitori, pasti extra, ecc. ) :_____________________________________________________ _____________________________________________________________________________________ Allego copia della ricevuta di versamento del totale prenotato di Euro _________ Data ________________________ Firma __________________________________ STRADE APERTE 5 Sessantesimo Notizie logistiche Marzo 2014 REGOLAMENTO L’assemblea si terrà a ROMA presso la CASA FRATERNA DOMUS, VIA SACROFANESE, 25 Il servizio di accoglienza sarà operativo dalle ore 9,00 di venerdì 7 NOVEMBRE. Quote di partecipazione Le quote di partecipazione comprendono l’iscrizione, i trasporti da Stazione Termini e/o Aeroporti di Roma A/R e la pensione completa dalla cena di venerdì 7 al pranzo di domenica 9 novembre (bevande ai pasti escluse) e sono così stabilite: a) in camera singola € 210,00 (Posti molto limitati) b) in camera doppia € 150,00 c) in camera tripla/quadrupla € 130,00 Supplementi: Dalla cena del giovedi al pranzo del venerdi € 45,00. Dalla cena della domenica al pranzo del lunedi € 45,00. Solo il pranzo del venerdi € 15,00. Coloro che intendono fruire di sistemazioni diverse da quella proposta (soggiorno in tenda propria, camper, presso amici od altro, che non usufruiscono di trasporti e di pasti) pagano la sola quota di iscrizione fissata in complessive Euro 25,00 (I bimbi fino a 3 anni dormono con i genitori e sono ospitati gratis, con eventuali pasti a consumo; i bambini da 3 a 12 anni , in camera con i genitori, pagano una quota ridotta di euro 60,00). Invio della scheda d’iscrizione entro il 15 luglio 2014 Deve essere compilata una scheda per persona, compreso i bambini, utilizzando il presente modulo (che può essere fotocopiato). La scheda, compilata in tutte le sue parti, va inviata entro il 15/07/2014, allegando la fotocopia del versamento, scegliendo una delle seguenti modalità: - Per posta a: Masci – via Picardi, 6 – 00197 Roma - Per fax al numero: 06.8077047 - Per e-mail a: [email protected] - Attraverso il sito : www.masci.it Per informazioni, chiarimenti e comunicazioni: Mimmo Cotroneo; cell: 3383019440; email: [email protected] Pagamento della quota di partecipazione. I pagamenti vanno effettuati esclusivamente sul conto corrente postale n. 64651466 intestato a MASCI Eventi Nazionali – Via Carpignana 22 - 63100 Venagrande, mediante bollettino di c/c postale oppure mediante bonifico con il seguente IBAN IT19 Z076 0113 5000 0006 4651 466 e la medesima intestazione. Ogni versamento può riguardare anche più persone, a condizione che tutti i nomi e gli importi versati dai singoli partecipanti siano chiaramente indicati nello spazio riservato alla causale del versamento. Il pagamento della quota di partecipazione va effettuato con un anticipo di E. 80.00, da inviare entro il 15 luglio 2014, mentre la somma restante deve essere inviata entro il 30 settembre 2014. Per evitare contestazioni all’accoglienza è necessario portare con se le ricevute dei pagamenti. Disdette e restituzione della quota. Ai fini della restituzione della quota pagata è ammessa la disdetta dell’iscrizione, con comunicazione scritta, via fax o via e-mail, purché questa giunga entro e non oltre il 15/09/2014. (Farà fede la copia della ricevuta). Oltre tale termine non sarà possibile effettuare alcun rimborso. Trasporti: LA CASA DI ACCOGLIENZA FRATERNA DOMUS si può raggiungere ARRIVANDO A ROMA per autostrada, per ferrovia o in aereo. L’organizzazione disporrà una navetta compresa nella quota dalla Stazione Termini, dall’Aeroporto di Fiumicino e dall’Aeroporto di Ciampino. La migliore modalità per partecipare all’evento è l’organizzazione di pullman anche interregionali con accordi di soste intermedie per garantire il massimo di riempimento ed ammortizzare i costi. In treno è possibile usufruire di tariffe scontate per chi acquista con un certo anticipo, oppure con i gruppi accedere alle tariffe comitive , lo stesso dicasi per i voli aerei. L’incaricato all’organizzazione (Mimmo Cotroneo 3383019440) è disponibile a fornire supporto informativo ed organizzativo per ricercare le soluzioni più vantaggiose. Tour di Roma e dintorni pre e post festa saranno pubblicizzate a parte con scheda di iscrizione, programma dettagliato e costi. 6 STRADE APERTE 1954 60 2014 Sessantesimo Marzo 2014 anni ... lo sguardo al futuro Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani Il Veneto celebra i sessant’anni con la “Fiera delle Comunità” CHIARA SABADIN e MAURIZIO NIERO Segretari Regionali Il Consiglio Regionale M.A.S.C.I. del Veneto ha ritenuto di celebrare la ricorrenza del sessantesimo del movimento con una “Fiera delle Comunità”. L’evento si terrà a villa Buri (Verona) domenica 11 maggio 2014, ed intende evidenziare: - che nel MASCI sono le comunità le cellule fondamentali e primarie del movimento; - la molteplicità e la ricchezza delle loro attività e dei servizi che svolgono concretamente nella realtà del loro territorio, costituendo presenza attiva e responsabile nella storia e nella chiesa; - lo stile scout nel celebrare la ricorrenza, all’insegna dell’essenzialità e della partecipazione attiva di tutti. Le comunità M.A.S.C.I. venete esporranno alla Fiera, con dei banchetti e con la fantasia di cui dispongono, le principali attività ed i servizi che svol- gono concretamente, sia per un confronto tra loro che per far conoscere il movimento a tutte le associazioni e le persone invitate o che vorranno venirci a trovare. La scelta di villa Buri è simbolica e doverosa in quanto è il luogo dove Mario Mazza, colui che ha “pensato il M.A.S.C.I.”, ha sperimentato la prima e unica scuola scout evidenziando la missione dello scautismo di essere proposta educativa per la vita. La Fiera sarà preceduta, per le zone e gli A.S. che vorranno esserne partecipi, da un cammino di avvicinamento mediante una breve route o una staffetta a tappe intermedie per accompagnare all’evento il “guidone di zona” che simboleggerà la gioiosa presenza di ogni realtà veneta. Le route confluiranno a villa Buri nel pomeriggio di sabato. Ci sarà poi un pellegrinaggio alla tomba di Mario Mazza sepolto nel vicino cimitero di San Michele. Ognuna delle sei zone della regione, per significare l’appartenenza al movimento, porterà anche il tassello di un puzzle riportante una porzione del logo/immagine del sessantesimo da comporre all’apertura della Fiera sul portale che sarà allestito. La Fiera, però, non vuole essere solo un momento commemorativo ma anche una occasione per ribadire la volontà del movimento di guardare al futuro, di rispondere alle esigenze e alle sfide educative degli adulti di oggi e di voler essere presenza attiva e responsabile nella storia. Per questo motivo sarà presente Ernesto Olivero del Sermig di Torino che ci stimolerà con qualche provocazione sull’adulto di oggi. Il programma dettagliato dell’iniziativa sarà pubblicato sul sito regionale. STRADE APERTE 7 Contributi Marzo 2014 Le novità della politica italiana al vaglio delle elezioni europee PIO CEROCCHI Chi volesse fare analisi politiche che durano nel tempo, mai come in questo periodo dovrebbe diffidare dei dati di una cronaca che quasi ogni giorno ci fornisce scenari diversi e contraddittori. Ma volendo fare una nota politica anche per un periodico come “Strade Aperte”, ci si dovrà attenere ai pochi fatti certi e incontrovertibili. In questo caso: le prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo e la particolarità di un esecutivo il quale a più di un anno dalle elezioni politiche italiane, continua ad essere costituito dal centro-sinistra e dal centro-destra, in una sorta di grande koalition all’italiana sulla quale pende quotidianamente la spada di Damocle di una possibile crisi e, dunque, di elezioni anticipate che a parole nessuno vuole. E’ certo, dunque, che in Italia si voterà il prossimo 25 maggio. Con una novità: l’ingresso di una nuova forza a sinistra, il partito greco Tsipras al quale guardano con attenzione il partito di Vendola che ha già deliberato di coalizzarcisi per quelle elezioni, nonché quella parte dei democratici del Pd ai quali la segreteria e il governo con la stessa targa di Matteo Renzi, risultano indigesti. Questo per dire che c’è movimento a sinistra. I sondaggi (ma quanto valgono?) continuano a dare il Movimento Cinque Stelle come la seconda forza elettorale italiana, dietro un Pd atte- 8 STRADE APERTE stato sul 30 per cento, ma ci si dovrà chiedere se i sommovimenti delle tante sinistre italiane riusciranno ad attrarre una parte almeno degli elettori del partito di Grillo, determinando così uno scossone pure nel Pd. Uno scenario che se fosse confermato dal voto, non potrà non avere ripercussioni negli equilibri delicati sui quali si tiene il governo e con esso il partito di Alfano che teme il voto anticipato più di ogni altra cosa. Ma i sondaggi - ripeto - quanto valgono? E poi si può fondare su di essi una credibile strategia politica? A questa domanda c’è già una risposta in atto: il governo e la segreteria politica del suo partito, di Matteo Renzi. sapranno apprezzare la “leggerezza” pragmatica con la quale Renzi, sembra affrontare i problemi anche più difficili e imbarazzanti come è avvenuto in occasione del Congresso a Roma del Partito Socialista Europeo quando con una battuta sprezzante ha annullato la nascente polemica tra D’Alema e Fioroni (questo che non voleva morire socialdemocratico e l’altro che non voleva morire democristiano). Polemica non da poco, ma anche polemica che riporta indietro al secolo scorso e che però, per chi è più in età, è ancora viva. E, infatti, la battuta di Renzi che chiedeva dei popcorns da sgranocchiare