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AO
Rassegna Motion control
Panorama Trasporti e logistica
&iimprese
in questo numero uomini
370 Marzo 2014 Anno 31 7 4.50
Speciale
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LA MOSTRA
IL CONVEGNO
I CONTENUTI
In uno spazio specifico sarà allestita
un’esposizione a cura delle aziende
partecipanti, in cui sarà possibile confrontarsi con l’attuale offerta commerciale.
Nel corso della giornata si susseguiranno seminari tecnici tenuti dalle aziende
espositrici della durata di 30 minuti ciascuno.
Il programma, l’agenda e i titoli dei seminari saranno aggiornati, man mano che
verranno confermati,
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professionale e partecipa anche tu all’appuntamento con
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Motion Control for si rivolge a tecnici e progettisti
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(Via Stalingrado). In direzione “Centro Città”
e a 1,5 Km si trova il Palazzo dei Congressi.
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si trova a 2 Km dalla Stazione
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Palazzo dei Congressi di Bologna
dalle ore 9.00 alle ore 17.00
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AO
sommario
m
IN QUESTO NUMERO
&iimprese
in questo numero uomini
/ 19
IL PUNTO
ADDIO BATTERIE, ARRIVA L’ENERGY HARVESTING
di Stefano Maggi
32
/ 20
COPERTINA
SI PUÒ INNOVARE E PRODURRE IN ITALIA
di Tiziano Lotti
LINEA DIRETTA
/ 26
a cura della redazione
/ 32
PANORAMA
NUOVE IDEE PER LA LOGISTICA
di Matteo Marino
Abbiamo
intervistato i vertici
di Asem sull’andamento
del mercato per capire
come si stanno
muovendo: l’azienda sta
accelerando il processo di
sviluppo e
ampliamento della
propria proposta di
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/ 37
AO INCONTRA
SPS IPC DRIVES ITALIA: UNA MARCIA IN PIÙ
di Roberto Maietti
SPS, QUARTA EDIZIONE
/ 44
di Antonella Cattaneo
ATTUALITÀ
LA VISIONE FA LA DIFFERENZA
/ 63
SPECIALE
SISTEMI DI AUTOMAZIONE PER LA CAPTAZIONE,
DISTRIBUZIONE, CONTROLLO, POTABILIZZAZIONE,
DEPURAZIONE DELL’ACQUA
di Ilaria De Poli
FARE IDENTIFICAZIONE PARTENDO
DALLA VISIONE
/ 48
a cura di Antonella Cattaneo
di Ilaria De Poli
OLTRE LE ‘COSE’ C’È L’IOE
di Ilaria De Poli
AUTOMAZIONE E ROBOTICA AD A&T 2014
GIOCO AL RADDOPPIO
di Antonella Pellegrini
di Marco Giudici
/ 52
/ 56
UN PASSO DOPO L’ALTRO, VERSO IL FUTURO
di Ilaria De Poli
63
/ 54
‘EVO’ COME ‘EVOLUTION’
di Ilaria De Poli
LA RIVOLUZIONE DELLA DEPURAZIONE
/ 50
di Massimo Mortarino
/ 58
58
8
/ 60
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
/ 64
AO
sommario
IN QUESTO NUMERO
MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLE
ACQUE COSTIERE DEL SUSSEX
/ 66
92
di Bob Dobson
WDOXY-FUZZY
/ 68
di Giovanni Mappa
· Speciale
Green packaging: il
packaging eco-efficiente
· Rassegna
Sistemi di monitoraggio
e supervisione
· Panorama
Industria alimentare
· Tavola rotonda
La ‘Fabbrica del Futuro’:
soluzioni tecnologiche per
il rilancio del manufacturing
italiano
DEPURAZIONE DEI REFLUI
di Lidia Gilardoni
/ 70
CONNETTIVITÀ ADSL E GPRS/3G
di Martina Moretti
/ 72
IL CONTROLLO DELLA RETE IDRICA
di Paolo Laganà
L’ACQUA E IL SUO AMBIENTE
di Sergio Valletti
/ 74
/ 76
MAZZÈ, TRA MEDIOEVO E MODERNITÀ
IDRAULICHE
/ 78
110
di Mauro Vaccarino
Mail e web di Automazione Oggi
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Gruppo Automazione Oggi su
ACQUA E ARIA: IL CONTROLLO
VIAGGIA SU ETHERNET
/ 82
di Paolo Ellero
COME TELECONTROLLARE L’ACQUEDOTTO
di Simone Giudici
SOLO I VANTAGGI DELL’INNOVAZIONE
di Lù Del Frate
/ 84
/ 88
/ 92
RASSEGNA
MOTION CONTROL
di Andrea Bianchi, Alessandra Pelliconi
/ 110
TAVOLA ROTONDA
TECNOLOGIE MOBILE PER L’AUTOMAZIONE
di Vitaliano Vitale
/ 114
TUTORIAL
OPEN SOURCE E STRUMENTI COLLABORATIVI
di Cristina Paveri
/ 118
PROGETTAZIONE
VINCERE IN PISTA E FUORI
di Lucia Milani
/ 120
EXPO MILANO 2015
MANOVRE DI ‘AVVICINAMENTO’
/ 122
AO VS SPS
IL MANIFATTURIERO EUROPEO E ITALIANO
ALLA RISCOSSA
di Roberto Maietti
10
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
AUTOMAZIONE DOMANI
RIFLESSIONI SUL FUTURO
/ 124
di Matteo Marino
/ 126
AUTOMAZIONE USA
UNA CONVERGENZA CHE ‘FA SQUADRA’
di Gary Mintchell
/ 128
AVVOCATO
LA CONDOTTA ANTISINDACALE
di Cristiano Cominotto, Raffaele Moretti
NEWS
/ 130
a cura della redazione
LE AZIENDE DI QUESTO NUMERO
INSERZIONISTI
/ 14
/ 12
AO Le aziende di questo numero
AZIENDE
TEL./HTTP
ABB
ACIMALL
AFFIDABILITÀ & TECNOLOGIA
AMK DRIVES & CONTROLS
ANOVA STUDI & RICERCHE
ASEM
AUTOMATA
AUTOMATICA
AVANADE ITALY
B&R AUTOMAZIONE INDUSTRIALE
BONFIGLIOLI RIDUTTORI
CAM2
CEI COMITATO ELETTROTECNICO ITALIANO
CISCO SYSTEMS
CLR
COGNEX INTERNATIONAL
COMAU
COMSOL
DANFOSS
DATALOGIC ADC
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MOOG ITALIANA
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92
30
52
93
68
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93
28
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93-132
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37-60
30-66-102-133
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76-131
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B&R AUTOMAZIONE INDUSTRIALE
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9
16
5
121
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DEUTSCHE MESSE
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EFA AUTOMAZIONE
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EPLAN SOFTWARE & SERVICE
77
ESA AUTOMATION
12
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II COPERTINA
FESTO
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GARNET
14
GEFRAN
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HBM ITALIA
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HEIDENHAIN ITALIANA
47
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III COPERTINA
KEB ITALIA
36
KONTRON
45
MAXON MOTOR
61
MESSE FRANKFURT – SPS ITALIA 2014
MONDIAL
NATIONAL INSTRUMENTS
37/38
91
IV COPERTINA
PANASONIC ELECTRIC WORKS
15
PARKER HANNIFIN
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PIXSYS
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PR ELECTRONICS
101
PRIMA ELECTRO
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17
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27
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Sede operativa ed amministrativa: SS. del Sempione 28 - 20017 Rho (MI)
tel: +39 02 4997.1 - fax +39 02 49976573
Direzione
Giampietro Omati Presidente
Antonio Greco Amministratore Delegato
Comitato Tecnico
Evaldo Bartaloni (Clui-Exera), Micaela Caserza Magro (Università di Genova), Paolo Ferrari
(Università di Brescia), Alessandra Flammini (Università di Brescia), Alessandro Gasparetto
(Università di Udine), Stefano Maggi (Politecnico di Milano), Roberto Maietti
(Asso Automazione/Anie), Carlo Marchisio (Anipla), Oscar Milanese (AssoAutomazione),
Paolo Pinceti Università di Genova), Alberto Sibono (Genoa Fieldbus Comp.Centre),
Emiliano Sisinni (Università di Brescia), Vitaliano Vitale (DoubleVi)
Redazione
Antonio Greco Direttore Responsabile
Antonella Cattaneo Caporedattore
antonella.cattaneo@fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.503
Ilaria De Poli Coordinamento Fieldbus & Networks
ilaria.depoli@fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.504
Antonella Pellegrini
antonella.pellegrini@fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.508
Alessandra Pelliconi Segreteria
alessandra.pelliconi@fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.509
Collaboratori: Andrea Bianchi, Cristiano Cominotto, Lù Del Frate, Bob Dobson, Paolo Ellero,
Lidia Gilardoni, Marco Giudici, Simone Giudici, Paolo Laganà, Tiziano Lotti, Giovanni Mappa,
Matteo Marino, Lucia Milani, Gary Mintchell, Martina Moretti, Raffaele Moretti, Massimo
Mortarino, Cristina Paveri, Mauro Vaccarino, Sergio Valletti, Vitaliano Vitale
Grafica e
produzione
Mauro Spolaore Progetto grafico - Impaginazione
mauro.spolaore@fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.568
Franco Tedeschi Coordinamento grafici
franco.tedeschi@fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.569
Alberto Decari Coordinamento DTP
alberto.decari@fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.561
Prontostampa srl Uninominale Zingonia (BG) - Stampa
Nadia Zappa Ufficio Traffico - nadia.zappa@fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.534
Pubblicità
Giuseppe De Gasperis Sales Manager
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International Sales
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Huson European Media
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AO
IL PUNTO
di Stefano Maggi
Addio batterie, arriva
l’energy harvesting
N
el campo dell’efficienza
energetica nuove interessanti prospettive
sono rappresentate
dall’Energy Harvesting.
Si tratta di un processo
che consente di catturare l’energia presente
nell’ambiente, di trasformarla in energia
elettrica e di accumularla mediante appositi dispositivi. Catturare l’energia direttamente dall’ambiente rappresenta
un’eccezionale alternativa all’utilizzo di
batterie, aprendo nuovi orizzonti nel
settore del risparmio energetico e in
quello della salvaguardia dell’ambiente.
È possibile alimentare un dispositivo
elettronico, liberandolo dalla necessità
di essere allacciato a una rete di distribuzione elettrica o di utilizzare delle batterie, garantendo un risparmio in termini
economici e con la possibilità di avere
una fonte di alimentazione gratuita per
tutta la durata dell’applicazione, praticamente senza alcuna manutenzione.
La sfida tecnologica quindi, è quella
di ottenere alimentazione dalle fonti
di energia sempre disponibili nell’ambiente, come la luce, il vento, le differenze di temperatura, le vibrazioni, il
movimento, le onde radio ecc., in modo
da far funzionare un dispositivo elettronico. L’Energy Harvesting, detta anche
Scavenging o Power Harvesting, si occupa proprio di questo, intercettare e
convertire, in livelli utili, l’energia sempre
presente in ogni ambiente. Oggi questi
livelli di energia, a esclusione di quella
solare, sono ancora molto bassi (unitamente all’efficienza di conversione), per
cui non possiamo pensare di alimentare, per esempio, un carico domestico. Infatti si
parla di microwatt (μW) e al massimo di milliwatt (mW), ma grazie al consumo sempre più basso dei circuiti elettronici, questi ordini di grandezza possono essere comunque sufficienti per alimentare apparecchiature portatili, di sicurezza, di controllo,
considerando che i sensori di reti wireless sono stati i primi a essere energeticamente
autonomi in questo senso. Attualmente le fonti più promettenti sono i generatori
piezoelettrici, capaci di convertire il movimento/vibrazione o le fonti sonore, i generatori termoelettrici che sfruttano i gradienti termici e le
già ampiamente sviluppate celle fotovoltaiche, ma si sta
sperimentando anche lo sfruttamento dei campi elettromagnetici con risultati incoraggianti. Sono quindi varie le
fonti di energia ambientali da cui è possibile ricavare un’alimentazione elettrica. Si possono ad esempio sfruttare i flussi
di calore presenti ovunque nell’ambiente: si pensi al calore
disperso dai motori degli autoveicoli, al calore geotermico
contenuto nel sottosuolo, al calore presente nelle acque di raffreddamento in vari
processi industriali ecc… C’è poi tutto il campo dell’energia dalle vibrazioni: elettrodomestici, motori, macchinari industriali, mezzi di trasporto e strutture civili (come
ponti, viadotti o strade) presentano spesso vibrazioni con un livello energetico tale da
rendere interessante una loro conversione in elettricità tramite generatori che possono essere di tipo elettromagnetico, piezoelettrico o elettrostatico. Di conseguenza
il settore industriale rappresenta un’ottima fonte energetica: già oggi diversi sensori
sono auto-alimentati da generatori piezoelettrici che convertono tali vibrazioni in
energia elettrica necessaria alla comunicazione wireless di sensori per la trasmissione
o ricezione di dati o parametri di produzione o controllo. Persino dalle onde radio
dei servizi di telecomunicazione (TV, radio, telefonia mobile) si può pensare di recuperare energia per alimentare sensori di reti wireless. Un altro principale utilizzo di
tali tecnologie è nel settore medico, con la creazione di apparecchiature e sensori
indossabili per il monitoraggio dei parametri fisiologici del paziente, ovviamente in
modo non invasivo e senza disturbare lo svolgimento delle normali attività umane.
Infatti i luoghi in cui trovare energia disponibile in modo continuo non risiedono solo
nell’ambiente, ma possiamo rappresentarli noi stessi. Il corpo umano è un perfetto e
super efficiente generatore ambulante, nel quale il calore dissipato in modo continuo
dalla nostra pelle, il movimento per la gran parte del giorno, il movimento del flusso
sanguigno, della cassa toracica durante il respiro e il battito del cuore (per esempio
durante il sonno), possono essere sorgenti sfruttabili, in pratica costantemente. Infine
è da notare che i recenti sviluppi nelle micro e nano-tecnologie stanno portando alla
realizzazione di dispositivi con dimensioni sempre più ridotte e con la conseguente
riduzione dei consumi energetici, favorendo appunto sistemi di alimentazioni autonomi con queste tecnologie.
Comitato tecnico di Automazione Oggi
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
19
AO
Si può innovare
e produrre in Italia
COPERTINA
ASEM COPERTINA ASEM COPERTINA ASEM COPERTINA A
Asem accelera il processo di sviluppo e ampliamento della propria
proposta di soluzioni di HMI, controllo e teleassistenza e si conferma
protagonista nel mercato dell’automazione industriale
20
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
Iniziativa realizzata in collaborazione con la direzione marketing
A
utomazione Oggi: Qual è stato
secondo voi l’andamento del
mercato italiano dell’automazione industriale nel 2013?
Renzo Guerra, amministratore delegato: L’automazione industriale
made in Italy, dopo il biennio 2010-2011
con crescita a due cifre e la battuta d’arresto
del 2012 con una flessione del giro d’affari
del 7-8%, nel 2013 ha registrato una leggera
contrazione confermando sostanzialmente
i numeri del 2012. Il settore continua a dimostrarsi molto vitale rispetto ad altri grazie
ancora alla buona tenuta delle vendite all’eAsem Headquarters, Artegna (UD)
stero e alla vivacità nelle attività di ricerca
e sviluppo in particolare da parte delle imprese costruttrici di A.O.: E sul fronte degli investimenti?
macchine automatiche. Infatti l’Italia è il quarto paese al mondo Renzo Guerra: Nell’ultimo triennio Asem ha investito in manella produzione di macchine automatiche e robot, secondo in niera rilevante, rispetto alla sua dimensione, in ricerca e sviEuropa dopo la Germania. È uno dei pochi segmenti di mer- luppo, produzione ed internazionalizzazione. Le tecnologie
cato dove l’Italia esprime eccellenza tecnologica e le aziende ‘open & standard’ dell’informazione e della comunicazione
sono in grado di competere a livello mondiale con un’organiz- sono ormai una necessità funzionale e non è più pensabile prozazione di vendita e supporto nei paesi industrializzati ed emer- durre macchine automatiche non integrabili in reti informatigenti. L’unico nostro rammarico è che i costruttori italiani di che più ampie e complesse nelle quali sia possibile condividere
macchine automatiche, anche per la storica mancanza di alter- dati e informazioni. In tal senso la continuità e l’entità degli innative italiane valide, sono abituati ad acquistare i componenti vestimenti in Ricerca & Sviluppo, pari a circa il 10% dei ricavi, la
e i sistemi elettronico/informatici per le funzioni di HMI (Human profonda conoscenza delle piattaforme tecnologiche X86 (PC) e
Machine Interface), controllo e teleassistenza prevalentemente ARM e le assunzioni di nuovi profili professionali nello sviluppo
da fornitori esteri, in particolare tedeschi.
firmware e software, hanno permesso e stanno permettendo
all’azienda di anticipare e soddisfare l’evolversi dei bisogni e
A.O.: E il 2013 di Asem?
delle esigenze dei costruttori di macchine automatiche. Le asRenzo Guerra: Nel 2013 Asem ha registrato una dinamica mi- sunzioni di personale altamente specializzato sono state faciligliore rispetto alla media del settore con una crescita dei ricavi tate anche dall’apertura nel 2012 di una nuova unità locale nel
del 10% rispetto al + 2% registrato nel 2012. I ricavi realizzati, comune di Verona, oltre a quella di Giussano (MB) aperta nel
pari a 18,2 milioni di Euro, rappresentano infatti il miglior ri- 2006, che hanno permesso di ampliare le aree geografiche di
sultato mai realizzato nello specifico mercato, conseguito gra- riferimento per la ricerca del personale. L’organico aziendale ha
zie alle strategie e agli investimenti in ricerca e sviluppo che raggiunto al 31-12-2013 un totale di 132 dipendenti. Per il 2014
hanno permesso alla Società negli ultimi tre anni di proporsi al è prevista l’assunzione di ulteriori otto persone nelle varie aree
mercato non solo come produttore di PC Industriali, ma come della Ricerca & Sviluppo.
una delle poche aziende italiane specializzate nella progettazione e produzione di sistemi integrati per l’HMI, il controllo A.O.: In che senso avete investito nella produzione?
e la teleassistenza.
Renzo Guerra: Asem è oggi una delle poche aziende del set-
INA ASEM COPERTINA ASEM COPERTINA ASEM COPERTINA ASEM COPERTINA ASEM COPERTIN
Renzo Guerra, amministratore delegato Asem
tore che è in grado di gestire in proprio tutte le fasi della produzione. Fino al 2011 per l’attività di assemblaggio e saldatura
delle schede elettroniche dei propri prodotti e sistemi Asem si
era avvalsa della collaborazione di terzisti nazionali (Contract
Manufacturing) ai quali, per evitare rischi e non dipendere dalla
capacità di acquisto di terzi, aveva fornito in conto lavorazione
il 100% dei componenti, richiedendo esclusivamente la fornitura del servizio. Negli ultimi anni, ed in particolare dopo la
crisi del 2008-2009, l’aumento della pressione competitiva e
lo spostamento di diverse produzioni da parte delle aziende
elettroniche italiane in paesi a basso costo del lavoro, hanno
causato un calo dei ricavi e della marginalità dei fornitori del
servizio di assemblaggio e saldatura delle schede, con la conseguenza che diversi hanno avuto difficoltà spesso sfociate in
pesanti ristrutturazioni, delocalizzazione delle attività nei paesi
dell’est e anche in procedure concorsuali, causando notevoli
disagi rispetto alla qualità del servizio e alla continuità dello
stesso. Pertanto, considerata la ‘precaria’ situazione di diversi
fornitori nazionali e le specifiche esigenze aziendali, Asem ha
deciso di modificare la gestione del processo produttivo assemblando in proprio le schede elettroniche. Nel 2011, 2012 e
2013 sono stati investiti oltre 3,5 milioni di euro per l’acquisto e
per l’adeguamento alle proprie produzioni di uno stabilimento
di 3.250 mq nei pressi della sede centrale di Artegna (UD), per
l’acquisto e l’installazione di una linea completa in SMT (Surface Mount Technology), completata anche con l’automatizzazione del processo di assemblaggio dei componenti tradizionali
‘Through All’, e per l’acquisto di camere climatiche e attrezzature specifiche per il burn-in ed il collaudo funzionale di schede
e sistemi. La scelta di assemblare in proprio le schede elettroniche, rispetto alla delocalizzazione delle attività produttive del
settore elettronico registrata negli ultimi 10 anni, è certamente
in controtendenza ma, dopo oltre due anni, i risultati ottenuti
in termini di qualità, affidabilità e flessibilità soddisfano pienamente e confermano la correttezza della scelta, peraltro molto
apprezzata anche dai clienti.
A.O.: A che punto è il vostro processo di internazionalizzazione?
Elia Guerra, responsabile vendite estero: Nel 2013 Asem
ha realizzato sui mercati esteri il 25% dei ricavi, ma è importante segnalare che la quasi totalità dei ricavi sul territorio
nazionale è realizzata su clienti che utilizzano i prodotti e
le soluzioni Asem su macchine automatiche vendute a loro
volta sui mercati esteri. Gli investimenti per lo sviluppo delle
esportazioni dirette sono stati concentrati in particolare sul
mercato tedesco, di gran lunga il più importante in Europa,
con un’organizzazione oggi composta da un Country Manager, due Area Sales Manager e un Application Engineer per le
attività di supporto tecnico pre e post vendita. La presenza di
Asem nel mercato tedesco si sta consolidando anche grazie
alla partecipazione per sette anni consecutivi all’SPS/IPC/Drives di Norimberga, la fiera più importante del settore a livello
mondiale. Recentemente è stata presa la decisione di attuare
una politica di vendita diretta sui costruttori di macchine automatiche anche in Austria, Svizzera e Slovenia. Asem sta infine
consolidando e ampliando il network di distributori in tutti gli
altri Paesi dell’Europa Occidentale e dell’Est, in America Latina
e nei Paesi Arabi.
A.O.: Come va la collaborazione con il Gruppo KEB?
Renzo Guerra: Precedentemente all’ingresso nella compagine societaria di Asem con l’acquisto del 25% delle azioni costituenti il capitale sociale, perfezionato nel giugno 2012, con
il Gruppo KEB esisteva già da qualche anno una collaudata col-
Alimentatore e motherboard All-in-one del Panel PC HT3000
laborazione tecnico - commerciale attraverso la quale erano
emerse la complementarietà delle competenze tecnologiche
delle aziende e al tempo stesso, insieme, la completezza delle
stesse. È evidente che il rapporto societario ha permesso di
approfondire in continuità e in trasparenza il confronto sulle
strategie di sviluppo di nuovi prodotti e soluzioni sui quali si
sta lavorando. Il rafforzamento della collaborazione ha anche
accelerato il progetto di KEB di proporsi al mercato quale “Solution Provider”, integrando la propria proposta con le soluzioni Asem e creando al tempo stesso i presupposti per un
possibile significativo aumento nei prossimi anni dei ricavi di
Asem nei confronti del Gruppo stesso.
A.O.: Quali sono le vostre previsioni per il 2014?
Renzo Guerra: Nel secondo trimestre 2013 a livello mondiale
sono emersi segnali positivi rispetto al processo di normalizzazione dei mercati e di ripresa del commercio. Illustri economisti
ritengono che questi miglioramenti continueranno anche nel
2014 e perciò, considerato anche l’incremento degli ordina-
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
21
AO
COPERTINA
ASEM COPERTINA ASEM COPERTINA ASEM COPERTINA A
La famiglia di Panel PAC LP30-31
tivi registrato dai produttori italiani di macchine automatiche
nell’ultimo trimestre, nel 2014 per l’Automazione Industriale
made in Italy si prevede un incremento del volume d’affari del
4-5%. La crescita sarà trainata ancora dall’export i cui volumi
nel 2014 dovrebbero raggiungere il nuovo record storico del
comparto. È auspicabile che la crescita prevista possa trovare
sostegno, dopo anni di contrazione, anche negli investimenti
domestici, anche se riteniamo che i problemi strutturali che affliggono da tempo il Sistema Italia, in tutte le sue componenti,
non siano risolvibili nel breve periodo e non basti una nuova
Legge Sabatini per rilanciare l’attività manifatturiera. Nel contesto descritto, come Azienda, siamo convinti che anche nel
2014 sapremo sfruttare la solidità patrimoniale e finanziaria
e gli investimenti in ricerca e sviluppo e capacità produttiva
degli ultimi anni, per continuare ad esprimere una dinamica di
crescita migliore rispetto a quella del mercato. Il management
dell’azienda ha infatti predisposto un budget per l’esercizio
2014 che ha come obiettivo una crescita dei ricavi del 20%.
A.O.: Come state affrontando l’evoluzione dei sistemi di
Automazione?
Renato Forza, marketing strategico: Il processo di globalizzazione dei mercati e la pesante crisi economica del biennio
2008/2009 hanno obbligato i
costruttori di macchine automatiche a ridurre i costi e recuperare efficienza con processi
di ristrutturazione che hanno
indebolito anche gli organici
dedicati all’attività di ricerca e
sviluppo. Al tempo stesso si è
modificata anche la domanda
ora caratterizzata da richieste sempre più aggressive in
termini di prezzo, di personalizzazione e di riduzione dei
tempi di consegna. Per l’industria produttrice di macchine
automatiche e automazione
industriale, storicamente conservatrice, è quindi necessario ridurre i tempi di sviluppo e
assumere un atteggiamento innovativo che, a nostro parere,
deve prevedere l’utilizzo di componenti elettronico/informatici sviluppati con tecnologie ‘Open & Standard’, integrati
con strumenti di sviluppo software flessibili e facili da usare. Il
completo dominio delle piattaforme tecnologiche X86 (PC) e
ARM e gli investimenti nello sviluppo delle piattaforme di HMI
“Premium HMI”, di teleassistenza “Ubiquity” e l’accordo con
la tedesca 3S Smart Software Solutions GmbH per il SoftPLC
CoDeSys, sono state determinanti nel processo di accreditamento dell’azienda quale Società specializzata nella vendita
di soluzioni integrate con software e strumenti per lo sviluppo
dello stesso.
In particolare nel 2013 abbiamo lavorato molto per ampliare
la proposta di sistemi PAC (Programmable Automation Controller), controllori compatti e modulari che combinano le caratteristiche di un sistema basato su architettura X86 (PC) o
ARM con quelle di un PLC. L’ottima accoglienza nel mercato
e i buoni risultati conseguiti anche nel 2013 dimostrano che
Asem ha saputo interpretare correttamente le esigenze del
mercato e che i clienti riconoscono nella Società un partner
specializzato, competente e flessibile, in grado di accompagnarli in modo sicuro verso la ‘Open Automation’.
HT5000
H
HT5000 è una nuova famiglia di Panel PC progettata in conformità
ai ‘NEW Asem Standards’ e caratterizzata dalle massime prestazioni, configurabilità ed espandibilità oggi possibili. Sono disponibili
in configurazioni con LCD TFT LED Backlight a 16 milioni di colori
in formato 4/3 (15”), in formato 5/4 (17” e 19”) e in formato
Wide 16/9 (15,6”, 18,5”, 21,5). La mother board all in one è basata sulla
piattaforma Intel Ivy Bridge e processori Celeron Dual Core, Core i3, Core i5 e
Core i7 di terza generazione e sulla stessa è possibile configurare la memoria
di sistema fino a 16GB con 2 moduli Sodimm DDR3 a 1.600 MHz. I sistemi
prevedono due USB 3.0 e due USB 2.0 ad accesso posteriore, un USB 2.0 ad
accesso frontale IP66, tre ethernet 10/100/1000 con supporto funzionalità
‘Jumbo Frame’ e ‘Wake on Lan’, un’interfaccia seriale RS232, uno slot per
CFast Sata II e un’uscita video supplementare VGA o DVI-I ad accesso poste-
22
riore. La mother board prevede inoltre un connettore per l’installazione on
board di una SSD mSata III, due slot mini PCI, sui quali è possibile installare le
schede Asem di networking industriale per il supporto dei fieldbus più diffusi,
e la funzionalità RAID 0.1. All’interno dei sistemi è possibile installare due HDD
o SSD Sata III da 2,5” eventualmente anche su supporti meccanici estraibili
ad accesso posteriore. Sui sistemi è possibile installare opzionalmente su uno
slot proprietario in alternativa tra loro altre due USB 2.0, due seriali RS232, una
seriale RS232/422/485 optoisolata e su un altro slot proprietario una ulteriore
Ethernet 10/100/1.000 o in alternativa uno switch Ethernet a quattro porte.
Opzionalmente nelle versioni S1 e S3 dei sistemi sono disponibili configurazioni
da uno o tre slot (massima configurazione 2 PCI e un PCIexpress x4) per l’installazione di ulteriori board. Gli HT5000 prevedono l’alimentazione a 220/110
VAC o in alternativa a 24VDC.
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INA ASEM COPERTINA ASEM COPERTINA ASEM COPERTINA ASEM COPERTINA ASEM COPERTIN
A.O.: Come avete ampliato la
proposta di PAC?
Renato Forza: Recentemente
Asem ha rilasciato le famiglie
Panel PAC LP30 ed LP31, basate
su processori ARM Cortex A8,
sistema operativo WEC7 e disponibili con i formati di LCD 4/3 e
16/9 da 5,7” a 15,6”. Il consolidato e diffuso SoftPLC CodeSys
(versione 3.5), della società tedesca 3S Smart Software Solutions
GmbH, garantisce l’esecuzione
deterministica della logica di
controllo e la gestione di I/O remoti su fieldbus master Ether- Frontali Multitouch P-CAP
cat, Modbus TCP/IP, Modbus
RTU e CanOpen (LP31). Gli LP30 ed LP31 consentono anche
l’esecuzione contemporanea del software di visualizzazione
Premium HMI e del software per la teleassistenza Ubiquity e
rappresentano la nuova frontiera dei sistemi ‘Ready to Automation’, con un rapporto prezzo/prestazioni estremamente
competitivo. Asem è la prima azienda al mondo a proporre al
mercato sistemi che con una sola CPU (Central Process Unit)
monocore ARM Cortex gestiscono contemporaneamente le
funzioni di SoftPLC, visualizzazione e teleassistenza.
A.O.: Qual è il vostro approccio alla tecnologia Multitouch?
Renato Forza: Sebbene la tecnologia multitouch sia ormai
consolidata nel mercato dell’elettronica di consumo, è ancora
relativamente nuova per il mondo dell’automazione industriale. I costruttori di macchine nel 2013 hanno richiesto le
prime campionature per iniziare a sviluppare le applicazioni
multitouch, percependo i vantaggi di questa tecnologia, comunemente utilizzata su smartphone e tablet, che permette
di migliorare l’interazione con gli operatori e quindi potenzialmente la produttività. Infatti le gesture sono facili da imparare
e veloci da eseguire e consentono di completare un’azione
tre volte più velocemente rispetto all’impiego di tastiere o dispositivi di puntamento. Asem ha presentato a SPS/IPC/Drives
2013 di Norimberga IPC con frontali multitouch P-CAP a quattro tocchi da 15,6”, 18,5” e 21,5” in formato 16/9. I frontali multitouch sono conformi ai New Asem Standard e sono perciò
compatibili e utilizzabili, in alternativa agli altri tipi di frontali,
nelle famiglie di Panel PC HT700, HT2000, HT3000 e HT5000
e negli Industrial Monitor della famiglia MH, garantendo ai
clienti massima flessibilità.
A.O.: Ci sono state evoluzioni delle caratteristiche funzionali della piattaforma software Premium HMI?
Simone Mori, software product manager: Recentemente è
stata rilasciata ufficialmente la piattaforma Premium HMI 4
che, garantendo la totale compatibilità dei progetti realizzati
con Premium HMI 3, ha introdotto un nuovo e potente motore di rendering grafico che supporta le ultime tecnologie di
visualizzazione Microsoft® XAML che consentono la realizzazione di interfacce di HMI tecnologicamente avanzate tipiche
dei dispositivi mobile di ultima generazione. Oltre al supporto
dell’accelerazione grafica hardware, PHMI4 prevede il supporto di 16 milioni di colori per un’ottimale visualizzazione
grafica e dei font e una migliore gestione delle sfumature e
degli effetti di trasparenza. PHMI4 prevede anche una ricca
libreria di oggetti grafici particolarmente curati dal punto di
vista estetico ed ergonomico che consentono lo sviluppo di
progetti di interfaccia utente senza precedenti. La nuova libreria di oggetti grafici Xaml, disponibile per i sistemi operativi
WinCE e Win 32/64, si affianca a quella esistente mantenendo
la piena compatibilità, tanto che l’utente, con un semplice
click del mouse nell’ambiente di sviluppo, può convertire i
progetti esistenti utilizzando i nuovi oggetti grafici senza apportare alcuna modifica, mantenendo eventuali script associati agli oggetti grafici stessi o variabili collegate a proprietà
che cambiano dinamicamente il valore. Le caratteristiche
descritte rendono PHMI4 una piattaforma di HMI unica nel
contesto competitivo e particolarmente interessante perché
consente l’aggiornamento dell’estetica e dell’ergonomia di
progetti già realizzati senza investimenti in nuovi sviluppi e
senza la necessità di ulteriori test dell’applicazione. L’ulteriore
novità assoluta è rappresentata dal fatto che la piattaforma
Premium HMI 4 sarà una delle poche soluzioni disponibili sul
mercato mondiale che permetterà di progettare l’interfaccia
grafica con oggetti Microsoft Xaml in ambiente WinCE. Ci
preme segnalare anche l’arricchimento della piattaforma con
la disponibilità di nuovi Driver (protocolli) di comunicazione,
normalmente non disponibili sui pannelli operatore alternativi a quelli del produttore del PLC e/o dell’Inverter, quali Siemens Simotion, Siemens S7-1200/1500, Omron serie NJ e KEB
DIN66109II.
A.O.: Cos’è esattamente Premium HMI Mobile?
Simone Mori: L’evoluzione delle soluzioni e delle tecnologie
dei device mobile consumer in uso in ogni momento della vita
quotidiana sta influenzando anche l’evoluzione dei prodotti e
le soluzioni per la Factory Automation. Premium HMI Mobile
è una App per i tablet e smartphone iOS e Android, scaricabile
gratuitamente dai rispettivi store, che offre la possibilità di
visualizzare ed interagire con i progetti Premium HMI dando
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
23
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COPERTINA
ASEM COPERTINA ASEM COPERTINA ASEM COPERTINA A
accesso diretto ed immediato, in rete locale wifi, a tutte le
schermate dell’interfaccia utente in esecuzione sul terminale
operatore. Con Premium HMI Mobile è possibile garantire una
continua supervisione ed un controllo più efficace e flessi-
Schermata di Premium HMI 4
bile dei macchinari installati in un insediamento produttivo
direttamente dal factory floor. La nativa predisposizione del
Runtime di Premium HMI per la connessione remota di interfacce web rende la gestione dei progetti su PHMI Mobile indipendente rispetto all’utente locale, che può continuare ad
utilizzare normalmente lo specifico HMI di ogni macchinario.
A.O.: Come si è evoluta la piattaforma software per la teleassistenza Ubiquity.
Maurizio Fumagalli, responsabile sviluppo software e sistemi: L’innovativa piattaforma Ubiquity rappresenta senza
alcun dubbio una soluzione di successo con la quale Asem
sta valorizzando gli investimenti degli ultimi anni e che ha
permesso all’azienda di accreditarsi definitivamente, dopo il
successo riscontrato con la piattaforma Premium HMI, anche
come produttore di software. Il costante confronto con i
clienti e la disponibilità a recepire le loro esigenze hanno permesso, anche nel 2013, di arricchire ed evolvere la piattaforma
dal punto di vista ergonomico, funzionale e di garanzia agli
standard di sicurezza per le comunicazioni su internet. Recentemente è stata infatti rilasciata la versione Ubiquity 3 della
quale sinteticamente evidenziamo, fra le tante, le seguenti
principali novità:
Nuova interfaccia utente: la componente Control Center
presenta un’interfaccia utente con una veste grafica completamente rinnovata e basata sugli standard ‘Modern UI’ di ispirazione Microsoft.
Firewall Integrato: Ubiquity 3 dispone di un firewall integrato
che supporta anche protocolli di tipo diverso dall’IP e che permette il controllo totale del traffico dei pacchetti in transito
sulla VPN proprietaria, ottimizzata per rendere la connessione
con il dispositivo remoto di fatto equivalente ad una connessione tramite switch Ethernet virtuale.
Profilatura e controllo accessi: Ubiquity 3 permette la creazione di un numero illimitato di utenti, gruppi di utenti, gruppi
di dispositivi, ognuno con differenti regole di accesso. Le au-
24
torizzazioni possono essere configurate abilitando e filtrando
l’accesso di ogni utente ai singoli dispositivi remoti. Gli utenti
possono implementare la propria struttura organizzativa
(composta da utenti, amministratori, power-user, terze parti
coinvolte, utenti limitati, ecc.) per raggiungere in modo flessibile e protetto tutti gli impianti nel mondo.
A.O.: Ci risulta che avete anche ampliato l’infrastruttura
server di Ubiquity.
Simone Mori: Sempre con l’obiettivo di fornire un servizio di
eccellenza, l’infrastruttura server di Ubiquity è stata ampliata
ed ora dispone di sei server dislocati in altrettante farm distribuite geograficamente in tutto il mondo: due farm in Europa
(Monaco ed Amsterdam), due sono negli Stati Uniti (costa
est e costa ovest) e due in Asia (Singapore ed Hong Kong).
Il dimensionamento dell’intera
infrastruttura in
termini di banda
passante è tale
da garantire per
ciascun dominio
un numero illimitato di sessioni di
assistenza contemporanee, le
massime prestazioni in qualsiasi
parte del mondo
si trovi il dispositivo da raggiungere senza limiti
di quantità e di
Nuovi Router RK10 ed RK11
traffico. In automatico l’infrastruttura di Ubiquity seleziona e utilizza il server
che in quel momento può garantire le migliori prestazioni
senza necessità di configurare il server stesso e/o selezionare
i dispositivi a cui connettersi.
A.O.: Sembra che l’ idea di integrare negli HMI e PAC entrylevel il software di teleassistenza Ubiquity sia vincente.
Simone Mori: Sicuramente siamo la prima azienda al mondo
che ha integrato negli HMI e PAC entry level ARM based un
software di teleassistenza con la ricchezza di funzioni e unicità
che contraddistinguono la piattaforma Ubiquity. Con questa
decisione riteniamo di aver ‘spiazzato’ alcuni concorrenti che,
da informazioni ufficiose, probabilmente ‘copieranno’ la nostra idea. Non potendo competere in termini di prezzo con i
produttori cinesi di pannelli operatore entry level l’unica strategia alternativa è quella del valore aggiunto.
A.O.: Quali novità nella famiglia dei Router Ubiquity?
Renato Forza: Per ampliare l’offerta nell’ambito delle soluzioni per la teleassistenza, nel primo semestre 2013, è stato
rilasciato l’Ubiquity Router RK10, la soluzione HW + SW che
permette di portare il servizio anche su impianti dove non è
possibile installare il Runtime di Ubiquity, come ad esempio
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
INA ASEM COPERTINA ASEM COPERTINA ASEM COPERTINA ASEM COPERTINA ASEM COPERTIN
macchinari gestiti
esclusivamente
da PLC o dove
l’IPC o il pannello
operatore hanno
un sistema operativo diverso
da Win 32/64 e
WinCE, o in ogni
caso dove non
sia disponibile la
connessione internet. L’ RK10 è
un sistema basato
sul processore
ARM Cortex A8 e
prevede una rete
Ethernet 10/100
Mbps WAN per
la connessione
internet, una
Elia Guerra, responsabile vendite estero rete Ethernet 100
Mbps LAN per la
connessione ai dispositivi di automazione, un’interfaccia seriale RS 232/422/485/MPI optoisolata e una porta USB 2.0. Sul
sistema sono inoltre disponibili un input digitale a 24 V DC
per la chiave di sicurezza che attiva il Router anche a distanza,
un input digitale a 24 V DC per la funzione di reset a distanza,
un’uscita a relay che permette di remotare la segnalazione
‘Ubiquity RK abilitato alla connessione WAN’ e un’uscita a
relay che permette di remotare la segnalazione di ‘servizio di
teleassistenza in corso’. Nel prossimo mese di aprile sarà in
consegna anche l’Ubiquity RK11 che ha le stesse caratteristiche di base dell’RK10 e in più integra il modem 2G/3G/3G+ e
il quadriband Edge/Hspa compatibile con le reti internazionali
dei cellulari.
A.O.: Con Ubiquity state facendo incetta di premi.
Elia Guerra, marketing communications: Infatti nel 2012, con
la collaborazione della Breton S.p.A. costruttore di centri di
lavoro a controllo numerico ad alta velocità e macchine ed
impianti per lavorazioni industriali, la piattaforma Ubiquity
ha conquistato il “Windows Embedded Intelligent Systems
Partner Excellence Award” nella categoria Global Manufacturing, con cui Microsoft premia ogni anno i partner che si sono
particolarmente distinti con l’offerta al mercato di soluzioni
intelligenti e creative che risolvono specifici problemi ai propri clienti. Lo scorso 4 dicembre, al Mercedes-Benz Center di
Milano, la piattaforma Ubiquity ha conquistato il premio come
miglior progetto partecipante all’”Automazione Industriale
Award 2013”, ancora con il case study Asem Ubiquity per Breton S.p.A.. Secondo il parere della giuria, visti i risultati ottenuti
da BRETON S.p.A. con un risparmi in un anno di 400.000 Euro
sulle spese di trasferta e un risparmio sui costi del servizio post
vendita superiore al 30% il progetto rappresenta un ottimo
esempio delle possibilità di applicazione e dei vantaggi offerti
dal controllo remoto. La giuria, al di là delle caratteristiche
Nuova interfaccia utente del Control Center di Ubiquity 3
oggettive di Ubiquity, ha voluto mettere in risalto il fatto che
un’azienda italiana abbia avuto l’idea e la capacità di realizzare
una soluzione innovativa e unica per un mercato competitivo
popolato da molte multinazionali.
A.O.: Quali saranno le novità più importanti del 2014 a livello di prodotti/sistemi?
Renato Forza: Come già anticipato dal nostro amministratore
delegato anche nel 2014 sono previste assunzioni nell’organico della Ricerca e Sviluppo per ampliare e rinnovare la proposta di IPC, HMI, PAC ed evolvere in coerenza con il trend
delle tecnologie di base le soluzioni software esistenti.
In particolare sul fronte degli IPC stiamo rilasciando le nuove
famiglie di Panel e Box PC HT5000/PB5000 (vedi box) ed è in
corso lo sviluppo di una nuova famiglia di Box PC in versione
‘Bookmount’ e una nuova famiglia di PC full IP65 per montaggio a braccio con LCD da 15,6”, 18,5” e 21,5” formato 16/9, che
prevedono l’utilizzo della piattaforma System on Chip Intel
Haswell ULT con processori di quarta generazione Celeron
dualcore e Core i3, i5 e i7, e la piattaforma System on Chip
eKabini di AMD. Sul fronte dei sistemi PAC e di teleassistenza
con processori ARM Cortex A8 e A9, rispetto al passato, Asem
nel 2014 riserverà particolare attenzione al sistema operativo
Linux, in quanto i Silicon Vendor, quali Freescale e Texas, purtroppo hanno abbandonato il supporto del sistema operativo
Microsoft Windows CE in favore di Linux, molto usato nel consumer, anche per evidenti motivi di costo. Linux risponde perfettamente alla filosofia dell’Open & Standard in quanto open
source e GPL (General Public License) e può contare su un’immensa comunità di sviluppo e di test worldwide. Peraltro offre
anche prestazioni adatte alle applicazioni realtime. I sistemi
LP30 e LP31, nelle versioni RT 30 e RT31, sono già disponibili con Linux per clienti che sviluppano proprie applicazioni
e/o utilizzano la versione Linux del SoftPLC e del SoftMotion
CoDeSys. In poche parole il 2014 sarà come sempre un anno
molto impegnativo durante il quale Asem saprà soddisfare i
bisogni dei propri clienti e le aspettative del mercato. In conclusione un saluto a tutti i lettori di Automazione Oggi ed un
invito a visitarci allo stand dell’SPS di Parma dal 20 al 22 maggio, dove avremo il piacere di ospitarVi.
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
di Tiziano Lotti
25
AO LINEA DIRETTA
In breve
Macchine utensili, bene
il quarto trimestre
Crescono gli ordini di macchine utensili nel quarto
trimestre, anche se l’indice medio annuo resta negativo. È quanto emerge dall’indice degli ordini di
macchine utensili elaborato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu-Sistemi per Produrre
(www.ucimu.it)e relativo al quarto trimestre 2013,
che segna un incremento del 4,1% rispetto allo
stesso periodo dell’anno precedente. In particolare,
l’indice degli ordini esteri cresce del 6% rispetto al
periodo settembre-dicembre 2012. L’indice assoluto
risulta sopra la media, ma ciò non è sufficiente a rassicurare i costruttori italiani che rilevano, nel 2013,
un andamento altalenante della raccolta ordinativi,
con un primo e terzo trimestre negativi un secondo
e quarto positivi. Sul fronte interno, l’indice registra
una sostanziale stabilità (+0,2%) rispetto al quarto
trimestre del 2012, per un valore assoluto pari a 86,1,
ancora basso rispetto all’anno base, a conferma della
persistente debolezza del mercato domestico.
Su base annua, invece, l’indice segna un arretramento del 3,2% rispetto alla media dell’anno 2012.
Sul dato pesa principalmente il negativo riscontro
della domanda interna, scesa del 15,8%. D’altra
parte non è stata brillante neanche la performance
ottenuta sul mercato estero (-0,7%) che si è assestata
sul livello dell’anno precedente.
3D User Meeting 2014
Si terrà il 3 e 4 aprile, presso il monastero di Andechs
in Germania, il quarto User Meeting per la documentazione 3D organizzato da CAM2 (www.cam2.it). Gli
utenti e le persone interessate troveranno in questo
contesto una piattaforma ideale per lo scambio d’idee ed esperienze e potranno conoscere le nuove
possibilità applicative, nonché le ultime tendenze
tecnologiche grazie ai numerosi workshop e le relazioni specialistiche. Nel corso dello User Meeting per
la documentazione 3D sarà altresì possibile discutere
con i relatori e gli altri partecipanti, nonché allacciare
rapporti con i numerosi esperti presenti che hanno
riconosciuto il potenziale della documentazione 3D
e che la impiegano per le proprie attività. Oltre alle
relazioni e ai workshop, numerose aziende presenteranno nuove soluzioni hardware e software per la
documentazione 3D.
26
Si chiama Homelab il primo consorzio italiano di imprese per la
domotica: aperto a nuovi imprenditori e idee, ha realizzato un
linguaggio comune per l’automazione della casa
È nato il
linguaggio per
la casa
di Ilaria De Poli
D
i fronte agli spazi che con l’avvento prepotente dei nuovi
media, web e social network,
si ‘digitalizzano’, i prodotti oggi
non sono più semplici oggetti
fisici, bensì sono ‘digitali’ anch’essi, contenitori dinamici e flessibili, e con essi deve
trasformarsi anche la casa: “Se pensiamo
che entro il 2020 saranno circa 80 miliardi
le apparecchiature connesse
in rete e 5 miliardi gli utenti
del web, come alcune stime
lasciano intendere, non possiamo pensare di continuare
a costruire elettrodomestici
accontentandoci di aumentarne la classe di efficienza”
ha sottolineato Andrea Merloni, presidente di Homelab
(www.homelabitaly.com), il
Consorzio italiano di ricerca sulla domotica
nato nell’aprile 2011 dalla volontà di alcune
aziende lungimiranti: Ariston Thermo, BTicino (da gennaio 2012), Gruppo Elica, Indesit Company, Loccioni, MR&D Institute,
Spes, Teuco Guzzini e Università Politecnica delle Marche. “Oggi, nell’era dei ‘nativi
digitali’, l’interconnessione è entrata a far
parte del vivere quotidiano e questo non
possiamo ignorarlo: ci si aspetta che mandando un ‘tweet’ si accenda in casa una
lampadina blu, o rossa, o arcobaleno in
base a chi ha mandato il messaggio, magari scaricando il colore da una qualche
app nella cloud. Così i nostri utenti possono pensare di comprare una lavatrice
in classe A++ se devono cambiarla, ma
non cambieranno la loro vecchia lavatrice per comprarne una in A++ e risparmiare qualche decina di euro all’anno in
bolletta”. È dunque il pubblico a chiedere
di più: l’avvento della vera ‘automazione
domestica’, con gli apparati di casa che
interagiscono fra loro e reagiscono agli
ordini impartiti dal padrone di casa senza
bisogno di interventi esterni, di costose
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
installazioni, di reti complesse o di programmazioni da esperti di elettronica.
“Collegando la lavatrice alla rete di casa,
questa deve dialogare con tutti gli altri
apparati presenti in modo totalmente
trasparente all’utente, ma questo è possibile solo se tutti parlano lo stesso linguaggio” ha precisato Merloni. È questo
dunque l’obiettivo di Homelab: la ricerca
e lo sviluppo di prodotti
e servizi per l’efficienza
energetica, il telecontrollo
e l’automazione domestica
attraverso la definizione di
uno standard di comunicazione condiviso tra tutti i
prodotti e servizi all’interno
della casa. La lingua scelta
da Homelab per consentire questo dialogo è Open
Web Net: “È una sorta di ‘grammatica’,
disponibile, semplice e accessibile a tutti
laddove prima esistevano protocolli o
troppo chiusi o troppo costosi, grazie alla
quale oggi dialogano un primo gruppo
di prodotti dei fornitori aderenti al consorzio, dal frigorifero al forno, dal piano
cottura alla cappa, dalla lavabiancheria
all’illuminazione, dal riscaldamento fino
ai sistemi di gestione, comfort e sicurezza” ha puntualizzato Merloni. L’intersezione fra mondo fisico e mondo digitale
porta un’inevitabile trasformazione della
realtà e in un futuro non troppo lontano
vedremo cambiare anche lo spazio abitativo e il modo in cui ne fruiamo. Come è
accaduto nell’area demo di Indesit Company a Milano, dunque, il forno suggerirà
la ricetta della cena in base ai prodotti,
muniti di apposito tag, che il frigorifero gli
‘dirà’ di contenere; la porta di aprirà senza
chiavi all’avvicinarsi del proprietario; le luci
si accenderanno secondo lo scenario prescelto; la lavatrice abbasserà i giri di centrifuga per assecondare il ‘relax’ : da utenti
non vediamo l’ora che questo accada!
