Sole24ore - Cloud Finance

E enti
Settimanale - Anno 7
TERRITORIO
|
ISTITUZIONI
|
N° 4
Lunedì 10 febbraio 2014
IMPRESE
Spedizione con tariffa
Posta Target Magazine
conv. naz./304/2008
del 01-06-2008
Attività editoriale a cura de Il Sole 24 ORE Business Media
© denphumi - Fotolia.com
BANCHE
& FINANZA
N
Consulenza e multicanalità
I clienti bancari sono sempre più esigenti
ell’epoca delle incertezze crescono le richieste dei cittadini italiani e in particolare dei
clienti bancari. Esigenti e attenti a vagliare i singoli prodotti proposti dal mondo creditizio, per
trovare quelli più vantaggiosi, utilizzano diversi
canali di accesso ai servizi bancari, come lo sportello, Internet, l’home banking, nonché la possi-
bilità di accedervi tramite telefono e call center.
Soprattutto oggi il cliente bancario esige maggiore comunicazione e vuole essere informato, né lascia da parte le vie tradizionali e per approfondimenti, informazioni, consigli su prodotti, offerte
e soluzioni di impiego del proprio denaro conta
su una consulenza dedicata.
■ CREDITO / I dati del Rapporto mensile Abi di gennaio
Le banche ai tempi della crisi
Cambia il rapporto tra individui e istituti di credito, nascono
nuovi servizi costruiti sulle nuove esigenze dei cittadini
I
l credito, senza dubbio è
uno dei nodi principali nel
grande scenario della crisi
economica. Mutui, prestiti
per le imprese, prestiti d’onore, nonché finanziamenti alle
famiglie e ai giovani, continuano a fare le spese di uno
stallo finanziario che ha messo a dura prova anche i colossi
dell’economia mondiale. E,
soprattutto, che continua a
cambiare il rapporto fra banca
e individuo, in costante evoluzione.
A dicembre 2013 l’ammontare
dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in
Italia, pari a 1.845,5 miliardi
di euro, è nettamente superiore all’ammontare complessivo della raccolta da clientela,
di 1.730,6 miliardi di euro. È
quanto viene fuori dal Rapporto mensile Abi di gennaio,
che sottolinea, sempre per effetto del perdurare della crisi
e dei suoi effetti, un’ulteriore
crescita della rischiosità dei
prestiti in Italia.
Altro dato interessante è quello sui prestiti. A dicembre
dell’anno passato nello Stivale
i tassi di interesse sui prestiti si sono assestati su livelli
storicamente molto bassi. In
numeri, il tasso medio sulle
nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è posizionato al 3,40 per cento, il valore
più basso da luglio 2011 (dal
3,54% del mese precedente e
5,72% a fine 2007), mentre il
tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle
imprese al 3,54% (dal 3,44%
di novembre 2013 e 5,48% a
fine 2007) e il tasso medio sul
totale dei prestiti pari al 3,83%
(vale a dire 3 centesimi al di
sopra del mese prima).
In tutto questo, in un quadro
in cui il settore del credito rappresenta un nodo nevralgico
per il rilancio dell’economia
del territorio, si fanno strada
servizi, iniziative, prodotti
diversi, con forte richiesta di
personalizzazione. Ma non
solo, nell’ottica di avviare un
processo virtuoso di crescita,
ecco che vengono alla luce le
modernità e le innovazioni di
un sistema bancario che cerca di essere vicino ai propri
clienti cambiando pelle, evolvendosi, appunto.
Non per nulla cresce pure il
numero di chi ricorre all’internet banking e aumentano
le operazioni via telefono con
la banca; però non si rinuncia
all’utilizzo del tradizionale
sportello, da cui si passa almeno una volta mese, per chiedere informazioni, scegliere
prodotti e consultare servizi.
Senza trascurare che gli istituti bancari guardano in tutto
e per tutto alla politica delle
buone prassi e dell’efficienza,
I prestiti
alla clientela
superano nettamente
la raccolta
con aperture delle filiali fino
alle 20 dei giorni feriali e di
sabato mattina. Insomma, nel
pieno della crisi il mondo del
credito di rinnova dalle fondamenta, per stare vicino al
territorio, alle famiglie, ai giovani, alle imprese.
2 Banche & Finanza
Eventi
Lunedì 10 febbraio 2014
I migranti fanno impresa
■ PAGAMENTI ELETTRONICI / I dati del convegno Carte 2013 organizzato da Abi e Consorzio Bancomat
C
Carte di credito e online in aumento
rescono le piccole imprese gestite da immigrati, che continuano a farsi strada e a crescere nel popolo degli imprenditori. Nel pieno di una crisi finanziaria che non dà tregua e di un
aumento del tasso di disoccupazione, di precarietà lavorativa, di
difficoltà diffusa, i cittadini immigrati si riorganizzano e danno
vita a piccole attività imprenditoriali. A tirare le somme è l’osservatorio nazionale sull’Inclusione finanziaria dei migranti con
un’indagine presentata al Forum Csr 2013 (lo scorso novembre),
appuntamento organizzato da Abi sulla responsabilità sociale
d’impresa (ottava edizione). Eloquenti i numeri. Presso le banche italiane, in un anno, sono aumentati del 13,5% (per un totale
di 83.950 circa nel 2011, pari al 4,4% del numero complessivo di
correntisti immigrati) i clienti immigrati titolari di conti correnti
del segmento “small business”. La conferma arriva anche dai dati
nazionali di Unioncamere: l’imprenditoria a titolarità immigrata fa segnare un saldo netto positivo di oltre 24.000 unità.
Ancora più significativa questa crescita se se si guarda all’interno
del panel di dati omogeneo (stessi gruppi bancari e stesse nazionalità). Nei tre anni considerati, l’area small business è cresciuta
in termini assoluti del 47 per cento. Mentre, quanto a distribuzione geografica, in merito all’attività imprenditoriale, vi è una
maggiore concentrazione di conti correnti nelle banche nel Nord
Italia, pari al 63 per cento, in vece il 31% dei correntisti imprenditori sono concentrati nel Centro e il 6% al Sud.
Cresce l’apprezzamento degli italiani per l’uso di carte e bancomat, anche in rete
l “denaro di plastica” è sempre più il preferito degli italiani. Con carte, bancomat e
bonifici, crescono i pagamenti
elettronici. Ma non si rinuncia
nemmeno al denaro contante
tradizionale, il cui impiego è
altrettanto in aumento. E lo
stesso vale per i bonifici. A
conti fatti, per le operazioni
elettroniche, nel secondo trimestre del 2013 si parla di una
crescita delle transazioni del
14% sullo stesso periodo del
2012, passando da 288 a 329
milioni, in sostanza con un
incremento del 4,5% del totale
transato.
Il dato è stato diffuso nell’ambito del convegno Carte 2013,
organizzato da Abi e Consorzio Bancomat lo scorso
dicembre, con l’obiettivo di
fare il punto sui sistemi di
pagamento in Italia. Più nel
dettaglio, secondo l’indagine, i
E enti
TERRITORIO
|
ISTITUZIONI
|
IMPRESE
DIN NEWSLETTER
Settimanale
Anno 7 - Numero 4
Lunedì 10 febbraio 2014
Direttore responsabile:
Mattia Losi
© thanatip - Fotolia.com
I
pagamenti con bancomat hanno registrato un incremento
del 12% per quanto riguarda il
numero di operazioni (da 227
a 254 milioni) e del 2% in termini di ammontare (da 15,7 a
16 miliardi di euro). È crescita
anche per gli acquisti con car-
Attività editoriale a cura de:
Sede operativa:
Via Carlo Pisacane, 1
20016 Pero
Milano
Agente:
AREA MEDIA sas
Via Nannetti, 2/e
40122 Bologna
Tel.: 051 6492589
Fax: 051 5282079
Mail: [email protected]
Registrazione Tribunale
di Milano numero 208
del 21 marzo 2005
Stampatori:
ll Sole 24 Ore S.p.A.
Via Busto Arsizio, 36
20151 Milano;
Il Sole 24 Ore S.p.A.
Via Tiburtina Valeria;
Km 68,7 - 67061
Carsoli (Aq);
Stampa Quotidiana
S.r.l - Via Galileo
Galilei, 280/A 40059
Località Fossatone
Medicina - (Bo);
ta di credito. In questo caso, a
giugno 2013 le transazioni sono salite del 23% (da 61 a oltre
75 milioni) e il totale transato
è passato da 5,8 a 6,4 miliardi
di euro (+11%).
Non è solo questione di shopping o spese ordinarie: agli
italiani il denaro di plastica
“piace” anche per fare acquisti
online. Pure qui sono i numeri
a parlare. Nel secondo trimestre del 2013 i pagamenti con
carta di credito su Internet sono più che raddoppiati, con un
+118% rispetto a giugno 2012,
da 6 a 13 milioni di operazioni. Lo stesso vale per il loro
ammontare, cresciuto del 92%
(da 494 a 949 milioni di euro).
Tutto è in linea con la maggiore diffusione di smartphone e
tablet, strumenti di accesso veloce al proprio conto corrente
per contabilità, pagamenti in
mobilità, semplici informazioni. Ma attenzione, l’home
banking e l’uso delle card non
hanno messo fuori gioco la
circolazione del contante. Così, sempre nello stesso periodo, i prelievi allo sportello automatico hanno mostrato un
aumento di circa il 2 per cento.
E ancora, restando nel campo
dei pagamenti elettronici, pu-
re per il classico bonifico, nel
secondo trimestre del 2013,
si è ricorso a metodi non tradizionali. Il 73,8% di quelli
bancari è stato disposto via
Internet e telefono, mentre
solo il 26,2% del totale, vale a
dire circa 40 milioni di transazioni, è stato fatto allo sportello. Si tratta di nuovo di un
aumento rispetto allo stesso
periodo del 2012, quando rispettivamente le quote erano
del 72,2% e del 27,8 per cento.
Non manca un particolare:
i bonifici online sono quelli che hanno fatto registrare
un incremento significativo
sia relativamente al numero
di operazioni (+16,4% sul
totale dei bonifici) che per
l’ammontare complessivo del
transato (+7,2%).
Insomma, è un ulteriore conferma del fatto che i cittadini
italiani, come già nel resto
d’Europa e del mondo, continuano a essere attratti da
tecnologia e innovazione. A
testimonianza di come rapidità ed efficienza dei nuovi
strumenti messi a disposizione dagli istituti di credito
esercitino senza dubbio un
forte appeal per la razionalità
e a velocità del servizio.
■ CONFIDI REGIONE CAMPANIA / Il consorzio è in possesso dei requisiti richiesti dalla Banca d’Italia per l’iscrizione all’albo speciale degli intermediari vigilati
Obiettivi: dinamismo, duttilità e consolidamento
Le imprese consorziate sono tornate a chiedere risorse. Servono più presenza sul territorio, elasticità e maggiore capacità di garanzia
I
l patrimonio di vigilanza
e i requisiti del Consorzio
rispondono
perfettamente alla normativa vigente:
per questo, Confidi Regione
Campania ha inoltrato alla
Banca d’Italia la domanda
d’iscrizione all’albo speciale
degli intermediari vigilati.
Una istanza corredata dal
piano industriale 2014-2016
approvato di recente dal Consiglio di Amministrazione,
che ha come obiettivi primi
dinamismo, duttilità e consolidamento. La mission è,
dunque, più che mai puntare
all’equilibrio economico: strada percorribile attraverso il
bilanciamento tra riduzione
dei costi e incremento della
produttività, al fine di fornire
alle imprese servizi moderni e
ancora più efficienti.
“Siamo giunti a questo risultato - spiega Giuseppe Calcagni, presidente di Confidi
Regione Campania e patron
del Gruppo alimentare Besana - al termine di un lungo e
laborioso percorso. Le nuove
funzioni ci permetteranno
di estendere la presenza sul
territorio e di agevolare il
dialogo con i soci. Il tutto,
garantendo elasticità, capaci-
Giuseppe Calcagni,
presidente di Confidi
Regione Campania
tà di garanzia e velocità nella
richiesta del credito”.
La valorizzazione delle competenze acquisite, connessa
alla potenzialità dei territori,
rappresenta quindi una prio-
rità nella realizzazione delle
strategie operative del Confidi campano.
Non a caso le imprese consorziate, dopo un periodo
di prudenza, sono tornate
a chiedere risorse: vogliono
investire per crescere perché
una delle grandi sfide è l’internazionalizzazione. Da qui
la volontà di Confidi Regione
Campania di strutturarsi in
modo da cogliere tutte le opportunità. “Se il 2012 è stato
l’anno del potenziamento della base associativa, culminato
nella fusione per incorporazione con Confidi Salerno, il
2013 - precisa il presidente
Calcagni - si è caratterizzato
per il cambio di passo nel dialogo con i soci, finalizzato a
migliorare l’affiancamento nel
difficile rapporto con il sistema creditizio”.
L’accesso al credito resta, infatti, un tema centrale in un
sistema “bancocentrico” come quello italiano, ove il denaro passa tutto per le banche
o per lo Stato, e dal mercato
ne arriva poco.
La sfida oggi è l’allentamento
della stretta creditizia, in attesa di un cambiamento di clima
sociale più attento alle istanze
delle imprese. “Guardiamo
con attenzione all’evolversi
degli eventi - osserva Calcagni
- e ci siamo mossi per dotare
il Consorzio della migliore
struttura possibile. Grazie
all’impulso del consiglio direttivo, abbiamo concluso operazioni importanti per la nostra
storia. Abbiamo investito su
progetti mirati e funzionali:
dalla creazione di una rete
qualificata, in grado di sostenere le imprese, alla selezione
delle loro esigenze di miglioramento, alla formazione. Per
fronteggiare con maggiore
consapevolezza la crescente
rischiosità, inoltre, applicheremo una strategia di sostegno
Andamento crescita soci Confidi Regione
Campania - 2010-2013
2500
Crescita soci 2013:
+ 278 unità (+15%)
Crescita soci 2012*:
+1117 unità (+ 149%)
2000
1500
1000
Soci 2010
500
647
1869
Crescita soci 2011:
+105 unità (+ 16%)
647
752
0
Nuovi soci
Soci anno precedente *Anno della fusione con Confidi Salerno
differenziata con tecniche di
pricing in grado di adeguare
la commissione per il rilascio
della garanzia al rischio da
assumere. Insisteremo con il
sistema creditizio affinché ci
sia consentito disporre con
tempestività e affidabilità delle necessarie informazioni per
monitorare l’andamento delle
posizioni garantite”.
Competitività
innanzitutto, dunque: sia per l’intero
Consorzio sia per le singole
imprese associate sui mercati
globali. E in questo contesto
si inserisce anche l’impegno
di Confidi Regione Campania
nella predisposizione di un’offerta di nuove fonti di reddito
in attività connesse e coerenti con il business svolto dalle
imprese stesse.
Gli esperti dicono che la recessione, almeno nei suoi
aspetti più duri, è finita. Confidi Regione Campania - con
le sue 2.000 aziende territoriali, 36 convenzioni bancarie
attive, 14 milioni di euro di
patrimonio e circa 105 milioni di euro di garanzie - è ora
pronto ad affrontare i primi
segnali di ripresa accompagnando anche le nuove realtà
che si stanno associando.
Eventi
Lunedì 10 febbraio 2014
Banche & Finanza
3
■ BCC TERRA D’OTRANTO / È presente in un territorio che comprende Lecce e 24 comuni della provincia
Solidarietà, non solo business
Appena costituita una Fondazione per la realizzazione di una Rsa destinata ai disabili
C
on filiali presenti a Carmiano,
Melendugno,
Lecce, Monteroni e Borgagne, la Bcc di Terra d’Otranto
è presente in un territorio che
comprende Lecce e 24 comuni della provincia, città di circa 100 mila abitanti.
Operante da sempre all’insegna di una politica basata su
solidarietà sociale e impegno
nei confronti della collettività, la Bcc mantiene fede
agli scopi statutari attraverso
un’offerta creditizia alle più
vantaggiose condizioni praticabili e un costante sostegno
finanziario alle attività imprenditoriali e alle famiglie,
nonché un continuo appoggio alle iniziative sociali e
culturali attuate nella comunità dalle associazioni locali.
Numerose, da sempre, sono
anche le risorse destinate a
iniziative di solidarietà, che si
esprime quotidianamente nel
territorio locale con finanziamenti per servizi sociosanitari, per la cooperazione
internazionale, l’ambiente, la
promozione culturale, sportiva, familiare. È in questo
contesto che si inserisce la
recente costituzione della
“Fondazione della Banca di
Credito Cooperativo di Terra
d’Otranto”, onlus finalizzata
alla realizzazione di una Rsa
(Residenza Sanitaria Assistenziale) destinata ai disabili. “La banca ha a cuore questo progetto da molto tempo,
ma è dal 2011 che, con l’insediarsi del nuovo Consiglio
d’Amministrazione, il progetto è stato portato avanti
con estrema determinazione”
spiega il presidente del Cda,
Dino Mazzotta.
“La scelta di costituire la Fondazione nasce dall’esigenza di
disporre di una struttura dotata di piena capacità e autonomia gestionale che persegua esclusivamente finalità di
solidarietà sociale, svolgendo la sua attività nel settore
dell’assistenza socio sanitaria” spiega Mazzotta. “In altre
parole, la sua attività specifica riguarderà esclusivamente
la creazione e la gestione della citata casa di riposo”.
Il Patrimonio della Fondazione è costituito dalla dotazione iniziale che nasce dagli
annuali accantonamenti destinati dalla Bcc alla predetta
opera sociale, dai contributi,
donazioni e lasciti effettuati
da persone fisiche e giuridiche, sia pubbliche che private, dai beni mobili e immobili
che perverranno a qualsiasi
titolo alla fondazione, dalle
elargizioni fatte da enti o da
privati con espressa destinazione a incremento del patrimonio, nonché dai contributi attribuiti al patrimonio
dall’Unione europea, dallo
Stato, da enti territoriali o da
altri enti pubblici.
Al momento, la Fondazione
è in attesa di ottenere il riconoscimento quale onlus da
parte della Regione, per poi
dare il via alla fase operativa
vera e propria. La nuova Rsa
- che non va ad aggiungersi
ad altre strutture già esistenti ma a colmare un attuale
vuoto - sorgerà nel comune
di Carmiano e metterà a disposizione circa 20 camere
Il Consiglio
di amministrazione
e Collegio sindacale
I vertici aziendali
per un totale di 50 degenti. I
lavori dovrebbero essere portati a termine entro due anni.