durante il match tra D’Alema e Fioroni, a molti - credo - che non sia piaciuta se non altro per il rispetto che si deve al vissuto dei sentimenti e delle passioni politiche, di Pesano i quasi due milioni di voti chi in quel duro confronto ha speso raccolti dall’ex-sindaco di Firenze la propria buona fede e la sua credialle primarie, ma, soprattutto, pesa bilità. l’aspettativa che questo giovane politico ha suscitato nel Paese. Ma - e di questo si dovrà tenere conDal momento in cui scrivo, sino al to - la battuta di Renzi è “passata”. giorno in cui il giornale arriverà nel- Segno che siamo entrati in un temle mani degli abbonati, sicuramente po nuovo che - come dicevo all’iniaccadranno tante cose e nessuno è zio - si fa giorno per giorno; in una in grado di dire se quell’aspettativa navigazione per la quale le vecchie che oggi è maggioritaria nel Paese, bussole delle quali per una vita ci si sarà mantenuta tale, ovvero sarà siamo fidati, invece, non servono diminuita. più. Per questi argomenti credo che il Con un particolare non irrilevante voto italiano per l’Europa potrà e cioè se i cittadini italiani cresciu- schiarire le zone d’ombra che oggi ci ti da generazioni (se non da secoli) impediscono una previsione di più nel dualismo dei Guelfi e Ghibellini, lungo periodo. In primo piano Marzo 2014 La Lettera di Papa Francesco alle famiglie Care famiglie, mi presento alla soglia della vostra casa per parlarvi di un evento che, come è noto, si svolgerà nel prossimo mese di ottobre in Vaticano. Si tratta dell’Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei Vescovi, convocata per discutere sul tema “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”. Oggi, infatti, la Chiesa è chiamata ad annunciare il Vangelo affrontando anche le nuove urgenze pastorali che riguardano la famiglia. Questo importante appuntamento coinvolge tutto il Popolo di Dio, Vescovi, sacerdoti, persone consacrate e fedeli laici delle Chiese particolari del mondo intero, che partecipano attivamente alla sua preparazione con suggerimenti concreti e con l’apporto indispensabile della preghiera. Il sostegno della preghiera è quanto mai necessario e significativo specialmente da parte vostra, care famiglie. Infatti, questa Assemblea sinodale è dedicata in modo speciale a voi, alla vostra vocazione e missione nella Chiesa e nella società, ai problemi del matrimonio, della vita familiare, dell’educazione dei figli, e al ruolo delle famiglie nella missione della Chiesa. Pertanto vi chiedo di pregare intensamente lo Spirito Santo, affinché illumini i Padri sinodali e li guidi nel loro impegnativo compito. Come sapete, questa Assemblea sinodale straordinaria sarà seguita un anno dopo da quella ordinaria, che porterà avanti lo stesso tema della famiglia. E, in tale contesto, nel settembre 2015 si terrà anche l’Incontro Mondiale delle Famiglie a Philadelphia. Preghiamo dunque tutti in- sieme perché, attraverso questi eventi, la Chiesa compia un vero cammino di discernimento e adotti i mezzi pastorali adeguati per aiutare le famiglie ad affrontare le sfide attuali con la luce e la forza che vengono dal Vangelo. Vi scrivo questa lettera nel giorno in cui si celebra la festa della Presentazione di Gesù al tempio. L’evangelista Luca narra che la Madonna e san Giuseppe, secondo la Legge di Mosè, portarono il Bambino al tempio per offrirlo al Signore, e che due anziani, Simeone e Anna, mossi dallo Spirito Santo, andarono loro incontro e riconobbero in Gesù il Messia (cfr Lc 2,22-38). Simeone lo prese tra le braccia e ringraziò Dio perché finalmente aveva ‘visto’ la salvezza; Anna, malgrado l’età avanzata, trovò nuovo vigore e si mise a parlare a tutti del Bambino. È un’immagine bella: due giovani genitori e due persone anziane, radunati da Gesù. Davvero Gesù fa incontrare e unisce le generazioni! Egli è la fonte inesauribile di quell’amore che vince ogni chiusura, ogni solitudine, ogni tristezza. Nel vostro cammino familiare, voi condividete tanti momenti belli: i pasti, il riposo, il lavoro in casa, il divertimento, la preghiera, i viaggi e i pellegrinaggi, le azioni di solidarietà… Tuttavia, se manca l’amore manca la gioia, e l’amore autentico ce lo dona Gesù: ci offre la sua Parola, che illumina la nostra strada; ci dà il Pane di vita, che sostiene la fatica quotidiana del nostro cammino. Care famiglie, la vostra preghiera per il Sinodo dei Vescovi sarà un tesoro prezioso che arricchirà la Chiesa. Vi ringrazio, e vi chiedo di pregare anche per me, perché possa servire il Popolo di Dio nella verità e nella carità. La protezione della Beata Vergine Maria e di san Giuseppe accompagni sempre tutti voi e vi aiuti a camminare uniti nell’amore e nel servizio reciproco. Di cuore invoco su ogni famiglia la benedizione del Signore. STRADE APERTE 9 Mondialità Marzo 2014 La Conferenza Mondiale ISGF a Sidney FRANCO VECCHIOCATTIVI Segretario Internazionale Questa rubrica cercherà di rendere partecipe tutto il M.A.S.C.I. delle iniziative “internazionali”, cioè delle tante imprese ed eventi che coinvolgono gli adulti scout italiani nei confronti dello scautismo estero e che vanno dalle numerose imprese di solidarietà internazionale verso i paesi poveri, alle varie iniziative di fraternità scout mondiale. Nel M.A.S.C.I. queste iniziative sono presenti e in grande numero, data la vocazione alla mondialità dello scautismo e per le stesse peculiarità dello scautismo adulto. Sarebbe interessante cercare di conoscere meglio tutte queste iniziative che le varie Comunità stanno portando avanti con grande impegno e forza nel campo della mondialità. Infatti sarebbe bellissimo se queste attività si conoscessero meglio e ci fosse la possibilità di un interscambio d’informazioni ed idee. In questo modo si rafforzerebbero ed estenderebbero queste iniziative, arricchendoci tutti. Tale indagine è caldeggiata anche nelle linee programmatiche che sono state votate nell’Assemblea Nazionale di Bardonecchia qualche mese fa e questa rubrica vuole rispondere a tale esigenza. (A.V.) Questo è l’anno della Conferenza Mondiale dello ISGF, l’organizzazione mon- diale dello scautismo adulto, di cui il M.A.S.C.I. è membro e socio fondatore (è stata fondata nel 1953). La conferenza avrà lo scopo di adempiere a molte scadenze statutarie, quali il rinnovo di metà dei membri del comitato mondiale e alcune modifiche di statuto. Si spera che ci sia una partecipazione adeguata, da parte nostra, all’importante ruolo che lo scautismo adulto italiano riveste nel mondo. Questa 27ma Conferenza Mondiale avrà luogo dal 10 al 16 ottobre prossimo e si svolgerà, a Sydney in Australia. Il tema della conferenza è Friendship – Beneath Southern Skies, cioè “Amicizia, sotto i cieli del Sud”. Stiamo contattando alcune compagnie aeree per poter scegliere un’offerta di viaggio la più conveniente possibile e si sta cercando di organizzare un tour turistico (possibilmente con guida in italiano) da svolgersi immediatamente prima o immediatamente dopo la conferenza. Naturalmente Sidney è lontana e i costi saranno importanti, ma potrebbe essere un’esperienza memorabile. Sappiamo che l’iscrizione alla Conferenza, sarà di circa 425 euro (include anche i pranzi dal 11 al 16), a questa spesa vanno aggiunti i costi dell’albergo che variano, ma in media sono di circa 70-80 euro al giorno a testa (in ca- mera doppia), inclusa la colazione. C’è inoltre una gita di una giornata e due cene extra ed altri costi per un totale di circa 180 euro. Purtroppo questi costi sono, per il momento, solo indicativi, perché il programma definitivo ancora non è noto. A questi costi va ovviamente aggiunto il costo del biglietto aereo e quello del tour. Per il biglietto si prevede un ordine di grandezza intorno ai mille euro, mentre per il tour ancora non siamo in grado di dare indicazioni. Tuttavia, se vogliamo organizzare la partecipazione italiana, abbiamo il bisogno di avere un’idea di quanti possano essere interessati a questa esperienza. Per cui, invitiamo tutti gli adulti scout interessati a mandare una email al Segretario Internazionale (franco@ vecchio.it), segnalando il proprio nome e recapito. Le iscrizioni on line sono in inglese o francese, (chi avesse difficoltà lo può segnalare e verrà sicuramente aiutato). Il termine per l’iscrizione ed il pagamento del 50% della quota è il 30 aprile. I pagamenti, per evitare ulteriori costi bancari, potranno essere effettuati dal M.A.S.C.I. tutti assieme secondo istruzioni che comunicheremo in seguito. Maggiori informazioni si possono trovare sul sito ufficiale dello ISGF (http://www.isgf.org). Ecco uno schema di riepilogo dell’evento e della stima provvisoria dei costi: 10 PERIODO 10-16 ottobre 2014 LUOGO Sydney (Australia) COSTO 425 € + 70-80 € al giorno + 180 € + 1000 € PAGAMENTO 50% entro il 30 aprile 2014 in un’unica soluzione dal MASCI ISCRIZIONE Entro il 30 aprile 2014 SCHEDA Chiedere al Segretario Internazionale per la compilazione in lingua STRADE APERTE Mondialità Marzo 2014 Anche l’ISFG ha celebrato sessant’anni di vita VIRGINIA BONASEGALE, PAOLO LINATI Sessant’anni fa, il 23 ottobre 1963, fu fondato a Lucerna, in Svizzera, l’ISGF (allora si chiamava IFOFSAG). Per celebrare la ricorrenza si sono tenute in varie parti del mondo degli incontri celebrativi. Qui di seguito un breve resoconto dell’incontro svoltosi a Ginevra. Le celebrazioni si concluderanno a Sidney in occasione della prossima a Mondiale (vedi le notizie nella pagina precedente). Si è tenuto nell’ottobre scorso, a Ginevra, in Svizzera, un incontro per ricordare la fondazione dell’Amicizia Internazionale degli Adulti Scout, avvenuta a Lucerna nel 1953. L’ ISGF (International Scout – Guides Fellowschip) – AISG (Amitié Internazionale Scout et Guides), organizzatrice dell’incontro, raggruppa le “Amicizia nazionali” di Adulti scout di tutto il Mondo, fra le quali il M.A:S.C.I. Era presente una larga rappresentanza di Adulti Scout svizzeri, provenienti da diversi cantoni, ed Adulti Scout provenienti da Marocco, Belgio, Giappone, Austria, Grecia, Svezia, Portogallo. Altri Paesi, soprattutto africani (Benin, Costa d’Avorio, ecc.) e l’Australia, sede della prossima Conferenza Mondiale, erano collegati in videoconferenza. Per l’Italia hanno partecipato Virginia Bonasegale, membro del Comitato Mondiale ISGF, Riccardo Della Rocca, e Paolo Linati. L’organizzazione è stata curata dagli Adulti Scout delle Svizzera Romanda.. Ha diretto l’incontro Mida Rodriguez,, Presidente dell’ “Amicizia Mondiale”, mostrando grande capacità di relazione e di collaborazione fra i rappresentanti dei diversi Paesi. Nella sua relazione Mida ha ricordato il problema delle immigrazioni e dell’accoglienza profughi, sottolineando come l’ISGF si avvii a diventare una Organizzazione Non Governativa, tra quelle che collaborano con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), prestando servizio nel settore profughi ed immigranti. A questo scopo, in vista di collaborazioni future, sarebbe utile avere un inventario delle iniziative di accoglienza ed assistenza dei diversi Paesi, operanti nel mondo scout. In occasione della Conferenza Mondiale di Como del 2011, Mida Rodriguez aveva chiesto che venissero tradotti in inglese e francese due quaderni della collana “I Quaderni di Strade Aperte”, precisamente “La Legge scout nell’età adulta” (pubblicato nel 1998), e “Il metodo scout per l’educazione degli adulti” (pubblicato nel 2002). Ci siamo messi al lavoro adattando e traducendo i due quaderni in un testo destinato alle Amicizie Internazionali di tutti i Paesi aderenti, togliendo le pagine che si riferivano specificamente all’Italia, ed anche alcuni brani specificatamente confessionali, per un riguardo verso quegli Adulti Scout che fanno parte dell’ISGF e appartengono a confessioni religiose diverse (islamici, buddisti, taoisti, cristiani riformati, ortodossi). Senza contare, purtroppo, che vi è anche chi non esprime alcuna scelta religiosa. Per il futuro si prevede anche una traduzione in tedesco e una in arabo, destinate ai Paesi in cui si parlano queste lingue. Mida Rodriguez, in qualità di Presidente, ha ripetutamente espresso ammirazione per lo scautismo adulto italiano di confessione cristiano-cattolica, cioè per il M.A.S.C.I.: l’Incontro del Mediterraneo ad Acireale, la Conferenza Mondiale di Como sono state occasioni non solo per mostrare le nostre capacità organizzative, ma anche per fare conoscere la nostra scelta di attuare uno scautismo rivolto all’età adulta, ispirato ai valori e al metodo di B.-P., ma diverso dallo scautismo giovanile, quello dei bambini in età lupetto o degli adolescenti. Uno scautismo adulto attento a ciò che accade nel Mondo e nel proprio Paese, che si propone di fare conoscere a tutte le donne e a tutti gli uomini i valori e le scelte di vita del metodo scout. STRADE APERTE 11 Vita Associativa Marzo 2014 Venite e vedrete botteghe artigiane 2014 LUIGI CIOFFI Segretario Nazionale E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì, dove abiti?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui. Abbiamo aperto i lavori delle Botteghe Artigiane 2014 con la lettura di questi due versetti del pri-mo capitolo del Vangelo di Giovanni perché volevamo lanciare immediatamente un messaggio: l’efficacia della formazione, dello sviluppo e della comunicazione, i tre capisaldi di una qualsiasi orga-nizzazione, è proporzionale al livello di definizione e condivisione dell’identità, della missione e, per un Movimento come il nostro, del metodo. Riprendiamo il racconto evangelico: Giovanni indica, a due suoi discepoli, il Maestro, e questi si mettono alla sua sequela. Dopo qualche passo, quando Gesù è certo che quei discepoli lo stanno se-guendo “si voltò e disse: “Cosa cercate”. Avrebbe potuto dire cosa volete, perché mi seguite, cercate me?, ma siete sicuri di quello che fate?, e via discorrendo. E invece con quel “cosa cercate” li invita a non essere superficiali, a non seguire masse e mode, a non bada- re all’esteriorità (sepolcri imbiancati), ma a guardarsi dentro, a rispondere a domande di senso. ...Cosa cercate? In quella semplice domanda c’è tutta la profondità di una riflessione e di una proposta. C’è qualcosa che vi manca, sembra dire loro, e siccome io non sono in grado di dare nulla di materiale, nè ricchezza nè benessere, né potere, ditemi cosa andate realmente cercando? Sembra quasi voler dire: attenzione la mia non è una proposta semplice da condividere, è impegna-tiva ed esigente. Richiede qualche rinuncia e un po’ di fatica, però sarà in grado di dare un senso alla tua vita se è questo che stai cercando. Se invece cerchi altro, non seguirmi perché la mia proposta non fa per te. La domanda (cosa cercate?) ha suscitato, nei due futuri discepoli, una forte curiosità, tanto da por-tarli a rispondere con un’altra domanda: Dove abiti, rabbi? Che poi, a ben guardare, non è proprio una domanda. Si ha la sensazione che volessero dire: Maestro, abbiamo intuito che ci stai facendo una grande proposta di vita, e sentiamo di poter aderire, ma raccontaci di più, entra nel merito, anche nei dettagli, se vuoi; noi siamo qui pronti ad accogliere la tua proposta.Si aspettano una dotta illustrazione del suo progetto- programma: cosa faremo, quando lo faremo, dove lo faremo . . . Ma Gesù, ancora una volta sorprende tutti e risponde con un chiaro “venite e vedre-te”. Quando ti invito a “venire e vedere” vuol dire che sono disponibile ad espormi alla tua osservazio-ne, non ti racconto di me, lascio che sia tu stesso a “leggermi” sulla base di quello che vedi. Non posso bleffare; lo so io e lo sai tu. E se è così vuol dire che ho la certezza che so chi sono, cosa voglio e come realizzarlo. Per dirla diversamente: quando e se il Masci invita a farsi vedere vorrà dire che avrà definito la propria identità, i propri scopi, e le modalità per raggiungerli. Personalmente ho l’impressione che su questo fronte abbiamo ancora da lavorare. Ed è proprio per questo motivo che nell’avviare i lavori delle botteghe di quest’anno ho ritenuto necessario anteporre una riflessione su identità, appartenenza, missione e metodo a progetti e pro-grammi operativi, perché è diventato necessario, indispensabile, non più rinviabile impegnarsi a fondo sullo sviluppo del Movimento, sul camminare fra gli adulti di questo tempo e porre loro la domanda “cosa cercate?” e, nel caso di una qualche manifestazione di interesse, poter dire: “venite e vedrete”. QUALCHE NUMERO... Negli ultimi 20 anni siamo cresciuti di 291 unità (da 5824 censiti del 1993 a 6115 dello scorso anno), le comunità sono passate da 302 a 357 (con un incremento di 55), e il numero medio di as censiti in comunità passa da 19,30 a 17,10. L’età media, sempre in questi ultimi 20 anni, passa da 54 a 63. Come si evince dalla lettura dei dati, oggi è per noi prioritario un reale impegno sullo sviluppo del Movimento. E non è più tempo né di analisi né di riflessioni sulle strategie, oggi è il tempo dell’azione. Contemporaneamente alla riflessione su identità, missione e metodo, dobbiamo mettere in agenda il tema fondamentale dello sviluppo del Movimento. Non è semplice desiderio di aumentare la consistenza numerica dei censiti, è una scelta necessaria e rivoluzionaria. 12 STRADE APERTE Necessaria perché se un corpo con cresce è destinato, che lo si voglia o no, all’estinzione. Lo dimostrano i pochi numeri riportati più sopra. Rivoluzionaria perché, un reale impe-gno ad incrementare significativamente la nostra presenza nel territorio, impone di mettere realmente in discussione tutte le nostre certezze (rigidità) di funzionamento, di organizzazione, di vita delle nostre comunità e delle nostre strutture di servizio. A solo titolo di esempio: verticalità e orizzontalità delle comunità; i giovani adulti; le coppie con bambini piccoli, la precarietà economica, affettiva, e valoriale, la secolarizzazione in atto, e potremmo continuare ancora a lungo. Fare sviluppo significa essere pronti ad affrontare le più varie situazioni, sapendo quando dire sì e quando, purtroppo, dire no, perché non siamo in grado di dare risposte a tutti. Parlare di sviluppo significa parlare (o aver parlato) di metodo, perché non si può pensare di offrire un unico modello standard di esperienza di comunità indifferentemente a tutto il variegato mondo degli adulti. Parlare di sviluppo significa riprendere la riflessione metodologica, anzi, per essere più precisi, sugli strumenti che sostengono il metodo. Parlare di sviluppo significa avere il coraggio di riflettere su se stessi per aprirsi al mondo, a quella porzione di mondo che ci è dato di abitare. Parlare di sviluppo significa avere il coraggio di raccogliere le sfide dell’oggi per guardare al futuro del Movimento, ma anche della società e della Chiesa. Vita Associativa Marzo 2014 “Tempo di riforme” anche per il M.A.S.C.I.? In cammino verso il nuovo Statuto GABRIELE MATTEO CAPORALE Lo Statuto del Movimento, nella forma attualmente in vigore, è stato approvato dall’Assemblea straordinaria di Rimini l’8 novembre del 2003. In quest’ultimo decennio di vita sono emersi da più parti diversi problemi e perplessità nell’attuazione delle norme statutarie, in particolare a proposito del rapporto fra le diverse strutture di servizio al livello nazionale. Inoltre, sempre