“Mafia capitale” Renzi commissaria il Pd romano

LA STAMPA
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PA
LA STAM
QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867
GIOVEDÌ 4 DICEMBRE 2014 ANNO 148 N. 333 1,50 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it
Il fondatore di Libera
Il caso delle scuole occupate
Don Ciotti: io,
prete e basta
Presidi in rivolta
contro Faraone
Oggi a Milano la laurea honoris
causa in Comunicazione insieme
con don Rigoldi e don Colmegna
Michele Brambilla A PAGINA 15
Sit-in davanti al Miur, i dirigenti
scolastici del liceo Tasso attaccano
il sottosegretario: incita all’illegalità
Flavia Amabile A PAGINA 19
Speciale neve di 12 pagine
GETTY
MAX CASSANI
Fuori
è diventata
ultimi anni fuori di pista.
ulla neve negli
una tendenza: in pista, più
sempre più
e velocità
Meno agonismo o fuori dai tracciati
divertimento negli snowpark.
emozioni e
insomma,
neve fresca
battuti, in freestyle: stile libero
una volta
Freeride e
après ski,
l’universo
ma anche
Sì, perché
è
sulla neve
sci o la tavola. certo, ma in Italia
smessi gli
stile di vita,
che si riflette
freeski è uno
una moda sciatore
ancora soprattuttomento di chi
veri e
i rider, quelli felpe
anche nell’abbiglia
sulle
è. Anche se
libero non sono stampati pure a fashion”:
si
incazzati, che “freeriding is not
moda.
extralarge
non è una
fuoripista
Francia,
e
sciare
traina il
Stati Uniti
All’estero – – è questo il settore cheuna
e
specialment noi rappresenta ancora
mercato. Da se le aziende ci stannofatturato
del
nicchia, anche recuperare un po’
Pool
numeri del
puntando per
decennio. I
marchi
perso nell’ultimo
raduna i principali
attrezzi più
: a oggi gli solo il 3%
Sci Italia, che
no
tecnici, lo confermano
rappresentacon le doppie
fuoripista
da
tips”
il
larghi
quelli “twin
l’1%, contro
del fatturato,freestyle addirittura dei race-carve
il
il 31%
punte per
allround e
crescita.
–
20% dei modelli
il trend è in
e Salomon
da pista. Ma riguarda Atomic marketing
«Per quanto
Prati, direttore
Italia – il comparto
ammette Augusto
totale. Per
Amer Sports
del gruppo vale il 5% del fatturatodi una piccola
del freeski
ai più
si tratta dunque
il nostro Paese è totalmente orientata di
per cercare
fetta che però
non
questo è positivo
giovani, e
sciatori o quantomeno
fa eco
attirare nuovi già esistenti». Gli del gruppo
omologo
perdere quelli
suo
i
Trani,
anche
Maurizio Di raduna tra gli altri
Per loro il 3-4%,
Tecnica che
e Blizzard.
il
marchi Nordica conta ancora meno: Ma è
mercato freeski del fatturato globale. in Italia
virgola
arrivata
è
zero
uno
l’ondata “free”
neve, e
un fatto che di una tormenta di montagna
in
con la forza
anche i noleggi
quando nevica
S
di pista
da
di “padelloni”
di richieste
nella polvere.
sono subissati
galleggiare
la moda, le
freeride perpista, si diceva. Vista più
sempre
Fuori di
sfornando polivalenti per
sci
il
aziende stanno
specifiche:
soprattutto
attrezzaturepista e fuori (cresce in”, i Suv
“all-mounta
l’utilizzo in
cosiddetto i terreni),
per
segmento
su tutti
e traspirante ma
degli sci, buoni
to ultraleggero
fino alla vita
abbigliamen
nella neve
pelli,
scendere immersi i pendii con le
Sì,
risalire
anche per ci arrivano gli impianti.
anche
il freeski ma
quando non
Italia cresce lontano dalle piste, lo
perché in
natura:
si pratica
tutto ciò che silenzio ovattato della neve
da
immersi nel (+3%), le racchette
(+6%),
sci di fondo
lo scialpinismomoda.
non una
(+5%), soprattutto
tendenza e
aggiornarsi:
quello sì unamaestri hanno dovutolibero, «oggi
Gli stessi
col nuovo stile
pista
in
passo
al
stile
dello
per stare
sempre
insegnanti
tori fuoripista,
oltre a essere
accompagna
sono anche previsto l’utilizzo di possono
che non sia ento alpinistico che
Luciano
equipaggiam guide alpine», dice
le
avere solo
dell’Amsi Lombardia.
lezioni in “fresca”,
Stampa, presidente
richiesta di
che altro legata
Anche se la dei noleggi, è più
come nel caso nevicate.
dovuti
alle abbondanti ri sciistici si sono
I comprenso qualche inverno
e da
e iniziative
adeguare, sempre più aree vergini. Le
propongono i patiti dei pendii
al fuoripista
pensate per
più votate
Livigno, Adamello)
località italiane
campi di
ur, Alagna,
in
(Courmaye itinerari segnalati,
Artva, info
hanno tutte nto e checkpoint
della
addestrame su meteo, condizione
reale
tempo
strenna
valanghe.
persino una
,
neve e rischio
è diventato
Il freeride sono inventata a Courmayeur
tutta
la
giornata in in
di Natale: se
regalare una
Bianco
dove è possibile“powder” del Monte
alpina. Il prezzo? :
sicurezza nella
di una guida tra i partecipanti
compagnia
euro da dividere
Circa 300 il costo di una felpa extralarge.