Tra le altre novità, nel 2014,
la Bcc di Terra d’Otranto presenterà per la prima volta,
insieme al bilancio d’esercizio
2013, anche il bilancio sociale. Si tratta di un documento
che ha lo scopo di fornire notizie in merito agli interventi
di sostegno effettuati a favore
delle comunità, dei soci e dei
collaboratori, dando visibilità a quanto in concreto la Bcc
di Terra d’Otranto ha contribuito allo sviluppo del territorio locale.
“Con l’esperienza della redazione del nostro primo
bilancio sociale intendiamo
sintetizzare il notevole impegno in questo ambito, così da rappresentare in forma
dettagliata e analitica tutte le
attività di beneficienza e soli-
darietà svolte dalla banca sul
territorio” afferma Mazzotta.
Non da meno, l’esercizio
2013, nonostante una congiuntura fortemente negativa
che si protrae ormai da molti
anni e che non accenna a rallentare, si è chiuso con risultati complessivi molto soddisfacenti. La raccolta diretta è
infatti cresciuta del 10% circa,
mentre gli impieghi sono rimasti sostanzialmente stabili
con una dinamica pertanto
“controcorrente” rispetto a
quella del sistema che ha registrato nel suo complesso un
andamento negativo.
“Il conto economico, nonostante robusti accantonamenti, chiude con un segno
positivo, che conferma la
capacità dell’azienda di generare utili anche in momenti difficili”, conclude
Mazzotta.
4 Banche & Finanza
Eventi
Lunedì 10 febbraio 2014
■ FEDERMANAGER / La Federazione nazionale rappresenta e assiste 160 mila figure apicali delle aziende industriali
Manager per professione
e volontari per scelta
La classe dirigente essenziale per la rinascita
M
L’importante è favorire una cultura basata sul merito, la competenza e il senso di responsabilità
A
nzitutto cultura della responsabilità, con tanto di
competenza, modernizzazione, fiducia nel sistema Italia.
Perché lo Stivale nasconde
positività spesso dimenticate
o non considerate a dovere. E
perché nella ritrovata coesione sociale risiedono i germogli di un Paese che può tornare a crescere. Federmanager,
la Federazione nazionale dei
dirigenti delle aziende industriali, ci crede con forza.
L’associazione
rappresenta
e assiste 160 mila dirigenti
industriali - in servizio e in
pensione - ed è all’opera con
Confindustria, con il ministero del Lavoro e delle politiche
sociali, con le scuole e tutti gli
interlocutori interessati per
promuovere la responsabilità
collettiva, il ruolo dei manager nelle pmi, la cultura d’impresa nel contesto attuale.
In qualità di rappresentante
sindacale e sociale, essa è un
punto di riferimento e aggregazione del mondo delle alte
professionalità operanti nelle
imprese. Obiettivo: favorire
la diffusione di una cultura
basata sui principi del merito, della competenza e della
responsabilità, che ponga la
Il presidente G. Ambrogioni
“persona” come elemento
centrale e stimoli i processi
di modernizzazione e innovazione per la crescita dell’Italia, in un clima di coesione
sociale.
“Il nostro Paese - dice il
presidente Giorgio Ambrogioni - ha tutte le potenzialità, risorse ed energie per
recuperare in tempi brevi il
ruolo che gli compete nello
scenario politico, sociale ed
economico a livello internazionale. È un messaggio che
la dirigenza industriale italiana ritiene di dovere e poter
dare al Paese”. Un messaggio
chiaro: bisogna credere nelle
potenzialità e nelle capacità
degli imprenditori italiani,
dei manager, dei lavoratori e
nella ricchezza dei giovani.
“Dobbiamo esserne convinti - sottolinea Ambrogioni -.
Abbiamo una storia, una cultura, delle ricchezze ambientali, territoriali, artistiche su
cui dobbiamo costruire una
strategia di rinascita”. Vale a
dire che l’eccesso di pessimismo va moderato. È la strada
per riposizionarsi all’interno
di un contesto competitivo
globalizzato, con le scelte più
coerenti e funzionali sul piano istituzionale, finanziario
e industriale, traguardo raggiungibile se si punta sulla
concretezza.
“Per farlo serve una politica
che la smetta di parlare e faccia in modo che tutte queste
energie si rimettano in moto
- continua il presidente -, che
vengano incentivate e siano
da stimolo a darci da fare, a
intraprendere”.
Affrontare
con decisione e fattibilità temi
come semplificazione burocratica e amministrativa, privatizzazioni, liberalizzazioni,
riforma fiscale, mercato del
lavoro, tagliando in maniera
drastica e con intelligenza la
spesa pubblica, con una politica di razionalizzazione ben
concepita: si deve partire da
qui.
Determinante il ruolo delle classi dirigenti. Ma come,
negli ultimi anni, è cambiata
a questo punto la figura del
manager? “Il tema su cui si
discute - spiega il presidente - è quello di affermare una
cultura d’impresa che esalti
l’apporto dei manager, nella
convinzione che l’Italia sarà
messa in grado di creare nuova ricchezza da redistribuire”.
Accadrà però solo se si riuscirà a fare crescere dal punto di
visto competitivo e dimensionale il sistema produttivo. “È
dimostrato - dice Ambrogioni - che l‘impresa cresce se al
suo interno c’è un rapporto
positivo tra ruolo imprenditoriale e ruolo manageriale.
Ed è pure dimostrato che,
nonostante la crisi, le imprese in cui opera una presenza
manageriale diffusa e di qualità non solo sono rimaste sul
mercato, bensì stanno conquistando maggiori quote
sui mercati esteri”. Quasi un
paradosso. Troppe pmi credono che il modo più giusto
per abbattere i costi fissi sia
quello di tagliare le risorse
che costano di più. Al contrario, occorre che il piccolo e
medio imprenditore possegga una visione strategica e la
lungimiranza di comprendere che il futuro della propria
impresa passa da una buona
dirigenza. L’impegno di Federmanager è di convincere
i piccoli imprenditori e chi
sta in politica a porre in atto
iniziative che incoraggino la
presenza manageriale, tema
centrale che si sta affrontando
con il ministro del lavoro e
con Confindustria.
“Non solo - afferma Giorgio
Ambrogioni -, chiediamo
delle politiche intelligenti che
incentivino sul piano fiscale e
contributivo le pmi a mettersi in rete e ad affidare tali reti
d’impresa a manager prepara-
Le sedi Federmanager sul territorio
ti a gestirle. In secondo luogo,
siamo convinti che il futuro
del nostro sistema industriale
guardi al mondo, quindi dobbiamo internazionalizzare le
pmi con manager preparati
a fare internazionalizzazione, e stiamo definendo dei
processi di certificazione per
i manager di rete, gli export
manager e i temporary manager”. Si punta a costruire
figure manageriali certificate
e di grande qualità da offrire
al mercato delle Pmi: “Si chiede all’imprenditore di aprirsi
in chiave collaborativa e Confindustria lo sta facendo - aggiunge il presidente -, mentre
al governo di legare incentivi
e contribuitivi all’inserimento
di tali figure certificate”.
È importante, nella sostanza,
far percepire dal Paese e dal
governo i manager per quelli
che sono, come una risorsa
La sede di Federmanager a Roma
del Paese stesso. “Rappresentiamo competenze preziose e
vogliamo metterle a disposizione appunto del Paese oltre
che delle imprese, questo è il
primo passaggio, culturale spiega Ambrogioni -. C’è poi
il discorso sui nostri manager
neopensionati, siamo disposti
a impiegarli quali tutor a vantaggio delle pmi che vogliono
inserire giovani ad alto potenziale attraverso l’apprendistato. E, ancora, stiamo andando
con Confindustria e Fondirigenti nelle scuole e negli istituti tecnici professionali a
parlare di come si approccia
il lavoro, di come dev’essere
un rapporto positivo scuolaimprese, tramite un dialogo
continuo con chi rappresenta
il mondo delle imprese, vale a
dire Confindustria e Confapi,
trovando tramite la bilateralità gli strumenti contrattuali
e paracontrattuali per valorizzare e gestire al meglio
la risorsa manageriale”. Si
auspica oltretutto il ritorno
di un modello moderno credibile di politica industriale.
E qui il discorso cade sulle
Una scuola creata dai manager per i manager
Costituita nell’ottobre del 2010 da Federmanager, promuove
la formazione di alta qualità e dai contenuti personalizzati
C
onoscenze, competenze, abilità: una
sorta di assicurazione sulla vista professionale del dirigente. In estrema sintesi, la formazione come asset decisivo, in
un’economia knowledge based. Pochi concetti, ma fondamentali, rendono la Federmanager Academy una Management School di indubbia eccellenza, poiché concepita
dai manager per i manager. Viene costituita nell’ottobre 2010 da Federmanager per
le figure direttive che operano nelle aziende
fornitrici di beni e servizi.
Formazione di elevata qualità e forte personalizzazione dei contenuti e delle metodologie gli indubbi punti di forza di questa
struttura aperta a dirigenti e quadri apicali
interessati ad acquisire nuove competenze
manageriali e soft skill sempre più orientate
alla qualità e all’efficacia del ruolo del leader, in un’ottica di life long learning. La pro-
ettere la propria professionalità al servizio degli
altri. È l’obiettivo che nel 1987
ha portato alla nascita di Vises
onlus su iniziativa spontanea di
dirigenti di aziende pubbliche e
private a sostegno dello sviluppo
economico, sociale e della promozione della qualità della vita delle
popolazioni più bisognose, dunque in Italia e all’estero. Nel 2002
è diventata Ong di riferimento
di Federmanager. “La mission è
aiutare le categorie svantaggiate
in un’ottica di fornire strumenti di
sostegno a uno sviluppo personale - dice la presidente Rita Santarelli -. Si tratta di una formazione
professionale di tipo medio-alto
destinata a fornire non tanto e solo strumenti culturali in sé, bensì
e soprattutto utili al fare, al creare
professionalità.
Strumenti da impiegare in situazioni in cui per via del disagio
economico e sociale o di condizioni di privazioni occorre intervenire sul mercato del lavoro con percorsi adatti a essere reimpiegati”.
Diverse le iniziative in Italia e
nel mondo, come in Marocco,
con corsi di formazione per pasticcere, parrucchiere, estetica,
decorazione del ferro. Sono tutti
orientati al lavoro, in stretta collaborazione con il territorio di
pertinenza, nazionale o estero
che sia, per creare nuova occupazione. Vises nel nuovo anno
intende rafforzare la propria
azione in Italia, pur continuando ad operare nei Paesi in cui
oggi è presente (Marocco, Congo,
Etiopia). In particolare saranno
resi operativi in Italia i Progetti
“Scuola, orientamento alla imprenditorialità” per studenti degli
istituti Superiori e il Progetto “Il
linguaggio dei mestieri”, corsi di
formazione linguistica finalizzati
alla specializzazione professionale dei migranti.
privatizzazioni: “Non siamo
contrari a processi di privatizzazione - conclude Ambrogioni -, se ispirati da un
disegno di politica industriale
seria e se si evita che queste
aziende privatizzate vengano
o svendute o vendute a gruppi
stranieri che poi di fatto non
sono interessati a svilupparle,
ma a comprarne le quote di
mercato”. A conferma della
necessità di riacquistare una
responsabilità sociale diffusa.
posta riguarda la formazione interaziendale, tailor made, e-learning e finanziata con
i fondi interprofessionali. Non mancano i
progetti finanziati da Fondirigenti e quelli
finanziati da Fondazione Idi e Fondo Dirigenti Pmi, nonché il progetto English Communication in collaborazione con Beuk,
nato da un’idea di Federmanager e da essa
finanziato. Inoltre ha organizzato numerosi
eventi con personalità di livello internazionale, come Robert Kaplan, Edward De Bono, Victor Fey, Dominick Salvatore ed altri.
Per il 2014 sta organizzando uno study tour
in Giappone per imprese (visite alla Toyota,
Honda e altre) e in una Università americana per dirigenti disoccupati, finanziabili
da Fondirigenti.
Eventi
Lunedì 10 febbraio 2014
Banche & Finanza
■ BCC BATTIPAGLIA E MONTECORVINO / Da maggio a novembre 2014 festeggia i suoi 100 anni di attività
Una banca radicata sul territorio, a favore dei giovani
Tra le iniziative, il progetto Neet che offre tirocini retribuiti nelle aziende ai neo-laureati senza lavoro
E
sattamente 100 anni fa,
quando ancora il comune di Battipaglia non esisteva
(ed era inglobato in quello
di Eboli), sul territorio era
già presente la Cassa Agraria
di Prestiti di Battipaglia, oggi diventata Cassa Rurale e
Artigiana Bcc di Battipaglia
e Montecorvino Rovella. Il
2014 è dunque l’anno dei festeggiamenti, che si protrarranno dal mese di maggio
sino a novembre.
Per comprendere come la
banca si sia radicata sul territorio, è sufficiente raccon-
tare che le 19 filiali si sono
sviluppate tutte attorno a
Battipaglia. E che l’attenzione
nei confronti dei soci è si è
sempre mantenuta altissima,
specie in questo periodo di
crisi. Questo ha significato,
per esempio, continuare a
erogare mutui, o sospendere il pagamento delle rate ad
aziende o famiglie in difficoltà, come previsto dalle moratorie nazionali cui la banca ha
aderito.
Per comprendere appieno il
ruolo svolto dalla Cassa per
il suo mondo di riferimento,
Il presidente del Cda, Silvio Petrone
La sede
della banca
a Battipaglia
occorre indagarne il tessuto di riferimento. “Stiamo
parlando - spiega il direttore
generale, Fausto Salvati - dei
comuni presenti sulla Piana del Sele. In questa area la
vocazione è agricola, ma importante è anche la presenza
dell’industria e del commercio”.
Salvati, che dopo anni passati all’estero, a lavorare per un
gruppo bancario multinazionale, ha scelto di avvicinarsi
alla realtà produttiva italiana
e in particolare a quella della
cooperazione di credito, conferma che il 2013 è stato un
anno complicato, nel quale
però: “La Cassa Rurale è riuscita a mantenere le posizioni
e, come visto, a rappresentare
un riferimento utile per i suoi
soci”. In questi 100 anni, la
banca è sempre stata attraversata da valori importanti: il
numero dei soci è andato crescendo, e il loro legame con la
cooperativa si è fatto solido,
grazie a “un’integrazione assoluta con il territorio - conferma il presidente del Cda,
Silvio Petrone -. Possiamo
affermare che davvero la banca ha vissuto questi 100 anni
a tutto tondo, sviluppando la
sua base sociale”.
Oggi la Bcc vanta numeri importanti: 5.200 soci, 19 filiali,
122 dipendenti, 82 milioni di
euro di patrimonio, 445 milioni di raccolta, 282 milioni
di impieghi. La sua attenzione
si rivolge a tutte le fasce della
popolazione, e alcune di queste sono oggetto di specifiche
proposte. Per esempio, data
la forte presenza di comunità di stranieri - impiegati soprattutto nel settore agricolo
- la Cassa Rurale ed Artigiana
Bcc di Battipaglia e Montecorvino Rovella è impegnata
in un lavoro di integrazione,
che consiste nell’offerta - in
collaborazione con la onlus
“Il mondo a colori” - di consulenza e condizioni particolari, con la presenza di un mediatore culturale per facilitare
la relazione in filiale.
Altro target che viene seguito con particolare interesse
è quello dei giovani. “Vero è
5
che il periodo è complicato e
le possibilità di lavoro sono
poche, ma è necessario sostenere i giovani e fare in modo
che allarghino i loro orizzonti, per creare opportunità e
sfruttare le occasioni che le
istituzioni mettono a disposizione o per portare avanti
nuovi progetti”, precisa il direttore generale.
Rientra in questa filosofia
l’attività del Club Kairòs, che
raggruppa i circa 900 soci della Cassa Rurale fino a 35 anni.
Il club, nel corso del 2013, ha
tra le altre cose collaborato
con l’Agenzia del Ministero
del Lavoro, Italia Lavoro, per
portare avanti il progetto Neet, che permetterà ai giovani
laureati senza occupazione
(che hanno fatto domanda e
avevano i requisiti) di effettuare tirocini retribuiti di sei
mesi presso le aziende disponibili. In questo caso la banca
ha assunto il ruolo di facilitatore, riuscendo a far incontrare domanda e offerta di
lavoro. La collaborazione con
Italia Lavoro vedrà in futuro
l’organizzazione di iniziative
rivolte ad altre categorie sociali.
A riprova della serietà e della
qualità dell’operato della Bcc
è il risultato ottenuto dall’istituto nella classifica stilata a
fine dicembre da una rivista
del settore Finance, relativa
alle migliori banche italiane.
Nella categoria “piccole”, la
Cassa Rurale e Artigiana Bcc
di Battipaglia e Montecorvino Rovella si è classificata al
secondo posto (su 155 realtà).
La tua Banca pensa al Tuo Futuro!
Il‘ fondo pensione
e come un albero.
Prima lo si‘ pianta,
prima darà i suoi frutti!
FILIALE DI CARMIANO – Tel 0832/604444
FILIALE DI MELENDUGNO – Tel 0832/835500
FILIALE DI MONTERONI DI LECCE – Tel 0832/323700 FILIALE DI LECCE – Tel 0832/375111
FILIALE DI BORGAGNE – Tel 0832/811350
FILIALE DI LECCE 2 - Tel 0832/232022
6 Banche & Finanza
Eventi
Lunedì 10 febbraio 2014
Due scorci
delle sedi
della banca
■ BCC CILENTO E LUCANIA SUD / Bilanci e propositi per il futuro, dopo un biennio dalla fusione dei due istituti, che coprono un territorio vasto e variegato
Solimeno: “In tempi di crisi, l’importante è osare”
Il peggio sembra passato, ma è meglio non abbassare la guardia. Stimolando, nel contempo, gli investimenti di pmi e professionisti
U
n ulteriore anno difficile quello appena trascorso e segni della ripresa
ancora lenti. In un periodo
come questo è necessario
concentrare le forze e osare, seppure il sistema economico generale sia ancora debole: questo l’appello
del direttore generale della
Banca del Cilento e Lucania
Sud, Ciro Solimeno. “Come
Bcc del Cilento e Lucania
Sud arriviamo alla fine del
2013 con la convinzione
che l’anno appena trascorso sia stato più difficile del
2012” afferma Solimeno.