AO LINEA DIRETTA
In breve
In Italia l’energia diventa
smart
La Smart Polygeneration Microgrid (SPM), realizzata presso il Campus universitario di Savona, è il
primo esempio di microrete energetica intelligente
in Italia, progettata dall’Università di Genova e
sviluppata da Siemens (www.siemens.it), e rappresenta un vero e proprio laboratorio per sperimentare la smart city, in futuro replicabile su più
ampia scala. La micro grid di Savona è smart, perché in grado di gestire in modo efficiente l’energia
prodotta al suo interno, bilanciando generazione
e carichi con conseguenti risparmi economici e
riducendo l’impatto ambientale dal punto di vista
delle emissioni di CO2.Paragonabile a un quartiere
cittadino con funzioni urbanistiche differenziate, il
Campus è ora quasi completamente autonomo per
consumi elettrici e riscaldamento. Questo risultato è
ottenuto grazie al collegamento di diversi impianti
di generazione, rinnovabili e ad alta efficienza, governati da un software centrale, per una capacità
complessiva di 250 kW elettrici e 300 kW termici.
“Dal 2011 investiamo nelle tecnologie per lo sviluppo delle smart grid, tassello fondamentale per
costruire la città del futuro. Il lavoro portato avanti
negli ultimi anni dal team di ingegneri di Milano ci
ha permesso di maturare esperienze e know-how
importanti. Per questo la nostra casa madre ha deciso che fosse proprio l’Italia il centro di competenza
mondiale sullo sviluppo di soluzioni per la gestione
dell’infrastruttura di ricarica dei veicoli elettrici”
dice Federico Golla, presidente e amministratore
delegato di Siemens Italia. “Una gestione dell’energia intelligente è il presupposto per mettere al
sicuro la nostra rete nazionale, ridurre gli sprechi
e in ultima analisi abbassare i costi della bolletta”.
Ricordiamo che Federico Golla è stato recentemente
nominato presidente del Consiglio di Amministrazione di Siemens SpA. Il CdA lo ha inoltre confermato nella carica di amministratore delegato.
Linee guida sull’efficienza
energetica nei data center
La guida tecnica CEI 315-8, redatta dal CT 315 del
CEI (www.ceiweb.it), ha l’obiettivo di fornire una
serie di informazioni e di raccomandazioni utili a
individuare interventi di miglioramento dell’efficienza energetica di un data center e di proporre
uno schema di valutazione della sua prestazione
energetica, che consente di ricavare un indice di
merito sintetico e di individuare le aree di intervento prioritario.
La guida è destinata ai proprietari e gestori di
data center, in particolare di piccole e medie dimensioni, ma si rivolge anche a tutti coloro che si
trovano ad affrontare il tema dell’efficienza energetica di un data center.
28
Ad Automatica sarà presente il panorama tecnologico completo
della robotica e dell’automazione. Protagonista di spicco sarà la
visione industriale
Automatica 2014,
ecco le
anticipazioni
di Antonella Pellegrini
S
i svolgerà dal 3 al 6 giugno 2014,
a Monaco di Baviera, la prossima
edizione di Automatica (www.
automatica-munich.com). Alla
manifestazione fieristica, che
si svolge con cadenza biennale, sarà
presente il panorama tecnologico completo della robotica e dell’automazione.
Produttori e utilizzatori di tecnologie di
assemblaggio, manipolazione e movimentazione, robotica e sistemi di visione utilizzeranno questa importante
piattaforma business-to-business per
presentare tutte le novità che faranno
tendenza negli anni a venire. Ad Automatica 2014 sarà presente per la prima
volta: un salone espositivo di robotica
industriale e robotica di servizio professionale, tutto sotto lo stesso tetto. Il focus
saranno prodotti finali e componenti
acquistabili in commercio come beni di
investimento. La novità di quest’anno,
ben rappresentata dallo slogan ‘One
Stop - Three Shows’, riguarda la contemporaneità dello svolgimento dei saloni
Automatica, Maintain e la fiera Intersolar
Europe. La visione industriale sarà una
indiscussa protagonista: hardware e
software con prestazioni crescenti, telecamere ad alta velocità, capacità di calcolo più elevate, nuove interfacce e altri
fattori stanno aprendo nuovi ambiti applicativi all’automazione. Ad Automatica
saranno presentate tutte le ultime novità
in materia di componenti e soluzioni
complete, con particolare attenzione agli
impieghi industriali. “Il 2013 ha visto un
incremento del giro d’affari dell’industria
tedesca della visione industriale attorno
al 5%” afferma Patrick Schwarzkopf, direttore della sezione visione industriale
della Vdma “per un valore complessivo
di 1,6 miliardi di euro. I motori della crescita sono l’incremento della domanda
dal Nord America e dall’Asia e la ricerca
di sempre maggiore efficienza e qualità
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
da parte delle imprese produttrici, alle
quali la visione industriale apre continuamente nuovi orizzonti applicativi”.
Fra i temi attesi con grande interesse
spiccano sicuramente, nell’ambito delle
telecamere, le rivalità fra visione 2D e 3D,
sensori Cmos e CCD, telecamere smart e
sistemi basati su PC. Un altro elemento
chiave della visione industriale sono le
smart camera, le telecamere intelligenti
che acquisiscono le immagini e, grazie a
processori a bordo, provvedono anche
all’elaborazione dei dati. Gli espositori
presenti ad Automatica mostreranno
il progresso nella miniaturizzazione di
componenti high-tech e le applicazioni
che si possono realizzare oggi con telecamere sempre più piccole e potenti. Per
sfruttare le grandi capacità dei moderni
sistemi di visione con risoluzioni fino a
16 Megapixel e oltre servono interfacce
in grado di trasferire enormi quantità di
dati in tempi rapidi. In questo senso, la
tecnologia USB 3.0 potrebbe affermarsi
come principale interfaccia ad alta capacità. Con 5 GBit/s lordi e 400 MByte/s
netti, le porte USB 3.0 sono circa 3,5
volte più veloci dello standard GigabitEthernet. Questa interfaccia ultraveloce
diventerà così il fattore abilitante per
nuove applicazioni sofisticate.
IN TEMPI INCERTI LA SICUREZZA DELLA PRODUZIONE
È ANCORA PIÙ IMPORTANTE.
SICK espone presso il Pad. 03 Stand C002
4XDQGRO·RELHWWLYRqODSURGXWWLYLWjGHJOLLPSLDQWLLQGXVWULDOLLWHFQLFLQRQVLDIÀGDQRDOSURSULRLVWLQWRPDULFRUURQR
alle soluzioni offerte dai sensori SICK, che garantiscono processi senza intoppi, evitano costose avarie e fermi
macchina, riducono i tempi di collaudo e prevengono incidenti e danni alle persone. Tutto ciò in ogni settore
GHOO·DXWRPD]LRQHLQGXVWULDOH*UD]LHDEDUULHUHIRWRHOHWWULFKHVHQVRULGLSURVVLPLWjSHULÁXLGLGLGLVWDQ]DRWWLFL
scanner, dispositivi di protezione optoelettronici e ai servizi SICK, quando si tratta della sicurezza della produzione, tutto il mondo ricorre allo spirito innovativo ed ingegneristico SICK. Noi la troviamo una scelta intelligente.
AO LINEA DIRETTA
In breve
Mitsubishi Electric collabora
con le Università italiane
Per il secondo anno consecutivo Mitsubishi Electric (it3a.mitsubishielectric.com) prosegue il proprio
progetto di collaborazione con le università italiane
sostenendo l’ampio programma di incontri promosso da Anipla tra aziende e studenti universitari
interessati, in particolare, a una carriera nel settore
dell’automazione. Il programma prevede quattro
appuntamenti dal titolo ‘Automazione: la figura
professionale dell’ingegnere’. Dopo il primo incontro, che si è svolto il 13 febbraio presso all’Università
degli Studi di Brescia, seguiranno altri incontri il 25
marzo all’Istituto Opere Sociali Don Bosco Salesiani
di Milano (‘Automazione: la figura professionale del
diplomato’), il 15 aprile all’Università degli Studi di
Parma e il 28 maggio all’ateneo di Bologna. Sempre
nell’ambito del programma di collaborazione con le
Università italiane, Mitsubishi Electric, già sostenitore
del Politecnico di Milano nel 2013, prosegue anche
quest’anno nell’organizzazione di eventi di Employer Branding dedicati ai futuri laureati, tra i quali la
partecipazione a ‘Progetta il tuo futuro: settore industriale’ il prossimo 19 e 20 marzo presso il Campus Bovisa - La Masa. All’evento sarà presente un referente
risorse umane, che raccoglierà eventuali candidature
in linea con le posizioni aperte in Mitsubishi Electric.
59 nuovi ingegneri assunti
da Comau
Il modello formativo che propone uno stretto rapporto tra didattica di eccellenza e mondo industriale
funziona. Lo dimostra l’ottima ricaduta occupazionale e la continuità nel tempo di un’esperienza
come quella del Master in apprendistato realizzato
in collaborazione tra Politecnico di Torino e
Comau (www.comau.com). Sono infatti 59 i nuovi
apprendisti d’eccellenza in arrivo da tutto il mondo
che Comau ha assunto in tre anni con questa formula. Il Master, finanziato dalla Regione Piemonte,
è un percorso di formazione e lavoro che punta ad
attrarre e selezionare i migliori laureati in ingegneria, provenienti da università italiane ed estere, per
poterli specializzare nel campo dell’automazione
industriale, assumendoli al contempo attraverso un
contratto di alto apprendistato della durata di due
anni. Il percorso formativo, condotto totalmente in
lingua inglese, prevede nel primo anno 540 ore di
lezione, di cui una parte tenute da manager Comau,
e nel secondo anno 660 ore dedicate a un project
work in azienda.
A dimostrare il successo di questa iniziativa è anche il
numero crescente, negli anni, dei giovani ingegneri
inseriti in azienda: sono 15 i ragazzi che hanno partecipato alla prima edizione, 19 gli studenti che sono
giunti al secondo anno e ben 25 i giovani che hanno
appena iniziato la nuova edizione del Master.
30
I dati di preconsuntivo rilasciati da Acimall mostrano i segni di
una stagione ancora difficile. Ci si aspetta una leggera tendenza
verso l’alto, anche se non si tratterà di una vera e propria ripresa
Acimall, la
ripresa si fa
attendere
N
on è ancora il momento della
ripresa. Il 2013, infatti, non è
stato un anno ricco di soddisfazioni secondo quanto
emerge dai dati preconsuntivo sull’andamento delle tecnologie
italiane per il legno e i suoi derivati,
elaborati dall’Ufficio studi di Acimall
(www.acimall.com), l’Associazione confindustriale di settore. Un settore che
mostra, purtroppo, i segni di una stagione economica difficile e che negli
ultimi sei anni ha registrato una contrazione del 30% del proprio fatturato. La
produzione, attestatasi a quota 1.481
milioni di euro, ha segnato un calo rispetto all’anno precedente. I motivi
sono da ricercare in un mercato interno
che non mostra particolari sussulti o motivi di soddisfazione.
Le esportazioni perdono un ulteriore
8,1% rispetto al 2012 (nel 2012 la contrazione rispetto al 2011 fu dell’8%), a causa
della minore attenzione verso il nostro
prodotto dei mercati a noi più vicini,
Germania, Francia, Spagna e Portogallo
in primis. Le esportazioni verso l’Europa,
infatti, si sono notevolmente ridimensionate negli ultimi anni e non sono
bastati i ‘soddisfacenti’ risultati registrati
nei mercati emergenti a compensare
questa dinamica, anche se Cina, Brasile,
Canada, Usa, Messico si sono dimostrate
buone destinazioni per le nostre tecnologie. Le importazioni
crescono del 10,5%
(più 144 milioni di euro
in termini assoluti), grazie alle vendite messe
a segno nel nostro
Paese soprattutto dai
competitor tedeschi
e cinesi. I primi detengono una quota del
50% del totale delle
importazioni, in gran
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
di Laura Galli
parte verso la fascia alta del mercato; il
made in China (circa il 25% dell’import
italiano di settore) comprende soluzioni
a basso contenuto tecnologico o componenti e soluzioni in transito per altre
destinazioni. “Come sempre è estremamente difficile poter prevedere cosa accadrà nei prossimi dodici mesi” afferma
Dario Corbetta, neo direttore di Acimall
e da molti anni responsabile dell’Ufficio studi. “Sono molti gli elementi che
possono influire sulle dinamiche di un
settore, anche se di dimensioni contenute come il nostro. Ci attendiamo una
leggera tendenza verso l’alto di tutti gli
indicatori, anche se purtroppo difficilmente si potrà parlare di una vera e propria ripresa”. Ancora una volta i flussi verso l’estero
giocheranno un ruolo decisivo per un
settore dove la propensione all’export
è oramai superiore all’80% e prosegue:
“Se le aziende italiane avranno la forza
per aggredire alcuni contesti utilizzando
forme di internazionalizzazione innovative e cercando forme di cooperazione
tecniche e commerciali, potremo parlare di un settore in crescita”.
Per una vera e propria crescita del mercato domestico ci vorrà tempo: “Siamo
ancora alle prese con una crisi della
domanda che potrà essere risolta solo
a patto di provvedimenti forti a livello
macroeconomico” conclude Corbetta.
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AO PANORAMA
di Matteo Marino
Nuove idee
per la logistica
Da dieci anni la capacità innovativa dell’Italia si è espressa
con un progetto particolarmente innovativo per concorrere a
risolvere il problema dei trasporti di merci sulle medie e lunghe
percorrenze. Ancora oggi, nonostante il tam tam sui media, non
se ne riesce a vedere il concreto utilizzo se non di tipo
prototipale. Ma cambiare si può, basta volerlo
P
er il trasporto di persone il numero di auto in Italia è passato
da ventiquattro milioni nel 1986
a più di trentasette milioni di
oggi. Il numero di autovetture
ogni cento abitanti sul nostro suolo sfiora
le sessanta unità contro una media europea di circa due terzi rispetto a quella
italiana. Il traffico cittadino è diventato
soffocante negli ultimi anni. Questo feno-
meno è particolarmente evidente nei Paesi
emergenti ma anche i numeri dell’Italia
non possono lasciare indifferenti. Se prendiamo ad esempio la capitale, che registra
la maggior intensità di traffico del Paese,
si può facilmente verificare come ogni abitante perda almeno undici giorni in media
all’anno in coda. Se, invece, facciamo riferimento agli incidenti stradali e al relativo
impatto sociale ed economico sulla collet-
tività, emergono numeri sconcertanti. Gli
incidenti stradali importanti annui in Italia,
nonostante il numero sia progressivamente
in calo, è di circa 185.000 con un numero di
vittime di circa 3.600 e oltre 260.000 feriti.
Di fronte a questi aspetti della mobilità
automobilistica del trasporto di persone è
evidente come sia necessaria un’innovazione radicale dei trasporti che passi anche
da invenzioni dal carattere nazionale che si
Datalogic
A
bbiamo posto alcune domande relative al settore della logistica a
Gian Paolo Fedrigo, CEO di Datalogic Automation, e a Francesco
Montanari, vice president and general manager Mobile Computing
di Datalogic ADC:
Di cosa avrebbe bisogno oggi il settore della logistica e dei
trasporti per poter cambiare pelle adattandosi così a una condizione che
ormai sembra essere permanente nel nostro Paese?
Gian Paolo Fedrigo - In uno scenario tecnologico in rapida evoluzione diventa
fondamentale investire in innovazione e utilizzare tutti gli strumenti più idonei per
controllare i propri processi e ottimizzare i costi. Datalogic è da sempre impegnata nel trovare le migliori soluzioni tecnologiche per i propri partner e clienti,
anche grazie a consistenti investimenti in R&D.
Francesco Montanari - Quello che consente alle aziende che operano nel
settore logistico di competere sul mercato è un servizio efficiente a un costo adeguato. Per farlo, la risposta è una sola e valida ormai da molti anni: la tecnologia.
Per garantire efficienza e velocità sono necessari strumenti tecnologicamente
avanzati, gli unici in grado di monitorare e comunicare dati e informazioni corrette
in tempo reale.
La capacità di fare innovazione di business, oltre che tecnologica, costituisce probabilmente oggi uno dei maggiori punti di forza del nostro
Paese. La sua azienda come ha affrontato il tema?
32
Gian Paolo Fedrigo - Il settore della
logistica sta subendo profondi cambiamenti e gli addetti ai lavori devono
adeguare il loro servizio rendendolo
ancora più preciso e accurato. Da
qui la necessità di utilizzare strumenti flessibili e standardizzati, che
consentano di migliorare i processi.
In quest’ottica Datalogic offre una
gamma completa e innovativa di prodotti per la logistica, come le soluzioni
tecnologiche per l’identificazione dei
colli. Ne è un esempio il dimensionatore DIM3610, in grado di offrire
prestazioni ottimali per la misurazione
Gian Paolo Fedrigo, CEO di
Datalogic Automation
automatica di lunghezza, larghezza e
altezza di oggetti, pacchi e pacchetti
all’interno dei centri di distribuzione. Il DIM3610, garantendo stime molto
precise e accurate, ottimizza le operazioni di carico dei mezzi e la conseguente
pianificazione dei percorsi di consegna. Oggi le soluzioni di Auto ID vanno
ben oltre il codice a barre, avvicinandosi sempre più al data intelligence. Le
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
stante ci siano interessanti iniziative, nel nostro
Paese pieno di contraddizioni l’argomento è ancora un tabù. Qualcuno
però ha già sperimentato delle buone idee
per concorrere a limitare
i problemi. Verrebbe,
quindi, da chiedersi retoricamente perché non
riusciamo a metterle in
pratica?
Pipenet
Il nuovo sistema di trasporto di merci, studiato
Il progetto Pipenet potrebbe avere dei costi di realizzazione sensibilmente inferiori a quelli per le
da Ansaldo Breda in colinfrastrutture tradizionali
laborazione con i docenti
Franco Cotana e Federico
spera non lascino indifferenti i nostri deci- Mentre quello a breve distanza probabil- Rossi della Università di Perugia già oltre
sori. Se oltre agli aspetti macroscopici sul mente sarà a lungo di dominio incontra- dieci anni fa, è costituito da una rete di contrasporto delle persone ci si sofferma anche stato dei mezzi su gomma, quello a lunga dotti speciali che permettono il trasporto di
su qualche dettaglio del trasporto merci, si distanza, invece, è uno veri misteri italici. merci a elevata velocità, con ridotti consumi
può constatare un problema forse ancor Nonostante in Europa continua l’ineso- energetici. Pipenet, che richiama il principio
più grave e di difficile risoluzione tanto da rabile potenziamento delle vie d’acqua, della posta pneumatica, è in grado di trarappresentare uno dei nodi fondamentali l’Italia, dotata di due canali naturali come sportare merce nei condotti all’interno di
sia sotto l’aspetto logistico sia dal punto di il Tirreno e l’Adriatico, si sta affannando appositi contenitori o capsule con carattevista della sicurezza e dell’inquinamento.
ancora a percorrere lo stivale con i mezzi ristiche specifiche che conferiscono la posIl trasporto merci si distingue per la lunga, pesanti.
sibilità di poter viaggiare con limitato attrito
la media (tra i 200 e i 500 km) e la breve Se si parla, invece, di media percorrenza e a velocità molto elevate.
distanza (meno di 200 km) di percorrenza. si può facilmente constatare come, nono- La propulsione delle capsule può essere rea-
camere e i sistemi di visione di ultima
generazione offrono funzioni avanzate
di acquisizione immagini e integrano
operazioni di dimensionamento e
misurazione del volume delle merci,
oltre che di monitoraggio delle condizioni: tutti fattori fondamentali per
garantire la consegna dei prodotti nel
posto giusto, al momento giusto, in
modo sicuro, efficiente ed economico.
Francesco Montanari - I cambiamenti più importanti sono avvenuti
sicuramente nella standardizzazione
dei processi. Oggi la tecnologia consente di avere comunicazioni radio
Francesco Montanari, vice
president and general
in tempo reale, che facilitano la tracmanager Mobile Computing di
ciabilità degli oggetti, delle persone
Datalogic ADC
e dei mezzi di trasporto. Questo tipo
di operatività richiede il recupero e
la gestione delle informazioni in maniera efficiente. Servono perciò sistemi di
identificazione automatica, basati sull’acquisizione dei codici a barre lineari o
bidimensionali, che siano tecnologicamente performanti. E per questo entrano
in campo aziende come Datalogic, in grado di fornire prodotti all’avanguardia
e con le caratteristiche richieste dagli operatori della logistica, tra cui la robustezza per resistere agli urti e alle diverse temperature. Solo per fare qualche
esempio, il Falcon X3 e lo Skorpio X3 sono considerati dal mercato come
mobile computer di grande successo, estremamente utili per ottimizzare i
processi aziendali nel settore T&L.
Anche l’ultimo nato nel campo dei device tascabili, il PDA Lynx, grazie al fattore
di forma user friendly simile a uno smartphone, ma con in più le caratteristiche di robustezza e affidabilità di un prodotto per uso professionale, assicura
risultati eccellenti nella gestione delle operazioni logistiche.
Se potesse rivolgersi al settore della logistica e dei trasporti cosa
chiederebbe per generare una azione sinergica e collaborativa per
essere più resistenti di fronte alla crisi?
Gian Paolo Fedrigo - Affinché il settore logistico cresca è necessario iniziare
a considerare la tecnologia come uno strumento utile, da sostenere non solo
con investimenti, ma soprattutto con norme che ne facilitino l’applicazione.
Francesco Montanari - La logistica è un’attività globalizzata e quindi chi
opera in questo settore deve obbligatoriamente pensare e operare a livello
internazionale percependo le ultime tendenze del mercato in una dimensione
complessiva.
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
33
AO PANORAMA
lizzata per mezzo di motori lineari sincroni
e il sostentamento e la guida attraverso
innovativi sistemi a sublimazione e levitazione magnetica. La rete di tubi potrebbe
sostenere il collegamento e la interconnessione fisica tra siti in cui vi sia l’esigenza di
ricevere o spedire merce. In linea di principio potrebbero essere connesse le singole
abitazioni, i centri commerciali, qualunque
tipo di punto vendita e/o di distribuzione, le
fabbriche, gli uffici, magazzini centralizzati
con forniture ‘just in time’, farmacie, ospedali ecc. Il sistema, oltre all’elevata velocità,
al basso impatto ambientale (atmosferico e
acustico) e alla flessibilità, è concepibile in
modo scalare per crescere con gradualità
partendo con connessioni B2B (Business to
Business) tra siti industriali arrivando al B2C
(Business to Consumer) o C2C (Consumer
to Consumer).
Il progetto Pipenet,
già presentato alla
conferenza europea
sul futuro dei trasporti,
potrebbe avere dei costi di realizzazione,
successivamente alle fasi di start up, sensibilmente inferiori a quelli per le infrastrutture tradizionali attestandosi a circa
un milione di euro al chilometro. Quinto
sistema dei trasporti, dopo quello stradale,
marittimo, ferroviario e aereo, potrebbe
nel giro di pochi anni sostituire tracciati
standard per i collegamenti transnazionali
riducendo, oltre ai tempi di percorrenza
dello scambio delle merci, anche i rischi di
incidenti ai danni di persone e cose e i costi
specifici del trasporto.
Tecnica
I collegamenti, costituiti sostanzialmente
da tubi di diametro inferiore a un metro,
possono essere realizzati in affiancamento
a opere già esistenti riutilizzando infrastrutture già praticate come tracciati stradali,
ferroviari, ponti e gallerie oltre che sfruttare
la posa sottomarina che in Italia potrebbe
portare a svariati vantaggi per collegare le
principali città come Trieste, Ancona, Bari,
Palermo, Napoli, Roma, Genova ecc.
In qualunque luogo, in pochi minuti,
anche da centinaia di chilometri di distanza, sarà possibile recapitare pacchi
postali, generi alimentari, capi di abbiglia-
34
La rete di tubi potrebbe sostenere il
collegamento e la interconnessione fisica tra siti
in cui vi sia l’esigenza di ricevere o spedire merce
mento, semilavorati, pezzi di ricambio,
medicinali, valori e titoli, rifiuti (raccolta differenziata) ecc. Si potrà ricevere, per esempio, merce fresca in ogni istante, provare un
capo di abbigliamento visto in internet e
poi restituirlo se non adeguato alle aspettative. Grazie alla tecnologia della levitazione
magnetica e al vuoto ottenuto all’interno
del tubo, le capsule potrebbero viaggiare
senza particolari attriti raggiungendo velocità elevatissime (300 km/h per trasporti
urbani bidirezionali, 300 km/h – 1.500 km/h
per trasporti regionali monodirezionali,
oltre i 1.500 km/h per trasporti nazionali
monodirezionali) utilizzando quantitativi
di energia specifici ridotti del 70% rispetto
alla strada, 50% rispetto al trasporto ferroviario e 90% rispetto all’aereo con emissioni di CO2 estremamente ridotte. Nei tubi
viaggiano capsule che possono sostenere
il peso di circa 50 kg e 200 litri di volume
che è il taglio del 70% della merce che
oggi è trasportata sulle reti infrastrutturali
convenzionali. L’80% dei pacchi trasportati
oggi via posta convenzionale non supera i
3 kg di peso e il 75% delle merci che sono
ogni giorno trasportate può essere pallettizzata, trasformata in kit e formati standard
che non superino i 20 kg. Secondo le stime
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
contenute nel progetto, avviato purtroppo
senza effettivi riscontri nella pratica già
dieci anni fa, dirottando le merci sul rivoluzionario sistema, si abbatteranno infatti
del 93% le polveri sottili, dell’80% l’ossido
di azoto e del 19% l’anidride carbonica. Dal
punto di vista acustico, inoltre, la particolarità della tecnologia garantirà un ridotto
inquinamento. Infine, per quanto riguarda
gli incidenti, Pipenet produrrebbe una riduzione media annua di parecchie migliaia
di incidenti. Il sistema Pipenet è in grado
di fornire un’elevata affidabilità legata alla
tecnologia completamente automatica di
propulsione e indirizzamento delle capsule mentre la sicurezza è garantita dalle
modalità di posa in opera, all’autodiagnosi
e al monitoraggio dei parametri di funzionamento in tempo reale. In caso di emergenza o malfunzionamento, l’aria potrà
essere immessa appositamente e in modo
controllato nei condotti al fine di frenare
rapidamente la corsa delle capsule. La rete,
inoltre, permetterebbe percorsi alternativi
in caso di guasto o manutenzione di un
tratto e il sistema di instradamento delle
capsule pianifica fin dalla spedizione il percorso più breve in termini di tempo e può
scegliere percorsi alternativi in base al traffico presente in rete.
È curioso che questa tecnologia si stia sviluppando proprio in Italia dove oltre il 90%
del trasporto merci si muove su gomma per
cui ci si può chiedere senza esitazioni: “cosa
stiamo aspettando a metterla in pratica?”
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AO INCONTRA
SPS IPC DRIVES ITALIA AO INCONTRA SPS IPC DRIVES ITA
AO
SPS IPC Drives Italia:
una marcia in più
AO INCONTRA
SPS IPC DRIVES ITALIA AO INCONTRA SPS IPC DRIVES ITA
Iniziativa realizzata in collaborazione con la direzione marketing
Tutte le novità della fiera di riferimento dell’automazione industriale che
inizia il nuovo anno con una crescita positiva: le adesioni degli espositori
a tre mesi dalla manifestazione già presentano un incremento di oltre il
15%, con una proiezione di crescita finale del 20%
S
PS IPC Drives Italia, la fiera annuale che riunisce
fornitori e produttori del mondo dell’automazione
industriale, si è ormai consolidata come punto di
riferimento nel panorama italiano. L’edizione 2014
della manifestazione, in programma a Parma dal 20
al 22 maggio, sembra proprio avere una marcia in più, distaccando le altre fiere che si sono affacciate alla ribalta del mercato
italiano e superando ogni aspettativa di crescita, tanto è vero
che è concreta la previsione di un incremento del 20% degli
spazi espositivi rispetto all’edizione dell’anno precedente. Una
crescita che ha dell’eccezionale in un contesto di mercato come
quello attuale, ma che non deve stupire vista la cura dei particolari, la varietà dei progetti e gli importanti investimenti in comunicazione e in eventi collaterali che Messe Frankfurt Italia ha
messo in campo per garantire la massima soddisfazione degli
espositori e dei visitatori.
Tra le maggiori novità spicca il ‘Doppio Padiglione’, da
quest’anno infatti la fiera si svolgerà in due padiglioni limitrofi:
il 2 e il 3. I due padiglioni saranno collegati da un’area ‘Open
Lounge’ all’aperto, spazio di relax e meeting point che verrà
popolato da gazebi per la distribuzione di acqua minerale,
caffè, dolci e altri prodotti alimentari, per ribadire la vocazione
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
39
AO
AO INCONTRA
SPS IPC DRIVES ITALIA AO INCONTRA SPS IPC DRIVES I
food dell’area geografica dove si svolge SPS Italia. Entrambi i
padiglioni sono ormai quasi al completo e l’assegnazione degli
spazi sta procedendo alacremente per soddisfare tutte le richieste più recenti. È importante sottolineare che la suddivisione degli espositori sui due padiglioni è stata fatta tenendo
40
nel debito conto un’equa distribuzione delle aziende
dell’Advisory Panel, al fine di rendere l’appetibilità dei
due padiglioni assolutamente equiparabile con una
conseguente fluidità nel flusso dei visitatori in tutte
le aree espositive. Secondo la stessa logica si è operato per la distribuzione delle ‘Aree Speciali’, ovvero
quelle aree espositive caratterizzate da una coerenza
tematica come ‘Linking University’, ‘System Integrator’,
‘Start-up’ e ‘Spin off’...
Il raddoppio non si limita ai padiglioni: anche il ‘fil
rouge’ quest’anno si fa in due. La scorsa edizione di
SPS Italia è stata caratterizzata del focus sul settore
food&beverage, scelta che si è rivelata molto felice e
che ha portato a un incremento del 30% dei visitatori
fra gli end user e addirittura del 37% tra coloro che operano nel settore alimentare. Quest’anno si riconferma
perciò il focus nei confronti del settore food, al quale si
affiancherà però anche il comparto pharma&beauty. La scelta
è legata all’andamento positivo di questi ambiti industriali, che
si distinguono per il livello di innovazione e regolamentazione,
nonché per l’immagine positiva acquisita negli anni anche sui
mercati esteri. Un’occasione non solo per verificare le novità di
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
VES ITALIA AO INCONTRA SPS IPC DRIVES ITALIA AO INCONTRA SPS IPC DRIVES ITALIA AO INCO
Advisory Panel
ABB
Anie Automazione
B&R Automazione Industriale
Beckhoff Automation
Bonfiglioli Mechatronic Drives Solutions
Bosch Rexroth
Eaton
ESA Elettronica
Festo
Gefran
Heidenhain Italiana
Lapp Italia
LTi Italia
Mitsubishi Electric
Omron Electronics
Panasonic Electric Works Italia
Pepperl+Fuchs FA Italia
Phoenix Contact
Pilz Italia
Rittal
Rockwell Automation
Schneider Electric
SEW-Eurodrive
Sick
Siemens
Steute Italia
SPS Italia cresce e raddoppia:
+15% di adesioni a tre mesi
dalla manifestazione.
L’elenco aggiornato degli espositori è
consultabile su www.spsitalia.it
prodotto, ma anche per confrontarsi con soluzioni applicative
che utilizzano le migliori e più moderne tecnologie.
Grazie alle ‘tavole rotonde’ dedicate a questi due settori sarà
possibile assistere al confronto fra i responsabili di automazione
dei principali utilizzatori finali di questi comparti con i rappresentanti delle case fornitrici di componenti e sistemi per l’automazione. Il dibattito prenderà spunto dalle esigenze applicative
dei singoli settori e dalle normative che ne regolano lo sviluppo.
E non finisce tutto qui, cresce infatti il bisogno di conoscere sempre meglio e sempre di più le nuove frontiere del software per
impieghi industriali. Dal CAD al CAE, dal PLM al MES, dalla simulazione alla realtà aumentata, ormai la varietà e complessità dei
software disponibili sul mercato sta aumentando a dismisura.
Spesso le società che offrono questi prodotti non sono ancora
molto note, ma le competenze che sono in grado di mettere in
gioco sono tali da suggerire un adeguato approfondimento.
SPS risponde con il progetto Industrial Software: una vetrina
dedicata sarà la migliore occasione per poter offrire non solo ai
visitatori, ma anche agli altri espositori una panoramica aggiornata dello stato dell’arte in materia. Un’altra interessante novità
è costituita da un’area che ospiterà soluzioni tecnologiche innovative riguardanti, oltre che l’automazione, settori quali quello
delle fonti rinnovabili, dell’e-mobility, della robotica.
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
41
AO
AO INCONTRA
SPS IPC DRIVES ITALIA AO INCONTRA SPS IPC DRIVES I
Questa zona, che si troverà all’esterno, di fronte al padiglione 2,
è stata battezzata ‘La Piazza dell’Innovazione’.
Anche quest’anno avranno luogo, durante la seconda giornata
della manifestazione, delle sessioni convegnistiche di valore
scientifico, che saranno il frutto delle memorie presentate dagli
espositori, vagliate dal Comitato Scientifico, che selezionerà
prima i lavori che potranno essere presentati in fiera. I temi
proposti (‘Tecnologie e sistemi per la meccatronica’, ‘Manutenzione delle macchine’ e ‘Soluzioni per la logistica’) intendono
trattare le problematiche prioritarie per i costruttori di macchine automatiche e per gli utilizzatori finali, molti contributi
riguardano l’ambito prettamente progettuale e proprio per
questo affrontano sempre più direttamente aspetti che sono
a cavallo fra la pura automazione e l’ICT. Per questo motivo, da
gennaio è attivo il blog ‘Conversazioni SPS’, nel quale vengono
trattati temi come Business Intelligence, Internet of Things, Big
Data e Analisi e Simulazione. L’intento è quello di instaurare un
‘filo diretto’ con gli operatori del settore e affrontare con maggiore chiarezza e ampiezza argomenti che sono sulla bocca di
tutti, ma che risultano spesso ancora di difficile comprensione
e utilizzo.
Conversazioni di profilo scientifico sul mondo dell’ICT e
dell’automazione industriale su conversazionisps.com
Come per le passate edizioni anche nel 2014 saranno in evidenza delle aree espositive dedicate alla formazione. Università, istituti tecnici e centri di ricerca saranno presenti nell’area
‘Linking University’.
In agenda
20 maggio - Appuntamento con il Mercato: analisi di un comparto che si distingue per eccellenza tecnologica e predisposizione all’innovazione
21 maggio - Tavola rotonda food&beverage in collaborazione con CibusTEC e FoodPack: approfondimento sulle principali tematiche del settore selezionate
dal Comitato Scientifico
21 maggio - Tecnologie attuali e nascenti; convegni scientifici articolati in tre sessioni: Tecnologie e sistemi per la meccatronica, Manutenzione delle macchine e Soluzioni per la logistica
22 maggio - Tavola rotonda pharma&beauty: focus sull’industria farmaceutica e cosmesi, case history di eccellenze del settore; risorse e soluzioni messe
in campo per incontrare le esigenze produttive
I temi di dettaglio delle Tavole Rotonde verranno definiti dai membri dei nuovi panel, ‘Network End User Food&Beverage’ e ‘Network End User Pharma&Beauty’,
che si incontreranno nel mese di marzo a Milano
42
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
VES ITALIA AO INCONTRA SPS IPC DRIVES ITALIA AO INCONTRA SPS IPC DRIVES ITALIA AO INCO
Confermata anche la partecipazione degli integratori nell’area ‘System Integrator on demand’ per dare la giusta valenza
agli aspetti prettamente applicativi e realizzativi dei sistemi di
controllo e movimentazione.
Infine, prosegue il cammino attraverso le start up e spin off
nell’area ‘Innovation Research’, con la presenza di giovani
aziende portatrici di idee e di soluzioni innovative nel campo
dell’automazione industriale. Una varietà di offerta che, a
completamento di quella tradizionale, offre al visitatore di SPS
IPC Drives Italia la possibilità di accedere allo stato dell’arte
dell’automazione in Italia.
www.spsitalia.it - [email protected] - [email protected]
Continua la collaborazione con Anie Automazione: Forum Meccatronica
A
nie Automazione e Messe Frankfurt sono nuovamente insieme per lanciare una nuova iniziativa.
Dopo il successo di SPS IPC Drives Italia e del Forum Telecontrollo, dal 2014 si parlerà di Forum
Meccatronica, un nuovo format itinerante della durata di una giornata promosso dal Gruppo
Meccatronica di Anie Automazione. La novità riguarda la modalità di confronto fra i fornitori di
tecnologia e i costruttori di macchine sui temi riguardanti le applicazioni motion. Non solamente
relazioni, ma interazioni dirette, grazie alla formula delle tavole rotonde, con i partecipanti al Forum.
L’attività sui social, i questionari su web, le aree di Q&A sul sito dedicato a questo Forum sono la modalità offerta
agli operatori del mercato per esprimere il proprio parere, per porre le proprie domande avendo la garanzia che
troveranno risposta da parte degli esperti durante il Forum. La prima edizione si svolgerà il 24 settembre presso
il Kilometro Rosso a Bergamo. Le aziende del Gruppo Meccatronica: ABB Spa - ABB Sace Division, Answer
Drives, Bonfiglioli Riduttori, Bosch
Rexroth, Danfoss, Emerson Network
Power, ESA Elettronica, E.T.A., Festo, Gefran, Heidenhain Italiana, KEB
Italia, Lapp Italia, Lenze Italia, Mitsubishi Electric Europe B.V., Nidec ASI,
Omron Electronics, Panasonic Electric
Works Italia, Parker Hannifin, Phoenix
Mecano, Rittal, Rockwell Automation,
Schneider Electric, SEW Eurodrive,
Siei Peterlongo electric, Siemens, Sick,
TDE Macno, Wittenstein.
di Roberto Maietti
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
43
AO ATTUALITÀ
di Ilaria De Poli
La visione fa
la differenza
Forte dei risultati
positivi sul mercato
tedesco (+5% nel
2013 da ripetersi
nel 2014) il mondo
della machine
vision propone
soluzioni cruciali
per ottimizzare la
qualità: in vetrina
a Vision 2014
È
un mercato stabilmente in crescita quello tedesco della visione
artificiale e destinato a crescere
ancora, almeno stando alle ultime stime rilasciate dall’associazione tedesca dei costruttori di macchine
Vdma (www.vdma.com/vision) in occasione
dell’incontro stampa organizzato a Francoforte da Messe Stuttgart (www.messestuttgart.de) per presentare la fiera Vision
2014 (www.vision-messe.de). Il comparto
realizzerà un +5% anche nel 2014 dopo
aver chiuso il 2013 con un fatturato pari a
1,5 miliardi di euro (+5% rispetto all’anno
precedente). Grazie infatti alla situazione
positiva degli ordini in Germania il settore
della machine vision fatturerà complessivamente il prossimo anno 1,64 miliardi di
euro, provenienti soprattutto dalle Regioni
nordamericana e asiatica. “Certo siamo ben
lontani dai ritmi di crescita a doppia cifra
cui questo mercato ci aveva abituati in passato” ha commentato Patrick Schwarzkopf,
managing director Machine Vision di Vdma.
“In passato la richiesta di soluzioni di visione
da parte dell’industria era molto forte per
coprire il gap esistente, ora questa ‘sete’
44
Alla conferenza di presentazione di
Vision 2014 a Francoforte hanno
partecipato (da sinistra) Dietmar Ley
di Basler, Olaf Munkelt di MVTec
Software e Vdma, Heiko Frohn
di Vitronic e Patrick Schwarzkopf
di Vdma
di visione è stata soddisfatta. L’industria
riconosce adesso la machine vision come
una tecnologia abilitante per ottimizzare
la qualità della produzione e dei processi,
ma per vedere crescite importanti occorre
guardare in altre direzioni, ossia ai mercati
emergenti di Asia e Nord America e ai settori non industrial, quali il farmaceutico
e l’alimentare, il retail, l’entertainment, la
sorveglianza, la life science e il controllo del
traffico” ha sottolineato quindi Olaf Munkelt, presidente di Vdma e managing director di MVTec Software.
“Non dimentichiamoci poi che in Cina vi
sono 1,3 miliardi di persone, molte appartenenti al ceto medio, che stanno via via
chiedendo prodotti di qualità superiore: i
produttori cinesi che operano localmente
dovranno quindi adeguarsi ai nuovi stan-
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
dard richiesti dal mercato, adottando
soluzioni atte a migliorare la qualità dei
manufatti finali e al contempo a mantenere bassi i prezzi. Saranno costretti loro
malgrado ad automatizzare e questo
aumenterà la richiesta di componenti di
automazione in generale e di visione in
particolare. Oltretutto, il costo del lavoro sta
aumentando gradualmente anche in Asia,
per cui la strada verso l’automazione sarà
presto anche qui l’unica percorribile” ha aggiunto Munkelt. “Le esportazioni verso l’Asia hanno superato quelle dirette all’Europa
per la prima volta nel 2012: il loro volume
è più raddoppiato nel periodo 2008-2012”
ha proseguito Schwarzkopf. “Al contempo,
le esportazioni verso il continente americano sono aumentate del 64%, mentre
il business in Europa si è contratto sensibilmente”. Il ‘destino’ dei protagonisti del
settore è dunque quello di internazionalizzarsi, perché le implementazioni di visione
necessitano supporto ‘on site’. Le realtà del
settore, d’altra parte, sono spesso di natura
familiare e di dimensioni medio-piccole: “Il
‘segreto’ starà nel saper concludere delle
partnership con gli OEM locali” ha sugge-
rito Dietmar Ley, CEO di
Basler. “In questo modo
i produttori europei riusciranno a stringere rapporti con le realtà del
posto, superando le differenze culturali che potrebbero fare da barriera
all’ingresso sul mercato”.
Da qui il ruolo cruciale
delle fiere; in particolare
Vision si è rivelata essere
un evento dal profilo fortemente internazionale:
“Degli oltre 250 espositori presenti alla scorsa
edizione il 40% proveniva da Paesi esteri” ha
confermato Silvia Stoll,
communication manager
di Messe Stuttgart.
Vision 2014 punta a superare la cifra record di 400
espositori
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Le sfide
di domani
Contro l’avanzata ‘asiatica’ le imprese europee
continuano ad avere
dalla loro il know-how e
le competenze maturate
nel tempo, che “possono assicurare un elevato livello di successo delle implementazioni e nella soluzione delle problematiche
dei clienti” ha evidenziato Ley. “Le aziende
del Vecchio Continente hanno infatti conoscenze avanzate un po’ in tutti i campi della
visione artificiale, dall’utilizzo dei componenti ottici più adeguati all’hardware,
alla definizione del software”. Quanto alle
innovazioni tecnologiche, che le principali aziende del settore mostreranno in
anteprima proprio a Vision, “la tendenza è
offrire soluzioni a più elevate prestazioni a
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un costo sempre più competitivo, permettendo la realizzazione di sistemi anche complesse ma user friendly” ha chiarito Ley.
In Europa “la richiesta di maggiore efficienza e la necessità di ridurre i costi costituiranno i principali driver di sviluppo
del mercato, portando all’introduzione
sempre più massiva dell’automazione di
fabbrica e della tecnologia della visione
per aumentare la qualità” ha affermato
Mark Williamson, direttore Corporate Market Development di Stemmer Imaging.
“La notevole contrazione dei costi, inol-
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AO ATTUALITÀ
tre, ha reso le soluzioni di machine vision
maggiormente appetibili anche da parte
di settori non prettamente industriali, tipicamente più ‘poveri’, aprendo nuove aree
di business dove penso vedremo tassi di
incremento anche del 10%”. Concorda Donato Montanari, general manager della
business unit Machine Vision di Datalogic
Automation: “Si pensi a un mercato come
quello del retail: i consumatori stanno diventando sempre più attenti alla qualità dei
prodotti, sia che comprino un’automobile,
sia che facciano la spesa al supermercato:
la tracciabilità di tutta la filiera, dai prodotti
alla catena di fornitura, costituirà in futuro
una delle maggiori sfide del settore” e chi fa
visione artificiale ha anche le competenze
e conoscenze per realizzare soluzioni di
identificazione e tracciabilità. Inoltre, oggi
gran parte dei dati ‘collezionati’ tramite i sistemi di visione viene ‘sprecata’, in quanto
vengono impiegati solo per decidere se un
componente sia qualitativamente in linea
con gli standard oppure da scartare. Nel
mondo dei ‘Big Data’ si tratta di uno spreco
enorme: “Molti dati potrebbero contribuire
efficacemente all’ottimizzazione del processo, per esempio fornendo dei feedback
che possono ridurre gli errori di produzione
o permettendo l’automazione di procedure
che al momento vengono ancora eseguite
manualmente, contenendo al minimo l’intervento dell’operatore che potrebbe così
essere adibito ad altre mansioni” ha ipotizzato Heiko Frohn, managing director di
Vitronic. “Senza contare che le soluzioni di
tracciabilità si possono
Il mercato dell’Elaborazione Industriale dell’Immagine
combinare con quelle
in Germania: fatturato totale (nazionale + export)
di sicurezza per fornire
e previsione (fonte Vdma robotica + automazione)
valore aggiunto sul
prodotto o sul processo”. Ecco dunque
quante aree, ancora
da esplorare, possono
in futuro contribuire
a un ulteriore ‘passo
in avanti’ del mondo
della visione.
Fatturato totale (aziende partecipanti alla ricerca)
del comparto dell’Elaborazione Industriale
dell’Immagine nel 2012 in Germania e nelle regioni
di esportazione
46
Pronti,
partenza…
Vision!
A 11 mesi dal via sono
già circa 240 gli espositori iscritti alla prima
edizione con cadenza
biennale di Vision,
che avrà luogo dal 4
al 6 novembre 2014:
“Contiamo di raggiungere la cifra record
di 400 espositori” ha
affermato fiducioso
Florian Niethammer,
project manager della
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
Fiera. “Alla parte espositiva di Vision si affiancherà un vasto programma collaterale,
tale da fornire valore aggiunto ai visitatori.
Gli ‘Industrial Vision Days’, organizzati con il
patrocinio dell’associazione Vdma - Sezione
elaborazione industriale dell’immagine,
forniranno interessanti spunti ai visitatori.
La mostra speciale ‘Standard internazionali
sull’elaborazione dell’immagine’ intende
invece orientare il pubblico nella folta
‘giungla’ della standardizzazione e sarà
organizzata in collaborazione con la Automated Imaging Association (AIA), la European Machine Vision Association (Emva)
e la Japan Industrial Imaging Association
(Jiia). In questa sede saranno presentati e
discussi i risultati degli sforzi tesi alla standardizzazione del settore dell’elaborazione
dell’immagine intrapresi a livello mondiale.
Per la prima volta in Fiera, poi, verrà dato
ampio spazio al tema IPC (Industrial PC) con
la presenza di uno stand collettivo. Infine,
‘La ricerca incontra l’industria’ sarà il motto
delle giornate Vdma dedicate alla tecnologia: istituti di ricerca e università presenteranno i risultati dei loro progetti e le
possibili applicazioni della visione in nuovi
mercati, spaziando dalle nuove tecnologie
3D ai metodi innovativi per classificare gli
obiettivi, dagli algoritmi ultraveloci dell’elaborazione dell’immagine alle applicazioni
concrete. Verrà anche assegnato il 21° ‘Vision Award’, che premierà le presentazioni
più innovative dal punto di vista tecnologico e applicativo.
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Da cosa si riconosce il senso per la misura?
Per identificare con certezza una persona tra migliaia, basta esaminarle le dita. Ma a cosa bisogna prestare
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Fare identificazione
partendo dalla
visione
Protagonista del mondo
della visione dal 1981,
Cognex punta a offrire una
gamma completa di soluzioni
per l’identificazione ‘con una
marcia in più’
D
opo 33 anni di attività nel
mondo della visione, Cognex può vantare più di un
primato: oltre 1 miliardo di
oggetti controllati con i suoi
sistemi, 850 mila soluzioni vendute, un
fatturato 2013 pari a quasi 400 milioni di
48
dollari: “Attiva dal 1981 Cognex si occupa
oggi di visione a 360°, dall’identificazione
alla calibrazione, all’ispezione e decodifica
di codici” ha sottolineato Giuliano Collodel,
direttore commerciale di Cognex, in occasione del lancio dei nuovi modelli della
serie di lettori portatili industriali DataMan.
“In questi anni l’azienda è
cresciuta molto sia a livello
di personale (conta oggi
1.000 dipendenti) sia di soluzioni. Nei nostri mercati
di riferimento, ossia semiconduttori, factory automation e surface, abbiamo
registrato una crescita costante, dovuta nel 2013
soprattutto alle richieste
provenienti da Asia e Sud
America; ci siamo poi accorti che anche altri settori di business possono
avere interesse a utilizzare
i nostri sistemi, che si rivelano affidabili e resistenti.
La competenza e il knowhow che abbiamo maturato in ambito industriale
DataMan 8050 funziona
con la visione artificiale,
in modo semplice e veloce anche nella
lettura di codici complessi
infatti, possono qui ‘far
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
Giuliano Collodel, direttore
commerciale di Cognex
fare la differenza’ ai nostri prodotti rispetto
a quelli della concorrenza”. Sono proprio la
logica software, l’algoritmo base e la tecnica di lettura, non paragonabile a quella
laser, che differenziano le soluzioni di Cognex e le dotano di ‘una marcia in più’.