Twitter @maxcassan
più o meno
re più
to fa semp
del divertimen
de, freestyle
La ricerca
di libertà: freeriette da neve
rima con voglia
inismo e racch
ma anche scialp
All’interno
Neve low cost
ecco le offerte
Chiara Todesco
Treno e sci iti
sulle Dolom
Maurizio Di
Giangiacomno
Sarà la stagione
del fuoripista
Le proposte e le novità dell’inverno,
dalle spa alle discese low cost
Slalom tra le app: ecco quali avere
Tutte le app i
per gli sciator
PAG. IX
Bruno Ruffilli
PAG.. VI
PAG. IV-V
ALL’INTERNO DEL GIORNALE
ntagna
mpa.it/mo
dedicato
Il nostro canale
della montagna
agli amanti
www.lasta
Cancellato l’articolo 18 per i neoassunti: 166 i voti a favore al Senato. Scontri al corteo di Roma
Cantone: i partiti hanno abdicato
Sì alJobsAct:“Cambia l’Italia”
Il premier: sconvolto
dalla mafia a Roma
E commissaria il Pd
DOSSIER
LE INCOGNITE Ecco le novità
ANCORA
DA SCIOGLIERE
FRANCESCO MANACORDA
per le imprese
e i lavoratori
ANALISI
I
possono tirare un sospiro di sollievo». Così
Renzi su «Mafia Capitale». Poi annuncia il
commissariamento con Orfini.
Servizio A PAGINA 3
«Sono innocente, ma ho sbaL’indennizzo: fino * L’inchiesta.
gliato» dice l’ex sindaco indagato. Attesi
nuovi
arresti
e avvisi di garanzia.
a due mensilità per
L’intervista.
Cantone: i partiti
ogni anno lavorato * hanno abdicatoRaffaele
alla loro funzione.
Alessandro Barbera A PAGINA 2
La Mattina, Longo, Ruotolo e Schianchi
DA PAGINA 5 A PAGINA 9
IL 4 E 5 SETTEMBRE , DA LUNEDÌ IN VENDITA I BIGLIETTI. QUATTRO ANNI FA BONO OFFRÌ LE PIZZE AI FAN
Riparte da Torino il tour europeo degli U2
LO SPETTACOLARE
FALLIMENTO DELLA DESTRA
MATTIA FELTRI
I
l declino della destra italiana, disastroso fino all’insospettabile, risiede anche nelle
parole dell’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno: «Ne uscirò pulito». Ad Alemanno
sembra sfuggire che l’aspetto penale riguarda
lui soltanto (e ci si augura che sia innocente);
ma è un po’ più generale, e un po’ meno appellabile, la sua prestazione al governo di Roma.
CONTINUA A PAGINA 31
Potrebbe non averlo lasciato a scuola
Un video smentisce
la mamma di Loris
Perquisita la casa
di Ragusa. Colpi di scena e miste* riIl giallo
senza fine nella vicenda del bimbo siciliano ucciso. Grazie all’appello della procura
sono arrivati agli investigatori nuovi video.
Uno smentisce la versione della madre.
contraddizioni. Loris Stival non sareb* Le
be sceso dall’auto della mamma davanti alla
DANIELE SOLAVAGGIONE/REPORTERS
scuola di Santa Croce Camerina ma sarebbe tornato a casa con lei. Ieri gli inquirenti
hanno perquisito l’abitazione della famiglia.
Venegoni A PAGINA 34
Albanese e Grignetti A PAGINA 13
CONTINUA A PAGINA 31
Bertini, Bottero e Pitoni
ALLE PAGINE 2, 3 E 26
Chigi. «L’epicentro è l’ammini* Palazzo
strazione Alemanno ma nel Pd romano non
RETROSCENA
Calano i posti
stabili, salgono
i contratti a tempo
Roberto Giovannini A PAGINA 3
l Paese con un tasso di disoccupazione del 13,2%
da ieri ha una nuova legge sul lavoro. Certo, è
una legge delega i cui
contenuti di dettaglio sono in
buona parte ancora da scrivere. E certo, per farla passare in
ultima lettura al Senato si è deciso di imporre il voto di fiducia, mentre fuori da Palazzo
Madama andavano in scena
ancora una volta gli scontri di
piazza di una stagione inquieta. Ma è un dato di fatto che da
ieri il dibattito politico può superare la diatriba infinita sull’Art. 18 – un totem sia per chi lo
ha difeso fino all’ultimo, sia per
chi ha visto nella sua caduta la
condizione necessaria e sufficiente per un cambio di passo –
e concentrarsi non solo sul tema del contratto di lavoro a tutele crescenti che sarà la forma
prevalente da applicare ai nuovi assunti, ma anche sul modo
per aggredire quel tasso di disoccupazione che segna l’Italia
in generale e le sue generazioni
più giovani in particolare.
Pensare che con il testo approvato ieri il lavoro sia concluso è sbagliato. Sono i decreti delegati, che il governo vorrebbe varare già a metà mese
per poter avere le nuove regole
in funzione dall’inizio del prossimo anno, quelli che daranno
il segno vero delle novità.
Così 4 anni fa Bono salutò i fan torinesi dopo l’ultimo giorno di prove alla vigilia del concerto
Buongiorno
MASSIMO GRAMELLINI
E poi, per fortuna, ci sono ancora storie come questa.
9 771122 176003
NEVE
SPECIALE
Renzi: è una cosa enorme, e la maggioranza cresce ancora
Crisi dell’acciaio, salva l’Ast di Terni: il governo tratta sull’Ilva
41204
Leonardo Martini era un artista dei cruscotti per auto.
Intorno al suo talento imprenditoriale aveva costruito
una piccola azienda che dava da vivere a venticinque
famiglie nel Vicentino. Alla boa dei settant’anni è stato
colto da un male rapido e implacabile. Non aveva figli e
la sua ossessione era che la fabbrica a cui aveva dedicato l’esistenza finisse in mani asettiche o malfidate. Così,
sul letto di morte, ha deciso di lasciarla ai suoi operai. I
quali forse adesso si scanneranno, dando ragione alla
massima secondo cui l’unica società che funziona è
quella dove gli azionisti sono in numero dispari inferiore a tre. O magari no, perché l’esempio non muore necessariamente con chi lo dà.