“Abbiamo avuto anche la
verifica ispettiva della Banca di Italia, che ci ha impegnato molto. Il mercato
di riferimento si è rivelato,
parimenti, più difficile rispetto alle aspettative, con
opportunità e risultati non
consuetudinari per questo
territorio. I venti di crisi sono stati e sono tuttora
molto forti e, nel frattempo,
abbiamo avuto anche il default di alcune grosse realtà
imprenditoriali locali, che
davano lavoro a centinaia
di persone. Ciononostante,
posso affermare che l’operazione di fusione con la Bcc
Lucania Sud ha cominciato
a mostrare i risultati positivi attesi ed è stato importante avere competenza su un
territorio molto più vasto
e variegato, da un punto di
vista economico, che ci ha
consentito di diversificare
sia le nostre fonti di rac-
“Ringrazio dipendenti
e collaboratori, che hanno
dimostrato un impegno
encomiabile anche in
quest’anno di difficoltà”,
dice Ciro Solimeno
colta che gli investimenti.
Entriamo ora in una fase
più delicata: “Il nuovo piano di rilancio economico
patrimoniale si baserà su
alcuni capisaldi: una profonda rivisitazione di tutti i
costi, oltre che della presenza della banca nel territorio
e la riqualificazione degli
assetti patrimoniali, economici e finanziari. Abbiamo
avviato i lavori della filiale
di Lauria e c’è anche in corso una riallocazione di tutto
il personale. Un particolare
plauso voglio rivolgerlo al
personale dipendente, a tutti i collaboratori, perché anche in questo anno appena
trascorso, particolarmente difficile, la loro opera e
l’impegno sono stati encomiabili. Devo ringraziare
tutti: dal primo all’ultimo.
Nessuno si è tirato indietro,
mai, nemmeno nei momenti di maggiore necessità e di
tensione, che pure ci sono
stati. Anche il rapporto coi
soci è diventato ancora più
pregnante. Oggi, abbiamo
la certezza che i soci condividono la politica di questa
banca, anche da un punto di
vista tecnico e in risposta a
tale clima prossimamente
il Cda provvederà alla nuova nomina dei membri dei
comitati locali che saranno
quattro e rappresenteranno territorialmente le zone
di maggiore presenza e influenza della nostra compagine sociale”. La crisi è
ancora insidiosa e, anche se
si vedono i primi segnali di
ripresa, le luci all’orizzonte
restano fioche.
“Sullo stato della crisi bisogna fare tuttavia chiarezza”,
continua il direttore Solimeno. “Voglio segnalare
due prese di posizione di illustri personalità che hanno
parlato in questi ultimi tempi: la prima è quella molto
prudenziale del presidente
della Bce, Mario Draghi, il
quale ha detto chiaramente
di non farsi false illusioni.
Non bisogna credere che le
difficoltà sono state superate; siamo ancora in una fase
di crisi, molto acuta, per cui
dobbiamo ancora lavorare
a piccoli passi, tassello su
tassello, cercando di non
sbagliare gli interventi. Ci
sarà peraltro molta severità da parte della Bce nel
valutare il sistema bancario
nel suo insieme e le singole
banche. Dall’altra parte c’è
il discorso di fine anno del
presidente delle Repubblica,
Giorgio Napolitano che, invece, dichiara che in questa
fase della crisi è importante
non lesinare i possibili interventi di ciascuno di noi.
Ogni imprenditore in que-
sto momento, se ritiene di
dover aspettare, provoca un
ulteriore allungamento della
crisi; se invece, lancia il cuore oltre l’ostacolo, osa, può
agevolare il superamento di
questa crisi.
I cambiamenti di tipo economico-sociale in corso vanno
proprio in questa direzione.
In altri termini, come agenti di sviluppo dell’economia
locale, vogliamo dimostrare
che nel nostro piccolo ciascuno di noi può fare qualcosa. Noi mettiamo in campo la nostra strategia, altri si
comportino in modo simile
operando scelte analoghe. È
questo anche il senso di un
editoriale del Corsera del 10
gennaio scorso, a firma de-
gli economisti Alberto Alesina e Francesco Giavazzi,
che mettevano in evidenza
quanto fosse necessario, in
questa fase, un liberismo più
accentuato nel nostro Paese.
Bisogna peraltro considerare che l’economia di questo
scorcio di territorio campano, lucano e calabrese da
noi presidiato, è in gran parte condizionato da ciò che
succede altrove. Temendo
ovviamente la ciclicità che
non è peraltro governabile a
livello locale. E concordando pertanto con le parole
del presidente Napolitano,
bisogna tuttavia considerare anche un ulteriore effetto
aggravante di questa crisi, che è stato, ed è, quello
Da sinistra:
Francesco
Castiello
e Ciro Solimeno,
rispettivamente
presidente e
direttore generale
di Bcc Cilento
e Lucania Sud
Un nuovo assetto interno per ricominciare
Completata la riorganizzazione dell’istituto, che ha rinnovato gli organi
di governo, nominando, tra gli altri, un nuovo vicedirettore generale
P
er uscire dal tunnel della
crisi, bisogna essere pronti al rinnovamento. “Siamo
impegnati nel piano di riorganizzazione complessiva
dell’operatività della banca e
nel rilancio dell’attività commerciale”, dichiara Ciro Solimeno, direttore generale della
Banca del Cilento e Lucania
Sud. “Questa riorganizzazione ha già riguardato il riassetto degli organi di governo,
il consiglio di amministrazione e il collegio sindacale, che
hanno avuto una profonda
rivisitazione: il Cda ha avuto la sostituzione di cinque
membri, il collegio sindacale,
invece, è stato completamente
rieletto. Nell’ambito della direzione della banca, invece, ci
siamo avvalsi della collaborazione del nuovo responsabile
dei controlli interni e, dopo le
dimissioni del precedente, di
un nuovo vicedirettore generale, Antonino Scalcione, proveniente da una banca popolare, più grande, che opera tra
Basilicata, Calabria e Sicilia.
È una persona di grande esperienza ed equilibrio e inizierà
a lavorare con noi nei prossimi giorni. Siamo sicuri che
riusciremo a ricompattare e a
ricreare un clima di direzione
adeguato alle dimensioni di
questa banca”.
La banca ha lanciato,
di recente, la campagna
“Credito più” con
lo stanziamento
di 5 milioni di euro
dell’attesa. In altre parole,
gli imprenditori, anche potendo mettere in campo
nuovi investimenti, temono
la lontananza della ripresa e
quindi rinunciano a mettersi in gioco, a osare. In questi
giorni, proprio a sostegno
di ciò che dico, abbiamo
lanciato una nuova campagna “Credito Più”. La banca
ha messo a disposizione un
plafond di cinque milioni
di euro per i professionisti,
le piccole imprese e i privati, che avessero voglia o necessità di approvvigionarsi
per un importo massimo di
50 mila euro, attraverso la
formula di un mutuo chirografario a cinque e sette
anni a un tasso agevolato.
Con questa azione la banca
ha voluto dare un segnale
di fiducia, per dimostrare
che non manca la liquidità,
ma scarseggia la domanda,
la voglia di intraprendere e
di tentare fare cose nuove.
Pensiamo a quanti professionisti in questo momento
hanno crediti sospesi con la
pubblica amministrazione,
con i privati... Dare un piccolo respiro di 50 mila euro
a un professionista, in questo momento, con un minimo di impegno mensile, può
essere un ottimo viatico per
riacquistare fiducia. Oggi è
il momento per rimettersi
in gioco. La crisi c’è, ed è ancora forte, ma ciascuno di
noi deve fare la sua parte. In
questo momento, ciascuno
non può tirarsi indietro.
Eventi
Lunedì 10 febbraio 2014
Banche & Finanza
7
■ CNPADC / Privatizzato nel 1995, l’Ente si fa responsabilmente promotore di nuove idee per il rilancio dell’economia
La Cassa dei dottori commercialisti a sostegno del Paese
Nel 2013 l’associazione ha visto crescere il suo patrimonio (+10%) e il numero di aderenti (+3%). Stabile il fatturato degli iscritti
L
e Casse di Previdenza privatizzate e private oltre a
svolgere da sempre una funzione previdenziale ed assistenziale, costituzionalmente prevista
e garantita, possono anche
essere protagoniste di una funzione economica e sociale per il
nostro paese?
La risposta non può che essere
affermativa, sia a livello di sistema, che di singola realtà.
Il mondo delle Casse di previdenza professionali, a cui sono
iscritti circa 2 milioni di professionisti, presenta un patrimonio che oggi supera i 60 miliardi di Euro, produce un flusso
annuale positivo di circa 6 miliardi, paga imposte per circa
400 milioni, e nel 2014 svilupperà investimenti per oltre 5
miliardi. La parte prevalente è
allocata in strumenti finanziari,
tra cui figurano in abbondanza
Renzo Guffanti, presidente
della Cnpadc
i titoli governativi, in una percentuale ben inferiore le azioni,
mentre le risorse destinate ad
impieghi “alternativi”, come i
fondi chiusi e i private equity
sono ad oggi trascurabili, questo rispettando un principio di
massima prudenza, e la necessità di acquisire regolarmente
un rendimento.
In riferimento alla funzione
economica è stato sostenuto
più volte, nelle interlocuzioni
con il governo e i ministeri vigilanti, che le Casse possono e
vogliono contribuire alla crescita del Sistema Italia, ma per
far ciò devono essere messe in
condizione di disporre di strumenti adatti, in grado, cioè, di
aumentare l’offerta di risorse
alle imprese, fatto salva - sia
chiaro - la natura previdenziale
di tale risparmio.
Come? Oggi il mercato finanziario ha sviluppato, accanto
agli strumenti tradizionali, una
serie di prodotti d’investimento alternativi che possono, tra
l’altro, contribuire al rilancio
dell’economia.
Per esempio, in seguito a misure introdotte dal governo Monti
(decreto sviluppo Dl 83/2012),
oggi è possibile anche alle Pmi
emettere obbligazioni. Si tratta
di un mercato potenziale di oltre 35.000 aziende con un fatturato tra i 5 e i 250 milioni di
euro. Sono molto spesso aziende sane, che avranno la possibilità di raccogliere denaro per
supportare i loro progetti di
crescita, migliorando le condizioni di finanziamento, con
opportuni sistemi di garanzia
e rigorosi processi di selezione.
I “mini-bond” sono un’arma in
più, alternativa al tradizionale
mercato del credito bancario,
per finanziare crescita e sviluppo e sono già numerosi gli
intermediari specializzati che
hanno costituito “Credit fund”,
con una raccolta di capitale ripartito in quote, da collocare
presso gli “investitori istituzionali”, tra cui anche le Casse. Il
2014 potrebbe essere l’anno
della svolta. La partecipazione
delle Casse in questi veicoli, che
da un lato selezionano le realtà
più interessanti, e dall’altro garantiscono profili di remunerazione in linea con il tasso di
rendimento obiettivo come da
bilancio tecnico attuariale, può
fornire una formidabile spinta
alla ripresa.
Oltre a questi strumenti alternativi ai tradizionali canali bancari, il mercato presenta altre
opportunità in rapido sviluppo
e diffusione: si pensi al ruolo
dei private equity, che si stanno
via via specializzando in diversi
settori, quali medicale, agroalimentare, nell’efficientamento
energetico e nel controllo e risanamento di aree inquinate.
Ancora, le Infrastrutture (strade, autostrade, aeroporti, reti,
energia), attraverso le quali,
similarmente al sostegno delle
Pmi, le Casse possono partecipare allo sviluppo strutturale e alla modernizzazione del
Paese, supplendo allo Stato in
termini di capacità finanziaria
e velocità di esecuzione; fino ad
ottenere ricadute positive sulla
cantieristica e l’indotto (professionisti, materiali, trasporti).
Un altro tema sensibile per stimolare la ripresa dell’economia
è quello immobiliare. Oggi le
risorse nelle mani delle Casse,
se orientate anche in minima
parte verso l’immobiliare, potrebbero dare respiro al settore
dell’edilizia in Italia.
Nell’ambito dell’immobiliare,
un impiego che riveste anche
carattere assistenziale è quello
relativo al Social Housing, che
si traduce nelle politiche e negli
interventi mirati alla realizzazione e gestione, da parte dello
Stato e con la collaborazione di
privati, di alloggi accessibili a
fasce deboli della popolazione.
La Cnpadc nel 2013 ha continuato a crescere nei numeri sia
del patrimonio (stima +10%)
che degli iscritti (stima +3%),
mantenendo i livelli di fatturato e reddito rispetto all’esercizio precedente, meglio di altre
realtà professionali; questo in
considerazione del fatto che la
nostra è una professione anticiclica e il Dottore Commercialista è figura indispensabile
sia per le realtà in crescita che
per quelle in crisi. La Cnpadc
vuole essere portatrice di iniziative espressamente indirizzate al sostegno e al rilancio
dell’economia e del lavoro; senza lavoro non esiste previdenza
perché non c’è reddito, senza
reddito non c’è contribuzione,
senza contribuzione non si
Trend iscritti attivi e pensionati
(anni 1994-2013)
A fianco: Evoluzione della
demografia della Cassa
dottori commercialisti
*I dati per l’anno 2013
sono provvisori
crea montante e senza montante non c’è pensione. La Cnpadc
in linea con quanto detto, sta
finalizzando gli impieghi per
incrementare la componente
immobiliare e quella alternativa. Il piano di impiego, programmato per l’anno 2014,
prevede investimenti per circa
500 mln di euro, in parte nelle
tradizionali asset class Equity/
bond, mentre una quota importante sarà allocata nell’immobiliare e un’altra sensibile
nel mondo degli investimenti
alternativi. In particolare, è
stato deliberato l’incremento
del peso di strumenti alternativi (140 milioni), tradizionalmente non correlati rispetto
al mercato obbligazionario e
azionario al fine di diversificare ulteriormente il portafoglio
e garantire una performance il
più possibile stabile nel tempo
e in linea con le riflessioni sviluppate nelle premesse.
Per quanto riguarda gli strumenti alternativi il fine è di
incrementare
l’esposizione
sulle classi di investimento già
presenti in portafoglio (private
equity, infrastrutture, minibond, social housing) nonché
di ricercare altre forme di in-
vestimento che possano offrire
un upside di rendimento. Ci
aspettiamo risultati non solo finanziari, ma di utilità generale,
da questo rinnovato impulso
all’investimento, non dimenticando che il lato “tradizionale”
del nostro portafoglio, nel corso dell’ultimo quinquennio, ha
registrato i risultati di cui alla
tabella sotto riportata.
Per quanto riguarda il comparto immobiliare, l’obiettivo
è di investire 200 milioni sia in
acquisizioni dirette che indirette, in quanto è innegabile che i
fondi immobiliari rendano più
efficiente la gestione del mattone dal punto di vista dei costi
di manutenzione e fiscalità.
Nel 2014 sarà avviato il nostro
fondo immobiliare riservato,
“Primo Re”.
Per quanto riguarda la funzione sociale, la Cassa si muoverà
con sempre maggiore impegno sul fronte dell’assistenza
ai propri iscritti, in considerazione del fatto che i liberi
professionisti fanno parte di
un mondo privo di tutta una
serie di coperture e di salvaguardie tipiche del rapporto
di lavoro dipendente, e svilupperà nuove iniziative per
Il punto sull’Asset Allocation
completare le coperture tipiche di un welfare sempre più
avanzato, in ausilio alle prestazioni previdenziali.
Riteniamo che le predette
funzioni possano essere ben
perseguite dalla nostra Cassa,
e dal sistema della previdenza
obbligatoria privata più in generale; per svolgere al meglio
questo ruolo è necessario un
maggiore livello di chiarezza e
di equità sia in termini di trattamento fiscale che di rapportazione con tutti gli interlocutori. Chiarezza delle norme
che definiscono la nostra natura privata, per programmare
con serenità il futuro, confortati dai risultati raggiunti da
quando siamo stati privatizzati. Equità, in quanto le Casse,
caso unico nel mondo della
previdenza, scontano una imposta del 20% sui frutti del
patrimonio, come un normale
investitore, mentre i fondi di
secondo pilastro sono tassati
dell’11% e sul netto realizzato,
e sono assoggettate a un sistema che tassa sia la costruzione
del montante, che la rendita
derivante. Queste difformità
devono essere rimosse per dare la possibilità di investire una
Anno
parte di quanto attualmente
dobbiamo versare in fiscalità
allo Stato in un welfare per le
professioni, ovvero un fondo
che possa garantire la tenuta
delle Casse, dato che per patto
fondante non possiamo contare in alcun aiuto dallo Stato.
Vogliamo occuparci del destino dei giovani professionisti, e
potremmo farlo meglio, eliminando la grande ingiustizia del
regime di doppia imposizione
alla quale siamo sottoposti,
risorse che potrebbero essere
destinate a creare un fondo
interprofessionale da utilizzare per sostenere il libero professionista in tutto l’arco della
vita lavorativa, nei momenti di
difficoltà o di accesso alla professione o a tutela delle future
pensioni. In sintesi nel mettere
in campo quella forma di welfare integrato che aiuterebbe
lo Stato stesso. Si può fare! Si
può individuare una strada comune per affrontare problemi
concreti, e in tal senso siamo
pronti a rimboccarci le maniche e fare il nostro dovere, lo
abbiamo dimostrato con i sacrifici messi in atto da più di
un decennio, e dai risultati nel
frattempo raggiunti.
Patrimonio mobiliare Ren.to Tw
a fine anno*
2009
2.784
9,77%
2010
3.219
4,19%
2011
3.428
-5,60%
2012
4.277
12,47%
2013**
4.709
5,70%
Media
* Valori di mercato in milioni di euro
(inclusi ratei)
** Dati stimati
La Cnpadc si aspetta risultati non solo finanziari, ma di utilità generale, da questo rinnovato
impulso all’investimento, non dimenticando che il lato “tradizionale” del portafoglio,
nel corso dell’ultimo quinquennio, ha registrato i risultati illustrati nella tabella
5,1%
8 Banche & Finanza
Eventi
Lunedì 10 febbraio 2014
■ EUROFINANCE / Leader nazionale del settore ha, di recente, cominciato a collaborare con Ft Capital partner, Merchant Bank operativa da oltre 10 anni
Soluzioni finanziarie a 360 gradi per le aziende italiane
Tra le iniziative, la nascita di Eurofinance Capital Services per assicurare alle imprese del Sud crediti agevolati e finanziamenti strutturati
S
erietà, competenza, professionalità delle soluzioni
adottate. Queste le qualità che
nel corso degli anni hanno reso
Eurofinance, società specializzata in finanziamenti agevolati
alle imprese, leader nazionale
nel settore. “Migliaia di imprese, centinaia di studi commerciali, associazioni di categoria,
enti e istituzioni utilizzano con
successo da Eurofinance per
la richiesta e l’ottenimento di
contributi a fondo perduto e
per finanziamenti agevolati
nazionali ed europei”, afferma
l’amministratore P.Angelo Cicalese.