Nello specifico, la multinazionale americana
sta puntando a ‘conquistare’ il mondo della
logistica, che per primo potrebbe trarre
grandi vantaggi da una lettura sicura e affidabile dei codici: “Per questo intendiamo
offrire una gamma completa di soluzioni,
anche customizzabili in base alle esigenze
degli OEM che devono accontentare i
grandi operatori logistici loro clienti. Questo garantendo sempre una percentuale di
lettura dei codici del 99,8% contro il 95%
dichiarato da alcuni nostri competitor” ha
proseguito Collodel. “Potrebbe sembrare
una sottigliezza, ma per un operatore logistico che tratta milioni di codici all’anno
i risparmi sono tangibili. Si pensi, per esempio, che su 38,5 milioni di colli/anno trattati,
una percentuale di mancata lettura diciamo
del 99% implica una cosa come 385 mila
mancate letture/anno, per un totale di 27,5
ore uomo/gestione, corrispondenti all’atti-
vità di 3,5 operatori. Con un ‘read rate’ che
potrebbe arrivare al 99,9%, invece, come
quello permesso da Cognex, le mancate letture/anno scendono a 77 mila, ossia 5,5 ore
uomo/gestione: l’attività di nemmeno un
operatore. Perché dunque accontentarsi?”.
Da qui il lancio di lettori portatili e fissi di fascia media, dai costi più contenuti rispetto
alle soluzioni di fascia alta pensate per l’industria, che sono però comunque in grado
di garantire un’ottima identificazione di codici rovinati o danneggiati, come quelli che
spesso si trovano sui colli e i pacchi trattati
in campo logistico, e capaci di effettuare letture veloci e affidabili in condizioni difficili,
per esempio quando il codice è posto di traverso perché la scatola si è rovesciata, e in
ambienti sporchi o scarsamente illuminati.
Così, sulla scia del successo dei lettori portatili DataMan 8500, vero e proprio punto di
riferimento nella decodifica di codici DPM,
Cognex propone i nuovi modelli DataMan
8050 e 8050X di fascia media e ‘value’ per la
lettura di codici DPM, 1D e 2D, oltre all’ormai noto DataMan 300 ‘top’ di gamma e
all’‘entry level’ DataMan 50.
“Si calcola che il mercato dell’identificazione valga circa 7 miliardi di dollari: le
soluzioni di identificazione sono del resto
sempre più richieste in ogni ambito, dal retail all’aerospace o all’automotive, che oggi
richiedono la tracciabilità di ogni singolo
componente. Identificare del resto significa, da un lato ‘seguire’ il prodotto, registrare quali problemi ha avuto e dove per
poterne migliorare la qualità e il processo
produttivo, dall’altra anche tracciare i materiali che compongono un manufatto, per
smaltirlo al meglio a tutto vantaggio della
sostenibilità” ha concluso Collodel.
‘Bella e performante’:
serie DataMan 8050
Protetti da un robusto involucro, che ne
consente l’impiego anche in ambienti di
Il modello è in grado
di leggere codici
danneggiati,
a basso
contrasto
o applicati
male
lavoro ostili, e dotati di algoritmi avanzati,
i lettori portatili industriali della serie DataMan 8050 di Cognex funzionano in modo
semplice e veloce anche messi a confronto
con i codici più complessi. I modelli 8050 e
8050X sono perfetti per innumerevoli applicazioni negli ambienti industriali più disparati, da quello automobilistico a quello
dei prodotti di consumo, dall’aerospaziale
al packaging.
Grazie agli algoritmi brevettati 1DMax+ con
tecnologia di analisi delle immagini Hotbars
sono in grado di leggere velocemente codici danneggiati, a basso contrasto o applicati direttamente a getto d’inchiostro,
nonché codici a barre 1D che i laser non
riescono a leggere: rovinati, distorti, con
riflessi, graffiati, schiacciati, che si presentano in qualunque orientamento, oppure
multipli, nella medesima immagine. Gli
algoritmi 2D consentono ai lettori 8050
di decodificare rapidamente svariate simbologie 2D, tra cui codici DataMatrix, QR,
PDF417 e Aztec. Il design modulare della
serie si adatta perfettamente alle esigenze
di comunicazione in continua evoluzione:
disponibili in versione con e senza fili, que-
sti lettori possono comunicare con una stazione base tramite USB, tastiera USB, RS232
e Bluetooth.
I lettori fissi DataMan non presentano parti
mobili, con conseguente riduzione dei costi
di manutenzione e ricambistica, ed essendo
lettori a gestione di immagine ‘vedono’ il
codice fornendo dei feedback di lettura. È
così possibile individuare gli errori di applicazione del codice, risolvere il problema e
migliorare la produzione.
Completano le dotazioni della serie la tecnologia Xpand, che consente di controllare
un campo visivo più ampio con un numero
inferiore di apparecchiature, riducendo i
costi generali di installazione e manutenzione; il sensore 3D serie DS1000, che legge
i caratteri in rilievo su superfici curve e scure
a velocità elevate; la tecnologia di visione
OCRmax, che offre contrasto elevato durante la lettura in caso di condizioni di illuminazione ambientale sfavorevoli. Infine,
il software DS1000 utilizza gli strumenti di
visione 3D e 2D per ampliare le capacità di
ispezione.
Cognex - www.cognex.com
Retail just in time
N
el luglio 2013 Cognex ha acquisito un ordine per la fornitura di lettori di codici a barre a uno dei principali player del mondo della logistica nel
settore retail, dove velocità, puntualità e precisione sono requisiti di base. Il cliente impiega i lettori di codici a barre DataMan 300 nei propri
centri di distribuzione sia per creare in modo automatico le etichette per la spedizione da applicare ai pacchi, sia per verificare che etichetta e
pacco corrispondano. Nel corso del 2013 il cliente ha progressivamente integrato il sistema DataMan 300 nei suoi nuovi centri di distribuzione
e sta sostituendo gli scanner laser in uso nei centri che processano i volumi maggiori.
È invece di settembre 2013 un altro ordine da 4 milioni di dollari per una delle più importanti imprese statunitensi nel settore delle spedizioni, che ha installato
il lettore di codici a barre DataMan 300 nelle stazioni automatiche di smistamento nei centri di distribuzione USA per leggere codici 1D lungo le linee su cui
si trovano i pacchi da inviare, fase tradizionalmente critica del processo produttivo. La commessa prevede ulteriori sviluppi nel corso del 2014.
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
49
AO ATTUALITÀ
di Ilaria De Poli
Oltre le ‘Cose’ c’è l’IoE
Dall’Internet of Things all’Internet of Everything: la ‘rivoluzione’
portata dal collegamento in rete di dispositivi, processi, dati
e persone è già qui e vale oltre 14.400 miliardi di dollari.
Parola di Cisco
V
i ricordate l’uomo dell’ascensore? Quello che schiacciava
il bottone in base al piano cui
volevate andare? Ebbene, non
illudetevi, non passerà molto
tempo e finiremo per fare la stessa fine:
fungeremo da interfacce fra le macchine.
“Inseriremo lo smartphone nell’apposito
lettore dell’automobile per fare in modo
che i due ‘oggetti tecnologici’ comincino
a dialogare e insieme decidano il percorso
migliore da seguire in base al traffico rilevato dalla rete, il clima ideale nell’abitacolo
a seconda della temperatura esterna registrata dai sensori della vettura, la velocità
da tenere e se occorre fare una sosta prima
di arrivare a destinazione per far controllare la pressione degli pneumatici…”. Parola di David Bevilacqua, VP South Europe
di Cisco, che ha così esordito in occasione
dell’Internet of Everything Italian Forum,
evento conclusivo del Cisco Live. Si è
trattato dell’appuntamento europeo più
importante per l’eco-mondo Cisco, tenutosi quest’anno per la prima volta in Italia,
che ha catalizzato l’attenzione di ‘addetti
ai lavori’ e non e raccolto a Milano 7.000
partecipanti, per lo più giovani ingegneri,
da ogni parte del mondo. “L’Internet of
Everything sta progressivamente sostituendo l’Internet of Things” ha proseguito
Bevilacqua “il che ci solleverà da molte
incombenze ma finirà anche per farci fare
lavori che una volta qualcun altro faceva
per noi, come usare la pistola per inserire
il codice dei prodotti nel nostro carrello
della spesa al posto della commessa di
sempre”. Le conseguenze e le opportunità
per aziende, pubbliche amministrazioni,
intere nazioni e soprattutto le potenzialità
di miglioramento della qualità della vita di
noi tutti sono eclatanti. “A oggi solo l’1% di
ciò che può essere connesso a Internet lo
50
Agostino Santoni, amministratore
delegato di Cisco Italia
David Bevilacqua, VP South Europe
di Cisco
è effettivamente e già i cambiamenti che
si sono verificati sono stati notevoli, ora
pensiamo a cosa può succedere quando
aumenterà la percentuale di dispositivi di
ogni genere connessi alla rete: saranno 25
miliardi entro il 2015 e 50 miliardi entro il
2020” ha proseguito Agostino Santoni, AD
di Cisco Italia. “Internet ha 2,2 miliardi di
utenti a livello globale per lo più concentrati in Nord America ed Europa, si tratta
di appena un terzo della popolazione
mondiale; la Internet economy, ossia il
volume di affari generato dalla rete a livello mondiale, valeva nel 2010 circa 2,3
trilioni di dollari e si calcola che genererà
4,2 trilioni nel 2016: l’economia del quinto
Paese al mondo” ha proseguito l’AD. “Per
alcuni Paesi più avanzati Internet rappresenta il 3,4% del PIL. Si calcola che per
ogni posto di lavoro perso la rete ne faccia
guadagnare 2,6”. E l’Italia? Rimane in que-
sto scenario il ‘fanalino di coda’, in quanto
se da un lato ha visto un aumento vertiginoso del numero di dispositivi connessi
fra smartphone, tablet e affini, dall’altra
l’utilizzo della rete si limita all’intrattenimento. E le aziende? Le pubbliche amministrazioni? “Solo il 14% della popolazione
italiana è raggiunta dalla fibra ottica (come
‘digital divide’ siamo fermi al 2000) e Internet ha contribuito solo per il 12% alla crescita del PIL del nostro Paese contro una
media dei Paesi sviluppati del 21%: solo il
4% delle aziende italiane vende tramite la
rete” ha concluso Santoni.
La posta in gioco però è alta: uno studio
di Cisco ha calcolato che si tratta di 14.400
miliardi di dollari di valore economico per
il solo settore privato, a livello globale, per
i prossimi dieci anni e 4.600 miliardi per
il settore pubblico. Da solo l’Internet of
Everything ha la potenzialità di aumentare
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
evitando di intasare
le strade, riducendo
l’inquinamento del
30% e migliorando
l’aria del 25%” ha
esemplificato Bevilacqua. “Ridurremo
del 30% le spese
elettriche quando
le luci pubbliche si
regoleranno in base
non solo all’illuminazione esterna,
svuotare i cassonetti dei rifiuti non il tal
giorno alla tal ora, ma in base al grado di
riempimento rivelato dai sensori lì inseriti con evidente vantaggio dei cittadini”
ha esemplificato Bevilacqua. “Avremo
sensori ovunque, sul cambio dell’auto o
sui vestiti, per controllare il nostro status
fisico…” nelle pillole e nei cibi, con conseguenti progressi a livello di sicurezza, per
esempio nella guida, e di salute pubblica
grazie alla migliore tracciabilità dei prodotti alimentari. “Il futuro è già arrivato e
non è solo Facebook” ha concluso Bevi-
Il valore dell’IoE nel 2013
i profitti aziendali globali di un 21% aggregato nei prossimi dieci anni e se parliamo
di comunità intelligenti (smart and connected community), citiamo un mercato
che per il 2020 avrà un valore globale di
1,5 trilioni di dollari.
L’ultima rivoluzione
industriale
Non solo gli oggetti, bensì processi, persone, dati stanno cominciando a dialogare fra loro senza bisogno dell’intervento
umano, così siamo passati dalla Internet
delle Cose alla Internet of Everything:
“Siamo partiti da una connettività ‘device
centrica’, quando accedevamo alla rete
tramite PC solo da casa o dall’ufficio, per
arrivare, passando per la ‘networked economy’ dell’e-commerce e della supply
chain interconnessa, all’esperienza ‘immersiva’ della rete che oggi gli strumenti
social ci permettono” ha sintetizzato Bevilacqua. “Siamo alla vigilia di quel passaggio epocale che ci porterà definitivamente
dall’IoT all’IoE: al centro è la rete ‘intelligente’, dove la mole di dati raccolta si trasforma in informazioni utili che vengono
fornite al momento giusto alla persona
giusta nel giusto formato per far prendere
decisioni giuste e/o demandare alle macchine molte di queste decisioni”.
L’IoE è un fenomeno destinato a cambiare
le industrie, le città, le nazioni, la qualità
della nostra vita. Primo ‘incubatore’ di
tutto questo saranno le smart city, con
impatto diretto sulla quotidianità. Qui,
alcuni progetti sono già in atto: “Prenotando il parcheggio prima di arrivare in
un luogo azzereremo tempi e stress della
ricerca di un posto dove lasciare l’auto,
ma anche alla
presenza o meno
di persone e se
queste sono sole,
per cui il senso di
disagio creato dal
buio è maggiore
e occorre aumentare l’intensità
della luce, o in
gruppo, per cui Il 99% dei dispositivi esistenti deve ancora essere
basta una luce connessa in rete
meno intensa” ha
aggiunto il VP. Del resto, se, come ha rive- lacqua. “Il 27% del valore globale dell’IoE
lato Livio Gallo, direttore della Divisione verrà assorbito dal mondo manifatturiero
Infrastrutture e Reti di Enel, “nel 2050 il e l’Italia è un Paese fortemente manifattu65% della popolazione mondiale vivrà riero: la tecnologia può essere il catalizzanelle grandi città, quelle che già oggi as- tore giusto per spingerci all’innovazione e
sorbono il 60-80% della produzione mon- aumentare la produttività. In questo prodiale di energia”, rendere le metropoli cesso Expo 2015, evento che avrà proprio
più intelligenti è una vera necessità. “La al centro il tema dell’alimentare, che come
luce ha grande impatto sulla vita di tutti abbiamo visto ha tutto da guadagnare
i giorni” ha ricordato Maria Letizia Mariani, da un uso pervasivo della tecnologia IoE,
presidente Lighting Europe di Philips, ambito oltretutto fortemente legato al
azienda sponsor dell’evento insieme a IBM manifatturiero, rappresenta un’occasione
e Intel. “Recenti studi hanno dimostrato imperdibile per accelerare l’agenda digiche la velocità di ripresa di pazienti con la tale e modernizzare il Paese”. L’IoE è una
medesima patologia ricoverati in stanze sfida da cogliere per tutti coloro che sono
poste a sud o a nord dello stesso ospedale o intendono diventare protagonisti del rihanno tempi di ripresa differenti: quelli le lancio industriale e competitivo del nostro
cui stanze sono a sud vengono dimessi più Paese, senza paure e reticenze. Cisco ha
velocemente, con ovvie ricadute sui costi l’esperienza necessaria per massimizzare
sanitari. La luce migliora la nostra con- il valore e i benefici che possono venire
centrazione, in uffici o a scuola, influenza dall’IoE. Ha capacità di innovazione, tal’umore, e oggi l’uso dei LED ci permette lenti, esperienza, un ecosistema di partner
di modularla in modo ottimale e persona- e rivenditori, nonché un’ampia gamma di
lizzato, sfruttando tutte le possibili sfuma- soluzioni di rete, servizi, architetture di buture del bianco”.
siness a supporto di tutto questo.
E il risparmio energetico non è il solo
Cisco Italia - www.cisco.com
campo migliorabile: “Si potrebbero
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
51
AO ATTUALITÀ
di Massimo Mortarino
Automazione
e robotica
ad A&T 2014
L’ottava edizione
della Fiera
Internazionale
Affidabilità &
Tecnologie è in
programma
il 16 e 17
aprile 2014
a Torino
La manifestazione internazionale, Affidabilità
& Tecnologie 2014, cresce del 50% per fornire
risposte concrete alle sfide industriali in ottica
Horizon 2020
I
l focus del progetto europeo Horizon
2020, Fabbrica del Futuro, è la competitività delle imprese manifatturiere
europee, in particolare quelle di piccole
e medie dimensioni, che si trovano a
dover rispondere alle pressioni competitive
globali migliorando la loro base tecnologico/
produttiva in modo eco-sostenibile. Fabbrica
del Futuro riunisce le migliori risorse pubbliche e private nel campo della ricerca e
dell’innovazione, con l’obiettivo di sostenere
centinaia di progetti di ricerca orientati al
mercato e a favorire l’occupazione. Tali progetti, e il relativo trasferimento tecnologico,
genereranno nuovi modelli produttivi fortemente competitivi e sostenibili, resi possibili
dall’utilizzo di tecnologie innovative.
Ed è proprio di queste tecnologie e soluzioni
che tratterà l’ottava edizione della Fiera Internazionale Affidabilità & Tecnologie, in programma il 16 e 17 aprile
a Torino, con una particolare attenzione per le
soluzioni che impattano
direttamente sulla produttività aziendale.
I robot
creano…
lavoro
Grande l’attesa per il nuovo robot di Comau
52
In tale ottica, investire in
progetti di ricerca mirati
rappresenta un passo
obbligato che può generare valore aggiunto per
le aziende, come emerge
da una recente intervista,
pubblicata da A&Tnews,
magazine della manifestazione, ad Arturo Baroncelli, presidente IFR
- International Federation
of Robotics - Segments
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
Management Director di Comau Robotics:
“È ormai un dato di fatto che i robot creano
lavoro, aumentano la competitività e la
produttività delle aziende manifatturiere di
tutto il mondo, contribuendo alla creazione
di aziende di successo, che a loro volta danno
vita a nuovi posti di lavoro. I robot, inoltre,
sono sempre più semplici da utilizzare e per
questo sono in grado di migliorare i processi
di produzione anche delle piccole e medie
aziende. Teniamo presente che solo attraverso l’automazione e la robotica le aziende
possono essere realmente competitive a
livello mondiale, giungendo a possedere
quella flessibilità indispensabile per mantenersi all’avanguardia, oggi come negli anni
a venire, in un ambiente industriale sempre
più dinamico”.
Area speciale dedicata
alla robotica
All’interno del padiglione espositivo di A&T
2014 è stata prevista un’area speciale nella
quale i migliori fornitori di robotica e tecnologie di controllo, insieme ai loro selezionati
system integrator, esporranno le proprie soluzioni più innovative. In Comau, tra le tante
novità che saranno presentate, grande attesa
per il nuovo robot Racer che, con portata 7 Kg
e sbraccio 1.400 mm, è il più veloce robot al
mondo della sua categoria, e le tecnologie di
simulazione che stanno sempre più conquistando spazio e importanza in ambito pro-
duttivo. Nell’ampia area espositiva Dassault
Systemes presenterà, con alcuni partner, la
totalità delle proprie proposte innovative per
la simulazione, dedicate ai settori automotive, aerospazio e meccatronica. Hexagon Metrology, la multinazionale, che
fa parte del Main Partners’ Board della manifestazione, sarà uno dei principali protagonisti della kermesse ed esporrà le migliori
soluzioni per l’automazione dei sistemi di
misura. Kuka Roboter presenterà parecchie
novità, tra le quali la gamma Agilus, robot di
piccole dimensioni, compatti, veloci, precisi,
estremamente performanti in ogni contesto
applicativo, e la nuova tecnologia mxAutomation, che permette la programmazione
del robot direttamente dall’interfaccia di un
controllo numerico, ad esempio di una macchina utensile. Mitsubishi Electric illustrerà
le più recenti e innovative soluzioni di automazione integrata in grado di rispondere in
maniera concreta alle esigenze di efficienza
e produttività richieste dalle realtà industriali.
Yaskawa Italia invece presenterà in anteprima
l’MA1440, con il nuovo generatore RL350 integrato con il controllo robot per la saldatura
ad arco, e l’MC2000 per la saldatura laser. L’innovazione parte da qui.
Visione artificiale
e identificazione a garanzia della competitività
La visione artificiale automatizzata e la tracciabilità rappresentano strumenti innovativi
capaci di soddisfare le esigenze delle aziende
manifatturiere che vogliono essere maggiormente competitive, abbattendo i costi
in produzione e incrementando la qualità
e l’affidabilità dei prodotti e dei processi.
Anche i Big Player e i system integrator che
propongono soluzioni di controllo e automazione con la visione artificiale si danno
appuntamento ad A&T 2014. Ecco una breve
anteprima. Automator International presenta rivoluzionarie novità nel settore della
marcatura dal momento che una nuova tecnologia ha permesso all’azienda di ottenere
macchine laser sempre più compatte, potenti ed economiche. Lasit proporrà modelli
più recenti delle sue macchine laser (oltre
100 modelli a catalogo) per marcatura, microlavorazioni, trimming, taglio, conformal
removing. Per Sisma la principale novità sarà
un innovativo laser per la microsaldatura, ma
presenterà anche la sua vasta gamma di laser
di saldatura manuale e con trasporto a fibra
Nd:YAG, sistemi laser di riparazione stampi,
marcatura, incisione,
incisione profonda,
3D e sistemi laser da
taglio. Di Reggiana
Macchine Utensili
le nuove macchine
per marcare, sempre
più all’avanguardia e
flessibili. L’azienda è
continuamente alla
ricerca di soluzioni
per realizzare marcatrici in grado di offrire
la migliore risposta a
qualsiasi richiesta
del mercato. Hama- Solo attraverso l’automazione e la robotica le aziende
matsu Photonics Ita- possono essere realmente competitive a livello mondiale
lia presenterà ad A&T
2014 alcune tra le ultime novità nel campo stem integrator e aziende manifatturiere alla
dell’optoelettronica realizzate con tecnolo- ricerca di tecnologie innovative per le anagie innovative: MEMS micro mirror, μ-PMT, lisi in sperimentazione e il controllo qualità.
un piccolissimo fotomoltiplicatore, il nuovo Automotive, aerospace, meccatronica sono
micro-spettrometro Hamamatsu e sensori di questi i settori manifatturieri nei quali il conimmagine per misure TOF (Time-Of-Flight). trollo della qualità e dell’affidabilità è deterDa Tattile si potranno vedere sistemi hard- minante per il successo commerciale e dove
ware e software realizzati per soddisfare le si manifesta con maggiore evidenza l’imporpiù complesse richieste di ispezione ottica tanza del testing ai fini della competitività.
e visione artificiale. Grazie alle numerose e
qualificate partnership tecnologiche, sono E ancora…
nate soluzioni su misura, realizzate in base Al progetto, in forte crescita, aderiscono
alle esigenze presentate dal cliente. Vision importanti main partner industriali: CRF,
Device, specializzati nella realizzazione chiavi Accredia, AIPnD, Alpi, decine di laboratori
in mano di sistemi industriali di collaudo e au- prova e centinaia di società espositrici. Nella
tomazione con visione artificiale, con 30 anni prossima edizione di A&T migliaia di operadi esperienza e capacità di problem solving tori troveranno le più innovative tecnologie,
in applicazioni uniche al mondo, illustrerà strumenti e servizi per le prove e il controllo
in dettaglio le più recenti realizzazioni, sotto qualità in ambito industriale. Ma tutto queforma di case history. Per Omron Electronics sto non basta. Un’area della manifestazione
novità in ambito visione e robotica, come il sarà dedicata a presentare alcuni innovativi
nuovo sistema di visione compatto FH, che processi di fusione di polvere di metallo.
fissa nuovi standard in termini di velocità, Laser Metal Deposition (LMD), Selective
prestazioni e versatilità, permettendo agli Laser Melting (SLM) ed Electron Beam Meltutenti di ridurre i tempi di ciclo delle mac- ing (EBM) sono solo alcune delle tecnologie
chine e di contare su prestazioni precise e af- che consentono di fabbricare oggetti da
fidabili, anche nelle condizioni operative più modelli 3D computerizzati, per aggregadifficili. Da Balluff Automation invece sistemi zione di strati di polveri, in opposizione alle
Rfid HF e UHF, sensori di visione BVS, sistemi metodologie tradizionali di produzione sotdi comunicazione IO-Link e networking, trattiva. Si parlerà anche di microlavorazioni
Nuova gamma di sensori induttivi, ottici, con laser ultracorti, nuova frontiera dei laser
capacitivi e ultrasonici, sistemi di misura in industriali, con rivoluzionarie applicazioni in
assenza di contatto, componenti e soluzioni ambito elettronico, e di saldatura di leghe
speciali, una delle sfide tecnologiche che
per l’automazione.
sarà affrontata a A&T, con la presentazione
Testing e controlli sempre
di testimonianze e casi applicativi industriali
più efficienti
di successo.
A&T 2014 è la manifestazione di riferimento
in Italia per migliaia di operatori di OEM, sy- Affidabilità & Tecnologie - www.affidabilita.eu
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
53
AO ATTUALITÀ
di Antonella Pellegrini
Gioco al raddoppio
Sick 1.0 è il target raggiunto dal Gruppo tedesco
nel 2013 toccando un miliardo di euro di fatturato.
E l’obiettivo per il futuro è ancora più ambizioso e
impegnativo: raddoppiare questo traguardo entro
i prossimi sette anni, per potersi trasformare in
Sick 2.0
I
l gruppo Sick ha recentemente annunciato di aver raggiunto un importante
obiettivo: un miliardo di euro di fatturato nel 2013. E, come si addice a un’azienda che non ama sedersi sugli allori,
annuncia ufficialmente di essersi posta un
altro, ancor più ambizioso traguardo: duplicarlo nei prossimi sette anni. È quanto ha
affermato Giovanni Gatto, amministratore
delegato di Sick SpA nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta lo scorso mese
di novembre. “Il nostro nuovo progetto
si chiama Sick 2.0, e mira a far crescere il
gruppo fino a registrare 2 miliardi di fatturato entro il 2020”.
Sick AG oggi è una consolidata protagonista
a livello mondiale nella produzione di sensori, fotocellule e prodotti dedicati all’automazione industriale e di processo. Ricordare
il passato e le proprie origini è un fattore
imprescindibile per guardare avanti, come
ama ricordare l’ingegner Gatto, citando Levi:
“Il futuro ha un cuore antico”. E, infatti, l’amministratore delegato ci tiene a ricordare il
lontano 1946, quando Erwin Sick, imprenditore tedesco laureato honoris causa per l’originalità e l’innovazione delle sue scoperte
54
nell’ambito dell’optoelettronica, ottenne dal
governo americano il permesso di aprire il
suo studio di ingegneria e iniziò a contribuire alla ricostruzione di un Paese devastato
dalla guerra, con un lascito ben preciso, tramandato alle generazioni future, che mai
Sick si sarebbe impegnata in applicazioni
militari. Impegno ancor oggi rispettato. Quel
piccolo laboratorio si è trasformato nel corso
degli anni in una realtà composta da varie
divisioni e presente a livello globale con una
cinquantina di filiali, oltre 6.000 dipendenti,
e soprattutto un numero di brevetti da primato. Una storia di invenzioni e di innovazione continua.
Presenza locale, realtà
globale
Prodotti di qualità e forte attenzione alle richieste dei clienti sono i pilastri su cui si basa
l’approccio Sick al mercato, che ha reso la
società una protagonista a livello mondiale,
fino a raggiungere un miliardo di euro di
fatturato. Automazione di processo, automazione di fabbrica e automazione della logistica sono le tre aree di riferimento. Ultima
arrivata, ma non meno importante la Secu-
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
L’amministratore delegato di Sick,
Giovanni Gatto
rity. In quest’ultima è inclusa la messa in sicurezza degli edifici, in particolare quella volta
a conservare il patrimonio artistico. Come
accennato, l’obiettivo ambizioso è quello di
raggiungere i 2 miliardi di euro nel 2020. In
che modo? “Ottimizzando processi e logistica” indica Giovanni Gatto “ma anche investendo costantemente nelle risorse umane.
Abbiamo una scuola interna, presso la casa
madre, che si occupa di formare le giovani
leve. L’attenzione alla formazione in Sick è
sempre stata un punto di forza e continuerà
ad esserlo. Alle aziende clienti portiamo
non solo una proposta di componenti, per
quanto vasta e completa, ma anche la persona, le sue competenze, la sua capacità di
stringere un rapporto di collaborazione e di
fiducia. Le persone sono anche coloro che
fanno ricerca, che ‘inventano’ nuovi prodotti
e soluzioni”.
Per tutte queste ragioni, in Sick vi sono tre
grandi Regional Competence Centre, negli
USA, in Germania e a Singapore, e altri, dalle
dimensioni più contenute, sparsi nel resto
del mondo, uno dei quali in Italia, e più precisamente a Torino, un centro di eccellenza
per il Gruppo Sick, specializzato negli enco-
der. “Affrontiamo dunque questa volontà
di crescere puntando innanzi tutto su un
cambiamento organizzativo ma anche e
soprattutto sulla figura professionale. Ci sarà
poi un’evoluzione a livello gestionale e logistico, per essere presenti in tutto il mondo in
modo capillare e passando dalla vendita di
prodotti alla fornitura di sistemi completi”.
Automazione di fabbrica
Tre sono le aree principali in cui le attività
di Sick trovano completamento: la factory
automation, con la proposta di sensori per
l’automazione dei processi produttivi e
delle macchine, la logistic automation, con
i prodotti di identificazione automatica,
mediante scansione laser o telecamere, e
la process automation con sistemi completi
per l’analisi e misura nei processi e per il monitoraggio ambientale. Un forte impegno,
dunque, nell’ambiente e nella sicurezza.
Alberto Garatti, direttore commerciale e responsabile della factory automation di Sick,
ha sottolineato i punti di forza della divisione
che guida: l’automazione di fabbrica.
“È una parte significativa del fatturato del
gruppo” afferma “che tocca settori come
automotive, beni di consumo, elettronica,
energia solare, machine building, motion
and drive. L’automazione di fabbrica ha seguito l’evoluzione di Sick, anche in termini di
volumi, inizialmente con brand diversi, fino
ad arrivare alla gamma Sensor Intelligence.
Nei nostri prodotti vi è l’unione dell’ottica e
dell’elettronica ma anche dell’intelligenza”.
Dove vengono utilizzate le soluzioni Sick per
la factory automation? “In qualsiasi settore in
cui si tratti di automazione. Le problematiche
che ogni giorno i nostri tecnici sono chiamati
a risolvere presso i clienti sono sempre maggiori e coprono numerosi ambiti: auto, impianti, utilizzatori finali, ovvero chi costruisce
le macchine e le mette in moto. E non solo.
I prodotti Sick permettono di comunicare
con ogni macchina e di riconoscere qualsiasi codice a barre, abbigliamento, nel food
and beverage, nel packaging ecc. Vi sono poi
applicazioni più complesse che ricorrono alla
radiofrequenza. Si tratta di prodotti che permettono di semplificare il lavoro degli operatori e di renderlo più sicuro”.
E qui torniamo al core business iniziale di
Sick, alle barriere di sicurezza, ai laser scanner di sicurezza, per finire alle funzioni di
ispezione, posizionamento o controllo. “E il
futuro vedrà persino l’applicazione di uno
scanner Sick alla medicina, a bordo di un
robot-chirurgo” afferma Garatti “che sarà
comandato da un medico dall’esterno della
sala operatoria”.
Automazione di processo
Gli analizzatori di gas Sick sono utilizzati
nell’industria di processo da oltre 50 anni
e anche in questo mondo Sick ha investito
forti risorse. A catalogo figurano prodotti
per il controllo delle emissioni, per il monitoraggio delle concentrazioni di gas e polveri, il tutto per rispettare i limiti di legge;
linee per le misure di processo, per l’ottimizzazione del consumo di energia e materie
prime; misure per verifica di sicurezza, per
proteggere le persone e gli impianti (ad
esempio il controllo del CO per prevenirne
fughe nocive, esplosioni, incendi in silos). “Il
loro utilizzo in applicazioni estremamente
variabili è la conferma della loro qualità,
affidabilità e precisione” ci introduce all’argomento Alessandro Canciani, sales manager process automation. “Tre sono i cluster
principali: oil and gas, materiali di base e
infrastrutture. Parliamo dell’industria energetica, cemento, navale. Materiale di base:
siderurgica, chimico e petrolchimico”.
Come si muove Sick per l’ottimizzazione di
questi processi?
“Non vogliamo semplicemente dare dei
prodotti ma delle soluzioni a 360°” riferisce.
“Sick è l’unico costruttore in grado di fornire
un pacchetto completo per l’analisi gas
estrattivi a freddo, estrattivi a caldo, analisi
polveri e misuratori di portata. Noi offriamo
soluzioni per il monitoraggio continuo
delle emissioni, monitorando e andando a
trasmettere alle autorità locali le informazioni che raccogliamo. Oltre al monitoraggio Sick pensa anche all’ottimizzazione dei
processi. “I sistemi di analisi Sick vanno a
operare anche in questo ambito. Il mercato
nel modo dell’analisi può essere in situ, a
freddo o estratto a caldo. Sick è accreditato
per la misura delle analisi di portata”.
Anche nell’automazione di processo la sicurezza è un fattore imprescindibile per Sick.
“Dalla fornitura del singolo componente”
conclude Canciani “Sick è passata alla fornitura di soluzioni, offrendo una consulenza
totale e ponendosi come partner nella costruzione di un impianto. Tale consulenza
ha inizio dall’ispezione del sito per la definizione dei lavori, alla start-up e ai contratti
di manutenzione, formazione e supporto,
per arrivare poi alla telediagnosi predittiva
degli impianti”.
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
Automazione
per la logistica
La logistica è un’importante divisione di
Sick che si affaccia a mercati quali l’intralogistica, trasporto e movimentazione,
building automation e la sicurezza degli
edifici. Un ambito che allarga sempre più i
propri orizzonti: “Pensiamo al nuovo modo
di fare acquisti” spiega Marco Colella, sales
manager logistics automation, “dove l’ecommerce acquista sempre maggior peso
nelle nostre abitudini. Corrieri e pacchi
devono arrivare a destinazione in tempo,
nel luogo giusto, e soprattutto senza incontrare intoppi. Per questo annoveriamo
tra i nostri clienti uno tra i maggiori siti al
mondo attivo nella vendita on-line e siamo
in grado di supportarlo grazie a soluzioni
capaci di smistare correttamente ogni tipo
di prodotto”.
Intralogistica significa dunque corrieri e
postale, cargo e aeroporti, magazzini e
centri logistici, retail e grande distribuzione. Il settore principe per l’azienda è
quello portuale, ma le soluzioni Sick sono
un supporto nello smistamento di pacchi
e buste, nei sistemi di identificazione automatica, nell’identificare peso e volume
nei sistemi di smistamento bagagli. Sick
annovera tra i propri clienti uno dei più importanti aeroporti italiani: “Pensiamo poi al
controllo del traffico. Le autostrade tedesche sono controllate dai nostri sistemi, in
grado di identificare il veicolo, il peso e il
volume” dice Colella “e in alcuni Paesi è utilizzato per identificare il numero di targa.
Per tutte queste applicazioni è utilizzato
il laser scanner LMS, installato in Austria,
Svizzera e Polonia e in espansione anche in
altre città europee, nonché diffusamente
utilizzato in Cile.
A Venezia viene utilizzato per rilevare la
sagoma e la misura dei camion, dare strumenti e messaggi visivi e limitare il traffico
in determinate aree. “È proprio in questi
ambiti che entrano in gioco i prodotti Sick,
come il TIC Traffic Collector e il laser scanner serie LMS. E, non meno importante, la
building automation. Anche qui il prodotto
dominante è sempre l’LMS che ci permette
di rivolgerci ad applicazioni museali, con
nuove tecnologie per la sicurezza del patrimonio artistico, ma anche nel controllo
degli accessi, ad esempio tornelli e metropolitane e per la sicurezza delle carceri”.
Sick - www.sick.com
55
AO ATTUALITÀ
di Ilaria De Poli
‘Evo’ come
‘Evolution’
F
orte di oltre 15.000 dipendenti
nel mondo e presente in oltre 50
Paesi, Invensys ha registrato entrate nell’anno fiscale 2013 pari
a 1.792 milioni di sterline, con
un incremento del 2% rispetto al 2012 e un
profitto operativo di 131 milioni di sterline
(+41%). Nello specifico il 15% delle revenue del Gruppo (260 milioni di sterline) è
derivato dal segmento business ‘Software’,
il 53% (948 milioni) dall’‘Industrial Automation’, il 14% (253 milioni) dall’‘Energy Controls’ e il restante 18% (331 milioni) dalle
‘Appliance’.
“Il mercato DCS a livello mondiale ha registrato una crescita modesta nel triennio
2010-13, con volumi intorno ai 15 miliardi
di dollari, che rappresentano una crescita
di circa il 3% in tutto il mondo con un quadro regionale non uniforme” ha dichiarato
Stefano Artegiani, direttore commerciale
Italia di Invensys, in occasione della conferenza stampa italiana di lancio di Foxboro
Evo, il sistema di automazione di processo
di nuova generazione presentato in USA a
settembre 2013. “Nello specifico, se si consi-
56
Foxboro Evo rappresenta lo stato
dell’arte nel campo dei sistemi di
automazione di processo
dera il mercato in relazione alle diverse aree
geografiche, Nord America e America Latina
hanno registrato un trend positivo, mentre
la zona asiatica è in rallentamento e l’Emea
in contrazione nonostante i buoni livelli di
attività in Medio Oriente.
Focus sul mercato in Italia
“Passando al caso specifico dell’Italia, il
mercato dei DCS segue qui le tendenze in
atto a livello europeo, con una contrazione
generalizzata di tutti i settori merceologici”.
Occorre infatti considerare che, per l’ambito
petrolchimico, tre delle dieci raffinerie italiane verranno a breve convertite a depositi,
mentre altri siti, stanno subendo un riassetto produttivo per rispondere alle attuali
necessità di business: “Per Invensys, su un
volume globale pari a 60 milioni di dollari in
Italia il 40% deriva dal settore petrolchimico
e dal suo indotto, un 10% si deve all’oil&gas,
un altro 10% al power e altrettanto dal far-
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
Con Foxboro Evo,
ultimo frutto
dell’evoluzione
tecnologica dei
propri sistemi,
Invensys propone
un PAS a elevate
prestazioni,
totalmente
integrato e allo
stato dell’arte
maceutico” ha spiegato ancora Artegiani.
“Parliamo dunque di un mercato ormai maturo, con un elevato livello di competizione
in un contesto di condizioni economiche
non favorevoli e la presenza di competitor
affermati come ABB e Siemens nel power,
Honeywell ed Emerson nel petrolchimico”.
La richiesta del mercato power, in particolare, risulta diminuita del 40%, mentre
l’oil&gas rimane uno dei settori ancora attivi grazie all’importante investimento di
Total nel Sud Italia. “Gli EPC, storicamente
fortemente attivi nel nostro Paese, devono
oggi seguire i loro clienti delocalizzando in
aree dove le opportunità sono maggiori,
ossia nei paesi emergenti, e noi non possiamo che seguirli a nostra volta”. Infatti
Invensys sta da un po’ di tempo intraprendendo una politica di rafforzamento nell’area mediorientale-africana. “In Italia, oltre a
continuare a sviluppare il business legato
alla nostra diffusa base installata (45%),
concentrandoci sull’evoluzione tecnologica e dei sistemi, puntiamo sul Greenfield
(30%) supportando progetti EPC nei Paesi
extra Emea, mentre un 25% del fatturato
viene infine da nuovi progetti realizzati in
Europa” ha rivelato Artegiani. “I driver di
sviluppo che abbiamo individuato sono
principalmente quattro: la safety, intesa sia
come salute che come sicurezza, ottenibile
con la realizzazione di sistemi che rispettino le normative, con l’offerta di training
e il monitoraggio dei dati produttivi per
una gestione sicura; eccellenza produttiva
che significa adeguare velocemente le
produzioni alle richieste del mercato e incrementare la produttività riducendo i costi
gestionali e i fermi impianto; estensione
della vita degli asset grazie al contenimento
dei costi di investimento e di manutenzione
e alla flessibilità nel riutilizzo degli asset esistenti; infine, engineering e agilità operativa con l’utilizzo di risorse dislocate su più
unità produttive remote e l’ottimizzazione
delle fasi progettuali tramite simulazioni
integrate con strumenti di sviluppo ingegneristico avanzati e l’utilizzo di standard
ripetibili e documentabili”.
L’ultima evoluzione
tecnologica
Le ultime analisi di mercato rivelano che
tutti gli investimenti delle aziende sono
oggi orientati a ottenere un ROI in tempi
brevissimi: “La presenza di un’elevata
quantità di DCS in fase matura e l’esigenza
di incrementare le performance produttive
in termini di quantità-qualità-costi, con investimenti minimi e a breve orizzonte temporale, comportano oggi l’orientamento
a integrare i primi tre livelli del modello
produttivo, DCS - Distributed Control System, APC - Advanced Process Control e
RTO - Real Time Optimization” ha concluso
Artegiani. In questa direzione va quindi
l’ultima evoluzione tecnologica della soluzione di Invensys, la “più importante in 26
anni di vita dal punto di vista del controllo”
come ha sottolineato Giuseppe Caltabiano,
VP marketing & communication Emea di
Invensys: Foxboro Evo. “La tecnologia di
Foxboro Evo si è evoluta negli anni, non si
tratta quindi di un prodotto ‘nuovo’, nato
‘dal nulla’, il giorno ‘x’, bensì dell’ultimo step
Vittorio Panzeri, South West Europe
general manager di Invensys
Giuseppe Caltabiano, VP marketing
& communication Emea di Invensys
di un più lungo percorso tecnologico. Da
qui la dicitura ‘Evo’, ossia ‘Evolution’, proprio a ricordare questa caratteristica distintiva della soluzione, che mantiene, come
del resto è consuetudine di Invensys, piena
compatibilità con le precedenti soluzioni,
anzi ne rappresenta l’ultimo e più completo
‘pacchetto’, tecnologicamente allo stato
dell’arte”. Tre sono gli ambiti applicativi di
Foxboro Evo: Operational Integrity, quindi
riduzione dei rischi; Operational Insight,
ossia gestione dei dati, della loro integrità
e loro presentazione; Future Proof, ovvero
‘a prova di futuro’, unendo attualità e salvaguardia degli investimenti precedenti, a
garanzia di un cambiamento non discontinuo per il cliente”.
Foxboro Evo permette, fra l’altro, agli operatori di adeguare i parametri di funzionamento dei sistemi step by step in base alle
condizioni a contorno dell’impianto (configurazione dinamica); consente la connessione da remoto in sicurezza tracciando
le operazioni effettuate e indicandone gli
artefici; offre strumenti di manutenzione
preventiva; utilizza infine una metodologia
di rappresentazione dei dati e degli allarmi
chiara e intuitiva e integra diversi approcci
alla security per evitare failure della strumentazione, obsolescenza dei dati ecc.
“Il settore in cui operiamo è per sua definizione poco propenso all’innovazione,
anche perché procedure consolidate danno
agli operatori, che devono maneggiare sistemi e apparati spesso critici, un’apparente
sicurezza, secondo la falsa idea che ciò che
ha sempre funzionato debba continuare a
farlo se non si cambia nulla” ha esemplificato Pasquale Fanelli, esperto di functional
safety. “In realtà, adottare tecnologie allo
stato dell’arte, come Foxboro Evo, in combinazione con un training accurato e l’applicazione di tutte le normative, costituisce
un passo imprescindibile per evitare che
accadano episodi incresciosi, che possono
causare sia la morte o il ferimento degli
operatori, sia ingenti danni ambientali oltre
che economici”.
Invensys - http://iom.invensys.com
Quando 1+1 fa più di 2
A
metà gennaio si è concluso l’iter di approvazione a livello globale dell’acquisizione di
Invensys da parte di Schneider Electric: l’unione di questi due protagonisti del mercato
industriale porta alla creazione di una società tecnologica ancora più internazionale e
innovativa, con una posizione consolidata e a copertura dell’intero spettro di prodotti richiesti dal comparto, dal software alla gestione energetica. “Insieme Schneider Electric
e Invensys offrono un portafoglio prodotti ottimizzato, quasi privo di sovrapposizioni, in grado di
garantire l’eccellenza operativa e di progettazione a tutti i clienti nei più svariati settori di attività”
ha sottolineato Vittorio Panzeri, South West Europe general manager di Invensys. “Al di là delle
enormi potenzialità e sinergie che potranno scaturire dall’unione delle soluzioni delle due società,
da un punto di vista puramente ‘pratico’ come Invensys beneficeremo anche della presenza
‘fisica’ di Schneider Electric in molti Paesi per noi interessanti, dove non abbiamo ancora sviluppato una nostra rete commerciale. Non vediamo l’ora che l’unione diventi realmente operativa”.
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
57
AO ATTUALITÀ
di Ilaria De Poli
Un passo dopo
l’altro, verso il futuro
“Integrated Industry - Next Step”: questo il motto della prossima
Hannover Messe, per indicare al mondo
dell’industria la ‘strada’ verso una fabbrica più intelligente
senior vice president di Hannover Messe,
in occasione della presentazione ufficiale
dell’evento a Milano. “Tutto questo diventa
possibile solo con una gestione intelligente
della produzione, che adotti le tecnologie
oggi disponibili per la ‘fabbrica del futuro’”.
Obiettivo della ‘Integrated Industry’ dello
slogan è dunque la realizzazione di impianti di produzione trasformabili, dove
tutte le parti in causa, dal pezzo in lavorazione alle macchine, ai sistemi di trasporto,
sono collegate in rete e comunicano autonomamente gli uni con gli altri. Il pezzo in
lavorazione non verrà dunque aggiunto
di stazione in stazione lungo una linea di
produzione fissa, ma azionerà da sé delle
isole di produzione modulari, attivando la
successiva necessaria fase di lavorazione.
N
on basta più l’integrazione per
essere vincenti: nel mondo
della Industry 4.0 è l’‘intelligenza’ a fare la differenza e
Deutsche Messe, organizzatore della più nota kermesse del mondo
dell’automazione e dell’industria in generale, Hannover Messe appunto, lo ha ben
capito come dimostra il tema conduttore
dell’edizione 2014 (in calendario ad Hanno-
La Fiera si fa in sette
ver dal 7 all’11 aprile): ‘Integrated Industry
- Next Step’. Ovvero: la transizione dell’industria, passo dopo passo, dalla ‘smart
factory’ alla ‘fabbrica in rete’ reale della
quarta rivoluzione industriale. “Per essere
realmente competitivi le imprese devono
offrire ai propri clienti il prodotto giusto
al momento giusto adattandosi flessibilmente alle esigenze e all’andamento del
mercato” ha sottolineato Marc Siemering,
Per dare al proprio variegato pubblico una
visione quanto più possibile completa del
settore, senza diventare dispersiva, Hannover Messe 2014 è stata suddivisa in sette
aree tematiche. Così, la ‘Digital Factory’
ospiterà tutte le soluzioni IT per l’industria
(Padiglione 7), mentre nella ‘Industrial Automation’ convergeranno prodotti e sistemi
per l’automazione di processo, la robotica,
il monitoraggio e la gestione. Sotto il ‘cap-
Collaborare per competere: il ‘segreto’ di TPA
“T
PA Italia nasce dall’idea di estendere un modello fieristico che sta riscuotendo grande successo nel mondo, dove conta il contatto
diretto con le aziende e le associazioni che le rappresentano” ha sottolineato Züge presentando la nuova piattaforma B2B dedicata ai sistemi di azionamento, trasmissione di potenza, fluidotecnica e automazione. “Le imprese sono state dunque chiamate a
contribuire concretamente alla definizione dell’evento e a partecipare attivamente agli ‘advisory panel’, comunicando agli organizzatori le loro reali problematiche e necessità”. Da qui il motto ‘Collaborare per innovare al fine di competere’, che si traduce
nel desiderio di promuovere non le singole aziende, bensì un intero comparto che, storicamente, rappresenta un centro di eccellenza e qualità del
made in Italy nel mondo. Sono a oggi più di 100 le aziende che hanno aderito a TPA Italia, realtà che credono nel rilancio del Paese e continuano a
investire in tecnologia e ricerca. Un nome per tutti: Camozzi, membro dell’advisory panel, che festeggerà in Fiera i 50 anni di attività nella pneumatica.
58
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
Una vetrina dedicata all’Italia
I
n occasione di Hannover Messe, la Federazione nazionale imprese elettrotecniche ed
elettroniche-Anie, in collaborazione con Deutsche Messe, organizza una ‘vetrina’ dedicata al made in Italy: “Si tratta di uno spazio di circa 200 m2 nel quale troveranno posto
gli stand delle aziende tricolori aderenti all’iniziativa, soprattutto realtà di medie e piccole
dimensioni” ha illustrato Mariarosaria Fragasso, responsabile dell’Area Internazionalizzazione di Confindustria Anie (www.anie.it). Secondo i dati dell’associazione, il comparto dell’industria elettronica ed elettrotecnica italiana ha registrato nel 2013 un fatturato aggregato pari
a 65 miliardi di euro. Il comparto include numerose PMI, che hanno molto sofferto per la crisi
e che sono alla ricerca di supporto per l’internazionalizzazione. Da qui la nascita nel 2009-10
della sezione Internazionalizzazione di Anie: “L’export di settore è cresciuto del 10-11% annuo
nel periodo 2010-11, ma ha ultimamente subito una battuta d’arresto assestandosi su un più
modesto 3-4% a causa della crisi globale” ha avvertito Fragasso. La vetrina ad Hannover è
stata pensata anche in un’ottica di efficientamento delle spese e riduzione dei costi, poiché
le aziende stanno razionalizzando sempre più la loro presenza a eventi di questo tipo che
possono, d’altra parte, rivelarsi occasioni di business da non perdere.
pello’ di ‘Energy’, tema particolarmente
sentito, si riuniranno invece circa un quarto
degli espositori, attivi in tutti gli ambiti della
filiera energetica, dalla produzione alla distribuzione, dall’accumulo alla trasformazione, alle reti di trasporto dell’energia.
In Fiera vi sarà poi un occhio di riguardo,
come sempre, per l’R&D, cui è dedicato lo
spazio ‘Research & Technology’ (Padiglione
2), dove i visitatori potranno toccare con
mano tecnologie allo stato dell’arte, stringere partnership e avviare collaborazioni.
“‘Least but not last’, i componenti per l’industria e la subfornitura troveranno la loro
collocazione ideale nella ‘Industrial Supply’.