Capitale umano
Ma qualunque sarà l’esito finale dell’eredità di Leonardo Martini, nulla potrà cancellare la speranza che il
gesto di quell’uomo ha donato a questi giorni tristi e
terribili, attraversati da lupi mannari che straziano le
carni di una comunità nazionale già indebolita dalla crisi con sopraffazioni continue. Il capitalismo sociale non
è un controsenso, ma un pezzo di storia italiana che forse ci eravamo dimenticati. In Italia non tutto è mafia,
corruzione o finanza spietata che sposta i capitali come
fiches, infischiandosene delle conseguenze sulla vita
delle persone. Esistono, e resistono, tanti Martini che si
ostinano a considerare la loro azienda un bene comune
e i loro dipendenti degli esseri umani, degli amici, talvolta persino dei figli.
LA STAMPA
GIOVEDÌ 4 DICEMBRE 2014
ROMA
Primo Piano .5
.
U
Controllo
Matteo Renzi
con il neo commissario del Pd
Matteo Orfini
LA MAXI-OPERAZIONE
“Mafia capitale”
Renzi commissaria
il Pd romano
Affidata al presidente Orfini la gestione del partito
Il segretario: sono sconvolto, nessuno può chiamarsi fuori
FRANCESCA SCHIANCHI
ROMA
«Sono sconvolto». Alle nove
di sera, dagli schermi de La7
a «Bersaglio mobile», anche il
premier-segretario Renzi interviene sull’inchiesta sulla
mafia a Roma che sta scuotendo la capitale e il Paese intero. E lo fa spendendo aggettivi sdegnati e annunciando il
commissariamento del Pd di
Roma: «Ho accolto la proposta di un passo indietro del
segretario cittadino Cosentino e il commissariamento
nella persona di Matteo Orfini», deputato e presidente
dell’Assemblea del partito.
«Per tutti vale il principio
di presunzione di innocenza,
ma questa vicenda mi colpisce molto», commenta Renzi,
«sconvolto» da una vicenda
in cui «mancano solo Jack lo
squartatore e il mostro di Lochness» e dove, dice, «voglio
che si vada a sentenza, voglio
che chi è colpevole paghi. Di
fronte alle vicende di malaffare e corruzione ognuno deve prendersi le sue responsabilità». Da presidente del
Consiglio, però, sottolinea le
scelte del suo governo, dal
commissariamento del Mose
alla nomina del magistrato
Cantone all’Autorità anticor-
Intervista
Ha
detto
Corruzione
Responsabilità
Credo che il governo
stia combattendo
la corruzione come
nessuno lo ha fatto
Voglio che si vada
a sentenza,
voglio che chi è
colpevole paghi
Ministro del Lavoro
La svolta
Poletti è un
galantuomo con
l’inchiesta romana
non c’entra nulla
Questa è la legislatura
delle riforme da quella
costituzionale fino
alla legge elettorale
PIERPAOLO SCAVUZZO/AGF
ruzione, «stiamo combattendo
la corruzione come mai nessun
altro ha fatto prima»; da segretario del Pd, ammette che «i
politici romani debbano fare
una riflessione profonda su
quello che sta accadendo, perché questa vicenda ha come
epicentro un’altra giunta ma
alcuni del Pd romano non credo possano tenersene fuori allegramente». Ma ci tiene anche a difendere il ministro del
Lavoro Giuliano Poletti, di cui
ieri è stata pubblicata una foto
che lo raffigura a una cena a
cui parteciparono alcuni degli
indagati: «Non consento di
mettere in mezzo Poletti perché ha partecipato a una cena
come presidente delle cooperative. E’ un galantuomo, un
uomo dallo straordinario valore morale e civile». E proprio
sull’ipotesi di finire coinvolti in
cene con personaggi «sconvenienti», il premier insiste che,
per finanziare il Pd, «facciamo
cene trasparenti», i nomi di chi
partecipa «sono pubblici e registrati», di certo «non mi faccio condizionare da nessuno».
Ma la lunga intervista di
Renzi alla trasmissione di
Mentana non si limita al maxi
scandalo di Roma, in una gior-
nata «storica per il Paese» per
la chiusura dell’accordo sull’Ast e l’approvazione del Jobs
act. Le regole del mercato del
lavoro «non erano più sufficienti, ora le regole del gioco
diventano più serie. Abbiamo
tolto gli alibi a tutti, sono piccoli grandi segnali che portano
a dire che l’Italia ha tutto per
farcela», commenta soddisfatto. E se girando l’Italia «come
un ossesso» più «come sindaco
d’Italia che come presidente
del consiglio» si piglia pure
qualche insulto e qualche uovo
«me li prendo»: però, insiste,
«non copiamo le leggi da Con-
findustria», si difende dalle accuse, un’associazione «che ha
gli stessi limiti di autoreferenzialità dei sindacati». Quelli
con cui «non tratto sulle leggi», ma che, nel caso della Cgil,
scherza un po’ velenoso, «ho
rivitalizzato, mi daranno la
tessera ad honorem». E, aggiunge, «chi sciopera il 12 dicembre sciopera contro il governo che ha dato gli 80 euro e
non contro chi li ha tolti, contro chi ha tolto i co.co.co e non
contro chi li ha messi…».