Non solo. per via della crescente difficoltà delle imprese
di ottenere finanziamenti di
tipo bancario, Eurofinance ha
deciso di muoversi anche in
un’altra direzione: trovare soluzioni alle esigenze di credito
ordinario e strutturato per le
imprese italiane.
“Dal momento che il sistema
bancario e finanziario italiano è ormai al collasso e le
previsioni 2014 sono pessime
- spiega l’amministratore -,
la soluzione non poteva che
essere all’estero, ovvero nella
ricerca di operatori finanziari
internazionali solidi e disposti
a investire in Italia e nelle imprese italiane”.
È così che viene stretta la collaborazione con Ft Capital partner, una Merchant Bank operativa in Italia da oltre 10 anni
e specializzata in operazioni di
finanza strutturata attraverso
l’utilizzo di istituti finanziari
esteri. “Attraverso questa collaborazione - continua Cicalese
- sarà quindi possibile offrire
alle imprese italiane soluzioni finanziarie a 360 gradi, che
vanno dal credito agevolato a
quello strutturato, per affrontare e risolvere molti problemi
finanziari altrimenti irrisolvibili per le aziende nazionali”.
Per offrire un servizio territo-
P.Angelo Cicalese, amministratore Eurofinance
e presidente del Cda di Eurofinance Capital Services
riale dedicato principalmente
ai territori del Centro Sud Italia nasce dunque Eurofinance
Capital Services, che è una
società dedicata alle imprese
appunto del Centro Sud Italia per tutte le esigenze finanziarie che vanno dal credito
agevolato al finanziamento
strutturato. “Tramite procedure semplici, chiare e trasparenti - dice l’amministratore di
Eurofinance, che è pure presidente del consiglio di amministrazione della neosocietà -,
ogni impresa interessata potrà
verificare la propria possibilità
di accesso al credito agevolato
o strutturato, ricevendo una
proposta finanziaria chiara e
definita, in base alla quale potrà valutare e scegliere la migliore soluzione”.
È evidente che solo le operazioni realmente finanziabili,
saranno prese in considerazione e solo i progetti imprenditoriali realmente validi
potranno effettivamente accedere ai finanziamenti.
Insomma, una realtà creata
per affiancare le imprese italiane nella contingenza economica e finanziaria di una crisi
che continua a mettere a dura
prova il tessuto produttivo nazionale, con specifico riguardo
per il Centro e il Mezzogiorno
Ester Pugliese, responsabile alta finanza Eurofinance e
consigliere di amministrazione Eurofinance Capital Services
Oltre che direttamente,
la società opererà
anche attraverso
la mediazione di studi
di commercialisti
d’Italia. Eurofinance Capital Services opererà oltre che
direttamente con le imprese
anche attraverso studi commerciali, vale a dire i commer-
cialisti. “Da sempre informati
sulle criticità ed eccellenze
aziendali - spiega Cicalese -, i
commercialisti rappresentano dei preziosi alleati di ogni
impresa in grado di valutare e proporre correttamente
le opportunità finanziarie di
mercato. Per questo motivo
Eurofinance Capital Services
rivolgerà particolare attenzione ai commercialisti, così
da informarli e assisterli nella
scelta delle migliori soluzioni
finanziarie per le imprese loro
clienti, garantendo in tal modo
un servizio altamente personalizzato, efficiente ed efficace
nella risoluzione dei problemi
Accedere al credito estero a tassi competitivi
Un passo necessario, data la criticità finanziaria ed economica del
Paese, con le banche che nel 2014 erogheranno 8,5 miliardi in meno
© ldprod - Fotolia.com
“N
ell’anno 2014 le banche in Italia
erogheranno circa 8,5 miliardi
in meno di crediti alle imprese italiane,
determinando una situazione di ulteriore criticità finanziaria ed economica nel
nostro Paese. Senza entrare nel merito
della vicenda e senza contare sull’aiuto
dello Stato italiano, la soluzione al problema può essere solo esogena al sistema
creditizio stesso, ovvero all’Italia”. Non
usa mezze parole P.Angelo Cicalese, amministratore di Eurofinance e presidente
del cda di Eurofinance Capital Services
nel parlare della situazione di crisi attualmente vissuta dalle imprese italiane.
E nel considerare, in tale contesto, la possibilità di accedere a fonti di finanziamento estero, in pratica il finanziamento
attraverso istituti finanziari non italiani
disposti a investire in Italia, quale unica
soluzione di accesso al credito per le imprese italiane.
“Purtroppo - chiarisce ancora l’amministratore -, l’accesso a tali fonti di finanziamento non sempre è semplice, e tantomeno
diretto. Molto spesso, se non sempre, nel rispetto di tutte le leggi italiane e internazionali, è necessaria la costruzione di un’operazione che consenta all’impresa italiana
di accedere a fonti di finanziamento estero,
peraltro a tassi di interesse impensabili in
Italia, mediamente compresi tra il 2,5 e il
3,10%”. Tali operazioni, che possono assumere varie configurazioni e costruzioni
in relazione alle criticità aziendali e alle
connesse esigenze finanziarie, ricadono
comunemente sotto la definizione di “finanza strutturata”.
finanziari aziendali”.
Naturalmente il campo d’azione di Eurofinance Capital
Services è capillare nel fornire risposte adeguate a ogni
esigenza imprenditoriale. Le
operazioni proposte vanno da
quelle di finanza agevolata,
finalizzate a sostenere investimenti aziendali attraverso
contributi a fondo perduto e
finanziamenti a tasso agevolato, a quelle di finanza strutturata, in pratica cartolarizzazioni, private equity, alternative
investiments, finanza aziendale, finanza immobiliare, consulenza finanziaria corporate,
operazioni di quotazione e
collocamento. In definitiva,
un mix di soluzioni finanziarie
reali e praticabili, in risposta
alle più diverse esigenze finanziarie aziendali da cogliere al
volo. “Il 2014 - sostiene il presidente - sarà un anno davvero
critico, durante il quale, i primi
segni di timida ripresa avranno un effetto di ulteriore tensione sul mercato, generando
frizioni finanziarie tra imprese
e banche. Purtroppo, a fronte
della necessità di investimenti
e liquidità crescente connessi
alla ripresa, l’ulteriore irrigidimento nell’erogazione di
finanziamenti bancari, determinerà inevitabilmente un’ulteriore rottura nei rapporti tra
banche e imprese”. Ecco perché, in tale contesto, la ricerca
e la proposizione di soluzioni
finanziarie alternative al sistema finanziario italiano diviene
per le imprese una necessità
imprescindibile. “Attraverso
Eurofinance Capital Services
le aziende potranno trovare
una piena e totale risposta,
positiva e risolutiva”, conclude
Cicalese, nell’ottica di soluzioni adeguate alle richieste e
alle necessità stringenti delle
imprese italiane. Per maggiori informazioni visitare il sito
www.eurofinancesrl.com.
A spiegare di che si tratta è ancora
P.Angelo Cicalese, che dice: “Un’operazione di finanza strutturata è complessa, in quanto formata da più operazioni
semplici, strategicamente concatenate e
strutturate per il conseguimento di un
obiettivo finanziario/imprenditoriale diversamente non conseguibile. La finanza strutturata, nel caso di specie, viene
appunto utilizzata per consentire legittimamente a imprese italiane di poter
accedere a fonti di finanziamento estero
a tassi impensabili in Italia, attraverso
operazioni semplici ma strategicamente
strutturate per ottenere questo risultato
altrimenti non possibile”.
In tale ottica, Eurofinance Capital Services rappresenta la nuova struttura
di riferimento per il Centro Sud Italia,
specializzata nella valutazione, selezione, costruzione, attuazione e gestione di
operazioni di finanza strutturata. Il tutto
con l’obiettivo di consentire alle imprese
italiane di poter accedere a finanziamenti
esteri a tassi competitivi e a condizioni di
accesso accettabili e ancora plausibili.
Eventi
Lunedì 10 febbraio 2014
Banche & Finanza
FIDINDUSTRIA PUGLIA: LAVORA NEL PRESENTE
PER UN FUTURO MIGLIORE
Un sostegno per il credito alle piccole e medie imprese
Uniti per aiutare le piccole e
medie imprese del territorio
a migliorare la propria situazione in un momento di grande difficoltà come quello che
sta vivendo il mondo imprenditoriale attuale: Fidindustria
Puglia è nato dalla fusione di
tutti i consorzi fidi di matrice
confindustriale operanti nella
regione. Bari, Andria e Lecce
sono le sedi operative.
La possibilità di operare con
grande elasticità e sicurezza
è data dall’assegnazione di
undici milioni di euro avuti
dalla Regione Puglia: Fidindustria è risultato, infatti,
assegnatario di nuovi contributi stanziati dal principale
organo regionale per la dotazione di fondi rischi diretti al
rafforzamento patrimoniale
dei confidi.
Una sicurezza in più, quindi,
a vantaggio di tutte quelle
aziende che hanno deciso di
legarsi a Fidindustria Puglia.
In questo modo infatti la realtà pugliese offre garanzie
alle imprese consorziate che
richiedono un affidamento
bancario e aiuta le aziende
nella consulenza necessaria
in materia di credito e di finanza agevolata.
Grazie al contributo specialistico di Fidindustria Puglia,
le aziende socie sono riuscite ad effettuare un cam-
bio radicale del loro stile di
governo. Si tratta di aziende guidate da imprenditori
“saggi” cha hanno abbandonato la consolidata formula
dell’improvvisazione e del
profitto a breve per dare vita
a quella della pianificazione.
E la pianificazione finanziaria è la pratica che consente
di rinvigorire le possibilità di
futuro. Ecco perché lo slogan utilizzato da Fidindustria
Puglia rende in maniera perfetta la mission di questa importante realtà. “Investiamo
nel vostro futuro” evidenzia
l’azione determinata di un
gruppo di professionisti in
grado di sostenere, migliorare e risollevare l’azienda
locale in questione.
In questo particolare momento storico Fidindustria
Puglia ha un ruolo importante nel territorio locale e
nazionale. “In un momento
in cui le banche chiudono le
porte ai clienti per l’accesso
al credito, dobbiamo porgere estrema attenzione alle
piccole e medie imprese”. A
parlare è il Presidente di Fidindustria Puglia, l’ingegner
Andrea Leone, 54 anni, andriese, sposato e padre di
tre figli, amministratore della
Gecos Srl, azienda operante nel settore dell’edilizia,
componente del Consiglio
di Amministrazione di Fidindustria dal 2005, Consigliere
delegato per la Bat nel Consiglio Generale di Confindustria Bari e Bat e consigliere
nell’Ance Bari e Bat.
“È un momento estremamente delicato. La crisi sta
soffocando le imprese, il
60% hanno i bilanci in rosso e i segnali di ripresa sono
timidi. È un momento in cui
scarseggiano gli investimenti e spesso è necessario consolidare le posizioni e
contenere i costi. Noi con Fidindustria facciamo la nostra
parte” aggiunge il Presidente
Leone.
Fidindustria infatti fornisce
alle aziende la più ampia assistenza in materia finanziaria e creditizia. Tali facilitazioni si traducono in migliori
condizioni di costo del denaro, elemento imprescindibile
per vedere un futuro roseo
nella propria azienda.
“Le banche hanno irrigidito i
parametri per le concessioni di credito proprio perché
le imprese non danno più le
garanzie richieste. Per questo, grazie all’aiuto di Fidindustria Puglia, è importante
riuscire a interrompere questo circolo vizioso” continua
Leone. E ancora: “ Dovrebbe
cambiare la mentalità di banche, enti e imprese. Bisogne-
rebbe concedere il credito
termine e all’adozione di un
non solo in base al patrimopiano di rientro dall’indebitanio e al bilancio di un’azienmento.
da ma scommettendo sulla
A ciò si aggiunge l’effettuariuscita del progetto. Deve
zione e il sostegno di proessere una scommessa che
cessi di capitalizzazione
conceda credito sulla valutaaziendale non superiori a
zione del valore del progetto.
800.000,00 euro per impresa
Così si libererebbero risorse,
e a 400.000 euro per le imenergie e investimenti. “
prese attive nel settore dei
Fidindustria Puglia può gatrasporti.
rantire forme tecniche di
Fidindustria garantisce anfinanziamento a breve e
che prestiti finalizzati al somedio-lungo periodo per
stegno del capitale circolanqualunque tipo di necessità.
te (che comprende scorte
Entriamo nello specifico: le
di materie prime e prodotti
garanzie a breve termine venfiniti, contratto di credito
gono rilasciate per scoperto
edilizio per costruzioni, andi conto corrente, finanziaticipo export-import, anticimenti import, factoring, anpo fatture, anticipo contratti
ticipo di riba, di fatture, di
salvo buon fine) non supecontratti e di credito export.
riori a 400.000,00 euro per
A medio termine, invece, per
impresa e a 200.000 euro
prestiti chirografari, mutui
per le imprese attive nel setipotecari, mutui edilizi a sal e
tore dei trasporti. I servizi
prestiti partecipativi.
di Fidindustria Puglia sono
Queste garanzie possono
fruibili da tutte le imprese
essere concesse per opeassociate che rispettano il
razioni di finanziamento serequisito di Piccola Media
condo diverse finalità: si va
Impresa secondo la definidai prestiti finalizzati agli inzione comunitaria.
vestimenti non superiori ad
1.000.000,00
di
euro
per
impresa (e a
500.000,00
euro per le imprese attive nel
UNIONE EUROPEA
REGIONE PUGLIA
PO FESR 2007/2013
Area Politiche per lo sviluppo,
settore dei traAsse VI
il Lavoro e l’Innovazione
Linea di intervento 6.1
Servizio di Ricerca
sporti), fino ai
Azione 6.1.6
e competività
prestiti finalizzati al riequilibrio finanziario
relativi all’estinzione delle linee di credito a
breve e medio
Sede legale:
Bari
c/o Confindustria Bari e BAT
Via Amendola, 172/5
70126 Bari
Tel. +39 080 9643694
Fax +39 080 9751681
[email protected]
Sedi decentrate:
Lecce - Parabita
Zona P.I.P. lotto 36/37
73052 Parabita (Le)
Tel. +39 0833 509886
[email protected]
Andria
C.so Cavour, 9 (Gall. Privata Tondolo)
76123 Andria (BT)
Tel./Fax +39 0883 558051
+39 0883 250361
+39 0883 254651
[email protected]
www.fidindustria.it
designed by Elettronica 2001
9
10 Banche & Finanza
Eventi
Lunedì 10 febbraio 2014
■ INTRANET / Lo studio di Abi Lab e della School of Management di Milano
■ RAPPORTO / Il trend del sistema bancario 2014-15 secondo i dati dell’Abi
L’efficienza corre sulla rete aziendale Segnali di ripresa, ma ancora deboli
Un terzo delle banche italiane incrementerà gli investimenti
Le banche italiane sono solide, nonostante la redditività in calo
P
C
roduttività a tutto campo, per una questione di
amministrazione interna e
per una migliore interfaccia
con i clienti. Efficienza, nel
caso delle banche italiane,
significa oggi anzitutto potenziare le intranet aziendali
grazie alle nuove tecnologie
e alla multicanalità, per rendere ancora più attiva l’operatività interna, la gestione
integrata ed efficace dei processi e l’offerta di nuovi servizi, come si diceva anche a
vantaggio dei clienti.
A dimostrarlo è uno studio
di Abi Lab, il Centro di ricerca e innovazione per la
banca, e della School of management del Politecnico di
Milano. Stando all’indagine,
al di là della difficile congiuntura economica in atto,
un terzo delle banche italiane intervistate ha previsto
di incrementare gli investimenti per le intranet nei
prossimi due anni (33% del
campione) e più della metà
intende mantenere inalterato il budget rispetto all’ultimo anno (53%). Dunque,
potenziare nel segno dell’efficientamento.
Già oggi, nel sistema bancario, le intranet supportano la
comunicazione interna (per
l’80% delle banche del campione), la compliance (54%),
i servizi di customer service
(60%), la gestione del portafoglio prodotti (53%), le
operazioni di finanza (50%)
e di credito (46%), i processi
organizzativi (64%) e la gestione delle risorse umane
(60%). Dalla ricerca viene
fuori il ruolo giocato dalle
intranet nella gestione dei
processi delle banche sarà
ancora più strategico nel
2014. Dati alla mano, oltre
la metà dei gruppi intervistati, pensa di svilupparle
ulteriormente a supporto
delle attività commerciali, di
marketing e nell’ambito del servizio
clienti (56%), delle
operazioni finanziarie e creditizie
(53%),
dell’organizzazione interna
e della gestione delle
risorse umane (50%).
In termini di “mobilità”, le intranet
delle banche sono accessibili ai
dipendenti a ogni
orario e da qualunque
luogo e dispositivo, rispettivamente nel 79% e nel 43%
dei gruppi del campione. Da
qui l’attenzione del settore
che punta a potenziare ancora di più l’accessibilità in
mobilità all’intranet aziendale (oltre l’80% del campione). Sempre dall’indagine
emerge che l’integrazione
con gli ambienti “social” e
di “collaborazione” aziendali passerà dall’attuale 14%
al 36%, mentre quella con i
dispositivi personali passerà
dal 7% al 14 per cento.
ontinuo confronto con le
realtà del territorio, per
coglierne i segnali più costruttivi. Ma, soprattutto disponibilità a partecipare alla sua
crescita, sia in fatto di valore
aggiunto che di proposta di
prodotti e iniziative sempre
più appropriate e innovative.
Il sistema bancario ha le idee
chiare e, nel Mezzogiorno in
particolare, dove più forte è
la relazione con le comunità
© Dreaming Andy - Fotolia.com
locali, con le imprese e i cittadini, si muove nell’ottica di tale legame, per sostenere quelli
che sono i fattori critici di successo di questa parte del Bel
Paese, come servizi turistici,
beni culturali, agricoltura innovativa, sviluppo delle fonti
di energia rinnovabile e altro
ancora. E senza dimenticare le
giovani professionalità locali,
la vera leva del futuro.