dall’interno del M.A.S.C.I., si è proposto di introdurre anche al livello nazionale il principio della diarchia negli incarichi di servizio, già operante in forma sperimentale in alcune Regioni e Comunità. Tutto questo fermento di proposte e riflessioni è giunto quindi, lo scorso anno, all’attenzione del Consiglio nazionale, anche attraverso il deposito da parte di alcune Regioni di formali proposte di revisione dello Statuto vigente. Il Consiglio nazionale, nella riunione di maggio 2013, ha quindi deliberato, sulla scorta dell’esperienza positivamente compiuta nel 2003 (non va dimenticato che, prima di quella data, numerose iniziative di revisione statutaria erano fallite per il mancato raggiungimento del quorum previsto, pari a due terzi dei delegati) di dedicare al processo di revisione statutaria un’apposita Assemblea nazionale straordinaria, da tenersi entro il 2015, in modo che le modificazioni statutarie eventualmente approvate possano essere pienamente operative per l’Assemblea nazionale del 2016. L’Assemblea nazionale tenutasi a Bardonecchia lo scorso ottobre ha inoltre approvato una mozione che impegna il Consiglio nazionale a coinvolgere tutte le Comunità nel processo di revisione statutaria, anche attraverso la presenza di tutte le Regioni nel gruppo di lavoro finalizzato alla preparazione della riforma. L’ultimo Consiglio nazionale, riunitosi a Roma dal 17 al 19 gennaio di quest’anno, ha quindi avviato il processo di avvicinamento all’Assemblea straordinaria, deliberando di costituire una Commissione per lo Statuto, composta dal Presidente nazionale, dal Segretario nazionale, dai componenti del Gruppo di lavoro del CN “Statuto, regolamenti, bilancio, finanza” (Claudio Bissi, Paride Massari, Luigi Amato, Renato Di Francesco e Matteo Caporale) nonché, in ottemperanza al deliberato di Bardonecchia, da un referente per ciascuna Regione. La Commissione si baserà su modalità di lavoro prevalentemente a distanza, incentrate sullo scambio e l’affinamento progressivo di documenti di lavoro. Entro il 28 febbraio 2014, ciascuna Regione ha dovuto comunicare il nome ed i recapiti del proprio referente per le modifiche statutarie. Ove mancasse tale indicazione, il Consiglio ha deciso che sarà considerato referente il Segretario regionale. A questo punto il Presidente e il Segretario nazionale trasmetteranno ai referenti regionali un questionario sulle priorità e le linee di intervento da perseguire nel processo di riforma dello Statuto. I referenti regionali coinvolgeranno le Comunità della Regione nella risposta al questionario, che andrà presentata alla Commissione entro il 30 aprile 2014. Le risposte pervenute dalle Regioni costituiranno la base per le linee guida del processo di riforma, che il Consiglio nazionale discuterà e delibererà nella prossima riunione di maggio (dal 16 al 18 maggio 2014). I referenti regionali presenteranno alle strutture di servizio e alle Comunità delle rispettive Regioni le linee guida approvate dal Consiglio: in base ad esse andranno formulate (o riformulate, ove già depositate) tutte le eventuali proposte organiche di revisione, che dovranno pervenire alla Commissione entro il Consiglio nazionale di settembre (26-28 settembre 2014). Entro il 31 dicembre 2014, la Commissione per lo Statuto lavorerà all’armonizzazione e alla sintesi fra le proposte pervenute, redigendo ove possibile una bozza unitaria, che sarà a questo punto trasmessa ai referenti regionali per raccogliere ulteriori osservazioni, che andranno formulate entro il 31 gennaio 2015. Il primo Consiglio nazionale del 2015 (che presumibilmente si riunirà a febbraio) esaminerà la bozza unitaria, nella sua versione definitiva (o le varie proposte presentate, qualora non sia stato possibile redigere una bozza unitaria) e potrà deliberare di adottare una proposta organica di riforma dello Statuto, da presentare all’Assemblea nazionale straordinaria, i cui partecipanti saranno a questo punto, alla luce del complesso e partecipato processo di preparazione previsto, realmente e pienamente consapevoli della portata e del significato delle modificazioni proposte. L’Arcipelago è una opportunità per le Comunità e per le Regioni e non solo per i singoli censiti. Questo è il principale “invito” che rivolto a tutto il Movimento. E’ un’opportunità che va colta per favorire l’ulteriore crescita del M.A.S.C.I. sui temi dell’identità, dell’appartenenza e del metodo. Queste sono le date previste per l’Arcipelago 2014: -dal 25 al 27 aprile -dal 31 maggio al 2 giugno -dal 29 al 31 agosto dal 28 al 30 novembre. Alla regione ospitante viene chiesto: di individuare una struttura “essenziale” per ospitare l’isola, e una pattuglia di servizio per la cucina. Per il resto si cercherà di essere il più autosufficienti possibile (pulizia della struttura, lavaggio stoviglie, servizio mensa, ecc.). STRADE APERTE 13 Vita Associativa Marzo 2014 Ramazza arcobaleno 2014: avanti tutta Non sono ancora spenti gli echi della festa di Ramazza Arcobaleno 2013 che è già tempo di riaprire i cantieri per un nuovo importante evento nel 2014. L’appuntamento è per domenica 11 maggio nel cuore della Roma antica e moderna, in via dei Fori Imperiali. Il nuovo evento, la nostra maniFESTA-zione, prevede la costruzione in piazza di una ideale Città dell’Accoglienza, contornata da un simbolico Muro dell’Indifferenza. A questo immaginaria frontiera, ogni partecipante (piccolo e grande) aggiungerà un mattone di cartone colorato, mentre dentro la città dell’Accoglienza si svolgerà una festa di colori, musica e altri gesti di cittadinanza attiva, come le Petizioni dei Bambini di “Perchè Io No?”. A chiusura della festa, ai presenti (ma soprattutto ai bambini) si chiederà di “rompere le scatole” delle mura perimetrali del Muro dell’Indifferenza, come segno della volontà di rimuovere le barriere culturali e come gesto di invito alla politica per una revisione, in funzione più inclusiva, delle leggi sulla cittadinanza e sull’immigrazione. Come percorso di preparazione, le Comunità Masci del Lazio organizzeranno dei comitati per chiedere alle amministrazioni locali di adottare la “Cittadinanza Onoraria” per i bambini che frequentano la scuola e per gli stranieri che soggiornano da almeno 5 anni in Italia. La cittadinanza onoraria non comporta vantaggi concreti, ma invia un segnale di urgenza al Parlamento, perché discuta e approvi una nuova legge sulla cittadinanza. Per chi volesse aggiungersi alla “festa” trova tutto spiegato in: www.ramazzaarcobaleno.it 14 STRADE APERTE Marzo 2014 GABRIELE RUSSO Perché il Parlamento: riveda le norme sulla cittadinanza per chi è nato o vive, studia, lavora in Italia da almeno 5 anni; renda la normativa sui permessi di soggiorno meno rigida e intollerante, capace di favorire una vera integrazione. RAMAZZA ARCOBALENO 2014 DOMENICA 11 MAGGIO dalle 10:30 IN VIA DEI FORI IMPERIALI COSTRUIAMO INSIEME UNA CITTÀ DELL’ACCOGLIENZA Ogni partecipante (piccolo e grande) aggiungerà un mattone di cartone colorato alla nostra simbolica città multi-culturale. FACCIAMO FESTA Dentro la città dell'Accoglienza, si svolgerà una festa di colori e musica e si raccoglieranno altre petizioni dei bambini per la Camera dei Deputati. ABBATTIAMO IL MURO DELL'INDIFFERENZA Alla fine della festa ai bambini presenti si chiederà di "rompere le scatole" delle mura perimetrali della nostra simbolica città, per esprimere la volontà di rimuovere le barriere culturali e per invitare la politica ad una revisione, in funzione più inclusiva, delle leggi sulla cittadinanza e sull'immigrazione. VERSO L’11 MAGGIO, E OLTRE. In preparazione all’evento finale, il Masci promuoverà la formazione di comitati locali per chiedere ai Municipi di adottare la "Cittadinanza Onoraria" per i bambini stranieri che frequentano la scuola e per tutti gli stranieri che soggiornano in Italia da almeno 5 anni. UN GESTO SIMBOLICO, MA UN SEGNALE DI URGENZA AL PARLAMENTO. www.ramazzaarcobaleno.it Vita Associativa Marzo 2014 Sviluppo: passato e futuro MARIO ROCCA Sviluppo: parola dai molti significati. Da piccoli ci dicevano che eravamo nell’età dello sviluppo, e ci sembrava che il concetto fosse chiaro; sviluppo fisico, mentale, culturale, spirituale, sviluppo di quelle competenze che ci avrebbero permesso di assumere il nostro ruolo nel mondo. Da adulti ha ancora senso parlare di sviluppo? Si, ma in che termini? Cerchiamo ora di trasferire queste considerazioni al nostro Movimento. Per sviluppo intendiamo solo crescita numerica? Certamente no, sarebbe troppo riduttivo. Dalla sua nascita a oggi il Movimento ha compiuto un lungo cammino, attraversando gli avvenimenti e la storia del nostro paese dal dopo guerra ad oggi. ALCUNI DATI All’atto della sua costituzione nel 1954 il Movimento era costituito da poche centinaia di persone attestandosi attorno alle 1000 unità fino ai primi anni ’70. Da allora c’è stata una crescita lenta ma costante fino a raggiungere le 6000 unità nel 1992. Negli ultimi 20 anni non c’è più stato aumento, anzi c’è stato un leggero calo fino al 2007, anno del centenario dello scautismo, in cui si è superata nuovamente quota 6000. Al contrario il numero di Comunità è aumentato costantemente, con un abbassamento del numero di censiti per Comunità. Contestualmente abbiamo assistito e assistiamo ad un graduale, ma costante innalzamento dell’età media dei censiti. Ultimo dato interessante, rilevato dai censimenti, è che mediamente ogni anno c’è un “turn over” di cir- ca 500 persone e di una quindicina di Comunità; ciò significa che ogni anno entrano nel Movimento 500 persone e altrettante se ne vanno, che nascono circa 15 