Ancora, altro tema da affrontare è l’Europa: «Il piano
Juncker è un inizio timido –
Croppi: “Mi hanno cacciato perché
volevo bloccare il malaffare”
L’ex assessore: La colpa di Alemanno? Non essere riuscito a opporsi
AMEDEO LA MATTINA
ROMA
Alla Cultura
«A
lla fine sono stato
cacciato dalla
giunta Alemanno,
ma per me l’odore era diventato insopportabile. Ero troppo scomodo. Mettevo zeppe
ovunque, controllavo le iniziative da finanziare, mi opponevo a pratiche al limite della legalità, chiudevo le porte alle
tante, troppe pressioni esterne ed interne. Quando sul
Campidoglio si è abbattuta
Parentopoli ed successo il patatrac...». Cosa c’era dietro il
patatrac che ha portato a
«Mafia Capitale» ce lo racconta Umberto Croppi, un intellettuale eclettico che ha attraversato gli anni Settanta e
Ottanta nel Fuan e nel Fronte
della Gioventù fino al vertice
del Msi di Pino Rauti. È stato
tra gli ideatori dei Campi
Hobbit, meeting giovanili di
cultura alternativa della destra. Nel 1991 lascia il Msi e fa
politica con La Rete e con i
Verdi di cui diventa capogruppo al consiglio regionale
Umberto Croppi è
un politico e saggista.
È stato assessore alla Cultura
del Comune di Roma
dal maggio 2008
al gennaio 2011
DANIELE SCUDIERI/IMAGOECONOMICA
del Lazio. Nel 2008 un ritorno
di fiamma: cura la comunicazione elettorale di Alemanno e
diventa assessore alle politiche
culturali e alla comunicazione
fino al gennaio 2011 quando viene defenestrato. Decide allora
di scrivere un libro dal titolo
evocativo «Romanzo Comuna-
le. I segreti dei palazzi del potere di Roma», un’impietosa denuncia del sistema che ruotava
attorno ad Alemanno.
Perchè è stato allontanato dalla giunta?
«Alemanno mi aveva coinvolto
nell’unità di crisi dopo che lo
scandalo di Parentopoli. Gli
chiesi di azzerare la giunta e allontanare il suo entourage. La
notte del 10 gennaio 2011 il sindaco partecipa a una riunione
in cui la giunta viene azzerata
ma io non c’ero più. Gli era stata
chiesta la mia testa. Gianni non
ebbe il coraggio di chiamarmi.
Mi mandò un sms in cui diceva
“mi dispiace, ti ho difeso fino alle tre e mezzo di notte ma poi
non ce l’ho fatto più: cercherò di
ricambiare con la festa del cinema”. “Non azzardare a propormelo”, risposi. Aveva ceduto alle pressioni di coloro da cui doveva affrancarsi».
E’ la storia di una sconfitta generazionale, degli ex giovani
di destra cresciuti a pane, politica, ordine e disciplina?
«Intanto l’inchiesta riguarda
personaggi di destra e di sinistra. E quelli della nostra destra
giovanile non hanno nulla a che
fare con “Mafia Capitale». Di
quella generazione non c’è nessuno».
ammette – ma è un inizio» per
cambiare rotta in una «fase di
sostanziale stagnazione, per
cui o l’Europa cambia o va in
difficoltà», e «voglio che l’Italia
sia ascoltata» perché «siamo la
colonna vertebrale dell’Europa». Di Commissione europea
ieri ha parlato anche in un question time alla Camera nel pomeriggio. Rispondendo duramente al forzista Brunetta: «La
differenza tra noi e voi - attacca
- è che a voi tocca analizzare
questi problemi dopo averli
causati con l’azione del vostro
governo, a noi tocca risolverli e
lo faremo anche per voi».
che Gianni ha conosciuto nella
seconda metà degli Anni 90.
Guardi, siamo di fronte a un sistema consociativo che dura da
anni, che attraversa destra e sinistra. Un sistema che risale alla Dc e ha attraversato tutte le
giunte. La situazione non è né
peggiorata né migliorata: il
meccanismo è consolidato, non
è stato scalfito dalle varie indagini che si sono susseguite. Non
c’entra nulla la destra diventata affarista e mafiosa. Questa è
una tesi fuorviante: il meccanismo è bipartisan».
Alemanno è corrotto?
«Non si è arricchito con la politica. Gli rimprovero di non avere usato l’ampio mandato poCome non c’è nessuno? Massi- polare per rompere il meccanimoCarminati,exNar,Riccardo smo “a Fra’ che te serve” che
c’era già ai tempi
Mancini, ex
Avanguardia SISTEMA CONSOCIATIVO del sindaco Caral quale arnazionale, An«Situazione che dura raro
restarono tutta
tonio Lucarelda anni e riguarda la giunta».
li, ex portavoce di Forza
Nuova. Per dirne alcuni.
tutte le giunte»
«Tra chi ha vissuto l’esperienza
politica degli Anni 70 e 80 non
ce n’è uno. Carminati? Gianni
non lo ha mai conosciuto. Carminati al vertice di questa cupola c’era da anni. Dalle parole
del procuratore Pignatone si
evince chiaramente. Franco
Panzironi, ex amministratore
di Ama, è un vecchio democristiano. Mancini, ex presidente
Eur Spa, e altri sono persone
Ha usato il meccanismo per finanziare la corrente?
«La politica tutta si finanzia in
questo modo».
Marino ha sbarrato la strada al
malaffare come dice lui?
«Sicuramente il malaffare non
è arrivato nella sua stanza. Ma
ora lui è nella condizione ideale e straordinaria per spezzare il meccanismo consociativo, a cominciare dalle cooperative. Lui può fare veramente
la rivoluzione».