Ma quale sarà il trend del sistema bancario nel prossimo
futuro? A darne un’idea il
Rapporto di previsione Afo
per il biennio 2014-15, presentato da Abi lo scorso dicembre. Si parla di segnali di
ripresa ancora troppo deboli e
necessità di nuovi sforzi della
politica economica per dare vigore alla crescita e per
confermare le prospettive
di uscita dalla fase recessiva. Quella che viene
presentata è la fotografia di una realtà
costituita da banche
italiane solide, benché
con la redditività ancora
in calo.
Nel dettaglio, dalle stime
dell’Ufficio analisi economiche dell’Associazione bancaria e dei centri studi delle
maggiori banche italiane, le
Nel 2013 Pil in calo:
area euro -0,4%,
Italia -1,8%
incertezze congiunturali si traducono in poco brillanti prospettive di crescita per l’area
dell’euro. Il report ha indicato
per fine 2013 una contrazione
dello 0,4% del Pil e per l’Italia
una chiusura d’anno con una
riduzione dell’1,8 per cento.
Vale a dire un contesto non facile, che vede gli istituti di credito italiani a fare i conti con
l’ulteriore peggioramento del
conto economico, con la caduta strutturale della capacità di
risparmio delle famiglie, con
un’architettura regolamentare
sempre più pervasiva. Comunque, il segno di un momento significativo di svolta,
in cui si inizia ad avvertire
un’apertura sulla recessione,
benché per la ripresa ci sia tanto da fare, da ogni parte.
■ BPPB / Forte di un radicamento sul territorio di Puglia e Basilicata, che dura da 130 anni, si è estesa anche nel resto della Penisola con oltre 140 sportelli
Una banca ricca di valori applicati alla finanza
Con le sue vantaggiose offerte e condizioni economiche, il portale “Suite 1883” diventa rete cibernetica di un business siglato dall’etica
D
a 130 anni dalla parte del territorio - in
Altamura, Puglia - e della
sua gente. Da queste parti,
sull’altopiano della Murgia,
proprio per questo la chiamano la “Banca nostra”.
Perché è come se fosse davvero loro la Banca Popolare
di Puglia e Basilicata: non
c’è famiglia, in questo lembo di terra fatto di colline
sinuose che scendono verso
l’Adriatico con i loro carichi
di ulivo e grano, che dell’istituto bancario non abbia una
quota. E quando si trova la
“mosca bianca” che in porta-
foglio non ha azioni, quella
candida confessa: “Sono un
correntista e il mutuo ce l’ho
alla Popolare”.
Banca del territorio per vocazione, coi suoi oltre 140
sportelli sparsi ormai in
tutta Italia la Bppb non ha
mai voluto rinunciare alla
sua identità: il rapporto con
le città e i paesi in cui, nel
1883, nacque. E questo attaccamento alla terra s’è tradotto, in un sistema solitamente
arido di sentimenti come
quello bancario, in un rigoglioso patrimonio di valori e
ideali applicati alla finanza.
La direzione generale della Bppb ad Altamura
Una ricetta che s’è rivelata
vincente, specie di fronte a
una crisi che non ha mancato di toccare anche la Bppb.
La quale, sotto i venti di bufera delle difficoltà che negli
ultimi anni hanno scosso
l’intero sistema creditizio,
ha visto magari piegarsi i
suoi rami, con il moltiplicarsi delle sofferenze e gli utili
sacrificati sull’altare della
stabilità e dell’equilibrio, ma
sostenuta dalle sue solide
radici non s’è piegata e ha
anzi rilanciato la sua sfida.
Giocando la carta di sempre,
quella del costante rapporto
con le famiglie e piccole e
medie aziende, da sostenere
nei loro percorsi di crescita e
sviluppo.
Non è stato perciò un caso
che la Bppb abbia accolto le numerose richieste di
sospensione e rinegoziazione del debito pervenute
da famiglie ed imprese in
momentanea difficoltà , con
l’intento di supportarle ed
accompagnarle oltre la crisi.
Varie sono state, altresì, le
convenzioni siglate con le
società di garanzia Cofidi in
favore delle imprese locali.
Insomma, “popolare” per
Michele Stacca,
presidente Banca
Popolare di Puglia
e Basilicata
scelta, continuando a rimanere accanto ai suoi clienti
e garantendo loro un ruolo di supporto e di guida
nell’orientare i bisogni e le
esigenze verso progetti concreti e importanti per superare insieme l’onda lunga
della crisi.
Insieme ai suoi soci, la Bppb ha festeggiato il 130esimo compleanno creando il
portale “Suite 1883”, luogo
privilegiato in cui vantaggiose condizioni economiche si affiancano a offerte
extrabancarie, viaggiando su
una piattaforma pensata per
unire le aziende e metterle
in contatto con l’utenza, in
una sorta di rete cibernetica delle relazioni umane e
del business con l’impronta
dell’etica 2.0.
E per tutti gli altri l’offerta
non è da meno, con prodot-
ti nuovi, proposte semplici
declinabili a seconda delle
esigenze. In un parola, “Tutto”, la linea creata per offrire a chiunque servizi sicuri
e sostenibili anche tramite
internet, il mobile e il phone banking: da TuttoXte a
TuttoImpresa, nelle tre differenti versioni legate all’operatività dell’azienda, con un
canone già conveniente in
partenza che può ridursi in
base al possesso di determinati prodotti e servizi. C’è
poi, ultima arrivata, TuttoTondo, la polizza Rc Auto di
Arca Assicurazioni targata
Bppb che consente ai soci di
beneficiare di uno sconto del
10% sul preventivo, con possibilità di pagamento rateale
a tasso zero. E non è tutto: la
Bppb, dal cui passato ritrova
slancio per il futuro, pone lo
sguardo verso le nuove tendenze, senza rinunciare alla
familiarità dei rapporti e alla
fiducia consolidata.
Sarà per questo che sulla
Murgia, e sempre più ormai
anche nel resto d’Italia, la
chiamano “la Banca nostra”?
Chi la cerca la trova, perché
lei c’è. Sempre Banca Popolare di Puglia e Basilicata.
Eventi
Lunedì 10 febbraio 2014
Banche & Finanza
11
■ CLOUDFINANCE.IT / Il progetto parte a Benevento grazie a un gruppo di esperti con competenze in diverse materie e ampia esperienza in campo consulenziale
Nasce la piattaforma in cloud per l’analisi economico-finanziaria
Mette a disposizione di professionisti e attori aziendali direzionali, software “intelligenti”, in grado di interagire con gli utenti
R
ivoluzionare l’approccio
all’analisi economico-finanziaria attraverso l’utilizzo
di differenti software che integrano innovativi strumenti
di business intelligence e restituiscono complessi report
finanziari consuntivi e previsionali.
È quanto si propone Cloudfinance.it, una piattaforma
di cloud computing online dal
2013, che mette a disposizione dell’utente diversi software orientati a professionisti e
attori aziendali direzionali,
che hanno esigenze di analisi
complesse e richiedono strumenti in grado di realizzare
elaborazioni e reportistica
in modo semplice e in tempi
rapidi.
Il progetto nasce in Campania, a Benevento, dalla fusione di competenze tecnicospecialistiche che spaziano
dall’analisi
economico-finanziaria fino al mondo informatico. Il team di Coudfinance.it è infatti formato da
un gruppo di professionisti
esperti in diverse materie
(commercialisti, ingegneri,
esperti di strategia aziendale
e marketing ed esponenti del
mondo accademico) con una
Cloudfinance rivoluziona l’approccio all’analisi economicofinanziaria con l’utilizzo di strumenti di business intelligence
grande esperienza nel campo
consulenziale in particolare
rivolto al vasto mondo delle
piccole e medie imprese.
Dato l’aspetto molto tecnologico e innovativo dei prodotti, l’azienda si è dotata
della forma giuridica di start
up innovativa che impone il
divieto di distribuire utili per
i primi quattro anni di attività che saranno destinati in
grossa parte a una costante
attività di ricerca e sviluppo
soprattutto nel campo della
business intelligence.
Cloudfinance.it
propone
un concetto completamente nuovo del software di
analisi finanziaria: da strumento passivo e statico il
sistema diventa intelligente
e permette di interagire con
l’utente non solo guidandolo nella corretta analisi dei
risultati, ma anche evidenziando eventuali anomalie
e suggerendo interventi da
porre in essere e scelte da
adottare per migliorare la
performance aziendale.
Ciascuno dei software, oltre
a rating, bilanci previsionali,
indicatori sintetici, fornisce report articolati, ricchi
di note, grafici e commenti
Cloudfinance.it prevede due tipi di programmi, easy
e professional, a seconda che vengano utilizzati da utenti
esperti o meno di analisi finanziarie
personalizzati in base ai dati
inseriti, come piani industriali previsionali o analisi di bilancio commentate.
Ogni commento sull’analisi,
semplice o complesso, viene
automaticamente realizzato
in modo intelligente grazie a
specifici algoritmi di business
intelligence ed è liberamente
modificabile nel report finale che, comunque, appare da
subito immediatamente autoconsistente e finito. Il tutto
seguendo i dettami di una
comunicazione finanziaria
semplice ed efficace.
L’innovativa
architettura
cloud computing rende la
piattaforma
estremamente modulabile e adattabile a
ogni esigenza operativa: il
software è immediatamente
utilizzabile on-line, nella sua
versione ottimizzata e più recente, senza necessità di installazione o aggiornamenti
sul proprio pc e con la possibilità di utilizzo ovunque ci
si trovi attraverso tutte le tipologie di device (pc, portatili, tablet) e sistemi operativi
(Windows, Mac Os, Linux).
Il servizio non prevede costi
fissi visto che si paga solo il
reale utilizzo del software.
■ CESYNT AS / Da 18 anni è una società di consulenza bancaria, per il recupero di somme incassate illecitamente con anatocismo e usura
Milioni di euro restituiti dalle banche alle imprese
Tra le novità messe a punto dall’azienda, il nuovo software “Mela” finalizzato all’analisi di mutui e leasing
C
on diciotto anni di attività
alle spalle, Cesynt Advanced Solution è una società di
consulenza bancaria che ha
sviluppato grande competenza su tutte le problematiche
connesse ai rapporti bancari,
alla contrattualistica, all’anatocismo e all’usura. La consulenza, rivolta principalmente alle
aziende, si pone l’obiettivo di
razionalizzare e ridurre i costi
relativi ai rapporti bancari e
recuperare le somme illegittimamente incassate dagli istituti di credito con l’applicazione
dell’anatocismo e dell’usura sui
conti correnti, mutui, finanziamenti, leasing e contratti
derivati. La società, costituita
da professionisti specializzati
nei propri settori di intervento, vanta una esperienza consolidata, maturata negli anni
a fronte di una casistica molto
vasta, e opera su tutto il territorio nazionale.
Ha contatti con numerosi studi legali, così da poter recepire immediatamente eventuali
indirizzi
giurisprudenziali
innovativi ed essere sempre
all’avanguardia nel trovare soluzioni adeguate.
“L’attività della nostra azienda
si svolge effettuando una pri-
Armando Miele, amministratore delegato di Cesynt AS
ma analisi, senza costi a carico
del cliente, complessiva di tutti
i rapporti bancari e identificando eventuali elementi di
illegittimità presenti sui contratti bancari in corso o già
chiusi da meno di dieci anni”
spiega l’amministratore delegato Armando Miele, autore tra
l’altro di numerose pubblicazioni sull’argomento. “Successivamente si definisce, insieme
al cliente, una strategia operativa in funzione degli obiettivi
da raggiungere e poi, se neces-
sario, si intraprende un’azione
legale nei confronti della banca, finalizzata a recuperare le
somme indebitamente versate.
Tutta l’attività di consulenza
viene svolta in stretta relazione con gli avvocati che collaborano con la nostra azienda
o supportati da studi legali di
fiducia con consolidata esperienza nella materia. Abbiamo
seguito moltissime cause e tutte con risultati positivi. Fino a
oggi i clienti di Cesynt AS sono
riusciti a recuperare decine di
milioni di euro vincendo cause nei confronti delle banche”.
Da qualche tempo la società
offre i propri servizi anche ai
privati, in particolar modo nel
segmento dei mutui. “Chi ha
sottoscritto un mutuo ci sottopone il contratto per verificare
se ci sono elementi di illegittimità o clausole nulle” spiega
Miele. “Svolgiamo lo stesso
servizio anche per le aziende
laddove sia richiesta un’analisi
preliminare su mutui, leasing,
finanziamenti e contratti derivati, prima ancora che subentri
uno stato di necessità”.
Cesynt AS rappresenta un va-
lido supporto consulenziale
anche per commercialisti, studi legali e studi di consulenza
aziendale, che affianca in tutte
le fasi della consulenza supportandoli dall’analisi preliminare,
alla identificazione delle soluzioni e per tutta la eventuale
fase di contenzioso. A tali professionisti l’azienda fornisce da
sempre anche software sviluppati internamente quali strumenti atti a svolgere al meglio
il lavoro. “Rebank”, per esempio, è il software progettato
per l’analisi dei conti correnti
bancari e il ricalcolo degli interessi anatocistici indebitamen-
L’utente decide il periodo e
i software che intende includere nell’abbonamento, a seconda delle proprie esigenze
e minimizzando i costi. In
questo modo si risparmia
per la gestione dei software,
degli aggiornamenti e dei
back up.
I software presentano interfacce intuitive per l’inserimento dei dati: semplici fogli
di calcolo, con indiscutibili
vantaggi in termini di praticità e familiarità d’uso che
permettono di realizzare analisi finanziarie estremamente
complesse con la massima
precisione e velocità. Ogni
software, oltre a essere costantemente aggiornato, può
essere personalizzato in base
alle esigenze e le specifiche
richieste dei clienti.
Coudfinance.it prevede due
tipi di programmi, easy e
professional a seconda che
vengano utilizzati da utenti
esperti o meno di analisi finanziarie.
Tutte le versioni sono legate
dalla filosofia di una nuova
concezione di software che
faciliti il lavoro in un mercato sempre più complesso e
competitivo.
te riscossi dalle banche. Tra le
novità, l’azienda ha di recente
rilasciato un nuovo software,
“Mela”, finalizzato all’analisi dei
mutui e dei leasing.
“Mela è un software rivoluzionario nella sua filosofia operativa. Si tratta infatti di un prodotto web-based, utilizzabile in
qualsiasi momento dal singolo
professionista” spiega Miele. “Il
software non si limita, come
quelli attualmente presenti, alla
generazione di un piano di ammortamento o al calcolo della
rata, ma esegue tutta una serie
di verifiche automatiche sui
tassi effettivamente applicati, il
superamento della soglia usura, l’importo della rata. Inoltre sviluppa automaticamente
tutte le ipotesi di ricalcolo. È
anche in grado di produrre
automaticamente sia una relazione di analisi descrittiva dei
risultati ottenuti che la vera e
propria relazione peritale di
parte da utilizzare nel giudizio
contro la banca”.
Alcuni
componenti
del team
di Cesynt
al lavoro
12 Banche & Finanza
Eventi
Lunedì 10 febbraio 2014
Il paese di San Biagio Platani si trova in provincia di Agrigento
Uno scorcio di San Biagio Platani
■ BCC SAN BIAGIO PLATANI / Dal 1902 nella provincia di Agrigento, conta 527 soci, 6 sportelli, 26 dipendenti e una struttura solida
La banca che promuove l’economia virtuosa
I valori: forte vocazione all’espansione, professionalità e scelta attenta e lungimirante dei progetti da sostenere
U
na banca del territorio,
fortemente
radicata
nell’area che le ha dato i natali, capace di un rapporto
personale con gli interlocutori. Una banca “differente”,
che negli anni ha avuto la
soddisfazione di vedere tale
differenza premiata da una
costante crescita e fidelizzazione della clientela.
Si presenta così la Banca di
Credito Cooperativo di San
Biagio Platani, 527 soci a fine 2013, sei sportelli nell’area
occidentale della provincia
di Agrigento, 26 dipendenti e una spiccata vocazione
all’espansione. “Una banca in
salute, con un’ottima struttura organizzativa, una realtà
viva, forte, in crescita e che
ha all’attivo rapporti molto
buoni con le consorelle”, sintetizza il presidente Salvatore Caldara, alla guida della
Bcc di San Biagio Platani dal
2000, quando da semplice
socio fu chiamato alla presidenza in virtù della sua esperienza manageriale maturata
in altre aziende.
“Siamo partiti in un contesto di difficoltà che non riguardava solo la nostra banca, ma tutto il sistema delle
Bcc. Scontavano l’impegnativa trasformazione da casse
rurali, a seguito dell’emanazione del Testo unico bancario e alle conseguenze che
ne derivarono in termini di
vigilanza e di confronto con
il mercato”. Solo in Sicilia,
in quegli anni le casse rurali
passarono da sessanta a una
trentina, una drastica riduzione, percentualmente in
linea con quella che contestualmente si era registrata
a livello italiano. Dall’inizio
del nuovo Millennio, però, la Bcc di San Biagio “ha
innescato un processo di
rinnovamento, iniziando a
investire sul capitale umano, avendo cura di avere al
proprio interno professio-
La nuova sede dell’istituto di credito di San Biagio Platani (Ag)
nalità adeguate e affinando
la struttura organizzativa”,
prosegue il presidente. Tra
i risultati di tale processo,
un bacino d’utenza triplicato e un’ulteriore volontà di
crescita. “Saremo pronti a
cogliere le eventuali richieste di consorelle in difficoltà
- assicura il presidente Caldara - e a verificare le strade per diventare più grandi,
anche se naturalmente il
momento attuale consiglia
prudenza”.
Un momento in cui la Bcc di
San Biagio Platani, tuttavia,
sul fronte investimenti “non
ha stretto i cordini della borsa, ma ha proceduto a un’attenta valutazione dei progetti
da sostenere”, spiega il direttore generale dell’istituto
di credito, Alfonso Ferrara.
“Stiamo molto attenti ad analizzare la fattibilità dei progetti - prosegue - decidendo
di accompagnare quelli che
hanno una valenza di accrescimento”. Difficile invece l’impegno della Bcc, per
esempio, nel consolidamento
di posizioni debitorie assunte dal potenziale cliente nei
confronti di altre banche.