Comunità e circa altrettante chiudono. Ad oggi non esiste ancora una indagine precisa per capire le cause di questo fenomeno. UN PRIMO PROGETTO Per l’Assemblea di Rimini nel 2003, Giacinto Bona con Carlo Guarnieri, Giorgio Aresti e Dino Di Cicco hanno presentato un’analisi statistica in cui venivano rilevate alcune criticità e proposte alcune idee per giungere ad un “progetto” che affrontasse in maniera più sistematica il tema dello sviluppo, ma da allora ad un approccio teorico al problema non è seguita alcuna azione concreta. Pensiamo vada sottolineato qui, non ci stancheremo mai di ribadirlo, che la concretezza dell’azione è compito dei Segretari Regionali e delle Regioni, che sono il Movimento sul territorio. La funzione del Nazionale può essere solo propositiva e di stimolo, di sussidiarietà nella preparazione di strumenti e nella realizzazione di una rete che renda patrimonio comune le esperienze locali. E’ comunque evidente che fino ad oggi lo sviluppo del Movimento è stato, per lo più, frutto di casualità e di improvvisazione. Possiamo ancora permettercelo? No se vogliamo che il Movimento acquisti peso e possa costituire una proposta concreta per gli uomini e le donne del nostro tempo che mai come oggi hanno bisogno di riferimenti certi che aiutino a dare senso alla vita che ci è data da vivere. LA COMMISSIONE ANTONACCI Quattro anni fa la Commissione Antonacci del Consiglio Nazionale (Piero Antonacci fu presidente del MASCI dal ’89 al ’95) deputata, tra le altre cose, allo Sviluppo, propose, dopo ampio dibattito, una bozza di progetto e la costituzione di una Pattuglia Nazionale che si occupasse della sua definizione, evoluzione e realizzazione nel tempo. La Pattuglia, per delibera del Consiglio Nazionale, è costituita dal Presidente della Commissione, dall’Incaricato allo Sviluppo del Comitato Esecutivo e da tre membri da loro proposti ed approvati dal CN. Alla Pattuglia, oltre alla necessità di definire linee guida e strumenti comuni, fu subito chiara l’importanza fondamentale del coinvolgimento convinto dei Segretari Regionali nell’azione da svolgere sul territorio. Senza di ciò qualunque progetto è destinato a rimanere sulla carta. Loro sono i veri protagonisti di questa partita vitale per il Movimento. Era anche chiaro che i Segretari Regionali, oberati da tutte le incombenze che gestire una regione comporta, avrebbero avuto bisogno di un aiuto responsabile, competente e costante nel tempo, anche capace di fare rete con altri. Uno dei primi obiettivi della Pattuglia Nazionale fu dunque quello stimolare la creazione di Pattuglie Regionali Sviluppo superando i dubbi dei Segretari stessi. Le Pattuglie Regionali devono lavorare insieme con i loro Segretari e rispondere a loro del loro operato, anche se è importante che mantengano un contatto diretto con la Pattuglia Nazionale. Ad oggi le Pattuglie Regionali, ufficialmente no- STRADE APERTE 15 Vita Associativa minate, sono 13 su 20. re i contatti giusti, e a saper cogliere i segnali che ci arrivano. Dobbiamo LA BOTTEGA ARTIGIANA: IDE- imparare a progettare e a proporre AZIONE E REALIZZAZIONE percorsi di avvicinamento al MoviL’incontro, il dialogo, lo scambio di mento e a seguirli con discrezione. esperienze, i successi e gli insucces- Abbiamo capito insomma che chi si, il bisogno di strumenti comuni, si occupa o si occuperà di sviluppo ecco perché sono nati i cosiddetti deve crearsi una competenza e una incontri di lavoro o workshop su- esperienza che richiedono costanza bito ribattezzati “Botteghe Artigia- e impegno a lungo termine. ne”. Ad oggi ne sono stati realizzati tre, a Fara Sabina nel 2010, a Roma UNO SGUARDO AL FUTURO nel 2011 e, recentemente, sempre a Due sono le indicazioni che emerRoma nel febbraio scorso.. gono dalle considerazioni che abQuesti incontri, destinati ai Segreta- biamo fatto. ri Regionali e agli Incaricati Regio- La prima ci dice che dobbiamo asnali allo sviluppo, ci hanno insegna- solutamente capire i motivi che porto molte cose. Abbiamo imparato a tano ad un “turn over” così ampio. conoscerci e a capire che le difficoltà Dobbiamo capire, al di là dell’ovvio, di uno sono anche quelle di molti, perché così tanta gente se ne va e abbiamo imparato che non si può perché così tante Comunità chiupiù lasciare le cose all’improvvi- dono. Obiettivo: dimezzare questa sazione, ma che occorre dotarsi di emorragia. strumenti comuni, sperimentarli e La seconda ci dice che dobbiamo verificarli insieme. imparare a presentarci e a proporre, Occorre avere una buona conoscen- come concreta opportunità per gli za del territorio, delle sue criticità e uomini e le donne del nostro tempo, delle sue opportunità, occorre capi- l’esperienza dello scautismo adulto re le tipologie di persone a cui vo- come percorso valido per la realizgliamo rivolgerci e occorre sapere zazione di se e la ricerca di senso che proposta vogliamo fare a cia- sulla via della felicità, così come è scuno e con quale approccio. scritto nel nostro Patto ComunitaA certe richieste e domande, spes- rio. Obiettivo: crescere in qualità, so ricorrenti, bisogna imparare cosa progettualità ed esperienza consarispondere in modo chiaro e sinteti- pevole. co. Dobbiamo imparare a sviluppa- Bisogna che lo sviluppo, e chi si oc- 16 STRADE APERTE Marzo 2014 cupa di sviluppo, entri nella logica della rivoluzione copernicana di cui si parla nel Movimento. Bisogna che le Regioni e le Comunità diventino motore del Movimento, bisogna che ogni periferia si faccia centro. Perciò l’esperienza annuale della Bottega Artigiana deve regionalizzarsi per macroaree e mettersi in rete; deve coinvolgere più persone che operino nelle realtà locali. Ciascuno consapevole che opera non per se, ma per il Movimento. Ogni tre anni un incontro nazionale delle Pattuglie Regionali farà sintesi e verificherà il cammino fatto. La Pattuglia Nazionale si farà carico di proporre strumenti operativi da discutere e sperimentare localmente perché diventino patrimonio comune di tutto il Movimento, e dell’organizzazione dei momenti di incontro delle Pattuglie e degli Incaricati Regionali sia a livello di macro aree che a livello nazionale. Il lavoro è tanto per tutti, ma non ci dobbiamo scoraggiare. Tempo e pazienza sono con noi. Esulteremo per i successi, impareremo dagli insuccessi. Tutti uniti dalla consapevolezza che la nostra missione, l’educazione degli adulti, risponde oggi più che mai ad un bisogno fondamentale della nostro tempo. Scautismo adulto Marzo 2014 Una scelta di vita SARA BOTTARI Pubblichiamo volentieri questo articolo, non tanto per ricordare l’impegno che tante ragazze hanno profuso con entusiasmo nella gloriosa AGI, ma soprattutto perché l’impegno attuale di servizio di queste “guide” ci apre uno spiraglio interessante su i numerosi gruppi di scout e guide, associati in vari modi, ma fuori dal M.A.S.C.I. Personalmente, a Roma, non conosciamo almeno quattro, alcuni con più di cento aderenti, che si impegnano in numerosi e variegati campi di servizio. Perché tutti questi fratelli e sorelle scout non sentono l’esigenza di entrare nel Movimento ?. È una domanda su cui vale la pena di riflettere. L’occasione del Sessantennio potrebbe fornire lo spunto innanzitutto per censire tutte queste realtà (e chiediamo ai nostri lettori di inviarci segnalazioni in merito)e poi magari di proporre percorsi comuni di crescita. (G.M.) Il due febbraio del 1964 un gruppo di ragazze tra i sedici e i diciot- to anni, nel cortile di una scuola di Reggio Calabria, alla presenza dei loro genitori e di alcuni Capi dell’ASCI, pronunciarono emozionate e felici, la Promessa scout. Seguirono anni intensi di attività preparate e vissute con molta serietà e la stima delle famiglie delle coccinelle, delle guide e delle scolte aumentò parallelamente al numero delle iscritte. Alcune iniziative si attuarono con i fratelli scout:dapprima la ricorrenza di San Giorgio, vissuta tutti insieme, e poi iniziative di solidarietà per il Natale, organizzate in una forma che anticipava la coeducazione che arriverà molti anni dopo. Da Roma, dal Consiglio Nazionale arrivarono attestazioni di stima e di affetto, fu affidato al gruppo di Reggio Calabria il primo Commissariato regionale e furono realizzati in Aspromonte diversi Campi di Formazione per le Capo di tutta Italia. Per tutte noi fu sempre motivo di gioia e soddisfazione per le rivendicazioni che portavamo nelle Assemblee nazionali, con l’entusiasmo che le caratterizzava. E’ difficile condensare in poche righe anni densi di lavoro, emozioni, amicizia vera,........quell’amicizia che ci ha fatto ritrovare, qualche giorno fa a festeggiare, il cinquantesimo anniversario delle nostre Promesse. Durante l’incontro si è pregato, cantato e ci siamo raccontate a vicenda mille notizie su di noi, i nostri figli, i nipoti,e tanto altro. Nel 1992 dal nostro entusiasmo e dalla voglia di progettare e mettersi ancora in gioco e’nata l’AGIDUEMILA che ha scelto di dedicare alle persone disabili affetto, attenzione e tempo. Un centro diurno presso una casetta in comodato d’uso ospita quotidianamente venti amici con varie difficoltà fisiche e/o psichiche che trascorrono in buona armonia il loro tempo,tra canto, ballo, disegno, cucina ed altro. Questa e’ la nostra esperienza che definire associativa e’riduttivo e non rende l’idea che si tratti invece di una “scelta di vita”. STRADE APERTE 17 Vita Associativa Una Route sul fronte dell’Isonzo PAOLO MODOTTI La Fraternità Alpe Adria Scout (per l’Italia: con il diretto interessamento dei rappresentanti Alpe Adria del M.A.S.C.I. del Friuli-Venezia Giulia e del Veneto, insieme agli scout del ZSZO di Trieste) ha messo in cantiere la preparazione di una Ruote Internazionale della Pace di cui, nel Consiglio Alpe Adria Scout, abbiamo cominciato a parlare fin dall’anno scorso, e che coincide con le celebrazioni di numerosi Stati Europei per il Centenario dell’inizio della Grande Guerra 1914-1918. La Ruote si riallaccia alle altre tre Route (con tema la Grande Guerra) fatte sul “fronte” dell’Alto Vicentino (organizzate dal M.A.S.C.I. a partire dal 2006); quest’anno si vuole riscoprire il “fronte dell’Isonzo” in territorio sloveno e quindi abbiamo pensato di organizzarlo come Fraternità Alpe Adria Scout ma anche tenendo conto che la Fraternità è stata annoverata tra le nostre Imprese Internazionali. Dal 11 al 14 settembre 2014, si percorrerà una parte del sentiero chiamato “Pot Miru” (Sentiero della Pace) che si snoda lungo la Valle dell’Alto Isonzo (Tolmino, Kolovrat, falde del Monte Nero, Caporetto) visitando i Musei all’aperto sia sul versante “allora” Austro-Ungarico che su quello Italiano, nonché la parte meridionale del Parco Naturale del Triglav (Tricorno, cima simbolo per gli Sloveni, riportata anche sulla loro bandiera) dove ci sono dei luoghi incontaminati e di sicuro interesse ambientale e naturalistico. Sarà un impegno non facile (specie per le lingue) e tenendo conto delle altre scadenze importanti per il Masci ma: chi “non osa…”.. Vi aspettiamo numerosi. 