6 .Primo Piano
STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 4 DICEMBRE 2014
ROMA
LA MAXI-OPERAZIONE
U
In prima linea
Raffaele Cantone, magistrato, è presidente
dell’Autorità contro la corruzione
Ha L’indagine
detto Finalmente abbiamo
scoperto che a Roma
c’è una mafia
autoctona, locale,
pericolosa
Lo scenario
Con questa inchiesta,
la Procura di Roma ha
cambiato la
prospettiva alla lotta
alla mafia
La novità
Per le nuove mafie
la corruzione ha
sostituito il classico
strumento
dell’intimidazione
ROBERTO MONALDO/LAPRESSE
GUIDO RUOTOLO
«G
ROMA
razie al
Procuratore
Pignatone finalmente abbiamo scoperto che
a Roma c’è una mafia autoctona, locale, pericolosa. Che fa
della corruzione la sua arma
privilegiata. E che ha messo
radici nei palazzi capitolini.
“Mafia capitale” è una metastasi che ha scavato a fondo
nel corpo vivo di questa città,
che ha lacerato il suo tessuto
economico, politico e istituzionale. Con questa inchiesta,
la Procura di Roma ha cambiato la prospettiva alla lotta
alla mafia». È il primo commento di Raffaele Cantone,
Autorità nazionale dell’Anticorruzione. Che si rivolge alla
politica, che da «Mafia capitale» ne esce ancora più delegittimata: «Il ceto politico amministrativo - dice Cantone - dovrebbe rivendicare il rigore
fondato sul rispetto delle regole e della legalità. E invece
oggi la politica - è quanto
emerge dagli atti della inchiesta - ha abdicato al suo ruolo».
Un quadro sconfortante.
Colpisce la diffusione del sistemadellacorruzionecome
strumento, anche da parte
PARLA RAFFAELE CANTONE
“Nella nuova metastasi di corruzione
i politici si accontentano delle briciole”
Il capo dell’Anticorruzione: “I partiti hanno abdicato alla loro funzione”
di un’associazione qualificata
come di stampo mafiosa, per
ottenere appalti pubblici, per
fare affari.
«E’ vero. Non solo certi politici,
potremmo dire ai tempi della
Prima Repubblica ma anche
dopo, ma anche le nuove mafie
utilizzano la corruzione per
raggiungere i propri obiettivi,
sostituendola allo strumento
proprio dell’associazione mafiosa, l’intimidazione classica.
Naturalmente
dobbiamo
aspettare le pronunce dei giudici, ma se dovesse essere confermata l’impostazione del
procuratore Pignatone, la corruzione ha in qualche modo
snaturato la stessa fattispecie
dell’associazione mafiosa, che
si fonda appunto sulla intimidazione e sulla violenza».
In attesa delle conferme giurisdizionali, la corruzione è diventata lo strumento principale solo di Mafia capitale o,
pensando ad Expo 2015, anche delle tradizionali organizzazioni mafiose?
«Come si fa a non ritenerla intimidatoria una richiesta che arrivi da chi si presenta come
emissario della ’ndrangheta?
Nel caso invece dell’associazione di Massimo Carminati, il
passato criminale dei suoi associati affonda le radici nell’eversione di destra ma lo spessore
criminale passato del capo lo
rende una figura carismatica
criminale anche oggi».
Quali sono le possibili implicazioni dell’estensione dello
strumento della corruzione
anche a livello delle nuove
mafie?
«La modernità di questa innovazione ha già prodotto delle
novità molto importanti. Se
quello che emerge dalle intercettazioni troverà conferme dibattimentali, ci troveremmo di
fronte a una organizzazione
mafiosa che ha politici e funzionari pubblici a libro paga. Stipendiati a prescindere dalla
prestazione che garantiscono
alla organizzazione».
Negli Usa Al Capone non controllava la Polizia avendo sul libro paga i suoi vertici?
«Stiamo parlando per esempio
dell’ottenimento di una licenza
o di un appalto, di una concessione edilizia in cambio di un tot
di denaro. Nel nostro caso, l’organizzazione di Carminati, invece, nel libro paga ci sono diverse persone, sia funzionari
che politici, che sono pagati a
prescindere da compimento di
atti specifici. E che ricevono ulteriori grafiche solo per mettere in contatto l’organizzazione
con interlocutori politici».
mento siano attuali. Oggi io
non sono in grado di valutare la
loro esistenza».
Cantone, la Roma criminale è
una novità?
«No, c’è sempre stata. Ma fino a
oggi era stata sottovalutata».
Il M5S chiede lo scioglimento
del comune di Roma per infiltrazioni mafiose.
Intanto un vecchio terrorista
nero che frequentava la banda della Magliana, Massimo
Carminati, ha saputo tessere
relazioni bipartisan. La giunta
Alemanno sembra compromessa ma nelle intercettazioni ci sono anche esponenti
della sinistra...
«Non ho visto gli atti della inchiesta e non sono in grado di
esprimere una opinione. Per lo
scioglimento occorre che l’inquinamento e il condiziona-
«Il denaro non ha odore o colore. Per l’ennesima volta i politici
si accontentano delle briciole,
sono stipendiati. Assolvono a
un ruolo di gregari».
8 .Primo Piano
STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 4 DICEMBRE 2014
ROMA
U
37
LA MAXI-OPERAZIONE
Hanno
detto
arresti
Gianni Alemanno, ex sindaco
Nicola Zingaretti, governatore
Se le accuse fossero
vere, significa che i miei
collaboratori hanno
tradito la mia fiducia
Cercavano contatti con
me? Mai avuto questa
percezione, ma
ben venga l’indagine
La prima raffica di
ordinanze di custodia
cautelare: otto sono ai
domiciliari
100
indagati
Mafia nella Capitale
La Procura prepara
nuovi arresti
Il Movimento 5 Stelle: il prefetto sciolga il Comune
ROMA
Mentre l’ex sindaco Pdl Gianni Alemanno si dichiara innocente ma ammette «di certo
ho sbagliato» e il premier
Renzi commissaria il Pd, va
avanti l’inchiesta del procuratore Pignatone sulla Piovra che avvolge la capitale.
Presto ci sarà una nuova
ondata di arresti e avvisi di
garanzia. Il terremoto, insomma, è soltanto all’inizio.