Dunque, una “politica” a favore di quell’economia che è
in grado di innescare processi virtuosi di crescita. I risultati parlano di 55 milioni di
impieghi a fronte di 90 milioni di raccolta diretta e di 26
milioni di indiretta. Un ragionato “frazionamento del
rischio di credito, unito a una
valutazione attenta dei rischi
operativi e a controlli serrati
e continui sui deterioramenti
e sulle partite anomale, hanno fatto sì che le sofferenze
per la Bcc oggi non rappresentino un problema”, sottolinea il presidente. Infatti,
dettaglia il direttore, “abbiamo 1,3 milioni di sofferenze
nette a fronte di 17,5 milioni
Famiglie, giovani, imprese: prodotti su misura
Sempre più ampia l’offerta di servizi in risposta alle più attuali
esigenze del territorio, sostenuto anche con le sponsorizzazioni
U
na gamma di prodotti e servizi per
soddisfare al meglio i bisogni di famiglie, giovani, imprese, liberi professionisti
e soci: la Bcc di San Biagio Platani con
un’ampia offerta risponde oggi in termini
moderni alle esigenze del territorio con le
sue filiali di Cammarata, Casteltermini,
Raffadali, San Biagio Platani, Sant’Angelo
Muxaro e Santo Stefano Quisquina. Il suo
Consiglio di amministrazione, presieduto
da Salvatore Caldara, è costituito dal vicepresidente Carmelo Sabella e dai consiglieri Giuseppe Sciarrotta, Enzo Savarino,
Alfonso Palumbo, Vincenzo Modica e Maria Concetta Tirrito.
Sempre al passo con i tempi, l’istituto di credito non ha mai dimenticato lo spirito che ha
connotato le sue origini, che risalgono al 1902
quando il 15 settembre fu costituita la “Cassa
rurale cattolica di prestiti” di San Biagio Platini. Un atto costitutivo che ebbe 10 firmatari,
primo dei quali don Alfonso Roccaforte. Egli
fu l’“anima di questa impresa sociale”, si legge
nella storia della Banca, la quale conserva il
suo quaderno di appunti, in cui sono riportate anche notizie curiose sulla prima gestione
della cassa rurale. Infatti, il sacerdote ne fu
presidente e contabile, e lavorò per dare vita all’istituto di credito con un obiettivo ben
preciso: creare un circuito locale dei capitali,
in contesti che difficilmente avrebbero beneficiato dei servizi di altre banche e rompendo
così quelle catene del bisogno economico che
opprimevano anche la dignità delle persone,
contrastando il dilagante fenomeno dell’usura. Nel 1995 la cassa rurale e artigiana si è
trasformata in Bcc.
Per le famiglie oggi la Bcc - oltre al conto corrente, alle carte e all’home banking
- mette a disposizione una vasta gamma
di strumenti finanziari, dal credito al
consumo a quello per l’acquisto della prima casa, fino alla liquidità per esigenze
familiari. In questi anni ha anche creato
prodotti su misura per l’installazione degli
impianti fotovoltaici sui tetti delle abitazioni. Accanto a ciò, vi sono le numerose
opportunità di investimento e, in virtù di
di patrimonio di vigilanza,
con un rapporto percentuale
quindi estremamente basso”. Tale che potrebbe essere
compensato con il solo utile
del 2013, che si attesta su un
milione circa di euro.
Una Bcc efficiente e sana
che il presidente considera il frutto “di un esecutivo
all’altezza, di una struttura
interna capace e di una perfetta suddivisione delle aree
operative: credito, controllo
di gestione, rete di vendita efficace nella valutazione della
qualità del credito”.
Dietro ai numeri e all’operatività che li sostiene, vi è
una generale filosofia di impresa che contribuisce alla
fidelizzazione dei soci e dei
clienti. “Siamo competitivi
sia per i tassi di interesse che
applichiamo, sia per le commissioni, che cerchiamo di
ridurre al minimo indispensabile per coprire le spese
- elenca il direttore Ferrara,
che conclude - perseguiamo
sempre la trasparenza ed è
costante l’impegno a mantenere ciò che promettiamo”.
convenzioni sottoscritte con importanti realtà del settore, la banca risponde anche a
qualunque esigenza assicurativa o pensionistica. Servizi analogamente mirati poi
per giovani, imprese e soci.
La vocazione allo sviluppo del territorio
passa anche attraverso il sostegno e la promozione a una molteplicità di iniziative di
carattere socio-economico e culturale, che
fioriscono grazie all’iniziativa delle diverse
comunità dove l’istituto opera.
Dalla parte dei ragazzi e dei giovani, la Bcc
ha sostenuto per esempio il progetto delle
Olimpiadi della matematica che si sono
svolte coinvolgendo le scuole medie locali; ha partecipato al progetto “L’arte salva
l’arte”, grazie al quale a Casteletermini è
stato realizzato un concerto con un pianista di statura internazionale e i proventi
della serata sono stati investiti nel restauro
di opere d’arte locali. Targato sempre Bcc
anche il convegno sul femminicidio organizzato dalla Confranternita Madunnara
a San Biagio Platani nel dicembre scorso, e
la banca ha dato il proprio contributo per
la realizzazione della prima fiera agricola, industriale e agroalimentare svoltasi
a Sant’Angelo Muxaro a settembre 2013.
L’anno scorso, inoltre, ha sostenuto la realizzazione del Grest a San Biagio e della
sagra d’estate a Raffadali.
Eventi
Lunedì 10 febbraio 2014
Banche & Finanza
13
■ BANCO DI NAPOLI / Sono oltre 60 le filiali con orario 8-20 e apertura il sabato secondo il modello “banca estesa” della capogruppo Intesa Sanpaolo.
La banca del Sud per le imprese, i giovani e le famiglie
Attenzione all’economia del territorio con soluzioni mirate e impieghi per 31 miliardi di euro a fronte dei 25 miliardi raccolti
L
a banca deve allinearsi
ai tempi che cambiano.
Deve evolversi e “ingegnarsi” per sostenere le famiglie,
supportare le imprese, agevolare i giovani. Questa la politica messa in atto, in piena
regola, da un colosso come il
Banco di Napoli, in sostanza
la banca del Sud. Radicato al
territorio, alla sua bella Napoli e al Mezzogiorno, forte
di essere parte di un gruppo
importante come Intesa Sanpaolo, primo per solidità in
Europa, l’istituto di credito
non si smentisce e si conferma deciso più che mai nell’essere attento alle esigenze dei
propri clienti.
Le aziende si lamentano della poca liquidità, le famiglie
fanno fatica ad arrivare a fine
mese, i giovani hanno poche
credenziali in banca. In generale il sistema bancario ha
chiuso i rubinetti del credito.
Il Banco di Napoli no. “Siamo
una banca che non ha detto
no al credito e che non ha
fatto mancare l’ossigeno, l’assistenza, il supporto e l’aiuto
alle imprese - afferma Franco Gallia, direttore regionale sud di Intesa Sanpaolo e
direttore generale del Banco
di Napoli -. A parlare sono i
numeri che dicono che nelle
regioni dove operiamo come
Banco di Napoli ( Basilicata,
Calabria, Campania e Puglia)
e in Sicilia, dove abbiamo la
rete Intesa Sanpaolo, abbiamo impiegato 31 miliardi di
euro, a fronte di una raccolta
di 25. In pratica prestiamo
più di quello che raccogliamo. Altrettanto eloquente è
che, oltre a questi 25 miliardi,
amministriamo altri 35 miliardi del cosiddetto mondo
titoli e che il 50% degli impieghi è per le aziende e le società non finanziarie”. Non solo,
in un contesto come quello
degli ultimi anni, in cui il
fatturato delle aziende è sceso drasticamente, anche con
quote del 20-30 per cento,
comunque questa banca ha
sostenuto le imprese clienti.
“Nonostante il forte calo di
fatturato delle imprese la
contrazione del credito è stata del 2-3%, quindi di gran
lunga inferiore al meno 20%
dei fatturati delle imprese. È
senza dubbio un momento in
cui le aziende sono assai prudenti nell’investire, e ciò spiega la contrazione di richiesta
finanziaria. È giusto dire che
anche nelle banche c’è maggiore attenzione nell’erogazione del credito, in quanto il
costo delle sofferenze, la cui
percentuale al Sud è maggiore che nel resto d’Italia, è una
voce importante che fa male
ai bilanci delle banche. Continuiamo dunque a privilegiare il sostegno al territorio,
ma lo facciamo con criteri
di selezione più rigorosi. È
indispensabile presidiare la
qualità del credito per evitare
riflessi negativi”.
Come si diceva, il sostegno
del Banco di Napoli è concreto. Tant’è che, oltre al supporto a quelle aziende che hanno
risentito meno della crisi e a
quelle filiere del Sud che godono di buona salute, come
l’agroalimentare, l’automotive, l’aeronautica, il turismo,
la moda, l’istituto di credito
ha voluto essere vicino anche
a quelle realtà che vanno meno bene. “Non vale solo per le
imprese, ma pure per le famiglie - dice il direttore generale
-, alle quali abbiamo offerto
la possibilità di sospendere
le rate dei mutui. Del resto,
l’idea della sospensione delle
rate è stata in origine proprio di Intesa Sanpaolo, con
la moratoria per le Pmi del
2009, poi ripresa ed estesa alle altre banche con l’accordo
Abi”.
Ci sono settori che preoccupano più di altri, ad esempio
l’immobiliare, per il quale sono state avviate iniziative da
parte del Banco di Napoli e
di Intesa Sanpaolo. “Assolutamente - commenta Gallia
-. L’immobiliare è un settore
fondamentale per l’economia
nazionale e locale e certamente preoccupa la forte crisi
che lo colpisce. Noi ci stiamo
proponendo come tramite tra
alcuni cantieri e quei nostri
clienti interessati all’acquisto
di una casa per agevolare il
processo di compravendita
degli immobili. In sintesi, garantiamo la solidità dell’operazione e la possibilità di
finanziare il mutuo. L’obiettivo è risolvere il problema
dell’invenduto immobiliare e
al tempo stesso agevolare chi
desidera comprare casa”.
È un’iniziativa che interessa
molto i giovani, più in difficoltà nel pensare a un mutuo
per acquistare casa, potendo
contare sempre meno su un
contratto di lavoro a tempo
indeterminato. “A loro abbiamo dedicato specifici servizi e filiali che sono presenti
nelle principali città italiane,
quali ad esempio Napoli e
Palermo. Ma vogliamo altresì
appoggiare l’autoimprenditorialità e favorire i giovani
che hanno idee originali e
interessanti, però fanno fatica a trovare il necessario
sostegno per svilupparle. È
questo l’obiettivo dell’accordo
tra Banco di Napoli, l’Università Federico II di Napoli e
la Camera di Commercio di
Napoli per l’avvio di start-up”.
Prodotti insomma per esigenze differenti e specifiche,
senza chiaramente dimenticare le famiglie. “Rimanendo
nell’ottica dell’attenzione al
cliente e di non creare dispersione, si punta su efficienza e
servizio - afferma il direttore
generale -. Stiamo razionalizzando la rete delle filiali
e stiamo portando avanti il
progetto di ‘banca estesa’ che
vede già 80 filiali aperte dalle
8 alle 20 da lunedì a venerdì e
Il Pil del Meridione: comparabile
a quello di Belgio, Polonia e Austria
I
l Pil meridionale a prezzi correnti è pari a 363.945,9
milioni di euro (23% dell’Italia). Le stime del Pil al
2013 nel Sud prevedono un calo del 2,7% (contro il
-1,8% dell’Italia) e un timido +0,2% nel 2014 (contro il
+0,5% dell’Italia).
In termini di valore il Pil meridionale, oltre a dare un
contributo significativo al Paese, essendo pari a quasi ¼
del totale, è in linea col Pil di interi stati come Belgio,
Polonia e Austria.
Il Pil del Mezzogiorno nel contesto europeo
La sede della
banca in Via
Toledo a Napoli
Il direttore
generale del
Banco di Napoli,
Franco Gallia
dalle 9 alle 13 il sabato. È un
cambio di mentalità sia dei
nostri colleghi che dei clienti,
che hanno apprezzato i nuovi
orari di apertura. Si tratta di
un progetto che fa della filiale sempre più un luogo di
consulenza per le necessità
finanziarie di un’ampia fascia
di clientela, che da noi trova
Fonte: elaborazioni Srm (Studi Ricerche Mezzogiorno)
su dati Eurostat
tempo, spazio e informazioni”. “Banca estesa”, offrendo
la possibilità di recarsi in
filiale fino alle 8 di sera, per
consulenza specifica e personalizzata sulle esigenze di
risparmio e di gestione del
patrimonio, piccolo o grande che sia, in maniera molto
più agevolata e dettagliata, va
incontro a questa esigenza. In
definitiva, con il Banco di Napoli siamo di fronte alla testimonianza reale di un approccio dell’istituto di credito del
tutto diverso rispetto al passato. Di un approccio in cui
l’essere al fianco delle aziende, delle famiglie e dei giovani vuol dire anche studiare e
mettere in campo strumenti
di sostegno economico efficaci e credibili. Non a caso,
la scommessa per la banca è
quella di sostenere e aiutare
le imprese ad agganciare la
ripresa, che non coinvolgerà
tutti allo stesso modo. In questo senso vanno le iniziative, i
progetti, gli impegni.
Il peso del Mezzogiorno: aeronautica, automotive, agroalimentare e turismo
Ecco le cifre e il valore in percentuale di ciascuna industria
L
a filiera aeronautica genera nel Mezzogiorno circa il 31,5% del valore aggiunto nazionale e, con circa 2,4 miliardi
di euro di fatturato, rappresenta un terzo
della filiera italiana. Contribuisce al 27%
circa dell’export del settore in Italia e occupa circa 13.000 addetti (40% del dato nazionale). La filiera automotive rappresenta
il 25% del Pil settoriale nazionale, genera
un fatturato valutabile in 13 miliardi di
euro e contribuisce a circa il 17% dell’export nazionale. Gli addetti nella filiera sono oltre 27.000. La filiera agroalimentare
nel Mezzogiorno ha un valore aggiunto
di circa 16 miliardi di euro, pari al 30%
del dato nazionale. Fattura 21 miliardi di
euro e rappresenta circa il 18% dell’export
nazionale. Occupa oltre 140 mila addetti.
Valore aggiunto
(mln euro)
Fatturato
(mln euro)
Export
(mln euro)
N. addetti
Mezzogiorno
852,4
2.372
1.423
13.000
Peso su Italia
31,40%
33%
26,9%
40%
Mezzogiorno
1.885
13.361
4.280
27.084
Peso su Italia
25%
24,80%
17,10%
16,10%
Mezzogiorno
15.938
21.000
5.674
143.254
Peso su Italia
30%
16,50%
17,80%
29,50%
Aeronautico
Automotive
Agroindustria
Turismo: peso % del Mezzogiorno sull’Italia
La filiera Turistica è un altro settore a forte valenza e potenzialità
economica del Mezzogiorno.
Le presenze turistiche sono 74,8 milioni (il 20% delle presenze registrate in Italia). Il valore aggiunto turistico diretto è di circa 17,4
miliardi di euro (circa il 21% dell’Italia) e il 5,4% del valore aggiunto
totale meridionale.
Fonte: elaborazioni Srm (Studi Ricerche Mezzogiorno)
14 Banche & Finanza
Eventi
Lunedì 10 febbraio 2014
■ SCUOLA NAZIONALE DELL’AMMINISTRAZIONE / Tra le nuove iniziative formative spiccano i corsi di alta formazione sulle società pubbliche e la School of Procurement
Pa attenta alle esigenze del mondo produttivo e delle imprese
Dipendenti pubblici più preparati per sostenere la crescita economica e favorire gli “investimenti diretti esteri”
I corsi di alta formazione sul tema
delle società pubbliche
Il convegno del
novembre scorso
a Milano sul tema
“Investimenti in
Italia: La Pubblica
Amministrazione
dialoga con le
imprese”
N
ell’ambito delle molteplici attività di formazione organizzate dalla Sna
(Scuola Nazionale dell’Amministrazione), varie iniziative sviluppano tematiche
che hanno uno spazio limitato nei programmi accademici del nostro Paese e che
riflettono un modo diverso
rispetto al passato di affrontare le questioni relative al
settore pubblico.
Tra queste iniziative rientrano le attività formative
riguardanti una Pa attenta alle esigenze del mondo
produttivo e capace di dialogare con le imprese, sostenendole e anticipandone
le esigenze (anche al fine di
attrarre investimenti esteri),
i corsi di alta formazione sul
tema delle società pubbliche
e l’istituzione di una School of Procurement. Mentre
la prima iniziativa investe
trasversalmente buona parte dei corsi di formazione
offerti dalla Sna, la seconda
e la terza, invece, si riferiscono a programmi specifici, i cui obiettivi immediati
riguardano il binomio efficacia-efficienza dell’azione
della Pa e il controllo della
spesa pubblica.
Per produrre ricchezza e
favorire il processo di accumulazione, un’economia
di mercato ha bisogno, tra
le altre cose, di una Pa moderna, dinamica ed efficiente. Il legame tra la Pa e
il sistema imprenditoriale,
oltre alla committenza pubblica relativa alla produzione/erogazione dei servizi
pubblici, riguarda anche la
qualità dei servizi offerti.
Rapporti con le scuole
della Pa di Shangai
e Pechino
e creazione del Mena
Oecd Centre
Infatti, quest’ultima e l’efficienza con cui essi vengono
prodotti impattano in misura consistente sui costi delle
imprese e sulla competitività del sistema Italia. Una
Pa siffatta però non è sufficiente a svolgere un ruolo
di propulsione del sistema
economico. Per tale fine,
infatti, è anche richiesto che
la Pa sappia dialogare con le
imprese per comprenderne
le necessità e facilitare le
opportunità d’investimento,
semplificando opportunamente gli adempimenti amministravi a cui esse sono
sottoposte. Una Pa efficiente e attenta al mondo imprenditoriale deve acquisire
consapevolezza del ruolo
che può svolgere, a diversi
livelli di governo, nel favorire il sistema produttivo. Le
imprese, che dal loro canto
devono imparare a rapportarsi in maniera adeguata
con la Pa, hanno bisogno di
dipendenti pubblici capaci
di relazionarsi con loro, in
grado di utilizzare linguaggi
e logiche comprensibili, attenti alla sostanza delle questioni e non solo alla forma.