Quello della subfornitura è un comparto
particolarmente caro ad Hannover, che
negli anni dispari con la biennale MDA
(Motion, Drive & Automation) dà vita a un
evento a se stante, di portata tutt’altro che
secondaria” ha illustrato Andreas Züge,
direttore generale della filiale italiana di
Deutsche Messe. “Ora stiamo lavorando affinché il comparto possa identificarsi in una
manifestazione dalla cadenza più regolare:
la distinzione in anni pari e dispari risulta
Control)”. L’iniziativa speciale scelta per l’edizione 2014 di Hannover Messe ha per tema
le ‘Metropolitan Solutions’: “Faremo convergere qui sia i responsabili decisionali in
ambito governativo, amministrativo e politico, sia i massimi offerenti di soluzioni infrastrutturali urbane di origine industriale, che
utilizzeranno la Fiera come una piattaforma
internazionale di dialogo e informazione
sulle tecnologie e sui servizi per lo sviluppo
sostenibile delle città” ha spiegato Siemering. Infine, è ‘Global Challenges, Smart Solutions’ lo slogan con il quale i Paesi Bassi si
presenteranno all’evento in veste di Paese
partner: “I Paesi Bassi con le loro soluzioni intelligenti in risposta alle sfide tecniche sono
sinonimo di innovazione” ha ribadito il vice
presidente. Durante la più recente edizione
confrontabile di Hannover Messe, quella del
Un momento della conferenza stampa a Milano
difficilmente comprensibile al pubblico.
Vedrà così la luce quest’anno, organizzata
in collaborazione con Fiera Milano nel polo
fieristico di Rho-Pero dal 6 al 9 maggio, TPA
Italia (Biennale internazionale per i sistemi di
azionamento, fluidotecnica e automazione),
manifestazione che associa una dimensione
locale, italiana, al respiro internazionale del
circuito MDA e PTC (Power Transmission &
Hannover Messe: punti di forza
L’
ultima edizione di Hannover Messe ha richiamato circa 200 mila visitatori da
90 Paesi, di cui il 63% dall’Europa (la metà da Paesi UE), il 23% dall’Asia,
il 9% dall’America, il 3% dall’Africa e il 2% da Australia/Oceania; nel 2013
oltre 2.000 visitatori sono arrivati dall’Italia (erano stati 1.000 nel 2012). Ora
Deutsche Messe punta a incrementare l’internazionalizzazione dell’evento lato
sia visitatori sia espositori. “Punto di forza della manifestazione è la possibilità per il visitatore
di trovare tutti gli ‘anelli’ della ‘catena’ dell’industria, oltre che le ultime novità tecnologiche che
i produttori di tutto il mondo presentano qui in anteprima” ha concluso Siemering.
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
2012, erano presenti 80 aziende olandesi su
una superficie di 2.200 m2: “Il settore della
costruzione delle macchine sta registrando
una crescita ininterrotta nei Paesi Bassi ed
è caratterizzato dalla presenza di piccole e
medie imprese altamente specializzate. Si è
andata inoltre sviluppando nel Paese un’industria della subfornitura molto competitiva
che fornisce a clienti di tutto il mondo componenti, moduli e pezzi singoli realizzati su
misura. I nostri espositori e visitatori avranno
dunque eccellenti opportunità di cooperazione con i protagonisti olandesi dell’industria”. Le aziende olandesi saranno presenti
in tutti i settori della fiera, oltre che presso lo
stand istituzionale al Padiglione 3.
Hannover Messe www.hannovermesse.de
TPA Italia - www.tpa-italia.com
59
AO ATTUALITÀ
di Antonella Cattaneo
SPS, quarta edizione
Dal 20 al 22 maggio 2014 luci puntate su SPS/IPC/Drives di Parma.
Molte le novità
2
014: scatta la quarta edizione di
SPS/IPC/Drives a Parma, dal 20
al 22 maggio. Quest’anno sono
state annunciate novità interessanti. Secondo Donald Wich, amministratore delegato di Messe Frankfurt
Italia, “Quest’anno la manifestazione sarà
ancora più grande e più importante rispetto all’ultima edizione, che per altro
era già in forte crescita rispetto all’anno
precedente. Un percorso virtuoso per SPS
che fin dalla sua nascita ha avuto un exploit
al di là di ogni aspettativa, nonostante alcune profezie funeste dovute a situazioni
instabili di mercato. Possiamo continuare
quindi a trasferire messaggi di positività
poiché i dati che abbiamo sono di un 15%
di crescita”. Un dato confortante, segno
di un inizio di cambiamento di rotta per il
settore, anche per il fatto che proprio nella
giornata di presentazione di SPS, a Bruxelles è stato presentato il progetto ‘Industrial
Compact’ finanziato dall’Unione Europea
che prevede un forte sostegno proprio per
il settore manifatturiero. Notizia ottima che
permetterà di allinearci alla politica già intrapresa da tempo dagli Stati Uniti, molto
60
più avanti di noi nel percorso di reindustrializzazione. È per questo che secondo Wich
“La manifestazione si colloca proprio in un
ambito favorevole ed è in trend per quanto
riguarda le tendenze macroeconomiche e
gli obiettivi che a livello europeo ci stiamo
ponendo. Nell’ultimo decennio abbiamo
vissuto un presupposto economico che
prevedeva un forte sostegno dei servizi.
Abbiamo visto, soprattutto nei paesi maturi, una deindustrializzazione a favore dei
servizi. Ma proprio nell’ambito della crisi
degli ultimi anni
si è scoperto che
il settore manifatturiero è quello
che assicura
posti di lavoro,
crescita, è quello
che contribuisce al rilancio
dell’economia,
soprattutto di
quelle sofferenti.
Parlando dell’Italia, che si sa è il
secondo mercato
manifatturiero
europeo dopo la
Germania, una
politica orientata
alla crescita è
strategica. L’Italia ha un’incidenza sul PIL
del manifatturiero attorno al 13-14% e la
percentuale di esportazione sul PIL è attorno al 30. La Germania ha un benchmark
del 50%. Se noi recuperassimo dei punti in
percentuale sul manifatturiero, automaticamente aumenteremmo anche l’incidenza
delle esportazioni e ci assicureremmo
quella crescita di cui abbiamo bisogno”. Ma
tornando a SPS, secondo Wich “La manifestazione è proprio un bacino di conoscenze,
di temi, un laboratorio dal quale potrebbe
nascere l’innovazione e anche, perché no,
la crescita del settore manifatturiero in Italia
e in altri mercati”.
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
Donald Wich, amministratore delegato
di Messe Frankfurt Italia
Le novità
Interviene Francesca Selva, vice president
marketing and events di Messe Frankfurt
Italia, “Sì, SPS gode di un ottimo passaparola competente. È una fiera che non
crescerà mai a dismisura in quanto noi
cercheremo sempre di mantenerla molto
verticale ma i dati sulla manifestazione
già ora evidenziano una fiducia consolidata da parte delle aziende espositrici che
considerano la partecipazione un investimento oltre a un momento di incontro.
Quindi forti di questa crescita avevamo
annunciato la volontà di allargare la manifestazione su 2 padiglioni”. E sono riusciti a farlo grazie all’aiuto delle aziende
del panel che si sono suddivise nelle due
aree. Ma questa non è l’unica novità di SPS
perché continua Selva “vorremmo organizzare un’iniziativa in area esterna, una
vera Piazza dell’Innovazione proprio perché i temi che SPS affronta sono temi che
riguardano l’innovazione. Abbiamo quindi
chiesto alle aziende, alle Università, alle
start-up di esporre in quest’area i loro pro-
getti innovativi con temi anche border-line
ma che parlino di innovazione”. Oltre poi
alle aree per i system integrator, della Linking University, dell’Innovation Research, le
zone dedicate ai convegni e alle start-up,
“quest’anno ci sarà un’altra novità: una
parte dedicata all’Industrial Software”
continua Selva. “Abbiamo capito che tutto
quello che è software e hardware nell’au-
il merceologico completo per dettagliare
meglio l’offerta delle aziende” continua
Selva. Dalla prossima edizione parte poi
l’operazione Doppio Fil Rouge che vedrà
la partecipazione di end user del settore
food e farmaceutico alle tavole rotonde
di incontro e confronto con gli operatori
dell’automazione industriale. “Siamo partiti l’anno scorso pensando che ogni anno
avremmo indirizzato
una comunicazione
specifica per far capire
cos’è SPS agli end user
perché SPS è un brand
molto forte tra i nostri
espositori ma non lo è
per i visitatori. Per altro,
per esteso, la sigla SPS
è veramente difficile da
dire e da capire se non
si è tedeschi. L’anno
scorso quindi li abbiamo coinvolti in una
tavola rotonda, sul food
& beverage, e se da un
parte noi abbiamo
avuto un più 37% di
visitatori rispetto all’edizione precedente,
Francesca Selva, vice president marketing and events
dall’altra parte le
di Messe Frankfurt Italia
aziende coinvolte nella
tavola rotonda hanno
tomazione si sta avvicinando moltissimo e capito che a SPS c’era tutto un mondo che
lo abbiamo capito grazie al nostro Comi- interessava a loro. Quest’anno hanno detato Scientifico che ci suggerisce di anno ciso che il focus fosse sul pharma, ma verrà
in anno i temi da sviluppare. E quest’anno riproposto ancora il food & beverage, inil Comitato Scientifico ci ha sensibilizzato dispensabile per noi e per le aziende che
moltissimo sulle tematiche di software hanno partecipato l’anno scorso e che
industriale perché molto c’è di innovativo hanno deciso di far parte di un nostro
e molto c’è ancora da innovare”. A questo network di end user, una specie di club di
proposito interviene Roberto Maietti, con- riferimento in grado di segnalare temi imsulente strategico di SPS, “A supporto di portanti da trattare” continua Selva.
questo progetto, dal 21 gennaio è attivo Un ultimo argomento che vogliamo sottoun blog chiamato ‘Conversazioni SPS’ nel lineare è legato alle aziende italiane, come
quale di tratta di simulazione & analisi, precisa Selva: “A SPS partecipano molte
Internet of things, big data, business in- aziende straniere che hanno filiale in Italia
telligence temi identificati dal Comitato ma alla manifestazione è presente anche
Scientifico sui quali scriveremo dei post e un nucleo di imprese italiane per le quali
ci aspettiamo interazione, rumore... Questi vogliamo fare qualcosa. Con la collaboquattro temi sono anche parte della co- razione di Anie stiamo organizzando una
lonna vertebrale dei seminari, delle tavole visita speciale in fiera, incontri b2b mirati
rotonde di quest’anno”. Dietro a questo e visita alle aziende da parte di operatori
progetto c’è una vera redazione composta russi del comparto industriale di Ekateda Roberto Maietti, Giambattista Gruosso, rinburg” un modo per far conoscere il
docente di Elettrotecnica al Politecnico made in Italy e ampliare la visibilità. di Milano e Giulio Pizzuto che coordiMesse Frankfurt - www.messefrankfurt.it
nata il tutto via web. “Altra novità poi è
Elettronica di controllo maxon
per motori DC e EC.
maxon motor control
SPS/IPC/Drives Italia
Pad.2 Stand M043
Potenza
sotto controllo.
I servocontrollori ESCON maxon motor vengono utilizzati
quando servono buone caratteristiche di regolazione e
una veloce messa in servizio: i sistemi di controllo PWM
a quattro quadranti possiedono rapidi regolatori digitali di
corrente e di velocità con una grande ampiezza di banda
e permettono di controllare in modo ottimale i motori a
corrente continua con magneti permanenti.
maxon motor è il fornitore leader a livello mondiale di
motori e sistemi ad alta precisione fino a 500 watt. Il nome
maxon motor è inoltre sinonimo di soluzioni personalizzate, altissima qualità, capacità di innovazione, prezzi
competitivi e una rete di distribuzione mondiale. Venite a
conoscerci su www.maxonmotor.it
AO
SPECIALE
Sistemi di automazione
Foto tratta da http://freerangestock.com
per la captazione, distribuzione,
controllo, potabilizzazione,
depurazione dell’acqua
a cura di Antonella Cattaneo
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
63
AO
SPECIALE
di Marco Giudici
L’impianto di Acque del
Basso Livenza
La rivoluzione
della depurazione
Con Eaton è possibile gestire un impianto di depurazione a distanza
G
razie all’innovativa tecnologia Eaton, la società
Acque del Basso Livenza ha recentemente rivoluzionato la gestione del proprio impianto di
depurazione idrica. Essendo già da diversi anni
cliente di Eaton e avendo sperimentato la qualità
delle sue avanguardistiche componenti elettroniche, Acque del
Basso non ha avuto alcun dubbio nell’adottare le più recenti
apparecchiature PKE, Smartwire-DT, Panel-PLC e SLX9000 per
rendere il proprio impianto più efficiente e consentire al proprio personale tecnico di gestire i macchinari da postazioni remote. Vediamo come. Acque del Basso Livenza è una società
per azioni a totale controllo pubblico che serve oltre 140.000
abitanti residenti in diciannove comuni nelle province di Treviso, Venezia e Pordenone. Si tratta di uno dei maggiori impianti
di depurazione nell’area del portogruarese e in tutta la provincia di Pordenone. La società si è da sempre impegnata a offrire
un elevato standard di efficienza e qualità dei servizi ai propri
utenti e a reggere la sfida della recente liberalizzazione dei servizi idrici e della competizione che ne è derivata. È per questo
motivo che, ora più che mai, investire in tecnologia ed efficienza
è divenuta una delle priorità di Acque del Basso Livenza.
Ne consegue che, ogni qual volta si verifica un guasto a uno
dei motori o pompe che operano all’interno di un impianto, è
necessario notificare l’evento a tecnici ‘off site’, i quali devono
quindi essere reperibili 24 ore su 24. Questa problematica
spesso penalizza la produttività generale degli impianti di de-
Risolvere problemi a distanza
I protettori di motore PKE connessi al sistema SmartWire DT
consentono un’efficace diagnostica a distanza con un
cablaggio decisamente ridotto
Come è noto a chi opera nel settore del trattamento dell’acqua,
impianti di depurazione idrica come quello gestito da Acque
del Basso Livenza hanno la peculiarità di non essere presidiati.
In altre parole, non dispongono di personale in loco, in quanto
sono interamente automatizzati e operano a ciclo continuo.
purazione e si traduce in notevoli costi di gestione del personale
e tempi morti; quando, ad esempio, un motore si ferma a causa
di uno sforzo eccessivo, l’intero impianto si arresta fino a che
un tecnico non si reca sul posto per ripristinare il protettore del
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MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
motore. È per risolvere questo di
tipo di problematiche che Acque
del Basso Livenza
ha recentemente
deciso di adottare l’innovativo
protettore di
motore PKE, integrato al sistema
Eaton SmartWire
DT, a sua volta in
comunicazione
con il controllore
logico programmabile Panel-PLC
serie XV-150 dotato di interfaccia
Canopen. “In un Inverter SLX9000, protettori motore
impianto di trat- PKE e SmartWire DT consentono di
tamento acque è risparmiare tempo e spazio
fondamentale tenere sotto controllo ogni macchinario a distanza, senza doversi
recare sul posto” spiega Lorenzo Pattaro, application engineer
automation di Eaton Italia, “grazie alla sua innovativa integrazione con il sistema SmartWire DT e il Panel-PLC, il protettore di
motore PKE ora consente ad Acque del Basso Livenza di inviare
informazioni dettagliate tramite sms o email ai propri tecnici, i
quali hanno la possibilità di interagire con l’impianto da postazioni remote attraverso un semplice computer o smartphone”.
Grazie a una connessione remota via VNC, i tecnici di Acque
del Basso Livenza possono quindi monitorare, in tempo reale,
la quantità di corrente assorbita da ciascun motore e, in caso
di sovraccarico o arresto tecnico, sono in grado di rimettere in
funzione immediatamente il motore con un semplice touch
sullo schermo di un tablet o smartphone. “Grazie all’interfaccia
grafica del PLC è possibile vedere e cambiare impostazioni e
interagire con l’impianto” spiaga Pattaro “l’interfaccia grafica è
disponibile all’interno dell’impianto e i tecnici possono vedere
esattamente la stessa cosa da postazioni remote”.
Diagnostica a distanza
Un altro decisivo miglioramento che il sistema PKE, SmartWire
DT e Panel-PLC ha apportato alla gestione dell’impianto di
depurazione di Acque del Basso Livenza è la possibilità di diagnosticare la causa di un qualunque malfunzionamento da
postazioni remote. In precedenza, quando si verificava un guasto, i tecnici ricevevano un sms automatico senza la specifica
della causa e senza la possibilità di intervento da remoto. Come
spiega Pattaro “il sistema è ora in grado di gestire tutti i dispositivi dell’impianto a distanza e permette ai tecnici di monitorarne
le tarature di protezione e individuare immediatamente la causa
di un guasto e capire se, ad esempio, si è verificato un arresto
tecnico o un corto circuito”. Grazie a questo innovativo sistema
di gestione a distanza, Acque del Basso Livenza ha decisamente
ridotto i costi di gestione del personale e incrementato la pro-
duttività generale dell’impianto, facendo sì che i propri tecnici
possano individuare e risolvere la maggior parte dei problemi
senza doversi recare fisicamente sul posto. Oltre all’innovativa
tecnologia PKE e SmartWire DT, Acque del Basso Livenza ha
installato l’inverter Eaton serie SLX9000. Grazie a questo dispositivo connesso al Panel-PLC XV-150 via Canopen, l’azienda è
in grado di gestire i propri motori e cambiarne le impostazioni,
come ad esempio le rampe di accelerazione/decelerazione o
i parametri dei regolatori PID, semplicemente toccando su un
display. Inoltre,
l’SLX9000, così
come il PKE, ha
decisamente migliorato la qualità
della diagnostica.
Mentre, in precedenza, l’unico
modo per individuare un guasto
era costituito
da un semplice
allarme, “grazie alla scheda
ausiliaria di comunicazione Canopen, collegata
al Panel-PLC, ora
è possibile visualizzare lo stato fiIl computer industriale XP702 consente
sico dell’inverter,
di monitorare lo stato generale
la sua velocità e
dell’impianto
la corrente assorbita dal motore in modo da avere una panoramica completa
sullo stato dell’impianto” commenta Pattaro. A completare l’installazione di tecnologia Eaton presso Acque del Basso Livenza,
è il computer industriale XP-702 che ha la funzione di immagazzinare tutti i dati provenienti dalle apparecchiature Eaton
unitamente a quelli forniti da altre componenti del sistema, rendendo visibile lo stato generale dell’impianto di depurazione.
Risultati
“La possibilità di intervenire da postazioni remote, che la tecnologia Eaton offre, è sicuramente la caratteristica che ha colpito
di più il nostro cliente al momento della scelta del protettore
di motore PKE integrato ai prodotti SmartWire DT e Panel-PLC
XV-150” conclude Pattaro “l’installazione di questi prodotti ha
radicalmente cambiato la gestione di Acque del Basso Livenza,
rendendo l’impianto decisamente più tecnologico ed efficiente”. Se in precedenza l’azienda era costretta a dipendere
dalla disponibilità dei propri tecnici, i quali dovevano essere
pronti a recarsi sul posto a qualunque ora del giorno e della
notte, adesso la maggior parte dei problemi possono essere
risolti a distanza e, nel frattempo, I tecnici possono dedicarsi
ad altre mansioni. A conseguirne sono maggiore efficienza e
produttività.
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Eaton - www.eaton.com
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SPECIALE
di Bob Dobson
Migliorare la qualità
delle acque costiere
del Sussex
Uno dei progetti di depurazione delle acque reflue più ambiziosi
di tutta Europa, studiato per trattare le acque reflue di varie città e
migliorare la qualità dell’acqua lungo la costa del Sussex (UK),
è stato portato a termine in tempi record grazie alla semplicità di
integrazione dei sistemi di controllo Mitsubishi Electric
Nazionale South Downs di recente creazione, e l’hanno dotata
di un tetto erboso di 18.000 m2, uno dei più grandi d’Europa, in
modo che si fonda nel paesaggio fino quasi a scomparire. Hanno
inoltre insistito affinché all’interno dell’edificio venga mantenuta
una leggera pressione negativa per evitare la fuoriuscita di odori
sgradevoli.
Tra Scada e PLC
Q
uesto programma di miglioramento ambientale
del costo di 300 milioni di sterline, il progetto di
investimento più consistente mai realizzato dalla
società Southern Water, comprende una nuova
centrale di trattamento delle acque reflue e riciclaggio dei fanghi, due stazioni di pompaggio, un tunnel fognario lungo 11 km e una condotta di scarico in mare lunga 2,5
km. Il nuovo impianto è in grado di trattare i 95 milioni di litri di
acque reflue generate giornalmente dai residenti di Peacehaven,
Telscombe Cliffs, Ovingdean, Rottingdean, Saltdean e Brighton
& Hove. L’impianto di depurazione di Peacehaven, entrato in
funzione alla fine del 2012, è collegato sia alla vecchia rete vittoriana sia al lungo condotto di scarico in mare attraverso il nuovo
tunnel fognario. Gli architetti hanno voluto inserire completamente nell’ambiente questa costruzione, confinante con il Parco
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A Peacehaven si trova la centrale di controllo nella quale sono
in funzione un sistema Scada principale/ausiliario e quattro
stazioni di lavoro di tipo thin
client. Il sistema Scada/PLC geIl nuovo impianto è
in grado di trattare
stisce tutti gli aspetti dell’imi 95 milioni di litri di acque
pianto di depurazione, tra cui il
reflue generate
trattamento delle acque reflue
giornalmente dai residenti
e dei fanghi, il controllo degli
di Peacehaven, Telscombe
odori e la parte di Hvac (riscalCliffs, Ovingdean,
damento, ventilazione e condiRottingdean, Saltdean e
zionamento dell’aria). Il sistema
Brighton & Hove
Scada comprende inoltre altre
cinque stazioni operatore installate in centri di controllo motori
disseminati nel sito di Peacehaven, tutte utilizzabili per comandare l’intero sistema, incluse apparecchiature situate a 7 km di distanza. Ognuno dei siti remoti presenti nelle altre città è dotato
di almeno un HMI Mitsubishi Electric, interfacce configurate per
consentire il controllo locale piuttosto che fornire accesso
all’intero sistema. Il sistema estrae l’aria per mantenere la pressione negativa e la fa passare prima attraverso una serie di torri
di lavaggio acide e di filtri ipocaustici e successivamente attraverso vari filtri a carbone attivo per assicurare che non fuoriesca
alcun odore sgradevole. Il tasso di estrazione è stato calcolato e
impostato in modo che la pressione negativa interna sia sempre mantenuta costante. I progettisti hanno saputo sfruttare
al meglio l’ambiente circostante, utilizzando la pendenza delle
Downs, le colline tipiche dell’area, per alimentare a gravità gran
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
La serie Melsec Q di Mitsubishi Electric è molto più di un
normale PLC. È una piattaforma di automazione unica che
riunisce funzioni di controllo modulari che fanno capo a
numerose e diverse discipline tecniche, tra cui logica,
movimento, IT e controllo dei processi
parte del sistema. In tutto il sistema vi sono solo tre sezioni in cui
le acque reflue devono venire pompate dal basso verso l’alto.
Il punto più basso è una camera di flussaggio situata sotto al
Molo di Brighton e da questo punto le acque reflue fluiscono
per gravità attraverso il GDS della Marina di Brighton fino alla stazione di pompaggio situata sotto a Madeira Drive, il lungomare
simbolo di Brighton che funge da palcoscenico per la partenza
di gare di mezza maratona, l’arrivo di corse di auto d’epoca e
per molti altri eventi pubblici. Da qui, le pompe a velocità fissa
comandate mediante PLC sono utilizzate per fare salire le acque
reflue attraverso un’asta lunga 40 m; le acque proseguono per
gravità arrivando a una seconda stazione di pompaggio situata
a Portobello, dove vengono innalzate di 30 m per fluire poi fino
a Peacehaven, il punto più alto del sistema, da cui vengono alimentate per gravità tutte le aree successive. Le prime due serie
di pompe sono provviste di dispositivi per l’avvio e l’arresto graduali dei motori, mentre le altre utilizzano dei motovariatori.
Le apparecchiature, cuore del sistema di controllo degli impianti,
sono gli HMI GOT1000 e i PLC della serie Melsec Q di Mitsubishi
Electric programmati utilizzando lo standard di programmazione IEC attraverso l’ambiente iQ Works; i PLC e gli HMI si interfacciano con apparecchiature provviste di connettività Harting e
dispositivi di campo di almeno altri dieci produttori.
La scelta dettata dalla semplicità
La ragione principale che ha dettato la scelta dei PLC Mitsubishi Electric è la loro semplicità di installazione e uso, oltre alla
loro capacità di integrarsi senza problemi con prodotti di altri
produttori. A Peacehaven la principale rete di comunicazione è
Profibus, con la quale i PLC e gli HMI sono compatibili anche con
tutte le principali reti aperte, come Ethernet, Modbus e CC-Link.
La serie Melsec Q di Mitsubishi Electric è molto più di un normale
PLC. È una piattaforma di automazione unica che riunisce funzioni di controllo modulari che fanno capo a numerose e diverse
discipline tecniche, tra cui logica, movimento, IT e controllo dei
processi. È stata progettata in modo da facilitarne l’installazione
e la messa in funzione, con l’obiettivo di incrementare la produttività. Southern Water ha utilizzato la potenza della serie
Melsec Q per abbinare il controllo sequenziale a istruzioni specifiche di processo allo scopo di creare un sistema di controllo
ad alte prestazioni, ma al contempo semplice, con
la massima affidabilità. Ad aggiudicarsi il progetto
è stata la società 4Delivery, che ha sub-appaltato
alcuni elementi a Enpure, Veolia Water & Andritz;
il sistema di controllo è stato progettato, installato
e messo in funzione dagli ingegneri dei sistemi di
controllo di Enpure e successivamente completato
da PJA Control Systems, il cui presidente Paul Abbott (in precedenza principal systems engineer in
Enpure) ritiene che l’usabilità immediata delle apparecchiature Mitsubishi Electric abbia apportato
un contributo determinante al successo del progetto. Infatti il
team di Mitsubishi Electric dedicato al progetto si è dovuto recare non più di un paio di volte nella sede dei lavori per aiutare
a risolvere questioni di entità davvero lieve. Gli HMI GOT1000
di Mitsubishi Electric utilizzati in tutto questo notevole progetto
Il sistema Scada/PLC gestisce tutti gli aspetti dell’impianto
di depurazione, tra cui il trattamento delle acque reflue e
dei fanghi, il controllo degli odori e Hvac
sono all’avanguardia nel campo dei pannelli operatore. Sono
progettati secondo principi ergonomici per consentire un utilizzo semplice e intuitivo, che a sua volta offre un’integrazione
delle funzioni nel sistema di controllo superiore a quanto sia mai
stato possibile in precedenza.
Il sistema di controllo si basa su PLC con un livello di supervisione
Scada, e a Enpure/PJA Control Systems sono state affidate la progettazione del sistema, la documentazione, la progettazione
della rete Profibus, gli standard di programmazione PLC/Scada,
la comunicazione esterna in remoto, la telemetria, il collaudo e la
messa in funzione. Nonostante la sua funzionalità articolata, per
azionare il sistema è sufficiente una sola persona e per l’intero
impianto occorre la presenza di quattro o cinque persone soltanto. I PLC Mitsubishi Electric sono tutti installati nella sezione
ICA (Strumentazione, Controllo, Automazione) degli MCC (Centri Controllo Motori). Da questi punti, i PLC controllano e monitorano tutte le apparecchiature di campo, come le pompe e
i flussimetri. Le operazioni possono essere gestite dalla sala di
controllo che utilizza il sistema Scada per rappresentare graficamente l’impianto e controllarlo in remoto.
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Mitsubishi Electric - it3a.mitsubishielectric.com/fa/it
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AO
SPECIALE
di Giovanni Mappa
WDOxy-Fuzzy
Anova presenta una procedura per il controllo on-demand
dell’ossigeno disciolto per il miglioramento depurativo con
risparmio energetico
W
DOxy-Fuzzy è una procedura software fina- metabolizzare il substrato inquinante è necessario che essa
lizzata al controllo ottimale degli impianti respiri, ovvero disponga di una sufficiente concentrazione
di depurazione biologica di acque reflue di ossigeno disciolto. La soluzione utilizzata per fornire OD
civili/industriali e che utilizza algoritmi bio- è, come è noto, quella di utilizzare sistemi di insufflazione e
processistici in Logica Fuzzy e dati online diffusione dell’aria i quali, sfruttando il principio della soluderivanti dalla strumentazione in campo. Quest’ultima si rife- bilità dei gas (Legge di Henry), forniscono ossigeno all’intera
risce alla rilevazione dei valori di concentrazione dell’Ammo- biomassa contenuta nel reattore. Considerando però che (in
nio NH4+ (in alternativa: ORP) e dell’OD (Ossigeno Disciolto) condizioni std) 1 m3 di aria contiene circa il 21% vol di O2, ne
in aerazione restituendo come ‘output’ in tempo
reale i valori ottimali di set-point dei parametri
di controllo processo (OD, portata di aerazione,
di ricircolo ecc.). WDOxy-Fuzzy determina quindi,
il valore ottimale (set-point variabile) della concentrazione dell’OD che garantisce in ogni momento del processo depurativo: il metabolismo
dei batteri eterotrofi e autotrofi protagonisti del
processo depurativo; il controllo delle condizioni
di non-innesco e proliferazione del bulking; la minimizzazione dei consumi energetici (kWh).
Il software è implementabile nei tipici sistemi
di telecontrollo, ma anche direttamente nei PLC
dedicati al loop di controllo locale dell’Ossigeno
Disciolto.
Da oltre due anni WDOxy-Fuzzy viene utilizzato su impianti di depurazione con rimozione Il fenomeno del bulking causato da alcuni batteri filamentosi quali lo
nutrienti, di piccole-medie dimensioni, sia fun- S.Natans, Type 1701 e H.hydrossis
zionanti in continuo, sia con aerazione intermittente. WDOxy-Fuzzy, progettato e sviluppato
dalla società Anova di Napoli, viene utilizzato da oltre due risulta che è necessario fornire una portata di aria 4-5 volte
anni da grandi aziende internazionali del settore strumenta- quella necessaria rispetto all’ossigeno puro. In funzione dei
zione analitica e controllo di processo, avendo superato con diversi parametri operativi di processo (temperatura, pressione atmosferica, concentrazione substrato, concentrazione
successo già nel 2012 i test di funzionalità sul campo.
biomassa ecc.), l’ossigeno contenuto nell’aria si trasforma in
Principi di funzionamento
OD, dopo aver speso l’energia necessaria, ovvero circa 0,5
Il principio di funzionamento di WDOxy-Fuzzy si basa su kWh per ogni Kg/h di O2 richiesto.
alcune correlazioni bio-processistiche presentate qui di se- • Ossigeno disciolto e il bulking: la concentrazione dell’osguito.
sigeno disciolto nel reattore è un parametro di enorme im• Richiesta biologica di ossigeno e ossigeno disciolto: il fun- portanza anche per la sua influenza rispetto al fenomeno
zionamento dei sistemi di depurazione biologica aerobica si del bulking e, di conseguenza, sulla sedimentabilità dei fanbasa sul fatto che le sostanze inquinanti contenute nei reflui ghi. Tale relazione è direttamente influenzata dal carico orgada depurare (organiche, nutrienti ecc.) costituiscono di fatto nico F/M (Food to Microorganism): più elevato è quest’ultimo,
il ‘cibo’ (substrato) dei batteri ‘eterotrofi’ e ‘autotrofi’ che ac- più alta è la concentrazione di ossigeno disciolto necessaria
crescono poi come ‘biomassa’, in un prefissato volume (reat- per prevenire il bulking (causato da alcuni batteri filamentosi
tore). Perché questa biomassa in ambiente acquoso possa quali lo S.Natans, Type 1701 e H.hydrossis).
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• Set point OD e risparmio energetico: il processo di depurazione biologica avviene in genere in condizioni dinamiche di
processo con carichi in ingresso che possono variare anche
notelvolmente nello spazio e nel tempo. La dinamica di for-
come già ribadito, prestabilite e comunque più lente rispetto
al chimismo dell’OD. Inoltre, cosa più grave, OD elevati, oltre a
costituire un inutile dispendio energetico, possono essere sintomatici di alcuni problemi relativi al corretto funzionamento
del processo, come ad esempio una concentrazione della biomassa depurante
troppo bassa, ovvero un carico organico
insufficiente, la presenza di sostanze tossiche che hanno indebolito la vitalità della
biomassa ecc. Estremizzando il concetto,
in un sistema ‘substrato-biomassa-ossigenazione’ equilibrato, un valore basso
(0,4-0,8 mg/l) di concentrazione media
dell’ossigeno disciolto OD, può essere addirittura indicatore di buona funzionalità
ed efficienza energetica, in quanto sta a significare che l’insufflazione d’aria che produce OD è quella necessaria e sufficiente
per le esigenze del processo.
WDOxy-Fuzzy, progettato e sviluppato dalla società Anova
di Napoli, viene utilizzato da aziende del settore strumentazione
analitica e controllo di processo, avendo superato con successo
già nel 2012 i test di funzionalità sul campo
mazione dell’OD rispetto a quella del metabolismo batterico
è in rapporto mediamente di circa 5/20, ovvero una variazione di concentrazione di OD avviene nell’acqua nell’ordine
di qualche minuto (a partire dall’attivazione dell’insufflazione
dell’aria), mentre perché l’OD venga utilizzato come O2 dalla
biomassa per il metabolizzare il substrato, occorrono 15-20
minuti. Tutto ciò consente di focalizzare i punti seguenti.
- L’OD è un parametro chimico-fisico il cui valore numerico
(espresso in mg/l) sta a significare una maggiore o minore
‘disponibilità’ di ossigeno per il metabolismo batterico. Detto
valore è però legato a sua volta, alle differenti dinamiche di
trasferimento all’interno della biomassa (temperatura, gradiente di ossigeno, dimensioni dei fiocchi di fango ecc.). In
altri termini e semplificando il concetto: tra il trovarsi in una
situazione in cui OD assuma valori elevati per brevi periodi
di tempo, rispetto al caso in cui i valori di OD sono più bassi
per tempi invece prolungati, quest’ultimo caso è certamente
non solo preferibile, ma anche energeticamente meno dispendioso.
- Valori di OD troppo bassi in relazione alle effettive esigenze
di processo, ovvero al rapporto F/M tra substrato (inquinante)
e concentrazione della biomassa, favorisce la proliferazione
di batteri filamentosi, a scapito dei batteri ‘fiocco-formatori’
che sono richiesti per il corretto funzionamento del processo
(sedimentazione-ricircolo): pena le gravi conseguenze sia
dal punto di vista gestionale, sia dal punto di vista igienico
sanitario.
- Valori di OD elevati (>2,5 mg/l) non forniscono in genere,
ulteriori vantaggi al metabolismo batterico in quanto le dinamiche dell’utilizzo biologico dell’ossigeno disciolto sono,
Vantaggi di WDOxy-Fuzzy
Nella letteratura tecnico-scientifica riguardante la depurazione biologica delle acque reflue, viene riportato tipicamente il valore di set-point OD di circa 1-2 mg/l, ma si tratta di
un valore ‘a sicurezza’ che non garantisce né lo stato di salute
del processo, né la salvaguardia da un dispendio energetico.
In generale, i vantaggi del sistema a set point OD dinamico
WDOxy-Fuzzy, rispetto al sistema tradizionale (set-point OD
fisso) possono essere così riassunti: risposta immediata ai
picchi a alla variabilità dei carichi idraulici e inquinanti in ingresso grazie a un adattamento continuo del set-point di ossigeno disciolto; maggiore stabilità di processo ed efficienza
depurativa, con particolare riferimento al processo di nitrificazione; elevato risparmio energetico 15-20% e contestuale
eliminazione degli eccessi di nitrificazione, in quanto viene
evitata la fornitura di aria in eccesso e ottenuto un miglior
rendimento di trasferimento di ossigeno da parte dei diffusori; maggiore controllo della continuità del rendimento di
rimozione, in relazione al rispetto dei limiti di qualità nell’effluente depurato.
Anova Studi e Ricerche Interdisciplinari - www.anova.it
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SPECIALE
di Lidia Gilardoni
Depurazione dei reflui
Misura e regolazione del pH e del potenziale Redox nel trattamento
delle acque reflue. La proposta di CLR
I
l trattamento delle acque
trattamenti avanzati risulta partireflue è un processo comcolarmente critica perché la calce
plesso che per essere ben
è un prodotto molto incrostante
controllato richiede un ace che causa nel processo precurato monitoraggio dei
senza di solidi sospesi abrasivi.
parametri fondamentali che lo
Anche la misura del pH e del pogovernano. In particolare alcuni
tenziale Redox nei trattamenti di
parametri chimico-fisici sono esossidoriduzione sulle acque prosenziali per ottimizzare i diversi
venienti da processi industriali è
stadi del processo: la misura del
critica, perché spesso sono prepH e del potenziale di ossidorisenti sostanze altamente inquiduzione nel sedimentatore prinanti, quali ioni metallici, solfuri,
mario permette di proteggere
cianuri: queste soluzioni sono
le vasche di ossidazione dall’inaltamente inquinanti per l’eletgresso di sostanze inquinanti
trodo di riferimento che in breve
e dall’instaurarsi di condizioni
tempo viene reso inutilizzabile.
dannose per l’attività o addiCLR propone, per l’analisi di pH
rittura per la sopravvivenza dei
e Redox nei punti più critici nella
microorganismi che operano la
depurazione delle acque reflue,
depurazione aerobica. Nelle vasensori in grado di garantire per
sche di ossidazione è essenziale
lunghi periodi precisione e affimisurare la concentrazione di
dabilità della misura e quindi del
ossigeno disciolto e operare la Mod.uP02 per le sonde con elettrodi in antimonio è
sistema di regolazione.
regolazione automatica dell’ae- uno strumento a microprocessore, completamente
Sonde per pH e Redox
razione sulla base di questa ana- programmabile
Nei trattamenti di ossidoridulisi perché se la concentrazione
di ossigeno disciolto è troppo bassa si tende a una situazione zione nei reflui industriali, nei sedimentatori primari dei dedi setticità, se invece è troppo alta, oltre ad avere uno spreco puratori di reflui civili e nei trattamenti di neutralizzazione
di energia, si formano fanghi difficili da sedimentare. La mi- con calce delle acque reflue sia industriali sia civili l’elevata
sura del pH nei trattamenti avanzati viene impiegata per concentrazione di sostanze inquinanti e la presenza di solidi
regolare l’addizione di calce per l’abbattimento dei solidi sospesi abrasivi e altamente incrostanti aggredisce gli eletsospesi residui e, successivamente, l’addizione di CO2 per la trodi di riferimento dei sensori tradizionali di pH e Redox e
neutralizzazione dell’effluente e per l’abbattimento tramite li degrada rapidamente. Il risultato è che in breve tempo la
precipitazione dell’eccesso di calce aggiunta nella fase pre- misura non è più vera e l’elettrodo di riferimento deve essere
cedente. L’analisi del cloro residuo o di altro ossidante viene sostituito.
effettuata sull’effluente per controllare la disinfezione finale, La soluzione proposta da CLR è una sonda pH o Redox a imin cui il dosaggio dell’ossidante deve essere sufficiente a ot- mersione con elettrodi separati e corpo a riempimento totale
tenere l’abbattimento di virus microorganismi e protozoi, ma di elettrolita. L’elettrodo di riferimento (di tipo particolartanto contenuto da dare un residuo in uscita non superiore a mente resistente all’inquinamento) è posizionato all’interno
0,2 ppm di cloro attivo.
del corpo sonda ed è protetto da un ponte salino di grande
La funzionalità dell’impianto di depurazione dei reflui di- volume che svolge la duplice funzione di fare da barriera
pende dall’efficacia dell’automazione e in particolare dal tra l’inquinante e il riferimento e di creare un buon battente
buon funzionamento della strumentazione di analisi. La scelta idraulico sul setto poroso mantenendolo così pulito. Questo
della catena di analisi va fatta tenendo conto da una parte dei tipo di sonda è stata installata con successo in processi alrequisiti fondamentali di precisione e affidabilità delle misure tamente contaminanti; richiede poca manutenzione (pulizia
e dall’altra delle difficoltà oggettive che si incontrano nell’ese- periodica e rabbocco di elettrolita quando necessario) e gaguire tali misure nei liquami. Ad esempio la misura del pH nei rantisce misure e regolazioni di pH e Redox precise e affidabili
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nti
o prese
Sarem ALIA,
a SPS IT 0 -22 Maggio
2
Parma Stand A026
Pad. 2
per lunghi periodi. Nei trattamenti di acque reflue industriali
con presenza elevata di sostanze incrostanti od oleose che
tendono a depositarsi sull’elettrodo di riferimento rendendolo inutilizzabile, o con presenza di sostanze che tendono
a reagire con gli elettrodi di riferimento rovinandoli, come ad
esempio gli ioni Hg++, Pb++, Cu++, ClO4-, Ag+, Br-, I-, CN-, S=,
l’impiego di sensori pH o Redox con elettrodi di tipo differenziale garantisce un’elevata affidabilità per lunghi periodi con
necessità di manutenzione pressoché nulle. I riferimenti degli
elettrodi di pH e
Redox differenziali
sono inoltre immuni agli effetti,
deleteri per i captatori interni, delle
correnti parassite
nel campione in
analisi.
Le unità
elettroniche
L’unità elettronica Mod.uP01
per le sonde pH
differenziali, Mod.
uP03 per le sonde
Redox differenziali,
Mod.uP02 per le
sonde con elettrodi in antimonio
Sonda pH o Redox a immersione con
è uno strumento a
elettrodi separati e corpo a
micro processore,
riempimento totale di elettrolita
completamente
programmabile.
Riceve il segnale dal sensore (pH, Redox o pH in antimonio)
e dal relativo sensore di temperatura. La misura viene termocompensata, elaborata, mostrata a display in unità ingegneristiche e ritrasmessa sull’uscita analogica 4-20 mA o 0-10 V,
che può essere impiegata per la registrazione in continuo dei
parametri di processo. Lo strumento è dotato di 4 uscite digitali che possono essere configurate via software come NA
o NC e possono essere programmate come allarme di bassa,
allarme di alta, allarme con isteresi o allarme a finestra. Le
uscite digitali sono da relè e possono essere impiegate sia
per la regolazione che per attuare la segnalazione (ad es. acustica) di eventuali condizioni di allarme. Lo stesso strumento
è disponibile con algoritmo di regolazione PID. CLR offre naturalmente anche apparecchiature standard per la misura e
la regolazione del pH e del potenziale Redox nelle fasi in cui
non esistono problematiche particolari. Propone inoltre una
linea di apparecchiature espressamente dedicata alla misura
di parametri chimico-fisici nelle acque di scarico: pH, Redox,
conducibilità, ossigeno disciolto, cloro e altri ossidanti, torbidità, tutte particolarmente robuste e caratterizzate da ridotte
necessità di manutenzione.
CLR - www.clritalia.com
PL470
Un nuovo tassello nella
famiglia dei PLC Pixsys.
Nuove performances di sistema con la
gamma PLC core ARM-i.MX28/450Mhz.
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Drug and Drop preconfigurate da ambiente di
programmazione IEC61131 con 5 linguaggi.
• Blocchi funzione PID, generatori di set/profilo,
logica servo-valvole, gestioni ingressi veloci o
Encoder fino a 100Khz.
• Moduli I/O auto-configurabili in modalità Plug-in.
• Ethernet Modbus-TCP Master/Slave con switch a 2
porte integrato per collegamenti in cascata oltre a
Bus di campo CANopen e RS485 Modbus-RTU.
• Telecontrollo e Web Server/FTP per monitoraggio
dati con possibilità di personalizzare l’interfaccia
Web.
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AO
SPECIALE
di Martina Moretti
Connettività
Adsl e Gprs/3G
Thames Water è l’utility
deputata a occuparsi della
fornitura di acqua e dello
smaltimento acque reflue
oltremanica
Con l’installazione di 450 router Ethernet eWON, Thames Water
può monitorare e controllare le risorse critiche ubicate nelle sue
stazioni di pompaggio e nei suoi impianti di trattamento delle
acque di scarico, distribuiti nel territorio del Regno Unito
T
hames Water è l’utility deputata a occuparsi della
fornitura di acqua e dello smaltimento acque reflue oltremanica, soprattutto nelle zone di Londra,
lungo il corso del Tamigi, nel Surrey, Gloucestershire,
Wiltshire, Kent, e in altre regioni del territorio britannico. I progetti supervisionati e realizzati dalla società sono di
proporzioni importanti; tra questi spicca il Thames Water Ring
Main, la più grande infrastruttura
per il trattamento delle acque
di scarico in Europa, insieme
con il più esteso impianto per
la desalinizzazione delle acque
marine che si può trovare nel
Regno Unito. Ogni giorno, Thames Water fornisce
alla popolazione,
tramite i suoi oltre
100 impianti dislocati sul territorio,
circa 2,6 gigalitri
di acqua potabile,
una filiera di 32.000
km di tubature che
serve 8,7 milioni di Il modello eWON 2104CD
persone nell’area svolge la funzione di
della grande Londra router IP VPN e gateway
(City e sobborghi). trasparente
Inoltre, si occupa
della raccolta e smaltimento di 4 gigalitri di acque
di scarico prodotti da 13,8 milioni di persone e raccolte da 108.000 km di tubature presenti nel Sud del
Regno Unito. Numeri impressionanti che richiedono
una gestione pronta, efficace e massimamente affiThames Water fornisce alla popolazione, tramite i suoi oltre
dabile; di conseguenza, anche la scelta dei partner
100 impianti dislocati sul territorio, circa 2,6 gigalitri di acqua potabile
operativi deve essere eseguita con una certa ocu-
72
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
latezza. eWON, l’azienda belga che opera nel settore della teleassistenza, distribuita in Italia in esclusiva da EFA Automazione,
ha dimostrato di possedere tutti i requisiti necessari a soddisfare
le rigide direttive di Thames Water. Jim Grandison, workstream
lead per lo Scada Delivery Program in Thames Water rivela:
“Stiamo utilizzando i router Ethernet eWON principalmente per
garantire comunicazioni remote sicure con le apparecchiature
di monitoraggio e controllo di importanza critica installate nelle
nostre stazioni di pompaggio delle acque di scarico e negli impianti di trattamento delle acque reflue. Questo progetto rientra
nell’ambito di un programma di investimento quinquennale di
4,9 miliardi di sterline lanciato nel 2010 e volto a migliorare la nostra rete e i nostri impianti di trattamento delle acque, allo scopo
di assicurare un servizio migliore ai nostri 14 milioni di clienti”.
Problemi da risolvere
La complessità dell’infrastruttura ha posto una serie di questioni legate alla sua gestione; come spiega Jim Grandison: “Il
problema con le connessioni dial-up è che i dati che si ricevono
sono storici, forse più vecchi di 24 ore. Per consentire al servizio
clienti di fornire dati aggiornati e affidabili e per poter reagire
prontamente in caso di problemi operativi, abbiamo necessità
di accedere a dati che indichino in tempo reale lo stato delle
risorse. Ciò permette di evitare l’invio di tecnici presso lo stabilimento per controllare qual è effettivamente il problema”.
“I nostri clienti richiedono la fornitura di acqua pulita e potabile in modo tempestivo e riducendo al minimo le interruzioni
del servizio” afferma Grandison. “In passato, presso le stazioni
di pompaggio veniva monitorato solo il risultato di un guasto,
dopo che questo si era verificato ma non disponevamo di dati
sulla causa della rottura di un’apparecchiatura. Con i dispositivi
eWON possiamo contare sull’accesso immediato alle informazioni di diagnostica. Questo approccio di monitoraggio remoto
in tempo reale supporta il nostro programma quinquennale
Asset Management Programme, che determinerà un cambiamento nel tipo di gestione delle risorse da storico a proattivo”.
“L’obiettivo è essere in grado, in caso di problemi, di far intervenire presso gli stabilimenti le persone giuste con gli strumenti
giusti. In precedenza era necessario inviare un tecnico o un team
di tecnici presso lo stabilimento per investigare il problema,
quindi decidere chi inviare per le riparazioni e quali strumenti utilizzare”. Thames Water sta già installando oltre 450 router eWON
presso circa lo stesso numero di stabilimenti ad ‘alta priorità’ nel
Regno Unito, in combinazione con un PLC/dispositivo RTU, per
monitorare e controllare i processi presso lo stabilimento. Il ruolo
del dispositivo eWON è quello di fornire accesso remoto sicuro e
resiliente tramite Internet a PLC/dispositivi RTU, utilizzando una
combinazione di Adsl a banda larga e Gprs/3G.
Comunicazioni remote
Dave Hammond, Ethernet product manager presso M.A.C Solutions svela: “I dispositivi che abbiamo fornito a Thames Water
integrano un modem Adsl 2/2+ e un modem Gprs, utilizzabile
come soluzione di accesso alternativa fail-over. Il modello eWON
2104CD svolge la funzione di router IP VPN e gateway trasparente, consentendo l’accesso remoto sicuro al PLC o ai dispositivi
RTU collegati dietro l’eWON, presso ciascuno stabilimento”. “Uti-
Con i dispositivi eWON è possibile contare sull’accesso
immediato alle informazioni di diagnostica
lizzando la libreria integrata di protocolli PLC, ogni unità eWON
è in grado di monitorare i dati di processo in tempo reale provenienti da PLC/RTU dello stabilimento. Oltre a ciò, ogni unità
eWON invia continuamente ai PLC/RTU dello stabilimento dati
in tempo reale riguardanti lo stato e le condizioni della rete di
comunicazione dello stesso. In questo modo, i dati relativi al
comportamento dei link Adsl, Gprs e VPN che collegano lo stabilimento alla sede principale vengono elaborati assieme agli
altri dati di processo degli stabilimenti. L’unità eWON può inoltre essere controllata dal PLC, assicurando così un’integrazione
totale tra i processi e la rete di comunicazione degli stabilimenti”.