E a tremare non sono solo
esponenti della criminalità
- organizzata e non - ma anche esponenti politici. Roma continua a tremare, ieri,
nel frattempo, si sono svolti
i primi 14 interrogatori dei 37
arrestati. Tutti, a partire dal
capo supremo del sodalizio
mafioso, l’ex Nar Massimo
Carminati, si sono avvalsi
della facoltà di non ere. Tutti
tranne l’ex amministratore
delegato dell’Ama, Franco
Panzironi, ritenuto dagli inquirenti un «pubblico ufficiale a libro paga» - che ha però
respinto tutte le accuse.
Le indagini della procura e
dei carabinieri del Ros agli ordini del generale Mario Parente, stanno scandagliando
anche i legami della Cupola
della capitale con il mondo
della criminalità organizzata.
A partire dai legami profondi
che legano Carminati agli altri «tre re di Roma». Il gip
Flavia Costantini ribadisce
nell’ordinanza «un’elevata
fluidità nelle relazioni criminali, dall’assenza di strutture
Tremano altri esponenti
di destra e sinistra
Ieri i primi interrogatori:
nessuno ha risposto
organizzative rigide, compensata però dalla presenza di figure carismatiche di grande
caratura criminale, quali Ernesto Diotallevi, Michele Senese (zi Michele) Massimo
Tra questi, politici come
l’ex sindaco Alemanno
e due esponenti
del Partito democratico
200
milioni
MASSIMO PERCOSSI/ANSA
Il valore del sequestro,
deciso dal tribunale,
di beni riconducibili
agli indagati
Il Campidoglio, al centro dell’inchiesta della procura di Roma
Carminati (il Pirata, il Cecato) e da rapporti molto stretti
con le organizzazioni mafiose
tradizionali operanti sul territorio romano e da una connaturata capacità di ricercare e realizzare continue mediazioni, che si risolvono in un
equilibrio idoneo a generare il
senso della loro capacità criminale». Non a caso Massimo
Carminati «conscio della potenza espressa dal sodalizio
da lui stesso diretto, si rapportava con il riconosciuto
capo clan Senese Michele da
pari a pari». Dalla Banda della Magliana alla Piovra che
avvolge la politica (oltre ai
rapporti con il clan dei Casa-
monica) la spacconeria è praticamente di casa.
I rapporti con i Casamoninca (imparentati con altri clan
italo-rom) sono ritenuti assai
preziosi sul fronte degli appalti per l’immigrazione. Si
legge infatti nell’ordinanza
che «l’organizzazione facente
capo al Carminati si avvaleva
del supporto fornito dal clan
presente in quel contesto, in
modo da tenere sotto controllo le problematiche che sarebbero potute sorgere nel rapporto con i nomadi».
E intanto la politica prende
le misure. Destra e sinistra sono sotto shock e il Movimento
5 Stelle chiede al prefetto Giu-
seppe Pecoraro di sciogliere il
Comune di Roma per infiltrazioni mafiose. Trasparenza
esige anche la presidente della
Camera. «Manifesto totale
sdegno - dice Laura Boldrini -.
Bisogna fare quanto prima
chiarezza, chi ha responsabilità deve renderne conto».
Ieri pomeriggio il sindaco
Ignazio Marino ha firmato l’ordinanza di rimozione del dirigente capitolino Italo Walter
Politano dalla posizione di direttore della Direzione Integrità, Trasparenza e semplificazione. Politano, indagato per associazione di stampo mafioso, è
stato sostituito dal vice segretario generale, Luigi Maggio.
LA STAMPA
GIOVEDÌ 4 DICEMBRE 2014
GRAZIA LONGO
Vedova Almirante
ROMA
U
na holding del crimine tra
mafia e politica. Una piovra
che parla in dialetto
romanesco con tentacoli allungati
negli appalti pubblici comunali e
delle aziende municipalizzate per
le aree verdi, la raccolta rifiuti, il
settore dell’immigrazione (campi
nomadi e centri di accoglienza
per i profughi). Un «sodalizio
mafioso» che rende vagonate di
milioni di euro grazie a un
tariffario per i corrotti. Lo
rivelano le intercettazioni. Al
telefono con Pierina Chiaravalle,
Salvatore Buzzi, numero uno
della cooperativa «29 giugno» e
braccio imprenditoriale
dell’organizzazione guidata
dall’ex terrorista nero Massimo
Carminati chiede: «Tu c’hai idea
quanto ce guadagno sugli
immigrati? Il traffico di droga
rende meno». La maxi operazione
della procura di Roma e dei
carabinieri del Ros è solo
all’inizio. Con 37 arrestati e oltre
100 indagati, le indagini
proseguono per accertare i
rapporti tra mafia e
amministrazione pubblica. Su
due canali principali. Quello
prettamente politico, grazie alla
compiacenza di consiglieri e
assessori comunali e regionali. E
quello tecnico, con i manager che
istruiscono le gare d’appalto e le
relative pratiche. Per tutti vale
l’accusa di associazione di stampo
mafioso. Per la maggior parte
quella di corruzione. Ma anche
usura ed estorsione.
La holding con il tariffario per i corrotti
Perfareaffariilsodaliziocriminaleagivasuduecanali:quellopolitico,conl’appoggiodegliamministratori
equellotecnico,conimanagerchegestivanogliappalti.Pertuttic’eraunaricompensa.Eccocomeagivano
L’immigrazione
Nomadi e profughi:
un business
da 40 milioni
I
l capitolo immigrazione vede tre attori
principali, tutti accusati di associazione
mafiosa. Innanzitutto Salvatore Buzzi,
la mente operativa del sodalizio, presidente
della cooperativa 29 giugno, iscritta alla Legacoop, tra le più grandi e attive in Italia. La
cooperativa si occupa anche di manutenzione delle aree verdi e pulizia, ma anche di
emergenza abitativa, campi nomadi e profughi. È stato arrestato anche per corruzione aggravata. Il guadagno, dice intercettato, è enorme: «Noi quest’anni abbiamo
chiuso…. con quaranta milioni. ma tutti i
soldi utili li abbiamo fatti sui zingari, sull’emergenza allogiativa e sugli immigrati,
tutti gli altri settori finiscono a zero …..»,
trasferimento fraudolento di valori e rivela- arrestato anche lui) sull’importanza delle
tangenti ricevute. Coltellacci: «Fatturo cinzione di segreto d’ufficio.