18 STRADE APERTE Marzo 2014 Come eravamo Marzo 2014 Il boom economico NANDO PARACCHINI Facciamo oggi un altro passo alla scoperta e alla descrizione dei vari aspetti del lavoro e del relativo contesto. Avendo l’intento di partecipare con il nostro testo, al 60mo di fondazione del M.A.S.C.I., l’argomento che cerchiamo di trattare è, ancora una volta, del passato, di quel passato che procede mentre si svolgono, appunto, i sessant’anni di esistenza del nostro Movimento. L’argomento di oggi è il Boom Economico avvenuto tra il 1955 e il 1965. E’ difficile fissare delle date di inizio e di fine di quello che è considerato un fenomeno economico – ma con addentellati sociali di vari aspetti e di notevole importanza -in quanto sia l’una che l’altra sono avvenute progressivamente. La nascita molto lentamente, con anche lontane origini nei decenni precedenti, il termine con un calo progressivo e, anche con alcuni particolari, pochi e non di grande peso, che si sono conservati fino ad oggi. Il boom ha avuto la sua origine nel periodo precedente (1945-1950), quello della ricostruzione, che, per certe sue caratteristiche, può essere considerato molto simile a quello attuale. Tutta l’Italia era da ricostruire, come lo è oggi. Ma allora la ricostruzione da eseguire era materiale, oggi invece è di carattere morale. Non c’era lavoro per tutti, aziende chiuse o inattive, anche perché molti stabilimenti erano distrutti o derubati dei macchinari, portati via o demoliti dagli occupanti, prima di ritirarsi; altri erano stati distrutti dai bombardamenti. La rete ferroviaria era tutta da rifare; non c’erano più carrozze per viaggiatori. Il parco carri merce è stato ricostruito con precedenza, e in un primo tempo usati anche per i viaggiatori. E per un certo tempo, ancora nel 1948, si viaggiava sui cosiddetti “carri bestiame”. C’erano rovine in tutte le città. La ricostruzione di allora fu già una grande impresa e, occorre dirlo, in anticipo sulle medesime ricostruzioni degli altri paesi europei. Poi, a partire del 1955, è avvenuto questo grande sviluppo che fu chiamato boom economico. Forse cominciò con l’aumento della domanda interna, provocata dalla ricostruzione, che portò all’innalzarsi dei livelli di produzione. Per reggere a quei livelli conseguiti le aziende hanno dovuto trovare degli sbocchi all’estero. L’Italia divenne citata nel mondo per molti prodotti nuovi nella sostanza o/e nella forma, che venivano esportati perché apprezzati e poi anche copiati. Ricordiamo alcuni casi forse meno noti, anche perché ci sembra impossibile citarli tutti: Nei manufatti meccanici: le macchine del caffè per i bar; la Lambretta e la Vespa (questa e la macchina da scrivere Olivetti erano esposti al museo di arte moderna di New York nella sezione “La forma dell’utile”); gli architetti francesi sognavano di installare gli apparecchi da bagno della Ginori e gli interruttori della B-Ticino (contatti argentati con garanzia di due anni: nessun altro caso al mondo); in questo campo ci sarebbero da citare le automobili, alcune case automobilistiche italiane fecero delle succursale o delle consociate in vari paesi europei: anche quelle da corsa erano già in vista; i nostri cantieri navali che producevano prevalentemente per l’export erano ricercati, non solo per i prezzi più contenuti ma anche per le caratteristiche di stile e qualità. Sempre nel campo della meccanica, siamo stati per alcuni anni i maggiori produttori de cosiddetto “bianco” cioè frigoriferi, lavatrici e altro elettrodomestici. Nel vestiario: gli abiti da uomo di lana “fresco” per l’estate, le camicie col collo all’italiana (inventato allora), il vestiario per lo sport, le scarpe sopratutto i mocassini, anche tubolari. In pratica quello che si è poi chiamato il Made in Italy, lo si faceva già ante litteram. Ed è un dei casi che si sono conservati, anche dopo il boom. Negli alimentari: pizza e piatto di spaghetti hanno fatto il giro del mondo; I formaggi italiani (grana e gorgonzola) erano venduti in vari paesi e anche imitati; il salame a grana fine in vari paesi si chiamava Milan, in Francia erano noti le jambon de Parme e le riz du Piemont. Anche questi sono dei casi che continuano tutt’ora e a cui si sono aggiunti i vini, certi altri formaggi e la frutta (tra cui i kiwi, di cui siamo il primo produttore mondiale, in gara alternativa con la Nuova Zelanda). A seguito di queste “scoperte” la cucina italiana si è preso nel mondo uno spazio che la fa gareggiare con le cucine note in precedenza. Perfino le Aziende italiane erano imitate: l’ENI e le relative ricerche petrolifere sono serviti da modello per la parallela Azienda statale francese che prese il nome di Total, L’EdF fu copiato dal progetto ENEL (che però entrò in applicazione anni dopo). Sono solo esempi, i prodotti italiani erano in genere ricercati. Con questa serie, abbiamo anche mostrato che, pur terminato il boom, molti casi sono rimasti di nostra prevalenza. Perché alcuni si e altri no? Quali erano le condizioni e le cause che hanno favorito questo periodo di grande sviluppo? Dove manchiamo oggi? E’ pensabile un nuovo periodo di grande sviluppo, come lo è stato il boom di quegli anni? Sono le domande ci poniamo un po’ tutti, a fronte del grande risultato di quel periodo. Quali erano le condizioni che hanno permesso questo grande sviluppo detto Boom economico? Sarebbe pensabile oggi? Tentiamo di rispondere a quesiti che ci vengono spontanei al ricordo di quel periodo di grande riuscita del lavoro italiano. Le domande sono indicate nei titoli dei paragrafi. Le ragioni di un successo. A che cosa era dovuto quel successo? Che cosa ha provocato questo boom? Direi al di là della voglia di lavorare, e del bisogno. Di certo era un movimento generale esteso a tutti i settori e a tutti gli attori, era o sembrava allora, normale per un Paese come il nostro, che proprio in quel periodo è entrato a fare parte dei paesi più industriali. Quali erano le motivazioni, le ragioni, le cause? Queste situazioni economiche e di lavoro, non hanno mai una sola causa. Si tratta sempre della coincidenze di diverse situazioni componenti, le cui risultanti creano un clima favorevole Tante saranno state. Cerchiamo di evidenziarne alcune che ci sembrano più probabili come cause del fenomeno che stiamo studiando. Di certo il boom è stato il figlio della ri- STRADE APERTE 19 Come eravamo costruzione nel senso che nel ricostruire, le aziende sono nate, si sono irrobustite e hanno acquisito tante competenze di ogni genere e nei vari settori produttivi. E altresì nel senso di conduzione dell’azienda stessa come fenomeno a se indipendentemente dal settore. Man mano che terminava la ricostruzione, per conservare il livello produttivo si dovevano cercare altri sbocchi per queste unità operative che erano già esistenti e in grado di produrre. Ma ci sono in contemporanea altre cause. Parliamo prima delle motivazioni di carattere morale: tra cui il sentire comune dell’opinione pubblica, come il volere scusarsi di essere stati tra quelli che avevano voluto la guerra e occupato alcuni altri paesi, come anche di avere conosciuto, perché inventato e voluto, un sistema di governo che la storia ha dimostrato non valido, come il volere, simile a un ritorno, a fare parte delle nazioni democratiche, e anche come gente che avevano delle capacità fin’ora sconosciute e sopratutto non riconosciute dal mondo circostante. Crediamo proprio che erano di queste tipologie le motivazioni morali, non espresse ma presenti tacitamente in tutti. Poi c’erano anche, in queste motivazioni e cause, degli aspetti di carattere sociale. E’ in quel periodo che ha iniziato a svilupparsi il fenomeno della migrazione interna, dal Sud verso le città di antica industrializzazione del Nord, ma anche dalle zone di sottosviluppo del mezzogiorno verso i centri che si aprivano alle nuove industrie, nate da quella grande invenzione che fu la Cassa del Mezzogiorno, inventata proprio per lo sviluppo delle zone arretrate. Oltre a tutto questo, crediamo di potere dire che il fenomeno del boom è anche figlio del bisogno, del volere fare, del volere avere, dopo il lungo periodo che si può definire di carestia della guerra e del dopoguerra. Nel ’48 cioè tre anni dopo la fine della guerra, avevamo