L’obiettivo è quello di assicurare comunicazioni remote resilienti
e affidabili tra l’unità eWON e il PLC/RTU presso ciascuno stabilimento, da una singola stazione di controllo master presso la
sede centrale Thames. Questi link devono poter essere utilizzati
per più scopi simultaneamente, tra cui la raccolta di dati, la modifica dei parametri di processo e il backup di dispositivi dello stabilimento, oltre che per eseguire la manutenzione dei dispositivi.
L’infrastruttura Adsl e Gprs tra la sede centrale Thames e gli stabilimenti remoti viene fornita da terzi. È pertanto imperativo
che i link siano sicuri e che i dati siano crittografati. Questa infrastruttura centralizzata è costituita da più concentratori VPN
o hub locali e da sistemi Scada regionali. “Come le razze della
ruota di una bicicletta, ogni dispositivo eWON al termine di una
‘razza’ è collegato a un concentratore VPN ubicato in posizione
centrale. Attraverso link VPN sicuri, i dispositivi eWON trasmettono i dati in tempo reale da e per le risorse dello stabilimento,
quali pressioni, portate, temperature, stati delle apparecchiature
ecc.” spiega Hammond. Grazie alla capacità di passare da Adsl a
modem Gprs, le unità eWON forniscono un vantaggio reale, in
quanto garantiscono connettività e visibilità delle informazioni
in tempo reale sulle nostre risorse più importanti.
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MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
73
Foto tratta da http://www.guidaspagna.net/
AO
SPECIALE
di Paolo Laganà
Il controllo
della rete idrica
L
Inlon Engineering
ha realizzato per un
piccolo comune
dell’Italia centrale
una soluzione di
telecontrollo per la
gestione del
sistema locale di
approvvigionamento
idrico basato su rete
di comunicazione
Gprs
a soluzione di seguito presentata, realizzata da Inlon tazione per ogni serbatoio delle quali va misurata la portata.
Engineering, prevede il controllo di varie tratte di Il terzo è costituito da 2 serbatoi alimentati da 2 tubazioni di
rete idrica, costituite da più serbatoi di accumulo alimentazione (una per serbatoio) ed è presente una pompa.
e un pozzo di estrazione, appartenenti a un pic- In totale, quindi, sono stati monitorati 5 serbatoi e 3 pompe,
colo comune dell’Italia centrale. Inoltre, il sistema collegati alla centrale remota di controllo. Nei siti in cui sono
di supervisione e controllo consente l’invio di sms di status presenti due pompe, è stato espressamente richiesto che le
oppure di allarmi direttamente sui cellulari dei responsabili stesse lavorino in alternanza, per avere la certezza che siano
della gestione dell’acquedotto. In particolare, è stato richie- sempre efficienti: a regime, ne deve lavorare una sola e l’altra
sto di monitorare da una centrale remota di controllo diverse fare riserva. Le grandezze che vengono monitorate per i sergrandezze (livello dell’acqua nel serbatoio, flusso nelle con- batoi sono il livello dell’acqua tramite sonda di livello, il codotte, stato pompe …) e di ricevere rapidamente
allarmi dovuti a malfunzionamento. Viene richiesto infine un sistema di comunicazione remoto
wireless tra ciascun sito remoto e la centrale
remota di controllo presente negli uffici del Comune. Il sistema installato prevede una soluzione
di telecontrollo per la gestione del sistema locale
di approvvigionamento idrico basato su rete di
comunicazione Gprs. È stata scelta questa soluzione considerando la distribuzione geografica
delle postazioni.
La rete da controllare, infatti, consta di tre siti. Il
primo è una stazione di pompaggio costituita da
un serbatoio di accumulo e da due pompe di rilancio: in questo sito si è previsto il controllo del
livello del serbatoio, la misurazione della portata
delle tubazioni di alimentazione del serbatoio e
il funzionamento di due pompe. Il secondo è un
serbatoio più grande da dove parte la distribuIl sistema di supervisione e controllo consente l’invio di sms
zione verso le utenze. Ci sono 2 serbatoi, di cui di status oppure di allarmi direttamente sui cellulari dei responsabili
va controllato il livello, e 2 tubazioni di alimen- della gestione dell’acquedotto
74
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
mando (ON/OFF) e stato per apertura e chiusura della valvola,
i litri in uscita tramite contatore volumetrico elettronico (contalitri). Per le pompe invece viene monitorato il comando (ON/
OFF) e stato della pompa per apertura e chiusura del pozzo.
Ogni malfunzionamento del sistema descritto genera un allarme che viene trasmesso alla centrale remota di controllo
costituita da un PC con adeguata interfaccia utente user
friendly per la supervisione a cura di un operatore non specializzato. Il sistema è composto da un’infrastruttura di rete,
un’apparecchiatura periferica di acquisizione e comando, una
centrale remota di controllo.
Il leader globale
nell’Acquisizione Dati …
… con la sua impareggiabile gamma
di soluzioni per l’acquisizione dati
… per le applicazioni di prova più
impegnative
La realizzazione della soluzione di telecontrollo in questione
supporta anche la realizzazione di un’infrastruttura di rete di
campo che costituisce comunque valore aggiunto, in quanto
rappresenta il punto di partenza per la crescita del sistema in
progetto e base per futuri altri sistemi: controllo valvole, controllo dei quadri elettrici (forzature) ecc. Si è scelto di utilizzare
la piattaforma Niagara di Tridium che, con la sua architetta
web server, garantisce la gestione IP su una piattaforma ormai
consolidata come Java e rimane, nello stesso tempo, aperta ai
bus di campo e protocolli più utilizzati, consentendo, così, una
piena integrazione (es. Lonworks, Modbus, Mbus).
È stata supportata la connessione alla rete Gprs attraverso
appostiti dispositivi che includono anche un modem Gprs di
mercato. Il sistema così realizzato offre diversi vantaggi, fra
i quali la modularità, la facilità d’espansione e/o aggiornamento, l’integrazione di prodotti forniti da case produttrici
diverse, la possibilità di sfruttare diversi mezzi trasmissivi per
connettere tra loro i vari dispositivi, il tutto grazie all’utilizzo
di un protocollo standard aperto e utilizzato in tutto il mondo.
L’estrema flessibilità della piattaforma, inoltre, risponde perfettamente a un’altra delle esigenze della committenza: l’espansione del sistema su altre tratte e altri siti, in un periodo
di tempo successivo, senza, ovviamente, dover stravolgere il
tutto. Ogni nodo di rete locale richiede specifici dispositivi di
acquisizione e comando che sono supportati dal dispositivo
prescelto, Jace JGX216, particolarmente flessibile per la gestione della comunicazione in quanto dispone anche di due
slot di espansione per alloggiare schede di interfaccia seriale
per bus di mercato. Il dispositivo è dotato di 16 I/O (8 ingressi
universali, configurabili anche come ingressi analogici 0-20
mA; 4 uscite digitali a relè; 4 uscite analogiche 0-10 V), di 2
porte Ethernet, 1 porta RS232 e 1 porta RS485 con possibilità,
quindi, di gestire un modem dial-up o Gprs, mentre la porta
Ethernet TCP/IP viene utilizzata per il controllo remoto e la
gestione. Un tool grafico è già implementato nel Jace e può
essere esportato tramite un browser di mercato. La centrale
di controllo proposta ha un’interfaccia uomo-macchina molto
semplice ed è adatta per essere utilizzata anche da personale
privo di conoscenze informatiche. Si è, infatti, previsto l’utilizzo di un computer con sistema operativo Windows che non
richiede l’uso esclusivo e non ha requisiti particolari: è sufficiente disporre di un sistema operativo Windows XP o successivo e supporto Java.
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SPECIALE
di Sergio Valletti
L’acqua
e il suo ambiente
Foto tratta da www.morguefile.com
AO
I trasduttori della serie 85DL con datalogger prodotti da Valcom
si sono recentemente distinti per affidabilità, robustezza
e praticità di utilizzo nel settore di distribuzione delle acque, come
ha dimostrato anche la positiva collaborazione al progetto ‘I laghi
di cava come regolatori delle emergenze idriche’ promosso dal
Politecnico di Milano
I
n un’operazione complessa come quella del bilancia- impostabile da 1 secondo a 24 ore con capacità di immagazmento delle reti idrauliche, spesso l’analisi e il monitorag- zinamento dati fino a un massimo di 95.000. L’autonomia di
gio degli andamenti della pressione idrica delle condotte funzionamento è superiore ai 10 anni con intervalli di camdell’acqua di punti presidiati della rete, ovvero quei nodi pionamento di 15 min e la memoria, scaricabile con computer
raggiunti da alimentazione elettrica e caratterizzati dalla notebook o palmare Windows compatibili, è di tipo non vopresenza permanente di strumentazione, non è sufficiente. latile ovvero i dati restano memorizzati anche a esaurimento
Il telecontrollo centralizzato delle reti, effettuato in maniera delle batterie, e ogni dato è associato a data e ora di registracontinua nei punti cruciali
della distribuzione di acqua
potabile, non può infatti fotografare con esattezza la situazione delle pressioni di rete a
livello capillare. Lo stato delle
condotte idriche di acqua, la
cui pressione non è superiore
a 16 bar, è funzione delle perdite di carico della rete e il
fabbisogno dipendente dalle
utenze. Da qui la necessità La versione a immersione della serie 85DL trova la sua perfetta collocazione in
della creazione di ‘pozzetti applicazioni di monitoraggio ambientale
spia’ in zone della rete considerate secondarie da un punto di vista del monitoraggio zione. Appare evidente come uno strumento di questo tipo
continuo, ma cruciali da un punto di vista strategico allorché sia di enorme utilità per monitoraggi di tipo saltuario o dai
sorga la necessità di variazioni di tipo progettuale. La man- brevi intervalli di tempo, che possono variare dalla settimana
canza di alimentazione elettrica in sito è fra le cause principali al mese.
dell’utilizzo e della necessità di un apparecchio totalmente
Controllo del livello delle falde
autonomo, indipendente e programmabile.
Il trasduttore della serie 85DL è alimentato a batteria ed è in Accanto a questa applicazione viene proposta la versione a
grado di rilevare le grandezze di pressione relativa o assoluta, immersione della serie 85DL, che trova la sua perfetta collocon campo da 100 mbar a 75 bar. La custodia del trasduttore cazione in applicazioni di monitoraggio ambientale, tra cui,
è in acciaio inox Aisi 316 con connessione meccanica standard in particolare, il controllo delle falde acquifere e il livello di
½” GM e grado di protezione IP67, ma disponibile anche in dighe, bacini o laghi. Un controllo periodico su questo tipo
altre versioni a richiesta. L’intervallo di misura/registrazione è di variabili, affiancato e incrociato a monitoraggi di altro tipo
76
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
AZ
La versione immergibile della
serie 85DL si compone di due
corpi in acciaio inox Aisi 316
collegati fra loro da un cavo
autoportante di lunghezza
variabile
quali indagini soniche o elettromagnetiche su terreni o strutture, è la prima arma che l’uomo possiede per prevenire frane
e smottamenti, ma anche cedimenti fisici di strutture e infrastrutture, che, contrariamente a quanto si credeva qualche
anno fa, sono fortemente condizionate dall’azione combinata
di usura fisica e aggressione atmosferica a opera di elementi
inquinanti esterni, che ne accelerano l’invecchiamento.
Il controllo del livello delle falde diventa di estrema importanza a livello di impatto ambientale, allorché la commistione
di sostanze trasportate dall’acqua da un terreno a terreni diversi, sia evento indesiderato. Taluni terreni necessitano di essere isolati da altri; la commistione delle sostanze componenti
il terreno potrebbe infatti danneggiare le attività dei terreni
adiacenti, sia per scambio di sostanze naturali sia per scambio
di sostanze inquinanti, viene spesso prevenuta con la separazione fisica tra i due terreni (come ad esempio l’erezione di
una divisione in muratura) che da sola però non è sufficiente.
All’arrivare delle piogge i livelli delle falde potrebbero innalzarsi a tal punto da superare l’ostacolo fisico della divisione e
fungendo da veicolo di trasporto di componenti altrove indesiderati. Il monitoraggio del livello diventa quindi cruciale
anche in questa situazione. A tale
scopo le opere di muratura sono
solitamente affiancate alla creazione di pozzetti che monitorano il livello delle falde e che,
raggiunta una situazione di preallarme, attivano sistemi di sicurezza atti al ripristino del normale livello della falda e a un
suo riequilibrio. La versione immergibile della serie 85DL, con
grado di protezione IP68, per misure di livello in tine, vasche,
pozzetti o dighe si compone di due corpi in acciaio inox Aisi
316 collegati fra loro da un cavo autoportante di lunghezza
variabile in funzione delle necessità. Il corpo inferiore alloggia
il sensore e l’elettronica, il corpo superiore la batteria e il connettore per il trasferimento dati.
La sua forma e il suo design sono stati studiati in modo tale da
avere effetto zero sull’impatto ambientale anche da un punto
di vista estetico e di mimetizzazione con l’ambiente.
L’esperienza maturata da Valcom nel passato si intreccia alle
attuali e sempre più sentite esigenze di sviluppo sostenibile,
crescita solidale e rispetto ambientale. L’attenzione dell’azienda rivolta a queste tematiche, combinata alla conoscenza
delle applicazioni da campo, ne rafforza la fiducia per gli anni
a venire.
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AO
SPECIALE
di Mauro Vaccarino
Mazzè, tra medioevo
e modernità idrauliche
Il sollevamento delle acque è possibile grazie all’inverter Danfoss
VLT Acqua Drive e VLT Soft Starters MCD 500
S
orge sulla sommità di una collina e si affaccia
sull’ampia ansa della Dora Baltea, il castello di
Mazzè, suggestivo castello medievale risalente al XII
secolo e costruito per volere dei conti di Valperga.
Il Castello di Mazzè è conosciuto per il museo delle
tortura, spettacolare scenario di circa 500 m2, situato nei sotterranei, con prigioni e macchinari di ogni tipo utilizzati per
‘addolcire’ coloro che erano contrari al dogma e alla morale
cattolica. Mazzè è invece un paese della pianura piemontese,
sul confine tra la provincia di Torino e quella di Vercelli, che si
estende per 27 km2 ed è attraversato appunto dalla Dora Baltea, importante affluente di sinistra del fiume Po, che nasce in
Val d’Aosta, sul Monte Bianco. La Dora Baltea è l’unico fiume
italiano dal regime nivo-glaciale: infatti la notevole altezza
delle montagne presenti nel suo alto corso consente al fiume
(a differenza di tutti gli altri corsi d’acqua italiani) di mantenere
una portata elevata soprattutto durante l’estate, grazie alle
abbondanti acque di scioglimento dei ghiacciai del Monte
Bianco e di gran parte di quelli situati in testa ai suoi affluenti.
Un fiume dunque assai ricco d’acqua che presenta anche una
certa costanza di regime (ben 110 m³/s il modulo medio presso
la foce), estremamente importante anche per il Po che, privato
pesantemente prima della sua confluenza di gran parte della
sua portata per alimentare il Canale Cavour, riesce così a diluire
sufficientemente il suo carico inquinante.
La nuova stazione di sollevamento
d’acqua
Percorrendo le strade sterrate di campagna o avventurandosi
lungo i sentieri polverosi dei boschi del mazzediese, si ha l’impressione di essere imbrigliati in una sorta di grande ragnatela
la cui tela e la cui trama sono sapientemente costituite dalle
78
numerose rogge, dai numerosi fossi, canali che ricevono acqua
dalla Dora, e la distribuiscono ai campi. L’irrigazione dei campi
è resa possibile grazie a un nuovo e innovativo impianto di
sollevamento progettato, realizzato, collaudato e certificato
interamente sia dal punto di vista idraulico sia da quello elettrico e di automazione dalla ditta Misa di Arzignano, in provincia di Vicenza, che oltre a vantare una grande esperienza
nel settore della progettazione e realizzazione di impianti per
il sollevamento acqua è anche la produttrice delle potenti
pompe centrifughe ad asse verticale. Grazie all’approfondito
studio idraulico dell’impianto, alla performante costruzione
delle pompe coordinato dal sofisticato e innovativo sistema
di automazione della centrale di pompaggio, tutti realizzati da
Misa, l’acqua della Dora Baltea viene sollevata a 63 m nominali
e a 70 m nominali di altezza geodetica rispettivamente dai due
diversi impianti di irrigazione, Villareggia e Fraschea. Misa ha
scelto per il suo innovativo impianto i convertitori di frequenza
Danfoss VLT Aqua Drive FC 202 ad alta potenza, e i soft starter MCD 500, per avere la sicurezza di un impianto affidabile
e con un ottimo rendimento energetico. Per il sollevamento
l’impianto Villareggia è costituito da cinque elettropompe P1,
P2, P3, P4 e P5, aventi ciascuna una portata di 1.200 l/s alla prevalenza di 63 m, inserite fino a una contemporaneità di quattro elettropompe che corrisponde a una portata massima di
emungimento di concessione dalla Dora di 4,75 m3 al secondo.
Le 5 elettropompe Misa C1R 75/2 sono azionate ciascuna dal
proprio inverter Danfoss VLT Aqua Drive FC 202, con grado di
protezione IP54, ognuno da 1 MW di potenza, che permette
una regolazione dei giri consentendo così il progressivo funzionamento in parallelo, in regolazione sincronizzata delle macchine, seguendo delle rampe di velocità coordinate e limitando
al minimo le perturbazioni in condotta. Una delle pompe ri-
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
Fusibili e sezionatore
di linea
L’uso dei fusibili extra rapidi è altamente consigliato per proteggere gli
inverter da sovraccarichi di corrente.
La protezione del fusibile limita i danni
al convertitore riducendo i tempi
di manutenzione in caso di guasto.
La maniglia montata a fronte quadro consente un facile azionamento
manuale del sezionatore, in modo da
interrompere, se necessario, l’alimentazione al convertitore di frequenza.
Lo scollegamento è interconnesso
con le porte dell’armadio in modo da
Le elettropompe Misa sono azionate ciascuna dal proprio
inverter Danfoss VLT Aqua Drive FC 202
mane in condizioni di riserva calda, potendo inserirsi però immediatamente nel caso di avaria, blocco, ma anche solo in caso
di manutenzione a uno qualsiasi dei gruppi di pompaggio. Per
il sollevamento Fraschea l’impianto è costituito da due elettropompe Misa C1R 35/2 P6 e P7 aventi ciascuna una portata di
250 l/s alla prevalenza di 70 m, inserite di norma con una sola
elettropompa in funzione mentre l’altra rimane sempre di riserva. Le due elettropompe P6 e P7 sono azionate da soft starter Danfoss VLT serie MCD 500, che garantiscono un’inserzione
con regolazione a tensione progressiva, con controllo della
coppia e successivamente, all’arresto, si sfrutta la possibilità di
rallentamento progressivo e accuratamente controllato, grazie
all’algoritmo AAC, offerto dai soft starter MCD 500, che permette di evitare colpi d’ariete.
Inverter ad alta potenza ed efficienza
L’efficienza energetica è da sempre un fattore prioritario per
Danfoss, infatti la progettazione innovativa e l’utilizzo di componenti di elevata qualità nella realizzazione di inverter VLT
garantisce un’efficienza energetica senza confronti. I convertitori di frequenza VLT sono in grado di garantire un rendimento
energetico del 98%, ciò significa che solo il 2% dell’energia
viene dissipata sottoforma di calore. Il risultato è un elevato
risparmio di energia con meno costi operativi. I 5 inverter VLT
High Power utilizzati da Misa, della potenza di 1 MW sono costituiti in quadro Rittal TS8, con sezionatore di linea già integrato
a bordo e fusibili extra rapidi incorporati. Gli inverter sono stati
installati fianco a fianco, permettendo così una notevole riduzione degli ingombri. Inoltre sono stati montati a una parete
confinante con l’esterno, cosicchè grazie a un canale di raffreddamento posteriore di cui gli inverter VLT sono dotati di serie,
l’85% dell’energia termica dissipata dagli azionamenti, viene
trasferita all’esterno. Ciò significa che all’interno della sala quadri è disperso, in calore, meno del 15% della totale dissipazione
di ciascun azionamento. Le schede elettroniche sono rivestite
di serie con un trattamento protettivo in Classe 3C3, in conformità alla normativa IEC 60721-3-3, rendendo i VLT perfetti per
utilizzo in ambienti aggressivi.
Il VLT Aqua Drive permette di contenere i costi di gestione
massimizzando l’efficienza energetica
evitare la loro eventuale apertura quando vi è ancora alimentazione elettrica.
Dedicati al settore del trattamento acque
L’inverter Danfoss VLT Aqua Drive FC 202 è l’inverter progettato
per sistemi di pompaggio, impianti di irrigazione e trattamento
acque, e offre una vasta gamma di funzioni dedicate, di serie e
opzionali appositamente studiate per le applicazioni nel settore
water, garantendo un controllo e una flessibilità senza pari. Grazie a importanti funzionalità quali l’Ottimizzazione Automatica
dell’Energia (AEO) e l’Adattamento Automatico Motore (AMA), il
VLT Aqua Drive permette di contenere i costi di gestione massimizzando l’efficienza energetica. Ulteriori funzionalità per proteggere il sistema, ridurre i costi e ottenere risparmio energetico
sono dati da: funzione marcia a secco, funzione riempimento
condotte, funzione compensazione della portata, alternanza
motori, funzione pausa pompa, funzione orologio, funzione ‘fine
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
79
AO
SPECIALE
curva’, gestione sistemi multi-pompa, temperatura ambiente
fino a 50 °C, smart logic controller integrato, arresto in sicurezza.
Il regolatore PID integrato di serie fa sì che il VLT FC 202 regoli autonomamente la velocità della pompa per mantenere costante
la pressione desiderata. Disponibile con grado di protezione fino
a IP66, è perfetto per essere installato anche in ambienti aggressivi, senza la necessità di un quadro elettrico. Il design modulare
permette una facile integrazione delle opzioni.
VLT Soft Starter MCD 500
Sistemi di pompaggio, come quello di Misa, richiedono che le
pompe debbano essere avviate lentamente e talvolta anche
arrestate lentamente per evitare stress meccanici e colpi d’ariete. Dotato di display grafico semplice e intuitivo, il VLT Soft
Starter MCD 500 rappresenta la soluzione completa per il controllo avanzato di avviamento e arresto dei motori asincroni. È
un soft starter estremamente intelligente, tecnologicamente
avanzato, che controlla costantemente il carico del motore e
si adatta automaticamente ad esso regolando il suo moto di
Diagramma di parallelo
avvio o arresto. I trasformatori amperometrici misurano la corrente del motore garantendo un accurato controllo dei profili di
rampa di accelerazione/decelerazione. I soft starter Danfoss VLT
MCD 500 si avvalgono della funzione AAC (Adattamento Controllo Accelerazione), una funzione di controllo di avviamento
morbido che permette la selezione di differenti profili di accelerazione/decelerazione secondo la necessità dell’applicazione.
Questa funzione infatti misura la corrente del motore e fornisce
un feedback costante al fine di migliorare i profili di rampa. Utilizzando la funzione AAC, il soft starter acquisisce le prestazioni
del motore durante le fasi di avviamento/arresto, quindi esegue
una regolazione automatica per ottimizzare le prestazioni. Il
controllo AAC si adatta automaticamente alle caratteristiche del
motore. Grazie all’algoritmo AAC è possibile arrestare le pompe
di sollevamento verticali senza causare colpi d’ariete.
Risparmio energetico
zione del motore e con
una prevalenza dipendente dal quadrato della
medesima grandezza.
Questo comporta che
l’assorbimento energetico sia proporzionale al
cubo del numero di giri.
Nel funzionamento programmato e calcolato
precedentemente a tavolino, Misa, mediante
logica programmabile
digitale ha previsto di
regolare dei set point di
portata variabili e modificabili nell’arco delle 24
Il VLT Soft Starter MCD 500
ore in relazione alle effet- rappresenta una soluzione
tive necessità dell’utenza. completa per il controllo
Dopo l’azionamento del avanzato di avviamento e
primo inverter se il set di arresto dei motori asincroni
portata attivo è maggiore
del valore fornibile da una pompa, trascorso il tempo regolabile, il PLC cercherà di attivare la seconda pompa per il parallelo idraulico. Esso controllerà che la stessa sia in automatico
e abilitata a partire e non sia in blocco, quindi la pompa già in
funzione azionata dall’inverter sarà portata a un valore np’ di
regolazione (valore corrispondente al parallelo idraulico di due
pompe), il sistema attenderà 4 secondi di stabilizzazione, verrà
mandato in ON l’uscita digitale relativa al comando di start del
secondo inverter.
Quindi, trascorso il tempo necessario alla sua rampa di salita,
per portarsi da velocità zero ai giri minimi impostati all’interno
dell’azionamento, raggiungerà il valore np’.
Una volta raggiunta la condizione descritta, i due inverter in
equilibrio andranno a lavorare entrambi in regolazione con
i segnali analogici uguali provenienti dal PLC in funzione del
set point di portata di mandata attivo. La sequenza vista per il
parallelo delle prime due macchine si ripeterà nel caso di tre e
quattro pompe in funzionamento contemporaneo.
La regolazione sarà legata però ovviamente a segnali di portata
e pressione che corrispondono a valori di parallelo idraulico diverso rispetto al precedente (np’’, np’’’....). Si ottiene in questo
modo che le macchine inseguiranno sistematicamente il punto
di funzionamento in equilibrio con la curva di carico del sistema
ottenendo per ciascuna condizione di lavoro il massimo rendimento del gruppo di pompaggio.
Conclusione
Gli agricoltori mazzediesi possono contare su un apporto d’acqua sicuro e costante grazie alla grande professionalità ed
esperienza di Misa, alle qualità e rendimenti delle sue pompe,
al perfetto coordinamento e alla scelta ingegneristica della progettazione operativa applicata oltre che all’eccellenza dei prodotti scelti e in primis Danfoss VLT Drives.
Le macchine fluidodinamiche utilizzate nel settore Hvac funzionano con una portata proporzionale al numero di giri di rota-
80
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
Danfoss - www.danfoss.it
Insieme, possiamo fornire prestazioni senza compromessi a meno di quanto vi immaginate
Il nostro nuovo Micro Drive AC10 è un inverter in grado di fornire ottime prestazioni e qualità
del controllo motore nelle applicazioni di tutti i giorni, come, ad esempio, nastri trasportatori,
centrifughe, ventilatori o miscelatori. Le sue dimensioni molto compatte e le sue caratteristiche,
normalmente associate a drive di livello superiore, potrebbero farvi dimenticare che l’AC10 viene
proposto ad un prezzo imbattibile. L’AC10 è stato ottimizzato per fornire una soluzione economica,
semplice ed affidabile senza compromessi nelle prestazioni. Collaborare con il leader mondiale
nelle tecnologie di controllo e di motion, vi consente di sfruttare la sua competenza e la sua
esperienza.
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AO
SPECIALE
di Paolo Ellero
Acqua e aria:
il controllo viaggia
su Ethernet
Presentiamo due realizzazioni per il settore acqua e aria dove
sono stati implementati inverter e avviatori statici di Ghisalba
G
hisalba, grazie alla sua trentennale esperienza Applicazione acqua: un depuratore
nel controllo dei motori per il comando di completo
pompe e ventilatori, offre una gamma di pro- Ghisalba ha realizzato assieme ai suoi quadristi e impiantisti
dotti per l’automazione per il controllo com- diversi depuratori completi con l’utilizzo di una rete Ethernet
pleto dei motori da utilizzare per le soluzioni GH-Link per il comando di numerosi inverter che controldel mondo acqua e aria. Gli inverter e gli avviatori statici Ghi- lano pressioni/portate/livelli costanti tramite un algoritmo
salba, sia in bassa sia in media tensione, vengono oggi uti- integrato dedicato (non viene solo utilizzato lo standard PID
lizzati sempre con i pannelli
operatore Ghdop che, oltre
a visualizzare localmente
lo stato e il funzionamento
dell’impianto, rendono disponibili su rete Ethernet i
dati per il collegamento a
remoto tramite modem Internet. In questa maniera,
con l’utilizzo di Ethernet,
l’impianto risulta facilmente
accessibile da remoto per
le funzioni di telecontrollo
o teleassistenza. Inoltre, lo
schema elettrico di funzionamento è stato ridotto al
minimo essenziale per ottimizzare i costi e ridurre il
tempo di intervento per le Ghisalba ha realizzato assieme ai suoi quadristi e impiantisti diversi depuratori completi
modifiche in campo e per l’e- con l’utilizzo di una rete Ethernet GH-Link
ventuale aggiunta di nuovi
dispositivi necessari al funzionamento del sistema. Queste degli inverter ma anche alcuni accorgimenti funzionali per un
soluzioni sono state progettate in maniera modulare a par- migliore adattamento alla funzione specifica come per esemtire dal singolo pozzo dove occorre controllare la singola pio per il controllo di un livello di un serbatoio). Ghisalba ha
pompa fino agli impianti più complessi quali i depuratori anche realizzato nello stesso impianto diversi avviatori statici
dove vengono controllati fino a centinaia di attuatori. Di se- bassa/media tensione dove non era necessario comandare
guito due tipiche realizzazioni Ghisalba del settore acqua e la velocità della pompa ma serviva controllare l’avviamento
aria dove sono stati implementati i prodotti quali inverter e la fermata del motore eliminando il ‘colpo d’ariete’ (per le
(bassa tensione e media tensione) e avviatori statici (bassa e pompe ausiliarie o di emergenza). Un PLC centralizzato serie
Ghdop integrava la funzionalità delle valvole/saracinesche
media tensione) costruiti dalla società stessa.
82
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
rete Ethernet invece è fondamentale per
la modularità dei vari impianti; ogni impianto di trattamento aria varia come
numero di unità e con l’utilizzo della
rete Ethernet diventa estremamente
semplice inserire le unità necessarie
all’impianto con un semplice switch.
Inverter serie GH-CP:
il PLC integrato
non è un optional
Il completamento della gamma di inverter GH-CP fino a 630 kW ci permette oggi
di coprire quasi tutte le necessità degli
impianti di trattamento acqua. Con l’utilizzo del PLC integrato nell’inverter la logica di funzionamento delle valvole e dei
cicli di funzionamento vengono realizzate direttamente sull’inverter senza
I 18 inverter GH-CP collegati via Ethernet in un impianto
trattamento rifiuti in Sardegna
dell’impianto. Tutti questi attuatori sono stati equipaggiati da
un pannello operatore GHDOP che permette di interfacciarsi
alla rete Ethernet locale (e remota dove è presente il modem)
e che esegue tutte le funzionalità di monitor, event management, archivio e trend storici direttamente sul motore locale. Questi pannelli sono tutti programmati con la filosofia
bancomat, premi ed esegui, dove qualsiasi operatore può
interagire con il motore senza avere il dubbio di effettuare
comandi errati o la possibilità di impostare parametri errati.
Infatti, sui pannelli operatore Ghdop locali, sono visibili solo
le funzioni necessarie per il funzionamento in modo guidato
(nel caso degli inverter, per esempio, non sono riportati tutti
i codici dei parametri che sono parecchie centinaia, ma solo
quelli necessari in modo sequenziale). Questo tipo di funzionamento sui pannelli operatore Ghdop ha eliminato quasi
totalmente l’incidenza delle fermate accidentali dovute a
comandi/programmazioni errati e ridotto drasticamente il
tempo di fermata in caso di guasto (la guida alla ricerca guasti
spesso evita l’intervento dell’operatore).
Applicazione aria: un impianto
di trattamento rifiuti completo
Utilizzando gli stessi componenti e tecnologie sopra descritti, Ghisalba, assieme ai suoi partner, realizza applicazioni per la gestione degli impianti di trattamento rifiuti per
la ventilazione degli stessi. In queste applicazioni vengono
controllati dei ventilatori attraverso inverter o softstarter che
servono a mantenere la temperatura costante nell’ambiente.
L’utilizzo del pannelli operatore Ghdop ha ridotto, oltre ai
tempi di intervento in caso di guasto o la possibilità di azioni
non corrette da parte degli operatori, i tempi di formazione
del personale preposto in quanto il pannello operatore è
programmato con un unico format valido sia per gli inverter
che per i soft starter in un’unica soluzione. L’utilizzo della
Inverter serie GH-CP: il PLC integrato gestisce tre motori
via Ethernet
l’utilizzo di PLC esterni. Il sistema è indipendente e programmabile direttamente dalla tastiera grafica dell’inverter GH-CP;
infatti sulla tastiera possono essere integrate fino a 4 pagine
grafiche che permettono all’operatore di intervenire in caso
di guasto sul pannello operatore. Il pannello operatore permette il completo controllo dell’inverter (parametri inverter,
parametri di funzionamento impianto, visualizzazione stati
PLC) e di interfacciarsi alla rete Ethernet per la supervisione
che viene realizzata con un pannello operatore installato
nella centrale operativa o negli uffici da dove è possibile controllare tutte le unità del sistema. Con l’utilizzo di Ethernet (in
locale con il cavo o da remoto con il modem GH-Link) è possibile replicare il funzionamento dei pannelli direttamente
sul PC e telecontrollare l’impianto stesso. I software di configurazione degli inverter, PLC e pannelli operatore come il
software di telecontrollo sono completamente gratuiti.
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
Ghisalba - www.ghisalba.com
83
AO
SPECIALE
di Simone Giudici
Come telecontrollare
l’acquedotto
Il software Scada PcVue di ARC Informatique, scelto per la sua
versatilità e facile manutenibilità, controlla l’acquedotto
industriale del lago di Como
L’
non sottovalutare è il risparmio energetico dal momento che la
geografia del territorio è particolarmente svantaggiosa ai fini
della energia utilizzata.
Aggiornamento e revisione
Il rifacimento del sistema è stata l’occasione per prendere in
considerazione oltre all’aggiornamento tecnologico anche
una revisione dei concetti di gestione e manutenibilità del sistema. Si è quindi optato per un sistema basato su hardware di
mercato standard quindi con struttura aperta e modulare che
migliora anche la manutenibilità introducendo una semplificazione dell’architettura.
Un ulteriore elemento valutato in fase di progetto è stata l’infrastruttura di trasmissione dati: la scelta è stata quella di abbandonare il bus di campo di tipo proprietario preferendo una
rete Ethernet che permetta di rendere il sistema di comunicazione indipendente dal sistema di controllo PLC e supervisione.
Un altro aspetto critico che si è dovuto
affrontare è stata la tempistica per la sostituzione del sistema in quanto il sistema
totalmente automatico non è gestibile in
manuale se non per poco tempo e per
risolvere le emergenze. Trattandosi di un
sistema centralizzato la sua fermata comportava l’arresto totale dell’infrastruttura.
La sfida è stata mettere in campo un’organizzazione ben coordinata che ha dovuto
operare contemporaneamente in tutti i
siti per ridurre al minimo il tempo di montaggio, lasciando quindi il tempo necessario per il commissioning.
Il nuovo sistema di controllo si basa su
una serie di PLC interconnessi tra loro e
interfacciati a un sistema client-server di
supervisione attraverso una rete Ethernet
veicolata sulla rete telefonica in Hdsl. I PLC
adottati sono prodotti della serie ACS500
di ABB con linguaggio CoDeSys. Solo in
alcuni siti sono stati installati dei pannelli
per il comando locale e per la visualizzazione dello stato del sito. Il manutentore
Foto tratta da http://www.windoweb.it/
acquedotto industriale del lago di Como è una rete
di circa 60 Km. L’impianto, realizzato negli anni ’80
da un consorzio di aziende associate il cui scopo
è la fornitura di acqua industriale alle stesse, era
già interamente automatizzato, ma necessitava di
revamping a causa dell’obsolescenza del sistema di telecontrollo. L’acquedotto preleva l’acqua direttamente dal lago di
Como e attraverso un sistema di pompaggio lo invia ai serbatoi di stoccaggio. Da questi si dirama una rete di distribuzione
che raggiunge tutti gli utenti. La sala controllo è presidiata
solo nelle ore diurne dei giorni lavorativi; pertanto il sistema
deve operare per la maggior parte del tempo senza presidio.
In caso di anomalie è previsto un sistema di reperibilità gestito
con un fornitore esterno per il pronto intervento. L’affidabilità
dell’intera infrastruttura è quindi una priorità. Un disservizio o
un’interruzione si ripercuoterebbero in breve sulle aziende utilizzatrici con rischio del fermo produzione. Un altro elemento da
84
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
ethernet industriale
senza rischi
d’interruzione
è già in grado, oggi, di connettersi alla rete e tramite il browser
del proprio personal computer accedere alle pagine grafiche
locali nei PLC e operare da remoto. Per la conduzione dell’impianto si è scelta una soluzione Scada in modalità client-server.
La stazione principale è un server su piattaforma Windows Server 2008 con monitor widescreen. Il software Scada PcVue di
ARC Informatique è stato preferito ad altri per la sua versatilità
e facile manutenibilità. Il software grafico permette di costruire
un’interfaccia molto snella e versatile grazie alla semplicità
degli oggetti grafici disponibili per la realizzazione dei sinottici
e delle animazioni. Anche la gestione delle variabili di campo,
utilizzando la struttura a branch, permette di ridurre i tempi di
realizzazione. L’implementazione delle stazioni client inoltre
è praticamente automatica in quando, una volta realizzata la
stazione server, la stessa applicazione è semplicemente copiata
nella macchina client ed eseguita dichiarandola client. Questo
permette inoltre la facile manutenibilità: una qualsiasi modifica,
una volta testata, può essere copiata direttamente sulle altre
stazioni rendendola subito attiva; inoltre per molte modifiche
non è nemmeno necessario il riavvio della macchina.
affidabilità da condividere
La scelta di Ethernet
L’infrastruttura di rete basata su Ethernet è stata preferita a
un bus di campo per sfruttare al massimo le sue potenzialità:
potendo far coesistere più protocolli sullo stesso supporto si
sfrutta la rete sia per veicolare il protocollo Modbus/TCP dedicato al telecontrollo ma anche (in futuro) per altri servizi,
recuperando così parte degli investimenti; ad esempio per la
videosorveglianza, la telefonia o per altri servizi eventualmente
in affitto ad altre società multiutility del territorio. Due sono gli
aspetti presi in considerazione: la sicurezza della rete dovuta al
fatto di essere connessi a Internet e l’altra al fatto che in caso
di caduta di una connessione il sistema potrebbe andare fuori
servizio. Per il primo caso si sono introdotti dei firewall con opportune policy che permettono l’accesso solo a utenti riconoscibili. Per il secondo caso si sono introdotti dei modem 3G che
realizzano il bypass della VPN. In caso di perdita di una connessione i PLC riconoscono la perdita di comunicazione e attivano
la connessione sul mobile. Sfruttando la rete Ethernet e Internet è possibile raggiungere ogni dispositivo individualmente:
questo permette al fornitore di accedere al software installato
in modo da garantire un primo intervento da remoto per valutare l’evento o effettuare delle diagnosi sul funzionamento del
processo ed eventualmente intervenire a modificare il codice
sorgente. L’accesso oggi viene remotato attraverso un software
di desktop remoto ma è già possibile veicolare la supervisione
su un apparecchio tipo tablet. Nel sistema sono stati inseriti
circa un migliaio di segnalazioni di allarmi suddivisi in livelli di
priorità: dalle semplici segnalazioni a situazioni che richiedono
un intervento di ripristino. Tutti gli allarmi vengono memorizzati
nel sistema di supervisione e resi disponibili immediatamente
sia con messaggi di testo sia con animazioni grafiche. In caso
di insorgenza di un allarme la logica dell’impianto discrimina
la tipologia e agisce di conseguenza in diversi modi. I messaggi
sms presuppongono che l’operatore si connetta al sistema e riconosca l’allarme, in caso negativo viene rinviato ciclicamente il
messaggio sino a quando un operatore risponde. L’operazione
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AO
SPECIALE
Il rifacimento del sistema è stata l’occasione per prendere in considerazione
oltre all’aggiornamento tecnologico anche una revisione dei concetti di
gestione e manutenibilità del sistema
notturni limitando il pompaggio, solo se
strettamente necessario, nelle ore diurne
in cui l’energia elettrica è più costosa. Il sistema di monitoraggio permette di raccogliere tutti i dati significativi dell’impianto
con registrazioni in continuo di tutte le
grandezze fisiche, pressioni, livelli, portate e contabilizzatori: questo permetterà
in futuro di ottimizzare ulteriormente la
logica di risparmio arrivando a implementare degli algoritmi sempre più efficaci.
Anche la scelta del fornitore da parte
del committente è stata valutata con attenzione. Si è optato per un system integrator in grado di progettare e realizzare
tutto il sistema in piena autonomia: TSA
ha garantito il committente presentando
un progetto tecnico risultato di un’attenta
viene attivata per ciascun nuovo messaggio di priorità alta che può insorgere.
Il controllo del profilo
energetico
L’occasione del rifacimento del telecontrollo ha permesso di riportare in evidenza
la necessità di controllare anche il profilo
energetico del servizio idrico fornito. Si è
quindi introdotta nel sistema di controllo
una logica per gestire in modo intelligente l’uso delle pompe ottimizzandone
il funzionamento. In pratica, analizzando i
consumi giornalieri e i prelievi dal lago, si
è fatta una stima credibile delle necessità
medie e si è introdotto un sistema dinamico di cambio dei set-point che attiva gli
inserimenti delle pompe, con l’obiettivo di
riempire al massimo i serbatoi negli orari
Il sistema di monitoraggio permette di raccogliere tutti i dati significativi
dell’impianto con registrazioni in continuo di tutte le grandezze fisiche,
pressioni, livelli, portate e contabilizzatori
analisi dello stato dell’arte esistente e proponendo un piano di lavoro realizzato in
collaborazione con un partner specializzato (Borghi) che ha curato la realizzazione e l’installazione dei nuovi quadri di
controllo e comando. La sinergia tra i due
partner (TSA-Borghi) ha permesso una
notevole riduzione dei costi permettendo
di proporre una soluzione molto competitiva. Nello stesso tempo si sono messe
in campo tutte le professionalità necessarie a poter realizzare in totale autonomia
tutte le fasi dalla progettazione alla messa
in servizio senza dipendere da altri attori
esterni al gruppo di lavoro.
L’infrastruttura di rete basata su Ethernet è stata preferita a un bus di campo
per sfruttare al massimo le sue potenzialità
86
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
PcVue - www.pcvuesolutions.com
T.S.A. Tecnologie e software per
l’automazione - www.tsa-automation.it
AO
SPECIALE
di Lù Del Frate
Solo i vantaggi
dell’innovazione
L’esperienza di AIF – Automazioni Industriali Ferrigno si è dimostrata
ideale anche nel telecontrollo di un impianto realizzato trent’anni fa
per irrigare le coltivazioni tra Lazio e Toscana
N
el 1977 quando venne inaugurata la diga lungo
il torrente Elvella, in provincia di Viterbo, le autorità dell’epoca sottolinearono di aver creato
un bacino in grado di garantire un’adeguata
irrigazione dei campi della vallata sottostante.
Un obiettivo pienamente raggiunto al punto che, a distanza
di oltre tre decenni, il sistema è ancora in uso. E, grazie a una
condotta capace di far defluire 800 litri d’acqua al secondo,
continua a soddisfare le esigenze degli agricoltori della zona.
Un’importanza confermata anche nel 1998, quando la diga è
stata inserita nell’elenco degli impianti e opere di bonifica di
preminente interesse regionale. Il riconoscimento, sommato
telefonica ai colleghi della sede del Consorzio, che provvedevano a trascriverli per poter effettuare analisi e report statistici.
Professionalità sulla diga
Oltre alle perdite di tempo e ai possibili errori di trascrizione,
il guardiano aveva anche lo sgradevole compito di scendere
periodicamente nelle gallerie, scavate al di sotto del lago, per
verificare la presenza di eventuali infiltrazioni. Una modalità
operativa che, oltre a essere impegnativa, non garantiva la necessaria prontezza di intervento in caso di problemi improvvisi. Per tale ragione, lo scorso anno, il Consorzio ha deciso
di automatizzare l’intero processo di controllo e supervisione,
affidando a AIF - Automazioni Industriali Ferrigno - il compito di realizzare un sistema di telecontrollo che consentisse, oltre alla tempestività
di intervento, anche la possibilità di raccogliere
e analizzare tutti i dati.
Trattandosi di una struttura destinata all’irrigazione e, quindi, relativamente poco remunerativa, i tecnici dell’azienda di Salerno hanno
dovuto confrontarsi con le esigenze di un budget contenuto, a fronte della necessità di garantire un’affidabilità elevata e minimizzare l’attività
di manutenzione.
Obiettivi non semplici da conseguire, soprattutto per una realtà che, avendo maturato una
notevole esperienza nell’automazione delle
cartiere e dei processi industriali, per la prima
volta era chiamata a confrontarsi con un’installazione di questo tipo. Lo stesso Vincenzo FerriCon Phoenix Contact tutti i dati relativi alla diga possono essere
visualizzati sul computer del Consorzio di gestione
gno, fondatore dell’azienda che da vent’anni si
occupa di automazione, ammette come, prima
alle nuove normative di sicurezza di simili infrastrutture, ha di intraprendere un simile progetto, abbia dovuto documenindotto i responsabili del Consorzio di Bonifica della Val di tarsi per conoscere tutte le esigenze tipiche di una diga: “Le
Paglia Superiore a investire per ottimizzarne la gestione e lo problematiche di automazione per molti versi sono simili, ma
sfruttamento. Per anni, infatti, il custode della diga è stato le peculiarità di ogni settore devono essere comprese, così da
costretto a verificare personalmente tutti i parametri: dall’al- garantire le necessarie funzionalità a clienti che, in alcuni casi,
tezza dell’acqua nel bacino, alla tenuta degli sbarramenti, dal non sono a conoscenza delle potenzialità offerte dai moderni
corretto funzionamento delle paratie, al quantitativo di acqua sistemi di automazione”.
distribuito ai campi sottostanti. Un compito che prevedeva la La corretta conoscenza del settore, però, ha presentato solo
registrazione manuale di tutti i valori e la successiva dettatura il primo passo nell’attività di automazione del sistema di con-
88
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
F
trollo. “Le variabili coinvolte”
spiega Ferrigno “erano numerose e, per tale ragione,
abbiamo cercato un partner
in grado di fornirci, oltre
alla componentistica, anche
il supporto tecnico per affrontare problematiche specifiche. In una zona come
il salernitano, però, non è
sempre facile identificare un
partner disposto a investire
il proprio tempo su un progetto così importante. Per
tale ragione abbiamo scelto
di implementare le soluzioni Il custode può monitorare l’intera diga senza la necessità di muoversi
firmate da Phoenix Contact,
sapendo di poter contare, oltre che su un ottimo rapporto disponibilità di memoria con la facilità di programmazione e
prezzo/qualità, anche sul supporto tecnico presente sul ter- le capacità di trasmissione con i protocolli più diversi. Questo
perché, non potendo investire su una linea telefonica dediritorio”.
cata, che avrebbe dovuto attraversare due regioni, i responsaDati sotto controllo
bili del Consorzio hanno scelto di trasmettere i dati attraverso
Come in ogni progetto di automazione, l’intero sistema ruota la rete GSM. Tutte le rilevazioni che vengono effettuate sisteintorno alle caratteristiche del PLC che, in questa installa- maticamente sono infatti registrate all’interno della memoria
zione, è un ILC 170 TH 2 TX di Phoenix Contact. Una scelta del PLC e trasmesse, su richiesta del Consorzio, quando viene
dettata dalla necessità, a fronte di prezzi contenuti, di instal- instaurata la connessione attraverso un modem PSI-Gprs/GSM
lare un’apparecchiatura in grado di coniugare una notevole RS232-QB. Una simile scelta consente al custode di visualiz-
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AO
SPECIALE
zare in tempo reale, sullo schermo installato
all’interno della propria abitazione, tutti i
dati della diga. I tecnici del Consorzio, invece,
ricevono queste informazioni solo periodicamente, limitando così le spese telefoniche.
A fronte di allarmi, connessi al superamento
dei valori di soglia prestabiliti, tutte le informazioni sono visualizzate, immediatamente,
anche sul computer centrale. Una simile
modalità operativa si rivela particolarmente
utile per garantire la sicurezza della diga, in
quanto eventuali situazioni anomale vengono tempestivamente segnalate, consentendo di allertare il personale specializzato
senza nessuna perdita di tempo. A questa
attività contribuisce, in maniera determinante, una stazione meteorologica installata
proprio sopra la diga, grazie alla quale è possibile essere costantemente informati anche
sulla situazione atmosferica e sulla quantità
di pioggia caduta nelle ore precedenti.
Grazie a Interbus è stato possibile raccogliere i dati anche da vecchi
strumenti analogici
Aperti a tutti i protocolli
La trasmissione dei dati, tra l’impianto e la sede centrale, rappresenta solo il processo terminale di un’intensa attività di
raccolta ed elaborazione delle informazioni. Il compito più
delicato, come spiega Alejandro Amodeo, responsabile della
programmazione software di Automazioni Industriali Ferrigno, è legato alla raccolta dei valori rilevati dalle apparecchiature della diga. Infatti, per ridurre i costi e limitare l’intervento
di aziende specializzate, i responsabili del Consorzio avevano
chiesto di sfruttare la strumentazione esistente che, in molti
casi, era ancora basata su apparecchi di tipo analogico. In
questa attività si è rivelato vincente l’utilizzo del protocollo
Interbus, proposto da Phoenix Contact, grazie al quale è stato
possibile realizzare una rete decisamente originale. Il sistema
è plug & play, con il vantaggio che input e output analogici e
digitali possono essere combinati in funzione delle esigenze
e senza doversi legare a un fornitore specifico. Proprio l’elevato grado di modularità, unito al largo spettro di funzioni
disponibili, ha permesso di contenere i costi, ma soprattutto
di massimizzare l’affidabilità. Infatti, pur avendo utilizzato un
protocollo bus, i tecnici di AIF hanno realizzato una rete basata
su una topologia con un centro-stella e cinque rami distinti.
Una soluzione che consente di raggiungere anche le apparecchiature installate a distanze di 400 metri. Un valore ampiamente tollerato da Interbus, che Phoenix Contact garantisce
sino a 500 metri. Simili risultati sono stati ottenuti sfruttando
cavi basati su una struttura a sei fili e dotati di una schermatura capace di proteggere la trasmissione dalle interferenze
provocate dall’eventuale presenza di campi elettromagnetici.