Per questo, nella Pa serve
un capitale umano adeguatamente preparato, che sia
all’altezza delle sfide e che
sappia svolgere il ruolo di
sostegno alla crescita economica nel Paese. Oggi, la
Pa italiana viene prevalentemente gestita da funzionari/
dirigenti pubblici secondo
un’impostazione giuridica,
attenta fondamentalmente alle questioni del diritto
amministrativo. Le altre
prospettive di analisi dei
problemi sono in molti casi tralasciate. I dipendenti
pubblici, invece, devono
adottare logiche economico-manageriali nell’amministrazione dei fondi pubblici, prestando attenzione
all’uso efficiente delle risorse e tenendo in considerazione le esigenze dei destinatari dei servizi pubblici.
Per tali ragioni, la Sna offre
nei propri programmi formativi un bilanciamento di
Anche una School
of Procurement per
minimizzare la spesa
e garantire la qualità dei
servizi pubblici
competenze che considera
diverse impostazioni e le
prospettive di analisi anzidette. Ciò risulta molto utile
anche ai fini di una corretta
interpretazione e applicazione delle norme esistenti.
Un impegno formativo in
tale direzione è utile anche
per attrarre “investimenti
diretti esteri”. Una formazione adeguata dei dipendenti pubblici permetterebbe allo Stato di migliorare il
dialogo con le imprese straniere e di instaurare con esse un rapporto diretto. Unitarietà degli interlocutori,
semplificazione e chiarezza
delle procedure sono elementi indispensabili a tal
fine. Anche sul piano dei
rapporti internazionali, la
Sna è attenta a soddisfare
queste esigenze. Ciò vale sia
per i rapporti istituiti con le
Scuole della Pa di Pechino
e Shanghai sia per il Mena
Oecd Government Training
Centre (un Centro costituito dalla Sna e dall’Ocse con
l’obiettivo di promuovere
iniziative di capacity building e di supporto alle amministrazioni pubbliche dei
Paesi del Mediterraneo, e di
sviluppare attività di formazione).
Di recente, la Sna ha organizzato su tali temi due
conferenze, emblematiche
dell’attenzione posta ai rapporti tra la Pa e il mondo
delle imprese: il convegno
tenutosi a Roma a giugno
2013 dal titolo “The role of
Public Administration in
facilitating ‘foreign direct
investment’: The case of
China and Italy”, e quello tenutosi a Milano a novembre
2013 (organizzato insieme
alla Promos e alla Camera
di Commercio di Milano)
sul tema “Investimenti in
Italia: La Pubblica Amministrazione dialoga con le
imprese”.
L’
attività di formazione della Sna in tema di società pubbliche risponde a un’esigenza sentita da tempo e negli
ultimi anni amplificata dalla crescita del numero e delle
tipologie delle società controllate da soggetti pubblici e dai
molteplici interventi normativi. Interventi che hanno in molti casi accentuato le incertezze interpretative che caratterizzano il tema. In particolare, la tensione tra ciò che compete
al diritto pubblico e ciò che è soggetto alle regole di diritto
privato si ripresenta oggi sotto vesti nuove, toccando non
soltanto il diritto societario, ma anche il diritto della concorrenza, il diritto dei mercati finanziari, quello delle procedure concorsuali, il diritto del lavoro. La Sna organizza un
corso di alta formazione sul tema delle società partecipate
dagli enti pubblici rivolto a funzionari e dirigenti della Pa,
e a soggetti privati con lo scopo di fornire conoscenze idonee
nel campo. Nell’ambito di tale iniziativa, si è voluto porre
attenzione anche all’attuazione delle norme sulle quote di genere negli organi di amministrazione delle società pubbliche,
organizzando un programma formativo apposito.
Convegno di Roma della SNA dello scorso maggio sul
tema “Le società pubbliche tra regole di diritto speciale e
prospettive funzionali: quale disciplina?”
Diventare professionisti delle gare pubbliche
La School of Procurement forma dirigenti e funzionari
in grado di operare al meglio nell’acquisto di beni e servizi
L
a School of Procurement, organizzata dalla Sna in collaborazione con
la Consip, si pone l’obiettivo di formare
funzionari e dirigenti in materia di gare pubbliche, migliorando la capacità
dell’Amministrazione di creare valore, di
minimizzare la spesa, di garantire la qualità dei beni e servizi acquistati e di migliorare la dotazione infrastrutturale del
Paese.
La qualificazione del personale responsabile degli acquisti pubblici è funzionale al
raggiungimento dell’obiettivo ancora più
ambizioso della certificazione delle stazioni appaltanti, volta a creare una gerarchia
piramidale delle Amministrazioni in fun-
zione della complessità degli appalti che
esse sono autorizzate a gestire. Il sistema
degli acquisti pubblici italiano è infatti
polverizzato, incapace di creare e promuovere le necessarie professionalità. Ci sono
in Italia più di 20mila stazioni appaltanti
(peraltro il loro numero preciso è ignoto),
spesso di minime dimensioni e prive di
competenze specialistiche. Molte di esse
sono incapaci di svolgere un’adeguata attività progettuale e programmatica che è invece indispensabile per trasformare la spesa in valore per i nostri cittadini e utenti.
La riqualificazione delle stazioni appaltanti, soprattutto se effettuata in una logica basata sulle classi di importo, è un
obiettivo necessario per favorire l’efficienza e la qualità della spesa. Il punto di partenza è la formazione e la certificazione
tecnica del personale. La Sna si impegna
attivamente in questo processo, organizzando stabilmente corsi di formazione in
materia di appalti pubblici, consapevole
che esso non soltanto contribuisca al risanamento del bilancio pubblico, ma anche
promuova la crescita dimensionale e qualitativa delle imprese fornitrici.
Al riguardo è necessaria una ancor più
stretta cooperazione tra la School of Procurement e le stazioni appaltanti, e in particolare con le Regioni e con gli enti locali.
La formazione delle professionalità più
rilevanti (giuristi, economisti, esperti nel
controllo della qualità, esperti dei diversi
mercati, esperti di negoziazione) consente
di modificare le prassi prevalenti, contribuendo a realizzare cospicui risparmi e a
promuovere un’amministrazione più efficace e più efficiente.
Eventi
Lunedì 10 febbraio 2014
Banche & Finanza
15
■ CIPAG / La Cassa italiana di previdenza e assistenza dei geometri liberi professionisti conta più di 95 mila aderenti in Italia
Nuove opportunità di credito agevolato per gli iscritti
Fino a 30 mila euro dilazionati. Merito dell’accordo con la Banca Popolare di Sondrio. Possibili anche richieste di finanziamento on line
L
a Cipag, Cassa italiana di
previdenza e assistenza
dei geometri liberi professionisti oggi conta più di 95
mila iscritti in Italia e, oltre a
erogare 30 mila pensioni (tra
vecchiaia, anzianità, invalidità e inabilità), ha all’attivo
una molteplicità di servizi a
favore della categoria. Determinante il suo ruolo anche
nello stipulare accordi con
diverse realtà al fine di rispondere a specifiche esigenze dei geometri italiani.
Rientra proprio in questa attenzione per l’esercizio della
professione, anche in considerazione della particolare
congiuntura economico-sociale, l’aver realizzato un accordo con la Banca Popolare
di Sondrio. Esso introduce
nuove opportunità di credito
a condizioni agevolate per lo
sviluppo dell’attività professionale degli associati i quali,
- ulteriore novità - dal primo agosto del 2013 possono
inoltrare online la richiesta
di finanziamento. Una modalità operativa che è stata
particolarmente apprezzata
dai professionisti, poiché gli
interessati al servizio possono compilare direttamente
la domanda inserendo i dati
necessari in un form presente all’interno dell’area riservata del sito internet istituzionale della Cassa (www.
cassageometri.it).
Tre le finalità per le quali è
possibile accedere al prestito agevolato Cipag: l’avvio
Tra le finalità del prestito
agevolato, l’avvio
di uno studio
professionale
o l’esigenza di liquidità
Il presidente
della Cipag,
Fausto
Amadasi
Le condizioni per mutui ipotecari
Fino a 250 mila euro per ristrutturazione,
acquisto e costruzioni di unità immobiliari
S
La sede
della Cipag
dello studio professionale,
inteso come acquisto di immobilizzazioni materiali e
immateriali necessarie allo
sviluppo dell’attività professionale (fino a un massimo di
30 mila euro); l’anticipazione
dei costi da sostenere a fronte di committenza pubblica e
privata di uno o più incarichi
professionali (anticipazione
non superiore al 70% dell’incarico e fino a un massimo di
30 mila euro) e, infine, l’esigenza di liquidità (15 mila
euro come tetto massimo).
Il finanziamento è concesso
con durata 19, 24 e 36 mesi per tutte le tre tipologie
previste e fino a 48-60 mesi in caso di avvio di studio
professionale. Il rimborso è
previsto in rate mensili posticipate consecutive e senza
interruzione, comprensive
di capitale e interessi e con
2 euro di spese d’incasso per
ciascuna. Gli interessi sono a
tasso fisso: tasso Bce vigente
tempo per tempo maggiorato di 3,75 punti per le durate
da 19 a 36 mesi; tasso Irs di
periodo maggiorato di 3,75
punti per le durate 48-60
mesi.
Per poter accedere a tali finanziamenti agevolati, occorre che il richiedente sia
iscritto alla Cipag da almeno
2 anni e abbia una regolarità
contributiva, con un volume
d’affari superiore ai 15 mila
euro l’anno nell’ultimo biennio. Inoltre non deve avere
più di 70 anni, essere titolare
di partita Iva, svolgere l’attività professionale individual-
mente e avere accesso all’area
riservata del sito web della
Cassa. Le spese d’istruttoria
per l’avvio del finanziamento ammontano a 30 euro per
importi fino a 8 mila euro e
a 50 euro per cifre superiori
(spese dimezzate nel caso di
addebito su conto trattenuto
presso la Banca Popolare di
Sondrio).
Non è applicata alcuna com-
ono in vigore le nuove condizioni per l’erogazione dei mutui
ipotecari applicate dalla Banca popolare di Sondrio agli iscritti e ai dipendenti della Cipag.
Il mutuo può essere concesso per l’acquisto, la ristrutturazione o
la costruzione di unità immobiliari, comprese pertinenze accessorie, destinate a propria abitazione o studio. Per finanziamenti
finalizzati alla ristrutturazione o alla costruzione di immobili la
banca si riserva la facoltà di erogare le somme mutuate a stato
avanzamento lavori. Qualora il mutuo venga richiesto da un’associazione professionale, ciascun membro della stessa dovrà possedere i requisiti necessari.
Per quanto riguarda l’importo finanziabile, esso è non superiore
a 250 mila euro se la richiesta è di un singolo iscritto; sale fino
a un massimo di 400 mila euro se i richiedenti sono due o più
iscritti. In ogni caso, l’importo non potrà essere superiore al limiti dell’80% del valore cauzionale di perizia dell’immobili in
caso d’acquisto e dell’80% del costo di costruzione o di riqualificazione. La durata del mutuo può essere di 5, 10, 15 o 19 anni
e 6 mesi, oltre il periodo di preammortamento compreso tra la
data di erogazione del mutuo e del relativo semestre.
Il rimborso avverrà in rate semestrali posticipate, costanti,
comprensive di capitale e interesse con scadenza il 30 aprile e il
31 ottobre di ciascun anno. Il tasso può essere variabile o fisso.
L’estinzione anticipata o parziale è possibile senza applicazioni
di penali per abitazione e studio nel caso di persone fisiche. Negli altri casi, sul debito anticipatamente rimborsato, sarà conteggiata una commissione dell’1% omnicomprensiva.
Particolare condizioni anche per il finanziamento per la sostituzione di mutui in essere con altre banche e per ottenere liquidità
che non potrà essere superiore al 15% dell’importo utilizzato per
estinguere la precedente passività. In questo i finanziamenti possibili vanno da 80 mila a 200mila euro per un singolo richiedente;
da 80 mila a 300 mila nel caso di richiesta da due o più iscritti. In
ogni caso l’importo non potrà superare il 70% del valore cauzionale di perizia dell’immobile ipotecato.
missione nel caso di estinzione anticipata del prestito ed è
possibile aderire alla polizza
assicurativa [email protected] che garantisce al titolare
del finanziamento il pagamento del debito residuo in
caso di morte o invalidità
totale o permanente. La concessione del finanziamento,
naturalmente, è soggetta
all’approvazione della banca.
Banche, convenzione con il Confidi professionisti
La Cipag ha messo a disposizione dell’ente un plafond per permettere
agli iscritti di fruire di operazioni bancarie a condizioni vantaggiose
L
a Cipag ha colto per prima l’interessante opportunità offerta dalla legge
27/2012 che consente anche alle Casse di
previdenza di far parte del patrimonio dei
Consorzi di Garanzia Fidi e di accedere
così a uno strumento finora a beneficio
di altre categorie. Tale novità normativa
rappresenta per le Casse previdenziali una
nuova opportunità per il raggiungimento
degli scopi statutari, che prevedono di agevolare l’accesso al credito che ha assunto in
questi anni un’ulteriore valenza, a seguito
di una crisi economica che non pare di facile superamento.
La Cipag, che conta più di 95 mila iscritti,
ha inteso cogliere subito questa interessan-
Il Comitato dei Delegati
te opportunità, stipulando una convenzione di valore nazionale con il Confidi
professionisti (www.confidiprofessionisti.
it) e ha messo a disposizione a favore di
tale ente un plafond. In questo modo, gli
iscritti alla Cassa geometri fruiscono di
una vasta gamma di operazioni bancarie
alle condizioni particolarmente vantaggiose riservate al Confidi professionisti e
la garanzia del Consorzio evita il ricorso
a familiari per garantire la linea di credito richiesta dall’iscritto alla Cassa. Tra le
operazioni che beneficiano di condizioni
vantaggiose vi sono le aperture e anticipazioni in conto corrente, i mutui chirografari e ipotecari, le operazioni di leasing,
I finanziamenti sono
riservati ai richiedenti
iscritti alla Cipag
da almeno due anni
e un business di oltre
15 mila euro l’anno
sovvenzioni, finanziamenti con rimborso
contro la cessione del quinto della pensione
e altre ancora.
La legge di conversione del cosiddetto
“Decreto del fare”, in vigore dal 21 agosto
2013, ha consentito anche ai Confidi costituiti da liberi professionisti di usufruire della controgaranzia statale. Infatti, il
Confidi professionisti ha aderito al Mediocredito Centrale nonché a un organismo di
controgaranzia privata proprio al fine di
non intaccare il patrimonio per le linee di
credito richieste dai professionisti che dovessero essere contabilizzate in sofferenza.
Essendosi mossa per prima, la Cipag auspica che le Casse di previdenza collaborino con i Consorzi di garanzia fidi e in
specie con i Consorzi fidi costituiti dai professionisti, i quali hanno potuto accedere
a questo tipo di strumento - da tempo a
beneficio di industriali, commercianti e
artigiani - in epoca recente, cioè grazie alla
legge 106/2011.
16 Banche & Finanza
Eventi
Lunedì 10 febbraio 2014
■ NEMESI LEGAL / La giovane società di consulenza legale ha uffici a Novara e a Salerno e può coprire l’intero territorio nazionale
Aiuta le aziende a trattare con gli istituti di credito
Errori contabili, tassi usurai, capitalizzazione degli interessi debitori: la banca non ha sempre ragione
I
n tempo di crisi le aziende sentono sempre più
pressantemente l’esigenza di
tagliare i costi. Purtroppo,
però, tali costi sono spesso
imputati più alla forza lavoro
che a una gestione finanziaria
scorretta. Molte volte, infatti,
il costo preponderante nei bilanci è l’interesse passivo che
le aziende pagano alle banche
per avere un affidamento.
A pensarla così è l’avvocato
Carlo Scorza, titolare di Nemesi Legal, giovane società di
consulenza legale con sedi a
Novara e a Salerno e in grado
di coprire l’intero territorio
nazionale.
Lo studio si avvale delle competenze di professionisti specializzati in diritto commerciale, societario, fallimentare
e bancario, nonché di giuristi
d’impresa di pluriennale esperienza.
Nella ragione sociale (Nemesi
è la dea greca della giustizia
che ripara i torti mediante
la punizione dei colpevoli) è
già racchiusa la mission della
società: affiancare le aziende
nell’analisi dei rapporti bancari al fine di recuperare le somme illecitamente addebitate
dagli istituti di credito.
“È vero che c’è crisi, ma le
cause di un default aziendale sono sempre molteplici”,
afferma Scorza. “Tali cause
possono essere soggettive, direttamente dipendenti cioè da
una cattiva gestione o dall’incapacità dell’imprenditore di
adeguarsi alle richieste del
mercato, ma anche oggettive, legate agli squilibri del
rapporto tra banca e impresa
L’avvocato
Carlo Scorza
Gli uffici Nemesi Legal a Salerno
laddove l’istituto di credito
spesso genera interessi anatocistici”. L’anatocismo, per le
imprese, è la piaga del secolo.
Con anatocismo si intende la
capitalizzazione degli interessi debitori, in modo tale che
producano, a loro volta, altri
interessi che, talvolta, hanno
un tasso superiore a quello
dell’usura.
“L’imprenditore - spiega Scorza - non sempre è in grado di
contrastare le modalità di
erogazione del credito, sia
perché considerate consuetudinarie sia perché ha timore
di non avere più accesso al
sistema creditizio. Finisce
così per subire vere e proprie
vessazioni economiche, e
non comprende che alla lunga queste incidono sul conto economico della propria
azienda fino a determinarne il
collasso, che può però essere
evitato con una attenta analisi
di gestione”.
In questo contesto, Nemesi
Legal propone alle aziende
che lo richiedono un progetto
di consulenza personalizzato,
finalizzato a ottenere migliori
condizioni contrattuali con
gli istituti di credito, recuperare somme indebitamente
percepite dagli istituti stessi
anche a causa della scarsa
trasparenza del sistema bancario, nonché accertare e verificare eventuali errori esattoriali.
“Attraverso una perizia econometrica
l’imprenditore
potrebbe scoprire di essere
addirittura creditore delle
banche - continua Scorza -.
Dunque, con un ricalcolo dei
conti correnti si verifica l’ammontare di quanto la banca
deve all’azienda, e si dà l’avvio
a un’azione extragiudiziale o
a un’azione legale vera e propria, per richiedere la restituzione di queste somme”.