Secondo i pm guidati dal procuratore que milioni... quanto guadagno, ‘na piotGiuseppe Pignatone ha ottenuto appalti ta?... se fatturo due milioni te posso (inc.) 90
mila euro». E Odevaine risponde:
grazie a Luca Odevaine, ex vicecapo
«È chiaro... che cazzo te fredi gabinetto dell’ex sindaco di
ga...». Uomo di fiducia di OdeRoma, Walter Veltroni, e dal
vaine è Mario Schina, an2006 direttore del Gabinetche lui arrestato, dal 2005
to del Comune di Roma.
al 2007, durante la giunta
Odevaine, si legge nell’orVeltroni, responsabile del
dinanza del gip Flavia CoDecoro urbano del Comustantini, «siede al Tavolo
È lo «stipendio» mensile che
ne di Roma. Sempre Buzdi Coordinamento NazioOdevaine avrebbe intascato
zi svela: «Lo sai a Luca
nale sull’accoglienza per i
grazie all’attività illecita
(Odevaine, ndr) quanto gli
richiedenti e titolari di proPer Buzzi 4.000 euro
do? Cinquemila euro al metezione internazionale, quale
se… ogni mese… ed io ne piglio
rappresentante dell’Unione delquattromila. Invece a Schina millele Province Italiane». Intercettato,
Odevaine afferma: «Un mio intervento al cinquecento euro al mese. Ad un altro che
ministero immigrazione ha fatto in modo tiene i rapporti con Zingaretti 2500 al meche... lo Sprar a Roma... fosse portato a se. E poi un altro che tiene i rapporti con il
2.500 posti». In un’altra circostanza, parla Comune 1.500, un altro a 750… e poi all’ascon un collaboratore di Buzzi (Coltellacci, sessore vanno 10mila euro al mese». .
5.000
Salvatore
Buzzi
Presidente
della coop
29 giugno,
è considerato
la mente
operativa
del sodalizio
criminale
che agiva
nella Capitale
Luca
Odevaine
Ex vicecapo
di gabinetto
di Veltroni,
è al Tavolo
di Coordinamento
sull’accoglienza dei
richiedenti
asilo
Primo Piano .9
.
euro
DonnaAssunta:
assolveAlemanno:
“Nonsicapisce
dicosaèaccusato”
MATTIA FELTRI
ROMA
«Sto leggendo i giornali». Sospiro. «Che vuole che le dica?». Sospiro. Quanto sospiri
avrà cacciato nell’ultimo decennio donna Assunta Almirante? Era stata spettatrice e
appassionata del tempo nuovo nel quale ai nipotini di suo
marito Giorgio - morto nel
1988, alla vigilia della fine
dell’ostracismo - sarebbe stato finalmente consentito di
competere alla conquista
delle amministrazioni. Cominciò Gianfranco Fini, a un
passo dal Campidoglio nel
1993, e già l’anno successivo
sarebbe stato l’ingresso a Palazzo Chigi, Silvio Berlusconi
presidente del Consiglio. «È
finita così, è finita molto male, ma non mi faccia parlare
della destra», dice.
Per quel mondo, donna
Assunta (novant’anni da
compiere) è la custode del
fuoco sacro. E così, benevolmente, trova il modo di conservare una parola affettuosa e di speranza per Gianni
Alemanno: «È una brutta
storia, e continuo ad augurarmi che non sia nulla di serio». C’è pure uno scatto di
Il verde pubblico
Le “stecche”
per la gestione
di parchi e rifiuti
«E
r ciccione, Mancini... è lui che ce
sta a passa’ i lavori buoni e je damo le steccate». Le «steccate»
sono le tangenti pagate da Buzzi & Co a Riccardo Mancini (in manette per corruzione
oltre che come tutti per associazione mafiosa), da sempre vicino all’estrema destra
romana e in particolare a quella dell’Eur.
Ex ad dell’Ente Eur in passato venne indagato per la tangente pagata da una società
legata al Gruppo Finmeccanica per i filobus
della Laurentina.
Punto di riferimento, tra il 2008 e il 2013,
del sindaco Alemanno per tutte le questioni della Mobilità del Comune di Roma, agevolava gli appalti per la sistemazione di
parchi e giardini dell’Eur. Gli affari del ver- Ros di Roma guidati dal colonnello Stefano
de pubblico sfiorano anche la Marco Polo Russo emerge il suo ruolo di «cerniera» con
spa (joint venture inserita in Acea, Ama ed l’Ama per gli appalti assegnati sui rifiuti.