Una robustezza che ha reso questo protocollo vincente in numerose applicazioni nell’ambito dell’automazione industriale,
suggerendo così di utilizzarlo, per la prima volta, anche nel
controllo di una diga. “La scelta di Interbus” spiega lo stesso
Ferrigno “è dettata dall’affidabilità del protocollo”. Infatti, in
caso di guasto a una delle stazioni, il sistema è in grado di
90
isolare automaticamente il componente danneggiato e di
continuare a funzionare regolarmente con le altre stazioni.
Successivamente, quando il tecnico sostituisce il componente
danneggiato, il sistema riprende automaticamente a funzionare, in quanto le librerie risiedono direttamente nel PLC.
Facile per tutti
Lo sviluppo dell’intero software rappresenta un altro elemento caratterizzante dell’installazione: “È stato necessario
creare un’interfaccia utente di immediata comprensione, resa
più intuitiva, per personale non abituato a operare con un simile strumento. In fase di programmazione abbiamo sfruttato
ampiamente le caratteristiche della piattaforma PC Worx di
Phoenix Contact. La suite, infatti, è conforme allo standard IEC
61131-3 e questo ci ha permesso di sviluppare i singoli blocchi
nel linguaggio più congeniale a ogni esigenza, lasciando poi al
compilatore il compito di riorganizzare il tutto nella forma più
adeguata al PLC. Il tutto completato dalla possibilità di realizzare, grazie a function block integrati in PC Worx, un interfacciamento diretto con database esterni. Una caratteristica che
ha consentito ai progettisti di AIF di concentrarsi esclusivamente sull’attività di sviluppo, acquisendo direttamente i dati
senza la necessità di scrivere codici in linguaggi di alto livello
per gestire l’interfacciamento con il database.
La possibilità di sviluppare rapidamente lo Scada, con un’interfaccia grafica piacevole e intuitiva, ha minimizzato anche
l’attività di formazione del personale presente sulla diga al
quale, per la maggior parte delle esigenze quotidiane, è sufficiente consultare il manuale scritto direttamente dai progettisti di AIF. “Questo perché” come sintetizza efficacemente
Ferrigno “il successo di un progetto di questo tipo è stato reso
possibile dall’utilizzo di tecnologie all’avanguardia, ma con interfacce e strumenti particolarmente semplici che consentono
di apprezzare solo i vantaggi dell’innovazione”.
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Via G. Keplero, 18 • 20124 Milano • Tel. 02 66810.1 - Fax 02 66810.264 • e-mail: [email protected]
Filiali: Bologna - Firenze
AO
Motion control
di Andrea Bianchi*, Alessandra Pelliconi
Fonte: www.piudiuno.org
RASSEGNA
Il motion control è l’insieme delle tecnologie e dei dispositivi che consentono di
governare in modo rapido, affidabile e preciso il movimento di parti meccaniche
di macchine e impianti. Vediamo come….
La sensoristica industriale, che ha chiuso il 2012 con un fatturato interno di 94 milioni di euro, secondo i preconsuntivi rilasciati da Anie
Automazione, dovrebbe aver raggiunto i 96 milioni di euro nel 2013.
Malgrado le difficili condizioni congiunturali, il comparto non è rimasto
a guardare: la prima reazione in molte realtà produttive è stata di darsi
una valenza più internazionale. Nonostante la situazione, infatti, alcuni
spunti positivi arrivano dalla capacità delle nostre imprese di aggiudicarsi commesse e clienti esteri. Solo operando in mercati in crescita,
come il Sud America o una parte dell’Asia, si riesce a contrastare la crisi.
Non potendo fronteggiare con la sola arma del prezzo i costruttori asiatici, si cerca di far leva sull’aumento del gap tecnologico. Certo la valutazione di poter accedere a nuovi mercati non è affatto semplice: le
variabili da tenere in considerazione per gli andamenti di mercato sono
troppe e con dinamiche in buona parte imprevedibili.
Tra i segmenti tecnologici che potrebbero trainare la ripresa, è senz’altro possibile annoverare l’Industrial Ethernet in senso lato (bus di
campo, infrastruttura di rete, safety & security ecc.) e, a livello di potenzialità non ancora totalmente espresse, anche l’e-mobility e la tecnologia wireless a cui, a dispetto della debole contrattura nel 2012, si
continua ad accreditare un sensibile sviluppo (oltre il 15%) dell’intero
mercato Industrial Networking Infrastructure entro il 2015. Del resto
non è un caso che nelle innovazioni in ambito industriale, la componente sensoristica di misura e controllo giochi molto spesso un ruolo
fondamentale. Decisamente di frontiera, ma con ricadute nel breve
termine ancora difficili da quantificare sono poi i settori ‘Internet delle
cose’ (Internet of things) e ‘Città intelligenti’ (Smart city) che prevedono
una straordinaria interconnessione fra oggetti e sistemi, grazie alle tecnologie di comunicazione e automazione, in diversi ambiti: dalla vita
quotidiana ai processi industriali, dai controlli ambientali, alla gestione
della mobilità e dell’energia. A favore del nostro settore gioca il fatto
di essere riconosciuto a livello mondiale per le sue capacità di problem
solving, l’estrema flessibilità e la rapidità di reazione nell’adattarsi alle
92
nuove domande del mercato, dal design dei macchinari alle modalità
di fornitura. Ma per dare pieno corso a queste potenzialità bisogna superare il deficit di credibilità internazionale di cui il sistema paese ha
patito in questi anni. Solo così è possibile recuperare la fiducia degli
investitori e dei clienti stranieri sul prodotto Made in Italy, portandoli
anche a sviluppare le attività in Italia.
* presidente gruppo Componenti e Tecnologie per Misura e Controllo di
Anie Automazione
ABB
La nuova generazione di servoazionamenti Microflex E150 è un prodotto innovativo per il controllo del movimento che incontra molte
delle richieste del mercato. Disponibile in 3 grandezze, da 3, 6 e 9 A
con sovraccarichi del 200% e alimentazione da 110 a 230 Vc.a., dotato
di ingresso con funzione di sicurezza STO (certificato IEC 61800-5-2,
SIL3 PLe), questa serie di convertitori di frequenza permette una veloce
connettività mediante molteplici protocolli di comunicazione come ad
esempio Ethercat, Ethernet I/P, Ethernet TCP/IP e Modbus RTU (senza
l’ausilio di schede aggiuntive). L’ingresso encoder universale permette
l’uso di molteplici tipologie di encoder in modo da adattarsi a molteplici utilizzi sia per motori sia per applicazioni (dai motori brushless,
lineari e asincroni). L’ingresso encoder inoltre può essere utilizzato
anche in abbinamento con ingresso encoder di pilotaggio per applicazioni master-slave. La quantità di ingressi e uscite disponibili consente
numerosi vantaggi sia se la connessione è tramite bus (esempio Ethercat o altri bus), utilizzando i suoi 10 ingressi digitali come unità remote,
sia che venga utilizzato come drive stand alone, dove è possibile sfruttarlo per applicazioni tipiche come posizionatori, camme elettriche,
asse di inseguimento e molto altro. Gli ingressi digitali possono essere
usati per applicazioni di registrazione in fase o per comandi step e di-
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
rection. Il semplice tool di programmazione Mint mette a disposizione
le principali funzioni di movimento per soddisfare le esigenze applicative maggiormente richieste. Il software Mint fornisce tramite Active X
una semplice interfaccia per comunicare con PC tramite (Visual basic)
e rendendosi aperto a moltissimi utilizzi.
www.abbmotion.com
p
g
AMK DRIVES & CONTROLS
AMK propone la sua soluzione basata sulla combinazione di sistemi
centralizzati e distribuiti. La tecnica di controllo sviluppata da AMK
consente di gestire senza alcuna differenza unità decentralizzate o
centralizzate o una loro combinazione. Delegato alla gestione di qualsiasi architettura si realizzi AMK propone il controllore adeguato alla
complessità del sistema. Nell’ambito della tecnologia dei drive distribuiti la linea Amkasmart di AMK offre una vasta gamma di azionamenti
‘near by’ con e senza alimentatore integrato fino ad arrivare alla soluzione iDT motore all-inclusive, ovvero motore con azionamento integrato. La serie di convertitori da quadro è oggi completata dai motori
con cavo unico (encoder+potenza) nell’ottica di rendere i cablaggi più
semplici e più economici. L’ampliamento della gamma delle schede
di controllo garantisce al progettista la scelta idonea alle proprie esigenze: il cliente acquista solo ciò che è effettivamente necessario e
ciò comporta un aumento dell’efficienza anche dal punto di vista economico.
www.amk-drives.it
AUTOMATA
Automata ha introdotto un nuovo prodotto nella sua gamma, SMC3
un controllo compatto per motori passo-passo dotato di un’interfaccia
realtime Ethernet che può essere impiegato per la movimentazione di
molte tipologie di macchine, quali imbustatrici, macchine etichettatrici, tagliatrici laser ecc., essendo comunque indicato in tutte le applicazioni in cui è richiesta versatilità, precisione, velocità ed efficienza.
ABB
Oltre alla versione standard in Sercos III, è disponibile anche il protocollo Ethercat. In modalità di posizionamento il controller (PLC/CNC)
deve solo impostare una posizione di destinazione; questa posizione è
quindi affrontata, con valori di velocità e accelerazione programmabile,
autonomamente dal SMC3. Inoltre è possibile configurare ciclicamente
valori di posizione e velocità; l’utente può selezionare differenti tipi di
Homing. Tutte le modalità di funzionamento possono essere utilizzate
sia con un encoder incrementale collegato (anello chiuso), sia senza
(anello aperto). Dotato di 4 I/O digitali e un’interfaccia encoder incrementale, SMC3 permette un completo controllo dell’asse di posizionamento, con l’abilitazione, i segnali di stato e i limiti di corsa dell’asse. In
alternativa, gli I/O possono essere usati come limiti di posizione asse o
per la gestione di camme. Tutte queste funzioni possono essere scelte
e configurate liberamente dall’utente. SMC3 è in grado di gestire motori passo-passo aventi correnti nominali fino a 6 A, risultando una soluzione idonea per applicazioni con prestazioni elevate ove sia necessaria
un’alimentazione in corrente continua.
www.cannon-automata.com B&R AUTOMAZIONE INDUSTRIALE
AcoposMotor è il dispositivo motion offerto da B&R, combinazione di
drive e motore in un’unità meccatronica compatta. Grazie alla possibilità di posizionarlo direttamente dove serve per fornire potenza, si
riducono i costi e i tempi di cablaggio, il debugging e la manutenzione,
a tutto vantaggio non solo della reattività e delle prestazioni, ma anche
della modularità e della flessibilità delle macchine. Questi dispositivi
con protezione IP65 sono semplici da collegare e attualmente hanno
potenze che vanno da 1 kW a 2,3 kW per coppie da 5,7 a 17 Nm. L’AcoposMotor è pienamente compatibile con l’intera serie di azionamenti
B&R; è quindi possibile utilizzare tutti gli strumenti e le funzionalità
disponibili in Automation Studio, così come le applicazioni create in
questo ambiente di programmazione. Per quanto riguarda la topologia, il servoattuatore può essere impiegato indifferentemente in una
AUTOMATA
B&R AUTOMAZIONE INDUSTRIALE
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AUTOMA
AUT
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AMK DRIVES & CONTROLS
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RASSEGNA
struttura a linea o ad albero e sfrutta appieno le prestazioni e le potenzialità offerte dal bus Powerlink. AcoposMotor è dotato di funzioni
di sicurezza STO (Safe Torque Off) e SS1 secondo SIL 3 o PLe; funzioni
di sicurezza aggiuntive quali SLS, SOS, SDI, SLP e molte altre possono
essere usate in combinazione con open safety e sono una componente
integrante del modello AcoposMotor.
www.br-automation.com
BONFIGLIOLI RIDUTTORI
Bonfiglioli Riduttori annuncia il rilascio del nuovo riduttore di precisione TQ al top della gamma disponibile in 5 taglie meccaniche 060,
070, 090, 130 e 160, ognuna delle quali dotata di versione mono/bi-stadio. La lavorazione sulla corona del riduttore, realizzata con tecnologie
di ultima generazione e con macchinari innovativi, consente una continuità nella precisione in tutto lo spettro angolare rotativo e quindi un
miglioramento nel risultato della lavorazione che risulta più uniforme
e coerente con il profilo richiesto. La silenziosità è conferma delle lavorazioni meccaniche impiegate e la precisione del posizionamento
è garantita dal gioco estremamente ridotto (minore di 3 arcmin nella
versione ‘STD’ e minore di 2 arcmin nella versione ‘LOW’). Le interfacce
meccaniche di ingresso, flange attacco motore, sono disponibili per
tutte le serie dei servomotori brushless a magneti permanenti Bonfiglioli e per i servomotori più utilizzati nel mercato. La flessibilità è massima grazie alle varie opzioni geometriche e tecnologiche proposte:
albero lento liscio, gioco ridotto, cuscinetti rinforzati.
La soluzione tecnologica adottata per i cuscinetti dell’albero in uscita
incrementa i carichi sopportabili rispetto agli standard di mercato,
mentre la versione con cuscinetti rinforzati permette di affrontare
applicazioni con carichi radiali e assiali estremi assicurando un lungo
funzionamento anche nelle applicazioni più gravose. Molte attenzioni
sono state orientate all’allungamento del ciclo di vita e dell’affidabilità
del riduttore: i cuscinetti dei satelliti a pieno riempimento ne sono una
conferma ottenendo una riduzione dell’usura interna dei componenti
rotanti e una ottimizzazione del risultato di precisione. La lubrificazione
è a vita e ottimizzata per il tipo di ciclo richiesto (grasso o olio) rendendo il riduttore ‘maintananceless’ e adatto a qualsiasi posizione di
montaggio richiesta dall’applicazione. L’alto grado di protezione IP65
lo rende adatto alle più svariate applicazioni, con un range di coppia
nominale esteso da 20 Nm a 800 Nm e di coppia accelerante da 32 Nm
a 1.200 Nm.
www.bonfiglioli.com
DANFOSS
Da molti anni le aziende optano per la tecnologia servo, grazie alla dinamicità e alla precisione nella sincronizzazione e nel posizionamento.
Questo livello di prestazioni ha un prezzo, poiché i servodrive possono
richiedere l’impostazione di 2.000-4.000 parametri durante la messa
in servizio. Un processo che aggiunge complessità al sistema, oltre ad
aumentare i tempi e gli sforzi necessari per la configurazione. I convertitori di frequenza VLT sono facili sia nell’installazione sia nella messa
in servizio, e forniscono precisione nel motion control dinamico, nella
sincronizzazione, nel posizionamento, nella camma elettronica, nel
monitoraggio e nella protezione. Ciò significa che gli utenti possono
mantenere processi di alta qualità, che aumentano la loro produttività
minimizzando i costi. È infatti possibile risparmiare fino al 40% dei costi
scegliendo un VLT AutomationDrive con opzioni di controllo, anziché
un PLC e un sistema servo. L’inverter VLT AutomationDrive FC 302 è
disponibile nelle seguenti gamme di potenza: 3 x 200-240 V, 0,25-37
kW; 3 x 380-480/500, 0,37-800 kW; 3 x 525-600 V, 0,75-75 kW e 3 x 535690 V, 37-1200 kW. Se combinato con Motion Control Option MCO
305 (controllo del movimento preciso e dinamico, sincronizzazione albero elettronico, posizionamento e camma elettronica, monitoraggio
e gestione errori, funzione di discontinuità limitata e funzioni logiche
programmabili) l’AutomationDrive FC 302 può controllare applicazioni estremamente complesse dove sono necessari controllo diretto
e/o controllo di coppia. L’opzione è integrata nel convertitore di frequenza e la messa in servizio è gestita tramite il software VLT MCT10. Il
software comprende un editor di programmazione con esempi di programmi, un editor del programmazione, un editor del profilo grafico
della camma e funzioni di ciclo di prova e oscilloscopio per ottimizzare
il controllo.
www.danfoss.it
DELTA LINE
Un piccolissimo motore stepper ultrapiatto è ora disponibile da
Fulling Motors. Il modello 28S10 ha una flangia di soli 28 mm e una
larghezza di soli 9,4 mm. Il 28S10 è il secondo motore stepper ultrapiatto della linea di prodotti Fulling in aggiunta al modello 63S10.
Originariamente, il piccolo motore è stato sviluppato per applicazioni
come i feeder nel settore dei semiconduttori. Con un’inerzia del rotore di 1.7 GCM² e una coppia di tenuta di 0,98 Ncm, raggiunge una
notevole velocità per le sue dimensioni. In combinazione con un angolo di passo di 1,8°, il 28S18 è quindi adatto per essere impiegato
BONFIGLIOLI RIDUTTORI
DELTA LINE
DANFOSS
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anche per molte altre applicazioni. Il motore stepper ultrapiatto è
disponibile anche con albero posteriore.
www.delta-line.com
DETAS
La tendenza nel mercato dei drive, soprattutto nel settore del condizionamento (Hvac), è quella di utilizzare convertitori che hanno un grado
di protezione IP65 e che quindi possono essere utilizzati come dispositivi stand alone senza bisogno di essere integrati in armadi di comando
dedicati. Questo porta a una riduzione dei costi di installazione degli
azionamenti che possono essere montati molto più rapidamente e
con grande flessibilità. Seguendo questo nuovo approccio, tuttavia, si
verificano problemi quando vi sia la necessità di inserire nell’impianto
delle induttanze di ingresso o di uscita, o quando l’applicazione preveda
l’utilizzo di una resistenza di frenatura in quanto questi componenti,
normalmente forniti con grado di protezione IP20, richiedono di essere
montati e protetti in un apposito quadro elettrico sia per proteggerli
da polvere e umidità sia per ragioni legate alla sicurezza elettrica delle
connessioni. REO, azienda rappresentata dal Gruppo Detas, ha sviluppato una soluzione per risolvere questo problema introducendo una
nuova serie di componenti per convertitori parzialmente o completamente resinati. L’incapsulamento facilita inoltre l’integrazione di sistemi
di raffreddamento a liquido sul componente sia in modo parziale, attraverso una piastra di raffreddamento su cui poggia il componente, sia in
modo totale integrando all’interno del componente stesso opportuni
canali di raffreddamento. La possibilità di utilizzare un raffreddamento
a liquido diventa poi cruciale nei casi in cui l’occupazione di spazio o la
temperatura ambiente siano parametri importanti di progetto. Questo
accade, ad esempio, in applicazioni marine o nel settore delle energie
rinnovabili.
www.detas.com – www.reoitalia.it
DRIVETEC
Drivetec presenta NE-S1, il nuovissimo convertitore di frequenza di Hitachi, estremamente economico, versatile e molto semplice da usare,
in formato salvaspazio con dimensioni minimizzate presente in una
gamma monofase sino a 2,2 kW e trifase sino a 4 kW. Sulle taglie maggiori una innovativa ventilazione tangenziale ne riduce al minimo la profondità. Annovera le funzionalità da sempre immesse da Hitachi nei suoi
inverter, tra cui soppressioni di sovracorrenti e sovratensioni, operazioni
logiche e temporizzazioni, gestione di un secondo motore ecc. e risulta
molto adatto a tutte le applicazioni di risparmio energetico. È veramente
semplicissimo da usare: non serve un display e non occorrono tasti, un
solo tasto permette il completo governo del prodotto e due LED di segnalazione consentono una diagnostica semplificata ottimale ed esclusiva. Disponibile in svariate opzioni quali, display economico, display
estesi, display multiriga con memoria parametri, filtri EMC certificati ecc.
La porta seriale Modbus RTU integrata offre una potente comunicazione
verso gli altri dispositivi e il software di programmazione ProDriveNext
ne agevola i settaggi. Omologato internazionalmente secondo i migliori
standard globali è adatto anche all’utilizzo per l’esportazione.
www.drivetec.it
EATON INDUSTRIES
Eaton, società per la gestione, la distribuzione e il controllo dell’energia,
offre la protezione IP66 per i suoi azionamenti a frequenza variabile PowerXL con potenza massima di 7,5 kW. Queste robuste apparecchiature
possono essere utilizzate all’esterno del quadro di distribuzione, direttamente accanto al motore o alla macchina, quindi anche in ambienti
industriali difficili, assicurano versatilità d’uso e il semplice retrofitting.
Rappresentano la soluzione ideale per una semplice, intuitiva ed efficiente installazione sul piano energetico e in particolare per applicazioni
nell’ambito di pompe, ventilatori, nastri trasportatori, gru, avvolgitrici,
compressori o ascensori. I cavi motore di lunghezza ridotta facilitano la
conformità ai requisiti EMC. Permettono agli operatori di implementare
un controllo orientato al carico delle loro macchine e impianti, incrementando l’efficienza energetica e riducendo i costi di esercizio. Tra le
caratteristiche figurano la funzionalità auto-tune, la comoda parametrizzazione (con soli 14 parametri standard) e i codici autoesplicativi che
semplificano i processi di engineering, ordinazione e avviamento, fino
all’esercizio. Inoltre è possibile copiare le impostazioni dei parametri da
un dispositivo all’altro in modo rapido e semplice utilizzando PC Bluetooth, oppure la programmazione mediante i tasti degli azionamenti
o, in alternativa, tramite PC, con conseguenti risparmi e l’eliminazione
di possibili errori, in particolare nelle produzioni di serie. La famiglia XL
comprende attualmente due modelli: il modello base DC1 con potenza
nominale da 0,37 a 11 kW, e DA1 con potenza nominale da 0,75 a 250
kW per soluzioni più impegnative. Tenendo in primo piano l’efficienza
energetica, la serie DA1 supporta sia i motori trifase standard, normalmente conformi agli attuali standard IE2 e IE3, sia i motori a magneti
permanenti ad alta efficienza progettati per il futuro standard IE4. Gli
azionamenti a frequenza variabile sono dotati anche di un ottimizzatore
DRIVETEC
DETAS
EATON INDUSTRIES
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RASSEGNA
di energia che può ridurre automaticamente la tensione del motore con
carichi leggeri. I nuovi azionamenti PowerXL rientrano nell’espansione
strategica della tecnologia ‘Lean Connectivity’ di Eaton. I prodotti realizzati nell’ottica della tecnologia Lean garantiscono ai costruttori di
macchine e quadri di comando un controllo più accurato della velocità,
prestazioni più affidabili, riduzione dei tempi e costi per la preparazione, cablaggio, collaudo e messa in servizio. La modularità a innesto
permette di incorporare questi azionamenti in modo rapido e semplice
nella tecnologia di connessione e comunicazione SmartWire-DT di
Eaton. La tecnologia SmartWire-DT elimina completamente il cablaggio
convenzionale del circuito di comando. www.eaton.com
EMERSON INDUSTRIAL AUTOMATION
Emerson Industrial Automation, Business Unit di Emerson, presenta
i drive della gamma Unidrive M. Unidrive M700/M800 integrano nel
convertitore un machine controller ad alte prestazioni di nuova generazione. La soluzione è pensata per fornire un sistema completo
di controllo delle macchine utilizzando l’avanzato ambiente di programmazione Codesys, con linguaggio di programmazione conforme
IEC 61131-3, standard Ethernet per la comunicazione tra convertitori,
I/O, HMI, PLC e altri dispositivi industriali. L’offerta ad alte prestazioni
è completata dalla struttura multitasking sincronizzata, dal motion
control avanzato proprietario ed è integrata dall’utilizzo di tecnologie
aperte o standard industriali. Il nuovo protocollo Ethernet avanzato
di Control Techniques utilizza lo standard Ethernet TCP/IP e UDP per
fornire una struttura di comunicazione altamente efficiente e compatta, che libera capacità e alleggerisce il carico della rete Ethernet.
Il sistema consente la comunicazione diretta tra i modelli Unidrive
M, senza necessità di indirizzare tutte le comunicazioni attraverso un
router esterno tradizionale. La gamma Unidrive M è supportata da
PC tools di Control Techniques sviluppati per incontrare le esigenze
GHISALBA
degli utilizzatori. Questa nuova generazione di PC tool rende ancora
più semplice la configurazione ottimale del convertitore e del motore.
www.emerson.com
GHISALBA
La società Ghisalba propone la gamma di inverter GH-CP fino a 630
kW che integrano le funzionalità degli inverter, dei PLC e dei pannelli
operatore in un unico prodotto. In particolare, la tastiera grafica permette di realizzare delle videate grafiche direttamente sull’inverter per
visualizzare lo stato del motore e del PLC integrato da 10 kStep. Questo permette di realizzare logiche anche complesse senza l’utilizzo di
cavi, sia di logica che seriali, con la conseguente riduzione di costi per
i cablaggi e l’eliminazione degli errori. La società, inoltre, ha realizzato
delle soluzioni integrate come il controllo dei livelli in modo semplice
e automatico ottimizzando il funzionamento delle vasche per liquidi:
è stato utilizzato un algoritmo dedicato a questa applicazione al posto
del tradizionale PID che non assolve alle richieste dei clienti. La connessione diretta a Ethernet semplifica inoltre il collegamento da remoto
dell’inverter stesso tramite il modem di controllo remoto GH_Remote.
www.ghisalba.com
KEB ITALIA
KEB Italia lancia sul mercato una nuova linea di controllori motion
che verte su due tipologie di hardware: CPU Motion con architettura
embedded e PAC System, basati su sistemi operativi standard quali
Windows e Linux. Gli elementi di questa nuova linea di prodotti hanno
diversi fattori in comune nonostante le caratteristiche hardware siano
varie tra loro. Tutte le CPU hanno come protocollo di comunicazione
master Ethercat, l’ambiente di sviluppo Combivis Studio 6, conforme
allo standard IEC61131-3 e PLCOpen e basato su architettura .NET, è
lo strumento di programmazione comune a tutti i controlli. Questa
nuova linea di prodotti è stata concepita con l’obiettivo di agevolare
i programmatori e progettisti nello sviluppo delle applicazioni garantendo comunque le performance, la praticità e l’apertura verso gli
standard. Un ampio basket di librerie permette di gestire assi con un
blocco funzione semplice e intuitivo oppure scambiare dati con una
telecamera semplicemente gestendo il socket per la trasmissione del
messaggio in formato stringa. La funzionalità connessione remota
completa l’offerta della soluzione KEB per le aziende che esportano
tecnologia, ma che allo stesso tempo desiderano ottenere il massimo
delle prestazioni in termini di rapidità nella connessione garantendo
la sicurezza di accesso.
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KEB ITALIA
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MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
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AO
RASSEGNA
KEBA
KeDrive for Motion è il sistema di controllo compatto per automazione con azionamenti e controllo di sicurezza integrato, presentato
in anteprima da Keba, che entrerà in produzione entro la fine del
2014. Sistema modulare compatto che integra controllo, azionamenti
e servomotori, con PLC di sicurezza e ingressi e uscite di sicurezza (a
richiesta), dispone di una versione con controllo aperto con sistema
operativo Linux + RT Keba su base Osadl (Open Source Automation
Development Lab). Possibilità di integrare il know-how dei clienti in
diversi livelli con programmazione in C/C++ ed eventuale HMI basata
su Java, versione completa Keba con controllo integrato per applicazioni ‘Easy to Use’ di robotica, packaging, saldatura, assemblaggio ......+
Codesys 3.5. In questa versione il KeStudio gestirà PLC, HMI, motion e
sicurezza con Ethercat per I/O e azionamenti. Tra le novità della nuova
versione spiccano il controllo con processore Atom da 0,6 a 1,3 GHz,
Celeron dual core da 1,1 GHz e Intel i3 dual core da 2,1 GHz con Ethercat/FSoE e Sercos III come master; Ethercat, Sercos III, Profinet ed Ethernet IP come slave; ridotto consumo energetico a parità di prestazioni
con alimentatore (anche rigenerativo) ad alta efficienza 3 AC 400 V da
4 a 22 Kw; moduli di azionamenti supercompatti per il controllo di 1,
2 e 3 assi da 1,5 a 24 A continuativi con il 300% di sovraccarico per applicazioni tradizionali e decentralizzate; STO come standard, SLS e Safe
Cartesian Robot Movement (vedi EN-10218-1) tramite il nuovo Encoder
Box (sicurezza sul controllo) e successivamente anche la tradizionale
versione con la sicurezza negli azionamenti; azionamenti di ultima generazione per il controllo di qualsiasi tipo di motore: brushless, lineare
o torque con ogni tipo di encoder; nuovi servomotori serie DSM a bassa
inerzia con flange Europee da 55 a 180 mm e coppie da 0,25 a 42 Nm.
www.keba.it
tipici di questi nuovi dispositivi sono molteplici, sia per le singole macchine che per linee complete di produzione. Fuori dall’armadio elettrico, in un involucro che garantisce la massima igiene e direttamente
in macchina: i nuovi servodrive decentralizzati AKD-N riducono nettamente il volume d’ingombro nell’armadio e lo spazio occupato dai
cavi fino all’80% a seconda dell’applicazione. Il miglior comportamento
termico derivante dalla separazione tra drive e motore, impedisce il
derating e consente di ottenere quindi una potenza del 100% rispetto
a soluzioni integrate tra loro. Queste, inoltre, prediligono per lo più un
tipo di motore, limitando in tal modo la configurazione all’interno di
un’applicazione, tanto più che queste unità hanno una struttura tale
da renderne ancor meno flessibile il montaggio. La possibilità di collegare gli AKD-N a qualsiasi tipo di servomotore convenzionale, direct
drive rotativo o lineare, consente la massima libertà di progettazione
per quanto riguarda configurazioni cinematiche e prestazioni. Con
altrettanta semplicità si può combinare la tecnologia di asservimento
decentralizzata con quella centralizzata. I drive per uso decentralizzato
si differenziano solo all’esterno dai ben noti drive da armadio della serie
AKD. Non vi sono quindi novità a livello di funzionalità, configurazione
e integrazione nella progettazione. Kollmorgen, in combinazione con i
servodrive decentralizzati, offre anche una serie di drive programmabili
Pdmm, che integrano funzioni PLC e motion control di alte prestazioni.
Infine, tra azionamento e motore è anche disponibile la tecnica di connessione a un cavo singolo. Cablaggio ridotto al minimo, flessibilità
elevata grazie all’uso di un singolo cavo standard in tutti i sistemi di
retroazione, costi hardware nel complesso ridotti e maggior facilità di
pulizia delle macchine sono i vantaggi che ne derivano.
www.kollmorgen.com
LENZE ITALIA
KOLLMORGEN
AKD-N è la nuova generazione di servodrive decentralizzati di Kollmorgen. Il sistema di azionamento è costituito da robusti drive IP67
collocati sul campo nelle immediate vicinanze del motore e alimentati da un modulo centralizzato installato nel quadro elettrico. Il cavo
ibrido con un diametro di soli undici millimetri, integra l’alimentazione,
la sicurezza e il bus di campo. È quindi possibile condividere anche la
connessione c.c., senza ulteriore alimentazione. È di serie la funzione
Safe Torque Off con arresto singolo o di gruppo. I campi di applicazione
KEBA
Con i modelli c300 e p300 Lenze lancia sul mercato due nuovi motion
controller, integrando con la fascia base la gamma di potenza già disponibile. Il controllore c300 offre tutto ciò che occorre per una rapida
realizzazione di applicazioni motion, senza complicazioni. I Fieldbus
Ethercat e Canopen sono integrati nel controllore in modo da renderlo
il più compatto della categoria mentre gli I/O possono essere affiancati
al c300 perché entrambi dotati di bus ‘backplane’.
Il Panel Controller p300 è ideale per soluzioni di controllo e visualizzazione di livello medio-semplice. Un potente processore ad alta efficienza energetica ARM Cortex A8 con una frequenza di clock di 800
MHz provvede a fornire la potenza di calcolo adeguata. Queste unità
non necessitano di manutenzione e si integrano perfettamente nel
portafoglio dei controllori Lenze. Caratterizzati da una facile gestione,
questi motion controller permettono di eseguire la messa in servizio
rapida di applicazioni ripetitive e il backup dei dati in modo estremamente semplice, tramite chiavetta USB. Anche la sostituzione dei dispositivi è particolarmente veloce, grazie all’utilizzo di una scheda di
memoria SD intercambiabile. I nuovi controllori, robusti e compatti,
dispongono di una connessione Ethernet e di una porta USB di serie.
Per il collegamento al bus di campo sono state integrate un’interfaccia
KOLLMORGEN
LENZE ITALIA
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MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
Utilizzate ancora architetture
dedicate per il telecontrollo?
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Con eWon (modem/router/gateway) + eFive (concentratore VPN) potrete usare il vostro PLC
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dei sistemi
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Fieldbus Canopen e una Ethercat. Tramite i moduli di espansione sarà
possibile in futuro ampliare la dotazione anche con interfacce Profibus
e Profinet. I dati e le applicazioni sono memorizzati su una scheda SD
per consentire una sostituzione dei dispositivi rapida e senza complicazioni. Per la protezione contro la perdita di dati in caso di interruzioni
impreviste dell’alimentazione, il controllore dispone di una batteria integrata (UPS) e di una memoria ritentiva da 128 KB. Non necessitando
dell’usuale batteria tampone e del ventilatore, questi controllori non
richiedono manutenzione di alcun tipo. Per fini diagnostici e per una
facile messa in servizio, offrono poi l’accesso diretto tramite browser
web a tutti i parametri che vengono anche memorizzati in un file di
log. Sul controllore c300 è possibile installare direttamente i moduli I/O
del sistema I/O 1000, per consentire un adattamento ottimale all’applicazione specifica. Il Panel Controller p300, sviluppato specificatamente
per l’utilizzo industriale, è dotato di un touchscreen resistivo e può essere ordinato con frontale personalizzato. Inizialmente saranno disponibili le varianti con schermo da 4,3”, 7” e 10,4”.
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LIKA ELECTRONIC
I bus industriali Ethernet garantiscono prestazioni elevate e le potenzialità per soddisfare i requisiti di efficienza, modularità e produttività
dei sistemi industriali anche i più complessi: comunicazione realtime,
trasmissione sincrona/isocrona, determinismo, velocità di 100 Mbit/s
full duplex su lunghe distanze, topologie di rete flessibili, diagnostica
completa. Gli encoder EM58 e HS/HM58 di Lika Electronic implementano due tra gli standard Ethernet più diffusi nel mondo: Ethercat
conforme a ETG1000 e Profinet secondo le specifiche del profilo PNO
No 3.162 V4.1. Disponibili con albero cavo o sporgente e protezione
IP65, sono offerti in versione low cost multigiro con risoluzione di 27
bit (8.192 cpr x 16.384 giri) e in versione ad alta risoluzione sia monogiro (18 bit, 262.144 cpr) che multigiro (30 bit, 65.536 cpr x 16.384 giri).
L’encoder Ethercat implementa i protocolli CoE e FoE e l’Ethercat State
Machine e vanta un tempo di ciclo di soli 62 μs. L’encoder Profinet è
conforme alle Application Class 3 e 4 (scaling completo e funzione di
preset) e supporta i telegrammi standard 81, 82, 83 e 84 con comunicazione realtime e Isochronous realtime.
www.lika.it
varianti ad asse singolo, doppio e triplo in un range di potenza fino a 32
A. L’alimentatore centralizzato include anche l’alimentatore switching
a 24 Vc.c. Tramite un sistema frontale di bus-bar, l’installazione risulta
facile e il cablaggio ridotto al minimo. I servodrive includono un’opzione di sicurezza con funzionalità scalabili: da STO con PLe - cat4 SIL3, al monitoraggio di un singolo asse, fino al controllo del moto in
sicurezza di traiettorie complesse. L’integrazione della CPU di sicurezza
nel motion controller non offre solo gli evidenti benefici in termini di
costi dovuti alla condivisione di dispositivi quali memoria e interfacce,
ma anche il grande vantaggio di condividere la base dati dei rispettivi
software. I due controllori comunicano mediante database comuni.
Ciò non solo permette di migliorare la funzionalità e la flessibilità del
sistema, ma anche di ridurre notevolmente i tempi di reazione agli
eventi. Il sistema è altresì semplice da utilizzare grazie all’ambiente di
sviluppo Motion Center basato su Codesys 3. Questo tool non solo consente di configurare gli azionamenti e di gestire la diagnostica a livello
di sistema, ma integra anche lo strumento software per la programmazione delle funzioni di sicurezza (Safety Manager).
L’utente ha la possibilità di accedere a ogni componente del sistema
attraverso la connessione Ethernet presente nel controllore centrale.
La potenza di calcolo scalabile, combinata ad avanzate funzionalità di
motion control, fornisce agli utilizzatori una gamma ottimale di opzioni
che consente di realizzare soluzioni di automazione performanti e allo
stesso tempo convenienti.
www.lt-i.it
MAXON MOTOR
Lo specialista svizzero di azionamenti mette a disposizione nel microsito dedicato, dcx.maxonmotor.com, motori c.c. con spazzole, riduttori
planetari e sensori di nuova generazione, motori DCX, riduttori GPX ed
encoder ENX possono essere configurati e ordinati online. Nella nuova
gamma maxon DCX l’azienda ha investito tutto il suo know-how. Ottimizzando i componenti e impiegando magneti ad alte prestazioni è
riuscita a realizzare nuovi motori ancora più piccoli e più potenti. Al
tempo stesso sono state sviluppate nuove tecnologie di produzione e
migliorato notevolmente i processi già impiegati. Tutti gli azionamenti
DCX possono essere configurati via Internet e consegnati in tempi brevissimi. La nuova struttura dei DCX rende possibili praticamente tutte
LTI ITALIA
Con la nuova soluzione di automazione SystemOne CM, LTi offre un
sistema di azionamento scalabile e un motion controller basato su IPC
che integra un PLC di sicurezza in grado di monitorare movimentazioni
multiasse. Un sistema multiasse consente di risparmiare spazio ed è
più efficiente rispetto all’utilizzo di assi singoli, inoltre è utile laddove
un’applicazione richieda molti assi da comandare. SystemOne CM offre
la soluzione di automazione ottimale, e comprende servodrive nelle
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Quando si tratta di sicurezza nelle aree pericolose, alla PR electronics non prendiamo alcuna scorciatoia. PR
è stata la prima a essere conforme agli standard IEC 61508 e, con la serie flessibile 9000 di interfacce I.S.
con approvazione SIL, il cliente è sicuro di soddisfare facilmente gli standard onsite IEC 61511.
L’ultimo prodotto aggiunto alla nostra gamma di interfacce I.S. è il backplane altamente innovativo e
resistente. Il backplane di PR è stato testato contro le vibrazioni e gli urti in conformità alla normativa IEC
61132-2 ed è stato approvato per le applicazioni nella zona 2. Esso semplifica notevolmente il montaggio
e il cablaggio nelle installazioni di grandi dimensioni, offre compatibilità con tutti i prodotti PR serie 9000 e
si integra completamente con i sistemi DCS standard. Il design innovativo offre una funzione di apertura e
chiusura rapida a scatto per la facile sostituzione dei dispositivi mentre le configurazioni a 8, 16 e 32 slot
del modulo I/O introducono un nuovo standard di flessibilità per i backplane.
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RASSEGNA
le configurazioni meccaniche. maxon motor ha inoltre sviluppato dei
nuovi riduttori GPX ed encoder ENX studiati appositamente per i motori DCX. Dalla combinazione di maxon DCX, GPX ed ENX nasce un
sistema di motorizzazione robusto e altamente preciso, adatto ai più
svariati campi di applicazione.
www.maxonmotor.com
MITSUBISHI ELECTRIC
Mitsubishi Electric incrementa le proprie soluzioni in ambito motion
control con nuove schede assi, CPU motion e nuovi servo proponendo così sul mercato un sistema potente e affidabile. I moduli Simple Motion per PLC serie Q/L e le CPU Motion QDS integrano funzioni
avanzate di posizionamento, controllo di velocità e di coppia, camme
elettroniche, sincronizzazione assi e rilevamento tacche. La comunicazione tra la CPU Motion e i servo MR-J4 avviene tramite il motion bus
in fibra ottica Sscnet III/H a una velocità di 300 Mbps (150 Mbps in full
duplex). Grazie alla fibra ottica, è inoltre possibile raggiungere distanze
fino a 1.600 metri tra i dispositivi. L’architettura del sistema motion
Mitsubishi permette di controllare fino a 96 assi impiegando un unico
rack, mentre con sistemi multirack è possibile arrivare fino a 1.280 assi.
I ‘muscoli’ del sistema di controllo del movimento sono i servodrive di
ultima generazione MR-J4, con una banda passante di 2,5 kHz per alte
performance anche nelle applicazioni più complesse. Gli MR-J4 hanno
di serie un’ampia gamma di funzioni user friendly e l’innovativa ‘life diagnosis function’ per l’autodiagnosi, che informa l’utilizzatore sullo stato
di degrado dei componenti interni soggetti a usura. Inoltre dispone di
serie di ingressi safety per la funzione STO (Safe Torque Off) su tutti i
modelli; infine, con l’aggiunta del modulo opzionale FR-D05, è disponibile la funzione SS1 (Safe Stop 1) in accordo con la norma EN61800-5-2.
Il sistema risulta quindi conforme agli standard di sicurezza secondo la
Safety Category SIL2 e il Performance Level PLd (EN13849-1).
it3a.mitsubishielectric.com
MOOG
Moog estende la sua gamma di servoazionamenti modulari monoasse o multiasse programmabili, con funzioni di sicurezza opzionali, conformi alla norma EN 61800-5-2. Il nuovo servoazionamento
programmabile dispone anche di un PLC di sicurezza, che permette
di implementare nel servoazionamento una soluzione di sicurezza
completa. In questo modo non è richiesto un complesso safety PLC
esterno, garantendo tempi di reazione più brevi. La funzionalità di sicurezza integrata è completa e liberamente programmabile per gestire in
modo sicuro e funzionale le macchine. Il software dei servoazionamenti
Moog, con il PLC di sicurezza, comprende moduli pre-programmati
per tutti i sensori comunemente utilizzati, ciascuno disponibile come
elemento logico e funzioni di sicurezza (SLS, SLI ecc.) che possono essere selezionate con facilità. La programmazione viene effettuata collegando i vari dispositivi in ingresso e le funzioni di sicurezza con le
funzioni logiche standard. Quando una macchina richiede molteplici
ingressi e uscite sicuri (ad esempio, arresto di emergenza, selettori di
modalità, barriere fotoelettriche), la natura scalabile del prodotto ne
consente la distribuzione su diversi drive. Il servoazionamento con il
PLC master comunica con tutti gli elementi mediante il canale dedicato di sicurezza Safe Communication Channel (SCC). Le unità possono
essere programmate con un linguaggio grafico Function Block Diagram (FBD) simile a quello descritto nella norma IEC 61131-3 per PLC.
Questo linguaggio offre all’utente un ambiente intuitivo in cui creare
applicazioni di sicurezza. Attualmente disponibile nelle taglie da 1 a
4, in configurazioni da 4 a 32 A, il servoazionamento è progettato per
essere efficacemente impiegato in molteplici settori, quali, la formatura
dei metalli, la lavorazione di materie plastiche, la produzione tessile, il
packaging, le macchine utensili e il settore delle simulazioni.
www.moog.com
NATIONAL INSTRUMENTS
National Instruments ha annunciato la sua nuova offerta di prodotti di
controllo assi grazie alla collaborazione con Kollmorgen, fornitore di
componenti e sistemi OEM. I prodotti includono drive, motori, posizionatori lineari, riduttori epicicloidali, cavi e accessori. La collaborazione
tra le due società all’avanguardia nel settore del controllo assi rende
più semplice la progettazione di macchinari e strumenti sofisticati. NI
fornisce una varietà di hardware per il controllo assi, tutti programmati
con Labview NI SoftMotion Module e basati sull’architettura I/O riconfigurabile di Labview, per consentire agli ingegneri di creare sistemi di
controllo personalizzati e configurabili integrati con la vasta gamma di
prodotti I/O per la misura e il controllo. Kollmorgen estende l’offerta
con la tecnologia servomotore e stepper grazie a un’intera famiglia di
prodotti drive e motore.
www.ni.com
MITSUBISHI ELECTRIC
MOOG
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RASSEGNA
PANASONIC ELECTRIC WORKS ITALIA
PILZ ITALIA
I vantaggi dell’utilizzo di un bus Ethernet realtime per il controllo del
movimento sono molteplici e si possono riassumere nel controllo in
tempo reale, nella gestione semplificata di assi multipli senza dimenticare velocità di esecuzione, precisione di lavorazione e ovviamente
l’estrema semplificazione del cablaggio. La gamma di applicazioni su
bus motion Panasonic si possono ora arricchire grazie alla disponibilità
dei Driver Minas A5B con bus Ethercat. I nuovi driver Minas A5B comprendono tutte le caratteristiche della serie Minas A5, come l’estrema
compattezza, banda passante, elettronica evoluta e un’ampia gamma
di opzioni e filtri antivibrazione. Le dimensioni dei driver (frame) sono
esattamente le stesse della serie Minas A5 e Minas A5N. Come precisa
scelta progettuale il supporto al bus Ethercat è stato integrato a bordo
del driver: questo significa che non è necessario aggiungere espansioni
o schede aggiuntive. Tale scelta oltre a permettere la realizzazione di
quadri compatti porta indubbi vantaggi in termini di velocità e affidabilità di elaborazione. Infine l’adozione dello standard Ethercat amplia
i gradi di libertà nella progettazione della macchina.
www.panasonic-electric-works.it
L’azionamento con scheda di sicurezza PMCprotego DS può essere
facilmente inserito all’interno di reti fieldbus di vario tipo già esistenti
o abbinato al motion control PMCprimo DriveP di Pilz e permette di
monitorare in sicurezza il movimento, l’arresto e la coppia del motore
utilizzando un qualsiasi feedback e un comune motore sincrono (motore brushless, lineare o coppia). Le varie funzioni di sicurezza implementate reagiscono a un superamento di una soglia di sicurezza con
tempi dell’ordine del millisecondo e raggiungono il PLe e SIL3 secondo
la EN ISO 13849-1 e EN/IEC 62061. Inoltre se il motore è dotato di freno,
l’azionamento è in grado di controllare in sicurezza anche tale dispositivo ed eventualmente un addizionale freno montato direttamente
sulla meccanica.
www.pilz.it
PARKER HANNIFIN ITALY
Parker estende la sua gamma di convertitori in corrente alternata di
grossa potenza con l’AC890PX, il convertitore a struttura componibile.
AC890PX è un convertitore di potenza in kit che offre a OEM, system
integrator e quadristi flessibilità nell’integrare in modo semplice il drive
e i componenti aggiuntivi di controllo all’interno dell’armadio elettrico,
personalizzando il prodotto in base alle diverse esigenze applicative.
Il convertitore è disponibile in un’ampia gamma di potenze per applicazioni industriali di processo o applicazioni con pompe e ventilatori.
Progettato per il controllo di motori asincroni e a magneti permanenti,
oppure per l’impiego in modalità Active Front End, l’AC890PX in kit raffreddato ad aria è disponibile con potenze da 110 a 400 kW in unità
singola compatta; è poi estendibile fino a 1 MW tramite connessione di
tre unità in parallelo. È possibile realizzare applicazioni fino a 2 MW con
l’opzione di refrigerazione Parker in grado di aumentare la densità di
potenza e ridurre significativamente le dimensioni. Il convertitore, alimentato da linea trifase a 380 V, 415 V, 460 V, 575 V e 690 V, viene offerto
in diverse configurazioni che comprendono un bus cc comune, connessioni parallele, 12/18/24 impulsi o versione Active Front End (AFE).
I moduli opzionali di comunicazione, tra cui Profinet, Ethernet, Canopen e Modbus, consentono l’integrazione in nuove o già esistenti reti
industriali, mentre quelli di retroazione permettono la connessione a
dispositivi quali resolver, encoder incrementali, sin/cos e assoluti Endat.
www.parker.com
PRIMA ELECTRO
Prima Electro introduce la nuova famiglia di inverter ARC, progettati
per soddisfare una vasta gamma di applicazioni industriali per controllo di motori asincroni e IPM brushless, con un range di potenza
medio alta, da 70 a 150 kVA. Questi convertitori, nati da una lunga
esperienza nel settore dell’elettronica di potenza, sono altamente affidabili, semplici e veloci da installare, permettendo di ridurre i costi
totali di servizio e gestione. La linea ARC è progettata per l’alimentazione diretta da rete trifase da 380 a 460 Vc.a., ed è pensata per operare
in condizioni ostili, ad esempio in ambienti polverosi o caratterizzati
da temperature e umidità elevate. La comunicazione runtime con l’inverter avviene in Canopen, mentre per la manutenzione e la messa in
servizio è disponibile una porta Ethernet. Il controllo motore si basa
su un avanzato algoritmo sensorless per la regolazione di coppia e velocità, adatto sia al pilotaggio di motori asincroni che brushless IPM.