ancora le tessere annonarie per i generi alimentari, ed era un fatto comune di tutti i paesi d’Europa, che avevano sofferto le conseguenza del lungo conflitto. In sostanza avevamo bisogno delle cose per vivere. Fu invece una abitudine posteriore, anzi avvenne dopo la fine del boom, che venne la necessità del non necessario per passare poi al superfluo che è stato diciamo, di ieri. Le cause di tipo politico. Oltre alla già ricordata Cassa del Mezzogiorno, forse la legislazione di allora favoriva lo sviluppo, ma non è sufficiente a spiegarlo. Una certa forma di stabilità di governo – 20 STRADE APERTE Marzo 2014 per la verità i governi cambiavano con una frequenza abbastanza alta, ma si succedevano con gli stessi programmi o per lo meno con gli stessi indirizzi – fu di certo una delle ragioni politiche tra le cause del boom. Bisognerebbe addentrarsi nelle leggi di allora per capire quali ma, di certo possiamo dire, che anche la legislazione del lavoro, del commercio, del credito alle aziende, delle facilitazioni alle aziende esportatrici, hanno avuto il loro peso. Con i pochi esempi citati di cause, possiamo dire in sintesi che il grande sviluppo di quegli anni è stato certamente causato da una straordinaria coincidenze di situazioni che lo hanno favorito. Oserei anche affermare che, ci sembra ovvio, nessuno degli attori di allora intendeva fare qualcosa di eccezionale. Avevano la voglia del “fare”. Facevano quello che potevano, i tempi non solo lo permettevano ma lo favorivano e il risultato si vedeva. A sostegno di quanto ricordiamo che la stessa denominazione di boom avvenne posteriormente al fatto. Un boom odierno sarebbe possibile? E’ pensabile sperare in un nuovo boom? Che cosa potrebbe provocarlo? Se non proprio un boom – non è detto che la storia possa ripetersi -- almeno una ripresa sostanziosa, abbastanza ampia da potere risultare favorevole al bene degli Italiani. E’ un’altra domanda che ci facciamo e alla quale cerchiamo di rispondere. Qual è la situazione sotto questo aspetto? Che cosa non va, che cosa ci manca? Forse che non abbiamo più la forza, il desiderio del “fare” come prodotto da quelle forze morali, psicologiche che forse abbiamo ancora ma nascoste sotto una crosta di indifferenza e di edonismo. E non abbiamo più il bisogno, almeno crediamo di non averlo più e ciò ci paralizza. abituati come siamo per avere vissuto una periodo di prosperità da ritenersi eccessiva, con la facile disponibilità d tutti i beni. Dovremmo convincerci di avere ancora bisogno. Bisogno di quanto prodotto. E non solo di quanto venduto, che in buona parte proviene dall’importazione. Che ci impoverisce. Allora è da lì che bisogna partire. Innanzitutto un atto di ricostruzione morale da sviluppare e da estendere all’insieme della popolazione. Nessuno si deve sentire isolato o anche esonerato. Lo sforzo in quel campo deve essere presente nell’insieme dell’opinione pubblica e in tutti i cittadini. Poi bisogna convincerci che occorre riprendere a produrre. A produrre le cose, i manufatti. Il che vuol dire lavorare. Tanto e senza fermarsi. E’ la produzione che fa la ricchezza. Intanto abbiamo visto che in alcuni settori siamo ancora validi e che basterebbe una leggera spinta per tornare a buoni risultati, che tipo di spinta? Anche laddove siamo riconosciuti validi manchiamo di qualcosa che forse ci viene dalla nostra semi paralisi ventennale, le basse efficienze, le norme non favorevoli, i costi di funzionamenti dello Stato, i conseguenti prezzi alti, ecc. cose che sentiamo o leggiamo tutti giorni. Non sicuramente nella qualità ma certamente nella quantità e nei prezzi. Allora, come dovrebbe essere questa ripresa, che caratteristiche dovrà avere? Occorre, ma forse in contemporanea, dotarci di leggi e altre norme in parte mancanti e un parte non aggiornate e troppo complicate, modificare e modernizzare un sistema fiscale appesantito e mancanti di certezza. Ci vogliono delle leggi semplici che favoriscono invece di frenare. E abbiamo anche una situazione politica fluida e sicura. Ci vuole un esecutivo che possa durare e sia in grado di governare. Questi sono gli aspetti che vanno riveduti e predisposti come basi di una ripresa significativa. Mentre abbiamo ancora le capacità, la competenze e l’inventiva ed è su questo che dobbiamo puntare. Anche avendo presente che una eventuale ripresa avrà caratteristiche diverse di quella di allora, con nuove produzioni, nuovi articoli traenti. Comunque produzioni di manufatti e non di parole. Perché le aziende che hanno chiuso dovranno essere sostituite da nuove organizzazioni, aggiornate ai tempi attuali. E già che parliamo di Aziende, diciamo che occorre ritrovare la capacità di condurle. I sistemi di gestione adeguati sono disponibili. Il Capo Azienda – comunque si chiami a seconda della forma legale – deve avere il coraggio di “comandare”. Nel modo nuovo, attuale, ma senza remore. Sapendo anche che il suo lavoro è un servizio a tutta la comunità nazionale. Marzo 2014 Commento alle Scritture Risurrezione: la nostra meta finale! d. LUCIO GRIDELLI “Io credo in Cristo morto e risorto!” “Ti annuncio Cristo morto e risorto!” Sono frasi che risuonano spesso specie in alcuni ambienti ecclesiali. Perfette, purché non diventino vuoti ritornelli… Aprile è il mese della risurrezione, perché Pasqua quest’anno cade appunto in aprile il 20. La risurrezione di Cristo è l’evento centrale della fede cristiana. La nostra risurrezione personale è la splendida meta che l’amore di Dio ci propone. Di fatto, però, non si può risorgere, purtroppo per noi, senza prima morire. Tutta la nostra vicenda terrena è un alternarsi di situazioni in cui morte e vita, morte e risurrezione si alternano, si combattono a vicenda. Si danno a questi due termini significati metaforici. Risurrezione e vita è tutto ciò che ci fa cresce-re, che ci apre agli altri, che costruisce amore e pace dentro di noi ed espande amore e pace a chi ci vive intorno. Morte è tutto l’opposto. In questo quadro “nostra sorella morte corporale”, nonostante tutto, fa parte della vita! Avevo scritto più o meno così nel 2011 con la variante che Pasqua cadeva il 24. Vi invito a vivere, guidati dalla liturgia, un percorso che inizia con la V domenica di quaresima, prosegue con Le Palme e raggiunge il suo culmine nel Triduo pasquale. Come conclusione vi pre-sento ancora la II domenica di Pasqua. Considerate questo articolo come la guida per un percorso spirituale di tre settimane. Per iniziare leggete tutto il capitolo 11 di Giovanni dal quale è tratto il vangelo della V domenica di quaresima. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risor-gerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». E Lazzaro ritorna in vita. Ma ecco il risvolto negativo. Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conve-niente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Que-sto però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo. Nella domenica delle palme questo contrasto si ripete. Si inizia con l’ingresso solenne in Gerusa-lemme. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!». Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nazaret di Galilea». (Mt 21). Poi, nella messa, la lettura della passione sempre da Matteo (26,14 – 27,66), che anticipa quanto vi-vremo nella settimana santa. Il triduo pasquale è per un cristiano il momento culminante dell’anno dalla sera di giovedì santo alla sera di Pasqua. Io ho un ricordo da bambino. Le finestre del mio appartamento davano sul mare di Trieste. Alle 15 del venerdì le navi in porto abbassavano la bandiera a mezz’asta. Prima della riforma di Pio XII, che ha riportato le celebrazioni nei tempi corretti, la resurrezione si celebrava di sabato. Alle 11 del sabato mattina suonavano tutte le sirene e le bandiere tornavano in cima ai pennoni. C’era più fede? Non ho risposta. Oggi sarebbe certo impensabile una coralità del genere. Ma proprio per questo è necessario un pieno coinvolgimento personale e di comunità. Giovedì sera l’ultima cena. Tante volte partecipiamo alla cena del Signore, qualche volta un po’ di-strattamente. È il momento di riprendere pienamente coscienza dell’avvenimento cui partecipiamo. E l’adorazione notturna. Sarebbe il momento di leggere i capitoli dal 13 al 17 di Giovanni, che l’evangelista colloca proprio in queste ore! Venerdì l’adorazione della croce con l’ascolto ancora della passione, STRADE APERTE 21 Commento alle Scritture questa volta dalla voce di Giovanni. Mi piace ricordare due cristiani clandestini. Mentre i cristiani doc, gli apostoli, escluso Giovanni, scompaiono, questi escono allo scoperto. Giuseppe di Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo – quello che in precedenza era andato da lui di notte – e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di àloe. Essi presero al-lora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per prepa-rare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un se-polcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Pa-rasceve dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù. Grazie a loro possediamo la Sindone! Ripetutamente Gesù aveva detto ai suoi che il Figlio dell’uomo dovrà soffrire, morire … ma il terzo giorno risorgerà. Poco più di ventiquattrore di silenzio, poi il mattino di Pasqua. È difficile coordinare i racconti dei quattro evangelisti, come quando accade qualcosa di assoluta-mente straordinario che coinvolge emotivamente i partecipanti. Ciascuno evidenzia alcuni aspetti! Vi propongo soltanto alcune righe dal capitolo 28 di Matteo. Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Magdala e l’altra Maria anda-rono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo ve- 22 STRADE APERTE Marzo 2014 stito bianco come neve. Concludo proponendovi il vangelo Per lo spavento che ebbero di lui, le della II domenica di Pasqua, la doguardie furono scosse e rimase-ro menica “in albis”. come morte. L’angelo disse alle don- È “la prima conclusione” del vangene: «Voi non abbiate paura! So che lo secondo Giovanni. L’indimenticercate Gesù, il crocifis-so. Non è qui. cabile sera della prima “domenica”. È risorto, infatti, come aveva detto; Pace a voi. E i discepoli gioirono al … vedere il Signore. Il dono dello SpiriIl terremoto prima, lo splendore to. Il perdono dei peccati. E poi neldell’angelo poi, indicano che è av- la seconda domenica sera l’incontro venuta una manifestazione straor- con Tommaso: Mio Signore e mio dinaria della potenza di Dio. Dio! La risurrezione non ha testimoni. Gesù, in presenza dei suoi discepoli, I due momenti determinanti per la fece molti altri segni che non sono storia dell’umanità e per quella per- stati scritti in questo libro. Ma quesonale di ciascuno di noi non posso- sti sono stati scritti perché crediate no aver testimoni umani. che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, Il primo è la creazione, il big bang, e perché, creden-do, abbiate la vita dal quale attraverso l’evoluzione di nel suo nome. miliardi di anni nasce l’umanità. La resurrezione di Cristo, vero uomo, rappresenta una nuova creazione. L’umanità diventa la famiglia dei figli di Dio. È una possibilità offerta a tutti. Rileggete il prologo di Giovanni. La liturgia vespertina di Pasqua ci presenta il racconto dei discepoli di Emmaus. Ne ho scritto a lungo sulla rivista nel numero di aprile 2011. La risurrezione è sì il momento centrale della storia, ma è anche il momento in cui Gesù, risorto, comincia a farsi nostro compagno di strada. È l’invito, il richiamo per ciascuno di noi a scorgere in chi ci passa accanto il Suo volto, Tiziano Vecellio, Resurrezione, Urbino, lieto o triste, sofferente Galleria Nazionale delle Marche o gioioso. Io leggo Marzo 2014 Infami - venti storie di ordinaria antimafia SONIA RICCI Il giorno dell’amicizia segue a quello della conquista, così come quello della fierezza a quello del dubbio. C’è né uno della paura, e uno della fiducia; un giorno dello sconforto e uno per il domani. Una conta di giorni: così inizia ognuna delle venti storie di ordinaria antimafia di “Infami”, che raccoglie momenti di vita di chi, come lui, si trova a “Catreggio”, luogo reale della Calabria dal nome fittizio, nel regno della ’ndrangheta. Un compendio di vissuti,un lavoro di ricordi, dove il passato di Russi fa capolino, con continui flashback che si congiungono all’attività di contrasto alla ’ndrangheta di cui il libro è il resoconto. L’autore,Alfonso Russi, è stato un trecinquenove, secondo il Nuovo Codice di Procedura Penale, cioè un consulente tecnico del Pubblico Ministero. “Infami” nasce proprio da questa esperienza. Nei sei anni alla DDA di “Catreggio”, Russi comprende che “la ’ndrangheta è una legge di rispetto, una legge fatta di regole d’onore. Se tu sei degno e sei senza difetto, hai tanti amici che ti offrono il cuore. In questa famiglia sei il benvenuto se sei sempre fedele all’omertà. Ma è meglio che ti prepari una bara se nel cuore porti l’infamità”. In un’inversione paradossale noi per “loro” siamo e resteremo per sempre degli “infami”. Sono brevi racconti: si leggono nel tram, in una sala d’attesa, si mischiano con ciò che stai facendo perché sono terribilmente veri, permeati dai sentimenti che tutti conoscono. Emozionano. Sono storie dove ti è permesso d’immaginare i lunghi viaggi in macchina di Alfonso tra Foligno e “Catreggio”, le stanze del Servizio Criminalità Organizzata, le facce dei commissari di polizia, degli ausiliari, di quegli amici a cui Russi cambia il nome, lasciandoci liberi di poter pensare che queste storie sono quelle dei tanti che si impegnano per una giustizia che sia prima sociale che legale. Nelle pagine della prefazione è Pasquale a cogliere l’essenziale: “Anche le forze dell’ordine hanno un cuore. Un risibile luogo comune, così pensavo prima di leggere questi racconti”. Quella di “Infami” è soprattutto l’ordinaria vita di uomini e donne al servizio dello Stato. Una vita da eterni mediani, a quali spesso viene riconosciuto troppo poco; queste venti storie sono “il modo migliore per rendere onore a chi costantemente si è sacrificato per permettere il goal ai propri e, soprattutto, per impedirlo agli altri”. Anche l’uso delle parole nasconde un’importante realtà: la mafia non si “combatte”, ma si contrasta. Non è una guerra tra fazioni, perché gli uomini e le donne, raccontati da Russi, sono lo Stato, sono al di sopra; la ‘ndrangheta è semplicemente al di sotto di esso. Contrastarla vuol dire tenere aperto l’oblò della speranza, anche quando non sai fino a che punto quello che fai è per il bene; una “speranza” anche quando il male ce l’abbiamo “dentro”. Dentro le nostre istituzioni, dentro di noi. Resistere per qualcuno potrebbe essere una fantasia, ma per loro è lo scopo della propria vita. Venti storie di vita vissuta, dove è la solitudine ad essere la palestra interiore. E ancora un ricordo a chi la mafia, la ’ndrangheta l’ha subita, l’ha vista violentare la figlia, l’ha sofferta; un ricordo a quella gente che è solo libera di ricordare. Un ricordo “a chi cambia perché qualcosa cambi”. A quelli che ci credono; perché “Catreggio può essere ovunque. Come la ‘ndrangheta. Perché la mafia è dappertutto. Ma non è tutto”. Alfonso Russi, “Infami, Venti storie di ordinaria antimafia” Falco Editore, Cosenza 2011, pp. 104 (libro 10,00 € - Ebook 2,99 €) Alfonso Russi è nato nel 1959 a San Severo (Foggia) e vive da alcuni anni a Foligno (Perugia). Laureato in geologia, è responsabile scientifico di un laboratorio di ricerca che opera nel settore delle scienze naturali ed ambientali. Negli ultimi sei anni ha svolto l’attività di consulente tecnico presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro. La rubrica Io leggo accoglie le indicazioni dei lettori di Strade Aperte. Se un libro vi è particolarmente piaciuto inviate il vostro commento alla mail di Paola Busato Bertagnolio: [email protected] STRADE APERTE 23 Controcorrente Marzo 2014 E’ UNO SCOUT…... STRADE APERTE Nei pochi giorni precedenti all’incarico ufficiale di formare il governo, quando già si delineava come probabile, è successo, La televisione, non ricordo quale rete, per la prima volta nella sua oramai lunga storia, ha detto qualcosa di giusto sullo scautismo. Parlando di Matteo Renzi ha espresso il parere che, siccome è uno scout, è sicuramente in grado di fare …. e qui ha accennato a cose che sono abituali per gli scout nelle loro attività e che possono avere una applicazione valida nel campo politico. Bene, due risultati: 1) Se queste previsioni si confermeranno, sarà un bel servizio al Paese. 2) Sembra strano che anche la televisione possa fare progressi. Al di là della piccola retorica di prammatica, chiediamo a Renzo Salvetti che fu negli anni ’50-’60 uno dei primi Capi Clan della Toscana, e che ora è con il Padre, di stare a fianco di Matteo, come un vecchio padre affettuoso, per suggerirgli “come si fa che cosa”. Con l’augurio a Matteo di un sentito “Buona Strada”, anche se sarà in dura salita. Tesser N° 3. Anno 56. Marzo 2014 ISCRITTO AL TRIBUNALE DI ROMA Al n°. 6920/59 del 30/05/1959 PERIODICO MENSILE DEL MASCI (MOVIMENTO ADULTI SCOUT CATTOLICI ITALIANI) DI EDUCAZIONE PERMANENTE, PROPOSTA E CONFRONTO PRESIDENTE NAZIONALE: Sonia Mondin SEGRETARIO NAZIONALE: Luigi Cioffi DIRETTORE RESPONSABILE: Pio Cerocchi DIRETTORE: Giovanni Morello ([email protected]) REDAZIONE ROMANA Giorgio Aresti Carlo Bertucci Paola Busato Bertagnolio Matteo Caporale Gaetano Cecere Manlio Cianca Dora Giampaolo Franco Nerbi Anna Volpe COLLABORATORI Lorena Accollettati Carla Collicelli Paola Dal Toso Maurizio De Stefano Romano Forleo d. Lucio Gridelli Paolo Linati Mario Maffucci Nando Paracchini Mario Sica Sommario Sessant’anni e non li dimostra Giovanni Morello La Sicilia scoppia... Enzo Baldacchino 60 anni...con lo sguardo al futuro Sonia Mondin Festa per il 60° Il Veneto celebra i sessantenni Chiara Mondin, Maurizio Niero Le novità della politica italiana... Pio Cerocchi Lettera di Papa Francesco alle famiglie Conferenza Mondiale ISGF Franco Vecchiocattivi Anche ISGF ha celebrato sessant’anni Virginia Bonasegale, Paolo Linati Venite e vedete Luigi Cioffi “Tempo di riforme”... Gabriele Matteo Caporale Ramazza Arcobaleno 2014 Gabriele Russo Sviluppo: passato e futuro Mario Rocca Una scelta di vita Sara Bottari Una Route sul fronte dell’Isonzo Paolo Modotti Il boom economico Nando Paracchini Resurrezione: la nostra meta! d. Lucio Gridelli Infami: venti storie di ordinaria antimafia Sonia Ricci Controcorrente: É uno scout... Tesser 24 STRADE APERTE 1 2 3 5 7 8 9 10 11 12 13 14 15 17 18 19 21 23 24 REDAZIONE Via Picardi, 6 - 00197 Roma [email protected] STAMPA Tipografia ADLE Edizioni SAS Padova [email protected] EDITORE, AMMINISTRATORE E PUBBLICITÀ: Strade Aperte Soc. coop. a.r.l. Via Picardi, 6 - 00197 Roma Tel. 06. 8077377 - Fax 06.8077047 Iscritta al registro degli operatori di comunicazione al n.° 4363 ABBONAMENTO ORDINARIO A 11 NUMERI: Euro 20,00 da versare sul ccp. n. 75364000 INTESTATO: Strade Aperte Soc. coop. a.r.l. Via Picardi, 6 - 00197 Roma ASSOCIATO ALL’USPI TIRATURA: 5.000 copie Chiuso in redazione il 12 Marzo 2014 QUESTO NUMERO È STATO SPEDITO DALL’ UFFICIO POSTALE DI PADOVA CENTRALE IN DATA
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