Eur nel cui cda siede Mancini). Tra i diri- Panzironi, secondo la pubblica accusa, facilitava i rapporti con il Comune e
genti coinvolti c’è Luigi Lausi (indaagevolava lo stanziamento dei
gato per associazione di stampo
fondi e intascava 15 mila euro
mafioso) che tra l’altro era
al mese. Mentre il manager
l’amministratore (nominato
del servizio giardini, Tudal tribunale) dei beni serella (indagato) ne percequestrati all’ex tesoriere
piva 25mila rispetto l’inidella Margherita Luigi
Franco
ziale «promessa di
Lusi, condannato in priFranco Panzironi, arrestato,
Panzironi
40mila euro per l’emermo grado per appropriaex
ad
dell’Ama,
fu
rinviato
a
Detto «Tanca», zione indebita di fondi del
genza maltempo».
giudizio nel 2012 per
ex amminiE a gestire il libro nero
partito per 25 milioni di euassunzioni irregolari
stratore
delle tangenti era una donna.
ro. Uomo di Alemanno al Codelegato
Il libro mastro della «partita
mune e amico di Mancini è l’aldell’Ama e
doppia del dare e avere delle tantro arrestato Franco Panzironi, detrinviato a
to «Tanca», ex amministratore delegato genti» era amministrato Nadia Cerrito, ora
giudizio nel
dell’Ama e rinviato a giudizio nel 2012 per in carcere. Nel libro sono riportati anche «i
2012 per oltre oltre 841 assunzioni irregolari presso costi illegali sostenuti - scrive il gip - dall’or841 assunzio- l’azienda che smaltisce i rifiuti nel Comune ganizzazione per il raggiungimento del suo
ni irregolari
di Roma. Dalle indagini dei carabinieri del scopo nel settore economico-istituzionale».
841
Riccardo
Mancini
Da sempre
vicino
all’estrema
destra
romana,
è stato ad
dell’Ente Eur
Si occupava
degli appalti
del verde
assunzioni
Le istituzioni
Le mani del Nero
sulla commissione
per la trasparenza
A
lla faccia della trasparenza. Ci sarebbe quasi da ridere se non fosse
che ci troviamo di fronte a una Cupola senza precedenti nella capitale. L’emblema dell’intreccio mafia-politica sta nell’intervento del boss Massimo Carminati il «Nero» di Romanzo Criminale - per la
nomina del presidente della Commissione
trasparenza della giunta Alemanno. Il consigliere Pdl Giovanni Quarzo (indagato per
associazione mafiosa) lasciò il Pdl per passare al gruppo misto per poter essere nominato presidente della Commissione trasparenza. Lo aiutò, secondo i pm Prestipino, Cascini, Ielo e Tescaroli, proprio l’ex
terrorista Nar, che in precedenza gli aveva
anche organizzato «una squadra de ragaz- que, condivisa, per la pubblica accusa, anzi che vengono e te fanno attacchinaggio, che dal presidente del consiglio comunale
glieli sto a fa’ pure per Quarzo». Quarzo Pd Mirko Coratti (si è dimesso subito dopo
chiede inizialmente l’appoggio a Fabrizio aver ricevuto l’avviso di garanzia). Gramazio confida: «Per Quarzo sono tutti
Franco Testa, arrestato, che si rid’accordo col presidente del
volge a Luca Gramazio (consiconsiglio». Che anche all’epogliere regionale del Pdl, indaca era Coratti. Per associagato per associazione mazione di stampo mafioso
fiosa, corruzione aggravaindagati anche Antonio
ta e illecito finanziamento
Lucarelli, braccio destro
ai partiti). La palla poi
di Alemanno e Tommaso
passa a Carminati che, inFanno parte delle 37
Luzzi, uomo fidato di
tercettato, afferma: «Mo’
ordinanze di custodia
Carminati
e sindaco di Sate sto a guarda’ ’sta cosa
cautelare emesse dal gip
crofano». È proprio il «Neper la..(…) commissione
Più di 100 gli indagati
ro», a proposito di un appalto
trasparenza, mo devo parlaper la raccolta rifiuti in cui serre con coso, con Michele».
ve l’appoggio del sindaco, a sentenCarminati lascia per caso intendere che dietro all’incarico di Quarzo c’è il ziare: «Luzzi non può fare altro. Lo abbiasindaco Alemanno? «Attiverò chi di dove- mo sostenuto noi. E poi sta sotto la cappelre. Devo parlare con l’uomo che controlla il la di Gramazio perché i soldi arrivano dalla
capogruppo del gruppo misto». Si tratta Regione e se non fa come vogliamo noi Luforse dell’ex sindaco? Una nomina, comun- ca (Gramazio, ndr) gli blocca i fondi».
8
Giovanni
Quarzo
Consigliere
del Pdl
poi passato
al gruppo
misto,
fu nominato
presidente
della
commissione
trasparenza
Mirko
Coratti
Presidente
del consiglio
comunale,
dimessosi
dopo l’avviso
di garanzia,
avrebbe dato
il via libera
alla nomina
di Quarzo
ai domiciliari
STEFANO SCARPIELLO/IMAGOECONOMICA
Donna Assunta Almirante
orgoglio: «Guardate, io non
ho ancora capito di che cosa
sia accusato Alemanno. Che
reati ha commesso? Di che
fatti stiamo parlando?». Il
disastro politico - se non
giudiziario - di aver condotto dentro o attorno al comune gente di losca fama, e
persino prossima alla criminalità, non smuove donna
Assunta: «Quelle che leggo
sono ipotesi anche abbastanza colorite, io aspetto la
realtà, non mi piace commentare notizie che nascono alla mattina e muoiono
alla sera». All’insistenza
(«sicura che moriranno stasera?»), donna Assunta non
si sottrae: «La verità è che la
destra italiana non esiste
più. È morta da tanto tempo, probabilmente è morta
con Almirante: loro, i leader
arrivati dopo, sono ancora
là, ma procedono separati,
senza proporre e probabilmente avere un’idea del paese, ed è una considerazione
dolorosa perché nella destra
avevano creduto tanti ragazzi. Però gli altri non debbono
esultare: non è soltanto una
questione della destra, è una
questione che riguarda la sinistra e riguarda l’intera politica: non ci sono più i partiti, ne vedete uno? Non ci sono i partiti e non ci sono i
grandi uomini politici, ma
solamente questi alla Matteo Renzi che non si sa quanto dureranno». Si è sfogata.
Saluta e non sospira più.