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Il commissioning è facilitato dall’autoidentificazione dei parametri di
controllo e delle caratteristiche elettriche del motore, inoltre grazie
a un potente oscilloscopio virtuale è possibile monitorare costantemente tutte le variabili interne. Infine, le operazioni di manutenzione
sono notevolmente semplificate: la scheda di controllo e le ventole di
raffreddamento, infatti, sono state sviluppate per essere facilmente
sostituite in-field.
www.primaelectro.com
ROBOX
Robox progetta e produce controlli asse, linguaggi di programmazione
e ambienti di sviluppo ideali per la robotica e in generale per il motion
control. I controlli Robox possono eseguire qualunque applicazione,
grazie ad architetture modulari, stand alone o integrabili all’interno
dei più conosciuti azionamenti brushless. La molteplicità di linguaggi
di programmazione (testo strutturato, ladder, object blocks in C++)
e soprattutto la ricchezza delle librerie motion/robotica permettono
di affrontare velocemente qualunque problematica. Sono disponibili
modelli matematici per una varietà di robot, function block per la gestione delle ganasce e del film delle flow-pack, function block per la
gestione degli ordinatori verticali e orizzontali, function block per la
gestione dei tappeti di sincronizzazione ecc. Trovano applicazione nei
seguenti campi: robot (saldatura, montaggio, pick & place, taglio, pallettizzazione, verniciatura ecc.), macchine per il packaging, la carta, il
marmo, il vetro, il legno, AGV, ecc. Il Motion controller Master Ethercat
μRMC3 dotato di processore Freescale P2020- (dual-core, 1,2 GHz), 3
porte Ethernet (Ethercat, TCP/IP, UDP/IP), 2 porte Canbus (Canopen), 1
interfaccia Profinet slave, SD memory card è il prodotto di punta della
gamma Robox. Nella gamma prodotti Robox è stato recentemente
introdotto anche il drive ‘nearby’ RID20, (Robox Integrated Drive). Si
tratta di un azionamento in formato ‘brick’, un mattoncino di dimensioni estremamente contenute (165x60x26 mm) e dal peso di appena
500 g, progettato per essere montato a bordo di motori sincroni a
magneti permanenti (brushless). Il RID20 deriva dallo shuttle drive
SPIMD20, sviluppato da Robox e STMicroelectronics. L’idea di questo
prodotto è nata dall’esigenza di creare un drive che potesse essere integrato, offrendo performance di elevato livello, su motori di qualsiasi costruttore e interfacciarsi con qualsiasi controllore dotato di connettività
Ethernet realtime. Grazie al montaggio a bordo del motore, SPIMD20
si presta all’impiego in tutte le applicazioni multiasse che richiedono
di ridurre al minimo la presenza di cavi. Il prodotto si presta, per esempio, all’utilizzo in macchine per il beverage, il packaging e il processing,
linee di assemblaggio, sistemi di movimentazione multiasse, a bordo
di bracci robotici.
www.robox.it
SCHNEIDER ELECTRIC
Lexium 32i è un servoazionamento stand alone integrato per l’automazione di macchina e di impianto, per potenze fino a 2,2 kW targato
Schneider Electric. Combina il servocontrollo Lexium 32 e il servomotore Lexium BMH in una singola unità: l’installazione del controller
avviene sulla macchina, semplificando il processo e il cablaggio in
quanto non sono necessari cavi motore schermati. Si basa su un design totalmente modulare, per configurare versioni specifiche del drive
utilizzando pochi componenti: si aggiunge così un livello di flessibilità
senza precedenti. Il prodotto è disponibile con flangia motore da 70 e
100 mm, con alimentazione monofase 110-230 V o trifase 208-480 V. Le
connessioni fieldbus e input/output sono offerte sia con connettori di
tipo industriale sia con terminali a vite. La comunicazione drive - controller principale usa protocolli di comunicazione standard Canopen o
Ethercat; i protocolli per le applicazioni sincrone previsti sono Canmotion o Ethercat.
www.schneider-electric.it
SERVOTECNICA
Presente in diversi formati (40 mm/60 mm), ultracompatti, taglie di
potenza che partono dai 50 fino a 300 W, la serie Pegasus è la nuova
gamma di motori con elettronica integrata di LSMecapion distribuita in
Italia da Servotecnica che anticipa le nuove tendenze di mercato. Tra le
note distintive del prodotto emergono quelle riguardanti gli standard;
per quanto concerne la selezione del fieldbus, Ethercat è stata la scelta
naturale, a oggi è il bus di riferimento per le applicazioni di motion control. Il concetto d’interfaccia perde di valore se non è associata ai profili
richiesti dal protocollo stesso. Per questo motivo il nuovo Combo Pegasus è conforme al CTT (Conformance Test Tool) dell’Associazione ETG
e presenta tutti i modi operativi richiesti dal mercato, come il DS402 e
le variazioni sul tema, come le funzioni di comunicazione CoE/FoE/EoE.
La gestione operativa di configurazione e manutenzione è fattibile con
SCHNEIDER ELECTRIC
ROBOX
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SERVOTECNICA
un tool software di parametrizzazione. Diverse le funzioni disponibile
onboard: è possibile assegnare un indirizzo fisico tramite un selettore
hardware e una porta usb permette la comunicazione o l’aggiornamento firmware in maniera diretta e semplificata senza intervento di
personale qualificato. La sicurezza, tema di base, è gestita per mezzo
d’ingressi STO certificati.
www.servotecnica.com
SEW-EURODRIVE
L’incremento del costo dell’energia elettrica e l’attenzione relativa ai
cambiamenti climatici sono alla base del crescente impegno verso la riduzione dei consumi energetici anche nel settore degli azionamenti. In
quest’ottica SEW-Eurodrive ha sviluppato i nuovi riduttori K..19 e K..29,
a due stadi, ideale completamento della serie K dei riduttori ortogonali
a elevata efficienza energetica, compattezza e un ottimo rapporto qualità/prezzo. La serie K include ora unità a elevata efficienza nel range di
coppia fino a 130 Nm. Grazie a un’efficienza superiore al 90% per qualsiasi rapporto di riduzione, i nuovi riduttori a coppia conica consentono
significativi risparmi energetici, rendendo possibile l’utilizzo di motori
di taglia inferiore e quindi di azionamenti più compatti e leggeri. K..19
e K..29 possono essere combinati con l’intera gamma di motori di SEWEurodrive inclusi i motori asincroni standard DR, i servomotori sincroni
CMP, i motori LSPM (IE4) e il motore elettronico DRC (IE4). K..19 e K..29
sono riduttori a due stadi con secondo stadio ipoide e consentono di
ottenere rapporti di riduzione compresi tra 3 e 70. Gli ingranaggi sono
progettati per avere resistenza, garantendo estrema affidabilità dei
riduttori. La cassa in alluminio consente il fissaggio su tre lati per agevolare l’installazione del riduttore anche in caso di spazio disponibile
limitato; questo contribuisce inoltre a ridurre il numero delle varianti e
di conseguenza i costi di magazzino. Aree tipiche di utilizzo di K..19 e
K..29 sono quelle dei sollevamenti per carichi di piccola taglia e dei sistemi di trasporto nell’industria automobilistica, logistica e alimentare.
www.sew-eurodrive.com
SICK
La gamma delle meccaniche a cordino di Sick si completa con la serie
EcoLine che va ad affiancare le già collaudate soluzioni Compact e HighLine. Semplici caratteristiche quali l’avvolgimento del filo su un unico
strato e l’albero encoder direttamente collegato al tamburo, permet-
tono l’eliminazione di giunti e flange accessorie costose. Gli ingombri
ridotti e la robusta custodia in plastica Noryl completano la soluzione
garantendo performance elevate e costi contenuti. Le meccaniche EcoLine sono disponibili in diverse lunghezze quali 1,25 m, 3 m, 5 m e 10
m (+ 200 mm di extra corsa di sicurezza) e possono essere accoppiate
a tutte le interfacce encoder disponibili nel portfolio Sick, in particolare
con le ultime nate Ethernet Based. L’elevata risoluzione encoder associata a una meccanica di precisione permette di ottenere risoluzioni
lineari fino a 0,001 mm. La facilità d’installazione, la robustezza e gli ingombri ridotti, consentono un impiego a 360° anche in applicazioni già
esistenti. In particolare la linea EcoLine è indicata nei sistemi di guida
automatizzati (Automated Guided Systems) per il controllo altezze dei
piani di carico. Laddove è necessario un uso intenso delle meccaniche,
con cicli di lavoro elevati, il sistema di misura corretto è facilmente identificabile tra le serie Compact e HighLine. Queste due soluzioni vedono
un largo impiego sia nell’ambito logistico che in quello automobilistico
e grazie al diametro del filo in acciaio maggiorato (fino a 1,35 mm), al
tamburo in alluminio e al rinvio a soffietto permettono oltre 1 milione
di cicli di lavoro. L’accuratezza, la ripetibilità e la linearità, parametri fondamentali nei sistemi di misura, sono garantiti da un’elevata forza della
molla di rinvio (fino a 37 Nm). La serie Compact è caratterizzata da una
custodia robusta e regolare per distanze fino a 5 m. La serie HighLine,
grazie a un meccanica separata dal corpo encoder, consente maggiore
flessibilità, garantendo risoluzioni nell’ordine del μm per distanze comprese tra i 2 m e i 50 m.
www.sick.it
SIEMENS
La Divisione Drive Technologies di Siemens presenta il Sinamics V90, un
nuovo servodrive per applicazioni semplici di motion control che offre,
in una gamma di potenze da 400 W a 7 kW, una soluzione per il controllo di posizione, velocità e coppia in combinazione con il Simotics
S-1FL6, il nuovo nato della famiglia di motori Simotics. Come prodotto
cost-effective, il Sinamics V90 ha integrato diverse modalità di controllo, tra cui il posizionamento con treno di impulsi ad alta frequenza,
fino a 1 MHz (PTI), il controllo della posizione tramite setpoint interno
(IPos), la modalità di controllo della velocità e della coppia. Il controllo
del freno e la resistenza di frenatura sono integrati in tutta la gamma
di potenze. Disponibile anche un ingresso analogico e due tipologie di
SEW-EURODRIVE
SICK
SIEMENS
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RASSEGNA
encoder, uno assoluto ad alta risoluzione a 20 bit e uno standard 2.500
ppr incrementale. La semplicità di utilizzo è garantita dal tool software
Sinamics V-Assistant, con cui è possibile eseguire facilmente qualsiasi
operazione, dalla configurazione, alla parametrizzazione, alla ricerca
guasti con la funzione di Trace, utilizzando la porta USB standard a
bordo. Le funzioni di auto tuning e di soppressione automatica delle
risonanze meccaniche (tramite un apposito filtro), garantiscono una
regolazione precisa ottimizzando il controllo della macchina. La funzione di sicurezza integrata STO (Safe Torque Off) impedisce al motore
movimenti inaspettati, a garanzia della salvaguardia sia delle persone
che delle macchine. Con Sinamics V90 e Simotics S-1FL6, ‘il sistema servodrive ottimizzato’, e con i pannelli Simatic e il PLC S7-1200, Siemens
offre una soluzione omnicomprensiva da un unico fornitore.
www.siemens.it
SIKO ITALIA
Il nuovo attuatore AG05 dalle dimensioni ridotte, proposto dalla società
Siko, permette un’eccellente densità di potenza per compiti decentrati di
posizionamento con un’elevata riduzione dei tempi di ciclo e massima
affidabilità di regolazione. L’AG05 dispone di un albero cavo in acciaio
inox diametro 14 mm. L’housing sintetica, rinforzata in fibra di vetro dalla
superficie liscia non si lascia corrodere dagli acidi e dalle soluzioni alcaline. Nell’alloggiamento compatto si trova un motore brushless di 24 V
con riduttore planetario, un posizionatore, l’elettronica per la potenza,
l’interfaccia per bus di campo. L’eccellente silenziosità di funzionamento
insieme alla densità di potenza di 30 W/dm3 caratterizzano l’attuatore
più innovativo sul mercato. Le unità AG05 e AG06 implementano doppia alimentazione per l’elettronica di comando e potenza, coppia fino a
13 Nm nominali, protezione fino a IP65, funzioni di controllo per errori di
temperatura, corrente, errore di inseguimento ecc., diagnostica a bordo
da display, programmazione via bus o da tastiera integrata.
www.siko-global.com
SISTEMI AVANZATI ELETTRONICI
Nell’ambito del motion control l’MP-8743, di ICP DAS commercializzato
in Italia da Sisav, è una soluzione estremamente versatile e ricca di po-
tenzialità. Questo PAC è fornito di 7 slot di espansione per alloggiare
moduli di I/O come la I-8000 (una famiglia di moduli specifica per il
motion control dotata di encoder a 16 bit su 3 assi), massima velocità di
conteggio 1 Mpps, modalità di conteggio oraria e antioraria e ingressi
differenziali. Ulteriori interfacce presenti a bordo sono: uscita analogica
con relativo ingresso encoder, I/O digitali, USB, porte PS/2, porta VGA.
Implementa efficacemente la soluzione all in one, grazie alla sua architettura PC, con CPU AMD LX 800 a 32 bit a 500 MHz e memoria RAM
da 512 MB di tipo DDR. A bordo è presente come SO Windows CE.NET
6.0 che può essere installato anche via CF e permette l’utilizzo di librerie orientate al motion control per applicazioni realtime. L’MP-8743
possiede interfacce RS232/485 ed Ethernet che lo rendono un sistema
aperto senza l’esigenza di canali di comunicazione creati ad hoc. Inoltre il costruttore mette a disposizione la suite software EzProg-I con
numerose utility e librerie per la configurazione dei vari canali di I/O; è
possibile lavorare in un range termico che va da -25 ai +75 °C.
www.sisav.it
SMC ITALIA
SMC continua ad espandere la sua popolare gamma di attuatori elettrici ampliando le opzioni disponibili per carichi maggiori e offrendo
prestazioni meccaniche elevate, con il rilascio della serie LEJ. Progettata
con una guida lineare a doppio asse, la serie LEJ offre alta rigidità ed
elevata precisione. La serie LEJ presenta inoltre ingombri ridotti grazie
al profilo ribassato e al centro di gravità basso, riducendo così l’altezza
e il peso totale del 36% e del 37% rispettivamente rispetto alla serie
LJ1. Grazie al design compatto, il pezzo non interferisce con il motore
in quanto l’unità di traslazione è più alta del motore.
Disponibile in due tipi di trasmissione, la versione a vite LEJS è adatta
per il posizionamento preciso ripetibile in grado di trasportare carichi
orizzontali fino a 85 kg. In alternativa, la trasmissione a cinghia LEJB
offre una maggiore produttività grazie alla possibilità di alta velocità
e alla capacità di trasportare carichi orizzontali fino a 20 kg. La serie
LEJ presenta anche delle caratteristiche che ottimizzano la produzione
e le ore di manodopera. Tutto questo si ottiene con il montaggio del
corpo principale senza rimuovere la copertura esterna e l’impostazione
SIKO ITALIA
SMC ITALIA
SISTEMI AVANZATI ELETTRONICI
108
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
corretta della posizione di montaggio grazie ai sensori allo stato solido
con LED bicolore, serie D-M9 e D-M9W. Inoltre, è dotata di una maggiore protezione dagli schizzi di grasso e dalla penetrazione di corpi
estranei nell’attuatore grazie a una bandella di protezione che ricopre
la guida. Compatibile con i driver per servomotore AC di SMC come ad
esempio il tipo per encoder incrementale LECSA e i tipi per encoder assoluti LECSB, LECSC e LECSS, la serie LEJ è ideale per le apparecchiature
industriali generiche che richiedono il trasporto, tra cui applicazioni di
pick & place, distribuzione di colla e controllo della traiettoria ad alta
velocità.
www.smc.eu
TELESTAR
Ecompact è la soluzione motore con azionamento integrato, disponibile con motori stepper e servomotore con encoder incrementale
integrato, proposta da Jenaer Antriebstechnik e commercializzata da
Telestar. La soluzione motore e azionamento integrati apporta notevoli
vantaggi nella riduzione dello spazio nel quadro elettrico e nei tempi di
realizzazione del cablaggio, fattori che incidono notevolmente anche
sui costi di installazione. Interamente programmabile in Canopen,
conforme al profilo standard DS301/DSP402, Ecompact integra le funzionalità per il controllo di posizione, controllo di coppia e controllo
velocità.
È predisposto con ingressi e uscite digitali programmabili, con ingressi
per la funzione di finecorsa e arricchito dalla funzione di controllo automatico per la gestione del freno di stazionamento. Tramite un controllo
assi esterno è possibile controllare Ecompact in Canopen in modalità
sincrona. La soluzione è disponibile in varie taglie con coppia motore
da 0,6 a 10 Nm, con velocità massime di 200 rpm per i motori stepper e
3.500 rpm per servomotori.
www.telestar-automation.it
TEX COMPUTER
Il processore Power K è l’ultimo nato della famiglia di Programmable
Automation Controller della società TEX Computer, genera traiettorie
interpolate molto precise grazie alle funzioni matematiche in virgola
mobile a 64 bit e al rigido determinismo con cui si regolano i loop di velocità e posizione degli assi. Per ottenere la massima precisione senza
perdere in produttività le rampe ad S hanno il Jerk, cioè la variazione di
accelerazione, parametrizzabile indipendentemente sui tratti iniziali e
finali delle fasi di accelerazione e decelerazione. Queste caratteristiche
lo rendono particolarmente adatto alla gestione di applicazioni sofisticate quali la gestione di: robot Delta a 3 assi con cinematica parallela,
robot antropomorfi e Scara con fino a 4 gradi di libertà, centri di lavoro
per fresatura, tornitura e alesatura, rettificatrici tangenziali e pantografi
di taglio a elevata precisione. La gestione degli azionamenti è attuabile
tramite segnali analogici (+/-10V), digitali (step/direction) o via fieldbus
(Canopen, Mechatrolink-II o Ethercat). La porta Ethernet 10-100T è accessibile da TCP/IP, FTP e Modbus TCP; sono disponibili inoltre le funzioni OPC e web server.
www.texcomputer.com
WITTENSTEIN
La serie di attuatori ternary di Wittenstein motion control integrano
in una singola unità motore brushless, elettronica, trasduttori, sistema
di controllo, firmware e meccanica di precisione, fornendo l’interfaccia
ideale tra una soluzione pneumatica semplice e un servoasse complesso. Le esecuzioni disponibili hanno due diverse varianti di motore:
lineare o rotativa. Il sistema rotativo dispone di una velocità massima
pari a 5.000 giri/min, può essere dotato di un riduttore epicicloidale ad
alta precisione e classe di protezione IP64 con coppie max fino a 11,5
Nm. La versione lineare, con corse da 20 a 300 mm, spinta massima di
1.000 N e classe di protezione IP65, ha uno stelo in acciaio inox azionato
tramite una vite a ricircolo di sfere e raggiunge velocità massime di
1.000 mm/s.
Il controllo può essere diretto, tramite PC, PLC, bus di campo, o indiretto, utilizzando 16 posizionamenti memorizzati nell’unità e le interfacce utilizzabili sono RS485, Profibus DP, Canopen, Devicenet o
Ethernet/IP. Grazie alla loro modularità e programmabilità i ternary si
adattano a ogni applicazione: dal confezionamento all’imballaggio,
dalla robotica ai sistemi di avanzamento e assemblaggio.
www.wittenstein.it
TEX COMPUTER
TELESTAR
WITTENSTEIN
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AO Tavola rotonda
di Vitaliano Vitale
Tecnologie mobile
per l’automazione
Dalle ‘app’ sviluppate per il controllo industriale all’uso
di smartphone e tablet come strumenti per l’identificazione,
la misura e il controllo: le tecnologie ‘mobile’ si stanno
diffondendo sempre più anche nel mondo
dell’automazione. Sentiamo in merito alcuni
protagonisti del settore
I
dispositivi mobili, contenitori ideali delle ‘app’, sono sem- qualche modo trasformarsi e passare a un livello diverso, conpre più usati in tutto il mondo e generano una percentuale diviso e in qualche modo ‘immateriale’. Internet e il cloud sono
sempre maggiore di traffico Internet. Stando all’ultimo ambienti che stanno contaminando e lo faranno sempre più
report di StatCounter, il 21,6% del traffico web a livello i modelli di business e di fabbricazione di quasi ogni settore:
globale nel mese di novembre 2013 è stato originato da quello dell’automazione non sfugge a questa innovazione/rivosmartphone e tablet. Per la prima volta i device
luzione, che porta però con sé tutta una serie di
mobili hanno superato la soglia del 20% di trafproblematiche piccole e grandi che, senza aver
fico Internet a livello mondiale. Il direttore della
la presunzione di voler risolvere, abbiamo voluto
ricerca in Ericsson ConsumerLab, istituzione che
affrontare con l’aiuto di esperti non soltanto del
da oltre 15 anni conduce ricerche con l’obiettivo
mondo dell’industria, ma anche della consulenza
di esplorare le preferenze di soggetti ed enti e il
e dell’IT. Ecco cosa è emerso.
modo in cui utilizzano prodotti e servizi ICT, ha
I computer ‘in tasca’: Byod
dichiarato: “La tendenza più importante che oso non Byod?
serviamo è la domanda crescente di applicazioni
Come devono essere Smartphone e tablet per
e servizi in tutti i settori industriali e sociali. Quefavorire l’efficienza, personali o di proprietà
ste richieste hanno il potere di cambiare radicaldell’azienda? Che posizione occorre tenere
mente la vita di tutti i giorni”. Specifichiamo che
Francesco Montanari,
rispetto al supporto tecnologico: Byod (Bring
la ‘vita’ che radicalmente sta cambiando coinvice president and
Your Own Device) o non Byod?
volge sia la sfera professionale, sia quella persogeneral manager
nale. Sempre in Ericsson aggiungono che “anche
business unit Mobile
“Le aziende oggi affidano smartphone e tablet
in Italia le app stanno diventando un fenomeno
Computers
di tipo consumer ai propri dipendenti per consempre più diffuso. Cresce tra i consumatori la
di Datalogic ADC
sentirne un uso promiscuo tra fini professionali e
consapevolezza che le app possono migliorare
sensibilmente la vita quotidiana: più di un italiano su due sca- personali, per l’accesso alla propria casella di posta elettronica
rica almeno una nuova applicazione a settimana. Siamo sempre e ai big data aziendali con tool come QlikView o per la navigapiù vicini alla realizzazione di quella che Ericsson definisce ‘Net- zione in Internet” afferma Francesco Montanari, vice president
worked Society’, la società dove tutto sarà connesso generando and general manager business unit Mobile Computers di Databenefici per la società, l’economia e l’ambiente”. La rapida ado- logic ADC (www.datalogic.com). “Datalogic ha deciso di utilizzione di smartphone e tablet a livello globale, con modelli sem- zare smartphone Android e IOS, offrendo soluzioni standard,
pre più economici sul mercato, ha cambiato completamente il così da seguire il trend naturale che caratterizza il mondo conmodo di comunicare e utilizzare la ‘rete delle reti’. È costante sumer. Ognuno di noi infatti è abituato ad avere in mano appala ricerca di applicazioni in tutti i settori; le app acquistano co- recchi mobile intelligenti, che portiamo all’interno dell’azienda.
stantemente rilevanza rispetto al tipo di supporto mobile che Per ciò che riguarda l’attività aziendale specifica, le scelte sono
viene impiegato. Tutti i comparti industriali devono dunque in differenti e puntano su dispositivi mobile caratterizzati da ro-
110
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
u
la.
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dip
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nte
:
Fo
bustezza, usabilità e durata nel
Paolo Laganà,
tempo, proprietà spesso carenti
responsabile
R&D di
nei prodotti consumer. I device
Inlon Engineering
che si impiegano nel settore industry devono essere sempre
attivi, si devono adattare a innumerevoli e specifiche applicazioni in tempi brevi e devono avere un’ergonomia lontana dai
canoni consumer”. Risponde quindi Paolo Laganà, responsabile R&D di Inlon Engineering (www.inlon.it): “Questo quesito
oggi è probabilmente superato dall’evoluzione dei rapporti di
lavoro: chi utilizza questi strumenti è sempre più un professionista abituato a lavorare autonomamente o comunque legato
a prestazioni di consulenza, piuttosto che da dipendente di una
qualche azienda. È evidente che la diffusione di smartphone e
tablet all’interno delle organizzazioni aziendali pone certo il
problema della dualità tra un utilizzo condizionato da approcci
molto personali, ma per un interesse aziendale. Direi che l’azienda deve mantenere il controllo dell’uso, che può essere
anche illegale o quantomeno improprio, quindi fornire dispositivi e …regole ferree d’uso”.
Con questo concorda Franco Zannella, responsabile della divisione Automazione di Lenze Italia (www.lenzeitalia.it): “La rapida
diffusione di dispositivi smartphone e tablet ha favorito sempre
di più la condivisione di dati aziendali da e verso la rete Internet. Questo ha fatto sì che la protezione dei dati, siano essi di
processo o aziendali, debba avere adeguati livelli di protezione,
motivo per il quale, in genere, le società impongono l’uso di
dispositivi aziendali adeguatamente protetti grazie all’impiego
di specifici software e policy ad hoc. Per tali ragioni, le imprese
tendono a evitare l’implementazione del concetto di Byod,
fornendo ai dipendenti dispositivi personali nell’ambiente di
lavoro, al fine di apportare maggiore efficienza e aumentare la
produttività. In tal modo, è possibile avere accesso alle email,
condividere file, caricare applicazioni, aggiornare siti Web da
qualsiasi luogo e in qualsiasi momento, sfruttando canali di
accesso spesso basati su VPN e autenticazione dell’account. Diventa molto importante, quindi, utilizzare solo dispositivi che
soddisfano le policy di sicurezza aziendali, evitando invece l’accesso di altri non allineati agli standard richiesti”.
Ugualmente concorde è Fulvio Primatesta, responsabile Business Implementation di Superpartes (www.superpartes.biz):
“Non penso che la questione si ponga realmente in un contesto B2B: quando smartphone o tablet sono elementi attivi in
un processo di business, è normale, per non dire indispensabile
che sia l’azienda a fornire il device e tutte le configurazioni e
verifiche del caso: si vedano per esempio gli aspetti di security.
È chiaro che si pone il problema dell’utilizzo a titolo personale,
ma qui deve guidare il buon senso più che la regolamentazione
spinta. Va da sé che l’appassionato di app social o B2C dovrà
trovare soddisfazione con un device proprio, ma la cosa non è
diversa dall’appassionato di corse automobilistiche che di certo
non usa l’auto aziendale per divertirsi...”.
Ribadisce infine Massimo Introzzi, managing partner di Made
Investimenti (www.madeinvestimenti.it) “Forse potremmo
porre la domanda in termini diversi: a mio avviso la tematica
non è più la proprietà della tecnologia ma la sua capacità di
integrazione in un’architettura distribuita, che ha esigenze diverse rispetto al fatto che i device siano standard e di proprietà.
Tenderei a spostare l’attenzione sul controllo dell’integrabilità
e della connettività dei dispositivi. Il fatto che si possano integrare e si possa dialogare con i sistemi è, a mio avviso, il valore
importante”.
App: utili o futili?
Sembra che le app stiano prevaricando il web e al contempo
si dice che siano più futili che utili. Oggi ogni funzione è
‘appizzata’, ma la app è la soluzione a ogni problema? Qui
parliamo anche di controllo di processo, ergo di sistemi
complessi: cosa succederà da qui a due anni?
“Lo penso per la supervisione e, a maggior ragione, per le app:
prima di tutto occorre un controllo di processo ben pensato,
poi qualunque strumento di controllo, ancor di più se aperto
alla connettività, sia il benvenuto” osserva Laganà. Per Zannella “non vi è dubbio alcuno che la diffusione di smartphone
e tablet abbia cambiato notevolmente le modalità di accesso e
soprattutto di utilizzo del web, creando terreno fertile al diffondersi di piccole applicazioni ognuna con la sua specifica utilità.
Anche nel campo dell’automazione industriale sembra essere
ormai certo che l’impiego di questi dispositivi mobili attraverso
specifiche app consenta un utilizzo pronto, veloce e intelligente
del processo da controllare. La diffusione di app specifiche nel
campo dell’automazione è sicuramente in aumento e lo sarà
sempre di più, perché sempre di più questi dispositivi d’uso
comune stanno entrando in modo massiccio anche in questo
contesto”. Lenze ha infatti sviluppato il dispositivo di controllo
Smart Motor, in grado di pilotare un motore asincrono, pro-
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
111
AO Tavola rotonda
grammabile attraverso uno smartphone, che con protocollo
NFC permette la trasmissione wireless dei parametri di controllo del dispositivo stesso. “Allo stesso tempo, adottando le
giuste misure di sicurezza è possibile utilizzare questi dispositivi per compiti di comando e controllo di impianti complessi di
produzione” conclude Zannella.
“La polverizzazione delle app è già oggi un problema, soprattutto nel B2B” afferma Primatesta. “Il mercato degli sviluppatori evoluti di app sta già correndo ai ripari, invitando le aziende
a riflettere in termini non di singole funzioni bensì di strategia
mobile a supporto dei processi aziendali. Nei prossimi 24 mesi
andrà consolidandosi un’offerta di app cosiddette ‘single tap’,
ovvero capaci di implementare in un unico oggetto molteplici
funzioni, interagendo con diversi sistemi informativi e adattandosi al contesto con capacità camaleontiche, per esempio in
ragione della posizione geografica. Negli ultimi tempi ci siamo
dimenticati un po’ la parola ‘integrazione’ che nei prossimi 24
mesi, tramontato definitivamente
l’hype delle app social e B2C, tornerà molto di moda”.
Introzzi infine è “del parere che
la distinzione tra app e web non
esista. Ora è definita fondamentalmente dallo strumento tecnologico e dagli ambienti di lavoro
e programmazione che hanno liFranco Zannella,
vellato tendenzialmente al basso
responsabile della
la complessità e l’utilità. Mi semdivisione Automazione
bra di cogliere una realtà dove
di Lenze Italia
sempre più spesso, e con velocità
crescente, web e app stanno convergendo. A titolo esemplificativo si possono vedere le tecnologie di sviluppo dei portali
web mobile ready, di cui uno è ‘Entando’. Per questo credo fermamente che la complessità e l’affidabilità delle applicazioni
crescerà e andrà a coprire anche applicazioni mission critical”.
Sicurezza sì, sicurezza no…
Le tecnologie ‘mobile’ implicano il problema della sicurezza. L’automazione è un insieme di equilibri delicati:
l’utente industriale, lo sviluppatore, il gestore della rete
come ‘sentono’ il problema?
“Mi metto nei panni dello sviluppatore” risponde Laganà “e so
che esistono tanti tool/criteri di sicurezza che magari appesantiscono strutture e costi e, probabilmente, non sono mai sicuri
abbastanza ma… qualcuno metterebbe le mani sul fuoco per
una cassaforte ultrasicura?! Nulla si può fare per questo utopistico obiettivo: si può solo realizzare un progetto intelligente
che sconti questi rischi, creando le necessarie vie di fuga e
cercando semmai di identificare le intrusioni segnalandone il
rischio e prevedendo scenari difensivi”.
Secondo Zannella “il problema della sicurezza dei dati tocca
senza dubbio da vicino anche le tecnologie mobili, che non
sono esenti dalla necessità di preservare l’inviolabilità e la
riservatezza degli stessi, specie se relativi a processi di pro-
112
duzione dove le normative impongono severi vincoli in questo
ambito. Va da sé che il problema
viene percepito dall’intera ‘filiera’
degli attori coinvolti, partendo
dall’utilizzatore industriale, che
pretende il rispetto dei più alti
livelli di integrità e sicurezza dei
dati relativi al processo, allo sviluppatore del software applicativo, che a esse deve attenersi,
per arrivare fino al gestore della
Massimo Introzzi
rete, che deve fornire i sufficienti
managing partner di
strumenti di sicurezza relativi
Made Investimenti
al trasporto dati e alla stabilità
della comunicazione. Molto importante diventa quindi poter
disporre di appropriate infrastrutture di sicurezza per la scansione dei dati, come firewall, web proxy e sensori di intrusion
prevention, nonché di un linguaggio delle policy molto avanzato, adatto a questa esigenza”. Per Primatesta “Il problema è
certamente sentito. Le nostre aziende di sviluppo impegnano
una percentuale crescente del tempo dedicato a un progetto
a valutare, implementare e testare gli aspetti di sicurezza delle
app e dei sistemi con cui queste interagiscono. Le tecniche di
test, in particolare, stanno subendo un forte cambiamento proprio per la necessità di verificare la sicurezza in contesti operativi dinamici, in cui sono coinvolti
apparati molto eterogenei e controllati da diverse entità”. Introzzi
infine osserva come “La sicurezza
è chiaramente uno degli aspetti
critici, ma non necessariamente
legato al solo fatto di utilizzare
una app. Molta parte della sicurezza è dipendente dalla ormai
piena interscambiabilità dei dati
tra ambienti e sistemi differenti.
Oltre a barriere tecnologiche e
Fulvio Primatesta,
strumentazione e tecnologie di
responsabile Business
controllo, sono fondamentali
Implementation
anche un’accurata formazione e
di Superpartes
una migliore e più approfondita
cultura della sicurezza per attenuare il rischio. Queste le strade da percorrere per affrontare il
problema a tutto tondo”.
Una rete ‘senza problemi’: mito o realtà?
Le app IoT hanno un bisogno fisiologico: un’infrastruttura
di rete stabile. Come lo si affronta? Quanto è sentito il problema e cosa si dovrebbe fare per una rete ‘a-problematica’?
“Come è facile immaginare, la rapida diffusione di dispositivi
mobili costantemente connessi e il sempre più diffuso utilizzo
della rete come strumento per la multimedialità, non solo
point-to-point, ma anche in broadcasting e multicasting, da
un lato hanno fatto crescere esponenzialmente il bisogno di
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
Siate visionari…!
Il futuro del mondo delle app nell’automazione industriale: come sarà il mondo produttivo nel 2025?
“Nei settori in cui operiamo il futuro è già domani” ribadisce
Montanari. “La velocità delle innovazioni è molto elevata
ed è difficile fare previsioni a lungo raggio. Possiamo dire
ci stiamo orientando a realizzare apparecchi sempre più in
grado di operare in sintonia con i device abitualmente impiegati dalle aziende, mantenendo nel contempo le caratteristiche che li contraddistinguono e li fanno apprezzare dai
nostri partner, ossia robustezza, usabilità e durata nel tempo.
L’integrazione nei dispositivi mobile di app verticali, cioè specifiche per l’industria, relative per esempio alla logistica, al
processo produttivo o al controllo qualità, comporta infatti
delle modifiche dei dispositivi stessi. Stiamo lavorando con
un approccio conforme a quello consumer sulle forme e sulle
dimensioni dei nostri prodotti, sugli schermi full touch e sui
continui aggiornamenti dei sistemi operativi, come Android,
Windows e IOS. L’upgrade su cui stiamo operando consiste
nel realizzare dispositivi resistenti, compatti, integrati, stabili
nel corso degli anni, a differenza di quanto accade con i prodotti consumer,
sottoposti a cambiamenti dai ritmi
veloci. In questo
scenario, trovano
spazio soprattutto
le app dedicate
alla supervisione
e al controllo,
il cui sviluppo
tiene conto delle
mansioni e del
posizionamento
all’interno della
filiera produttiva
degli operatori
che le utilizzano. Il
sistema operativo
diventerà sempre meno visibile all’occhio dell’utente finale,
che avrà solo la necessità di utilizzare dispositivi industriali
aperti a qualsiasi tipo di applicazione specifica”. Per Introzzi,
coerentemente con la visione espressa prima, la distinzione
tra app e web non esiste, ma sono solo un momentaneo
passaggio nell’evoluzione del mondo Internet: “La mia percezione del futuro dell’automazione industriale è di un’evoluzione decisa dei sistemi di controllo centrali quali elementi di
data collection; l’aumento della potenza di calcolo distribuita
sui sensori farà in modo che gran parte dell’attuazione venga
portata a bordo macchina. Sarà un mondo più propenso a migliorarsi con l’analisi continua dei dati prodotti. E potremmo
iniziare a dibattere di Big Data, ma credo che per questo ci
potrà essere un successivo spazio di confronto”.
“Io credo” interviene Primatesta “che il cambiamento più
grande nei prossimi 10 anni sarà dettato dallo sviluppo avanzato dell’Internet delle Cose e degli smart object. Nel contesto dell’automazione industriale è immaginabile che device
mobili e relative app, in mano a tecnici, operai, manager, si
troveranno a dialogare, attraverso nuovi standard e nuove
piattaforme tecnologiche, con tutti gli elementi del processo
di produzione, attrezzature, macchine e i prodotti stessi man
mano che verranno costruiti/prodotti, in fabbrica e fuori. Con
tante ottimizzazioni possibili sulle attività ‘delicate’, ma con
altrettante criticità nel trovare i giusti percorsi formativi per le
persone demandate a operare in un tale contesto”. Conclude
quindi Zannella: “Non è facile immaginare quali saranno le
nuove frontiere tecnologiche disponibili fra 20 anni, ma di sicuro possiamo pensare che i sistemi di controllo, sia a livello
più alto che a livello di campo, saranno basati sempre di più
su dispositivi wireless mobile, che faranno un uso crescente di
app dedicate alle specifiche funzioni d’impianto e macchina”.
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
Fonte: www.techmask.co.uk
banda, dall’altro richiedono stabilità di connessione alla rete”
osserva Zannella. “Rispetto al passato, le aziende tradizionali si
stanno trasformando in vere e proprie imprese digitali e questo
richiede inevitabilmente un paritetico cambiamento nell’architettura delle infrastrutture di comunicazione, che devono
essere progettate pensando all’esperienza di utilizzo dei nuovi
‘consumatori’ e colmando i limiti di un’insufficiente capacità
di elaborazione
del servizio, della
difficoltà di localizzazione dei guasti e della lentezza
nella risposta delle
vecchie tecnologie su cui le reti si
sono basate sino
a oggi. Un valido
metodo per provare a superare
questo problema
consiste nell’impiego di tecniche
di front-end optimization (FEO),
che si basano
sull’analisi in tempo reale del browser utilizzato e sulle condizioni di rete (3G, WiFi, LTE, Edge ecc.) in cui si trova l’utente e
consentono pertanto di adattare le tecniche di ottimizzazione
al singolo utilizzatore finale. Questa tecnica è molto efficace,
in quanto riduce le richieste http e i byte erogati e accelera
il rendering della pagina, aumentando le performance di un
sito anche più del 70%”. Secondo Introzzi “è assolutamente
necessario che si prenda realmente coscienza del fatto che l’infrastruttura è un asset strategico dell’intero sistema Paese. Gli
operatori sono coloro i quali governano questo asset e devono
garantire e soprattutto rispettare degli ‘SLA’ severi”. In conclusione Laganà ritiene che “la rete ‘a-problematica’ è un mito e
forse una.. ‘contraddizione in termini’. Il progettista deve dare
per scontato la presenza dei problemi e prevederne le conseguenze per segnalarne la possibilità e per evitare conseguenze
gravi”.
113
di Cristina Paveri
Fonte: www.thecsiac.com
AO Tutorial
Open source e
strumenti collaborativi
Vediamo quali vantaggi offre il ‘software free e open source’ in
ambito industriale: sistemi operativi come Linux, software di
automazione conformi a IEC 61499, soluzioni a basso costo
N
onostante il timore di divulgare il know-how
aziendale, che rappresenta un prezioso capitale
di differenziazione dalla concorrenza, il concetto
di ‘open innovation’ si sta affermando anche nel
settore dell’automazione industriale, in quanto
assicura diversi vantaggi soprattutto in termini economici.
In particolare, il Foss ‘Free open source software’ porta a un
risparmio nei costi di sviluppo poiché più aziende, anche se
concorrenti, collaborano contemporaneamente (e non in parallelo) al suo sviluppo, ognuna mettendo a disposizione le
proprie risorse con la sponsorizzazione delle associazioni di
riferimento e spingendosi fino al livello ‘divulgabile’. Inoltre,
il software Foss permette l’utilizzo, la modifica e la distribuzione senza discontinuità (la licenza non è infatti vincolata a
una data di scadenza o a terzi come avviene per i software
commerciali); inoltre, in quanto risultato del lavoro congiunto
di un’ampia comunità di sviluppatori che possono accedere al
codice sorgente, assicura maggiore stabilità e una qualità superiore del risultato. Lo sviluppo da parte di un vasto numero
114
di partecipanti ha anche un altro effetto positivo: garantire la
standardizzazione, poiché si basa sull’utilizzo di interfacce e
protocolli definiti congiuntamente. Porta quindi a una reale
‘globalizzazione’ dello sviluppo software.
Linux nell’automazione industriale
Il software free e open-source sempre più utilizzato in numerosi controllori di automazione e nei sistemi embedded, Linux,
si è rivelato un sistema operativo affidabile, in grado di fornire servizi senza discontinuità agli utenti finali. È anche una
soluzione idonea ad applicazioni più specializzate per diversi
motivi, quali i bassi requisiti di CPU, l’efficienza di memoria e
la sicurezza nei confronti delle minacce da virus e malware.
Linux assicura stabilità e affidabilità, poiché permette di aggiornare parti di un sistema senza dover riavviare l’intero sistema, nonché disponibilità e produttività anche in caso di
interruzione di un servizio, perché tutti i servizi funzionano in
modo indipendente.
Nello specifico, nei sistemi embedded il codice open source
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
IEC 61499 e open source
La norma IEC 61131 di standardizzazione dei cinque linguaggi
di programmazione dei PLC ha posto le basi per la modellazione dei programmi di controllo. Tuttavia, le piattaforme e
gli strumenti di automazione continuano a presentare limiti di
portabilità e interoperabilità. Lo stesso comitato tecnico che
ha sviluppato la norma ha quindi deciso di stilare uno standard aperto per l’automazione ponendosi obiettivi più ambiziosi quanto a portabilità, ovvero la capacità del software di
accettare e interpretare correttamente elementi della libreria
generati da altri software; configurabilità, cioè la capacità dei
dispositivi e dei relativi componenti di essere configurati con
diversi software, e infine interoperabilità, ossia la capacità dei
dispositivi di diversi fornitori di funzionare in modo combinato per eseguire le funzioni specificate da una o più applicazioni distribuite.
Lo standard IEC 61499 definisce la realizzazione di intere applicazioni a partire da blocchi funzionali di tipo base o composto (blocchi funzione che contengono a loro volta altri blocchi
funzione) per mezzo di algoritmi: ogni blocco funzione pre-
Fonte: img.brajeshwar.com
di Linux permette agli sviluppatori di scalare il
sistema operativo per adattarlo alla propria piattaforma target e per soddisfare al meglio i requisiti dell’applicazione specifica. Per contro, Linux
richiede conoscenze tecniche maggiori per la
minore disponibilità di interfacce grafiche userfriendly tipiche dell’ambiente Windows e presenta dei limiti nel tempo di risposta a causa delle
ridotte risorse della CPU. È il caso, per esempio, di
una tipica architettura basata su polling (a interrogazione), in cui il sistema embedded deve controllare lo stato di centinaia di I/O a intervalli di
millisecondi. Questa limitazione è comunque superabile con
l’utilizzo di dispositivi di I/O remoti intelligenti, che determinano autonomamente quando richiedere la comunicazione
e inviano rapporti senza la necessità di un polling continuo
dello stato degli I/O.
senta sia eventi, sia dati in ingresso e in uscita. In un blocco
funzione base l’esecuzione di un algoritmo è attivata dal verificarsi di un evento in ingresso; l’algoritmo in esecuzione
genera quindi nuovi dati di uscita a partire dai dati ricevuti
in ingresso e, al termine dell’esecuzione, lo stesso algoritmo
genera un evento in uscita che potrebbe a sua volta diventare
l’evento in ingresso a un altro blocco funzione e così via. Lo
standard open IEC 61499 ha dato impulso a diverse iniziative
di sviluppo di software di tipo sia commerciale, come IsaGraf,
sia open source.
Il software IsaGraf, conforme a IEC 61131 e 61499, è basato su
Microsoft Visual Studio e sulla tecnologia plug-in open in base
alla quale ogni componente viene sviluppato nella nuova
piattaforma di automazione collaborativa ATP (Automation
Collaborative Platform).
Per quanto concerne l’open source, l’iniziativa 4Diac ha dato
vita a un framework per l’automazione industriale e il controllo distribuito sviluppato per standardizzare le diverse
piattaforme proposte da più fornitori, con l’obiettivo di realizzare un ambiente di automazione e controllo conforme a IEC
61499, utilizzabile in diversi settori: building automation, automazione dei processi e di laboratorio, smart grid, controllo
macchine ecc. 4Diac è composto dall’ambiente di sviluppo
integrato modulare IDE, basato sul framework open Eclipse,
dall’ambiente runtime in tempo reale RTE (Forte) per piccoli
sistemi embedded (16/32 bit) sviluppato in C++, dalla libreria
Glossario del software free open source (*)
oftware libero (Free Software): software che può essere utilizzato per ogni scopo, modificato e adattato alle proprie esigenze, condiviso e
disponibile anche per uso, sviluppo e distribuzione commerciali. Si può ottenere software libero pagandolo o non pagandolo, ma rimane sempre
la libertà di copiare e modificare il software, persino di venderne copie.
Open Source: modello di sviluppo software collaborativo, in cui chiunque può contribuire fornendo correzioni, migliorie, segnalazioni di errori,
traduzioni... Ampiamente adottato da numerosi progetti ‘free software’. Non necessariamente il ‘software libero’ è anche ‘open source’ e non
tutto l’‘open source’ è anche ‘software libero’.
GPL (General Public License): è la licenza più diffusa per il software libero e consente all’utente libertà di utilizzo, copia, modifica e distribuzione. Prevede
inoltre il vincolo che l’eventuale ridistribuzione di un software modificato mantenga la stessa licenza.
GNU/Linux: la combinazione tra la collezione di applicativi GNU e il kernel Linux è il sistema GNU/Linux.
Linux: è un sistema operativo, alternativo a Windows e MacOS e il primo software libero, ovvero distribuito con una licenza che ne permette non solo l’utilizzo
da parte di chiunque e in qualsiasi circostanza, ma anche la modifica, la copia e l’analisi. La differenza sostanziale tra software libero e un software proprietario
è il libero accesso al codice sorgente.
GNU GPL: la maggior parte dei progetti Foss attivi utilizza la licenza GNU GPL (General Public Licence), che concede i diritti di utilizzo del software per qualsiasi
scopo, studio del funzionamento e modifica del programma per adattarlo alle esigenze dell’utente, ridistribuzione di copie, miglioramento del programma.
S
(*) Definizioni tratte da www.linux.it/external/VademecumSoftwareLibero.pdf
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AO Tutorial
LIB di blocchi funzione utilizzabili per diversi tipi di applicazioni di controllo e dagli esempi applicativi (Systems).
Soluzioni a basso costo
Il basso costo delle piattaforme di sviluppo open source basate
su una semplice scheda a microcontrollore, come Raspberry PI
e Arduino, che permettono di sviluppare oggetti interattivi e di
controllare oggetti fisici quali LED e motori, insieme a un’ampia
disponibilità di materiale didattico di supporto hanno contribuito
alla diffusione di tali soluzioni all’interno della comunità open
source. La sezione ‘Newbie’ del portale Web Arduino della community di sviluppatori italiani insegna come utilizzare Arduino a
partire da zero: dopo aver acquistato la scheda, si scaricano e si installano il software IDE di programmazione e i driver per Arduino.
Dopo aver acquisito le basi di programmazione nel linguaggio C
e C++, si approfondisce l’elenco di strutture, variabili e funzioni di
Arduino (il ‘reference’ di programmazione). A questo punto si può
iniziare a scrivere il codice a partire dagli esempi già disponibili,
Tutorial per nxtStudio
Vediamo ora come sviluppare una soluzione di automazione conforme allo
standard IEC 61499 con il software nxtStudio di nxtControl per il controllo
di cilindri pneumatici.
- Per aprire il file ‘demo’ avviare il programma nxtStudio e fare clic su ‘File/
Unarchive Solution’ nella barra del menu principale. Dopo l’apertura del file,
doppio clic sulla voce ‘System’ del menu ‘BasicConceptDemo’ nella scheda
‘Solution Overview’ a sinistra. Passare quindi alla scheda ‘Devices’ e selezionare ‘Local test per Active Network Profile’ (figura 1).
- Selezionare ‘Yes’ nella colonna ‘Login’ per entrambi i dispositivi, selezionare
entrambi i dispositivi dell’elenco e aprire il menu contestuale facendo clic con
il tasto destro del mouse nell’area selezionata e selezionare ‘Start Soft PLC’
dal menu (figura 2).
- La macchina avvia entrambi i PLC soft. Quindi aprire di nuovo il menu
come descritto in precedenza e selezionare ‘Deploy’ e ‘Advanced’ (figura 3).
- Nella finestra di dialogo ‘Advanced Deploy’ selezionare entrambi i dispositivi
e fare clic su ‘Deploy’, poi chiudere la finestra. Ora il progetto è in esecuzione
sui PLC soft. Per visualizzare il funzionamento è necessario avviare l’interfaccia HMI espandendo la voce ‘Canvases’ nel menu di ‘Solution Overview’ e
facendo clic su ‘Test HMI Runtime on Local Computer’ (figura 4).
- Quando l’interfaccia è in esecuzione ed è collegata correttamente si può
controllare il movimento dei due cilindri agendo sul joystick nell’angolo in
basso a sinistra dell’HMI (figura 5).
Spostando orizzontalmente il joystick si comanda il movimento del cilindro sinistro, mentre agendo verticalmente si sposta quello destro. Al raggiungimento di uno dei
due finecorsa, il LED di
controllo corrispondente
si accende. Rilasciando
il tasto del mouse, il
joystick rimane nella
posizione impostata e
per azzerare la sua posi2
1
3
116
4
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
che illustrano l’utilizzo delle funzioni digitali, analogiche e di comunicazione delle strutture di controllo (‘if’, ‘for’, ‘while’, ‘switch’),
dei sensori ecc.
Fonti: White paper “Free and Open Source Software (Foss): Open Source software and virtualization in the automation industry – a change of fashion or a
paradigm change?” Open Source Automation Development Lab; White Paper
“How to use Linux in idustrial automation” Moxa; IEC 61499; nxtControl; arduino.cchttp://playground.arduino.cc//Italiano/Newbie
zione è sufficiente fare doppio clic nell’area circolare bianca.
- È possibile anche visualizzare il trend dei cilindri mediante diagrammi
temporali della distanza. Con un clic su un cilindro si apre la rispettiva
finestra con il grafico del trend (figura 6).
- Per facilitare l’analisi degli errori e ottenere informazioni dettagliate
sul progetto, il software permette di controllare interfacce specifiche
e visualizzare i valori che sono cambiati (visualizzati in rosso) e quelli
inalterati (nero/blu); permette inoltre di aprire un blocco funzione per
mostrare il contenuto e aggiungere punti di monitoraggio (figura 7).
Tutorial per Arduino
A titolo esemplificativo analizziamo un tutorial dedicato al controllo di
motori passo-passo alimentati esternamente nelle versioni unipolare
con array Darlington e bipolare con ponte a H mediante un potenziometro da 10 k sull’ingresso analogico 0.