Problematiche similari si
riscontrano pure nel campo dei mutui, anche se due
sentenze dell’anno scorso
hanno introdotto due figure giuridicamente molto
importanti, l’usura pattuita
e l’usura sopravvenuta. Sul
primo fronte, con la sentenza n. 350 del 9 gennaio 2013
della Suprema Corte di Cassazione in materia di mutui
e in tema di interessi, è stata
introdotta una importante
novità, ovvero l’impossibilità che il cumulo tra interessi
negoziati e interessi di mora comporti il superamento del tasso soglia previsto
dalla Banca d’Italia all’epoca del perfezionamento del
contratto di mutuo.
“Nel caso in cui un mutuo
diventi usuraio, il cliente è
tenuto a corrispondere alla
banca solo la sorte capitale locata senza gli interessi”, spiega
Scorza. “La novità importante
è che di fronte a un tasso usuraio concordato, se il cliente
fa causa alla banca, ha diritto
di pagare il mutuo con le stesse rate in vigore al momento
della sottoscrizione imputate
in conto capitale”.
Parimenti, con la sentenza
602/2013 si attesta che, di
fronte a un’usura sopravvenuta, i tassi di interesse superiori alle soglie fissate dalla legge
devono essere sostituiti con
tassi nei limiti della soglia.
Eventi
Lunedì 10 febbraio 2014
Banche & Finanza
■ UNICZ / L’offerta formativa del dipartimento di Scienze Giuridiche, Storiche, Economiche e Sociali a Catanzaro
L’istruzione contro il clientelismo
Mira a formare una classe dirigente meritevole, nelle istituzioni pubbliche e private
I
l dipartimento di Scienze
Giuridiche, Storiche, Economiche e Sociali dell’Università
degli Studi “Magna Græcia” di
Catanzaro propone una ricca
scelta di corsi di laurea triennali,
magistrali, specialistici, nonché
master, ospita una scuola di specializzazione per le Professioni
Legali e il dottorato di ricerca in
Teoria del Diritto e Ordine Giuridico ed Economico europeo,
per chi desideri compiere i propri studi in Calabria. Si tratta di
un’offerta formativa rinnovata,
innovativa e in linea con le tendenze del mercato del lavoro e,
soprattutto, con le esigenze del
territorio.
Negli anni 2000, oltre al già
istituito corso di laurea in Giurisprudenza, si sono aggiunti i corsi di laurea in Scienza
dell’Amministrazione, Economia aziendale (triennale) e di
Economia Aziendale e Management (magistrale), i quali hanno
sempre immatricolato il massimo degli studenti concesso dal
ministero. Nel corso di Economia Aziendale, in particolare, si
registra circa il 60% di laureate.
Si tratta di un dato estremamente positivo in una regione in cui
la disoccupazione, specialmente
quella femminile, è molto alta: la
laurea incrementa notevolmente le possibilità di assunzione.
“Ai recenti esiti dell’abilitazione
scientifica nazionale - spiega
Nicola Ostuni, coordinatore
del corso di laurea in Economia
aziendale - i ricercatori dell’Area
13 (Scienze Economiche e Statistiche) dell’Ateneo hanno ottenuto tutti l’idoneità e, alcuni di
loro, anche più di una. Si tratta
di un dato straordinario, poiché
la maggioranza dei corsi di laurea di tutte le università italiane
ha visto meno della metà dei
loro partecipanti conseguire lo
stesso risultato. Anche i livelli
di soddisfazione degli studenti
sono molto alti, in relazione sia
alla didattica, sia alle condizioni
occupazionali: secondo le statiche di Almalaurea, a un anno
dalla laurea, il 69,5% dei laureati
triennali nel 2012 si è iscritto a
un corso specialistico e il 34%
ha partecipato a un corso di formazione post-laurea. Si tratta di
una quota analoga a quella nazionale. Sempre a un anno dalla
laurea, il 34% dei laureati ha già
un’occupazione. È un risultato
molto positivo, specialmente se
visto in relazione alla debolezza
del sistema produttivo regionale. Il dato nazionale, infatti, si
attesta sul 38%. Anche le statistiche per la laurea magistrale
sono in linea con i valori medi
della laurea triennale.
L’impostazione del corso di
studio di Giurisprudenza (laurea magistrale) coniuga due
esigenze: la preparazione alle
professioni legali in senso stretto (avvocatura, magistratura,
notariato e così via) e la cura in
Sociologia: già 300 gli iscritti
L’
anno accademico 2013/2014 ha visto la nascita del corso di laurea in Sociologia (limitato per ora al 1° livello,
ma non si esclude l’avvio della relativa laurea magistrale),
che può aprire diversi sbocchi occupazionali nelle organizzazioni che curino lo sviluppo territoriale (come i tecnici di
politiche territoriali) e le politiche socio-culturali (mediatori
culturali, esperti in politiche di prevenzione, esperti nelle politiche sociali).
Altre occupazioni sono individuabili nelle amministrazioni
pubbliche e dell’imprenditoria privata, dove il sociologo può
curare la gestione delle risorse umane o delle ricerche di mercato. Da segnalare anche i campi dell’informazione, del terzo
settore e dei sondaggi di opinione. Nonostante la sua recente
istituzione, il corso ha il maggior numero di immatricolati
tra gli atenei del Sud.
“La nuova offerta formativa - afferma Cleto Corposanto,
coordinatore del corso - è stata recepita molto bene e abbiamo subito raggiunto i 300 iscritti, il massimo consentito dal
ministero. Tutto ciò in un anno in cui, mediamente, le iscrizioni sono calate in tutti gli atenei italiani e in particolare in
quelli del Sud”.
La sede del
dipartimento
di Scienze
Giuridiche,
Storiche.
Economiche
e Sociali a
Catanzaro.
vista di una formazione funzionale all’impiego in attività con
elevata responsabilità in ambito
sociale, socio-economico e politico nonché nelle istituzioni,
nelle pubbliche amministrazioni, nelle imprese private, nei
sindacati, nel settore del diritto
dell’informatica e nelle organizzazioni internazionali. L’obiettivo è laureare giovani le cui
capacità di analisi, valutazione
e decisione proprie del giurista
si rivelino feconde anche al di
fuori degli ambiti di rigorosa
competenza.
Il corso di laurea triennale in
Organizzazione delle Amministrazioni Pubbliche e Private
rappresenta uno dei percorsi storici dell’offerta didattica
dell’Università, il cui obiettivo
è formare professionalità tecniche, competenti e consapevoli
dei principali processi operativi
presenti nei sistemi pubblici e
privati. I laureati sono pertanto
in grado di assistere le istituzioni pubbliche, le organizzazioni
d’impresa e quelle del terzo settore nelle attività di progettazione e implementazione di iniziative finalizzate a promuovere lo
sviluppo economico, sociale e
civile delle comunità e del territorio. Ma possono fornire un
valido contributo anche nella
gestione delle risorse umane e
delle relazioni sindacali.
Il corso di laurea specialistica in
Organizzazione dei Servizi della
Pubblica Amministrazione, che
rappresenta il naturale completamento della laurea triennale
in Organizzazione, mira a formare figure manageriali che,
all’interno delle amministrazioni pubbliche (ma anche di
strutture private), si occupino
della progettazione e della gestione dei servizi da erogare al
cittadino oppure, come esperti e
analisti di organizzazione, si collochino in staff delle direzioni
centrali e periferiche, fornendo
assistenza e consulenza qualificata, disponendo anche di competenze linguistiche e nelle nuove tecnologie dell’informazione
e della comunicazione.
Di durata annuale, il master di
2° livello in Diritto Civile, “Il
Diritto privato della Pubblica
Amministrazione”, è finalizzato all’acquisizione, da parte dei
laureati in materie giuridiche ed
economiche, di una competenza specifica inerente al diritto
privato della pubblica amministrazione. Il suo obiettivo formativo è l’analisi e l’approfondimento delle trasformazioni
impresse all’attività della Pubblica Amministrazione e della
sua evoluzione normativa: in
tal senso, il master intende far
acquisire competenze professionali specialistiche attraverso
la disamina degli strumenti di
diritto privato utilizzati per il
perseguimento dell’interesse
pubblico. Nell’ambito delle attività didattiche vengono anche
organizzate tavole rotonde su
temi di viva attualità. Numerosi
e prestigiosi sono i relatori coinvolti in qualità di docenti del
master, tra cui, oltre a professori
universitari, magistrati ordinari
e amministrativi, consiglieri di
stato, alti funzionari delle autorità indipendenti e della pubblica amministrazione e altri
esperti della materia.
Il master di 1° livello in Management dell’Innovazione Turistica
rappresenta un percorso di alta
qualificazione dedicata a quanti,
già laureati, vogliono acquisire
professionalità nello specifico
settore. Lo sviluppo del corso,
part-time e di durata annuale,
prevede 1.500 ore di attività,
divise tra didattica frontale, studio individuale e in e-learning,
stage e project work. Le aree di
approfondimento riguardano la
legislazione, l’economia, il management, la sociologia e l’Ict.
Ma anche quelle tipiche del destination management, dell’hotel management, del web marketing, dell’eno-gastronomia e
così via.
Il master, nella tipologia innovativa di master spin-off, vuole
17
inoltre essere un’opportunità aggiuntiva per i partecipanti che,
alla fine del percorso e al conseguimento del titolo, possono
progettare in maniera competitiva un’iniziativa imprenditoriale.
Presso il dipartimento è attivo
anche il dottorato di ricerca in
“Teoria del diritto e ordine giuridico ed economico europeo”.
Il corso è prevalentemente strutturato in seminari, tenuti spesso
da professori stranieri afferenti
a prestigiose università estere, e
fornisce competenze multidisciplinari, in ambito europeo, nella
teoria del diritto, del diritto civile, commerciale, del lavoro,
dell’economia, della finanza e
delle organizzazioni pubbliche.
Sul fronte degli sbocchi occupazionali e professionali, il
dottorato fornisce competenze
giuridiche ed economiche per
chi intenda ricoprire posizioni
di responsabilità, sia nelle aziende pubbliche e private, sia nel
mondo della ricerca scientifica.
Degna di menzione è la collana
per i tipi delle Edizioni Scientifiche Italiane di Napoli “L’Europa del diritto”, nella quale si
pubblicano lezioni e seminari
dei docenti stranieri più prestigiosi impegnati nel dottorato
(tra cui Martti Koskenniemi di
Helsinki, Robert Alexy di Kiel,
Patrick Glenn di Montreal, Michel Troper di Parigi, e José Juan
Moreso, rettore dell’Università
“Pompeu Fabra” di Barcellona).
“Siamo in grado di offrire una
formazione di elevata qualità afferma Luigi Ventura, direttore del dipartimento di Scienze
Giuridiche, Storiche, Economiche e Sociali -, con il vantaggio
che, essendo un Ateneo di dimensioni medio-piccole, possiamo instaurare un rapporto
più personale, più diretto con
gli studenti. Il nostro obiettivo
è creare nella nostra regione
una classe dirigente immune
dal clientelismo, antico male
italiano. Per questo motivo siamo molto attenti a premiare gli
studenti veramente meritevoli e
ad allevare ricercatori-docenti
con criteri soltanto strettamente
meritocratici. I risultati sono già
visibili. Alta è la percentuale di
nostri laureati vincitori di concorso in magistratura, straordinario, addirittura, il numero dei
ricercatori-docenti del nostro
dipartimento idonei all’abilitazione scientifica nazionale a
professore associato”.
Il top per le attività di ricerca
I
l dipartimento di Scienze Giuridiche, Economiche e Sociali dell’Università Magna Græcia in sede di valutazione
della qualità della ricerca da parte dell’Anvur, ha conseguito
un importante risultato che ha premiato in particolar modo
l’impegno e l’attività scientifica dei docenti e dei ricercatori dell’area giuridica. Nei risultati relativi al periodo 20042010, il gruppo di ricerca composto da Roberto Amagliani,
Fulvio Gigliotti, Valerio Donato, Geremia Romano, Aquila
Villella, Giuseppe Colacino, Giusy Cosco e Maddalena Semeraro si è, infatti, posizionato al primo posto a livello nazionale per il settore disciplinare Ius/01 (Diritto privato).
Il 95 % circa dei prodotti di ricerca è stato valutato eccellente-buono. Positiva anche la collocazione del gruppo giuslavoristico (Antonio Viscomi, Umberto Gargiulo, Anna Troisi e
Maura Ranieri), che ha occupato il quarto posto per il settore scientifico disciplinare Ius/07 (Diritto del lavoro).
I risultati sono particolarmente significativi, considerata
l’ampiezza della valutazione, che ha riguardato numerosissime ricerche, vagliate in base a rilevanza, originalità e grado
d’internazionalizzazione.
18 Banche & Finanza
Eventi
Lunedì 10 febbraio 2014
■ BCC FLUMERI / È stata fondata nel 1982 da Amedeo Iorillo con l’intento di prestare aiuto economico a famiglie, aziende, artigiani e agricoltori nel territorio di Avellino
All’insegna della sinergia tra obiettivi economici e sociali
I valori del credito cooperativo tradotti in iniziative a favore di giovani e imprese. Sono 6 le agenzie, con la sede staccata di Lioni
L
a Banca di Credito Cooperativo di Flumeri nasce
all’interno della grande famiglia Bcc e, al pari degli altri
istituti di credito cooperativo, si
caratterizza non solo per la capacità di esercitare una funzione creditizia a tutto tondo, ma
anche per quella di creare una
sinergia tra obiettivi economici
e obiettivi sociali, con particolare attenzione alle persone e
alla promozione dello sviluppo
locale. Se i capisaldi del credito
cooperativo sono proprio cooperazione, mutualità e localismo, Banca di Credito Coope-
Messaggio pubblicitario.
Per le condizioni economiche consultare i Fogli Informativi disponibili presso i nostri sportelli e sul sito www.bancasantangelo.com
Al 31/12/2013:
209 milioni di euro la
raccolta diretta totale,
156 milioni di euro gli
impieghi; 36 milioni di
euro il patrimonio;
1.281 i soci;
45 dipendenti
rativo di Flumeri raduna in sé
questi valori, che si concretizzano in un impegno costante
nel soddisfare i bisogni finanziari dei propri soci e clienti e
nel creare valore economico,
sociale e culturale a beneficio
dei soci e della comunità locale.
Ecco alcuni numeri riferiti al 31
dicembre 2013: 210 milioni di
euro di raccolta diretta totale;
155 milioni di impieghi. 36 milioni il patrimonio; 1.281 soci e
45 dipendenti.
Il forte radicamento nel territorio, l’attenzione al localismo
e allo sviluppo delle piccole e
medie imprese fanno di questa banca nel cuore della Valle
Ufita un patrimonio di tutte le
sei comunità che ne ospitano
le agenzie. Fondata nel 1982
da Amedeo Iorillo con l’intento di prestare aiuto economico
alle famiglie, agli agricoltori e
ai piccoli artigiani della zona
di Flumeri (Av), sottraendoli all’indifferenza delle grandi
banche, la Bcc è cresciuta nel
tempo in modo significativo e
rappresenta oggi un punto di
riferimento per l’economia del
territorio. Conta oggi 5 agenzie, alle quali, nel 2009, si è aggiunta la sede distaccata in una
piazza importante come quella
La sede della Banca di
Credito Cooperativo
di Flumeri
di Lioni (Av).
“L’apertura della filiale di Lioni costituisce un importante
tassello del nostro progetto di
sviluppo e di espansione territoriale - afferma il direttore
generale Vito Antonio Granauro - e stiamo lavorando per ampliare ulteriormente la nostra
zona di operatività”. Da anni
ormai, l’Istituto di Credito rappresenta non solo il punto di
riferimento finanziario ed economico del territorio, ma anche
un punto di riferimento sociale
e culturale, attraverso diverse
attività di promozione di iniziative, tutte volte alla valorizzazione e allo sviluppo socio-
culturale delle comunità locali.
In questo contesto, è giunto alla
undicesima edizione il bando
di concorso per l’assegnazione di borse di studio “Amedeo
Iorillo” - iniziativa in memoria
del fondatore - finalizzato a
premiare tutti gli studenti meritevoli che abbiano conseguito il
diploma di scuola media superiore, nonché coloro che hanno
meritevolmente conseguito la
laurea. Allo stesso modo, per i
più piccoli, la Bcc ha avviato, lo
scorso anno, in occasione della
“Giornata Mondiale del Risparmio”, un’iniziativa rivolta a tutti
gli alunni delle classi quinte
delle scuole primarie situate nel
territorio di competenza della banca. “In considerazione
della difficile congiuntura economica, e sempre nel rispetto
dei valori della cooperazione,
abbiamo voluto realizzare un
progetto avente l’obiettivo di
educare i giovani a una conoscenza ludico-didattica delle
tematiche del risparmio, all’uso
consapevole del denaro, non
solo come meccanismo di accumulo, ma come fattore di
sviluppo ambientale e di progresso economico, nel rispetto
della partecipazione e della
solidarietà” commenta il presidente Maria Rosaria Di Paola.
Non da meno, la banca svol-
ge un ruolo di consulenza nei
confronti delle micro-imprese
presenti sul territorio. “Ogni
singola richiesta di nuova imprenditoria viene valutata attentamente - spiega il direttore
Granauro -. Se l’azienda è meritevole va sostenuta. Viene dato
credito al singolo imprenditore
che apre il negozietto così come
ad aziende di maggiori dimensioni”. In particolare, la Bcc
promuove un “pacchetto commercianti”, costituito da diversi
servizi appositamente ideati
per chi è titolare di un negozio,
oltre che da finanziamenti agevolati.Allo stesso modo, la “formula agricoltori” è pensata per
chi è già titolare di un’azienda
agricola o per chi vuole intraprendere questo tipo di attività.
“Infine, sul fronte dei privati, abbiamo aderito a tutte le
convenzioni proposte dall’Abi conclude il presidente Di Paola
- dal ‘Fondo Nuovi Nati’ finalizzato a fornire dei piccoli prestiti
a tutte le famiglie che entro il
2011 hanno avuto un bambino,
alla convenzione Cassa Depositi e Prestiti nata per garantire finanziamenti prima casa a
condizioni di favore”.
Per ulteriori informazioni visitare il sito www.bccflumeri.it.
Dalle radici, i valori.
Eventi
Lunedì 10 febbraio 2014
Banche & Finanza
19
20 Banche & Finanza
Eventi
Lunedì 10 febbraio 2014