Codice:
#include <Stepper.h>
// numero di passi del motore passo-passo
#define STEPS 100
// crea un’istanza della classe del motore passo-passo, specificando
// il numero di passi del motore e i pin
// a cui è collegato
Stepper stepper(STEPS, 8, 9, 10, 11);
// la lettura precedente dall’ingresso analogico
int previous = 0;
void setup()
{
// imposta il numero di giri del motore su 30 giri/min
stepper.setSpeed(30);
}
void loop()
{
// ottiene il valore del sensore
int val = analogRead(0);
// muove di un numero di passi pari alla variazione nella
// lettura del sensore
stepper.step(val - previous);
// ricorda il valore precedente del sensore
previous = val;
}
5
8
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7
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AO Progettazione
di Lucia Milani
Vincere in pista e fuori
Grazie alla partnership con Avanade il team Lotus F1 ha potuto
migliorare la propria efficienza operativa
A
vanade, in qualità di Official Business Technology Consulting
Partner e sponsor ufficiale di
Lotus F1 Team, ha messo la propria esperienza e competenza
su piattaforma Microsoft al servizio della scuderia per supportarne la crescita e favorirne il
successo. In particolare, grazie al contributo
di Avanade, Lotus F1 Team si può avvalere di
un esclusivo strumento di programmazione,
in grado di collegare tra loro le diverse divisioni affinché possano interfacciarsi con facilità e garantire un livello di servizio efficiente.
Integrando le diverse programmazioni in un
unico strumento, il team può visualizzare le
interdipendenze e gestire situazioni non previste, cosa che non era possibile fare in precedenza. Grazie a una visione integrata e olistica,
Lotus F1 Team può contare su una maggiore
visibilità dei processi dell’intera catena e ottimizzare di conseguenza i livelli di prestazione.
La partnership dimostra dunque l’importanza
dell’innovazione nell’aiutare le aziende ad affrontare le odierne sfide di business per fronteggiare la concorrenza di domani.
Grazie a una visione più integrata e olistica, data dagli strumenti
tecnologici di Avanade, Lotus F1 Team può ora avere maggiore visibilità
dei processi dell’intera catena
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MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
Un lavoro di squadra
Sono numerose le aree di efficienza operativa in cui Avanade
ha potuto intervenire a supporto
di Lotus F1 Team. Il lavoro di Avanade riguarda infatti ogni fase
del ciclo di vita della Formula 1,
dall’idea alla macchina stessa,
per questo Lotus può contare
sulla presenza fissa presso la sede
di Enstone di 19 professionisti
Avanade che, in loco, hanno già
avviato numerosi progetti. L’uffi- Grazie alla tecnologia Avanade e alla presenza in loco di 19 ingegneri della società, la
cio progettazione, per esempio, scuderia ha potuto aumentare la propria efficienza
utilizza un programma di lavoro
Le sfide della supply
in grado di ridurre la mole di opechain
razioni amministrative che i proIl fermo obbligatorio è un momento
gettisti devono gestire. Di fatto,
dell’anno in cui il mondo della Forin un anno l’introduzione di quemula 1 si blocca e non è possibile
sto programma ha consentito a
progettare, produrre o gareggiare.
Lotus F1 Team di risparmiare fino
L’unica attività che non si interrompe
a 1.600 ore di lavoro, quindi 200
è la manutenzione, d’importanza fongiorni lavorativi, solo sollevando
damentale per gli impianti e per le
i progettisti dalla gestione delle
vetture stesse. Con un Gran Premio in
operazioni amministrative. “SebUngheria prima del break e uno subito
bene Lotus F1 Team si sia sempre
dopo in Belgio, è evidente l’imporavvalsa della tecnologia nei propri
tanza per Lotus F1 Team di avvalersi
processi produttivi, la partnership
di uno strumento di programmazione
con Avanade ci ha consentito di
efficace affinché non si creino intoppi
raggiungere una maggiore effinei processi: la programmazione è
cienza, in modalità che non avecruciale. Per un team di Formula 1 il
vamo considerato prima, come
delivering rappresenta un ‘must’ ogni
la riduzione del 75% del tempo
settimana. Il time-to-market in questo
impiegato nel reperire e analizsettore è, in media, di due settimane,
zare i dati relativi alle prestazioni,
ma in alcuni casi può non superare i
o la possibilità per i progettisti di
cinque giorni. Le gare in Ungheria e
allocare maggiore tempo nelle
in Belgio presentano caratteristiche
proprie attività piuttosto che ocpiuttosto diverse, pertanto il Team
cuparsi di aspetti amministrativi”
deve produrre le parti in anticipo riha dichiarato Patrick Louis, CEO
spetto al fermo così da essere pronti
Lotus F1 Team.
Il lavoro di Avanade riguarda ogni fase del
per tempo. Tre anni fa, Lotus F1 Team
“La partnership con Lotus F1 ciclo di vita della Formula 1, dall’idea alla
aveva quattro diverse aree dedicate
Team è per noi motivo di grande macchina stessa
alla pianificazione che non comuniorgoglio” ha affermato Roberto
Chinelli, direttore service Line BI, Innovation & Incubation cavano tra loro. Grazie all’aiuto di Avanade è stato creato uno
di Avanade Italia. “Ogni vittoria è un successo condiviso. strumento di programmazione unico per l’azienda, realizzando
Grazie alla nostra tecnologia e alla presenza fissa nel West un sistema di feedback sulle informazioni così da assicurarsi che
Oxfordshire dei nostri migliori professionisti, la scuderia ha tutte le divisioni fossero collegate e si interfacciassero tra loro.
potuto aumentare l’efficienza, snellire le operation renden- L’obiettivo era favorire la delivery immediata delle diverse prestazioni. Integrando tutte le diverse programmazioni in un unico
dole più moderne e ridurne i costi.
Di fatto, per primeggiare in gara occorrono, oltre a piloti e strumento, il team può ora visualizzare le interdipendenze e gemacchine, anche dedizione e determinazione per migliorarsi stire situazioni non previste, cosa che non era possibile fare in
ogni giorno. In Formula 1 è importante quello che accade la precedenza, perché le differenze non erano mai state integrate.
domenica, ma non si possono sottovalutare gli altri giorni Grazie a una visione integrata Lotus F1 Team ha una maggiore
della settimana. Ogni piccola conquista che ci si aggiudica visibilità dei processi dell’intera catena.
giorno dopo giorno può trasformarsi in un miglioramento cruAvanade - www.avanade.com/it
ciale delle prestazioni e condurre a un buon risultato in gara”.
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
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Manovre di
‘avvicinamento’
L’ex Presidente del Consiglio Enrico Letta, in visita
a Fiera Milano Rho per l’apertura di BIT 2014, ha parlato
dell’evento principe per il settore turistico italiano
come una delle tappe verso Expo 2015
È un appuntamento della cui portata
spesso ci dimentichiamo, incalzati dal
tempo che corre veloce verso quel maggio 2015 in cui Expo Milano aprirà i battenti, facendo del capoluogo lombardo
il ‘centro del mondo’. È così che l’ex
Presidente del Consiglio Enrico Letta,
in visita al backstage di BIT, la Borsa
Internazionale del Turismo, nonché
al cantiere di Rho, ha detto di vedere
l’Esposizione Universale: “Non ricordo
nel recente passato altre occasioni di
promozione forti per l’Italia come sarà
Expo 2015. Quanto sia un evento centrale per il mondo intero me lo hanno
ricordato a Dubai, la città che ospiterà
Expo nel 2020 e che già si sta preparando, sta pensando a come sfruttare
quest’occasione fino in fondo, a sei anni
di distanza. Se penso dove eravamo noi
sei anni fa…”. Un’opportunità unica per
il nostro Paese, dunque, alla quale non
possiamo arrivare impreparati. Ha infatti
proseguito Letta: “Dobbiamo mettere in
campo tutte le forze possibili affinché il
nostro Paese, la cui capacità attrattiva
non è seconda a quella di nessun’altra
realtà del Pianeta, ma che ancora pecca
di fronte al mondo dal punto di vista
dell’affidabilità e stabilità, possa trarre i
maggiori vantaggi da questo appuntamento. Dobbiamo dimostrare di essere,
oltre che simpatici e attraenti sotto vari
punti di vista, anche ben organizzati e in
grado di mantenere gli impegni presi”.
E forse Expo ci permetterà anche di
120
riscoprire le bellezze artistiche e culturali uniche del nostro Paese, che possono
diventare la vera chiave di volta dell’economia. “Gli stranieri si chiedono se riusciremo a riempire i musei: io credo di sì, se lavoreremo fin d’ora nella giusta direzione”. Già, perché l’Expo “non è come le Olimpiadi, dove il successo dell’evento è
assicurato dalle straordinarie performance degli atleti, sono loro che fanno lo spettacolo, bensì è un’arma a
‘doppio taglio’, che se sapremo gestire bene, farà
da moltiplicatore positivo
di tutti gli eventi del prossimo anno e porterà risultati che potrebbero andare
anche oltre le aspettative”.
La creatività e la capacità
di promozione italiane
dovranno vincere questa
sfida. In quest’ottica l’edizione 2014 di BIT rappresenta un’importante tappa del percorso di avvicinamento
a Expo 2015 e deve mostrare tutto il suo potenziale nel sapere convogliare l’interesse internazionale verso l’Italia: “Da questa manifestazione, dalla sua capacità di
incidere in modo importante e di programmare gli eventi, dipende in gran parte
il futuro successo di Expo. Il prossimo appuntamento con BIT sarà infatti troppo
vicino a Expo per influire davvero su di esso. Per questo occorre lavorare già ora”.
E così a BIT 2014 ha debuttato, grazie anche al contributo strategico di Fiera Milano, WeBitMag.it (www.webitmag.it), la nuova piattaforma di contenuti e servizi
per il mondo del turismo, con l’obiettivo di fare dialogare i suoi protagonisti tutto
l’anno, anche online. Expo 2015 sarà un percorso informativo a cui WeBitMag.it
riserverà un canale ad hoc. E proprio in vista dell’Esposizione, dopo l’estate i contenuti e i servizi del sito saranno anche in lingua inglese. Ha ricordato Letta: “Abbiamo davanti meno di un anno e mezzo di intenso lavoro: so che state facendo
i salti mortali perché tutto possa funzionare al meglio e generare ricchezza, posti
di lavoro e attrattività per il nostro Paese, facendo convergere qui gli investimenti
esteri contro le offerte dei concorrenti, in un momento in cui la crisi ancora morde.
Un grande in bocca al lupo a tutti!”.
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
VS SPS
Fonte:www.youthunitedpress.com
AO
Il manifatturiero
europeo e italiano
alla riscossa
I
l progetto di sostegno al manifatturiero, deciso a livello europeo,
per riportare il contributo della
produzione industriale al 20% del
PIL, contro l’attuale 14%, è un segnale forte e chiaro al quale tutti
i Paesi sono chiamati a rispondere
con nuove norme, cambiamenti
strutturali e un significativo rilancio
degli investimenti. L’Italia ha da sempre una vocazione manifatturiera, ma
sappiamo che dal 2008 la nostra produzione industriale è crollata del 25%. Al
momento le condizioni socio-politiche
non incoraggiano nuovi insediamenti
produttivi, anzi i giornali riportano quotidianamente di aziende che spostano la
propria produzione all’estero. Negli ultimi anni però, gli Stati Uniti hanno recuperato
capacità produttiva e competitività rendendo l’economia americana più forte e vincente.
Perché non dovrebbe riuscire all’Europa e all’Italia seguire il medesimo cammino?
Dopo un decennio di de-industrializzazione a favore dei servizi, il percorso della reindustrializzazione non può essere né facile né breve, ma se la tensione positiva
verso questo obiettivo non verrà a mancare, allora l’Italia potrà recuperare il ruolo
di primo piano che storicamente le appartiene. Non dimentichiamo che già oggi,
nonostante tutto, il 30% del PIL italiano viene dall’export, il che significa che le nostre
aziende godono ancora di una certa competitività sui mercati mondiali.
La competitività è figlia dell’innovazione e della produttività: questo principio deve
essere chiaro e irrinunciabile. Ciò significa, indirettamente, favorire gli investimenti
in automazione che un Paese e le singole aziende devono perseguire. Da qui l’importanza che ha il comparto dell’automazione nel rilancio del manifatturiero, da qui
la significatività di soluzioni applicative all’avanguardia. La Fiera SPS/IPC/Drives Italia
oltre che la vetrina, può essere anche il laboratorio dell’automazione industriale grazie all’offerta completa che si sviluppa lungo tutta la filiera.
Roberto Maietti - Comitato tecnico Automazione Oggi - Consulente strategico SPS Italia
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PUBBLICITA 2013 A4 ok_Pubblicità 2010 14/11/2013 11:00 Pagina 1
SIT S.p.A.
Viale A. Volta, 2 - 20090 Cusago (MI) - Italy
Tel. +39.02891441 Fax +39.0289144291
[email protected] - www.sitspa.it
AO
AUTOMAZIONE DOMANI
di Matteo Marino
Riflessioni sul futuro
C
hi di noi da giovane
non ha giocato con una
lente d’ingrandimento
per concentrare la luce
solare e bruciare un pezzetto di carta? Il principio,
semplice ed efficace, è
lo stesso impiegato oggi
nelle centrali solari per convertire l’energia
del sole in termica e produrre elettricità:
gli eliostati riflettono l’energia del sole su
un mezzo per il trasporto del calore. Tale
energia è in grado di alimentare delle caldaie che producono vapore, convertito in
elettricità mediante turbine a gas. Fin qui
niente di nuovo, dunque, o quasi, se non
fosse per le innovazioni che una piccola
società del Ticino ha introdotto nel processo determinando risultati eclatanti.
Tanto che un colosso dell’ingegneria del
settore EPC (Engineering Procurement
& Construction) come Saipem da pochi
mesi ha firmato un accordo di collaborazione con quest’azienda della Svizzera
italiana, Airlight Energy, per la costruzione
di impianti solari a concentrazione (CSP Concentrating Solar Power) attraverso la
tecnologia proprietaria di quest’ultima.
Il solare a concentrazione ha un elevato
potenziale di mercato; secondo gli studi
di Greenpeace International European
Solar Thermal Electricity Association,
di SolarPaces e di International Energy
Agency), tale tecnologia potrebbe arrivare a coprire fino al 25% del fabbisogno
energetico mondiale entro i prossimi 30
anni. A far incuriosire i più scettici è la
cifra degli investimenti complessivi, che
potrebbe arrivare a 90 miliardi di dollari
nei prossimi decenni, dando una forte
spinta allo sviluppo delle aziende del settore. Airlight Energy fornisce servizi ‘clean
tech’ proponendo soluzioni innovative
per l’energia solare e ha investito negli ultimi due anni circa 65 milioni di euro nello
sviluppo di nuove tecnologie. Grazie alla
sua capacità di sfruttare i fondi degli investitori istituzionali, è diventata la prima al
124
mondo a sfruttare l’aria come vettore termico nei receiver solari. Tale scelta tecnologica
determina un’operatività di 24 ore al giorno degli impianti grazie allo stoccaggio termico
completamente ‘green’. Gli impianti a concentrazione CSP convertono l’energia del sole
in calore attraverso concentratori che possono avere diverse configurazioni. Il calore
prodotto è canalizzato attraverso uno specifico vettore per il riscaldamento dell’acqua
e la relativa trasformazione in vapore per l’alimentazione delle turbine a gas. I concentratori a parabola CSP, che sfruttano olii termici come vettore, sono i più comunemente
impiegati per la generazione di energia attraverso questa tecnica, ma presentano degli
inconvenienti di carattere sia tecnico sia economico. Un limite riguarda la temperatura
di esercizio, che non supera i 450 °C; inoltre richiede sistemi di stoccaggio, gestione
e smaltimento dei fluidi particolarmente costosi. Tuttavia, rispetto alle torri o ad altre
configurazioni costruttive esistenti, la tecnologia dei concentratori a parabola è particolarmente vantaggiosa. Ora le novità introdotte da Airlight Energy hanno potenziato
l’efficacia di tali sistemi. Innanzitutto, il cuore della riflessione è basato su archi pneumatici per raggiungere il massimo dell’efficienza nella concentrazione dei raggi solari. La
struttura portante degli archi è in calcestruzzo ed è in grado di conferire rigidità all’intero
impianto, oltre a poter essere costruita direttamente in situ limitando i costi della logistica. L’impianto di ricezione dell’energia è costituito da un sistema a doppio stadio, ma
forse la più importante innovazione consiste nell’utilizzo dell’aria come fluido vettore
dell’energia, che rende particolarmente semplice la fase di scambio termico, oltre a limitare i costi manutentivi. La temperatura del vettore può raggiungere i 600 °C, superando
i tradizionali limiti dei sistemi convenzionali; inoltre questa soluzione non è inquinante.
L’ambiente ringrazia l’evidente capacità organizzativa e innovativa della vicina Svizzera,
mentre i nostri ricercatori, purtroppo, ancora abbozzano…
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
AO
AUTOMAZIONE USA
Una convergenza che
‘fa squadra’
H
o viaggiato molto ultimamente per parlare con i responsabili
operativi dell’industria, prendere parte
a meeting e ascoltare
presentazioni. Un fatto è emerso chiaro: la
crescente convergenza delle funzioni in
ambito manifatturiero e produttivo. Una
prima area di convergenza, sulla quale
le organizzazioni stanno lavorando,
punta a far lavorare meglio insieme i
reparti IT e progettazione. Si può essere
ingegnere di processo, di controllo o di
automazione, ma oggi sono sempre più
necessarie un’ approfondita conoscenza
e maggiori competenze nel campo IT.
Queste figure professionali devono essere a loro agio quando si tratta di networking e server, per non parlare di temi
quali sicurezza e virtualizzazione. Ci si
aspetta dunque che tutti i professionisti, che operano nelle diverse divisioni
aziendali, lavorino insieme. Sempre
più spesso verrà richiesto al personale
di ricoprire ruoli in più di un’area. Gli
operativi d’impianto potrebbero essere
impiegati anche come addetti ‘di prima
linea’ alla manutenzione. Tutti loro potrebbero condividere un unico spazio
lavorativo nelle sale di controllo operative.
La chiave tecnologica e quella
organizzativa
Ma quale sarà la chiave capace di far
divenire tutto questo realtà? La tecnologia. Potenti software di analisi e
applicativi intelligenti scelgono lungo
il processo manifatturiero i ‘big data’
utili per fornire alla persona giusta le
informazioni di stato necessarie, nel
126
formato a lei più congeniale, perché possano utilizzare al meglio console, tablet
o smartphone. Ho visto con i miei occhi un esempio di questa tendenza durante
un meeting in dicembre al Center for Intelligent Maintenence Systems di Ann
Arbor (http://themanufacturingconnection.com/2013/12/big-data-analytics-boostindustrial-intelligent-maintenance/). Quindici anni fa i ricercatori candidati al Pd.D.
d’ingegneria del Centro stavano lavorando sul condition monitoring avanzato. Il
loro lavoro è sfociato alcuni anni fa in un codice chiamato Watchdog Agent, che
incorpora algoritmi ricavati dalla ricerca. Le tematiche di quest’anno hanno trattato,
certamente, ancora di manutenzione, ma molti progetti hanno toccato aree riguardanti, oltre alla manutenzione, l’operatività dei processi. Si è parlato, fra l’altro, di big
data, analisi, tecnologie cloud, app per smartphone, distribuzione dei dati di stato.
La tecnologia chiede dati, ma le tecnologie impiegate in campo manifatturiero e
produttivo hanno bisogno di dati con caratteristiche ben specifiche. Ho partecipato
di recente a due meeting di organizzazioni dove professionisti che si occupano di
progettazione e IT stanno lavorando insieme alla definizione di specifiche che determinano le caratteristiche di tali dati, il loro flusso e il flusso di lavoro. Un gruppo
è Mimosa (www.mimosa.org), si occupa degli asset fisici, dalla progettazione alla
manutenzione, passando per l’operatività. L’altro è Smart Manufacturing Leadership
Coalition (https://smartmanufacturingcoalition.org/), che si occupa invece della parte
manifatturiera. Un’altra chiave è da ricercarsi a livello organizzativo. Occorre una
gestione forte degli impianti per fare in modo che gruppi differenti, spesso litigiosi,
cooperino per il bene dell’azienda. L’azienda e ogni persona può riuscirci solo se
si costituisce un team preposto alla gestione d’impianto coeso e concentrato sulla
profittabilità dell’impianto medesimo.
Queste due tendenze rappresentano la ragione per la quale ho fondato ‘The Manufacturing Connection’, così come il motivo per cui sto sviluppando il brand di una
nuova rivista dedicata alla ‘Maintenance Technology’, con aggiunto un focus sull’Asset Performance (non solo, dunque, disponibilità delle risorse o aggiornamento o
utilizzo). ‘Throughput’ sintetizza la formula vincente per i team d’impianto.
Sono arrivato tardi alla conferenza del team Maintenance Technology per poter
parlare del loro evento, Marts (www.martsconference.com), con l’enfasi che avrei voluto. Il gruppo si è preso l’onere di organizzare una conferenza capace di trattare in
modo nuovo quelle che sono le necessità dei professionisti del mondo dell’industria.
L’obiettivo era andare oltre la ‘solita’ conferenza sulla manutenzione e l’affidabilità
d’impianto, per fornire un ambiente formativo e di relazione in cui i team che si occupano di gestione in ambito manifatturiero potessero acquisire le abilità necessarie
ad avere successo nel business.
Gary Mintchell [email protected], fondatore ed editore di The Manufacturing Connection, fondatore di Automation World e blogger su www.themanufacturingconnection.com
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
AO
AVVOCATO
di Cristiano Cominotto, Raffaele Moretti
La condotta antisindacale
V
orrei richiamare l’attenzione dei lettori
sulla
repressione
della condotta antisindacale, così come
disciplinata dall’art.
28 dello Statuto dei
Lavoratori. Nello specifico, se il datore di lavoro adotta
comportamenti che impediscono o
limitano l’esercizio delle
libertà e dell’attività sindacale o del diritto di sciopero,
gli organismi locali delle
organizzazioni sindacali nazionali possono agire affinché vengano rimossi questi
comportamenti incostituzionali e illegittimi. Ai sensi
dell’art. 28 può configurarsi
come illegittimo sia un atto
giuridico, per esempio una sanzione
disciplinare, sia un comportamento
materiale, cioè una minaccia che colpisca i singoli lavoratori nell’esercizio
dei diritti di cui sono titolari, sia azioni
perpetrate a danno di singoli lavoratori
ma con modalità tali da screditare le organizzazioni sindacali. L’art. 28 garantisce, in caso di condotta antisindacale,
la possibilità di chiedere al Giudice del
Lavoro, attraverso un procedimento sommario, quindi estremamente celere e informale, di ordinare al datore di lavoro la cessazione del comportamento, nonché
la rimozione degli effetti pregiudizievoli. Il soggetto che agisce per la repressione
della condotta antisindacale deve essere l’articolazione più periferica di un’organizzazione sindacale nazionale, cioè gli organismi locali delle organizzazioni sindacali nazionali che vi abbiano interesse. È quindi esclusa la legittimazione attiva
a stare in giudizio per la condotta sindacale ai singoli lavoratori o a qualsiasi associazione avente personalità giuridica.
L’azione si propone con ricorso al Tribunale del luogo in cui viene posto in essere
il comportamento denunciato. Il Giudice del lavoro, convocate le parti e acquisite
le informazioni necessarie, se accerta la violazione, ordina al datore di
lavoro con decreto motivato e immediatamente esecutivo la cessazione
del comportamento illegittimo e la rimozione degli effetti. Il decreto è
immediatamente esecutivo e consegue l’effetto di rimuovere in azienda
il comportamento posto in essere dal datore di lavoro e dei suoi più
stretti collaboratori. Il comportamento ordinato dal decreto al datore di
lavoro potrà essere omissivo, di conseguenza dovrà essere sospesa immediatamente l’azione illegittima, oppure attivo, qualora sia necessario
che il datore di lavoro si prenda concretamente cura di ripristinare le
condizioni di legittimità. Questa seconda ipotesi è tipica delle situazioni
nelle quali, pur non essendo più presente il comportamento illegittimo,
tuttavia ne perdurano gli effetti.
Qualora il datore di lavoro ritenga che l’ordine contenuto nel decreto del magistrato non corrisponda a criteri corretti, ha la possibilità di instaurare davanti al
Tribunale stesso, nel termine di quindici giorni dalla comunicazione, un giudizio
corrispondente a quello previsto per le cause di lavoro, secondo il rito abbreviato
e a prevalenza orale, di cui agli artt. 414 e seguenti del codice di procedura civile.
Tale opposizione non sospende l’efficacia del decreto, che rimane in vigore fino
alla pronuncia con cui viene definito il giudizio. Infine, il rimedio prestato dall’ordinamento contro una presunta condotta antisindacale è giudiziale, perciò è necessario l’intervento di un legale per la tutela di questi diritti.
Risponde alla nostra rubrica l’Avv. Cristiano Cominotto di Milano specializzato nelle
problematiche legali in campo elettronico, informatico e dei sistemi di produzione.
Chiunque desiderasse proporre o approfondire argomenti legali su queste pagine
può telefonare al n. 02/5450823 o scrivere a: [email protected]
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mostre convegno 2014-2015_mostre 5 soggetti 27/02/14 10.38 Pagina 1
2014-2015
CONVEGNO
26 Giugno 2014
25 Settembre 2014
INDUSTRIAL TECHNOLOGY EFFICIENCY DAY
SENSORS & PROCESS INSTRUMENTATION
Dopo il riscontro positivo registrato da parte delle aziende
espositrici e dei partecipanti, Fiera Milano Media propone
in linea con la scorsa edizione una sessione plenaria
realizzata con l’autorevole contributo di Business
International, le sessioni di presentazione dei prodotti
ad opera delle aziende espositrici e i laboratori organizzati
dalle Redazioni in collaborazione con primarie aziende
del settore durante i quali i visitatori potranno imparare
veramente qualcosa sui prodotti, come utilizzarli, e come
realizzare vere e proprie applicazioni sotto la guida di esperti.
Unica mostra convegno dedicata alla sensoristica
e alla strumentazione di processo, S&PI si presenta
quest’anno con una formula rinnovata e ricca.
Due le sessioni importanti: “Tech”, nella quale si parlerà
delle metodologie di rilevazione e misura più promettenti
nell’attuale scenario tecnologico, di comunicazione, di bus
di campo e wireless, e “Industry” in cui ci si focalizzerà
su alcuni tra i più rilevanti settori applicativi per le soluzioni
di automazione e strumentazione di processo:
Oil & Gas, Acqua e Life Science.
11 Dicembre 2014
Marzo 2015
MACHINE AUTOMATION
MC4 MOTION CONTROL FOR
L’evento quest’anno si focalizzerà sul tema del packaging
con particolare attenzione ai settori applicativi
del food&beverage e del life science: focus principale
saranno la tracciabilità dei prodotti e l’identificazione,
con interessanti excursus nel mondo della visione artificiale
quale chiave di volta per migliorare la qualità dei manufatti
e ottimizzare i processi in linea e a fine linea. La formula
proposta è teorico-pratica: in una sola giornata si potrà
partecipare alla sessione convegnistica ‘tecnologica’,
alla parte espositiva e ai tanto attesi laboratori.
Una modalità in grado di fare davvero ‘cultura’.
Data da segnare in agenda!
Impossibile mancare all’edizione 2015 di MC4-Motion
Control for che in questi anni si è sempre confermata
essere l’appuntamento di riferimento per chi vuole
conoscere in modo approfondito tutte le tecnologie
per il controllo del movimento al servizio
di macchine e impianti.
Un solo giorno, una vera full immersion.
Per informazioni:
Elena Brusadelli Tel. 335 276990
www.mostreconvegno.it
[email protected]
AO
NEWS
a cura della redazione
Murrelektronik
I
I clienti di Murrelektronik progettano macchine e installazioni di sistema con programmi CAE, necessitano quindi di viste di componenti
accurate in ogni dettaglio: Murrelektronik fornisce dati completi EplanP8 con file specifici per gran parte dei suoi articoli. I file Murrelektronik
pubblicati sul portale Eplan sono continuamente aggiornati e al passo
con le modifiche dei prodotti, mentre le versioni precedenti dei file pubblicati sul portale Eplan, per sistemi già esistenti, sono reperibili sul portale
online shop di Murrelektronik. I dati sono archiviati in un formato utilizzabile
dall’applicazione. I file Eplan-P8 dei prodotti Murrelektronik possono essere
gestiti utilizzando la funzione drag & drop, il che facilita il lavoro e riduce il
tempo di configurazione. I file individuali Eplan-P8 includono viste 2D e 3D,
tenendo conto dei requisiti sia tecnici (per esempio lo schema elettrico) sia
strutturali. La terminologia dei file è in linea con i dizionari standard Eplan, per cui la traduzione in altre lingue è molto semplice. Inoltre, i file hanno funzioni
complete in grado di realizzare in modo automatico molte attività, per esempio collegare tra loro i singoli componenti tramite la funzione ‘AutoConnect’,
completare i riferimenti nello schema grazie alla funzione ‘cross-reference’, gestire e inviare alla stampante le descrizioni delle etichette.
www.murrelektronik.it
HBM
C
on la piattaforma di amplificatori di misura PMX, HBM propone una soluzione ideale per molte operazioni di misurazione nell’ambito della
produzione e delle prove. PMX è in grado di offrire, oltre a una sofisticata tecnica di misurazione, anche una facile integrazione nei sistemi di
automazione industriali. Il sistema scalabile offre all’utente le funzionalità di cui ha bisogno per la propria specifica applicazione. HBM punta su
standard innovativi, quali Industrial Ethernet: l’amplificatore può leggere segnali di 19,2 kH, rielaborarli internamente e trasmettere i risultati in
tempo reale grazie alla compatibilità con i protocolli Ethercat e Profinet. Ciò rende possibile, per esempio, la definizione di valori medi e valori
limite, che possono essere utilizzati per controllare i processi di lavorazione. Il sistema, robusto e modulare, è facilmente ampliabile in caso di modifiche
a un impianto. Nello specifico, è composto da un apparecchio di base, in cui si inseriscono fino a cinque schede; la prima può essere una scheda di
comunicazione per Industrial Ethernet, mentre gli altri quattro alloggiamenti servono per gli amplificatori di misura da quattro canali e sono disponibili per
estensimetri (DMS), segnali analogici normalizzati (corrente, tensione) e ingressi e uscite digitali.
www.hbm.com/it
Comsol
C
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omsol Multiphysics 4.4 è l’ultima versione della potente piattaforma di Comsol per la modellazione e la simulazione di applicazioni in campo
elettrico, meccanico, fluidodinamico e chimico.
Il nuovo ambiente Comsol Desktop per piattaforma Windows presenta una barra multifunzione che facilita la navigazione e migliora la fruibilità
da parte degli utenti. In questa barra i comandi sono associati e ordinati secondo le principali operazioni di modellazione, a loro volta raggruppate
in apposite schede secondo definizione, geometria, fisica, mesh, studio e risultati. I comandi possono essere visualizzati dall’utente solo quando
necessari. La funzione di selezione ‘one click’ velocizza le selezioni nella
finestra grafica.
Altra novità degna di nota è l’opzione di completamento automatico, che
consente di individuare rapidamente le variabili di post-processing tra
le numerose create durante le operazioni di modellazione multifisica.
La struttura ad albero per il settaggio dei modelli multifisici contiene un
nodo denominato Multiphysics che semplifica la definizione dei modelli.
Infine, il Mixer Module, add-on del CFD Module, è destinato all’analisi
di miscelatori agitati e reattori utilizzati nella lavorazione di prodotti farmaceutici, alimentari, chimici e di consumo. Comsol Multiphysics 4.4
introduce anche numerosi miglioramenti alle funzionalità già esistenti
nel software.
www.comsol.com
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IFM electronic
I
l sensore di vibrazioni VNB001 di IFM electronic è facile da utilizzare e permette di monitorare, visualizzare e
registrare in modo preciso i valori delle vibrazioni. Il cambiamento del colore del display numerico, verde, giallo
e rosso, permette di individuare lo stato della macchina. Installato direttamente sulla macchina, questo sensore
compatto, il primo di una nuova serie, monitora in linea le vibrazioni totali conformemente alla norma ISO 10816
e memorizza per circa 3 anni l’evoluzione delle vibrazioni con un realtime clock per l’analisi della tendenza. La
misura della velocità effettiva della vibrazione avviene in mm/s. Il principio di misura è basato sulla tecnologia efector
octavis, utilizzata anche nelle applicazioni con macchine mobili. Vengono visualizzati il valore letto e lo stato di commutazione, inoltre qualsiasi degrado viene segnalato da due uscite di commutazione o da un’uscita di commutazione
e una analogica. Il sensore può essere alimentato anche da un’interfaccia USB e può quindi essere utilizzato come
strumento di misura portatile. Non occorre infine alcun software di configurazione supplementare.
www.ifm.com
Invensys
L
Telestar
a nuova versione del software SimSci di Invensys per il controllo avanzato di processo, SimSci APC 2014, permette ai clienti di ridurre i tempi di
messa in funzione e collaudo degli impianti. Il prodotto è stato concepito
fin dall’inizio puntando sulla facilità d’uso. L’interfaccia grafica è stata modernizzata, mantenendo il solido e rigoroso motore di calcolo del prodotto
dell’azienda Connoisseur APC. La
versione estende in modo sostanziale le capacità dei prodotti APC
per ottenere un maggiore controllo
di processo. La funzione ‘Director’
permette ai tecnici addetti al controllo di costruire calcoli personalizzati o aggiungere funzioni su
misura, di supporto al controllo; i
flussi di lavoro naturali permettono di accelerare la costruzione, la configurazione e
il lancio dei modelli; le funzioni aggiuntive rendono il software adatto all’implementazione di un progetto APC completo. Infine, SimSci APC 2014 è strutturato intorno
a un flusso di lavoro naturale e ottimizzato, che include il supporto per lo sviluppo di
applicazioni per casi modello e un wizard di collegamento per l’integrazione più rapida
con qualunque DCS e PLC, inclusi FoxboroI/A Series DCS e il sistema di automazione
di processo Foxboro Evo.
http://software.invensys.com
E
asiLogix è la soluzione aperta per applicazioni di
controllo basato su PC proposta da Telestar, creata
unendo due tecnologie leader del settore: Codesys, il
più diffuso ambiente di sviluppo a norma IEC 611313, e RTX di IntervalZero, lo standard di fatto per
l’hard realtime con Windows. Il SoftPLC Codesys Control V3 è
disponibile in tre versioni: PLC, SoftMotion e CN, con master di
comunicazione Ethercat, CAN e Profibus. RTX aggiunge a Windows le funzionalità deterministiche essenziali per garantire il
corretto funzionamento di applicativi di controllo. EasiLogix è la
versione RTX del SoftPLC Codesys Control V3 ed è pensato per
integratori di sistema o costruttori di macchine automatiche che
desiderano essere più liberi dai tipici vincoli delle soluzioni di
soft-control. Offre maggiore libertà per l’hardware, in quanto è
basato su tecnologie standard e funziona su qualsiasi PC, e per
il software, poiché funziona su qualsiasi programma Windows o
altro installato sul PC. Inoltre, non costringe a lavorare sempre
dentro a un SoftPLC: i task possono essere sviluppati in Visual
Studio e sincronizzati con il SoftPLC. Con EasiLogix è possibile
rendere ogni PC un PLC programmabile con Codesys e ottenere prestazioni deterministiche con qualsiasi PC Windows.
www.telestar-automation.it
Valcom
V
alcom si propone come partner strategico per la misura di livello di serbatoi, pozzi e tine per mezzo del
sistema di monitoraggio, configurazione e programmazione remota HMI, che è in grado di visualizzare
in tempo reale tutte le variabili di qualsivoglia processo, con la possibilità di implementare funzioni
di data logging e alarm setting per monitorare i trend e prevenire situazioni di troppo vuoto o troppo
pieno. I benefici che derivano da un sistema di monitoraggio composto da HMI e strumentazione da
campo fornito da Valcom sono presto detti: adeguamento di sistemi di monitoraggio tradizionali a sistemi a elevata
tecnologia, abbattimento dei costi d’installazione per soluzioni che utilizzano strumentazione Hart, compatibilità
‘strumento da campo-visualizzatore’ garantita e testata in fase di produzione, monitoraggio e variazione parametri
di configurazione effettuata comodamente da PC. Dal punto di vista degli ingressi disponibili la flessibilità è massima: aggiungendo al loop collegamento bus
Hart, ingressi analogici standard 4-20 mA e ingressi on/off. Per le uscite, accanto allo standard TCP/IP, compaiono Modbus RS485, il modulo OCP e uscite
digitali addizionali. Lo strumento, versatile, permette la massima customizzazione in funzione del processo che si vuole monitorare.
www.valcom.it
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AO
NEWS
SEW Eurodrive
I
I girth ring realizzati da SEW Eurodrive per la trasmissione del moto in sistemi rotativi di grandi
dimensioni presentano quale caratteristica principale la costruzione modulare, che consente di
ottenere notevoli vantaggi a livello produttivo, logistico ed economico. Non sono infatti realizzati
in un pezzo unico, bensì in settori di uguali dimensioni, tali da consentirne la produzione su
macchinari standard, con conseguenti risparmi in termini di costi. In caso di danneggiamento
del girth ring, poi, è sufficiente sostituire il settore interessato. Un ulteriore vantaggio si ha durante
il trasporto, con tempi e costi di spedizione più contenuti rispetto a quelli richiesti da un girth ring
in un pezzo unico. I girth ring sono prodotti con diametri standard compresi tra 4 e 16 m, tuttavia la
modularità della costruzione consente di ottenere diametri anche maggiori. La larghezza massima è
di 600 mm con una potenza al pignone di 2.500 kW; gli ingranaggi sono disponibili con modulo da
20, 25, 30 e 40 mm, altri valori del modulo sono disponibili a richiesta. L’utilizzo di ghise austemperate (ADI) conferisce ai girth ring eccellenti proprietà
meccaniche ed elevata resistenza all’usura.
www.sew-eurodrive.com
Solair
I
n un momento in cui Gartner prevede un giro d’affari per l’IoT (Internet of
Things), in particolare quello generato da fornitori di prodotti e servizi, pari
a 300 miliardi di dollari nel 2020, la software house italiana Solair propone
l’innovativa piattaforma software Solair Platform, indirizzata sia a chi desidera sviluppare applicazioni business su cloud, sia a chi vuole posizionarsi
nel mondo dell’IoT. Solair Platform si distingue per essere una piattaforma su cloud
interamente sviluppata in Italia, che consente di creare applicazioni SaaS senza
scrivere codice. È un’alternativa innovativa al tradizionale metodo di sviluppo e una
soluzione di connettività che ‘apporta valore aggiunto’ a IoT e M2M, in quanto permette non solo di connettere e raccogliere una grande mole di dati (sia strutturati
che non), ma anche di analizzarli e gestirli per renderli ‘intelligenti’. Su Solair Platform gli utenti possono costruire le proprie applicazioni di gestione dati e
documenti, senza avere nozioni di programmazione, semplicemente componendo gli elementi intelligenti della piattaforma con strumenti facili e interattivi.
Il tutto in un ambiente flessibile perché si possa adattare a coprire le esigenze di un qualsiasi dominio applicativo.
www.solaircorporate.com
B&R Automazione Industriale
I
l sistema X20 di B&R include una nuova serie di controllori compatti
dotati di I/O integrati. Come per tutte le CPU X20 è possibile collegare moduli I/O addizionali sia localmente sia remotati per mezzo di
un collegamento via cavo. Ogni sistema è equipaggiato con 32 canali di I/O digitali e analogici integrati e con un processore x86 nella
configurazione standard. Sono disponibili interfacce Powerlink, Ethernet
standard, CAN, RS232 e USB.
I controllori sono disponibili con due CPU con frequenze di 200 MHz e
di 400 MHz. A seconda del modello è possibile avere a bordo fino a 256
MB di RAM e 16 kB di RAM non volatile. Per le applicazioni e per il salvataggio dei dati è disponibile una memoria flash integrata con capacità
fino a 4 GB. Le CPU non richiedono ventole di raffreddamento o batterie, quindi sono esenti da manutenzione. Nel dispositivo sono integrati
30 ingressi e uscite digitali e due ingressi analogici. Con la tecnologia
ultraveloce ‘REAction’ i canali I/O integrati, digitali o analogici, possono
essere controllati con un tempo di risposta inferiore a 1 μs utilizzando
una libreria di blocchi funzione. La programmazione è fatta utilizzando l’editor standard FBD dell’ambiente di sviluppo B&R Automation Studio.
www.br-automation.com
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Image S
L
a famiglia di telecamere ad alta velocità EoSens CXP di Mikrotron, proposta da Image S, grazie
alle prestazioni e funzionalità avanzate risponde a esigenze d’impiego anche complesse in tutti i
settori. L’interfaccia CoaXPress ad alte prestazioni integrata per il trasferimento di dati in tempo
reale raggiunge velocità fino a 25 Gbps su distanze fino a 100 m. Trasferimento di dati, comunicazione e controllo del PC e dell’alimentatore passano attraverso un unico cavo. Le dimensioni
sono di soli 80x80x53 mm e l’ottica prevede un attacco a C: tutte queste caratteristiche agevolano
l’integrazione dei sistemi e il successivo funzionamento. Con una risoluzione massima rispettivamente di
3 megapixel (1.690x1.710), 4 MPix (2.336x1.728) e 25 MPix (5.120x5.120), le telecamere 3CXP, 4CXP
e 25CXP offrono livelli di prestazioni ottimali con velocità (frame rate) massime rispettivamente di 560
(3CXP), 560 (4CXP) e 80 (25CXP) fotogrammi al secondo (fps). L’area di interesse (ROI) flessibile aumenta
il grado di flessibilità applicativa e consente di raggiungere velocità fino a 100.000 fps. Il controllo dell’immagine con l’otturatore globale fornisce immagini nitide esenti da distorsioni.
www.imagessrl.com
Mitsubishi Electric
F
acilità d’uso, incremento delle funzionalità, alta efficienza, integrazione con le soluzioni di automazione di Mitsubishi Electric e gestione di innumerevoli protocolli di comunicazione: queste le principali caratteristiche degli HMI serie GOT2000. Essa eredita tutte le caratteristiche della storica serie
GOT1000 e introduce una serie di funzioni avanzate per incrementare la produttività degli impianti e l’efficienza energetica. I modelli top di gamma
GT27 sono caratterizzati da un design appealing e da un sistema di controllo intuitivo con funzione multi-touch e gesture control. È disponibile una versione in colore
bianco con porte USB host/device poste sul retro del pannello destinata a quelle industrie che
richiedono elevati standard igienici e facilità nelle operazioni di pulizia. I pannelli operatore entry
level GT23, caratterizzati da un ampio display e da una memoria utente di 9 MB, si adattano a
molteplici applicazioni.
La serie è progettata per soddisfare le richieste dei clienti sia dal punto di vista hardware che
software: funzioni arricchite per ottimizzare il livello di prestazioni ed efficienza dell’impianto; un
processore per i modelli GT27 che garantisce il doppio della velocità; memoria interna incrementata; sistema di controllo intuitivo.
https://it3a.mitsubishielectric.com/fa/it
Hexagon Metrology
S
i chiama PC-Dmis 2013 MR1 la versione intermedia del noto software di misura di Hexagon
Metrology impiegato per rilevare, valutare, gestire e presentare informazioni dimensionali. Nuovi
elementi conferiscono all’interfaccia utente del
software un aspetto più semplice e pulito; la versione
include oltre 100 miglioramenti suggeriti dagli utenti e
nuovi strumenti. Il software PC-Dmis viene fornito unitamente ai sistemi di misura Hexagon Metrology ed è
disponibile con un’ampia gamma di altre macchine di misura presenti sul mercato. Le nuove versioni di PC-Dmis impiegano i controlli comuni di Microsoft 6.0.
L’aspetto dei controlli comuni nelle caselle di dialogo è stato razionalizzato in tutto il software, per esempio la casella di dialogo ‘Execution Mode Options’ è
ridotta a icone ‘Execution’ che ora sostituiscono tasti nella casella di dialogo; sono state anche ricreate le liste a discesa. Il modulo Blade Analysis comprende la
possibilità di creare un file dei Teorici e un file di Report direttamente da PC-Dmis. Per mezzo degli strumenti di Blade Scan gli utenti possono eseguire la scansione all’interno di un percorso definito. La strategia di misura Auto Feature consente di scansionare un piano lungo un percorso definito da una serie di punti.
www.hexagonmetrology.com
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AO
NEWS
Moog
I
servoazionamenti modulari monoasse o multiasse programmabili di Moog presentano ora funzioni di sicurezza opzionali conformi
alla norma EN 61800-5-2. In particolare, un PLC di sicurezza permette di implementare nel servoazionamento una soluzione di
sicurezza completa, senza bisogno di un safety PLC esterno, garantendo tempi di reazione più brevi. La funzionalità di sicurezza
integrata è completa e liberamente programmabile per gestire in modo sicuro e funzionale le macchine. Il software comprende dei
moduli pre-programmati per tutti i sensori comunemente utilizzati, ciascuno disponibile come elemento logico e funzioni di sicurezza
(SLS, SLI, ecc.). La programmazione viene effettuata collegando i vari dispositivi in ingresso e le funzioni di sicurezza con quelle logiche
standard. Quando una macchina richiede molteplici ingressi e uscite sicuri, per esempio arresto di emergenza, selettori di modalità,
barriere fotoelettriche, la natura scalabile del prodotto ne consente la distribuzione su diversi drive. Il servoazionamento con il PLC master
comunica con tutti gli elementi mediante il canale dedicato di sicurezza Safe Communication Channel (SCC). Le unità possono essere
programmate con un linguaggio grafico Function Block Diagram (FBD).
www.moog.com/industrial
Pilz Italia
F
orte dell’esperienza acquisita in soluzioni innovative Pilz si rivolge con la competenza che le
è usuale al settore ferroviario al quale offre componenti, controlli programmabili e servizi di
consulenza tecnico normativa. In qualità di pioniere nello sviluppo di sistemi di sicurezza, intende dare nuovo impulso al settore ferroviario con il chiaro obiettivo di farlo progredire grazie
alle proprie soluzioni nel campo della sicurezza funzionale. In particolare, con la piattaforma
di controllo PSS 4000 Pilz ha sviluppato uno speciale sistema conforme agli elevati requisiti ambientali e
alle prescrizioni normative secondo Cenelec, adeguato alle esigenze del settore ferroviario. La soluzione
risulta particolarmente resistente ai disturbi elettromagnetici, alle temperature estreme e alle sollecitazioni
meccaniche e può essere utilizzato in applicazioni di sicurezza fino a SIL4.
www.pilz.it
Rockwell Automation
R
ServiTecno
ockwell Automation ha arricchito le proprie soluzioni per l’infrastruttura di rete ampliando la famiglia di switch e router industriali AllenBradley Stratix e offrendo nuovi prodotti wireless e dedicati alla sicurezza. Tra le estensioni figurano la serie Stratix 5700 per la gestione
di switch Ethernet industriali, che incorpora funzionalità di traduzione
degli indirizzi di rete (NATNetwork Address Translation);
il router a servizi integrati
Stratix 5900; nuove opzioni
per fibra ottica e Power over
Ethernet (PoE) per gli switch
Stratix 5700, Stratix 8000 e
Stratix 8300. Gli switch AllenBradley ArmorStratix 5700 e
gli access point wireless Stratix 5100 consentiranno ai produttori di costruire
infrastrutture di rete più unificate, sicure ed economicamente convenienti. Inoltre,
grazie all’utilizzo del software Cisco IOS il portafoglio Stratix offre un’integrazione
più affidabile di servizi business-critical. Lo switch ArmorStratix 5700, dotato di
protezione IP67 rinforzata, può essere montato all’esterno del quadro elettrico
riducendo ingombri e costi. Con configurazioni da otto a 24 porte, fornisce opzioni
per Giga e PoE a dieci e 18 porte; utilizza gli stessi IOS e set di funzionalità della
famiglia di switch Stratix 5700. L’access point wireless Stratix 5100 sfrutta lo
standard wireless 802.11N ed è ideale per soluzioni autonome o point-to-point.
it.rockwellautomation.com
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I
l sistema per la gestione informatica delle informazioni
e della documentazione relativa agli asset d’impianto
Idus IS 5.97 ADO, distribuito e supportato sul mercato
italiano da ServiTecno, si caratterizza per la flessibilità, adattandosi a ogni specifica richiesta di impianti
di qualunque dimensione. Offre funzionalità avanzate quali
la gestione delle connessioni con il database, dove viene
abbandonato il BDE per utilizzare connessioni ADO. In fase
di login è possibile selezionare a quale database, quindi
a quale configurazione, ci si vuole collegare. Le caratteristiche della nuova versione permettono di suddividere le
attività di manutenzione programmata in base alla tipologia
di oggetti selezionati, per una più rapida individuazione e
selezione delle attività manutentive.
Infine, Idus IS 5.97 ADO dispone di un loogbok, una sorta
di diario di bordo dove annotare eventi da cui poter creare
pianificazioni, ordini di lavoro, registrazioni o guasti, direttamente visualizzabile dalla scheda oggetto. Grazie a ICS
- Idus Connection Suite è possibile connettere Idus IS a
Proficy HMI/Scada iFIX di GE Intelligent Platforms per prelevare in tempo reale i dati per avviare una manutenzione
su condizione e utilizzare la navigazione grafica di iFIX per
effettuare il collegamento a Idus.
www.servitecno.it
MARZO 2014 AUTOMAZIONE OGGI 370
Riprogramma il mondo.
Fare ingegneria in un mondo complesso porta ogni giorno nuove sfide. Cambia
approccio per affrontarle al meglio. Riprogramma il tuo mondo ingegneristico con
la piattaforma integrata hardware e software di National Instruments. Supera la
complessità dei sistemi di misura e controllo.
>> A te l’idea, a noi gli strumenti. Visita italy.ni.com
02.413091
©2013 National Instruments. Tutti i diritti riservati. National Instruments, NI e ni.com sono marchi commerciali di National Instruments.
Altri prodotti e nomi aziendali citati sono marchi commerciali delle rispettive aziende. 14487
14487_NI_Phase.2_Windmill_Ad_210x297.indd 1
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